29 settembre FESTA DEI SANTI ARCANGELI MICHELE, GABRIELE E RAFFAELE

29 settembre FESTA DEI SANTI ARCANGELI MICHELE,GABRIELE E RAFFAELE
PREGHIERE AI TRE ARCANGELI

San Michele Arcangelo difendici nella battaglia; sii tu nostro sostegno contro la perfidia e le insidie del diavolo, che Dio eserciti il suo dominio su di lui, te ne preghiamo supplichevoli; e tu, o Principe della milizia celeste, con la potenza divina ricaccia nell’inferno Satana e gli altri spiriti maligni, i quali errano nel mondo per perdere le anime. Amen.

O glorioso Arcangelo san Gabriele io condivido la gioia che provasti nel recarti, quale celeste messaggero, a Maria, ammiro il rispetto col quale ti presentasti a lei, la devozione con cui la salutasti, l’amore con cui, primo fra gli Angeli, adorasti il Verbo incarnato nel suo seno. Ti prego di ottenermi di ripetere con gli stessi tuoi sentimenti il saluto che allora rivolgesti a Maria e di offrire con lo stesso amore gli ossequi che allora presentasti al Verbo fatto Uomo, con la recita del Santo Rosario e dell’Angelus Domini. Amen.

O glorioso Arcangelo san Raffaele che, dopo aver custodito gelosamente il figlio di Tobia nel suo fortunoso viaggio, lo rendeste finalmente ai suoi cari genitori salvo e incolume, unito a una sposa degna di lui, siate guida fedele anche a noi: superate le tempeste e gli scogli di questo mare procelloso del mondo, tutti i vostri devoti possano raggiungere felicemente il porto della beata eternità. Amen.

Venga dal Cielo nelle nostre case l’Angelo della pace, Michele, venga portatore di serena pace e releghi nell’inferno le guerre, fonte di tante lacrime.
Venga Gabriele, l’Angelo della forza, scacci gli antichi nemici e visiti i templi cari al Cielo, che Egli trionfatore ha fatto elevare sulla Terra.
Ci assista Raffaele, l’Angelo che presiede alla salute; venga a guarire tutti i nostri malati e a dirigere i nostri incerti passi per i sentieri della vita.
Amen.

Per la protezione dalle forze oscure (preghiera medioevale)
Signore, manda tutti i santi Angeli e Arcangeli. Manda il santo Arcangelo Michele, il santo Gabriele, il santo Raffaele, affinché siano presenti e difendano e proteggano questo tuo servo, Tu che lo plasmasti, cui desti un’anima e per il quale Ti degnasti di profondere il Tuo sangue. Lo proteggano, lo illuminino quando è sveglio, quando dorme, lo rendano così tranquillo e sicuro da ogni manifestazione diabolica, che nessun essere che abbia maligno potere possa in lui entrare giammai. Né osi offendere o ferire la sua anima, il suo corpo, il suo spirito o atterrirli o solleticarli con la tentazione.

Agli Arcangeli
Glorioso Arcangelo Michele, principe delle milizie celesti, difendici contro tutti i nostri nemici visibili e invisibili e non permettere mai che cadiamo sotto la loro crudele tirannia.
San Gabriele Arcangelo, tu che giustamente sei chiamato la forza di Dio, poiché sei stato scelto per annunciare a Maria il mistero in cui l’Onnipotente doveva manifestare meravigliosamente la forza del suo braccio, facci conoscere i tesori racchiusi nella persona del Figlio di Dio e sii nostro messaggero presso la sua santa Madre!
San Raffaele Arcangelo, guida caritatevole dei viaggiatori, tu che, con la potenza divina, operi miracolose guarigioni, degnati di guidarci nel corso del nostro pellegrinaggio terreno e suggerisci i veri rimedi che possono guarire le nostre anime e i nostri corpi. Amentre-santi-arcangeli-preghiera

Il nuovo Calendario liturgico nato dalla riforma del Concilio Vaticano II riunisce al 29 settembre in una sola festa i tre arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele. La Chiesa pellegrina sulla terra, specialmente nella liturgia eucaristica, è associata alle schiere degli angeli che nella Gerusalemme celeste cantano la gloria di Dio (cfr Ap 5, 11-14; Conc. Vat. II, Costituzione sulla sacra liturgia, «Sacrosanctum Concilium», 8).
Il 29 settembre il martirologio geronimiano (sec. VI) ricorda la dedicazione della basilica di san Michele (sec. V) sulla via Salaria a Roma.

Michele è l’antico patrono della Sinagoga Ebraica e oggi patrono della Chiesa universale. Michele in ebraico significa “ Chi è come Dio ?” ed è un grido di guerra contro chiunque presuma di farsi uguale a Dio. E’ l’arcangelo Guerriero, il principe delle milizie celesti, l’avversario di satana, in lotta contro di lui che voleva farsi uguale a Dio: Lucifero. Divenne così l’angelo militante per eccellenza perché è l’angelo del combattimento contro il Dragone citato nell’Apocalisse e contro gli spiriti maligni nell’aria ed i loro seguaci in terra. San Michele è apparso nel V secolo sul monte Gargano in Puglia, dove sorge il famoso santuario a lui dedicato. Sempre in quel luogo l’Arcangelo promise ai Longobardi che combattevano i saraceni la vittoria, che puntualmente di verificò nel 663. A Roma, l’arcangelo domina la città dall’alto della Mole Adriana che da lui prese poi il nome di Castel Sant’Angelo. La Sua statua fu eretta quando qui apparve a Papa San Gregorio Magno alla fine di una grave pestilenza. San Michele è protettore della polizia italiana nonché dei paracadutisti e dei radiologi: E’ l’arcangelo che conduce le anime al giudizio di Dio davanti al quale sarà pesato il bene e il male e per lo stesso motivo è anche protettore di tutti i mestieri che impiegano le bilance. E’ invocato per una buona morte e per il sollievo delle anime del Purgatorio.

L’arcangelo Gabriele fu scelto da Dio per annunciare alla Madonna il mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio; prima ancora Gabriele era stato inviato a Daniele per comunicargli l’epoca in cui sarebbe nato Cristo, e a Zaccaria, per annunciargli la nascita del Battista. San Gabriele è legato ai messaggi messianici e la Sua presenza nella Bibbia indica la pienezza dei tempi. Nel nono secolo il Suo nome compare nell’elenco dei Santi collegato alla festa dell’Annunciazione il 24 marzo. E’ patrono dei postini, dei filatelici, dei centralinisti, degli ambasciatori e dei giornalisti cattolici. Il Suo nome significa “ Fortezza di Dio “.

San Raffaele è uno degli arcangeli nominati nella Bibbia, dove si dice che è uno dei sette spiriti che stanno dinanzi a Dio. Raffaele significa “ Dio Guarisce “. Fu inviato dal Signore ad accompagnare il giovane Tobia nel suo viaggio, e per soccorrere Sara nelle sue avversità. Fin dai tempi antichi la Chiesa lo invoca come patrono dei viandanti e dei pellegrini; in particolar modo ha la funzione di intercessore nelle scelte vocazionali sia matrimoniali che religiose. E’ considerato il patrono dei fidanzati e degli sposi cristiani. La festa di San Raffaele si trova già nei testi liturgici del medioevo e fu estesa a tutta la Chiesa da Benedetto XV nel 1921 alla data del 24 ottobre.

Michele, Gabriele e Raffaele, l’angelo guerriero, l’angelo annunciante e l’angelo medico, sono i tre spiriti celesti accompagnatori ed amici dell’uomo, custodi e protettori nelle sue necessità.

La speciale devozione di S. Padre Pio per San Michele Arcangelo e per gli Angeli di Dio

Dalle vite dei Santi possiamo comprendere il vero rapporto tra noi creature umane con i veri Angeli di Dio: i Santi, come Padre Pio, non “evocavano” mai gli Angeli, non facevano riti magici, cartomanzia, divinazione con musichette e spiritismo New Age, tutto questo per loro era abominio, come deve esserlo per ogni cristiano . I Santi facevano una vita di preghiera, una vita il più conforme possibile a Gesù e al Vangelo, frequentavano i Sacramenti ogni giorno, quindi gli Angeli di Dio li accompagnavano sempre ed erano assidui nel proteggerli ed aiutarli e nel pregare con loro. I veri Angeli di Dio, infatti, si mostrano solo alle anime più pure, umili e più innamorate di Gesù e Maria .

