L’Annunciazione del Signore e il sublime valore dell’ AVE MARIA

PREGHIERA A MARIA SANTISSIMA

O Vergine santa, che l’arcangelo Gabriele salutò “piena di grazia” e “benedetta tra tutte le donne”, noi adoriamo il mistero ineffabile dell’Incarnazione che Dio ha compiuto in te.

L’amore ineffabile che porti al frutto benedetto del tuo seno, 

ci è garanzia dell’affetto che nutri per noi, per i quali un giorno

 il Figlio tuo sarà vittima sulla Croce. 

La tua annunciazione è l’aurora della redenzione 

e della salvezza nostra.

Aiutaci ad aprire il cuore al Sole che sorge e allora il nostro tramonto terreno si  muterà in alba immortale. Amen.
Risultati immagini per rose hail mary picmix

 PREGHIERA IN ONORE DELL’ANNUNCIAZIONE

 I. Sia benedetto, o Maria, quel saluto celeste, che vi diede nell’annunziarvi l’Angelo di Dio. Ave, Maria..
II. Sia benedetto, o Maria, quella grazia sublime di cui piena vi predicò l’Angelo di Dio. Ave, Maria..
III. Sia benedetto, o Maria, quell’annunzio felice, che dal cielo vi recò l’Angelo di Dio. Ave, Maria..
IV. Sia benedetta, o Maria, quella profonda umiltà, con cui vi dichiaraste Ancella di Dio. 
Ave, Maria..
V. Sia benedetta, o Maria, quella perfetta rassegnazione, con cui v’assoggettaste al volere di Dio. Ave, Maria..
VI. Sia benedetta, o Maria, quell’Angelica purità, con cui riceveste nel vostro seno il Verbo di Dio. Ave, Maria..

VII. Sia benedetto, o Maria, quel beato momento, in cui della vostra carne vestiste il Figliuolo di Dio. Ave, Maria..
VIII. Sia benedetto, o Maria, quel fortunato momento in cui diveniste madre del Figliuolo di Dio . Ave, Maria..
IX. Sia benedetto, o Maria, quel sospirato momento, in cui cominciò l’umana salute con l’Incarnazione del Figliuolo di Dio. Ave, Maria..

Il saluto e l’annuncio dell’arcangelo Gabriele “ave gratia plena Dominus tecum benedicta tu in mulieribus” hanno dato origine alla preghiera dell’Ave Maria. La sua ricorrenza è convenzionalmente fissata al 25 marzo, nove mesi esatti prima del Natale, in quanto la dottrina cristiana fa coincidere l’Annunciazione con il momento del concepimento miracoloso di Gesù. 

“Dio, che ci ha creati senza di noi, non ha voluto salvarci senza di noi”, ha scritto Sant’Agostino in uno dei suoi sermoni, e l’Annunciazione lo dimostra.

L’Annunciazione del Signore è una delle principali feste mariane che la Chiesa ha inserito nel calendario Liturgico. L’episodio è descritto nel Vangelo di Luca (1, 26-38) : l’arcangelo Gabriele annuncia a Maria, vergine, sposa di Giuseppe, il concepimento del Figlio dell’Altissimo.

Come l’intenzione di Dio – la sua Parola d’assenso – era necessaria per la creazione e per l’espansione dell’universo, così il “Sì” (il Fiat) di Maria era necessario alla salvezza dell’universo stesso.

Dio ha detto “Sia…”(Fiat) , e da lì è derivata la luce. All’Annunciazione è stata la creatura creata a pronunciare la Parola. “Sì”, ha detto Maria, “Sia…”, e da lì è derivata la luce del mondo.

” Ecco l’ancella del Signore. Sia fatto di me secondo la tua parola”.

Nel giorno in cui ricordiamo l’Annunciazione in modo speciale, la Chiesa ci mette costantemente davanti questa grande verità e questo mistero sempre istruttivo raccomandando la recita quotidiana dell’Angelus, le cui parole ci riportano continuamente all’inizio, a quella prima lezione, per istruirci in modo permanente – il promemoria del fatto che ogni “Sì” ci mantiene su una via di cui Dio è la guida. E poi questo fa qualcos’altro. Ci immerge in un mistero imponderabile ma in cui è sempre bello affondare:

E il Verbo si fece carne. E venne ad abitare in mezzo a noi.

Ricordare ogni giorno l’incarnazione è anche ricordare la passione e la morte di Gesù Cristo, ogni giorno, il che è anche ricordare che non c’è nulla che soffriamo nella vita a cui Dio non abbia acconsentito di soffrire per puro amore nei nostri confronti, nel Suo folle amore della Croce. È infine ricordare che questo amore, questo consenso, questo “Sì”, ha conquistato tutti, il che vuol dire che siamo – con ogni resa, con ogni nostro “Sì” – resi continuamente liberi, in Cristo.

Quelle parole dell’Annunciazione vengono ricordate  nei misteri gaudiosi del Rosario e ci riportano continuamente a ciò che è reale, vero e salvifico; la nostra prospettiva è rivolta a Cristo, e al paradiso.

Un’antifona nell’officio delle letture ci esorta dicendo: “Arrenditi a Dio, ed Egli farà qualsiasi cosa per te”. 

Nel caso di Dio, è vero; più ci arrendiamo ai Suoi obiettivi, più rinunciamo alla nostra volontà, più assistiamo alla propulsione della Sua volontà nella nostra vita, il che vuol dire cooperare con i Suoi obiettivi per il mondo intero.

” Ecco l’ancella del Signore. Sia fatto di me secondo la tua parola… E il Verbo si fece carne. E venne ad abitare in mezzo a noi…”

La preghiera dell’Angelus Domini (L’Angelo del Signore) del mattino, del mezzogiorno e della sera, ha una storia molto bella.

Fu cara a sommi Pontefici, in particolare al Papa Paolo VI, e “carissima” a Papa Giovanni Paolo II che l’ha costituita momento d’incontro con i fedeli di tutto il mondo, in piazza san Pietro, per le sue esortazioni paterne, per le sue conversazioni amichevoli, confidenziali. Paolo VI l’ha inclusa nel suo documento meraviglioso sulla devozione alla Madonna e che porta il titolo di: “Marialis cultus ” (la devozione alla Madonna). «Maria è il più grande dono che Dio abbia fatto all’umanità. Capolavoro del Creatore. Riflesso evidente di Dio. Miracolo di natura e di grazia. È colei a cui è toccato il prodigio unico di essere immacolata, perfettissima, purissima»
(Paolo VI).

La prima notizia dell’Angelus Domini risale al 1269, al tempo in cui era Generale dell’Ordine francescano san Bonaventura da Bagnoregio, detto il “dottore serafico”. Fu un Capitolo Generale dei Frati Minori tenutosi a Pisa in quell’anno che prescrisse ai religiosi di salutare la Madonna ogni sera con il suono della campana e la recita di qualche Ave Maria, ricordando il mistero dell’Incarnazione del Signore.

Il noto letterato fra Bonvesin de la Riva, milanese, vissuto dal 1240/50 al 1313, appartenente all’Ordine degli Umiliati, fece sua la disposizione dei frati francescani ordinando alla città di Milano e dintorni di suonare ogni sera l’Ave Maria. Da Milano la pia usanza si estese un po’ dovunque. La notizia giunse agli orecchi di Papa Giovanni XXII (1245-1334) il quale la incoraggiò e ordinò al suo Vicario Generale di Roma di far suonare la campana ogni giorno, perché la gente “si ricordi” di recitare tre Ave Maria in onore dell’Annunciazione di Maria, detta comunemente “il saluto dell’Angelo “.

Il cammino continuò sempre più spedito. Dalla sera si passò anche al mattino, a partire dal 1400 in poi. Nel 1456 il papa Callisto III prescrisse il suono delle campane dell’Angelus anche a mezzogiorno con la recita di tre Ave Maria. Il re Luigi Xl ordinò, in Francia, il suono delle campane invitando i suoi sudditi a ricordarsi della Vergine Madre di Dio, e lui stesso all’annuncio scendeva da cavallo e s’inginocchiava sulla nuda terra.

IL SUBLIME VALORE DELL’ AVE MARIA di Don Marcello StanzioneRisultati immagini per ave maria testo italiano preghiera

La salvezza del mondo cominciò con l’Ave Maria: da essa dipende anche quella di ognuno in particolare. L’Ave Maria è una rugiada celeste che bagna la terra dell’anima, perché porti frutto a suo tempo. E’ indizio probabile di dannazione il recitarla con avversione, tiepidezza e negligenza (Monfort). Seminiamo perciò le Ave Maria, ovunque ed in ogni tempo. Beate le azioni chiuse fra due Ave Maria.

Queste le lodi dell’Ave Maria, cantate da San Luigi Maria Grignon de Monfort (Trattato 252): avemaria_gq2d3fi8

E’ la più bella delle preghiere, dopo il Pater.
E’ il complimento più perfetto che si possa fare a Maria Santissima, poiché è quello che Dio stesso Le fece fare dall’Arcangelo Gabriele per guadagnarsene il Cuore. Con esso ce le guadagneremo infallibilmente anche noi, se lo diremo come si deve, cioè con: Attenzione – Devozione – Modestia.
E’ il nemico del diavolo, che pone in fuga.
E’ il martello che lo schiaccia.
E’ la santificazione delle anime.
E’ l’allegrezza degli Angeli.
E’ la melodia dei predestinati.
E’ il cantico del Nuovo Testamento.
E’ il diletto di Maria.
E’ la gioia della Santissima Trinità.
E’ un bacio casto ed affettuoso a Maria.
E’ una rosa vermiglia che Le si presenta.
E’ una perla preziosa che Le si offre.
E’ una coppa di miele che Le si porge.
In conclusione: Siamo perciò pregati vivamente, per l’amore che portiamo in Gesù e Maria, DI RECITARLA FREQUENTEMENTE, SPECIALMENTE DICENDO IL Santo Rosario. Nel momento della morte benediremo il giorno e l’ora in cui ci avremo creduto, perché, dopo avere seminato nelle benedizioni di Gesù e di Maria, raccoglieremo benedizioni eterne in Cielo.

ATTI DI FEDE CONTENUTI NELL’AVE MARIA

Ave
Fede nell’esistenza degli Angeli, messaggeri celesti agli uomini. Devozione all’Arcangelo Gabriele, messaggero dell’Incarnazione ed al nostro Angelo Custode.

Maria
Fede nella grandezza e potenza di questo Nome. Devozione verso di Esso, invocandolo con rispetto, amore e fiducia.

Gratia plena
Fede nel mistero della pienezza della grazia in Maria, fin dall’istante della Sua Immacolata Concezione. Devozione nel conservare gelosamente o nel prontamente riacquistare con la Confessione o con l’Atto di Contrizione o di Dolore, la grazia, senza la quale nulla possiamo fare, ma con la quale tutto ci è possibile.

Dominus tecum
Fede nell’unione di Dio con l’anima di Maria e con ogni anima, con la grazia, che è Dio in noi. Devozione di fare sempre la Volontà di Dio, affinché Egli sia sempre con noi.

Benedicta tu in mulieribus
Fede nell’eccellenza di Colei che è Vergine singolare, primogenita e prediletta fra tutte le creature. Benedetta da Dio, procura che lo sia pure da noi e da tutte le generazioni con una vera Devozione e con l’Apostolato Mariano.

Benedictus fructus ventris tui Jesu
Fede nel mistero dell’Incarnazione. Devozione al Nome di Gesù, davanti a cui piegano il ginocchio gli abitanti del Cielo, della Terra e degli Abissi. Non vi è altro Nome per cui possiamo essere salvi e ricevere l’eterna benedizione del Padre celeste.

Sancta Maria
Fede nella santità di Maria. La devozione a Maria è la via più breve, facile e sicura per raggiungere anche noi la santità a cui tutti siamo chiamati.

Mater Dei
Fede nella divina Maternità di Maria e nella Sua perpetua Verginità. Devozione all’Angelus, che ci ricorda ogni giorno che Maria, diventando Madre del Cristo, è diventata pure Madre nostra.

Ora pro nobis
Fede nella Mediazione di Maria. Devozione al Santo Rosario, con cui mettiamo in esercizio la Mediazione di Maria.

Peccatoribus
Fede nella misericordia di Maria e nella gravità del peccato. Devozione nel pregare per i peccatori Colei che la Chiesa invoca quale Avvocata e Rifugio dei peccatori.

Nunc
Fede nell’assoluto nostro bisogno della grazia e nella continua, amorosa ed efficace protezione di Maria, che Lei esercita elargendoci le grazie attuali. Devozione al pensiero della presenza di Maria ed invocazione alla Virgo Fidelis, per ottenere la corrispondenza alla grazia, con cui possiamo diventare tutti santi.

