Dopo 17 anni di malattia inspiegabile, una donna si converte e guarisce grazie a Gesù Eucaristia

Una grazia particolare che ha coronato un processo di conversione, la cui testimonianza incoraggia a dare un significato di fede al dolore, alla malattia.
Situato a 2.500 metri sul livello del mare, il comune di Tocancipá (Colombia) – fino all’arrivo delle industrie negli anni ’90 – era un territorio pre-andino la cui economia permetteva a malapena la sussistenza dei suoi abitanti. 

Lì è cresciuta Rosalba Zamora Malcera con i suoi genitori, insieme ad altri otto fratelli. Mentre milioni di altre famiglie vivevano nel continente da decenni, la povertà non era un freno al tasso di natalità. Tutti hanno collaborato fin da giovani all’economia familiare. “Mia madre”, ricorda Rosalba, “mi ha insegnato … dovevamo cucinare, aiutare a lavare i nostri vestiti e ci siamo presi cura dei più piccoli mentre i nostri genitori andavano al lavoro”. 

Rosalba non menziona rimproveri a Dio o ai suoi genitori per quelle condizioni di difficoltà e povertà, anche spirituale, che hanno segnato la sua infanzia e adolescenza. La sua famiglia, dice, “non pregava, non era particolarmente devota”.   I genitori li portavano a messa “solo” di domenica e “solo durante la Settimana Santa: in quel periodo non ci era permesso discutere o litigare per qualsiasi cosa.”

Così Rosalba è cresciuta senza alcuna formazione religiosa, senza dare priorità nella sua vita ad una personale relazione con Dio. Una realtà spirituale che sarebbe stata messa alla prova nella sua giovinezza, quando Rosalba dovette affrontare un’alterazione dolorosa e limitante dell’organismo, che pose la sua vita in grave pericolo.

La malattia aveva distorto il suo volto ed essendo Rosalba una giovane donna, tutto ciò non solo aveva causato preoccupazione o paura per la sua salute fisica, ma grande dolore morale e spirituale. Soprattutto perché nessun medico era riuscito a trovare la causa o il rimedio per la sua malattia. Quindi, pur essendo rigorosa nella cura dell’igiene e dell’ alimentazione, più volte Rosalba aveva ulcere in bocca che andavano ad infiammare anche i punti deboli esterni sulle guance e della mascella. Sopraffatta dal dolore, ha passato giorni e giorni senza poter mangiare. Alcuni giorni i sintomi sembravano diminuire, poi riapparivano fortemente. 

«Dio, perché mi stai punendo?»

La malattia, intesa dall’etica cristiana come manifestazione della fragilità della vita umana, divenne qualcosa di tangibile e quotidiano per 17 anni per questa donna colombiana (Rosalba oggi nell’immagine a fianco). 

I medici generici l’hanno indirizzata a  dermatologi, oncologi e altri specialisti. Senza ottenere miglioramenti … 

Rosalba si racconta: “Disperata dissi al Signore: ‘Dio, perché mi stai punendo?  Non sono stata malvagia, non merito di sopportare tutta questa malattia’. Ho combattuto molte volte con Dio e non volevo più vivere. Anche nell’ultima crisi – troppo difficile – sono stata ricoverata in ospedale. I medici, non sapendo quale fosse la causa della mia malattia, erano arrivati a dire che forse avevo  l’AIDS; ma i risultati delle analisi furono negativi, quindi di nuovo mi ritrovai daccapo, mi sentii isolata e pensavo che nessun medico mi avrebbe più visitata, perchè nessuno poteva guarirmi“.

L’amore di Dio nell’Eucaristia

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Santuario del Signore dei Miracoli a Bogotà

Spinta dal consiglio di sua madre, Rosalba cominciò ad andare a messa, il 14 di ogni mese, nel Santuario del Signore dei Miracoli (Bogotà) e si aggrappò con tutte le forze ad un granellino di fede, supplicando “una benedizione” per ottenere da Dio la grazia della sua guarigione. Cominciò a fare quello che nella sua vita non aveva fatto mai: pregare Novene alla Santa Vergine, ricevere i Sacramenti spesso, senza mai stancarsi di supplicare una grazia dal Cielo.

“Ho iniziato a vedere i cambiamenti dopo che ho cominciato a ricevere frequentemente ed in stato di grazia il Sacramento della Santa Eucaristia … e grazie a Dio non ho più sofferto di quel male; il dottore mi ha detto che IL MIO MALE ERA INSPIEGABILMENTE SCOMPARSO, come inspiegabilmente era apparso! Per la prima volta dopo 17 anni mi sentivo bene!”.

“Oggi mi sforzo di andare in chiesa tutti i giorni, perché so che non c’è nulla di più grande che ricevere il Corpo e il Sangue di Cristo. Se non avessi avuto quella malattia, sarei rimasta “una cristiana della domenica”, tiepida, senza conoscere il vero significato dell’Eucaristia. Dio sia benedetto, sono già una persona rinata, totalmente diversa “, conclude Rosalba.

Preghiera per adorare l’Eucaristiaea642e0389878976a28525193b65e7c1

Signore mio Gesù Cristo,
che per l’amore che nutri per gli uomini
sei giorno e notte in questo Sacramento pieno di pietà e d’amore,
aspettando, chiamando e ricevendo quanti vengono a visitarti,
credo che Tu sia presente nel Santissimo Sacramento dell’Altare.

Ti adoro dall’abisso del mio nulla
e Ti rendo grazie per tutti i doni che mi hai fatto,
soprattutto per avermi dato in questo Sacramento
il Tuo Corpo, il Tuo Sangue, la Tua Anima e la Tua Divinità,
per avermi dato come avvocato la Tua Santissima Madre,
la Vergine Maria,
e per avermi chiamato a farti visita in questo momento.

Adoro il Tuo amatissimo Cuore
e desidero adorarlo per tre motivi:
in primo luogo in segno di ringraziamento per questo dono tanto prezioso,
in secondo luogo per risarcirti di tutte le offese che ricevi dai Tuoi nemici in questo Sacramento,
in terzo luogo perché in questa visita desidero adorarTi in tutti i luoghi della terra,
anche in rete, dove sei ora davanti a me nascosto e abbandonato.

Gesù mio, Ti amo con tutto il cuore.
Perdona tutte le volte che in passato ho offeso
la Tua infinita bontà.

Propongo con l’aiuto della Tua grazia
di emendarmi in futuro,
e ora, miserabile come sono,
mi consacro totalmente a Te,
ti dono e ti offro tutta la mia volontà,
i miei affetti, i miei desideri e tutto quanto mi appartiene.

Da oggi in poi, Signore GESU’, fa’ di me e delle mie cose
tutto ciò che Ti risulta gradito.

Quello che voglio e Ti chiedo è il Tuo amore,
la perfetta obbedienza alla Tua santissima volontà
e la perseveranza finale.

Ti prego per le anime del Purgatorio,
soprattutto per le più devote al Santissimo Sacramento e a Tua Madre.

Infine, mio amato GESU’,
unisco tutto il mio affetto e i miei desideri a quelli del Tuo Amabilissimo Cuore,
e così uniti li offro al Tuo Eterno Padre
e ti chiedo in Tuo Nome per il Tuo amore di accettarli e di guardarmi benignamente.

Amen.

Fonte

https://www.portaluz.org/tras-17-anos-de-una-dolorosa-enfermedad-fue-sanada-recibiendo-a-3332.htm

San M. KOLBE: «Se gli Angeli potessero essere invidiosi degli uomini, lo sarebbero per una cosa, L’ EUCARISTIA»

San Massimiliano Kolbe imparò ai piedi dell’altare l’arte della carità. Alla scuola dell’Eucaristia, il discepolo Kolbe non offre qualcosa di sé, ma «spezza» la sua vita per gli altri, dimostrando ad Auschwitz l’amore più grande.

Massimiliano Maria Kolbe (Zduńska Wola, 8 gennaio 1894 – Auschwitz, 14 agosto 1941) conosciuto come l’Apostolo della Medaglia miracolosa, è stato un presbitero e francescano polacco che si offrì di prendere il posto di un padre di famiglia, destinato al bunker della fame nel campo di concentramento di Auschwitz. È stato beatificato nel 1971 da papa Paolo VI, che lo chiamò “martire dell’amore”, e quindi proclamato santo nel 1982 da papa Giovanni Paolo II.

Per lui «l’Eucaristia è la forza dell’anima» e perché il sacramento dell’Eucaristia potesse sprigionare tutta la sua forza ed efficacia, nella sua vita dava molta importanza alla preparazione immediata alla santa Messa e al ringraziamento che la segue, perché diceva che «si può e si deve anticipare e prolungare con il buon adempimento dei propri doveri e con la cura di procurare gioia al Cuore di Gesù».

«Per una comunione fatta bene occorre metà giornata di preparazione e metà di ringraziamento».

Il ringraziamento dopo la Messa lo faceva non meno di 20 minuti ed era totalmente immerso in questa preghiera. Come impiegava questi momenti? A volte si fermava in un’adorazione silenziosa. Per tentare di saperne di più, occorre rifarsi alle raccomandazioni che dava ai suoi confratelli, non senza averle lui stesso messe in pratica. La prima è nella stessa etimologia della parola eucaristia: li esortava a «rendere grazie» per i benefici ricevuti, il più grande fra tutti la venuta del Dio eterno e onnipotente in un cuore umano e fragile.

Conosciamo la Preghiera che San Kolbe rivolge al Signore Gesù nel novembre del 1929: eucaristia33-11Tu, DIO infinito ed eterno, mi hai amato da secoli, mi hai chiamato dal nulla all’esistenza. 
Per mostrarmi da vicino che mi ami, sei sceso dalle più pure delizie del paradiso su questa terra…hai condotto una vita in mezzo alla povertà; ed infine hai voluto essere sospeso tra i tormenti su un turpe patibolo in mezzo a due canaglie.

O DIO d’amore, mi hai redento in questo modo terribile ma generoso!Tu, però, non ti sei accontentato di questo, ma vedendo che sarebbero trascorsi ben 19 secoli dal momento in cui sono state effuse queste dimostrazioni del Tuo amore ed io sarei apparso soltanto ora su questa terra, hai voluto provvedere anche a questo! Il Tuo Cuore non ha acconsentito a far sì che io mi dovessi nutrire unicamente dei ricordi del Tuo smisurato amore. Sei rimasto su questa misera terra nel Santissimo ed oltremodo mirabile Sacramento dell’altare ed ora vieni a me e ti unisci strettamente a me sotto forma di nutrimento… Già ora il Tuo Sangue scorre nel sangue mio, la Tua anima, o DIO incarnato, compenetra la mia anima, le dà la forza e la nutre. (SK 1145)

La meraviglia del padre Kolbe non ha limiti. Subito dopo questa preghiera esclama: «Quali miracoli! Chi ardirebbe supporre?…». Nella conferenza del 10 marzo 1940 dice ai suoi fratelli: «La nostra anima diventa un tabernacolo vivente, e ancora di più. Perché l’Anima di Gesù si unisce alla nostra e diventa l’anima della nostra anima. Impossibile capire tutto questo, noi possiamo solo sentirne gli effetti».

Padre Kolbe ringraziava Dio per le grazie ricevute perché «la gratitudine aumenta le grazie e per riceverne sempre di più bisogna pregare molto, soprattutto dopo la comunione». Ancora diceva: «Dopo la santa Comunione dire a Gesù ciò che ti fa soffrire, chiedere consiglio: è il ringraziamento» . Nelle sue meditazioni ripeteva spesso a se stesso:

«Impegnati al massimo nel far piacere a Gesù come preparazione e ringraziamento…. Non c’è migliore preparazione alla S. Comunione che offrirla tutta all’Immacolata (facendo ovviamente, da parte nostra, tutto quel che possiamo). Ella preparerà il nostro cuore nel migliore dei modi e potremo esser certi di procurare in tal modo a Gesù la gioia più grande, di manifestarGli il più grande amore». (SK 643)panis-angelicus

L’Eucaristia ci fa santi

Una sola S. Comunione è sufficiente per farsi santi. Tutto dipende dalle disposizioni interiori, dalla preparazione. Metà della giornata dedicata alla preparazione, l’altra metà al ringraziamento. 
Talvolta una Comunione spirituale porta con sé le medesime grazie di quella sacramentale. Nelle difficoltà ripeti spesso: “Mio DIO e mio tutto”. (SK 968)

San Kolbe si recava molte volte al giorno da Gesù Eucaristia, al tabernacolo. Diceva: “Qui sta la nostra forza, qui è la nostra sorgente di santificazione”. Il frutto di questa intensa vita spirituale, di questa “fede intensa”, si manifestava con una gioia costante nella sua vita, pur nei momenti difficili.

San Massimiliano non tralasciava di celebrare la santa Messa per nessun motivo. Celebrava – raccontano i testimoni – con ardore, fuoco e gioia. Ma questa gioia si cambiava in tristezza quando sopravveniva un impedimento maggiore. Con quale rammarico dovette rinunciare a celebrare la Messa a causa della malattia a Cracovia, dal 18 gennaio al 3 febbraio 1922, o più tardi a Niepokalanòw. Altre cause, poi, hanno sconvolto i suoi progetti, come la difficoltà di trovare una chiesa, oppure nei lunghi viaggi come la traversata della Siberia in treno dal 26 giugno al 3 luglio 1930. Dal 17 febbraio 1941 l’impossibilità diventò sempre più radicale. Nei cento giorni che passò a Pawiak, può darsi che sia riuscito a celebrare una volta o due. Ma ad Auschwitz la cosa era semplicemente fuori questione….

In un’omelia pronunciata a Casa Kolbe, il 15 ottobre 1977, il cardinale Wojtyla fece notare che, nonostante l’impossibilità di celebrare nel senso sacramentale, «egli ha celebrato fino alla fine, con la sua vita e con la sua morte, il santo sacrificio».

L’Eucaristia è l’amore che arde e brucia la Sua esistenza per la vita del mondo. Lo si può rilevare dall’intenzione della sua prima Messa, celebrata nella chiesa di Sant’ Andrea delle Fratte sull’altare dell’apparizione dell’Immacolata. Non la celebrò per i genitori, per i parenti e per quanti lo condussero all’altare, come normalmente amano fare i sacerdoti novelli, ma per la conversione di Sara Petkowitsch, per gli scismatici, i non cattolici, i massoni.Angels-adoringNel santino-ricordo che distribuì dopo la Messa ai fedeli, mostrava eloquentemente quanto di più prezioso gli stesse a cuore come dono per essi: l’Eucaristia, rappresentata dal calice con l’Ostia nelle mani degli angeli e sotto questo simbolo una scritta: «Ecco la bontà del nostro divin Salvatore e il Suo amore per gli uomini!».

