Testimonianza di Padre Paolo Carlin, esorcista, erede spirituale di Padre Amorth

Teologo morale e minore cappuccino, Padre Carlin è esorcista nelle diocesi di Ravenna e Faenza, portavoce dell’Associazione Internazionale Esorcisti (AIE) e delegato nazionale della stessa per l’Italia. È stato tra i relatori del corso su “Esorcismo e preghiera di liberazione” che si è tenuto nei giorni scorsi a Roma. La lunga esperienza maturata nell’ambito del discernimento delle situazioni di ossessione e possessione diabolica è messa ora a disposizione dei lettori nel suo libro DE CURA OBSESSIS (edizioni San Paolo). Si tratta di un manuale tecnico-pratico per riconoscere e sconfiggere il demonio, per capire se ci si trova davanti a un vero posseduto o solo un «vessato», se e come recitare le preghiere di liberazione, chi può praticare gli esorcismi..Come scrive lo stesso Carlin nell’Introduzione: «Dall’esperienza pastorale risulta che la superstizione e la magia convivono con il progresso scientifico e tecnologico… Le pratiche superstiziose e magiche assumono una loro valenza acquistando una patina di scientificità e di credibilità, suggerendo collegamenti con la medicina, la psicologia, la psichiatria, l’informatica… A fronte di questa realtà, lo scopo di questo nostro scritto è di fornire alcuni utili riferimenti e criteri per difendersi e riconoscere l’immenso mare variegato di inganni che il Maligno opera, e alcuni strumenti di difesa e di liberazione dai suoi attacchi occulti o manifesti nella nostra vita». 

Il libro De cura obsessis, pur non essendo un testo ufficiale, è «utile per sacerdoti e  laici che si possono trovare nel dubbio riguardo a una vera possessione,  ma anche per quelli che praticano già da tempo il ministero di esorcista. E’ un testo valido soprattutto – precisa l’esorcista don Gianni Sini– per i sacerdoti, gli educatori, i genitori e per quanti desiderano avere un aiuto nell’affrontare problemi causati dal diavolo, capire la sua esistenza e la sua azione».

Prima di ogni altra cosa, è necessario chiarire che «l’ esorcismo è un’azione che si compie in nome di Cristo e della Chiesa», quindi lo può e lo deve esercitare solo un sacerdote. Il quale deve conoscere e seguire le norme che la Chiesa stabilisce con il Rito degli esorcismi. Viene richiesta la più rigorosa riservatezza, il divieto assoluto della presenza di mezzi di comunicazione (telecamere, cellulari, ecc.) durante lo svolgimento del Rito, usato quando è stato accertato che si tratta effettivamente di possessione. «E’ bene precisare – spiega ad Aleteia l’esorcista Don Gianni Sini – che  a pronunciare un esorcismo può essere solo un sacerdote che per la sua pietà, scienza e integrità di vita sia ritenuto dall’Ordinario idoneo e da lui espressamente autorizzato ad esercitarlo e inoltre gli esorcisti iscritti all’Aie, l’Associazione Internazionale degli Esorcisti, riconosciuta dal Vaticano.  L’unico testo di riferimento per tutti gli esorcisti é il Rituale degli esorcismi e preghiere per le circostanze particolari firmato dal cardinale Camillo Ruini, allora Vicario Generale di Sua Santità per la diocesi di Roma,  il 25 novembre del 2001, e presidente della Conferenza Episcopale Italiana».

“NO” AL FAI-DA-TE

Tra l’altro lo statuto dell’Aie tutela dal compiere abusi e riti fai-da-te e raggruppa esorcisti di tutto il mondo. «C’è una procedura nell’esorcismo che inizia con l’aspersione dell’acqua benedetta e la recita delle litanie dei santi,la proclamazione del vangelo di Giovanni, l’imposizione delle mani, la formula invocativa, a cui segue la formula imperativa con la quale si chiede a Satana di uscire da quella persona e il canto di ringraziamento, sono le formule ufficiali ufficiali e non prevedono interpretazioni personalistiche del rito».

In modo particolare il libro di Padre Carlin mette in evidenza «indizi che da sempre sono ritenuti dalla Chiesa come segni di una possessione demoniaca. Come parlare correntemente lingue sconosciute, in particolare quelle bibliche(latino, greco, aramaico), manifestare forze superiori alla condizione fisica e all’età, repulsione per tutto ciò che riguarda il sacro o mette in contatto con il divino, fenomeni particolari come la materializzazione degli oggetti, escono dalla bocca vetro, batterie, lamette, spago, liquidi, e un fenomeno rarissimo che contrasta con le leggi della fisica: la levitazione». Però i sintomi della presunta possessione si confondono spesso con quelli di malattie psichiatriche, quindi il sacerdote esorcista decide caso per caso, se sia necessario o meno coinvolgere un medico specialista. I casi di possessione “certificata” sono molto rari. 

Padre Paolo Carlin intende offrire «un prontuario teorico-pratico, da studiare e consultare per non rischiare di prendere con faciloneria un tema di cui molti parlano ma di cui pochi conoscono le vere implicazioni».

Riportiamo i passi salienti di un’intervista a Padre Paolo Carlin:4-logo-aie-blog

«Quando il vescovo di Ravenna mi ha dato la licenza, per tre notti consecutive sono stato svegliato di soprassalto e con gli occhi sbarrati alle 3 in punto. Il nemico si era presentato. Ho pregato il Rosario e tutto è cessato». Padre Paolo Carlin ricorda con un sorriso il giorno in cui il vescovo di Ravenna gli chiese di diventare esorcista: «Quando arrivai in diocesi non avevo incarichi pastorali, dunque mi presentai e mi resi disponibile a qualunque esigenza. Qualche giorno dopo, mentre eravamo a pranzo per la festa di Padre Pio, il vescovo mi chiese: “Come sei messo con il demonio?”. Risposi senza esitazione che sapevo che esiste e che credo in Cristo. Allora mi affidò la missione».

Perché in tanti dubitano addirittura dell’esistenza del diavolo?
Il diavolo non si conosce. Siamo vittime di una cultura impregnata della più grande menzogna che satana è riuscito a ordire: la negazione della sua esistenza. Complice l’ignoranza e l’aderire, più o meno consapevolmente, alle “nuove” filosofie di vita new age o orientaleggianti. Ma il diavolo esiste, e non è quel portatore di luce che i suoi adoratori vorrebbero farci credere. Purtroppo tanti sacerdoti, non avendo una preparazione in materia, non ne parlano abbastanza. Per non dire, poi, di quelli che utilizzano una fantomatica capacità di liberazione ingannando loro stessi e gli altri. Certi doni, se non sei un santo, non vengono da Dio.

Qual è la giornata di un esorcista?
L’esorcista non è un super sacerdote. È un uomo comune. Talvolta, quando mi chiedono benedizioni “speciali”, resto interdetto. Non siamo extraterrestri. Conduciamo la vita dei sacerdoti, fatta di preghiera personale e comunitaria. Mettendo al centro la confessione e l’Eucaristia, perché il maligno usa i nostri peccati contro di noi. Io mi sveglio ogni giorno alle 5.30 e mi corico alle 23. La mattina porto avanti altre attività del ministero sacerdotale mentre tutti i pomeriggi incontro le persone con problemi spirituali e non.

Siamo abituati a vedere al cinema gli esorcisti che combattono corpo a corpo con il demonio.
La battaglia non è fra l’esorcista e il diavolo ma fra la Chiesa e il diavolo. Inoltre, l’esorcista può imporre soltanto le mani sul capo. Non c’è bisogno che la persona venga toccata, questo è un punto importante. Purtroppo l’immaginario collettivo è orientato dalla cinematografia ma quelli sono rituali inventati dai registi. Il guaio è quando a seguirli sono anche alcuni sacerdoti.

Ha mai avuto paura?
A volte il diavolo mi può mettere agitazione per la sorpresa ma non mi spaventa mai. È imprevedibile e al contempo noioso. Ma non bisogna avere timore. Se si crede in Gesù, non si ha paura. Eppure il demonio non va sottovalutato, perché è un grande ingannatore. È più forte di un uomo, perché è un angelo caduto. Ma di fronte a Dio non può fare nulla e poi non è onnipotente.

Il risultato della battaglia è sempre la vittoria?
Gesù ha già vinto per noi. Per vincere, però, bisogna stare con il vincitore. Siamo noi a decidere, con le nostre scelte. Non possiamo immaginare di mandare via il male con il male.

Qualche caso le è rimasto particolarmente impresso?
Certamente quelli che seguo da anni. In particolare, un ragazzo di 14 anni che ha avuto danni e malefici da un parente. Presentava tutti i segni che la Chiesa richiede per identificare una possessione. Dopo gli esorcismi, andava via sereno. Chi sta con Gesù, tiene lontano il nemico della vita. Purtroppo ricordo anche una ragazzina che aveva tanto bisogno, ma i genitori preferirono non fare un cammino di preghiera…

Quali armi ha l’esorcista contro il diavolo?
Quelle di ogni cristiano: armi spirituali ma vere e proprie armi. L’elmo è il Vangelo, che protegge la testa dalle illusioni e dalle tentazioni del nemico. Il Vangelo è  necessario ed è fondamento della fede perché cancella quei pensieri ossessivi di disperazione, di confusione, di disordine, di paura, di ansia, di angoscia che incominciano a partire dalla testa perché il nemico comincia ad attaccarci dalla testa. Perché? Perché la testa è la sede del libero arbitrio e della volontà dell’uomo. Allora se la testa è piena della Parola di Dio, non può entrare il nemico. Perché? Come ha cacciato Gesù Satana nelle tentazioni? L’ha cacciato citando la Scrittura. Con quella che è luce di verità ha smascherato la menzogna e la tentazione. Se la testa non ha la Parola di Dio noi facilmente rimaniamo soggiogati e confusi. 
La spada è la preghiera, con cui si lotta contro le trappole. La preghiera non è sciorinare parole, bla, bla, bla, bla … ma è fare proprie quelle parole o addirittura dirne di proprie in quel momento. Ma dopo aver ascoltato Gesù, però, perché solo se ascolto prima Lui dopo saprò anche come rispondere, come invocarlo, come ascoltarlo, come affidarmi a Lui, come avere la pace, la forza. Allora, pregare significa dialogare con Lui, non tanto fare delle pratiche. Come ascoltarlo non è leggere o studiare il Vangelo. Quindi  bisogna entrare in questa logica di relazione personale.

La corazza sono i Sacramenti, l’azione di Dio nella vita dell’uomo. La confessione è più potente di un esorcismo: più mi confesso, più il diavolo è lontano; mentre l’Eucaristia è forza spirituale per l’anima. Infine lo scudo, che è la fede. Se mi fido di Dio, satana “va fuori dai piedi”.

I Sacramenti dell’Eucaristia e della Riconciliazione ci mantengono figli di Dio, figli della luce, non delle tenebre. Allora a questo punto siamo forti contro ogni male. E’ importante che ognuno usi i Sacramenti e li viva non tanto come cose da fare, precetti domenicali o pratiche religiose ma proprio come un incontro vero, concreto, con il Signore Gesù Risorto. Paradossalmente pure essendo esseri inferiori a Satana, che è un angelo puro, siamo più forti di lui. Non per niente, quando invochiamo la Madonna, lui va su tutte le furie, neanche la nomina, dice: “Quella là”. Sapete perché? Perché la Madonna è un essere umano, ma a differenza sua che è stato disobbediente e lo sarà per l’eternità, perché ormai non può tornare indietro in quanto è un angelo, la Madonna invece è tutta pura, tutta immacolata, tutta in comunione con Dio proprio perché ha detto sì a Dio e no a lui. E questo per lui diventa motivo di più grande sconfitta: essere sconfitto da un essere inferiore (in quanto essere umano). Ecco perché la teme. La teme proprio perché Lei è l’unica tra gli esseri umani che non può toccare e di tutti quelli che sono consacrati a Maria lui dice sempre: “Io non posso fare più niente perché ‘Quella là’ lo protegge”.

