L’ARCANGELO DELL’ANNUNCIAZIONE, SAN GABRIELE “FORZA DI DIO “

PREGHIERE A SAN GABRIELE ARCANGELO

O Dio, che tra tutti gli Angeli hai scelto l’Arcangelo Gabriele per annunciare il mistero della tua Incarnazione, concedi, te ne preghiamo, che celebrando la sua festa sulla terra, noi sperimentiamo gli effetti del suo Patrocinio nel Cielo. Amen.

O glorioso arcangelo san Gabriele, mi unisco alla gioia che hai provato nel recarti come celeste messaggero a Maria: ti sei presentato a lei con rispetto, l’hai salutata con devozione e con amore, e primo fra gli angeli, hai adorato il Verbo incarnato nel suo seno. Ti prego di ottenermi di ripetere, con gli stessi tuoi sentimenti, il saluto che allora hai rivolto a Maria e di manifestare lo stesso amore con cui hai accolto il Verbo fatto Uomo. 

Fosti tu, o Gabriele, ad insegnarci la salutazione angelica da porgere a “Maria, piena di grazia”; tu a portarci dal cielo questa lode incomparabile; fosti il primo a pronunciarla, poi i figli della Chiesa, che da te l’appresero, la ripetono in tutta la terra, giorno e notte. Fa’ che la nostra grande Regina sempre l’ascolti sulle nostre labbra.Risultati immagini per saint gabriel archangel

O amico degli uomini, Arcangelo San Gabriele, continua il tuo ministero in nostro favore, circondati come siamo da nemici terribili, ancor più audaci quanto più noi siamo deboli; vieni in nostro aiuto e fortifica il nostro coraggio. Assisti i cristiani in questo tempo di conversione e di penitenza; fa’ che comprendiamo tutto ciò che dobbiamo a Dio, dopo avvenuto il mistero dell’Incarnazione di cui tu fosti il primo testimone. Abbiamo dimenticato i nostri doveri verso l’Uomo-Dio e lo abbiamo offeso: illuminaci, in modo che siamo d’ora in poi fedeli alle sue lezioni ed ai suoi esempi. Eleva la nostra mente alla tua gloriosa dimora; fa’ che meritiamo d’occupare fra i gradi della tua gerarchia i seggi lasciati vacanti dalla defezione degli angeli ribelli, e che sono destinati agli eletti della terra.

Intercedi, o Gabriele, per la Chiesa militante e difendila contro l’inferno. I tempi sono iniqui e si sono scatenati gli spiriti del male: non possiamo resistere loro, senza l’aiuto del Signore. Dai santi Angeli attende la sua Sposa la vittoria: mostrati in prima linea, o Arcangelo forza di Dio; sconfiggi l’eresia, contieni lo scisma, dissipa la falsa sapienza, confondi la vana politica, desta l’indifferenza, affinché Cristo da te annunciato regni sulla terra che ha redenta e possiamo venire a cantare con te e con tutta la milizia celeste: Gloria a Dio! pace agli uomini!

da: dom Prosper Guéranger, L’anno liturgico. – I. Avvento – Natale – Quaresima – Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 873-87

L’ARALDO DELLA RIVELAZIONE DIVINA, L’ARCANGELO GABRIELEIl nuovo calendario ha riunito in una sola celebrazione, quella del 29 settembre,  i tre santi arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, la cui festa cadeva rispettivamente il 29 settembre, il 24 marzo e il 24 ottobre. Noi vogliamo ricordare San Gabriele anche oggi, 24 marzo, il giorno precedente la Festa dell’Annunciazione del Signore.

IL NOME GABRIELE sembra essere composto dalle parole ebraiche gebher: uomo, e ‘el: Dio. Dunque significa Uomo di Dio, o Forza di Dio. Praticamente tutte le missioni e le manifestazioni di quest’Arcangelo sono strettamente connesse alla venuta del Messia. (Dan 8,16ss; 9,21 ss.)
La più accurata profezia riguardante il tempo della venuta di Cristo fu fatta da San Gabriele al profeta Daniele. Immediatamente prima della venuta di Cristo incontriamo l’Arcangelo Gabriele nel Tempio di Gerusalemme, che annuncia a Zaccaria la nascita di un figlio, Giovanni Battista, il precursore di Cristo: “Io sono Gabriele, che sto al cospetto di Dio, e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annunzio.” (Lc 1,19).

"L'annunciazione", dipinto di Luca GiordanoIl più importante e sicuramente il più gioioso messaggio commissionato ad un Angelo fin dalle origini dei tempi, fu quello portato dall’Arcangelo Gabriele alla Vergine Maria, in cui le annuncia l’incarnazione del Verbo di Dio e la nascita di Cristo, il Salvatore dell’umanità, chiedendo il suo consenso ai piani divini di salvezza.
La semplicità e la grandezza celestiale di questo messaggio, raccontato a noi da colei che era l’unica testimone della buona notizia di Gabriele, dovrebbe essere letto interamente per capire la sublime e delicata missione di Gabriele nell’opera della redenzione umana. È la prima volta che un Principe della corte del cielo si manifesta ad una creatura, una giovane donna, con una deferenza e un rispetto tale come un principe dovrebbe mostrare alla sua regina. La discesa dell’angelo sulla terra segnava l’alba di un nuovo giorno, l’inizio di un nuovo patto, il compimento delle promesse di Dio al suo popolo: “L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazareth, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe, e la vergine si chiamava Maria.”

Saggezza celestiale, tatto ed abilità sono evidenti nella conversazione di Gabriele con la Vergine Maria: “L’angelo essendo entrato le disse: Ti saluto o piena di grazia, il Signore è con te.” Gabriele deve dominare la reazione di sorpresa di Maria, dovuta sia alla sua apparizione sia al suo speciale “modo di salutare”. Egli deve preparare e disporre la sua pura mente verginale all’idea della maternità, e ottenere il suo consenso a diventare la madre del Figlio di Dio. Gabriele assolve nobilmente il suo compito: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.” Egli la chiama con il suo nome, proprio per infonderle fiducia e per mostrare affetto e sollecitudine nel suo turbamento. Il grande messaggio dell’Incarnazione le viene presentato come un decreto dell’Altissimo, predetto secoli prima dai profeti, e annunciato adesso a lei come un evento imminente che dipende dal suo consenso: “Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”.258-1c3e265f-402a-4391-a8b7-23cfbac8eb8dA queste parole dell’Angelo, divenne chiaro a Maria che il suo bambino doveva essere il Messia promesso, il Figlio di Davide. Ma ella non comprendeva come conciliare il suo voto di verginità con la maternità promessa, allora chiese: “Come potrà accadere, io non conosco uomo.” La risposta di Gabriele mostra che Dio rispetta il voto di verginità di Maria e dunque vuole renderla madre senza un padre umano, ma in modo unico e miracoloso: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te scenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo.”

Come ultima parola di incoraggiamento e, allo stesso tempo, un’informazione molto gratificante, l’Arcangelo Gabriele rivela a Maria che la sua anziana e sterile cugina Elisabetta è incinta ed è al suo sesto mese di gravidanza. Questo argomento finale viene affrontato per “provare che niente è impossibile a Dio.

Maria, ferma nella sua profonda umiltà, rispose: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto.” Questa risposta era il consenso di Maria, un consenso atteso per cieli e per terre. L’Arcangelo Gabriele partì da Maria per portare a tutti gli angeli la gloriosa notizia dell’Incarnazione del Verbo.

Sembra molto probabile che Gabriele, l’Arcangelo dell’Annunciazione, ricevette un compito speciale di custodia della Santa Famiglia di Nazareth. Egli fu probabilmente l’Angelo che portò “la buona notizia della grande gioia” ai pastori “che erano di guardia di notte al loro gregge,” la notte in cui nacque Cristo dalla Vergine Maria in Betlemme. Notiamo, in questa occasione, la stessa procedura utilizzata prima per calmare la paura e la sorpresa, come lo era stato nel caso dell’Annunciazione a Maria: “Non abbiate paura poiché io vi annuncio una buona novella di grande gioia… Oggi è nato per voi il Salvatore, il Cristo Signore, nella città di Davide.” Chi altri poteva essere il messaggero di una tale buona notizia, se non colui che lo aveva promesso per mezzo del profeta Daniele, e portato l’annuncio a Maria, l’Arcangelo Gabriele?

Dopo aver annunciato il gioioso messaggio, l’Arcangelo viene circondato immediatamente da una moltitudine di schiere celesti, che cantano, per la prima volta, il cantico della celeste Gerusalemme. Era opportuno che fosse l’Arcangelo della Redenzione ad intonare il cantico della redenzione umana: “Improvvisamente si formò attorno all’Angelo una moltitudine di schiere celesti, che lodavano Dio, e dicevano:”Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.” (Lc 2,12 ss.)41b846ad-bb1b-47ab-bab7-50c080a16260_largeI compiti di Gabriele verso il Messia non terminano con la sua nascita. Gabriele fu probabilmente l’Angelo che “apparve in sogno a Giuseppe”, dapprima a Betlemme quando lo avvisò dicendogli: “Alzati, prendi con te il bambino e sua madre, e fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo”. (Mt 2,13) Dopo la morte di Erode, l’Angelo riapparve di nuovo a san Giuseppe in Egitto, per dirgli di riportare il bambino e sua madre nella terra d’Israele.

Gabriele che è la “Forza di Dio”deve essere stato l’angelo menzionato da San Luca, nel suo racconto dell’agonia di Cristo nell’Orto del Getsemani: “E gli apparve un angelo dal cielo a confortarlo”( Lc 22,43).Risultati immagini per angelo resurrezione Era giusto che l’Angelo che aveva assistito all’agonia del Signore, e che aveva annunciato la sua venuta, sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento, dovesse essere anche il primo ad annunciare al mondo la sua Resurrezione, il suo trionfo sul peccato e la morte il mattino di Pasqua: “Un angelo del Signore sceso dal cielo si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come la folgore e il suo vestito bianco come la neve.” (Mt 28,2)

È molto probabile che San Paolo si riferisca all’Arcangelo Gabriele quando parla della seconda venuta di Cristo alla fine del mondo, quando la battaglia di San Michele contro Satana terminerà, e quando non ci sarà più bisogno di tutti i rimedi fisici e spirituali di San Raffaele. Sembra che dei tre Arcangeli a noi noti, San Gabriele sia l’unico che, con voce potente, chiamerà la morte alla vita e al giudizio: “Il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell’arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo; e i morti in Cristo risorgeranno.” (1Tess 4,15). La voce dell’Arcangelo e il suono della tromba di Dio sembrano essere la stessa cosa, avendo lo scopo di trasmettere il divino comando ai morti di risorgere di nuovo, con il potere dell’Onnipotente Dio. La resurrezione dei “morti che sono in Cristo” è la conseguenza, la raccolta dei frutti della Redenzione. Gabriele, che favoriva il lungo soggiorno della vita dell’uomo sulla terra, preparando l’uomo al lavoro della Redenzione per mezzo del Messia, sembrerebbe essere anche il primo tra gli angeli inviati per radunare gli eletti, dai quattro angoli della terra.Risultati immagini per angelo del giudizio universale

Il papa emerito Benedetto XVI il 29 settembre 2007 ha detto riguardo all’angelo dell’Annunciazione: “ Incontriamo l’Arcangelo Gabriele soprattutto nel prezioso racconto dell’annuncio a Maria dell’incarnazione di Dio, come ce lo riferisce san Luca (1,26-38). Gabriele è il messaggero dell’incarnazione di Dio. Egli bussa alla porta di Maria e, per suo tramite, Dio stesso chiede a Maria il suo “si” alla proposta di diventare la Madre del Redentore: di dare la sua carne umana al Verbo eterno di Dio, al Figlio di Dio. Ripetutamente il Signore bussa alle porte del cuore umano. Nell’Apocalisse dice all’ “angelo” della Chiesa di Laodicea e, attraverso di lui agli uomini di tutti i tempi: “Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me” (3,20).

Il Signore sta alla porta – alla porta del mondo e alla porta di ogni singolo cuore. Egli bussa per essere fatto entrare: l’incarnazione di Dio, il suo farsi carne deve continuare sino alla fine dei tempi. Tutti devono essere riuniti in Cristo in un solo corpo; […]. Cari amici, è vostro compito bussare in nome di Cristo ai cuori degli uomini. Entrando voi stessi in unione con Cristo, potrete anche assumere la funzione di Gabriele. Portare la chiamata di Cristo agli uomini”.

di Don Marcello Stanzione

PREGHIERA  a SAN GABRIELE – Protettore dell’infanzia.
O buonissimo, o fedelissimo e santo Arcangelo Gabriele,
tu che ricevesti da Dio la missione di custodire la Madonna
e quindi, standole accanto, di vegliare sulla Santa Infanzia di Gesù,
sii la guida di tutti i genitori, il protettore di tutti i bambini fin dal grembo materno.
Condividi con noi le tue luci, colmaci della Saggezza divina e dell’Amore celeste, perché possiamo comprendere ed accompagnare correttamente le anime che ci è dato di educare. Guida e proteggi gli orfani, i fanciulli e i giovani, specialmente quelli che soffrono. Amen.

PREGHIERA ALL’ARCANGELO GABRIELE, protettore delle tecniche audiovisive (Il 1° aprile 1951, il Papa Pio XII, con una breve apostolica, proclamò San Arcangelo Gabriele come patrono delle telecomunicazioni, motivo per il quale oggi lo si considera il diretto protettore di Radio Vaticana)scritta dal beato Don Giacomo Alberione, fondatore della società S. Paolo:

“O Padre celeste, ti ringrazio per aver scelto tra gli angeli San Gabriele a portare l’annuncio dell’Incarnazione e Redenzione dell’umanità. Maria accolse con fede l’annunzio, ed il Tuo figlio s’incarnò e, morendo sulla Croce, redense tutti gli uomini. La maggior parte di essi però non ha ancora ricevuto il messaggio della salvezza e vive nelle tenebre. San Gabriele, protettore delle tecniche audiovisive, cinema, radio e televisione, supplica il Maestro Gesù perché, con questi potenti mezzi, la Chiesa possa, al più presto, predicare la verità divina da credere e indicare la via da seguire. Che questi doni di Dio servano all’elevazione e alla salvezza di tutti. Che mai queste tecniche siano adoperate per l’errore e la rovina delle anime! Che ogni uomo accolga docilmente il messaggio di Gesù Cristo. San Gabriele, prega per noi e per l’apostolato delle tecniche audiovisive. Amen”

CORONCINA

IN ONORE DI

SAN GABRIELE ARCANGELO

 

Nel nome del Padre e del figlio e dello Spirito Santo. Amen.