«Se gli angeli potessero essere gelosi degli uomini, lo sarebbero per una cosa sola: la Santa Comunione». E ancora: «Quale grazia, quale dignità poter ricevere la santa Comunione». Il suo amore per l’Eucaristia non si affievolirà nel tempo, anzi, crescerà insieme alle difficoltà inevitabili della vita.

Ricevi l’Eucaristia con le disposizioni di MariaMaria Eucaristia

Ricevi GESÙ nella S. Comunione e accogli tutto dalle Sue mani, con l’umile disposizione che la SS. Vergine Maria ebbe nel momento dell’Annunciazione: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me secondo quello che mi hai detto” (Lc1, 38). (SK 987/24)

Maria ha adorato Gesù accogliendoLo con tutta se stessa, facendogli spazio e diventando sua prima e perfetta discepola, nella più profonda umiltà, pur essendo Sua Madre. Si è inginocchiata davanti a Gesù e alle Sue vie, e così è stata felice.

Per questo San Massimiliano amava tanto l’adorazione: perché aveva scoperto che la vicinanza con Gesù era capace, da sola, di riportare il sole nel grigiore e la pace nelle difficoltà.

Affidarsi a Maria significa anche guardare al suo esempio e nessuno più di Lei può insegnarci la via della vera adorazione di Gesù.

“La tua visita al SS. mo Sacramento sia sincera… Va’ spesso a fargli visita, pregalo… confidati in tutto con il Signore, ringrazialo  e cerca ivi la luce e la forza” (SK 964).Adorazione_Eucaristica-595x402-e1448285523877

PREGHIERA DI S. MASSIMILIANO KOLBE ALLA S. TRINITA’

Ti adoro, o Trinità

Ti adoro, o Padre nostro celeste,
poiché hai deposto nel grembo purissimo di Maria il Tuo Figlio unigenito.

Ti adoro, o Figlio di Dio,
poiché Ti sei degnato di entrare nel grembo di Maria
e sei diventato vero, reale Figlio Suo.

Ti adoro, o Spirito Santo,
poiché Ti sei degnato di formare nel grembo Immacolato di Maria
il corpo del Figlio di Dio.

Ti adoro, o Trinità Santissima, o Dio uno nella Santa Trinità,
per aver nobilitato l’Immacolata in un modo così divino.

E io non cesserò mai, ogni giorno, appena svegliato dal sonno,
di adorarTi, umilissimamente, o Trinità divina, con la faccia a terra,
ripetendo tre volte:
“Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio e ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen” (SK 1305)kolbemedalla

Consacrazione

Vergine Immacolata, Madre mia, Maria, io rinnovo a Te, oggi e per sempre,
la consacrazione di tutto me stesso,
perché Tu disponga di me per il bene delle anime.

Solo Ti chiedo, o mia Regina e Madre della Chiesa,
di cooperare fedelmente alla Tua missione
per l’avvento del Regno di Gesù nel mondo.

Ti offro pertanto, o Cuore Immacolato di Maria,
le preghiere, le azioni e i sacrifici di questo giorno:
O Maria, concepita senza peccato,
prega per noi che a Te ricorriamo e per quanti a Te non ricorrono,
in particolare per i nemici della Santa Chiesa
e per quelli che Ti sono raccomandati. (SK 1226)

Immacolata

«O Immacolata, Immacolata, Immacolata.
Quanto è dolce, quanto è gradito al cuore di un figlio il Tuo Nome santo.
Come risuona piacevolmente nell’anima!
Che stupenda melodia! Il mondo non Ti conosce ancora.
Molti Ti conoscono soltanto in modo assai superficiale.
Concedimi di lodarTi, o Vergine Santissima» (SK 991R)

Santa Cristina e il miracolo eucaristico di Bolsena

Preghiera a Santa Cristina

Signore mio, Gesù Cristo,Icona da Marcello Moscini
sorgente di perenne giovinezza,
noi ti rendiamo grazie
per i doni della carità e della fortezza
che hai profuso 
nella vita di santa Cristina martire,
splendido giglio 
e chicco fecondo della città di Bolsena.
L’incanto puro dell’adolescenza
e l’ardore intenso del suo giovane cuore
sono perle preziose che affascinano tutti
e diventano impegno 
per chi vuol vivere, amare, sperare.
Piccola, grande santa Cristina,
lungo la scia profumata 
della tua esemplare testimonianza
vogliamo camminare anche noi:
prendici per mano 
e accompagna i nostri passi
per un itinerario coerente
di fede, di solidarietà, di pace.
Amen

O Dio, Padre buono e misericordioso,-Saint-Christina-of-Bolsena1  che scegli le creature miti e deboli
per confondere la potenza del mondo,
nella santa vergine e martire Cristina
ci hai donato un mirabile esempio
di semplicità e puro candore del cuore,
di intrepida fortezza
per affermare e difendere la fede
e di eroica costanza
nel sostenere le sofferenze del martirio
concedi a noi, suoi devoti,
di resistere alle debolezze
della condizione umana,
di vivere nella luce del Vangelo,
di sentirci tutti fratelli di Cristo
e membra vive della sua Chiesa.
Amen.

StoriaGiovanfrancesco D'Avanzarano. Santa Cristina (1506)

Santa Cristina e Bolsena: un binomio inscindibile che perdura da diciassette secoli, da quell’assolato 24 luglio di un anno imprecisato, agli inizi del IV secolo, nel periodo della persecuzione contro i cristiani dell’imperatore Diocleziano:  l’undicenne fanciulla di Bolsena, posta nell’alternativa fra Cristo e la sottomissione a dei pagani, scelse senza esitazione il suo Sposo celeste, Cristo al quale, come desiderava, si unì per sempre mediante il martirio.
La memoria del sacrificio di Cristina, al 24 luglio, è già riportata nei più antichi martirologi della chiesa: il Geronimiano e il Romano, e le gesta della sua passione ebbero una precocissima diffusione. Il più antico racconto pervenuto fino a noi è contenuto nel papiro di Oxirhynchos, risalente agli inizi del V secolo.      Successivamente, della martire di Bolsena scrissero i più celebri autori del cristianesimo, come Beda il Venerabile (VII sec.), Aldhelmo di Malmesbury (†709), Adone di Vienne (†875), Ràbano Mauro, Giuseppe l’Innografo (IX sec.), Alfano di Salerno (†1085), Jacopo da Varaggine (XII sec.).

Dal IX secolo la narrazione della passione di Cristina si moltiplicò in centinaia di redazioni, sia in lingua greca che latina, ed ebbe una grande fortuna letteraria, tanto da influenzare altre celebri passioni, come quelle di Barbara, Caterina, Palazia, Laurenzia e della “moderna” Filomena.

Alcune redazioni della passione di Cristina, il cui nome latino significa “consacrata a Cristo”, riportano che fosse nata a Tiro in Fenicia, ma si tratta di un errore dovuto al fatto che la prima ‘passione di Cristina’ fu redatta in Egitto e che per indicare la terra degli Etruschi chiamati Tirreni dai Greci, si usava l’abbreviazione ‘Tyr’ interpretata erroneamente come Tiro. Stando alle fonti storiche, Santa Cristina di Bolsena sarebbe originaria di quella che oggi è l’attuale Turchia e i suoi pochi anni di vita li avrebbe trascorsi nell’attuale Lazio nel IV secolo: la conversione di Cristina al cristianesimo avvenne quando era assai giovane. Suo padre Urbano, un ufficiale dell’esercito romano, si rifiutò di accettare la scelta della figlia: la sua reazione fu molto violenta, concretizzandosi nel chiuderla in una torre dove aveva intenzione di farla rimanere fino a quando non avesse rinnegato la scelta fatta. Non riuscendo a convincerla in questo modo, sembra che le fece infliggere delle atroci torture, che le vennero inflitte anche dai giudici nel corso del processo, avallato dal padre, in cui alla fine venne condannata a morte. Sempre secondo le fonti sarebbe stato il padre stesso a toglierle la vita, legandole un masso al collo e gettandola ancora viva nel Lago di Bolsena. Stando alla tradizione, degli angeli sarebbero però scesi dal cielo e avrebbero portato in salvo la ragazza. Davanti a tutto questo il padre sarebbe morto di infarto e fu allora un altro uomo, tale Dione, a dover eseguire la condanna a morte, che alla fine si concretizzò con 2 colpi di freccia al cuore dopo tutta una serie di tentativi non andati a buon fine per il sempre pronto intervento degli angeli.santa cristina banner.jpg
Le reliquie ebbero anche loro un destino avventuroso, furono ritrovate nel 1880 nel sarcofago dentro le catacombe poste sotto la basilica dei Santi Giorgio e Cristina, chiesa risalente all’XI secolo e consacrata da papa Gregorio VII nel 1077.
Le reliquie del corpo, anzi di parte di esso sono conservate in una teca, parte furono trafugate nel 1098 da due pellegrini diretti in Terrasanta, ma essi giunti a Sepino, cittadina molisana in provincia di Campobasso, non riuscirono più a lasciare la città con il loro prezioso carico, per cui le donarono agli abitanti.
Questo l’inizio del culto della santa molto vivo a Sepino, le reliquie costituite oggi solo da un braccio, sono conservate nella chiesa a lei dedicata; le altre reliquie furono traslate tra il 1154 e 1166 a Palermo, che proclamò la martire sua patrona celeste, festeggiandola il 24 luglio e il 7 maggio; la devozione durò almeno fino a quando non furono “scoperte” nel secolo XVII le reliquie di santa Rosalia, diventata poi patrona principale. A Sepino, s. Cristina viene ricordata dai fedeli ben quattro giorni durante l’anno.s. cristina
A Bolsena, s. Cristina viene festeggiata con una grande manifestazione religiosa, la vigilia della festa il 23 luglio sera, nella oscurata piazza antistante la basilica, viene portato in processione il simulacro della santa posto su una ‘macchina’ a forma di tempietto, contemporaneamente sulla destra del sagrato si apre il sipario di un palchetto illuminato, dove un quadro vivente rappresenta in silenzio una scena del martirio e ciò si ripete in ogni piazza e su altrettanti piccoli palchi dove giunge la processione; la manifestazione è chiamata “I Misteri di s. Cristina”.
La processione cui partecipa una folla di fedeli, si svolge per strade e piazze di Bolsena, finché arriva in cima al paese nella Chiesa del Santissimo Salvatore, lì la statua si ferma tutta la notte e la mattina del 24, giorno della festa liturgica di s. Cristina, si riprende la processione di ritorno con le stesse modalità e giungendo infine di nuovo nella Basilica a lei dedicata.
I “Misteri” sono una manifestazione religiosa che sin dal Medioevo, onora alcuni santi patroni in varie città d’Italia specie del Centro.

La Grotta di Santa Cristina è scavata nella roccia, una parte delle catacombe sarebbe stata un tempo dedicata ad Apollo: è la parte più antica del complesso della Basilica. Della sua esistenza si ha conferma nel sec. IV d.C. dalla lapide ritrovata accanto alla tomba della Santa. Nel 1880, una fortunata campagna di scavi archeologici nella Basilica di Bolsena, alla quale parteciparono eminenti studiosi come Enrico Stevenson, Giovanni Battista de’ Rossi e Adolfo Cozza, riportò alla luce una notevole necropoli paleocristiana, il primitivo luogo di sepoltura della Martire, parte delle sue reliquie rimaste all’interno del sarcofago violato e tutta una serie di importanti testimonianze monumentali che ci documentano la frequentazione a scopo cultuale di quel luogo dal IV al X secolo.Statua sepolcro Santa Cristina.jpg

Il sarcofago era rotto nella sua faccia posteriore per frattura violenta: al suo interno vi era un grande sarcofago di basalto, con una piccola urna di marmo bianco del X secolo che conteneva delle ossa di una fanciulla tra gli undici e i quattordici anni, con la seguente scritta 

   + I.R.q.E.S.
C.P.B.A.T.X.M.
  
cioè:      + (H)I(C) R(E)Q(UI)ES(CIT) C(OR)P(US) B(E)AT(AE) X(RISTINAE) M(ARTYRIS)

                       Qui riposa il corpo della beata Cristina martire

IL MIRACOLO EUCARISTICO DI BOLSENA

Reliquiario contenente uno dei marmi con i segni del Miracolo
Reliquiario contenente uno dei marmi con i segni del Miracolo eucaristico di Bolsena

Bisogna ricordare che la Basilica di S. Cristina nella cattedrale di Orvieto, provincia di Viterbo, possiede l’altare che è formato dalla pietra del supplizio della martire e che proprio su quest’altare nel 1263 un sacerdote boemo, che nutriva dubbi sulla verità della presenza reale del Corpo e Sangue di Gesù nell’Eucaristia, mentre celebrava la Messa, vide delle gocce di sangue sgorgare dall’Ostia consacrata, che si posarono sul corporale e sul pavimento, l’evento fu riferito al papa Urbano IV, che si trovava ad Orvieto, il quale istituì l’anno dopo la festa del Corpus Domini.

In un giorno imprecisato dell’anno 1263 (o 1264), forse nella tarda estate, giunse al santuario un sacerdote teutonico, al quale più tardi la tradizione attribuì un nome, Pietro, e una città d’origine, Praga. Sempre secondo la tradizione, Pietro aveva intrapreso il lungo e disagevole pellegrinaggio per sentirsi fortificato nelle verità di fede che in quel momento mettevano in crisi la sua identità di sacerdote, fra tutte la presenza reale di Cristo nell’Eucaristia. Nell’animo di Pietro il ricordo della martire Cristina, la cui fortezza non aveva vacillato di fronte al martirio, aprì uno spiraglio.

Dopo aver venerato devotamente la tomba di Santa Cristina, in quel luogo celebrò l’Eucaristia. Di nuovo i suoi dubbi cominciarono a turbargli la mente e il cuore; pregò intensamente Santa Cristina, perché intercedesse presso Dio di donargli quella forza, quella certezza nella fede che l’avevano distinta nella prova estrema. Al momento della consacrazione, mentre teneva l’ostia sopra il calice, pronunciate le parole rituali, questa apparve visibilmente arrossata di sangue che copiosamente stillava, bagnando il corporale.

Al sacerdote mancò la forza di continuare il rito; pieno di confusione e di gioia, avvolse le specie eucaristiche nel corporale e si portò in sagrestia. Durante il percorso alcune gocce di sangue caddero anche sui marmi del pavimento e dei gradini dell’altare.

Ripresosi Pietro dallo sbigottimento, accompagnato dai canonici di Santa Cristina e dai testimoni del prodigio, si recò nella vicina Orvieto dove temporaneamente soggiornava con la sua corte papa Urbano IV, al quale confessò il suo dubbio chiedendo il perdono e l’assoluzione. Il sommo pontefice inviò subito a Bolsena, Giacomo, vescovo di Orvieto, accompagnato dai teologi Tommaso d’Aquino e Bonaventura da Bagnoregio, per verificare il fatto e portare fino a lui le reliquie. Al ponte di Rio Chiaro, oggi ponte del Sole, avvenne l’incontro tra il vescovo, che tornava da Bolsena con le reliquie del miracolo, e il papa che, con il clero orvietano, i dignitari della sua corte e una grande folla agitante rami di ulivo, gli si era processionalmente recato incontro. Genuflesso, Urbano IV ricevette l’ostia e i lini intrisi di sangue, e li recò, tra la commozione e l’esultanza di tutti, nella cattedrale orvietana di Santa Maria, e dopo averli mostrati al popolo, li pose nel sacrario. Del prete teutonico non si seppe più nulla.