Fonti

https://it.aleteia.org/2017/05/30/manuale-esorcismo-paolo-carlin-preghiera-liberazione/

https://www.romasette.it/segreti-e-vita-da-esorcista/

http://it.radiovaticana.va/news/2016/10/12/intervista_con_padre_paolo_carlin,_esorcista/1264631

Padre F. Dermine sul veggente di Anguera: “eresia millenarista” nell’apparizionismo pseudomariano

Padre Francois Marie Dermine, sacerdote esorcista presidente del GRIS,  ha tenuto una importante conferenza il 22 marzo 2017 sul tema delle apparizioni mariane e i criteri di discernimento della Chiesa. I fenomeni soprannaturali non sempre sono di origine divina, ma possono anche essere fenomeni medianici (quindi occultisti, non da Dio), consapevoli o meno. E’ quindi necessario un vero discernimento, i cui criteri sono stati stabiliti dalla Chiesa.  

Al minuto 42:20 del video della conferenza, Padre Dermine afferma che gli è stato chiesto un giudizio sulle presunte “apparizioni di Anguera” del veggente brasiliano Pedro Regis: Padre Dermine ha sottolineato che Regis è caduto nell’errore più frequente nel fenomeno dell’apparizionismo pseudomariano, cioè il MILLENARISMO, l’eresia secondo cui ci sarà l’avvento di una “nuova era” di Pace universale sulla terra…pedro-regis-anguera-300x222Regis, durante le presunte apparizioni,  scrive su fogli di un quaderno/tavoletta in modo molto veloce e strano,  poi legge e trasmette i cosiddetti messaggi: specialmente dal 2013 ad oggi, i suddetti messaggi della “Madonna di Anguera” annunciano che, dopo molte catastrofi, avverrà il prossimo “TRIONFO DEFINITIVO del Cuore Immacolato di Maria”, la terra si trasformerà e “VEDRETE LA PACE REGNARE SULLA TERRA”.  Tutto ciò non è conforme alla Parola di Dio: il Paradiso è solo in Cielo, non qui. Credere in questa eresia è una grandissima tentazione, afferma Padre Dermine. A FATIMA (VERA APPARIZIONE, APPROVATA DALLA CHIESA) LA MADONNA HA PARLATO DEL TRIONFO DEL SUO CUORE IMMACOLATO, MA NON HA MAI PARLATO DI TRIONFO DEFINITIVO, come se tutto si appianasse sulla terra ed entrassimo  in una sorta di Paradiso terrestre. Questo è impossibile, perchè Gesù nel Vangelo ci ha detto che verrà nella Sua gloria solo alla fine del mondo e non instaurerà il Suo Regno nel mondo. 

NELL’ANALOGA ERESIA MILLENARISTA è caduto un altro sedicente veggente, il sacerdote don STEFANO GOBBI il quale, come la falsa veggente Vassula Ryden (che scriveva messaggi con la tecnica medianica della “scrittura automatica”), affermava che “il Vaticano è il centro della Massoneria”:  nel 1994, Gobbi affermava, attraverso i messaggi trasmessigli dalla “Madonna”, che presto saremmo entrati nella “nuova era” di pace universale, cioè nel nuovo paradiso terrestre, e tutto ciò sarebbe dovuto accadere nel 2000. Un’altra falsa profezia, che infatti non si è avverata.

L’enciclica Lumen Gentium afferma, in linea con il Vangelo, che la lotta contro il demonio proseguirà fino alla fine del mondo; ci saranno momenti di maggiore o minore intensità,  ma mai quella Pace definitiva che avverrà solo in Cielo. nowenna20fatima2020200x100L’amore costa sacrifici sulla terra, ce lo disse anche Santa Teresa di Gesù Bambino: noi siamo chiamati alla conversione e ad operare come sale e luce del mondo, anche a costo del nostro sacrificio, piccolo o grande di ogni giorno. La Santissima Madre di Cristo e Madre della Chiesa, a Fatima,  attraverso i tre bambini veggenti (due di loro, Francesco e Giacinta, oggi sono Santi), ci ha indicato la strada per evitare il proseguimento di ulteriori guerre, ha indicato l’importanza della Consacrazione della propria vita e delle nazioni al Suo Cuore Immacolato. Dio responsabilizza l’umanità invitandola alla conversione nel momento presente, affinchè l’umanità non si autodistrugga.

Le apparizioni autentiche, come quelle di Fatima, Lourdes e La Salette, sono la conferma che Dio è sempre presente nel cammino della Chiesa e nella storia della salvezza dell’umanità.

IL CARDINAL RATZINGER (attuale Benedetto XVI papa emerito), ha scritto, nel commento al Messaggio di Fatima, che occorre tenere presente che la profezia nella Bibbia non va intesa come predizione del futuro, ma come consiglio per suscitare la fede e spiegare la volontà di Dio per il momento presente. Le vere apparizioni e le vere profezie non devono suscitare  curiosità su previsioni di avvenimenti futuri ed essere seguite per la ricerca di fenomeni soprannaturali. 

La sana devozione non è fanatismo. STIAMO ATTENTI AD UNA FEDE CHE VA AVANTI SOLO SU RIVELAZIONI PRIVATE E PSEUDO MESSAGGI, tanto più quando non sono in linea con la Parola di Dio e non sono state approvate dalla Chiesa. LE FALSE APPARIZIONI/MESSAGGI CREANO DIPENDENZA MALSANA DA FATTI STRAORDINARI, come accade con la malsana dipendenza da maghi & cartomanti. 

sagradocoracaodejesus_santamargarida_vitralSiamo grati a Dio per le rivelazioni e apparizioni autentiche, che sono la conferma che Dio è sempre presente nel cammino della Chiesa, specialmente in periodi delicati per la storia dell’umanità e per aiutare i credenti: l’apparizione di Maria Santissima a Lourdes, grazie alla semplicità ed alla innocenza di S. Bernadette,  fu un potente strumento apologetico per combattere l’incredulità ed il relativismo dilagante; l’apparizione del Sacro Cuore di Gesù a S. Margherita Maria Alacoque aiutò a combattere l’eresia del giansenismo, che voleva una concezione di Dio rigoristica ed angosciante.

Il ruolo delle rivelazioni private o apparizioni autentiche non è quello di «migliorare » o di « completare » la Rivelazione definitiva di Cristo, ma di aiutare a viverla più pienamente in una determinata epoca storica. Guidato dal Magistero della Chiesa, il senso dei fedeli sa discernere e accogliere ciò che in queste rivelazioni costituisce un appello autentico di Cristo o dei suoi santi alla Chiesa.

Dio si è rivelato pienamente mandando il suo proprio Figlio, nel quale ha stabilito la sua Alleanza per sempre. Egli è la Parola definitiva del Padre, così che, dopo di lui, non vi sarà più un’altra rivelazione.

Catechismo della Chiesa cattolica 

http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p1s1c2a1_it.htm

Padre Dermine ha inoltre parlato positivamente della sua esperienza a Medjugorje, ove sono ancora in atto apparizioni mariane: ne ha tratto una buona impressione per la qualità e l’intensità della preghiera, per le confessioni molto forti e veramente sentite a cui ha assistito personalmente; vi sono alcune perplessità su cui la Chiesa sta svolgendo indagini, il pronunciamento è più difficile quando il fenomeno è ancora in corso. Si va nei Santuari a fare pellegrinaggi per ottenere la fede, per chiedere grazie per noi stessi e per gli altri, ma LA FEDE DEVE DIPENDERE NON TANTO DA PRESUNTI FATTI STRAORDINARI, ma dalla Rivelazione della Parola di Dio (che è la Rivelazione pubblica definitiva di Cristo) e dai Sacramenti. 

Padre Dermine ha inoltre parlato di altri FALSI MISTICI del fenomeno dell’apparizionismo pseudomariano:

1) MARISA ROSSI, veggente della Madre dell’Eucaristia, che ha convinto don Gatti Claudio che Gesù lo avrebbe direttamente consacrato vescovo…Fu sospeso a divinis dal Cardinal Ratzinger

2) DEBORA DI MANDURIA, veggente della Madonna dell’Olivo a Oliveto Citra: ha disatteso le disposizioni del vescovo ed ora tiene conferenze all’estero accompagnata da un sacerdote

3) CROCI DI DOZULE’ la veggente Maddeleine Aumont, secondo i presunti “messaggi del S. Cuore di Gesù”,  ha dato ordine di costruire croci di 738 metri per la conversione dei peccatori, una richiesta che non ha nulla di sensato: la conversione dei peccatori non avviene per la costruzione di una croce altissima modello grattacielo…

Infine Padre Dermine ha accennato allo stato delle indagini (ancora in corso) sul fenomeno soprannaturale della statua della MADONNA DI CIVITAVECCHIA CHE PIANGE SANGUE. Il giudizio spetta alla Congregazione per la Dottrina della Fede, che non ha ancora dato approvazione, in quanto vi sono molte perplessità: secondo le analisi, le cosiddette lacrime di sangue corrispondono a sangue maschile. I proprietari della statua si sono sempre rifiutati di far esaminare il proprio sangue, come era stato loro richiesto dalle autorità ecclesiastiche. Il fatto che la statua abbia sanguinato nelle mani del vescovo Mons Grillo non significa niente, afferma Padre Dermine, sottolineando che è necessaria molta prudenza nel discernimento di tali fenomeni, in quanto vi possono essere persone che hanno rami medianici e non sanno di averli e sono spesso accaduti fenomeni di sanguinamento di origine medianica.

Nel 2012 la Congregazione per la Dottrina della Fede ha pubblicato le Norme per procedere nel discernimento di presunte apparizioni e rivelazioni:

A) Criteri positivi:

a) Certezza morale, o almeno grande probabilità dell’esistenza del fatto, acquisita per mezzo di una seria indagine.

b) Circostanze particolari relative all’esistenza e alla natura del fatto, vale a dire:

1. qualità personali del soggetto o dei soggetti (in particolare, l’equilibrio psichico, l’onestà e la rettitudine della vita morale, la sincerità e la docilità abituale verso l’autorità ecclesiastica, l’attitudine a riprendere un regime normale di vita di fede, ecc.);

2. per quanto riguarda la rivelazione, dottrina teologica e spirituale vera ed esente da errore;

3. sana devozione e frutti spirituali abbondanti e costanti (per esempio, spirito di preghiera, conversioni, testimonianze di carità, ecc.).

B) Criteri negativi:

a) Errore manifesto circa il fatto.

b) Errori dottrinali attribuiti a Dio stesso, o alla Beata Vergine Maria, o a qualche santo nelle loro manifestazioni, tenuto conto tuttavia della possibilità che il soggetto abbia aggiunto – anche inconsciamente –, ad un’autentica rivelazione soprannaturale, elementi puramente umani oppure qualche errore d’ordine naturale (cfr Sant’Ignazio, Esercizi, n. 336).

c) Una ricerca evidente di lucro collegata strettamente al fatto.

d) Atti gravemente immorali compiuti nel momento o in occasione del fatto dal soggetto o dai suoi seguaci.

e) Malattie psichiche o tendenze psicopatiche nel soggetto, che con certezza abbiano esercitato una influenza sul presunto fatto soprannaturale, oppure psicosi, isteria collettiva o altri elementi del genere.

Va notato che questi criteri positivi e negativi sono indicativi e non tassativi e vanno applicati in modo cumulativo ovvero con una qualche loro reciproca convergenza.

Fonti:

https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2012/05/29/0315/00743.html

http://www.gris-imola.it/ultime_notizie/Lapparizionismomariano.php

IL TRIBUNALE RICONOSCE POSSESSIONE DEMONIACA, sentenza storica

L’intervista a don Aldo Buonaiuto durante il TG5 di venerdì 7 aprile 2017

http://www.tgcom24.mediaset.it/2017/video/la-separazione-colpa-di-satana-_3018417.shtml

«La moglie è posseduta»: per i giudici la colpa del divorzio è del demonio

Sentenza a Milano in una causa di separazione: «Eventi inspiegabili anche per i medici e gli esorcisti». E il Tribunale scrive «La signora non agisce consapevolmente, è agìta», cioè mossa da una forza esterna.

