Suor Maria Laura Mainetti, uccisa da tre sataniste fans di M. Manson, sarà presto Beata

SUOR MARIA LAURA MAINETTI, UCCISA IN ODIO ALLA FEDE DA TRE SATANISTE, FANS DI MARILYN MANSON –
“IL SATANISMO GIOVANILE, SOTTOVALUTATO DAI MEDIA, ESERCITA UN SOTTILE CONDIZIONAMENTO MENTALE E SPIRITUALE SUI GIOVANI, CHE E’ IN GRADO DI SPINGERE I GIOVANI A UCCIDERE E A UCCIDERSI ” – Psichiatra Tonino Cantelmi, da ‘Il libro nero del satanismo’-

Suor Maria Laura Mainetti, uccisa da tre giovani sataniste nella notte del 6 giugno del 2000 in Val Chiavenna (Sondrio), è una martire del nostro tempo.
Suor Maria Laura, “fedele al dono totale di sé, ha sacrificato la sua vita pregando per chi la colpiva”, ha detto di lei Papa Benedetto XVI.

L’omicidio della religiosa è stato riconosciuto come martirio dalla Congregazione per le Cause dei Santi. L’annuncio è stato dato il 20 marzo 2008 dal Vescovo emerito di Como, monsignor Alessandro Maggiolini.
Il via libera della Congregazione vaticana al Decreto di validità giuridica è stato emesso l’11 gennaio 2008, aprendo così la strada alla beatificazione della religiosa.

SUOR MARIA LAURA, MARTIRE VITTORIOSA SUL SATANISMO
In occasione dell’omicidio della suora, don Agostino Clerici, direttore del settimanale della Diocesi di Como, in un articolo ha scritto: “Il satanismo trova spazio laddove vien meno la religiosità; la maleducazione troneggia dove manca l’educazione; il male serpeggia quando gli spazi del bene sono ridotti al lumicino. La cultura del nulla è un’atroce utopia: il nulla, infatti, non esiste; quando c’è il nulla, di fatto c’è già il male”.AMORTH

In una intervista, parlando del barbaro assassinio di Suor Laura, il compianto PADRE GABRIELE AMORTH fondatore dell’Associazione Internazionale Esorcisti, riconosciuta dal Vaticano, fece dichiarazioni molto precise sul caso, aprendo uno squarcio su una realtà troppo spesso relegata al folklore, quella delle sette sataniche e del rock satanico:  

«Queste tre ragazze sono state spinte da perfidia diabolica che con cinismo contro la religione ha voluto uccidere una persona rappresentante del cattolicesimo ed eliminata “in odium fidei”, per odio contro la fede: il loro cinismo è assolutamente incompatibile con la loro età, con i loro precedenti e con la loro vita. La suora è stata assassinata con una perfidia veramente satanica, degna di un killer professionista. Anzi, nella forma, nemmeno un killer avrebbe usato dei sistemi così efferati. Un celebre psichiatra ateo, che non era cattolico ma aveva il senso del limite della sua scienza, il professor Emilio Servadio, disse: ‘Quando si vede una perfidia raggiungere apici che non sono umanamente spiegabili, lì io vedo l’azione del demonio’. Infine, cinismo ancora maggiore, come se niente fosse successo, due di loro sono andate al luna park scherzando e ridendo, mentre la terza è andata a casa a lavare il coltello usato per l’omicidio e l’ha riposto tra gli altri utensili usati dalla madre per cucinare. E va notato che queste giovani di età compresa tra i 16 e i 17 anni non erano sotto l’influsso di droga, di alcool o di altri stupefacenti.

QUESTO CASO È solo la punta visibile di un iceberg: il più resta ancora sommerso.

In Italia c’è una grande diffusione del satanismo che va oltre le sette. E coinvolge un grandissimo numero di persone. Basti pensare al rock satanico. Non accuso assolutamente – sarebbe ridicolo – la musica rock. Ma c’è una sua forma, appunto il cosiddetto rock satanico, che predica il nichilismo più assoluto, combatte la religione cattolica e qualsiasi ordine sociale. Insegna che tutto è permesso, e che l’individuo è dio. Anche le tre ragazze che hanno ucciso suor Maria Laura erano, senza alcun dubbio, dedite al rock satanico. E il rock satanico porta a odiare la Chiesa. Tanto che la prima vittima designata dalle ragazze era il parroco, ma poiché era troppo robusto, hanno avuto paura di non riuscire a sopraffarlo. E allora hanno scelto questa suora.
Ma ci sono anche molte altre forme di diffusione del satanismo. Proprio in questi giorni ho visto un libretto posseduto da una ragazzina in cui si insegna sia la consacrazione a Satana sia tutti i modi per suicidarsi. E i suicidi tra gli adolescenti sono sempre più diffusi. Del resto, Dio è il Dio della vita, Satana è il signore della morte».


LA VITA DI SUOR MARIA LAURA “granellino di Santità”
suor-maria-laura-preghiera

«Suor Maria Laura è venerata dal popolo di Dio di tutte le età. Il suo sacrificio è il risultato finale di una esistenza interamente donata, divenuta pane spezzato per la vita del mondo, come fece Gesù, suo amato sposo. Invochiamo l’aiuto di suor Maria Laura, nella certa speranza che presto la Chiesa la dichiarerà fra i beati, amici del Signore». Con queste parole il Vescovo monsignor Oscar Cantoni ricorda il 6 giugno 2020 i 20 anni dalla morte della serva di Dio suor Maria Laura Mainetti, la religiosa, della Congregazione delle Figlie della Croce, vittima di un mortale rituale satanico.

Nella sua vita non è stata un’eroina, se per eroina si intende chi compie gesti clamorosi, ma una religiosa umile e riservata che si è donata con semplicità ai bisogni degli altri nella quotidianità di ogni giorno. Lei stessa ha scritto: “Quanta pazienza! E tu, Gesù, ne hai poca con me?! Non mi sento un eroe…Sono un piccolo granellino di sabbia. Tutto ciò che di bello si realizza, con l’azione o con la collaborazione, è solo merito tuo”.

Suor Maria Laura, al secolo Teresina Mainetti, era una persona semplice, umile, volitiva, aperta, sorridente e determinata a portare fino in fondo ciò che riteneva il bene.
Non aveva nulla di straordinario, era una donna del quotidiano, dell’ordinario, ma l’amore no, l’amore che metteva in tutto il suo essere ed il suo agire, era davvero straordinario. Amava la vita in tutte le sue espressioni, perché la sua mamma era morta dandola alla luce. La sua esistenza può, quindi, essere considerata un inno alla vita, ma sempre nel silenzio e nel nascondimento. Infatti, solo dopo il 6 giugno 2000, la sera in cui fu barbaramente uccisa, la sua persona è venuta alla ribalta.

Cosa era successo quella sera?

Suor Maria Laura era stata ingannata da tre giovani minorenni che, mentendo, avevano chiesto il suo aiuto per evitare, diceva una di loro, un aborto imposto dopo una violenza sessuale, facendo leva sulla sua disponibilità ad aiutare chiunque avesse bisogno, soprattutto se giovani.

Così l’avevano attirata in un appuntamento e, nonostante i suoi due tentativi di incontrarle alla presenza di altre persone, prima con una operatrice del Centro di Aiuto per la vita e poi col Parroco, erano riuscite a mettere in atto il loro diabolico stratagemma: portarla, da sola, appena fuori città per sacrificarla a Satana.

In Via Poiatengo, quando Suor Maria Laura si accorge di essere stata ingannata dalle sue predilette, quando viene colpita a tradimento con pietre di porfido, e cerca ancora, invano, di far leva su ciò che di buono può annidarsi in fondo ad ogni cuore umano: “Ma cosa fate? Lasciatemi andare! Non dirò nulla a nessuno…”, si sente rispondere: “No, bastarda, devi morire!”.

A questo punto, per confessione delle stesse ragazze durante i primi interrogatori, Suor Maria Laura si abbandona nelle mani di Dio e, in ginocchio (gesto simbolico di sottomissione a Satana, imposto dalle ragazze) pronuncia queste parole: “Signore, perdonale”.

Ma le tre ragazze, imperterrite, si passano il coltello da cucina, prelevato da casa, e la colpiscono 6 volte + 6 + 6 come richiede il rito satanico. Erroneamente la feriscono 19 volte. Poi la lasciano nel sangue, sola, al buio.
Lavano il coltello alla fontana vicina, lo ripongono e vanno insieme al Luna Park.
Questo è il fatto di cronaca ricostruito nel processo. Ma c’è sicuramente una cronaca nascosta, nota a Dio solo.

Fondamentalmente l’itinerario umano di Suor Maria Laura Mainetti è stato un dono silenzioso e incessante, un inno alla vita nelle sue diverse espressioni: dal nascere al suo tramonto.
Si dedicava ai piccoli, ai giovani, alle famiglie, agli ammalati, alle persone sole e anziane, a tutti coloro che erano bisognosi di qualcosa. E tutto, con il sorriso e la gioia in cuore e sul volto.

La sua vita era una missione e così era definita da lei stessa: “La tua missione? Sei mandata. Non importa se al vertice o in fondo. L’amore potenzia tutto. Umiltà nel lasciarlo agire…La missione consiste essenzialmente nel lasciarsi “disturbare”. Cioè accogliere, ascoltare, intervenire come e dove si può, coi mezzi che si hanno a disposizione”.
Suor Maria Laura aveva raccontato ad un gruppo di giovani che la sua vocazione era nata quando un sacerdote durante una confessione le aveva detto: “Devi fare della tua vita qualcosa di bello per gli altri”.

Sì, tutte le testimonianze sono concordi nel dire che la sua vita è stata un bel dono per gli altri, per quei fratelli in cui lei diceva di vedere “il mio Gesù”, quel Gesù che aveva detto: “Quello che farete al più piccolo lo riterrò fatto a Me”.
Infaticabile, attenta a rispondere ad ogni richiesta, come avrebbe potuto ignorare quel grido: “Vogliono farmi abortire, mi aiuti…”?

Sì, era un vigliacco tranello. Lei aveva preso tutte le precauzioni possibili per rispondere, ma il demonio si era impadronito di Veronica, Milena e Ambra… e come resistergli se non con la Croce di Gesù Cristo?

LE TRE SATANISTE ASSASSINE :”SATANA CI DICEVA CHE DOVEVAMO UCCIDERE”

luogo assassinio di suor laura
Ritrovamento del corpo martoriato di Sr Maria Laura

Erano tre ragazze come tante, della zona, iscritte alla scuola superiore, di famiglie apparentemente normali. Annoiate dalla vita monotona di una cittadina di frontiera, avevano cercato un diversivo nel satanismo, lasciandosi coinvolgere dai testi del cantante satanista Marilyn Manson, dai mass media e da informazioni che circolavano a scuola tra i ragazzi.

Avevano anche bruciato una Bibbia della Parrocchia e distrutto il Crocifisso della scuola; avevano riempito il diario di simboli e di frasi sataniche; avevano suggellato tra loro un patto di sangue, e praticavano un evidente autolesionismo… ma la scuola e la famiglia non si erano accorte di nulla…

Ogni sera, al bar, praticavano riti tesi ad incontrare satana. Infine, erano giunte a pensare di offrirgli in sacrificio una vittima, una vittima “pura”: ad esempio un feto, un bambino, un animale, un sacerdote… ma poi avevano ripiegato su una suora, Suor Maria Laura, perchè era la vittima più debole…e perchè già la conoscevano,per il bene che faceva a tutti….

Volevano uscire dalla noia, affermando se stesse contro Dio, contro la morale e contro il limite di ogni autorità. Avevano scelto come culto la parodia blasfema della religione cattolica (ad es. recitavano il Padre nostro e l’Ave Maria al contrario) ma, come afferma lo psichiatra Vittorino Andreoli: “il satanismo rappresenta, per paradosso, un bisogno deviato di religione, di sacro. Perché i giovani non possono vivere senza trovare il senso dell’esistenza, un perché nell’agire”.

Ma queste povere ragazze avevano accanto degli educatori veri? Avevano ricevuto la proposta di valori contro il nichilismo ed il relativismo imperanti?

Suor Maria Laura Martire Vittoriosa: come?TOMBA SUOR LAURA

Quella sera le tre ragazze volevano dimostrare l’esistenza di satana, volevano provare che il male è più forte del Bene…ma non ci riuscirono….
Quando, nel loro furore violento, si trovarono davanti una donna che persisteva a credere e a fare il Bene, quando si resero conto che il male che le si scatenava addosso portava la Suora a pregare Dio e a chiedere perdono per le sue assassine, “ci rimasi male” ammetterà una di loro.

Loro malgrado, erano testimoni del trionfo del Bene!

E una di loro testimonierà: “L’ho ingannata tirandola in una trappola e poi l’ho uccisa. Mentre facevamo questo, lei ci ha perdonato… Non posso avere, da parte sua, che un ricordo d’amore… In lei trovo conforto e grazia di sopportare… Sono sicura che mi aiuterà a diventare una persona migliore…”.

Diventava già realtà quanto è scritto sulla croce di pietra, posta sul luogo della sua morte: “Se il chicco di grano muore, porta frutto” (Gv. 12,24)

Sì, le hanno tolto la vita, ma non l’amore; la sua croce qui diventa già Risurrezione.

Personaggi illustri, parlando di lei, scriveranno:

“Affascinante anomalìa… nessuno può umanamente, nel momento in cui viene ucciso, preoccuparsi del suo assassino…”.

“… figura rarissima… Prova che non tutto è materia, interesse personale, denaro, consumo… Finché ci sono queste figure, non muore la speranza nel futuro, sono luci nel mondo”.

Sì, Suor Maria Laura ha realizzato lo specifico del Cristianesimo: non solo vincere il male con il Bene, ma addirittura trasformare il male in Bene.

E quanta vita è sgorgata dopo la sua morte! A Chiavenna, in Italia e all’estero. In suo nome tante opere sociali di carità che promuovono la vita.

Cosa direbbe Suor Maria Laura a chi si lascia irretire dal Satanismo?

Confiderebbe loro la propria esperienza:

“Fa’ della tua vita qualcosa di bello per gli altri! La risonanza di questo imperativo ti riempirà di gioia e la tua vita avrà un senso”.

“Perché non dai un po’ del tuo tempo alle persone sole, anziane, a chi è nel bisogno? Scoprirai perché e come servire gli altri, e ne godrai, perché donando si riceve e, come ha detto Gesù: “Si prova più gioia nel dare che nel ricevere”. (Atti 20,35)

“Sii certo di una Presenza, quella di Cristo Risorto che, incarnata nella tua storia quotidiana, ti ama, ti perdona, ti rinnova e non ti abbandona mai”.

“Ama ogni persona in quanto tale e in quanto incarnazione del Cristo, particolarmente i piccoli, i giovani, i meno amati”.

E gli confesserà come anche per lei non tutto era chiaro, ma aveva una certezza: “Signore, non sempre ti capisco, ma so che mi vuoi bene”.

Vorrà ripetere quanto ha lasciato scritto:

“Parlare ai giovani e dire loro che Dio è amore: li ama, ama ciascuno come fosse unico”.

“Il Signore non ti chiede la riuscita, ma il sì dell’amore, della fedeltà, della fiducia”.
PROVACI!

suor Beniamina Mariani
congr. “Figlie della Croce”


Fonti

Suor Maria Laura Mainetti

Venti anni fa la morte di suor Laura Mainetti

http://www.30giorni.it/articoli_id_12746_l1.htm

Card. Van Thuan, per tredici anni rinchiuso in isolamento, ci spiega l’Eucarestia in tempi difficili

In tempi gravosi di isolamento e di ristrettezze, ci fa molto bene rileggere gli scritti e la testimonianza di fede di un martire eroico dei nostri tempi: il Cardinale François Xavier Nguyen Van Thuan, vietnamita, che per tredici anni fu rinchiuso in un carcere di isolamento dal regime comunista a causa della sua fede cristiana. La sua vita in carcere equivale ad un vero e proprio assassinio, in odio alla fede. Eppure Van Thuan non ha mai mancato di portare testimonianza al Vangelo, nemmeno nelle situazioni più difficili.

Non potendo tenere con sè la Sacra Bibbia e tantomeno i Messali, (testi proibiti dalle autorità comuniste), il Cardinale riscrisse a memoria 300 frasi del Vangelo ed il breviario in piccoli fogli di carta essiccati; ogni giorno il Cardinale celebrava Messa con tre gocce di vino e una di acqua in una mano, e consacrava l’Eucarestia con il pane fatto in piccoli biscotti che riusciva anche, attraverso una ingegnosa rete, a far distribuire ai carcerati che nascondevano i pezzetti di Eucaristia nei pacchetti vuoti di sigarette… Il Cardinale conservava i frammenti consacrati residui  in un suo pacchetto, che fungeva da tabernacolo, pisside, teca per la comunione ai malati e addirittura da ostensorio, davanti al quale gruppetti di detenuti si radunavano per l’adorazione. Grazie a quella Eucaristia, distribuita alla meno peggio in tempi di prigionia, furono numerosissime le conversioni dei prigionieri, che non avevano più speranza e che ritrovarono nel Sacramento la Presenza del Dio vivente.

Ciò non significa che dobbiamo abituarci alle ristrettezze, ma significa che NON DOBBIAMO PRIVARCI DELLA SANTISSIMA EUCARISTIA anche se vissuta in condizioni di emergenza, perchè con la Grazia del Santissimo Sacramento potremo lottare spiritualmente e con Lui uscire dal tunnel della prigionia della paura.

La vita del Cardinale Van Thuan fu una vita di mille croci, veniva da una famiglia di martiri. Quando i Viet Cong conquistarono la capitale Saigon perse lo zio (che era il presidente del Vietnam) e il cugino. La famiglia del Cardinal Van Thuan era dunque una famiglia di alto livello. E lui stesso parlava correntemente sette lingue, aveva una educazione superiore che aveva affinato a Roma, dove aveva studiato diritto canonico.

Fu imprigionato nel 1975, quando i Vietcong entrarono a Saigon. Di fatto scomparve, tanto che gli amici credettero che fosse morto. Ma in realtà, faceva apostolato, anche dietro le sbarre. Le autorità lo temono, perché parla di amore e perdono e rischia di “contaminare” le guardie; arrivano al punto di sostituire il picchetto ogni due settimane, ma alla fine devono arrendersi, perché quest’uomo, disarmato e impotente, con la sua sola presenza e con la sua testimonianza, risulta estremamente contagioso.

Il suo racconto fà comprendere, al di là delle disquisizioni meramente teologiche, la portata di ciò che accade nell’ Eucarestia e con l’Eucarestia e di come il Signore GESU’ voglia essere sempre Presente nel Pane spezzato e nel Vino, consacrati dal Sacerdote, anche se con accorgimenti dettati dalle necessità:

“Quando fui arrestato, non mi lasciarono niente in mano, ma mi permisero di scrivere a casa per richiedere vestiti o medicine. Io chiesi che mi inviassero del vino come medicina per lo stomaco. L’indomani, il direttore della prigione mi chiamò per domandarmi se soffrissi di mal di stomaco, se avessi bisogno di medicina e, alle mie risposte affermative, mi diede un piccolo flacone di vino con l’etichetta: “medicina contro il male di stomaco”. Quello fu uno dei giorni più belli della mia vita! Così, ho potuto celebrare ogni giorno la Messa con tre gocce di vino e una goccia di acqua nel palmo della mano e con un po’ di ostia che mi davano contro l’umidità e che conservavo per la celebrazione. Poi, quando ero con altre persone di fede cattolica, venivo rifornito di vino e di pane dai familiari che andavano a trovarli. Sia pure in modi diversi, ho potuto celebrare quasi sempre la Messa, da solo o con altri. Lo facevo dopo le 21,30, perché a quell’ora non c’era più luce e potevo organizzarmi affinché sei cattolici fossero insieme. Tutto il gruppo dormiva su un letto comune, testa contro testa, piedi fuori, venticinque per parte. Ognuno aveva a disposizione cinquanta centimetri, eravamo come sardine…

Quando celebravo e davo la comunione, sciacquavamo la carta dei pacchetti di sigarette dei prigionieri e, con il riso, la incollavamo per farne un sacchetto dove mettervi il Santissimo.

Ogni venerdì, era prevista una sessione di indottrinamento sul marxismo e tutti i prigionieri dovevano parteciparvi. Seguiva, poi, una breve pausa durante la quale i cinque cattolici portavano il Santissimo ad altri gruppi. Anch’io lo portavo in un sacchettino nella mia tasca e la Presenza di Gesù mi aiutava ad essere coraggioso, generoso, gentile e a testimoniare la fede e l’amore agli altri.

La Presenza di Gesù operava meraviglie perché anche tra i cattolici alcuni erano meno fervidi, meno praticanti… Vi erano ministri, colonnelli, generali e, in prigione, ciascuno ogni sera faceva un’ora santa, un’ora di adorazione e di preghiera a Gesù nell’Eucaristia. Così, nella solitudine, nella fame, una fame terribile, era possibile sopravvivere. In tale modo siamo stati testimoni nella prigione. Il seme era andato sotto terra. Come germoglierebbe? Non lo sapevamo. Ma piano, piano, uno dopo l’altro, i buddisti, quelli di altre religioni che sono talvolta fondamentalisti, e molto ostili ai cattolici, esprimevano il desiderio di diventare cattolici. Allora, insieme, nei momenti liberi, si faceva catechismo e ho battezzato e sono diventato padrino.

La Presenza dell’Eucaristia ha cambiato la prigione, la prigione che è luogo di vendetta, di tristezza, di odio era diventata luogo di amicizia, di riconciliazione e scuola di catechismo. Il Governo, senza saperlo, aveva preparato una scuola di catechismo!

La Presenza dell’Eucaristia è fortissima, la Presenza di Gesù è irresistibile. L’ho visto io stesso e tutti i miei compagni di prigione lo hanno constatato”.

giovanni-paolo-ii-van-thuan-ansa
Giovanni Paolo II e il Cardinale Van Thuan

François Xavier Van Thuân nacque a Phủ Cam in Vietnam, il 17 aprile 1928, da una famiglia cattolica. Entrato adolescente in Seminario, venne ordinato sacerdote nel 1953 e proseguì gli studi a Roma. Una volta tornato in patria, divenne docente in Seminario, poi vicario generale della diocesi di Huê e, nel 1967, vescovo titolare della diocesi di Nha Trang. Il 15 agosto 1975, poco dopo essere stato nominato da papa Paolo VI arcivescovo coadiutore di Saigon, venne convocato con un pretesto dalle autorità comuniste e accusato di essere una spia al servizio del Vaticano e delle potenze straniere. Iniziò cosi il suo travagliato percorso, durato tredici anni, tra domicili coatti, celle d’isolamento, campi di prigionia e torture di ogni sorta, costantemente illuminato da un’incrollabile speranza. Il 21 novembre 1988 venne finalmente liberato: espulso dal Paese, riparò a Roma, dove papa Giovanni Paolo II lo nominò Presidente della Commissione Giustizia e Pace della Santa Sede. Fu voluto dallo stesso Pontefice come predicatore degli Esercizi spirituali per la Curia Romana nella Quaresima del 2000 e venne creato cardinale nel Concistoro del 21 febbraio 2001. Proprio mentre si preparava alla cerimonia, ricevette gli esiti di alcuni esami: aveva un cancro molto raro, che lo portò alla morte il 16 settembre 2002. La sua causa di beatificazione, ottenuto il nulla osta l’8 marzo 2010, si è svolta nel Vicariato di Roma dal 22 ottobre 2010 al 5 luglio 2013 ed è stata convalidata il 22 novembre dello stesso anno. Il 4 maggio 2017 papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto con cui è stato dichiarato Venerabile. I suoi resti mortali riposano dall’8 giugno 2012 nella chiesa di Santa Maria della Scala a Roma

VIDEO: Card Van Thuan spiega come è riuscito in prigione a fabbricarsi una croce in legno (la stessa che ha sempre portato al collo)  e…a convertire un carceriere comunista


Fonti
Cardinale Nguyen Van Thuan, “Testimoni della speranza”, edito da Città Nuova. Il libro raccoglie le prediche dettate dall´autore al Papa e alla curia romana negli esercizi spirituali della Quaresima del 2000.
http://www.santiebeati.it/dettaglio/88202

Novena di S. Rita da Cascia, Santa dei casi impossibili

Novena da pregare interamente per nove giorni consecutivi, a partire dal 13 maggio al 21 maggio- il 22 maggio è festa liturgica di Santa Rita da Cascia, giorno del suo ritorno alla Casa del Padre.  Negli ultimi quindici anni della sua vita, rimasta vedova, entrò nell’Ordine di Sant’Agostino a Cascia in Umbria:  nel 1432, mentre era in contemplazione davanti al Crocifisso, sentì una spina della corona di Cristo conficcarsi nella fronte, producendole una profonda piaga, segno della sua profonda unione mistica con Gesù crocifisso. Morì il 22 maggio 1457.
Invocata come taumaturga di grazie, il suo corpo si venera nel santuario di Cascia, meta di continui pellegrinaggi. Santa Rita è un modello di donna adatto per i tempi duri. I suoi furono giorni di un secolo tragico per le lotte fratricide, le pestilenze, le carestie, con gli eserciti di ventura che invadevano di continuo l’Italia e anche se nella bella Valnerina questi eserciti non passarono, nondimeno la fame era presente.
Poi la violenza delle faide locali aggredì l’esistenza di Rita Lottius, distruggendo quello che si era costruito; ma lei non si abbatté, non passò il resto dei suoi giorni a piangere, ma ebbe il coraggio di lottare, per fermare la vendetta e scegliere la pace. Venne circondata subito di una buona fama, la gente di Roccaporena la cercava come popolare giudice di pace, in quel covo di vipere che erano i Comuni medioevali. Esempio fulgido di un ruolo determinante ed attivo della donna, nel campo sociale, della pace, della giustizia.
Beatificata da Urbano VIII nel 1627, venne canonizzata il 24 maggio 1900 da Leone XIII.  E’ invocata come santa del perdono e paciera di Cristo. Rita ha il titolo di “santa dei casi impossibili”, cioè di quei casi clinici o di vita, per cui non ci sono più speranze e che con la sua intercessione, tante volte miracolosamente si sono risolti.SANTA RITA 2
NOVENA DI SANTA RITA

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

1. Ti onoriamo, o’ santa di Cascia, per la tua fedeltà alle promesse battesimali. Intercedi per noi presso il Signore perché viviamo con gioia e coerenza la nostra vocazione alla santità, vincendo il male con il bene.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo
come era in principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

2. Ti onoriamo, o’ gloriosa Santa Rita, per la tua testimonianza di amore alla preghiera in tutte le età della vita. Aiutaci a rimanere uniti a Gesù perché senza di Lui non possiamo far nulla e solo invocando il Suo Nome possiamo essere salvati.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo
come era in principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

3. Ti onoriamo, o’ santa del perdono, per la fortezza e il coraggio che hai dimostrato nei momenti più tragici della tua vita. Intercedi per noi presso il Signore perché superiamo ogni dubbio e paura, credendo nella vittoria dell’amore anche nelle situazioni più difficili.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo
come era in principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

4. Ti onoriamo, o’ Santa Rita, esperta della vita familiare, per l’esempio di virtù che ci hai lasciato: come figlia, come sposa e madre, come vedova e suora. Aiutaci perché ciascuno di noi valorizzi i doni ricevuti da Dio, seminando speranza e pace attraverso il compimento dei doveri quotidiani.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo
come era in principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

5. Ti onoriamo, o’ santa della spina e della rosa, per il tuo amore umile e vero a Gesù crocifisso. Aiutaci a pentirci dei nostri peccati e ad amarlo anche noi con i fatti e nella verità.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo
come era in principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

PREGHIERA LITANICA

Il frutto dello Spirito è l’amore.
Tu, Rita, lo hai vissuto.

(tutti) Ottienilo per noi.

Il frutto dello Spirito è la pace.
Tu, Rita l’hai vissuta.

(tutti) Ottienila per noi.

Il frutto dello Spirito è la gioia.
Tu, Rita l’hai vissuta.

(tutti) Ottienila per noi.

Il frutto dello Spirito è la pazienza.
Tu, Rita l’hai vissuta.

(tutti) Ottienila per noi.

Il frutto dello Spirito è il perdono.
Tu, Rita lo hai vissuto.

(tutti) Ottienilo per noi.

Il frutto dello Spirito è la purezza.
Tu, Rita l’hai vissuta.

(tutti) Ottienila per noi.

Il frutto dello Spirito è la fedeltà.
Tu, Rita l’hai vissuta.

(tutti) Ottienila per noi.

Il frutto dello Spirito è il dominio di sé.
Tu, Rita lo hai vissuto.

(tutti) Ottienilo per noi.

Il frutto dello Spirito è la speranza.
Tu, Rita l’hai vissuta.

(tutti) Ottienila per noi.

Padre nostro, che sei nei cieli, 
sia santificato il tuo nome. 
Venga il tuo regno. 
Sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. 
Dacci oggi il nostro pane quotidiano. 
Rimetti a noi i nostri debiti, 
come noi li rimettiamo ai nostri debitori, 
e non ci indurre in tentazione 
ma liberaci dal male. Amen.  
PREGHIERA CONCLUSIVA
Signore Gesù, oggi, attraverso le mani di Santa Rita, noi ti presentiamo le nostre situazioni personali e il nostro immenso desiderio di bene per le nostre famiglie e le nostre comunità.
Manda su di noi, o’ Cristo Gesù, lo Spirito Santo, perché i nostri atteggiamenti e le nostre parole, come quelli di Santa Rita, siano ispirati al tuo Vangelo e guidati dalla tua grazia.
Tu sei Dio e vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo nei secoli dei secoli. Amen
Per intercessione di Santa Rita ci benedica Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo. Amen.
SANTA RITA GIFPREGHIERE A SANTA RITA
Sotto il peso del dolore, a te, cara Santa Rita, io ricorro fiducioso di essere esaudito. Libera, ti prego, il mio povero cuore dalle angustie che l’opprimono e ridona la calma al mio spirito, ricolmo di affanni. Tu che fosti prescelta da Dio per avvocata dei casi più disperati, impetrami la grazia che ardentemente ti chiedo (si esprime la grazia che si desidera).
Se sono di ostacolo, al compimento dei miei desideri, le mie colpe, ottienimi da Dio la grazia del ravvedimento e del perdono mediante una sincera confessione.
Non permettere che più a lungo io sparga lacrime di amarezza. O’ santa della spina e della rosa, premia la mia grande speranza in te, e dovunque farò conoscere le grandi tue misericordie verso gli animi afflitti.
O’ Sposa di Gesù Crocifisso, aiutami a ben vivere e a ben morire. Amen.
Santa Rita da Cascia, modello delle spose, delle madri di famiglia e delle religiose, io ricorro alla tua intercessione nei momenti più difficili della mia vita. Tu sai come spesso la tristezza mi opprime, perché non so trovare la via di uscita in tante situazioni dolorose.
Ottienimi dal Signore le grazie di cui ho bisogno, e specialmente la serena fiducia in Dio e la calma interiore.
Fa’ che io possa imitare la tua dolce mansuetudine, la tua fortezza nelle prove e la tua eroica carità. Fa’ che le mie sofferenze possano giovare a tutti i miei cari e che tutti possiamo essere salvi per l’eternità. Amen.
Barra Cruz - Rosas y Manos

Guarita dal Covid 19 grazie all’ incontro con Gesù nella Chiesa cattolica: “GESU’ è la vera Vita”

Carla Vilallonga, responsabile degli studenti Erasmus dell’Università Francisco de Vitoria (Spagna) ha pubblicato sul portale spagnolo Alfa & Omega il suo resoconto di ciò che ha vissuto da quando le venne diagnosticato di essere stata contagiata dal virus Covid 19.

Per lei, questa prova è stato un “momento di grazia” : uno dei momenti più importanti è stato poter ricevere la Comunione durante il ricovero in ospedale. “Gesù è entrato nella radice delle mie infezioni e le ha guarite anche nella mia anima”, ha detto questa giovane donna spagnola.

Questa è la testimonianza di conversione, scritta da Carla Vilallonga Jesus_Good_Shepherd
Alla fine di febbraio mi è stato diagnosticato il COVID-19. Ero stata in Italia di recente ed è per questo che non appena ho avvertito pesanti mal di testa per diversi giorni di seguito, sono andata al centro sanitario. Immediatamente mi hanno chiesto di essere isolata per una settimana in ospedale, ed ho accettato, anche se non avevo bisogno di cure speciali, poiché le mie condizioni erano lievi, simili all’influenza. I sintomi principali che ho avuto sono stati alcuni giorni di febbre, ronzii nelle orecchie, mal di testa e dolori agli occhi e grande esaurimento fisico. A livello emotivo fu abbastanza scioccante quando tre ambulanze vennero a casa mia per portarmi in ospedale; ho dovuto indossare abiti monouso in modo che tutto il corpo e il viso fossero coperti, guanti, maschera …, con i vicini che guardavano.

È stato difficile per me quando ho iniziato a conoscere persone che avevano contratto il virus. Ho pensato “Sicuramente l’hanno preso per colpa mia “. E ripensavo a ciò che avevo fatto durante i giorni in cui avevo avuto i primi mal di testa e mi sentivo in colpa, anche se avevo telefonato più volte durante quella settimana al centro sanitario, ma mi avevano risposto ogni volta di continuare a fare vita normale….

Quando fui ricoverata in ospedale, mi misero in una stanza insieme ad una donna cristiana e questa fu la mia fortuna. Pregavamo insieme ogni giorno, sia la Liturgia delle Ore sia il Rosario. E pregavamo per le persone che avevano contratto infezione e che stavano aspettando i risultati dei test in quel momento. Soprattutto, i nostri cuori entravano nella Pace ogni volta che ci mettevano nelle mani di Dio.

Il male mi aveva attraversato 

La prima notte in ospedale mi ci è voluto molto tempo per addormentarmi. Ho sentito tutto quel peso. È l’opposto di ciò che desideriamo: ognuno di noi vorrebbe contribuire al bene del prossimo, nel mondo, ma questo virus non dipendeva nemmeno dalla mia volontà: il male mi aveva colpita e non ho potuto farci nulla.

Eppure, in ospedale ho vissuto giorni molto luminosi. L’unica cosa che riuscivo a fare era disegnare e soprattutto il mio cibo era la PREGHIERA quotidiana. Siamo stati trattati così bene in ospedale che per me è stato facile identificarmi con i Salmi che parlano della cura di Dio per la Sua creatura. Venivo curata come una creatura preziosa: ogni mattina ci portavano pigiami nuovi, asciugamani, lenzuola, spugne, pulivano la nostra camera; Ci hanno dato tre pasti e, inoltre, due spuntini … Tutto sembrava un regalo.GESU' EUCARISTIA1

Dalla stanza potevamo vedere le montagne e molto cielo, che, inoltre, in quei giorni era molto azzurro. Mi identificai completamente con il Salmo 8, nella parte in cui dice: “Che cosa è l’uomo perché te ne ricordi, 
il figlio dell’uomo perché te ne curi? 
Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli, 
di gloria e di onore lo hai coronato”.  Sono rimasta colpita, perché era vero che io, che non sono niente, stavo ricevendo da Dio premure e cure in mille modi che mi hanno riempito di stupore.

Pane quotidiano

I primi giorni non facevo altro che piangere, perchè tra i sintomi della malattia avevo pochissimo appetito, riuscivo a malapena a mangiare un terzo di quello che veniva portato nei vassoi e non volevo buttare via il cibo.
Anche in ospedale ho sentito di aver capito, per la prima volta, il significato della frase: “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”, dalla preghiera del Padre nostro di GESU’. Prima, non avevo mai prestato attenzione a quelle parole. Invece, adesso le sentivo nel cuore: ad ogni pasto ci elargivano il pane. E il pane era l’unica cosa che riuscivo a mangiare.  Non sapevo cosa mi sarebbe successo quando mi sarei alzata, ma ho iniziato a capire che mi sarebbe stato dato ciò di cui avevo bisogno. Il pane ne era un simbolo. E quando andai a letto, ero grata, perché mi erano stati dati segni che il Signore, che è il vero cibo, mi era stato dato quel giorno.

I SACRAMENTI IN OSPEDALEeucaristia
Vi furono tre giorni molto speciali: quelli in cui, attraverso il vetro della porta, un sacerdote venne a farci visita. Non lo conoscevamo affatto, ed eccolo lì, con un cuore semplice e disponibile, disposto a servire come strumento tra Dio e i suoi fedeli. Uno di quei giorni cadde di domenica, e quale fu la nostra gioia quando disse che poteva darci la Santissima Eucaristia, dopo averci confessato! Piena di stupore, mi chiedo ancora oggi: che cos’è la Chiesa, che raggiunge i più emarginati? Un ospedale da campo e Gesù vi ​​era entrato per raggiungere le Sue creature.

In quei mesi stavo lavorando ad alcuni testi di Etty Hillesum, una giovane donna ebrea che fu deportata ad Auschwitz nel 1943 e che fece un affascinante viaggio spirituale. etty hillesumStavo preparando un monologo teatrale per raccontare la sua storia e portai il testo in ospedale. Sono riuscita a provare solo mezz’ora alla settimana, a causa della debilitazione fisica, facevo le prove in bagno per non disturbare la mia compagna di stanza. Ma le frasi di quella giovane ebrea mi accompagnarono molto in quelle settimane di degenza. In particolare, compresi meglio quando lei affermava che: «La possibilità della morte è stata perfettamente integrata nella mia vita. È un paradosso: se la morte è esclusa, non si avrà mai una vita completa. Se la morte viene accettata, la vita si arricchisce ». Qualcosa di simile mi stava succedendo, in termini di scoperta: amici e parenti desideravano vedermi guarita, è normale e giusto- ed è per questo che abbiamo pregato per tutti – Ma la mia felicità più profonda, la mia realizzazione, non dipende esclusivamente dal mio essere fisicamente sana.

La morte è un dato di fatto: deve esserci qualcosa in questa vita che sfida la morte; c’è qualcosa di più grande e più forte della morte. In effetti, in alcuni momenti mi apparve chiaro quale sia il punto chiave dell’esistenza: “Nè la vita nè la morte possono separarci dall’ amore di DIO”, dice San Paolo nella Lettera ai Romani 8,35-39. Fu quella la mia scoperta.

Un’amica che era a rischio a causa della sua delicata salute mi ha scritto la prima notte, dicendo che stava facendo i test perché non si sentiva bene. Questo fatto mi ha indotto a pensare che non può essere possibile che tutto finisca con la morte fisica, comprendente una sconfitta per l’anima, che avrebbe anche dovuto scomparire con il corpo (grazie a Dio, la mia amica è risultata negativa al test e sta bene). Da questa esperienza di malattia, e poi continuando a coltivare la mia relazione con il Signore GESU’, ho tratto elementi sufficienti per vedere e sentire che la morte non è l’ultima parola sulla nostra esistenza. È impossibile che l’amore che Dio professa per le Sue creature finisca ad un certo punto. Un padre è un padre per sempre: quanto più DIO sarà il Padre di tutti!

La mia domanda sulla morte

Caterina_di_Siena_1
SANTA CATERINA DA SIENA

Dopo sette giorni abbiamo dovuto lasciare l’ospedale perché stavano esaurendo la disponibilità dei letti e potevamo continuare la terapia a casa. Sono stato rinchiusa nella mia stanza per due settimane. A quel tempo la mia domanda sulla morte trovò la risposta che cercavo. In quei giorni lessi una preziosa biografia di Santa Caterina da Siena… E ho potuto capire, o ricordare – come qualcuno che sapeva qualcosa che aveva dimenticato molto tempo prima – che la morte significhi un passo in questa direzione: la vita che lascia il posto alla vera Vita, dove Gesù ci sta aspettando e dove finalmente diventerà pienezza del desiderio dei nostri cuori. La Gioia ultima. Poi ho capito che tutti quelli che stanno morendo stanno davvero andando verso una vita migliore. 

Una volta ritornata a casa, ho continuato a riscoprire la Chiesa: mi sono collegata ogni giorno alle 12 con il Vaticano per pregare l’Angelus e il Rosario, mi sono iscritta alle messe dell’Arcivescovo di Madrid … Più tardi mi sono unita alle Messe del Papa, ogni mattina in TV, non avrei mai immaginato fosse possibile e quanto bene mi stesse facendo. Conoscerlo semplicemente attraverso i suoi movimenti fisici (il suo camminare, la sua benedizione con la croce) le sue omelie è stata una rivoluzione per me. Per me, prima di allora il Papa era un personaggio rispettabile, ma lontano da me, ero del tutto ignara di chi fosse questo Francesco, delle diverse forme concrete della sua paternità. Mentre seguivo le Sante Messe in TV, stavo anche pregando al telefono con un amico che aveva preso il virus e stava passando la quarantena da solo a casa. Le parole delle preghiere diventano molto più forti quando ci sono due “che si radunano nel Mio Nome”. Tutto è stato pura grazia.

SOLO DIO ED IO 
GESU' BUON PASTORE

Avere una casa in cui tornare è qualcosa che non ho dato per scontato;  una casa in cui mi avrebbero fornito cure che richiedevano regole igieniche molto rigide in modo che i miei coinquilini non venissero contagiati. Vivendo al primo piano, guardavo fuori dalla finestra e parlavo coi vicini. Vedere i volti divenne una vera festa; anche quando mi sono imbattuta, da lontano, con un compagno di studi, è stata una benedizione poter vedere i suoi occhi, il suo sorriso …

Questa esperienza di malattia è stata molto ricca per me perché è come se il Signore mi avesse restituito la verità su chi sono: un’anima piccola e peccaminosa, che per grazia del Battesimo è figlia di Dio. Mi ha aiutato a tornare alla Sorgente di tutto e a rendermi conto della facilità con cui prendo il controllo delle cose, lasciando Dio da parte, solo come ornamento nella mia vita. Il COVID-19 mi ha costretto a vivere nel presente – non potevo lavorare, non potevo fare piani, nemmeno per il futuro. Quindi, potevo solo vivere l’istante in cui ero….Ero nella mia stanza e c’eravamo solo io e Dio (“Siamo stati lasciati soli, Dio ed io”, dice Etty Hillesum nei suoi diari). È come se il Signore avesse tolto tutte le distrazioni in modo che, alla fine, mi decidessi a guardare SOLO LUI, e quindi recuperare la mia vita.

Grazie a questo momento, ed anche al libro di Santa Caterina da Siena, ho recuperato il significato della preghiera … Quella lettura mi ha aiutato a capire, ancora una volta, che Gesù ci ascolta e intercede; che la preghiera è un dialogo tra me e Qualcuno che vive; e quanto è rispettoso il Signore verso di noi. Un pomeriggio ho pensato: “Tu, Signore, mi hai aspettato per tutto questo tempo, e l’hai fatto in silenzio, non mi hai costretto a ritornare dalla Tua parte”. Mi sembrava di essere stata in viaggio verso destinazioni che alla fine non avevano mai appagato la mia sete. GESU’ ERA LA SCOPERTA DEL MIO VIAGGIO, LA RISPOSTA A TUTTO. 

E’ facile rimettere GESU’ in un angolo

Potendo lavorare e avere l’energia per fare altre cose, è facile lasciare di nuovo il nostro Gesù silenzioso in un angolo, come un mendicante che aspetta il Suo turno e non osa chiedere nulla. Quello che devo fare ora è chiedere che questa coscienza che è durata alcuni giorni molto particolari della mia vita mi venga concessa per vivere il resto dei miei giorni su questa terra. In breve: ora sento di aver capito alcune cose, ma il gioco sarà aperto fino a quando non ci troveremo faccia a faccia con Lui. La mia responsabilità per la mia realizzazione e per il bene del mio prossimo è di supplicare il Signore di imparare da ciò che è accaduto: prendermi sempre cura della preghiera personale; prendermi cura di quel rapporto tra Lui e me, che è insostituibile, e ci rende pietre vive nella vita della Chiesa.

“Beato l’uomo che è sempre timoroso! Ma chi indurisce il suo cuore cadrà nella sfortuna” (Proverbi 28:14) Avere vissuto il COVID-19 sin dall’inizio mi ha fatto sentire come tutti i malati. Ora corro il rischio di dimenticarli, corro il rischio di indurire il mio cuore,  di nuovo coinvolta in mille cose. Affinché ciò non accada a me, cerco di continuare a pregare ogni giorno per le persone con nomi e cognomi specifici, che siano noti a me o ai miei amici; sapendo, forse come non sapevo da molto tempo, che c’è Qualcuno che ascolta dall’altra parte. Ora che ho riconosciuto Gesù come il senso della mia vita, chiedo non solo la guarigione dei malati, ma soprattutto la conversione di tutti, perché perché vivere senza di Lui? Voglio anche continuare a leggere la vita dei Santi, per il grande bene che Santa Caterina da Siena mi ha fatto.

Tempo di conversione

A Pasqua si intuisce che è possibile essere trattati con gloria e dignità perché c’è Uno che ha donato la propria vita affinché sia ​​così. Grazie al sacrificio di Gesù posso percepire l’amore del mio Creatore per me senza aver versato una goccia di sangue. Penso che questo momento di COVID-19, se siamo disponibili nel cuore, può essere un momento di grazia, di conversione (entro il quale nessuno di noi vuole il virus); riscoprire la nostra natura di uomini feriti, amati e quindi salvati. Perché non chiedere allo Spirito Santo la conversione per tutti? Per Lui non ci sono barriere che valgono in tempi di pandemia: può muoversi liberamente, può abbracciarci, può toccarci il cuore … Può sedersi accanto a noi e soffrire con noi, ascoltarci e rispondere a noi. Lui è la Risposta.

Carla Vilallonga

Fonte

https://www.portaluz.org/la-conversion-de-una-joven-infectada-por-el-covid-19-estabamos-3737.htm

San Marco Evangelista- 25 Aprile

PREGHIERA

O Glorioso san Marco che foste sempre in onore specialissimo nella Chiesa, non solo per i popoli da voi santificati, per il Vangelo da voi scritto, per le virtù da voi praticate, e per il martirio da voi sostenuto, ma ancora per la cura speciale che mostrò Iddio per il vostro corpo portentosamente preservato sia dalle fiamme a cui lo destinarono gli idolatri nel giorno stesso della vostra morte, e sia dalla profanazione dei saraceni divenuti padroni del vostro sepolcro in Alessandria, fate che possiamo imitare tutte le vostre virtù.

O Dio, che hai glorificato il tuo evangelista Marco con il dono della predicazione apostolica, fa’ che alla scuola del Vangelo, impariamo anche noi a seguire fedelmente Cristo Signore. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


Tzanes_Emmanuel_-_St_Mark_the_Evangelist_-_Google_Art_ProjectLa raffigurazione di san Marco compare sin dalla prima arte cristiana, assieme a quella degli altri Evangelisti. San Girolamo (IV secolo) argomentò come si possano associare i quattro Evangelisti con i simboli del “tetramorfo” che compaiono nelle profezie di Ezechiele, riprese poi nelle visioni dell’Apocalisse : ” Il primo vivente era simile a un leone, il secondo essere vivente aveva l’aspetto di un vitello, il terzo vivente aveva l’aspetto d’uomo, il quarto vivente era simile a un’aquila mentre vola; i quattro esseri viventi hanno ciascuno sei ali, intorno e dentro sono costellati di occhi”.

La figura dell’evangelista Marco, è conosciuta soltanto da quanto riferiscono gli Atti degli Apostoli e alcune lettere di s. Pietro e s. Paolomolti studiosi identificano Marco con il giovanetto che, come viene descritto solo nel Vangelo di Marco, seguì Gesù dopo l’arresto nell’orto del Getsemani, avvolto in un lenzuolo; i soldati cercarono di afferrarlo ed egli sfuggì nudo, lasciando il lenzuolo nelle loro mani:

“Un giovanetto però lo seguiva, rivestito soltanto di un lenzuolo, e lo fermarono. Ma egli, lasciato il lenzuolo, fuggì via nudo (14,1.51.52)

Quel ragazzo era Marco, figlio della vedova benestante Maria, che metteva a disposizione del Maestro la sua casa in Gerusalemme e l’annesso Orto degli ulivi.

Conosciamo Marco come il probabile proprietario di quella grande casa al piano superiore dove si verificarono gli eventi più importanti della vita di Cristo: l’Ultima Cena, le apparizioni del Risorto, la Pentecoste. Gli scritti del Nuovo Testamento lo citano più volte. Dal libro degli Atti veniamo a sapere che Marco aveva due nomi, si chiamava anche Giovanni (nome ebraico): [Pietro] si recò alla casa di Maria, madre di Giovanni detto anche Marco, dove si trovava un buon numero di persone raccolte in preghiera (At 12,12)E che fu compagno in un viaggio missionario di Paolo e Barnaba, dai quali però poi si separò: “Giunti a Salamina [Barnaba e Paolo] cominciarono ad annunziare la parola di Dio nelle sinagoghe dei Giudei, avendo con loro anche Giovanni come aiutante” (At 13,5).Salpati da Pafo, Paolo e i suoi compagni giunsero a Perge di Panfilia. Giovanni si separò da loro e ritornò a Gerusalemme “(At 13,13).
Nella lettera ai Colossesi, Paolo ci informa che Marco è cugino di Barnaba: “Vi salutano Aristarco, mio compagno di carcere, e Marco, il cugino di Barnaba, riguardo al quale avete ricevuto istruzioni – se verrà da voi, fategli buona accoglienza” – (Col 4,10).  Sempre Paolo, a Filemone, in un biglietto, manda i “saluti di Epafra, Marco, Aristarco, Dema e Luca, miei collaboratori “(Fm 24).
Dall’apostolo Pietro poi sappiamo che Marco si trova a Roma con lui: “Vi saluta la comunità che è stata eletta come voi e dimora in Babilonia; e anche Marco, mio figlio” (1Pt 5,13).

Anche fonti extra bibliche ci confermano questo fatto: Marco fu al seguito di Pietro mettendo per iscritto almeno parte della predicazione del primo tra gli Apostoli. A testimoniarlo è uno tra i primi vescovi cristiani: Papia di Gerapoli. Nei suoi scritti egli ricorda gli insegnamenti di un tale “presbitero” di nome Giovanni: “Marco, divenuto interprete di Pietro, mise per iscritto tutto ciò che si ricordava, senz’ordine però, sia le parole, sia le opere del Signore”.marcos2_evg
Tale notizia se, da un lato ci ha offerto una preziosa testimonianza del rapporto fra Marco e Pietro, dall’altra ha alimentato la convinzione che Marco fosse semplicemente il segretario di Pietro, una sorta di copista, senza molto talento né originalità.
Oggi la critica moderna gli ha ridato il posto onorevole che gli spetta.

Marco è l’inventore del genere letterario del Vangelo, preceduto solo da una sorta di protoevangelo che non ci è pervenuto, ma che comunque Marco ha organizzato in modo del tutto autonomo. L’espressione di Papia: mise per iscritto tutto ciò che si ricordava, senz’ordine non corrisponde, infatti, a verità. Marco raccolse sì, tutto ciò che si ricordava delle parole e delle opere del Signore, ma non senz’ordine, bensì con una costruzione precisa e un’originalità propria.

CHI E’ GESU’  è la domanda fondamentale del Vangelo di Marco che si apre con queste parole: Inizio del Vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio. Il titolo bene si sposa con l’intento dell’opera che praticamente si chiude con la confessione di fede del Centurione: “veramente quest’uomo era Figlio di Dio”.
«Chi è il vero discepolo» è l’altra domanda fondamentale del vangelo marciano, che viene per questo definito il Vangelo dei catecumeni. Clemente Alessandrino, attorno al 200, afferma che Marco scrisse il suo Vangelo a Roma per i convertiti al Cristianesimo di quella città, non a caso, allora, è un romano – e un soldato romano – il perfetto credente che alla fine del Vangelo riconosce l’identità di Gesù.stmark

Marco, come abbiamo visto dai passi sopra riportati, fu legato a Barnaba non solo da vincoli di parentela, ma anche da ideali. Per un certo tempo, infatti, gli fu compagno di missione insieme con l’apostolo Paolo, intorno al 44 d.C. Per motivi a noi ignoti Marco fu all’origine di un litigio tra Barnaba e Paolo, forse uno dei motivi fu proprio il temperamento di Marco, piuttosto timoroso e poco incline alle “fatiche” missionarie. Il dissenso, comunque, si ricompose e ritroviamo Marco al seguito degli apostoli e in particolare di Pietro per il quale, grazie alla sua conoscenza del greco, funse da interprete. 

Secondo il doge Andrea Dandolo, nell’ampia Cronica redatta nel 1350, fu lo stesso Pietro che lo inviò ad Aquileia quale organizzatore di un clero preesistente. Qui scelse il primo vescovo di Aquileia: Ermagora (unico dato certo della tradizione).  Secondo un’antichissima tradizione, Pietro lo mandò poi ad evangelizzare Alessandria d’Egitto, qui Marco fondò la Chiesa locale diventandone il primo vescovo.
Nella zona di Alessandria subì il martirio: fu torturato, legato con funi e trascinato per le vie del villaggio di Bucoli, luogo pieno di rocce e asperità; lacerato dalle pietre, il suo corpo era tutta una ferita sanguinante.
Dopo una notte in carcere, dove venne confortato da un angelo, Marco fu trascinato di nuovo per le strade, finché morì il 25 aprile verso l’anno 72, secondo gli “Atti di Marco” all’età di 57 anni; ebrei e pagani volevano bruciarne il corpo, ma un violento uragano li fece disperdere, permettendo così ad alcuni cristiani, di recuperare il corpo e seppellirlo a Bucoli in una grotta; da lì nel V secolo fu traslato nella zona del Canopo.

