Bimba di due anni salvata dalla morte grazie all’intercessione della Madonna di Guadalupe

” Vostra figlia sta molto male,  è in fin di vita“. Queste sono le parole che il medico disse ai genitori Paco e Maga presso la clinica della Croce Verde, a Guadalajara, Messico, dove arrivarono con la loro piccola Alejandra, di due anni e dieci mesi. Un’ora prima la piccola aveva subito un gravissimo incidente alla testa.  (IN FOTO sopra: la mamma con la piccola Alejandra in braccio, insieme a suo fratello e alle sorelle in pellegrinaggio al Santuario della Madonna di Guadalupe, in Messico). 52 G.jpg

Quel 12 dicembre 2018 (festa della Madonna di Guadalupe) era stata una giornata tranquilla nella casa della famiglia Junco Díaz. Paco il papà lavorava sul suo computer e Maga la mamma stava preparando il pranzo. Più tardi – come ogni anno – sarebbero andati tutti a Messa per celebrare la Santissima Vergine di Guadalupe, a cui la famiglia da sempre era molto devota.298_img01.jpg

Alejandra giocava a fare la cantante con sua sorella Angela. Seduta ai piedi del letto, mentre cantava, Ale ha perso l’equilibrio e la sua fronte ha colpito il pavimento. Un rumore di un colpo secco ha attraversato la casa.

“Si è sentito molto forte, come se una brocca di argilla si fosse rotta”, ricorda Paco, in un’intervista a Since Faith.

Pochi secondi dopo si udì il pianto della bambina. I genitori corsero nella stanza e abbracciarono la piccola Alejandra. Resisi conto dell’ incidente, cominciarono a porle alcune domande per controllare il suo stato, per vedere se era cosciente. Ale in un primo momento reagì e rispose alle domande. Non c’era sangue o infiammazioni considerevoli; apparentemente, sembrava un falso allarme. Ma pochi minuti dopo, la bambina cadde priva di sensi e i genitori decisero di portarla nella vicina clinica. “Nella zona in cui viviamo, i taxi non si trovano mai. Uscimmo in strada e quel giorno incredibilmente apparve un taxi proprio all’angolo.  L’autista ha capito la situazione ed è stato molto gentile. La vita di mia figlia era appesa ad un filo, aveva lo sguardo perso nel vuoto”, ricorda Paco. 

Maga la mamma di Alejandra, cercava di tenerla sveglia: “Le stavo parlando, le dicevo ‘aspetta, figlia mia, puoi farcela. Eccoci con te, tutto andrà bene. ‘ Ma nel tragitto verso la clinica, la piccola ha vomitato ”.  

Quando arrivarono alla clinica, la bambina ebbe convulsioni forti, i medici l’hanno subito sedata e intubata. Fu allora che i genitori sentirono quelle parole: “Vostra figlia può morire”. 

Paco ricevette la chiamata da José Pablo, uno dei suoi figli. “Mi ha detto:’ Papà, promettimi che mia sorella starà bene.’ Non potevo prometterglielo, era difficile per me trattenere le lacrime. Ma ho promesso che, quando l’avrei vista, le avrei dato un bacio da parte sua”, ricorda Paco.

Unione nella preghiera del Santo Rosario

“Porto sempre un rosario con me nella borsa”, afferma la madre Maga, “l’ho preso e ho cominciato a pregare. Per quanto tempo ho pregato? Non lo so, non so se tre o 20 rosari. Ho solo chiesto alla Madonna di Guadalupe: ‘prenditi cura di lei, prenditi cura di lei, prenditi cura di lei’ ”.

Paco pregava con sua moglie, ma faceva fatica a recitare il Padre nostro: ” Ho avuto difficoltà a dire ‘sia fatta la tua volontà’ , per paura che quello che Dio voleva non fosse quello che volevo io…”

Chiamarono tutti i più cari amici e familiari per chiedere loro di unirsi in preghiera per la piccola Alejandra, che misero nelle mani della Morenita, la Madonna di Guadalupe. Gli amici a loro volta hanno contattato altre persone che hanno aderito alla catena di preghiera.

“Ci sono state molte preghiere e suppliche rivolte alla Madonna di Guadalupe: a Guadalajara, Città del Messico, Veracruz, Monterrey, persino negli Stati Uniti. La catena di preghiera per Alejandra ha raggiunto molti luoghi” , afferma Paco. 

Dopo aver stabilizzato le sue condizioni, i medici hanno inviato Alejandra in ambulanza in un ospedale vicino per una TAC. Dopo aver esaminato il risultato, il medico ha spiegato che tutto indicava un ictus e ha fatto ricoverare la bambina all’Ospedale Civile di Guadalajara, un ospedale con Livello 3 in Pediatria, dove la bambina sarebbe stata curata adeguatamente.

Ale era sempre in condizioni critiche, ma i suoi genitori adesso erano più calmi. “Era sempre priva di sensi, ma sentimmo la pace nei nostri cuori. Non so come spiegare quello stato di pace, perché eravamo ancora nella stessa situazione angosciante”.

Puoi andare a vederla

Maga tornò a casa per mangiare qualcosa, fare un bagno e vedere gli altri suoi figli: Ángela, José Pablo, María Ana e Juan Pedro, per spiegare loro la situazione. Nel frattempo, nella sala d’attesa risuonò una voce: “I parenti della bambina Junco”.

“Vediamo, dimmi cosa è successo?”, chiese la dottoressa. Paco le raccontò tutto ciò che accadde, dal colpo alla testa  fino a quel momento. La dottoressa ascoltava in silenzio, molto sorpresa.

“La dottoressa mi ha detto: ‘ tua figlia non ha niente, letteralmente. Puoi andare a vederla’. Mi aspettavo di trovarla sdraiata, ma era già seduta. Mi ha visto e mi ha abbracciato, mi ha chiesto di tutti i suoi fratelli. ” 

FOTO per gentile concessione della famiglia Junco: Ale seduta sulla barella dopo il suo sorprendente recupero.

Ale seduta sulla barella dopo il suo sorprendente recupero.  Foto: per gentile concessione della famiglia Junco

Così Paco potè mantenere la promessa che aveva fatto al figlio José Pablo, dare un bacio alla sua sorellina. Nella famiglia Junco Díaz, nessuno ha dubbi sul fatto che la Madonna di Guadalupe abbia ascoltato le loro preghiere e abbia donato loro il miracolo della Sua intercessione. “Ale non ha subito conseguenze da quel terribile incidente, è una bambina del tutto normale e sempre sorridente e felice”.

Alejandra, una pequeña de dos años, es salvada de la muerte por mediación de "la Morenita"
Alejandra con il padre Paco al Santuario della Madonna di Guadalupe

Fonti

Una cadena de oración a la Virgen de Guadalupe salvó a la pequeña Ale

https://www.portaluz.org/alejandra-una-pequena-de-dos-anos-es-salvada-de-la-muerte-3573.htm

I Vescovi del Cile consacrano la nazione all’ Immacolata

La Vergine del Carmelo è la Santa Patrona del Cile (IN FOTO). Da più di un mese il Cile subisce molteplici espressioni di violenza, ripetuti attacchi alla vita e alla dignità di molti. Nelle scorse settimane sono stati molti anche gli attacchi contro edifici e luoghi cristiani, con vari atti di profanazione e veri e propri sacrilegi.  I Vescovi del Cile alla fine della loro recente Assemblea Plenaria,  che si è tenuta dall’ 11 al 15 del mese di novembre 2019, hanno chiesto a tutti i fedeli di aderire a quattro “espressioni della nostra fede” – sottolineano – come parte della ” nostra risposta alla situazione nel Paese “.

Gli amministratori apostolici e i vescovi delle diocesi del paese sudamericano fanno la seguente chiamata:

“Vi invitiamo a vivere in tutto il paese e in ciascuna diocesi un grande giorno di preghiera per il Cile l’ 8 dicembre, il giorno dell’Immacolata Concezione, in cui consacreremo il Paese alla protezione materna della Vergine Maria in tutte le nostre celebrazioni eucaristiche, pregando la Preghiera per il Cile. Prepariamo il nostro spirito durante questo mese di Maria aumentando la nostra preghiera per il nostro popolo e facendo penitenza per i nostri peccati personali e sociali che hanno contribuito alle ingiustizie e alla violenza “.

La Conferenza episcopale del Cile (CECh) ha diffuso un sussidio liturgico e alcune riflessioni su questa consacrazione nazionale a Maria.

“Cosa significa consacrare il Paese alla Vergine Maria?  È corretto parlare di una protezione mariana per un gruppo di persone? Quali sono i suoi scopi e perché lo facciamo? ”, Affermano i testi. Il documento spiega che “a seconda delle circostanze,  la consacrazione del popolo alla protezione materna della Vergine Maria può essere fatta all’interno della Messa o in una celebrazione liturgica della Parola di Dio”.

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Assemblea Plenaria Vescovi del Cile
 A questa domanda ha risposto monsignor Francisco Javier Stegmeier, vescovo della diocesi cilena di Villarricaattraverso un comunicato stampa. Consacrarsi a Maria, secondo questo vescovo, significa “confidare in un modo speciale e più intenso nella sua intercessione materna davanti al Figlio Gesù. La Vergine, come Madre di Dio, è così unita al mistero di Cristo che è inseparabile dalla sua Persona e dalla sua opera redentrice”. Per monsignor Stegmeier la consacrazione personale e sociale al Cuore Immacolato di Maria “ci unisce più intimamente a Lei per imparare dal suo esempio”.

Secondo la Chiesa Cattolica l’atto di consacrarsi a Maria riconosce il posto privilegiato che la Beata Vergine Maria ha nel piano di salvezza e, quindi, la connessione della Chiesa e dei battezzati con la Madre di Dio. In Cile i cattolici sono il 70% della popolazione (anche se dall’ultimo censimento generale la percentuale è sicuramente scesa a causa della forte crescita sia dell’agnosticismo che dell’ateismo).

I fedeli sono incoraggiati a  visitare un santuario mariano, “momento di incontro personale in cui si apre il cuore e sorge la fiducia”.

Incoraggia anche “la fiducia in ciò che siamo e ciò che abbiamo:  è tempo di esprimere i nostri dolori, in particolare i dolori del nostro paese,  le ingiustizie che molti vivono, le difficoltà economiche, le ansie per la salute, la paura della vecchiaia per pensioni insufficienti, sfiducia nei confronti dei nostri leader, paura della violenza, ecc. ”

Incoraggia anche la consacrazione e l’  impegno “decisi dal Signore che al momento implica optare per la giustizia e la pace “.

Il CEC propone di realizzare la Consacrazione del Cile all’ Immacolata Patrona del Cile, la Vergine del Carmelo  Preghiera per il Cile

PREGHIERA PER IL CILE ALLA VERGINE DEL CARMELO

Vergine del Carmelo, Beata Maria,
Dio ti ha scelto come Madre di suo Figlio,
del Signore Gesù che ci porta amore e pace.

Madre del Cile, sei stata onorata dai Padri della Patria
e dai più coraggiosi della storia;
Ci hai dato una benedizione fin dall’inizio.

Oggi ti affidiamo ciò che siamo e abbiamo;
le nostre case, scuole e uffici;
le nostre fabbriche, stadi e percorsi;
la campagna, le pampas, le miniere e il mare.

Proteggici dai terremoti e dalle guerre,
salvaci dalla discordia;
assisti i nostri governanti;
concedi la tua protezione ai nostri uomini d’armi;
insegnaci a conquistare il vero progresso,

che è quello di costruire una grande nazione di fratelli
dove ognuno ha pane, rispetto e gioia.

Vergine del Carmelo, Stella del Cile,
custodisci i nostri giorni sotto il tuo manto
e nelle notti tempestose 
saggiamente illuminaci la strada.

Madre della Chiesa,
ci ricevi e ci consegni a Cristo;
Con te ci offriamo a Lui,
così che in Cile estenda le braccia salvatrici della Sua Croce
e la speranza della Sua risurrezione.

AMEN.

 

Fonti

https://www.portaluz.org/obispos-de-chile-acuerdan-consagrar-el-pais-a-la-proteccion-maternal-3540.htm

https://www.religionenlibertad.com/america_latina/430293202/Los-obispos-de-Chile-consagraran-el-pais-a-la-Virgen-del-Carmen-el-domingo-usan-esta-oracion.html

La veridicita’ storica della miracolosa traslazione della Santa Casa di Nazareth a Loreto

Il Santuario della Santa Casa di Loreto è autentica reliquia della Santa Casa di Maria Santissima a Nazareth. La festa liturgica della Madonna di Loreto ricorre il 10 dicembre, in ricordo della data dell’arrivo della Santa Casa di Nazareth a Loreto. L’antichissima Festa della Venuta rievoca da sette secoli i fuochi che nella notte tra il 9 e il 10 dicembre del 1294 furono accesi per illuminare la via alla “Santa Casa” in arrivo a Loreto. E’ stata la fede incrollabile in questa miracolosa traslazione angelica, da Nazareth a Loreto, a spingere Papa Benedetto XV a proclamare la Beata Vergine Maria di Loreto “Patrona di tutti gli aeronautici”.

Presentiamo un’ Intervista ad uno dei più autorevoli esperti sul tema, ossia l’anconitano professor Giorgio Nicolini. Professore di religione nei licei e direttore della web-tv “Tele Maria”,  ha speso e continua a spendere la propria vita per custodire e ricordare la veridicità storica della miracolosa traslazione da parte dei santi Angeli di Dio della Santa Casa di Nazareth a Loreto.  Giova qui rammentare ai cattolici le solenni parole di Papa Leone XIII: “Comprendano tutti, e in primo luogo gli Italiani, quale particolare dono sia quello concesso da Dio che, con tanta provvidenza, ha sottratto (prodigiosamente) la Casa ad un indegno potere e con significativo atto d’amore l’ha offerta ad essi. Infatti in quella beatissima dimora venne sancito l’inizio della salvezza umana, con il grande e prodigioso mistero di Dio fatto uomo, che riconcilia l’umanità perduta con il Padre e rinnova tutte le cose” (Lettera Enc. “Felix Lauretana Cives” del 23 gennaio 1894).santacasa_01_2009304

Professore, lei sta dedicando molta parte della sua vita alla difesa della veridicità storica del miracolo delle traslazioni della Santa Casa di Loreto, pubblicando molti studi e trasmettendo conferenze attraverso la Sua WebTV “Tele Maria”. Perché si tratta di un miracolo vivente, in grado di provocare domande e curiosità, ed anche può suscitare la Fede?

Sono nativo di Ancona, a pochi chilometri da Loreto, e sin da bambino ne ho conosciuto la storia, poiché mia madre mi conduceva in certe feste solenni a pregare nella Santa Casa, quando ancora vi si insegnava il miracolo delle traslazioni della Santa Casa di Nazareth, di cui poi negli anni ebbi modo di studiarne e di approfondirne vaste ed importanti documentazioni storiche, reperite in diverse biblioteche ed in testi assai antichi.

In seguito, quando dal 1984 – in contrasto con la tradizione e con gli insegnamenti secolari del magistero pontificio – si incominciò ad insegnare ed a propagare assurdamente e dissacratoriamente proprio dalla Basilica Lauretana una ipotesi di un trasporto umano di “sante pietre”, negando sia la tradizione delle miracolose traslazioni che l’autenticità della stessa reliquia nella sua integralità, mi trovai a dover contraddire e contestare la nuova interpretazione razionalista, che negava pregiudizialmente il soprannaturale.

Tale nuova ipotesi, infatti, arrecò “grave scandalo” nelle anime semplici dei fedeli, per cui mi sentii obbligato “in coscienza” a dover “difendere” la verità storica del miracolo della Santa Casa, così come era stato sempre insegnato dal magistero della Chiesa, al fine di difendere la Fede stessa.

La Fede, infatti, di chi accede al Santuario di Loreto, anche solo per la “curiosità” di “vedere” e “capire” questo “misterioso miracolo” della traslazione angelica che viene “proclamato”, può essere più facilmente “accesa” e “illuminata” e così produrre “le meraviglie di conversione e di grazia” che Dio vuole vengano concesse anche proprio “in virtù” di questo “segno miracoloso” della “traslazione angelica” da Lui compiuto, finalizzato proprio a suscitare maggiormente la Fede, così come insegna il Vangelo riguardo ai miracoli di Gesù” (cfr. Gv.2,11).

Non è scritto proprio nel Vangelo che a Nazareth Gesù “non fece molti miracoli a causa della loro incredulità”? (Mt.13,58). Non sta avvenendo la stessa cosa nella nuova Nazareth marchigiana” (come definì Papa Leone XIII “la cittadina di Loreto”), a causa dell’incredulità del “segno” che Dio aveva voluto “donare” e che viene ora da tanti e troppi anni “sconfessato”?…

A tale riguardo spesso vengo contattato da gruppi di pellegrini per essere accompagnati e guidati da me sui luoghi storici delle “traslazioni”, e posso attestare come il riproporre e il dimostrare “la verità storica” delle “miracolose traslazioni” della Santa Casa apra davvero “i cuori” alla Fede dei pellegrini e dei fedeli, venendo essi come “riscaldati” dalla gioia di sapere che a Loreto “si mostra” e “si dimostra” che Dio ha compiuto “meraviglie” ed è veramente quel Padre buono e provvidente che segue incessantemente il cammino di ciascun uomo per aiutarlo a portare a compimento la Salvezza Eterna di ciascuno.

Così anche evidenziava San Giovanni Paolo II: “Il ricordo della vita nascosta di Nazaret evoca questioni quanto mai concrete e vicine all’esperienza di ogni uomo e di ogni donna. Esso ridesta il senso della santità della famiglia, prospettando di colpo tutto un mondo di valori, oggi così minacciati, quali la fedeltà, il rispetto della vita, l’educazione dei figli, la preghiera, che le famiglie cristiane possono riscoprire dentro le pareti della Santa Casa, prima ed esemplare “chiesa domestica” della storia” (Lettera del 15 agosto 1993, per il VII Centenario).image-8a65986b6fd798ba479af7597714c19f

Come si può dimostrare che le tre pareti della Santa Casa di Loreto sono proprio quelle della Casa della Sacra Famiglia, nella quale “l’angelo del Signore portò l’annuncio a Maria, ed ella concepì per opera dello Spirito Santo”? Come sono venute da Nazareth in Italia?

Innanzitutto è opportuno precisare che a Loreto ci sono solo le tre Pareti che costituivano in realtà “la Camera” di Maria, comunemente denominata come “la Santa Casa”, ove avvenne l’Annunciazione, e che sorgeva a Nazareth dinanzi ad una grotta e faceva un sol corpo con essa. Attualmente a Nazareth sono rimaste “la grotta” e “le fondamenta” della Casa “in muratura”, mentre a Loreto è venerata l’autentica Casa “in muratura”, “senza fondamenta”, che stava a Nazareth davanti alla grotta. Detto più semplicemente: a Nazareth ci sono “le fondamenta” senza la Casa, mentre a Loreto c’è “la Casa” senza le fondamenta. La ricollocazione ideale delle tre pareti presenti a Loreto sopra le fondamenta rimaste a Nazareth dimostra il perfetto allineamento delle tre pareti con le tre fondamenta che stanno davanti alla grotta a Nazareth, da cui vennero letteralmente “sradicate” in un modo umanamente impossibile.

Nel libro che ho scritto –  “La veridicità storica della Miracolosa Traslazione della Santa Casa di Nazareth a Loreto” (cfr. www.lavocecattolica.it/santacasa.htm) –dimostro che dal punto di vista storico ed archeologico sono accertate, in modo indiscutibile, “almeno” cinque “traslazioni miracolose”, avvenute tra il 1291 e il 1296: a Tersatto nel 1291 (nell’ex-Jugoslavia, attuale Croazia), ad Ancona (località Posatora) nel 1295, nella selva della signora Loreta di Recanati nella pianura sottostante l’attuale cittadina di “Loreto” (il cui nome deriva proprio da quella signora di nome “Loreta”); poi nel 1296 sul campo di due fratelli – di cognome Antici – sul colle lauretano (o Monte Prodo) e infine – alla fine del 1296 – sulla pubblica strada, ove ancor oggi si trova, sotto la cupola dell’attuale Basilica.

Cosa affermano al riguardo la tradizione storica ed i pronunciamenti ufficiali Chiesa Cattolica, soprattutto nei pronunciamenti dei Sommi Pontefici?

I fatti soprannaturali delle Traslazioni Miracolose della Santa Casa furono tramandati da “testimoni oculari”, nei vari luoghi ove si compirono, e furono rigorosamente controllati dai Vescovi locali dell’epoca, i quali emisero dei pronunciamenti “canonici” di “veridicità”, come attestano degli scritti e soprattutto delle chiese dell’epoca consacrate a tali “eventi miracolosi” dai Vescovi di Fiume, di Ancona, di Recanati, di Macerata, di Napoli e di altri luoghi.

Così pure tanti Sommi Pontefici, impegnando la loro suprema Autorità Apostolica, hanno “approvato” ininterrottamente, sin dalle origini, la “veridicità storica” delle “miracolose traslazioni” della Santa Casa: da Nicolò IV (1292) e Bonifacio VIII (1294) sino a Giovanni Paolo II (2005) e Benedetto XVI (2013); al punto da istituirne da parte della Chiesa la memoria liturgica del “miracolo” della traslazione (il 10 dicembre) e di avere proclamato la Madonna di Loreto “Patrona dell’Aviazione” (da Benedetto XV nel 1920), riconoscendo la verità del “volo miracoloso”.Vincenzo_pagani,_traslazione_della_santa_casa_di_loreto,_1520-50_ca._02.jpg

In particolare, tra gli innumerevoli documenti pontifici scritti nei vari secoli, il Beato Pio IX, nella Bolla “Inter Omnia” del 26 agosto 1852 così riassumeva il pensiero della Chiesa e solennemente dichiarava: «Fra tutti i Santuari consacrati alla Madre di Dio, l’Immacolata Vergine, uno si trova al primo posto e brilla di incomparabile fulgore: la veneranda ed augustissima Casa di Loreto. Consacrata dai divini misteri, illustrata dai miracoli senza numero, onorata dal concorso e dall’affluenza dei popoli, stende ampiamente per la Chiesa Universale la gloria del suo nome, e forma ben giustamente l’oggetto di culto per tutte le nazioni e per tutte le razze umane. (…) A Loreto, infatti, si venera quella Casa di Nazareth, cara al Cuore di Dio, e che, fabbricata nella Galilea, fu più tardi divelta dalle fondamenta e, per la potenza divina, fu trasportata molto lontano, al di là dei mari, prima in Dalmazia e poi in Italia. Proprio in quella Casa la Santissima Vergine, per eterna divina disposizione rimasta perfettamente esente dalla colpa originale, è stata concepita, è nata, è cresciuta, e il celeste messaggero l’ha salutata piena di grazia e benedetta fra le donne. Proprio in quella Casa Ella, ripiena di Dio e sotto l’opera feconda dello Spirito Santo, senza nulla perdere della sua inviolabile verginità, è diventata la Madre del Figlio Unigenito di Dio, splendore della gloria del Padre, e figura della sua sostanza, che non ha sdegnato di nascere da questa Vergine purissima, rendendosi simile agli uomini per salvare e riscattare il genere umano, precipitato per colpa dei nostri progenitori sotto la schiavitù del demonio”.

Lei recentemente ha potuto acquisire dei documenti molto importanti riguardanti la prima traslazione miracolosa di Tersatto. In cosa consistono?

Ho potuto avere dal Santuario di Tersatto una rarissima copia di un manoscritto del 1646 della “Historia Tersattana” di padre Francesco Glavinich, riportante le storie documentate del XIII-XIV secolo come furono lette e riportate dal Glavinich, tratte dalle antiche “memorie” che si trovavano nel convento francescano di Tersatto prima del grande incendio che nella notte del 5 marzo 1629, in tre ore, distrusse il convento francescano, la biblioteca e l’importantissimo archivio, ove era custodita anche la relazione di quattro incaricati che – per volontà del principe Nicolò Frangipane – andarono a Nazareth nel 1291 per appurare l’autenticità della reliquia, apparsa improvvisamente nel bosco di Tersatto nella notte del 9-10 maggio 1291. Tale manoscritto straordinario del 1646 sconfessa inequivocabilmente tutte le ipotesi nonché le falsificazioni storiche propagate nell’ultimo trentennio di un mai avvenuto trasporto umano delle “pietre” della Santa Casa da parte di crociati o dei principi Angeli dell’Epiro, come oggi certuni diffondono nei loro scritti, che sono delle vere dissacrazioni.

Nonostante quanto ha appena detto sia comprovato dalla storia e dal magistero della Chiesa, negli ultimi anni si sono diffusi nel popolo cattolico non pochi dubbi. Per quale motivo le ipotesi nelle quali si sostengono traslazioni più umane (a opera di crociati o della nobile famiglia dell’Epiro chiamata “Angeli”) sono congetture insostenibili?

Queste ipotesi sono in realtà prive di ogni documentazione al riguardo, e sono “insostenibili” ed “impossibili”, sia per le ragioni storiche sopraddette, nonché per ragioni archeologiche, architettoniche e scientifiche.

Al riguardo è da chiarire subito che l’utilizzazione di un documento (il “Chartularium Culisanense”, n.181), dal quale si è voluta ricavare una ipotesi di un trasferimento umano di sole “sante pietre” della Santa Casa da parte di una famiglia nobile dell’Epiro di cognome “Angeli”, ho già dimostrato nel mio libro trattarsi di un “falso storico”, e quindi di nessuna consistenza probativa. Ciò è stato confermato da altri studi incontestabili, come quello del Prof. Andrea Nicolotti, del Dipartimento degli Studi Storici di Torino (www.lavocecattolica.it/falseorigini.cartularium.pdf).

Inoltre, tali ipotesi dissacratorie riguardo ad un trasporto umano mediante la scomposizione dei muri della Santa Casa in singoli blocchi di pietra effettuata a Nazareth e ricomposta prima in Croazia e poi per altre quattro volte sulla costa adriatica, dopo oltre tremila chilometri di peregrinazione per terra e per mare, sono del tutto impossibili anche dal punto di vista “temporale”. Ciò lo attesta la simultaneità delle date di partenza da Nazareth (il 9 maggio 1291) e di arrivo a Tersatto (il 10 maggio 1291), come riportato da una lapide dell’epoca.

Così pure risulterebbe impossibile una simile operazione di “smontaggio” e “rimontaggio”, eseguita per di più in cinque luoghi diversi, in Croazia e in Italia. L’analisi chimica della malta, infatti, nei punti dove attualmente tiene unite le pietre, presenta caratteristiche chimiche particolari, proprie della zona di Nazareth, con una omogeneità della tessitura muraria, che esclude ogni possibilità di un tale ipotetico “smontaggio” e “rimontaggio” delle pietre. Infatti la malta che tiene unite le pietre è uniforme in tutti i punti e risulta costituita da solfato di calcio idrato (gesso) impastato con polvere di carbone di legna secondo una tecnica dell’epoca, nota in Palestina 2000 anni fa, ma mai impiegata in Italia. Quindi, la Santa Casa non fu mai “scomposta” in blocchi, ma è giunta a Loreto – dopo altre precedenti “traslazioni miracolose” – con le pietre “murate” con la stessa malta usata oltre 2000 anni fa a Nazareth, così come oggi ancora si presenta.

La collocazione finale poi su una pubblica strada, a Loreto, ove ancor oggi si trova, è ugualmente umanamente impossibile, come hanno attestato tutti gli archeologi ed architetti che hanno esaminato nei secoli il sottosuolo della Santa Casa e la strada pubblica su cui “si è posata”.

L’architetto Giuseppe Sacconi (1854-1905), ad esempio, dichiarò di aver constatato che “la Santa Casa sta, parte appoggiata sopra l’estremità di un’antica strada e parte sospesa sopra il fosso attiguo”. Disse inoltre che, senza entrare in questioni storiche o religiose, bisognava ammettere che la Santa Casa non poteva essere stata fabbricata, come è, nel posto ove si trova (“Annali Santa Casa”, 1925, n.1). Un dato da rilevare, in proposito, a dimostrazione che le tre Sante Pareti “si posarono” sulla strada, e non che vi furono ricostruite, è la singolarità di un cespuglio spinoso che si trovava sul bordo della strada al momento dell’impatto e che vi è rimasto imprigionato.

Un altro insigne architetto, Federico Mannucci (1848-1935), incaricato dal Sommo Pontefice Benedetto XV di esaminare le fondamenta della Santa Casa, in occasione del rinnovo del pavimento, dopo l’incendio scoppiatovi nel 1921, scrive e asserisce perentoriamente, nella sua “Relazione” del 1923, che “è assurdo solo pensare” che il sacello possa essere stato trasportato “con mezzi meccanici” (“Annali Santa Casa”, 1923, 9-11), e rivelò che “è sorprendente e straordinario il fatto che l’edificio della Santa Casa, pur non avendo alcun fondamento, situato sopra un terreno di nessuna consistenza e disciolto e sovraccaricato, seppure parzialmente, del peso della volta costruitavi in luogo del tetto, si conservi inalterato, senza il minimo cedimento e senza una benché minima lesione sui muri” (“Annali Santa Casa”, 1932, 290). L’architetto Mannucci trasse, in sintesi, queste conclusioni: 1) i muri della Santa Casa di Loreto sono formati con pietre della Palestina, cementati con malta ivi usata; 2) è assurdo solo il pensare ad un trasporto meccanico; 3) la costruzione della Santa Casa nel luogo ove si trova si oppone a tutte le norme costruttive ed alle stesse leggi fisiche. Quindi, se l’intera Santa Casa di Nazareth non possono averla “trasportata” gli uomini, non può essere stata trasportata altrimenti che “miracolosamente”, per opera della Onnipotenza Divina, mediante “il ministero angelico”, come sempre testimoniato e tramandato dalla “tradizione” e approvato come “veridico” da tutti i Sommi Pontefici, per sette secoli, dalle origini sino ad oggi.

Ecco anche “la ragione” della Volontà Divina di aver voluto “miracolosamente”, ad opera degli Angeli, “trasportare” in tanti luoghi diversi e poi a Loreto la Santa Casa di Nazareth, ove proprio si è compiuto “il concepimento miracoloso della Vergine”! E’ stato così per costituire per i secoli futuri “UN SEGNO IN PIU’” di Dio per “confermare” e “avallare” da parte Sua la “verità” dell’altro “evento” assai più importante e straordinario, e determinante per la salvezza dell’intera umanità: l’Incarnazione del Figlio di Dio in Maria Vergine!

Agli uomini passati, attuali e futuri, che ricercano la verità circa l’esistenza di Dio e sono alla ricerca della “vera religione” da scoprire e da seguire, così come anche per i credenti che già sono incorporati alla Chiesa mediante il Santo Battesimo, “il segno visibile” della “traslazione miracolosa” della Santa Casa – “visto” e “testimoniato” dai “contemporanei all’evento” e oggi e sempre “dimostrata”, “riconosciuta”, “proclamata” e liturgicamente “celebrata” dalla Santa Chiesa – diventa “SEGNO VISIBILE” e “SICURA CONFERMA DIVINA” dell’altro “segno salvifico”: una Vergine ha “davvero” concepito un Figlio; e questo suo Figlio è “davvero” il Figlio di Dio Incarnato, Gesù Cristo, nato, morto e risorto per la salvezza degli uomini e al quale bisogna credere e aderire, perché “in nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti altro Nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati» (At.4,12).

Fonti

Libro: La veridicita’ storica della miracolosa traslazione della Santa Casa di Nazareth a Loreto

LE TRASLAZIONI DELLA SANTA CASA DI NAZARETH SINO A LORETO

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Novena all’Immacolata

È una devozione più che millenaria quella in onore di Maria Immacolata, la cui solennità si celebra l’8 dicembre. Nell’Annunciazione descritta nei Vangeli, l’Arcangelo Gabriele saluta Maria con l’appellativo “Piena di Grazia”. Tali parole fanno chiaramente capire che non si tratta semplicemente di un saluto rivolto a chi è nello stato di Grazia, ma a chi è totalmente pieno della Vita di Dio, totalmente pieno di questa Vita perché costitutivamente immacolato.

Il dogma di Maria concepita senza la macchia del «peccato originale» è stato proclamato da papa Pio IX l’8 dicembre 1854 con la bolla Ineffabilis Deus, che sancisce come la Vergine Maria sia stata preservata immune dal peccato originale : ciò significa che la Vergine Maria, pur essendo stata concepita dai suoi genitori (sant’Anna e san Gioacchino) così come vengono concepite tutte le creature umane, non è mai stata toccata dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento. 

pio ixPapa Pio IX, durante il suo esilio in Gaeta (1849-1851) – dovuto alla Rivoluzione mazziniana che nel 1848-1849 aveva portato alla costituzione della Seconda Repubblica Romana, per sua natura massonica e anticristiana – aveva fatto voto in una cappella dedicata all’Immacolata che, qualora avesse ricevuto la grazia del ritorno a Roma e del ripristino dell’ordine cristiano nell’Europa allora sconvolta dalla Rivoluzione, avrebbe appunto impegnato tutto se stesso nell’attuazione della proclamazione del gran dogma mariano. Come Pio IX ebbe poi a dire, sentì tale esigenza come una chiamata interiore, che ricevette mentre era assorto in preghiera dinanzi all’immagine dell’Immacolata.  Nella devozione cattolica, la celebrazione dell’ Immacolata è collegata alle precedenti apparizioni di Maria Santissima a S. Caterina Labourè a Rue du Bac a Parigi (1830) e alle successive apparizioni mariane a Santa Bernadette a Lourdes (1858): in queste rivelazioni, Maria Santissima presenta Se stessa come “Immacolata Concezione”. immacolata-concezione.jpg

Già celebrata dal secolo XI, la solennità dell’Immacolata Concezione della Vergine Maria si inserisce nel contesto dell’Avvento e del Natale, congiungendo l’attesa messianica e il ritorno glorioso di Cristo con la memoria della Madre. In tal senso questo periodo liturgico deve essere considerato un tempo particolarmente adatto per il culto della Madre del Signore. Maria è la tutta santa, immune da ogni macchia di peccato, dallo Spirito Santo plasmata e resa nuova creatura.

Già profeticamente adombrata nella promessa fatta ai progenitori della vittoria sul serpente- Genesi 3,15- Maria Immacolata è la Donna che schiaccia la testa del serpente : è Gesù, ossia «la progenie della donna», che schiaccia la testa a Satana. Il Redentore non si è scelto Maria solo per madre; l’ha voluta associare a Sé anche nell’opera della salvezza. La raffigurazione della Vergine che schiaccia il capo al serpente indica due verità: che Maria ha partecipato alla redenzione e che Maria è il primo e più stupendo frutto della redenzione stessa.

NOVENA ALL’IMMACOLATAimmacolata_2017_ita.jpg

Antico è  il testo della Novena che secondo la tradizione è stata insegnata da Maria Santissima a Santa Gertrude la Grande: per nove giorni di seguito-dal 29 novembre al 7 dicembre- si pregano quotidianamente 30 Ave Maria, in memoria dei 270 giorni che Maria Santissima trascorse nel grembo di Sua madre Sant’Anna ed in cui Dio la preparò a divenire la purissima Madre dell’Emmanuele. Per ogni decina, si recita una lode all’Immacolata.

Preghiera Iniziale :

rosa-gloriosissima Vergine e clementissima Madre di Dio, Maria, eccomi prostrato ai tuoi santissimi piedi, come servo umile e tuo indegno devoto. Ti prego dal più profondo del mio cuore di degnarti di ricevere queste mie piccole lodi e benedizioni che ti offro con questa santa Novena; sono preghiere che cercano di unirsi a quelle numerose e fervorose che gli Angeli e i Santi innalzano a te ogni giorno. In cambio ti supplico di concedermi che, come tu sei nata al mondo per essere Madre di Dio, rinasca anch’io alla Grazia per essere tuo figlio, in modo che amando te dopo Dio sopra ogni altra cosa creata e servendoti fedelmente sulla terra, possa un giorno venire a lodarti e benedirti per sempre in Cielo.

1-Recitare dieci Ave Maria aggiungendo la seguente invocazione :

“Sia benedetto, o Maria, quel felicissimo istante in cui sei stata concepita senza macchia originale.”CUyUCRG

2-Recitare dieci Ave Maria aggiungendo la seguente invocazione :

“Sia benedetto, o Maria, quel beatissimo tempo in cui sei rimasta nel seno di tua madre Sant’Anna.”CUyUCRG

3-Recitare dieci Ave Maria aggiungendo la seguente invocazione :

“Sia benedetto, o Maria, quel fortunatissimo momento in cui sei nata al mondo per essere Madre di Dio.”CUyUCRG

4-Si recita infine : 

Salve Regina

Salve, Regina, Madre di Misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A Te ricorriamo, noi esuli figli di Eva; a Te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi quegli occhi Tuoi misericordiosi, e mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del Tuo Seno. O Clemente, o Pia, o dolce Vergine Maria.immacolata-picmix

PREGHIERA ALL’IMMACOLATA, COMPOSTA DA PAPA SAN PIO X

Vergine Santissima che piaceste al Signore e diveniste sua Madre, immacolata nel corpo e nello spirito, nella fede e nell’amore, concepita senza peccato, guardate benigna ai miseri che implorano il vostro potente patrocinio! Il maligno serpente contro cui fu scagliata la prima maledizione continua, purtroppo, a combattere e ad insidiare i miseri figli di Eva. Voi, o benedetta Madre nostra, nostra Regina e Avvocata, che fin dal primo istante del vostro concepimento schiacciaste il capo del nemico, accogliete le preghiere — che uniti con Voi in un cuor solo — Vi scongiuriamo di presentare al trono di Dio, perché non cediamo giammai alle insidie che ci vengono tese, così che tutti arriviamo al porto della salute, e fra tanti pericoli, la Chiesa e la società cristiana cantino ancora una volta l’inno della liberazione, della vittoria e della pace. Così sia

”O Maria, concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a Voi ” ( per tre volte)

Tota pulchra es, Maria. Et macula originalis non est in Te. Tu gloria Ierusalem. Tu laetitia Israel. Tu honorificentia populi nostri. Tu advocata peccatorum. O Maria, O Maria. Virgo prudentissima.

Mater clementissima.

Ora pro nobis.

Intercede pro nobis.

Ad Dominum Iesum Christum.

Consacrazione al Cuore immacolato di Maria
di Suor Lucia di Fatima

O Vergine Madre di Dio e Madre mia,
al tuo Cuore immacolato interamente mi consacro
con tutto quello che sono e possiedo.
Prendimi sotto la tua materna protezione,
difendimi dai pericoli,
aiutami a vincere le tentazioni,
che mi sollecitano verso il male,
e a conservare la purezza del mio corpo e della mia anima.
Sia il tuo Cuore immacolato il mio rifugio
e il cammino che mi conduce a Dio.
Concedimi la grazia di pregare
e di sacrificarmi per amore di Gesù,
per la conversione dei peccatori
e per riparare i peccati commessi
contro il tuo Cuore immacolato.
Per mezzo di te e in unione al Cuore del tuo Figlio divino
voglio vivere per la gloria della Santissima Trinità,
nella quale credo e spero,
la quale adoro e amo. Amen.tiepolo

S. Massimiliano Kolbe: “La Medaglia miracolosa è la pallottola dell’Immacolata” per fare breccia nei cuori induriti e riversare Grazie dal Cielo

” La Medaglia miracolosa è il proiettile con cui un fedele Cavaliere dell’Immacolata colpisce il nemico, cioè il male, salvando in tal modo coloro che sono caduti nel male.  Il Santo Rosario possa diventare la spada di ogni Cavaliere e Dama dell’Immacolata Et praesertim Numisma Miraculosum ” [“E soprattutto la medaglia miracolosa”]. ”- San Massimiliano Kolbe ( Manoscritto autografo MI. 18 settembre 1919, pp. 28)- MARIA MEDAGLIA.jpg

CONSACRAZIONE A NOSTRA SIGNORA DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA

Nostra Signora della Medaglia Miracolosa
e gloriosa Regina dell’universo,
quale riconoscimento della tua regalità
e per assecondare il tuo materno desiderio
oggi consacriamo totalmente e perpetuamente
noi stessi e le nostre famiglie
al tuo Cuore Addolorato ed Immacolato.
Degnati, o buona Madre,
secondo la tua promessa,
di prenderci sotto la tua specialissima protezione e di far piovere più abbondantemente su di noi
i raggi delle tue grazie.
Difendi i nostri corpi,
guarisci i nostri ammalati,
fa’ prosperare i nostri interessi,
ma specialmente santifica le nostre anime
conservando in noi la fede,
aumentando in noi la fiducia in Dio,
dandoci la forza di osservare la sua santa Legge,
facendo regnare nella nostra casa quella santità di vita e quella concordia di cuori
che regnava nella tua Sacra Famiglia di Nazaret,
affinché, in virtù della tua Medaglia,
possiamo un giorno essere tutti partecipi
di quella felicità eterna
da Te assicurata ai tuoi devoti. Amen.

SUPPLICA E ATTO di CONSACRAZIONE ALL’IMMACOLATA di San Massimiliano Kolbe

Concedimi di lodarti, o Vergine Immacolata!
Ti adoro, o Padre nostro celeste, poiché hai deposto nel grembo purissimo di Lei il Tuo Figlio unigenito.
Ti adoro, o Figlio di Dio, poiché Ti sei degnato di entrare nel grembo di Lei e sei diventato vero, reale Figlio suo.
Ti adoro, o Spirito Santo, perché Ti sei degnato di formare nel grembo immacolato di Lei il corpo del Figlio di Dio.
Ti adoro, o Trinità santissima, o Dio uno nella Santa Trinità, per aver nobilitato l’Immacolata in un modo così divino.
E io non cesserò mai, ogni giorno, appena svegliato dal sonno, di adorarti umilissimamente, o Trinità divina, con la faccia a terra, ripetendo tre volte: ”Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio e ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen”.
Concedimi di lodarti, o Vergine santissima.
Concedimi di lodarti con il mio impegno e sacrificio personale.
Concedimi di vivere, lavorare, soffrire, consumarmi e morire per Te, solamente per Te.
Concedimi di condurre a Te il mondo intero.
Concedimi di contribuire ad una sempre maggiore esaltazione di Te, alla più grande esaltazione possibile di Te.
Concedimi di renderti una tale gloria quale nessuno mai ti ha tributato finora.
Concedi ad altri di superarmi nello zelo per la tua esaltazione, e a me di superare loro, così che in una nobile emulazione la tua gloria si accresca sempre più profondamente, sempre più rapidamente, sempre più intensamente, come desidera Colui che Ti ha innalzata in modo così ineffabile al di sopra di tutti gli esseri.
In te sola Dio è stato adorato senza paragone più che in tutti i suoi santi.
Per Te Dio ha creato il mondo. Per Te Dio ha chiamato pure me all’esistenza. Per quale motivo ho meritato questa fortuna?
Deh, concedimi di lodarti, o Vergine santissima!

Atto di Consacrazione alla B.V.M. Immacolata
O Immacolata, regina del cielo e della terra, rifugio dei peccatori e madre nostra amorosissima, cui Dio volle affidare l’intera economia della misericordia, io (nome…), indegno peccatore, mi prostro ai tuoi piedi supplicandoti umilmente di volermi accettare tutto e completamente come cosa e proprietà tua, e di fare ciò che ti piace di me e di tutte le facoltà della mia anima e del mio corpo, di tutta la mia vita, morte ed eternità.
Disponi pure, se vuoi, di tutto me stesso senza alcuna riserva, per compiere ciò che è stato detto di Te: “Ella ti schiaccerà il capo”( Gn 3, 15 ), come pure: “Tu sola hai vinto tutte le eresie del mondo intero” (Dall’Uff. della B.V. Maria ), affinché nelle tue mani immacolate e misericordiosissime io divenga uno strumento utile per innestare e incrementare il più fortemente possibile la tua gloria in tante anime smarrite e indifferenti e per estendere, in tal modo, quanto più è possibile il benedetto regno del Sacratissimo Cuore di Gesù, dove Tu entri, infatti, ottieni la grazia della conversione e della santificazione, poiché tutte le grazie scorrono, attraverso le tue mani, dal Cuore dolcissimo di Gesù fino a noi.
V). Concedimi di lodarti, o Vergine santa.
R). Dammi forza contro i tuoi nemici.gif medaglia

La Milizia dell’Immacolata e la Medaglia Miracolosa: S. Massimiliano e la lotta contro la Massoneria

Nel 1917 la Massoneria celebra il secondo centenario della sua fondazione a Roma. Bandiere e stendardi che rappresentano San Michele sconfitto e abbattuto da Lucifero sono visti ovunque…Turbato dalle intemperanze di quei tempi contro la Chiesa e il Papa, San Massimiliano Kolbe fonda a Roma il 16 ottobre 1917 la M.I., un movimento francescano mariano missionario, aperto a tutti i cristiani. “San Francesco – scrive P.Kolbe – è il modello del missionario e il suo esempio spinge all’apostolato diretto alla salvezza e alla santificazione delle anime”. (cf. SK. 299)

“La Vergine senza imperfezioni, vincitrice di tutte le eresie, non lascerà il posto al suo nemico minaccioso se trova servitori fedeli e docili al suo mandato. Otterrà nuove vittorie, più grandi di quanto possiamo immaginare …”

Sempre nel 1917 viene celebrato un altro anniversario a Roma, data della vittoria dell’Immacolata: la brillante conversione dell’ebreo Alfonso Ratisbonne, grazie all’efficacia della Medaglia Miracolosa. 

Padre Alfonso Maria Ratisbonne, l’ebreo convertito da Mariaratisbonne-foto-LMB.jpg

La conversione dell’ebreo ateo Alfonso Ratisbonne, il 20 gennaio 1842, a Roma, nella chiesa di S. Andrea delle Fratte, suscitò 75 anni dopo nel giovane Massimiliano Kolbe una delle più forti spinte a fondare la Milizia dell’Immacolata (M.I.)- IN FOTO il busto marmoreo nel Santuario di S.Andrea delle Fratte che attesta l’avvenimento della conversione miracolosa di Ratisbonne-

Ratisbonne, di famiglia ebrea, ateo, scettico, cinico e fortemente anticlericale, trascorse la vita nell’ozio e nei piaceri ma in pochissimi istanti e attraverso esperienze apparentemente casuali abbandonò tutta la sua vita passata per dedicarsi a ciò che per tutta la vita aveva odiato: Dio e la Chiesa. Quasi per scommessa… Due uomini discutono serenamente tra loro, in una villa di Roma. L’uno è il barone De Bussières. L’altro è il giovane Alfonso Ratisbonne, ebreo. Siamo nel 1842.
Stanno dicendo:
– Vediamo di che si tratta? -risponde il giovane.
– Semplicemente di questo; accettare di portare indosso questa medaglia. Secondo il vostro modo di vedere, la cosa dovrebbe essere del tutto indifferente, mentre a me recherebbe un grande piacere.
– Se è così, per dimostrarvi che gli ebrei non sono poi tanto ostinati e testardi come si crede, accetto di portare la vostra medaglia.

Chi è Alfonso Ratisbonne?
Si era lasciato mettere al collo la Medaglia e ci aveva scherzato sopra, ma già non ci pensava più…

La notte di quello stesso giorno, svegliatosi di soprassalto, Alfonso vide alta dinanzi a sé l’immagine di una grande Croce, di forma particolare, senza Gesù Crocifisso, che egli inutilmente tentò di scacciare.

Il giorno seguente, stranamente, Alfonso si sentì spinto ad accompagnare lo stesso amico De Bussières alla Chiesa di S. Andrea delle Fratte, dove il barone aveva da sbrigare una commissione di lavoro.
La carrozza si fermò sulla piazzetta della Chiesa. Scesero tutti e due. Il barone entrò in Chiesa e si recò subito in sacrestia per incontrarsi con le persone interessate alla commissione. Alfonso, invece, dapprima esitante, entrò poi anche lui nella Chiesa. E si trovò solo, distratto e vuoto. Essendo buio, il nostro uomo non può vedere i capolavori del Bernini o del Borromini, ma viene attratto da una luce particolare proveniente da una cappella laterale. E in un singolo istante tutto cambiò: d’un tratto si trovò in ginocchio a contemplare la bellezza di una donna stupenda in piedi davanti a lui. La sua immagine era molto simile a quella della medaglia che aveva al collo. Lo stesso Alfonso racconta questa visione: “Ho alzato gli occhi verso la luce e vidi, in piedi presso l’altare, grande, maestosa, bella e graziosa la Beata Vergine Maria…”.  La Madonna non parla, ma Alphonse percepisce dal solo sguardo della Vergine un forza tremenda. “Improvvisamente ho capito l’orrore dello stato in cui mi trovavo, la deformità del peccato” scriverà successivamente. Capisce tutto da solo, senza che la Beata Vergine dica nulla, i suoi occhi bastano a fargli vedere l’abisso del male. Dopo solo undici giorni dall’evento miracoloso, Alfonso decise di farsi battezzare ed adottare come nome quello di Marie. Tutti i suoi amici, la sua famiglia e anche la sua futura moglie lo abbandonarono, ma questo non gli tolse in nulla la grazia trovata. 
Proprio la Vergine della Medaglia Miracolosa era dunque apparsa ad Alfonso Ratisbonne quel giovedì 20 gennaio 1842: Ratisbonne è diventato sacerdote e missionario in Terra Santa, dove è ora sepolto nel villaggio di Ein Karem, il tradizionale sito della Visitazione di Maria Santissima a sua cugina Elisabetta. 

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Altare del miracolo dell’apparizione di Maria SS ad Alfonso Ratisbonne, Chiesa S.Andrea delle Fratte-Roma

75 anni più tardi, il 20 gennaio 1917, a Roma, nella Cappella del Collegio Internazionale dei Frati Minori Conventuali, il Padre Rettore sta raccontando ai giovani frati l’episodio della prodigiosa conversione dell’ebreo ateo Alfonso Ratisbonne.  Tra questi c’è un giovane straordinario è fra Massimiliano Maria Kolbe, l’ardente innamorato dell’Immacolata, colui che darà vita al Movimento mariano più vasto dell’epoca moderna, la ‘Milizia dell’Immacolata’, un esercito di cavalieri schierati in campo sotto la guida dell’Immacolata, la Celeste Condottiera e Invincibile guerriera che “schiaccerà il capo” al nemico (Gn 3,15).
Con estremo interesse fra Massimiliano ascolta il racconto della conversione di Alfonso Ratisbonne. Ne rimane visibilmente commosso. si rende conto del valore della Medaglia Miracolosa, di cui l’Immacolata si serve per operare fatti di grazia anche portentosi.
Da quel 20 gennaio, inoltre, fra Massimiliano amò di un amore speciale la Chiesa di S. Andrea delle Fratte; la visitava frequentemente e vi sostava in devota orazione. Quando divenne Sacerdote, infine, volle celebrare la sua prima S. Messa il 29 aprile 1918, all’altare dove la Madonna era apparsa all’ebreo Alfonso Ratisbonne. Un busto marmoreo ricorda l’avvenimento: ratisbonne-4.jpg

Ecco una  testimonianza di conversione, raccontata da San Massimiliano ai lettori del Rycerz  Niepokalanej.gif medaglia«Quello ormai non si converte più», si lamentava la moribonda. La confortavo come potevo, dicendole che la Madre Ss. ma è capace di salvare anche i peccatori ostinati, perciò anche suo marito aveva ancora la possibilità di convertirsi.  Poco dopo egli venne a trovare la moglie. In qualità di cappellano dell’ospedale ritenni in certo modo mio dovere occuparmi anche di quella anima. Nei momenti liberi, dunque conversavo volentieri con lui su problemi riguardanti la fede. Tuttavia, il suo argomento conclusivo era: «Io ho bisogno di prove più chiare». Allorché gli parlai con maggiore risolutezza, egli dichiarò apertamente: «Padre, io sono eretico».
Vedevo che non voleva istruirsi e disprezzava le buone letture. A questo punto, che fare? Raccomandai l’intera faccenda all’Immacolata. per l’intercessione  della vergine di Lucca Gemma Galgani, morta pochi anni fa in concetto di santità e già conosciuta in tutto il mondo. Poco dopo venni a sapere che il giorno seguente egli sarebbe partito; a brevissima distanza una seconda notizia mi informava che la partenza sarebbe avvenuta propria durante la notte seguente. Per complicare le cose, era giunto un suo parente che soggiornava insieme con lui. Per trovarlo solo, gli feci sapere che più tardi sarei stato occupato, perciò se desiderava incontrarsi con me lo avrebbe dovuto fare subito. E, infatti, venne.
Partendo da lontano, indirizzai la conversazione sulla confessione, ma l’argomento procedeva con difficoltà; improvvisamente si aprì la porta e si presentò proprio quel parente, che gli disse di fare in fretta, perché era già ora di andare al treno. E uscirono dopo un breve saluto. Rimasi solo… «Come andrà a finire questa faccenda?», dissi tra me e me. Mi inginocchiai e supplicai con poche parole, ma fervorosamente, l’Immacolata per intercessione di Gemma. Tutt’a un tratto mi viene un’ispirazione: esco in corridoio. Vi trovo quel parente. «Mi scusi – gli dico rivolgendomi a lui – devo sbrigare ancora una faccenda con questo signore». «Ma certamente, prego», risponde. Il mio «eretico» stava già uscendo dalla stanza con la valigia in mano. Lo invito, allora, nella mia stanza. Appena chiusi la porta, presi una «medaglia miracolosa» e gliela diedi come ricordo. L’accettò per cortesia. Allora gli proposi nuovamente di confessarsi.
«Non sono preparato. No! Assolutamente no!» ebbi per tutta risposta. Ma nello stesso momento cadde in ginocchio, come se una forza superiore lo avesse costretto a farlo. La confessione incominciò.  E pianse come un bambino… L’Immacolata aveva vinto anche senza prove «prove più chiare». Gloria a Lei in eterno! (SK1047)

Origini della Medaglia Miracolosa-dagli scritti di San Massimilianosan massimiliano medal

La medaglia ebbe la propria origine nell’anno 1830; fu coniata nell’anno 1832. L’Immacolata stessa la volle mostrare a Caterina LABOURE’, novizia delle Suore della Misericordia, a Parigi. La gran quantità di grazie ottenute conferma l’autenticità di tale apparizione. (SK 1226) – Ascoltiamo il racconto di S.Caterina Labourè: “il 27 novembre, sabato precedente la prima domenica di avvento, vidi la SS. Vergine accanto al quadro di s. Giuseppe. Aveva la faccia abbastanza scoperta e sotto i suoi piedi vi era il globo terrestre. Le sue mani reggevano delicatamente un altro globo terrestre. Mentre, affascinata dalla vista della SS Vergine Maria, stavo mirando la maestà di Lei, la SS Vergine volse il benevolo sguardo su di me, mentre una voce interiore mi diceva: “il globo terrestre che tu vedi rappresenta il mondo intero e ogni singola persona “. I raggi che tu vedi emanare dalle palme delle mie mani sono il simbolo delle grazie che spando su coloro che me le domandano. (SK 1011)

La medaglia miracolosa E’ il segno esterno della totale donazione interiore all’Immacolata (la seconda condizione per appartenere alla M.I.  MILIZIA DELL’ IMMACOLATA, fondata da San Massimiliano Kolbe), che ha scritto:
” Questa medaglietta è chiamata comunemente “miracolosa”, poiché, in effetti, essa ha operato innumerevoli conversioni. L’Immacolata si compiace di far scendere incessantemente numerosissime e svariate grazie su coloro che la portano al petto con devozione….Anche se una persona è il peggior tipo, se solo accetta di indossare la medaglia, consegnala a lui … e poi prega per lui, e al momento opportuno cerca di avvicinarla alla sua Madre Immacolata, in modo che faccia ricorso a Lei in ogni difficoltà e tentazione. – San Massimiliano Kolbe(SK 1226)

Il dogma dell’Immacolata Concezione

La verità di fede espressa dalle parole incise sulla Medaglia Miracolosa anticipava la solenne definizione della Chiesa fatta da Pio IX l’8 dicembre 1854, confermata poi dalla Madonna a Lourdes nel 1858 con le parole dette a Bernardette: «Io sono l’Immacolata Concezione». In questa verità si evidenziano almeno tre dei privilegi di cui è ricca la Madonna: l’Immacolatezza della Sua Concezione, la Sua Mediazione universale, la Sua regalità. Così Maria è a pieno diritto nel “Mistero di Cristo e della Chiesa”.