La vita di Padre Pio era molto orientata al diffondere la devozione verso gli angeli. Già durante la santa Messa c’è una forte presenza angelica, come per esempio nel Gloria o quando chiediamo il perdono a Dio, e così San Pio  li vedeva durante la celebrazione o in altre occasioni. Il suo «il buon Angiolino» gli fu sempre d’aiuto. Fu l’amico obbediente, preciso, puntuale che, da grande maestro di santità, esercitò su di lui uno stimolo continuo per progredire nell’esercizio di tutte le virtù. La sua azione assidua e discreta fu di guida, di consiglio e di sostegno. Se, per un dispetto del demonio, alcune lettere del suo confessore gli giungevano macchiate d’inchiostro, egli sapeva come renderle leggibili perché «l’Angiolino gli aveva suggerito che all’arrivo della lettera l’avesse aspersa con l’acqua benedetta prima d’aprirla» (cfr. «Epistolario» I, pag. 321). Quando riceveva una lettera scritta in francese era l’Angelo custode a fargli da interprete: «Se la missione del nostro Angelo custode è grande, quella del mio è di certo più grande, dovendomi anche fare da maestro nella spiegazione di altre lingue» (o.e. pag. 304). Si avvaleva dell’aiuto dell’Angelo custode per diffondere il suo apostolato mariano: «Vorrei avere una voce sì forte per invitare i peccatori di tutto il mondo ad amare la Madonna. Ma poiché ciò non è in mio potere ho pregato e pregherò il mio Angiolino a compiere per me questo ufficio» (o.c. pag. 277).angelo1
L’Angelo custode era l’intimo amico che al mattino, dopo averlo svegliato, con lui lodava il Signore: «La notte ancora, al chiudersi degli occhi, vedo abbassarsi il velo ed aprirmisi dinanzi il Paradiso ed allietato da questa visione dormo in un sorriso di dolce beatitudine sulle labbra e con una perfetta calma sulla fronte, aspettando che il piccolo compagno della mia infanzia venga a svegliarmi e così sciogliere insieme le lodi mattutine al diletto dei nostri cuori» (o.c. pag. 308). Negli assalti infernali era l’Angelo custode, l’invisibile amico, che leniva le sue pene: «II mio Angiolino cerca di smorzare i dolori che mi affliggono quegli impuri apostati, col cullarmi lo spirito in segno di speranza» (o.c. pag. 321). Quando l’Angelo non era sollecito ad intervenire, Padre Pio, confidenzialmente, sapeva muovergli anche un aspro e fraterno rimprovero: «Non vi dico poi in che modo mi vanno percotendo quei disgraziati. Certe volte mi sento presso a morire. Sabato mi sembrò che mi volessero proprio finire, non sapevo più a che santo votarmi. Mi rivolgo al mio Angelo. Dopo essersi fatto aspettare per un pezzo, eccolo infine aleggiarmi intorno e con la sua voce Angelica cantava inni alla divina maestà. Successe che lo sgridai aspramente d’essersi fatto così lungamente aspettare, mentre io non avevo mancato di chiamarlo in mio soccorso. Per castigarlo non volevo guardarlo in viso, volevo allontanarmi, volevo sfuggirlo, ma egli poverino mi raggiunse quasi piangendo finché, sollevato lo sguardo, lo fissai in volto e lo trovai tutto spiacente. “Ti sono sempre vicino – egli dice -io mi aggiro sempre a te d’intorno, questo mio affetto per te non si spegnerà neppure con la vita”» (o.c. pag. 311).

Padre Pio riconobbe ed apprezzò la funzione di «messaggero» dell’invisibile amico. «Se hai bisogno – ripeteva ai suoi figli spirituali – mandami il tuo Angelo custode». Ed aveva un gran da fare, durante le ore del giorno e della notte, per ascoltare i «messaggi» dei suoi figli che tante creature Angeliche, obbedienti, gli portavano.

PADRE PIO E SAN MICHELE ARCANGELO
Una volta il suo frate infermiere, padre Mariano Palladino, gli disse che una mistica aveva visto in visione Padre Pio che combatteva contro il demonio fin da tenera età. Il Santo frate udendo queste parole confermò e aggiunse: “Se non fosse stato per San Michele il demonio mi avrebbe messo sotto i piedi”.pic20new20home

Padre Pio da Pietrelcina, al secolo Francesco Forgione, nacque nel piccolo centro del beneventano il 25 maggio 1887. Sin dalla prima infanzia si sentì chiamato ad una vita di consacrazione religiosa. Fu ordinato sacerdote nell’Ordine dei Cappuccini il 10 agosto 1910, nel Duomo di Benevento. Dal 1916 sino alla sua morte, ha svolto il ministero sacerdotale presso il convento di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo in provincia di Foggia. Ha operato con assiduità e semplicità per il bene delle anime che a lui accorrevano numerosissime, vivendo ininterrottamente nella preghiera e nella sofferenza. Ricevette le stimmate la mattina del 20 settembre 1918. Per tutta la sua vita sacerdotale fu un apostolo indefesso del confessionale. Morì il 23 settembre 1968 e fu beatificato il 2 maggio del 1999 e poi canonizzato il 16 giugno 2002 da Sua Santità Giovanni Paolo II. La devozione di Padre Pio nei riguardi dell’arcangelo San Michele si inserisce nella sua generale devozione verso i celesti spiriti ed essa è documentata sia dal suo Epistolario che da numerose testimonianze e ricordi dei suoi fedeli e figli spirituali.

Anzitutto Padre Pio era un cappuccino cioè un seguace di San Francesco d’Assisi ed il Poverello d’Assisi aveva un grande amore per San Michele, nei Fioretti troviamo scritto che l’Arcangelo si deve venerare al sommo grado.Ogni anno dal 14 agosto al 20 settembre San Francesco faceva la quaresima in onore di San Michele, cioè digiunava e faceva penitenza in onore dell’Arcangelo e fu proprio durante una di queste quaresime micaelitiche che sulla Verna ricevette le stimmate da un serafino che secondo diversi commentatori francescani era proprio San Michele. Anche Padre Pio ricevette le stimmate come San Francesco ed è interessante notare che sul crocifisso davanti al quale Padre Pio ricevette le stimmate, il 20 settembre 1918,  è raffigurato San Michele nella volta. Nell’ambiente francescano vi era allora una grande devozione a San Michele e addirittura certi francescani facevano ben due quaresime all’anno in onore di San Michele. Inoltre la provincia religiosa monastica cappuccina di Foggia aveva scelto come suo protettore San Michele (provincia religiosa di Sant’Angelo a cui oggi si è aggiunto e di San Pio). Altro motivo ambientale della devozione del Padre a San Michele era anche il fatto che il vicino santuario del Gargano distava solo 25 km da San Giovanni Rotondo, e lo stesso San Francesco d’Assisi, nel 1219, si era recato in pellegrinaggio al Gargano. Nella Basilica di Monte Sant’Angelo vi è una lampada d’argento donata circa trecentocinquanta anni fa dall’università di San Giovanni Rotondo. Questo lume ad olio ricorda la peste che aveva colpito il paese nella primavera del 1657, ma soprattutto ricorda la miracolosa scomparsa di quel “tremendo vento di morte” grazie all’intercessione del Principe angelico. I sentimenti di gratitudine del popolo di San Giovanni Rotondo all’Arcangelo si leggono ancora oggi sulla lapide sottostante la nicchia della statua di San Michele sul frontone dell’ingresso principale della chiesa madre di San Giovanni Rotondo e sui lati dell’altare a lui dedicato. Ancora un blocco di pietra, ricavato dalla roccia della grotta del Gargano fa parte della chiesa del convento e Padre Pio volle che si erigesse un mosaico con San Michele, opera dello svizzero Aurelio Gozzato, sulla torretta della Casa Sollievo della Sofferenza.

I figli spirituali di Padre Pio, conoscendo il grande amore del Padre verso San Michele, vollero che l’immagine dell’Arcangelo, mentre trafigge il dragone infernale, campeggiasse sopra il monumento di Padre Pio al primo ripiano dell’ingresso centrale della Casa Sollievo della Sofferenza.

Padre Pio è ufficialmente andato una volta sola al santuario di San Michele. Lo storico Gherardo Leone ha ricostruito nei dettagli questa visita, rivelando una passione senza limiti da parte di Padre Pio verso San Michele. Scrive Gherardo Leone:”Padre Pio fece il viaggio il 1° luglio 1917 su un carretto scoperto, come si usava a quel tempo, assieme a quattordici fratini del Collegio di San Giovanni Rotondo. Quel giorno faceva molto freddo. Prima della celebrazione della Messa, Padre Pio si raccolse in preghiera per tre quarti d’ora, poi iniziò il rito religioso davanti all’altare dell’Arcangelo. Nell’offrire il sacrificio nel luogo consacrato a San Michele Arcangelo si commosse profondamente. Dopo la celebrazione, si trattenne per altri tre quarti d’ora. Era pallidissimo e tremava per il freddo: erano tre ore che stava in quella grotta umidissima e gelida. Ad un certo punto due fedeli, presenti nel santuario, vedendolo in quello stato, lo sollecitarono ad andare in una casa vicina, per consumare una colazione calda. Nella grotta di San Michele – scrive Gherardo Leone – in quel momento di grande intensità spirituale, nella penombra della grotta arcangelica, Padre Pio prese piena coscienza della sua missione religiosa ed ebbe anche il presentimento di quanto il Signore gli stava riservando”.