O Dio, vieni a salvarmi.

Signore, vieni presto in mio aiuto.

 Gloria al Padre

Invocazione allo Spirito Santo

Credo

Glorioso arcangelo san Gabriele, Dio ti ha manifestato il suo amore scegliendoti tra tutti gli angeli per portare al mondo l’annuncio dell’incarnazione del Salvatore: aiutaci a vivere sempre alla presenza di Dio e a diventare testimoni veri della sua parola.

Padre nostro Ave Maria Gloria al Padre

San Gabriele, sei tu il messaggero di Dio che annunciò a Zaccaria la nascita di suo figlio, san giovanni Battista, in quanto precursore del Messia fa’ che la potenza di Dio susciti una speranza di vita nuova nel cuore degli uomini più disperati.

Padre nostro Ave Maria Gloria al Padre

San Gabriele, tu che hai provato una gioia infinita nell’annunciare l’incarnazione del figlio di Dio in una piccola Vergine di Nazaret, aiutaci ad accogliere Gesù, come la Vergine Maria, in un cuore pieno d’Amore.

 Padre nostro  Ave Maria Gloria al Padre

San Gabriele, ambasciatore dell’Altissimo, hai provato una gioia indicibile nel contemplare la maternità della Beata Vergine Maria: la tua intercessione sostenga le madri di famiglia che hanno conosciuto la gioia di trasmettere il dono della vita.

Padre nostro Ave Maria Gloria al Padre

San Gabriele, sei apparso alla Vergine Maria dicendo: “Ti saluto o piena di grazia, il signore è con te…Non temere, Maria, perchè hai trovato grazia presso Dio”. Ottienimi, ad imitazione della Vergine Maria, una profonda riconoscenza per le meraviglie che Dio compie in ciascuno di noi.

Padre nostro Ave Maria Gloria al Padre

San Gabriele, tu che rassicuri Maria preannunciando che su di lei scenderà lo Spirito Santo e che diventerà madre senza perdere la sua verginità, donaci di conoscere e di annunciare a tutti la gioia di essere da Dio gratuitamente amati.

Padre nostro Ave Maria Gloria al Padre

San Gabriele, che riveli a Maria che “nulla è impossibile a Dio”, parlando di Elisabetta che nella sua vecchiaia ha concepito un figlio, accompagna le coppie provate che non riescono a dar vita a un nuovo essere, affinchè scoprano la presenza della grazia di Dio che li ha uniti.

Padre nostro  Ave Maria Gloria al Padrecandelafiore

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San Giovanni Bosco e gli Angeli custodi: preghiere per ottenere grazie

Preghiera a S. Giovanni Bosco per ottenere Grazie

O glorioso Santo,

voi vedete da quanti mali noi siamo afflitti ed oppressi;
è incerto l’oggi, più incerto il domani,
e il dolore è divenuto il compagno indivisibile
della nostra esistenza.
Deh, o San Giovanni Bosco, muovetevi a pietà della nostra
misera condizione!
Anche voi soffriste il disagio, la miseria, l’abbandono,
la calunnia, la persecuzione;
e fu l’esperienza del dolore che vi rese il conforto,
l’aiuto di quanti ricorsero a voi.
Ora che siete in Cielo, presso la Sorgente Eterna della carità,
voi sentite certamente più viva compassione per le nostre sventure,
ed io a voi fiducioso ricorro per ottenere la grazia di…. (esprimere…).
O glorioso Santo,
a voi nulla nega il Signore,
perchè tanto lavoraste in terra per la sua gloria e per il suo onore;
intercedete per me,
impetratemi la grazia implorata se essa torna utile all’anima mia,
ed ottenetemi la conformità al divino volere e la perseveranza nel bene,
onde anch’io possa venire un giorno a lodare e ringraziare insieme con voi il Signore in Paradiso.
Così sia.

Quando satana insinua la mente dei giovani… – San Giovanni BoscoALLEGRIA DON BOSCO

 Il primo inganno che il demonio suole usare per ingannare le anime dei giovani è lo Scoraggiamento.

«Come è possibile – insinua il maligno – che tu possa per cinquanta, sessant’anni o più vivere nella virtù e lontano dai piaceri?».
Quando il demonio ti suggerisce questo, tu rispondigli così: «Chi mi assicura che io giungerò fino a quell’età? La mia vita è nelle mani di Dio e può anche darsi che oggi sia l’ultimo giorno della mia vita. Quanti ragazzi della mia età ieri erano allegri e pieni di salute ed oggi sono già nella tomba! E non potrebbe accadere altrettanto anche a me? E se anche dovessi faticare alcuni anni per il Signore, non ne sarò ricompensato in modo sovrabbondante da una eternità di gloria e di gioia in Paradiso?».
Il secondo inganno del demonio è di farti credere che la vita santa ti farà cadere nella tristezza.
«Tu sei giovane – insinua il demonio – e se ti metti a pensare all’eternità e all’Inferno diventerai melanconico e potresti anche impazzire».
A queste insinuazioni tu risponderai così: «È vero che il pensiero di un’eternità infelice e di un supplizio che non finirà è un pensiero tetro e spaventoso, ma se può farmi impazzire al solo pensarvi, che cosa sarà mai l’andarvi? È meglio pensarci adesso e non caderci in avvenire, che allontanarne ora il pensiero e poi cadervi per l’eternità!».
D’altra parte, o caro giovane, se il pensiero dell’Inferno ci riempie di terrore, il pensiero del Paradiso ci riempie di gioia.
I santi infatti, pur pensando all’eternità delle pene non erano tristi, ma allegri, perché avevano fiducia di evitarle vivendo sempre in pace con Dio.

Fatti dunque coraggio! il demonio ha paura della gente allegra!

Prova a servire il Signore e vedrai quanto è dolce e soave amarLo con tutto il cuore.

S. Giovanni Bosco e gli Angeli3eabb2dd56

Giovanni Bosco nacque il 16 agosto 1815 a Castelnuovo d’Asti. Figlio di poveri contadini a vent’anni decise di entrare, come esterno, in seminario. Dovendo pagare la pensione mensile, Giovanni dovette lavorare molto pur di racimolare qualche soldo per coprire le spese di vitto e di alloggio. Nelle domeniche e nei giorni festivi egli si dedicava ai giovani. Per loro fondò la “Società dell’allegria”, preludio della fondazione dell’Oratorio, stabilendo le basi di uno dei cardini del suo sistema educativo. Ordinato sacerdote il 5 giugno 1841 il giorno dopo celebra la sua prima messa all’altare dell’Angelo custode nella chiesa di san Francesco d’Assisi a Torino. Don Bosco intuì la propria vocazione all’apostolato della gioventù visitando un gruppo di giovani detenuti in carcere. Da quel giorno impegnò ogni sua energia per evitare che tanti giovani si perdessero su strade sbagliate. Fondò l’istituto religioso dei Salesiani e quello femminile delle figlie di Maria Ausiliatrice, ai quali infuse il suo spirito di amore e di dedizione per l’educazione cristiana della gioventù.

Incontrò numerosi contrasti e incomprensioni, ma non si scoraggiò. Molti furono coloro che lo avversarono, dalla polizia ai benpensanti; decisivo fu il sostengo dell’Arcivescovo di Torino che approvò il suo Oratorio definendolo, “la parrocchia della gioventù senza parrocchia”.

L’Oratorio nacque dalla compassione di Giovanni Bosco per un intera generazione di giovani che cresceva degradata abbrutita, illusa, svuotata e cinica, che cresceva senza conoscere Cristo. A chi gli chiedeva le coordinate del suo metodo educativo, rispondeva con tre parole: Ragione, Religione e Amorevolezza. Grande educatore , istituì scuole, laboratori artigianali, collegi e in tutto impegnò la Congregazione religiosa da lui fondata che perpetuerà nel tempo la sua opera. E’ l’iniziatore delle prima scuole professionali, dalle quali, dovevano uscire non tanto uomini colti, ma operai onesti e capaci. Il prete ha giocato anche un ruolo politico sorprendente nell’Italia del suo tempo.

Lo stesso pontefice, Pio IX, gli aveva affidato addirittura il ruolo di suo rappresentante segreto nei confronti del nuovo Stato invasore e laicista che in quegli anni aveva incarcerato sacerdoti, vescovi e cardinali, aggredito la Chiesa in ogni modo, soppresso gli ordini religiosi e incamerato i loro beni. Tutto avvenne per opera delle società segrete, storicamente conosciute sotto il nome di Carbonari, Franchi, Muratori, Giacobini e Illuminati, nomi diversi di gruppi appartenenti allo stesso movimento che mirava a sovvertire l’ordine sociale puntando a schiantare la Chiesa. Egli non si limitò a denunciare la prepotenza del potere laicista, ma si adoperò per strappare palmo a palmo allo Stato spazi di libertà per la Chiesa e per le sue opere.

Per volere di Papa Pio IX inaugurò a Roma, nel 1887, la Basilica del Sacro Cuore, nelle vicinanze della Stazione ferroviaria di Termini. Quando don Bosco vide che anche quel suo sogno si era avverato pianse di gioia. Colui che amava definirsi il “prete nella casa del povero come nel palazzo del re”, si spense.  S. Giovanni Bosco morì  il 31 gennaio 1888 ed è attualmente sepolto nel Santuario di Maria Ausiliatrice a Torino. Venne beatificato da Pio XI il 2 giugno 1929 che successivamente, il 1 aprile del 1934, lo dichiarò santo.10_2_guardian3

Nel corso della sua complessa e ricchissima esperienza mistica, Don Bosco dimostrò spesso molta attenzione per gli angeli custodi, cercando di inculcarne la devozione tra i tanti giovani che gli vivevano accanto ogni giorno. “Ravvivate la fede nell’angelo custode – diceva spesso – che è con voi ovunque siate. Santa Francesca Romana se lo vedeva sempre davanti con le mani incrociate sul petto e gli occhi rivolti al Cielo; ma per ogni sua anche più piccola mancanza, l’angelo si copriva come per vergogna il volto e talora le voltava le spalle”.

Il 31 agosto 1844, la moglie dell’ambasciatore del Portogallo fu avvertita da Don Bosco di fare molta attenzione ad un imminente pericolo: “Lei signora, oggi ha da viaggiare – disse alla donna – si raccomandi molto al suo angelo custode perché l’assista e non abbia a spaventarsi del fatto che le accadrà”. La signora fu un po’ impaurita, ma non diede molta importanza all’avvenimento. Partì in carrozza con la figlia e la domestica, ma durante il viaggio i cavalli si imbizzarrirono senza che il cocchiere fosse in grado di fermarli: la carrozza rischiava così di ribaltarsi con danni forse irreparabili per le persone. Benché spaventata la donna ricordò quanto le aveva detto Don Bosco e invocò il proprio angelo custode perché l’aiutasse: immediatamente i cavalli si ammansirono e il viaggio riprese senza interruzioni concludendosi serenamente.2-camerette-23b

Uno tra gli episodi più singolari che costituiscono il notevole corpo di fatti miracolosi che hanno accompagnato Don Bosco riguarda la vicenda del cane nero che appariva quando il santo era in pericolo e allontanava i malintenzionati con il suo aspetto certamente poco rassicurante. Infatti, Don Bosco fu oggetto di attentati orditi da chi voleva fermare la sua grande opera. Ogni qualvolta qualcuno lo aggrediva o cercava di ucciderlo, il cane appariva dal nulla e allontanava gli aggressori. Don Bosco chiamò quel cane Grigio e sostenne che sotto le spoglie dell’animale si celava il suo angelo custode. Per oltre trent’anni gli fu accanto, salvandolo dai pericoli o mettendolo in guardia quando si approssimava qualche rischio. L’angelo custode ebbe senza dubbio un modo insolito per manifestarsi, ma le celesti creature sanno comunicare con gli uomini attraverso strade spesso “strane”, anche misteriose, ma sempre in grado di cogliere nel segno.

Consapevole dell’importanza degli angeli custodi, Don Bosco si soffermò in più occasioni su questi esseri di puro spirito, cercando di diffonderne la devozione. Durante un’omelia parlò dell’angelo custode ai suoi giovani, esortandoli a invocare l’aiuto del loro compagno celeste ogni volta che si fossero trovati in difficoltà. Uno di questi giovani, pochi giorni dopo, mentre lavorava in un cantiere, fu coinvolto in grave incidente: l’impalcatura sulla quale si trovava crollò rovinosamente al suolo. Tutti i muratori che erano sopra morirono; solo il giovane fedele rimase illeso dopo aver esclamato: “Angelo mio, aiutami!”. Il suo angelo custode gli aveva salvato la vita.

Tra i tanti opuscoli che don Bosco compose e stampò c’è anche “Il devoto dell’Angelo Custode” dove il santo piemontese scrive: “Bontà grande ed incomprensibile ci dimostra il nostro celeste Padre nel darci un Angelo per custode.
Questa bontà divina è quella che ci vuol figliuoli, e degni figliuoli di sì gran Padre.
A tal fine c’ impresse nel crearci la sua immagine e le sue fattezze, e ci designò eredi di tutti i beni paterni lassù in cielo.