Come è fatta la Medaglia Miracolosa

Poi la SS Vergine fu circondata come da una cornice ovale, sulla quale apparve la seguente scritta a caratteri d’oro: O MARIA CONCEPITA SENZA PECCATO, PREGA PER NOI, CHE RICORRIAMO A TE. Poi sentìi una voce che mi diceva: “Fa coniare una medaglia secondo questo modello; tutti coloro che la porteranno riceveranno grandi grazie, particolarmente se la porteranno al collo. Elargirò numerose grazie a coloro che confideranno in me”. A questo punto mi sembrò che il quadro si voltasse. E sull’altro lato vidi la lettera “M”, dal centro della quale si ergeva una croce, mentre al di sotto del monogramma della SS Vergine vi erano: il Cuore di GESU’ circondato da una corona di spine e il Cuore di MARIA trafitto da una spada.” (SK 1011)

Maria stessa ha consegnato all’umanità la Medaglia Miracolosa

In diversi tempi la SS Vergine Maria è venuta in aiuto dei propri figli ed ha offerto svariati modi per raggiungere più facilmente la salvezza e la liberazione degli altri dal giogo di satana. Adesso, nell’era dell’Immacolata Concezione, la SS Vergine ha consegnato all’umanità la medaglia miracolosa, la quale, per mezzo di innumerevoli miracoli di guarigioni e soprattutto di conversioni, conferma la propria provenienza celeste. Manifestandola, l’Immacolata stessa promise moltissime grazie a tutti coloro che l’avrebbero portata; e poiché la conversione e la santificazione sono grazie divine, la medaglia miracolosa è il mezzo migliore per raggiungere il nostro scopo. Essa, perciò, costituisce l’arma migliore della Milizia”. (SK 1248)gif medaglia

La pallottola dell’Immacolata

Distribuire la Medaglia Miracolosa, ovunque è possibile…Anche a coloro che non entrano mai in chiesa, che hanno paura di accostarsi  alla confessione, che si fanno beffe delle pratiche religiose, che ridono delle verità di fede, che sono immerse nel fango dell’immoralità oppure vivono nell’eresia  fuori della Chiesa: a costoro è indispensabile offrire  la medaglietta dell’Immacolata e sollecitarli a volerla portare e, nello stesso tempo, supplicare con fervore l’Immacolata per la loro conversione. Molti riescono a raggiungere il loro scopo persino, quando qualcuno non vuole accettare nel modo più assoluto la medaglietta. Ebbene, la cuciono di nascoste nelle vesti e pregano, mentre l’Immacolata, presto o tardi, dimostra quel che è capace di fare. La medaglia miracolosa, quindi, è la pallottola della Milizia dell’Immacolata.  (SK 1122)

Testimonianza scritta da S. Massimiliano Kolbe: la conversione di un moribondo, grazie alla Medaglia di Maria- La partita è vinta

In questi giorni è venuta da me una signora per chiedermi di recarmi da un ammalato che…non voleva confessarsi. Era già stato a trovarlo il sacerdote Don H., il quale aveva appunto mandato da me quella signora, perché i suoi tentativi erano falliti.
«L’ammalato prega la Madonna recitando almeno un’Ave Maria al giorno?», le chiesi.
«Gliel’ho proposto, ma egli mi ha risposto che non crede nella Madonna».
«La prego di portargli questa medaglietta – dissi io porgendole una medaglia miracolosa –  Chissà che non accetti per riguardo verso di Lei e se la lasci mettere al collo! »
«L’accetterà per fare un piacere a me».
«Bene, gliela porti e preghi per lui; per parte mia io cercherò di fargli una visitina» E se ne andò…
Nel frattempo mi sono incontrato con don H., il quale mi ha raccontato: « Sono stato dall’ammalato e mi sono incontrato con lui come se si fosse trattato di una persona di mia conoscenza, tuttavia non sono riuscito a combinare alcunché. La prego: ci vada anche lei. Debbo aggiungere che l’ammalato è una persona colta; ha appena terminato gli studi universitari di selvicoltura».
Non molto tempo dopo quella signora è ritornata per dirmi che l’ammalato stava peggiorando e che i suoi genitori, presenti accanto a lui, non si sbrigavano affatto a chiamare un sacerdote, perché temevano di impressionarlo.  Pensavo tra me: « L’ammalato non desidera il sacerdote e neppure i suoi genitori: a che scopo andarci, dunque? »; nonostante tutto, però, ci sono andato, benché nel profondo dell’animo fossi tormentato dal dubbio sull’esito positivo della visita. L’unica speranza era la medaglietta che l’ammalato teneva con sé. Strada facendo recitai il Rosario. Dopo un penoso cammino suonai alla porta dell’ospedale. Subito dopo fui accompagnato nel reparto delle malattie infettive, dove appunto era ricoverato l’ammalato. Mi sedetti accanto al suo letto e avviai la conversazione. Mi informai sul suo stato di salute, ma in breve la conversazione si spostò su argomenti religiosi. L’ammalato mi manifestava i suoi dubbi e io cercavo di chiarirglieli. Durante la conversazione notai al suo collo un cordoncino azzurro, proprio quello a cui era infilata la medaglietta. «Ha la medaglietta – pensai – perciò la partita è vinta». 
Improvvisamente l’ammalato si rivolge a me e dice : «Padre, si potrebbe venire al dunque?»…
«Allora lei vuole confessarsi? », chiedo io. Per tutta risposta un pianto dirotto sconvolse il suo petto dimagrito….Il singhiozzo durò per un buon minuto, quando l’ammalato si fu calmato, ebbe inizio la confessione.
Dopo aver ricevuto il viatico e l’estrema unzione, l’ammalato volle manifestarmi la propria riconoscenza, abbracciandomi e baciandomi. Nonostante il pericolo di infezione della malattia, gli diedi volentieri il bacio della pace. (SK1066)banner_animado_200x200.gif

I frutti della consacrazione all’Immacolata- San M. Kolbe

Se noi siamo dell’Immacolata, allora anche tutto ciò che è nostro appartiene a Lei e Gesù accetta tutto ciò che viene da noi come se provenisse da Lei, come appartenente a Lei.

In tal caso Ella non può lasciare imperfette quelle azioni, ma le rende degne di sé, cioè immacolate, senza la minima macchia.
Poiché Ella proprietà di Gesù in modo perfettissimo, mentre Gesù è Dio e proprietà dell’Eterno Padre, ogni nostra offerta, anche se indirizzata direttamente all’Eterno Padre, per natura di cose, si purifica nell’Immacolata, si eleva ad una perfezione infinita in Gesù e diviene oggetto di compiacimento della S.S. Trinità.
Perciò a satana preme assai che le anime vengano distolte dall’unione con l’Immacolata, la Madre Celeste, perché sa che un’anima che esclude la mediazione dell’Immacolata, offre a Gesù doni talmente pieni d’imperfezioni, che sono degni più di castigo che di ricompensa. E la cosa peggiore è che tali doni sono inquinati di orgoglio, poiché crediamo di non aver bisogno della Madonna.
Sforzandoci di donarci alla Vergine Santa nella vita quotidiana, dalla mattina alla sera, faremo moltissimo, il nostro lavoro sarà proficuo, otterremo il centuplo, giacché l’Immacolata è il nostro “Comandante Supremo” la nostra Sovrana. Doniamole la chiave della rocca della nostra volontà, affinché Essa la conquisti quanto prima per Sé e in seguito conquisterà gli altri attraverso noi.
Sarà un’irradiazione missionaria sugli altri, senza che noi ce ne avvertiamo, perché è l’Immacolata che agisce in noi. La Madonna opererà così validamente e potentemente che piegherà i cuori più induriti, portandoli al Cuore Divino di Gesù. La prodigiosità che accompagnerà questa sua azione missionaria a nostro mezzo, susciterà la sorpresa e la meraviglia nostra e degli altri.o maria concepita senza peccato.jpg

Fonti

https://infovaticana.com/2017/05/27/la-milicia-la-inmaculada-san-maximiliano-kolbe-la-masoneria/

http://www.kolbemission.org/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/645

L’istantanea conversione dell’ateo Alphonse Marie Ratisbonne

http://www.kolbemission.org/medal

 

La Madonna della Medaglia miracolosa salvò il Dr Milan Beres, vittima del regime comunista in Cecoslovacchia

Il dottor Milan Beres aveva quindici anni quando gli regalarono per la prima volta una medaglia della Madonna, nota popolarmente come Medaglia Miracolosa. Era l’inizio degli anni Cinquanta del Novecento, e conosceva molto bene i rischi che rappresentava regalare o usare oggetti di quel tipo in Cecoslovacchia, allora governata dal Partito Comunista.

“Sradicare la religione era un obiettivo del Governo, che ha iniziato sopprimendo qualsiasi espressione pubblica di attività religiosa. Gli insegnanti e gli impiegati con le posizioni più elevate dovevano cancellare formalmente ogni vincolo con le parrocchie, sotto la minaccia di perdere il lavoro. Il Governo ha imprigionato molti vescovi e sacerdoti con false accuse di spionaggio, accumulo di armi e cose simili senza alcun fondamento. In quelle circostanze, seminaristi e sacerdoti sono passati alla clandestinità”, ha testimoniato Beres.

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PRAGA, Cecoslovacchia : MEMORIALE DELLE VITTIME DEL COMUNISMO

Una targa ed una striscia sul pavimento di questo monumento in memoria delle vittime del Comunismo,  ricordano i numeri delle oppressioni e i morti del comunismo in Cecoslovacchia.vittime-comunismo-praga

“Oběti komunismu 1948–1989: 205.486 odsouzeno – 248 popraveno – 4.500 zemřelo ve věznicích – 327 zahynulo na hranicích – 170.938 občanů emigrovalo” così recitano le incisioni.

Dal 1948 al 1989: 205486 condannati, 248 pene capitali, 4500 morti nelle carceri, 327 morti ai confini, 170938 cittadini emigrati.

Al suo gruppo di amici, ha ricordato, si unì a un certo punto un ragazzo un po’ più grande che ogni volta che andavano a fare una gita – al riparo da occhi e orecchi indiscreti – parlava loro di morale e temi religiosi. Dopo qualche tempo regalò a ciascuno la medaglia che riporta l’immagine della Madonna della Medaglia Miracolosa, la cui festa è il 27 novembre.

“Ci ha raccontato la storia che c’era dietro e ha chiesto che pregassimo gli uni per gli altri, tutti i giorni, a mezzogiorno: Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre… e la breve preghiera: ‘O Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te’”, ha aggiunto Beres, segnalando che dopo molti anni scoprirono che quell’amico era uno dei seminaristi – poi sarebbe diventato sacerdote – che si erano visti costretti a vivere in clandestinità.gif medaglia.gif

Senza paura di esprimere la propria fede

L’estate successiva a quella in cui ricevette la Medaglia, Beres, insieme ad altre migliaia di giovani – com’era abituale sotto il regime –, doveva partecipare a un campo di lavoro comunista. Il suo compito era aiutare nella costruzione di edifici che avrebbero ospitato degli appartamenti. Ricorda bene che allora non esistevano gru né tecnologia avanzata, e per portare i materiali ai piani superiori usavano una piattaforma rudimentale sostenuta da pulegge costruita accanto a un’impalcatura. Il motore per spingere la “gabbia”, ha ricordato Beres, era alla base con tutti i grandi ingranaggi, le ruote e le pulegge in movimento, completamente esposti.

Maria era con me

Un paio di giorni dopo, mentre passava molto vicino al motore che muoveva l’ascensore rudimentale di materiali, il rumore improvviso di una mescolatrice di cemento lo distrasse. “Inciampai e caddi in quella serie di ingranaggi e pulegge in movimento”.

I compagni di lavoro che erano più vicini a lui corsero a soccorrerlo. Fermarono il motore e lo tirarono fuori, e temendo per la sua vita lo deposero “dolcemente” a terra, ha ricordato Milan. Per la sorpresa di tutti, però, il giovane si alzò in piedi, e la prima cosa che fece fu portarsi la mano al collo cercando la Medaglia Miracolosa. “Trovai la catenina spezzata incastrata nella maglietta, con la Medaglia ancora unita. Ero un po’ scosso, ma non provavo dolore. Al di là di un piccolo livido sulla spalla sinistra non c’erano segni di lesione”.

milan.jpgIl dottor Milan Beres (a sinistra) vive oggi con la moglie e due figli nel Connecticut (Stati Uniti), dov’è emigrato nel 1968 fuggendo dal regime comunista.

Resta fedele alla sua devozione mariana, ringraziando per la mediazione esplicita della Santissima Vergine Maria nella sua vita.

“Credo che Maria fosse con me quel giorno, e mi rallegro di aver portato la mia Medaglia. La conservo ancora, anche se ho perso i contatti con il sacerdote che me l’ha data”.

La sua testimonianza appare tra quelle contenute nella pagina web ufficiale del Santuario di Nostra Signora della Medaglia Miracolosa (140 rue du Bac 75340 Paris Cedex 07), a cui si può accedere online per inviare le proprie intenzioni cliccando qui.

 

Breve storia della Medaglia Miracolosa_medaglia inmaculada_

Tra le medaglie della devozione mariana, una delle più valorizzate dai fedeli è quella dell’Immacolata, nota in tutto il mondo con il nome di Medaglia Miracolosa.

Ha avuto le sue origini nelle apparizioni della Santissima Vergine Maria nel 1830 a una novizia delle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli, Santa Caterina Labouré, in una cappella situata al n° 140 di rue du Bac a Parigi (Francia).

“Fa’ coniare una medaglia su questo modello; tutte le persone che la porteranno riceveranno grandi grazie; specialmente portandola al collo. Le grazie saranno abbondanti per le persone che la porteranno con fiducia”, disse la Santissima Vergine Maria il 27 novembre 1830 a Caterina.

Nel suo esplicito simbolismo, la Medaglia Miracolosa riporta i misteri della fede cristiana, evocando l’incarnazione e la redenzione di Gesù, i progetti dell’amore salvifico di Dio manifestati nell’Immacolata Concezione, l’amore del Cuore di Cristo e di quello di sua Madre per tutti gli uomini, la maternità universale della Vergine, il mistero redentore affidato alla Chiesa e le relazioni tra cielo e terra.

Sono migliaia le persone che affermano di aver ricevuto grazie da Dio portando questa medaglia – fedeli di tutto il mondo, uomini e donne, vescovi e perfino Papi. Per sapere di più sulla Medaglia Miracolosa,  accedete online ai contenuti messi a disposizione dal Santuario cliccando qui.

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Fonti

https://www.portaluz.org/nuestra-senora-de-la-medalla-milagrosa-protegio-a-milan-en-un-2424.htm

Praga: Memoriale Vittime Comunismo

Maki guarita miracolosamente a Lourdes: pregava sempre la Madonna con tutta la sua famiglia

Il 14 febbraio 2012, quando aveva solo tre anni, Maki una bimba spagnola, iniziò a soffrire di terribili convulsioni. Erano i primi sintomi dell’encefalite di Rasmussen, una malattia molto grave che stava distruggendo l’emisfero cerebrale destro. La malattia si è evidenziata in attacchi epilettici che peggioravano e diventavano più frequenti.

Fin dai primi giorni della diagnosi, la famiglia di Maki ha pregato incessantemente di fronte al Tabernacolo, supplicando Dio e Maria Santissima con il Santo Rosario ogni giorno. La bambina, nel frattempo, ha affrontato vari test medici, senza mai perdere il suo sorriso… Come quando 6 elettrodi sono stati inseriti nel suo piccolo cervello e si è svegliata dall’anestesia sorridendo e rispondendo in modo coerente alle domande poste. Durante tutta la sua degenza, ha affrontato sei operazioni al cervello e in una delle più difficili, i medici hanno deciso di rimuovere quasi l’intero lobo frontale cerebrale, cercando di eliminare l’area danneggiata.3-apenas-se-despierta-nos-regala-sus-primeras-sonrisas1.jpg
Al risveglio, la piccola Maki aveva l’intera parte sinistra paralizzata, non riusciva a stare in piedi e non era in grado di camminare. I dottori dissero che avrebbe trascorso molti anni su una sedia a rotelle prima di poter camminare da sola…

Ma la preghiera di tutta la famiglia davanti alla Grotta di Lourdes, tre mesi dopo l’operazione, fece due miracoli:  Maki tornò a casa a piedi sulle sue gambe e  Carmina, sua mamma, provò per la prima volta l’amore della Madre Celeste Santissima Vergine Maria.

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LA TESTIMONIANZA DELLA MAMMA attraverso il libro ” Maki, il sorriso di un angelo “, scritto da sua madre Carmina Coloma Miró, e anche attraverso un account Twitter (https://twitter.com/pormacarena )-  Questo account Twitter è un alimento spirituale che fa pregare molte persone. Il libro può essere acquistato qui : i soldi vanno interamente all’ospedale La Paz per acquisire mezzi audiovisivi per bambini malati.maki-la-sonrisa-de-un-angel-600.jpg

Carmina Coloma, la mamma di Maki, stava pregando davanti al Tabernacolo. All’improvviso si è aperta la porta e un’amica ha gridato: “Carmina! Tua figlia! Corri!”

Maki, la sua figlioletta di tre anni, era rigida, con lo sguardo fisso, come se fosse morta. Poi le sono venute le convulsioni e compiva movimenti ritmici con il lato sinistro del corpo. È stata la prima volta in cui la sua famiglia si è trovata faccia a faccia con la crudele malattia di cui soffriva la piccola.

Maki ha iniziato ad avere costanti crisi epilettiche, che i genitori affrontavano aggrappandosi alla preghiera. “Al mattino, quando rifacevamo il letto apparivano vari rosari tra le lenzuola, quelli che cadevano a me e a mio marito, mentre pregavamo per nostra figlia incessantemente”, ha ricordato la mamma.

Dopo quattro operazioni al cervello è arrivata un’altra diagnosi atroce. Si trattava della sindrome di Rasmussen, un’encefalite cronica degenerativa di origine autoimmune che distrugge un intero emisfero. Se non viene estirpato in tempo passa all’altro emisfero e non resta altro che assistere alla morte del malato per convulsioni.

Se la più piccola dei sette figli di Carmina Coloma e Richi Márquez era già stata origine di un’enorme catena di preghiera riflessa su Facebook e Twitter (@pormacarena), quel momento ha significato il culmine di centinaia di sguardi rivolti al Cielo per pregare per lei. Un motto univa tutti: “Pray for Maki”.

“Le reti sociali hanno organizzato catene di preghiera. Con questo grandissimo aiuto, sono arrivata anche ad accettare con una certa pace l’idea che mia figlia potesse morire. Vedevo così chiaramente che Maki era un angioletto che in più di un’occasione ho pensato: ‘Forse quello che succede è che gli angeli devono tornare al luogo da cui provengono, il Cielo’”.

Ma questo non era il progetto di Dio, come ha ricordato Carmina: “Che Maki superasse l’intervento, viste le sue condizioni, era già un miracolo, ma che le togliessero i tubi dopo 24 ore e parlasse coerentemente dopo 48 era un altro”.

Molti si sono uniti a una lunga catena di preghiera, incluso papa Francesco. Il 13 novembre 2014, il pontefice ha messo la mano sulla foto della copertina di un libro in cui Carmina racconta tutto ciò che hanno passato (“Maki, la sonrisa de un ángel”). Ha pregato in raccoglimento, e poi lo ha portato con sé.

La Madonna non delude mai. Carmina ha spiegato che fin dall’inizio “per Maki era chiaro: era la Madonna che l’avrebbe curata”. La famiglia ha organizzato un viaggio al santuario di Nostra Signora di Lourdes.  La mamma Carmina descrive con trepidazione il momento in cui la bimba venne immersa nelle acque benedette del Santuario di Lourdes: ” Volevo ringraziare la Madonna per aver salvato mia figlia dalla morte e da quelle operazioni brutali al cervello, per me questo era già un miracolo!”.

Ma la Madonna guarì Maki anche dalla paralisi: “Nel viaggio di ritorno da Lourdes, ci siamo fermati a un distributore di benzina, e sorprendentemente Maki ha fatto tre passi da sola!”. Quanto hanno vissuto nel santuario è rimasto inciso nel loro cuore. “Sentivo un amore di Madre incredibile, come se la Madonna mi dicesse ‘Vieni da me, so cos’hai passato, so cosa stai soffrendo’ ”.

Il 15 maggio 2015, il neurologo della bambina ha ricevuto un video di Maki che correva, e ha potuto solo dire: “Il recupero di Maki è un miracolo!”lourdes_big

Come dice Carmina, “Dio non ti toglie la sofferenza, ma ti aiuta a sopportarla”. Accompagnare una figlia nel suo deterioramento fisico, affrontare stoicamente 6 operazioni in cui le è stato estirpato mezzo cervello e vivere periodi in cui Maki poteva avere anche 20 crisi al giorno non può essere possibile solo con forze non umane.

E se ci si stupisce di fronte alla grande fede della famiglia, quella di Maki è ancora più da sottolineare. I genitori ricordano come Maki pregasse solo con la mano destra davanti alla Madonna perché non riusciva a muovere la sinistra. Solo questo fatto mostra la speranza e la fede della piccola.

Carmina ha raccontato che la piccola non ha mai smesso di regalare a tutti un sorriso, in ogni momento e in qualsiasi circostanza. “Non capivamo come si potesse essere felici in mezzo a quel calvario, ma lei ne era capace”, ha spiegato la famiglia.

Come dice Carmina, è “la storia di un angelo. Il suo nome è Macarena, che significa ‘Speranza’, quello che Dio ci ha chiesto in tutti questi anni”.

La madre scrive: “un giorno alla messa e quando arrivò la consacrazione, Maki seguì qualcosa con uno sguardo fisso da un posto all’altro, come se vedesse qualcosa sull’altare, e cominciò a dire: ‘Ti amo! Ti amo! Ti amo! Quando la vidi le chiesi: -“Cosa vedi, tesoro?” E Maki rispose abbastanza normalmente: ” Gesù, mamma!”

In questo video della serie “Witnesses of Hope” (Testimonianze di speranza)  di HM Television, Carmina Coloma la mamma e la figlia Macarena, ovvero Maki, oggi 11 anni, raccontano il loro incontro con Dio sotto la protezione amorevole della Beata Vergine Maria.

“Non smettere mai di amare Dio!”, dice oggi la piccola Maki, “Appoggiati alla Vergine Maria, perchè Lei può capirti davvero, Lei sa cosa significa soffrire per Suo Figlio Gesù, per questo Lei è la nostra Mamma, è la migliore!”

 

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Fonti

https://www.portaluz.org/video-testimonio-de-una-nina-que-volvio-a-caminar-orando-en-3542.htm

https://www.religionenlibertad.com/personajes/41980/la-emocionante-historia-en-video-de-maki-una-nina-que-combate.html

Maki, la piccola che sorrideva quando affrontava – e vinceva – la morte

La Novena della Medaglia miracolosa di Maria Santissima

“Tutte le persone che porteranno questa Medaglia riceveranno grandi grazie, specialmente portandola al collo”

Queste sono state le straordinarie parole pronunciate dalla Madonna in occasione delle sue manifestazioni a Santa Caterina Labouré, nel 1830.

La novena comincia il 18 novembre ed è da recitarsi per nove giorni consecutivi, in preparazione alla Festa del 27 Novembre, festa della Madonna della Medaglia Miracolosa. O in ogni momento di particolare necessità. LA MEDAGLIA MIRACOLOSA E’ L’ESPRESSIONE DELL’AMORE DI MARIA PER NOI,  E’ STATA VOLUTA DALLA STESSA MAMMA CELESTE. Essendo un vero dono di Maria nostra Madre Santissima, farne un oggetto di superstizione o un portafortuna, SAREBBE COSA INDEGNA DI UN CRISTIANO.

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Primo giorno:
PRIMA APPARIZIONE DELLA MADONNA

La notte tra il 18 e il 19 luglio 1830, la Madonna apparve per la prima volta a santa Caterina Labouré. Guidata dall’Angelo custode fino alla cappella del suo convento, sentì come un fruscio di vesti di seta provenire dalla parte della tribuna, e vide la Santissima Vergine che si posava sui gradini dell’altare dal lato del Vangelo. «Ecco la Beatissima Vergine!», le disse l’Angelo. Allora, la suora fece un salto verso la Madonna e, inginocchiandosi, appoggiò le sue mani sulle ginocchia di Maria. Fu quello il momento più dolce della sua vita.
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RGVSr1A Beatissima Vergine, mia Madre, guardate misericordiosamente la mia anima, ottenetemi uno spirito di preghiera che mi faccia sempre ricorrere a Voi. Ottenetemi le grazie che vi domando e soprattutto ispiratemi a chiedervi quelle grazie che più volete donarmi.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi.

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Secondo giorno: Protezione di Maria nei tempi di sventura

«I tempi sono malvagi. Sciagure si abbatteranno sulla Francia, il trono verrà rovesciato, il mondo intero verrà sconvolto da sventure di ogni genere (nel dir questo, la Beatissima Vergine aveva una espressione molto addolorata). Ma venite ai piedi di questo altare; qui verranno diffuse grazie su tutti coloro, grandi e piccoli, che le chiederanno con fiducia e fervore. Verrà il momento in cui il pericolo sarà talmente grave, da far credere che tutto sia perduto. Ma proprio allora io sarò con voi!»
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RGVSr1A Beatissima Vergine, mia Madre, nelle attuali desolazioni del mondo e della Chiesa, ottenetemi le grazie che vi domando e soprattutto ispiratemi a chiedervi quelle grazie che più volete donarmi.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi.

 

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Terzo giorno:
«La Croce verrà disprezzata…»

«Figlia mia, la Croce verrà disprezzata, la getteranno per terra, e allora scorrerà il sangue per le strade. Verrà nuovamente aperta la ferita nel costato di Nostro Signore. Ci saranno morti, il clero di Parigi avrà vittime, monsignore l’arcivescovo morirà (a questo punto la Beatissima Vergine quasi non riusciva più a parlare, il suo volto manifestava dolore). Tutto il mondo sarà nella tristezza. Ma abbiate fiducia!».

iW6INQwRGVSr1A Beatissima Vergine, mia Madre, ottenetemi la grazia di vivere in unione con Voi, col vostro divin Figlio e con la Chiesa, in quest’epoca cruciale della storia in cui l’intera umanità si sta schierando per Cristo o contro di Lui, in questo momento tragico come quello della Passione. Ottenetemi le grazie che vi domando e soprattutto ispiratemi a chiedervi quelle grazie che più volete donarmi.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi.

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Quarto giorno:
Maria schiaccia la testa del Serpente

Il 27 novembre 1830, verso le ore 18, santa Caterina pregava nella cappella, quando le apparve la Beatissima Vergine per la seconda volta. Ella aveva gli occhi rivolti al cielo e il volto splendente. Dal capo le scendeva un velo bianco fino ai piedi. Il viso era abbastanza scoperto. I piedi poggiavano sopra un mezzo globo. Col suo tallone, Ella schiacciava la testa del Serpente.Immagine correlataRGVSr1A Beatissima Vergine, mia Madre, siate la mia protezione dagli attacchi del nemico infernale, ottenetemi le grazie che vi domando e soprattutto ispiratemi a chiedervi quelle che più volete donarmi.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi.

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Quinto giorno: La Madonna col globo  

La Santissima Vergine apparve tenendo nelle mani un globo, che rappresentava tutto il mondo e ogni singola persona, che Ella offre a Dio implorandogli misericordia. Le sue dita si ricoprirono di anelli, ornati di pietre preziose, le une più belle delle altre, le quali gettavano verso il basso raggi luminosi di varia intensità, che simboleggiavano le grazie diffuse dalla Madonna su coloro che le chiedono.

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RGVSr1ABeatissima Vergine, mia Madre, ottenetemi le grazie che vi domando e soprattutto ispiratemi a chiedervi quelle che più volete donarmi.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi.

 

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Sesto giorno: l’invocazione della Medaglia

Durante la sesta apparizione, la Beatissima Vergine fece comprendere a santa Caterina «quanto è dolce pregare la Santissima Vergine e quanto Ella è generosa con le persone che La pregano; quante grazie Ella accorda alle persone che gliele chiedono e quale gioia Ella prova nel concederle». Poi si formò attorno alla Madonna come una cornice ovale, sovrastata da una scritta in caratteri dorati che diceva: «O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi».j4caBQVRGVSr1A Beatissima Vergine, mia Madre, ottenetemi le grazie che vi domando e soprattutto ispiratemi a chiedervi quelle che più volete donarmi.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi.

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Settimo giorno:
manifestazione della Medaglia

Allora udii una voce che diceva: «Fai coniare una medaglia su questo modello. Tutti coloro che la porteranno riceveranno grandi grazie, specialmente tenendola al collo; le grazie saranno abbondanti per le persone che la porteranno con fiducia».

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RGVSr1A Beatissima Vergine, mia Madre, ottenetemi le grazie che vi domando e soprattutto ispiratemi a chiedervi quelle che più volete donarmi.

Padre nostro,  Ave Maria, Gloria al Padre

O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi

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Ottavo giorno:
i Sacri Cuori di Gesù e di Maria

Improvvisamente parve che l’immagine si voltasse ed apparve il rovescio della Medaglia. Vi era la lettera «M», iniziale del nome di Maria, sormontata da una Croce senza crocifisso, con sotto raffigurati il Sacro Cuore di Gesù, fiammeggiante e incoronato di spine, e quello di Maria, trapassato da una spada. L’insieme era circondato da una corona di dodici stelle, che ricordavano il passo dell’Apocalisse: «Una Donna vestita di sole, con la luna sotto i piedi e una corona di dodici stelle sul capo».

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RGVSr1A Cuore Immacolato di Maria, rendete il mio cuore simile al vostro; ottenetemi le grazie che vi domando e soprattutto ispiratemi a chiedervi quelle che più volete donarmi.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi.

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Nono giorno:
Maria Regina del mondo

Santa Caterina, confermando le profezie di san Luigi Maria Grignion de Montfort, affermò che la Beatissima Vergine verrà proclamata Regina del mondo: «Oh, come sarà bello sentirsi dire: “Maria è la Regina del mondo e di ognuno in particolare”! Sarà un tempo di pace, di gioia e di felicità che durerà a lungo; Ella verrà portata in trionfo da tutto il mondo!»c4waj2KRGVSr1A Cuore Immacolato di Maria, rendete il mio cuore simile al vostro; ottenetemi le grazie che vi domando e soprattutto ispiratemi a chiedervi quelle che più volete donarmi.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi

RGVSr1ABeatissima Vergine Maria, mia Madre, chiedete in mio nome al vostro divin Figlio tutto ciò di cui la mia anima ha bisogno, per instaurare sulla terra il vostro Regno. Quello che io vi domando soprattutto è il vostro trionfo in me e in tutte le anime, e l’instaurazione del vostro Regno nel mondo. Così sia.

CUyUCRG

Novena (secondo schema)

RGVSr1A Vergine Immacolata, che mossa a pietà delle nostre miserie ti sei manifestata al mondo con il segno della Medaglia miracolosa, per mostrarci ancora una volta il tuo amore e la tua misericordia, abbi pietà delle nostre afflizioni, consola le nostre pene e concedici la grazia che ardentemente ti chiediamo.

Ave Maria piena di grazia il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio prega per noi peccatori adesso e nell’ora della nostra morte,amen.

O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi.
RGVSr1A Vergine Immacolata, che attraverso la Medaglia miracolosa ci hai dato un segno della tua celeste missione di Madre, Mediatrice e Regina, difendici sempre dal peccato, conservaci nella grazia di Dio, converti i peccatori, donaci la salute del corpo e non negarci quell’aiuto di cui abbiamo tanto bisogno.

Ave Maria piena di grazia il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio prega per noi peccatori adesso e nell’ora della nostra morte,amen.

O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi.
RGVSr1A Vergine Immacolata, che hai assicurato la tua speciale assistenza a chi porta con fede la Medaglia miracolosa, intercedi per noi che a Te ricorriamo, e per quanti a Te non ricorrono, in modo speciale per i nemici della santa Chiesa, per i seminatori di errori, per tutti gli infermi e per quelli che ti sono raccomandati.

Ave Maria piena di grazia il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio prega per noi peccatori adesso e nell’ora della nostra morte,amen.

O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi.


Preghiera finale:

Ricordati, o Vergine Maria, che non si è mai udito al mondo che qualcuno sia ricorso alla Tua clemenza, abbia implorato il Tuo aiuto, chiesto la Tua protezione e sia stato da Te abbandonato.
Animato anche io da tale confidenza, a Te ricorro, Vergine delle Vergini, e con le lacrime, benchè peccatore, mi prostro ai Tuoi piedi a domandare pietà.
Ti prego, o Madre di Gesù, di accogliere benigna la mia supplica e di esaudirmi.

Salve Regina, Madre di misericordia,
vita, dolcezza e speranza nostra, salve.
A te ricorriamo esuli figli di Eva,
a Te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime.
Orsù dunque, avvocata nostra,
rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi.
E mostraci, dopo questo esilio, Gesù,
il frutto benedetto del tuo seno.
O clemente, o pia,
o dolce Vergine Maria.
Amen

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Cit: Luci sull’Est, Via Savoia, 80- 00198 Roma-

www.lucisullest.it diffonde gratuitamente questa novena e la Medaglia Miracolosa, grazie ai donatori dell’Associazione “Luci sull’Est”. Per ottenerne varie copie contribuendone alla diffusione, si può telefonare o scrivere all’indirizzo riportato.

La Madonna ci dona immense benedizioni e Grazie per mezzo di questa Medaglia !
Portala sempre addosso, per vivere in grazia di Dio e godere della protezione della Vergine Immacolata.
Diffondila ovunque, donala ai sofferenti, ai malati, a chi non ha più fede.
Falla conoscere ai bambini ed ai giovani.
La Medaglia sia la nostra medicina più efficace, il nostro regalo preferito,
il nostro ricordo e il nostro grazie più sincero, per tutti.
Preghiamo con fede l’invocazione della Medaglia con l’aggiunta suggerita da San Padre Massimiliano Kolbe, l’Apostolo della Medaglia Miracolosa:
“O Maria, concepita senza peccato, prega per noi che a Te ricorriamo
e per quanti a Te non ricorrono, in particolare per i nemici della santa Chiesa
e per quelli che Ti sono raccomandati”
.
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Il Rosario delle Lacrime della Madonna, devozione potente che annulla i malefici, protegge dagli inganni delle sette occultiste, libera anime del Purgatorio

Il Rosario delle Lacrime della Madonna  è una devozione molto potente per proteggere la propria anima, corpo e la propria famiglia dai malefici, per annullare gli inganni delle sette occultiste, per la conversione dei nostri nemici, per la liberazione delle anime del Purgatorio: si può recitare con una corona di colore bianco, con piccoli grani a forma di lacrima, nel numero di sette, ripetute per sette volte. Questa corona detta Rosario alle Lacrime di Maria si trova nei santuari mariani e nei negozi di articoli religiosi e si può acquistare anche online

https://www.editriceshalom.it/it/shop/corona-delle-lacrime-della-madonna.html

ORIGINE DELLA DEVOZIONEIrmã-Amália-e-Nossa-Senhora-das-lágrimas.jpg

Immediatamente dopo la prima Guerra mondiale, nel periodo della Grande Depressione in America, visse una suora molto pia il cui nome da religiosa era Amalia di Gesù Crocifisso. Il suo convento, l’Istituto dei Missionari di Gesù Crocifisso, si trovava nell’America Meridionale, in un piccolo paese di nome Campinas in Brasile. Monsignor Count Franciscus von Campos Barreto, Vescovo della Diocesi di Campinas, diede vita all’Istituto con l’aiuto di suor Amalia come co-fondatore. Suor Amalia fu una delle prime otto donne che decisero di dedicare, in quell’Istituto, la loro vita al servizio di Dio.

campinas-amaliaaguirre-ritaglioCome San Francesco, Padre Pio e Theresa Neumann, suor Amalia fu un’anima privilegiata nel sopportare le stigmate di Cristo. Soltanto questa prova avrebbe fatto comprendere quale destino si prospettava per lei che si offriva vittima per i bisognosi. Anima che era certamente di natura generosa e disposta al sacrificio.

Un giorno nell’autunno del 1929 un parente di suor Amalia si presentò al convento, aveva un grande bisogno perché sua moglie era seriamente malata ed era molto angosciato.

Raccontò che, secondo la diagnosi di molti dottori, la malattia della sua sposa era incurabile e lui non sapeva cosa fare e non sapeva quello che Dio si aspettava da lui. Perciò suor Amalia, era la sua ultima speranza. Pianse disperatamente domandandosi: “Cosa mai accadrà ai bambini?”.

Il cuore di suor Amalia si addolorò alla vista di tanta sofferenza. Le sue inclinazioni innate la condussero immediatamente a desiderare di aiutarlo in tutti i modi possibili, così mentre il suo parente raccontava questa storia di dolore, pregava internamente il nostro Redentore Divino in riflessione profonda, riflettendo altrettanto intensamente a quello che lei avrebbe potuto offrire o fare.

Ascoltando nello stesso momento sia il suo parente che la sua anima, suor Amalia sentì un impulso interno che l’esortava a visitare Gesù in chiesa. Quando il loro incontro ebbe termine, lei rispose fedelmente e rapidamente a questa voce del cuore.

Dopo essere entrata nella casa di Dio, suor Amalia si inginocchiò riverentemente, avvicinandosi all’altare. Qui si inginocchiò stendendo le braccia verso Gesù nel tabernacolo e, in tale  atteggiamento devoto ed umilmente sottomesso al nostro Re eucaristico, parlò così a Gesù: “Se non c’è speranza per la moglie di T., io sono pronta ad offrire la mia vita per quella madre di famiglia. Cosa vuoi che faccia?”.

Gesù rispose: “Se Lei vuole ricevere questi favori, li chieda a Me per intercessione delle lacrime di Mia Madre“. Suor Amalia chiese ulteriormente:”Come devo pregare?”. Gesù le spiegò: “Oh Gesù, ascolta le nostre suppliche e le nostre domande per le lacrime della Tua Santa Madre! Oh Gesù, ricordati delle lacrime di colei che ti ha amato più di tutti sulla terra.” Poi Gesù aggiunse: “Figlia Mia, tutte le persone che mi chiederanno grazie pregando le lacrime di Mia Madre, io gliele accorderò amorosamente. Mia Madre darà questo tesoro al nostro Istituto adorato per attirare la Mia Grazia.” (Questo accadde l’8 novembre 1929).

Gesù adempì, precisamente quattro mesi più tardi, alla promessa fatta a suor Amalia, nella primavera dell’anno seguente. All’appuntamento divino la Beata Vergine Maria diede questo tesoro del Cielo all’Istituto.

Il brano seguente è tratto dai ricordi della suora riguardo quello che accadde:

Era l’8 marzo 1930. Io ero nella cappella inginocchiata presso l’altare, all’improvviso mi sentii sospinta ad alzare lo sguardo. Poi vidi una Donna di una bellezza indicibile che si avvicinava,  le sue vesti erano color viola, un manto celeste scendeva dalle spalle ed un velo bianco le copriva il capo. Sorridendo, rimase sospesa nell’aria rivolta verso di me, mentre teneva nelle Sue mani un Rosario che chiamò “Corona”.

La Madonna, sorridendo amabilmente, mi consegnò la corona i cui grani, bianchi come la neve, brillavano come soli. La Vergine mi disse: “Ecco la corona delle mie lacrime. Il mio Figlio l’affida al tuo istituto come una porzione di eredità. Egli ti ha già rivelato le invocazioni. Egli vuole che mi si onori in modo speciale con questa preghiera ed Egli accorderà a tutti quelli che reciteranno questa corona e lo pregheranno in nome delle mie lacrime, grandi grazie.

Questa corona servirà ad ottenere la conversione di molti peccatori e in modo particolare quella dei seguaci dello spiritismo.

Al vostro Istituto sarà riserbato il grande onore di ricondurre in seno alla S. Chiesa e di convertire un gran numero di adepti di questa setta nefasta. Il demonio sarà vinto con questa Corona e il suo impegno infernale sarà distrutto“. Quando la Santa Vergine finì di parlare, scomparve.

L’8 aprile 1930,  Maria Santissima rivelò a Suor Amalia l’immagine di una medaglia della nostra cara Signora delle lacrime. Sul davanti, intorno a un’immagine di Maria che tiene il rosario, ci sono le parole: “O Vergine dolente, le tue lacrime abbattono l’impero infernale”. Sul retro c’è un’immagine di Gesù con la scritta: “Per tua divina dolcezza, o Gesù imprigionato, salva il mondo dall’errore che lo minaccia”.   

Nel 1934, il fondatore del suo Istituto, Francisco de Campos Barreto, vescovo di Campinas, diede un imprimatur al Rosario delle lacrime e raccomandò l’uso della medaglia, dicendo che aveva già fatto molti miracoli in Brasile e in Europa.


CORONA DELLE LACRIME DELLA MADONNAmaxresdefault (1).jpg

La Corona è composta di 49 grani divisi in gruppi di 7 e separati da 7 grani grossi. Termina con 3 grani piccoli.

Preghiera Iniziale:

O Gesù, nostro Divino Crocifisso, inginocchiati ai tuoi piedi noi ti offriamo le Lacrime di Colei, che ti ha accompagnato sulla via dolorosa del Calvario, con amore così ardente e compassionevole.

Esaudisci, o buon Maestro, le nostre suppliche e le nostre domande per l’amore delle Lacrime della tua Santissima Madre.

Accordaci la grazia di comprendere gli insegnamenti dolorosi che ci danno le Lacrime di questa buona Madre, affinché noi adempiamo sempre la tua santa Volontà sulla terra e siamo giudicati degni di lodarti e glorificarti eternamente in cielo. Amen.

Sui grani grossi (7):

O Gesù, ricordati delle Lacrime di Colei che ti ha amato più di tutti sulla terra. E ora ti ama nel modo più ardente in cielo.

Sui grani piccoli (7 x 7):

O Gesù esaudisci le nostre suppliche e le nostre domande. Per amore delle Lacrime della tua Santa Madre.

Alla fine si ripete 3 volte:

O Gesù ricordati delle Lacrime di Colei che ti ha amato più di tutti sulla terra.

Preghiera conclusiva:

O Maria, Madre dell’Amore, Madre di dolore e di Misericordia, noi ti domandiamo di unire le tue preghiere alle nostre, affinché il tuo divin Figlio, al quale noi ci rivolgiamo con confidenza, in virtù delle tue Lacrime, esaudisca le nostre suppliche e ci conceda, oltre le grazie che gli domandiamo, la corona della gloria nell’eternità. Amen.


Testimonianze

Nel 1934 – solo alcuni anni dopo le apparizioni – Sua Eccellenza Franciscus, il Vescovo di Campinas, si recò da Roma in Germania per visitare Theresa Neumann nel Konnersreuth. Tramite la documentazione assicurata da un ordine contemplativo in Germania registrata in un opuscolo intitolato “Nostra Cara Signora delle Lacrime”, noi ripetiamo tutti i dettagli ed annunci pubblici riguardo alle apparizioni in Campinas a suor Amalia – come da imprimatur vescovile.
Sua Eccellenza non solo si prodigò in Brasile, ma anche in tanti altri paesi dove portò la medaglia di Nostra Signora delle Lacrime la quale – rivelò a suora Amalia la Madonna in un’altra apparizione – si ebbero conversioni innumerevoli. Innumerevoli grazie sono state ricevute attraverso la preghiera del Rosario per onorare le lacrime della nostra cara Signora. La ragione di queste grazie ha origine dalla promessa del Redentore: “nessun favore sarà rifiutato, quando qualcuno mi chiederà una grazia in nome delle Lacrime della Mia Santa Madre“.
E’ un fatto risaputo che il Redentore ricompensa in un modo speciale la riverenza sincera per i dolori della Sua Santa Madre che sono la causa delle sue lacrime. Anche da Germania, Olanda e dal Belgio giunsero notizie di favori straordinari e di grazie ricevute. Tutti coloro che pregano il Rosario di Nostra Signora delle Lacrime per nove giorni e ricevono i Sacramenti si avvicinano alla Misericordia di Dio.
Da religiosi, noi lo comprendiamo, che pregare questo Rosario è un’abitudine molto cara che permette di ricevere delle grazie straordinarie. Per questa ragione, loro spesso lo pregano quotidianamente per chiedere le grazie a loro e ad altri, la conversione dei peccatori, degli eretici, degli atei, per ottenere le grazie per i preti ed i missionari, per aiutare le persone a morire in grazia di Dio e per liberare le anime dal Purgatorio.eee029dad32672de5ba3e11d8e862196.jpg

Fonti

Notizie tratte dal libro:”Apparizioni mariane”, di M.Gamba, ed.Segno

CORONA DE LAS LAGRIMAS DE NUESTRA SEÑORA

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Beata Vergine Maria della Mercede

La Beata Vergine Maria è considerata a tutti gli effetti l’ispiratrice della fondazione, da parte di s. Pietro Nolasco (1180-1245), dell’antico Ordine della Mercede; il titolo con cui viene onorata è strettamente correlato alla storia di quest’Ordine, che da lei prese la denominazione.  La Chiesa ha voluto valorizzare questo titolo prettamente mariano, stabilendo un ricordo particolare nella liturgia il 24 settembre.

S. Pietro Nolasco nacque a Mais Saintes Puellas (Tolosa, Francia) verso il 1180 e fin da adolescente si stabilì con la famiglia a Barcellona in Spagna.San_Pedro_Nolasco,_por_Jusepe_Martínez
La prima notizia della sua presenza a Barcellona si ha nel 1203, quando profondamente addolorato nel vedere lo stato miserevole dei cristiani fatti schiavi dai Mori, padroni allora di gran parte della Spagna, egli si trasformò in mercante, per insinuarsi facilmente tra i maomettani ed a Valenza liberò con suo denaro trecento schiavi.
Esaurite le sua ricchezze, si unì ad altri generosi e nobili giovani, per raccogliere offerte e quindi ripetere ogni anno il riscatto di gruppi di schiavi; ma per quanta solerzia impiegassero in questa meritoria opera, vedevano il numero degli schiavi aumentare sempre più.
Bisogna dire che in precedenza vari re e Ordini militari si erano occupati del riscatto degli schiavi, in Francia per esempio era sorto l’Ordine dei Trinitari che se ne interessava, ma molto limitatamente, mentre gli Ordini militari si erano presto estinti.

La situazione degli schiavi, trasportati nei Paesi arabi dai musulmani, era diventata angosciante per Pietro Nolasco e i suoi compagni, che nei 15 anni trascorsi, avevano operato altri cinque grandi riscatti detti “redenzioni” per migliaia di cristiani.
Pietro ad un certo punto valutò la possibilità di ritirarsi a vita contemplativa, sentendosi impotente ad arginare la situazione, alimentata in continuazione dai Mori di Spagna.
E in una di queste veglie di preghiera, la notte fra il 1° e il 2 agosto 1218, la Vergine Maria gl’ispirò, illuminando la sua intelligenza, di fondare un Ordine religioso che si dedicasse alle opere di misericordia e specialmente alla redenzione degli schiavi, anche a costo della propria vita.
Dopo averne parlato con il giovane re d’Aragona, Giacomo I e con il vescovo di Barcellona, Berenguer, il 10 agosto 1218, Pietro Nolasco costituì ufficialmente il nuovo ‘Ordine Religioso Redentore’, nella cattedrale di Santa Croce di Barcellona, prendendo la Regola di S. Agostino.
Inoltre il vescovo consegnò ai giovani laici del gruppo, la veste di lana bianca in omaggio alla purezza immacolata della Vergine Maria, sotto il cui patrocinio sorgeva l’Ordine; re Giacomo I consegnò loro lo scudo del suo regno d’Aragona come distintivo (quattro sbarre rosse in campo oro) e il vescovo autorizzò di poter portare sopra l’abito la Croce, segno della sua cattedrale.
In quel memorabile giorno il re Giacomo I ‘il Conquistatore’ (1208-1276) regnante dal 1213, donò all’Ordine l’Ospedale di S. Eulalia in Barcellona, che divenne il primo convento dei religiosi (che erano tutti laici, compreso Pietro Nolasco), fungendo anche come casa d’accoglienza per gli schiavi liberati e sede delle opere di misericordia a favore degli infermi e poveri.
Sotto la guida del fondatore, si mise in moto tutta una organizzazione a favore della libertà dei cristiani messi in schiavitù, che oltre ad aver persa la libertà, erano in pericolo per le pressioni e sofferenze inflitte, di abiurare la propria fede e passare all’islamismo.

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Madonna della Mercede e Ordine dei Mercedari liberano i cristiani in schiavitù

La ‘redenzione’ avveniva con il pagamento di un riscatto in denaro o altri generi, fatto al padrone mediante una terza persona, la somma variava secondo l’età, le condizioni sociali, economiche e fisiche dei riscattandi.
Il denaro veniva raccolto dai religiosi con il contributo di ogni ceto sociale dell’epoca, compreso le famiglie che avevano qualche loro componente schiavo in terra araba, vittima delle scorrerie saracene che funestarono dall’inizio del XIII secolo, le coste di Spagna, Francia, Sardegna, Sicilia e Italia Meridionale.
Le ‘redenzioni’ venivano accuratamente preparate, precedute da una cerimonia religiosa prima dell’imbarco; le spedizioni erano dense di pericoli, per i pirati che infestavano il Mediterraneo, i naufragi frequenti, la possibilità di un tradimento degli arabi, che impadronitisi del denaro, trattenevano anche i Mercedari come schiavi, in attesa di un altro riscatto.
Innumerevoli furono i religiosi che incontrarono la morte anche atroce, nell’espletare queste missioni redentrici; si calcola che con questo sistema siano stati liberati circa 52.000 schiavi cristiani nei primi 130 anni della costituzione dell’Ordine Religioso. Al ritorno positivo delle spedizioni, veniva cantato in cattedrale un solenne ‘Te Deum’ di ringraziamento, unitamente agli schiavi liberati.
Caratteristica eroica dei Mercedari durante le redenzioni, era quella di proporsi al posto di uno schiavo, se il denaro non bastava e rimanere prigionieri fino all’arrivo della somma dall’Europa, cosa che non sempre avveniva in tempo specie per gli agguati dei pirati, allora il religioso veniva ucciso barbaramente per vendetta.
L’Ordine fu approvato da papa Gregorio IX il 17 gennaio 1235, in seguito i componenti furono anche sacerdoti e non più solo laici come agli inizi, a cui si aggiunsero la Confraternita e il Terz’Ordine della Mercede. Nel 1265 con s. Maria di Cervellon si aggregò il ramo femminile delle Monache Mercedarie, a cui seguirono in tempi più moderni altre Congregazioni religiose femminili della stessa spiritualità della Mercede.
I Mercedari furono presenti come cappellani con Cristoforo Colombo, quando fu scoperto il Continente Americano; il primo convento fu fondato nel 1514 a Santo Domingo.
L’Ordine Religioso Redentore come si è detto era sotto la protezione della Madonna che ne fu l’ispiratrice; nel 1272 i redattori delle Costituzioni stabilirono che l’Ordine assumesse la denominazione di “S. Maria della Mercede”, titolo attribuitale perché della Mercede o della Misericordia deriva da quanto diceva il re Alfonso X ‘il Savio’ (1221-1284) “Redimere gli schiavi è opera di grande ‘Merced’ “, ossia di Misericordia.
La Vergine è considerata dai religiosi Mercedari, Madre sia di sé stessi, quanto degli schiavi per la cui salvezza eterna i religiosi si devono preoccupare.
È chiaro che oggi per schiavitù s’intende tutti quei pericoli ed affanni che contraddistinguono il peregrinare degli uomini, anelanti alla salvezza eterna, non solo di quella fisica e Maria Corredentrice del genere umano, con amore continua la sua opera come nostra avvocata e ministra della salvezza.

PREGHIERE ALLA MADONNA DELLA MERCEDEBeata_vergine_maria_della_mercede

Salve o Maria, Madre purissima della Mercede,
fonte perenne da cui derivano a noi le grazie del Signore,
esempio di virtù da cui le nostre anime apprendono la loro perfezione.

Il tuo nome risuona festoso in cielo ed in terra
ed è per tutti luce e splendore che rischiara santamente l’intelletto,
fortezza che rende invincibile il cuore contro gli assalti nemici.
Tu sei rifugio dei cristiani
e sei ancora la padrona dei loro affetti, dei loro pensieri.
Tu per liberare i fedeli dalle catene dei maomettani discendesti dal cielo.
Per questo tutto il mondo riconoscente ti acclama sua dolce consolatrice.

O Vergine Santa,
poiché ti sei compiaciuta di unire
alla suprema dignità di Madre di Dio e degli uomini,
il nome e l’ufficio pietoso di Madre e Redentrice degli schiavi,
degnati di stendere il tuo manto benedetto su di noi,
devoti di sì caro nome e su tutti i cristiani vivi e defunti,
affinché salvati dalla tua materna protezione da quanti mali ci affliggono,
veniamo a rallegrarci con te eternamente nel gaudio del Signore. Amen.

O Vergine Santissima della Mercede, Tu che per pietà verso i miseri schiavi cristiani, scendesti dal Cielo, ingiungendo a S. Pietro Nolasco di fondare un Ordine religioso che, con voto eroico, attendesse alla loro liberazione, deh! ti muova a pietà lo stato di tanti che giacciono sotto la più dura schiavitù, quella del peccato. Liberali, o Vergine Santa, e concedi loro la libertà dei figli di Dio! Minacciati, come siamo, dalla stessa schiavitù, anche per noi risplenda la tua pietà, o Vergine Santissima della Mercede! Tu che conosci l’insufficienza nostra nelle dure lotte contro il comune nemico, accorri in nostro aiuto, rinsalda le nostre vacillanti volontà, donaci la vittoria. Su Te, Madre nostra Santissima, sono riposte le nostre speranze. Da Te ci aspettiamo il trionfo finale per raggiungere il Paradiso e sciogliere un cantico di gloria e di ringraziamento a Te che ne sei la Regina. Amen.

ATTO DI CONSACRAZIONE DELLA FAMIGLIA A MARIA SS. DELLA MERCEDEMARIA DELLA MERCEDE.jpg

Dègnati, o dolcissima Vergine della Mercede, di visitare con il tuo divin Figlio, questa casa che da oggi in poi è tua; e ricolma i fortunati tuoi figli che vi abitano delle celesti grazie e dei singolari favori che costantemente concedi alle famiglie consacrate al tuo tenero cuore di Madre.
Tu stessa, o Sovrana Redentrice degli schiavi, hai manifestato che desideri e vuoi regnare nelle famiglie. Perciò questa famiglia tutta, ascoltando la tua voce, risponde premurosa alla tua chiamata e contrariamente all’abbandono e all’indifferenza di tante famiglie, ti proclama, o carissima Madre della Mercede, sua amabile Regina e ti consacra interamente le sue gioie, le sue fatiche, le sue tristezze, il suo presente ed il suo avvenire.
Benedici dunque i presenti, benedici gli assenti, benedici anche o amorosa Madre, i nostri cari defunti. Prendi dimora in questa tua casa, te ne supplichiamo per gli acerbissimi dolori che soffristi ai piedi della croce; stabilisci in essa il tuo dolce regno ed il dominio della tua carità e del tuo amore, della tua bontà e delle tue misericordie.
Vieni, o Signora, e regna in questa casa; vieni e comanda in essa come Madre, come Regina, come Padrona. Tutto qui è tuo, tutto ti appartiene.
Allontana tutto ciò che ti disgusta, correggi tutti i difetti che vedi in essa, ispira in essa l’amore casto e l’osservanza delle sante leggi, infondi in tutti i suoi membri lo spirito di fede e di pietà, di fortezza e di purezza.
Fa, o Signora, che la mansuetudine, la pazienza, l’umiltà, il distacco ed il disprezzo per le folli vanità, e tutte le altre virtù che furono tue prerogative, formino anche la delizia di questa famiglia.
Aprici, o Signora, il tuo dolce manto di Madre e come in un’arca di salvezza custodisci sotto di esso tutti i componenti di questa famiglia che sono tuoi fino alla vita eterna.    Viva sempre amata, benedetta e glorificata tra noi la Vergine SS. della Mercede, unitamente al cuore vittorioso di Gesù. Amen

Fonti

http://www.santiebeati.it/dettaglio/71800

https://www.aciprensa.com/noticias/hoy-la-iglesia-celebra-la-fiesta-de-la-virgen-de-las-mercedes-16995

 

Riconosciuta prima guarigione miracolosa nel Santuario di Knock in Irlanda

La Chiesa cattolica ha riconosciuto ufficialmente per la prima volta un miracolo associato al Santuario mariano nazionale di Knock in Irlanda, dove una donna Marion Carroll è stata guarita dalla sclerosi multipla trent’anni fa, nel settembre 1989. (IN FOTO: il mosaico all’interno del Santuario di Knock, che rappresenta l’apparizione avvenuta a Knock il 21 agosto del 1879- L’apparizione venne subito interpretata come un segno celeste di appello a tutti i cristiani a rimanere fedeli alla Chiesa catto­lica e al culto eucaristico mariano). 

Il 1 ° settembre 2019, il vescovo Francis Duffy di Ardagh ha annunciato ai fedeli raccolti nella basilica affollata, che la Chiesa cattolica aveva ufficialmente riconosciuto la guarigione miracolosa della 68enne Marion Carroll.

“Senza dubbio, c’è stata una guarigione miracolosa della malattia che ha afflitto Marion per diversi anni”, ha detto alla congregazione il vescovo Duffy; molti dei fedeli presenti a quella guarigione, partecipavano al pellegrinaggio diocesano annuale.  Carroll, suo marito Jimmy, i loro due figli e cinque nipoti fanno parte della congregazione.

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Marion Carroll, foto del 2 settembre 2019

“Riconosco che Marion è stata guarita dalla sua malattia di vecchia data durante il pellegrinaggio annuale in questo luogo sacro”, ha detto il vescovo Duffy. Fu il suo predecessore, il vescovo Colm O’Reilly, ad amministrare la benedizione con l’ostensorio, dopo la quale Carroll cominciò a sperimentare “qualcosa di bello”.  Padre Richard Gibbons, rettore del santuario di Knock, che ha supervisionato le celebrazioni del 140 ° anniversario dell’apparizione a Knock, ha detto al CNS che l’annuncio è arrivato “dopo molti anni di indagini da parte di un comitato medico istituito dal santuario di Knock per esaminare il caso, ed è la prima guarigione ufficiale nella storia di 140 anni del santuario “.

Parlando al Catholic News Service dalla sua casa di Athlone, Carroll ha ricordato che il giorno in cui è stata guarita, era stata portata nel Santuario di Knock su una barella perché era “completamente paralizzata”.

“Ero doppiamente incontinente, ero cieca da un occhio e avevo ben poca vista nell’altro occhio. Non riuscivo a mangiare bene, non sapevo parlare bene e avevo l’epilessia”. Ha detto di sentirsi morire, non per la sclerosi multipla, ma per le sue complicanze, comprese le infezioni renali persistenti.

Dopo aver pregato il Santo Rosario e ricevuto la Santissima Eucaristia, ci fu la benedizione dei malati: il vescovo O’Reilly  benedisse Marion Carroll con l’ostensorio, mentre lei giaceva sulla barella.

“Quando mi ha benedetto, ho avuto questa bellissima sensazione – era una sensazione magnifica – e poi una brezza sussurrante che mi diceva che, se la barella fosse stata aperta, avrei potuto alzarmi e camminare.”

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Altare del Santuario mariano di Knock

Dopo la Santa Messa, la donna è stata portata nella sua barella al Centro di riposo e cura di San Giovanni a Knock. Le infermiere e i dottori furono sorpresi dalla sua richiesta di aprire la barella. L’infermiera le disse in seguito che aveva accettato di farlo solo per “calmarla”.

