La conversione di Kirk Martin, ex leader di band metal satanista, salvato da Cristo

IN FOTO KIRK MARTIN CON LA SUA BELLISSIMA FAMIGLIA: OGGI  CON LA MOGLIE LESLEY, KIRK COMPONE E INTERPRETA CANZONI DI LODE A CRISTO, tiene conferenze in ogni parte degli Stati Uniti e del Canada, in cui racconta la sua testimonianza di conversione a Cristo. QUESTO E’ IL LORO SITO: 
ALL’APICE DEL SUCCESSO E DELLA FAMA, LA VITA DI KIRK E’ DISTRUTTA DA QUEL CAMMINO NEL “LATO OSCURO”, CHE LO AVEVA RESO SCHIAVO DEL ROCK SATANICO, DI ABUSO DI DROGHE, VIOLENZE DI OGNI TIPO CONTRO IL PROSSIMO…
MA “QUALCUNO” IRROMPE NEL SUO INFERNO E GLI INDICA LA STRADA PER USCIRNE.  
LA TESTIMONIANZA DI KIRK MARTIN al canale televisivo CBN:
 
Se c’è un uomo che può rappresentare al meglio la redenzione e l’incontro personale con Gesù vivo e risorto, questi è proprio Kirk Martin. Pieno di violenza e di odio – aveva fatto un patto con satana, per ottenere successo, era satanista dichiarato e leader di una band metal satanista- solo Dio poteva trovare il modo giusto di allontanare quest’uomo dall’orlo dell’abisso infernale, in cui stava trascinando con sè molti giovani, anche attraverso la sua musica .«Ho sempre pensato che Dio amasse alcune persone, ma non me», dice ora Martin. Era il quarto figlio adottivo di una famiglia benestante, ma che fin da piccolo lo aveva sempre picchiato…e gli aveva presentato un’immagine falsa di Dio…

IL TRAUMA INCONFESSATO: a sette anni, Kirk fu violentato da due ragazzi più grandi di lui, ragazzi schiavi della pornografia e che a loro volta avevano subìto violenze e si divertivano ad umiliare i più piccoli con atti di bullismo . «Dio non ti ama», gli dissero i suoi molestatori dopo la violenza. «Dio ti odierà se lo dirai a qualcuno. Sarà meglio che non lo dica neanche a tuo padre e a tua madre perché ti odierebbero anche loro». Il piccolo Kirk sanguinò per diversi giorni dopo la violenza, ma non lo disse ai suoi genitori, col timore che non lo avrebbero creduto e avrebbero “rincarato la dose”, così non lo disse mai a nessuno, seppellì quel trauma dentro di sè…
Qualche anno dopo, un amico gli fece fumare della marijuana nello scuola-bus. «Era evidente che mi stavano mettendo nei guai», ammette Martin. «Mentivo, rubavo e picchiavo gli altri ragazzini». Le reazioni del padre erano sempre immediate e severe. «Mi ricordo rannicchiato nell’angolo della stanza e mio padre che mi picchiava a sangue». «Ti picchiamo perché ti amiamo», gli diceva sua madre, che non si era mai accorta di quanto fossero pesanti le mani di suo marito. «Ricordo di tutte le volte che mi sono sentito dire che Dio mi amava… Così, facendo due più due, nella mia giovane mente cominciai a pensare che tutte le cose cattive che mi succedevano erano dovute al fatto che Dio mi amava, e io non volevo “quel tipo di amore”. É stato quello che ha iniziato ad allontanarmi da Dio». Ed anche la delusione per un Dio, che nessuno aveva saputo veramente testimoniare nella sua vita, nemmeno i suoi genitori…
Quando Kirk aveva undici anni, le autorità accusarono il pastore della chiesa protestante che frequentava dell’appropriazione indebita di 175.000 dollari: non si sa se le accuse fossero vere o infondate. Sta di fatto che, una settimana dopo, il pastore morì di attacco cardiaco, e questo per il giovanissimo Kirk fu il segnale di definitivo allontanamento da un Dio sadico: «Pensai che Dio lo aveva preso perché era cattivo, e che Dio “amava” anche lui».
UNA VITA PIENA DI ODIO E VIOLENZA
Si arruolò a diciassette anni, ma durò solo per sei settimane. «Mi accorsi rapidamemente che avevo un temperamento violento come quello di mio padre», ora confessa. «Litigavo con tutti». Aveva un pugno davvero pesante, i suoi combattimenti erano brevi. Spesso l’avversario cadeva al primo colpo. Ma incontrò un ragazzo tosto della Georgia che non voleva andare al tappeto. «Aveva una mascella d’acciaio», racconta Martin. «Gli dissi che alla prima occasione avrei caricato il fucile e gli avrei sparato in testa. Mi dissero che non potevo più impugnare armi». I suoi superiori ordinarono una valutazione psichiatrica. Appena si sedette nella stanza del reparto psichiatrico, il dottore militare gli chiese: «Cosa succede soldato»? «Odio la gente», rispose Martin. «Vorrei uccidere le persone».Replicò il medico: «Questo è sbagliato perché ovunque andrai ci saranno persone». Martin ritornò per un breve periodo a casa, nel Michigan, ebbe qualche guaio con la giustizia e scappò a Virginia Beach, dove rimase senza fissa dimora per diversi mesi. Adescava «uomini d’affari» con cui andava in stanze d’albergo per gay. «Gli davo tutto ciò che volevano, e poi li picchiavo a sangue e gli prendevo tutti i soldi e le carte di credito. Poi andai a New York City e rimasi coinvolto in cose davvero brutte. Se fossi stato arrestato avrei perso la libertà per molto tempo». Impaurito da come si stavano mettendo le cose a causa delle cattive compagnie, Kirk lasciò New York e ritornò nel Michigan. «Feci un passo indietro e mi calmai», racconta Martin. Si rasò i capelli e andò a lavorare in un negozio di generi alimentari per tenere un profilo basso. Martin aveva sempre avuto un talento musicale. A 23 anni entrò a far parte come chitarrista di una band heavy metal chiamata Frigid Bitch («Prostituta Frigida»).

L’abuso di droghe e sesso, la carriera in band metal sataniste
In quel periodo, subito prima e dopo il suo ingresso nella band, Martin decise di avvicinarsi all’occultismo e al satanismo . «Pensai che c’era qualcosa in me che non andava. Morire non mi faceva paura. Essere picchiato non mi faceva nessun effetto». In alcune occasioni urlò verso Dio in attesa di un segno. Nel silenzio, egli giunse ad una conclusione. «Mi hai ignorato; allora io ti odio», disse a Dio. «”Non mi ami per come sono fatto. Sono destinato alle tenebre e non c’è via d’uscita”, dissi . E tornai ad essere un mostro», confessa ora Kirk. «Iniziai a fare uso pesante di acidi e di cocaina, e a vendere droga ai ragazzini». Essere la chitarra solista e l’autore principale dei testi delle canzoni della band gli dava un certo potere. «Ovunque andavo la gente voleva darmi della droga», dice Martin. «Trovare giovani ragazze per appagare i miei appetiti perversi era davvero facile. Mi si gettavano praticamente addosso».

KIRK DIVENTA LEADER DELLA BAND METAL SATANISTA “POWER OF PRIDE”Immagine correlataLa cosa triste è che attorno al gruppo ronzavano ragazzine quattordicenni. Martin ammette che ogni poliziotto della contea avrebbe voluto sbatterlo in cella. Per ironia della sorte, la band provava in uno studio accanto alla stazione di polizia. Kirk Martin faceva da frontman a una band di heavy metal chiamata Power of Pride (Il potere dell’orgoglio)…Martin si sentiva un dio, si sentiva “protetto” dalle potenze sataniche a cui si era votato, ma anche dalla casa discografica, che copriva sempre ogni sua magagna…..Anni dopo chiese ad un poliziotto perché non l’avevano mai arrestato. «Arrestavamo la gente per possesso di sostanze stupefacenti, ma non ti abbiamo mai incolpato perché avevamo paura di te», gli rispose il poliziotto. Martin tornò a casa dai suoi genitori per una visita, prima che il suo gruppo partisse per un lungo tour lungo la East Coast. «Mi ero rasato a zero e avevo il corpo ricoperto di tatuaggi», ricorda. «Andiamo in giro per il mondo ad urlare in faccia a tutti quanti di andare a farsi fottere», annunciò provocatoriamente ai suoi genitori. «Cosa ne pensate»? I suoi non seppero cosa rispondere….Forse, non lo avevano mai veramente educato e seguito… La band di Martin comprò un bus, lo sistemò, e prese la strada verso Sud in cerca di fama e notorietà. Quando furono in Florida, il bus si ruppe. Dopo aver suonato in tutta la Florida, due dei fondatori dissero a Martin che se ne sarebbero andati.

IL PATTO CON SATANA…. LA BAND METAL SATANISTA “ARATRO DELL’ODIO”
«Capii di essere folle e che si erano stufati di me. Pensai che Dio mi stava maltrattando ancora». Martin andò in un campo da baseball deserto, si buttò con il viso al suolo e gridò tutto il suo odio contro quel Dio,che in realtà non conosceva veramente:
« Odio i cristiani e qualsiasi cosa che riguardi il Cristianesimo». Poi piantò le dita in terra e cominciò a scavare e fece il suo patto con satana: «Dammi tutto quello che voglio e prenderò all’amo tutti i giovani che riuscirò a beccare. Li manderò all’inferno con la musica». Pochi giorni dopo, il suo manager lo chiamò per dirgli che aveva ottenuto un contratto per il gruppo, qualcosa che Martin inseguiva da anni. Il suo patto con il diavolo era andato a segno….ma solo apparentemente… Martin cambiò il nome del gruppo in Hate Plow («ARATRO DELL’ODIO ») e rimpiazzò velocemente i due membri mancanti.

CON IL SUCCESSO, KIRK SI SENTE UN DIO …MA E’ UN’ILLUSIONE: A POCO A POCO, NON HA PIU’ CONTROLLO SU SE STESSO E SULLA SUA VITA…
«La cosa più grande per me era stare sul palco e avere il controllo della situazione, sentirsi adorato dal pubblico e sentirsi dire: “Wow voglio esserci”». Come leader della sua band heavy metal, Kirk Martin mostrava un’immagine selvaggia e aggressiva di sé stesso sul palco. «Vedere centinaia di persone gridare bestemmie era la cosa più affascinante per me». Anche fuori dal palco, per la sua presenza imponente, la gente lo vedeva come un uomo temibile e collerico. «Ero così pieno di odio e lo buttavo tutto addosso alla gente. Sulla strada due membri della band si arrabbiarono con me, non mi sopportavano più. Decisero di lasciare la band».
Il messaggio musicale di Kirk catturò il pubblico giovane. «Era mia intenzione dire alla gente di essere dio di se stessi, di seguire le proprie visioni, e di distruggere chiunque glielo avesse impedito».

Kirk sapeva che la chiave del suo successo era proprio quell’odio, che lo aveva guidato al satanismo : «Mi inginocchiai e iniziai a prendere la terra con le mani e dissi a satana: “Se mi darai quello che voglio, se mi farai diventare come un dio, se mi darai le donne, la droga, la fama e tutto quanto…, se mi darai il potere di distruggere le persone ti servirò fino alla fine”. Proprio dopo due giorni mi offrirono un contratto». Mentre la fama e la fortuna crescevano, Kirk cercava sempre di tenere il suo segreto nel profondo… «Un paio di ragazzini del mio quartiere più vecchi di me mi avevano molestato e mi avevano sodomizzato quando avevo circa otto anni. Successe più di una volta e non ne parlai mai con nessuno». Più tardi, abusare sessualmente delle donne diventò parte dello “stile metal” di Kirk. «La cosa peggiore delle mie molestie era che stavo abusando di altra gente….Ero famoso, potevo permettermi tutto, ma niente mi soddisfaceva mai completamente, non mi bastava …sapevo di essere un mostro e che nessuno avrebbe mai potuto amarmi. Così, facevo sempre di peggio».

UN INCONTRO INASPETTATO: “GESU’ ASPETTAVA CHE TORNASSI A CASA”…
Mentre stava quasi per firmare il suo contratto discografico più importante, incontrò un misterioso straniero: «Erano le nove del mattino, stavo bevendo un caffè in una piccola caffetteria, quando un uomo si sedette vicino a me. Di tutti i posti liberi che c’erano, si era seduto proprio di fianco a me. Immediatamente iniziai a guardarlo con cattiveria e gli dissi: “Cosa succede papà”? Smise di mescolare il suo caffè, mi guardò e disse: “Cosa succede papà”? Mi misi in piedi di fronte a lui, il mio naso toccava il suo e guardandolo negli occhi lo maledissi e lo offesi nelle forme più cattive. Lui non si arrabbiò, ma mi disse: “Dio mi ha mandato per dirti che ti ama. Dio vuole anche che ti dica che non è Lui il responsabile, che non è colpa sua se quei ragazzi ti hanno molestato quando eri solo un bambino”.
La cosa più sorprendente fu che conosceva i loro nomi e mi disse che Gesù aspettava che tornassi a casa. Saltai dalla mia sedia e lo seguii fin dietro all’angolo, tutt’intorno all’edificio, ma era scomparso». Poco tempo dopo Kirk dormiva sul bus della band quando improvvisamente tremò in maniera violenta, proprio nel mezzo della notte. «Tutto ad un tratto, fu come se una luce meravigliosa venisse dal Paradiso, fu come se lo Spirito di Dio fosse entrato nel bus, e non sapevo perché odiavo così tanto Dio. L’ODIO SCOMPARVE e l’unica cosa che sentivo era amore, mi sentivo accettato, mi sentivo come se fossi ancora quel bambino, prima di essere molestato e dissi: “GESU’, CAMBIAMI O DISTRUGGIMI, PERCHE’ NON VOGLIO PIU’ ESSERE COSI’ “.
Sentii allora la presenza amorevole di Dio, che mi accettava, che non mi giudicava, ma mi voleva salvare dall’odio, dalla bruttura, dall’autodistruzione in cui ero e capii che non c’era più posto per il male, e tutto questo iniziò a lasciare il mio cuore».