Et in hora mortis nostrae
Fede nei Novissimi e nella vita futura e nell’aiuto speciale che Maria Santissima, Nostra Signora della Buona Morte, concede ai Suoi devoti in morte. Devozione all’esercizio mensile della buona morte e nel mettersi, ogni sera, nello stato in cui vorremmo trovarci in quel momento.

Amen
Fede e speranza nella gloria che ci attende. Devozione nel ripetere l’Amen della sottomissione alla Volontà di Dio e dell’unione al Suo beneplacito in tutte le circostanze della vita, dolorose o liete.mb3

“Maria Santissima è il prototipo della genuina femminilità…è l’archetipo della personale dignità della donna” (S. Giovanni Paolo II, S. Teresa Benedetta della Croce)

” Fallace è la grazia e vana è la bellezza,
ma la donna che teme Dio è da lodare. “
(Proverbi 31,30)

San Giovanni Paolo II, LETTERA ALLE DONNE:

” La Chiesa – scrivevo nella Lettera apostolica Mulieris dignitatem – « desidera ringraziare la santissima Trinità per il “mistero della donna”, e, per ogni donna, per ciò che costituisce l’eterna misura della sua dignità femminile, per le “grandi opere di Dio” che nella storia delle generazioni umane si sono compiute in lei e per mezzo di lei » (n. 31).

 Il grazie al Signore per il suo disegno sulla vocazione e la missione delle donna nel mondo, diventa anche un concreto e diretto grazie alle donne, a ciascuna donna, per ciò che essa rappresenta nella vita dell’umanità.

Grazie a te, donna-madre, che ti fai grembo dell’essere umano nella gioia e nel travaglio di un’esperienza unica, che ti rende sorriso di Dio per il bimbo che viene alla luce, ti fa guida dei suoi primi passi, sostegno della sua crescita, punto di riferimento nel successivo cammino della vita.

Grazie a te, donna-sposa, che unisci irrevocabilmente il tuo destino a quello di un uomo, in un rapporto di reciproco dono, a servizio della comunione e della vita.

Grazie a te, donna-figlia e donna-sorella, che porti nel nucleo familiare e poi nel complesso della vita sociale le ricchezze della tua sensibilità, della tua intuizione, della tua generosità e della tua costanza.

Grazie a te, donna-lavoratrice, impegnata in tutti gli ambiti della vita sociale, economica, culturale, artistica, politica, per l’indispensabile contributo che dai all’elaborazione di una cultura capace di coniugare ragione e sentimento, ad una concezione della vita sempre aperta al senso del « mistero », alla edificazione di strutture economiche e politiche più ricche di umanità.

Grazie a te, donna-consacrata, che sull’esempio della più grande delle donne, la Madre di Cristo, Verbo incarnato, ti apri con docilità e fedeltà all’amore di Dio, aiutando la Chiesa e l’intera umanità a vivere nei confronti di Dio una risposta « sponsale », che esprime meravigliosamente la comunione che Egli vuole stabilire con la sua creatura.

Grazie a te, donna, per il fatto stesso che sei donna! Con la percezione che è propria della tua femminilità tu arricchisci la comprensione del mondo e contribuisci alla piena verità dei rapporti umani”.

https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/letters/1995/documents/hf_jp-ii_let_29061995_women.html

MARIA SANTISSIMA, PROTOTIPO DELLA GENUINA FEMMINILITA’ E DELLA DONNA VERAMENTE REALIZZATA MARIA SANTISSIMA CON GESU' SCHIACCIANO SHa scritto una delle grandi donne di questo nostro secolo, Edith Stein (morta martire per la fede ad Auschwitz, nel 1944, e dichiarata santa l’11 ottobre del 1998, si era consacrata con il nome di Suor Teresa Benedetta della Croce): “Maria è il prototipo della genuina femminilità”. È questa un’affermazione importante, fatta non da una donna culturalmente sprovveduta, ma da una filosofa, assistente universitaria di E. Husserl, poi convertita. Lei stessa impegnata, con varie conferenze, sul versante del movimento femminista del tempo…Ma Edith Stein si distaccò da quel movimento quando ne comprese gli errori: la futura santa è arrivata a questa affermazione su Maria Santissima, analizzando l’intero vissuto di Maria di Nazaret. Nel suo essere vergine, madre, sposa, nel suo impegno a sostenere, pur tra sofferenze, la causa del suo Figlio fino all’Ora della croce, nel suo modo di credere a Dio e di accettare liberamente il suo progetto sulla sua vita, Maria ha posto le basi della grandezza della DIGNITA’ DELLA VERA DONNA e della sua fama che ha sfidato e superato l’usura di venti secoli di storia.

L’8 marzo è una festa civile, ma nello stesso mese, e precisamente il 25 se ne celebra un’altra, di natura religiosa, molto bella e molto importante. Che può essere un ottimo complemento alla prima. Parliamo della Festa dell’Annunciazione a Maria di Nazaret. In essa si celebra una donna come protagonista. Una figura centrale nel cuore stesso del Cristianesimo cioè nell’Incarnazione di Cristo. Per la fede cristiana Maria è la più importante donna della storia e la più grande di tutte. S. Giovanni Paolo II nell’Enciclica Mulieris Dignitatem ha scritto che “Maria è l’archetipo della personale dignità della donna” (n. 5). Maria cioè è il modello primo, lo stampo originale, il “tipo primo” su cui modellare o “stampare” la dignità della donna.  picmix.com_4506986Dio non ha strumentalizzato Maria nell’opera della Redenzione chiedendole tutto di se stessa solo perché Lui era Dio, ma l’ha sommamente rispettata, ascoltata e valorizzata. Maria ha poi detto il suo “fiat” libero, cosciente e indiviso. Lei credeva fermamente che quel Dio che le chiedeva tutto non opprimeva la sua libertà né minacciava la sua identità di donna libera; che Dio con il suo progetto su di lei non paralizzava la maturazione della propria femminilità e della sua personalità ma l’aiutava a essere se stessa in pienezza. Era convinta che se Dio le chiedeva il sacrificio di qualcosa lo faceva per aprirle orizzonti più grandi.

Maria, “nuova Eva” come amavano chiamarla i Padri della Chiesa, non è caduta nella trappola del sospetto in cui sono caduti la prima Eva (e Adamo) e di cui è vittima anche l’uomo moderno: vedere Dio come un concorrente e come rischio per la propria autonomia e maturazione. A Dio che le chiedeva tutto, Maria nella fede ha donato tutto, e proprio lei stessa canterà nel Magnificat “Tutte le generazioni mi diranno beata” cioè nella gioia piena, felice, perché realizzata pienamente come donna e come credente.

L’Annunciazione (25 marzo) è una grande festa di Maria di Nazaret (ed in lei della donna stessa in genere), che vince su tutti gli stereotipi culturali del tempo, per diventare in prima fila un soggetto di salvezza per l’uomo e per tutta l’umanità.
Dall’8 marzo Festa della Donna al 25 marzo Festa di Maria, la Donna che la chiesa prega ogni giorno come “benedetta tra le donne”.  Tutti i cristiani, ma non solo questi, dovrebbero ricordare queste due Feste con serietà riflessiva, cogliendone la reciproca ricchezza di comprensione. Maria è stata definita “il sorriso di Dio all’umanità”. Dio continua a sorridere all’umanità attraverso il ricordo e la preghiera alla Madre del Figlio suo, e anche attraverso la presenza di tante donne che, come Maria di Nazaret, nelle più svariate professioni lo rendono presente con santo coraggio, con enorme dedizione e con un sorriso di speranza.

La vera origine dell’8 marzo

L’incendio della fabbrica Triangle, avvenuto a New York il 25 marzo 1911,
causò la morte di 146 persone, per la maggior parte giovani operaie.
L’evento che ebbe una forte eco sociale e politica, a seguito della quale vennero varate nuove leggi sulla sicurezza sul lavoro, è uno degli eventi commemorati dalla Giornata internazionale della donna ma non è da questo, come erroneamente riportato da alcune fonti, che trae origine la Festa della donna.
In realtà, l’istituzione dell’8 marzo come Festa della donna risale alla III Internazionale comunista, svoltasi a Mosca nel 1921, dove fu lanciata da Lenin come ” Festa internazionale dell’ operaia “, in onore della prima manifestazione delle operaie di Pietroburgo…Le proteste continuarono per vari giorni fintanto che lo Zar fu costretto ad abdicare ed il governo dovette concedere il diritto al voto anche alle donne- Secondo il calendario giuliano vigente allora in Russia il 23 febbraio corrispondeva in Occidente all’ 8 marzo-, diritto più che giusto, ma attenzione: la donna non è una macchina da lavoro per lo Stato: a questo livello infatti sono ridotte le donne nei REGIMI COMUNISTI ATEI, come macchine e non hanno diritto ad avere più di un figlio se lo desiderano, perchè devono essere “strumenti dello  Stato”(vedi legge del figlio unico in Cina, aborti forzati….) 

La festa delle donne ha assunto nel corso degli anni una valenza ideologica sempre più forte, al punto da essere espressione di una cultura radicale che identifica la figura femminile come ribelle contro le caratteristiche naturali di madre e moglie.
Le donne devono stare in guardia dal rischio di favorire la creazione di una società
dove le condizioni dell’umanità, e quindi della donna stessa, possono essere molto peggiori di adesso: L’ABORTO NON E’ UN DIRITTO, E’ OMICIDIO, e l’utero in affitto è strumentalizzazione del corpo della donna, non è “vera libertà di scelta”, è mercificazione del corpo della donna e del bambino! Tutto ciò è una grave minaccia per la famiglia vera quella naturale, creata da Dio!

Dopo decenni in cui ha prevalso questa ideologia , sembra ora emergere una cultura nuova che fa riferimento all’insegnamento ed alla concezione antropologica cristiana. Dobbiamo tutti insieme lavorare e pregare perchè il ruolo delle donne sia più apprezzato e valorizzato in ogni nazione del mondo.


DONNA, VUOI VINCERE ?
preghiera di don Dolindo Ruotolo
http://www.dolindo.org/

Sii calma e mansueta, perché la pace vale più del mobile elegante di una casa sfarzosa.
Sono più belli i volti sorridenti nella pace che le pareti arabescate di fiori senza profumo.
La tua vittoria non sta nel prevalere, ma nel cedere rimanendo tranquilla.
L’essere padrona non sta nel comandare, ma nel condiscendere.
Il tuo giudizio non vale quando lo imponi, ma quando lo cedi per amore di pace.
Il tuo ordine non sta nel rimproverare, ma nell’ordine della carità.
Una cosa che ti sembra storta è nulla di fronte all’armonia dell’amore che tutto intona.
Uno squarcio d’azzurro. Un raggio di amorosa misericordia sia su di te e sulla tua famiglia.
Perché la tempesta si dilegui, figlia mia, occorre un vento forte che la dissipi.
Vento serenatore nelle tribolazioni è la preghiera fatta con fiducia.
La fiducia è come uno squarcio di azzurro in un cielo fosco di nubi,
è come un sostegno nelle vie ripide e scoscese.
Sta in pace! Un po’ di pazienza… La pazienza è la virtù che porta la pace.
Nella propria giornata c’è sempre da sopportare qualche contrarietà, ma la pazienza l’addolcisce.
Se si sopporta subendo ciò che non si può fare a meno di sopportare, l’amarezza si fa più profonda.
Se, invece, si sopporta con pazienza, per amor Mio,
allora l’amarezza prende la dolcezza di un dono fatto a Me….Arricchisci l’anima tua di questi doni di amore.Risultati immagini per maria santissima festa della donna

7 invocazioni che santificano alla Madonna di Fatima

1 – O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, per dare al travagliato nostro secolo ancora un segno delle vostre tenerezze e premure materne, vi sceglieste tre innocenti pastorelli dell’ignorato villaggio di Fatima in Portogallo, perché vi compiaceste scegliere le cose deboli del mondo per confondere le forti, e li faceste disporre da angeliche apparizioni alla eletta missione. O Madre buona, fateci comprendere e gustare la parola di Gesù: «Se non divenite come bambini, non potrete entrare nel regno dei cieli»; sicché con cuore puro ed umile, ed animo docile e semplice, meritiamo di accogliere il vostro materno Messaggio d’amore.

Mater amabilis, ora pro nobis.
Ave Maria

2 – O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, spinta dall’amor che ci portate, vi degnaste scendere dal Cielo, dove siete gloriosa col vostro Divin Figlio, come Figlia dell’Eterno Padre e Immacolata Sposa dello Spirito Santo; e servendovi dei tre innocenti pastorelli della Cova d’Iria, veniste ad esortarci a far penitenza dei nostri peccati, a cambiar vita ed a mirare ai godimenti eterni del Cielo per cui Dio ci ha creati e che è vera patria nostra. O Madre buona, Vi ringraziamo di tanta materna condiscendenza e Vi preghiamo a tenerci stretti sotto il Vostro Manto, per non farci sedurre dalla tentazione, ed otteneteci la santa perseveranza finale, che ci assicura il Cielo.