Ma non appena la barella fu aperta, Carroll fece oscillare le gambe a terra.

“Mi sono alzata dritta in piedi e non mi sono nemmeno sentita rigida” nonostante anni di paralisi. La sua voce era tornata perfettamente, così come l’uso delle sue braccia.

Il vescovo Duffy ha affermato che si tratta di “una guarigione per la quale al momento non esiste alcuna spiegazione scientifica; è definitiva e sfida la spiegazione medica”.

Alle parole del vescovo Duffy hanno fatto eco quelle di monsignor Michael Nearyarcivescovo di Tuam, arcidiocesi in cui ricade il santuario di Knock: “Oggi la Chiesa riconosce formalmente che questa guarigione non ammette alcuna spiegazione medica e si unisce alla preghiera, alla lode e al ringraziamento a Dio. In queste situazioni, la Chiesa deve essere sempre molto cauta. Ciò è dimostrato dal fatto che sono trascorsi trent’anni da quando è avvenuto, durante il quale l’esame da parte dell’Ufficio medico testimonia che non esiste alcuna spiegazione medica per questa guarigione. “ 

L’ufficio medico del santuario di Knock è guidato dal Dr. Diarmuid Murray, che ha detto a RTE News che ci sono voluti 30 anni per determinare che non c’erano spiegazioni mediche per la guarigione. Una lettera di un consulente gastroenterologo all’ufficio medico di Knock affermava “indipendentemente dal fatto che le condizioni della signora Carroll siano organiche o psicologiche, il sorprendente miglioramento dal momento della sua visita al Santuario di  Knock è inspiegabile”. La lettera aggiunge: “La mia sensazione è che è improbabile che il suo miglioramento sia spiegato dalla medicina convenzionale”.

Marion Carroll ora dedica il suo tempo ad aiutare i malati nella sua parrocchia e ad accompagnarli al Santuario di Knock e a parlare della sua guarigione miracolosa al mondo intero.

“La mia guarigione a Knock non mi appartiene. Questo è un dono speciale per far sapere alla gente che Gesù e Maria ci sono”.MADONNA DI KNOCK

Il Santuario di Knock, divenuto il Santuario nazionale d’Irlanda, venne eretto sul luogo dove 140 anni fa, il 21 agosto 1879, apparve la Vergine Maria, vicino al muro della chiesa parrocchiale, in un giorno di pioggia torrenziale: la Madonna, con lo sguardo rivolto verso il Cielo, indossava una brillante corona con al centro una rosa d’oro; alla sua destra apparve San Giuseppe suo sposo, in preghiera, e alla sua sinistra San Giovanni Evangelista, con in mano la Sacra Bibbia: San Giovanni venne scelto da Gesù, in punto di morte sulla croce, come figlio adottivo e protet­tore della Santa Vergine. 

I 15 testimoni, tra cui un bambino di 11 anni, videro anche un altare con sopra un agnello, simbolo di Gesù, circondato da angeli e alle sue spalle una croce:  l’altare e la croce raffi­gurano l’Eucaristia; l’agnello rappresenta Gesù Redentore. La manifestazione mariana durò all’incirca due ore, una folla si radunò per adorare l’apparizione e per pregare il Rosario. Nonostante il temporale, il terreno attorno alla chiesa non si bagnò.

A differenza della maggior parte delle altre apparizioni mariane, la Vergine Maria rimase in silenzio tutto il tempo e non offrì alcun tipo di messaggio o profezia.

L’apparizione viene subito interpretata come un segno celeste di appello a tutti i cristiani a rimanere fedeli alla Chiesa catto­lica, soprattutto al culto eucaristico mariano. In seguito alle indagini approfondite del vesco­vo competente venne dichiarata l’autenticità dell’apparizione e venne accordato il riconoscimento ecclesiastico.

I funzionari vaticani hanno dichiarato l’apparizione a Knock “affidabile e soddisfacente” dopo due commissioni separate, nel 1879 e nel 1936.

Il Santuario di Knock è chiamato anche la «Lourdes irlandese»: è divenuto uno dei più importanti santuari d’Europa dove Maria è venerata come «Regina d’Irlanda» e sono state attestate molte guarigioni e conversioni. Nel 1954, anno mariano per tutto il mondo catto­lico, l’8 dicembre, per concessione del Capitolo Vaticano, fu incoronata la Madonna di Knock con il rito seguito da Pio XII nell’incoronare il quadro Nostra Signora Salus Populi Romani.  

Tra i diversi Papi ad aver legato il loro nome a quello di Knock c’è san Giovanni Paolo II, che nel 1979 – nel centenario delle apparizioni – donò al santuario una Rosa d’Oro, inginocchiandosi in preghiera davanti al muro della visione e Papa Francesco, che vi si recò durante la Giornata Mondiale delle Famiglie, nel 2018.

PREGHIERA ALLA MADONNA DI KNOCKknock1-1

NOSTRA SIGNORA DI KNOCK, REGINA D’IRLANDA, TU HAI DATO SPERANZA ALLA TUA GENTE IN UN PERIODO DI MISERIA E L’HAI CONFORTATA NELLA SVENTURA.

TU HAI ISPIRATO TANTISSIMI PELLEGRINI A PREGARE CON FIDUCIA IL TUO FIGLIOLO, RICORDANDO LA SUA PROMESSA: “CHIEDETE E VI SARA’ DATO, CERCATE E TROVERETE”.

AIUTAMI A RICORDARE CHE SIAMO TUTTI PELLEGRINI SULLA STRADA VERSO IL CIELO.

RIEMPIMI DI AMORE E DI ATTENZIONI VERSO I MIEI FRATELLI E SORELLE IN CRISTO, SPECIALMENTE QUELLI CHE VIVONO ACCANTO A ME.

CONFORTAMI QUANDO SONO MALATO, MI SENTO SOLO O DEPRESSO.

INSEGNAMI COME PRENDERE PARTE CON SEMPRE Più RISPETTO ALLA S. MESSA.

PREGA PER ME ORA, E NELL’ORA DELLA MIA MORTE.

AMEN.

NOSTRA SIGNORA DI KNOCK PREGA PER NOI.


Fonti

 

http://www.santiebeati.it/dettaglio/96687

Devozione alla Madonna del Perpetuo Soccorso

L’antica icona della Madre del Perpetuo Soccorso è venerata a Roma nella Chiesa di sant’Alfonso Maria De Liguori, in Via Merulana. Pio IX l’ha affidata ai Redentoristi, che l’hanno diffusa in tutto il mondo. La sua festa è il 27 giugno. Nelle chiese e nei santuari che venerano la Madre del Perpetuo Soccorso si celebra con solennità, ogni settimana, la NOVENA PERPETUA, detta così perché si può fare ininterrottamente in ogni tempo, l’importante è pregarla per nove giorni consecutivi. 

Ecco il testo da pregare interamente per nove giorni consecutivi:

Preghiera della Novena Perpetua alla Madonna del Perpetuo Soccorso
(nella Tradizione Redentorista Italiana)

Invoca soccorso il popol fedel,
che a te fa ricorso, Regina del ciel.
Ave, ave, ave Maria!

* Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

* Preghiamo.
Signore Gesù Cristo, che ci hai dato per madre, sempre pronta a soccorrerci, la tua stessa Madre Maria, della quale veneriamo la celebre immagine, fa’ che, implorando assiduamente il suo materno soccorso, meritiamo di godere perpetuamente i frutti della tua redenzione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

1. O Madre del Perpetuo Soccorso, * con la più grande fiducia * ci prostriamo oggi davanti alla tua santa immagine * per implorare il tuo aiuto. * Non confidiamo nei nostri meriti e nelle nostre opere, * ma nei meriti infiniti di Gesù Cristo * e nel tuo materno, invincibile amore.*
Tu hai visto le piaghe del Redentore * e il Suo Sangue sparso sulla croce per la nostra salvezza. * E’ il tuo Figlio morente * che ti ha dato a noi per madre.. * E non sei tu, o Maria, * che hai scelto il dolce titolo di nostra Perpetua Soccorritrice? *
O Madre del Perpetuo Soccorso, * per la dolorosa passione e morte di Gesù, * per le indescrivibili sofferenze del tuo Cuore, * ti supplichiamo ardentemente di ottenerci dal Signore quelle grazie, * che tanto desideriamo e delle quali abbiamo tanto bisogno.

(breve pausa: ognuno pensa alla grazia che più desidera)

Tu sai, o Madre benedetta, * quanto è grande il desiderio che ha Gesù Redentore * di donare a noi tutti i frutti della sua Redenzione. * Tu sai che questi tesori * sono stati deposti nelle tue mani, * perché a noi li dispensassi.
Ottienici dunque, benignissima Madre, dal Cuore di Gesù, * le grazie da noi in questa novena umilmente domandate, * e noi canteremo felici le tue misericordie per tutta l’eternità. * Maria, Madre del Perpetuo Soccorso, * prega per noi.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte.

Le mani amorose che stringon Gesù
protendi pietose ai figli quaggiù.
Ave, ave, ave Maria!

2. Ti preghiamo , o Madre, per tutti i nostri fratelli, * in particolare per quelli che sono qui riuniti sotto il tuo sguardo pietoso. * Ti preghiamo per la santa Chiesa, * per tutta l’umanità e per la conversione dei peccatori. *
Guarda, o Regina dell’universo, * come è grande il numero dei bisognosi, * dei sofferenti, * dei tribolati. * Vedi come sono difficili i nostri tempi. * Non sei forse tu la Madre del Perpetuo Soccorso? * l’onnipotenza supplichevole? * la speranza dei miseri? * A te non manca né potenza né bontà * per soccorrerci in ogni nostra necessità. * L’ora attuale è davvero l’ora tua! * Soccorrici dunque subito, * soccorrici continuamente, * soccorrici in vita e in morte. *
Ti raccomandiamo ora coloro che soffrono* nel corpo e nello spirito. * Mòstrati, come ti saluta la Chiesa, * Salute, Consolazione, Speranza degli infermi. * Maria, Madre del Perpetuo Soccorso, * soccorri tutti i nostri ammalati. * Così sia.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte.

Chi soffre, chi geme, ti chiede mercé,
ripone sua speme, o Vergine in te.
Ave, ave, ave Maria!

Supplica alla Madre del Perpetuo Soccorso

O Vergine del Perpetuo Soccorso, santa Madre del Redentore, soccorri il tuo popolo che anela a risorgere, dona a tutti la gioia di camminare nella consapevole e attiva solidarietà con i più poveri, annunciando in modo nuovo e coraggioso il Vangelo del tuo Figlio, fondamento e culmine di ogni umana convivenza, che aspira ad una pace vera, giusta e duratura.
Come il Bambino Gesù, che ammiriamo in questa venerata icona, anche noi vogliamo stringere la tua destra.
A te non manca né potenza, né bontà per soccorrerci in ogni necessità e in ogni bisogno. Quella attuale è l’ora tua! Vieni dunque in nostro aiuto e sii per tutti noi rifugio e speranza. Amen. (S. Giovanni Paolo II).


STORIA DELLA SACRA ICONA DELLA MADONNA DEL PERPETUO SOCCORSO16195087_972726812871074_6291835730560202470_n

Custodita nella chiesa romana dei Redentoristi, dedicata al loro fondatore sant’Alfonso Maria de Liguori, l’icona è universalmente conosciuta e venerata col titolo di Madonna del Perpetuo Soccorso. Secondo le ricerche e gli studi più recenti, essa è del tipo della Madonna della Passione; è da credersi di origine cretese; e con ogni probabilità identificabile con l’immagine che nell’isola di Creta portava il nome di Cardiotissa(= tutta cuore).
Il soggetto iconografico della Vergine della Passione è rintracciabile in area greco-cretese sin dal 1100, e dal 1300 in Serbia e in Russia.
L’icona era conosciuta a Retimo (Creta) col titolo di “Amolyntos” (= Incontaminata) e di “Madonna degli Angeli”.
Il tema della Vergine che partecipa alla passione del Figlio comincia a diffondersi nella pietà popolare occidentale a partire dalle rivelazioni di santa Brigida di Svezia.
Sant’Alfonso lo riprenderà nel suo capolavoro Le Glorie di Maria, sviluppandolo
nel discorso sul vaticinio di Simeone: «Dio la volle Regina dei dolori e tutta simile al Figlio, ebbe a vedersi sempre avanti gli occhi ed a patire continuamente tutte le pene che l’aspettavano; e queste furono le pene della passione e morte dell’amato suo Figlio».

Andrea Rizzo da Candia (1422-1498), famoso pittore di icone mariane bizantine, realizzò numerose “Madonne della Passione”. Alcune di esse si custodiscono a Fiesole, Bari, Parma, Patmos, Retimo. A lui è attribuita la paternità dell’icona custodita dai Redentoristi. Tuttavia la questione della paternità dell’opera rimane aperta. In Occidente è nota col titolo di “Madonna del Perpetuo Soccorso”, come si leggeva, sin dal 1579, sul frontone esterno del portale della chiesa di San Matteo a Roma: «Deiparae Virgini Mariae succursus perpetui». Titolo che richiama una devozione mariana, palermitana, dell’Ordine agostiniano, la Madonna del Soccorso, col quale ha evidenti connessioni.
Alcuni autori sostengono che essa proviene dall’isola di Creta e precisamente dalla città di Candia. Qui, su una altura, si ergeva il santuario di Lassithi, all’interno del quale era venerata la Madonna col titolo di “Cardiotissa”. Vi salivano gli abitanti della città e dei paesi vicini per venerare la stupenda immagine che aveva il privilegio di precedere tutte le altre nelle processioni. L’invasione musulmana dell’isola (961) probabilmente diede inizio al tema iconografico della Vergine della Passione, icona pellegrina usata dai monaci, per rievangelizzare l’isola. In un’unica immagine erano meravigliosamente sintetizzate le principali verità della fede e i misteri della vita di Cristo. La Madonna tutta cuore fece rifiorire il cristianesimo a Creta.

Purtroppo la sua rara bellezza attirò anche lo sguardo avido di un mercante, che in un momento propizio la rubò. Con questo furto cominciò l’avventuroso pellegrinaggio, per mare e per terra, dell’immagine prodigiosa. La Vergine cominciò a manifestare la sua potenza. La storia di questo cammino mariano è costellata di segni che, letti insieme, sono accomunati da un filo rosso che li lega.
Le vicende legate al furto dell’icona e al suo approdo in Italia, fino alla consegna agli Agostiniani di San Matteo, erano narrate in una “tabella” affissa all’altare della Madonna. I pellegrini, che nel corso di tre secoli hanno venerato la Vergine, potevano leggere nell’epigrafe la storia meravigliosa. I particolari narrati nell’iscrizione costituiscono l’unica fonte di informazioni, la più prossima al momento storico nel quale avvennero i fatti.
Trasmettendola come l’avevano appresa, fino ai nostri giorni, gli scrittori antichi hanno mantenuta viva nel popolo questa memoria. Questo l’unico dato certo: la “tabella”, nella quale sicuramente confluirono elementi storici e frammenti di una tradizione antica.

La tradizione popolare narra che l’icona della Madonna del “Perpetuo Soccorso” fu rubata dall’isola di Creta da un mercante che la portò fino a Roma nel XV secolo.

Si narra che in mare, durante il viaggio, una forte tempesta mise in pericolo la vita dei passeggeri e che, solo grazie all’intervento della Madonna, tutti riuscirono a salvarsi. Circa un anno dopo il mercante fece ritorno a casa, a Roma. Dopo un brevissimo periodo egli si ammalò gravemente e si rivolse ad un amico che potesse curarlo. In punto di morte, rivelò all’amico il suo segreto sul furto dell’immagine sacra, supplicandolo di ricollocarla in una Chiesa. L’amico promise che avrebbe esaudito questo desiderio, ma anche lui trattenne l’immagine in casa propria fino alla sua morte. Poco tempo dopo, la Beata Vergine apparve a Roma ad una bimba di sei anni, dicendole che avrebbe dovuto avvertire la mamma e la nonna che l’immagine della Vergine Maria del Perpetuo Soccorso sarebbe dovuta essere collocata nella chiesa di S. Matteo Apostolo, sita fra le basiliche di S. Maria Maggiore e di S. Giovanni in Laterano. In un primo momento la fanciulla non fu presa in grande considerazione, ma dopo molti dubbi e varie difficoltà, la madre ubbidì e dopo essersi consultata con il clero responsabile di questa chiesa, l’immagine della Vergine venne collocata in S. Matteo il 27 marzo 1499. 
Nel 1798 la chiesa di San Matteo fu devastata dall’esercito napoleonico. Il monastero agostiniano e la chiesa che sorgeva accanto furono quasi totalmente distrutti. Gli Agostiniani, malgrado lo stato di distruzione vi rimasero ancora per qualche anno, ma alla fine furono costretti ad andarsene. Alcuni tornarono in Irlanda, altri si diressero verso nuove fondazioni in America, mentre la maggior parte di essi si spostò in qualche vicino monastero. Fu quest’ultimo gruppo a portare con sé l’immagine di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso.
Nel 1819, gli Agostiniani traslocarono nella Chiesa di S. Maria in Posterula, vicino al “Ponte Umberto I” che attraversa il fiume Tevere. Con essi traslocò anche la “Vergine di San Matteo”. Ma, poiché in questa chiesa veniva già venerata “Nostra Signora delle Grazie”, l’immagine, appena arrivata, passò in secondo piano venendo collocata in una cappella privata del monastero, dove rimase quasi del tutto dimenticata se non fosse stato per Fra Agostino Orsetti, uno dei frati originario di S. Matteo.
Michele Marci, un giovane chierichetto, spesso rendeva visita alla Chiesa di Santa Maria in Posterula ove strinse amicizia con Fra Agostino. Molti anni dopo, il giovane chierichetto, divenuto Padre Michele, scrisse:

Quel buon frate usava esprimersi con una certa aria di mistero e di ansia, soprattutto fra gli anni 1850 e 1851, con queste precise parole: ‘Fa in modo di sapere, figlio mio, che l’immagine della Vergine di S. Matteo è lassù nella cappella: non dimenticarlo mai … hai capito? E’ un’immagine miracolosa.’ All’epoca il frate era quasi del tutto cieco. ‘Ciò che ti posso dire di questa venerabile immagine della “Vergine di S. Matteo”, chiamata anche “Perpetuo Soccorso”, è che dalla mia infanzia fino a quando sono entrato nella Congregazione (dei Redentoristi) l’avevo sempre vista posta sopra l’altare della cappella della casa dei Padri Agostiniani della Provincia irlandese di S. Maria in Posterula,… nessuna devozione, nessuna decorazione, neppure un lumino per annoverare la sua presenza… Stava lì, ricoperta di polvere e praticamente abbandonata. Tante volte, mentre vi servivo messa, sono rimasto a fissarla con grande attenzione’.

Fra Agostino morì nel 1853 alla venerabile età di 86 anni lasciando la Vergine del “Perpetuo Soccorso” nel polveroso oblio di una cappella.
Nel gennaio 1855, i Missionari Redentoristi comprarono il lotto di terreno ove sorgeva la chiesa di San Matteo con i resti del monastero per edificarci la loro casa generalizia. Quattro mesi dopo, venne dato inizio alla costruzione di una chiesa in onore del SS. Redentore, dedicata a S. Alfonso Maria de Liguori, fondatore della Congregazione. Il 24 dicembre 1855 un gruppo di giovanotti iniziò il noviziato in questa nuova casa. Uno di loro era Michele Marchi.
Il 7 febbraio 1863, un sermone tenuto da un famoso predicatore gesuita, Padre Francesco Blosi, sollevò la questione di un’icona di Maria che era stata nella chiesa di S. Matteo in Via Merulana ed era nota come La Vergine di S. Matteo, o più correttamente, la Madonna del Perpetuo Soccorso.
Questi stimoli furono sufficienti a far si che iniziasse una ricerca nella storia dell’appezzamento di terreno acquistato, fino al punto in cui vennero trovati alcuni riferimenti di taluni autori che alludevano all’icona miracolosa tenuta nella chiesa di S. Matteo. Si aprì un dialogo circa l’intenzione di recuperare l’icona. Padre Marchi si ricordò di tutte le cose che gli erano state dette da Fra Agostino Orsetti e disse ai suoi confratelli di aver visto spesso quell’icona e di sapere dove ritrovarla.
Il cerchio era completo, Padre Nicholas Mauron, superiore dei Redentoristi, presentò una lettera a Papa Pio IX in cui chiedeva alla Santa Sede di concedere loro l’icona del Perpetuo Soccorso affinché venisse collocata nella nuova chiesa, che si ergeva più o meno nello stesso sito in cui una volta sorgeva la vecchia chiesa di S. Matteo. Il Papa accettò questa richiesta invitando i Redentoristi a dare la massima divulgazione possibile all’icona: Fatela conoscere al mondo intero.
Nel 1867, mentre il quadro era portato in processione solenne per il Rione Monti, la Madonna compì il miracolo della guarigione di un bimbo. Questo miracolo ancora oggi ricordato da una copia dell’Icona che si trova in Via Merulana, 276.

” Sono passati, ormai, 125 anni da quel 26 aprile 1866, quando il papa Pio IX affidò al vostro Istituto la diffusione del culto alla Vergine del Perpetuo Soccorso. Da allora non avete cessato di custodire con amore questa icona bizantina, giunta dall’Oriente e diventata un punto di riferimento per i fedeli che vengono a pregare in questo tempio.
Come scrivevo nella mia Lettera apostolica Duodecimum saeculum (1987), il credente di oggi, come quello di ieri, deve essere aiutato nella preghiera e nella vita spirituale con la visione di opere che cercano di esprimere il mistero senza per nulla occultarlo” (Giovanni Paolo II, Duodecimum saeculum, 11). 
L’icona richiama il mistero della divina maternità e mentre invita alla fiducia, esalta il ruolo che la Vergine riveste nella vita di ogni credente. Maria è madre di speranza e di bontà; madre di misericordia e di grazia. “Volendo Dio redimere il genere umano, – osserva sant’Alfonso Maria de’ Liguori, ispirandosi a san Bernardo – ha posto tutto il valore della redenzione in mano di Maria, perché Ella lo dispensi a sua voglia” (Sant’Alfonso M. de’ Liguori, Opere ascetiche, Roma 1936, vol. VI, p. 109).
In questa icona Maria ci dispensa questo valore col lieto annunzio che la Nuova Alleanza si è in Lei pienamente realizzata e per mezzo di Lei è offerta a tutti gli uomini. Gesù le stringe la mano destra, quasi a comunicarLe le primizie della redenzione e a testimoniare il modo straordinario della cooperazione della Madre del Signore alla salvezza dell’umanità. Gli occhi della Vergine guardano verso il popolo ed irradiano su di esso il dono della grazia divina.perpetuosocorro-700x438-700x438

Fonti http://www.santalfonsoedintorni.it/novena-alla-madonna-del-perpetuo-soccorso.html

Icona storia https://www.cssr.news/italian/2017/06/tra-leggenda-storia-e-simbolismo-dellicona-della-madonna-del-perpetuo-soccorso/

Preghiera a Maria Madre di Cristo e Madre della Chiesa

Il 3 marzo 2018, con un decreto pubblicato dalla Congregazione del Culto divino,  decreto “Ecclesia Mater”,  Papa Francesco ha iscritto nel Calendario romano la memoria obbligatoria della Beata Vergine Maria Madre della Chiesa fissandola al lunedì dopo la domenica di Pentecoste. Il decreto porta la data dell’11 febbraio 2018, centosessantesimo anniversario della prima apparizione di Lourdes.

MARIA AL CENTRO DEL DOGMA DELLA SALVEZZA

«Il Sommo Pontefice Francesco», si legge nel decreto, «considerando attentamente quanto la promozione di questa devozione possa favorire la crescita del senso materno della Chiesa nei Pastori, nei religiosi e nei fedeli, come anche della genuina pietà mariana, ha stabilito che la memoria della beata Vergine Maria, Madre della Chiesa, sia iscritta nel Calendario Romano nel Lunedì dopo Pentecoste e celebrata ogni anno. Questa celebrazione ci aiuterà a ricordare che la vita cristiana, per crescere, deve essere ancorata al mistero della Croce, e di Cristo nel convito eucaristico, alla Vergine offerente, Madre del Redentore e dei redenti».anonimo_battistero-di-parma_maria_madre-della-chiesa.jpg

QUALI SONO LE PRINCIPALI TAPPE STORICHE CHE HANNO PORTATO ALL’ISTITUZIONE DI QUESTA FESTA?

Il 21 novembre 1964, a conclusione della terza Sessione del Concilio Vaticano II, Paolo VI dichiarò la beata Vergine Maria «Madre della Chiesa, cioè di tutto il popolo cristiano, tanto dei fedeli quanto dei Pastori, che la chiamano Madre amantissima». La Sede Apostolica pertanto, in occasione dell’Anno Santo della Riconciliazione (1975), propose una messa votiva in onore della beata Maria Madre della Chiesa, successivamente inserita nel Messale Romano; diede anche facoltà di aggiungere l’invocazione di questo titolo nelle Litanie Lauretane (1980).

QUAL È IL SIGNIFICATO DI QUESTO TITOLO MARIANO?

Si legge nel decreto: «La gioiosa venerazione riservata alla Madre di Dio dalla Chiesa contemporanea, alla luce della riflessione sul mistero di Cristo e sulla sua propria natura, non poteva dimenticare quella figura di Donna la Vergine Maria, che è Madre di Cristo e insieme Madre della Chiesa. Ciò era già in qualche modo presente nel sentire ecclesiale a partire dalle parole premonitrici di sant’Agostino e di san Leone Magno. Il primo, infatti, dice che Maria è madre delle membra di Cristo, perché ha cooperato con la sua carità alla rinascita dei fedeli nella Chiesa; l’altro poi, quando dice che la nascita del Capo è anche la nascita del Corpo, indica che Maria è al contempo Madre di Cristo, Figlio di Dio, e Madre delle membra del suo corpo mistico, cioè della Chiesa. Queste considerazioni derivano dalla divina maternità di Maria e dalla sua intima unione all’opera del Redentore, culminata nell’ora della croce.

La Madre infatti, che stava presso la croce (cf. Gv 19, 25), accettò il testamento di amore del Figlio suo ed accolse tutti gli uomini, impersonati dal discepolo amato, come figli da rigenerare alla vita divina, divenendo amorosa nutrice della Chiesa che Cristo in croce, emettendo lo Spirito, ha generato. A sua volta, nel discepolo amato, Cristo elesse tutti i discepoli come vicari del suo amore verso la Madre, affidandola loro affinché con affetto filiale la accogliessero. Premurosa guida della Chiesa nascente,Maria iniziò pertanto la propria missione materna già nel cenacolo, pregando con gli Apostoli in attesa della venuta dello Spirito Santo (cf. At 1, 14). In questo sentire, nel corso dei secoli, la pietà cristiana ha onorato Maria con i titoli, in qualche modo equivalenti, di Madre dei discepoli, dei fedeli, dei credenti, di tutti coloro che rinascono in Cristo e anche di “Madre della Chiesa”, come appare in testi di autori spirituali e pure del magistero di Benedetto XIV e Leone XIII.

PAPA FRANCESCO

Preghiera a Maria, Madre della Chiesa e Madre della nostra fede*

Aiuta, o Madre, la nostra fede!
Apri il nostro ascolto alla Parola, perché riconosciamo la voce di Dio e la sua chiamata.
Sveglia in noi il desiderio di seguire i suoi passi, uscendo dalla nostra terra e accogliendo la sua promessa.
Aiutaci a lasciarci toccare dal suo amore, perché possiamo toccarlo con la fede.
Aiutaci ad affidarci pienamente a Lui, a credere nel suo amore, soprattutto nei momenti di tribolazione e di croce, quando la nostra fede è chiamata a maturare.
Semina nella nostra fede la gioia del Risorto.
Ricordaci che chi crede non è mai solo.
Insegnaci a guardare con gli occhi di Gesù, affinché Egli sia luce sul nostro cammino. E che questa luce della fede cresca sempre in noi, finché arrivi quel giorno senza tramonto, che è lo stesso Cristo, il Figlio tuo, nostro Signore!

*Preghiera a Maria al termine dell’Enciclica Lumen Fidei (29 giugno 2013)

Preghiera a Maria Madre di Cristo e Madre della Chiesa

San Giovanni Paolo II

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Mosaico di Maria Madre della Chiesa con lo stemma Totus Tuus di S. Giovanni Paolo II, Palazzo Apostolico, in Piazza San Pietro

O Vergine santissima, 
Madre di Cristo e Madre della Chiesa,
con gioia e con ammirazione,
ci uniamo al tuo Magnificat,
al tuo canto di amore riconoscente.
Con Te rendiamo grazie a Dio,
«la cui misericordia si stende
di generazione in generazione»,
per la splendida vocazione
e per la multiforme missione
dei fedeli laici,
chiamati per nome da Dio
a vivere in comunione di amore
e di santità con Lui
e ad essere fraternamente uniti
nella grande famiglia dei figli di Dio,
mandati a irradiare la luce di Cristo
e a comunicare il fuoco dello Spirito
per mezzo della loro vita evangelica
in tutto il mondo.
Vergine del Magnificat,
riempi i loro cuori
di riconoscenza e di entusiasmo
per questa vocazione e per questa missione.
Tu che sei stata,
con umiltà e magnanimità,
«la serva del Signore»,
donaci la tua stessa disponibilità
per il servizio di Dio
e per la salvezza del mondo.
Apri i nostri cuori
alle immense prospettive
del Regno di Dio
e dell’annuncio del Vangelo
ad ogni creatura.
Nel tuo cuore di madre
sono sempre presenti i molti pericoli
e i molti mali
che schiacciano gli uomini e le donne
del nostro tempo.
Ma sono presenti anche
le tante iniziative di bene,
le grandi aspirazioni ai valori,
i progressi compiuti
nel produrre frutti abbondanti di salvezza.
Vergine coraggiosa,
ispiraci forza d’animo
e fiducia in Dio,
perché sappiamo superare
tutti gli ostacoli che incontriamo
nel compimento della nostra missione.
Insegnaci a trattare le realtà del mondo
con vivo senso di responsabilità cristiana
e nella gioiosa speranza
della venuta del Regno di Dio,
dei nuovi cieli e della terra nuova.
Tu che insieme agli Apostoli in preghiera
sei stata nel Cenacolo
in attesa della venuta dello Spirito di Pentecoste,
invoca la sua rinnovata effusione
su tutti i fedeli laici, uomini e donne,
perché corrispondano pienamente
alla loro vocazione e missione,
come tralci della vera vite,
chiamati a portare molto frutto
per la vita del mondo.
Vergine Madre,
guidaci e sostienici perché viviamo sempre
come autentici figli e figlie
della Chiesa di tuo Figlio
e possiamo contribuire a stabilire sulla terra
la civiltà della verità e dell’amore,
secondo il desiderio di Dio066a-madre-chiesae per la sua gloria.
Amen.

MADRE DELLA CHIESA

Madre della Chiesa, e Madre nostra Maria,
raccogliamo nelle nostre mani
quanto un popolo è capace di offrirti;
l’innocenza dei bambini,
la generosità e l’entusiasmo dei giovani,
la sofferenza dei malati,
gli affetti più veri coltivati nelle famiglie,
la fatica dei lavoratori,
le angustie dei disoccupati,
la solitudine degli anziani,
l’angoscia di chi ricerca il senso vero dell’esistenza,
il pentimento sincero di chi si è smarrito nel peccato,
i propositi e le speranze di chi scopre l’amore del Padre,
la fedeltà e la dedizione
di chi spende le proprie energie nell’apostolato
e nelle opere di misericordia.
E Tu, o Vergine Santa, fa’ di noi
altrettanti coraggiosi testimoni di Cristo.
Vogliamo che la nostra carità sia autentica,
così da ricondurre alla fede gli increduli,
conquistare i dubbiosi, raggiungere tutti.
Concedi, o Maria, alla comunità civile
di progredire nella solidarietà,
di operare con vivo senso della giustizia,
di crescere sempre nella fraternità.
Aiuta tutti noi ad elevare gli orizzonti della speranza
fino alle realtà eterne del Cielo.
Vergine Santissima, noi ci affidiamo a Te
e Ti invochiamo, perché ottenga alla Chiesa
di testimoniare in ogni sua scelta il Vangelo,
per far risplendere davanti al mondo
il volto del tuo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo.

(S.Giovanni Paolo II)

CONSACRAZIONE A MARIA, SPOSA DELLO SPIRITO SANTO

O Maria, figlia di Dio Padre, madre di Gesù, sposa dello Spirito Santo, tempio dell’unico Dio. Ti riconosciamo nostra sorella, meraviglia dell’umanità, portatrice di Cristo nostra vita, segno di speranza e di consolazione. Immagine ideale della Chiesa, rendici un cuor solo ed un’anima sola con te, per proclamare quanto grande è il Signore e riconoscere con gioia la sua presenza nel mondo. A te, scelta da Dio per una missione unica nella storia della salvezza, consacriamo noi stessi, la nostra attività e la nostra esistenza. Poni il tuo sigillo nel profondo delle nostre persone, perché rimaniamo sempre fedeli a Dio. Riversa su di noi il tuo amore di madre, accompagnaci nel cammino della vita; sazia la nostra fame col pane della Parola e dell’Eucaristia. unnamed-8-740x228

 

Visitazione della Beata Vergine Maria, la festa del Magnificat

Si celebra il 31 maggio a conclusione del mese mariano. Ricorda la visita che la Madonna fece alla cugina Elisabetta dopo avere ricevuto l’annuncio che sarebbe diventata Madre di Gesù per opera dello Spirito Santo. Giovanni il Battista che sussulta nel grembo materno di Elisabetta inizia già la sua missione di Precursore. Il calendario liturgico tiene conto della narrazione evangelica che colloca la Visitazione entro i tre mesi fra l’Annunciazione e la nascita del Battista. Festa del Magnificat, la Visitazione prolunga ed espande la gioia messianica della salvezza. Maria, arca della nuova alleanza, è “teofora” e viene salutata da Elisabetta come Madre del Signore.

FESTA FRANCESCANA

Quella della Visitazione può considerarsi una festa tipicamente francescana. Essa sarebbe stata imposta all’Ordine da s. Bonaventura durante il Capitolo tenutosi a Pisa nel 1263.  D’altra parte a dotare la festività di una Messa propria fu un Papa Francescano quale Sisto IV (1471-1484).  La festa venne estesa a tutta la Chiesa latina da papa Urbano VI per propiziare con la intercessione di Maria la pace e l’unità dei cristiani divisi dal grande scisma di Occidente. Il sinodo di Basilea, nella sessione del 10 luglio 1441, confermò la festività della Visitazione.  La festa viene popolarmente conosciuta sotto l’ulteriore titolo di Madonna delle Grazie con riferimento all’atto di mediazione materna compiuto da Maria nel primo incontro con la cugina Elisabetta. Sono i Frati Minori a diffondere ovunque tale devozione grazie, soprattutto, all’impulso datole da un predicatore eccezionale quale s. Bernardino da Siena.

San Francesco d’ Assisi volle che prima del salmo di ogni Officio fosse recitata una antifona proprio in lode di Maria, in cui ancora riecheggia questa lode trinitaria alla Madonna:

“Santa Maria Vergine, non vi è alcuna simile a te, nata nel mondo, tra le donne, Figlia e ancella dell’altissimo sommo Re, il Padre celeste, Madre del santissimo Signore nostro Gesù Cristo, Sposa dello Spirito Santo, prega per noi con san Michele arcangelo e con tutte le potenze dei cieli e con tutti i santi presso il tuo santissimo diletto Figlio, Signore e Maestro”.

Vi è anche una dimensione mariana nella spiritualità di Francesco che si lascia modellare dall’esempio della Vergine. Il suo è un atteggiamento di accoglienza del Figlio, fattosi Parola, così come Maria lo ha accolto in sè e nell’obbedienza si lascia generare dalla Parola.

«Nell’Incarnazione – commentava S. Francesco di Sales – Maria si umilia confessando di essere la serva del Signore… Ma Maria non si indugia ad umiliarsi davanti a Dio perché sa che carità e umiltà non sono perfette se non passano da Dio al prossimo. Non è possibile amare Dio che non vediamo, se non amiamo gli uomini che vediamo. Questa parte si compie nella Visitazione».Immagine correlata

COSA DICONO I VANGELI?

Dopo l’annuncio dell’Angelo, Maria «si mette in viaggio frettolosamente» dice San Luca per far visita alla cugina Elisabetta e prestarle servizio. Aggregandosi probabilmente ad una carovana di pellegrini che si recano a Gerusalemme, attraversa la Samaria e raggiunge Ain-Karim, in Giudea, dove abita la famiglia di Zaccaria. È facile immaginare quali sentimenti pervadano il suo animo alla meditazione del mistero annunciatole dall’angelo. Sono sentimenti di umile riconoscenza verso la grandezza e la bontà di Dio, che Maria esprimerà alla presenza della cugina con l’inno del Magnificat, l’espressione “dell’amore gioioso che canta e loda l’amato” (S. Bernardino da Siena):ND-du-St-Esprit

In quei giorni, Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. 
Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! 
A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo.  E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore». 
Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore  e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,  perché ha guardato l’umiltà della sua serva.  D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.  Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente 
e Santo è il suo nome:  di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. 
Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; 
ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili;  Ha ricolmato di beni gli affamati,  ha rimandato a mani vuote i ricchi. 
Ha soccorso Israele, suo servo,  ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, 
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre». Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua. (Lc 1, 39-56)2900-00-COUV-ND-du-Rosaire

Maria canta la sua storia, la racconta, la condivide. E mentre ci guarda dentro scorge anche i segni del domani e non solo traccia del passato. E così ci ricorda che quando guardiamo alla nostra vita non dobbiamo soltanto tirare le conclusioni dalle nostre esperienze, dobbiamo avere il coraggio di guardare anche avanti, al futuro, e ricordarci che siamo figli di un Dio che disperde i superbi nei pensieri del loro cuore, rovescia i potenti e gratifica gli umili, ricolma di beni chi è affamato e a chi si crede ricco lo lascia a mani vuote. Maria dice tutto questo mentre sa che dovrà fare i conti con le angherie di Erode, le incomprensioni dei vicini, la disoccupazione di Giuseppe, la povertà dell’esilio forzato in Egitto. Ma le cose negative che dovrà vivere non tolgono nulla alla fede in un Dio che è più grande dei problemi che avrà davanti. Maria sa che credere non significa avere una vita “più fortunata”, ma una vita che nonostante “le sue sfortune” è in mano a Uno che sa tirar fuori il bene dal male, la luce dal buio, e la giustizia dalle contraddizioni. Solo ricordandosi di ciò vale la pena vivere comunque. Diversamente andrebbe meglio mettere in pratica il vecchio detto “bene vivit qui bene latet”, cioè “vive bene chi si nasconde…non chi affronta”. E la vita non è un nascondino, ma un’impresa che va fatta fino in fondo.

PREGHIERA PER LA VISITAZIONE di MARIARisultati immagini per visitation mary and elizabeth art

 Signore accorda ai tuoi servi il dono della grazia celeste: cosicchè come la maternità della Beata fu per essi il principio della salvezza, così la devota solennità della sua Visitazione apporti loro aumento di pace

1. Sia benedetto, o Maria, quel pensiero devoto che aveste di visitare la vostra santa parente Elisabetta.

Ave Maria..

2. Sia benedetto, o Maria, quel viaggio faticoso che intraprendeste verso la casa della vostra santa parente Elisabetta.
Ave Maria..

3. Sia benedetto, o Maria, quell’ingresso felice che faceste nella casa della vostra santa parente Elisabetta.
Ave Maria..

4. Sia benedetto, o Maria, quel saluto grazioso che faceste alla vostra santa parente Elisabetta.
Ave Maria..

5. Sia benedetto, o Maria, quell’abbraccio cortese che deste alla vostra santa parente Elisabetta.
Ave Maria..

6. Sia benedetto, o Maria, quel bacio sincero che imprimeste sul volto della vostra santa parente Elisabetta.
Ave Maria..

7. Sia benedetto, o Maria, quella grazia copiosa che per voi fu comunicata all’anima della vostra santa parente Elisabetta.
Ave Maria..

O Maria, tu che sei andata incontro a Zaccaria e Elisabetta,

non smettere mai di venire incontro a noi.

Tu, che hai creduto all’adempimento delle Parole del Signore,

rafforza la nostra fede, togli ogni inciampo durante il nostro cammino

e insegnaci a camminare sempre con te.

Tu che sei la Madre del mio Signore

donami la volontà di restare nel tuo progetto,

anche quando mi costa fatica.

Imprimi nel mio cuore la tua sollecitudine,

perchè anch’io sappia andare in fretta in aiuto di chi è solo

ed ha bisogno di condividere le gioie come i dolori. Amen.ND-du-St-Esprit

Dio onnipotente ed eterno, che nel tuo disegno di amore 
hai ispirato alla beata Vergine Maria, 
che portava in grembo il tuo Figlio, di visitare sant’Elisabetta, 
concedi a noi di essere docili all’azione del tuo Spirito, 
per magnificare con Maria il tuo Santo nome. 
Per il nostro Signore Gesù

 

Consacrazione a Maria Ausiliatrice- storia della devozione

Maria “Auxilium Christianorum”, “Aiuto dei Cristiani”, è il titolo che è stato dato alla Vergine Maria in ogni tempo e così viene invocata anche nelle litanie Lauretane del Rosario.

I primi cristiani in Grecia, Egitto, Antiochia, Efeso, Alessandria e Atene chiamavano la Beata Vergine Maria con il nome di “Ausiliatrice”, che in greco è “Boethéia” e significa “colei che porta gli aiuti provenienti dal cielo.”

Il primo Padre della Chiesa che chiamò la Vergine Maria con il titolo di “Aiuto dei Cristiani” fu San Giovanni Crisostomo nell’anno 345, a Costantinopoli.

Il Santo disse: “Potente è il tuo aiuto per la salvezza, o Madre di Dio”. La riconobbero con questo nome anche  Proclo nel 476 e Eusebio da Cesarea nel 532.

QUALI SONO LE ORIGINI?

 L’invocazione Auxilium christianorum, ora pro nobis appare, per la prima volta, nella versione delle litanie lauretane pubblicata nel 1576 e approvata da papa Clemente VIII nel 1601; essa era assente nella versione più antica, risalente al 1524. Secondo la tradizione tale invocazione fu aggiunta da papa San Pio V dopo la vittoria riportata dalla Lega santa sugli ottomani a Lepanto (7 ottobre 1571), ma più probabilmente rappresenta una variante del titolo Advocata christianorum che si trova nell’edizione del 1524.

Il titolo (insieme a quelli di Avvocata, Soccorritrice e Mediatrice) è anche utilizzato nella costituzione dogmatica sulla Chiesa Lumen Gentium del 1964. In ogni caso, l’utilizzo ufficiale del titolo “Auxilium Christianorum” si ebbe con l’invocazione del grande papa mariano e domenicano san Pio V (1566-1572), che le affidò le armate ed i destini dell’Occidente e della Cristianità, minacciati da secoli dai turchi arrivati fino a Vienna, e che nella grande battaglia navale di Lepanto (1571) affrontarono e vinsero la flotta musulmana. Il papa istituì per questa gloriosa e definitiva vittoria, la festa del S. Rosario, ma la riconoscente invocazione alla celeste Protettrice come “Auxilium Christianorum”, non sembra doversi attribuire direttamente al papa, come venne poi detto, ma ai reduci vittoriosi che ritornando dalla battaglia, passarono per Loreto a ringraziare la Madonna; lo stendardo della flotta invece, fu inviato nella chiesa dedicata a Maria a Gaeta dove è ancora conservato. Il grido di gioia del popolo cristiano si perpetuò in questa invocazione; il Senato veneziano fece scrivere sotto il grande quadro commemorativo della battaglia di Lepanto, nel Palazzo Ducale: “Né potenza, né armi, né condottieri ci hanno condotto alla vittoria, ma Maria del Rosario” e così a fianco agli antichi titoli di Consolatrix afflictorum (Consolatrice degli afflitti) e Refugium peccatorum (Rifugio dei peccatori), si aggiunse per il popolo e per la Chiesa Auxilium Christianorum (Aiuto dei cristiani).

La sua festa nacque al tempo della Rivoluzione Francese

La storia della festa di Maria Ausiliatrice risale agli anni successivi alla rivoluzione francese, che aveva inferto un duro colpo alla Chiesa.

Papa Pio VII fu imprigionato nel palazzo di Fontainebleau dall’imperatore francese Napoleone Bonaparte e dedicò le sue preghiere a Maria Ausiliatrice per proteggere la Chiesa.

Le suppliche del Papa furono ascoltate e nel 1814 Napoleone firmò la sua abdicazione. Nel 1815, quando la Chiesa aveva recuperato la sua posizione e il suo potere spirituale, il 24 maggio il Papa istituì la festa di Maria Ausiliatrice per perpetuare la memoria del suo ritorno a Roma dopo la sua prigionia.

Il Santuario dedicato a Maria Ausiliatrice a Torino
Santuario di Maria Ausiliatrice a Torino

CHI SONO I GRANDI “APOSTOLI” DELLA DEVOZIONE A MARIA AUSILIATRICE?

Il culto pur continuando nei secoli successivi, ebbe degli alti e bassi, finché nell’Ottocento due grandi figure della santità cattolica, per strade diverse, ravvivarono la devozione per la Madonna del Rosario con il beato Bartolo Longo a Pompei e per la Madonna Ausiliatrice con San Giovanni Bosco a Torino. Il grande educatore ed innovatore torinese, pose la sua opera di sacerdote e fondatore sin dall’inizio, sotto la protezione e l’aiuto di Maria Ausiliatrice, a cui si rivolgeva per ogni necessità, specie quando le cose andavano per le lunghe e s’ingarbugliavano; a Lei diceva: “E allora incominciamo a fare qualcosa?”.

S. Giovanni Bosco, nato il 16 agosto 1815 presso Castelnuovo d’Asti e ordinato sacerdote nel 1841, fu il più grande devoto e propagatore del culto a Maria Ausiliatrice, la cui festa era stata istituita sotto questo titolo e posta al 24 maggio, qualche decennio prima, dal papa Pio VII il 24 maggio 1815, in ringraziamento a Maria per la sua liberazione dalla ormai quinquennale prigionia napoleonica.

In un calendario del 1848, appeso nella stanza di don Bosco, erano riprodotte 5 immagini della Vergine; una di essa portava la seguente scritta: “O Vergine Immacolata, tu che sola portasti vittoria di tutte le eresie vieni in nostro aiuto, noi di cuore ricorriamo a te: Auxilium Christianorum ora pro nobis”. Ma è soprattutto nel clima che l’Italia vive tra gli anni 1848 e 1870 (presa di Roma) che don Bosco matura la devozione verso l’Ausiliatrice. Sono anni segnati da drammatici avvenimenti, che turbano profondamente l’animo di tanti cattolici: le leggi anticlericali, la diffusione del protestantesimo, la questione romana, l’assenza dei vescovi in molte diocesi. In tali difficoltà e prove la Chiesa si rivolge a Maria come Aiuto e Presidio.Risultati immagini per don bosco foto

In particolare nel maggio del 1862 don Bosco racconta il famoso sogno delle due colonne, dove viene descritta la lotta della chiesa nel mare del mondo e solo l’ancoraggio alle colonne dell’Immacolata – Ausiliatrice e dell’Eucaristia è fonte di salvezza per la chiesa e per il papato.

San Giovanni Bosco fu un grande propagatore d’amore per questa devozione mariana, perché la stessa Vergine gli apparve nel 1845, a Valdocco, rione torinese, dove gli ordinò di costruire una Chiesa in suo onore nel punto esatto del martirio dei Santi Avvenore e Ottavio, due soldati del III secolo, ritenuti i primi martiri di Torino. Ha anche chiesto di essere onorata con il titolo di “Aiuto dei cristiani”.

Nel 1863, San Giovanni Bosco iniziò la costruzione della chiesa con pochi centesimi, ma con l’intercessione di Maria Santissima, e così il 9 giugno 1868, solo 5 anni dopo, avvenne la consacrazione del Santuario di Maria Ausiliatrice.

Il Santo diceva: “Ogni mattone in questo tempio corrisponde a un miracolo della Beata Vergine”, da quel Santuario la devozione a Maria iniziò a diffondersi in tutto il mondo.  Alla Vergine Maria «si può domandare l’impossibile», assicurava don Bosco (1815-1888).598px-maria_auxiliadora_entera_2179142

Il grande sacerdote, apostolo della gioventù, fece erigere in soli tre anni nel 1868, la basilica di Maria Ausiliatrice nella cittadella salesiana di Valdocco – Torino; sotto la Sua materna protezione pose gli Istituti religiosi da lui fondati e ormai sparsi in tutto il mondo: la Congregazione di S. Francesco di Sales, sacerdoti chiamati normalmente Salesiani di don Bosco; le Figlie di Maria Ausiliatrice suore fondate con la collaborazione di s. Maria Domenica Mazzarello e per ultimi i Cooperatori Salesiani per laici e sacerdoti che intendono vivere lo spirito di “Don Bosco”, come è generalmente chiamato. Le Congregazioni sono così numerose, che si vede con gratitudine la benevola protezione di Maria Ausiliatrice nella diffusione di tante opere assistenziali ed a favore della gioventù. Ormai la Madonna Ausiliatrice è divenuta la ‘Madonna di Don Bosco’ essa è inscindibile dalla grande Famiglia Salesiana, che ha dato alla Chiesa una schiera di santi, beati, venerabili e servi di Dio; tutti figli che si sono affidati all’aiuto della più dolce e potente delle madri.

DOVE È DIFFUSO IL CULTO DI MARIA AUSILIATRICE?

Interi Continenti e Nazioni hanno Maria Ausiliatrice come Patrona: l’Australia cattolica dal 1844, la Cina dal 1924, l’Argentina dal 1949, la Polonia fin dai primi decenni del 1800, diffusissima e antica è la devozione nei Paesi dell’Est Europeo. Nella bella basilica torinese a Lei intitolata, dove il suo devoto figlio s. Giovanni Bosco e altre figure sante salesiane sono tumulate, vi è il bellissimo e maestoso quadro, fatto eseguire dallo stesso fondatore, che rappresenta la Madonna Ausiliatrice che con lo scettro del comando e con il Bambino in braccio, è circondata dagli Apostoli ed Evangelisti ed è sospesa su una nuvola, sullo sfondo a terra, il Santuario e l’Oratorio come appariva nel 1868, anno dell’esecuzione dell’opera del pittore Tommaso Lorenzone.

Il significato dell’intero quadro è chiarissimo; come Maria era presente insieme agli apostoli a Gerusalemme durante la Pentecoste, quindi all’inizio dell’attività della Chiesa, così ancora Lei sta a protezione e guida della Chiesa nei secoli, gli apostoli rappresentano il papa ed i vescovi.Immagine correlata

PREGHIERA DI CONSACRAZIONE A MARIA AUSILIATRICE

 500 giorni d’indulgenza ogni volta che verrà recitata.

O Santissima ed Immacolata Vergine Maria, Madre nostra tenerissima, e potente Aiuto dei Cristiani, noi ci consacriamo interamente al vostro dolce amore e al vostro santo servizio. Vi consacriamo la mente con i suoi pensieri, il cuore con i suoi affetti, il corpo con i suoi sentimenti e con tutte le sue forze, e promettiamo di voler sempre operare alla maggior gloria, di Dio ed alla salute delle anime.
Voi intanto, o Vergine incomparabile, che siete sempre stata l’Ausiliatrice del popolo cristiano, deh! continuate a mostrarvi tale specialmente in questi giorni. Umiliate i nemici di nostra santa Religione, e rendetene vani i malvagi intenti. Illuminate e fortificate i Vescovi e i Sacerdoti, e teneteli sempre uniti ed obbedienti al Papa, Maestro infallibile; preservate dall’irreligione e dal vizio l’incauta gioventù; promuovete le sante vocazioni ed accrescete il numero dei sacri Ministri, affinché per mezzo loro il regno di Gesù Cristo si conservi tra noi e si estenda fino agli ultimi confini della terra. Vi preghiamo ancora, o dolcissima Madre, che teniate sempre rivolti i vostri sguardi pietosi sopra l’incauta gioventù esposta a tanti pericoli, e sopra i poveri peccatori e moribondi; siate per tutti, o Maria, dolce speranza, Madre di misericordia e porta del Cielo.
Ma anche per noi vi supplichiamo, o gran Madre di Dio. Insegnateci a ricopiare in noi le vostre virtù, in particolar modo l’angelica modestia, l’umiltà profonda e l’ardente carità; affinché per quanto è possibile, col nostro contegno, colle nostre parole, col nostro esempio rappresentiamo al vivo in mezzo al mondo Gesù Benedetto vostro Figliuolo, e facciamo conoscere ed amare Voi, e con questo mezzo possiamo riuscire a salvare molte anime.
Fate altresì, o Maria Ausiliatrice, che noi siamo tutti raccolti sotto il vostro manto di Madre; fate che nelle tentazioni noi v’invochiamo tosto con fiducia; fate insomma che il ‘pensiero di Voi sì buona, sì amabile, sì cara, il ricordo dell’amore che portate ai vostri devoti, ci sia di tale conforto da renderci vittoriosi contro i nemici dell’ anima nostra in vita ed in morte, affinché possiamo venire a farvi corona nel Paradiso. Così sia.

PREGHIERA A MARIA AUSILIATRICE  

O Maria Ausiliatrice, noi ci affidiamo nuovamente, totalmente, sinceramente a te! Tu che sei Vergine Potente, resta vicino a ciascuno di noi. Ripeti a Gesù, per noi, il “Non hanno più vino” che dicesti per gli sposi di Cana, perché Gesù possa rinnovare il miracolo della salvezza. Ripeti a Gesù: “Non hanno più vino!”, “Non hanno salute, non hanno serenità, non hanno speranza!”. Tra noi ci sono molti ammalati, alcuni anche gravi, confortali, o Maria Ausiliatrice! Tra noi ci sono molti anziani soli e tristi, consolali, o Maria Ausiliatrice! Tra noi ci sono molti adulti sfiduciati e stanchi, sostienili, o Maria Ausiliatrice! Tu che ti sei fatta carico di ogni persona, aiuta ciascun di noi a farsi carico della vita del prossimo! Aiuta i nostri giovani, soprattutto quelli che riempiono le piazze e le vie, ma non riescono a riempire il cuore di senso. Aiuta le nostre famiglie, soprattutto quelle che faticano a vivere la fedeltà, l’unione, la concordia! Aiuta le persone consacrate perché siano un segno trasparente dell’amore di Dio. Aiuta i sacerdoti, perché possano comunicare a tutti la bellezza della misericordia di Dio. Aiuta gli educatori, gli insegnanti e gli animatori, perché siano aiuto autentico alla crescita. Aiuta i governanti perché sappiano cercare sempre e solo il bene della persona. O Maria Ausiliatrice, vieni nelle nostre case, Tu che hai fatto della casa di Giovanni la tua casa, secondo la parola di Gesù in croce. Proteggi la vita in tutte le sue forme, età e situazioni. Sostieni ciascuno di noi perché diventiamo apostoli entusiasti e credibili del Vangelo. E custodisci nella pace, nella serenità e nell’amore, ogni persona che alza verso di te il suo sguardo e a te si affida. Amen.

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Le 10 Virtù di Maria Santissima da imitare per ottenere grandi grazie

Maria è il  Capolavoro della creazione,  nelle parole di S. Luigi Maria Grignion di Montfort. Lei è degna di imitazione. Maria è la figlia del Padre Eterno; lei è la Madre del Figlio Eterno ed è la Sposa Mistica dello Spirito Santo. In altre parole, Maria è intimamente unita alla Santissima Trinità e Lei può unirci a Dio. Per questo motivo,  S. Luigi Maria Grignion di Montfort disse: ” Maria è la via più rapida, più breve e più facile per Gesù”.

Se conosciamo Maria, La amiamo; se La amiamo, allora vogliamo imitarla; infine, noi diventiamo come ciò che amiamo. Pertanto, preghiamo di ottenere la grazia di imitare la Beata Vergine Maria nelle sue virtù più sublimi; Lei ci condurrà alla felicità in terra ed alla felicità eterna in Paradiso.

Atto di Consacrazione a Maria Madre Immacolata2316f-49722021_230883637800671_3178949059506144904_n

O Maria Immacolata, rinnovo nelle Tue mani, le promesse del mio Battesimo.
Rinunzio per sempre a Satana, padre di menzogna, accusatore dei figli di Dio,
nemico della nostra gioia. Rinunzio ai suoi inganni, alle sue seduzioni e alle sue opere e mi consegno interamente a GESU’ segno vivo dell’amore di Dio per me.
E per essere più fedele a Lui io oggi scelgo Te, o Maria Immacolata,
per mia Madre e Signora. A Te, come un figlio/a, io abbandono e consacro la mia vita, la mia famiglia, tutto ciò che mi appartiene. O Maria, disponi sempre di me secondo il Tuo Cuore e nell’ultimo giorno accoglimi tra le tue braccia. Presentami a Gesù, dicendo di me : “Questo è mio figlio/a!”. Allora esulterà l’anima mia, inizierà il mio Paradiso e sarà un Magnificat a Dio con Te, o Maria, Madre mia Immacolata.
Amen

Impariamo le dieci virtù di Maria e imploriamo la Madonna di metterle in pratica con il Suo aiuto:fr_portrait_ourlady-info[1]

1. Grande fede

Maria era veramente una donna di grande fede. Alla morte di Gesù, la fede degli Apostoli fu profondamente scossa, scossa fino alle fondamenta. La Madonna ha sofferto intensamente, ma la sua fede non ha mai vacillato. Rivolgiamoci a Maria in mezzo alle tempeste, alle tempeste e alle intense prove della vita per avere fede. Maria, rafforza la mia fede! La Lumen Gentium specifica che Maria fu la prima discepola di Gesù – in verità il discepolo più fedele!  Ave Maria

2. Speranza incrollabile

Non solo Maria aveva una fede profonda e solida, ma aveva una Speranza incrollabile. Sant’Ignazio di Loyola e la tradizione cattolica hanno sottolineato che Gesù apparve a Sua Madre Maria dopo che risuscitò da morte. La Madonna ci aiuta ad elevare la nostra mente, il nostro cuore, la nostra anima, tutto il nostro essere a Dio e al Cielo.