Nello stesso tempo, durante la permanenza di Urbano IV a Orvieto, venne istituita dal pontefice la solennità del Corpus Domini con la bolla Transiturus de Hoc Mundo, l’11 agosto 1264 per il patriarcato di Gerusalemme e l’8 settembre per la chiesa universale, e fu affidato a Tommaso d’Aquino il compito di stendere officiatura e messa per la nuova festività, stabilendo che questa venisse celebrata il giovedì dopo l’ottava di Pentecoste.

È lo stesso Urbano IV a dirci che in Orvieto con tutti gli arcivescovi e vescovi e gli altri prelati delle chiese dimoranti nella sede apostolica, abbiamo solennizzato la detta festa, per offrire un salutare esempio ai presenti e ai lontani che avrebbero sentito parlare della celebrità di questo grande giorno.

Durante la celebrazione del Corpus Domini il 17 giugno 1990, san Giovanni Paolo II spiegò in proposito che “anche se la sua costruzione [del Duomo di Orvieto] non è collegata direttamente alla solennità del Corpus Domini, né al miracolo avvenuto a Bolsena […], è però indubbio che il mistero eucaristico è qui potentemente evocato dal corporale di Bolsena, per il qual venne appositamente fabbricata la cappella, che ora lo custodisce gelosamente”.

Cappella Nuova del Miracolo (XVII sec.)
Cappella del miracolo eucaristico, cattedrale di Orvieto

Così il racconto del miracolo attraverso il ricordo popolare sostenuto da una ricca documentazione letteraria e iconografica fin dagli inizi del XIV secolo. La più antica è una cronaca orvietana in cui il prodigio è già identificato come Miraculo del Corpus Domini. Contemporanea (prima metà del XIV secolo) è una famosissima sacra rappresentazione avente per soggetto l’evento di Bolsena, che ogni anno veniva allestita nella città di Orvieto. Seguono poi due lesti lapidei, scolpiti da Ippolito Scalza nel 1573-74 per Bolsena e nel 1601 per Orvieto, il cui testo venne desunto da una più antica pergamena attribuibile alla metà del XIV secolo. Dello stesso periodo sono altre due narrazioni ecclesiastiche: il Cathalogus di Pietro de’ Natali (1369-1372) e la bolla Quamvis Cum del 1377. Da questi testi antichissimi risulta la notorietà del miracolo fuori di Bolsena e di Orvieto e il suo stretto legame con l’istituzione della solennità del Corpus Domini. Di fondamentale importanza per la storicità delle reliquie custodite in Orvieto rimangono le pergamene che fin dall’origine le accompagnano (secoli XIII-XIV).

Fonte

http://www.basilicasantacristina.it/index.php/it/santa-cristina

“Non ricorriamo agli stregoni, agli indovini, a rimedi inutili…Gesù dimora nell’Eucaristia per renderci davvero felici” Sant’Agostino

S. Agostino, Vescovo di Ippona ( 354 – 430 d. C.):
“Il Verbo Incarnato dimora in Cielo per rendere felici gli Angeli e i Santi, dimora nell’Eucaristia per rendere felici noi! Non cercate dunque il Cristo in altro luogo, se non dove il Cristo ha voluto essere a voi annunziato; e proprio come ha voluto essere a voi annunziato, così ritenetelo e così incidetelo nel vostro cuore.
E’ questo un muro che resiste a tutti gli assalti e a tutte le insidie del nemico. Non temete: non prenderà il sopravvento, se non gli sarà permesso; è certo che egli non può niente, se non quando ottiene il permesso o è inviato.
Egli è inviato come angelo cattivo da parte del potere delle tenebre; ottiene il permesso quando chiede qualcosa; e ciò, fratelli, non avviene se non per provare i giusti e per punire gli iniqui.
Che cosa temi dunque?
Cammina nel Signore Dio tuo, e sta’ sicuro; non soffrirai se non ciò che Dio vuole che tu soffra.
Ciò che permetterà che tu soffra è la verga di uno che corregge, non la pena di uno che condanna. Veniamo ammaestrati in vista dell’eredità eterna, e vorremmo ci fosse risparmiata la verga!Fratelli miei, se un fanciullo si ribellasse alle percosse del padre, non sarebbe da considerare superbo, irrecuperabile, e refrattario alla correzione paterna?
A che scopo un uomo, che è padre, riprende il figlio? Perché non abbia a perdere i beni temporali che gli ha acquistato e accumulato; perché non vuole che dissipi quei beni che lui non potrebbe conservare in eterno.
Il figlio che egli educa non possiede con lui i suoi beni, ma li erediterà alla sua morte.
Fratelli miei, se il padre riprende il figlio che dovrà succedergli e che dovrà passare attraverso quelle stesse vicende per le quali è passato egli stesso che va ammonendo il figlio, come volete che non ci educhi il Padre nostro, al quale non dovremo succedere, ma al quale un giorno ci presenteremo e con lui dovremo godere in eterno una eredità incorruttibile, immortale, al sicuro d’ogni rischio? Anzi, egli stesso è la nostra eredità, egli che è il nostro Padre.
E’ lui che un giorno possederemo, e non dovremmo essere ammaestrati? Accettiamo, dunque, le lezioni del Padre.

Non ricorriamo agli stregoni, agli indovini, a rimedi inutili, quando abbiamo mal di testa. Come volete, o miei fratelli, che non pianga per voi? Ogni giorno vedo queste cose; e che devo fare? Non sono dunque ancora riuscito a convincere i cristiani che bisogna riporre in Cristo ogni speranza? E se poi uno, al quale è stato applicato un rimedio superstizioso, muore (quanti, infatti, nonostante questi rimedi, son morti, e quanti, senza di essi, son rimasti in vita!), con quale coraggio si presenterà la sua anima davanti a Dio?

Ha perduto il sigillo di Cristo, ha ricevuto il sigillo del diavolo.
Potrà dire che non ha perduto il sigillo di Cristo?
Credi perciò di aver conservato il sigillo di Cristo insieme a quello del diavolo? Cristo non accetta questa compartecipazione, vuol possedere da solo ciò che ha comprato.
Ha pagato un prezzo così alto che Lui solo vuol essere il padrone; e tu vorresti renderlo socio del diavolo, al quale ti eri venduto per mezzo del peccato?
Guai a chi ha il cuore doppio (Sir 2, 14), e divide il suo cuore dandone una parte a Dio e un’altra al diavolo!
Irritato perché si dà una parte al diavolo, Dio se ne va, e il diavolo prende possesso di tutto.

Non per nulla l’Apostolo ammonisce:

‘Non date appiglio al diavolo’ (Ef 4, 27). Riconosciamo dunque l’Agnello, o fratelli, e rendiamoci conto del prezzo che ha pagato per noi.”


(Sant’ Agostino)
Commento al Vangelo di San Giovanni, Omelia 7, 7offerta_del_giorno_sacro_cuore

 

Testimonianze: l’Adorazione Eucaristica salva anime e vite umane, perchè è “abitare nel Cuore di Gesù”

In un’intervista a Radio Maria Argentina, il sacerdote messicano padre Patricio Hileman ha riferito un fatto sconvolgente avvenuto nel 2013 nella violenta città Ciudad Juárez, situata alla frontiera tra Messico e Stati Uniti.

“QUANDO IN UNA PARROCCHIA SI ADORA DIO GIORNO E NOTTE, LA CITTA’ SI TRASFORMA”, ha detto Padre Hileman.

La città era in stato d’assedio per via della lotta sanguinosa tra le fazioni del narcotraffico, in particolare i cartelli di Juárez e Sinaloa, quest’ultimo guidato dal famigerato Joaquín “el Chapo” Guzmán Loera. Padre Hileman ricorda che i parroci della città si lamentavano che anche molti membri della Polizia si erano venduti ai narcotrafficanti e li aiutavano a portare la droga negli USA: vi era continua lotta per la supremazia sulla città tra le due fazioni, uccidendo persone innocenti e privandole delle loro case. 

In uno scenario di estrema violenza, con un tasso di almeno 40 omicidi quotidiani, uno dei parroci, disperato, disse “SOLO GESU’ può salvarci da tutto questo, solo Gesù può darci sicurezza”: fu così che il parroco chiese con urgenza che venisse aperta una cappella di Adorazione Perpetua. Sono stati sufficienti tre giorni per mettere in pratica l’iniziativa.

In quello stesso anno, avvenne questo episodio: una donna si dirigeva alla cappella alle tre del mattino per il suo turno di Ora Santa quando sei soldati l’hanno fermata, hanno messo in discussione la sua presenza in strada a quell’ora e hanno dubitato che si stesse davvero recando in una chiesa,  vista l’ora.

La donna li ha invitati ad accompagnarla. Quando sono arrivati alla cappella, i soldati sono rimasti a bocca aperta trovando altre sei donne impegnate nell’Adorazione Eucaristica alle tre del mattino, e si sono stupiti ancor di più quando hanno sentito una di loro dire: “Pensate di proteggerci? Noi preghiamo per voi 24 ore al giorno”.

Uno dei soldati, tenendo in mano l’arma, ha iniziato a piangere e si è inginocchiato davanti al Santissimo Sacramento. Alle tre del giorno seguente, lo stesso soldato, vestito in borghese, era in ginocchio nella cappella a fare la sua Ora Santa davanti al Santissimo Sacramento dell’Eucaristia, “versando fiumi di lacrime”.

Ciudad Juárez sta sperimentando una notevole diminuzione dei tassi di omicidio. Fino al 2010 la città appariva spesso nella lista delle 10 città più violente del mondo, mentre negli ultimi anni è uscita da quell’elenco e occupa posizioni migliori di varie città del cosiddetto “Primo Mondo”, come le statunitensi Baltimora e New Orleans. Il numero di omicidi a Ciudad Juárez è ancora elevato e continua a richiedere gli sforzi del Governo e molte preghiere da parte dei cristiani, ma è passato dai 3.766 del 2010 ai 256 del 2015.

Dio ci chiede sempre di fare la nostra parte, e tra le varie misure adottate per superare la violenza in questa città del nord del Messico, l’Adorazione Eucaristica Perpetua si è dimostrata un’arma potentissima nella lotta per il bene e per la pace.

LA FEDE DI UN BAMBINO IN GESU’ EUCARISTIA CAMBIA LA VITA DEI GENITORIc24aw3bwgauk4rb

Padre Patricio Hileman, incaricato di formare gruppi di Adorazione Eucaristica Perpetua in America latina, ha condiviso anche la testimonianza di Diego, un bambino di 8 anni, la cui fede ha trasformato la realtà della sua famiglia, segnata da problemi di povertà, violenza e alcolismo. 

Il fatto è accaduto a Merida, capitale dello Stato dello Yucatan in Messico, nella prima settimana di Adorazione Eucaristica stabilita dai Missionari di Nostra Signora del Santissimo Sacramento. Padre Hileman spiegò nelle sue omelie che Gesù chiama i Suoi amici alla Ora Santa e che chi sta sveglio per adorare il Signore, viene ricompensato 10 volte di più: “Gesù nella notte della Sua Passione, chiese ai Suoi discepoli di vegliare in preghiera con Lui e lo chiese per tre volte”.preghiera-croce4

Le parole del sacerdote risvegliarono in Diego, il bimbo di otto anni, il desiderio di andare in chiesa ad adorare Gesù Sacramento nell’Ora Santa e spiegò a sua madre: “Lo faccio perchè papà smetta di bere e di picchiarti e perchè Dio ci liberi dalla miseria”. Durante la prima settimana, la madre lo accompagnò, poi li accompagnò anche il padre.

“Grazie alla fede di un bambino di otto anni, tutta la famiglia guarì: il padre venne liberato dall’alcolismo, la pace ritornò in famiglia e arrivò anche il lavoro. L’Amore di Gesù attraverso l’Adorazione Eucaristica guarisce le anime e sana i cuori, perchè solo Gesù può donare l’abbraccio  delle anime. L’Adorazione Eucaristica è ABITARE NEL CUORE DI GESU'”. 

L’iniziativa dell’Adorazione Eucaristica perpetua nelle parrocchie in Messico è nata nel 1993 dall’incoraggiamento di S. Giovanni Paolo II, che faceva sei ore di Adorazione Eucaristica al giorno e una volta alla settimana vegliava in preghiera tutta la notte davanti al Santissimo. San Giovanni Paolo II manifestò il suo desiderio che “ogni parrocchia del mondo possa avere una cappella per l’Adorazione Eucaristica perpetua, in cui Gesù è esposto nel Santissimo Sacramento e possa essere solennemente adorato giorno e notte senza interruzione”.

“Viviamo spesso nell’agitazione, giorno e notte: decidere di dedicare tempo per andare ad adorare il Signore e stare in silenzio davanti a Lui, è un dono che migliora se stessi e la qualità della nostra vita, ci dà modo di riflettere e di mettere tutte le cose in mano a Dio. Questo è il segreto dei Santi, la forza della Chiesa: mettere Cristo al centro di tutto e restare uniti a Lui“.

Un’ora alla settimana davanti al Santissimo Sacramento rappresenta un momento prezioso da trascorrere con il Signore, che ci ha detto: “Restate qui e vegliate con Me”. Questo momento di contemplazione eucaristica, che si chiama “L’Ora di Gesù”, ha lo scopo di raccogliere dinanzi al SS. Sacramento il marito e la moglie insieme, perché la famiglia sia veramente “Chiesa domestica”. Non tralasciare questo appuntamento così importante. Rimanendo davanti a Lui in silenzio, scopri il calore della Sua presenza e lo adori con tutto il cuore.
Questo rapporto intimo con Cristo, nel silenzio della contemplazione, riempie il cuore di un amore da donare a tutta l’umanità; è proprio attraverso la adorazione che senti lo slancio di essere strumento di evangelizzazione, affinché tutti gli uomini conoscano e amino Gesù, che ha promesso di restare con noi tutti i giorni, sino alla fine del mondo.