Il Tribunale civile di Milano ha emesso una singola sentenza in un caso di separazione di cui era stato chiesto l’addebito per colpa della moglie. Il Diavolo esiste davvero. Parola del Tribunale civile di Milano. Come racconta Il Corriere della Sera, pur riconoscendo la ragione del marito nel ritenere insostenibile un matrimonio sconvolto da inspiegabili comportamenti ossessivi della moglie, descritti come possessione demoniaca, in sentenza non ha addebitato la colpa alla moglie. In particolare i giudici hanno ritenuto che la donna, a detta dei medici priva di patologie che possano giustificare quei fenomeni, «non agisce consapevolmente» ma «altrettanto chiaramente è “agita”». Posseduta insomma da qualcosa di demoniaco.

Fenomeni inspiegabili

Le motivazioni della sentenza depositata dai giudici della IX sezione civile ripercorrono i fatti. Il tutto sarebbe iniziato con l’«ossessione religiosa» scatenatale dal 2007 da «devastanti comportamenti compulsivi» ascrivibili «a possessione demoniaca». E l’istruttoria parla di prove che in effetti «hanno sostanzialmente confermato la veridicità materiale» dei «fenomeni inspiegabili» narrati dal marito (anch’egli «fervente fedele» in chiesa) e confermati da molti fedeli, ma anche dal parroco e da un frate cappuccino.

Intervenuto pure l’esorcista

Alla signora accade infatti di essere vittima di improvvisi irrigidimenti o convulsioni corporee «che richiedono l’intervento di terze persone in funzione contenitiva», striscia e si scuote sul pavimento della chiesa, pur essendo di esile corporatura solleva con una sola mano una pesante panca e la scaglia contro l’altare, appare sollevarsi in aria per poi ricadere con «proiezioni paraboliche» a notevole distanza. Gli eventi sono anche stati sottoposti a «un monsignore esorcista della Diocesi di Milano». Anche la sorella «conferma che dal 2007» la donna «aveva cominciato a stare male, un male che provocava “fenomeni esterni e non dipendenti dalla sua volontà”, di cui» nessuno «sapeva dire la natura». E un frate cappuccino afferma di essere «impressionato dai fenomeni “poltergeist”» che «si verificavano sotto i suoi occhi» nella signora, «seguita per diversi anni da sacerdoti investiti ufficialmente della funzione di esorcista».

Nessun addebito per la donna: non è colpa sua

Il Tribunale, raccolte «tutte testimonianze che convergono nel confermare comportamenti parossistici della signora», «eventi singolari», «fenomeni inspiegabili» anche «da un clinico medico» che ha valutato la donna dopo «una accurata valutazione psichiatrica», sottoponendola ai vari test scientifici per poi concludere che «la signora non risulta affetta da alcuna conclamata patologia tale da poter spiegare i fenomeni», non sa come uscirne.

Non è pazza

Ma alla fine i giudici sentenziano che «la separazione non può essere addebitata alla moglie perché difetta il requisito della imputabilità soggettiva di questi comportamenti» nei quali non esprime una volontà, ma nemmeno simula, e neppure è pazza: «Non agisce consapevolmente», ma «altrettanto chiaramente ella è “agìta”», nel senso di mossa da una forza esterna: «i tormenti» e gli «inspiegabili fenomeni subìti dalla signora sono la causa e non la conseguenza del suo atteggiamento di esasperata spiritualizzazione», attraverso il quale «fa quello che può per guarire». La separazione viene quindi dichiarata dai giudici in via ordinaria, senza «addebito»: al marito andrà la casa, alla moglie un assegno di mantenimento.

Fonte Corriere della sera Milano

http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_aprile_07/matrimonio-finito-6f1dae1e-1af8-11e7-953e-ab8f663f73c7.shtml

San Giovanni Paolo II: un esorcista di nome Karol Wojtyla

La Chiesa ricorda la memoria liturgica di San Giovanni Paolo II il 22 ottobre, nell’anniversario dell’inizio del suo pontificato. Il 22 ottobre 1978, papa Wojtyła fece storia con la sua celebre frase: “Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!”.

Anche il 2 aprile è proclamata come giornata di Papa Giovanni Paolo II

Il 2 aprile 2005 si spegneva all’età di 84 anni Papa Giovanni Paolo II. In Canada, tramite l’approvazione di un disegno di legge, il 2 aprile è stato proclamato “Giornata di Papa Giovanni Paolo II”, e così sarà per tutti gli anni a venire.

Le motivazioni elencate riguardano soprattutto lo spessore internazionale dell’indimenticato Papa Wojtyla: “ riconosciuto come una figura che ha segnato la storia della Chiesa cattolica romana e del mondo, giocando un ruolo cruciale nella promozione dell’armonia e della pace tra le nazioni”. Ma anche l’amore del Papa verso i giovani, il suo impegno fondamentale per la “Giornata della Gioventù”, che è servita a riportare nella Chiesa l’entusiasmo giovanile, e nei giovani gli insegnamenti di Cristo.

Papa Giovanni Paolo II fu il primo Papa che, dopo quattrocento anni, affrontò il demonio pubblicamente in un rito di esorcismo. 

Dalle affermazioni di diversi sacerdoti esorcisti emerge che l’invocazione a San Giovanni Paolo II ha un impatto devastante sul diavolo, durante le benedizioni esorcistiche.

Papa Giovanni Paolo II nelle sue catechesi ha sempre parlato di satana come entità personale pervertita e pervertitrice, non una “metafora”: a Ponta Delgada (Azzor­re) ha gridato: «Giovani, smascherate il Maligno!»; nell’udienza generale del 22-7-1990 ha dichiarato: «Il diavolo è tentatore, è padre di menzogna, si vanta di essere il padrone del mondo, lotta contro l’avvento del Regno di Dio tra gli uomini. Se Cristo fosse stato sconfitto il diavolo avrebbe la vittoria definitiva della storia. Quel momento della lotta nel deserto è, dun­que, decisivo. Ogni tentazione al male può essere re­spinta, sull’esempio di Cristo, con la preghiera ed il digiuno (principale esorcismo, insieme al sacramento della Confessione)». Il Papa ha con­cluso riaffermando la potenza di Cristo sul male e su satana nell’avvento del Regno di Dio tra gli uomini.

Nel suo celebre discorso contro la mafia -a cui seguì un attentato, in cui “qualcuno” fece esplodere un ordigno in Laterano, la sera stessa- Giovanni Paolo II affermò: «La mafia è frutto del diavolo!».
«Siate sempre ben consapevoli delle condizioni sociali e culturali che oggi attentano, talvolta in modo subdolo, all’integrità e purezza della vita cristiana. “Il serpente mi ha ingannata”, lamenta Eva nella pagina biblica. Come al­l’origine, anche ai nostri tempi il demonio insidia l’uma­nità, quell’umanità che Dio non si stanca di ricercare, che anzi chiama con insistenza. Troppo spesso l’esperien­za ci mostra come l’uomo, irretito dal maligno, si lasci indurre ad incamminarsi sulla strada dell’ingiustizia, della sopraffazione, dell’egoismo che spegne in sé e negli altri la gioia di esistere.
Dal peccato che allontana Dio scaturisce una logica coer­citiva severa ed intransigente. Dalla violazione del precet­to divino derivano inclinazioni perverse, che ottenebrano la coscienza ed alterano la concreta valutazione del bene e del male. Quando questa tremenda progressione dell’in­ganno si estende sino a diventare espressione di vita col­lettiva, si realizza quel peccato sociale che, impossessan­dosi degli organismi e delle strutture scatena terribili po­tenze oppressive. Si hanno allora quelle forme di crimina­lità organizzata che mortificano e spezzano le coscienze, togliendo a tutti la serenità ed umiliando la speranza. Di fronte a tali sfide ,deve rispondere con umile fortezza il no­stro impegno di fede. Sacerdoti, siate seminatori di spe­ranza, testimoniate che i gravi problemi della Sicilia pos­sono oggi essere risolti, se noi riusciamo a rendere presen­te Gesù Cristo tra la gente» (San Giovanni Paolo II).

Uno degli antibiotici più efficaci per combattere il maligno è il SANTO ROSARIO e San Giovanni Paolo II raccomandava fortemente questa preghiera, così come esortava la Santissima Vergine Maria a Fatima:Risultati immagini per SAN GIOVANNI PAOLO ii PREGA ROSARIO
«Recitiamo con costanza il Rosario nelle comunità ecclesiali e nelle nostre famiglie. Esso in seguito alle ripetute invocazioni unirà i cuori, ravviverà i legami, rafforzerà la nostra speranza e donerà a noi tutti la pace e la gioia di Cristo, che è nato, morto e risorto per noi.
Recitare il Rosario infatti significa mettersi alla scuola di Maria ed apprendere da Lei,  Madre e Disce­pola del Cristo, come vivere in profondità ed in pie­nezza le esigenze della fede cristiana. Ella fu la prima credente, e della vita ecclesiale, Ella nel Cenacolo fu centro di unità e di carità tra i primi discepoli di suo Figlio.
Nella recita del Santo Rosario non si tratta tanto di ripetere delle formule quanto piuttosto di entrare in colloquio confidenziale con Maria, di parlarLe, di ma­nifestarLe la propria disponibilità nell’accettare i dise­gni di Dio, di prometterLe fedeltà in ogni circostanza, soprattutto in quelle più difficili e dolorose, sicuri del­la sua protezione, e convinti che Ella ci otterrà dal suo Figlio tutte le grazie necessarie alla nostra sal­vezza.
Recitando il Santo Rosario, infatti, noi contem­pliamo il Cristo da una prospettiva privilegiata, cioè da quella stessa di Maria, sua Madre; meditiamo cioè i misteri della vita, della passione e della resurrezione del Signore con gli occhi e col cuore di Colei che fu più vicina a suo figlio.
Siamo assidui alla recita del Rosario sia nella co­munità ecclesiale sia nell’intimità delle nostre famiglie: esso, sulla scia delle ripetute invocazioní, unirà i cuori, riaccenderà il focolare domestico, fortificherà la nostra speranza e otterrà a tutti la pace e la gioia del Cristo nato, morto e risorto per noi»’ (S. Giovanni Paolo II, Osservatore Romano, 3-4, ottobre 1988 ).

Dalle affermazioni di diversi esorcisti emerge che l’invocazione a San Giovanni Paolo II ha un impatto devastante sul diavolo. Mons. Andrea Gemma nel suo libro “Confidenze di un esorcista” afferma che il maligno, durante gli esorcismi, reagisce violentemente all’invocazione del nome del Pontefice mariano, San Giovanni Paolo II, il cui pontificato – per sua stessa ammissione – lo ha molto disturbato.peccato4Durante un esorcismo, afferma Mons.Gemma, il diavolo avrebbe ammesso : “Il vecchiaccio (così chiama Giovanni Paolo II) ci ha fatto un enorme danno: ci ha strappato molti giovani….”
Fra Benigno, esorcista ufficiale della diocesi di Palermo, conferma nel suo libro “Il diavolo esiste” di avere ottenuto diverse liberazioni per intercessione di Giovanni Paolo II a partire dal giorno della sua morte.
Appoggiando sul capo dei posseduti una corona del Santo Rosario, appartenuta al Papa mariano, assiste sempre a violente reazioni da parte delle persone colpite da disturbi malefici importanti.

400 anni dopo, il papa “venuto da lontano” realizzò un rito di esorcismo all’interno della Città del Vaticano, come ha documentato il giornalista David Murgia in una trasmissione della televisione dei vescovi italiani, TV2000.

Quando era sacerdote – secondo le fonti di TV2000 –, il giovane Wojtyła aveva compiuto il rito dell’esorcismo su varie persone con mali inspiegabili e presuntamente possedute.

