Beata Vergine Maria della Mercede

La Beata Vergine Maria è considerata a tutti gli effetti l’ispiratrice della fondazione, da parte di s. Pietro Nolasco (1180-1245), dell’antico Ordine della Mercede; il titolo con cui viene onorata è strettamente correlato alla storia di quest’Ordine, che da lei prese la denominazione.  La Chiesa ha voluto valorizzare questo titolo prettamente mariano, stabilendo un ricordo particolare nella liturgia il 24 settembre.

S. Pietro Nolasco nacque a Mais Saintes Puellas (Tolosa, Francia) verso il 1180 e fin da adolescente si stabilì con la famiglia a Barcellona in Spagna.San_Pedro_Nolasco,_por_Jusepe_Martínez
La prima notizia della sua presenza a Barcellona si ha nel 1203, quando profondamente addolorato nel vedere lo stato miserevole dei cristiani fatti schiavi dai Mori, padroni allora di gran parte della Spagna, egli si trasformò in mercante, per insinuarsi facilmente tra i maomettani ed a Valenza liberò con suo denaro trecento schiavi.
Esaurite le sua ricchezze, si unì ad altri generosi e nobili giovani, per raccogliere offerte e quindi ripetere ogni anno il riscatto di gruppi di schiavi; ma per quanta solerzia impiegassero in questa meritoria opera, vedevano il numero degli schiavi aumentare sempre più.
Bisogna dire che in precedenza vari re e Ordini militari si erano occupati del riscatto degli schiavi, in Francia per esempio era sorto l’Ordine dei Trinitari che se ne interessava, ma molto limitatamente, mentre gli Ordini militari si erano presto estinti.

La situazione degli schiavi, trasportati nei Paesi arabi dai musulmani, era diventata angosciante per Pietro Nolasco e i suoi compagni, che nei 15 anni trascorsi, avevano operato altri cinque grandi riscatti detti “redenzioni” per migliaia di cristiani.
Pietro ad un certo punto valutò la possibilità di ritirarsi a vita contemplativa, sentendosi impotente ad arginare la situazione, alimentata in continuazione dai Mori di Spagna.
E in una di queste veglie di preghiera, la notte fra il 1° e il 2 agosto 1218, la Vergine Maria gl’ispirò, illuminando la sua intelligenza, di fondare un Ordine religioso che si dedicasse alle opere di misericordia e specialmente alla redenzione degli schiavi, anche a costo della propria vita.
Dopo averne parlato con il giovane re d’Aragona, Giacomo I e con il vescovo di Barcellona, Berenguer, il 10 agosto 1218, Pietro Nolasco costituì ufficialmente il nuovo ‘Ordine Religioso Redentore’, nella cattedrale di Santa Croce di Barcellona, prendendo la Regola di S. Agostino.
Inoltre il vescovo consegnò ai giovani laici del gruppo, la veste di lana bianca in omaggio alla purezza immacolata della Vergine Maria, sotto il cui patrocinio sorgeva l’Ordine; re Giacomo I consegnò loro lo scudo del suo regno d’Aragona come distintivo (quattro sbarre rosse in campo oro) e il vescovo autorizzò di poter portare sopra l’abito la Croce, segno della sua cattedrale.
In quel memorabile giorno il re Giacomo I ‘il Conquistatore’ (1208-1276) regnante dal 1213, donò all’Ordine l’Ospedale di S. Eulalia in Barcellona, che divenne il primo convento dei religiosi (che erano tutti laici, compreso Pietro Nolasco), fungendo anche come casa d’accoglienza per gli schiavi liberati e sede delle opere di misericordia a favore degli infermi e poveri.
Sotto la guida del fondatore, si mise in moto tutta una organizzazione a favore della libertà dei cristiani messi in schiavitù, che oltre ad aver persa la libertà, erano in pericolo per le pressioni e sofferenze inflitte, di abiurare la propria fede e passare all’islamismo.

OUR LADY OF RANSOM.jpg
Madonna della Mercede e Ordine dei Mercedari liberano i cristiani in schiavitù

La ‘redenzione’ avveniva con il pagamento di un riscatto in denaro o altri generi, fatto al padrone mediante una terza persona, la somma variava secondo l’età, le condizioni sociali, economiche e fisiche dei riscattandi.
Il denaro veniva raccolto dai religiosi con il contributo di ogni ceto sociale dell’epoca, compreso le famiglie che avevano qualche loro componente schiavo in terra araba, vittima delle scorrerie saracene che funestarono dall’inizio del XIII secolo, le coste di Spagna, Francia, Sardegna, Sicilia e Italia Meridionale.
Le ‘redenzioni’ venivano accuratamente preparate, precedute da una cerimonia religiosa prima dell’imbarco; le spedizioni erano dense di pericoli, per i pirati che infestavano il Mediterraneo, i naufragi frequenti, la possibilità di un tradimento degli arabi, che impadronitisi del denaro, trattenevano anche i Mercedari come schiavi, in attesa di un altro riscatto.
Innumerevoli furono i religiosi che incontrarono la morte anche atroce, nell’espletare queste missioni redentrici; si calcola che con questo sistema siano stati liberati circa 52.000 schiavi cristiani nei primi 130 anni della costituzione dell’Ordine Religioso. Al ritorno positivo delle spedizioni, veniva cantato in cattedrale un solenne ‘Te Deum’ di ringraziamento, unitamente agli schiavi liberati.
Caratteristica eroica dei Mercedari durante le redenzioni, era quella di proporsi al posto di uno schiavo, se il denaro non bastava e rimanere prigionieri fino all’arrivo della somma dall’Europa, cosa che non sempre avveniva in tempo specie per gli agguati dei pirati, allora il religioso veniva ucciso barbaramente per vendetta.
L’Ordine fu approvato da papa Gregorio IX il 17 gennaio 1235, in seguito i componenti furono anche sacerdoti e non più solo laici come agli inizi, a cui si aggiunsero la Confraternita e il Terz’Ordine della Mercede. Nel 1265 con s. Maria di Cervellon si aggregò il ramo femminile delle Monache Mercedarie, a cui seguirono in tempi più moderni altre Congregazioni religiose femminili della stessa spiritualità della Mercede.
I Mercedari furono presenti come cappellani con Cristoforo Colombo, quando fu scoperto il Continente Americano; il primo convento fu fondato nel 1514 a Santo Domingo.
L’Ordine Religioso Redentore come si è detto era sotto la protezione della Madonna che ne fu l’ispiratrice; nel 1272 i redattori delle Costituzioni stabilirono che l’Ordine assumesse la denominazione di “S. Maria della Mercede”, titolo attribuitale perché della Mercede o della Misericordia deriva da quanto diceva il re Alfonso X ‘il Savio’ (1221-1284) “Redimere gli schiavi è opera di grande ‘Merced’ “, ossia di Misericordia.
La Vergine è considerata dai religiosi Mercedari, Madre sia di sé stessi, quanto degli schiavi per la cui salvezza eterna i religiosi si devono preoccupare.
È chiaro che oggi per schiavitù s’intende tutti quei pericoli ed affanni che contraddistinguono il peregrinare degli uomini, anelanti alla salvezza eterna, non solo di quella fisica e Maria Corredentrice del genere umano, con amore continua la sua opera come nostra avvocata e ministra della salvezza.

PREGHIERE ALLA MADONNA DELLA MERCEDEBeata_vergine_maria_della_mercede

Salve o Maria, Madre purissima della Mercede,
fonte perenne da cui derivano a noi le grazie del Signore,
esempio di virtù da cui le nostre anime apprendono la loro perfezione.

Il tuo nome risuona festoso in cielo ed in terra
ed è per tutti luce e splendore che rischiara santamente l’intelletto,
fortezza che rende invincibile il cuore contro gli assalti nemici.
Tu sei rifugio dei cristiani
e sei ancora la padrona dei loro affetti, dei loro pensieri.
Tu per liberare i fedeli dalle catene dei maomettani discendesti dal cielo.
Per questo tutto il mondo riconoscente ti acclama sua dolce consolatrice.

O Vergine Santa,
poiché ti sei compiaciuta di unire
alla suprema dignità di Madre di Dio e degli uomini,
il nome e l’ufficio pietoso di Madre e Redentrice degli schiavi,
degnati di stendere il tuo manto benedetto su di noi,
devoti di sì caro nome e su tutti i cristiani vivi e defunti,
affinché salvati dalla tua materna protezione da quanti mali ci affliggono,
veniamo a rallegrarci con te eternamente nel gaudio del Signore. Amen.

O Vergine Santissima della Mercede, Tu che per pietà verso i miseri schiavi cristiani, scendesti dal Cielo, ingiungendo a S. Pietro Nolasco di fondare un Ordine religioso che, con voto eroico, attendesse alla loro liberazione, deh! ti muova a pietà lo stato di tanti che giacciono sotto la più dura schiavitù, quella del peccato. Liberali, o Vergine Santa, e concedi loro la libertà dei figli di Dio! Minacciati, come siamo, dalla stessa schiavitù, anche per noi risplenda la tua pietà, o Vergine Santissima della Mercede! Tu che conosci l’insufficienza nostra nelle dure lotte contro il comune nemico, accorri in nostro aiuto, rinsalda le nostre vacillanti volontà, donaci la vittoria. Su Te, Madre nostra Santissima, sono riposte le nostre speranze. Da Te ci aspettiamo il trionfo finale per raggiungere il Paradiso e sciogliere un cantico di gloria e di ringraziamento a Te che ne sei la Regina. Amen.

ATTO DI CONSACRAZIONE DELLA FAMIGLIA A MARIA SS. DELLA MERCEDEMARIA DELLA MERCEDE.jpg

Dègnati, o dolcissima Vergine della Mercede, di visitare con il tuo divin Figlio, questa casa che da oggi in poi è tua; e ricolma i fortunati tuoi figli che vi abitano delle celesti grazie e dei singolari favori che costantemente concedi alle famiglie consacrate al tuo tenero cuore di Madre.
Tu stessa, o Sovrana Redentrice degli schiavi, hai manifestato che desideri e vuoi regnare nelle famiglie. Perciò questa famiglia tutta, ascoltando la tua voce, risponde premurosa alla tua chiamata e contrariamente all’abbandono e all’indifferenza di tante famiglie, ti proclama, o carissima Madre della Mercede, sua amabile Regina e ti consacra interamente le sue gioie, le sue fatiche, le sue tristezze, il suo presente ed il suo avvenire.
Benedici dunque i presenti, benedici gli assenti, benedici anche o amorosa Madre, i nostri cari defunti. Prendi dimora in questa tua casa, te ne supplichiamo per gli acerbissimi dolori che soffristi ai piedi della croce; stabilisci in essa il tuo dolce regno ed il dominio della tua carità e del tuo amore, della tua bontà e delle tue misericordie.
Vieni, o Signora, e regna in questa casa; vieni e comanda in essa come Madre, come Regina, come Padrona. Tutto qui è tuo, tutto ti appartiene.
Allontana tutto ciò che ti disgusta, correggi tutti i difetti che vedi in essa, ispira in essa l’amore casto e l’osservanza delle sante leggi, infondi in tutti i suoi membri lo spirito di fede e di pietà, di fortezza e di purezza.
Fa, o Signora, che la mansuetudine, la pazienza, l’umiltà, il distacco ed il disprezzo per le folli vanità, e tutte le altre virtù che furono tue prerogative, formino anche la delizia di questa famiglia.
Aprici, o Signora, il tuo dolce manto di Madre e come in un’arca di salvezza custodisci sotto di esso tutti i componenti di questa famiglia che sono tuoi fino alla vita eterna.    Viva sempre amata, benedetta e glorificata tra noi la Vergine SS. della Mercede, unitamente al cuore vittorioso di Gesù. Amen

Fonti

http://www.santiebeati.it/dettaglio/71800

https://www.aciprensa.com/noticias/hoy-la-iglesia-celebra-la-fiesta-de-la-virgen-de-las-mercedes-16995

 

Riconosciuta prima guarigione miracolosa nel Santuario di Knock in Irlanda

La Chiesa cattolica ha riconosciuto ufficialmente per la prima volta un miracolo associato al Santuario mariano nazionale di Knock in Irlanda, dove una donna Marion Carroll è stata guarita dalla sclerosi multipla trent’anni fa, nel settembre 1989. (IN FOTO: il mosaico all’interno del Santuario di Knock, che rappresenta l’apparizione avvenuta a Knock il 21 agosto del 1879- L’apparizione venne subito interpretata come un segno celeste di appello a tutti i cristiani a rimanere fedeli alla Chiesa catto­lica e al culto eucaristico mariano). 

Il 1 ° settembre 2019, il vescovo Francis Duffy di Ardagh ha annunciato ai fedeli raccolti nella basilica affollata, che la Chiesa cattolica aveva ufficialmente riconosciuto la guarigione miracolosa della 68enne Marion Carroll.

“Senza dubbio, c’è stata una guarigione miracolosa della malattia che ha afflitto Marion per diversi anni”, ha detto alla congregazione il vescovo Duffy; molti dei fedeli presenti a quella guarigione, partecipavano al pellegrinaggio diocesano annuale.  Carroll, suo marito Jimmy, i loro due figli e cinque nipoti fanno parte della congregazione.

MARION CARROLL KNOCK SHRINE
Marion Carroll, foto del 2 settembre 2019

“Riconosco che Marion è stata guarita dalla sua malattia di vecchia data durante il pellegrinaggio annuale in questo luogo sacro”, ha detto il vescovo Duffy. Fu il suo predecessore, il vescovo Colm O’Reilly, ad amministrare la benedizione con l’ostensorio, dopo la quale Carroll cominciò a sperimentare “qualcosa di bello”.  Padre Richard Gibbons, rettore del santuario di Knock, che ha supervisionato le celebrazioni del 140 ° anniversario dell’apparizione a Knock, ha detto al CNS che l’annuncio è arrivato “dopo molti anni di indagini da parte di un comitato medico istituito dal santuario di Knock per esaminare il caso, ed è la prima guarigione ufficiale nella storia di 140 anni del santuario “.

Parlando al Catholic News Service dalla sua casa di Athlone, Carroll ha ricordato che il giorno in cui è stata guarita, era stata portata nel Santuario di Knock su una barella perché era “completamente paralizzata”.

“Ero doppiamente incontinente, ero cieca da un occhio e avevo ben poca vista nell’altro occhio. Non riuscivo a mangiare bene, non sapevo parlare bene e avevo l’epilessia”. Ha detto di sentirsi morire, non per la sclerosi multipla, ma per le sue complicanze, comprese le infezioni renali persistenti.

Dopo aver pregato il Santo Rosario e ricevuto la Santissima Eucaristia, ci fu la benedizione dei malati: il vescovo O’Reilly  benedisse Marion Carroll con l’ostensorio, mentre lei giaceva sulla barella.

“Quando mi ha benedetto, ho avuto questa bellissima sensazione – era una sensazione magnifica – e poi una brezza sussurrante che mi diceva che, se la barella fosse stata aperta, avrei potuto alzarmi e camminare.”

knock-altar
Altare del Santuario mariano di Knock

Dopo la Santa Messa, la donna è stata portata nella sua barella al Centro di riposo e cura di San Giovanni a Knock. Le infermiere e i dottori furono sorpresi dalla sua richiesta di aprire la barella. L’infermiera le disse in seguito che aveva accettato di farlo solo per “calmarla”.

Ma non appena la barella fu aperta, Carroll fece oscillare le gambe a terra.

“Mi sono alzata dritta in piedi e non mi sono nemmeno sentita rigida” nonostante anni di paralisi. La sua voce era tornata perfettamente, così come l’uso delle sue braccia.

Il vescovo Duffy ha affermato che si tratta di “una guarigione per la quale al momento non esiste alcuna spiegazione scientifica; è definitiva e sfida la spiegazione medica”.

Alle parole del vescovo Duffy hanno fatto eco quelle di monsignor Michael Nearyarcivescovo di Tuam, arcidiocesi in cui ricade il santuario di Knock: “Oggi la Chiesa riconosce formalmente che questa guarigione non ammette alcuna spiegazione medica e si unisce alla preghiera, alla lode e al ringraziamento a Dio. In queste situazioni, la Chiesa deve essere sempre molto cauta. Ciò è dimostrato dal fatto che sono trascorsi trent’anni da quando è avvenuto, durante il quale l’esame da parte dell’Ufficio medico testimonia che non esiste alcuna spiegazione medica per questa guarigione. “ 

L’ufficio medico del santuario di Knock è guidato dal Dr. Diarmuid Murray, che ha detto a RTE News che ci sono voluti 30 anni per determinare che non c’erano spiegazioni mediche per la guarigione. Una lettera di un consulente gastroenterologo all’ufficio medico di Knock affermava “indipendentemente dal fatto che le condizioni della signora Carroll siano organiche o psicologiche, il sorprendente miglioramento dal momento della sua visita al Santuario di  Knock è inspiegabile”. La lettera aggiunge: “La mia sensazione è che è improbabile che il suo miglioramento sia spiegato dalla medicina convenzionale”.

Marion Carroll ora dedica il suo tempo ad aiutare i malati nella sua parrocchia e ad accompagnarli al Santuario di Knock e a parlare della sua guarigione miracolosa al mondo intero.

“La mia guarigione a Knock non mi appartiene. Questo è un dono speciale per far sapere alla gente che Gesù e Maria ci sono”.MADONNA DI KNOCK

Il Santuario di Knock, divenuto il Santuario nazionale d’Irlanda, venne eretto sul luogo dove 140 anni fa, il 21 agosto 1879, apparve la Vergine Maria, vicino al muro della chiesa parrocchiale, in un giorno di pioggia torrenziale: la Madonna, con lo sguardo rivolto verso il Cielo, indossava una brillante corona con al centro una rosa d’oro; alla sua destra apparve San Giuseppe suo sposo, in preghiera, e alla sua sinistra San Giovanni Evangelista, con in mano la Sacra Bibbia: San Giovanni venne scelto da Gesù, in punto di morte sulla croce, come figlio adottivo e protet­tore della Santa Vergine. 

I 15 testimoni, tra cui un bambino di 11 anni, videro anche un altare con sopra un agnello, simbolo di Gesù, circondato da angeli e alle sue spalle una croce:  l’altare e la croce raffi­gurano l’Eucaristia; l’agnello rappresenta Gesù Redentore. La manifestazione mariana durò all’incirca due ore, una folla si radunò per adorare l’apparizione e per pregare il Rosario. Nonostante il temporale, il terreno attorno alla chiesa non si bagnò.

A differenza della maggior parte delle altre apparizioni mariane, la Vergine Maria rimase in silenzio tutto il tempo e non offrì alcun tipo di messaggio o profezia.

L’apparizione viene subito interpretata come un segno celeste di appello a tutti i cristiani a rimanere fedeli alla Chiesa catto­lica, soprattutto al culto eucaristico mariano. In seguito alle indagini approfondite del vesco­vo competente venne dichiarata l’autenticità dell’apparizione e venne accordato il riconoscimento ecclesiastico.

I funzionari vaticani hanno dichiarato l’apparizione a Knock “affidabile e soddisfacente” dopo due commissioni separate, nel 1879 e nel 1936.

Il Santuario di Knock è chiamato anche la «Lourdes irlandese»: è divenuto uno dei più importanti santuari d’Europa dove Maria è venerata come «Regina d’Irlanda» e sono state attestate molte guarigioni e conversioni. Nel 1954, anno mariano per tutto il mondo catto­lico, l’8 dicembre, per concessione del Capitolo Vaticano, fu incoronata la Madonna di Knock con il rito seguito da Pio XII nell’incoronare il quadro Nostra Signora Salus Populi Romani.  

Tra i diversi Papi ad aver legato il loro nome a quello di Knock c’è san Giovanni Paolo II, che nel 1979 – nel centenario delle apparizioni – donò al santuario una Rosa d’Oro, inginocchiandosi in preghiera davanti al muro della visione e Papa Francesco, che vi si recò durante la Giornata Mondiale delle Famiglie, nel 2018.

PREGHIERA ALLA MADONNA DI KNOCKknock1-1

NOSTRA SIGNORA DI KNOCK, REGINA D’IRLANDA, TU HAI DATO SPERANZA ALLA TUA GENTE IN UN PERIODO DI MISERIA E L’HAI CONFORTATA NELLA SVENTURA.

TU HAI ISPIRATO TANTISSIMI PELLEGRINI A PREGARE CON FIDUCIA IL TUO FIGLIOLO, RICORDANDO LA SUA PROMESSA: “CHIEDETE E VI SARA’ DATO, CERCATE E TROVERETE”.

AIUTAMI A RICORDARE CHE SIAMO TUTTI PELLEGRINI SULLA STRADA VERSO IL CIELO.

RIEMPIMI DI AMORE E DI ATTENZIONI VERSO I MIEI FRATELLI E SORELLE IN CRISTO, SPECIALMENTE QUELLI CHE VIVONO ACCANTO A ME.

CONFORTAMI QUANDO SONO MALATO, MI SENTO SOLO O DEPRESSO.

INSEGNAMI COME PRENDERE PARTE CON SEMPRE Più RISPETTO ALLA S. MESSA.

PREGA PER ME ORA, E NELL’ORA DELLA MIA MORTE.

AMEN.

NOSTRA SIGNORA DI KNOCK PREGA PER NOI.


Fonti

 

http://www.santiebeati.it/dettaglio/96687

Devozione alla Madonna del Perpetuo Soccorso

L’antica icona della Madre del Perpetuo Soccorso è venerata a Roma nella Chiesa di sant’Alfonso Maria De Liguori, in Via Merulana. Pio IX l’ha affidata ai Redentoristi, che l’hanno diffusa in tutto il mondo. La sua festa è il 27 giugno. Nelle chiese e nei santuari che venerano la Madre del Perpetuo Soccorso si celebra con solennità, ogni settimana, la NOVENA PERPETUA, detta così perché si può fare ininterrottamente in ogni tempo, l’importante è pregarla per nove giorni consecutivi. 

Ecco il testo da pregare interamente per nove giorni consecutivi:

Preghiera della Novena Perpetua alla Madonna del Perpetuo Soccorso
(nella Tradizione Redentorista Italiana)

Invoca soccorso il popol fedel,
che a te fa ricorso, Regina del ciel.
Ave, ave, ave Maria!

* Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

* Preghiamo.
Signore Gesù Cristo, che ci hai dato per madre, sempre pronta a soccorrerci, la tua stessa Madre Maria, della quale veneriamo la celebre immagine, fa’ che, implorando assiduamente il suo materno soccorso, meritiamo di godere perpetuamente i frutti della tua redenzione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

1. O Madre del Perpetuo Soccorso, * con la più grande fiducia * ci prostriamo oggi davanti alla tua santa immagine * per implorare il tuo aiuto. * Non confidiamo nei nostri meriti e nelle nostre opere, * ma nei meriti infiniti di Gesù Cristo * e nel tuo materno, invincibile amore.*
Tu hai visto le piaghe del Redentore * e il Suo Sangue sparso sulla croce per la nostra salvezza. * E’ il tuo Figlio morente * che ti ha dato a noi per madre.. * E non sei tu, o Maria, * che hai scelto il dolce titolo di nostra Perpetua Soccorritrice? *
O Madre del Perpetuo Soccorso, * per la dolorosa passione e morte di Gesù, * per le indescrivibili sofferenze del tuo Cuore, * ti supplichiamo ardentemente di ottenerci dal Signore quelle grazie, * che tanto desideriamo e delle quali abbiamo tanto bisogno.

(breve pausa: ognuno pensa alla grazia che più desidera)

Tu sai, o Madre benedetta, * quanto è grande il desiderio che ha Gesù Redentore * di donare a noi tutti i frutti della sua Redenzione. * Tu sai che questi tesori * sono stati deposti nelle tue mani, * perché a noi li dispensassi.
Ottienici dunque, benignissima Madre, dal Cuore di Gesù, * le grazie da noi in questa novena umilmente domandate, * e noi canteremo felici le tue misericordie per tutta l’eternità. * Maria, Madre del Perpetuo Soccorso, * prega per noi.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte.

Le mani amorose che stringon Gesù
protendi pietose ai figli quaggiù.
Ave, ave, ave Maria!

2. Ti preghiamo , o Madre, per tutti i nostri fratelli, * in particolare per quelli che sono qui riuniti sotto il tuo sguardo pietoso. * Ti preghiamo per la santa Chiesa, * per tutta l’umanità e per la conversione dei peccatori. *
Guarda, o Regina dell’universo, * come è grande il numero dei bisognosi, * dei sofferenti, * dei tribolati. * Vedi come sono difficili i nostri tempi. * Non sei forse tu la Madre del Perpetuo Soccorso? * l’onnipotenza supplichevole? * la speranza dei miseri? * A te non manca né potenza né bontà * per soccorrerci in ogni nostra necessità. * L’ora attuale è davvero l’ora tua! * Soccorrici dunque subito, * soccorrici continuamente, * soccorrici in vita e in morte. *
Ti raccomandiamo ora coloro che soffrono* nel corpo e nello spirito. * Mòstrati, come ti saluta la Chiesa, * Salute, Consolazione, Speranza degli infermi. * Maria, Madre del Perpetuo Soccorso, * soccorri tutti i nostri ammalati. * Così sia.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte.

Chi soffre, chi geme, ti chiede mercé,
ripone sua speme, o Vergine in te.
Ave, ave, ave Maria!

Supplica alla Madre del Perpetuo Soccorso

O Vergine del Perpetuo Soccorso, santa Madre del Redentore, soccorri il tuo popolo che anela a risorgere, dona a tutti la gioia di camminare nella consapevole e attiva solidarietà con i più poveri, annunciando in modo nuovo e coraggioso il Vangelo del tuo Figlio, fondamento e culmine di ogni umana convivenza, che aspira ad una pace vera, giusta e duratura.
Come il Bambino Gesù, che ammiriamo in questa venerata icona, anche noi vogliamo stringere la tua destra.
A te non manca né potenza, né bontà per soccorrerci in ogni necessità e in ogni bisogno. Quella attuale è l’ora tua! Vieni dunque in nostro aiuto e sii per tutti noi rifugio e speranza. Amen. (S. Giovanni Paolo II).


STORIA DELLA SACRA ICONA DELLA MADONNA DEL PERPETUO SOCCORSO16195087_972726812871074_6291835730560202470_n

Custodita nella chiesa romana dei Redentoristi, dedicata al loro fondatore sant’Alfonso Maria de Liguori, l’icona è universalmente conosciuta e venerata col titolo di Madonna del Perpetuo Soccorso. Secondo le ricerche e gli studi più recenti, essa è del tipo della Madonna della Passione; è da credersi di origine cretese; e con ogni probabilità identificabile con l’immagine che nell’isola di Creta portava il nome di Cardiotissa(= tutta cuore).
Il soggetto iconografico della Vergine della Passione è rintracciabile in area greco-cretese sin dal 1100, e dal 1300 in Serbia e in Russia.
L’icona era conosciuta a Retimo (Creta) col titolo di “Amolyntos” (= Incontaminata) e di “Madonna degli Angeli”.
Il tema della Vergine che partecipa alla passione del Figlio comincia a diffondersi nella pietà popolare occidentale a partire dalle rivelazioni di santa Brigida di Svezia.
Sant’Alfonso lo riprenderà nel suo capolavoro Le Glorie di Maria, sviluppandolo
nel discorso sul vaticinio di Simeone: «Dio la volle Regina dei dolori e tutta simile al Figlio, ebbe a vedersi sempre avanti gli occhi ed a patire continuamente tutte le pene che l’aspettavano; e queste furono le pene della passione e morte dell’amato suo Figlio».

Andrea Rizzo da Candia (1422-1498), famoso pittore di icone mariane bizantine, realizzò numerose “Madonne della Passione”. Alcune di esse si custodiscono a Fiesole, Bari, Parma, Patmos, Retimo. A lui è attribuita la paternità dell’icona custodita dai Redentoristi. Tuttavia la questione della paternità dell’opera rimane aperta. In Occidente è nota col titolo di “Madonna del Perpetuo Soccorso”, come si leggeva, sin dal 1579, sul frontone esterno del portale della chiesa di San Matteo a Roma: «Deiparae Virgini Mariae succursus perpetui». Titolo che richiama una devozione mariana, palermitana, dell’Ordine agostiniano, la Madonna del Soccorso, col quale ha evidenti connessioni.
Alcuni autori sostengono che essa proviene dall’isola di Creta e precisamente dalla città di Candia. Qui, su una altura, si ergeva il santuario di Lassithi, all’interno del quale era venerata la Madonna col titolo di “Cardiotissa”. Vi salivano gli abitanti della città e dei paesi vicini per venerare la stupenda immagine che aveva il privilegio di precedere tutte le altre nelle processioni. L’invasione musulmana dell’isola (961) probabilmente diede inizio al tema iconografico della Vergine della Passione, icona pellegrina usata dai monaci, per rievangelizzare l’isola. In un’unica immagine erano meravigliosamente sintetizzate le principali verità della fede e i misteri della vita di Cristo. La Madonna tutta cuore fece rifiorire il cristianesimo a Creta.

Purtroppo la sua rara bellezza attirò anche lo sguardo avido di un mercante, che in un momento propizio la rubò. Con questo furto cominciò l’avventuroso pellegrinaggio, per mare e per terra, dell’immagine prodigiosa. La Vergine cominciò a manifestare la sua potenza. La storia di questo cammino mariano è costellata di segni che, letti insieme, sono accomunati da un filo rosso che li lega.
Le vicende legate al furto dell’icona e al suo approdo in Italia, fino alla consegna agli Agostiniani di San Matteo, erano narrate in una “tabella” affissa all’altare della Madonna. I pellegrini, che nel corso di tre secoli hanno venerato la Vergine, potevano leggere nell’epigrafe la storia meravigliosa. I particolari narrati nell’iscrizione costituiscono l’unica fonte di informazioni, la più prossima al momento storico nel quale avvennero i fatti.
Trasmettendola come l’avevano appresa, fino ai nostri giorni, gli scrittori antichi hanno mantenuta viva nel popolo questa memoria. Questo l’unico dato certo: la “tabella”, nella quale sicuramente confluirono elementi storici e frammenti di una tradizione antica.

La tradizione popolare narra che l’icona della Madonna del “Perpetuo Soccorso” fu rubata dall’isola di Creta da un mercante che la portò fino a Roma nel XV secolo.

Si narra che in mare, durante il viaggio, una forte tempesta mise in pericolo la vita dei passeggeri e che, solo grazie all’intervento della Madonna, tutti riuscirono a salvarsi. Circa un anno dopo il mercante fece ritorno a casa, a Roma. Dopo un brevissimo periodo egli si ammalò gravemente e si rivolse ad un amico che potesse curarlo. In punto di morte, rivelò all’amico il suo segreto sul furto dell’immagine sacra, supplicandolo di ricollocarla in una Chiesa. L’amico promise che avrebbe esaudito questo desiderio, ma anche lui trattenne l’immagine in casa propria fino alla sua morte. Poco tempo dopo, la Beata Vergine apparve a Roma ad una bimba di sei anni, dicendole che avrebbe dovuto avvertire la mamma e la nonna che l’immagine della Vergine Maria del Perpetuo Soccorso sarebbe dovuta essere collocata nella chiesa di S. Matteo Apostolo, sita fra le basiliche di S. Maria Maggiore e di S. Giovanni in Laterano. In un primo momento la fanciulla non fu presa in grande considerazione, ma dopo molti dubbi e varie difficoltà, la madre ubbidì e dopo essersi consultata con il clero responsabile di questa chiesa, l’immagine della Vergine venne collocata in S. Matteo il 27 marzo 1499. 
Nel 1798 la chiesa di San Matteo fu devastata dall’esercito napoleonico. Il monastero agostiniano e la chiesa che sorgeva accanto furono quasi totalmente distrutti. Gli Agostiniani, malgrado lo stato di distruzione vi rimasero ancora per qualche anno, ma alla fine furono costretti ad andarsene. Alcuni tornarono in Irlanda, altri si diressero verso nuove fondazioni in America, mentre la maggior parte di essi si spostò in qualche vicino monastero. Fu quest’ultimo gruppo a portare con sé l’immagine di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso.
Nel 1819, gli Agostiniani traslocarono nella Chiesa di S. Maria in Posterula, vicino al “Ponte Umberto I” che attraversa il fiume Tevere. Con essi traslocò anche la “Vergine di San Matteo”. Ma, poiché in questa chiesa veniva già venerata “Nostra Signora delle Grazie”, l’immagine, appena arrivata, passò in secondo piano venendo collocata in una cappella privata del monastero, dove rimase quasi del tutto dimenticata se non fosse stato per Fra Agostino Orsetti, uno dei frati originario di S. Matteo.
Michele Marci, un giovane chierichetto, spesso rendeva visita alla Chiesa di Santa Maria in Posterula ove strinse amicizia con Fra Agostino. Molti anni dopo, il giovane chierichetto, divenuto Padre Michele, scrisse:

Quel buon frate usava esprimersi con una certa aria di mistero e di ansia, soprattutto fra gli anni 1850 e 1851, con queste precise parole: ‘Fa in modo di sapere, figlio mio, che l’immagine della Vergine di S. Matteo è lassù nella cappella: non dimenticarlo mai … hai capito? E’ un’immagine miracolosa.’ All’epoca il frate era quasi del tutto cieco. ‘Ciò che ti posso dire di questa venerabile immagine della “Vergine di S. Matteo”, chiamata anche “Perpetuo Soccorso”, è che dalla mia infanzia fino a quando sono entrato nella Congregazione (dei Redentoristi) l’avevo sempre vista posta sopra l’altare della cappella della casa dei Padri Agostiniani della Provincia irlandese di S. Maria in Posterula,… nessuna devozione, nessuna decorazione, neppure un lumino per annoverare la sua presenza… Stava lì, ricoperta di polvere e praticamente abbandonata. Tante volte, mentre vi servivo messa, sono rimasto a fissarla con grande attenzione’.

Fra Agostino morì nel 1853 alla venerabile età di 86 anni lasciando la Vergine del “Perpetuo Soccorso” nel polveroso oblio di una cappella.
Nel gennaio 1855, i Missionari Redentoristi comprarono il lotto di terreno ove sorgeva la chiesa di San Matteo con i resti del monastero per edificarci la loro casa generalizia. Quattro mesi dopo, venne dato inizio alla costruzione di una chiesa in onore del SS. Redentore, dedicata a S. Alfonso Maria de Liguori, fondatore della Congregazione. Il 24 dicembre 1855 un gruppo di giovanotti iniziò il noviziato in questa nuova casa. Uno di loro era Michele Marchi.
Il 7 febbraio 1863, un sermone tenuto da un famoso predicatore gesuita, Padre Francesco Blosi, sollevò la questione di un’icona di Maria che era stata nella chiesa di S. Matteo in Via Merulana ed era nota come La Vergine di S. Matteo, o più correttamente, la Madonna del Perpetuo Soccorso.
Questi stimoli furono sufficienti a far si che iniziasse una ricerca nella storia dell’appezzamento di terreno acquistato, fino al punto in cui vennero trovati alcuni riferimenti di taluni autori che alludevano all’icona miracolosa tenuta nella chiesa di S. Matteo. Si aprì un dialogo circa l’intenzione di recuperare l’icona. Padre Marchi si ricordò di tutte le cose che gli erano state dette da Fra Agostino Orsetti e disse ai suoi confratelli di aver visto spesso quell’icona e di sapere dove ritrovarla.
Il cerchio era completo, Padre Nicholas Mauron, superiore dei Redentoristi, presentò una lettera a Papa Pio IX in cui chiedeva alla Santa Sede di concedere loro l’icona del Perpetuo Soccorso affinché venisse collocata nella nuova chiesa, che si ergeva più o meno nello stesso sito in cui una volta sorgeva la vecchia chiesa di S. Matteo. Il Papa accettò questa richiesta invitando i Redentoristi a dare la massima divulgazione possibile all’icona: Fatela conoscere al mondo intero.
Nel 1867, mentre il quadro era portato in processione solenne per il Rione Monti, la Madonna compì il miracolo della guarigione di un bimbo. Questo miracolo ancora oggi ricordato da una copia dell’Icona che si trova in Via Merulana, 276.

” Sono passati, ormai, 125 anni da quel 26 aprile 1866, quando il papa Pio IX affidò al vostro Istituto la diffusione del culto alla Vergine del Perpetuo Soccorso. Da allora non avete cessato di custodire con amore questa icona bizantina, giunta dall’Oriente e diventata un punto di riferimento per i fedeli che vengono a pregare in questo tempio.
Come scrivevo nella mia Lettera apostolica Duodecimum saeculum (1987), il credente di oggi, come quello di ieri, deve essere aiutato nella preghiera e nella vita spirituale con la visione di opere che cercano di esprimere il mistero senza per nulla occultarlo” (Giovanni Paolo II, Duodecimum saeculum, 11). 
L’icona richiama il mistero della divina maternità e mentre invita alla fiducia, esalta il ruolo che la Vergine riveste nella vita di ogni credente. Maria è madre di speranza e di bontà; madre di misericordia e di grazia. “Volendo Dio redimere il genere umano, – osserva sant’Alfonso Maria de’ Liguori, ispirandosi a san Bernardo – ha posto tutto il valore della redenzione in mano di Maria, perché Ella lo dispensi a sua voglia” (Sant’Alfonso M. de’ Liguori, Opere ascetiche, Roma 1936, vol. VI, p. 109).
In questa icona Maria ci dispensa questo valore col lieto annunzio che la Nuova Alleanza si è in Lei pienamente realizzata e per mezzo di Lei è offerta a tutti gli uomini. Gesù le stringe la mano destra, quasi a comunicarLe le primizie della redenzione e a testimoniare il modo straordinario della cooperazione della Madre del Signore alla salvezza dell’umanità. Gli occhi della Vergine guardano verso il popolo ed irradiano su di esso il dono della grazia divina.perpetuosocorro-700x438-700x438

Fonti http://www.santalfonsoedintorni.it/novena-alla-madonna-del-perpetuo-soccorso.html

Icona storia https://www.cssr.news/italian/2017/06/tra-leggenda-storia-e-simbolismo-dellicona-della-madonna-del-perpetuo-soccorso/

Preghiera a Maria Madre di Cristo e Madre della Chiesa

Il 3 marzo 2018, con un decreto pubblicato dalla Congregazione del Culto divino,  decreto “Ecclesia Mater”,  Papa Francesco ha iscritto nel Calendario romano la memoria obbligatoria della Beata Vergine Maria Madre della Chiesa fissandola al lunedì dopo la domenica di Pentecoste. Il decreto porta la data dell’11 febbraio 2018, centosessantesimo anniversario della prima apparizione di Lourdes.

MARIA AL CENTRO DEL DOGMA DELLA SALVEZZA

«Il Sommo Pontefice Francesco», si legge nel decreto, «considerando attentamente quanto la promozione di questa devozione possa favorire la crescita del senso materno della Chiesa nei Pastori, nei religiosi e nei fedeli, come anche della genuina pietà mariana, ha stabilito che la memoria della beata Vergine Maria, Madre della Chiesa, sia iscritta nel Calendario Romano nel Lunedì dopo Pentecoste e celebrata ogni anno. Questa celebrazione ci aiuterà a ricordare che la vita cristiana, per crescere, deve essere ancorata al mistero della Croce, e di Cristo nel convito eucaristico, alla Vergine offerente, Madre del Redentore e dei redenti».anonimo_battistero-di-parma_maria_madre-della-chiesa.jpg

QUALI SONO LE PRINCIPALI TAPPE STORICHE CHE HANNO PORTATO ALL’ISTITUZIONE DI QUESTA FESTA?

Il 21 novembre 1964, a conclusione della terza Sessione del Concilio Vaticano II, Paolo VI dichiarò la beata Vergine Maria «Madre della Chiesa, cioè di tutto il popolo cristiano, tanto dei fedeli quanto dei Pastori, che la chiamano Madre amantissima». La Sede Apostolica pertanto, in occasione dell’Anno Santo della Riconciliazione (1975), propose una messa votiva in onore della beata Maria Madre della Chiesa, successivamente inserita nel Messale Romano; diede anche facoltà di aggiungere l’invocazione di questo titolo nelle Litanie Lauretane (1980).

QUAL È IL SIGNIFICATO DI QUESTO TITOLO MARIANO?

Si legge nel decreto: «La gioiosa venerazione riservata alla Madre di Dio dalla Chiesa contemporanea, alla luce della riflessione sul mistero di Cristo e sulla sua propria natura, non poteva dimenticare quella figura di Donna la Vergine Maria, che è Madre di Cristo e insieme Madre della Chiesa. Ciò era già in qualche modo presente nel sentire ecclesiale a partire dalle parole premonitrici di sant’Agostino e di san Leone Magno. Il primo, infatti, dice che Maria è madre delle membra di Cristo, perché ha cooperato con la sua carità alla rinascita dei fedeli nella Chiesa; l’altro poi, quando dice che la nascita del Capo è anche la nascita del Corpo, indica che Maria è al contempo Madre di Cristo, Figlio di Dio, e Madre delle membra del suo corpo mistico, cioè della Chiesa. Queste considerazioni derivano dalla divina maternità di Maria e dalla sua intima unione all’opera del Redentore, culminata nell’ora della croce.

La Madre infatti, che stava presso la croce (cf. Gv 19, 25), accettò il testamento di amore del Figlio suo ed accolse tutti gli uomini, impersonati dal discepolo amato, come figli da rigenerare alla vita divina, divenendo amorosa nutrice della Chiesa che Cristo in croce, emettendo lo Spirito, ha generato. A sua volta, nel discepolo amato, Cristo elesse tutti i discepoli come vicari del suo amore verso la Madre, affidandola loro affinché con affetto filiale la accogliessero. Premurosa guida della Chiesa nascente,Maria iniziò pertanto la propria missione materna già nel cenacolo, pregando con gli Apostoli in attesa della venuta dello Spirito Santo (cf. At 1, 14). In questo sentire, nel corso dei secoli, la pietà cristiana ha onorato Maria con i titoli, in qualche modo equivalenti, di Madre dei discepoli, dei fedeli, dei credenti, di tutti coloro che rinascono in Cristo e anche di “Madre della Chiesa”, come appare in testi di autori spirituali e pure del magistero di Benedetto XIV e Leone XIII.

PAPA FRANCESCO

Preghiera a Maria, Madre della Chiesa e Madre della nostra fede*

Aiuta, o Madre, la nostra fede!
Apri il nostro ascolto alla Parola, perché riconosciamo la voce di Dio e la sua chiamata.
Sveglia in noi il desiderio di seguire i suoi passi, uscendo dalla nostra terra e accogliendo la sua promessa.
Aiutaci a lasciarci toccare dal suo amore, perché possiamo toccarlo con la fede.
Aiutaci ad affidarci pienamente a Lui, a credere nel suo amore, soprattutto nei momenti di tribolazione e di croce, quando la nostra fede è chiamata a maturare.
Semina nella nostra fede la gioia del Risorto.
Ricordaci che chi crede non è mai solo.
Insegnaci a guardare con gli occhi di Gesù, affinché Egli sia luce sul nostro cammino. E che questa luce della fede cresca sempre in noi, finché arrivi quel giorno senza tramonto, che è lo stesso Cristo, il Figlio tuo, nostro Signore!

*Preghiera a Maria al termine dell’Enciclica Lumen Fidei (29 giugno 2013)

Preghiera a Maria Madre di Cristo e Madre della Chiesa

San Giovanni Paolo II

0525-va-p
Mosaico di Maria Madre della Chiesa con lo stemma Totus Tuus di S. Giovanni Paolo II, Palazzo Apostolico, in Piazza San Pietro

O Vergine santissima, 
Madre di Cristo e Madre della Chiesa,
con gioia e con ammirazione,
ci uniamo al tuo Magnificat,
al tuo canto di amore riconoscente.
Con Te rendiamo grazie a Dio,
«la cui misericordia si stende
di generazione in generazione»,
per la splendida vocazione
e per la multiforme missione
dei fedeli laici,
chiamati per nome da Dio
a vivere in comunione di amore
e di santità con Lui
e ad essere fraternamente uniti
nella grande famiglia dei figli di Dio,
mandati a irradiare la luce di Cristo
e a comunicare il fuoco dello Spirito
per mezzo della loro vita evangelica
in tutto il mondo.
Vergine del Magnificat,
riempi i loro cuori
di riconoscenza e di entusiasmo
per questa vocazione e per questa missione.
Tu che sei stata,
con umiltà e magnanimità,
«la serva del Signore»,
donaci la tua stessa disponibilità
per il servizio di Dio
e per la salvezza del mondo.
Apri i nostri cuori
alle immense prospettive
del Regno di Dio
e dell’annuncio del Vangelo
ad ogni creatura.
Nel tuo cuore di madre
sono sempre presenti i molti pericoli
e i molti mali
che schiacciano gli uomini e le donne
del nostro tempo.
Ma sono presenti anche
le tante iniziative di bene,
le grandi aspirazioni ai valori,
i progressi compiuti
nel produrre frutti abbondanti di salvezza.
Vergine coraggiosa,
ispiraci forza d’animo
e fiducia in Dio,
perché sappiamo superare
tutti gli ostacoli che incontriamo
nel compimento della nostra missione.
Insegnaci a trattare le realtà del mondo
con vivo senso di responsabilità cristiana
e nella gioiosa speranza
della venuta del Regno di Dio,
dei nuovi cieli e della terra nuova.
Tu che insieme agli Apostoli in preghiera
sei stata nel Cenacolo
in attesa della venuta dello Spirito di Pentecoste,
invoca la sua rinnovata effusione
su tutti i fedeli laici, uomini e donne,
perché corrispondano pienamente
alla loro vocazione e missione,
come tralci della vera vite,
chiamati a portare molto frutto
per la vita del mondo.
Vergine Madre,
guidaci e sostienici perché viviamo sempre
come autentici figli e figlie
della Chiesa di tuo Figlio
e possiamo contribuire a stabilire sulla terra
la civiltà della verità e dell’amore,
secondo il desiderio di Dio066a-madre-chiesae per la sua gloria.
Amen.

MADRE DELLA CHIESA

Madre della Chiesa, e Madre nostra Maria,
raccogliamo nelle nostre mani
quanto un popolo è capace di offrirti;
l’innocenza dei bambini,
la generosità e l’entusiasmo dei giovani,
la sofferenza dei malati,
gli affetti più veri coltivati nelle famiglie,
la fatica dei lavoratori,
le angustie dei disoccupati,
la solitudine degli anziani,
l’angoscia di chi ricerca il senso vero dell’esistenza,
il pentimento sincero di chi si è smarrito nel peccato,
i propositi e le speranze di chi scopre l’amore del Padre,
la fedeltà e la dedizione
di chi spende le proprie energie nell’apostolato
e nelle opere di misericordia.
E Tu, o Vergine Santa, fa’ di noi
altrettanti coraggiosi testimoni di Cristo.
Vogliamo che la nostra carità sia autentica,
così da ricondurre alla fede gli increduli,
conquistare i dubbiosi, raggiungere tutti.
Concedi, o Maria, alla comunità civile
di progredire nella solidarietà,
di operare con vivo senso della giustizia,
di crescere sempre nella fraternità.
Aiuta tutti noi ad elevare gli orizzonti della speranza
fino alle realtà eterne del Cielo.
Vergine Santissima, noi ci affidiamo a Te
e Ti invochiamo, perché ottenga alla Chiesa
di testimoniare in ogni sua scelta il Vangelo,
per far risplendere davanti al mondo
il volto del tuo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo.

(S.Giovanni Paolo II)

CONSACRAZIONE A MARIA, SPOSA DELLO SPIRITO SANTO

O Maria, figlia di Dio Padre, madre di Gesù, sposa dello Spirito Santo, tempio dell’unico Dio. Ti riconosciamo nostra sorella, meraviglia dell’umanità, portatrice di Cristo nostra vita, segno di speranza e di consolazione. Immagine ideale della Chiesa, rendici un cuor solo ed un’anima sola con te, per proclamare quanto grande è il Signore e riconoscere con gioia la sua presenza nel mondo. A te, scelta da Dio per una missione unica nella storia della salvezza, consacriamo noi stessi, la nostra attività e la nostra esistenza. Poni il tuo sigillo nel profondo delle nostre persone, perché rimaniamo sempre fedeli a Dio. Riversa su di noi il tuo amore di madre, accompagnaci nel cammino della vita; sazia la nostra fame col pane della Parola e dell’Eucaristia. unnamed-8-740x228

 

Visitazione della Beata Vergine Maria, la festa del Magnificat

Si celebra il 31 maggio a conclusione del mese mariano. Ricorda la visita che la Madonna fece alla cugina Elisabetta dopo avere ricevuto l’annuncio che sarebbe diventata Madre di Gesù per opera dello Spirito Santo. Giovanni il Battista che sussulta nel grembo materno di Elisabetta inizia già la sua missione di Precursore. Il calendario liturgico tiene conto della narrazione evangelica che colloca la Visitazione entro i tre mesi fra l’Annunciazione e la nascita del Battista. Festa del Magnificat, la Visitazione prolunga ed espande la gioia messianica della salvezza. Maria, arca della nuova alleanza, è “teofora” e viene salutata da Elisabetta come Madre del Signore.

FESTA FRANCESCANA

Quella della Visitazione può considerarsi una festa tipicamente francescana. Essa sarebbe stata imposta all’Ordine da s. Bonaventura durante il Capitolo tenutosi a Pisa nel 1263.  D’altra parte a dotare la festività di una Messa propria fu un Papa Francescano quale Sisto IV (1471-1484).  La festa venne estesa a tutta la Chiesa latina da papa Urbano VI per propiziare con la intercessione di Maria la pace e l’unità dei cristiani divisi dal grande scisma di Occidente. Il sinodo di Basilea, nella sessione del 10 luglio 1441, confermò la festività della Visitazione.  La festa viene popolarmente conosciuta sotto l’ulteriore titolo di Madonna delle Grazie con riferimento all’atto di mediazione materna compiuto da Maria nel primo incontro con la cugina Elisabetta. Sono i Frati Minori a diffondere ovunque tale devozione grazie, soprattutto, all’impulso datole da un predicatore eccezionale quale s. Bernardino da Siena.

San Francesco d’ Assisi volle che prima del salmo di ogni Officio fosse recitata una antifona proprio in lode di Maria, in cui ancora riecheggia questa lode trinitaria alla Madonna:

“Santa Maria Vergine, non vi è alcuna simile a te, nata nel mondo, tra le donne, Figlia e ancella dell’altissimo sommo Re, il Padre celeste, Madre del santissimo Signore nostro Gesù Cristo, Sposa dello Spirito Santo, prega per noi con san Michele arcangelo e con tutte le potenze dei cieli e con tutti i santi presso il tuo santissimo diletto Figlio, Signore e Maestro”.

Vi è anche una dimensione mariana nella spiritualità di Francesco che si lascia modellare dall’esempio della Vergine. Il suo è un atteggiamento di accoglienza del Figlio, fattosi Parola, così come Maria lo ha accolto in sè e nell’obbedienza si lascia generare dalla Parola.

«Nell’Incarnazione – commentava S. Francesco di Sales – Maria si umilia confessando di essere la serva del Signore… Ma Maria non si indugia ad umiliarsi davanti a Dio perché sa che carità e umiltà non sono perfette se non passano da Dio al prossimo. Non è possibile amare Dio che non vediamo, se non amiamo gli uomini che vediamo. Questa parte si compie nella Visitazione».Immagine correlata

COSA DICONO I VANGELI?

Dopo l’annuncio dell’Angelo, Maria «si mette in viaggio frettolosamente» dice San Luca per far visita alla cugina Elisabetta e prestarle servizio. Aggregandosi probabilmente ad una carovana di pellegrini che si recano a Gerusalemme, attraversa la Samaria e raggiunge Ain-Karim, in Giudea, dove abita la famiglia di Zaccaria. È facile immaginare quali sentimenti pervadano il suo animo alla meditazione del mistero annunciatole dall’angelo. Sono sentimenti di umile riconoscenza verso la grandezza e la bontà di Dio, che Maria esprimerà alla presenza della cugina con l’inno del Magnificat, l’espressione “dell’amore gioioso che canta e loda l’amato” (S. Bernardino da Siena):ND-du-St-Esprit

In quei giorni, Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. 
Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! 
A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo.  E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore». 
Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore  e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,  perché ha guardato l’umiltà della sua serva.  D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.  Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente 
e Santo è il suo nome:  di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. 
Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; 
ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili;  Ha ricolmato di beni gli affamati,  ha rimandato a mani vuote i ricchi. 
Ha soccorso Israele, suo servo,  ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, 
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre». Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua. (Lc 1, 39-56)2900-00-COUV-ND-du-Rosaire

Maria canta la sua storia, la racconta, la condivide. E mentre ci guarda dentro scorge anche i segni del domani e non solo traccia del passato. E così ci ricorda che quando guardiamo alla nostra vita non dobbiamo soltanto tirare le conclusioni dalle nostre esperienze, dobbiamo avere il coraggio di guardare anche avanti, al futuro, e ricordarci che siamo figli di un Dio che disperde i superbi nei pensieri del loro cuore, rovescia i potenti e gratifica gli umili, ricolma di beni chi è affamato e a chi si crede ricco lo lascia a mani vuote. Maria dice tutto questo mentre sa che dovrà fare i conti con le angherie di Erode, le incomprensioni dei vicini, la disoccupazione di Giuseppe, la povertà dell’esilio forzato in Egitto. Ma le cose negative che dovrà vivere non tolgono nulla alla fede in un Dio che è più grande dei problemi che avrà davanti. Maria sa che credere non significa avere una vita “più fortunata”, ma una vita che nonostante “le sue sfortune” è in mano a Uno che sa tirar fuori il bene dal male, la luce dal buio, e la giustizia dalle contraddizioni. Solo ricordandosi di ciò vale la pena vivere comunque. Diversamente andrebbe meglio mettere in pratica il vecchio detto “bene vivit qui bene latet”, cioè “vive bene chi si nasconde…non chi affronta”. E la vita non è un nascondino, ma un’impresa che va fatta fino in fondo.

PREGHIERA PER LA VISITAZIONE di MARIARisultati immagini per visitation mary and elizabeth art

 Signore accorda ai tuoi servi il dono della grazia celeste: cosicchè come la maternità della Beata fu per essi il principio della salvezza, così la devota solennità della sua Visitazione apporti loro aumento di pace

1. Sia benedetto, o Maria, quel pensiero devoto che aveste di visitare la vostra santa parente Elisabetta.

Ave Maria..

2. Sia benedetto, o Maria, quel viaggio faticoso che intraprendeste verso la casa della vostra santa parente Elisabetta.
Ave Maria..

3. Sia benedetto, o Maria, quell’ingresso felice che faceste nella casa della vostra santa parente Elisabetta.
Ave Maria..

4. Sia benedetto, o Maria, quel saluto grazioso che faceste alla vostra santa parente Elisabetta.
Ave Maria..

5. Sia benedetto, o Maria, quell’abbraccio cortese che deste alla vostra santa parente Elisabetta.
Ave Maria..

6. Sia benedetto, o Maria, quel bacio sincero che imprimeste sul volto della vostra santa parente Elisabetta.
Ave Maria..

7. Sia benedetto, o Maria, quella grazia copiosa che per voi fu comunicata all’anima della vostra santa parente Elisabetta.
Ave Maria..

O Maria, tu che sei andata incontro a Zaccaria e Elisabetta,

non smettere mai di venire incontro a noi.

Tu, che hai creduto all’adempimento delle Parole del Signore,

rafforza la nostra fede, togli ogni inciampo durante il nostro cammino

e insegnaci a camminare sempre con te.

Tu che sei la Madre del mio Signore

donami la volontà di restare nel tuo progetto,

anche quando mi costa fatica.

Imprimi nel mio cuore la tua sollecitudine,

perchè anch’io sappia andare in fretta in aiuto di chi è solo

ed ha bisogno di condividere le gioie come i dolori. Amen.ND-du-St-Esprit

Dio onnipotente ed eterno, che nel tuo disegno di amore 
hai ispirato alla beata Vergine Maria, 
che portava in grembo il tuo Figlio, di visitare sant’Elisabetta, 
concedi a noi di essere docili all’azione del tuo Spirito, 
per magnificare con Maria il tuo Santo nome. 
Per il nostro Signore Gesù

 

Consacrazione a Maria Ausiliatrice- storia della devozione

Maria “Auxilium Christianorum”, “Aiuto dei Cristiani”, è il titolo che è stato dato alla Vergine Maria in ogni tempo e così viene invocata anche nelle litanie Lauretane del Rosario.

I primi cristiani in Grecia, Egitto, Antiochia, Efeso, Alessandria e Atene chiamavano la Beata Vergine Maria con il nome di “Ausiliatrice”, che in greco è “Boethéia” e significa “colei che porta gli aiuti provenienti dal cielo.”

Il primo Padre della Chiesa che chiamò la Vergine Maria con il titolo di “Aiuto dei Cristiani” fu San Giovanni Crisostomo nell’anno 345, a Costantinopoli.

Il Santo disse: “Potente è il tuo aiuto per la salvezza, o Madre di Dio”. La riconobbero con questo nome anche  Proclo nel 476 e Eusebio da Cesarea nel 532.

QUALI SONO LE ORIGINI?

 L’invocazione Auxilium christianorum, ora pro nobis appare, per la prima volta, nella versione delle litanie lauretane pubblicata nel 1576 e approvata da papa Clemente VIII nel 1601; essa era assente nella versione più antica, risalente al 1524. Secondo la tradizione tale invocazione fu aggiunta da papa San Pio V dopo la vittoria riportata dalla Lega santa sugli ottomani a Lepanto (7 ottobre 1571), ma più probabilmente rappresenta una variante del titolo Advocata christianorum che si trova nell’edizione del 1524.

Il titolo (insieme a quelli di Avvocata, Soccorritrice e Mediatrice) è anche utilizzato nella costituzione dogmatica sulla Chiesa Lumen Gentium del 1964. In ogni caso, l’utilizzo ufficiale del titolo “Auxilium Christianorum” si ebbe con l’invocazione del grande papa mariano e domenicano san Pio V (1566-1572), che le affidò le armate ed i destini dell’Occidente e della Cristianità, minacciati da secoli dai turchi arrivati fino a Vienna, e che nella grande battaglia navale di Lepanto (1571) affrontarono e vinsero la flotta musulmana. Il papa istituì per questa gloriosa e definitiva vittoria, la festa del S. Rosario, ma la riconoscente invocazione alla celeste Protettrice come “Auxilium Christianorum”, non sembra doversi attribuire direttamente al papa, come venne poi detto, ma ai reduci vittoriosi che ritornando dalla battaglia, passarono per Loreto a ringraziare la Madonna; lo stendardo della flotta invece, fu inviato nella chiesa dedicata a Maria a Gaeta dove è ancora conservato. Il grido di gioia del popolo cristiano si perpetuò in questa invocazione; il Senato veneziano fece scrivere sotto il grande quadro commemorativo della battaglia di Lepanto, nel Palazzo Ducale: “Né potenza, né armi, né condottieri ci hanno condotto alla vittoria, ma Maria del Rosario” e così a fianco agli antichi titoli di Consolatrix afflictorum (Consolatrice degli afflitti) e Refugium peccatorum (Rifugio dei peccatori), si aggiunse per il popolo e per la Chiesa Auxilium Christianorum (Aiuto dei cristiani).

La sua festa nacque al tempo della Rivoluzione Francese

La storia della festa di Maria Ausiliatrice risale agli anni successivi alla rivoluzione francese, che aveva inferto un duro colpo alla Chiesa.