Janua coeli, ora pro nobis.
Ave Maria

3 – O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, nella seconda apparizione assicuraste la salvezza eterna ai piccoli vostri confidenti, tranquillizzaste Lucia con la solenne promessa che non l’avreste mai abbandonata durante il terreno pellegrinaggio, perché il vostro Cuore Immacolato sarebbe stato il suo rifugio e la via che l’avrebbe condotta a Dio; e mostraste loro questo Cuore circondato di spine. O Madre buona, concedete anche a noi, vostri indegni figli, la medesima assicurazione, sicché rifugiati quaggiù nel vostro Cuore Immacolato, lo possiamo consolare col nostro amore e la nostra fedeltà avvenire, distruggendo le acute spine che Gli abbiamo procurato con tante nostre mancanze.

Dolce cuore di Maria, siate la salvezza mia.
Ave Maria

4 – O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, nella terza apparizione veniste a ricordarci che nei tristi frangenti dei Divini castighi, come la guerra e le sue tristi conseguenze, siete Voi sola che potete venire in nostro aiuto; ma ci avete insieme mostrato che i castighi temporali son ben poca cosa di fronte al tremendo castigo della perdizione eterna, nell’inferno. O Madre buona, riempiteci del santo timor filiale dei castighi di Dio, fateci concepire un odio sommo al peccato, che li provoca, così da farci accettare con cuore umiliato e compunto i castighi temporali ed evitare le pene eterne dell’inferno; mentre ripetiamo la preghiera insegnata da voi:

«O Gesù, perdonate le nostre colpe, preservateci dal fuoco dell’inferno, portate in Cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della vostra misericordia».
Ave Maria

5 – O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, la persecuzione spietata contro i vostri piccoli prediletti e la loro prigionia faceste servire a confondere l’orgoglio dei perversi, a perfezionare la immolazione dei tre innocenti ed affinare la loro virtù, ed a rendere più vasta ed efficace la risonanza della vostra materna esortazione alla preghiera e al sacrificio per la conversione dei peccatori. Noi accogliamo, o Madre, nel nostro così misero e freddo, l’eco ineffabile del vostro Cuore ardente, per la conversione dei nostri fratelli erranti; ed offriamo i nostri piccoli sacrifici e croci quotidiane in spirito di riparazione. Che tutti si convertano, o Madre, e trionfi di tutte le resistenze alla grazia il vostro Cuore Immacolato, mentre ripetiamo l’invocazione insegnata da Voi:

«O Gesù, è per vostro amore e per la conversione dei peccatori e in riparazione delle offese che si fanno contro l’Immacolato Cuore di Maria».
Ave Maria

6 – O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, nella quinta apparizione non vi contentaste di ripetere ai vostri prediletti fanciulli la esortazione alla recita del Santo Rosario e la promessa del prodigio del prossimo tredici ottobre; ma voleste dare anche alle folle, che sempre più numerose partecipavano alla scena della celeste conversazione, un segno della vostra presenza più impressionante del solito. Sotto la forma d’un globo luminoso tutti vi videro discendere dal Cielo, e dopo il materno colloquio con i tre bimbi, risalire per le vie del sole, mentre dal cielo piovevano candidi aerei fiori evanescenti. Così Vi compiacete di incoraggiare la nostra debole fede! O Madre buona, Vi ringraziamo del dono ineffabile della S. Fede, oggi da tanti errori e da tante seduzioni insidiato. Fate che sempre conserviamo sottomessa la nostra mente alle verità da Dio rivelate e che la Chiesa ci propone a credere, senza bisogno d’attendere prodigi; così da meritar l’elogio di Gesù: «Beati quelli che crederanno senza bisogno di vedere». E per questo ripetiamo la preghiera dell’Angelo della Pace:

«Mio Dio, io credo, adoro, spero, Vi amo, Vi domando perdono per quelli che non credono, non adorano, non sperano, non Vi amano».
Ave Maria

7 – O dolce Madre nostra Maria, Voi apparendo per l’ultima volta alla Cova da Iria ai tre fortunati bambini di Fatima, voleste rivelarvi sotto il titolo di Madonna del Rosario.
In questo titolo, Voi avete voluto racchiudere tutto il segreto di nostra salvezza, e tutte le risorse di nostra forza nelle prove terribili che si sarebbero abbattute sul nostro capo. Siate, dunque la nostra guida, la nostra luce, la nostra speranza. Noi, o Madonna del Rosario di Fatima, invocandovi con questo bel nome troviamo dolcezza per il nostro cuore, nel tempo di amarezza; forza per la nostra debolezza nei momenti pericolosi e difficili; speranza di salute e di salvezza nel turbinio periglioso della vita; conforto durante l’abbattimento e il terrore; luce nei dubbi e nelle perplessità; trionfo nelle lotte contro la carne, il Mondo, Satana. Noi, o Madonna del Rosario di Fatima, non ci stancheremo di chiamarvi con questo bel Nome. Esso sarà sempre sulle nostre labbra in cima ai nostri pensieri qual pernio della nostra vita. Il Santo Rosario, tanto da Voi raccomandato, sarà la nostra preghiera quotidiana e sovrana. Noi o Maria, col Vostro Rosario in mano, stretti a Voi d’intorno, non ci allontaneremo un solo istante da Voi.

Ripetendovi con sempre crescente affetto Madonna del Rosario di Fatima, pregate per noi! Ave Mariacuoreimmacolatodimaria

11 febbraio Preghiere alla Madonna di Lourdes

Preghiera a Nostra Signora di Lourdes

Maria, tu sei apparsa a Bernardetta nella fenditura di questa roccia.
Nel freddo e nel buio dell’inverno,
hai fatto sentire il calore di una presenza,bdb91315a81aac1b5aabda9e170d83f4
la luce e la bellezza.
Nelle ferite e nell’oscurità delle nostre vite,
nelle divisioni del mondo dove il male è potente,
porta speranza
e ridona fiducia!

Tu che sei l’Immacolata Concezione,
vieni in aiuto a noi peccatori.
Donaci l’umiltà della conversione,
il coraggio della penitenza.
Insegnaci a pregare per tutti gli uomini.

Guidaci alle sorgenti della vera Vita.
Fa’ di noi dei pellegrini in cammino dentro la tua Chiesa.
Sazia in noi la fame dell’Eucaristia,
il pane del cammino, il pane della Vita.

In te, o Maria, lo Spirito Santo ha fatto grandi cose:
nella sua potenza, ti ha portato presso il Padre,
nella gloria del tuo Figlio, vivente in eterno.
Guarda con amore di madre
le miserie del nostro corpo e del nostro cuore.
Splendi come stella luminosa per tutti
nel momento della morte.

Con Bernardetta, noi ti preghiamo, o Maria,
con la semplicità dei bambini.
Metti nel nostro animo lo spirito delle Beatitudini.
Allora potremo, fin da quaggiù, conoscere la gioia del Regno
e cantare con te:
Magnificat!

Gloria a te, o Vergine Maria,
beata serva del Signore,
Madre di Dio,
Tempio dello Spirito Santo!

Preghiera a Nostra Signora di Lourdes per chiedere una grazia

madonna-di-lourdes1O Vergine Immacolata, Madre di Misericordia, salute degli infermi, rifugio dei peccatori, consolatrice degli afflitti, Tu conosci i miei bisogni, le mie sofferenze; degnati di volgere su di me uno sguardo propizio a mio sollievo e conforto.
Con l’apparire nella grotta di Lourdes, hai voluto ch’essa divenisse un luogo privilegiato, da dove diffondere le tue grazie, e già molti infelici vi hanno trovato il rimedio alle loro infermità spirituali e corporali.
Anch’io vengo pieno di fiducia ad implorare i tuoi materni favori; esaudisci, o tenera Madre, la mia umile preghiera, e colmato dei tuoi benefici, mi sforzerò d’imitare le tue virtù, per partecipare un giorno alla tua gloria in Paradiso. Amen.

3 Ave Maria
Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.
Sia benedetta la Santa ed Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria, Madre di Dio.

Maria, Nostra Signora di Lourdes,

Che la tua bellezza e il tuo sorriso rinfranchi il nostro cuore!
Che il tuo appello alla penitenza ci trovi disponibili e generosi!
Che le nostre comunità camminino con decisione nella sequela di Cristo, e si appoggino senza dubbi sulla fede di Pietro!
Che la manifestazione del tuo nome, « l’Immacolata Concezione », ci faccia sperare nell’innocenza ritrovata e desiderare la santità!
Che la luce della Pasqua, accesa al termine della prossima Quaresima, ravvivi in noi la fiamma della carità!
O Maria, Regina della pace, volgi il tuo sguardo sui popoli vittime della guerra!
O Maria, salus infirmorum, concedi ai malati la forza e la speranza!
O Maria, che hai vissuto la povertà, aiuta, per mezzo nostro, i più diseredati!
O Maria, Madre della Chiesa, ti preghiamo affinchè, come te, ognuno sappia dire « sì » agli appelli di Dio!
O Maria, Madre di Dio, portaci a cantare il Magnificat perchè il Regno di Dio ci è aperto!   Invocazioni a  Nostra Signora di Lourdes e a S.  Bernardetta :

Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.
Nostra Signora di Lourdes, prega per noi
Nostra Signora di Lourdes, prega per noi
Santa Bernardetta, prega per noi.

Fare lentamente il segno della croce ringraziando Dio
per il suo grande Amore manifestato attraverso il  Figlio nell’ora della croce:

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.bdb91315a81aac1b5aabda9e170d83f4

Nostra Signora di Lourdes (o Nostra Signora del Rosario o, più semplicemente, Madonna di Lourdes) è l’appellativo con cui la Chiesa cattolica venera Maria, madre di Gesù in rapporto ad una delle più venerate apparizioni mariane.Il nome della località si riferisce al comune francese di Lourdes nel cui territorio – tra l’11 febbraio e il 16 luglio 1858 – la giovane Bernadette Soubirous, contadina quattordicenne del luogo, riferì di aver assistito a diciotto apparizioni di una “bella Signora” in una grotta poco distante dal piccolo sobborgo di Massabielle. A proposito della prima, la giovane affermò:

“Io scorsi una signora vestita di bianco. Indossava un abito bianco, un velo bianco, una cintura blu ed una rosa gialla sui piedi.” Questa immagine della Vergine, vestita di bianco e con una cintura azzurra che le cingeva la vita, è poi entrata nell’iconografia classica.

Nel luogo indicato da Bernadette come teatro delle apparizioni fu posta nel 1864 una statua della Madonna. Intorno alla grotta delle apparizioni è andato nel tempo sviluppandosi poi un imponente santuario.

Per lasciare una richiesta di preghiera direttamente sul sito di Lourdes:

Clicca qui: la tua intenzione sarà messa ai piedi della Grotta

Fonte

http://it.lourdes-france.org/approfondire/le-apparizioni

Supplica alla Madonna del miracolo- 175°anniversario apparizione della S.Vergine ad A. Ratisbonne, basilica di S. Andrea delle Fratte (Roma)

Il  20 gennaio 2017, ricorre il 175°anniversario dell’apparizione della Vergine presso la basilica di S. Andrea delle Fratte (Roma) ad Alfonso Ratisbonne (1812-1884) evento che a quel tempo anticipava il dogma dell’Immacolata Concezione. Esattamente 175 anni fa, il 20 gennaio del 1842, nella Basilica romana di Sant’Andrea delle Fratte, tempio officiato dai Minimi di San Francesco di Paola ed ubicato a pochi passi dalla celebre Piazza di Spagna, l’Immacolata della Medaglia Miracolosa apparve all’ebreo ed ateo Alphonse Ratisbonne, che si convertì istantaneamente al Cattolicesimo (http://www.acistampa.com, 19 gennaio).