Lo scrittore Giovanni Siena afferma che: “Il ruolo di San Michele nella vita e nell’opera di Padre Pio, diventò evidente un anno dopo quel significativo pellegrinaggio di Monte Sant’Angelo. Il 1918 fu per Padre Pio un anno pieno di eventi straordinari. Padre Pio infatti fu protagonista di tre sconvolgenti fenomeni mistici che gli costarono anche grandi patimenti fisici: 1° la “tranverbazione” ovvero la straziante lacerazione delle parti più intime della sua anima per opera di un misterioso dardo di fuoco; 2° la “stimmatizzazione” cioè l’apparizione sul suo corpo delle stesse ferite portate da Cristo sulla croce; 3° e infine la “transfissione” vale a dire lo squarcio del cuore e del costato operato da una lancia.13-g_la20preghiera20di20leone20xiii
Tutte queste tre prove furono precedute dall’apparizione di quello che Padre Pio definiva un “misterioso personaggio”. Chi era? Il frate non ha mai rivelato questo segreto. Ma alcuni studiosi di fenomeni mistici e di storia della spiritualità sono convinti che fosse proprio San Michele che è l’Angelo inviato da Dio a coloro che devono realizzare una missione difficile. Non a caso la sua stimmatizzazione avvenne il 20 settembre del 1918, proprio il giorno in cui egli si preparava ad iniziare la novena di preghiera in onore a San Michele, la cui festa si celebra il 29 settembre. Riguardo la sua devozione a San Michele, una volta Padre Pio disse: “Sta sempre qui”, rivolta ad Anita Canotti, una sua figlia spirituale di Rimini. Lo scrittore Giovanni Siena afferma: “Ricordo benissimo tutte le penitenze che ci dava nel confessionale in onore dell’arcangelo. Ricordo anche il suo insistente invito a recarci in pellegrinaggio al santuario di Monte Sant’Angelo: “Andate a salutare San Michele”, diceva spesso”.

Eppure nonostante il grande interesse per quel luogo di culto micaelitico, dai documenti che sono arrivati a noi, risulta che Padre Pio si recò solo una volta in pellegrinaggio a Monte Sant’Angelo, quel 2 luglio del 1917. viene da chiedersi: come mai da allora non vi fece più ritorno? Alcuni studiosi della vita di Padre Pio affermano invece che egli si sia recato al santuario in tante alte occasioni. Il salesiano Don Giuseppe Tomaselli, famoso sacerdote esorcista ed apostolo di Messina, che ebbe numerosi contatti con Padre Pio, raccontò un fatto interessante a questo proposito: “Un gruppo di persone di Tortoreto Lido, in provincia di Teramo, avendo sentito parlare di Padre Pio decise di recarsi in treno a San Giovanni Rotondo per conoscerlo. In treno incontrarono un prelato che chiese loro dove erano diretti: “Andiamo a San Giovanni Rotondo, rispose uno, pare che lì ci sia un frate che fa miracoli”. “Ma chi è questo frate?”, chiese il prelato. “Andate piuttosto al santuario di Monte Sant’Angelo. Lì c’è veramente uno che fa miracoli, San Michele Arcangelo”. Una volta scesi dal treno questi devoti rimasero disorientati se andare a San Giovanni o a Monte Sant’Angelo. Alla fine in essi prevalse il proposito di recarsi da Padre Pio. Il frate li ricevette e, durante il colloquio, iniziò a comportarsi in maniera strana: apriva e chiudeva un cassetto, senza un motivo valido. Quel cassetto, infatti era vuoto, si vedeva benissimo. Al termine della visita, prima di salutare gli ospiti, Padre Pio estrasse da quel cassetto diverse immagini raffiguranti l’Arcangelo di Monte Sant’Angelo e li consegnò ad ognuno dei fedeli. La sorpresa fu grande quando Padre Pio, dopo aver distribuito i santini, se ne uscì con questa frase: “Così potrete dire di essere stati al santuario di San Michele”. Tutti si convinsero – conclude don Tomaselli – che nello stesso momento in cui parlava con loro si fosse recato in bilocazione nel santuario. Non a caso Padre Pio ripeteva spesso ai suoi devoti: “Io alla grotta santa di Monte Sant’Angelo ci vado sempre”. Spesso i suoi figli spirituali gli dicevano: “Padre, dateci la santa benedizione, perché andiamo a San Michele”. Ed egli, contento, rispondeva: “Lassù, pregate pure per me”. Ad un fedele che era indeciso se andare o meno a San Michele, prima di ripartire per la sua città, così il Padre rispose: “Sì, sì, bisogna andarci! A San Michele bisogna andarci coi propri piedi, altrimenti si andrà con la bara sulle spalle … “. Cioè a dire, che un giorno si avrà a tenere il giudizio dell’Arcangelo, il quale peserà i nostri peccati con la sua bilancia. Una sua figlia spirituale, trovandosi in una particolarissima e penosissima situazione e dovendo risolvere un delicatissimo problema, si recò in confessione da Padre Pio, il quale, dopo averla ascoltata, le disse: “E tu non l’hai l’avvucato a lu paese tuo?… “. La penitente rispose: “Quale avvocato, Padre?”. E lui ancora: “T’ho detto, tu non l’hai l’avvucato a lu paese tuo?…”. Quell’anima, sulle prime, non capì la risposta, avuta da Padre Pio, risposta a cui in seguito lei stessa diede la giusta spiegazione, e attese ancora dietro il confessionale per ricevere un’altra parola chiarificatrice da Padre Pio. Ma il frate, paternamente la licenziò. Quella donna, con una grande speranza nel cuore e fiduciosa nelle parole del suo confessore, si allontanò da San Giovanni Rotondo, convinta di ritrovare la luce, e che avrebbe risolto quanto le stava a cuore. Giunta al suo paese di origine, si trovò a pregare San Michele, il quale era il patrono del suo stesso paese in cui proprio in quei giorni veniva festeggiato. La preghiera all’Arcangelo che capitò sotto gli occhi della donna così diceva: “O glorioso mio protettore e avvocato San Michele…”. A queste invocazioni, la donna comprese chiaramente che doveva rivolgersi al principe delle milizie celesti, ricordando le parole del frate del Gargano, e che San Michele era il suo avvocato. A lui si raccomandò caldamente e grazie all’Arcangelo ogni cosa riuscì secondo i suoi desideri. Orbene, conoscendo Padre Pio la potenza e la grandezza di San Michele, desiderava che egli venisse conosciuto e amato dai suoi figli spirituali, a questo proposito nel nuovo santuario della Madonna delle Grazie fece addirittura costruire un altare tutto particolare in onore del Santo Arcangelo.

Il defunto monsignor Giuseppe Del Ton , che fu molto vicino al padre cappuccino offre questa sua testimonianza: “Padre Pio era solito recitare una preghiera all’Arcangelo scritta da papa Leone XIII, sotto il cui pontificato egli nacque: ecco il testo della preghiera “O San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia. Contro la malizia e le insidie del diavolo sii nostro sostegno. Noi scongiuriamo supplichevoli che Iddio lo tenga sotto il suo dominio. E tu, o principe delle milizie celesti, per la potenza che Iddio ti ha dato, rovescia nell’inferno satana e gli altri spiriti maligni che a rovina delle anime vanno scorazzando per il mondo”.

Purtroppo – diceva monsignor Del Ton – questa bellissima preghiera da tempo era caduta in disuso perché la Chiesa aveva trascurato il culto di San Michele, non raccomandandolo più ai fedeli. Questo fu un motivo di grande dispiacere per Padre Pio che ripeteva spesso: “Oggi più che mai, in questa epoca apocalittica, è necessario combattere sotto lo stendardo di San Michele”.20130915_a

PREGHIERA per ottenere l’ intercessione di San Pio
O Gesù, pieno di grazia e di carità e vittima per i peccati, che, spinto dall’amore per le anime nostre, volesti morire sulla croce, io ti prego umilmente di glorificare, anche su questa terra, il servo di Dio, San Pio da Pietralcina che, nella partecipazione generosa ai tuoi patimenti, tanto ti amò e tanto si prodigò per la gloria del Padre tuo e per il bene delle anime. Ti supplico perciò di volermi concedere, per la sua intercessione, la grazia (esporre), che ardentemente desidero.
3 Gloria al Padre

Fonti:
Milizia di San Michele Arcangelo, Don Marcello Stanzione

Santa Faustina, grande devota di San Michele Arcangelo

“Nel giorno di San Michele Arcangelo, vidi questo Condottiero accanto a me, che mi disse queste parole:
– Il Signore mi ha raccomandato di avere una cura particolare di te.
Sappi che sei odiata dal male, ma non temere.
Chi è come Dio?-E scomparve.
Io però sento la sua presenza ed il suo aiuto”
(dal Diario di Santa Faustina Kowalska)

SANTA FAUSTINA E GLI ANGELI DI DIO (articolo di Don Marcello Stanzione, Milizia di San Michele Arcangelo).

Elena Kowalska nacque in Polonia il 25 agosto 1905. Ancora adolescente abbandonò la casa dei genitori e andò a servizio di alcune famiglie benestanti per mantenersi e per aiutare i genitori. Fin dal settimo anno di vita sentiva nella sua anima la vocazione a farsi suora, ma non avendo il consenso dei genitori per entrare in convento, cercava di sopprimerla. Sollecitata da una visione di Cristo sofferente, partì per Varsavia dove il 1 agosto 1925 entrò nella congregazione delle suore della Beata vergine Maria della Misericordia. Con il nuovo nome religioso di suor Maria Faustina trascorse in vari conventi 13 anni lavorando in umili mansioni di cuoca, giardiniera e portinaia. All’esterno nessun segno faceva sospettare la sua vita mistica straordinariamente ricca. Per ordine del suo padre spirituale scrisse il suo “Diario” dove rivela il suo contatto intimo con Dio, la Madonna, gli angeli e i santi e le anime del Purgatorio.