Un argomento che mostra l’eccellenza dell’uomo è certamente il fatto che egli ha un Angelo per custode. Creato che ebbe Iddio il cielo, la terra e tutte le cose che nel cielo e nella terra si contengono, lasciò che esse seguissero per loro conto il corso delle leggi naturali secondo l’ordine della quotidiana provvidenza che le conserva. Dell’uomo non fu così. Oltre ad averlo arricchito di nobili facoltà sia spirituali che corporali, costituito a provvedere a tutte le altre creature, volle che un celeste spirito se ne prendesse cura. Così, fin dal primo istante che l’uomo compare al mondo, egli l’assiste notte e giorno. Lo accompagna nel viaggio lungo le strade; lo difende dai pericoli sia dell’anima che del corpo, l’avvisa di ciò che è bene perché lo segua. Grande dignità dell’uomo, grande bontà di Dio, incalzante dovere per noi di corrispondervi!”.

Estratto dall’opera “Il Divoto dell’Angelo Custode” di Don Giovanni Bosco (1815 – 1888).
L’intero libretto è disponibile in formato PDF al seguente link: Il Divoto dell’Angelo Custode

 (Tratto da articolo di Don Marcello Stanzione)

Preghiere e Consacrazione al Santo Angelo custode

Una Consacrazione al Santo Angelo Custode è essenzialmente un dono di sé (da ciò il termine devozione) radicato nella grazia del Battesimo. Poiché è nel Battesimo che è nata quella comunione a Cristo, fondamento di ogni devozione e Consacrazione ai Santi Angeli.

Consacrazione all’Angelo custode

Santo angelo custode,
sin dall’inizio della mia vita
mi sei stato dato come protettore e compagno.
Qui, al cospetto
del mio Signore e mio Dio,
della mia celeste Madre Maria9e8a6672d9cef202a858b0bc624b59cc
e di tutti gli angeli e i santi
io (nome) povero peccatore
mi voglio consacrare a te.

Prometto di essere sempre fedele
e ubbidiente a Dio e alla santa Madre Chiesa.
Prometto di essere sempre devoto a Maria,
mia Signora, Regina e Madre, e di prenderla
a modello della mia vita.

Prometto di essere devoto anche a te,
mio santo protettore e di propagare secondo le mie forze
la devozione agli angeli santi che ci viene concessa
in questi giorni quale presidio ed ausilio
nella lotta spirituale
per la conquista del Regno di Dio.

Ti prego, angelo santo, di concedermi
tutta la forza dell’amore divino affinché
ne venga infiammato, e tutta la forza della fede
affinché non cada mai più in errore.
Fa’ che la tua mano mi difenda dal nemico.

Ti chiedo la grazia dell’umiltà di Maria
affinché sfugga a tutti i pericoli e,
guidato da te, raggiunga in cielo
l’ingresso della Casa del Padre.
Amen.

ATTO DI CONSACRAZIONE AI SANTI ANGELIcorpus-christi-4-660x350
(dei membri dell’Opus Angelorum)

O Santi Angeli di Dio,
In presenza di Dio Uno e Trino e nell’amore di Gesù Cristo, mio Signore e Salvatore, io …., povero peccatore, voglio oggi concludere una alleanza con voi, suoi Servitori, per poter operare umilmente e coraggiosamente in comunione con voi per la gloria di Dio e la venuta del Suo Regno.
E’ per questo che vi supplico di assistermi, in particolare:
– nell’adorazione di Dio e del Santissimo Sacramento dell’Altare;
– nella contemplazione della Parola di Dio e della Sua Opera di Salvezza;
– nell’imitazione di Cristo e l’amore della Sua Croce in spirito di espiazione;
– nel compimento fedele della mia missione nella Chiesa, in umile servizio ad esempio di Maria, mia celeste Madre, vostra Regina.

E tu, mio buon Angelo Custode, che vedi costantemente il Volto del Padre nostro che è nei Cieli, a te Dio mi ha affidato fin dall’inizio della mia esistenza. Di tutto cuore io ti ringrazio della tua amante protezione. Io mi dono a te e ti prometto amore e fedeltà.
Te ne prego: proteggimi contro la mia propria debolezza e contro gli assalti degli spiriti maligni; illumina il mio spirito ed il mio cuore per conoscere e compiere sempre la volontà di Dio; e guidami all’unione con Dio, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Amen.

ATTO PRIVATO DI CONSACRAZIONE ALL’ANGELO CUSTODE

Glorioso Custode della mia anima,10_2_guardian3
Tu che brilli nel cielo blú
come una fiamma dolce e pura
vicino al trono dell’Eterno
Tu scendi per me sulla terra
e mi rischiari col Tuo splendore
bell’Angelo, Tu divieni mio fratello,
mio amico, mio consolatore!
Mio Santo angelo Custode,
ti saluto e ti ringrazio, ti chiedo di pregare per me,
e di pregare al mio posto
in tutti i momenti in cui
non posso dire le mie preghiere.
Degnati anche nella luce divina,
di poter incontrarmi con gli Angeli custodi
di quelli che amo di più,
di tutti quelli ai quali io mi interesso
spiritualmente, per rischiararli,
proteggerli, condurli.
Amen.

La Congregazione per la Dottrina della Fede ha approvato questa nuova Consacrazione il 31 maggio 2000, ed il suo uso è stato affidato all’Opus Angelorum che ne da la spiegazione.
Per approfondire: http://www.miliziadisanmichelearcangelo.org/content/view/1760/93/lang,it/
Don Marcello Stanzione

In unione con l’Angelo Custodeangel-de-la-obediencia

Ogni Angelo Custode è un dono speciale dell’amore di Dio, e se noi abbiamo la scelta di un compagno, non potremmo trovarne di meglio, poiché Dio lo ha scelto per noi nella Sua saggezza ed il Suo amore infinito. Dio solo conosce il segreto del nostro destino; Lui solo, Creatore e Salvatore, conosce le nostre forze e le nostre debolezze, la missione e le prove che ci aspettano, la nostra croce e la nostra gioia che ci è promessa. La Sua Provvidenza ci ha pensato l’uno per l’altro da ogni eternità; il Signore dice:
“Sto per inviare un angelo davanti a te, affinché egli vegli su di te nel corso del tuo viaggio, e ti faccia pervenire al luogo che ti ho preparato” (Es 23, 20).

L’Angelo Custode è alla nostra porta verso il mondo degli Angeli, un portinaio celeste. Queste parole del catechismo: “Gli Angeli concorrono a tutto quello che è buono per noi” (§ 350), gli sono del tutto specialmente assegnate. Scelto da Dio, egli è l’amico fedele, il solo, con Gesù e Maria, ad accompagnarci dalla nascita alla morte. Noi siamo il suo primo pensiero, l’oggetto privilegiato della sua intercessione, il talento che gli è affidato e che egli amerebbe rendere al centuplo al suo Signore. E’ per questo che egli resta giorno e notte ai nostri fianchi, per il nostro bene, la nostra salvezza e la nostra purificazione, per illuminarci e guidarci alla pienezza.

c381ngel_de_la_guardaContro le potenze del male, che ci tentano e ci stringono, l’Angelo Custode è il nostro giusto soccorso, per il fatto che ha lui stesso partecipato alla loro sconfitta sotto la guida dell’Arcangelo San Michele. Inoltre, una creatura spirituale riconosce meglio il tentatore, ed ha anche la meglio nel respingerlo con la forza della grazia. Egli è ai nostri fianchi quando Dio permette al nemico di metterci alla prova come Giobbe, Pietro o Paolo. Col suo aiuto, noi giungeremo a rimanere fedeli a Dio.
Quale debito abbiamo dunque nei riguardi dell’Angelo Custode e come ricompensarlo?  Un amore come quello che ci testimonia non si ricambia che in amore, fedeltà e fiducia. E’ per questo che ci rimettiamo nelle sue mani.

Noi siamo deboli, lui “che sta costantemente in presenza del Padre Mio, che è nei cieli” (Mt 18, 10) rimane riverberato al volto di Dio, cercando di trasmetterci quella solidità, aiutandoci, nella luce della grazia che lo abita, nel credere più fermamente in Dio, nel contare maggiormente sul Suo aiuto e nell’amare in maniera più disinteressata.
Rimaniamo uniti a lui per tutta l’eternità in un’amicizia senza falla, e regneremo insieme nei cieli. E’ in questo senso che San Tommaso ci dice:
“Ogni essere umano ha, lungo tutta la sua vita, un Angelo Custode; giunto al termine del suo percorso, non è più un Custode, ma un Angelo che regna con lui che è ai suoi lati” (ST 1.123,4c).choir-of-angels-cappella-dei-magi

Santa Teresa di Lisieux e gli Angeli di Dio: le sue poesie e preghiere

Santa Teresa di Lisieux aveva una particolare devozione per i Santi Angeli. Come si adatta bene questa sua devozione alla sua ‘Via Piccola’ [come lei amava chiamare quella via che la portava alla santificazione dell’anima]! Infatti, il Signore ha associato l’umiltà alla presenza e alla protezione dei santi Angeli: “Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro Angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli. (Mt 18,10)”. Se andiamo a vedere ciò che la santa Teresa dice degli Angeli, non dobbiamo aspettarci un trattato complicato ma, piuttosto, una collana di melodie che scaturisce dal suo cuore. I Santi Angeli facevano parte della sua esperienza spirituale sin dalla sua tenera età.

FOTO: S. Teresina da piccola e da grande, Suor Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo.

Già all’età di 9 anni, prima della sua Prima Comunione, santa Teresa si consacrò ai Santi Angeli quale membro dell”Associazione dei Santi Angeli’ con le seguenti parole: “Mi consacro solennemente al vostro servizio. Io prometto, davanti al volto di DIO, alla beata Vergine Maria e alle mie compagne di esservi fedele e di cercare di imitare le vostre virtù, in particolare il vostro zelo, la vostra umiltà, la vostra ubbidienza e la vostra purezza.” Già da aspirante aveva promesso di “onorare con una devozione speciale i santi Angeli e Maria, la loro augusta Regina. … Voglio adoperarmi con tutte le mie forze per correggere i miei difetti, per acquisire delle virtù e per adempiere a tutti i miei doveri quale scolara e cristiana.”

I membri di questa associazione praticavano anche una particolare devozione all’Angelo Custode recitando la seguente preghiera: “Angelo di DIO, principe del cielo, guardiano vigile, guida fedele, pastore amorevole, gioisco che DIO ti abbia creato con così tante perfezioni, che ti abbia santificato per mezzo della Sua grazia e che ti abbia incoronato di gloria per aver perseverato nel Suo servizio. DIO sia lodato in eterno per tutti i beni che ti ha concesso. Che tu sia anche lodato per tutto il bene che fai per me e per le mie compagne. Ti consacro il mio corpo, la mia anima, la mia memoria, il mio intelletto, la mia fantasia e la mia volontà. Governami, illuminami, purificami e disponi di me a tuo piacimento. (Manuale dell’Associazione dei Santi Angeli, Tournai).

Il solo fatto che Teresa di Lisieux, futuro dottore della Chiesa, abbia fatto questa consacrazione e recitato queste preghiere – come di solito una bambina non fa, naturalmente, – fa sì che questo poi faccia parte della sua dottrina spirituale matura.  Ciò testimonia l’importanza che attribuisce a questo legame con i santi Angeli. Nella “Storia di un’anima” scrive: “Quasi subito dopo il mio ingresso nella scuola conventuale sono stata accolta nell’Associazione dei Santi Angeli; amavo le pie pratiche prescritte, poiché mi sentivo particolarmente attratta ad invocare gli spiriti beati del cielo, soprattutto colui che DIO mi aveva dato come compagno del mio esilio” (Scritti autobiografici, Storia di un’anima, IV Cap).  A livello personale, Teresina, per non cadere in peccato, invocava il suo Angelo Custode e chiedeva sempre la sua protezione:

Al mio Angelo Custode

Glorioso guardiano della mia anima, che splendi nel bel cielo del Signore come una fiamma dolce e pura vicino al trono dell’Eterno!

Tu scendi sulla terra per me e mi illumini con il tuo splendore.

Angelo bello, tu sarai mio fratello, mio amico, mio consolatore!

Conoscendo la mia debolezza mi conduci con la tua mano, e vedo che rimuovi con tenerezza ogni pietra dal mio cammino.

La tua voce dolce sempre mi invita a non rivolgere lo sguardo che al cielo.

Quanto più umile e piccola mi vedi tanto più raggiante sarà il tuo volto.

Oh tu, che attraversi lo spazio come un lampo ti supplico: vola sul luogo della mia dimora, accanto a loro che mi sono cari.

Asciuga le loro lacrime con le tue ali. Decanta la bontà di GESU’!

Racconta con il tuo canto che le sofferenze possono essere grazia e sussurra il mio nome! … Durante la mia vita breve voglio salvare i miei fratelli peccatori.

Oh, angelo bello della mia patria, regalami il tuo santo fervore!

Non ho altro che i miei sacrifici e la mia austera povertà.

Offrili, con le tue delizie celestiali, alla santissima Trinità!

A te il regno della gloria, a te le ricchezze dei Re dei re!

A me l’umile ostia del ciborio, a me della croce il tesoro!

Con la croce, con l’Ostia e con il tuo aiuto celestiale attendo in pace dell’altra vita le gioie che dureranno per l’eternità.

(Poesie della Santa Teresa di Lisieux, pubblicate da Maximilian Breig, poesia 46, pag. 145/146)

“Custode, coprimi con le tue ali, / illumina il mio cammino con il tuo splendore! /Vieni a condurre i miei passi, … aiutami, ti supplico!” (Poesia 5, verso 12). “Mio santo Angelo Custode, coprimi sempre con le tue ali, affinché non mi accada mai la disgrazia di offendere GESU'” (Preghiera 5, verso 7).

