Il Papa: ” Quando non ci si aggrappa alla Parola di Gesù, ma si consultano oroscopi e cartomanti, si va a fondo”

Papa Francesco, Angelus 13 agosto 2017

Il  Santo Padre ancora una volta torna a puntare il dito su maghi, cartomanti e oroscopi che sempre più spesso fanno proseliti ed estimatori tra le persone più deboli. Papa Francesco, commentando l’episodio evangelico di Gesù (Mt 14,22-33) che cammina sulle acque del lago di Galilea e salva Pietro dall’ affondare tra i flutti, a causa della propria paura e poca fede, ha sottolineato:  “Quando non ci si aggrappa alla parola del Signore e per avere più sicurezza si consultano oroscopi e cartomanti, si comincia ad andare a fondo”.

Il Papa ha esortato «La Vergine Maria ci aiuti a perdurare ben saldi nella fede per resistere alle bufere della vita, a rimanere sulla barca della Chiesa rifuggendo la tentazione di salire sui battelli ammalianti ma insicuri delle ideologie, delle mode e degli slogan».

” Questo episodio è un’immagine stupenda della realtà della Chiesa di tutti i tempi: una barca che, lungo l’attraversata, deve affrontare anche venti contrari e tempeste, che minacciano di travolgerla. Ciò che la salva non sono il coraggio e le qualità dei suoi uomini: la garanzia contro il naufragio è la fede in Cristo e nella Sua Parola. Questa è la garanzia: la fede in Gesù e nella Sua parola. Su questa barca siamo al sicuro, nonostante le nostre miserie e debolezze, soprattutto quando ci mettiamo in ginocchio e adoriamo il Signore, come i discepoli che, alla fine, «si prostrarono davanti a lui, dicendo: “Davvero tu sei il Figlio di Dio!”» (v. 33).”

Non è la prima volta che papa Francesco tuona contro il mondo esoterico e la sua incompatibilità con la fede cristiana. L’argomento era già stato affrontato dal Papa neppure un mese dopo l’elezione. Nell’omelia del 5 aprile 2013 a Santa Marta, era partito dalla prima lettura dagli Atti degli apostoli, in una riflessione sul significato e sul valore di Gesù. «Solo il Suo Nome è la nostra salvezza. Solo Lui ci può salvare. E nessun altro. Tanto meno i moderni “maghi” con le improbabili profezie dei tarocchi che ammaliano e illudono l’uomo moderno». «Non è ricorrendo a maghi o tarocchi che si trova la salvezza: essa è nel Nome di Gesù. E dobbiamo dare testimonianza di questo! Lui è l’unico Salvatore».

Durante l’omelia della messa mattutina nella cappelletta di Casa Santa Marta, lo scorso 26 giugno 2017, Il Santo Padre ha ribadito «Il cristiano non ha l’oroscopo per vedere il futuro; non va dalla negromante che ha la sfera di cristallo, vuole che gli legga la mano… No, no. Va guidato». 

Un argomento molto sentito, a tal punto che aveva ampiamente trattato anche nel suo libro-intervista Il nome di Dio è Misericordia (Edizioni Piemme). E di mondo esoterico il Santo Padre si era già occupato in un’altra omelia a Casa Santa Marta, lunedì 18 aprile 2017, partendo da un passo del Vangelo sul Buon Pastore. E aveva detto: «Gesù avverte che “chi non entra nel recinto delle pecore per la porta è un ladro o un brigante”. Lui è la porta non ce n’è un’altra. Chi segue Gesù non sbaglia!Eh, Padre, ma le cose sono difficili… Tante volte io non vedo chiaro cosa fare… Mi hanno detto che là c’era una veggente e sono andato là, sono andato dal cartomante, che mi ha girato le carte…”. Se fai questo, tu non segui Gesù! Segui un altro che ti dà un’altra strada, diversa. Lui davanti indica il cammino. Non c’è un altro che possa indicare il cammino». Il Santo Padre anche in questo campo non manca di consigliarci: «Gesù ci ha avvisato: “Verranno altri che diranno: il cammino del Messia è questo, questo… Non ascoltate! Non sentite loro. Il cammino sono Io!”. Gesù è porta e anche cammino. Se seguiamo Lui non sbaglieremo».

CHI SONO I NEGROMANTI: “contrabbandieri di verità”introduzione-liberazione

Con il termine “negromante”, utilizzato anche da papa Francesco nella sua omelia del 26 giugno 2017, si indica un mago o un indovino che evoca gli spiriti o i defunti a scopo divinatorio per ottenere informazioni da fonti soprannaturali. Questa attività prende il nome di negromanzia. La Bibbia contiene diversi riferimenti a questa forma di divinazione: nel primo dei libri di Samuele compare il nome della Strega di Endor: una negromante cui si era rivolto Saul, il re d’Israele, per evocare lo spirito del profeta deceduto da poco. Il quale non diede al re le risposte che cercava, anzi, predisse la caduta del suo regno. Nel Deuteronomio, il quinto libro della Bibbia, gli abitanti di Canaan svolgono la negromanzia e a questo proposito viene messo in guardia il popolo d’Israele. 

E’ miliardario il giro di affari generato da stregoni, fattucchieri e cartomanti. Solo in Italia, secondo l’Osservatorio antiplagio, è di oltre 4,5 miliardi di euro all’anno. La crisi economica favorisce questo preoccupante fenomeno. Gli italiani che almeno una volta all’anno si rivolgono a maghi e sensitivi sono circa 12 milioni, il 20% della popolazione. La televisione resta un canale privilegiato per promuovere le pratiche magiche. Ma ad alimentare questo business ci sono anche Internet e in particolare i social network, tra cui Facebook. Hanno un ruolo determinante anche nuovi strumenti come tablet e smartphone.

La condanna della magia nella Bibbia
Nella Bibbia, ci sono diversi passi in cui si condanna la magia. “Non si trovi in mezzo a te – si legge ad esempio nel Deuteronomio, cap 18, 10 – chi immola, facendoli passare per il fuoco, il suo figlio o la sua figlia, né chi esercita la divinazione o il sortilegio e l’augurio o la magia; né chi faccia incantesimi, né chi consulti gli spiriti o gli indovini, né chi interroghi i morti, perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore”. Un altro avvertimento è impresso nel  Levitico: “Non vi rivolgete ai negromanti né agli indovini; non li consultate per non contaminarvi per mezzo loro”.

Le pratiche di magia per il Catechismo
Nel Catechismo della Chiesa Cattolica, parte terza, sezione seconda, Capitolo I, paragrafo Divinazione e magia si sottolinea che

2116 Tutte le forme di divinazione sono da respingere: ricorso a Satana o ai demoni, evocazione dei morti o altre pratiche che a torto si ritiene che « svelino » l’avvenire. La consultazione degli oroscopi, l’astrologia, la chiromanzia, l’interpretazione dei presagi e delle sorti, i fenomeni di veggenza, il ricorso ai medium manifestano una volontà di dominio sul tempo, sulla storia ed infine sugli uomini ed insieme un desiderio di rendersi propizie le potenze nascoste. Sono in contraddizione con l’onore e il rispetto, congiunto a timore amante, che dobbiamo a Dio solo.

2117 Tutte le pratiche di magia e di stregoneria con le quali si pretende di sottomettere le potenze occulte per porle al proprio servizio ed ottenere un potere soprannaturale sul prossimo – fosse anche per procurargli la salute – sono gravemente contrarie alla virtù della religione. Tali pratiche sono ancora più da condannare quando si accompagnano ad una intenzione di nuocere ad altri o quando in esse si ricorre all’intervento dei demoni. Anche portare amuleti è biasimevole. Lo spiritismo spesso implica pratiche divinatorie o magiche. Pure da esso la Chiesa mette in guardia i fedeli. Il ricorso a pratiche mediche dette tradizionali non legittima né l’invocazione di potenze cattive, né lo sfruttamento della credulità altrui.

Il mondo della magia fabbrica catene, alimenta dipendenze e nuove forme di schiavitù. E’ quanto sottolinea il direttore del Laboratorio di comunicazione dell’Università Europea di Roma, il prof. Carlo Climati:

Nei momenti di crisi l’occultismo e l’esoterismo sono in crescita, perché la gente è smarrita e ha paura per il proprio futuro. E quindi è più facile attaccarsi a tutto, anche ad alcuni truffatori che propongono delle soluzioni immediate. Vendono i loro amuleti oppure leggono le carte. Credo che l’importante sia accorgersi della solitudine delle persone, cercare di scorgere nello sguardo di chi è accanto a noi un momento di difficoltà e di sofferenza. E se ci accorgiamo della sofferenza dell’altro, certamente tutti questi maghi, questi stregoni non avranno più terreno facile dove lavorare…

D. – Anche perché in realtà è facile smascherarli e far capire, come ha detto il Papa, che sono contrabbandieri di verità…

R. – Io credo sia molto semplice smascherare questi meccanismi. Storicamente, il cristianesimo è sempre stato l’opposto dell’occultismo e dell’esoterismo proprio perché lo spirito del cristianesimo è quello di essere gratuito: il messaggio di Gesù è un messaggio per tutti. Gesù dice: “Andate e portate a tutti gli esseri umani il mio messaggio”. E invece quello che fanno gli esoteristi non è gratuito: c’è sempre la richiesta di denaro, quella di creare un legame, una catena. C’è quindi uno sfruttamento. E quando ci accorgiamo che c’è questo sfruttamento, dovremmo essere molto attenti e non cadere nelle trappole. Se noi ci guardiamo attorno, vediamo quante pubblicità e quante situazioni commerciali girano intorno a questo mondo. Possiamo capire che certamente è un mondo che produce denaro e lo produce sulla sofferenza delle persone, sfruttando chi sta vivendo un momento difficile. Questo mondo purtroppo fa del male a tanta gente, perché nel momento in cui si privano le persone della libertà e si creano fenomeni di dipendenza, è evidente che l’uomo non è più padrone di sé stesso, ma diventa schiavo.