“AVEVO TUTTO QUELLO CHE AVEVO DESIDERATO, MA NON LO VOLEVO PIU'”: IL PERDONO E IL CAMMINO DI GUARIGIONE.
Kirk si addormentò piangendo e quando si svegliò il mattino seguente (era il 17 giugno 1994) tutto sembrava diverso. «L’erba era più verde, il cielo più radioso, le nuvole più belle e io ero diverso». Kirk non firmò quel contratto di grande importanza per la casa discografica heavy metal. «Avevo tutto quello che avevo desiderato proprio lì di fronte a me e non lo volevo più. Lasciai tutto e non tornai mai più».
Kirk trovò una chiesa nella sua città natale e iniziò un vero cammino di conversione cristiana. Un sacerdote gli consigliò LA COSA PIU’ DIFFICILE E APPARENTEMENTE ASSURDA: cercare i giovani che avevano abusato di lui, cercare di perdonarli, come Cristo aveva perdonato lui ….
Kirk decide di cercarli e di affrontare il suo trauma passato, che lo aveva incatenato per tutta la sua vita… avrebbe potuto ucciderli, per tutto quello che gli avevano fatto, ma Kirk aveva già provato sulla sua pelle che l’odio distrugge se stessi:
«Li trovai: “Non so se vi ricordate di me o no”… Gli dissi: “Perché mi avevate fatto questo?”  Uno di loro mi disse che lo aveva fatto perché anche lui aveva subito abusi. L’altro mi raccontò che aveva trovato una rivista pornografica ed era per quello che aveva abusato di me e aveva chiesto all’altro di partecipare alla violenza».
Un cammino sorprendente: il coraggio di Kirk, col tempo, aiutò anche loro a chiedere di essere perdonati, a chiedere di guarire, donando il loro cuore a Cristo. «Ci sedemmo, piangemmo, ci abbracciammo e pregammo insieme, in molti incontri, da quel giorno in poi…. Così, col tempo e con molta preghiera, superai tutto questo e mi liberai da quel macigno di odio e dolore. E si liberarono anche loro…. ».

UN NUOVO TALENTO, UNA NUOVA VERA VITA

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Kirk Martin e la moglie Lesley 

Con il tempo, Kirk ha anche ritrovato il suo talento musicale, basato sulla libertà e la guarigione donate da Dio, scrivendo canzoni di lode a Cristo. Ora lui e la sua famiglia viaggiano in giro per gli USA condividendo con gli altri il miracolo che ha cambiato la sua vita. «Mia moglie è proprio un tesoro. La mia famiglia è la testimonianza più grande della bellezza, della pietà e della grazia di Dio, perché non avrei mai pensato di ricevere un dono così grande. Mi sono reso conto che Dio non mi voleva giudicare, e ho iniziato a vedere le benedizioni. Ero intossicato dalle droghe, dal sesso, dalla violenza e dall’odio e usavo la musica come uno strumento per distruggere le persone, e Dio ha rovesciato tutto questo per la Sua gloria.  Le parole non possono esprimere la nostra gratitudine e fiducia in te Signore. Tu sei l’ispirazione e la sostanza del nostro amore. Grazie per averci ispirato nelle nostre vite, nella nostra musica, nella nostra passione per i perduti, nel nostro amore per Te. Tu sei l’aria che respiriamo».

Lesley e Kirk Martin scrivono ed interpretano canzoni  di lode a Cristo insieme, una delle più belle e significative si intitola “TU MI HAI AMATO PER PRIMO”:
 

Rivelazioni ex massone convertito a Lourdes: legame tra culto satanico e Massoneria, lotta contro il Papa e la Chiesa

Serge Abad-Gallardo è stato un membro della Massoneria per più di 25 anni, è stato Maestro di Loggia al 14° grado. Dopo un pellegrinaggio a Lourdes tutto è cambiato e si è convertito alla Chiesa cattolica, lo ha scritto nel suo libro “PERCHE’ HO SMESSO DI ESSERE UN MASSONE”. La “particolare e inaspettata grazia” è giunta a Lourdes; dove attraverso “un’esperienza molto personale” che descrive nel libro egli capisce “che Cristo mi ha cercato più di quanto abbia fatto io con Lui”.

In un’intervista a CNA, Serge spiega anche il legame tra il culto satanico e la Massoneria.

Per Serge Abad-Gallardo la Massoneria è un CULTO con un’iniziazione, delle cerimonie, dei riti esoterici, dei dogmi, un ideale comune e dei legami tra i membri. Essa non è solamente un mezzo per avvicinarsi a Dio, ma per diventare uguali a Dio (satanismo). Tutto parte dall’uomo e a lui deve tornare. Per tutte queste ragioni, fin dal 1738, Papa Clemente XII (1652-1740) ha condannato questa sètta comminando la scomunica a chi vi aderisce. SCOMUNICA tuttora confermata:
 
por_que_deje_de_ser_mason“Ho lasciato la Massoneria e ho pensato di dover prima scrivere la mia esperienza per comprenderla meglio io stesso e poi parlarne alla gente. Ognuno è libero di fare ciò che vuole, ma la Massoneria non parla con franchezza. Con il mio libro, dimostro perchè la Massoneria lotta contro la Chiesa cattolica “, dice l’autore di “Perché ho smesso di essere un massone”.
Serge Abad-Gallardo è un architetto nato in Marocco che si trasferisce a Marsiglia, in Francia nel 1961; a 33 anni è entrato nella loggia massonica attraverso un amico, cercando di trovare in essa le risposte alle domande più profonde dell’uomo: «Ero curioso di scoprire i supposti segreti della Massoneria. Ho incontrato alcuni gravi problemi nella mia vita e mi sono chiesto che risposta avrebbe potuto darmi la massoneria, ma non ne ho trovata nessuna. Sulla strada con Cristo sì, ho trovato le risposte che cercavo“.
Abad-Gallard afferma che lasciare la Massoneria è stato difficile: ” Ero convinto di aver trovato la fede…All’inizio, in certe parole del rituale massonico (Rito Scozzese Antico e Accettato) si ritrovano frasi come «cercate e troverete» o «bussate e vi verrà aperto», passi estratti dai Vangeli. Ma poco a poco, grazie all’incontro nel 2002 con un frate francescano ad Aix-en-Provence, mi sono reso conto che il senso attribuito a queste parole non era lo stesso. Quando la massoneria parla di “Luce”, parla di una “Conoscenza”, un sapere esoterico, ermetico e occulto, mentre il frate francescano mi parlava di “Luce” come dell’amore di Dio per noi. La “luce” della Massoneria è una “luce artificiale”.Risultati immagini per vitriol maçonariaQuando la massoneria dice “Cerca e troverai”, si tratta di cercare se stessi e di trovare se stessi, è la parola ermetica massonica “V.I.T.R.I.O.L.” (Visita Interiorem Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidem: Visita l’interno della terra e rettificando troverai la pietra nascosta), ma le parole del Vangelo non significano nulla di tutto ciò: significano che Dio ci cerca ancor prima che noi proviamo a cercarLo. È Dio che dà l’Amore all’uomo, più che il contrario.
Ho sentito anche molte espressioni anticlericali e antipapiste. La cosa non mi è piaciuta, ma mi sono adattato perché mi ero allontanato dalla fede, e soprattutto dalla Chiesa. Inoltre, in Massoneria si parlava molto di Fratellanza, ma col tempo mi sono accorto che dietro questa apparente Fratellanza c’erano degli accordi e delle lotte per il potere nel seno stesso della Massoneria. Infine, quando nel 2002 sono ritornato alla fede, ho compreso che il cattolicesimo e la Massoneria sono incompatibili. Volevo parlare ai miei confratelli della Verità del Vangelo, che stavo riscoprendo grazie all’incontro con un sacerdote cattolico, ma compresi che era inutile parlare se non c’era in loro la volontà di ascoltare”.

Di fronte ai ripetuti commenti anticlericali di parecchi gradi alti della loggia, Serge non poteva rimanere in silenzio e ha difeso la Chiesa. Le critiche contro la Chiesa e contro il Papa erano frequenti, ma oltre a questo Serge scoprì che attraverso i rituali massonici veniva data “gloria a Lucifero”: lo avvertì nel rituale massonico all’inizio dell’anno. “Non dicono apertamente che è il diavolo, ma prendono l’etimologia della parola Lucifero e affermano che lui è ‘portatore di luce'”, ha detto Serge al CNA.

Qualcosa di simile è accaduto quando ha visto che, tra gli alti gradi della Massoneria, veniva lodato il serpente di cui parla il Libro della Genesi (Sacra Bibbia), a causa del quale Adamo ed Eva caddero nel peccato originale. “Dicono che il serpente (Lucifero) ha portato la luce e la conoscenza all’uomo, che Dio gli ha voluto negare. Si tratta di una perversione molto grave”.

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TEMPIO MASSONICO
Tra la Massoneria e il diavolo “vi è un legame, ma non è così chiaro apparentemente. La maggior parte dei massoni non si rende conto dell’influenza del diavolo nei rituali massonici. Pensano, con tutte le possibili buone intenzioni, che stanno lavorando per la ‘felicità del genere umano’ o per il ‘progresso del genere umano.‘ Non c’è un culto satanico apertamente dichiarato, ma è decorato con belle parole”, insiste.
L’ ex massone ritiene che “ci possono essere alcuni massoni che sono consapevoli e consenzienti a questo legame con il diavolo e praticano questi riti ben sapendo quello che stanno facendo. Ma apparentemente non è evidente. Non dobbiamo dimenticare che il diavolo è il ‘padre della menzogna’ “.
E spiega che questo rapporto indiretto con il demonio si manifesta in molti modi, ma tutti convergono nell’allontanare la persona che entra in Massoneria dalla Chiesa cattolica. “La Massoneria cerca di convincere le persone che la fede cristiana e la Chiesa cattolica  sono superstizione e oscurantismo”, dice Serge.
In questo senso Serge Abad-Gallardo spiega anche che “il rituale massonico influenza la mente, nel subconscio e nell’anima delle persone. La verità è che l’iniziato viene indottrinato da colui che è già un massone ad addentrarsi nell’ uso di simboli e rituali massonici esoterici. La Massoneria non ha riti satanici diretti, ma quei rituali costituiscono un portale di ingresso al culto satanico.
Una delle parole segrete e sacre dei  Maestri massoni, dice Serge, è “Tubal Caino”, che si traduce come “discendente diretto di Caino”“Tutti sanno quello che ha fatto Caino, ha ucciso il fratello per gelosia ed è stato  ispirato dal demonio. Questo è il modello per i docenti Massoni”.

“I rituali non sono cambiati, hanno avuto solo lievi modifiche. Infatti nei gradi più alti della Massoneria sono stati riconfermati i riferimenti più esoterici e occulti del 1800, circa 70 anni dopo la nascita della Massoneria nel 1717”.

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Anton LaVey, massone autore della Bibbia satanica

Serge afferma che uno dei pilastri della letteratura massonica, vale a dire, un lavoro scritto e presentato da un massone, che la Massoneria ha in suo possesso, è “colui che ha fondato il moderno satanismo, l’americano Anton Szantor LaVey, un fratello Massone di 33° grado, che ha fondato nel 1966 la Chiesa di Satana in California ed è ora il principale riferimento al satanismo per l’organizzazione massonica”.

“La Massoneria allontana dal vero Gesù: il Cristo di cui i massoni parlano negli alti gradi massonici, non ha nulla a che fare con il Gesù della Chiesa cattolica in quanto si riferisce a un qualsiasi saggio o un filosofo, nella migliore delle ipotesi un iniziato” afferma Serge.
Inoltre Serge afferma che “ci sono massoni che si spingono ancora più oltre in questa blasfemia per rimuovere la divinità di Cristo: affermano che Gesù è stato solo un uomo e che sarebbe stato il primo massone. Essi si basano sul fatto che Giuseppe e Gesù erano carpentieri. E che la parola ‘falegname’ è l’etimologia di ‘architetto’ e quindi il simbolo di tutti i massoni, che soprattutto negli alti gradi si chiama Grande Architetto “.
 “La Massoneria crede nel ‘Grande Architetto dell’Universo’, una ‘divinità’ che vogliono far passare attraverso il Dio cattolico, ma è tutto il contrario. A volte  riescono ad ingannare alcuni cattolici, dicendo che essere un massone ed essere cattolico è compatibile, ma fanno riferimento ad un Cristo totalmente opposto al vero Signore Gesù dei Vangeli”.
Serge ha lasciato la Massoneria definitivamente, ma afferma che il controllo della Massoneria in Francia è in crescita: “Nel mio primo lavoro, il sindaco non lo ha detto ma era un Massone, come anche il direttore del suo gabinetto, responsabile per la pianificazione e pure io lo ero, così come altri architetti del municipio dove ho lavorato”, ricorda Serge. hqdefault“Nel 2012 ho sperimentato quello che potremmo definire il Male. Mi sono trovato di fronte all’aspetto più oscuro dell’animo umano e alla presenza del diavolo nella nostra vita con sortilegi e magia. Può sembrare incredibile, ma non ho altra possibilità che raccontare le cose per come sono avvenute. Il mondo si è chiuso per me. Nell’arco di pochi mesi ho perso il mio lavoro, il mio buono stipendio, la casa in cui vivevamo, la mia barca di dodici metri, la mia macchina sportiva, i miei amici… Mi sentivo del tutto perduto e non trovavo risposte nella massoneria, che non poteva rispondere alla domanda sul perché esista il male nel mondo. Ho pensato di trascorrere qualche giorno in ritiro nell’abbazia di Lagrasse, e lì, davanti a Cristo sulla croce, mi sono messo a piangere e mi sono reso conto che quel Cristo piangeva con me. Quell’amore è stato come una luce. Ho trascorso una settimana con i monaci, e il mio cuore si è aperto ormai totalmente all’Amore di Cristo”. Oggi Serge è una persona felice, come lo sono tutti coloro che sanno di essere “realmente amati”. Amati da Dio. Che non è quel principio astratto evocato dalla massoneria, ma un Dio personale; “al quale posso rivolgermi, che ascolta le mie preghiere, che io amo; e che ci ama fino al punto di esser sceso sulla terra e di essersi fatto uccidere su una croce per la nostra redenzione”.
” In Francia dal 2012 molti ministri sono massoni, e i grandi maestri del Grande Oriente, di Diritto o della Grande Loggia Femminile vogliono cambiare la società. Leggi come quelle sull’aborto, sull’eutanasia o sul matrimonio omosessuale vengono da idee massoniche. Un gran maestro della Grande Loggia di Francia, Pierre Simon, ha confessato che tutte queste leggi erano già state preparate nelle logge prima di essere votate dai deputati.”massoneria_leggi_inique
“Ora che il governo cerca di far passare l’ultima legge sull’eutanasia, c’è un paragrafo che si riferisce alla ‘sedazione profonda’: è la stessa espressione che appare in un decreto massonico del 2004, dove l’argomento viene trattato. Vale a dire che le leggi vigenti in Francia sono realizzate in logge massoniche, che le hanno votate dieci o quindici anni prima”, ha detto Serge al CNA.
A questo proposito ha dichiarato che “in Massoneria non esiste vera fraternità o amicizia, perché sono reti. Tutti vogliono il potere politico, sociale ed economico. La massoneria crede nell’ utopia, ovvero che tutto ciò che risulta possibile per un essere umano deve e può essere permesso. Non c’è limite in una legge naturale che viene da Dio, la morale proviene solo dal patto sociale. Non c’è quindi un altro modo di vivere se non l’edonismo: il piacere e la felicità nella vita sono l’unico obiettivo, non c’è salvezza eterna, bisogna godersi la vita. La massoneria cospira contro ogni forma di pensare che sia diversa dalla sua“.
FONTI

“IO, EX ALLIEVA DI VERONESI, OGGI DICO NO ALL’EUTANASIA”

Ci sono esperienze nella vita che cambiano radicalmente la nostra prospettiva. Quelle che prima consideravamo granitiche certezze, possono sciogliersi come neve dinanzi all’insorgere di una malattia. È ciò che è successo a Sylvie Menard, classe ’47, ricercatrice oncologica francese trapiantata in Italia. Da tre anni è in pensione, dopo aver lavorato all’Istituto dei tumori di Milano ed esser stata direttrice del Dipartimento di oncologia sperimentale.