Papa Pio VII fu imprigionato nel palazzo di Fontainebleau dall’imperatore francese Napoleone Bonaparte e dedicò le sue preghiere a Maria Ausiliatrice per proteggere la Chiesa.

Le suppliche del Papa furono ascoltate e nel 1814 Napoleone firmò la sua abdicazione. Nel 1815, quando la Chiesa aveva recuperato la sua posizione e il suo potere spirituale, il 24 maggio il Papa istituì la festa di Maria Ausiliatrice per perpetuare la memoria del suo ritorno a Roma dopo la sua prigionia.

Il Santuario dedicato a Maria Ausiliatrice a Torino
Santuario di Maria Ausiliatrice a Torino

CHI SONO I GRANDI “APOSTOLI” DELLA DEVOZIONE A MARIA AUSILIATRICE?

Il culto pur continuando nei secoli successivi, ebbe degli alti e bassi, finché nell’Ottocento due grandi figure della santità cattolica, per strade diverse, ravvivarono la devozione per la Madonna del Rosario con il beato Bartolo Longo a Pompei e per la Madonna Ausiliatrice con San Giovanni Bosco a Torino. Il grande educatore ed innovatore torinese, pose la sua opera di sacerdote e fondatore sin dall’inizio, sotto la protezione e l’aiuto di Maria Ausiliatrice, a cui si rivolgeva per ogni necessità, specie quando le cose andavano per le lunghe e s’ingarbugliavano; a Lei diceva: “E allora incominciamo a fare qualcosa?”.

S. Giovanni Bosco, nato il 16 agosto 1815 presso Castelnuovo d’Asti e ordinato sacerdote nel 1841, fu il più grande devoto e propagatore del culto a Maria Ausiliatrice, la cui festa era stata istituita sotto questo titolo e posta al 24 maggio, qualche decennio prima, dal papa Pio VII il 24 maggio 1815, in ringraziamento a Maria per la sua liberazione dalla ormai quinquennale prigionia napoleonica.

In un calendario del 1848, appeso nella stanza di don Bosco, erano riprodotte 5 immagini della Vergine; una di essa portava la seguente scritta: “O Vergine Immacolata, tu che sola portasti vittoria di tutte le eresie vieni in nostro aiuto, noi di cuore ricorriamo a te: Auxilium Christianorum ora pro nobis”. Ma è soprattutto nel clima che l’Italia vive tra gli anni 1848 e 1870 (presa di Roma) che don Bosco matura la devozione verso l’Ausiliatrice. Sono anni segnati da drammatici avvenimenti, che turbano profondamente l’animo di tanti cattolici: le leggi anticlericali, la diffusione del protestantesimo, la questione romana, l’assenza dei vescovi in molte diocesi. In tali difficoltà e prove la Chiesa si rivolge a Maria come Aiuto e Presidio.Risultati immagini per don bosco foto

In particolare nel maggio del 1862 don Bosco racconta il famoso sogno delle due colonne, dove viene descritta la lotta della chiesa nel mare del mondo e solo l’ancoraggio alle colonne dell’Immacolata – Ausiliatrice e dell’Eucaristia è fonte di salvezza per la chiesa e per il papato.

San Giovanni Bosco fu un grande propagatore d’amore per questa devozione mariana, perché la stessa Vergine gli apparve nel 1845, a Valdocco, rione torinese, dove gli ordinò di costruire una Chiesa in suo onore nel punto esatto del martirio dei Santi Avvenore e Ottavio, due soldati del III secolo, ritenuti i primi martiri di Torino. Ha anche chiesto di essere onorata con il titolo di “Aiuto dei cristiani”.

Nel 1863, San Giovanni Bosco iniziò la costruzione della chiesa con pochi centesimi, ma con l’intercessione di Maria Santissima, e così il 9 giugno 1868, solo 5 anni dopo, avvenne la consacrazione del Santuario di Maria Ausiliatrice.

Il Santo diceva: “Ogni mattone in questo tempio corrisponde a un miracolo della Beata Vergine”, da quel Santuario la devozione a Maria iniziò a diffondersi in tutto il mondo.  Alla Vergine Maria «si può domandare l’impossibile», assicurava don Bosco (1815-1888).598px-maria_auxiliadora_entera_2179142

Il grande sacerdote, apostolo della gioventù, fece erigere in soli tre anni nel 1868, la basilica di Maria Ausiliatrice nella cittadella salesiana di Valdocco – Torino; sotto la Sua materna protezione pose gli Istituti religiosi da lui fondati e ormai sparsi in tutto il mondo: la Congregazione di S. Francesco di Sales, sacerdoti chiamati normalmente Salesiani di don Bosco; le Figlie di Maria Ausiliatrice suore fondate con la collaborazione di s. Maria Domenica Mazzarello e per ultimi i Cooperatori Salesiani per laici e sacerdoti che intendono vivere lo spirito di “Don Bosco”, come è generalmente chiamato. Le Congregazioni sono così numerose, che si vede con gratitudine la benevola protezione di Maria Ausiliatrice nella diffusione di tante opere assistenziali ed a favore della gioventù. Ormai la Madonna Ausiliatrice è divenuta la ‘Madonna di Don Bosco’ essa è inscindibile dalla grande Famiglia Salesiana, che ha dato alla Chiesa una schiera di santi, beati, venerabili e servi di Dio; tutti figli che si sono affidati all’aiuto della più dolce e potente delle madri.

DOVE È DIFFUSO IL CULTO DI MARIA AUSILIATRICE?

Interi Continenti e Nazioni hanno Maria Ausiliatrice come Patrona: l’Australia cattolica dal 1844, la Cina dal 1924, l’Argentina dal 1949, la Polonia fin dai primi decenni del 1800, diffusissima e antica è la devozione nei Paesi dell’Est Europeo. Nella bella basilica torinese a Lei intitolata, dove il suo devoto figlio s. Giovanni Bosco e altre figure sante salesiane sono tumulate, vi è il bellissimo e maestoso quadro, fatto eseguire dallo stesso fondatore, che rappresenta la Madonna Ausiliatrice che con lo scettro del comando e con il Bambino in braccio, è circondata dagli Apostoli ed Evangelisti ed è sospesa su una nuvola, sullo sfondo a terra, il Santuario e l’Oratorio come appariva nel 1868, anno dell’esecuzione dell’opera del pittore Tommaso Lorenzone.

Il significato dell’intero quadro è chiarissimo; come Maria era presente insieme agli apostoli a Gerusalemme durante la Pentecoste, quindi all’inizio dell’attività della Chiesa, così ancora Lei sta a protezione e guida della Chiesa nei secoli, gli apostoli rappresentano il papa ed i vescovi.Immagine correlata

PREGHIERA DI CONSACRAZIONE A MARIA AUSILIATRICE

 500 giorni d’indulgenza ogni volta che verrà recitata.

O Santissima ed Immacolata Vergine Maria, Madre nostra tenerissima, e potente Aiuto dei Cristiani, noi ci consacriamo interamente al vostro dolce amore e al vostro santo servizio. Vi consacriamo la mente con i suoi pensieri, il cuore con i suoi affetti, il corpo con i suoi sentimenti e con tutte le sue forze, e promettiamo di voler sempre operare alla maggior gloria, di Dio ed alla salute delle anime.
Voi intanto, o Vergine incomparabile, che siete sempre stata l’Ausiliatrice del popolo cristiano, deh! continuate a mostrarvi tale specialmente in questi giorni. Umiliate i nemici di nostra santa Religione, e rendetene vani i malvagi intenti. Illuminate e fortificate i Vescovi e i Sacerdoti, e teneteli sempre uniti ed obbedienti al Papa, Maestro infallibile; preservate dall’irreligione e dal vizio l’incauta gioventù; promuovete le sante vocazioni ed accrescete il numero dei sacri Ministri, affinché per mezzo loro il regno di Gesù Cristo si conservi tra noi e si estenda fino agli ultimi confini della terra. Vi preghiamo ancora, o dolcissima Madre, che teniate sempre rivolti i vostri sguardi pietosi sopra l’incauta gioventù esposta a tanti pericoli, e sopra i poveri peccatori e moribondi; siate per tutti, o Maria, dolce speranza, Madre di misericordia e porta del Cielo.
Ma anche per noi vi supplichiamo, o gran Madre di Dio. Insegnateci a ricopiare in noi le vostre virtù, in particolar modo l’angelica modestia, l’umiltà profonda e l’ardente carità; affinché per quanto è possibile, col nostro contegno, colle nostre parole, col nostro esempio rappresentiamo al vivo in mezzo al mondo Gesù Benedetto vostro Figliuolo, e facciamo conoscere ed amare Voi, e con questo mezzo possiamo riuscire a salvare molte anime.
Fate altresì, o Maria Ausiliatrice, che noi siamo tutti raccolti sotto il vostro manto di Madre; fate che nelle tentazioni noi v’invochiamo tosto con fiducia; fate insomma che il ‘pensiero di Voi sì buona, sì amabile, sì cara, il ricordo dell’amore che portate ai vostri devoti, ci sia di tale conforto da renderci vittoriosi contro i nemici dell’ anima nostra in vita ed in morte, affinché possiamo venire a farvi corona nel Paradiso. Così sia.

PREGHIERA A MARIA AUSILIATRICE  

O Maria Ausiliatrice, noi ci affidiamo nuovamente, totalmente, sinceramente a te! Tu che sei Vergine Potente, resta vicino a ciascuno di noi. Ripeti a Gesù, per noi, il “Non hanno più vino” che dicesti per gli sposi di Cana, perché Gesù possa rinnovare il miracolo della salvezza. Ripeti a Gesù: “Non hanno più vino!”, “Non hanno salute, non hanno serenità, non hanno speranza!”. Tra noi ci sono molti ammalati, alcuni anche gravi, confortali, o Maria Ausiliatrice! Tra noi ci sono molti anziani soli e tristi, consolali, o Maria Ausiliatrice! Tra noi ci sono molti adulti sfiduciati e stanchi, sostienili, o Maria Ausiliatrice! Tu che ti sei fatta carico di ogni persona, aiuta ciascun di noi a farsi carico della vita del prossimo! Aiuta i nostri giovani, soprattutto quelli che riempiono le piazze e le vie, ma non riescono a riempire il cuore di senso. Aiuta le nostre famiglie, soprattutto quelle che faticano a vivere la fedeltà, l’unione, la concordia! Aiuta le persone consacrate perché siano un segno trasparente dell’amore di Dio. Aiuta i sacerdoti, perché possano comunicare a tutti la bellezza della misericordia di Dio. Aiuta gli educatori, gli insegnanti e gli animatori, perché siano aiuto autentico alla crescita. Aiuta i governanti perché sappiano cercare sempre e solo il bene della persona. O Maria Ausiliatrice, vieni nelle nostre case, Tu che hai fatto della casa di Giovanni la tua casa, secondo la parola di Gesù in croce. Proteggi la vita in tutte le sue forme, età e situazioni. Sostieni ciascuno di noi perché diventiamo apostoli entusiasti e credibili del Vangelo. E custodisci nella pace, nella serenità e nell’amore, ogni persona che alza verso di te il suo sguardo e a te si affida. Amen.

Immagine correlata

Le 10 Virtù di Maria Santissima da imitare per ottenere grandi grazie

Maria è il  Capolavoro della creazione,  nelle parole di S. Luigi Maria Grignion di Montfort. Lei è degna di imitazione. Maria è la figlia del Padre Eterno; lei è la Madre del Figlio Eterno ed è la Sposa Mistica dello Spirito Santo. In altre parole, Maria è intimamente unita alla Santissima Trinità e Lei può unirci a Dio. Per questo motivo,  S. Luigi Maria Grignion di Montfort disse: ” Maria è la via più rapida, più breve e più facile per Gesù”.

Se conosciamo Maria, La amiamo; se La amiamo, allora vogliamo imitarla; infine, noi diventiamo come ciò che amiamo. Pertanto, preghiamo di ottenere la grazia di imitare la Beata Vergine Maria nelle sue virtù più sublimi; Lei ci condurrà alla felicità in terra ed alla felicità eterna in Paradiso.

Atto di Consacrazione a Maria Madre Immacolata2316f-49722021_230883637800671_3178949059506144904_n

O Maria Immacolata, rinnovo nelle Tue mani, le promesse del mio Battesimo.
Rinunzio per sempre a Satana, padre di menzogna, accusatore dei figli di Dio,
nemico della nostra gioia. Rinunzio ai suoi inganni, alle sue seduzioni e alle sue opere e mi consegno interamente a GESU’ segno vivo dell’amore di Dio per me.
E per essere più fedele a Lui io oggi scelgo Te, o Maria Immacolata,
per mia Madre e Signora. A Te, come un figlio/a, io abbandono e consacro la mia vita, la mia famiglia, tutto ciò che mi appartiene. O Maria, disponi sempre di me secondo il Tuo Cuore e nell’ultimo giorno accoglimi tra le tue braccia. Presentami a Gesù, dicendo di me : “Questo è mio figlio/a!”. Allora esulterà l’anima mia, inizierà il mio Paradiso e sarà un Magnificat a Dio con Te, o Maria, Madre mia Immacolata.
Amen

Impariamo le dieci virtù di Maria e imploriamo la Madonna di metterle in pratica con il Suo aiuto:fr_portrait_ourlady-info[1]

1. Grande fede

Maria era veramente una donna di grande fede. Alla morte di Gesù, la fede degli Apostoli fu profondamente scossa, scossa fino alle fondamenta. La Madonna ha sofferto intensamente, ma la sua fede non ha mai vacillato. Rivolgiamoci a Maria in mezzo alle tempeste, alle tempeste e alle intense prove della vita per avere fede. Maria, rafforza la mia fede! La Lumen Gentium specifica che Maria fu la prima discepola di Gesù – in verità il discepolo più fedele!  Ave Maria

2. Speranza incrollabile

Non solo Maria aveva una fede profonda e solida, ma aveva una Speranza incrollabile. Sant’Ignazio di Loyola e la tradizione cattolica hanno sottolineato che Gesù apparve a Sua Madre Maria dopo che risuscitò da morte. La Madonna ci aiuta ad elevare la nostra mente, il nostro cuore, la nostra anima, tutto il nostro essere a Dio e al Cielo.

Più di ogni altra cosa Maria vuole aiutarci ad andare in Paradiso. Questa è la Speranza – confidando che, attraverso le preghiere di Maria, arriveremo al Cielo in sicurezza. Ave Maria

 3. Carità e amore soprannaturale

Maria possedeva la carità e l’amore soprannaturale. La più grande di tutte le virtù è la carità – e l’amore soprannaturale è amare Dio con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutta l’anima e con tutte le forze.

Nessuna creatura ha mai amato Dio e il prossimo più di Maria. Il suo amore per Dio era un fuoco ardente, e il suo zelo per la salvezza delle anime non ha limiti e non avrà mai limiti! Maria fa sgorgare amore nei nostri cuori e, grazie alla sua potente intercessione, un ardente amore per Dio e per il prossimo.

Cara Madre Maria, insegnami ad amare come te e, come te, morire d’amore!

Ave Maria

4. Modello di pazienza

Al di là di ogni ombra di dubbio, una delle virtù di cui abbiamo più bisogno è quella della pazienza , meglio ancora, eroica pazienza!

La Madonna ha pazientemente atteso il Signore; ha pazientemente accettato tutte le contraddizioni e le sofferenze che Dio le ha permesso di subire. Ha accompagnato pazientemente Gesù sulla Via Crucis. Ma soprattutto, Maria stava pazientemente sotto la croce soffrendo con Gesù per la salvezza del mondo. 

Cara Madre Maria insegnami a crescere nella virtù della pazienza. Ave Maria

5. Modello di purezza

La Madonna di Fatima ha detto che la maggior parte delle anime si perdono per l’eternità a causa dei peccati della carne – cioè, a causa dei peccati contro il sesto e il nono comandamento relativi alla purezza. La consacrazione a Maria e al suo Cuore più puro e immacolato è un mezzo molto potente per raggiungere la purezza, essere un esempio di purezza, vivere la modestia e morire con un cuore puro. 

Maria santissima, Madre purissima, ottieni per me la purezza di cuore, mente, corpo e anima. Aiutami a vivere la Beatitudine: “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio”.  Ave Maria

6. Obbedienza di Maria

Gesù fu ” obbediente fino alla morte, fino alla morte di croce”. (Fil 2) Come Gesù, Maria custodiva e viveva la virtù più esigente dell’obbedienza. Pronunciando il suo  Fiat (Sì) , Maria esprimeva il suo desiderio di essere totalmente sottomessa alla volontà di Dio in obbedienza.

” Ecco, io sono la serva del Signore, avvenga di me secondo la tua parola”.

Cara Madre Maria, in un mondo segnato da tanta ribellione e disobbedienza, aiutami a fare tesoro e a vivere la fiduciosa obbedienza a Dio. Ave Maria

7. Preghiera profonda e costante

La Madonna ha avuto un’unione costante, dinamica e profonda con Dio in ogni momento e luogo: questa è la preghiera! Uno dei principali messaggi della Madonna è di pregare e pregare incessantemente.

Le preghiere di Maria per noi sono onnipotenti! Il primo miracolo pubblico di Gesù, alla festa nuziale di Cana, avvenne attraverso la potente intercessione di Maria.

Maria, Madre mia, ti prego, insegnami come pregare e concedimi un grande desiderio di pregare. Maria, prega e intercedi sempre per me!  Ave Maria

8. Mortificazione e penitenza

Sia a Lourdes che a Fatima, Nostra Signora ha sottolineato la necessità di pregare molto, ma anche la pratica della penitenza – o, se volete, l’importanza di offrire sacrifici, specialmente per la conversione e la salvezza dei peccatori. A Fatima, la Madonna ha detto che molte anime si perdono, perché non abbastanza persone offrono preghiere e sacrifici per loro. La Madonna disse ai bambini di Fatima che potevano offrire tutto come sacrificio a Dio, specialmente per la conversione dei peccatori.

Non è tanto la grandezza dell’atto, ma l’amore che accompagna l’atto che dà potere e merito all’azione. Offriamo le nostre piccole penitenze quotidiane a Dio attraverso il Cuore Immacolato di Maria.  Ave Maria

9. Dolcezza angelica e mitezza

Un’altra sublime virtù di Maria è quella della sua angelica dolcezza o sublime mansuetudine. Con questo intendiamo che Maria era molto gentile, amorevole, mansueta, affabile e sempre rivolta a Dio. Nei nostri rapporti con gli altri, la Madonna possa ispirare in noi grandi sentimenti di gentilezza, compassione, mitezza, affabilità, che faccia sempre risplendere in noi l’amore di Maria e attrarre le persone al Suo Cuore Immacolato e al Sacro Cuore di Gesù.

Con la stessa gioia piena con cui la Madonna ha salutato Santa Elisabetta, possiamo anche noi fare lo stesso nei nostri incontri sociali. Papa Francesco lo ha espresso nel suo documento Gioia del Vangelo.  Ave Maria

10. Spirito mansueto e forte

Maria Santissima incarnava un vero spirito gentile e mansueto, questo è vero. Tuttavia, era anche una Donna molto forte. Questo è esemplificato più chiaramente mentre si trovava ai piedi della croce: Stabat Mater (la Madre stava ai piedi della Croce). Nei momenti di prova della nostra vita, rivolgiamoci a Maria e supplichiamola di avere il Suo coraggio e la Sua forza, e chiediamo di ottenere la grazia di tutte le grazie, cioè finire la nostra vita in stato di grazia, in modo che possiamo unirci a Lei per sempre in Cielo lodando il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo!  

Ave Maria2316f-49722021_230883637800671_3178949059506144904_n

In conclusione, seguiamo le orme dei Santi, chiamati anche  Capolavori di Dio  (Papa San Giovanni XXIII) e meditiamo sulle loro parole di lode rivolte a Dio attraverso la Beata Vergine Maria.

Padre Ed Broom OMV  Oblato della Vergine Maria

Fonte https://catholicexchange.com/10-ways-to-increase-faith-by-imitating-mary?fbclid=IwAR3f82NC8LCu3TyyXaU1mndh9RX_f2I9sEGG1NCElYoljg4YT9JwG5uz_cw

Beata Vergine Maria Madre del Buon Consiglio

Nel 1903, Papa Leone XIII aggiunse l’invocazione “Madre del Buon Consiglio” alle litanie lauretane. Il culto rivolto alla Madonna con il titolo di “Madre del Buon Consiglio” si è diffuso nel mondo dal paese di Genazzano (Roma) dove a Lei è dedicato il celebre santuario. Il 25 aprile 1467, apparve miracolosamente, su una parete della chiesa agostiniana di Genazzano, l’affresco con la Vergine e il Bambino che abbraccia teneramente sua Madre. Da quello stesso anno, il luogo divenne meta di pellegrinaggi e la devozione alla Madre del Buon Consiglio si diffuse in ogni luogo.

In onore di Nostra Signora del Buon Consiglio, Papa Pio XII compose una splendida PREGHIERA, che ricorda la sua intercessione per chi si trova di fronte a decisioni difficili:Immagine correlata

Santa Vergine, mossi dalla dolorosa incertezza che sperimentiamo nel cercare e acquisire ciò che è vero e buono, ci gettiamo ai tuoi piedi e ti invochiamo con il dolce titolo di Madre del Buon Consiglio. Ti supplichiamo: vieni in nostro aiuto in questo momento del nostro soggiorno terreno in cui la doppia oscurità dell’errore e del male trama la nostra rovina sviando menti e cuori.

Sede della Saggezza e Stella del Mare, illumina le vittime del dubbio e dell’errore perché possano non essere sedotte dal male mascherato da bene; rafforzale contro le forze ostili e corruttrici della passione e del peccato.

Madre del Buon Consiglio, soddisfa questa nostra urgente necessità (menzionare la propria richiesta) e ottienici dal tuo Figlio Divino l’amore della virtù e la forza per scegliere, nelle situazioni dubbie e difficili, la strada idonea alla nostra salvezza.

Sostenuti dalla tua mano, cammineremo così senza danno lungo le vie insegnateci dalla parola e dall’esempio di Gesù nostro Salvatore, seguendo il Sole di Verità e di Giustizia in libertà e sicurezza nel campo di battaglia della vita sotto la guida della tua Stella materna, fino ad arrivare al porto di salvezza per godere con te una pace pura ed eterna. Amen.

PREGHIERA ALLA MADONNA DEL BUON CONSIGLIO DI LEONE XIII

Gloriosissima Vergine eletta dall’Eterno Consiglio per Madre dell’Eterno Verbo incarnato, Tesoriera delle divine grazie, ed Avvocata dei peccatori, io indegnissimo vostro servo a Voi ricorro, acciò vogliate essermi guida e consigliera in questa valle di lacrime. Impetratemi per il preziosissimo Sangue del vostro divin Figlio il perdono dei miei peccati, la salvazione dell’anima mia, ed i mezzi necessari per conseguirla. Ottenete alla Santa Chiesa il trionfo su i suoi nemici, e la propagazione del regno di Gesù Cristo su tutta la terra. 
Così sia. Our Lady of Good Counsel of GenazzanoLe ragioni per cui a Maria si addice il titolo di “Madre del Buon Consiglio” sono esposte nel decreto Ex quo Beatissima Vergine del 22 aprile 1903 a firma del cardinale Serafino Cretoni, prefetto della congregazione dei Riti, mediante il quale papa Leone XIII fece aggiungere l’invocazione “Mater Boni Consilii, ora pro nobis” alle litanie lauretane: “Dall’istante in cui la Beata Vergine Maria […] accettò […] l’eterno disegno di Dio e il mistero del Verbo Incarnato […] meritò di essere chiamata anche Madre del Buon Consiglio. Inoltre, ammaestrata dalla viva voce della Sapienza divina, quelle parole di Vita ricevute dal Figlio e conservate nel cuore, le riversava generosamente sul prossimo.” 

STORIA DELLA DEVOZIONE E DEL SANTUARIOImmagine correlata

Nelle remote terre dell’Albania, oltre il Mare Adriatico, si trova la piccola città di Scutari. Edificata su una collina scoscesa e con ai suoi piedi i fiumi Crina e Bojana, già nel XIII secolo la cittadina conteneva nei suoi domini un tesoro prezioso: la bell’immagine di “Santa Maria di Scutari”. Il Santuario che la custodiva si era trasformato nel centro di pellegrinaggio più frequentato del paese ed era per gli albanesi un importante punto di riferimento in materia di grazie e conforto spirituale.

Si tratta di un dipinto su di un sottile strato di intonaco, che misura 31 cm di larghezza e 42,5 cm di altezza. Questo affresco sacro è avvolto nella penombra del mistero e del miracolo: si ignora quando e da chi fu dipinto.

Intimità e unione dell’anima 

L’affresco rappresenta la Santissima Vergine, dall’incomparabile affetto materno, che tiene tra le braccia Gesù Bambino, entrambi incoronati da un semplice arcobaleno. Il Bambino Gesù trasmette il candore di un bambino e la saggezza di chi analizza tutta l’opera della creazione ed è il Signore del passato, del presente e del futuro. Con indicibile tenerezza, il Divino Infante preme leggermente il suo viso contro quello della Madre. Vi è tra di loro un’attraente intimità e l’unione di anime è chiaramente vista riflessa nello scambio di sguardi.

Scanderbeg, uomo Provvidenziale

Nella metà del XIV secolo, l’Albania viveva un periodo costellato da diversi problemi. Dopo essere stata disputata dai popoli vicini, fu invasa dal potente impero turco. In quest’emergenza apparve un uomo di Dio, di nobile lignaggio e devotissimo di Nostra Signora, deciso a lottare in favore della Patrona e della libertà del suo paese. Il suo nome è Giorgio Castriota, chiamato in albanese Scanderbeg.

02.jpg
Giorgio Castriota, Scanderbeg. Statua che si trova nella “Piazza Scanderbeg” a Roma

A costo di immensi sforzi bellici, egli riuscì a mantenere l’unità e la fede del suo popolo. Le cronache dell’epoca esaltano le sue gesta e quelle dei valorosi albanesi che, spinti dal suo ardore, lottavano al suo fianco.

Negli intervalli tra i combattimenti, essi si inginocchiavano supplicanti ai piedi di “Santa Maria di Scutari”, e da li uscivano rafforzati; grazie a ciò ottenevano portentose e decisive vittorie contro il nemico della Fede. Già allora splendeva una caratteristica di Colei che futuramente sarebbe stata conosciuta in tutto il mondo come la Madre del Buon Consiglio: quella di fortificare tutti coloro che nel combattere in un buon combattimento, Le si avvicinano alla ricerca di animo e coraggio. Tuttavia…dopo 23 anni di lotte, Scanderbeg lasciò la vita terrena. La mancanza di questo pietoso leader fu irreparabile. Tutti nutrivano il presentimento di una prossima sconfitta. Il popolo si trovava nella tragica alternativa di abbandonare la patria oppure di sottomettersi alla schiavitù dei turchi.

Avvolta in luminosa nuvola

In questa situazione dubbiosa, la Vergine dell’affresco compare in sogno a due dei valorosi soldati di Scanderbeg, chiamati Georgis e De Sclavis, ordinando loro di seguirLa in un lungo viaggio. Una certa mattina, mentre erano entrambi in fervorosa preghiera, videro il più grande miracolo della loro vita. Il meraviglioso affresco si stacca dal muro e, condotto da angeli, avvolto in una candida e luminosa nuvola, si ritira soavemente dalla stanza. Attoniti, i due soldati accompagnano Nostra Signora che avanza per i cieli di Scutari. Quando si rendono conto, sono ai margini del Mare Adriatico. Avevano percorso trenta chilometri senza stancarsi!   Georgis e De Sclavis non vogliono lasciarla per nessun motivo. Verificano, allora, che sotto i loro piedi le acque si trasformano in solidi diamanti, tornando allo stato liquido dopo il loro passaggio. Come San Pietro sul lago di Gennesaret, questi due uomini camminano sul Mare Adriatico, guidati dalla propria “Stella del Mare”.

03.jpg
Georgis e De Sclavis camminano sul Mare Adriatico, guidati dalla propria
“Stella del Mare”

Petruccia, una donna di Fede

 In questa stessa epoca, nella piccola città di Genazzano, non lontano da Roma, viveva una pietosa vedova chiamata Petruccia di Nocera, già ottantenne. Degna terziaria dell’ordine agostiniano, la sua eredità le bastava appena per vivere modestamente. Petruccia era molto devota della Madre del Buon Consiglio, venerata in una vecchia chiesa di Genazzano. Questa pietosa signora ricevette dallo Spirito Santo la seguente rivelazione: “Maria Santissima, nella sua immagine di Scutari, desidera uscire dall’Albania”. Molto sorpresa da questa comunicazione soprannaturale, Petruccia si spaventò ancor più nel ricevere dalla stessa Vergine Santissima l’ordine espresso di edificare il tempio che avrebbe dovuto accogliere il suo affresco, così come la promessa di essere soccorsa in tempo opportuno.

Petruccia iniziò allora la ricostruzione della piccola chiesa. Impiegò tutte le sue risorse…le quali finirono quando le pareti avevano soltanto un metro di altezza. Ed ella diventò oggetto di scherno e di sarcasmi da parte degli scettici abitanti della piccola città. Affrontò fiduciosa questa difficoltà, così come Noè, di cui tutti si burlarono mentre costui costruiva l’arca.

“Un miracolo! Un miracolo!”

Era il 25 aprile 1467, festa di San Marco, patrono di Genazzano.

04.jpg
Beata Petruccia di Nocera

Alle due del pomeriggio, Petruccia si incammina verso la chiesa, passando per il movimentato mercato. In mezzo a questo tumulto, il popolo ascolta una melodia di rara bellezza, proveniente dal cielo. Si fa silenzio e tutti notano che quella musica proveniva da una nuvoletta bianca, così luminosa che offuscava i raggi dello stesso sole. Essa scende gradualmente e si dirige verso la parete incompiuta di una cappella laterale. La folla vi accorre stupefatta, riempie la piccola stanza e vede la nuvola disfarsi.

Sospeso in aria, senza nessun supporto visibile apparve il sacro affresco, la Signora del Buon Consiglio! “Un miracolo! Un miracolo! – gridano tutti. Che gioia per Petruccia, quanto conforto per Georgis e De Sclavis quando poterono arrivarvi!… Era così confermato il superiore disegno della costruzione iniziata. Ebbe inizio, quindi, a Genazzano, un lungo e ininterrotto susseguirsi di miracoli e di grazie che Nostra Signora concedette in quel luogo.

05.jpg
L’affresco della Madonna del Buon Consiglio è portato dagli angeli

Il Papa Paolo II, appena seppe di ciò che era accaduto, vi inviò due prelati di fiducia per verificare cosa fosse avvenuto. Essi constatarono la veridicità di ciò che si diceva e testimoniarono, quotidianamente, innumerevoli guarigioni, conversioni e prodigi realizzati dalla Madre del Buon Consiglio. Nei primi 110 giorni dopo l’arrivo di Nostra Signora furono registrati 161 miracoli.

Tra i suoi grandi devoti spiccarono i Papi San Pio V, Leone XIII – che incluse l’invocazione Madre del Buon Consiglio nella Litania Lauretana – San Pio X, Paolo VI e Giovanni Paolo II e numerosi santi come San Paolo della Croce, San Giovanni Bosco, Sant’Alfonso de Liguori, Beato Orione. Nello stesso Santuario di Genazzano, si può venerare il corpo incorrotto del Beato Stefano Bellesini, uno dei suoi parroci, grande propagatore della devozione alla Madre del Buon Consiglio.

06.jpg
Beato Stefano Bellesini, venerato nello stesso Santuario di Genazzano

 IL MIRACOLOSO AFFRESCO
07.jpgCosì descrive questi avvenimenti soprannaturali uno dei più grandi esperti in materia:

“Portata da mani angeliche, si trovò (l’immagine”) sospesa lì nella rustica parete della nuova chiesa, e con tre nuovi singolarissimi prodigi allora avvenuti. (…) Il celeste dipinto era sospeso per virtù divina a un dito dal muro, sospeso senza fissarsi su di esso; e questo è un miracolo, tanto più stupendo se consideriamo che la riferita immagine è dipinta con colori vivi su di uno strato sottile di intonaco -con il quale si è staccato dalla chiesa di Scutari, in Albania- così come per il fatto, comprovato tramite l’esperienza e le osservazioni fatte, che nel toccare la Santa Immagine, essa cede” (Fra Angelo Maria De Orgio, Istoriche de Maria Santissima del Buon Consiglio, nela Chiesa de’Padri Agostoniani di Genazzano, 1748, Roma, p. 20).

Davanti al santo affresco, una scena si ripete costantemente: Ella esaudisce in qualche modo tutte le richieste che Le sono rivolte. Nei dubbi, nelle perplessità o persino nelle provazioni, dopo un certo tempo di preghiera – maggiore o minore, dipendendo da ciascun caso – Maria Santissima fa sentire nel fondo dell’anima in difficoltà, il suo sapiente e materno consiglio, accompagnato da cambiamenti di fisionomia e di colorazione del dipinto. È indescrivibile, questo specialissimo fenomeno.

Fonti

Rivista Araldi del Vangelo, Aprile/2002, n. 4, p. 24-25 e Aprile/2004, n. 28, p. 16 a 18)

https://it.aleteia.org/2017/04/26/preghiera-prendere-decisione-maria/

bom_conselho-esp-ita-botton.jpg

Maria Santissima Liberatrice dai flagelli

E’ nel ‘600 che ad opera dei padri gesuiti si diffuse il culto alla Madonna Liberatrice dai Flagelli che a Boscoreale (Napoli)  ha un santuario sorto tra la I e la II guerra mondiale.

La festa solenne della Madonna Liberatrice dai Flagelli, si celebra il 27 maggio, giorno del ritrovamento della miracolosa immagine.

PREGHIERA

O Madonna liberatrice dai flagelli, noi ci gettiamo ai tuoi piedi col cuore pieno di amarezza e di fiducia. Siamo peccatori, sì, ma figli tuoi.
Lasciata la casa del Padre, siamo stati condotti dalla superba illusione di costruire un mondo felice senza Dio e contro Dio. II Maligno ha ispirato all’uomo questo empio proposito e l’uomo l’ha portato avanti con blasfema costanza.
Ma ora, questo mondo, lontano da Dio e pieno di peccati, ci cade addosso e ci schiaccia. Non abbiamo il coraggio di ripresentarci a Dio che, da ingrati abbiamo abbandonato, il cui amore abbiamo calpestato, la cui misericordia abbiamo rifiutato. Perciò ricorriamo a Te, nostra Madre tenerissima, Avvocata Nostra, con la coscienza di aver peccato contro il cielo e la terra, e col fermo proposito di allontanarci dal male, per ritrovare nella preghiera e nella penitenza, la via della conversione che conduce a Dio.
Liberaci, perciò, o sicura speranza dei Cristiani, liberaci da ogni flagello, allontana la collera divina dalle nostre case, dalla nostra Patria, dal mondo intero. Noi per tutti i nostri bisogni ci affidiamo al tuo Cuore Immacolato, in cui cercheremo rifugio nelle dure ore dell’espiazione, forza nell’ora della tremenda purificazione, certezza nel trionfo del tuo Figlio divino, la cui croce sarà l’arma della nostra lotta e della nostra vittoria e la corona della nostra felicità.
Amen.
1 Padre Nostro, 1 Ave Maria, 1 Gloria. Amen
LITANIE A SANTA MARIA DELLA LIBERAZIONEd640e-chiesadisant
Signore pietà
Cristo pietà
Signore pietà
Cristo ascoltaci
Cristo esaudiscici
Padre del Cielo che sei Dio
abbi pietà di noi
Figlio redentore del mondo, che sei Dio
abbi pietà di noi
Spirito Santo, che sei Dio
abbi pietà di noi
Santa Trinità, unico Dio
abbi pietà di noi
Santa Maria della Liberazione
Prega per noi
Santa Maria della Vittoria,
Prega per noi
Santa Maria, su cui si è posata la Potenza dell’Altissimo
Prega per noi
Santa Maria, più valente di Ester e Giuditta
Prega per noi
Santa Maria, il cui Figlio ha schiacciato la testa a satana
Prega per noi
Donna vestita di sole, invulnerabile agli attacchi di satana
Prega per noi
Santa Maria, che ci proteggi contro il dragone furioso
Prega per noi
Santa Maria, rifugio dei peccatori
Prega per noi
Santa Maria, liberatrice e salute degli infermi
Prega per noi
Santa Maria, speranza dei disperati
Prega per noi
Santa Maria, che hai fatto esultare san Giovanni Battista nel seno materno
Prega per noi
Santa Maria, protettrice delle donne incinte e delle partorienti
Prega per noi
Dal potere e dalle tentazioni di satana
Vergine Maria, liberaci
Dalla seduzione degli idoli e dalle false dottrine
Vergine Maria, liberaci
Dalle possessioni diaboliche
Vergine Maria, liberaci
Dalle illusioni pericolose e dallo spirito del male
Vergine Maria, liberaci
Dagli operatori dell’occulto
Vergine Maria, liberaci
Dai patti satanici che rendono schiavi di satana
Vergine Maria, liberaci
Dall’idolatria, dallo spiritismo e dal satanismo
Vergine Maria, liberaci
Dalle sette, dall’occultismo e dalle società segrete
Vergine Maria, liberaci
Dagli inganni della divinazione e dalle false predizioni
Vergine Maria, liberaci
Dalle visioni fasulle e dai sogni ingannatori
Vergine Maria, liberaci
Da ogni maledizione
Vergine Maria, liberaci
Dai malefici e da ogni pratica occulta
Vergine Maria, liberaci
Da ogni spirito di morte, di suicidio e di omicidio
Vergine Maria, liberaci
Dalle malattie di origine malefica
Vergine Maria, liberaci
Dai flagelli devastanti
Vergine Maria, liberaci
Dalla fame, dalla violenza e dalla guerra
Vergine Maria, liberaci
Dagli incidenti mortali
Vergine Maria, liberaci
Dalle malattie contagiose
Vergine Maria, liberaci
Dalla sterilità
Vergine Maria, liberaci
Da ogni minaccia contro i bambini nel grembo materno
Vergine Maria, liberaci
Dai parti difficili e da ogni trauma infantile
Vergine Maria, liberaci
Dalle perversioni che minacciano i bambini
Vergine Maria, liberaci
Dalle angosce dell’anima e dai mali fisici
Vergine Maria, liberaci
Dai mali ereditari
Vergine Maria, liberaci
Dalla scomparsa misteriosa di persone care
Vergine Maria, liberaci
Dai blocchi mentali ed affettivi
Vergine Maria, liberaci
Dall’empietà
Vergine Maria, liberaci
Dall’ateismo e dalla cultura di morte
Vergine Maria, liberaci
Dalle tentazioni contro la fede
Vergine Maria, liberaci
Dalle comunioni sacrileghe
Vergine Maria, liberaci
Dalla disperazione e dallo scoraggiamento
Vergine Maria, liberaci
Dallo spirito di paura
Vergine Maria, liberaci
Dalla tiepidezza nel servizio di Dio
Vergine Maria, liberaci
Dallo spirito di orgoglio e di dominazione
Vergine Maria, liberaci
Dall’ostinazione nel peccato
Vergine Maria, liberaci
Dal peccato contro lo Spirito Santo
Vergine Maria, liberaci
Dal rifiuto di perdonare i nemici
Vergine Maria, liberaci
Dai pensiero di odio e dai pensieri impuri
Vergine Maria, liberaci
Dagli inganni del diavolo nell’ora della morte
Vergine Maria, liberaci
Dalle sofferenze del Purgatorio
Vergine Maria, liberaci
Dalla dannazione eterna
Vergine Maria, liberaci

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo
Perdonaci, Signore
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo
Esaudiscici, Signore
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo
Abbi pietà di noi, Signore
Cristo vincitore della morte
Ascoltaci
Cristo vincitore di satana
Esaudiscici
Spirito Santo liberatore
Ascoltaci
Spirito Santo consolatore
Esaudiscici
Dio Padre Onnipotente
Ascoltaci
Dio Padre Onnipotente
Liberaci dal Maligno
O Maria concepita senza peccato
Prega per noi che ricorriamo a te
Prega per noi Santa Maria della Liberazione
Affinché siamo liberati da tutte le tribolazioni

Preghiamo : Ti lodiamo o Padre, per il tuo amore, la tua misericordia, la tua potenza, e per la vittoria del sangue dell’Agnello, tuo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo. Ti lodiamo per nostra madre, l’Immacolata Vergine Maria. Accorda a tutti noi che ricorriamo alla sua materna protezione, la liberazione dai mali che ci affliggono. Liberaci dalla potenza delle tenebre affinché viviamo nella libertà dei figli di Dio e nella gloria di Cristo Risorto. Amen.AdJesum-perMariam-900x600_c

 

L’Annunciazione del Signore e il sublime valore dell’ AVE MARIA

PREGHIERA A MARIA SANTISSIMA

O Vergine santa, che l’arcangelo Gabriele salutò “piena di grazia” e “benedetta tra tutte le donne”, noi adoriamo il mistero ineffabile dell’Incarnazione che Dio ha compiuto in te.

L’amore ineffabile che porti al frutto benedetto del tuo seno, 

ci è garanzia dell’affetto che nutri per noi, per i quali un giorno

 il Figlio tuo sarà vittima sulla Croce. 

La tua annunciazione è l’aurora della redenzione 

e della salvezza nostra.

Aiutaci ad aprire il cuore al Sole che sorge e allora il nostro tramonto terreno si  muterà in alba immortale. Amen.
Risultati immagini per rose hail mary picmix

 PREGHIERA IN ONORE DELL’ANNUNCIAZIONE

 I. Sia benedetto, o Maria, quel saluto celeste, che vi diede nell’annunziarvi l’Angelo di Dio. Ave, Maria..
II. Sia benedetto, o Maria, quella grazia sublime di cui piena vi predicò l’Angelo di Dio. Ave, Maria..
III. Sia benedetto, o Maria, quell’annunzio felice, che dal cielo vi recò l’Angelo di Dio. Ave, Maria..
IV. Sia benedetta, o Maria, quella profonda umiltà, con cui vi dichiaraste Ancella di Dio. 
Ave, Maria..
V. Sia benedetta, o Maria, quella perfetta rassegnazione, con cui v’assoggettaste al volere di Dio. Ave, Maria..
VI. Sia benedetta, o Maria, quell’Angelica purità, con cui riceveste nel vostro seno il Verbo di Dio. Ave, Maria..

VII. Sia benedetto, o Maria, quel beato momento, in cui della vostra carne vestiste il Figliuolo di Dio. Ave, Maria..
VIII. Sia benedetto, o Maria, quel fortunato momento in cui diveniste madre del Figliuolo di Dio . Ave, Maria..
IX. Sia benedetto, o Maria, quel sospirato momento, in cui cominciò l’umana salute con l’Incarnazione del Figliuolo di Dio. Ave, Maria..

Il saluto e l’annuncio dell’arcangelo Gabriele “ave gratia plena Dominus tecum benedicta tu in mulieribus” hanno dato origine alla preghiera dell’Ave Maria. La sua ricorrenza è convenzionalmente fissata al 25 marzo, nove mesi esatti prima del Natale, in quanto la dottrina cristiana fa coincidere l’Annunciazione con il momento del concepimento miracoloso di Gesù. 

“Dio, che ci ha creati senza di noi, non ha voluto salvarci senza di noi”, ha scritto Sant’Agostino in uno dei suoi sermoni, e l’Annunciazione lo dimostra.

L’Annunciazione del Signore è una delle principali feste mariane che la Chiesa ha inserito nel calendario Liturgico. L’episodio è descritto nel Vangelo di Luca (1, 26-38) : l’arcangelo Gabriele annuncia a Maria, vergine, sposa di Giuseppe, il concepimento del Figlio dell’Altissimo.

Come l’intenzione di Dio – la sua Parola d’assenso – era necessaria per la creazione e per l’espansione dell’universo, così il “Sì” (il Fiat) di Maria era necessario alla salvezza dell’universo stesso.

Dio ha detto “Sia…”(Fiat) , e da lì è derivata la luce. All’Annunciazione è stata la creatura creata a pronunciare la Parola. “Sì”, ha detto Maria, “Sia…”, e da lì è derivata la luce del mondo.

” Ecco l’ancella del Signore. Sia fatto di me secondo la tua parola”.

Nel giorno in cui ricordiamo l’Annunciazione in modo speciale, la Chiesa ci mette costantemente davanti questa grande verità e questo mistero sempre istruttivo raccomandando la recita quotidiana dell’Angelus, le cui parole ci riportano continuamente all’inizio, a quella prima lezione, per istruirci in modo permanente – il promemoria del fatto che ogni “Sì” ci mantiene su una via di cui Dio è la guida. E poi questo fa qualcos’altro. Ci immerge in un mistero imponderabile ma in cui è sempre bello affondare:

E il Verbo si fece carne. E venne ad abitare in mezzo a noi.

Ricordare ogni giorno l’incarnazione è anche ricordare la passione e la morte di Gesù Cristo, ogni giorno, il che è anche ricordare che non c’è nulla che soffriamo nella vita a cui Dio non abbia acconsentito di soffrire per puro amore nei nostri confronti, nel Suo folle amore della Croce. È infine ricordare che questo amore, questo consenso, questo “Sì”, ha conquistato tutti, il che vuol dire che siamo – con ogni resa, con ogni nostro “Sì” – resi continuamente liberi, in Cristo.

Quelle parole dell’Annunciazione vengono ricordate  nei misteri gaudiosi del Rosario e ci riportano continuamente a ciò che è reale, vero e salvifico; la nostra prospettiva è rivolta a Cristo, e al paradiso.

Un’antifona nell’officio delle letture ci esorta dicendo: “Arrenditi a Dio, ed Egli farà qualsiasi cosa per te”. 

Nel caso di Dio, è vero; più ci arrendiamo ai Suoi obiettivi, più rinunciamo alla nostra volontà, più assistiamo alla propulsione della Sua volontà nella nostra vita, il che vuol dire cooperare con i Suoi obiettivi per il mondo intero.

” Ecco l’ancella del Signore. Sia fatto di me secondo la tua parola… E il Verbo si fece carne. E venne ad abitare in mezzo a noi…”

La preghiera dell’Angelus Domini (L’Angelo del Signore) del mattino, del mezzogiorno e della sera, ha una storia molto bella.

Fu cara a sommi Pontefici, in particolare al Papa Paolo VI, e “carissima” a Papa Giovanni Paolo II che l’ha costituita momento d’incontro con i fedeli di tutto il mondo, in piazza san Pietro, per le sue esortazioni paterne, per le sue conversazioni amichevoli, confidenziali. Paolo VI l’ha inclusa nel suo documento meraviglioso sulla devozione alla Madonna e che porta il titolo di: “Marialis cultus ” (la devozione alla Madonna). «Maria è il più grande dono che Dio abbia fatto all’umanità. Capolavoro del Creatore. Riflesso evidente di Dio. Miracolo di natura e di grazia. È colei a cui è toccato il prodigio unico di essere immacolata, perfettissima, purissima»
(Paolo VI).

La prima notizia dell’Angelus Domini risale al 1269, al tempo in cui era Generale dell’Ordine francescano san Bonaventura da Bagnoregio, detto il “dottore serafico”. Fu un Capitolo Generale dei Frati Minori tenutosi a Pisa in quell’anno che prescrisse ai religiosi di salutare la Madonna ogni sera con il suono della campana e la recita di qualche Ave Maria, ricordando il mistero dell’Incarnazione del Signore.

Il noto letterato fra Bonvesin de la Riva, milanese, vissuto dal 1240/50 al 1313, appartenente all’Ordine degli Umiliati, fece sua la disposizione dei frati francescani ordinando alla città di Milano e dintorni di suonare ogni sera l’Ave Maria. Da Milano la pia usanza si estese un po’ dovunque. La notizia giunse agli orecchi di Papa Giovanni XXII (1245-1334) il quale la incoraggiò e ordinò al suo Vicario Generale di Roma di far suonare la campana ogni giorno, perché la gente “si ricordi” di recitare tre Ave Maria in onore dell’Annunciazione di Maria, detta comunemente “il saluto dell’Angelo “.

Il cammino continuò sempre più spedito. Dalla sera si passò anche al mattino, a partire dal 1400 in poi. Nel 1456 il papa Callisto III prescrisse il suono delle campane dell’Angelus anche a mezzogiorno con la recita di tre Ave Maria. Il re Luigi Xl ordinò, in Francia, il suono delle campane invitando i suoi sudditi a ricordarsi della Vergine Madre di Dio, e lui stesso all’annuncio scendeva da cavallo e s’inginocchiava sulla nuda terra.

IL SUBLIME VALORE DELL’ AVE MARIA di Don Marcello StanzioneRisultati immagini per ave maria testo italiano preghiera

La salvezza del mondo cominciò con l’Ave Maria: da essa dipende anche quella di ognuno in particolare. L’Ave Maria è una rugiada celeste che bagna la terra dell’anima, perché porti frutto a suo tempo. E’ indizio probabile di dannazione il recitarla con avversione, tiepidezza e negligenza (Monfort). Seminiamo perciò le Ave Maria, ovunque ed in ogni tempo. Beate le azioni chiuse fra due Ave Maria.

Queste le lodi dell’Ave Maria, cantate da San Luigi Maria Grignon de Monfort (Trattato 252): avemaria_gq2d3fi8

E’ la più bella delle preghiere, dopo il Pater.
E’ il complimento più perfetto che si possa fare a Maria Santissima, poiché è quello che Dio stesso Le fece fare dall’Arcangelo Gabriele per guadagnarsene il Cuore. Con esso ce le guadagneremo infallibilmente anche noi, se lo diremo come si deve, cioè con: Attenzione – Devozione – Modestia.
E’ il nemico del diavolo, che pone in fuga.
E’ il martello che lo schiaccia.
E’ la santificazione delle anime.
E’ l’allegrezza degli Angeli.
E’ la melodia dei predestinati.
E’ il cantico del Nuovo Testamento.
E’ il diletto di Maria.
E’ la gioia della Santissima Trinità.
E’ un bacio casto ed affettuoso a Maria.
E’ una rosa vermiglia che Le si presenta.
E’ una perla preziosa che Le si offre.
E’ una coppa di miele che Le si porge.
In conclusione: Siamo perciò pregati vivamente, per l’amore che portiamo in Gesù e Maria, DI RECITARLA FREQUENTEMENTE, SPECIALMENTE DICENDO IL Santo Rosario. Nel momento della morte benediremo il giorno e l’ora in cui ci avremo creduto, perché, dopo avere seminato nelle benedizioni di Gesù e di Maria, raccoglieremo benedizioni eterne in Cielo.

ATTI DI FEDE CONTENUTI NELL’AVE MARIA

Ave
Fede nell’esistenza degli Angeli, messaggeri celesti agli uomini. Devozione all’Arcangelo Gabriele, messaggero dell’Incarnazione ed al nostro Angelo Custode.

Maria
Fede nella grandezza e potenza di questo Nome. Devozione verso di Esso, invocandolo con rispetto, amore e fiducia.

Gratia plena
Fede nel mistero della pienezza della grazia in Maria, fin dall’istante della Sua Immacolata Concezione. Devozione nel conservare gelosamente o nel prontamente riacquistare con la Confessione o con l’Atto di Contrizione o di Dolore, la grazia, senza la quale nulla possiamo fare, ma con la quale tutto ci è possibile.

Dominus tecum
Fede nell’unione di Dio con l’anima di Maria e con ogni anima, con la grazia, che è Dio in noi. Devozione di fare sempre la Volontà di Dio, affinché Egli sia sempre con noi.

Benedicta tu in mulieribus
Fede nell’eccellenza di Colei che è Vergine singolare, primogenita e prediletta fra tutte le creature. Benedetta da Dio, procura che lo sia pure da noi e da tutte le generazioni con una vera Devozione e con l’Apostolato Mariano.

Benedictus fructus ventris tui Jesu
Fede nel mistero dell’Incarnazione. Devozione al Nome di Gesù, davanti a cui piegano il ginocchio gli abitanti del Cielo, della Terra e degli Abissi. Non vi è altro Nome per cui possiamo essere salvi e ricevere l’eterna benedizione del Padre celeste.

Sancta Maria
Fede nella santità di Maria. La devozione a Maria è la via più breve, facile e sicura per raggiungere anche noi la santità a cui tutti siamo chiamati.

Mater Dei
Fede nella divina Maternità di Maria e nella Sua perpetua Verginità. Devozione all’Angelus, che ci ricorda ogni giorno che Maria, diventando Madre del Cristo, è diventata pure Madre nostra.

Ora pro nobis
Fede nella Mediazione di Maria. Devozione al Santo Rosario, con cui mettiamo in esercizio la Mediazione di Maria.

Peccatoribus
Fede nella misericordia di Maria e nella gravità del peccato. Devozione nel pregare per i peccatori Colei che la Chiesa invoca quale Avvocata e Rifugio dei peccatori.

Nunc
Fede nell’assoluto nostro bisogno della grazia e nella continua, amorosa ed efficace protezione di Maria, che Lei esercita elargendoci le grazie attuali. Devozione al pensiero della presenza di Maria ed invocazione alla Virgo Fidelis, per ottenere la corrispondenza alla grazia, con cui possiamo diventare tutti santi.

Et in hora mortis nostrae
Fede nei Novissimi e nella vita futura e nell’aiuto speciale che Maria Santissima, Nostra Signora della Buona Morte, concede ai Suoi devoti in morte. Devozione all’esercizio mensile della buona morte e nel mettersi, ogni sera, nello stato in cui vorremmo trovarci in quel momento.

Amen
Fede e speranza nella gloria che ci attende. Devozione nel ripetere l’Amen della sottomissione alla Volontà di Dio e dell’unione al Suo beneplacito in tutte le circostanze della vita, dolorose o liete.mb3

“Maria Santissima è il prototipo della genuina femminilità…è l’archetipo della personale dignità della donna” (S. Giovanni Paolo II, S. Teresa Benedetta della Croce)

” Fallace è la grazia e vana è la bellezza,
ma la donna che teme Dio è da lodare. “
(Proverbi 31,30)

San Giovanni Paolo II, LETTERA ALLE DONNE:

” La Chiesa – scrivevo nella Lettera apostolica Mulieris dignitatem – « desidera ringraziare la santissima Trinità per il “mistero della donna”, e, per ogni donna, per ciò che costituisce l’eterna misura della sua dignità femminile, per le “grandi opere di Dio” che nella storia delle generazioni umane si sono compiute in lei e per mezzo di lei » (n. 31).

 Il grazie al Signore per il suo disegno sulla vocazione e la missione delle donna nel mondo, diventa anche un concreto e diretto grazie alle donne, a ciascuna donna, per ciò che essa rappresenta nella vita dell’umanità.

Grazie a te, donna-madre, che ti fai grembo dell’essere umano nella gioia e nel travaglio di un’esperienza unica, che ti rende sorriso di Dio per il bimbo che viene alla luce, ti fa guida dei suoi primi passi, sostegno della sua crescita, punto di riferimento nel successivo cammino della vita.

Grazie a te, donna-sposa, che unisci irrevocabilmente il tuo destino a quello di un uomo, in un rapporto di reciproco dono, a servizio della comunione e della vita.

Grazie a te, donna-figlia e donna-sorella, che porti nel nucleo familiare e poi nel complesso della vita sociale le ricchezze della tua sensibilità, della tua intuizione, della tua generosità e della tua costanza.

Grazie a te, donna-lavoratrice, impegnata in tutti gli ambiti della vita sociale, economica, culturale, artistica, politica, per l’indispensabile contributo che dai all’elaborazione di una cultura capace di coniugare ragione e sentimento, ad una concezione della vita sempre aperta al senso del « mistero », alla edificazione di strutture economiche e politiche più ricche di umanità.

Grazie a te, donna-consacrata, che sull’esempio della più grande delle donne, la Madre di Cristo, Verbo incarnato, ti apri con docilità e fedeltà all’amore di Dio, aiutando la Chiesa e l’intera umanità a vivere nei confronti di Dio una risposta « sponsale », che esprime meravigliosamente la comunione che Egli vuole stabilire con la sua creatura.

Grazie a te, donna, per il fatto stesso che sei donna! Con la percezione che è propria della tua femminilità tu arricchisci la comprensione del mondo e contribuisci alla piena verità dei rapporti umani”.

https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/letters/1995/documents/hf_jp-ii_let_29061995_women.html

MARIA SANTISSIMA, PROTOTIPO DELLA GENUINA FEMMINILITA’ E DELLA DONNA VERAMENTE REALIZZATA MARIA SANTISSIMA CON GESU' SCHIACCIANO SHa scritto una delle grandi donne di questo nostro secolo, Edith Stein (morta martire per la fede ad Auschwitz, nel 1944, e dichiarata santa l’11 ottobre del 1998, si era consacrata con il nome di Suor Teresa Benedetta della Croce): “Maria è il prototipo della genuina femminilità”. È questa un’affermazione importante, fatta non da una donna culturalmente sprovveduta, ma da una filosofa, assistente universitaria di E. Husserl, poi convertita. Lei stessa impegnata, con varie conferenze, sul versante del movimento femminista del tempo…Ma Edith Stein si distaccò da quel movimento quando ne comprese gli errori: la futura santa è arrivata a questa affermazione su Maria Santissima, analizzando l’intero vissuto di Maria di Nazaret. Nel suo essere vergine, madre, sposa, nel suo impegno a sostenere, pur tra sofferenze, la causa del suo Figlio fino all’Ora della croce, nel suo modo di credere a Dio e di accettare liberamente il suo progetto sulla sua vita, Maria ha posto le basi della grandezza della DIGNITA’ DELLA VERA DONNA e della sua fama che ha sfidato e superato l’usura di venti secoli di storia.

L’8 marzo è una festa civile, ma nello stesso mese, e precisamente il 25 se ne celebra un’altra, di natura religiosa, molto bella e molto importante. Che può essere un ottimo complemento alla prima. Parliamo della Festa dell’Annunciazione a Maria di Nazaret. In essa si celebra una donna come protagonista. Una figura centrale nel cuore stesso del Cristianesimo cioè nell’Incarnazione di Cristo. Per la fede cristiana Maria è la più importante donna della storia e la più grande di tutte. S. Giovanni Paolo II nell’Enciclica Mulieris Dignitatem ha scritto che “Maria è l’archetipo della personale dignità della donna” (n. 5). Maria cioè è il modello primo, lo stampo originale, il “tipo primo” su cui modellare o “stampare” la dignità della donna.  picmix.com_4506986Dio non ha strumentalizzato Maria nell’opera della Redenzione chiedendole tutto di se stessa solo perché Lui era Dio, ma l’ha sommamente rispettata, ascoltata e valorizzata. Maria ha poi detto il suo “fiat” libero, cosciente e indiviso. Lei credeva fermamente che quel Dio che le chiedeva tutto non opprimeva la sua libertà né minacciava la sua identità di donna libera; che Dio con il suo progetto su di lei non paralizzava la maturazione della propria femminilità e della sua personalità ma l’aiutava a essere se stessa in pienezza. Era convinta che se Dio le chiedeva il sacrificio di qualcosa lo faceva per aprirle orizzonti più grandi.

Maria, “nuova Eva” come amavano chiamarla i Padri della Chiesa, non è caduta nella trappola del sospetto in cui sono caduti la prima Eva (e Adamo) e di cui è vittima anche l’uomo moderno: vedere Dio come un concorrente e come rischio per la propria autonomia e maturazione. A Dio che le chiedeva tutto, Maria nella fede ha donato tutto, e proprio lei stessa canterà nel Magnificat “Tutte le generazioni mi diranno beata” cioè nella gioia piena, felice, perché realizzata pienamente come donna e come credente.