Fonti

https://www.aciprensa.com/noticias/mexico-la-sorprendente-transformacion-de-ciudad-juarez-gracias-a-la-oracion-al-santisimo-51005/

https://www.aciprensa.com/noticias/video-lo-que-logro-un-nino-de-8-anos-que-rezaba-de-madrugada-al-santisimo-te-sorprendera-12722/

Il grande miracolo della Santa Messa

S.Faustina Kowalska (1905-1938) conosciuta come Santa Faustina di Gesù Misericordioso ebbe numerose visioni degli angeli. Nei suoi diari narra una particolare visione di un cherubino che ebbe durante la celebrazione della S. Messa: “Un giorno, mentre ero in adorazione, non riuscii a trattenere le lacrime; allora vidi uno spirito di incredibile bellezza che mi disse: ‘il Signore ti ordina di non piangere – domandai chi fosse e lui rispose – sono uno dei sette spiriti che stanno notte e giorno davanti al trono di Dio e lo lodano costantemente’. L’indomani, durante la Messa cominciò a cantare: ‘Kadoosch, Kadoosch, Kadoosch'(Santo, Santo, Santo) e il suo inno, impossibile a descriverlo, risuonava come le voci di migliaia di persone. Una leggera nuvola bianca lo avvolgeva; il cherubino aveva le mani giunte e il suo sguardo era simile a un lampo”.

La grande mistica Santa Brigida di Svezia nelle sue rivelazioni così scrive: “Un giorno, mentre assistevo al santo sacrificio, vidi un immenso numero di Angeli scendere e raccogliersi intorno all’altare, con lo sguardo fisso sul sacerdote. Essi cantavano cantici celestiali che, rapivano in estasi il mio cuore; il cielo stesso sembrava in contemplazione del grande sacrificio. E noi povere creature cieche e misere assistiamo alla Messa con così scarso amore con così poca passione e rispetto! O, se Dio aprisse i nostri occhi quante meraviglie potremmo vedere!”.66945a5f11fba2decedf1fdc6e159439

 S. Giovanni Paolo II nelle sue celebri catechesi del mercoledì sugli Angeli rileva:

“La Chiesa ogni giorno e ogni ora, nel mondo intero, prima di dare inizio alla Preghiera Eucaristica nel cuore della Santa Messa, si richiama agli Angeli e agli Arcangeli per cantare la gloria di Dio tre volte Santo, unendosi così a quei primi adoratori di Dio”.

San Domenico Savio diceva:”Quando passo vicino a Lui (Gesù nell’Eucaristia ) non solo mi getterei nel fango per onorarlo, mi getterei in una fornace, perché così sarei fatto partecipe di quel fuoco di carità infinita che Lo spinse a istituire questo gran Sacramento”.

San Giovanni Bosco diceva: “La Messa, (sacrificio dell’altare) è la gloria, la vita del cristianesimo, la grande colonna che tiene su il mondo morale e materiale”
Ripeteva spesso ai suoi giovani che: ”nell’assistere alla Santa Messa: é come se voi vedeste il Divin Salvatore uscir di Gerusalemme e portare la croce sul monte Calvario dove giunto viene crocifisso spargendo fino all’ultima goccia il suo sangue. La Messa dunque non è solamente una semplice rappresentazione del sacrificio della Croce; non ha solamente il valore di un semplice ricordo; ma è un vero sacrificio come quello del Calvario, che essa riproduce, continua e di cui applica i frutti. I frutti della Messa sono inesauribili, poiché sono i frutti stessi del Sacrificio della croce. La Messa trattiene la Giustizia Divina; regge la chiesa; salva il mondo.” S. Padre Pio diceva così:”Sarebbe più facile, che la terra si reggesse senza sole, anziché senza la Santa Messa.”

E’ fondamentale comprendere che il cammino della Chiesa conduce dalla Gerusalemme terrestre a quella celeste che è dimora degli Angeli e dei santi. La Chiesa peregrinante svolge la sua esistenza tra la città terrestre e la città celeste e ambedue sono collegate fra di loro dai Sacramenti, cioè dal culto liturgico. Nella lettera agli Ebrei ci viene detto che noi cristiani tramite il battesimo siamo diventati figli della città celeste, anzi suoi cittadini e tale Gerusalemme celeste è un’adunanza festiva cui partecipano le miriadi dì Angeli, i cittadini della celeste città e le anime dei giusti arrivati alla perfezione.mass-holy-card-with-angel_very-nice-2Questa Gerusalemme celeste non è soltanto città e neppure solo un regno indistruttibile (Eb. 12, 28), ma anche tempio e santuario nel quale Cristo è entrato come sommo sacerdote (Eb. 9, 24). Il culto liturgico che la Chiesa celebra sulla terra è quindi partecipazione al culto che nella città celeste è celebrato dagli Angeli. L’Institutio generalis missalis romani sottolinea esplicitamente che durante la Santa Messa “Tutta l’Assemblea, unendosi alle creature celesti, canta o recita il `Sanctus’. Questa acclamazione, che fa parte della preghiera eucaristica, è detta da tutto il popolo con il sacerdote” QGMR. 55b). La lode del “Sanctus” ci riporta alla visione di Isaia che afferma: “Nell’anno in cui morì il re Ozia, io vidi il signore seduto su un trono alto ed elevato; i lembi del suo manto riempivano il tempio. Attorno a lui stavano dei serafini, ognuno aveva sei ali; con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi e con due volava. Proclamavano l’uno all’altro: “Santo, santo, santo è il Signore degli eserciti. Tutta la terra è piena della sua Gloria” (Is. 6, 1-3).

CATALINA RIVAS E GLI ANGELI NELLA SANTA MESSAeucharistic-angel

Catalina Rivas vive a Cochabamba in Bolivia. Le sue visioni sono state raccolte in otto libri che il 2 aprile 1998 hanno ricevuto l’imprimatur di mons. Renè Fernàndez Apaza arcivescovo di quella città che l’anno dopo andò in pensione per raggiunti limiti d’età. Nella presentazione l’arcivescovo emerito scisse: “ Abbiamo letto i libri di Catalina e siamo sicuri che il loro unico obbiettivo è quello di condurci tutti attraverso la strada dell’autentica spiritualità, la cui fonte è il vangelo di Cristo. Per questo, autorizzo la loro stampa e diffusione, raccomandandoli come testi di meditazione e orientamento spirituale, al fine di ottenere molti frutti per il Signore che ci chiama a salvare anime, mostrando loro che Egli è un Dio vivo, pieno di amore e misericordia”.

In un libretto intitolato “La Santa Messa” la veggente boliviana riguardo agli spiriti celesti presenti durante il santo Sacrificio Eucaristico scrive: “ All’improvviso, cominciarono ad alzarsi in piedi delle persone che non avevo visto prima. Era come se dal fianco di ogni persona che si trovava nella Cattedrale, uscisse, vestite con tuniche bianchissime. Si diressero fino al corridoi centrale procedendo poi verso l’altare. Disse nostra Madre: “Osserva, sono gli Angeli Custodi di ognuna delle persone che si trovano qui. E’ il momento nel quale il vostro Angelo Custode porta le vostre offerte e preghiere all’Altare del Signore”. (…).
Alcuni di loro portavano un vassoio d’oro con qualcosa che risplendeva di una luce bianco-dorata. Disse la Vergine: “ Sono gli Angeli Custodi che stanno offrendo questa Santa Messa per molte varie intenzioni, di quelle persone che sono coscienti di ciò che significa questa celebrazione, di quelle persone che sono coscienti di ciò che significa questa celebrazione, di quelle che hanno qualcosa da offrire al Signore… In questo momento…, offrite le vostre pene, i vostri dolori, le vostre speranze, le vostre gioie e tristezze, le vostre richieste. Ricordatevi che la Messa ha un valore infinito, quindi siate generosi nell’offrire e nel chiedere”. Dietro ai primi Angeli, ne venivano altri che non avevano niente nelle mani, le avevano vuote.
Disse la Vergine: “ Sono gli Angeli delle persone che pur essendo qui, non offrono mai niente, che non sono interessate a vivere ogni momento liturgico della Messa e non hanno offerte da portare all’altare del Signore”. Per ultimi, vi erano degli altri Angeli che erano piuttosto tristi, con le mani giunte in preghiera, ma con gli occhi bassi:” Sono gli Angeli Custodi delle persone che pur essendo qui, è come se non ci fossero, vale a dire delle persone che sono venute per forza, che non sono venute perché si sentono obbligate, ma senza nessun desiderio di partecipare alla Santa Messa, e così gli Angeli vanno tristemente perché non hanno niente da portare all’Altare, salvo le proprie preghiere. Non intristite il vostro Angelo Custode…
Pregate molto, pregate per la conversione dei peccatori, pregate per la pace nel mondo, per i vostri famigliari, per il vostro prossimo e per quelli che si raccomandano alle vostre preghiere. Pregate, pregate molto, non solo per voi, ma anche per gli altri. Ricordatevi che l’offerta più gradita al Signore la fate quando offrite voi stessi come olocausto, affinché Gesù, nello scendere, vi trasformi con i Suoi propri meriti. Cosa avete da offrire al Padre che sia solo vostro? Il nulla ed il peccato, ma se vi offrite in unione ai meriti di Gesù, quell’offerta è gradita al Padre”.

IL GRANDE MIRACOLO DELLA SANTA MESSA (video sulla testimonianza di Catalina Rivas)

 

I pensieri e le benedizioni di Padre Pio, il Santo innamorato di Gesù Eucaristia

Padre Pio scrisse durante la sua vita una serie di preghiere e pensieri.

Infatti per ogni giorno dell’anno Padre Pio scrisse molti pensieri e benedizioni per accompagnare il pellegrino giornalmente e non fargli pesare la vita nei momenti difficili, ma farlo sentire in compagnia e dargli la forza di affrontare le situazioni difficili, ma soprattutto indicargli la giusta via per assaporare quanto di buono la vita ci riserva in ogni istante della giornata e noi non sempre siamo in grado di comprendere.

“Cammina allegramente e con un cuore sincero ed aperto più che puoi, e quando non si possa mantenere sempre questa santa allegrezza, almeno non ti perdere mai di coraggio e di confidenza in Dio. Fatti animo e non temere le fosche ire di Lucifero. Rammentati per sempre di questo: che è buon segno allorché il nemico strepita e ruggisce all’intorno della tua volontà, poiché questo dimostra che egli non è al di dentro.
Coraggio! Proferisco questa parola con un grande sentimento ed, in Gesù, coraggio, dico: non bisogna temere, mentre che possiamo dire con risoluzione, sebbene senza sentimento: VIVA GESU’ “.

“Confidenza torno ad inculcarvi sempre; nulla può temere un’anima che confida nel suo Signore ed in Lui pone la propria speranza. Il nemico della nostra salute è pur anche sempre intorno a noi per strapparci dal nostro cuore l’àncora che deve condurci a salvezza, voglio dire la confidenza in Dio nostro Padre; teniamo stretta, stretta quest’àncora, non permettiamo giammai che ci abbandoni un solo istante!
Sii sempre allegramente in pace con la tua coscienza, riflettendo che ti trovi al servizio di un Padre infinitamente buono, che per sola tenerezza scende fino alla Sua creatura, per elevarla e trasformarla in Lui Suo creatore.
E fuggi la tristezza, perché questa entra nei cuori che sono attaccati alle cose del mondo.
Sii dunque sempre fedele a Dio nell’osservanza delle promesse fattegli e non ti curare dei motteggi degli insipienti.

Non ti dar pensiero di tali serpenti. Gesù penserà a metterli a posto. Preghiamo che Gesù li converta. A noi basta stare a posto con Dio.non-ti-dar-pensiero-di-tali-serpenti-padre-pioNon ti dar pensiero di nulla. Una sola cosa deve essere la tua occupazione: amare Gesù, amare la virtù ed aspirare al cielo. Mammina, per quanto dipende da Lei, ti assisterà sempre e ti porgerà le braccia. La preghiera è la migliore arma che abbiamo; una chiave che apre il cuore di Dio.

Sappi che i santi si sono sempre scherniti del mondo e dei mondani e si sono messi sotto i piedi il mondo e le sue massime.  Il mondo non ci stima, perché figli di Dio. Consoliamoci, ché almeno una volta egli conosce la verità e non dice bugia.

Il dragone, se fa le pentole, non fa i coperchi. Gesù penserà a frustrare le opere dei maligni. Il demonio bisogna disprezzarlo e non temerlo, poiché s. Agostino dice: «Il demonio è un formidabile gigante con chi lo teme, ed un fanciullo imbelle con chi lo disprezza». 

Chi segue Gesù non cammina nelle tenebre e la vita ha in se stesso. Sta’ su di animo: non ti mai abbacchiare. L’aiuto e la liberazione non l’ho mai atteso dalle creature ma dal cielo. Perciò confidenza e pazienza. Coraggio ed attendiamoci tutto da Gesù e dalla Mamma celeste che vegliano sopra di noi. Sta’ su di animo. Gesù penserà a tutto. Non diamo retta a gente che non sa quello che dice. Noi confidiamo in Gesù e nella Mamma celeste e tutto andrà a finire bene. Stringiamoci sempre più nella carità e questa sarà la nostra garanzia.”

“IL MONDO POTREBBE STARE ANCHE SENZA SOLE, MA NON PUO’ STARE SENZA LA SANTA MESSA.padre2bpio2b2b4

Nell’assistere alla S. Messa, rinnova la tua fede. Tieni la mente elevata al mistero che si va svolgendo sotto i tuoi occhi. Portati con la tua mente al calvario e pensa e medita sulla Vittima, che si offre alla divina giustizia, sborsando il prezzo della tua redenzione. Ti auguro sempre più amore al divin sacrifizio, dal quale ci è venuta e ci viene l’eterna salute.

Chiediamo a Gesù la grazia di amarLo e di vederLo amato sempre più. ChiediamoGli, come la sposa dei sacri Cantici: Mi baci con i baci della sua bocca! Sì, le tue tenerezze sono più dolci del vino! Quante volte questo bacio di Pace… ci viene donato da Gesù nel Santissimo Sacramento! Nel Santissimo Sacramento dell’Eucaristia, in questo sacramento d’amore, noi abbiamo la vera vita, una vita benedetta e la vera felicità.

O Gesù, che il mio cuore riposi sul tuo Cuore trafitto nelle prove e nei dolori della vita.

Maria ti faccia sempre da madre, ti stringa sempre più al suo cuore: ti faccia pregustare tutte le tenerezze della Sua maternità, ed un giorno non molto lontano ti mostri tutta la sua gloria assieme a Gesù.

L’Angelo di Dio ti guidi in tutto il corso della tua vita e ti preservi dal peccato.

Lo Spirito Santo ti riempia dei suoi doni e ti renda forte nella battaglia della vita.

Il volto di Gesù sia stampato sul tuo cuore e appaghi tutti i tuoi voleri. L’amore di Gesù sia la stella che ti guidi a Lui. Gesù viva sempre in te e nella tua famiglia.

Gesù crocifisso ti dia coraggio a soffrire con merito.

L’Angelo di Dio ti assista nella salmodia e la presenti al trono di Dio.

Sii sempre ed in tutto umile e serba sempre gelosamente la purezza del tuo cuore e del tuo corpo, perché esse sono le due ali che ci elevano sino a Dio e quasi ci divinizzano.