Fonti

http://w2.vatican.va/content/francesco/it/angelus/2017/documents/papa-francesco_angelus_20170813.html

http://it.radiovaticana.va/news/2016/04/19/maghi-indovini_prof_climati_fanno_soldi_e_creano_schiavit%C3%B9/1223940

http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s2c1a1_it.htm

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La conversione di Kirk Martin, ex leader di band metal satanista, salvato da Cristo

IN FOTO KIRK MARTIN CON LA SUA BELLISSIMA FAMIGLIA: OGGI  CON LA MOGLIE LESLEY, KIRK COMPONE E INTERPRETA CANZONI DI LODE A CRISTO, tiene conferenze in ogni parte degli Stati Uniti e del Canada, in cui racconta la sua testimonianza di conversione a Cristo. QUESTO E’ IL LORO SITO: 
ALL’APICE DEL SUCCESSO E DELLA FAMA, LA VITA DI KIRK E’ DISTRUTTA DA QUEL CAMMINO NEL “LATO OSCURO”, CHE LO AVEVA RESO SCHIAVO DEL ROCK SATANICO, DI ABUSO DI DROGHE, VIOLENZE DI OGNI TIPO CONTRO IL PROSSIMO…
MA “QUALCUNO” IRROMPE NEL SUO INFERNO E GLI INDICA LA STRADA PER USCIRNE.  
LA TESTIMONIANZA DI KIRK MARTIN al canale televisivo CBN:
 
Se c’è un uomo che può rappresentare al meglio la redenzione e l’incontro personale con Gesù vivo e risorto, questi è proprio Kirk Martin. Pieno di violenza e di odio – aveva fatto un patto con satana, per ottenere successo, era satanista dichiarato e leader di una band metal satanista- solo Dio poteva trovare il modo giusto di allontanare quest’uomo dall’orlo dell’abisso infernale, in cui stava trascinando con sè molti giovani, anche attraverso la sua musica .«Ho sempre pensato che Dio amasse alcune persone, ma non me», dice ora Martin. Era il quarto figlio adottivo di una famiglia benestante, ma che fin da piccolo lo aveva sempre picchiato…e gli aveva presentato un’immagine falsa di Dio…

IL TRAUMA INCONFESSATO: a sette anni, Kirk fu violentato da due ragazzi più grandi di lui, ragazzi schiavi della pornografia e che a loro volta avevano subìto violenze e si divertivano ad umiliare i più piccoli con atti di bullismo . «Dio non ti ama», gli dissero i suoi molestatori dopo la violenza. «Dio ti odierà se lo dirai a qualcuno. Sarà meglio che non lo dica neanche a tuo padre e a tua madre perché ti odierebbero anche loro». Il piccolo Kirk sanguinò per diversi giorni dopo la violenza, ma non lo disse ai suoi genitori, col timore che non lo avrebbero creduto e avrebbero “rincarato la dose”, così non lo disse mai a nessuno, seppellì quel trauma dentro di sè…
Qualche anno dopo, un amico gli fece fumare della marijuana nello scuola-bus. «Era evidente che mi stavano mettendo nei guai», ammette Martin. «Mentivo, rubavo e picchiavo gli altri ragazzini». Le reazioni del padre erano sempre immediate e severe. «Mi ricordo rannicchiato nell’angolo della stanza e mio padre che mi picchiava a sangue». «Ti picchiamo perché ti amiamo», gli diceva sua madre, che non si era mai accorta di quanto fossero pesanti le mani di suo marito. «Ricordo di tutte le volte che mi sono sentito dire che Dio mi amava… Così, facendo due più due, nella mia giovane mente cominciai a pensare che tutte le cose cattive che mi succedevano erano dovute al fatto che Dio mi amava, e io non volevo “quel tipo di amore”. É stato quello che ha iniziato ad allontanarmi da Dio». Ed anche la delusione per un Dio, che nessuno aveva saputo veramente testimoniare nella sua vita, nemmeno i suoi genitori…
Quando Kirk aveva undici anni, le autorità accusarono il pastore della chiesa protestante che frequentava dell’appropriazione indebita di 175.000 dollari: non si sa se le accuse fossero vere o infondate. Sta di fatto che, una settimana dopo, il pastore morì di attacco cardiaco, e questo per il giovanissimo Kirk fu il segnale di definitivo allontanamento da un Dio sadico: «Pensai che Dio lo aveva preso perché era cattivo, e che Dio “amava” anche lui».
UNA VITA PIENA DI ODIO E VIOLENZA
Si arruolò a diciassette anni, ma durò solo per sei settimane. «Mi accorsi rapidamemente che avevo un temperamento violento come quello di mio padre», ora confessa. «Litigavo con tutti». Aveva un pugno davvero pesante, i suoi combattimenti erano brevi. Spesso l’avversario cadeva al primo colpo. Ma incontrò un ragazzo tosto della Georgia che non voleva andare al tappeto. «Aveva una mascella d’acciaio», racconta Martin. «Gli dissi che alla prima occasione avrei caricato il fucile e gli avrei sparato in testa. Mi dissero che non potevo più impugnare armi». I suoi superiori ordinarono una valutazione psichiatrica. Appena si sedette nella stanza del reparto psichiatrico, il dottore militare gli chiese: «Cosa succede soldato»? «Odio la gente», rispose Martin. «Vorrei uccidere le persone».Replicò il medico: «Questo è sbagliato perché ovunque andrai ci saranno persone». Martin ritornò per un breve periodo a casa, nel Michigan, ebbe qualche guaio con la giustizia e scappò a Virginia Beach, dove rimase senza fissa dimora per diversi mesi. Adescava «uomini d’affari» con cui andava in stanze d’albergo per gay. «Gli davo tutto ciò che volevano, e poi li picchiavo a sangue e gli prendevo tutti i soldi e le carte di credito. Poi andai a New York City e rimasi coinvolto in cose davvero brutte. Se fossi stato arrestato avrei perso la libertà per molto tempo». Impaurito da come si stavano mettendo le cose a causa delle cattive compagnie, Kirk lasciò New York e ritornò nel Michigan. «Feci un passo indietro e mi calmai», racconta Martin. Si rasò i capelli e andò a lavorare in un negozio di generi alimentari per tenere un profilo basso. Martin aveva sempre avuto un talento musicale. A 23 anni entrò a far parte come chitarrista di una band heavy metal chiamata Frigid Bitch («Prostituta Frigida»).

L’abuso di droghe e sesso, la carriera in band metal sataniste
In quel periodo, subito prima e dopo il suo ingresso nella band, Martin decise di avvicinarsi all’occultismo e al satanismo . «Pensai che c’era qualcosa in me che non andava. Morire non mi faceva paura. Essere picchiato non mi faceva nessun effetto». In alcune occasioni urlò verso Dio in attesa di un segno. Nel silenzio, egli giunse ad una conclusione. «Mi hai ignorato; allora io ti odio», disse a Dio. «”Non mi ami per come sono fatto. Sono destinato alle tenebre e non c’è via d’uscita”, dissi . E tornai ad essere un mostro», confessa ora Kirk. «Iniziai a fare uso pesante di acidi e di cocaina, e a vendere droga ai ragazzini». Essere la chitarra solista e l’autore principale dei testi delle canzoni della band gli dava un certo potere. «Ovunque andavo la gente voleva darmi della droga», dice Martin. «Trovare giovani ragazze per appagare i miei appetiti perversi era davvero facile. Mi si gettavano praticamente addosso».

KIRK DIVENTA LEADER DELLA BAND METAL SATANISTA “POWER OF PRIDE”Immagine correlataLa cosa triste è che attorno al gruppo ronzavano ragazzine quattordicenni. Martin ammette che ogni poliziotto della contea avrebbe voluto sbatterlo in cella. Per ironia della sorte, la band provava in uno studio accanto alla stazione di polizia. Kirk Martin faceva da frontman a una band di heavy metal chiamata Power of Pride (Il potere dell’orgoglio)…Martin si sentiva un dio, si sentiva “protetto” dalle potenze sataniche a cui si era votato, ma anche dalla casa discografica, che copriva sempre ogni sua magagna…..Anni dopo chiese ad un poliziotto perché non l’avevano mai arrestato. «Arrestavamo la gente per possesso di sostanze stupefacenti, ma non ti abbiamo mai incolpato perché avevamo paura di te», gli rispose il poliziotto. Martin tornò a casa dai suoi genitori per una visita, prima che il suo gruppo partisse per un lungo tour lungo la East Coast. «Mi ero rasato a zero e avevo il corpo ricoperto di tatuaggi», ricorda. «Andiamo in giro per il mondo ad urlare in faccia a tutti quanti di andare a farsi fottere», annunciò provocatoriamente ai suoi genitori. «Cosa ne pensate»? I suoi non seppero cosa rispondere….Forse, non lo avevano mai veramente educato e seguito… La band di Martin comprò un bus, lo sistemò, e prese la strada verso Sud in cerca di fama e notorietà. Quando furono in Florida, il bus si ruppe. Dopo aver suonato in tutta la Florida, due dei fondatori dissero a Martin che se ne sarebbero andati.

IL PATTO CON SATANA…. LA BAND METAL SATANISTA “ARATRO DELL’ODIO”
«Capii di essere folle e che si erano stufati di me. Pensai che Dio mi stava maltrattando ancora». Martin andò in un campo da baseball deserto, si buttò con il viso al suolo e gridò tutto il suo odio contro quel Dio,che in realtà non conosceva veramente:
« Odio i cristiani e qualsiasi cosa che riguardi il Cristianesimo». Poi piantò le dita in terra e cominciò a scavare e fece il suo patto con satana: «Dammi tutto quello che voglio e prenderò all’amo tutti i giovani che riuscirò a beccare. Li manderò all’inferno con la musica». Pochi giorni dopo, il suo manager lo chiamò per dirgli che aveva ottenuto un contratto per il gruppo, qualcosa che Martin inseguiva da anni. Il suo patto con il diavolo era andato a segno….ma solo apparentemente… Martin cambiò il nome del gruppo in Hate Plow («ARATRO DELL’ODIO ») e rimpiazzò velocemente i due membri mancanti.

