San Marco Evangelista- 25 Aprile

PREGHIERA

O Glorioso san Marco che foste sempre in onore specialissimo nella Chiesa, non solo per i popoli da voi santificati, per il Vangelo da voi scritto, per le virtù da voi praticate, e per il martirio da voi sostenuto, ma ancora per la cura speciale che mostrò Iddio per il vostro corpo portentosamente preservato sia dalle fiamme a cui lo destinarono gli idolatri nel giorno stesso della vostra morte, e sia dalla profanazione dei saraceni divenuti padroni del vostro sepolcro in Alessandria, fate che possiamo imitare tutte le vostre virtù.

O Dio, che hai glorificato il tuo evangelista Marco con il dono della predicazione apostolica, fa’ che alla scuola del Vangelo, impariamo anche noi a seguire fedelmente Cristo Signore. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.


Tzanes_Emmanuel_-_St_Mark_the_Evangelist_-_Google_Art_ProjectLa raffigurazione di san Marco compare sin dalla prima arte cristiana, assieme a quella degli altri Evangelisti. San Girolamo (IV secolo) argomentò come si possano associare i quattro Evangelisti con i simboli del “tetramorfo” che compaiono nelle profezie di Ezechiele, riprese poi nelle visioni dell’Apocalisse : ” Il primo vivente era simile a un leone, il secondo essere vivente aveva l’aspetto di un vitello, il terzo vivente aveva l’aspetto d’uomo, il quarto vivente era simile a un’aquila mentre vola; i quattro esseri viventi hanno ciascuno sei ali, intorno e dentro sono costellati di occhi”.

La figura dell’evangelista Marco, è conosciuta soltanto da quanto riferiscono gli Atti degli Apostoli e alcune lettere di s. Pietro e s. Paolomolti studiosi identificano Marco con il giovanetto che, come viene descritto solo nel Vangelo di Marco, seguì Gesù dopo l’arresto nell’orto del Getsemani, avvolto in un lenzuolo; i soldati cercarono di afferrarlo ed egli sfuggì nudo, lasciando il lenzuolo nelle loro mani:

“Un giovanetto però lo seguiva, rivestito soltanto di un lenzuolo, e lo fermarono. Ma egli, lasciato il lenzuolo, fuggì via nudo (14,1.51.52)

Quel ragazzo era Marco, figlio della vedova benestante Maria, che metteva a disposizione del Maestro la sua casa in Gerusalemme e l’annesso Orto degli ulivi.

Conosciamo Marco come il probabile proprietario di quella grande casa al piano superiore dove si verificarono gli eventi più importanti della vita di Cristo: l’Ultima Cena, le apparizioni del Risorto, la Pentecoste. Gli scritti del Nuovo Testamento lo citano più volte. Dal libro degli Atti veniamo a sapere che Marco aveva due nomi, si chiamava anche Giovanni (nome ebraico): [Pietro] si recò alla casa di Maria, madre di Giovanni detto anche Marco, dove si trovava un buon numero di persone raccolte in preghiera (At 12,12)E che fu compagno in un viaggio missionario di Paolo e Barnaba, dai quali però poi si separò: “Giunti a Salamina [Barnaba e Paolo] cominciarono ad annunziare la parola di Dio nelle sinagoghe dei Giudei, avendo con loro anche Giovanni come aiutante” (At 13,5).Salpati da Pafo, Paolo e i suoi compagni giunsero a Perge di Panfilia. Giovanni si separò da loro e ritornò a Gerusalemme “(At 13,13).
Nella lettera ai Colossesi, Paolo ci informa che Marco è cugino di Barnaba: “Vi salutano Aristarco, mio compagno di carcere, e Marco, il cugino di Barnaba, riguardo al quale avete ricevuto istruzioni – se verrà da voi, fategli buona accoglienza” – (Col 4,10).  Sempre Paolo, a Filemone, in un biglietto, manda i “saluti di Epafra, Marco, Aristarco, Dema e Luca, miei collaboratori “(Fm 24).
Dall’apostolo Pietro poi sappiamo che Marco si trova a Roma con lui: “Vi saluta la comunità che è stata eletta come voi e dimora in Babilonia; e anche Marco, mio figlio” (1Pt 5,13).

Anche fonti extra bibliche ci confermano questo fatto: Marco fu al seguito di Pietro mettendo per iscritto almeno parte della predicazione del primo tra gli Apostoli. A testimoniarlo è uno tra i primi vescovi cristiani: Papia di Gerapoli. Nei suoi scritti egli ricorda gli insegnamenti di un tale “presbitero” di nome Giovanni: “Marco, divenuto interprete di Pietro, mise per iscritto tutto ciò che si ricordava, senz’ordine però, sia le parole, sia le opere del Signore”.marcos2_evg
Tale notizia se, da un lato ci ha offerto una preziosa testimonianza del rapporto fra Marco e Pietro, dall’altra ha alimentato la convinzione che Marco fosse semplicemente il segretario di Pietro, una sorta di copista, senza molto talento né originalità.
Oggi la critica moderna gli ha ridato il posto onorevole che gli spetta.

Marco è l’inventore del genere letterario del Vangelo, preceduto solo da una sorta di protoevangelo che non ci è pervenuto, ma che comunque Marco ha organizzato in modo del tutto autonomo. L’espressione di Papia: mise per iscritto tutto ciò che si ricordava, senz’ordine non corrisponde, infatti, a verità. Marco raccolse sì, tutto ciò che si ricordava delle parole e delle opere del Signore, ma non senz’ordine, bensì con una costruzione precisa e un’originalità propria.

CHI E’ GESU’  è la domanda fondamentale del Vangelo di Marco che si apre con queste parole: Inizio del Vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio. Il titolo bene si sposa con l’intento dell’opera che praticamente si chiude con la confessione di fede del Centurione: “veramente quest’uomo era Figlio di Dio”.
«Chi è il vero discepolo» è l’altra domanda fondamentale del vangelo marciano, che viene per questo definito il Vangelo dei catecumeni. Clemente Alessandrino, attorno al 200, afferma che Marco scrisse il suo Vangelo a Roma per i convertiti al Cristianesimo di quella città, non a caso, allora, è un romano – e un soldato romano – il perfetto credente che alla fine del Vangelo riconosce l’identità di Gesù.stmark

Marco, come abbiamo visto dai passi sopra riportati, fu legato a Barnaba non solo da vincoli di parentela, ma anche da ideali. Per un certo tempo, infatti, gli fu compagno di missione insieme con l’apostolo Paolo, intorno al 44 d.C. Per motivi a noi ignoti Marco fu all’origine di un litigio tra Barnaba e Paolo, forse uno dei motivi fu proprio il temperamento di Marco, piuttosto timoroso e poco incline alle “fatiche” missionarie. Il dissenso, comunque, si ricompose e ritroviamo Marco al seguito degli apostoli e in particolare di Pietro per il quale, grazie alla sua conoscenza del greco, funse da interprete. 

Secondo il doge Andrea Dandolo, nell’ampia Cronica redatta nel 1350, fu lo stesso Pietro che lo inviò ad Aquileia quale organizzatore di un clero preesistente. Qui scelse il primo vescovo di Aquileia: Ermagora (unico dato certo della tradizione).  Secondo un’antichissima tradizione, Pietro lo mandò poi ad evangelizzare Alessandria d’Egitto, qui Marco fondò la Chiesa locale diventandone il primo vescovo.
Nella zona di Alessandria subì il martirio: fu torturato, legato con funi e trascinato per le vie del villaggio di Bucoli, luogo pieno di rocce e asperità; lacerato dalle pietre, il suo corpo era tutta una ferita sanguinante.
Dopo una notte in carcere, dove venne confortato da un angelo, Marco fu trascinato di nuovo per le strade, finché morì il 25 aprile verso l’anno 72, secondo gli “Atti di Marco” all’età di 57 anni; ebrei e pagani volevano bruciarne il corpo, ma un violento uragano li fece disperdere, permettendo così ad alcuni cristiani, di recuperare il corpo e seppellirlo a Bucoli in una grotta; da lì nel V secolo fu traslato nella zona del Canopo.

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Martirio di San Marco Evangelista- Beato Angelico

La chiesa costruita al Canopo di Alessandria, che custodiva le sue reliquie, fu incendiata nel 644 dagli arabi e ricostruita in seguito dai patriarchi di Alessandria, Agatone (662-680), e Giovanni di Samanhud (680-689).
E in questo luogo nell’828, approdarono i due mercanti veneziani Buono da Malamocco e Rustico da Torcello, che s’impadronirono delle reliquie dell’Evangelista minacciate dagli arabi, trasferendole a Venezia, dove giunsero il 31 gennaio 828, superando il controllo degli arabi, una tempesta e l’arenarsi su una secca.
Le reliquie furono accolte con grande onore dal doge Giustiniano Partecipazio, figlio e successore del primo doge delle Isole di Rialto, Agnello; e riposte provvisoriamente in una piccola cappella, luogo oggi identificato dove si trova il Tesoro di San Marco.
Iniziò la costruzione di una basilica, che fu portata a termine nell’832 dal fratello Giovanni suo successore; Dante nel suo memorabile poema scrisse. “Cielo e mare vi posero mano”, ed effettivamente la Basilica di San Marco è un prodigio di marmi e d’oro al confine dell’arte.

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SAN MARCO EVANGELISTA PATRONO DI VENEZIA

La cerimonia della dedicazione e consacrazione della Basilica, avvenuta il 25 aprile 1094, fu preceduta da un triduo di penitenza, digiuno e preghiere, per ottenere il ritrovamento delle reliquie dell’Evangelista, delle quali non si conosceva più l’ubicazione, dato che un grave incendio nel 967 aveva in parte distrutto la Basilica.
Dopo la Messa celebrata dal vescovo, nel giorno della dedicazione, improvvisamente si spezzò il marmo di rivestimento di un pilastro della navata destra, a lato dell’ambone e comparve la cassetta contenente le reliquie di San Marco, mentre un profumo dolcissimo si spargeva per la Basilica.
Venezia restò indissolubilmente legata al suo Santo patrono, il cui simbolo di evangelista, il leone alato che artiglia un libro con la scritta: “Pax tibi Marce evangelista meus”, divenne lo stemma della Serenissima, che per secoli fu posto in ogni angolo della città ed elevato in ogni luogo dove portò il suo dominio.

STATUA DI SAN MARCO- facciata della BASILICA, VENEZIA

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Fonti

http://www.santiebeati.it/dettaglio/20850

https://www.culturacattolica.it/cultura/arte-e-catechesi/il-vangelo-di-marco/l-evangelista-marco-tra-storia-e-leggenda

 

Novena a Santa Caterina da Siena

La Novena a S. Caterina da Siena dal 20 al 28 aprile. Ogni giorno, oltre alle preghiere indicate, rivolgiamo alla Santa Patrona d’Italia questa Supplica scritta da Pio XII per la salvezza della nostra Patria e della Santa Chiesa:

Preghiera a Santa Caterina da Siena di PIO XIIcrocelucenteO Caterina santa, giglio di verginità e rosa di carità che ornasti il giardino domenicano, eroina di cristiano zelo che fosti eletta al pari di Francesco singolare Patrona d’Italia, a te noi fiduciosi ricorriamo, invocando la tua potente protezione sopra di noi e sopra tutta la Chiesa di Cristo, tuo diletto, nel cui Cuore bevesti inesauribile fonte di ogni grazia e di ogni pace per te e per il mondo.
Da quel Cuore divino tu derivasti l’acqua viva di virtù e concordia nelle famiglie, di onesto tratto nella gioventù, di riunione fra i popoli discordi, di rinnovazione del costume pubblico e dell’amore fraterno, compassionevole e benefico verso gl’infelici e i sofferenti, e insegnasti con l’esempio tuo a congiungere l’unione di Cristo con l’amore di patria.