L’Annunciazione (25 marzo) è una grande festa di Maria di Nazaret (ed in lei della donna stessa in genere), che vince su tutti gli stereotipi culturali del tempo, per diventare in prima fila un soggetto di salvezza per l’uomo e per tutta l’umanità.
Dall’8 marzo Festa della Donna al 25 marzo Festa di Maria, la Donna che la chiesa prega ogni giorno come “benedetta tra le donne”.  Tutti i cristiani, ma non solo questi, dovrebbero ricordare queste due Feste con serietà riflessiva, cogliendone la reciproca ricchezza di comprensione. Maria è stata definita “il sorriso di Dio all’umanità”. Dio continua a sorridere all’umanità attraverso il ricordo e la preghiera alla Madre del Figlio suo, e anche attraverso la presenza di tante donne che, come Maria di Nazaret, nelle più svariate professioni lo rendono presente con santo coraggio, con enorme dedizione e con un sorriso di speranza.

La vera origine dell’8 marzo

L’incendio della fabbrica Triangle, avvenuto a New York il 25 marzo 1911,
causò la morte di 146 persone, per la maggior parte giovani operaie.
L’evento che ebbe una forte eco sociale e politica, a seguito della quale vennero varate nuove leggi sulla sicurezza sul lavoro, è uno degli eventi commemorati dalla Giornata internazionale della donna ma non è da questo, come erroneamente riportato da alcune fonti, che trae origine la Festa della donna.
In realtà, l’istituzione dell’8 marzo come Festa della donna risale alla III Internazionale comunista, svoltasi a Mosca nel 1921, dove fu lanciata da Lenin come ” Festa internazionale dell’ operaia “, in onore della prima manifestazione delle operaie di Pietroburgo…Le proteste continuarono per vari giorni fintanto che lo Zar fu costretto ad abdicare ed il governo dovette concedere il diritto al voto anche alle donne- Secondo il calendario giuliano vigente allora in Russia il 23 febbraio corrispondeva in Occidente all’ 8 marzo-, diritto più che giusto, ma attenzione: la donna non è una macchina da lavoro per lo Stato: a questo livello infatti sono ridotte le donne nei REGIMI COMUNISTI ATEI, come macchine e non hanno diritto ad avere più di un figlio se lo desiderano, perchè devono essere “strumenti dello  Stato”(vedi legge del figlio unico in Cina, aborti forzati….) 

La festa delle donne ha assunto nel corso degli anni una valenza ideologica sempre più forte, al punto da essere espressione di una cultura radicale che identifica la figura femminile come ribelle contro le caratteristiche naturali di madre e moglie.
Le donne devono stare in guardia dal rischio di favorire la creazione di una società
dove le condizioni dell’umanità, e quindi della donna stessa, possono essere molto peggiori di adesso: L’ABORTO NON E’ UN DIRITTO, E’ OMICIDIO, e l’utero in affitto è strumentalizzazione del corpo della donna, non è “vera libertà di scelta”, è mercificazione del corpo della donna e del bambino! Tutto ciò è una grave minaccia per la famiglia vera quella naturale, creata da Dio!

Dopo decenni in cui ha prevalso questa ideologia , sembra ora emergere una cultura nuova che fa riferimento all’insegnamento ed alla concezione antropologica cristiana. Dobbiamo tutti insieme lavorare e pregare perchè il ruolo delle donne sia più apprezzato e valorizzato in ogni nazione del mondo.


DONNA, VUOI VINCERE ?
preghiera di don Dolindo Ruotolo
http://www.dolindo.org/

Sii calma e mansueta, perché la pace vale più del mobile elegante di una casa sfarzosa.
Sono più belli i volti sorridenti nella pace che le pareti arabescate di fiori senza profumo.
La tua vittoria non sta nel prevalere, ma nel cedere rimanendo tranquilla.
L’essere padrona non sta nel comandare, ma nel condiscendere.
Il tuo giudizio non vale quando lo imponi, ma quando lo cedi per amore di pace.
Il tuo ordine non sta nel rimproverare, ma nell’ordine della carità.
Una cosa che ti sembra storta è nulla di fronte all’armonia dell’amore che tutto intona.
Uno squarcio d’azzurro. Un raggio di amorosa misericordia sia su di te e sulla tua famiglia.
Perché la tempesta si dilegui, figlia mia, occorre un vento forte che la dissipi.
Vento serenatore nelle tribolazioni è la preghiera fatta con fiducia.
La fiducia è come uno squarcio di azzurro in un cielo fosco di nubi,
è come un sostegno nelle vie ripide e scoscese.
Sta in pace! Un po’ di pazienza… La pazienza è la virtù che porta la pace.
Nella propria giornata c’è sempre da sopportare qualche contrarietà, ma la pazienza l’addolcisce.
Se si sopporta subendo ciò che non si può fare a meno di sopportare, l’amarezza si fa più profonda.
Se, invece, si sopporta con pazienza, per amor Mio,
allora l’amarezza prende la dolcezza di un dono fatto a Me….Arricchisci l’anima tua di questi doni di amore.Risultati immagini per maria santissima festa della donna

7 invocazioni che santificano alla Madonna di Fatima

1 – O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, per dare al travagliato nostro secolo ancora un segno delle vostre tenerezze e premure materne, vi sceglieste tre innocenti pastorelli dell’ignorato villaggio di Fatima in Portogallo, perché vi compiaceste scegliere le cose deboli del mondo per confondere le forti, e li faceste disporre da angeliche apparizioni alla eletta missione. O Madre buona, fateci comprendere e gustare la parola di Gesù: «Se non divenite come bambini, non potrete entrare nel regno dei cieli»; sicché con cuore puro ed umile, ed animo docile e semplice, meritiamo di accogliere il vostro materno Messaggio d’amore.

Mater amabilis, ora pro nobis.
Ave Maria

2 – O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, spinta dall’amor che ci portate, vi degnaste scendere dal Cielo, dove siete gloriosa col vostro Divin Figlio, come Figlia dell’Eterno Padre e Immacolata Sposa dello Spirito Santo; e servendovi dei tre innocenti pastorelli della Cova d’Iria, veniste ad esortarci a far penitenza dei nostri peccati, a cambiar vita ed a mirare ai godimenti eterni del Cielo per cui Dio ci ha creati e che è vera patria nostra. O Madre buona, Vi ringraziamo di tanta materna condiscendenza e Vi preghiamo a tenerci stretti sotto il Vostro Manto, per non farci sedurre dalla tentazione, ed otteneteci la santa perseveranza finale, che ci assicura il Cielo.

Janua coeli, ora pro nobis.
Ave Maria

3 – O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, nella seconda apparizione assicuraste la salvezza eterna ai piccoli vostri confidenti, tranquillizzaste Lucia con la solenne promessa che non l’avreste mai abbandonata durante il terreno pellegrinaggio, perché il vostro Cuore Immacolato sarebbe stato il suo rifugio e la via che l’avrebbe condotta a Dio; e mostraste loro questo Cuore circondato di spine. O Madre buona, concedete anche a noi, vostri indegni figli, la medesima assicurazione, sicché rifugiati quaggiù nel vostro Cuore Immacolato, lo possiamo consolare col nostro amore e la nostra fedeltà avvenire, distruggendo le acute spine che Gli abbiamo procurato con tante nostre mancanze.

Dolce cuore di Maria, siate la salvezza mia.
Ave Maria

4 – O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, nella terza apparizione veniste a ricordarci che nei tristi frangenti dei Divini castighi, come la guerra e le sue tristi conseguenze, siete Voi sola che potete venire in nostro aiuto; ma ci avete insieme mostrato che i castighi temporali son ben poca cosa di fronte al tremendo castigo della perdizione eterna, nell’inferno. O Madre buona, riempiteci del santo timor filiale dei castighi di Dio, fateci concepire un odio sommo al peccato, che li provoca, così da farci accettare con cuore umiliato e compunto i castighi temporali ed evitare le pene eterne dell’inferno; mentre ripetiamo la preghiera insegnata da voi:

«O Gesù, perdonate le nostre colpe, preservateci dal fuoco dell’inferno, portate in Cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della vostra misericordia».
Ave Maria

5 – O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, la persecuzione spietata contro i vostri piccoli prediletti e la loro prigionia faceste servire a confondere l’orgoglio dei perversi, a perfezionare la immolazione dei tre innocenti ed affinare la loro virtù, ed a rendere più vasta ed efficace la risonanza della vostra materna esortazione alla preghiera e al sacrificio per la conversione dei peccatori. Noi accogliamo, o Madre, nel nostro così misero e freddo, l’eco ineffabile del vostro Cuore ardente, per la conversione dei nostri fratelli erranti; ed offriamo i nostri piccoli sacrifici e croci quotidiane in spirito di riparazione. Che tutti si convertano, o Madre, e trionfi di tutte le resistenze alla grazia il vostro Cuore Immacolato, mentre ripetiamo l’invocazione insegnata da Voi:

«O Gesù, è per vostro amore e per la conversione dei peccatori e in riparazione delle offese che si fanno contro l’Immacolato Cuore di Maria».
Ave Maria

6 – O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, nella quinta apparizione non vi contentaste di ripetere ai vostri prediletti fanciulli la esortazione alla recita del Santo Rosario e la promessa del prodigio del prossimo tredici ottobre; ma voleste dare anche alle folle, che sempre più numerose partecipavano alla scena della celeste conversazione, un segno della vostra presenza più impressionante del solito. Sotto la forma d’un globo luminoso tutti vi videro discendere dal Cielo, e dopo il materno colloquio con i tre bimbi, risalire per le vie del sole, mentre dal cielo piovevano candidi aerei fiori evanescenti. Così Vi compiacete di incoraggiare la nostra debole fede! O Madre buona, Vi ringraziamo del dono ineffabile della S. Fede, oggi da tanti errori e da tante seduzioni insidiato. Fate che sempre conserviamo sottomessa la nostra mente alle verità da Dio rivelate e che la Chiesa ci propone a credere, senza bisogno d’attendere prodigi; così da meritar l’elogio di Gesù: «Beati quelli che crederanno senza bisogno di vedere». E per questo ripetiamo la preghiera dell’Angelo della Pace:Risultati immagini per angelo di fatima

«Mio Dio, io credo, adoro, spero, Vi amo, Vi domando perdono per quelli che non credono, non adorano, non sperano, non Vi amano. Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, io Vi adoro profondamente e Vi offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli del mondo, in riparazione degli oltraggi, dei sacrilegi, delle indifferenze da cui Egli medesimo è offeso. Per i meriti infiniti del suo Sacro Cuore e del Cuore Immacolato di Maria io Vi domando la conversione dei poveri peccatori».

Ave Maria

 

7 – O dolce Madre nostra Maria, Voi apparendo per l’ultima volta alla Cova da Iria ai tre fortunati bambini di Fatima, voleste rivelarvi sotto il titolo di Madonna del Rosario.
In questo titolo, Voi avete voluto racchiudere tutto il segreto di nostra salvezza, e tutte le risorse di nostra forza nelle prove terribili che si sarebbero abbattute sul nostro capo. Siate, dunque la nostra guida, la nostra luce, la nostra speranza. Noi, o Madonna del Rosario di Fatima, invocandovi con questo bel nome troviamo dolcezza per il nostro cuore, nel tempo di amarezza; forza per la nostra debolezza nei momenti pericolosi e difficili; speranza di salute e di salvezza nel turbinio periglioso della vita; conforto durante l’abbattimento e il terrore; luce nei dubbi e nelle perplessità; trionfo nelle lotte contro la carne, il Mondo, Satana. Noi, o Madonna del Rosario di Fatima, non ci stancheremo di chiamarvi con questo bel Nome. Esso sarà sempre sulle nostre labbra in cima ai nostri pensieri qual pernio della nostra vita. Il Santo Rosario, tanto da Voi raccomandato, sarà la nostra preghiera quotidiana e sovrana. Noi o Maria, col Vostro Rosario in mano, stretti a Voi d’intorno, non ci allontaneremo un solo istante da Voi.

Ripetendovi con sempre crescente affetto Madonna del Rosario di Fatima, pregate per noi! Ave Mariacuoreimmacolatodimaria

ATTO DI CONSACRAZIONE E RIPARAZIONE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

Vergine santissima e Madre nostra, nel mostrare il tuo Cuore circondato di spine, simbolo delle bestemmie ed ingratitudini con cui gli uomini ripagano le finezze del tuo amore, hai chiesto di consolarti e ripararti. Come figli ti vogliamo amare e consolare sempre, ma specialmente dopo i tuoi materni lamenti, vogliamo riparare il tuo Cuore Addolorato e Immacolato che la cattiveria degli uomini ferisce con le pungenti spine dei loro peccati.

In modo particolare vogliamo riparare le bestemmie proferite contro la tua Immacolata Concezione e la tua Santa Verginità. Molti, purtroppo, negano che tu sei Madre di Dio e non ti vogliono accettare come tenera Madre degli uomini.

Altri, non potendoti oltraggiare direttamente, scaricando la loro collera satanica profanando le tue Sacre Immagini e non mancano coloro che cercano di infondere nei cuori, soprattutto dei bambini innocenti che ti sono tanto cari, l’indifferenza, il disprezzo ed anche l’odio contro di Te.

Vergine santissima, prostrati ai tuoi piedi, esprimiamo la nostra pena e promettiamo di riparare, con i nostri sacrifici, comunioni e preghiere, tanti peccati ed offese di questi tuoi figli ingrati.

Riconoscendo che anche noi non sempre corrispondiamo alle tue predilezioni, né ti amiamo ed onoriamo sufficientemente come Madre nostra, supplichiamo il perdono misericordioso per le nostre colpe e freddezze.

Madre santa, vogliamo ancora chiederti compassione, protezione e benedizioni per gli attivisti atei e i nemici della Chiesa. Riconducili tutti alla vera Chiesa, ovile di salvezza, come hai promesso nelle tue apparizioni a Fatima.

Per quanti sono tuoi figli, per tutte le famiglie e per noi in particolare che ci consacriamo interamente al tuo Cuore Immacolato sii rifugio nelle angustie e tentazioni della Vita; sii cammino per giungere a Dio, unica fonte di pace e di gioia. Amen.

Recitare il Salve Regina 

PREGHIERA ALLA MADONNA DI FATIMA

Maria, Madre di Gesù e della Chiesa, noi abbiamo bisogno di Te. Desideriamo la luce che si irradia dalla tua bontà, il conforto che ci proviene dal tuo Cuore Immacolato, la carità e la pace di cui Tu sei Regina.

Ti affidiamo con fiducia le nostre necessità perché Tu le soccorra, i nostri dolori perché Tu li lenisca, i nostri mali perché Tu li guarisca, i nostri corpi perché Tu li renda puri, i nostri cuori perché siano colmi di amore e di contrizione, e le nostre anime perché con il tuo aiuto si salvino.

Ricorda, Madre di bontà, che alle tue preghiere Gesù nulla rifiuta.

Concedi sollievo alle anime dei defunti, guarigione agli ammalati, purezza ai giovani, fede e concordia alle famiglie, pace all’umanità. Richiama gli erranti sul retto sentiero, donaci molte vocazioni e santi Sacerdoti, proteggi il Papa, i Vescovi e la santa Chiesa di Dio.

Maria, ascoltaci e abbi pietà di noi. Volgi a noi i tuoi occhi misericordiosi. Dopo questo esilio mostra a noi Gesù, frutto benedetto del tuo grembo, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. AmenRisultati immagini per cuore immacolato di maria fatima images

Santi Giacinta e Francesco Marto, piccoli veggenti di Fatima

Il 13 maggio 2017 Francesco Marto e Giacinta Marto, con una messa solenne che Papa Francesco ha presieduto nel santuario mariano di Fatima, sono stati proclamati Santi. Proprio nel decreto sulle virtù eroiche dei due giovani pastorelli di Fatima, la Chiesa afferma che anche i bambini possono percorrere in pienezza la via della santità. Di Lucia, la terza pastorella, morta nel 2010, è in corso il processo di beatificazione.  

Nati ad Aljustrel, in Portogallo, a meno di due anni di intervallo l’uno dall’altro, muoiono poco tempo dopo le apparizioni, così come Nostra Signora aveva annunciato: ‘Giacinta e Francesco li porto fra poco ma tu (Lucia) resti qui ancora per qualche tempo’ (13 giugno 1917). Vite brevi ma sufficientemente valide perché la Chiesa Cattolica riconoscesse, per la prima volta nella sua storia di 2000 anni, l'”eroicità delle virtù e la maturità della fede di bambini non martiri“, per decreto di Giovanni Paolo II, il 13 maggio del 1989, che ha aperto un precedente al riconoscimento di santità dei due pastorelli. Papa Giovanni Paolo II promulgò il decreto sul miracolo della cura di Emilia Santos, ottenuto per intercessione dei due pastorelli di Fatima.

La loro causa di beatificazione, infatti, era rimasta bloccata per vari decenni perché, secondo la dottrina tradizionale, si richiedeva che l’esercizio eroico delle virtù cristiane (quelle teologali di fede, speranza e carità e quelle cardinali di prudenza, giustizia, fortezza e temperanza) dovesse avvenire «per un periodo duraturo», il che escludeva dal prendere in considerazione dei fanciulli.

Nel 1981 il Dicastero per le cause dei santi dedicò un’assemblea allo studio di tale possibilità e la risposta da parte di teologi, giuristi, pedagoghi e psicologi fu affermativa. L’abolizione di quella restrizione, suffragata dai più moderni studi di psicologia infantile, ha così aperto la strada della santità canonica per i due fanciulli di Fatima e per altri che verranno dopo di loro.

La santità di Giacinta e Francesco è stata nell’aver aderito pienamente al messaggio di Fatima. Quel messaggio era il Vangelo di Gesù predicato dalla Madonna. La piccola Marto, dunque, viene proposta come modello di santità non perché ha vissuto col fratellino Francesco l’esperienza di veggente della più importante apparizione mariana del ’900, ma, come ha efficacemente ribadito il postulatore della causa, il gesuita Paolo Molinari, «per come dei bambini hanno saputo sviluppare il loro spirito di fede nel Signore e mettere in pratica quello che la Madonna aveva loro detto: pregare il Rosario e sacrificarsi per i peccatori».

Immagine correlataPREGHIERA AI SANTI FRANCESCO E GIACINTA MARTO

Nostra Signora di Fatima, Tu che hai scelto Francesco e Giacinta,
due poveri e semplici pastorelli, per annunciare al mondo
i desideri del tuo Cuore Immacolato, aiutaci ad accogliere il tuo messaggio
di conversione, perché liberati dal peccato possiamo vivere una vita nuova.
Santi Francesco e Giacinta,
voi che foste capaci di una preghiera intensa,
fate che il momento della preghiera quotidiana
diventi per noi il cuore di ogni nostra giornata.
Voi che, seppur bambini, foste capaci di offrire grandi sacrifici in dono
alla Vergine Maria per la salvezza dei peccatori,
aiutateci a non sprecare le piccole croci quotidiane,
ma a renderle offerta preziosa e gradita a Dio per la salvezza del mondo.
Nostra Signora di Fatima, per intercessione dei Santi Pastorelli
Francesco e Giacinta, veglia su tutti i bambini del mondo,
soprattutto quelli più poveri e abbandonati.
Fa’ che anche loro possano trovare,
nel tuo Cuore Immacolato e materno, rifugio e protezione.

Santi Francesco e Giacinta,
Pastorelli di Fatima, pregate per noi!

LA STORIA DELLE APPARIZIONI di MARIA SANTISSIMA AI TRE PASTORELLI DI FATIMA, descritta da Don Marcello Stanzione Risultati immagini per nossa senhora de fatima 13 maggio 1917

La famosa “Grande Guerra”, quella del 1914-1918, faceva strage in tutta Europa ed ogni giorno portava il suo contingente di disgrazie e di desolazione. Era l’epoca gloriosa e dolorosa delle trincee…Ma laggiù, all’altro capo dell’Europa, sulla Serra de Ayre, in Portogallo, nel piccolo villaggio di Fatima, regnava una pace molto relativa. Tre fanciulli custodivano le loro pecore su questo altopiano arido e secco, piantato di querce verdi, nella Cova di Iria, che vuol dire “Vallone della pace”. Sono Francesco, nove anni, sua sorella Giacinta, sette anni, i due ultimi figli di Manuel Pedro Marto e la loro cugina, dell’età di dieci anni, Lucia, figlia di Antonio Dos Santos. Ora, quella domenica 13 maggio 1917, essi erano tutti e tre alla Cova de Iria, era quasi mezzogiorno, avevano preso insieme il loro pasto frugale e, come d’abitudine, avevano recitato la loro corona del Rosario. Così come avevano raccomandato loro i genitori …Essi lo avevano recitato “alla bella e meglio”, confesseranno più tardi, poi si erano messi a giocare ed avevano alzato un muretto di pietre secche. Francesco e Giacinta all’improvviso, furono accecati da un lampo che aveva attraversato il cielo sereno. Pensando ad un acquazzone, avevano riunito le loro bestie e cominciavano a rientrare a casa. Ma ecco che, scendendo dal costone in cui erano, quello stesso in cui si eleva ora la Basilica di Nostra Signora del Rosario, essi sono fermati da qualcosa che rassomigliava ad un sole e che si sarebbe fermato su di un piccolo arbusto. Una ragazza, meravigliosamente bella, è là che li guarda e che sembra essere come scolpita nella Luce. Ella è in piedi su di una leggera nuvola che sfiora appena i rami del piccolo albero, vestita di una veste che cade fino ai piedi, stretta al collo da un cordoncino di fili d’oro, un manto sulla testa, dei riflessi d’aurora nelle pieghe dell’abito. Ella ha le mani giunte con una corona che pende dal pungo destro, ha, sulle labbra, un sorriso tendente alla tristezza: “Non abbiate paura, figli miei, non vi farò alcun male!”.

I fanciulli, allora, ardiscono e Lucia chiede a questa bella Signora da dove venisse.
“Io sono del Cielo … “.
“ed io, chiese Lucia, andrò in Cielo?”. La Signora glielo promette, e lo promette anche per Giacinta e Francesco. Ma Francesco non vede nulla …
La Signora dice allora a Lucia: “Che dica la Corona ed anch’egli mi vedrà!”.
Ed il ragazzino potette, con tutti i suoi occhi, contemplare a sua volta la Meravigliosa bellezza dell’Apparizione …
“Vengo a chiedervi di trovarvi qui sei volte di seguito, a questa stessa ora, il 13 di ogni mese. In ottobre, vi dirò chi sono e quello che voglio … “.
Ella chiese loro se acconsentivano ad accettare tutti i sacrifici che il Signore invierà loro in riparazione delle bestemmie e delle offese fatte contro la Maestà Divina ed il Cuore Immacolato di Maria.
“Sì, Signora, essi risposero, noi lo vogliamo!”.
La Signora, allora, aprì le mani ed un fascio di luce sgorgò dalle sue palme, penetrò i fanciulli che si videro come piombati in Dio.
Dopo avere loro raccomandato di recitare la corona del Rosario per la fine della guerra, la visione si allontanò verso Oriente, come qualcuno che scivolasse attraverso lo spazio e sparì nella luce del sole …Risultati immagini per Artur de Oliveira Santos“Un segno grandioso apparve nel Cielo: è una Donna, il sole la circonda … “ (Apocalisse 12,1).
“Chi è costei … splendente come il sole, temibile come dei battaglioni? …  (Cantico dei Cantici 6,10).
Di ritorno a casa, e malgrado la promessa di custodire il silenzio su questi eventi, Giacinta non potette impedirsi di dire a sua madre che quel giorno, essi avevano visto, tutti e tre, la Santa Vergine nella Cova da Iria. I fanciulli non avevano mai mentito … e la Mamma restò molto perplessa … Ella andò a trovare sua cognata, la madre di Lucia, per raccontarle tutto l’affare. Questa entrò in una violente collera e riprese molto severamente sua figlia, poiché ella temeva di essere lo zimbello di tutto il villaggio … Le prove annunciate dalla Bella Signora non facevano che cominciare …
Il 13 giugno, a mezzogiorno, i tre fanciulli sono all’appuntamento vicino alla quercia verde … Alcune decine di curiosi le hanno accompagnate. Dopo la recita della loro corona, essi videro il lampo annunciatore dell’arrivo di Nostra Signora. Ella chiese, quel giorno, a Lucia di imparare a leggere ed annunciò che sarebbe tornata presto per prendere Giacinta e Francesco ma che, lei, Lucia, doveva ancora restare sulla terra per compiere la sua missione. Quelli che sono venuti là possono constatare, sull’arbusto, come un globo di luce più viva, mentre che il sole perdeva il suo chiarore. I rami della quercia si piegavano leggermente sotto il peso di un carico invisibile.
Il 13 luglio, più di cinquemila persone aspettano i tre fanciulli verso mezzogiorno. E pertanto, essi avevano ben fallito di non venire, tanto i rimproveri ed i castighi inflitti dai loro genitori erano stati penosi, senza contare tutte le rimostranze e le reprimende del Curato della parrocchia che, ben evidentemente, non credeva una parola di tutta questa storia. Aveva anche detto ai fanciulli che non si trattava di nient’altro che di una manifestazione diabolica … Ma la Chiamata interiore della Vergine era più forte ed a mezzogiorno, essi sono al celeste appuntamento.
La Signora dichiara: “In ottobre, vi dirò chi sono. E farò un grande miracolo, affinché tutto il mondo possa credervi … “.
Ella chiese ancora, e con insistenza, che si recitasse la corona … In quel momento si vide la piccola Lucia molto afflitta, cacciante dei gemiti … Un grande segreto viene dall’esserle rivelato.

3pastorinhos.jpg

In seguito, col permesso del Cielo, Lucia ne svelerà una parte, poi una seconda parte … il resto rimane ancora nascosto. La Vergine aveva voluto, quel giorno, ricordare al mondo che l’inferno esiste e che numerosi sono quelli che vi precipitano e Lucia aveva avuto quella visione. Poi, la Signora dice anche che la guerra va verso la sua fine, ma che se si continuava ad offendere Dio, ne comincerebbe un’altra, peggiore, sotto il Pontificato del futuro Papa Pio XI … che non era, in quell’epoca, che l’Abate Achille Ratti, Bibliotecario all’Ambrosiana di Milano … Ella parlò infine della Russia: “Se si ascoltano le mie richieste, la Russia si convertirà e si avrà la pace. Altrimenti, essa diffonderà i suoi errori attraverso il mondo, provocando delle guerre e delle persecuzioni contro la Chiesa. I buoni, in grande numero, saranno martirizzati, il Papa avrà molto da soffrire, e parecchie nazioni saranno annientate … “.
Ma vi è un rimedio: è la Consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria. Poiché Maria, la Tutta Bella, la Tutta Pura, è anche la Tutta Potente sul Cuore di Dio. Se ci si affida alla sua materna protezione, Ella non potrà che proteggerci ed allontanare da noi la Collera di Dio …

In quell’epoca, il Portogallo attraversava la più grande crisi della sua storia. La Massoneria era al potere, e dappertutto, era la rivoluzione sanguinante, l’anarchia e l’empietà. Le folle che erano andate, quel 13 luglio, alla Cova da Iria, non avevano potuto non attrarre l’attenzione delle autorità anticlericali. L’Amministratore di Vilanova de Ourem, il massone Artur de Oliveira Santos, più noto col soprannome “il botolo di ferro” seguiva con una rabbia appena contenuta gli eventi di Fatima. Egli era accanitamente anti-religioso e non respirava che odio contro la Chiesa. Gli articoli apparsi nei giornali su quello che accadeva su quell’altipiano roccioso non facevano che attizzare il suo accanimento.

Una fotografia che ritrae la piccola Giacinta Marto
La piccola Giacinta Marto portata via da una guardia

Vi erano quasi ventimila persone, il 13 agosto, alla Cova da Iria. Ma il “botolo di ferro” era andato a cercare nella sua carriola i piccoli veggenti, a casa loro, e li condusse, dapprima presso il Parroco per un nuovo interrogatorio in regola, poi, col pretesto dell’ora tardi, offre loro di portarli nella sua auto al luogo del celeste appuntamento. Giunto sulla grande strada, egli gira nella direzione opposta e li porta in prigione a Vilanova … Vuole intimidire questi fanciulli, li chiude con dei galeotti per far loro paura, li minaccia di “farli friggere nell’olio bollente” … Pena persa. Aspettandosi il martirio ed avendolo già accettato nel loro cuore, i piccoli confidenti di Nostra Signora si preparano all’incontro con Maria … in Cielo.
Il 19 agosto, egli li rilascerà, ma gli uomini ed i giovani di Fatima, sospettando un po’ la complicità del loro Parroco, investono il presbiterio con bastoni e forche ed il Sacerdote avrà ben del male a spiegare il suo atteggiamento la domenica seguente, nel sermone …
La Signora era comunque venuta … I testimoni avevano potuto notare, come d’abitudine, quella specie di sfera brillante e quello sciame che si sarebbe detto di api, sull’arbusto … o piuttosto su quello che ne restava!
“poi un secondo Segno apparve nel Cielo: un enorme dragone rosso fuoco, la sua coda spazza il terzo delle stelle e le precipita sulla terra … “(Apocalisse 12,4).
Ed è ben il Dragone che agisce contro la Signora e contro i fanciulli che Lei ha scelto … Come è lui che, ben presto, in alcune settimane, va ad alzarsi, laggiù, dall’altro capo dell’Europa, per andarsene a fare la guerra ai figli di Dio e ridurre il mondo alla rovina … il Marxismo, l’Internazionale, sono tutti prossimi a vedere la luce … E Maria è venuta ad annunciare la lotta contro il suo Nemico, ma Lei vincerà.
La domenica che segue, i fanciulli avevano portato i loro greggi molto vicino alla frazione di Aljustrel, nel luogo detto “Valinhos” … E la Signora che non li aveva incontrati alla Cova da Iria, venne a trovarli in quel posto, era il 17 agosto …
“Pregate, ma pregate, disse loro, tante anime vanno all’inferno, perché non si trova nessuno che prega per loro … “.
Ora, dei pellegrini avevano depositato delle monete ai piedi della quercia della Cova da Iria … Che bisognava farne? Come impiegare quel denaro. E la Signora chiese che si facesse costruire due barelle per portare la sua statua … Poca cosa, certo, ma che annunciava fin dall’inizio quella straordinaria peregrinazione della statua di Fatima attraverso tutti i paesi del mondo. Gli uomini non andavano a Cristo, allora Maria andrà verso di essi e li chiamerà … E lo si vide, sul passaggio della Sua statua: innumerevoli conversioni e ritorni a Dio … Perché Maria conduce sempre a Gesù …
E per questo, Ella vuole che si dica la corona, perché è ben questa l’arma più umile che ci sia, ma nello stesso tempo, la più efficace. Perché tutte queste “Ave” costituiscono come delle frecce che noi disponiamo tra le mani di Colei a cui fu promesso, che un giorno, Ella vincerà Satana …
Il 13 settembre, Ella ritornò … E fu il miracolo dei fiocchi di neve che cadevano dal cielo e svanivano prima di giungere al suolo. Bisognava sentire i testimoni di questo singolare miracolo! Il Canonico Galamba de Oliveira, che abbiamo ben conosciuto, era di questi …
Giunse il giorno tanto atteso, del 13 ottobre … Più di settantamila persone sono là, che aspettano, sotto una pioggia torrenziale, che si produca il miracolo annunciato. Mezzogiorno … il lampo! La Signora è là …
“Io sono Nostra Signora del Rosario, dice Lei … Desidero in questo luogo una cappella in mio onore … “. Raccomanda ancora la corona, promette alcuni favori, ma “Occorre che gli uomini si correggano, che chiedano perdono dei loro peccati e non offendano più Nostro Signore che è già troppo offeso … “. 

IL MIRACOLO DEL SOLE A FATIMA 13 OTTOBRE 1917

“Guardate il sole!” grida improvvisamente Lucia. Erano circa due ore, la pioggia si era fermata dal cadere. A meraviglia di tutti, gli abiti, prima completamente bagnati, erano ora completamente secchi. Il sole brillava. Improvvisamente, esso divenne come un disco d’argento che ognuno poteva fissare senza averne gli occhi bruciati, e si mise a girare su se stesso come una ruota di fuoco, facendo spuntare, in tutte le direzioni, delle gerbe di luce multicolore … Passando dal blu al rosso, dal viola al giallo, gli assistenti sorridevano nel guardarsi gli uni gli altri. Questa “danza del sole” si rinnovò tre volte. Poi, in un cielo divenuto rosso sangue, il sole sembrò cadere sulla terra, come distaccato, avanzava a salti in successione, in un movimento a spirale, nel mentre che la temperatura si elevava in modo inquietante … La folla, che urlava al miracolo, implorava ora pietà e perdono e dappertutto salivano gli Atti di Contrizione … Infine, il sole, come obbedendo ad un ordine superiore, riprese saggiamente il suo posto in mezzo al cielo oramai sereno. La folla si rialzò, confortata, ed intonò il più vibrante “Credo” che abbia mai cantato, nella sua gioia e nella sua riconoscenza. Gli increduli, venuti là per assistere alla sconfitta della religione ed alla confusione dei pretesi visionari, se ne tornarono totalmente sconvolti. A parecchie decine di chilometri da Fatima, delle persone avevano potuto assistere a quella strana danza del sole ed il Redattore capo del quotidiano di Lisbona, O Secolo, pertanto anticlericale, non potette fare altrimenti che di riportare i fatti con la massima obiettività. Si possono vedere, oggi, a Fatima, gli esemplari di quella edizione del 15 ottobre 1917, con foto di appoggio …Risultati immagini per il miracolo del sole a fatima

“Al di fuori di qualsiasi logica scientifica”. Così la stampa laica definì il fenomeno che avvenne nei pressi di Fatima il 13 ottobre 1917.  Risultati immagini per ARTUR DE OLIVERIA SANTOS FATIMA

Lo stupore di un anti-clericale

Sono celebri le parole con cui descrisse quanto vide Avelino de Almeida, redattore capo di O Século, un quotidiano di Lisbona considerato anti-clericale: “Agli occhi sbalorditi di quella folla, il cui atteggiamento ci riporta ai tempi biblici e che, pallida di sorpresa, con la testa scoperta, fissa l’azzurro (cielo), il sole tremò ed ebbe mai visti movimenti bruschi fuori da tutte le leggi cosmiche, il sole ‘ballò’, secondo la tipica espressione dei contadini”.

A seguito del clamore che la sua testimonianza suscitò, de Almeida decise di tornare sulla questione qualche giorno dopo sulle pagine di Ilustração Portuguesa, scrivendo: “Miracolo, come la gente gridò? Fenomeno naturale, come gli esperti dicono? Per il momento, questo non mi riguarda. Io dico solo ciò che vidi. Il resto è materia di scienza e Chiesa”.Risultati immagini per il miracolo del sole a fatima

Il 13 ottobre 1930, il primo vescovo di Leiria dichiarava che si poteva credere alle manifestazioni di Nostra Signora alla Cova da Iria, a Fatima del Portogallo …
Francesco e Giacinta furono portati via, come aveva loro predetto Nostra Signora, dalla febbre spagnola. Giacinta soprattutto soffrì molto e morì a Lisbona, lontana da quelli che amava. Quanto a Lucia, che doveva restare sulla terra per stabilirvi la devozione al Cuore Immacolato di Maria, fu per alcuni anni, Religiosa Dorotea, poi entrò nel Carmelo di Coimbra … Ritornò a Fatima nel 1967, per incontrarvi il Papa Paolo VI, venuto da pellegrino della Pace.

Lucia attribuì alla Vergine la disposizione di rendere noto il Terzo Segreto di Fatima nel 1960. Le motivazioni di questa data vennero illustrate personalmente dalla veggente nella lettera del 6 giugno 1958 a Pio XII:

«Vostra Santità già sa dell’esistenza del cosiddetto segreto di Fatima, racchiuso in una busta sigillata che potrà essere aperta dopo l’inizio degli anni Sessanta. Sebbene io non possa rivelarne il contenuto, dato che il tempo si avvicina, devo dire che, negli anni Sessanta, il comunismo raggiungerà l’apice, poi comincerà a scemare sia in intensità che in durata, e a questo succederà il trionfo del Cuore Immacolato di Maria e il Regno di Cristo».

Lucia ritornò a Fatima il 13 maggio 1982, per vedervi Papa Giovanni Paolo II, venuto in pellegrinaggio di ringraziamento per la protezione che Maria gli aveva accordata l’anno precedente, al momento del terribile attentato che fallì e che stava per costargli la vita … “Il Papa avrà molto da soffrire … “ aveva detto la Signora a Lucia.  Giovanni Paolo II, da parte sua, aveva richiesto la busta contenente la terza parte del « segreto » dopo l’attentato del 13 maggio 1981…Come è noto Papa Giovanni Paolo II pensò subito alla consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria e compose egli stesso una preghiera, che definì « Atto di affidamento » che lesse solennemente nel 1981 e poi  il 13 maggio 1982 a Fatima. Suor Lucia confermò personalmente che tale atto solenne e universale di consacrazione corrispondeva a quanto voleva Nostra Signora ( « Sì, è stata fatta, così come Nostra Signora l’aveva chiesto»: Lettera di Suor Lucia dell’8 novembre 1989). Risultati immagini per incontro tra san giovanni Paolo II e suor Lucia 1982Nel 2000, il futuro Papa Benedetto XVI, allora cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede, incaricato di chiarire i segni e i simboli delle apparizioni della Madonna, ha scritto un lungo commento teologico e l’interpretazione del famoso “terzo segreto”.

Ratzinger credeva fermamente che queste visioni sottolineassero la libertà dell’individuo, incoraggiandoci a pentirci e a credere al Vangelo. Non siamo legati a un destino di distruzione, ma invitati a volgerci a Dio con tutto il cuore.

Come indica Ratzinger parlando del terzo segreto, “chi aveva atteso eccitanti rivelazioni apocalittiche sulla fine del mondo o sul futuro corso della storia, deve rimanere deluso”.

Gesù ci ricorda che non conosceremo mai il momento esatto della fine del mondo e che dobbiamo mantenere uno spirito di vigilanza, aspettando pazientemente il ritorno di Cristo: “Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora” (Matteo 25, 13).FÃ_TIMA

Allo stesso modo, Nostra Signora di Fatima non ci offre un futuro ineluttabile, ma ci invita a pentirci, perché raccoglieremo i frutti del nostro peccato o della nostra santità.

Fonti

Don Marcello Stanzione,  Milizia di San Michele Arcangelo

https://www.interris.it/misteri/fatima–il-miracolo-del-sole-tra-scienza-e-fede

https://www.fatima.pt/it/pages/cronologia

http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20000626_message-fatima_it.html

11 febbraio Preghiere alla Madonna di Lourdes

Preghiera a Nostra Signora di Lourdes

Maria, tu sei apparsa a Bernardetta nella fenditura di questa roccia.
Nel freddo e nel buio dell’inverno,
hai fatto sentire il calore di una presenza,bdb91315a81aac1b5aabda9e170d83f4
la luce e la bellezza.
Nelle ferite e nell’oscurità delle nostre vite,
nelle divisioni del mondo dove il male è potente,
porta speranza
e ridona fiducia!

Tu che sei l’Immacolata Concezione,
vieni in aiuto a noi peccatori.
Donaci l’umiltà della conversione,
il coraggio della penitenza.
Insegnaci a pregare per tutti gli uomini.

Guidaci alle sorgenti della vera Vita.
Fa’ di noi dei pellegrini in cammino dentro la tua Chiesa.
Sazia in noi la fame dell’Eucaristia,
il pane del cammino, il pane della Vita.

In te, o Maria, lo Spirito Santo ha fatto grandi cose:
nella sua potenza, ti ha portato presso il Padre,
nella gloria del tuo Figlio, vivente in eterno.
Guarda con amore di madre
le miserie del nostro corpo e del nostro cuore.
Splendi come stella luminosa per tutti
nel momento della morte.

Con Bernardetta, noi ti preghiamo, o Maria,
con la semplicità dei bambini.
Metti nel nostro animo lo spirito delle Beatitudini.
Allora potremo, fin da quaggiù, conoscere la gioia del Regno
e cantare con te:
Magnificat!

Gloria a te, o Vergine Maria,
beata serva del Signore,
Madre di Dio,
Tempio dello Spirito Santo!

Preghiera a Nostra Signora di Lourdes per chiedere una grazia

madonna-di-lourdes1O Vergine Immacolata, Madre di Misericordia, salute degli infermi, rifugio dei peccatori, consolatrice degli afflitti, Tu conosci i miei bisogni, le mie sofferenze; degnati di volgere su di me uno sguardo propizio a mio sollievo e conforto.
Con l’apparire nella grotta di Lourdes, hai voluto ch’essa divenisse un luogo privilegiato, da dove diffondere le tue grazie, e già molti infelici vi hanno trovato il rimedio alle loro infermità spirituali e corporali.
Anch’io vengo pieno di fiducia ad implorare i tuoi materni favori; esaudisci, o tenera Madre, la mia umile preghiera, e colmato dei tuoi benefici, mi sforzerò d’imitare le tue virtù, per partecipare un giorno alla tua gloria in Paradiso. Amen.

3 Ave Maria
Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.
Sia benedetta la Santa ed Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria, Madre di Dio.

Maria, Nostra Signora di Lourdes,

Che la tua bellezza e il tuo sorriso rinfranchi il nostro cuore!
Che il tuo appello alla penitenza ci trovi disponibili e generosi!
Che le nostre comunità camminino con decisione nella sequela di Cristo, e si appoggino senza dubbi sulla fede di Pietro!
Che la manifestazione del tuo nome, « l’Immacolata Concezione », ci faccia sperare nell’innocenza ritrovata e desiderare la santità!
Che la luce della Pasqua, accesa al termine della prossima Quaresima, ravvivi in noi la fiamma della carità!
O Maria, Regina della pace, volgi il tuo sguardo sui popoli vittime della guerra!
O Maria, salus infirmorum, concedi ai malati la forza e la speranza!
O Maria, che hai vissuto la povertà, aiuta, per mezzo nostro, i più diseredati!
O Maria, Madre della Chiesa, ti preghiamo affinchè, come te, ognuno sappia dire « sì » agli appelli di Dio!
O Maria, Madre di Dio, portaci a cantare il Magnificat perchè il Regno di Dio ci è aperto!   Invocazioni a  Nostra Signora di Lourdes e a S.  Bernardetta :

Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.
Nostra Signora di Lourdes, prega per noi
Nostra Signora di Lourdes, prega per noi
Santa Bernardetta, prega per noi.

Fare lentamente il segno della croce ringraziando Dio
per il suo grande Amore manifestato attraverso il  Figlio nell’ora della croce:

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.bdb91315a81aac1b5aabda9e170d83f4

Nostra Signora di Lourdes (o Nostra Signora del Rosario o, più semplicemente, Madonna di Lourdes) è l’appellativo con cui la Chiesa cattolica venera Maria, madre di Gesù in rapporto ad una delle più venerate apparizioni mariane.Il nome della località si riferisce al comune francese di Lourdes nel cui territorio – tra l’11 febbraio e il 16 luglio 1858 – la giovane Bernadette Soubirous, contadina quattordicenne del luogo, riferì di aver assistito a diciotto apparizioni di una “bella Signora” in una grotta poco distante dal piccolo sobborgo di Massabielle. A proposito della prima, la giovane affermò:

“Io scorsi una signora vestita di bianco. Indossava un abito bianco, un velo bianco, una cintura blu ed una rosa gialla sui piedi.” Questa immagine della Vergine, vestita di bianco e con una cintura azzurra che le cingeva la vita, è poi entrata nell’iconografia classica.

Nel luogo indicato da Bernadette come teatro delle apparizioni fu posta nel 1864 una statua della Madonna. Intorno alla grotta delle apparizioni è andato nel tempo sviluppandosi poi un imponente santuario.

Per lasciare una richiesta di preghiera direttamente sul sito di Lourdes:

Clicca qui: la tua intenzione sarà messa ai piedi della Grotta

Fonte

http://it.lourdes-france.org/approfondire/le-apparizioni

Supplica alla Madonna del miracolo- 175°anniversario apparizione della S.Vergine ad A. Ratisbonne, basilica di S. Andrea delle Fratte (Roma)

Il  20 gennaio 2017, ricorre il 175°anniversario dell’apparizione della Vergine presso la basilica di S. Andrea delle Fratte (Roma) ad Alfonso Ratisbonne (1812-1884) evento che a quel tempo anticipava il dogma dell’Immacolata Concezione. Esattamente 175 anni fa, il 20 gennaio del 1842, nella Basilica romana di Sant’Andrea delle Fratte, tempio officiato dai Minimi di San Francesco di Paola ed ubicato a pochi passi dalla celebre Piazza di Spagna, l’Immacolata della Medaglia Miracolosa apparve all’ebreo ed ateo Alphonse Ratisbonne, che si convertì istantaneamente al Cattolicesimo (http://www.acistampa.com, 19 gennaio).

Supplica alla Madonna del Miracolo:Risultati immagini per MADONNA DEL MIRACOLO

O Vergine Santissima del Miracolo, Madre e Regina di misericordia, prostrati dinanzi alla tua immagine, noi ci affidiamo totalmente alla tua amorosa e potente tutela. Conserva viva e pura in noi quella luce che il tuo Figlio divino fece risplendere sopra la terra; quella luce che è la sorgente della vita morale, la luce della fede. Tu, che ti degnasti miracolosamente apparire, per illuminare con questa luce di fede lo spirito dell’ebreo Ratisbonne, rinnova questo prodigio per tanti infelici nostri fratelli che vivono nella miscredenza o nell’indifferenza. Illuminaci, o Maria, coi tuoi splendori; che ci rendano credibili i giudizi divini e ci facciano vivere costantemente da figli della luce. Ave Maria

O Santa Madre di Dio, le tue mani benedette, che versarono tanta copia di grazie nell’animo fortunato dell’ebreo, sono pure il tramite prezioso per il quale si diffonde su di noi la grazia, che ridesta nei nostri cuori, inariditi dalla colpa, la speranza della visione divina. A te, dunque, noi ricorriamo in tutte le necessità: da te ci aspettiamo di ottenere dal Signore il perdono di tutte le nostre colpe, l ‘aiuto necessario a sorreggere le nostre debolezze, per non ritornare più sulle vie del peccato. Per tua intercessione, o Madre divina, si mutò il cuore indurito del Ratisbonne; rinnova anche il nostro, e fà che non abbia altri palpiti, che per la virtù, altre aspirazioni che per il cielo! Ave Maria

O Madre di amore e Regina amabilissima, fosti tu che ottenesti i raggi della grazia alla mente del Ratisbonne, ed accendesti nel suo animo smarrito nella colpa, la fiamma di quell’amore celeste, che tanto lo elevò e lo nobilitò: tu pure purifica e infiamma di amore celeste i nostri cuori. Sì, o Maria, l’amore tuo e del tuo Figlio splenda sempre nei nostri costumi, suoni sulle nostre labbra, e ci renda degni del tuo sguardo e del tuo sorriso materno. Questo amore, o Benedetta, ci affratelli tutti in Gesù Cristo, unifichi le nostre menti e i nostri cuori, ci renda tutti fecondamente operosi per l’eterna salvezza, ci conduca a godere con te le gioie del Paradiso. Ave Maria

Preghiera di S.Bernardo: Ricordati, o pietosissima Vergine Maria, che non si è mai inteso al mondo, che alcuno ricorrendo alla tua protezione, implorando il tuo aiuto e chiedendo il tuo patrocinio, sia rimasto abbandonato. Animato da una tale confidenza, a te ricorro, o Madre, Vergine delle vergini, a te vengo e con le lacrime agli occhi, reo di mille peccati, mi prostro ai tuoi piedi a domandare pietà. Non volere, o Madre del Verbo, disprezzare le mie voci, ma benigna ascoltami ed esaudiscimi. Amen.

a3t2rzgGrazie alla conversione immediata di Alfonso, in pochi anni il luogo sacro è divenuto tra i più celebri Santuari mariani conosciuto nel mondo, visitato da molti pellegrini, come dimostrano i numerosi ex voto dei fedeli. Il 25 aprile 2017, inoltre, si festeggerà il 75° anno del titolo di “Basilica Minore” consegnato a questa chiesa romana.

Ma chi era Alfonso Ratisbonne?ratisbonne

Alfonso Ratisbonne, ventisettenne ebreo di Alsazia era giunto in Italia durante un viaggio verso l’oriente nel gennaio del 1842. Non avrebbe dovuto soggiornare a Roma ma qualcosa lo spinse qui ed entrò in contatto con alcuni amici e connazionali; tra questi, il barone Teodoro de Bussière che cercò di coinvolgerlo in conversazioni sulla religione e la fede cattolica, ottenendo però dal Ratisbonne un netto rifiuto. Aveva solo accettato, dietro a insistenze e con divertito interesse verso quello che a lui sembrava un oggetto di superstizione, la Medaglia Miracolosa. Il 20 gennaio, sul mezzogiorno, accompagnato dal de Bussière passò dalla chiesa di S. Andrea delle Fratte; entrò solo per curiosità artistica, ma mentre osservava i preparativi per un funerale, si sentì spinto da una forza sovrumana verso questa cappella e vide sull’altare apparirgli l’Immacolata nell’atto di invitarlo a inginocchiarsi, con un’espressione piena di misericordia. “Una luce indescrivibile – scriverà nella sua testimonianza -. Lei di una bellezza disarmante”. L’ebreo s’inginocchiò all’istante tentando invano di guardarla, ma era troppo grande il senso di riverenza e, per tanto, riuscì ad ammirare solo le mani. 

Convertitosi all’istante, chiese e ottenne il battesimo che gli fu amministrato il 31 dello stesso mese dal cardinale Vicario Costantino Patrizi, lo stesso che a meno di tre mesi dall’avvenimento, dopo un accurato processo, decretò (3 giugno 1842) la verità del miracolo.

È un’apparizione silenziosa questa, l’Immacolata non lascia nessun messaggio, ma compie un gesto eloquente: Alfonso vede il dito indice della Madonna che gli indica di inginocchiarsi. La sconvolgente testimonianza di Ratisbonne termina con una frase che, per tutta la vita, amò ripetere: “Elle ne m’a rien dit, mais j’ai tout compris” (“Lei non mi ha detto nulla, ma ho capito tutto”).

In seguito all’apparizione, si fece sacerdote nell’ordine dei Gesuiti e poi si unì al fratello Thèdore (convertitosi al Cristianesimo e ordinato sacerdote nel 1830, lo stesso anno delle apparizioni a Santa Caterina Labourè) che aveva fondato la congregazione di Notre Dame de Sion, ancora esistente, per la conversione degli ebrei al Vangelo.

Nel 1852 venne fondato l’ordine maschile dei Padri di Nostra Signora di Sion, e Alfonso ebbe la possibilità di vivere a pieno la sua vocazione: essere missionario in Terra Santa. Col permesso di Pio IX, Alfonso lasciò la Compagnia di Gesù nel dicembre del 1852, ma con i Padri Gesuiti restarono sempre rapporti di profonda stima e gratitudine. Entrato nella nuova Famiglia religiosa, pensò subito di realizzare il sogno che custodiva nel cuore: portare a Gerusalemme le Suore di Nostra Signora di Sion, cosa che avvenne nel 1855.  La prima opera che ha realizzato Ratisbonne è stato il Santuario dell’”Ecce Homo”, consegnato in custodia alle Suore di Sion. Tra i carismi dl santuario anche quello dell’accoglienza delle bambine orfane, tanto che questo centro si è rivelato una fonte ispiratrice per altre opere di carità, come un collegio gratuito per un centinaio di ragazze e una pensione nella quale si ospitavano numerose giovani ebree e musulmane. Morirà in Terra Santa, ad Ain Karin, sul luogo che la tradizione indica come quello della Visitazione di Maria a Elisabetta.  

Settantacinque anni più tardi, a Roma, nella Cappella del Collegio Internazionale dei Frati Minori Conventuali, il Padre Rettore raccontava ai giovani frati l’episodio della prodigiosa conversione di Ratisbonne, morto in concetto di santità e divenuto poi Servo di Dio. Tra questi c’è fra’ Massimiliano Maria Kolbe, l’ardente innamorato dell’Immacolata, il quale, commosso dal racconto, scoprì il grande valore della Medaglia Miracolosa. Divenuto sacerdote, celebrò la sua prima Messa nello stesso Santuario di Sant’Andrea delle Fratte il 29 aprile del 1918.

Benedetto XV chiamò questo santuario la «Lourdes romana» e il tempio fu insignito del titolo di basilica da Pio XII (1939 – 1958) il quale lo arricchì dell’indulgenza plenaria da lucrarsi nella festa del 20 gennaio. San Giovanni XXIII (1958 – 1963) la elevò a titolo cardinalizio con bolla del 12 marzo 1960. Il 17 gennaio 1892 avvenne la solenne incoronazione dell’immagine fatta dal Capitolo Vaticano. Tra i santi che venerarono la Madonna del Miracolo possiamo ricordare S. Giovanni Bosco, S. Teresa del Bambino Gesù, S. Luigi Guanella,Don Orione e San Massimiliano Kolbe.a3t2rzgLe storie delle conversioni, antiche o nuove che siano, hanno un comune denominatore: un incontro. Per i cristiani, infatti, il cuore della religione cattolica è Cristo stesso, presente nell’Eucarestia, ma anche nel quotidiano, ovvero nel volto del prossimo senza esclusione. La conversione di Ratisbonne è prodigiosa per l’intervento celeste; in molti vorrebbero questa stessa chiamata, per così dire, diretta, ma non bisogna restare sordi alla voce della coscienza che ogni giorno invita ad aprire il cuore al Signore. Quando si comprende che tutti siamo bisognosi di amore e del perdono, allora sarà più facile accogliere e capire l’altro invece che giudicarlo severamente per i suoi errori. Per dirlo con le parole di Papa Francesco: “La conversione e la crescita spirituale partono sempre dal cuore: lì dove si gioca la partita delle scelte quotidiane tra bene e male, tra mondanità e Vangelo, tra indifferenza e condivisione. L’umanità ha bisogno di giustizia, di pace, di amore e potrà averle solo ritornando con tutto il cuore a Dio, che è la fonte di tutto questo”.

http://www.santandreadellefratte.it/candeline_virtuali/web/a3t2rzg

 

FONTE

http://www.tv2000.it/blog/2016/01/18/santandrea-delle-fratte-e-la-madonna-del-miracolo/

Preghiere a Maria Santissima Madre della misericordia, in tempi di calamità

Supplica a Maria Santissima Madre della Misericordia

O Maria, Madre nostra dolcissima, tra i tanti cari nomi coi quali invochiamo la vostra materna pietà, il nome di Madre della Misericordia è per noi, poveri figli vostri, il più caro, il più consolante di tutti.
Perchè questo nome ci ricorda che se è vero che noi siamo miseri, deboli, fiacchi e pieni di colpe, è certo pure che Dio ha pietà di noi e ci ha dato una Madre il cui cuore è pieno di compassione infinita per le nostre miserie.
E questa Madre compassionevole, amorosissima, siete Voi, o Maria, Voi Signora e Regina nostra carissima.
La Vostra misericordia materna noi l’abbiamo sempre sperimentata in tutti i nostri bisogni, in tutti i nostri dolori.
Ma ora v’invochiamo nel trasporto più ardente della nostra filiale confidenza e ci consacriamo all’Amore vostro e all’Amore di Gesù.

Noi v’invochiamo sempre o Madre, ma Voi non mancate di ascoltarci benigna.
Noi vi ameremo sempre e il vostro Nome risuonerà alle nostre orecchie più armonioso che il suono dell’arpa, alle labbra più dolce che un favo di miele, al cuore più soave che la gioia più pura; ma Voi mostrate di esserci Madre, Monstra Te esse Matrem.
Voi lo vedete, O Arca di Salute, a quali prove oggi, più che mai, è messa la nostra fede; non permettete però che essa vacilli o s’indebolisca.
Rinnovate gli antichi  trionfi della vostra Misericordia, e da Voi protetti, fate che un giorno possiamo trovarci tutti uniti a cantare le vostre beneficenze nel Paradiso.
Così sia.

(3 Ave Maria)

Preghiera alla Madonna del terremotomad-terremotoQuesta immagine sacra nel quadro si trova nella chiesa della Madonna del Terremoto in piazza Canossa a Mantova, che fu edificata nel 1754 a ricordo della protezione data dalla Madonna in occasione del terremoto del 1693.

O beatissima Regina del cielo e della terra,

che mentre stavi sotto la croce di Gesù, tuo Figlio,

e la spada del dolore ti trapassava l’anima

per diventare la Madre di tutti i viventi,

hai sentito sotto i tuoi piedi tremare la terra,

soccorri i tuoi figli che gemono spaventati dal terremoto.

La terra rimbomba di un sordo boato,

attorno a noi crollano il presente e il passato

e le nostre anime smarrite si chiedono:

che cos’è l’uomo, perchè Tu, o Signore, te ne ricordi?

Fatto a immagine e somiglianza di Dio e circondato di gloria,

eppure ha divorato come un figlio dissoluto i doni del Padre,

ha tradito l’Amore di Gesù, ha spento lo Spirito Santo,

fino a meritare il castigo di Dio.

O Madre Santissima, piena di Grazia e di Misericordia,

intercedi per noi presso tuo Figlio:

prendi le nostre mani e guidaci a Lui,

perchè converta i nostri cuori e perdoni i nostri peccati.

Liberi dall’inquetitudine e dalla disperazione,

seguiremo la via della salvezza e canteremo

in eterno con te le meraviglie di Dio- AmenRisultati immagini per candela gesu' maria

In tempo di pubbliche calamità 

O Gesù, Dio di pace, gettate uno sguardo di misericordia 

su questa terra infelice;

mirate quante lacrime si versano 

nelle famiglie anche più innocenti.

Se avete scritto nei vostri decreti questo dolore,

ricordatevi che siamo figli, che per questo vi fermaste in mezzo a noi sull’altare.

Pronunciate, o Signore, un’altra volta quella parola potente

che nel furore della tempesta fece tacere i venti,

ricompose le onde agitate, rese tranquillo e sereno il cielo.

Allora vedremo rifiorire questa terra e, mossi da viva gratitudine,

verremo al vostro altare per ringraziarvi con fede più viva,

più sicura speranza ed amore più riconoscente.Risultati immagini per candela gesu' maria

O Dio creatore,

noi crediamo che tu sei nostro Padre

e che ci vuoi bene

anche se la terra trema

e le nostre famiglie sono state sconvolte 

dall’angoscia

Non lasciarci soli nel momento della sventura.

Apri il cuore di molti nostri fratelli

alla generosità e all’aiuto.

A noi dona la forza e il coraggio

necessari per la ricostruzione

e l’amore per non abbandonare

chi è rimasto senza nessuno.

Così, liberati dal pericolo

e iniziata una vita nuova,

canteremo la tua lode. 

Il Parlamento polacco riconosce la Madonna di Czestochowa come Regina di Polonia. Nel 2017 celebrazioni nazionali

Il parlamento polacco – riferisce l’agenzia Sir – in sedute separate di entrambe le Camere ha approvato la risoluzione relativa alle celebrazioni del 300.mo anniversario dell’incoronazione della Vergine di Czestochowa come Regina di Polonia. La Camera bassa (Sejm), ricordando quella prima incoronazione di una effige della Vergine al di fuori di Roma avvenuta l’8 settembre del 1717, sottolinea quanto la celebrazione “unì tutti i ceti sociali e divenne una manifestazione di fede nazionale” e rileva la convinzione dei parlamentari riguardo alla “particolare importanza del culto mariano per l’intero Paese”.  Il significato di quelle “radici cristiane dell’Europa” è fortemente qui evidente; un atto concreto, un volere riconoscere, senza tanti orpelli e con semplicità, qualcosa di popolarmente evidente: una nazione è anche la sua fede.