Confidando nell’amicizia intima con il suo angelo, Teresa non esitava a chiedergli particolari favori. Per esempio scrisse a suo zio in lutto per la morte di un suo amico: “Mi affido al mio buon angelo. Io credo che un messaggero celeste assolverà bene questa mia richiesta. Lo invierò al mio caro zio con l’incarico di versare nel suo cuore tanta consolazione quanta la nostra anima è capace di accoglierne in questa valle di esilio…” (Lettera 59, 22 agosto 1888). In questo modo poteva anche mandare il suo angelo a partecipare alla celebrazione della santa Eucaristia che il suo fratello spirituale, P. Roulland, un missionario in Cina, aveva offerto per lei: “Il 25 di dicembre non mancherò di inviare il mio Angelo Custode affinché egli ponga le mie intenzioni accanto all’Ostia che Lei consacrerà” (Lettera 201, 1 nov. 1896).

Uniti agli Angeli nella Santa Eucaristia

Teresa, che non cercò mai né visioni né consolazioni diceva: “Vi ricorderete che con la mia ‘Via Piccola’ non bisogna desiderare di vedere qualcosa. Sapete bene che ho detto spesso a DIO, agli Angeli e ai santi che non ho alcun desiderio di vederli qui in terra.”  (Il quaderno giallo di Madre Agnese, 4 Giugno 1897). “Non ho mai voluto avere delle visioni. Noi non possiamo vedere qui in terra, il cielo, gli Angeli etc. Preferisco aspettare fino a dopo la mia morte” (ibidem, 5 agosto 1897).

Teresa, invece, cercava l’aiuto efficace degli Angeli per la sua santificazione. Nella sua parabola il ‘Piccolo Uccello’ gridava a CRISTO: “Oh GESU’, quanto felice è il tuo uccellino di essere piccolo e debole, … non si dispera, il suo cuore è in pace e riprende sempre la sua missione d’amore. Si rivolge agli Angeli e ai santi che si alzano in volo come aquile per portarsi innanzi al fuoco divino e dato che questa meta è l’oggetto del suo desiderio, le aquile hanno pietà del loro piccolo fratello, lo proteggono e lo difendono scacciando i rapaci che cercano di divorarlo” (Scritti autobiografici, pag. 206).

Come si preparava all’incontro con il nostro Signore nella Santa Eucaristia? Lei continua: “Immagino la mia anima come una grande piazza vuota e chiedo alla beatissima Vergine di sgomberarla ulteriormente da qualsiasi altro detrito rimasto che potrebbe impedire che fosse davvero vuota; poi le chiedo di montare una tenda enorme che sia degna del cielo e di abbellirla con i suoi gioielli, infine invito tutti i santi e gli Angeli a venire ad eseguire in questa tenda un magnifico concerto. Mi sembra che, quando GESU’ discende nel mio cuore, Egli è contento di essere ricevuto così bene e di conseguenza lo sono anche io…” (ibidem).

Anche gli angeli gioiscono del banchetto Eucaristico, che ci unisce come ‘fratelli’. Teresa, in una delle sue poesie, fa dire a santa Cecilia le seguenti parole al suo sposo convertito Valerian: “Tu devi andare a sederti al banchetto della vita a ricevere GESU’, il pane del cielo. / Allora il Serafino ti chiamerà fratello; / e se egli vede nel tuo cuore il trono del suo DIO, / lui ti farà abbandonare le sponde di questa terra / per vedere la dimora di questo spirito di fuoco” (Poesia 3, Alla santa Cecilia).

Per Teresa non bastava il mero aiuto degli angeli. Lei aspirava alla loro amicizia e ad una parte di quell’intenso ed intimo amore che avevano per DIO. Infatti, desiderava persino che gli Angeli la adottassero come figlia, come esprimeva con la sua audace preghiera: “Oh GESU’, io so che l’amore viene pagato solo con l’amore, così cercavo e ho trovato il mezzo per tranquillizzare il mio cuore, dandoti amore per amore… Ricordandomi della preghiera che Eliseo osò rivolgere a suo padre Elia chiedendogli il suo duplice amore, mi sono presentata davanti agli Angeli e ai santi e dissi loro: “Sono la più piccola delle creature, conosco la mia miseria e la mia debolezza, ma so anche che i cuori nobili e generosi amano fare il bene. Per tanto vi supplico, oh beati abitanti del cielo, di adottarmi come vostra figlia. Di voi solo sarà la gloria che meriterò col vostro aiuto, ma degnatevi di accogliere benevolmente la mia preghiera, so che è audace, però oso chiedervi di ottenere il vostro duplice amore” (Scritti autobiografici, pag. 201/202).

LA ‘SANTA INVIDIA’ DEGLI ANGELI per l’umanità, salvata dall’Incarnazione di Cristo.

Teresa si rendeva benissimo conto della grande differenza tra gli Angeli e gli uomini. Si sarebbe potuto pensare che lei invidiasse gli Angeli, ma era proprio il contrario, poiché comprendeva benissimo l’importanza dell’Incarnazione: “Quando vedo l’Eterno avvolto in fasce e sento il debole pianto della Parola Divina, / Oh mia carissima Madre io non invidio più gli Angeli, / perché il loro potente Signore è il mio amato Fratello! … (Poesia 54, 10: Perché ti amo Maria, pag. 169). Anche gli Angeli hanno una profonda comprensione dell’Incarnazione e vorrebbero – qualora fosse possibile – invidiare noi povere creature di carne e sangue. In una sua rappresentazione natalizia, in cui Teresa elenca gli Angeli secondo i loro compiti riguardo a GESU’ (p.es.: l’angelo del Bambin GESU’, l’angelo del Volto santissimo, l’angelo dell’Eucaristia) lei fa cantare l’angelo del giudizio finale: “Davanti a Te, dolce bambino, s’inchina il Cherubino. / Egli ammira deliziato il Tuo amore indicibile. / Egli vorrebbe come Te poter morire un giorno sul colle oscuro!” Poi tutti gli Angeli cantano il ritornello: “Quanto è grande la felicità della creatura umile. / I Serafini vorrebbero volentieri, nel loro entusiasmo, oh GESU’, spogliarsi della loro natura angelica per diventare bambini!” (Gli Angeli alla mangiatoia, scena finale).

Qui incontriamo il tema che sta a cuore alla santa Teresa, cioè la ‘santa invidia’ degli Angeli per l’umanità per la quale il FIGLIO di DIO divenne carne e morì. Lei dovette questo convincimento in parte al suo caro, sofferente padre, al quale dedicò le parole di Raffaele rivolte a Tobia: “Poiché hai trovato grazia agli occhi di DIO, sei stato provato dalla sofferenza” (Scritti vari, Concordanza pasquale 1894). Su questo tema lei cita una delle lettere del padre: “Oh, il mio alleluia è bagnato dalle lacrime… Dobbiamo compiangerLa [ndr.: come era usanza a quei tempi, il padre dava il Lei alla figlia] così tanto qui in terra mentre nel cielo gli Angeli si congratulano con Lei e i santi La invidiano. E’ la Sua corona di spine che Le invidiano. Ami, dunque, queste punture di spine quale segni d’amore del Suo sposo divino” (Lettera 120, 13, sett. 1890, pag. 156).

Teresa comunica questi pensieri a sua sorella Céline e le spiega perché DIO non l’ha creata quale angelo: “Se GESU’ non ti ha creato quale angelo nel cielo, è perché ha voluto che tu diventassi un angelo sulla terra. Sì, GESU’ vuole avere la sua corte celeste sia in cielo che qui in terra! Egli vuole Angeli martiri, Egli vuole Angeli apostoli, e, a questo scopo, Egli creò un piccolo fiore sconosciuto con il nome Céline. Egli vuole che questo piccolo fiore salvi delle anime per Lui. Perciò desidera una sola cosa: che il suo fiore si rivolga a Lui mentre soffre il suo martirio… E questo sguardo scambiato misteriosamente tra GESU’ e il Suo piccolo fiore farà miracoli e Gli regalerà un gran numero di altri fiori…” (Lettera 127, 26 aprile 1891). In un’altra occasione le assicura che gli Angeli, “come api vigili, raccolgono il miele dai molteplici calici misteriosi che rappresentano le anime o piuttosto i figli del piccolo fiore virgineo …” (Lettera 132, 20 ott. 1891), cioè il frutto di un amore purificatore.

La sua missione in Cielo e nel mondo: Santa Teresa, Patrona delle Missionisteresa1

Quando Teresa  si avvicinava alla sua morte confessò: “Sento che sto per entrare nel riposo… Ma sento che la mia missione sta per incominciare, la missione di far amare il Buon Dio come io lo amo, di dare la mia piccola via alle anime. Se il Buon Dio esaudisce i miei desideri, il mio Cielo trascorrerà sulla terra sino alla fine del mondo… Non posso riposarmi finché ci saranno anime da salvare… Passerò il mio Cielo a fare del bene sulla terra… farò scendere una pioggia di roseCiò non è impossibile, poiché anche gli Angeli, pur nella visione beatifica di DIO, riescono ad occuparsi di noi” (Il quaderno giallo, 17. VII. 1897). Così noi vediamo come Santa Teresina aveva compreso la sua missione celeste alla luce del servizio degli Angeli.

PREGHIERA A SANTA TERESA DI LISIEUX

Cara piccola Teresa del Bambino Gesù, grande Santa del puro amor di Dio, vengo oggi a confidarti il mio ardente desiderio. Sì, molto umile vengo a sollecitare la tua potente intercessione per la grazia seguente…
(esprimerla).

Poco tempo prima di morire, hai chiesto a Dio di poter trascorrere il tuo Cielo facendo del bene sulla terra. Hai anche promesso di spandere su di noi, i piccoli, una pioggia di rose. Il Signore ha esaudito la tua preghiera: migliaia di pellegrini lo testimoniano a Lisieux e nel mondo intero. Forte di questa certezza che tu non rigetti i piccoli e gli afflitti, vengo con fiducia a sollecitare il tuo aiuto. Intercedi per me presso il tuo Sposo Crocifisso e glorioso. Digli il mio desiderio. Egli ti ascolterà, perché tu non gli hai mai rifiutato nulla sulla terra.

 Piccola Teresa, vittima d’amore per il Signore, patrona delle missioni, modello delle anime semplici e confidenti, mi rivolgo a te come una grande sorella molto potente e amorevolissima. Ottienimi la grazia che ti chiedo, se questa è la volontà di Dio. Sii benedetta, piccola Teresa, per tutto il bene che ci hai fatto e ti auguri di prodigarci ancora fino alla fine dei mondo.
Sì, sii mille volte benedetta e ringraziata di farci così toccare in qualche modo la bontà e la misericordia dei nostro Dio! Amen.card-petali

 

Il “culto dei sette arcangeli”: pericolose deviazioni gnostiche in salsa magica new age. Ecco perchè la Chiesa riconosce solo i tre Santi Arcangeli.

Nella sua rubrica settimanale di liturgia, padre Edward McNamara LC, professore di Liturgia e Decano di Teologia presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma, risponde ad una domanda sulla questione del ” culto dei sette arcangeli”. Oggi, soprattutto dietro la spinta propagandistica dei falsi angeli della New Age,  si registra una crescente devozione per i sette arcangeli, per le loro rispettive  immagini e nomi, cioè oltre agli Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele anche gli altri quattro, nominati nei vangeli apocrifi (cioè extrabiblici e scritti tardivamente dopo il Nuovo Testamento). I sette arcangeli ricorrono spesso nei testi gnostici magici dei primi secoli cristiani.

Ma la Chiesa cattolica ha sempre riconosciuto solo TRE ARCANGELI: Michele, Gabriele, Raffaele. 
Il  titolo di Arcangelo inizialmente fu riservato solo per Michele (v. Sacra Bibbia, Antico Testamento: “Quando l’arcangelo Michele, in contrasto con il diavolo, discuteva per avere il corpo di Mosè, non osò accusarlo con parole offensive, ma disse: Ti condanni il Signore!” Gd 1,9.
“Perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell’arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo. E prima risorgeranno i morti in Cristo” 1 Ts 4.16).

In seguito la tradizione lo applicò anche a Gabriele e a Raffaele che nella Bibbia sono presentati semplicemente come angeli. Gabriele viene chiamato arcangelo, oltre che dagli apocrifi, anche da Sant’Efrem, da Teodoreto e da Sedulio, che sono esponenti teologi di un certo spicco della tradizione cristiana. Raffaele invece viene chiamato arcangelo ancor più tardivamente. Compare con Sant’Isidoro (sesto – settimo secolo).

Il Concilio di Laodicea, celebrato verso il 360-365, proibisce  di ammettere altri nomi di angeli o di arcangeli oltre quelli tre biblici (Michele, Gabriele e Raffaele) (can. 35).
Il concilio romano del 745 dice che “non si conoscono i nomi di più di tre Arcangeli.

Nel “Direttorio su pietà popolare e Liturgia. Principi e orientamenti” della Santa Sede, al n° 217, paragrafo 2, è chiaramente stabilito che: “E’ da riprovare anche l’uso di dare agli Angeli nomi particolari, eccetto Michele, Gabriele e Raffaele che sono contenuti nella Scrittura.” Questa norma viene però palesemente violata, in quanto in molti negozi vengono vendute immagini e libretti di preghiere dedicate ai Santi Uriele, Barachiele, Sealtiele e Geudiele, e ai sacerdoti viene chiesto di benedirli.

“217. La pietà popolare verso i santi Angeli, legittima e salutare, può tuttavia dare luogo a deviazioni, ad esempio:

– se, come talvolta accade, subentra nell’animo dei fedeli una concezione erronea per cui ritengono il mondo e la vita come sottoposti a tensioni demiurgiche, alla lotta incessante tra spiriti buoni  e spiriti cattivi, tra gli Angeli e i demoni, nella quale l’uomo viene travolto da potenze a lui superiori, nei confronti delle quali egli non può fare nulla; questa concezione, in quanto deresponsabilizza il fedele, non corrisponde alla genuina visione evangelica della lotta contro il Maligno, che esige dal discepolo di Cristo impegno morale, opzione per il Vangelo, umiltà e preghiera;

– se le vicende quotidiane della vita vengono lette in modo schematico e semplicistico, quasi infantile, attribuendo al Maligno anche le minime contraddizioni, e per contro, all’Angelo Custode successi e realizzazioni, le quali poco o nulla hanno a che vedere con il progresso dell’uomo nel suo cammino verso il raggiungimento della maturità di Cristo. E’ da riprovare anche l’uso di dare agli Angeli nomi particolari, eccetto Michele, Gabriele e Raffaele che sono contenuti nella Scrittura.