Più di ogni altra cosa Maria vuole aiutarci ad andare in Paradiso. Questa è la Speranza – confidando che, attraverso le preghiere di Maria, arriveremo al Cielo in sicurezza. Ave Maria

 3. Carità e amore soprannaturale

Maria possedeva la carità e l’amore soprannaturale. La più grande di tutte le virtù è la carità – e l’amore soprannaturale è amare Dio con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutta l’anima e con tutte le forze.

Nessuna creatura ha mai amato Dio e il prossimo più di Maria. Il suo amore per Dio era un fuoco ardente, e il suo zelo per la salvezza delle anime non ha limiti e non avrà mai limiti! Maria fa sgorgare amore nei nostri cuori e, grazie alla sua potente intercessione, un ardente amore per Dio e per il prossimo.

Cara Madre Maria, insegnami ad amare come te e, come te, morire d’amore!

Ave Maria

4. Modello di pazienza

Al di là di ogni ombra di dubbio, una delle virtù di cui abbiamo più bisogno è quella della pazienza , meglio ancora, eroica pazienza!

La Madonna ha pazientemente atteso il Signore; ha pazientemente accettato tutte le contraddizioni e le sofferenze che Dio le ha permesso di subire. Ha accompagnato pazientemente Gesù sulla Via Crucis. Ma soprattutto, Maria stava pazientemente sotto la croce soffrendo con Gesù per la salvezza del mondo. 

Cara Madre Maria insegnami a crescere nella virtù della pazienza. Ave Maria

5. Modello di purezza

La Madonna di Fatima ha detto che la maggior parte delle anime si perdono per l’eternità a causa dei peccati della carne – cioè, a causa dei peccati contro il sesto e il nono comandamento relativi alla purezza. La consacrazione a Maria e al suo Cuore più puro e immacolato è un mezzo molto potente per raggiungere la purezza, essere un esempio di purezza, vivere la modestia e morire con un cuore puro. 

Maria santissima, Madre purissima, ottieni per me la purezza di cuore, mente, corpo e anima. Aiutami a vivere la Beatitudine: “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio”.  Ave Maria

6. Obbedienza di Maria

Gesù fu ” obbediente fino alla morte, fino alla morte di croce”. (Fil 2) Come Gesù, Maria custodiva e viveva la virtù più esigente dell’obbedienza. Pronunciando il suo  Fiat (Sì) , Maria esprimeva il suo desiderio di essere totalmente sottomessa alla volontà di Dio in obbedienza.

” Ecco, io sono la serva del Signore, avvenga di me secondo la tua parola”.

Cara Madre Maria, in un mondo segnato da tanta ribellione e disobbedienza, aiutami a fare tesoro e a vivere la fiduciosa obbedienza a Dio. Ave Maria

7. Preghiera profonda e costante

La Madonna ha avuto un’unione costante, dinamica e profonda con Dio in ogni momento e luogo: questa è la preghiera! Uno dei principali messaggi della Madonna è di pregare e pregare incessantemente.

Le preghiere di Maria per noi sono onnipotenti! Il primo miracolo pubblico di Gesù, alla festa nuziale di Cana, avvenne attraverso la potente intercessione di Maria.

Maria, Madre mia, ti prego, insegnami come pregare e concedimi un grande desiderio di pregare. Maria, prega e intercedi sempre per me!  Ave Maria

8. Mortificazione e penitenza

Sia a Lourdes che a Fatima, Nostra Signora ha sottolineato la necessità di pregare molto, ma anche la pratica della penitenza – o, se volete, l’importanza di offrire sacrifici, specialmente per la conversione e la salvezza dei peccatori. A Fatima, la Madonna ha detto che molte anime si perdono, perché non abbastanza persone offrono preghiere e sacrifici per loro. La Madonna disse ai bambini di Fatima che potevano offrire tutto come sacrificio a Dio, specialmente per la conversione dei peccatori.

Non è tanto la grandezza dell’atto, ma l’amore che accompagna l’atto che dà potere e merito all’azione. Offriamo le nostre piccole penitenze quotidiane a Dio attraverso il Cuore Immacolato di Maria.  Ave Maria

9. Dolcezza angelica e mitezza

Un’altra sublime virtù di Maria è quella della sua angelica dolcezza o sublime mansuetudine. Con questo intendiamo che Maria era molto gentile, amorevole, mansueta, affabile e sempre rivolta a Dio. Nei nostri rapporti con gli altri, la Madonna possa ispirare in noi grandi sentimenti di gentilezza, compassione, mitezza, affabilità, che faccia sempre risplendere in noi l’amore di Maria e attrarre le persone al Suo Cuore Immacolato e al Sacro Cuore di Gesù.

Con la stessa gioia piena con cui la Madonna ha salutato Santa Elisabetta, possiamo anche noi fare lo stesso nei nostri incontri sociali. Papa Francesco lo ha espresso nel suo documento Gioia del Vangelo.  Ave Maria

10. Spirito mansueto e forte

Maria Santissima incarnava un vero spirito gentile e mansueto, questo è vero. Tuttavia, era anche una Donna molto forte. Questo è esemplificato più chiaramente mentre si trovava ai piedi della croce: Stabat Mater (la Madre stava ai piedi della Croce). Nei momenti di prova della nostra vita, rivolgiamoci a Maria e supplichiamola di avere il Suo coraggio e la Sua forza, e chiediamo di ottenere la grazia di tutte le grazie, cioè finire la nostra vita in stato di grazia, in modo che possiamo unirci a Lei per sempre in Cielo lodando il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo!  

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In conclusione, seguiamo le orme dei Santi, chiamati anche  Capolavori di Dio  (Papa San Giovanni XXIII) e meditiamo sulle loro parole di lode rivolte a Dio attraverso la Beata Vergine Maria.

Padre Ed Broom OMV  Oblato della Vergine Maria

Fonte https://catholicexchange.com/10-ways-to-increase-faith-by-imitating-mary?fbclid=IwAR3f82NC8LCu3TyyXaU1mndh9RX_f2I9sEGG1NCElYoljg4YT9JwG5uz_cw

Beata Vergine Maria Madre del Buon Consiglio

Nel 1903, Papa Leone XIII aggiunse l’invocazione “Madre del Buon Consiglio” alle litanie lauretane. Il culto rivolto alla Madonna con il titolo di “Madre del Buon Consiglio” si è diffuso nel mondo dal paese di Genazzano (Roma) dove a Lei è dedicato il celebre santuario. Il 25 aprile 1467, apparve miracolosamente, su una parete della chiesa agostiniana di Genazzano, l’affresco con la Vergine e il Bambino che abbraccia teneramente sua Madre. Da quello stesso anno, il luogo divenne meta di pellegrinaggi e la devozione alla Madre del Buon Consiglio si diffuse in ogni luogo.

In onore di Nostra Signora del Buon Consiglio, Papa Pio XII compose una splendida PREGHIERA, che ricorda la sua intercessione per chi si trova di fronte a decisioni difficili:Immagine correlata

Santa Vergine, mossi dalla dolorosa incertezza che sperimentiamo nel cercare e acquisire ciò che è vero e buono, ci gettiamo ai tuoi piedi e ti invochiamo con il dolce titolo di Madre del Buon Consiglio. Ti supplichiamo: vieni in nostro aiuto in questo momento del nostro soggiorno terreno in cui la doppia oscurità dell’errore e del male trama la nostra rovina sviando menti e cuori.

Sede della Saggezza e Stella del Mare, illumina le vittime del dubbio e dell’errore perché possano non essere sedotte dal male mascherato da bene; rafforzale contro le forze ostili e corruttrici della passione e del peccato.

Madre del Buon Consiglio, soddisfa questa nostra urgente necessità (menzionare la propria richiesta) e ottienici dal tuo Figlio Divino l’amore della virtù e la forza per scegliere, nelle situazioni dubbie e difficili, la strada idonea alla nostra salvezza.

Sostenuti dalla tua mano, cammineremo così senza danno lungo le vie insegnateci dalla parola e dall’esempio di Gesù nostro Salvatore, seguendo il Sole di Verità e di Giustizia in libertà e sicurezza nel campo di battaglia della vita sotto la guida della tua Stella materna, fino ad arrivare al porto di salvezza per godere con te una pace pura ed eterna. Amen.

PREGHIERA ALLA MADONNA DEL BUON CONSIGLIO DI LEONE XIII

Gloriosissima Vergine eletta dall’Eterno Consiglio per Madre dell’Eterno Verbo incarnato, Tesoriera delle divine grazie, ed Avvocata dei peccatori, io indegnissimo vostro servo a Voi ricorro, acciò vogliate essermi guida e consigliera in questa valle di lacrime. Impetratemi per il preziosissimo Sangue del vostro divin Figlio il perdono dei miei peccati, la salvazione dell’anima mia, ed i mezzi necessari per conseguirla. Ottenete alla Santa Chiesa il trionfo su i suoi nemici, e la propagazione del regno di Gesù Cristo su tutta la terra. 
Così sia. Our Lady of Good Counsel of GenazzanoLe ragioni per cui a Maria si addice il titolo di “Madre del Buon Consiglio” sono esposte nel decreto Ex quo Beatissima Vergine del 22 aprile 1903 a firma del cardinale Serafino Cretoni, prefetto della congregazione dei Riti, mediante il quale papa Leone XIII fece aggiungere l’invocazione “Mater Boni Consilii, ora pro nobis” alle litanie lauretane: “Dall’istante in cui la Beata Vergine Maria […] accettò […] l’eterno disegno di Dio e il mistero del Verbo Incarnato […] meritò di essere chiamata anche Madre del Buon Consiglio. Inoltre, ammaestrata dalla viva voce della Sapienza divina, quelle parole di Vita ricevute dal Figlio e conservate nel cuore, le riversava generosamente sul prossimo.” 

STORIA DELLA DEVOZIONE E DEL SANTUARIOImmagine correlata

Nelle remote terre dell’Albania, oltre il Mare Adriatico, si trova la piccola città di Scutari. Edificata su una collina scoscesa e con ai suoi piedi i fiumi Crina e Bojana, già nel XIII secolo la cittadina conteneva nei suoi domini un tesoro prezioso: la bell’immagine di “Santa Maria di Scutari”. Il Santuario che la custodiva si era trasformato nel centro di pellegrinaggio più frequentato del paese ed era per gli albanesi un importante punto di riferimento in materia di grazie e conforto spirituale.

Si tratta di un dipinto su di un sottile strato di intonaco, che misura 31 cm di larghezza e 42,5 cm di altezza. Questo affresco sacro è avvolto nella penombra del mistero e del miracolo: si ignora quando e da chi fu dipinto.

Intimità e unione dell’anima 

L’affresco rappresenta la Santissima Vergine, dall’incomparabile affetto materno, che tiene tra le braccia Gesù Bambino, entrambi incoronati da un semplice arcobaleno. Il Bambino Gesù trasmette il candore di un bambino e la saggezza di chi analizza tutta l’opera della creazione ed è il Signore del passato, del presente e del futuro. Con indicibile tenerezza, il Divino Infante preme leggermente il suo viso contro quello della Madre. Vi è tra di loro un’attraente intimità e l’unione di anime è chiaramente vista riflessa nello scambio di sguardi.

Scanderbeg, uomo Provvidenziale

Nella metà del XIV secolo, l’Albania viveva un periodo costellato da diversi problemi. Dopo essere stata disputata dai popoli vicini, fu invasa dal potente impero turco. In quest’emergenza apparve un uomo di Dio, di nobile lignaggio e devotissimo di Nostra Signora, deciso a lottare in favore della Patrona e della libertà del suo paese. Il suo nome è Giorgio Castriota, chiamato in albanese Scanderbeg.

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Giorgio Castriota, Scanderbeg. Statua che si trova nella “Piazza Scanderbeg” a Roma

A costo di immensi sforzi bellici, egli riuscì a mantenere l’unità e la fede del suo popolo. Le cronache dell’epoca esaltano le sue gesta e quelle dei valorosi albanesi che, spinti dal suo ardore, lottavano al suo fianco.

Negli intervalli tra i combattimenti, essi si inginocchiavano supplicanti ai piedi di “Santa Maria di Scutari”, e da li uscivano rafforzati; grazie a ciò ottenevano portentose e decisive vittorie contro il nemico della Fede. Già allora splendeva una caratteristica di Colei che futuramente sarebbe stata conosciuta in tutto il mondo come la Madre del Buon Consiglio: quella di fortificare tutti coloro che nel combattere in un buon combattimento, Le si avvicinano alla ricerca di animo e coraggio. Tuttavia…dopo 23 anni di lotte, Scanderbeg lasciò la vita terrena. La mancanza di questo pietoso leader fu irreparabile. Tutti nutrivano il presentimento di una prossima sconfitta. Il popolo si trovava nella tragica alternativa di abbandonare la patria oppure di sottomettersi alla schiavitù dei turchi.

Avvolta in luminosa nuvola

In questa situazione dubbiosa, la Vergine dell’affresco compare in sogno a due dei valorosi soldati di Scanderbeg, chiamati Georgis e De Sclavis, ordinando loro di seguirLa in un lungo viaggio. Una certa mattina, mentre erano entrambi in fervorosa preghiera, videro il più grande miracolo della loro vita. Il meraviglioso affresco si stacca dal muro e, condotto da angeli, avvolto in una candida e luminosa nuvola, si ritira soavemente dalla stanza. Attoniti, i due soldati accompagnano Nostra Signora che avanza per i cieli di Scutari. Quando si rendono conto, sono ai margini del Mare Adriatico. Avevano percorso trenta chilometri senza stancarsi!   Georgis e De Sclavis non vogliono lasciarla per nessun motivo. Verificano, allora, che sotto i loro piedi le acque si trasformano in solidi diamanti, tornando allo stato liquido dopo il loro passaggio. Come San Pietro sul lago di Gennesaret, questi due uomini camminano sul Mare Adriatico, guidati dalla propria “Stella del Mare”.

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Georgis e De Sclavis camminano sul Mare Adriatico, guidati dalla propria
“Stella del Mare”

Petruccia, una donna di Fede

 In questa stessa epoca, nella piccola città di Genazzano, non lontano da Roma, viveva una pietosa vedova chiamata Petruccia di Nocera, già ottantenne. Degna terziaria dell’ordine agostiniano, la sua eredità le bastava appena per vivere modestamente. Petruccia era molto devota della Madre del Buon Consiglio, venerata in una vecchia chiesa di Genazzano. Questa pietosa signora ricevette dallo Spirito Santo la seguente rivelazione: “Maria Santissima, nella sua immagine di Scutari, desidera uscire dall’Albania”. Molto sorpresa da questa comunicazione soprannaturale, Petruccia si spaventò ancor più nel ricevere dalla stessa Vergine Santissima l’ordine espresso di edificare il tempio che avrebbe dovuto accogliere il suo affresco, così come la promessa di essere soccorsa in tempo opportuno.

Petruccia iniziò allora la ricostruzione della piccola chiesa. Impiegò tutte le sue risorse…le quali finirono quando le pareti avevano soltanto un metro di altezza. Ed ella diventò oggetto di scherno e di sarcasmi da parte degli scettici abitanti della piccola città. Affrontò fiduciosa questa difficoltà, così come Noè, di cui tutti si burlarono mentre costui costruiva l’arca.

“Un miracolo! Un miracolo!”

Era il 25 aprile 1467, festa di San Marco, patrono di Genazzano.

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Beata Petruccia di Nocera

Alle due del pomeriggio, Petruccia si incammina verso la chiesa, passando per il movimentato mercato. In mezzo a questo tumulto, il popolo ascolta una melodia di rara bellezza, proveniente dal cielo. Si fa silenzio e tutti notano che quella musica proveniva da una nuvoletta bianca, così luminosa che offuscava i raggi dello stesso sole. Essa scende gradualmente e si dirige verso la parete incompiuta di una cappella laterale. La folla vi accorre stupefatta, riempie la piccola stanza e vede la nuvola disfarsi.

Sospeso in aria, senza nessun supporto visibile apparve il sacro affresco, la Signora del Buon Consiglio! “Un miracolo! Un miracolo! – gridano tutti. Che gioia per Petruccia, quanto conforto per Georgis e De Sclavis quando poterono arrivarvi!… Era così confermato il superiore disegno della costruzione iniziata. Ebbe inizio, quindi, a Genazzano, un lungo e ininterrotto susseguirsi di miracoli e di grazie che Nostra Signora concedette in quel luogo.

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L’affresco della Madonna del Buon Consiglio è portato dagli angeli

Il Papa Paolo II, appena seppe di ciò che era accaduto, vi inviò due prelati di fiducia per verificare cosa fosse avvenuto. Essi constatarono la veridicità di ciò che si diceva e testimoniarono, quotidianamente, innumerevoli guarigioni, conversioni e prodigi realizzati dalla Madre del Buon Consiglio. Nei primi 110 giorni dopo l’arrivo di Nostra Signora furono registrati 161 miracoli.

Tra i suoi grandi devoti spiccarono i Papi San Pio V, Leone XIII – che incluse l’invocazione Madre del Buon Consiglio nella Litania Lauretana – San Pio X, Paolo VI e Giovanni Paolo II e numerosi santi come San Paolo della Croce, San Giovanni Bosco, Sant’Alfonso de Liguori, Beato Orione. Nello stesso Santuario di Genazzano, si può venerare il corpo incorrotto del Beato Stefano Bellesini, uno dei suoi parroci, grande propagatore della devozione alla Madre del Buon Consiglio.

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Beato Stefano Bellesini, venerato nello stesso Santuario di Genazzano

 IL MIRACOLOSO AFFRESCO
07.jpgCosì descrive questi avvenimenti soprannaturali uno dei più grandi esperti in materia:

“Portata da mani angeliche, si trovò (l’immagine”) sospesa lì nella rustica parete della nuova chiesa, e con tre nuovi singolarissimi prodigi allora avvenuti. (…) Il celeste dipinto era sospeso per virtù divina a un dito dal muro, sospeso senza fissarsi su di esso; e questo è un miracolo, tanto più stupendo se consideriamo che la riferita immagine è dipinta con colori vivi su di uno strato sottile di intonaco -con il quale si è staccato dalla chiesa di Scutari, in Albania- così come per il fatto, comprovato tramite l’esperienza e le osservazioni fatte, che nel toccare la Santa Immagine, essa cede” (Fra Angelo Maria De Orgio, Istoriche de Maria Santissima del Buon Consiglio, nela Chiesa de’Padri Agostoniani di Genazzano, 1748, Roma, p. 20).

Davanti al santo affresco, una scena si ripete costantemente: Ella esaudisce in qualche modo tutte le richieste che Le sono rivolte. Nei dubbi, nelle perplessità o persino nelle provazioni, dopo un certo tempo di preghiera – maggiore o minore, dipendendo da ciascun caso – Maria Santissima fa sentire nel fondo dell’anima in difficoltà, il suo sapiente e materno consiglio, accompagnato da cambiamenti di fisionomia e di colorazione del dipinto. È indescrivibile, questo specialissimo fenomeno.

Fonti

Rivista Araldi del Vangelo, Aprile/2002, n. 4, p. 24-25 e Aprile/2004, n. 28, p. 16 a 18)

https://it.aleteia.org/2017/04/26/preghiera-prendere-decisione-maria/

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Maria Santissima Liberatrice dai flagelli

E’ nel ‘600 che ad opera dei padri gesuiti si diffuse il culto alla Madonna Liberatrice dai Flagelli che a Boscoreale (Napoli)  ha un santuario sorto tra la I e la II guerra mondiale.

La festa solenne della Madonna Liberatrice dai Flagelli, si celebra il 27 maggio, giorno del ritrovamento della miracolosa immagine.

PREGHIERA

O Madonna liberatrice dai flagelli, noi ci gettiamo ai tuoi piedi col cuore pieno di amarezza e di fiducia. Siamo peccatori, sì, ma figli tuoi.
Lasciata la casa del Padre, siamo stati condotti dalla superba illusione di costruire un mondo felice senza Dio e contro Dio. II Maligno ha ispirato all’uomo questo empio proposito e l’uomo l’ha portato avanti con blasfema costanza.
Ma ora, questo mondo, lontano da Dio e pieno di peccati, ci cade addosso e ci schiaccia. Non abbiamo il coraggio di ripresentarci a Dio che, da ingrati abbiamo abbandonato, il cui amore abbiamo calpestato, la cui misericordia abbiamo rifiutato. Perciò ricorriamo a Te, nostra Madre tenerissima, Avvocata Nostra, con la coscienza di aver peccato contro il cielo e la terra, e col fermo proposito di allontanarci dal male, per ritrovare nella preghiera e nella penitenza, la via della conversione che conduce a Dio.
Liberaci, perciò, o sicura speranza dei Cristiani, liberaci da ogni flagello, allontana la collera divina dalle nostre case, dalla nostra Patria, dal mondo intero. Noi per tutti i nostri bisogni ci affidiamo al tuo Cuore Immacolato, in cui cercheremo rifugio nelle dure ore dell’espiazione, forza nell’ora della tremenda purificazione, certezza nel trionfo del tuo Figlio divino, la cui croce sarà l’arma della nostra lotta e della nostra vittoria e la corona della nostra felicità.
Amen.
1 Padre Nostro, 1 Ave Maria, 1 Gloria. Amen
LITANIE A SANTA MARIA DELLA LIBERAZIONEd640e-chiesadisant
Signore pietà
Cristo pietà
Signore pietà
Cristo ascoltaci
Cristo esaudiscici
Padre del Cielo che sei Dio
abbi pietà di noi
Figlio redentore del mondo, che sei Dio
abbi pietà di noi
Spirito Santo, che sei Dio
abbi pietà di noi
Santa Trinità, unico Dio
abbi pietà di noi
Santa Maria della Liberazione
Prega per noi
Santa Maria della Vittoria,
Prega per noi
Santa Maria, su cui si è posata la Potenza dell’Altissimo
Prega per noi
Santa Maria, più valente di Ester e Giuditta
Prega per noi
Santa Maria, il cui Figlio ha schiacciato la testa a satana
Prega per noi
Donna vestita di sole, invulnerabile agli attacchi di satana
Prega per noi
Santa Maria, che ci proteggi contro il dragone furioso
Prega per noi
Santa Maria, rifugio dei peccatori
Prega per noi
Santa Maria, liberatrice e salute degli infermi
Prega per noi
Santa Maria, speranza dei disperati
Prega per noi
Santa Maria, che hai fatto esultare san Giovanni Battista nel seno materno
Prega per noi
Santa Maria, protettrice delle donne incinte e delle partorienti
Prega per noi
Dal potere e dalle tentazioni di satana
Vergine Maria, liberaci
Dalla seduzione degli idoli e dalle false dottrine
Vergine Maria, liberaci
Dalle possessioni diaboliche
Vergine Maria, liberaci
Dalle illusioni pericolose e dallo spirito del male
Vergine Maria, liberaci
Dagli operatori dell’occulto
Vergine Maria, liberaci
Dai patti satanici che rendono schiavi di satana
Vergine Maria, liberaci
Dall’idolatria, dallo spiritismo e dal satanismo
Vergine Maria, liberaci
Dalle sette, dall’occultismo e dalle società segrete
Vergine Maria, liberaci
Dagli inganni della divinazione e dalle false predizioni
Vergine Maria, liberaci
Dalle visioni fasulle e dai sogni ingannatori
Vergine Maria, liberaci
Da ogni maledizione
Vergine Maria, liberaci
Dai malefici e da ogni pratica occulta
Vergine Maria, liberaci
Da ogni spirito di morte, di suicidio e di omicidio
Vergine Maria, liberaci
Dalle malattie di origine malefica
Vergine Maria, liberaci
Dai flagelli devastanti
Vergine Maria, liberaci
Dalla fame, dalla violenza e dalla guerra
Vergine Maria, liberaci
Dagli incidenti mortali
Vergine Maria, liberaci
Dalle malattie contagiose
Vergine Maria, liberaci
Dalla sterilità
Vergine Maria, liberaci
Da ogni minaccia contro i bambini nel grembo materno
Vergine Maria, liberaci
Dai parti difficili e da ogni trauma infantile
Vergine Maria, liberaci
Dalle perversioni che minacciano i bambini
Vergine Maria, liberaci
Dalle angosce dell’anima e dai mali fisici
Vergine Maria, liberaci
Dai mali ereditari
Vergine Maria, liberaci
Dalla scomparsa misteriosa di persone care
Vergine Maria, liberaci
Dai blocchi mentali ed affettivi
Vergine Maria, liberaci
Dall’empietà
Vergine Maria, liberaci
Dall’ateismo e dalla cultura di morte
Vergine Maria, liberaci
Dalle tentazioni contro la fede
Vergine Maria, liberaci
Dalle comunioni sacrileghe
Vergine Maria, liberaci
Dalla disperazione e dallo scoraggiamento
Vergine Maria, liberaci
Dallo spirito di paura
Vergine Maria, liberaci
Dalla tiepidezza nel servizio di Dio
Vergine Maria, liberaci
Dallo spirito di orgoglio e di dominazione
Vergine Maria, liberaci
Dall’ostinazione nel peccato
Vergine Maria, liberaci
Dal peccato contro lo Spirito Santo
Vergine Maria, liberaci
Dal rifiuto di perdonare i nemici
Vergine Maria, liberaci
Dai pensiero di odio e dai pensieri impuri
Vergine Maria, liberaci
Dagli inganni del diavolo nell’ora della morte
Vergine Maria, liberaci
Dalle sofferenze del Purgatorio
Vergine Maria, liberaci
Dalla dannazione eterna
Vergine Maria, liberaci

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo
Perdonaci, Signore
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo
Esaudiscici, Signore
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo
Abbi pietà di noi, Signore
Cristo vincitore della morte
Ascoltaci
Cristo vincitore di satana
Esaudiscici
Spirito Santo liberatore
Ascoltaci
Spirito Santo consolatore
Esaudiscici
Dio Padre Onnipotente
Ascoltaci
Dio Padre Onnipotente
Liberaci dal Maligno
O Maria concepita senza peccato
Prega per noi che ricorriamo a te
Prega per noi Santa Maria della Liberazione
Affinché siamo liberati da tutte le tribolazioni

Preghiamo : Ti lodiamo o Padre, per il tuo amore, la tua misericordia, la tua potenza, e per la vittoria del sangue dell’Agnello, tuo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo. Ti lodiamo per nostra madre, l’Immacolata Vergine Maria. Accorda a tutti noi che ricorriamo alla sua materna protezione, la liberazione dai mali che ci affliggono. Liberaci dalla potenza delle tenebre affinché viviamo nella libertà dei figli di Dio e nella gloria di Cristo Risorto. Amen.AdJesum-perMariam-900x600_c

 

L’Annunciazione del Signore e il sublime valore dell’ AVE MARIA

PREGHIERA A MARIA SANTISSIMA

O Vergine santa, che l’arcangelo Gabriele salutò “piena di grazia” e “benedetta tra tutte le donne”, noi adoriamo il mistero ineffabile dell’Incarnazione che Dio ha compiuto in te.

L’amore ineffabile che porti al frutto benedetto del tuo seno, 

ci è garanzia dell’affetto che nutri per noi, per i quali un giorno

 il Figlio tuo sarà vittima sulla Croce. 

La tua annunciazione è l’aurora della redenzione 

e della salvezza nostra.

Aiutaci ad aprire il cuore al Sole che sorge e allora il nostro tramonto terreno si  muterà in alba immortale. Amen.
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 PREGHIERA IN ONORE DELL’ANNUNCIAZIONE

 I. Sia benedetto, o Maria, quel saluto celeste, che vi diede nell’annunziarvi l’Angelo di Dio. Ave, Maria..
II. Sia benedetto, o Maria, quella grazia sublime di cui piena vi predicò l’Angelo di Dio. Ave, Maria..
III. Sia benedetto, o Maria, quell’annunzio felice, che dal cielo vi recò l’Angelo di Dio. Ave, Maria..
IV. Sia benedetta, o Maria, quella profonda umiltà, con cui vi dichiaraste Ancella di Dio. 
Ave, Maria..
V. Sia benedetta, o Maria, quella perfetta rassegnazione, con cui v’assoggettaste al volere di Dio. Ave, Maria..
VI. Sia benedetta, o Maria, quell’Angelica purità, con cui riceveste nel vostro seno il Verbo di Dio. Ave, Maria..

VII. Sia benedetto, o Maria, quel beato momento, in cui della vostra carne vestiste il Figliuolo di Dio. Ave, Maria..
VIII. Sia benedetto, o Maria, quel fortunato momento in cui diveniste madre del Figliuolo di Dio . Ave, Maria..
IX. Sia benedetto, o Maria, quel sospirato momento, in cui cominciò l’umana salute con l’Incarnazione del Figliuolo di Dio. Ave, Maria..

Il saluto e l’annuncio dell’arcangelo Gabriele “ave gratia plena Dominus tecum benedicta tu in mulieribus” hanno dato origine alla preghiera dell’Ave Maria. La sua ricorrenza è convenzionalmente fissata al 25 marzo, nove mesi esatti prima del Natale, in quanto la dottrina cristiana fa coincidere l’Annunciazione con il momento del concepimento miracoloso di Gesù. 

“Dio, che ci ha creati senza di noi, non ha voluto salvarci senza di noi”, ha scritto Sant’Agostino in uno dei suoi sermoni, e l’Annunciazione lo dimostra.

L’Annunciazione del Signore è una delle principali feste mariane che la Chiesa ha inserito nel calendario Liturgico. L’episodio è descritto nel Vangelo di Luca (1, 26-38) : l’arcangelo Gabriele annuncia a Maria, vergine, sposa di Giuseppe, il concepimento del Figlio dell’Altissimo.

Come l’intenzione di Dio – la sua Parola d’assenso – era necessaria per la creazione e per l’espansione dell’universo, così il “Sì” (il Fiat) di Maria era necessario alla salvezza dell’universo stesso.

Dio ha detto “Sia…”(Fiat) , e da lì è derivata la luce. All’Annunciazione è stata la creatura creata a pronunciare la Parola. “Sì”, ha detto Maria, “Sia…”, e da lì è derivata la luce del mondo.

” Ecco l’ancella del Signore. Sia fatto di me secondo la tua parola”.

Nel giorno in cui ricordiamo l’Annunciazione in modo speciale, la Chiesa ci mette costantemente davanti questa grande verità e questo mistero sempre istruttivo raccomandando la recita quotidiana dell’Angelus, le cui parole ci riportano continuamente all’inizio, a quella prima lezione, per istruirci in modo permanente – il promemoria del fatto che ogni “Sì” ci mantiene su una via di cui Dio è la guida. E poi questo fa qualcos’altro. Ci immerge in un mistero imponderabile ma in cui è sempre bello affondare:

E il Verbo si fece carne. E venne ad abitare in mezzo a noi.

Ricordare ogni giorno l’incarnazione è anche ricordare la passione e la morte di Gesù Cristo, ogni giorno, il che è anche ricordare che non c’è nulla che soffriamo nella vita a cui Dio non abbia acconsentito di soffrire per puro amore nei nostri confronti, nel Suo folle amore della Croce. È infine ricordare che questo amore, questo consenso, questo “Sì”, ha conquistato tutti, il che vuol dire che siamo – con ogni resa, con ogni nostro “Sì” – resi continuamente liberi, in Cristo.

Quelle parole dell’Annunciazione vengono ricordate  nei misteri gaudiosi del Rosario e ci riportano continuamente a ciò che è reale, vero e salvifico; la nostra prospettiva è rivolta a Cristo, e al paradiso.

Un’antifona nell’officio delle letture ci esorta dicendo: “Arrenditi a Dio, ed Egli farà qualsiasi cosa per te”. 

Nel caso di Dio, è vero; più ci arrendiamo ai Suoi obiettivi, più rinunciamo alla nostra volontà, più assistiamo alla propulsione della Sua volontà nella nostra vita, il che vuol dire cooperare con i Suoi obiettivi per il mondo intero.

” Ecco l’ancella del Signore. Sia fatto di me secondo la tua parola… E il Verbo si fece carne. E venne ad abitare in mezzo a noi…”

La preghiera dell’Angelus Domini (L’Angelo del Signore) del mattino, del mezzogiorno e della sera, ha una storia molto bella.

Fu cara a sommi Pontefici, in particolare al Papa Paolo VI, e “carissima” a Papa Giovanni Paolo II che l’ha costituita momento d’incontro con i fedeli di tutto il mondo, in piazza san Pietro, per le sue esortazioni paterne, per le sue conversazioni amichevoli, confidenziali. Paolo VI l’ha inclusa nel suo documento meraviglioso sulla devozione alla Madonna e che porta il titolo di: “Marialis cultus ” (la devozione alla Madonna). «Maria è il più grande dono che Dio abbia fatto all’umanità. Capolavoro del Creatore. Riflesso evidente di Dio. Miracolo di natura e di grazia. È colei a cui è toccato il prodigio unico di essere immacolata, perfettissima, purissima»
(Paolo VI).

La prima notizia dell’Angelus Domini risale al 1269, al tempo in cui era Generale dell’Ordine francescano san Bonaventura da Bagnoregio, detto il “dottore serafico”. Fu un Capitolo Generale dei Frati Minori tenutosi a Pisa in quell’anno che prescrisse ai religiosi di salutare la Madonna ogni sera con il suono della campana e la recita di qualche Ave Maria, ricordando il mistero dell’Incarnazione del Signore.

Il noto letterato fra Bonvesin de la Riva, milanese, vissuto dal 1240/50 al 1313, appartenente all’Ordine degli Umiliati, fece sua la disposizione dei frati francescani ordinando alla città di Milano e dintorni di suonare ogni sera l’Ave Maria. Da Milano la pia usanza si estese un po’ dovunque. La notizia giunse agli orecchi di Papa Giovanni XXII (1245-1334) il quale la incoraggiò e ordinò al suo Vicario Generale di Roma di far suonare la campana ogni giorno, perché la gente “si ricordi” di recitare tre Ave Maria in onore dell’Annunciazione di Maria, detta comunemente “il saluto dell’Angelo “.

Il cammino continuò sempre più spedito. Dalla sera si passò anche al mattino, a partire dal 1400 in poi. Nel 1456 il papa Callisto III prescrisse il suono delle campane dell’Angelus anche a mezzogiorno con la recita di tre Ave Maria. Il re Luigi Xl ordinò, in Francia, il suono delle campane invitando i suoi sudditi a ricordarsi della Vergine Madre di Dio, e lui stesso all’annuncio scendeva da cavallo e s’inginocchiava sulla nuda terra.

IL SUBLIME VALORE DELL’ AVE MARIA di Don Marcello StanzioneRisultati immagini per ave maria testo italiano preghiera

La salvezza del mondo cominciò con l’Ave Maria: da essa dipende anche quella di ognuno in particolare. L’Ave Maria è una rugiada celeste che bagna la terra dell’anima, perché porti frutto a suo tempo. E’ indizio probabile di dannazione il recitarla con avversione, tiepidezza e negligenza (Monfort). Seminiamo perciò le Ave Maria, ovunque ed in ogni tempo. Beate le azioni chiuse fra due Ave Maria.

Queste le lodi dell’Ave Maria, cantate da San Luigi Maria Grignon de Monfort (Trattato 252): avemaria_gq2d3fi8

E’ la più bella delle preghiere, dopo il Pater.
E’ il complimento più perfetto che si possa fare a Maria Santissima, poiché è quello che Dio stesso Le fece fare dall’Arcangelo Gabriele per guadagnarsene il Cuore. Con esso ce le guadagneremo infallibilmente anche noi, se lo diremo come si deve, cioè con: Attenzione – Devozione – Modestia.
E’ il nemico del diavolo, che pone in fuga.
E’ il martello che lo schiaccia.
E’ la santificazione delle anime.
E’ l’allegrezza degli Angeli.
E’ la melodia dei predestinati.
E’ il cantico del Nuovo Testamento.
E’ il diletto di Maria.
E’ la gioia della Santissima Trinità.
E’ un bacio casto ed affettuoso a Maria.
E’ una rosa vermiglia che Le si presenta.
E’ una perla preziosa che Le si offre.
E’ una coppa di miele che Le si porge.
In conclusione: Siamo perciò pregati vivamente, per l’amore che portiamo in Gesù e Maria, DI RECITARLA FREQUENTEMENTE, SPECIALMENTE DICENDO IL Santo Rosario. Nel momento della morte benediremo il giorno e l’ora in cui ci avremo creduto, perché, dopo avere seminato nelle benedizioni di Gesù e di Maria, raccoglieremo benedizioni eterne in Cielo.

ATTI DI FEDE CONTENUTI NELL’AVE MARIA

Ave
Fede nell’esistenza degli Angeli, messaggeri celesti agli uomini. Devozione all’Arcangelo Gabriele, messaggero dell’Incarnazione ed al nostro Angelo Custode.

Maria
Fede nella grandezza e potenza di questo Nome. Devozione verso di Esso, invocandolo con rispetto, amore e fiducia.

Gratia plena
Fede nel mistero della pienezza della grazia in Maria, fin dall’istante della Sua Immacolata Concezione. Devozione nel conservare gelosamente o nel prontamente riacquistare con la Confessione o con l’Atto di Contrizione o di Dolore, la grazia, senza la quale nulla possiamo fare, ma con la quale tutto ci è possibile.

Dominus tecum
Fede nell’unione di Dio con l’anima di Maria e con ogni anima, con la grazia, che è Dio in noi. Devozione di fare sempre la Volontà di Dio, affinché Egli sia sempre con noi.

Benedicta tu in mulieribus
Fede nell’eccellenza di Colei che è Vergine singolare, primogenita e prediletta fra tutte le creature. Benedetta da Dio, procura che lo sia pure da noi e da tutte le generazioni con una vera Devozione e con l’Apostolato Mariano.

Benedictus fructus ventris tui Jesu
Fede nel mistero dell’Incarnazione. Devozione al Nome di Gesù, davanti a cui piegano il ginocchio gli abitanti del Cielo, della Terra e degli Abissi. Non vi è altro Nome per cui possiamo essere salvi e ricevere l’eterna benedizione del Padre celeste.

Sancta Maria
Fede nella santità di Maria. La devozione a Maria è la via più breve, facile e sicura per raggiungere anche noi la santità a cui tutti siamo chiamati.

Mater Dei
Fede nella divina Maternità di Maria e nella Sua perpetua Verginità. Devozione all’Angelus, che ci ricorda ogni giorno che Maria, diventando Madre del Cristo, è diventata pure Madre nostra.

Ora pro nobis
Fede nella Mediazione di Maria. Devozione al Santo Rosario, con cui mettiamo in esercizio la Mediazione di Maria.

Peccatoribus
Fede nella misericordia di Maria e nella gravità del peccato. Devozione nel pregare per i peccatori Colei che la Chiesa invoca quale Avvocata e Rifugio dei peccatori.

Nunc
Fede nell’assoluto nostro bisogno della grazia e nella continua, amorosa ed efficace protezione di Maria, che Lei esercita elargendoci le grazie attuali. Devozione al pensiero della presenza di Maria ed invocazione alla Virgo Fidelis, per ottenere la corrispondenza alla grazia, con cui possiamo diventare tutti santi.

Et in hora mortis nostrae
Fede nei Novissimi e nella vita futura e nell’aiuto speciale che Maria Santissima, Nostra Signora della Buona Morte, concede ai Suoi devoti in morte. Devozione all’esercizio mensile della buona morte e nel mettersi, ogni sera, nello stato in cui vorremmo trovarci in quel momento.

Amen
Fede e speranza nella gloria che ci attende. Devozione nel ripetere l’Amen della sottomissione alla Volontà di Dio e dell’unione al Suo beneplacito in tutte le circostanze della vita, dolorose o liete.mb3

“Maria Santissima è il prototipo della genuina femminilità…è l’archetipo della personale dignità della donna” (S. Giovanni Paolo II, S. Teresa Benedetta della Croce)

” Fallace è la grazia e vana è la bellezza,
ma la donna che teme Dio è da lodare. “
(Proverbi 31,30)

San Giovanni Paolo II, LETTERA ALLE DONNE:

” La Chiesa – scrivevo nella Lettera apostolica Mulieris dignitatem – « desidera ringraziare la santissima Trinità per il “mistero della donna”, e, per ogni donna, per ciò che costituisce l’eterna misura della sua dignità femminile, per le “grandi opere di Dio” che nella storia delle generazioni umane si sono compiute in lei e per mezzo di lei » (n. 31).

 Il grazie al Signore per il suo disegno sulla vocazione e la missione delle donna nel mondo, diventa anche un concreto e diretto grazie alle donne, a ciascuna donna, per ciò che essa rappresenta nella vita dell’umanità.

Grazie a te, donna-madre, che ti fai grembo dell’essere umano nella gioia e nel travaglio di un’esperienza unica, che ti rende sorriso di Dio per il bimbo che viene alla luce, ti fa guida dei suoi primi passi, sostegno della sua crescita, punto di riferimento nel successivo cammino della vita.

Grazie a te, donna-sposa, che unisci irrevocabilmente il tuo destino a quello di un uomo, in un rapporto di reciproco dono, a servizio della comunione e della vita.

Grazie a te, donna-figlia e donna-sorella, che porti nel nucleo familiare e poi nel complesso della vita sociale le ricchezze della tua sensibilità, della tua intuizione, della tua generosità e della tua costanza.

Grazie a te, donna-lavoratrice, impegnata in tutti gli ambiti della vita sociale, economica, culturale, artistica, politica, per l’indispensabile contributo che dai all’elaborazione di una cultura capace di coniugare ragione e sentimento, ad una concezione della vita sempre aperta al senso del « mistero », alla edificazione di strutture economiche e politiche più ricche di umanità.

Grazie a te, donna-consacrata, che sull’esempio della più grande delle donne, la Madre di Cristo, Verbo incarnato, ti apri con docilità e fedeltà all’amore di Dio, aiutando la Chiesa e l’intera umanità a vivere nei confronti di Dio una risposta « sponsale », che esprime meravigliosamente la comunione che Egli vuole stabilire con la sua creatura.

Grazie a te, donna, per il fatto stesso che sei donna! Con la percezione che è propria della tua femminilità tu arricchisci la comprensione del mondo e contribuisci alla piena verità dei rapporti umani”.

https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/letters/1995/documents/hf_jp-ii_let_29061995_women.html

MARIA SANTISSIMA, PROTOTIPO DELLA GENUINA FEMMINILITA’ E DELLA DONNA VERAMENTE REALIZZATA MARIA SANTISSIMA CON GESU' SCHIACCIANO SHa scritto una delle grandi donne di questo nostro secolo, Edith Stein (morta martire per la fede ad Auschwitz, nel 1944, e dichiarata santa l’11 ottobre del 1998, si era consacrata con il nome di Suor Teresa Benedetta della Croce): “Maria è il prototipo della genuina femminilità”. È questa un’affermazione importante, fatta non da una donna culturalmente sprovveduta, ma da una filosofa, assistente universitaria di E. Husserl, poi convertita. Lei stessa impegnata, con varie conferenze, sul versante del movimento femminista del tempo…Ma Edith Stein si distaccò da quel movimento quando ne comprese gli errori: la futura santa è arrivata a questa affermazione su Maria Santissima, analizzando l’intero vissuto di Maria di Nazaret. Nel suo essere vergine, madre, sposa, nel suo impegno a sostenere, pur tra sofferenze, la causa del suo Figlio fino all’Ora della croce, nel suo modo di credere a Dio e di accettare liberamente il suo progetto sulla sua vita, Maria ha posto le basi della grandezza della DIGNITA’ DELLA VERA DONNA e della sua fama che ha sfidato e superato l’usura di venti secoli di storia.

L’8 marzo è una festa civile, ma nello stesso mese, e precisamente il 25 se ne celebra un’altra, di natura religiosa, molto bella e molto importante. Che può essere un ottimo complemento alla prima. Parliamo della Festa dell’Annunciazione a Maria di Nazaret. In essa si celebra una donna come protagonista. Una figura centrale nel cuore stesso del Cristianesimo cioè nell’Incarnazione di Cristo. Per la fede cristiana Maria è la più importante donna della storia e la più grande di tutte. S. Giovanni Paolo II nell’Enciclica Mulieris Dignitatem ha scritto che “Maria è l’archetipo della personale dignità della donna” (n. 5). Maria cioè è il modello primo, lo stampo originale, il “tipo primo” su cui modellare o “stampare” la dignità della donna.  picmix.com_4506986Dio non ha strumentalizzato Maria nell’opera della Redenzione chiedendole tutto di se stessa solo perché Lui era Dio, ma l’ha sommamente rispettata, ascoltata e valorizzata. Maria ha poi detto il suo “fiat” libero, cosciente e indiviso. Lei credeva fermamente che quel Dio che le chiedeva tutto non opprimeva la sua libertà né minacciava la sua identità di donna libera; che Dio con il suo progetto su di lei non paralizzava la maturazione della propria femminilità e della sua personalità ma l’aiutava a essere se stessa in pienezza. Era convinta che se Dio le chiedeva il sacrificio di qualcosa lo faceva per aprirle orizzonti più grandi.

Maria, “nuova Eva” come amavano chiamarla i Padri della Chiesa, non è caduta nella trappola del sospetto in cui sono caduti la prima Eva (e Adamo) e di cui è vittima anche l’uomo moderno: vedere Dio come un concorrente e come rischio per la propria autonomia e maturazione. A Dio che le chiedeva tutto, Maria nella fede ha donato tutto, e proprio lei stessa canterà nel Magnificat “Tutte le generazioni mi diranno beata” cioè nella gioia piena, felice, perché realizzata pienamente come donna e come credente.

L’Annunciazione (25 marzo) è una grande festa di Maria di Nazaret (ed in lei della donna stessa in genere), che vince su tutti gli stereotipi culturali del tempo, per diventare in prima fila un soggetto di salvezza per l’uomo e per tutta l’umanità.
Dall’8 marzo Festa della Donna al 25 marzo Festa di Maria, la Donna che la chiesa prega ogni giorno come “benedetta tra le donne”.  Tutti i cristiani, ma non solo questi, dovrebbero ricordare queste due Feste con serietà riflessiva, cogliendone la reciproca ricchezza di comprensione. Maria è stata definita “il sorriso di Dio all’umanità”. Dio continua a sorridere all’umanità attraverso il ricordo e la preghiera alla Madre del Figlio suo, e anche attraverso la presenza di tante donne che, come Maria di Nazaret, nelle più svariate professioni lo rendono presente con santo coraggio, con enorme dedizione e con un sorriso di speranza.

La vera origine dell’8 marzo

L’incendio della fabbrica Triangle, avvenuto a New York il 25 marzo 1911,
causò la morte di 146 persone, per la maggior parte giovani operaie.
L’evento che ebbe una forte eco sociale e politica, a seguito della quale vennero varate nuove leggi sulla sicurezza sul lavoro, è uno degli eventi commemorati dalla Giornata internazionale della donna ma non è da questo, come erroneamente riportato da alcune fonti, che trae origine la Festa della donna.
In realtà, l’istituzione dell’8 marzo come Festa della donna risale alla III Internazionale comunista, svoltasi a Mosca nel 1921, dove fu lanciata da Lenin come ” Festa internazionale dell’ operaia “, in onore della prima manifestazione delle operaie di Pietroburgo…Le proteste continuarono per vari giorni fintanto che lo Zar fu costretto ad abdicare ed il governo dovette concedere il diritto al voto anche alle donne- Secondo il calendario giuliano vigente allora in Russia il 23 febbraio corrispondeva in Occidente all’ 8 marzo-, diritto più che giusto, ma attenzione: la donna non è una macchina da lavoro per lo Stato: a questo livello infatti sono ridotte le donne nei REGIMI COMUNISTI ATEI, come macchine e non hanno diritto ad avere più di un figlio se lo desiderano, perchè devono essere “strumenti dello  Stato”(vedi legge del figlio unico in Cina, aborti forzati….) 

La festa delle donne ha assunto nel corso degli anni una valenza ideologica sempre più forte, al punto da essere espressione di una cultura radicale che identifica la figura femminile come ribelle contro le caratteristiche naturali di madre e moglie.
Le donne devono stare in guardia dal rischio di favorire la creazione di una società
dove le condizioni dell’umanità, e quindi della donna stessa, possono essere molto peggiori di adesso: L’ABORTO NON E’ UN DIRITTO, E’ OMICIDIO, e l’utero in affitto è strumentalizzazione del corpo della donna, non è “vera libertà di scelta”, è mercificazione del corpo della donna e del bambino! Tutto ciò è una grave minaccia per la famiglia vera quella naturale, creata da Dio!

Dopo decenni in cui ha prevalso questa ideologia , sembra ora emergere una cultura nuova che fa riferimento all’insegnamento ed alla concezione antropologica cristiana. Dobbiamo tutti insieme lavorare e pregare perchè il ruolo delle donne sia più apprezzato e valorizzato in ogni nazione del mondo.


DONNA, VUOI VINCERE ?
preghiera di don Dolindo Ruotolo
http://www.dolindo.org/

Sii calma e mansueta, perché la pace vale più del mobile elegante di una casa sfarzosa.
Sono più belli i volti sorridenti nella pace che le pareti arabescate di fiori senza profumo.
La tua vittoria non sta nel prevalere, ma nel cedere rimanendo tranquilla.
L’essere padrona non sta nel comandare, ma nel condiscendere.
Il tuo giudizio non vale quando lo imponi, ma quando lo cedi per amore di pace.
Il tuo ordine non sta nel rimproverare, ma nell’ordine della carità.
Una cosa che ti sembra storta è nulla di fronte all’armonia dell’amore che tutto intona.
Uno squarcio d’azzurro. Un raggio di amorosa misericordia sia su di te e sulla tua famiglia.
Perché la tempesta si dilegui, figlia mia, occorre un vento forte che la dissipi.
Vento serenatore nelle tribolazioni è la preghiera fatta con fiducia.
La fiducia è come uno squarcio di azzurro in un cielo fosco di nubi,
è come un sostegno nelle vie ripide e scoscese.
Sta in pace! Un po’ di pazienza… La pazienza è la virtù che porta la pace.
Nella propria giornata c’è sempre da sopportare qualche contrarietà, ma la pazienza l’addolcisce.
Se si sopporta subendo ciò che non si può fare a meno di sopportare, l’amarezza si fa più profonda.
Se, invece, si sopporta con pazienza, per amor Mio,
allora l’amarezza prende la dolcezza di un dono fatto a Me….Arricchisci l’anima tua di questi doni di amore.Risultati immagini per maria santissima festa della donna

7 invocazioni che santificano alla Madonna di Fatima

1 – O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, per dare al travagliato nostro secolo ancora un segno delle vostre tenerezze e premure materne, vi sceglieste tre innocenti pastorelli dell’ignorato villaggio di Fatima in Portogallo, perché vi compiaceste scegliere le cose deboli del mondo per confondere le forti, e li faceste disporre da angeliche apparizioni alla eletta missione. O Madre buona, fateci comprendere e gustare la parola di Gesù: «Se non divenite come bambini, non potrete entrare nel regno dei cieli»; sicché con cuore puro ed umile, ed animo docile e semplice, meritiamo di accogliere il vostro materno Messaggio d’amore.

Mater amabilis, ora pro nobis.
Ave Maria

2 – O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, spinta dall’amor che ci portate, vi degnaste scendere dal Cielo, dove siete gloriosa col vostro Divin Figlio, come Figlia dell’Eterno Padre e Immacolata Sposa dello Spirito Santo; e servendovi dei tre innocenti pastorelli della Cova d’Iria, veniste ad esortarci a far penitenza dei nostri peccati, a cambiar vita ed a mirare ai godimenti eterni del Cielo per cui Dio ci ha creati e che è vera patria nostra. O Madre buona, Vi ringraziamo di tanta materna condiscendenza e Vi preghiamo a tenerci stretti sotto il Vostro Manto, per non farci sedurre dalla tentazione, ed otteneteci la santa perseveranza finale, che ci assicura il Cielo.

Janua coeli, ora pro nobis.
Ave Maria

3 – O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, nella seconda apparizione assicuraste la salvezza eterna ai piccoli vostri confidenti, tranquillizzaste Lucia con la solenne promessa che non l’avreste mai abbandonata durante il terreno pellegrinaggio, perché il vostro Cuore Immacolato sarebbe stato il suo rifugio e la via che l’avrebbe condotta a Dio; e mostraste loro questo Cuore circondato di spine. O Madre buona, concedete anche a noi, vostri indegni figli, la medesima assicurazione, sicché rifugiati quaggiù nel vostro Cuore Immacolato, lo possiamo consolare col nostro amore e la nostra fedeltà avvenire, distruggendo le acute spine che Gli abbiamo procurato con tante nostre mancanze.

Dolce cuore di Maria, siate la salvezza mia.
Ave Maria

4 – O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, nella terza apparizione veniste a ricordarci che nei tristi frangenti dei Divini castighi, come la guerra e le sue tristi conseguenze, siete Voi sola che potete venire in nostro aiuto; ma ci avete insieme mostrato che i castighi temporali son ben poca cosa di fronte al tremendo castigo della perdizione eterna, nell’inferno. O Madre buona, riempiteci del santo timor filiale dei castighi di Dio, fateci concepire un odio sommo al peccato, che li provoca, così da farci accettare con cuore umiliato e compunto i castighi temporali ed evitare le pene eterne dell’inferno; mentre ripetiamo la preghiera insegnata da voi:

«O Gesù, perdonate le nostre colpe, preservateci dal fuoco dell’inferno, portate in Cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della vostra misericordia».
Ave Maria

5 – O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, la persecuzione spietata contro i vostri piccoli prediletti e la loro prigionia faceste servire a confondere l’orgoglio dei perversi, a perfezionare la immolazione dei tre innocenti ed affinare la loro virtù, ed a rendere più vasta ed efficace la risonanza della vostra materna esortazione alla preghiera e al sacrificio per la conversione dei peccatori. Noi accogliamo, o Madre, nel nostro così misero e freddo, l’eco ineffabile del vostro Cuore ardente, per la conversione dei nostri fratelli erranti; ed offriamo i nostri piccoli sacrifici e croci quotidiane in spirito di riparazione. Che tutti si convertano, o Madre, e trionfi di tutte le resistenze alla grazia il vostro Cuore Immacolato, mentre ripetiamo l’invocazione insegnata da Voi:

«O Gesù, è per vostro amore e per la conversione dei peccatori e in riparazione delle offese che si fanno contro l’Immacolato Cuore di Maria».
Ave Maria

6 – O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, nella quinta apparizione non vi contentaste di ripetere ai vostri prediletti fanciulli la esortazione alla recita del Santo Rosario e la promessa del prodigio del prossimo tredici ottobre; ma voleste dare anche alle folle, che sempre più numerose partecipavano alla scena della celeste conversazione, un segno della vostra presenza più impressionante del solito. Sotto la forma d’un globo luminoso tutti vi videro discendere dal Cielo, e dopo il materno colloquio con i tre bimbi, risalire per le vie del sole, mentre dal cielo piovevano candidi aerei fiori evanescenti. Così Vi compiacete di incoraggiare la nostra debole fede! O Madre buona, Vi ringraziamo del dono ineffabile della S. Fede, oggi da tanti errori e da tante seduzioni insidiato. Fate che sempre conserviamo sottomessa la nostra mente alle verità da Dio rivelate e che la Chiesa ci propone a credere, senza bisogno d’attendere prodigi; così da meritar l’elogio di Gesù: «Beati quelli che crederanno senza bisogno di vedere».

E per questo ripetiamo la preghiera dell’Angelo della Pace:Risultati immagini per angelo di fatima

«Mio Dio, io credo, adoro, spero, Vi amo, Vi domando perdono per quelli che non credono, non adorano, non sperano, non Vi amano. Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, io Vi adoro profondamente e Vi offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli del mondo, in riparazione degli oltraggi, dei sacrilegi, delle indifferenze da cui Egli medesimo è offeso. Per i meriti infiniti del suo Sacro Cuore e del Cuore Immacolato di Maria io Vi domando la conversione dei poveri peccatori».

Ave Maria

 

7 – O dolce Madre nostra Maria, Voi apparendo per l’ultima volta alla Cova da Iria ai tre fortunati bambini di Fatima, voleste rivelarvi sotto il titolo di Madonna del Rosario.
In questo titolo, Voi avete voluto racchiudere tutto il segreto di nostra salvezza, e tutte le risorse di nostra forza nelle prove terribili che si sarebbero abbattute sul nostro capo. Siate, dunque la nostra guida, la nostra luce, la nostra speranza. Noi, o Madonna del Rosario di Fatima, invocandovi con questo bel nome troviamo dolcezza per il nostro cuore, nel tempo di amarezza; forza per la nostra debolezza nei momenti pericolosi e difficili; speranza di salute e di salvezza nel turbinio periglioso della vita; conforto durante l’abbattimento e il terrore; luce nei dubbi e nelle perplessità; trionfo nelle lotte contro la carne, il Mondo, Satana. Noi, o Madonna del Rosario di Fatima, non ci stancheremo di chiamarvi con questo bel Nome. Esso sarà sempre sulle nostre labbra in cima ai nostri pensieri qual pernio della nostra vita. Il Santo Rosario, tanto da Voi raccomandato, sarà la nostra preghiera quotidiana e sovrana. Noi o Maria, col Vostro Rosario in mano, stretti a Voi d’intorno, non ci allontaneremo un solo istante da Voi.

Ripetendovi con sempre crescente affetto Madonna del Rosario di Fatima, pregate per noi! Ave Mariacuoreimmacolatodimaria

ATTO DI CONSACRAZIONE E RIPARAZIONE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

Vergine santissima e Madre nostra, nel mostrare il tuo Cuore circondato di spine, simbolo delle bestemmie ed ingratitudini con cui gli uomini ripagano le finezze del tuo amore, hai chiesto di consolarti e ripararti. Come figli ti vogliamo amare e consolare sempre, ma specialmente dopo i tuoi materni lamenti, vogliamo riparare il tuo Cuore Addolorato e Immacolato che la cattiveria degli uomini ferisce con le pungenti spine dei loro peccati.