L’evento una lezione del patrimonio storico nazionale e un sostegno educativo per le nuove generazioni
Il priore del santuario di Jasna Gora, padre Marian Waligora, dove da 600 anni è custodita l’immagine della Madonna Nera, si dice convinto che “il ricordo dell’evento storico del 1717 porterà un contributo significativo alla propagazioni delle tradizioni patriottiche e religiose polacche, costituendo una lezione del patrimonio storico nazionale e un importante sostegno educativo per le nuove generazioni”. 

Il 70% di polacchi considera la fede cattolica un importante criterio di appartenenza nazionale
Secondo le analisi del Pew Research Center, la Polonia è il Paese più omogeneo etnicamente e religiosamente tra gli Stati Ue e oltre il 70% di polacchi considera la fede cattolica un importante criterio di appartenenza nazionale. Gli studiosi di tematiche sociali sottolineano inoltre che rispetto ad altri Paesi Ue, in Polonia la Chiesa cattolica gode di una grande fiducia (del 70% circa dei cittadini) e la società nel suo complesso è assai più religiosa che altrove.

4 milioni di e mezzo di pellegrini hanno visitato nel 2016 il santuario di Jasna Gora, a Częstochowa, uno dei luoghi di culto mariani più importanti in Polonia e nel mondo. Lo riferisce l’ufficio stampa del santuario. 

Sui dolci pendii di Jasna Gòra, la “montagna luminosa”,che circonda la città di Czestochowa, il santuario è adagiato su una collina di bianche rocce, nella parte occidentale della città. I polacchi sono abituati a legare a questo Santuario le numerose vicende della loro vita: i momenti lieti come quelli tristi, le decisioni solenni, come la scelta del proprio indirizzo di vita, la vocazione religiosa oppure il matrimonio, la nascita dei figli, gli esami di maturità… Essi si sono abituati a venire con i loro problemi a Jasna Gòra per confidarli alla Madre Celeste, davanti alla sua Immagine Miracolosa. Questa Immagine si può dire che è il cuore del santuario di Jasna Gòra ed è anche quella forza, misteriosa e profonda, che attira ogni anno folle sterminate di pellegrini, dalla Polonia e da ogni altro luogo del mondo.

Il dipinto della Madonna ha una storia complessa.madonna-getty-jasna-gora

L’immagine della Madonna Nera di Jasna Góra proviene da Costantinopoli, da dove, attraversando la Russia, giunse in Polonia. 

La tradizione dice infatti che sia stato realizzato da San Luca su di un legno che formava il tavolo adoperato per la preghiera e per il cibo dalla Sacra Famiglia. L’evangelista avrebbe composto a Gerusalemme due quadri allo scopo di tramandare l’incomparabile bellezza di Maria. Uno di essi, arrivato in Italia, è tuttora oggetto di culto a Bologna; l’altro, fu dapprima portato a Costantinopoli e deposto in un tempio dall’imperatore Costantino. Successivamente fu donato al principe russo Leone, che prestava servizio nell’esercito romano, il quale trasferì l’inestimabile reliquia in Russia dove, per numerosi miracoli, fu intensamente venerata. Nel corso della guerra intrapresa da Casimiro il Grande, il quadro fu nascosto nel castello di Beltz e finalmente affidato al principe di Opole. Questi, alla vigilia di una dura battaglia contro le truppe tartare e lituane che assediavano Beltz, aveva invocato la sacra immagine e, dopo la sospirata vittoria, indicò Maria come Madre e Regina. Si racconta anche che, durante l’assedio, un tartaro ferisse con una freccia il bellissimo volto della Vergine dalla parte destra e che, dopo la sacrilega profanazione, una fittissima nebbia, sorta d’improvviso, mettesse in difficoltà gli assedianti. Il principe Opole, allora, approfittando del momento favorevole, si gettò con le truppe contro il nemico e lo sconfisse.

Altri documenti assicurano che, terminata l’amministrazione del principe Ladislao nella Russia, il quadro fu caricato su di un carro con l’intenzione di portarlo nella Slesia ma, tra lo stupore di tutti, i cavalli, pur ripetutamente sferzati, non si muovevano. Il principe ordinò allora di attaccarne di nuovi, senza però ottenere alcun risultato. Sconvolto, si inginocchiò a terra e promise di trasferire la venerata effigie sul colle di Czestochowa, nella piccola chiesa di legno. In seguito egli avrebbe innalzato una basilica nel medesimo luogo ad onore di Dio onnipotente, della Vergine Maria e di tutti i Santi e, contemporaneamente realizzato un convento per i frati eremiti dell’Ordine di San Paolo. Ma le vicissitudini della Madonna Nera non erano ancora finite. Nel 1430 alcuni seguaci dell’eretico Giovanni Hus, provenienti dai confini della Boemia e Moravia, sotto la guida dell’ucraino Federico Ostrogki, attaccarono e predarono il convento. Il quadro fu strappato dall’altare e portato fuori dinanzi alla cappella, tagliato con la sciabola in più parti e la sacra icona trapassata da una spada. Gravemente danneggiato, fu perciò trasferito nella sede municipale di Cracovia e affidato alla custodia del Consiglio della città; dopo un accurato esame, il dipinto venne sottoposto ad un intervento del tutto eccezionale per quei tempi, in cui l’arte del restauro era ancora agli inizi. Ecco allora come si spiega che ancora oggi siano visibili nel quadro della Madonna Nera gli sfregi arrecati al volto della Santa Vergine.

Secondo i critici d’arte il Quadro di Jasna Gòra sarebbe stato in origine un’icona bizantina, del genere “Odigitria” (“Colei che indica e guida lungo la strada”), databile tra il VI e il IX secolo. Dipinta su una tavola di legno, raffigura il busto della Vergine con Gesù in braccio. Il volto di Maria domina tutto il quadro, con l’effetto che chi lo guarda si trova immerso nello sguardo di Maria: egli guarda Maria che, a sua volta, lo guarda.

Anche il volto del Bambino è rivolto al pellegrino, ma non il suo sguardo, che risulta in qualche modo fisso altrove. I due volti hanno un’espressione seria, pensierosa, che dà anche il tono emotivo a tutto il quadro. La guancia destra della Madonna è segnata da due sfregi paralleli e da un terzo che li attraversa; il collo presenta altre sei scalfitture, due delle quali visibili, quattro appena percettibili. Gesù, vestito di una tunica scarlatta, riposa sul braccio sinistro della Madre. La mano sinistra tiene il libro, la destra è sollevata in gesto di sovranità e benedizione. La mano destra della Madonna sembra indicare il Bambino. Sulla fronte di Maria è raffigurata una stella a sei punte. Attorno ai volti della Madonna e di Gesù risaltano le aureole, la cui luminosità contrasta con l’incarnato dei loro visi. Dopo la profanazione e il restauro, la fama del santuario crebbe enormemente e aumentarono i pellegrinaggi, a tal punto che la chiesa originaria si rivelò insufficiente a contenere il numero dei fedeli. Per questo motivo, già nella seconda metà del secolo XV, accanto alla Cappella della Madonna, fu dato avvio alla costruzione di una chiesa gotica a tre ampie navate. Nel 1717 il quadro miracoloso della Madonna di Jasna Góra fu incoronato col diadema papale e, a cominciare dal secolo scorso, numerose chiese a lei dedicate furono erette in tutto il mondo: attualmente se ne contano circa 350, di cui 300 soltanto nella Polonia.

La fama sempre crescente dell’immagine miracolosa della Madre di Dio fece sì che l’antico monastero diventasse nel corso degli anni mèta costante di devoti pellegrinaggi. Il culto della Madonna Nera di Czestochowa si è esteso così fino al continente americano, in Australia, in Africa e anche in Asia. Una devozione che non ha confini, che ha toccato il cuore di molti, e che è stata particolarmente cara – come ogni polacco che si rispetti – al nostro venerato Santo Padre, Giovanni Paolo II, che di Maria è sempre stato il devoto più fedele.

Profanata l’immagine della Madonna-. Il sacrilegio ha avuto luogo a Jasna Gora, il 9 dicembre 2012, e ha suscitato profondo dolore nel cuore dei credenti. Un uomo di 58 anni, evidentemente affetto da disturbi psicologici, ha gettato della vernice nera contro l’immagine di Maria a Jasna Góra, nota come la “Madonna Nera” del santuario mariano nei pressi di Częstochowa. I padri paolini, custodi del santuario, diffusero subito un comunicato nel quale chiedevano a tutti i devoti della Madonna Nera delle preghiere per l’espiazione del folle gesto. Anche l’arcivescovo Wacław Depo, Metropolita di Częstochowa, esortò i fedeli alla preghiera. “Chiedo a tutti gli abitanti di Częstochowa di venire con i loro pastori in questi giorni a Jasna Góra per pregare per l’espiazione di tutti i reati contro Dio, sua Madre e la Santa Chiesa”, si leggeva nel comunicato dell’arcivescovo.

Il servo di Dio, cardinale Stefan Wyszyński, scelse il santuario di Jasna Góra come altare e confessionale della Polonia. Fecero visita al Santuario come pellegrini i papi: Giovanni Paolo II (1979, 1983, 1987, 1991, 1997, 1999) e Benedetto XVI (2006) e Papa Francesco (2016).

 Fin dal medioevo da tutta la Polonia si svolge il Pellegrinaggio a piedi verso il Santuario di Częstochowa che si snoda da Giugno a Settembre, ma normalmente il periodo scelto è quello attorno a ferragosto. Il Pellegrinaggio a piedi dura diversi giorni ed i pellegrini percorrono anche centinaia di chilometri lungo oltre 50 percorsi da tutta la Polonia, il più lungo dei quali è di 600 km. Questo pellegrinaggio è stato fatto anche da Karol Wojtyła (Giovanni Paolo II) nel 1936 partendo da Cracovia.

FONTI

http://it.radiovaticana.va/news/2017/01/04/polonia_celebrazioni_300%C2%B0_incoronazione_madonna_czestochowa/1283445

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91095

1 GENNAIO MARIA SS. MADRE DI DIO

Preghiere alla Santissima Madre di Dio 

Sant’ Efrem il Siro (diacono e Dottore della Chiesa, 306 -373)

Vergine, Signora, Madre di Dio, comune salvezza di tutti i Cristiani, poiché sei Madre, incessantemente ti curi di noi. Pietosa come sei, ci offri continuamente i tuoi benefici, salvandoci, proteggendoci, liberandoci dai pericoli, difendendoci dalle tentazioni, liberandoci dai peccati. Ti ringraziamo per tutto ciò e, senza nascondere i tuoi benefici, celebriamo le tue opere miracolose, glorifichiamo la tua compassione nei nostri confronti, magnifichiamo la tua comprensione, celebriamo la tua intercessione e, memori dei pericoli dai quali ci hai liberato con la tua intercessione, ti offriamo un canto di ringraziamento, anche se non è all’altezza dei tuoi grandi benefici. Infatti che cosa può paragonarsi ad essi?

Preghiera alla Santissima Madre di Dio

O Santissima Signora, Vergine Madre di Dio, Regina del Cielo e della terra, so bene, Madre di Dio, che tu sei la speranza anche per coloro che non sperano in te. So pure che gli afflitti trovano in te un conforto; so pure che porti aiuto a quanti sono affaticati. So che visiti e curi i malati e così pure liberi i prigionieri dalla schiavitù. So che sei rifugio e sostegno indistruttibile per coloro che sono nelle difficoltà. So, Signora Madre di Dio, che quanti sono in preda al peccato nella vita, al momento della morte ed al tribunale del Figlio tuo e Dio salvi con le tue ardenti preghiere e con la tua potente difesa, li difendi e li conduci a Dio, purché ti invochino dal profondo del cuore, ti preghino e si pongano sotto la tua protezione. Ed anch’io inutile tuo servo, che sono finito in molte reti del peccato e perciò non oso neppure levare gli occhi al Cielo, come mi libererò da loro? Ma, confidando nella misericordia della tua bontà, Vergine e Madre Santissima, tu che hai amore per l’umanità, oso ricorrere a te e, pregando con le lacrime agli occhi, mi getto ai tuoi piedi affinché anche a me peccatore indegno mostri la grandezza della tua misericordia, poiché sei la fonte inesauribile di tutti i beni. Giacché desidero ottenere ciò da te come ricordo della gioia che provasti sulla terra e che ora provi in Cielo, innalzo a te canti pieni di gioia: Rallegrati, tu che sei l’inizio della nostra salvezza, poiché per opera del Santo Spirito hai concepito nel tuo grembo il Figlio di Dio che non ha principio ed è eterno! Rallegrati, terra santa che hai generato colui per opera della cui nascita dalla morte siamo nati alla vita! Rallegrati, arca che portasti in te la manna della vita! Rallegrati, tu che sei la mediatrice della gioia, poiché alla nascita del Figlio hai ricevuto la gioia dai Magi! Rallegrati, tempio spirituale, che dopo tre giorni trovasti Gesù Maestro tra i dottori del tempio! Rallegrati, gioia degli afflitti, poiché rallegrasti il genere umano con la resurrezione e l’ascensione del Signore Gesù Cristo! Rallegrati, nube leggera, che con il corpo salisti al Cielo! Rallegrati, Vergine, che per la purezza e l’onore superi gli Angeli, gli Arcangeli, i Cherubini ed i Serafini e tutte le schiere dei Santi! Rallegrati, serenità che stabilisti la pace tra Dio e gli uomini! Rallegrati, Signora poiché tutte le schiere celesti sono sottomesse a te! Rallegrati, Padrona, poiché sei potente e puoi ottenerci tutto dal Figlio tuo! Rallegrati, Regina, che siedi su un trono vicino alla Santissima Trinità! Rallegrati, poiché fai del bene a quanti ripongono in te la speranza! Rallegrati, Maria, poiché la tua gioia durerà in eterno!

Ora che tu hai benignamente ascoltato; Santissima Madre di Dio, queste parole di gioia, anche se provengono dalle mie labbra impure, ti prego, sospiro piangendo, mi inginocchio davanti a te supplicandoti: Accoglimi e non mi dimenticare, tu che sei il mio aiuto, la mia difesa e la mia speranza, Santissima Madre di Dio, ma come hai promesso di intercedere per coloro che ti ricordano, anche a me vieni in difesa ed in aiuto, ora, al momento della mia morte ed al tribunale del Figlio tuo e mio Dio, disperdendo le schiere dei demoni, poiché a tutti sei causa di gioia, vieni, affinché anch’io, salvo grazie alla tua intercessione, ti celebri, glorifichi e magnifichi in tutti i secoli, poiché intervieni presso Dio per la mia salvezza.

O Santissima Signora, Purissima Vergine Madre di Dio, accogli la mia indegna preghiera e salvami dalla morte improvvisa e concedimi conversione e penitenza prima della mia fine. Amen.free-shipping-classic-religion-figure-mary-font-b-baby-b-font-font-b-jesus-b-font

Fonte http://oodegr.co/italiano/tradizione_index/testilit/madrediogrntefrem.htm

Madre di Dio – Madre dell’uomo
Il significato etimologico del nome Gesù, «Dio salva», ci introduce in pieno nel mistero di Cristo: dall’incarnazione alla nascita, dalla circoncisione al compimento pasquale della morte-risurrezione, Gesù è in tutto il suo essere la perfetta benedizione di Dio, è dono di salvezza e di pace per tutti gli uomini; nel Suo Nome siamo salvati (cf At 2,21; Rm 10,13). Ora questa offerta di salvezza viene da Maria ed essa la partecipa al popolo di Dio come un tempo ai pastori. Maria che ha dato la vita al Figlio di Dio, continua a partecipare agli uomini la vita divina. Per questo viene considerata madre di ogni uomo che nasce alla vita di Dio, e insieme proclamata e invocata come «Madre della Chiesa» (cf LG 53.60-65; Paolo VI, 21.11-1964; orazione dopo la comunione).Madre di Dio (in greco Θεοτόκος; in latino Deipara o Dei genetrix)
Con gli Orientali, anche noi onoriamo «Maria sempre Vergine, solennemente proclamata santissima Madre di Dio dal Concilio di Efeso, perché Cristo… fosse riconosciuto, in senso vero e proprio, Figlio di Dio e Figlio dell’Uomo» (UR 15).«Opere e giorni nella Sua Pace»
E nel nome di Maria, madre di Dio e madre degli uomini, che dal 1967 si celebra in tutto il mondo la «giornata della pace». La pace, in senso biblico, è il dono messianico per eccellenza, è la salvezza portata da Gesù, è la nostra riconciliazione e pacificazione con Dio. La pace è anche un valore umano da realizzare sul piano sociale e politico, ma affonda le sue radici nel mistero di Cristo (cf GS, cap. V).
La fede in Cristo, «autore della salvezza e principio di unità e di pace» (LG 9), appare evidente nella parte che il cristiano prende agli sforzi della umanità per la pace del mondo. La pace di Cristo non è diversa dalla pace dell’uomo: c’è semplicemente «la pace», e vale la pena spendere la vita per la sua continua ricerca. Il Magistero della Chiesa non ha cessato di attirare l‘attenzione sulla pressante necessità di fare della pace una dimensione effettiva della umana convivenza. Esso continua a rinnovare l’annuncio di quella pace che è poggiata sulla verità, la giustizia, l’amore e la libertà, «i quattro pilastri della casa della pace» aperta a tutti (Giovanni XXIII, 11-4-1963).
Il Verbo ha assunto da Maria la natura umana

Dalle «Lettere» di sant’Atanasio, vescovo (Ad Epitetto 5-9; PG 26,1058. 1062-1066)
Il Verbo di Dio, come dice l’Apostolo, «della stirpe di Abramo si prende cura. Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli» (Eb 2, 16. 17) e prendere un corpo simile al nostro. Per questo Maria ebbe la sua esistenza nel mondo, perché da lei Cristo prendesse questo corpo e lo offrisse, in quanto suo, per noi.
Perciò la Scrittura quando parla della nascita del Cristo dice: «Lo avvolse in fasce» (Lc 2, 7). Per questo fu detto beato il seno da cui prese il latte. Quando la madre diede alla luce il Salvatore, egli fu offerto in sacrificio.
Gabriele aveva dato l’annunzio a Maria con cautela e delicatezza. Però non le disse semplicemente colui che nascerà in te, perché non si pensasse a un corpo estraneo a lei, ma; da te (cfr. Lc 1, 35), perché si sapesse che Colui che ella dava al mondo aveva origine proprio da lei.
Il Verbo, assunto in sé ciò che era nostro, lo offrì in sacrificio e lo distrusse con la morte. Poi rivestì noi della sua condizione, secondo quanto dice l’Apostolo: Bisogna che questo corpo corruttibile si vesta di incorruttibilità e che questo corpo mortale si vesta di immortalità (cfr. 1 Cor 15, 53).
Tuttavia ciò non è certo un mito, come alcuni vanno dicendo. Lungi da noi un tale pensiero. Il nostro Salvatore fu veramente uomo e da ciò venne la salvezza di tutta l’umanità. In nessuna maniera la nostra salvezza si può dire fittizia. Egli salvò tutto l’uomo, corpo e anima. La salvezza si è realizzata nello stesso Verbo.
Veramente umana era la natura che nacque da Maria, secondo le Scritture, e reale, cioè umano, era il corpo del Signore; vero, perché del tutto identico al nostro;

infatti Maria è nostra sorella poiché tutti abbiamo origine in Adamo.
Ciò che leggiamo in Giovanni «il Verbo si fece carne» (Gv 1, 14), ha dunque questo significato, poiché si interpreta come altre parole simili.
Sta scritto infatti in Paolo: Cristo per noi divenne lui stesso maledizione (cfr. Gal 3, 13). L’uomo in questa intima unione del Verbo ricevette una ricchezza enorme: dalla condizione di mortalità divenne immortale; mentre era legato alla vita fisica, divenne partecipe dello Spirito; anche se fatto di terra, è entrato nel regno del cielo.
Benché il Verbo abbia preso un corpo mortale da Maria, la Trinità è rimasta in se stessa qual era, senza sorta di aggiunte o sottrazioni. E’ rimasta
assoluta perfezione: Trinità e unica divinità. E così nella Chiesa si proclama un solo Dio nel Padre e nel Verbo.

“Lourdes. La presenza di Cristo, la forza di Maria”di R.H. Benson, ex anglicano, diventato cattolico, autore del best seller “Il Padrone del mondo”, uno degli scrittori preferiti da Papa Francesco

Lourdes è il luogo dove Cielo e terra si incontrano, scrive Robert Hugh Benson nel suo libro “Lourdes.La presenza di Cristo, la forza di Maria” edito da Fede & Cultura:

http://www.fedecultura.com/p/vetrina_30.html#!/Lourdes/p/74043679/category=18198140

«Dove, se non nella Chiesa Cattolica, avvengono cose come quelle che ho avuto il privilegio di vedere? Provate a immaginare dei miracoli a Manchester! Sicuramente accadrebbero anche lì se ci fossero abbastanza cattolici riuniti nel Suo Nome. Invece, al posto di Manchester, mettiamo l’Exeter Hall o la St. Paul’s Cathedral! Il solo pensiero è del tutto assurdo. No, la cristianità di Gesù Cristo vive unicamente nella Chiesa Cattolica».

Figlio dell’arcivescovo di Canterbury, ordinato sacerdote nella Chiesa anglicana, Robert Hugh Benson si convertì al cattolicesimo nel 1903 e nel 1904 si recò a Lourdes e qui, dopo un’esperienza forte della presenza di Dio,  prese la decisione di diventare sacerdote cattolico.  Partito con l’intenzione di verificare sul campo l’origine soprannaturale dei miracoli grazie all’osservazione diretta e all’uso della ragione, Robert Hugh Benson racconta il suo pellegrinaggio a Lourdes, passando in rassegna i vari casi di guarigione e i momenti di preghiera e devozione; l’Autore descrive l’evoluzione delle sue reazioni, dai pregiudizi iniziali all’entusiasmo finale: per lui Lourdes è il luogo materiale in cui Cristo è vivo e dove la Vergine Maria è sempre pronta a intercedere presso suo Figlio per concedere grazie a chi la invoca.

Hugh Benson afferma di Lourdes con un’inossidabile certezza: «Dio ha scelto questo luogo, solo Lui sa il motivo e solo Lui sceglie chi lasciare soffrire e chi invece guarire… Sarebbe questo un sogno pieno di soggettività e romanticismo? Ebbene, è qui che avvengono i miracoli!». 

Hugh Benson è l’autore del Padrone del mondo,  il testo più citato da Papa Francesco in numerosi discorsi, anche di ritorno dal  viaggio nelle Filippine, nel 2015, parlando di ‘dittatura del pensiero unico’, di ‘colonizzazione ideologica’, che vuole distruggere la famiglia, in riferimento all’imposizione dell’ideologia gender.il-padrone-del-mondoNell’omelia a Santa Marta, il 18 novembre 2013, Papa Francesco prendendo spunto dal Libro dei Maccabei, ha detto:
“Negoziare la propria fedeltà a Dio è come negoziare la propria identità.” E a questo proposito il Pontefice ha ricordato il libro Il Padrone del mondo di Robert Hugh Benson, nel quale l’autore parla dello spirito del mondo e «quasi come fosse una profezia, immagina cosa accadrà. Quest’uomo, si chiamava Benson, si convertì poi al cattolicesimo e ha fatto tanto bene. Ha visto proprio quello spirito della mondanità che ci porta all’apostasia».  

Il Padrone del mondo descrive l’instaurazione, nel 2000, di una dittatura di stampo umanitarista, che predica la tolleranza universale per tutti, tranne che per la Chiesa, che viene perseguitata; è un testo che fu capace di profetizzare l’avvento di un mondo globalizzato e tecnologico che ha negato Dio e la trascendenza in nome di umanitarismo, massoneria, filantropia ed eutanasia, che sono il preludio dell’inferno sulla terra.
Papa Francesco ha paragonato questi sistemi ideologici ai regimi dittatoriali del XX secolo, nazismo e comunismo, che hanno portato molta sofferenza, ed ha esortato a leggere questo libro: “leggendo il Padrone del mondo di Benson,  capirete bene quello che voglio dire con “colonizzazione ideologica”.

Benson intendeva parlare agli uomini del suo tempo, e metterli in guardia da un pericolo grave: L’ IMPOSIZIONE DI UNA CULTURA ANTI-CRISTIANA.350542_0_0La prima edizione de “Il Padrone del mondo” vide la luce dopo la prima guerra mondiale, nel 1920, quando pareva che il mondo dovesse trovare la sua pace proprio nell’umanitarismo …Invece scoppiò la seconda guerra mondiale e il totalitarismo nazionalsocialista prima e il totalitarismo comunista poi….
La seconda edizione apparve proprio nel corso della seconda guerra mondiale… S’invocava la pace, ma Benson ammoniva che la vera e duratura pace riposa soltanto sulla Verità insegnata dalla Chiesa cattolica di Roma.barracatolicactv_12a
LEGGERE OGGI IL PADRONE DEL MONDO FA VENIRE I BRIVIDI PER LA SUA ATTUALITA’: una società tecnologicamente ‘perfetta’, comunicazioni istantanee in tutto il mondo, autostrade a quattro corsie, trasporti aerei e sotterranei, luce solare artificiale, eutanasia legalizzata e assistita, un Parlamento europeo, attentati a catena con kamikaze, il crollo del colosso russo, la minaccia (sventata) di una guerra mondiale con scontri tra America, Russia e Cina, un papa di nome Giovanni dopo cinque secoli, la crisi delle religioni, sotto l’avanzare di una NUOVA RELIGIONE UNIVERSALE , in stile NEW AGE, preti che lasciano il ministero, laici consacrati che agiscono nel mondo senza divise o distintivi… Tutto questo è descritto nel romanzo.

51-o2baaqz3l-_sx331_bo1204203200_
Robert Hugh Benson, sacerdote cattolico, ex anglicano, questa è una delle copertina del suo libro “Il Padrone del mondo” 

Ambientato nel futuro, narra la presa del potere da parte di Julian Felsenburgh, sotto la cui figura si cela l’ANTICRISTO, che in nome dell’UMANITARISMO ATEO E DEL COMUNISMO, tenta di abbattere la Chiesa cattolica e conquistare il mondo: un personaggio affascinante, misterioso e onnipotente, Felsenburgh, 33 anni, abilissimo nell’arte della diplomazia, salva l’umanità, scivolata nel baratro della guerra imminente tra Oriente e Occidente. Non ci saranno più lotte, violenze, dolore, promette Felsenburgh che, per acclamazione, VIENE ELETTO PRESIDENTE D’EUROPA….
È il nuovo messia, agli occhi del mondo, come lo era stato venti secoli prima Gesù di Nazareth. Il falso ‘Salvatore del mondo’ parla di una «grande fratellanza universale» che necessita dell’istituzione di un nuovo culto: lo «spirito del mondo»: una profezia terribile per la specificità del mondo in cui viviamo e del cammino che ha portato a questo mondo. Da un lato questo enorme apparato che omologa le persone, i gruppi sociali, le nazioni, i popoli …Quindi una società dove non esistono più differenze, qualsiasi tipo di differenza: quella religiosa, quella sociale, quella culturale viene sentita come negativa e il tentativo è quello di operare una omologazione dell’intero pianeta.babelLA NUOVA RELIGIONE: IL CULTO DEL BENESSERE. La nuova religione della modernità è la religione del benessere. Un anestetico capace di rassicurare e non di guarire. Dio ormai è ridotto ad un contenuto della coscienza umana.
Prolificano le SETTE OCCULTISTE ED ESOTERICHE.
Infatti, per costruirsi questa società, occorre divinizzare il tentativo che si sta facendo, DIVINIZZARE L’UOMO (Satanismo), come ai tempi della costruzione della Torre di Babele; si deve assolutizzare il progetto e si devono divinizzare coloro che realizzano questo progetto , si deve assolutizzare ‘colui’ che di fatto sta guidando questa grande operazione.
Ecco l’immagine di Julian Felsenburgh che è sostanzialmente l’anticristo, l’anticristo ‘soft’ apparentemente, ma l’anticristo di una società che vuole fare a meno di Dio e quindi vuole fare a meno di Cristo.

Umanesimo ateistico e violente persecuzioni contro il Cristianesimo, ma LA CHIESA RESISTE, mantiene forte il SENSO DELL’UNITA’ ATTORNO A PIETRO E AL SUO SUCCESSORE.
E comunque, per quanto gravissimamente condizionata, non muore e anche con proporzioni numericamente ridotte è ancora una realtà che esiste, coagulata attorno a quella grande idea di un unico ordine religioso del Crocifisso, che è stata la grande intuizione del protagonista del romanzo, che poi finirà per essere il Papa estremo.
sacred2bheart2bof2bjesus2b252892529
Ciò che fa molto riflettere, in questo romanzo profetico (pensiamo al richiamo alla dittatura dei regimi atei comunisti-pagani e il loro crollo) è questo VIGOROSO RICHIAMO ALLA VERITA’ DELLA COMUNIONE ECCLESIALE , alla FORZA DELLA TESTIMONIANZA, alla necessità di andare in missione confrontandosi con tutti i tentativi di violenza, anche quella che scoppia all’interno del Sacro Collegio, ridotto a poche unità e che riproduce, in maniera drammatica il tradimento di Giuda.
Alla fine, mentre si tenta di arrivare a distruggere il rifugio dell’ultimo Papa e dei pochi Cardinali e fedeli che si sono radunati con lui, quando la vittoria sembra già a portata di mano e anzi è quasi realizzata, scoppia qualche cosa di assolutamente escatologico, in cui appare CRISTO GLORIOSO E TRIONFANTE.8b138-117637815
La pienezza dello’spirito del mondo’ coincide con la sua morte. Il padrone del mondo non trionferà mai, perché in Benson c’è una visione affidata alla Onnipotenza di Dio, che non lascerà mai solo l’uomo: lo aiuterà.  Unico, mentre il mondo passa, il superstite Vicario di Cristo, con la Chiesa militante, entra nella gloria e nella vita immortale.

«Questo libro – ha scritto il Benson in una prefazione del romanzo – produrrà senza dubbio delle impressioni di sconforto, e sarà per questo, come per altri motivi, soggetto ad ogni sorta di critiche. Se non che, il miglior mezzo per esprimere i princìpi che mi stanno a cuore e che credo infallibilmente veri, mi è sembrato quello di tradurli in fatti che possano profondamente commuovere».

Fonti http://www.fedecultura.com/p/vetrina_30.html#!/Lourdes/p/74043679/category=18198140
http://www.fedecultura.com/libro/il-padrone-del-mondo-/

http://it.radiovaticana.va/news/2015/01/20/colonizzazione_ideologica_papa_indica_lord_of_the_world/1119094

http://www.tempi.it/papa-francesco-il-gender-e-colonizzazione-ideologica-pensate-ai-balilla-pensate-alla-gioventu-hitleriana#.WFjrPtThCt8

 

Madonna di Guadalupe, Protettrice del nascituro contro la “cultura della morte”

PREGHIERA PER LE VITTIME DELL’ABORTO A NOSTRA SIGNORA DI GUADALUPE- PROTETTRICE DEI BIMBI NON NATIvirgenguadalupe

Santa Maria, Madre di Dio e della Chiesa, Nostra Signora di Guadalupe, tu fosti scelta dal Padre per il Figlio per mezzo dello Spirito Santo.

Tu sei la Donna vestita di sole sul punto di dare alla luce Cristo mentre satana, il Dragone Rosso, spera di divorare voracemente tuo Figlio.

La stessa cosa fece Erode cercando di distruggere tuo Figlio, Nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, massacrando molti bambini innocenti nel suo intento. La stessa cosa fa oggi l’aborto, ammazzando milioni di bambini innocenti e sfruttando le sue madri nel suo attacco contro la vita e contro la Chiesa, il Corpo di Cristo.

Madre degli Innocenti, lodiamo Dio in te per i Suoi doni a te, per la tua Immacolata Concezione, libera dal peccato, piena di grazia; la tua maternità di Dio e della Chiesa, la tua Perpetua Verginità e la tua Ascensione al Cielo in corpo e spirito.

O Ausilio dei Cristiani, ti preghiamo, proteggi tutte le madri dei non nati ed i bimbi nel loro grembo. Supplichiamo il tuo aiuto affinché termini l’olocausto dell’aborto.

Santa Madre, preghiamo il tuo Immacolato Cuore per tutte le madri e tutti i bambini ancora non nati affinché essi possano avere la vita sulla terra e per il Preziosissimo Sangue versato da tuo Figlio possano avere vita eterna con Lui nei cieli.

Preghiamo il tuo Immacolato Cuore anche per tutti quelli che praticano aborti e quelli che li appoggiano, affinché si convertano ed accettino tuo Figlio, Gesù Cristo, come Signore e Salvatore. Difendi tutti i tuoi figli nella battaglia contro satana e tutti gli spiriti malvagi in questi tempi di oscurità.

Desideriamo che gli innocenti bambini ancora non nati e che muoiono senza il Battesimo possano essere battezzati e salvati. Ti chiediamo di concedere questa grazia per loro ed il pentimento, la riconciliazione ed il perdono di Dio per i loro genitori ed i loro assassini.

Che sia rivelato una volta in più nel mondo il potere dell’Amore. Che egli metta fine al male. Che trasformi le coscienze. Che il tuo Immacolato Cuore riveli per tutti la luce della speranza. Che Cristo Re regni su tutti noi, le nostre famiglie, città, stati, paesi e l’umanità intera.

O clemente, O piena di amore, O dolce Vergine Maria, ascolta le nostre preghiere ed accetta l’esultanza dei nostri cuori!

Nostra Signora di Guadalupe, Protettrice dei non nati, Prega per noi!

Una donna incinta di tre mesimc24a

Misure ginecologiche hanno stabilito che la Vergine di Guadalupe dell’Immagine miracolosa, ha le dimensioni fisiche di una donna incinta di tre mesi. Sotto la cintura che trattiene la veste, al posto stesso dell’embrione, spicca un fiore con quattro petali: il Fiore solare, il più familiare dei geroglifici degli Aztechi che simboleggia per loro la divinità, il centro del mondo, del cielo, del tempo e dello spazio. Dal collo della Vergine pende una spilla il cui centro è adorno di una piccola croce, che ricorda la morte di Cristo sulla Croce per la salvezza di tutti gli uomini. Vari altri particolari dell’Immagine di Maria fanno di essa uno straordinario documento per la nostra epoca, che si può constatare grazie alle tecniche moderne.

Così la scienza, che ha spesso servito quale pretesto per l’incredulità, oggi ci aiuta a mettere in evidenza segni che erano rimasti sconosciuti per secoli e secoli e che non può spiegare.
L’immagine di Nostra Signora di Guadalupe porta un messaggio di evangelizzazione: la Basilica di Città del Messico è un centro «dal quale scorre un fiume di luce del Vangelo di Cristo, che si diffonde su tutta la terra attraverso l’Immagine misericordiosa di Maria» (Giovanni Paolo II, 12 dicembre 1981).
Inoltre, con il suo intervento in favore del popolo azteco, la Vergine ha contribuito alla salvezza di innumerevoli vite umane, e la sua gravidanza può esser interpretata come un appello speciale in favore dei nascituri e della difesa della vita umana; tale appello è di grande attualità ai giorni nostri, in cui si moltiplicano e si aggravano le minacce contro la vita delle persone e dei popoli, soprattutto quando si tratta di una vita debole ed inerme.

Protettrice del nascituro
Nostra Signora di Guadalupe contro la cultura della morte
virgenguadalupe

 Il Concilio Vaticano II ha deplorato con forza i crimini contro la vita umana: “Tutto ciò che è contro la vita stessa, come ogni specie di omicidio, il genocidio, l’aborto, l’eutanasia e lo stesso suicidio volontario, TUTTO CIÒ CHE VIOLA L’INTEGRITÀ’ DELLA PERSONA UMANA… (…); tutte queste cose, e altre simili, sono certamente VERGOGNOSE. Mentre GUASTANO LA CIVILTÀ UMANA, disonorano coloro che così si comportano più ancora che quelli che le subiscono e ledono grandemente l’onore del Creatore” (“Gaudium et Spes”, n.27).
Di fronte a tali flagelli, che si sviluppano grazie ai progressi scientifici e tecnici, e che beneficiano di un ampio consenso sociale e di riconoscimenti legali, invochiamo Maria con fiducia. Essa è un «modello incomparabile di accoglienza della vita e di sollecitudine per la vita… Mostrandoci suo Figlio, ci assicura che in Lui le forze della morte sono già state vinte» (Giovanni Paolo II, Evangelium vitæ, 25 marzo 1995, nn. 102, 105).
«In gigantesco duello si sono battute la morte e la vita. Il Signore della vita, già morto, ora vive e regna» (Sequenza di Pasqua).
Domandiamo a San Juan Diego, canonizzato da Papa Giovanni Paolo II il 31 luglio 2002, di ispirarci una vera devozione per la nostra Madre Celeste, poiché «la compassione di Maria si estende a tutti coloro che la chiedono, non fosse che con un semplice saluto: “Ave, Maria…”» (Sant’Alfonso de Liguori). Lei, che è Madre di Misericordia, ci otterrà la Misericordia di Dio, specialmente se saremo caduti in peccati gravi.mc08b

LA MADONNA DI GUADALUPE E LA TILMA MIRACOLOSA

La grandissima devozione del popolo messicano per la Santa Vergine Maria di Guadalupe ci invita  considerare tale avvenimento nel suo autentico significato, più volte richiamato da Papa Giovanni Paolo II: quello dell’’inizio dell’’evangelizzazione dei popoli indigeni del continente americano, i cosiddetti indios o “indiani”.

Sul fatto si è venuto elevando nel corso dei secoli un cumulo di calunnie, — la celebre leggenda nera — che tanti storici anticattolici — spesso anglo-americani, e quindi connazionali dei responsabili del genocidio degli “indiani” del Nordamerica, — hanno gettato su tale evangelizzazione, ingigantendo gli inevitabili errori che i primi missionari spagnoli, possono aver commesso nell’ annunciare Gesù Cristo a popoli totalmente pagani e dediti ai sacrifici umani di massa: uccisioni rituali di uomini, donne e bambini in sacrifici umani offerti alle diverse divinità pagane…Woodrow Borah, forse la principale autorità sulla demografia del Messico al momento della conquista, ha rivisto la stima del numero di persone sacrificate nei templi aztechi:  nel Messico centrale nel XV secolo venivano sacrificate brutalmente 250.000 persone all’anno. Gesù Cristo stesso, attraverso la sua Santissima Madre, volle rivelarsi agli indigeni del Nuovo Mondo per liberarli dalla schiavitù del Maligno, con l’apparizione della Madonna all’ indio Juan Diego Cuauhtlatóhuac nel dicembre del 1531, — dieci anni dopo la conquista spagnola, sulla collina di Tepeyac, presso Città di Messico, dove oggi sorge il Santuario di Nostra Signora di Guadalupe.  cd01646a45f1a9125bd5d71efb518455

L’apparizione, nel XVI secolo, della “Virgen Morena” all’indio Juan Diego e’ un evento che ha lasciato un solco profondo nella religiosità e nella cultura messicana. La basilica ove attualmente si conserva l’immagine miracolosa e’ stata inaugurata nel 1976. Tre anni dopo e’ stata visitata da Papa Giovanni Paolo II, che dal balcone della facciata su cui sono scritte in caratteri d’oro le parole della Madonna a Juan Diego: “Il tuo cuore non sia turbato.  Non sono io qui che sono tua Madre? No estoy yo aqui que soy tu Madre? “, ha salutato le molte migliaia di messicani confluiti al Tepeyac; nello stesso luogo, nel 1990, ha proclamato beato il veggente Juan Diego, che e’ stato infine dichiarato santo nel 2002.

 La mattina del 9 dicembre 1531, mentre sta attraversando la collina del Tepeyac per raggiungere la città, l’indio è attratto da canti angelici e dalla visione dolcissima di una Signora che lo chiama per nome con tenerezza, una Donna di una bellezza perfetta:
“I suoi abiti sembravano raggi di sole, e la roccia e le pietre su cui stava, ricevendo queste frecce luminose, sembravano preziosi smeraldi, scintillavano come gioielli, la terra brillava con lo splendore dell’arcobaleno, i rami, le foglie e persino le spine risplendevano di luce dorata”.   La Signora gli dice di essere “la Perfetta Sempre Vergine Maria, la Madre del verissimo e unico Dio” e gli ordina di recarsi dal vescovo a riferirgli che desidera le si eriga un tempio ai piedi del colle. Juan Diego corre subito dal Vescovo che rimane perplesso e non crede al suo racconto.

Tornando a casa la sera, Juan Diego incontra nuovamente sul Tepeyac la Vergine Maria, a cui riferisce il suo insuccesso e chiede di essere esonerato dal compito affidatogli, dichiarandosene indegno. La Vergine gli ordina di tornare il giorno seguente dal vescovo, che, dopo avergli rivolto molte domande sul luogo e sulle circostanze dell’apparizione, gli chiede un segno.c24La Vergine promette di darglielo l’indomani. Ma il giorno seguente Juan Diego non può tornare: un suo zio, Juan Bernardino, è gravemente ammalato e lui è inviato di buon mattino a Tlatelolco a cercare un sacerdote che confessi il moribondo; giunto in vista del Tepeyac decide perciò di cambiare strada per evitare l’incontro con la Signora.

Ma la Signora è là, davanti a lui, e gli domanda il perché di tanta fretta. Juan Diego si prostra ai suoi piedi e le chiede perdono per non poter compiere l’incarico affidatogli presso il vescovo, a causa della malattia mortale dello zio. La Signora lo rassicura, suo zio è già guarito, e lo invita a salire sulla sommità del colle per cogliervi i fiori. Juan Diego sale e con grande meraviglia trova sulla cima del colle dei bellissimi “fiori di Castiglia“: è il 12 dicembre, il solstizio d’inverno secondo il calendario giuliano allora vigente, e né la stagione né il luogo, una desolata pietraia, sono adatti alla crescita di fiori del genere. Juan Diego ne raccoglie un mazzo che porta alla Vergine, la quale però gli ordina di presentarli al vescovo come prova della verità delle apparizioni.

Juan Diego ubbidisce e giunto al cospetto del presule, apre il suo mantello e all’istante sulla tilma s’imprime e rende manifesta alla vista di tutti l’immagine della S. Vergine. Di fronte a tale prodigio, il vescovo cade in ginocchio, e con lui tutti i presenti. La mattina dopo Juan Diego accompagna il presule al Tepeyac per indicargli il luogo in cui la Madonna ha chiesto le sia innalzato un tempio. Nel frattempo l’immagine, collocata nella cattedrale, diventa presto oggetto di una devozione popolare che si è conservata ininterrotta fino ai nostri giorni.

our-lady-of-guadalupe-accurate-picture
LA TILMA MIRACOLOSA
La Dolce Signora che si manifestò sul Tepeyac non vi apparve come una straniera. Ella, infatti, si presenta come una meticcia o morenita,indossa una tunica con dei fiocchi neri all’altezza del ventre, che nella cultura india denotavano le donne incinte.
E’ una Madonna dal volto nobile, di colore bruno, mani giunte, vestito roseo, bordato di fiori. Un manto azzurro mare, trapuntato di stelle dorate, copre il suo capo e le scende fino ai piedi, che poggiano sulla luna. Alle sue spalle il sole risplende sul fondo con i suoi cento raggi.
L’attenzione si concentra tutta sulla straordinaria e bellissima icona guadalupana, rimasta inspiegabilmente intatta nonostante il trascorrere dei secoli: questa immagine, che non è una pittura, né un disegno, né è fatta da mani umane, suscita la devozione dei fedeli di ogni parte del mondo e pone non pochi interrogativi alla scienza, un po’ come succede ormai da anni col mistero della Sacra Sindone.

La scoperta più sconvolgente al riguardo è quella fatta, con l’ausilio di sofisticate apparecchiature elettroniche, da una commissione di scienziati, che ha evidenziato la presenza di un gruppo di 13 persone riflesse nelle pupille della S. Vergine: sarebbero lo stesso Juan Diego, con il vescovo e altri ignoti personaggi, presenti quel giorno al prodigioso evento in casa del presule. Un vero rompicapo per gli studiosi, un fenomeno scientificamente inspiegabile, che rivela l’origine miracolosa dell’immagine e comunica al mondo intero un grande messaggio di speranza. Nostra Signora di Guadalupe, che appare a Juan Diego in piedi, vestita di sole, non solo gli annuncia che è nostra Madre spirituale, ma lo invita – come invita ciascuno di noi – ad aprire il proprio cuore all’opera di Cristo che ci ama e ci salva. Meditare oggi sull’evento guadalupano, un caso di “inculturazione” miracolosa, significa porsi alla scuola di Maria, maestra di umanità e di fede, annunciatrice e serva della Parola, che deve risplendere in tutto il suo fulgore, come l’immagine misteriosa sulla tilma del veggente messicano San Juan Diego. 

GLI STUDI SCIENTIFICIguadalupe Nel 1936, uno studio realizzato su due fibre della tilma, una rossa ed una gialla, giunse a conclusioni stupefacenti.

Le fibre non contengono nessun colorante noto. L’oftalmologia e l’ottica confermano la natura inspiegabile dell’immagine: essa assomiglia ad una diapositiva proiettata sul tessuto. Un esame approfondito mostra che non vi è nessuna traccia di disegno o di schizzo sotto il colore, anche se ritocchi perfettamente riconoscibili sono stati realizzati sull’originale, ritocchi che, del resto, si degradano con l’andar del tempo; inoltre, il supporto non ha ricevuto nessun appretto, il che sembrerebbe inspiegabile se si trattasse veramente di una pittura, poiché, anche su una tela più fine, si mette sempre un rivestimento, non fosse che per evitare che la tela assorba la pittura e che i fili affiorino alla superficie. Non si distingue nessuna pennellata. A seguito di un esame a raggi infrarossi, effettuato il 7 maggio 1979, un professore della NASA scrive:

«Non c’è nessun modo di spiegare la qualità dei pigmenti utilizzati per la veste rosa, il velo azzurro, il volto e le mani, né la persistenza dei colori, né la freschezza dei pigmenti in capo a parecchi secoli durante i quali avrebbero dovuto normalmente degradarsi… L’esame dell’Immagine è stata l’esperienza più sconvolgente della mia vita».
Certi astronomi hanno constatato che tutte le costellazioni presenti nel cielo nel momento in cui Juan Diego apre la tilma davanti al vescovo Zumárraga, il 12 dicembre 1531, si trovano al loro posto sul mantello di Maria. Si è anche scoperto che, applicando una carta topografica del Messico centrale sulla veste della Vergine, le montagne, i fiumi ed i laghi principali coincidono con l’ornamentazione della veste medesima. 
Esami oftalmologici giungono alla conclusione che l’occhio di Maria è un occhio umano che sembra vivo, ivi inclusa la retina in cui si riflette l’immagine di un uomo con le mani aperte: Juan Diego. L’immagine nell’occhio ubbidisce alle leggi note dell’ottica, in particolare a quella che afferma che un oggetto in piena luce può riflettersi tre volte nell’occhio (legge di Purkinje-Samson). Uno studio posteriore ha permesso di scoprire nell’occhio, oltre al veggente, Monsignor Zumárraga e parecchi altri personaggi, presenti quando l’immagine di Nostra Signora è apparsa sulla tilma. Infine, la rete venosa normale microscopica sulle palpebre e la cornea degli occhi della Vergine è perfettamente riconoscibile. Nessun pittore umano avrebbe potuto riprodurre simili particolari.

Preghiera alla Madonna di Guadalupeb0449047ff3a7ef00d958873a9950ca8

Vergine Immacolata di Guadalupe, Madre di Gesù e Madre nostra, vincitrice del peccato e nemica del Demonio, Tu ti manifestasti sul colle Tepeyac in Messico all’umile e generoso contadino Juan Diego. Sul suo mantello imprimesti la Tua dolce Immagine come segno della Tua presenza in mezzo al popolo e come garanzia che avresti ascoltato le sue preghiere e addolcito le sue sofferenze. Maria, Madre amabilissima, noi oggi ci offriamo a te e consacriamo per sempre al tuo Cuore Immacolato tutto quanto ci resta di questa vita, il nostro corpo con le sue miserie, la nostra anima con le sue debolezze, il nostro cuore con i suoi affanni e desidèri, le preghiere, le sofferenze, l’agonia. O Madre dolcissima, ricòrdati sempre dei tuoi figli.

Se noi, vinti dallo sconforto e dalla tristezza, dal turbamento e dall’angoscia, dovessimo qualche volta dimenticarci di te, allora, Madre pietosa, per l’amore che porti a Gesù, ti chiediamo di proteggerci come figli tuoi e di non abbandonarci fino a quando non saremo giunti al porto sicuro, per gioire con Te, con tutti i Santi, nella visione beatifica del Padre. Amen. Salve Regina

Fonti: Il primo grande dizionario dei santi di Alban Butler/ sito ufficiale Santuario Madonna di Guadalupe, Messico

Supplica alla Beata Vergine Maria di Loreto

Supplica alla Madonna di Loreto

O Maria Loretana, Vergine gloriosa, noi ci accostiamo fiduciosi a Te, accogli oggi la nostra umile preghiera.

L’ umanità è sconvolta da gravi mali dai quali vorrebbe liberarsi da sola. Essa ha bisogno di pace, di giustizia, di verità, di amore e si illude di poter trovare queste divine realtà lontano da tuo Figlio.

O Madre! Tu portasti il Salvatore divino nel tuo seno purissimo e vivesti con Lui nella santa Casa che noi veneriamo su questo colle loretano, ottienici la grazia di cercare Lui e di imitare i suoi esempi che conducono alla salvezza.

Con fede e amore filiale, ci portiamo spiritualmente alla tua Casa benedetta. Per la presenza della tua Famiglia essa è la Casa Santa per eccellenza, alla quale vogliamo si ispirino tutte le famiglie cristiane, da Gesù ogni figlio impari l’ ubbidienza e il lavoro, da Te, o Maria, ogni donna apprenda l’ umiltà e lo spirito di sacrificio, da Giuseppe, che visse con Te e per Gesù, ogni uomo impari a credere in Dio e a vivere in famiglia e nella società con fedele rettitudine.

Molte famiglie, o Maria, non sono un santuario dove si ama e si serve Dio, per questo Ti preghiamo affinchè Tu ci ottenga che ognuna imiti la tua, riconoscendo ogni giorno e amando sopra gni cosa il tuo Figlio divino.

Come un giorno, dopo anni di preghiera e di lavoro, Egli uscì da questa Casa santa per far sentire la sua Parola che è Luce e Vita, così ancora, dalle Sante mura che ci parlano di fede e di carità, giunga agli uomini l’ eco della sua Parola onnipotente che illumina e converte.

Ti preghiamo, o Maria, per il Papa, per la Chiesa universale, per l’ Italia e per tutti i popoli della terra, per le istituzioni ecclesiali e civili e per i sofferenti e i peccatori, affinchè tutti divengano discepoli di Dio. O Maria, in questo giorno di grazia uniti ai devoti spiritualmente presenti a venerare la Santa Casa ove fosti adombrata dallo Spirito Santo, con viva fede Ti ripetiamo le parole dell’ Arcangelo Gabriele:
Ave, o piena di grazia, il Signore è con Te!
Noi Ti invochiamo ancora:
Ave, o Maria, Madre di Gesù e Madre della Chiesa, Rifugio dei peccatori, Consolatrice degli afflitti, Aiuto dei Cristiani.

Tra le difficoltà e nelle frequenti tentazioni noi siamo in pericolo di perderci, ma guardiamo a Te e Ti ripetiamo:
Ave, Porta del Cielo, Ave, Stella del Mare!

Salga a Te la nostra supplica, o Maria. Essa Ti dica i nostri desideri, il nostro amore a Gesù e la nostra speranza in Te, o Madre nostra.

Ridiscenda la nostra preghiera sulla terra con abbondanza di grazie celesti. Amen.

Salve, o Regina.

loreto-image1Consacrazione a Maria rinnovando le promesse battesimali

O Maria Immacolata,
rinnovo nelle tue mani,
le promesse del mio Battesimo.
Rinunzio per sempre a Satana,
padre di menzogna,
accusatore dei figli di Dio,
nemico della nostra gioia.
Rinunzio ai suoi inganni,
alle sue seduzioni e alle sue opere
e mi consegno interamente a Gesù,
segno vivo dell’amore di Dio per me.
E per essere più fedele a Lui
io oggi scelgo Te, o Maria Immacolata,
per mia Madre e Signora.
A Te, come un figlio,
io abbandono e consacro la mia vita,
la mia famiglia, la mia parrocchia.
O Maria, disponi sempre di me
secondo il Tuo Cuore
e nell’ultimo giorno
accoglimi tra le tue braccia.
Presentami a Gesù, dicendo di me:
“Questo è mio figlio!”.
Allora esulterà l’anima mia
inizierà il mio Paradiso
e sarà un magnificat a Dio con Te,
o Maria, Madre mia Immacolata.
Amen.

vg_santacasa_01La celebrazione liturgica nella Chiesa Cattolica è al 10 dicembre, in ricordo della data dell’arrivo della Santa Casa a Loreto.  

A partire da papa Clemente V che con una bolla del 18 luglio 1310 confermò indirettamente l’autenticità della Santa Casa, i papi nei secoli successivi confermarono nuovamente la loro devozione alla Vergine Lauretana, specie in drammatiche circostanze.
Ma le origini dell’antica e devota tradizione della traslazione della Casa dalla Palestina a Loreto, risalgono al 1296, quando in una visione, ne era stata indicata l’esistenza e l’autenticità ad un eremita, fra’ Paolo della Selva e da lui riferita alle Autorità.
Ciò ci è narrato da una cronaca del 1465, redatta da Pier Giorgio di Tolomei, detto il Teramano, che a sua volta l’aveva desunta da una vecchia ‘tabula’ consumata, risalente al 1300. Si riportano alcuni passi più significativi, che poi sono stati tramandati nelle narrazioni, più o meno arricchite nei secoli successivi; “L’alma chiesa di santa Maria di Loreto fu camera della casa della gloriosissima Madre del nostro Signore Gesù Cristo… La quale casa fu in una città della Galilea, chiamata Nazaret. E in detta casa nacque la Vergine Maria, qui fu allevata e poi dall’Angelo Gabriele salutata; e finalmente nella stessa camera nutrì Gesù Cristo suo figliuolo… Quindi gli apostoli e discepoli consacrarono quella camera in chiesa, ivi celebrando i divini misteri…
Ma dopo che quel popolo di Galilea e di Nazaret abbandonò la fede in Cristo e accettò la fede di Maometto, allora gli Angeli levarono dal suo posto la predetta chiesa e la trasportarono nella Schiavonia, posandola presso un castello chiamato Fiume (1291).
Ma lì non fu affatto onorata come si conveniva alla Vergine… Perciò da quel luogo la tolsero nuovamente gli Angeli e la portarono attraverso il mare, nel territorio di Recanati (1294) e la posero in una selva di cui era padrona una gentildonna chiamata Loreta; da qui prese il nome la chiesa: ‘Santa Maria di Loreta…”.
Per il gran numero di gente, purtroppo succedevano anche ladrocini e violenze, per cui continua il racconto, gli Angeli la spostarono altre due volte, sempre per gli stessi motivi, depositandola alla fine sul colle, nella notte del 9-10 dicembre 1294, dove si trova attualmente.
“Allora accorse tutto il popolo di Recanati a vedere la detta chiesa, che stava sopra la terra senza alcun fondamento. Per la qual cosa, il popolo considerando così gran miracolo e temendo che detta chiesa non venisse a rovina, la fecero circondare da un altro ben grosso muro e di buonissimo fondamento, come ancor oggi chiaramente si vede”.

Fonti

http://www.santiebeati.it/dettaglio/80900

http://www.santuarioloreto.it/internal_standard.asp?body=sa02&sezione=sa

 

Cardinale Bagnasco: “il sangue dei martiri incoraggia la nostra fede”

I cristiani sappiano “annunciare la verità di Cristo”, anche se questa può “apparire divisiva”. Ad affermarlo il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, nell’omelia che ha pronunciato questa mattina nella basilica di N.S.Immacolata in occasione della solennità di Maria Immacolata. “Il Vangelo unisce e divide. Non possiamo scegliere dal Vangelo alcune pagine e dimenticarne altre”, ha osservato il porporato. “Il Vangelo assume e anche separa”, ha proseguito chiedendosi quale sarebbe lo specifico del cristiano “se tutto è omologato, se dobbiamo dire solo ciò che tutti condividono?”.

“La cultura moderna – ha detto ancora nell’omelia – vuole farci credere che la santità è cosa di altri tempi e ne sorride con aria di sufficienza. Vuole farci credere che ciò che conta sono solo le cose materiali, il successo, il prestigio, il potere, l’apparire, l’essere noti, l’essere ammirati sulla scena effimera del tempo del mondo”.

“La Madonna è venuta per purificare la nostra fede. Viene e verrà ancora per ricordarci che la fede non è cervellotica, non è opinione individuale” e che “la fede della Chiesa non è una opinione sofisticata”, ma “un dono ed è per questo dono che migliaia di cristiani, bambini, giovani e adulti, anche oggi e anche molto vicino a noi, sono perseguitati”.

 “Il sangue dei martiri, di ieri e di oggi – ha proseguito il cardinale Bagnasco – bagna i nostri piedi e lambisce i nostri vestiti, vuole incoraggiare la nostra fede. I martiri fanno sul serio e questo stanco Occidente, languido e sofisticato, va verso la sua conclusione se non si risveglia. Tutti noi ci dobbiamo risvegliare dai nostri languori religiosi” e “la Madonna viene a ricordarci che il proprio della fede sono i Santi e i Martiri che non fanno distinzioni sottili, che hanno compreso il Vangelo, vivendolo fino al sacrificio della vita, non con le discussioni, ma con l’esperienza della vita”. E anche noi, “quanto più cerchiamo di vivere giorno per giorno il vangelo del Signore, soprattutto nelle cose più difficile, impegnative ed ardue, e più la verità del Vangelo risplende in noi”.

http://agensir.it/quotidiano/2016/12/8/cardinale-bagnasco-il-sangue-dei-martiri-incoraggia-la-nostra-fede/

La preghiera del Papa ai piedi dell’Immacolata

ATTO DI VENERAZIONE Risultati immagini per PAPA FRANCESCO AI PIEDI DELL'IMMACOLATA 8 DICEMBRE 2016

O Maria, Madre nostra Immacolata,
nel giorno della tua festa vengo a Te, e non vengo solo:
porto con me tutti coloro che il tuo Figlio mi ha affidato, in questa Città di Roma e nel mondo intero, perché Tu li benedica e li salvi dai pericoli.

Ti porto, Madre, i bambini,
specialmente quelli soli, abbandonati,
e che per questo vengono ingannati e sfruttati.
Ti porto, Madre, le famiglie,
che mandano avanti la vita e la società
con il loro impegno quotidiano e nascosto;
in modo particolare le famiglie che fanno più fatica per tanti problemi interni ed esterni.

Ti porto, Madre, tutti i lavoratori, uomini e donne, e ti affido soprattutto chi, per necessità,
si sforza di svolgere un lavoro indegno
e chi il lavoro l’ha perso o non riesce a trovarlo.