Supplica alla Madonna del Miracolo:Risultati immagini per MADONNA DEL MIRACOLO

O Vergine Santissima del Miracolo, Madre e Regina di misericordia, prostrati dinanzi alla tua immagine, noi ci affidiamo totalmente alla tua amorosa e potente tutela. Conserva viva e pura in noi quella luce che il tuo Figlio divino fece risplendere sopra la terra; quella luce che è la sorgente della vita morale, la luce della fede. Tu, che ti degnasti miracolosamente apparire, per illuminare con questa luce di fede lo spirito dell’ebreo Ratisbonne, rinnova questo prodigio per tanti infelici nostri fratelli che vivono nella miscredenza o nell’indifferenza. Illuminaci, o Maria, coi tuoi splendori; che ci rendano credibili i giudizi divini e ci facciano vivere costantemente da figli della luce. Ave Maria

O Santa Madre di Dio, le tue mani benedette, che versarono tanta copia di grazie nell’animo fortunato dell’ebreo, sono pure il tramite prezioso per il quale si diffonde su di noi la grazia, che ridesta nei nostri cuori, inariditi dalla colpa, la speranza della visione divina. A te, dunque, noi ricorriamo in tutte le necessità: da te ci aspettiamo di ottenere dal Signore il perdono di tutte le nostre colpe, l ‘aiuto necessario a sorreggere le nostre debolezze, per non ritornare più sulle vie del peccato. Per tua intercessione, o Madre divina, si mutò il cuore indurito del Ratisbonne; rinnova anche il nostro, e fà che non abbia altri palpiti, che per la virtù, altre aspirazioni che per il cielo! Ave Maria

O Madre di amore e Regina amabilissima, fosti tu che ottenesti i raggi della grazia alla mente del Ratisbonne, ed accendesti nel suo animo smarrito nella colpa, la fiamma di quell’amore celeste, che tanto lo elevò e lo nobilitò: tu pure purifica e infiamma di amore celeste i nostri cuori. Sì, o Maria, l’amore tuo e del tuo Figlio splenda sempre nei nostri costumi, suoni sulle nostre labbra, e ci renda degni del tuo sguardo e del tuo sorriso materno. Questo amore, o Benedetta, ci affratelli tutti in Gesù Cristo, unifichi le nostre menti e i nostri cuori, ci renda tutti fecondamente operosi per l’eterna salvezza, ci conduca a godere con te le gioie del Paradiso. Ave Maria

Preghiera di S.Bernardo: Ricordati, o pietosissima Vergine Maria, che non si è mai inteso al mondo, che alcuno ricorrendo alla tua protezione, implorando il tuo aiuto e chiedendo il tuo patrocinio, sia rimasto abbandonato. Animato da una tale confidenza, a te ricorro, o Madre, Vergine delle vergini, a te vengo e con le lacrime agli occhi, reo di mille peccati, mi prostro ai tuoi piedi a domandare pietà. Non volere, o Madre del Verbo, disprezzare le mie voci, ma benigna ascoltami ed esaudiscimi. Amen.

a3t2rzgGrazie alla conversione immediata di Alfonso, in pochi anni il luogo sacro è divenuto tra i più celebri Santuari mariani conosciuto nel mondo, visitato da molti pellegrini, come dimostrano i numerosi ex voto dei fedeli. Il 25 aprile 2017, inoltre, si festeggerà il 75° anno del titolo di “Basilica Minore” consegnato a questa chiesa romana.

Ma chi era Alfonso Ratisbonne?ratisbonne

Alfonso Ratisbonne, ventisettenne ebreo di Alsazia era giunto in Italia durante un viaggio verso l’oriente nel gennaio del 1842. Non avrebbe dovuto soggiornare a Roma ma qualcosa lo spinse qui ed entrò in contatto con alcuni amici e connazionali; tra questi, il barone Teodoro de Bussière che cercò di coinvolgerlo in conversazioni sulla religione e la fede cattolica, ottenendo però dal Ratisbonne un netto rifiuto. Aveva solo accettato, dietro a insistenze e con divertito interesse verso quello che a lui sembrava un oggetto di superstizione, la Medaglia Miracolosa. Il 20 gennaio, sul mezzogiorno, accompagnato dal de Bussière passò dalla chiesa di S. Andrea delle Fratte; entrò solo per curiosità artistica, ma mentre osservava i preparativi per un funerale, si sentì spinto da una forza sovrumana verso questa cappella e vide sull’altare apparirgli l’Immacolata nell’atto di invitarlo a inginocchiarsi, con un’espressione piena di misericordia. “Una luce indescrivibile – scriverà nella sua testimonianza -. Lei di una bellezza disarmante”. L’ebreo s’inginocchiò all’istante tentando invano di guardarla, ma era troppo grande il senso di riverenza e, per tanto, riuscì ad ammirare solo le mani. 

Convertitosi all’istante, chiese e ottenne il battesimo che gli fu amministrato il 31 dello stesso mese dal cardinale Vicario Costantino Patrizi, lo stesso che a meno di tre mesi dall’avvenimento, dopo un accurato processo, decretò (3 giugno 1842) la verità del miracolo.

È un’apparizione silenziosa questa, l’Immacolata non lascia nessun messaggio, ma compie un gesto eloquente: Alfonso vede il dito indice della Madonna che gli indica di inginocchiarsi. La sconvolgente testimonianza di Ratisbonne termina con una frase che, per tutta la vita, amò ripetere: “Elle ne m’a rien dit, mais j’ai tout compris” (“Lei non mi ha detto nulla, ma ho capito tutto”).

In seguito all’apparizione, si fece sacerdote nell’ordine dei Gesuiti e poi si unì al fratello Thèdore (convertitosi al Cristianesimo e ordinato sacerdote nel 1830, lo stesso anno delle apparizioni a Santa Caterina Labourè) che aveva fondato la congregazione di Notre Dame de Sion, ancora esistente, per la conversione degli ebrei al Vangelo.

Nel 1852 venne fondato l’ordine maschile dei Padri di Nostra Signora di Sion, e Alfonso ebbe la possibilità di vivere a pieno la sua vocazione: essere missionario in Terra Santa. Col permesso di Pio IX, Alfonso lasciò la Compagnia di Gesù nel dicembre del 1852, ma con i Padri Gesuiti restarono sempre rapporti di profonda stima e gratitudine. Entrato nella nuova Famiglia religiosa, pensò subito di realizzare il sogno che custodiva nel cuore: portare a Gerusalemme le Suore di Nostra Signora di Sion, cosa che avvenne nel 1855.  La prima opera che ha realizzato Ratisbonne è stato il Santuario dell’”Ecce Homo”, consegnato in custodia alle Suore di Sion. Tra i carismi dl santuario anche quello dell’accoglienza delle bambine orfane, tanto che questo centro si è rivelato una fonte ispiratrice per altre opere di carità, come un collegio gratuito per un centinaio di ragazze e una pensione nella quale si ospitavano numerose giovani ebree e musulmane. Morirà in Terra Santa, ad Ain Karin, sul luogo che la tradizione indica come quello della Visitazione di Maria a Elisabetta.  

Settantacinque anni più tardi, a Roma, nella Cappella del Collegio Internazionale dei Frati Minori Conventuali, il Padre Rettore raccontava ai giovani frati l’episodio della prodigiosa conversione di Ratisbonne, morto in concetto di santità e divenuto poi Servo di Dio. Tra questi c’è fra’ Massimiliano Maria Kolbe, l’ardente innamorato dell’Immacolata, il quale, commosso dal racconto, scoprì il grande valore della Medaglia Miracolosa. Divenuto sacerdote, celebrò la sua prima Messa nello stesso Santuario di Sant’Andrea delle Fratte il 29 aprile del 1918.

Benedetto XV chiamò questo santuario la «Lourdes romana» e il tempio fu insignito del titolo di basilica da Pio XII (1939 – 1958) il quale lo arricchì dell’indulgenza plenaria da lucrarsi nella festa del 20 gennaio. San Giovanni XXIII (1958 – 1963) la elevò a titolo cardinalizio con bolla del 12 marzo 1960. Il 17 gennaio 1892 avvenne la solenne incoronazione dell’immagine fatta dal Capitolo Vaticano. Tra i santi che venerarono la Madonna del Miracolo possiamo ricordare S. Giovanni Bosco, S. Teresa del Bambino Gesù, S. Luigi Guanella,Don Orione e San Massimiliano Kolbe.a3t2rzgLe storie delle conversioni, antiche o nuove che siano, hanno un comune denominatore: un incontro. Per i cristiani, infatti, il cuore della religione cattolica è Cristo stesso, presente nell’Eucarestia, ma anche nel quotidiano, ovvero nel volto del prossimo senza esclusione. La conversione di Ratisbonne è prodigiosa per l’intervento celeste; in molti vorrebbero questa stessa chiamata, per così dire, diretta, ma non bisogna restare sordi alla voce della coscienza che ogni giorno invita ad aprire il cuore al Signore. Quando si comprende che tutti siamo bisognosi di amore e del perdono, allora sarà più facile accogliere e capire l’altro invece che giudicarlo severamente per i suoi errori. Per dirlo con le parole di Papa Francesco: “La conversione e la crescita spirituale partono sempre dal cuore: lì dove si gioca la partita delle scelte quotidiane tra bene e male, tra mondanità e Vangelo, tra indifferenza e condivisione. L’umanità ha bisogno di giustizia, di pace, di amore e potrà averle solo ritornando con tutto il cuore a Dio, che è la fonte di tutto questo”.

http://www.santandreadellefratte.it/candeline_virtuali/web/a3t2rzg

 

FONTE

http://www.tv2000.it/blog/2016/01/18/santandrea-delle-fratte-e-la-madonna-del-miracolo/

Preghiere a Maria Santissima Madre della misericordia, in tempi di calamità

Supplica a Maria Santissima Madre della Misericordia

O Maria, Madre nostra dolcissima, tra i tanti cari nomi coi quali invochiamo la vostra materna pietà, il nome di Madre della Misericordia è per noi, poveri figli vostri, il più caro, il più consolante di tutti.
Perchè questo nome ci ricorda che se è vero che noi siamo miseri, deboli, fiacchi e pieni di colpe, è certo pure che Dio ha pietà di noi e ci ha dato una Madre il cui cuore è pieno di compassione infinita per le nostre miserie.
E questa Madre compassionevole, amorosissima, siete Voi, o Maria, Voi Signora e Regina nostra carissima.
La Vostra misericordia materna noi l’abbiamo sempre sperimentata in tutti i nostri bisogni, in tutti i nostri dolori.
Ma ora v’invochiamo nel trasporto più ardente della nostra filiale confidenza e ci consacriamo all’Amore vostro e all’Amore di Gesù.

Noi v’invochiamo sempre o Madre, ma Voi non mancate di ascoltarci benigna.
Noi vi ameremo sempre e il vostro Nome risuonerà alle nostre orecchie più armonioso che il suono dell’arpa, alle labbra più dolce che un favo di miele, al cuore più soave che la gioia più pura; ma Voi mostrate di esserci Madre, Monstra Te esse Matrem.
Voi lo vedete, O Arca di Salute, a quali prove oggi, più che mai, è messa la nostra fede; non permettete però che essa vacilli o s’indebolisca.
Rinnovate gli antichi  trionfi della vostra Misericordia, e da Voi protetti, fate che un giorno possiamo trovarci tutti uniti a cantare le vostre beneficenze nel Paradiso.
Così sia.

(3 Ave Maria)

Preghiera alla Madonna del terremotomad-terremotoQuesta immagine sacra nel quadro si trova nella chiesa della Madonna del Terremoto in piazza Canossa a Mantova, che fu edificata nel 1754 a ricordo della protezione data dalla Madonna in occasione del terremoto del 1693.

O beatissima Regina del cielo e della terra,

che mentre stavi sotto la croce di Gesù, tuo Figlio,

e la spada del dolore ti trapassava l’anima

per diventare la Madre di tutti i viventi,

hai sentito sotto i tuoi piedi tremare la terra,

soccorri i tuoi figli che gemono spaventati dal terremoto.

La terra rimbomba di un sordo boato,

attorno a noi crollano il presente e il passato

e le nostre anime smarrite si chiedono:

che cos’è l’uomo, perchè Tu, o Signore, te ne ricordi?

Fatto a immagine e somiglianza di Dio e circondato di gloria,

eppure ha divorato come un figlio dissoluto i doni del Padre,

ha tradito l’Amore di Gesù, ha spento lo Spirito Santo,

fino a meritare il castigo di Dio.

O Madre Santissima, piena di Grazia e di Misericordia,

intercedi per noi presso tuo Figlio:

prendi le nostre mani e guidaci a Lui,

perchè converta i nostri cuori e perdoni i nostri peccati.

Liberi dall’inquetitudine e dalla disperazione,

seguiremo la via della salvezza e canteremo

in eterno con te le meraviglie di Dio- AmenRisultati immagini per candela gesu' maria

In tempo di pubbliche calamità 

O Gesù, Dio di pace, gettate uno sguardo di misericordia 

su questa terra infelice;

mirate quante lacrime si versano 

nelle famiglie anche più innocenti.

Se avete scritto nei vostri decreti questo dolore,

ricordatevi che siamo figli, che per questo vi fermaste in mezzo a noi sull’altare.

Pronunciate, o Signore, un’altra volta quella parola potente

che nel furore della tempesta fece tacere i venti,

ricompose le onde agitate, rese tranquillo e sereno il cielo.

Allora vedremo rifiorire questa terra e, mossi da viva gratitudine,

verremo al vostro altare per ringraziarvi con fede più viva,

più sicura speranza ed amore più riconoscente.Risultati immagini per candela gesu' maria

O Dio creatore,

noi crediamo che tu sei nostro Padre

e che ci vuoi bene

anche se la terra trema

e le nostre famiglie sono state sconvolte 

dall’angoscia

Non lasciarci soli nel momento della sventura.