In modo particolare vogliamo riparare le bestemmie proferite contro la tua Immacolata Concezione e la tua Santa Verginità. Molti, purtroppo, negano che tu sei Madre di Dio e non ti vogliono accettare come tenera Madre degli uomini.

Altri, non potendoti oltraggiare direttamente, scaricando la loro collera satanica profanando le tue Sacre Immagini e non mancano coloro che cercano di infondere nei cuori, soprattutto dei bambini innocenti che ti sono tanto cari, l’indifferenza, il disprezzo ed anche l’odio contro di Te.

Vergine santissima, prostrati ai tuoi piedi, esprimiamo la nostra pena e promettiamo di riparare, con i nostri sacrifici, comunioni e preghiere, tanti peccati ed offese di questi tuoi figli ingrati.

Riconoscendo che anche noi non sempre corrispondiamo alle tue predilezioni, né ti amiamo ed onoriamo sufficientemente come Madre nostra, supplichiamo il perdono misericordioso per le nostre colpe e freddezze.

Madre santa, vogliamo ancora chiederti compassione, protezione e benedizioni per gli attivisti atei e i nemici della Chiesa. Riconducili tutti alla vera Chiesa, ovile di salvezza, come hai promesso nelle tue apparizioni a Fatima.

Per quanti sono tuoi figli, per tutte le famiglie e per noi in particolare che ci consacriamo interamente al tuo Cuore Immacolato sii rifugio nelle angustie e tentazioni della Vita; sii cammino per giungere a Dio, unica fonte di pace e di gioia. Amen.

Recitare il Salve Regina 

PREGHIERA ALLA MADONNA DI FATIMA

Maria, Madre di Gesù e della Chiesa, noi abbiamo bisogno di Te. Desideriamo la luce che si irradia dalla tua bontà, il conforto che ci proviene dal tuo Cuore Immacolato, la carità e la pace di cui Tu sei Regina.

Ti affidiamo con fiducia le nostre necessità perché Tu le soccorra, i nostri dolori perché Tu li lenisca, i nostri mali perché Tu li guarisca, i nostri corpi perché Tu li renda puri, i nostri cuori perché siano colmi di amore e di contrizione, e le nostre anime perché con il tuo aiuto si salvino.

Ricorda, Madre di bontà, che alle tue preghiere Gesù nulla rifiuta.

Concedi sollievo alle anime dei defunti, guarigione agli ammalati, purezza ai giovani, fede e concordia alle famiglie, pace all’umanità. Richiama gli erranti sul retto sentiero, donaci molte vocazioni e santi Sacerdoti, proteggi il Papa, i Vescovi e la santa Chiesa di Dio.

Maria, ascoltaci e abbi pietà di noi. Volgi a noi i tuoi occhi misericordiosi. Dopo questo esilio mostra a noi Gesù, frutto benedetto del tuo grembo, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. AmenRisultati immagini per cuore immacolato di maria fatima images

Santi Giacinta e Francesco Marto, piccoli veggenti di Fatima

Il 13 maggio 2017 Francesco Marto e Giacinta Marto, con una messa solenne che Papa Francesco ha presieduto nel santuario mariano di Fatima, sono stati proclamati Santi. Proprio nel decreto sulle virtù eroiche dei due giovani pastorelli di Fatima, la Chiesa afferma che anche i bambini possono percorrere in pienezza la via della santità. Di Lucia, la terza pastorella, morta nel 2010, è in corso il processo di beatificazione.  

Nati ad Aljustrel, in Portogallo, a meno di due anni di intervallo l’uno dall’altro, muoiono poco tempo dopo le apparizioni, così come Nostra Signora aveva annunciato: ‘Giacinta e Francesco li porto fra poco ma tu (Lucia) resti qui ancora per qualche tempo’ (13 giugno 1917). Vite brevi ma sufficientemente valide perché la Chiesa Cattolica riconoscesse, per la prima volta nella sua storia di 2000 anni, l'”eroicità delle virtù e la maturità della fede di bambini non martiri“, per decreto di Giovanni Paolo II, il 13 maggio del 1989, che ha aperto un precedente al riconoscimento di santità dei due pastorelli. Papa Giovanni Paolo II promulgò il decreto sul miracolo della cura di Emilia Santos, ottenuto per intercessione dei due pastorelli di Fatima.

La loro causa di beatificazione, infatti, era rimasta bloccata per vari decenni perché, secondo la dottrina tradizionale, si richiedeva che l’esercizio eroico delle virtù cristiane (quelle teologali di fede, speranza e carità e quelle cardinali di prudenza, giustizia, fortezza e temperanza) dovesse avvenire «per un periodo duraturo», il che escludeva dal prendere in considerazione dei fanciulli.

Nel 1981 il Dicastero per le cause dei santi dedicò un’assemblea allo studio di tale possibilità e la risposta da parte di teologi, giuristi, pedagoghi e psicologi fu affermativa. L’abolizione di quella restrizione, suffragata dai più moderni studi di psicologia infantile, ha così aperto la strada della santità canonica per i due fanciulli di Fatima e per altri che verranno dopo di loro.

La santità di Giacinta e Francesco è stata nell’aver aderito pienamente al messaggio di Fatima. Quel messaggio era il Vangelo di Gesù predicato dalla Madonna. La piccola Marto, dunque, viene proposta come modello di santità non perché ha vissuto col fratellino Francesco l’esperienza di veggente della più importante apparizione mariana del ’900, ma, come ha efficacemente ribadito il postulatore della causa, il gesuita Paolo Molinari, «per come dei bambini hanno saputo sviluppare il loro spirito di fede nel Signore e mettere in pratica quello che la Madonna aveva loro detto: pregare il Rosario e sacrificarsi per i peccatori».

Immagine correlataPREGHIERA AI SANTI FRANCESCO E GIACINTA MARTO

Nostra Signora di Fatima, Tu che hai scelto Francesco e Giacinta,
due poveri e semplici pastorelli, per annunciare al mondo
i desideri del tuo Cuore Immacolato, aiutaci ad accogliere il tuo messaggio
di conversione, perché liberati dal peccato possiamo vivere una vita nuova.
Santi Francesco e Giacinta,
voi che foste capaci di una preghiera intensa,
fate che il momento della preghiera quotidiana
diventi per noi il cuore di ogni nostra giornata.
Voi che, seppur bambini, foste capaci di offrire grandi sacrifici in dono
alla Vergine Maria per la salvezza dei peccatori,
aiutateci a non sprecare le piccole croci quotidiane,
ma a renderle offerta preziosa e gradita a Dio per la salvezza del mondo.
Nostra Signora di Fatima, per intercessione dei Santi Pastorelli
Francesco e Giacinta, veglia su tutti i bambini del mondo,
soprattutto quelli più poveri e abbandonati.
Fa’ che anche loro possano trovare,
nel tuo Cuore Immacolato e materno, rifugio e protezione.

Santi Francesco e Giacinta,
Pastorelli di Fatima, pregate per noi!

LA STORIA DELLE APPARIZIONI di MARIA SANTISSIMA AI TRE PASTORELLI DI FATIMA, descritta da Don Marcello Stanzione Risultati immagini per nossa senhora de fatima 13 maggio 1917

La famosa “Grande Guerra”, quella del 1914-1918, faceva strage in tutta Europa ed ogni giorno portava il suo contingente di disgrazie e di desolazione. Era l’epoca gloriosa e dolorosa delle trincee…Ma laggiù, all’altro capo dell’Europa, sulla Serra de Ayre, in Portogallo, nel piccolo villaggio di Fatima, regnava una pace molto relativa. Tre fanciulli custodivano le loro pecore su questo altopiano arido e secco, piantato di querce verdi, nella Cova di Iria, che vuol dire “Vallone della pace”. Sono Francesco, nove anni, sua sorella Giacinta, sette anni, i due ultimi figli di Manuel Pedro Marto e la loro cugina, dell’età di dieci anni, Lucia, figlia di Antonio Dos Santos. Ora, quella domenica 13 maggio 1917, essi erano tutti e tre alla Cova de Iria, era quasi mezzogiorno, avevano preso insieme il loro pasto frugale e, come d’abitudine, avevano recitato la loro corona del Rosario. Così come avevano raccomandato loro i genitori …Essi lo avevano recitato “alla bella e meglio”, confesseranno più tardi, poi si erano messi a giocare ed avevano alzato un muretto di pietre secche. Francesco e Giacinta all’improvviso, furono accecati da un lampo che aveva attraversato il cielo sereno. Pensando ad un acquazzone, avevano riunito le loro bestie e cominciavano a rientrare a casa. Ma ecco che, scendendo dal costone in cui erano, quello stesso in cui si eleva ora la Basilica di Nostra Signora del Rosario, essi sono fermati da qualcosa che rassomigliava ad un sole e che si sarebbe fermato su di un piccolo arbusto. Una ragazza, meravigliosamente bella, è là che li guarda e che sembra essere come scolpita nella Luce. Ella è in piedi su di una leggera nuvola che sfiora appena i rami del piccolo albero, vestita di una veste che cade fino ai piedi, stretta al collo da un cordoncino di fili d’oro, un manto sulla testa, dei riflessi d’aurora nelle pieghe dell’abito. Ella ha le mani giunte con una corona che pende dal pungo destro, ha, sulle labbra, un sorriso tendente alla tristezza: “Non abbiate paura, figli miei, non vi farò alcun male!”.

I fanciulli, allora, ardiscono e Lucia chiede a questa bella Signora da dove venisse.
“Io sono del Cielo … “.
“ed io, chiese Lucia, andrò in Cielo?”. La Signora glielo promette, e lo promette anche per Giacinta e Francesco. Ma Francesco non vede nulla …
La Signora dice allora a Lucia: “Che dica la Corona ed anch’egli mi vedrà!”.
Ed il ragazzino potette, con tutti i suoi occhi, contemplare a sua volta la Meravigliosa bellezza dell’Apparizione …
“Vengo a chiedervi di trovarvi qui sei volte di seguito, a questa stessa ora, il 13 di ogni mese. In ottobre, vi dirò chi sono e quello che voglio … “.
Ella chiese loro se acconsentivano ad accettare tutti i sacrifici che il Signore invierà loro in riparazione delle bestemmie e delle offese fatte contro la Maestà Divina ed il Cuore Immacolato di Maria.
“Sì, Signora, essi risposero, noi lo vogliamo!”.
La Signora, allora, aprì le mani ed un fascio di luce sgorgò dalle sue palme, penetrò i fanciulli che si videro come piombati in Dio.
Dopo avere loro raccomandato di recitare la corona del Rosario per la fine della guerra, la visione si allontanò verso Oriente, come qualcuno che scivolasse attraverso lo spazio e sparì nella luce del sole …Risultati immagini per Artur de Oliveira Santos“Un segno grandioso apparve nel Cielo: è una Donna, il sole la circonda … “ (Apocalisse 12,1).
“Chi è costei … splendente come il sole, temibile come dei battaglioni? …  (Cantico dei Cantici 6,10).
Di ritorno a casa, e malgrado la promessa di custodire il silenzio su questi eventi, Giacinta non potette impedirsi di dire a sua madre che quel giorno, essi avevano visto, tutti e tre, la Santa Vergine nella Cova da Iria. I fanciulli non avevano mai mentito … e la Mamma restò molto perplessa … Ella andò a trovare sua cognata, la madre di Lucia, per raccontarle tutto l’affare. Questa entrò in una violente collera e riprese molto severamente sua figlia, poiché ella temeva di essere lo zimbello di tutto il villaggio … Le prove annunciate dalla Bella Signora non facevano che cominciare …
Il 13 giugno, a mezzogiorno, i tre fanciulli sono all’appuntamento vicino alla quercia verde … Alcune decine di curiosi le hanno accompagnate. Dopo la recita della loro corona, essi videro il lampo annunciatore dell’arrivo di Nostra Signora. Ella chiese, quel giorno, a Lucia di imparare a leggere ed annunciò che sarebbe tornata presto per prendere Giacinta e Francesco ma che, lei, Lucia, doveva ancora restare sulla terra per compiere la sua missione. Quelli che sono venuti là possono constatare, sull’arbusto, come un globo di luce più viva, mentre che il sole perdeva il suo chiarore. I rami della quercia si piegavano leggermente sotto il peso di un carico invisibile.
Il 13 luglio, più di cinquemila persone aspettano i tre fanciulli verso mezzogiorno. E pertanto, essi avevano ben fallito di non venire, tanto i rimproveri ed i castighi inflitti dai loro genitori erano stati penosi, senza contare tutte le rimostranze e le reprimende del Curato della parrocchia che, ben evidentemente, non credeva una parola di tutta questa storia. Aveva anche detto ai fanciulli che non si trattava di nient’altro che di una manifestazione diabolica … Ma la Chiamata interiore della Vergine era più forte ed a mezzogiorno, essi sono al celeste appuntamento.
La Signora dichiara: “In ottobre, vi dirò chi sono. E farò un grande miracolo, affinché tutto il mondo possa credervi … “.
Ella chiese ancora, e con insistenza, che si recitasse la corona … In quel momento si vide la piccola Lucia molto afflitta, cacciante dei gemiti … Un grande segreto viene dall’esserle rivelato.

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In seguito, col permesso del Cielo, Lucia ne svelerà una parte, poi una seconda parte … il resto rimane ancora nascosto. La Vergine aveva voluto, quel giorno, ricordare al mondo che l’inferno esiste e che numerosi sono quelli che vi precipitano e Lucia aveva avuto quella visione. Poi, la Signora dice anche che la guerra va verso la sua fine, ma che se si continuava ad offendere Dio, ne comincerebbe un’altra, peggiore, sotto il Pontificato del futuro Papa Pio XI … che non era, in quell’epoca, che l’Abate Achille Ratti, Bibliotecario all’Ambrosiana di Milano … Ella parlò infine della Russia: “Se si ascoltano le mie richieste, la Russia si convertirà e si avrà la pace. Altrimenti, essa diffonderà i suoi errori attraverso il mondo, provocando delle guerre e delle persecuzioni contro la Chiesa. I buoni, in grande numero, saranno martirizzati, il Papa avrà molto da soffrire, e parecchie nazioni saranno annientate … “.
Ma vi è un rimedio: è la Consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria. Poiché Maria, la Tutta Bella, la Tutta Pura, è anche la Tutta Potente sul Cuore di Dio. Se ci si affida alla sua materna protezione, Ella non potrà che proteggerci ed allontanare da noi la Collera di Dio …

In quell’epoca, il Portogallo attraversava la più grande crisi della sua storia. La Massoneria era al potere, e dappertutto, era la rivoluzione sanguinante, l’anarchia e l’empietà. Le folle che erano andate, quel 13 luglio, alla Cova da Iria, non avevano potuto non attrarre l’attenzione delle autorità anticlericali. L’Amministratore di Vilanova de Ourem, il massone Artur de Oliveira Santos, più noto col soprannome “il botolo di ferro” seguiva con una rabbia appena contenuta gli eventi di Fatima. Egli era accanitamente anti-religioso e non respirava che odio contro la Chiesa. Gli articoli apparsi nei giornali su quello che accadeva su quell’altipiano roccioso non facevano che attizzare il suo accanimento.

Una fotografia che ritrae la piccola Giacinta Marto
La piccola Giacinta Marto portata via da una guardia

Vi erano quasi ventimila persone, il 13 agosto, alla Cova da Iria. Ma il “botolo di ferro” era andato a cercare nella sua carriola i piccoli veggenti, a casa loro, e li condusse, dapprima presso il Parroco per un nuovo interrogatorio in regola, poi, col pretesto dell’ora tardi, offre loro di portarli nella sua auto al luogo del celeste appuntamento. Giunto sulla grande strada, egli gira nella direzione opposta e li porta in prigione a Vilanova … Vuole intimidire questi fanciulli, li chiude con dei galeotti per far loro paura, li minaccia di “farli friggere nell’olio bollente” … Pena persa. Aspettandosi il martirio ed avendolo già accettato nel loro cuore, i piccoli confidenti di Nostra Signora si preparano all’incontro con Maria … in Cielo.
Il 19 agosto, egli li rilascerà, ma gli uomini ed i giovani di Fatima, sospettando un po’ la complicità del loro Parroco, investono il presbiterio con bastoni e forche ed il Sacerdote avrà ben del male a spiegare il suo atteggiamento la domenica seguente, nel sermone …
La Signora era comunque venuta … I testimoni avevano potuto notare, come d’abitudine, quella specie di sfera brillante e quello sciame che si sarebbe detto di api, sull’arbusto … o piuttosto su quello che ne restava!
“poi un secondo Segno apparve nel Cielo: un enorme dragone rosso fuoco, la sua coda spazza il terzo delle stelle e le precipita sulla terra … “(Apocalisse 12,4).
Ed è ben il Dragone che agisce contro la Signora e contro i fanciulli che Lei ha scelto … Come è lui che, ben presto, in alcune settimane, va ad alzarsi, laggiù, dall’altro capo dell’Europa, per andarsene a fare la guerra ai figli di Dio e ridurre il mondo alla rovina … il Marxismo, l’Internazionale, sono tutti prossimi a vedere la luce … E Maria è venuta ad annunciare la lotta contro il suo Nemico, ma Lei vincerà.
La domenica che segue, i fanciulli avevano portato i loro greggi molto vicino alla frazione di Aljustrel, nel luogo detto “Valinhos” … E la Signora che non li aveva incontrati alla Cova da Iria, venne a trovarli in quel posto, era il 17 agosto …
“Pregate, ma pregate, disse loro, tante anime vanno all’inferno, perché non si trova nessuno che prega per loro … “.
Ora, dei pellegrini avevano depositato delle monete ai piedi della quercia della Cova da Iria … Che bisognava farne? Come impiegare quel denaro. E la Signora chiese che si facesse costruire due barelle per portare la sua statua … Poca cosa, certo, ma che annunciava fin dall’inizio quella straordinaria peregrinazione della statua di Fatima attraverso tutti i paesi del mondo. Gli uomini non andavano a Cristo, allora Maria andrà verso di essi e li chiamerà … E lo si vide, sul passaggio della Sua statua: innumerevoli conversioni e ritorni a Dio … Perché Maria conduce sempre a Gesù …
E per questo, Ella vuole che si dica la corona, perché è ben questa l’arma più umile che ci sia, ma nello stesso tempo, la più efficace. Perché tutte queste “Ave” costituiscono come delle frecce che noi disponiamo tra le mani di Colei a cui fu promesso, che un giorno, Ella vincerà Satana …
Il 13 settembre, Ella ritornò … E fu il miracolo dei fiocchi di neve che cadevano dal cielo e svanivano prima di giungere al suolo. Bisognava sentire i testimoni di questo singolare miracolo! Il Canonico Galamba de Oliveira, che abbiamo ben conosciuto, era di questi …
Giunse il giorno tanto atteso, del 13 ottobre … Più di settantamila persone sono là, che aspettano, sotto una pioggia torrenziale, che si produca il miracolo annunciato. Mezzogiorno … il lampo! La Signora è là …
“Io sono Nostra Signora del Rosario, dice Lei … Desidero in questo luogo una cappella in mio onore … “. Raccomanda ancora la corona, promette alcuni favori, ma “Occorre che gli uomini si correggano, che chiedano perdono dei loro peccati e non offendano più Nostro Signore che è già troppo offeso … “. 

IL MIRACOLO DEL SOLE A FATIMA 13 OTTOBRE 1917MIRACOLO DEL SOLE A FATIMA

“Guardate il sole!” grida improvvisamente Lucia. Erano circa due ore, la pioggia si era fermata dal cadere. A meraviglia di tutti, gli abiti, prima completamente bagnati, erano ora completamente secchi. Il sole brillava. Improvvisamente, esso divenne come un disco d’argento che ognuno poteva fissare senza averne gli occhi bruciati, e si mise a girare su se stesso come una ruota di fuoco, facendo spuntare, in tutte le direzioni, delle gerbe di luce multicolore … Passando dal blu al rosso, dal viola al giallo, gli assistenti sorridevano nel guardarsi gli uni gli altri. Questa “danza del sole” si rinnovò tre volte. Poi, in un cielo divenuto rosso sangue, il sole sembrò cadere sulla terra, come distaccato, avanzava a salti in successione, in un movimento a spirale, nel mentre che la temperatura si elevava in modo inquietante … La folla, che urlava al miracolo, implorava ora pietà e perdono e dappertutto salivano gli Atti di Contrizione … Infine, il sole, come obbedendo ad un ordine superiore, riprese saggiamente il suo posto in mezzo al cielo oramai sereno. La folla si rialzò, confortata, ed intonò il più vibrante “Credo” che abbia mai cantato, nella sua gioia e nella sua riconoscenza. Gli increduli, venuti là per assistere alla sconfitta della religione ed alla confusione dei pretesi visionari, se ne tornarono totalmente sconvolti. A parecchie decine di chilometri da Fatima, delle persone avevano potuto assistere a quella strana danza del sole ed il Redattore capo del quotidiano di Lisbona, O Secolo, pertanto anticlericale, non potette fare altrimenti che di riportare i fatti con la massima obiettività. Si possono vedere, oggi, a Fatima, gli esemplari di quella edizione del 15 ottobre 1917, con foto di appoggio …Risultati immagini per il miracolo del sole a fatima

“Al di fuori di qualsiasi logica scientifica”. Così la stampa laica definì il fenomeno che avvenne nei pressi di Fatima il 13 ottobre 1917.  Risultati immagini per ARTUR DE OLIVERIA SANTOS FATIMA

Lo stupore di un anti-clericale

Sono celebri le parole con cui descrisse quanto vide Avelino de Almeida, redattore capo di O Século, un quotidiano di Lisbona considerato anti-clericale: “Agli occhi sbalorditi di quella folla, il cui atteggiamento ci riporta ai tempi biblici e che, pallida di sorpresa, con la testa scoperta, fissa l’azzurro (cielo), il sole tremò ed ebbe mai visti movimenti bruschi fuori da tutte le leggi cosmiche, il sole ‘ballò’, secondo la tipica espressione dei contadini”.

A seguito del clamore che la sua testimonianza suscitò, de Almeida decise di tornare sulla questione qualche giorno dopo sulle pagine di Ilustração Portuguesa, scrivendo: “Miracolo, come la gente gridò? Fenomeno naturale, come gli esperti dicono? Per il momento, questo non mi riguarda. Io dico solo ciò che vidi. Il resto è materia di scienza e Chiesa”.Risultati immagini per il miracolo del sole a fatima

Il 13 ottobre 1930, il primo vescovo di Leiria dichiarava che si poteva credere alle manifestazioni di Nostra Signora alla Cova da Iria, a Fatima del Portogallo …
Francesco e Giacinta furono portati via, come aveva loro predetto Nostra Signora, dalla febbre spagnola. Giacinta soprattutto soffrì molto e morì a Lisbona, lontana da quelli che amava. Quanto a Lucia, che doveva restare sulla terra per stabilirvi la devozione al Cuore Immacolato di Maria, fu per alcuni anni, Religiosa Dorotea, poi entrò nel Carmelo di Coimbra … Ritornò a Fatima nel 1967, per incontrarvi il Papa Paolo VI, venuto da pellegrino della Pace.

Lucia attribuì alla Vergine la disposizione di rendere noto il Terzo Segreto di Fatima nel 1960. Le motivazioni di questa data vennero illustrate personalmente dalla veggente nella lettera del 6 giugno 1958 a Pio XII:

«Vostra Santità già sa dell’esistenza del cosiddetto segreto di Fatima, racchiuso in una busta sigillata che potrà essere aperta dopo l’inizio degli anni Sessanta. Sebbene io non possa rivelarne il contenuto, dato che il tempo si avvicina, devo dire che, negli anni Sessanta, il comunismo raggiungerà l’apice, poi comincerà a scemare sia in intensità che in durata, e a questo succederà il trionfo del Cuore Immacolato di Maria e il Regno di Cristo».

Lucia ritornò a Fatima il 13 maggio 1982, per vedervi Papa Giovanni Paolo II, venuto in pellegrinaggio di ringraziamento per la protezione che Maria gli aveva accordata l’anno precedente, al momento del terribile attentato che fallì e che stava per costargli la vita … “Il Papa avrà molto da soffrire … “ aveva detto la Signora a Lucia.  Giovanni Paolo II, da parte sua, aveva richiesto la busta contenente la terza parte del « segreto » dopo l’attentato del 13 maggio 1981…Come è noto Papa Giovanni Paolo II pensò subito alla consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria e compose egli stesso una preghiera, che definì « Atto di affidamento » che lesse solennemente nel 1981 e poi  il 13 maggio 1982 a Fatima. Suor Lucia confermò personalmente che tale atto solenne e universale di consacrazione corrispondeva a quanto voleva Nostra Signora ( « Sì, è stata fatta, così come Nostra Signora l’aveva chiesto»: Lettera di Suor Lucia dell’8 novembre 1989). Risultati immagini per incontro tra san giovanni Paolo II e suor Lucia 1982Nel 2000, il futuro Papa Benedetto XVI, allora cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede, incaricato di chiarire i segni e i simboli delle apparizioni della Madonna, ha scritto un lungo commento teologico e l’interpretazione del famoso “terzo segreto”.

Ratzinger credeva fermamente che queste visioni sottolineassero la libertà dell’individuo, incoraggiandoci a pentirci e a credere al Vangelo. Non siamo legati a un destino di distruzione, ma invitati a volgerci a Dio con tutto il cuore.

Come indica Ratzinger parlando del terzo segreto, “chi aveva atteso eccitanti rivelazioni apocalittiche sulla fine del mondo o sul futuro corso della storia, deve rimanere deluso”.

Gesù ci ricorda che non conosceremo mai il momento esatto della fine del mondo e che dobbiamo mantenere uno spirito di vigilanza, aspettando pazientemente il ritorno di Cristo: “Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora” (Matteo 25, 13).FÃ_TIMA

Allo stesso modo, Nostra Signora di Fatima non ci offre un futuro ineluttabile, ma ci invita a pentirci, perché raccoglieremo i frutti del nostro peccato o della nostra santità.

Fonti

Don Marcello Stanzione,  Milizia di San Michele Arcangelo

https://www.interris.it/misteri/fatima–il-miracolo-del-sole-tra-scienza-e-fede

https://www.fatima.pt/it/pages/cronologia

http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20000626_message-fatima_it.html

11 febbraio Preghiere alla Madonna di Lourdes

Preghiera a Nostra Signora di Lourdes

Maria, tu sei apparsa a Bernardetta nella fenditura di questa roccia.
Nel freddo e nel buio dell’inverno,
hai fatto sentire il calore di una presenza,bdb91315a81aac1b5aabda9e170d83f4
la luce e la bellezza.
Nelle ferite e nell’oscurità delle nostre vite,
nelle divisioni del mondo dove il male è potente,
porta speranza
e ridona fiducia!

Tu che sei l’Immacolata Concezione,
vieni in aiuto a noi peccatori.
Donaci l’umiltà della conversione,
il coraggio della penitenza.
Insegnaci a pregare per tutti gli uomini.

Guidaci alle sorgenti della vera Vita.
Fa’ di noi dei pellegrini in cammino dentro la tua Chiesa.
Sazia in noi la fame dell’Eucaristia,
il pane del cammino, il pane della Vita.

In te, o Maria, lo Spirito Santo ha fatto grandi cose:
nella sua potenza, ti ha portato presso il Padre,
nella gloria del tuo Figlio, vivente in eterno.
Guarda con amore di madre
le miserie del nostro corpo e del nostro cuore.
Splendi come stella luminosa per tutti
nel momento della morte.

Con Bernardetta, noi ti preghiamo, o Maria,
con la semplicità dei bambini.
Metti nel nostro animo lo spirito delle Beatitudini.
Allora potremo, fin da quaggiù, conoscere la gioia del Regno
e cantare con te:
Magnificat!

Gloria a te, o Vergine Maria,
beata serva del Signore,
Madre di Dio,
Tempio dello Spirito Santo!

Preghiera a Nostra Signora di Lourdes per chiedere una grazia

madonna-di-lourdes1O Vergine Immacolata, Madre di Misericordia, salute degli infermi, rifugio dei peccatori, consolatrice degli afflitti, Tu conosci i miei bisogni, le mie sofferenze; degnati di volgere su di me uno sguardo propizio a mio sollievo e conforto.
Con l’apparire nella grotta di Lourdes, hai voluto ch’essa divenisse un luogo privilegiato, da dove diffondere le tue grazie, e già molti infelici vi hanno trovato il rimedio alle loro infermità spirituali e corporali.
Anch’io vengo pieno di fiducia ad implorare i tuoi materni favori; esaudisci, o tenera Madre, la mia umile preghiera, e colmato dei tuoi benefici, mi sforzerò d’imitare le tue virtù, per partecipare un giorno alla tua gloria in Paradiso. Amen.

3 Ave Maria
Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.
Sia benedetta la Santa ed Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria, Madre di Dio.

Maria, Nostra Signora di Lourdes,

Che la tua bellezza e il tuo sorriso rinfranchi il nostro cuore!
Che il tuo appello alla penitenza ci trovi disponibili e generosi!
Che le nostre comunità camminino con decisione nella sequela di Cristo, e si appoggino senza dubbi sulla fede di Pietro!
Che la manifestazione del tuo nome, « l’Immacolata Concezione », ci faccia sperare nell’innocenza ritrovata e desiderare la santità!
Che la luce della Pasqua, accesa al termine della prossima Quaresima, ravvivi in noi la fiamma della carità!
O Maria, Regina della pace, volgi il tuo sguardo sui popoli vittime della guerra!
O Maria, salus infirmorum, concedi ai malati la forza e la speranza!
O Maria, che hai vissuto la povertà, aiuta, per mezzo nostro, i più diseredati!
O Maria, Madre della Chiesa, ti preghiamo affinchè, come te, ognuno sappia dire « sì » agli appelli di Dio!
O Maria, Madre di Dio, portaci a cantare il Magnificat perchè il Regno di Dio ci è aperto!   Invocazioni a  Nostra Signora di Lourdes e a S.  Bernardetta :

Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.
Nostra Signora di Lourdes, prega per noi
Nostra Signora di Lourdes, prega per noi
Santa Bernardetta, prega per noi.

Fare lentamente il segno della croce ringraziando Dio
per il suo grande Amore manifestato attraverso il  Figlio nell’ora della croce:

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.bdb91315a81aac1b5aabda9e170d83f4

Nostra Signora di Lourdes (o Nostra Signora del Rosario o, più semplicemente, Madonna di Lourdes) è l’appellativo con cui la Chiesa cattolica venera Maria, madre di Gesù in rapporto ad una delle più venerate apparizioni mariane.Il nome della località si riferisce al comune francese di Lourdes nel cui territorio – tra l’11 febbraio e il 16 luglio 1858 – la giovane Bernadette Soubirous, contadina quattordicenne del luogo, riferì di aver assistito a diciotto apparizioni di una “bella Signora” in una grotta poco distante dal piccolo sobborgo di Massabielle. A proposito della prima, la giovane affermò:

“Io scorsi una signora vestita di bianco. Indossava un abito bianco, un velo bianco, una cintura blu ed una rosa gialla sui piedi.” Questa immagine della Vergine, vestita di bianco e con una cintura azzurra che le cingeva la vita, è poi entrata nell’iconografia classica.

Nel luogo indicato da Bernadette come teatro delle apparizioni fu posta nel 1864 una statua della Madonna. Intorno alla grotta delle apparizioni è andato nel tempo sviluppandosi poi un imponente santuario.

Per lasciare una richiesta di preghiera direttamente sul sito di Lourdes:

Clicca qui: la tua intenzione sarà messa ai piedi della Grotta

Fonte

http://it.lourdes-france.org/approfondire/le-apparizioni

Supplica alla Madonna del miracolo- 175°anniversario apparizione della S.Vergine ad A. Ratisbonne, basilica di S. Andrea delle Fratte (Roma)

Il  20 gennaio 2017, ricorre il 175°anniversario dell’apparizione della Vergine presso la basilica di S. Andrea delle Fratte (Roma) ad Alfonso Ratisbonne (1812-1884) evento che a quel tempo anticipava il dogma dell’Immacolata Concezione. Esattamente 175 anni fa, il 20 gennaio del 1842, nella Basilica romana di Sant’Andrea delle Fratte, tempio officiato dai Minimi di San Francesco di Paola ed ubicato a pochi passi dalla celebre Piazza di Spagna, l’Immacolata della Medaglia Miracolosa apparve all’ebreo ed ateo Alphonse Ratisbonne, che si convertì istantaneamente al Cattolicesimo (http://www.acistampa.com, 19 gennaio).

Supplica alla Madonna del Miracolo:Risultati immagini per MADONNA DEL MIRACOLO

O Vergine Santissima del Miracolo, Madre e Regina di misericordia, prostrati dinanzi alla tua immagine, noi ci affidiamo totalmente alla tua amorosa e potente tutela. Conserva viva e pura in noi quella luce che il tuo Figlio divino fece risplendere sopra la terra; quella luce che è la sorgente della vita morale, la luce della fede. Tu, che ti degnasti miracolosamente apparire, per illuminare con questa luce di fede lo spirito dell’ebreo Ratisbonne, rinnova questo prodigio per tanti infelici nostri fratelli che vivono nella miscredenza o nell’indifferenza. Illuminaci, o Maria, coi tuoi splendori; che ci rendano credibili i giudizi divini e ci facciano vivere costantemente da figli della luce. Ave Maria

O Santa Madre di Dio, le tue mani benedette, che versarono tanta copia di grazie nell’animo fortunato dell’ebreo, sono pure il tramite prezioso per il quale si diffonde su di noi la grazia, che ridesta nei nostri cuori, inariditi dalla colpa, la speranza della visione divina. A te, dunque, noi ricorriamo in tutte le necessità: da te ci aspettiamo di ottenere dal Signore il perdono di tutte le nostre colpe, l ‘aiuto necessario a sorreggere le nostre debolezze, per non ritornare più sulle vie del peccato. Per tua intercessione, o Madre divina, si mutò il cuore indurito del Ratisbonne; rinnova anche il nostro, e fà che non abbia altri palpiti, che per la virtù, altre aspirazioni che per il cielo! Ave Maria

O Madre di amore e Regina amabilissima, fosti tu che ottenesti i raggi della grazia alla mente del Ratisbonne, ed accendesti nel suo animo smarrito nella colpa, la fiamma di quell’amore celeste, che tanto lo elevò e lo nobilitò: tu pure purifica e infiamma di amore celeste i nostri cuori. Sì, o Maria, l’amore tuo e del tuo Figlio splenda sempre nei nostri costumi, suoni sulle nostre labbra, e ci renda degni del tuo sguardo e del tuo sorriso materno. Questo amore, o Benedetta, ci affratelli tutti in Gesù Cristo, unifichi le nostre menti e i nostri cuori, ci renda tutti fecondamente operosi per l’eterna salvezza, ci conduca a godere con te le gioie del Paradiso. Ave Maria

Preghiera di S.Bernardo: Ricordati, o pietosissima Vergine Maria, che non si è mai inteso al mondo, che alcuno ricorrendo alla tua protezione, implorando il tuo aiuto e chiedendo il tuo patrocinio, sia rimasto abbandonato. Animato da una tale confidenza, a te ricorro, o Madre, Vergine delle vergini, a te vengo e con le lacrime agli occhi, reo di mille peccati, mi prostro ai tuoi piedi a domandare pietà. Non volere, o Madre del Verbo, disprezzare le mie voci, ma benigna ascoltami ed esaudiscimi. Amen.

a3t2rzgGrazie alla conversione immediata di Alfonso, in pochi anni il luogo sacro è divenuto tra i più celebri Santuari mariani conosciuto nel mondo, visitato da molti pellegrini, come dimostrano i numerosi ex voto dei fedeli. Il 25 aprile 2017, inoltre, si festeggerà il 75° anno del titolo di “Basilica Minore” consegnato a questa chiesa romana.

Ma chi era Alfonso Ratisbonne?ratisbonne

Alfonso Ratisbonne, ventisettenne ebreo di Alsazia era giunto in Italia durante un viaggio verso l’oriente nel gennaio del 1842. Non avrebbe dovuto soggiornare a Roma ma qualcosa lo spinse qui ed entrò in contatto con alcuni amici e connazionali; tra questi, il barone Teodoro de Bussière che cercò di coinvolgerlo in conversazioni sulla religione e la fede cattolica, ottenendo però dal Ratisbonne un netto rifiuto. Aveva solo accettato, dietro a insistenze e con divertito interesse verso quello che a lui sembrava un oggetto di superstizione, la Medaglia Miracolosa. Il 20 gennaio, sul mezzogiorno, accompagnato dal de Bussière passò dalla chiesa di S. Andrea delle Fratte; entrò solo per curiosità artistica, ma mentre osservava i preparativi per un funerale, si sentì spinto da una forza sovrumana verso questa cappella e vide sull’altare apparirgli l’Immacolata nell’atto di invitarlo a inginocchiarsi, con un’espressione piena di misericordia. “Una luce indescrivibile – scriverà nella sua testimonianza -. Lei di una bellezza disarmante”. L’ebreo s’inginocchiò all’istante tentando invano di guardarla, ma era troppo grande il senso di riverenza e, per tanto, riuscì ad ammirare solo le mani. 

Convertitosi all’istante, chiese e ottenne il battesimo che gli fu amministrato il 31 dello stesso mese dal cardinale Vicario Costantino Patrizi, lo stesso che a meno di tre mesi dall’avvenimento, dopo un accurato processo, decretò (3 giugno 1842) la verità del miracolo.

È un’apparizione silenziosa questa, l’Immacolata non lascia nessun messaggio, ma compie un gesto eloquente: Alfonso vede il dito indice della Madonna che gli indica di inginocchiarsi. La sconvolgente testimonianza di Ratisbonne termina con una frase che, per tutta la vita, amò ripetere: “Elle ne m’a rien dit, mais j’ai tout compris” (“Lei non mi ha detto nulla, ma ho capito tutto”).

In seguito all’apparizione, si fece sacerdote nell’ordine dei Gesuiti e poi si unì al fratello Thèdore (convertitosi al Cristianesimo e ordinato sacerdote nel 1830, lo stesso anno delle apparizioni a Santa Caterina Labourè) che aveva fondato la congregazione di Notre Dame de Sion, ancora esistente, per la conversione degli ebrei al Vangelo.

Nel 1852 venne fondato l’ordine maschile dei Padri di Nostra Signora di Sion, e Alfonso ebbe la possibilità di vivere a pieno la sua vocazione: essere missionario in Terra Santa. Col permesso di Pio IX, Alfonso lasciò la Compagnia di Gesù nel dicembre del 1852, ma con i Padri Gesuiti restarono sempre rapporti di profonda stima e gratitudine. Entrato nella nuova Famiglia religiosa, pensò subito di realizzare il sogno che custodiva nel cuore: portare a Gerusalemme le Suore di Nostra Signora di Sion, cosa che avvenne nel 1855.  La prima opera che ha realizzato Ratisbonne è stato il Santuario dell’”Ecce Homo”, consegnato in custodia alle Suore di Sion. Tra i carismi dl santuario anche quello dell’accoglienza delle bambine orfane, tanto che questo centro si è rivelato una fonte ispiratrice per altre opere di carità, come un collegio gratuito per un centinaio di ragazze e una pensione nella quale si ospitavano numerose giovani ebree e musulmane. Morirà in Terra Santa, ad Ain Karin, sul luogo che la tradizione indica come quello della Visitazione di Maria a Elisabetta.  

Settantacinque anni più tardi, a Roma, nella Cappella del Collegio Internazionale dei Frati Minori Conventuali, il Padre Rettore raccontava ai giovani frati l’episodio della prodigiosa conversione di Ratisbonne, morto in concetto di santità e divenuto poi Servo di Dio. Tra questi c’è fra’ Massimiliano Maria Kolbe, l’ardente innamorato dell’Immacolata, il quale, commosso dal racconto, scoprì il grande valore della Medaglia Miracolosa. Divenuto sacerdote, celebrò la sua prima Messa nello stesso Santuario di Sant’Andrea delle Fratte il 29 aprile del 1918.

Benedetto XV chiamò questo santuario la «Lourdes romana» e il tempio fu insignito del titolo di basilica da Pio XII (1939 – 1958) il quale lo arricchì dell’indulgenza plenaria da lucrarsi nella festa del 20 gennaio. San Giovanni XXIII (1958 – 1963) la elevò a titolo cardinalizio con bolla del 12 marzo 1960. Il 17 gennaio 1892 avvenne la solenne incoronazione dell’immagine fatta dal Capitolo Vaticano. Tra i santi che venerarono la Madonna del Miracolo possiamo ricordare S. Giovanni Bosco, S. Teresa del Bambino Gesù, S. Luigi Guanella,Don Orione e San Massimiliano Kolbe.a3t2rzgLe storie delle conversioni, antiche o nuove che siano, hanno un comune denominatore: un incontro. Per i cristiani, infatti, il cuore della religione cattolica è Cristo stesso, presente nell’Eucarestia, ma anche nel quotidiano, ovvero nel volto del prossimo senza esclusione. La conversione di Ratisbonne è prodigiosa per l’intervento celeste; in molti vorrebbero questa stessa chiamata, per così dire, diretta, ma non bisogna restare sordi alla voce della coscienza che ogni giorno invita ad aprire il cuore al Signore. Quando si comprende che tutti siamo bisognosi di amore e del perdono, allora sarà più facile accogliere e capire l’altro invece che giudicarlo severamente per i suoi errori. Per dirlo con le parole di Papa Francesco: “La conversione e la crescita spirituale partono sempre dal cuore: lì dove si gioca la partita delle scelte quotidiane tra bene e male, tra mondanità e Vangelo, tra indifferenza e condivisione. L’umanità ha bisogno di giustizia, di pace, di amore e potrà averle solo ritornando con tutto il cuore a Dio, che è la fonte di tutto questo”.

http://www.santandreadellefratte.it/candeline_virtuali/web/a3t2rzg

 

FONTE

http://www.tv2000.it/blog/2016/01/18/santandrea-delle-fratte-e-la-madonna-del-miracolo/

Preghiere a Maria Santissima Madre della misericordia, in tempi di calamità

Supplica a Maria Santissima Madre della Misericordia

O Maria, Madre nostra dolcissima, tra i tanti cari nomi coi quali invochiamo la vostra materna pietà, il nome di Madre della Misericordia è per noi, poveri figli vostri, il più caro, il più consolante di tutti.
Perchè questo nome ci ricorda che se è vero che noi siamo miseri, deboli, fiacchi e pieni di colpe, è certo pure che Dio ha pietà di noi e ci ha dato una Madre il cui cuore è pieno di compassione infinita per le nostre miserie.
E questa Madre compassionevole, amorosissima, siete Voi, o Maria, Voi Signora e Regina nostra carissima.
La Vostra misericordia materna noi l’abbiamo sempre sperimentata in tutti i nostri bisogni, in tutti i nostri dolori.
Ma ora v’invochiamo nel trasporto più ardente della nostra filiale confidenza e ci consacriamo all’Amore vostro e all’Amore di Gesù.

Noi v’invochiamo sempre o Madre, ma Voi non mancate di ascoltarci benigna.
Noi vi ameremo sempre e il vostro Nome risuonerà alle nostre orecchie più armonioso che il suono dell’arpa, alle labbra più dolce che un favo di miele, al cuore più soave che la gioia più pura; ma Voi mostrate di esserci Madre, Monstra Te esse Matrem.
Voi lo vedete, O Arca di Salute, a quali prove oggi, più che mai, è messa la nostra fede; non permettete però che essa vacilli o s’indebolisca.
Rinnovate gli antichi  trionfi della vostra Misericordia, e da Voi protetti, fate che un giorno possiamo trovarci tutti uniti a cantare le vostre beneficenze nel Paradiso.
Così sia.

(3 Ave Maria)

Preghiera alla Madonna del terremotomad-terremotoQuesta immagine sacra nel quadro si trova nella chiesa della Madonna del Terremoto in piazza Canossa a Mantova, che fu edificata nel 1754 a ricordo della protezione data dalla Madonna in occasione del terremoto del 1693.

O beatissima Regina del cielo e della terra,

che mentre stavi sotto la croce di Gesù, tuo Figlio,

e la spada del dolore ti trapassava l’anima

per diventare la Madre di tutti i viventi,

hai sentito sotto i tuoi piedi tremare la terra,

soccorri i tuoi figli che gemono spaventati dal terremoto.

La terra rimbomba di un sordo boato,

attorno a noi crollano il presente e il passato

e le nostre anime smarrite si chiedono:

che cos’è l’uomo, perchè Tu, o Signore, te ne ricordi?

Fatto a immagine e somiglianza di Dio e circondato di gloria,

eppure ha divorato come un figlio dissoluto i doni del Padre,

ha tradito l’Amore di Gesù, ha spento lo Spirito Santo,

fino a meritare il castigo di Dio.

O Madre Santissima, piena di Grazia e di Misericordia,

intercedi per noi presso tuo Figlio:

prendi le nostre mani e guidaci a Lui,

perchè converta i nostri cuori e perdoni i nostri peccati.

Liberi dall’inquetitudine e dalla disperazione,

seguiremo la via della salvezza e canteremo

in eterno con te le meraviglie di Dio- AmenRisultati immagini per candela gesu' maria

In tempo di pubbliche calamità 

O Gesù, Dio di pace, gettate uno sguardo di misericordia 

su questa terra infelice;

mirate quante lacrime si versano 

nelle famiglie anche più innocenti.

Se avete scritto nei vostri decreti questo dolore,

ricordatevi che siamo figli, che per questo vi fermaste in mezzo a noi sull’altare.

Pronunciate, o Signore, un’altra volta quella parola potente

che nel furore della tempesta fece tacere i venti,

ricompose le onde agitate, rese tranquillo e sereno il cielo.

Allora vedremo rifiorire questa terra e, mossi da viva gratitudine,

verremo al vostro altare per ringraziarvi con fede più viva,

più sicura speranza ed amore più riconoscente.Risultati immagini per candela gesu' maria

O Dio creatore,

noi crediamo che tu sei nostro Padre

e che ci vuoi bene

anche se la terra trema

e le nostre famiglie sono state sconvolte 

dall’angoscia

Non lasciarci soli nel momento della sventura.

Apri il cuore di molti nostri fratelli

alla generosità e all’aiuto.

A noi dona la forza e il coraggio

necessari per la ricostruzione

e l’amore per non abbandonare

chi è rimasto senza nessuno.

Così, liberati dal pericolo

e iniziata una vita nuova,

canteremo la tua lode. 

Il Parlamento polacco riconosce la Madonna di Czestochowa come Regina di Polonia. Nel 2017 celebrazioni nazionali

Il parlamento polacco – riferisce l’agenzia Sir – in sedute separate di entrambe le Camere ha approvato la risoluzione relativa alle celebrazioni del 300.mo anniversario dell’incoronazione della Vergine di Czestochowa come Regina di Polonia. La Camera bassa (Sejm), ricordando quella prima incoronazione di una effige della Vergine al di fuori di Roma avvenuta l’8 settembre del 1717, sottolinea quanto la celebrazione “unì tutti i ceti sociali e divenne una manifestazione di fede nazionale” e rileva la convinzione dei parlamentari riguardo alla “particolare importanza del culto mariano per l’intero Paese”.  Il significato di quelle “radici cristiane dell’Europa” è fortemente qui evidente; un atto concreto, un volere riconoscere, senza tanti orpelli e con semplicità, qualcosa di popolarmente evidente: una nazione è anche la sua fede.

L’evento una lezione del patrimonio storico nazionale e un sostegno educativo per le nuove generazioni
Il priore del santuario di Jasna Gora, padre Marian Waligora, dove da 600 anni è custodita l’immagine della Madonna Nera, si dice convinto che “il ricordo dell’evento storico del 1717 porterà un contributo significativo alla propagazioni delle tradizioni patriottiche e religiose polacche, costituendo una lezione del patrimonio storico nazionale e un importante sostegno educativo per le nuove generazioni”. 

Il 70% di polacchi considera la fede cattolica un importante criterio di appartenenza nazionale
Secondo le analisi del Pew Research Center, la Polonia è il Paese più omogeneo etnicamente e religiosamente tra gli Stati Ue e oltre il 70% di polacchi considera la fede cattolica un importante criterio di appartenenza nazionale. Gli studiosi di tematiche sociali sottolineano inoltre che rispetto ad altri Paesi Ue, in Polonia la Chiesa cattolica gode di una grande fiducia (del 70% circa dei cittadini) e la società nel suo complesso è assai più religiosa che altrove.

4 milioni di e mezzo di pellegrini hanno visitato nel 2016 il santuario di Jasna Gora, a Częstochowa, uno dei luoghi di culto mariani più importanti in Polonia e nel mondo. Lo riferisce l’ufficio stampa del santuario. 

Sui dolci pendii di Jasna Gòra, la “montagna luminosa”,che circonda la città di Czestochowa, il santuario è adagiato su una collina di bianche rocce, nella parte occidentale della città. I polacchi sono abituati a legare a questo Santuario le numerose vicende della loro vita: i momenti lieti come quelli tristi, le decisioni solenni, come la scelta del proprio indirizzo di vita, la vocazione religiosa oppure il matrimonio, la nascita dei figli, gli esami di maturità… Essi si sono abituati a venire con i loro problemi a Jasna Gòra per confidarli alla Madre Celeste, davanti alla sua Immagine Miracolosa. Questa Immagine si può dire che è il cuore del santuario di Jasna Gòra ed è anche quella forza, misteriosa e profonda, che attira ogni anno folle sterminate di pellegrini, dalla Polonia e da ogni altro luogo del mondo.

Il dipinto della Madonna ha una storia complessa.madonna-getty-jasna-gora

L’immagine della Madonna Nera di Jasna Góra proviene da Costantinopoli, da dove, attraversando la Russia, giunse in Polonia. 

La tradizione dice infatti che sia stato realizzato da San Luca su di un legno che formava il tavolo adoperato per la preghiera e per il cibo dalla Sacra Famiglia. L’evangelista avrebbe composto a Gerusalemme due quadri allo scopo di tramandare l’incomparabile bellezza di Maria. Uno di essi, arrivato in Italia, è tuttora oggetto di culto a Bologna; l’altro, fu dapprima portato a Costantinopoli e deposto in un tempio dall’imperatore Costantino. Successivamente fu donato al principe russo Leone, che prestava servizio nell’esercito romano, il quale trasferì l’inestimabile reliquia in Russia dove, per numerosi miracoli, fu intensamente venerata. Nel corso della guerra intrapresa da Casimiro il Grande, il quadro fu nascosto nel castello di Beltz e finalmente affidato al principe di Opole. Questi, alla vigilia di una dura battaglia contro le truppe tartare e lituane che assediavano Beltz, aveva invocato la sacra immagine e, dopo la sospirata vittoria, indicò Maria come Madre e Regina. Si racconta anche che, durante l’assedio, un tartaro ferisse con una freccia il bellissimo volto della Vergine dalla parte destra e che, dopo la sacrilega profanazione, una fittissima nebbia, sorta d’improvviso, mettesse in difficoltà gli assedianti. Il principe Opole, allora, approfittando del momento favorevole, si gettò con le truppe contro il nemico e lo sconfisse.

Altri documenti assicurano che, terminata l’amministrazione del principe Ladislao nella Russia, il quadro fu caricato su di un carro con l’intenzione di portarlo nella Slesia ma, tra lo stupore di tutti, i cavalli, pur ripetutamente sferzati, non si muovevano. Il principe ordinò allora di attaccarne di nuovi, senza però ottenere alcun risultato. Sconvolto, si inginocchiò a terra e promise di trasferire la venerata effigie sul colle di Czestochowa, nella piccola chiesa di legno. In seguito egli avrebbe innalzato una basilica nel medesimo luogo ad onore di Dio onnipotente, della Vergine Maria e di tutti i Santi e, contemporaneamente realizzato un convento per i frati eremiti dell’Ordine di San Paolo. Ma le vicissitudini della Madonna Nera non erano ancora finite. Nel 1430 alcuni seguaci dell’eretico Giovanni Hus, provenienti dai confini della Boemia e Moravia, sotto la guida dell’ucraino Federico Ostrogki, attaccarono e predarono il convento. Il quadro fu strappato dall’altare e portato fuori dinanzi alla cappella, tagliato con la sciabola in più parti e la sacra icona trapassata da una spada. Gravemente danneggiato, fu perciò trasferito nella sede municipale di Cracovia e affidato alla custodia del Consiglio della città; dopo un accurato esame, il dipinto venne sottoposto ad un intervento del tutto eccezionale per quei tempi, in cui l’arte del restauro era ancora agli inizi. Ecco allora come si spiega che ancora oggi siano visibili nel quadro della Madonna Nera gli sfregi arrecati al volto della Santa Vergine.

Secondo i critici d’arte il Quadro di Jasna Gòra sarebbe stato in origine un’icona bizantina, del genere “Odigitria” (“Colei che indica e guida lungo la strada”), databile tra il VI e il IX secolo. Dipinta su una tavola di legno, raffigura il busto della Vergine con Gesù in braccio. Il volto di Maria domina tutto il quadro, con l’effetto che chi lo guarda si trova immerso nello sguardo di Maria: egli guarda Maria che, a sua volta, lo guarda.

Anche il volto del Bambino è rivolto al pellegrino, ma non il suo sguardo, che risulta in qualche modo fisso altrove. I due volti hanno un’espressione seria, pensierosa, che dà anche il tono emotivo a tutto il quadro. La guancia destra della Madonna è segnata da due sfregi paralleli e da un terzo che li attraversa; il collo presenta altre sei scalfitture, due delle quali visibili, quattro appena percettibili. Gesù, vestito di una tunica scarlatta, riposa sul braccio sinistro della Madre. La mano sinistra tiene il libro, la destra è sollevata in gesto di sovranità e benedizione. La mano destra della Madonna sembra indicare il Bambino. Sulla fronte di Maria è raffigurata una stella a sei punte. Attorno ai volti della Madonna e di Gesù risaltano le aureole, la cui luminosità contrasta con l’incarnato dei loro visi. Dopo la profanazione e il restauro, la fama del santuario crebbe enormemente e aumentarono i pellegrinaggi, a tal punto che la chiesa originaria si rivelò insufficiente a contenere il numero dei fedeli. Per questo motivo, già nella seconda metà del secolo XV, accanto alla Cappella della Madonna, fu dato avvio alla costruzione di una chiesa gotica a tre ampie navate. Nel 1717 il quadro miracoloso della Madonna di Jasna Góra fu incoronato col diadema papale e, a cominciare dal secolo scorso, numerose chiese a lei dedicate furono erette in tutto il mondo: attualmente se ne contano circa 350, di cui 300 soltanto nella Polonia.

La fama sempre crescente dell’immagine miracolosa della Madre di Dio fece sì che l’antico monastero diventasse nel corso degli anni mèta costante di devoti pellegrinaggi. Il culto della Madonna Nera di Czestochowa si è esteso così fino al continente americano, in Australia, in Africa e anche in Asia. Una devozione che non ha confini, che ha toccato il cuore di molti, e che è stata particolarmente cara – come ogni polacco che si rispetti – al nostro venerato Santo Padre, Giovanni Paolo II, che di Maria è sempre stato il devoto più fedele.

Profanata l’immagine della Madonna-. Il sacrilegio ha avuto luogo a Jasna Gora, il 9 dicembre 2012, e ha suscitato profondo dolore nel cuore dei credenti. Un uomo di 58 anni, evidentemente affetto da disturbi psicologici, ha gettato della vernice nera contro l’immagine di Maria a Jasna Góra, nota come la “Madonna Nera” del santuario mariano nei pressi di Częstochowa. I padri paolini, custodi del santuario, diffusero subito un comunicato nel quale chiedevano a tutti i devoti della Madonna Nera delle preghiere per l’espiazione del folle gesto. Anche l’arcivescovo Wacław Depo, Metropolita di Częstochowa, esortò i fedeli alla preghiera. “Chiedo a tutti gli abitanti di Częstochowa di venire con i loro pastori in questi giorni a Jasna Góra per pregare per l’espiazione di tutti i reati contro Dio, sua Madre e la Santa Chiesa”, si leggeva nel comunicato dell’arcivescovo.

Il servo di Dio, cardinale Stefan Wyszyński, scelse il santuario di Jasna Góra come altare e confessionale della Polonia. Fecero visita al Santuario come pellegrini i papi: Giovanni Paolo II (1979, 1983, 1987, 1991, 1997, 1999) e Benedetto XVI (2006) e Papa Francesco (2016).

 Fin dal medioevo da tutta la Polonia si svolge il Pellegrinaggio a piedi verso il Santuario di Częstochowa che si snoda da Giugno a Settembre, ma normalmente il periodo scelto è quello attorno a ferragosto. Il Pellegrinaggio a piedi dura diversi giorni ed i pellegrini percorrono anche centinaia di chilometri lungo oltre 50 percorsi da tutta la Polonia, il più lungo dei quali è di 600 km. Questo pellegrinaggio è stato fatto anche da Karol Wojtyła (Giovanni Paolo II) nel 1936 partendo da Cracovia.

FONTI

http://it.radiovaticana.va/news/2017/01/04/polonia_celebrazioni_300%C2%B0_incoronazione_madonna_czestochowa/1283445

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91095

1 GENNAIO MARIA SS. MADRE DI DIO

Preghiere alla Santissima Madre di Dio 

Sant’ Efrem il Siro (diacono e Dottore della Chiesa, 306 -373)

Vergine, Signora, Madre di Dio, comune salvezza di tutti i Cristiani, poiché sei Madre, incessantemente ti curi di noi. Pietosa come sei, ci offri continuamente i tuoi benefici, salvandoci, proteggendoci, liberandoci dai pericoli, difendendoci dalle tentazioni, liberandoci dai peccati. Ti ringraziamo per tutto ciò e, senza nascondere i tuoi benefici, celebriamo le tue opere miracolose, glorifichiamo la tua compassione nei nostri confronti, magnifichiamo la tua comprensione, celebriamo la tua intercessione e, memori dei pericoli dai quali ci hai liberato con la tua intercessione, ti offriamo un canto di ringraziamento, anche se non è all’altezza dei tuoi grandi benefici. Infatti che cosa può paragonarsi ad essi?