Angelico,_linaioli_tabernacle_05
Martirio di San Marco Evangelista- Beato Angelico

La chiesa costruita al Canopo di Alessandria, che custodiva le sue reliquie, fu incendiata nel 644 dagli arabi e ricostruita in seguito dai patriarchi di Alessandria, Agatone (662-680), e Giovanni di Samanhud (680-689).
E in questo luogo nell’828, approdarono i due mercanti veneziani Buono da Malamocco e Rustico da Torcello, che s’impadronirono delle reliquie dell’Evangelista minacciate dagli arabi, trasferendole a Venezia, dove giunsero il 31 gennaio 828, superando il controllo degli arabi, una tempesta e l’arenarsi su una secca.
Le reliquie furono accolte con grande onore dal doge Giustiniano Partecipazio, figlio e successore del primo doge delle Isole di Rialto, Agnello; e riposte provvisoriamente in una piccola cappella, luogo oggi identificato dove si trova il Tesoro di San Marco.
Iniziò la costruzione di una basilica, che fu portata a termine nell’832 dal fratello Giovanni suo successore; Dante nel suo memorabile poema scrisse. “Cielo e mare vi posero mano”, ed effettivamente la Basilica di San Marco è un prodigio di marmi e d’oro al confine dell’arte.

the-lion-of-st-mark-1516
SAN MARCO EVANGELISTA PATRONO DI VENEZIA

La cerimonia della dedicazione e consacrazione della Basilica, avvenuta il 25 aprile 1094, fu preceduta da un triduo di penitenza, digiuno e preghiere, per ottenere il ritrovamento delle reliquie dell’Evangelista, delle quali non si conosceva più l’ubicazione, dato che un grave incendio nel 967 aveva in parte distrutto la Basilica.
Dopo la Messa celebrata dal vescovo, nel giorno della dedicazione, improvvisamente si spezzò il marmo di rivestimento di un pilastro della navata destra, a lato dell’ambone e comparve la cassetta contenente le reliquie di San Marco, mentre un profumo dolcissimo si spargeva per la Basilica.
Venezia restò indissolubilmente legata al suo Santo patrono, il cui simbolo di evangelista, il leone alato che artiglia un libro con la scritta: “Pax tibi Marce evangelista meus”, divenne lo stemma della Serenissima, che per secoli fu posto in ogni angolo della città ed elevato in ogni luogo dove portò il suo dominio.

STATUA DI SAN MARCO- facciata della BASILICA, VENEZIA

saint-mark-s-basilica-angels-statue-venice-11911579

Fonti

http://www.santiebeati.it/dettaglio/20850

https://www.culturacattolica.it/cultura/arte-e-catechesi/il-vangelo-di-marco/l-evangelista-marco-tra-storia-e-leggenda

 

Novena a Santa Caterina da Siena

La Novena a S. Caterina da Siena dal 20 al 28 aprile. Ogni giorno, oltre alle preghiere indicate, rivolgiamo alla Santa Patrona d’Italia questa Supplica scritta da Pio XII per la salvezza della nostra Patria e della Santa Chiesa:

Preghiera a Santa Caterina da Siena di PIO XIIcrocelucenteO Caterina santa, giglio di verginità e rosa di carità che ornasti il giardino domenicano, eroina di cristiano zelo che fosti eletta al pari di Francesco singolare Patrona d’Italia, a te noi fiduciosi ricorriamo, invocando la tua potente protezione sopra di noi e sopra tutta la Chiesa di Cristo, tuo diletto, nel cui Cuore bevesti inesauribile fonte di ogni grazia e di ogni pace per te e per il mondo.
Da quel Cuore divino tu derivasti l’acqua viva di virtù e concordia nelle famiglie, di onesto tratto nella gioventù, di riunione fra i popoli discordi, di rinnovazione del costume pubblico e dell’amore fraterno, compassionevole e benefico verso gl’infelici e i sofferenti, e insegnasti con l’esempio tuo a congiungere l’unione di Cristo con l’amore di patria.

Se ami l’Italia e il popolo a te affidato, se la pietà verso di noi ti muove, se ti è cara la tomba in cui Roma venera e onora la tua spoglia verginale, allora, rivolgi benigna il tuo sguardo e il tuo favore sulla nostra pena e sulla nostra preghiera e compi i nostri voti.
Difendi, soccorri e conforta la tua patria e il mondo. Sotto il tuo presidio e tutela siano i figli e le figlie d’Italia, i nostri cuori e le anime nostre, i nostri travagli e le nostre speranze, la nostra fede e il nostro amore: quell’amore e quella fede che furono la tua vita e ti fecero immagine di Cristo crocifisso nello zelo intrepido per la sposa di Lui, la santa Chiesa.
O eroica e santa messaggera di unione e di pace per la Chiesa di Cristo, che restituisci al seggio apostolico romano nel suo splendore di autorità e di magistero il Successore di Pietro, proteggilo e consolalo nella sua paterna universale sollecitudine, nei suoi affanni e nei suoi consigli per la salvezza e la pace dei popoli; e ravviva, conserva e accresci in noi e in tutti i fedeli cristiani, o celeste Patrona, l’affetto e la sottomissione che tu nutrivi per lui e per l’ovile di Cristo, nella tranquillità del mondo. Amen.Catherine

NOVENA

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo- Pater, Ave, Gloria…
(Secondo le intenzioni del Sommo Pontefice e per le necessità della Santa Chiesa)

Primo giorno

Per quello spirito di orazione che voi aveste fin da bambina, per cui in essa metteste tutte le vostre delizie, e coll’angelica salutazione tante volte da voi ripetuta quanti erano i gradini delle scale che vi avveniva di ascendere ossequiaste continuamente la santa vergine Maria, otteneteci, vi preghiamo, la grazia di amare anche noi a vostro esempio l’esercizio della preghiera, e di farla sempre con quelle condizioni che la rendano degna d’esaudimento.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.santa caterina da siena barra

Secondo  giorno

Per quell’ affetto particolare che voi portaste, o gran Santa, alla virtù della purità, per cui di otto anni vi consacraste al Signore con voto irrevocabile, e col radervi il capo, col gemere, col sospirare, rigettaste in progresso le più onorevoli offerte di vantaggiosissimo collocamento, otteneteci, vi preghiamo, la grazia di esser sempre ancor noi saldi di mente, di cuore e di costume, o di aborrire con odio sommo tutto quello che offende anche leggermente una virtù così sublime che solleva gli uomini alla sfera degli Angeli e li rende l’oggetto più caro delle divine compiacenze.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

santa caterina da siena barraTerzo giorno

Per quello spirito di ritiro che voi aveste, o gran Santa, per cui non desideraste mai di essere veduta da altri che dal vostro Gesù, e distratta da continue occupazioni nella vostra famiglia, sapeste fabbricarvi una tal solitudine nel vostro cuore da aver sempre la mente occupata da pensieri di Paradiso, otteneteci, vi preghiamo, la grazia di amare anche noi la solitudine e il ritiro e di aver sempre rivolti a Dio i pensieri della nostra mente in mezzo a tutte le occupazioni anche più distrattive del nostro stato.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.santa caterina da siena barra

Quarto giorno

Per quello spirito di penitenza che voi aveste, o gran Santa, fin dagli anni della vostra infanzia, quando puniste colle più ingegnose o afflittive mortificazioni la vostra condiscendenza di una sola volta a chi vi consigliava la delicatezza o l’abbigliamento, quindi associata al Terz’ Ordine Domenicano, edificaste tutto il mondo coll’astenervi perpetuamente dal vino e dalle carni, e quasi ancora dal sonno, non alimentandovi d’altro che di erbe crude, non dormendo se non pochissimo e sulle nude tavole, per impiegare tutte le ore in orazione, col portar sempre d’intorno al vostro corpo un doloroso cilicio, col macerare la vostra carne con tre discipline ogni giorno, otteneteci, vi preghiamo, la grazia di osservar sempre fedelmente quelle astinenze e quei digiuni che ne Comanda la Chiesa, di tollerar con pazienza tutto quello che di afflittivo si degnerà Iddio di ordinare a nostro bene o di mortificare spontaneamente tutte le inclinazioni perverse del nostro cuore e i desideri smoderati dei nostri sensi, al fine di aver anche noi la necessaria somiglianza col nostro esemplar Crocifisso.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli. santa caterina da siena barra

Quinto giorno

Per quell’eroica carità che vi mosse, o gran Santa, a servire spontaneamente e medicare di propria mano le povere inferme abbandonate da tutti per il fetore delle cancrenose lor piaghe, e dalle quali non foste rimontata che con ingiurie, villanie e calunnie le più disonoranti, otteneteci dal Signore la grazia di esser sempre anche noi ugualmente pronti a soccorrere il nostro prossimo in ogni sua necessità ed a perdonare generosamente, anzi ricambiare con benefici, tutti gli oltraggi che ci venissero fatti, affinché meritiamo in questa vita e nell’altra la beatitudine promossa ai veri mansueti e ai veri misericordiosi.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.santa caterina da siena barra

Sesto giorno

Per quell’ammirabile fortezza che, col raddoppiamento delle orazioni, delle austerità e del fervore, voi dimostraste, o gran Santa, contro tutte le podestà dell’inferno che scatenate contro di voi vi perseguitarono per tanto tempo con le immagini più indegne nelle tentazioni le più violente, e per la quale riportaste in premio dal divin vostro Sposo, oltre la familiarità di parlare e trattare con i Suoi Santi e colla stessa Sua madre Maria, i rapimenti, le estasi, le rivelazioni e le più intime comunicazioni con Lui, fino ad essere col dono sensibile di un ricco anello dichiarata sua sposa, otteneteci, vi preghiamo, la grazia d’essere anche noi egualmente forti contro gli assalti dei nostri spirituali nemici, affinché sia premio della nostra fedeltà il crescere sempre ogni giorno nell’amore divino, fino a meritarci con sicurezza l’unione inseparabile col sommo Bene.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.santa caterina da siena barra

Settimo giorno

Per quel lume soprannaturale, cui foste miracolosamente dotata, o gran Santa, per cui poteste servire con molte lettere di consigliera agli stessi romani Pontefici, e venire personalmente da loro consultata, e scoprir loro quello che aveano risoluto nel proprio cuore, ed ottenere da loro la tanto sospirata ripristinazione della Santa Sede in Roma, di cui era priva da settant’anni, otteneteci dal Signore la grazia di conoscer sempre nei nostri dubbi quello che è più conforme ai voleri di Dio e più conveniente alla salute dell’anima nostra, affinché dalle nostre risoluzioni derivi l’accrescimento così del nostro fervore davanti a Dio, come della nostra edificazione riguardo al prossimo.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.santa caterina da siena barra

Ottavo giorno

Per quella singolarissima devozione che voi aveste, o gran Santa, a Gesù Cristo sacramentato, per cui foste più volte comunicata di Sua mano e dissetata al Suo costato col divino Suo Sangue, quindi perduto il gusto degli alimenti, duraste per otto anni dal principio della Quaresima fino al giorno dell’Ascensione senza cibarvi di altro che della Santissima Eucaristia, otteneteci, vi preghiamo, la grazia di portare al Santissimo Sacramento un amore simile al vostro, onde facciamo nostra delizia il trattenerci a lungo alla Sua presenza, il frequentemente riceverLo nel nostro cuore, e il procurargli in ogni circostanza la maggior possibile glorificazione.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli. santa caterina da siena barra

Nono giorno

Per quell’ amore straordinario che voi aveste ai patimenti per cui sopportaste con fortezza il soffrire nelle invisibili stimmate tutti i dolori di un corpo crocifisso, e sorpresa dall’ultima infermità, vi rendeste spettacolo di ammirazione a tutto il mondo per la serenità e per la gloria con cui soffriste i tormenti più spaventosi, otteneteci dal Signore la grazia di ricever con cristiana rassegnazione, anzi con santa allegrezza tutte le croci con le quali Iddio si compiacerà di visitarci, affinché, dopo avere portata la mortificazione di Cristo nelle nostre membra, possiamo con voi partecipare alla pienezza della Sua beatitudine nella Casa dell’Eternità.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.int_23

INNO A SANTA CATERINA DA SIENA PATRONA D’ITALIA

O Caterina, vergine che splendi
di tante virtù adorna, in Paradiso,
là tu ricevi il premio dell’ardente
tua vita santa.

Tu, impegnativo modello, rifulgi
nella grande famiglia di Domenico
e la tua santità è il più puro omaggio
al fondatore.

Davanti a Dio ti scopristi creatura
semplicemente, e scegliesti Lui solo:
assetata del dolce Suo volere,
ne fosti apostola.

Non ti appagò alcun diletto o bellezza
e le lusinghe del male fuggisti,
riparando con aspre penitenze
ogni peccato.

Dottore della Chiesa, tu hai seguito
la luce di Gesù, vera sapienza,
e ti infiammò il suo Spirito, che amore
sparge nel mondo.

O patrona d’Italia, accendi gli animi,
rendici attivi e nuovi nella fede
e la concordia operi la pace
nella giustizia.

Per tante meraviglie in te operate
la Trinità santissima cantiamo,
il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo,
Unico Dio.

Testimonianza di liberazione di una ex seguace dei falsi “messaggi da Gesù” della veggente MDM-

La mia avventura spirituale è iniziata con un errore, un errore davvero grande. Mi sono imbattuta nei “Messaggi da Gesù Cristo” (Il Libro della verità- Ultimo Avvertimento- IN FOTO appare il ‘Sigillo del dio vivente’) della autoproclamatasi veggente Maria Divina Misericordia, mentre cercavo su Google. All’epoca ero interessata a tutto tranne che alla fede. Però quei messaggi erano talmente diffusi dappertutto sul web ed io ero cosi dipendente da internet, che ho iniziato a leggerli per morbosa curiosità, perchè parlavano sempre contro Papa Francesco…r-internet-addiction-large570-12
Inizialmente,  i messaggi sembravano interessanti perché parlavano dell’amore di Dio, ma poi erano sempre più minacciosi sulla imminente fine del mondo… Avevo smesso di leggerli per un po’, ma dopo un breve periodo di distacco, ho pensato tra me e me: “Chissà cosa dicono adesso …”. Vorrei sottolineare che è stata la curiosità morbosa e il desiderio di conoscere il futuro che mi ha portata a diventare schiava di quei messaggi. Ho iniziato a leggerli ogni giorno. UNA VERA DIPENDENZA psicologica.
Avevo trovato un alibi per continuare a leggere quei messaggi: cioè che la mia conoscenza di Dio e di alcune preghiere cattoliche come il Rosario, stava crescendo, ma era una falsa conoscenza, basata sui messaggi di Maria Divina Misericordia e non sul Catechismo della Chiesa Cattolica che ci insegna l’obbedienza alla Chiesa come a Cristo stesso, perché nella Chiesa dimora lo Spirito Santo.
Ma poi la mia fede è rimasta solo in quei messaggi e non nella Chiesa.

Conversione sì….ma per paurasnake_and_apple_

Cominciai a pregare ossessivamente, troppo, secondo gli ordini di quei messaggi che minacciavano di fare “urgenti catene di preghiera per salvarsi”…. Mi ero convinta che fosse un privilegio pregare per tutte quelle anime bisognose di salvezza. Ho iniziato a prendere parte anche alle attività di un gruppo di preghiera: ero grata che almeno adesso ero più vicina a Dio e mi sentivo SPECIALE. Non mi ero resa conto che stavo facendo tutto per le ragioni sbagliate. La mia motivazione era la paura, non l’ amore a Cristo e l’ obbedienza alla Chiesa. Avevo paura della Seconda Venuta…della fine del mondo. Pregavo ossessivamente per PAURA. 
Strane esperienze sono iniziate nella mia vita. Come il momento in cui ho avvertito una strana presenza dopo aver partecipato alle “CROCIATE DI PREGHIERA”. Sentii un forte odore persistente di zolfo che scomparve dopo qualche tempo. Ho condiviso questo fenomeno con i membri di un gruppo di Facebook, ma mi dissero come ‘scusante’ che quella puzza era Satana che mi disturbava perché mi stava perdendo come suo servitore. Dopotutto, mi ero convertita, pensai….. tornai in chiesa, pregai, lessi la Sacra Scrittura.
Ma avevo perso la cosa più importante: non ero in obbedienza a Papa Francesco, che è il Capo della Chiesa cattolica. 
TUTTO IL CONTENUTO DEI MESSAGGI DI MARIA DIVINA MISERICORDIA INCORAGGIA AD ODIARE PAPA FRANCESCO-
Su Facebook, i seguaci di Maria Divina Misericordia PUBBLICAVANO FOTO CHE CALUNNIAVANO PAPA FRANCESCO e “fatti” che presumibilmente confermavano la veridicità dei messaggi.
Col passare del tempo, i messaggi diventavano sempre più confusi, ripetitivi e prevedibili, ma i seguaci di Maria Divina Misericordia trovavano sempre il modo di giustificarli.  Il “Sigillo del Dio vivente” e le preghiere che ne derivavano erano MARTELLANTI. MI ACCORSI CHE C’ERANO MOLTE MANIPOLAZIONI NEI MESSAGGI: ogni volta che le previsioni non si realizzavano, seguivano  messaggi ancora più complicati che servivano da fumo per distrarre i follower. 
Pensai che se avesse parlato davvero Gesù attraverso i messaggi, non mi sarei sentita manipolata, come effettivamente cominciavo a sentirmi.
 
I messaggi che dovevano durare solo pochi mesi-come era stato scritto dalla veggente all’inizio- continuavano a trascinarsi per anni. Non appena un sacerdote mi fece notare questa discrepanza, quel messaggio iniziale (in cui la veggente diceva che i messaggi sarebbero durati solo qualche mese)  scomparve senza “spiegazione” dai siti di MDM…
Cominciai a chiedermi perché Gesù avrebbe avuto bisogno proprio di me per farmi sapere della sua seconda venuta….Tanti su Facebook cominciavano a chiedersi la stessa cosa.

Attacchi Satanici demonic-sea2l

Nel frattempo, ho sperimentato altri attacchi satanici. Mentre continuavo a frequentare il gruppo di preghiera, le mie esperienze spirituali malefiche iniziarono ad accumularsi, ma i seguaci dei messaggi di MDM mi inducevano a credere che ciò accadeva perché mi dedicavo a servire Dio solo e Maria, ma in realtà, i messaggi di Maria Divina Misericordia MDM mi stavano avvicinando a Satana.

I confini tra le esperienze spirituali di Dio e gli spiriti maligni erano diventati sempre più confusi. Pensavo che quelle esperienze mi stessero avvicinando a Dio e che grazie a loro io ero una persona speciale. È stato un abbaglio del mio orgoglio, ma poi ho visto tutto sotto una luce completamente diversa. 

Ho iniziato a condividere tutto con il mio sacerdote confessore e lui mi ha messo in guardia contro questi messaggi, ma i semi del dubbio erano rimasti profondamente radicati in me: “forse” o “e se fosse vero?” e disobbedii al mio confessore. E così Satana mi ha tenuta prigioniera. Ero in un vicolo cieco.
Sono stata per tre anni coinvolta attivamente come seguace dei “messaggi della veggente Maria Divina Misericordia”. IL RISULTATO E’ STATO CHE IN CHIESA NON RIUSCIVO AD ENTRARE E SVENIVO. Ancora una volta mi ritornò il dubbio: “Questo viene da Dio o dal Male?” Tutto quello che mi stava accadendo, era un segnale di avvertimento della Grazia di Dio per salvarmi dall’ inganno in cui ero caduta. 
Ho trovato qualcuno con cui pregare le preghiere della Crociata dei gruppi legati ai messaggi della veggente MDM e ho iniziato a distribuire volantini. Il rilascio delle medaglie di salvezza (IN FOTO) si è rivelata un’altra delusione perché erano protetti dal diritto d’autore – quindi è stato chiaramente fatto per soldi. Un altro dibattito scoppiò su Facebook. Ma c’erano sempre persone che si inventavano delle scuse e io stessa ho difeso i messaggi anche perché avevano preso il controllo della mia vita. 
Stavo facendo tutto questo alle spalle della Chiesa, perchè io ero stata INDOTTRINATA AD ODIARE PAPA FRANCESCO e ho osato chiedermi: “Perché non dovrei fidarmi dei sacerdoti? Loro ne sanno più di me delle cose spirituali, possono darmi buoni consigli. Perché dovrei non fidarmi di loro? ” 
C’è stato un momento in cui ogni notte alle 3:00 qualcosa mi svegliava – spaventata, ansiosa e con la sensazione che l’entità spirituale fosse appena entrata nella mia stanza. Non riuscivo ad addormentarmi anche se ero così stanca che i miei occhi non potevano rimanere aperti. Questa presenza malefica mi ossessionava e mi teneva sveglia fino al mattino, ogni notte. Nel giro di un mese ero esausta. Mi è stato detto dai seguaci di MDM, che queste erano povere anime nel Purgatorio che avevano avuto bisogno delle mie preghiere.
Ora so che erano ‘visite’ degli spiriti maligni che si liberano dalle loro catene in quel preciso momento della notte. 

LA LIBERAZIONEima

Ho iniziato a pensare all’aiuto di un sacerdote esorcista. Non ero ancora pronta ad accettare il fatto che ero colpita dalle vessazioni del Maligno a causa del mio coinvolgimento in quei messaggi.
Ma disperata come ero, decisi di inviare una email ad un sito cattolico per chiedere aiuto.
La risposta mi suggerì di andare da un sacerdote esorcista e di chiedere preghiera di liberazione, cosa che feci, anche se non ero del tutto convinta : la mia diffidenza nei confronti di Papa Francesco influiva sul mio atteggiamento nei confronti della Chiesa cattolica. Tuttavia, presi un appuntamento. 
Sono arrivata presto in chiesa e sono andata a pregare vicino ad una statua di Maria Santissima. Ero sopraffatta dalla paura e le mie mani hanno cominciato a tremare e i pensieri martellanti mi incitavano ad andare via: ” Non farlo! Non andare lì! E se ti facesse qualcosa? Non sai chi sia!” 
Ho suonato il campanello anche se ero ancora gravemente scossa. Quando il prete borbottò che ero arrivata presto, una voce interiore disse: “Vedi, non ti vuole qui!” ma alla fine io entrai.
Dopo alcuni incontri con il sacerdote esorcista, con lui, tutto divenne chiaro. Si è scoperto che l’esorcista era a conoscenza dei ‘messaggi di MDM’ e non ero stata la prima persona a chiedere aiuto a lui per lo stesso problema.

Durante gli esorcismi, ogni volta che il sacerdote menzionava lo spirito di Jezebel o Maria Divina Misericordia, i demoni mi lanciavano a terra e urlavano così forte che la mia gola è stata dolorante per settimane e NON POTEVO PIU’ PARLARE.

MA ALLA FINE IL MALE MI HA LASCIATA. 

Alla fine, ho trovato le risposte alle mie domande. Anche se questi ‘messaggi’ ti convertono perchè ti fanno pregare, ciò non significa che vengano da Dio.

Satana ha avuto un accesso più facile a me attraverso alcuni peccati generazionali. Ora capisco che dovremmo sempre cercare Gesù nella Chiesa Cattolica ed in obbedienza al Vicario di Cristo, mai al di fuori. Dio è stato amorevole nel liberarmi dai demoni legati a questi ‘messaggi’ e ho scritto questa testimonianza per la gloria di Dio Uno e Trino e nella speranza che la mia testimonianza possa servire da avvertimento. 

C’era un messaggio che mi restava in testa – sulle apparizioni di Maria che dovevano aver luogo in primavera, ma non si è mai verificata. Ma le persone le cui menti sono oscurate troveranno sempre una scusa, proprio come feci io in quel momento.

Papa Francesco è un papa di misericordia e Satana sta cercando di distruggerlo in ogni modo possibile. Una delle lezioni più importanti nella vita di Gesù fu la Sua obbedienza a Suo Padre fino alla morte, e per noi questo significa obbedienza alla Sua Chiesa. 
Questo è ciò che i Santi hanno fatto e insegnato, anche quelli perseguitati dalla Chiesa; non disubbidirono mai e non lavorarono mai per il Signore fuori dalle mura della Chiesa. Lo Spirito di Dio è presente nella Chiesa, come ha sottolineato Gesù dopo che Maria e Giuseppe lo ritrovarono nel TEMPIO: “Per quale motivo siete venuti a cercarmi? Non sapete che devo trovarmi nel posto che appartiene a Mio Padre?” (Luca 2:49) – Perché cerchi il Signore fuori dal Suo Tempio, la Chiesa, in alcuni piccoli gruppi? 

So che se Papa Francesco è stato eletto Vicario di Cristo, questa è la Verità: incoraggiare alla disobbedienza al Papa e alla diffidenza nei sacerdoti è sempre veicolato da Satana, anche quando le nostre intenzioni sono le migliori.


Testimonianza di Joanna dalla Polonia

Gli Angeli della Resurrezione- Supplica ai Santi Angeli di Dio

La Resurrezione non è semplicemente un ritorno alla vita come accadde a Lazzaro, ma è soprattutto il passaggio ad una vita nuova per la potenza dello Spirito Santo. Essa non è soltanto una azione divina come tante altre ma è l’avvenimento decisivo della storia della salvezza. II tempo pasquale, che si estende dal Triduo pasquale fino alla domenica di Pentecoste, si può definire come il “tempo di un giorno unico prolungato, cioè senza tramonto”. Ogni anno la Chiesa, dopo aver celebrato, nel Triduo pasquale, i tre aspetti della redenzione: Morte, Sepoltura e Resurrezione di Gesù Cristo, prolunga, in una festa ininterrotta di 50 giorni, anche i misteri complementari dell’Ascensione e della Pentecoste. Con la Pasqua di Cristo si realizza il disegno di condurre tutti gli uomini alla salvezza e alla conoscenza della verità, che è anche liberazione e riconciliazione del genere umano con Dio. 

L’antica omelia “sulla Santa Pasqua” dell’anonimo Quartidecimano, del II secolo, definisce la Pasqua come: “Festività comune di tutti gli esseri, invio nel mondo della volontà del Padre, aurora divina di Cristo sulla terra, solennità perenne degli Angeli e degli Arcangeli, vita immortale del mondo intero, nutrimento incorruttibile per gli uomini, anima celeste di tutte le cose, iniziazione sacra del cielo e della terra”.

Come già abbiamo rilevato nella vita terrena di Gesù, gli Angeli appaiono solo in alcuni precisi momenti. All’inizio della sua missione pubblica, dopo aver presentato Gesù, che è stato tentato da Satana nel deserto ed averlo vinto, San Matteo annota: “Allora il diavolo lo lasciò ed ecco Angeli gli sì accostarono e lo servivano” (Mt. 4, 11).

La sola presenza degli angeli testimonia che un’azione divina essenziale si sta compiendo. Gli angeli sono quindi una testimonianza della Resurrezione. Per le donne che si erano recate al sepolcro per ungere il corpo di Gesù, l’incontro con gli angeli costituisce una profondissima esperienza col divino. angeli resurrezione 1

Il teologo Renzo Lavatori fa opportunamente notare che a Cristo, che ha dato prova di restare fedele al progetto messianico del Padre, gli Angeli mostrano la loro sudditanza. Essi si pongono al servizio dell’uomo, quando l’uomo è disponibile a servire Dio.

Una volta, riguardo alla missione degli Spiriti celesti, Gesù ebbe a dire: “In verità in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli Angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell’uomo” (Gv. 1,51). Questa frase del Signore si riferisce particolarmente al momento della esaltazione gloriosa che comprende la sua Passione, Morte, Resurrezione e Ascensione. Nel Vangelo di Luca, un “Angelo del cielo” conforta Gesù nella sua angoscia mortale, quando nel Getsemani Egli accetta di morire in croce, per redimere l’umanità del peccato. L’Angelo non lo libera dalla Passione né dalla dolorosa Agonia, ma non lo abbandona, anzi lo conforta, perché Egli trovi il coraggio per restare fedele al progetto di Dio. Così, come all’inizio, dopo le tentazioni, anche alla fine della sua resistenza, Gesù non trova vicino a sé gli apostoli o i discepoli, ma trova la presenza consolante degli Angeli che sono al suo fianco, per condurlo sino alla fine a compiere la sua missione di Messia sofferente.Easter

Nei racconti della Resurrezione vediamo una massiccia presenza di figure angeliche che rotolano via pietre dal sepolcro, vigilano sulla tomba vuota, tranquillizzano e preparano gli apostoli ed i discepoli alla fortissima emozione di vederlo di nuovo vivo. Nel Vangelo di Marco, l’Angelo della Resurrezione viene descritto come “un giovane seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca” egli si trova all’interno del Sepolcro e alle donne che erano venute per ungere il corpo di Gesù dà un messaggio sconvolgente: “Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano deposto. Ora andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro che Egli vi precede in Galilea, là lo vedrete, come vi ha detto” (Mc. 16, 6-7). Nel Vangelo di San Matteo, l’apparizione dell’Angelo della Resurrezione è così riportata: “Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un Angelo del Signore, sceso dal cielo, sì accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come la folgore e il suo vestito bianco come la neve. Per lo spavento che ebbero di lui le guardie tremarono tramortite. Ma l’angelo disse alle donne: ‘Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui. È risorto, come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: è risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea, là lo vedrete. Ecco, io ve l’ho detto. Abbandonate in fretta il Sepolcro, con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annunzio ai suoi discepoli” (Mt. 28,2-8). Nel Vangelo di San Luca, le pie Donne giungono presso il Sepolcro di mattino, assai presto. Esse trovano una Tomba aperta: non c’è nessuno e vedono due Spiriti celesti in vesti luminose. Essendosi le donne impaurite e avendo chinato il volto a terra, gli Angeli dissero loro: “Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea, dicendo che bisognava che il Figlio dell’Uomo fosse consegnato in mano ai peccatori, che fosse crocifisso e resuscitasse il terzo giorno”. Ed esse sì ricordarono delle sue parole”. (Lc. 24, 5-8).

La teologa americana Megan Mckenna rileva che, nei racconti evangelici della Resurrezione, tutti quelli che vedono gli Angeli, sono fortemente colpiti dall’esperienza, strappati dalle loro emozioni e relazioni personali, per approdare a una realtà che appartiene all’intera comunità. Essi sono mandati agli altri, così come vengono mandati gli Angeli, per interpellare, per annunciare, per dichiarare un nuovo ordine esistenziale, per espandere i loro cuori con i segni della fede, della speranza e dell’amore. Questi spiriti celesti spingono ad una totale conversione, cioè rendono più agevole il passaggio tra una forma di vita e un’altra, messa in moto dalla Resurrezione. Questi Angeli della Resurrezione sono intermediari e trascinano una comunità, in via di dispersione, in un nuovo luogo in cui Gesù possa apparire loro per mandarli nel mondo così come Egli era stato mandato nel mondo dal Padre. L’annuncio che il Cristo è risorto ed è il Vivente, potrebbe significare che la potenza di Dio l’ha strappato alla morte, ma il bagliore degli angeli che hanno una “veste candidissima” ed il volto abbagliante “come il lampo”, attesta che Cristo è entrato con la sua umanità trasfigurata nella gloria divina. La gloria dell’angelo della Resurrezione è così sfavillante che le donne devono chinare gli occhi.

L’umanità terrestre non può sopportare il loro bagliore. L’angelo custode è vicino ad ognuno di noi e ci reca un annunzio di gioia: “Non abbiate paura, Cristo è risuscitato! Anche voi risorgerete e Lo vedrete!”.

Don Marcello Stanzione, tratto dal Sito  Milizia di San Michele Arcangelo


SUPPLICA POTENTE AI SANTI ANGELI DI DIO MILIZIE ANGELICHE

Dio Uno e Trino, Onnipotente ed Eterno! Prima di ricorrere ai tuoi servi, i Santi Angeli, ci prostriamo alla tua presenza e ti adoriamo: Padre, Figlio e Spirito Santo.

Benedetto e lodato sia Tu per tutta l’eternità.

Dio santo, Dio forte, Dio immortale: tutti gli angeli e gli uomini, che Tu hai creato, ti adorino, ti amino e restino al tuo servizio.

E tu, Maria, Regina di tutti gli angeli, accetta benevolmente le suppliche che ti rivolgiamo; presentale davanti all’Altissimo, tu che sei la mediatrice di tutte le grazie e l’onnipotenza supplicante, perché otteniamo le grazie, la salvezza e l’ausilio.

Amen.

Potenti Santi Angeli, che ci siete stati concessi da Dio per la nostra protezione e il nostro ausilio, in nome della Santissima Trinità vi supplichiamo:

Venite in fretta, aiutateci!

Vi supplichiamo in nome del prezioso Sangue di nostro Signore Gesù Cristo:

Venite in fretta, aiutateci!

Vi supplichiamo per il potente Nome di Gesù:

Venite in fretta, aiutateci!

Vi supplichiamo per tutte le piaghe di Nostro Signore Gesù Cristo:

Venite in fretta, aiutateci!

Vi supplichiamo per tutti i martìri di nostro Signore Gesù Cristo:

Venite in fretta, aiutateci!

Vi supplichiamo per la Santa Parola di Dio:

Venite in fretta, aiutateci!

Vi supplichiamo per il Cuore di nostro Signore Gesù Cristo:

Venite in fretta, aiutateci!

Vi supplichiamo in nome dell’amore che Dio nutre per noi poveri:

Venite in fretta, aiutateci!

Vi supplichiamo in nome della fedeltà di Dio per noi poveri:

Venite in fretta, aiutateci!

Vi supplichiamo in nome della misericordia di Dio per noi poveri:

Venite in fretta, aiutateci!

Vi supplichiamo nel Nome di Maria, Madre di Dio e madre nostra:

Venite in fretta, aiutateci!

Vi supplichiamo nel Nome di Maria, Regina del Cielo e della Terra:

Venite in fretta, aiutateci!

Vi supplichiamo nel Nome di Maria, Regina e Signora:

Venite in fretta, aiutateci!

Vi supplichiamo per la vostra beatitudine:

Venite in fretta, aiutateci!

Vi supplichiamo per la vostra fedeltà:

Vi supplichiamo per la vostra lotta in difesa del Regno di Dio:

Venite in fretta, aiutateci!

Vi supplichiamo:

Proteggeteci con il vostro scudo!

Vi supplichiamo:

Difendeteci con la vostra spada!

Vi supplichiamo:

Illuminateci con la vostra luce!

Vi supplichiamo:

Salvateci sotto il Manto protettore di Maria!

Vi supplichiamo:

Custoditeci nel Cuore di Maria!

Vi supplichiamo:

Affidateci alle mani di Maria!

Vi supplichiamo:

Mostrateci la via che conduce alla porta della Vita: il Cuore aperto di nostro Signore!

Vi supplichiamo:

Guidateci con sicurezza alla casa del Padre celeste!

Tutti voi, nove Cori degli Spiriti Beati:

Venite in fretta, aiutateci!

Compagni speciali e inviati da Dio:

Venite in fretta, aiutateci!

Vi supplichiamo insistentemente:

Venite in fretta, aiutateci!

Il prezioso Sangue del nostro Signore e Re è stato effuso per noi poveri.

Vi supplichiamo insistentemente: venite in fretta, aiutateci!

Il Cuore del nostro Signore e Re batte d’amore per noi poveri.

Vi supplichiamo insistentemente: venite in fretta, aiutateci!

Il Cuore Immacolato di Maria, Vergine purissima e vostra Regina, batte d’amore per noi poveri.

Vi supplichiamo insistentemente: venite in fretta, aiutateci!Three-Archangels-Collage-1024x788

San Michele Arcangelo: Tu, principe degli eserciti celesti, vincitore del dragone infernale, hai ricevuto da Dio la forza e il potere per annichilire, per l’umanità, la superbia del principe delle tenebre. Ti preghiamo insistentemente di ottenerci da Dio la vera umiltà di cuore, una fedeltà incrollabile al compimento continuo della volontà di Dio e una grande forza nella sofferenza e nella penuria. Comparendo davanti al tribunale di Dio, aiutaci a non venir meno!

San Gabriele Arcangelo: Tu, angelo dell’incarnazione, messaggero fedele di Dio, apri i nostri orecchi perché possano captare anche i più dolci suggerimenti e richiami della grazia che emanano del Cuore amabilissimo del nostro Signore. Ti supplichiamo di stare sempre accanto a noi, perché possiamo comprendere bene la parola che Dio vuole da noi. Fa’ che siamo sempre disponibili e vigilanti, di modo che il Signore, quando tornerà, non ci trovi a dormire.

San Raffaele Arcangelo: Tu che sei lancia e balsamo dell’amore divino, ti supplichiamo, colpisci il nostro cuore e deposita in esso un amore ardente per Dio. La ferita non venga meno, perché ci faccia perseverare tutti i giorni nella via dell’amore. Che possiamo vincere per l’amore!

Angeli potenti e nostri santi fratelli che servite di fronte al trono di Dio, venite in nostro aiuto.

Difendeteci da noi stessi, dalla nostra codardia e dall’essere tiepidi, dal nostro egoismo e dalla nostra ambizione, dalla nostra invidia e dalla mancanza di fiducia, dalla nostra avidità nella ricerca dell’abbondanza, del benessere e della stima pubblica. Liberateci dal peccato e dall’attaccamento alle cose terrene. Toglieteci dagli occhi la benda che noi stessi ci siamo messi e che ci impedisce di vedere le necessità del nostro prossimo e la miseria del nostro ambiente, perché siamo chiusi in un morboso compiacimento di noi stessi.

Inserite nel nostro cuore la spina della santa ansia per Dio, perché non cessiamo di cercarlo, con ardore, contrizione e amore.

Contemplate il Sangue del Signore, effuso per causa nostra.

Contemplate le Lacrime della sua Regina, versate per causa nostra.

Contemplate in noi l’immagine di Dio, sfigurata dai nostri peccati, che Egli per amore ha impresso nella nostra anima.

Aiutateci a riconoscere Dio, ad adorarlo, amarlo e servirlo.

Aiutateci nella lotta contro il potere delle tenebre che ci avvolge e ci affligge.

Aiutateci perché nessuno di noi si perda, permettendo così che un giorno possiamo riunirci tutti, gioiosi, nell’eterna beatitudine.

Amen.

San Michele, soccorrici con i tuoi santi angeli, aiutaci e prega per noi!

San Gabriele, soccorrici con i tuoi santi angeli, aiutaci e prega per noi!

San Raffaele, soccorrici con i tuoi santi angeli, aiutaci e prega per noi!

O Dio, che organizzi in modo ammirevole il servizio degli angeli e degli uomini, fa’ che coloro che servono in Cielo ci proteggano sulla Terra. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, nell’Unità dello Spirito Santo. Amen B56

Fonte

La preghiera ai santi angeli da imparare a memoria

S. Gemma Galgani, luminoso fiore della Passione di Gesù

S. Gemma occupa nella storia della cristianità  una posizione di assoluto primo piano, soprattutto per quanto riguarda la partecipazione alla Passione di Gesù.
La vita di Santa Gemma è tutta un poema d’amore a Gesù Crocifisso, è un esempio per tutti noi di come possa un’anima vivere le proprie sofferenze come scambio d’amore con Cristo, perché altri Lo ritrovino nella rinuncia a se stessi, nella perfetta obbedienza alla Sua volontà: questa è la spiegazione della fortezza cristiana, dono dello Spirito Santo, e della costante serenità d’animo di Gemma.

Secondo l’esperienza di tanti sacerdoti esorcisti, Santa Gemma è molto temuta dal diavolo negli esorcismi.

Ogni Venerdì sul suo corpo Gemma riviveva la Passione di Gesù, aveva estasi angeliche, parlava con l’angelo custode e condusse sempre una vita di penitenza.

Ha conosciuto quasi tutte, anche se evidentemente in misura inferiore, le sofferenze che Gesù ha provato nella sua Via Crucis.
La croce era vissuta da lei sempre nella serenità e pacatezza d’animo, senza mai tra l’altro evidenziare all’esterno stati di angoscia o sentimenti di disperazione. Il desiderio di nascondimento è in funzione di quanto il Signore le chiede: essere vittima espiatrice del peccato del mondo e, più ancora, sostenere, con il suo esempio e la sua intercessione, tante creature, come lei ” espropriate ” di ogni cosa da un cumulo di disgrazie e disavventure, ed emarginate socialmente.
gemmagalgani-300x166
Gemma nasce il 12 Marzo 1878  a Borgonuovo, una piccola frazione  del paese di Camigliano, situato a circa sette Km. dalla città di Lucca.

La Santa viene sempre ricordata in queste date: 

11 Aprile     Morte di Santa Gemma
 
16 Maggio   Festa Liturgica di Santa Gemma
   
Ben presto la famiglia si trasferisce a Lucca dove Gemma frequenta le scuole delle suore Oblate dello Spirito Santo, chiamate comunemente Zitine ed ha  come maestra la loro stessa fondatrice, la Beata Elena Guerra.
Nonostante la sua giovane età, dedica ogni giorno molte ore alla preghiera e nutre un amore appassionato per il Crocifisso, tanto che lei stessa dichiara che cresceva sempre di più in lei il desiderio di “poter aiutare Gesù nei suoi dolori”.
Aveva otto anni quando muore la mamma, la sig.ra Aurelia Landi.
                                           (FOTO ORIGINALI DI SANTA GEMMA)
E’ l’inizio di una serie di lutti e malattie che mettono  a dura prova la  forza spirituale di Gemma, ma la sua fede, il suo amore per Gesù, la sostengono e la confortano.
Un secondo evento doloroso per Gemma adolescente  è  la morte del fratello Gino avviato al sacerdozio, verso il quale Gemma nutriva un grande affetto nell’affinità delle stesse aspirazioni.
Nel 1897, dopo una lunga e dolorosa malattia,  muore anche il padre e fu l’inizio di un periodo di dolorosa indigenza per  la famiglia  Galgani.
Gemma aveva 19 anni e va a vivere per un certo periodo a Camaiore presso una zia; nonostante il suo abituale riserbo è notata e chiesta in sposa da un giovane del luogo, ma lei rifiuta perchè vuole essere “ tutta di Gesù”.
Ritorna a Lucca e va ad abitare,  assieme  ai suoi  tre fratelli e alle due sorelle nel popolare quartiere di Via del Biscione presso le zie  paterne, Elena ed Elisa.
Nell’estate del  1899  Gemma si ammala gravemente; trascorre le giornate nella sofferenza e nella preghiera, confortata dalle apparizioni di San Gabriele dell’Addolorata, Passionista,  che ha per lei parole di incoraggiamento e di conforto.
Al termine di una novena in onore della Santa Margherita Maria Alacoque, Gemma guarisce miracolosamente; la chiamano la ragazzina della grazia.

Il suo più grande desiderio è quello di poter vivere la vita claustrale; fa diversi tentativi, rivolgendosi a  diversi Ordini Religiosi, ma viene sempre respinta;  ogni volta le vengono obiettate due ragioni: la salute malferma e la mancanza di dote; seppe che esistevano, a Corneto, presso Tarquinia le Claustrali Passioniste, ma anche da esse non viene accolta.

Viva non mi ci vogliono – disse un giorno ad una sua zia –  ma da morta mi cercheranno –e come aveva predetto, oggi le sue spoglie mortali sono custodite proprio dalle Monache Passioniste nel santuario di Lucca a lei dedicato.

Nella casa della famiglia Galgani, vi era un grande crocifisso (IN FOTO) cui Gemma era particolarmente affezionata. Un giorno, sentendo il desiderio di baciare la piaga del costato di GESU’, ma trovandosi impotente ad arrivare a Lui, gridò: “O Gesù, lasciami venire da Te, ho sete del Tuo Sangue che dà la vita”. L’immagine si è trasformata nella Persona Divina che rappresentava. Gesù staccò il braccio destro dalla croce e la attirò a Sè. Lei, in piedi come su una nuvola e abbracciando Gesù con entrambe le braccia, in beato rapimento sentì riversare zampilli d’amore nel suo cuore dal Sacro Cuore di Gesù.

crocifisso di s. Gemma
CROCIFISSO DI SANTA GEMMA
Una sera di Aprile mentre  si trovava nella sua cameretta le apparve Gesù Crocifisso con le piaghe aperte che le disse:

«…….. Vedi questa croce, queste spine, questi chiodi, queste lividure, questi squarci, queste piaghe, questo sangue? Sono tutte opere di amore e di amore infinito? Vedi sino a qual segno io t’ho amata! Mi vuoi amare davvero? Impara prima a soffrire; il soffrire insegna ad amare».
La sera dell’8 giugno 1899, vigilia della festa del S. Cuore, Gemma percepisce in maniera più straordinaria del solito un dolore straziante dei suoi peccati ed il desiderio di espiarli.
In estasi,  si trova di fronte il suo Angelo Custode e la Madonna Addolorata, a cui Gemma era devota fin da bambina, che l’avverte che Gesù sta per  farle “ una grazia grandissima”; subito  le appare Gesù con tutte le ferite aperte da cui  escono fiamme di fuoco che penetrano le mani,  i  piedi e il cuore di Gemma.
Gemma si sente morire, ma la Madonna la sorregge e la copre col Suo manto.  
Dopo parecchie ore si ritrova in ginocchio mentre il  sangue fuoriesce dalle ferite che si erano prodotte sulle mani, sui piedi e sul cuore; cercò di coprirle come meglio potè e con l’aiuto dell’angelo riuscì a salire sul  letto.
Questo straordinario evento  continuò a ripetersi ogni settimana dalle otto di sera del giovedì fino alle ore 3 pomeridiane del venerdì.Gemma 2

Nella stessa visione santa Gemma sentì Gesù proferire: «Stai pur sicura che sotto la croce non ti perderai. Il demonio non ha forza contro quelle anime che per amor mio gemono sotto la croce». E infine: «La croce è un dono troppo prezioso e da esso si apprendono molte virtù».

Sempre è presente al cuore di Gemma la Mamma Addolorata per sorreggerla, confortarla, insegnarle ad amare e patire per Gesù solo, mentre in lei cresce di giorno in giorno la tenerezza e l’abbandono alla guida materna di Maria Santissima.
“Oh, come amo mia Madre!”scriveva Gemma “Lo sa; e poi Gesù stesso me l’ha donata e mi ha detto di amarla così tanto. E quale grande bontà questa Madre celeste mi ha sempre mostrato! Che cosa sarebbe stato di me se non l’avessi avuta? Lei mi ha sempre aiutato nei miei desideri spirituali; mi ha preservato da innumerevoli pericoli; mi ha liberato dalle mani del diavolo che veniva incessantemente a molestarmi; mi ha insegnato a conoscere Gesù ad amarLo e a compiacerLo. Ah, mia cara Madre, ti amerò sempre e per sempre. “Child_Jesus_Virgin_Mary_and_St_Gemma
Oggi questa casa  è stata trasformata in un Oratorio: il “ piccolo Santuario delle Stigmate”: Qui sono  custoditi oggetti e ricordi di Gemma e della sua famiglia.
Nella cameretta della Santa si venerano alcune reliquie ed il devoto Crocifisso di casa Galgani, pregiata scultura del ‘600.
Intorno al fenomeno delle sue stimmate,  vennero a crearsi delle prese di posizione molto contrastanti tra il clero di Lucca; alcuni  sostenevano l’autenticità delle stimmate,  altri invece,  diffidenti e critici,  dubitavano della loro  provenienza divina e parlavano di mistificazione, isterismo e autosuggestione.

Gemma è sola, timida e senz’appoggio. A chi può confidare tutto ciò che  le sta accadendo?

Si rivolge a Gesù che le fa  vedere, durante un’estasi, la figura del Passionista Padre Germano: “Quel sacerdote sarà il tuo direttore, sarà quello che conoscerà in te, l’opera infinita della Mia misericordia.-

Inizialmente Padre Germano iniziò la sua direzione spirituale per via epistolare. Lasciò trascorrere diversi mesi prima di andare ad incontrarla, volendo metterla alla prova e  verificare se si trattava di persona incline ad evasioni spiritualistiche oppure di autentica mistica. Le perplessità di padre Germano si diradarono quando la incontrò  personalmente. Durante un ciclo di preghiere dedicato al Sacro Cuore di Gesù, nella chiesa di S. Martino, Gemma conosce  la sig.ra Cecilia Giannini che la invita ad andare nella sua casa.

I Giannini erano  una famiglia di profondo impegno religioso e forte era  il loro legame con i Padri Passionisti, i quali si fermavano presso  di loro durante lo svolgimento del loro ministero a Lucca. Matteo Giannini, il capofamiglia, essendo venuto a conoscenza delle condizioni di indigenza in cui viveva Gemma, decise di ospitarla definitivamente all’interno della sua casa.

Siamo nel 1900 e Gemma fu accolta più come una figlia e sorella che come un’estranea verso cui fare un’opera di carità.

Gemma si adattò ai ritmi ed all’ambiente di casa Giannini, aveva il compito di aiutare i bambini piccoli a fare i compiti e  collaborava fattivamente al buon andamento della casa;  si affezionò moltissimo alla sig.ra Cecilia, che chiamava zia, la quale, su richiesta  prima di Monsignor Volpi e poi anche di Padre Germano, vigilava su di lei affinché le sue straordinarie esperienze mistiche non divenissero oggetto di  curiosità  per gli altri e riferiva loro tutto quello che notava e succedeva a Gemma.


Il processo di trasformazione divina dell’interiorità e di tutta la vita della nostra Santa fu tale che essa visse un’esperienza assolutamente unica e straordinaria di contatti e rapporti con le presenze soprannaturali buone e cattive.St_Gemma_with_Angel_22
Le sue prove dolorose ebbero  piena attuazione anche con i frequentissimi incontri-scontri con i demoni che erano un’ordinaria presenza nella vita di S. Gemma, gli apparivano in tutte le forme ed usavano  ogni genere di violenze nei suoi confronti.  
Zia Cecilia testimoniò che il diavolo  frequentemente l’aspettava in camera la sera sotto forma di cani, gatti mostruosi e  di uomini spaventosi; il demonio arrivò anche a cercare d’impedirle di entrare in chiesa spaventandola e spingendola a terra nel fango.
Un giorno il demonio le sottrasse il diario che, seguendo le indicazioni del suo direttore spirituale, stava scrivendo e furono necessari gli esorcismi di padre Germano per indurlo alla restituzione. Molte pagine del diario rimasero bruciate, con impronte nere di ‘mani’ notevolmente visibili ancora oggi:

Straordinario è stato il rapporto che Gemma aveva  con gli angeli ed in particolare con il suo Angelo Custode; ne aveva costantemente la visione  e conversava  con lui con la stessa disinvoltura con cui si discute con un amico.

L’angelo custode l’aiutava, ad esempio  a svestirsi dopo che veniva picchiata dal demonio e portava a padre Germano, a Roma, le  lettere che le scriveva.

Un giorno Cecilia  Giannini, d’accordo con Padre Germano, fece la prova di mettere una  lettera in un cassetto chiuso a chiave, ma  il giorno stesso quella stessa lettera arrivò a Roma, sulla scrivania di Padre Germano.

I mirabili colloqui che aveva  con il Signore, la Madonna, gli Angeli e San Gabriele dell’Addolorata  durante le estasi, furono raccolti da testimoni e pubblicati dopo la sua morte che, assieme alle   Lettere e all’Autobiografìa, ci permettono di seguirla in tutte le sue meravigliose ascensioni mistiche.

Il 21 settembre 1902 Gemma ebbe la prima emottisi e il 24 gennaio 1903, per motivi di prudenza  e temendo il contagio  viene trasferita in una casa di via della Rosa, prospiciente il cortile della famiglia Giannini. Le sue sofferenze sono inaudite ed il demonio continua a torturarla.

L’ 11 aprile 1903, Sabato Santo, mentre le campane delle chiese di Lucca suonano  a festa, Gemma  prende  il Crocifisso tra le mani e tenendolo all’altezza degli occhi, dice:
-“Vedi, o Gesù, ora non ne posso più davvero; se è la tua volontà, pigliami”. E alzando lo sguardo verso  un’effige  della Madonna appesa al muro: “Mamma, raccomando l’anima mia a te, dì a Gesù che mi usi misericordia”.

Poi, rivolgendosi alla sig.ra Giustina Giannini che  era al suo capezzale, mormora:-mammina, accomodami i guanciali….- e silenziosamente, accennando un sorriso, le appoggiò il capo sulla spalla e spirò.

Death of St Gemma Galgani
Morte di Santa Gemma

Sbocciata come “fiore di Passione” dal Cuore trafitto di Cristo, la piccola Santa, a venticinque anni di età, “inchinato il capo, rese lo spirito” (Gv 19,30). Era il Sabato Santo del 1903.
La stanza, dove  Gemma  passò gli ultimi mesi della sua vita terrena, sperimentando  le spaventose vessazioni diaboliche e la dolorosa crocifissione, è stata  trasformata in cappella. Sono le suore della Congregazione Missionaria Sorelle di Santa Gemma, istituto fondato da  Eufemia Giannini, le custodi di questi luoghi.