Se ami l’Italia e il popolo a te affidato, se la pietà verso di noi ti muove, se ti è cara la tomba in cui Roma venera e onora la tua spoglia verginale, allora, rivolgi benigna il tuo sguardo e il tuo favore sulla nostra pena e sulla nostra preghiera e compi i nostri voti.
Difendi, soccorri e conforta la tua patria e il mondo. Sotto il tuo presidio e tutela siano i figli e le figlie d’Italia, i nostri cuori e le anime nostre, i nostri travagli e le nostre speranze, la nostra fede e il nostro amore: quell’amore e quella fede che furono la tua vita e ti fecero immagine di Cristo crocifisso nello zelo intrepido per la sposa di Lui, la santa Chiesa.
O eroica e santa messaggera di unione e di pace per la Chiesa di Cristo, che restituisci al seggio apostolico romano nel suo splendore di autorità e di magistero il Successore di Pietro, proteggilo e consolalo nella sua paterna universale sollecitudine, nei suoi affanni e nei suoi consigli per la salvezza e la pace dei popoli; e ravviva, conserva e accresci in noi e in tutti i fedeli cristiani, o celeste Patrona, l’affetto e la sottomissione che tu nutrivi per lui e per l’ovile di Cristo, nella tranquillità del mondo. Amen.Catherine

NOVENA

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo- Pater, Ave, Gloria…
(Secondo le intenzioni del Sommo Pontefice e per le necessità della Santa Chiesa)

Primo giorno

Per quello spirito di orazione che voi aveste fin da bambina, per cui in essa metteste tutte le vostre delizie, e coll’angelica salutazione tante volte da voi ripetuta quanti erano i gradini delle scale che vi avveniva di ascendere ossequiaste continuamente la santa vergine Maria, otteneteci, vi preghiamo, la grazia di amare anche noi a vostro esempio l’esercizio della preghiera, e di farla sempre con quelle condizioni che la rendano degna d’esaudimento.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.santa caterina da siena barra

Secondo  giorno

Per quell’ affetto particolare che voi portaste, o gran Santa, alla virtù della purità, per cui di otto anni vi consacraste al Signore con voto irrevocabile, e col radervi il capo, col gemere, col sospirare, rigettaste in progresso le più onorevoli offerte di vantaggiosissimo collocamento, otteneteci, vi preghiamo, la grazia di esser sempre ancor noi saldi di mente, di cuore e di costume, o di aborrire con odio sommo tutto quello che offende anche leggermente una virtù così sublime che solleva gli uomini alla sfera degli Angeli e li rende l’oggetto più caro delle divine compiacenze.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

santa caterina da siena barraTerzo giorno

Per quello spirito di ritiro che voi aveste, o gran Santa, per cui non desideraste mai di essere veduta da altri che dal vostro Gesù, e distratta da continue occupazioni nella vostra famiglia, sapeste fabbricarvi una tal solitudine nel vostro cuore da aver sempre la mente occupata da pensieri di Paradiso, otteneteci, vi preghiamo, la grazia di amare anche noi la solitudine e il ritiro e di aver sempre rivolti a Dio i pensieri della nostra mente in mezzo a tutte le occupazioni anche più distrattive del nostro stato.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.santa caterina da siena barra

Quarto giorno

Per quello spirito di penitenza che voi aveste, o gran Santa, fin dagli anni della vostra infanzia, quando puniste colle più ingegnose o afflittive mortificazioni la vostra condiscendenza di una sola volta a chi vi consigliava la delicatezza o l’abbigliamento, quindi associata al Terz’ Ordine Domenicano, edificaste tutto il mondo coll’astenervi perpetuamente dal vino e dalle carni, e quasi ancora dal sonno, non alimentandovi d’altro che di erbe crude, non dormendo se non pochissimo e sulle nude tavole, per impiegare tutte le ore in orazione, col portar sempre d’intorno al vostro corpo un doloroso cilicio, col macerare la vostra carne con tre discipline ogni giorno, otteneteci, vi preghiamo, la grazia di osservar sempre fedelmente quelle astinenze e quei digiuni che ne Comanda la Chiesa, di tollerar con pazienza tutto quello che di afflittivo si degnerà Iddio di ordinare a nostro bene o di mortificare spontaneamente tutte le inclinazioni perverse del nostro cuore e i desideri smoderati dei nostri sensi, al fine di aver anche noi la necessaria somiglianza col nostro esemplar Crocifisso.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli. santa caterina da siena barra

Quinto giorno

Per quell’eroica carità che vi mosse, o gran Santa, a servire spontaneamente e medicare di propria mano le povere inferme abbandonate da tutti per il fetore delle cancrenose lor piaghe, e dalle quali non foste rimontata che con ingiurie, villanie e calunnie le più disonoranti, otteneteci dal Signore la grazia di esser sempre anche noi ugualmente pronti a soccorrere il nostro prossimo in ogni sua necessità ed a perdonare generosamente, anzi ricambiare con benefici, tutti gli oltraggi che ci venissero fatti, affinché meritiamo in questa vita e nell’altra la beatitudine promossa ai veri mansueti e ai veri misericordiosi.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.santa caterina da siena barra

Sesto giorno

Per quell’ammirabile fortezza che, col raddoppiamento delle orazioni, delle austerità e del fervore, voi dimostraste, o gran Santa, contro tutte le podestà dell’inferno che scatenate contro di voi vi perseguitarono per tanto tempo con le immagini più indegne nelle tentazioni le più violente, e per la quale riportaste in premio dal divin vostro Sposo, oltre la familiarità di parlare e trattare con i Suoi Santi e colla stessa Sua madre Maria, i rapimenti, le estasi, le rivelazioni e le più intime comunicazioni con Lui, fino ad essere col dono sensibile di un ricco anello dichiarata sua sposa, otteneteci, vi preghiamo, la grazia d’essere anche noi egualmente forti contro gli assalti dei nostri spirituali nemici, affinché sia premio della nostra fedeltà il crescere sempre ogni giorno nell’amore divino, fino a meritarci con sicurezza l’unione inseparabile col sommo Bene.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.santa caterina da siena barra

Settimo giorno

Per quel lume soprannaturale, cui foste miracolosamente dotata, o gran Santa, per cui poteste servire con molte lettere di consigliera agli stessi romani Pontefici, e venire personalmente da loro consultata, e scoprir loro quello che aveano risoluto nel proprio cuore, ed ottenere da loro la tanto sospirata ripristinazione della Santa Sede in Roma, di cui era priva da settant’anni, otteneteci dal Signore la grazia di conoscer sempre nei nostri dubbi quello che è più conforme ai voleri di Dio e più conveniente alla salute dell’anima nostra, affinché dalle nostre risoluzioni derivi l’accrescimento così del nostro fervore davanti a Dio, come della nostra edificazione riguardo al prossimo.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.santa caterina da siena barra

Ottavo giorno

Per quella singolarissima devozione che voi aveste, o gran Santa, a Gesù Cristo sacramentato, per cui foste più volte comunicata di Sua mano e dissetata al Suo costato col divino Suo Sangue, quindi perduto il gusto degli alimenti, duraste per otto anni dal principio della Quaresima fino al giorno dell’Ascensione senza cibarvi di altro che della Santissima Eucaristia, otteneteci, vi preghiamo, la grazia di portare al Santissimo Sacramento un amore simile al vostro, onde facciamo nostra delizia il trattenerci a lungo alla Sua presenza, il frequentemente riceverLo nel nostro cuore, e il procurargli in ogni circostanza la maggior possibile glorificazione.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli. santa caterina da siena barra

Nono giorno

Per quell’ amore straordinario che voi aveste ai patimenti per cui sopportaste con fortezza il soffrire nelle invisibili stimmate tutti i dolori di un corpo crocifisso, e sorpresa dall’ultima infermità, vi rendeste spettacolo di ammirazione a tutto il mondo per la serenità e per la gloria con cui soffriste i tormenti più spaventosi, otteneteci dal Signore la grazia di ricever con cristiana rassegnazione, anzi con santa allegrezza tutte le croci con le quali Iddio si compiacerà di visitarci, affinché, dopo avere portata la mortificazione di Cristo nelle nostre membra, possiamo con voi partecipare alla pienezza della Sua beatitudine nella Casa dell’Eternità.

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INNO A SANTA CATERINA DA SIENA PATRONA D’ITALIA

O Caterina, vergine che splendi
di tante virtù adorna, in Paradiso,
là tu ricevi il premio dell’ardente
tua vita santa.

Tu, impegnativo modello, rifulgi
nella grande famiglia di Domenico
e la tua santità è il più puro omaggio
al fondatore.

Davanti a Dio ti scopristi creatura
semplicemente, e scegliesti Lui solo:
assetata del dolce Suo volere,
ne fosti apostola.

Non ti appagò alcun diletto o bellezza
e le lusinghe del male fuggisti,
riparando con aspre penitenze
ogni peccato.

Dottore della Chiesa, tu hai seguito
la luce di Gesù, vera sapienza,
e ti infiammò il suo Spirito, che amore
sparge nel mondo.

O patrona d’Italia, accendi gli animi,
rendici attivi e nuovi nella fede
e la concordia operi la pace
nella giustizia.

Per tante meraviglie in te operate
la Trinità santissima cantiamo,
il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo,
Unico Dio.

Testimonianza di liberazione di una ex seguace dei falsi “messaggi da Gesù” della veggente MDM-

La mia avventura spirituale è iniziata con un errore, un errore davvero grande. Mi sono imbattuta nei “Messaggi da Gesù Cristo” (Il Libro della verità- Ultimo Avvertimento- IN FOTO appare il ‘Sigillo del dio vivente’) della autoproclamatasi veggente Maria Divina Misericordia, mentre cercavo su Google. All’epoca ero interessata a tutto tranne che alla fede. Però quei messaggi erano talmente diffusi dappertutto sul web ed io ero cosi dipendente da internet, che ho iniziato a leggerli per morbosa curiosità, perchè parlavano sempre contro Papa Francesco…r-internet-addiction-large570-12
Inizialmente,  i messaggi sembravano interessanti perché parlavano dell’amore di Dio, ma poi erano sempre più minacciosi sulla imminente fine del mondo… Avevo smesso di leggerli per un po’, ma dopo un breve periodo di distacco, ho pensato tra me e me: “Chissà cosa dicono adesso …”. Vorrei sottolineare che è stata la curiosità morbosa e il desiderio di conoscere il futuro che mi ha portata a diventare schiava di quei messaggi. Ho iniziato a leggerli ogni giorno. UNA VERA DIPENDENZA psicologica.
Avevo trovato un alibi per continuare a leggere quei messaggi: cioè che la mia conoscenza di Dio e di alcune preghiere cattoliche come il Rosario, stava crescendo, ma era una falsa conoscenza, basata sui messaggi di Maria Divina Misericordia e non sul Catechismo della Chiesa Cattolica che ci insegna l’obbedienza alla Chiesa come a Cristo stesso, perché nella Chiesa dimora lo Spirito Santo.
Ma poi la mia fede è rimasta solo in quei messaggi e non nella Chiesa.