Appoggiamoci alla nostra Mamma celeste, che può e vuole aiutarci. La nostra strada sarà facilitata perchè abbiamo chi ci protegge.

Amiamo senza riserva, come Dio stesso ci ama. Vestiamoci di pazienza, di coraggio e di perseveranza.

Il bene che ci adoperiamo di arrecare alle anime altrui risulterà utile anche all’anima nostra.

Poniamo i nostri cuori in Dio solo, per non più riprenderli. Egli è la nostra pace, la nostra consolazione, la nostra gloria. Anche noi, se saremo imitatori di Gesù, sostenendo tutte le battaglie della vita, parteciperemo ai Suoi trionfi”.

PREGHIERA per ottenere l’intercessione di San Pio 

O Gesù, pieno di grazia e di carità e vittima per i peccati, che, spinto dall’amore per le anime nostre, volesti morire sulla croce, io ti prego umilmente di glorificare, anche su questa terra, il servo di Dio, San Pio da Pietralcina che, nella partecipazione generosa ai tuoi patimenti, tanto ti amò e tanto si prodigò per la gloria del Padre tuo e per il bene delle anime. Ti supplico perciò di volermi concedere, per la sua intercessione, la grazia (esporre), che ardentemente desidero.

3 Gloria al Padre

2483956939dall’Epistolario di San Pio da Pietrelcina, il Santo innamorato della Santa Eucaristia

 

SAN PIO X il Papa dell’Eucaristia

21 agosto SAN PIO X Papa
“La devozione all’Eucaristia è la più nobile perché ha per oggetto Dio; è la più salutare perché ci dà l’Autore della grazia; è la più soave perché soave è il Signore… se gli Angeli potessero invidiare, ci invidierebbero la Santa Comunione”.
“È il divino sacramento che ci assicura l’eterna vita e ci rende certi di combattere vittoriosamente contro i nemici… Gesù è il più grande dei benefici che abbia avuto l’umanità desolata”.Corpus-Christi-4-660x350

San Pio X raccomanda la Santa Comunione agli sposi assicurandoli che saranno fedeli a Gesù e da lui protetti, «ricevendolo spesso nella Comunione»(Discorso Come potremmo, agli sposi, 5 giugno 1940, Discorsi e Radiomessaggi, II, 138). E dopo aver indicato agli sposi le virtù proprie del loro stato, conclude: «Ma così belle e necessarie virtù donde le prenderete?… Nell’assistenza alla Santa Messa, nella frequenza ai Sacramenti della Penitenza e dell’Eucaristia» (Discorso Perenne è la vita, agli sposi, 7 maggio 1941, Discorsi e Radiomessaggi, III, 83).

Infatti «a vincere le molteplici prove della vita coniugale valgono soprattutto la fede viva e la frequenza dei Sacramenti, donde scaturiscono torrenti di forza, della cui efficacia coloro che vivono fuori della Chiesa difficilmente possono farsi una chiara idea» (Discorso Nell’ordine della natura, al Fronte della famiglia, 28 novembre 1951, Discorsi e Radiomessaggi, XIII, 418).

Ed anche per l’educazione dei figli, il Papa ricorda l’efficacia insostituibile dell’Eucaristia: «Educateli a pregare e ad attingere dalle fonti della Penitenza e della SS. Eucaristia ciò che la natura non può dare: la forza di non cadere, la forza di risorgere. Sentano già da giovani che senza l’aiuto di queste energie soprannaturali essi non riuscirebbero ad essere né buoni cristiani, né semplicemente uomini onesti, cui sia retaggio un vivere sereno. Ma così preparati potranno aspirare anche all’ottimo, potranno darsi cioè a quel grande impiego di sé, il cui adempimento sarà il loro vanto: attuare Cristo nella loro vita» (Radiomessaggio La famiglia è la culla, 23 marzo 1952, A.A.S., XLIV (1952), 277-278) .

“Per vivere secondo Dio dobbiamo credere le verità rivelate da Lui e osservare i suoi Comandamenti con l’aiuto della sua grazia che si ottiene mediante i Sacramenti”. (Catechismo San Pio X)
PREGHIERA A MARIA SANTISSIMA REGINA DEGLI ANGELIreni
(Papa San Pio X)
Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli,
Tu che hai ricevuto da Dio il potere e la missione di schiacciare la testa a Satana, Ti chiediamo umilmente di mandarci le Legioni Celesti perché al Tuo comando, inseguano i demoni, li combattano dappertutto, reprimano la loro audacia e li respingano nell’abisso .

O Eccelsa Madre di Dio, invia San Michele Arcangelo, l’invincibile capo degli eserciti del Signore, nella lotta contro gli emissari dell’Inferno tra gli uomini. Distruggi i piani degli empi e umilia tutti coloro che vogliono il male. Ottieni loro la grazia del ravvedimento e della conversione, affinché essi diano onore al Dio vivente Uno e Trino e a Te.
O nostra potente protettrice, per mezzo dei risplendenti Spiriti celesti, custodisci su tutta la terra le chiese, i luoghi sacri e specialmente il Santissimo Sacramento dell’altare. Impedisci ogni profanazione ed ogni distruzione. Gli Angeli sono ogni istante in attesa di un tuo cenno e bruciano dal desiderio di esaudirlo.
O Madre celeste, proteggi infine anche le nostre famiglie,le nostre cose e le nostre abitazioni dalle insidie dei nemici. Fa che i santi Angeli dimorino sempre in esse e vi portino la benedizione dell’Altissimo.
Chi è come Dio? Chi è come te, o Maria?
Tu che sei la Regina degli Angeli e la vincitrice di Satana!
O buona e tenera Madre, Tu sarai sempre il nostro amore e la nostra speranza.
O Madre divina, invia i Santi Angeli per difenderci e per respingere lungi da noi il crudele nemico infernale.
Santi Angeli ed Arcangeli difendeteci e custoditeci.
Amen.san pio x
Benedetto XVI papa emerito, ricorda San Pio X
Catechesi di Benedetto XVI a Castelgandolfo, 18 agosto 2010
Giuseppe Sarto, così il suo nome, nato a Riese (Treviso) nel 1835 da famiglia contadina, dopo gli studi nel Seminario di Padova fu ordinato sacerdote a 23 anni. Dapprima fu vice parroco a Tombolo, quindi parroco a Salzano, poi canonico della cattedrale di Treviso con l’incarico di cancelliere vescovile e direttore spirituale del Seminario diocesano. In questi anni di ricca e generosa esperienza pastorale, il futuro Pontefice mostrò quel profondo amore a Cristo e alla Chiesa, quell’umiltà e semplicità e quella grande carità verso i più bisognosi, che furono caratteristiche di tutta la sua vita. Nel 1884 fu nominato Vescovo di Mantova e nel 1893 Patriarca di Venezia. Il 4 agosto 1903, venne eletto Papa, ministero che accettò con esitazione, perché non si riteneva all’altezza di un compito così alto.
Il Pontificato di san Pio X ha lasciato un segno indelebile nella storia della Chiesa e fu caratterizzato da un notevole sforzo di riforma, sintetizzata nel motto Instaurare omnia in Christo, “Rinnovare tutte le cose in Cristo”. I suoi interventi, infatti, coinvolsero i diversi ambiti ecclesiali. Fin dagli inizi si dedicò alla riorganizzazione della Curia Romana; poi diede avvio ai lavori per la redazione del Codice di Diritto Canonico, promulgato dal suo Successore Benedetto XV. Promosse, poi, la revisione degli studi e dell'”iter” di formazione dei futuri sacerdoti, fondando anche vari Seminari regionali, attrezzati con buone biblioteche e professori preparati. Un altro settore importante fu quello della formazione dottrinale del Popolo di Dio. Fin dagli anni in cui era parroco aveva redatto egli stesso un catechismo e durante l’Episcopato a Mantova aveva lavorato affinché si giungesse ad un catechismo unico, se non universale, almeno italiano. Da autentico pastore aveva compreso che la situazione dell’epoca, anche per il fenomeno dell’emigrazione, rendeva necessario un catechismo a cui ogni fedele potesse riferirsi indipendentemente dal luogo e dalle circostanze di vita. Da Pontefice approntò un testo di dottrina cristiana per la diocesi di Roma, che si diffuse poi in tutta Italia e nel mondo. Questo Catechismo chiamato “di Pio X” è stato per molti una guida sicura nell’apprendere le verità della fede per il linguaggio semplice, chiaro e preciso e per l’efficacia espositiva.

Notevole attenzione dedicò alla riforma della Liturgia, in particolare della musica sacra, per condurre i fedeli ad una più profonda vita di preghiera e ad una più piena partecipazione ai Sacramenti. Nel Motu Proprio Tra le sollecitudini (1903, primo anno del suo pontificato), egli afferma che il vero spirito cristiano ha la sua prima ed indispensabile fonte nella partecipazione attiva ai sacrosanti misteri e alla preghiera pubblica e solenne della Chiesa (cfr ASS 36[1903], 531). Per questo raccomandò di accostarsi spesso ai Sacramenti, favorendo la frequenza quotidiana alla Santa Comunione, bene preparati, e anticipando opportunamente la Prima Comunione dei bambini verso i sette anni di età, “quando il fanciullo comincia a ragionare” (cfr S. Congr. de Sacramentis, Decretum Quam singulari : AAS 2[1910], 582).

Fedele al compito di confermare i fratelli nella fede, san Pio X, di fronte ad alcune tendenze che si manifestarono in ambito teologico alla fine del XIX secolo e agli inizi del XX, intervenne con decisione, condannando il “Modernismo”, per difendere i fedeli da concezioni erronee e promuovere un approfondimento scientifico della Rivelazione in consonanza con la Tradizione della Chiesa. Il 7 maggio 1909, con la Lettera apostolica Vinea electa, fondò il Pontificio Istituto Biblico. Gli ultimi mesi della sua vita furono funestati dai bagliori della guerra. L’appello ai cattolici del mondo, lanciato il 2 agosto 1914 per esprimere «l’acerbo dolore» dell’ora presente, era il grido sofferente del padre che vede i figli schierarsi l’uno contro l’altro. Morì di lì a poco, il 20 agosto e la sua fama di santità iniziò a diffondersi subito presso il popolo cristiano.

Cari fratelli e sorelle, san Pio X insegna a noi tutti che alla base della nostra azione apostolica, nei vari campi in cui operiamo, ci deve essere sempre un’intima unione personale con Cristo, da coltivare e accrescere giorno dopo giorno. Questo è il nucleo di tutto il suo insegnamento, di tutto il suo impegno pastorale. Solo se siamo innamorati del Signore, saremo capaci di portare gli uomini a Dio ed aprirli al Suo amore misericordioso, e così aprire il mondo alla misericordia di Dio.

PREGHIERE A SAN PIO X

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 O SANTO PONTEFICE PIO X,

pastore buono e vigilante, asceso alla gloria dei Santi, ascolta la preghiera che con fiducia Ti rivolgiamo.

Tu che hai guidato i fedeli alla conoscenza del Vangelo, all’assidua frequenza della Santa Eucarestia, alla viva condivisione coi poveri e i diseredati, ottienici di conoscere sempre meglio Gesù, di amarlo di vero cuore, di impregnare la nostra vita della Sua.

Proteggi la Chiesa, il Papa, i Pastori, le famiglie.

Tienici lontani da ogni male dell’anima e del corpo.

Aiutaci a vivere da testimoni dell’amore di Dio e dei fratelli, 
che Gesù ci ha offerto col suo sacrifico e la sua resurrezione.

Trasforma le nostre comunità in luoghi di accoglienza dei fratelli, di speranza per chi ha perduto la meta, di incontro con la luce e la gioia del Risorto.

Accompagnati dalla materna intercessione di Maria, rendici annunciatori instancabili del Vangelo del Suo Figlio, operatori coraggiosi di concordia fra i popoli, missionari del Suo Regno di giustizia, di amore di pace.

O Santo Pio X, gloria del sacerdozio, splendore e decoro del popolo cristiano;
Tu in cui l’umiltà parve affratellarsi con la grandezza, l’austerità con la mansuetudine, la semplice pietà con la profonda dottrina;
Tu, Pontefice dell’Eucarestia e del catechismo, della fede integra e della fermezza impavida; volgi il tuo sguardo verso la Chiesa santa,
che Tu tanto amasti e alla quale dedicasti il meglio dei tesori, che con mano prodiga la divina Bontà aveva deposto nell’animo Tuo;
ottienile la incolumità e la costanza, in mezzo alle difficoltà e alle persecuzioni dei nostri tempi; sorreggi questa povera umanità,
i cui dolori così profondamente Ti afflissero, che arrestarono alla fine i palpiti del Tuo gran cuore;
fa che in questo mondo agitato trionfi quella pace, che deve essere armonia fra le nazioni,
accordo fraterno e sincera collaborazione fra le classi sociali, amore e carità fra gli uomini, affinché in tal guisa quelle ansie,
che consumarono la Tua vita apostolica, divengano, grazie alla Tua intercessione,
una felice realtà, a gloria del Signor Nostro Gesù Cristo, che col Padre e lo Spirito Santo vive e regna nei secoli dei secoli. Così sia.
(dal discorso pronunciato dal Santo Padre Pio XII il 29 maggio 1954 durante il solenne Rito della Canonizzazione del Suo inclito Antecessore).
PREGHIERA LITURGICA

O Dio, che per difendere la fede cattolica 

e unificare ogni cosa in Cristo 

hai animato del tuo Spirito di sapienza e di fortezza 

il papa san Pio X, fa’ che, 

alla luce dei suoi insegnamenti e del suo esempio, 

giungiamo al premio della vita eterna. 

Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, 

che è Dio, e vive e regna con te, 

nell’unità dello Spirito Santo,

 per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Il miracolo eucaristico avvenuto in Polonia «è un mistero e un segno della generosità di Dio»

A ridosso della Gmg la reliquia è stata posta nel santuario di Legnica: «Il tessuto della particola era di un cuore spasimante». L’AMORE DI GESU’ E’ SEMPRE VIVO E PRESENTE NELLA SANTA EUCARISTIA, MAI CI ABBANDONA ED OGNI GIORNO NE ABBIAMO LA PROVA.jesus-host-painting

Due giorni dopo la pubblicazione dell’esortazione apostolica Amoris Laetitia, l’8 aprile 2016, la Chiesa ha riconosciuto un fatto straordinario, accaduto in Polonia, proprio lì dove in questi giorni sono attesi migliaia di giovani che il 27 luglio prossimo arriveranno da tutto il mondo per partecipare alla Giornata mondiale della gioventù. Il 10 aprile la Congregazione della dottrina per la fede ha infatti autorizzato il culto di un’ostia consacrata presso il santuario di san Giacinto nella cittadina polacca di Legnica. E ha ordinato di esporre la reliquia «affinché i fedeli possano esprimere la propria adorazione in maniera appropriata».