Questa casa fu scenario per oltre tre anni  di straordinari interventi di Dio nella vita di santa Gemma Galgani. In questa casa  ricevette i segni della flagellazione, della coronazione di spine, delle lacrime e del sudore di sangue.

Quando il suo Angelo, apparendole, le presentò due corone, una di candidi gigli e l’altra di spine, lasciando a lei di scegliere quale delle due volesse, Gemma senza esitare  scelse quella di spine. Qui le apparve la Vergine con il Bambino e si trova  la statuetta dell’Addolorata, caro ricordo materno, che Gemma vide lacrimare.

La Chiesa ha riconosciuto la santità di Gemma elevandola agli onori degli altari.

Il 14 maggio 1933 viene dichiarata Beata ed il 2 giugno 1940 viene riconosciuta Santa.  Nella Bolla di canonizzazione sono esplicitamente ricordate le stimmate e le estasi: vi si afferma che tutto mostra in lei realizzata la parola dell’apostolo: ” Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me ” (Gal 2,20).

Gemma Tomb 2
Tomba di S.Gemma nel Santuario di Lucca

PREGHIERA A SANTA GEMMA PER CHIEDERE GRAZIE
O cara santa Gemma,
che ti sei lasciata plasmare da Cristo crocifisso, ricevendone nel tuo corpo verginale
i segni della sua gloriosa Passione,
per la salvezza di tutti,
ottienici di vivere con generosa dedizione il nostro impegno battesimale
e intercedi per noi presso il Signore affinché ci conceda le grazie desiderate.
Amen
Santa Gemma Galgani, prega per noi.
Padre nostro, Ave Maria, Gloria
Con approvazione ecclesiastica -Santuario Santa Gemma – Lucca
—————————————————————–
Preghiera Composta da Santa Gemma per ottenere grazie (scritto da lei stessa)
Eccomi ai vostri santissimi piedi, caro Gesù, per manifestarvi ogni momento la mia gratitudine per tanti e continui favori che mi avete fatto e che ancora volete farmi. Quante volte vi ho invocato, o Gesù, mi avete fatta sempre contenta: ho ricorso spesso a voi e m’avete sempre consolata. Come esprimermi con voi, caro Gesù? Vi ringrazio. Ma un’altra grazia voglio, o mio Dio, se a voi piace…….. (esporre la grazia che si desidera). Se voi non foste onnipotente, non vi farei questa domanda. O Gesù, abbiate pietà di me! Sia fatto in tutto il vostro santissimo volere.
Pater, Ave e Gloria.

Fonti

L’ Angelo Consolatore di Gesù- Via Crucis con gli Angeli

PREGHIERA ALL’ANGELO CONSOLATORE DI GESU’ NEL GETSEMANI

Questa preghiera fu composta dal Servo di Dio p. Bernardino di Portogruaro O.F.M. Il venerando Padre, aggiungeva: “Questa devozione è molto utile nelle pene che il buon Dio ci manda. Chi ebbe la missione di consolare il Capo nella sua agonia, ha ricevuto pure il potere e la missione di consolare anche le membra nelle loro pene, ma soprattutto nell’agonia. Fatene la prova e vedrete che la devozione verso l’Angelo Consolatore di Gesù vi riuscirà immensamente vantaggiosa in tutta la vostra vita e nell’ora della vostra morte”.

Io vi saluto, o Santo Angelo Consolatore del mio Gesù agonizzante, e lodo con voi la Ss.ma Trinità per avervi scelto, fra tutti, a consolare e fortificare Colui che è la consolazione e la forza di tutti gli afflitti. Vi supplico per questo onore che avete avuto e per l’obbedienza, l’umiltà e l’affetto con cui avete soccorso la Santa Umanità del mio Salvatore Gesù, che soccombeva per il dolore alla vista dei peccati del mondo, e in special modo dei miei: ottenetemi il perfetto dolore delle mie colpe; degnatevi di consolarmi nell’afflizione che ora mi opprime, e in tutte le altre che potranno sopravvenirmi in seguito, e particolarmente quando mi troverò nell’agonia. Amen.

3 Gloria per onorare le tre ore di agonia di nostro Signore Gesù Cristo

Preghiera a Gesù agonizzante nel Gethsemani

O Gesù, che nell’eccesso del tuo amore e per vincere la durezza dei nostri cuori, doni tante grazie a chi medita e propaga la devozione della tua SS. Passione del Gethsemani, ti prego di voler disporre il cuore e l’anima mia a pensare spesso alla tua amarissima Agonia nell’Orto, per compatirti e unirmi a te il più possibile.
Gesù benedetto, che sopportasti in quella notte il peso di tutte le nostre colpe e che per esse hai pagato completamente, fammi il grandissimo dono di una perfetta contrizione per le mie numerose colpe che ti fecero sudare sangue.
Gesù benedetto, dammi di poter riportare completa e definitiva vittoria nelle tentazioni e specialmente in quella cui vado maggiormente soggetto.
O Gesù appassionato, per le ansie, i timori e le sconosciute ma intensissime pene che hai sofferto nella notte in cui fosti tradito, dammi una grande luce per compiere la tua volontà e fammi pensare e ripensare all’enorme sforzo e all’impressionante lotta che vittoriosamente sostenesti per fare non la tua ma la volontà del Padre.
Sii benedetto, o Gesù, per l’agonia e le lacrime che versasti in quella notte santissima.
Sii benedetto, o Gesù, per il sudore che avesti e per le angosce mortali che provasti nella più agghiacciante solitudine che mai uomo potrà concepire.
Sii benedetto, o Gesù dolcissimo ma immensamente amareggiato, per la preghiera umanissima e divinissima che sgorgò dal tuo Cuore agonizzante nella notte dell’ingratitudine e del tradimento.
Eterno Padre, ti offro tutte le Sante Messe passate, presenti e future unito a Gesù agonizzante nell’Orto degli ulivi.
Santissima Trinità, fa che si diffonda nel mondo la conoscenza e l’amore per la SS. Passione del Gethsemani.
Fa, o Gesù, che tutti coloro che ti amano, vedendoti crocefisso, ricordino anche le inaudite pene tue nell’Orto e, seguendo il tuo esempio, imparino a ben pregare, combattere e vincere per poterti poi glorificare eternamente in cielo. Così sia.

Con approvazione ecclesiastica
+ Macario, Vescovo di Fabriano

paolo_veronese_agony_garden

VIA CRUCIS MEDITATA CON GLI ANGELIbarra15
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Prima Stazione. Gesù è condannato a morte.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Disse loro Pilato: “Che farò dunque di Gesù chiamato il Cristo?”. Tutti gli risposero: “Sia crocifisso!”. Ed egli aggiunse: “Ma che male ha fatto?”. Essi allora urlarono: “Sia crocifisso!”.(Mt 27,22-23)

Meditazione : Quanti angeli incarnati nella storia sotto le sembianze di santi e martiri, hanno donato la loro esistenza per la diffusione dell’amore di Cristo , subendo spesso condanne ingiuste.

Chiediamo al nostro angelo custode l’ardore di testimoniare la nostra fede in Dio e nel suo Figlio morto per amore, nonostante le ostilità e le condanne di chi non crede.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.Barra Cruz - Rosas y Manos

Seconda Stazione. Gesù è caricato della Croce.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Essi allora presero Gesù ed Egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Golgota (Gv 19,17)
Meditazione:
La croce fu accolta pienamente da Cristo che accettò il dolore per la salvezza del mondo : gli angeli confortarono Gesù nella totale adesione alla volontà del Padre. Chiediamo il loro aiuto nei momenti difficili della vita, quando ci sentiamo avvolti dall’oscura presenza del male e quando la croce ci appare troppo gravosa.

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.barra15

Terza Stazione. Gesù cade per la prima volta.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti. (Is 53,6)
Meditazione:
Impariamo da Gesù a rialzarci con prontezza dalle nostre cadute e manteniamo vivo il desiderio di imitare la purezza degli angeli, nonostante le nostre miserie umane.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.Barra Cruz - Rosas y Manos

Quarta Stazione. Gesù incontra sua Madre.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: “Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima”. (Lc 2,34-35)
Meditazione:
Maria, Regina degli angeli, è presenza di salvezza e di pace nella nostra vita, fonte di bellezza e di riconciliazione mediata dall’influsso della grazia, sorgente di ogni conforto ed illuminazione. Sia Lei a donarci la sua materna presenza nelle prove che affrontiamo.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.barra-gif-religion-catolica-gifmaniacos.es-55

Quinta Stazione. Simone di Cirene aiuta Gesù a portare la Croce.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Mentre lo conducevano via, presero un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù.(Lc 23,26)
Meditazione :
Anche se in maniera non disinteressata, il Cireneo contribuì ad un percorso di salvezza universale culminato con la croce di Cristo. Impariamo a scorgere in ogni evento della vita un senso profondo ed a riconoscere gli angeli che, spesso, agiscono, per il nostro bene, attraverso un tramite umano.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.Barra Cruz - Rosas y Manos

Sesta Stazione. La Veronica asciuga il volto di Gesù.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per potercene compiacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia. (Is 53,2-3)
Meditazione:
Quanti angeli dovettero aver ispirato, mossi da un profondo desiderio di prestare soccorso a Gesù, la Veronica che alleviò in parte le sofferenze di Cristo. Lasciamoci ispirare dagli angeli nel compimento di ogni forma di bene ed invochiamoli se il dubbio e l’incertezza ci soffocano.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.barra15

Settima Stazione. Gesù cade per la seconda volta.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca. (Is 53,7)
Meditazione:
Quando ci sembra di incorrere nei medesimi errori, l’immagine di Cristo perseverante nel suo progetto di amore, deve infonderci il coraggio e la speranza di poter sempre risorgere a vita nuova. In questo cammino Dio ci ha inviato l’angelo custode per guidarci, sostenerci, confortarci.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.Barra Cruz - Rosas y Manos

Ottava Stazione. Gesù consola le donne di Gerusalemme.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: “Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: Beate le sterili e i grembi che non hanno generato e le mammelle che non hanno allattato. Allora cominceranno a dire ai monti: Cadete su di noi! e ai colli: Copriteci! Perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?”. (Lc 23,27-31)
Meditazione:
Gesù aderì al sacrificio totale di se stesso donando forza a chi non riusciva ad accettarlo: le prove della fede siano illuminate dalla luce rischiarante degli angeli, nostri amici e difensori, come le pie donne che accompagnarono Gesù lungo il cammino.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.barra15

Nona Stazione. Gesù cade per la terza volta.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti.(Is 53,5)
Meditazione :
La purificazione del nostro cuore non può avvenire se non attraverso l’esperienza del dolore susseguito sovente ad una esperienza di peccato anche reiterata. La sofferenza sostenuta dalla fede e vigilata dalla presenza amica degli angeli, diventa un potente strumento di santificazione.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.Barra Cruz - Rosas y Manos

Decima Stazione. Gesù è spogliato delle vesti.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ora quella tunica era senza cucitura, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca. Così si adempiva la Scrittura: Si son divise tra loro le mie vesti e sulla mia tunica han gettato la sorte. (Gv 19,23-24)
Meditazione :
La completa donazione di noi stessi implica uno stile comportamentale scevro da ogni egoismo, falsità, interesse personale. Uno stile di vita improntato alla purezza ed alla trasparenza. Gli angeli ci aiutino a spogliarci della veste logora del peccato per ritornare al candore battesimale.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.barra15

Undicesima Stazione. Gesù è inchiodato sulla Croce.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: “Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno”.
(Lc 23,33-34)
Meditazione:
Apparentemente sconfitto, Cristo é invece riuscito a salvare l’uomo dalla perdizione eterna. Nell’estrema esperienza del dolore e nel respingere l’ultima tentazione, Cristo fu di certo sostenuto dall’aiuto degli angeli e fu ancora capace di perdonare, di soffrire e di offrirsi. Chiediamo al nostro angelo custode l’eroicità della fede che non conosce ostacoli e timori.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.Barra Cruz - Rosas y Manos

Dodicesima Stazione. Gesù muore sulla Croce.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a gran voce, disse: “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”. Detto questo spirò.(Lc 23,44-46)
Meditazione :
La morte diventa per il cristiano il transito verso un mondo che é per ciascuno il riflesso dell’amore che siamo riusciti a compiere durante la vita : preghiamo affinché sappiamo valerci dell’aiuto degli angeli per costellare la nostra esistenza di opere luminose di amore.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.BarraCatolicaCTV_7aTredicesima Stazione. Gesù è deposto dalla Croce.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

C’era un uomo di nome Giuseppe, membro del sinedrio, persona buona e giusta. Non aveva aderito alla decisione e all’operato degli altri. Egli era di Arimatea, una città dei Giudei, e aspettava il regno di Dio. Si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. E lo calò dalla croce. (Lc 23,50-53)
Meditazione :
Il tempo della prova può sembrare interminabile per chi é abituato ad osservarlo con lo sguardo puramente umano. L’attesa fiduciosa e la speranza discendono dalla fede che é un dono. Impariamo ad uniformarci ai tempi di Dio come esercizio interiore, chiedendo al nostro angelo custode il dono della speranza, preludio di resurrezione. Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.Barra Cruz - Rosas y ManosQuattordicesima Stazione. Gesù è deposto nel sepolcro.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo, perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Giuseppe, preso il corpo di Gesù, lo avvolse in un candido lenzuolo e lo depose nella sua tomba nuova, che si era fatta scavare nella roccia; rotolata poi una gran pietra sulla porta del sepolcro, se ne andò. (Mt 27,59-60)
Meditazione :
La nostra fede ci insegna a guardare lontano, oltre le apparenti sconfitte del bene. Maria, tempio dello spirito Santo e Regina degli angeli, ci guidi alla ricerca delle realtà più profonde, nascoste sotto le realtà visibili. L’aiuto degli angeli ci consenta di ricercare le realtà soprannaturali avvolte da profonda gioia e stupore.

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.BarraCatolicaCTV_7a

Quindicesima Stazione – Gesù risorge da morte.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
L’angelo disse alle donne: “Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui, è risorto, come aveva detto: venite a vedere il luogo dove era sepolto. Presto, andate a dire ai discepoli: E’ risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete”.( Matteo 28,5-7 )
Meditazione :
Chi crede in Cristo Gesù, sa bene di partecipare alla possibilità di realizzare cose grandi e mirabili. Gli angeli ci aiutino a compiere miracoli d’amore nella nostra vita, prima di tutto la conversione del cuore che si riflette in una resurrezione globale a vita nuova, rinnovata dalla grazia.

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al PadreB56

Fonte: Milizia di San Michele Arcangelo

LA COMUNIONE SPIRITUALE spiegata e vissuta dai Santi

La Comunione Spirituale è poco conosciuta e poco praticata, eppure è una sorgente
speciale e incomparabile di grazie: per mezzo di essa, molte anime arrivarono a gran perfezione.  I Santi sono unanimi nell’esaltare le meraviglie della Comunione Spirituale. Cominciamo dalle parole di san Giovanni Paolo II: «L’Eucaristia appare come culmine di tutti i Sacramenti nel portare a perfezione la comunione con Dio Padre mediante l’identificazione col Figlio Unigenito per opera dello Spirito Santo. Proprio per questo è opportuno coltivare nell’animo il costante desiderio del Sacramento eucaristico. È nata di qui la pratica della “Comunione Spirituale”, felicemente invalsa da secoli nella Chiesa e raccomandata da Santi maestri di vita spirituale. Santa Teresa di Gesù (d’Avila) scriveva: “Quando non vi comunicate e non potete partecipare alla Messa, potete comunicarvi spiritualmente, la qual cosa è assai vantaggiosa… Così in voi si imprime molto dell’amore di nostro Signore”».

Cristo_nutre_Teresa
GESU’ E LA COMUNIONE SPIRITUALE DI SANTA TERESA D’AVILA

In cosa consiste la Comunione Spirituale?

Questa Comunione non si fa esteriormente, come la Comunione Sacramentale, ma
spiritualmente, cioè internamente e mentalmente, senz’alcun atto materiale e corporale:
spiritualmente, cioè soprannaturalmente e divinamente.
Si chiama pure Comunione Interiore, Comunione del Cuore, comunione invisibile e mistica; perchè ci unisce a Gesù in modo misterioso e nascosto, senz’alcun segno visibile come nella Comunione Sacramentale, MA HA LA VIRTU’ DI FARCI PARTECIPARE AI FRUTTI DELL’ EUCARISTIA.  
Che cosa si deve fare per comunicarsi spiritualmente?
Bisogna formulare espressamente il desiderio di comunicarsi, come scrisse San Tommaso d’Aquino: «L’effetto di un Sacramento può essere ottenuto da uno che riceve il Sacramento col desiderio, anche senza riceverlo di fatto»,  e perchè questo desiderio sia sincero, bisogna essere disposti a comunicarsi sacramentalmente, appena sarà possibile farlo. QUINDI LA COMUNIONE SPIRITUALE NON SOSTITUISCE LA COMUNIONE SACRAMENTALE, che è reale Presenza di GESU’ VIVO E RISORTO PER NOI, ma è una grande consolazione che Nostro Signore ci vuole dare, quando siamo impossibilitati a riceverLo sacramentalmente.

Prima del XX secolo i cristiani non potevano accedere all’Eucaristia tutti i giorni, neppure i frati e le suore. Eppure non si abbattevano, ma pregavano così: «Non posso ricevere la Santa Comunione così spesso come lo desidero, ma, Signore, tu non sei l’Onnipotente? Rimani in me, come nel tabernacolo, non allontanarti mai dalla tua piccola ostia». Con queste parole santa Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo esprimeva il suo dispiacere ma allo stesso tempo l’abbandono alla volontà di Dio, il quale si dona a lei perché ella fa la Sua volontà e accoglie la Sua parola, come Maria. Dio poi sa volgere ogni situazione in un’occasione per amarlo di più e fa trovare mille stratagemmi per supplire ad una mancanza, come la stessa Santa afferma: «Senza dubbio è una grande grazia ricevere i Sacramenti; ma quando il buon Dio non lo permette, va bene lo stesso, tutto è grazia».

st-therese-as-sacristan
SANTA TERESA DI GESU’ BAMBINO

Ecco come questo avviene: Nostro Signore è nell’Eucaristia per noi; il Suo desiderio di donarci il Suo Amore, di vivere in noi, è vivissimo ed Egli non domanda che di poterlo soddisfare.
«Io ardo di desiderio di darmi a te, diceva Gesù alla Ven. Giovanna Maria della Croce, e quanto più mi do, tanto più desidero di darmi nuovamente. Io sono, dopo ciascuna delle tue comunioni, come il pellegrino divorato dalla sete, al quale si dà una goccia d’acqua e dopo è più assetato ancora. Così Io desidero continuamente di darmi a te».

Gesù rivolge queste medesime parole a ciascuno di noi. Gesù vorrebbe entrare ogni giorno nel nostro cuore con la Comunione Sacramentale, ma non gli basta ancora: vorrebbe vivere in noi continuamente. Questo desiderio divino si compie con la Comunione Spirituale.

«Tutte le volte che tu mi desideri, diceva Gesù a Santa Matilde, tu mi attiri in te. Un desiderio, un sospiro, basta per mettermi in tuo possesso.»
Nostro Signore Gesù spesso rivelò ad anime sante e in maniere diverse, il desiderio ardente che ha di vivere nel nostro cuore.
A S. Margherita Maria Alacoque Gesù diceva: «Il tuo desiderio di ricevermi ha toccato così dolcemente il Mio Cuore, che se non avessi istituito questo Sacramento, lo avrei fatto in questo momento, per unirmi a te».

Dopo una Comunione Spirituale di cui gustava tutte le delizie della Presenza di Cristo, Santa Caterina da Siena si sentiva dire da Gesù:Caterina_di_Siena_1 «In qualunque luogo, in qualunque maniera mi piaccia, Io posso, voglio e so soddisfare meravigliosamente i santi ardori di un’anima che mi desideri».
Questo desiderio di Gesù, di unirsi a noi, è infinito e onnipotente: non conosce altro
ostacolo che la nostra libertà. Gesù ha moltiplicato i miracoli per venirsi a chiudere
nell’Ostia, per potersi dare a noi.

«Non sono venuto tra voi, diceva Gesù, per essere servito, ma per servire.»
La Comunione Spirituale è una vera onnipotenza data alla creatura sul Creatore, all’anima pia, su Gesù! Il P. Faber ha ragione: «La Comunione Spirituale è una delle più grandi potenze della terra! (1)»
Come si potranno dunque esprimere i frutti innumerevoli che la Comunione
Spirituale ci reca?
Si può riassumere tutto dicendo che è una Comunione, cioè una partecipazione
all’Eucaristia e alle grazie della Comunione Sacramentale.

Il Concilio di Trento, parlando dell’uso del Sacramento ammirabile dell’Eucaristia, dice espressamente che «molti la ricevono spiritualmente e sono quelli che mangiando con il desiderio questo Pane celeste che a loro è offerto, gustano il frutto e l’utilità di questo Sacramento.» Dunque, secondo il Concilio di Trento e secondo tutta la teologia, la Comunione Spirituale è un mangiare
spiritualmente del Corpo di Nostro Signor Gesù Cristo. Per conseguenza, tutto ciò che abbiamo detto degli effetti della Comunione Sacramentale, si ripete qui, benchè in modo diverso e in un grado inferiore (2).holy_grail_chalice

«La Comunione Spirituale, dice il Santo Curato d’Ars, ha sull’ anima l’effetto come un colpo di soffietto sul fuoco coperto di cenere e prossimo a spegnersi.
Quando sentiamo che l’amor di Dio si raffredda, corriamo presto alla Comunione
Spirituale». La comunione spirituale rianima il focolare e fa sprigionare la fiamma del fervore.
In mezzo alle prove del nostro pellegrinaggio quaggiù, continuamente c’invade la tristezza, e il nostro cuore si riempie di fitte nebbie. La Comunione Spirituale dissipa la caligine, come il sole del mattino; esso riconduce la gioia nel cuore, rende all’anima la pace. Essa ci abitua a tenere i nostri sguardi fissi su Gesù, a vivere con Lui in una continua unione di cuore.
Essa ci distacca da tutto ciò che è puramente sensibile e terrestre; ci fa sdegnare le vanità che passano, i piaceri del mondo che durano poco. «Essa è il Pane del cuore, dice S. Agostino, essa è la guarigione del cuore» Essa separa il nostro cuore da tutto ciò che è impuro e imperfetto; lo trasforma e lo unisce strettamente al Cuore di Gesù.
«Quando faccio il Segno di Croce, scrive sant’Angela di Foligno,
portando la mano al cuore e dicendo Nel Nome del Padre e del Figlio, provo un vivo amore e una gran dolcezza, perchè sento che Gesù è là, nel mio cuore». La Comunione Spirituale mette Gesù là, nell’interno del nostro cuore, in una residenza permanente e incantevole.
La Comunione Spirituale ha pure un’efficacia meravigliosa per cancellare i peccati veniali e per rimettere le pene dovute al peccato. Le anime pie che la praticano sovente e bene, saranno esenti dalle fiamme del Purgatorio. Gesù le trasporterà direttamente dalla terra al Cielo, come l’anima di Giovanna d’Arco, che fu vista, al momento delle sua morte, salire direttamente in Paradiso, sotto forma di bianca colomba.

La Comunione Spirituale darà in Cielo alle anime che l’avranno fatta bene, una gloria sorprendente. Nostro Signore diceva a Santa Geltrude che ogni qualvolta uno guardasse con devozione l’Ostia Santa, aumenterebbe la sua felicità eterna e si preparerebbe per il Cielo tante delizie diverse a misura che avrebbe moltiplicato quaggiù quegli sguardi d’amore e di desiderio verso l’Eucaristia. Le anime che si saranno comunicate spesso spiritualmente, splenderanno in Cielo di una luce particolare e gusteranno delle gioie speciali, più dolci e più deliziose, che gli altri non conosceranno.
La Comunione Spirituale, aumentando ogni giorno i nostri desideri di ricevere Gesù, ci
spinge e ci prepara meglio alla Comunione Sacramentale, c’impedisce di tralasciarla per colpa nostra, la rende più frequente, ci dispone a riceverla meglio e a trarne più frutti.

La Comunione Spirituale è, al dire di tutti i Santi, la migliore preparazione alla Comunione Sacramentale.
Aggiungete inoltre che la Comunione Spirituale si può offrire secondo l’intenzione del prossimo, sia in favore dei vivi, sia in favore dei defunti. La Santa Margherita Maria Alacoque raccomandava la Comunione Spirituale in suffragio delle anime del Purgatorio:

«Voi solleverete assai quelle povere anime afflitte, essa diceva, offrendo per esse delle Comunioni Spirituali, per riparare al cattivo uso da esse fatto delle comunioni
sacramentali.»

Voi farete la Comunione Spirituale, secondo il consiglio di S. Alfonso Maria de Liguori, al principio e alla fine delle vostre visite al SS. Sacramento. Che bella maniera d’impiegare quel tempo prezioso!
Voi vi comunicherete spiritualmente, dopo la preghiera, dopo la meditazione, dopo la lettura spirituale, prima e dopo la recita del Rosario e la sera prima di addormentarvi.
Potete fare la Comunione Spirituale dieci volte, venti volte al giorno, quante volte volete,
poichè bastano pochi istanti, brevi giaculatorie rivolte a Gesù nell’Eucaristia, per
scongiurarLo di venire in voi. Qui non importa il tempo; importa la fame e la sete dell’anima, lo slancio del cuore.therese2-cal3Per fare la comunione spirituale si può recitare la celebre preghiera di Sant’Alfonso Maria de Liguori: «Gesù mio, io credo che sei realmente presente nel Santissimo Sacramento. Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell’anima mia. Poiché ora non posso riceverti sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore. Come già venuto, io ti abbraccio e tutto mi unisco a te; non permettere che mi abbia mai a separare da te»

Per ringraziare alle fine della comunione spirituale suggeriamo questa preghiera di Sant’Ignazio di Loyola: «Anima di Cristo, santificami. Corpo di Cristo, salvami. Sangue di Cristo, inebriami. Acqua del costato di Cristo, lavami. Passione di Cristo, confortami. O buon Gesù, esaudiscimi. Fra le tue piaghe nascondimi. Non permettere ch’io mi separi da te. Dal nemico maligno difendimi. Nell’ora della morte chiamami. E comanda che io venga a te. Affinché ti lodi con i tuoi santi nei secoli eterni. Amen».


NOTE
1. Non bisognerà tuttavia eguagliare la Comunione Spirituale alla Comunione Sacramentale, nè molto meno privarsi di questa sotto pretesto che ci si supplisce con quella.
2. Nostro Signore mostrava ogni giorno alla pia Paola Maresca un ciborio d’oro contenente le sue Comunioni sacramentali e un ciborio d’argento contenente le sue Comunioni Spirituali, indicandole così il valore delle une e delle altre.
Testo tratto da: Mons. De Guiberges, La Santa Comunione, Faenza: Libreria Editrice Salesiana, 1914, pp.171-182.

1° Aprile 1375: Santa Caterina da Siena riceve le Stimmate

Preghiera per l’Italia a Santa Caterina da Siena, Patrona d’Italia

«O sposa del Cristo, fiore della patria nostra, angelo della Chiesa sii benedetta.
Tu amasti le anime redente dal Divino tuo Sposo: come Lui spargesti lacrime sulla Patria diletta; per la Chiesa e per il Papa consumasti la fiamma di tua vita. Quando la Peste mieteva vittime ed infuriava la discordia, tu passavi Angelo buono di Carità e di pace. Contro il disordine morale, che ovunque regnava, chiamasti virilmente a raccolta la buona volontà di tutti i fedeli.
Morente tu invocasti sopra le anime, sopra l’Italia, sopra la Chiesa il Sangue prezioso dell’Agnello.
O Caterina Santa, dolce sorella Patrona nostra, vinci l’errore, custodisci la fede, infiamma, raduna le anime intorno al Pastore. La Patria nostra, benedetta da Dio, eletta da Cristo, sia per la tua intercessione vera immagine della Patria Celeste nella carità, nella prosperità, nella pace.
Per te la Chiesa si estenda quanto il Salvatore ha desiderato, per te il Pontefice sia amato e cercato come il Padre il consigliere di tutti.
E le anime nostre siano per te illuminate, fedeli al dovere verso l’Italia e verso la Chiesa, tese sempre verso il cielo, nel Regno di Dio dove il Padre, il Verbo, il Divino amore irradiano sopra ogni Spirito eterna luce, perfetta letizia. Così sia»

Il 1° aprile 1375 Santa Caterina da Siena riceve le stimmate. L’evento miracoloso avvenne a Pisa, dove la santa si era recata nel 1375 dietro richiesta di papa Gregorio XI, con l’incarico di convincere i Signori della città a non aderire alla lega antipapale.  Alla morte di Papa Gregorio XI, il successore Urbano VI fu osteggiato nel collegio dei cardinali che elessero come antipapa Clemente VII, dando inizio allo scisma d’occidente. Caterina esercitò tutta la propria energia per far riconoscere l’autorità di Urbano VI e si consumò nel dolore per la Chiesa divisa, morendo il 29 aprile 1380 all’età di 33 anni. Fu proclamata santa nel 1461 dal papa senese Pio II,  patrona d’Italia da Pio XII, dottore della Chiesa Universale da Paolo VI e patrona d’Europa da San Giovanni Paolo II.santa-caterina da siena stimmate
La sua stimmatizzazione è profondamene diversa da quella di San Francesco, nel quale le piaghe sono visibili e sanguinanti.
Quelle della Santa domenicana restano, per sua espressa preghiera (“Ah, Signore Dio mio, non appariscano, vi prego, esternamente le cicatrici nel mio corpo; bastami d’averle internamente”), invisibili per tutta la sua vita e solo in punto di morte appaiono cinque “fori”. L’unico ad esserne a conoscenza è il suo confessore, il beato Raimondo da Capua, che così racconta l’evento nella “Legenda maior sanctae Catharinae Senensis”: Caterina vide scendere dal crocifisso davanti al quale era inginocchiata cinque raggi di colore rosso sanguigno diretti alle sue mani, ai piedi e al cuore:santa caterina riceve stimmate
“Essendo venuta in Pisa (…) fu accolta in casa di un certo cittadino, che stava vicino alla cappella di santa Cristina. In questa cappella, in giorno di Domenica, a domanda della vergine, dissi la messa, (…) Ricevuta che ebbe la Comunione, secondo il solito andò in estasi, perchè il suo spirito assetato del Creatore, cioè, del sommo Spirito, si allontanava quanto più poteva dai sensi. Aspettavamo che ritornasse in sé (…) quando all’improvviso vedemmo il suo corpicciuolo, che stava prostrato, alzarsi a poco a poco, rimanersene ritto su le ginocchia, stender le braccia e le mani, e raggiare di luce la faccia; dopo essere rimasto lungamente tutto intirizzito, e con gli occhi chiusi, lo vedemmo cascare di colpo come se fosse stato ferito a morte”.
Come era avvenuto per San Francesco d’Assisi, che fu il primo santo a ricevere le stimmate, anche per Caterina l’episodio segna il culmine del cammino spirituale e rappresenta la sua identificazione con Gesù Cristo: Caterina diventa in tutto conforme al Signore crocifisso e come Lui arde dello stesso desiderio per la salvezza degli uomini. La richiesta di invisibilità delle stimmate da parte della santa risponde al suo rifiuto di ‘spettacolarizzazione’ dell’evento miracoloso, in accordo con la straordinaria umiltà che caratterizzò tutta la sua esistenza.

La tradizione concorda sia sul luogo nel quale Caterina ha il dono delle stimmate,- la chiesetta di Santa Cristina a Pisa, mentre pregava su un Crocifisso del XII secolo, denominato Crocifisso delle Stimmate-  sia sul fatto che queste siano tanto dolorose per la donna quanto invisibili ad ogni umano occhio.

Croce_delle_stimmate_di_s._caterina,_1150-1200_ca
Crocifisso delle Stimmate di Santa Caterina da Siena
Tuttavia, come precisa Alessandro Falassi, tale distinguo viene presto “dimenticato” nella tradizione e nell’iconografia e già del 1385 viene rappresentata con le “ferite” visibili. Ne sono esempio i dipinti di Francesco Vanni che la raffigura nella Cappella delle Volte di San Domenico o Lorenzo di Pietro detto Il Vecchietta che le mostra in due famose immagini: una commissionata da papa Pio II a Pienza ed una presente nella Sala del Mappamondo di Palazzo Pubblico. Questo irrita non poco i francescani per i quali tale privilegio, anche iconografico, spettava solo a San Francesco. Nasce per questo una questione che assume toni tali da essere portata a giudizio, nel corso dei secoli, di fronte a più papi in una diatriba, tra domenicani e francescani, che si conclude solo il 16 febbraio del 1630 quando Papa Urbano VIII dichiara valide le stigmate di Santa Caterina.
I Domenicani dovranno aspettare quasi un altro secolo, il 1724, e un altro papa, Benedetto XIII, perché la loro festa liturgica dedicata alla stimmatizzazione di Caterina venga fissata al 1° aprile e, addirittura, il 1727, per ottenere la possibilità di celebrare la festa delle stimmate con rito doppio, con orazioni e lezioni storiche proprie.
Oggi, 1° aprile, l’arcivescovo di Siena Augusto Paolo Lojudice, festeggiando questa ricorrenza, ha impartito la benedizione con la reliquia della Santa affidando alla sua protezione il futuro di Siena, dell’Italia e dell’Europa, delle quali è patrona, come, nella storia, molte volte è stato fatto in tempi di crisi e calamità: 
Fonti

Lo scrittore cattolico che nel 1989 aveva ‘previsto’ la “pandemia di virus Wuhan nel 2020”, nel romanzo ‘Gli Occhi delle Tenebre’

QUESTE NOTIZIE CI GIUNGONO DA FONTI NON SOSPETTE, OVVERO IL NOTIZIARIO THE SOUTH CHINA MORNING POST (13 Febbraio 2020), CATHOLIC EXCHANGE (1 agosto 2009) e la rivista scientifica LE SCIENZE (25 Febbraio 2017)-

L’autore di bestseller Dean Koontz, fervente cattolico oggi 74enne, vive in California con sua moglie e nel 1989 è stato un profeta inconsapevole di quello che sta realmente accadendo oggi nel mondo.  The Eyes of Darkness, Gli Occhi delle Tenebre, un thriller dell’autore Dean Koontz, (pubblicato per la prima volta nel 1981, riedito nel 1989), racconta di un laboratorio di Virologia cinese che crea un virus come parte del suo programma di armi biologiche. Il laboratorio si trova a Wuhan, che dà il nome al virus, Wuhan-400; i civili presto si ammalano dopo averlo contratto per errore e la pandemia si diffonde. 

  • In effetti, lo scrittore Dean Koontz si era ispirato ad una notizia vera: il laboratorio di Virologia più pericoloso al mondo per i suoi esperimenti è in Cina a Wuhan. 
  • La realtà attuale è che il Wuhan Institute of Virology, che ospita l’unico laboratorio di biosicurezza di livello quattro della Cina, (livello 4 è la classificazione di livello più alto dei laboratori che studiano i virus più letali), è a soli 32 km dall’epicentro dell’ attuale focolaio di coronavirus. 
  • L’apertura del laboratorio di Wuhan è stata descritta in un articolo del 2017 nella rivista Nature, che ha messo in guardia sui rischi per la sicurezza mondiale:  “Fuori della Cina, alcuni scienziati si preoccupano infatti che gli agenti patogeni possano fuoriuscire dall’impianto, aggiungendo una dimensione biologica alle tensioni geopolitiche tra la Cina e altre nazioni”, si legge nell’articolo pubblicato il 23 febbraio 2017 e rilanciato in Italia da Le Scienze, versione italiana di Scientific American. Richard Ebright, un biologo molecolare americano della Rutgers University di Piscataway, nel New Jersey, interpellato da Nature in merito all’affidabilità del laboratorio di Wuhan e in generale dell’intera rete di laboratori BSL-4 cinesi, aveva espresso serie preoccupazioni, ricordando come fosse «ormai acclarato che il virus della Sars era sfuggito dalle strutture di contenimento di alto livello in Cina più volte». Ebright aggiunge che i governi danno per scontato che tale eccesso di capacità sia dovuto al potenziale sviluppo di armi biologiche.
  • Qui un piccolo estratto dal romanzo di Dean Koontz, con la descrizione del ‘Virus cinese da Wuhan che si diffonderà nel 2020’ (incredibile ma vero):

    Wuhan-400 è un’arma letale (…) intorno al 2020 una grave polmonite si diffonderà in tutto il mondo (…) in grado di resistere a tutte le cure conosciute (…)Colpisce solo gli esseri umani, non gli animali… Uno scienziato cinese di nome Li Chen fuggì negli Stati Uniti, portando una copia su dischetto dell’arma biologica cinese più importante e pericolosa degli ultimi dieci anni. La chiamano ‘Wuhan-400’ perché è stata sviluppata nei loro laboratori di RDNA vicino alla città di Wuhan ed era il quattrocentesimo ceppo vitale di microorganismi creato presso quel laboratorio di ricerca. Ancora più sorprendente della malattia medesima sarà il fatto che essa svanirà all’improvviso, velocemente come è arrivata, attaccando di nuovo 10 anni dopo, sparendo poi completamente”.coronavirus-anticipato-in-novella-1981-scienziato

Albert Wan, che gestisce la libreria Bleak House Books di San Po Kong, afferma che Wuhan è storicamente la sede di laboratori di ricerca scientifica,  che si occupano di Virologia. “Lo scrittore Koontz si era ben informato su tutto questo e ha usato queste informazioni reali per creare una storia di fantasia, che però è convincente ed anche inquietante. La creazione del Virus Wuhan-400 “, afferma Albert Wan.
Inizialmente lo scrittore Dean Koontz aveva parlato di un’arma batteriologica creata in Russia: Dean Koontz vede NEL MARXISMO E NEL REGIME COMUNISTA che impone ateismo di stato, un grave pericolo per l’umanità. Per Koontz il lettore sa che il Male esiste e che, contrariamente a quanto sostiene una certa corrente di pensiero, è il frutto di consapevoli scelte. La descrizione del Virus Wuhan-400  compare quando uscì l’edizione del libro nel 1989. L’anno della riedizione del libro The Eyes of Darkness è significativo – il 1989 segnò la fine della guerra fredda USA-URSS.
E con il crollo dell’Unione Sovietica, la Russia non era più comunista, quindi non era più vista come “nemica”. Ma Dean Koontz continua a vedere IL REGIME COMUNISTA ATEO COME PERICOLO PER L’UMANITA’ : lo ha detto in una lunga intervista del 1966 rilasciata al magazine Reason e nel suo libro The Dean Koontz Companion, lo scrittore afferma che la finalità della maggior parte dei progetti governativi di impronta social-comunista non fosse aiutare il popolo, ma controllarlo e renderlo schiavo dell’apparato statale, facendo riferimento agli attuali regimi comunisti di CINA E COREA DEL NORD.
Lo scrittore britannico Paul French, specializzato in libri sulla Cina, afferma che molti dei laboratori di armi batteriologiche in Cina risalgono alla seconda guerra mondiale, questo fatto potrebbe avere ispirato la riedizione del romanzo di Dean Koontz.

“I giapponesi hanno fatto sicuramente ricerche sulle armi chimiche in Cina, che associamo principalmente all’Unità 731 ad Harbin e nella Cina settentrionale. Ma hanno anche immagazzinato armi chimiche a Wuhan – ammesso dal Giappone “, afferma lo scrittore britannico Paul French.

Li Wenliang, l’oftalmologo di Wuhan tra i primi a parlare dell’epidemia di coronavirus in Cina, è morto il 7 febbraio 2020. La sua storia ha fatto il giro del mondo perché ha messo a nudo l’inadeguatezza e l’ideologia del Partito comunista, che l’ha costretto a ritrattare la notizia, comunicata ai colleghi, sulla diffusione di una strana polmonite «simile alla Sars». Li Wenliang ha contratto il virus ed è morto, lasciando sola la moglie incinta; il Partito comunista cinese arresta altri cinque medici per aver “diffuso informazioni sul virus”…. e causato «un cattivo impatto sociale». La storia di Li ha scatenato la rabbia dei cinesi contro il governo, la «guerra del popolo» contro il coronavirus.

li-wenliang-cina-coronavirus-ansa-1024x743
L’OFTALMOLOGO DI WUHAN, LI WENLIANG

Descrivere Dean Koontz come un autore popolare di romanzi thriller è riduttivo. Koontz ha espressamente dichiarato che il lieto fine delle sue storie non è che il riflesso di ciò che ha potuto constatare nella vita reale: i cattivi, presto o tardi, sono condannati a soccombere. Sotto altra prospettiva, il lieto fine può altresì apparire come una sorta di anticipazione metaforica di quello che attende le persone meritevoli dopo il trapasso. Per Koontz, cattolico, la convinzione che la vita prosegua dopo la morte, con la resurrezione,  è un principio saldo che traspare senza eccezioni in tutte le opere. I suoi libri sono stati pubblicati in 38 lingue e hanno venduto oltre 400 milioni di copie in tutto il mondo.  Ben quattordici dei suoi romanzi, accompagnati da entusiastiche recensioni, hanno raggiunto più volte la prima posizione nella speciale classifica dei libri più venduti stilata dal New York Times.

Dean-Koontz-e-Trixie
DEAN KOONTZ E IL SUO CANE TRIXIE

Nella sua intervista a Catholic Exchange, Dean Koontz nel 2009  afferma:

” Sono sempre stato attratto dal rigore intellettuale insito nella fede cattolica. Molte persone probabilmente rideranno di questo, ma se studiamo gli scritti di San Tommaso D’Aquino e alcuni degli altri famosi scrittori della Chiesa – o laici che hanno scritto brillantemente da una prospettiva cattolica come GK Chesterton – allora si capisce di cosa sto parlando. C’è una profonda base intellettuale nella fede autentica cattolica, è questo che mi ha sempre attratto.

La scienza è nata grazie alla Chiesa cattolica. La gente dice sempre: “No, no, Galileo”. Non conoscono davvero la storia; conoscono solo i punti di discussione. La Chiesa cattolica ha fondato ed incoraggiato varie scienze. Non c’è distanza tra fede e scienza, se non per ciò che la gente cerca di fare per motivi politici. Sono interessato a diverse scienze. Ho approfondito studi di meccanica quantistica e mi interesso anche di biologia molecolare. Non sono incompatibili con la fede ma soprattutto la meccanica quantistica. La meccanica quantistica ci sta descrivendo sempre di più un universo che è incredibilmente simile ad alcuni dogmi in cui la fede cattolica crede“.

Dean Koontz sostiene con continuità il CCI, Canine Companion for Independence, un’organizzazione non profit che fornisce cani per l’assistenza ai portatori di handicap; l’autore entra in contatto con questa realtà in occasione delle ricerche per il suo libro Midnight (1989), in cui compare proprio un cane addestrato dal CCI. In segno di riconoscenza per le generose donazioni ricevute, l’organizzazione gli regala Trixie, un golden retriever che da quel momento ispira molti dei ‘personaggi’ canini dei suoi racconti.


Fonti

Best-selling Author Dean Koontz Explores Catholic Values in Novels

https://www.lescienze.it/news/2017/02/25/news/laboratorio_cinese_patogeni_pericolosi-3435336/

https://www.scmp.com/lifestyle/arts-culture/article/3050481/virus-called-wuhan-400-makes-people-terribly-ill-dean-koontz

https://www.scmp.com/lifestyle/arts-culture/article/3051619/china-wasnt-original-villain-book-predicting-coronavirus

Coronavirus, non solo Li Wenliang: altri cinque medici arrestati in Cina

Una psicologa racconta il suo cammino di liberazione grazie all’incontro con Cristo

La psicologa colombiana Kelly Buitrago ha raccontato la sua testimonianza del suo cammino di liberazione.  Non è stato facile per lei ammettere tutto ciò, dato che proveniva da studi scientifici che escludono a priori il soprannaturale, archiviandolo sempre come “delirio religioso”… Eppure sei anni fa, quasi ogni notte, “vedevo orribili immagini di esseri in forma umana, ma non erano esseri umani.  In un’occasione mi svegliai di soprassalto poco prima dell’alba e vidi una mano orribile che mi prendeva il piede e mi trascinò fuori dal letto”, ha dichiarato la psicologa Kelly Buitrago.

4152_kelly_
La psicologa Kelly Buitrago oggi

A causa della sua formazione professionale come psicologa e della sua condotta di vita di “credente non praticante” (il solito inganno della fede ‘fai-da-te’ : “credo in Dio ma pratico come mi pare”), la psicologa Kelly Buitrago inizialmente cercò di diagnosticare i suoi ripetuti incubi e paure notturne come suggestioni e sintomi di qualche disturbo psichico…ma in questo caso, la scienza che aveva studiato per anni  non la aiutò affatto a guarire. Anzi.

Le manifestazioni di presenze terrificanti ed i tormenti interiori divennero sempre più frequenti  e non riuscì con la scienza e con la medicina a trovare una soluzione.

“Avevo aperto molte porte al Maligno, ma non volevo ammetterlo”…

Pur essendo stata battezzata cattolica, la psicologa Kelly Buitrago afferma che sia lei sia i membri della sua famiglia non sono mai stati praticanti, ma piuttosto oggi ammette che lei e la sua famiglia avevano sempre coltivato un interesse particolare per l’ occultismo: cartomanzia, spiritismo, magia. Oltre a tutto ciò, la psicologa conviveva da anni con il suo compagno, senza mai sposarsi…

“Provengo da una famiglia che coltivava ‘una fede fai da te’, che confondeva la fede con la superstizione. Penso di aver aperto molte porte al diavolo, lo capii solo in seguito a tutto il male che mi ha assalito. I membri della mia famiglia erano sempre in cerca di persone che leggessero loro le foglie di tabacco, i Tarocchi e quando un caro amico morì, abbiamo pagato una medium per scoprire come era morto, perché non era una morte naturale ma un suicidio. Quindi, ovviamente, abbiamo aperto molte porte al Maligno, abbiamo seguito maghe e cartomanti in televisione, oroscopi, molte cose che non venivano da Dio ”, ha affermato la psicologa.

Oggi, a 35 anni, ricorda che la sua guarigione non è avvenuta grazie alla psichiatria o alla psicologia, ma grazie ad un cammino di liberazione in seguito ad un intervento di DIO, a cui lei arrivò inaspettatamente. Un pomeriggio come gli altri, passando da un canale all’altro della televisione, fu attratta dalla voce di un SACERDOTE che veniva intervistato su un canale cattolico e rimase lì ad ascoltarlo: quello che diceva era proprio per il suo caso.3479_gerardo_

Si trattava di Padre Gerardo Piñeros, (in foto qui sopra e nella foto principale dell’articolo, mentre celebra Adorazione Eucaristica), che invitava coloro che volevano a chiedere aiuto spirituale presso chiesa di Santa María del Camino a Medellín, in Colombia. Sebbene Padre Gerardo non sia l’esorcista della diocesi, nei suoi 16 anni di ministero sacerdotale – sottolinea in un’intervista con Portaluz – ha assistito ad alcuni fenomeni che lo portano a confermare la Dottrina della Chiesa sull’esistenza e l’azione del diavolo:   “Sono un sacerdote e per il potere del mio ministero prego per i malati, per le persone che vengono in parrocchia con qualche disturbo e che provengono da molte parti. Bene, in questi 16 anni di ministero sono stato in grado di vedere cose sorprendenti che a volte violano le leggi della fisica,  persone che vomitano oggetti strani, le persone che nel momento della preghiera cadono in trance ed hanno forza sovrumana. Vedere una bambina di 10 anni che parlava un latino perfetto e cose del genere che, come una volta disse un medico: se non avessi mai vissuto queste cose, penserei che non esistano”.

Il potere del Sangue di Cristothepreciousbloodofjesuschrist

Kelly andò sul posto e aprì il suo cuore al sacerdote,  che “pregò su di me e disse che dovevo stare serena e ricominciare a pregare e fidarmi di Nostro Signore Gesù”. Ma le manifestazioni notturne continuavano, oltre a problemi economici e conflitti emotivi con il suo convivente, il padre dei suoi figli.

Quindi la psicologa Kelly tornò ad una Messa celebrata da padre Gerardo, che pregò di nuovo Dio per lei, con preghiere di liberazione: “Era la prima volta che cominciavo a sentire la liberazione… Ho provato un’esperienza extrasensoriale perché è come se una parte di me fosse venuta fuori. Come se fossi cosciente ma allo stesso tempo no. Ho sentito il mio corpo che si muoveva contro la mia volontà, voci dentro di me, un dolore orribile che usciva dalla mia gola e ho iniziato a vedere tutte quelle cose che mi assalivano di notte.

Il padre mi disse: “Ripeti : GESU’ CONFIDO IN TE”.  Non riuscivo a dirlo verbalmente, ma lo dissi mentalmente. Il padre cominciò quindi a pregare la Beata Vergine Maria e invocò anche San Michele Arcangelo e San Charbel. Quando la preghiera di liberazione terminò, mi ripresi, mi sentii libera e molto sbalordita. Il padre mi disse che dovevo cominciare a pregare il Rosario in casa mia ogni giorno e completarlo con la

Preghiera o Sigillo del Sangue di Cristo :sangue di GESU'

Nel Nome di Gesù io consacro me stesso nel Sangue preziosissimo di Gesù Cristo († segno di croce sulla fronte) sotto il manto di Maria († segno di croce sulla fronte) e sotto la protezione di San Michele Arcangelo († segno di croce sulla fronte). Signore Gesù, in Tuo nome, e con il potere del Tuo Preziosissimo Sangue, sigilliamo ogni persona, ogni azione e ogni evento attraverso i quali il nemico voglia farci del male.

Con il potere del Sangue di Gesù, sigilliamo ogni potestà distruttrice in aria, sulla terra, in acqua, nel fuoco, sotto terra, le forze sataniche della natura, negli abissi dell’inferno e nel mondo in cui viviamo oggi.

Con il potere del Sangue di Gesù spezziamo ogni interferenza e azione del maligno.

Ti chiediamo, Gesù, di inviare nelle nostre case e nei nostri luoghi di lavoro la Santissima Vergine accompagnata da San Michele, San Gabriele, San Raffaele e tutta la loro corte di Angeli Santi.

Con il potere del Sangue di Gesù sigilliamo la nostra casa, tutti coloro che vi abitano (nominare ciascuno di loro), le persone che il Signore vi invierà e i cibi e i beni che generosamente ci ha offerto per il nostro sostentamento.

Con il potere del Sangue di Gesù, sigilliamo terra, porte, finestre, oggetti, pareti e pavimenti, l’aria che respiriamo, e collochiamo con fede un cerchio del suo Sangue intorno a tutta la nostra famiglia.

Con il potere del Sangue di Gesù, sigilliamo i luoghi in cui staremo in questa giornata, e le persone, le imprese o le istituzioni con le quali tratteremo (nominare ciascuna di loro).

Con il potere del Sangue di Gesù, sigilliamo il nostro lavoro materiale e spirituale, gli affari di tutta la nostra famiglia e i veicoli, le vie e qualsiasi mezzo di trasporto che dovremo utilizzare.

Con il Tuo Sangue prezioso, sigilliamo gli atti, le menti e i cuori di tutti gli abitanti e i dirigenti della nostra Patria, perché regnino la Tua pace e il Tuo Cuore.

Ti ringraziamo, Signore, per il Tuo Sangue e per la Tua Vita. Rendiamo loro grazie per essere stati salvati e preservati da ogni male. Amen.

Il dono della TEMPERANZA (PERSEVERANZA)buitrago
Questa esperienza è stata solo l’inizio di un cammino di conversione che avrebbe trasformato in meglio la vita di Kelly e dei suoi figli. Ha ricevuto nuove preghiere, accompagnamento spirituale da questo e da altri sacerdoti esorcisti e finalmente ha messo in pratica gli insegnamenti della Chiesa cattolica nella sua vita.
Kelly ha chiuso il rapporto di convivenza o libera unione che aveva, e che era diventato sempre di più un ostacolo per la sua liberazione: ricevette i SACRAMENTI, si confessò e ricevette la Santa Eucaristia e, a poco a poco, la pace e la salute sono ritornate nella sua anima e nel suo corpo.

“Dobbiamo chiedere a Dio il dono della temperanza …” ci dice Kelly e ci spiega un po’ di più come è riuscita a vivere questo dono: “Con i miei figli ci consacriamo al Sacro Cuore di Gesù e al Cuore Immacolato di Maria ogni giorno e oggi non vivo più la mia vita senza Dio. Frequentiamo la Chiesa, partecipiamo all’adorazione del Santissimo Sacramento, all’Eucaristia domenicale e alle feste di precetto, ci confessiamo regolarmente, preghiamo il Rosario in famiglia, a volte con mia madre e le zie. Ma nulla nella vita è facile, dobbiamo avere perseveranza continua”.

Padre Gerardo Piñeros spiega che NON SI PUO’ SCENDERE A COMPROMESSI COL MALIGNO

3401_gerardo_
Padre Gerardo Piñeros

Ciò che la Parola di Dio nella Sacra Bibbia definisce “peccato” è ciò che distrugge la salute fisica e spirituale dell’ uomo, e può distruggere l’anima per sempre, perchè vi sono peccati mortali, cioè che incatenano l’anima all’inferno.  Su questo, non si può scendere a compromessi, negoziare col diavolo, perché un peccato mortale non sarà mai buono; non possiamo giustificarlo, non possiamo ingannare noi stessi, ma invece dobbiamo denunciare gli inganni del diavolo. Come, ad esempio, fece San Paolo in 1Corinzi 6, 10-11, elencando i peccati degli ingiusti che non erediteranno il Regno dei Cieli, poichè praticano queste cose e non si pentono.
 