Conversione sì….ma per paurasnake_and_apple_

Cominciai a pregare ossessivamente, troppo, secondo gli ordini di quei messaggi che minacciavano di fare “urgenti catene di preghiera per salvarsi”…. Mi ero convinta che fosse un privilegio pregare per tutte quelle anime bisognose di salvezza. Ho iniziato a prendere parte anche alle attività di un gruppo di preghiera: ero grata che almeno adesso ero più vicina a Dio e mi sentivo SPECIALE. Non mi ero resa conto che stavo facendo tutto per le ragioni sbagliate. La mia motivazione era la paura, non l’ amore a Cristo e l’ obbedienza alla Chiesa. Avevo paura della Seconda Venuta…della fine del mondo. Pregavo ossessivamente per PAURA. 
Strane esperienze sono iniziate nella mia vita. Come il momento in cui ho avvertito una strana presenza dopo aver partecipato alle “CROCIATE DI PREGHIERA”. Sentii un forte odore persistente di zolfo che scomparve dopo qualche tempo. Ho condiviso questo fenomeno con i membri di un gruppo di Facebook, ma mi dissero come ‘scusante’ che quella puzza era Satana che mi disturbava perché mi stava perdendo come suo servitore. Dopotutto, mi ero convertita, pensai….. tornai in chiesa, pregai, lessi la Sacra Scrittura.
Ma avevo perso la cosa più importante: non ero in obbedienza a Papa Francesco, che è il Capo della Chiesa cattolica. 
TUTTO IL CONTENUTO DEI MESSAGGI DI MARIA DIVINA MISERICORDIA INCORAGGIA AD ODIARE PAPA FRANCESCO-
Su Facebook, i seguaci di Maria Divina Misericordia PUBBLICAVANO FOTO CHE CALUNNIAVANO PAPA FRANCESCO e “fatti” che presumibilmente confermavano la veridicità dei messaggi.
Col passare del tempo, i messaggi diventavano sempre più confusi, ripetitivi e prevedibili, ma i seguaci di Maria Divina Misericordia trovavano sempre il modo di giustificarli.  Il “Sigillo del Dio vivente” e le preghiere che ne derivavano erano MARTELLANTI. MI ACCORSI CHE C’ERANO MOLTE MANIPOLAZIONI NEI MESSAGGI: ogni volta che le previsioni non si realizzavano, seguivano  messaggi ancora più complicati che servivano da fumo per distrarre i follower. 
Pensai che se avesse parlato davvero Gesù attraverso i messaggi, non mi sarei sentita manipolata, come effettivamente cominciavo a sentirmi.
 
I messaggi che dovevano durare solo pochi mesi-come era stato scritto dalla veggente all’inizio- continuavano a trascinarsi per anni. Non appena un sacerdote mi fece notare questa discrepanza, quel messaggio iniziale (in cui la veggente diceva che i messaggi sarebbero durati solo qualche mese)  scomparve senza “spiegazione” dai siti di MDM…
Cominciai a chiedermi perché Gesù avrebbe avuto bisogno proprio di me per farmi sapere della sua seconda venuta….Tanti su Facebook cominciavano a chiedersi la stessa cosa.

Attacchi Satanici demonic-sea2l

Nel frattempo, ho sperimentato altri attacchi satanici. Mentre continuavo a frequentare il gruppo di preghiera, le mie esperienze spirituali malefiche iniziarono ad accumularsi, ma i seguaci dei messaggi di MDM mi inducevano a credere che ciò accadeva perché mi dedicavo a servire Dio solo e Maria, ma in realtà, i messaggi di Maria Divina Misericordia MDM mi stavano avvicinando a Satana.

I confini tra le esperienze spirituali di Dio e gli spiriti maligni erano diventati sempre più confusi. Pensavo che quelle esperienze mi stessero avvicinando a Dio e che grazie a loro io ero una persona speciale. È stato un abbaglio del mio orgoglio, ma poi ho visto tutto sotto una luce completamente diversa. 

Ho iniziato a condividere tutto con il mio sacerdote confessore e lui mi ha messo in guardia contro questi messaggi, ma i semi del dubbio erano rimasti profondamente radicati in me: “forse” o “e se fosse vero?” e disobbedii al mio confessore. E così Satana mi ha tenuta prigioniera. Ero in un vicolo cieco.
Sono stata per tre anni coinvolta attivamente come seguace dei “messaggi della veggente Maria Divina Misericordia”. IL RISULTATO E’ STATO CHE IN CHIESA NON RIUSCIVO AD ENTRARE E SVENIVO. Ancora una volta mi ritornò il dubbio: “Questo viene da Dio o dal Male?” Tutto quello che mi stava accadendo, era un segnale di avvertimento della Grazia di Dio per salvarmi dall’ inganno in cui ero caduta. 
Ho trovato qualcuno con cui pregare le preghiere della Crociata dei gruppi legati ai messaggi della veggente MDM e ho iniziato a distribuire volantini. Il rilascio delle medaglie di salvezza (IN FOTO) si è rivelata un’altra delusione perché erano protetti dal diritto d’autore – quindi è stato chiaramente fatto per soldi. Un altro dibattito scoppiò su Facebook. Ma c’erano sempre persone che si inventavano delle scuse e io stessa ho difeso i messaggi anche perché avevano preso il controllo della mia vita. 
Stavo facendo tutto questo alle spalle della Chiesa, perchè io ero stata INDOTTRINATA AD ODIARE PAPA FRANCESCO e ho osato chiedermi: “Perché non dovrei fidarmi dei sacerdoti? Loro ne sanno più di me delle cose spirituali, possono darmi buoni consigli. Perché dovrei non fidarmi di loro? ” 
C’è stato un momento in cui ogni notte alle 3:00 qualcosa mi svegliava – spaventata, ansiosa e con la sensazione che l’entità spirituale fosse appena entrata nella mia stanza. Non riuscivo ad addormentarmi anche se ero così stanca che i miei occhi non potevano rimanere aperti. Questa presenza malefica mi ossessionava e mi teneva sveglia fino al mattino, ogni notte. Nel giro di un mese ero esausta. Mi è stato detto dai seguaci di MDM, che queste erano povere anime nel Purgatorio che avevano avuto bisogno delle mie preghiere.
Ora so che erano ‘visite’ degli spiriti maligni che si liberano dalle loro catene in quel preciso momento della notte. 

LA LIBERAZIONEima

Ho iniziato a pensare all’aiuto di un sacerdote esorcista. Non ero ancora pronta ad accettare il fatto che ero colpita dalle vessazioni del Maligno a causa del mio coinvolgimento in quei messaggi.
Ma disperata come ero, decisi di inviare una email ad un sito cattolico per chiedere aiuto.
La risposta mi suggerì di andare da un sacerdote esorcista e di chiedere preghiera di liberazione, cosa che feci, anche se non ero del tutto convinta : la mia diffidenza nei confronti di Papa Francesco influiva sul mio atteggiamento nei confronti della Chiesa cattolica. Tuttavia, presi un appuntamento. 
Sono arrivata presto in chiesa e sono andata a pregare vicino ad una statua di Maria Santissima. Ero sopraffatta dalla paura e le mie mani hanno cominciato a tremare e i pensieri martellanti mi incitavano ad andare via: ” Non farlo! Non andare lì! E se ti facesse qualcosa? Non sai chi sia!” 
Ho suonato il campanello anche se ero ancora gravemente scossa. Quando il prete borbottò che ero arrivata presto, una voce interiore disse: “Vedi, non ti vuole qui!” ma alla fine io entrai.
Dopo alcuni incontri con il sacerdote esorcista, con lui, tutto divenne chiaro. Si è scoperto che l’esorcista era a conoscenza dei ‘messaggi di MDM’ e non ero stata la prima persona a chiedere aiuto a lui per lo stesso problema.

Durante gli esorcismi, ogni volta che il sacerdote menzionava lo spirito di Jezebel o Maria Divina Misericordia, i demoni mi lanciavano a terra e urlavano così forte che la mia gola è stata dolorante per settimane e NON POTEVO PIU’ PARLARE.

MA ALLA FINE IL MALE MI HA LASCIATA. 

Alla fine, ho trovato le risposte alle mie domande. Anche se questi ‘messaggi’ ti convertono perchè ti fanno pregare, ciò non significa che vengano da Dio.

Satana ha avuto un accesso più facile a me attraverso alcuni peccati generazionali. Ora capisco che dovremmo sempre cercare Gesù nella Chiesa Cattolica ed in obbedienza al Vicario di Cristo, mai al di fuori. Dio è stato amorevole nel liberarmi dai demoni legati a questi ‘messaggi’ e ho scritto questa testimonianza per la gloria di Dio Uno e Trino e nella speranza che la mia testimonianza possa servire da avvertimento. 

C’era un messaggio che mi restava in testa – sulle apparizioni di Maria che dovevano aver luogo in primavera, ma non si è mai verificata. Ma le persone le cui menti sono oscurate troveranno sempre una scusa, proprio come feci io in quel momento.

Papa Francesco è un papa di misericordia e Satana sta cercando di distruggerlo in ogni modo possibile. Una delle lezioni più importanti nella vita di Gesù fu la Sua obbedienza a Suo Padre fino alla morte, e per noi questo significa obbedienza alla Sua Chiesa. 
Questo è ciò che i Santi hanno fatto e insegnato, anche quelli perseguitati dalla Chiesa; non disubbidirono mai e non lavorarono mai per il Signore fuori dalle mura della Chiesa. Lo Spirito di Dio è presente nella Chiesa, come ha sottolineato Gesù dopo che Maria e Giuseppe lo ritrovarono nel TEMPIO: “Per quale motivo siete venuti a cercarmi? Non sapete che devo trovarmi nel posto che appartiene a Mio Padre?” (Luca 2:49) – Perché cerchi il Signore fuori dal Suo Tempio, la Chiesa, in alcuni piccoli gruppi? 

So che se Papa Francesco è stato eletto Vicario di Cristo, questa è la Verità: incoraggiare alla disobbedienza al Papa e alla diffidenza nei sacerdoti è sempre veicolato da Satana, anche quando le nostre intenzioni sono le migliori.


Testimonianza di Joanna dalla Polonia

Gli Angeli della Resurrezione- Supplica ai Santi Angeli di Dio

La Resurrezione non è semplicemente un ritorno alla vita come accadde a Lazzaro, ma è soprattutto il passaggio ad una vita nuova per la potenza dello Spirito Santo. Essa non è soltanto una azione divina come tante altre ma è l’avvenimento decisivo della storia della salvezza. II tempo pasquale, che si estende dal Triduo pasquale fino alla domenica di Pentecoste, si può definire come il “tempo di un giorno unico prolungato, cioè senza tramonto”. Ogni anno la Chiesa, dopo aver celebrato, nel Triduo pasquale, i tre aspetti della redenzione: Morte, Sepoltura e Resurrezione di Gesù Cristo, prolunga, in una festa ininterrotta di 50 giorni, anche i misteri complementari dell’Ascensione e della Pentecoste. Con la Pasqua di Cristo si realizza il disegno di condurre tutti gli uomini alla salvezza e alla conoscenza della verità, che è anche liberazione e riconciliazione del genere umano con Dio. 

L’antica omelia “sulla Santa Pasqua” dell’anonimo Quartidecimano, del II secolo, definisce la Pasqua come: “Festività comune di tutti gli esseri, invio nel mondo della volontà del Padre, aurora divina di Cristo sulla terra, solennità perenne degli Angeli e degli Arcangeli, vita immortale del mondo intero, nutrimento incorruttibile per gli uomini, anima celeste di tutte le cose, iniziazione sacra del cielo e della terra”.

Come già abbiamo rilevato nella vita terrena di Gesù, gli Angeli appaiono solo in alcuni precisi momenti. All’inizio della sua missione pubblica, dopo aver presentato Gesù, che è stato tentato da Satana nel deserto ed averlo vinto, San Matteo annota: “Allora il diavolo lo lasciò ed ecco Angeli gli sì accostarono e lo servivano” (Mt. 4, 11).

La sola presenza degli angeli testimonia che un’azione divina essenziale si sta compiendo. Gli angeli sono quindi una testimonianza della Resurrezione. Per le donne che si erano recate al sepolcro per ungere il corpo di Gesù, l’incontro con gli angeli costituisce una profondissima esperienza col divino. angeli resurrezione 1

Il teologo Renzo Lavatori fa opportunamente notare che a Cristo, che ha dato prova di restare fedele al progetto messianico del Padre, gli Angeli mostrano la loro sudditanza. Essi si pongono al servizio dell’uomo, quando l’uomo è disponibile a servire Dio.