Apri il cuore di molti nostri fratelli

alla generosità e all’aiuto.

A noi dona la forza e il coraggio

necessari per la ricostruzione

e l’amore per non abbandonare

chi è rimasto senza nessuno.

Così, liberati dal pericolo

e iniziata una vita nuova,

canteremo la tua lode. 

Il Parlamento polacco riconosce la Madonna di Czestochowa come Regina di Polonia. Nel 2017 celebrazioni nazionali

Il parlamento polacco – riferisce l’agenzia Sir – in sedute separate di entrambe le Camere ha approvato la risoluzione relativa alle celebrazioni del 300.mo anniversario dell’incoronazione della Vergine di Czestochowa come Regina di Polonia. La Camera bassa (Sejm), ricordando quella prima incoronazione di una effige della Vergine al di fuori di Roma avvenuta l’8 settembre del 1717, sottolinea quanto la celebrazione “unì tutti i ceti sociali e divenne una manifestazione di fede nazionale” e rileva la convinzione dei parlamentari riguardo alla “particolare importanza del culto mariano per l’intero Paese”.  Il significato di quelle “radici cristiane dell’Europa” è fortemente qui evidente; un atto concreto, un volere riconoscere, senza tanti orpelli e con semplicità, qualcosa di popolarmente evidente: una nazione è anche la sua fede.

L’evento una lezione del patrimonio storico nazionale e un sostegno educativo per le nuove generazioni
Il priore del santuario di Jasna Gora, padre Marian Waligora, dove da 600 anni è custodita l’immagine della Madonna Nera, si dice convinto che “il ricordo dell’evento storico del 1717 porterà un contributo significativo alla propagazioni delle tradizioni patriottiche e religiose polacche, costituendo una lezione del patrimonio storico nazionale e un importante sostegno educativo per le nuove generazioni”. 

Il 70% di polacchi considera la fede cattolica un importante criterio di appartenenza nazionale
Secondo le analisi del Pew Research Center, la Polonia è il Paese più omogeneo etnicamente e religiosamente tra gli Stati Ue e oltre il 70% di polacchi considera la fede cattolica un importante criterio di appartenenza nazionale. Gli studiosi di tematiche sociali sottolineano inoltre che rispetto ad altri Paesi Ue, in Polonia la Chiesa cattolica gode di una grande fiducia (del 70% circa dei cittadini) e la società nel suo complesso è assai più religiosa che altrove.

4 milioni di e mezzo di pellegrini hanno visitato nel 2016 il santuario di Jasna Gora, a Częstochowa, uno dei luoghi di culto mariani più importanti in Polonia e nel mondo. Lo riferisce l’ufficio stampa del santuario. 

Sui dolci pendii di Jasna Gòra, la “montagna luminosa”,che circonda la città di Czestochowa, il santuario è adagiato su una collina di bianche rocce, nella parte occidentale della città. I polacchi sono abituati a legare a questo Santuario le numerose vicende della loro vita: i momenti lieti come quelli tristi, le decisioni solenni, come la scelta del proprio indirizzo di vita, la vocazione religiosa oppure il matrimonio, la nascita dei figli, gli esami di maturità… Essi si sono abituati a venire con i loro problemi a Jasna Gòra per confidarli alla Madre Celeste, davanti alla sua Immagine Miracolosa. Questa Immagine si può dire che è il cuore del santuario di Jasna Gòra ed è anche quella forza, misteriosa e profonda, che attira ogni anno folle sterminate di pellegrini, dalla Polonia e da ogni altro luogo del mondo.

Il dipinto della Madonna ha una storia complessa.madonna-getty-jasna-gora

L’immagine della Madonna Nera di Jasna Góra proviene da Costantinopoli, da dove, attraversando la Russia, giunse in Polonia. 

La tradizione dice infatti che sia stato realizzato da San Luca su di un legno che formava il tavolo adoperato per la preghiera e per il cibo dalla Sacra Famiglia. L’evangelista avrebbe composto a Gerusalemme due quadri allo scopo di tramandare l’incomparabile bellezza di Maria. Uno di essi, arrivato in Italia, è tuttora oggetto di culto a Bologna; l’altro, fu dapprima portato a Costantinopoli e deposto in un tempio dall’imperatore Costantino. Successivamente fu donato al principe russo Leone, che prestava servizio nell’esercito romano, il quale trasferì l’inestimabile reliquia in Russia dove, per numerosi miracoli, fu intensamente venerata. Nel corso della guerra intrapresa da Casimiro il Grande, il quadro fu nascosto nel castello di Beltz e finalmente affidato al principe di Opole. Questi, alla vigilia di una dura battaglia contro le truppe tartare e lituane che assediavano Beltz, aveva invocato la sacra immagine e, dopo la sospirata vittoria, indicò Maria come Madre e Regina. Si racconta anche che, durante l’assedio, un tartaro ferisse con una freccia il bellissimo volto della Vergine dalla parte destra e che, dopo la sacrilega profanazione, una fittissima nebbia, sorta d’improvviso, mettesse in difficoltà gli assedianti. Il principe Opole, allora, approfittando del momento favorevole, si gettò con le truppe contro il nemico e lo sconfisse.

Altri documenti assicurano che, terminata l’amministrazione del principe Ladislao nella Russia, il quadro fu caricato su di un carro con l’intenzione di portarlo nella Slesia ma, tra lo stupore di tutti, i cavalli, pur ripetutamente sferzati, non si muovevano. Il principe ordinò allora di attaccarne di nuovi, senza però ottenere alcun risultato. Sconvolto, si inginocchiò a terra e promise di trasferire la venerata effigie sul colle di Czestochowa, nella piccola chiesa di legno. In seguito egli avrebbe innalzato una basilica nel medesimo luogo ad onore di Dio onnipotente, della Vergine Maria e di tutti i Santi e, contemporaneamente realizzato un convento per i frati eremiti dell’Ordine di San Paolo. Ma le vicissitudini della Madonna Nera non erano ancora finite. Nel 1430 alcuni seguaci dell’eretico Giovanni Hus, provenienti dai confini della Boemia e Moravia, sotto la guida dell’ucraino Federico Ostrogki, attaccarono e predarono il convento. Il quadro fu strappato dall’altare e portato fuori dinanzi alla cappella, tagliato con la sciabola in più parti e la sacra icona trapassata da una spada. Gravemente danneggiato, fu perciò trasferito nella sede municipale di Cracovia e affidato alla custodia del Consiglio della città; dopo un accurato esame, il dipinto venne sottoposto ad un intervento del tutto eccezionale per quei tempi, in cui l’arte del restauro era ancora agli inizi. Ecco allora come si spiega che ancora oggi siano visibili nel quadro della Madonna Nera gli sfregi arrecati al volto della Santa Vergine.

Secondo i critici d’arte il Quadro di Jasna Gòra sarebbe stato in origine un’icona bizantina, del genere “Odigitria” (“Colei che indica e guida lungo la strada”), databile tra il VI e il IX secolo. Dipinta su una tavola di legno, raffigura il busto della Vergine con Gesù in braccio. Il volto di Maria domina tutto il quadro, con l’effetto che chi lo guarda si trova immerso nello sguardo di Maria: egli guarda Maria che, a sua volta, lo guarda.

Anche il volto del Bambino è rivolto al pellegrino, ma non il suo sguardo, che risulta in qualche modo fisso altrove. I due volti hanno un’espressione seria, pensierosa, che dà anche il tono emotivo a tutto il quadro. La guancia destra della Madonna è segnata da due sfregi paralleli e da un terzo che li attraversa; il collo presenta altre sei scalfitture, due delle quali visibili, quattro appena percettibili. Gesù, vestito di una tunica scarlatta, riposa sul braccio sinistro della Madre. La mano sinistra tiene il libro, la destra è sollevata in gesto di sovranità e benedizione. La mano destra della Madonna sembra indicare il Bambino. Sulla fronte di Maria è raffigurata una stella a sei punte. Attorno ai volti della Madonna e di Gesù risaltano le aureole, la cui luminosità contrasta con l’incarnato dei loro visi. Dopo la profanazione e il restauro, la fama del santuario crebbe enormemente e aumentarono i pellegrinaggi, a tal punto che la chiesa originaria si rivelò insufficiente a contenere il numero dei fedeli. Per questo motivo, già nella seconda metà del secolo XV, accanto alla Cappella della Madonna, fu dato avvio alla costruzione di una chiesa gotica a tre ampie navate. Nel 1717 il quadro miracoloso della Madonna di Jasna Góra fu incoronato col diadema papale e, a cominciare dal secolo scorso, numerose chiese a lei dedicate furono erette in tutto il mondo: attualmente se ne contano circa 350, di cui 300 soltanto nella Polonia.

La fama sempre crescente dell’immagine miracolosa della Madre di Dio fece sì che l’antico monastero diventasse nel corso degli anni mèta costante di devoti pellegrinaggi. Il culto della Madonna Nera di Czestochowa si è esteso così fino al continente americano, in Australia, in Africa e anche in Asia. Una devozione che non ha confini, che ha toccato il cuore di molti, e che è stata particolarmente cara – come ogni polacco che si rispetti – al nostro venerato Santo Padre, Giovanni Paolo II, che di Maria è sempre stato il devoto più fedele.

Profanata l’immagine della Madonna-. Il sacrilegio ha avuto luogo a Jasna Gora, il 9 dicembre 2012, e ha suscitato profondo dolore nel cuore dei credenti. Un uomo di 58 anni, evidentemente affetto da disturbi psicologici, ha gettato della vernice nera contro l’immagine di Maria a Jasna Góra, nota come la “Madonna Nera” del santuario mariano nei pressi di Częstochowa. I padri paolini, custodi del santuario, diffusero subito un comunicato nel quale chiedevano a tutti i devoti della Madonna Nera delle preghiere per l’espiazione del folle gesto. Anche l’arcivescovo Wacław Depo, Metropolita di Częstochowa, esortò i fedeli alla preghiera. “Chiedo a tutti gli abitanti di Częstochowa di venire con i loro pastori in questi giorni a Jasna Góra per pregare per l’espiazione di tutti i reati contro Dio, sua Madre e la Santa Chiesa”, si leggeva nel comunicato dell’arcivescovo.

Il servo di Dio, cardinale Stefan Wyszyński, scelse il santuario di Jasna Góra come altare e confessionale della Polonia. Fecero visita al Santuario come pellegrini i papi: Giovanni Paolo II (1979, 1983, 1987, 1991, 1997, 1999) e Benedetto XVI (2006) e Papa Francesco (2016).

 Fin dal medioevo da tutta la Polonia si svolge il Pellegrinaggio a piedi verso il Santuario di Częstochowa che si snoda da Giugno a Settembre, ma normalmente il periodo scelto è quello attorno a ferragosto. Il Pellegrinaggio a piedi dura diversi giorni ed i pellegrini percorrono anche centinaia di chilometri lungo oltre 50 percorsi da tutta la Polonia, il più lungo dei quali è di 600 km. Questo pellegrinaggio è stato fatto anche da Karol Wojtyła (Giovanni Paolo II) nel 1936 partendo da Cracovia.

FONTI

http://it.radiovaticana.va/news/2017/01/04/polonia_celebrazioni_300%C2%B0_incoronazione_madonna_czestochowa/1283445

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91095

1 GENNAIO MARIA SS. MADRE DI DIO

Preghiere alla Santissima Madre di Dio 

Sant’ Efrem il Siro (diacono e Dottore della Chiesa, 306 -373)

Vergine, Signora, Madre di Dio, comune salvezza di tutti i Cristiani, poiché sei Madre, incessantemente ti curi di noi. Pietosa come sei, ci offri continuamente i tuoi benefici, salvandoci, proteggendoci, liberandoci dai pericoli, difendendoci dalle tentazioni, liberandoci dai peccati. Ti ringraziamo per tutto ciò e, senza nascondere i tuoi benefici, celebriamo le tue opere miracolose, glorifichiamo la tua compassione nei nostri confronti, magnifichiamo la tua comprensione, celebriamo la tua intercessione e, memori dei pericoli dai quali ci hai liberato con la tua intercessione, ti offriamo un canto di ringraziamento, anche se non è all’altezza dei tuoi grandi benefici. Infatti che cosa può paragonarsi ad essi?