Che tipo di travestimento usa di solito il diavolo oggi per ingannare l’uomo?
Risponde Padre Gerardo: ” Il Vangelo spiega che il Diavolo si maschera da angelo di luce, vale a dire si nasconde dietro pratiche apparentemente spirituali ma che contengono in sé un veleno, cioè tutte le pratiche magiche. Potremmo dire che negli ultimi tempi tutte le pratiche della New Age sono apparentemente spirituali,  apparentemente nobilitano l’uomo, dicendo che lo elevano, invece sono un grandissimo veleno. In realtà, lo separano da Dio Creatore e finiscono per confondere la creatura con il Creatore. Con molte di queste pratiche, viene rubato un dono dello Spirito Santo, che è il dono della PIETA’,  cioè la disposizione di filiale obbedienza, sentita dal cristiano come una esigenza interiore, unita al bisogno di dover sottomettere la nostra volontà a quella di Dio non per paura o timore ma solamente per amore. Da questo desumiamo che il dono della Pietà qualifica, appunto, il rapporto con Dio ed essenzialmente il rapporto di figliolanza con Lui.  Una persona che comincia a seguire le mode imperanti, magia, cartomanzia, certe pratiche orientali o new age, finisce semplicemente per abbandonare la Chiesa, la Confessione, il Rosario, pensando che quello che sta facendo è più “utile” per ottenere ciò che si vuole…LA PRESUNZIONE E LA SUPERBIA DELL’UOMO CHE CREDE DI FARSI “DIO DI SE STESSO” E’ GIA’ UNA PORTA DELL’INFERNO SU QUESTA TERRA”.

Fonti

https://www.portaluz.org/una-psicologa-cuenta-su-personal-experiencia-con-el-demonio-y-agradece-3653.htm

https://www.portaluz.org/las-trampas-de-satanas-3101.htm

Come le sette diffondono l’epidemia della paura della fine del mondo

Che dice veramente la Bibbia sulla fine del mondo?

I cristiani non sanno quando avverrà la fine del mondo e dell’umanità, né il modo in cui si trasformerà l’universo.

La Bibbia non parla mai di “fine del mondo”, ma di “fine dei tempi”, lasciando intendere che il mondo non cesserà di esistere totalmente, ma che sarà trasformato in un “nuovo cielo e una nuova terra” in Gesù Cristo.

La cosa certa è che tutti quelli che dicono di basarsi sulla Bibbia per “profetizzare la fine del mondo” dimenticano che le stesse Scritture, attraverso le Parole di Cristo, avvisano che “Quanto a quel giorno e a quell’ora, però, nessuno lo sa, neanche gli angeli del cielo e neppure il Figlio, ma solo il Padre”(Matteo 24:36).

Gesù non ha dato un’ora o una data da segnare in agenda. “Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta” (Atti 1:7).

La pandemia di coronavirus, che ora preoccupa tutti,  viene sfruttata  dai guaritori e dai guru delle pseudo-terapie New Age , che si presentano con la loro pseudo soluzione “alternativa” o “naturale” al virus....Il terrorismo apocalittico è un mezzo che le sette (anche gruppi pseudocristiani, LE SETTE MILLENARISTE) adottano sempre per fare proselitismosfruttando la irrazionalità della paura, perché la situazione globale contribuisce alla visione dualistica della realtà in cui i leader indottrinano i loro seguaci: il male del mondo esterno e la bontà del gruppo ristretto di “eletti” (setta), gli unici che, secondo il guru o santone di turno, si salveranno…il Covid-19 viene presentato come un segno che stiamo vivendo la fine dei tempi. coronavirus_

I membri del corpo direttivo dei Testimoni di Geova, ad esempio, – che non sono cristiani e non hanno la vera Bibbia ma la “traduzione del nuovo mondo”, ovvero un testo scritto dal loro fondatore americano e noto massone Charles Taze Russell nel 1870- sono sempre stati molto attenti ad incoraggiare i seguaci a predicare e contribuire, anche con la vendita delle proprie case, a donare i loro averi ai capi dirigenti, perchè ” è doveroso prepararsi alla fine imminente del mondo”, in cui si salva solo chi appartiene alla loro setta, poichè adesso la fine del mondo o Armagheddon secondo loro sarebbe più che mai alle porte, mentre i capi continuavano e continuano  tutt’ ora ad arricchirsi comprare e ad espandersi…

th (1)

grave russell
LA TOMBA DEL FONDATORE DEI TESTIMONI DI GEOVA, CHARLES TAZE RUSSELL, MASSONE DEL GRANDE CENTRO MASSONICO DI PITTSBURGH-

La Shincheonji Church of Jesus la setta religiosa che è stata individuata come l’epicentro del contagio del Covid 19 in Corea del Sud – è uno spaccato del fenomeno molto più ampio delle sette millenariste. Accomunati dalla presenza di un fondatore carismatico, che si autoproclama “messia”, stretto controllo tra i membri, partecipazione e proselitismo accentuati

La cronaca di questi giorni indica con chiarezza che oltre la metà delle vittime sudcoreane del contagio da coronavirus appartengono o sono connesse a un culto millenaristico, lo Shincheonji Church of Jesus, che significa «i nuovi Paradiso e Terra» : i seguaci, 240 mila in 29 paesi, tra cui anche gli USA, erano chiamati a diffondere il contagio per facilitare la fine del mondo. La Corea del Sud era pronta ad affrontare il coronavirus, ma il leader della setta Shincheonji ha chiamato al boicottaggio. Per loro, questo virus era un peccato che non va curato… Il fondatore, l’88enne Lee Man-hee, giura d’essere il Cristo risorto che porterà «una nuova Israele spirituale alla fine dei giorni». L’epidemia, tuonava dal palco, «è un male causato da chi è geloso della nostra crescita». È un peccato, che non deve interrompere “le loro riunioni”, attraverso le quali solo loro potranno salvarsi…

Così è iniziata la ricerca ai seguaci per testarli. Ma le liste sono rimaste segrete fino a poco tempo fa. Per volontà del leader. Si è scoperto, poi, che ai primi di febbraio molti erano riuniti al funerale del fratello del fondatore, il quale aveva visitato alcune delle 19 chiese in Cina. I seguaci si sono infettati gli uni con gli altri, contagiando familiari e amici ignari e minacciati di tenere tutto nella segretezza.

Una circostanza negata solo parzialmente dal leader e fondatore del culto, Lee Man-hee (nella foto sopra) durante l’apparizione pubblica del 2 marzo 2020, in cui ha chiesto scusa per le sue responsabilità nell’inarrestabile diffusione del contagio in Corea del Sud.

Profezie non realizzateBASE-DOC33

In diverse situazioni di crisi socioculturale, e soprattutto nel passaggio tra due secoli o millenni, appaiono profezie di ogni tipo che segnalano l’imminente fine del mondo. È quanto avvenuto recentemente nel 2012 con una ridicola interpretazione del calendario Maya o con dei calcoli fantasiosi dei numeri biblici, come nel caso di H. Camping.

Attorno all’anno 2000 si sono sviluppati ogni genere di profezie, e ancora oggi molti movimenti fondamentalisti predicono una fine imminente, portando i propri seguaci ad essere ulteriormente fedeli agli obiettivi del gruppo.

Già nel XIX sec. gli Avventisti avevano previsto la fine per il 1843, e poi per il 1844; seguirono i Testimoni di Geova predicendo la fine del mondo per il 1874, poi per il 1914, 1915, 1925, 1975 e via discorrendo.

Nel XX sec. i Bambini di Dio la prevedettero per il 1993; la Misión Rama per il 1975  e poi per il 2000; la Chiesa Universale di Dio per il 1936, 1947, 1972 e poi 1975; l’Ordine del Tempio solare per il 1993 e per il 1994; Heavens Gate per il 1997 e una lista infinita di altre sette per il 2000 e per il 2012.

Alcuni gruppi di ispirazione cattolica, nati in seguito ad apparizioni mariane e altre rivelazioni private non approvate dalla Chiesa, hanno previsto la fine – e terrorizzato i propri seguaci con la narrazione di orrori che la Madonna avrebbe annunciato – per un tempo non molto distante. IN PARTICOLARE, ci riferiamo alla FALSA PROFEZIA ATTRIBUITA A MALACHIA e le interpretazioni false degli scritti della beata Caterina Emmerick, APPROFONDIRE QUI

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/04/30/la-falsa-profezia-di-malachia-altre-sui-due-papi/

Anche molti gruppi contattisti che ritengono di aver avuto dei “contatti” con gli extraterrestri e rivelazioni da altre galassie – come la Misión Rama o lo “stigmatizzato” Giorgio Bongiovanni – hanno tenuto incontri sull’imminente fine, indicando delle date specifiche.

Il gruppo nordamericano Uranius predisse che nel 2001 sarebbero arrivati gli extraterrestri, ma l’anno successivo rettificarono dicendo che, siccome l’umanità non era ancora pronta, gli alieni avrebbero preferito aspettare qualche anno in più.

Persino il sedicente “Stato Islamico” porta avanti un discorso simile, basato sulla propria interpretazione della dottrina islamica. Sostiene infatti di combattere le ultime battaglie prima della fine del mondo…

Alcuni gruppi di tipo orientalista e New Age – come il MISA, un movimento Yoga esoterico fondato dal rumeno Gregorian Bivolaru – sostengono che maggiore sarà il numero di persone che praticherà meditazione, e più sarà possibile rallentare “l’apocalisse” che si avvicina.

Anche i movimenti gnostici hanno fissato delle date per la fine del mondo, ma le profezie variano a seconda che siano di stampo ottimistico (un passaggio all’Età dell’Oro) o pessimistico (la totale distruzione della materia).

APOCALISSE E “ARMAGHEDDON”

Il termine “apocalisse” NON SIGNIFICA CATASTROFE, FINE DEL MONDO: è una parola di origine greca che significa “svelamento”, “rimozione del velo”, “RIVELAZIONE”, cioè conoscenza di qualcosa che era prima sconosciuta.

Ma è, nello stesso tempo, un genere letterario proprio del giudaismo, la cui finalità è dare un’interpretazione religiosa ad avvenimenti storici sconcertanti o inspiegabili, soprattutto quando avvengono grandi ingiustizie, come nel caso delle persecuzioni dei romani contro i cristiani.

Per interpretare in modo corretto questi testi è necessario contestualizzare ogni simbolo, anche alla luce della teologia dell’autore.

Il genere escatologico è carico di simboli a noi estranei: convulsioni cosmiche, entità soprannaturali, sogni e visioni, numeri dal significato particolare, ecc. Ma tutti questi simboli sono al servizio di una lettura della storia concreta alla luce della fede.

I fatti non vengono narrati nei dettagli pratici, ma si cerca invece di esprimere una logica superiore, un piano, una finalità che dia senso a tutta la Storia, della quale Dio è il Signore. La costante dialettica tra bene e male non va intesa in senso manicheo, come se fossero forze della stessa potenza, perché Dio continua ad essere sempre il padrone assoluto della Storia.

L’Armageddon (che andrebbe scritto Harmageddon, con l’H), significa letteralmente Monte Megiddo, cioè la piana di Esdraelon, dove ebbero luogo molte battaglie importanti narrate nell’Antico Testamento. Ma il termine è stato utilizzato  in modo sbagliato da diverse sette (TESTIMONI DI GEOVA in primis) e gruppi pseudoreligiosi, come se fosse il luogo della battaglia finale tra Cristo e l’Anticristo, o tra Cristo e satana.

Dunque l’Armageddon non è un evento distruttivo, ma un luogo in cui Israele ha combattuto delle grandi battaglie. Ma i Testimoni di Geova, gli Avventisti, i Mormoni, la Chiesa Universale di Dio e gli stessi Rosacroce lo hanno definito – segnalando diverse date – come sinonimo di Battaglia Finale.

L’ ESEMPIO DI UN GURU YOGA in Spagna, Emilio Fiel detto Miyo “Coronavirus: ci stiamo preparando alla fine del mondo”…

miyo
Un guru settario che ha reso pubbliche le sue riflessioni sul coronavirus è lo spagnolo Emilio Fiel (vedi immagine allegata), leader di una setta degli anni ’80 chiamata “Rainbow Community” (Comunità dell’Arcobaleno), successivamente convertita nella scuola di Chrisgaia e che è passata dall’orientalismo all’orientamento sincretistico del New Age con elementi sciamanici. Lo stesso guru ora si definisce Miyo e ha una parola “profetica” su qualsiasi aspetto della vita, qualcosa a cui i suoi seguaci prestano molta attenzione.

 

Soluzione al Coronavirus? Non la medicina ufficiale, ma il Pranayama Yogico 

pranayamaLa sua interpretazione paranoica va oltre il “complottismo”, sottolineando affermazioni di natura spirituale ed esoterica: “IL CORONA VIRUS È un’azione guidata dall’oscurità per evitare il processo di ascensione individuale e planetaria in cui siamo immersi”. E non solo: propone anche la sua soluzione personale per il coronavirus: “Cosa possiamo fare come difesa? Esegui il pranayama yogico ogni giorno (respirazione con il fuoco, bastrika o soffietto, ma ancora meglio kundya yoga kriya nel canale centrale) ”, oltre ad altre raccomandazioni più comuni come la camminata e il rilassamento….ma i suoi seguaci non sono affatto “rilassati” ma TERRORIZZATI! e totalmente manipolati. 

Come è naturale in una visione della NEW AGE , che COME IL SATANISMO presuppone CHE OGNUNO DI NOI è “DIO DI SE STESSO”, Emilio Fiel chiama ad “attivare quotidianamente ‘IL PROPRIO CHAKRA LUMINOSO’ e ad emanare decreti dall’Io Presenza per mantenere la perfezione del nostro corpo e la difesa contro tutte le forze negative o predatorie “, e raccomanda” mantenere alta la frequenza cardiaca “.

Il guru, che firma questi messaggi come Miyoji, si riferisce al fatto che stiamo partecipando a una “prova generale dell’Apocalisse”, parla di “purificazione del fuoco” e assicura che con le sue proposte di guarigione – tra gli altri, gli esercizi respirazione, “fuoco viola”, meditazione, decreti – “abbiamo evitato molti tipi di influenza … per diversi decenni con grande successo”, in quanto sono “pratiche che difendono in modo impeccabile la nostra integrità biologica meglio di qualsiasi medicina” .

“Bisogna Inviare amore e consapevolezza al virus”: dal catastrofismo alla follia

Poiché l’approccio alternativo di questo leader settario è chiaro: “il mondo non è governato dalla chimica ragionata ma dalla Coscienza”, e quindi “al virus deve essere inviato amore e coscienza per aumentare la sua frequenza, è anche disorientato e non capisce la situazione … Solo in questo modo diminuirà i suoi effetti mortali e alla fine verrà sradicato dalle nostre vite. ”

Detto in altre parole: “qualcuno a contatto con la natura, felice e innamorato, non può essere infettato”, un discorso simile a quello di altri guru e pseudo-terapisti.

“Qualcosa di più terribile accadrà nel 2020”

È allora che arriva la profezia che infonde paura nei seguaci del guru: “anche se il Coronavirus si calmerà presto, il tempo di calma apparente non durerà nemmeno un paio di mesi perché un evento globale riporterà la vita umana sottosopra, una grande tempesta sta arrivando sul pianeta (molto più potente di questa distrazione [coronavirus] con cui abbiamo a che fare) verso la fine della primavera o in piena estate”.

Come sempre, l’annuncio di qualcosa di negativo – che può produrre una paura logica – è completato da una ‘lettura positiva’ … fintanto che è vissuta secondo il modo dettato dal guru, il quale assicura: “avverranno i grandi cambiamenti promessi per il 2020, trasformando definitivamente le nostre vite”…

E annuncia: “molto attento alle date che vanno da oggi [10 marzo] a quattro mesi da oggi, nella data in cui viene celebrata la giornata del signor Santiago”, riferendosi così al 25 luglio, festa di SAN GIACOMO grande apostolo di Cristo, che occupa un posto importante nelle dottrine della setta, anche se privato totalmente del suo valore cristiano.

PROFEZIE CATASTROFICHE, PER RAFFORZARE LA MANIPOLAZIONE SETTARIA

(“WATCH TOWER” E’ LA RIVISTA TORRE DI GUARDIA DEI TESTIMONI DI GEOVA CREATA DAL FONDATORE RUSSELL)

In tempi di insicurezza personale e sociale, molte persone hanno bisogno di  qualcosa a cui aggrapparsi … Sperano in una soluzione semplice e diretta: una soluzione magica, basata su una conoscenza speciale della realtà.

I leader settari pensano di essere ESSERI SUPERIORI con qualità speciali, e quindi lo instillano nei loro seguaci. Sono molto abili nel “dimostrare” di essere gli unici benefattori sinceri e altruisti dell’umanità.

Spesso l’obiettivo finale non è finanziario, come si dice a volte. I guru vogliono condividere e diffondere la propria illusione di superiorità, e lo fanno sottoponendo i loro seguaci al loro capriccio. Non bisogna dimenticare che le sette sono un fenomeno di potere sugli individui.

La testimonianza di un sopravvissuto

Di fronte a questa situazione, abbiamo parlato con una persona – di cui proteggiamo l’anonimato- che è stata seguace per molti anni di una setta apocalittica new age in Spagna. Spiega che in questi casi, all’interno delle sette è comune che “se la predizione di qualche epidemia annunciata dal guru si è verificata (presumibilmente) in passato, ciò genererà una straordinaria fiducia nei confronti del guru”.

Dopo aver lasciato la setta, questo sopravvissuto alla luce di tutto ciò che ha vissuto, contemplando l’attuale crisi del coronavirus, avverte del “pericolo che tutti questi guru ora si sentano affermati e rafforzati e che questa situazione possa servire ad attirare nuovi seguaci nella rete delle sette ”.

E non solo: secondo l’ex adepto spagnolo, “la fiducia è la base su cui il santone comincia un processo di manipolazione sui seguaci che può portare, ad esempio, ad abusi sessuali ‘a scopo magico di salvezza e di unione con l’essere superiore’…

Quindi … è vero che questo o quel guru era corretto nella sua previsione? No, certo che no. Questi “profeti delle calamità” (usando l’espressione di Papa San Giovanni XXIII) tendono ad annunciare ripetutamente catastrofi, disgrazie e successive epidemie nel mondo. Questo è accaduto e sta accadendo nei Testimoni di Geova, per esempio, e in molte altre sette, che hanno dato le loro date “speciali”. Da così tanti eventi previsionali, può capitare che qualcosa accada veramente qualche volta. MA CIO’ NON SIGNIFICA CHE “CI ABBIANO AZZECCATO”, ma più che altro, come dice l’ex adepto intervistato: “alla fine, A FURIA DI PROFETIZZARE SCIAGURE, i seguaci dei vari guru apocalittici vengono manipolati a fare congetture su qualsiasi evento”…

La psicosi della fine del mondo purtroppo è una epidemia spirituale con cui i leader delle sette manipolano tante persone.


FONTI 
RIES Rete Iberoamericana di Studio delle Sette
Articoli del Prof. Miguel Pastorino e del sacerdote Luis Santa Maria del Rio

https://www.lastampa.it/esteri/2020/03/04/news/la-setta-coreana-che-ha-contagiato-un-paese-curarsi-e-un-peccato-1.38548974

Testimonianza ex dirigente dei TdG

https://www.quovadisaps.it/coronavirus—testimoni-di-geova—aggiornamento-circolare-4-3-.html

S. Caterina da Bologna, protettrice dei sacerdoti esorcisti

Santa Caterina da Bologna o Caterina de’ Vigri, clarissa e abbadessa del monastero Corpus Domini di Bologna, nasce l’8 settembre 1413 da Benvenuta Mammolini e da Giovanni de’ Vigri, patrizio ferrarese, dottore in legge e pubblico Lettore a Padova, al servizio del marchese Niccolò III d’Este, signore di Ferrara. La data della nascita è collocata convenzionalmente, al 1413, dato che dal libro Specchio di illuminazione di Beata Suor Illuminata Bembo, amica e consorella della Santa, si deduce che ella morì nel 1463 all’età di cinquant’anni. Nel calendario odierno viene commemorata il 9 marzo, giorno della sua morte: il suo corpo cominciò ad emanare profumo ed è stato riesumato totalmente incorrotto. La sua erudizione ed il suo bagaglio dottrinale si possono desumere da tre opere: la prima è il Trattato “Le sette armi spirituali”, poi “Laudi, trattati e lettere” e “Specchio di illuminazione”, di Beata Suor Illuminata Bembo, contemporanea della Santa: questo ultimo testo, oltre ad essere la biografia della Santa è anche espressione della vivacità culturale del Monastero del Corpus Domini bolognese.

LA PREGHIERA DI ESORCISMO INSEGNATA DA SANTA CATERINAs.-caterina-da-bologna-8-263x300

Santa Caterina da Bologna viene considerata protettrice dei sacerdoti esorcisti, perchè combattè e vinse moltissime tentazioni ed inganni del Maligno, che descrisse nella sua opera Le sette armi spirituali; vale la pena ricordare la cosiddetta «devozione di San Bernardino » contro le tentazioni, perché la Santa ne fa cenno nel suo Trattato. Consigliava alle sue giovani consorelle, quando fossero afflitte da qualche tentazione, di ritirarsi in se stesse dicendo: «Se il mio Signore vorrà permettere che questa tentazione duri fino alla fine della mia vita, me ne contento, e mi studierò di star forte con la divina grazia, confidandomi che con tale aiuto mai non consentirò alla diabolica suggestione ».

E dopo aver pronunziato queste parole consiglia di recitare con maggior affetto e
fervore possibile la seguente orazione:

«Signor mio Gesù Cristo dolcissimo, per quell’infinita e inenarrabile carità che vi fece star ligato al crudel tormento della Colonna e sostenere le aspre battiture dei vostri persecutori per la mia salute, pregovi mi diate fortezza a che, mediante la grazia vostra, io possa aver vittoria dei miei nemici, e con pazienza sostenere questa ed ogni altra battaglia ch’essi mi potranno dare».
E poi deve inginocchiarsi cento volte in onore del SS. Nome di Gesù, (recitare le Litanie al Santissimo Nome di Gesù) invocandolo ogni volta con devoto affetto e confidando d’ottenere la grazia. E la Santa aggiunge:
«Sia certissima qualunque persona farà tal orazione con buon cuore che subito
riceverà rimedio e conforto».

PREGHIERE A SANTA CATERINA DA BOLOGNA

O incomparabile S. Caterina, che infiammata di amore per Gesù Crocifisso ne meritaste in vita i più eletti favori, e dopo morte continuate a risplendere di tante meraviglie, che il vostro corpo medesimo, da oltre cinque secoli incorrotto, è un segno non dubbio del potere glorioso che godete in Cielo; deh! Voi difendetemi sempre da ogni pericolo dell’anima e del corpo e soprattutto vi supplico a ottenermi dal Signore la grazia…

Sia per me frutto della vostra protezione la fortezza nella Fede, l’esatto adempimento dei cristiani doveri, lo spirito costante di sacrificio, e soprattutto quella purezza di cuore a cui è riserbato l’eterno gaudio nella beata visione di Dio. Amen.

Pater, Ave, GloriaSantino-Holy-Card-S-Santa-Caterina-da-Bologna

SANTA CATERINA DA BOLOGNA E L’INFALLIBILE ESORCISMO

«Dobbiamo sopportare la cattiva sorte con grande coraggio, per l’amore di Gesù Cristo. Preferite le sofferenze ai piaceri, accettatele con gioia, desideratele sempre di più così da divenire conformi a Lui. Questo è il comportamento corretto per un animo veramente cristiano, indegno di essere definito tale se rifiuta di portare la croce»

Sintesi di “Le sette armi spirituali

Pubblicato per la prima volta nel 1475, fu ristampato molte volte dopo la sua morte e tradotto in altre lingue. All’inizio del trattato la Santa presenta due condizioni indispensabili per rendere utile la lettura del libro: l’intenzione di non commettere mai una colpa grave e la ferma risoluzione nel seguire la via della croce. Gli strumenti necessari erano la diligenza e la perseveranza. La mancanza di fiducia in se stessi deve essere bilanciata dalla totale fiducia nell’amore di Dio per le sue creature:

  1. avere cura e sollecitudine nell’operare sempre il bene;
  2. credere che da soli non potremo mai fare qualcosa di veramente buono;
  3. confidare in Dio e, per amore Suo, non temere mai la battaglia contro il male, sia nel mondo, sia in noi stessi;
  4. meditare spesso gli eventi e le parole della vita di Gesù, soprattutto la sua passione e morte;
  5. ricordarsi che dobbiamo morire;
  6. avere fissa nella mente la memoria dei beni del Paradiso;
  7. avere familiarità con la Santa Scrittura, portandola sempre nel cuore perché orienti tutti i pensieri e tutte le azioni.

Per approfondimenti: Le sette armi spirituali 

Il monastero del Corpus Domini delle suore clarisse, in cui Santa Caterina divenne abbadessa, divenne famoso per la santità e abbondanza di miracoli e guarigioni. Per invidia della santità delle suore, il Maligno colpì una di esse Suor Samaritana con varie afflizioni dell’ anima e del corpo. Santa Caterina venne chiamata ad intervenire per salvare la consorella posseduta che era ormai in punto di morte:

“O maligna bestia, nemica del genere umano, ben sapevo che appena mi fossi
partita tu avresti fatto questo che ora fai. Ma confido nel mio Signore che non avrai
tanta forza da perturbare le anime di queste creature, sicché rimangano
scandalizzate per la travagliata morte di questa serva di Dio. La quale son certa che
sarà salva, a tuo dispetto e vergogna, perché è stata sempre sposa fedele di Gesù
Cristo”.
Dicendo queste parole Santa Caterina prese l’aspersorio e spruzzò con l’acqua benedetta prima l’inferma e poi tutta la stanza, confortando le presenti a non temere perché presto il Signore mostrerebbe loro il Suo potere invincibile. Continuassero a pregare con
fervore, giacché fra pochi momenti le loro preghiere comuni sarebbero state
esaudite. E, avvicinatasi all’inferma, ch’era ricaduta come morta sul guanciale,
cominciò a confortarla con dolci ed amorevoli parole. Quindi postasi in orazione,
malgrado che le sue stremate forze non glielo permettessero, sorretta da alcune fra
le presenti, cento volte s’inginocchiò e per altrettante volte invocò, chinando il capo, il Santissimo Nome di Gesù: la preghiera di S. Bernardino, che le fu sempre
familiare e di cui esperimentò l’efficacia in molte gravi ed urgenti necessità.
Finalmente, dopo aver cento volte ripetuta genuflessa quel Nome davanti al quale
s’inchinano gli Angeli, tremano gli abissi e si spiega ogni volontà nel cielo e sulla
terra, tornando presso il letto disse con voce alta e vibrante (e alle monache parve
improvvisamente che quella piccola donna, rattrappita dagli acciacchi, crescesse di
statura e maestà):
– Ora in nome di Dio ti comando, maligno spirito, di partirti immediatamente,
giacché non hai più potestà alcuna su questo luogo né sull’anima di questa creatura.
A questo irresistibile esorcismo, come lo scoppio d’un fulmine che echeggiò per
tutto il monastero, la bestia infernale lasciò subito la preda; e la povera suor
Samaritana si acquetò e rassettò nelle membra e nel viso, che riassunse il suo
aspetto naturale. Solo che questo, mentre prima di quelle diaboliche crisi, appariva
cereo e diafano per le sofferenze della malattia, acquistò all’improvviso un colorito
roseo, rischiarato da qualche cosa d’ingenuo e radioso: pareva che una giovanetta
sorridesse sotto le rughe della religiosa consumata dagli anni e dai patimenti. «Bello
come quello d’una fanciulla di 15 anni» apparve alla Beata Suor Illuminata Bembo. Allora la Santa Madre, rivolgendosi a lei, le disse con infinita tenerezza:
“Orsù, figliuola mia benedetta, per grazia di Dio hai vinto il gran dragone e ottenuta
la vittoria. Ecco il tuo Sposo che t’aspetta e vuole che tu vada a possedere il regno
della vita eterna. Che sia infinitamente benedetto, figlia mia! Ed ora va allegramente
e raccomanda tutte noi al tuo e nostro Gesù, Signore e Sposo diletto!”

La moribonda, con gli occhi rivolti a lei, chinò riverentemente il capo in segno
di sottomissione; poi mirò le sorelle che l’attorniavano come se volesse accomiatarsi
da loro, e infine con volto lieto e sereno se ne andò alla volta del Cielo, compiendo il
suo estremo atto d’obbedienza.
Tutte s’inginocchiarono piangendo; e Santa Caterina, affondando il capo su quel
letto, che fino a pochi momenti prima era stato un campo di battaglia, vide per
divina illuminazione quell’anima benedetta, circonfusa di luce e attorniata da una
schiera di Angeli, volarsene alla gloria celeste.


LA LOTTA CONTRO IL MALIGNO NELLA VITA DELLA SANTA

88261180_926154597860596_2640960907680677888_n
Il corpo incorrotto della Santa, visto da una grata nel Monastero del Corpus Domini, Bologna

Santa Caterina descrisse il tormento  della «notte oscura dell’anima», come la chiama S. Giovanni della Croce, quando Dio tace, sembra assente e pare aver abbandonato la sua creatura indifesa alla mercé del Nemico. Ma ben diverso è il fine del Signore, e ce ne dà un’immagine esatta il profeta Ezechiele (XXIV: 11): «Poni la caldaia vuota sulla brace affinché si riscaldi al fuoco vivo, il bronzo si fonda, le sue impurità si stacchino e la ruggine si consumi». Un bel giorno, quando Satana si stancò di tormentarla- tentava invano di confonderla con false visioni e scrupoli, per farle perdere L’ OBBEDIENZA A DIO E LA FIDUCIA IN DIO- la prova si concluse con un «nulla di fatto» per il Maligno e con un immenso vantaggio spirituale per Caterina. La quale confessa, è vero, che questa prova le fu tanto penosa. Ma subito dopo aggiunge: «Però in questo si dimostra quando piace a Dio la persona che per il Suo amore porta e sostiene pazientemente la tentazione che lui gli permette, che beato, e più che beato, quel Religioso o Religiosa che sempre è tentato e mai non consente, siccome disse Dio nell’Apocalisse: «Colui che vincerà sarà considerato come una colonna del mio tempio”. Ed ancora dice il suo glorioso Apostolo San Giacomo: “Beato l’uomo che resiste alla tentazione, giacché essendo stato provato, riceverà la corona della vita”.E perciò sono ingannati (si sbagliano) quelli che vanno al servizio di Dio, credendosi servire a lui con dolcezza e soavità di spirito e pace mentale, imperocché questo non è quello che richiede Iddio dai suoi fedeli servi, anzi gli invita a battaglia».

IL MIRACOLO DEL “PANE DELL’OBBEDIENZA”AA10_1

Un giorno Caterina aveva appena finito d’introdurre il pane nel forno quando udì
suonare la campana che chiamava le monache in chiesa. Quella chiamata a un’ora
insolita sorprese la Santa. Ch’era successo? Era arrivato un Padre dell’Osservanza, a
nome Padre Alberto, che pare fosse un rinomato predicatore, e lo avevano invitato a
tenere un sermone a guisa di esercizio spirituale. Un bel pasticcio, per Caterina; ma
la «chiamata» della campana era un ordine; e Caterina, dibattuta tra il dovere e
l’obbedienza, ritenne che questa dovesse avere la precedenza, e senza starci tanto a
pensar su, guardò il pane ancora bianco nel forno, gli diede una benedizione e disse:
«Ti raccomando a Cristo mio!»; e, sfilatosi il grembiule, si affrettò verso la chiesa.
La predica e i relativi esercizi si protrassero per alcune ore. Ogni tanto alcune
Sorelle, che sapevano del pane che stava in cottura, guardavano Caterina che,
tutt’assorta nell’ascoltare la parola di Dio, sembrava essersi dimenticata d’ogni altra
cosa. Per cui, quando finalmente la funzione ebbe termine, e la povera panettiera
poté finalmente accorrere al forno, molte la seguirono fiutando l’aria perché si
aspettavano sentir puzzo di bruciato. Povero pane!, pensavano forse con una punta
di egoismo. Stasera ci toccherà farne a meno, giacché tutto il pane messo a cuocere
si sarà certamente carbonizzato.
E invece accadde l’imprevedibile; ai loro occhi sorpresi apparvero le soffici e bionde forme del pane, che Caterina veniva ritirando dal forno con la pala e disponeva nelle ceste, ed emanavano il buon odore appetitoso del pane caldo e croccante. La voce si sparse subito nel chiostro, e fece accorrere tutte le sorelle e la stessa Abbadessa, che giustamente considerarono miracoloso l’evento, benedicendo la bontà del Signore, che aveva così voluto premiare la pronta obbedienza della pia fornarina la quale, ricordando le Sue parole, s’era preoccupata dell’unica cosa necessaria. Il miracoloso avvenimento fu conosciuto anche fuori del monastero, e molti nobili benefattori vollero avere dei piccoli campioni di quel pane, che fu battezzato «Pane dell’obbedienza» e conservato con molta devozione come una reliquia.


IL MIRACOLO DELLA SCODELLA DI SAN GIUSEPPE
Quando era monaca nel convento di Ferrara  le furono affidate le mansioni di portinaia. Mentr’era addetta a quest’ufficio, si presentò un giorno a chiedere l’elemosina alla porta del monastero (che a quell’epoca non era stato ancora sottoposto a clausura) un venerabile vecchio in veste di pellegrino, che disse di venire di Palestina. E‘ facile immaginare quante domande dovette rivolgere Caterina all’anziano visitatore sulla terra santificata dalla nascita, dall’insegnamento e dalla passione  e morte di Gesù Redentore; e con quanta avidità stesse ad ascoltarne le risposte, che denotavano una effettiva e profonda conoscenza dei Santi Luoghi.
Prima di accomiatarsi il vecchio pellegrino estrasse dalla bisaccia una scoldellina, che non era di porcellana nè di maiolica ma di un materiale trasparente sconosciuto tra noi, e gliela mostrò assicurandola ch’era quella in cui la Beata Vergine Maria dava a bere al suo Divino Figliuolo, quand’era pargoletto. E come Caterina osservava incantata quell’oggetto, con una curiosità mista di rispetto e venerazione, il buon vecchio disse che gliel’avrebbe lasciata in custodia per qualche giorno, e sarebbe tornato a ritirarla prima di proseguire il viaggio.
Immaginiamo la gioia di Caterina nel ricevere quel caro deposito, e come dovette ringraziare la Provvidenza che aveva fatto capitare nelle sulle mani una così preziosa reliquia. Fatto sta che il pellegrino non si presentò nè il giorno dopo né mai più a ritirare quella scodellina, ch’essa conservò sempre con venerazione, convinta ch’era un regalo che il suo Sposo Divino le aveva inviato a mezzo di San Giuseppe, in cui credette d’identificare il misterioso pellegrino.
Non sappiamo se ebbe qualche rivelazione in proposito; ma è certo che da quel momento manifestò una speciale devozione per il Santo Patriarca. Quando dovette lasciare Ferrara per andare ad assumere come Abbadessa il governo del nuovo monastero del Corpus Domini di Bologna, consegnò quella reliquia alle sue consorelle, a condizione che la restituisseso al pellegrino, nel caso che si fosse presentato per ritirarla; in caso contrario, fosse custodita con grande venerazione e l’esponessero al pubblico il 19 marzo, festa del Santo.
Le cronache affermano che molte guarigioni miracolose avvennero in Ferrara al semplice contatto di quella reliquia; e anzi aggiungono questo curioso particolare; che, quando l’infermo doveva guarire, la scodellina emanava un soave profumo; invece, se doveva morire, non rendeva nessun odore. Come di tutte le manifestazioni  miracolose, la Chiesa ci lascia liberi di prestarvi credito o meno, giacché non sono articoli di fede. E Sant’Agostino dice:  E‘ più importante meditare il significato di certi fatti che discuterne l’autenticità.


LA DEVOZIONE DELLE MILLE AVE MARIAsanta cat da bologna

Verso la fine del suo incarico di maestra delle novizie Santa Caterina ebbe una visione, spesso rappresentata in opere d’arte. Avendo ottenuto il permesso di trascorrere la notte di Natale in chiesa, il 25 dicembre 1445, «vi si recò il più presto possibile, con l’intenzione di recitare un centinaio di Ave Maria in onore della Madonna. Lo fece con la dovuta attenzione e fervore fino circa a mezzanotte, l’ora nella quale si ritiene che il Salvatore sia nato. Proprio in quell’ora le apparve la Vergine Maria con in braccio Gesù Bambino, avvolto in bende candide; Maria le si avvicinò e le consegnò suo figlio. Vi lascio immaginare la gioia di quella povera creatura nel tenere tra le braccia il Figlio dell’eterno Padre. Tremando di timore ma molto più sopraffatta dalla gioia, si prese la libertà di accarezzarlo, di stringerselo al petto e di portare il suo viso alle labbra».

A ricordo del prodigio, le figlie della Santa nel Monastero del Corpus Domini, ogni anno, nella notte santa, ripetono le mille Ave Maria, devozione entrata ben presto nella pietà dei fedeli.

A rendere più facile il pio esercizio, le mille Ave Maria vengono recitate quaranta ogni giorno nei 25 giorni che precedono il Santo Natale, dal 29 novembre al 23 dicembre.

http://www.preghiereagesuemaria.it/devozioni/devozione%20delle%20mille%20ave%20maria.htm


STORIA DELLA VITA DELLA SANTAcaterina de vigri

Fin da piccola viene educata a Bologna dalla madre, donna di grande fede, e da parenti, per via delle molte assenze del padre, il quale però vuole che impari anche il latino.

Nel 1424, all’età di 11 anni, Caterina entra alla corte Estense come damigella di compagnia di Margherita d’Este, figlia naturale di Niccolò III. Il marchese sta trasformando Ferrara in una splendida città, chiamando artisti e letterati di vari Paesi.Riceve l’educazione propria del tempo: studia la musica, la pittura, la danza, impara a poetare e diventa esperta nell’arte della miniatura e della copiatura.

Nel 1427 le muore il padre, la madre si risposa e lei lascia la corte e rientra a Bologna dove si unisce a un gruppo di giovani di famiglie gentilizie che facevano vita in comune, intenzionate inizialmente a seguire la spiritualità agostiniana. Ma presto il rifugio diventa luogo di sofferenza e travaglio, per una sua gravissima crisi interiore: una “notte dello spirito” che dura cinque anni.

Nel 1432 torna a Ferrara, ma non più a corte: nel monastero detto del Corpus Domini; professa con le compagne la regola di S. Chiara, approvata da Pp Innocenzo IV (Sinibaldo Fieschi, 1243-1254), e dà inizio alla vita claustrale francescana. Qui la damina si fa lavandaia, cucitrice, fornaia. Preghiera e lavoro, mai perdere tempo, dice la Regola delle Clarisse che qui si osserva. E a lei va bene: lava i piatti, dipinge, fa le pulizie, scrive versi in italiano e in latino, insegna preghiere nuove, canti nuovi.

Con lei il monastero è un mondo di preghiera e gioia, silenzio e gioia, fatica e gioia. Diventa famoso, tanto che ne vogliono uno così anche a Bologna, dove va a fondarlo appunto Caterina, come abbadessa. Porta con sé la madre, rimasta ancora vedova e 18 consorelle.

È il 22 luglio 1456: anche questo monastero s’intitola al Corpus Domini. Caterina compone testi di formazione e di devozione, e poi un racconto in latino della Passione (cinquemila versi), un breviario bilingue. Il tempo passa, si dice che la nuova madre badessa abbia apparizioni e rivelazioni; e intorno a lei, nel frattempo, comincia a formarsi un clima di continuo miracolo. Visita le malate e svolge innumerevoli servizi per loro, anche i più umili. La sua carità spirituale è infinita.

Da superiora è la prima nella preghiera e nel servizio; vive in profonda umiltà e povertà. Allo scadere del triennio di abbadessa è felice di essere sostituita, ma dopo un anno deve riprendere le sue funzioni, perché la nuova eletta è diventata cieca. Sebbene sofferente e con gravi infermità che la tormentano, svolge il suo servizio con generosità e dedizione.

All’inizio del 1463 le infermità si aggravano; verso la fine di febbraio è colta da forti sofferenze, che non la lasceranno più, ma è lei a confortare le consorelle nel dolore, assicurandole del suo aiuto anche dal Cielo.

Il 25 febbraio 1463 tenne un discorso di tre ore alla comunità, annunciando la sua morte e dando loro le sue ultime volontà. Come S. Giovani della Croce morente parlò della virtù della carità: “E’ impossibile piacere a Dio senza amore. Mie care sorelle, dovete portare ciascuna i pesi delle altre, perdonarvi l’un l’altra ogni colpa, sopportando con inesauribile pazienza tutto ciò che può essere provocato dalla differenza di carattere […]”. …
 La prima domenica di Quaresima fu colta da dolori fortissimi e dovette mettersi a letto, da dove non si rialzò più. Dopo aver ricevuto gli ultimi Sacramenti, consegna al confessore lo scritto “Le sette armi spirituali” ed entra in agonia; il suo viso si fa bello e luminoso; guarda ancora con amore quante la circondano e spira dolcemente, pronunciando tre volte il nome di Gesù: spirò il 9 marzo 1463. Alla sua morte cominciò subito a realizzarsi una profezia nella quale si era sentita dire dagli angeli : Et gloria eius in te videbitur.
La sua agonia fu così tranquilla che le suore presenti non si accorsero della morte fino a che non sentirono un profumo dolcissimo e non videro che il suo viso era ritornato giovane e fresco come quella di una quindicenne. Il suo corpo venne seppellito senza sudario e rimase in terra per diciotto giorni; quando fu dissotterrato, in seguito ai miracoli e al dolce profumo che saliva dalla tomba, fu trovato incorrotto…

Come narrano i registri dell’epoca, avvennero subito eventi miracolosi: guarigioni ottenute tramite semplici preghiere e una sorta di “misterioso splendore che si diffondeva dalla tomba”.
Le suore si pentirono di averla sepolta senza una cassa che ne preservasse le “delicate membra” e così dopo 18 giorni dalla sua morte chiesero il permesso al loro confessore di poterla riesumare e riseppellire con tutti i crismi.
Il 21 marzo iniziarono i lavori di sterro, ma scoppiò un violentissimo temporale che durò sino all’una di notte, quando le monache si riprecipitarono nell’orto “incuranti del buio e del fango e delle molte pozze stagnanti” e freneticamente, con badili e mani nude, si rimisero a scavare per tirar fuori la Badessa prima che venisse inghiottita dal fango.

Con stupore si accorsero che il corpo era sempre profumatomorbido nelle giunture e incorrotto nella carnea parte la faccia massacrata dagli zelanti badili.
La misero nella cassa pensando di riseppellirla il giorno dopo ma la mattina il viso era miracolosamente tornato “bianco bello e pastoso come vivo”.
La notizia si diffuse in città, così le monache decisero di esporre la salma nella loro chiesa del Corpus Domini (da allora detta Chiesa della Santa); vollero metterla a sedere su un seggio dorato, ma si irrigidì. La nuova Badessa allora le ordinò di sedersi, e la salma obbedì.

Così il suo corpo trovò una collocazione soddisfacente che ancor oggi conserva: si trova nella cappella del Monastero del Corpus Domini, a Bologna, senza alcuna maschera, seduta, visibile a tutti e non sigillata.

Caterina per le sue qualità di musicista e di pittrice è invocata come protettrice degli artisti e soprattutto dei sacerdoti esorcisti, per il suo potente Trattato sulle sette armi spirituali.  

Il papa Benedetto XVI il 29 dicembre 2010 così concluse la catechesi che tenne sulla santa clarissa bolognese: “ Cari amici, santa Caterina da Bologna, con le sue parole e con la sua vita, è un forte invito a lasciarci guidare sempre da Dio, a compiere quotidianamente la sua volontà, anche se spesso non corrisponde ai nostri progetti, a confidare nella sua Provvidenza che mai ci lascia soli. In questa prospettiva, santa Caterina parla con noi; dalla distanza di tanti secoli, è tuttavia, molto moderna e parla alla nostra vita. Come noi soffre la tentazione, soffre le tentazioni dell’incredulità, della sensualità, di un combattimento difficile, spirituale. Si sente abbandonata da Dio, si trova nel buio della fede. Ma in tutte queste situazioni tiene sempre la mano del Signore, non lo lascia, non lo abbandona. E camminando con la mano nella mano del Signore, va sulla via giusta e trova la via della luce. Così, dice anche a noi: coraggio, anche nella notte della fede, anche in tanti dubbi che ci possono essere, non lasciare la mano del Signore, cammina con la tua mano nella sua mano, credi nella bontà di Dio: così è andare sulla via giusta! E vorrei sottolineare un altro aspetto, quella della sua grande umiltà: è una persona che non vuole essere qualcuno o qualcosa; non vuole apparire; non vuole governare. Vuole servire, fare la volontà di Dio, essere al servizio degli altri. e proprio per questo Caterina era credibile nell’autorità, perché si poteva vedere che per lei l’autorità era esattamente servire gli altri.
Chiediamo a Dio, per l’intercessione della nostra Santa il dono di realizzare il progetto che Egli ha su di noi, con coraggio e generosità, perché solo Lui sia la salda roccia su cui edifica la nostra vita”.
Padre Gilberto Aquini scrive che la Santa, morta nella incorruzione plurisecolare della carne,  manifesta che la vita è altrove. E questo rende qualcosa di grande e solenne che invade la cappella e la rende anticamera del mistero celeste, mentre lo sguardo scorre sulle pareti alle quali sono appesi i suoi ricordi tra i quali è rimasta imprigionata, venerata e studiata. La vicenda della morte di Caterina che a noi giunge attraverso il racconto di una amica, madre Illuminata Bembo, che è tutto fuor che fantasiosa, si svolge come un “ resoconto fattuale”, consapevole di ciò che sta dicendo, pur nella unicità dell’evento incredibile. Tutte le realtà della città di Bologna si sono fermate per rendere omaggio alla grandissima meraviglia di questo corpo di fronte al quale ancor oggi significa trovarsi a tu per tu con il mistero, specialmente quando veniva mostrato dalla buchetta dove si fa la comunione, come una finestra aperta verso l’altro mondo, verso il cielo dicendosi pronta a condurci fino a Dio.

Ogni anno dall’8 al 16 marzo, al Monastero del Corpus Domini, che racchiude il Santuario, si celebra un Ottavario in onore di Santa Caterina, compatrona di Bologna. Santa Caterina da Bologna, come ha ricordato il Card. Caffarra durante l’omelia del 9 marzo 2012 presso il Santuario del Corpus Domini, «ci ottenga di entrare veramente attraverso la porta della fede nel mondo che non passa, di passare dalle ombre alla Realtà».

Per approfondimenti, leggere la Catechesi di Papa Benedetto XVI:
>>> Santa Caterina da Bologna 

Si legga il bel libro di don Marcello Stanzione, Caterina da Bologna, la mistica del Corpus Domini (Gribaudi, 2014).Caterina-bologna

Praticava reiki ed evocazioni di ‘entità angeliche’: salvata dal suicidio grazie alla devozione a Gesù Bambino

Il grande scrittore cattolico G. K. Chesterton affermava che “quando una persona smette di credere in Dio, crede immediatamente a qualsiasi cosa” e questo è esattamente ciò che ha vissuto la leader di un’azienda boliviana Liliana Almanza Álvarez (IN FOTO). La sua caduta negli inganni della New Age cominciò con un lento e progressivo adeguarsi alle mode new age imperanti, vivendo una fede “fai da te”,  continuando ad andare in Chiesa e ricevere la Santa Comunione in grave stato di peccato.  Le conseguenze di questa fede tiepida e “mescolata”, sono state devastanti per la sua vita: “Anche se ero cattolica… dall’adolescenza ho iniziato ad allontanarmi dalla fede leggendo false dottrine, rivolgendomi all’occulto”, confessa oggi Liliana in una intervista.4079_liliana_.jpg
“Cominciai con la meditazione orientale, poi il reiki e la magia; perché nella New Age non importa se sei cattolico o protestante, tutto può essere mescolato. Questa è la New Age che, confondendoci, cerca di allontanarci dalla fede e dall’amore di Dio”.

Su suggerimento di un’ amica,  Liliana ha iniziato la sua devozione agli angeli- apparentemente benefica – ovvero la pratica di ‘entrare in contatto con gli angeli’; nella versione concettuale della New Age, gli angeli non sono i veri Angeli di Dio!  La New Age insegna a rivolgersi agli “angeli” tramite pratiche rituali di spiritismo detto channeling, un inganno diabolico, perchè sappiamo dalla Parola di Dio che i veri Angeli di Dio non vogliono essere adorati come divinità nè tantomeno essere “evocati” tramite medium e pratiche dell’occulto…L’ amica di Liliana era stata indottrinata a queste “pratiche di spiritismo” da sua nonna che era affiliata alla setta massonica gnostica esoterica dei “Rosacroce”…

Come ulteriore spinta nell’inganno, Liliana ha incorporato i concetti di metafisica alle suggestioni dei libri di una nota seguace della New Age: Conny Méndez. Ci sono migliaia di persone che sono sedotte dal marketing New Age di questa donna che pubblica libri con titoli come: “La felicità in 10 punti secondo la metafisica di Conny Méndez”. Liliana Almanza era una di queste.

Gli artigli del Nemico: il superbo desiderio di “avere potere”atadura.jpg

Unendo la sua devozione per quelle entità che chiamava “angeli” attraverso gli insegnamenti dell’amica indottrinata dalla nonna rosacrociana, al bombardamento concettuale esoterico dei libri New Age della Méndez, Liliana Almanza credeva di poter vivere un risveglio della sua esistenza; si volse quindi a consumare l’inesauribile mercato delle offerte falsamente spirituali della New Age.

Liliana è rimasta intrappolata, con l’acceleratore al massimo, in questi vagabondaggi New Age. Cioè fino alla nascita del suo primo figlio, che ha iniziato a presentare varie malattie che mettevano a rischio la sua vita. Fu allora che per la prima volta le credenze della New Age su cui Liliana aveva basato la sua esistenza mostrarono la loro inconsistenza e inadeguatezza nel sostenerla o nel dare risposte al dolore che stava affrontando, e lei crollò in una spirale di terribile depressione, in preda alla sua fragilità spirituale. Arrivò un periodo in cui il suo superbo desiderio di controllare tutto sembrava cedere…. Ma i legami medianici la tenevano ancora nell’oscurità, e non si rivolse a DIO, ma andò ancora più a fondo nell’abisso:Ho raggiunto il terzo livello di reiki e avevo solo bisogno di un altro livello per diventare un insegnante di reiki.”

Di tanto in tanto frequentava ancora la Messa, ma mai una Messa completa: “Arrivavo sempre in ritardo alla Messa, al momento della Consacrazione, e non mi confessavo mai, mi ritenevo nel giusto”, confida Liliana e aggiunge che tutto ciò accadeva – oggi lo sa – a causa “dei legami che aveva con entità diaboliche“.

“Non avevo mai confessato ad un sacerdote le mie pratiche magiche New Age, facevo comunioni sacrileghe perchè avevo commesso peccati mortali, perché ero molto ignorante sulla fede cattolica, mi credevo nel giusto senza informarmi veramente”, ha detto. Ha continuato così per anni, oscillando tra la New Age, una fede tiepida senza essere consapevole di offendere Dio, dedicando gran parte del suo tempo al lavoro aziendale ed alle pratiche New Age.  La sua maestra e confidente era sempre e solo la sua amica che la indottrinava, la donna che la aiutava anche a prendersi cura del figlio maggiore e poi anche di sua figlia.

Quando alla sua amica venne diagnosticato un cancro, Liliana crollò emotivamente. “Senza essere in grado di piangere”, afferma, in preda alle sue paure, andò prima a confessarsi da un sacerdote, che cercò di toccare le corde della sua anima, invitandola a pregare davanti al Santissimo Sacramento e poi le propose di pregare una Novena a Gesù Bambino. Ma il giorno dopo, dopo aver ricevuto una telefonata dalla sua insegnante di Reiki, Liliana si lasciò di nuovo trascinare in un rituale guidato da personaggi a lei sconosciuti – le dissero che erano “guaritori appena arrivati dal Brasile” – alla fine scoprì che era una seduta spiritica.  Fuggì da quel luogo e andò a pregare in una cappella della Parrocchia di San Pedro a Cochabamba (Bolivia). Era l’inizio della sua vera conversione …

La liberazione e la salvezza

Appena entrata, Liliana si fermò davanti al Santissimo Sacramento: “Mi inginocchiai e dissi:” Non so, Signore, che cosa sto facendo di sbagliato…. Non capisco cosa sta succedendo, non so dove posso cercare e trovare aiuto”.