Una volta, riguardo alla missione degli Spiriti celesti, Gesù ebbe a dire: “In verità in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli Angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell’uomo” (Gv. 1,51). Questa frase del Signore si riferisce particolarmente al momento della esaltazione gloriosa che comprende la sua Passione, Morte, Resurrezione e Ascensione. Nel Vangelo di Luca, un “Angelo del cielo” conforta Gesù nella sua angoscia mortale, quando nel Getsemani Egli accetta di morire in croce, per redimere l’umanità del peccato. L’Angelo non lo libera dalla Passione né dalla dolorosa Agonia, ma non lo abbandona, anzi lo conforta, perché Egli trovi il coraggio per restare fedele al progetto di Dio. Così, come all’inizio, dopo le tentazioni, anche alla fine della sua resistenza, Gesù non trova vicino a sé gli apostoli o i discepoli, ma trova la presenza consolante degli Angeli che sono al suo fianco, per condurlo sino alla fine a compiere la sua missione di Messia sofferente.Easter

Nei racconti della Resurrezione vediamo una massiccia presenza di figure angeliche che rotolano via pietre dal sepolcro, vigilano sulla tomba vuota, tranquillizzano e preparano gli apostoli ed i discepoli alla fortissima emozione di vederlo di nuovo vivo. Nel Vangelo di Marco, l’Angelo della Resurrezione viene descritto come “un giovane seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca” egli si trova all’interno del Sepolcro e alle donne che erano venute per ungere il corpo di Gesù dà un messaggio sconvolgente: “Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano deposto. Ora andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro che Egli vi precede in Galilea, là lo vedrete, come vi ha detto” (Mc. 16, 6-7). Nel Vangelo di San Matteo, l’apparizione dell’Angelo della Resurrezione è così riportata: “Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un Angelo del Signore, sceso dal cielo, sì accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come la folgore e il suo vestito bianco come la neve. Per lo spavento che ebbero di lui le guardie tremarono tramortite. Ma l’angelo disse alle donne: ‘Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui. È risorto, come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: è risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea, là lo vedrete. Ecco, io ve l’ho detto. Abbandonate in fretta il Sepolcro, con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annunzio ai suoi discepoli” (Mt. 28,2-8). Nel Vangelo di San Luca, le pie Donne giungono presso il Sepolcro di mattino, assai presto. Esse trovano una Tomba aperta: non c’è nessuno e vedono due Spiriti celesti in vesti luminose. Essendosi le donne impaurite e avendo chinato il volto a terra, gli Angeli dissero loro: “Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea, dicendo che bisognava che il Figlio dell’Uomo fosse consegnato in mano ai peccatori, che fosse crocifisso e resuscitasse il terzo giorno”. Ed esse sì ricordarono delle sue parole”. (Lc. 24, 5-8).

La teologa americana Megan Mckenna rileva che, nei racconti evangelici della Resurrezione, tutti quelli che vedono gli Angeli, sono fortemente colpiti dall’esperienza, strappati dalle loro emozioni e relazioni personali, per approdare a una realtà che appartiene all’intera comunità. Essi sono mandati agli altri, così come vengono mandati gli Angeli, per interpellare, per annunciare, per dichiarare un nuovo ordine esistenziale, per espandere i loro cuori con i segni della fede, della speranza e dell’amore. Questi spiriti celesti spingono ad una totale conversione, cioè rendono più agevole il passaggio tra una forma di vita e un’altra, messa in moto dalla Resurrezione. Questi Angeli della Resurrezione sono intermediari e trascinano una comunità, in via di dispersione, in un nuovo luogo in cui Gesù possa apparire loro per mandarli nel mondo così come Egli era stato mandato nel mondo dal Padre. L’annuncio che il Cristo è risorto ed è il Vivente, potrebbe significare che la potenza di Dio l’ha strappato alla morte, ma il bagliore degli angeli che hanno una “veste candidissima” ed il volto abbagliante “come il lampo”, attesta che Cristo è entrato con la sua umanità trasfigurata nella gloria divina. La gloria dell’angelo della Resurrezione è così sfavillante che le donne devono chinare gli occhi.

L’umanità terrestre non può sopportare il loro bagliore. L’angelo custode è vicino ad ognuno di noi e ci reca un annunzio di gioia: “Non abbiate paura, Cristo è risuscitato! Anche voi risorgerete e Lo vedrete!”.

Don Marcello Stanzione, tratto dal Sito  Milizia di San Michele Arcangelo


SUPPLICA POTENTE AI SANTI ANGELI DI DIO MILIZIE ANGELICHE

Dio Uno e Trino, Onnipotente ed Eterno! Prima di ricorrere ai tuoi servi, i Santi Angeli, ci prostriamo alla tua presenza e ti adoriamo: Padre, Figlio e Spirito Santo.

Benedetto e lodato sia Tu per tutta l’eternità.

Dio santo, Dio forte, Dio immortale: tutti gli angeli e gli uomini, che Tu hai creato, ti adorino, ti amino e restino al tuo servizio.

E tu, Maria, Regina di tutti gli angeli, accetta benevolmente le suppliche che ti rivolgiamo; presentale davanti all’Altissimo, tu che sei la mediatrice di tutte le grazie e l’onnipotenza supplicante, perché otteniamo le grazie, la salvezza e l’ausilio.

Amen.

Potenti Santi Angeli, che ci siete stati concessi da Dio per la nostra protezione e il nostro ausilio, in nome della Santissima Trinità vi supplichiamo:

Venite in fretta, aiutateci!

Vi supplichiamo in nome del prezioso Sangue di nostro Signore Gesù Cristo:

Venite in fretta, aiutateci!

Vi supplichiamo per il potente Nome di Gesù:

Venite in fretta, aiutateci!

Vi supplichiamo per tutte le piaghe di Nostro Signore Gesù Cristo:

Venite in fretta, aiutateci!

Vi supplichiamo per tutti i martìri di nostro Signore Gesù Cristo:

Venite in fretta, aiutateci!

Vi supplichiamo per la Santa Parola di Dio:

Venite in fretta, aiutateci!

Vi supplichiamo per il Cuore di nostro Signore Gesù Cristo:

Venite in fretta, aiutateci!

Vi supplichiamo in nome dell’amore che Dio nutre per noi poveri:

Venite in fretta, aiutateci!

Vi supplichiamo in nome della fedeltà di Dio per noi poveri:

Venite in fretta, aiutateci!

Vi supplichiamo in nome della misericordia di Dio per noi poveri:

Venite in fretta, aiutateci!

Vi supplichiamo nel Nome di Maria, Madre di Dio e madre nostra:

Venite in fretta, aiutateci!

Vi supplichiamo nel Nome di Maria, Regina del Cielo e della Terra:

Venite in fretta, aiutateci!

Vi supplichiamo nel Nome di Maria, Regina e Signora:

Venite in fretta, aiutateci!

Vi supplichiamo per la vostra beatitudine:

Venite in fretta, aiutateci!

Vi supplichiamo per la vostra fedeltà:

Vi supplichiamo per la vostra lotta in difesa del Regno di Dio:

Venite in fretta, aiutateci!

Vi supplichiamo:

Proteggeteci con il vostro scudo!

Vi supplichiamo:

Difendeteci con la vostra spada!

Vi supplichiamo:

Illuminateci con la vostra luce!

Vi supplichiamo:

Salvateci sotto il Manto protettore di Maria!

Vi supplichiamo:

Custoditeci nel Cuore di Maria!

Vi supplichiamo:

Affidateci alle mani di Maria!

Vi supplichiamo:

Mostrateci la via che conduce alla porta della Vita: il Cuore aperto di nostro Signore!

Vi supplichiamo:

Guidateci con sicurezza alla casa del Padre celeste!

Tutti voi, nove Cori degli Spiriti Beati:

Venite in fretta, aiutateci!

Compagni speciali e inviati da Dio:

Venite in fretta, aiutateci!

Vi supplichiamo insistentemente:

Venite in fretta, aiutateci!

Il prezioso Sangue del nostro Signore e Re è stato effuso per noi poveri.

Vi supplichiamo insistentemente: venite in fretta, aiutateci!

Il Cuore del nostro Signore e Re batte d’amore per noi poveri.

Vi supplichiamo insistentemente: venite in fretta, aiutateci!

Il Cuore Immacolato di Maria, Vergine purissima e vostra Regina, batte d’amore per noi poveri.

Vi supplichiamo insistentemente: venite in fretta, aiutateci!Three-Archangels-Collage-1024x788

San Michele Arcangelo: Tu, principe degli eserciti celesti, vincitore del dragone infernale, hai ricevuto da Dio la forza e il potere per annichilire, per l’umanità, la superbia del principe delle tenebre. Ti preghiamo insistentemente di ottenerci da Dio la vera umiltà di cuore, una fedeltà incrollabile al compimento continuo della volontà di Dio e una grande forza nella sofferenza e nella penuria. Comparendo davanti al tribunale di Dio, aiutaci a non venir meno!

San Gabriele Arcangelo: Tu, angelo dell’incarnazione, messaggero fedele di Dio, apri i nostri orecchi perché possano captare anche i più dolci suggerimenti e richiami della grazia che emanano del Cuore amabilissimo del nostro Signore. Ti supplichiamo di stare sempre accanto a noi, perché possiamo comprendere bene la parola che Dio vuole da noi. Fa’ che siamo sempre disponibili e vigilanti, di modo che il Signore, quando tornerà, non ci trovi a dormire.

San Raffaele Arcangelo: Tu che sei lancia e balsamo dell’amore divino, ti supplichiamo, colpisci il nostro cuore e deposita in esso un amore ardente per Dio. La ferita non venga meno, perché ci faccia perseverare tutti i giorni nella via dell’amore. Che possiamo vincere per l’amore!

Angeli potenti e nostri santi fratelli che servite di fronte al trono di Dio, venite in nostro aiuto.

Difendeteci da noi stessi, dalla nostra codardia e dall’essere tiepidi, dal nostro egoismo e dalla nostra ambizione, dalla nostra invidia e dalla mancanza di fiducia, dalla nostra avidità nella ricerca dell’abbondanza, del benessere e della stima pubblica. Liberateci dal peccato e dall’attaccamento alle cose terrene. Toglieteci dagli occhi la benda che noi stessi ci siamo messi e che ci impedisce di vedere le necessità del nostro prossimo e la miseria del nostro ambiente, perché siamo chiusi in un morboso compiacimento di noi stessi.

Inserite nel nostro cuore la spina della santa ansia per Dio, perché non cessiamo di cercarlo, con ardore, contrizione e amore.

Contemplate il Sangue del Signore, effuso per causa nostra.

Contemplate le Lacrime della sua Regina, versate per causa nostra.

Contemplate in noi l’immagine di Dio, sfigurata dai nostri peccati, che Egli per amore ha impresso nella nostra anima.

Aiutateci a riconoscere Dio, ad adorarlo, amarlo e servirlo.

Aiutateci nella lotta contro il potere delle tenebre che ci avvolge e ci affligge.

Aiutateci perché nessuno di noi si perda, permettendo così che un giorno possiamo riunirci tutti, gioiosi, nell’eterna beatitudine.

Amen.

San Michele, soccorrici con i tuoi santi angeli, aiutaci e prega per noi!

San Gabriele, soccorrici con i tuoi santi angeli, aiutaci e prega per noi!

San Raffaele, soccorrici con i tuoi santi angeli, aiutaci e prega per noi!

O Dio, che organizzi in modo ammirevole il servizio degli angeli e degli uomini, fa’ che coloro che servono in Cielo ci proteggano sulla Terra. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, nell’Unità dello Spirito Santo. Amen B56

Fonte

La preghiera ai santi angeli da imparare a memoria

S. Gemma Galgani, luminoso fiore della Passione di Gesù

S. Gemma occupa nella storia della cristianità  una posizione di assoluto primo piano, soprattutto per quanto riguarda la partecipazione alla Passione di Gesù.
La vita di Santa Gemma è tutta un poema d’amore a Gesù Crocifisso, è un esempio per tutti noi di come possa un’anima vivere le proprie sofferenze come scambio d’amore con Cristo, perché altri Lo ritrovino nella rinuncia a se stessi, nella perfetta obbedienza alla Sua volontà: questa è la spiegazione della fortezza cristiana, dono dello Spirito Santo, e della costante serenità d’animo di Gemma.