Allieva del prof. Umberto Veronesi, era favorevole all’eutanasia, poiché era convinta che la vita, in determinate condizioni debilitanti, non fosse degna di essere vissuta. “Poi improvvisamente ho incontrato la morte, ci siamo guardate negli occhi e solo allora ho capito quanto prezioso fosse ogni singolo istante della vita”, rivela a In Terris.

La storia

“Era la fine degli anni ’70, io ero una trentenne, consideravo il prof. Veronesi un maestro dal punto di vista scientifico e filosofico – racconta – e quando lui suggerì l’introduzione in ambito legislativo del testamento biologico e dell’eutanasia, lo seguii in modo convinto”.
Il “caso Englaro” e le proposte di legge concrete sul fine vita erano lungi dall’arrivare. All’epoca in Italia il dibattito su questi temi era ad esclusivo appannaggio di alcuni settori del mondo scientifico contagiati dall’individualismo esistenziale del ‘68. “Ero del parere che in caso di menomazioni, non valesse la pena vivere, dunque ero favorevole all’eutanasia”, racconta. Del resto – prosegue – “ero giovane, non avevo ancora riflettuto su cosa fosse realmente la morte”. “Credevo – taglia corto – non dovesse mai riguardare me”.

Cambio di prospettiva

Poi avvenne il classico fatto che non t’aspetti. Nel 2004, a seguito di un malore, le venne diagnosticato un tumore inguaribile. “L’esperienza di malattia – spiega – d’un colpo riporta il paziente sulla terra, la morte non è più virtuale ma una realtà che può subentrare da un momento all’altro. Ecco allora che cambia tutto”. È in quel momento che la dott.ssa Menard comprende che “la vita non è una risorsa illimitata, che si può anche sprecare, ma è un bene prezioso”. Dopo tante sofferenze dovute alla malattia, le sue convinzioni si sono capovolte.“La vita è un dono meraviglioso nonostante gli atroci dolori, i trapianti”, afferma. E ringrazia le terapie che anni prima, da sana, avrebbe rifiutato a priori, perché “mi hanno concesso di essere qui oggi, di continuare a vivere e di conoscere i miei nipoti”. “Dal testamento biologico – spiega la ricercatrice – vorrei che venisse tolta la parola dignità perché non esiste alcuna malattia indegna da vivere. Il testamento biologico fatto da sano non ha senso perché nessuno può prevedere come si reagisce ad una malattia e io ne sono l’esperienza vivente: mai avrei creduto di essere pronta a vivere il dolore e a sottopormi a certe cure eppure è vita anche questa e anche la vita da malato terminale è un’esperienza”.

Il dibattito

La dott.ssa Menard è stata ieri mattina alla Camera dei Deputati, come relatrice ad una conferenza stampa organizzata dall’Associazione ProVita sulla legge sul testamento biologico, all’esame del Parlamento in queste settimane. Il tema sta suscitando un vibrante dibattito, con molte critiche: ProVita sta raccogliendo firme per tentare di frenare l’approvazione del testo.

“Direi anzitutto – osserva la Menard – che è una legge completamente inutile”. L’oncologa rileva infatti che “una persona sana, che non ha mai visto negli occhi la morte, non può sapere come reagirà in caso di malattia”. A suo avviso “nessun malato, prima di esserlo, avrebbe auspicato per se stesso di ritrovarsi su una sedia a rotelle o con il cervello annebbiato”. Eppure – prosegue – “molti malati hanno una straordinaria voglia di vivere, nella situazione in cui si trovano”.

“Io stessa, oggi, apprezzo la vita molto più di prima – afferma -. La apprezzo in ogni sua piccola sfumatura, in ogni dettaglio, in ogni momento vissuto in più, perché so che da un momento all’altro potrebbe arrivare la morte”. Pertanto non ha senso “firmare da sani un testamento biologico con le disposizioni per i medici laddove ci si trovasse menomati”.

Dignità

Secondo lei, “da questo testo di legge bisognerebbe togliere la parola ‘dignità’ e sostituirla con ‘orgoglio’”. E affida ad una domanda retorica la spiegazione di questo concetto: “Cos’hanno di più dignitoso le persone sane rispetto ai malati?”. “Non esiste – risponde – nessuna malattia che porta una persona ad essere indegna”. Anzi, è proprio nella malattia, talvolta, che la dignità umana e l’amore per il prossimo conoscono la loro massima espressione. Lo testimoniano tutti quei malati gravi e le loro famiglie che portano avanti con perseveranza la battaglia per la vita, animati dalla convinzione che la cura successiva sia quella giusta. La dott.ssa Menard conferma che “sono loro i primi a far richiesta di non sospendere le terapie”, a tener viva la speranza. Perché “nessuno accetta di sentirsi dire che non c’è più nulla da fare”. L’eutanasia – conclude – “la vogliono i sani, di certo non i malati e i loro familiari”.

Fonti:  InTerris

https://ofcs.report/testamento-biologico-sopravvissuti-non-esiste-alcuna-malattia-indegna-vivere/

Nicholas, un giovane cristiano, che salvò 669 bambini dalla deportazione nei lager nazisti

Nicholas Winton, un uomo comune che un giorno decise di fare tutto quello che poteva per salvare vite umane: un eroe silenzioso e senza pretese,  Nicholas ha mantenuto nel segreto per 50 anni i dettagli della sua missione per salvare i bambini (soprattutto ebrei, ma non solo) dalla deportazione nei lager nazisti – nemmeno sua moglie e i suoi figli erano a conoscenza della sua straordinaria opera di soccorso, per la quale rischiò la propria vita. Ma lui evitò sempre la notorietà,  anche dopo il 1988, quando si scoprirono i documenti della sua missione, Nicholas in un’ intervista disse: “Non sono un eroe, ho fatto solo quello che andava fatto”.

Winton nacque in una famiglia benestante da genitori ebrei tedeschi convertiti al Cristianesimo. Era un giovane agente di borsa britannico quando, nel dicembre 1938, annullò una vacanza per andare a sciare in Svizzera, e decise di fare visita ad un caro amico a Praga che stava aiutando profughi in fuga dai nazisti. Quella visita ha cambiato la sua vita – e la vita di molti altri.  

L’opera di Nicholas durante la II guerra mondiale è stata oggetto di un documentario della BBC Radio Berkshire: Nicholas aveva creato in Cecoslovacchia la Kinderstransport, una serie di organizzazioni di soccorso istituita per salvare i bambini dalle zone occupate dai nazisti. Ha organizzato ben otto treni per trasportare i bambini da Praga a Londra, così come altre forme di trasporto da Vienna, e in ultima analisi, ha salvato 669 bambini, procurando documenti falsi, occupandosi personalmente di farli adottare da famiglie inglesi.

Uno dei bambini salvati da Winton è John Fieldsend, nato con il nome Hans Heini Feige in Cecoslovacchia nel 1931. Quando era bambino, la sua famiglia si trasferì nella città natale del padre a Dresda, in Germania. Poi, nel 1933, Adolf Hitler andò al potere in Germania. “Quando la situazione diventò troppo pericolosa per noi a Dresda, come famiglia ebrea, siamo fuggiti a casa dei genitori di mia madre in Cecoslovacchia,” ha detto Fieldsend in un’intervista a NPR  nella sua casa nell’Oxfordshire, a circa 40 miglia ad ovest di Londra.

Poi, nel 1938, la Germania invase le regioni di confine settentrionali e occidentali della Cecoslovacchia, conosciuti come i Sudeti – dove i Feiges alloggiavano.

I genitori di Fieldsend decisero di mandare i loro due figli, Hans (in seguito ribattezzato John), 7 anni, e Gert (in seguito ribattezzato Arthur), 10 anni, sulla Kindertransport – treni organizzati da Nicholas Winton, che trasportavano i bambini per la loro sicurezza in Inghilterra.

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I genitori di John Fieldsend

“Mio padre ci disse: ‘Sedetevi, ragazzi. State partendo per un lungo viaggio. Non possiamo venire con voi'”, ricorda Fieldsend. “Mentre il treno stava partendo, mia madre ha preso il suo orologio da polso e me lo diede attraverso il finestrino del treno, e semplicemente disse, ‘Questo è per te come nostro ricordo, perchè tu sappia che noi abbiamo fatto tutto quello che potevamo per salvarvi'”. 

Fieldsend e suo fratello sono stati inviati a vivere con le famiglie affidatarie in Inghilterra – con i quali sono rimasti durante  la seconda guerra mondiale e fino all’età adulta. Dopo la guerra, hanno ricevuto un pacchetto dalla Croce Rossa Internazionale, con le foto di famiglia ed una lettera di addio dei loro genitori, prima che venissero catturati e inviati nel lager di Auschwitz , in cui vennero deportati il 26 febbraio 1943:

” Stiamo andando verso l’ignoto; non una nostra parola è stata ascoltata da quelli che ci hanno già imprigionati.  Avete preso un pezzo dei nostri poveri cuori di genitori, quando abbiamo deciso di farvi partire. Date il nostro ringraziamento e gratitudine a tutti coloro che vi fanno del bene. Andremo con coraggio verso l’ignoto, con la speranza che ci vedremo di nuovo quando Dio vorrà. Non dimenticatevi di noi, e siate persone buone.” 

  “Un paio di settimane dopo aver scritto questo, sono morti nelle camere a gas”, ha detto Fieldsend, ” Genitori meravigliosi”….Fieldsend in Gran Bretagna si è convertito al Cristianesimo.

Winton con alcuni dei bambini salvati nella Kindertransport

Utilizzando un albergo come base di manovra, Winton organizzò una serie di  viaggi dalla Cecoslovacchia al Regno unito per ben 669 bambini divisi in 8 grandi gruppi. Era prevista la partenza di un ulteriore nono gruppo il 1 settembre 1939, ma l’inizio della seconda guerra mondiale (1 settembre 1939, invasione della Polonia) e la chiusura delle frontiere tedesche mandarono a monte il progetto e purtroppo i 250 bambini che sarebbero stati su quel treno sono morti nei campi di concentramento. “Se il treno fosse partito un giorno prima, quei bambini ce l’avrebbero fatta a fuggire”, ha detto Winton. “Non uno solo di quei bambini è rimasto vivo,  è una sensazione terribile.”

Alcuni dei ” bambini di Winton”

L’azione di Winton rimase sconosciuta fino al 1988, quando sua moglie Greta scoprì in soffitta un album contenente tutti i dati che documentavano i viaggi del marito dal 1939, con le liste di bambini e lettere dai loro genitori, e lo consegnò ad Elisabeth Maxwell, una ricercatrice dell’Olocausto e moglie del proprietario di un noto giornale, Robert Maxwell, che fece pubblicare un articolo apparso sul Sunday People:  in esso vi erano le foto, i nomi e le registrazioni di centinaia di bambini europei, per i quali Winton aveva pagato le tariffe ferroviarie, documenti di viaggio falsi e disposizioni per essere adottati da famiglie affidatarie in Inghilterra.

Winton non ne aveva mai parlato pubblicamente. Nel 1988 sua moglie Greta,  decise così di organizzargli una sorpresa: Winton venne invitato in una trasmissione televisiva “Così è la vita” per incontrare una donna che lui salvò in una di quelle operazioni segrete, ma quando la presentatrice domandò se ci fosse tra il pubblico qualcun’ altro salvato dalla missione di Winton, accadde qualcosa di meraviglioso: molti di quelli che lui aveva salvato 50 anni prima, si erano dati appuntamento per ringraziarlo pubblicamente ed erano tutti seduti attorno a lui!  Oggi sono fieri di chiamarsi “i bambini di Winton”.

Questo è il video di quel straordinario momento storico:

Sir Winton è stato nominato cavaliere dalla regina d’Inghilterra nel marzo 2003.

Nell’ottobre del 2015, Sir Nicholas è stato insignito dell’Ordine del Leone Bianco, la più alta onorificenza della Repubblica Ceca, dal presidente Milos Zeman durante una cerimonia al Castello di Praga. Sir Nicholas si è detto lieto e commosso di riceverlo ed ha ringraziato quelle famiglie inglesi che si prodigarono ad adottare tutti quei bambini, permettendo di portare a compimento la missione. 

Winton ha ricevuto una medaglia come eroe della Shoah nel 2010. Il Rabbino Capo della comunità ebraica nel Regno Unito, Ephraim Mirvis gli ha reso omaggio, quando ha appreso della sua morte nel 2015: “Sir Nicholas Winton è stata una delle più grandi persone che abbia mai incontrato – la sua perdita sarà molto sentita in tutto il mondo ebraico.”

Nicholas Winton, conosciuto anche come lo Schindler britannico, è venuto a mancare il 1 luglio del 2015, all’età di 106 anni: è ritornato alla Casa del Padre addormentandosi pacificamente nell’ospedale di Wexham Park  a Slough.  La sua memoria rimarrà viva per sempre nel cuore di coloro che ha salvato e dei loro discendenti.

Il figlio Nick ha detto della memoria di suo padre: “L’esempio di mio padre vuole incoraggiare le persone a fare la differenza e non a rimanere a guardare, di fronte al male, inerti ed  indifferenti per le sciagure altrui, aspettando che sia qualcun’altro ad intervenire per salvare il prossimo.” 

Pio XII e l’esorcismo di Hitler. La fallita operazione nazista del rapimento del Papa.