LE ANALISI SCIENTIFICHE. Era il 25 dicembre del 2013, quando presso il santuario una particola consacrata, raccolta da terra e messa nell’acqua da un sacerdote, anziché decomporsi cominciò a colorarsi di rosso. L’allora vescovo della città, monsignor Stefan Chiky, diede subito il via alle indagini scientifiche che hanno portato la Santa Sede a riconoscere il miracolo eucaristico due anni e mezzo dopo. La cardiologa Barbara Engel, membro della commissione di studi aperta dal vescovo, in occasione del riconoscimento del miracolo ha spiegato che «abbiamo inviato dei campioni anche al dipartimento di medicina legale dell’Università di Medicina della Pomedria (…). Tra le analisi effettuate c’è stata quella del Dna. La conclusione dei ricercatori è stata la seguente: si tratta di tessuto del miocardio di origine umana. Tutti gli studi effettuati non hanno spiegato il fenomeno né come sia potuto accadere». Ovviamente, per non influenzare i risultati, i ricercatori non conoscevano la provenienza del materiale analizzato. Il miracolo è che l’ostia posta nell’acqua (dove si usa metterla quando cade) non si sia dissolta, ma soprattutto che si sia trasformata in un pezzo di cuore, straziato dagli spasmi e dal dolore. Inoltre il gruppo sanguigno è di tipo AB, in generale molto raro ma abbastanza diffuso nelle zone in cui è nato e vissuto Gesù.

ANCHE AL PAPA. Lo stesso accadde il 12 ottobre del 2008 a una particola consacrata nella chiesa di Sant’Antonio a Sololka, una cittadina a nordest della Polonia. La curia chiese a due specialisti di anatomia patologica di analizzare il tessuto che fu identificato come un muscolo cardiaco con segni di spasmi veloci tipici della fase di agonia precedente la morte. Esattamente identici anche gli esiti delle analisi compiute su una particola consacrata proveniente da una parrocchia di Buenos Aires. Pure lì, il 15 agosto del 1996, dopo aver sciolto l’ostia nell’acqua, un sacerdote vide il pezzo di tessuto insanguinato e fece presente il fatto all’allora vescovo ausiliare, Jorge Mario Bergoglio. Inizialmente Bergoglio ordinò di riporre la particola nel tabernacolo ma dopo due anni autorizzò le analisi, quando il prete gli comunicò che il materiale non si era decomposto.

«È UN MISTERO». Fu quindi inviato ai ricercatori della Columbia University di New York, anch’essi ignari della sua provenienza, i quali poi affermarono: «Il materiale analizzato è un frammento del muscolo cardiaco tratto dalla parete del ventricolo sinistro in prossimità delle valvole» e «il cuore era vivo al momento del prelievo visto che i globuli bianchi, al di fuori di un organismo vivente, muoiono. Per di più, questi globuli bianchi sono penetrati nel tessuto, ciò indica che il cuore aveva subìto un grave stress, come se il proprietario fosse stato picchiato duramente sul petto».

Il 26 marzo del 2005 il dottor Frederic Zugibe della Columbia University, una volta che le analisi furono terminate e l’origine del campione fu svelato, dichiarò: «Come e perché un’ostia consacrata possa mutare e diventare la carne e il sangue di un essere umano vivente rimane un mistero inspiegabile per la scienza, un mistero al di fuori della sua competenza». Mistero che ricordò anche l’angelo apparso ai pastorelli di Fatima, esattamente 100 anni fa (in preparazione delle apparizioni mariane avvenute l’anno successivo). Con il calice e l’ostia in mano disse loro: «Prendete e bevete il Corpo e Sangue di Gesù Cristo, orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati. Riparate i loro crimini e consolate il vostro Dio».

UN SEGNO PER I PELLEGRINI. L’attuale vescovo di Legnica, Zbigniew Kiernikowski, prima dell’inizio della Gmg e in occasione della Messa celebrata per l’esposizione della reliquia, ha auspicato «che tutto questo serva ad approfondire la devozione all’Eucarestia e che abbia un impatto sulla vita di coloro che passeranno di fianco a questa reliquia. Interpretiamo questo segno come un’espressione della generosità di Dio, che si è piegato così in basso per stare insieme all’uomo»

Miracolo eucaristico in Polonia «è un mistero» | Tempi.it

CORPUS DOMINI

La Solennità del Corpus Domini nacque per onorare la Presenza di Gesù nell’Eucaristia, il Suo Corpo e Sangue, donato per la salvezza di tutti gli uomini, fatto cibo per sostenere la nostra “vita nello Spirito”. 
La festività del Corpus Domini ha una origine più recente di quanto sembri. La solennità cattolica del Corpus Domini (Corpo del Signore) chiude il ciclo delle feste del dopo Pasqua e vuole celebrare il mistero dell’Eucaristia ed è stata istituita grazie ad una suora che nel 1246 per prima volle celebrare il mistero dell’Eucaristia in una festa slegata dal clima di mestizia e lutto della Settimana Santa. Il suo vescovo approvò l’idea e la celebrazione dell’Eucaristia divenne una festa per tutto il compartimento di Liegi, dove il convento della suora si trovava.

In realtà la festa posa le sue radici nell’ambiente fervoroso della Gallia belgica – che San Francesco chiamava amica Corporis Domini – e in particolare grazie alle rivelazioni della Beata Giuliana di Retìne. Nel 1208 la beata Giuliana, priora nel Monastero di Monte Cornelio presso Liegi, vide durante un’estasi il disco lunare risplendente di luce candida, deformato però da un lato da una linea rimasta in ombra: da Dio intese che quella visione significava la Chiesa del suo tempo, che ancora mancava di una solennità in onore del SS. Sacramento.Il direttore spirituale della beata, il Canonico di Liegi Giovanni di Lausanne, ottenuto il giudizio favorevole di parecchi teologi in merito alla suddetta visione, presentò al vescovo la richiesta di introdurre nella diocesi una festa in onore del Corpus Domini.

La richiesta fu accolta nel 1246 e venne fissata la data del giovedì dopo l’ottava della Trinità. Più tardi, nel 1262 salì al soglio pontificio, col nome di Urbano IV, l’antico arcidiacono di Liegi e confidente della beata Giuliana, Giacomo Pantaleone. Ed è a Bolsena, proprio nel Viterbese, la terra dove è stata aperta la causa suddetta che in giugno, per tradizione si tiene la festa del Corpus Domini a ricordo di un particolare miracolo eucaristico avvenuto nel 1263, che conosciamo sin dai primi anni della nostra formazione cristiana. Infatti, ci è raccontato che un prete boemo, in pellegrinaggio verso Roma, si fermò a dir messa a Bolsena ed al momento dell’Eucarestia, nello spezzare l’ostia consacrata, fu pervaso dal dubbio che essa contenesse veramente il corpo di Cristo. A fugare i suoi dubbi,  dall’Ostia uscirono allora alcune gocce di sangue che macchiarono il bianco corporale di lino liturgico (attualmente conservato nel Duomo di Orvieto) e alcune pietre dell’altare tuttora custodite in preziose teche presso la basilica di Santa Cristina.Risultati immagini per DUOMO DI ORVIETO MIRACOLO EUCARISTICO

Venuto a conoscenza dell’accaduto Papa Urbano IV istituì ufficialmente la festa del Corpus Domini estendendola dalla circoscrizione di Liegi a tutta la cristianità. La data della sua celebrazione fu fissata nel giovedì seguente la prima domenica dopo la Pentecoste (60 giorni dopo Pasqua). Così, l’11 Agosto 1264 il Papa promulgò la Bolla “Transiturus” che istituiva per tutta la cristianità la Festa del Corpus Domini dalla città che fino allora era stata infestata dai Patarini neganti il Sacramento dell’Eucaristia. Già qualche settimana prima di promulgare questo importante atto – il 19 Giugno – lo stesso Pontefice aveva preso parte, assieme a numerosissimi Cardinali e prelati venuti da ogni luogo e ad una moltitudine di fedeli, ad una solenne processione con la quale il sacro lino macchiato del sangue di Cristo era stato recato per le vie della città. Da allora, ogni anno in Orvieto, la domenica successiva alla festività del Corpus Domini, il Corporale del Miracolo di Bolsena, racchiuso in un prezioso reliquiario, viene portato processionalmente per le strade cittadine seguendo il percorso che tocca tutti i quartieri e tutti i luoghi più significativi della città.  

In seguito la popolarità della festa crebbe grazie al Concilio di Trento, si diffusero le processioni eucaristiche e il culto del Santissimo Sacramento al di fuori della Messa.

Se nella Solennità del Giovedì Santo la Chiesa guarda all’Istituzione dell’Eucaristia, scrutando il mistero di Cristo che ci amò sino alla fine donando se stesso in cibo e sigillando il nuovo Patto nel suo Sangue, nel giorno del Corpus Domini l’attenzione si sposta sull’intima relazione esistente fra Eucaristia e Chiesa, fra il Corpo del Signore e il suo Corpo Mistico.

Le processioni e le adorazioni prolungate celebrate in questa solennità, manifestano pubblicamente la fede del popolo cristiano in questo Sacramento. In esso la Chiesa trova la sorgente del suo esistere e della sua comunione con Cristo, Presente nell’Eucaristia in Corpo Sangue anima e Divinità.corpus-domini.jpg

SEQUENZA DEL CORPUS DOMINI

Sion, loda il Salvatore,
la tua guida, il tuo pastore
con inni e cantici.

Impegna tutto il tuo fervore:
egli supera ogni lode,
non vi è canto che sia degno.

Pane vivo, che dà vita:
questo è tema del tuo canto,
oggetto della lode.

Veramente fu donato
agli apostoli riuniti
in fraterna e sacra cena.

Lode piena e risonante,
gioia nobile e serena
sgorghi oggi dallo spirito.

Questa è la festa solenne
nella quale celebriamo
la prima sacra cena.

È il banchetto del nuovo Re,
nuova Pasqua, nuova legge;
e l’antico è giunto a termine.

Cede al nuovo il rito antico,
la realtà disperde l’ombra:
luce, non più tenebra.

Cristo lascia in sua memoria
ciò che ha fatto nella cena:
noi lo rinnoviamo.

Obbedienti al suo comando,
consacriamo il pane e il vino,
ostia di salvezza.

È certezza a noi cristiani:
si trasforma il pane in carne,
si fa sangue il vino.

Tu non vedi, non comprendi,
ma la fede ti conferma,
oltre la natura.

È un segno ciò che appare:
nasconde nel mistero
realtà sublimi.

Mangi carne, bevi sangue;
ma rimane Cristo intero
in ciascuna specie.

Chi ne mangia non lo spezza,
né separa, né divide:
intatto lo riceve.

Siano uno, siano mille,
ugualmente lo ricevono:
mai è consumato.

Vanno i buoni, vanno gli empi;
ma diversa ne è la sorte:
vita o morte provoca.

Vita ai buoni, morte agli empi:
nella stessa comunione
ben diverso è l’esito!

Quando spezzi il sacramento
non temere, ma ricorda:
Cristo è tanto in ogni parte,
quanto nell’intero.

È diviso solo il segno
non si tocca la sostanza;
nulla è diminuito
della sua persona.]

Ecco il pane degli angeli,
pane dei pellegrini,
vero pane dei figli:
non dev’essere gettato.

Con i simboli è annunziato,
in Isacco dato a morte,
nell’agnello della Pasqua,
nella manna data ai padri.

Buon pastore, vero pane,
o Gesù, pietà di noi:
nutrici e difendici,
portaci ai beni eterni
nella terra dei viventi.

Tu che tutto sai e puoi,
che ci nutri sulla terra,
conduci i tuoi fratelli
alla tavola del cielo
nella gioia dei tuoi santi. Amen Alleluja


Per i nostri mali, spirituali e fisici, Suor Faustina – che nella sua breve vita ha conosciuto ogni genere di infermità, del corpo e dell’anima, sopportandoli con fede eroica e ricevendo grandi grazie da Gesù  – ci ha lasciato questa bellissima Preghiera di guarigione nell’adorazione a Gesù Eucaristia : 
“Gesù il Tuo Sangue puro e sano circoli nel mio organismo malato ed il Tuo Corpo puro e sano trasformi il mio corpo malato e pulsi in me una vita sana e forte.”

dal Diario di Santa Faustina Kowalska, apostola della Divina MisericordiaCorpus Domini (1)

“Qui c’è il tesoro della Chiesa,
il cuore del mondo,
il pegno del traguardo a cui ogni uomo,
anche inconsapevolmente anela;
nell’umile segno del pane e del vino,
Cristo cammina con noi,
quale nostra forza e nostro viatico,
e ci rende per tutti testimoni di speranza.”
San Giovanni Paolo II

 

eucharist-8Preghiera in riparazione dei sacrilegi eucaristici

Mio Gesù Eucarestia Dio fatto uomo per riaprirci le porte del Paradiso con la tua santa Passione e Morte di croce. Hai colmato la misura del Tuo amore donandoci Te stesso nel Gran Sacramento.

Ma il tuo amore non è capito e tanti tuoi figli ingrati ti ricevono con il peccato mortale nell’anima; altri, insipienti, profanano il Tuo Corpo santissimo trattando le Ostie consacrate senza rispetto e senza devozione; altri ancora, con spirito diabolico, ti sottomettono a riti satanici. Allora si leva il tuo grido di condanna: “guai, tre volte guai ai profanatori del mio santo e immacolato Corpo. Tremenda è la pena”(Gesù ad un’anima consacrata).

Il mio cuore piange con Te, e mosso dalla carità che Tu ci hai insegnato, ti risponde con un grido di espiazione: Pietà, mio Dio; per il dolore del tuo Cuore Sacratissimo, ti offro in espiazione lo stesso tuo Corpo immolato e il tuo Sangue versato per la salvezza di tutti. Ti offro tutte le mie sofferenze fisiche e morali, assieme ai tuoi meriti infiniti, assieme ai meriti della Madre tua e ai dolori del suo Cuore Immacolato, in espiazione di tutti i sacrilegi, le profanazioni e gli oltraggi che ricevi nella Santissima Eucarestia.