CON IL SUCCESSO, KIRK SI SENTE UN DIO …MA E’ UN’ILLUSIONE: A POCO A POCO, NON HA PIU’ CONTROLLO SU SE STESSO E SULLA SUA VITA…
«La cosa più grande per me era stare sul palco e avere il controllo della situazione, sentirsi adorato dal pubblico e sentirsi dire: “Wow voglio esserci”». Come leader della sua band heavy metal, Kirk Martin mostrava un’immagine selvaggia e aggressiva di sé stesso sul palco. «Vedere centinaia di persone gridare bestemmie era la cosa più affascinante per me». Anche fuori dal palco, per la sua presenza imponente, la gente lo vedeva come un uomo temibile e collerico. «Ero così pieno di odio e lo buttavo tutto addosso alla gente. Sulla strada due membri della band si arrabbiarono con me, non mi sopportavano più. Decisero di lasciare la band».
Il messaggio musicale di Kirk catturò il pubblico giovane. «Era mia intenzione dire alla gente di essere dio di se stessi, di seguire le proprie visioni, e di distruggere chiunque glielo avesse impedito».

Kirk sapeva che la chiave del suo successo era proprio quell’odio, che lo aveva guidato al satanismo : «Mi inginocchiai e iniziai a prendere la terra con le mani e dissi a satana: “Se mi darai quello che voglio, se mi farai diventare come un dio, se mi darai le donne, la droga, la fama e tutto quanto…, se mi darai il potere di distruggere le persone ti servirò fino alla fine”. Proprio dopo due giorni mi offrirono un contratto». Mentre la fama e la fortuna crescevano, Kirk cercava sempre di tenere il suo segreto nel profondo… «Un paio di ragazzini del mio quartiere più vecchi di me mi avevano molestato e mi avevano sodomizzato quando avevo circa otto anni. Successe più di una volta e non ne parlai mai con nessuno». Più tardi, abusare sessualmente delle donne diventò parte dello “stile metal” di Kirk. «La cosa peggiore delle mie molestie era che stavo abusando di altra gente….Ero famoso, potevo permettermi tutto, ma niente mi soddisfaceva mai completamente, non mi bastava …sapevo di essere un mostro e che nessuno avrebbe mai potuto amarmi. Così, facevo sempre di peggio».

UN INCONTRO INASPETTATO: “GESU’ ASPETTAVA CHE TORNASSI A CASA”…
Mentre stava quasi per firmare il suo contratto discografico più importante, incontrò un misterioso straniero: «Erano le nove del mattino, stavo bevendo un caffè in una piccola caffetteria, quando un uomo si sedette vicino a me. Di tutti i posti liberi che c’erano, si era seduto proprio di fianco a me. Immediatamente iniziai a guardarlo con cattiveria e gli dissi: “Cosa succede papà”? Smise di mescolare il suo caffè, mi guardò e disse: “Cosa succede papà”? Mi misi in piedi di fronte a lui, il mio naso toccava il suo e guardandolo negli occhi lo maledissi e lo offesi nelle forme più cattive. Lui non si arrabbiò, ma mi disse: “Dio mi ha mandato per dirti che ti ama. Dio vuole anche che ti dica che non è Lui il responsabile, che non è colpa sua se quei ragazzi ti hanno molestato quando eri solo un bambino”.
La cosa più sorprendente fu che conosceva i loro nomi e mi disse che Gesù aspettava che tornassi a casa. Saltai dalla mia sedia e lo seguii fin dietro all’angolo, tutt’intorno all’edificio, ma era scomparso». Poco tempo dopo Kirk dormiva sul bus della band quando improvvisamente tremò in maniera violenta, proprio nel mezzo della notte. «Tutto ad un tratto, fu come se una luce meravigliosa venisse dal Paradiso, fu come se lo Spirito di Dio fosse entrato nel bus, e non sapevo perché odiavo così tanto Dio. L’ODIO SCOMPARVE e l’unica cosa che sentivo era amore, mi sentivo accettato, mi sentivo come se fossi ancora quel bambino, prima di essere molestato e dissi: “GESU’, CAMBIAMI O DISTRUGGIMI, PERCHE’ NON VOGLIO PIU’ ESSERE COSI’ “.
Sentii allora la presenza amorevole di Dio, che mi accettava, che non mi giudicava, ma mi voleva salvare dall’odio, dalla bruttura, dall’autodistruzione in cui ero e capii che non c’era più posto per il male, e tutto questo iniziò a lasciare il mio cuore».

“AVEVO TUTTO QUELLO CHE AVEVO DESIDERATO, MA NON LO VOLEVO PIU'”: IL PERDONO E IL CAMMINO DI GUARIGIONE.
Kirk si addormentò piangendo e quando si svegliò il mattino seguente (era il 17 giugno 1994) tutto sembrava diverso. «L’erba era più verde, il cielo più radioso, le nuvole più belle e io ero diverso». Kirk non firmò quel contratto di grande importanza per la casa discografica heavy metal. «Avevo tutto quello che avevo desiderato proprio lì di fronte a me e non lo volevo più. Lasciai tutto e non tornai mai più».
Kirk trovò una chiesa nella sua città natale e iniziò un vero cammino di conversione cristiana. Un sacerdote gli consigliò LA COSA PIU’ DIFFICILE E APPARENTEMENTE ASSURDA: cercare i giovani che avevano abusato di lui, cercare di perdonarli, come Cristo aveva perdonato lui ….
Kirk decide di cercarli e di affrontare il suo trauma passato, che lo aveva incatenato per tutta la sua vita… avrebbe potuto ucciderli, per tutto quello che gli avevano fatto, ma Kirk aveva già provato sulla sua pelle che l’odio distrugge se stessi:
«Li trovai: “Non so se vi ricordate di me o no”… Gli dissi: “Perché mi avevate fatto questo?”  Uno di loro mi disse che lo aveva fatto perché anche lui aveva subito abusi. L’altro mi raccontò che aveva trovato una rivista pornografica ed era per quello che aveva abusato di me e aveva chiesto all’altro di partecipare alla violenza».
Un cammino sorprendente: il coraggio di Kirk, col tempo, aiutò anche loro a chiedere di essere perdonati, a chiedere di guarire, donando il loro cuore a Cristo. «Ci sedemmo, piangemmo, ci abbracciammo e pregammo insieme, in molti incontri, da quel giorno in poi…. Così, col tempo e con molta preghiera, superai tutto questo e mi liberai da quel macigno di odio e dolore. E si liberarono anche loro…. ».

UN NUOVO TALENTO, UNA NUOVA VERA VITA

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Kirk Martin e la moglie Lesley 

Con il tempo, Kirk ha anche ritrovato il suo talento musicale, basato sulla libertà e la guarigione donate da Dio, scrivendo canzoni di lode a Cristo. Ora lui e la sua famiglia viaggiano in giro per gli USA condividendo con gli altri il miracolo che ha cambiato la sua vita. «Mia moglie è proprio un tesoro. La mia famiglia è la testimonianza più grande della bellezza, della pietà e della grazia di Dio, perché non avrei mai pensato di ricevere un dono così grande. Mi sono reso conto che Dio non mi voleva giudicare, e ho iniziato a vedere le benedizioni. Ero intossicato dalle droghe, dal sesso, dalla violenza e dall’odio e usavo la musica come uno strumento per distruggere le persone, e Dio ha rovesciato tutto questo per la Sua gloria.  Le parole non possono esprimere la nostra gratitudine e fiducia in te Signore. Tu sei l’ispirazione e la sostanza del nostro amore. Grazie per averci ispirato nelle nostre vite, nella nostra musica, nella nostra passione per i perduti, nel nostro amore per Te. Tu sei l’aria che respiriamo».

Lesley e Kirk Martin scrivono ed interpretano canzoni  di lode a Cristo insieme, una delle più belle e significative si intitola “TU MI HAI AMATO PER PRIMO”:
 

Bagnodoccia con simbolo satanico, venduto nei negozi come “prodotto erboristico”…Pubblicità al satanismo

Segnalazione di una persona che si è rivolta al GRIS per chiedere aiuto:

” A Milano ho acquistato questo bagno doccia al pepe nero di una storica azienda toscana, la Wally, che vende solo prodotti erboristici dal 1925, come si evince da ciò che è scritto sulla etichetta apposta sulla confezione, ‘prodotto tipico toscano’. Quel prodotto è venduto anche in molte parafarmacie, quindi mi sono fidata. Da quel giorno ho fatto uso solo di quel prodotto per farmi la doccia.

Ma poi i giorni successivi ho avvertito gravi malesseri, ansia, avevo crisi di panico improvvise, disturbi del sonno. Solo molti giorni dopo aver accusato questi disturbi, notai che sulla confezione del bagno doccia suddetto, vi è l’immagine di un demone, che trovai in internet, un’immagine inquietante, che scoprii essere il simbolo satanico del Baphomet, disegnato dall’occultista massone Eliphas Levi. Ho subito gettato via il bagno doccia e francamente non comprendo il perchè usare simboli satanici su prodotti definiti ‘genuinamente erboristici’ “.

Pubblicità del bagno doccia con simbolo del Capro di Mendes o Baphomet, tratto dal catalogo della ditta Wally

[La raffigurazione del Baphomet, entità androgina per metà donna, per metà uomo con testa e zampe caprine con pentacolo in fronte, si trova nel libro di Eliphas Levi (1811-1878) Dogme et Rituel de la Haute Magie, (Dogmi e rituali della alta magia), un libro del 1856 che è diventato uno standard di riferimento per l’occultismo moderno. Theodore Reuss, capo dell’ordine magico massonico dell’Ordo Templi Orientis (O.T.O.) portava il nome del demonio Baphomet, così come il mago nero Aleister Crowley, che si faceva chiamare Baphomet X.