–L’OSSESSIONE NEW AGE ANTICRISTIANA DI DARE NOMI AGLI ANGELI E DI EVOCARLI: (pregare gli Angeli non significa” evocarli”, significa vivere in comunione coi Santi e chiedere semplicemente la loro intercessione presso Cristo Dio). Spesso, gli uomini si sono divertiti a conoscere i nomi degli angeli con delle intenzioni molto meno che pure: ricerca della conoscenza per la conoscenza, nella linea della gnosi. E’ la tentazione di esercitare una presa sugli spiriti celesti al fine di asservirli: conoscendo il nome di un angelo e pronunciandolo, l’iniziato obbligherebbe questi a rivelarsi ed a rispondere a tutti i suoi desideri. Almeno lo si crede. Nulla è più contrario alla tradizione biblica, poi alla teologia cristiana, poiché gli angeli servono Dio in una perfetta gratuità d’amore. Ridurre la legittima devozione agli angeli alla recita incantatoria di formule controverse, affibbiarli con patronimi grotteschi e pretendere di riportarli al ruolo di lacchè, è un insulto a queste creature celesti, per natura infinitamente superiori all’uomo, ed un’offesa al loro Creatore che, fino a nuovo ordine, rimane il loro unico Signore e sovrano: è da Lui solo che essi ricevono la loro missione. Gli autentici familiari degli angeli come lo sono i Santi ed i mistici si fanno un dovere di evitare un simile eccesso.

Così è perfettamente inutile conoscere i loro nomi, come lo affermarono i più elevati Angeli che si rivolsero alla grande mistica italiana MARGHERITA DA CORTONA (1247-1297): “Noi siamo dell’ordine dei Serafini (…). Non cercare di conoscere i nostri nomi, poiché i nomi degli angeli sono raramente espressi sulla terra”.

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I tre Santi Arcangeli, San Michele, S.Gabriele con Maria Santissima, S.Raffaele con Tobia (Polittico del Perugino).

Nella tradizione cattolica romana generalmente non figurano i nomi dei sette arcangeli e nemmeno viene sottolineato particolarmente il numero sette. E’ vero che il Libro di Tobia (12,15) nomina sette angeli “che sono sempre pronti ad entrare alla presenza della maestà del Signore” e che il Libro dell’Apocalisse (8,2) cita il numero sette (“Vidi che ai sette angeli ritti davanti a Dio furono date sette trombe”), ma questi testi non hanno influenzato molto il cattolicesimo di rito latino. D’altro canto c’è stata sempre una forte e continua devozione per i tre arcangeli menzionati per nome nella Sacra Scrittura – Michele, Gabriele e Raffaele – e per gli Angeli Custodi.

Alcuni rami dell’Ortodossia, tuttavia, venerano i sette arcangeli, anche se molti aggiungono solo Uriele agli arcangeli menzionati per nome. Anche la tradizione anglicana ha preghiere per Uriele in quanto quarto arcangelo.

Le fonti per gli altri nomi sono testi ebraici apocrifi, che quindi non appartengono al canone della Bibbia. I nomi si trovano nel Primo Libro di Enoch. Un altro elenco si trova nel cosiddetto secondo (o quarto) Libro di Esdra. Le liste non sempre coincidono, ma il nome Uriele appare piuttosto frequentemente. Fra gli altri nomi appaiono Raguele, Sariele, Geremiele, Geudiele, Barachiele, Gabuthelon, Beburos, Zebulon, Aker e Arfugitonos. Alcuni di questi potrebbero essere variazioni di nomi già esistenti, altri invece appaiono solo in alcuni libri. Questi ed altri libri furono scritti da autori ebraici nel periodo compreso tra il Vecchio e il Nuovo Testamento o persino dopo la distruzione di Gerusalemme nel 70 d.C. quando buona parte del Nuovo Testamento era già stata scritta.

Riguardo alla prassi di dare nomi agli angeli, la Chiesa latina è sempre stata piuttosto cauta. In un sinodo o concilio tenutosi a Roma nell’anno 745, san Zaccaria Papa cercò di porre un freno alla tendenza al culto degli angeli e proibì l’uso di nomi che non appaiono nella Sacra Scrittura.

Nel volume XII degli Annali Ecclesiastici del cardinale Cesare Baronio (pubblicati nel 1607), c’è un testo che descrive questo sinodo (o concilio). L’interessante e piuttosto forte testo di questo sinodo parla degli insegnamenti, supposti eretici, di un sacerdote che viveva in Germania di nome Adalberto. Una preghiera di sua composizione includeva la frase:

“Vi prego e vi imploro, e raccomando me stesso a voi, angelo Uriele, angelo Raguele, angelo Tubuele, angelo Michele, angelo Adimis, angelo Tubuas, angelo Sabaoth, angelo Simuele.”

Il testo del Baronio dice: “E quando finì la lettura di questa orazione sacrilega, il Santo Papa Zaccaria disse: Come, santi fratelli, rispondere a ciò? E i santi vescovi e i venerabili sacerdoti risposero: Che altro va fatto, se non bruciare nelle fiamme tutto ciò che è stato letto in nostra presenza; e i loro autori legare alle catene dell’anatema? Poiché gli otto nomi di angeli, i quali Adalberto ha invocato nella sua orazione, non sono eccetto Michele, nomi di angeli, ma piuttosto di demoni, che egli ha invocato perché venissero a soccorrerlo. Ma noi (come il tuo santo Apostolato ha insegnato), e come ci tramanda la divina autorità, riconosciamo non altri nomi di quelli dei tre angeli, cioè Michele, Gabriele e Raffaele. Questi i Padri [dicono]. Dai quali voi vi accorgete che il libro chiamato comunemente 4 Esdra, in cui vi è menzione frequente dell’angelo Uriele, è da respingere e da proibire nella sua interezza dalla Chiesa Romana.”

In questo testo la dottrina basilare è netta riguardo la restrizione ai tre nomi biblici. Il linguaggio forte circa la possibile natura demoniaca degli altri nomi va visto nel contesto della concreta condanna della dottrina di Adalberto e non come un’affermazione assoluta. Non è chiaro quando venne scritto questo documento, e potrebbe essere stato scritto molti anni dopo la fine del sinodo. Quarant’anni dopo, nel 789, Carlo Magno condannò nei suoi capitolari la prassi di dare nomi agli angeli (cfr. Concilio di Aquisgrana).

Ci sono stati ben pochi altri pronunciamenti ufficiali circa questo punto. Nel 1992 un decreto della Congregazione per la Dottrina della Fede ha proibito l’invocazione o l’uso di nomi degli angeli, ma questo decreto era legato in particolare alle supposte rivelazioni private a una persona concreta e non è direttamente collegato al nostro caso. Può, tuttavia, aver contribuito al fatto che il Direttorio su pietà popolare e Liturgia sconsiglia di dare nomi agli angeli.

D’altro canto, a dispetto del netto riserbo da parte della Chiesa, occasionalmente sono stati realizzati dei dipinti con le raffigurazioni dei sette angeli, come dimostra un affresco nella basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma, dove Maria è circondata da sette angeli. Nel 1720 venne concesso anche un permesso per la dedicazione di una chiesa in Germania, nella quale ognuno dei sette Angeli ha un altare.

Dal punto di vista dottrinale, tali approvazioni non significano molto. Stando ai principi generalmente accettati di interpretazione teologica, l’approvazione da parte della Chiesa di una liturgia o di una festività basata su tradizioni o leggende extrabibliche non può essere usata come prova della loro veridicità storica. La Chiesa sta solo prendendo coscienza di una particolare tradizione religiosa che potrebbe recare benefici spirituali ai fedeli.

In questo senso, l’uso di attingere nomi dalle fonti apocrife non è di per sé proibito. La Chiesa, per esempio, ha preso i nomi dei tre Re Magi, i nomi dei genitori di Maria, così come la festività della presentazione di Maria al Tempio, da testi apocrifi cristiani. Questa pratica non significa che la Chiesa dà credito storico a questi libri ma afferma solamente che questi riflettono una tradizione di lunga data.

Perciò, ad esempio, le miriadi di immagini e chiese dedicate alla presentazione di Maria al Tempio non attestano la verità storica della pia leggenda riguardo gli anni effettivamente da lei trascorsi in quell’edificio o che ci sia mai stato un gruppo di vergini nel tempio di Gerusalemme. La festività afferma la verità essenziale della totale devozione di Maria a Dio sin dall’inizio della sua vita, che si rispecchia nei vangeli apocrifi scritti vari secoli dopo la vita terrena di Cristo.

Allo stesso modo, il fatto che in alcune rare occasioni dipinti e chiese siano stati dedicati ai sette arcangeli non fa altro che riconoscere alcune devozioni e tradizioni locali. La prassi della Chiesa di rito latino ha mostrato una grande e quasi esclusiva devozione verso i tre arcangeli, mentre ha praticamente ignorato gli altri quattro spiriti menzionati in Tobia e nell’Apocalisse. E neppure è possibile dire qualcosa di certo circa le presunte caratteristiche, simboli o particolari compiti di questi altri arcangeli.

Di conseguenza io direi che, dal momento che la Chiesa stessa ha ufficialmente scoraggiato la promozione di una spiritualità basata sul dare nomi agli angeli che non siano i tradizionali tre più gli angeli custodi, un cattolico di rito latino dovrebbe trattenersi dal farlo, pur non essendo, strettamente parlando, proibito. E’ chiaro che la Chiesa Latina non crede che si possa trarre un grande profitto spirituale nel seguire questo cammino e ritiene che esso non sia esente da alcuni rischi.

Esporre un’icona per la pubblica devozione o dedicare un edificio o una cappella a un angelo che non sia Michele, Gabriele o Raffaele o gli angeli custodi nel loro insieme, richiederebbe dei permessi speciali, e un vescovo non permetterebbe questo tipo di dedicazione o benedizione a un personaggio che non sia generalmente riconosciuto come un angelo o un santo nell’attuale calendario universale.

Questo vale soprattutto per la Chiesa cattolica. Le pratiche nella Chiesa ortodossa e anglicana sono legittime nel contesto delle loro proprie tradizioni spirituali.

Fonti: https://it.zenit.org/articles/dare-nomi-agli-angeli-2/

http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=4355

29 settembre FESTA DEI SANTI ARCANGELI MICHELE, GABRIELE E RAFFAELE

29 settembre FESTA DEI SANTI ARCANGELI MICHELE,GABRIELE E RAFFAELE
PREGHIERE AI TRE ARCANGELI

San Michele Arcangelo difendici nella battaglia; sii tu nostro sostegno contro la perfidia e le insidie del diavolo, che Dio eserciti il suo dominio su di lui, te ne preghiamo supplichevoli; e tu, o Principe della milizia celeste, con la potenza divina ricaccia nell’inferno Satana e gli altri spiriti maligni, i quali errano nel mondo per perdere le anime. Amen.

O glorioso Arcangelo san Gabriele io condivido la gioia che provasti nel recarti, quale celeste messaggero, a Maria, ammiro il rispetto col quale ti presentasti a lei, la devozione con cui la salutasti, l’amore con cui, primo fra gli Angeli, adorasti il Verbo incarnato nel suo seno. Ti prego di ottenermi di ripetere con gli stessi tuoi sentimenti il saluto che allora rivolgesti a Maria e di offrire con lo stesso amore gli ossequi che allora presentasti al Verbo fatto Uomo, con la recita del Santo Rosario e dell’Angelus Domini. Amen.

O glorioso Arcangelo san Raffaele che, dopo aver custodito gelosamente il figlio di Tobia nel suo fortunoso viaggio, lo rendeste finalmente ai suoi cari genitori salvo e incolume, unito a una sposa degna di lui, siate guida fedele anche a noi: superate le tempeste e gli scogli di questo mare procelloso del mondo, tutti i vostri devoti possano raggiungere felicemente il porto della beata eternità. Amen.

Venga dal Cielo nelle nostre case l’Angelo della pace, Michele, venga portatore di serena pace e releghi nell’inferno le guerre, fonte di tante lacrime.
Venga Gabriele, l’Angelo della forza, scacci gli antichi nemici e visiti i templi cari al Cielo, che Egli trionfatore ha fatto elevare sulla Terra.
Ci assista Raffaele, l’Angelo che presiede alla salute; venga a guarire tutti i nostri malati e a dirigere i nostri incerti passi per i sentieri della vita.
Amen.

Per la protezione dalle forze oscure (preghiera medioevale)
Signore, manda tutti i santi Angeli e Arcangeli. Manda il santo Arcangelo Michele, il santo Gabriele, il santo Raffaele, affinché siano presenti e difendano e proteggano questo tuo servo, Tu che lo plasmasti, cui desti un’anima e per il quale Ti degnasti di profondere il Tuo sangue. Lo proteggano, lo illuminino quando è sveglio, quando dorme, lo rendano così tranquillo e sicuro da ogni manifestazione diabolica, che nessun essere che abbia maligno potere possa in lui entrare giammai. Né osi offendere o ferire la sua anima, il suo corpo, il suo spirito o atterrirli o solleticarli con la tentazione.