Preghiera alla Santissima Madre di Dio

O Santissima Signora, Vergine Madre di Dio, Regina del Cielo e della terra, so bene, Madre di Dio, che tu sei la speranza anche per coloro che non sperano in te. So pure che gli afflitti trovano in te un conforto; so pure che porti aiuto a quanti sono affaticati. So che visiti e curi i malati e così pure liberi i prigionieri dalla schiavitù. So che sei rifugio e sostegno indistruttibile per coloro che sono nelle difficoltà. So, Signora Madre di Dio, che quanti sono in preda al peccato nella vita, al momento della morte ed al tribunale del Figlio tuo e Dio salvi con le tue ardenti preghiere e con la tua potente difesa, li difendi e li conduci a Dio, purché ti invochino dal profondo del cuore, ti preghino e si pongano sotto la tua protezione. Ed anch’io inutile tuo servo, che sono finito in molte reti del peccato e perciò non oso neppure levare gli occhi al Cielo, come mi libererò da loro? Ma, confidando nella misericordia della tua bontà, Vergine e Madre Santissima, tu che hai amore per l’umanità, oso ricorrere a te e, pregando con le lacrime agli occhi, mi getto ai tuoi piedi affinché anche a me peccatore indegno mostri la grandezza della tua misericordia, poiché sei la fonte inesauribile di tutti i beni. Giacché desidero ottenere ciò da te come ricordo della gioia che provasti sulla terra e che ora provi in Cielo, innalzo a te canti pieni di gioia: Rallegrati, tu che sei l’inizio della nostra salvezza, poiché per opera del Santo Spirito hai concepito nel tuo grembo il Figlio di Dio che non ha principio ed è eterno! Rallegrati, terra santa che hai generato colui per opera della cui nascita dalla morte siamo nati alla vita! Rallegrati, arca che portasti in te la manna della vita! Rallegrati, tu che sei la mediatrice della gioia, poiché alla nascita del Figlio hai ricevuto la gioia dai Magi! Rallegrati, tempio spirituale, che dopo tre giorni trovasti Gesù Maestro tra i dottori del tempio! Rallegrati, gioia degli afflitti, poiché rallegrasti il genere umano con la resurrezione e l’ascensione del Signore Gesù Cristo! Rallegrati, nube leggera, che con il corpo salisti al Cielo! Rallegrati, Vergine, che per la purezza e l’onore superi gli Angeli, gli Arcangeli, i Cherubini ed i Serafini e tutte le schiere dei Santi! Rallegrati, serenità che stabilisti la pace tra Dio e gli uomini! Rallegrati, Signora poiché tutte le schiere celesti sono sottomesse a te! Rallegrati, Padrona, poiché sei potente e puoi ottenerci tutto dal Figlio tuo! Rallegrati, Regina, che siedi su un trono vicino alla Santissima Trinità! Rallegrati, poiché fai del bene a quanti ripongono in te la speranza! Rallegrati, Maria, poiché la tua gioia durerà in eterno!

Ora che tu hai benignamente ascoltato; Santissima Madre di Dio, queste parole di gioia, anche se provengono dalle mie labbra impure, ti prego, sospiro piangendo, mi inginocchio davanti a te supplicandoti: Accoglimi e non mi dimenticare, tu che sei il mio aiuto, la mia difesa e la mia speranza, Santissima Madre di Dio, ma come hai promesso di intercedere per coloro che ti ricordano, anche a me vieni in difesa ed in aiuto, ora, al momento della mia morte ed al tribunale del Figlio tuo e mio Dio, disperdendo le schiere dei demoni, poiché a tutti sei causa di gioia, vieni, affinché anch’io, salvo grazie alla tua intercessione, ti celebri, glorifichi e magnifichi in tutti i secoli, poiché intervieni presso Dio per la mia salvezza.

O Santissima Signora, Purissima Vergine Madre di Dio, accogli la mia indegna preghiera e salvami dalla morte improvvisa e concedimi conversione e penitenza prima della mia fine. Amen.free-shipping-classic-religion-figure-mary-font-b-baby-b-font-font-b-jesus-b-font

Fonte http://oodegr.co/italiano/tradizione_index/testilit/madrediogrntefrem.htm

Madre di Dio – Madre dell’uomo

Questa festa fu istituita dal Sommo Pontefice Pio XI nel 1931, in occasione del XV Centenario del Concilio Efesino, coll’Enciclica Lux Veritatis

Gesù nacque da una Vergine senza concorso di padre terreno, perché tale nascita conveniva al futuro Salvatore degli uomini, il quale, benché avesse in se la natura umana, ne doveva però ignorare le condizioni. Ciò fu opera della potenza divina: una Vergine è diventata Madre rimanendo Vergine.

Questa Vergine è Maria SS. della stirpe regale di Davide: « Ecco che una Vergine concepirà nel suo seno e partorirà un Figlio a cui sarà posto il nome di Emanuele che significa: Dio con noi ».

La fede della Chiesa nel dogma della Divina Maternità di Maria SS. si conservò ininterrotta attraverso tutti i secoli.

Infatti fin dai primi tempi, allorché Nestorio osò opporsi a coloro che davano a Maria il titolo di Madre di Dio, il popolo ne fu così scandalizzato ed indignato, che nella chiesa stessa protestò contro quella falsa dottrina. E quando tre anni dopo il concilio radunato in Efeso condannò l’eresiarca, la folla immensa che attendeva ansiosa di vedere solennemente riconosciuto il proprio amore e la propria fede nella Beatissima Madre di Dio, acclamò con la gioia più viva le decisioni dei Padri del concilio, e li accompagnò trionfalmente alle loro dimore. E noi crediamo fermamente in questo dogma, non solo perché così ci insegna la S. Chiesa che è infallibile, ma anche per la testimonianza della Sacra Scrittura e di tutta la storia.

Il titolo di Madre di Dio è per Maria SS. il fondamento, la ragione e la sorgente di. Mie le sue grandezze. « È Madre di Dio, dice Cornelio a Lapide: dunque essa è immensamente più eccelsa di tutti gli Angeli, anche dei Cherubini e dei Serafini; è Madre di Dio, e perciò è la più pura, la più santa; così che, dopo Dio, non si può immaginare purezza maggiore: è Madre di Dio, e perciò possiede in grado molto più elevato tutti i privilegi concessi a qualsiasi altro santo ».

Ma mentre è Madre di Dio, Maria è pure benignissima Madre nostra, perchè Gesù ce la diede per Madre quando, inchiodato alla croce, disse a Giovanni ed in lui a ciascuno di noi: « Ecco tua Madre »; e perchè Maria esercitò veramente gli uffici di Madre, dapprima verso gli Apostoli e poi verso tutta la Chiesa e verso ciascuno dei fedeli. E chi non sente di amare una Madre così buona e potente? In lei trovano la difesa più sicura le anime innocenti, in lei trovano il conforto gli afflitti, in lei riposano le speranze di chi, caduto in peccato, vuole risorgere e ritornare al Signore: per le sue mani passano tutte le grazie.

Il significato etimologico del nome Gesù, «Dio salva», ci introduce in pieno nel mistero di Cristo: dall’incarnazione alla nascita, dalla circoncisione al compimento pasquale della morte-risurrezione, Gesù è in tutto il suo essere la perfetta benedizione di Dio, è dono di salvezza e di pace per tutti gli uomini; nel Suo Nome siamo salvati (cf At 2,21; Rm 10,13). Ora questa offerta di salvezza viene da Maria ed essa la partecipa al popolo di Dio come un tempo ai pastori. Maria che ha dato la vita al Figlio di Dio, continua a partecipare agli uomini la vita divina. Per questo viene considerata madre di ogni uomo che nasce alla vita di Dio, e insieme proclamata e invocata come «Madre della Chiesa» (cf LG 53.60-65; Paolo VI, 21.11-1964; orazione dopo la comunione), Madre di Dio (in greco Θεοτόκος; in latino Deipara o Dei genetrix).
Con gli Orientali, anche noi onoriamo «Maria sempre Vergine, solennemente proclamata santissima Madre di Dio dal Concilio di Efeso, perché Cristo… fosse riconosciuto, in senso vero e proprio, Figlio di Dio e Figlio dell’Uomo» (UR 15).«Opere e giorni nella Sua Pace»
E nel nome di Maria, madre di Dio e madre degli uomini, che dal 1967 si celebra in tutto il mondo la «giornata della pace». La pace, in senso biblico, è il dono messianico per eccellenza, è la salvezza portata da Gesù, è la nostra riconciliazione e pacificazione con Dio. La pace è anche un valore umano da realizzare sul piano sociale e politico, ma affonda le sue radici nel mistero di Cristo (cf GS, cap. V).
La fede in Cristo, «autore della salvezza e principio di unità e di pace» (LG 9), appare evidente nella parte che il cristiano prende agli sforzi della umanità per la pace del mondo. La pace di Cristo non è diversa dalla pace dell’uomo: c’è semplicemente «la pace», e vale la pena spendere la vita per la sua continua ricerca. Il Magistero della Chiesa non ha cessato di attirare l‘attenzione sulla pressante necessità di fare della pace una dimensione effettiva della umana convivenza. Esso continua a rinnovare l’annuncio di quella pace che è poggiata sulla verità, la giustizia, l’amore e la libertà, «i quattro pilastri della casa della pace» aperta a tutti (Giovanni XXIII, 11-4-1963).

Il Verbo ha assunto da Maria la natura umana

Dalle «Lettere» di sant’Atanasio, vescovo (Ad Epitetto 5-9; PG 26,1058. 1062-1066)
Il Verbo di Dio, come dice l’Apostolo, «della stirpe di Abramo si prende cura. Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli» (Eb 2, 16. 17) e prendere un corpo simile al nostro. Per questo Maria ebbe la sua esistenza nel mondo, perché da lei Cristo prendesse questo corpo e lo offrisse, in quanto suo, per noi.
Perciò la Scrittura quando parla della nascita del Cristo dice: «Lo avvolse in fasce» (Lc 2, 7). Per questo fu detto beato il seno da cui prese il latte. Quando la madre diede alla luce il Salvatore, egli fu offerto in sacrificio.
Gabriele aveva dato l’annunzio a Maria con cautela e delicatezza. Però non le disse semplicemente colui che nascerà in te, perché non si pensasse a un corpo estraneo a lei, ma; da te (cfr. Lc 1, 35), perché si sapesse che Colui che ella dava al mondo aveva origine proprio da lei.
Il Verbo, assunto in sé ciò che era nostro, lo offrì in sacrificio e lo distrusse con la morte. Poi rivestì noi della sua condizione, secondo quanto dice l’Apostolo: Bisogna che questo corpo corruttibile si vesta di incorruttibilità e che questo corpo mortale si vesta di immortalità (cfr. 1 Cor 15, 53).
Tuttavia ciò non è certo un mito, come alcuni vanno dicendo. Lungi da noi un tale pensiero. Il nostro Salvatore fu veramente uomo e da ciò venne la salvezza di tutta l’umanità. In nessuna maniera la nostra salvezza si può dire fittizia. Egli salvò tutto l’uomo, corpo e anima. La salvezza si è realizzata nello stesso Verbo.
Veramente umana era la natura che nacque da Maria, secondo le Scritture, e reale, cioè umano, era il corpo del Signore; vero, perché del tutto identico al nostro;

infatti Maria è nostra sorella poiché tutti abbiamo origine in Adamo.
Ciò che leggiamo in Giovanni «il Verbo si fece carne» (Gv 1, 14), ha dunque questo significato, poiché si interpreta come altre parole simili.
Sta scritto infatti in Paolo: Cristo per noi divenne lui stesso maledizione (cfr. Gal 3, 13). L’uomo in questa intima unione del Verbo ricevette una ricchezza enorme: dalla condizione di mortalità divenne immortale; mentre era legato alla vita fisica, divenne partecipe dello Spirito; anche se fatto di terra, è entrato nel regno del cielo.
Benché il Verbo abbia preso un corpo mortale da Maria, la Trinità è rimasta in se stessa qual era, senza sorta di aggiunte o sottrazioni. E’ rimasta
assoluta perfezione: Trinità e unica divinità. E così nella Chiesa si proclama un solo Dio nel Padre e nel Verbo.

“Lourdes. La presenza di Cristo, la forza di Maria”di R.H. Benson, ex anglicano, diventato cattolico, autore del best seller “Il Padrone del mondo”, uno degli scrittori preferiti da Papa Francesco

Lourdes è il luogo dove Cielo e terra si incontrano, scrive Robert Hugh Benson nel suo libro “Lourdes.La presenza di Cristo, la forza di Maria” edito da Fede & Cultura:

http://www.fedecultura.com/p/vetrina_30.html#!/Lourdes/p/74043679/category=18198140

«Dove, se non nella Chiesa Cattolica, avvengono cose come quelle che ho avuto il privilegio di vedere? Provate a immaginare dei miracoli a Manchester! Sicuramente accadrebbero anche lì se ci fossero abbastanza cattolici riuniti nel Suo Nome. Invece, al posto di Manchester, mettiamo l’Exeter Hall o la St. Paul’s Cathedral! Il solo pensiero è del tutto assurdo. No, la cristianità di Gesù Cristo vive unicamente nella Chiesa Cattolica».

Figlio dell’arcivescovo di Canterbury, ordinato sacerdote nella Chiesa anglicana, Robert Hugh Benson si convertì al cattolicesimo nel 1903 e nel 1904 si recò a Lourdes e qui, dopo un’esperienza forte della presenza di Dio,  prese la decisione di diventare sacerdote cattolico.  Partito con l’intenzione di verificare sul campo l’origine soprannaturale dei miracoli grazie all’osservazione diretta e all’uso della ragione, Robert Hugh Benson racconta il suo pellegrinaggio a Lourdes, passando in rassegna i vari casi di guarigione e i momenti di preghiera e devozione; l’Autore descrive l’evoluzione delle sue reazioni, dai pregiudizi iniziali all’entusiasmo finale: per lui Lourdes è il luogo materiale in cui Cristo è vivo e dove la Vergine Maria è sempre pronta a intercedere presso suo Figlio per concedere grazie a chi la invoca.

Hugh Benson afferma di Lourdes con un’inossidabile certezza: «Dio ha scelto questo luogo, solo Lui sa il motivo e solo Lui sceglie chi lasciare soffrire e chi invece guarire… Sarebbe questo un sogno pieno di soggettività e romanticismo? Ebbene, è qui che avvengono i miracoli!». 

Hugh Benson è l’autore del Padrone del mondo,  il testo più citato da Papa Francesco in numerosi discorsi, anche di ritorno dal  viaggio nelle Filippine, nel 2015, parlando di ‘dittatura del pensiero unico’, di ‘colonizzazione ideologica’, che vuole distruggere la famiglia, in riferimento all’imposizione dell’ideologia gender.il-padrone-del-mondoNell’omelia a Santa Marta, il 18 novembre 2013, Papa Francesco prendendo spunto dal Libro dei Maccabei, ha detto:
“Negoziare la propria fedeltà a Dio è come negoziare la propria identità.” E a questo proposito il Pontefice ha ricordato il libro Il Padrone del mondo di Robert Hugh Benson, nel quale l’autore parla dello spirito del mondo e «quasi come fosse una profezia, immagina cosa accadrà. Quest’uomo, si chiamava Benson, si convertì poi al cattolicesimo e ha fatto tanto bene. Ha visto proprio quello spirito della mondanità che ci porta all’apostasia».  

Il Padrone del mondo descrive l’instaurazione, nel 2000, di una dittatura di stampo umanitarista, che predica la tolleranza universale per tutti, tranne che per la Chiesa, che viene perseguitata; è un testo che fu capace di profetizzare l’avvento di un mondo globalizzato e tecnologico che ha negato Dio e la trascendenza in nome di umanitarismo, massoneria, filantropia ed eutanasia, che sono il preludio dell’inferno sulla terra.
Papa Francesco ha paragonato questi sistemi ideologici ai regimi dittatoriali del XX secolo, nazismo e comunismo, che hanno portato molta sofferenza, ed ha esortato a leggere questo libro: “leggendo il Padrone del mondo di Benson,  capirete bene quello che voglio dire con “colonizzazione ideologica”.

Benson intendeva parlare agli uomini del suo tempo, e metterli in guardia da un pericolo grave: L’ IMPOSIZIONE DI UNA CULTURA ANTI-CRISTIANA.350542_0_0La prima edizione de “Il Padrone del mondo” vide la luce dopo la prima guerra mondiale, nel 1920, quando pareva che il mondo dovesse trovare la sua pace proprio nell’umanitarismo …Invece scoppiò la seconda guerra mondiale e il totalitarismo nazionalsocialista prima e il totalitarismo comunista poi….
La seconda edizione apparve proprio nel corso della seconda guerra mondiale… S’invocava la pace, ma Benson ammoniva che la vera e duratura pace riposa soltanto sulla Verità insegnata dalla Chiesa cattolica di Roma.barracatolicactv_12a
LEGGERE OGGI IL PADRONE DEL MONDO FA VENIRE I BRIVIDI PER LA SUA ATTUALITA’: una società tecnologicamente ‘perfetta’, comunicazioni istantanee in tutto il mondo, autostrade a quattro corsie, trasporti aerei e sotterranei, luce solare artificiale, eutanasia legalizzata e assistita, un Parlamento europeo, attentati a catena con kamikaze, il crollo del colosso russo, la minaccia (sventata) di una guerra mondiale con scontri tra America, Russia e Cina, un papa di nome Giovanni dopo cinque secoli, la crisi delle religioni, sotto l’avanzare di una NUOVA RELIGIONE UNIVERSALE , in stile NEW AGE, preti che lasciano il ministero, laici consacrati che agiscono nel mondo senza divise o distintivi… Tutto questo è descritto nel romanzo.

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Robert Hugh Benson, sacerdote cattolico, ex anglicano, questa è una delle copertina del suo libro “Il Padrone del mondo” 

Ambientato nel futuro, narra la presa del potere da parte di Julian Felsenburgh, sotto la cui figura si cela l’ANTICRISTO, che in nome dell’UMANITARISMO ATEO E DEL COMUNISMO, tenta di abbattere la Chiesa cattolica e conquistare il mondo: un personaggio affascinante, misterioso e onnipotente, Felsenburgh, 33 anni, abilissimo nell’arte della diplomazia, salva l’umanità, scivolata nel baratro della guerra imminente tra Oriente e Occidente. Non ci saranno più lotte, violenze, dolore, promette Felsenburgh che, per acclamazione, VIENE ELETTO PRESIDENTE D’EUROPA….
È il nuovo messia, agli occhi del mondo, come lo era stato venti secoli prima Gesù di Nazareth. Il falso ‘Salvatore del mondo’ parla di una «grande fratellanza universale» che necessita dell’istituzione di un nuovo culto: lo «spirito del mondo»: una profezia terribile per la specificità del mondo in cui viviamo e del cammino che ha portato a questo mondo. Da un lato questo enorme apparato che omologa le persone, i gruppi sociali, le nazioni, i popoli …Quindi una società dove non esistono più differenze, qualsiasi tipo di differenza: quella religiosa, quella sociale, quella culturale viene sentita come negativa e il tentativo è quello di operare una omologazione dell’intero pianeta.babelLA NUOVA RELIGIONE: IL CULTO DEL BENESSERE. La nuova religione della modernità è la religione del benessere. Un anestetico capace di rassicurare e non di guarire. Dio ormai è ridotto ad un contenuto della coscienza umana.
Prolificano le SETTE OCCULTISTE ED ESOTERICHE.
Infatti, per costruirsi questa società, occorre divinizzare il tentativo che si sta facendo, DIVINIZZARE L’UOMO (Satanismo), come ai tempi della costruzione della Torre di Babele; si deve assolutizzare il progetto e si devono divinizzare coloro che realizzano questo progetto , si deve assolutizzare ‘colui’ che di fatto sta guidando questa grande operazione.
Ecco l’immagine di Julian Felsenburgh che è sostanzialmente l’anticristo, l’anticristo ‘soft’ apparentemente, ma l’anticristo di una società che vuole fare a meno di Dio e quindi vuole fare a meno di Cristo.

Umanesimo ateistico e violente persecuzioni contro il Cristianesimo, ma LA CHIESA RESISTE, mantiene forte il SENSO DELL’UNITA’ ATTORNO A PIETRO E AL SUO SUCCESSORE.
E comunque, per quanto gravissimamente condizionata, non muore e anche con proporzioni numericamente ridotte è ancora una realtà che esiste, coagulata attorno a quella grande idea di un unico ordine religioso del Crocifisso, che è stata la grande intuizione del protagonista del romanzo, che poi finirà per essere il Papa estremo.
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Ciò che fa molto riflettere, in questo romanzo profetico (pensiamo al richiamo alla dittatura dei regimi atei comunisti-pagani e il loro crollo) è questo VIGOROSO RICHIAMO ALLA VERITA’ DELLA COMUNIONE ECCLESIALE , alla FORZA DELLA TESTIMONIANZA, alla necessità di andare in missione confrontandosi con tutti i tentativi di violenza, anche quella che scoppia all’interno del Sacro Collegio, ridotto a poche unità e che riproduce, in maniera drammatica il tradimento di Giuda.
Alla fine, mentre si tenta di arrivare a distruggere il rifugio dell’ultimo Papa e dei pochi Cardinali e fedeli che si sono radunati con lui, quando la vittoria sembra già a portata di mano e anzi è quasi realizzata, scoppia qualche cosa di assolutamente escatologico, in cui appare CRISTO GLORIOSO E TRIONFANTE.8b138-117637815
La pienezza dello’spirito del mondo’ coincide con la sua morte. Il padrone del mondo non trionferà mai, perché in Benson c’è una visione affidata alla Onnipotenza di Dio, che non lascerà mai solo l’uomo: lo aiuterà.  Unico, mentre il mondo passa, il superstite Vicario di Cristo, con la Chiesa militante, entra nella gloria e nella vita immortale.

«Questo libro – ha scritto il Benson in una prefazione del romanzo – produrrà senza dubbio delle impressioni di sconforto, e sarà per questo, come per altri motivi, soggetto ad ogni sorta di critiche. Se non che, il miglior mezzo per esprimere i princìpi che mi stanno a cuore e che credo infallibilmente veri, mi è sembrato quello di tradurli in fatti che possano profondamente commuovere».

Fonti http://www.fedecultura.com/p/vetrina_30.html#!/Lourdes/p/74043679/category=18198140
http://www.fedecultura.com/libro/il-padrone-del-mondo-/

http://it.radiovaticana.va/news/2015/01/20/colonizzazione_ideologica_papa_indica_lord_of_the_world/1119094

http://www.tempi.it/papa-francesco-il-gender-e-colonizzazione-ideologica-pensate-ai-balilla-pensate-alla-gioventu-hitleriana#.WFjrPtThCt8

 

Madonna di Guadalupe, Protettrice del nascituro contro la “cultura della morte”

PREGHIERA PER LE VITTIME DELL’ABORTO A NOSTRA SIGNORA DI GUADALUPE- PROTETTRICE DEI BIMBI NON NATIvirgenguadalupe

Santa Maria, Madre di Dio e della Chiesa, Nostra Signora di Guadalupe, tu fosti scelta dal Padre per il Figlio per mezzo dello Spirito Santo.

Tu sei la Donna vestita di sole sul punto di dare alla luce Cristo mentre satana, il Dragone Rosso, spera di divorare voracemente tuo Figlio.

La stessa cosa fece Erode cercando di distruggere tuo Figlio, Nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, massacrando molti bambini innocenti nel suo intento. La stessa cosa fa oggi l’aborto, ammazzando milioni di bambini innocenti e sfruttando le sue madri nel suo attacco contro la vita e contro la Chiesa, il Corpo di Cristo.

Madre degli Innocenti, lodiamo Dio in te per i Suoi doni a te, per la tua Immacolata Concezione, libera dal peccato, piena di grazia; la tua maternità di Dio e della Chiesa, la tua Perpetua Verginità e la tua Ascensione al Cielo in corpo e spirito.

O Ausilio dei Cristiani, ti preghiamo, proteggi tutte le madri dei non nati ed i bimbi nel loro grembo. Supplichiamo il tuo aiuto affinché termini l’olocausto dell’aborto.

Santa Madre, preghiamo il tuo Immacolato Cuore per tutte le madri e tutti i bambini ancora non nati affinché essi possano avere la vita sulla terra e per il Preziosissimo Sangue versato da tuo Figlio possano avere vita eterna con Lui nei cieli.

Preghiamo il tuo Immacolato Cuore anche per tutti quelli che praticano aborti e quelli che li appoggiano, affinché si convertano ed accettino tuo Figlio, Gesù Cristo, come Signore e Salvatore. Difendi tutti i tuoi figli nella battaglia contro satana e tutti gli spiriti malvagi in questi tempi di oscurità.

Desideriamo che gli innocenti bambini ancora non nati e che muoiono senza il Battesimo possano essere battezzati e salvati. Ti chiediamo di concedere questa grazia per loro ed il pentimento, la riconciliazione ed il perdono di Dio per i loro genitori ed i loro assassini.

Che sia rivelato una volta in più nel mondo il potere dell’Amore. Che Egli metta fine al male. Che trasformi le coscienze. Che il tuo Immacolato Cuore riveli per tutti la luce della speranza. Che Cristo Re regni su tutti noi, le nostre famiglie, città, stati, paesi e l’umanità intera.

O clemente, O piena di amore, O dolce Vergine Maria, ascolta le nostre preghiere ed accetta l’esultanza dei nostri cuori!

Nostra Signora di Guadalupe, Protettrice dei non nati, Prega per noi!

Una donna incinta di tre mesimc24a

Misure ginecologiche hanno stabilito che la Vergine di Guadalupe dell’Immagine miracolosa, ha le dimensioni fisiche di una donna incinta di tre mesi. Sotto la cintura che trattiene la veste, al posto stesso dell’embrione, spicca un fiore con quattro petali: il Fiore solare, il più familiare dei geroglifici degli Aztechi che simboleggia per loro la divinità, il centro del mondo, del cielo, del tempo e dello spazio. Dal collo della Vergine pende una spilla il cui centro è adorno di una piccola croce, che ricorda la morte di Cristo sulla Croce per la salvezza di tutti gli uomini. Vari altri particolari dell’Immagine di Maria fanno di essa uno straordinario documento per la nostra epoca, che si può constatare grazie alle tecniche moderne.

Così la scienza, che ha spesso servito quale pretesto per l’incredulità, oggi ci aiuta a mettere in evidenza segni che erano rimasti sconosciuti per secoli e secoli e che non può spiegare.
L’immagine di Nostra Signora di Guadalupe porta un messaggio di evangelizzazione: la Basilica di Città del Messico è un centro «dal quale scorre un fiume di luce del Vangelo di Cristo, che si diffonde su tutta la terra attraverso l’Immagine misericordiosa di Maria» (Giovanni Paolo II, 12 dicembre 1981).
Inoltre, con il suo intervento in favore del popolo azteco, la Vergine ha contribuito alla salvezza di innumerevoli vite umane, e la sua gravidanza può esser interpretata come un appello speciale in favore dei nascituri e della difesa della vita umana; tale appello è di grande attualità ai giorni nostri, in cui si moltiplicano e si aggravano le minacce contro la vita delle persone e dei popoli, soprattutto quando si tratta di una vita debole ed inerme.

Protettrice del nascituro
Nostra Signora di Guadalupe contro la cultura della morte
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 Il Concilio Vaticano II ha deplorato con forza i crimini contro la vita umana: “Tutto ciò che è contro la vita stessa, come ogni specie di omicidio, il genocidio, l’aborto, l’eutanasia e lo stesso suicidio volontario, TUTTO CIÒ CHE VIOLA L’INTEGRITÀ’ DELLA PERSONA UMANA… (…); tutte queste cose, e altre simili, sono certamente VERGOGNOSE. Mentre GUASTANO LA CIVILTÀ UMANA, disonorano coloro che così si comportano più ancora che quelli che le subiscono e ledono grandemente l’onore del Creatore” (“Gaudium et Spes”, n.27).
Di fronte a tali flagelli, che si sviluppano grazie ai progressi scientifici e tecnici, e che beneficiano di un ampio consenso sociale e di riconoscimenti legali, invochiamo Maria con fiducia. Essa è un «modello incomparabile di accoglienza della vita e di sollecitudine per la vita… Mostrandoci suo Figlio, ci assicura che in Lui le forze della morte sono già state vinte» (Giovanni Paolo II, Evangelium vitæ, 25 marzo 1995, nn. 102, 105).
«In gigantesco duello si sono battute la morte e la vita. Il Signore della vita, già morto, ora vive e regna» (Sequenza di Pasqua).
Domandiamo a San Juan Diego, canonizzato da Papa Giovanni Paolo II il 31 luglio 2002, di ispirarci una vera devozione per la nostra Madre Celeste, poiché «la compassione di Maria si estende a tutti coloro che la chiedono, non fosse che con un semplice saluto: “Ave, Maria…”» (Sant’Alfonso de Liguori). Lei, che è Madre di Misericordia, ci otterrà la Misericordia di Dio, specialmente se saremo caduti in peccati gravi.mc08b

LA MADONNA DI GUADALUPE E LA TILMA MIRACOLOSA

La grandissima devozione del popolo messicano per la Santa Vergine Maria di Guadalupe ci invita  considerare tale avvenimento nel suo autentico significato, più volte richiamato da Papa Giovanni Paolo II: quello dell’’inizio dell’’evangelizzazione dei popoli indigeni del continente americano, i cosiddetti indios o “indiani”.

Sul fatto si è venuto elevando nel corso dei secoli un cumulo di calunnie, — la celebre leggenda nera — che tanti storici anticattolici — spesso anglo-americani, e quindi connazionali dei responsabili del genocidio degli “indiani” del Nordamerica, — hanno gettato su tale evangelizzazione, ingigantendo gli inevitabili errori che i primi missionari spagnoli, possono aver commesso nell’ annunciare Gesù Cristo a popoli totalmente pagani e dediti ai sacrifici umani di massa: uccisioni rituali di uomini, donne e bambini in sacrifici umani offerti alle diverse divinità pagane…Woodrow Borah, forse la principale autorità sulla demografia del Messico al momento della conquista, ha rivisto la stima del numero di persone sacrificate nei templi aztechi:  nel Messico centrale nel XV secolo venivano sacrificate brutalmente 250.000 persone all’anno. Gesù Cristo stesso, attraverso la sua Santissima Madre, volle rivelarsi agli indigeni del Nuovo Mondo per liberarli dalla schiavitù del Maligno, con l’apparizione della Madonna all’ indio Juan Diego Cuauhtlatóhuac nel dicembre del 1531, — dieci anni dopo la conquista spagnola, sulla collina di Tepeyac, presso Città di Messico, dove oggi sorge il Santuario di Nostra Signora di Guadalupe.  cd01646a45f1a9125bd5d71efb518455

L’apparizione, nel XVI secolo, della “Virgen Morena” all’indio Juan Diego e’ un evento che ha lasciato un solco profondo nella religiosità e nella cultura messicana. La basilica ove attualmente si conserva l’immagine miracolosa e’ stata inaugurata nel 1976. Tre anni dopo e’ stata visitata da Papa Giovanni Paolo II, che dal balcone della facciata su cui sono scritte in caratteri d’oro le parole della Madonna a Juan Diego: “Il tuo cuore non sia turbato.  Non sono io qui che sono tua Madre? No estoy yo aqui que soy tu Madre? “, ha salutato le molte migliaia di messicani confluiti al Tepeyac; nello stesso luogo, nel 1990, ha proclamato beato il veggente Juan Diego, che e’ stato infine dichiarato santo nel 2002.

 La mattina del 9 dicembre 1531, mentre sta attraversando la collina del Tepeyac per raggiungere la città, l’indio è attratto da canti angelici e dalla visione dolcissima di una Signora che lo chiama per nome con tenerezza, una Donna di una bellezza perfetta:
“I suoi abiti sembravano raggi di sole, e la roccia e le pietre su cui stava, ricevendo queste frecce luminose, sembravano preziosi smeraldi, scintillavano come gioielli, la terra brillava con lo splendore dell’arcobaleno, i rami, le foglie e persino le spine risplendevano di luce dorata”.   La Signora gli dice di essere “la Perfetta Sempre Vergine Maria, la Madre del verissimo e unico Dio” e gli ordina di recarsi dal vescovo a riferirgli che desidera le si eriga un tempio ai piedi del colle. Juan Diego corre subito dal Vescovo che rimane perplesso e non crede al suo racconto.

Tornando a casa la sera, Juan Diego incontra nuovamente sul Tepeyac la Vergine Maria, a cui riferisce il suo insuccesso e chiede di essere esonerato dal compito affidatogli, dichiarandosene indegno. La Vergine gli ordina di tornare il giorno seguente dal vescovo, che, dopo avergli rivolto molte domande sul luogo e sulle circostanze dell’apparizione, gli chiede un segno.c24La Vergine promette di darglielo l’indomani. Ma il giorno seguente Juan Diego non può tornare: un suo zio, Juan Bernardino, è gravemente ammalato e lui è inviato di buon mattino a Tlatelolco a cercare un sacerdote che confessi il moribondo; giunto in vista del Tepeyac decide perciò di cambiare strada per evitare l’incontro con la Signora.

Ma la Signora è là, davanti a lui, e gli domanda il perché di tanta fretta. Juan Diego si prostra ai suoi piedi e le chiede perdono per non poter compiere l’incarico affidatogli presso il vescovo, a causa della malattia mortale dello zio. La Signora lo rassicura, suo zio è già guarito, e lo invita a salire sulla sommità del colle per cogliervi i fiori. Juan Diego sale e con grande meraviglia trova sulla cima del colle dei bellissimi “fiori di Castiglia“: è il 12 dicembre, il solstizio d’inverno secondo il calendario giuliano allora vigente, e né la stagione né il luogo, una desolata pietraia, sono adatti alla crescita di fiori del genere. Juan Diego ne raccoglie un mazzo che porta alla Vergine, la quale però gli ordina di presentarli al vescovo come prova della verità delle apparizioni.

Juan Diego ubbidisce e giunto al cospetto del presule, apre il suo mantello e all’istante sulla tilma s’imprime e rende manifesta alla vista di tutti l’immagine della S. Vergine. Di fronte a tale prodigio, il vescovo cade in ginocchio, e con lui tutti i presenti. La mattina dopo Juan Diego accompagna il presule al Tepeyac per indicargli il luogo in cui la Madonna ha chiesto le sia innalzato un tempio. Nel frattempo l’immagine, collocata nella cattedrale, diventa presto oggetto di una devozione popolare che si è conservata ininterrotta fino ai nostri giorni.

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LA TILMA MIRACOLOSA
La Dolce Signora che si manifestò sul Tepeyac non vi apparve come una straniera. Ella, infatti, si presenta come una meticcia o morenita,indossa una tunica con dei fiocchi neri all’altezza del ventre, che nella cultura india denotavano le donne incinte.
E’ una Madonna dal volto nobile, di colore bruno, mani giunte, vestito roseo, bordato di fiori. Un manto azzurro mare, trapuntato di stelle dorate, copre il suo capo e le scende fino ai piedi, che poggiano sulla luna. Alle sue spalle il sole risplende sul fondo con i suoi cento raggi.
L’attenzione si concentra tutta sulla straordinaria e bellissima icona guadalupana, rimasta inspiegabilmente intatta nonostante il trascorrere dei secoli: questa immagine, che non è una pittura, né un disegno, né è fatta da mani umane, suscita la devozione dei fedeli di ogni parte del mondo e pone non pochi interrogativi alla scienza, un po’ come succede ormai da anni col mistero della Sacra Sindone.

La scoperta più sconvolgente al riguardo è quella fatta, con l’ausilio di sofisticate apparecchiature elettroniche, da una commissione di scienziati, che ha evidenziato la presenza di un gruppo di 13 persone riflesse nelle pupille della S. Vergine: sarebbero lo stesso Juan Diego, con il vescovo e altri ignoti personaggi, presenti quel giorno al prodigioso evento in casa del presule. Un vero rompicapo per gli studiosi, un fenomeno scientificamente inspiegabile, che rivela l’origine miracolosa dell’immagine e comunica al mondo intero un grande messaggio di speranza. Nostra Signora di Guadalupe, che appare a Juan Diego in piedi, vestita di sole, non solo gli annuncia che è nostra Madre spirituale, ma lo invita – come invita ciascuno di noi – ad aprire il proprio cuore all’opera di Cristo che ci ama e ci salva. Meditare oggi sull’evento guadalupano, un caso di “inculturazione” miracolosa, significa porsi alla scuola di Maria, maestra di umanità e di fede, annunciatrice e serva della Parola, che deve risplendere in tutto il suo fulgore, come l’immagine misteriosa sulla tilma del veggente messicano San Juan Diego. 

GLI STUDI SCIENTIFICIguadalupe Nel 1936, uno studio realizzato su due fibre della tilma, una rossa ed una gialla, giunse a conclusioni stupefacenti.

Le fibre non contengono nessun colorante noto. L’oftalmologia e l’ottica confermano la natura inspiegabile dell’immagine: essa assomiglia ad una diapositiva proiettata sul tessuto. Un esame approfondito mostra che non vi è nessuna traccia di disegno o di schizzo sotto il colore, anche se ritocchi perfettamente riconoscibili sono stati realizzati sull’originale, ritocchi che, del resto, si degradano con l’andar del tempo; inoltre, il supporto non ha ricevuto nessun appretto, il che sembrerebbe inspiegabile se si trattasse veramente di una pittura, poiché, anche su una tela più fine, si mette sempre un rivestimento, non fosse che per evitare che la tela assorba la pittura e che i fili affiorino alla superficie. Non si distingue nessuna pennellata. A seguito di un esame a raggi infrarossi, effettuato il 7 maggio 1979, un professore della NASA scrive:

«Non c’è nessun modo di spiegare la qualità dei pigmenti utilizzati per la veste rosa, il velo azzurro, il volto e le mani, né la persistenza dei colori, né la freschezza dei pigmenti in capo a parecchi secoli durante i quali avrebbero dovuto normalmente degradarsi… L’esame dell’Immagine è stata l’esperienza più sconvolgente della mia vita».
Certi astronomi hanno constatato che tutte le costellazioni presenti nel cielo nel momento in cui Juan Diego apre la tilma davanti al vescovo Zumárraga, il 12 dicembre 1531, si trovano al loro posto sul mantello di Maria. Si è anche scoperto che, applicando una carta topografica del Messico centrale sulla veste della Vergine, le montagne, i fiumi ed i laghi principali coincidono con l’ornamentazione della veste medesima. 
Esami oftalmologici giungono alla conclusione che l’occhio di Maria è un occhio umano che sembra vivo, ivi inclusa la retina in cui si riflette l’immagine di un uomo con le mani aperte: Juan Diego. L’immagine nell’occhio ubbidisce alle leggi note dell’ottica, in particolare a quella che afferma che un oggetto in piena luce può riflettersi tre volte nell’occhio (legge di Purkinje-Samson). Uno studio posteriore ha permesso di scoprire nell’occhio, oltre al veggente, Monsignor Zumárraga e parecchi altri personaggi, presenti quando l’immagine di Nostra Signora è apparsa sulla tilma. Infine, la rete venosa normale microscopica sulle palpebre e la cornea degli occhi della Vergine è perfettamente riconoscibile. Nessun pittore umano avrebbe potuto riprodurre simili particolari.

Preghiera alla Madonna di Guadalupeb0449047ff3a7ef00d958873a9950ca8

Vergine Immacolata di Guadalupe, Madre di Gesù e Madre nostra, vincitrice del peccato e nemica del Demonio, Tu ti manifestasti sul colle Tepeyac in Messico all’umile e generoso contadino Juan Diego. Sul suo mantello imprimesti la Tua dolce Immagine come segno della Tua presenza in mezzo al popolo e come garanzia che avresti ascoltato le sue preghiere e addolcito le sue sofferenze. Maria, Madre amabilissima, noi oggi ci offriamo a te e consacriamo per sempre al tuo Cuore Immacolato tutto quanto ci resta di questa vita, il nostro corpo con le sue miserie, la nostra anima con le sue debolezze, il nostro cuore con i suoi affanni e desidèri, le preghiere, le sofferenze, l’agonia. O Madre dolcissima, ricòrdati sempre dei tuoi figli.

Se noi, vinti dallo sconforto e dalla tristezza, dal turbamento e dall’angoscia, dovessimo qualche volta dimenticarci di te, allora, Madre pietosa, per l’amore che porti a Gesù, ti chiediamo di proteggerci come figli tuoi e di non abbandonarci fino a quando non saremo giunti al porto sicuro, per gioire con Te, con tutti i Santi, nella visione beatifica del Padre. Amen. Salve Regina

Fonti: Il primo grande dizionario dei santi di Alban Butler/ sito ufficiale Santuario Madonna di Guadalupe, Messico

Supplica alla Beata Vergine Maria di Loreto

Supplica alla Madonna di Loreto 

(si recita alle 12.00 del 10 dicembre; si recita inoltre il 25 marzo, il 15 agosto e l ‘8 settembre)

O Maria Loretana, Vergine gloriosa, noi ci accostiamo fiduciosi a Te, accogli oggi la nostra umile preghiera.

L’ umanità è sconvolta da gravi mali dai quali vorrebbe liberarsi da sola. Essa ha bisogno di pace, di giustizia, di verità, di amore e si illude di poter trovare queste divine realtà lontano da tuo Figlio.

O Madre! Tu portasti il Salvatore divino nel tuo seno purissimo e vivesti con Lui nella santa Casa che noi veneriamo su questo colle loretano, ottienici la grazia di cercare Lui e di imitare i suoi esempi che conducono alla salvezza.

Con fede e amore filiale, ci portiamo spiritualmente alla tua Casa benedetta. Per la presenza della tua Famiglia essa è la Casa Santa per eccellenza, alla quale vogliamo si ispirino tutte le famiglie cristiane, da Gesù ogni figlio impari l’ ubbidienza e il lavoro, da Te, o Maria, ogni donna apprenda l’ umiltà e lo spirito di sacrificio, da Giuseppe, che visse con Te e per Gesù, ogni uomo impari a credere in Dio e a vivere in famiglia e nella società con fedele rettitudine.

Molte famiglie, o Maria, non sono un santuario dove si ama e si serve Dio, per questo Ti preghiamo affinchè Tu ci ottenga che ognuna imiti la tua, riconoscendo ogni giorno e amando sopra ogni cosa il tuo Figlio divino.

Come un giorno, dopo anni di preghiera e di lavoro, Egli uscì da questa Casa santa per far sentire la sua Parola che è Luce e Vita, così ancora, dalle Sante mura che ci parlano di fede e di carità, giunga agli uomini l’ eco della sua Parola onnipotente che illumina e converte.

Ti preghiamo, o Maria, per il Papa, per la Chiesa universale, per l’ Italia e per tutti i popoli della terra, per le istituzioni ecclesiali e civili e per i sofferenti e i peccatori, affinchè tutti divengano discepoli di Dio. O Maria, in questo giorno di grazia uniti ai devoti spiritualmente presenti a venerare la Santa Casa ove fosti adombrata dallo Spirito Santo, con viva fede Ti ripetiamo le parole dell’ Arcangelo Gabriele:
Ave, o piena di grazia, il Signore è con Te!
Noi Ti invochiamo ancora:
Ave, o Maria, Madre di Gesù e Madre della Chiesa, Rifugio dei peccatori, Consolatrice degli afflitti, Aiuto dei Cristiani.

Tra le difficoltà e nelle frequenti tentazioni noi siamo in pericolo di perderci, ma guardiamo a Te e Ti ripetiamo:
Ave, Porta del Cielo, Ave, Stella del Mare!

Salga a Te la nostra supplica, o Maria. Essa Ti dica i nostri desideri, il nostro amore a Gesù e la nostra speranza in Te, o Madre nostra.

Ridiscenda la nostra preghiera sulla terra con abbondanza di grazie celesti. Amen.

Salve, o Regina.

PREGHIERA ALLA MADONNA DI LORETO PER UNA GRAZIAnla41x

O Maria, Vergine immacolata per la tua S. Casa che gli angeli trasportarono sull’ameno colle di Loreto, rivolgi il tuo sguardo benigno su di noi.
Per le Sacre Mura ove nascesti e vivesti fanciulla nella preghiera e nell’amore più sublime; per le pareti fortunate che udirono il saluto dell’Angelo che ti chiamava: “Benedetta fra tutte le donne” e che ci ricordano l’Incarnazione del verbo nel Tuo purissimo seno; per la S. Casa ove vivesti con Gesù e Giuseppe e che nel corso dei secoli fu meta ardentemente desiderata dei Santi che si stimarono fortunati imprimere ardenti baci sulle Tue Sacre Mura, concedici le grazie che umilmente ti chiediamo e dopo quest’esilio la fortuna di venire a ripeterti in Cielo il saluto dell’Angelo: Ave Maria.

Consacrazione a Maria rinnovando le promesse battesimali

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O Maria Immacolata,
rinnovo nelle tue mani,
le promesse del mio Battesimo.
Rinunzio per sempre a Satana,
padre di menzogna,
accusatore dei figli di Dio,
nemico della nostra gioia.
Rinunzio ai suoi inganni,
alle sue seduzioni e alle sue opere
e mi consegno interamente a Gesù,
segno vivo dell’amore di Dio per me.
E per essere più fedele a Lui
io oggi scelgo Te, o Maria Immacolata,
per mia Madre e Signora.
A Te, come un figlio,
io abbandono e consacro la mia vita,
la mia famiglia, la mia parrocchia.
O Maria, disponi sempre di me
secondo il Tuo Cuore
e nell’ultimo giorno
accoglimi tra le tue braccia.
Presentami a Gesù, dicendo di me:
“Questo è mio figlio!”.
Allora esulterà l’anima mia
inizierà il mio Paradiso
e sarà un magnificat a Dio con Te,
o Maria, Madre mia Immacolata.
Amen.

vg_santacasa_01La celebrazione liturgica nella Chiesa Cattolica è al 10 dicembre, in ricordo della data dell’arrivo della Santa Casa a Loreto.  

A partire da papa Clemente V, che con una bolla del 18 luglio 1310 confermò indirettamente l’autenticità della Santa Casa, i papi nei secoli successivi confermarono nuovamente la loro devozione alla Vergine Lauretana, specie in drammatiche circostanze.

La traslazione avvenne per mano di Angeli il 10 maggio 1291. Prima fu trasportata in Dalmazia. Il Vescovo del luogo, il governatore ed alcuni pellegrini riconobbero in quella casetta la casa di Maria. Per averne le prove, essi mandarono in Palestina una commissione la quale constatò che la casa di Maria era scomparsa di là e le fondamenta rimaste concordavano perfettamente coi muri dell’edificio apparso sui monti dalmati.

Ma forse perchè quivi quel pegno tanto caro non era abbastanza onorato, sempre per mano degli Angeli, fu trasportato nel territorio di Recanati, in un bosco, proprietà di una donna chiamata Loreta.

Quivi non si sapeva con certezza donde venisse e cosa propriamente fosse, onde apparve la B. V. in sogno ad un suo devoto, e gli manifestò che quel piccolo rozzo edificio era la sua abitazione di Nazareth e che doveva essere da tutti onorata. Quest’uomo divulgò subito la rivelazione, ma l’autorità ecclesiastica, per averne indiscutibile certezza, mandò dieci uomini a constatare il fatto in Palestina. La Madonna poi. coi miracoli, confermò la rivelazione fatta.

Ma le origini dell’antica e devota tradizione della traslazione della Casa dalla Palestina a Loreto, risalgono al 1296, quando in una visione, ne era stata indicata l’esistenza e l’autenticità ad un eremita, fra’ Paolo della Selva e da lui riferita alle Autorità.
Ciò ci è narrato da una cronaca del 1465, redatta da Pier Giorgio di Tolomei, detto il Teramano, che a sua volta l’aveva desunta da una vecchia ‘tabula’ consumata, risalente al 1300. Si riportano alcuni passi più significativi, che poi sono stati tramandati nelle narrazioni, più o meno arricchite nei secoli successivi:

“L’alma chiesa di santa Maria di Loreto fu camera della casa della gloriosissima Madre del nostro Signore Gesù Cristo… La quale casa fu in una città della Galilea, chiamata Nazaret. E in detta casa nacque la Vergine Maria, qui fu allevata e poi dall’Angelo Gabriele salutata; e finalmente nella stessa camera nutrì Gesù Cristo suo figliuolo… Quindi gli apostoli e discepoli consacrarono quella camera in chiesa, ivi celebrando i divini misteri…
Ma dopo che quel popolo di Galilea e di Nazaret abbandonò la fede in Cristo e accettò la fede di Maometto, allora gli Angeli levarono dal suo posto la predetta chiesa e la trasportarono nella Schiavonia, posandola presso un castello chiamato Fiume (1291).
Ma lì non fu affatto onorata come si conveniva alla Vergine… Perciò da quel luogo la tolsero nuovamente gli Angeli e la portarono attraverso il mare, nel territorio di Recanati (1294) e la posero in una selva di cui era padrona una gentildonna chiamata Loreta; da qui prese il nome la chiesa: ‘Santa Maria di Loreta…”.
Per il gran numero di gente, purtroppo succedevano anche ladrocini e violenze, per cui continua il racconto, gli Angeli la spostarono altre due volte, sempre per gli stessi motivi, depositandola alla fine sul colle, nella notte del 9-10 dicembre 1294, dove si trova attualmente.
“Allora accorse tutto il popolo di Recanati a vedere la detta chiesa, che stava sopra la terra senza alcun fondamento. Per la qual cosa, il popolo considerando così gran miracolo e temendo che detta chiesa non venisse a rovina, la fecero circondare da un altro ben grosso muro e di buonissimo fondamento, come ancor oggi chiaramente si vede”.Traslazione Santa Casa Loreto Tipolo

Domenica 8 dicembre 2019 con la cerimonia di apertura della Porta Santa della Basilica di Loreto è iniziato il Giubileo Lauretano che il Santo Padre Papa Francesco ha concesso in occasione del centenario della proclamazione della Madonna di Loreto come patrona degli aeronauti e del mondo dell’aviazione e che si concluderà il 10 dicembre 2020.  E’ stata la fede incrollabile in questa miracolosa traslazione angelica “volante”, da Nazareth a Loreto, a spingere Papa Benedetto XV a proclamare la Beata Vergine Maria di Loreto “Patrona di tutti gli aeronautici”.

Per approfondire il carisma e i misteri della Santa Casa, In Terris ha incontrato l’arcivescovo Fabio Dal Cin, Delegato Pontificio di Loreto. 

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Arcivescovo Fabio Dal Cin, come si esprime a Loreto la devozione popolare per Maria?
“Qui la manifestazione della fede popolare è particolarmente viva. La gente entra nella Santa Casa, tocca, bacia le pareti e prega in silenzio. E’ un atto di fede nel mistero dell’Incarnazione, che si è compiuto tra quelle mura e nel mistero prodigioso della presenza della Santa Casa su questo colle.  I fedeli riconoscono che queste pareti sono imbevute del mistero del Figlio di Dio fattosi uomo. Si tratta di una fede testimoniata anche dai solchi sul gradino di marmo che circonda la Santa Casa. Sono solchi fatti dalle persone che prima di entrare nel sacello ne percorrono l’intero perimetro in ginocchio. E’ una pratica di pietà che si ripete instancabilmente da 500 anni!”

Qual è il valore teologico della Santa Casa?
“L’identità teologica della Santa Casa ha lo stesso valore dei luoghi santi nei quali è vissuto, morto e risorto Gesù.  Essa è lo spazio mistico nel quale sono avvenuti i misteri del concepimento immacolato, della libera adesione della Vergine Maria al disegno divino e del Si di Dio, che si è fatto uomo. E’ questa la memoria viva della Salvezza che il popolo di Dio riconosce visitando la Santa Casa.

Perché papa Francesco ha scelto la Santa Casa per firmare l’esortazione apostolica sui giovani?
“Come San Giovanni XXIII è venuto a Loreto prima dell’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II per affidare a Maria le sorti dell’evento conciliare, così Papa Francesco, al termine del Sinodo sui giovani, ha voluto compiere il gesto di affidare le riflessioni e quanto era emerso nell’assemblea sinodale a due Giovani “speciali”, che sono cresciuti in Santa Casa: la Beata Vergine Maria e Gesù. Lì ha firmato l’Esortazione Apostolica post-sinodale Christus vivit, rivolta ai giovani e a tutto il popolo di Dio e, in quella occasione, il Santo Padre ha rilanciato il Centro giovanile, voluto a suo tempo da San Giovanni Paolo II, perché sia il luogo della Christus vivit. Luogo dove i giovani che passano per Loreto possano trovare una comunità che li accolga, li accompagni e li aiuti a scegliere la loro strada nella vita”.

Perché la Santa Casa è diversa dagli altri luoghi di devozione mariani?
“Il Santuario di Loreto è diverso dagli altri santuari mariani perché custodisce la Santa Casa. Gli altri santuari dedicati a Maria sono stati edificati in seguito ad un’apparizione mariana o per la presenza di un’immagine prodigiosa della Madonna. Invece il fondamento del Santuario di Loreto è una reliquia. Si tratta delle pareti della Casa Nazaretana dove ha vissuto Maria e in seguito anche la Santa Famiglia. Anche gli studi più avanzati confermano che le pietre delle pareti della Casa sono tipiche dei luoghi e dell’epoca di Gesù”.

Qual è il significato profondo?
All’origine di tutto c’è una Casa, che non è solo una reliquia ma è anche un’icona che innesca innumerevoli significati esistenziali, che toccano la vita concreta di tutti. Casa significa famiglia e accoglienza della vita, significa relazioni primordiali e intergenerazionali, casa significa vita concreta e quotidiana, significa trasmissione della fede e dei valori fondamentali per ogni persona…Ma per noi credenti la Santa Casa è la rivelazione del mistero di Dio che “fa casa con l’uomo” e del mistero di una giovane donna che si rende disponibile con il suo Si ad essere “casa” per accogliere il Figlio di Dio. Loreto è innanzitutto il Santuario dell’Incarnazione e della Trinità”.

Perché della Trinità?
“Perché il racconto dell’Annunciazione dell’evangelista Luca esplicita l’Opera della Trinità: il Padre che invia il Figlio a salvare il mondo per opera dello Spirito Santo, dunque Santuario della famiglia trinitaria e per questo Santuario delle famiglie”.

Come attuate a Loreto questo mandato di Papa Francesco?
“Il Santuario offre una serie di incontri mensili rivolti alle coppie sposate e fidanzate sul significato del sacramento del matrimonio, propone tre ritiri spirituali durante i periodi dell’Avvento, della Quaresima e di Pentecoste, ma anche giornate a tema per chi vive lo stato di vedovanza e percorsi per coppie conviventi e separate. Per i giovani, l’attenzione verte sulla tematica degli affetti e sul significato della chiamata a costruire la propria “casa”.

Fonti

https://www.interris.it/religioni/i-misteri-della-santa-casa-e-il-carisma-di-loreto

https://www.santodelgiorno.it/beata-vergine-maria-di-loreto/

 

Cardinale Bagnasco: “il sangue dei martiri incoraggia la nostra fede”

I cristiani sappiano “annunciare la verità di Cristo”, anche se questa può “apparire divisiva”. Ad affermarlo il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, nell’omelia che ha pronunciato questa mattina nella basilica di N.S.Immacolata in occasione della solennità di Maria Immacolata. “Il Vangelo unisce e divide. Non possiamo scegliere dal Vangelo alcune pagine e dimenticarne altre”, ha osservato il porporato. “Il Vangelo assume e anche separa”, ha proseguito chiedendosi quale sarebbe lo specifico del cristiano “se tutto è omologato, se dobbiamo dire solo ciò che tutti condividono?”.

“La cultura moderna – ha detto ancora nell’omelia – vuole farci credere che la santità è cosa di altri tempi e ne sorride con aria di sufficienza. Vuole farci credere che ciò che conta sono solo le cose materiali, il successo, il prestigio, il potere, l’apparire, l’essere noti, l’essere ammirati sulla scena effimera del tempo del mondo”.

“La Madonna è venuta per purificare la nostra fede. Viene e verrà ancora per ricordarci che la fede non è cervellotica, non è opinione individuale” e che “la fede della Chiesa non è una opinione sofisticata”, ma “un dono ed è per questo dono che migliaia di cristiani, bambini, giovani e adulti, anche oggi e anche molto vicino a noi, sono perseguitati”.

 “Il sangue dei martiri, di ieri e di oggi – ha proseguito il cardinale Bagnasco – bagna i nostri piedi e lambisce i nostri vestiti, vuole incoraggiare la nostra fede. I martiri fanno sul serio e questo stanco Occidente, languido e sofisticato, va verso la sua conclusione se non si risveglia. Tutti noi ci dobbiamo risvegliare dai nostri languori religiosi” e “la Madonna viene a ricordarci che il proprio della fede sono i Santi e i Martiri che non fanno distinzioni sottili, che hanno compreso il Vangelo, vivendolo fino al sacrificio della vita, non con le discussioni, ma con l’esperienza della vita”. E anche noi, “quanto più cerchiamo di vivere giorno per giorno il vangelo del Signore, soprattutto nelle cose più difficile, impegnative ed ardue, e più la verità del Vangelo risplende in noi”.

http://agensir.it/quotidiano/2016/12/8/cardinale-bagnasco-il-sangue-dei-martiri-incoraggia-la-nostra-fede/

La preghiera del Papa ai piedi dell’Immacolata

ATTO DI VENERAZIONE Risultati immagini per PAPA FRANCESCO AI PIEDI DELL'IMMACOLATA 8 DICEMBRE 2016

O Maria, Madre nostra Immacolata,
nel giorno della tua festa vengo a Te, e non vengo solo:
porto con me tutti coloro che il tuo Figlio mi ha affidato, in questa Città di Roma e nel mondo intero, perché Tu li benedica e li salvi dai pericoli.