Jacques-Paul Martin, ex prefetto della Casa Pontificia durante il pontificato di Giovanni Paolo II, ha confermato in un libro postumo che nel 1982 il pontefice polacco ha affrontato il diavolo in Vaticano liberando una giovane donna vittima di possessione diabolica. Il parroco di Santa Assunta (Cesi-Terni), padre Baldini Ferroni, accompagnò Francesca e la sua famiglia in Vaticano e ha raccontato alcuni dettagli di quanto accadde. Era il 27 marzo 1982, e Francesca e la sua famiglia erano in Piazza San Pietro. I medici non riuscivano a risolvere l’enigma e la donna era affidata a un sacerdote esorcista e al suo parroco. 

Il rito di esorcismo avvenne il 4 aprile 1982, il quarto anno del pontificato. Racconta Padre Gabriele Amorth: “Lo ricordo perfettamente. Conosco Francesca, la giovane che era presente quella mattina all’udienza papale in Vaticano. In precedenza, il vescovo della diocesi a cui la ragazza apparteneva le chiese se fosse disposto a esorcizzarla, e il Papa diede il suo assenso, senza problema. E il Papa procedette subito dopo all’esorcismo, nella sua cappella privata in Vaticano. Francesca non faceva altro che sputare e strisciare contorcendosi al suolo. Le persone che attorniavano il Papa non credevano ai loro occhi: ‘Non abbiamo mai visto una scena come quelle che si descrivono nel Vangelo’, ammettevano, sbalorditi.

Il primo a essere impressionato fu il Papa stesso, secondo la testimonianza del cardinale francese Jacques Martin, secondo il quale Woytila confessò poi a Ottorino Alberti, vescovo di Spoleto: ‘Non mi è mai accaduto nulla di simile nella vita…’. Giovanni Paolo II in effetti diceva: ‘Tutto quello che accade nei Vangeli, accade anche oggi’. Però oltre a pensarlo, e a dirlo, Giovanni Paolo II finiva per sperimentarlo egli stesso. Anche se il suo esorcismo fu di una certa efficacia, per liberare Francesca completamente ci vollero cinque anni interi di benedizioni.

Dopo aver compiuto il rito, Giovanni Paolo II chiese ai presenti di stare tranquilli e di continuare a pregare per Francesca, che oggi è sposata, ha quattro figli e conduce una vita normale. Non è rimasta in lei alcuna traccia della possessione, come ha confermato il suo parroco a David Murgia.

Al riguardo, padre Amorth commentava di aver realizzato il rito dell’esorcismo a varie persone che anche dopo vent’anni non erano state liberate completamente. Si verificavano sempre benefici, ma liberarle era “un’altra cosa”, diceva.

La lotta spirituale di Wojtyła contro il demonio

Karol Józef Wojtyła considerava la lotta spirituale contro il principe degli “spiriti impuri” e il grande tentatore equivalente a diffondere la Parola di Dio. Molti sono i suoi discorsi e le menzioni alle menzogne e alle seduzioni del peccato.

Il 9 marzo 2003, durante l’Angelus in Piazza San Pietro, l’anziano papa, già malato, avvertì il mondo del contesto internazionale di guerra e della necessità di convertire i cuori alla vera pace.

“Al riguardo, è quanto mai eloquente l’icona di Cristo che smaschera e vince le menzogne di Satana con la forza della verità, contenuta nella Parola di Dio”, disse.

Il futuro santo, molto noto ai suoi collaboratori per la sua spiritualità e la forte preghiera, assicurò che “nell’intimo di ogni persona risuonano la voce di Dio e quella insidiosa del maligno. Quest’ultima cerca di ingannare l’uomo seducendolo con la prospettiva di falsi beni, per distoglierlo dal vero bene, che consiste proprio nel compiere la volontà divina”.

In varie occasioni papa Wojtyła ha affermato che l’opera del demonio si manifesta attraverso il male della droga, della guerra, della decadenza morale, della persecuzione dei cristiani e delle ideologie del momento.

Giovanni Paolo II, ricordava a TV2000 padre Amorth in una delle ultime interviste concesse ai mezzi di comunicazione, ha fatto tanti discorsi su Satana a livello dottrinale, ma il più noto è stato quello davanti alla grotta di San Michele Arcangelo, vicino San Giovanni Rotondo.

Il 24 maggio 1987, durante la sua visita in Puglia, Giovanni Paolo II chiese aiuto all’arcangelo Michele per lottare contro il diavolo. “Il Demonio è tuttora vivo ed operante nel mondo”, affermò. “Il male che è in esso, il disordine che si riscontra nella società, l’incoerenza dell’uomo, la frattura interiore della quale è vittima non sono solo le conseguenze del peccato originale, ma anche effetto dell’azione infestatrice ed oscura del Satana, di questo insidiatore dell’equilibrio morale dell’uomo”.

“È vero che ‘le porte degli inferi non prevarranno’, secondo l’assicurazione del Signore, ma questo non significa che siamo esenti dalle prove e dalle battaglie contro le insidie del maligno”, sottolineò.

Il diavolo confessa perché teme Giovanni Paolo II

Padre Amorth dichiarò a TV2000 di aver scoperto che San Giovanni Paolo II era un potente intercessore per lottare contro il diavolo e liberare gli indemoniati.

Nel libro scritto a quattro mani con il giornalista Paolo Rodari, raccontò anche di aver chiesto al diavolo più di una volta perché temeva tanto Giovanni Paolo II.

In primo luogo, diceva, il demonio gli aveva risposto che il papa santo aveva sbaragliato i suoi piani sulla Terra. Amorth interpretò la risposta del demonio con la caduta del comunismo e del marxismo nell’ex Unione Sovietica.

In secondo luogo, l’esorcista morto quasi novantenne a settembre disse che il diavolo era furioso con Giovanni Paolo II perché gli aveva strappato dalle mani molti giovani, che si erano convertiti grazie a lui. Alcuni magari erano già cristiani ma non praticanti, ma poi con il papa polacco erano tornati a praticare la loro fede.

Padre Amorth sottolineò che Giovanni Paolo II e padre Pio erano alleati contro il demonio, ma che la loro azione non si poteva paragonare a quella della Vergine Maria, Madre di Gesù.

Una volta, Padre Amorth chiese a Satana perché si spaventasse di più quando invocava la Madonna che quando invocava Cristo, e il demonio rispose che per lui era peggio essere umiliato da una creatura umana che essere umiliato da Lui.

Va sottolineato che durante il pontificato di Giovanni Paolo II nella diocesi di Roma si è stabilito come priorità il fatto di rispolverare l’antico rito dell’esorcismo e di formare sacerdoti per questa missione spirituale di guarigione e liberazione.

Nel luglio 2014, infatti, la Congregazione per il Clero, con la benedizione di papa Francesco, ha riconosciuto giuridicamente l’Associazione Internazionale Esorcisti (Aie).

PREGHIERA PER OTTENERE LE GRAZIE PER INTERCESSIONE DI SAN GIOVANNI PAOLO II

19-divina-misericordia-lk

O Trinità Santa, ti ringraziamo per aver donato alla Chiesa san Giovanni Paolo II e per aver fatto risplendere in lui la tenerezza della Tua paternità, la gloria della Croce di Cristo e lo splendore dello Spirito d’amore.

Egli, confidando totalmente nella Tua infinita misericordia e nella materna intercessione di Maria, ci ha dato un’immagine viva di Gesù Buon Pastore e ci ha indicato la santità come misura alta della vita cristiana ordinaria quale strada per raggiungere la comunione eterna con Te. Concedici, per sua intercessione, secondo la Tua volontà, la grazia che imploriamo … Amen.

Pater Ave Gloria

San Giovanni Paolo II, prega per noi

Immagine correlata

 

Don Filippo T. esorcista: «Io che combatto ogni giorno contro Satana, ho visto cose disumane, ma sono sereno, perchè sto dalla parte del Vincitore»

Papa Francesco ha esortato, in alcuni casi, a coinvolgere gli esorcisti per risolvere i problemi spirituali. Don Filippo, che è uno di loro, ci ha spiegato che il numero delle persone che si rivolgono a lui è in crescita: ogni giorno ne incontra almeno tre o quattro che temono di essere possedute dal diavolo

Quando Don Filippo T. viene chiamato per un esorcismo, comincia con una preghiera semplice. Con la lettura della Parola di Dio, le invocazioni, le benedizioni. Poi arriva il momento di intensificare il rito, per capire se l’esorcismo è davvero quello che serve: impone le mani sulla testa della persona da aiutare e recita la parte più profonda della preghiera, ma lo fa in silenzio. «Per non suggestionare – spiega -. Se alla preghiera silenziosa corrisponde una reazione viva, questo può essere il segno che c’è bisogno dell’esorcismo».

In ogni diocesi, il vescovo delega almeno un sacerdote a praticare gli esorcismi. Don Filippo è stato chiamato a occuparsene e, da allora, ogni giorno incontra almeno tre o quattro persone che temono di poter essere state«possedute»dal demonio.

E Papa Francesco l’ha detto chiaramente: i confessori devono essere attenti, perché se si rendono conto «della presenza di veri e propri disturbi spirituali – che possono anche essere in larga parte psichici, e ciò deve essere verificato attraverso una sana collaborazione con le scienze umane», non devono esitare «a fare riferimento a coloro che, nella diocesi, sono incaricati di questo delicato e necessario ministero, vale a dire gli esorcisti. Ma questi devono essere scelti con molta cura e molta prudenza».

Sono cinquecentomila gli italiani che ogni anno chiedono un esorcismo. E il loro numero aumenta. «E si capisce il perché – spiega il sacerdote -. Gli uomini sono assetati di spiritualità, ma non sempre la cercano nel posto adatto. Non c’è provincia che non abbia i suoi santoni, i cartomanti, gli esperti dell’occulto. E spesso arrivano da me persone che, prima, sono state dai cosiddetti “maghi”, che hanno promesso di liberarli da situazioni negative, da malefici. Nella “migliore” delle ipotesi sono cialtroni, che però spesso rubano un sacco di soldi, nella peggiore dei cultori dell’occulto. Per un po’ quelle persone sembrano stare meglio, poi ricadono».

Nei primi mesi da esorcista, Don Filippo era «stupito dal numero di persone disturbate a livello spirituale. Quando ho ricevuto l’incarico di esorcista diocesano, pensavo di non avere molto da fare, invece ho dovuto ricredermi. Poco fa ho ricevuto una coppia con un bambino. Ci sono famiglie, giovani, anziani».

Spesso si rivolgono a lui dopo avere chiesto aiuto a maghi e santoni per riuscire a elaborare un lutto, affrontare una malattia, una crisi famigliare o di coppia. «Cercano disperatamente una soluzione che possa dare sollievo e in fretta». E non lo fanno le persone più «ignoranti»: si cerca la magia soprattutto quando si è benestanti. «Si cerca una tecnica per raggiungere quello che si desidera, e la magia lo può diventare. Una illusoria via d’uscita veloce dai problemi».

Altri possono avere un disturbo psichiatrico, che viene confuso con un diverso tipo di problema. E bisogna fare il «discernimento», capire chi ha davvero bisogno di un esorcismo, fra tutti quelli che pensano sia necessario. «Quasi sempre consiglio solo di riavvicinarsi alla spiritualità cristiana e alla fede». Ma per tre o quattro persone al mese, su un bacino di circa 250 mila abitanti, comincia la preghiera di esorcismo.

La maggior parte delle persone che ne hanno bisogno sono giovani adulti, sui 30 anni. «Sono spesso loro stessi a chiedere aiuto, ma a volte rifiutano di incontrarmi, e allora, per loro, lo fanno i famigliari. È più efficace pregare con la persona interessata, ma la preghiera ha comunque, sempre, un effetto benefico. Spesso i parenti mi portano foto, indumenti. Non è importante averli, perché la fede non è magia, ma li accetto, per non urtare la loro sensibilità. È una forma di rispetto».