La santa ha ispirato il movimento apostolico della Divina Misericordia con il compito di proclamare e implorare la Misericordia divina per il mondo. Fin dai primi anni di vita ella si rivelò amica degli angeli, infatti la madre si accorse che, a volte, la bambina si svegliava anche di notte per mettersi a recitare le orazioni in ginocchio; perciò tentò di equilibrare tanta devozione, dicendole: “Ti si confonderà il cervello, non dormi, ti alzi”. Ma la futura grande devota agli Spiriti celesti già allora rispondeva: “Mamma, credo che è l’angelo a svegliarmi per farmi pregare”. In seguito la santa nel suo diario racconterà del suo del suo rapporto con l’angelo custode, che in diverse occasioni ha avuto la possibilità di vedere. Fattore comune di queste pagine è la serenità con cui parla degli spiriti celesti, la sua costanza nel pregarli, la fiducia che riversa in loro e la gratitudine: “Ringraziai Dio per la sua bontà, dato che ci dà degli angeli per compagni”. ( Quad. II, 630).

La mistica polacca descrive l’angelo come una figura luminosa e raggiante, sguardo modesto e sereno, con un raggio di fuoco che gli esce dalla fronte. L’angelo è una presenza discreta che parla poco, agisce e soprattutto non si distacca mai da lei. Una volta in risposta alla domanda fatta a Gesù “ per chi pregare”, le compare il suo angelo custode che le ordina di seguirlo e la conduce in Purgatorio dove essa afferma: “ Il mio angelo custode non mi abbandonò un solo istante” (Quad. I). In un’altra occasione, in viaggio a Varsavia, il suo angelo custode si rende visibile e le tiene compagnia. In un’altra circostanza le raccomanda di pregare per un’anima.

Ella vive col suo angelo custode in intimo rapporto, lo prega e invoca spesso ricevendo da lui aiuto e sostegno ed afferma: “Oh, quanto poco la gente pensa a questo, che ha sempre presso di se un testimone di tutto! Peccatori, ricordate che avete un testimonio per le vostre azioni!” ( Quad. II, 630). 

La descrizione dello spirito celeste è alquanto minuziosa: l’angelo indossa una veste dorata, con cotta trasparente e stola pure trasparente, e ha in mano un calice di cristallo coperto da un velo trasparente (Quad. VI, 1676). Nel momento in cui lei chiede al Serafino se può confessarla, la risposta dell’angelo è a dir poco sorprendente: “ Nessun spirito celeste ha questo potere”.

Sebbene la sua vita sia costellata da eventi particolari e di manifestazioni celesti, ella afferma di avere una venerazione particolarissima per san Michele Arcangelo perché egli non ebbe esempi nel compiere la volontà di Dio e tuttavia eseguì fedelmente i suoi desideri. In diverse occasioni la santa afferma di sentire la presenza di san Michele e di avvertire il suo aiuto: per esempio quando racconta di averlo visto il 29 settembre, giorno della sua festa, e che l’Arcangelo le ha detto: “ Il Signore mi ha raccomandato di avere una cura particolare di te. Sappi che sei odiata dal male, ma non temere. Chi è come Dio?”. E da quel giorno ella avvertì sempre quella presenza che l’aiutava, la confortava e la difendeva. Suor Faustina Kowalska è stata canonizzata da Giovanni Paolo II il 30 aprile 2000.

PREGHIERA A S.MICHELE ARCANGELO

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San Michele Arcangelo,
tu che sei nella pienezza della potenza e della gloria di Dio,
proteggi tutti noi dalle insidie,
tentazioni e suggestioni del demonio,
per poter camminare lieti
sulla strada preparataci dal Signore,
coperti dal manto di nostra Madre Maria.
O principe delle milizie celesti,
la tua spada spezzi le frecce con le quali Satana
e gli altri spiriti maligni tentano di colpire
le nostre menti, i nostri cuori e i nostri corpi
e trasformale in frecce d’amore
sempre più profondo e intenso per Gesù e Maria. Amen.

 

 

Novena delle nove grazie a San Michele Arcangelo

Da recitarsi per intero e per nove giorni consecutivi senza interruzione (se, cioè, un giorno ci si dimenticasse di recitarla è necessario ricominciare da capo) a partire dal 20 settembre, fino al 28 settembre, in preparazione alla festa di San Michele Arcangelo e dei Santi Arcangeli (29 settembre). 

Occorre ricordare ciò che la Chiesa insegna sulle novene: esse sono strettamente legate alla vita sacramentale e ci permettono di strappare qualsiasi grazia al Signore quanto più siamo vicini a Lui. E’, pertanto, ugualmente necessario, durante la novena, confessarsi, partecipare quotidianamente alla Messa e ricevere la Santissima Eucaristia. Così si fa l’esperienza di una vita cristiana autentica e si ricevono infinite benedizioni e consolazioni.

INIZIO NOVENA

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio e ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

SEQUENZA ALLO SPIRITO SANTO 
Vieni, Spirito Santo, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce
Vieni, padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori.
 Consolatore perfetto; ospite dolce dell’anima, dolcissimo sollievo.
 Nella fatica, riposo, nella calura, riparo, nel pianto, conforto.
 O luce beatissima, invadi nell’intimo il cuore dei tuoi fedeli.
 Senza la tua forza, nulla è nell’uomo, nulla è senza colpa.
 Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina.
 Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviato.
 Dona ai tuoi fedeli, che solo in te confidano, i tuoi santi doni.
 Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna.
Amen.
 CREDO APOSTOLICO
 Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, (ci si inchina) il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte, salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente: di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.4086063_ddf7f
 RICHIESTA DELLA GRAZIA
 In particolare, o arcangelo San Michele, invoca per me questa grazia…che tanto desidero, purchè sia conforme alla santa volontà di Dio; porti frutti di amore, di carità, di pace; mi liberi dall’egoismo; mi renda collaboratore per la diffusione del regno di Dio nel mondo. Amen.
Padre nostro • Ave Maria • Gloria al Padre

INNO DELLA CHIESA A SAN MICHELE ARCANGELOst-michel-archange

O Gesù, splendore e potenza del Padre, o Gesù, vita dei nostri cuori, noi ti lodiamo in unione con gli angeli, i quali, attenti agli ordini delle tue labbra, si velano con le loro ali.
Migliaia e migliaia di Principi Celesti circondano il tuo trono, combattono per te; ma san Michele inalberato il Vessillo della Salvezza, spiega vincitore lo stendardo della croce. È lui che precipita nel fondo dell’inferno l’orgogliosa testa del dragone e fulmina, cacciandoli dal cielo, i ribelli e i loro capi.
Seguiamo questo Principe invincibile contro il capo dell’orgoglio, affinché l’Agnello ricompensi la vittoria del popolo fedele con la corona della gloria eterna.
Al Padre, al Figlio che ci ha redenti e a te, o Spirito Santo, come era in principio, sia una stessa gloria ed una stessa lode per tutti i secoli dei secoli. Amen.

PRIMA GRAZIA
O Arcangelo san Michele, ti domandiamo, insieme col principe dei Serafini, che tu voglia accendere il nostro cuore con le fiamme del santo amore e che, per mezzo tuo, possiamo allontanare i lusinghieri inganni dei piaceri del mondo.

Padre nostro – Ave Maria – Gloria al Padre

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del maligno. Salvaci dalla perdizione eterna.

SECONDA GRAZIA
Ti chiediamo umilmente, o principe della Gerusalemme celeste, insieme col capo dei Cherubini, di ricordarti di noi, specialmente quando saremo assaliti dalle suggestioni del nemico infernale. Col tuo aiuto, siamo, infatti, divenuti vincitori di satana e offriamo noi stessi a Dio nostro Signore, come intero olocausto.

Padre nostro – Ave Maria – Gloria al Padre

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del maligno. Salvaci dalla perdizione eterna.

TERZA GRAZIA
Devotamente ti supplichiamo, o invincibile difensore del paradiso, affinché insieme col principe dei Troni, non permetti che spiriti infernali o infermità ci opprimano.

Padre nostro – Ave Maria – Gloria al Padre

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del maligno. Salvaci dalla perdizione eterna.

QUARTA GRAZIA
Umilmente prostrati in terra, ti preghiamo, o nostro primo ministro della corte dell’empireo, insieme col principe del quarto coro, cioè delle Dominazioni, di difendere il Cristianesimo, in ogni sua necessità, ed in particolare il Sommo Pontefice, aumentandolo di felicità e grazia in questa vita e di gloria nell’altra.

Padre nostro – Ave Maria – Gloria al Padre

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del maligno. Salvaci dalla perdizione eterna.