Pio XII, il Pontefice che un’odierna leggenda nera vorrebbe dipingere come filonazista se non addirittura amico di Adolf Hitler (lo ha fatto il giornalista inglese John Cornwell con un libro inequivocabile fin dal titolo: Il Papa di Hitler), era così poco “amico” del dittatore di Berlino da tentare di esorcizzarlo a distanza perché convinto che fosse posseduto dal demonio. La circostanza è confermata da diverse testimonianze agli atti del processo di beatificazione.
Quale fosse l’opinione di Eugenio Pacelli sul Führer era noto da tempo. Suor Pascalina Lehnert, la religiosa che lo accudiva, ha raccontato – sotto giuramento, in tempi non sospetti, quando le polemiche su Pio XII non erano ancora scoppiate – che già nel 1929, lasciando Berlino per Roma dove sarebbe stato creato cardinale e nominato segretario di Stato, monsignor Pacelli si dimostrava angosciato per il futuro dei tedeschi:
«Un pensiero angoscioso turbava il nunzio alla sua partenza dalla Germania: il continuo progredire del nazionalsocialismo. Come era stato perspicace già allora nel giudicare Hitler e quante volte aveva messo in guardia il popolo tedesco dal tremendo pericolo che lo minacciava! Non gli volevano credere. Personalità di ogni ceto e di ogni classe gli fecero capire al momento del suo congedo ciò che essi attendevano da Hitler: l’ascesa e la grandezza della Germania. Una volta io chiesi al nunzio se non pensava che quest’uomo potesse avere in sé qualcosa di buono e… potesse, forse, aiutare il popolo tedesco. Il nunzio scosse il capo e disse: “Dovrei sbagliarmi di grosso pensando che tutto questo possa andare a finire bene. Quest’uomo è completamente invasato; tutto ciò che non gli serve, lo distrugge; tutto ciò che dice e scrive, porta il marchio del suo egocentrismo; quest’uomo è capace di calpestare i cadaveri e di eliminare tutto ciò che gli è d’ostacolo. Non riesco a comprendere come tanti in Germania, anche tra le persone migliori, non lo capiscano e non sappiano trarre insegnamento da ciò che scrive e che dice”».Risultati immagini per pio xii
Negli anni successivi, dopo l’elezione avvenuta nel marzo 1939, Pacelli aggravò questo giudizio arrivando a ritenere Hitler un vero indemoniato. Lo conferma, nelle deposizioni, anche un nipote del Pontefice. Così, nei momenti più bui della guerra, Pio XII tentò più volte di “liberare” l’anima del Führer dal diavolo, con tutte le invocazioni previste nel rito dell’esorcismo: «Nel nome di Gesù, satana, vattene… Tu che sei stato sconfitto nel mar Rosso da Mosè, tu che venivi scacciato da Saul grazie ai salmi cantati da Davide, tu che sei stato dannato nella persona di Giuda…».

Certo, l’esorcismo “a distanza” non ottiene quasi mai effetto. Lo ha spiegato bene padre Gabriele Amorth: «Raramente la preghiera a distanza ha un effetto liberatorio. Di per sé è possibile tentare preghiere a distanza, ma che attecchiscano è un altro discorso. Uno dei requisiti per fare gli esorcismi è infatti che la persona sia presente, e che sia consenziente. Fare esorcismi su qualcuno che non è né presente né consenziente né cattolico presenta delle difficoltà». «Non ho dubbi però» aggiunge padre Amorth «sul fatto che Hitler fosse satanista. Da questo punto di vista non mi stupisco che Pio XII possa aver tentato un esorcismo a distanza».
Secondo Padre Amorth, la possessione del Führer emerge dalla sua «perfidia umanamente inspiegabile: non si spiega una malvagità simile senza una forza superiore e al di fuori della natura umana».
La notizia degli esorcismi “a distanza” di papa Pacelli è stata confermata dal gesuita tedesco Peter Gumpel, che segue la causa di beatificazione, durante un recente dibattito sulla figura di Pio XII: «Queste testimonianze agli atti del processo canonico sono coperte dal segreto» spiega Gumpel «Ce ne sono diverse che parlano dell’episodio e riferiscono che il Pontefice tentò più volte questi esorcismi. Non è un fatto da enfatizzare in sé, è soltanto un particolare. Ma è utile per comprendere che cosa davvero Pio XII pensasse di Hitler e quanto false siano quelle ricostruzioni pseudostoriche che oggi vorrebbero presentarcelo come un Papa filonazista, addirittura amico del Führer».
Era invece un Papa così poco filonazista e così poco “amico” di Hitler da appoggiare direttamente il tentativo di rovesciarlo messo in atto da alcuni ufficiali tedeschi alla fine del 1939. Un vero e proprio complotto, per il quale il Papa si espose moltissimo facendo personalmente da tramite fra i congiurati e il governo inglese. Ha scritto lo storico Owen Chadwick: «Il Papa mise a rischio il destino della Chiesa in Germania, Austria e Polonia, e forse rischiò anche di più. Probabilmente rischiò la distruzione dei gesuiti tedeschi… Si fece carico di questo grosso rischio unicamente perché la sua esperienza politica vide che, per quanto questo piano andasse incontro a un verosimile fallimento, era probabilmente la sola possibilità superstite per fermare l’imminente invasione dell’Olanda, della Francia e del Belgio, per impedire infiniti spargimenti di sangue, e per riportare la pace in Europa».
Del resto questi sentimenti di avversione erano ampiamente ricambiati da parte dell’invasato “padrone” del Terzo Reich. In un rapporto datato 30 settembre 1941, il nunzio apostolico in Francia, Valerio Valeri, descrive ai suoi superiori della Segreteria di Stato il contenuto di un colloquio intercorso tra Hitler e il dittatore spagnolo Francisco Franco: «Il cancelliere del Reich aveva asserito che il Santo Padre era un suo nemico personale».

«La distruzione del cristianesimo è esplicitamente riconosciuta come un obiettivo del nostro movimento, anche se non può essere enunciata ufficialmente.» (1934-von Schirach-leader della Gioventù Hitleriana).

HITLER E IL PROGETTO DI RAPIRE PIO XII: “L’OPERAZIONE RABAT”, (nota in tedesco anche come Aktion Papst) MESSA A PUNTO NEL 1944 DAL NAZISTA BELGA LÉON DEGRELLE

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Leon Degrelle incontra Hitler

Questa è la storia di un rapimento mancato e di un documentario mai girato. Questa è la storia dell’Operazione Rabat, cioè del progetto di Hitler di rapire papa Pio XII e di deportarlo in Germania. Questa è una storia che riaffiora da documenti e testimonianze, segnalazioni concordanti e credibili sulle minacce dei nazisti contro papa Pacelli e che il Vaticano conferma. Nel corso del tempo, soprattutto grazie alla testimonianza del generale tedesco delle SS Karl Wolff, se ne sono delineate le linee generali. Durante il processo di Norimberga disse che Hitler stava già pensando di rapire il papa nel settembre del ’43.

La voleva raccontare Frédéric Rossif, il regista franco-montenegrino di Morire a Madrid, che era stato tra i protagonisti della liberazione di Roma e che, a metà degli anni ’80, intendeva girare un documentario per svelare molte cose rimaste segrete sulla liberazione di Roma e sul progetto di Hitler di portare il Papa in Germania. Purtroppo Rossif morì nel 1990, prima di poter completare il suo documentario sul tentato rapimento di Papa Pio XII.

Il primo personaggio di questa storia intorno alla quale stava lavorando Frédéric Rossif è Léon Degrelle, il capo dei nazisti belgi che, rivolgendosi a Hitler con un tono che neppure i suoi fedelissimi osavano ostentare, ai primi di gennaio del 1943 se ne uscì con un perentorio: «Dobbiamo convincere Pio XII. Con le buone o con le cattive».

Papa Pio XII nel 1945, un anno dopo il tentativo di rapimento.
Papa Pio XII nel 1945, un anno dopo il tentativo di rapimento
(foto AP
/La Presse)

A Dachau pur di non tradire

 Adolf Hitler approvò l’Operazione Rabat. Degrelle aveva fondato il Movimento rexista (il nome derivava dalla scritta Christus Rex che spiccava sulle sue insegne), un partito conservatore, ferocemente antisemita, che ispirandosi al nazionalsocialismo cercava confusamente di adattarlo a princìpi tradizionalisti cattolici. Un paio d’anni prima aveva tentato di strappare all’episcopato del Belgio una lettera pastorale a sostegno dell’antisemitismo, ma il piano era miseramente naufragato per la coraggiosa opposizione di monsignor Jean Bernard, un sacerdote lussemburghese (in seguito sarebbe diventato presidente dell’Office catholique international du cinéma) che, anziché piegarsi a tale criminoso disegno, aveva preferito la detenzione nel campo di concentramento di Dachau. A questo episodio, Volker Schloendorff ha dedicato il film Der neunte Tag (“Il nono giorno”), mai arrivato in Italia.

Nei primi mesi del 1944, Léon Degrelle era tornato alla carica. Forte del fascino che esercitava su Hitler («Se avessi avuto un figlio avrei voluto che fosse come voi», gli aveva detto un giorno il Führer), aveva messo a punto un nuovo progetto che prevedeva di rapire Pio XII, portarlo in Germania e costringerlo a firmare un’enciclica che, condannando il giudaismo, approvasse l’ideologia nazionalsocialista. Nel Belgio occupato dai nazisti, Degrelle aveva costituito una divisione di Waffen SS che si stava battendo con valore sul fronte russo e tanto era bastato perché Hitler esaudisse ogni suo desiderio. Adolf Hitler passa in rassegna le truppe a Berlino nel 1937.Il piano che Degrelle presentò al Führer non tralasciava alcun dettaglio. Travestiti da agenti sionisti in combutta con partigiani comunisti italiani, militi delle SS si sarebbero introdotti nella Città del Vaticano e, armi alla mano, avrebbero sequestrato Pio XII. A questo punto, però, doveva entrare in scena la Wehrmacht, cioè l’esercito nazista, che prima avrebbe finto di sventare il rapimento e salvare il Papa, e poi, per proteggerlo da ulteriori pericoli, lo portava al sicuro in Germania. Qui, nelle mani della Gestapo, sottoposto a vessazioni, condizionamenti e continui controlli, non avrebbe resistito a lungo e non sarebbe stato difficile estorcergli una firma su un documento preparato ad arte.

Il generale che fece la spia

Hitler è entusiasta del piano, della cui esecuzione incarica sia Karl Wolff, generale delle Waffen SS, sia il generale Wilhelm Burgdorf. Perché, non fidandosi di nessuno, vuole aprire più porte al calcolo delle probabilità. E Hitler ha ragione, perché Wolff (personaggio infido, che coabitava con l’intrigo e il tradimento, come risulterà dalla pace separata stipulata in Italia a insaputa dei repubblichini nell’aprile 1945), in un colloquio avvenuto la notte del 10 maggio 1944, informa di persona Pio XII.

Come tanti altri, il Papa è a conoscenza dei fatti. Non fosse altro perché ai primi di ottobre 1943 Radio Monaco, l’emittente repubblichina di base in Baviera, aveva annunciato che in Germania si stavano allestendo gli appartamenti pontifici per ricevere l’illustre ospite. 

L’Osservatore Romano ha pubblicato uno scritto inedito che consente di fare luce sulla vicenda e lascia capire che certamente il Vaticano fosse al corrente del piano. Convinto della sua pericolosità, prese le sue contromisure. Il testo è stato recuperato tra le carte di Antonio Nogara (1918-2014) unico figlio di Bartolomeo, che fu direttore dei Musei vaticani dal 1920 sino alla morte, nel 1954. Nogara racconta che in una fredda notte tra il gennaio e il febbraio del 1944 suo padre ricevette una visita notturna di monsignor Montini. Subito dopo i due uscirono frettolosamente. Perché? Nogara lo apprese il pomeriggio seguente. «Mio padre ci svelò che l’ambasciatore del Regno Unito Sir Francis d’Arcy Osborne e l’Incaricato d’affari degli Stati Uniti Harold Tittmann avevano congiuntamente avvertito monsignor Montini di aver avuto notizia, da parte dei rispettivi servizi militari d’informazione, di un avanzato piano tedesco per la cattura e la deportazione del Santo Padre con il pretesto di porlo in sicurezza sotto l’alta protezione del Führer». I due diplomatici assicurarono la disponibilità degli alleati a intervenire in soccorso del Pontefice, se necessario anche con un aviolancio di truppe. Fu così che Montini e Nogara Senior si affrettarono a cercare un luogo adatto per nascondere Sua santità. Dopo affannose ricerche, dalla Galleria lapidaria alla Biblioteca vaticana, localizzarono il luogo adatto: la Torre dei Venti. Le sue molte stanzette erano perfette.Giorni dopo il pericolo sembrava rientrato. Nogara confidò al figlio che: «Il piano di Hitler era già da tempo noto a conoscenza del Vaticano, che era stato allertato da riservate indiscrezioni tedesche di persone ostili al piano in questione».  L’avanzata degli alleati, ormai inarrestabile, liberò la città tra il 4 e il 5 giugno del 1944. La lunga testimonianza di prima mano di Nogara, però, conferma in maniera definitiva che il piano tedesco per rapire il Papa esisteva. In ogni caso, conclude, Nogara, Pio XII, “per l’alto senso di dignità, per il carattere forte dimostrato in varie circostanze, per l’alto senso di onore che sempre accompagnò il suo magistero, mai avrebbe ammesso compromessi barattando la propria incolumità con soluzioni incompatibili, pur in minima parte, col decoro e il prestigio del Pontefice e della Chiesa”.

Fonti      Andrea Tornielli , Pio XII, un uomo sul trono di Pietro(Mondadori-Le “Scie”).
http://agensir.it/quotidiano/2016/7/6/pio-xii-losservatore-romano-testimonianza-inedita-su-piano-nazista-per-il-suo-sequestro/

Donald Calloway, ex ateo e tossicodipendente, salvato dall’amore di Maria, oggi è sacerdote testimone della Divina Misericordia

Donald Calloway ha trascorso la sua adolescenza soccombendo alla dipendenza da pornografia e droghe,  a crimini contro la legge con migliaia di dollari di furto in merce rubata, in party  con gli amici che facevano uso di droghe durante l’ascolto di musica heavy-metal. Calloway diventò un seguace del gruppo rock dei Grateful Dead, che segnò il suo ingresso nella ‘cultura psichedelica’: si fece tatuare il simbolo dei Grateful Dead sul braccio e questo era l’emblema della sua trasgressione. Ma oggi Donald si è liberato da quel passato che lo stava distruggendo.  La sua testimonianza di guarigione e conversione è un esempio di grazia e di misericordia divina in movimento, per intercessione della Beata Vergine Maria. Padre Donald Calloway è sacerdote da 13 anni e attualmente è Direttore delle Vocazioni e Vicario Provinciale della Congregazione Mariana dell’Immacolata Concezione di Steubenville, Ohio (Stati Uniti). È autore di 8 libri e guida pellegrinaggi in tutto il mondo. Il suo sito web è www.fathercalloway.com.  Risultati immagini per father donald callowayIl suo libro autobiografico No Turning Back costituisce una testimonianza potente e toccante sul viaggio di un uomo, liberato da un tunnel di oscurità e disperazione nello splendore della speranza e della fede in qualcosa di più puro, più vero rispetto agli inganni della cultura contemporanea – ciò che l’anima umana anela, la sublimità spirituale e il vero significato della propria esistenza.


Durante la sua giovinezza, Calloway è stato un tale ragazzo ribelle che egli stesso si autodefinisce “animale” nel suo libro autobiografico in cui descrive se stesso e la mentalità da cui era stato plagiato.

“Mi chiamo Donald Calloway e sono nato nella Virginia Occidentale (USA). A quei tempi i miei genitori vivevano nella più completa ignoranza. Poiché della fede cristiana non si interessavano, non mi fecero neanche battezzare. Dopo poco tempo i miei genitori si separarono. Non imparai nulla, né sui valori morali, nè sulla differenza tra il bene e il male. Non avevo nessun principio.