Abbiamo bisogno del tuo sguardo immacolato,
per ritrovare la capacità di guardare le persone e le cose
con rispetto e riconoscenza,
senza interessi egoistici o ipocrisie.
Abbiamo bisogno del tuo cuore immacolato,
per amare in maniera gratuita,
senza secondi fini ma cercando il bene dell’altro,
con semplicità e sincerità, rinunciando a maschere e trucchi. Abbiamo bisogno delle tue mani immacolate,
per accarezzare con tenerezza,
per toccare la carne di Gesù
nei fratelli poveri, malati, disprezzati,
per rialzare chi è caduto e sostenere chi vacilla.
Abbiamo bisogno dei tuoi piedi immacolati,
per andare incontro a chi non sa fare il primo passo,
per camminare sui sentieri di chi è smarrito,
per andare a trovare le persone sole.

Ti ringraziamo, o Madre, perché mostrandoti a noi libera da ogni macchia di peccato,
Tu ci ricordi che prima di tutto c’è la grazia di Dio, c’è l’amore di Gesù Cristo che ha dato la vita per noi, c’è la forza dello Spirito Santo che tutto rinnova.

Fa’ che non cediamo allo scoraggiamento,
ma, confidando nel tuo costante aiuto,
ci impegniamo a fondo per rinnovare noi stessi, questa Città e il mondo intero.


Prega per noi, Santa Madre di Dio!

https://it.zenit.org/articles/il-papa-ai-piedi-dellimmacolata-ti-porto-disoccupati-e-bambini-sfruttati/

Consacrazione a Maria Immacolata

Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria

O Maria, Madre mia amabilissima,
io figlia/o  tua mi offro oggi a Te,
e consacro per sempre al Tuo Cuore Immacolato
tutto quanto mi resta di vita,
il mio corpo con tutte le sue miserie,
la mia anima con tutte le sue debolezze,
il mio cuore con tutti i suoi affetti e desideri,
tutte le preghiere, fatiche, amori, sofferenze e lotte,
in special modo la mia morte
con tutto ciò che la accompagnerà,
i miei estremi dolori e la mia ultima agonia.
Tutto questo, Madre mia,
lo unisco per sempre e irrevocabilmente al Tuo amore,
alle tue lacrime, alle Tue sofferenze!
Madre mia dolcissima,
ricordati di questa Tua figlia
e della consacrazione che fa di se stesso al Tuo Cuore Immacolato,
e se io, vinta dallo sconforto e dalla tristezza,
dal turbamento o dall’angoscia,
arrivassi qualche volta a dimenticarmi di Te,
allora, Madre mia, Ti chiedo e Ti supplico,
per l’amore che porti a Gesù,
per le Sue Piaghe e per il Suo Sangue,
di proteggermi come figlia Tua
e di non abbandonarmi fino a quando io non sia con Te nella gloria.
Amen.

ATTO DI CONSACRAZIONE E RIPARAZIONE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIApregatemolto

Vergine santissima e Madre nostra, nel mostrare il tuo Cuore circondato di spine, simbolo delle bestemmie ed ingratitudini con cui gli uomini ripagano le finezze del tuo amore, hai chiesto di consolarti e ripararti.
Come figli Ti vogliamo amare e consolare sempre, ma, specialmente dopo i tuoi materni lamenti, vogliamo riparare il tuo Cuore Addolorato e Immacolato che la cattiveria degli uomini ferisce con le pungenti spine dei loro peccati.
In modo particolare vogliamo riparare le bestemmie proferite contro la tua Immacolata Concezione e la tua santa Verginità. Molti, purtroppo, negano che Tu sei Madre di Dio e non ti vogliono accettare come tenera Madre degli uomini.
Altri, non potendoti oltraggiare direttamente, scaricano la loro collera satanica profanando le tue sacre immagini. E non mancano coloro che cercano di infondere nei cuori, soprattutto dei bambini innocenti che ti sono tanto cari, l’indifferenza, il disprezzo ed anche l’odio contro di Te.
Vergine santissima, prostrati ai tuoi piedi, esprimiamo la nostra pena e promettiamo di riparare, con i nostri sacrifici, comunioni e preghiere, tanti peccati ed offese di questi tuoi figli ingrati.
Riconoscendo che anche noi non sempre corrispondiamo alle tue predilezioni, né Ti amiamo ed onoriamo sufficientemente come Madre nostra, supplichiamo il perdono misericordioso per le nostre colpe e freddezze.
Madre santa, vogliamo ancora chiederti compassione, protezione e benedizioni, riconduci tutti alla vera Chiesa, ovile di salvezza, come hai promesso nelle tue apparizioni a Fatima.
Per quanti sono tuoi figli e per noi in particolare che ci consacriamo interamente al tuo Cuore immacolato, sii rifugio nelle angustie e tentazioni della vita; sii cammino per giungere a Dio, unica fonte di pace e di gioia. Amen.

LA GRANDE PROMESSA DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

I PRIMI CINQUE SABATIrosary-decal-211x300
La Madonna apparendo a Fatima il 13 giugno 1917, tra l’altro, disse a Lucia:
“Gesu’ vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare. Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato”.

Un confessore di Lucia le chiese il perché del numero cinque. Lei lo chiese a Gesù, il quale le rispose: “Si tratta di riparare le cinque offese dirette al Cuore Immacolato di Maria.

1. le bestemmie contro l’Immacolata Concezione;
2. le bestemmie contro la sua Verginità;
3. le bestemmie contro la Maternità divina, rifiutando, allo stesso tempo, di riconoscerla come vera Madre degli uomini;
4. gli scandali di quanti cercano pubblicamente di infondere nel cuore dei bambini l’indifferenza, il disprezzo e perfino l’odio contro questa loro Madre Immacolata;
5. quanti la oltraggiano «direttamente» nelle sacre immagini.

Le condizioni necessarie per la grande promessa sono:
– per cinque mesi ricevere la santa Comunione il primo sabato;
– recitare la corona del Rosario;
– tenere compagnia alla Madonna per quindici minuti meditando sui misteri del Rosario;
– fare una confessione con la stessa intenzione; quest’ultima potrà essere fatta anche in altro giorno, purchè nel ricevere la santa Comunione si sia in grazia di Dio.

CONSACRAZIONE A MARIA VERGINE IMMACOLATAm

di S. Massimiliano Kolbe

O Immacolata, Regina del cielo e della terra, rifugio dei peccatori e Madre nostra amorosissima, cui Dio volle affidare l’intera economia della Misericordia, io, indegno peccatore, mi prostro ai tuoi piedi supplicandoti umilmente di volermi accettare tutto e completamente come cosa e proprietà tua, e di fare ciò che ti piace di me e del mio corpo, di tutta la mia vita, morte ed eternità.

Disponi pure, se vuoi, di tutto me stesso senza alcuna riserva, per compiere ciò che è stato detto di Te: “Ella ti schiaccerà il capo” (Gen 3,15), come pure: “Tu sola hai distrutto tutte le eresie sul mondo intero” (Ufficio della B. V. Maria), affinché nelle tue mani immacolate e misericordiosissime io divenga uno strumento utile per innestare e incrementare il più possibile la tua gloria in tante anime smarrite e indifferenti, e per estendere in tal modo quanto più possibile il benedetto Regno del Sacratissimo Cuore di Gesù. Dove tu entri, infatti, ottieni la grazia della conversione e della santificazione, poiché ogni grazia scorre, attraverso le tue mani, dal Cuore dolcissimo di Gesù fino a noi. Amen

O Maria concepita senza peccato prega per noi che a Te ricorriamo e per quanti a Te non ricorrono, in particolare per i nemici della Santa Chiesa e per quelli che ti sono raccomandati

a3t2rzg

Preghiere a Maria Immacolata, Solennità 8 dicembre

8 DICEMBRE
IMMACOLATA CONCEZIONE 

DELLA B.V. MARIA 
Solennitàimmacolata-picmix

In Inghilterra e in Normandia già nel secolo XI si celebrava una festa della concezione di Maria; si commemorava l’avvenimento in se stesso, soffermandosi soprattutto sulle sue condizioni miracolose (sterilità di S.Anna, sua madre, etc). Oltre questo aspetto aneddotico, sant’Anselmo Vescovo mise in luce la vera grandezza del mistero che si attua nella concezione di Maria: la sua preservazione dal peccato: “O Vergine benedetta! Dio è padre della fondazione del mondo, Maria la madre della sua riparazione, poiché Dio ha generato Colui per mezzo del quale tutto è stato fatto, e Maria ha partorito Colui per opera del quale tutte le cose sono state salvate. E mentre Dio aveva potuto creare tutte le cose dal nulla, dopo la loro rovina non volle restaurarle senza Maria.” (Disc. 52; PL 158, 955-956)
Nel 1439 il concilio di Basilea considerò questo mistero come una verità di fede, e Pio IX ne proclamò il dogma nel 1854.
Dio ha voluto Maria per la salvezza dell’umanità, perché ha voluto che il Salvatore fosse «figlio dell’uomo»; per questo viene applicata a Maria, con pienezza di significato, la parola di Dio contro il tentatore: «Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa» (Gn 3,15). E Maria viene riconosciuta come la «nuova Eva, madre di tutti i viventi». Accanto al  nuovo Adamo fu creata la nuova Eva: Maria fa parte del mistero di Cristo. Dove era abbondato il peccato, è sovrabbondata la grazia. L’Immacolata è il «segno» che con la risurrezione di Cristo il male è già sconfitto «in partenza» se una creatura ha potuto essere ripiena di grazia dal primo istante della sua esistenza. Maria Santissima, sottratta al peccato«originale», è la garanzia che nel mondo il bene è più forte e più contagioso del male. Con Lei, la prima redenta, ha inizio una storia di grazia «contagiosa».divisore_candela_1
PREGHIERA a MARIA IMMACOLATA (di S. Giovanni Paolo II)felice_festa_dell_immacolata

Regina della pace, prega per noi!

Nella festa della tua Immacolata Concezione
torno a venerarti, o Maria,
ai piedi di quest’effigie, che da Piazza di Spagna consente
al tuo sguardo materno di spaziare su questa antica,
e a me tanto cara, città di Roma.

Sono venuto qui, stasera, a renderti l’omaggio
della mia devozione sincera. E’ un gesto nel quale
si uniscono a me, in questa Piazza, innumerevoli romani,
il cui affetto mi ha sempre accompagnato
in tutti gli anni del mio servizio alla Sede di Pietro.

Sono qui con loro per iniziare il cammino
verso il cento cinquantesimo anniversario del dogma
che oggi celebriamo con gioia filiale.

Regina della pace, prega per noi!

A Te si volge il nostro sguardo con più forte trepidazione,
a Te ricorriamo con più insistente fiducia
in questi tempi segnati da non poche incertezze e timori
per le sorti presenti e future del nostro Pianeta.

A Te, primizia dell’umanità redenta da Cristo,
finalmente liberata dalla schiavitù del male e del peccato,
eleviamo insieme una supplica accorata e fidente:
Ascolta il grido di dolore delle vittime
delle guerre e di tante forme di violenza,
che insanguinano la Terra.

Dirada le tenebre della tristezza e della solitudine,
dell’odio e della vendetta.
Apri la mente e il cuore di tutti alla fiducia e al perdono!

Regina della pace, prega per noi!

Madre di misericordia e di speranza,
ottieni per gli uomini e le donne del terzo millennio
il dono prezioso della pace:
pace nei cuori e nelle famiglie, nelle comunità e fra i popoli;
pace soprattutto per quelle nazioni
dove si continua ogni giorno a combattere e a morire.

Fa’ che ogni essere umano, di tutte le razze e culture,
incontri ed accolga Gesù,
venuto sulla Terra nel mistero del Natale
per donarci la “sua” pace.
Maria, Regina della pace,
donaci Cristo, pace vera del mondo!

(S. Giovanni Paolo II , 8 Dicembre 2003)divisore_candela_1

PREGHIERA DI PIO XII ALLA VERGINE IMMACOLATA

Alla Beata Vergine Maria,
concepita senza il peccato originale.8_dicembre_immacolata_concezione_0
Rapiti dal fulgore della vostra celeste bellezza e sospinti dalle angosce del secolo,
ci gettiamo tra le vostre braccia,
o Immacolata Madre di Gesù e Madre nostra, Maria,
fiduciosi di trovare nel vostro Cuore amantissimo
l’appagamento delle nostre fervide aspirazioni e
il porto sicuro fra le tempeste che da ogni parte ci stringono.

Benché avviliti dalle colpe e sopraffatti da infinite miserie,
ammiriamo e cantiamo l’impareggiabile ricchezza di eccelsi doni,
di cui Iddio vi ha ricolmata al di sopra di ogni altra pura creatura,
dal primo istante del vostro concepimento fino al giorno,
in cui, Assunta in cielo,
vi ha incoronata Regina dell’universo.

O Fonte limpida di fede,
irrorate con le eterne verità le nostre menti!
O Giglio fragrante di ogni santità,
avvincete i nostri cuori col vostro celestiale profumo!
O Trionfatrice del male e della morte,
ispirateci profondo orrore al peccato,
che rende l’anima detestabile a Dio e schiava dell’inferno!

Ascoltate, o prediletta di Dio,
l’ardente grido che da ogni cuore fedele s’innalza in quest’Anno a voi dedicato.
Chinatevi sulle doloranti nostre piaghe.
Mutate le menti ai malvagi,
asciugate le lagrime degli afflitti e degli oppressi,
confortate i poveri e gli umili, spegnete gli odi,
addolcite gli aspri costumi,
custodite il fiore della purezza nei giovani,
proteggete la Chiesa santa,
fate che gli uomini tutti sentano il fascino della cristiana bontà.
Nel vostro nome, che risuona nei cieli armonia,
essi si ravvisino fratelli,
e le nazioni membri di una sola famiglia,
su cui risplenda il sole di una universale e sincera pace.

Accogliete, o Madre dolcissima,
le umili nostre suppliche e otteneteci
soprattutto che possiamo un giorno ripetere dinanzi al vostro trono,
beati con voi,
l’inno che si leva oggi sulla terra intorno ai vostri altari:

Tutta bella sei, o Maria!
Tu gloria,
Tu letizia,
Tu onore del nostro popolo!
Così sia.

PIUS PP. XII
(Discorsi e Radiomessaggi di Sua Santità Pio XII)DBWO0HZ

Preghiera di Papa Francesco nella visita alla statua dell’Immacolata in Piazza di Spagna a RomaRisultati immagini per statua madonna immacolata romaO Maria, Madre nostra,
oggi il popolo di Dio in festa
ti venera Immacolata,
preservata da sempre dal contagio del peccato. Accogli l’omaggio che ti offro
a nome della Chiesa che è in Roma
e nel mondo intero.

Sapere che Tu, che sei nostra Madre, sei totalmente libera dal peccato
ci dà grande conforto.

Sapere che su di te il male non ha potere,
ci riempie di speranza e di fortezza
nella lotta quotidiana che noi dobbiamo compiere contro le minacce del maligno.

Ma in questa lotta non siamo soli, non siamo orfani,
perché Gesù, prima di morire sulla croce,
ci ha dato Te come Madre.

Noi dunque, pur essendo peccatori, siamo tuoi figli, figli dell’Immacolata,
chiamati a quella santità che in Te risplende
per grazia di Dio fin dall’inizio.

Animati da questa speranza,
noi oggi invochiamo la tua materna protezione per noi, per le nostre famiglie,
per questa Città, per il mondo intero.

La potenza dell’amore di Dio,
che ti ha preservata dal peccato originale,
per tua intercessione liberi l’umanità da ogni schiavitù spirituale e materiale,
e faccia vincere, nei cuori e negli avvenimenti, i1 disegno di salvezza di Dio.

Fa’ che anche in noi, tuoi figli, la grazia prevalga sull’orgoglio
e possiamo diventare misericordiosi
come è misericordioso il nostro Padre celeste.
In questo tempo che ci conduce
alla festa del Natale di Gesù,
insegnaci ad andare controcorrente:
a spogliarci, ad abbassarci, a donarci, ad ascoltare, a fare silenzio,
a decentrarci da noi stessi,
per lasciare spazio alla bellezza di Dio, fonte della vera gioia.

O Madre nostra Immacolata, prega per noi!

Papa Francesco

( 8 Dicembre 2014)DBWO0HZ

 O Vergine, per la tua benedizione è benedetta ogni creatura

 Dai «Discorsi» di sant’Anselmo, vescovo
(Disc. 52; PL 158, 955-956)

Cielo, stelle, terra, fiumi, giorno, notte e tutte le creature che sono sottoposte al potere dell’uomo o disposte per la sua utilità si rallegrano, o Signora, di essere stati per mezzo tuo in certo modo risuscitati allo splendore che avevano perduto, e di avere ricevuto una grazia nuova inesprimibile. Erano tutte come morte le cose, poiché avevano perduto la dignità originale alla quale erano state destinate. Loro fine era di servire al dominio o alle necessità delle creature cui spetta di elevare la lode a Dio.Erano schiacciate dall’oppressione e avevano perso vivezza per l’abuso di coloro che s’erano fatti servi degli idoli. Ma agli idoli non erano destinate. Ora invece, quasi risuscitate, si rallegrano di essere rette dal dominio e abbellire dall’uso degli uomini che lodano Dio. Hanno esultato come di una nuova e inestimabile grazia sentendo che Dio stesso, lo stesso loro Creatore non solo invisibilmente le regge dall’alto, ma anche, presente visibilmente tra di loro, le santifica servendosi di esse. Questi beni così grandi sono venuti frutto benedetto del grembo benedetto di Maria benedetta.
Per la pienezza della tua grazia anche le creature che erano negl’inferi si rallegrano nella gioia di essere liberate, e quelle che sono sulla terra gioiscono di essere rinnovate. Invero per il medesimo glorioso figlio della tua gloriosa verginità, esultano, liberati dalla loro prigionia, tutti i giusti che sono morti prima della sua morte vivificatrice, e gli angeli si rallegrano perché è rifatta nuova la loro città diroccata.
O donna piena e sovrabbondante di grazia, ogni creatura rinverdisce, inondata dal traboccare della tua pienezza. O Vergine benedetta e più che benedetta, per la cui benedizione ogni creatura è benedetta dal suo Creatore, e il Creatore è benedetto da ogni creatura.
A Maria Dio diede il Figlio suo unico che aveva generato dal suo seno uguale a se stesso e che amava come se stesso, e da Maria plasmò il Figlio, non un altro, ma il medesimo, in modo che secondo la natura fosse l’unico e medesimo figlio comune di Dio e di Maria. Dio creò ogni creatura, e Maria generò Dio: Dio, che aveva creato ogni cosa, si fece Lui stesso creatura di Maria, e ha ricreato così tutto quello che aveva creato. E mentre aveva potuto creare tutte le cose dal nulla, dopo la loro rovina non volle restaurarle senza Maria.
Dio dunque è il Padre delle cose create, Maria la Madre delle cose ricreate. Dio è padre della fondazione del mondo, Maria la madre della sua riparazione, poiché Dio ha generato Colui per mezzo del quale tutto è stato fatto, e Maria ha partorito Colui per opera del quale tutte le cose sono state salvate. Dio ha generato Colui senza del quale niente assolutamente è, e Maria ha partorito Colui senza del quale niente è bene.
Davvero con Te è il Signore che volle che tutte le creature, e Lui stesso insieme, dovessero tanto a Te. 
divisore_candela_1

Novena a Maria Immacolata

L’8 dicembre è la Solennità dell’Immacolata Concezione. In preparazione a questa festa che celebra la Santissima Madre di Dio e Madre nostra, in tempo di Avvento, recitiamo questa Novena che comincia il 29 novembre e termina il 7 dicembre.

CANTO OMNE DIE di San Bernando di Chiaravalle (composto nel 1140-1150):0000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000000

Ogni giorno anima mia canta le lodi di Maria,
Le sue feste, la sua vita così splendide venera.
Tutta bella, senza il segno di macchia pur minima, fa che puro e perciò lieto Te io lodi con fervore.
Che sia casto e pur modesto, dolce, buono, sobrio, pio, leale, ben attento e al contempo semplice, ricolmo nella mente della saggezza donata da Dio, anche il cuore e l’agire sia pervaso della grazia divina.
Vergine Santa, guarda quanta tentazione ci opprime qui,
porgi dunque il tuo sostegno, perchè stiamo strenui.
Sii l’aiuto e la difesa del popolo cristiano,
ottienici pace, perché i tempi difficili non ci turbino. Amen
                                                                      PRIMO GIORNO
stellamatutina-icona-russa-madre-di-dio

Preghiera iniziale

Vergine purissima, concepita senza peccato, tutta bella e senza macchia dal primo istante, Ti venero oggi sotto il titolo di Immacolata Concezione. Il Tuo Divino Figlio mi ha insegnato, attraverso la Sua stima, rispetto e sottomissione a Te, quali onori e omaggi io Ti dovrei prestare. Tu sei il rifugio sicuro dei peccatori pentiti e per questo ricorro a Te, attraverso questa novena. Sei la Madre di Misericordia cui presento le mie miserie e ti chiedo di aiutarmi, poiché, dopo Gesù, sei tutta la mia speranza.
Con la Tua intercessione materna, Madonna piena di bontà e potere presso il Signore, 
Ti supplico di farmi ottenere … (esporre la grazia richiesta)Se ciò che Ti chiedo non è per la gloria di Dio ed il bene della mia anima, fammi avere quello che sia più conforme a entrambi. Amen! 

 Orazione del giorno 
O Immacolata Concezione, questo dolce nome m’invita ad avere fiducia in Te, mi porta
conforto e fortifica la mia Fede. Maria, Madre mia, ho totale fiducia nella Tua potente
intercessione presso il Signore e Ti chiedo di aiutarmi a conservare sempre accesa in
mezzo al mondo la fiamma della Fede, che ho ricevuto nel Battesimo. Sii il mio soccorso,
Immacolata Concezione e ottienimi dal Nostro Padre Celeste, per i meriti di Tuo Figlio, la
grazia di … (esporre la richiesta). Amen! 

 Preghiera finale
Recitare un Padre nostro, un’Ave Maria e un Gloria.
O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te!
O Dio, che con l’Immacolata Concezione della Vergine, hai preparato al tuo Figlio una degna dimora e, in previsione della morte di Lui, l’hai preservata da ogni macchia, concedi anche a noi, per Sua intercessione, di giungere fino a Te, in purezza di spirito. Noi Te lo chiediamo per il Nostro Signore Gesù Cristo. Così sia! immacolata-picmix

 SECONDO GIORNO2035033_orig

 Preghiera iniziale

Vergine purissima, concepita senza peccato, tutta bella e senza macchia dal primo istante, Ti venero oggi sotto il titolo di Immacolata Concezione. Il Tuo Divino Figlio mi ha insegnato, attraverso la Sua stima, rispetto e sottomissione a Te, quali onori e omaggi io Ti dovrei prestare. Tu sei il rifugio sicuro dei peccatori pentiti e per questo ricorro a Te, attraverso questa novena. Sei la Madre di Misericordia cui presento le mie miserie e ti chiedo di aiutarmi, poiché, dopo Gesù, sei tutta la mia speranza.
Con la Tua intercessione materna, Madonna piena di bontà e potere presso il Signore, 
Ti supplico di farmi ottenere … (esporre la grazia richiesta)Se ciò che Ti chiedo non è per la gloria di Dio ed il bene della mia anima,fammi avere quello che sia più conforme a entrambi. Amen! 

 Orazione del giorno 
O Immacolata Concezione, Tu più di qualunque altra creatura, conosci le mie debolezze
e viltà. O Maria, aiutami a resistere alle tentazioni e Ti prego oggi in modo particolare
per tutti quelli che soffrono nello spirito, nel cuore e nel corpo. Sii il mio soccorso,
Immacolata Concezione e ottienimi dal Nostro Padre Celeste, per i meriti di Tuo Figlio, la
grazia di … (esporre la richiesta). Amen! 

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

 Preghiera finale
O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te!
O Dio, che con l’Immacolata Concezione della Vergine, hai preparato al tuo Figlio una degna dimora e, in previsione della morte di Lui, l’hai preservata da ogni macchia, concedi anche a noi, per Sua intercessione, di giungere fino a Te, in purezza di spirito. Noi Te lo chiediamo per il Nostro Signore Gesù Cristo. Così sia! immacolata-picmix

TERZO GIORNOvirgin_mother_and_children

Preghiera iniziale

Vergine purissima, concepita senza peccato, tutta bella e senza macchia dal primo istante, Ti venero oggi sotto il titolo di Immacolata Concezione. Il Tuo Divino Figlio mi ha insegnato, attraverso la Sua stima, rispetto e sottomissione a Te, quali onori e omaggi io Ti dovrei prestare. Tu sei il rifugio sicuro dei peccatori pentiti e per questo ricorro a Te, attraverso questa novena. Sei la Madre di Misericordia cui presento le mie miserie e ti chiedo di aiutarmi, poiché, dopo Gesù, sei tutta la mia speranza.
Con la Tua intercessione materna, Madonna piena di bontà e potere presso il Signore, 
Ti supplico di farmi ottenere … (esporre la grazia richiesta)Se ciò che Ti chiedo non è per la gloria di Dio ed il bene della mia anima, fammi avere quello che sia più conforme a entrambi. Amen! 

 Orazione del giorno 

O Immacolata Concezione, Tu hai voluto, a Lourdes e a Fatima, indicarmi l’importanza e
l’efficacia della preghiera e del sacrificio, contribuendo all’opera di salvezza delle anime.
Dammi oggi una sete ardente di preghiera e sacrificio per amore delle anime più
bisognose. Sii il mio soccorso, Immacolata Concezione e ottienimi dal Nostro Padre
Celeste, per i meriti di Tuo Figlio, la grazia di … (esporre la richiesta). Amen! 

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

 Preghiera finale
O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te!
O Dio, che con l’Immacolata Concezione della Vergine, hai preparato al tuo Figlio una degna dimora e, in previsione della morte di Lui, l’hai preservata da ogni macchia, concedi anche a noi, per Sua intercessione, di giungere fino a Te, in purezza di spirito. Noi Te lo chiediamo per il Nostro Signore Gesù Cristo. Così sia!immacolata-picmix

 QUARTO GIORNO

Preghiera inizialef5ea5248422d3438272d9c531c880bde

Vergine purissima, concepita senza peccato, tutta bella e senza macchia dal primo istante, Ti venero oggi sotto il titolo di Immacolata Concezione. Il Tuo Divino Figlio mi ha insegnato, attraverso la Sua stima, rispetto e sottomissione a Te, quali onori e omaggi io Ti dovrei prestare. Tu sei il rifugio sicuro dei peccatori pentiti e per questo ricorro a Te, attraverso questa novena. Sei la Madre di Misericordia cui presento le mie miserie e ti chiedo di aiutarmi, poiché, dopo Gesù, sei tutta la mia speranza.
Con la Tua intercessione materna, Madonna piena di bontà e potere presso il Signore, 
Ti supplico di farmi ottenere … (esporre la grazia richiesta)Se ciò che Ti chiedo non è per la gloria di Dio ed il bene della mia anima, fammi avere quello che sia più conforme a entrambi. Amen! 

 Orazione del giorno 
O Immacolata Concezione, Madre mia, prendimi per mano, conducimi a Gesù, per
scoprire, ascoltare e comprendere senza deformazione e in tutta purezza, verità e
chiarezza, la Parola di salvezza, così come il Tuo Divino Figlio l’ha rivelata. Sii il mio
soccorso, Immacolata Concezione e ottienimi dal Nostro Padre Celeste, per i meriti di
Tuo Figlio, la grazia di …(esporre la richiesta). Amen! 

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

 Preghiera finale 

O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te!
O Dio, che con l’Immacolata Concezione della Vergine, hai preparato al tuo Figlio una degna dimora e, in previsione della morte di Lui, l’hai preservata da ogni macchia, concedi anche a noi, per Sua intercessione, di giungere fino a Te, in purezza di spirito. Noi Te lo chiediamo per il Nostro Signore Gesù Cristo. Così sia! immacolata-picmix

QUINTO GIORNOblesse4

Preghiera iniziale

Vergine purissima, concepita senza peccato, tutta bella e senza macchia dal primo istante, Ti venero oggi sotto il titolo di Immacolata Concezione. Il Tuo Divino Figlio mi ha insegnato, attraverso la Sua stima, rispetto e sottomissione a Te, quali onori e omaggi io Ti dovrei prestare. Tu sei il rifugio sicuro dei peccatori pentiti e per questo ricorro a Te, attraverso questa novena. Sei la Madre di Misericordia cui presento le mie miserie e ti chiedo di aiutarmi, poiché, dopo Gesù, sei tutta la mia speranza.
Con la Tua intercessione materna, Madonna piena di bontà e potere presso il Signore, 
Ti supplico di farmi ottenere … (esporre la grazia richiesta).  Se ciò che Ti chiedo non è per la gloria di Dio ed il bene della mia anima, fammi avere quello che sia più conforme a entrambi. Amen! 

 Orazione del giorno 
O Immacolata Concezione, Salute degli infermi, che guarisci i malati, prega per loro e
intercedi per me. O Madre mia, sai bene che inciampo e molte volte cado. Aiutami ad
alzarmi dalle mie cadute e a continuare il mio cammino, confidando nella tua materna
sollecitudine. Ti affido oggi specialmente i malati e i disperati. Sii il mio soccorso,
Immacolata Concezione e ottienimi dal Nostro Padre Celeste, per i meriti di Tuo Figlio, la
grazia di … (esporre la richiesta). Amen! 

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

 Preghiera finale
 O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te!
O Dio, che con l’Immacolata Concezione della Vergine, hai preparato al tuo Figlio una degna dimora e, in previsione della morte di Lui, l’hai preservata da ogni macchia, concedi anche a noi, per Sua intercessione, di giungere fino a Te, in purezza di spirito. Noi Te lo chiediamo per il Nostro Signore Gesù Cristo. Così sia! immacolata-picmix

SESTO GIORNO

Preghiera inizialemaria056

Vergine purissima, concepita senza peccato, tutta bella e senza macchia dal primo istante, Ti venero oggi sotto il titolo di Immacolata Concezione. Il Tuo Divino Figlio mi ha insegnato, attraverso la Sua stima, rispetto e sottomissione a Te, quali onori e omaggi io Ti dovrei prestare. Tu sei il rifugio sicuro dei peccatori pentiti e per questo ricorro a Te, attraverso questa novena. Sei la Madre di Misericordia cui presento le mie miserie e ti chiedo di aiutarmi, poiché, dopo Gesù, sei tutta la mia speranza.
Con la Tua intercessione materna, Madonna piena di bontà e potere presso il Signore, 
Ti supplico di farmi ottenere … (esporre la grazia richiesta)Se ciò che Ti chiedo non è per la gloria di Dio ed il bene della mia anima, fammi avere quello che sia più conforme a entrambi. Amen! 

 Orazione del giorno 
O Immacolata Concezione, insegnami a vivere tutti i momenti della mia vita alla
presenza di Dio e ad elevare i miei pensieri, il mio cuore e la mia anima al Padre, al
Figlio e allo Spirito Santo. Ti chiedo specialmente che Tu interceda con il Tuo potere e
con il Tuo amore materno per la Santa Chiesa, per il Santo Padre e per tutti i pastori.
Che tutti siano una cosa sola! Sii il mio soccorso, Immacolata Concezione e ottienimi dal
Nostro Padre Celeste, per i meriti di Tuo Figlio, la grazia di … (esporre la richiesta). Amen! 

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

 Preghiera finale
O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te!
O Dio, che con l’Immacolata Concezione della Vergine, hai preparato al tuo Figlio una degna dimora e, in previsione della morte di Lui, l’hai preservata da ogni macchia, concedi anche a noi, per Sua intercessione, di giungere fino a Te, in purezza di spirito. Noi Te lo chiediamo per il Nostro Signore Gesù Cristo. Così sia! immacolata-picmix

SETTIMO GIORNOimmaculate2bheart2bof2bmary

Preghiera iniziale

Vergine purissima, concepita senza peccato, tutta bella e senza macchia dal primo istante, Ti venero oggi sotto il titolo di Immacolata Concezione. Il Tuo Divino Figlio mi ha insegnato, attraverso la Sua stima, rispetto e sottomissione a Te, quali onori e omaggi io Ti dovrei prestare. Tu sei il rifugio sicuro dei peccatori pentiti e per questo ricorro a Te, attraverso questa novena. Sei la Madre di Misericordia cui presento le mie miserie e ti chiedo di aiutarmi, poiché, dopo Gesù, sei tutta la mia speranza.
Con la Tua intercessione materna, Madonna piena di bontà e potere presso il Signore, 
Ti supplico di farmi ottenere … (esporre la grazia richiesta)Se ciò che Ti chiedo non è per la gloria di Dio ed il bene della mia anima, fammi avere quello che sia più conforme a entrambi. Amen! 

 Orazione del giorno 
O Immacolata Concezione, Ti chiediamo, oggi, con la semplicità dei bambini che,
distaccati dai beni materiali e rassegnati alle sofferenze, camminiamo guidati dalla
pratica delle Beatitudini verso il Regno del Cielo. Così, Madre mia, potremo già su questa
terra cominciare a conoscere la gioia celeste e cantare, con Te: Magnificat. Sii il mio
soccorso, Immacolata Concezione e ottienimi dal Nostro Padre Celeste, per i meriti di
Tuo Figlio, la grazia di … (esporre la richiesta). Amen! 

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

 Preghiera finale
O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te!
O Dio, che con l’Immacolata Concezione della Vergine, hai preparato al tuo Figlio una degna dimora e, in previsione della morte di Lui, l’hai preservata da ogni macchia, concedi anche a noi, per Sua intercessione, di giungere fino a Te, in purezza di spirito. Noi Te lo chiediamo per il Nostro Signore Gesù Cristo. Così sia! immacolata-picmix

OTTAVO GIORNO44688547737eb08e0c9fc4d7f90e1c5e

Preghiera iniziale

Vergine purissima, concepita senza peccato, tutta bella e senza macchia dal primo istante, Ti venero oggi sotto il titolo di Immacolata Concezione. Il Tuo Divino Figlio mi ha insegnato, attraverso la Sua stima, rispetto e sottomissione a Te, quali onori e omaggi io Ti dovrei prestare. Tu sei il rifugio sicuro dei peccatori pentiti e per questo ricorro a Te, attraverso questa novena. Sei la Madre di Misericordia cui presento le mie miserie e ti chiedo di aiutarmi, poiché, dopo Gesù, sei tutta la mia speranza. Con la Tua intercessione materna, Madonna piena di bontà e potere presso il Signore, Ti supplico di farmi ottenere … (esporre la grazia richiesta)Se ciò che Ti chiedo non è per la gloria di Dio ed il bene della mia anima, fammi avere quello che sia più conforme a entrambi. Amen! 

 Orazione del giorno 
O Immacolata Concezione, Consolatrice degli afflitti, guarda le mie sofferenze e i miei
dolori. Sii Colei che rimane sempre con me, anche quando i miei occhi si chiuderanno a
questa terra ed io mi presenterò al Tuo Divino Figlio. Madre mia, custodiscimi sempre al
Tuo fianco e stringimi vicino al Tuo cuore, perché è all’ombra della Croce che sono
diventato Tuo Figlio. Vergine Maria, aumenta giorno per giorno il mio amore verso di Te
ed il Tuo Divino Figlio. Sii il mio soccorso, Immacolata Concezione e ottienimi dal Nostro
Padre Celeste, per i meriti di Tuo Figlio, la grazia di … (esporre la richiesta). Amen! 

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

 Preghiera finale 

O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te!
O Dio, che con l’Immacolata Concezione della Vergine, hai preparato al tuo Figlio una degna dimora e, in previsione della morte di Lui, l’hai preservata da ogni macchia, concedi anche a noi, per Sua intercessione, di giungere fino a Te, in purezza di spirito. Noi Te lo chiediamo per il Nostro Signore Gesù Cristo. Così sia!immacolata-picmix

NONO GIORNOindex31

Preghiera iniziale

Vergine purissima, concepita senza peccato, tutta bella e senza macchia dal primo istante, Ti venero oggi sotto il titolo di Immacolata Concezione. Il Tuo Divino Figlio mi ha insegnato, attraverso la Sua stima, rispetto e sottomissione a Te, quali onori e omaggi io Ti dovrei prestare. Tu sei il rifugio sicuro dei peccatori pentiti e per questo ricorro a Te, attraverso questa novena. Sei la Madre di Misericordia cui presento le mie miserie e ti chiedo di aiutarmi, poiché, dopo Gesù, sei tutta la mia speranza.
Con la Tua intercessione materna, Madonna piena di bontà e potere presso il Signore, 
Ti supplico di farmi ottenere … (esporre la grazia richiesta)Se ciò che Ti chiedo non è per la gloria di Dio ed il bene della mia anima, fammi avere quello che sia più conforme a entrambi. Amen! 

 Orazione del giorno 
O Immacolata Concezione, Madre mia, nel vuoto e, molte volte, nell’oscurità della mia
vita, nell’oscurità del mondo moderno nel quale il male è potente, Ti supplico, portaci
speranza e restaura la Nostra fiducia. Intercedi per me presso Tuo Figlio misericordioso,
chiedendoGli il Suo perdono per le mie colpe e per quelle di tutta l’umanità. Sii il mio
soccorso, Immacolata Concezione e ottienimi dal Nostro Padre Celeste, per i meriti di
Tuo Figlio, la grazia di … (esporre la richiesta). Amen! 

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

 Preghiera finale
O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te!
O Dio, che con l’Immacolata Concezione della Vergine, hai preparato al tuo Figlio una degna dimora e, in previsione della morte di Lui, l’hai preservata da ogni macchia, concedi anche a noi, per Sua intercessione, di giungere fino a Te, in purezza di spirito. Noi Te lo chiediamo per il Nostro Signore Gesù Cristo. Così sia! 7304303_orig

http://www.preghiereperlafamiglia.it/novena-all-immacolata.htm

LA SUPPLICA ALLA BEATA VERGINE DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA

(Da recitare alle 17,30 del 27 Novembre festa della Medaglia e il 27 di ogni mese ed in ogni urgente necessità.)

O Vergine Immacolata, sappiamo che sempre ed ovunque sei disposta ad esaudire le preghiere dei tuoi figli esuli in questa valle di pianto, sappiamo pure che vi sono giorni ed ore in cui Ti compiaci di spargere più abbondantemente le tue grazie.

O Maria, eccoci qui prostrati davanti a Te, proprio quello stesso giorno ed ora benedetta, da Te prescelti per la manifestazione della Tua Medaglia.

Veniamo a Te, colmi di immensa gratitudine e di illimitata fiducia, in quest’ora a te così cara, per ringraziarti del gran dono della tua Medaglia, segno del tuo amore e della tua protezione.
Ti promettiamo che la santa Medaglia sarà la nostra compagna invisibile, sarà il segno della tua presenza; sarà il nostro libro su cui impareremo a conoscere quanto ci hai amato e ciò che dobbiamo fare, perché non siano inutili tanti sacrifici tuoi e del tuo Figlio divino.

Sì, il tuo Cuore trafitto rappresentato sulla Medaglia poggerà sempre sul nostro e lo farà palpitare all’unisono con il tuo, l’accenderà d’amore per Gesù e lo fortificherà nel portare ogni giorno la propria croce dietro a Lui.

Questa è l’ora tua, o Maria, l’ora della tua bontà inesauribile, della tua misericordia trionfante, l’ora in cui facesti sgorgare per mezzo della tua Medaglia, quel torrente di grazie e di prodigi che inondò la terra.

Fa’, o Madre, che quest’ora sia anche l’ora nostra: l’ora della nostra sincera conversione e l’ora del pieno esaurimento dei nostri voti.

Tu che hai promesso proprio in quest’ora fortunata che grandi sarebbero state le grazie per chi le avesse domandate con fiducia, volgi benigna i tuoi sguardi alle nostre suppliche.
Noi confessiamo di non meritare di ricevere grazie, ma a chi ricorreremo, o Maria, se non a Te che sei la Madre nostra, nelle cui mani Dio ha posto tutti i suoi doni?
Abbi dunque pietà di noi.
Te lo domandiamo per la tua Immacolata Concezione e per l’amore che Ti spinse a donarci la tua preziosa Medaglia.
O Consolatrice degli afflitti che già Ti inteneristi sulle nostre miserie, guarda ai mali da cui siamo oppressi.

Fa’ che la tua Medaglia sparga su di noi e su tutti i nostri cari i suoi raggi benefici:
guarisca i nostri ammalati, dia la pace alle nostre famiglie, ci scampi da ogni pericolo.
La tua Medaglia porti conforto a chi soffre, consolazione a chi piange, luce e forza a tutti. Ma specialmente permetti, o Maria, che in quest’ora solenne domandiamo al tuo Cuore Immacolato la conversione dei peccatori, particolarmente di quelli che sono a noi più cari.
Ricordati che anch’essi sono tuoi figli, che per essi hai sofferto, pregato e pianto.
Salvali, o Rifugio dei peccatori!

E dopo averti amata, invocata e servita sulla terra, possiamo venire a ringraziarti e lodarti eternamente in Cielo. Amen.

– Salve, Regina, madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A Te ricorriamo, noi esuli figli di Eva; a Te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi quegli occhi Tuoi misericordiosi. E mostraci dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del Tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

– O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te (3 volte)

 

a3t2rzg 

 

 

Presentazione della Beata Vergine Maria al tempio

PREGHIERE PER LA PRESENTAZIONE DELLA B. V. MARIA 21 novembre

 Padre santo, secondo la tradizione, Maria consacrò la sua giovane vita al tuo servizio nel tempio. Fa’ che quanti sono stati consacrati a Dio dal Battesimo, comprendano la missione loro affidata e vivano realmente per la tua maggior gloria.

 Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre
Per la tua santa Presentazione, salvaci!

 Padre santo, cui Maria, tempio e tabernacolo del Verbo incarnato, per prima ha presentato il vero culto, in spirito e verità, fa’ che quanti, nella Chiesa, scelgono la via della consacrazione al Signore, siano sempre fedeli alla loro vocazione.

 Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre
Per la tua santa Presentazione, salvaci!

 Padre santo, cui Maria sul Calvario, ha presentato se stessa unitamente al suo unico Figlio Gesù, vittima a te gradita, fa’ che quanti partecipano al santo Sacrificio dell’altare, rivivano il mistero della Croce, offrendoti se stessi insieme a Gesù e Maria.

 Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre
Per la tua santa Presentazione, salvaci!  

Salve, Madre Santa, tu hai dato alla luce il Re,
che governa il cielo e la terra per i secoli in eterno.
Ti consacro, o Regina,
la mia mente affinché pensi sempre all’amore che tu meriti,
la mia lingua perché ti lodi, il mio cuore perché ti ami.
Accetta, o Santissima Vergine,
l’offerta che ti presenta questo misero peccatore; accettala ti prego,
per quella consolazione che sentì il tuo cuore quando nel tempio ti donasti a Dio.
O Madre di misericordia,
aiuta con la tua potente intercessione la mia debolezza,
impetrandomi dal tuo Gesù la perseveranza e
la forza per esserti fedele sino alla morte,
affinché, sempre servendoti in questa vita,
possa venire a lodarti in eterno nel Paradiso. Amen
santino

MARIA, DIMORA DI DIO, SEDE DELLA SAPIENZA

Dal Catechismo della Chiesa Cattolica n. 511
“Maria Vergine cooperò alla salvezza dell’uomo con libera fede e obbedienza. Ha detto il suo «fiat» « loco totius humanae naturae – in nome di tutta l’umanità»: per la sua obbedienza, è diventata la nuova Eva , madre dei viventi”.

Questa celebrazione si collega a una pia tradizione attestata dal ‘Protovangelo di Giacomo’ (III sec), vangelo apocrifo: ciò significa che non fa parte del canone dei libri ispirati da Dio; ma questo non esclude che alcuni di questi racconti contengano qualche elemento di verità. Infatti, privato di particolari probabilmente leggendari, la Chiesa ha incluso questo episodio nella liturgia: dapprima a Gerusalemme, dove nell’anno 543 fu dedicata la basilica di Santa Maria Nuova in ricordo della Presentazione; poi, nel XIV secolo la festa passò in occidente, dove la sua memoria liturgica fu fissata il 21 novembre.

Dal Protovangelo di Giacomo, leggiamo in riferimento alla presentazione di Maria al tempio: «Tutte le fanciulle della città prendono le fiaccole ed un lungo corteo luminoso accompagna la bambina su in alto, “nel tempio del Signore”. Qui il sacerdote l’accoglie dicendo: “Il Signore ha magnificato il tuo nome in tutte le generazioni: in te, nell’ultimo dei giorni, Egli manifesterà la sua redenzione ai figli di Israele… Maria stava nel tempio del Signore come una colomba allevata, e riceveva il cibo per mano di un angelo».Risultati immagini per natività della beata vergine maria

Ma al di là della poesia, quello che conta è il fatto che quella Bambina era destinata a divenire la Dimora ove il Figlio di Dio e lo Spirito Santo vennero ad abitare in mezzo agli uomini; come tale la Presentazione è il simbolo di una verità più alta: quella della totale consacrazione a Dio fin dai primi istanti della sua esistenza.

Maria nel Tempio. Tutta la sua bellezza e la sua grazia – era ricolma di bellezza nell’anima e nel corpo – erano per il Signore. È questo il contenuto teologico della festa della Presentazione della Madonna. E in questo senso la liturgia applica a Lei alcune frasi dei libri sacri: Ho officiato nella tenda santa davanti a Lui, e così mi sono stabilita in Sion. Nella città amata mi ha fatto abitare; in Gerusalemme è il mio potere. Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso, nella porzione del Signore, sua eredità (Sir 24, 10-12). Come accadde a Gesù dopo la sua presentazione al Tempio, anche Maria continuerà a vivere con i genitori Gioacchino e Anna una vita normale. Dove Ella stava – soggetta ai genitori, crescendo sino a divenire donna -, là stava la piena di grazia (Lc 1, 28), con il cuore predisposto a un servizio completo a Dio e a tutti gli uomini per amore di Dio.

La Madonna maturava davanti a Dio e davanti agli uomini. Nessuno notò nulla di straordinario nel suo comportamento, anche se, indubbiamente, si faceva notare da quanti le stavano attorno, perché la santità attrae sempre; ancor più nel caso della Tutta Santa. Era una ragazza sorridente, che lavorava, sempre unita a Dio; accanto a Lei tutti si sentivano a loro agio. Ella, nei momenti dedicati alla preghiera, poiché conosceva bene la Sacra Scrittura, avrà ripassato ripetutamente le profezie che annunciavano l’avvento del Salvatore. Le avrà fatte proprie, oggetto della sua riflessione, argomento delle sue conversazioni. Questa ricchezza interiore sarebbe traboccata poi nel Magnificat, il meraviglioso inno che pronunciò dopo aver udito il saluto della cugina Elisabetta.

Tutto nella Vergine Maria era orientato verso la Santissima Umanità di Cristo, il vero Tempio di Dio. La festa della sua Presentazione è l’espressione dell’appartenenza esclusiva della Madonna a Dio, la completa dedicazione della sua anima e del suo corpo al mistero della salvezza, che è il mistero dell’avvicinamento del Creatore alla creatura. Sono cresciuta come un cedro sul Libano, come un cipresso sui monti dell’Ermon. Sono cresciuta come una palma in Engaddi, come le piante di rose in Gerico, come un ulivo maestoso nella pianura; sono cresciuta come un platano (Sir 24, 13-14). Santa Maria ha fatto sì che intorno a Lei fiorisse l’amore di Dio. Lo fece senza essere notata, perché le sue opere erano cose di tutti i giorni, cose piccole piene d’amore.

P. Loarte Fonte: La storia di Maria

Non si può dimenticare che, il 21 novembre, nella festa della Presentazione al Tempio, si celebra anche la Giornata delle claustrali come invito alla gratitudine per quelle sorelle che vivono la loro consacrazione di vita nella preghiera, nella meditazione e nel nascondimento. Queste sorelle, vere antenne sul monte del Signore, sono nel cuore della Chiesa e la arricchiscono con la loro verginità e incessante preghiera. Senza di loro la Chiesa sarebbe molto più povera!

Maria ratificò la consacrazione fatta dai genitori, la consacrazione già fatta nel momento della sua concezione immacolata e si donò senza riserve, volendo per tutta la vita essere la serva del Signore. “La Madonna, diceva san Francesco di Sales, fa oggi un’offerta quale il Signore la vuole, perché, oltre la sua persona, che sorpassa tutte le altre, fatta eccezione del Figlio suo, offre tutto ciò che è, tutto ciò che ha e questo è quanto Dio chiede” (Opere, t. ix, p. 236).

Maria, avendo «trovato grazia agli occhi di Dio» (cf Lc 1,30) è diventata Madre e potente Aiuto dei cristiani. «Anche nella sua opera apostolica la Chiesa giustamente guarda a Colei che generò Cristo, concepito dallo Spirito Santo e nato dalla Vergine, per nascere e crescere anche nel cuore dei fedeli per mezzo della Chiesa» (LG 65). Ogni cristiano, come Maria, «trova grazia» presso Dio nello Spirito Santo, per la mediazione di Cristo e diviene «Arca dell’alleanza nuova» e Tempio del Signore in forza della consacrazione dello Spirito nel Battesimo e nell’Eucaristia.

La Chiesa, fin dai primi tempi, ha venerato la sublime santità di Maria e ha riferito a lei numerosi passi biblici dell’Antico Testamento, là dove Maria è presentata come “dimora della Sapienza in mezzo agli uomini”: in questa prospettiva viene chiamata Sede della Sapienza, perché in lei abita la Sapienza di Dio che è Cristo, e in lei cominciano a manifestarsi le meraviglie di Dio, che lo Spirito compie in Cristo e nella Chiesa.
Intesa come Tempio di Dio, Maria è salutata non solo come la Madre dei credenti, Madre della Chiesa, ma anche come la Donna dei tempi nuovi, perché in Lei si realizzano le promesse dei profeti, e, per la sua mediazione, lo Spirito Santo mette in comunione Dio con gli uomini.
“In Maria, lo Spirito Santo manifesta il Figlio del Padre divenuto Figlio della Vergine. Ella è il roveto ardente della teofania definitiva: ricolma di Spirito Santo, mostra il Verbo nell’umiltà della sua carne ed è ai poveri e alle primizie dei popoli, che lo fa conoscere” (Catechismo della Chiesa Cattolica n. 724).

COLEI CHE CREDETTE IN VIRTU’ DELLA FEDE, IN VIRTU’ DELLA FEDE CONCEPI
Dai «Discorsi» di sant’Agostino, vescovo. Disc. 25, 7-8
Fate attenzione, vi prego, a quello che disse il Signore Gesù Cristo, stendendo la mano verso i suoi discepoli: «Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli; perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre» (Mt 12, 49-50). Forse che non ha fatto la volontà del Padre la Vergine Maria, la quale credette in virtù della fede, concepì in virtù della fede, fu scelta come colei dalla quale doveva nascere la nostra salvezza tra gli uomini, fu creata da Cristo, prima che Cristo in lei fosse creato? Ha fatto, sì, certamente ha fatto la volontà del Padre Maria santissima, e perciò conta di più per Maria essere stata discepola di Cristo, che essere stata madre di Cristo. Lo ripetiamo: fu per lei maggiore dignità e maggiore felicità essere stata discepola di Cristo che esser stata madre di Cristo. Perciò Maria era beata, perché, anche prima di dare alla luce il Maestro, lo portò nel suo grembo.
Osserva se non è vero ciò che dico. Mentre il Signore passava, seguito dalle folle, e compiva i suoi divini miracoli, una donna esclamò: «Beato il grembo che ti ha portato!» (Lc 11, 27). Felice il grembo che ti ha portato! E perché la felicità non fosse cercata nella carne, che cosa rispose il Signore? «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!» (Lc 11,28). Anche Maria proprio per questo è beata, perché ha ascoltato la parola di Dio e l’ha osservata. Ha custodito infatti più la verità nella sua mente, che la carne nel suo grembo. Cristo è verità, Cristo è carne; Cristo è verità nella mente di Maria, Cristo è carne nel grembo di Maria.stellamatutina-icona-russa-madre-di-dio

 

STORIA DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA

Il mistero del Santuario di Rue du Bac, a Parigi, nasce dalle apparizioni della S. Vergine a una giovane novizia delle Figlie della Carità di S. Vincenzo de’Paoli, Caterina Labouré, a cui la Madonna affidò la realizzazione di una medaglia cosiddetta “miracolosa” che, da quasi due secoli ormai, ha conquistato con le sue innumerevoli grazie e prodigi il mondo intero.

athGRRcsanta_caterina_laboure
La rivelazione a Santa Caterina Labouré

La Medaglia della Madonna delle Grazie, più nota come Medaglia Miracolosa, ha avuto origine in Francia, nel 1830, quando venne rivelata dalla Madonna a santa Caterina Labouré, giovane religiosa nel convento parigino delle Figlie della Carità. Questa Medaglia è stata coniata per ordine di Maria SS.ma stessa, come segno di amore, pegno di protezione e sorgente di grazie. Il formato della Medaglia è ovale. In una delle facce è raffigurata la Madonna, con le braccia tese, mentre distribuisce ai fedeli grazie, rappresentate dalla luce che irradia; allo stesso tempo, col suo piede verginale schiaccia la testa dell’infernale serpente. All’intorno, l’immagine è incorniciata da questa invocazione:

” O Maria, concepita senza peccato,
pregate per noi che ricorriamo a Voi!”    

Sull’altra faccia figurano la lettera M sormontata dalla Croce, e sotto i fiammeggianti Sacri Cuori di Gesù e di Maria; questo insieme viene circondato da dodici stelle. Le apparizioni della Medaglia Miracolosa aprirono nel 1830 un ciclo di grandi manifestazioni mariane, proseguite con le apparizioni a La Salette (1846), a Lourdes (1858) e culminate infine a Fatima (1917).

La Chiesa in pericolo
Per ben comprendere le origini e il significato della Medaglia, bisogna conoscere alcune cose sulla vita di santa Caterina Labouré e sul contesto storico dell’epoca in cui visse. La Medaglia è stata donata alla Chiesa, in un periodo di grandi disordini e turbolenze che colpirono la Francia e l’Europa intera, un periodo quindi di grandi pericoli anche per la Chiesa. Dalla Rivoluzione Francese (1789) in poi, una catena di cospirazioni, rivolte, guerre aveva sconvolto il nostro continente e si era concretizzato in una feroce persecuzione non solo al clero ma a tutta la Chiesa. Le rivoluzioni liberali tentavano di separare gli Stati dalla Chiesa per trasformarli in strumenti di guerra alla religione; tentavano di distruggere l’ordinamento della Cristianità per instaurare sulle sue rovine una società fondata non sul Decalogo ma su una sorta di anti-Decalogo, permettendo per legge ciò che Dio vieta come peccato e vietando per legge ciò che Dio prescrive come virtù. In verità, dopo anni di guerre e di rivoluzioni, nell’epoca in cui avvennero le apparizioni della Medaglia, la situazione Europea sembrava essersi calmata. Ma si trattava solo di una pausa: ben presto la situazione sarebbe precipitata. Alla vigilia della nuova tempesta avvennero le apparizioni della Madonna a santa Caterina.

La prima apparizione
La notte tra il 18 e il 19 luglio 1830, verso le undici e mezzo, Caterina udì una voce che la chiamava per nome. Vide un misterioso bambino vestito di bianco che le disse:”alzati subito e vai nella cappella, la Santissima Vergine ti aspetta”. Questo bambino che era il suo angelo custode, la condusse alla cappella, nella quale tutte le candele e le lampade erano accese. Improvvisamente il bambino esclamò: “ecco la Beatissima Vergine!”. Apparve allora una meravigliosa Signora, seduta su una poltrona posta nel presbiterio. Caterina accorse da lei e s’inginocchiò sui gradini dell’altare; restò in questa posizione ad ascoltare, tenendo le mani familiarmente appoggiate sulle ginocchia della Madonna. “Quel momento fu il più dolce della mia vita e mi è impossibile descrivere tutto ciò che ho provato”, affermerà poi la veggente. Durante l’apparizione che durò circa un ora e mezza, Maria le disse: ” Figlia mia, il buon Dio vuole affidarti una missione. Avrai molte sofferenze da patire, ma le supererai pensando che le ricevi per glorificare il buon Dio. Conoscerai il messaggio che ti viene da Lui. Verrai contrastata, ma la grazia ti aiuterà. Abbi fiducia e non temere! Rendi conto di ciò che vedrai e udirai.” A questo punto la Madonna aggiunse con un espressione molto triste: “I tempi sono malvagi. Sciagure si abbatteranno sulla Francia, il trono verrà rovesciato, il mondo intero verrà sconvolto da sventure di ogni genere. Ma venite pure ai piedi di questo altare; qui grazie verranno diffuse su tutti coloro, grandi e piccoli, che le chiederanno con fiducia e fervore.” Dopo averle parlato del futuro della sua congregazione, la Madonna riprese l’argomento: “Ci saranno morti, il clero di Parigi avrà vittime, monsignore l’arcivescovo morirà. Figlia mia, la Croce verrà disprezzata, la getteranno per terra, e allora scorrerà il sangue per le strade. Verrà nuovamente aperta la ferita al costato di Nostro Signore. Verrà il momento in cui il pericolo sarà talmente grave, da far credere che tutto sia perduto. Figlia mia, tutto il mondo sarà nella tristezza. Ma abbiate fiducia! Proprio allora io sarò con voi; avrete modo di riconoscere la mia visita”.

“Fai coniare una medaglia su questo modello”
Sabato 27 novembre 1830, verso le ore diciotto, santa Caterina pregava nella cappella, quando le apparve la Beatissima Vergine all’altezza del quadro di san Giuseppe. Il suo volto con gli occhi rivolti al cielo, era magnificamente bello. Era vestita di seta bianca e teneva nelle mani una sfera dorata, che rappresentava il mondo e che offriva a Dio. I suoi piedi erano appoggiati su una semisfera. Alle mani aveva anelli con pietre preziose di varie dimensioni; quasi tutte sfavillavano e mandavano verso il basso raggi luminosi di varia intensità. Caterina capì che i raggi rappresentavano le grazie sparse dalla Madonna sulle anime devote, mentre le gemme che restavano spente simboleggiavano le grazie che gli uomini trascuravano di chiederle. Durante questa apparizione si formò attorno ad essa come una cornice ovale, nella quale era scritta in caratteri dorati questa frase: “O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi”. Allora si udì una voce che diceva: “Fai coniare una medaglia su questo modello. Tutti coloro che la terranno al collo riceveranno grandi grazie, ed esse saranno abbondanti per le persone che la terranno con fiducia”. In quel momento l’immagine parve voltarsi facendone vedere il rovescio. Apparve allora la lettera M sormontata dalla Croce, con sotto raffigurati il Sacro Cuore fiammeggiante di Gesù, incoronato di spine, e quello di Maria trapassato da una spada; l’insieme era circondato da una corona di dodici stelle che ricordavano il passo dell’Apocalisse:”Una Donna vestita di sole, con la luna sotto i piedi e una corona di dodici stelle sul capo”. Qual è il significato dell’immagine? I teologi ritengono che esso sia assai semplice: M = Maria Madre; I = Iesus; + = Crocifisso. Il risultato è evidente: Maria Madre di Gesù Cristo crocifisso Salvatore.La Medaglia Miracolosa, uno degli oggetti più venerati al mondo

Quando Santa Caterina Labouré, ebbe tra le mani la prima Medaglia Miracolosa,
la baciò, e poi disse: “Ora bisogna diffonderla “.
Caterina ne parla al suo confessore, Padre Aladel. Intanto nel febbraio del 1832 scoppia a Parigi una terribile epidemia di colera, che provocherà più di 20.000 morti. In giugno le Figlie della Carità cominciano a distribuire le prime 2.000 medaglie, fatte coniare da Padre Aladel. Le guarigioni si moltiplicano, come le protezioni prodigiose e le conversioni spirituali. Il popolo di Parigi comincia a chiamare la medaglia “miracolosa”.
Nell’autunno 1834 c’erano già più di 500.000 medaglie. Un anno dopo soltanto ne circolavano più di un milione. Nel 1839 la medaglia veniva diffusa in più di dieci milioni di esemplari, e alla morte di suor Caterina, nel 1876, si contavano più di un miliardo di medaglie!