I familiari si allarmano, o ci si preoccupa per se stessi, quando il carattere cambia improvvisamente e inspiegabilmente, quando si prova un’avversione a tutto quello che è sacro, alla figura del Papa, o quando un’indole tranquilla lascia spazio a momenti di grande ira. «Possono essere dei segnali anche i sogni premonitori o la conoscenza di aspetti occulti di cui non ci si è mai interessati. Alcuni professionisti si sono rivolti a me perché non riuscivano a gestire un’aggressività che non riconoscevano, o perché si sentivano terribilmente stanchi, avevano sonno, stati d’animo che impedivano di continuare a lavorare».

Don Filippo ha anche assistito a manifestazioni impressionanti: ha visto persone che si caricavano di una forza impressionante, i cui tratti somatici cambiavano in modo evidente. Ha sentito parlare correttamente in lingue sconosciute persone che non potevano in nessun modo averle imparate.

L’esorcismo, per lui, è una prova dell’esistenza di Dio. «Se una preghiera semplice, una benedizione  provocano reazioni simili, sovrannaturali – ci spiega -, è segno che qualcosa di importante sta succedendo».

Lui vive solo, dorme solo. E non sarebbe così strano se avesse paura di tornare a casa, di sera. Se pensasse a qualcosa di sinistro ogni volta che sente un rumore che non riesce a spiegare. «Mi sono abituato a non ricondurre tutto quello che di brutto, di strano o di inspiegabile mi succede alla mia attività di esorcista: riconosco le cose umane. Quello che temo è di non pregare abbastanza, ma non il diavolo. Non so spiegarle perché, ma io non ho paura, e sono sereno anche dopo le giornate in cui assisto alle reazioni più violente. È che mi ritengo dalla parte del Vincitore».

Fonte

Preghiere davanti alla Croce di GESU’. Via Crucis con riflessioni di Padre Gilles, sacerdote esorcista

Si concede l’indulgenza plenaria ai fedeli che, nei venerdì del tempo di Quaresima, davanti all’immagine di Gesù Crocifisso, dopo la S. Comunione, avranno recitato questa preghiera:

Eccomi, o mio amato e buon Gesù, che prostrato alla tua santissima Presenza ti prego con il fervore più vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza, di carità, di dolore dei miei peccati e di proponimento di non offenderti più, mentre io con tutto l’amore e con tutta la compassione vado considerando le tue cinque piaghe, cominciando da ciò che disse di Te, o mio Gesù, il santo profeta Davide: “Hanno forato le mie mani e i miei piedi, hanno contato tutte le mie ossa”. (Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre).

ANIMA DI CRISTO 

Anima di Cristo, santificami. Corpo di Cristo, salvami. Sangue di Cristo, inebriami. Acqua del costato di Cristo, lavami. Passione di Cristo, confortami. O buon Gesù, esaudiscimi. Dentro le tue piaghe nascondimi. Non permettere che io mi separi da te. Dal nemico maligno difendimi. Nell’ora della mia morte chiamami: e comanda che io venga a te, affinché ti lodi con i tuoi santi, nei secoli dei secoli. Amen.

Preghiera del Venerdì per liberare Anime dal Purgatorio
TI ADORO O CROCE SANTA

Ti adoro, o Croce Santa, che fosti ornata del Corpo Sacratissimo del mio Signore, coperta e tinta del suo Preziosissimo Sangue. Ti adoro, mio Dio, posto in croce per me. Ti adoro, o Croce Santa, per amore di Colui che è il mio Signore. Amen.

 (Recitata 33 volte il Venerdì Santo, libera 33 Anime del Purgatorio.
Recitata 50 volte ogni venerdì, ne libera 5.
Venne confermata dai Papi Adriano VI, Gregorio XIII e Paolo VI).
Da: Il libro delle Novene – Ed. Ancilla

Accompagniamo Gesù sulla Via della croce,  con preghiere e riflessioni di Padre Gilles Jeanguenin, sacerdote esorcistapreghiera-croce4

La Via Crucis, nel senso attuale del termine, risale al Medio Evo inoltrato. San Bernardo di Chiaravalle (+ 1153), san Francesco d’Assisi (+ 1226) e san Bonaventura da Bagnoregio (+ 1274), per la loro devozione, affettuosa e partecipe, prepararono il terreno su cui sorgerà questo pio esercizio. La Via Crucis, nella sua forma attuale, con le stesse stazioni disposte nello stesso ordine, è attestata in Spagna nella prima metà del secolo XVII, soprattutto in ambienti francescani.

Rappresentiamoci la scena del Calvario: Gesù crocefisso, vicino a spirare e Maria che contempla il divin Figlio e pensa a ciascuno di noi e prega per tutti.

Chiediamo a san Paolo la grazia di compiere bene questa Via Crucis. Egli è il grande predicatore di Gesù crocefisso. Scrive nella lettera ai Corinti: “Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo e Cristo crocefisso” (1Cor 2,2). Invochiamo anche l’aiuto di Maria addolorata: ella ci faccia sentire il dolore dei peccati e soprattutto ci ispiri il proposito di una vita santa.

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo

Perché con la Tua santa croce hai redento il mondo

I  Stazione

Gesù innocentissimo accetta per la gloria di Dio e la pace degli uomini la ingiusta sentenza di morte pronunciata contro di lui da Pilato.Gesù è condannato a morteAmorosissimo Gesù, per tuo amore e in riparazione dei miei peccati, accetto la mia morte con tutti i dolori, le pene e gli affanni che l’accompagneranno.

Sia fatta non la mia, ma la tua volontà, o Signore.

Abbi pietà di me, Signore.

II. Stazione

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo

Perché con la Tua santa croce hai redento il mondo

Gesù riceve sulle spalle la croce. Gesù Maestro ci invita: «Chi vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua» (cfr. Mt 16, 24; Lc 9,23).Gesù porta la croceSì, voglio venire dietro a te, o Gesù, mortificando le mie passioni e accettando la mia croce quotidiana.

Attirami a te, o Signore. Stretta è la via, ma conduce al paradiso. Nel cammino mi appoggerò a te, mia guida e mio conforto.

Abbi pietà di me, Signore.

III. Stazione

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo

Perché con la Tua santa croce hai redento il mondo

Gesù, affranto dall’agonia del Getsemani, martoriato dalla flagellazione e incoronato di spine, sfinito dal digiuno, cade per la prima volta sotto l’enorme peso della croce.Gesù cade la prima voltaGesù è caduto per sostenere coloro che stanno per cadere. Molte sono le tentazioni del demonio.

Non permettere che cadiamo in tentazione, o Signore, e liberaci da ogni male passato, presente e futuro.

Abbi pietà di me, Signore.

IV Stazione

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo

Perché con la Tua santa croce hai redento il mondo

Gesù, che porta la croce, incontra sua Madre trafitta nell’anima da una spada di dolore. Il Cuore di Gesù e il Cuore di Maria sono uniti anche nella stessa passione.Gesù incontra sua Madre SantissimaEcco i due Cuori che tanto hanno amato gli uomini e nulla hanno risparmiato per essi.

O Cuori sacratissimi di Gesù e di Maria, concedetemi la grazia di meglio conoscervi, amarvi, imitarvi. Vi offro il mio cuore, perché sia sempre vostro.

Abbi pietà di me, Signore.

V Stazione

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo

Perché con la Tua santa croce hai redento il mondo

Con finta compassione, i carnefici «fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù» (Lc 23,26).Simone di Cirene aiuta Gesù a portare la CroceSono anch’io tenuto a cooperare alla redenzione, completando con le mie sofferenze la tua passione, o Gesù.

O buon Maestro, fa’ che io possa accogliere nella fede e per amor tuo tutte le situazioni di dolore che incontro nella mia vita e possa essere di aiuto alle persone che soffrono.

Abbi pietà di me, Signore.

VI. Stazione

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo

Perché con la Tua santa croce hai redento il mondo

La Veronica, spinta da intensa compassione, asciuga con un lino il volto di Gesù e Gesù la ricompensa imprimendo il suo volto su quel lino.Sixth Station of the Cross.  Veronica Wipes the Face of Jesus: Riconosco in questa pia discepola il modello delle anime riparatrici.

O Gesù, imprimi in me le virtù del tuo cuore santissimo, mite e umile, compassionevole e generoso.

Abbi pietà di me, Signore.

VII. Stazione

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo

Perché con la Tua santa croce hai redento il mondo

Una seconda volta vengono meno le forze a Gesù, ed egli, «disprezzato e reietto dagli uomini» (Is 53, 3), cade nuovamente sotto la croce.Gesù cade per la seconda voltaO buon Maestro, tu prendi su di te il peso dei miei peccati fatti per malizia, o per essermi messo nell’occasione.

Gesù mio, detesto tutto ciò che in me ti offende e mi propongo di cercare con tutte le mie forze di vivere nel tuo amore.

Abbi pietà di me, Signore.

VIII. Stazione

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo

Perché con la Tua santa croce hai redento il mondo

Seguivano Gesù una grande folla e molte donne che piangevano sopra di lui. Egli disse loro: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli» (Lc 23, 28)Gesù parla alle donne di GerusalemmeMi umilio per le molte mie colpe personali e per quelle che altri hanno commesso per il mio cattivo esempio e le negligenze ai miei doveri.

Gesù mio, dammi la grazia di impedire per quanto potrò il peccato altrui con le opere, l’esempio, la parola, la preghiera.

Abbi pietà di me, Signore.

IX: Stazione

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo

Perché con la Tua santa croce hai redento il mondo

Per la terza volta Gesù cade sotto la croce perché la nostra ostinazione ci fa ripetere gli stessi sbagli.Gesù cade per la terza voltaL’ostinazione acceca la mente e indurisce il cuore.

Dammi, o Signore, la grazia di vigilare sopra di me, di essere fedele all’esame di coscienza e di confessarmi spesso con sincerità e impegno.

Abbi pietà di me, Signore.

X Stazione

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo

Perché con la Tua santa croce hai redento il mondo

Gesù, arrivato sul calvario, viene spogliato dei suoi abiti e gli danno da bere una bevanda di fiele e mirra.Gesù è spogliato delle vestiEcco quanto sono costati a Gesù i nostri peccati di ambizione e di golosità.

Signore, concedimi la grazia di distaccare sempre più il mio cuore da ogni vanità e soddisfazione mondana, per cercare unicamente te, somma ed eterna felicità.

Abbi pietà di me, Signore.

XI. Stazione

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo

Perché con la Tua santa croce hai redento il mondo

I carnefici inchiodano sulla croce Gesù che soffre con spasimo indicibile, sotto gli sguardi di sua Madre afflittissima.Gesù è inchiodato alla CroceAppartengono a Gesù coloro che mortificano le loro cupidigie e passioni.

Io voglio essere di Gesù durante la mia vita, al momento della mia morte e nell’eternità. Non permettere, o Gesù, che mi separi da te.

Abbi pietà di me, Signore.

XII. Stazione

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo

Perché con la Tua santa croce hai redento il mondo

Gesù soffre ineffabili pene per tre ore; poi muore sulla croce per i nostri peccati.Gesù muore sulla croceLa morte di Gesù si rinnova ogni giorno sugli altari con la santa Messa.

Gesù amorosissimo, concedimi di partecipare spesso alla santa Messa e con le disposizioni che ebbe tua Madre ai piedi della croce.

Abbi pietà di me, Signore.

XIII. Stazione

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo

Perché con la Tua santa croce hai redento il mondo

Maria, la madre del dolore, riceve tra le braccia il corpo del Figlio deposto dalla croce.Gesù è deposto dalla croceMaria contempla nelle piaghe del Figlio l’amore infinito di Gesù per gli uomini.

La devozione a Maria è un’ancora di salvezza. O Maria, accettami come figlio, accompagnami in vita; assistimi ogni giorno e specialmente nell’ora della morte.

Abbi pietà di me, Signore.