Mia madre poi frequentò un uomo che era un ufficiale di marina. Non mi piaceva. Tuttavia lei lo amava e i due si sposarono. Così qualcosa di nuovo entrò nella mia vita. Quest’uomo era cristiano e apparteneva alla Chiesa Episcopale. Questo fatto mi era indifferente e non me ne interessai. Mi adottò e i suoi genitori pensavano che adesso avrei potuto essere battezzato. Per questo motivo ricevetti il Battesimo. Quando avevo dieci anni, mi nacque un fratellastro e anch’egli fu battezzato. Tuttavia per me il Battesimo non significava nulla. Ogni notte dormivo con una ragazza diversa e vivevo ogni specie di esperienza di vita trasgressiva, mi credevo libero ma non lo ero.  Trasferitici in una base militare in Giappone, scappai di casa e, insieme ad un amico, commisi gravi atti criminali. Rubammo motociclette, automobili e ingenti somme di denaro, prendendo d’assalto le banche; restai coinvolto nella mafia giapponese.
Nel periodo in cui ero scomparso, mia madre ebbe un esaurimento nervoso. Disperata, si rivolse ad un prete, che ‘per caso’ era un cappellano militare cattolico. ‘Dove è Donny? E’ morto? Che cosa gli sarà successo? ‘. Quel sacerdote riuscì a consolarla ed in lei cominciò a manifestarsi il desiderio di diventare cattolica. Lo seppi solo dopo anni, perché all’epoca non mi interessavo che di me stesso…MIA MADRE da allora cominciò a PREGARE PER LA MIA CONVERSIONE…”

Il giovane Donald Calloway venne arrestato e deportato dal Giappone insieme alla sua famiglia. Come qualsiasi adolescente ribelle, Calloway aveva sviluppato un forte odio per i suoi genitori, nonostante i loro sforzi per aiutare il figlio.  Dopo il ritorno dal Giappone e il controllo in una clinica di riabilitazione in Pennsylvania, le cose per Donald non migliorarono. Seguirono altri furti ed arresti.

Quindi, cosa mai avrebbe potuto trasformare questo giovane disadattato, questo tossicodipendente in perenne difficoltà, questo “animale” (come poi si è descritto), in un sacerdote cattolico devoto, un autore oggi molto riconosciuto di ottimi libri di teologia e mariologia?

Tutto cominciò una notte di marzo del 1992, quando, con sorpresa dei suoi amici, Donald decise di non andare fuori a festeggiare, come era la solita routine, ma di rimanere a casa. Si sentiva immensamente depresso e con la voglia di farla finita: “Mi sono trovato seduto lì da solo nella mia stanza con niente da fare e nessuno a cui rivolgermi. La mia esistenza era ridicola. La mia vita era uno spreco, e speravo che sarebbe in qualche modo giunta alla fine … Odiavo la mia vita. Ero inquieto annoiato e ansioso in tutto”.

Alla ricerca di un modo per far passare il tempo, Donald cominciò a curiosare nella libreria dei genitori, soffermandosi a sfogliare le immagini delle riviste del National Geographic. Ma alla fine la sua mano si soffermò su qualcos’ altro, un libro su un argomento così estraneo e misterioso per lui. Il libro si intitolava “La Regina della Pace appare a Medjugorje”. padre_donald_colloway-642x300Questo libro mi ha mostrato un aspetto della vita che non avevo mai sperimentato prima, ma certamente fui attratto dalla radicalità del messaggio Mi resi conto che questo libro mi stava presentando la proposta di cambiare la mia vita affidandola a qualcosa di più grande di me – di credere in Dio. E ‘stata una rivelazione che ha richiesto una rivoluzione nel mio pensiero. Mi chiesi se poteva essere questa la via d’uscita che cercavo”.

Donald trascorse tutta la notte a leggere il libro, fino alle prime ore del mattino. Più lo leggeva, più l’essenza interiore della sua anima si trasformò dall’ ansia e irrequietezza, che avevano sempre contaminato la sua vita, in una profonda serenità e pace che ora pervadevano il suo spirito. Quello che la Madonna diceva in quel libro, gli toccò il cuore ad un livello più alto: il ritorno alla preghiera del Rosario, ai Sacramenti, il digiuno, la riconciliazione con Dio e la necessità di conversione. Per la prima volta, qualcosa gli stava offrendo la speranza della liberazione dal suo passato autolesionista, dalla sua vita di disperazione.

“La Vergine Maria stava dicendo cose che erano così chiare e convincenti che mi sono trovato destabilizzato e letteralmente travolto dall’emozione in modo profondo. Questo è stato un tipo di emozione che non avevo sperimentato fin da quando ero un ragazzino, il desiderio di amare mia madre e renderla felice. Eppure la Vergine Maria stava dicendo che Lei è mia Madre, che è la Madre di coloro che erano andati fuori strada e ci chiamava a ritornare a Dio, a Gesù. Lei diceva chiaramente di non essere Dio, ma Lei stava indicando suo Figlio, dicendo che è il Messia, il Salvatore del mondo. Mi sono trovato completamente innamorato di questa Madre. Anche senza conoscerla, mi sentivo attratto da Lei! Mai avevo incontrato una donna così meravigliosa, così pura e perfetta! Quella donna aveva conquistato il mio cuore.
Senza sapere cosa stessi dicendo, mi donai a Lei senza condizioni.”

L’Attimo che cambiò la mia vita

Donald sperimentò l’incontro con una Bellezza che non aveva mai sentito nella sua vita, la Vergine Maria,  una dolcezza immacolata che gli offriva un raggio di speranza e che emanava una luce radiosa nel mondo oscurato di Donald. Spirituale e sublime, questa attrazione ha portato Donald a una piccola preghiera del cuore, in cui ha rivelato il suo desiderio di sentire questa misteriosa presenza di fronte a lui: “Mentre continuavo a leggere, dissi nel mio cuore, ‘voglio credere. Davvero. Si sta perforando la  bolla del  mondo in cui sono prigioniero. Ho bisogno di questo.'”

Questa esigenza interiore, questo desiderio spirituale, era stato soddisfatto. Mentre continuava la lettura, la rinascita dalla morte alla vita nuova si era verificata. “Anche se ero sull’orlo del suicidio, come ho letto il libro, mi sono sentito come se qualcuno avesse sciolto il mio cuore. Ho sentito che ogni parola che leggevo era indirizzata direttamente a me.”

Poi un nuovo giorno è nato: “La mattina presto, quando ho chiuso il libro, mi sono detto, ‘Il messaggio in questo libro è che la mia vita può e deve cambiare. Non ho mai mai sentito niente di così sorprendente e così necessario nella mia vita. Si potrebbe dire che questa è stata la mia prima preghiera. Chiunque fosse questa Vergine Maria, che io ancora non conoscevo, ho creduto a cosa mi stava dicendo – che Lei è mia Madre e che è venuta dal cielo per me “.

Immediatamente, dopo aver raccontato a sua madre questa esperienza, Donald, anche se non era ancora cattolico, decise di andare a Messa per la prima volta nella sua vita, parlando ad un sacerdote e confessando tutto il suo passato. Tornato a casa, Donald ha iniziato a buttare via tutti i suoi legami sporchi con la  vita passata, da accessori correlati alle riviste pornografiche, collezioni di Playboy e Penthouse,  i suoi dischi di heavy metal etc… Sei borse pesantissime da gettare nella spazzatura.

Ma non fu facile liberarsi del vecchio sè stesso. Il suo passato era ancora molto importante nella sua mente e il rimorso che sentiva dentro di sè era schiacciante – la necessità del perdono avvolgeva tutto il suo essere: “In effetti, ho cominciato a piangere così forte che non riuscivo a respirare. Il mio pianto era incontrollabile, torrenti di lacrime che in poco tempo, hanno bagnato i vestiti che indossavo.”

Ore di tale straziante pianto hanno portato a lacrime inspiegabili di gioia e, all’improvviso, Donald ha sentito un’ immensa pace nel suo cuore, una tranquillità che supera la comprensione umana. “Ho cominciato a sentirmi  improvvisamente animato da una vita nuova, come l’abbraccio tenero di un padre che avvolge il suo bambino. Ero così avvolto dall’ amore misericordioso di Gesù che mi sono reso conto di quanto sono stato amato.”1454625137

Questa pace purificante lo ha portato a qualcosa di inspiegabile, una soprannaturale esperienza mistica. Come migliaia di pazienti hanno riferito di esperienze pre-morte, accadde qualcosa di simile a Donald: ” Ho letteralmente sentito come se avessi lasciato il mio corpo. La mia forma fisica era rimasta sul divano, ma la mia anima o spirito lo avevano lasciato. Dopo aver superato lo shock dell’impatto, una sensazione di pace mi ha travolto, una pace che era tangibile. Poi ho sentito una voce, la voce femminile più pura che abbia mai sentito. Era come amore puro materno  versato su di me.  Mi ha detto, ‘Donnie, sono così felice.’ Questo è tutto quello che ho sentito, ma sapevo chi era. Nessuno mi aveva mai chiamato Donnie in vita mia, solo mia madre. Sapevo che quella era la voce di Maria, la Vergine Maria. Ero così in pace che mi sono sentito come un bambino rannicchiato vicino al seno della madre. Ero così in pace, così amato che sono entrato in un sonno profondo. Non avevo dormito così bene da quando ero un ragazzino “.

Il fenomeno che Donald aveva sperimentato è chiamato locuzione interiore (locuzione cordis), la grazia mistica di sentire una presenza spirituale – in questo caso, la Madonna – in un modo interiore attraverso le profondità dell’anima.Risultati immagini per donald calloway divine mercy

Dopo queste profonde esperienze spirituali, seguì per Donald una conversione ufficiale alla Chiesa cattolica. E subito dopo, il desiderio di diventare sacerdote, ma non un sacerdote qualunque. Donald voleva diventare un sacerdote Mariano, sia per amore della Vergine Maria sia perchè  i sacerdoti mariani dell’Immacolata Concezione sono i promotori ufficiali della devozione alla Divina Misericordia di Santa Faustina Kowalska, la suora e mistica polacca che ha avuto visioni di Cristo nel 1930. Donald si vedeva, attraverso il suo passato, come il figlio salvato dalla Divina Misericordia. Infatti, attraverso la grazia di Dio, ha ricevuto la più grande misericordia, una vita nuova e splendente, dopo una vita di peccato. 

Diventare sacerdote significava tornare a scuola. Per lui che aveva abbandonato la scuola da giovanissimo in prima media, tutto ciò sembrava un’impresa impossibile. Nonostante ciò, attraverso la sua successiva formazione e gli sforzi di volontà, Donald è stato in grado di studiare ed incontrare alcuni degli intellettuali cattolici più eminenti e teologi mariani di tutto il mondo.   La tesi di laurea di Donald è tutta concentrata sulla mariologia nei diari di Santa Faustina Kowalska, che unisce  il suo amore per la Madonna con il suo amore per la devozione alla Divina Misericordia. La tesi era lunga più di 200 pagine, conteneva oltre 700 note – in latino, francese, polacco, italiano e spagnolo – e, anni dopo, è stata pubblicata in un libro intitolato, “Più pura di tutti i Gigli: La Vergine Maria nella spiritualità di santa Faustina”.

L’ex tossicodipendente, criminale condannato, che aveva abbandonato la scuola, si è laureato con il massimo dei voti, studiando con alcuni tra i teologi più rinomati al mondo. Oggi, Padre Calloway predica la sua testimonianza di conversione in tutto il mondo, raggiungendo innumerevoli cuori.

Fonti

http://www.fathercalloway.com/

http://convertiti.altervista.org/d_calloway.html

L’inganno diabolico della Wicca, testimonianze di ex neopagani: solo Cristo è la Luce della nostra vita

WICCA -INGANNO DIABOLICO e MANIPOLAZIONE SUI GIOVANI. TESTIMONIANZE
Fonte: https://www.catholicculture.org/culture/library/view.cfm?recnum=1289
John Gibson ha cominciato a ‘giocare con l’occulto’ quando era all’università. Ha iniziato a praticare divinazione con i Tarocchi, poi ha cominciato ad esplorare la Wicca (stregoneria moderna) e altri culti pagani in siti internet. Dopo aver trascorso cinque anni a sviluppare un forum Wicca su Internet, dopo essere anche diventato un leader della Conferenza Pagana….ha subìto una pesante ossessione diabolica. Si è liberato solo grazie ad una potente esperienza di conversione a Cristo, che lo ha allontanato da tutti questi inganni e lo ha portato alla conversione nella Chiesa cattolica.
Ha imparato a conoscere ed amare la Sacra Bibbia.
Il libro dei Salmi promette che solo la Parola di Dio, (non la Wicca), E’ la vera Luce della nostra vita:
“Lampada per i miei passi è la Tua Parola, Luce sul mio cammino..”
(Sal 118,105)

Oggi Gibson afferma che guarda indietro ai suoi errori passati con angoscia. Ha capito di essere stato intrappolato dai tentacoli dell’occultismo e che la ‘magia buona’ non esiste…Ma ha capito molto di più, dopo questa sua esperienza devastante:
C’E’ UNA VERA E PROPRIA MACCHINAZIONE DIABOLICA, ATTRAVERSO I MEDIA, CHE VOGLIONO INCULCARE AI GIOVANI LA MENZOGNA CHE NELLA STREGONERIA NON VI SIA NULLA DI MALE….Lasciamo che a rispondere a questa obiezione sia un uomo non di parte, un addetto ai lavori: Anton LaVey, fondatore della chiesa di Satana californiana. Secondo LaVey: «(la magia è) il cambiamento di situazioni o eventi in accordo al volere dell’individuo, che sarebbero, usando metodi normalmente accettati, impossibili da cambiare […]. Non c’è differenza fra magia “bianca” e “nera” tranne nella presuntuosa ipocrisia, presunta legittimità e autoinganno del praticante di magia “bianca”»(Cfr.A.S.LaVey, The Satanic Bible,Avon Books, NewYork 1969, pag. 110). Ovviamente c’è una differenza di “gravità” per noi cristiani ma non una differenza nella “fonte” che per noi è sempre satanica. E ancora “Michela”, ex satanista, nel bellissimo libro “Fuggita da Satana“, ed PIEMME, 2007, p.101, afferma: “Talvolta si sente dire : ‘Non c’è alcun rischio. Si tratta di magia bianca. Basta guardare nel suo studio, dove c’è in bella vista la statua della Madonna o di Gesù misericordioso’. In realtà la magia bianca non esiste: è sempre un prodotto del demonio che non per niente è noto anche come ‘angelo di luce’“. 

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Cerchio magico, cerimonia Wicca 

John Gibson, insieme ad altri ex wiccani, a tanti laici e sacerdoti cattolici, è attualmente impegnato nell’evangelizzazione dei più giovani nelle Parrocchie, per aiutarli a non cadere nell’inganno diabolico della Wicca.