Preghiera alla Santissima Madre di Dio

O Santissima Signora, Vergine Madre di Dio, Regina del Cielo e della terra, so bene, Madre di Dio, che tu sei la speranza anche per coloro che non sperano in te. So pure che gli afflitti trovano in te un conforto; so pure che porti aiuto a quanti sono affaticati. So che visiti e curi i malati e così pure liberi i prigionieri dalla schiavitù. So che sei rifugio e sostegno indistruttibile per coloro che sono nelle difficoltà. So, Signora Madre di Dio, che quanti sono in preda al peccato nella vita, al momento della morte ed al tribunale del Figlio tuo e Dio salvi con le tue ardenti preghiere e con la tua potente difesa, li difendi e li conduci a Dio, purché ti invochino dal profondo del cuore, ti preghino e si pongano sotto la tua protezione. Ed anch’io inutile tuo servo, che sono finito in molte reti del peccato e perciò non oso neppure levare gli occhi al Cielo, come mi libererò da loro? Ma, confidando nella misericordia della tua bontà, Vergine e Madre Santissima, tu che hai amore per l’umanità, oso ricorrere a te e, pregando con le lacrime agli occhi, mi getto ai tuoi piedi affinché anche a me peccatore indegno mostri la grandezza della tua misericordia, poiché sei la fonte inesauribile di tutti i beni. Giacché desidero ottenere ciò da te come ricordo della gioia che provasti sulla terra e che ora provi in Cielo, innalzo a te canti pieni di gioia: Rallegrati, tu che sei l’inizio della nostra salvezza, poiché per opera del Santo Spirito hai concepito nel tuo grembo il Figlio di Dio che non ha principio ed è eterno! Rallegrati, terra santa che hai generato colui per opera della cui nascita dalla morte siamo nati alla vita! Rallegrati, arca che portasti in te la manna della vita! Rallegrati, tu che sei la mediatrice della gioia, poiché alla nascita del Figlio hai ricevuto la gioia dai Magi! Rallegrati, tempio spirituale, che dopo tre giorni trovasti Gesù Maestro tra i dottori del tempio! Rallegrati, gioia degli afflitti, poiché rallegrasti il genere umano con la resurrezione e l’ascensione del Signore Gesù Cristo! Rallegrati, nube leggera, che con il corpo salisti al Cielo! Rallegrati, Vergine, che per la purezza e l’onore superi gli Angeli, gli Arcangeli, i Cherubini ed i Serafini e tutte le schiere dei Santi! Rallegrati, serenità che stabilisti la pace tra Dio e gli uomini! Rallegrati, Signora poiché tutte le schiere celesti sono sottomesse a te! Rallegrati, Padrona, poiché sei potente e puoi ottenerci tutto dal Figlio tuo! Rallegrati, Regina, che siedi su un trono vicino alla Santissima Trinità! Rallegrati, poiché fai del bene a quanti ripongono in te la speranza! Rallegrati, Maria, poiché la tua gioia durerà in eterno!

Ora che tu hai benignamente ascoltato; Santissima Madre di Dio, queste parole di gioia, anche se provengono dalle mie labbra impure, ti prego, sospiro piangendo, mi inginocchio davanti a te supplicandoti: Accoglimi e non mi dimenticare, tu che sei il mio aiuto, la mia difesa e la mia speranza, Santissima Madre di Dio, ma come hai promesso di intercedere per coloro che ti ricordano, anche a me vieni in difesa ed in aiuto, ora, al momento della mia morte ed al tribunale del Figlio tuo e mio Dio, disperdendo le schiere dei demoni, poiché a tutti sei causa di gioia, vieni, affinché anch’io, salvo grazie alla tua intercessione, ti celebri, glorifichi e magnifichi in tutti i secoli, poiché intervieni presso Dio per la mia salvezza.

O Santissima Signora, Purissima Vergine Madre di Dio, accogli la mia indegna preghiera e salvami dalla morte improvvisa e concedimi conversione e penitenza prima della mia fine. Amen.free-shipping-classic-religion-figure-mary-font-b-baby-b-font-font-b-jesus-b-font

Fonte http://oodegr.co/italiano/tradizione_index/testilit/madrediogrntefrem.htm

Madre di Dio – Madre dell’uomo
Il significato etimologico del nome Gesù, «Dio salva», ci introduce in pieno nel mistero di Cristo: dall’incarnazione alla nascita, dalla circoncisione al compimento pasquale della morte-risurrezione, Gesù è in tutto il suo essere la perfetta benedizione di Dio, è dono di salvezza e di pace per tutti gli uomini; nel Suo Nome siamo salvati (cf At 2,21; Rm 10,13). Ora questa offerta di salvezza viene da Maria ed essa la partecipa al popolo di Dio come un tempo ai pastori. Maria che ha dato la vita al Figlio di Dio, continua a partecipare agli uomini la vita divina. Per questo viene considerata madre di ogni uomo che nasce alla vita di Dio, e insieme proclamata e invocata come «Madre della Chiesa» (cf LG 53.60-65; Paolo VI, 21.11-1964; orazione dopo la comunione).Madre di Dio (in greco Θεοτόκος; in latino Deipara o Dei genetrix)
Con gli Orientali, anche noi onoriamo «Maria sempre Vergine, solennemente proclamata santissima Madre di Dio dal Concilio di Efeso, perché Cristo… fosse riconosciuto, in senso vero e proprio, Figlio di Dio e Figlio dell’Uomo» (UR 15).«Opere e giorni nella Sua Pace»
E nel nome di Maria, madre di Dio e madre degli uomini, che dal 1967 si celebra in tutto il mondo la «giornata della pace». La pace, in senso biblico, è il dono messianico per eccellenza, è la salvezza portata da Gesù, è la nostra riconciliazione e pacificazione con Dio. La pace è anche un valore umano da realizzare sul piano sociale e politico, ma affonda le sue radici nel mistero di Cristo (cf GS, cap. V).
La fede in Cristo, «autore della salvezza e principio di unità e di pace» (LG 9), appare evidente nella parte che il cristiano prende agli sforzi della umanità per la pace del mondo. La pace di Cristo non è diversa dalla pace dell’uomo: c’è semplicemente «la pace», e vale la pena spendere la vita per la sua continua ricerca. Il Magistero della Chiesa non ha cessato di attirare l‘attenzione sulla pressante necessità di fare della pace una dimensione effettiva della umana convivenza. Esso continua a rinnovare l’annuncio di quella pace che è poggiata sulla verità, la giustizia, l’amore e la libertà, «i quattro pilastri della casa della pace» aperta a tutti (Giovanni XXIII, 11-4-1963).
Il Verbo ha assunto da Maria la natura umana

Dalle «Lettere» di sant’Atanasio, vescovo (Ad Epitetto 5-9; PG 26,1058. 1062-1066)
Il Verbo di Dio, come dice l’Apostolo, «della stirpe di Abramo si prende cura. Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli» (Eb 2, 16. 17) e prendere un corpo simile al nostro. Per questo Maria ebbe la sua esistenza nel mondo, perché da lei Cristo prendesse questo corpo e lo offrisse, in quanto suo, per noi.
Perciò la Scrittura quando parla della nascita del Cristo dice: «Lo avvolse in fasce» (Lc 2, 7). Per questo fu detto beato il seno da cui prese il latte. Quando la madre diede alla luce il Salvatore, egli fu offerto in sacrificio.
Gabriele aveva dato l’annunzio a Maria con cautela e delicatezza. Però non le disse semplicemente colui che nascerà in te, perché non si pensasse a un corpo estraneo a lei, ma; da te (cfr. Lc 1, 35), perché si sapesse che Colui che ella dava al mondo aveva origine proprio da lei.
Il Verbo, assunto in sé ciò che era nostro, lo offrì in sacrificio e lo distrusse con la morte. Poi rivestì noi della sua condizione, secondo quanto dice l’Apostolo: Bisogna che questo corpo corruttibile si vesta di incorruttibilità e che questo corpo mortale si vesta di immortalità (cfr. 1 Cor 15, 53).
Tuttavia ciò non è certo un mito, come alcuni vanno dicendo. Lungi da noi un tale pensiero. Il nostro Salvatore fu veramente uomo e da ciò venne la salvezza di tutta l’umanità. In nessuna maniera la nostra salvezza si può dire fittizia. Egli salvò tutto l’uomo, corpo e anima. La salvezza si è realizzata nello stesso Verbo.
Veramente umana era la natura che nacque da Maria, secondo le Scritture, e reale, cioè umano, era il corpo del Signore; vero, perché del tutto identico al nostro;

infatti Maria è nostra sorella poiché tutti abbiamo origine in Adamo.
Ciò che leggiamo in Giovanni «il Verbo si fece carne» (Gv 1, 14), ha dunque questo significato, poiché si interpreta come altre parole simili.
Sta scritto infatti in Paolo: Cristo per noi divenne lui stesso maledizione (cfr. Gal 3, 13). L’uomo in questa intima unione del Verbo ricevette una ricchezza enorme: dalla condizione di mortalità divenne immortale; mentre era legato alla vita fisica, divenne partecipe dello Spirito; anche se fatto di terra, è entrato nel regno del cielo.
Benché il Verbo abbia preso un corpo mortale da Maria, la Trinità è rimasta in se stessa qual era, senza sorta di aggiunte o sottrazioni. E’ rimasta
assoluta perfezione: Trinità e unica divinità. E così nella Chiesa si proclama un solo Dio nel Padre e nel Verbo.

“Lourdes. La presenza di Cristo, la forza di Maria”di R.H. Benson, ex anglicano, diventato cattolico, autore del best seller “Il Padrone del mondo”, uno degli scrittori preferiti da Papa Francesco

Lourdes è il luogo dove Cielo e terra si incontrano, scrive Robert Hugh Benson nel suo libro “Lourdes.La presenza di Cristo, la forza di Maria” edito da Fede & Cultura:

http://www.fedecultura.com/p/vetrina_30.html#!/Lourdes/p/74043679/category=18198140

«Dove, se non nella Chiesa Cattolica, avvengono cose come quelle che ho avuto il privilegio di vedere? Provate a immaginare dei miracoli a Manchester! Sicuramente accadrebbero anche lì se ci fossero abbastanza cattolici riuniti nel Suo Nome. Invece, al posto di Manchester, mettiamo l’Exeter Hall o la St. Paul’s Cathedral! Il solo pensiero è del tutto assurdo. No, la cristianità di Gesù Cristo vive unicamente nella Chiesa Cattolica».

Figlio dell’arcivescovo di Canterbury, ordinato sacerdote nella Chiesa anglicana, Robert Hugh Benson si convertì al cattolicesimo nel 1903 e nel 1904 si recò a Lourdes e qui, dopo un’esperienza forte della presenza di Dio,  prese la decisione di diventare sacerdote cattolico.  Partito con l’intenzione di verificare sul campo l’origine soprannaturale dei miracoli grazie all’osservazione diretta e all’uso della ragione, Robert Hugh Benson racconta il suo pellegrinaggio a Lourdes, passando in rassegna i vari casi di guarigione e i momenti di preghiera e devozione; l’Autore descrive l’evoluzione delle sue reazioni, dai pregiudizi iniziali all’entusiasmo finale: per lui Lourdes è il luogo materiale in cui Cristo è vivo e dove la Vergine Maria è sempre pronta a intercedere presso suo Figlio per concedere grazie a chi la invoca.

Hugh Benson afferma di Lourdes con un’inossidabile certezza: «Dio ha scelto questo luogo, solo Lui sa il motivo e solo Lui sceglie chi lasciare soffrire e chi invece guarire… Sarebbe questo un sogno pieno di soggettività e romanticismo? Ebbene, è qui che avvengono i miracoli!». 

Hugh Benson è l’autore del Padrone del mondo,  il testo più citato da Papa Francesco in numerosi discorsi, anche di ritorno dal  viaggio nelle Filippine, nel 2015, parlando di ‘dittatura del pensiero unico’, di ‘colonizzazione ideologica’, che vuole distruggere la famiglia, in riferimento all’imposizione dell’ideologia gender.il-padrone-del-mondoNell’omelia a Santa Marta, il 18 novembre 2013, Papa Francesco prendendo spunto dal Libro dei Maccabei, ha detto:
“Negoziare la propria fedeltà a Dio è come negoziare la propria identità.” E a questo proposito il Pontefice ha ricordato il libro Il Padrone del mondo di Robert Hugh Benson, nel quale l’autore parla dello spirito del mondo e «quasi come fosse una profezia, immagina cosa accadrà. Quest’uomo, si chiamava Benson, si convertì poi al cattolicesimo e ha fatto tanto bene. Ha visto proprio quello spirito della mondanità che ci porta all’apostasia».  

Il Padrone del mondo descrive l’instaurazione, nel 2000, di una dittatura di stampo umanitarista, che predica la tolleranza universale per tutti, tranne che per la Chiesa, che viene perseguitata; è un testo che fu capace di profetizzare l’avvento di un mondo globalizzato e tecnologico che ha negato Dio e la trascendenza in nome di umanitarismo, massoneria, filantropia ed eutanasia, che sono il preludio dell’inferno sulla terra.
Papa Francesco ha paragonato questi sistemi ideologici ai regimi dittatoriali del XX secolo, nazismo e comunismo, che hanno portato molta sofferenza, ed ha esortato a leggere questo libro: “leggendo il Padrone del mondo di Benson,  capirete bene quello che voglio dire con “colonizzazione ideologica”.