Secondo l’esperienza di tanti sacerdoti esorcisti, Santa Gemma è molto temuta dal diavolo negli esorcismi.

Ogni Venerdì sul suo corpo Gemma riviveva la Passione di Gesù, aveva estasi angeliche, parlava con l’angelo custode e condusse sempre una vita di penitenza.

Ha conosciuto quasi tutte, anche se evidentemente in misura inferiore, le sofferenze che Gesù ha provato nella sua Via Crucis.
La croce era vissuta da lei sempre nella serenità e pacatezza d’animo, senza mai tra l’altro evidenziare all’esterno stati di angoscia o sentimenti di disperazione. Il desiderio di nascondimento è in funzione di quanto il Signore le chiede: essere vittima espiatrice del peccato del mondo e, più ancora, sostenere, con il suo esempio e la sua intercessione, tante creature, come lei ” espropriate ” di ogni cosa da un cumulo di disgrazie e disavventure, ed emarginate socialmente.
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Gemma nasce il 12 Marzo 1878  a Borgonuovo, una piccola frazione  del paese di Camigliano, situato a circa sette Km. dalla città di Lucca.

La Santa viene sempre ricordata in queste date: 

11 Aprile     Morte di Santa Gemma
 
16 Maggio   Festa Liturgica di Santa Gemma
   
Ben presto la famiglia si trasferisce a Lucca dove Gemma frequenta le scuole delle suore Oblate dello Spirito Santo, chiamate comunemente Zitine ed ha  come maestra la loro stessa fondatrice, la Beata Elena Guerra.
Nonostante la sua giovane età, dedica ogni giorno molte ore alla preghiera e nutre un amore appassionato per il Crocifisso, tanto che lei stessa dichiara che cresceva sempre di più in lei il desiderio di “poter aiutare Gesù nei suoi dolori”.
Aveva otto anni quando muore la mamma, la sig.ra Aurelia Landi.
                                           (FOTO ORIGINALI DI SANTA GEMMA)
E’ l’inizio di una serie di lutti e malattie che mettono  a dura prova la  forza spirituale di Gemma, ma la sua fede, il suo amore per Gesù, la sostengono e la confortano.
Un secondo evento doloroso per Gemma adolescente  è  la morte del fratello Gino avviato al sacerdozio, verso il quale Gemma nutriva un grande affetto nell’affinità delle stesse aspirazioni.
Nel 1897, dopo una lunga e dolorosa malattia,  muore anche il padre e fu l’inizio di un periodo di dolorosa indigenza per  la famiglia  Galgani.
Gemma aveva 19 anni e va a vivere per un certo periodo a Camaiore presso una zia; nonostante il suo abituale riserbo è notata e chiesta in sposa da un giovane del luogo, ma lei rifiuta perchè vuole essere “ tutta di Gesù”.
Ritorna a Lucca e va ad abitare,  assieme  ai suoi  tre fratelli e alle due sorelle nel popolare quartiere di Via del Biscione presso le zie  paterne, Elena ed Elisa.
Nell’estate del  1899  Gemma si ammala gravemente; trascorre le giornate nella sofferenza e nella preghiera, confortata dalle apparizioni di San Gabriele dell’Addolorata, Passionista,  che ha per lei parole di incoraggiamento e di conforto.
Al termine di una novena in onore della Santa Margherita Maria Alacoque, Gemma guarisce miracolosamente; la chiamano la ragazzina della grazia.

Il suo più grande desiderio è quello di poter vivere la vita claustrale; fa diversi tentativi, rivolgendosi a  diversi Ordini Religiosi, ma viene sempre respinta;  ogni volta le vengono obiettate due ragioni: la salute malferma e la mancanza di dote; seppe che esistevano, a Corneto, presso Tarquinia le Claustrali Passioniste, ma anche da esse non viene accolta.

Viva non mi ci vogliono – disse un giorno ad una sua zia –  ma da morta mi cercheranno –e come aveva predetto, oggi le sue spoglie mortali sono custodite proprio dalle Monache Passioniste nel santuario di Lucca a lei dedicato.

Nella casa della famiglia Galgani, vi era un grande crocifisso (IN FOTO) cui Gemma era particolarmente affezionata. Un giorno, sentendo il desiderio di baciare la piaga del costato di GESU’, ma trovandosi impotente ad arrivare a Lui, gridò: “O Gesù, lasciami venire da Te, ho sete del Tuo Sangue che dà la vita”. L’immagine si è trasformata nella Persona Divina che rappresentava. Gesù staccò il braccio destro dalla croce e la attirò a Sè. Lei, in piedi come su una nuvola e abbracciando Gesù con entrambe le braccia, in beato rapimento sentì riversare zampilli d’amore nel suo cuore dal Sacro Cuore di Gesù.

crocifisso di s. Gemma
CROCIFISSO DI SANTA GEMMA
Una sera di Aprile mentre  si trovava nella sua cameretta le apparve Gesù Crocifisso con le piaghe aperte che le disse:

«…….. Vedi questa croce, queste spine, questi chiodi, queste lividure, questi squarci, queste piaghe, questo sangue? Sono tutte opere di amore e di amore infinito? Vedi sino a qual segno io t’ho amata! Mi vuoi amare davvero? Impara prima a soffrire; il soffrire insegna ad amare».
La sera dell’8 giugno 1899, vigilia della festa del S. Cuore, Gemma percepisce in maniera più straordinaria del solito un dolore straziante dei suoi peccati ed il desiderio di espiarli.
In estasi,  si trova di fronte il suo Angelo Custode e la Madonna Addolorata, a cui Gemma era devota fin da bambina, che l’avverte che Gesù sta per  farle “ una grazia grandissima”; subito  le appare Gesù con tutte le ferite aperte da cui  escono fiamme di fuoco che penetrano le mani,  i  piedi e il cuore di Gemma.
Gemma si sente morire, ma la Madonna la sorregge e la copre col Suo manto.  
Dopo parecchie ore si ritrova in ginocchio mentre il  sangue fuoriesce dalle ferite che si erano prodotte sulle mani, sui piedi e sul cuore; cercò di coprirle come meglio potè e con l’aiuto dell’angelo riuscì a salire sul  letto.
Questo straordinario evento  continuò a ripetersi ogni settimana dalle otto di sera del giovedì fino alle ore 3 pomeridiane del venerdì.Gemma 2

Nella stessa visione santa Gemma sentì Gesù proferire: «Stai pur sicura che sotto la croce non ti perderai. Il demonio non ha forza contro quelle anime che per amor mio gemono sotto la croce». E infine: «La croce è un dono troppo prezioso e da esso si apprendono molte virtù».

Sempre è presente al cuore di Gemma la Mamma Addolorata per sorreggerla, confortarla, insegnarle ad amare e patire per Gesù solo, mentre in lei cresce di giorno in giorno la tenerezza e l’abbandono alla guida materna di Maria Santissima.
“Oh, come amo mia Madre!”scriveva Gemma “Lo sa; e poi Gesù stesso me l’ha donata e mi ha detto di amarla così tanto. E quale grande bontà questa Madre celeste mi ha sempre mostrato! Che cosa sarebbe stato di me se non l’avessi avuta? Lei mi ha sempre aiutato nei miei desideri spirituali; mi ha preservato da innumerevoli pericoli; mi ha liberato dalle mani del diavolo che veniva incessantemente a molestarmi; mi ha insegnato a conoscere Gesù ad amarLo e a compiacerLo. Ah, mia cara Madre, ti amerò sempre e per sempre. “Child_Jesus_Virgin_Mary_and_St_Gemma
Oggi questa casa  è stata trasformata in un Oratorio: il “ piccolo Santuario delle Stigmate”: Qui sono  custoditi oggetti e ricordi di Gemma e della sua famiglia.
Nella cameretta della Santa si venerano alcune reliquie ed il devoto Crocifisso di casa Galgani, pregiata scultura del ‘600.
Intorno al fenomeno delle sue stimmate,  vennero a crearsi delle prese di posizione molto contrastanti tra il clero di Lucca; alcuni  sostenevano l’autenticità delle stimmate,  altri invece,  diffidenti e critici,  dubitavano della loro  provenienza divina e parlavano di mistificazione, isterismo e autosuggestione.

Gemma è sola, timida e senz’appoggio. A chi può confidare tutto ciò che  le sta accadendo?

Si rivolge a Gesù che le fa  vedere, durante un’estasi, la figura del Passionista Padre Germano: “Quel sacerdote sarà il tuo direttore, sarà quello che conoscerà in te, l’opera infinita della Mia misericordia.-

Inizialmente Padre Germano iniziò la sua direzione spirituale per via epistolare. Lasciò trascorrere diversi mesi prima di andare ad incontrarla, volendo metterla alla prova e  verificare se si trattava di persona incline ad evasioni spiritualistiche oppure di autentica mistica. Le perplessità di padre Germano si diradarono quando la incontrò  personalmente. Durante un ciclo di preghiere dedicato al Sacro Cuore di Gesù, nella chiesa di S. Martino, Gemma conosce  la sig.ra Cecilia Giannini che la invita ad andare nella sua casa.

I Giannini erano  una famiglia di profondo impegno religioso e forte era  il loro legame con i Padri Passionisti, i quali si fermavano presso  di loro durante lo svolgimento del loro ministero a Lucca. Matteo Giannini, il capofamiglia, essendo venuto a conoscenza delle condizioni di indigenza in cui viveva Gemma, decise di ospitarla definitivamente all’interno della sua casa.

Siamo nel 1900 e Gemma fu accolta più come una figlia e sorella che come un’estranea verso cui fare un’opera di carità.

Gemma si adattò ai ritmi ed all’ambiente di casa Giannini, aveva il compito di aiutare i bambini piccoli a fare i compiti e  collaborava fattivamente al buon andamento della casa;  si affezionò moltissimo alla sig.ra Cecilia, che chiamava zia, la quale, su richiesta  prima di Monsignor Volpi e poi anche di Padre Germano, vigilava su di lei affinché le sue straordinarie esperienze mistiche non divenissero oggetto di  curiosità  per gli altri e riferiva loro tutto quello che notava e succedeva a Gemma.


Il processo di trasformazione divina dell’interiorità e di tutta la vita della nostra Santa fu tale che essa visse un’esperienza assolutamente unica e straordinaria di contatti e rapporti con le presenze soprannaturali buone e cattive.St_Gemma_with_Angel_22
Le sue prove dolorose ebbero  piena attuazione anche con i frequentissimi incontri-scontri con i demoni che erano un’ordinaria presenza nella vita di S. Gemma, gli apparivano in tutte le forme ed usavano  ogni genere di violenze nei suoi confronti.  
Zia Cecilia testimoniò che il diavolo  frequentemente l’aspettava in camera la sera sotto forma di cani, gatti mostruosi e  di uomini spaventosi; il demonio arrivò anche a cercare d’impedirle di entrare in chiesa spaventandola e spingendola a terra nel fango.
Un giorno il demonio le sottrasse il diario che, seguendo le indicazioni del suo direttore spirituale, stava scrivendo e furono necessari gli esorcismi di padre Germano per indurlo alla restituzione. Molte pagine del diario rimasero bruciate, con impronte nere di ‘mani’ notevolmente visibili ancora oggi:

Straordinario è stato il rapporto che Gemma aveva  con gli angeli ed in particolare con il suo Angelo Custode; ne aveva costantemente la visione  e conversava  con lui con la stessa disinvoltura con cui si discute con un amico.

L’angelo custode l’aiutava, ad esempio  a svestirsi dopo che veniva picchiata dal demonio e portava a padre Germano, a Roma, le  lettere che le scriveva.

Un giorno Cecilia  Giannini, d’accordo con Padre Germano, fece la prova di mettere una  lettera in un cassetto chiuso a chiave, ma  il giorno stesso quella stessa lettera arrivò a Roma, sulla scrivania di Padre Germano.