QUINTA GRAZIA
Ti preghiamo, o santo arcangelo, che insieme col principe delle Virtù, tu voglia liberare noi, tuoi servi, dalle mani dei nostri nemici visibili e invisibili. Liberaci dai falsi testimoni. Libera dalle discordie questa nazione ed in particolare questa città da fame, odio e guerra. Liberaci anche da folgori, tuoni, terremoti e tempeste, che il drago dell’inferno è solito provocare a nostro danno.

Padre nostro – Ave Maria – Gloria al Padre

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del maligno. Salvaci dalla perdizione eterna.

SESTA GRAZIA
Ti scongiuriamo, o capo delle milizie angeliche insieme col principe, che tiene il primo luogo fra le Potestà, di voler provvedere alle necessità di noi tuoi servi di questa nazione, ed in particolare di questa città, dando alla terra la fecondità desiderata e ai governanti cristiani la pace e la concordia.

Padre nostro – Ave Maria – Gloria al Padre

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del maligno. Salvaci dalla perdizione eterna.

SETTIMA GRAZIA
Ti chiediamo, o principe degli angeli Michele, che insieme col capo dei Principati, tu voglia liberare noi, tuoi servi, tutta questa nazione ed in particolare questa città dalle infermità fisiche e, molto più, da quelle spirituali.

Padre nostro – Ave Maria – Gloria al Padre

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del maligno. Salvaci dalla perdizione eterna.

OTTAVA GRAZIA
Ti supplichiamo, o santo arcangelo, che insieme con tutto il coro degli Arcangeli e con tutti i nove cori degli Angeli, tu abbia cura di noi in questa vita presente e nell’ora della nostra morte. Assisti la nostra agonia affinché, rimanendo sotto la tua protezione, vincitori di satana, giungiamo a godere la divina Bontà con te, nel santo paradiso.

Padre nostro – Ave Maria – Gloria al Padre

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del maligno. Salvaci dalla perdizione eterna.

NONA GRAZIA
Ti preghiamo finalmente, o glorioso principe e difensore della Chiesa, che tu voglia, in compagnia del capo degli Angeli, custodire e sostenere i tuoi devoti. Assisti noi, i nostri familiari e tutti quelli che si sono raccomandati alle nostre preghiere, affinché con la tua protezione, vivendo in modo santo, possiamo godere della contemplazione di Dio, insieme con te, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Padre nostro – Ave Maria – Gloria al Padre

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del maligno. Salvaci dalla perdizione eterna.

1 Padre nostro a san Michele
1 Padre nostro a san Gabriele
1 Padre nostro a san Raffaele
1 Padre nostro all’Angelo custode

Prega per noi, arcangelo San Michele, Gesù Cristo Signore nostro.
Perché siamo resi degni delle sue promesse.

Preghiamo:
Onnipotente ed eterno Dio, che nella tua somma bontà assegnasti in modo mirabile l’arcangelo Michele come glorioso principe della Chiesa per la salvezza degli uomini, concedi che, con il suo salvifico aiuto, meritiamo di essere efficacemente difesi di fronte a tutti i nemici in modo che, al momento della nostra morte, possiamo essere liberati dal peccato e presentarci alla tua eccelsa e beatissima Maestà.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Al termine della Novena, volendo si possono aggiungere le

LITANIE DI S.MICHELE ARCANGELO

Signore, pieta’ Signore, pieta’
Cristo, pieta’ Cristo, pieta’
Signore, pieta’ Signore, pieta’
Cristo, ascoltaci Cristo, ascoltaci
Cristo, esaudiscici Cristo, esaudiscici
Padre celeste, che sei Dio abbi pieta’ di noi
Figlio redentore del mondo, che sei Dio abbi pieta’ di noi
Spirito Santo, che sei Dio abbi pieta’ di noi
Santa Trinita’, unico Dio abbi pieta’ di noi
Santa Maria prega per noi
S. Michele Arcangelo prega per noi
S. Michele Principe dei Serafini prega per noi
S. Michele Ambasciatore del Signore, Dio d’Israele prega per noi
S. Michele Assessore della SS. Trinita’ prega per noi
S. Michele Preposito del Paradiso prega per noi
S. Michele chiarissima stella dell’ordine angelico prega per noi
S. Michele Mediatore delle divine grazie prega per noi
S. Michele sole splendissimo di carita’ prega per noi
S. Michele primo modello di umilta’ prega per noi
S. Michele esempio di mansuetudine prega per noi
S. Michele prima fiamma di ardentissimo zelo prega per noi
S. Michele degno di ammirazione prega per noi
S. Michele degno di venerazione prega per noi
S. Michele degno di lode prega per noi
S. Michele ministro della divina clemenza prega per noi
S. Michele duce fortissimo prega per noi
S. Michele consolatore degli sfiduciati prega per noi
S. Michele Angelo di pace prega per noi
S. Michele consolatore dei malati prega per noi
S. Michele guida degli erranti prega per noi
S. Michele sostegno di coloro che sperano prega per noi
S. Michele custode di chi ha fede prega per noi
S. Michele protettore della Chiesa prega per noi
S. Michele dispensatore generoso prega per noi
S. Michele rifugio dei poveri prega per noi
S. Michele sollievo degli oppressi prega per noi
S. Michele vincitore dei demoni prega per noi
S. Michele nostra fortezza prega per noi
S. Michele nostro rifugio prega per noi
S. Michele nostro difensore prega per noi
S. Michele duce degli angeli prega per noi
S. Michele conforto dei Patriarchi prega per noi
S. Michele guida dei Profeti prega per noi
S. Michele guida degli Apostoli prega per noi
S. Michele sollievo dei Martiri prega per noi
S. Michele letizia dei Confessori prega per noi
S. Michele custode delle Vergini prega per noi
S. Michele onore di tutti i Santi prega per noi

PREGHIAMO

O Signore, la potente intercessione del tuo Arcangelo Michele ci protegga sempre e in ogni luogo: ci liberi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Per Cristo nostro Signore. Amenmicheleconsacrazione a SAN MICHELE

La Corona Angelica e la devozione a San Michele Arcangelo di S. Francesco

f824e9ceff1257d3978a67352a4693afLa devozione all’Arcangelo Michele, soprattutto nel suo santuario di Monte S.Angelo al Gargano, dove è apparso, nel Medioevo è particolarmente forte e divulgata. Anche San Francesco d’Assisi nel 1216 passò in visita al santuario di San Michele Arcangelo, ma, non sentendosi degno di entrare nella grotta, si fermò in preghiera e raccoglimento all’ingresso, baciando ripetutamente la terra e incidendo su una pietra il segno di croce in forma di “T” (Tau), segno che ancor oggi è visibile e venerato come una reliquia del passaggio del Santo di Assisi nella Celeste e angelica Basilica (in realtà è una copia, essendo il graffito originale andato distrutto dalle “orde” napoleoniche). Presso la porta della grotta, a sinistra, fu poi eretto un altare in onore del Santo e a ricordo del suo pellegrinaggio.

imageSappiamo che per prepararsi alla festa di San Michele Arcangelo, (29 SETTEMBRE), San Francesco d’Assisi osservava una sua speciale e personale quaresima. Fu proprio durante uno di quei ritiri in onore del Santo Arcangelo che ricevette le stimmate sul monte della Verna ( il 17 settembre 1224). 

Tale QUARESIMA MICHAELITICA suole cominciarsi circa dalla fine di agosto al 28 settembre, vigilia della festa di San Michele e dei Santi Arcangeli Gabriele e Raffaele (29 Settembre). E’ un periodo di particolari preghiere e “fioretti” in onore di San Michele Arcangelo, Principe della Milizia Celeste. Qui riportiamo la Corona Angelica o Rosario di San Michele Arcangelo con le litanie e la Consacrazione.

LA CORONA ANGELICA
coroncina_angelica

Questo pio esercizio fu rivelato dall’Arcangelo Michele stesso alla serva di Dio Antonia de Astonac in Portogallo. Il Principe degli Angeli apparendo alla Serva di Dio disse che voleva essere venerato con nove invocazioni in ricordo dei nove Cori degli Angeli. Ogni invocazione doveva comprendere il ricordo di un Coro angelico e la recita di un Padre nostro e tre Ave Maria. La Corona Angelica doveva concludersi con la recita di quattro Padre nostro: il primo in suo onore, gli altri tre in onore di S.Gabriele, S.Raffaele e degli Angeli custodi. L’Arcangelo promise ancora di ottenere da Dio che colui che l’avesse venerato con la recita di questa coroncina prima della Comunione, sarebbe stato accompagnato alla sacra Mensa da un Angelo di ciascuno dei novi Cori. A chi l’avesse recitata ogni giorno prometteva la continua particolare assistenza sua e di tutti gli Angeli santi durante la vita e in Purgatorio dopo la morte. La speranza di ricevere le grazie promesse e’ stata alimentata e sostenuta dal fatto che il Sommo Pontefice Pio IX fece arricchire di numerose indulgenze questo pio e salutare esercizio.

INIZIO DELLA PREGHIERA

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Recitare il Credo.