Ti porto, Madre, i bambini,
specialmente quelli soli, abbandonati,
e che per questo vengono ingannati e sfruttati.
Ti porto, Madre, le famiglie,
che mandano avanti la vita e la società
con il loro impegno quotidiano e nascosto;
in modo particolare le famiglie che fanno più fatica per tanti problemi interni ed esterni.

Ti porto, Madre, tutti i lavoratori, uomini e donne, e ti affido soprattutto chi, per necessità,
si sforza di svolgere un lavoro indegno
e chi il lavoro l’ha perso o non riesce a trovarlo.

Abbiamo bisogno del tuo sguardo immacolato,
per ritrovare la capacità di guardare le persone e le cose
con rispetto e riconoscenza,
senza interessi egoistici o ipocrisie.
Abbiamo bisogno del tuo cuore immacolato,
per amare in maniera gratuita,
senza secondi fini ma cercando il bene dell’altro,
con semplicità e sincerità, rinunciando a maschere e trucchi. Abbiamo bisogno delle tue mani immacolate,
per accarezzare con tenerezza,
per toccare la carne di Gesù
nei fratelli poveri, malati, disprezzati,
per rialzare chi è caduto e sostenere chi vacilla.
Abbiamo bisogno dei tuoi piedi immacolati,
per andare incontro a chi non sa fare il primo passo,
per camminare sui sentieri di chi è smarrito,
per andare a trovare le persone sole.

Ti ringraziamo, o Madre, perché mostrandoti a noi libera da ogni macchia di peccato,
Tu ci ricordi che prima di tutto c’è la grazia di Dio, c’è l’amore di Gesù Cristo che ha dato la vita per noi, c’è la forza dello Spirito Santo che tutto rinnova.

Fa’ che non cediamo allo scoraggiamento,
ma, confidando nel tuo costante aiuto,
ci impegniamo a fondo per rinnovare noi stessi, questa Città e il mondo intero.


Prega per noi, Santa Madre di Dio!

https://it.zenit.org/articles/il-papa-ai-piedi-dellimmacolata-ti-porto-disoccupati-e-bambini-sfruttati/

Consacrazione a Maria Immacolata

Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria

O Maria, Madre mia amabilissima,
io figlia/o  tua mi offro oggi a Te,
e consacro per sempre al Tuo Cuore Immacolato
tutto quanto mi resta di vita,
il mio corpo con tutte le sue miserie,
la mia anima con tutte le sue debolezze,
il mio cuore con tutti i suoi affetti e desideri,
tutte le preghiere, fatiche, amori, sofferenze e lotte,
in special modo la mia morte
con tutto ciò che la accompagnerà,
i miei estremi dolori e la mia ultima agonia.
Tutto questo, Madre mia,
lo unisco per sempre e irrevocabilmente al Tuo amore,
alle tue lacrime, alle Tue sofferenze!
Madre mia dolcissima,
ricordati di questa Tua figlia
e della consacrazione che fa di se stesso al Tuo Cuore Immacolato,
e se io, vinta dallo sconforto e dalla tristezza,
dal turbamento o dall’angoscia,
arrivassi qualche volta a dimenticarmi di Te,
allora, Madre mia, Ti chiedo e Ti supplico,
per l’amore che porti a Gesù,
per le Sue Piaghe e per il Suo Sangue,
di proteggermi come figlia Tua
e di non abbandonarmi fino a quando io non sia con Te nella gloria.
Amen.

ATTO DI CONSACRAZIONE E RIPARAZIONE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIApregatemolto

Vergine santissima e Madre nostra, nel mostrare il tuo Cuore circondato di spine, simbolo delle bestemmie ed ingratitudini con cui gli uomini ripagano le finezze del tuo amore, hai chiesto di consolarti e ripararti.
Come figli Ti vogliamo amare e consolare sempre, ma, specialmente dopo i tuoi materni lamenti, vogliamo riparare il tuo Cuore Addolorato e Immacolato che la cattiveria degli uomini ferisce con le pungenti spine dei loro peccati.
In modo particolare vogliamo riparare le bestemmie proferite contro la tua Immacolata Concezione e la tua santa Verginità. Molti, purtroppo, negano che Tu sei Madre di Dio e non ti vogliono accettare come tenera Madre degli uomini.
Altri, non potendoti oltraggiare direttamente, scaricano la loro collera satanica profanando le tue sacre immagini. E non mancano coloro che cercano di infondere nei cuori, soprattutto dei bambini innocenti che ti sono tanto cari, l’indifferenza, il disprezzo ed anche l’odio contro di Te.
Vergine santissima, prostrati ai tuoi piedi, esprimiamo la nostra pena e promettiamo di riparare, con i nostri sacrifici, comunioni e preghiere, tanti peccati ed offese di questi tuoi figli ingrati.
Riconoscendo che anche noi non sempre corrispondiamo alle tue predilezioni, né Ti amiamo ed onoriamo sufficientemente come Madre nostra, supplichiamo il perdono misericordioso per le nostre colpe e freddezze.
Madre santa, vogliamo ancora chiederti compassione, protezione e benedizioni, riconduci tutti alla vera Chiesa, ovile di salvezza, come hai promesso nelle tue apparizioni a Fatima.
Per quanti sono tuoi figli e per noi in particolare che ci consacriamo interamente al tuo Cuore immacolato, sii rifugio nelle angustie e tentazioni della vita; sii cammino per giungere a Dio, unica fonte di pace e di gioia. Amen.

LA GRANDE PROMESSA DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

I PRIMI CINQUE SABATIrosary-decal-211x300
La Madonna apparendo a Fatima il 13 giugno 1917, tra l’altro, disse a Lucia:
“Gesu’ vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare. Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato”.

Un confessore di Lucia le chiese il perché del numero cinque. Lei lo chiese a Gesù, il quale le rispose: “Si tratta di riparare le cinque offese dirette al Cuore Immacolato di Maria.

1. le bestemmie contro l’Immacolata Concezione;
2. le bestemmie contro la sua Verginità;
3. le bestemmie contro la Maternità divina, rifiutando, allo stesso tempo, di riconoscerla come vera Madre degli uomini;
4. gli scandali di quanti cercano pubblicamente di infondere nel cuore dei bambini l’indifferenza, il disprezzo e perfino l’odio contro questa loro Madre Immacolata;
5. quanti la oltraggiano «direttamente» nelle sacre immagini.

Le condizioni necessarie per la grande promessa sono:
– per cinque mesi ricevere la santa Comunione il primo sabato;
– recitare la corona del Rosario;
– tenere compagnia alla Madonna per quindici minuti meditando sui misteri del Rosario;
– fare una confessione con la stessa intenzione; quest’ultima potrà essere fatta anche in altro giorno, purchè nel ricevere la santa Comunione si sia in grazia di Dio.

CONSACRAZIONE A MARIA VERGINE IMMACOLATAm

di S. Massimiliano Kolbe

O Immacolata, Regina del cielo e della terra, rifugio dei peccatori e Madre nostra amorosissima, cui Dio volle affidare l’intera economia della Misericordia, io, indegno peccatore, mi prostro ai tuoi piedi supplicandoti umilmente di volermi accettare tutto e completamente come cosa e proprietà tua, e di fare ciò che ti piace di me e del mio corpo, di tutta la mia vita, morte ed eternità.

Disponi pure, se vuoi, di tutto me stesso senza alcuna riserva, per compiere ciò che è stato detto di Te: “Ella ti schiaccerà il capo” (Gen 3,15), come pure: “Tu sola hai distrutto tutte le eresie sul mondo intero” (Ufficio della B. V. Maria), affinché nelle tue mani immacolate e misericordiosissime io divenga uno strumento utile per innestare e incrementare il più possibile la tua gloria in tante anime smarrite e indifferenti, e per estendere in tal modo quanto più possibile il benedetto Regno del Sacratissimo Cuore di Gesù. Dove tu entri, infatti, ottieni la grazia della conversione e della santificazione, poiché ogni grazia scorre, attraverso le tue mani, dal Cuore dolcissimo di Gesù fino a noi. Amen

O Maria concepita senza peccato prega per noi che a Te ricorriamo e per quanti a Te non ricorrono, in particolare per i nemici della Santa Chiesa e per quelli che ti sono raccomandati

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Preghiere a Maria Immacolata, Solennità 8 dicembre

8 DICEMBRE
IMMACOLATA CONCEZIONE 

DELLA B.V. MARIA 
Solennitàimmacolata-picmix

In Inghilterra e in Normandia già nel secolo XI si celebrava una festa della concezione di Maria; si commemorava l’avvenimento in se stesso, soffermandosi soprattutto sulle sue condizioni miracolose (sterilità di S.Anna, sua madre, etc). Oltre questo aspetto aneddotico, sant’Anselmo Vescovo mise in luce la vera grandezza del mistero che si attua nella concezione di Maria: la sua preservazione dal peccato: “O Vergine benedetta! Dio è padre della fondazione del mondo, Maria la madre della sua riparazione, poiché Dio ha generato Colui per mezzo del quale tutto è stato fatto, e Maria ha partorito Colui per opera del quale tutte le cose sono state salvate. E mentre Dio aveva potuto creare tutte le cose dal nulla, dopo la loro rovina non volle restaurarle senza Maria.” (Disc. 52; PL 158, 955-956)
Nel 1439 il concilio di Basilea considerò questo mistero come una verità di fede, e Pio IX ne proclamò il dogma nel 1854.
Dio ha voluto Maria per la salvezza dell’umanità, perché ha voluto che il Salvatore fosse «figlio dell’uomo»; per questo viene applicata a Maria, con pienezza di significato, la parola di Dio contro il tentatore: «Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa» (Gn 3,15). E Maria viene riconosciuta come la «nuova Eva, madre di tutti i viventi». 

Accanto al  nuovo Adamo fu creata la nuova Eva: Maria fa parte del mistero di Cristo. Dove era abbondato il peccato, è sovrabbondata la grazia. L’Immacolata è il «segno» che con la risurrezione di Cristo il male è già sconfitto «in partenza» se una creatura ha potuto essere ripiena di grazia dal primo istante della sua esistenza. Maria Santissima, sottratta al peccato«originale», è la garanzia che nel mondo il bene è più forte e più contagioso del male. Con Lei, la prima redenta, ha inizio una storia di grazia «contagiosa».divisore_candela_1
PREGHIERA a MARIA IMMACOLATA (di S. Giovanni Paolo II)felice_festa_dell_immacolata

Regina della pace, prega per noi!

Nella festa della tua Immacolata Concezione
torno a venerarti, o Maria,
ai piedi di quest’effigie, che da Piazza di Spagna consente
al tuo sguardo materno di spaziare su questa antica,
e a me tanto cara, città di Roma.

Sono venuto qui, stasera, a renderti l’omaggio
della mia devozione sincera. E’ un gesto nel quale
si uniscono a me, in questa Piazza, innumerevoli romani,
il cui affetto mi ha sempre accompagnato
in tutti gli anni del mio servizio alla Sede di Pietro.

Sono qui con loro per iniziare il cammino
verso il cento cinquantesimo anniversario del dogma
che oggi celebriamo con gioia filiale.

Regina della pace, prega per noi!

A Te si volge il nostro sguardo con più forte trepidazione,
a Te ricorriamo con più insistente fiducia
in questi tempi segnati da non poche incertezze e timori
per le sorti presenti e future del nostro Pianeta.

A Te, primizia dell’umanità redenta da Cristo,
finalmente liberata dalla schiavitù del male e del peccato,
eleviamo insieme una supplica accorata e fidente:
Ascolta il grido di dolore delle vittime
delle guerre e di tante forme di violenza,
che insanguinano la Terra.

Dirada le tenebre della tristezza e della solitudine,
dell’odio e della vendetta.
Apri la mente e il cuore di tutti alla fiducia e al perdono!

Regina della pace, prega per noi!

Madre di misericordia e di speranza,
ottieni per gli uomini e le donne del terzo millennio
il dono prezioso della pace:
pace nei cuori e nelle famiglie, nelle comunità e fra i popoli;
pace soprattutto per quelle nazioni
dove si continua ogni giorno a combattere e a morire.

Fa’ che ogni essere umano, di tutte le razze e culture,
incontri ed accolga Gesù,
venuto sulla Terra nel mistero del Natale
per donarci la “sua” pace.
Maria, Regina della pace,
donaci Cristo, pace vera del mondo!

(S. Giovanni Paolo II , 8 Dicembre 2003)divisore_candela_1

PREGHIERA DI PIO XII ALLA VERGINE IMMACOLATA

Alla Beata Vergine Maria,
concepita senza il peccato originale.8_dicembre_immacolata_concezione_0
Rapiti dal fulgore della vostra celeste bellezza e sospinti dalle angosce del secolo,
ci gettiamo tra le vostre braccia,
o Immacolata Madre di Gesù e Madre nostra, Maria,
fiduciosi di trovare nel vostro Cuore amantissimo
l’appagamento delle nostre fervide aspirazioni e
il porto sicuro fra le tempeste che da ogni parte ci stringono.

Benché avviliti dalle colpe e sopraffatti da infinite miserie,
ammiriamo e cantiamo l’impareggiabile ricchezza di eccelsi doni,
di cui Iddio vi ha ricolmata al di sopra di ogni altra pura creatura,
dal primo istante del vostro concepimento fino al giorno,
in cui, Assunta in cielo,
vi ha incoronata Regina dell’universo.

O Fonte limpida di fede,
irrorate con le eterne verità le nostre menti!
O Giglio fragrante di ogni santità,
avvincete i nostri cuori col vostro celestiale profumo!
O Trionfatrice del male e della morte,
ispirateci profondo orrore al peccato,
che rende l’anima detestabile a Dio e schiava dell’inferno!

Ascoltate, o prediletta di Dio,
l’ardente grido che da ogni cuore fedele s’innalza in quest’Anno a voi dedicato.
Chinatevi sulle doloranti nostre piaghe.
Mutate le menti ai malvagi,
asciugate le lagrime degli afflitti e degli oppressi,
confortate i poveri e gli umili, spegnete gli odi,
addolcite gli aspri costumi,
custodite il fiore della purezza nei giovani,
proteggete la Chiesa santa,
fate che gli uomini tutti sentano il fascino della cristiana bontà.
Nel vostro nome, che risuona nei cieli armonia,
essi si ravvisino fratelli,
e le nazioni membri di una sola famiglia,
su cui risplenda il sole di una universale e sincera pace.

Accogliete, o Madre dolcissima,
le umili nostre suppliche e otteneteci
soprattutto che possiamo un giorno ripetere dinanzi al vostro trono,
beati con voi,
l’inno che si leva oggi sulla terra intorno ai vostri altari:

Tutta bella sei, o Maria!
Tu gloria,
Tu letizia,
Tu onore del nostro popolo!
Così sia.

PIUS PP. XII
(Discorsi e Radiomessaggi di Sua Santità Pio XII)DBWO0HZ

Preghiera di Papa Francesco nella visita alla statua dell’Immacolata in Piazza di Spagna a RomaRisultati immagini per statua madonna immacolata romaO Maria, Madre nostra,
oggi il popolo di Dio in festa
ti venera Immacolata,
preservata da sempre dal contagio del peccato. Accogli l’omaggio che ti offro
a nome della Chiesa che è in Roma
e nel mondo intero.

Sapere che Tu, che sei nostra Madre, sei totalmente libera dal peccato
ci dà grande conforto.

Sapere che su di te il male non ha potere,
ci riempie di speranza e di fortezza
nella lotta quotidiana che noi dobbiamo compiere contro le minacce del maligno.

Ma in questa lotta non siamo soli, non siamo orfani,
perché Gesù, prima di morire sulla croce,
ci ha dato Te come Madre.

Noi dunque, pur essendo peccatori, siamo tuoi figli, figli dell’Immacolata,
chiamati a quella santità che in Te risplende
per grazia di Dio fin dall’inizio.

Animati da questa speranza,
noi oggi invochiamo la tua materna protezione per noi, per le nostre famiglie,
per questa Città, per il mondo intero.

La potenza dell’amore di Dio,
che ti ha preservata dal peccato originale,
per tua intercessione liberi l’umanità da ogni schiavitù spirituale e materiale,
e faccia vincere, nei cuori e negli avvenimenti, i1 disegno di salvezza di Dio.

Fa’ che anche in noi, tuoi figli, la grazia prevalga sull’orgoglio
e possiamo diventare misericordiosi
come è misericordioso il nostro Padre celeste.
In questo tempo che ci conduce
alla festa del Natale di Gesù,
insegnaci ad andare controcorrente:
a spogliarci, ad abbassarci, a donarci, ad ascoltare, a fare silenzio,
a decentrarci da noi stessi,
per lasciare spazio alla bellezza di Dio, fonte della vera gioia.

O Madre nostra Immacolata, prega per noi!

Papa Francesco

( 8 Dicembre 2014)DBWO0HZ

 O Vergine, per la tua benedizione è benedetta ogni creatura

 Dai «Discorsi» di sant’Anselmo d’Aosta, vescovo (1033- 1109)
(Disc. 52; PL 158, 955-956)

Cielo, stelle, terra, fiumi, giorno, notte e tutte le creature che sono sottoposte al potere dell’uomo o disposte per la sua utilità si rallegrano, o Signora, di essere stati per mezzo tuo in certo modo risuscitati allo splendore che avevano perduto, e di avere ricevuto una grazia nuova inesprimibile. Erano tutte come morte le cose, poiché avevano perduto la dignità originale alla quale erano state destinate. Loro fine era di servire al dominio o alle necessità delle creature cui spetta di elevare la lode a Dio.Erano schiacciate dall’oppressione e avevano perso vivezza per l’abuso di coloro che s’erano fatti servi degli idoli. Ma agli idoli non erano destinate. Ora invece, quasi risuscitate, si rallegrano di essere rette dal dominio e abbellire dall’uso degli uomini che lodano Dio. Hanno esultato come di una nuova e inestimabile grazia sentendo che Dio stesso, lo stesso loro Creatore non solo invisibilmente le regge dall’alto, ma anche, presente visibilmente tra di loro, le santifica servendosi di esse. Questi beni così grandi sono venuti frutto benedetto del grembo benedetto di Maria benedetta.
Per la pienezza della tua grazia anche le creature che erano negl’inferi si rallegrano nella gioia di essere liberate, e quelle che sono sulla terra gioiscono di essere rinnovate. Invero per il medesimo glorioso figlio della tua gloriosa verginità, esultano, liberati dalla loro prigionia, tutti i giusti che sono morti prima della sua morte vivificatrice, e gli angeli si rallegrano perché è rifatta nuova la loro città diroccata.
O donna piena e sovrabbondante di grazia, ogni creatura rinverdisce, inondata dal traboccare della tua pienezza. O Vergine benedetta e più che benedetta, per la cui benedizione ogni creatura è benedetta dal suo Creatore, e il Creatore è benedetto da ogni creatura.
A Maria Dio diede il Figlio suo unico che aveva generato dal suo seno uguale a se stesso e che amava come se stesso, e da Maria plasmò il Figlio, non un altro, ma il medesimo, in modo che secondo la natura fosse l’unico e medesimo figlio comune di Dio e di Maria. Dio creò ogni creatura, e Maria generò Dio: Dio, che aveva creato ogni cosa, si fece Lui stesso creatura di Maria, e ha ricreato così tutto quello che aveva creato. E mentre aveva potuto creare tutte le cose dal nulla, dopo la loro rovina non volle restaurarle senza Maria.
Dio dunque è il Padre delle cose create, Maria la Madre delle cose ricreate. Dio è padre della fondazione del mondo, Maria la madre della sua riparazione, poiché Dio ha generato Colui per mezzo del quale tutto è stato fatto, e Maria ha partorito Colui per opera del quale tutte le cose sono state salvate. Dio ha generato Colui senza del quale niente assolutamente è, e Maria ha partorito Colui senza del quale niente è bene.
Davvero con Te è il Signore che volle che tutte le creature, e Lui stesso insieme, dovessero tanto a Te. 
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Novena a Maria Immacolata

L’8 dicembre è la Solennità dell’Immacolata Concezione. In preparazione a questa festa che celebra la Santissima Madre di Dio e Madre nostra, in tempo di Avvento, recitiamo questa Novena che comincia il 29 novembre e termina il 7 dicembre.

CANTO OMNE DIE di San Bernando di Chiaravalle (composto nel 1140-1150):0000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000

Ogni giorno anima mia canta le lodi di Maria,
Le sue feste, la sua vita così splendide venera.
Tutta bella, senza il segno di macchia pur minima, fa che puro e perciò lieto Te io lodi con fervore.
Che sia casto e pur modesto, dolce, buono, sobrio, pio, leale, ben attento e al contempo semplice, ricolmo nella mente della saggezza donata da Dio, anche il cuore e l’agire sia pervaso della grazia divina.
Vergine Santa, guarda quanta tentazione ci opprime qui,
porgi dunque il tuo sostegno, perchè stiamo strenui.
Sii l’aiuto e la difesa del popolo cristiano,
ottienici pace, perché i tempi difficili non ci turbino. Amen
                                                                      PRIMO GIORNO
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Preghiera iniziale

Vergine purissima, concepita senza peccato, tutta bella e senza macchia dal primo istante, Ti venero oggi sotto il titolo di Immacolata Concezione. Il Tuo Divino Figlio mi ha insegnato, attraverso la Sua stima, rispetto e sottomissione a Te, quali onori e omaggi io Ti dovrei prestare. Tu sei il rifugio sicuro dei peccatori pentiti e per questo ricorro a Te, attraverso questa novena. Sei la Madre di Misericordia cui presento le mie miserie e ti chiedo di aiutarmi, poiché, dopo Gesù, sei tutta la mia speranza.
Con la Tua intercessione materna, Madonna piena di bontà e potere presso il Signore, 
Ti supplico di farmi ottenere … (esporre la grazia richiesta)Se ciò che Ti chiedo non è per la gloria di Dio ed il bene della mia anima, fammi avere quello che sia più conforme a entrambi. Amen! 

 Orazione del giorno 
O Immacolata Concezione, questo dolce nome m’invita ad avere fiducia in Te, mi porta
conforto e fortifica la mia Fede. Maria, Madre mia, ho totale fiducia nella Tua potente
intercessione presso il Signore e Ti chiedo di aiutarmi a conservare sempre accesa in
mezzo al mondo la fiamma della Fede, che ho ricevuto nel Battesimo. Sii il mio soccorso,
Immacolata Concezione e ottienimi dal Nostro Padre Celeste, per i meriti di Tuo Figlio, la
grazia di … (esporre la richiesta). Amen! 

 Preghiera finale
Recitare un Padre nostro, un’Ave Maria e un Gloria.
O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te!
O Dio, che con l’Immacolata Concezione della Vergine, hai preparato al tuo Figlio una degna dimora e, in previsione della morte di Lui, l’hai preservata da ogni macchia, concedi anche a noi, per Sua intercessione, di giungere fino a Te, in purezza di spirito. Noi Te lo chiediamo per il Nostro Signore Gesù Cristo. Così sia! immacolata-picmix

 SECONDO GIORNO2035033_orig

 Preghiera iniziale

Vergine purissima, concepita senza peccato, tutta bella e senza macchia dal primo istante, Ti venero oggi sotto il titolo di Immacolata Concezione. Il Tuo Divino Figlio mi ha insegnato, attraverso la Sua stima, rispetto e sottomissione a Te, quali onori e omaggi io Ti dovrei prestare. Tu sei il rifugio sicuro dei peccatori pentiti e per questo ricorro a Te, attraverso questa novena. Sei la Madre di Misericordia cui presento le mie miserie e ti chiedo di aiutarmi, poiché, dopo Gesù, sei tutta la mia speranza.
Con la Tua intercessione materna, Madonna piena di bontà e potere presso il Signore, 
Ti supplico di farmi ottenere … (esporre la grazia richiesta)Se ciò che Ti chiedo non è per la gloria di Dio ed il bene della mia anima,fammi avere quello che sia più conforme a entrambi. Amen! 

 Orazione del giorno 
O Immacolata Concezione, Tu più di qualunque altra creatura, conosci le mie debolezze
e viltà. O Maria, aiutami a resistere alle tentazioni e Ti prego oggi in modo particolare
per tutti quelli che soffrono nello spirito, nel cuore e nel corpo. Sii il mio soccorso,
Immacolata Concezione e ottienimi dal Nostro Padre Celeste, per i meriti di Tuo Figlio, la
grazia di … (esporre la richiesta). Amen! 

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

 Preghiera finale
O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te!
O Dio, che con l’Immacolata Concezione della Vergine, hai preparato al tuo Figlio una degna dimora e, in previsione della morte di Lui, l’hai preservata da ogni macchia, concedi anche a noi, per Sua intercessione, di giungere fino a Te, in purezza di spirito. Noi Te lo chiediamo per il Nostro Signore Gesù Cristo. Così sia! immacolata-picmix

TERZO GIORNOvirgin_mother_and_children

Preghiera iniziale

Vergine purissima, concepita senza peccato, tutta bella e senza macchia dal primo istante, Ti venero oggi sotto il titolo di Immacolata Concezione. Il Tuo Divino Figlio mi ha insegnato, attraverso la Sua stima, rispetto e sottomissione a Te, quali onori e omaggi io Ti dovrei prestare. Tu sei il rifugio sicuro dei peccatori pentiti e per questo ricorro a Te, attraverso questa novena. Sei la Madre di Misericordia cui presento le mie miserie e ti chiedo di aiutarmi, poiché, dopo Gesù, sei tutta la mia speranza.
Con la Tua intercessione materna, Madonna piena di bontà e potere presso il Signore, 
Ti supplico di farmi ottenere … (esporre la grazia richiesta)Se ciò che Ti chiedo non è per la gloria di Dio ed il bene della mia anima, fammi avere quello che sia più conforme a entrambi. Amen! 

 Orazione del giorno 

O Immacolata Concezione, Tu hai voluto, a Lourdes e a Fatima, indicarmi l’importanza e
l’efficacia della preghiera e del sacrificio, contribuendo all’opera di salvezza delle anime.
Dammi oggi una sete ardente di preghiera e sacrificio per amore delle anime più
bisognose. Sii il mio soccorso, Immacolata Concezione e ottienimi dal Nostro Padre
Celeste, per i meriti di Tuo Figlio, la grazia di … (esporre la richiesta). Amen! 

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

 Preghiera finale
O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te!
O Dio, che con l’Immacolata Concezione della Vergine, hai preparato al tuo Figlio una degna dimora e, in previsione della morte di Lui, l’hai preservata da ogni macchia, concedi anche a noi, per Sua intercessione, di giungere fino a Te, in purezza di spirito. Noi Te lo chiediamo per il Nostro Signore Gesù Cristo. Così sia!immacolata-picmix

 QUARTO GIORNO

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Vergine purissima, concepita senza peccato, tutta bella e senza macchia dal primo istante, Ti venero oggi sotto il titolo di Immacolata Concezione. Il Tuo Divino Figlio mi ha insegnato, attraverso la Sua stima, rispetto e sottomissione a Te, quali onori e omaggi io Ti dovrei prestare. Tu sei il rifugio sicuro dei peccatori pentiti e per questo ricorro a Te, attraverso questa novena. Sei la Madre di Misericordia cui presento le mie miserie e ti chiedo di aiutarmi, poiché, dopo Gesù, sei tutta la mia speranza.
Con la Tua intercessione materna, Madonna piena di bontà e potere presso il Signore, 
Ti supplico di farmi ottenere … (esporre la grazia richiesta)Se ciò che Ti chiedo non è per la gloria di Dio ed il bene della mia anima, fammi avere quello che sia più conforme a entrambi. Amen! 

 Orazione del giorno 
O Immacolata Concezione, Madre mia, prendimi per mano, conducimi a Gesù, per
scoprire, ascoltare e comprendere senza deformazione e in tutta purezza, verità e
chiarezza, la Parola di salvezza, così come il Tuo Divino Figlio l’ha rivelata. Sii il mio
soccorso, Immacolata Concezione e ottienimi dal Nostro Padre Celeste, per i meriti di
Tuo Figlio, la grazia di …(esporre la richiesta). Amen! 

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

 Preghiera finale 

O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te!
O Dio, che con l’Immacolata Concezione della Vergine, hai preparato al tuo Figlio una degna dimora e, in previsione della morte di Lui, l’hai preservata da ogni macchia, concedi anche a noi, per Sua intercessione, di giungere fino a Te, in purezza di spirito. Noi Te lo chiediamo per il Nostro Signore Gesù Cristo. Così sia! immacolata-picmix

QUINTO GIORNOblesse4

Preghiera iniziale

Vergine purissima, concepita senza peccato, tutta bella e senza macchia dal primo istante, Ti venero oggi sotto il titolo di Immacolata Concezione. Il Tuo Divino Figlio mi ha insegnato, attraverso la Sua stima, rispetto e sottomissione a Te, quali onori e omaggi io Ti dovrei prestare. Tu sei il rifugio sicuro dei peccatori pentiti e per questo ricorro a Te, attraverso questa novena. Sei la Madre di Misericordia cui presento le mie miserie e ti chiedo di aiutarmi, poiché, dopo Gesù, sei tutta la mia speranza.
Con la Tua intercessione materna, Madonna piena di bontà e potere presso il Signore, 
Ti supplico di farmi ottenere … (esporre la grazia richiesta).  Se ciò che Ti chiedo non è per la gloria di Dio ed il bene della mia anima, fammi avere quello che sia più conforme a entrambi. Amen! 

 Orazione del giorno 
O Immacolata Concezione, Salute degli infermi, che guarisci i malati, prega per loro e
intercedi per me. O Madre mia, sai bene che inciampo e molte volte cado. Aiutami ad
alzarmi dalle mie cadute e a continuare il mio cammino, confidando nella tua materna
sollecitudine. Ti affido oggi specialmente i malati e i disperati. Sii il mio soccorso,
Immacolata Concezione e ottienimi dal Nostro Padre Celeste, per i meriti di Tuo Figlio, la
grazia di … (esporre la richiesta). Amen! 

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

 Preghiera finale
 O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te!
O Dio, che con l’Immacolata Concezione della Vergine, hai preparato al tuo Figlio una degna dimora e, in previsione della morte di Lui, l’hai preservata da ogni macchia, concedi anche a noi, per Sua intercessione, di giungere fino a Te, in purezza di spirito. Noi Te lo chiediamo per il Nostro Signore Gesù Cristo. Così sia! immacolata-picmix

SESTO GIORNO

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Vergine purissima, concepita senza peccato, tutta bella e senza macchia dal primo istante, Ti venero oggi sotto il titolo di Immacolata Concezione. Il Tuo Divino Figlio mi ha insegnato, attraverso la Sua stima, rispetto e sottomissione a Te, quali onori e omaggi io Ti dovrei prestare. Tu sei il rifugio sicuro dei peccatori pentiti e per questo ricorro a Te, attraverso questa novena. Sei la Madre di Misericordia cui presento le mie miserie e ti chiedo di aiutarmi, poiché, dopo Gesù, sei tutta la mia speranza.
Con la Tua intercessione materna, Madonna piena di bontà e potere presso il Signore, 
Ti supplico di farmi ottenere … (esporre la grazia richiesta)Se ciò che Ti chiedo non è per la gloria di Dio ed il bene della mia anima, fammi avere quello che sia più conforme a entrambi. Amen! 

 Orazione del giorno 
O Immacolata Concezione, insegnami a vivere tutti i momenti della mia vita alla
presenza di Dio e ad elevare i miei pensieri, il mio cuore e la mia anima al Padre, al
Figlio e allo Spirito Santo. Ti chiedo specialmente che Tu interceda con il Tuo potere e
con il Tuo amore materno per la Santa Chiesa, per il Santo Padre e per tutti i pastori.
Che tutti siano una cosa sola! Sii il mio soccorso, Immacolata Concezione e ottienimi dal
Nostro Padre Celeste, per i meriti di Tuo Figlio, la grazia di … (esporre la richiesta). Amen! 

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

 Preghiera finale
O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te!
O Dio, che con l’Immacolata Concezione della Vergine, hai preparato al tuo Figlio una degna dimora e, in previsione della morte di Lui, l’hai preservata da ogni macchia, concedi anche a noi, per Sua intercessione, di giungere fino a Te, in purezza di spirito. Noi Te lo chiediamo per il Nostro Signore Gesù Cristo. Così sia! immacolata-picmix

SETTIMO GIORNOimmaculate2bheart2bof2bmary

Preghiera iniziale

Vergine purissima, concepita senza peccato, tutta bella e senza macchia dal primo istante, Ti venero oggi sotto il titolo di Immacolata Concezione. Il Tuo Divino Figlio mi ha insegnato, attraverso la Sua stima, rispetto e sottomissione a Te, quali onori e omaggi io Ti dovrei prestare. Tu sei il rifugio sicuro dei peccatori pentiti e per questo ricorro a Te, attraverso questa novena. Sei la Madre di Misericordia cui presento le mie miserie e ti chiedo di aiutarmi, poiché, dopo Gesù, sei tutta la mia speranza.
Con la Tua intercessione materna, Madonna piena di bontà e potere presso il Signore, 
Ti supplico di farmi ottenere … (esporre la grazia richiesta)Se ciò che Ti chiedo non è per la gloria di Dio ed il bene della mia anima, fammi avere quello che sia più conforme a entrambi. Amen! 

 Orazione del giorno 
O Immacolata Concezione, Ti chiediamo, oggi, con la semplicità dei bambini che,
distaccati dai beni materiali e rassegnati alle sofferenze, camminiamo guidati dalla
pratica delle Beatitudini verso il Regno del Cielo. Così, Madre mia, potremo già su questa
terra cominciare a conoscere la gioia celeste e cantare, con Te: Magnificat. Sii il mio
soccorso, Immacolata Concezione e ottienimi dal Nostro Padre Celeste, per i meriti di
Tuo Figlio, la grazia di … (esporre la richiesta). Amen! 

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

 Preghiera finale
O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te!
O Dio, che con l’Immacolata Concezione della Vergine, hai preparato al tuo Figlio una degna dimora e, in previsione della morte di Lui, l’hai preservata da ogni macchia, concedi anche a noi, per Sua intercessione, di giungere fino a Te, in purezza di spirito. Noi Te lo chiediamo per il Nostro Signore Gesù Cristo. Così sia! immacolata-picmix

OTTAVO GIORNO44688547737eb08e0c9fc4d7f90e1c5e

Preghiera iniziale

Vergine purissima, concepita senza peccato, tutta bella e senza macchia dal primo istante, Ti venero oggi sotto il titolo di Immacolata Concezione. Il Tuo Divino Figlio mi ha insegnato, attraverso la Sua stima, rispetto e sottomissione a Te, quali onori e omaggi io Ti dovrei prestare. Tu sei il rifugio sicuro dei peccatori pentiti e per questo ricorro a Te, attraverso questa novena. Sei la Madre di Misericordia cui presento le mie miserie e ti chiedo di aiutarmi, poiché, dopo Gesù, sei tutta la mia speranza. Con la Tua intercessione materna, Madonna piena di bontà e potere presso il Signore, Ti supplico di farmi ottenere … (esporre la grazia richiesta)Se ciò che Ti chiedo non è per la gloria di Dio ed il bene della mia anima, fammi avere quello che sia più conforme a entrambi. Amen! 

 Orazione del giorno 
O Immacolata Concezione, Consolatrice degli afflitti, guarda le mie sofferenze e i miei
dolori. Sii Colei che rimane sempre con me, anche quando i miei occhi si chiuderanno a
questa terra ed io mi presenterò al Tuo Divino Figlio. Madre mia, custodiscimi sempre al
Tuo fianco e stringimi vicino al Tuo cuore, perché è all’ombra della Croce che sono
diventato Tuo Figlio. Vergine Maria, aumenta giorno per giorno il mio amore verso di Te
ed il Tuo Divino Figlio. Sii il mio soccorso, Immacolata Concezione e ottienimi dal Nostro
Padre Celeste, per i meriti di Tuo Figlio, la grazia di … (esporre la richiesta). Amen! 

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

 Preghiera finale 

O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te!
O Dio, che con l’Immacolata Concezione della Vergine, hai preparato al tuo Figlio una degna dimora e, in previsione della morte di Lui, l’hai preservata da ogni macchia, concedi anche a noi, per Sua intercessione, di giungere fino a Te, in purezza di spirito. Noi Te lo chiediamo per il Nostro Signore Gesù Cristo. Così sia!immacolata-picmix

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Preghiera iniziale

Vergine purissima, concepita senza peccato, tutta bella e senza macchia dal primo istante, Ti venero oggi sotto il titolo di Immacolata Concezione. Il Tuo Divino Figlio mi ha insegnato, attraverso la Sua stima, rispetto e sottomissione a Te, quali onori e omaggi io Ti dovrei prestare. Tu sei il rifugio sicuro dei peccatori pentiti e per questo ricorro a Te, attraverso questa novena. Sei la Madre di Misericordia cui presento le mie miserie e ti chiedo di aiutarmi, poiché, dopo Gesù, sei tutta la mia speranza.
Con la Tua intercessione materna, Madonna piena di bontà e potere presso il Signore, 
Ti supplico di farmi ottenere … (esporre la grazia richiesta)Se ciò che Ti chiedo non è per la gloria di Dio ed il bene della mia anima, fammi avere quello che sia più conforme a entrambi. Amen! 

 Orazione del giorno 
O Immacolata Concezione, Madre mia, nel vuoto e, molte volte, nell’oscurità della mia
vita, nell’oscurità del mondo moderno nel quale il male è potente, Ti supplico, portaci
speranza e restaura la Nostra fiducia. Intercedi per me presso Tuo Figlio misericordioso,
chiedendoGli il Suo perdono per le mie colpe e per quelle di tutta l’umanità. Sii il mio
soccorso, Immacolata Concezione e ottienimi dal Nostro Padre Celeste, per i meriti di
Tuo Figlio, la grazia di … (esporre la richiesta). Amen! 

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

 Preghiera finale
O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te!
O Dio, che con l’Immacolata Concezione della Vergine, hai preparato al tuo Figlio una degna dimora e, in previsione della morte di Lui, l’hai preservata da ogni macchia, concedi anche a noi, per Sua intercessione, di giungere fino a Te, in purezza di spirito. Noi Te lo chiediamo per il Nostro Signore Gesù Cristo. Così sia! 7304303_orig

http://www.preghiereperlafamiglia.it/novena-all-immacolata.htm

LA SUPPLICA ALLA BEATA VERGINE DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA

(Da recitare alle 17,30 del 27 Novembre festa della Medaglia e il 27 di ogni mese ed in ogni urgente necessità.)

O Vergine Immacolata, sappiamo che sempre ed ovunque sei disposta ad esaudire le preghiere dei tuoi figli esuli in questa valle di pianto, sappiamo pure che vi sono giorni ed ore in cui Ti compiaci di spargere più abbondantemente le tue grazie.

O Maria, eccoci qui prostrati davanti a Te, proprio quello stesso giorno ed ora benedetta, da Te prescelti per la manifestazione della Tua Medaglia.

Veniamo a Te, colmi di immensa gratitudine e di illimitata fiducia, in quest’ora a te così cara, per ringraziarti del gran dono della tua Medaglia, segno del tuo amore e della tua protezione.
Ti promettiamo che la santa Medaglia sarà la nostra compagna invisibile, sarà il segno della tua presenza; sarà il nostro libro su cui impareremo a conoscere quanto ci hai amato e ciò che dobbiamo fare, perché non siano inutili tanti sacrifici tuoi e del tuo Figlio divino.

Sì, il tuo Cuore trafitto rappresentato sulla Medaglia poggerà sempre sul nostro e lo farà palpitare all’unisono con il tuo, l’accenderà d’amore per Gesù e lo fortificherà nel portare ogni giorno la propria croce dietro a Lui.

Questa è l’ora tua, o Maria, l’ora della tua bontà inesauribile, della tua misericordia trionfante, l’ora in cui facesti sgorgare per mezzo della tua Medaglia, quel torrente di grazie e di prodigi che inondò la terra.

Fa’, o Madre, che quest’ora sia anche l’ora nostra: l’ora della nostra sincera conversione e l’ora del pieno esaurimento dei nostri voti.

Tu che hai promesso proprio in quest’ora fortunata che grandi sarebbero state le grazie per chi le avesse domandate con fiducia, volgi benigna i tuoi sguardi alle nostre suppliche.
Noi confessiamo di non meritare di ricevere grazie, ma a chi ricorreremo, o Maria, se non a Te che sei la Madre nostra, nelle cui mani Dio ha posto tutti i suoi doni?
Abbi dunque pietà di noi.
Te lo domandiamo per la tua Immacolata Concezione e per l’amore che Ti spinse a donarci la tua preziosa Medaglia.
O Consolatrice degli afflitti che già Ti inteneristi sulle nostre miserie, guarda ai mali da cui siamo oppressi.

Fa’ che la tua Medaglia sparga su di noi e su tutti i nostri cari i suoi raggi benefici:
guarisca i nostri ammalati, dia la pace alle nostre famiglie, ci scampi da ogni pericolo.
La tua Medaglia porti conforto a chi soffre, consolazione a chi piange, luce e forza a tutti. Ma specialmente permetti, o Maria, che in quest’ora solenne domandiamo al tuo Cuore Immacolato la conversione dei peccatori, particolarmente di quelli che sono a noi più cari.
Ricordati che anch’essi sono tuoi figli, che per essi hai sofferto, pregato e pianto.
Salvali, o Rifugio dei peccatori!

E dopo averti amata, invocata e servita sulla terra, possiamo venire a ringraziarti e lodarti eternamente in Cielo. Amen.

– Salve, Regina, madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A Te ricorriamo, noi esuli figli di Eva; a Te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi quegli occhi Tuoi misericordiosi. E mostraci dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del Tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

– O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te (3 volte)

 

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Presentazione della Beata Vergine Maria al tempio

La Chiesa ricorda oggi l’ingresso di Maria Bambina, Madre di Dio, nel Tempio: il primo dei sì che Lei risponderà alle chiamate del Signore.

Dalla Liturgia delle Ore: « In questo giorno della dedicazione (543) della Chiesa di Santa Maria Nuova, costruita presso il tempio di Gerusalemme, celebriamo insieme ai cristiani d’Oriente quella “dedicazione” che Maria fece a Dio, di se stessa fin dall’infanzia, mossa dallo Spirito Santo, della cui grazia era stata ricolma nella sua immacolata concezione ».

La data della festività, il 21 novembre, deriva, dunque, dallo stesso giorno di consacrazione della Basilica di Santa Maria Nuova, nella città di Gerusalemme, che era stata costruita da Giustiniano I di Bisanzio per il vescovo Elia.

PREGHIERE PER LA PRESENTAZIONE DELLA B. V. MARIA 21 novembrePresentation-of-the-Virgin-Mary.jpg

Salve, Madre Santa, tu hai dato alla luce il Re,
che governa il cielo e la terra per i secoli in eterno.
Ti consacro, o Regina,
la mia mente affinché pensi sempre all’amore che tu meriti,
la mia lingua perché ti lodi, il mio cuore perché ti ami.
Accetta, o Santissima Vergine,
l’offerta che ti presenta questo misero peccatore; accettala ti prego,
per quella consolazione che sentì il tuo cuore quando nel tempio ti donasti a Dio.
O Madre di misericordia,
aiuta con la tua potente intercessione la mia debolezza,
impetrandomi dal tuo Gesù la perseveranza e
la forza per esserti fedele sino alla morte,
affinché, sempre servendoti in questa vita,
possa venire a lodarti in eterno nel Paradiso. AmenCUyUCRG

 Padre santo, secondo la tradizione, Maria consacrò la sua giovane vita al tuo servizio nel tempio. Fa’ che quanti sono stati consacrati a Dio dal Battesimo, comprendano la missione loro affidata e vivano realmente per la tua maggior gloria.

 Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre
Per la tua santa Presentazione, salvaci!

 Padre santo, cui Maria, tempio e tabernacolo del Verbo incarnato, per prima ha presentato il vero culto, in spirito e verità, fa’ che quanti, nella Chiesa, scelgono la via della consacrazione al Signore, siano sempre fedeli alla loro vocazione.

 Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre
Per la tua santa Presentazione, salvaci!

 Padre santo, cui Maria sul Calvario, ha presentato se stessa unitamente al suo unico Figlio Gesù, vittima a te gradita, fa’ che quanti partecipano al santo Sacrificio dell’altare, rivivano il mistero della Croce, offrendoti se stessi insieme a Gesù e Maria.

 Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre
Per la tua santa Presentazione, salvaci!  

CUyUCRG

Preghiera a Maria Santissima per la festa della Sua presentazione al tempio –

dall’Omelia di San Germano di Costantinopoli (634-733)

“Ave, santo trono di Dio, santuario divino, casa della gloria, gioiello più giusto, casa del tesoro scelta e sede della misericordia per tutto il mondo, il cielo mostra la gloria di Dio.

Vergine purissima, degna di ogni lode, Santuario dedicato a Dio e sollevato al di sopra di ogni condizione umana, suolo vergine, campo non arato, vite fiorente, fontana che sgorga acque, Vergine che porta il Bambino, Madre senza conoscere uomo, Tesoro nascosto dell’innocenza, ornamento di santità, con le tue preghiere più mirabili, forte con l’autorità della maternità, per il nostro Signore e Dio, Creatore di tutti, tuo Figlio che è nato da te senza un padre, guida la nave della Chiesa e portala in un porto tranquillo”.santino

MARIA, DIMORA DI DIO, SEDE DELLA SAPIENZACUyUCRG

Dal Catechismo della Chiesa Cattolica n. 511
“Maria Vergine cooperò alla salvezza dell’uomo con libera fede e obbedienza. Ha detto il suo «fiat» « loco totius humanae naturae – in nome di tutta l’umanità»: per la sua obbedienza, è diventata la nuova Eva , madre dei viventi”.

Questa celebrazione si collega a una pia tradizione attestata dal ‘Protovangelo di Giacomo’ (III sec), vangelo apocrifo: ciò significa che non fa parte del canone dei libri ispirati da Dio; ma questo non esclude che alcuni di questi racconti contengano qualche elemento di verità. Infatti, privato di particolari probabilmente leggendari, la Chiesa ha incluso questo episodio nella liturgia: dapprima a Gerusalemme, dove nell’anno 543 fu dedicata la basilica di Santa Maria Nuova in ricordo della Presentazione; poi, nel XIV secolo la festa passò in occidente, dove la sua memoria liturgica fu fissata il 21 novembre.

Dal Protovangelo di Giacomo, leggiamo in riferimento alla presentazione di Maria al tempio: «Tutte le fanciulle della città prendono le fiaccole ed un lungo corteo luminoso accompagna la bambina su in alto, “nel tempio del Signore”. Qui il sacerdote l’accoglie dicendo: “Il Signore ha magnificato il tuo nome in tutte le generazioni: in te, nell’ultimo dei giorni, Egli manifesterà la sua redenzione ai figli di Israele… Maria stava nel tempio del Signore come una colomba allevata, e riceveva il cibo per mano di un angelo».

Ma al di là della poesia, quello che conta è il fatto che quella Bambina era destinata a divenire la Dimora ove il Figlio di Dio e lo Spirito Santo vennero ad abitare in mezzo agli uomini; come tale la Presentazione è il simbolo di una verità più alta: quella della totale consacrazione a Dio fin dai primi istanti della sua esistenza.presentazione Maria al tempio.jpeg

Maria nel Tempio. Tutta la sua bellezza e la sua grazia – era ricolma di bellezza nell’anima e nel corpo – erano per il Signore. È questo il contenuto teologico della festa della Presentazione della Madonna. E in questo senso la liturgia applica a Lei alcune frasi dei libri sacri: Ho officiato nella tenda santa davanti a Lui, e così mi sono stabilita in Sion. Nella città amata mi ha fatto abitare; in Gerusalemme è il mio potere. Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso, nella porzione del Signore, sua eredità (Sir 24, 10-12). Come accadde a Gesù dopo la sua presentazione al Tempio, anche Maria continuerà a vivere con i genitori Gioacchino e Anna una vita normale. Dove Ella stava – soggetta ai genitori, crescendo sino a divenire donna -, là stava la piena di grazia (Lc 1, 28), con il cuore predisposto a un servizio completo a Dio e a tutti gli uomini per amore di Dio.

Tutto nella Vergine Maria era orientato verso la Santissima Umanità di Cristo, il vero Tempio di Dio. La festa della sua Presentazione è l’espressione dell’appartenenza esclusiva della Madonna a Dio, la completa dedicazione della sua anima e del suo corpo al mistero della salvezza, che è il mistero dell’avvicinamento del Creatore alla creatura. Sono cresciuta come un cedro sul Libano, come un cipresso sui monti dell’Ermon. Sono cresciuta come una palma in Engaddi, come le piante di rose in Gerico, come un ulivo maestoso nella pianura; sono cresciuta come un platano (Sir 24, 13-14). Maria Santissima ha fatto sì che intorno a Lei fiorisse l’amore di Dio. Lo fece senza essere notata, perché le sue opere erano cose di tutti i giorni, cose piccole piene d’ amore. 

Non si può dimenticare che, il 21 novembre, nella festa della Presentazione al Tempio, si celebra anche la Giornata delle claustrali come invito alla gratitudine per quelle sorelle che vivono la loro consacrazione di vita nella preghiera, nella meditazione e nel nascondimento. Queste sorelle, vere antenne sul monte del Signore, sono nel cuore della Chiesa e la arricchiscono con la loro verginità e incessante preghiera. Senza di loro la Chiesa sarebbe molto più povera!

Maria ratificò la consacrazione fatta dai genitori, la consacrazione già fatta nel momento della sua concezione immacolata e si donò senza riserve, volendo per tutta la vita essere la serva del Signore. “La Madonna, diceva san Francesco di Sales, fa oggi un’offerta quale il Signore la vuole, perché, oltre la sua persona, che sorpassa tutte le altre, fatta eccezione del Figlio suo, offre tutto ciò che è, tutto ciò che ha e questo è quanto Dio chiede” (Opere, t. ix, p. 236).

Maria, avendo «trovato grazia agli occhi di Dio» (cf Lc 1,30) è diventata Madre e potente Aiuto dei cristiani. «Anche nella sua opera apostolica la Chiesa giustamente guarda a Colei che generò Cristo, concepito dallo Spirito Santo e nato dalla Vergine, per nascere e crescere anche nel cuore dei fedeli per mezzo della Chiesa» (LG 65). Ogni cristiano, come Maria, «trova grazia» presso Dio nello Spirito Santo, per la mediazione di Cristo e diviene «Arca dell’alleanza nuova» e Tempio del Signore in forza della consacrazione dello Spirito nel Battesimo e nell’Eucaristia.

La Chiesa, fin dai primi tempi, ha venerato la sublime santità di Maria e ha riferito a lei numerosi passi biblici dell’Antico Testamento, là dove Maria è presentata come “dimora della Sapienza in mezzo agli uomini”: in questa prospettiva viene chiamata Sede della Sapienza, perché in lei abita la Sapienza di Dio che è Cristo, e in lei cominciano a manifestarsi le meraviglie di Dio, che lo Spirito compie in Cristo e nella Chiesa.
Intesa come Tempio di Dio, Maria è salutata non solo come la Madre dei credenti, Madre della Chiesa, ma anche come la Donna dei tempi nuovi, perché in Lei si realizzano le promesse dei profeti, e, per la sua mediazione, lo Spirito Santo mette in comunione Dio con gli uomini.
“In Maria, lo Spirito Santo manifesta il Figlio del Padre divenuto Figlio della Vergine. Ella è il roveto ardente della teofania definitiva: ricolma di Spirito Santo, mostra il Verbo nell’umiltà della sua carne ed è ai poveri e alle primizie dei popoli, che lo fa conoscere” (Catechismo della Chiesa Cattolica n. 724).

COLEI CHE CREDETTE IN VIRTU’ DELLA FEDE, IN VIRTU’ DELLA FEDE CONCEPI’
Dai «Discorsi» di sant’Agostino, vescovo. Disc. 25, 7-8
Fate attenzione, vi prego, a quello che disse il Signore Gesù Cristo, stendendo la mano verso i suoi discepoli: «Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli; perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre» (Mt 12, 49-50). Forse che non ha fatto la volontà del Padre la Vergine Maria, la quale credette in virtù della fede, concepì in virtù della fede, fu scelta come colei dalla quale doveva nascere la nostra salvezza tra gli uomini, fu creata da Cristo, prima che Cristo in lei fosse creato? Ha fatto, sì, certamente ha fatto la volontà del Padre Maria santissima, e perciò conta di più per Maria essere stata discepola di Cristo, che essere stata madre di Cristo. Lo ripetiamo: fu per lei maggiore dignità e maggiore felicità essere stata discepola di Cristo che esser stata madre di Cristo. Perciò Maria era beata, perché, anche prima di dare alla luce il Maestro, lo portò nel suo grembo.
Osserva se non è vero ciò che dico. Mentre il Signore passava, seguito dalle folle, e compiva i suoi divini miracoli, una donna esclamò: «Beato il grembo che ti ha portato!» (Lc 11, 27). Felice il grembo che ti ha portato! E perché la felicità non fosse cercata nella carne, che cosa rispose il Signore? «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!» (Lc 11,28). Anche Maria proprio per questo è beata, perché ha ascoltato la parola di Dio e l’ha osservata. Ha custodito infatti più la verità nella sua mente, che la carne nel suo grembo. Cristo è verità, Cristo è carne; Cristo è verità nella mente di Maria, Cristo è carne nel grembo di Maria.web-blessed-virgin-mary-aaron-amat-shutterstock_80963179.gif

 

STORIA DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA

Il mistero del Santuario di Rue du Bac, a Parigi, nasce dalle apparizioni della S. Vergine a una giovane novizia delle Figlie della Carità di S. Vincenzo de’Paoli, Caterina Labouré, a cui la Madonna affidò la realizzazione di una medaglia cosiddetta “miracolosa” che, da quasi due secoli ormai, ha conquistato con le sue innumerevoli grazie e prodigi il mondo intero.

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La rivelazione a Santa Caterina Labouré

La Medaglia della Madonna delle Grazie, più nota come Medaglia Miracolosa, ha avuto origine in Francia, nel 1830, quando venne rivelata dalla Madonna a santa Caterina Labouré, giovane religiosa nel convento parigino delle Figlie della Carità. Questa Medaglia è stata coniata per ordine di Maria SS.ma stessa, come segno di amore, pegno di protezione e sorgente di grazie. Il formato della Medaglia è ovale. In una delle facce è raffigurata la Madonna, con le braccia tese, mentre distribuisce ai fedeli grazie, rappresentate dalla luce che irradia; allo stesso tempo, col suo piede verginale schiaccia la testa dell’infernale serpente. All’intorno, l’immagine è incorniciata da questa invocazione:

” O Maria, concepita senza peccato,
pregate per noi che ricorriamo a Voi!”    

Sull’altra faccia figurano la lettera M sormontata dalla Croce, e sotto i fiammeggianti Sacri Cuori di Gesù e di Maria; questo insieme viene circondato da dodici stelle. Le apparizioni della Medaglia Miracolosa aprirono nel 1830 un ciclo di grandi manifestazioni mariane, proseguite con le apparizioni a La Salette (1846), a Lourdes (1858) e culminate infine a Fatima (1917).

La Chiesa in pericolo
Per ben comprendere le origini e il significato della Medaglia, bisogna conoscere alcune cose sulla vita di santa Caterina Labouré e sul contesto storico dell’epoca in cui visse. La Medaglia è stata donata alla Chiesa, in un periodo di grandi disordini e turbolenze che colpirono la Francia e l’Europa intera, un periodo quindi di grandi pericoli anche per la Chiesa. Dalla Rivoluzione Francese (1789) in poi, una catena di cospirazioni, rivolte, guerre aveva sconvolto il nostro continente e si era concretizzato in una feroce persecuzione non solo al clero ma a tutta la Chiesa. Le rivoluzioni liberali tentavano di separare gli Stati dalla Chiesa per trasformarli in strumenti di guerra alla religione; tentavano di distruggere l’ordinamento della Cristianità per instaurare sulle sue rovine una società fondata non sul Decalogo ma su una sorta di anti-Decalogo, permettendo per legge ciò che Dio vieta come peccato e vietando per legge ciò che Dio prescrive come virtù. In verità, dopo anni di guerre e di rivoluzioni, nell’epoca in cui avvennero le apparizioni della Medaglia, la situazione Europea sembrava essersi calmata. Ma si trattava solo di una pausa: ben presto la situazione sarebbe precipitata. Alla vigilia della nuova tempesta avvennero le apparizioni della Madonna a santa Caterina.

La prima apparizione
La notte tra il 18 e il 19 luglio 1830, verso le undici e mezzo, Caterina udì una voce che la chiamava per nome. Vide un misterioso bambino vestito di bianco che le disse:”alzati subito e vai nella cappella, la Santissima Vergine ti aspetta”. Questo bambino che era il suo angelo custode, la condusse alla cappella, nella quale tutte le candele e le lampade erano accese. Improvvisamente il bambino esclamò: “ecco la Beatissima Vergine!”. Apparve allora una meravigliosa Signora, seduta su una poltrona posta nel presbiterio. Caterina accorse da lei e s’inginocchiò sui gradini dell’altare; restò in questa posizione ad ascoltare, tenendo le mani familiarmente appoggiate sulle ginocchia della Madonna. “Quel momento fu il più dolce della mia vita e mi è impossibile descrivere tutto ciò che ho provato”, affermerà poi la veggente. Durante l’apparizione che durò circa un ora e mezza, Maria le disse: ” Figlia mia, il buon Dio vuole affidarti una missione. Avrai molte sofferenze da patire, ma le supererai pensando che le ricevi per glorificare il buon Dio. Conoscerai il messaggio che ti viene da Lui. Verrai contrastata, ma la grazia ti aiuterà. Abbi fiducia e non temere! Rendi conto di ciò che vedrai e udirai.” A questo punto la Madonna aggiunse con un espressione molto triste: “I tempi sono malvagi. Sciagure si abbatteranno sulla Francia, il trono verrà rovesciato, il mondo intero verrà sconvolto da sventure di ogni genere. Ma venite pure ai piedi di questo altare; qui grazie verranno diffuse su tutti coloro, grandi e piccoli, che le chiederanno con fiducia e fervore.” Dopo averle parlato del futuro della sua congregazione, la Madonna riprese l’argomento: “Ci saranno morti, il clero di Parigi avrà vittime, monsignore l’arcivescovo morirà. Figlia mia, la Croce verrà disprezzata, la getteranno per terra, e allora scorrerà il sangue per le strade. Verrà nuovamente aperta la ferita al costato di Nostro Signore. Verrà il momento in cui il pericolo sarà talmente grave, da far credere che tutto sia perduto. Figlia mia, tutto il mondo sarà nella tristezza. Ma abbiate fiducia! Proprio allora io sarò con voi; avrete modo di riconoscere la mia visita”.