Per John Gibson, sono state molte delle false affermazioni storiche dei Wicca ‘circa la loro religione’ che in ultima analisi, gli sono servite a distaccarsi completamente dal paganesimo.
Per questo motivo, egli raccomanda che i genitori sottolineino la verità degli eventi biblici, con i loro figli, oltre all’insegnamento della fede cristiana: “Stiamo lottando per i nostri ragazzi ora. Nella nostra società, noi non diamo più molto valore alle nostre radici cristiane! Siamo diventati così tolleranti verso culti spesso distruttivi, che diciamo: ‘Va bene, È la tua vita ‘, senza tenere conto che , se non proclamiamo la Verità, se non mettiamo in guardia i giovani dalle pratiche dell’occultismo, condanniamo i nostri giovani a menzogne che possono rovinarli, come è accaduto a me “…

Il richiamo delle religioni neo-pagane, specialmente la Wicca, sta attirando molti, in particolare i ragazzi, nei tentacoli dell’occultismo. L’interesse per la Wicca, culto ormai popolare che esalta l’individualismo, diffuso a tappeto dai media e trasmesso come ‘culto innocente e buono’, basato sulla divinizzazione della natura, falsamente ispirato da presunte antiche credenze, (INFATTI GLI STORICI AFFERMANO CHE NON ESISTONO TESTI ANTICHI DELLA STREGONERIA, che in realtà è nata nell’Ottocento nelle logge occultiste massoniche inglesi dell’Ordo Templi Orientis: il fondatore della Wicca, Gerald Gardner, ne faceva parte e scrisse i testi della Wicca insieme ad Aleister Crowley, considerato il padre del satanismo moderno) sta crescendo tra i giovani delle scuole superiori e all’università, soprattutto tra le ragazze. 

La Wicca si presenta in modo accattivante e simpatico ma è idolatria che può essere possibile veicolo al luciferismo. Perchè?

Perchè il luciferismo è il satanismo di derivazione manichea o gnostica in cui Lucifero e satana sono oggetto di venerazione all’interno di cosmogonie che ne fanno un aspetto “buono” e comunque necessario al sacro. Infatti per lo studioso Padre Joseph Maria Verlinde “la setta luciferina più importante è la Wicca, la cui sede è in California … [però] il satanismo è ancora più temibile” (Padre Joseph Marie Verlinde, “Attacco al cristianesimo”, ed Carismatici Francescani, 2002, p.172).

Anche se le credenze Wicca variano da gruppo a gruppo, quando gli adolescenti cercano la ‘spiritualità Wicca’, probabilmente scoprono le seguenti nozioni comuni:

1)La maggior parte dei wiccani adorano una duplice divinità, il Dio Cornuto e la Signora. Molti credono che tutti gli dei e le dee sono aspetti di queste due divinità.
2)I wiccani di solito credono che lo scopo della vita umana è quello di vivere in armonia con la natura, che tutta la realtà è divina, che il mondo spirituale e materiale sono un’unica realtà, che non esiste una legge fissa, che c’è una pluralità entro l’unicità divina, e che la pratica rituale è il percorso della strega .
I praticanti vivono secondo il dogma “rede”, che dice: “Fino a quando non danneggia nessuno, fa ciò che vuoi.”
MA CHI STABILISCE IL LIMITE DI CIO’ CHE VUOLE IL PROPRIO EGO? COSA STABILISCE IL DANNO, SE NON C’E’ ALCUNA LEGGE, SE NON L’INDIVIDUO? alla fine il rede wiccano è ingannevole,è la copia del dogma satanista, coniato da Aleister Crowley “Fa ciò che vuoi, sia la tua unica legge”….
Formalmente la Wicca, moderno culto neo-pagano di stregoneria, si distingue dal satanismo. Ma praticamente la stregoneria è nata insieme al satanismo,dallo stesso albero dell’occultismo. Stranamente, anche la Chiesa di satana predica le stesse cose della Wicca e le ‘festività’ neopagane e sataniste coincidono…

WICCA, UN ENORME BUSINESS COMMERCIALE

Le statistiche delle case editrici mostrano un crescente interesse per la Wicca. Alla fine del 1980, le vendite di testi Wicca, come il Libro delle Ombre, hanno raggiunto in media circa dalle 2.000 a 4.000 copie l’anno, secondo Carol Publishing Group. Ma, negli ultimi anni, le vendite sono aumentate notevolmente, fino a 25.000 copie vendute, secondo l’editore Steven Schragis.
I grandi editori stanno incassando grazie alla mania della stregoneria. La casa editrice Little Brown & Co. ha rilasciato The Good Spell Book(il Libro degli Incantesimi) rivolti a ragazzi.
Llewellyn internazionale, un editore di lunga data di libri di astrologia, ha di recentemente pubblicato Teenager Witch: la Strega teenager, ovvero la stregoneria per le nuove generazioni…un vero lavaggio del cervello sui giovani.
I libri non sono l’unico mezzo attraverso il quale la Wicca viene diffusa tra i giovani. Ci sono molte serie tv, films, che inducono i giovani a credere che la magia sia buona…
Diverse università offrono corsi sulla stregoneria, secondo un sondaggio compilato da Fondazione Young America. E un importante motore di ricerca al computer rivela migliaia di siti web che si occupano di Wicca per gli adolescenti.
“Si può andare in un centro commerciale o negozio di libri e …si potrà constatare come i libri sulla stregoneria siano facilmente disponibili e addirittura fatti passare come materiale di studio!”, dice CAROLYN MAY, moglie, madre, ex infermiera, che da 25 anni sta tenendo conferenze in tutte le scuole per educare i genitori a difendere i figli dai pericoli dell’occultismo.

EMOZIONI E RICERCA DI FALSI POTERI: LA NON -CULTURA DEL DISIMPEGNO INCULCATA AI RAGAZZI
Perché la Wicca risulta così affascinante per i ragazzi?

Una rassegna di pagine web per Wiccan adolescenti suggerisce che la sua attrattiva risiede principalmente nella sua enfasi sui sentimenti, sulla potenza e libertà individuale…
Ma è una menzogna, perchè alla fine ogni azione della persona è vincolata a rituali e previsioni e manipolazione della realtà e delle persone a proprio favore, una forma di schiavitù psicologica che diventa dipendenza compulsiva dalla magia .

PADRE PAUL DESMARAIS, parroco della Chiesa del Sacro Cuore a Pawtucket, Rhode Island (USA), che sta tenendo da dieci anni corsi e conferenze con gli adolescenti per spiegare gli inganni dell’ occultismo, riconosce che gli adolescenti sono attratti dalla Wicca perchè sono alla ricerca di significato spirituale nella loro vita.
“Il nostro mondo è diventato così orientato al consumismo, al materialismo che i bambini, i giovani provano un vero senso di impotenza nella loro vita,” afferma. “Penso che gli adolescenti che cercano di imparare a fare incantesimi per ottenere l’ amore, lo fanno perché sentono questa fame spirituale per qualcosa….ma la Wicca non è libertà , è schiavitù e dipendenza dai propri capricci ,dai rituali di evocazione spiritica (molto pericolosi) e non può dare quelle autentiche risposte spirituali che i giovani chiedono, perchè la Wicca crea legami devastanti, a lungo andare …Non è un gioco. E’ altamente diseducativa,perchè invita al disimpegno nel miglioramento e crescita personale ,spinge alla ricerca esasperata delle proprie soddisfazioni immediate…E’ una grave forma di business consumistico”.

WICCANI E POSSESSIONI DIABOLICHE

Molti annunci on-line rivelano messaggi inquietanti.
Un ragazzo che si identifica come Britt dice: “Stavo parlando con il mio amico Dave. Ho appena scoperto che ha praticato la Wicca per molto tempo.. si era radicato così profondamente in essa, che era quasi posseduto dal demonio…Ora si è convertito alla Chiesa cattolica “.
Sebbene la Wicca e il satanismo non sembrino essere la stessa cosa, la maggior parte dei ragazzi non conoscono la differenza, e questa confusione li può portare alla dipendenza da pratiche occulte sempre più orientate al satanismo, da cui anche la Wicca trae le sue ‘feste’, i suoi rituali, che però appaiono in veste buonista…Infatti per la Wicca bene e male sono la stessa cosa, domina il relativismo assoluto.

Padre Desmarais afferma : “Una delle cose di cui i genitori non si rendono conto è che il mondo degli spiriti è reale, e qualsiasi tipo di ‘gioco’ nel mondo magico apre una porta all’occultismo.
I giovani corrono il rischio di avere in realtà manifestazioni di spiriti maligni, essere molestati o disturbati dagli spiriti maligni. Quando dicevo queste cose,all’inizio molti genitori non mi credevano… finchè i loro figli non si sono ritrovati intrappolati nella magia ,con casi di ossessione e possessione sempre più frequenti.”

John Gibson ex wiccano aggiunge : “Il pericolo intrinseco nella magia è la dipendenza : più ti addentri nei rituali, più ne sei ubriaco ,” dice. “Si inizia raccogliendo sempre più potere per se stessi, ma poi quei poteri prendono il sopravvento sulla tua vita.”

In effetti, il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma: “Tutte le pratiche di magia e di stregoneria con le quali si tenta di sottomettere le potenze occulte, in modo da porle al proprio servizio ed ottenere un potere soprannaturale sul prossimo – anche se questa fosse per il presunto bene di ripristinare la loro salute – sono gravemente contrarie alla virtù della religione “(n 2117).

John Gibson, insieme a Carolyn May e ad altri laici cattolici ex wiccani che lavorano con gli adolescenti, conoscono in prima persona i pericoli delle pratiche occulte.
“Il pericolo più grande che vedo è la perdita della nostra anima eterna”, dice Carolyn May.
Lei cita Deuteronomio 18: 10-12, che afferma: “Non si trovi in mezzo a te chi fa passare suo figlio o sua figlia per il fuoco, né chi esercita la divinazione, né astrologo, né chi predice il futuro, né mago, né incantatore, né chi consulta gli spiriti, né chi dice la fortuna, né negromante, perché il SIGNORE TUO DIO detesta chiunque fa queste cose; a motivo di queste pratiche abominevoli, il SIGNORE, tuo Dio, sta per scacciare quelle nazioni dinanzi a te.”

“Questo passaggio del Vecchio Testamento era di molto antecedente al Cristianesimo e Dio già ci metteva in guardia dalle pratiche magiche dicendo: “‘Non farlo,'”, spiega Carolyn May “Non perché vuole Dio essere in controllo, ma per donarci la Sua Saggezza. Dio ci sta dicendo : ‘Se vuoi essere felice e avere una buona vita, queste sono le linee guida che ti aiuteranno.’ “

Praticare la Wicca è una violazione del primo comandamento – “Non avrai altri dèi al di fuori di Me ” – ma dilettarsi con l’occulto può anche portare a danni fisici, oltre che danni spirituali, afferma Carolyn May. Gli adolescenti coinvolti nell’occultismo cadono in depressione e vi sono tentativi di suicidio.

GIOVANI A RISCHIO

Carolyn May e altri che lavorano con i giovani credono che i ragazzi cattolici, soprattutto quelli la cui fede è debole o superficiale, sono particolarmente a rischio di sviluppare un’attrazione per il neo-pagananesimo .
“I ragazzi sono particolarmente vulnerabili alla Wicca , perché insegniamo loro un sacco di teoria sulla fede cristiana, ma dobbiamo soprattutto dare loro l’opportunità di sperimentare un incontro vivo con Cristo,” dice Carolyn. “La maggior parte dei ragazzi cattolici sono molto innocenti e interessati alla vita spirituale…Così quando qualsiasi forma di occultismo compresi i riti della Wicca vengono loro proposti subdolamente come innocui,sono disposti a prendere questa strada, e non sanno abbastanza per riconoscere la verità dalla menzogna”.

Come possono i genitori sapere se i loro ragazzi stanno sviluppando un interesse per la Wicca? E se lo sono, che cosa possono fare i genitori?

I genitori possono scoprire che i loro ragazzi stanno comprando candele, incensi e libri di stregoneria. Altri segni sono la pratica della fitoterapia e il possesso di Tarocchi, spade, una tovaglia nera intarsiata con un pentagramma (stella all’interno di un cerchio) e gioielli con simboli di una tolleranza di bene e del male.
I giovani che seguono la Wicca hanno nei loro scaffali questi testi come il Libro delle Ombre  o i libri di Scott Cunningham, “Wicca: Una guida per il praticante solitario”.
Una pletora di libri sulla mitologia, soprattutto la mitologia celtica.
I genitori dovrebbero essere preoccupati se i loro ragazzi spariscono nelle sere di nuove lune e nelle sere di luna piena o nelle otto principali festività Wicca o nei weekend più vicini ad esse. Le festività Wiccane sono Yule, 21 dicembre; Imbolc, 2 febbraio; Ostra, 21 marzo; Beltane, 1 ° maggio; Litha, 21 giugno; Lammas, 1 agosto: Mabbon, 22 settembre; e Samhain, 31 ott.

Carolyn May afferma: “I giovani hanno bisogno di conoscere l’importanza di conferma spirituale nella loro vita e di come lo Spirito Santo può essere con loro e aiutarli tutti i giorni della loro vita. Dobbiamo aiutare i bambini e le persone a capire che l’Eucaristia è la vera concreta Presenza di Dio in mezzo a noi. Abbiamo bisogno di capire, amare e apprezzare la Presenza di Gesù Cristo “.
Padre Desmarais incoraggia i genitori a condividere le loro esperienze di fede con i loro figli:”Parlare di come e perché si sente l’importanza di Nostro Signore Gesù Cristo come incontro personale nella propria vita”.

Aiuto Psicologico

Infine, Carolyn May raccomanda di ottenere aiuto psicologico se un ragazzo coinvolto nell’occulto diventa depresso o con istinto suicida.
Questi aiuti potrebbero includere un sacerdote preparato su questi temi, un buon consulente cristiano, o adolescenti o adulti coinvolti con il messaggio del Vangelo che possono parlare con i ragazzi in un modo non giudicante,non accusatorio,ma indurli alla riflessione,poi al più presto al Sacramento della Confessione,che può liberarli.
I ragazzi devono imparare a conoscere ed amare la Sacra Bibbia.
Il libro dei Salmi promette che solo la Parola di Dio ,(non la Wicca), E’ la vera Luce della nostra vita:
“Lampada per i miei passi è la Tua Parola, Luce sul mio cammino”.
(Sal 118,105) Risultati immagini per lampada ai miei passi è la tua parola

Fonti

http://www.gris-imola.it/esoterismo/Wicca_neo-stregoneria.php

Dalla Wicca al satanismo, alla conversione nella Chiesa cattolica: il miracoloso cammino di liberazione di Fred Wolff

wicca2Nel 2011, in una semplice chiesa parrocchiale dello Stato di New York, durante la Veglia Pasquale in cui ogni anno riviviamo la gioia dell’amore di Cristo che con la Sua Resurrezione ha vinto per sempre la morte e ci rende partecipi della Sua Vittoria sul Maligno, in quella celebrazione molte anime entrarono a far parte della Chiesa cattolica, pronunciando le promesse battesimali, accettando le Verità di fede e rinunciando a satana, a tutte le sue opere e alle sue seduzioni. Per una di quelle persone, quelle rinunce a satana ebbero un significato ancora più forte rispetto agli altri presenti in chiesa. In precedenza, quell’uomo era stato il leader di una congrega Wicca (stregoneria), poi era stato introdotto al satanismo. Per molti anni, aveva praticato riti blasfemi,  aveva visto “cose” che potevano venire solo dall’ inferno, da dove lui stesso le aveva evocate, senza conoscere il reale pericolo di ciò che nelle congreghe lo avevano indotto a praticare.