XIV. Stazione

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo

Perché con la Tua santa croce hai redento il mondo

Il corpo di Gesù, unto con gli aromi, è portato al sepolcro. Gesù aveva predetto la sua passione: «Ecco, andiamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà tradito e messo a morte» (Mt 20, 18-19).Gesù è deposto nel sepolcroSignore Gesù, sei all’ultimo atto della tua umiliazione, quella del sepolcro. Quanto siamo preziosi per te, o Signore, se tu hai dato la vita per noi.

Grazie, o Gesù. Voglio seguirti e amarti con tutto me stesso.

Abbi pietà di me, Signore.

XV. Stazione

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo

Perché con la Tua santa croce hai redento il mondo

Maria attende con viva fede la risurrezione del Figlio, secondo quanto Egli aveva predetto: «Il terzo giorno risorgerò» (Cfr.Mt 20,19).Immagine correlataCredo fermamente la risurrezione di Gesù Cristo, come credo alla nostra risurrezione.

Ogni giorno voglio risorgere a vita nuova per meritare di risorgere nella gloria dell’ultimo giorno.

Abbi pietà di me, Signore.

Preghiera finale

O Padre, che hai voluto salvarci con la morte in croce del Cristo tuo Figlio, accresci la nostra fede, rafforza la nostra speranza, purifica la nostra carità.

Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera davanti alla Croce di Gesù

Tu ci hai amati abbastanza, o mio Dio, che per amore verso di noi, per dimostrarci, per dichiararci il tuo amore e per indurci in questo modo a contraccambiartelo (unico mezzo, per noi, per essere perfetti e felici sia in questa vita che nell’altra) hai voluto soffrire ed essere vilipeso fino a tal punto!  

Soffrire ed essere vilipeso senza misura per qualcuno, ecco il mezzo per provare a quella persona che la si ama senza misura… Ecco ciò che Tu c’insegni, ecco la lezione che Tu ci dai sul Calvario… E nello stesso tempo ci dici: “Vi ho amati fino a questo punto e ve l’ho così provato, dichiarato … Amate me fino a questo punto, e provatemelo, dichiaratemelo, così come lo ho fatto per voi”.

Ascoltiamo quest’invito, il più dolce, il più soave che possa venire fatto e che ci viene lanciato dall’essere infinitamente amabile, da Dio, bellezza suprema. E mettiamo a profitto la lezione che ci viene data dalla sapienza infinita, da Colui che unico può amare infinitamente, che unico sa ciò che il perfetto amore richiede….
Soffriamo e lasciamoci vilipendere per Lui, accogliamo, accettiamo, desideriamo, ricerchiamo, abbracciamo qualsiasi sofferenza e qualsiasi disprezzo nella maggior misura possibile, senz’altro limite che quello della santa obbedienza a Dio e a coloro che lo rappresentano presso di noi, per dimostrare, per dichiarare a Gesù il nostro amore, per rendergli amore in cambio di amore …

Oh! mio Signore Gesù, fammi vedere sempre più chiaramente questa verità essenziale e così necessaria che il demonio cerca continuamente di oscurare ai nostri occhi. Falla splendere dinanzi al mio sguardo, questa dottrina della croce, e fa’ ch’io l’abbracci, così come Tu vuoi da me … Fa’ che anch’io possa dire di non sapere che una cosa sola: Gesù e Gesù crocifisso… Oh!, mio Dio, fa’ che io veda, fa’ che queste verità sfavillino sempre dinanzi ai miei occhi, e fa’ che io conformi ad esse la mia vita, in Te, per mezzo di Te e per Te! Amen. E concedi le stesse grazie a tutti quanti gli uomini, in vista di Te. 

Charles de Foucault, Lettere spirituali, n.253.

Fonti: IL BLOG DI PADRE GILLES

https://padregilles.blogspot.it/2011/04/via-crucis.html?m=0

 L’indulgenza plenaria dei Venerdì di Quaresima: ecco la preghiera in italiano http://www.cantualeantonianum.com/2012/02/lindulgenza-plenaria-dei-venerdi-di.html#ixzz4aFeIxPIX

Approfondire indulgenze:

http://www.festadelladivinamisericordia.com/indulgenza-plenaria.asp

Don Aldo Buonaiuto: Perchè l’eutanasia è sempre una sconfitta

Il suicidio assistito di Fabiano Dj Fabo ci scuote interiormente. Prima di lui altri italiani, circa una cinquantina, sono stati portati a compiere il gesto così estremo del togliersi la vita. E’ comunque un errore accanirsi in queste ore sullo strazio di una precisa persona e dei suoi familiari, sconvolti dal dramma della malattia e della morte. Non dovremmo vedere nessuno compiacersi né utilizzare per scopi politici il dolore umano al fine di issare la propria bandiera. Di fatto nessuno dovrebbe infrangere questo spazio così sacro né approfittare dello stato di grande debolezza che una persona sta affrontando. Togliersi la vita non può mai essere la risposta ad un bisogno di pace, alla legittima e disperata richiesta di non soffrire.

Il suicidio assistito, in qualsiasi forma lo si voglia addolcire con le parole, resta una terribile sconfitta per una società civile che dovrebbe essere in grado di sostenere i pazienti e i familiari, duramente provati, con quel l’amore più grande di ogni paura di vivere. Ho constatato direttamente nelle nostre tante case famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII, dove condividiamo la vita con tanti malati terminali, che se hanno accanto amici pieni di fede e di amore, di fiducia e di speranza, trovano una forza incredibile per lottare e benedire l’esistenza, nonostante tutto.

Noi cristiani abbiamo una risposta alternativa a chi vorrebbe legalizzare in Italia il suicidio assistito e l’eutanasia; una posizione chiara che non dovrebbe essere solo rispettata ma anche ascoltata, al fine di aiutare realmente i malati a comprendere il vero senso dell’esistenza, a combattere per la vita respirando con gli affetti più cari. Una società che si accanisce contro la vita, favorendone la sua soppressione, rischia di perdere la sensibilità al valore assoluto dell’accoglienza, da quel primo zigote fino al momento in cui soltanto il fautore delle creature dovrebbe decidere e nessun altro. C’è un concetto profondo di ecologia umana, affrontato dagli ultimi Pontefici, che non può essere dimenticato né perduto dalle nostre coscienze: la persona possiede una propria natura che non può manipolare perché l’uomo non si è auto fabbricato; mi fa impressione vedere tanti cattolici confusi e dimentichi dei propri principi quando invece servirebbe più coraggio nel difenderli senza troppe timidezze.

L’individualismo imperante legato al relativismo pratico ha spinto questa umanità a non rispettare più l’esistenza specialmente quando essa è fragile e al limite delle sue forze. Noi dovremmo promuovere in Italia un’assistenza più attenta verso i malati più gravi, alzare la qualità delle attenzioni mediche, garantire un supporto psicologico e umano molto più attento e incisivo, non lasciando mai soli i familiari, anch’essi tanto bisognosi di sostegno.

Forse quello Stato assente, interpellato da Dj Fabo, dovrebbe sentirsi più richiamato a come migliorare la qualità della vita anche negli istanti finali piuttosto che risolvere tutto con la via breve della sua soppressione.

DISAGIO GIOVANILE 

Di seguito viene riportata l’intervista integrale a don Aldo pubblicata sul sito di Radio Vaticana.

In questi giorni, diversi drammatici fatti di cronaca, hanno riportato in primo piano il disagio giovanile. Ha scosso in particolare l’opinione pubblica il suicidio di un ragazzo trovato in possesso di hashish, durante una perquisizione antidroga della Guardia di Finanza, su richiesta della madre del giovane. Sulle radici di questo disagio, Alessandro Gisotti ha intervistato don Aldo Buonaiuto che, per la Comunità Giovanni XXIII, si occupa da anni di giovani in situazioni di difficoltà:droga-giovani640x250

R. – Noi abbiamo tantissimi giovani che hanno scelto di fare un percorso. Don Benzi, il nostro fondatore, iniziò negli anni ’80 proprio per dare speranza e dignità a questi giovani, giovanissimi, che avevano accettato più il percorso della morte che quello della vita. Questi ragazzi che non hanno riferimenti interiori, molto spesso non riescono più neanche a distinguere il bene dal male, non hanno un’identità precisa, si sentono in balia di un ambiente sociale che offre più il piacere che la felicità, che il senso della vita.

D. – Su questo disagio giovanile c’è poi l’impatto della diffusione delle droghe, definite a volte “leggere”, ma le cui conseguenze non sono mai leggere, vero?

R. – Non esistono le droghe leggere o le droghe pesanti. Sono tutte pesanti perché producono dipendenza, perdita del senso della realtà, annullamento della coscienza morale. Per non parlare delle droghe chiamate “sintetiche”, che prese per un periodo, possono arrivare addirittura a distruggere il cervello. Quindi noi abbiamo tanti ragazzi; li vediamo davanti ai nostri occhi e immaginiamo le famiglie quanto possano soffrire nel vedere questi ragazzi distrutti a causa di queste sostanze. Davanti ai nostri giovani che cercano le sostanze, c’è tutto un mondo criminale che le fabbrica, che le produce proprio per offrire questa morte, questa distruzione ai nostri ragazzi.

D. – Una cosa che colpisce, e che davvero è agghiacciante, è come alcuni giovani arrivano anche a compiere il suicidio e i genitori, o comunque gli educatori, non si erano accorti del loro disagio. Sembrava che tutto fosse normale …

R. – I gesti estremi, certo, che rivelano sempre uno stato interiore di grande disperazione; una disperazione che però a volte proprio le persone più care, sono le ultime a comprendere o magari i figli fanno del tutto per non far percepire loro lo stato di grande disagio, di grande frustrazione o di grande vuoto che stanno vivendo. Quindi molto spesso le persone che i giovani amano di più sono quelle a cui nascondono meglio il proprio stato emotivo, di solitudine e di isolamento. In una società super-tecnologizzata, dove chiamiamo tutti “amici” anche persone perfettamente sconosciute, vediamo i ragazzi sempre più soli, più isolati. Nessuno li aiuta più a riflettere a pensare; manca il dialogo che è sempre più carente – diciamolo – anche nelle famiglie; prevale la fretta nel fare, nel correre, nel realizzare, ma manca il midollo del senso della vita che è la relazione. Qui c’è una crisi spaventosa di relazione nelle famiglie, nella società, dove le persone non si parlano più. Non basta mandare delle faccine via sms per comunicare qualcosa e non guardarsi più negli occhi, non abbracciarsi, non rivelarsi, non confidarsi e non parlarsi più.

Fonti

http://www.interris.it/2017/02/28/114116/editoriale/perche-leutanasia-e-sempre-una-sconfitta.html

http://www.donaldobuonaiuto.it/?p=882

Riti satanici e narcos: uccisa un’ altra adolescente. La lotta dei sacerdoti esorcisti in Messico.

10 febbraio 2017 Nel cortile di una casa in Messico è stato ritrovato il corpo di Jessica Valeria Ramirez, 15 anni, morta dissanguata con un paletto nel suo occhio destro.
I presunti responsabili dell’ omicidio, secondo quanto riporta il portale del Millennio, sarebbero altri tre adolescenti che non hanno ancora raggiunto la maggiore età, per cui le autorità non hanno rivelato la loro identità.
Il cadavere della giovane è stato trovato seminudo e con evidenti brutali segni di violenza, l’autopsia governativa ha confermato che non si è verificato abuso sessuale. L’indagine è stata condotta da un procuratore Specializzato negli Adolescenti, informazioni:
La casa della vittima era vicina al luogo dove la giovane è stata trovata morta. Con il progredire delle indagini,  alcuni segni sul corpo hanno dimostrato che si tratta di un rito satanico. 
Non è un gioco da ragazzi : “si pensa che molte più persone siano coinvolte in pratiche sataniche, oltre ai tre detenuti, anche se le altre persone non hanno partecipato direttamente all’omicidio di Jessica Valeria”.
Non è la prima volta che si presenta una situazione aberrante del genere. Nel mese di marzo 2016, nello stato di Chihuahua un giovane di 24 anni è stato ucciso durante un rito satanico in cui voleva diventare “vampiro” ed essere”immortale”.” Questo crimine si è verificato durante un rito di iniziazione in cui la vittima credeva di poter diventare un vampiro, nella setta satanica chiamata Figli di Baphomet 1 “, ha detto a suo tempo il direttore della polizia ministeriale dello stato di Chihuahua, Pablo Rocha. Il giovane ucciso è stato trovato con i segni di strangolamento e tagli sul collo.
IL SACERDOTE ESORCISTA Padre José Antonio Fortea, esperto in demonologia, ha avvertito che “il vampirismo è una moda che è molto vicino al satanismo.” Questa tendenza, ha detto, “non è solo un gusto per il buio, ma il gusto per il male, unito ad un intero modo estetico di vedere la vita. Il vampirismo si basa interamente sull’ adorazione del diavolo “.