Agli Arcangeli
Glorioso Arcangelo Michele, principe delle milizie celesti, difendici contro tutti i nostri nemici visibili e invisibili e non permettere mai che cadiamo sotto la loro crudele tirannia.
San Gabriele Arcangelo, tu che giustamente sei chiamato la forza di Dio, poiché sei stato scelto per annunciare a Maria il mistero in cui l’Onnipotente doveva manifestare meravigliosamente la forza del suo braccio, facci conoscere i tesori racchiusi nella persona del Figlio di Dio e sii nostro messaggero presso la sua santa Madre!
San Raffaele Arcangelo, guida caritatevole dei viaggiatori, tu che, con la potenza divina, operi miracolose guarigioni, degnati di guidarci nel corso del nostro pellegrinaggio terreno e suggerisci i veri rimedi che possono guarire le nostre anime e i nostri corpi. Amentre-santi-arcangeli-preghiera

Il nuovo Calendario liturgico nato dalla riforma del Concilio Vaticano II riunisce al 29 settembre in una sola festa i tre arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele. La Chiesa pellegrina sulla terra, specialmente nella liturgia eucaristica, è associata alle schiere degli angeli che nella Gerusalemme celeste cantano la gloria di Dio (cfr Ap 5, 11-14; Conc. Vat. II, Costituzione sulla sacra liturgia, «Sacrosanctum Concilium», 8).
Il 29 settembre il martirologio geronimiano (sec. VI) ricorda la dedicazione della basilica di san Michele (sec. V) sulla via Salaria a Roma.

Michele è l’antico patrono della Sinagoga Ebraica e oggi patrono della Chiesa universale. Michele in ebraico significa “ Chi è come Dio ?” ed è un grido di guerra contro chiunque presuma di farsi uguale a Dio. E’ l’arcangelo Guerriero, il principe delle milizie celesti, l’avversario di satana, in lotta contro di lui che voleva farsi uguale a Dio: Lucifero. Divenne così l’angelo militante per eccellenza perché è l’angelo del combattimento contro il Dragone citato nell’Apocalisse e contro gli spiriti maligni nell’aria ed i loro seguaci in terra. San Michele è apparso nel V secolo sul monte Gargano in Puglia, dove sorge il famoso santuario a lui dedicato. Sempre in quel luogo l’Arcangelo promise ai Longobardi che combattevano i saraceni la vittoria, che puntualmente di verificò nel 663. A Roma, l’arcangelo domina la città dall’alto della Mole Adriana che da lui prese poi il nome di Castel Sant’Angelo. La Sua statua fu eretta quando qui apparve a Papa San Gregorio Magno alla fine di una grave pestilenza. San Michele è protettore della polizia italiana nonché dei paracadutisti e dei radiologi: E’ l’arcangelo che conduce le anime al giudizio di Dio davanti al quale sarà pesato il bene e il male e per lo stesso motivo è anche protettore di tutti i mestieri che impiegano le bilance. E’ invocato per una buona morte e per il sollievo delle anime del Purgatorio.

L’arcangelo Gabriele fu scelto da Dio per annunciare alla Madonna il mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio; prima ancora Gabriele era stato inviato a Daniele per comunicargli l’epoca in cui sarebbe nato Cristo, e a Zaccaria, per annunciargli la nascita del Battista. San Gabriele è legato ai messaggi messianici e la Sua presenza nella Bibbia indica la pienezza dei tempi. Nel nono secolo il Suo nome compare nell’elenco dei Santi collegato alla festa dell’Annunciazione il 24 marzo. E’ patrono dei postini, dei filatelici, dei centralinisti, degli ambasciatori e dei giornalisti cattolici. Il Suo nome significa “ Fortezza di Dio “.

San Raffaele è uno degli arcangeli nominati nella Bibbia, dove si dice che è uno dei sette spiriti che stanno dinanzi a Dio. Raffaele significa “ Dio Guarisce “. Fu inviato dal Signore ad accompagnare il giovane Tobia nel suo viaggio, e per soccorrere Sara nelle sue avversità. Fin dai tempi antichi la Chiesa lo invoca come patrono dei viandanti e dei pellegrini; in particolar modo ha la funzione di intercessore nelle scelte vocazionali sia matrimoniali che religiose. E’ considerato il patrono dei fidanzati e degli sposi cristiani. La festa di San Raffaele si trova già nei testi liturgici del medioevo e fu estesa a tutta la Chiesa da Benedetto XV nel 1921 alla data del 24 ottobre.

Michele, Gabriele e Raffaele, l’angelo guerriero, l’angelo annunciante e l’angelo medico, sono i tre spiriti celesti accompagnatori ed amici dell’uomo, custodi e protettori nelle sue necessità.

SUPPLICA ARDENTE AI TRE SANTI ARCANGELI E AGLI ANGELI DI DIO

Molti cristiani  recitano la supplica ardente ai Santi Arcangeli ed agli Angeli di Dio, perché essa è riportata da molti libri di preghiere, ma non sanno chi l’ha composta. L’autrice di questa supplica è l’austriaca Gabrielle Bitterlich, fondatrice dell’ associazione cattolica Opus Angelorum. La seguente supplica viene recitata anche dagli aderenti dell’associazione Milizia di San Michele Arcangelo.  Ecco il testo della supplica:

“O DIO UNO E TRINO, ONNIPOTENTE ED ETERNO!

Prima di supplicare i santi Angeli e di chiedere il loro aiuto, noi, Tuoi servi, ci prostriamo angeli4ai Tuoi piedi e Ti adoriamo, Padre e Figlio e Spirito Santo! Sii Tu lodato e glorificato in eterno e tutti gli Angeli e uomini che hai creato Ti adorino, Ti amino e Ti servano, o DIO Santo, Forte ed Immortale! Anche Tu, Maria, Regina di tutti gli Angeli, accogli benigna la nostra implorazione ai Tuoi servi ed inoltrala al Trono dell’Altissimo. Tu che puoi tutto con la potenza della Tua supplica e sei Mediatrice di tutte le grazie, fa che troviamo grazia, salvezza ed aiuto! Amen. 

Voi santi Angeli, potenti e gloriosi! Ci siete stati dati da DIO, per nostra protezione e nostro aiuto!

Vi supplichiamo nel Nome di DIO, Uno e Trino: venite presto in nostro aiuto!

Vi supplichiamo nel Nome del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo: venite presto in nostro aiuto! venite presto in nostro aiuto!

Vi supplichiamo nel Nome Onnipotente di Gesù: venite presto in nostro aiuto!

Vi supplichiamo per le Piaghe di Nostro Signore Gesù Cristo: venite presto in nostro aiuto!

Vi supplichiamo per tutti i martirii di Nostro Signore Gesù Cristo: venite presto in nostro aiuto! 

Vi supplichiamo per la santa Parola di DIO: venite presto in nostro aiuto!

Vi supplichiamo per il Cuore di Nostro Signore Gesù Cristo: venite presto in nostro aiuto!angelo

Vi supplichiamo nel Nome dell’Amore di DIO per noi miseri: venite presto in nostro aiuto!

Vi supplichiamo nel nome della fedeltà di DIO verso noi miseri: venite presto in nostro aiuto!

Vi supplichiamo nel nome della Misericordia di DIO verso noi miseri: venite presto in nostro aiuto!

Vi supplichiamo nel Nome di Maria, Madre di DIO e Madre nostra: venite presto in nostro aiuto!

Vi supplichiamo nel Nome di Maria, Regina del cielo e della terra: venite presto in nostro aiuto!

Vi supplichiamo nel Nome di Maria, vostra Regina e Signora: venite presto in nostro aiuto!

Vi supplichiamo per la vostra propria beatitudine: venite presto in nostro aiuto!

Vi supplichiamo per la vostra propria fedeltà: venite presto in nostro aiuto!

Vi supplichiamo per il vostro impegno nella lotta per il Regno di DIO: venite presto in nostro aiuto!

angeli (2)Vi supplichiamo: copriteci con il vostro scudo!  

Vi supplichiamo: difendeteci con la vostra spada! 

Vi supplichiamo: illuminateci con la vostra luce! 

Vi supplichiamo: salvateci sotto il manto protettore di Maria! 

Vi supplichiamo: nascondeteci nel Cuore di Maria! 

Vi supplichiamo: poneteci nelle mani di Maria!  

Vi supplichiamo: mostrateci la via alla porta della vita: il Cuore aperto di Nostro Signore!        

Vi supplichiamo: conduceteci con sicurezza alla Casa del Padre!

Voi tutti, nove Cori degli Spiriti beati: venite presto in nostro aiuto!

Voi, che siete stati dati da DIO come nostri particolari accompagnatori: venite presto in nostro aiuto!

AFFRETTATEVI, AIUTATECI, VI SUPPLICHIAMO!

Il Preziosissimo Sangue del Nostro Signore e Re fu sparso per noi poveri: affrettatevi ad aiutarci, ve ne supplichiamo! Il Cuore del Nostro Signore e Re batte d’amore per noi poveri: affrettatevi ad aiutarci, ve ne supplichiamo! Il Cuore Immacolato di Maria Santissima, vostra Regina, batte d’amore per noi poveri: affrettatevi ad aiutarci, ve ne supplichiamo!

SAN MICHELE ARCANGELO! arcangelo michele

Tu, Principe delle Milizie celesti, Vincitore del dragone infernale, hai ricevuto da DIO la forza e il potere di annientare con l’umiltà la superbia delle potenze delle tenebre! Ti supplichiamo, aiutaci ad avere una vera umiltà di cuore, un’incrollabile fedeltà per compiere sempre il volere di DIO e la fortezza nella sofferenza e nel bisogno! Aiutaci a superare il giudizio del Tribunale di DIO!

SAN GABRIELE ARCANGELO!gabriel2

Tu, Angelo dell’Incarnazione, fedele Messaggero di DIO, apri le nostre orecchie ad ascoltare i dolci richiami e gli inviti del Cuore amante di Nostro Signore! Sii sempre davanti ai nostri, ti supplichiamo, affinché comprendiamo bene la parola di DIO, la seguiamo, le ubbidiamo e portiamo a termine ciò che DIO vuole da noi! Aiutaci ad essere vigilanti e pronti, affinché il Signore al Suo arrivo ci trovi desti!

SAN RAFFAELE ARCANGELO!angelo-raffaele

Tu Freccia d’amore e Medicina dell’Amore di DIO, ti supplichiamo, ferisci il nostro cuore con l’ardente amore di DIO e fa che questa ferita non si chiuda mai, affinché anche nella vita d’ogni giorno possiamo rimanere sempre sulla via dell’amore, e superare tutto con l’amore!

AIUTATECI VOI, SANTI E GLORIOSI FRATELLI, SERVI CON NOI DAVANTI A DIO!

Difendeteci da noi stessi, dalla nostra propria viltà e tiepidezza, dal nostro egoismo, dalla nostra brama di possedere, dall’invidia, dalla sfiducia, dall’avidità e dal desiderio di essere ammirati! Liberateci dalle catene del peccato e dall’attaccamento alle cose terrene!

Toglieteci dagli occhi la benda che noi stessi ci siamo messi per non vedere la miseria che ci circonda e per poter così contemplare e compatire noi stessi! Mettete nel nostro cuore il proposito di cercare DIO con desiderio struggente, con pentimento e con amore!

Guardate il Preziosissimo Sangue del Nostro Signore sparso per noi miseri! Guardate le lacrime che la vostra Regina pianse a causa di noi miseri! Guardate in noi l’immagine di DIO che Egli stesso ha impresso nella nostra anima e che ora è rovinata dai nostri peccati! Aiutateci a riconoscere ed adorare DIO, ad amarLo e servirLo!

Aiutateci nella lotta contro le potenze delle tenebre che ci circondano e ci tormentano furtivamente! Aiutateci affinché nessuno di noi vada perduto e così un giorno saremo uniti giubilando nell’eterna beatitudine! Amen.

SAN MICHELE, assistici con tutti gli Angeli, aiutaci e prega per noi!

SAN RAFFAELE, assistici con tutti gli Angeli, aiutaci e prega per noi!

SAN GABRIELE, assistici con tutti gli Angeli, aiutaci e prega per noi!”

Angelo di DIO, che sei il mio Custode, illumina, custodisci, reggi e governa me, che Ti fui affidato dalla Pietà celeste. Amen.

Don Marcello Stanzione

Fonti: “Il libro delle novene” ed. Ancilla ;  http://www.miliziadisanmichelearcangelo.org/content/view/2154/129/lang,it/

La Corona Angelica e la devozione a San Michele Arcangelo di S. Francesco

f824e9ceff1257d3978a67352a4693afLa devozione all’Arcangelo Michele, soprattutto nel suo santuario di Monte S.Angelo al Gargano, dove è apparso, nel Medioevo è particolarmente forte e divulgata. Anche San Francesco d’Assisi nel 1216 passò in visita al santuario di San Michele Arcangelo, ma, non sentendosi degno di entrare nella grotta, si fermò in preghiera e raccoglimento all’ingresso, baciando ripetutamente la terra e incidendo su una pietra il segno di croce in forma di “T” (Tau), segno che ancor oggi è visibile e venerato come una reliquia del passaggio del Santo di Assisi nella Celeste e angelica Basilica (in realtà è una copia, essendo il graffito originale andato distrutto dalle “orde” napoleoniche). Presso la porta della grotta, a sinistra, fu poi eretto un altare in onore del Santo e a ricordo del suo pellegrinaggio.

imageSappiamo che per prepararsi alla festa di San Michele Arcangelo, (29 SETTEMBRE), San Francesco d’Assisi osservava una sua speciale e personale quaresima. Fu proprio durante uno di quei ritiri in onore del Santo Arcangelo che ricevette le stimmate sul monte della Verna ( il 17 settembre 1224). 

Tale QUARESIMA MICHAELITICA suole cominciarsi circa dalla fine di agosto al 28 settembre, vigilia della festa di San Michele e dei Santi Arcangeli Gabriele e Raffaele (29 Settembre). E’ un periodo di particolari preghiere e “fioretti” in onore di San Michele Arcangelo, Principe della Milizia Celeste. Qui riportiamo la Corona Angelica o Rosario di San Michele Arcangelo con le litanie e la Consacrazione.