Tutte le sue difese crollarono e, in silenzio, si abbandonò e in quell’immobilità Dio le fece venire in mente il ricordo di una chiesa, la Parrocchia dell’Arcangelo San Michele e il sacerdote del luogo, padre Walter Rocha, che aveva conosciuto anni prima. Liliana afferma che, dopo essere stata in quella cappella, sebbene le persone legate al circolo New Age e la sua maestra di reiki “insistevano che doveva riprendere le sessioni di reiki” (spiritismo), lei decise di non andarci mai più. Invece, Liliana andò a cercare Padre Rocha, gli raccontò la sua esperienza con la New Age, la sua vita e Padre Rocha la mise in contatto con un altro sacerdote.

Mi hanno fatto una preghiera di liberazione e in seguito mi sono confessata con il sacerdote che mi aveva dato la Novena a Gesù Bambino e le medagliette del Divino Bambino, padre Hugo Saravia, nella Parrocchia del Divin Maestro (Cochabamba) ”.

Da allora fino ad oggi Liliana Almanza a 43 anni, vedova, madre di due figli, responsabile di marketing aziendale, sta vincendo la battaglia spirituale con le armi della fede all’interno della Chiesa. Negli ultimi mesi è molto attiva nel cosiddetto Consiglio dei Laici, legato alla Chiesa cattolica della Bolivia, in cui si è chiamati a diffondere la preghiera del Rosario e la devozione al Santissimo Sacramento, per consolidare la pace e il benessere nel suo Paese.mary_and_the_eucharist

Fonti

 

Il Pesce simbolo di identità tra i cristiani perseguitati- NON le “Sardine”

IL SIMBOLO DEL PESCE ERA UNA PROCLAMAZIONE DI FEDE PER I SEGUACI DI CRISTO contro il potere del mondo che aveva crocifisso il Salvatore Nostro Signore Gesù (IN FOTO: simbolo del pesce nelle catacombe di San Sebastiano)

Ichthys il pesce (in greco antico) era usato come simbolo di identità tra i primi cristiani,  perseguitati dall’Impero Romano per ben tre secoli:  San Pietro era un pescatore ed i cristiani avevano adottato il simbolo del pesce come ‘codice segreto’ per riconoscersi tra di loro e per sfuggire ai controlli delle guardie romane, per indicare i luoghi clandestini di incontro delle comunità, le catacombe, che divennero poi luoghi di sepoltura dei cristiani.

PESCE in greco ICHTHYS: disponendo in verticale le lettere che compongono questa parola si dà origine ad un acrostico: Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore I: IESOUS -(Gesù), CH: CHRISTOS -(Cristo), TH: THEOU -(di Dio), Y: UIOS -(Figlio), S: SOTER -(Salvatore).

In questo modo, il PESCE diventò il primo simbolo di riconoscimento tra i primi cristiani clandestini: il pesce era simbolo pacifico di opposizione al potere degli imperatori romani, che volevano essere adorati come divinità, che abolivano i simboli cristiani come il Crocifisso (come sta accadendo oggi) e le festività cristiane come il Natale, con una dittatura pagana che legittimava ogni vizio dei potenti ed ogni tortura disumana sul popolo…

SARDINE: Non “contro” ma “per” il potereVENDOLA SARDINE

Oggi il più ANTICO SIMBOLO DI IDENTITA’ CRISTIANA IL PESCE è stato usurpato e stravolto nel suo significato originario:  viene esibito in piazza come ‘simbolo di aggregazione’ da un movimento che si autodefinisce “nato spontaneamente per contrastare il linguaggio di odio”, ma appaiono molto organizzati nelle loro manovre con costosi automezzi e palchi, e ancora più organizzati nei loro sostenitori e – si suppone- finanziatori, anche se  IL MOVIMENTO DELLE SARDINE si dichiara ‘apolitico’– IN FOTO sopra: Un famoso esponente della sinistra italiana sfila tra le Sardine, Niki Vendola, sostenitore dei movimenti LGBT, che vanta di AVERE UN FIGLIO NATO CON LA DISUMANA PRATICA DELL’UTERO IN AFFITTO ovvero TRATTA DI ESSERI UMANI…

Il paradosso della piazza che contesta l’opposizione, non il potere

Sul Messaggero in merito al movimento delle Sardine, è apparso un interessante articolo di critica che si intitola: “Il paradosso della piazza che contesta l’opposizione”, scritto dal sociologo di sinistra Luca Ricolfi, quindi il suo giudizio non è ‘di parte’ :

” È la prima volta, in Italia, che un movimento di protesta non si rivolge contro il potere ma ne è il beniamino. Vezzeggiati dai giornali e dalle televisioni, coccolati dall’establishment, vengono lodati e ringraziati dagli esponenti del governo in carica. E si capisce perché: agli esponenti di governo non par vero che le piazze si riempiano non già per criticare il governo, bensì per demonizzare o ridicolizzare l’opposizione”.   Le sardine non sono di destra né di sinistra, ma votano a sinistra. Sono una piazza apartitica, ma l’unico partito che votano è il Pd. Non vogliono diventare un partito, ma puntano al 25 per cento dei consensi. “Non solo sfidano il ridicolo paragonandosi ai partigiani, come se fossimo in presenza di una dittatura, e gli oppositori dovessero rifugiarsi sui monti per combatterla, ma non paiono rendersi conto della unicità e paradossalità della loro protesta”. 

Le piazze delle Sardine e lo spauracchio del “ritorno di Hitler e del fascismo”

Scrive Ricolfi: “L ’Italia si sta disgregando giorno dopo giorno, il governo in carica, per ammissione della stessa stampa progressista, è fra i più grigi, confusi e litigiosi di sempre, e che cosa accade nelle piazze delle Sardine? La protesta non si dirige verso l’esecutivo, esigendo che affronti i problemi reali del Paese, ma verso i leader dell’opposizione, dipinti come fascisti, razzisti, antisemiti, pronti a instaurare un regime autoritario, novelli Mussolini e Hitler, mostri grondanti odio».

LILIANA SEGRE SMENTISCE LE SARDINE: “MAI INVIATO UN MESSAGGIO ALLE SARDINE E MAI ADERITO A MANIFESTAZIONI DEL GENERE”intervista-liliana-segre

Le Sardine strumentalizzano pure la senatrice Liliana Segre, che ha smentito l’adesione ai loro ‘eventi’, che invece i loro leader avevano proclamato come una sorta di ‘autosantificazione’, pur di autolegittimarsi…Massimo rispetto e onore per Liliana Segre, sopravvissuta all’Olocausto e testimone degli orrori provocati dalle leggi razziali dei totalitarismi assassini del XX secolo, che non devono mai più ripetersi: ma non dobbiamo dimenticare che gli stessi orrori ed anche molto peggio li perpetrarono (e continuano ancora oggi) I REGIMI COMUNISTI- COMUNISMO ideologia anti cristiana e portatrice di morte e terrore, i cui leader hanno massacrato nei gulag milioni di martiri cristiani, ma degli orrori del Comunismo non è ‘politicamente corretto’ parlare e fare memoria?  È il solito errore della sinistra, quello di sentirsi depositari di una superiorità morale autoproclamata.  Ricolfi  lo vede benissimo e continua :

«Eppure il nodo, a mio parere, è proprio qui. Se dipingi l’avversario politico come un nemico, se arrivi a considerarlo una bestia o un non-uomo, diventi parte attiva di quel clima d’odio che dici di voler combattere; contribuisci tu stesso a imbarbarire il confronto politico; e, in qualche misura, finisci per proiettare sull’altro la profonda ostilità che senti in te. Soprattutto, non riesci a farti la domanda delle domande: perché le piazze delle sardine attirano i ceti medio-alti, e quelle della destra i ceti medio-bassi? Come è possibile che la gente beneducata, colta, civile, preoccupata delle sorti dei deboli, scenda in piazza per squalificare i leader di quei medesimi deboli?».

IL PRESEPE VIVENTE DEI BAMBINI INTERROTTO DAL GRIDO “STOP  AI FASCISTI!”tolosa-1170x385.jpg

Tra i più deboli ci sono proprio i bambini, che a Tolosa stavano innocentemente e con grande gioia facendo il presepe vivente in piazza, sabato pomeriggio 14 dicembre 2019…

Il movimento di manifestanti simil-Sardine di cui sopra, raccontano le cronache dalla Franciahanno cominciato a inveire contro il presepe vivente, gridando «fascisti»…

Le urla hanno spaventato i piccoli figuranti, che piangendo hanno dovuto abbandonare il loro presepe vivente, senza capire perchè la gioiosa rappresentazione del Natale possa dare fastidio a qualcuno…Così la festa dei bambini è stata interrotta e i suddetti ‘agitatori di piazza’ hanno ottenuto il loro scopo: distruggere una tradizione culturale cristiana che non è assolutamente “razzista fascista”, ma è un messaggio universale di pace tra tutti i popoli. 

Se a furia di vedere fascisti ovunque i risultati sono questibisognerebbe che tutti gli autoproclamati difensori della democrazia e della libertà si orientassero verso una sana e robusta autocritica. Perché può capitare, come in questo istruttivo caso francese, che si faccia la fine del bue che dà del cornuto all’asino, tanto per restare in tema con il presepe.

Giustamente l’arcivescovo di Tolosa, monsignor Robert Le Gall, ha diramato un comunicato in cui «deplora» che una manifestazione come quella del presepe «non sia più rispettata nel nostro paese e susciti anche degli atti di violenza verbale e fisica da parte di quelli che si erigono come difensori della libertà».

BAMBINI DI SATANA: “Eliminare i partiti che sostengono le radici cristiane d’ Europa ed approvano simboli religiosi in luoghi pubblici”

Le Sardine forse non saranno contente di sapere- o forse sì- che anche il satanista Marco Dimitri leader della setta Bambini di satana sta dalla loro parte (anche se non lo ha proclamato platealmente),  poichè ha scritto: “Divorzio, aborto, eutanasia, educazione sessuale, parità di genere…sono tutti diritti civili contro cui la Chiesa si è sempre battuta e continua a farlo tuttora con mezzi espliciti o subdoli, come l’obiezione di coscienza dei ginecologi. I partiti che vogliono difendere le radici cristiane E I SIMBOLI RELIGIOSI nei luoghi pubblici, come il Crocifisso sono NEMICI della laicità di Stato”, insomma Dimitri sostiene quello che fecero i peggiori dittatori della storia, Hitler e Stalin,  atei ed anticristiani.

DATO CHE LE SARDINE SI DEFINISCONO UN ‘MOVIMENTO CONTRO IL LINGUAGGIO DI ODIO’, PERCHE’ NON MANIFESTANO CONTRO L’ODIO ANTI CRISTIANO?

NON E’ POLITICAMENTE CORRETTO PARLARE DEL GENOCIDIO DEI CRISTIANI IN ATTO, e se lo facciamo noi cristiani, “siamo razzisti e fascisti”: la cristianofobia è sempre più  diffusa anche in questa Europa laicista che ha dimenticato le sue gloriose radici e sta permettendo la propria autodistruzionecancellando la propria cultura identitaria, con leggi disumane contro la famiglia,  l’aborto, il suicidio assistito, l’utero in affitto, la manipolazione mentale sui bambini indottrinati pure a scuola dall’ ideologia transgender: campi di “rieducazione” per bambini gender fluid  …  Le Sardine hanno usurpato un antico simbolo cristiano il Pesce -simbolo di Cristo, simbolo di un popolo perseguitato ancora oggi più che in passato- stanno togliendo a questo simbolo il Suo vero valore sacro, difeso dai martiri con il loro stesso Sangue.iconografia-cristiana-3-638

Fonti

https://www.catacombe.org/simboli.html

Le sardine beniamine del potere

Tolosa, presepe vivente interrotto al grido «Stop ai fascisti»

https://www.fanpage.it/politica/liliana-segre-smentisce-le-sardine-mai-aderito-alla-manifestazione-di-torino/

https://www.bambinidisatana.com/mamma-li-papisti-piu-papisti-del-papa/

Terese P. un recente caso di possessione e liberazione miracolosa documentato da sacerdoti e psicologi

TERESE PICCOLA, moglie e madre di quattro figli, descrive l’esperienza straziante della possessione, la liberazione attraverso il rito solenne dell’esorcismo, la sua rinascita: la sua storia è di ammonimento per tutti e si conclude con una grande Speranza.

IN FOTO: Terese Piccola presso il Santuario di Nostra Signora di Guadalupe a Città del Messico, dove è andata in pellegrinaggio poco prima della sua liberazione. Dail-PICCOLA1.jpg

In una intervista esclusiva rilasciata al  NC Register  Terese Piccola ha raccontato i dettagli della sua vita, cresciuta in una famiglia italo-americana nella periferia di New York, il suo matrimonio, la sua maternità e il suo attivismo nel movimento pro-vita e nella sua parrocchia – il tutto mentre sopportava in silenzio anni di torture spirituali ed emotive e disturbi fisici inspiegabili. “All’esterno, ero la madre perfetta, la moglie perfetta”, ha detto. “All’interno, tuttavia, ero devastata – e, peggio ancora, pensavo di meritarlo.”

Il suo mondo è stato capovolto quando fenomeni diabolici straordinari hanno iniziato a manifestarsi come attacchi non direttamente su di lei, ma inizialmente sui suoi figli. La sua condizione terribile è finita solo dopo un anno di sofferenze ed una battaglia interiore,  superata attraverso la guida di uno psicologo cattolico- esperto in casi di possessione – e attraverso il solenne rito dell’esorcismo.

Porte aperte al male

Terese Piccola riferisce che l’abuso sessuale è stata la porta principale di ingresso del Maligno, insieme alla pratiche di spiritismo e occultismo, ed infine all’aborto: queste sono state le porte in seguito alle quali si è manifestata in lei la possessione demoniaca.

“Quando avevo 6 o 7 anni sono stata abusata in due diverse occasioni”, ha detto. “Mi vergognavo così tanto e avevo paura di mettermi nei guai, quindi non l’ho mai detto ai miei genitori. Quando avevo 13 anni, sono stata violentata ripetutamente. In seguito, si scoprì che il pedofilo che mi aveva violentata aveva molestato altri bambini come me. ”

Come molte vittime di abusi, Piccola ha cercato un modo per sfuggire alla realtà del suo abuso, invece di affrontare il dolore e superarlo con la fede in Cristo. Incoraggiata dagli amici, cominciò a distrarsi addentrandosi nell’occulto.no_ouijaHo partecipato a sedute di spiritismo con gli amici, ho evocato spiriti con la tavola Ouija quando avevo 18 anni”, ha detto. “Io e le mie sorelle l’abbiamo usata a tarda notte in casa e ‘qualcosa’ si era messo in contatto con noi, muovendo il quadrante senza che noi lo toccassimo…. Dopo l’uso della tavola Ouija,  si sono verificati molti eventi straordinari in casa: rubinetti che si aprivano facendo scorrere acqua improvvisamente, poi smettevano, senza che nessuno li avesse toccati; rumori forti di passi sulle scale, mobili che si spostavano quando in casa non c’era nessuno… “

“La mia curiosità per l’occulto divenne ossessiva, proseguii con la lettura degli oroscopi, la frequentazione di cartomanti per farmi leggere le carte dei tarocchi “, ha detto Piccola. “Anche quando sono tornata in Chiesa prima di sposarmi, non ho mai confessato questi gravissimi peccati che legano al Maligno, certamente non pensavo che fossero portali del male. ”

L’aborto è stata un’altra “porta aperta al male” per Terese Piccola. adolescente.jpg

“Ho avuto un aborto quando avevo 17 anni”, ha detto al Registro. “Ero al liceo e non l’ho mai detto ai miei genitori. Dopo aver portato così tanta vergogna con me fin dall’infanzia, non potevo sopportare di dire che ero sessualmente attiva e incinta. Dopo il mio aborto, sono diventata bulimica, sessualmente promiscua, depressa e sempre più ossessionata dall’occulto. “

Anni dopo, dopo essersi sposata e aver dato alla luce i suoi quattro figli, Piccola disse che spesso si sentiva ancora depressa e isolata. Cercando di “espiare” il suo aborto, si offrì volontaria nell’attivismo pro-vita e nella sua parrocchia.

Le cose iniziarono a peggiorare, tuttavia, quando il figlio minore iniziò ad avere incubi violenti e inspiegabili. Piccola e suo marito hanno chiesto al loro parroco di benedire la loro casa. Gli incubi si placarono per un po’, ma hanno di nuovo assediato suo figlio – tanto che il loro sacerdote consigliò loro di rivolgersi all’esorcista diocesano. Fu attraverso questo sacerdote esorcista, durante una Messa di guarigione, che Piccola scoprì di essere il canale delle oppressioni demoniache nella sua famiglia.

Il rito solenne dell’esorcismoarcangel.jpg

“Prima di tutto, posso solo parlare della mia esperienza”, ha detto Piccola, “ma Hollywood ama rappresentare una persona posseduta dando molto risalto all’ horror e alla paura. Penso che questo non sia positivo poiché il Maligno ama essere sotto i riflettori e dare spettacolo… Diamo troppa attenzione a lui. Posso assicurarti che i miei occhi non hanno mai sanguinato, la mia testa non si è mai girata su se stessa e non mi sembrava di essere in uno stato di psicosi. “

“Francamente, al di fuori dell’estrema stanchezza – che ha fatto sembrare il mio volto raggrinzito – nessuno avrebbe capito che ero in una schiavitù così terribile”, ha detto.

“Gran parte di quello che è successo per me è stata una lotta interiore. Ero sempre in uno stato di agitazione e solitudine. A volte le manifestazioni avvenivano durante la Messa quando il mio corpo veniva scosso e tremava terribilmente, ma non nella misura in cui potesse essere notato. ”

Piccola ha ricevuto il solenne rito dell’esorcismo una volta alla settimana per più di 18 mesi, in sessioni della durata massima di tre ore. In quei giorni, lei e il team di liberazione (che comprendeva lo psicologo clinico e un gruppo di laici che erano lì per pregare e sostenere – a volte, fisicamente – il sacerdote esorcista nella sua missione) cominciavano sempre dopo aver partecipato alla Santa Messa. Dopo la Messa, pregavano la Coroncina della Divina Misericordia. Piccola disse che non era in grado di pregare questa preghiera e il Maligno era contento di impedirle quella preghiera – il demone cercava di portarla alla disperazione ancora prima che iniziasse il rito dell’esorcismo.divinamisericordia1

Dopo ulteriori preghiere di protezione per il gruppo, l’esorcista li guidava a pregare le Litanie dei Santi. Fu qui, disse Terese, che i demoni che la possedevano hanno cominciato a manifestarsi. In seguito, Terese avrebbe imparato che più le manifestazioni diaboliche si rivelavano, più le avrebbero indicato quale Santo sarebbe intervenuto ad assisterla durante il rito.

“Quando sono iniziate le sessioni, entravo ed uscivo dallo stato di incoscienza”, ha continuato Piccola. “È difficile da spiegare, ma in realtà io non ero mai totalmente incosciente. Penso che la cosa più vicina a cui paragonare il mio stato sia quando prendi un farmaco prima di una operazione chirurgica ed entri in uno stato crepuscolare di veglia.”

“Durante le sessioni, quando i demoni si manifestavano, ho mostrato forza oltre le mie capacità, i miei occhi si sono rovesciati indietro, la mia voce è cambiata – queste sono tutte rappresentazioni che si vedono anche nei film”, ha detto. “Spesso sentivo accadere queste cose nel mio corpo, ma i demoni avevano il controllo sul mio corpo e non riuscivo ad impedire che le manifestazioni accadessero.”

“Mi sentivo intrappolata dentro di me, ed è stato terrificante”, ha detto Piccola.

“All’inizio ne ero spaventata, ma poi mi sono resa conto che non stava accadendo nulla che Dio non permettesse, quindi questo mi ha dato la pace. Ho imparato a distaccarmi dai pensieri ossessivi, così da poter pregare Gesù, Maria e i Santi durante le sessioni di esorcismo”.

Piccola ha detto che Dio le ha permesso di partecipare alla battaglia spirituale, anche se in modo limitato.

“Ricordo solo frammenti delle prime sessioni”, ha detto. “Poi andando avanti ho notato che avevo molta più consapevolezza di ciò che mi stava accadendo. Una volta che le preghiere sono iniziate, non ho avuto la possibilità di muovermi o rispondere tranne quando il sacerdote esorcista si rivolgeva a me direttamente, ma ho potuto ascoltare e vedere le cose. Man mano che la mia relazione con il Signore GESU’ cresceva e mi arrendevo più intenzionalmente a Lui, avevo un maggiore controllo sui miei movimenti e parole, anche esponendo cose che potevo percepire a causa dei demoni. ”

Piccola ha descritto, di nuovo, quanto si sentisse impotente a volte, quando il suo corpo non era più sotto il suo controllo.

“I demoni hanno afferrato il mio corpo e la mia voce per manifestarsi”, ha detto. “Non importava quanto mi fossi sforzata di riguadagnare il controllo, le mie forze erano esaurite. La mia voce cambiava quando si manifestavano alcuni demoni e lo potevo percepire nella modifica delle mie corde vocali. ”

“A volte è stato così doloroso, quando la forza dei suoni che uscivano da me era prepotente e violenta”, ha detto.

“Sapevo spesso quando stavano per accadere alcuni grandi movimenti. Potevo in qualche modo percepirlo e mi sforzavo tanto di combatterli, ma poi improvvisamente venivo spinta in alto o la mia testa veniva scossa avanti e indietro in modo aggressivo. Ci sono stati momenti in cui pensavo che il mio corpo si sarebbe semplicemente spezzato. ”

Piccola ha dichiarato di non essere mai stata ferita fisicamente durante le sessioni spesso violente.

“Dio è così buono e non ha mai permesso nulla che non potessi gestire”, ha detto. “Per Sua grazia, non sono mai stata gravemente ferita. Una volta superato lo shock di ciò che stava accadendo, ho cercato di concentrarmi nel contemplare il Crocifisso e, se i miei occhi erano chiusi, lo immaginavo nella mia mente. Mentre le cose stavano accadendo all’esterno del mio corpo, io pregavo e mi concentravo il più possibile all’interno ”.

Liberazione- L’ intercessione dei SantiDail-PICCOLA2.jpg

Piccola ha affermato che a causa delle ferite spirituali, mentali e fisiche che aveva sperimentato nella sua vita, aveva totalmente perso il controllo sulla sua vita e sopravvivenza.  C’era dentro di lei un controllo spietato che voleva opporsi alla sua liberazione. Si rese conto che doveva annullarsi, rinunciare a quel controllo e affidare tutta la sua vita a Dio. 

“Alla fine”, ha detto, “ho dovuto accettare che questa non era la mia lotta. Ho dovuto collaborare con Gesù, lasciando che Lui prendesse il controllo. È stato molto difficile. È un impegno quotidiano, a volte di ogni ora, non arrendersi mai, fidarsi di Dio”.

“La vera sfida che dovevo attuare, nel mio stato di possessione, era quella di rifiutare tutte le cose che mi avevano separata da Dio”, ha detto Piccola. “La liberazione avviene quando e se c’è la volontà di cambiare. La persona deve avere l’intenzione di essere liberata. I film che descrivono le possessioni diaboliche negano questa che è la parte fondamentale: la vera INTENZIONE DEL POSSEDUTO DI VOLERE LA PROPRIA LIBERAZIONE E DI COLLABORARE CON DIO. L’esorcismo non è un trucco magico in cui un sacerdote arriva drammaticamente e spaventa i demoni. Ci vuole il pieno rifiuto del male e il desiderio del Bene. Dio vuole la nostra volontà di essere liberati e completamente restaurati . “

Piccola ha affermato di essere stata aiutata da Santi e Angeli durante la sua guerra spirituale – rivelando la piena comprensione dell’insegnamento della Chiesa sull’intercessione dei Santi per i fedeli sulla terra.

Piccola ha vissuto questo in prima persona.

“Ho visto con i miei occhi solo un Santo – San Michele Arcangelo – e solo una volta”, ha detto. “È apparso come una altissima luce rossa e bianca. Venne in quasi tutte le sessioni di esorcismo, potevo solo sentire la Sua presenza, basata sulla reazione dei demoni, che manifestavano una paura terribile di San Michele, quando lui era lì per me. Penso che Maria Santissima  sia stata la prima Santa che mi sia apparsa, comunque. Normalmente quando appariva un Santo, lo sentivo per la prima volta nel mio cuore e poi in qualche modo la percezione della sua presenza si traduceva in un’immagine, quindi la rivelazione del Santo. Altre volte i demoni nominavano il Santo prima ancora che lo sapessi. Lo hanno fatto con San Padre Pio. Lo temevano e lo disprezzavano. “

“In due diverse occasioni, è apparso San Giovanni Paolo II– una volta da giovane papa, e un’altra volta da anziano, nell’ultimo periodo prima di morire”, ha detto Piccola. “Quando è apparso la seconda volta, indossava la sua mitra e mi stringeva la mano mentre il sacerdote esorcista pregava su di me. “

“Anche Santa Gemma Galgani era presente. Non avevo mai sentito parlare di lei prima di queste sessioni, ma lei ha insistito nello starmi vicina ”, ha detto Piccola. “I demoni la odiavano e sputavano sulle sue foto, così come su quelle di San Gabriele dell’Addolorata. È diventata una sorella spirituale per me, rimanendo con me fino alla fine, incoraggiandomi sempre in tanti piccoli modi ”.

“Il beato Jerzy Popieluszko era un altro visitatore frequente”, ha detto. “Non avevo mai sentito parlare di lui prima delle mie sessioni. Altri vennero brevemente. Maria Santissima è stata presente più volte dopo la prima visita. Una volta, mentre il demone mi tormentava, la sentii avvolgermi nelle Sue braccia, attirando il mio cuore nel Suo abbraccio. ” 

Un messaggio di misericordia

Terese Piccola è stata completamente liberata dalla possessione diabolica nel 2018, con una richiesta di Dio per lei, Dio le ha affidato una missione speciale: pregare per i sacerdoti. Quando le è stato chiesto quale messaggio avesse per i cattolici, ha risposto: “Gesù stesso ci dice che alcuni demoni possono essere scacciati solo attraverso la preghiera e il digiuno (Marco 9:29). L’ho provato ogni giorno. Man mano che la mia relazione con Dio cresceva, appresi che avevo un ruolo da svolgere in questo: Dio si aspettava che collaborassi, facessi la mia parte e combattessi ”.

“Questo vale lo stesso, per tutta la Chiesa. L’umiltà è la chiave ”, ha detto Piccola. “Quando siamo devastati – come sono stata io, ferita e devastata- dobbiamo imparare a perdonare e non solo gli altri, ma noi stessi. Allo stesso modo dobbiamo guardare alla Chiesa come al Corpo ferito di Cristo. Abbiamo il potere di pregare e attraverso quella preghiera, di guarire e riparare. Nel fare ciò, tuttavia, ci deve essere un’accettazione della nostra responsabilità, specialmente quando si è verificato uno scandalo. Nessuno è escluso dalla Misericordia di Dio. Ognuno di noi ha una missione unica. Tuttavia noi leghiamo le Mani di Dio, se rifiutiamo la Sua Misericordia”.

Fonti

http://www.ncregister.com/blog/breedail/piccola

https://www.portaluz.org/la-dramatica-experiencia-de-abuso-sexual-aborto-posesion-y-liberacion-de-3583.htm

La commedia blasfema di gruppo LGBT su NETFLIX “Gesù gay” è vilipendio alla religione non è satira

(IN FOTO: i festaioli del ‘gay pride’ reggono una bandiera arcobaleno a San Paolo in Brasile il 3 giugno 2018 (Credit: Nelson Antoine / AP.)

L’ultimo episodio del ‘gruppo satirico brasiliano LGBT’ Porta dos Fundos su Netflix ha fatto indignare migliaia di cattolici brasiliani ed anche esponenti di diverse religioni. Lo speciale natalizio del gruppo, “A Primeira Tentacao de Cristo” (“La prima tentazione di Cristo”) è una satira su un ‘Gesù gay’ che porta il suo compagno a casa per incontrare Maria e Giuseppe: Maria appare come una prostituta… netflix.jpg

La reazione allo spettacolo di 40 minuti è stata rapida. I brasiliani attraverso i social media e internet si sono mobilitati per chiedere la cancellazione della parodia offensiva contro Cristo e la fede cristiana.

La Conferenza Episcopale Brasiliana ha criticato il cortometraggio e ha affermato che esiste un limite alla libertà di espressione. 

La Conferenza Episcopale “ripudia i fatti recenti che, in nome della libertà di espressione e della creatività artistica, attaccano profondamente la fede cristiana. Ridicolizzare la convinzione di un gruppo, qualunque esso sia, oltre a costituire un reato ai sensi del diritto penale, significa mancare di rispetto a tutte le persone, danneggiare la ricerca di una società efficacemente democratica che valorizzi tutti i suoi cittadini “, afferma la dichiarazione, rilasciata il 12 dicembre 2019.

Il vescovo di Palmares, in Brasile, Mons. Soares Da Costa, in un comunicato , ha chiesto ai suoi fedeli di cancellare il proprio abbonamento a Netflix “come un regalo per Nostro Signore”.

Il Prelato ha poi dichiarato su Facebook: “Netflix, indubbiamente istigato dalla forza demoniaca che ha ispirato così tanti cuori e menti in questi tempi di neopaganesimo, sta prendendo a schiaffi tutti noi cristiani; sta sputando sui nostri volti, sbeffeggiando la nostra fede”. Il vescovo, anche lui abbonato alla piattaforma di film e serie tv in streaming, ha deciso di disiscriversi. “Dovevo farlo! Era il minimo che potessi fare! Mi sono cancellato dall’abbonamento e sono felice, contento, come se avessi reso omaggio a qualcuno a cui voglio molto bene!”, ha detto.  Mons. Soares ha invitato a riflettere anche coloro che “non credono che Gesù sia il Figlio di Dio. “Dove va una società che non rispetta la religione e la sensibilità delle persone? Come costruiremo uno spazio di tolleranza e rispetto in questo modo?”

Il vescovo Carlos Alves ha invitato i 6.000 follower della sua pagina Instagram a boicottare la pellicola definendola “Spazzatura che manca di rispetto non solo ai fedeli ma anche a Dio”. 

Julio Cesar Ribeiro, un rappresentante del governo, ha annunciato che avrebbe annullato il suo abbonamento Netflix a causa dell’episodio. Ha detto che mostrava Gesù come un gay e “mostra i discepoli tutti ubriachi. Inammissibile! È una beffa della fede dei cristiani, della fede dei cattolici. Dobbiamo fermarlo; Presenterò anche una dichiarazione di denuncia, perché questa satira è un atto vile ed è punibile secondo l’articolo 208 del codice penale “, ha affermato Ribeiro, che fa parte della base evangelica del Congresso brasiliano.

Altri brasiliani, compresi i religiosi cattolici, hanno dichiarato che avrebbero annullato la loro iscrizione al servizio di streaming Netflix. 

L’Associazione Nazionale dei Giuristi Islamici del Brasile ha espresso solidarietà, dicendo: “siamo contrari a qualsiasi mancanza di rispetto e solidarietà verso i nostri fratelli cristiani”.

Sono state istituite petizioni su  Change.org e su CitizenGO  contro il film blasfemo. A partire dal 13 dicembre, oltre 33.000 persone hanno firmato la petizione chiedendo che il film fosse ritirato dal servizio di streaming.

Queste tipologie di produzione “sono sempre state blasfeme e utilizzano la libertà di espressione come una tattica per attaccare, criticare e de-sensibilizzare il pubblico sulla blasfemia e sul burlarsi della fede (ovviamente, non si sono mai azzardati a fare lo stesso con l’islam e con i musulmani)”, si legge nella descrizione della campagna lanciata da CitizenGO.

La piattaforma ha inoltre dichiarato che questa produzione è “assolutamente inaccettabile”, perché “nessuno può avere il diritto a offendere e attaccare la fede di miliardi di persone in tutto il mondo”.

“Questa tipologia di produzione ‘artistica’ porta ad una ovvia conseguenza: la desensibiliazzazione delle persone e a facilitare l’ascesa di una persecuzione ancora più contundente contro i cristiani”, si legge alla fine.   

La società di streaming Netflix ha detto al New York Daily News che “sta esaminando il problema”…

Lo speciale di Porta dos Fundos dell’anno scorso, intitolato “Gli ultimi postumi di una sbornia”,  una parodia dell’ Ultima Cena di Gesù, quest’anno ha vinto un Emmy internazionale per la migliore commedia…La solita ipocrita dittatura dei “paladini dei diritti contro il linguaggio di odio” sempre pronti però a diffondere odio e a calpestare i diritti degli altri. 

BOICOTTARE NETFLIX!  petizioni su  Change.org e su CitizenGO


AGGIORNAMENTI : Provita&Famiglia ha creato una PETIZIONE in Italia contro il film blasfemo di Netflix

https://www.provitaefamiglia.it/petizione/firma-contro-il-film-blasfemo-su-gesu-omosessuale-di-netflix


Fonti

Netflix satire about gay Jesus infuriates thousands of Brazilians

https://www.aciprensa.com/noticias/cerca-de-la-navidad-netflix-ofende-a-cristianos-con-pelicula-sobre-jesus-gay-16407

https://www.dailymail.co.uk/news/article-7790547/More-one-million-people-sign-petition-protest-Netflix-Christmas-film-depicting-gay-Jesus.html

Jim Caviezel la sua conversione e il nuovo film “Resurrezione di Cristo”, nei cinema nella Settimana santa 2020

Jim Caviezel è un attore tutt’altro che “banale” e già solo il fatto che Mel Gibson lo abbia scelto per le sue iniziali “J.C.”, per la sua fervente fede cattolica e per gli anni che aveva quando ha interpretato il Figlio di Dio nel film La Passione di Cristo- (aveva curiosamente 33 anni), è un fatto per nulla “casuale”. In una sua intervista, Jim ha detto: «Una coincidenza? Non credo. La nostra vita non è una coincidenza, è una possibilità! Il ruolo di Gesù è stato il più difficile che abbia mai intrapreso. Non c’è niente di più glorioso e allo stesso tempo più umiliante di questo ruolo. Interpretando Gesù, ho dovuto affrontare molte critiche e spesso derisione: niente mi avrebbe potuto insegnare meglio il valore dell’umiltà. Mi rendo conto che solo l’amore può salvare il mondo. L’amore di Cristo. Pertanto, voglio lavorare di nuovo con Mel Gibson. Questa volta sarà un film sulla Resurrezione. “La Passione di Cristo” ha ispirato così tante persone a fare del bene, a convertirsi a Cristo, dunque sento che c’è di nuovo uno scopo nella mia vita. Lo faccio per amore. È la mia missione cristiana». 

Caviezel ha affermato di ritenere che il sequel La Resurrezione di Cristo sarà “il più grande  film della storia” e ha espresso la sua opinione sugli errori di Hollywood quando si tratta di affrontare argomenti biblici: “La nostra industria cinematografica, spesso quando produce un film su personaggi biblici, stravolge la verità…Quando ti prendi le libertà in quel modo, il film perde il suo valore.”

Nonostante sia stato assicurato che una anteprima sarà visibile per la fine del 2019, (titolo completo sarà  “La Passione di Cristo 2: Resurrezione”)  il nuovo film di Mel Gibson, seguito de la “Passione di Cristo” uscirà nei cinema solo per la Settimana Santa del 2020. Anche il precedente film era stato presentato durante la Settimana Santa, per scelta precisa del regista. Confermato il cast principale de La Passione, Jim Caviezel nel ruolo di Gesù.

Il film, girato in Marocco ed in Europa, copre un arco di tempo molto breve (3 giorni) e poco sfruttato in altri film su Gesù. In una intervista rilasciata al blog specializzato “Gesù Cristo nel cinema”, Caviezel ha detto che il film comincia là dove era finito il primo, con la sepoltura di Cristo e quindi momento per momento i primi tre giorni, raccontando i momenti di angoscia dei discepoli, gli intrighi nel palazzo di Erode, il potere, l’avidità e l’ambizione di alcuni dei personaggi coinvolti nella crocifissione come Ponzio Pilato, Erode, Caifa e Giuda; il film termina con gli eventi che si sono svolti a Gerusalemme nella Domenica della Resurrezione.resurrection-the-passion-of-the-christ.jpg

Jim Caviezel:«Fare Gesù nella “Passione” di Mel Gibson mi ha distrutto la carriera a Hollywood, ma la mia fede mi ha aiutato a fare le scelte giuste nella vita»

Jim Caviezel era una star del cinema, almeno fino a quando non ha rappresentato la Passione di Gesù sul grande schermo. Caviezel – che prima del 2004 era vezzeggiato dallo star system di Hollywood come una delle maggiori promesse -, dopo la “Passione” si ritrova con tutte le porte sbattute in faccia. Avrebbe potuto interpretare Superman, ma il regista Bryan Singer lo ha respinto perché credeva che la gente avrebbe finito per identificarlo con il suo famoso personaggio di Cristo. Il supereroe è stato interpretato da Brandon Routh.  Caviezel oggi ha 51 anni, cattolico, è dichiaratamente prolife, ha rifiutato di fare scene d’amore con Jennifer Lopez nuda nel film Angel Eyes.   «Sempre più persone a Hollywood mi hanno chiuso le porte. Così, piano piano, mi sono ritrovato ai margini del cinema. Ero consapevole del fatto che questo sarebbe potuto accadere e non mi pento della scelta che ho fatto. Come cattolico e come attore…Gibson mi aveva avvertito che sarebbe stata dura… Già durante le riprese sono stato colpito da un fulmine: stavo facendo il Discorso della Montagna… Si era alzato un vento forte. Quello che videro i cameramen fu il fuoco che usciva dalla parte destra e sinistra della mia testa. Illuminazione intorno a tutto il mio corpo. Quello che accadde fu che Mel aveva detto: “Azione” e mentre le telecamere mi facevano una panoramica, un lampo mi ha colpito. Quando le telecamere mi hanno ripreso, ho sentito Mel urlare: “Che diamine è successo ai suoi capelli?”. Ero terrorizzato, ma allo stesso tempo sentivo la pace in me…Potevo davvero morire: tutto ciò che sentii fu questo enorme tremendo schiaffo sulle mie orecchie, vedevo tutto rosso, mi sono salvato per miracolo; poi durante le scene della flagellazione, sono stato colpito per errore, ho ricevuto ferite profonde; mi sono slogato una spalla in una scena della crocifissione, quello che è successo a Gesù veramente: il dolore che ho provato non è niente a confronto, ma lo ricordo bene…ed è tutto rimasto nelle scene del film. Abbiamo dovuto provare la scena della crocifissione per settimane…Faceva così freddo che sembrava che i coltelli mi attraversassero. Ho avuto l’ipotermia…La mia bocca tremava in modo incontrollabile. Le braccia e le gambe sono diventate insensibili. Stavo soffocando su quella croce…Sopportai tutto pregando di più.paixao-de-cristo.jpg

Le persone distolgono lo sguardo quando vedono le scene strazianti  della flagellazione e della crocifissione, perchè quello che vedono è il loro stesso peccato. Non è facile affrontare se stessi. È difficile da guardare. Ma questo film ti costringe a guardarti, non nel modo in cui vuoi vederti, ma nel modo in cui Dio ti vede. Non ci sono osservatori passivi…

Ci fu uno dei ragazzi che lavoravano con me nel film, era un musulmano. Era una delle guardie che nel film doveva flagellarmi e …si convertì sul set…Ha avuto una grande esperienza di conversione durante il film.

Questo è quello che volevo più di ogni altra cosa, che le persone avessero quell’effetto viscerale di prendere la decisione di seguire Gesù. Non voglio che la gente veda me. Voglio solo che vedano Gesù. pasion1

Quando stavamo girando la scena de L’Ultima Cena, avevo una tasca interna nei miei vestiti in cui ho collocato diverse reliquie di santi e una reliquia della Croce di Cristo. Avevo un forte desiderio che Gesù fosse davvero presente, quindi ho chiesto al sacerdote di esporre il Santissimo Sacramento. All’inizio non voleva farlo, ma ho insistito a chiederglielo perché ero sicuro che la gente avrebbe riconosciuto Cristo se Lo stavo guardando io stesso. Il sacerdote teneva il Santissimo Sacramento in mano vicino alla telecamera e si avvicinò rivolto a me. Quando le persone guardano il film e vedono un bagliore nei miei occhi, non si rendono conto che in quel momento stanno davvero vedendo Gesù, un riflesso dell’Ostia consacrata, nei miei occhi. È successa la stessa cosa nella  scena della Crocifissione: il sacerdote era lì, teneva il Santissimo Sacramento davanti a me ed io Lo fissavo e si è riflesso nei miei occhi ».passionofthechrist460Il suo cammino come attore si è intrecciato ad un certo punto, quando era ancora giovane, con la conversione al cristianesimo: «Sono arrivato alla conversione  attraverso la Madonna, a Medjugorje. Durante la preparazione del film sulla Passione,  ho utilizzato tutto quello che il mio incontro con Maria Santissima mi ha insegnato», raccontava Caviezel in un’intervista anni fa ad AltervistaMedjugorje. «Il regista, Mel Gibson, ed io andavamo insieme alla Messa ogni mattina. Spesso facevamo Adorazione Eucaristica. Nei giorni in cui non potevo andarci, ricevevo almeno la Comunione. Avevo sentito dire che il Papa si confessava tutti i giorni e pensai che anch’io dovevo confessarmi più spesso. Non volevo che Lucifero potesse esercitare un controllo su quello che facevo. Per questo ho anche digiunato…».

La seguente intervista a Jim Caviezel è stata realizzata dal giornalista e critico cinematografico polacco Lukasz Adamski :

Hai incontrato Giovanni Paolo II durante un’udienza dopo aver interpretato Gesù in “La Passione di Cristo”. Dopo aver visto il film, il Papa ha elogiato il film e ha detto: “Il film descrive la Passione così com’era realmente”. Come hai accolto gli elogi del Papa?

Giovanni Paolo II ha sempre esortato i giovani a distaccarsi dalla società contaminata e priva di valori. “Siate santi”, ha detto. Impossibile? No, è possibile. È un messaggio che rivela che tutti nel mondo siamo ugualmente importanti e siamo chiamati a riconoscere che Gesù è il Signore, come è successo a me. Ricordo che il Papa disse agli americani: “Potete essere tutti santi!”. Mi rattrista che così tante persone nel mio paese non cerchino la santità. Con le droghe e l’ edonismo, cercano di riempire il vuoto emotivo.

JPII-Caviezel.jpg
L’incontro di Jim Caviezel con S.Giovanni Paolo II

È ancora più visibile in Europa. La rivoluzione francese iniziò con l’uccisione dei sacerdoti e il rifiuto di Gesù. Ma torniamo a Hollywood e ai tuoi lavori. Mel Gibson ti ha avvertito, quando hai interpretato il ruolo nel suo film, “Non lavorerai più qui (a Hollywood)”. In che misura aveva ragione?

All’improvviso ho smesso di essere uno dei cinque attori più popolari negli studios e non avevo fatto nulla di male. Allo stesso tempo, non ho mai dimenticato che il Nome di Gesù è al di sopra di tutto. È anche il Nome più controverso di tutti i tempi. L’amore è controverso ed è l’Amore incarnato. Gesù stava parlando dell’Amore di Dio ai Romani e lo hanno ucciso per questo. “Chi è quell’uomo per dirmi che tipo di persona dovrei essere?”, domandarono con arroganza. Fu tradito dalla sua stessa gente e abbandonato da tutti. Il mio dovere non era solo quello di mostrare tutto questo sullo schermo. Il mio vero dovere è vivere ogni giorno in conformità con il Vangelo e dare testimonianza della verità. E tutto riporta a Giovanni Paolo II : “Totus Tuus” – “Tutto tuo”. Se vuoi sapere come mi ispira San Giovanni Paolo II, questo è tutto: la mia devozione a Maria Santissima. Questa è l’essenza della mia fede. La mia relazione con Gesù è grazie a Lei, che ci ha portato Gesù. Un mio amico evangelico mi ha chiesto una volta perché non mi rivolgo direttamente solo a Gesù … Penso che sia una domanda preziosa. All’epoca non sapevo come rispondergli. Tuttavia, guardando Giovanni Paolo II, ho trovato la risposta. Ecco perché la Polonia come nessun altro paese è strettamente legata a Gesù. Il diavolo Lo odia, anche se ha già perso. Gesù e Maria lo hanno già schiacciato. Un solo uomo polacco ha schiacciato il comunismo. In che modo Giovanni Paolo II ottenne questo risultato? Con l’ amore di Gesù e di Maria.5053083162573_1_1

In occasione della promozione del suo film su San Paolo, l’attore Jim Caviezel si è presentato al Vertice di Leadership Studentesca 2018 – SLS18 a Chicago e ha emozionato le migliaia di giovani studenti presenti con un discorso sulla fede e la sua testimonianza di vita. “Viviamo in una cultura in declino”, ha denunciato Jim Caviezel, ricordando che San Massimiliano Kolbe disse che l’indifferenza era il peccato più grave del XX secolo e indicando che lo è anche del XXI secolo. “Dobbiamo scrollarci di dosso questa indifferenza, questa tolleranza devastante del male. Solo la fede nella saggezza di Cristo può salvarci, ma richiede guerrieri pronti a mettere in discussione la loro reputazione, il loro nome, perfino la loro stessa vita per sostenere la verità”.

“Distinguetevi da questa generazione corrotta. Siate santi. Non siete stati creati per conformarvi. Siete nati per distinguervi ed emergere”.

“Quando stavo interpretando Gesù sulla croce, mi sono reso conto che la nostra redenzione è nella sofferenza… e ciascuno deve prendersi la propria croce. Se non abbracciamo la nostra croce, il suo peso potrebbe schiacciarci. La nostra fede, la nostra libertà ha un prezzo”, ha confessato.

“Prima della Resurrezione ci sono stati molta sofferenza e molto dolore, e il vostro cammino non sarà diverso, quindi abbracciate la vostra croce e correte verso la vostra meta”.

L’attore ha quindi esortato i giovani ad avere il coraggio di esprimere la propria fede in pubblico. “Voglio che abbiate il coraggio di entrare in questo mondo pagano esprimendo senza complessi la vostra fede in pubblico. Il mondo ha bisogno di guerrieri come San Paolo e San Luca, che hanno rischiato il proprio nome, la propria reputazione per portare la fede, il proprio amore per Gesù al mondo”.

“Dio sta chiamando ciascuno di noi, ciascuno di voi a fare grandi cose. Ma quante volte non rispondiamo?”, ha proseguito. “È ora che la nostra generazione accetti questa chiamata, la chiamata di Dio che esorta tutti noi a donarci completamente a Lui, a vedere quella mano gentile che guida il nostro cammino, a ricominciare daccapo, a digiunare, a meditare sulla Sacra Scrittura e a prendere sul serio i Santi Sacramenti”.

Caviezel ha quindi augurato agli studenti la libertà “non di fare ciò che vi piace, ma di fare ciò che è giusto”.Questa è la libertà che io auspico per voi. La libertà dal peccato, dalle debolezze, da questa schiavitù cui il peccato ci costringe. Questa è libertà per cui vale la pena morire”.

“Seguendo la volontà di Dio, dobbiamo vivere avendo lo Spirito Santo come scudo e Cristo come spada. Che possiate unirvi a San Michele e a tutti gli angeli per rimandare Lucifero e i suoi accoliti all’inferno, là dove devono restare!».

Fonti

https://www.catholicnewsagency.com/news/jim-caviezel-takes-on-wide-slate-of-topics-in-fascinating-new-interview-16142

https://caminocatolico.com/jim-caviezel-el-actor-que-interpreto-a-cristo-en-la-pasion-hace-15-anos-no-quiero-que-me-vean-a-mi-sino-a-jesus/

https://caminocatolico.com/1525-2/

Associazione Internazionale Esorcisti (A.I.E.) Note relative al testo: “A Children’s Book of Demons”, recentemente divulgato negli Stati Uniti.

Roma, 11 dicembre 2019

“Kαὶ ἔθυσαν τοὺς υἱοὺς αὐτῶν καὶ τὰς θυγατέρας αὐτῶν τοῖς δαιμονίοις (Sacrificarono i propri figli e le proprie figlie ai demoni).” Sal 105,37

Al tempo odierno è palesemente in atto il tentativo di proporre alle nuove generazioni il satanismo come una normale alternativa agli altri culti, agli svariati percorsi iniziatici, alle diverse filosofie di vita. Si giunge persino ad affermare che se il culto al demonio si limita alla semplice celebrazione del demonio e chi lo pratica non commette dei reati, non c’è nulla di male. Questa affermazione denota mancanza di discernimento tra bene e male, perché il satanismo ha dei principi che affermano la sopraffazione della persona nella sua dignità e autonomia e quindi chi rende culto al demonio, prima o poi sarà certamente soggetto a un coinvolgimento interno che originerà un comportamento secondo principi lesivi e distruttivi della dignità umana.

Un ulteriore apporto dato al nefasto progetto di normalizzare il contatto con i demoni e presentare la pratica del satanismo come cosa buona e positiva, è la notizia giunta in questi giorni della pubblicazione, negli Stati Uniti, di un volume dal titolo “A Children’s Book of Demons”. Quel che, però, è ancor più tragico è che l’autore, Aaron Leighton, si rivolge apertamente a bambini di età compresa tra i 5 e i 10 anni, quindi a un pubblico particolarmente indifeso e condizionabile.

Nel volume “A Children’s Book of Demons” l’autore, interpellando i fanciulli, afferma: “Evocare i demoni non è mai stato così divertente.”. Questo è il riassunto che egli ne dà: “Non vuoi portare fuori la spazzatura stasera? Forse stai nuotando nei compiti? Forse quel grosso prepotente è un vero fastidio? Bene, prendi le tue matite colorate, e usando le abilità contenute nel disegno dei sigilli chiama alcuni demoni! Ma fai attenzione, anche se questi spiriti sono più sciocchi che spaventosi, sono sempre demoni”.

L’autore, senza alcun ritegno, presenta ai bambini l’evocazione dei demoni come qualche cosa di ordinario e di raccomandabile, invitandoli ad allearsi con loro, per trarne qualche vantaggio. In che modo insegna a evocare i demoni? Disegnando i sigilli demoniaci, cioè i simboli che li rappresentano. Vengono così riproposti ai bambini simboli molto simili a quelli riprodotti nei grimori, che nel mondo della magia sono dei manuali, nei quali vengono insegnate, con minuziosi dettagli, le procedure necessarie per contattare spiriti buoni o presunti tali e spiriti cattivi. Anche i satanisti si servono dei grimori, ovviamente rivolgendosi solo agli spiriti cattivi. Nel volume: “A Children’s Book of Demons”, l’autore, semplificando al massimo un grimorio, lo adatta ai bambini, lo trasforma cioè in un gioco divertente: i sigilli demoniaci fungono infatti da “numero di telefono”, per contattare gli spiriti del male.

Ma con i demoni non si scherza. Chi invita un bambino a evocare i demoni è come una persona che mettesse tra le mani di un fanciullo una bomba a mano, per giocare. Prima o poi il bambino tirerà via la spoletta e la bomba gli esploderà tra le mani.

Chi invita un bambino a evocare i demoni è come se gli dicesse che è possibile farsi aiutare da un criminale, per ottenere qualcosa.

Chi invita un bambino a evocare i demoni lo sta inducendo a perdere la sua identità, la sua personalità e ad essere distrutto moralmente, psicologicamente e spiritualmente.

Chi invita un bambino a evocare i demoni è già lui stesso un “alleato” dei demoni.

Chi invita un bambino a evocare i demoni lo sta ingannando e lo sta preparando ad essere un infelice, perché non li presenta quali essi sono realmente: angeli buoni, ma diventati volontariamente malvagi, nemici di Dio e dell’umanità; esseri pieni di odio verso ogni uomo, intenzionati a suggerirci ogni male e ogni perversità, con il solo fine di metterci l’uno contro l’altro e infine di separarci definitivamente da Dio e di condurci alla perdizione eterna, in una sofferenza senza fine. Sono presentati, invece, come esseri da poter facilmente evocare, con i quali è possibile allearsi, per ottenere qualche vantaggio.demons children

“A Children’s Book of Demons” rappresenta, dunque, una ulteriore tappa di quell’oscuro progetto che, iniziato negli anni ‘70, si propone, partendo da un primo approccio generico all’esoterismo delle nuove generazioni, di scendere -gradino dopo gradino- sino alla esplicita proposta di rendere culto al demonio. Tale tenebrosa pratica viene presentata, alle nuove generazioni, come un atteggiamento buono e conveniente, sovvertendo totalmente il discernimento tra ciò che è bene e ciò che è male.

Si rifletta su ciò che Gesù afferma nel Vangelo riguardo agli scandali, e in particolare alle parole: «Chi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono in me, meglio per lui sarebbe che gli fosse appesa al collo una macina da mulino e fosse gettato in fondo al mare» (Mt 18,6).