Benson intendeva parlare agli uomini del suo tempo, e metterli in guardia da un pericolo grave: L’ IMPOSIZIONE DI UNA CULTURA ANTI-CRISTIANA.350542_0_0La prima edizione de “Il Padrone del mondo” vide la luce dopo la prima guerra mondiale, nel 1920, quando pareva che il mondo dovesse trovare la sua pace proprio nell’umanitarismo …Invece scoppiò la seconda guerra mondiale e il totalitarismo nazionalsocialista prima e il totalitarismo comunista poi….
La seconda edizione apparve proprio nel corso della seconda guerra mondiale… S’invocava la pace, ma Benson ammoniva che la vera e duratura pace riposa soltanto sulla Verità insegnata dalla Chiesa cattolica di Roma.barracatolicactv_12a
LEGGERE OGGI IL PADRONE DEL MONDO FA VENIRE I BRIVIDI PER LA SUA ATTUALITA’: una società tecnologicamente ‘perfetta’, comunicazioni istantanee in tutto il mondo, autostrade a quattro corsie, trasporti aerei e sotterranei, luce solare artificiale, eutanasia legalizzata e assistita, un Parlamento europeo, attentati a catena con kamikaze, il crollo del colosso russo, la minaccia (sventata) di una guerra mondiale con scontri tra America, Russia e Cina, un papa di nome Giovanni dopo cinque secoli, la crisi delle religioni, sotto l’avanzare di una NUOVA RELIGIONE UNIVERSALE , in stile NEW AGE, preti che lasciano il ministero, laici consacrati che agiscono nel mondo senza divise o distintivi… Tutto questo è descritto nel romanzo.

51-o2baaqz3l-_sx331_bo1204203200_
Robert Hugh Benson, sacerdote cattolico, ex anglicano, questa è una delle copertina del suo libro “Il Padrone del mondo” 

Ambientato nel futuro, narra la presa del potere da parte di Julian Felsenburgh, sotto la cui figura si cela l’ANTICRISTO, che in nome dell’UMANITARISMO ATEO E DEL COMUNISMO, tenta di abbattere la Chiesa cattolica e conquistare il mondo: un personaggio affascinante, misterioso e onnipotente, Felsenburgh, 33 anni, abilissimo nell’arte della diplomazia, salva l’umanità, scivolata nel baratro della guerra imminente tra Oriente e Occidente. Non ci saranno più lotte, violenze, dolore, promette Felsenburgh che, per acclamazione, VIENE ELETTO PRESIDENTE D’EUROPA….
È il nuovo messia, agli occhi del mondo, come lo era stato venti secoli prima Gesù di Nazareth. Il falso ‘Salvatore del mondo’ parla di una «grande fratellanza universale» che necessita dell’istituzione di un nuovo culto: lo «spirito del mondo»: una profezia terribile per la specificità del mondo in cui viviamo e del cammino che ha portato a questo mondo. Da un lato questo enorme apparato che omologa le persone, i gruppi sociali, le nazioni, i popoli …Quindi una società dove non esistono più differenze, qualsiasi tipo di differenza: quella religiosa, quella sociale, quella culturale viene sentita come negativa e il tentativo è quello di operare una omologazione dell’intero pianeta.babelLA NUOVA RELIGIONE: IL CULTO DEL BENESSERE. La nuova religione della modernità è la religione del benessere. Un anestetico capace di rassicurare e non di guarire. Dio ormai è ridotto ad un contenuto della coscienza umana.
Prolificano le SETTE OCCULTISTE ED ESOTERICHE.
Infatti, per costruirsi questa società, occorre divinizzare il tentativo che si sta facendo, DIVINIZZARE L’UOMO (Satanismo), come ai tempi della costruzione della Torre di Babele; si deve assolutizzare il progetto e si devono divinizzare coloro che realizzano questo progetto , si deve assolutizzare ‘colui’ che di fatto sta guidando questa grande operazione.
Ecco l’immagine di Julian Felsenburgh che è sostanzialmente l’anticristo, l’anticristo ‘soft’ apparentemente, ma l’anticristo di una società che vuole fare a meno di Dio e quindi vuole fare a meno di Cristo.

Umanesimo ateistico e violente persecuzioni contro il Cristianesimo, ma LA CHIESA RESISTE, mantiene forte il SENSO DELL’UNITA’ ATTORNO A PIETRO E AL SUO SUCCESSORE.
E comunque, per quanto gravissimamente condizionata, non muore e anche con proporzioni numericamente ridotte è ancora una realtà che esiste, coagulata attorno a quella grande idea di un unico ordine religioso del Crocifisso, che è stata la grande intuizione del protagonista del romanzo, che poi finirà per essere il Papa estremo.
sacred2bheart2bof2bjesus2b252892529
Ciò che fa molto riflettere, in questo romanzo profetico (pensiamo al richiamo alla dittatura dei regimi atei comunisti-pagani e il loro crollo) è questo VIGOROSO RICHIAMO ALLA VERITA’ DELLA COMUNIONE ECCLESIALE , alla FORZA DELLA TESTIMONIANZA, alla necessità di andare in missione confrontandosi con tutti i tentativi di violenza, anche quella che scoppia all’interno del Sacro Collegio, ridotto a poche unità e che riproduce, in maniera drammatica il tradimento di Giuda.
Alla fine, mentre si tenta di arrivare a distruggere il rifugio dell’ultimo Papa e dei pochi Cardinali e fedeli che si sono radunati con lui, quando la vittoria sembra già a portata di mano e anzi è quasi realizzata, scoppia qualche cosa di assolutamente escatologico, in cui appare CRISTO GLORIOSO E TRIONFANTE.8b138-117637815
La pienezza dello’spirito del mondo’ coincide con la sua morte. Il padrone del mondo non trionferà mai, perché in Benson c’è una visione affidata alla Onnipotenza di Dio, che non lascerà mai solo l’uomo: lo aiuterà.  Unico, mentre il mondo passa, il superstite Vicario di Cristo, con la Chiesa militante, entra nella gloria e nella vita immortale.

«Questo libro – ha scritto il Benson in una prefazione del romanzo – produrrà senza dubbio delle impressioni di sconforto, e sarà per questo, come per altri motivi, soggetto ad ogni sorta di critiche. Se non che, il miglior mezzo per esprimere i princìpi che mi stanno a cuore e che credo infallibilmente veri, mi è sembrato quello di tradurli in fatti che possano profondamente commuovere».

Fonti http://www.fedecultura.com/p/vetrina_30.html#!/Lourdes/p/74043679/category=18198140
http://www.fedecultura.com/libro/il-padrone-del-mondo-/

http://it.radiovaticana.va/news/2015/01/20/colonizzazione_ideologica_papa_indica_lord_of_the_world/1119094

http://www.tempi.it/papa-francesco-il-gender-e-colonizzazione-ideologica-pensate-ai-balilla-pensate-alla-gioventu-hitleriana#.WFjrPtThCt8

 

Beata Vergine Maria di Guadalupe

Preghiera alla Madonna di Guadalupeb0449047ff3a7ef00d958873a9950ca8

Vergine Immacolata di Guadalupe, Madre di Gesù e Madre nostra, vincitrice del peccato e nemica del Demonio, Tu ti manifestasti sul colle Tepeyac in Messico all’umile e generoso contadino Juan Diego. Sul suo mantello imprimesti la Tua dolce Immagine come segno della Tua presenza in mezzo al popolo e come garanzia che avresti ascoltato le sue preghiere e addolcito le sue sofferenze. Maria, Madre amabilissima, noi oggi ci offriamo a te e consacriamo per sempre al tuo Cuore Immacolato tutto quanto ci resta di questa vita, il nostro corpo con le sue miserie, la nostra anima con le sue debolezze, il nostro cuore con i suoi affanni e desidèri, le preghiere, le sofferenze, l’agonia. O Madre dolcissima, ricòrdati sempre dei tuoi figli.

Se noi, vinti dallo sconforto e dalla tristezza, dal turbamento e dall’angoscia, dovessimo qualche volta dimenticarci di te, allora, Madre pietosa, per l’amore che porti a Gesù, ti chiediamo di proteggerci come figli tuoi e di non abbandonarci fino a quando non saremo giunti al porto sicuro, per gioire con Te, con tutti i Santi, nella visione beatifica del Padre. Amen. Salve Regina 

PREGHIERA PER LE VITTIME DELL’ABORTO A NOSTRA SIGNORA DI GUADALUPE Protettrice dei bimbi non nativirgenguadalupe

Santa Maria, Madre di Dio e della Chiesa, Nostra Signora di Guadalupe, tu fosti scelta dal Padre per il Figlio per mezzo dello Spirito Santo.

Tu sei la Donna vestita di sole sul punto di dare alla luce Cristo mentre satana, il Dragone Rosso, spera di divorare voracemente tuo Figlio.

La stessa cosa fece Erode cercando distruggere tuo Figlio, Nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, massacrando molti bambini innocenti nel suo intento. La stessa cosa fa oggi l’aborto, ammazzando milioni di bambini innocenti e sfruttando le sue madri nel suo attacco contro la vita e contro la Chiesa, il Corpo di Cristo.

Madre degli Innocenti, lodiamo Dio in te per i Suoi doni a te, per la tua Immacolata Concezione, libera dal peccato, piena di grazia; la tua maternità di Dio e della Chiesa, la tua Perpetua Verginità e la tua Ascensione al Cielo in corpo e spirito.

O Ausilio dei Cristiani, ti preghiamo, proteggi tutte le madri dei non nati ed i bimbi nel loro grembo. Supplichiamo il tuo aiuto affinché termini l’olocausto dell’aborto.

Santa Madre, preghiamo il tuo Immacolato Cuore per tutte le madri e tutti i bambini ancora non nati affinché essi possano avere la vita sulla terra e per il Preziosissimo Sangue versato da tuo Figlio possano avere vita eterna con Lui nei cieli.

Preghiamo il tuo Immacolato Cuore anche per tutti quelli che praticano aborti e quelli che li appoggiano, affinché si convertano ed accettino tuo Figlio, Gesù Cristo, come Signore e Salvatore. Difendi tutti i tuoi figli nella battaglia contro satana e tutti gli spiriti malvagi in questi tempi di oscurità.

Desideriamo che gli innocenti bambini ancora non nati e che muoiono senza il Battesimo possano essere battezzati e salvati. Ti chiediamo di concedere questa grazia per loro ed il pentimento, la riconciliazione ed il perdono di Dio per i loro genitori ed i loro assassini.

Che sia rivelato una volta in più nel mondo il potere dell’Amore. Che egli metta fine al male. Che trasformi le coscienze. Che il tuo Immacolato Cuore riveli per tutti la luce della speranza. Che Cristo Re regni su tutti noi, le nostre famiglie, città, stati, paesi e l’umanità intera.

O clemente, O piena di amore, O dolce Vergine Maria, ascolta le nostre preghiere ed accetta l’esultanza dei nostri cuori!

Nostra Signora di Guadalupe, Protettrice dei non nati, Prega per noi!

LA MADONNA DI GUADALUPE E LA TILMA MIRACOLOSA

Immagine correlataLa grandissima devozione del popolo messicano per la Santa Vergine Maria di Guadalupe ci invita  considerare tale avvenimento nel suo autentico significato, più volte richiamato da Papa Giovanni Paolo II: quello dell’’inizio dell’’evangelizzazione dei popoli indigeni del continente americano, i cosiddetti indios o “indiani”.