LA CORONA ANGELICA
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Questo pio esercizio fu rivelato dall’Arcangelo Michele stesso alla serva di Dio Antonia de Astonac in Portogallo. Il Principe degli Angeli apparendo alla Serva di Dio disse che voleva essere venerato con nove invocazioni in ricordo dei nove Cori degli Angeli. Ogni invocazione doveva comprendere il ricordo di un Coro angelico e la recita di un Padre nostro e tre Ave Maria. La Corona Angelica doveva concludersi con la recita di quattro Padre nostro: il primo in suo onore, gli altri tre in onore di S.Gabriele, S.Raffaele e degli Angeli custodi. L’Arcangelo promise ancora di ottenere da Dio che colui che l’avesse venerato con la recita di questa coroncina prima della Comunione, sarebbe stato accompagnato alla sacra Mensa da un Angelo di ciascuno dei novi Cori. A chi l’avesse recitata ogni giorno prometteva la continua particolare assistenza sua e di tutti gli Angeli santi durante la vita e in Purgatorio dopo la morte. La speranza di ricevere le grazie promesse e’ stata alimentata e sostenuta dal fatto che il Sommo Pontefice Pio IX fece arricchire di numerose indulgenze questo pio e salutare esercizio.

INIZIO DELLA PREGHIERA

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Recitare il Credo.

“San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, per essere salvati nell’estremo giudizio”

1 INVOCAZIONE Ad intercessione di S.Michele e del celeste Coro dei Serafini, ci renda il Signore degni della fiamma di perfetta carita’.
Un Padre nostro e tre Ave Maria al 1 Coro Angelico.


2 INVOCAZIONE Ad intercessione di S.Michele Arcangelo e del Coro celeste dei Cherubini, voglia il Signore darci grazia di abbandonare la vita del peccato e correre in quella della cristiana perfezione.
Un Padre nostro e tre Ave Maria al 2 Coro Angelico.


3 INVOCAZIONE Ad intercessione di S.Michele Arcangelo e del sacro Coro dei Troni, infonda il Signore nei nostri cuori lo spirito di vera e sincera umilta’.
Un Padre nostro e tre Ave Maria al 3 Coro Angelico.


4 INVOCAZIONE Ad intercessione di S.Michele e del Coro celeste delle Dominazioni, ci dia grazia il Signore di dominare i nostri sensi e correggere le corrotte passioni.
Un Padre nostro e tre Ave Maria al 4 Coro Angelico.


5 INVOCAZIONE Ad intercessione di S.Michele e del celeste Coro delle Potesta’, il Signore si degni di proteggere le anime nostre dalle insidie e tentazioni del demonio.
Un Padre nostro e tre Ave Maria al 5 Coro Angelico.


6 INVOCAZIONE Ad intercessione di S.Michele e del Coro delle ammirabili Virtu’celesti, non permetta il Signore che cadiamo nelle tentazioni, ma ci liberi dal male.
Un Padre nostro e tre Ave Maria al 6 Coro Angelico.


7 INVOCAZIONE Ad intercessione di S.Michele e del Coro celeste dei Principati, riempia Dio le anime nostre dello spirito di vera e sincera obbedienza.
Un Padre nostro e tre Ave Maria al 7 Coro Angelico.


8 INVOCAZIONE Ad intercessione di S.Michele e del Coro celeste degli Arcangeli, ci conceda il Signore il dono della perseveranza nella fede e nelle opere buone.
Un Padre nostro e tre Ave Maria al 8 Coro Angelico.


9 INVOCAZIONE Ad intercessione di S.Michele e del Coro celeste di tutti gli Angeli, si degni il Signore concederci di essere da essi custoditi nella vita presente e poi introdotti nella gloria dei cieli.
Un Padre nostro e tre Ave Maria al 9 Coro Angelico.  

ALLA FINE DELLA CORONA: Un Padre nostro a San Michele. Un Padre nostro a San Gabriele. Un Padre nostro a San Raffaele. Un Padre nostro all’Angelo Custode.

PREGHIAMO

Onnipotente, sempiterno Dio, che con prodigio di bonta’ e misericordia, per la salvezza degli uomini hai eletto a Principe della tua Chiesa il glorioso San Michele, concedici, mediante la sua benefica protezione, di essere liberati da tutti i nostri spirituali nemici. Nell’ora della nostra morte non ci molesti l’antico avversario, ma sia il tuo Arcangelo Michele a condurci alla presenza della tua divina Maesta’. Amenconsacrazione a SAN MICHELE

LITANIE DI S.MICHELE ARCANGELO

Signore, pieta’ Signore, pieta’
Cristo, pieta’ Cristo, pieta’
Signore, pieta’ Signore, pieta’
Cristo, ascoltaci Cristo, ascoltaci
Cristo, esaudiscici Cristo, esaudiscici
Padre celeste, che sei Dio abbi pieta’ di noi
Figlio redentore del mondo, che sei Dio abbi pieta’ di noi
Spirito Santo, che sei Dio abbi pieta’ di noi
Santa Trinita’, unico Dio abbi pieta’ di noi
Santa Maria prega per noi
S. Michele Arcangelo prega per noi
S. Michele Principe dei Serafini prega per noi
S. Michele Ambasciatore del Signore, Dio d’Israele prega per noi
S. Michele Assessore della SS. Trinita’ prega per noi
S. Michele Preposito del Paradiso prega per noi
S. Michele chiarissima stella dell’ordine angelico prega per noi
S. Michele Mediatore delle divine grazie prega per noi
S. Michele sole splendissimo di carita’ prega per noi
S. Michele primo modello di umilta’ prega per noi
S. Michele esempio di mansuetudine prega per noi
S. Michele prima fiamma di ardentissimo zelo prega per noi
S. Michele degno di ammirazione prega per noi
S. Michele degno di venerazione prega per noi
S. Michele degno di lode prega per noi
S. Michele ministro della divina clemenza prega per noi
S. Michele duce fortissimo prega per noi
S. Michele consolatore degli sfiduciati prega per noi
S. Michele Angelo di pace prega per noi
S. Michele consolatore dei malati prega per noi
S. Michele guida degli erranti prega per noi
S. Michele sostegno di coloro che sperano prega per noi
S. Michele custode di chi ha fede prega per noi
S. Michele protettore della Chiesa prega per noi
S. Michele dispensatore generoso prega per noi
S. Michele rifugio dei poveri prega per noi
S. Michele sollievo degli oppressi prega per noi
S. Michele vincitore dei demoni prega per noi
S. Michele nostra fortezza prega per noi
S. Michele nostro rifugio prega per noi
S. Michele nostro difensore prega per noi
S. Michele duce degli angeli prega per noi
S. Michele conforto dei Patriarchi prega per noi
S. Michele guida dei Profeti prega per noi
S. Michele guida degli Apostoli prega per noi
S. Michele sollievo dei Martiri prega per noi
S. Michele letizia dei Confessori prega per noi
S. Michele custode delle Vergini prega per noi
S. Michele onore di tutti i Santi prega per noi

PREGHIAMO

O Signore, la potente intercessione del tuo Arcangelo Michele ci protegga sempre e in ogni luogo: ci liberi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Per Cristo nostro Signore. Amen

 

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Gli Angeli di Dio, nostre guide sulla via della santità

dal libro di Padre Gilles Jeanguenin, sacerdote esorcista: “GLI ANGELI, che ci guidano nell’aldilà”, Ed. San Paolo

Quando si accenna al ministero degli Angeli presso gli uomini, si fa spesso riferimento a quelli che ci hanno preso sotto le loro ali protettrici: gli Angeli custodi. Gli Angeli ci invitano a contemplare  quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano (1Cor 2,9).

Alcuni autori (specialmente quelli moderni New Age ) hanno confuso la missione degli Angeli con una specie di copertura assicurativa multirischi: è tuttora presente il rischio di ridurre l’attività angelica a protezione specialmente sul piano materiale  (o peggio: per speculare sul futuro, “connettersi con gli angeli”, eresia spiritica New Age e qui sicuramente gli Angeli veri ci voltano le spalle, perchè solo Dio conosce e stabilisce i tempi futuri; gli Angeli ci insegnano a non angustiarci ed a fidarci dei progetti di Dio: questa smania di “investigare sul futuro”  la ispirano i servi del Maligno, gli angeli decaduti che si servono di maghi medium ed operatori dell’occulto per incatenarci alle angosce ed alle ossessioni).  

corpus-christi-weninger-04Agli Angeli non ripugnano i nostri interessi umani, però la loro funzione non può ridursi alla custodia della nostra vita materiale: gli Angeli sono prima di tutto i nostri formatori e guide sulla via della santità. 

Non bisogna dimenticare che i nostri amici celesti sono innanzitutto i nostri pedagoghi e guide spirituali: essi innalzano a Dio la nostra preghiera, Gli presentano le nostre buone opere, ci ispirano cose buone e consone alla volontà divina, ci aiutano a distaccarci dai beni temporali per disporci a ricevere le ricchezze infinite del Cielo.jesus-christ-as-incarnate-wisdom-athanasius-1-stained-glass-christ-and-angels

La grazia della salvezza proviene unicamente da Cristo, che ha salvato l’intera umanità con il proprio sacrificio sulla Croce. Gli Angeli sono subordinati all’autorità del Figlio di Dio: Gli obbediscono e Lo servono con immenso amore. Non si deve mai dimenticare che Gesù è il Signore ed il Capo degli Angeli!  La vocazione primaria degli spiriti beati è quella di contemplare lo splendore di Dio e di cantare continuamente le Sue Lodi. Senza mai interrompere la loro adorazione e preghiera, gli Angeli intervengono come messaggeri di Dio presso gli uomini. E’ ovvio che, nel portare a termine il loro compito, mostrano una fedeltà ed un amore che non hanno pari sulla terra.

“GLI ANGELI CI AMANO PERCHE’ CRISTO CI HA AMATI” dice San Bernardo di Chiaravalle (1090/1153) nel Sermone I per la festa di San Michele Arcangelo. guardian-angelGli spiriti celesti, infatti, nel vedere l’amore che Dio ha per noi, non possono che amarci come fratelli. Amiamoli e mostriamoci riconoscenti verso di loro, perchè essi si prendono costantemente cura della nostra vita corporale e spirituale. Il consiglio di San Bernardo cade a proposito: “Considerateli vostri intimi amici, gli Angeli, fratelli miei; fateli oggetto di un’assidua considerazione e stabilite un dialogo devoto con loro che vi assistono e confortano giorno e notte…Saranno gli Angeli ad accompagnare l’anima fedele: Cristo, infatti, ha affidato ai propri angeli l’incarico di custodirti ovunque andrai, in maniera che i tuoi piedi non inciampino…Essi scendono dal Cielo per consolarci, visitarci e aiutarci” (Commento al Salmo 90, Collana Patristica e del Pensiero Cristiano, Ed. Paoline, pag. 191).

Origene (185/ 254) dichiara che gli spiriti beati aiutano le anime a convertirsi, cioè a cercare Dio per conoscerLo ed amarLo sopra ogni cosa. I nostri celesti compagni partecipano delle situazioni umane e reagiscono con sentimenti: essi gioiscono e fanno festa perchè un peccatore si è ravveduto e ritorna al Signore: “Così vi dico, gli angeli di Dio fanno gran festa per un solo peccatore che si converte” (Vangelo di Luca, 15,10).

Sant’Eugenio de Mazenod (1782/1861) enumera i servizi caritatevoli che i nostri generosi amici ci offrono: “Quest’angelo custode è con noi per illuminarci, difenderci, sostenerci e condurci sulla via della salvezza. Inoltre, ci preserva dai pericoli che minacciano la nostra vita temporale, combatte per noi i demoni e ci fa vedere i loro tranelli, ci aiuta a praticare la virtù, offre a Dio la nostra preghiera, prega per noi e con noi, ci assiste nel momento temibile della morte e, dopo, conduce con allegria la nostra anima in Cielo, se essa è stata trovata fedele alle sue ispirazioni”.the-principalities-army-o

E’ stato il beato Francesco D’Estaing, vescovo di Rodez, in Francia, (1460/1529), a scrivere che gli spiriti beati assistono i sofferenti con carità e grande premura: “Gli Angeli ci consolano quando siamo nella pena, nella prova o messi a confronto con la malattia e con la morte prossima. Inoltre essi ci visitano, ci confortano, ci difendono contro lo spirito del male e, dopo averci dato la vittoria, ci accompagnano in Cielo o in Purgatorio.”

Sebbene questi esseri spirituali siano soltanto canali attraverso i quali l’amore di Dio riversa i Suoi benefici sull’umanità, “non mostriamoci ingrati verso costoro che con tanto zelo obbediscono al Signore ed accorrono in soccorso sapendoci in qualche necessità”. (San Bernardo). 

Le vie di questo mondo sono certamente costellate da tanti pericoli, ma il male peggiore tra tutti è quello di perdere la nostra anima. Il rifiutare l’amore di Dio e il disprezzare la Sua Grazia fanno dell’uomo l’avversario della propria salvezza. E’ per colpa dell’odio verso Dio che gli angeli ribelli e orgogliosi hanno perso il loro posto nel Cielo e sono decaduti e precipitati nell’inferno, che è disperazione eterna, da loro stessi voluta ed in cui vogliono trascinare anche l’umanità intera.stmike

Ubbidienti alla volontà di Dio, gli Angeli buoni volano velocemente in soccorso alla fragilità umana: Dio infatti ha mandato i Suoi Angeli ed essi “ti sosterranno con le loro mani perchè il tuo piede non abbia ad inciampare in una pietra” (Vangelo di Luca, 4, 11); e non appena saremo giunti al termine della vita, afferma San Bernardo, “essi ci solleveranno ancora sulle loro mani”.

Ecco una bella testimonianza di San Pio da Pietrelcina (1887/1968), a proposito dell’amichevole presenza dell’Angelo custode:padrepioeangelodiguidoreni

“Prendete la bella abitudine di pensar sempre a lui. Che vicino a noi sta uno spirito celeste, il quale dalla culla alla tomba non ci lascia mai un istante, ci guida, ci protegge come un amico, un fratello, deve pur riuscire a noi sempre di consolazione, specie nelle ore per noi più tristi. Sappiate che questo buon angelo prega per voi: offre a Dio tutte le vostre buone opere che compite, i vostri desideri santi e puri. Nelle ore in cui vi sembra di essere sola e abbandonata, non vi lamentate di non avere un’anima amica, a cui potete aprirvi ed a lei confidare i vostri dolori: per carità, non dimenticate questo invisibile compagno, sempre presente ad ascoltarvi, sempre pronto a consolarvi” (Padre Pio da Pietrelcina, Epistolario II, Corrispondenza con la nobildonna Raffaellina Cerase).