Questo simbolo Baphomet è chiamato anche Capro di Mendes e lo si trova al centro del pentacolo satanista, infatti è il logo della Chiesa di Satana californiana, nonchè di tutte le sette sataniste. E’ anche il logo  dell’ordine massonico dell’Eastern Star. Ad ogni punta di questa stella rovesciata vi sono lettere tratte dalla Cabala, che rappresentano l’evocazione di una potenza infernale].capro di mendes - eastern star - church of satanTutte le etichette della linea Wally presentano simboli legati all’occultismo, anche la kundalini….Un PROFUMO AL PEPE NERO porta questa dicitura:   

Profumo Pape Satàn da donna e da uomo, di Wally

https://www.fragrantica.it/perfume/Wally/Pape-Sat-n-44983.html

“Pape Satàn, pape Satàn aleppe” è un verso tratto dal Canto VII dell’Inferno di Dante Alighieri. E’ un’invocazione a Satana ed una minaccia contro lo stesso Dante, fattagli da parte del Guardiano del Quarto Cerchio dell’Inferno, Pluto, che voleva impedire a Dante di continuare il suo cammino. Tanto che Virgilio conforta Dante, dicendogli di non aver paura delle minacce del demone, nel verso successivo:

“Non ti noccia la tua paura; ché, poder ch’elli abbia,
non ci torrà lo scender questa roccia”. (Dante Alighieri, Divina CommediaInferno, VII, vv. 1-6).

Seguiamo anche noi la saggia esortazione che Virgilio fece al sommo poeta Dante e non temiamo affatto i titoli e i simboli apposti su questi prodotti, ma non possiamo esimerci dall’ affermare che quei simboli e titoli, oltre ad essere di pessimo gusto e controproducenti per una nota azienda di prodotti erboristici, siano anche una subdola propaganda all’occultismo ed al satanismo, specialmente per chi non ne conosce il significato ed in buona fede acquista questi prodotti. Non c’è tanto da scherzare con quei simboli, che hanno un preciso significato evocativo esoterico. I RIFERIMENTI NON SONO “CASUALI”, come abbiamo già spiegato.

E’ noto che la Toscana sia una regione dove tristemente pullulano sette sataniche ed occultiste….I delitti del “mostro di Firenze” erano collegati ad una pista esoterica ed ancora oggi dopo 30 anni l’indagine non è conclusa … Affermando ciò, di certo non vogliamo “demonizzare” la ditta Wally e tutti i suoi prodotti,  ma francamente non si capisce il “bisogno” di associare prodotti erboristici a simboli satanici ed occultisti: attirare morbosa curiosità nei clienti, per “aumentare le vendite”?  o è pubblicità diretta al satanismo e a pratiche occulte?  In entrambi i casi, il tutto risulta molto squallido oltre che molto dannoso.  Manipolazione mentale sulle persone ignare, indotte ad accettare quel simbolo come “qualcosa di innocuo e buono”, dato che lo si trova sull’etichetta di un prodotto “erboristico”. 

VIGILARE SEMPRE ed attenti alle “etichette”di certi prodotti. 

Fonti: Il Baphomet o Capro di Mendes logo satanista

http://www.centrosangiorgio.com/occultismo/simboli/pagine_simboli/stella_cinque_punte.htm

http://www.centrosangiorgio.com/occultismo/articoli/chi_e_il_baphomet.htm

http://www.gris-imola.it/esoterismo/chiesa_contro_satana.php

NO AI FALSI “ESORCISTI”, maghi e santoni di turno: Nota a cura dell’Ass. Internazionale Esorcisti

NOTA SUI FALSI “ESORCISTI” A cura dell’Associazione Internazionale Esorcisti, Presidente Padre Francesco Bamonte

Roma – 7 agosto 2017

Come già rilevato in altre occasioni, in questi ultimi tempi le diocesi di Paesi come l’Italia hanno visto aumentare, da parte di persone che si ritengono afflitte dal maligno, la richiesta di informazioni circa la presenza e l’attività sul territorio di esorcisti.

Entrare in merito alle ragioni di questo fenomeno e all’effettiva necessità di un intervento esorcistico nei singoli casi, esula dall’oggetto di questa nota.

Ciò a cui, come Associazione Internazionale Esorcisti, chiediamo che si ponga attenzione è il concomitante aumento di “offerte di esorcismo” da parte di sedicenti esorcisti, che spesso si servono di Internet non solo per reclamizzare la loro “professione”, ma anche per esercitarla “a distanza”.

In tutti questi casi, sia che si tratti di sedicenti esorcisti che operano per contatto diretto con le persone e i luoghi da “esorcizzare” (benedicendo, imponendo le mani, compiendo altri riti), sia che si tratti di sedicenti esorcisti che operano attraverso Internet (dando consigli e benedizioni per via telematica o inviando per posta o per corriere materiale “adatto” a scacciare spiriti e influenze maligne), si sappia con tutta certezza e senza eccezioni di avere a che fare con persone non autorizzate, false e truffatrici, che sfruttano il dolore e la credulità della gente, approfittandosi dell’ignoranza religiosa e della superficialità di cui, purtroppo, molti oggi sono vittime.

I criteri per distinguere questi truffatori non fanno riferimento all’apparenza con cui si presentano, né a ciò che essi dichiarano. Spesso, infatti, ostentano volti sorridenti, modi pacati, ambiente saturo di immagini sacre o di raffigurazioni di angeli buoni, ecc.; come anche dicono di agire per disinteresse, di essere credenti in Dio, di essere buoni cristiani, di avere l’aiuto di spiriti buoni o anche di santi, ecc.

I criteri per distinguere questi truffatori fanno invece riferimento all’assenza di gratuità con cui essi operano e all’assenza di un mandato ufficiale da parte della Chiesa per poter operare.

Anzitutto circa l’assenza di gratuità, forse non subito, ma certamente più tardi, questi truffatori esigeranno del denaro. Se non come tariffa, almeno come offerta prima o poi ne arriverà la richiesta. Non è poi escluso, in alcuni casi, il rischio che queste persone cerchino di sfruttare, oltre che economicamente, anche sessualmente i loro clienti, con il pretesto che quel genere di atti serve a cacciare il male. La Chiesa Cattolica, nella sua dottrina, ha sempre insegnato che il ministero dell’esorcistato deve essere svolto gratuitamente e tra i criteri per discernere l’idoneità ad esercitare il ministero di esorcista ha sempre evidenziato quello di essere “alieno da ogni cupidigia di beni umani”. Inoltre la Chiesa Cattolica mette in guardia i suoi esorcisti dal dire o dal fare la minima cosa che possa generare un solo pensiero cattivo in sé e negli altri.

Il criterio decisivo per riconoscere i malintenzionati e i truffatori, è quando è assente un mandato ufficiale da parte della Chiesa, ossia una licenza speciale ed espressa da parte di un Vescovo diocesano a un sacerdote. Nessuno, infatti, nella Chiesa Cattolica può presumere di dedicarsi a scacciare i demoni e a impedire la loro azione maligna straordinaria se non è un sacerdote autorizzato e confermato dalla Chiesa alla quale Cristo ha conferito il potere e il mandato di cacciare i demoni nel Suo Nome.

Probabilmente queste affermazioni da alcuni non saranno capite, in particolare da quei cattolici che, come direbbe papa Francesco, hanno una fede in Cristo “all’acqua di rose”; ma come Associazione Internazionale Esorcisti non possiamo, per il bene di tutti, specie dei sofferenti, astenerci dal mettere in guardia uomini e donne dal cadere nelle mani di quei sedicenti esorcisti che, in realtà, non sono altro che truffatori.

Perché in tal caso il danno che ne verrebbe non sarebbe solo quello di perdere inutilmente del denaro, ma quello di compiere un atto di superstizione, che potrebbe aggravare il male, se già presente, oppure introdurlo.

[Per conoscere gli scopi e le attività dell’Associazione Internazionale Esorcisti i cui “Statuti” sono stati approvati dalla Santa Sede il 13 giugno 2014, rimandiamo al blog:

aiepressoffice.wordpress.com o digitare associazioneinternazionaleesorcisti]

La Chiesa ha ricevuto da Cristo Signore, il compito di contrastare con gli esorcismi l’azione straordinaria del demonio, continuando così nel tempo la missione del suo Maestro. Nella Chiesa Cattolica, il ministero di esorcizzare le persone possedute dal demonio, secondo il Codice di Diritto Canonico, può essere esercitato da un Vescovo nella sua Diocesi o da un Sacerdote, con speciale ed espressa licenza dell’Ordinario del luogo che di norma è il Vescovo nella sua Diocesi. Per esorcisti dunque non s’intendono tutti quei personaggi che compaiono nelle pubblicità offerte dal mondo della magia, magari con la qualifica aggiuntiva di cartomanti o guaritori: in questi casi l’ “esorcismo” è semplicemente una pratica di lucro, del tutto inefficace o addirittura dannosa.

Padre Francesco Bamonte, Presidente AIE

Fonti

https://aiepressoffice.wordpress.com/2017/08/07/i-falsi-esorcisti-nota-a-cura-della-associazione-internazionale-esorcisti/

http://www.dannioccultismo.it/index.php?pagina=capquattro

Attenzione alle presunte “nuove rivelazioni” di gruppi settari: lettera fraterna di don Battista Cadei

LETTERA FRATERNA di Don Battista Cadei, consigliere spirituale del GRIS nazionale,  Agosto 2017
RICERCA DI “NUOVE RIVELAZIONI”

Sembra strano, ma nel nostro tempo, segnato dal razionalismo, dall’indifferenza religiosa e addirittura dall’ateismo, si moltiplicano presunte “nuove rivelazioni”, suscitando talora veri movimenti di massa.
Per la fede cristiana vale il principio che il definitivo Rivelatore è Gesù Cristo, “L’AMORE DI CRISTO CI POSSIEDE” (2Cor. 5,14), sicché, come scrive san Paolo, «Se anche noi stessi, oppure un angelo dal cielo vi annunciasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia anàtema», cioè sia scomunicato (Gal 1,8).  Vediamo brevemente diverse forme di nuove rivelazioni.

1) Rivelazioni “esoteriche”. Secondo alcuni, la rivelazione così come la troviamo nella Bibbia è buona per le grandi masse, ma esiste una rivelazione più perfetta, “esoterica”, cioè segreta, riservata a pochi illuminati. Rispondiamo che quella cristiana non è una rivelazione speciale per pochi eletti.
Anzi, Gesù disse il contrario: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli» (Mt 11,25).