PREGHIERA DAVANTI AL SS.SACRAMENTO4027962_2ba6a
di Santa Faustina Kowalska

Ti adoro Creatore e Signore nostro nel SS.Sacramento.
Ti adoro per tutte le opere delle tue mani,
nelle quali si rivela tanta sapienza, bontà e misericordia.
O Signore, hai seminato tanta bellezza sulla terra
ed essa mi parla della tua bellezza,
benchè sia soltanto un pallido riflesso di Te,
Bellezza inconcepibile.
E sebbene ti sia nascosto e ti tenga occultato
ed abbia nascosto la tua bellezza,
il mio occhio illuminato dalla fede ti raggiunge
e la mia anima riconosce il suo Creatore,
suo sommo bene,
ed il mio cuore si immerge totalmente
in una preghiera di adorazione.
O mio Creatore e Signore,
la tua bontà m’incoraggia a parlarti,
la tua misericordia fa scomparire fra di noi
l’abisso che separa il Creatore dalla creatura.
E’ una delizia per il mio cuore parlare con Te, o Signore.
In Te trovo tutto ciò che il mio cuore può desiderare.
Qui la tua luce illumina il mio intelletto
e lo rende a conoscerti sempre più profondamente.
Qui sul mio cuore scendono torrenti di grazie,
qui la mia anima attinge la vita eterna.
O mio Creatore e Signore,
Tu solo oltre a questi doni mi dai Te stesso
e ti unisci strettamente alla tua misera creatura.
Qui i nostri cuori si comprendono senza ricorrere alle parole,
qui nessuno è in grado di interrompere il nostro colloquio.
Quello di cui parlo con Te, o Gesù, è un nostro segreto,
di cui le creature non saranno messe al corrente…,
Si tratta di perdoni segreti,
che conosciamo solo Gesù e io;
è un segreto della sua misericordia
che abbraccia singolarmente ogni anima.
Per questa tua inconcepibile bontà,
ti adoro, o Creatore e Signore,
con tutto il cuore e con tutta l’anima.
E benchè questa mia adorazione sia tanto misera ed insignificante,
tuttavia sono tranquilla perchè so
che tu conosci che essa è sincera, sebbene così inadeguata.

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Signor mio Gesù Cristo, che per l’amore che porti agli uomini, Te ne stai notte e giorno in questo Sacramento tutto pieno di pietà e di amore, aspettando, chiamando ed accogliendo tutti coloro che vengono a visitarti, io Ti credo presente nel Sacramento dell’Altare. Ti adoro nell’abisso del mio niente, e Ti ringrazio di quante grazie mi hai fatte; specialmente di avermi donato Te stesso in questo Sacramento, e di avermi data per Avvocata la tua Santissima Madre Maria e di avermi chiamato a visitarti in questa chiesa. Io saluto oggi il tuo amantissimo Cuore ed intendo salutarlo per tre fini: primo, in ringraziamento di questo gran dono; secondo, per compensarti di tutte le ingiurie, che hai ricevuto da tutti i tuoi nemici in questo Sacramento: terzo, intendo con questa visita adorarti in tutti i luoghi della terra, dove Tu sacramentato te ne stai meno riverito e più abbandonato.
Gesù mio, io ti amo con tutto il cuore. Mi pento di aver per il passato tante volte disgustata la tua Bontà infinita. Propongo con la tua grazia di non offenderti più per l’avvenire: ed al presente, miserabile qual sono, io mi consacro tutto a Te: ti dono e rinunzio tutta la mia volontà, gli affetti, i desideri e tutte le cose mie. Da oggi in avanti fai di me e delle mie cose tutto quello che ti piace. Solo ti chiedo e voglio il tuo santo amore, la perseveranza finale e l’adempimento perfetto della tua volontà. Ti raccomando le anime del Purgatorio, specialmente le più devote del Santissimo Sacramento e di Maria Santissima. Ti raccomando ancora tutti i poveri peccatori. Unisco infine, Salvator mio caro, tutti gli affetti miei con gli affetti del tuo amorosissimo Cuore e così uniti li offro al tuo Eterno Padre, e lo prego in nome tuo, che per tuo amore li accetti e li esaudisca. Così sia.

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Fonte https://www.acistampa.com/story/corpus-domini-la-breve-storia-della-meravigliosa-poesia-di-dio-racchiusa-in-un-pane-8784?fbclid=IwAR2ef_s5g8oDdBLp_vJewo3pV52a30PdLXLt2zvpSvzD44Sl06InqW2sX5E

MIRACOLO EUCARISTICO IN POLONIA”frammento di muscolo cardiaco”

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Miracolo Eucaristico in Polonia:”frammento di muscolo cardiaco” secondo il Dipartimento di Medicina Legale di Breslavia

Ogni Celebrazione eucaristica trasuda d’amore di Dio. In certi casi, questo amore si colora d’un rigagnolo rosso che stilla dall’Ostia bianca. Non si tratta di eventi confinati alle sole epoche antiche, segnate da un’ingenuità propensa a costruire prodigi. Ancora oggi, malgrado o forse proprio perché uno scetticismo razionalista sembra aver contagiato anche ambienti cattolici, si continuano a compiere i miracoli eucaristici. Il Sangue di Cristo non smette di manifestarsi.

Ultima testimonianza in tal senso giunge dalla Polonia. Durante la Messa di Natale 2013 un’Ostia è caduta a terra in una chiesa della diocesi di Legnica, nella Bassa Slesia, e perciò è stata riposta in un recipiente d’acqua. Tinta dopo un po’ da un alone rosso, ha suscitato lo stupore dei celebranti e dei fedeli presenti.

L’evento è stato sottoposto immediatamente al vescovo emerito di Legnica, mons. Stefan Cichy, il quale ha istituito una commissione per studiare il fenomeno. Nel febbraio 2014 un frammento dell’ostia è stato prelevato e posto in un corporale. La commissione ha chiesto l’estrazione di alcuni campioni per poterli analizzare in modo rigoroso e approfondito.

Le analisi sono state effettuate presso il Dipartimento di Medicina Legale di Breslavia e presso un analogo Dipartimento della Pomeranian Medical University di Stettino. Quest’ultimo, al termine delle analisi, ha diramato un comunicato in cui si annuncia che “nell’immagine istopatologica si è scoperto che i frammenti di tessuto contengono parti frammentate di muscolo striato trasversale”. E ciò “assomiglia molto al muscolo cardiaco”. I test hanno inoltre determinato che il tessuto ha “origine umana” e assume “alterazioni che appaiono di frequente durante un’agonia”.

4027962_2ba6aL’Ostia eucaristica dunque si è trasformata nel muscolo di un cuore che presentava segni di grande patimento, dimostrando la realtà di quanto avviene ogni domenica durante la celebrazione della Messa e che le parole di Cristo nel Vangelo non sono una metafora: «Questo è il Mio Corpo» e «questo è il Mio Sangue».

La questione è stata presentata in Vaticano, alla Congregazione per la Dottrina della Fede. Mons. Zbigniew Kiernikowskiego, vescovo della diocesi di Legnica, ha annunciato domenica 17 aprile 2016 ,nel corso della Messa che, seguendo le indicazioni della Santa Sede, ha ordinato al vicario parrocchiale Andrzej Ziombro “di preparare un luogo adeguato per l’esposizione della reliquia, di modo che i fedeli possano esprimere la propria adorazione in maniera appropriata”.

Il vescovo di Legnica ha infatti spiegato ai fedeli che l’evento “ha le caratteristiche di un MIRACOLO EUCARISTICO ”. Egli ha inoltre reso pubblica la sua speranza che “questo servirà ad approfondire il culto dell’Eucaristia e avrà un forte impatto sulla vita delle persone di fronte all’Ostia”.

Un meraviglioso dono per la Polonia e per i tanti pellegrini che si recheranno nel Paese per la Giornata Mondiale della Gioventù o per iniziativa personale in questo Anno della Misericordia. Colpisce infatti che la soprannaturalità sia stata confermata proprio una settimana dopo la pubblicazione dell’esortazione apostolica di Papa Francesco Amoris Laetitia  : 

perché si tratta di un grande richiamo al valore di quello che succede ogni volta che un fedele si accosta alla Comunione, motivo per cui se è impossibile ricevere in piena purezza il Corpo di Cristo, la Chiesa chiede la confessione dai peccati mortali e il proponimento di non ripeterli. Altrimenti, dice San Paolo nel Vangelo, si «mangia e beve la propria condanna». Perché Quella è davvero la carne senza macchia di Dio che ogni giorno sceglie di soffrire tutte le pene del mondo per salvarci dal nostro peccato. 

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Miracolo Eucaristico a Buenos Aires 

Questo è quindi il SECONDO MIRACOLO EUCARISTICO consecutivo con cui PAPA FRANCESCO è venuto a contatto da vicino dopo quello avvenuto il 15 agosto 1996 a Buenos Aires, quando era vescovo ausiliare della diocesi, consentendo solo dopo alcuni anni le analisi su una particola che a contatto con l’acqua non si era sciolta. I campioni furono inviati a New York in uno dei centri di analisi più noti degli Stati Uniti. Fu il dottor Frederic Zugibe, della Columbia University, a dare i risultati il 26 marzo 2005 pur senza conoscere l’origine dei campioni. Il medico spiegò che «il materiale analizzato è un frammento del muscolo cardiaco tratto dalla parete del ventricolo sinistro in prossimità delle valvole» e che «il muscolo cardiaco in esame è in una condizione infiammatoria e contiene un gran numero di globuli bianchi. Ciò indica che il cuore era vivo al momento del prelievo visto che i globuli bianchi, al di fuori di un organismo vivente, muoiono. Per di più, questi globuli bianchi sono penetrati nel tessuto, ciò indica che il cuore aveva subito un grave stress, come se il proprietario fosse stato picchiato duramente sul petto». Quando al dottor Zugibe fu spiegato che il campione era il frammento di un’Ostia consacrata, dichiarò: «Come e perché un’Ostia consacrata possa mutare e diventare la carne e il sangue di un essere umano vivente rimane un mistero inspiegabile per la scienza, un mistero al di fuori della sua competenza».

Sempre in Polonia, recentemente, si è compiuto un fatto simile in una chiesa del piccolo centro rurale di Sokolka, nella zona orientale del Paese, quasi al confine con la Bielorussia. Era l’ottobre 2008, quando un’Ostia precedentemente caduta a terra, è stato ritrovata con dei coaguli rossi nella cassaforte dove vengono riposti i calici. La commissione scientifica incaricata ha rilevato che si tratta di tessuto miocardico.

Un elenco di miracoli eucaristici avvenuti nel corso della storia, corredato da dettagliate schede, si trova nel sito della Mostra internazionale ideata e realizzata dal Servo di Dio Carlo Acutis. Di seguito il link:

http://www.miracolieucaristici.org/

Fonti : Agenzia Zenit,la Nuova Bussola Quotidiana, UCCR

Betty Brennan, ex satanista:”Gesù Eucaristia mi ha salvata”

TESTIMONIANZA DI BETTY BRENNAN, EX SATANISTA:1767_jesus_gives_communion ” CAPII CHE ANCHE I DEMONI RICONOSCONO LA REALE PRESENZA DI CRISTO NEL SACRAMENTO DELLA S.EUCARISTIA, COSI’ COME LA RICONOSCONO GLI ANGELI SANTI DI DIO, CHE CI INSEGNANO AD AMARLO”.
Betty Brennan racconta il suo cammino: da una esistenza oscura precipitata nel satanismo, al suo incontro liberatorio con Cristo e al suo ritorno nella Chiesa cattolica.

E’ possibile ascoltare la sua testimonianza in lingua originale, dalla sua viva voce qui
https://gloria.tv/audio/fDFcmAdqoKF4Lg2ofuHvpLzkf 

In una conferenza-incontro di preghiera, la testimonianza di Betty Brennan è stata divulgata in molte radio ed anche distribuita in CD. E’ significativo notare come attualmente molte conversioni al Cristianesimo ci stiano arrivando proprio dagli Stati Uniti, dove il satanismo è più diffuso e radicato e dove esistono le sette più potenti: dove più la menzogna si diffonde, più emerge la Verità.

QUESTI SONO I PASSI PIU’ IMPORTANTI DELLA TESTIMONIANZA DELL’EX SATANISTA BETTY BRENNAN:
Fino a 18 anni fa, ero seguace del satanismo in una setta, ed ero anche arrivata ad alti livelli: perseguitavo la Chiesa cattolica in ogni modo, mi era stato inculcato di fare questo, nella setta satanica in cui ero entrata, anzi scivolata dentro, senza quasi rendermene conto.
Ero nata e cresciuta a Brooklyn, da genitori cattolici: mio padre morì quando io avevo soli dodici anni; mia madre, incapace di gestire il grande dolore per la scomparsa di mio padre, decise di mandarmi in una scuola cattolica in Europa, privandomi così del suo affetto e allontanandomi da casa. Questo per me fu un trauma, perchè mi sentivo molto sola a quell’età e molto confusa. La fede in Cristo mi fu di grande aiuto nel superare questa solitudine e riuscii a diplomarmi con successo. Tornata in America, mi sposai ed ebbi un figlio con gravi problemi di salute, malattia terminale al cervello, lo vidi morire dopo due soli anni di vita e qualcosa dentro di me morì con lui….Crebbe in me una terribile rabbia verso Dio: la mia fede crollò, non aveva basi solide, forse perchè non ero stata particolarmente seguita dalla mia famiglia di origine e mi sembrava che anche Dio Padre mi avesse abbandonata….
Lavoravo come insegnante ed ero anche violoncellista in una orchestra di musica classica: qui conobbi un altro musicista, un uomo più grande di me, molto affabile, che nella vita faceva lo psicologo, con cui mi confidavo spesso, sembrava molto attento a me e al dolore che stavo vivendo per la perdita di mio figlio…Mi offriva caffè nelle pause, accettava di buon grado i miei sfoghi di rabbia e frustrazione verso Dio e non mi diceva di smettere, anzi mi spingeva ad aumentare questo odio e tutto ciò mi fece sempre più coinvolgere nella sua frequentazione…Una sera, mi invitò ad una “FESTA”… io accettai , dato che mio marito era fuori per lavoro ed io sentivo la necessità di fuggire dal mio martellante dolore: l’uomo mi disse che era un “incontro particolare di lettura e altro”…Era un luogo fuori città, molto nascosto: appena udii i “canti e le litanie” che queste persone recitavano, appena poi vidi la dissacrazione della Santa Eucaristia, capii subito di cosa si trattava: UNA MESSA NERA ed il mio amico psicologo era un sacerdote satanista, ma IO NON POTEVO MUOVERMI DA LI’. Sentivo che avevo bisogno di quelle persone, sentivo il potere che c’era lì, ne ero come catturata, fino al punto di sentirne la necessità fisica….fu così che mi legai alla setta satanista, senza quasi rendermene conto. Non partecipai a sacrifici umani, anche se posso dire che lì avvenivano in certe occasioni.