Grazie e miracoli si moltiplicavano via via operando conversioni e guarigioni,
aiuti e benedizioni per le anime e per i corpi; per questo si meritò ben presto, dal popolo, il nome di “Miracolosa “.
La missione affidata dalla Madonna a S. Caterina Labouré, di diffondere la Medaglia Miracolosa,
riguarda anche noi che dovremmo sentirci onorati di questa missione di Grazia.
S. Caterina Labouré si fece distributrice zelante della Medaglia per più di 40 anni !
Tra vecchi, ammalati, soldati e bambini, là dove la Santa passava donava a ognuno la Medaglina.
Santa Teresina, da piccola, le metteva nelle tasche delle giacche degli operai.
S.Massimiliano Kolbe, chiamava le medaglie miracolose “munizioni”, ed ottenne molte grazie e conversioni prodigiose.
Il S. Curato d’Ars, quando usciva per il paese, portava le tasche gonfie di Medagliette e Crocifissi,
e tornava sempre con le tasche vuote …
S. Giovanni Bosco faceva portare la Medaglia al collo ai suoi ragazzi,
e grazie a questa nessuno fu contagiato dal colera durante un’epidemia.
Padre Pio teneva sempre in tasca medagline miracolose da distribuire; e morì con queste medagline in tasca.


Padre Aladel, confessore di Santa Caterina e primo promotore della diffusione della Medaglia,
scrisse:

“Oh, cresca e si estenda sempre più il culto di Maria concepita senza peccato,
questo culto così dolce, così adatto a far discendere sulla terra le benedizioni del Cielo!
Oh, se noi conoscessimo il dono di Maria, se comprendessimo il suo grande amore per noi!
Portate la Medaglia Miracolosa!
* Portatela voi bambini,
questa cara Medaglia, questo dolce ricordo della più tenera fra le Madri.
Imparate ed amate ripetere la sua breve preghiera: “O Maria concepita…”.
Stella del Mattino, Ella sarà felice di guidare i vostri primi passi e di conservarvi nell’innocenza.
* Portatela voi giovani
e ripetete spesso fra i tanti pericoli che vi circondano: “O Maria concepita…”.
Vergine senza macchia, Ella vi preserverà da ogni pericolo.
* Portatela voi padri e madri
di famiglia e la Madre di Gesù spanderà su di voi
e sulle vostre famiglie abbondanti benedizioni.
* Portatela voi anziani e malati.
Soccorso dei cristiani, Maria accorrerà in vostro aiuto
per santificare i vostri dolori e per consolare i vostri giorni.
* Portatela voi anime consacrate
a Dio e non stancatevi di dire: “O Maria concepita…”.
Regina dei vergini e delle vergini, Ella farà germogliare nel giardino del vostro cuore i fiori e i frutti
che devono essere le delizie dello Sposo e formare la vostra corona nel giorno delle nozze dell’Agnello.
* Portatela voi peccatori
anche se foste piombati nell’abisso delle più grandi miserie,
anche se la disperazione si fosse impadronita dell’anima vostra, levate lo sguardo verso la Stella del Mare:
vi resta la compassione di Maria.
Prendete la Medaglia e gridate dal profondo del vostro cuore: “O Maria concepita…”.
Rifugio dei peccatori, Ella vi tirerà fuori dall’abisso nel quale siete caduti
e vi ricondurrà sui sentieri fioriti della giustizia e del bene”.

CORONCINAmedaglia_miracolosa_00014

I. O Vergine Immacolata della Medaglia Miracolosa, che, mossa a pietà dalle nostre miserie, scendesti dal cielo per mostrarci quanta cura prendi alle nostre pene e quanto ti adoperi per allontanare da noi i castighi di Dio e ottenerci le sue grazie, soccorrici in questa presente nostra necessità e concedici le grazie che ti domandiamo.

Ave Maria.

O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te. (tre volte).

II. O Vergine Immacolata, che ci hai fatto dono della tua Medaglia, quale rimedio a tanti mali spirituali e corporali che ci affliggono, come difesa delle anime, medicina dei corpi e conforto di tutti i miseri, ecco che noi la stringiamo riconoscenti sul nostro cuore e ti domandiamo per essa di esaudire la nostra preghiera.

Ave Maria.

O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te.(tre volte).

III. O Vergine Immacolata, che hai promesso grandi grazie ai devoti della tua Medaglia, se ti avessero invocato con la giaculatoria da Te insegnata, noi, pieni di fiducia nella Tua parola, ricorriamo a Te e Ti domandiamo, per a Tua Immacolata Concezione, la grazia di cui abbiamo bisogno.

Ave Maria.

O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te.(tre volte).

7EQhtul

 

Novena della Medaglia Miracolosa di Maria Santissima

NOVENA della MEDAGLIA MIRACOLOSA 
9z0XkPg

La novena comincia il 18 novembre ed è da recitarsi per nove giorni consecutivi, in preparazione alla Festa del 27 Novembre, festa della Madonna della Medaglia Miracolosa. O in ogni momento di particolare necessità. LA MEDAGLIA MIRACOLOSA E’ L’ESPRESSIONE DELL’AMORE DI MARIA PER NOI,  E’ STATA VOLUTA DALLA STESSA MAMMA CELESTE. Essendo un vero dono di Maria nostra Madre Santissima, farne un oggetto di superstizione o un portafortuna, SAREBBE COSA INDEGNA DI UN CRISTIANO.

Preghiera-alla-Madonna-della-medaglia-miracolosa

 

Primo giorno:
PRIMA APPARIZIONE DELLA MADONNA

La notte tra il 18 e il 19 luglio 1830, la Madonna apparve per la prima volta a santa Caterina Labouré. Guidata dall’Angelo custode fino alla cappella del suo convento, sentì come un fruscio di vesti di seta provenire dalla parte della tribuna, e vide la Santissima Vergine che si posava sui gradini dell’altare dal lato del Vangelo. «Ecco la Beatissima Vergine!», le disse l’Angelo. Allora, la suora fece un salto verso la Madonna e, inginocchiandosi, appoggiò le sue mani sulle ginocchia di Maria. Fu quello il momento più dolce della sua vita.
xkkYvGr

RGVSr1A Beatissima Vergine, mia Madre, guardate misericordiosamente la mia anima, ottenetemi uno spirito di preghiera che mi faccia sempre ricorrere a Voi. Ottenetemi le grazie che vi domando e soprattutto ispiratemi a chiedervi quelle grazie che più volete donarmi.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi.

CUyUCRG
Secondo giorno: Protezione di Maria nei tempi di sventura

«I tempi sono malvagi. Sciagure si abbatteranno sulla Francia, il trono verrà rovesciato, il mondo intero verrà sconvolto da sventure di ogni genere (nel dir questo, la Beatissima Vergine aveva una espressione molto addolorata). Ma venite ai piedi di questo altare; qui verranno diffuse grazie su tutti coloro, grandi e piccoli, che le chiederanno con fiducia e fervore. Verrà il momento in cui il pericolo sarà talmente grave, da far credere che tutto sia perduto. Ma proprio allora io sarò con voi!»
QfAVT3A
RGVSr1A Beatissima Vergine, mia Madre, nelle attuali desolazioni del mondo e della Chiesa, ottenetemi le grazie che vi domando e soprattutto ispiratemi a chiedervi quelle grazie che più volete donarmi.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi.

 

CUyUCRG

Terzo giorno:
«La Croce verrà disprezzata…»
«Figlia mia, la Croce verrà disprezzata, la getteranno per terra, e allora scorrerà il sangue per le strade. Verrà nuovamente aperta la ferita nel costato di Nostro Signore. Ci saranno morti, il clero di Parigi avrà vittime, monsignore l’arcivescovo morirà (a questo punto la Beatissima Vergine quasi non riusciva più a parlare, il sua volto manifestava dolore). Tutto il mondo sarà nella tristezza. Ma abbiate fiducia!».

iW6INQwRGVSr1A Beatissima Vergine, mia Madre, ottenetemi la grazia di vivere in unione con Voi, col vostro divin Figlio e con la chiesa, in quest’epoca cruciale della storia in cui l’intera umanità si sta schierando per Cristo o contro di Lui, in questo momento tragico come quello della Passione. Ottenetemi le grazie che vi domando e soprattutto ispiratemi a chiedervi quelle grazie che più volete donarmi.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi.

CUyUCRG

Quarto giorno:
Maria schiaccia la testa del Serpente

Il 27 novembre 1830, verso le ore 18, santa Caterina pregava nella cappella, quando le apparve la Beatissima Vergine per la seconda volta. Ella aveva gli occhi rivolti al cielo e il volto splendente. Dal capo le scendeva un velo bianco fino ai piedi. Il viso era abbastanza scoperto. I piedi poggiavano sopra un mezzo globo. Col suo tallone, Ella schiacciava la testa del Serpente.Immagine correlataRGVSr1A Beatissima Vergine, mia Madre, siate la mia protezione dagli attacchi del nemico infernale, ottenetemi le grazie che vi domando e soprattutto ispiratemi a chiedervi quelle che più volete donarmi.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi.

CUyUCRG

Quinto giorno: La Madonna col globo  

La Santissima Vergine apparve tenendo nelle mani un globo, che rappresentava tutto il mondo e ogni singola persona, che Ella offre a Dio implorandogli misericordia. Le sue dita si ricoprirono di anelli, ornati di pietre preziose, le une più belle delle altre, le quali gettavano verso il basso raggi luminosi di varia intensità, che simboleggiavano le grazie diffuse dalla Madonna su coloro che le chiedono.

Yv9tvX1

RGVSr1ABeatissima Vergine, mia Madre, ottenetemi le grazie che vi domando e soprattutto ispiratemi a chiedervi quelle che più volete donarmi.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi.

 

CUyUCRG

Sesto giorno: l’invocazione della Medaglia

Durante la sesta apparizione, la Beatissima Vergine fece comprendere a santa Caterina «quanto è dolce pregare la Santissima Vergine e quanto Ella è generosa con le persone che La pregano; quante grazie Ella accorda alle persone che gliele chiedono e quale gioia Ella prova nel concederle». Poi si formò attorno alla Madonna come una cornice ovale, sovrastata da una scritta in caratteri dorati che diceva: «O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi».j4caBQVRGVSr1A Beatissima Vergine, mia Madre, ottenetemi le grazie che vi domando e soprattutto ispiratemi a chiedervi quelle che più volete donarmi.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi.

CUyUCRG
Settimo giorno:
manifestazione della Medaglia

Allora udii una voce che diceva: «Fai coniare una medaglia su questo modello. Tutti coloro che la porteranno riceveranno grandi grazie, specialmente tenendola al collo; le grazie saranno abbondanti per le persone che la porteranno con fiducia».

cMzSN6E
RGVSr1A Beatissima Vergine, mia Madre, ottenetemi le grazie che vi domando e soprattutto ispiratemi a chiedervi quelle che più volete donarmi.

Padre nostro,  Ave Maria, Gloria al Padre

O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi

CUyUCRG

Ottavo giorno:
i Sacri Cuori di Gesù e di Maria

Improvvisamente parve che l’immagine si voltasse ed apparve il rovescio della Medaglia. Vi era la lettera «M», iniziale del nome di Maria, sormontata da una Croce senza crocifisso, con sotto raffigurati il Sacro Cuore di Gesù, fiammeggiante e incoronato di spine, e quello di Maria, trapassato da una spada. L’insieme era circondato da una corona di dodici stelle, che ricordavano il passo dell’Apocalisse: «Una Donna vestita di sole, con la luna sotto i piedi e una corona di dodici stelle sul capo».

FCnQn5y
RGVSr1A Cuore Immacolato di Maria, rendete il mio cuore simile al vostro; ottenetemi le grazie che vi domando e soprattutto ispiratemi a chiedervi quelle che più volete donarmi.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi.

CUyUCRG

Nono giorno:
Maria Regina del mondo

Santa Caterina, confermando le profezie di san Luigi Maria Grignion de Montfort, affermò che la Beatissima Vergine verrà proclamata Regina del mondo: «Oh, come sarà bello sentirsi dire: “Maria è la Regina del mondo e di ognuno in particolare”! Sarà un tempo di pace, di gioia e di felicità che durerà a lungo; Ella verrà portata in trionfo da tutto il mondo!»c4waj2KRGVSr1A Cuore Immacolato di Maria, rendete il mio cuore simile al vostro; ottenetemi le grazie che vi domando e soprattutto ispiratemi a chiedervi quelle che più volete donarmi.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi

RGVSr1ABeatissima Vergine Maria, mia Madre, chiedete in mio nome al vostro divin Figlio tutto ciò di cui la mia anima ha bisogno, per instaurare sulla terra il vostro Regno. Quello che io vi domando soprattutto è il vostro trionfo in me e in tutte le anime, e l’instaurazione del vostro Regno nel mondo. Così sia.

CUyUCRG

Novena (secondo schema)

RGVSr1A Vergine Immacolata, che mossa a pietà delle nostre miserie ti sei manifestata al mondo con il segno della Medaglia miracolosa, per mostrarci ancora una volta il tuo amore e la tua misericordia, abbi pietà delle nostre afflizioni, consola le nostre pene e concedici la grazia che ardentemente ti chiediamo.

Ave Maria piena di grazia il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio prega per noi peccatori adesso e nell’ora della nostra morte,amen.

O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi.
RGVSr1A Vergine Immacolata, che attraverso la Medaglia miracolosa ci hai dato un segno della tua celeste missione di Madre, Mediatrice e Regina, difendici sempre dal peccato, conservaci nella grazia di Dio, converti i peccatori, donaci la salute del corpo e non negarci quell’aiuto di cui abbiamo tanto bisogno.

Ave Maria piena di grazia il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio prega per noi peccatori adesso e nell’ora della nostra morte,amen.

O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi.
RGVSr1A Vergine Immacolata, che hai assicurato la tua speciale assistenza a chi porta con fede la Medaglia miracolosa, intercedi per noi che a Te ricorriamo, e per quanti a Te non ricorrono, in modo speciale per i nemici della santa Chiesa, per i seminatori di errori, per tutti gli infermi e per quelli che ti sono raccomandati.

Ave Maria piena di grazia il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio prega per noi peccatori adesso e nell’ora della nostra morte,amen.

O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi.

Preghiera finale:

Ricordati, o Vergine Maria, che non si è mai udito al mondo che qualcuno sia ricorso alla Tua clemenza, abbia implorato il Tuo aiuto, chiesto la Tua protezione e sia stato da Te abbandonato.
Animato anche io da tale confidenza, a Te ricorro, Vergine delle Vergini, e con le lacrime, benchè peccatore, mi prostro ai Tuoi piedi a domandare pietà.
Ti prego, o Madre di Gesù, di accogliere benigna la mia supplica e di esaudirmi.

Salve Regina, Madre di misericordia,
vita, dolcezza e speranza nostra, salve.
A te ricorriamo esuli figli di Eva,
a Te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime.
Orsù dunque, avvocata nostra,
rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi.
E mostraci, dopo questo esilio, Gesù,
il frutto benedetto del tuo seno.
O clemente, o pia,
o dolce Vergine Maria.
Amen

CUyUCRG

Cit: Luci sull’Est, Via Savoia, 80- 00198 Roma-

www.lucisullest.it diffonde gratuitamente questa novena e la Medaglia Miracolosa, grazie ai donatori dell’Associazione “Luci sull’Est”. Per ottenerne varie copie contribuendone alla diffusione, si può telefonare o scrivere all’indirizzo riportato.

La Madonna ci dona immense benedizioni e Grazie per mezzo di questa Medaglia !
Portala sempre addosso, per vivere in grazia di Dio e godere della protezione della Vergine Immacolata.
Diffondila ovunque, donala ai sofferenti, ai malati, a chi non ha più fede.
Falla conoscere ai bambini ed ai giovani.
La Medaglia sia la nostra medicina più efficace, il nostro regalo preferito,
il nostro ricordo e il nostro grazie più sincero, per tutti.
Preghiamo con fede l’invocazione della Medaglia con l’aggiunta suggerita da San Padre Massimiliano Kolbe, l’Apostolo della Medaglia Miracolosa:
“O Maria, concepita senza peccato, prega per noi che a Te ricorriamo
e per quanti a Te non ricorrono, in particolare per i nemici della santa Chiesa
e per quelli che Ti sono raccomandati”
.9Pq3IJS

Preghiere a MARIA, AIUTO DEI CRISTIANI, “la Madonna dei tempi e delle situazioni difficili”(S. Giovanni Bosco)

PREGHIERA A MARIA AUSILIATRICE di San Giovanni Bosco

O Maria Ausiliatrice, Madre benedetta del Salvatore, validissimo è il tuo aiuto in favore dei cristiani.
Per te le eresie furono sconfitte
e la Chiesa uscì vittoriosa da ogni insidia.
Per te le famiglie e i singoli furono liberati
ed anche preservati dalle più gravi disgrazie.
Fa’, o Maria, che sia sempre viva la mia fiducia in te,
affinché in ogni difficoltà possa anch’io sperimentare che tu sei veramente il soccorso dei poveri, la difesa dei perseguitati, la salute degli infermi,
la consolazione degli afflitti, il rifugio dei peccatori
e la perseveranza dei giusti.

PREGHIERA A MARIA AUSILIATRICE, composta da San Giovanni Boscomaria-aiuto-dei-cristiani2

O Maria, Vergine potente,
Tu grande illustre presidio della Chiesa;
Tu aiuto meraviglioso dei Cristiani;
Tu terribile come esercito schierato a battaglia;
Tu sola hai distrutto ogni eresia in tutto il mondo;
Tu nelle angustie, nelle lotte, nelle strettezze
difendici dal nemico e nell’ora della morte
accogli l’anima nostra in Paradiso!
Amen

AFFIDAMENTO A MARIA AUSILIATRICE 

Santissima Vergine Maria, da Dio costituita Ausiliatrice dei cristiani, noi ti eleggiamo Signora e Padrona di questa casa. 

Degnati, Ti supplichiamo, di mostrare in essa il Tuo potente aiuto.

Preservala dai terremoti, dai ladri, dai cattivi, dalle incursioni, dalla guerra, e da tutte le altre calamità che Tu sai.

Benedici, proteggi, difendi, custodisci come cosa tua le persone che vivono e vivranno in essa: preservale da tutte le disgrazie e gli infortuni, ma soprattutto concedi loro l’importantissima grazia di evitare il peccato.

Maria, Aiuto dei Cristiani, prega per quanti abitano in questa casa che a Te si è consacrata per sempre. Così sia.

PREGHIERA DI CONSACRAZIONE A MARIA AUSILIATRICE

 O Santissima ed Immacolata Vergine Maria, Madre nostra tenerissima, e potente Aiuto dei Cristiani, noi ci consacriamo interamente al vostro dolce amore e al vostro santo servizio. Vi consacriamo la mente con i suoi pensieri, il cuore con i suoi affetti, il corpo con i suoi sentimenti e con tutte le sue forze, e promettiamo di voler sempre operare alla maggior gloria, di Dio ed alla salute delle anime.
Voi intanto, o Vergine incomparabile, che siete sempre stata l’Ausiliatrice del popolo cristiano, deh! continuate a mostrarvi tale specialmente in questi giorni.

Umiliate i nemici di nostra santa Religione, e rendetene vani i malvagi intenti. Illuminate e fortificate i Vescovi e i Sacerdoti, e teneteli sempre uniti ed obbedienti al Papa, Maestro infallibile; preservate dall’irreligione e dal vizio l’incauta gioventù; promuovete le sante vocazioni ed accrescete il numero dei sacri Ministri, affinché per mezzo loro il regno di Gesù Cristo si conservi tra noi e si estenda fino agli ultimi confini della terra.

Vi preghiamo ancora, o dolcissima Madre, che teniate sempre rivolti i vostri sguardi pietosi sopra l’incauta gioventù esposta a tanti pericoli, e sopra i poveri peccatori e moribondi; siate per tutti, o Maria, dolce speranza, Madre di misericordia e porta del Cielo.
Ma anche per noi vi supplichiamo, o gran Madre di Dio. Insegnateci a ricopiare in noi le vostre virtù, in particolar modo l’angelica modestia, l’umiltà profonda e l’ardente carità; affinché per quanto è possibile, col nostro contegno, colle nostre parole, col nostro esempio rappresentiamo al vivo in mezzo al mondo Gesù Benedetto vostro Figliuolo, e facciamo conoscere ed amare Voi, e con questo mezzo possiamo riuscire a salvare molte anime.
Fate altresì, o Maria Ausiliatrice, che noi siamo tutti raccolti sotto il vostro manto di Madre; fate che nelle tentazioni noi v’invochiamo tosto con fiducia; fate insomma che il ‘pensiero di Voi sì buona, sì amabile, sì cara, il ricordo dell’amore che portate ai vostri devoti, ci sia di tale conforto da renderci vittoriosi contro i nemici dell’ anima nostra in vita ed in morte, affinché possiamo venire a farvi corona nel Paradiso. Così sia.

 ATTO CON CUI SI PRENDE PER MADRE LA BEATA VERGINE MARIA

Formula di affidamento suggerita da San Giovanni Bosco, Maggio 1869

Signore mio Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, io ti riconosco e ti adoro come mio principio ed ultimo fine.
Ti supplico di rinnovare in mio favore quel misterioso amorevole testamento da te fatto sulla Croce, quando hai dato al prediletto apostolo Giovanni la qualità e il titolo di figlio della tua Madre Maria. 

Ripeti a lei, anche per me, quelle parole: DONNA, ECCO TUO FIGLIO.
Concedimi la grazia di poter appartenere a lei come figlio, e di averla per madre in tutto il tempo della mia vita.

Beatissima Vergine Maria, mia Avvocata e Mediatrice, io…(nome).. mi affido completamente alla tua bontà e misericordia, e animato dal vivo desiderio di imitare le tue belle virtù, ti eleggo quest’oggi per mia Madre, supplicandoti di ricevermi nel numero fortunato dei tuoi cari figli.

Ti faccio una donazione intera e irrevocabile di tutto me stesso. Accogli, ti prego, questo mio impegno e gradisci la confidenza con cui mi affido totalmente a te. Concedimi la tua materna protezione per tutto il corso della via vita e particolarmente nell’ora della morte, affinché l’anima mia, sciolta dai lacci del corpo, passi da questa valle di pianto a godere con te l’eterna gioia nel Regno dei cieli. Amengrande-quadro-di-maria-ausiliatrice-dipinto-del-1868-ad-opera-di-tommaso-lorenzone-su-commissione-di-san-giovanni-bosco-per-la-nuova-basilica-di-maria-ausiliatrice-a-torino

PAROLE di don Bosco sull’AUSILIATRICE

don2bbosco2bin2bpreghiera

Chi confida in Maria non sarà mai deluso.

In Maria ho riposto tutta la mia fiducia.

La Madonna non lascia mai le cose a metà.

Io vi raccomando di invocare sempre il nome di Maria,

specialmente con questa giaculatoria:

Maria Ausiliatrice dei Cristiani, prega per noi.

É una preghiera non tanto lunga, ma che si esperimentò molto efficace.

La nostra confidenza é nell’aiuto di Maria Ausiliatrice.

Il Signore e la sua divina Madre non permetteranno che si ripeta invano:

Maria aiuto dei Cristiani, prega per noi! 

Quando vogliate ottenere qualche grazia 

prendete come abitudine di recitare questa giaculatoria: 

Maria Auxilium Cristianorum, ora pro nobis… 

Moltissimi invocandola con questa giaculatoria, ottennero grazie speciali.

Maria Ausiliatrice è la taumaturga, è l’operatrice delle grazie e dei miracoli

per l’alto potere che ha ricevuto dal Suo Divin Figlio.

Da tutte le parti si vedono effetti straordinari prodotti

da questa confidenza in Maria Ausiliatrice

Ella gusta tanto di portarci aiuto!

Oh! Maria Ausiliatrice è un terribile patrocinio:

terribile per quelli che vogliono opporsi all’opera sua,

ma onnipotente per coloro che si tengono sotto il suo manto

http://www.preghiereperlafamiglia.it/maria-aiuto-dei-cristiani.htmimmagine009

“Seguire la fede eroica di Maria, che colpisce il diavolo sul naso.” Preghiere a Santa Maria del Soccorso.

I cattolici dovrebbero guardare a Maria Santissima come il faro di una religione che si batte per la Verità, piuttosto che adeguarsi alla cultura popolare, ha detto l’Arcivescovo Charles Chaput di Filadelfia.

“Se vogliamo recuperare ciò che siamo come Chiesa, dobbiamo cominciare, in noi stessi e nelle nostre parrocchie locali, a distaccare il cuore dall’ ipotesi di adeguarci alla cultura popolare, che non è più realmente ‘nostra’ “, ha detto l’Arcivescovo Chaput.

“Questo è il motivo per cui Maria – la giovane Vergine ebrea, la Madre amorevole e al contempo la Donna che colpisce il diavolo sul naso – è stata, è, e sempre sarà la nostra grande difesa e la grande Protettrice della Chiesa”, ha aggiunto.

L’Arcivescovo Chaput ha parlato alla Conferenza episcopale del 2016 presso l’Università di Notre Dame a Filadelfia, mercoledì scorso ed ha sottolineato che dobbiamo“ricordare chi siamo e la storia a cui apparteniamo”. Il suo discorso fa riferimento ad un esempio, raffigurato da un dipinto del XIII secolo, della Beata Vergine Maria che prende il diavolo a pugni sul naso. “Lei non lo rimprovera. Lei non entra in un dialogo con lui. Lei colpisce il diavolo sul naso “, ha detto.

1e6d1d1199ae846c8c347b2382ca2e75
MADONNA DEL SOCCORSO (Montefalco)

L’illustrazione di questa icona  è perfettamente attinente alla nostra fede perché, secondo l’autore cristiano CS Lewis, “il cristianesimo è una ‘religione di combattimento’ – non nel senso di odio o violenza contro altre persone, ma piuttosto nella lotta spirituale contro il male, in noi stessi e nel mondo che ci circonda, in cui le nostre armi sono l’amore, la giustizia, il coraggio e il dono di sé. “

Il problema è che molti cattolici degli Stati Uniti hanno abbandonato questa “lotta spirituale” e si sono adeguati troppo alla cultura popolare “che annulla le forti convinzioni religiose nel nome della ‘tolleranza liberale’ e offusca il nostro anelito a Dio travolgendolo con un fiume di ateismo pratico sotto forma di beni di consumo”.

I politici cattolici hanno seguito le proprie “ambizioni e appetiti” piuttosto che essere fedeli alla Chiesa, ha osservato. Laici e membri del clero hanno fatto questo attraverso una “apostasia silenziosa” nel non levarsi in piedi per difendere la verità quando è necessario farlo….“per essere vigliacchi quando Gesù chiede loro di avere coraggio; si è vigliacchi quando non si sta dalla parte della verità nel momento in cui c’è bisogno di lavorare per essa e lottare per essa.”

Mons Chaput ha anche messo in guardia da una visione del mondo tecnocratica che vede tutte le soluzioni ai problemi come soluzioni pratiche e tecniche.

Un cattolico può essere facilmente ingannato a credere che la preghiera debba essere accantonata per trovare soluzioni pratiche ai problemi, ha osservato: “La tecnologia ottiene risultati pratici. La preghiera non li ottiene in modo immediato e così la nostra immaginazione gradualmente si piega verso l’orizzontale, e non tiene lo sguardo rivolto in alto, al Volto salvifico di Cristo.”

Così, quello che si sviluppa è una cultura in cui tutto è RELATIVO: “anche quando la nostra fede parla chiaramente di Paradiso ed Inferno” oggi sembra tutto irrilevante, si guarda solo ai propri egoismi.

“La Chiesa del nostro Battesimo è salvifica. La Chiesa, in cui molti americani ancora credono e adorano Cristo Dio, la Chiesa che noi consideriamo la nostra cultura, è veramente terapeutica “, non le ideologie del mondo.

L’ Arcivescovo Chaput ha esortato i suoi colleghi vescovi ad invitare i fedeli alla virtù eroica e a non accontentarsi di mediocrità – come Papa Francesco così ha esortato i cattolici nell’ Incontro Mondiale delle Famiglie a Filadelfia, nel 2015.

“Per recuperare la Chiesa nel sentimento cattolico, dovremmo iniziare rinnovando nella nostra gente la visione che l’eternità è reale, che insieme abbiamo una missione nel mondo, e che le nostre vite hanno conseguenze che trascendono il tempo”, ha insistito Mons Chaput. Mentre sono impegnati nella cultura odierna, i cattolici devono mantenere una distanza sana da essa, per non cadere nella tentazione di lasciarsi assimilare da essa. I leader non devono aver paura di predicare la verità nella carità, non importa le conseguenze.

“Ovviamente abbiamo bisogno di fare tutto il possibile per portare i cattolici tiepidi alla vita attiva nella Chiesa”, ha detto. “Ma non dovremmo mai avere paura di una chiesa più piccola,  se i suoi membri sono anche più fedeli, più zelanti, più missionari e più impegnati alla santità.” E, ha aggiunto, se difendere la verità dà fastidio a certi cattolici “fai da te” che non vivono la loro fede veramente, “sarebbe meglio che fossero onesti e non si dichiarassero cattolici”.

E’ questo, L’ONESTA’,  che è necessaria, per predicare la verità con amore “carità nella Verità”. Esempi di una mancanza di onestà oggi includono i casi in cui le parole vengono male interpretate – Come il termine “accompagnamento”,  ha sottolineato Mons Chaput.

Per quanto riguarda “l’accompagnamento, Papa Francesco giustamente ci insegna la necessità di incontrare le persone là dove sono, per camminare con loro con pazienza, fare amicizia con loro sulla strada della vita. Tuttavia, molti hanno interpretato questo a torto, come un tacito ‘adeguarsi’. Ma accompagnare significa guidare alla strada della Vita, è questo che fa la differenza, specialmente quando dobbiamo accompagnare qualcuno che sta in bilico su un burrone!” .

I tempi attuali possono essere difficili per i cristiani, l’arcivescovo ha ammesso: “Questo è il momento per il coraggio e per il candore della Verità, ma non è certo la prima volta nella storia del mondo che questo tempo accade”.

Preghiere a S. Maria del Soccorsomediatrixofallgraces 1. Davanti alla tua santa immagine, o Maria Santissima del Soccorso, devotamente ti saluto Regina, Signora e Protettrice mia. Pieno d’imperfezioni e di peccati io non posso sperare di ottenere da Dio perdono e misericordia se non ponendomi sotto le ali della tua potente protezione. Prega per me il tuo divino Figlio Gesù, e ottienimi da Lui la grazia di poter sfuggire alle insidie del mondo e vincere tutte le tentazioni del nemico infernale.

Oh, Madre Santa del Soccorso, io so che il tuo dominio è potente nel Cielo, sulla terra e nell’inferno: nel Cielo, perché vi risiedi adorata Regina insieme al tuo caro Gesù; sulla Terra, perché sei Madre del nostro Redentore e quindi Madre nostra carissima; nell’inferno, perché col tuo piede purissimo schiacci il capo del nemico serpente. Ti prego dunque, per quella ardentissima carità che hai sempre dimostrata verso i miseri peccatori, di accogliere anche me sotto la protezione del tuo Cuore dolcissimo!

Madre Santa del Soccorso, ogni mia fiducia, ogni mia speranza è posta in Te! vieni in mio aiuto! soccorrimi nei miei bisogni spirituali e materiali, in tutti i pericoli e le lotte di questa esistenza. Assistimi specialmente nell’ora della morte, affinché col tuo santo aiuto possa godere della gloria beata del Paradiso e benedire insieme a Te, in eterno, il dolcissimo Figlio tuo Gesù. A Lui ti prego di presentare il mio cuore, la mia anima, tutto me stesso, col pentimento sincero delle innumerevoli colpe della mia vita passata, e col fermo proposito di non peccare mai più! E così sia. Madre Santa del Soccorso, a Te mi affido e credo; in Te confido e spero.

2. O Madonna del Soccorso e Madre mia Maria! lo t’innalzo con tutta la fermezza della fede e con tutto l’entusiasmo del cuore la mia umile preghiera. Rinnova con me oggi quei soavi prodigi con cui la tua miracolosa manifestazione dette pegno di prediligere questa terra.

E come nelle passate età più volte le genti ottennero di essere, col tuo aiuto, preservate dalla grandine, dalla siccità, dalle inondazioni, dai morbi pestilenziali, e conseguirono ogni sorta di favori spirituali e temporali, concedi anche a me la grazia che imploro, affinché io possa promulgare la tua bontà annunziando a tutti che il Santuario del Soccorso è veramente il trono delle tue misericordie, il luogo da te prescelto per dispensare grazie ed elargire benedizioni. Amen

3. Ave, o Maria, pace e gioia del genere umano.

Ave, giardino di delizie.

Ave, canto dei Cherubini e lode degli Angeli.

Ave, tempio santissimo.

Ave, baluardo dei fedeli, e porto dei naufraghi.

Ave, rifugio degli afflitti.

Ave, fonte della grazia e dell’immortalità.

Ave, trono del Signore.

Ave, o Casta, che hai schiacciato la testa del drago antico.

Ave, soccorso dei miseri.

Ave, o Madre di Cristo, Figlio del Dio vivente:

a lui gloria, onore, adorazione e lode nei secoli. Amen.

FONTE

http://www.catholicnewsagency.com/news/archbishop-chaput-be-like-mary-punch-the-devil-in-the-nose-32890/

http://www.parrocchie.it/prato/mariadelsoccorso/pregsms.html

PERCHE’ TI AMO MARIA! POESIA DI SANTA TERESA DI GESU’ BAMBINO

Questa bellissima poesia, che Santa Teresa di Gesù Bambino scrisse  poco prima di lasciare questa vita, nel maggio 1897, ci insegna a contemplare i Misteri della Vita di Gesù attraverso il Cuore di Maria nel Santo Rosario. steresa1che-cosa-la-preghiera-618x402

1-Vorrei cantare, Madre, perchè t’amo; e perchè il dolce tuo nome mi fa trasalire il cuore. E perchè il pensiero della tua suprema grandezza non saprebbe ispirarmi spavento nell’anima. Se ti contemplassi nella sublime tua gloria che di tanto sorpassa la luce degli eletti, ah non potrei credere che sono la tua bambina, Maria, e davanti a te abbasserei gli occhi.

2- Perchè una creatura possa darsi tutta alla mamma bisogna che questa pianga con lei, divida i suoi dolori. Regina del mio cuore, quanto piangesti quaggiù per attirarmi a te! Ben meditando la tua vita nel Vangelo, io oso guardarti e avvicinarmi a te: non m’è difficile credermi tua creatura, perchè ti vedo mortale e sofferente come me.

3-All’angelico annunzio del mistero divino, che ti fa Madre di un Dio regnante per tutta l’eternità, l’altro stupendo mistero, eleggesti, del tesoro ineffabile della tua verginità. E comprendo che la tua anima, Vergine Immacolata, sia più cara al Signore del Suo bel Paradiso: comprendo che essa, umile valle dolcissima, contiene il mio Gesù, l’Oceano dell’Amore.

4-Io t’amo, chiamandoti la piccola serva del Dio che rapisci con la tua umiltà. Questa grande virtù ti rende onnipotente e invoglia del tuo cuore la Santissima Trinità. E’ allora che, coprendoti con la Sua ombra lo Spirito d’Amore, il Figlio eguale al Padre s’è incarnato in te. E tanti saranno i suoi fratelli peccatori, tanti che Egli dovrà essere chiamato: Gesù, il tuo primogenito.

5-Piccola come sono, Maria, lo sai bene, anch’io, come te, accolgo in me l’Onnipotente. Nè la mia debolezza me ne spaventa, se i tesori della madre appartengono anche alla creatura. Chè io sono la tua bambina, Madre amatissima! Le tue virtù, il tuo Amore, non sono forse i miei? Così, quando la Santa Particola mi scende nel cuore, il dolce tuo Agnello, Gesù, crede di riposare in te.

6-O Regina degli eletti, tu mi fai sentire che, passo passo, non è impossibile seguirti per lo stretto sentiero del Cielo: tu l’hai reso visibile con la pratica fitta delle più umili virtù. Dietro di te, Maria, voglio restar piccola come sono; vedo anche troppo la vanità delle terrestri grandezze. E imparo ad esercitare l’ardente carità da santa Elisabetta, che ricevette la tua visita.

7-Là presso inginocchiata, dolce Regina degli Angeli, io ascolto il cantico sacro che sgorgò dal tuo cuore; tu m’insegni a cantare le lodi divine, a gioire in Gesù mio Salvatore. Balsamo ai secoli futuri è la mistica rosa delle tue parole d’amore. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente. Mediterò su di questo, per benedirlo.

8-Quando il buon Giuseppe ignora ancora il miracolo che nella tua umiltà vorresti nascondere, tu lo lasci al suo pianto, vicino al tabernacolo che vela la divina beltà del Salvatore. Quanto m’è sempre più caro il tuo eloquente silenzio! Esso è per me un dolce, melodico concerto, che mi dice la grandezza e onnipotenza d’un’anima che non attende altro aiuto che quello dei Cieli…

9-Poi a Betlemme, o Giuseppe e Maria, io vi vedo respinti da tutti; non c’è chi voglia ospitare nella sua locanda dei poveri forestieri …c’è posto solo per i grandi; e la Regina del Cielo deve partorire un Dio in una stalla; Madre del Salvatore, quanto sei cara! e come ti vedo grande nella povertà di quel luogo!

10-Quando vedo l’Eterno avvolto nelle fasce, e quando sento il debole grido del Verbo divino…Maria, credi che invidi gli Angeli? Il loro adorabil Signore è mio fratello dilettissimo. Come ti benedico, tu che su queste rive hai fatto sbocciare un tal fiore divino! E come t’amo, mentre ascolti i pastori e i Re Magi, e custodisci in cuor tuo tutte queste cose.

11-E t’amo quando vai tra le donne che volgono i loro passi al Tempio; t’amo quando presenti il Salvatore delle nostre anime all’avventurato vegliardo che se lo stringe fra le braccia: prima ascolto sorridendo il tuo inno, ma presto esso è tale che mi desta il pianto. E Simeone fissando un sguardo profetico nel futuro, t’ annunzia una spada di dolore!

12-Regina dei martiri, è la spada che trapasserà il tuo cuore finchè avrai vita. Ma già devi lasciare la tua terra per sfuggire al geloso furore di un re. Gesù dorme in pace tra i lini del tuo seno, ed ecco Giuseppe avvertirti che bisogna partire senza indugio. Si rivela la tua obbedienza, tu ti avvii in tutta fretta, senza un motto.

13-Anche in terra d’Egitto, e nella povertà, sembra a me o Maria che il tuo cuore resti pieno di letizia: Gesù è con te, e quale patria più bella di Lui?  Che ti importa l’esilio?  Possiedi i Cieli …ma a Gerusalemme un oceano d’amara tristezza inonda il tuo cuore …; Gesù, per tre giorni, si cela alla tua tenerezza; oh, allora sì che conosci tutti i rigori dell’esilio!

14-Con gran trasporto d’amore, alla fine lo rivedi: e dici al bel Fanciullo che confonde i Dottori: Figlio,perchè hai fatto questo? Vedi, tuo padre ed io, addolorati, andavamo in cerca di te! E il divino Fanciullo, alla Madre che gli tende le braccia risponde (che profondo mistero!): Perchè mi cercavate? non sapete che io mi devo occupare di quanto riguarda il Padre mio?

15-Il Vangelo mi insegna che crescendo in saggezza, Gesù restò sottomesso a Maria, a Giuseppe. Ed il mio cuore dice con che tenerezza Egli sempre obbedì ai genitori amatissimi. Ma ora capisco il mistero del Tempio, la risposta del dolce mio Re, ed il suo tono. Maria, questo caro Fanciullo vuole che tu sia l’esempio dell’anima che Lo cerca nella notte della fede….

16-Se il Re dei Cieli volle che anche Sua Madre subisse la notte, l’angoscia del cuore, è dunque allora un bene soffrire qui in terra?  Sì…Patire amando è la più pura delle gioie. Gesù può riprendersi tutto quel che mi ha dato, digli pure di non ricordarsi di me. Può ben nascondermisi; io sono pronta ad attenderlo fino al giorno senza tramonto quando la mia fede si spegnerà.

17-Vergine piena di grazia, io so bene che a Nazareth vivesti poveramente, senza chiedere nulla di più: nè estasi, nè miracoli, nè rapimenti, abbellirono la tua vita, o Regina degli eletti. I poveri, gli umili, son tanti su questa terra; essi possono, senza timore, alzare gli occhi a te. Tu sei l’incomparabile Madre che va con loro per la strada comune, per guidarli al Cielo.

18-Voglio vivere con te, Madre diletta, in questo crudo esilio, e seguirti ogni giorno. Mi tuffo rapita nella tua contemplazione, e scopro gli abissi d’amore del tuo Cuore! Tutti i miei timori svaniscono nel tuo sguardo materno, che m’insegna a piangere e a gioire. Tu non disprezzi i giorni delle sante feste, li dividi con noi, li benedici.

19-Scopristi la pena nascosta degli sposi di Cana, cui scarso era il vino, e nella tua sollecitudine e speranza del Suo potere divino, la rivelasti al Salvatore. Gesù parve dapprima respingere la tua preghiera. Ti rispose: Che importa ,donna, questo, a te come a me ? (Gv 2,4) . Ma nel fondo del cuore ti chiama Sua Madre ,e fa per te il Suo primo miracolo.

20-Un dì che i peccatori ascoltano la dottrina di Colui che è venuto per condurli al Cielo, io ti trovo con loro, Madre, in attesa. C’è chi avverte Gesù che tu vorresti vederlo ed allora, davanti alla gran folla, ecco il tuo divin Figlio esprime l’immensità del Suo amore per noi, dicendo: Chi mi è fratello, e sorella, e madre, se non colui che fa la mia volontà?

21-Vergine Immacolata, tenerissima Madre! Tu che ascoltando Gesù non t’attristi, ma ti rallegri che Egli ci faccia capire che la nostra anima è la Sua famiglia quaggiù. Sì, ti rallegri che ci dia la Sua vita, e gli infiniti tesori della Sua divinità. Come non amarti,e non benedirti, Maria, per questa tua grande generosità verso di noi?

22-Tu davvero ci ami come ci ama Gesù, e per noi consenti ad allontanarti da Lui. Amare è dare tutto, anche se stesso, e tu volesti provarlo restando il nostro sostegno. Il Salvatore sapeva i segreti del tuo Cuore materno, l’immensa tua tenerezza…..Gesù ci lascia a te, Refugium peccatorum, quando lascia la croce per attenderci in Cielo.

23-Tu m’apparisci, Maria, in vetta al Calvario, dritta presso la croce come un sacerdote all’altare; offrendo, per saziare la giustizia del Padre, il dolce Emmanuele, il tuo diletto Gesù. Madre desolata, di te disse un profeta: Non c’è altro dolore simile al tuo dolore (Lam. 1,12). O Regina dei martiri, restando abbandonata, tu prodighi per noi tutto il sangue del cuore!

24-La casa di San Giuseppe diventa il tuo asilo, il figlio di Zebedeo rimpiazza Gesù; son l’ultime vicende che leggo sul Vangelo, che poi non parla più della Vergine Maria…ma il suo profondo silenzio, dilettissima Madre, non forse rivela che l’Eterno Verbo vuol Lui stesso cantare i segreti della tua vita per allietarne i Suoi figli, gli eletti del Cielo?

25-E presto ascolterò quella dolce armonia, tra poco verrò a vederti in Cielo!  Tu che mi sorridesti nel mattino della vita, vieni a sorridermi ancora…Madre, si fa sera ! Ma io non temo più lo splendore della tua gloria suprema; ho sofferto con te ..e voglio, oramai, cantare sulle tue ginocchia, Vergine, perchè ti amo….e ripeter per sempre che sono la tua creatura!

http://www.therese-de-lisieux.catholique.fr/Perche-t-amo-Maria.htmlsacra-famiglia

IL ROSARIO, DONO DI MARIA, E’ ARMA POTENTE DEL CIELO CONTRO OGNI MALE. Storia del Santo Rosario

Il Santo Rosario, essendo sostanzialmente composto della preghiera di Cristo Gesù e della salutazione angelica – il Pater e l’Ave – e della meditazione dei misteri di Gesù e di Maria, è senza dubbio la prima e la principale devozione in uso presso i fedeli, dal tempo degli Apostoli e dei primi discepoli, dì secolo in secolo giunta fino a noi.

http://www.preghiereperlafamiglia.it/come-si-recita-il-rosario.htm

Tuttavia, nella forma e nel metodo in cui è recitato attualmente, fu ispirato alla Chiesa e suggerito dalla Vergine a san Domenico di Guzman, fondatore dell’Ordine Domenicano, per convertire gli Albigesi e i peccatori, soltanto nel 1214 così come lo riferisce il beato Alano della Rupe nel suo celebre libro De Dignitate psalterii.297e9e13864fc1828ffd2152602071adSan Domenico, constatando che i peccati degli uomini erano di ostacolo alla conversione degli Albigesi, si ritirò in una foresta presso Tolosa e vi restò tre giorni e tre notti in continua preghiera e penitenza. E tali furono i suoi gemiti e i suoi pianti, le sue penitenze a colpi di disciplina per placare la collera di Dio che cadde svenuto. La Vergine santa, allora gli apparve e gli disse: “Sai tu, caro Domenico, di quale arma si servì la SS. Trinità per riformare il mondo?” – “Signora mia – le rispose – voi lo sapete meglio di me: dopo il figliolo vostro Gesù voi foste lo strumento principale della nostra salvezza”. Ella soggiunse: “Sappi che l’arma più efficace è stato il Salterio angelico, che è il fondamento della Nuova Alleanza; perciò se tu vuoi conquistare a Dio quei cuori induriti, predica il mio salterio”.101
Il Santo si ritrovò consolato e ardente di zelo per la salvezza di quelle popolazioni, andò nella cattedrale di Tolosa. Immediatamente le campane, mosse dagli angeli, suonarono a distesa per radunare gli abitanti. All’inizio della sua predica si scatenò un furioso temporale; il suolo sussultò, il sole si oscurò, tuoni e lampi continui fecero impallidire e tremare tutto l’uditorio. Il loro spavento crebbe quando videro una effige della Vergine, esposta in luogo ben visibile, alzare per tre volte le braccia al cielo e chiedere la vendetta di Dio su di loro qualora non si convertissero e non ricorressero alla protezione della santa Madre di Dio. Questo prodigio del cielo infuse la più alta stima per la nuova devozione del Rosario e ne estese la conoscenza. Da quando san Domenico istituì questa devozione e sino al 1460, anno in cui il beato Alano della Rupe la rinnovò per ordine del cielo essa è detta Salterio di Gesù e di Maria, sia perché contiene tante salutazioni angeliche quanti salmi ha il salterio di Davide, sia perché i semplici e gli ignoranti che non possono recitare il Salterio di Davide, ricavano dalla recita del Rosario lo stesso frutto che si ottiene con la recita dei salmi.

Da quando il beato Alano della Rupe rinnovò questa devozione, la voce del popolo, che è voce di Dio, la chiamò “Rosario”, cioè corona di rose; e ciò per significare che ogni qual volta si recita devotamente il Rosario si pone in capo a Gesù e a Maria una corona di 153 rose bianche e di 16 rosse del paradiso, che non perderanno mai la loro bellezza e il loro splendore.
La Vergine approvò e confermò questo nome di Rosario rivelando a parecchi che con le Ave Maria recitate in suo onore, le si fa dono di altrettante gradite rose; e di tante corone di rose quanti sono i Rosari recitati.

Il Rosario è dunque una grande corona di rose; una parte del Rosario é come un piccolo serto di piccoli fiori o piccola corona di rose celesti che si mette in capo a Gesù e a Maria. Come la rosa è la regina dei fiori, così il Rosario è la prima fra le devozioni.

Promesse fatte dalla Madonna a San Domenico di Guzman e al Beato Alano De La Roche.

«A tutti coloro che reciteranno il mio Rosario Prometto la mia specialissima protezione. Il Rosario sarà un’arma potentissima contro l’in­ferno, distruggerà i vizi, dissiperà il peccato ed abbat­terà le eresie. Chi si raccomanderà col Rosario non perirà. Chiunque reciterà devotamente il Rosario, con la meditazione dei Misteri, si convertirà se peccatore, crescerà in grazia se giusto, e sarà fatto degno della vi­ta eterna. Io libero ogni giorno dal purgatorio le anime de­vote del mio Rosario. I veri figlioli del mio Rosario godranno di una grande gioia in Cielo. Ciò che chiederai con il Rosario, l’otterrai. Coloro che pregano il mio Rosario, saranno da me soccorsi in ogni loro necessità. La devozione del Santo Rosario è un grande se­gno di predestinazione».

Il Rosario, suggerito dalla Madonna a S. Domenico, è una devozione cristocentrica o cristologica. E’ Cristo, difatti, che viene sempre meditato e contemplato, anche se con gli occhi e il cuore di Ma­ria; di Colei, cioè, di cui il Verbo stesso si è servito per arrivare fino a noi, per cui Maria è, dopo Cristo, il vero pontefice tra la divinità e l’umanità. Se qualche mistero riguarda esclusivamente Ma­ria, è per presentarla come primo e garante frutto del­la redenzione operata da Cristo. Se non fosse stato così, la Madonna non avrebbe tanto caldamente raccomandata la recita del Rosario a Lourdes come a Fatima e altrove; Leone XIII non avrebbe scritto ben undici Lettere Encicliche tutte sul Rosario; molti altri Papi non l’avrebbero continuamen­te inculcato, come Pio XII che scriveva: Il Santo Ro­sario non solo sarà la preghiera particolare che ogni giorno sale al cielo in odore di soavità, ma costituirà altresì una scuola efficacissima di vita cristiana (Enciclica Ingruentium malorum, 15 sett. 1951); mentre San Giovanni Paolo II lo definisce: La mia preghiera prediletta. Preghiera meravigliosa; meravigliosa nella sua semplicità e nella sua profondità.  

“Giovani, non vergognatevi di recitare il Rosario mentre andate a scuola, all’università o al lavoro” San Giovanni Paolo II 14Cari giovani, lo sapete: il Cristianesimo non è un’opinione e non consiste in parole vane. Il cristianesimo è Cristo! E’ una Persona, è il Vivente! Incontrare Gesù, amarlo e farlo amare: ecco la vocazione cristiana. Maria vi viene donata per aiutarvi ad entrare in un rapporto più vero, più personale con Gesù. Con il suo esempio, Maria vi insegna a posare uno sguardo d’amore su di Lui, che ci ha amati per primo. Con la sua intercessione, Ella plasma in voi un cuore di discepoli capaci di mettersi in ascolto del Figlio, che rivela il volto autentico del Padre e la vera dignità dell’uomo.

Il 16 ottobre 2002 ho proclamato l’Anno del Rosario ed ho invitato tutti i figli della Chiesa a fare di questa antica preghiera mariana un esercizio semplice e profondo di contemplazione del volto di Cristo. Recitare il Rosario significa infatti imparare a guardare Gesù con gli occhi di sua Madre, amare Gesù con il cuore di sua Madre. Consegno oggi idealmente anche a voi, cari giovani, la corona del Rosario. Attraverso la preghiera e la meditazione dei misteri, Maria vi guida con sicurezza verso il suo Figlio! Non vergognatevi di recitare il Rosario da soli, mentre andate a scuola, all’università o al lavoro, per strada e sui mezzi di trasporto pubblico; abituatevi a recitarlo tra voi, nei vostri gruppi, movimenti e associazioni; non esitate a proporne la recita in casa, ai vostri genitori e ai vostri fratelli, poiché esso ravviva e rinsalda i legami tra i membri della famiglia. Questa preghiera vi aiuterà ad essere forti nella fede, costanti nella carità, gioiosi e perseveranti nella speranza.

Con Maria, ancella del Signore, scoprirete la gioia e la fecondità della vita nascosta. Con Lei, discepola del Maestro, seguirete Gesù lungo le strade di Palestina, divenendo testimoni della sua predicazione e dei suoi miracoli. Con Lei, Madre dolorosa, accompagnerete Gesù nella passione e nella morte. Con Lei, Vergine della speranza, accoglierete l’annuncio gioioso della Pasqua e il dono inestimabile dello Spirito Santo.

Tratto dal messaggio di S.Giovanni Paolo II per la XVIII Giornata Mondiale della Gioventù (13 aprile 2003)

Diceva S.Padre Pio da Pietrelcina: «Il Rosario è un dono meraviglioso della Madonna all’umanità. Questa preghiera è la sintesi della nostra fede; il sostegno del­la nostra speranza; l’esplosione della nostra carità. La corona è un’arma potentissima per mettere in fuga il demonio (Padre Pio la chiamava la mia arma), per su­perare le tentazioni, per vincere il cuore di Dio, per ottenere grazie dalla Madonna. Amate e fate amare la Madonna. Pregate e fate pregare il Rosario. Questo è il mio testamento spírituale».

Il Santo Curato d’Ars: «Una sola “Ave Maria” ben detta fa tremare l’inferno».

San Luigi Maria De Montfort: «L’Ave Maria ben detta (con attenzione, devozione e modestia), secondo i Santi è il nemico che mette in fuga il diavolo, è il martello che lo schiaccia, la santificazione e fecondità dell’anima, la gioia degli Angeli, la melodia dei prede­stinati, il cantico del Nuovo Testamento, la gloria del­la SS. Trinità, il piacere di Maria, un bacio casto e amoroso che le si dà…». San Giovanni Bosco: «Il Rosario è una continua­zione di Ave Maria, con le quali si possono battere, vincere, distruggere tutti i demoni dell’inferno».
Suor Lucia di Fatima: «Per il potere che il Padre ha dato, in questi ultimi tempi, al Rosario non c’è proble­ma personale, né familiare, né nazionale, né interna­zionale, che non si possa risolvere con il Rosario».

MARIA SANTISSIMA A FATIMA: “Pregate il Rosario tutti i giorni per ottenere la pace per il mondo” Fatima, 13 maggio 1917mama-mary-catholic-gallery-10 

http://www.preghiereperlafamiglia.it/come-si-recita-il-rosario.htm

 

La Beata Vergine Maria del Santo Rosario e la vittoria di Lepanto

LA BEATA VERGINE MARIA DEL SANTO ROSARIO E LA BATTAGLIA DI LEPANTO
Così recita un inno cristiano: “Anche a Lepanto se hanno vinto fu il Rosario di San Pio V”.

Il 7 Ottobre è la festa della Madonna del Rosario, festa della Madonna della Vittoria, festa istituita per ricordare la vittoria da parte delle milizie cristiane contro i turchi della Battaglia di Lepanto, occorsa il 7 Ottobre 1571, una delle varie battaglie che impedì all’Europa di essere dominata dall’invasione islamica.

La memoria di quest’evento va tenuta viva: ci sono tante ricostruzioni della battaglia, e tutte dimostrano che la vittoria fu opera della Madonna. Difatti San Pio V, il papa regnante in quel periodo, fece recitare il Rosario in tutta la Cristianità per il buon esito della battaglia, e mise l’emblema della Madonna di Loreto sulle armi delle milizie pontificie, comandate da Marcantonio Colonna.
A vittoria ottenuta, il Papa seppe del buon esito in una visione e fece suonare le campane a distesa in tutta Roma.

San Pio V e la battaglia di Lepanto

Marcantonio Colonna, di ritorno da Lepanto, sbarcò con la sua flotta ad Ancona e si recò con gli ex schiavi cristiani liberati dalle galere turche durante la battaglia in pellegrinaggio a piedi al Santuario della Santa Casa di Loreto, dove portarono le loro catene come ex voto per la loro liberazione. Le catene oggi sono ancora lì, e sono visibili perché sono state fuse per ottenere i cancelletti delle tre porte della Santa Casa, i cancelli in ferro battuto di alcuni altari laterali, alcune parti della fontana presente nella piazza della Santa Casa.
Lasciò anche una bandiera, che fu usata dal generale De La Moriciere, comandante pontificio, durante la Battaglia di Castelfidardo.

L’evento fu così vivo nel cuore del buon popolo cristiano che ancor oggi ci sono dei ricordi legati a questa battaglia, ne citiamo un paio a titolo di esempio:
– a Salò (BS) si ricorda che dalla porta laterale del suo bel Duomo uscirono i soldati volontari che si imbarcarono sul Lago di Garda per raggiungere la sponda sud e unirsi alle milizie veneziane;
– a Spelonga, piccola frazione tra le montagne di Arquata del Tronto (AP), si ripete ogni tre anni la Festa Bella: in agosto gli spelongani, vestiti con fazzoletti recanti i colori delle bandiere turche, vanno nei boschi circostanti, recidono l’albero più alto e lo portano a spinta sino al paese, nella cui piazza, a forma dello scafo di una nave, issano l’albero con una bandiera riproduzione della bandiera turca predata dai prodi spelongani durante la battaglia e riportata a casa intatta per ricordo, oggi conservata nella chiesetta locale.

Che cosa accadde?

Era una giornata autunnale del 1571, la domenica 7 ottobre, quando due giganti militari si fronteggiarono. Da una parte l’intera flotta turca, la grande “superpotenza” dell’epoca, disposta a forma di mezzaluna, al centro della quale si trovava la nave “sultana”, agli ordini del temibile ammiraglio Alì Pascia, adornata da uno stendardo tutto verde, venuto dalla Mecca e su cui era stato ricamato in oro per 28.900 volte il nome di Allah; dall’altra, allineate come una croce, stavano più di duecento navi, chiamate galee, dotate di cannoni e su cui erano ospitati più di 80 mila persone: tutti cattolici, ciurma ed ufficiali, avevano recitato il Rosario e molti di loro si erano confessati e comunicati dai cappellani che li accompagnavano, pronti a seguire gli ordini del loro comandante supremo, il fratello dell’imperatore Filippo II di Spagna, un giovane di 24 anni, generoso e coraggioso, Giovanni d’Austria.

Era un fervente cristiano: non permise che a bordo salissero donne, con cui i marinai potessero commettere azioni immorali. Per quei tempi era una novità assoluta.
Tutti gli scontri militari, purtroppo, producono distruzione e vittime. Anche quella sera, dopo cinque ore di battaglia, quando si contarono morti e feriti, le perdite furono ingenti, da una parte e dall’altra. Eppure, i cristiani esultarono perché la flotta turca, nonostante la superiorità numerica e la fama di invincibilità, era stata sbaragliata: sulla nave ammiraglia dei turchi era stata ammainata la mezzaluna ed issato il vessillo cristiano, un enorme stendardo blu con la raffigurazione di Cristo in Croce. La vittoria militare che annientò l’armata navale turca fu ottenuta anche grazie all’eroismo dei soldati cristiani, come Sebastiano Venier che combatté a capo scoperto e in pantofole.