Chihuahua è uno degli stati più colpiti dalla violenza della droga in Messico. La sua città più popolosa, Ciudad Juarez, è stato fino al 2011 considerata la città più violenta del mondo dalla ONG Cittadina del Consiglio messicano per la sicurezza pubblica e la giustizia penale.

In quell’anno, la violenza guidata dal Cartello di Juárez ha causato più di 3.000 morti. 

Padre Fortea ha detto che vi è rapporto tra una società intrisa di violenza e la crescita del satanismo:  Quando una nazione è cristiana e segue i comandamenti e le vie di Dio, i casi di satanismo diminuiscono”.

Il sacerdote spagnolo ha anche spiegato che il satanismo non è raggiunto spontaneamente, ma attraverso un processo di “degrado morale”.

Padre Fortea, che ha coordinato il Grande Esorcismo che si è tenuto nell’Arcidiocesi di San Luis Potosi (Messico) nel maggio del 2015 contro la violenza dei narcos e dell’aborto, ha detto che “l’esecuzione di esorcismi su intere nazioni, secondo la modalità del Grande Esorcismo, mette barriere all’azione del demonio. Ma, purtroppo, l’esorcismo non serve per evitare ciò che è già degradato moralmente e può arrivare ad avvicinarsi al Male per chiedere favori”. I trafficanti di droga chiedono favori per evitare l’arresto, in cambio offrono sacrifici umani. Questo ha aumentato la violenza nel paese.

Culto satanico di Santa Muerte, un grande ingannoRisultati immagini per homicidios satanicos mexico santa muerte

Uno studio pubblicato dalla University of Londes, a Città del Messico, osserva che il culto della Santa Muerte “è apparso in Hidalgo nel 1965” e “si è diffuso”, soprattutto negli stati Guerrero, Veracruz, Campeche, Morelos, Città del Messico, Nuevo Leon, Chihuahua e Tamaulipas.  Già lo scorso anno è stato stimato che il culto della Santa Muerte ha avuto più di 12 milioni di seguaci e l’80% di loro erano messicani. La devozione crescente ha alimentato un vasto sincretismo religioso messicano intriso di radici pagane pre-ispaniche (sacrifici umani nei templi Maya e Aztechi) e di riti magici della Santeria, un culto satanico che vuole sostituire quello cattolico della Santa Vergine di Guadalupe confondendo alcune immagini cattoliche con il culto pagano. In Messico molti santuari della Madonna di Guadalupe vengono spesso colpiti dai vandalismi. 

“Non si può negare che questo culto di Santa muerte è soprattutto seguito dai cartelli della droga messicani, che ritengono che il demone detto Santa Muerte  sia il loro ‘patrono’ e che dia loro la protezione”, ha detto l’anno scorso il ricercatore presso l’Università della Virginia, Andrew Chesnut, al giornale Tabasco Hoy.
La convinzione è che, attraverso i sacrifici umani e animali, queste divinità pagane offrano favori ai criminali. Dal 2005 il Ministero degli Interni  ha annullato l’iscrizione del culto di Santa Muerte come associazione religiosa.

Papa Francesco durante la sua visita in Messico ha respinto le immagini di Santa Muerte e ha collegato questo culto al traffico di droga:

“Sono particolarmente preoccupato che molti, sedotti dal potere vuoto del mondo, esaltano i suoi macabri simboli per commerciare la morte in cambio di danaro “.

Padre Josè de Jesus Aguilar, portavoce dell’Arcidiocesi del Messico respinge il culto di Santa Muerte che ha milioni di seguaci: “Questo culto è una impostura, come sono impostori coloro che lo adorano: hanno inventato un idolo che permette l’omicidio, permette di rubare, di proteggere il colpevole: nessun Santo ha mai permesso di fare il male e mai ha protetto i criminali, hanno inventato un idolo scheletro, che dovrebbe permettere loro di dare la morte agli altri e di proteggerli dalla morte”.

Questo culto viene utilizzato spesso per il sacrificio umano, come è successo in Nacozari, Sonora, nel 2012.

Andrew Chesnut ha detto che “una famiglia molto povera ha sacrificato tre vicini alla Santa Muerte, credendo che la santa morte avrebbe dato loro l’oro e la prosperità, in cambio del sangue del sacrificio dei loro tre vicini di casa.”

I membri della famiglia Meraz sono stati accusati di aver ucciso due adulti e un bambino tra il 2009 e il 2012. Jose Larrinaga Talamante, portavoce per l’ufficio del procuratore dello stato di Sonora, ha detto in data 11 Aprile 2012 che “è riuscito a stabilire la responsabilità nell’uccisione del bambino, che è stato sacrificato in un rito satanico della santa muerte”.

Nel 2006 il dispiegamento di militari è iniziato nelle zone controllate dai trafficanti di droga  e si è scoperto che operano rituali  in molti templi della criminalità organizzata dedicati alla Santa Muerte: questo legame tra membri della setta satanica e cartelli della droga è stato successivamente documentato dal Procuratore Generale della Repubblica.

Padre Ernesto Caro vive a Monterrey, una ricca città industriale vicino al confine con gli Stati Uniti che è stata teatro di alcuni dei peggiori crimini dei narcotrafficanti. Si trova anche vicino allo stato di Tamaulipas, considerato da molti un luogo completamente sotto il controllo dei narcos.

Questo sacerdote lotta con la preghiera degli esorcismi  contro la criminalità organizzata. C’è un caso recente, che Padre Caro è andato a visitare in carcere, nella speranza di convertirlo, era un membro dei cartelli della droga ed un seguace di Santa Muerte. Padre Caro afferma che quest’ uomo era posseduto dal demone di Santa Muerte, a cui era stato consacrato. “L’adorazione è il primo passo verso il satanismo e quindi il reclutamento nei narcos. È per questo che quell’ uomo è stato scelto “, ha spiegato Padre Caro. 

Data la vicinanza del Padre, l’uomo ha cominciato a manifestare tutti i tipi di espressioni di odio e rifiuto di Gesù Cristo, e durante l’esorcismo ha confessato tutti i tipi di torture che infliggeva alle sue vittime, mentre erano ancora in vita, e che provava piacere nel farlo.

Padre Eduardo Hayen Cuarón, parroco della cattedrale di Ciudad Juarez, considerata la città più violenta del mondo, spiega che i casi di possessione legati a pratiche di stregoneria o di Satanismo sono ormai di tutti i giorni. Per quanto riguarda coloro che fanno un patto con  Santa Muerte, il padre Hayen è chiaro: ” Coloro che fanno un patto con Santa muerte non sono protetti. Santa morte è un demone, è diventato molto popolare per ignoranza religiosa,  soprattutto perchè quando non si ha il vero Dio presente, si è aperti a qualsiasi tipo di credenze, anche questa demoniaca, che è molto pericolosa “.
Come uno che fa un patto con la mafia in attesa di una certa protezione, molti di coloro che si dedicano a rituali satanici o patti con la Santa Muerte finiscono per scoprire che il prezzo è alto. I demoni non possono espellere i demoni. Questi spiriti, sotto questo mondo oscuro cominciano ad emergere rendendo le persone mentalmente malate, squilibrate, manifestazioni diaboliche nelle case, chiavi che aprono da sole,  ossessioni di ombre, tutto quel genere di fenomeni che si verificano in seguito a pratiche esoteriche di stregoneria”, afferma Hayen.

Il sacerdote afferma che la legalizzazione dell’aborto nel 2007 a Città del Messico ha contribuito alla diffusione di  spiriti maligni in tutto il paese: “Entrambi sono strettamente correlati, narcos e aborto. Vi è una infestazione di demoni oggi in Messico, perché abbiamo aperto la porta alla morte”.  

Molti sacerdoti cattolici oggi vengono rapiti e brutalmente uccisi  in America latina, specialmente in Messico, perchè combattono contro la droga e contro l’aborto, per difendere la cultura della vita.

Fonti

“Al diavolo non crede più quasi nessuno”, dicono, ma le sette sataniche sono in aumento (don Aldo Buonaiuto esorcista)

Al diavolo non crede più quasi nessuno nonostante il contraddittorio interesse sul tema, a volta anche morboso, e spesso questa miscredenza c’è anche nelle persone dell’ambiente ecclesiastico; è ormai stato ridotto, principalmente dalla psicologia e dalla sociologia, a “pulsioni subconscie” o a “male sociale”. Dell’antico tentatore, puro spirito creato libero e buono da Dio, ma poi pervertitosi e dannato eternamente, non rimane quasi più traccia. La nostra società, oberata da consumi e materialismo, sembrerebbe averlo dimenticato.

Eppure, indagini approfondite denunciano il proliferare di gruppi occultisti, pratiche spiritiste, sette sataniche e il ricorso a maghi e stregoni da parte di una moltitudine di italiani ogni anno. Potrebbe sembrare un controsenso, ma il ritorno dell’occulto è solo il risultato del tentativo, dall’illuminismo in poi, di sdoganare la religione sostituendola con la pura razionalità. La scienza, come ha dimostrato anche la storia recente, non solo non porta sempre frutti positivi, ma è anche limitata e incapace di spiegare molti fenomeni.

Da qui il ricorso, da parte di molti, al paranormale, alla gnosi, alle arti occulte e a quanto di più irrazionale si possa trovare in circolazione dato che, citando le parole del noto scrittore britannico G. K. Chesterton, “chi non crede in Dio non è vero che non crede in niente perché comincia a credere a tutto”.

Eppure i diavoli e le loro azioni malefiche esistono da sempre in tutte le culture del mondo, anche in quelle pre-cristiane. Tutti i popoli hanno infatti avvertito l’esistenza di entità malvagie dalle quali difendersi attraverso riti e preghiere, secondo gli usi e le credenze locali. Israele considerava il demonio la fonte di tutti i mali, anche quelli prettamente fisici e psichici, oppure di lutti inaspettati o disgrazie come il perdere le proprietà.

Il Messia amplia e sviluppa la dottrina precedente. I Vangeli illustrano chiaramente la continua lotta tra Cristo e il demonio, a partire dall’episodio delle tentazioni nel deserto passando per i frequenti casi di guarigione dalle possessioni diaboliche, fino alla morte in croce e resurrezione, apice della sua vittoria contro il maligno. Egli stesso parla di satana in diverse occasioni, dando precise indicazioni su come combatterlo e sconfiggerlo.

Il Figlio di Dio è venuto infatti “per distruggere il regno del demonio e instaurare il regno di Dio” (Lc 11, 20). Il suo potere messianico è riconosciuto dai diavoli stessi che, più di una volta, si rivolgono direttamente a lui per paura, “Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: ‘Che c’entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio’” (Mc 1, 23-25), o per supplicarlo di risparmiarli, “Gesù domandò all’indemoniato: ‘Qual è il tuo nome?’. Rispose: ‘Legione’, perché molti demòni erano entrati in lui. E lo supplicavano che non ordinasse loro di andarsene nell’abisso. Vi era là un numeroso branco di porci che pascolavano sul monte. Lo pregarono che concedesse loro di entrare nei porci; ed egli lo permise” (Lc 8, 30-32).