2) Ci sono poi persone che credono di poter rivelare il futuro per via “magica”, consultando gli oroscopi, leggendo la mano, ricorrendo a persone con presunte doti di “veggenza” ma la magia è chiaramente condannata dalla Bibbia.

3) Ci sono altri che cercano rivelazioni per via “spiritica”, ricorrendo all’evocazione dei morti tramite i medium che tengono sedute spiritiche. Alcune volte praticano lo spiritismo anche cattolici in buona fede, specialmente genitori che hanno perso un figlio, e si consolano cercando di “contattarlo”. Chi si comporta così, è fuori dall’insegnamento cristiano.

4) Rivelazioni “aggiuntive”. Non manca chi crede che anche i libri sacri indù Veda, o il Corano, o i discorsi di Buddha siano parola rivelata allo stesso titolo del Vangelo o chi pensa che siano nuove rivelazioni in aggiunta alla Bibbia. I Mormoni, per esempio, credono che Dio aggiunga altre rivelazioni all’insegnamento di Gesù Cristo. Chi accetta questo, rinuncia a punti essenziali del cristianesimo.

5) Rivelazioni “private”. Il cristiano cattolico non può accettare nuove rivelazioni dottrinali, ma ammette la possibilità di rivelazioni pratiche, che contengono esortazioni alla conversione e alla pratica della vita cristiana. Esse sono chiamate “rivelazioni private”, per distinguerle dalla “rivelazione pubblica”, che è quella che abbiamo dalla Bibbia. Alcune volte in occasione di rivelazioni private nascono notevoli movimenti di conversioni. È noto il ruolo benefico di esperienze legate a Fatima e Lourdes. Ma queste rivelazioni devono essere sottoposte al discernimento della Chiesa, e non possono mai contraddire il Vangelo.

6) Rivelazioni “pseudocattoliche”. Alcuni cristiani non distinguono tra un insegnamento del Vangelo e una rivelazione privata, anzi, quest’ultima di fatto è ritenuta più importante del Vangelo.
Chi assolutizza questi messaggi, sottraendoli all’autorità della Chiesa, o accetta “rivelazioni”contrarie alla dottrina cristiana, di fatto abbandona la retta fede. Lo stesso si dica di gruppi che mescolano le apparizioni con la credenza in contatti di “extra-terrestri”.

Terminiamo con la seguente riflessione di san Giovanni della Croce (1542-1591):
«Il voler ricevere ora altre cose per via soprannaturale, sarebbe come rilevare manchevolezza in Dio, quasi che non abbia dato tutto il sufficiente nel Suo Figlio; poiché, quantunque tale desiderio indiscreto presupponga la fede, tuttavia è curiosità che nasce da poca fede. Questa insana curiosità non può ripromettersi da Dio una nuova dottrina o altra cosa per via soprannaturale, perché nel
momento che Cristo, spirando sulla Croce, disse: È compiuto (Gv 19,30), ebbero termine anche tutti gli antichi modi di tratto con Dio, insieme con le cerimonie e i riti dell’antica legge.

Pertanto ci dobbiamo guidare in tutto con la dottrina di Cristo Signor Nostro, Dio e Uomo, e della sua Chiesa e dei suoi ministri; e per questa via umana e visibile rimediare alle nostre ignoranze e debolezze spirituali, poiché per questa strada tutti troveremo abbondante medicina. Ciò che devia o si allontana da questo cammino, non solo è curiosità, ma somma presunzione ».

 

No ai “chiama angeli”: sono talismani New age, oggetti legati a magia ed occultismo!

Il modo appropriato per invocare l’angelo custode è la preghiera cristiana, non un talismano!

Da vari anni sono di moda in molti luoghi i cosiddetti “chiama-angeli”, che hanno trovato un loro posto tra gli accessori e la bigiotteria e sono utilizzati da molte persone, soprattutto donne, venendo venduti, comprati e soprattutto regalati.

Gioielli con un “proposito spirituale”

I chiama-angeli in genere sono piccole sfere che si portano appese al collo con una catenina. Nella sfera c’è una pallina metallica che con il movimento produce un dolce tintinnio, come se fosse una campana. Possono essere di diversi materiali e colori, ciascuno con un significato particolare.

Su varie pagine web di esoterismo possiamo vedere il senso che viene dato a questi oggetti, al di là del semplice ornamento. Il suono che producono, si dice, “possiede proprietà magiche e meravigliose: ha principalmente il potere di chiamare l’angelo custode della persona che usa questa collana, per offrirle protezione, benessere e l’orientamento spirituale di cui ha bisogno”.

Ci si trova poi di fronte a una marea di presunte origini e leggende. Alcuni dicono che i chiama-angeli fanno parte della gioielleria ancestrale di alcune culture e civiltà. Si apporta anche qualche racconto leggendario che rimanda alla tradizione biblica, come quando si dice che prima del peccato originale di Adamo ed Eva “gli umani e gli angeli condividevano lo stesso spazio in paradiso. Quando ne vennero espulsi, gli angeli provarono molta pena per noi, vedendoci perduti e pieni di emozioni negative. Per aiutarci ci offrirono i chiama-angeli”. Nel caso in cui fosse necessario, va chiarito che si tratta di una storia inventata che non ha alcun riscontro nelle Sacre Scritture.

Aiuto per la fede o oggetto magico?

Si insiste sulla protezione spirituale e sul legame di questi oggetti con gli angeli, ma come accade nel New Age questo atteggiamento non risponde alla realtà degli angeli come li intende la fede cristiana: creature spirituali che sono messaggeri e mediatori di Dio per proteggere e guidare l’essere umano al Signore. Non sono “messaggeri di luce” come si vede nelle pubblicità dei chiama-angeli, ma messaggeri di Dio.

In genere si insiste sull’uso dei chiama-angeli da parte delle donne incinte come amuleto protettore della gestante e del bambino. Perché? Non solo perché il piccolo non ancora nato possa sentire il tintinnio, ma perché si protegga la sua “energia pura” in presunti ambienti carichi di “energia negativa”. Ancora una volta, terminologia propria del New Age per garantire non la cura di un Dio personale, ma la protezione di forze sconosciute. Questa è magia, non fede.

Non è cristiano invocare gli angeli? Sì, certo. La liturgia della Chiesa celebra i tre arcangeli che appaiono nella Bibbia (Michele, Gabriele e Raffaele) e anche l’angelo custode, ma l’invocazione avviene attraverso la preghiera di intercessione: sono mediatori dell’azione di Dio. Non vengono invocati con amuleti né adorati. Questo ricade nel terreno della superstizione.

A volte vengono anche proposti semplici rituali per “attivare” i chiama-angeli. Uno di questi consiste nel collocare l’amuleto sotto un getto d’acqua e dire: “Chiama-angeli, lavora per il mio ‘io’ superiore e per mettermi in contatto con il mio angelo custode”. Un altro raccomanda di porlo sopra un panno di cotone tutta la notte sotto la luce della luna. Riti magici, chiaramente. Invocazioni che non sono preghiera.

Si insiste anche sul fatto che i chiama-angeli debbano essere consegnati personalmente, e che una volta ricevuti non possano essere prestati ad altre persone, visto che l’angelo custode non è trasferibile. In caso contrario, “la magia e la protezione della sfera scomparirebbero”. Nei libri che parlano del tema leggiamo di cose come la collocazione accanto al chakra (centro energetico) del cuore, l’armonizzazione delle energie, il flusso di potere… Insomma, esoterismo proprio del New Age.

Ovviamente non esistono amuleti cristiani!

La fede cristiana non accetta alcun tipo di amuleto. Per un credente un chiama-angeli non è valido, ma non lo è nemmeno qualsiasi altro amuleto. La Chiesa mette in guardia contro l’uso superstizioso di sacramentali e oggetti sacri. Una croce, una medaglia della Vergine Maria o di un santo, uno scapolare… sono elementi materiali che ci rimandano a una realtà spirituale.

Questi oggetti non servono per “portare fortuna”, né per concedere tranquillità o prosperità a chi li porta, ma a ricordare la presenza salvatrice di Dio, la sua protezione e la sua benedizione, e per ricordare a chi li porta la sua fede e il suo impegno. Per chi li vede, poi, rappresenta una testimonianza cristiana.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica parla di amuleti, il cui utilizzo è “biasimevole”. Lo dice al n. 2117, nel paragrafo dedicato alle pratiche di magia, fattucchieria e spiritismo. Tutte queste cose rappresentano un peccato grave contro il culto che dev’essere riservato solo a Dio. In fondo, dipendendo da queste cose smettiamo di confidare nella provvidenza amorevole di Dio.

Come afferma Raúl Berzosa, “lo spiritismo, il New Age, l’esoterismo e perfino il fatto di credere negli extraterrestri hanno riportato di moda gli angeli. Si dà loro un nome, vengono invocati, si dice di avere esperienza della loro presenza”. Noi cristiani dobbiamo avere ben chiaro il loro ruolo come nostri compagni di cammino, perché tutte queste cose non ci allontanino, per ignoranza o negligenza, dal vero culto a Dio.Preghiera Angelo custode picmix

Articolo di Padre Luis Santamaria Del Rio, membro di RIES Rete Iberoamericana di Studio delle Sette

I chiama-angeli sono amuleti cristiani?

Primo anniversario del martirio di Padre Jacques Hamel, sacerdote ucciso dai jihadisti in Europa

85 anni, assassinato mentre celebrava la Messa: mercoledì 26 luglio 2017 il mondo ricorda padre Jacques Hamel il primo sacerdote ucciso dalla mano di jihadisti in questo secolo in Europa, a Rouen, in alta Normandia, il 26 luglio del 2016: 

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/07/26/padre-jacques-hamel-sacerdote-martire-ucciso-da-isis-in-francia-mentre-celebrava-la-santa-messa/

Papa Francesco ha concesso la dispensa per aprire, il 13 aprile 2017, la fase diocesana del processo di Beatificazione di Padre Jacques Hamel. Intanto nell’arcidiocesi di Rouen è già iniziato il processo di beatificazione per il sacerdote, senza attendere i cinque anni canonici necessari all’avvio di una causa. Un’accelerazione approvata da Papa Francesco che, ricevendo una delegazione della diocesi francese il 14 settembre 2016, aveva detto al vescovo Lebrun: «Esponi la sua foto perché lui è già beato. È un martire, e i martiri sono già beati!». 