Il Presidente dell’Associazione Internazionale Esorcisti

Padre Francesco Bamonte, icms

Fonte  https://aiepressoffice.com/it/2019/12/12/associazione-internazionale-esorcisti-a-i-e-note-relative-al-testo-a-childrens-book-of-demons-recentemente-divulgato-negli-stati-uniti/

Per approfondimento sull’autore del testo A Children’s Book of Demons, vedi nostro articolo https://noalsatanismo.wordpress.com/2019/12/12/cristianofobia-in-occidente-frutti-di-una-societa-malata-senza-cultura-la-violenza-contro-la-fede-cristiana-si-ritorce-sempre-contro-lumanita/

Cristianofobia in Occidente: frutti di una società malata senza cultura- la violenza contro la fede cristiana si ritorce sempre contro l’umanità-

Nel periodo di Avvento, boom di offese alla fede cristiana: dal videogame sul Vangelo ai dogmi profanati in feste blasfeme al libro di satanismo e magia nera per indottrinare i bambini a fare il male, venduto su Amazon come ‘strenna natalizia’. Escalation di profanazioni dei simboli cristiani. STOP CRISTIANOFOBIA WhatsApp-Image-2019-05-03-at-09.12.47-570x300.jpeg

Se, parafrasando Sant’Agostino, chi canta (bene) prega due volte, allora chi canta male, bestemmia due volte. Per le imminenti festività natalizie costituirebbe un opportuno gesto di ravvedimento ritirare la canzone “Tu e D’io” in cui una coppia di cantanti intona in modo blasfemo un “Ave Maria, piena di ansia” che prende il sole “crocefissa sulla spiaggia”, cammina sull’acqua, poi si scoccia di “una vita sbagliata che fa bestemmiare” e ha voglia di scappare. Poi, in spregio della fede, il brano prosegue idolatrando la tecnologia (“è il nuovo Dio”), sbeffeggiando la Santissima Trinità (“Nel nome dell’iPad, iPhone e lo spirito Samsung”), la Crocifissione (“Io non sono il messia, non è sangue è sangria”), la santità (“Sono un santo con l’aureola di CBT”), le radici della fede (“Gesù ha iniziato con 12 follower e un hater”), la Parola di Dio (“Chi è senza peccato scagli il primo mojito”, “faccio l’assegno della croce”, “Tu porta l’acqua che al vino ci penso io”, “La chiesa è un call center, io parlo col presidente”), la devozione mariana (“Non me frega niente”,  “Madonna che fa i miracoli”, “Lacrime di vino, sto otto le tue guance con due calici”, “Quanto mi piaci, ti faccio piangere dal ridere, beviamo gratis e sto da Dio”). Dalla prima all’ultima riga un’offesa inaccettabile al sentimento religioso. Sembra un’impresa impossibile ottenere il ritiro di una canzone blasfema. Eppure nelle stesse ore è stata scongiurata un’identica ferita alla fede.

Sui social come all’osteria

Su Facebook esistono molte pagine che offendono la religione, alcune addirittura dedicate alle bestemmie. Chi ha provato a segnalarle al social più frequentato del mondo ha spesso ricevuto questa risposta: “La pagina rispetta gli standard della comunità”. Cioè: per Facebook va tutto bene. “Com’è possibile che accada questo e come si può fare per bloccare simili pagine?”, si chiede Avvenire. I motivi alla base dell’assurda scelta di Facebook sono soprattutto tre. “Il primo: l’anarchia, il dibattito e persino la lite tra utenti del social sono tempo e azioni che vengono spese all’interno del colosso digitale- evidenzia il quotidiano della Cei-. Siccome più tempo la gente passa su Facebook e più il social ci guadagna, la società di Zuckerberg ha tutto l’interesse a passare per paladina della libertà di espressione così da non scontentare nessuno ma anzi creando “dibattito”. Quando il social ha bloccato alcune pagine o alcuni post è accaduto perché il sistema automatico ha ritenuto pornografiche alcune immagini (arrivando al clamoroso errore di censurare la foto storica della bambina vietnamita che corre nuda dopo un attacco al napalm) oppure la “censura” è scattata a causa di un elevato numero di proteste”. Secondo motivo. “Facebook si dice proprietario ma non responsabile dei contenuti che vengono pubblicati sul social, pensando così di potersi smarcare da qualunque responsabilità”. Terzo motivo. “La legge degli Stati Uniti, dove il colosso web risiede, non considera la bestemmia un reato. E questo fa sentire la società legalmente a posto”.

La bestemmia in Italia

E in Italia? “Dal 1999 la bestemmia non è più un reato: è stata depenalizzata a illecito amministrativo. Gli autori sono punibili con una sanzione amministrativa che va da euro 51 a euro 309. Perché accada la bestemmia deve essere stata espressa pubblicamente- sottolinea Avvenire-. Un post pubblico o una pagina pubblica di Facebook ricadono in questo ambito, visto che la giurisprudenza consolidata considera i social network “luoghi pubblici”. Nel caso invece un post o una pagina Facebook (ne esistono diverse anche di questo tipo) induca o istighi altri all’atto di bestemmiare si potrebbe profilare il ben più grave reato di “istigazione a disobbedire alle leggi”, sanzionato dall’art. 415 del Codice Penale e che prevede la reclusione da sei mesi a cinque anni”. Per provare a far chiudere una pagina blasfema, ci vogliono tanto tempo e tante energie. Innanzitutto bisogna inviare (con l’aiuto di amici, reali o di social) centinaia e centinaia di segnalazioni al centro abusi di Facebook e in seguito fare una denuncia alla Polizia postale o alla Procura della Repubblica. “Le eventuali indagini hanno però spesso tempi lunghi e non è detto che arrivino a conclusione, anche perché molti utenti sono iscritti a Facebook con profili fake, cioè con dati falsi- precisa il giornale diretto da Marco Tarquinio-.
Non per questo bisogna demordere. Anzi, occorre insistere con il centro abusi di Facebook perché chiuda le pagine blasfeme. Ciò che invece tutti gli esperti sconsigliano è di attaccare i post o le pagine blasfeme con commenti o altri post sulle loro pagine. Per l’algoritmo di Facebook ogni commento, anche negativo, è un punto di “valore” che accresce il peso della pagina o di un post, aumentandone la circolazione e rendendola al contempo più difficile da estirpare”.

Lo Studium tradito

Una mobilitazione trasversale e spontanea di coscienze e sensibilità ha impedito all’ultimo istante uno sputo in faccia ai credenti proprio all’università, cioè nel luogo consacrato sulla carta all’elevazione morale e culturale della gioventù. Fin dalle sue lontane origini, l’insegnamento istituzionalizzato ha come pilastro la salvaguardia della civiltà attraverso un patto tra generazioni che si passano il testimone della cultura. Solo in extremis il peggio è stato evitato: tra le mura dell’Alma Mater Studiorum, la più antica università d’Occidente, quella di Bologna,  stava per andare in scena una rozza bestemmia mascherata da festa studentesca. Parodiando grossolanamente la festività dell’Immacolata Concezione, i profanatori sacrileghi dei dogmi erano pronti a scambiare la goliardia per empia arretratezza. Raffigurare la Madre di Cristo in una nuvola di preservativi non è spiritoso, è aberrante. Non serve essere ferventi cattolici per sentirsene offesi, basta essere persone “ragionanti” e civili.  La cristianofobia dilaga in una società sempre più secolarizzata. Nulla importa, quindi, se ciò significa insultare e denigrare centinaia di milioni di credenti.  Possibile che all’Università di Bologna, nessun educatore si fosse accorto di niente? Senza la protesta dei credenti, nessun cattedratico si sarebbe sentito in diritto e dovere di obiettare? E Il rettore avrebbe ugualmente proibito che venisse compiuto lo stupro di una civiltà? La colpa non è dei ragazzi ma di quanti favoriscono, legittimano e coprono il loro sbandamento.

VEDI ARTICOLO https://noalsatanismo.wordpress.com/2019/12/06/odio-anticristiano-a-bologna-manifestato-proprio-da-quelli-che-si-qualificano-come-paladini-contro-lodio/

Sei mesi fa don Aldo Buonaiuto, sacerdote esorcista e coordinatore della comunità Papa Giovanni XXIII e del Servizio Antisette, aveva deplorato uno spot pubblicitario altrettanto blasfemo e volgare che sbeffeggiava impunemente l’atto costitutivo della fede cristiana: l’Annunciazione dell’angelo Gabriele alla Vergine Maria. In quella insulsa pubblicità e con estrema naturalezza, per pubblicizzare un contraccettivo venivano vilipesi i fondamentali della religione. E non mancano altri casi analoghi.

Gesù ridotto a videogame

“Sono Cristo”: la vita di Gesù ridotta a un videogame. Pioggia di critiche e reazioni per il videogioco choc che trasforma il racconto dei Vangeli in sfida interattiva con simulazioni di miracoli e ambientazioni da film. E’ l’ultima, poco edificante frontiera di un uso spesso disinvolto delle tematiche di fede che in questo caso si spinge addirittura a trasformare in un videogioco la vita di Gesù. “E’ veramente dissacrante, ma ormai si è perso tutto il senso del sacro” è il commento di padre Antonino Mascali, giovane parroco carmelitano della Chiesa Nostra Signora del Carmine di Cagliari, alla notizia del videogioco che simula la vita di Cristo. “Si sta passando dal togliere le croci da scuole e uffici pubblici al trasformare Gesù in un videogioco che addirittura simula i miracoli. E intanto perdiamo la bellezza della domenica come giorno in cui, come cristiani, siamo chiamati a celebrare Dio. I primi a non aver rispetto del nostro essere cristiani – afferma padre Mascali – siamo noi stessi. Non lamentiamoci se poi gli altri non ci rispettano” https://www.interris.it/religioni/sono-cristo–la-vita-di-ges-diventa-un-videogame

L’Immacolata sfregiata

Pro Vita & Famiglia è una associazione Onlus che opera in favore dei bambini, delle madri e dei padri, difende il diritto alla vita dal concepimento alla morte naturale, promuove la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, e sostiene la libertà e priorità educativa dei genitori. “Al peggio non c’è mai fine! Perché dopo l’evento organizzato dal collettivo di estrema sinistra, Link, di Bologna, denominato ‘Immacolata contraccezione’, fortunatamente soppresso, dopo le molte polemiche levatesi contro un’iniziativa così apertamente blasfema, da parte pure di chi si dice ‘discriminato’, ora ci riprovano- riferisce Pro Vita & Famiglia-. Stavolta parliamo dell’Arci Dallò di Castiglione delle Stiviere in provincia di Mantova, l’evento in questione è ‘Immacolata sovversione’, così tanto per operare una ‘variazione sul tema’. La foto che lo rappresenta lascia davvero poco spazio alla fantasia ed è talmente scabrosa da non poter essere descritta. Ovvio che iniziative come queste, in cui si parla di sesso e pratiche estreme, in cui si affrontano discorsi che forse non si sentirebbero nemmeno nei club ‘a tema’ più spinti, non è affatto un caso che vengano fatti cadere il giorno di una festività mariana così importante e in cui, guarda caso si celebra un dogma che fa riferimento alla purezza della Madre di Dio, in quanto preservata e immune dal peccato originale. Infatti, se si scorre il pruriginoso programma dell’evento in questione, si noterà l’ostinata insistenza con cui vengono affrontati certi argomenti. Mentre nella descrizione dell’evento si percepisce una rabbia di fondo, una ribellione contro chissà chi: ‘Il femminismo ha esplorato il piacere della donna. Ci siamo esplorate, ci siamo descritte, ci siamo piaciute, ci siamo eccitate. Il transfemminismo ci apre oggi nuovi mondi, nuove esplorazioni, per un piacere che vuole liberarsi dal genere, dalle costrizioni, dal bigottismo, dalle auto-censure, dalla stretta necessità delle relazioni sentimentali, insomma, dal patriarcato che è anche dentro di noi. E liberarsi una volta per tutte!’…  Per essere liberi occorre liberarsi dalle relazioni sentimentali, come si legge nell’evento. Non a caso uno dei workshop verte sul sadomaso e tutta l’iniziativa, è volta a trasmettere un’idea delle relazioni sessuali completamente slegata dalla natura, all’insegna dell’assenza totale del bene e dei sentimenti, insomma come genitalità tout court- osserva Pro Vita & Famiglia-

https://www.provitaefamiglia.it/blog/ci-risiamo-l-ennesimo-evento-blasfemo-nel-giorno-dellimmacolata

Dunque una violenza che si manifesta inizialmente contro il sacro, ma che poi si ritorce inevitabilmente contro l’uomo. Perché, per quanto si gridi al “love is love”, propinando, poi, ogni genere di nefandezze, fino a non risparmiare né i fanti né i santi, non si comprende quella che è una realtà da cui non si sfugge: che l’uomo è un essere in relazione, che senza quel Tu, non può dire nemmeno “io”.calpestare2

Libro di demoni per bambini

Come strenna natalizia un manuale di satanismo per bambini dai 5 ai 10 anni…Si intitola “A Children’s Book of Demons” ed è facilmente reperibile online su Amazon, nella catena di negozi Walmart e in alcuni dei più grandi negozi di libri degli Stati Uniti….

Il libro associa 72 demoni ad altrettanti sigilli e, in tono apparentemente giocoso, invita i bambini a evocarli, secondo lo stile della magia nera. La notizia esce proprio prima di Natale. “Qualcuno ha creato un libro per abituare i bambini alla familiarità con i demoni. Proprio così: “A Children’s Book of Demons”- riferisce il quotidiano online Vigilant Citizen in un articolo uscito all’inizio del mese di dicembre, che segnala questo manuale come dannoso e potenzialmente devastante per le menti dei bambini: non è affatto un gioco  https://vigilantcitizen.com/latestnews/a-childrens-book-of-demons-teaches-children-how-to-summon-demons/

L’autore del libro, Aaron Leighton, SICURAMENTE UN SATANISTA, ne dà questo riassunto: “Non vuoi portare fuori la spazzatura stasera? Forse stai nuotando nei compiti? Forse quel grosso prepotente è un vero fastidio? Bene, prendi le tue matite colorate, e usando le abilità contenute nel disegno dei sigilli chiama alcuni demoni in tuo aiuto! Ma fai attenzione, anche se questi spiriti sono più sciocchi che spaventosi, sono sempre demoni“. SI ISTIGA I BAMBINI A CREDERE CHE I DEMONI siano ‘simpatici’ e che possano aiutare, per colpire chi ci sta ‘antipatico’ e per deresponsabilizzarsi…

L’ immagine del demone qui sotto -raffigurato nel libro- rispecchia totalmente la simbologia del BAPHOMET simbolo del satanismo, testa di caprone e fattezze umane, una mano indica il basso ed una l’alto “come sopra così sotto”- l’illusorio potere del ‘mago’…demons children

Il nome del demone pubblicato nel libro è CORYDON e non è casuale. È il nome di un personaggio nelle Bucoliche del poeta Virgilio : un pastore innamorato di un adolescente di nome Alexis.

L’associazione del nome Corydon con “boy love” è stata cementata dall’autore francese André Gide che ha intitolato il suo libro Corydon, in cui difende la pederastia (una relazione sessuale tra un uomo adulto e un ragazzo pubescente o adolescente). E’ EVIDENTE CHE L’AUTORE DI QUESTO “LIBRO DI DEMONI PER BAMBINI”  SIA LUI STESSO PEDOFILO oltre che satanista…

Per evocare questi demoni, i bambini sono incoraggiati a riprodurre i loro sigilli, che sono molto simili ai veri sigilli della Goetia, il testo classico di magia nera con sigilli demoniaci, risalente al periodo tra il primo e il quinto secolo d.C., erroneamente attribuito a Salomone: in realtà è stato scritto in greco più di mille anni dopo la sua morte, da occultisti sconosciuti.

"Il libro dei demoni per bambini" insegna ai bambini come evocare i demoni

Testo per bambini con sigilli di demoni
"Il libro dei demoni per bambini" insegna ai bambini come evocare i demoni

Goetia testo originale per evocazione demoni

AL SERVIZIO DEL DRAGO

Quando la coscienza collettiva è ferita, è l’intera società a riportare danni irreversibili. Disseminare di incivili blasfemie la società è un servizio reso a satana nella sua opera distruttiva. Belzebù, Asmodeo, Behemoth, Lucifero, Mefistofele, Satana: il principe del male ha molti nomi ed è descritto con fattezze differenti. A metà Ottocento, il poeta francese Charles Baudelaire sosteneva che «la più grande astuzia del diavolo è farci credere che non esiste”. Nel 1953, lo scrittore cattolico Giovanni Papini argomentò che “l’ultima astuzia del diavolo fu quella di spargere la voce della sua morte”. Una convinzione condivisa dal collega agnostico André Gide: “Non credo nel diavolo. Ma è proprio quello che il diavolo spera, che non si creda in lui”. A futura memoria dei sacrileghi organizzatori di feste blasfeme, ricordiamo che quella Madonna che loro disprezzano ha schiacciato PER SEMPRE la testa del serpente che loro più o meno consapevolmente  adorano.MARIA SCHIACCIA.jpg

Il cartellone della blasfemia

E’ di pochi mesi fa la campagna choc per promuovere la prostituzione insultando la fede. Davanti ai luoghi più simbolici della cristianità in Italia, un sito di escort ha provocatoriamente lanciato una campagna pubblicitaria che mercifica in modo blasfemo le Sacre Scritture. “Stranamente nessuno di quelli che si stracciavano le vesti per il pericolo di strumentalizzare i simboli religiosi e il depositum fidei, hanno fiatato in nome forse di una male interpretata idea di laicità- osserva don Aldo Buonaiuto-. E così in piazza Duomo a Milano e in quel Colosseo emblema insanguinato del martirio cristiano (proprio la location delle Via Crucis papali), un portale che già dal nome scambia gli esseri umani per oggetti da acquistare, allo stesso modo di quanto fatto in altre città italiane, campeggia la foto di una ragazza intenta ad addentare uno sfilatino, sovrastata dalla citazione sacrilega dell’insegnamento di Gesù: “Non di solo pane vive l’uomo”. A pochi giorni dal premio conferito in una scuola romana ad uno spot che inserisce scandalosamente un contraccettivo nell’Annunciazione aggiunge don Buonaiuto, il dio denaro ha fatto scempio anche della parola divina. “Un magnate del petrolio diceva che l’economia siede a capotavola rispetto alla politica e alla morale. Insomma per denaro si può far tutto, pure ridicolizzare e far mercimonio del Vangelo, basta invece un atto di devozione per far calare la scure sulla politica- sottolinea don Buonaiuto-. Eppure anche la Corte Costituzionale ha  stabilito che, come diceva profeticamente don Oreste Benzinessuna forma di prostituzione è veramente libera, perché dietro ci sono sempre gravi condizionamenti e situazioni di necessità. “Chiedo perciò che le istituzioni preposte al pubblico decoro, soprattutto in un momento di forte istanza paritaria uomo-donna, provvedano tempestivamente a porre fine a questo scempio che offende la sensibilità religiosa e civile dell’intera popolazione che in quei simboli e in quelle sacre parole si riconosce”.

Fonti InTerris, Don Aldo Buonaiuto, Vigilant Citizen

Bimba di due anni salvata dalla morte grazie all’intercessione della Madonna di Guadalupe

” Vostra figlia sta molto male,  è in fin di vita“. Queste sono le parole che il medico disse ai genitori Paco e Maga presso la clinica della Croce Verde, a Guadalajara, Messico, dove arrivarono con la loro piccola Alejandra, di due anni e dieci mesi. Un’ora prima la piccola aveva subito un gravissimo incidente alla testa.  (IN FOTO sopra: la mamma con la piccola Alejandra in braccio, insieme a suo fratello e alle sorelle in pellegrinaggio al Santuario della Madonna di Guadalupe, in Messico). 52 G.jpg

Quel 12 dicembre 2018 (festa della Madonna di Guadalupe) era stata una giornata tranquilla nella casa della famiglia Junco Díaz. Paco il papà lavorava sul suo computer e Maga la mamma stava preparando il pranzo. Più tardi – come ogni anno – sarebbero andati tutti a Messa per celebrare la Santissima Vergine di Guadalupe, a cui la famiglia da sempre era molto devota.298_img01.jpg

Alejandra giocava a fare la cantante con sua sorella Angela. Seduta ai piedi del letto, mentre cantava, Ale ha perso l’equilibrio e la sua fronte ha colpito il pavimento. Un rumore di un colpo secco ha attraversato la casa.

“Si è sentito molto forte, come se una brocca di argilla si fosse rotta”, ricorda Paco, in un’intervista a Since Faith.

Pochi secondi dopo si udì il pianto della bambina. I genitori corsero nella stanza e abbracciarono la piccola Alejandra. Resisi conto dell’ incidente, cominciarono a porle alcune domande per controllare il suo stato, per vedere se era cosciente. Ale in un primo momento reagì e rispose alle domande. Non c’era sangue o infiammazioni considerevoli; apparentemente, sembrava un falso allarme. Ma pochi minuti dopo, la bambina cadde priva di sensi e i genitori decisero di portarla nella vicina clinica. “Nella zona in cui viviamo, i taxi non si trovano mai. Uscimmo in strada e quel giorno incredibilmente apparve un taxi proprio all’angolo.  L’autista ha capito la situazione ed è stato molto gentile. La vita di mia figlia era appesa ad un filo, aveva lo sguardo perso nel vuoto”, ricorda Paco. 

Maga la mamma di Alejandra, cercava di tenerla sveglia: “Le stavo parlando, le dicevo ‘aspetta, figlia mia, puoi farcela. Eccoci con te, tutto andrà bene. ‘ Ma nel tragitto verso la clinica, la piccola ha vomitato ”.  

Quando arrivarono alla clinica, la bambina ebbe convulsioni forti, i medici l’hanno subito sedata e intubata. Fu allora che i genitori sentirono quelle parole: “Vostra figlia può morire”. 

Paco ricevette la chiamata da José Pablo, uno dei suoi figli. “Mi ha detto:’ Papà, promettimi che mia sorella starà bene.’ Non potevo prometterglielo, era difficile per me trattenere le lacrime. Ma ho promesso che, quando l’avrei vista, le avrei dato un bacio da parte sua”, ricorda Paco.

Unione nella preghiera del Santo Rosario

“Porto sempre un rosario con me nella borsa”, afferma la madre Maga, “l’ho preso e ho cominciato a pregare. Per quanto tempo ho pregato? Non lo so, non so se tre o 20 rosari. Ho solo chiesto alla Madonna di Guadalupe: ‘prenditi cura di lei, prenditi cura di lei, prenditi cura di lei’ ”.

Paco pregava con sua moglie, ma faceva fatica a recitare il Padre nostro: ” Ho avuto difficoltà a dire ‘sia fatta la tua volontà’ , per paura che quello che Dio voleva non fosse quello che volevo io…”

Chiamarono tutti i più cari amici e familiari per chiedere loro di unirsi in preghiera per la piccola Alejandra, che misero nelle mani della Morenita, la Madonna di Guadalupe. Gli amici a loro volta hanno contattato altre persone che hanno aderito alla catena di preghiera.

“Ci sono state molte preghiere e suppliche rivolte alla Madonna di Guadalupe: a Guadalajara, Città del Messico, Veracruz, Monterrey, persino negli Stati Uniti. La catena di preghiera per Alejandra ha raggiunto molti luoghi” , afferma Paco. 

Dopo aver stabilizzato le sue condizioni, i medici hanno inviato Alejandra in ambulanza in un ospedale vicino per una TAC. Dopo aver esaminato il risultato, il medico ha spiegato che tutto indicava un ictus e ha fatto ricoverare la bambina all’Ospedale Civile di Guadalajara, un ospedale con Livello 3 in Pediatria, dove la bambina sarebbe stata curata adeguatamente.

Ale era sempre in condizioni critiche, ma i suoi genitori adesso erano più calmi. “Era sempre priva di sensi, ma sentimmo la pace nei nostri cuori. Non so come spiegare quello stato di pace, perché eravamo ancora nella stessa situazione angosciante”.

Puoi andare a vederla

Maga tornò a casa per mangiare qualcosa, fare un bagno e vedere gli altri suoi figli: Ángela, José Pablo, María Ana e Juan Pedro, per spiegare loro la situazione. Nel frattempo, nella sala d’attesa risuonò una voce: “I parenti della bambina Junco”.

“Vediamo, dimmi cosa è successo?”, chiese la dottoressa. Paco le raccontò tutto ciò che accadde, dal colpo alla testa  fino a quel momento. La dottoressa ascoltava in silenzio, molto sorpresa.

“La dottoressa mi ha detto: ‘ tua figlia non ha niente, letteralmente. Puoi andare a vederla’. Mi aspettavo di trovarla sdraiata, ma era già seduta. Mi ha visto e mi ha abbracciato, mi ha chiesto di tutti i suoi fratelli. ” 

FOTO per gentile concessione della famiglia Junco: Ale seduta sulla barella dopo il suo sorprendente recupero.

Ale seduta sulla barella dopo il suo sorprendente recupero.  Foto: per gentile concessione della famiglia Junco

Così Paco potè mantenere la promessa che aveva fatto al figlio José Pablo, dare un bacio alla sua sorellina. Nella famiglia Junco Díaz, nessuno ha dubbi sul fatto che la Madonna di Guadalupe abbia ascoltato le loro preghiere e abbia donato loro il miracolo della Sua intercessione. “Ale non ha subito conseguenze da quel terribile incidente, è una bambina del tutto normale e sempre sorridente e felice”.

Alejandra, una pequeña de dos años, es salvada de la muerte por mediación de "la Morenita"
Alejandra con il padre Paco al Santuario della Madonna di Guadalupe

Fonti

Una cadena de oración a la Virgen de Guadalupe salvó a la pequeña Ale

https://www.portaluz.org/alejandra-una-pequena-de-dos-anos-es-salvada-de-la-muerte-3573.htm

I Vescovi del Cile consacrano la nazione all’ Immacolata

La Vergine del Carmelo è la Santa Patrona del Cile (IN FOTO). Da più di un mese il Cile subisce molteplici espressioni di violenza, ripetuti attacchi alla vita e alla dignità di molti. Nelle scorse settimane sono stati molti anche gli attacchi contro edifici e luoghi cristiani, con vari atti di profanazione e veri e propri sacrilegi.  I Vescovi del Cile alla fine della loro recente Assemblea Plenaria,  che si è tenuta dall’ 11 al 15 del mese di novembre 2019, hanno chiesto a tutti i fedeli di aderire a quattro “espressioni della nostra fede” – sottolineano – come parte della ” nostra risposta alla situazione nel Paese “.

Gli amministratori apostolici e i vescovi delle diocesi del paese sudamericano fanno la seguente chiamata:

“Vi invitiamo a vivere in tutto il paese e in ciascuna diocesi un grande giorno di preghiera per il Cile l’ 8 dicembre, il giorno dell’Immacolata Concezione, in cui consacreremo il Paese alla protezione materna della Vergine Maria in tutte le nostre celebrazioni eucaristiche, pregando la Preghiera per il Cile. Prepariamo il nostro spirito durante questo mese di Maria aumentando la nostra preghiera per il nostro popolo e facendo penitenza per i nostri peccati personali e sociali che hanno contribuito alle ingiustizie e alla violenza “.

La Conferenza episcopale del Cile (CECh) ha diffuso un sussidio liturgico e alcune riflessioni su questa consacrazione nazionale a Maria.

“Cosa significa consacrare il Paese alla Vergine Maria?  È corretto parlare di una protezione mariana per un gruppo di persone? Quali sono i suoi scopi e perché lo facciamo? ”, Affermano i testi. Il documento spiega che “a seconda delle circostanze,  la consacrazione del popolo alla protezione materna della Vergine Maria può essere fatta all’interno della Messa o in una celebrazione liturgica della Parola di Dio”.

obispos_chile
Assemblea Plenaria Vescovi del Cile
 A questa domanda ha risposto monsignor Francisco Javier Stegmeier, vescovo della diocesi cilena di Villarricaattraverso un comunicato stampa. Consacrarsi a Maria, secondo questo vescovo, significa “confidare in un modo speciale e più intenso nella sua intercessione materna davanti al Figlio Gesù. La Vergine, come Madre di Dio, è così unita al mistero di Cristo che è inseparabile dalla sua Persona e dalla sua opera redentrice”. Per monsignor Stegmeier la consacrazione personale e sociale al Cuore Immacolato di Maria “ci unisce più intimamente a Lei per imparare dal suo esempio”.

Secondo la Chiesa Cattolica l’atto di consacrarsi a Maria riconosce il posto privilegiato che la Beata Vergine Maria ha nel piano di salvezza e, quindi, la connessione della Chiesa e dei battezzati con la Madre di Dio. In Cile i cattolici sono il 70% della popolazione (anche se dall’ultimo censimento generale la percentuale è sicuramente scesa a causa della forte crescita sia dell’agnosticismo che dell’ateismo).

I fedeli sono incoraggiati a  visitare un santuario mariano, “momento di incontro personale in cui si apre il cuore e sorge la fiducia”.

Incoraggia anche “la fiducia in ciò che siamo e ciò che abbiamo:  è tempo di esprimere i nostri dolori, in particolare i dolori del nostro paese,  le ingiustizie che molti vivono, le difficoltà economiche, le ansie per la salute, la paura della vecchiaia per pensioni insufficienti, sfiducia nei confronti dei nostri leader, paura della violenza, ecc. ”

Incoraggia anche la consacrazione e l’  impegno “decisi dal Signore che al momento implica optare per la giustizia e la pace “.

Il CEC propone di realizzare la Consacrazione del Cile all’ Immacolata Patrona del Cile, la Vergine del Carmelo  Preghiera per il Cile

PREGHIERA PER IL CILE ALLA VERGINE DEL CARMELO

Vergine del Carmelo, Beata Maria,
Dio ti ha scelto come Madre di suo Figlio,
del Signore Gesù che ci porta amore e pace.

Madre del Cile, sei stata onorata dai Padri della Patria
e dai più coraggiosi della storia;
Ci hai dato una benedizione fin dall’inizio.

Oggi ti affidiamo ciò che siamo e abbiamo;
le nostre case, scuole e uffici;
le nostre fabbriche, stadi e percorsi;
la campagna, le pampas, le miniere e il mare.

Proteggici dai terremoti e dalle guerre,
salvaci dalla discordia;
assisti i nostri governanti;
concedi la tua protezione ai nostri uomini d’armi;
insegnaci a conquistare il vero progresso,

che è quello di costruire una grande nazione di fratelli
dove ognuno ha pane, rispetto e gioia.

Vergine del Carmelo, Stella del Cile,
custodisci i nostri giorni sotto il tuo manto
e nelle notti tempestose 
saggiamente illuminaci la strada.

Madre della Chiesa,
ci ricevi e ci consegni a Cristo;
Con te ci offriamo a Lui,
così che in Cile estenda le braccia salvatrici della Sua Croce
e la speranza della Sua risurrezione.

AMEN.

 

Fonti

https://www.portaluz.org/obispos-de-chile-acuerdan-consagrar-el-pais-a-la-proteccion-maternal-3540.htm

https://www.religionenlibertad.com/america_latina/430293202/Los-obispos-de-Chile-consagraran-el-pais-a-la-Virgen-del-Carmen-el-domingo-usan-esta-oracion.html

La veridicita’ storica della miracolosa traslazione della Santa Casa di Nazareth a Loreto

Il Santuario della Santa Casa di Loreto è autentica reliquia della Santa Casa di Maria Santissima a Nazareth. La festa liturgica della Madonna di Loreto ricorre il 10 dicembre, in ricordo della data dell’arrivo della Santa Casa di Nazareth a Loreto. L’antichissima Festa della Venuta rievoca da sette secoli i fuochi che nella notte tra il 9 e il 10 dicembre del 1294 furono accesi per illuminare la via alla “Santa Casa” in arrivo a Loreto. E’ stata la fede incrollabile in questa miracolosa traslazione angelica, da Nazareth a Loreto, a spingere Papa Benedetto XV a proclamare la Beata Vergine Maria di Loreto “Patrona di tutti gli aeronautici”.

Presentiamo un’ Intervista ad uno dei più autorevoli esperti sul tema, ossia l’anconitano professor Giorgio Nicolini. Professore di religione nei licei e direttore della web-tv “Tele Maria”,  ha speso e continua a spendere la propria vita per custodire e ricordare la veridicità storica della miracolosa traslazione da parte dei santi Angeli di Dio della Santa Casa di Nazareth a Loreto.  Giova qui rammentare ai cattolici le solenni parole di Papa Leone XIII: “Comprendano tutti, e in primo luogo gli Italiani, quale particolare dono sia quello concesso da Dio che, con tanta provvidenza, ha sottratto (prodigiosamente) la Casa ad un indegno potere e con significativo atto d’amore l’ha offerta ad essi. Infatti in quella beatissima dimora venne sancito l’inizio della salvezza umana, con il grande e prodigioso mistero di Dio fatto uomo, che riconcilia l’umanità perduta con il Padre e rinnova tutte le cose” (Lettera Enc. “Felix Lauretana Cives” del 23 gennaio 1894).santacasa_01_2009304

Professore, lei sta dedicando molta parte della sua vita alla difesa della veridicità storica del miracolo delle traslazioni della Santa Casa di Loreto, pubblicando molti studi e trasmettendo conferenze attraverso la Sua WebTV “Tele Maria”. Perché si tratta di un miracolo vivente, in grado di provocare domande e curiosità, ed anche può suscitare la Fede?

Sono nativo di Ancona, a pochi chilometri da Loreto, e sin da bambino ne ho conosciuto la storia, poiché mia madre mi conduceva in certe feste solenni a pregare nella Santa Casa, quando ancora vi si insegnava il miracolo delle traslazioni della Santa Casa di Nazareth, di cui poi negli anni ebbi modo di studiarne e di approfondirne vaste ed importanti documentazioni storiche, reperite in diverse biblioteche ed in testi assai antichi.

In seguito, quando dal 1984 – in contrasto con la tradizione e con gli insegnamenti secolari del magistero pontificio – si incominciò ad insegnare ed a propagare assurdamente e dissacratoriamente proprio dalla Basilica Lauretana una ipotesi di un trasporto umano di “sante pietre”, negando sia la tradizione delle miracolose traslazioni che l’autenticità della stessa reliquia nella sua integralità, mi trovai a dover contraddire e contestare la nuova interpretazione razionalista, che negava pregiudizialmente il soprannaturale.

Tale nuova ipotesi, infatti, arrecò “grave scandalo” nelle anime semplici dei fedeli, per cui mi sentii obbligato “in coscienza” a dover “difendere” la verità storica del miracolo della Santa Casa, così come era stato sempre insegnato dal magistero della Chiesa, al fine di difendere la Fede stessa.

La Fede, infatti, di chi accede al Santuario di Loreto, anche solo per la “curiosità” di “vedere” e “capire” questo “misterioso miracolo” della traslazione angelica che viene “proclamato”, può essere più facilmente “accesa” e “illuminata” e così produrre “le meraviglie di conversione e di grazia” che Dio vuole vengano concesse anche proprio “in virtù” di questo “segno miracoloso” della “traslazione angelica” da Lui compiuto, finalizzato proprio a suscitare maggiormente la Fede, così come insegna il Vangelo riguardo ai miracoli di Gesù” (cfr. Gv.2,11).

Non è scritto proprio nel Vangelo che a Nazareth Gesù “non fece molti miracoli a causa della loro incredulità”? (Mt.13,58). Non sta avvenendo la stessa cosa nella nuova Nazareth marchigiana” (come definì Papa Leone XIII “la cittadina di Loreto”), a causa dell’incredulità del “segno” che Dio aveva voluto “donare” e che viene ora da tanti e troppi anni “sconfessato”?…

A tale riguardo spesso vengo contattato da gruppi di pellegrini per essere accompagnati e guidati da me sui luoghi storici delle “traslazioni”, e posso attestare come il riproporre e il dimostrare “la verità storica” delle “miracolose traslazioni” della Santa Casa apra davvero “i cuori” alla Fede dei pellegrini e dei fedeli, venendo essi come “riscaldati” dalla gioia di sapere che a Loreto “si mostra” e “si dimostra” che Dio ha compiuto “meraviglie” ed è veramente quel Padre buono e provvidente che segue incessantemente il cammino di ciascun uomo per aiutarlo a portare a compimento la Salvezza Eterna di ciascuno.

Così anche evidenziava San Giovanni Paolo II: “Il ricordo della vita nascosta di Nazaret evoca questioni quanto mai concrete e vicine all’esperienza di ogni uomo e di ogni donna. Esso ridesta il senso della santità della famiglia, prospettando di colpo tutto un mondo di valori, oggi così minacciati, quali la fedeltà, il rispetto della vita, l’educazione dei figli, la preghiera, che le famiglie cristiane possono riscoprire dentro le pareti della Santa Casa, prima ed esemplare “chiesa domestica” della storia” (Lettera del 15 agosto 1993, per il VII Centenario).image-8a65986b6fd798ba479af7597714c19f

Come si può dimostrare che le tre pareti della Santa Casa di Loreto sono proprio quelle della Casa della Sacra Famiglia, nella quale “l’angelo del Signore portò l’annuncio a Maria, ed ella concepì per opera dello Spirito Santo”? Come sono venute da Nazareth in Italia?

Innanzitutto è opportuno precisare che a Loreto ci sono solo le tre Pareti che costituivano in realtà “la Camera” di Maria, comunemente denominata come “la Santa Casa”, ove avvenne l’Annunciazione, e che sorgeva a Nazareth dinanzi ad una grotta e faceva un sol corpo con essa. Attualmente a Nazareth sono rimaste “la grotta” e “le fondamenta” della Casa “in muratura”, mentre a Loreto è venerata l’autentica Casa “in muratura”, “senza fondamenta”, che stava a Nazareth davanti alla grotta. Detto più semplicemente: a Nazareth ci sono “le fondamenta” senza la Casa, mentre a Loreto c’è “la Casa” senza le fondamenta. La ricollocazione ideale delle tre pareti presenti a Loreto sopra le fondamenta rimaste a Nazareth dimostra il perfetto allineamento delle tre pareti con le tre fondamenta che stanno davanti alla grotta a Nazareth, da cui vennero letteralmente “sradicate” in un modo umanamente impossibile.

Nel libro che ho scritto –  “La veridicità storica della Miracolosa Traslazione della Santa Casa di Nazareth a Loreto” (cfr. www.lavocecattolica.it/santacasa.htm) –dimostro che dal punto di vista storico ed archeologico sono accertate, in modo indiscutibile, “almeno” cinque “traslazioni miracolose”, avvenute tra il 1291 e il 1296: a Tersatto nel 1291 (nell’ex-Jugoslavia, attuale Croazia), ad Ancona (località Posatora) nel 1295, nella selva della signora Loreta di Recanati nella pianura sottostante l’attuale cittadina di “Loreto” (il cui nome deriva proprio da quella signora di nome “Loreta”); poi nel 1296 sul campo di due fratelli – di cognome Antici – sul colle lauretano (o Monte Prodo) e infine – alla fine del 1296 – sulla pubblica strada, ove ancor oggi si trova, sotto la cupola dell’attuale Basilica.

Cosa affermano al riguardo la tradizione storica ed i pronunciamenti ufficiali Chiesa Cattolica, soprattutto nei pronunciamenti dei Sommi Pontefici?

I fatti soprannaturali delle Traslazioni Miracolose della Santa Casa furono tramandati da “testimoni oculari”, nei vari luoghi ove si compirono, e furono rigorosamente controllati dai Vescovi locali dell’epoca, i quali emisero dei pronunciamenti “canonici” di “veridicità”, come attestano degli scritti e soprattutto delle chiese dell’epoca consacrate a tali “eventi miracolosi” dai Vescovi di Fiume, di Ancona, di Recanati, di Macerata, di Napoli e di altri luoghi.

Così pure tanti Sommi Pontefici, impegnando la loro suprema Autorità Apostolica, hanno “approvato” ininterrottamente, sin dalle origini, la “veridicità storica” delle “miracolose traslazioni” della Santa Casa: da Nicolò IV (1292) e Bonifacio VIII (1294) sino a Giovanni Paolo II (2005) e Benedetto XVI (2013); al punto da istituirne da parte della Chiesa la memoria liturgica del “miracolo” della traslazione (il 10 dicembre) e di avere proclamato la Madonna di Loreto “Patrona dell’Aviazione” (da Benedetto XV nel 1920), riconoscendo la verità del “volo miracoloso”.Vincenzo_pagani,_traslazione_della_santa_casa_di_loreto,_1520-50_ca._02.jpg

In particolare, tra gli innumerevoli documenti pontifici scritti nei vari secoli, il Beato Pio IX, nella Bolla “Inter Omnia” del 26 agosto 1852 così riassumeva il pensiero della Chiesa e solennemente dichiarava: «Fra tutti i Santuari consacrati alla Madre di Dio, l’Immacolata Vergine, uno si trova al primo posto e brilla di incomparabile fulgore: la veneranda ed augustissima Casa di Loreto. Consacrata dai divini misteri, illustrata dai miracoli senza numero, onorata dal concorso e dall’affluenza dei popoli, stende ampiamente per la Chiesa Universale la gloria del suo nome, e forma ben giustamente l’oggetto di culto per tutte le nazioni e per tutte le razze umane. (…) A Loreto, infatti, si venera quella Casa di Nazareth, cara al Cuore di Dio, e che, fabbricata nella Galilea, fu più tardi divelta dalle fondamenta e, per la potenza divina, fu trasportata molto lontano, al di là dei mari, prima in Dalmazia e poi in Italia. Proprio in quella Casa la Santissima Vergine, per eterna divina disposizione rimasta perfettamente esente dalla colpa originale, è stata concepita, è nata, è cresciuta, e il celeste messaggero l’ha salutata piena di grazia e benedetta fra le donne. Proprio in quella Casa Ella, ripiena di Dio e sotto l’opera feconda dello Spirito Santo, senza nulla perdere della sua inviolabile verginità, è diventata la Madre del Figlio Unigenito di Dio, splendore della gloria del Padre, e figura della sua sostanza, che non ha sdegnato di nascere da questa Vergine purissima, rendendosi simile agli uomini per salvare e riscattare il genere umano, precipitato per colpa dei nostri progenitori sotto la schiavitù del demonio”.

Lei recentemente ha potuto acquisire dei documenti molto importanti riguardanti la prima traslazione miracolosa di Tersatto. In cosa consistono?

Ho potuto avere dal Santuario di Tersatto una rarissima copia di un manoscritto del 1646 della “Historia Tersattana” di padre Francesco Glavinich, riportante le storie documentate del XIII-XIV secolo come furono lette e riportate dal Glavinich, tratte dalle antiche “memorie” che si trovavano nel convento francescano di Tersatto prima del grande incendio che nella notte del 5 marzo 1629, in tre ore, distrusse il convento francescano, la biblioteca e l’importantissimo archivio, ove era custodita anche la relazione di quattro incaricati che – per volontà del principe Nicolò Frangipane – andarono a Nazareth nel 1291 per appurare l’autenticità della reliquia, apparsa improvvisamente nel bosco di Tersatto nella notte del 9-10 maggio 1291. Tale manoscritto straordinario del 1646 sconfessa inequivocabilmente tutte le ipotesi nonché le falsificazioni storiche propagate nell’ultimo trentennio di un mai avvenuto trasporto umano delle “pietre” della Santa Casa da parte di crociati o dei principi Angeli dell’Epiro, come oggi certuni diffondono nei loro scritti, che sono delle vere dissacrazioni.

Nonostante quanto ha appena detto sia comprovato dalla storia e dal magistero della Chiesa, negli ultimi anni si sono diffusi nel popolo cattolico non pochi dubbi. Per quale motivo le ipotesi nelle quali si sostengono traslazioni più umane (a opera di crociati o della nobile famiglia dell’Epiro chiamata “Angeli”) sono congetture insostenibili?

Queste ipotesi sono in realtà prive di ogni documentazione al riguardo, e sono “insostenibili” ed “impossibili”, sia per le ragioni storiche sopraddette, nonché per ragioni archeologiche, architettoniche e scientifiche.

Al riguardo è da chiarire subito che l’utilizzazione di un documento (il “Chartularium Culisanense”, n.181), dal quale si è voluta ricavare una ipotesi di un trasferimento umano di sole “sante pietre” della Santa Casa da parte di una famiglia nobile dell’Epiro di cognome “Angeli”, ho già dimostrato nel mio libro trattarsi di un “falso storico”, e quindi di nessuna consistenza probativa. Ciò è stato confermato da altri studi incontestabili, come quello del Prof. Andrea Nicolotti, del Dipartimento degli Studi Storici di Torino (www.lavocecattolica.it/falseorigini.cartularium.pdf).

Inoltre, tali ipotesi dissacratorie riguardo ad un trasporto umano mediante la scomposizione dei muri della Santa Casa in singoli blocchi di pietra effettuata a Nazareth e ricomposta prima in Croazia e poi per altre quattro volte sulla costa adriatica, dopo oltre tremila chilometri di peregrinazione per terra e per mare, sono del tutto impossibili anche dal punto di vista “temporale”. Ciò lo attesta la simultaneità delle date di partenza da Nazareth (il 9 maggio 1291) e di arrivo a Tersatto (il 10 maggio 1291), come riportato da una lapide dell’epoca.

Così pure risulterebbe impossibile una simile operazione di “smontaggio” e “rimontaggio”, eseguita per di più in cinque luoghi diversi, in Croazia e in Italia. L’analisi chimica della malta, infatti, nei punti dove attualmente tiene unite le pietre, presenta caratteristiche chimiche particolari, proprie della zona di Nazareth, con una omogeneità della tessitura muraria, che esclude ogni possibilità di un tale ipotetico “smontaggio” e “rimontaggio” delle pietre. Infatti la malta che tiene unite le pietre è uniforme in tutti i punti e risulta costituita da solfato di calcio idrato (gesso) impastato con polvere di carbone di legna secondo una tecnica dell’epoca, nota in Palestina 2000 anni fa, ma mai impiegata in Italia. Quindi, la Santa Casa non fu mai “scomposta” in blocchi, ma è giunta a Loreto – dopo altre precedenti “traslazioni miracolose” – con le pietre “murate” con la stessa malta usata oltre 2000 anni fa a Nazareth, così come oggi ancora si presenta.

La collocazione finale poi su una pubblica strada, a Loreto, ove ancor oggi si trova, è ugualmente umanamente impossibile, come hanno attestato tutti gli archeologi ed architetti che hanno esaminato nei secoli il sottosuolo della Santa Casa e la strada pubblica su cui “si è posata”.

L’architetto Giuseppe Sacconi (1854-1905), ad esempio, dichiarò di aver constatato che “la Santa Casa sta, parte appoggiata sopra l’estremità di un’antica strada e parte sospesa sopra il fosso attiguo”. Disse inoltre che, senza entrare in questioni storiche o religiose, bisognava ammettere che la Santa Casa non poteva essere stata fabbricata, come è, nel posto ove si trova (“Annali Santa Casa”, 1925, n.1). Un dato da rilevare, in proposito, a dimostrazione che le tre Sante Pareti “si posarono” sulla strada, e non che vi furono ricostruite, è la singolarità di un cespuglio spinoso che si trovava sul bordo della strada al momento dell’impatto e che vi è rimasto imprigionato.

Un altro insigne architetto, Federico Mannucci (1848-1935), incaricato dal Sommo Pontefice Benedetto XV di esaminare le fondamenta della Santa Casa, in occasione del rinnovo del pavimento, dopo l’incendio scoppiatovi nel 1921, scrive e asserisce perentoriamente, nella sua “Relazione” del 1923, che “è assurdo solo pensare” che il sacello possa essere stato trasportato “con mezzi meccanici” (“Annali Santa Casa”, 1923, 9-11), e rivelò che “è sorprendente e straordinario il fatto che l’edificio della Santa Casa, pur non avendo alcun fondamento, situato sopra un terreno di nessuna consistenza e disciolto e sovraccaricato, seppure parzialmente, del peso della volta costruitavi in luogo del tetto, si conservi inalterato, senza il minimo cedimento e senza una benché minima lesione sui muri” (“Annali Santa Casa”, 1932, 290). L’architetto Mannucci trasse, in sintesi, queste conclusioni: 1) i muri della Santa Casa di Loreto sono formati con pietre della Palestina, cementati con malta ivi usata; 2) è assurdo solo il pensare ad un trasporto meccanico; 3) la costruzione della Santa Casa nel luogo ove si trova si oppone a tutte le norme costruttive ed alle stesse leggi fisiche. Quindi, se l’intera Santa Casa di Nazareth non possono averla “trasportata” gli uomini, non può essere stata trasportata altrimenti che “miracolosamente”, per opera della Onnipotenza Divina, mediante “il ministero angelico”, come sempre testimoniato e tramandato dalla “tradizione” e approvato come “veridico” da tutti i Sommi Pontefici, per sette secoli, dalle origini sino ad oggi.

Ecco anche “la ragione” della Volontà Divina di aver voluto “miracolosamente”, ad opera degli Angeli, “trasportare” in tanti luoghi diversi e poi a Loreto la Santa Casa di Nazareth, ove proprio si è compiuto “il concepimento miracoloso della Vergine”! E’ stato così per costituire per i secoli futuri “UN SEGNO IN PIU’” di Dio per “confermare” e “avallare” da parte Sua la “verità” dell’altro “evento” assai più importante e straordinario, e determinante per la salvezza dell’intera umanità: l’Incarnazione del Figlio di Dio in Maria Vergine!

Agli uomini passati, attuali e futuri, che ricercano la verità circa l’esistenza di Dio e sono alla ricerca della “vera religione” da scoprire e da seguire, così come anche per i credenti che già sono incorporati alla Chiesa mediante il Santo Battesimo, “il segno visibile” della “traslazione miracolosa” della Santa Casa – “visto” e “testimoniato” dai “contemporanei all’evento” e oggi e sempre “dimostrata”, “riconosciuta”, “proclamata” e liturgicamente “celebrata” dalla Santa Chiesa – diventa “SEGNO VISIBILE” e “SICURA CONFERMA DIVINA” dell’altro “segno salvifico”: una Vergine ha “davvero” concepito un Figlio; e questo suo Figlio è “davvero” il Figlio di Dio Incarnato, Gesù Cristo, nato, morto e risorto per la salvezza degli uomini e al quale bisogna credere e aderire, perché “in nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti altro Nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati» (At.4,12).

Fonti

Libro: La veridicita’ storica della miracolosa traslazione della Santa Casa di Nazareth a Loreto

LE TRASLAZIONI DELLA SANTA CASA DI NAZARETH SINO A LORETO

santa casa nazareth.jpg

INTERVISTA A PADRE BEPPINO CO’ SUL MINISTERO DELLA LIBERAZIONE- di don Marcello Stanzione

INTERVISTA A DON BEPPINO CO’ SUL MINISTERO DELLA LIBERAZIONEAlla fine di giugno 2018 presso il santuario di Pietralba,  in provincia di Bolzano,  retto dai servi di Maria,  don Beppino Co’ tenne una settimana di esercizi spirituali, in cui parlò degli angeli cattivi e don Marcello Stanzione parlò di quelli buoni…. Alla fine del Convegno don Stanzione chiese a don Beppino di poterlo intervistare perché desiderava che la saggezza che egli aveva acquisita in tanti anni di ministero nella preghiera di liberazione non andasse perduta.

È nato così il volumetto “Intervista a Don Beppino Cò – contro l’armata di Satana”, edito da Ancilla Editrice.zContro-larmata-di-Satana-copertina.jpg

Don Beppino è bresciano. Ordinato sacerdote nel 1971, parte come missionario al Laos in Indocina. In quel paese, dopo aver studiato la lingua, ha cercato di far conoscere Gesù a tre villaggi appartenenti a tre etnie diverse.  Nel 1975 viene espulso dal nuovo governo comunista insieme agli altri missionari. Sceglie di ripartire come missionario in Senegal dove lavora per circa 23 anni. …

Nel 1985 durante le vacanze in Italia conosce il Rinnovamento Carismatico Cattolico che l’ha rinnovato spiritualmente. Da vari anni celebra in varie parrocchie e anima alcuni ritiri, portando la buona novella di Gesù il Signore. Si affida al Signore e si fida di Lui. Don Beppino è uno scrittore fecondo e alcuni suoi libri sono diventati degli autentici best seller, come “Signore apri le mie labbra” e “L’armata di satana, l’armata di Cristo”.  E’ stato qualche volta collaboratore con padre Emiliano Tardif anche quando è stato invitato in Senegal. Lo considera il suo maestro. Don Beppino si considera anche lui semplicemente l’asinello di Gesù: tutti gli applausi non  sono per l’asinello ma per Gesù. Con questa intervista sull’esorcismo e le preghiere di liberazione,  rilasciata a don Marcello Stanzione, don Beppino vuole aprirci gli occhi sulla realtà tenebrosa del maligno che c’è e fa molto rumore. Ecco l’intervista:

D. IN CHE COSA CONSISTE IL MINISTERO DELL’ESORCISTA?

R. Quello dell’esorcista deve essere anzitutto un ministero  di accoglienza, di grande ascolto, di immensa misericordia verso le persone che soffrono spesso da molti anni, talvolta per  semplici motivi umani o psicologici e altre volte invece soffrono a causa  dell’oppressione e della possessione causata da satana.

D. ESISTE VERAMENTE IL DEMONIO?

R. Esiste e quando si manifesta fa molto rumore. Nel Catechismo della Chiesa Cattolica si accenna 40 volte al demonio. Non dobbiamo però assolutamente credere al demonio. Dobbiamo credere soltanto in Gesù Cristo che è vincitore del demonio. Se Dio permette a Satana che influisca su di noi e anche che ci opprima in maniera grave, tuttavia lui non può penetrare nell’intimo del nostro cuore se noi non gli apriamo la porta.