“San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, per essere salvati nell’estremo giudizio”

1 INVOCAZIONE Ad intercessione di S.Michele e del celeste Coro dei Serafini, ci renda il Signore degni della fiamma di perfetta carita’.
Un Padre nostro e tre Ave Maria al 1 Coro Angelico.


2 INVOCAZIONE Ad intercessione di S.Michele Arcangelo e del Coro celeste dei Cherubini, voglia il Signore darci grazia di abbandonare la vita del peccato e correre in quella della cristiana perfezione.
Un Padre nostro e tre Ave Maria al 2 Coro Angelico.


3 INVOCAZIONE Ad intercessione di S.Michele Arcangelo e del sacro Coro dei Troni, infonda il Signore nei nostri cuori lo spirito di vera e sincera umilta’.
Un Padre nostro e tre Ave Maria al 3 Coro Angelico.


4 INVOCAZIONE Ad intercessione di S.Michele e del Coro celeste delle Dominazioni, ci dia grazia il Signore di dominare i nostri sensi e correggere le corrotte passioni.
Un Padre nostro e tre Ave Maria al 4 Coro Angelico.


5 INVOCAZIONE Ad intercessione di S.Michele e del celeste Coro delle Potesta’, il Signore si degni di proteggere le anime nostre dalle insidie e tentazioni del demonio.
Un Padre nostro e tre Ave Maria al 5 Coro Angelico.


6 INVOCAZIONE Ad intercessione di S.Michele e del Coro delle ammirabili Virtu’celesti, non permetta il Signore che cadiamo nelle tentazioni, ma ci liberi dal male.
Un Padre nostro e tre Ave Maria al 6 Coro Angelico.


7 INVOCAZIONE Ad intercessione di S.Michele e del Coro celeste dei Principati, riempia Dio le anime nostre dello spirito di vera e sincera obbedienza.
Un Padre nostro e tre Ave Maria al 7 Coro Angelico.


8 INVOCAZIONE Ad intercessione di S.Michele e del Coro celeste degli Arcangeli, ci conceda il Signore il dono della perseveranza nella fede e nelle opere buone.
Un Padre nostro e tre Ave Maria al 8 Coro Angelico.


9 INVOCAZIONE Ad intercessione di S.Michele e del Coro celeste di tutti gli Angeli, si degni il Signore concederci di essere da essi custoditi nella vita presente e poi introdotti nella gloria dei cieli.
Un Padre nostro e tre Ave Maria al 9 Coro Angelico.  

ALLA FINE DELLA CORONA: Un Padre nostro a San Michele. Un Padre nostro a San Gabriele. Un Padre nostro a San Raffaele. Un Padre nostro all’Angelo Custode.

PREGHIAMO

Onnipotente, sempiterno Dio, che con prodigio di bonta’ e misericordia, per la salvezza degli uomini hai eletto a Principe della tua Chiesa il glorioso San Michele, concedici, mediante la sua benefica protezione, di essere liberati da tutti i nostri spirituali nemici. Nell’ora della nostra morte non ci molesti l’antico avversario, ma sia il tuo Arcangelo Michele a condurci alla presenza della tua divina Maesta’. Amenconsacrazione a SAN MICHELE

LITANIE DI S.MICHELE ARCANGELO

Signore, pieta’ Signore, pieta’
Cristo, pieta’ Cristo, pieta’
Signore, pieta’ Signore, pieta’
Cristo, ascoltaci Cristo, ascoltaci
Cristo, esaudiscici Cristo, esaudiscici
Padre celeste, che sei Dio abbi pieta’ di noi
Figlio redentore del mondo, che sei Dio abbi pieta’ di noi
Spirito Santo, che sei Dio abbi pieta’ di noi
Santa Trinita’, unico Dio abbi pieta’ di noi
Santa Maria prega per noi
S. Michele Arcangelo prega per noi
S. Michele Principe dei Serafini prega per noi
S. Michele Ambasciatore del Signore, Dio d’Israele prega per noi
S. Michele Assessore della SS. Trinita’ prega per noi
S. Michele Preposito del Paradiso prega per noi
S. Michele chiarissima stella dell’ordine angelico prega per noi
S. Michele Mediatore delle divine grazie prega per noi
S. Michele sole splendissimo di carita’ prega per noi
S. Michele primo modello di umilta’ prega per noi
S. Michele esempio di mansuetudine prega per noi
S. Michele prima fiamma di ardentissimo zelo prega per noi
S. Michele degno di ammirazione prega per noi
S. Michele degno di venerazione prega per noi
S. Michele degno di lode prega per noi
S. Michele ministro della divina clemenza prega per noi
S. Michele duce fortissimo prega per noi
S. Michele consolatore degli sfiduciati prega per noi
S. Michele Angelo di pace prega per noi
S. Michele consolatore dei malati prega per noi
S. Michele guida degli erranti prega per noi
S. Michele sostegno di coloro che sperano prega per noi
S. Michele custode di chi ha fede prega per noi
S. Michele protettore della Chiesa prega per noi
S. Michele dispensatore generoso prega per noi
S. Michele rifugio dei poveri prega per noi
S. Michele sollievo degli oppressi prega per noi
S. Michele vincitore dei demoni prega per noi
S. Michele nostra fortezza prega per noi
S. Michele nostro rifugio prega per noi
S. Michele nostro difensore prega per noi
S. Michele duce degli angeli prega per noi
S. Michele conforto dei Patriarchi prega per noi
S. Michele guida dei Profeti prega per noi
S. Michele guida degli Apostoli prega per noi
S. Michele sollievo dei Martiri prega per noi
S. Michele letizia dei Confessori prega per noi
S. Michele custode delle Vergini prega per noi
S. Michele onore di tutti i Santi prega per noi

PREGHIAMO

O Signore, la potente intercessione del tuo Arcangelo Michele ci protegga sempre e in ogni luogo: ci liberi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Per Cristo nostro Signore. Amen

 

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San Michele Arcangelo e S.Giovanna D’Arco:le voci degli Angeli di Dio

L’eroina che, nel XV secolo, liberò la Francia dalla conquista inglese, era giustamente una di quelle anime che piacevano agli angeli ed ai santi.
(Purtroppo in molti libri di storia,di stampo anticlericale e anticristiano,Giovanna d’Arco viene presentata come una specie di pazza fanatica visionaria. Molti libri scolastici sembrano scritti da quei detrattori della Chiesa che affermano che la Sindone è un falso, senza averlo verificato,etc …tante calunnie,in nome di una “scientificità illuminata” ,che in realtà è solo propaganda laicista e contraria alla vera storia).
Nel suo villaggio di Domrémy,Jannette fu dapprima una bambina dolcissima, molto pia, migliore delle altre. Le accadde di custodire le greggi nelle praterie in cui la Mosa disegna anelli verdi scuri, sottolineati dai pioppi; ella li menava anche nei gigliati del Bosco Chenu, su di una leggera scoscesa a qualche distanza dal fiume. Giovanna, detta Jannette,aveva delle amiche. Le preferite si chiamavano Mengette, Hauviette e Guglielmina. Ella aveva anche dei fratelli ed una sorella, a casa, in chiesa o nei campi, mai ella dava oggetto del minimo rimprovero. Quando era sola al pascolo, pregava. Sentiva parlare costantemente delle disgrazie del regno. Vi era allora un re che era diventato pazzo, il povero Carlo VI, ed una regina, Isabella di Baviera, che tradiva il suo paese d’adozione ed avrebbe voluto dare la corona di Francia al re d’Inghilterra che aveva sposato sua figlia Caterina; vi era “grande desolazione nel regno di Francia”, e quelle disgrazie occupavano tutti i pensieri della fanciulla. Allorché le sue amiche facevano i girotondi intorno ad una quercia che si chiamava l’Albero delle Fate o credevano di vedere delle “signore” nella fontana dei Ribes che sgorga all’entrata del bosco, Giannina, più saggia e più pia, implorava per il suo paese il soccorso del cielo.

Nella contrada, vi era una grande venerazione per Nostra Signora che si pregava a Bermont ed a Vaucouleurs. San Michele era il patrono del Barrois (era allora il nome della regione che dipendeva da Bar). Infine, nella chiesa di Domrémy, si potevano vedere le statue di due sante martiri, Caterina e Margherita (quella di Margherita esiste ancora).

55af0f0aececdd447e0c9f8b5ea01ea5Ecco quello che ha raccontato Giovanna stessa: “Avevo tredici anni quando ebbi una voce da Dio per aiutare a governarmi. E la prima volta, ebbi una grande paura. Sentivo la voce dal lato destro, verso la chiesa, e raramente l’ho sentito senza chiarezza. Avendola sentita per tre volte, riconobbi allora che era la voce di un angelo”.

Giovanna scorge un essere meraviglioso, accompagnato da molti altri spiriti simili, sotto forma umana, ma come fatti di luce; ella comprese che era san Michele, il protettore del regno di Francia, con l’esercito degli angeli.

“San Michele, quando giunse a me, mi disse che le sante Caterina e Margherita sarebbero giunte a me, che io agisca secondo il loro consiglio, poiché esse erano ordinate per guidarmi e consigliarmi in quello che dovevo fare, che mi occorreva credere quello che mi avrebbero detto, e che questo era il comando di Nostro Signore.