La chiesa di Padre Hamel era quella di Saint-Etienne-du-Rouvray, S. Stefano, il primo martire cristiano. Un caso, ma anche un incredibile richiamo a rileggere la vita del sacerdote francese alla luce di quella del protomartire e dei tanti che Papa Francesco, anche nella Messa di suffragio per il sacerdote, ha chiamato “fratelli perseguitati perché fedeli testimoni del Vangelo”:

“Oggi ci sono cristiani assassinati, torturati, carcerati, sgozzati perché non rinnegano Gesù Cristo. In questa storia, arriviamo al nostro père Jacques: lui fa parte di questa catena di martiri. I cristiani che oggi soffrono – sia nel carcere, con la morte o con le torture – per non rinnegare Gesù Cristo, fanno vedere proprio la crudeltà di questa persecuzione. E questa crudeltà che chiede l’apostasia, diciamo la parola: è satanica”.

E’ Satana l’autore delle persecuzioni, come testimoniano anche le ultime parole di padre Jacques innanzi ai suoi assassini: “Vattene Satana!”. Ma Gesù è quello che i martiri seguono, è Lui, il “primo martire”, il “loro unico pane”, dice Francesco, “non hanno bisogno di altro”:

“Il martire può essere pensato come un eroe, ma il fondamentale del martire è che è stato un graziato: è la grazia di Dio, non il coraggio, quello che ci fa martiri”.

A Roma, padre Jacques è già celebrato come un martire. Il suo breviario è attualmente in mostra per i pellegrini della basilica di San Bartolomeo sull’Isola Tiberina, nella cappella chiamata “Nuovi martiri in Europa”. La chiesa, sotto la cura della Comunità di Sant’Egidio, che Papa Francesco ha visitato lo scorso 22 aprile, è rinomata per accogliere e onorare reliquie, oggetti personali, ricordi di tutti coloro che sono stati uccisi per la loro fede. Il libro di preghiera di Hamel è aperto a lunedì 25 luglio 2016, vigilia del suo assassinio, accanto ad esso si trovano le reliquie dei sacerdoti spagnoli uccisi durante la Guerra civile e la stola e la croce di don Pino Puglisi, il prete palermitano freddato nel 1993 dai sicari di Cosa Nostra. Questa cappella è diventata presto la più visitata di tutta la Chiesa. 

Tanti i martiri di oggi, più numerosi dei primi tempi, come ci ricorda Francesco, anche se i media non ne parlano. In effetti “tuttora non si ha piena coscienza di quanto grande sia stato il sacrificio in nome della fede negli ultimi due secoli”, afferma don Angelo Romano, rettore della Basilica di San Bartolomeo, Memoriale romano dei “Nuovi Martiri” del XX e XXI secolo:

“Martìri di massa che hanno interessato intere comunità ecclesiali”, ricorda don Angelo, al fianco delle quali ci sono i cosiddetti “martiri nascosti”,ovvero uomini e donne impegnati a fare fratellanza, a trovare nuove strade per vivere il Vangelo, “cristiani che amano in modo gratuito in un mondo materialista e individualista”. “E’ questo che attrae, essere simili a Gesù”, aggiunge don Angelo, “proprio come è successo con padre Jacques, la cui morte in Francia ha portato una vera scossa”. In questo senso, conclude il sacerdote, si comprende quando il Papa dice che “il sangue dei martiri è seme di cristiani”: “non c’è dubbio che il Signore ha vinto il male e noi dobbiamo essere all’altezza del compito che ci ha assegnato, ossia l’annuncio del Vangelo ad un mondo che ne ha tanto bisogno”.

L’arcivescovo di Rouen Mons Lebrun a maggio ha istituito il processo formale durante il quale saranno ascoltati i testimoni dell’assassinio di Padre Jacques Hamel, alcuni membri della famiglia e degli amici musulmani del sacerdote. 

Tutti questi saranno presenti alla Messa di mercoledì 26 luglio 2017 alle ore 9, nella chiesa di Sant’Etienne-du-Rouvray, presieduta dall’arcivescovo di Rouen, Dominique Lebrun. 

La celebrazione sarà ripresa in diretta da un canale televisivo locale e dal network cattolico KTO, al termine verrà inaugurato ufficialmente dalle autorità un monumento dedicato al sacerdote martire. Un modo per sottolineare che la morte di padre Hamel non è stato solo un attacco contro un sacerdote, ma anche dei valori che sostengono la società e la civiltà europea.  La celebrazione  vedrà dei momenti fortemente simbolici. Ad esempio, durante la liturgia saranno posti in vari lati della Chiesa quattro composizioni floreali, una con i fiori provenienti dal giardino di padre Hamel, un’altra sarà poggiata davanti alla statua di Maria dissacrata durante l’attacco.

La preghiera di Roselyne Hamel (sorella di padre Jacques), “possa il sacrificio di mio fratello aiutare gli uomini a vivere insieme in pace”:

“Jacques aveva 85 anni, quando due giovani, radicalizzati da un discorso di odio, hanno pensato di compiere un atto eroico passando alla violenza omicida. Alla sua età Jacques era fragile, ma era anche forte. Forte della sua fede in Cristo, forte del suo amore per il Vangelo e per la gente, chiunque fosse e — ne sono certa –anche per i suoi assassini”. La morte di padre Hamel, per la sorella, “è in linea con la sua vita di sacerdote, che era una vita donata: una vita offerta al Signore, quando ha detto ‘sì’ nel momento della sua ordinazione, una vita al servizio del Vangelo, una vita donata per la Chiesa e per la gente, soprattutto per i più poveri, che ha servito sempre nelle periferie di Rouen”. Secondo Roselyne, “c’è un paradosso: lui che non ha mai voluto essere al centro, ha consegnato una testimonianza per il mondo intero, la cui larghezza non possiamo ancora misurare….è di grande conforto vedere quanti nuovi incontri, quanta solidarietà e quanto amore sono stati generati dalla testimonianza di Jacques”.

Fonti

http://it.radiovaticana.va/news/2017/07/25/martiri_come_padre_hamel_seguono_ges%C3%B9_e_attraggono_fedeli_/1326969

http://www.lastampa.it/2017/07/21/vaticaninsider/ita/news/padre-jaques-hamel-chiesa-e-stato-insieme-per-celebrare-il-primo-anniversario-della-morte-B0k5rRulfpuBueMyW3qNOM/pagina.html

https://agensir.it/quotidiano/2017/4/22/preghiera-per-i-nuovi-martiri-roselyne-hamel-sorella-di-padre-jacques-possa-il-sacrificio-di-mio-fratello-aiutare-gli-uomini-a-vivere-insieme-in-pace/

Santa Cristina e il miracolo eucaristico di Bolsena

Preghiera a Santa Cristina

Signore mio, Gesù Cristo,Icona da Marcello Moscini
sorgente di perenne giovinezza,
noi ti rendiamo grazie
per i doni della carità e della fortezza
che hai profuso 
nella vita di santa Cristina martire,
splendido giglio 
e chicco fecondo della città di Bolsena.
L’incanto puro dell’adolescenza
e l’ardore intenso del suo giovane cuore
sono perle preziose che affascinano tutti
e diventano impegno 
per chi vuol vivere, amare, sperare.
Piccola, grande santa Cristina,
lungo la scia profumata 
della tua esemplare testimonianza
vogliamo camminare anche noi:
prendici per mano 
e accompagna i nostri passi
per un itinerario coerente
di fede, di solidarietà, di pace.
Amen

Storia

Santa Cristina e Bolsena: un binomio inscindibile che perdura da diciassette secoli, da quell’assolato 24 luglio di un anno imprecisato, agli inizi del IV secolo, quando l’undicenne fanciulla di Bolsena, posta nell’alternativa fra Cristo e la sottomissione a dei pagani, scelse senza esitazione il suo Sposo celeste, Cristo al quale, come desiderava, si unì per sempre mediante il martirio, causato dalle persecuzioni anticristiane dell’imperatore Diocleziano.
Giovanfrancesco D'Avanzarano. Santa Cristina (1506)La memoria del sacrificio di Cristina, al 24 luglio, è già riportata nei più antichi martirologi della chiesa: il Geronimiano e il Romano, e le gesta della sua passione ebbero una precocissima diffusione. Il più antico racconto pervenuto fino a noi è contenuto nel papiro di Oxirhynchos, risalente agli inizi del V secolo.      Successivamente, della martire di Bolsena scrissero i più celebri autori del cristianesimo medievale, come Beda il Venerabile (VII sec.), Aldhelmo di Malmesbury (†709), Adone di Vienne (†875), Ràbano Mauro, Giuseppe l’Innografo (IX sec.), Alfano di Salerno (†1085), Jacopo da Varaggine (XII sec.). Dal IX secolo la narrazione della passione di Cristina si moltiplicò in centinaia di redazioni, sia in lingua greca che latina, ed ebbe una grande fortuna letteraria, tanto da influenzare altre celebri passioni, come quelle di Barbara, Caterina, Palazia, Laurenzia e della “moderna” Filomena.