Tale presenza accanto a noi ci riempie di gioia e di gratitudine verso Dio. La Provvidenza ci avrebbe affidato a questi pedagoghi divini se non fosse per incitarci a seguire le loro buone ispirazioni e a imitare la loro carità? Essi pregano per noi e ci aiutano a progredire nel cammino verso il Signore malgrado gli alti e bassi della vita. credo2b6

L’ uomo non è sulla terra che “per popolare il Cielo”, scriveva San Francesco di Sales.

Rendiamo grazie al Padre celeste che ci ha dato simile compagno di viaggio perchè non ci smarriamo per le vie del mondo: “Ecco, io mando un angelo davanti a te per vegliare su di te nel cammino e per farti entrare nel luogo che ho preparato. Sii attento davanti a lui, ascolta la sua voce, non ribellarti a lui, perchè non sopporterà la vostra trasgressione, poichè il Mio Nome è in lui. Se tu ascolti la sua voce e farai quello che ti dirò, sarò nemico dei tuoi nemici e avversario dei tuoi avversari: poichè il mio angelo andrà davanti a te” (Esodo, 23,20 ).

Facciamo nostra la bella preghiera di Santa Gertrude al suo angelo custode:
“O Sant’Angelo di Dio, a cui sono stata data in custodia per una meravigliosa provvidenza! Ti ringrazio per i tanti soccorsi di cui hai circondato la mia vita temporale e quella ancora più preziosa della mia anima. Ti rendo grazie perchè mi assisti così fedelmente, mi proteggi così costantemente, mi difendi così potentemente contro gli attacchi dell’angelo delle tenebre. Sia benedetta  quell’ora in cui hai iniziato ad adoperarti per la mia salvezza! Il Cuore di Gesù, riempito d’ Amore per i Suoi figli, ti ricompensi per quello che hai fatto per me. O Angelo mio tutelare, provo grande rimpianto per le mie resistenze alle tue ispirazioni, per la mia poca attenzione verso la tua santa presenza e per le numerose colpe con le quali ho rattristato te, mio migliore e più fedele amico. Perdonami: non smettere di illuminarmi, di guidarmi, di riprendermi. Non abbandonarmi, neppure un solo istante, fino a quello che sarà l’ultimo della mia vita. Che la mia anima, portata sulle tue ali, trovi allora misericordia presso il suo Giudice e pace eterna tra gli eletti”.angels-hymn2

LA TRADIZIONE BENEDETTINA, GLI ANGELI E LE RADICI CRISTIANE D’EUROPA

Preghiera di filiale affidamento a San Benedetto da Norcia, Patrono d’Europa e Patrono degli esorcisti (festa 11 luglio e 21 marzo) 

http://www.santiebeati.it/dettaglio/21200

O Santo Padre Benedetto, aiuto di coloro che a te ricorrono: accoglimi sotto la tua protezione; difendimi da tutto ciò che insidia la mia vita; ottienimi la grazia del pentimento del cuore e della vera conversione per riparare le colpe commesse, lodare e glorificare Dio tutti i giorni della mia vita. Uomo secondo il cuore di Dio ricordati di me presso l’Altissimo perché, perdonati i miei peccati, mi renda stabile nel bene; non permetta che mi separi da Lui, mi accolga nel coro degli eletti, insieme a te e alla schiera dei Santi che ti hanno seguito nell’eterna beatitudine. Dio onnipotente ed eterno, per i meriti e l’esempio di San Benedetto, della sorella, la vergine Scolastica e di tutti i santi monaci rinnova in me il tuo Santo Spirito; donami forza nel combattimento contro le seduzioni del maligno, pazienza nelle tribolazioni della vita, prudenza nei pericoli. Aumenta in me l’amore della castità, il desiderio della povertà, l’ardore nell’obbedienza, l’umile fedeltà nell’osservanza della vita cristiana. Confortato da te e sostenuto dalla carità dei fratelli, possa servirti gioiosamente e giungere vittorioso alla patria celeste insieme a tutti i santi. Per Cristo Nostro Signore. Amen.

PREGHIERA DELLA MEDAGLIA DI SAN BENEDETTOar2331
(Attorno all’immagine di S.Benedetto, sono coniate queste parole: “EIUS IN OBITU NOSTRO PRESENTIA MUNIAMUR”, “Possiamo essere protetti dalla sua presenza nell’ora della nostra morte”). Sul rovescio della medaglia, figura la Croce di San Benedetto e le iniziali del testo di questa preghiera/esorcismo, che può essere praticato anche da un semplice laico, purché sia fatto SOLAMENTE come Preghiera Privata e non solenne. 


(segno di croce) Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Croce del Santo Padre Benedetto.
Croce santa, sii mia luce e non sia mai il demonio mio capo.
Va’ indietro, satana; non mi persuaderai mai di cose vane; sono mali le bevande che mi versi, bevi tu stesso il tuo veleno.

(segno di croce) Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

PREGHIERA PER OTTENERE GRAZIE DA SAN BENEDETTO

O buon Gesù, vero Figlio di Dio e di Maria Vergine, che con la tua Passione e Morte ci hai liberati dalla schiavitù del demonio, e mediante i prodigi della Croce hai glorificato il tuo servo Benedetto accordandogli un potere illimitato sulle potestà infernali, concedici, te ne supplichiamo, mediante l’intercessione di questo Santo, la vittoria nella lotta assidua che sosteniamo non solo contro il demonio, nostro principale nemico, ma anche contro le perverse dottrine e gli esempi di vita scandalosa, specialmente con il parlare osceno e con il vestire immodesto, con i quali gli uomini di cattiva volontà cercano di danneggiarci nell’anima e nel corpo.
San Benedetto, nostro speciale protettore, prega per noi ed impetraci da Gesù le grazie speciali necessarie alla nostra anima e al corpo.

Pater, Ave, Gloria

LA TRADIZIONE BENEDETTINA, GLI ANGELI E LE RADICI CRISTIANE D’EUROPAsan-benedetto-patrono-esorcisti

Riscoprire le radici cristiane significa anche far riferimento alla figura di questo grande Santo, ancora attuale

La storia di Benedetto da Norcia è rievocata in varie occasioni soprattutto nei momenti di crisi, quando si vuole fare memoria della magnifica opera compiuta da questo grande uomo. Benedetto ha avuto il merito di avviare, attraverso una adesione coerente alla vita cristiana, la rinascita del continente europeo che versava in condizioni di malessere, povertà ed incertezza dopo la caduta dell’impero romano.

Nel monastero di Monte Cassino Benedetto applicò lo stile di vita cenobbico, caratterizzato dalla lettura della Parola di Dio, dalla recita quotidiana della liturgia delle lodi e da momenti della giornata dedicati interamente al lavoro inteso come servizio amorevole verso il prossimo. L’amore a Dio manifestato nell’orazione e nella meditazione dei testi sacri trovava la sua applicazione più alta nel compimento generoso delle opere di misericordia. Questa alternarsi di preghiera e lavoro segnò l’inizio di una rinascita umana, culturale, economica e religioso per l’intera Europa.

Questa breve descrizione storica della situazione dell’Europa dopo la caduta dell’impero romano, ricorda per tanti aspetti la situazione attuale dell’antico continente e di molti Paesi del mondo, i quali sembrano essere stati contagiati dagli effetti di una globalizzazione che ha abbandonato ed impoverito la dignità dell’essere umano.

L’Europa ha smarrito quel senso di interesse per i bisogni dei cittadini, prestando molta attenzione ai dati tecnici dell’economia, piuttosto che assistere ai bisogni concreti delle persone: offrire un lavoro continuativo, una sanità accessibile a tutti e pensioni dignitose.

Il cambiamento radicale proposto da Benedetto è stato quello di aprire le porte dei monasteri per trasformali in luoghi di diffusione della cultura, in spazi di formazione per la vita lavorativa, in ambienti di solidarietà verso i più poveri, e soprattutto ha avuto il grande merito di invitare le persone ad uscire dalla loro solitudine e rassegnazione per fargli scoprire la bellezza, la ricchezza e la gioia del vivere insieme.

San Benedetto nacque nel 480 a Norcia in provincia di Perugia da una nobile famiglia romana. Appena adolescente fuggi dal rumore della folla e si rifugiò nel silenzio di Subiaco dove il monaco Romano lo rivestì dell’abito religioso accompagnando i suoi primi passi verso la via dell’ascesi che non avrebbe mai più abbandonato. Il sogno di Benedetto era quello di una vita religiosa completa, attiva e contemplativa, che raccogliesse chi voleva dedicarsi a Dio in piccole comunità regolate come centri sociali e civili. Come un abile uomo politico, egli aveva capito che una comunità religiosa per essere veramente tale doveva contare su una propria regola scritta costituita da un insieme di regole che ne scandissero i tempi. Cominciò per Benedetto la faticosa ricerca di una casa che potesse offrire protezione, riparo e lavoro al gruppo di monaci che sempre più numeroso lo seguiva. A Montecassino, dove morirà nel 545, egli realizzò la casa tanto desiderata dove insieme ad un gruppo di seguaci cominciò a dedicarsi alla preghiera, alla coltivazione della terra, all’esercizio delle arti. Benedetto che è considerato il fondatore del monachesimo occidentale espose la sua Regola in 73 capitoli scritti in latino volgare in cui il lavoro del monaco acquista nuova nobiltà, tanto da essere equiparato alla preghiera, di qui il famosissimo motto dei benedettini: “Ora et Labora”.

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S. MICHELE ARCANGELO, MONASTERO BENEDETTINO DI MONTESCAGLIOSO, 1099

Benedetto invitava i suoi figli a pensare che è in presenza degli Angeli che essi celebrano il Santo Ufficio (Reg. c. 19), ed a mai dimenticare che, testimoni della nostra vita, “essi riportano a Dio tutte le nostre azioni” (Reg. c. 7). E’ nello stesso senso che tutta la tradizione spirituale benedettina si svilupperà, infatti che Alcuino scrive “che il monaco che canta Dio, imita la vita degli Angeli” .

Il biografo di Benedetto da Clusa (+ 1091) ci dice del suo eroe : “Quando i suoi fratelli erano riuniti per l’Ufficio, si sarebbe detto che si trovava nel Coro degli Angeli, in presenza della divina Maestà”.

Nell’Abbazia di Saint-Riquier, l’abate Gervin e molti monaci sentono gli Angeli mischiare, al canto delle loro salmodie, delle cantilene di una soavità celeste, allorché il santuario era imbalsamato dai più soavi profumi .

San Giovanni Gualberto aveva una devozione particolare agli Spiriti celesti. Compose preghiere in loro onore. San Cutiberto di Melrose visse in una deliziosa familiarità con gli Angeli; Sant’Ugo, abate di Cluny, vede spesso il suo Angelo custode. L’abate di Gervin (+ 1075) di Sant-Riquier, recita, tutti i giorni, l’Ufficio degli Angeli “oltre a quelli della Santissima Trinità, dello Spirito Santo, della Resurrezione del Signore, della Vergine, di San Pietro, e di tutti gli Apostoli o di tutti i Santi”. Opinioni simili a quelle che abbiamo colte negli scritti di San Bernardo, le incontriamo presso i suoi contemporanei. Gugliemo di Saint-Thierry, in un passo della sua lettera ai Certosini di Mont-Dieu, paragona la cella del monaco al Cielo. “Che vi fate ? Ci si occupa di Dio, si gioisce di Dio. Così quando gli Angeli vi vedevano al solito, occupati in questi pii esercizi, essi trovano (nella cella) le loro delizie, come se fossero in Cielo”. Un altro contemporaneo di San Bernardo, Pietro di Celle (+ 1180), ci parla degli Angeli come delle nostre guide, i nostri consolatori, nostri difensori e ci invita ad onorarli come fratelli ed amici. Goffredo d’Admont (+ 1165) non è meno espressivo quando chiama gli Angeli nostri vicini, nostri parenti, nostri fratelli, nostre sorelle, che vigilano su di noi, si rallegrano dei nostri progressi, ci assistono nei nostri ultimi momenti e ci conducono al Cielo, dove ci assegnano il rango che dobbiamo occupare tra le Gerarchie.

Verso la stessa epoca, il vescovo Erberto di Losinga (+ 1119) pronunciava un sermone per la festa di San Michele e di tutti gli Angeli “che ci amano, che sono nostri difensori, nostri illuminatori, nostri custodi, nostri consiglieri, nostri collaboratori nelle buone opere.”

Il legame tra comunità benedettina e culto micaelico è molto forte e l’Arcangelo compare in molte rappresentazioni interne ed esterne alle abbazie. La devozione dell’Ordine benedettino dona un posto di rilievo  a San Michele. E’ in suo onore che più di un monastero è fondato ; spesso ha il suo altare in una torre della chiesa dei monasteri. San Benedetto d’Amiano erige, in suo onore, un altare ad Amiano ed a Gellone.

A Clusa, l’altare di San Michele è senza simili nel mondo; a Saint-Riquier, Sant’Angilberto ne dedica uno agli Angeli Michele, Gabriele e Raffaele. Quando, a proposito della Festa di San Michele, San Bernardo parla così magnificamente degli Angeli, egli non faceva, dunque, che continuare la tradizione inaugurata da San Benedetto, e che, sembra, si era affermata e manifestata sempre più nell’Ordine benedettino a partire dalla fine del regno di Carlo Magno.

di Don Marcello Stanzione

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S.Vergine Maria assunta in Cielo con S.Benedetto e San Michele Arcangelo a sinistra, dipinto del Perugino