Prima di ogni cosa, san Michele mi disse di essere una brava fanciulla, che Dio mi avrebbe aiutata, in particolare per giungere in soccorso al Re di Francia. Ed egli mi raccontava la pietà che vi era nel regno di Francia. Era sotto la forma d’un vero cavaliere in armi. Quanto agli angeli, io li ho visti coi miei occhi. Credo anche fermamente alle parole e i fatti di san Michele che mi è apparso, come credo che Nostro Signore Gesù Cristo soffrì morte e passione per noi; e quello che me lo fa credere, è il buon consiglio, il conforto e la dottrina che mi ha dato. Io li ho visti (san Michele e le altre due sante) cogli occhi del mio corpo così come ora vedo voi e quando se ne andarono, io piangevo, ed avrei ben voluto che mi portassero con loro”.

Così si esprimeva Giovanna a Rouen, davanti ai suoi giudici.

Per tre anni, Giannina custodì il silenzio su quelle visioni. Ella continuò a custodire le sue pecore, ad aiutare sua madre nel menage, a lavorare il piccolo giardino vicino alla chiesa; ma ella diventava sempre più pia e, ogni sabato, ella si recava nella cappella di Nostra Signora nei boschi di Bermont. Una sua madrina (a quell’epoca se ne potevano avere diverse e Giovanna non contava meno di quattro padrini e otto madrine!), una sua madrina dunque afferma che, da quel momento, Giannina “si comportava come una santa”.

Lo stato della Francia si faceva sempre più spaventoso. L’odioso trattato di Troyes, nel 1420, aveva riconosciuto al re d’Inghilterra Enrico V, marito di Caterina di Francia, la qualità di erede al trono a scapito del delfino Carlo. Essendo morto questo re d’Inghilterra prima di Carlo VI, fu suo figlio, Enrico VI, che fu proclamato re di Francia nel 1422. Tra i partigiani del re di Francia ed i partigiani del re d’Inghilterra, “Armagnacchi” e “Borghignoni”, la lotta non cessava ed agli orrori dell’invasione si univano quelle della guerra civile. Nelle campagne saccheggiate, nei villaggi incendiati, delle epidemie causate dalla putrefazione dei morti che non si seppellivano più, completavano l’atroce opera delle armi.

69000fa63c22246a2a0a58327481fca5Nel 1428, l’anno in cui gli Inglesi cominciarono ad accerchiare Orléans, Giovanna, che ha sedici anni, non può più resistere agli ordini del cielo. “Va, figlia di Dio!”, ripetono le voci. E, coraggiosamente, malgrado tutti gli ostacoli, ella va… La sua fiducia è ricompensata. Ed è lei che lo affermerà più tardi: quand’ella giunge, l’8 marzo 1429, al castello di Chinon per presentarsi davanti a Carlo VII, che gli Inglesi chiamavano “il re di Bourges”, Giovanna si sente realmente accompagnata da san Michele, da santa Caterina, da santa Margherita e da un corteo di angeli.

L’8 maggio, la Chiesa celebrava l’apparizione di San Michele sul Monte Gargano ed era allora giorno di festa per tutta la cristianità. E’ quel giorno ch’ebbe luogo la liberazione di Orléans.

Più tardi, nella sua prigione di Crotoy, vicino ad Amiens, prima di essere trasferita a Rouen, l’eroina ricevette per l’ultima volta la visita di san Michele. Egli apparve sotto la forma di un cavaliere dall’armatura scintillante e la riconfortò perché ella trovasse la forza di subire la crudele prigionia di Rouen, l’iniquo processo, lo spaventoso supplizio del fuoco.

Al momento della sua morte, Giovanna invocò l’Arcangelo ed anche Gabriele, il messaggero della Redenzione. Come il vecchio poeta della Canzone di Rolando l’aveva immaginato per il suo eroe, san Michele e san Gabriele si chinarono sulla santa della patria e la condussero verso Dio.

Quando san Michele fu proclamato, oltre quarant’anni fa, il patrono dei paracadutisti dell’esercito francese, un ufficiale compose una bella preghiera che insegna in quale spirito deve essere compiuto il dovere di soldato:

“San Michele ci insegni, come a Giovanna d’Arco, a resistere senza mai odiare, a compatire lealmente, da fratello, l’avversario di un giorno”.

Il nostro solo nemico è il demonio, padre degli odi e della guerra. Contro di lui, san Michele possiede una grandissima potenza, poiché la sua missione è precisamente quella di combattere i demoni e di far trionfare gli amici di Dio.

(Fonte: Don Marcello Stanzione,Milizia di San Michele Arcangelo).

“Una vita è tutto quello che abbiamo e la viviamo credendo in ciò per cui viviamo.Ma sacrificare ciò che sei e vivere senza fede, è un destino più terribile della morte.” 

Santa Giovanna D’Arco

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Triduo a San Michele Arcangelo

Da recitare per intero per tre giorni consecutivi
O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
 
Gloria al Padre
Invocazione allo Spirito Santo
Credo

-Inno della Chiesa a San Michele Arcangelo

O Gesù, splendore e potenza del Padre, o Gesù, vita dei nostri cuori, noi ti lodiamo in unione con gli angeli, i quali, attenti agli ordini delle tue labbra, si velano con le loro ali. Migliaia e migliaia di principi celesti circondano il tuo Trono, combattono per te; ma san Michele inalberato il Vessillo della Salvezza, spiega vincitore lo stendardo della Croce. E’ lui che precipita nel fondo dell’inferno l’orgogliosa testa del dragone e fulmina, cacciandoli dal cielo, i ribelli e i loro capi. Seguiamo questo Principe invicibile contro il capo dell’orgoglio, affinchè l’Agnello ricompensi la vittoria del popolo fedele con la corona della gloria eterna.

Al Padre, al Figlio che ci ha redenti e a Te, O Spirito Santo, come era in principio, sia una stessa gloria ed una stessa lode per tutti i secoli dei secoli. Amen.

1.Io credo fermamente, o glorioso Arcangelo Michele, che siete sempre davanti a Dio, pronto a difendere i Suoi divini diritti e a tutelare, col vostro potente aiuto, i vostri devoti allorché sono assaliti dalle suggestioni di Satana e del mondo. Animato da questa fede, a Voi ricorro, o mio celeste Difensore, e ardente vi supplico di difendermi da ogni insidia malefica, soprattutto quando sarò assalito dal nemico infernale che cerca di allonta­narmi da Dio e da ogni perversità del mondo che cerca la mia perdizione nel tempo e nell’eternità. Tre Gloria al Padre….

O Arcangelo Michele, Nostro invitto Difensore, Prega sempre con fervore per noi tutti il buon Gesù.

  1. Umilmente in terra prostrato, o glorioso Arcangelo Michele, vi prego di liberarmi dalle mani dei miei nemici sia occulti sia palesi, da falsi testimoni, da lingue malefiche, da discordie familiari e sociali, dalla fame, dalla guerra, da ogni male contagioso, da fòlgori, terremoti e tempeste: le quali cose tutte suole il drago dell’infer­no eccitare a danno nostro. Non lasciate, vi supplico, o Condottiero delle angeliche squadre, di provvedere alle neces­sità di me, vostro servo, e di tutti i tuoi devoti, dando alla terra la fecondità desiderata, pace e concordia tra i popoli cristiani. Tre gloria al Padre…

O Arcangelo Michele, Nostro invitto Difensore, Prega sempre con fervore per noi tutti il buon Gesù.

  1. Vi chiedo finalmente, o Principe degli Arcangeli Michele, di liberarmi da ogni infermità spirituale e temporale. Assistetemi in questa presente vita e nell’ultima ora della mia morte, acciò sotto la vostra protezione, rimanendo vincitore di Satana, me ne venga a godere con voi, nel santo paradiso, la divina Bontà, ove spero col vostro aiuto di avervi a ringraziare in eterno.

Deh! Compiacetemi di custodire e patrocinare me, tutti quelli della mia casa e tutti i vostri devoti, affinché col vostro patroci­nio, conducendo una vita incolpabile, possa un giorno venire a con­templare Iddio e voi e godere l’eterna felicità per tutti i secoli dei secoli. Tre gloria al Padre…

O Arcangelo Michele, Nostro invitto Difensore, Prega sempre con fervore per noi tutti il buon Gesù.

Tratto da: “Preghiere dei Cristiani ai Santi Angeli di Dio”. Don Marcello Stanzione Milizia di S. Michele Arcangelo

Perchè l’8 Maggio ,festa di San Michele Arcangelo,si fa la Supplica alla Madonna di Pompei

preghiera-a-san-michele-2Il Beato Bartolo Longo volle che due volte l’anno si facesse la Supplica in modo solenne alla Vergine del Rosario di Pompei: la prima domenica di ottobre che è il mese del Rosario e l’8 maggio che è la festa dell’apparizione dell’arcangelo san Michele al Monte Gargano nelle Puglie, regione di cui il Longo era originario. E’ lo stesso Bartolo Longo che, nel 1907, in una lettera indirizzata al P. Alberti Lepidi, maestro del sacro Palazzo Apostolico in Roma, ci dà la spiegazione della sua devozione all’Arcangelo Michele (cf. anche il cap. VIII del libro di B. Longo Storia del Santuario di Pompei, Edizione del 1954).