Il nostro cuore è il santuario più intimo di noi stessi ed è accessibile soltanto a Dio.

Non si deve aver paura del diavolo; si deve piuttosto prendere sul serio questa realtà tenebrosa.

Anche se il diavolo può causare dei disastri seri, se noi esercitiamo veramente la nostra fede in Cristo Gesù, il demonio lascerà  la presa.

D.ALLORA IL DEMONIO PUO’ INFLUIRE  SOLO SUPERFICIALMENTE?

R. Può influire sulla sfera della sensibilità, sulle emozioni e sui sentimenti. Agisce sulla nostra immaginazione perché lui è un illusionista e talvolta anche un artista. E’ il padre della menzogna, esperto nel mischiare il vero con il falso.

Può disturbare le nostre facoltà spirituali, la nostra intelligenza ed anche la nostra volontà, ma non può possederci se non facciamo un patto con lui.

Il potere di Satana non è illimitato.

D.QUALI SONO GENERALMENTE I SEGNI DI UNA POSSESSIONE DEMONIACA?

R.I segni sono spesso diversi: dolori fisici strani che nessuno rimedio riesce a diminuire, pensieri ossessivi di morte, confusione mentale…Questo si manifesta anche con delle voce interiori che si fanno sentire, con delle difficoltà gravi per entrare in relazione con gli altri, con l’impossibilità di dormire tranquillamente.

Talvolta la persona diventa aggressiva a tutto ciò che è sacro.

Altre volte ha l’impressione di essere osservata da qualcuno quando è sola e sperimenta  dei fenomeni strani e inspiegabili in casa: rumori  sul tetto, colpi sui muri, oggetti che si spostano, macchie, odori sgradevoli, insetti e vermi, fiamme di fuoco, televisori o luci che si accendono e si spengono da soli, voci che escono dalla spina telefonica anche quando l’apparecchio è staccato…

Di fronte a fenomeni come questi e altri, è bene che l’esorcista consulti anche uno psicologo o uno psichiatra. Gli specialisti talvolta possono dare degli ottimi consigli anche all’esorcista.

D.COME SI PUO’ SAPERE SE SI TRATTA DI SEGNI DIABOLICI OPPURE DI  FENOMENI CHE APPARTENGONO ALLA PSICHIATRIA?

R.E’ bene anzitutto cercare quelle che io chiamo le “porte di ingresso”, cioè le cause che hanno permesso allo spirito del male di entrare nella vita di quella persona. Se è la persona stessa  che si è implicata, si parla di “porte di ingresso attive”: queste porte sono state aperte da pratiche devianti come l’occultismo, la magia, la droga, il sesso sfrenato…

Se invece si tratta della famiglia o di conoscenti che si sono implicati, allora si parla di “porte di ingresso passive”.

D.ESISTONO I CASI DI VERA POSSESSIONE DEMONIACA?

R. Esistono anche se sono rari e ci vuole molto discernimento.

Su due-trecento persone che incontro e ascolto, la media della possessione è quella di quattro-cinque.

E’ un caso raro, ma non rarissimo come ci vogliono far bere quelli che non ci credono.

Alcune persone sono state offerte a Satana il giorno stesso della loro nascita e anche se la loro liberazione non è impossibile è comunque spesso lunga e difficile.

D.UNA PERSONA POSSEDUTA COME PUO’ RENDERSI CONTO CHE HA BISOGNO DI ESSERE LIBERATA?

R. La possessione non è un fenomeno continuo e permanente. La persona che soffre per il suo stato di possessione può avere dei momenti lucidi e dei tempi di libertà che gli permettono di cercare una soluzione alla sua sofferenza chiedendo aiuto a un medico o a un sacerdote(spesso purtroppo dopo aver consultato maghi e operatori dell’occulto che hanno aggravato la sua situazione!)

D.QUALI SONO I RIMEDI PER ESSERE LIBERATI DA UN LEGAME MALEFICO?

Quando esiste questo legame, bisogno anzitutto spiegare alla persona che deve camminare sulla via di un’autentica conversione a Cristo Gesù il che vuol dire riconoscersi peccatori e accettare il perdono e la riconciliazione(confessione regolare, Eucaristia, preghiera, digiuno…). Se la persona che vuole essere liberata da un legame malefico rifiuta di collaborare aspettando che faccia tutto il prete o la Chiesa si illude di ricevere la liberazione.

E’ indispensabile anche che la persona ripeta  ogni giorno qualche preghiera di liberazione con molta fede.

Una volta che è stata liberata quella persona deve seguire un cammino di guarigione interiore, continuare a pregare molto ed essere molto vigilante perché il demonio non molla facilmente la sua preda(Matteo 12, 43-45).

D.QUAL’E’ LA DIFFERENZA FRA LE PREGHIERE DI LIBERAZIONE E L’ESORCISMO?

R. Le preghiere di liberazione si possono chiamare preghiere di intercessione fatte con fede intensa: si prega Dio, attraverso l’intercessione di Maria e dei Santi perché la persona venga liberata. Tutti possono fare le preghiere di liberazione.

L’esorcismo è una preghiera ufficiale della Chiesa che comprende anche preghiere “imperative”(ordini chiari rivolti al maligno).

Con l’esorcismo il sacerdote, nel nome di Gesù, prende autorità su Satana e gli ordina di lasciare la persona vessata.

Ogni sacerdote o laico, con un po’ di prudenza, ma anche con coraggio, può fare preghiere di liberazione. Mi dispiace vedere tanti sacerdoti che non se ne intendono assolutamente o peggio hanno paura di fare delle preghiere di liberazione. Cosa pretendiamo poi dai laici cristiani?

L’esorcismo solenne può essere fatto soltanto dal sacerdote che ha ricevuto un mandato esplicito da parte del suo vescovo(Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1673).

D.L’ESORCISTA ESERCITA SEMPRE IL SUO MINISTERO DA SOLO? NON HA PAURA?

R: E’ consigliabile che per l’esorcismo solenne(esorcismo ufficiale della Chiesa) l’esorcista autorizzato si faccia aiutare da altri sacerdoti o da laici.

In quanto alle “vendette” da parte di Satana, Dio difende sempre i suoi ministri e li protegge anche se è richiesta prudenza e molta preghiera, spessa unita al digiuno.

Le “vendette” presentate da alcuni film, come l’Esorcista, fanno parte della fantasia dell’uomo e eccitano delle paure ingiustificate riguardo al ministero dell’esorcista.

D. L’ESORCISTA DEVE PREGARE MOLTO DI PIU’ DEGLI ALTRI SACERDOTI?

R. Matteo al capitolo 17, 20-21 dice chiaro che bisogna insistere con la preghiera e con il digiuno.

E’ consigliabile all’esorcista di farsi sostenere dalla preghiera delle comunità contemplative, inviando loro, ad esempio,un fax con le situazioni di sofferenza che deve affrontare nel suo ministero, senza entrare logicamente nei dettagli.

Questo vuol dire non esercitare da solo il ministero di esorcista. Questo ministero viene esercitato a nome di tutta la Chiesa.

D. IL BATTESIMO PUO’ PROTEGGERE DALL’INFLUSSO DI SATANA?

R. Diciamo che colui che non ha ricevuto il sacramento del Battesimo e non rivive la grazia battesimale è molto più esposto all’influsso di Satana di colui che è battezzato. Non è però una certezza assoluta perché esistono dei casi di battezzati che pregano e digiunano eppure sono sotto un influsso grave di Satana, quindi non ne sono direttamente responsabili. Fa parte del mistero della vita spirituale!

D.PERCHE’ LA CHIESA DEVE PARLARE DEL DEMONIO?

R. Che si parli o non si parli del demonio, la questione comunque impegna tutti alla riflessione sul problema del male.

La nostra fede dice chiaro che all’origine del male vi è l’atto libero di una creatura : il demonio, puro spirito che si è ribellato a Dio. E’ un angelo ribelle che continua a tentare l’uomo perché pecchi e rifiuti l’amore di Dio e il suo perdono.

Se al contrario si considera il male  come uno dei tanti elementi dell’universo legati alla materia, allora l’autore del male non è più una creatura che si è ribellata a Dio, ma semplicemente “qualche cosa” di anonimo e di indefinito che l’uomo subisce senza esserne responsabile.

In verità, dal modo di concepire il male dipende perfino il destino dell’uomo che è legato da atti liberi di amore o di odio verso il Creatore.

E’ quindi importante che la Chiesa parli del male e di colui che è all’origine del male, il demonio, mettendo in luce anche tutta la parte di responsabilità dell’uomo.

D.COME SI PUO’ SPIEGARE IL “PERMESSO” CHE DIO CONCEDE A SATANA DI AGIRE?

R. Questo fa parte di un grande mistero! Sant’Agostino che se ne intendeva perché riconosceva di avere peccato, risponde affermando che Dio non permetterebbe mai il male se non fosse per tirarne un bene maggiore.

Soltanto il bene avrà l’ultima parola, perché se il male fosse più forte, andrebbe in frantumi tutto il mistero della redenzione. Se non ci fosse il bene non ci sarebbe neppure il male che possiamo considerare come un tumore che vuol rodere il bene. Se ci fosse soltanto il male, non ci sarebbe nulla.

Quando si dice che Dio “permette” a Satana di agire, si afferma che soggettivamente, di per sé,  Dio non vuole e non tollera il male. Lo”permette” soltanto. Certi mali fisici  sono iscritti nella stessa natura umana. L’esempio più evidente è quello che una specie animale si nutre di un’altra specie animale, quindi in un certo qual senso fa “male” o fa “soffrire” un’altra specie.

Il male più profondo e più tragico è quello di usare male il dono della libertà. In questo caso la responsabilità è della creatura peccatrice e fragile.

Una delle tentazioni del nostro tempo è quella di negare la libertà (libero arbitrio) e di credere al determinismo: da una parte tutti rivendicano la libertà e dall’altra, quando si tratta di dare una spiegazione del male, allora si nega la responsabilità dell’uomo affermando che doveva andare così e quindi nessuno è responsabile.

D.MA SE L’UOMO E’ VERAMENTE LIBERO, COME PUO’ SATANA AVERE UN INFLUSSO SU DI LUI?

R. C’è da distinguere tra la semplice tentazione che ci spinge a commettere il male e l’oppressione, l’ossessione o la possessione che sono fenomeni di una dimensione diversa che “legano” la persona.

Comunque sia, Satana non può penetrare nel cuore della libertà della creatura. Solo Dio può farlo, perché ci ama e vuole il nostro bene e questo ci deve dare una grande sicurezza.

Anche chi è “posseduto” da Satana non è per forza di cose “satanico” nel senso che farebbe una scelta deliberata del male. Anche chi è “posseduto” potrebbe avere benissimo un cuore puro.

Vi è un grande pericolo ed è quello di fermarsi all’azione straordinaria di Satana, come è quella della possessione, dimenticando la cosa più importante, il peccato che è causa di male per chi lo commette ed anche per tutta le società.

Un’altra confusione che esiste è quella di prendere una malattia psichica per una possessione diabolica. La psichiatria ha fatto passi da gigante e qualche caso di supposta “possessione” si può spiegare con delle cause psichiche.

Il buon esorcista si consulta anche con medici, psicologici e psichiatri.

Parlare troppo di possessione si rischia di fare il gioco del “Mister”.

Una visone troppo pessimista che “diabolizza” tutto può ferire la fede delle persone semplici diminuire la loro speranza, vanificando la carità.

Satana esiste, ci presenta varie forme di tentazione. Gesù è stato tentato, anche se non ha peccato.

D. ALLORA, PARLARE DEL DEMONIO MA SENZA VEDERLO OVUNQUE?

R.Anche il demonio è una creatura, la più intelligente delle creature e va messo al suo posto e non in ogni salsa.

Nel piano iniziale di Dio era un angelo al suo servizio che è poi diventato Satana. Questo ci fa capire come il “Mister” abbia ancora un certo “potere”, solo che lo usa molto male. Praticamente Satana usa molto male la sua libertà. E meno male!

D.AL DI LA’ DELL’ESORCISMO, COME LOTTARE CONTRO IL DEMONIO?

R. La preghiera, il digiuno, la Parola di Dio ed i Sacramenti sono dei mezzi indispensabili.

Con la più bella preghiera che Gesù ci ha insegnato, il Padre Nostro, noi chiediamo di non essere sottomessi alla tentazione e di essere liberati dal male(sino al 4° secolo si aggiungeva anche “ dal maligno”).

Le tentazioni sono permesse da Dio per una grande purificazione e per crescere nella santità.

Nel deserto e anche nell’orto degli Ulivi, Gesù ci ha insegnato come si vince la tentazione: preghiera, digiuno, Parola di Dio.

Quando siamo tentati abbiamo bisogno di molta umiltà ed anche del sostegno della preghiera della Chiesa. Il sacramento della riconciliazione e l’Eucaristia ci danno una forza straordinaria per resistere alla tentazione e vincere.

Sono dei mezzi indispensabili per sacerdoti e laici cristiani.

D. CHE COSA PENSARE DELLE PRATICHE POPOLARI?

R. Vanno valorizzate e ben spiegate. Se fatto con fede e non per superstizione, tutto può essere utile in questo combattimento spirituale: i sacramentali, le medaglie benedette, le benedizioni appropriate…

D. E LE PREGHIERE DI LIBERAZIONE FATTE IN PUBBLICO IN CERTI GRUPPI?

R. Alcune preghiere di liberazione sono liturgiche perché si trovano nel Rituale Romano ed è bene usarle.

Altre preghiere sono dette “private”, cioè non sono integrate nella liturgia della Chiesa, ma questo non significa che sono delle preghiere personali, quindi, terminata la celebrazione della messa, si possono fare anche in pubblico se vi è necessità. Sono preghiere legittime se rispettano le norme della Chiesa

Le preghiere di liberazione hanno una grande forza se fatte con fede. E’ importante istruire il popolo di Dio e togliere l’idea che certe preghiere sono efficaci per se stesse, quasi fossero magiche o avessero un valore sacramentale.

D. SATANA NON AVRA’ L’ULTIMA PAROLA?

R. Certamente! Riflettere sul male e sul demonio dovrebbe far crescere in noi la virtù della speranza. Con la certezza che al di sopra di tutto vi è l’amore di Dio e la sua immensa misericordia.

Ogni cristiano, in forza del suo battesimo, è invitato a dare ragione della sua speranza.

Questo combattimento non è il nostro ma di Dio che combatte con noi. Quindi Satana non avrà mai l’ultima parola in questo combattimento.

D. MA COME SI ENTRA IN QUESTO COMBATTIMENTO SPIRITUALE?

R. In questo combattimento spirituale, di cui parla con abbondanza san Paolo e che tutti i santi hanno affrontato, si entra quando  abbiamo in noi il sentimento di non farcela da soli e si incomincia a pensare che forse Dio ci chiede qualche cosa superiore alle nostre forze.

In quel momento Satana arriva per piazzare nella nostra vita quella che io chiamo una “mina personalizzata” che è l’arma segreta chiamata scoraggiamento. Questa è una tentazione che ogni tanto si presenta e che fa cadere non pochi cristiani.

D. VI SONO ALTRE TATTICHE USATE DALL’AVVERSARIO?

R. Ne esistono delle altre.

Satana talvolta si presenta come un angelo di luce, narcotizza la coscienza e ci ripete delle frasi convincenti che alla fine rischiano di persuaderci a vivere in contraddizione con il Vangelo: “ Hai poco tempo per pregare; hai un sacco di lavoro da fare; arrabbiarti è normale perché questo dimostra che hai un carattere; cadi sempre negli stessi peccati e allora non preoccuparti di confessarti; fai come tutti gli altri…”.

Satana utilizza anche i nostri desideri malsani: l’orgoglio, la vanità, la gelosia, la pigrizia, la sensualità, la golosità, la collera…

Satana, chiamato il padre della menzogna da san Giovanni, è esperto nel diffondere la menzogna e le idee false per snaturare il Vangelo di Gesù.

Se non credo più che Dio è Padre misericordioso; se non credo che Gesù è venuto a salvarci; se non credo al valore redentivo anche delle mie sofferenze, non posso affrontare con serenità questo combattimento spirituale.

Se non credo all’esistenza degli angeli, del giudizio finale, dell’inferno, alla fine metterò in dubbio anche l’esistenza di Satana e la frittata è fatta, perché mi ritrovo nella situazione di un soldato che pensa che il nemico sia soltanto  immaginario e quindi si trova in grande pericolo.

D. QUALI SONO I SUGGERIMENTI PER VINCERE QUESTO COMBATTIMENTO SPIRITUALE?

R. E’ necessario usare tutte le armi che Dio ci mette a disposizione e che san Paolo elenca nella Lettera agli Efesini 6, 14-17.

Bisogna saper rispondere alle provocazioni di Satana con la provocazione delle parole della Bibbia. E’ la stessa tecnica usata da Gesù quando è stato tentato nel deserto.

Personalmente sono abituato a scrivere in un taccuino dei versetti biblici; li scrivo anche su dei foglietti che lascio in ufficio o sul comodino vicino al letto; li porto in tasca e nel portafoglio. Questi versetti, quando sono memorizzati sono come degli anti-missili pronti al lancio contro i missili con i quali Satana cerca di bombardarci.

Se Satana ad esempio mette nel tuo cuore dei dubbi con queste parole:  “Ma non vedi che sei solo come un cane e non puoi essere felice! Nessuno ti può consolare, neppure Dio!”, tu puoi rispondere subito con il missile di questa affermazione di Gesù:” Se uno mi ama, osserverà la mi parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”(Giovanni 14,23).

Oppure se sempre il “Mister” ti lancia un altro missile con queste parole: “Sei una frana e non riesci a combinare nulla! Neppure Dio ti ama!”, tu rispondi con questo missile: “Tutto concorre al bene di quelli che amano Dio”(Romani 8,28).

Abituarsi a fare ogni sera l’esame di coscienza prima di addormentarsi per chiedere perdono a Dio è molto utile per vincere il combattimento spirituale.

D. E SE UNO SI SCORAGGIA OPPURE E’ CONFRONTATO A UNA TENTAZIONE SENSUALE MOLTO FORTE CHE COSA DEVE FARE?

R. In quel momento bisogna rifugiarsi tra le braccia del Buon Pastore, come fa un bambino fra le braccia del padre.

S. Teresa di Gesù Bambino cantava in un suo poema: “Tra le sue braccia divine non ho paura di nessuna tempesta”. Qualche volta avremo l’impressione che Dio non calma la tempesta della tentazione, ma se mi rifugio tra le sue braccia non ho nulla da temere.

Anche san Giovanni della Croce che se ne intendeva dice che invece di mettersi a ragionare per cercare di persuadersi che non è bello cedere alla tentazione, è molto meglio rifugiarsi tra le braccia di Gesù, ripetendo: “Signore Gesù, Figlio del Dio vivente, abbi pietà di me peccatore!”.

D. ALTRI MEZZI PER COMBATTERE LA BUONA BATTAGLIA?

R. Il combattimento spirituale è un vero combattimento e ci ricorda che il cristiano, in forza del suo battesimo, non viaggia su una nave da crociera ma su una nave da guerra e quindi deve combattere con la mentalità di un vincitore.

Dobbiamo prendere sul serio la realtà del male e del Maligno, ma senza lasciarsi prendere dal panico, anche perché il Maligno non è la prima parola del Padre Nostro ma l’ultima! E quando ci capita di cadere nuovamente non dobbiamo scoraggiarci ma ricordarci semplicemente che perdere una battaglia non è perdere la guerra!

Un altro mezzo per combattere la buona battaglia è quello di conservare nel cuore e sulle labbra i canti di vittoria che ci tengono alto il morale. Nei salmi troviamo vari canti di vittoria. Un battaglione dinamico si porta sempre dietro anche la fanfara!

Da non dimenticare in questo combattimento la “copertura aerea” che è la protezione che dobbiamo cercare sotto il manto della Madonna.

D. FINIRA’ MAI QUESTO COMBATTIMENTO SPIRITUALE?

R. L’ultimo combattimento che noi dobbiamo affrontare è quello nel momento della nostra morte come preghiamo ogni volta con l’Ave Maria:” Prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte”.

In quel momento ci vedremo, purtroppo, tali e quali siamo senza più la possibilità di nasconderci come facevamo quando eravamo in vita: ci vedremo molto più orgogliosi, più sensuali, più cattivi ma nello stesso tempo potremo anche sperimentare l’infinita misericordia  di Dio mentre ripeteremo a Lui: “ Perdono, perdono, perdono!”.

Ogni atto d’amore compiuto durante il nostro pellegrinaggio sulla terra prepara questo atto di perdono finale che potrebbe aprirci le porte dell’eternità.

Qualcuno dovrà fare un “soggiorno” più o meno lungo in Purgatorio per sbarazzarsi definitivamente delle catene che non ha avuto il coraggio di spezzare durante la vita. Allora, coraggio, incominciamo subito a spezzare certe catene!

Fonti

http://www.padrebeppino.it/

http://www.miliziadisanmichelearcangelo.org/content/view/3767/99/lang,it/

Odio anticristiano a Bologna, manifestato proprio da quelli che si qualificano come “paladini contro l’odio”…

E’ apparsa in questi giorni per le vie di Bologna e sui social network (collettivi di associazioni di sinistra ed associazioni LGBT come anche appartenenti al cosiddetto ‘movimento delle SARDINE’ che si qualificano come ‘paladini contro i discorsi di odio’), questa locandina che pubblicizza una festa universitaria, che presenta una immagine di Maria Santissima contornata da preservativi e derisa con il titolo: “Immacolata con(trac)cezione”. 

L’ iniziativa blasfema riguarda una festa in locali universitari di Bologna, prevista per stasera venerdì 6 dicembre 2019…Questi giovani bestemmiano il santo nome di Maria e lo fanno pubblicamente coperti da un falso substrato di cultura e libertà che altro non è che ignoranza e sopraffazione delle idee altrui. Sicuramente hanno trovato dalla loro parte insegnanti inetti che hanno rinunciato alla loro missione con qualche motivo buonista e ‘fazioso’, per giustificare la loro arroganza e le offese alla Donna che 1,2 miliardi di cattolici nel mondo venerano come la Madre di Dio.

INIZIATIVA BLASFEMA ANNULLATA-  Oggi è intervenuta l’Arcidiocesi di Bologna con un comunicato decisivo che condanna duramente l’evento blasfemo. La notizia del party ‘blasfemo’ è stata ripresa in modo critico già ieri dal senatore della Lega Simone Pillon che ha parlato di “schifezza” e chiedendo l’intervento del rettore Francesco Ubertini. Da Fratelli d’Italia, è arrivata una critica nei confronti del Partito democratico: “Il Pd vuole distruggere la famiglia – ha fatto sapere Federico Mollicone, responsabile della cultura -: non mancano occasione per dimostrare di essere passati dalla difesa del Terzo Stato a quella del terzo sesso. Prima, in Friuli cercano di sostituire in una legge il termine ‘famiglia’ con un più politicamente corretto ‘Rete formale e informale della persona’ e permette poi ad alcuni collettivi di estrema sinistra l’organizzazione di una festa con una palese blasfemia nei locali universitari a Bologna. Presenteremo un’interrogazione al ministro Fioramonti, che governa con il Pd, per chiedere il divieto immediato di organizzazione della festa”. blasfemia

L’ALTOLA’ DELLA CURIA DI BOLOGNA

Infatti il collettivo universitario La Mala educacion, uno degli organizzatori della festa, ha fatto sapere che sull’onda della polemica,  “l’Università ha trovato un cavillo burocratico per annullarci l’iniziativa”- Gli studenti MINACCIANO VIOLENTE RAPPRESAGLIE…e loro sarebbero i democratici.

Ma la precisazione della Curia di Bologna è molto chiara: 

“La provocazione diffusa in queste ore dalla promozione di un evento e di una immagine irriguardose nei confronti della Madonna – scrive la Chiesa di Bologna in una nota – è stata tale da determinare, a quanto pare, l’annullamento per l’offesa al sentimento comune. Infatti il buon senso vuole che vi siano libertà di pensiero, libera circolazione di idee e di pubblica manifestazione senza ledere e offendere la sensibilità popolare.
Questo è quanto garantito anche dall’ordinamento italiano che riconosce i diritti purché non offendano e ledano quelli altrui, compreso il vilipendio alla religione. La laicità dello Stato vuole anche dire che quando si organizzano momenti comuni di festa o riflessione ciò avvengano senza prevaricare e offendere.

La Chiesa – conclude – libera da qualunque strumentalizzazione politica, da sempre educa alla libertà e al rispetto e domenica 8 dicembre festeggerà, con la consueta partecipazione popolare, l’Immacolata Concezione senza offendere gli altri e le loro credenze”.

-San_Domenico32.jpg
BASILICA DI SAN DOMENICO A BOLOGNA, dove è custodita la Tomba del Santo fondatore dell’Ordine Domenicano

Probabilmente gli organizzatori del party blasfemo non sanno neppure che l’Università di Bologna Alma Mater Studiorum è stata fondata NEL MEDIOEVO, NEL 1088 col contributo della CHIESA CATTOLICA (il tanto vituperato Medioevo…) e frequentata da cattolici di grande cultura e statura morale, come Dante Alighieri ed i Santi SAN DOMENICO E SAN CARLO BORROMEO…Come mai, ci chiediamo,  i suddetti ‘paladini dei diritti’ non fanno cartelloni blasfemi su Maometto ma sempre e solo contro i simboli cristiani?  Come mai non manifestano contro l’ estremismo islamista che sta colpendo l’Europa con attacchi terroristici all’ordine del giorno, mentre milioni di cristiani vengono massacrati in ogni parte del mondo nel silenzio assordante delle potenze occidentali, che sono sempre pronte a fare ‘manifestazioni contro l’odio’ ma mai in difesa dei cristiani perseguitati? 

Questa falsa cultura della ‘libertà’ , manifestata in modo violento da questi studenti, in realtà è ipocrita libertinismo che ha come idolo il preservativo e la blasfemia: è questa la ‘non- cultura’ degli studenti odierni? 

Maria Santissima ha assistito alla Passione e morte di Cristo ma anche alla Sua Resurrezione: speriamo che gli autori del manifesto blasfemo risorgano dalle tenebre della loro tracotanza.  Speriamo soprattutto che ci sia qualche insegnante che faccia veramente il suo mestiere ed insegni a questi ‘paladini del nulla’ che le Università come i primi ospedali sono nati proprio nel Medioevo e grazie alla Chiesa cattolica: LA VERA CULTURA SI BASA SUL RISPETTO, che non è a senso unico e a compartimenti stagni, come pare sia invece nella mentalità dittatoriale e laicista di questi studenti e di ‘chi’ muove le loro fila. 

Tutto questo parte da ambienti in cui ci si vanta di portare avanti battaglie contro l’odio e le discriminazioni, ma poi si è mossi proprio da questi sentimenti nel pensare certe iniziative.

Roba da odiatori professionisti, che sui loro eventi scrivono pure:

“nessuno spazio a comportamenti fascisti, razzisti, omolesbotransbifobici, machisti, sessisti”-  il che suona davvero folle, incredibile e soprattutto ridicolmente contraddittorio.

Fonti

https://bologna.repubblica.it/cronaca/2019/12/06/news/bologna_party_blasfemo_la_curia_offeso_il_sentimento_comune_-242743619/?rss

https://www.interris.it/religioni/bologna–annullato-il-party-blasfemo

http://www.bolognatoday.it/cronaca/immacolata-contraccezione-party-balsfemo-cuniversita-bologna.html

https://www.provitaefamiglia.it/blog/bologna-il-party-blasfemo-ecco-i-democratici-che-odiano

http://www.bolognatoday.it/cronaca/festa-blasmefa-bologna-immacolata-contraccezione.html

Il cardinale Omella critica il “Black Friday, follia del consumismo”: Avvento, fare spazio a Dio nella nostra vita

Il cardinale arcivescovo di Barcellona, ​​Juan José Omella, ha criticato fortemente il fenomeno del “Black Friday” perché “incoraggia la follia del consumismo” mentre molte altre persone vivono “ogni giorno buio” in assoluta povertà.omella6802.jpg

Nella sua ultima lettera della domenica, intitolata “Il  Black Friday dei poveri,” Omella ricorda che “alcuni anni fa quasi nessuno conosceva questa tradizione americana che ora apre la stagione dello shopping natalizio”.

«Migliaia di persone scendono in strada con un unico obiettivo: trovare le migliori offerte. La follia di quel giorno è tale che ci sono persino persone che vanno in vacanza per fare shopping, dal momento che non possono resistere alle offerte allettanti. La gara inizia, una vera avventura ”, afferma Omella a proposito di questo fenomeno di vendite, importato dagli Stati Uniti.

«Ci ​​sono lunghe code di persone alla ricerca di prezzi irresistibili che riempiono strade e centri commerciali. Ci sono persino persone che si accampano fuori dai negozi per essere i primi… “, aggiunge.

Secondo il cardinale, “gli acquirenti stanno in fila per ore per il loro turno alla cassa, dove svuotano la carta di credito e riempiono i bagagli con più cose di quanto avevano previsto. Arrivano a casa esausti, ma soddisfatti, senza sospettare che alcuni negozi offrano prodotti di qualità inferiore a quelli delle stagioni precedenti. Il fine della “vendita a tutti i costi” giustifica i mezzi ».

L’arcivescovo sottolinea che “mentre alcuni vivono la follia del consumismo, altri escono alla ricerca di altri tipi di opportunità, la sopravvivenza ; ottenerla sarà anche una grande avventura ».

«Un giorno pieno di emozioni li attende, perché non sanno dove o come possono trovare ciò di cui hanno bisogno. Probabilmente non otterranno nulla. Questi avventurieri sono i poveri della nostra società. Per loro, ogni giorno è Black Friday, giorni bui, perché ogni giorno devono cercare di sopravvivere ”, afferma il prelato.

“Alcuni”, aggiunge, “che il clima sia freddo o caldo, stanno stoicamente in fila in lunghe code, sperando di ottenere un piatto in una mensa sociale “. Tutto per risparmiare qualche euro e, se sono fortunati, possono anche trovare occasioni commestibili: yogurt che stanno per scadere, frutti mezzi marci… Arrivano a casa, quelli che ce l’hanno, sfiniti, ma anche soddisfatti di aver trovato qualcosa. Il giorno dopo li aspetta un’altra avventura…».

Secondo il cardinale, “il Black Friday aiuta a normalizzare un consumo esagerato: consumare solo per dipendenza compulsiva dal consumismo, non per necessità, e questa è la tendenza generale”.

Omella ricorda che il Papa ha messo in discussione l’economia attuale, “un’economia senza volto e senza un obiettivo veramente umano, che promuove consumi estremi” e ha ripetutamente denunciato quella che chiama “la cultura dello scarto”, che considera “l’essere umano in sé come bene di consumo, che può essere usato e poi gettato via.”

Il cardinale di Barcellona chiede «di riflettere sul consumismo: non si tratta di rinunciare al giusto consumo, ma di acquistare ciò che è veramente necessario e per coloro che ne hanno bisogno», chiedendo «di considerare una vita più sostenibile, con un consumo più responsabile e solidale ».

IL DIGIUNO NEL CAMMINO DI AVVENTO- digiunare dal consumismo-

La Quaresima di Natale deve essere, innanzitutto, un’astinenza dalle cose che ci allontanano da Dio e dal prossimo. Il digiuno accompagnato dalla preghiera durante la quaresima, è un aiuto spirituale che disciplina sia il corpo che l’anima e permette all’uomo di farsi più vicino a Dio.

Per la maggior parte della storia cristiana, il periodo che precede il Natale è stato considerato un tempo di digiuno. Dall’VIII secolo i cristiani orientali, credendo fermamente nell’antica massima “digiuna prima di festeggiare”, seguivano l’esempio di Cristo, che digiunò per 40 giorni nel deserto prima di iniziare il suo ministero pubblico. Per prepararsi adeguatamente alla gloriosa celebrazione del Natale il 25 dicembre digiunavano per 40 giorni, cominciando il 15 novembre e terminando la viglia di Natale. A differenza di ciò che accade attualmente con la Quaresima in Occidente (in cui le domeniche sono esenti dal digiuno), il digiuno orientale include le domeniche. È chiamato anche “Digiuno di Filippo”, visto che inizia dopo la festa di San Filippo Apostolo nel calendario bizantino.

L’obiettivo del digiuno è creare un atteggiamento interiore di preghiera, unendosi a Dio e distaccandosi dalle cose materiali, DAL CONSUMISMO: per essere padroni di se stessi e autodisciplinarsi, anche in un contesto secolare. L’obiettivo di questo digiuno è fare più spazio a Dio nella vita personale.

Il digiuno prenatalizio dev’essere accompagnato dalla preghiera e da opere di carità, e non deve mai danneggiare il corpo.

Si tratta, quindi, di un modo per approcciare il Natale che sottolinea la preparazione del cuore a ricevere Gesù come Dono più grande di tutti.

CONDITOR ALME SIDERUM- INNO DEI VESPRI DELL’ AVVENTO- Avvento-Banner-2018-1.jpg

Vivificante creatore delle stelle,
eterna luce dei credenti,
Cristo, redentore di tutti,
esaudisci le preghiere di chi ti supplica.

Tu compatendo il mondo
che andava in rovina nella morte,
salvasti l’umanità ammalata,
donando una cura ai peccatori,

Mentre scendeva la sera del mondo,
come uno sposo dal talamo nuziale,
sei uscito dall’intemerato
ventre della Vergine madre.

Alla tua forte potenza
tutte le creature piegano il ginocchio;
quelle del cielo, quelle della terra
si mostrano sottomesse alla tua volontà.

Te, o Santo, con fede preghiamo,
te, che verrai come giudice del mondo:
conservaci nel tempo
dalla lancia del perfido nemico.

O Cristo, re piissimo,
a te e al Padre sia gloria
con lo Spirito Paraclito
per i secoli eterni. Amen

IN LATINO Cónditor alme síderum,
ætérna lux credéntium,
Christe, redémptor ómnium,
exáudi preces súpplicum.

Qui cóndolens intéritu
mortis períre sæculum,
salvásti mundum lánguidum,
donans reis remédium,

Vergénte mundi véspere,
uti sponsus de thálamo,
egréssus honestíssima
Vírginis matris cláusula.

Cuius forti poténtiæ
genu curvántur ómnia;
cæléstia, terréstria
nutu faténtur súbdita.

Te, Sancte, fide quæsumus,
ventúre iudex sæculi,
consérva nos in témpore
hostis a telo pérfidi.

Sit, Christe, rex piíssime,
tibi Patríque glória
cum Spíritu Paráclito,
in sempitérna sæcula. Amen

Fonti

http://www.infocatolica.com/?t=noticia&cod=36407&utm_medium=ic&utm_source=blog&utm_campaign=noticia

Il Natale si avvicina – è ora di iniziare a digiunare?

Le autorità comuniste profanano una chiesa cattolica in Cina e sostituiscono le immagini sacre con la foto di Xi Jinping

Le autorità comuniste hanno rimosso un dipinto della Vergine Maria con Gesù Bambino, mettendo in scena un ritratto del presidente Xi Jinping, circondato da slogan di propaganda comunista su entrambi i lati (IN FOTO).

Gaudium Press ) Una chiesa cattolica a Ji’an, nella provincia dello Jiangxi, in Cina, nel mese di settembre 2019 è diventata uno degli esempi più noti del tentativo di controllare i cattolici da parte delle autorità comuniste. Costruito di recente con il contributo volontario dei credenti, l’edificio è diventato un luogo di culto per i leader civili e le istituzioni politiche grazie all’intervento delle autorità.

Alla fine di settembre i funzionari locali hanno ordinato alla comunità di coprire l’insegna recante il nome della chiesa per sostituirla con la scritta «Segui il Partito, obbedisci al Partito e sii grato al Partito» e di issare poi la bandiera nazionale all’ingresso.

 «Ciò che ha maggiormente ferito le congregazioni cattoliche è stata la rimozione di un dipinto della Vergine Maria con Gesù Bambino, che è stato successivamente relegato  in un angolo buio della chiesa. In cambio, un ritratto del presidente Xi Jinping è stato appeso al centro di una delle mura, circondato da slogan di propaganda su entrambi i lati “, hanno riferito i media. L’affronto è culminato con il sequestro delle chiavi dell’edificio e la chiusura delle sue porte e finestre in modo che i parrocchiani non potessero farne uso.

Il-dipinto-della-Vergine-Maria-con-Gesù-Bambino.jpg
Il dipinto della Vergine Maria con Gesù Bambino e San Giuseppe- relegato in un angolo della chiesa-

Un caso simile è stato registrato a settembre in un luogo di incontro usato dai cattolici clandestini nella contea di Poyang della stessa provincia. Le autorità hanno costretto il ritiro di una croce, un’immagine della Beata Vergine e di striscioni religiosi e hanno invece installato fotografie di Xi Jinping e Mao Zedong. I membri della comunità cattolica hanno affermato che preferiscono adorare Dio nelle loro case, piuttosto che unirsi a una comunità di fedeli sotto il controllo delle autorità in cui si deve “adorare lo stato comunista cinese”.

Mons. Fang Xingyao: La patria prima della Chiesa; la legge cinese prima delle regole canoniche

Il vescovo di Linyi (Shandong) è membro del Comitato permanente del Cpcpc (Conferenza politica consultiva del popolo cinese), presidente dell’Associazione patriottica; vicepresidente del Consiglio dei vescovi cinesi. Il dispiacere di molti cattolici. Per la Santa Sede amore alla patria e amore alla Chiesa stanno sullo stesso piano. Ma la Chiesa chiede libertà religiosa e chiede di potersi “adoperare per la giustizia”.Cina-_Wang_Yang

“L’amore della patria deve essere superiore all’amore verso la Chiesa e la legge del Paese è superiore alle regole canoniche”: è quanto avrebbe affermato mons. Fang Xingyao alla Conferenza politica consultiva sulle religioni tenuta il 26 novembre scorso nella capitale. L’incontro, presieduto da Wang Yang (v. foto), presidente del Comitato nazionale della Conferenza politica consultiva del popolo cinese (Cpcpc) e membro del Comitato centrale del Partito comunista, si è tenuto nella Sala dorata della sede del Cpcpc ed ha visto la partecipazione di esperti, accademici, personalità religiose e consiglieri politici.

Il raduno mirava a sviluppare “un sistema ideologico religioso con caratteristiche cinesi in linea con le richieste dei tempi”, secondo la linea della “sinicizzazione” voluta dal presidente Xi Jinping, che fa rischiare una sottomissione delle religioni al dominio del Partito comunista anche dal punto di vista teologico.

Mons. Giovanni Fang Xingyao è vescovo di Linyi (Shandong) ed è membro del Comitato permanente del Comitato nazionale del Cpcpc. Egli è anche presidente dell’Associazione patriottica cattolica cinese e vicepresidente del Consiglio dei vescovi cinesi.  Entrambi questi due organismi non sono riconosciuti dalla Santa Sede.

Le parole di mons. Fang Xingyao, sulla maggiore importanza dell’amore alla patria e della legge nazionale, sono spiaciute a diversi cattolici cinesi come qualcosa che inquina il rapporto di unità con la Santa Sede. Da sempre la Santa Sede afferma che “un buon cattolico” è anche un “buon cittadino”, mettendo sullo stesso piano l’amore alla patria e l’amore alla Chiesa. Anche Benedetto XVI, nella sua Lettera ai cattolici cinesi (del 2007) sottolinea questa parità, chiedendo al governo spazi di libertà religiosa per la Chiesa e per il suo “adoperarsi per la giustizia” (n. 4).

Papa Francesco, in visita apostolica in Giappone, ha di nuovo lanciato un appello affinchè la libertà religiosa sia garantita a tutti e in ogni angolo del pianeta: 

martiri del Giappone come i martiri di oggiDopo la visita al memoriale della bomba di Nagasaki, Papa Francesco davanti al memoriale di San Paolo Miki e compagni, uccisi nel XVI secolo, li ha uniti idealmente ai martiri del XXI secolo e ha chiesto di alzare la voce perché “la libertà religiosa sia garantita a tutti e in ogni angolo del pianeta”, ma anche contro la manipolazione delle religioni.  Il Papa ricorda anche “i cristiani che in tante parti del mondo oggi soffrono e vivono il martirio a causa della fede. Martiri del secolo XXI, che ci interpellano con la loro testimonianza affinché prendiamo, con coraggio, la via delle Beatitudini”.

 

Fonti

http://www.infocatolica.com/?t=noticia&cod=36408&utm_medium=ic&utm_source=blog&utm_campaign=noticia

Ritratti di Xi Jinping esposti nelle chiese cattoliche

http://www.asianews.it/notizie-it/Mons.-Fan-Xinyao%3A-La-patria-prima-della-Chiesa%3B-la-legge-cinese-prima-delle-regole-canoniche-48702.html

https://www.acistampa.com/story/papa-francesco-omaggio-ai-martiri-del-giappone-preghiera-per-la-liberta-religiosa-12783

Novena all’Immacolata

È una devozione più che millenaria quella in onore di Maria Immacolata, la cui solennità si celebra l’8 dicembre. Nell’Annunciazione descritta nei Vangeli, l’Arcangelo Gabriele saluta Maria con l’appellativo “Piena di Grazia”. Tali parole fanno chiaramente capire che non si tratta semplicemente di un saluto rivolto a chi è nello stato di Grazia, ma a chi è totalmente pieno della Vita di Dio, totalmente pieno di questa Vita perché costitutivamente immacolato.

Il dogma di Maria concepita senza la macchia del «peccato originale» è stato proclamato da papa Pio IX l’8 dicembre 1854 con la bolla Ineffabilis Deus, che sancisce come la Vergine Maria sia stata preservata immune dal peccato originale : ciò significa che la Vergine Maria, pur essendo stata concepita dai suoi genitori (sant’Anna e san Gioacchino) così come vengono concepite tutte le creature umane, non è mai stata toccata dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento. 

pio ixPapa Pio IX, durante il suo esilio in Gaeta (1849-1851) – dovuto alla Rivoluzione mazziniana che nel 1848-1849 aveva portato alla costituzione della Seconda Repubblica Romana, per sua natura massonica e anticristiana – aveva fatto voto in una cappella dedicata all’Immacolata che, qualora avesse ricevuto la grazia del ritorno a Roma e del ripristino dell’ordine cristiano nell’Europa allora sconvolta dalla Rivoluzione, avrebbe appunto impegnato tutto se stesso nell’attuazione della proclamazione del gran dogma mariano. Come Pio IX ebbe poi a dire, sentì tale esigenza come una chiamata interiore, che ricevette mentre era assorto in preghiera dinanzi all’immagine dell’Immacolata.  Nella devozione cattolica, la celebrazione dell’ Immacolata è collegata alle precedenti apparizioni di Maria Santissima a S. Caterina Labourè a Rue du Bac a Parigi (1830) e alle successive apparizioni mariane a Santa Bernadette a Lourdes (1858): in queste rivelazioni, Maria Santissima presenta Se stessa come “Immacolata Concezione”. immacolata-concezione.jpg

Già celebrata dal secolo XI, la solennità dell’Immacolata Concezione della Vergine Maria si inserisce nel contesto dell’Avvento e del Natale, congiungendo l’attesa messianica e il ritorno glorioso di Cristo con la memoria della Madre. In tal senso questo periodo liturgico deve essere considerato un tempo particolarmente adatto per il culto della Madre del Signore. Maria è la tutta santa, immune da ogni macchia di peccato, dallo Spirito Santo plasmata e resa nuova creatura.

Già profeticamente adombrata nella promessa fatta ai progenitori della vittoria sul serpente- Genesi 3,15- Maria Immacolata è la Donna che schiaccia la testa del serpente : è Gesù, ossia «la progenie della donna», che schiaccia la testa a Satana. Il Redentore non si è scelto Maria solo per madre; l’ha voluta associare a Sé anche nell’opera della salvezza. La raffigurazione della Vergine che schiaccia il capo al serpente indica due verità: che Maria ha partecipato alla redenzione e che Maria è il primo e più stupendo frutto della redenzione stessa.

NOVENA ALL’IMMACOLATAimmacolata_2017_ita.jpg

Antico è  il testo della Novena che secondo la tradizione è stata insegnata da Maria Santissima a Santa Gertrude la Grande: per nove giorni di seguito-dal 29 novembre al 7 dicembre- si pregano quotidianamente 30 Ave Maria, in memoria dei 270 giorni che Maria Santissima trascorse nel grembo di Sua madre Sant’Anna ed in cui Dio la preparò a divenire la purissima Madre dell’Emmanuele. Per ogni decina, si recita una lode all’Immacolata.

Preghiera Iniziale :

rosa-gloriosissima Vergine e clementissima Madre di Dio, Maria, eccomi prostrato ai tuoi santissimi piedi, come servo umile e tuo indegno devoto. Ti prego dal più profondo del mio cuore di degnarti di ricevere queste mie piccole lodi e benedizioni che ti offro con questa santa Novena; sono preghiere che cercano di unirsi a quelle numerose e fervorose che gli Angeli e i Santi innalzano a te ogni giorno. In cambio ti supplico di concedermi che, come tu sei nata al mondo per essere Madre di Dio, rinasca anch’io alla Grazia per essere tuo figlio, in modo che amando te dopo Dio sopra ogni altra cosa creata e servendoti fedelmente sulla terra, possa un giorno venire a lodarti e benedirti per sempre in Cielo.

1-Recitare dieci Ave Maria aggiungendo la seguente invocazione :

“Sia benedetto, o Maria, quel felicissimo istante in cui sei stata concepita senza macchia originale.”CUyUCRG

2-Recitare dieci Ave Maria aggiungendo la seguente invocazione :

“Sia benedetto, o Maria, quel beatissimo tempo in cui sei rimasta nel seno di tua madre Sant’Anna.”CUyUCRG

3-Recitare dieci Ave Maria aggiungendo la seguente invocazione :

“Sia benedetto, o Maria, quel fortunatissimo momento in cui sei nata al mondo per essere Madre di Dio.”CUyUCRG

4-Si recita infine : 

Salve Regina

Salve, Regina, Madre di Misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A Te ricorriamo, noi esuli figli di Eva; a Te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi quegli occhi Tuoi misericordiosi, e mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del Tuo Seno. O Clemente, o Pia, o dolce Vergine Maria.immacolata-picmix

PREGHIERA ALL’IMMACOLATA, COMPOSTA DA PAPA SAN PIO X

Vergine Santissima che piaceste al Signore e diveniste sua Madre, immacolata nel corpo e nello spirito, nella fede e nell’amore, concepita senza peccato, guardate benigna ai miseri che implorano il vostro potente patrocinio! Il maligno serpente contro cui fu scagliata la prima maledizione continua, purtroppo, a combattere e ad insidiare i miseri figli di Eva. Voi, o benedetta Madre nostra, nostra Regina e Avvocata, che fin dal primo istante del vostro concepimento schiacciaste il capo del nemico, accogliete le preghiere — che uniti con Voi in un cuor solo — Vi scongiuriamo di presentare al trono di Dio, perché non cediamo giammai alle insidie che ci vengono tese, così che tutti arriviamo al porto della salute, e fra tanti pericoli, la Chiesa e la società cristiana cantino ancora una volta l’inno della liberazione, della vittoria e della pace. Così sia

”O Maria, concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a Voi ” ( per tre volte)

Tota pulchra es, Maria. Et macula originalis non est in Te. Tu gloria Ierusalem. Tu laetitia Israel. Tu honorificentia populi nostri. Tu advocata peccatorum. O Maria, O Maria. Virgo prudentissima.

Mater clementissima.

Ora pro nobis.

Intercede pro nobis.

Ad Dominum Iesum Christum.

Consacrazione al Cuore immacolato di Maria
di Suor Lucia di Fatima

O Vergine Madre di Dio e Madre mia,
al tuo Cuore immacolato interamente mi consacro
con tutto quello che sono e possiedo.
Prendimi sotto la tua materna protezione,
difendimi dai pericoli,
aiutami a vincere le tentazioni,
che mi sollecitano verso il male,
e a conservare la purezza del mio corpo e della mia anima.
Sia il tuo Cuore immacolato il mio rifugio
e il cammino che mi conduce a Dio.
Concedimi la grazia di pregare
e di sacrificarmi per amore di Gesù,
per la conversione dei peccatori
e per riparare i peccati commessi
contro il tuo Cuore immacolato.
Per mezzo di te e in unione al Cuore del tuo Figlio divino
voglio vivere per la gloria della Santissima Trinità,
nella quale credo e spero,
la quale adoro e amo. Amen.tiepolo

S. Massimiliano Kolbe: “La Medaglia miracolosa è la pallottola dell’Immacolata” per fare breccia nei cuori induriti e riversare Grazie dal Cielo

” La Medaglia miracolosa è il proiettile con cui un fedele Cavaliere dell’Immacolata colpisce il nemico, cioè il male, salvando in tal modo coloro che sono caduti nel male.  Il Santo Rosario possa diventare la spada di ogni Cavaliere e Dama dell’Immacolata Et praesertim Numisma Miraculosum ” [“E soprattutto la medaglia miracolosa”]. ”- San Massimiliano Kolbe ( Manoscritto autografo MI. 18 settembre 1919, pp. 28)- MARIA MEDAGLIA.jpg

CONSACRAZIONE A NOSTRA SIGNORA DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA

Nostra Signora della Medaglia Miracolosa
e gloriosa Regina dell’universo,
quale riconoscimento della tua regalità
e per assecondare il tuo materno desiderio
oggi consacriamo totalmente e perpetuamente
noi stessi e le nostre famiglie
al tuo Cuore Addolorato ed Immacolato.
Degnati, o buona Madre,
secondo la tua promessa,
di prenderci sotto la tua specialissima protezione e di far piovere più abbondantemente su di noi
i raggi delle tue grazie.
Difendi i nostri corpi,
guarisci i nostri ammalati,
fa’ prosperare i nostri interessi,
ma specialmente santifica le nostre anime
conservando in noi la fede,
aumentando in noi la fiducia in Dio,
dandoci la forza di osservare la sua santa Legge,
facendo regnare nella nostra casa quella santità di vita e quella concordia di cuori
che regnava nella tua Sacra Famiglia di Nazaret,
affinché, in virtù della tua Medaglia,
possiamo un giorno essere tutti partecipi
di quella felicità eterna
da Te assicurata ai tuoi devoti. Amen.

SUPPLICA E ATTO di CONSACRAZIONE ALL’IMMACOLATA di San Massimiliano Kolbe

Concedimi di lodarti, o Vergine Immacolata!
Ti adoro, o Padre nostro celeste, poiché hai deposto nel grembo purissimo di Lei il Tuo Figlio unigenito.
Ti adoro, o Figlio di Dio, poiché Ti sei degnato di entrare nel grembo di Lei e sei diventato vero, reale Figlio suo.
Ti adoro, o Spirito Santo, perché Ti sei degnato di formare nel grembo immacolato di Lei il corpo del Figlio di Dio.
Ti adoro, o Trinità santissima, o Dio uno nella Santa Trinità, per aver nobilitato l’Immacolata in un modo così divino.
E io non cesserò mai, ogni giorno, appena svegliato dal sonno, di adorarti umilissimamente, o Trinità divina, con la faccia a terra, ripetendo tre volte: ”Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio e ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen”.
Concedimi di lodarti, o Vergine santissima.
Concedimi di lodarti con il mio impegno e sacrificio personale.
Concedimi di vivere, lavorare, soffrire, consumarmi e morire per Te, solamente per Te.
Concedimi di condurre a Te il mondo intero.
Concedimi di contribuire ad una sempre maggiore esaltazione di Te, alla più grande esaltazione possibile di Te.
Concedimi di renderti una tale gloria quale nessuno mai ti ha tributato finora.
Concedi ad altri di superarmi nello zelo per la tua esaltazione, e a me di superare loro, così che in una nobile emulazione la tua gloria si accresca sempre più profondamente, sempre più rapidamente, sempre più intensamente, come desidera Colui che Ti ha innalzata in modo così ineffabile al di sopra di tutti gli esseri.
In te sola Dio è stato adorato senza paragone più che in tutti i suoi santi.
Per Te Dio ha creato il mondo. Per Te Dio ha chiamato pure me all’esistenza. Per quale motivo ho meritato questa fortuna?
Deh, concedimi di lodarti, o Vergine santissima!