Questa è la testimonianza di conversione di FRED WOLFF, una storia vera, descritta con le sue stesse parole e con la conferma dei sacerdoti che lo hanno aiutato.jesus-christ-salvation

Fred Wolff è nato, nel 1956, in una famiglia ebrea di New York. La sua famiglia non era molto praticante e Fred crebbe senza una profonda identità di fede. Così Fred a 16 anni, come tanti giovani oggi che seguono le mode del momento, venne attratto dalla magia e dall’occulto, in particolare attraverso suo cugino, che possedeva una libreria di occultismo a New York. Lì, il giovane Fred incontrò molti seguaci della Wicca (stregoneria moderna, dal termine witch che significa strega); Fred diventò un seguace della Wicca, quel movimento neopagano che finge di praticare  “la magia che non danneggia nessuno”. Ripercorrendo il suo cammino passato, oggi Fred Wolff ammette che entrare a far parte della Wicca significò per lui aprire un pericoloso canale che lo ha gradualmente portato ad un più profondo e diretto incontro con il male. 

Da un lato, la vita di Wolff sembrava scorrere normalmente. Nel 1977, entrò a far parte della Air Force dove fece carriera come aviatore e lavorò in diverse parti degli Stati Uniti. Dall’altro lato, la sua vita cominciò ad essere tutt’altro che normale. In queste diverse postazioni con i militari, Fred si trovò collegato a gruppi occulti che erano presenti ovunque nell’esercito americano. Fred Wolff afferma che queste congreghe di stregoneria sono molto diffuse in ogni ambiente, ancora di più oggi.

Un incontro però determinò quel passo ulteriore che, in ultima analisi, gli mostrò dove il percorso nella stregoneria lo stava conducendo. Mentre Fred Wolff lavorava in una base militare dell’aeronautica in California, incontrò  un uomo che portava una custodia in pelle con il disegno di un pentacolo. L’uomo gli disse che quel simbolo di adorazione del diavolo aveva dimostrato di essere portentoso, gli spiegò che era un satanista e lo invitò alla sua prima Messa Nera.

Il rito satanico si svolse a San Francisco e l’aviatore Fred Wolff ne rimase traumatizzato. In quel rito satanista, la Santa Messa cattolica veniva pervertita in un sacrilegio contro Cristo ed in atti sacrificali molto violenti.  Wolff ricorda chiaramente che, pur essendo atterrito da ciò che stava accadendo davanti ai suoi occhi, si sentiva paralizzato da un potere, sia pure invisibile, che lo teneva lì, impedendogli di fuggire.071d2210182d8e1e80142486c289a401

Dopo le sue dimissioni dall’ Air Force, nel 1981, Wolff ritornò alla vita civile e riprese la frequentazione delle congreghe di stregoneria Wicca.  Presto diventò il leader della sua congrega locale a Long Island. E proprio lì, nel suo gruppo di stregoneria, un amico del suo passato lo tornò a trovare nell’inverno del 1982. Era uno di quei giovani che aveva incontrato presso la libreria di occultismo di suo cugino, quando Fred era ancora un adolescente.

Proprio quel vecchio amico, che gli era stato “maestro di stregoneria”, gli si ripresentò con una curiosa richiesta: l’ uomo era convinto di aver trovato il rituale per evocare un demone e per ottenere poteri, e chiese a Fred di partecipare al rito. Più per curiosità che per altro, Wolff accettò; tuttavia, ciò che stava per accadere cambiò in modo radicale la vita di entrambi.

Il suo amico disegnò un cosiddetto ‘cerchio di protezione’ e gli disse che, fintanto che fossero rimasti all’interno dei confini del cerchio, sarebbero stati ‘al sicuro’…. Il canto dei lunghi incantesimi era iniziato. Entrambi si credevano forti nella stregoneria, tanto da poter fronteggiare i demoni ed usare il loro “potere” a loro favore. Ma presto Fred scoprì che Satana e i suoi demoni hanno un unico obiettivo: quello di distruggere tutti coloro con cui entrano in contatto, che siano abili maghi oppure no. inferno_signorelli

Da un angolo della stanza buia, una figura cominciò ad apparire. Wolff ricorda che era una bellissima donna molto accattivante. Lei gli fece cenno di lasciare il cerchio. In qualche modo, motivato dalla paura più che altro, Fred non riuscì a muoversi. In pochi secondi la bellissima figura si trasformò in un essere deforme: Fred afferma che fu la cosa più orribile su cui avesse mai posato gli occhi. Ma il ‘vero spettacolo’ era appena iniziato.

Le mura intorno ai due uomini cominciarono a sciogliersi ed un odore soffocante – un odore di zolfo, cominciò ad attanagliare la sua gola. Wolff afferma che quello fu il suo “primo assaggio dell’inferno”.  Ancora oggi Fred afferma che, quando sente persone che lo deridono e che ripetono che l’inferno non esiste, lui risponde che ha provato sulla sua pelle cosa significa l’inferno. E ne ha sentito anche il fetore.

Il demone che avevano evocato si presentò in quel miasma pestilenziale e la reazione di paura divenne sempre più paralizzante. Il demone guardò i due uomini e poi rise di loro, chiedendo se davvero avevano creduto che il cerchio li avrebbe tenuti al sicuro!  Prima che potessero pronunciare una risposta, il compagno di Wolff fu sollevato da terra e gettato contro un muro adiacente a circa 15 piedi di distanza. A quel punto, Wolff fuggì inorridito per tutta la casa, chiudendosi in una stanza. Quanto tempo rimase nascosto lì, non lo ricorda. Ciò che Fred ricorda bene, in retrospettiva, è che se la Mano dell’Onnipotente non lo avesse protetto quella sera, lui ora sarebbe morto. Di questo, Fred è convinto.c381ngel_de_la_guarda

Il suo compagno non se la cavò così bene, purtroppo. Quando Wolff  trovò il coraggio di ritornare nella stanza dove il rito aveva avuto luogo, lo trovò disteso sul pavimento, con la bava alla bocca. Fred chiamò la polizia e l’ambulanza. La polizia non credette alla storia di Fred Wolff, che provò a spiegare l’evento soprannaturale cui aveva assistito; dato che non vi era alcuna prova evidente di violenza o di uso di droghe, la polizia lo lasciò andare. Alla fine, il suo amico venne portato in un istituto psichiatrico a Long Island. Morì “suicida” alcuni anni dopo, a causa delle ferite che si era auto-inflitte.

Fred Wolff aveva ormai visto troppo. Aveva sofferto troppo. Alla fine, intuì l’inganno in cui si era cacciato, seguendo la stregoneria… Il giorno dopo l’accaduto, disse agli altri membri della sua congrega Wicca che desiderava lasciare per sempre ogni pratica di stregoneria. Cominciarono  a minacciarlo, lui era il leader, non poteva andarsene in giro a rivelare cosa fanno nelle congreghe; in qualche modo, Fred riuscì a fuggire e corse verso la sua auto parcheggiata fuori. Ma per quanto si sforzasse, la macchina non partiva. E mentre era seduto lì, spingendo sull’accensione, improvvisamente, vide due streghe della congrega nello specchietto retrovisore, che sembravano lanciare un incantesimo contro di lui e contro la sua auto. Un attimo dopo, Wolff si sentì mancare e cadde come stordito: tutto quello che ricorda oggi è che, d’improvviso, i finestrini dell’auto erano esplosi in migliaia di frantumi; pochi secondi dopo, miracolosamente l’auto era ripartita da sola e Fred si ritrovò a spingere sull’acceleratore nella notte …

Il giorno dopo, ancora sotto choc, Fred portò la sua auto dal meccanico per far riparare i finestrini e per farla ripulire dalle innumerevoli schegge di vetro all’interno; stranamente, quando arrivò all’officina, gli operai lo lodarono per aver fatto un ‘buon lavoro’. Fred non capiva cosa volessero dire. Così gli spiegarono che nella sua auto non c’era nemmeno una scheggia di vetro, così avevano pensato che Fred avesse ripulito l’interno dell’ auto dai frantumi….Ma in realtà Fred sapeva di non aver toccato nulla…Ancora oggi, Fred Wolff è sicuro che Qualcuno, forse il suo Angelo custode, lo abbia protetto dalla forza dell’esplosione, in modo che le schegge dei vetri rotti  non lo poterono colpire. In effetti, Dio aveva messo in atto un progetto per salvare Fred Wolff dall’inganno dell’occultismo in cui si era cacciato fin da giovane.10_2_guardian3 Nel suo nuovo posto di lavoro, c’era un cristiano che aveva tentato  da tempo di parlare con Fred della sua fede cristiana, ma Fred Wolff, così coinvolto nella stregoneria, non era mai stato interessato e lo aveva tenuto a distanza. Ma dopo quel terribile accaduto, Fred, quando rivide il suo collega cristiano, lo pregò di portarlo in chiesa. Alcuni giorni dopo, in una chiesa battista, assistito dal suo collega di lavoro, sorpreso dalla sua improvvisa decisione, Wolff accettò il Signore GESU’ come suo Salvatore. Fred racconta nella sua testimonianza, che, dopo la notte di quel rito infernale,  lui aveva preso coscienza di aver bisogno di Gesù Cristo;  perchè sapeva che quella notte era stato veramente salvato dall’inferno.

marytreadsdowntheserpentMa il suo cammino di liberazione non fu facile ed immediato. Fred si sposò, ma il matrimonio si rovinò; Fred rimase solo e cominciò sempre più a soffrire di depressione. La sua presenza nella chiesa battista divenne sporadica. Non aveva trovato una vera attrattiva nei vari gruppi protestanti a cui aveva partecipato. C’era un tema costante che attraversava quei gruppi: l’avversione verso la Chiesa cattolica e verso la devozione alla Madre di Cristo, Maria Santissima. Paradossalmente, quelle continue polemiche anticattoliche ebbero l’effetto opposto su Fred Wolff, che desiderava approfondire di persona la sua fede riscoperta e cominciò a documentarsi, leggendo i libri di molti apologeti cattolici e le storie delle vite dei Santi. Fred scoprì quell’anello mancante nel suo cammino di liberazione: l’incontro con la Madre di Cristo, Madre della Chiesa, che poteva veramente guidarlo a Gesù. L’orrore e la depressione incontrati negli anni addietro avevano lasciato il posto all’incontro con la vera Bellezza, la Sposa di Cristo, la Sua Chiesa.blsacr-christ

Ora, finalmente, in quella Veglia Pasquale del 2011, nella chiesa cattolica di New York dedicata proprio a Maria Santissima, che schiaccia la testa del serpente, Fred Wolff partecipò ad una Santa Messa e, dopo aver confessato ad un sacerdote cattolico il suo passato coinvolgimento con l’occulto, venne completamente liberato e ricevette il suo Salvatore nella Santa Comunione, e, con essa, la pace e la gioia eterne che scacciano ogni paura.

 

Fonte: La testimonianza di FRED WOLFF  http://catholicexchange.com/one-souls-escape-satanism-catholicism

 

Emmanuel, bimbo abbandonato in una pattumiera a Bombay, salvato da Madre Teresa, oggi è dottore e seminarista

Emmanuel Leclercq, seminarista francese, è l’autore di diversi libri tra cui uno che si intitola “Méditer avec Mère Teresa” (Meditare con Madre Teresa). Leclercq, dottore in filosofia morale, che in questi giorni è a Roma per la canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta, in un’intervista ad una radio francese ha fatto un racconto singolare.
Emmanuel Leclercq ha spiegato di essere nato il 9 settembre 1982 in una bidonville di Bombay, ad Amravaki per la precisione,  e dieci giorni più tardi, di essere stato abbandonato dalla madre in una pattumiera davanti ad un orfanotrofio della Congregazione delle Missionarie della Carità. Il caso ha voluto che proprio quel giorno Madre Teresa si recasse in visita in quel luogo ed è stata la santa a raccogliere il bambino e a portalo all’interno della struttura  che Emmanuel considera la sua prima vera casa.

“Devo tutto a Madre Teresa, devo a lei la mia nascita, devo a lei, interamente, tutta la mia vita” ha sottolineato il seminarista alla radio francese RTL. Se non fosse per lei, ha poi aggiunto, “non sarei qui in Piazza San Pietro a ringraziare il Signore e a pregare”. Dopo un tempo passato con le sorelle di Madre Teresa, Emmanuel ha avuto la fortuna di essere stato adottato da una famiglia francese dove ha trovato quattro fratelli: un indiano, un haitiano e due francesi. “Una comunità d’amore”, la chiama Emmanuel.
Tempo fa ha voluto recarsi in India e visitare la casa che lo aveva accolto subito dopo essere stato abbandonato. Ha lavorato per un periodo con i Missionari della carità  e ha conosciuto un’anziana suora che era stata testimone della sua “nascita” in quella casa. Da lei, ricorda Emmanuel, conobbe la sua storia.

Oggi, ormai dottore ma anche seminarista della diocesi di Avignon, Emmanuel Leclercq ha fatto della fede il motivo centrale della sua vita. “Nella parola ‘abbandonare’ c’è la parola ‘dono’. Mia madre mi ha abbandonato per donarmi la vita, e me l’ha donata in un modo straordinario poiché è stata Madre Teresa che mi ha reso degno di questa vita”, ha concluso Emmanuel riconoscendo anche la sua ammirazione e venerazione per un altro santo: Giovanni Paolo II.

Madre Teresa: Gigli (Mpv), “nessuna donna sia più costretta ad abortire”.

Ripetendo una celebre frase della nuova Santa che al Movimento per la vita italiano fu profondamente legata, fino a diventarne presidente onorario, chiediamo a tutte le forze politiche che siano realizzate le condizioni perché in questa nostra Italia nessuna donna sia più costretta ad abortire. Le parole di ieri del Papa, per il quale Madre Teresa si è impegnata in difesa della vita proclamando incessantemente che ‘chi non è ancora nato è il più debole, il più piccolo, il più misero’, sono state oggi ribadite dal suo segretario di Stato”. Lo afferma il presidente del Movimento per la vita italiano (Mpv), Gian Luigi Gigli. “Per Parolin – sottolinea Gigli – il concepito non ha nulla di suo, ogni sua speranza e necessità è nelle mani di altri. Egli porta con sé un progetto di vita e di futuro e chiede di essere accolto e protetto perché possa diventare ciò che già è: uno di noi, pensato fin dall’eternità per la grande missione di ‘amare ed essere amato’, come Madre Teresa amava ripetere. Nei due autorevolissimi interventi si conferma la particolare considerazione della Chiesa per il volontariato in difesa della vita, alla scuola di Madre Teresa di Calcutta, che tante energie spese per evitare che il più povero tra i poveri, il bambino non ancora nato, potesse essere soppresso con l’aborto. Per difendere i nascituri, Madre Teresa mise a disposizione sè stessa, implorando: ‘Dateli a me’. Al tempo stesso intervenne con coraggio presso tutti i potenti, senza inginocchiarsi a nessuna cultura alla moda e nessuna autorità, se non a quella del Vangelo”.