Alcune redazioni della passione di Cristina, il cui nome latino significa “consacrata a Cristo”, riportano che fosse nata a Tiro in Fenicia, ma si tratta di un errore dovuto al fatto che la prima ‘passione di Cristina’ fu redatta in Egitto e che per indicare la terra degli Etruschi chiamati Tirreni dai Greci, si usava l’abbreviazione ‘Tyr’ interpretata erroneamente come Tiro.
Le reliquie ebbero anche loro un destino avventuroso, furono ritrovate nel 1880 nel sarcofago dentro le catacombe poste sotto la basilica dei Santi Giorgio e Cristina, chiesa risalente all’XI secolo e consacrata da papa Gregorio VII nel 1077.
Le reliquie del corpo, anzi di parte di esso sono conservate in una teca, parte furono trafugate nel 1098 da due pellegrini diretti in Terrasanta, ma essi giunti a Sepino, cittadina molisana in provincia di Campobasso, non riuscirono più a lasciare la città con il loro prezioso carico, per cui le donarono agli abitanti.
Questo l’inizio del culto della santa molto vivo a Sepino, le reliquie costituite oggi solo da un braccio, sono conservate nella chiesa a lei dedicata; le altre reliquie furono traslate tra il 1154 e 1166 a Palermo, che proclamò la martire sua patrona celeste, festeggiandola il 24 luglio e il 7 maggio; la devozione durò almeno fino a quando non furono “scoperte” nel secolo XVII le reliquie di santa Rosalia, diventata poi patrona principale. A Sepino, s. Cristina viene ricordata dai fedeli ben quattro giorni durante l’anno
A Bolsena, s. Cristina viene festeggiata con una grande manifestazione religiosa, la vigilia della festa il 23 luglio sera, nella oscurata piazza antistante la basilica, viene portato in processione il simulacro della santa posto su una ‘macchina’ a forma di tempietto, contemporaneamente sulla destra del sagrato si apre il sipario di un palchetto illuminato, dove un quadro vivente rappresenta in silenzio una scena del martirio e ciò si ripete in ogni piazza e su altrettanti piccoli palchi dove giunge la processione; la manifestazione è chiamata “I Misteri di s. Cristina”.
La processione cui partecipa una folla di fedeli, si svolge per strade e piazze di Bolsena, finché arriva in cima al paese nella Chiesa del Santissimo Salvatore, lì la statua si ferma tutta la notte e la mattina del 24, giorno della festa liturgica di s. Cristina, si riprende la processione di ritorno con le stesse modalità e giungendo infine di nuovo nella Basilica a lei dedicata.
I “Misteri” sono una manifestazione religiosa che sin dal Medioevo, onora alcuni santi patroni in varie città d’Italia specie del Centro.

IL MIRACOLO EUCARISTICO DI BOLSENA

Reliquiario contenente uno dei marmi con i segni del Miracolo
Reliquiario contenente uno dei marmi con i segni del Miracolo eucaristico di Bolsena

Bisogna ricordare che la Basilica di S. Cristina nella cattedrale di Orvieto, provincia di Viterbo, possiede l’altare che è formato dalla pietra del supplizio della martire e che proprio su quest’altare nel 1263 un sacerdote boemo, che nutriva dubbi sulla verità della presenza reale del Corpo e Sangue di Gesù nell’Eucaristia, mentre celebrava la Messa, vide delle gocce di sangue sgorgare dall’Ostia consacrata, che si posarono sul corporale e sul pavimento, l’evento fu riferito al papa Urbano IV, che si trovava ad Orvieto, il quale istituì l’anno dopo la festa del Corpus Domini.

In un giorno imprecisato dell’anno 1263 (o 1264), forse nella tarda estate, giunse al santuario un sacerdote teutonico, al quale più tardi la tradizione attribuì un nome, Pietro, e una città d’origine, Praga. Sempre secondo la tradizione, Pietro aveva intrapreso il lungo e disagevole pellegrinaggio per sentirsi fortificato nelle verità di fede che in quel momento mettevano in crisi la sua identità di sacerdote, fra tutte la presenza reale di Cristo nell’Eucaristia. Nell’animo di Pietro il ricordo della martire Cristina, la cui fortezza non aveva vacillato di fronte al martirio, aprì uno spiraglio.

Dopo aver venerato devotamente la tomba di Santa Cristina, in quel luogo celebrò l’Eucaristia. Di nuovo i suoi dubbi cominciarono a turbargli la mente e il cuore; pregò intensamente Santa Cristina, perché intercedesse presso Dio di donargli quella forza, quella certezza nella fede che l’avevano distinta nella prova estrema. Al momento della consacrazione, mentre teneva l’ostia sopra il calice, pronunciate le parole rituali, questa apparve visibilmente arrossata di sangue che copiosamente stillava, bagnando il corporale.

Al sacerdote mancò la forza di continuare il rito; pieno di confusione e di gioia, avvolse le specie eucaristiche nel corporale e si portò in sagrestia. Durante il percorso alcune gocce di sangue caddero anche sui marmi del pavimento e dei gradini dell’altare.

Ripresosi Pietro dallo sbigottimento, accompagnato dai canonici di Santa Cristina e dai testimoni del prodigio, si recò nella vicina Orvieto dove temporaneamente soggiornava con la sua corte papa Urbano IV, al quale confessò il suo dubbio chiedendo il perdono e l’assoluzione. Il sommo pontefice inviò subito a Bolsena, Giacomo, vescovo di Orvieto, accompagnato dai teologi Tommaso d’Aquino e Bonaventura da Bagnoregio, per verificare il fatto e portare fino a lui le reliquie. Al ponte di Rio Chiaro, oggi ponte del Sole, avvenne l’incontro tra il vescovo, che tornava da Bolsena con le reliquie del miracolo, e il papa che, con il clero orvietano, i dignitari della sua corte e una grande folla agitante rami di ulivo, gli si era processionalmente recato incontro. Genuflesso, Urbano IV ricevette l’ostia e i lini intrisi di sangue, e li recò, tra la commozione e l’esultanza di tutti, nella cattedrale orvietana di Santa Maria, e dopo averli mostrati al popolo, li pose nel sacrario. Del prete teutonico non si seppe più nulla.

Nello stesso tempo, durante la permanenza di Urbano IV a Orvieto, venne istituita dal pontefice la solennità del Corpus Domini con la bolla Transiturus de Hoc Mundo, l’11 agosto 1264 per il patriarcato di Gerusalemme e l’8 settembre per la chiesa universale, e fu affidato a Tommaso d’Aquino il compito di stendere officiatura e messa per la nuova festività, stabilendo che questa venisse celebrata il giovedì dopo l’ottava di Pentecoste.

È lo stesso Urbano IV a dirci che in Orvieto con tutti gli arcivescovi e vescovi e gli altri prelati delle chiese dimoranti nella sede apostolica, abbiamo solennizzato la detta festa, per offrire un salutare esempio ai presenti e ai lontani che avrebbero sentito parlare della celebrità di questo grande giorno.

Durante la celebrazione del Corpus Domini il 17 giugno 1990, san Giovanni Paolo II spiegò in proposito che “anche se la sua costruzione [del Duomo di Orvieto] non è collegata direttamente alla solennità del Corpus Domini, né al miracolo avvenuto a Bolsena […], è però indubbio che il mistero eucaristico è qui potentemente evocato dal corporale di Bolsena, per il qual venne appositamente fabbricata la cappella, che ora lo custodisce gelosamente”.

Cappella Nuova del Miracolo (XVII sec.)
Cappella del miracolo eucaristico, cattedrale di Orvieto

Così il racconto del miracolo attraverso il ricordo popolare sostenuto da una ricca documentazione letteraria e iconografica fin dagli inizi del XIV secolo. La più antica è una cronaca orvietana in cui il prodigio è già identificato come Miraculo del Corpus Domini. Contemporanea (prima metà del XIV secolo) è una famosissima sacra rappresentazione avente per soggetto l’evento di Bolsena, che ogni anno veniva allestita nella città di Orvieto. Seguono poi due lesti lapidei, scolpiti da Ippolito Scalza nel 1573-74 per Bolsena e nel 1601 per Orvieto, il cui testo venne desunto da una più antica pergamena attribuibile alla metà del XIV secolo. Dello stesso periodo sono altre due narrazioni ecclesiastiche: il Cathalogus di Pietro de’ Natali (1369-1372) e la bolla Quamvis Cum del 1377. Da questi testi antichissimi risulta la notorietà del miracolo fuori di Bolsena e di Orvieto e il suo stretto legame con l’istituzione della solennità del Corpus Domini. Di fondamentale importanza per la storicità delle reliquie custodite in Orvieto rimangono le pergamene che fin dall’origine le accompagnano (secoli XIII-XIV).

Fonte

http://www.basilicasantacristina.it/index.php/it/santa-cristina

Rosari o medagliette con simboli satanici e massonici? Ecco cosa fare: il consiglio di sacerdoti esorcisti

Il consiglio di due sacerdoti esorcisti: non creiamo un clima di terrore

Rosari satanici e massonici, immaginette dalle presunte virtù guaritrici che riproducono allusioni al Diavolo. E soprattutto versioni taroccate con strani simboli della medaglia Miracolosa, in cui la celebre medaglina presenta “anomalie” come la stella a 6 punte (e non 5), i simboli della Massoneria (spada e compasso) ben camuffati, forme strane della Croce e della Spada del Cuore di Maria.

E’ giusto portare con sé questi simboli “deviati”? Andrebbero tenuti? Gettati via? O benedetti e utilizzati regolarmente?

L’esorcista padre Francoise Dermine, presidente nazionale del Gruppo di Ricerca e Informazione Religiosa (GRIS), premette: «Ho sentito spesso parlare di questi rosari massonici. Quando una persona me lo dice, io rispondo semplicemente: “vuoi recitare il rosario? Fallo anche con questo”». Il valore della preghiera vola oltre ogni allusione diabolica.

DIFFICILE VERIFICA

«Allo stesso modo – prosegue l’esorcista – sento di medaglie miracolose non conformi alle originali e che presenterebbero simboli deviati di ispirazione satanica. Io dico prima di tutto che ci sono sempre diversi orientamenti nello stabilire se le modifiche rispetto all’originale siano realmente corrispondenti a simbologie anti-cristiane. Personalmente non condivido chi invita a gettare via questi simboli».

“NON SPAVENTARE LA GENTE”

Secondo padre Dermine «si possono benedire e utilizzare a prescindere se c’è una stella in più o in meno. Non bisogna creare un clima di terrore. Ecco, questo tengo a sottolinearlo: non è che spaventando la gente rendiamo un servizio giusto. Non c’è nulla di grave nel dare la benedizione ad un simbolo che poi viene custodito. Non ci sono implicazioni diaboliche che possano condizionare il possessore».