A chi gli domandava il motivo, rispondeva: “Perché le pantofole fanno migliore presa sulla coperta” ed intanto, nonostante i suoi 75 anni, continuava ad imbracciare e a caricare la balestra. Agostino Barbarigo, veneziano, per meglio dirigere le operazioni si scoprì il capo, fino a quando una freccia nemica non gli si inflisse nell’occhio sinistro, provocandone, il giorno dopo, la morte. Tra gli spagnoli, un soldato riportò serie ferite ma sopravvisse. Ricordò quel giorno come “il più glorioso di tutto il secolo”. Divenne uno scrittore famoso: Cervantes, autore del celeberrimo Don Quijote (Don Chisciotte).

La “Lega Santa”

Le navi cristiane appartenevano a diversi stati dell’Europa del tempo: la Spagna, la Repubblica di Venezia, lo Stato Pontificio ed altri piccoli principati italiani. La coalizione si chiamava “Lega Santa” ed era stata promossa e benedetta da Pio V. Mentre gli Stati europei sembravano superficialmente insensibili al pericolo che li minacciava e continuavano a litigare tra loro, Pio V fu lungimirante: senza la “Lega Santa”, l’Europa sarebbe caduta sotto il giogo dei Turchi che, da più di un secolo, ottenevano vittorie su vittorie a scapito degli stati cristiani ed imponevano la dura legge dell’Islam. Dopo aver conquistato Costantinopoli nel 1453, erano avanzati nell’Europa orientale, giungendo fino alle porte di Vienna nel 1529. Dall’una e dall’altra parte del Mediterraneo, insidiavano con le loro navi e con i pirati loro alleati: ovunque arrivavano, erano razzie, saccheggi, catture di schiavi, massacri, come quello perpetuato ad Otranto in Puglia, 90 anni prima di Lepanto, e dove ancora oggi si conservano le ossa di 800 martiri a cui fu tagliata la testa. Di che cosa fossero capaci i Turchi, desiderosi di sottomettere tutto il mondo cristiano, lo avevano fatto capire, pochi mesi prima di Lepanto, a Farmagosta, una cittadina dell’isola di Cipro: al comandante veneziano che difendeva la fortezza, furono tagliati naso ed orecchie, poi fu scorticato vivo, la sua pelle divenne l’involucro di un fantoccio, esibito poi come un trofeo. Dopo Lepanto, però, iniziò inesorabilmente il declino dell’Impero ottomano, che alla fine della prima guerra mondiale scomparve dalla carta geopolitica del mondo.

Maria Auxilium Christianorum

A quei tempi le comunicazioni non erano rapidissime come oggi. La notizia della vittoria della flotta cristiana fu annunciata al Papa due settimane dopo. Il corriere veneziano arrivò di notte: il Papa fu svegliato e disse: Nunc dimitte servum tuum in pace. Si trattò di una conferma di quanto il santo Papa era già venuto a conoscenza, in modo soprannaturale. Infatti, nel pomeriggio del 7 ottobre, era in riunione con alcuni prelati. D’improvviso si alzò, si avvicinò alla finestra, fissò lo sguardo in estasi, vide la Madonna e poi, tornando al suo posto, disse: “Non occupiamoci più di questi affari, andiamo a ringraziare Dio. La flotta cristiana ha ottenuto la vittoria”.

Non ebbe dubbi: l’esito felice di quell’evento che permise la salvezza dell’Europa cristiana era stato ottenuto grazie all’intercessione della Vergine. Aveva mobilitato monasteri maschili e femminili, indetto speciali preghiere e processioni, soprattutto aveva ordinato la recita del Rosario per ottenere questa grazia: puntualmente arrivò.

Volle pertanto che nelle Litanie lauretane si aggiungesse il titolo “Maria Auxilium Christianorum” ed istituì la festa della “Madonna delle Vittorie”, che, poi, per decisione dei suoi successori, è diventata la memoria liturgica della “Beata Vergine del Rosario” celebrata la prima domenica di ottobre.

Sì, a Lepanto, in modo a noi misteriosamente ignoto, intervenne realmente ed efficacemente la Madonna. Ne erano convinti anche i senatori della Serenissima, la Repubblica di Venezia, che sul quadro affisso nella sala delle loro adunanze, fecero scrivere queste parole: Non virtus, non arma, non duces, sed Virgo Rosarii victores nos fecit.

L’anno successivo, nel 1572, il 7 ottobre venne celebrato il primo anniversario della vittoria di Lepanto con l’istituzione della Festa di Santa Maria della Vittoria, successivamente trasformata nella Festa del SS. Rosario.

PREGHIERE A MARIA REGINA DEL S. ROSARIOour_lady_of_the_rosary_animatedO Maria, Regina del Santo Rosario, che risplendi nella gloria di Dio come Madre di Cristo e Madre nostra, estendi a noi, Tuoi figli, la Tua materna protezione.

Ti contempliamo nel silenzio della Tua vita nascosta, in attento e docile ascolto alla chiamata del Messaggero divino.
Ci avvolge di sublime tenerezza il mistero della Tua carità interiore, che genera vita e dona gioia a coloro che in Tè confidano. Ci intenerisce il Tuo cuore di Madre, pronto a seguire ovunque il Figlio Gesù fin sul Calvario, dove, tra i dolori della passione, stai ai piedi della croce con eroica volontà di redenzione. 

 Nel trionfo della Risurrezione, la Tua presenza infonde gioioso coraggio a tutti i credenti, chiamati ad essere testimonianza di comunione, un cuor solo e un’anima sola.
Ora, nella beatitudine di Dio, quale sposa dello Spirito, Madre e Regina della Chiesa, colmi di gioia il cuore dei santi e, attraverso i secoli, sei conforto e difesa nei pericoli.

 O Maria, Regina del Santo Rosario,
guidaci nella contemplazione dei misteri del Tuo Figlio Gesù, perché anche noi, seguendo insieme con Tè il cammino di Cristo, diventiamo capaci di vivere con piena disponibilità gli eventi della nostra salvezza. Benedici le famiglie; dona ad esse la gioia di un amore indefettibile, aperto al dono della vita; proteggi i giovani.

Da’ serena speranza a chi vive nella vecchiaia o soccombe nel dolore. Aiutaci ad aprirci alla luce divina e con Tè leggere i segni della sua presenza, per conformarci sempre più al Figlio Tuo, Gesù, e contemplare in eterno, ormai trasfigurati, il Suo volto nel Regno di pace infinita. Amen

 † Alberto Maria Careggio, Vescovo

Per quella pietà veramente divina, che Voi mostraste per tutta la Cristianità, allorquando per liberarla dai disordini più scandalosi e le eresia le più fatali, nonché dai castighi imminenti per parte della Divina giustizia, disarmaste il braccio già alzato del vostro Divin Figliuolo, e comparendo al vostro buon servo Patriarca Domenico, gli faceste il dono del vostro Santo Rosario perchè ne inculcasse la recita a tutto il mondo, predicandolo come mezzo più efficace per estirpar le eresie, a correggere i vizi, a meritare la Divina Misericordia, intercedete a noi tutti, cara Madre Maria, di praticare costantemente con vero spirito di fervore una devozione così santa e potente.

 immacolata-picmix

O Vergine Immacolata, Regina del Rosario,
che spargi i tesori della Celeste Misericordia,
difendici dal male, dall’orgoglio,
e purifica i nostri affetti. 

Col tuo materno aiuto e sotto la tua protezione,
vogliamo vivere, o dolce Madre di misericordia,
Regina del Santo Rosario. 
Amen.vergine del rosario.jpg

 

Beata Vergine Maria addolorata. Preghiere

15 settembre FESTA DI MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA.

Papa Francesco: “Gesù  ha promesso di non lasciarci orfani e sulla Croce ci dona sua Madre come nostra Madre. Noi cristiani abbiamo una Madre, la stessa di Gesù; abbiamo un Padre, lo stesso di Gesù. Non siamo orfani! E Lei ci partorisce in quel momento con tanto dolore: è davvero un martirio. Col cuore trafitto, accetta di partorire tutti noi in quel momento di dolore. E da quel momento Lei diventa la nostra Madre, da quel momento Lei è nostra Madre, quella che si prende cura di noi e non si vergogna di noi: ci difende”.

subtumpraesidiumI mistici dei primi secoli cristiani – ricorda Francesco – consigliavano di rifugiarsi sotto il manto della Madre di Dio nel momento delle turbolenze spirituali: “Lì non può entrare il diavolo. Perché Lei è Madre e come Madre difende. Poi l’Occidente ha preso questo consiglio e ha fatto la prima antifona mariana ‘Sub tuum praesidium’ – ‘Sotto il tuo mantello, sotto la tua custodia, oh Madre! Lì siamo sicuri”.

Sotto la tua protezione
cerchiamo rifugio,
santa Madre di Dio:
non disprezzare le suppliche
di noi che siamo nella prova,
ma liberaci da ogni pericolo,
o Vergine gloriosa e benedetta.

 S.Giovanni Paolo II: “Oggi,  la Vergine Addolorata, ritta accanto alla Croce, con la muta eloquenza dell’esempio ci parla del significato della sofferenza nel piano divino della Redenzione.
Ella, per prima, ha saputo e voluto partecipare al mistero salvifico, “associandosi con animo materno al sacrificio di Cristo, amorosamente consenziente all’immolazione della vittima da Lei generata” (Lumen Gentium, 58). Intimamente arricchita da questa ineffabile esperienza, Ella s’accosta a chi soffre, lo prende per mano, lo invita a salire con Lei sul Calvario e a sostare davanti al Crocifisso.
In quel corpo martoriato c’è l’unica risposta convincente agli interrogativi che salgono imperiosi dal cuore. E con la risposta c’è anche la forza necessaria per assumere il proprio posto in quella lotta, che oppone le forze del bene a quelle del male (cfr. Ioannis Pauli PP. II, Salvifici doloris, n. 27). “Coloro che partecipano alle sofferenze di Cristo conservano nelle proprie sofferenze una specialissima Particella dell’infinito tesoro della Redenzione del mondo, e possono condividere questo tesoro con gli altri”.

Chiediamo alla Madonna Addolorata di alimentare in noi la fermezza della fede e l’ardore della carità, per saper portare con coraggio la nostra croce quotidiana (cfr. Lc 9, 23) e così partecipare efficacemente all’opera della Redenzione. (San Giovanni Paolo II, 15 settembre 1991).gesc3b9incroceemaria

Preghiera a Maria Addolorata

Regina dei martiri,

che sostenesti i più atroci dolori
e compisti nel tuo cuore il più eroico dei sacrifici,
io voglio unire le mie pene alle tue.

Vorrei essere vicina a te
come san Giovanni e le pie donne
per consolarti della perdita del tuo Gesù.
Purtroppo riconosco che anch’io
con i miei peccati sono stato causa
della morte del tuo Figlio diletto.

Ti chiedo perdono, o Madre addolorata.
Accetta in riparazione l’offerta
che io ti faccio di me stesso,
e il proposito di volerti sempre amare
per l’ avvenire.
Metto nelle tue mani tutta la mia vita;
fa’ che io possa farti amare
anche da tante anime che vivono lontane
dal tuo Cuore materno. Amen.

I SETTE DOLORI di MARIAsette-dolori-gliri-par-720x440La Madre di Dio rivelò a Santa Brigida che, chiunque reciti sette “Ave Maria” al giorno meditando sui suoi dolori e sulle sue lacrime e diffonda questa devozione, godrà dei seguenti benefici:

La pace in famiglia.

L’illuminazione circa i misteri divini.

L’accoglimento e la soddisfazione di tutte le richieste purché siano secondo la volontà di Dio e per la salvezza della sua anima.

La gioia eterna in Gesù e in Maria.

PRIMO DOLORE: La rivelazione di Simeone

Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima» (Lc 2, 34-35).

Ave Maria…

SECONDO DOLORE: La fuga in Egitto

Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo». Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto.
(Mt 2, 13-14)

Ave Maria…

TERZO DOLORE: Lo smarrimento di Gesù nel Tempio

Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo».
(Lc 2, 43-44, 46, 48).

Ave Maria…

QUARTO DOLORE: L’incontro con Gesù sulla via del Calvario

Voi tutti che passate per la via, considerate e osservate se c’è un dolore simile al mio dolore. (Lm 1, 12). «Gesù vide sua Madre lì presente» (Gv 19, 26).

Ave Maria…

QUINTO DOLORE: La crocifissione e la morte di Gesù.

Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero Lui e i due malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre sulla Croce; vi era scritto “Gesù il Nazareno, il re del Giudei” (Lc 23,33; Gv 19,19). E dopo aver ricevuto l’aceto, Gesù disse: “Tutto è compiuto!” E, chinato il capo, spirò. (Gv 19,30)

Ave Maria…

SESTO DOLORE: La deposizione di Gesù tra le braccia di Maria

Giuseppe d’Arimatèa, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anche lui il regno di Dio, andò coraggiosamente da Pilato per chiedere il corpo di Gesù. Egli allora, comprato un lenzuolo, lo calò giù dalla croce e, avvoltolo nel lenzuolo, lo depose in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare un masso contro l’entrata del sepolcro. Intanto Maria di Màgdala e Maria madre di Ioses stavano ad osservare dove veniva deposto. (Mc 15, 43, 46-47).

Ave Maria…

SETTIMO DOLORE: La sepoltura di Gesù e la solitudine di Maria

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Magdàla. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa. (Gv 19, 25-27).

Ave Maria…1512990_lanciogrande

Regina dei martiri.

Con questo bel titolo la saluta la Chiesa nelle litanie. “Che abbia veramente sofferto, dice san Pascasio Radberto, lo afferma Simeone quando le dice: Una spada trapasserà la tua anima. Di qui è evidente che supera tutti i martiri, perché gli altri hanno sofferto per Cristo nelle loro carni, ma non hanno sofferto nella loro anima, che è immortale, mentre Maria ha sofferto in questa parte di sé, che è impassibile, la sua carne ha sofferto, per così dire, spiritualmente la spada della Passione di Cristo ed è così più che martire. Avendo amato più di tutti, più di tutti ha sofferto e la violenza del dolore trapassò la sua anima, ne prese possesso a testimonianza del suo amore indicibile. Avendo sofferto nella sua anima, fu più che martire, perché il suo amore, più forte della morte, fece sua la morte di Cristo” (Lettera sull’Assunzione, n. 14, PL 30, 138).

Il santo Papa Pio X scriveva che “nell’opera suprema si vide la Vergine ritta presso la croce, oppressa senza dubbio dall’orrore della scena, ma tuttavia felice e gioiosa, perché il Figlio si immolava per la salvezza del genere umano” (Encicl. Ad diem illum, 2 febbraio 1904). Più di san Paolo, Maria sovrabbondava di gioia in mezzo al dolore. In lei, come in Gesù, salve le proporzioni, la gioia più profonda sta insieme alla sofferenza più grande che creatura di quaggiù possa sopportare. Maria ama Dio e la divina volontà più di ogni altra cosa al mondo e sa che sul Calvario si compie questa volontà, che la morte del Figlio offre a Dio il riscatto che Dio esige per la redenzione degli uomini, i quali le sono lasciati come figli suoi e li amerà e già li ama come ha amato Gesù.

Riconoscenza verso Maria.mothermarypic

Disse sant’Alberto Magno: ” Come il mondo tutto è debitore di nostro Signore Dio, così lo è della Vergine per la sua Compassione” (Questione Super Missus, 150). Conosciamo oggi meglio, o Maria, che cosa hai fatto per noi e quanto ti dobbiamo. Tu ti lamentasti perché “guardando gli uomini e cercando fra essi quelli che ricordavano il tuo dolore e ti compativano ne trovasti troppo pochi” (Santa Brigida, Rivelazioni, l. II c. 24). Non vogliamo aumentare il numero dei figli ingrati e ci uniamo perciò alla Chiesa nel ricordare le tue sofferenze e mostrarti la nostra gratitudine.

Sappiamo, o Regina dei martiri, che una spada di dolore ti trapassò l’anima e che solo lo Spirito di vita e di consolazione poté sostenerti e fortificarti nel momento della morte di tuo Figlio.

Sappiamo soprattutto che, se tu hai salito il Calvario, se tutta la tua vita, come quella di Gesù, fu un lungo martirio, ciò avvenne perché tu dovevi compiere presso il Redentore e in unione con lui il ruolo che la nostra prima madre, Eva, compì presso Adamo nella nostra caduta. Tu con Gesù ci hai riscattati, con lui e in dipendenza da lui hai meritato de congruo, per convenienza, la grazia che egli meritò de condigno, in giustizia, per ragione della sua dignità infinità. Ti salutiamo così, con amore e riconoscenza, “nostra Regina, Madre di misericordia, nostra vita e nostra speranza” e, sapendo che la nostra salvezza è nelle tue mani, ti consacriamo tutta la nostra vita, perché, sotto la tua potente protezione, con la tua materna guida, possiamo raggiungerti nella gloria del Paradiso ove, con il Figlio, vivi incoronata e felice per sempre. Così sia.

STABAT MATER (Beato Jacopone da Todi, francescano)

SEQUENZA

In piedi, presso la Croce, cui era appeso il figlio, la Madre dei dolori piangeva.

L’anima sua, che gemeva per la tristezza e la desolazione, era stata trapassata da una spada.

Quanto era triste, quanto era afflitta quella benedetta Madre di un figlio solo.

Gemeva e sospirava la tenera Madre, assistendo alle pene del suo augusto figlio.

Chi non piangerebbe, se vedesse la Madre del Cristo, straziata da pene così acerbe?

Chi non potrebbe essere triste al vedere la Madre di Cristo con lui in preda al dolore?

Vide Gesù in mezzo ai tormenti, sottoposto ai flagelli, per i peccati del suo popolo.

Vide il dolce suo figlio morire senza conforto, ne colse l’ultimo sospiro.

Orsù, Madre, sorgente di amore, fa’ che io senta la violenza della pena e pianga con te.

Fa’ che arda il mio cuore nell’amore di Cristo, Dio, perché io possa piacergli.

Madre santa, imprimi fermamente nel mio cuore le piaghe del Figlio tuo.

Dividi con me le pene del tuo Figlio straziato, che si degnò di soffrire per me.

Fa’ che finché avrò vita, pianga piamente con te e compatisca al Crocifisso.

Desidero stare presso la Croce con te e unirmi a te nel pianto.

Vergine, tra le vergini la più nobile, non essere severa con me, fa’ che mi unisca al tuo pianto.

Fa’ che io porti in me la morte di Cristo, che io partecipi alla sua passione, che ne mediti le sofferenze.

Fa’ che le sue ferite siano le mie ferite, che io mi inebrii della croce e del sangue del tuo figlio.

Le fiamme non mi tormentino: nel giorno del giudizio, sii tu, o Vergine, la mia difesa.

O Cristo, quando dovrò morire, fa’ che la Madre mi conduca alla palma della vittoria.

Quando il corpo morirà, fa’ che l’anima raggiunga la gloria del Paradiso. Così sia.

da: dom Prosper Guéranger, L’anno liturgico. – II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 1076-1083

http://it.radiovaticana.va/news/2016/09/15/messa_del_papa_a_s_marta_nella_memoria_della_addolorata/1258178

Il Santissimo Nome di Maria: quando ancora una volta la Madre di Dio fermò l’invasione dei Turchi

santissimo-nome-di-mariaNel Martirologio Romano il 12 settembre è così caratterizzato:
“Santissimo Nome della beata Vergine Maria: in questo giorno si rievoca l’ineffabile amore della Madre di Dio verso il suo santissimo Figlio ed è proposta ai fedeli la figura della Madre del Redentore perché sia devotamente invocata“. Dice San Antonio da Padova: “Il Nome di Maria, come il Nome di Gesù, è una gioia per il cuore, un favo di miele per la bocca, una deliziosa melodia per l’orecchio”. San Giovanni Bosco insegnava sempre: “Il Rosario è una continuazione di Ave Maria, con le quali si possono battere, vincere, distruggere tutti i demoni dell’inferno”.

La festa del Santissimo Nome di Maria ha una storia in un certo senso profetica. Nei giorni 11 e 12 settembre 1683, il re cattolico Giovanni III Sobieski con le truppe Polacche combattè e vinse definitivamente i Turchi che assediavano Vienna e minacciavano l’intera cristianità europea. I successi dei gran visir dell’Impero Turco, i quali avevano tra il 1669 ed il 1676 riconquistato gran parte dell’Europa orientale, sembravano oscurare la gloriosa vittoria che la Lega Santa aveva riportato un secolo prima, ovvero nella famosa battaglia di Lepanto del 1571.
Papa Innocenzo XI (1611 – 1689), pienamente cosciente del pericolo che le popolazioni europee correvano di fronte alla volontà del visir Kara Mustafa di sottometterle con la forza all’Islam, affidò il delicatissimo compito di formare una nuova alleanza tra regnanti cristiani ad un semplice predicatore rinomato per i miracoli che operava. Si trattava del cappuccino friulano Marco d’Aviano, al secolo Carlo Domenico Cristofori (1631 – 1699). Il Beato Marco d’Aviano, frate francescano, esortò gli eserciti cristiani invocando il Santissimo Nome di Maria e li spinse alla vittoria. Per questo motivo di giubilo il Beato Innocenzo XI, in rendimento di grazie, estese la festa del SS. Nome di Maria alla Chiesa universale. Il Papa era infatti convinto che la liberazione di Vienna, stretta dall’assedio dei Turchi, fosse stata un evento del tutto prodigioso e fosse stata ottenuta per l’intercessione di Maria, proprio il 12 settembre di quel lontano 1683. 

Il frate Marco D’Aviano considerato il Salvatore d’Europa, il 27 aprile 2003 è stato beatificato in Piazza S.Pietro a Roma, da San Giovanni Paolo II. 

PREGHIERA DEL BEATO MARCO D’AVIANO A MARIA SANTISSIMA

O Maria Santissima! Mia padrona, nella tua benedetta fiducia, nella tua speciale protezione e nel seno della tua misericordia, mi raccomando oggi e tutti i giorni, e nell’ora della mia morte, la mia vita e il termine della mia vita a te affido affinchè, per i tuoi altissimi meriti e per intercessione tua, tutte le mie opere si facciano e si dirigano secondo la tua volontà e quella di tuo Figlio. Amen.

San Bernardo ci espone i segreti del Nome dolcissimo di Maria:

MARIA, STELLA DEL MARE
(meditazione di san Bernardo di Chiaravalle – II lettura dell’ufficio della Memoria)virgen2bmaria2bstella2bmaris2boracion2bpara2bpedir2bayuda2by2bamparo2bs
Diciamo ora qualche cosa su questo nome che significa: “Stella del mare” che sembra convenire perfettamente alla Vergine Madre. Molto felicemente ella viene infatti paragonata a una stella perché come la stella emette i propri raggi senza alterarsi, così la Vergine partorisce il Figlio senza alcun deterioramento fisico; né il raggio diminuisce il chiarore della stella, né il Figlio diminuisce l’integrità della Vergine.
Ella è dunque la nobile stella spuntata da Giacobbe, i cui raggi illuminano l’universo, il cui splendore rifulge nei cieli, penetra gli abissi e avvolge la terra e riscaldando più le menti che i corpi, alimenta le virtù e distrugge i vizi. Ella è la stella rilucente e meravigliosa che elevata sull’ immensità di questo mare splende radiosa per i suoi meriti e i suoi fulgidi esempi.
O tu che nelle vicissitudini della vita, più che camminare per terra hai l’impressione di essere sballottato fra tempeste e uragani, se non vuoi finire travolto dall’infuriare dei flutti, non distogliere Io sguardo dal chiarore di questa stella! Se insorgono i venti delle tentazioni se t’imbatti negli scogli delle tribolazioni guarda la stella, invoca Maria. Se vieni travolto dalle onde della superbia, dell’ambizione, della mormorazione, dell’invidia, della gelosia: guarda la stella, invoca Maria. Se l’ira, l’avarizia, la concupiscenza della carne scuotono la navicella della tua anima: guarda la stella, invoca Maria. Se turbato dalla gravità dei tuoi peccati, confuso per le brutture della tua coscienza, atterrito dal rigore del giudizio stai per venire risucchiato dal baratro della tristezza e dall’abisso della disperazione guarda la stella, invoca Maria. Nei pericoli, nelle difficoltà e nei momenti di incertezza, guarda la stella, invoca Maria. Il Suo Nome sia sempre sulla tua bocca. Abbila sempre nel cuore e se vuoi ottenere l’aiuto della sua preghiera, non tralasciare di imitarne gli esempi. Seguendo lei non andrai fuori strada, pregandola non dispererai, pensando a lei non sbaglierai. Se ella ti sostiene non cadrai, se ella ti protegge non avrai nulla da temere, se ella ti guida non ti affaticherai, se ti sarà favorevole giungerai alla mèta e così potrai sperimentare tu stesso quanto giustamente sia stato detto: “e il Nome della Vergine era Maria.”

Preghiere al Nome Santo di Maria783451652_1137186

(Onomastico della Madonna – 12 Settembre)

1. O adorabile Trinità, per l’amore con cui scegliesti ed eternamente Ti compiacesti del Santissimo Nome di Maria, per il potere che gli desti, per le grazie che riservasti ai suoi devoti, fa’ che esso sia anche per me fonte di grazia e di felicità.
Ave Maria….
Benedetto sempre sia, il Santo Nome di Maria. Lodato, onorato e invocato sempre sia, l’amabile e potente Nome di Maria. O Santo, soave e potente Nome di Maria, possa sempre invocarti durante la vita e nell’agonia.

2. O amabile Gesù, per l’amore con cui pronunziasti tante volte il Nome della tua cara Madre e per la consolazione che a Lei procuravi nel chiamarla per nome, raccomanda alle sue speciali cure questo povero tuo e suo servo.
Ave Maria….
Benedetto sempre sia…

3. O Angeli Santi, per la gioia che vi procurò la rivelazione dei Nome della vostra Regina, per le lodi con cui lo celebraste, svelatene anche a me tutta la bellezza, la potenza e la dolcezza e fate che io lo invochi in ogni mio bisogno e specialmente in punto di morte.
Ave Maria….
Benedetto sempre sia…

4. O cara Sant’Anna, buona mamma della Madre mia, per la gioia da te provata nel pronunciare tante volte con devoto rispetto il Nome della tua piccola Maria o nel parlarne con il tuo buon Gioacchino, fa’ che il dolce nome di Maria sia continuamente anche sulle mie labbra.
Ave Maria….
Benedetto sempre sia…

5. E Tu, o dolcissima Maria, per il favore che Dio Ti fece nel donarti Egli stesso il Nome, come a sua diletta Figlia; per l’amore che Tu sempre ad esso mostrasti concedendo grandi grazie ai suoi devoti, concedi anche a me di rispettare, amare ed invocare questo soavissimo Nome. Fa’ che esso sia il mio respiro, il mio riposo, il mio cibo, la mia difesa, il mio rifugio, il mio scudo, il mio canto, la mia musica, la mia preghiera, il mio pianto, il mio tutto, con quello di Gesù, affinché dopo essere stato pace del mio cuore e dolcezza delle mie labbra durante la vita, sia la mia gioia in Cielo. Amen.

Ave Maria….
Benedetto sempre sia…

Preghiera al Santo Nome di Maria – Sant’Alfonso Maria de’ Liguori

O potente Madre di Dio e Madre mia Maria,
è vero che non sono degno neppure di nominarti,
ma Tu mi ami e desideri la mia salvezza.

Concedimi, benché la mia lingua sia immonda,
di poter sempre chiamare in mia difesa
il tuo santissimo e potentissimo nome,
perché il tuo nome è l’aiuto di chi vive e la salvezza di chi muore.

Maria purissima, Maria dolcissima, concedimi la grazia
che il tuo nome sia da oggi in poi il respiro della mia vita.
Signora, non tardare a soccorrermi ogni volta che Ti chiamo,
poiché in tutte le tentazioni e in tutte le mie necessità
non voglio smettere di invocarti ripetendo sempre: Maria, Maria.

Così voglio fare durante la mia vita
e spero particolarmente nell’ora della morte,
per venire a lodare eternamente in Cielo il tuo amato nome:
“O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria”.

Maria, amabilissima Maria,
che conforto, che dolcezza, che fiducia, che tenerezza
sente l’anima mia anche solo nel pronunciare il tuo nome,
o soltanto pensando a Te!
Ringrazio il mio Dio e Signore che Ti ha dato per mio bene
questo nome così amabile e potente.

O Signora, non mi basta nominarti qualche volta,
voglio invocarti più spesso per amore;
voglio che l’amore mi ricordi di chiamarti ad ogni ora,
in modo tale da poter esclamare anch’io insieme a Sant’Anselmo:
“O nome della Madre di Dio, tu sei l’amore mio!”.

Mia cara Maria, mio amato Gesù,
i vostri dolcissimi Nomi vivano sempre nel mio ed in tutti i cuori.
La mia mente si dimentichi di tutti gli altri,
per ricordarsi solo e per sempre di invocare i vostri Nomi adorati.

Mio Redentore Gesù e Madre mia Maria,
quando sarà giunto il momento della mia morte,
in cui l’anima dovrà lasciare il corpo,
concedetemi allora, per i vostri meriti,
la grazia di pronunciare le ultime parole dicendo e ripetendo:
“Gesù e Maria vi amo, Gesù e Maria vi dono il cuore e l’anima mia”.

(Sant’Alfonso Maria de’ Liguori)

santo-nome-di-maria:
Fonti

LA NATIVITA’ DI MARIA e la devozione a Maria SS. Bambina

Festa della Natività della Beata Vergine Maria, 8 settembre

Preghiere a Maria SS. Bambina

b_818_bambina-3
IMMAGINE MIRACOLOSA DI MARIA SS. BAMBINA, SANTUARIO DI MILANO

O Santa Bambina, mistica aurora, Porta felice del Cielo, in Te l’anima mia si affida e spera. Com’è profonda la mia tiepidezza nel servizio di Dio! Quanto è grande il pericolo di dannarmi! O potente Avvocata, dalla tua piccola culla stendi begnina la mano, scuotimi dal penoso letargo, sorreggimi nel cammino della vita. Fa’ che mi dedichi al servizio del Signore. Per Cristo nostro Signore. Amen

PREGHIERA DI SAN GIOVANNI PAOLO II  IN OCCASIONE DELLA FESTA DELLA
NATIVITÀ DELLA VERGINE MARIAmad-fatima-rofr

O Vergine nascentesperanza e aurora di salvezza al mondo intero,
volgi benigna il tuo sguardo materno a noi tutti,
qui riuniti per celebrare e proclamare le tue glorie!

O Vergine fedeleche sei stata sempre pronta e sollecita ad accogliere, conservare e meditare la Parola di Dio,
fa’ che anche noi, in mezzo alle drammatiche vicende della storia,
sappiamo mantenere sempre intatta la nostra fede cristiana,
tesoro prezioso tramandatoci dai Padri!

O Vergine potenteche col tuo piede schiacci il capo del serpente tentatore,
fa’ che realizziamo, giorno dopo giorno, le nostre promesse battesimali, con le quali abbiamo rinunziato a Satana, alle sue opere ed alle sue seduzioni,
e sappiamo dare al mondo una lieta testimonianza della speranza cristiana.

O Vergine clementeche hai sempre aperto il tuo cuore materno alle invocazioni dell’umanità, talvolta divisa dal disamore ed anche, purtroppo, dall’odio e dalla guerra, fa’ che sappiamo sempre crescere tutti, secondo l’insegnamento del tuo figlio, nell’unità e nella pace, per essere degni figli dell’unico Padre celeste.

Amen!  (Santa Messa in Frascati, 8 settembre 1980)

Preghiera a Maria SS. Bambina3808020392_8c6d655bc0

Dolce Bambina Maria,
che destinata ad essere Madre di Dio
sei pur divenuta augusta sovrana
e amatissima Madre Nostra,
per i prodigi di grazie che compisti fra noi,
ascolta pietosa le mie umili suppliche.
Nei bisogni che mi premono da ogni parte,
e specialmente nell’affanno che ora mi tribola,
tutta la mia speranza è in te riposta.
O Santa Bambina,
in virtù dei privilegi che a te sola furono concessi
e dei meriti che hai acquistati,
mostrati ancora oggi verso di me pietosa.
Mostra che la sorgente dei tesori spirituali
e dei beni continui che dispensi è inesauribile,
perché illimitata è la tua potenza sul cuore paterno di Dio.
Per quell’immensa profusione di grazie
di cui l’Altissimo ti arricchì
fin dai primi istanti del tuo immacolato concepimento,
esaudisci, o celeste Bambina, la mia supplica,
e loderò in eterno la bontà del tuo cuore. Amen

Breve storia della Natività di Maria e della devozione a Maria SS. Bambina8_settebre

Come quasi tutte le solennità principali di Maria anche la Natività è di origine orientale. Nella Chiesa latina ve l’avrebbe introdotta il papa orientale san Sergio I alla fine del sec. VII. Originariamente doveva essere la festa della dedicazione dell’attuale basilica di sant’Anna in Gerusalemme. La Tradizione infatti indicava quel luogo come la sede dell’umile dimora di Gioacchino ed Anna, lontani discendenti di Davide, genitori di Maria santissima. Occorre cercare in questo culto della Natività di Maria una profonda verità: la venuta dell’uomo-Dio sulla terra fu lungamente preparata dal Padre nel corso dei secoli. 
La devozione cristiana ha voluto perciò venerare le persone e gli avvenimenti che hanno preparato la nascita di Cristo sul piano umano e sul piano della grazia: sua Madre, la nascita di Essa, la sua Concezione, i suoi genitori e i suoi antenati (Vangelo: Mt 1,1-16.18-23).

“La celebrazione odierna onora la natività della Madre di Dio. Però il vero significato e il fine di questo evento è l’incarnazione del Verbo. Infatti Maria nasce, viene allattata e cresciuta per essere la Madre del Re dei secoli, di Dio. La presente festa è come una pietra di confine fra il Nuovo e l’Antico Testamento. Mostra come ai simboli e alle figure succeda la verità e come alla prima alleanza succeda la nuova. Tutta la creazione dunque canti di gioia, esulti e partecipi alla letizia di questo giorno. Angeli e uomini si uniscano insieme per prender parte all’odierna liturgia. Insieme la festeggino coloro che vivono sulla terra e quelli che si trovano nei cieli. Questo infatti è il giorno in cui il Creatore dell’universo ha costruito il Suo Tempio, oggi il giorno in cui, per un progetto stupendo, la creatura diventa la dimora prescelta del Creatore.”   Dai «Discorsi» di sant’Andrea di Creta, vescovo  (Disc. 1; PG 97, 806-810)

In Milano, il culto della natività di Maria sembra risalire al secolo X, mentre il duomo dedicato a ‘Maria nascente’ sarà consacrato il 20 ottobre 1572 da san Carlo Borromeo. Non lontano dal duomo, nella casa generalizia delle Suore di carità, in via santa Sofia, si apre un santuario dove, in una culla di bronzo dorato, è custodita un’immagine miracolosa di Maria Bambina. QuaI è l’origine e la vicenda del simulacro? Intorno agli anni 1720-1730 suor Isabella Chiara Fornari, francescana di Todi, modellava volti in cera di Gesù bambino e di Maria bambina; era questa un’espressione della devozione ai misteri dell’infanzia di Gesù e di Maria, tipica del ‘700. Un simulacro in cera, raffigurante Maria in fasce, fu donato a mons. Alberico Simonetta e, alla sua morte (1739), l’effigie passò alle suore Cappuccine di santa Maria degli angeli in Milano, che ne divulgarono la devozione.

Gli anni che vanno dal 1782 al 1842 segnano la soppressione, decretata prima dall’imperatore Giuseppe II e poi da Napoleone, delle varie congregazioni religiose. Il simulacro è portato da alcune suore Cappuccine presso il convento delle Agostiniane, poi dalle Canonichesse lateranensi; sarà quindi affidato al parroco don Luigi Bosisio, perché lo trasmetta a un istituto religioso che possa mantenerne viva la devozione. Questo simulacro avrà, come suo penultimo porto, un luogo di sofferenza: l’ospedale Ciceri di Milano. Lì verrà affidato dal Bosisio a suor Teresa Bosio, superiora delle Suore di carità di Lovere (Bg), congregazione religiosa fondata nel 1832 da Bartolomea Capitanio. Queste suore che il popolo chiamerà in seguito ‘di Maria Bambina’, presenti in Milano dal marzo del 1842, erano state chiamate dal card. Gaysruck per l’assistenza ai malati dell’ospedale. Al Ciceri, suore e malati si rivolgono ben presto a Maria Bambina per ottenere forza, speranza e protezione. Nel 1876, in seguito al trasferimento della casa generalizia e del noviziato, il simulacro passerà in via santa Sofia.

L’effigie di Maria Bambina ha ormai oltrepassato il secolo: il volto in cera appare scolorito e sciupato dal tempo; viene così sostituita con un’altra immagine, mentre quella originale sarà riesposta l’8 settembre di ogni anno all’interno della casa religiosa. E’ il 1884… Nella cronaca dell’anno si legge: “…erano le ore sette del 9 settembre 1884… La madre si reca nell’infermeria per la visita alle ammalate e, preso il santo simulacro, va di letto in letto porgendolo alle suore ammalate perché lo bacino. Giunge alla postulante Giulia Macario, da più giorni aggravatissima. Questa si sforza di avvicinarsi alla Celeste Bambina, con parole affettuose chiede la guarigione. Subito si sente per tutto il corpo un fremito misterioso. ‘Sono guarita!’, esclama. Si alza e cammina”. Da allora, il 9 settembre di ogni anno, si festeggia il ‘giorno del miracolo’. Dal 16 gennaio, poi, dell’anno successivo si nota un fatto straordinario: l’immagine di cera, scolorita e ingiallita, comincia a diventare così bella da sembrare “una bambina vera”.

Questi fatti danno il via ad un nuovo periodo della devozione a Maria Bambina:

1885 – 2 giugno: il simulacro viene trasportato in una cappella più ampia, per facilitare l’afflusso ai fedeli;
1886 – 6 febbraio: mons. A. Polin, vescovo di Adria e Rovigo, celebra per la prima volta la santa Messa davanti alla sacra effigie;
1887 – 24 maggio: in Brescia viene benedetta la prima chiesa dedicata dall’istituto a Maria Bambina;
1888 – 8 settembre: nella casa generalizia di Milano il simulacro è trasportato in una nuova cappella.

Sono anni scanditi da un accorrere di fedeli: la devozione popolare si estende. Numerose le grazie ottenute. Nel 1904, l’allora superiora generale, suor Angela Ghezzi, chiede ed ottiene dalla Santa Sede il permesso di incoronare il miracoloso simulacro. La cerimonia si svolge il 31 maggio dello stesso anno: il card. Ferrari, assistito da altri vescovi, mette un diadema d’oro alla piccola effigie. Il gesto è interpretato da molti, e in particolare dalle religiose, come una risposta della Vergine alla preghiera che, parecchio tempo prima, la giovane fondatrice Bartolomea Capitanio, aveva rivolto a Maria, invitandola ad “alzare dalla culla la tenera manina” e a benedire tutti. Maria Bambina accompagna le vicende tristi e liete degli anni successivi: sono gli anni del primo conflitto mondiale e del dopoguerra. Il 9 settembre 1934 si festeggia il cinquantesimo anniversario del primo miracolo e il 26 aprile 1935 viene celebrata nel santuario, scelto fra i 72 santuari maggiori dell’archidiocesi, la santa Messa giubilare della redenzione. Il popolo è raccolto in preghiera per ottenere il dono della pace. Scoppia il secondo conflitto mondiale. Il 21 novembre 1942, in piena guerra, nel giorno in cui ricorre il centenario dell’ingresso del simulacro nell’istituto, papa Pio XII esorta le suore a “implorare dalla Celeste Bambina il ritorno di quella pace nella cui attesa tutto il mondo sanguina e geme” (Vaticano, 13 novembre 1942). La situazione, però, peggiora: la guerra miete vittime e causa dolore, disperazione e distruzioni. Milano, come molte altre grandi città, diventa luogo di rappresaglie e bersaglio ai numerosi bombardamenti. Si teme per la sorte del simulacro. Nel febbraio del 1943 è trasportato a Maggianico di Lecco, mentre il 15-16 agosto un violento bombardamento è sferrato contro la città; il santuario e parte della casa generalizia vengono distrutti. Sotto le macerie si ritrovano numerosi ex voto contorti e anneriti: saranno raccolti come ‘frammenti’ di speranza e di sicura protezione della Vergine. Con la ricostruzione della casa, il simulacro ritorna a Milano in una sede provvisoria. Il 5 ottobre 1951 è posta la prima pietra del nuovo santuario, che sarà consacrato nei giorni 20 e 21 novembre 1953 dal card. Ildefonso Schuster, arcivescovo di Milano. Lì troverà la sua degna collocazione.

La storia di amore, di preghiera e di fiducia giunge fino ai nostri giorni: Maria Bambina continua ad essere nella Chiesa “speranza e aurora di salvezza”. Nella settimana dall’8 al 15 settembre 1984 viene celebrato il centenario del primo miracolo e il 4 novembre successivo papa Giovanni Paolo II, presente in Milano per la conclusione delle celebrazioni in onore di san Carlo Borromeo, visita il santuario di Santa Maria Bambina, affidando all’istituto “quella consegna” che gli viene dal cuore: “C’è un capitolo nella spiritualità mariana che sembra specialmente aperto alla vostra contemplazione: Maria Bambina. Un mistero poco conosciuto. Io penso che voi avete un compito grande: di approfondire questo mistero”.

Da quel giorno, davanti alla piccola immagine di Maria, arde una lampada “pro pontifice nostro Joanne Paulo”. La sosta di amore e di preghiera di S. Giovanni Paolo II in santuario e il suo invito a percorrere sempre più le vie della  piccolezza evangelica nel clima spirituale di Maria Bambina  è stata per tutte le suore una nuova dolcissima grazia di Maria.

http://www.suoredimariabambina.org/dnld/preghierasanGPII.pdf

reliquiagpii_1
SAN GIOVANNI PAOLO II NEL SANTUARIO DI MARIA SS. BAMBINA, MILANO 1984

smariabambina

 

La devozione a Maria S. Madre di Cristo è sempre esistita dalle prime comunità cristiane

Testimonianze delle prime comunità cristiane sul culto mariano.

L’apologetica ha molte cose da dire riguardo la Vergine Maria. Sapete che la dottrina cattolica sulla Madonna, il culto che la Chiesa e i cattolici rendono alla Madre di Dio, le verità dogmatiche che La riguardano e che i cattolici sono tenuti a credere vengono contestate, tutte o in parte, dal mondo protestante e dai Testimoni di Geova.
 Secondo costoro, la Chiesa altera la verità del Vangelo quando afferma e insegna che ogni cristiano è chiamato a venerare la Madre di Dio, a pregarla, a crederLa mediatrice tra Dio e gli uomini di tutte le grazie.
 Per loro, la venerazione della Madre di Dio nasconde o diminuisce il vero culto che si deve prestare soltanto a Dio, che è Padre, Figlio e Spirito Santo (per i protestanti), o che è solo Padre (per i Testimoni di Geova).
 Naturalmente, ogni cattolico, e ogni apologeta, trae spunto da queste contestazioni per approfondire le ragioni della sua fede e per rispondere punto per punto alle accuse.
 Ci serviremo, per questa esegesi, di un opuscolo di Padre Tornese dedicato alla “Madonna contestata” e integrerò quanto scrive Padre Tornese con informazioni e dati che traggo dalla preziosissima  Enciclopedia Cattolica, che ho esaminato alla voce “Maria”. Chiederemo alla storia di indicarci che cosa pensavano i primi cristiani della Madre di Dio. Vogliamo sapere se anch’essi veneravano Maria, come noi cattolici oggi. O se, al contrario, hanno “ragione” protestanti e Testimoni di Geova.
Sgomberiamo subito il campo da ogni confusione di carattere dottrinale e spieghiamo bene che cosa intende la dottrina cattolica per culto mariano, per culto prestato alla Vergine Maria.
Il culto di Maria viene definito “iperdulia”. È un termine che significa prestare un onore speciale, superiore all’onore che si deve ai santi.
 Perché un cattolico presta alla Vergine Maria un onore speciale? La risposta è semplice: a causa della sua singolare eccellenza, della sua eccezionale e singolare dignità, perché è la Madre di Dio ed è la Regina di tutti i santi.
 Chiarito che cosa si intende per venerazione di Maria, non possiamo più cadere nel tranello che ci tendono i Testimoni di Geova, quando accusano noi cattolici di “adorare” Maria. I cattolici non adorano Maria, adorano solo Dio. I cattolici venerano Maria, che è cosa ben diversa dall’adorare.
Protestanti e Testimoni di Geova contestano il culto a Maria, insegnato dalla Chiesa cattolica. Per la verità, va detto che molti di loro portano un certo rispetto per la Madre di Gesù, ma non comprendono come sia possibile prestarLe culto.
 Torniamo alla nostra domanda: per quale ragione noi cattolici prestiamo un culto a Maria, veneriamo la Vergine Madre di Dio. In primo luogo: la ragione per la quale i cattolici venerano Maria si trova nel Vangelo. Ivi è raccontato, in modo illuminante, che l’angelo Gabriele e santa Elisabetta hanno rivolto a Maria parole piene di venerazione profonda.
L’angelo Gabriele e santa Elisabetta hanno trattato Maria con autentica venerazione. Dunque noi cattolici – lo ricordino Protestanti o Testimoni di Geova – quando veneriamo Maria non facciamo altro che imitare l’angelo Gabriele e santa Elisabetta.maxresdefault2
 Conosciamo le parole che l’angelo rivolge a Maria, ricordate da san Luca: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te” . Dunque, quando noi cattolici veneriamo la Madonna pregando l’Ave Maria, non facciamo altro che ripetere il saluto dell’angelo.
 Proseguiamo. Conosciamo le parole che santa Elisabetta rivolge a Maria quando la Madre di Gesù va a trovarla, parole anch’ esse riportate dal Vangelo di san Luca: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo” (Lc 1 ,42). Vedete bene che quando veneriamo la Madonna pregando l’Ave Maria, noi cattolici altro non facciamo che aggiungere, al saluto angelico, le parole di santa Elisabetta.
 E se ci pensiamo bene! qui delle due; l’una: o queste parole, piene di venerazione, queste affermazioni dell’angelo e di santa Elisabetta erano sbagliate – e allora bisogna concludere che l’angelo inviato da Dio e santa Elisabetta hanno sbagliato, e ha sbagliato anche san Luca, perché non ha contestato quelle parole – oppure quelle parole erano appropriate, erano doverose e allora facciamo bene noi cattolici a ripeterle, a venerare la Madre di Dio pregando l’Ave Maria, imitando l’angelo Gabriele e santa Elisabetta.
In secondo luogo: i cattolici invocano Maria, la credono capace di intercedere presso Dio, le rivolgono preghiere chiedendole di intervenire presso suo Figlio per ottenete i favori di Dio.
Protestanti e Testimoni di Geova contestano questo potere di intercessione della Vergine Maria, contestano che Maria sia Mediatrice tra i cristiani e Dio. Per loro, questa sarebbe una invenzione della Chiesa cattolica e un allontanamento dal Vangelo.
 Quali ragioni, quali motivi abbiamo noi cattolici per sostenere, giustificare e difendere dalle contestazioni la verità del potere di intercessione di Maria?
 Rispondiamo semplicemente. La prima ragione, come sempre, sta nel Vangelo. Per chi lo sa leggere, l’episodio del primo miracolo di Gesù, compiuto a Cana di Galilea, riportato dal Vangelo di san Giovanni, è illuminante, esemplare e chiarissimo.
Durante il banchetto nuziale, al quale era stato invitato anche Gesù, viene a mancare il vino e Maria interviene, intercede, fa da mediatrice tra gli invitati a nozze e Gesù stesso.
 E che cosa succede? Succede che Gesù dice a sua Madre che non è ancora giunta la sua ora, quindi che non aveva in conto di manifestare il suo potere, ma, per l’intercessione di Maria, che si era rivolta a suo Figlio, Gesù rimedia: l’acqua viene trasformata in vino.
 Dunque, quando noi cattolici chiediamo l’intercessione di Maria non facciamo altro che chiedere alla Madre di Dio di fare ciò che ha fatto a Cana, è cioè di rivolgersi a suo Figlio per i nostri bisogni.
 Qui si potrebbe chiedere a Protestanti e a Testimoni di Geova di spiegarci dove sbagliamo noi cattolici, quando chiediamo a Maria di comportarsi come si è comportata a Cana, ottenendo da suo Figlio Gesù un vero miracolo.
Ma l’apologetica può ricordare anche altre ragioni per giustificare la verità cattolica. Infatti, se passiamo dalla Sacra Scrittura alla storia, vediamo che anche i cristiani dei primi secoli invocavano Maria, La pregavano, consapevoli del suo potere di intercedere presso Dio.
 La storia, dunque, conferma la verità cattolica sul culto a Maria.483x309
Pensate che la più antica e famosa preghiera rivolta a Maria, SUB TUUM PRAESIDIUM, è stata trovata in un papiro egiziano, copto, che secondo molti studiosi risale al 111 dopo Cristo, quindi in epoca antichissima. Ed è una preghiera, una richiesta di intercessione rivolta dai primi cristiani alla Vergine Maria.
Ascoltiamo questa preghiera antichissima:
“Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio santa Madre di Dio.
Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta”.
 Dunque, se noi cattolici invochiamo Maria e le chiediamo di intercedere presso Dio, di proteggerci e di liberarci dai pericoli, facciamo quello che hanno sempre fatto i veri cristiani, dalle origini e fino ai nostri giorni.
In terzo luogo, noi cattolici prestiamo culto a Maria cercando di imitarne le virtù. Questo culto è fondato sulla specialissima e singolare santità di Maria, che l’angelo ha chiamato “Piena di Grazia”.

La storia offre conferme. Se visitate le catacombe di Priscilla, a Roma, le catacombe dove si radunavano i primi cristiani, troverete una rappresentazione che risale al III secolo dove si vede bene la figura di un vescovo che, nell’atto di imporre il sacro velo ad una vergine cristiana, le addita come modello Maria, che è lì dipinta col bambino Gesù in braccio.

image008
CATACOMBE DI PRISCILLA, ROMA: LA PIU’ ANTICA IMMAGINE DI MADONNA CON GESU’ BAMBINO
 Come vedete, i primi cristiani erano convinti che la Vergine Maria fosse un esempio da imitare, specialmente da coloro che sceglievano la verginità consacrata come stile di vita al servizio di Dio.
La storia conferma che i cattolici, venerando Maria e cercando di imitarla non inventano niente di nuovo, ma ripetono ciò che i veri cristiani hanno sempre fatto.
 Proseguiamo nella nostra riflessione. Nella storia della Chiesa, il Concilio di Efeso dell’anno 431, ricopre una tappa importante. È il Concilio nel quale la Chiesa proclama solennemente Maria come “Madre di Dio”.
 Il Concilio era stato convocato per contrastare la tesi del Patriarca di Costantinopoli Nestorio, che non riconosceva questo titolo a Maria. Se tuttavia teniamo presente che il Concilio di Efeso venne celebrato in un edificio dedicato a Maria, risulta dimostrato che anche prima di quel Concilio il culto a Maria era praticato nella Chiesa.
Noi cattolici dobbiamo respingere come storicamente infondata la tesi che il culto di Maria sarebbe cominciato proprio con il Concilio di Efeso.
 Se torniamo nelle catacombe di Priscilla, sulla via Salaria a Roma, possiamo osservare un epitaffio, cioè un’iscrizione che generalmente si poneva sulla tomba di un defunto, posto davanti al loculo di un morto di nome Vericundus. Il nome di questo defunto è tracciato su due tegole tra loro unite, che chiudono il loculo.
Bene, fra queste due tegole, proprio sulla calce che le unisce, spicca, dipinta probabilmente dalla stessa mano che tracciò il nome del defunto, una “M” e secondo la nota studiosa Margherita Guarducci questa “M” rappresenta Maria.
 Il nome di Maria veniva così inserito nel nome di Vericundus per augurare al defunto la protezione della Vergine Maria nel mondo ultraterreno, nell’al di là.
 Ora, tenete presente che questo epitaffio risale al II secolo e ci dimostra come fin dai tempi della Chiesa antica i veri cristiani – come facciamo oggi noi cattolici – affidavano anche a Maria l’anima del defunto. Ma vedete bene, con questo esempio, che 300 anni prima del Concilio di Efeso si invocava Maria a protezione delle anime dei defunti. coemeterium-maius-orante-xp(FOTO: lunetta del Cimitero maggiore a Roma del sec. IV, dove Maria nell’atteggiamento dell’orante, tiene il piccolo Signore Gesù davanti a sé ed è fiancheggiata dai monogrammi cristologici che, solitamente affiancati all’alfa e omega, diventano simbolo della divinità di Gesù. E’ colei che secondo la profezia di Isaia presenta al mondo l’incarnazione del Verbo).
Ma andiamo avanti. Nel famoso “muro G”, che conteneva le ossa dell’ apostolo Pietro identificate da Margherita Guarducci, sono state trovate molte scritte, databili all’inizio del IV secolo, quindi antichissime.
 Ora, tra questi graffiti, che venivano incisi per impetrare ai cristiani defunti la felicità del Paradiso, si trova molte volte una acclamazione di vittoria di Cristo, di sua Madre Maria e dell’apostolo Pietro. Vi è persino un graffito in cui il nome di Maria appare per intero e non abbreviato, come si usava fare in antichità. Questo vuol dire che i Cristiani dei primi secoli associavano alla vittoria di Cristo la vittoria di Maria e del principe degli apostoli.
 Capite bene che attribuendo a Maria la vittoria sul demonio noi cattolici crediamo ciò che i primi cristiani hanno sempre creduto e che ci è testimoniato da preziosissimi documenti storici.
 Non solo. A dimostrazione che il culto di Maria è antichissimo nella Chiesa, si può dire che risulta ormai certo che prima del Concilio di Efeso, dell’anno 431, furono istituite varie feste in onore di Maria, a Betlemme, Gerusalemme e a Nazareth.
Una solennità mariana esisteva a Costantinopoli, prima del Concilio di Efeso: sembra autentico un discorso di san Proclo, patriarca di Costantinopoli nell’anno 429, nel quale si fa cenno chiarissimo ad una solennità della Vergine Maria. Dunque, prima del Concilio di Efeso, Maria veniva festeggiata anche liturgicamente.
Troviamo preghiere bellissime rivolte a Maria, di Atanasio, san Giovanni Crisostomo, sant’Ambrogio, san Gerolamo e di sant’Agostino.
Come si vede, la Vergine Maria era venerata, e a Lei si rivolgevano preghiere, fin dall’antichità.
 La devozione a Maria non nasce con il Concilio di Efeso dell’anno 431, ma è sempre stata presente nella Chiesa, fin dalle origini, fin dai primi secoli.
 Come possiamo dubitare che i cristiani non abbiano messo in pratica quelle parole così profonde, pronunciate da Maria e tramandate dal vangelo di san Luca: “D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente”?
 Ecco, noi cattolici pregando e venerando Maria non facciamo altro che obbedire al Vangelo che ci dice di chiamare, di considerare, di credere “beata” Maria, la Madre di Gesù.
 Vorrei concludere questa conversazione dedicata alle ragioni e alle prove del culto mariano, praticato fin dai tempi della Chiesa primitiva, rivolgendo l’attenzione proprio a Nazareth, cioè alla località dove l’angelo Gabriele rivolse a Maria il famoso saluto: “Ave piena di Grazia”.
Perché rivolgiamo l’attenzione a Nazareth? Perché proprio in questo luogo santo, dove oggi sorge la famosa Basilica dell’Annunciazione, si sono trovate prove antichissime del fatto che i cristiani pregavano la Vergine Maria, proprio come facciamo oggi noi cattolici.
 In una colonna antichissima, forse del II, massimo del III secolo, è stata trovata un’iscrizione in lingua greca, che è stata scritta da una pellegrina la quale, in ginocchio (così scrive), “sotto il luogo sacro di Maria” ha inciso il proprio nome e quello dei suoi cari, per affidarli alla Madonna.
 Abbiamo così la prova che a Nazareth, già nel II, massimo nel III secolo, i cristiani affidavano alla protezione di Maria se stessi e i propri cari. In quella iscrizione, oltretutto, la pellegrina dice di avere eseguito i riti e le preghiere prescritte; o di avere ornato religiosamente l’immagine di Maria (qui il testo greco autorizza l’uno e l’altra interpretazione).
 Traggo questa informazione preziosissima, grazie alla quale sappiamo che in età antichissima, a Nazareth, i cristiani pregavano Maria con riti e preghiere, da un opuscolo, intitolato:
“La chiesa primitiva nei ricordi di Nazareth”, che ho comprato proprio a Nazareth in occasione del mio viaggio di nozze.
 E non solo. Contemporaneamente alla scoperta di questa importantissima e antichissima iscrizione, ne veniva trovata un’altra, sempre del II, massimo del III secolo, che porta la testimonianza sicura del culto mariano che i cristiani prestavano a Maria.
In questa iscrizione si può leggere chiaramente il saluto angelico:

“Ave Maria” (in greco antico Chaire Maria,”Rallegrati o Maria”). L’espressione ripete il saluto alla Vergine dell’angelo Gabriele; e afferma in sostanza la fede dei primi cristiani nella maternità divina di Maria. È senza dubbio la più antica invocazione alla Madonna, rinvenuta nella casa stessa dove secondo la tradizione visse la Vergine Maria. Questo antichissimo graffito, antecedente di qualche secolo al concilio di Efeso che renderà ufficiale il culto a Maria, smentisce le fantasiose costruzioni di alcuni studiosi i quali affermavano che esso sarebbe stato derivato da un culto a una divinità femminile pagana (vedi in merito Padre Bellarmino Bagatti, Nazaret nell’archeologia. Storia di Gesù, Rizzoli, vol. I, pag. 79ss.)

israele4
Nel cerchio bianco, il celebre graffito greco XH MARIA: “Chaire Maria”, il saluto dell’Angelo Gabriele a Maria
La storia, i documenti, le prove, le testimonianze danno ragione ai cattolici che, venerando Maria, pregandola, chiedendole aiuto e intercessione presso Dio, fanno ciò che hanno sempre fatto tutti i veri cristiani, dalle origini ai nostri giorni.
Gianpaolo Barra, direttore de “il Timone”
IL TIMONE – Gennaio/Febbraio 2003 (pag.64-65-66)

Solennità Beata Maria Vergine Regina

22 agosto La festività di Maria Regina del Cielo e della terra, parallela a quella di Cristo Re, venne istituita da Papa Pio XII nel 1955. Dignità Regale della Santa Vergine Maria (Enciclica Pio XII Ad Caeli Reginam):

http://w2.vatican.va/content/pius-xii/it/encyclicals/documents/hf_p-xii_enc_11101954_ad-caeli-reginam.html

Il popolo cristiano ha sempre creduto a ragione, anche nei secoli passati, che Colei, dalla quale nacque il Figlio dell’Altissimo, che «regnerà eternamente nella casa di Giacobbe» (Lc 1, 32), (sarà) «Principe della pace» (Is 9, 6), «Re dei re e Signore dei signori» (Ap 19, 16), al di sopra di tutte le altre creature di Dio ricevette singolarissimi privilegi di grazia. Considerando poi gli intimi legami che uniscono la madre al figlio, attribuì facilmente alla Madre di Dio una regale preminenza su tutte le cose.

Si comprende quindi facilmente come già gli antichi scrittori della chiesa, avvalendosi delle parole dell’arcangelo san Gabriele, che predisse il regno eterno del Figlio di Maria (cf. Lc 1, 32-33), e di quelle di Elisabetta, che s’inchinò davanti a lei, chiamandola «madre del mio Signore» (Lc 1, 43), abbiano, denominando Maria «madre del Re» e «madre del Signore», voluto significare che dalla regalità del Figlio dovesse derivare alla Madre una certa elevatezza e preminenza.