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Fonti

http://ilsismografo.blogspot.it/2016/09/francia-emmanuel-appena-nato.html

http://agensir.it/quotidiano/2016/9/5/madre-teresa-gigli-mpv-nessuna-donna-sia-piu-costretta-ad-abortire/

Testimonianza: dalla setta del guru Yogananda all’incontro con il vero Gesù nella Santa Eucaristia

Testimonianza raccolta da Luis Santamaría del Río, Sacerdote cattolico, membro della Rete Iberoamericana di Studio delle Sette (RIES).

Riassumiamo la testimonianza di un canadese che una decina di anni fa, per un anno, ha fatto parte della setta di derivazione induista Self-Realization Fellowship (SRF) – o Comunità dell’autorealizzazione – fondata dal guru Paramahansa Yogananda.

Yogananda negli anni ha poi ispirato la moda culturale giovanile degli anni ’60-’70. Lo stesso Yogi è tra i personaggi della copertina di un album simbolo come “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” dei Beatles. Guarda caso, i Beatles hanno messo Yogananda in copertina insieme ad Aleister Crowley, il fondatore del satanismo moderno (il pelato nell’ultima fila in fondo a sinistra), e Yogananda sta nella terza fila in fondo a destra, tra lo scrittore George Herbert Wells, Karl Marx e Freud (Yogananda è quello con pelle scura e capelli lunghi)...

Questa testimonianza è molto interessante, perché fa notare l’incompatibilità di questo movimento orientale (e delle sue dottrine e pratiche) con il Cristianesimo, nonostante i suoi adepti vogliano far credere il contrario.

Ci sono stati in realtà diversi tentativi di penetrazione delle sue attività in ambienti cattolici, come successo nel marzo 2015 in un istituto religioso di Madrid attraverso una conferenza che però – in seguito agli avvertimenti della Rete IberoAmericana di Studi sulle Settenon si è tenuta.

L’incontro con una nuova dottrina

Sono cresciuto insieme a una madre nominalmente cattolica (mio padre era assente perché i miei erano divorziati). Dopo aver ricevuto il sacramento della Cresima a 13 anni, ho smesso di andare in chiesa. Al liceo il mio unico obiettivo era quello di farmi amici a tutti i costi, e ho così buttato molti anni della mia vita bevendo e assumendo droghe.

Mi sono poi trasferito in un’altra città, dove viveva mio padre, per ripartire da zero e concludere i corsi che mi mancavano. Ho finito tutto con ottimi voti, ma la cosa più importante è stata che non avevo intorno cattive amicizie e avevo molto tempo per me stesso.

Ho quindi iniziato a tenere un diario personale e a riflettere sulla natura della realtà e della percezione. Ho letto molti libri di scienza.

Un bel giorno una delle mie insegnanti, percependo in me una qualche sensibilità spirituale, mi ha regalato un libro di preghiere. Erano citazioni prese dalle opere di Paramahansa Yogananda.

Mi hanno fatto bene all’anima: lui – pensavo io – diceva cose sensate, benché molto semplici. Inoltre citava spesso il Nuovo Testamento (diventando ancora più credibile, dato che inconsciamente collegavo la sua figura all’autorità religiosa della mia seppur tortuosa infanzia) ma citava anche molto il Bhagavad-gitā, dando ai suoi testi un tocco di “esotico” (che io ho apprezzato, dato che non mi fidavo delle autorità tradizionali).

Uno yoga “speciale”

Un giorno ho trovato l’autobiografía dello swami Paramahansa Yogananda. L’ho acquistata, l’ho letta e l’ho passata ad un amico. Abbiamo quindi deciso di unirci all’organizzazione, diventando entrambi dei discepoli.

Ho iniziato a ricevere su base regolare delle lettere con gli insegnamenti del fondatore. Mi istruivano su come fare kriya yoga, che secondo loro è la forma più avanzata e reale di fare yoga.

E non si trattava di mero contorsionismo fisico. L’unica posizione che dovevo adottare era quella che mi permetteva di meditare profondamente.

I miei mentori mi hanno espressamente chiesto di non parlare del contenuto di quelle lettere con altre persone, perché lo avrebbero potuto fraintendere. Il settarismo e l’alone di segretezza preoccupavano i miei genitori.

Il kriya yoga è diverso dalla meditazione intesa in senso cristiana. Si trattava di concentrare l’attenzione sul ‘mistero alla base di tutti gli altri’ svuotando la mente delle cose superflue per godere di ciò che è al di là del bene e del male. Guidandomi verso l’estasi, verso la beatitudine, verso un’espressione di Dio che “permea” l’universo.

Mi insegnavano anche delle tecniche di respirazione. Da quando ho adottato queste pratiche fino ad oggi (nonostante sia passato molto tempo dal giorno in cui ho smesso di seguirle) ho difficoltà a respirare di notte.

Credo che sia una sorta di apnea del sonno, ma finora è stato difficile fare dei trattamenti medici. Le due cose non sono necessariamente collegate, ma la coincidenza è sorprendente.

Qualche anno fa ho letto in un blog che le tecniche di respirazione proposte non sono altro che dei modi per privare il cervello dell’ossigeno per dare alla mente la sensazione di praticare un’intensa meditazione.

Meditavo seduto su un cuscino. Una o due volte ho avuto la sensazione di levitare, o perlomeno di non sentire nulla sotto di me.

Concentravo la mia attenzione sul “terzo occhio”( DI QUESTO TIPO DI “MEDITAZIONE” e del “terzo occhio” NE PARLANO ANCHE I TESTI DI SATANISMO specie quello spirituale ispirato dalla Società Teosofica della medium luciferiana Blavatsky, ndr): dopo cinque o dieci minuti di meditazione sentivo come se tutto il mio corpo, a partire da questo “punto cardinale”, si riempisse di luce. È difficile spiegarlo….

Tra i maestri, Gesù: Yogananda si presenta come “più grande” di Gesù stesso!

La sala di meditazione del SRF della mia città era sobria, semplice e amena. Al centro vi era una sorta di altare con sei immagini: i sei “santi” dell’organizzazione.

Al centro vi erano Gesù e Krishna; a sinistra Lahiri Mahasaya e il suo maestro Mahavatar Babaji.

Nella sua autobiografia Yogananda sostiene che quest’ultimo sarebbe quasi come un dio, che avrebbe vissuto più di mille anni sulla terra e che si troverebbe ancora oggi in una grotta dell’Himalaya. Sarebbe molto potente nel mondo soprannaturale, avendo persino il potere sulla vita e sulla morte.

A destra c’era il fondatore Yogananda e il suo maestro Swami Sri Yukteswar, “risorto dai morti”.

Per quanto riguarda Gesù Cristo, si parlava molto di lui ma quando veniva citato era in riferimento ad alcuni versetti che interpretavano a modo loro….

Yogananda sostiene ad esempio che in Matteo 6:22, il Signore si riferisca al “terzo occhio” che incontriamo in molte espressioni religiose orientali. Questo è uno dei tanti esempi che si potrebbero fare per spiegare in che modo Yogananda parlasse di Cristo ai propri discepoli, ritenendo addirittura di conoscerlo più dei cristiani.

Questi ultimi avrebbero usurpato gli insegnamenti di Gesù, facendo di Lui una mente piccola, una persona chiusa, un dogmatico.

Gesù sarebbe andato in India, dove avrebbe raggiunto la auto-realizzazione (la stessa che la setta promette agli adepti, cioè la perfetta comprensione di se stessi), per poi insegnare la stessa filosofia in Palestina. In questo modo – sostiene la SRF – si può raggiungere la perfezione.

Oltre a questo, un altro concetto di Cristo abbondantemente utilizzato da loro era quello della “coscienza di Cristo“.

Ricordo che, durante un ritiro a Washington, cantavamo insieme: “Oh mio Cristo, Gesù Cristo, vieni, Cristo”. Non stavamo invocando il Gesù Cristo dei cristiani. La chiamavamo “coscienza di Cristo”, cioè la mente di Dio che permea l’universo.

Si potrebbe dire che la teologia della SRF è in parte panteista e, in un certo senso, adozionista, dato che quest’uomo di nome Gesù avrebbe ricevuto – o, meglio, raggiunto pienamente – questa coscienza cristica, facendosi uno con essa, diventando perfetto.

Ogni uomo potrebbe dunque raggiungere ciò che ha raggiunto Cristo; la Sua natura non sarebbe superiore alla nostra, ma Egli sarebbe semplicemente un essere perfettamente illuminato. Anche gli uomini dovrebbero dunque tendere verso questa conoscenza.

Nella sua autobiografia Yogananda sostiene, sulla base di Matteo 17:11-13, che Gesù e Giovanni Battista siano la reincarnazione di Eliseo e di Elia, a ruoli inversi (il maestro, nella sua seconda venuta, si sarebbe fatto discepolo mentre colui che prima era discepolo si sarebbe fatto maestro). LA TEORIA DELLA REINCARNAZIONE E’ TOTALMENTE CONTRARIA ALLA FEDE CRISTIANA NELLA RESURREZIONE DI CRISTO.

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/04/27/la-reincarnazione-e-incompatibile-con-la-fede-cristiana-nella-resurrezione/

Come si può notare, interpretando alcuni testi biblici in un modo talmente singolare, si arriva a sostenere questa teologia ma non senza fare violenza al resto della rivelazione divina.

Un abbandono graduale… e poi la conversione

Gradualmente ho perso interesse nel gruppo. Deluso e scoraggiato, sapevo dell’esistenza di Dio (dato che la SRF parlava di un Dio personale) e che riuscire a conoscerlo fosse lo scopo principale della vita.

Sapevo anche che Dio è giusto ed è giudice severo (nelle meditazioni che mi avevano insegnato, l’uomo deve mirare con ogni sforzo alla perfezione..ma non avevo la forza per superare i miei atteggiamenti sbagliati e quegli “esercizi” non mi aiutavano affatto).

È capitato che un mio amico, anch’egli coinvolto nelle filosofie orientali, si è convertito al Cristianesimo in seguito a un miracolo ricevuto.

Dopo essersi convertito il mio amico ha cambiato stile di vita e ha manifestato una gioia e uno zelo fuori dal comune e letteralmente contagiosi. Parlava con tranquillità di Gesù a tutti quelli che erano attorno a lui.

Mi ha incoraggiato affinché anche io cercassi Dio, ma lo ha fatto con umiltà e rispetto.

Non ho potuto fare a meno di notare la nuova felicità del mio amico, ma non volevo dargli ragione. Avrei dovuto ammettere di dovermi convertire al Cristianesimo, una religione che non ha elementi “esotici”.

Ero molto orgoglioso e l’idea di diventare un “santo” alla maniera di Yogananda continuava ad affascinarmi. Volevo, in questo modo, essere diverso da tutti gli altri ragazzi del mio ambiente.

Il mio amico mi ha regalato un Nuovo Testamento tascabile. L’ho portato con me in un lungo viaggio con la mia famiglia.

Durante quel mese che ho trascorso viaggiando ho avuto molto tempo per leggere i Vangeli. Leggendoli mi sono reso conto che quel Gesù non era lo stesso della SRF.

Mi sono reso conto di aver davvero bisogno di convertirmi. Gesù parlava di inferno, della grande miseria dell’uomo; in ogni parabola ho trovato una forte sensazione di urgenza, perché ognuno di noi corre un grave pericolo: nessuno di chi rifiuta di prendere la croce per seguire Lui può essere salvato.

Allo stesso tempo ho incontrato anche una tenerezza e un’affabilità mai sperimentate primatenerezza che – a differenza della limitata consolazione spirituale vissuta nella SRF – era accompagnata anche da un’autorità paterna, un’autenticità e una sincerità che possono venire soltanto da Dio.

Durante quel viaggio ho incontrato uno sconosciuto in un ristorante e abbiamo iniziato a parlare a lungo di Gesù.

Mi ha mostrato qualcosa di totalmente nuovo: grazia e misericordia. Non mi sarei potuto salvare con i miei sforzi. Avevo bisogno della grazia, del perdono, della misericordia. E l’unica cosa che avrei dovuto fare per ottenere tutto questo era… chiederlo. Non avrei mai potuto guadagnarlo con i miei sforzi.

Prima protestante, poi cattolico

Per tre anni sono andati con i protestanti. Sono diventato molto più fervente, allegro, fiducioso… ho conosciuto sempre di più Gesù.

Ho letto libri straordinari, oltre alla Bibbia (che ho comunque potuto conoscere molto più approfonditamente). Libri sulle storie moderne di “santi” protestanti (in Cina, in Romania), storie di persecuzione, storie di conversione di musulmani.

Ho partecipato anche all’opera di evangelizzazione nel campus universitario. Nutrivo molto zelo per le anime, per le conversioni, per Gesù, per la predicazione. Volevo diventare un missionario.

Ma i miei peccati mi stavano trattenendo. Non riuscivo a vincerli. Ho provato a risolvere la cosa da me ma senza riuscirvi. Pensavo che solo un miracolo divino avrebbe potuto liberarmi dal peccato.

Non riuscivo a vincere i miei peccati, e volevo evangelizzare. Ma come avrei potuto evangelizzare se non ero santo? E poi a cosa avrei dovuto convertire le persone? Ad una filosofia? Ad una comunità cristiana locale? In tal caso a quale? Perché ve ne erano molte, ognuna con i propri vizi e le proprie virtù.

Il senso di inutilità della mia vita cristiana da protestante e la disperazione in cui vivevo mi hanno spinto a cercare delle soluzioni. Avevo bisogno di una Chiesa sola: quella di sempre. Ho quindi iniziato a cercarla.

E ho conosciuto dei cattolici che erano davvero pieni di Spirito Santo, qualcosa mai visto prima.

Questa religione di fariseismo, di ritualità vuota – questo era ciò che ci veniva insegnato nei circoli protestanti – rendeva sante le persone. E questo ha acceso in me una autentica curiosità.

Ho letto molto in siti web di apologetica. Ho letto citazioni dei santi Padri e le ho vagliate alla luce della mia ragione.

Mi sono infine convinto della necessità di ricevere i Sacramenti, dopo aver scoperto la loro validità storica.

Avevo fame dell’Eucaristia, del perdono della Penitenza. Ma più di ogni altra cosa è stata la testimonianza d’amore di alcuni cattolici a darmi lo stimolo iniziale per intraprendere il mio vero cammino. 

(traduzione della testimonianza a cura di Aleteia.org)

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