Riportiamo il testo di Bartolo Longo del 1907:

“Perché scegliemmo S. Michele a Difensore e Custode del Santuario di Pompei? 

Sin senza ragione sin dal cominciamento del Tempio tra tutti i beati Comprensori del cielo, noi prescegliemmo S. Michele Arcangelo a singolare Custode e Difensore delle opere di Dio nella Valle Pompeiana. E scegliemmo il giorno 8 di maggio , dedicato a San Michele, per porre la prima pietra del Santuario di Maria in Valle di Pompei.

Si legge nelle Scritture che Iddio ha annunziato per mezzo di questo eccelso Spirito il suo augusto Nome, quando sul Sinai per bocca di Michele dettò la legge e disse: Io sono il Signore Dio tuo. Ed inoltre Dio ha comunicato a questo Principe la sua suprema autorità, a lui affidando la difesa delle città, dei regni e dei popoli. Michele per fermo protesse il popolo ebreo e quando viveva felice nella patria, e quando si pose in cammino verso la terra promessa. Apparve vestito in abito bianco, armato di corazza d’oro, con lancia in mano, per capitare l’esercito di Giuda Maccabeo. Venne Egli deputato da Dio a distruggere le schiere di Sennacheribbo, a liberare il popolo ebreo dalla schiavitù babilonese, ad occultare il sepolcro di Mosè, acciocché il popolo ebreo non rendesse un culto d’idolatria al corpo di quel famoso ispirato Condottiero. Apparve Egli a Giosuè sul Giordano e gli disse: “Io sono il Principe dell’esercito del Signore: Sum princeps exercitud Domini; e vengo in tuo soccorso : sarò ai tuoi fianchi, né ti lascerò. Gerico e le altre città, benché forti, saranno una parte delle tue conquiste; e molti re, che vedrai ai piedi tuoi, faranno il più bel trionfo delle tue vittorie”. Michele fu il difensore della Chiesa contro tutti gli assalti del demonio.

Si fece vedere all’Imperatore Costantino ,e gli disse: – Io sono il Principe delle milizie celesti ed il Protettore dei Cristiani: io ti ho soccorso contro i tiranni nemici della Chiesa: prosegui a sostenere le ragioni di Cristo, ed io ti sosterrò le tue. Apparve a Carlo Magno, come afferma il Baronio, in una famosa guerra contro i Sassoni. Egli fece riportare a Ramire, re delle Spagne, una strepitosa vittoria sopra i Mori, uccidendone ben settantamila, e prendendo prigioniero il re Abenaja. Onde la Chiesa, dopo mille e mille altri prodigi ottenuti, chiama S. Michele Protettore e Dinfesore dei cristiani. Eum custodem et patronum Dei veneratùr Ecclesia. Ultimamente, il Sommo Pontefice Leone XIII a San Michele affidava la custodia di tutta la Chiesa, e a tutti i sacerdoti imponeva di recitare , dopo il Sacrificio divino, quella preghiera bellissima : S. Michele Arcangelo, difendici nella battaglia, contro la nequizia e le insidie del diavolo sii soccorso. E tu, Principe della milizia celeste, con divina possanza ricaccia nell’inferno Satana e gli altri maligni, che a perdizione delle anime si aggirano pel mondo. Se dunque S. Michele è il custode di tutta la Chiesa e il difensore di tutte le grandi Opere divine, non era conveniente che a Lui fosse affidata la difesa di questa grande Opera di Dio nell’epoca moderna, che è il Santuario di Pompei?

L’apparizione di S. Michele sul Gauro (Faito) e l’era di misericordia mariana a Valle di Pompei

Ma un’altra ragione, diremo , storica e provvidenziale ci spinse a introdurre il culto del possente Arcangelo nella Basilica Pompeiana, la memoria cioè di una celebre apparizione. Non è insolita l’apparizione di S. Michele sulla terra. Si è degnato per lo più di apparire sulle alte vette dei monti. Sceglie i monti, quasi per mostrarsi librato fra la terra e il cielo, sfolgorando con lo sguardo fulmineo ogni esercito nemico. Or di rincontro al Santuario di Pompei si eleva, sopra di Castellammare di Stabia, il monte Gauro, il quale, rannodandosi cogli estremi della catena degli Appennini, segna l’ultima chiusura di questa Valle del Vesuvio. La sua cima termina in una vetta acuta, e questa vetta è ripartita in tre punte, a somiglianza delle prime tre dita della nostra mano. Era il secolo settimo della Chiesa. A Vescovo di Castellammare era un Santo, S. Catello, il quale usava sovente di notte raccogliersi sui dirupi di quel monte insieme coll’Abate di Sorrento, S. Antonino, a pregare. Una notte, mentre era immerso nell’orazione, in una gran luce gli apparve l’Arcangelo S. Michele e, con voce maestosa insieme e soave, gl’impose che edificasse un tempio in suo onore là dove avrebbe dato segnale con una fiamma. E la fiamma apparve subito sulla più alta delle tre punte che sormontano il Gauro. Il Santo Vescovo immantinente, col cuore ardente dell’entusiasmo dei Santi, si accinse all’opera. La compì dopo molte contrarietà sostenute, e ingiurie e calunnie, onde soffrì anche il carcere. (Vedi Lezioni dell’Uffizio di S. Catello nel di delle sua festa, 19 di Gennaio).

Qual era il fine dell’apparizione del grandioso Arcangelo sul Faito?

madonna-di-pompeiVi è tutta ragione di credere che il Signore abbia fatto apparire il suo fedele Ministro per preparare tanti secoli innanzi il regno di Maria in questi luoghi, abbandonati nei tempi antichi all’impero del Demonio e della colpa. Il portentoso Arcangelo venne a scacciare Satana dalla terra dei pagani, sulla quale doveva sorgere un giorno, e propriamente ai dì nostri, una novella era di grazia, una luce nuova di misericordia. Per tale ragione sin dal 1876 proponemmo al santo Vescovo di Nola, Monsignor Formisano, che la prima pietra per le fondamenta di questo nuovo tempio di Maria si ponesse proprio il giorno 8 maggio, perché quel giorno ricordava l’apparizione in queste contrade dell’eccelso Arcangelo S. Michele. Pel volgere incessante di trentun anno, sempre nel giorno 8 di maggio, abbiamo invocato con fede il primo Angelo del Cielo, perché si unisse con noi per festeggiare la comune Regina. Ed in ciascun anno, in quel giorno 8 di maggio, noi ricordiamo due solenni epifanie. Il maggior Principe del cielo, che ha nome meraviglioso, si manifestava alla terra, scegliendo a spettacolo dei suoi prodigi la vetta di un monte. La più grande Regina che mai abbia avuto e cielo e terra, si manifestava anch’Essa ai gementi figliuoli di Eva, scegliendo a centro dei suoi portenti un’umile Valle, la Valle di una sepolta città pagana. Seguerà adunque per noi quel giorni due solenni trionfi: Il trionfo del più maestoso Angelo del Cielo, di quel Principe grande, come lo chiama Daniele, prima della creazione dell’uomo, con l’invitta spada della sua fede, della sua umiltà e della sua mansuetudine, difende, l’onore dell’Altissimo e dell’Immacolata Donna che doveva nel tempo essere la Madre del verbo di Dio fatto uomo. Ed insieme il trionfo di Colei che è la Regina della Misericordia, e che nell’epoca moderna doveva nella Valle di Pompei riportare su Satana nuove e stupende vittorie”.

Don Marcello Stanzione

SAN MICHELE ARCANGELO ,IL DIFENSORE DELLA GLORIA DI DIO MI-KA-EL “CHI È COME DIO?”

consacrazione a SAN MICHELE

IL MISTERO DELLA CREAZIONE  Dio, essendo assoluto ed eterno Amore , non aveva bisogno di nessuna creatura che Gli rendesse omaggio e riconoscesse la sua illimitata grandezza. Però, nella Sua misericordia, ha voluto creare, non per accrescere la Sua gloria, intrinseca e sempiterna, ma per manifestare il Suo amore onnipotente e “comunicare la Sua gloria” agli esseri da Lui creati, facendoli partecipare alla Sua verità, alla Sua bontà e alla Sua bellezza. Un’immensa moltitudine di creature le più diverse e varie – esseri visibili e invisibili, intelligenti o sprovvisti di ragione, disposti in una meravigliosa gerarchia – costituisce allora l’Ordine dell’universo, riflesso della perfezione adorabile dell’Essere infinito, che si sarebbe manifestato totalmente solo nella pienezza dei tempi, col suo Figlio Unigenito, Gesù Cristo, il Verbo eterno incarnato.
Il Dottor Angelico ,San Tommaso D’Aquino, spiega che “ogni effetto rappresenta qualcosa della sua causa”. Così, in tutte le creature possiamo trovare vestigia dell’eterna Sapienza che le ha tratte dal nulla…
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