I mirabili colloqui che aveva  con il Signore, la Madonna, gli Angeli e San Gabriele dell’Addolorata  durante le estasi, furono raccolti da testimoni e pubblicati dopo la sua morte che, assieme alle   Lettere e all’Autobiografìa, ci permettono di seguirla in tutte le sue meravigliose ascensioni mistiche.

Il 21 settembre 1902 Gemma ebbe la prima emottisi e il 24 gennaio 1903, per motivi di prudenza  e temendo il contagio  viene trasferita in una casa di via della Rosa, prospiciente il cortile della famiglia Giannini. Le sue sofferenze sono inaudite ed il demonio continua a torturarla.

L’ 11 aprile 1903, Sabato Santo, mentre le campane delle chiese di Lucca suonano  a festa, Gemma  prende  il Crocifisso tra le mani e tenendolo all’altezza degli occhi, dice:
-“Vedi, o Gesù, ora non ne posso più davvero; se è la tua volontà, pigliami”. E alzando lo sguardo verso  un’effige  della Madonna appesa al muro: “Mamma, raccomando l’anima mia a te, dì a Gesù che mi usi misericordia”.

Poi, rivolgendosi alla sig.ra Giustina Giannini che  era al suo capezzale, mormora:-mammina, accomodami i guanciali….- e silenziosamente, accennando un sorriso, le appoggiò il capo sulla spalla e spirò.

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Morte di Santa Gemma

Sbocciata come “fiore di Passione” dal Cuore trafitto di Cristo, la piccola Santa, a venticinque anni di età, “inchinato il capo, rese lo spirito” (Gv 19,30). Era il Sabato Santo del 1903.
La stanza, dove  Gemma  passò gli ultimi mesi della sua vita terrena, sperimentando  le spaventose vessazioni diaboliche e la dolorosa crocifissione, è stata  trasformata in cappella. Sono le suore della Congregazione Missionaria Sorelle di Santa Gemma, istituto fondato da  Eufemia Giannini, le custodi di questi luoghi.

Questa casa fu scenario per oltre tre anni  di straordinari interventi di Dio nella vita di santa Gemma Galgani. In questa casa  ricevette i segni della flagellazione, della coronazione di spine, delle lacrime e del sudore di sangue.

Quando il suo Angelo, apparendole, le presentò due corone, una di candidi gigli e l’altra di spine, lasciando a lei di scegliere quale delle due volesse, Gemma senza esitare  scelse quella di spine. Qui le apparve la Vergine con il Bambino e si trova  la statuetta dell’Addolorata, caro ricordo materno, che Gemma vide lacrimare.

La Chiesa ha riconosciuto la santità di Gemma elevandola agli onori degli altari.

Il 14 maggio 1933 viene dichiarata Beata ed il 2 giugno 1940 viene riconosciuta Santa.  Nella Bolla di canonizzazione sono esplicitamente ricordate le stimmate e le estasi: vi si afferma che tutto mostra in lei realizzata la parola dell’apostolo: ” Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me ” (Gal 2,20).

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Tomba di S.Gemma nel Santuario di Lucca

PREGHIERA A SANTA GEMMA PER CHIEDERE GRAZIE
O cara santa Gemma,
che ti sei lasciata plasmare da Cristo crocifisso, ricevendone nel tuo corpo verginale
i segni della sua gloriosa Passione,
per la salvezza di tutti,
ottienici di vivere con generosa dedizione il nostro impegno battesimale
e intercedi per noi presso il Signore affinché ci conceda le grazie desiderate.
Amen
Santa Gemma Galgani, prega per noi.
Padre nostro, Ave Maria, Gloria
Con approvazione ecclesiastica -Santuario Santa Gemma – Lucca
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Preghiera Composta da Santa Gemma per ottenere grazie (scritto da lei stessa)
Eccomi ai vostri santissimi piedi, caro Gesù, per manifestarvi ogni momento la mia gratitudine per tanti e continui favori che mi avete fatto e che ancora volete farmi. Quante volte vi ho invocato, o Gesù, mi avete fatta sempre contenta: ho ricorso spesso a voi e m’avete sempre consolata. Come esprimermi con voi, caro Gesù? Vi ringrazio. Ma un’altra grazia voglio, o mio Dio, se a voi piace…….. (esporre la grazia che si desidera). Se voi non foste onnipotente, non vi farei questa domanda. O Gesù, abbiate pietà di me! Sia fatto in tutto il vostro santissimo volere.
Pater, Ave e Gloria.

Fonti

L’ Angelo Consolatore di Gesù- Via Crucis con gli Angeli

PREGHIERA ALL’ANGELO CONSOLATORE DI GESU’ NEL GETSEMANI

Questa preghiera fu composta dal Servo di Dio p. Bernardino di Portogruaro O.F.M. Il venerando Padre, aggiungeva: “Questa devozione è molto utile nelle pene che il buon Dio ci manda. Chi ebbe la missione di consolare il Capo nella sua agonia, ha ricevuto pure il potere e la missione di consolare anche le membra nelle loro pene, ma soprattutto nell’agonia. Fatene la prova e vedrete che la devozione verso l’Angelo Consolatore di Gesù vi riuscirà immensamente vantaggiosa in tutta la vostra vita e nell’ora della vostra morte”.

Io vi saluto, o Santo Angelo Consolatore del mio Gesù agonizzante, e lodo con voi la Ss.ma Trinità per avervi scelto, fra tutti, a consolare e fortificare Colui che è la consolazione e la forza di tutti gli afflitti. Vi supplico per questo onore che avete avuto e per l’obbedienza, l’umiltà e l’affetto con cui avete soccorso la Santa Umanità del mio Salvatore Gesù, che soccombeva per il dolore alla vista dei peccati del mondo, e in special modo dei miei: ottenetemi il perfetto dolore delle mie colpe; degnatevi di consolarmi nell’afflizione che ora mi opprime, e in tutte le altre che potranno sopravvenirmi in seguito, e particolarmente quando mi troverò nell’agonia. Amen.

3 Gloria per onorare le tre ore di agonia di nostro Signore Gesù Cristo

Preghiera a Gesù agonizzante nel Gethsemani

O Gesù, che nell’eccesso del tuo amore e per vincere la durezza dei nostri cuori, doni tante grazie a chi medita e propaga la devozione della tua SS. Passione del Gethsemani, ti prego di voler disporre il cuore e l’anima mia a pensare spesso alla tua amarissima Agonia nell’Orto, per compatirti e unirmi a te il più possibile.
Gesù benedetto, che sopportasti in quella notte il peso di tutte le nostre colpe e che per esse hai pagato completamente, fammi il grandissimo dono di una perfetta contrizione per le mie numerose colpe che ti fecero sudare sangue.
Gesù benedetto, dammi di poter riportare completa e definitiva vittoria nelle tentazioni e specialmente in quella cui vado maggiormente soggetto.
O Gesù appassionato, per le ansie, i timori e le sconosciute ma intensissime pene che hai sofferto nella notte in cui fosti tradito, dammi una grande luce per compiere la tua volontà e fammi pensare e ripensare all’enorme sforzo e all’impressionante lotta che vittoriosamente sostenesti per fare non la tua ma la volontà del Padre.
Sii benedetto, o Gesù, per l’agonia e le lacrime che versasti in quella notte santissima.
Sii benedetto, o Gesù, per il sudore che avesti e per le angosce mortali che provasti nella più agghiacciante solitudine che mai uomo potrà concepire.
Sii benedetto, o Gesù dolcissimo ma immensamente amareggiato, per la preghiera umanissima e divinissima che sgorgò dal tuo Cuore agonizzante nella notte dell’ingratitudine e del tradimento.
Eterno Padre, ti offro tutte le Sante Messe passate, presenti e future unito a Gesù agonizzante nell’Orto degli ulivi.
Santissima Trinità, fa che si diffonda nel mondo la conoscenza e l’amore per la SS. Passione del Gethsemani.
Fa, o Gesù, che tutti coloro che ti amano, vedendoti crocefisso, ricordino anche le inaudite pene tue nell’Orto e, seguendo il tuo esempio, imparino a ben pregare, combattere e vincere per poterti poi glorificare eternamente in cielo. Così sia.

Con approvazione ecclesiastica
+ Macario, Vescovo di Fabriano

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VIA CRUCIS MEDITATA CON GLI ANGELIbarra15
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Prima Stazione. Gesù è condannato a morte.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Disse loro Pilato: “Che farò dunque di Gesù chiamato il Cristo?”. Tutti gli risposero: “Sia crocifisso!”. Ed egli aggiunse: “Ma che male ha fatto?”. Essi allora urlarono: “Sia crocifisso!”.(Mt 27,22-23)

Meditazione : Quanti angeli incarnati nella storia sotto le sembianze di santi e martiri, hanno donato la loro esistenza per la diffusione dell’amore di Cristo , subendo spesso condanne ingiuste.

Chiediamo al nostro angelo custode l’ardore di testimoniare la nostra fede in Dio e nel suo Figlio morto per amore, nonostante le ostilità e le condanne di chi non crede.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.Barra Cruz - Rosas y Manos

Seconda Stazione. Gesù è caricato della Croce.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Essi allora presero Gesù ed Egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Golgota (Gv 19,17)
Meditazione:
La croce fu accolta pienamente da Cristo che accettò il dolore per la salvezza del mondo : gli angeli confortarono Gesù nella totale adesione alla volontà del Padre. Chiediamo il loro aiuto nei momenti difficili della vita, quando ci sentiamo avvolti dall’oscura presenza del male e quando la croce ci appare troppo gravosa.

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.barra15

Terza Stazione. Gesù cade per la prima volta.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti. (Is 53,6)
Meditazione:
Impariamo da Gesù a rialzarci con prontezza dalle nostre cadute e manteniamo vivo il desiderio di imitare la purezza degli angeli, nonostante le nostre miserie umane.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.Barra Cruz - Rosas y Manos

Quarta Stazione. Gesù incontra sua Madre.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: “Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima”. (Lc 2,34-35)
Meditazione:
Maria, Regina degli angeli, è presenza di salvezza e di pace nella nostra vita, fonte di bellezza e di riconciliazione mediata dall’influsso della grazia, sorgente di ogni conforto ed illuminazione. Sia Lei a donarci la sua materna presenza nelle prove che affrontiamo.
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Quinta Stazione. Simone di Cirene aiuta Gesù a portare la Croce.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Mentre lo conducevano via, presero un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù.(Lc 23,26)
Meditazione :
Anche se in maniera non disinteressata, il Cireneo contribuì ad un percorso di salvezza universale culminato con la croce di Cristo. Impariamo a scorgere in ogni evento della vita un senso profondo ed a riconoscere gli angeli che, spesso, agiscono, per il nostro bene, attraverso un tramite umano.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.Barra Cruz - Rosas y Manos

Sesta Stazione. La Veronica asciuga il volto di Gesù.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per potercene compiacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia. (Is 53,2-3)
Meditazione:
Quanti angeli dovettero aver ispirato, mossi da un profondo desiderio di prestare soccorso a Gesù, la Veronica che alleviò in parte le sofferenze di Cristo. Lasciamoci ispirare dagli angeli nel compimento di ogni forma di bene ed invochiamoli se il dubbio e l’incertezza ci soffocano.
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Settima Stazione. Gesù cade per la seconda volta.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca. (Is 53,7)
Meditazione:
Quando ci sembra di incorrere nei medesimi errori, l’immagine di Cristo perseverante nel suo progetto di amore, deve infonderci il coraggio e la speranza di poter sempre risorgere a vita nuova. In questo cammino Dio ci ha inviato l’angelo custode per guidarci, sostenerci, confortarci.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.Barra Cruz - Rosas y Manos