L’intervento demoniaco è esemplificato anche in diverse parabole, come in quella della zizzania in cui il seme buono cresce insieme a quello cattivo seminato nottetempo dal maligno, o quella dell’uomo forte a cui nessuno potrà saccheggiare la casa. Costui è proprio il Redentore che, come afferma l’ignoto autore della lettera agli Ebrei “ha la missione di ridurre all’impotenza mediante la morte colui che la morte ha in potere, cioè il diavolo”; il Salvatore è il vero uomo, il forte, colui che incatena il maligno e le potenze del male e custodisce la casa, la sua Chiesa.

Nei giorni scorsi a Ferrara hanno rubato in una Chiesa una pisside con molte Ostie Consacrate: 

https://noalsatanismo.wordpress.com/2017/01/24/gravissimo-furto-di-s-ostie-consacrate-in-chiesa-a-ferrara-lombra-delle-sette-sataniche/

Inquietante che proprio in un luogo dove c’è una particolare attenzione a custodire e vigilare su questi fenomeni sia accaduto un crimine così deprecabile. Per chi non crede alle forze del male la spiegazione è già evidente mentre coloro che conoscono la potenza dei Sacramenti dovrebbero rifletterci maggiormente e ben poco banalizzare.

Dietro questo genere di atti sacrileghi, spesso attribuiti a qualche “bravata” giovanile, si celano invece troppo spesso interessi esoterici se non l’ombra tenebrosa delle sette sataniche. Stregoni, cartomanti e operatori dell’occulto pensano di poter rendere più efficace la loro magia se sfruttano i presunti “poteri” del Pane Celeste per creare filtri e pozioni che poi venderanno ad altissimo prezzo. Sembra un’assurdità, ma il Corpo di Cristo è divenuto un oggetto di mercato e può valere fino a diverse migliaia di euro, tanto che – dinanzi all’aumento esponenziale di furti di particole dalla chiese siciliane – l’arcivescovo di Monreale chiese a tutti i parroci della sua diocesi di conservare le Ostie in una cassaforte, e non più nel tabernacolo.

Messe nere

Peggio ancora quando il “Santissimo” cade nelle mani dei satanisti che lo usano (e abusano) nei loro blasfemi e indicibili riti, per evocare il diavolo insultando e calpestando Dio durante le messe nere. Si tratta di parodie, al contrario, delle celebrazioni cristiane, ma nelle quali si adora il maligno e non il Signore, il tutto associato a bestemmie, orge, gesti di autolesionismo, necrofagia e sacrifici…non necessariamente solo di gatti neri.

Ostie dissacrate

In tali ambienti l’Ostia consacrata, unita alle sostanze stupefacenti, è considerata la “comunione di Satana” ed impiegata all’interno di precisi rituali. Il Nemico, il Menzognero, illude gli adepti con false promesse di potere, successo, ricchezza e soddisfazione sessuale. Ma in tal modo gli individui vengono indotti a fare e farsi del male entrando in circuiti estremamente pericolosi per la salute del corpo, della mente e dello spirito.

Furti in aumento

Non esistono statistiche specifiche per il furto di particole, ma – scorrendo le cronache – sono decine i casi che avvengono nelle chiese o nei conventi ogni anno. Ancona, Castellammare, Montesilvano, Vigonza, Nerviano, Foggia, Cosenza, Messina (considerata la terza città “satanica” d’Italia, dopo Torino e Bologna), Perugia, Rapallo, Reggio Emilia, Formia e Campobasso… sono alcune delle chiese profanate (e a volte anche vandalizzate) nel 2016.

In una realtà sociale dove tutto è opinabile, questi crimini sono un segno dei tempi: si attenua nel popolo il senso religioso, diminuisce il sano rispetto per le cose sacre ed aumentano gli atti sacrileghi che, purtroppo, rivelano un “sottobosco” sociale composto da sette occulte e congreghe misteriche dedite ad autentiche nefandezze.

Tratto dal blog di don Aldo Buonaiuto esorcista, Servizio Antisette, Comunità Papa Giovanni XXIII 

http://www.donaldobuonaiuto.it/?p=872

Intervista all’esorcista del santuario di San Vicinio a Sarsina

Intervista all’esorcista di Sarsina: ecco chi è il diavolo, dove si annida e chi lo manda
Sono oltre 70mila i fedeli che, ogni anno, arrivano alla basilica di San Vicinio a Sarsina, Diocesi di Cesena, per avere la benedizione dell’imposizione della catena, il collare di ferro utilizzato dal santo per fare penitenza e ritenuto in grado di cacciare il demonio dai posseduti. San Vicinio è stato Vescovo di Sarsina, famoso esorcista proveniente dalla Liguria nel periodo a cavallo fra il terzo ed il quarto secolo, nell’imminenza della persecuzione di Diocleziano e Massimiano, databile dal 303 al 313.Risultati immagini per san vicinio sarsina

Le folle di pellegrini che accorrono alla basilica di San Vicinio per una benedizione o per una preghiera di liberazione, per ritornare in stato di grazia sacramentale in seguito ad una confessione trascurata da troppo tempo e ad una vita moralmente disastrata, o che si avvicinano al sacerdote in servizio al santuario per un consiglio o per riprendere la strada della conversione, sono il miracolo quotidiano che ancor oggi avviene per i meriti di San Vicinio e della Chiesa, senza tralasciare le situazioni di liberazione dal Maligno per mezzo dell’esorcismo. 

La “catena” di San Vicinio
La catena è composta da due bracci di materiale ferroso uniti fra loro da un duplice snodo e terminanti con due anelli combacianti. La sua fabbricazione è sicuramente anteriore all’ottavo secolo d.C., cosi affermano studi fatti sul materiale e sulla lavorazione dello stesso. Durante la preghiera, Vicinio la metteva al collo appendendovi una grossa pietra, costringendosi così in una posizione alquanto scomoda, come segno di penitenza. E’ considerata e venerata come reliquia del santo ed usata per la preghiera di liberazione e di benedizione degli infermi o per la preghiera di esorcismo. Normalmente è offerta alla venerazione dei pellegrini apponendola per qualche istante al loro collo accompagnando il gesto con un’invocazione al Santo. 

sanvicinio
San Vicinio 

L’onore che il devoto di San Vicinio attribuisce alla catena non significa riporre la propria speranza in un idolo con poteri magici, ma significa venerazione al santo la cui vita ci rimanda direttamente a Cristo e per Cristo a Dio, unico operatore di miracoli.

“Purtroppo – tiene subito a precisare don Fiorenzo Castorri, allievo di Padre Amorth, che da 7 anni ricopre il ruolo di esorcista – molti si accostano a questo rito con superstizione e, noi sacerdoti, cerchiamo di fargli capire che se vengono qui è perché hanno bisogno di Dio e non solo di una benedizione”. Delle tante persone che arrivano nell’entroterra cesenate, circa 200 ogni mese chiedono di poter parlare con un sacerdote asserendo di essere possedute dal diavolo ma è a questo punto che inizia la “scrematura” dell’esorcista per individuare quelli che, veramente, hanno nel loro corpo un’entità malvagia.

“Molti – spiega don Fiorenzo, allievo di padre Amorth – sono dei mitomani ed è abbastanza facile smascherare chi ha problemi psichici e non di natura religiosa. Quelli che affermano chiaramente di essere vittima di fatture o malefici, spesso indicando anche gli autori, molto difficilmente sono prede del diavolo. In sette anni che ricopro questo incarico, attualmente sono solo cinque quelli che sono chiaramente posseduti e che, settimanalmente, ricevo per scacciare il demonio dal loro corpo”. Per dichiarare una persona preda del diavolo, infatti, servono cinque indizi rivelatori: non accettano la mano del sacerdote nè la benedizione e l’imposizione delle mani, non vogliono assolutamente sentire parlare della Madonna, rifiutano di toccare la stola e, men che meno, di tenere al collo la catena di San Vicinio.“

“La catena – prosegue don Fiorenzo – è il mio ‘satana detector’. È uno strumento molto potente e, insieme ad altri, è in grado di rivelarci la possessione del maligno. Il rito della Chiesa Cattolica, quando ci sono evidenti segnali della presenza del diavolo, prevede che il demonio possegga una persona in quattro modi. C’è la possessione, quando chi ne è colpito va in trance durante l’esorcismo; la vessazione, nel caso in cui il maligno affligga varie parti del corpo; l’ossessione, quando il cervello è guidato dall’entità, e l’infestazione che non ha nulla a che vedere coi fantasmi. In tanti hanno, come riferimento, il film ‘L’esorcista’ ma io, che dialogo con il diavolo cinque giorni a settimana, posso dire che non ha nulla a che fare con la realtà”.

Chi sono gli indemoniati?
“Sono persone che si sono lasciate contagiare dal diavolo, allontanandosi dalla legge di Dio e avvicinandosi al demonio. Il mondo è dalla parte di nostro Signore ma, purtroppo, l’uomo segue quella del maligno. Quelli che sto seguendo sono persone sole, fragili e deboli. Sono i poveri dell’occidente che hanno perso il senso della speranza e affamati di potere, benessere e consenso. Uno degli aspetti più preoccupanti è che, durante gli esorcismi, è il diavolo stesso a dirmi che entra nel corpo della gente anche attraverso la televisione.”

Ci può dire qualcosa sulle persone che, tutte le settimane, vengono a Sarsina per gli esorcismi?
“L’esorcismo, per la Chiesa, è un evento privato per tutelare la privacy di chi si sottopone al rito. Le cinque persone che seguo sono tutte donne, tra i 40 e i 60 anni, e il male che le possiede si sposta lungo i loro corpi. Nessun medico sarebbe in grado di stabilire da cosa sono afflitte e le analisi approfondite, sarebbero negative ma, di fatto, è il diavolo che si sposta dentro di loro. Per liberarle dalle loro pene sono necessari esorcismi almeno una volta a settimana e che andranno avanti anche per 7 o 8 anni.“

Com’è il diavolo?

“Ognuna delle persone che seguo ha un diavolo diverso. Alcuni sono molto loquaci mentre, altri, non vogliono parlare. Quelli che parlano, spesso, usano anche delle altre lingue che, la posseduta, non sapeva di conoscere. Durante gli esorcismi, i posseduti dimostrano una forza disumana tanto che servono almeno cinque persone per tenerli fermi. Nel nostro museo conserviamo una sedia di contenimento, per bloccarli, ma io non l’ho mai usata“

È riuscito a scoprire come, queste signore, sono state possedute?

“Dei cinque casi che seguo, tre malefici sono stati fatti dalle suocere di queste donne che non volevano che i loro figli le sposassero. In un caso, invece, è stata la madre della vittima mentre, nell’ultimo, siamo ancora agli inizi e la situazione è ancora in corso di valutazione. Il maleficio avviene facendo mangiare alla vittima del materiale maleficato preparato da un sacerdote del diavolo. Si tratta di personaggi molto scaltri e, in ogni caso, che non si fanno pubblicità. Spesso sorrido quando una persona viene da me sostenendo di essere stata maledetta facendo nome e cognome di presunti maghi o fattucchiere. Chi, realmente, prepara queste cose rimane avvolto dall’oscurità.”

Come avviene la liberazione dal demonio?
“In sette anni da esorcista, solo in un caso sono arrivato alla liberazione dal maligno. Possiamo dire che una persona è liberata dal demonio solo quando, questa, non va più in trance durante l’esorcismo e non accusa più malesseri. In realtà, per gli esorcisti la vera liberazione dal diavolo avviene lontano dai loro occhi. È solo la Madonna che può liberare completamente l’indemoniato, uccidendo materialmente l’entità maligna tagliandole la testa, e questo avviene dopo anni di esorcismo in un santuario mariano.“

Fonti http://www.cesenatoday.it/cronaca/esorcista-sarsina-storia-attivita-informazioni-diavolo-maligno.html
Sito Basilica di San Vicinio 
http://www.basilicadisanvicinio.it/san-vicinio/