DUE CASI

Anche l’esorcista padre Gianni Sini concorda sul non creare «allarmismi inutili». «Bisogna premettere però – aggiunge – che è diverso essere in possesso di un rosario o di una copia della Medaglia miracolosa non conforme all’originale, se ricevuti in maniera diretta o indiretta. Quando c’è una responsabilità diretta, cioè è stata ricevuta attraverso adesione a massoneria, sette, gruppi satanici, allora viene meno il primo comandamento: “Non avrai altro Dio al di fuori di me”».

LA RICONCILIAZIONE

In quel caso, prosegue l’esorcista, «si è cercato un surrogato della fede al Dio vero. A quel punto occorre che la persona riceva il sacramento della riconciliazione e al contempo che la medaglia o il rosario vengano benedetti. Dopo di che si potranno tenere con sé e pregare regolarmente attraverso di essi. Poco importa se le punte della stella siano cinque o sei, o se la “m” di Maria è spostata più a destra o a sinistra».

LA BENEDIZIONE

Quando invece la responsabilità è indiretta, cioè ci si è ritrovati in possesso involontariamente di uno di questi simboli, ad esempio sono stati regalati, «allora è sufficiente che essi siano benedetti dal sacerdote perché in questo modo li sottraiamo al loro uso improprio. Non c’è bisogno, come detto da alcuni, di gettarli via nell’acqua o di eliminarli. Al dubbio sulla loro autenticità si risponde semplicemente con una benedizione».

RICONSACRATE A DIO

Padre Sini spiega: «Quando ci chiedono di benedire un negozio, un’auto, attrezzature sportive, vuol dire che esse vengono sottratte all’uso profano e vengono consacrate a Dio. Lo stesso avviene con rosari, immagini e medagliette. Quindi niente allarmismi, niente paure, e rivolgetevi al sacerdote senza alcun timore».

Fonte

Rosari o medagliette con simboli satanici e massonici? Ecco cosa fare

Annullato il permesso di erigere un monumento satanico su suolo pubblico in Minnesota, USA

(IN FOTO: 15 luglio 2017,  Belle Plaine, Minnesota: migliaia di cattolici in pacifica protesta pregano perchè non venga ammesso il “monumento satanico” su suolo pubblico). Il monumento satanico ‘in onore dei militi caduti’ (Satanic Veterans Memorial), nel Parco di Belle Plaine in Minnesotapromosso  dalla setta satanista atea/razionalista The Satanic Temple (il cui leader Lucien Greaves promuove l’aborto e i matrimoni gay come ‘riti sacri’ per i satanisti e tenta di diffondere la ‘rieducazione al satanismo’ nelle scuole pubbliche) è stato rigettato, dopo che la città di Belle Plaine,(pop. 6.900), dove era prevista l’installazione di suddetto monumento satanico nel parco memoriale dei Veterani di guerra, ha bruscamente annullato il permesso ai satanisti. La risoluzione è stata  approvata senza dibattito lunedì 17 luglio 2017.

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Lucien Greaves, leader della setta The Satanic Temple. Alle sue spalle, l’idolo caprino androgino del Baphomet, statua simbolo del satanismo/massoneria

Il rifiuto del monumento satanico da parte del consiglio  cittadino di Belle Plaine in Minnesota (che in un primo momento sembrava averlo accettato in nome della “libertà religiosa”), comprende le seguenti motivazioni legali: tale monumento satanico può “incoraggiare il vandalismo”, “ridurre la sicurezza, la serenità e il decoro del parco” e “avere un impatto negativo sulla salute, la sicurezza e il benessere del pubblico”.  Pochi giorni prima, il 15 luglio 2017, la cittadinanza di Belle Plaine e cattolici provenienti da vari stati americani, cristiani di varie denominazioni, si sono uniti in pacifica protesta contro il monumento satanico, in preghiera ed adorazione eucaristica.  

Nella sua testimonianza al consiglio comunale, Padre Brian Lynch parroco di Belle Plaine, ha spiegato che i satanisti atei (come quelli della setta Tempio satanico) usano gli “stessi pentagrammi rovesciati usati dai satanisti  teisti,  simbolo quasi esclusivamente associato all’opposizione a Dio e alla bontà”. 

I satanisti atei “usano Satana come simbolo del rifiuto delle autorità morali e dei vincoli sul comportamento umano che queste autorità insegnano e sostengono”.

Padre Lynch ha affermato che l’erezione di un monumento con simboli satanici avrebbe un effetto negativo sul pubblico e che violerebbe molte sezioni del codice della città di Belle Plaine, che vieta ogni minaccia o offesa “contro la decenza o la morale pubblica”.

Quell’area del Parco di Belle Plaine era stata progettata per un monumento in onore dei veterani di guerra, posizionato nel Parco nell’agosto 2016: dal titolo Joe , raffigura una silhouette di un soldato inginocchiato in preghiera su una tomba contrassegnata da una croce. E’ stato creato da Joseph Gregory, un veterano dell’esercito di 87 anni e residente a Belle Plaine.Risultati immagini per satanic memorial monument in minnesotaLa croce è un simbolo di pace e non discrimina nessuno e non viola nessun emendamento, dato che i Padri della Costituzione degli Stati Uniti hanno dichiarato  che la democrazia americana è fondata sulla profonda adesione ai valori cristiani di libertà ed uguaglianza. Ma il simbolo della croce in un parco pubblico ha scatenato l’ira della Fondazione di libertà dalla religione (associazione atea militante, affiliata alla setta satanista Tempio satanico),  che ha intrapreso una controversia legale contro il monumento commemorativo “Joe”, affermando che l’opera, che raffigura un soldato inginocchiato davanti alla croce su una tomba, violava il divieto del primo emendamento sul ‘favoritismo religioso’!?!

La richiesta della rimozione del monumento “Joe” ha scatenato opposizione da parte di tutti i residenti e, in risposta, la città di Belle Plaine ha proposto una soluzione legale che ha anche richiamato la Bill of Rights, designando un piccolo spazio nel parco come “area di forum pubblico” in cui artisti privati possano presentare un monumento in onore dei veterani di guerra. La setta Tempio satanico (che si dichiara atea razionalista, ostentatamente anticristiana) ne ha subito approfittato per presentare il proprio progetto di monumento satanico come memoriale per i Veterani. Fabbricato dall’ operaio metalmeccanico Adam Volpe, il pezzo, disegnato dal satanista Andres, noto attivista delle lobby gay, sarebbe stato “il primo monumento satanico ad essere eretto su proprietà pubblica”, secondo il Tempio satanico: è un lugubre cubo di acciaio nero, decorato su entrambi i lati con un pentagramma rovesciato dorato (simbolo del satanismo) e sovrastato da un casco da combattimento rivolto verso l’alto.  “È una sorta di luce luciferina”, ha commentato Andres, l’autore del cubo nero satanista, già noto per altre sue “opere” violentemente anticristiane come il “Gesù castrato”…

Monumento proposto tempio satanico
“Monumento ai veterani” proposto dalla setta americana Tempio satanico

Ora tale inquietante cubo nero dovrà cercare altre collocazioni ed altri usi…

Padre Lynch afferma che la decisione del consiglio comunale di non accettare il monumento satanico è positiva, ma la battaglia non è finita, perchè lo scopo dei satanisti e degli atei è quello di eliminare i simboli cristiani dal suolo pubblico. La statua commemorativa Joe non è più stata ricollocata nel Parco di Belle Plaine, per evitare ulteriori controversie legali.  “I satanisti e gli atei sono infantili: non hanno nessuna intenzione di onorare i veterani! Il loro unico scopo è quello di rimuovere ogni immagine cristiana dai luoghi pubblici.” 

La stessa analoga controversia si era avuta con la petizione, da parte della setta Tempio satanico, per installare una statua di bronzo della divinità caprina ed androgina Baphomet, affiancata da bambini, sulla base della Oklahoma State House vicino a un monumento dei Dieci Comandamenti – uno sforzo che è stato abbandonato, dopo che la Corte Suprema di Stato ha ordinato l’eliminazione del display religioso originale. Più recentemente, la setta Tempio satanico ha dichiarato la sua intenzione di installare il Baphomet all’Arkansas State House, dove un altro monumento dei Dieci comandamenti era stato eretto nel mese di giugno. (Il progetto del monumento satanista non è stato approvato, dopo che un uomo di Arkansas abbatté il monumento dei Dieci comandamenti con la sua auto, riducendolo in pezzi). Ad ulteriore riprova che l’intento dei satanisti è quello di eliminare i simboli cristiani, intento mascherato ipocritamente da “diritto alla libertà religiosa”, ma i loro sforzi hanno solo portato a vandalismi, disturbo della quiete pubblica ed atti di discriminazione anticristiana. Come se non bastassero gli atti violenti di vandalismo anticristiano che la setta islamista Isis sta diffondendo in molte parti del mondo.  Per quanto riguarda la libertà religiosa, il governo può avere una ragione “convincente” per fissare limiti quando una pratica viola il bene comune, ha affermato Jason Adkins, direttore esecutivo della Conferenza cattolica del Minnesota, portando l’esempio di due medici di Michigan, in tribunale per aver eseguito la mutilazione genitale femminile su due ragazze musulmane del Minnesota “per ragioni religiose”.

Ad ulteriore riprova che il satanismo, come analoghe ideologie nichiliste, sia soltanto propaganda di false ‘libertà a senso unico’ e falsi diritti. 

Fonti

http://www.swnewsmedia.com/shakopee_valley_news/news/belle-plaine-eliminates-free-speech-zone/article_683eda20-babf-5b14-8b36-87bab1f25e56.html

http://thecatholicspirit.com/news/local-news/belle-plaine-catholics-lead-resistance-satanic-temple-veterans-monument/

http://thecatholicspirit.com/featured/belle-plaine-council-nixes-religious-memorials-priest-says-decision-caves-satanic-temple/