Cominciai così una doppia vita: in casa con mio marito, fingevo di comportarmi come prima; ma dentro, ero morta a me stessa.
Andavo a Messa la domenica con mio marito e figli, ma non potevo rimanere nella seconda parte della Messa: appena cominciava la Liturgia della Santa Eucaristia, io cominciavo a sudare, provavo odio e al contempo AVEVO PAURA DELLA REALE PRESENZA DI CRISTO NELL’EUCARISTIA senza rendermene conto ed ero costretta ad uscire sempre dalla chiesa con qualche scusa…gesc3b920gifMa Gesù continuava a cercarmi, nonostante io fossi nel buio più nero:
un’ amica di famiglia mi chiese un giorno di accompagnarla ad una Messa di guarigione, in un gruppo cattolico del Rinnovamento Carismatico; mio marito mi disse che avrei fatto bene ad andarci: infatti apparentemente io continuavo a fingere di credere ancora in Dio e di andare in chiesa regolarmente. Così accettai di andare alla Messa di guarigione, ma per me era solo una SFIDA CONTRO DIO.
La mia amica alla fine, dopo diverse volte in cui partecipai con lei a quelle Messe di guarigione, mi chiese come mai stavo così male e sudavo e dovevo uscire, quando c’era il momento della Liturgia Eucaristica…si era anche accorta, infatti, che durante quegli incontri in cui c’ero io, tutte le volte le luci nella chiesa improvvisamente si spegnevano, veniva a mancare la corrente elettrica e il sacerdote era costretto a continuare la Messa a lume di candela. “QUANDO TU NON VIENI ALLA MESSA DI GUARIGIONE, QUESTE COSE STRANE NON SUCCEDONO MAI E LE LUCI RIMANGONO SEMPRE ACCESE: SI SPENGONO SOLO QUANDO CI SEI TU!”, disse la mia amica, fissandomi molto turbata, ed io sapevo che diceva la verità, perchè quei fatti non erano “accidentali”: li provocavo veramente io, o meglio “qualcun’altro dentro di me”, per disturbare la Messa, usando i “poteri” che avevo ricevuto….poteri che in realtà mi stavano distruggendo.

L’ultima volta che partecipai a quella Messa di guarigione, davanti al Sacramento dell’Eucaristia, mi sentii paralizzata: ero in preda al terrore, e feci fatica a riprendermi e scappai fuori dalla chiesa di corsa. Ricordo che ero furiosa e volavo letteralmente sulle scale, tanto che andai a sbattere contro un sacerdote che le stava risalendo: si fermò un attimo a fissarmi, stavo sudando e gridando, allora il sacerdote -che poi scoprii essere un esorcista-mi disse: “Dimmi chi sei, nel Nome di Gesù !”.
Da quel momento, non ricordo più nulla, a parte che il sacerdote con altre persone fecero molta fatica a trattenermi dal fare male a me stessa e agli altri, tanta era la rabbia e la forza distruttiva sovrumana che usciva da me….
Da quel momento, cominciò il mio cammino di guarigione e di liberazione, che oggi mi ha portata qui a testimoniare.

GESU’ ERA VENUTO A CERCARMI, IO LA PIU’ INDEGNA DI TUTTI, EPPURE LUI STAVA CERCANDO ME, perchè è a Lui che appartengo, sono una Sua creatura preziosa, la mia anima è unica e speciale, Lui solo mi ama veramente da sempre e nonostante i miei errori, Lui solo può davvero guarirmi: nei mesi del mio percorso di liberazione,eucharistic-adoration CAPII CHE I DEMONI RICONOSCONO LA REALE PRESENZA DI CRISTO NEL SACRAMENTO DELLA S.EUCARISTIA, COSI’ COME LA RICONOSCONO GLI ANGELI SANTI DI DIO, CHE CI INSEGNANO AD AMARLO. Capii che avevo bisogno di essere guarita dalla sofferenza e dal dolore, che mi portavo dentro dall’infanzia: sono passaggi inevitabili di questa vita, ma io mi ero rifiutata di affrontarli e superarli con Dio e avevo sbagliato a prendermela con Gesù Cristo, quando morì mio figlio, era solo con me stessa che avrei dovuto prendermela, perchè non avevo cercato le risposte al mio dolore in Dio solo, ma le avevo cercate nel mio orgoglio ferito, le avevo cercate nell’odio, ero caduta nel satanismo, dove la mia ferita non solo non fu curata, ma divenne un abisso di tormento più profondo.

DIO HA USATO E RIBALTATO QUELLA MIA ESPERIENZA ORRIBILE NEL SATANISMO, PER FARMI SPERIMENTARE PERSONALMENTE LA POTENZA DELLA SANTA EUCARISTIA, la bellezza della Chiesa cattolica in cui ero nata e cresciuta, ma che fino ad allora non avevo voluto vivere veramente: attraverso la Santa Eucaristia, Gesù si è manifestato a me in tutto il Suo Amore, che non guarda alle nostre indegnità, al nostro passato, ma ci chiede solo di riconoscerLo e amarLo. Gesù mi ha guarita dal dolore della perdita dei miei cari, perchè mi ha fatto entrare nel Suo Cuore, attraverso la Santa Eucaristia, e lì ho trovato tutte le risposte che cercavo: la morte non ha mai l’ultima parola, perchè l’Amore di Cristo ha vinto la morte e il maligno e ogni male.

Gesù mi ha veramente liberata e mi ha fatto rinascere come creatura nuova in Lui.

Gesù mi chiede di fare con il mio prossimo ciò che Lui ha fatto con me: amare anche chi mi odia, i più lontani da Dio, pregare per loro, perchè possano attraverso di noi sentire il Profumo di Cristo, sentire che in quel Pane spezzato c’è l’Amore di Dio che si dona, non per condannare, ma per guarire e salvare ognuno di noi, per accompagnarci in ogni istante della nostra preziosa vita, che anche nei momenti difficili e dolorosi diventa più leggera, perchè quel nostro dolore Gesù lo ha già portato su di Sè e se rimaniamo in Lui lo trasforma in strumento di grazia per noi stessi e per chi ci sta accanto.”  

BETTY BRENNAN (Traduzione di Chris)

Perchè i culti satanici prendono sempre di mira la Santa Eucaristia e la Chiesa cattolica

Eucaristia Tu sarai sempre con noiPerchè i culti satanici prendono sempre di mira la Chiesa cattolica e profanano la Santa Eucaristia ? Perchè non prendono mai di mira rituali indu’ ,musulmani o protestanti ?
PERCHE’ L’EUCARISTIA DA’ TANTO FASTIDIO ?

Il caso : L’Harvard Extension Cultural Studies Club ha tentato  di realizzare,nel maggio 2014 ,una messa nera,’a scopo culturale’ ,ma la messa nera è la parodia satanica della Santa Messa cattolica. La setta satanista,che voleva fare “l’evento” nel campus universitario di Harvard, è arrivata anche ad annunciare che durante la sua “celebrazione” avrebbe profanato un Santa Ostia consacrata! Ne è prova una e-mail,inviata dalla setta satanista The Satanic Temple in risposta ad uno studente ,che chiedeva spiegazioni sull’evento “messa nera nell’Università di Harvard”….

Ora, però,ai giornali e tv la setta satanista ha affermato il contrario di ciò che aveva dichiarato in quella e-mail,cioè di non avere alcuna “ostia”, perché “rispetta tutte le religioni e non vuole che nessuno si senta offeso”.
La mia prima impressione, leggendo questo, è che si tratta dell’immagine perfetta dell’università laicista del XXI secolo: vogliono realizzare nientepopodimeno che una messa satanica, ma “senza offendere nessuno!”..una contraddizione ridicola in sè.

Dopo una riflessione molto approfondita, nel frattempo, ho sentito che  QUESTA E’ UN’ARGOMENTAZIONE POTENTE A FAVORE DEL CATTOLICESIMO .Perchè satanisti e atei sentono così tanto IL BISOGNO DI RIDICOLIZZARE LA MESSA CATTOLICA E IL SACRAMENTO DELL’EUCARISTIA?
PERCHE’ L’EUCARISTIA E’ UN SACRAMENTO CHE GESU’ HA ISTITUITO E VOLUTO,PER RESTARE SEMPRE CON NOI,PER VIVERE IN NOI :
“IO SONO CON VOI TUTTI I GIORNI ,FINO ALLA FINE DEL MONDO”.angeli
Matteo 28,18-20.
NON E’ IDOLATRIA .
RICORDIAMOCI DEL BRANO DELLA I LETTERA AI CORINZI (10,20): “I SACRIFICI DEI PAGANI SONO FATTI A DEMONI E NON A DIO ”.
INFATTI SATANA ODIA L’EUCARISTIA.E vuole farsi credere “dio” :per questo satana vuole la Messa nera…e cerca seguaci per ridicolizzare la S.Messa cattolica.

La messa nera satanica è un’inversione rituale (e una ridicolizzazione) della Messa cattolica,una parodia blasfema basata su contenuti sessuali -(la “magia sessuale” della “messa gnostica” di Aleister Crowley ) in contrapposizione alla Messa cattolica : questo è provato e affermato dagli scritti di Anton LaVey e di Aleister Crowley ,che entrambi dichiaravano di “essere atei”….. Esistono sostanzialmente due tipi di satanisti: i “satanisti razionalisti sul modello di LaVey” e i “satanisti teologici”.

Il Tempio Satanico è la setta che ha tentato di proporre l’evento “messa nera” ad Harvard  ed è una sètta di ‘satanisti razionalisti ‘ della corrente di Anton LaVey : l’evento blasfemo è stato cancellato,in seguito alle tante proteste che tutta la comunità cattolica dell’Università di Harvard e di Boston ha rivolto al presidente dell’Università,che non prendeva posizione …

adorazione eucaristica in opposizione alla messa nera
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In foto : LA RISPOSTA ALLA PROVOCAZIONE DEI SATANISTI :Adorazione Eucaristica nella Chiesa di Saint Paul, in riparazione della prevista “messa satanica” ad Harvard.

Alla fine,pressato dalle critiche contro la credibilità culturale dell’Università,il Presidente di Harvard ha negato il proprio assenso all’evento,che pare si sia svolto fuori dall’Università,in un ristorante cinese-The Hong Kong restaurant, così dicono i satanisti,nella loro pagina Fb,ma abbiamo contattato il ristorante e il proprietario non ha confermato questo evento “messa nera” nel suo locale,quindi deduciamo che alla fine non siano riusciti a fare nulla,al massimo avranno mangiato qualche involtino cinese- . In altre parole, si tratta di “atei” che credono in Satana e usano il “satanismo” come semplice strumento per provocare e colpire i cristiani (i “satanisti teologici”, invece, credono in Satana e lo adorano..ma di fatto anche i satanisti “atei o razionalisti ”  evocano satana e fanno gli stessi rituali,quindi ci credono ! Basta leggere i commenti nella pagina Facebook della setta The Satanic Temple:lo chiamano” Nostro padre Lucifero…” .E poi basta vedere come sono “tolleranti ” verso i cristiani :gli insulti contro Cristo e contro l’Eucaristia sono all’ordine del giorno sulla pagina Fb “The Satanic Temple “,il cui leader Lucien Greaves ha definito l’Eucaristia con l’insulto ” la burla del pane magico dei cattolici ” ). Sottolineiamo anche il fatto che,non a caso,proprio questo evento “messa nera ad Harvard” era molto sostenuto anche dai siti gay americani ,che ne hanno parlato favorevolmente : questo perchè il leader della setta Lucien Greaves ha sempre criticato la Chiesa cattolica per le sue posizioni chiare e incontrovertibili a favore della famiglia naturale e contrarie all’aborto ed a matrimonio e adozione gay. (le continue dichiarazioni di Papa Francesco lo confermano,se ancora ci fossero dubbi! http://www.lanuovabq.it/it/articoli-papa-in-campo-contro-aborto-e-gender-8933.htm ).

Questa storia della messa nera nelle strutture dell’Università di Harvard, così come il monumento satanico che la stessa setta ha proposto davanti al Parlamento in Oklahoma, è una provocazione deliberata. Indipendentemente dal fatto che chi pratica questo culto stia scherzando con l’occultismo o agendo seriamente, non c’è dubbio che si stia rapportando a forze spirituali pericolosamente oscure. Satana sta agendo in questa faccenda.

È importante anche sottolineare che quando i satanisti (di entrambi i tipi) vogliono prendersi gioco di un rituale religioso, possiamo scommettere che l’obiettivo sarà sempre la Messa cattolica .

Questo attacco satanico contro la Messa cattolica non ha niente di nuovo. Già nel IV secolo, Sant’Epifanio di Salamina ha descritto una setta gnostica che prendeva in giro in modo perverso la Santa Messa. Senza scendere in dettagli, basta dire che i membri di quella setta sono stati conosciuti come “gli immondi”.

L’Eucaristia, quindi, o è Gesù o è male, visto che se non è Gesù è idolatria. Visto che il diavolo odia l’Eucaristia, possiamo eliminare l’alternativa “male”. Consideriamo, oltre a questo, il Vangelo di Matteo 12,22-28:
“Gli fu portato un indemoniato, cieco e muto, ed egli lo guarì, sicché il muto parlava e vedeva. E tutta la folla era sbalordita e diceva: ‘Non è forse costui il figlio di Davide?’. Ma i farisei, udendo questo, presero a dire: ‘Costui scaccia i demòni in nome di Beelzebùl, principe dei demòni’. Ma egli, conosciuto il loro pensiero, disse loro: ‘Ogni regno discorde cade in rovina e nessuna città o famiglia discorde può reggersi. Ora, se satana scaccia satana, egli è discorde con se stesso; come potrà dunque reggersi il suo regno? E se io scaccio i demòni in nome di Beelzebùl, i vostri figli in nome di chi li scacciano? Per questo loro stessi saranno i vostri giudici. Ma se io scaccio i demòni per virtù dello Spirito di Dio, è certo giunto fra voi il regno di Dio”.

Questo passo è importante: mostra, ad esempio, che GLI ESORCISTI CATTOLICI AGISCONO PER OPERA DELLO SPIRITO DI DIO ,QUANDO ESPELLONO I DEMONI . Dato che Satana odia la Messa cattolica, possiamo essere certi del fatto che la Messa è benedetta ed è Dono di Dio.

Eucharistie3Se la Messa cattolica non è demoniaca, se non è idolatria, resta solo un’opzione: la Santa Eucaristia è Gesù Cristo Vivo e Presente per amore di ognuno di noi , ed il sacrificio della Messa presenta Gesù al Padre. Solo questo è ciò che spiega il tentativo satanico tanto audace di prendersi gioco della Messa cattolica.

Se l’unica cosa che sapessimo del cattolicesimo è che la sua forma centrale di culto, LA MESSA, E’ BERSAGLIO DELL’IRA SATANICA, avremmo già una buona ragione per credere che il cattolicesimo sia la vera religione, ma considerando tutte le altre prove che l’Eucaristia è Gesù, che la Messa è stata istituita da Cristo e che LA CHIESA CATTOLICA E’ LA CHIESA FONDATA DA CRISTO, Satana è solo un altro testimone (involontario) della Verità di Gesù Cristo e della Sua Chiesa.

tratto dall’ Articolo di JOE HESCHMEYER ,seminarista dell’Arcidiocesi di Kansas City ,sarà sacerdote cattolico nel 2018
Fonte http://catholicdefense.blogspot.it/2014/05/the-satanic-case-for-catholicism.html