“Fai coniare una medaglia su questo modello”
Sabato 27 novembre 1830, verso le ore diciotto, santa Caterina pregava nella cappella, quando le apparve la Beatissima Vergine all’altezza del quadro di san Giuseppe. Il suo volto con gli occhi rivolti al cielo, era magnificamente bello. Era vestita di seta bianca e teneva nelle mani una sfera dorata, che rappresentava il mondo e che offriva a Dio. I suoi piedi erano appoggiati su una semisfera. Alle mani aveva anelli con pietre preziose di varie dimensioni; quasi tutte sfavillavano e mandavano verso il basso raggi luminosi di varia intensità. Caterina capì che i raggi rappresentavano le grazie sparse dalla Madonna sulle anime devote, mentre le gemme che restavano spente simboleggiavano le grazie che gli uomini trascuravano di chiederle. Durante questa apparizione si formò attorno ad essa come una cornice ovale, nella quale era scritta in caratteri dorati questa frase: “O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi”. Allora si udì una voce che diceva: “Fai coniare una medaglia su questo modello. Tutti coloro che la terranno al collo riceveranno grandi grazie, ed esse saranno abbondanti per le persone che la terranno con fiducia”. In quel momento l’immagine parve voltarsi facendone vedere il rovescio. Apparve allora la lettera M sormontata dalla Croce, con sotto raffigurati il Sacro Cuore fiammeggiante di Gesù, incoronato di spine, e quello di Maria trapassato da una spada; l’insieme era circondato da una corona di dodici stelle che ricordavano il passo dell’Apocalisse:”Una Donna vestita di sole, con la luna sotto i piedi e una corona di dodici stelle sul capo”. Qual è il significato dell’immagine? I teologi ritengono che esso sia assai semplice: M = Maria Madre; I = Iesus; + = Crocifisso. Il risultato è evidente: Maria Madre di Gesù Cristo crocifisso Salvatore.La Medaglia Miracolosa, uno degli oggetti più venerati al mondo

Quando Santa Caterina Labouré, ebbe tra le mani la prima Medaglia Miracolosa,
la baciò, e poi disse: “Ora bisogna diffonderla “.
Caterina ne parla al suo confessore, Padre Aladel. Intanto nel febbraio del 1832 scoppia a Parigi una terribile epidemia di colera, che provocherà più di 20.000 morti. In giugno le Figlie della Carità cominciano a distribuire le prime 2.000 medaglie, fatte coniare da Padre Aladel. Le guarigioni si moltiplicano, come le protezioni prodigiose e le conversioni spirituali. Il popolo di Parigi comincia a chiamare la medaglia “miracolosa”.
Nell’autunno 1834 c’erano già più di 500.000 medaglie. Un anno dopo soltanto ne circolavano più di un milione. Nel 1839 la medaglia veniva diffusa in più di dieci milioni di esemplari, e alla morte di suor Caterina, nel 1876, si contavano più di un miliardo di medaglie!

Grazie e miracoli si moltiplicavano via via operando conversioni e guarigioni,
aiuti e benedizioni per le anime e per i corpi; per questo si meritò ben presto, dal popolo, il nome di “Miracolosa “.
La missione affidata dalla Madonna a S. Caterina Labouré, di diffondere la Medaglia Miracolosa,
riguarda anche noi che dovremmo sentirci onorati di questa missione di Grazia.
S. Caterina Labouré si fece distributrice zelante della Medaglia per più di 40 anni !
Tra vecchi, ammalati, soldati e bambini, là dove la Santa passava donava a ognuno la Medaglina.
Santa Teresina, da piccola, le metteva nelle tasche delle giacche degli operai.
S.Massimiliano Kolbe, chiamava le medaglie miracolose “munizioni”, ed ottenne molte grazie e conversioni prodigiose.
Il S. Curato d’Ars, quando usciva per il paese, portava le tasche gonfie di Medagliette e Crocifissi,
e tornava sempre con le tasche vuote …
S. Giovanni Bosco faceva portare la Medaglia al collo ai suoi ragazzi,
e grazie a questa nessuno fu contagiato dal colera durante un’epidemia.
Padre Pio teneva sempre in tasca medagline miracolose da distribuire; e morì con queste medagline in tasca.


Padre Aladel, confessore di Santa Caterina e primo promotore della diffusione della Medaglia,
scrisse:

“Oh, cresca e si estenda sempre più il culto di Maria concepita senza peccato,
questo culto così dolce, così adatto a far discendere sulla terra le benedizioni del Cielo!
Oh, se noi conoscessimo il dono di Maria, se comprendessimo il suo grande amore per noi!
Portate la Medaglia Miracolosa!
* Portatela voi bambini,
questa cara Medaglia, questo dolce ricordo della più tenera fra le Madri.
Imparate ed amate ripetere la sua breve preghiera: “O Maria concepita…”.
Stella del Mattino, Ella sarà felice di guidare i vostri primi passi e di conservarvi nell’innocenza.
* Portatela voi giovani
e ripetete spesso fra i tanti pericoli che vi circondano: “O Maria concepita…”.
Vergine senza macchia, Ella vi preserverà da ogni pericolo.
* Portatela voi padri e madri
di famiglia e la Madre di Gesù spanderà su di voi
e sulle vostre famiglie abbondanti benedizioni.
* Portatela voi anziani e malati.
Soccorso dei cristiani, Maria accorrerà in vostro aiuto
per santificare i vostri dolori e per consolare i vostri giorni.
* Portatela voi anime consacrate
a Dio e non stancatevi di dire: “O Maria concepita…”.
Regina dei vergini e delle vergini, Ella farà germogliare nel giardino del vostro cuore i fiori e i frutti
che devono essere le delizie dello Sposo e formare la vostra corona nel giorno delle nozze dell’Agnello.
* Portatela voi peccatori
anche se foste piombati nell’abisso delle più grandi miserie,
anche se la disperazione si fosse impadronita dell’anima vostra, levate lo sguardo verso la Stella del Mare:
vi resta la compassione di Maria.
Prendete la Medaglia e gridate dal profondo del vostro cuore: “O Maria concepita…”.
Rifugio dei peccatori, Ella vi tirerà fuori dall’abisso nel quale siete caduti
e vi ricondurrà sui sentieri fioriti della giustizia e del bene”.

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I. O Vergine Immacolata della Medaglia Miracolosa, che, mossa a pietà dalle nostre miserie, scendesti dal cielo per mostrarci quanta cura prendi alle nostre pene e quanto ti adoperi per allontanare da noi i castighi di Dio e ottenerci le sue grazie, soccorrici in questa presente nostra necessità e concedici le grazie che ti domandiamo.

Ave Maria.

O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te. (tre volte).

II. O Vergine Immacolata, che ci hai fatto dono della tua Medaglia, quale rimedio a tanti mali spirituali e corporali che ci affliggono, come difesa delle anime, medicina dei corpi e conforto di tutti i miseri, ecco che noi la stringiamo riconoscenti sul nostro cuore e ti domandiamo per essa di esaudire la nostra preghiera.

Ave Maria.

O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te.(tre volte).

III. O Vergine Immacolata, che hai promesso grandi grazie ai devoti della tua Medaglia, se ti avessero invocato con la giaculatoria da Te insegnata, noi, pieni di fiducia nella Tua parola, ricorriamo a Te e Ti domandiamo, per a Tua Immacolata Concezione, la grazia di cui abbiamo bisogno.

Ave Maria.

O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te.(tre volte).

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Preghiere a MARIA, AIUTO DEI CRISTIANI, “la Madonna dei tempi e delle situazioni difficili”(S. Giovanni Bosco)

PREGHIERA A MARIA AUSILIATRICE di San Giovanni Bosco

O Maria Ausiliatrice, Madre benedetta del Salvatore, validissimo è il tuo aiuto in favore dei cristiani.
Per te le eresie furono sconfitte
e la Chiesa uscì vittoriosa da ogni insidia.
Per te le famiglie e i singoli furono liberati
ed anche preservati dalle più gravi disgrazie.
Fa’, o Maria, che sia sempre viva la mia fiducia in te,
affinché in ogni difficoltà possa anch’io sperimentare che tu sei veramente il soccorso dei poveri, la difesa dei perseguitati, la salute degli infermi,
la consolazione degli afflitti, il rifugio dei peccatori
e la perseveranza dei giusti.

PREGHIERA A MARIA AUSILIATRICE, composta da San Giovanni Boscomaria-aiuto-dei-cristiani2

O Maria, Vergine potente,
Tu grande illustre presidio della Chiesa;
Tu aiuto meraviglioso dei Cristiani;
Tu terribile come esercito schierato a battaglia;
Tu sola hai distrutto ogni eresia in tutto il mondo;
Tu nelle angustie, nelle lotte, nelle strettezze
difendici dal nemico e nell’ora della morte
accogli l’anima nostra in Paradiso!
Amen

AFFIDAMENTO A MARIA AUSILIATRICE 

Santissima Vergine Maria, da Dio costituita Ausiliatrice dei cristiani, noi ti eleggiamo Signora e Padrona di questa casa. 

Degnati, Ti supplichiamo, di mostrare in essa il Tuo potente aiuto.

Preservala dai terremoti, dai ladri, dai cattivi, dalle incursioni, dalla guerra, e da tutte le altre calamità che Tu sai.

Benedici, proteggi, difendi, custodisci come cosa tua le persone che vivono e vivranno in essa: preservale da tutte le disgrazie e gli infortuni, ma soprattutto concedi loro l’importantissima grazia di evitare il peccato.

Maria, Aiuto dei Cristiani, prega per quanti abitano in questa casa che a Te si è consacrata per sempre. Così sia.

PREGHIERA DI CONSACRAZIONE A MARIA AUSILIATRICE

 O Santissima ed Immacolata Vergine Maria, Madre nostra tenerissima, e potente Aiuto dei Cristiani, noi ci consacriamo interamente al vostro dolce amore e al vostro santo servizio. Vi consacriamo la mente con i suoi pensieri, il cuore con i suoi affetti, il corpo con i suoi sentimenti e con tutte le sue forze, e promettiamo di voler sempre operare alla maggior gloria, di Dio ed alla salute delle anime.
Voi intanto, o Vergine incomparabile, che siete sempre stata l’Ausiliatrice del popolo cristiano, deh! continuate a mostrarvi tale specialmente in questi giorni.

Umiliate i nemici di nostra santa Religione, e rendetene vani i malvagi intenti. Illuminate e fortificate i Vescovi e i Sacerdoti, e teneteli sempre uniti ed obbedienti al Papa, Maestro infallibile; preservate dall’irreligione e dal vizio l’incauta gioventù; promuovete le sante vocazioni ed accrescete il numero dei sacri Ministri, affinché per mezzo loro il regno di Gesù Cristo si conservi tra noi e si estenda fino agli ultimi confini della terra.

Vi preghiamo ancora, o dolcissima Madre, che teniate sempre rivolti i vostri sguardi pietosi sopra l’incauta gioventù esposta a tanti pericoli, e sopra i poveri peccatori e moribondi; siate per tutti, o Maria, dolce speranza, Madre di misericordia e porta del Cielo.
Ma anche per noi vi supplichiamo, o gran Madre di Dio. Insegnateci a ricopiare in noi le vostre virtù, in particolar modo l’angelica modestia, l’umiltà profonda e l’ardente carità; affinché per quanto è possibile, col nostro contegno, colle nostre parole, col nostro esempio rappresentiamo al vivo in mezzo al mondo Gesù Benedetto vostro Figliuolo, e facciamo conoscere ed amare Voi, e con questo mezzo possiamo riuscire a salvare molte anime.
Fate altresì, o Maria Ausiliatrice, che noi siamo tutti raccolti sotto il vostro manto di Madre; fate che nelle tentazioni noi v’invochiamo tosto con fiducia; fate insomma che il ‘pensiero di Voi sì buona, sì amabile, sì cara, il ricordo dell’amore che portate ai vostri devoti, ci sia di tale conforto da renderci vittoriosi contro i nemici dell’ anima nostra in vita ed in morte, affinché possiamo venire a farvi corona nel Paradiso. Così sia.

 ATTO CON CUI SI PRENDE PER MADRE LA BEATA VERGINE MARIA

Formula di affidamento suggerita da San Giovanni Bosco, Maggio 1869

Signore mio Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, io ti riconosco e ti adoro come mio principio ed ultimo fine.
Ti supplico di rinnovare in mio favore quel misterioso amorevole testamento da te fatto sulla Croce, quando hai dato al prediletto apostolo Giovanni la qualità e il titolo di figlio della tua Madre Maria. 

Ripeti a lei, anche per me, quelle parole: DONNA, ECCO TUO FIGLIO.
Concedimi la grazia di poter appartenere a lei come figlio, e di averla per madre in tutto il tempo della mia vita.

Beatissima Vergine Maria, mia Avvocata e Mediatrice, io…(nome).. mi affido completamente alla tua bontà e misericordia, e animato dal vivo desiderio di imitare le tue belle virtù, ti eleggo quest’oggi per mia Madre, supplicandoti di ricevermi nel numero fortunato dei tuoi cari figli.

Ti faccio una donazione intera e irrevocabile di tutto me stesso. Accogli, ti prego, questo mio impegno e gradisci la confidenza con cui mi affido totalmente a te. Concedimi la tua materna protezione per tutto il corso della via vita e particolarmente nell’ora della morte, affinché l’anima mia, sciolta dai lacci del corpo, passi da questa valle di pianto a godere con te l’eterna gioia nel Regno dei cieli. Amengrande-quadro-di-maria-ausiliatrice-dipinto-del-1868-ad-opera-di-tommaso-lorenzone-su-commissione-di-san-giovanni-bosco-per-la-nuova-basilica-di-maria-ausiliatrice-a-torino

PAROLE di don Bosco sull’AUSILIATRICE

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Chi confida in Maria non sarà mai deluso.

In Maria ho riposto tutta la mia fiducia.

La Madonna non lascia mai le cose a metà.

Io vi raccomando di invocare sempre il nome di Maria,

specialmente con questa giaculatoria:

Maria Ausiliatrice dei Cristiani, prega per noi.

É una preghiera non tanto lunga, ma che si esperimentò molto efficace.

La nostra confidenza é nell’aiuto di Maria Ausiliatrice.

Il Signore e la sua divina Madre non permetteranno che si ripeta invano:

Maria aiuto dei Cristiani, prega per noi! 

Quando vogliate ottenere qualche grazia 

prendete come abitudine di recitare questa giaculatoria: 

Maria Auxilium Cristianorum, ora pro nobis… 

Moltissimi invocandola con questa giaculatoria, ottennero grazie speciali.

Maria Ausiliatrice è la taumaturga, è l’operatrice delle grazie e dei miracoli

per l’alto potere che ha ricevuto dal Suo Divin Figlio.

Da tutte le parti si vedono effetti straordinari prodotti

da questa confidenza in Maria Ausiliatrice

Ella gusta tanto di portarci aiuto!

Oh! Maria Ausiliatrice è un terribile patrocinio:

terribile per quelli che vogliono opporsi all’opera sua,

ma onnipotente per coloro che si tengono sotto il suo manto

http://www.preghiereperlafamiglia.it/maria-aiuto-dei-cristiani.htmimmagine009

“Seguire la fede eroica di Maria, che colpisce il diavolo sul naso.” Preghiere a Santa Maria del Soccorso.

I cattolici dovrebbero guardare a Maria Santissima come il faro di una religione che si batte per la Verità, piuttosto che adeguarsi alla cultura popolare, ha detto l’Arcivescovo Charles Chaput di Filadelfia.

“Se vogliamo recuperare ciò che siamo come Chiesa, dobbiamo cominciare, in noi stessi e nelle nostre parrocchie locali, a distaccare il cuore dall’ ipotesi di adeguarci alla cultura popolare, che non è più realmente ‘nostra’ “, ha detto l’Arcivescovo Chaput.

“Questo è il motivo per cui Maria – la giovane Vergine ebrea, la Madre amorevole e al contempo la Donna che colpisce il diavolo sul naso – è stata, è, e sempre sarà la nostra grande difesa e la grande Protettrice della Chiesa”, ha aggiunto.

L’Arcivescovo Chaput ha parlato alla Conferenza episcopale del 2016 presso l’Università di Notre Dame a Filadelfia, mercoledì scorso ed ha sottolineato che dobbiamo“ricordare chi siamo e la storia a cui apparteniamo”. Il suo discorso fa riferimento ad un esempio, raffigurato da un dipinto del XIII secolo, della Beata Vergine Maria che prende il diavolo a pugni sul naso. “Lei non lo rimprovera. Lei non entra in un dialogo con lui. Lei colpisce il diavolo sul naso “, ha detto.

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MADONNA DEL SOCCORSO (Montefalco)

L’illustrazione di questa icona  è perfettamente attinente alla nostra fede perché, secondo l’autore cristiano CS Lewis, “il cristianesimo è una ‘religione di combattimento’ – non nel senso di odio o violenza contro altre persone, ma piuttosto nella lotta spirituale contro il male, in noi stessi e nel mondo che ci circonda, in cui le nostre armi sono l’amore, la giustizia, il coraggio e il dono di sé. “

Il problema è che molti cattolici degli Stati Uniti hanno abbandonato questa “lotta spirituale” e si sono adeguati troppo alla cultura popolare “che annulla le forti convinzioni religiose nel nome della ‘tolleranza liberale’ e offusca il nostro anelito a Dio travolgendolo con un fiume di ateismo pratico sotto forma di beni di consumo”.

I politici cattolici hanno seguito le proprie “ambizioni e appetiti” piuttosto che essere fedeli alla Chiesa, ha osservato. Laici e membri del clero hanno fatto questo attraverso una “apostasia silenziosa” nel non levarsi in piedi per difendere la verità quando è necessario farlo….“per essere vigliacchi quando Gesù chiede loro di avere coraggio; si è vigliacchi quando non si sta dalla parte della verità nel momento in cui c’è bisogno di lavorare per essa e lottare per essa.”

Mons Chaput ha anche messo in guardia da una visione del mondo tecnocratica che vede tutte le soluzioni ai problemi come soluzioni pratiche e tecniche.

Un cattolico può essere facilmente ingannato a credere che la preghiera debba essere accantonata per trovare soluzioni pratiche ai problemi, ha osservato: “La tecnologia ottiene risultati pratici. La preghiera non li ottiene in modo immediato e così la nostra immaginazione gradualmente si piega verso l’orizzontale, e non tiene lo sguardo rivolto in alto, al Volto salvifico di Cristo.”

Così, quello che si sviluppa è una cultura in cui tutto è RELATIVO: “anche quando la nostra fede parla chiaramente di Paradiso ed Inferno” oggi sembra tutto irrilevante, si guarda solo ai propri egoismi.

“La Chiesa del nostro Battesimo è salvifica. La Chiesa, in cui molti americani ancora credono e adorano Cristo Dio, la Chiesa che noi consideriamo la nostra cultura, è veramente terapeutica “, non le ideologie del mondo.

L’ Arcivescovo Chaput ha esortato i suoi colleghi vescovi ad invitare i fedeli alla virtù eroica e a non accontentarsi di mediocrità – come Papa Francesco così ha esortato i cattolici nell’ Incontro Mondiale delle Famiglie a Filadelfia, nel 2015.

“Per recuperare la Chiesa nel sentimento cattolico, dovremmo iniziare rinnovando nella nostra gente la visione che l’eternità è reale, che insieme abbiamo una missione nel mondo, e che le nostre vite hanno conseguenze che trascendono il tempo”, ha insistito Mons Chaput. Mentre sono impegnati nella cultura odierna, i cattolici devono mantenere una distanza sana da essa, per non cadere nella tentazione di lasciarsi assimilare da essa. I leader non devono aver paura di predicare la verità nella carità, non importa le conseguenze.

“Ovviamente abbiamo bisogno di fare tutto il possibile per portare i cattolici tiepidi alla vita attiva nella Chiesa”, ha detto. “Ma non dovremmo mai avere paura di una chiesa più piccola,  se i suoi membri sono anche più fedeli, più zelanti, più missionari e più impegnati alla santità.” E, ha aggiunto, se difendere la verità dà fastidio a certi cattolici “fai da te” che non vivono la loro fede veramente, “sarebbe meglio che fossero onesti e non si dichiarassero cattolici”.

E’ questo, L’ONESTA’,  che è necessaria, per predicare la verità con amore “carità nella Verità”. Esempi di una mancanza di onestà oggi includono i casi in cui le parole vengono male interpretate – Come il termine “accompagnamento”,  ha sottolineato Mons Chaput.

Per quanto riguarda “l’accompagnamento, Papa Francesco giustamente ci insegna la necessità di incontrare le persone là dove sono, per camminare con loro con pazienza, fare amicizia con loro sulla strada della vita. Tuttavia, molti hanno interpretato questo a torto, come un tacito ‘adeguarsi’. Ma accompagnare significa guidare alla strada della Vita, è questo che fa la differenza, specialmente quando dobbiamo accompagnare qualcuno che sta in bilico su un burrone!” .

I tempi attuali possono essere difficili per i cristiani, l’arcivescovo ha ammesso: “Questo è il momento per il coraggio e per il candore della Verità, ma non è certo la prima volta nella storia del mondo che questo tempo accade”.

Preghiere a S. Maria del Soccorsomediatrixofallgraces 1. Davanti alla tua santa immagine, o Maria Santissima del Soccorso, devotamente ti saluto Regina, Signora e Protettrice mia. Pieno d’imperfezioni e di peccati io non posso sperare di ottenere da Dio perdono e misericordia se non ponendomi sotto le ali della tua potente protezione. Prega per me il tuo divino Figlio Gesù, e ottienimi da Lui la grazia di poter sfuggire alle insidie del mondo e vincere tutte le tentazioni del nemico infernale.

Oh, Madre Santa del Soccorso, io so che il tuo dominio è potente nel Cielo, sulla terra e nell’inferno: nel Cielo, perché vi risiedi adorata Regina insieme al tuo caro Gesù; sulla Terra, perché sei Madre del nostro Redentore e quindi Madre nostra carissima; nell’inferno, perché col tuo piede purissimo schiacci il capo del nemico serpente. Ti prego dunque, per quella ardentissima carità che hai sempre dimostrata verso i miseri peccatori, di accogliere anche me sotto la protezione del tuo Cuore dolcissimo!

Madre Santa del Soccorso, ogni mia fiducia, ogni mia speranza è posta in Te! vieni in mio aiuto! soccorrimi nei miei bisogni spirituali e materiali, in tutti i pericoli e le lotte di questa esistenza. Assistimi specialmente nell’ora della morte, affinché col tuo santo aiuto possa godere della gloria beata del Paradiso e benedire insieme a Te, in eterno, il dolcissimo Figlio tuo Gesù. A Lui ti prego di presentare il mio cuore, la mia anima, tutto me stesso, col pentimento sincero delle innumerevoli colpe della mia vita passata, e col fermo proposito di non peccare mai più! E così sia. Madre Santa del Soccorso, a Te mi affido e credo; in Te confido e spero.

2. O Madonna del Soccorso e Madre mia Maria! lo t’innalzo con tutta la fermezza della fede e con tutto l’entusiasmo del cuore la mia umile preghiera. Rinnova con me oggi quei soavi prodigi con cui la tua miracolosa manifestazione dette pegno di prediligere questa terra.

E come nelle passate età più volte le genti ottennero di essere, col tuo aiuto, preservate dalla grandine, dalla siccità, dalle inondazioni, dai morbi pestilenziali, e conseguirono ogni sorta di favori spirituali e temporali, concedi anche a me la grazia che imploro, affinché io possa promulgare la tua bontà annunziando a tutti che il Santuario del Soccorso è veramente il trono delle tue misericordie, il luogo da te prescelto per dispensare grazie ed elargire benedizioni. Amen

3. Ave, o Maria, pace e gioia del genere umano.

Ave, giardino di delizie.

Ave, canto dei Cherubini e lode degli Angeli.

Ave, tempio santissimo.

Ave, baluardo dei fedeli, e porto dei naufraghi.

Ave, rifugio degli afflitti.

Ave, fonte della grazia e dell’immortalità.

Ave, trono del Signore.

Ave, o Casta, che hai schiacciato la testa del drago antico.

Ave, soccorso dei miseri.

Ave, o Madre di Cristo, Figlio del Dio vivente:

a lui gloria, onore, adorazione e lode nei secoli. Amen.

FONTE

http://www.catholicnewsagency.com/news/archbishop-chaput-be-like-mary-punch-the-devil-in-the-nose-32890/

http://www.parrocchie.it/prato/mariadelsoccorso/pregsms.html

PERCHE’ TI AMO MARIA! POESIA DI SANTA TERESA DI GESU’ BAMBINO

Questa bellissima poesia, che Santa Teresa di Gesù Bambino scrisse  poco prima di lasciare questa vita, nel maggio 1897, ci insegna a contemplare i Misteri della Vita di Gesù attraverso il Cuore di Maria nel Santo Rosario. steresa1che-cosa-la-preghiera-618x402

1-Vorrei cantare, Madre, perchè t’amo; e perchè il dolce tuo nome mi fa trasalire il cuore. E perchè il pensiero della tua suprema grandezza non saprebbe ispirarmi spavento nell’anima. Se ti contemplassi nella sublime tua gloria che di tanto sorpassa la luce degli eletti, ah non potrei credere che sono la tua bambina, Maria, e davanti a te abbasserei gli occhi.

2- Perchè una creatura possa darsi tutta alla mamma bisogna che questa pianga con lei, divida i suoi dolori. Regina del mio cuore, quanto piangesti quaggiù per attirarmi a te! Ben meditando la tua vita nel Vangelo, io oso guardarti e avvicinarmi a te: non m’è difficile credermi tua creatura, perchè ti vedo mortale e sofferente come me.

3-All’angelico annunzio del mistero divino, che ti fa Madre di un Dio regnante per tutta l’eternità, l’altro stupendo mistero, eleggesti, del tesoro ineffabile della tua verginità. E comprendo che la tua anima, Vergine Immacolata, sia più cara al Signore del Suo bel Paradiso: comprendo che essa, umile valle dolcissima, contiene il mio Gesù, l’Oceano dell’Amore.

4-Io t’amo, chiamandoti la piccola serva del Dio che rapisci con la tua umiltà. Questa grande virtù ti rende onnipotente e invoglia del tuo cuore la Santissima Trinità. E’ allora che, coprendoti con la Sua ombra lo Spirito d’Amore, il Figlio eguale al Padre s’è incarnato in te. E tanti saranno i suoi fratelli peccatori, tanti che Egli dovrà essere chiamato: Gesù, il tuo primogenito.

5-Piccola come sono, Maria, lo sai bene, anch’io, come te, accolgo in me l’Onnipotente. Nè la mia debolezza me ne spaventa, se i tesori della madre appartengono anche alla creatura. Chè io sono la tua bambina, Madre amatissima! Le tue virtù, il tuo Amore, non sono forse i miei? Così, quando la Santa Particola mi scende nel cuore, il dolce tuo Agnello, Gesù, crede di riposare in te.

6-O Regina degli eletti, tu mi fai sentire che, passo passo, non è impossibile seguirti per lo stretto sentiero del Cielo: tu l’hai reso visibile con la pratica fitta delle più umili virtù. Dietro di te, Maria, voglio restar piccola come sono; vedo anche troppo la vanità delle terrestri grandezze. E imparo ad esercitare l’ardente carità da santa Elisabetta, che ricevette la tua visita.

7-Là presso inginocchiata, dolce Regina degli Angeli, io ascolto il cantico sacro che sgorgò dal tuo cuore; tu m’insegni a cantare le lodi divine, a gioire in Gesù mio Salvatore. Balsamo ai secoli futuri è la mistica rosa delle tue parole d’amore. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente. Mediterò su di questo, per benedirlo.

8-Quando il buon Giuseppe ignora ancora il miracolo che nella tua umiltà vorresti nascondere, tu lo lasci al suo pianto, vicino al tabernacolo che vela la divina beltà del Salvatore. Quanto m’è sempre più caro il tuo eloquente silenzio! Esso è per me un dolce, melodico concerto, che mi dice la grandezza e onnipotenza d’un’anima che non attende altro aiuto che quello dei Cieli…

9-Poi a Betlemme, o Giuseppe e Maria, io vi vedo respinti da tutti; non c’è chi voglia ospitare nella sua locanda dei poveri forestieri …c’è posto solo per i grandi; e la Regina del Cielo deve partorire un Dio in una stalla; Madre del Salvatore, quanto sei cara! e come ti vedo grande nella povertà di quel luogo!

10-Quando vedo l’Eterno avvolto nelle fasce, e quando sento il debole grido del Verbo divino…Maria, credi che invidi gli Angeli? Il loro adorabil Signore è mio fratello dilettissimo. Come ti benedico, tu che su queste rive hai fatto sbocciare un tal fiore divino! E come t’amo, mentre ascolti i pastori e i Re Magi, e custodisci in cuor tuo tutte queste cose.

11-E t’amo quando vai tra le donne che volgono i loro passi al Tempio; t’amo quando presenti il Salvatore delle nostre anime all’avventurato vegliardo che se lo stringe fra le braccia: prima ascolto sorridendo il tuo inno, ma presto esso è tale che mi desta il pianto. E Simeone fissando un sguardo profetico nel futuro, t’ annunzia una spada di dolore!

12-Regina dei martiri, è la spada che trapasserà il tuo cuore finchè avrai vita. Ma già devi lasciare la tua terra per sfuggire al geloso furore di un re. Gesù dorme in pace tra i lini del tuo seno, ed ecco Giuseppe avvertirti che bisogna partire senza indugio. Si rivela la tua obbedienza, tu ti avvii in tutta fretta, senza un motto.

13-Anche in terra d’Egitto, e nella povertà, sembra a me o Maria che il tuo cuore resti pieno di letizia: Gesù è con te, e quale patria più bella di Lui?  Che ti importa l’esilio?  Possiedi i Cieli …ma a Gerusalemme un oceano d’amara tristezza inonda il tuo cuore …; Gesù, per tre giorni, si cela alla tua tenerezza; oh, allora sì che conosci tutti i rigori dell’esilio!

14-Con gran trasporto d’amore, alla fine lo rivedi: e dici al bel Fanciullo che confonde i Dottori: Figlio,perchè hai fatto questo? Vedi, tuo padre ed io, addolorati, andavamo in cerca di te! E il divino Fanciullo, alla Madre che gli tende le braccia risponde (che profondo mistero!): Perchè mi cercavate? non sapete che io mi devo occupare di quanto riguarda il Padre mio?

15-Il Vangelo mi insegna che crescendo in saggezza, Gesù restò sottomesso a Maria, a Giuseppe. Ed il mio cuore dice con che tenerezza Egli sempre obbedì ai genitori amatissimi. Ma ora capisco il mistero del Tempio, la risposta del dolce mio Re, ed il suo tono. Maria, questo caro Fanciullo vuole che tu sia l’esempio dell’anima che Lo cerca nella notte della fede….

16-Se il Re dei Cieli volle che anche Sua Madre subisse la notte, l’angoscia del cuore, è dunque allora un bene soffrire qui in terra?  Sì…Patire amando è la più pura delle gioie. Gesù può riprendersi tutto quel che mi ha dato, digli pure di non ricordarsi di me. Può ben nascondermisi; io sono pronta ad attenderlo fino al giorno senza tramonto quando la mia fede si spegnerà.

17-Vergine piena di grazia, io so bene che a Nazareth vivesti poveramente, senza chiedere nulla di più: nè estasi, nè miracoli, nè rapimenti, abbellirono la tua vita, o Regina degli eletti. I poveri, gli umili, son tanti su questa terra; essi possono, senza timore, alzare gli occhi a te. Tu sei l’incomparabile Madre che va con loro per la strada comune, per guidarli al Cielo.

18-Voglio vivere con te, Madre diletta, in questo crudo esilio, e seguirti ogni giorno. Mi tuffo rapita nella tua contemplazione, e scopro gli abissi d’amore del tuo Cuore! Tutti i miei timori svaniscono nel tuo sguardo materno, che m’insegna a piangere e a gioire. Tu non disprezzi i giorni delle sante feste, li dividi con noi, li benedici.

19-Scopristi la pena nascosta degli sposi di Cana, cui scarso era il vino, e nella tua sollecitudine e speranza del Suo potere divino, la rivelasti al Salvatore. Gesù parve dapprima respingere la tua preghiera. Ti rispose: Che importa ,donna, questo, a te come a me ? (Gv 2,4) . Ma nel fondo del cuore ti chiama Sua Madre ,e fa per te il Suo primo miracolo.

20-Un dì che i peccatori ascoltano la dottrina di Colui che è venuto per condurli al Cielo, io ti trovo con loro, Madre, in attesa. C’è chi avverte Gesù che tu vorresti vederlo ed allora, davanti alla gran folla, ecco il tuo divin Figlio esprime l’immensità del Suo amore per noi, dicendo: Chi mi è fratello, e sorella, e madre, se non colui che fa la mia volontà?

21-Vergine Immacolata, tenerissima Madre! Tu che ascoltando Gesù non t’attristi, ma ti rallegri che Egli ci faccia capire che la nostra anima è la Sua famiglia quaggiù. Sì, ti rallegri che ci dia la Sua vita, e gli infiniti tesori della Sua divinità. Come non amarti,e non benedirti, Maria, per questa tua grande generosità verso di noi?

22-Tu davvero ci ami come ci ama Gesù, e per noi consenti ad allontanarti da Lui. Amare è dare tutto, anche se stesso, e tu volesti provarlo restando il nostro sostegno. Il Salvatore sapeva i segreti del tuo Cuore materno, l’immensa tua tenerezza…..Gesù ci lascia a te, Refugium peccatorum, quando lascia la croce per attenderci in Cielo.

23-Tu m’apparisci, Maria, in vetta al Calvario, dritta presso la croce come un sacerdote all’altare; offrendo, per saziare la giustizia del Padre, il dolce Emmanuele, il tuo diletto Gesù. Madre desolata, di te disse un profeta: Non c’è altro dolore simile al tuo dolore (Lam. 1,12). O Regina dei martiri, restando abbandonata, tu prodighi per noi tutto il sangue del cuore!

24-La casa di San Giuseppe diventa il tuo asilo, il figlio di Zebedeo rimpiazza Gesù; son l’ultime vicende che leggo sul Vangelo, che poi non parla più della Vergine Maria…ma il suo profondo silenzio, dilettissima Madre, non forse rivela che l’Eterno Verbo vuol Lui stesso cantare i segreti della tua vita per allietarne i Suoi figli, gli eletti del Cielo?

25-E presto ascolterò quella dolce armonia, tra poco verrò a vederti in Cielo!  Tu che mi sorridesti nel mattino della vita, vieni a sorridermi ancora…Madre, si fa sera ! Ma io non temo più lo splendore della tua gloria suprema; ho sofferto con te ..e voglio, oramai, cantare sulle tue ginocchia, Vergine, perchè ti amo….e ripeter per sempre che sono la tua creatura!

http://www.therese-de-lisieux.catholique.fr/Perche-t-amo-Maria.htmlsacra-famiglia

IL ROSARIO, DONO DI MARIA, E’ ARMA POTENTE DEL CIELO CONTRO OGNI MALE. Storia del Santo Rosario

Il Santo Rosario, essendo sostanzialmente composto della preghiera di Cristo Gesù e della salutazione angelica – il Pater e l’Ave – e della meditazione dei misteri di Gesù e di Maria, è senza dubbio la prima e la principale devozione in uso presso i fedeli, dal tempo degli Apostoli e dei primi discepoli, dì secolo in secolo giunta fino a noi.

http://www.preghiereperlafamiglia.it/come-si-recita-il-rosario.htm

Tuttavia, nella forma e nel metodo in cui è recitato attualmente, fu ispirato alla Chiesa e suggerito dalla Vergine a san Domenico di Guzman, fondatore dell’Ordine Domenicano, per convertire gli Albigesi e i peccatori, soltanto nel 1214 così come lo riferisce il beato Alano della Rupe nel suo celebre libro De Dignitate psalterii.297e9e13864fc1828ffd2152602071adSan Domenico, constatando che i peccati degli uomini erano di ostacolo alla conversione degli Albigesi, si ritirò in una foresta presso Tolosa e vi restò tre giorni e tre notti in continua preghiera e penitenza. E tali furono i suoi gemiti e i suoi pianti, le sue penitenze a colpi di disciplina per placare la collera di Dio che cadde svenuto. La Vergine santa, allora gli apparve e gli disse: “Sai tu, caro Domenico, di quale arma si servì la SS. Trinità per riformare il mondo?” – “Signora mia – le rispose – voi lo sapete meglio di me: dopo il figliolo vostro Gesù voi foste lo strumento principale della nostra salvezza”. Ella soggiunse: “Sappi che l’arma più efficace è stato il Salterio angelico, che è il fondamento della Nuova Alleanza; perciò se tu vuoi conquistare a Dio quei cuori induriti, predica il mio salterio”.101
Il Santo si ritrovò consolato e ardente di zelo per la salvezza di quelle popolazioni, andò nella cattedrale di Tolosa. Immediatamente le campane, mosse dagli angeli, suonarono a distesa per radunare gli abitanti. All’inizio della sua predica si scatenò un furioso temporale; il suolo sussultò, il sole si oscurò, tuoni e lampi continui fecero impallidire e tremare tutto l’uditorio. Il loro spavento crebbe quando videro una effige della Vergine, esposta in luogo ben visibile, alzare per tre volte le braccia al cielo e chiedere la vendetta di Dio su di loro qualora non si convertissero e non ricorressero alla protezione della santa Madre di Dio. Questo prodigio del cielo infuse la più alta stima per la nuova devozione del Rosario e ne estese la conoscenza. Da quando san Domenico istituì questa devozione e sino al 1460, anno in cui il beato Alano della Rupe la rinnovò per ordine del cielo essa è detta Salterio di Gesù e di Maria, sia perché contiene tante salutazioni angeliche quanti salmi ha il salterio di Davide, sia perché i semplici e gli ignoranti che non possono recitare il Salterio di Davide, ricavano dalla recita del Rosario lo stesso frutto che si ottiene con la recita dei salmi.

Da quando il beato Alano della Rupe rinnovò questa devozione, la voce del popolo, che è voce di Dio, la chiamò “Rosario”, cioè corona di rose; e ciò per significare che ogni qual volta si recita devotamente il Rosario si pone in capo a Gesù e a Maria una corona di 153 rose bianche e di 16 rosse del paradiso, che non perderanno mai la loro bellezza e il loro splendore.
La Vergine approvò e confermò questo nome di Rosario rivelando a parecchi che con le Ave Maria recitate in suo onore, le si fa dono di altrettante gradite rose; e di tante corone di rose quanti sono i Rosari recitati.

Il Rosario è dunque una grande corona di rose; una parte del Rosario é come un piccolo serto di piccoli fiori o piccola corona di rose celesti che si mette in capo a Gesù e a Maria. Come la rosa è la regina dei fiori, così il Rosario è la prima fra le devozioni.

Promesse fatte dalla Madonna a San Domenico di Guzman e al Beato Alano De La Roche.

«A tutti coloro che reciteranno il mio Rosario Prometto la mia specialissima protezione. Il Rosario sarà un’arma potentissima contro l’in­ferno, distruggerà i vizi, dissiperà il peccato ed abbat­terà le eresie. Chi si raccomanderà col Rosario non perirà. Chiunque reciterà devotamente il Rosario, con la meditazione dei Misteri, si convertirà se peccatore, crescerà in grazia se giusto, e sarà fatto degno della vi­ta eterna. Io libero ogni giorno dal purgatorio le anime de­vote del mio Rosario. I veri figlioli del mio Rosario godranno di una grande gioia in Cielo. Ciò che chiederai con il Rosario, l’otterrai. Coloro che pregano il mio Rosario, saranno da me soccorsi in ogni loro necessità. La devozione del Santo Rosario è un grande se­gno di predestinazione».

Il Rosario, suggerito dalla Madonna a S. Domenico, è una devozione cristocentrica o cristologica. E’ Cristo, difatti, che viene sempre meditato e contemplato, anche se con gli occhi e il cuore di Ma­ria; di Colei, cioè, di cui il Verbo stesso si è servito per arrivare fino a noi, per cui Maria è, dopo Cristo, il vero pontefice tra la divinità e l’umanità. Se qualche mistero riguarda esclusivamente Ma­ria, è per presentarla come primo e garante frutto del­la redenzione operata da Cristo. Se non fosse stato così, la Madonna non avrebbe tanto caldamente raccomandata la recita del Rosario a Lourdes come a Fatima e altrove; Leone XIII non avrebbe scritto ben undici Lettere Encicliche tutte sul Rosario; molti altri Papi non l’avrebbero continuamen­te inculcato, come Pio XII che scriveva: Il Santo Ro­sario non solo sarà la preghiera particolare che ogni giorno sale al cielo in odore di soavità, ma costituirà altresì una scuola efficacissima di vita cristiana (Enciclica Ingruentium malorum, 15 sett. 1951); mentre San Giovanni Paolo II lo definisce: La mia preghiera prediletta. Preghiera meravigliosa; meravigliosa nella sua semplicità e nella sua profondità.  

“Giovani, non vergognatevi di recitare il Rosario mentre andate a scuola, all’università o al lavoro” San Giovanni Paolo II 14Cari giovani, lo sapete: il Cristianesimo non è un’opinione e non consiste in parole vane. Il cristianesimo è Cristo! E’ una Persona, è il Vivente! Incontrare Gesù, amarlo e farlo amare: ecco la vocazione cristiana. Maria vi viene donata per aiutarvi ad entrare in un rapporto più vero, più personale con Gesù. Con il suo esempio, Maria vi insegna a posare uno sguardo d’amore su di Lui, che ci ha amati per primo. Con la sua intercessione, Ella plasma in voi un cuore di discepoli capaci di mettersi in ascolto del Figlio, che rivela il volto autentico del Padre e la vera dignità dell’uomo.

Il 16 ottobre 2002 ho proclamato l’Anno del Rosario ed ho invitato tutti i figli della Chiesa a fare di questa antica preghiera mariana un esercizio semplice e profondo di contemplazione del volto di Cristo. Recitare il Rosario significa infatti imparare a guardare Gesù con gli occhi di sua Madre, amare Gesù con il cuore di sua Madre. Consegno oggi idealmente anche a voi, cari giovani, la corona del Rosario. Attraverso la preghiera e la meditazione dei misteri, Maria vi guida con sicurezza verso il suo Figlio! Non vergognatevi di recitare il Rosario da soli, mentre andate a scuola, all’università o al lavoro, per strada e sui mezzi di trasporto pubblico; abituatevi a recitarlo tra voi, nei vostri gruppi, movimenti e associazioni; non esitate a proporne la recita in casa, ai vostri genitori e ai vostri fratelli, poiché esso ravviva e rinsalda i legami tra i membri della famiglia. Questa preghiera vi aiuterà ad essere forti nella fede, costanti nella carità, gioiosi e perseveranti nella speranza.

Con Maria, ancella del Signore, scoprirete la gioia e la fecondità della vita nascosta. Con Lei, discepola del Maestro, seguirete Gesù lungo le strade di Palestina, divenendo testimoni della sua predicazione e dei suoi miracoli. Con Lei, Madre dolorosa, accompagnerete Gesù nella passione e nella morte. Con Lei, Vergine della speranza, accoglierete l’annuncio gioioso della Pasqua e il dono inestimabile dello Spirito Santo.

Tratto dal messaggio di S.Giovanni Paolo II per la XVIII Giornata Mondiale della Gioventù (13 aprile 2003)

Diceva S.Padre Pio da Pietrelcina: «Il Rosario è un dono meraviglioso della Madonna all’umanità. Questa preghiera è la sintesi della nostra fede; il sostegno del­la nostra speranza; l’esplosione della nostra carità. La corona è un’arma potentissima per mettere in fuga il demonio (Padre Pio la chiamava la mia arma), per su­perare le tentazioni, per vincere il cuore di Dio, per ottenere grazie dalla Madonna. Amate e fate amare la Madonna. Pregate e fate pregare il Rosario. Questo è il mio testamento spírituale».

Il Santo Curato d’Ars: «Una sola “Ave Maria” ben detta fa tremare l’inferno».

San Luigi Maria De Montfort: «L’Ave Maria ben detta (con attenzione, devozione e modestia), secondo i Santi è il nemico che mette in fuga il diavolo, è il martello che lo schiaccia, la santificazione e fecondità dell’anima, la gioia degli Angeli, la melodia dei prede­stinati, il cantico del Nuovo Testamento, la gloria del­la SS. Trinità, il piacere di Maria, un bacio casto e amoroso che le si dà…». San Giovanni Bosco: «Il Rosario è una continua­zione di Ave Maria, con le quali si possono battere, vincere, distruggere tutti i demoni dell’inferno».
Suor Lucia di Fatima: «Per il potere che il Padre ha dato, in questi ultimi tempi, al Rosario non c’è proble­ma personale, né familiare, né nazionale, né interna­zionale, che non si possa risolvere con il Rosario».

MARIA SANTISSIMA A FATIMA: “Pregate il Rosario tutti i giorni per ottenere la pace per il mondo” Fatima, 13 maggio 1917mama-mary-catholic-gallery-10 

http://www.preghiereperlafamiglia.it/come-si-recita-il-rosario.htm

 

La Beata Vergine Maria del Santo Rosario e la vittoria di Lepanto

LA BEATA VERGINE MARIA DEL SANTO ROSARIO E LA BATTAGLIA DI LEPANTO
Così recita un inno cristiano: “Anche a Lepanto se hanno vinto fu il Rosario di San Pio V”.

Il 7 Ottobre è la festa della Madonna del Rosario, festa della Madonna della Vittoria, festa istituita per ricordare la vittoria da parte delle milizie cristiane contro i turchi della Battaglia di Lepanto, occorsa il 7 Ottobre 1571, una delle varie battaglie che impedì all’Europa di essere dominata dall’invasione islamica.

La memoria di quest’evento va tenuta viva: ci sono tante ricostruzioni della battaglia, e tutte dimostrano che la vittoria fu opera della Madonna. Difatti San Pio V, il papa regnante in quel periodo, fece recitare il Rosario in tutta la Cristianità per il buon esito della battaglia, e mise l’emblema della Madonna di Loreto sulle armi delle milizie pontificie, comandate da Marcantonio Colonna.
A vittoria ottenuta, il Papa seppe del buon esito in una visione e fece suonare le campane a distesa in tutta Roma.

San Pio V e la battaglia di Lepanto

Marcantonio Colonna, di ritorno da Lepanto, sbarcò con la sua flotta ad Ancona e si recò con gli ex schiavi cristiani liberati dalle galere turche durante la battaglia in pellegrinaggio a piedi al Santuario della Santa Casa di Loreto, dove portarono le loro catene come ex voto per la loro liberazione. Le catene oggi sono ancora lì, e sono visibili perché sono state fuse per ottenere i cancelletti delle tre porte della Santa Casa, i cancelli in ferro battuto di alcuni altari laterali, alcune parti della fontana presente nella piazza della Santa Casa.
Lasciò anche una bandiera, che fu usata dal generale De La Moriciere, comandante pontificio, durante la Battaglia di Castelfidardo.

L’evento fu così vivo nel cuore del buon popolo cristiano che ancor oggi ci sono dei ricordi legati a questa battaglia, ne citiamo un paio a titolo di esempio:
– a Salò (BS) si ricorda che dalla porta laterale del suo bel Duomo uscirono i soldati volontari che si imbarcarono sul Lago di Garda per raggiungere la sponda sud e unirsi alle milizie veneziane;
– a Spelonga, piccola frazione tra le montagne di Arquata del Tronto (AP), si ripete ogni tre anni la Festa Bella: in agosto gli spelongani, vestiti con fazzoletti recanti i colori delle bandiere turche, vanno nei boschi circostanti, recidono l’albero più alto e lo portano a spinta sino al paese, nella cui piazza, a forma dello scafo di una nave, issano l’albero con una bandiera riproduzione della bandiera turca predata dai prodi spelongani durante la battaglia e riportata a casa intatta per ricordo, oggi conservata nella chiesetta locale.

Che cosa accadde?

Era una giornata autunnale del 1571, la domenica 7 ottobre, quando due giganti militari si fronteggiarono. Da una parte l’intera flotta turca, la grande “superpotenza” dell’epoca, disposta a forma di mezzaluna, al centro della quale si trovava la nave “sultana”, agli ordini del temibile ammiraglio Alì Pascia, adornata da uno stendardo tutto verde, venuto dalla Mecca e su cui era stato ricamato in oro per 28.900 volte il nome di Allah; dall’altra, allineate come una croce, stavano più di duecento navi, chiamate galee, dotate di cannoni e su cui erano ospitati più di 80 mila persone: tutti cattolici, ciurma ed ufficiali, avevano recitato il Rosario e molti di loro si erano confessati e comunicati dai cappellani che li accompagnavano, pronti a seguire gli ordini del loro comandante supremo, il fratello dell’imperatore Filippo II di Spagna, un giovane di 24 anni, generoso e coraggioso, Giovanni d’Austria.

Era un fervente cristiano: non permise che a bordo salissero donne, con cui i marinai potessero commettere azioni immorali. Per quei tempi era una novità assoluta.
Tutti gli scontri militari, purtroppo, producono distruzione e vittime. Anche quella sera, dopo cinque ore di battaglia, quando si contarono morti e feriti, le perdite furono ingenti, da una parte e dall’altra. Eppure, i cristiani esultarono perché la flotta turca, nonostante la superiorità numerica e la fama di invincibilità, era stata sbaragliata: sulla nave ammiraglia dei turchi era stata ammainata la mezzaluna ed issato il vessillo cristiano, un enorme stendardo blu con la raffigurazione di Cristo in Croce. La vittoria militare che annientò l’armata navale turca fu ottenuta anche grazie all’eroismo dei soldati cristiani, come Sebastiano Venier che combatté a capo scoperto e in pantofole.

A chi gli domandava il motivo, rispondeva: “Perché le pantofole fanno migliore presa sulla coperta” ed intanto, nonostante i suoi 75 anni, continuava ad imbracciare e a caricare la balestra. Agostino Barbarigo, veneziano, per meglio dirigere le operazioni si scoprì il capo, fino a quando una freccia nemica non gli si inflisse nell’occhio sinistro, provocandone, il giorno dopo, la morte. Tra gli spagnoli, un soldato riportò serie ferite ma sopravvisse. Ricordò quel giorno come “il più glorioso di tutto il secolo”. Divenne uno scrittore famoso: Cervantes, autore del celeberrimo Don Quijote (Don Chisciotte).

La “Lega Santa”

Le navi cristiane appartenevano a diversi stati dell’Europa del tempo: la Spagna, la Repubblica di Venezia, lo Stato Pontificio ed altri piccoli principati italiani. La coalizione si chiamava “Lega Santa” ed era stata promossa e benedetta da Pio V. Mentre gli Stati europei sembravano superficialmente insensibili al pericolo che li minacciava e continuavano a litigare tra loro, Pio V fu lungimirante: senza la “Lega Santa”, l’Europa sarebbe caduta sotto il giogo dei Turchi che, da più di un secolo, ottenevano vittorie su vittorie a scapito degli stati cristiani ed imponevano la dura legge dell’Islam. Dopo aver conquistato Costantinopoli nel 1453, erano avanzati nell’Europa orientale, giungendo fino alle porte di Vienna nel 1529. Dall’una e dall’altra parte del Mediterraneo, insidiavano con le loro navi e con i pirati loro alleati: ovunque arrivavano, erano razzie, saccheggi, catture di schiavi, massacri, come quello perpetuato ad Otranto in Puglia, 90 anni prima di Lepanto, e dove ancora oggi si conservano le ossa di 800 martiri a cui fu tagliata la testa. Di che cosa fossero capaci i Turchi, desiderosi di sottomettere tutto il mondo cristiano, lo avevano fatto capire, pochi mesi prima di Lepanto, a Farmagosta, una cittadina dell’isola di Cipro: al comandante veneziano che difendeva la fortezza, furono tagliati naso ed orecchie, poi fu scorticato vivo, la sua pelle divenne l’involucro di un fantoccio, esibito poi come un trofeo. Dopo Lepanto, però, iniziò inesorabilmente il declino dell’Impero ottomano, che alla fine della prima guerra mondiale scomparve dalla carta geopolitica del mondo.

Maria Auxilium Christianorum

A quei tempi le comunicazioni non erano rapidissime come oggi. La notizia della vittoria della flotta cristiana fu annunciata al Papa due settimane dopo. Il corriere veneziano arrivò di notte: il Papa fu svegliato e disse: Nunc dimitte servum tuum in pace. Si trattò di una conferma di quanto il santo Papa era già venuto a conoscenza, in modo soprannaturale. Infatti, nel pomeriggio del 7 ottobre, era in riunione con alcuni prelati. D’improvviso si alzò, si avvicinò alla finestra, fissò lo sguardo in estasi, vide la Madonna e poi, tornando al suo posto, disse: “Non occupiamoci più di questi affari, andiamo a ringraziare Dio. La flotta cristiana ha ottenuto la vittoria”.

Non ebbe dubbi: l’esito felice di quell’evento che permise la salvezza dell’Europa cristiana era stato ottenuto grazie all’intercessione della Vergine. Aveva mobilitato monasteri maschili e femminili, indetto speciali preghiere e processioni, soprattutto aveva ordinato la recita del Rosario per ottenere questa grazia: puntualmente arrivò.

Volle pertanto che nelle Litanie lauretane si aggiungesse il titolo “Maria Auxilium Christianorum” ed istituì la festa della “Madonna delle Vittorie”, che, poi, per decisione dei suoi successori, è diventata la memoria liturgica della “Beata Vergine del Rosario” celebrata la prima domenica di ottobre.

Sì, a Lepanto, in modo a noi misteriosamente ignoto, intervenne realmente ed efficacemente la Madonna. Ne erano convinti anche i senatori della Serenissima, la Repubblica di Venezia, che sul quadro affisso nella sala delle loro adunanze, fecero scrivere queste parole: Non virtus, non arma, non duces, sed Virgo Rosarii victores nos fecit.

L’anno successivo, nel 1572, il 7 ottobre venne celebrato il primo anniversario della vittoria di Lepanto con l’istituzione della Festa di Santa Maria della Vittoria, successivamente trasformata nella Festa del SS. Rosario.

PREGHIERE A MARIA REGINA DEL S. ROSARIOour_lady_of_the_rosary_animatedO Maria, Regina del Santo Rosario, che risplendi nella gloria di Dio come Madre di Cristo e Madre nostra, estendi a noi, Tuoi figli, la Tua materna protezione.

Ti contempliamo nel silenzio della Tua vita nascosta, in attento e docile ascolto alla chiamata del Messaggero divino.
Ci avvolge di sublime tenerezza il mistero della Tua carità interiore, che genera vita e dona gioia a coloro che in Tè confidano. Ci intenerisce il Tuo cuore di Madre, pronto a seguire ovunque il Figlio Gesù fin sul Calvario, dove, tra i dolori della passione, stai ai piedi della croce con eroica volontà di redenzione. 

 Nel trionfo della Risurrezione, la Tua presenza infonde gioioso coraggio a tutti i credenti, chiamati ad essere testimonianza di comunione, un cuor solo e un’anima sola.
Ora, nella beatitudine di Dio, quale sposa dello Spirito, Madre e Regina della Chiesa, colmi di gioia il cuore dei santi e, attraverso i secoli, sei conforto e difesa nei pericoli.

 O Maria, Regina del Santo Rosario,
guidaci nella contemplazione dei misteri del Tuo Figlio Gesù, perché anche noi, seguendo insieme con Tè il cammino di Cristo, diventiamo capaci di vivere con piena disponibilità gli eventi della nostra salvezza. Benedici le famiglie; dona ad esse la gioia di un amore indefettibile, aperto al dono della vita; proteggi i giovani.

Da’ serena speranza a chi vive nella vecchiaia o soccombe nel dolore. Aiutaci ad aprirci alla luce divina e con Tè leggere i segni della sua presenza, per conformarci sempre più al Figlio Tuo, Gesù, e contemplare in eterno, ormai trasfigurati, il Suo volto nel Regno di pace infinita. Amen

 † Alberto Maria Careggio, Vescovo

Per quella pietà veramente divina, che Voi mostraste per tutta la Cristianità, allorquando per liberarla dai disordini più scandalosi e le eresia le più fatali, nonché dai castighi imminenti per parte della Divina giustizia, disarmaste il braccio già alzato del vostro Divin Figliuolo, e comparendo al vostro buon servo Patriarca Domenico, gli faceste il dono del vostro Santo Rosario perchè ne inculcasse la recita a tutto il mondo, predicandolo come mezzo più efficace per estirpar le eresie, a correggere i vizi, a meritare la Divina Misericordia, intercedete a noi tutti, cara Madre Maria, di praticare costantemente con vero spirito di fervore una devozione così santa e potente.

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O Vergine Immacolata, Regina del Rosario,
che spargi i tesori della Celeste Misericordia,
difendici dal male, dall’orgoglio,
e purifica i nostri affetti. 

Col tuo materno aiuto e sotto la tua protezione,
vogliamo vivere, o dolce Madre di misericordia,
Regina del Santo Rosario. 
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