Sul fatto si è venuto elevando nel corso dei secoli un cumulo di calunnie, — la celebre leggenda nera — che tanti storici anticattolici — spesso anglo-americani, e quindi connazionali dei responsabili del genocidio degli “indiani” del Nordamerica, — hanno gettato su tale evangelizzazione, ingigantendo gli inevitabili errori che i primi missionari spagnoli, — possono aver commesso nell’’ annunciare Gesù Cristo a popoli totalmente pagani e dediti ai sacrifici umani di massa: uccisioni rituali di uomini, donne e bambini in sacrifici umani offerti alle diverse “dèi pagani e ‘dee”…Woodrow Borah, forse la principale autorità sulla demografia del Messico al momento della conquista, ha rivisto la stima del numero di persone sacrificate nei templi aztechi:  nel Messico centrale nel XV secolo venivano sacrificate brutalmente 250.000 persone all’anno. Gesù Cristo stesso, attraverso la sua Santissima Madre, volle rivelarsi agli indigeni del Nuovo Mondo per liberarli dalla schiavitù del Maligno, con l’’apparizione della Madonna all’’indio Juan Diego Cuauhtlatóhuac nel dicembre del 1531, — dieci anni dopo la conquista spagnola, sulla collina di Tepeyac, presso Città di Messico, dove oggi sorge il Santuario di Nostra Signora di Guadalupe.  cd01646a45f1a9125bd5d71efb518455

L’apparizione, nel XVI secolo, della “Virgen Morena” all’indio Juan Diego e’ un evento che ha lasciato un solco profondo nella religiosità e nella cultura messicana. La basilica ove attualmente si conserva l’immagine miracolosa e’ stata inaugurata nel 1976. Tre anni dopo e’ stata visitata dalpapa Giovanni Paolo II, che dal balcone della facciata su cui sono scritte in caratteri d’oro le parole della Madonna a Juan Diego: “Il tuo cuore non sia turbato.  Non sono io qui che sono tua Madre? No estoy yo aqui que soy tu Madre? “, ha salutato le molte migliaia di messicani confluiti al Tepeyac; nello stesso luogo, nel 1990, ha proclamato beato il veggente Juan Diego, che e’ stato infine dichiarato santo nel 2002.

 La mattina del 9 dicembre 1531, mentre sta attraversando la collina del Tepeyac per raggiungere la città, l’indio è attratto da canti angelici e dalla visione dolcissima di una Signora che lo chiama per nome con tenerezza, una Donna di una bellezza perfetta:
“I suoi abiti sembravano raggi di sole, e la roccia e le pietre su cui stava, ricevendo queste frecce luminose, sembravano preziosi smeraldi, scintillavano come gioielli, la terra brillava con lo splendore dell’arcobaleno, i rami, le foglie e persino le spine risplendevano di luce dorata”.   La Signora gli dice di essere “la Perfetta Sempre Vergine Maria, la Madre del verissimo e unico Dio” e gli ordina di recarsi dal vescovo a riferirgli che desidera le si eriga un tempio ai piedi del colle. Juan Diego corre subito dal Vescovo che rimane perplesso e non crede al suo racconto.

Tornando a casa la sera, Juan Diego incontra nuovamente sul Tepeyac la Vergine Maria, a cui riferisce il suo insuccesso e chiede di essere esonerato dal compito affidatogli, dichiarandosene indegno. La Vergine gli ordina di tornare il giorno seguente dal vescovo, che, dopo avergli rivolto molte domande sul luogo e sulle circostanze dell’apparizione, gli chiede un segno.c24La Vergine promette di darglielo l’indomani. Ma il giorno seguente Juan Diego non può tornare: un suo zio, Juan Bernardino, è gravemente ammalato e lui è inviato di buon mattino a Tlatelolco a cercare un sacerdote che confessi il moribondo; giunto in vista del Tepeyac decide perciò di cambiare strada per evitare l’incontro con la Signora.

Ma la Signora è là, davanti a lui, e gli domanda il perché di tanta fretta. Juan Diego si prostra ai suoi piedi e le chiede perdono per non poter compiere l’incarico affidatogli presso il vescovo, a causa della malattia mortale dello zio. La Signora lo rassicura, suo zio è già guarito, e lo invita a salire sulla sommità del colle per cogliervi i fiori. Juan Diego sale e con grande meraviglia trova sulla cima del colle dei bellissimi “fiori di Castiglia“: è il 12 dicembre, il solstizio d’inverno secondo il calendario giuliano allora vigente, e né la stagione né il luogo, una desolata pietraia, sono adatti alla crescita di fiori del genere. Juan Diego ne raccoglie un mazzo che porta alla Vergine, la quale però gli ordina di presentarli al vescovo come prova della verità delle apparizioni.

Juan Diego ubbidisce e giunto al cospetto del presule, apre il suo mantello e all’istante sulla tilma s’imprime e rende manifesta alla vista di tutti l’immagine della S. Vergine. Di fronte a tale prodigio, il vescovo cade in ginocchio, e con lui tutti i presenti. La mattina dopo Juan Diego accompagna il presule al Tepeyac per indicargli il luogo in cui la Madonna ha chiesto le sia innalzato un tempio. Nel frattempo l’immagine, collocata nella cattedrale, diventa presto oggetto di una devozione popolare che si è conservata ininterrotta fino ai nostri giorni.

our-lady-of-guadalupe-accurate-picture
LA TILMA MIRACOLOSA
La Dolce Signora che si manifestò sul Tepeyac non vi apparve come una straniera. Ella, infatti, si presenta come una meticcia o morenita,indossa una tunica con dei fiocchi neri all’altezza del ventre, che nella cultura india denotavano le donne incinte.
E’ una Madonna dal volto nobile, di colore bruno, mani giunte, vestito roseo, bordato di fiori. Un manto azzurro mare, trapuntato di stelle dorate, copre il suo capo e le scende fino ai piedi, che poggiano sulla luna. Alle sue spalle il sole risplende sul fondo con i suoi cento raggi.
L’attenzione si concentra tutta sulla straordinaria e bellissima icona guadalupana, rimasta inspiegabilmente intatta nonostante il trascorrere dei secoli: questa immagine, che non è una pittura, né un disegno, né è fatta da mani umane, suscita la devozione dei fedeli di ogni parte del mondo e pone non pochi interrogativi alla scienza, un po’ come succede ormai da anni col mistero della Sacra Sindone.

La scoperta più sconvolgente al riguardo è quella fatta, con l’ausilio di sofisticate apparecchiature elettroniche, da una commissione di scienziati, che ha evidenziato la presenza di un gruppo di 13 persone riflesse nelle pupille della S. Vergine: sarebbero lo stesso Juan Diego, con il vescovo e altri ignoti personaggi, presenti quel giorno al prodigioso evento in casa del presule. Un vero rompicapo per gli studiosi, un fenomeno scientificamente inspiegabile, che rivela l’origine miracolosa dell’immagine e comunica al mondo intero un grande messaggio di speranza. Nostra Signora di Guadalupe, che appare a Juan Diego in piedi, vestita di sole, non solo gli annuncia che è nostra Madre spirituale, ma lo invita – come invita ciascuno di noi – ad aprire il proprio cuore all’opera di Cristo che ci ama e ci salva. Meditare oggi sull’evento guadalupano, un caso di “inculturazione” miracolosa, significa porsi alla scuola di Maria, maestra di umanità e di fede, annunciatrice e serva della Parola, che deve risplendere in tutto il suo fulgore, come l’immagine misteriosa sulla tilma del veggente messicano San Juan Diego. 

GLI STUDI SCIENTIFICIguadalupe Nel 1936, uno studio realizzato su due fibre della tilma, una rossa ed una gialla, giunse a conclusioni stupefacenti.

Le fibre non contengono nessun colorante noto. L’oftalmologia e l’ottica confermano la natura inspiegabile dell’immagine: essa assomiglia ad una diapositiva proiettata sul tessuto. Un esame approfondito mostra che non vi è nessuna traccia di disegno o di schizzo sotto il colore, anche se ritocchi perfettamente riconoscibili sono stati realizzati sull’originale, ritocchi che, del resto, si degradano con l’andar del tempo; inoltre, il supporto non ha ricevuto nessun appretto, il che sembrerebbe inspiegabile se si trattasse veramente di una pittura, poiché, anche su una tela più fine, si mette sempre un rivestimento, non fosse che per evitare che la tela assorba la pittura e che i fili affiorino alla superficie. Non si distingue nessuna pennellata. A seguito di un esame a raggi infrarossi, effettuato il 7 maggio 1979, un professore della NASA scrive:

«Non c’è nessun modo di spiegare la qualità dei pigmenti utilizzati per la veste rosa, il velo azzurro, il volto e le mani, né la persistenza dei colori, né la freschezza dei pigmenti in capo a parecchi secoli durante i quali avrebbero dovuto normalmente degradarsi… L’esame dell’Immagine è stata l’esperienza più sconvolgente della mia vita».
Certi astronomi hanno constatato che tutte le costellazioni presenti nel cielo nel momento in cui Juan Diego apre la tilma davanti al vescovo Zumárraga, il 12 dicembre 1531, si trovano al loro posto sul mantello di Maria. Si è anche scoperto che, applicando una carta topografica del Messico centrale sulla veste della Vergine, le montagne, i fiumi ed i laghi principali coincidono con l’ornamentazione della veste medesima. 
Esami oftalmologici giungono alla conclusione che l’occhio di Maria è un occhio umano che sembra vivo, ivi inclusa la retina in cui si riflette l’immagine di un uomo con le mani aperte: Juan Diego. L’immagine nell’occhio ubbidisce alle leggi note dell’ottica, in particolare a quella che afferma che un oggetto in piena luce può riflettersi tre volte nell’occhio (legge di Purkinje-Samson). Uno studio posteriore ha permesso di scoprire nell’occhio, oltre al veggente, Monsignor Zumárraga e parecchi altri personaggi, presenti quando l’immagine di Nostra Signora è apparsa sulla tilma. Infine, la rete venosa normale microscopica sulle palpebre e la cornea degli occhi della Vergine è perfettamente riconoscibile. Nessun pittore umano avrebbe potuto riprodurre simili particolari.

Una donna incinta di tre mesimc24a

Misure ginecologiche hanno stabilito che la Vergine dell’Immagine ha le dimensioni fisiche di una donna incinta di tre mesi. Sotto la cintura che trattiene la veste, al posto stesso dell’embrione, spicca un fiore con quattro petali: il Fiore solare, il più familiare dei geroglifici degli Aztechi che simboleggia per loro la divinità, il centro del mondo, del cielo, del tempo e dello spazio. Dal collo della Vergine pende una spilla il cui centro è adorno di una piccola croce, che ricorda la morte di Cristo sulla Croce per la salvezza di tutti gli uomini. Vari altri particolari dell’Immagine di Maria fanno di essa uno straordinario documento per la nostra epoca, che li può constatare grazie alle tecniche moderne.

Così la scienza, che ha spesso servito quale pretesto per l’incredulità, oggi ci aiuta a mettere in evidenza segni che erano rimasti sconosciuti per secoli e secoli e che non può spiegare.
L’immagine di Nostra Signora di Guadalupe porta un messaggio di evangelizzazionela Basilica di Città del Messico è un centro «dal quale scorre un fiume di luce del Vangelo di Cristo, che si diffonde su tutta la terra attraverso l’Immagine misericordiosa di Maria» (Giovanni Paolo II, 12 dicembre 1981).
Inoltre, con il suo intervento in favore del popolo azteco, la Vergine ha contribuito alla salvezza di innumerevoli vite umane, e la sua gravidanza può esser interpretata come un appello speciale in favore dei nascituri e della difesa della vita umana; tale appello è di grande attualità ai giorni nostri, in cui si moltiplicano e si aggravano le minacce contro la vita delle persone e dei popoli, soprattutto quando si tratta di una vita debole ed inerme.

Protettrice del nascituro
Nostra Signora di Guadalupe contro la cultura della morte
virgenguadalupe

 Il Concilio Vaticano II ha deplorato con forza i crimini contro la vita umana:  “Tutto ciò che è contro la vita stessa, come ogni specie di omicidio, il genocidio, l’aborto, l’eutanasia e lo stesso suicidio volontario, TUTTO CIÒ CHE VIOLA L’INTEGRITÀ’ DELLA PERSONA UMANA… (…); tutte queste cose, e altre simili, sono certamente VERGOGNOSE. Mentre GUASTANO LA CIVILTÀ UMANA, disonorano coloro che così si comportano più ancora che quelli che le subiscono e ledono grandemente l’onore del Creatore” (“Gaudium et Spes”, n.27).
Di fronte a tali flagelli, che si sviluppano grazie ai progressi scientifici e tecnici, e che beneficiano di un ampio consenso sociale e di riconoscimenti legali, invochiamo Maria con fiducia. Essa è un «modello incomparabile di accoglienza della vita e di sollecitudine per la vita… Mostrandoci suo Figlio, ci assicura che in Lui le forze della morte sono già state vinte» (Giovanni Paolo II, Evangelium vitæ, 25 marzo 1995, nn. 102, 105).
«In gigantesco duello si sono battute la morte e la vita. Il Signore della vita, già morto, ora vive e regna» (Sequenza di Pasqua).
Domandiamo a San Juan Diego, canonizzato da Papa Giovanni Paolo II il 31 luglio 2002, di ispirarci una vera devozione per la nostra Madre Celeste, poiché «la compassione di Maria si estende a tutti coloro che la chiedono, non fosse che con un semplice saluto: “Ave, Maria…”» (Sant’Alfonso de Liguori). Lei, che è Madre di Misericordia, ci otterrà la Misericordia di Dio, specialmente se saremo caduti in peccati gravi.mc08b
Fonti: Il primo grande dizionario dei santi di Alban Butler/ sito ufficiale Santuario Madonna di Guadalupe, Messico