Ottava Stazione. Gesù consola le donne di Gerusalemme.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: “Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: Beate le sterili e i grembi che non hanno generato e le mammelle che non hanno allattato. Allora cominceranno a dire ai monti: Cadete su di noi! e ai colli: Copriteci! Perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?”. (Lc 23,27-31)
Meditazione:
Gesù aderì al sacrificio totale di se stesso donando forza a chi non riusciva ad accettarlo: le prove della fede siano illuminate dalla luce rischiarante degli angeli, nostri amici e difensori, come le pie donne che accompagnarono Gesù lungo il cammino.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.barra15

Nona Stazione. Gesù cade per la terza volta.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti.(Is 53,5)
Meditazione :
La purificazione del nostro cuore non può avvenire se non attraverso l’esperienza del dolore susseguito sovente ad una esperienza di peccato anche reiterata. La sofferenza sostenuta dalla fede e vigilata dalla presenza amica degli angeli, diventa un potente strumento di santificazione.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.Barra Cruz - Rosas y Manos

Decima Stazione. Gesù è spogliato delle vesti.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ora quella tunica era senza cucitura, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca. Così si adempiva la Scrittura: Si son divise tra loro le mie vesti e sulla mia tunica han gettato la sorte. (Gv 19,23-24)
Meditazione :
La completa donazione di noi stessi implica uno stile comportamentale scevro da ogni egoismo, falsità, interesse personale. Uno stile di vita improntato alla purezza ed alla trasparenza. Gli angeli ci aiutino a spogliarci della veste logora del peccato per ritornare al candore battesimale.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.barra15

Undicesima Stazione. Gesù è inchiodato sulla Croce.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: “Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno”.
(Lc 23,33-34)
Meditazione:
Apparentemente sconfitto, Cristo é invece riuscito a salvare l’uomo dalla perdizione eterna. Nell’estrema esperienza del dolore e nel respingere l’ultima tentazione, Cristo fu di certo sostenuto dall’aiuto degli angeli e fu ancora capace di perdonare, di soffrire e di offrirsi. Chiediamo al nostro angelo custode l’eroicità della fede che non conosce ostacoli e timori.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.Barra Cruz - Rosas y Manos

Dodicesima Stazione. Gesù muore sulla Croce.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a gran voce, disse: “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”. Detto questo spirò.(Lc 23,44-46)
Meditazione :
La morte diventa per il cristiano il transito verso un mondo che é per ciascuno il riflesso dell’amore che siamo riusciti a compiere durante la vita : preghiamo affinché sappiamo valerci dell’aiuto degli angeli per costellare la nostra esistenza di opere luminose di amore.
Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.BarraCatolicaCTV_7aTredicesima Stazione. Gesù è deposto dalla Croce.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

C’era un uomo di nome Giuseppe, membro del sinedrio, persona buona e giusta. Non aveva aderito alla decisione e all’operato degli altri. Egli era di Arimatea, una città dei Giudei, e aspettava il regno di Dio. Si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. E lo calò dalla croce. (Lc 23,50-53)
Meditazione :
Il tempo della prova può sembrare interminabile per chi é abituato ad osservarlo con lo sguardo puramente umano. L’attesa fiduciosa e la speranza discendono dalla fede che é un dono. Impariamo ad uniformarci ai tempi di Dio come esercizio interiore, chiedendo al nostro angelo custode il dono della speranza, preludio di resurrezione. Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.Barra Cruz - Rosas y ManosQuattordicesima Stazione. Gesù è deposto nel sepolcro.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo, perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Giuseppe, preso il corpo di Gesù, lo avvolse in un candido lenzuolo e lo depose nella sua tomba nuova, che si era fatta scavare nella roccia; rotolata poi una gran pietra sulla porta del sepolcro, se ne andò. (Mt 27,59-60)
Meditazione :
La nostra fede ci insegna a guardare lontano, oltre le apparenti sconfitte del bene. Maria, tempio dello spirito Santo e Regina degli angeli, ci guidi alla ricerca delle realtà più profonde, nascoste sotto le realtà visibili. L’aiuto degli angeli ci consenta di ricercare le realtà soprannaturali avvolte da profonda gioia e stupore.

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.BarraCatolicaCTV_7a

Quindicesima Stazione – Gesù risorge da morte.
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo, perché con la tua santa croce hai redento il mondo.
L’angelo disse alle donne: “Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui, è risorto, come aveva detto: venite a vedere il luogo dove era sepolto. Presto, andate a dire ai discepoli: E’ risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete”.( Matteo 28,5-7 )
Meditazione :
Chi crede in Cristo Gesù, sa bene di partecipare alla possibilità di realizzare cose grandi e mirabili. Gli angeli ci aiutino a compiere miracoli d’amore nella nostra vita, prima di tutto la conversione del cuore che si riflette in una resurrezione globale a vita nuova, rinnovata dalla grazia.

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Fonte: Milizia di San Michele Arcangelo

LA COMUNIONE SPIRITUALE spiegata e vissuta dai Santi

La Comunione Spirituale è poco conosciuta e poco praticata, eppure è una sorgente
speciale e incomparabile di grazie: per mezzo di essa, molte anime arrivarono a gran perfezione.  I Santi sono unanimi nell’esaltare le meraviglie della Comunione Spirituale. Cominciamo dalle parole di san Giovanni Paolo II: «L’Eucaristia appare come culmine di tutti i Sacramenti nel portare a perfezione la comunione con Dio Padre mediante l’identificazione col Figlio Unigenito per opera dello Spirito Santo. Proprio per questo è opportuno coltivare nell’animo il costante desiderio del Sacramento eucaristico. È nata di qui la pratica della “Comunione Spirituale”, felicemente invalsa da secoli nella Chiesa e raccomandata da Santi maestri di vita spirituale. Santa Teresa di Gesù (d’Avila) scriveva: “Quando non vi comunicate e non potete partecipare alla Messa, potete comunicarvi spiritualmente, la qual cosa è assai vantaggiosa… Così in voi si imprime molto dell’amore di nostro Signore”».

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GESU’ E LA COMUNIONE SPIRITUALE DI SANTA TERESA D’AVILA

In cosa consiste la Comunione Spirituale?

Questa Comunione non si fa esteriormente, come la Comunione Sacramentale, ma
spiritualmente, cioè internamente e mentalmente, senz’alcun atto materiale e corporale:
spiritualmente, cioè soprannaturalmente e divinamente.
Si chiama pure Comunione Interiore, Comunione del Cuore, comunione invisibile e mistica; perchè ci unisce a Gesù in modo misterioso e nascosto, senz’alcun segno visibile come nella Comunione Sacramentale, MA HA LA VIRTU’ DI FARCI PARTECIPARE AI FRUTTI DELL’ EUCARISTIA.  
Che cosa si deve fare per comunicarsi spiritualmente?
Bisogna formulare espressamente il desiderio di comunicarsi, come scrisse San Tommaso d’Aquino: «L’effetto di un Sacramento può essere ottenuto da uno che riceve il Sacramento col desiderio, anche senza riceverlo di fatto»,  e perchè questo desiderio sia sincero, bisogna essere disposti a comunicarsi sacramentalmente, appena sarà possibile farlo. QUINDI LA COMUNIONE SPIRITUALE NON SOSTITUISCE LA COMUNIONE SACRAMENTALE, che è reale Presenza di GESU’ VIVO E RISORTO PER NOI, ma è una grande consolazione che Nostro Signore ci vuole dare, quando siamo impossibilitati a riceverLo sacramentalmente.

Prima del XX secolo i cristiani non potevano accedere all’Eucaristia tutti i giorni, neppure i frati e le suore. Eppure non si abbattevano, ma pregavano così: «Non posso ricevere la Santa Comunione così spesso come lo desidero, ma, Signore, tu non sei l’Onnipotente? Rimani in me, come nel tabernacolo, non allontanarti mai dalla tua piccola ostia». Con queste parole santa Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo esprimeva il suo dispiacere ma allo stesso tempo l’abbandono alla volontà di Dio, il quale si dona a lei perché ella fa la Sua volontà e accoglie la Sua parola, come Maria. Dio poi sa volgere ogni situazione in un’occasione per amarlo di più e fa trovare mille stratagemmi per supplire ad una mancanza, come la stessa Santa afferma: «Senza dubbio è una grande grazia ricevere i Sacramenti; ma quando il buon Dio non lo permette, va bene lo stesso, tutto è grazia».

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SANTA TERESA DI GESU’ BAMBINO

Ecco come questo avviene: Nostro Signore è nell’Eucaristia per noi; il Suo desiderio di donarci il Suo Amore, di vivere in noi, è vivissimo ed Egli non domanda che di poterlo soddisfare.
«Io ardo di desiderio di darmi a te, diceva Gesù alla Ven. Giovanna Maria della Croce, e quanto più mi do, tanto più desidero di darmi nuovamente. Io sono, dopo ciascuna delle tue comunioni, come il pellegrino divorato dalla sete, al quale si dà una goccia d’acqua e dopo è più assetato ancora. Così Io desidero continuamente di darmi a te».

Gesù rivolge queste medesime parole a ciascuno di noi. Gesù vorrebbe entrare ogni giorno nel nostro cuore con la Comunione Sacramentale, ma non gli basta ancora: vorrebbe vivere in noi continuamente. Questo desiderio divino si compie con la Comunione Spirituale.

«Tutte le volte che tu mi desideri, diceva Gesù a Santa Matilde, tu mi attiri in te. Un desiderio, un sospiro, basta per mettermi in tuo possesso.»
Nostro Signore Gesù spesso rivelò ad anime sante e in maniere diverse, il desiderio ardente che ha di vivere nel nostro cuore.
A S. Margherita Maria Alacoque Gesù diceva: «Il tuo desiderio di ricevermi ha toccato così dolcemente il Mio Cuore, che se non avessi istituito questo Sacramento, lo avrei fatto in questo momento, per unirmi a te».

Dopo una Comunione Spirituale di cui gustava tutte le delizie della Presenza di Cristo, Santa Caterina da Siena si sentiva dire da Gesù:Caterina_di_Siena_1 «In qualunque luogo, in qualunque maniera mi piaccia, Io posso, voglio e so soddisfare meravigliosamente i santi ardori di un’anima che mi desideri».
Questo desiderio di Gesù, di unirsi a noi, è infinito e onnipotente: non conosce altro
ostacolo che la nostra libertà. Gesù ha moltiplicato i miracoli per venirsi a chiudere
nell’Ostia, per potersi dare a noi.

«Non sono venuto tra voi, diceva Gesù, per essere servito, ma per servire.»
La Comunione Spirituale è una vera onnipotenza data alla creatura sul Creatore, all’anima pia, su Gesù! Il P. Faber ha ragione: «La Comunione Spirituale è una delle più grandi potenze della terra! (1)»
Come si potranno dunque esprimere i frutti innumerevoli che la Comunione
Spirituale ci reca?
Si può riassumere tutto dicendo che è una Comunione, cioè una partecipazione
all’Eucaristia e alle grazie della Comunione Sacramentale.