Pertanto sant’Efrem,(V secolo), con fervida ispirazione poetica, così fa parlare Maria: «Il cielo mi sorregga con il suo braccio, perché io sono più onorata di esso. Il cielo, infatti, fu soltanto tuo trono, non tua madre. Ora quanto è più da onorarsi e da venerarsi la madre del Re del suo trono!».E altrove così egli prega Maria: «Vergine augusta e padrona, regina, signora, proteggimi sotto le tue ali, custodiscimi, affinché non esulti contro di me satana, che semina rovine, né trionfi contro di me l’iniquo avversario»”.

Preghiera a Maria Regina – Sant’Antonio da Padova120815

Ti preghiamo, o nostra Signora, inclita Madre di Dio, esaltata al di sopra dei cori degli angeli, di riempire il vaso del nostro cuore con la grazia celeste; di farci splendere dell’oro della sapienza; di sostenerci con la potenza della tua intercessione; di ornarci con le pietre preziose delle tue virtù; di effondere su di noi l’olio della tua misericordia, con il quale coprire la moltitudine dei nostri peccati, ed essere così trovati degni di venir innalzati alle altezze della gloria celeste e vivere felici in eterno con i beati comprensori.
Ce lo conceda Gesù Cristo, tuo Figlio, che ti ha esaltata al di sopra dei cori degli angeli, ti ha incoronata con il diadema del regno, e ti ha posta sul trono dell’eterno splendore. A Lui sia onore e gloria per i secoli eterni.
E tutta la chiesa risponda: Amen. Alleluia!

(S.Antonio da Padova)

Preghiera a Maria Regina, di Sant’Alfonso Maria de’ Liguorisaints5-25

O Madre del mio Dio e mia Signora Maria,

mi presento a Te che sei la Regina del Cielo e della terra
come un povero piagato davanti ad una potente Regina.

Dall’alto trono dal quale tu siedi, non sdegnare,
Ti prego, di volgere gli occhi su di me, povero peccatore.

Dio Ti ha fatta così ricca per aiutare i poveri
e Ti ha costituita Madre di Misericordia
affinché Tu possa confortare i miserabili.
Guardami dunque e compatiscimi.

Guardami e non mi lasciare se non dopo avermi trasformato
da peccatore in Santo.

Mi rendo conto di non meritare niente, anzi, per la mia ingratitudine dovrei essere privato di tutte le grazie che per tuo mezzo ho ricevuto dal Signore; ma Tu che sei la Regina di Misericordia non cerchi i meriti, bensì le miserie per soccorrere i bisognosi. Chi è più povero e bisognoso di me?

O Vergine sublime, so che Tu, oltre ad essere la Regina dell’universo, sei anche la mia Regina. Voglio dedicarmi completamente ed in modo particolare al tuo servizio, affinché Tu possa disporre di me come Ti piace. Perciò Ti dico con San Bonaventura: “O Signora, mi voglio affidare al tuo potere discreto, perchè Tu mi sostenga e governi totalmente.
Non mi abbandonare”. Guidami Tu, Regina mia, e non lasciarmi solo. Comandami, utilizzami a Tuo piacere, castigami quando non Ti ubbidisco, poiché i castighi che mi verranno dalle Tue mani mi saranno salutari.

Ritengo più importante essere tuo servo piuttosto che signore di tutta la terra. “Io sono tuo: salvami”. O Maria, accoglimi come tuo e pensa a salvarmi. Non voglio più essere mio, mi dono a Te.
Se nel passato Ti ho servito male ed ho perduto tante belle occasioni per onorarti, in avvenire voglio unirmi ai tuoi servi più innamorati e fedeli.
No, non voglio che da oggi in poi qualcuno mi superi nell’onorarti e nell’amarti, mia amabilissima Regina. Prometto e spero di perseverare così, con il tuo aiuto. Amen.

(Sant’Alfonso Maria de Liguori)

SOLENNE CONSACRAZIONE ALL’IMMACOLATA REGINA DEL CIELO E DELLA TERRA (composta da san Massimiliano Kolbe )sept00f

O Immacolata,
Regina del cielo e della terra,
Rifugio dei peccatori
e Madre nostra amorosissima,
Cui Dio volle affidare
l’intera economia della misericordia,
io, indegno peccatore, mi prostro ai tuoi piedi,
supplicandoTi umilmente
di volermi accettare tutto e completamente
come cosa e proprietà Tua,
e di fare ciò che Ti piace di me
e di tutte le facoltà della mia anima
e del mio corpo,
di tutta la mia vita, morte ed eternità.
Disponi pure, se vuoi, di tutto me stesso,
senza alcuna riserva, per compiere
ciò che è stato detto di Te:
“Ella ti schiaccerà il capo” (Gn 3,15),
come pure: “Tu sola hai distrutto
tutte le eresie sul mondo intero” (Lit.),
affinché nelle Tue mani immacolate
e misericordiosissime
io divenga uno strumento utile
per innestare e incrementare
il più fortemente possibile la Tua gloria
in tante anime smarrite e indifferenti
e per estendere in tal modo,
quanto più è possibile,
il benedetto regno del SS. Cuore di Gesù.
Dove Tu entri, infatti, ottieni la grazia
della conversione e santificazione,
poichè ogni grazia scorre, attraverso le Tue mani,
dal Cuore dolcissimo di Gesù fino a noi.

V. Concedimi di lodarTi , o Vergine santissima.
R. Dammi forza contro i Tuoi nemici.

6241ad4f54715e5f07afba60533d15daATTO DI CONSACRAZIONE (quotidiano)

Vergine Immacolata, Madre mia, Maria,
io rinnovo a Te oggi e per sempre,
la consacrazione di tutto me stesso
perché tu disponga di me
per il bene delle anime.
Solo Ti chiedo,
o mia Regina e Madre della Chiesa,
di cooperare fedelmente alla Tua missione
per l’avvento del Regno di Gesù nel mondo.
Ti offro, pertanto,
o Cuore Immacolato di Maria, le preghiere,
le azioni e i sacrifici di questo giorno.

PENSIERI DEL SANTO CURATO D’ARS: MARIA REGINA DEL CIELO E DELLA TERRAqueenshiptitlepic

Se vediamo la Madonna abbassarsi, nella sua umiltà, al di sotto di ogni creatura, vediamo anche quest’umiltà innalzarla al di sopra di tutto ciò che non è Dio.

No, non sono i grandi della terra che l’hanno fatta salire a quel supremo grado di dignità nella quale abbiamo la gioia di contemplarla oggi.

Le Tre Persone della Santissima Trinità l’hanno posta su questo trono di gloria; l’hanno proclamata Regina del cielo e della terra, rendendola depositaria di tutti i tesori celesti. No, non capiremo mai abbastanza la grandezza di Maria, e il potere che Gesù Cristo, suo divin Figlio, le ha dato; non conosceremo mai bene il desiderio che ella ha di renderci felici.

Ella ci ama come figli suoi; si rallegra del potere che Dio le ha dato, per esserci utile. Sì, Maria è la nostra mediatrice; è lei che presenta al suo divin Figlio tutte le nostre preghiere, le nostre lacrime, i nostri gemiti; è lei che ci attira le grazie necessarie per la nostra salvezza.

Lo Spirito Santo ci dice che Maria, fra tutte le creature, è un prodigio di grandezza, un prodigio di santità e un prodigio d’amore.

L’Ave Maria è una preghiera che non stanca mai. Quando si parla delle cose della terra, del commercio, della politica, ci si stanca: ma quando si parla della Madonna, è sempre nuovo…

Tutti i santi hanno una grande devozione alla Madonna; nessuna grazia viene dal cielo senza passare per le sue mani. Quando si vuole offrire qualche cosa ad un grande personaggio, si fa presentare questo dono dalla persona che egli preferisce, affinché l’omaggio gli sia gradito.

Così, le nostre preghiere, presentate dalla Santa Vergine, hanno tutt’altro merito, perché la Santa Vergine è l’unica creatura che non abbia mai offeso Dio. Soltanto la Madonna ha compiuto il primo comandamento: un solo Dio adorerai e amerai perfettamente. Ella l’ha compiuto nella sua totalità… Tutto quello che il Figlio chiede al Padre gli è concesso. Tutto ciò che la Madre chiede al Figlio le è similmente concesso.

Quando le nostre mani hanno toccato degli aromi, profumano tutto ciò che toccano; facciamo passare le nostre preghiere per le mani della Madonna: lei le profumerà. Penso che alla fine del mondo, la Madonna sarà ben tranquilla, ma finché il mondo dura, è tirata da tutte le parti. La Madonna è come una madre che ha molti figli. È continuamente occupata ad andare dall’uno all’altro.

da: Importunate il buon DIO (pensieri e discorsi del curato d’Ars)
ed. Città Nuova

REGNATE O MADRE SUL NOSTRO CAMMINO! 
Preghiera a Maria Santissima Regina, di Papa Pio XII (1954)- 2900-00-COUV-ND-du-Rosaire.jpg

Dal profondo di questa terra di lacrime, ove la umanità dolorante penosamente si trascina; tra i flutti di questo nostro mare perennemente agitato dai venti delle passioni; eleviamo gli occhi a voi, o Maria, Madre amatissima, per riconfortarci contemplando la vostra gloria, e per salutarvi Regina e Signora dei cieli e della terra, Regina e Signora nostra.

Questa vostra regalità vogliamo esaltare con legittimo orgoglio di figli e riconoscerla come dovuta alla somma eccellenza di tutto il vostro essere, o dolcissima e vera Madre di Colui, che è Re per diritto proprio, per eredità, per conquista.

Regnate, o Madre e Signora, mostrandoci il cammino della santità, dirigendoci e assistendoci, affinchè non ce ne allontaniamo giammai.

Come nell’alto del cielo Voi esercitate il vostro primato sopra le schiere degli Angeli, che vi acclamano loro Sovrana; sopra le legioni dei Santi, che si dilettano nella contemplazione della vostra fulgida bellezza; così regnate sopra l’intero genere umano, soprattutto aprendo i sentieri della fede a quanti ancora non conoscono il vostro Figlio. Regnate sulla Chiesa, che professa e festeggia il vostro soave dominio e a voi ricorre come a sicuro rifugio in mezzo alle calamità dei nostri tempi. Ma specialmente regnate su quella porzione della Chiesa, che è perseguitata ed oppressa, dandole la fortezza per sopportare le avversità, la costanza per non piegarsi sotto le ingiuste pressioni, la luce per non cadere nelle insidie nemiche, la fermezza per resistere agli attacchi palesi, e in ogni momento la incrollabile fedeltà al vostro Regno.

Regnate sulle intelligenze, affinchè cerchino soltanto il vero; sulle volontà, affinchè seguano solamente il bene; sui cuori, affinchè amino unicamente ciò che voi stessa amate.

Regnate sugl’individui e sulle famiglie, come sulle società e le nazioni; sulle assemblee dei potenti, sui consigli dei savi, come sulle semplici aspirazioni degli umili.

Regnate nelle vie e nelle piazze, nelle città e nei villaggi, nelle valli e nei monti, nell’aria, nella terra e nel mare;

e accogliete la pia preghiera di quanti sanno che il vostro è regno di misericordia, ove ogni supplica trova ascolto, ogni dolore conforto, ogni sventura sollievo, ogni infermità salute, e dove, quasi al cenno delle vostre soavissime mani, dalla stessa morte risorge sorridente la vita.

Otteneteci che coloro, i quali ora in tutte le parti del mondo vi acclamano e vi riconoscono Regina e Signora, possano un giorno nel cielo fruire della pienezza del vostro Regno, nella visione del vostro Figlio, il quale col Padre e con lo Spirito Santo vive e regna nei secoli dei secoli. Così sia!

Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria Madre di Dio

Oggi 15 agosto è la festa più solenne della Vergine Madre di Dio, la “festa delle sue feste”, come dicono i Padri della Chiesa: perché oggi, “terminato il corso della sua vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo”. Questo crede e celebra la Chiesa; questo confessa e propone il suo magistero. Canta la Liturgia bizantina: “la tomba e la morte non prevalsero sulla Madre di Dio, che non si stanca di intercedere, né mai cessa di supplicare. Colui che dimorò in un grembo sempre vergine ha assunto alla vita la Madre della Vita”.

Oggi, infatti, Cristo, primizia e causa della nostra risurrezione, ha innalzato accanto a sé la Sua Madre purissima, trasfigurandola nella sua Luce, a immagine del Suo corpo glorioso. Con gioia dunque acclamiamo il Signore, Luce senza tramonto e Re della gloria e chiediamo l’intercessione di Sua Madre per tutte le nostre intenzioni e perché tanti cristiani, oggi perseguitati in molte nazioni, non si sentano abbandonati dall’indifferenza e dall’egoismo, e perché la violenza ceda il passo al rispetto e alla pace.

42-160495_630x210

PREGHIERE per la solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria Madre di Dio

Signore, Padre Santo, Dio onnipotente ed eterno, noi Ti ringraziamo e Ti benediciamo perchè la Vergine Maria, Madre di Cristo, tuo Figlio e nostro Signore, è stata assunta nella Gloria del Cielo. In Lei primizia e immagine della Chiesa, hai rivelato il compimento del mistero di salvezza e hai fatto risplendere per il tuo popolo, pellegrino sulla terra, un segno di consolazione e di sicura speranza. Tu non hai voluto che conoscesse la corruzione del sepolcro Colei che ha generato il Signore della vita. Amen. (Dal prefazio dell’Assunzione)

Preghiera a Maria Assunta di Papa Pio XIIdsc01135

O Vergine Immacolata, Madre di Dio e Madre degli uomini,

noi crediamo nella tua Assunzione in anima e corpo al cielo,

ove sei acclamata da tutti i cori degli angeli e da tutte le schiere dei santi.

E noi ad essi ci uniamo per lodare

e benedire il Signore che ti ha esaltata sopra

tutte le creature e per offrirti l’anelito della nostra devozione

e del nostro amore.

Noi confidiamo che i tuoi occhi misericordiosivirgenbella_n

si abbassino sulle nostre miserie

e sulle nostre sofferenze; che le tue labbra sorridano alle nostre gioie

e alle nostre vittorie;

che tu senta la voce di Gesù ripeterti per ciascuno di noi:

Ecco tuo figlio.

E noi ti invochiamo nostra madre e ti prendiamo, come Giovanni, per guida,

forza e consolazione della nostra vita mortale.

Noi crediamo che nella gloria, dove regni vestita di sole e coronata di stelle,

sei la gioia e la letizia degli angeli e dei santi.

E noi in questa terra, ove passiamo pellegrini, guardiamo verso di te,

nostra speranza;

attiraci con la soavità della tua voce per mostrarci un giorno,

dopo il nostro esilio, Gesù, frutto benedetto del tuo seno, o clemente,

o pia, o dolce Vergine Maria.

Preghiera a Maria Assunta di Paolo VIlassomption_de_la_vierge_le_brun

O Maria Immacolata Assunta in cielo, tu che vivi beatissima nella visione di Dio: di Dio Padre che fece di te alta creatura, di Dio Figlio che volle da te essere generato uomo e averti sua madre, di Dio Spirito Santo che in te compì la concezione umana del Salvatore. O Maria purissima, o Maria dolcissima e bellissima, o Maria donna forte e pensosa, o Maria povera e dolorosa, o Maria vergine e madre, donna umanissima come Eva più di Eva. Vicina a Dio nella tua grazia nei tuoi privilegi nei tuoi misteri nella tua missione nella tua gloria. O Maria assunta nella gloria di Cristo nella perfezione completa e trasfigurata della nostra natura umana. O Maria porta del cielo specchio della luce divina santuario dell’Alleanza tra Dio e gli uomini, lascia che le nostre anime volino dietro a te, lascia che salgano dietro il tuo radioso cammino trasportate da una speranza che il mondo non ha, quella della beatitudine eterna. Confortaci dal cielo o Madre pietosa e per le tue vie della purezza e della speranza guidaci un giorno all’incontro beato con te e con il tuo divin Figlio il nostro Salvatore Gesù. Amen!

15 agosto: Assunzione Beata Vergine Maria

assumption-of-the-blessed-virgin-mary-2

La solennità dell’Assunzione di Maria deriva dalla liturgia locale di Gerusalemme; nel VI secolo era già diffusa in tutta la chiesa bizantina.

Nel corso del VII secolo viene accolta dalla liturgia romana sotto diversi nomi: Dormitio, Pausatio, Natalis.
Il 1° novembre 1950 Pio XII definì l’Assunzione di Maria dogma di fede e, per conseguenza, ristrutturò la liturgia del giorno. L’Assunzione è l’unica festa mariana dotata di una messa per la sera della vigilia.

Il senso e contenuto teologico di tale solennità è espresso nella bolla Munificentissimus Deus: “L’Augusta Madre di Dio…fu innalzata in anima e corpo alla celeste gloria”.
Maria è entrata, unica tra tutte le pure creature umane, in anima e corpo nella beatitudine del cielo.
La Lumen Gentium la presenta in questi termini: “L’Immacolata Vergine, preservata immune da ogni macchia di colpa originale, finito il corso della sua vita terrena fu assunta alla celeste gloria in anima e corpo” (n. 59).

La liturgia vede in Maria la Donna di cui parla S. Giovanni. 

Donna misteriosa, al centro della lotta tra le potenze delle tenebre e il Messia. Anch’essa insidiata insieme al Figlio; anch’essa vincitrice con Lui perché sostenuta da Dio. Ci troviamo qui di fronte ai motivi centrali della festività: la vittoria di Maria sul peccato e sull’inferno; la partecipazione attiva ala lotta di Cristo e alla sua vittoria. La gioia di questa festa, pertanto, è la gioia della vittoria, del coronamento, la gioia dell’esultanza della Pasqua. E’ lo stesso mistero del mattino di Pasqua di risurrezione che si realizza in Maria. La stessa vittoria alla quale Lei ha dato la sua attiva, personale e piena collaborazione. 

Assunta perchè Immacolata
L’Assunzione è il coronamento e il maturarsi in Dio di una situazione in cui Maria si è stabilita con la sua Concezione Immacolata, progredita e giunta ad una pienezza singolare con la divina maternità. La divina maternità ha realizzato in Maria un perfezionamento di tutto il suo essere. Tutto ciò evidentemente ha conferito ancora bellezza e preziosità al corpo di Maria, reso capace di un’unica circolazione vitale col Figlio di Dio, fatto uomo. Tra Lei e il Verbo fatto carne, per nove mesi, c’è stato un interscambio vitale, che mentre formava il Figlio, perfezionava e arricchiva della sua santità la Madre.

Assunta perchè Madre di Dio pienamente conforme a Cristo
L’Assunzione è il coronamento e il maturarsi in Dio di una situazione in cui Maria si è stabilita con la sua Concezione Immacolata, progredita e giunta ad una pienezza singolare con la divina maternità. La divina maternità ha realizzato in Maria un perfezionamento di tutto il suo essere. Tutto ciò evidentemente ha conferito ancora bellezza e preziosità al corpo di Maria, reso capace di un’unica circolazione vitale col Figlio di Dio, fatto uomo. Tra Lei e il Verbo fatto carne, per nove mesi, c’è stato un interscambio vitale, che mentre formava il Figlio, perfezionava e arricchiva della sua santità la Madre.

L’Assunzione di Maria, speranza e ideale della Chiesa
In Maria si è rivelato il compimento del mistero della salvezza. Come infatti avrà compimento?
Nella risurrezione e glorificazione definitiva di tutta la persona umana. Sarà, questo compimento, la pasqua definitiva e perfetta della Chiesa, perché glorificazione anche del corpo. Gesù lo aveva affermato; ma con l’Assunzione di Maria le parole e il mistero di Cristo si evidenziano in una maniera che aiuta la fede e le certezze del popolo dei credenti. Sicchè, celebrando l’Assunzione, la speranza cristiana si fortifica e il cuore dei credenti si riempie di consolazione.
E’ in questo contesto spirituale che si capisce il linguaggio esultante che riempie e dà fisionomia alla celebrazione liturgica. La seconda antifona dei primi vespri afferma: “La porta del paradiso è stata chiusa a tutti a causa di Eva e per mezzo di Maria è stata di nuovo spalancata”.
Aggiunge ancora sicurezza alla nostra fede, perché si compie nell’ambito di una pura creatura.
Ci dice quale sia il nostro destino. Quella gloria che oggi esalta davanti al cielo e alla terra Maria Santissima, è quanto Dio ha preparato per i suoi figli. Di quella stessa gloria brillerà il corpo di ognuno.
Maria assunta in cielo è veramente la speranza e l’ideale della Chiesa.

Fonte: Missionarie dell’Immacolata Padre Kolbe


Santo e glorioso è il corpo della Vergine Maria890bb9f20e0fb502df04052e31dc0946

I santi padri e i grandi dottori nelle omelie e nei discorsi, rivolti al popolo in occasione della festa odierna, parlavano dell’Assunzione della Madre di Dio come di una dottrina già viva nella coscienza dei fedeli e da essi già professata; ne spiegavano ampiamente il significato, ne precisavano e ne approfondivano il contenuto, ne mostravano le grandi ragioni teologiche. Essi mettevano particolarmente in evidenza che oggetto della festa non era unicamente il fatto che le spoglie mortali della beata Vergine Maria fossero state preservate dalla corruzione, ma anche il suo trionfo sulla morte e la sua celeste glorificazione, perché la Madre ricopiasse il modello, imitasse cioè il suo Figlio unico, Cristo Gesù.

San Giovanni Damasceno, che si distingue fra tutti come teste esimio di questa tradizione, considerando l’Assunzione corporea della grande Madre di Dio nella luce degli altri suoi privilegi, esclama con vigorosa eloquenza: «Colei che nel parto aveva conservato illesa la sua verginità doveva anche conservare senza alcuna corruzione il suo corpo dopo la morte. Colei che aveva portato nel suo seno il Creatore, fatto bambino, doveva abitare nei tabernacoli divini. Colei, che fu data in sposa dal Padre, non poteva che trovar dimora nelle sedi celesti. Doveva contemplare il suo Figlio nella gloria alla destra del Padre, lei che lo aveva visto sulla croce, lei che, preservata dal dolore, quando lo diede alla luce, fu trapassata dalla spada del dolore quando lo vide morire. Era giusto che la Madre di Dio possedesse ciò che appartiene al Figlio, e che fosse onorata da tutte le creature come Madre ed ancella di Dio».

San Germano di Costantinopoli pensava che l’incorruzione e l’assunzione al cielo del corpo della Vergine Madre di Dio non solo convenivano alla sua divina maternità, ma anche alla speciale santità del suo corpo verginale: «Tu, come fu scritto, sei tutta splendore (cfr. Sal 44, 14); e il tuo corpo verginale è tutto santo, tutto casto, tutto tempio di Dio. Per questo non poteva conoscere il disfacimento del sepolcro, ma, pur conservando le sue fattezze naturali, doveva trasfigurarsi in luce di incorruttibilità, entrare in una esistenza nuova e gloriosa, godere della piena liberazione e della vita perfetta».
Un altro scrittore antico afferma: «Cristo, nostro salvatore e Dio, donatore della vita e dell’immortalità, fu lui a restituire la vita alla Madre. Fu lui a rendere colei, che l’aveva generato, uguale a se stesso nell’incorruttibilità del corpo, e per sempre. Fu lui a risuscitarla dalla morte e ad accoglierla accanto a sé, attraverso una via che a lui solo è nota».
Tutte queste considerazioni e motivazioni dei santi padri, come pure quelle dei teologi sul medesimo tema, hanno come ultimo fondamento la Sacra Scrittura. Effettivamente la Bibbia ci presenta la santa Madre di Dio strettamente unita al suo Figlio divino e sempre a Lui solidale, e compartecipe della sua condizione.

Per quanto riguarda la Tradizione, poi, non va dimenticato che fin dal secondo secolo la Vergine Maria viene presentata dai santi padri come la novella Eva, intimamente unita al nuovo Adamo, sebbene a lui soggetta. Madre e Figlio appaiono sempre associati nella lotta contro il nemico infernale; lotta che, come era stato preannunziato nel protovangelo (cfr. Gn 3, 15), si sarebbe conclusa con la pienissima vittoria sul peccato e sulla morte, su quei nemici, cioè, che l’Apostolo delle genti presenta sempre congiunti (cfr. Rm capp. 5 e 6; 1 Cor 15, 21-26; 54-57). Come dunque la gloriosa risurrezione di Cristo fu parte essenziale e il segno finale di questa vittoria, così anche per Maria la comune lotta si doveva concludere con la glorificazione del suo corpo verginale, secondo le affermazioni dell’Apostolo: «Quando questo corpo corruttibile si sarà vestito di incorruttibilità e questo corpo mortale di immortalità, si compirà la parola della Scrittura: La morte è stata ingoiata per la vittoria» (1 Cor 15, 54, cfr. Os 13, 14).

In tal modo l’augusta Madre di Dio, arcanamente unita a Gesù Cristo fin da tutta l’eternità «con uno stesso decreto» di predestinazione, immacolata nella sua concezione, vergine illibata nella sua divina maternità, generosa compagna del divino Redentore, vittorioso sul peccato e sulla morte, alla fine ottenne di coronare le sue grandezze, superando la corruzione del sepolcro. Vinse la morte, come già il suo Figlio, e fu innalzata in anima e corpo alla gloria del cielo, dove risplende Regina alla destra del Figlio suo, Re immortale dei secoli.

Dalla Costituzione Apostolica «Munificentissimus Deus» di Pio XII, papa
(AAS 42 [1950], 760-762. 767-769)st_marys_cathedral_basilica_of_the_assumption_-_covington_ky_-_great_stained_glass_window_crowning_of_bvm

Preghiere riparatrici degli oltraggi alla Beata Vergine Maria

PREGHIERA ALLA REGALITÀ DI MARIA518330307569f2c783fb7e59ed175483

O Maria, Immacolata Madre di Dio, con gli Angeli in luce, i Santi in letizia, noi Ti salutiamo Regina del Cielo e della terra e T’invochiamo a regnare su tutte le anime.

Per la grazia divina, di cui sei la generosa dispensatrice, fa che tutte le menti conoscano Dio nella verità, tutti i cuori Lo amino nella carità, tutte le volontà Gli siano soggette nell’umiltà.

E tu poni, maternamente, in ciascuno di noi il Tuo trono d’amore, così che da Te scaturisca ogni nostra gioia, in Te si queti ogni nostro affanno, per Te si elevi, confidente, ogni nostra preghiera.

Affrettati – o potentissima Signora ! – affrettati a conquistare il mondo nella pace della Tua carità, per lo splendore del Tuo diadema e per l’avvento glorioso del Regno universale di Gesù Cristo, Tuo Figlio divino, nostro Signore.

Preghiera alla Madonna della Medaglia Miracolosa

PREGHIERA

Maria Immacolata, Madonna della Medaglia Miracolosa, che hai promesso il tuo aiuto e la tua speciale protezione a chi Ti prega con fiducia, guarda ai nostri bisogni spirituali e materiali e abbi pietà di noi. Attraverso la tua Medaglia spargi ancora su di noi i te­sori delle tue grazie. In noi e in tutti vinca sempre l’amore e il perdono e re­gni la pace.
Te lo chiediamo, dolce Mamma nostra, per Gesù Cristo, nostro Signore. Amen.

CORONCINA ALLA MEDAGLIA MIRACOLOSA

O Vergine Immacolata della Medaglia Miracolosa, che, mossa a pietà dalle nostre miserie, scendesti dal cielo per mostrarci quanta cura prendi alle nostre pene e quanto ti adoperi per allontanare da noi i castighi di Dio e ottenerci le sue grazie, soccorrici in questa presente nostra necessità e concedici le grazie che ti domandiamo.

Ave Maria.

O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a te!

O Vergine Immacolata, che ci hai fatto dono della tua Medaglia, quale rimedio a tanti mali spirituali e corporali che ci affliggono, come difesa delle anime, medicina dei corpi e conforto di tutti i miseri, ecco che noi la stringiamo riconoscenti sul nostro cuore e ti domandiamo per essa di esaudire la nostra preghiera.

Ave Maria.

O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a te!

O Vergine Immacolata, che hai promesso grandi grazie ai devoti della tua Medaglia, se ti avessero invocato con la giaculatoria da Te insegnata, noi, pieni di fiducia nella Tua parola, ricorriamo a Te e Ti domandiamo, per a Tua Immacolata Concezione, la grazia di cui abbiamo bisogno.

Ave Maria.

O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a te!

PREGHIERA

Vergine Immacolata, Madre nostra tenerissima, abbiate pietà degli increduli che non Vi vogliono conoscere, degli empi che oltraggiano il Vostro SS. Nome, dei peccatori che disprezzano la Vostra verginale purezza. Al grido delle loro bestemmie, rispondete con la stessa preghiera del Vostro divin Figlio Gesù, agonizzante sulla Croce: Padre! Perdonate loro perchè non sanno quel che si fanno; e dal Cuore dolcissimo di Lui ottenete che tutti i bestemmiatori si convertano, in modo che dalla terra s’innalzi sempre a Voi un inno di lode e di benedizione. Madre di misericordia! accettate benigna l’umile atto di riparazione e di amore che vi presentiamo, e siate propizia alle anime nostre, alle nostre famiglie, ai nostri parenti, amici e nemici adesso e nell’ora della morte. Così sia.

RIPARAZIONE518330307569f2c783fb7e59ed175483

O Maria, sorriso della creazione, armonia dei cuori, festa del Cielo e della terra, quanti uomini cattivi osano bestemmiare il Vostro nome dolcissimo, ed invece dovrebbero cantare a Voi, o Madre potente di Dio e degli uomini, le lodi più belle e più profonde del ringraziamento. Chi può numerare, o Vergine purissima, le grazie che Voi con la Vostra dolcissima voce, strappate ogni giorno, ogni ora, in ogni istante, alla divina Maestà di Dio?

Il grande devoto Vostro, S. Bernardo di Chiaravalle, diceva che Iddio, nella Sua infinita bontà e sapienza, non concede nulla alla terra, se non per mezzo Vostro.
Voi dunque siete l’arbitra amatissima tra il Cielo e la terra, tra il Creatore e la creatura, tra Dio e l’uomo! E noi siamo convinti che Voi, o Madre dolce e cara, v’interessate sempre e vivamente di noi che siamo in questa valle di pianto, pellegrini affannosi verso la terra dei viventi.
E, se il mondo non cade sotto il peso dei suoi delitti e delle sue malvagità, lo deve a Voi, che giustamente siete chiamata il celeste parafulmine contro i meritati castighi di Dio. Per tutte queste ragioni noi, esuli figli di Eva, dovremmo star sempre, e tutti, con la fronte nella polvere, e ringraziarvi, e mostrarci riconoscenti e grati, e vivere santamente e cristianamente. Ed invece quante anime sconoscenti, dimentiche completamente della Vostra pacifica, materna missione, ardiscono insultare al Vostro nome, bestemmiare la Vostra purezza immacolata, gittare il veleno infernale dell’insulto a Voi, che, come Gesù, Figlio di Dio e Vostro, siete passata sul mondo strappando al Cuore di Dio le più belle grazie e misericordie, e versando, sulla terra ingrata e ribelle, fiori di benedizioni e d’amore.
Madre buona, non ascoltate le bestemmie dei figli ingrati, ma le nostre umili e vibranti voci di lode e di osanna al Vostro nome, alla Vostra persona, alla Vostra missione di Madre e di Corredentrice…..
Sì, Vi ringraziamo per quanto avete fatto, per quanto fate, per quanto farete per noi. Convertite i poveri bestemmiatori… Che anch’essi, convertiti da Voi, dalla Vostra materna bontà, si uniscano a noi nel ripetere ora e sempre, da l’uno a l’altro lato del mondo
Sia lodata, benedetta, ringraziata in Cielo e in terra, sempre, da tutte le generazioni, la santa, la purissima, la dolcissima Madre di Gesù. Viva Maria!

ATTO DI CONSACRAZIONE E RIPARAZIONE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIApregatemolto

Vergine santissima e Madre nostra, nel mostrare il tuo Cuore circondato di spine, simbolo delle bestemmie ed ingratitudini con cui gli uomini ripagano le finezze del tuo amore, hai chiesto di consolarti e ripararti.
Come figli Ti vogliamo amare e consolare sempre, ma, specialmente dopo i tuoi materni lamenti, vogliamo riparare il tuo Cuore Addolorato e Immacolato che la cattiveria degli uomini ferisce con le pungenti spine dei loro peccati.
In modo particolare vogliamo riparare le bestemmie proferite contro la tua Immacolata Concezione e la tua santa Verginità. Molti, purtroppo, negano che Tu sei Madre di Dio e non ti vogliono accettare come tenera Madre degli uomini.
Altri, non potendoti oltraggiare direttamente, scaricano la loro collera satanica profanando le tue sacre immagini. E non mancano coloro che cercano di infondere nei cuori, soprattutto dei bambini innocenti che ti sono tanto cari, l’indifferenza, il disprezzo ed anche l’odio contro di Te.
Vergine santissima, prostrati ai tuoi piedi, esprimiamo la nostra pena e promettiamo di riparare, con i nostri sacrifici, comunioni e preghiere, tanti peccati ed offese di questi tuoi figli ingrati.
Riconoscendo che anche noi non sempre corrispondiamo alle tue predilezioni, né Ti amiamo ed onoriamo sufficientemente come Madre nostra, supplichiamo il perdono misericordioso per le nostre colpe e freddezze.
Madre santa, vogliamo ancora chiederti compassione, protezione e benedizioni, riconduci tutti alla vera Chiesa, ovile di salvezza, come hai promesso nelle tue apparizioni a Fatima.
Per quanti sono tuoi figli e per noi in particolare che ci consacriamo interamente al tuo Cuore immacolato, sii rifugio nelle angustie e tentazioni della vita; sii cammino per giungere a Dio, unica fonte di pace e di gioia. Amen.

(Con approvazione ecclesiastica)

Salve Regina…

CORONCINA IN RIPARAZIONE CONTRO LE BESTEMMIEsacri_cuori

Si usi una Corona del Santo Rosario.

Grani grossi:
Diamo gloria, omaggio, onore a Gesù, il Redentore!
Alla Vergine Maria e ai Santi lode sia!

Padre nostro

Grani piccoli:
Signore, vi benedico per quelli che vi maledicono!
O Vergine Immacolata, siate sempre benedetta!

Ad ogni diecina si reciti il Gloria al Padre…

In fine: DIO SIA BENEDETTO

Dio sia benedetto.
Benedetto il suo Santo Nome.
Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo.
Benedetto il Nome di Gesù.
Benedetto il suo Sacratissimo Cuore.
Benedetto il suo Preziosissimo Sangue.
Benedetto Gesù nel Santissimo Sacramento dell’altare.
Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.
Benedetta la gran Madre di Dio Maria Santissima.
Benedetta la sua Santa e Immacolata Concezione.
Benedetta la sua gloriosa Assunzione.
Benedetto il Nome di Maria Vergine e Madre.
Benedetto San Giuseppe, suo castissimo sposo.
Benedetto Dio nei suoi Angeli e nei suoi Santi.

TRIDUO DI RIPARAZIONE DEGLI OLTRAGGI AL SANTISSIMO NOME DI MARIA48-nome-di-maria

1. O adorabile Trinità, per l’amore con cui scegliesti ed eternamente Ti compiacesti del Santissimo nome di Maria, per il potere che gli desti, per le grazie che riservasti ai suoi devoti, fa’ che esso sia anche per me fonte di grazia e di felicità.
–  Ave Maria…
– Benedetto sempre sia il Santo nome di Maria.
Lodato, onorato e invocato sempre sia,
l’amabile e potente nome di Maria.
O Santo, soave e potente nome di Maria,
possa sempre invocarti durante la vita e nell’agonia.

2. O amabile Gesù, per l’amore con cui pronunziasti tante volte il nome della tua cara Madre e per la consolazione che a Lei procuravi nel chiamarla per nome, raccomanda alle sue speciali cure questo povero tuo e suo servo.
–  Ave Maria…
– Benedetto sempre sia il Santo nome di Maria.
Lodato, onorato e invocato sempre sia,
l’amabile e potente nome di Maria.
O Santo, soave e potente nome di Maria,
possa sempre invocarti durante la vita e nell’agonia.

3. O Angeli Santi, per il gaudio che vi procurò la rivelazione del nome della vostra Regina, per le lodi con cui lo celebraste, svelatene anche a me tutta la bellezza, la potenza e la dolcezza e fate che io lo invochi in ogni mio bisogno specialmente in punto di morte.
–  Ave Maria…
– Benedetto sempre sia il Santo nome di Maria.
Lodato, onorato e invocato sempre sia,
l’amabile e potente nome di Maria.
O Santo, soave e potente nome di Maria,
possa sempre invocarti durante la vita e nell’agonia.

LA GRANDE PROMESSA DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

I PRIMI CINQUE SABATIrosary-decal-211x300
La Madonna apparendo a Fatima il 13 giugno 1917, tra l’altro, disse a Lucia:
“Gesu’ vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare. Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato”.

Un confessore di Lucia le chiese il perché del numero cinque. Lei lo chiese a Gesù, il quale le rispose: “Si tratta di riparare le cinque offese dirette al Cuore Immacolato di Maria.

1. le bestemmie contro l’Immacolata Concezione;
2. le bestemmie contro la sua Verginità;
3. le bestemmie contro la Maternità divina, rifiutando, allo stesso tempo, di riconoscerla come vera Madre degli uomini;
4. gli scandali di quanti cercano pubblicamente di infondere nel cuore dei bambini l’indifferenza, il disprezzo e perfino l’odio contro questa loro Madre Immacolata;
5. quanti la oltraggiano «direttamente» nelle sacre immagini.

Le condizioni necessarie per la grande promessa sono:
– per cinque mesi ricevere la santa Comunione il primo sabato;
– recitare la corona del Rosario;
– tenere compagnia alla Madonna per quindici minuti meditando sui misteri del Rosario;
– fare una confessione con la stessa intenzione; quest’ultima potrà essere fatta anche in altro giorno, purchè nel ricevere la santa Comunione si sia in grazia di Dio.

Madonna della Neve

Il titolo di Madonna della Neve affonda le sue origini nei primi secoli della Chiesa ed è strettamente legato al sorgere della Basilica di S. Maria Maggiore in Roma.  Nel IV secolo, sotto il pontificato di Papa Liberio (352-366),  quando si era diffusa la eresia ariana, confondendo anche tanti ecclesiastici, la Madonna, Madre della Chiesa, vigilava allora sulla Chiesa, come vigila oggi sui Pastori. Maria Santissima si presentò in sogno ad un patrizio romano di nome Giovanni: era la notte del 4 agosto 352. La Vergine gli chiese di costruire una grande chiesa nel luogo dove la mattina seguente avrebbe nevicato. L’indomani il patrizio si recò da Liberio per narrargli il sogno,ed il Pontefice, a sua volta, rivelò di aver avuto la stessa visione.
Il prodigio nel frattempo si era avverato sul Colle Esquilino, in piena estate romana, e per ordine di Liberio si fece tracciare la pianta di una grandiosa Basilica esattamente dove cadde la neve e l’edificio sacro venne finanziato dal patrizio Giovanni e dalla consorte, prendendo il nome di Basilica Liberiana dal nome del Papa e detta popolarmente ad Nives, ma anche Basilica di Santa Maria della Neve e, in seguito, Basilica di Santa Maria Maggiore per indicare la sua prevalenza su tutte le chiese romane dedicate alla Madonna.

Una lunga e amabile Storia soprannaturale che intreccia le attenzioni e le cure di Maria Santissima alle terre cattoliche.
Benché gli studiosi modernisti abbiano fatto di tutto per smontare la tradizione dei sogni e del miracolo, il culto è rimasto radicato in tutta Italia: una miriade di celebrazioni locali che a tutt’oggi coinvolgono paesi e interi quartieri di città. Si contano 152 chiese, santuari, basiliche minori con il titolo di Madonna della Neve, ogni regione ne possiede, fra quelle dove ne abbondano di più: Piemonte (31), Lombardia (19), Campania (17). Ella è Patrona di 64 comuni italiani e di 58 frazioni. 

copertina-brochure

A Roma il 5 agosto, nella Basilica di S. Maria Maggiore, “ il miracolo della nevicata” viene ricordato con una pioggia di petali di rose bianche, che discendono come fiocchi di neve, dalla cupola durante la solenne celebrazione liturgica. La Basilica di Santa Maria Maggiore è lì, con la sua maestosità, non soltanto per ricordare il drammatico periodo della Chiesa del IV secolo, ma anche per rassicurare i fedeli in Cristo, indicando a loro la via della Salvezza, che passa attraverso la conoscenza (la dottrina), i Sacramenti (la Grazia di Dio nel mondo), la preghiera (compreso il Santo Rosario), la Croce (la sofferenza), l’abbandono filiale a Colei che è trionfatrice su ogni genere di eresia.

Secondo quanto scrive Paolino di Nola, contemporaneo della fondazione della basilica, l’abitudine di cospargere i pavimenti delle chiese di fiori, o di farli cadere dall’alto in occasione di particolari cerimonie, era piuttosto comune anche prima del periodo in cui si sarebbe verificata la miracolosa nevicata. Nel “Liber Politicus”, del XII° secolo, si ricorda un’usanza “parallela” a quella di Santa Maria Maggiore: quella della “Domenica della rosa”: nell’ultima domenica di quaresima il Papa celebrava messa al Pantheon e gli veniva donata una rosa, mentre petali di fiori, a simboleggiare la discesa dello Spirito Santo, venivano lasciati cadere sui fedeli dall’occhio centrale del monumento, come una nevicata (tutt’ora questo rito si svolge nell’ultima domenica di Quaresima).

http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_academies/cult-martyrum/stazioni/descrizioni/vc_pa_martyrum_20030125_mariamaggiore_it.htm

Preghiera alla Madonna della Neve3_madonna

Vergine Immacolata bianca e pura più della neve,
stendi su tutta la terra un candido manto della tua neve:
della tua purezza, della tua innocenza, della tua bellezza;

rendi i nostri cuori bianchi e simili alla neve:
puri, innocenti, belli agli occhi di Dio.
La neve è il segno della Pace.

O Maria, donna delle altezze più sublimi,
insegnaci a scalare la santa montagna che è Cristo.
Guidaci sulla strada di Dio,
segnata dalle orme dei Tuoi passi materni.
Insegnaci la strada dell’amore,
per essere capaci di amare sempre.
Insegnaci la strada della gioia,
per poter rendere felici gli altri.
Insegnaci la strada della pazienza,
per poter accogliere tutti con generosità.
Insegnaci la strada della bontà,
per servire i fratelli che sono nel bisogno.
Insegnaci la strada della semplicità,
per godere delle bellezze del creato.
Insegnaci la strada della mitezza,
per portare nel mondo la pace.
Insegnaci la strada della fedeltà,
per non stancarci mai nel fare il bene.
Insegnaci a guardare in alto,
per non perdere di vista il traguardo finale della nostra vita:
la comunione eterna con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.
Amen!

Novena per l’Assunzione della Beata Vergine Maria

Ripetere la preghiera iniziale a Maria Santissima Assunta di Papa Pio XII con le dodici benedizioni successive ogni giorno, per nove giorni consecutivi, ossia dal 6 al 14 Agosto:

O Vergine Immacolata, Madre di Dio e degli uomini, noi crediamo con tutto il fervore della nostra fede nella tua As­sunzione trionfale in anima e corpo al Cielo, dove sei accla­mata Regina da tutti i cori degli Angeli e da tutte le schiere dei Santi; ad essi ci uniamo per lodare e benedire il Signore che Ti ha esaltata sopra tutte le creature e offrirti il nostro omaggio ed il nostro amore.

Ave Maria…

O Maria assunta in Cielo in corpo ed anima, prega per noi.

O Vergine Immacolata, Madre di Dio e degli uomini, noi sappiamo che il tuo sguardo, che maternamente accarezzava l’umanità umile e sofferente di Gesù in terra, si sazia ora in Cielo alla vista dell’umanità gloriosa della Sapienza increata, e che la letizia dell’anima tua, nel contemplare faccia a faccia l’adorabile Trinità, fa sussultare il tuo cuore di beatificante tenerezza; noi, poveri peccatori a cui il corpo appesantisce il volo dell’anima, Ti supplichiamo di purificare i nostri sensi, affinché apprendiamo fin da questa nostra vita terrena a gu­stare Iddio, Iddio solo, nell’incanto delle creature.

Ave Maria…

O Maria assunta in Cielo in corpo ed anima, prega per noi.

O Vergine Immacolata, Madre di Dio e degli uomini, noi confidiamo che le tue pupille misericordiose si abbassino sulle nostre miserie e sulle nostre angosce, sulle nostre lotte e sulle nostre debolezze; che le tue labbra sorridano alle nostre gioie e alle nostre vittorie; che tu senta la voce di Gesù dirti di ognuno di noi, come già del suo discepolo amato: «Ecco il tuo figlio»; noi, che Ti invochiamo nostra Madre, Ti prendiamo come Giovanni, per guida, forza e consolazione della nostra vita mortale.

Ave Maria…

O Maria assunta in Cielo in corpo ed anima, prega per noi.

O Vergine Immacolata, Madre di Dio e degli uomini, noi abbiamo la vivificante certezza che i tuoi occhi, i quali hanno pianto sulla terra irrigata dal sangue di Gesù, si volgano ancora verso questo mondo in preda alle guerre, alle persecuzioni, all’oppressione dei giusti e dei deboli; noi, fra le tene­bre di questa valle di lacrime, attendiamo dal tuo celeste lume e dalla tua dolce pietà, sollievo alle pene dei nostri cuori, alle prove della Chiesa e della nostra Patria.

Ave Maria…

O Maria assunta in Cielo in corpo ed anima, prega per noi.

O Vergine Immacolata, Madre di Dio e degli uomini, noi crediamo infine che nella gloria dove regni vestita di sole e coronata di stelle Tu sia, dopo Gesù, la gioia e la letizia di tutti gli Angeli e di tutti i Santi; da questa terra dove passiamo pellegrini, confortati dalla fede nella futura risurrezione, guar­diamo verso di Te, nostra vita, nostra dolcezza, nostra speran­za. Attiraci con la soavità della tua voce per mostrarci un giorno, dopo il nostro esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. Amen.

O Maria assunta in Cielo in corpo ed anima, prega per noi.

Salve, o Regina…

In questa sacra Novena, figurandoci d’esser presenti alla gloriosa Assunzio­ne di Maria santissima, ne accompagne­remo con devozione il trionfo; e in me­moria di quella misteriosa corona di do­dici stelle, con la quale fu coronata in cielo, le offriremo questa piccola coro­na di dodici salutazioni angeliche ed al­trettante benedizioni, dicendo:

* 1. Sia benedetta, o Maria, l’ora nella qua­leAssumption_016

foste invitata dal vostro Signore al cielo.

Ave Maria…

* 2. Sia benedetta, o Maria, l’ora nella quale

foste assunta dagli Angeli santi in cielo.

Ave Maria…

* 3. Sia benedetta, o Maria, l’ora in cui

tutta la corte celeste vi venne incontro.

Ave Maria…assumption

* 4. Sia benedetta, o Maria, l’ora nella quale

foste ricevuta con tanto onore in cielo.

Ave Maria…

* 5. Sia benedetta, o Maria, l’ora nella quale

sedeste alla destra del vostro Figlio in cielo.

Ave Maria…

* 6. Sia benedetta, o Maria, l’ora nella quale

foste coronata con tanta gloria in cielo.

Ave Maria…maria-assunta-in-cielo

* 7. Sia benedetta, o Maria, l’ora in cui

vi fu dato il titolo di Figlia, Madre e Sposa del Re del cielo.

Ave Maria…

* 8. Sia benedetta, Maria, l’ora nella quale

foste riconosciuta Regina suprema di tutto il cielo.

Ave Maria…

* 9. Sia benedetta, o Maria, l’ora nella quale

tutti gli Spiriti e Beati del cielo vi acclamarono.

Ave Maria…maria20ausiliatrice

* 10. Sia benedetta, o Maria,

l’ora nella quale foste costituita Avvocata nostra in cielo.

Ave Maria…

* 11. Sia benedetta, o Maria, l’ora nella quale cominciaste

a intercedere per noi in cielo.

Ave Maria…

* 12. Sia benedetta, o Maria, l’ora nella quale vi degnereteimmacolata2

di ricevere tutti in cielo.

Ave Maria…

Preghiamo

O Dio, che volgendo lo sguardo all’umiltà della Vergine Maria l’hai innalzata alla su­blime dignità di madre del tuo unico Figlio fatto uomo e oggi l’hai coronata di gloria incomparabile, fa’ che, inseriti nel mistero di salvezza, anche noi possiamo per sua intercessione giungere fino a Te nella gloria del cielo. Per Cristo nostro Signore. Amen. 

Eccomi, Signore, perché mi hai chiamato.

O Maria assunta in Cielo in corpo ed anima, prega per noi.

Salve, o Regina…ASSUMPTION OF  MARY

 

 

2 agosto Solennità di MARIA REGINA DEGLI ANGELI

Il 2 agosto è la Solennità di Maria Regina degli Angeli ed è la Festa della Porziuncola del Perdono di Assisi. 

PREGHIERA A MARIA SANTISSIMA REGINA DEGLI ANGELI
(Papa Pio X)

Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli,
Tu che hai ricevuto da Dio il potere e la missione di schiacciare la testa a Satana, Ti chiediamo umilmente di mandarci le Legioni Celesti perché al Tuo comando, inseguano i demoni, li combattano dappertutto, reprimano la loro audacia e li respingano nell’abisso .

O Eccelsa Madre di Dio, invia San Michele Arcangelo, l’invincibile capo degli eserciti del Signore, nella lotta contro gli emissari dell’Inferno tra gli uomini. Distruggi i piani degli empi e umilia tutti coloro che vogliono il male. Ottieni loro la grazia del ravvedimento e della conversione, affinché essi diano onore al Dio vivente Uno e Trino e a Te.

O nostra potente protettrice, per mezzo dei risplendenti Spiriti celesti, custodisci su tutta la terra le chiese, i luoghi sacri e specialmente il Santissimo Sacramento dell’altare. Impedisci ogni profanazione ed ogni distruzione. Gli Angeli sono ogni istante in attesa di un tuo cenno e bruciano dal desiderio di esaudirlo.

O Madre celeste, proteggi infine anche le nostre famiglie,le nostre cose e le nostre abitazioni dalle insidie dei nemici. Fa che i santi Angeli dimorino sempre in esse e vi portino la benedizione dell’Altissimo.
Chi è come Dio? Chi è come te, o Maria?
Tu che sei la Regina degli Angeli e la vincitrice di Satana!
O buona e tenera Madre, Tu sarai sempre il nostro amore e la nostra speranza.
O Madre divina, invia i Santi Angeli per difenderci e per respingere lungi da noi il crudele nemico infernale.
Santi Angeli ed Arcangeli difendeteci e custoditeci.
Amen.

SUPPLICA ALLA MADONNA DEGLI ANGELI

assisi-basilica-di-s-francesco-cimabue-madonna-degli-angeli-e-s-francesco
MADONNA DEGLI ANGELI E SAN FRANCESCO D’ASSISI

Vergine degli Angeli, che da tanti secoli
avete posto il vostro trono di misericordia alla Porziuncola,
ascoltate la preghiera dei figli vostri
che fiduciosi ricorrono a voi.
Da questo luogo veramente santo e abitazione di Dio,
particolarmente caro al cuore di San Francesco,
avete sempre richiamato tutti gli uomini all’Amore.
I vostri occhi, colmi di tenerezza,
ci assicurano una continua materna assistenza
e promettono aiuto divino a quanti
si prostrano ai piedi del vostro trono
o da lontano si rivolgono a voi,
chiamandovi in loro soccorso.
Voi siete veramente la nostra dolce Regina
e la nostra speranza.
O Madonna degli Angeli,
otteneteci per la preghiera del beato Francesco,
il perdono delle nostre colpe,
aiutate la nostra volontà a tenerci lontani dal peccato
e dalla indifferenza per essere degni di chiamarvi sempre nostra Madre.
Benedite le nostre case,
il nostro lavoro,
il nostro riposo,
dandoci quella pace serena
che si gusta tra le mura vetuste della Porziuncola
dove l’odio, la colpa, il pianto,
per il ritrovato Amore si tramutano in canto di letizia,
come il canto dei Vostri Angeli e del serafico Francesco.
Aiutate chi non ha sostegno e chi non ha pane,
coloro che si trovano in pericolo o in tentazione,
nella tristezza o nello scoraggiamento,
in malattia o in punto di morte.
Benediteci come vostri figli prediletti
e con noi vi preghiamo di benedire,
con uno stesso gesto materno,
gli innocenti e i colpevoli,
i fedeli e gli smarriti,
i redenti e i dubbiosi.
Benedite l’intera umanità,
affinché gli uomini
riconoscendosi figli di Dio e figli vostri
ritrovino nell’Amore la vera Pace ed il vero Bene.
Amen.

2 AGOSTO, MARIA REGINA DEGLI ANGELImaxresdefault Nelle litanie Lauretane che si recitano alla fine del S. Rosario, la Madonna viene salutata con l’appellativo di “Regina degli Angeli”e tale festività si celebra il 2 agosto. Maria, proprio perché profondamente inserita nel mistero trinitario del Verbo, si eleva al di sopra di tutte le creature non solo terrestri, dai profeti agli Apostoli, dalle vergini ai martiri, ma delle stesse creature angeliche. Cristo Gesù non solo come Dio è Signore e Padrone dell’universo, ma anche come Uomo-Dio è re di tutti gli uomini e di tutte le creature, compresi gli Spiriti celesti che sono i “suoi angeli”. L’Evangelista Marco, parlando della seconda venuta di Cristo, profetizza: “Si vedrà allora il Figlio dell’uomo venire sulle nubi del cielo con grande potenza e grande gloria, e allora manderà i suoi angeli a riunire i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo” (Mc. 13, 26).

Gesù il Cristo è infatti Figlio di Dio non per adozione ma per natura, mentre gli angeli non sono che servi e figli adottivi di Dio. Maria come Madre di Dio fatto uomo, partecipa alla dignità del Figlio, perché la persona di Cristo è il termine stesso della divina maternità. Ella partecipa, dunque, connaturalmente, nella propria qualità di Madre di Dio, alla regalità universale del Figlio. La Madonna come Madre di Dio, di cui gli angeli non sono che servi, si trova tanto innalzata al di sopra degli angeli quanto è la differenza esistente tra il nome di Madre e quello di servo. Maria sola, insieme a Dio Padre, può dire a Gesù: “Tu sei mio Figlio, io, Ti ho generato”.

Il papa Pio XII nel prologo dell’enciclica “Ad caeli Reginam”, così scrive: “Il popolo cristiano ha sempre creduto, a ragione, anche in secoli passati, che colei dalla quale nacque il Figlio dell’Altissimo, che `regnerà eternamente sulla casa di Giacobbe’ (Le. 1, 32), sarà `Principe della Pace’ (IS 9, 6), `Re dei re e Signore dei signori’ (Ap. 19, 16), al di sopra di tutte le altre creature di Dio ricevette singolarissimi privilegi di grazia. Considerando poi gli intimi legami che uniscono la Madre al Figlio, attribuì facilmente alla Madre di Dio, una regale preminenza su tutte le cose. Si comprende quindi facilmente come già gli antichi scrittori della Chiesa, avvalendosi delle parole dell’Arcangelo S. Gabriele, che predisse il Regno eterno del Figlio di Maria (cfr. Le. l, 32-33) e di quelle di Elisabetta, che si inchinò davanti a Lei, chiamandola `madre del mio Signore’ (Le. 1, 43) abbiano denominato Maria ‘Madre del Re e Madre dei Signore’, volendo intendere che, data la regalità del Figlio, dovesse derivare alla Madre una elevatezza e preminenza”.

È importante sottolineare che la superiorità della Madonna sugli angeli è collegata alla supremazia di Cristo sugli angeli; essa non riguarda solo la sua verità che è scontata, ma la sua umanità che ha ricevuto da sua Madre Maria. Il fondamento teologico della divina maternità di Maria si applica anche alla questione specifica di Maria come Regina degli angeli, perché in forza di quella maternità essa divenne nello stesso momento madre fisica di Gesù e Madre spirituale di tutto il corpo mistico del Cristo. S. Paolo nella lettera ai Colossesi ha scritto riguardo a Cristo: “.: . per mezzo di Lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potestà. Tutte le cose sono state create per mezzo di Lui e in vista di Lui. Egli è prima di tutte le cose e tutte sussistono in Lui.

Egli è anche il capo del corpo, cioè della Chiesa; il principio, il primogenito di coloro che risuscitano dai morti, per ottenere il primato in tutte le cose. Perché piacque a Dio di far abitare in Lui ogni pienezza” (Col. 1, 16-19). Il grande esperto Mariano padre Gabriele Roschini, nel dizionario di Mariologia, commentati tali brani delle letture ai Colossesi scrisse: “Effettivamente il primato assoluto di Cristo (e in un certo senso di Maria, a Lui indissolubilmente congiunta) proclamato da S. Paolo (Col. 1, 13-20) e dalla stessa ragione illuminata dalla fede, nonché l’unità e l’armonia del piano divino ideato ed attuato da Dio, si salvano soltanto se si ammette che Cristo e Maria sono la causa finale, la ragione di essere di tutta la creazione (Angeli ed uomini), nonché la causa efficiente meritoria di tutta la grazia concessa da Dio sia agli uomini che agli angeli.

Qualsiasi grazia, quindi, preparata da Dio “ab aeterno” e da lui concessa nel tempo a qualsiasi creatura (sia umana che angelica) è stata meritata da Cristo e da Maria in vista di loro e a gloria di loro. Anche la grazia, quindi, mediante la quale gli angeli han superato la prova ed hanno ottenuto la gloria, è dovuta a Cristo e a Maria”.

Nella spiritualità cristiana il titolo di Regina è attribuito a Maria dalla tradizione cristiana almeno a partire dal IV secolo e nell’inno Mariologico Akatistos, scritto nel 626 e recitato ancora nella liturgia bizantina alla Madonna in quanto Theotokos (Madre di Dio) le vengono attribuite qualità sovrangeliche. Nel 1830 la Vergine Santissima appariva a santa Caterina Labouré come Regina del mondo e fu proprio da questa celebre apparizione che nacque il movimento per la consacrazione del mondo a Maria come Regina dell’universo. Il papa Pio IX con la bolla “Ineffabilis Deus” del 1854, dichiarò che la Madonna possedeva grazie e carismi superiori a tutti gli spiriti angelici e ai santi. Ecco le testuali parole del pontefice: “(Maria) costituita dal Signore Regina del cielo e della terra, con le sue materne preghiere impetra in maniera validissima, e trova ciò che cerca e non può rimanere inascoltata”. Vi è quindi a tal riguardo una costante tradizione nella Chiesa cattolica che è stata ribadita dal Concilio Ecumenico Vaticano Secondo che afferma la superiorità di Maria rispetto agli angeli: “Maria perché Madre santissima di Dio, presente nei misteri di Cristo, per grazia di Dio esaltata, al di sotto del Figlio, sopra tutti gli angeli e gli uomini viene dalla Chiesa giustamente onorata con un culto speciale” (Lumen Gentium n. 66).

Fonte

http://www.miliziadisanmichelearcangelo.org/content/view/1823/93/lang,it/5e88819fee4a146ef28d0f1f8462630f