Atto di Consacrazione alla B.V.M. Immacolata
O Immacolata, regina del cielo e della terra, rifugio dei peccatori e madre nostra amorosissima, cui Dio volle affidare l’intera economia della misericordia, io (nome…), indegno peccatore, mi prostro ai tuoi piedi supplicandoti umilmente di volermi accettare tutto e completamente come cosa e proprietà tua, e di fare ciò che ti piace di me e di tutte le facoltà della mia anima e del mio corpo, di tutta la mia vita, morte ed eternità.
Disponi pure, se vuoi, di tutto me stesso senza alcuna riserva, per compiere ciò che è stato detto di Te: “Ella ti schiaccerà il capo”( Gn 3, 15 ), come pure: “Tu sola hai vinto tutte le eresie del mondo intero” (Dall’Uff. della B.V. Maria ), affinché nelle tue mani immacolate e misericordiosissime io divenga uno strumento utile per innestare e incrementare il più fortemente possibile la tua gloria in tante anime smarrite e indifferenti e per estendere, in tal modo, quanto più è possibile il benedetto regno del Sacratissimo Cuore di Gesù, dove Tu entri, infatti, ottieni la grazia della conversione e della santificazione, poiché tutte le grazie scorrono, attraverso le tue mani, dal Cuore dolcissimo di Gesù fino a noi.
V). Concedimi di lodarti, o Vergine santa.
R). Dammi forza contro i tuoi nemici.gif medaglia

La Milizia dell’Immacolata e la Medaglia Miracolosa: S. Massimiliano e la lotta contro la Massoneria

Nel 1917 la Massoneria celebra il secondo centenario della sua fondazione a Roma. Bandiere e stendardi che rappresentano San Michele sconfitto e abbattuto da Lucifero sono visti ovunque…Turbato dalle intemperanze di quei tempi contro la Chiesa e il Papa, San Massimiliano Kolbe fonda a Roma il 16 ottobre 1917 la M.I., un movimento francescano mariano missionario, aperto a tutti i cristiani. “San Francesco – scrive P.Kolbe – è il modello del missionario e il suo esempio spinge all’apostolato diretto alla salvezza e alla santificazione delle anime”. (cf. SK. 299)

“La Vergine senza imperfezioni, vincitrice di tutte le eresie, non lascerà il posto al suo nemico minaccioso se trova servitori fedeli e docili al suo mandato. Otterrà nuove vittorie, più grandi di quanto possiamo immaginare …”

Sempre nel 1917 viene celebrato un altro anniversario a Roma, data della vittoria dell’Immacolata: la brillante conversione dell’ebreo Alfonso Ratisbonne, grazie all’efficacia della Medaglia Miracolosa. 

Padre Alfonso Maria Ratisbonne, l’ebreo convertito da Mariaratisbonne-foto-LMB.jpg

La conversione dell’ebreo ateo Alfonso Ratisbonne, il 20 gennaio 1842, a Roma, nella chiesa di S. Andrea delle Fratte, suscitò 75 anni dopo nel giovane Massimiliano Kolbe una delle più forti spinte a fondare la Milizia dell’Immacolata (M.I.)- IN FOTO il busto marmoreo nel Santuario di S.Andrea delle Fratte che attesta l’avvenimento della conversione miracolosa di Ratisbonne-

Ratisbonne, di famiglia ebrea, ateo, scettico, cinico e fortemente anticlericale, trascorse la vita nell’ozio e nei piaceri ma in pochissimi istanti e attraverso esperienze apparentemente casuali abbandonò tutta la sua vita passata per dedicarsi a ciò che per tutta la vita aveva odiato: Dio e la Chiesa. Quasi per scommessa… Due uomini discutono serenamente tra loro, in una villa di Roma. L’uno è il barone De Bussières. L’altro è il giovane Alfonso Ratisbonne, ebreo. Siamo nel 1842.
Stanno dicendo:
– Vediamo di che si tratta? -risponde il giovane.
– Semplicemente di questo; accettare di portare indosso questa medaglia. Secondo il vostro modo di vedere, la cosa dovrebbe essere del tutto indifferente, mentre a me recherebbe un grande piacere.
– Se è così, per dimostrarvi che gli ebrei non sono poi tanto ostinati e testardi come si crede, accetto di portare la vostra medaglia.

Chi è Alfonso Ratisbonne?
Si era lasciato mettere al collo la Medaglia e ci aveva scherzato sopra, ma già non ci pensava più…

La notte di quello stesso giorno, svegliatosi di soprassalto, Alfonso vide alta dinanzi a sé l’immagine di una grande Croce, di forma particolare, senza Gesù Crocifisso, che egli inutilmente tentò di scacciare.

Il giorno seguente, stranamente, Alfonso si sentì spinto ad accompagnare lo stesso amico De Bussières alla Chiesa di S. Andrea delle Fratte, dove il barone aveva da sbrigare una commissione di lavoro.
La carrozza si fermò sulla piazzetta della Chiesa. Scesero tutti e due. Il barone entrò in Chiesa e si recò subito in sacrestia per incontrarsi con le persone interessate alla commissione. Alfonso, invece, dapprima esitante, entrò poi anche lui nella Chiesa. E si trovò solo, distratto e vuoto. Essendo buio, il nostro uomo non può vedere i capolavori del Bernini o del Borromini, ma viene attratto da una luce particolare proveniente da una cappella laterale. E in un singolo istante tutto cambiò: d’un tratto si trovò in ginocchio a contemplare la bellezza di una donna stupenda in piedi davanti a lui. La sua immagine era molto simile a quella della medaglia che aveva al collo. Lo stesso Alfonso racconta questa visione: “Ho alzato gli occhi verso la luce e vidi, in piedi presso l’altare, grande, maestosa, bella e graziosa la Beata Vergine Maria…”.  La Madonna non parla, ma Alphonse percepisce dal solo sguardo della Vergine un forza tremenda. “Improvvisamente ho capito l’orrore dello stato in cui mi trovavo, la deformità del peccato” scriverà successivamente. Capisce tutto da solo, senza che la Beata Vergine dica nulla, i suoi occhi bastano a fargli vedere l’abisso del male. Dopo solo undici giorni dall’evento miracoloso, Alfonso decise di farsi battezzare ed adottare come nome quello di Marie. Tutti i suoi amici, la sua famiglia e anche la sua futura moglie lo abbandonarono, ma questo non gli tolse in nulla la grazia trovata. 
Proprio la Vergine della Medaglia Miracolosa era dunque apparsa ad Alfonso Ratisbonne quel giovedì 20 gennaio 1842: Ratisbonne è diventato sacerdote e missionario in Terra Santa, dove è ora sepolto nel villaggio di Ein Karem, il tradizionale sito della Visitazione di Maria Santissima a sua cugina Elisabetta. 

altare_del_miracolo_busti.jpg
Altare del miracolo dell’apparizione di Maria SS ad Alfonso Ratisbonne, Chiesa S.Andrea delle Fratte-Roma

75 anni più tardi, il 20 gennaio 1917, a Roma, nella Cappella del Collegio Internazionale dei Frati Minori Conventuali, il Padre Rettore sta raccontando ai giovani frati l’episodio della prodigiosa conversione dell’ebreo ateo Alfonso Ratisbonne.  Tra questi c’è un giovane straordinario è fra Massimiliano Maria Kolbe, l’ardente innamorato dell’Immacolata, colui che darà vita al Movimento mariano più vasto dell’epoca moderna, la ‘Milizia dell’Immacolata’, un esercito di cavalieri schierati in campo sotto la guida dell’Immacolata, la Celeste Condottiera e Invincibile guerriera che “schiaccerà il capo” al nemico (Gn 3,15).
Con estremo interesse fra Massimiliano ascolta il racconto della conversione di Alfonso Ratisbonne. Ne rimane visibilmente commosso. si rende conto del valore della Medaglia Miracolosa, di cui l’Immacolata si serve per operare fatti di grazia anche portentosi.
Da quel 20 gennaio, inoltre, fra Massimiliano amò di un amore speciale la Chiesa di S. Andrea delle Fratte; la visitava frequentemente e vi sostava in devota orazione. Quando divenne Sacerdote, infine, volle celebrare la sua prima S. Messa il 29 aprile 1918, all’altare dove la Madonna era apparsa all’ebreo Alfonso Ratisbonne. Un busto marmoreo ricorda l’avvenimento: ratisbonne-4.jpg

Ecco una  testimonianza di conversione, raccontata da San Massimiliano ai lettori del Rycerz  Niepokalanej.gif medaglia«Quello ormai non si converte più», si lamentava la moribonda. La confortavo come potevo, dicendole che la Madre Ss. ma è capace di salvare anche i peccatori ostinati, perciò anche suo marito aveva ancora la possibilità di convertirsi.  Poco dopo egli venne a trovare la moglie. In qualità di cappellano dell’ospedale ritenni in certo modo mio dovere occuparmi anche di quella anima. Nei momenti liberi, dunque conversavo volentieri con lui su problemi riguardanti la fede. Tuttavia, il suo argomento conclusivo era: «Io ho bisogno di prove più chiare». Allorché gli parlai con maggiore risolutezza, egli dichiarò apertamente: «Padre, io sono eretico».
Vedevo che non voleva istruirsi e disprezzava le buone letture. A questo punto, che fare? Raccomandai l’intera faccenda all’Immacolata. per l’intercessione  della vergine di Lucca Gemma Galgani, morta pochi anni fa in concetto di santità e già conosciuta in tutto il mondo. Poco dopo venni a sapere che il giorno seguente egli sarebbe partito; a brevissima distanza una seconda notizia mi informava che la partenza sarebbe avvenuta propria durante la notte seguente. Per complicare le cose, era giunto un suo parente che soggiornava insieme con lui. Per trovarlo solo, gli feci sapere che più tardi sarei stato occupato, perciò se desiderava incontrarsi con me lo avrebbe dovuto fare subito. E, infatti, venne.
Partendo da lontano, indirizzai la conversazione sulla confessione, ma l’argomento procedeva con difficoltà; improvvisamente si aprì la porta e si presentò proprio quel parente, che gli disse di fare in fretta, perché era già ora di andare al treno. E uscirono dopo un breve saluto. Rimasi solo… «Come andrà a finire questa faccenda?», dissi tra me e me. Mi inginocchiai e supplicai con poche parole, ma fervorosamente, l’Immacolata per intercessione di Gemma. Tutt’a un tratto mi viene un’ispirazione: esco in corridoio. Vi trovo quel parente. «Mi scusi – gli dico rivolgendomi a lui – devo sbrigare ancora una faccenda con questo signore». «Ma certamente, prego», risponde. Il mio «eretico» stava già uscendo dalla stanza con la valigia in mano. Lo invito, allora, nella mia stanza. Appena chiusi la porta, presi una «medaglia miracolosa» e gliela diedi come ricordo. L’accettò per cortesia. Allora gli proposi nuovamente di confessarsi.
«Non sono preparato. No! Assolutamente no!» ebbi per tutta risposta. Ma nello stesso momento cadde in ginocchio, come se una forza superiore lo avesse costretto a farlo. La confessione incominciò.  E pianse come un bambino… L’Immacolata aveva vinto anche senza prove «prove più chiare». Gloria a Lei in eterno! (SK1047)

Origini della Medaglia Miracolosa-dagli scritti di San Massimilianosan massimiliano medal

La medaglia ebbe la propria origine nell’anno 1830; fu coniata nell’anno 1832. L’Immacolata stessa la volle mostrare a Caterina LABOURE’, novizia delle Suore della Misericordia, a Parigi. La gran quantità di grazie ottenute conferma l’autenticità di tale apparizione. (SK 1226) – Ascoltiamo il racconto di S.Caterina Labourè: “il 27 novembre, sabato precedente la prima domenica di avvento, vidi la SS. Vergine accanto al quadro di s. Giuseppe. Aveva la faccia abbastanza scoperta e sotto i suoi piedi vi era il globo terrestre. Le sue mani reggevano delicatamente un altro globo terrestre. Mentre, affascinata dalla vista della SS Vergine Maria, stavo mirando la maestà di Lei, la SS Vergine volse il benevolo sguardo su di me, mentre una voce interiore mi diceva: “il globo terrestre che tu vedi rappresenta il mondo intero e ogni singola persona “. I raggi che tu vedi emanare dalle palme delle mie mani sono il simbolo delle grazie che spando su coloro che me le domandano. (SK 1011)

La medaglia miracolosa E’ il segno esterno della totale donazione interiore all’Immacolata (la seconda condizione per appartenere alla M.I.  MILIZIA DELL’ IMMACOLATA, fondata da San Massimiliano Kolbe), che ha scritto:
” Questa medaglietta è chiamata comunemente “miracolosa”, poiché, in effetti, essa ha operato innumerevoli conversioni. L’Immacolata si compiace di far scendere incessantemente numerosissime e svariate grazie su coloro che la portano al petto con devozione….Anche se una persona è il peggior tipo, se solo accetta di indossare la medaglia, consegnala a lui … e poi prega per lui, e al momento opportuno cerca di avvicinarla alla sua Madre Immacolata, in modo che faccia ricorso a Lei in ogni difficoltà e tentazione. – San Massimiliano Kolbe(SK 1226)

Il dogma dell’Immacolata Concezione

La verità di fede espressa dalle parole incise sulla Medaglia Miracolosa anticipava la solenne definizione della Chiesa fatta da Pio IX l’8 dicembre 1854, confermata poi dalla Madonna a Lourdes nel 1858 con le parole dette a Bernardette: «Io sono l’Immacolata Concezione». In questa verità si evidenziano almeno tre dei privilegi di cui è ricca la Madonna: l’Immacolatezza della Sua Concezione, la Sua Mediazione universale, la Sua regalità. Così Maria è a pieno diritto nel “Mistero di Cristo e della Chiesa”.

Come è fatta la Medaglia Miracolosa

Poi la SS Vergine fu circondata come da una cornice ovale, sulla quale apparve la seguente scritta a caratteri d’oro: O MARIA CONCEPITA SENZA PECCATO, PREGA PER NOI, CHE RICORRIAMO A TE. Poi sentìi una voce che mi diceva: “Fa coniare una medaglia secondo questo modello; tutti coloro che la porteranno riceveranno grandi grazie, particolarmente se la porteranno al collo. Elargirò numerose grazie a coloro che confideranno in me”. A questo punto mi sembrò che il quadro si voltasse. E sull’altro lato vidi la lettera “M”, dal centro della quale si ergeva una croce, mentre al di sotto del monogramma della SS Vergine vi erano: il Cuore di GESU’ circondato da una corona di spine e il Cuore di MARIA trafitto da una spada.” (SK 1011)

Maria stessa ha consegnato all’umanità la Medaglia Miracolosa

In diversi tempi la SS Vergine Maria è venuta in aiuto dei propri figli ed ha offerto svariati modi per raggiungere più facilmente la salvezza e la liberazione degli altri dal giogo di satana. Adesso, nell’era dell’Immacolata Concezione, la SS Vergine ha consegnato all’umanità la medaglia miracolosa, la quale, per mezzo di innumerevoli miracoli di guarigioni e soprattutto di conversioni, conferma la propria provenienza celeste. Manifestandola, l’Immacolata stessa promise moltissime grazie a tutti coloro che l’avrebbero portata; e poiché la conversione e la santificazione sono grazie divine, la medaglia miracolosa è il mezzo migliore per raggiungere il nostro scopo. Essa, perciò, costituisce l’arma migliore della Milizia”. (SK 1248)gif medaglia

La pallottola dell’Immacolata

Distribuire la Medaglia Miracolosa, ovunque è possibile…Anche a coloro che non entrano mai in chiesa, che hanno paura di accostarsi  alla confessione, che si fanno beffe delle pratiche religiose, che ridono delle verità di fede, che sono immerse nel fango dell’immoralità oppure vivono nell’eresia  fuori della Chiesa: a costoro è indispensabile offrire  la medaglietta dell’Immacolata e sollecitarli a volerla portare e, nello stesso tempo, supplicare con fervore l’Immacolata per la loro conversione. Molti riescono a raggiungere il loro scopo persino, quando qualcuno non vuole accettare nel modo più assoluto la medaglietta. Ebbene, la cuciono di nascoste nelle vesti e pregano, mentre l’Immacolata, presto o tardi, dimostra quel che è capace di fare. La medaglia miracolosa, quindi, è la pallottola della Milizia dell’Immacolata.  (SK 1122)

Testimonianza scritta da S. Massimiliano Kolbe: la conversione di un moribondo, grazie alla Medaglia di Maria- La partita è vinta

In questi giorni è venuta da me una signora per chiedermi di recarmi da un ammalato che…non voleva confessarsi. Era già stato a trovarlo il sacerdote Don H., il quale aveva appunto mandato da me quella signora, perché i suoi tentativi erano falliti.
«L’ammalato prega la Madonna recitando almeno un’Ave Maria al giorno?», le chiesi.
«Gliel’ho proposto, ma egli mi ha risposto che non crede nella Madonna».
«La prego di portargli questa medaglietta – dissi io porgendole una medaglia miracolosa –  Chissà che non accetti per riguardo verso di Lei e se la lasci mettere al collo! »
«L’accetterà per fare un piacere a me».
«Bene, gliela porti e preghi per lui; per parte mia io cercherò di fargli una visitina» E se ne andò…
Nel frattempo mi sono incontrato con don H., il quale mi ha raccontato: « Sono stato dall’ammalato e mi sono incontrato con lui come se si fosse trattato di una persona di mia conoscenza, tuttavia non sono riuscito a combinare alcunché. La prego: ci vada anche lei. Debbo aggiungere che l’ammalato è una persona colta; ha appena terminato gli studi universitari di selvicoltura».
Non molto tempo dopo quella signora è ritornata per dirmi che l’ammalato stava peggiorando e che i suoi genitori, presenti accanto a lui, non si sbrigavano affatto a chiamare un sacerdote, perché temevano di impressionarlo.  Pensavo tra me: « L’ammalato non desidera il sacerdote e neppure i suoi genitori: a che scopo andarci, dunque? »; nonostante tutto, però, ci sono andato, benché nel profondo dell’animo fossi tormentato dal dubbio sull’esito positivo della visita. L’unica speranza era la medaglietta che l’ammalato teneva con sé. Strada facendo recitai il Rosario. Dopo un penoso cammino suonai alla porta dell’ospedale. Subito dopo fui accompagnato nel reparto delle malattie infettive, dove appunto era ricoverato l’ammalato. Mi sedetti accanto al suo letto e avviai la conversazione. Mi informai sul suo stato di salute, ma in breve la conversazione si spostò su argomenti religiosi. L’ammalato mi manifestava i suoi dubbi e io cercavo di chiarirglieli. Durante la conversazione notai al suo collo un cordoncino azzurro, proprio quello a cui era infilata la medaglietta. «Ha la medaglietta – pensai – perciò la partita è vinta». 
Improvvisamente l’ammalato si rivolge a me e dice : «Padre, si potrebbe venire al dunque?»…
«Allora lei vuole confessarsi? », chiedo io. Per tutta risposta un pianto dirotto sconvolse il suo petto dimagrito….Il singhiozzo durò per un buon minuto, quando l’ammalato si fu calmato, ebbe inizio la confessione.
Dopo aver ricevuto il viatico e l’estrema unzione, l’ammalato volle manifestarmi la propria riconoscenza, abbracciandomi e baciandomi. Nonostante il pericolo di infezione della malattia, gli diedi volentieri il bacio della pace. (SK1066)banner_animado_200x200.gif

I frutti della consacrazione all’Immacolata- San M. Kolbe

Se noi siamo dell’Immacolata, allora anche tutto ciò che è nostro appartiene a Lei e Gesù accetta tutto ciò che viene da noi come se provenisse da Lei, come appartenente a Lei.

In tal caso Ella non può lasciare imperfette quelle azioni, ma le rende degne di sé, cioè immacolate, senza la minima macchia.
Poiché Ella proprietà di Gesù in modo perfettissimo, mentre Gesù è Dio e proprietà dell’Eterno Padre, ogni nostra offerta, anche se indirizzata direttamente all’Eterno Padre, per natura di cose, si purifica nell’Immacolata, si eleva ad una perfezione infinita in Gesù e diviene oggetto di compiacimento della S.S. Trinità.
Perciò a satana preme assai che le anime vengano distolte dall’unione con l’Immacolata, la Madre Celeste, perché sa che un’anima che esclude la mediazione dell’Immacolata, offre a Gesù doni talmente pieni d’imperfezioni, che sono degni più di castigo che di ricompensa. E la cosa peggiore è che tali doni sono inquinati di orgoglio, poiché crediamo di non aver bisogno della Madonna.
Sforzandoci di donarci alla Vergine Santa nella vita quotidiana, dalla mattina alla sera, faremo moltissimo, il nostro lavoro sarà proficuo, otterremo il centuplo, giacché l’Immacolata è il nostro “Comandante Supremo” la nostra Sovrana. Doniamole la chiave della rocca della nostra volontà, affinché Essa la conquisti quanto prima per Sé e in seguito conquisterà gli altri attraverso noi.
Sarà un’irradiazione missionaria sugli altri, senza che noi ce ne avvertiamo, perché è l’Immacolata che agisce in noi. La Madonna opererà così validamente e potentemente che piegherà i cuori più induriti, portandoli al Cuore Divino di Gesù. La prodigiosità che accompagnerà questa sua azione missionaria a nostro mezzo, susciterà la sorpresa e la meraviglia nostra e degli altri.o maria concepita senza peccato.jpg

Fonti

https://infovaticana.com/2017/05/27/la-milicia-la-inmaculada-san-maximiliano-kolbe-la-masoneria/

http://www.kolbemission.org/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/645

L’istantanea conversione dell’ateo Alphonse Marie Ratisbonne

http://www.kolbemission.org/medal

 

Javier bambino malato riceve con fede Gesù Eucaristia e guarisce: “i medici dicevano che non c’era speranza, ma Dio mi ha aiutato”

Javier, dieci anni,  si è salvato -contro ogni aspettativa scientifica- da una malattia che stava devastando tutto il suo corpo… Ogni volta che gli portavano la Santa Comunione, Javier confidava in GESU’ e sentiva la Sua Presenza: “Ho sentito un grande miglioramento e un grande conforto … Sono molto calmo e felice perché so che Dio mi ha aiutato e sto meglio, non sono mai stato solo”.  javier_.jpg

Sonia Tomás Márquez, nativa di Valencia (Spagna), è la madre di Javier e ci racconta come da piccola le piaceva rimanere un po’ più a lungo in Chiesa per parlare con Dio, anche se i suoi genitori non erano molto religiosi: “Ho sempre avuto una grande sensibilità e volevo rimanere più a lungo in chiesa, anche se i miei genitori non mi accompagnavano, perché non potevano, hanno lavorato sodo ”.

Sebbene le pratiche religiose non fossero state instillate nella sua famiglia, dopo aver ricevuto la Cresima Sonia decise di frequentare regolarmente la parrocchia, fino a quando divenne catechista. Dopo essere entrata in una comunità neocatecumenale, ha incontrato il suo futuro marito all’età di 18 anni: “Il mio unico ragazzo”, dice. A 26 anni e dopo essersi consacrati alla Vergine, nonostante alcuni impedimenti familiari, si sposarono: “La nostra famiglia pensava che non fosse necessario sposarsi così presto”.

I bambini una benedizione

Un anno dopo essersi sposati, Dio ha benedetto il loro matrimonio, Sonia ci racconta, con l’arrivo di Juan, un primo figlio e poi con altri due, Javier e Carlos. Javier, che ha superato le difficoltà della nascita prematura, a 32 settimane di gestazione, ha affrontato nuovi problemi alla fine del 2018, essendo già un adolescente. Aveva muco e mal di testa eccessivi senza che i medici fossero in grado di stabilire una diagnosi o alleviare i suoi sintomi.

Un giorno, quando andò a cercarlo a scuola, Sonia rimase sbalordita nel vederlo perché “i suoi occhi si sono improvvisamente allontanati, ha detto di aver visto doppio. Mi sono detta: che cos’è e l’ho portato dall’oculista ”, dice “Dopo esserci spostati da un professionista all’altro, abbiamo finalmente ottenuto una diagnosi precisa: il problema di Javier era una massa tumorale che comprimeva l’area nasale del viso…”

Una lunga notte in preghiera

A Valencia, i medici hanno deciso di eseguire una biopsia per confermare bene la diagnosi: “Quella notte me la ricordo fu molto lunga, come la lettura di Mosè, dovevo tenere le braccia aperte…”. La diagnosi è stata seria. Era un linfoma di Burkitt nello stato 4; che in questo caso significava che il tumore si era diffuso alla mascella, agli zigomi del viso e anche alla presenza di tumori nella tibia e nel fegato.

Ha iniziato il trattamento con piccole dosi di chemioterapia. Nel frattempo, Sonia e Rubén hanno pregato incessantemente chiedendo preghiere da parenti e amici. “Ci hanno portato un guanto di padre Pio e la reliquia della beata Elena Guerra; L’abbiamo avuta con noi mentre abbiamo pregato Dio ”.

Il quarto giorno di trattamento e preghiera incessante il test ha dato un risultato più che favorevole: “I medici sono rimasti sorpresi perché il tumore era stato ridotto di oltre il 20%”. 

La preghiera sposta le montagne
 
Dal quarto ciclo il miglioramento era evidente … con sorpresa dei dottori: “Dopo il quarto ciclo avrebbero fatto il test per vedere com’era, per sapere quanto il tumore era stato ridotto: la sorpresa fu che si era completamente ridotto, era come se il suo corpo non avesse mai avuto un tumore. “

Da parte sua Rubén Esparta, il padre del bambino, ringrazia Dio per il potere della sua grazia che ha ascoltato la preghiera: “Ora dopo la malattia di Javier mio fratello e mio cognato che non sono credenti hanno pregato entrambi per Javier, proprio come i miei genitori e suoceri che pregano ogni giorno anche per Javier, che non hanno pregato per anni, da quando erano piccoli ”, dice.

Testimone di Dio Padre

Nonostante la paura che quella malattia può causare la morte di molti, Javier non ha mai smesso di confidare in Dio e in quei giorni non provava rabbia né recriminava Dio. “È mio Padre”, dice il giovane Javier con integrità, affermando che ha sempre sentito la Sua presenza: 

“Pensavo che sarei morto, ma alla fine i medici hanno detto di no. All’inizio mi sentivo triste ma poi mi sono sentito felice, perché ho sempre confidato in Dio e sapevo che Dio mi avrebbe aiutato”. GESU' EUCARISTIA1.jpg
Qual è la chiave in questa storia? Il bambino stesso ci dice: ogni volta che gli portavano la Comunione, Javier confidava in GESU’ e sentiva la Sua Presenza: “Ho sentito un grande miglioramento e un grande conforto … Sono molto calmo e felice perché so che Dio mi ha aiutato e sto meglio, non sono mai stato solo”. 

Parli con i tuoi compagni di Dio? Gli chiediamo. E lui risponde: “Sì, poiché la maggior parte dei miei amici non crede in Dio, e specialmente il mio migliore amico che ho, gli parlo.” 
 
Per i bambini che potrebbero soffrire di una malattia Javier, che oggi ha dieci anni, dà una parola di incoraggiamento: “Non temere perché Dio è con te e può guarirti”.

Fonte

https://www.portaluz.org/yo-creia-que-me-iba-a-morir-pero-dios-me-ayudaba-3519.htm

La Madonna della Medaglia miracolosa salvò il Dr Milan Beres, vittima del regime comunista in Cecoslovacchia

Il dottor Milan Beres aveva quindici anni quando gli regalarono per la prima volta una medaglia della Madonna, nota popolarmente come Medaglia Miracolosa. Era l’inizio degli anni Cinquanta del Novecento, e conosceva molto bene i rischi che rappresentava regalare o usare oggetti di quel tipo in Cecoslovacchia, allora governata dal Partito Comunista.

“Sradicare la religione era un obiettivo del Governo, che ha iniziato sopprimendo qualsiasi espressione pubblica di attività religiosa. Gli insegnanti e gli impiegati con le posizioni più elevate dovevano cancellare formalmente ogni vincolo con le parrocchie, sotto la minaccia di perdere il lavoro. Il Governo ha imprigionato molti vescovi e sacerdoti con false accuse di spionaggio, accumulo di armi e cose simili senza alcun fondamento. In quelle circostanze, seminaristi e sacerdoti sono passati alla clandestinità”, ha testimoniato Beres.

Praga-memoriale-vittime-comunismo
PRAGA, Cecoslovacchia : MEMORIALE DELLE VITTIME DEL COMUNISMO

Una targa ed una striscia sul pavimento di questo monumento in memoria delle vittime del Comunismo,  ricordano i numeri delle oppressioni e i morti del comunismo in Cecoslovacchia.vittime-comunismo-praga

“Oběti komunismu 1948–1989: 205.486 odsouzeno – 248 popraveno – 4.500 zemřelo ve věznicích – 327 zahynulo na hranicích – 170.938 občanů emigrovalo” così recitano le incisioni.

Dal 1948 al 1989: 205486 condannati, 248 pene capitali, 4500 morti nelle carceri, 327 morti ai confini, 170938 cittadini emigrati.

Al suo gruppo di amici, ha ricordato, si unì a un certo punto un ragazzo un po’ più grande che ogni volta che andavano a fare una gita – al riparo da occhi e orecchi indiscreti – parlava loro di morale e temi religiosi. Dopo qualche tempo regalò a ciascuno la medaglia che riporta l’immagine della Madonna della Medaglia Miracolosa, la cui festa è il 27 novembre.

“Ci ha raccontato la storia che c’era dietro e ha chiesto che pregassimo gli uni per gli altri, tutti i giorni, a mezzogiorno: Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre… e la breve preghiera: ‘O Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te’”, ha aggiunto Beres, segnalando che dopo molti anni scoprirono che quell’amico era uno dei seminaristi – poi sarebbe diventato sacerdote – che si erano visti costretti a vivere in clandestinità.gif medaglia.gif

Senza paura di esprimere la propria fede

L’estate successiva a quella in cui ricevette la Medaglia, Beres, insieme ad altre migliaia di giovani – com’era abituale sotto il regime –, doveva partecipare a un campo di lavoro comunista. Il suo compito era aiutare nella costruzione di edifici che avrebbero ospitato degli appartamenti. Ricorda bene che allora non esistevano gru né tecnologia avanzata, e per portare i materiali ai piani superiori usavano una piattaforma rudimentale sostenuta da pulegge costruita accanto a un’impalcatura. Il motore per spingere la “gabbia”, ha ricordato Beres, era alla base con tutti i grandi ingranaggi, le ruote e le pulegge in movimento, completamente esposti.

Maria era con me

Un paio di giorni dopo, mentre passava molto vicino al motore che muoveva l’ascensore rudimentale di materiali, il rumore improvviso di una mescolatrice di cemento lo distrasse. “Inciampai e caddi in quella serie di ingranaggi e pulegge in movimento”.

I compagni di lavoro che erano più vicini a lui corsero a soccorrerlo. Fermarono il motore e lo tirarono fuori, e temendo per la sua vita lo deposero “dolcemente” a terra, ha ricordato Milan. Per la sorpresa di tutti, però, il giovane si alzò in piedi, e la prima cosa che fece fu portarsi la mano al collo cercando la Medaglia Miracolosa. “Trovai la catenina spezzata incastrata nella maglietta, con la Medaglia ancora unita. Ero un po’ scosso, ma non provavo dolore. Al di là di un piccolo livido sulla spalla sinistra non c’erano segni di lesione”.

milan.jpgIl dottor Milan Beres (a sinistra) vive oggi con la moglie e due figli nel Connecticut (Stati Uniti), dov’è emigrato nel 1968 fuggendo dal regime comunista.

Resta fedele alla sua devozione mariana, ringraziando per la mediazione esplicita della Santissima Vergine Maria nella sua vita.

“Credo che Maria fosse con me quel giorno, e mi rallegro di aver portato la mia Medaglia. La conservo ancora, anche se ho perso i contatti con il sacerdote che me l’ha data”.

La sua testimonianza appare tra quelle contenute nella pagina web ufficiale del Santuario di Nostra Signora della Medaglia Miracolosa (140 rue du Bac 75340 Paris Cedex 07), a cui si può accedere online per inviare le proprie intenzioni cliccando qui.

 

Breve storia della Medaglia Miracolosa_medaglia inmaculada_

Tra le medaglie della devozione mariana, una delle più valorizzate dai fedeli è quella dell’Immacolata, nota in tutto il mondo con il nome di Medaglia Miracolosa.

Ha avuto le sue origini nelle apparizioni della Santissima Vergine Maria nel 1830 a una novizia delle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli, Santa Caterina Labouré, in una cappella situata al n° 140 di rue du Bac a Parigi (Francia).

“Fa’ coniare una medaglia su questo modello; tutte le persone che la porteranno riceveranno grandi grazie; specialmente portandola al collo. Le grazie saranno abbondanti per le persone che la porteranno con fiducia”, disse la Santissima Vergine Maria il 27 novembre 1830 a Caterina.

Nel suo esplicito simbolismo, la Medaglia Miracolosa riporta i misteri della fede cristiana, evocando l’incarnazione e la redenzione di Gesù, i progetti dell’amore salvifico di Dio manifestati nell’Immacolata Concezione, l’amore del Cuore di Cristo e di quello di sua Madre per tutti gli uomini, la maternità universale della Vergine, il mistero redentore affidato alla Chiesa e le relazioni tra cielo e terra.

Sono migliaia le persone che affermano di aver ricevuto grazie da Dio portando questa medaglia – fedeli di tutto il mondo, uomini e donne, vescovi e perfino Papi. Per sapere di più sulla Medaglia Miracolosa,  accedete online ai contenuti messi a disposizione dal Santuario cliccando qui.

gif medaglia.gif

Fonti

https://www.portaluz.org/nuestra-senora-de-la-medalla-milagrosa-protegio-a-milan-en-un-2424.htm

Praga: Memoriale Vittime Comunismo

La vera storia del film Miracoli dal Cielo: “Dentro quell’albero, deve esserci stato Gesù in Persona insieme alla bimba, dato che oggi è inspiegabilmente guarita” ha detto il pediatra-

Annabelle Beam da quando aveva cinque anni soffriva di una rara e complessa malattia– ostruzione intestinale pseudo cronica – che, oltre ad essere molto dolorosa, le rendeva difficile mangiare e digerire il cibo. I medici non erano in grado di determinare il motivo per cui l’intestino e lo stomaco di Annabelle non funzionassero come avrebbero dovuto. Nonostante le fossero state prescritte ben dieci medicine diverse, Annabelle non poteva mangiare né bere normalmente e fu costretta ad usare un tubo per la alimentazione. A questa sua malattia umiliante, che era già una pesante sfida per lei e per la sua famiglia, si aggiunse un drammatico incidente che ha messo duramente alla prova la fede di tutti i suoi cari, devoti cristiani.

Annabel Beam (2)
La piccola Annabelle in clinica

Nell’aprile 2015, Christy Beam madre di Annabelle ha condiviso nella sezione podcast del quotidiano The Church Boys of The Blaze,  la straordinaria esperienza di guarigione miracolosa di sua figlia Annabelle, che aveva già descritto nel libro best seller intitolato The Miracles of Heaven, Miracoli dal Cielo, che ora è diventato un film. Molte vite si sono radicalmente trasformate dopo l’incidente di Annabelle, perché, dopo essersi ripresa dallo stato di incoscienza, in seguito alla caduta terribile nel tronco cavo di un albero alto nove metri, da cui si è salvata ed oggi è in perfetta salute, la ragazza ha affermato di aver incontrato Gesù e di aver visitato il Paradiso. 

la_familia_beam__al_completo__la_pelicula_cuenta_su_historia_real_
Annabelle Beam è la bimba con gli occhiali, insieme a tutta la sua famiglia oggi

“Dentro quell’albero deve esserci stato Gesù in Persona insieme alla bimba, perché ora non c’è niente in lei che non va!”, ha commentato il pediatra Dr Nurko, che ha avuto la bambina in cura nella sua clinica di Boston.

Per il medico di Anna, il dott. Samuel Nurko, direttore del Centro per i disturbi gastrointestinali all’ospedale pediatrico di Boston, la brusca scomparsa dei disturbi intestinali di Anna è un esempio estremo di un certo tipo di evento, per il quale non esiste una spiegazione scientifica: “Il film Miracoli dal Cielo parla della consapevolezza che i miracoli quotidiani accadono intorno a noi… Il film parla della speranza. “

Annabel Beam (10)
Annabelle oggi con il pediatra che la ha sempre seguita, Dr Samuel Nurko

Nel famoso programma mattutino statunitense Good Morning Texas, la star Jennifer Garner, che nel film ha interpretato il ruolo della madre di Annabelle Beam, ha rivelato che girare il film, Miracles from Heaven, le avrebbe fatto ritrovare la fede. L’attrice, che ha conosciuto personalmente sia la bambina sia la madre, per poter interpretare meglio il suo ruolo nel film, è rimasta molto commossa dalla sua testimonianza e dalla sua fede, e questo l’ha portata ad andare più spesso in chiesa, portando con sé i propri figli.  https://www.ajc.com/blog/buzz/jennifer-garner-says-miracles-from-heaven-led-her-back-church/Sn9CaT606GYcKchgA300mI/

beam_garner.jpg
Al centro della foto, Annabelle Beam oggi- a sinistra sua mamma Christy Beam- a destra l’ attrice Jennifer Garner

Alla ricerca di una diagnosi

In seguito al declino continuo della figlia, temendo che Annabelle potesse morire, la mamma Christy Beam  rifiutò di accettare la diagnosi ricevuta dalle strutture sanitarie vicino casa loro, in Texas. I dottori del luogo ritennero che tutto fosse dovuto a una forte intolleranza al lattosio; ma Christy era sicura che il problema di sua figlia fosse qualcosa di più serio. Infine la famiglia Beam decise di consultare il Dr. Samuel Nurko, un pediatra gastroenterologo di fama nazionale nonché ricercatore presso l’Ospedale Pediatrico di Boston sui disturbi della motilità gastrointestinale.

Dopo mesi di chiamate telefoniche e lettere inviate, Christy non riuscì comunque a ottenere un appuntamento. Decise quindi di tentare il tutto per tutto, prendendo il primo volo per Boston insieme ad Annabelle e portando personalmente il caso davanti al medico. La sua insistenza venne ripagata, e il Dr. Nurko fu in grado di dare una diagnosi accurata della condizione di Annabelle. Non uno solo, ma ben due dolorosissimi, incurabili e potenzialmente mortali disturbi digestivi: una pseudo ostruzione cronica intestinale, un raro disturbo che simula i sintomi dell’ostruzione dell’intestino; e un’ipomotilità antrale, in cui delle deboli contrazioni dell’antro dello stomaco causano uno svuotamento gastrico rallentato.

Dr. Nurko introdusse Annabelle in uno studio che prometteva bene; ma siccome le furono prescritte medicine sperimentali con effetti collaterali potenzialmente gravi, doveva essere costantemente monitorata ogni sei settimane. Nonostante le ristrette possibilità economiche della famiglia Beam, madre e figlia iniziarono a viaggiare spesso, permettendo al Dr. Nurko di controllare a dovere la sua giovane paziente…che riusciva a resistere al dolore terribile e al tormento di continui ricoveri ospedalieri solo pregando GESU’ E AFFIDANDOSI A LUI.

Annabel Beam (14)
Annabelle Beam oggi guarita con sua madre Christy, di fronte all’albero che si spezzò in seguito alla caduta

Verso il Cielo dalla cavità di un albero

All’età di otto anni, di ritorno da uno dei ricoveri dolorosi in clinica a Boston, Annabelle e le sue sorelle riunite nella loro fattoria in Texas, decisero un giorno di ripetere un gioco che la piccola aveva sempre fatto, cioè arrampicarsi su un imponente pioppo nel cortile del terreno di famiglia (IN FOTO). Annabelle si sedette su un ramo, come aveva sempre fatto in passato, ma QUEL GIORNO il ramo cominciò a cedere”, spiega la madre.

Quando cercò di mettersi al sicuro, Annabelle finì per cadere a capofitto nella cavità del tronco dello stesso albero: una caduta di nove metri, che avrebbe dovuto esserle fatale. A quel tempo la famiglia non sapeva della cavità nel tronco dell’ albero e quando le altre sue figlie sconvolte arrivarono a casa spiegando cosa era accaduto, Christy pensò che Annabelle “quando si arrampicò si era bloccata e aveva solo bisogno di aiuto per scendere dall’albero”. Ma la gravità dei fatti sarebbe diventata evidente quando i pompieri arrivarono con squadre di soccorso che impiegarono ore per raggiungere ed estrarre il corpo di Annabelle, letteralmente incuneata nel contorto tronco. Era priva di sensi, appesa a testa in giù. Restò in quella trappola per ben cinque ore e mezzo, prima che le squadre di soccorso riuscirono ad agganciarla con una cintura di salvataggio e a trarla in salvo.Annabel Beam (9)

In quello stato di disperazione, Christy non poté fare a meno di supplicare Dio: ” Ti prego Signore salvala!”. Ricordando ciò che la figlia le aveva confidato pochi giorni prima e cioè che “voleva morire e andare in Paradiso e vivere con Gesù, dove non c’è più dolore, perché il dolore che stava provando da anni a causa dei suoi disturbi (di salute) era così intenso che era stanca di vivere quella vita. “

Dopo il salvataggio, la ragazza è stata portata in un ospedale locale dove hanno scoperto con gioia e sorpresa che la piccola non aveva nessuna ferita grave, nessuna frattura..INCREDIBILE PER UNA CADUTA DI NOVE METRI,  i medici l’hanno tenuta in osservazione per tutta la notte. “Il giorno dopo, dopo che Annabelle venne dimessa dall’ospedale – ricorda Christy – stavo guidando la mia auto, quando improvvisamente la piccola si è girata verso di me e ha iniziato a dirmi: ‘Mammina, sono andata in Paradiso quando ero dentro quell’albero…’-  All’udire queste parole, “la prima cosa che ho pensato, dice Christy, è che mia figlia probabilmente aveva sognato tutto, a causa del grave trauma della caduta…”

Ma sua figlia ha continuato a raccontare l’esperienza in dettaglio e a menzionare non solo il suo incontro con Gesù, ma anche con  la sua bisnonna – che ha detto che sembrava molto più giovane in Paradiso; questo fece sì che Christy prestasse tutta la sua attenzione … “Dice che si è seduta sulle ginocchia di Gesù e hanno parlato; che Gesù le ha detto che i pompieri l’avrebbero portata fuori dal tronco dell’albero…e che uscita da lì, sarebbe completamente guarita”. Quindi la ragazza, ricorda Christy, menzionò altre parole che Gesù le rivolse con affetto in quel momento …Gesù disse:” Ho intenzione di inviare un angelo custode per illuminare l’albero e stare con te “. In seguito Annabelle disse a sua madre che in quel momento chiese a Gesù se poteva rimanere in Paradiso, perché lì non provava dolore … “Ma Gesù le disse:« Anna, so che vuoi restare qui, ma non è ancora il tuo momento, guarirai e la tua vita continuerà”.

Non passò molto tempo dopo quelle parole – continuò a raccontare Annabelle a sua madre- quando improvvisamente si rese conto di essere di nuovo dentro l’albero e vide che c’era una fonte di luce che credeva provenisse da un angelo. Quella luce all’interno della profonda e oscura cavità dell’albero – disse a sua madre – la aveva risollevata dallo stato di incoscienza e aiutata ad afferrare le corde che i pompieri stavano calando all’interno dell’albero per salvarla. 

Annabelle ha confidato alla mamma: “Ho sempre pensato che stare in Cielo significasse stare seduti su una nuvoletta; ma in realtà è stato come essere sospesi sopra l’universo. Ho sempre pensato che Dio avesse un cuore grande, e in effetti è così. Il Suo cuore è talmente grande che si illumina. I Suoi occhi brillano come dell’oro che riflette la luce del sole”.jesus1

Parlando della precisa descrizione che sua figlia diede del Cielo, Christy fu meravigliata del fatto che una bambina così piccola potesse dire certe cose. “Non l’abbiamo mai sentita parlare in quel modo”, rifletté Christy. “Siamo sempre andati in chiesa, ma se una bambina di nove anni usa certi termini… beh, mi dà la certezza che qualcosa di potente è avvenuto”.

Annabelle ha detto di aver incontrato la sua sorellina in Paradiso: Annabelle non poteva sapere che sua madre aveva subìto aborto spontaneo di una bimba, molti anni prima!

Christy cominciò a credere che sua figlia stesse dicendo la verità quando Annabelle disse che in Cielo aveva visto una bambina e che Dio le aveva detto che era sua sorella … “Avevo avuto due aborti involontari, e in uno di essi si stava già sviluppando la vita umana “, afferma Christy, sottolineando che in una delle gravidanze l’ovulo fecondato non si era sviluppato, come hanno sottolineato i medici. 

Christy Beam sapeva che era impossibile per Annabelle conoscere i dettagli dei suoi due aborti spontanei, poi afferma che, se la piccola si fosse inventata una bugia, Annabelle avrebbe detto di aver visto due bambine in cielo e non solo una. “In quel momento ho capito che era tutto reale, che il miracolo è accaduto davvero” … e non poteva, aggiunge, dire nulla a sua figlia in quel momento.

Dopo l’incidente, Christy Beam avrebbe constatato come i sintomi del disturbo gastrointestinale di sua figlia erano totalmente scomparsi al punto che non aveva più bisogno dei farmaci, che era costretta ad assumere ogni giorno: “La sua vita è diversa e tutti la vedono”, conferma Christy. Questo è ciò che la stessa ragazza testimonia di aver sentito dire da Gesù: «Quando uscirai da qui, non ci sarà nulla di malato in te».

“Siamo così pieni di gioia”, ha commentato Christy, “così entusiasti perché la nostra storia può avere un impatto nel mondo, può fare la differenza. Ma ad essere sinceri non è la nostra storia, è la storia di Dio. E il fatto che Dio usi noi per condividere la Sua storia è davvero meraviglioso!”

Riflettendo sui cambiamenti che lei e la sua famiglia hanno avuto grazie agli eventi appena descritti, Christy Beam ha detto: “Non viviamo in modo diverso, perché non abbiamo mai perso la nostra fede. Eppure sì, è stata molto dura e a volte è stata una sfida davvero grande. Ho anche chiesto a Dio: ‘Va bene, hai un piano? Qual è?’, ma abbiamo sempre sentito che Dio era al controllo nelle nostre vite, anche per quanto riguarda la malattia di Annabelle. Ora che lei sta bene, possiamo essere saldi e dire con forza ciò in cui crediamo”.Annabel Beam (12) (1).jpg

Fonti

https://www.portaluz.org/la-inexplicable-sanacion-y-vision-de-jesus-que-testimonia-la-nina-1647.htm

https://www.religionenlibertad.com/cultura/48946/jesus-debia-estar-con-esa-pequena-en-aquel-arbol-dice-el.html

https://www.bostonglobe.com/lifestyle/2016/03/27/where-medicine-and-miracles-meet/sZLv1OBdBukE8DCtin5GDN/story.html

Suor Gloria rapita dai jihadisti: ha offerto la sua vita in cambio di quella di una sorella più giovane

Il 7 febbraio 2017, uno dei gruppi terroristici jihadisti di al-Qaeda – autoproclamatosi Jamā’at Nuṣrat al-Islām wa-l-Muslimīn (JNIM)-,  ha rapito la missionaria colombiana Gloria Cecilia Narváez Argoty  in Mali, vicino al confine con il Burkina Faso.

Testimoni riferiscono che i terroristi volevano prendere una giovane ragazza religiosa, ma la sorella Gloria Cecilia è riuscita a convincerli a prendere lei, al posto della sorella missionaria. Questa drammatica storia di amore per il prossimo ed esempio di fedeltà a Cristo è raccontata da suor Nilka Judith Cerezo Rodríguez, superiora generale delle suore francescane di Maria Immacolata, Congregazione missionaria con presenza in 17 paesi. 

In questa intervista a Portaluz, suor Nilka sottolinea che suor Gloria continua ad essere schiava nelle mani dei terroristi e fa una richiesta urgente :
 
“ A tutti coloro che possono leggerci, Vi chiedo di unirci ogni giorno nella preghiera del Santo Rosario per la liberazione di sorella Gloria Cecilia ; Sento che la preghiera è ciò che ci darà la garanzia che la sorella possa tornare sana e salva alla famiglia, a noi, alla comunità”.

“L’hanno trascinata in macchina e non l’abbiamo mai più vista”

Sorella Nilka, stai vivendo un’esperienza dolorosa da quando una sorella della tua comunità è stata rapita, puoi dirci che cosa è successo esattamente?
Abbiamo una sorella rapita, colombiana, di Nariño, è stata rapita il 7 febbraio 2017 e in quel momento stava adempiendo la sua missione a Karangasso, in Mali, in Africa, svolgendo compiti in una clinica che serviva i poveri in questa città, al confine con Burkina Faso, vicino al deserto del Sahara. Abbiamo anche un orfanotrofio lì per proteggere i bambini che, secondo la cultura di quei luoghi, non hanno diritto alla vita. La sorella ha anche svolto un lavoro sociale di alfabetizzazione e promozione del lavoro per le donne. Quella notte arrivò un gruppo che si autoproclamò jihadista, irruppe nella casa delle sorelle e andò a cercare una sorella di nome Clara, colombiana di Medellín, ma la sorella Gloria Cecilia Narváez Argoty (IN FOTO sopra), ha detto: “No, lei è giovane, prendi me.” Ciò che ha fatto è stato offrire la sua vita in cambio della vita di suor Clara, che quest’anno ha emesso i voti perpetui. Sorella Cecilia è stata trascinata in macchina e non l’abbiamo mai più vista. 

La comunità ha ottenuto qualche trattativa?
No, non abbiamo ricevuto alcuna richiesta dai terroristi, né denaro, né altro, ma abbiamo il sostegno del governo, che ha un gruppo che collabora con noi e sappiamo che la sorella è viva.

Abbiamo la prova della sua sopravvivenza da ciò che i media hanno appreso, nelle notizie di Caracol, in Colombia, anche della CNN:

i jihadisti portano fuori i prigionieri per pochi minuti per fare un video.  Nell’ultimo video si vede la suora che chiede al governo alla famiglia ed al Santo Padre di aiutarla a ottenere la libertà. “Abbiamo visto il video come tutti e siamo felici di saperla in vita – ha commentato all’agenzia Fides monsignor Jean-Baptiste Tiama, vescovo di Sikasso –. Questo ci spinge a continuare le preghiere e gli sforzi per la sua liberazione”.Dalla notizia del suo rapimento, “il ministero degli Esteri colombiano ha lavorato per ottenere il suo rilascio in Mali”, afferma una dichiarazione del ministero degli Affari esteri del luglio dello scorso anno. Inoltre, la polizia nazionale, attraverso il gruppo anti-rapimento e anti-estorsione, Gaula, chiede il rilascio dei religiosi che collaborano con le autorità del Mali, secondo il ministero degli Esteri. Ma l’incertezza per la sua famiglia è ancora più grave, perché non solo è stata rapita, ma si trova in un paese molto lontano “e con un gruppo terroristico, il più pericoloso al mondo, per questi motivi è molto difficile la sua liberazione”.

Devota alla missione

Quanti anni ha e quali sono le caratteristiche che la definiscono?
Ha circa 56 anni, si è sempre comportata come una sorella semplice, umile, allegra, molto devota alla missione. Quando è arrivata a quest’opera di Karangasso, la prima cosa che ha fatto è stato insegnare alle donne a cucire, leggere e scrivere, perché sappiamo che le donne in Africa non hanno alcun valore, e questa sua missione le è costata la privazione della sua libertà. È sempre stata una sorella molto dedita alla missione, non ha mai risparmiato tempo o sacrifici per stare con i bambini, con i giovani e con tutte le persone che ne hanno avuto bisogno. 

Il rapimento di questa sorella così devota è stato per noi anche un momento di redenzione, di purificazione, di riparazione, perché, nonostante i suoi aguzzini la abbiano privata della libertà, noi continuiamo a pregare per la loro conversione. La nostra congregazione si è unita ancora di più nello slancio della missione evangelizzatrice che facciamo nei diversi paesi in cui ci troviamo.sor-gloria-y-bebe-world-watch-monitor.jpg

Preghiamo il Rosario chiedendo la sua liberazione

In questo momento mettendoci nella sua situazione, in quello che ha vissuto dando la propria vita per la sua compagna, quale messaggio a livello personale ci può dare?
Per me è l’atto più nobile dell’amore di Dio in lei, perché è in grado di donare la propria vita per il prossimo. Solo una persona che ha solidità nella fede, nella misericordia, nella carità, è in grado di dire “Prendi me”. Per noi significa una generosa resa incondizionata dell’amore che ha ricevuto da Dio e che è in grado di donarlo ad altre persone.

Chiedo a tutti coloro che possono leggerci di unirci al Santo Rosario ogni giorno per il rilascio di Suor Gloria Cecilia; Sento che la preghiera è ciò che ci darà la garanzia che la sorella possa tornare sana e salva alla famiglia, a noi, alla comunità, e in un modo speciale chiedo di unirci nella preghiera a San Giuseppe che è patrono di Vita interiore. suor gloria.jpg

Fonti

Maki guarita miracolosamente a Lourdes: pregava sempre la Madonna con tutta la sua famiglia

Il 14 febbraio 2012, quando aveva solo tre anni, Maki una bimba spagnola, iniziò a soffrire di terribili convulsioni. Erano i primi sintomi dell’encefalite di Rasmussen, una malattia molto grave che stava distruggendo l’emisfero cerebrale destro. La malattia si è evidenziata in attacchi epilettici che peggioravano e diventavano più frequenti.

Fin dai primi giorni della diagnosi, la famiglia di Maki ha pregato incessantemente di fronte al Tabernacolo, supplicando Dio e Maria Santissima con il Santo Rosario ogni giorno. La bambina, nel frattempo, ha affrontato vari test medici, senza mai perdere il suo sorriso… Come quando 6 elettrodi sono stati inseriti nel suo piccolo cervello e si è svegliata dall’anestesia sorridendo e rispondendo in modo coerente alle domande poste. Durante tutta la sua degenza, ha affrontato sei operazioni al cervello e in una delle più difficili, i medici hanno deciso di rimuovere quasi l’intero lobo frontale cerebrale, cercando di eliminare l’area danneggiata.