Il Concilio di Trento, parlando dell’uso del Sacramento ammirabile dell’Eucaristia, dice espressamente che «molti la ricevono spiritualmente e sono quelli che mangiando con il desiderio questo Pane celeste che a loro è offerto, gustano il frutto e l’utilità di questo Sacramento.» Dunque, secondo il Concilio di Trento e secondo tutta la teologia, la Comunione Spirituale è un mangiare
spiritualmente del Corpo di Nostro Signor Gesù Cristo. Per conseguenza, tutto ciò che abbiamo detto degli effetti della Comunione Sacramentale, si ripete qui, benchè in modo diverso e in un grado inferiore (2).holy_grail_chalice

«La Comunione Spirituale, dice il Santo Curato d’Ars, ha sull’ anima l’effetto come un colpo di soffietto sul fuoco coperto di cenere e prossimo a spegnersi.
Quando sentiamo che l’amor di Dio si raffredda, corriamo presto alla Comunione
Spirituale». La comunione spirituale rianima il focolare e fa sprigionare la fiamma del fervore.
In mezzo alle prove del nostro pellegrinaggio quaggiù, continuamente c’invade la tristezza, e il nostro cuore si riempie di fitte nebbie. La Comunione Spirituale dissipa la caligine, come il sole del mattino; esso riconduce la gioia nel cuore, rende all’anima la pace. Essa ci abitua a tenere i nostri sguardi fissi su Gesù, a vivere con Lui in una continua unione di cuore.
Essa ci distacca da tutto ciò che è puramente sensibile e terrestre; ci fa sdegnare le vanità che passano, i piaceri del mondo che durano poco. «Essa è il Pane del cuore, dice S. Agostino, essa è la guarigione del cuore» Essa separa il nostro cuore da tutto ciò che è impuro e imperfetto; lo trasforma e lo unisce strettamente al Cuore di Gesù.
«Quando faccio il Segno di Croce, scrive sant’Angela di Foligno,
portando la mano al cuore e dicendo Nel Nome del Padre e del Figlio, provo un vivo amore e una gran dolcezza, perchè sento che Gesù è là, nel mio cuore». La Comunione Spirituale mette Gesù là, nell’interno del nostro cuore, in una residenza permanente e incantevole.
La Comunione Spirituale ha pure un’efficacia meravigliosa per cancellare i peccati veniali e per rimettere le pene dovute al peccato. Le anime pie che la praticano sovente e bene, saranno esenti dalle fiamme del Purgatorio. Gesù le trasporterà direttamente dalla terra al Cielo, come l’anima di Giovanna d’Arco, che fu vista, al momento delle sua morte, salire direttamente in Paradiso, sotto forma di bianca colomba.

La Comunione Spirituale darà in Cielo alle anime che l’avranno fatta bene, una gloria sorprendente. Nostro Signore diceva a Santa Geltrude che ogni qualvolta uno guardasse con devozione l’Ostia Santa, aumenterebbe la sua felicità eterna e si preparerebbe per il Cielo tante delizie diverse a misura che avrebbe moltiplicato quaggiù quegli sguardi d’amore e di desiderio verso l’Eucaristia. Le anime che si saranno comunicate spesso spiritualmente, splenderanno in Cielo di una luce particolare e gusteranno delle gioie speciali, più dolci e più deliziose, che gli altri non conosceranno.
La Comunione Spirituale, aumentando ogni giorno i nostri desideri di ricevere Gesù, ci
spinge e ci prepara meglio alla Comunione Sacramentale, c’impedisce di tralasciarla per colpa nostra, la rende più frequente, ci dispone a riceverla meglio e a trarne più frutti.

La Comunione Spirituale è, al dire di tutti i Santi, la migliore preparazione alla Comunione Sacramentale.
Aggiungete inoltre che la Comunione Spirituale si può offrire secondo l’intenzione del prossimo, sia in favore dei vivi, sia in favore dei defunti. La Santa Margherita Maria Alacoque raccomandava la Comunione Spirituale in suffragio delle anime del Purgatorio:

«Voi solleverete assai quelle povere anime afflitte, essa diceva, offrendo per esse delle Comunioni Spirituali, per riparare al cattivo uso da esse fatto delle comunioni
sacramentali.»

Voi farete la Comunione Spirituale, secondo il consiglio di S. Alfonso Maria de Liguori, al principio e alla fine delle vostre visite al SS. Sacramento. Che bella maniera d’impiegare quel tempo prezioso!
Voi vi comunicherete spiritualmente, dopo la preghiera, dopo la meditazione, dopo la lettura spirituale, prima e dopo la recita del Rosario e la sera prima di addormentarvi.
Potete fare la Comunione Spirituale dieci volte, venti volte al giorno, quante volte volete,
poichè bastano pochi istanti, brevi giaculatorie rivolte a Gesù nell’Eucaristia, per
scongiurarLo di venire in voi. Qui non importa il tempo; importa la fame e la sete dell’anima, lo slancio del cuore.therese2-cal3Per fare la comunione spirituale si può recitare la celebre preghiera di Sant’Alfonso Maria de Liguori: «Gesù mio, io credo che sei realmente presente nel Santissimo Sacramento. Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell’anima mia. Poiché ora non posso riceverti sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore. Come già venuto, io ti abbraccio e tutto mi unisco a te; non permettere che mi abbia mai a separare da te»

Per ringraziare alle fine della comunione spirituale suggeriamo questa preghiera di Sant’Ignazio di Loyola: «Anima di Cristo, santificami. Corpo di Cristo, salvami. Sangue di Cristo, inebriami. Acqua del costato di Cristo, lavami. Passione di Cristo, confortami. O buon Gesù, esaudiscimi. Fra le tue piaghe nascondimi. Non permettere ch’io mi separi da te. Dal nemico maligno difendimi. Nell’ora della morte chiamami. E comanda che io venga a te. Affinché ti lodi con i tuoi santi nei secoli eterni. Amen».


NOTE
1. Non bisognerà tuttavia eguagliare la Comunione Spirituale alla Comunione Sacramentale, nè molto meno privarsi di questa sotto pretesto che ci si supplisce con quella.
2. Nostro Signore mostrava ogni giorno alla pia Paola Maresca un ciborio d’oro contenente le sue Comunioni sacramentali e un ciborio d’argento contenente le sue Comunioni Spirituali, indicandole così il valore delle une e delle altre.
Testo tratto da: Mons. De Guiberges, La Santa Comunione, Faenza: Libreria Editrice Salesiana, 1914, pp.171-182.

1° Aprile 1375: Santa Caterina da Siena riceve le Stimmate

Preghiera per l’Italia a Santa Caterina da Siena, Patrona d’Italia

«O sposa del Cristo, fiore della patria nostra, angelo della Chiesa sii benedetta.
Tu amasti le anime redente dal Divino tuo Sposo: come Lui spargesti lacrime sulla Patria diletta; per la Chiesa e per il Papa consumasti la fiamma di tua vita. Quando la Peste mieteva vittime ed infuriava la discordia, tu passavi Angelo buono di Carità e di pace. Contro il disordine morale, che ovunque regnava, chiamasti virilmente a raccolta la buona volontà di tutti i fedeli.
Morente tu invocasti sopra le anime, sopra l’Italia, sopra la Chiesa il Sangue prezioso dell’Agnello.
O Caterina Santa, dolce sorella Patrona nostra, vinci l’errore, custodisci la fede, infiamma, raduna le anime intorno al Pastore. La Patria nostra, benedetta da Dio, eletta da Cristo, sia per la tua intercessione vera immagine della Patria Celeste nella carità, nella prosperità, nella pace.
Per te la Chiesa si estenda quanto il Salvatore ha desiderato, per te il Pontefice sia amato e cercato come il Padre il consigliere di tutti.
E le anime nostre siano per te illuminate, fedeli al dovere verso l’Italia e verso la Chiesa, tese sempre verso il cielo, nel Regno di Dio dove il Padre, il Verbo, il Divino amore irradiano sopra ogni Spirito eterna luce, perfetta letizia. Così sia»

Il 1° aprile 1375 Santa Caterina da Siena riceve le stimmate. L’evento miracoloso avvenne a Pisa, dove la santa si era recata nel 1375 dietro richiesta di papa Gregorio XI, con l’incarico di convincere i Signori della città a non aderire alla lega antipapale.  Alla morte di Papa Gregorio XI, il successore Urbano VI fu osteggiato nel collegio dei cardinali che elessero come antipapa Clemente VII, dando inizio allo scisma d’occidente. Caterina esercitò tutta la propria energia per far riconoscere l’autorità di Urbano VI e si consumò nel dolore per la Chiesa divisa, morendo il 29 aprile 1380 all’età di 33 anni. Fu proclamata santa nel 1461 dal papa senese Pio II,  patrona d’Italia da Pio XII, dottore della Chiesa Universale da Paolo VI e patrona d’Europa da San Giovanni Paolo II.santa-caterina da siena stimmate
La sua stimmatizzazione è profondamene diversa da quella di San Francesco, nel quale le piaghe sono visibili e sanguinanti.
Quelle della Santa domenicana restano, per sua espressa preghiera (“Ah, Signore Dio mio, non appariscano, vi prego, esternamente le cicatrici nel mio corpo; bastami d’averle internamente”), invisibili per tutta la sua vita e solo in punto di morte appaiono cinque “fori”. L’unico ad esserne a conoscenza è il suo confessore, il beato Raimondo da Capua, che così racconta l’evento nella “Legenda maior sanctae Catharinae Senensis”: Caterina vide scendere dal crocifisso davanti al quale era inginocchiata cinque raggi di colore rosso sanguigno diretti alle sue mani, ai piedi e al cuore:santa caterina riceve stimmate
“Essendo venuta in Pisa (…) fu accolta in casa di un certo cittadino, che stava vicino alla cappella di santa Cristina. In questa cappella, in giorno di Domenica, a domanda della vergine, dissi la messa, (…) Ricevuta che ebbe la Comunione, secondo il solito andò in estasi, perchè il suo spirito assetato del Creatore, cioè, del sommo Spirito, si allontanava quanto più poteva dai sensi. Aspettavamo che ritornasse in sé (…) quando all’improvviso vedemmo il suo corpicciuolo, che stava prostrato, alzarsi a poco a poco, rimanersene ritto su le ginocchia, stender le braccia e le mani, e raggiare di luce la faccia; dopo essere rimasto lungamente tutto intirizzito, e con gli occhi chiusi, lo vedemmo cascare di colpo come se fosse stato ferito a morte”.
Come era avvenuto per San Francesco d’Assisi, che fu il primo santo a ricevere le stimmate, anche per Caterina l’episodio segna il culmine del cammino spirituale e rappresenta la sua identificazione con Gesù Cristo: Caterina diventa in tutto conforme al Signore crocifisso e come Lui arde dello stesso desiderio per la salvezza degli uomini. La richiesta di invisibilità delle stimmate da parte della santa risponde al suo rifiuto di ‘spettacolarizzazione’ dell’evento miracoloso, in accordo con la straordinaria umiltà che caratterizzò tutta la sua esistenza.

La tradizione concorda sia sul luogo nel quale Caterina ha il dono delle stimmate,- la chiesetta di Santa Cristina a Pisa, mentre pregava su un Crocifisso del XII secolo, denominato Crocifisso delle Stimmate-  sia sul fatto che queste siano tanto dolorose per la donna quanto invisibili ad ogni umano occhio.

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Crocifisso delle Stimmate di Santa Caterina da Siena
Tuttavia, come precisa Alessandro Falassi, tale distinguo viene presto “dimenticato” nella tradizione e nell’iconografia e già del 1385 viene rappresentata con le “ferite” visibili. Ne sono esempio i dipinti di Francesco Vanni che la raffigura nella Cappella delle Volte di San Domenico o Lorenzo di Pietro detto Il Vecchietta che le mostra in due famose immagini: una commissionata da papa Pio II a Pienza ed una presente nella Sala del Mappamondo di Palazzo Pubblico. Questo irrita non poco i francescani per i quali tale privilegio, anche iconografico, spettava solo a San Francesco. Nasce per questo una questione che assume toni tali da essere portata a giudizio, nel corso dei secoli, di fronte a più papi in una diatriba, tra domenicani e francescani, che si conclude solo il 16 febbraio del 1630 quando Papa Urbano VIII dichiara valide le stigmate di Santa Caterina.
I Domenicani dovranno aspettare quasi un altro secolo, il 1724, e un altro papa, Benedetto XIII, perché la loro festa liturgica dedicata alla stimmatizzazione di Caterina venga fissata al 1° aprile e, addirittura, il 1727, per ottenere la possibilità di celebrare la festa delle stimmate con rito doppio, con orazioni e lezioni storiche proprie.
Oggi, 1° aprile, l’arcivescovo di Siena Augusto Paolo Lojudice, festeggiando questa ricorrenza, ha impartito la benedizione con la reliquia della Santa affidando alla sua protezione il futuro di Siena, dell’Italia e dell’Europa, delle quali è patrona, come, nella storia, molte volte è stato fatto in tempi di crisi e calamità: 
Fonti