Lo scrittore cattolico che nel 1989 aveva ‘previsto’ la “pandemia di virus Wuhan nel 2020”, nel romanzo ‘Gli Occhi delle Tenebre’

QUESTE NOTIZIE CI GIUNGONO DA FONTI NON SOSPETTE, OVVERO IL NOTIZIARIO THE SOUTH CHINA MORNING POST (13 Febbraio 2020), CATHOLIC EXCHANGE (1 agosto 2009) e la rivista scientifica LE SCIENZE (25 Febbraio 2017)-

L’autore di bestseller Dean Koontz, fervente cattolico oggi 74enne, vive in California con sua moglie e nel 1989 è stato un profeta inconsapevole di quello che sta realmente accadendo oggi nel mondo.  The Eyes of Darkness, Gli Occhi delle Tenebre, un thriller dell’autore Dean Koontz, (pubblicato per la prima volta nel 1981, riedito nel 1989), racconta di un laboratorio di Virologia cinese che crea un virus come parte del suo programma di armi biologiche. Il laboratorio si trova a Wuhan, che dà il nome al virus, Wuhan-400; i civili presto si ammalano dopo averlo contratto per errore e la pandemia si diffonde. 

  • In effetti, lo scrittore Dean Koontz si era ispirato ad una notizia vera: il laboratorio di Virologia più pericoloso al mondo per i suoi esperimenti è in Cina a Wuhan. 
  • La realtà attuale è che il Wuhan Institute of Virology, che ospita l’unico laboratorio di biosicurezza di livello quattro della Cina, (livello 4 è la classificazione di livello più alto dei laboratori che studiano i virus più letali), è a soli 32 km dall’epicentro dell’ attuale focolaio di coronavirus. 
  • L’apertura del laboratorio di Wuhan è stata descritta in un articolo del 2017 nella rivista Nature, che ha messo in guardia sui rischi per la sicurezza mondiale:  “Fuori della Cina, alcuni scienziati si preoccupano infatti che gli agenti patogeni possano fuoriuscire dall’impianto, aggiungendo una dimensione biologica alle tensioni geopolitiche tra la Cina e altre nazioni”, si legge nell’articolo pubblicato il 23 febbraio 2017 e rilanciato in Italia da Le Scienze, versione italiana di Scientific American. Richard Ebright, un biologo molecolare americano della Rutgers University di Piscataway, nel New Jersey, interpellato da Nature in merito all’affidabilità del laboratorio di Wuhan e in generale dell’intera rete di laboratori BSL-4 cinesi, aveva espresso serie preoccupazioni, ricordando come fosse «ormai acclarato che il virus della Sars era sfuggito dalle strutture di contenimento di alto livello in Cina più volte». Ebright aggiunge che i governi danno per scontato che tale eccesso di capacità sia dovuto al potenziale sviluppo di armi biologiche.
  • Qui un piccolo estratto dal romanzo di Dean Koontz, con la descrizione del ‘Virus cinese da Wuhan che si diffonderà nel 2020’ (incredibile ma vero):

    Wuhan-400 è un’arma letale (…) intorno al 2020 una grave polmonite si diffonderà in tutto il mondo (…) in grado di resistere a tutte le cure conosciute (…)Colpisce solo gli esseri umani, non gli animali… Uno scienziato cinese di nome Li Chen fuggì negli Stati Uniti, portando una copia su dischetto dell’arma biologica cinese più importante e pericolosa degli ultimi dieci anni. La chiamano ‘Wuhan-400’ perché è stata sviluppata nei loro laboratori di RDNA vicino alla città di Wuhan ed era il quattrocentesimo ceppo vitale di microorganismi creato presso quel laboratorio di ricerca. Ancora più sorprendente della malattia medesima sarà il fatto che essa svanirà all’improvviso, velocemente come è arrivata, attaccando di nuovo 10 anni dopo, sparendo poi completamente”.coronavirus-anticipato-in-novella-1981-scienziato

Albert Wan, che gestisce la libreria Bleak House Books di San Po Kong, afferma che Wuhan è storicamente la sede di laboratori di ricerca scientifica,  che si occupano di Virologia. “Lo scrittore Koontz si era ben informato su tutto questo e ha usato queste informazioni reali per creare una storia di fantasia, che però è convincente ed anche inquietante. La creazione del Virus Wuhan-400 “, afferma Albert Wan.
Inizialmente lo scrittore Dean Koontz aveva parlato di un’arma batteriologica creata in Russia: Dean Koontz vede NEL MARXISMO E NEL REGIME COMUNISTA che impone ateismo di stato, un grave pericolo per l’umanità. Per Koontz il lettore sa che il Male esiste e che, contrariamente a quanto sostiene una certa corrente di pensiero, è il frutto di consapevoli scelte. La descrizione del Virus Wuhan-400  compare quando uscì l’edizione del libro nel 1989. L’anno della riedizione del libro The Eyes of Darkness è significativo – il 1989 segnò la fine della guerra fredda USA-URSS.
E con il crollo dell’Unione Sovietica, la Russia non era più comunista, quindi non era più vista come “nemica”. Ma Dean Koontz continua a vedere IL REGIME COMUNISTA ATEO COME PERICOLO PER L’UMANITA’ : lo ha detto in una lunga intervista del 1966 rilasciata al magazine Reason e nel suo libro The Dean Koontz Companion, lo scrittore afferma che la finalità della maggior parte dei progetti governativi di impronta social-comunista non fosse aiutare il popolo, ma controllarlo e renderlo schiavo dell’apparato statale, facendo riferimento agli attuali regimi comunisti di CINA E COREA DEL NORD.
Lo scrittore britannico Paul French, specializzato in libri sulla Cina, afferma che molti dei laboratori di armi batteriologiche in Cina risalgono alla seconda guerra mondiale, questo fatto potrebbe avere ispirato la riedizione del romanzo di Dean Koontz.

“I giapponesi hanno fatto sicuramente ricerche sulle armi chimiche in Cina, che associamo principalmente all’Unità 731 ad Harbin e nella Cina settentrionale. Ma hanno anche immagazzinato armi chimiche a Wuhan – ammesso dal Giappone “, afferma lo scrittore britannico Paul French.

Li Wenliang, l’oftalmologo di Wuhan tra i primi a parlare dell’epidemia di coronavirus in Cina, è morto il 7 febbraio 2020. La sua storia ha fatto il giro del mondo perché ha messo a nudo l’inadeguatezza e l’ideologia del Partito comunista, che l’ha costretto a ritrattare la notizia, comunicata ai colleghi, sulla diffusione di una strana polmonite «simile alla Sars». Li Wenliang ha contratto il virus ed è morto, lasciando sola la moglie incinta; il Partito comunista cinese arresta altri cinque medici per aver “diffuso informazioni sul virus”…. e causato «un cattivo impatto sociale». La storia di Li ha scatenato la rabbia dei cinesi contro il governo, la «guerra del popolo» contro il coronavirus.

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L’OFTALMOLOGO DI WUHAN, LI WENLIANG

Descrivere Dean Koontz come un autore popolare di romanzi thriller è riduttivo. Koontz ha espressamente dichiarato che il lieto fine delle sue storie non è che il riflesso di ciò che ha potuto constatare nella vita reale: i cattivi, presto o tardi, sono condannati a soccombere. Sotto altra prospettiva, il lieto fine può altresì apparire come una sorta di anticipazione metaforica di quello che attende le persone meritevoli dopo il trapasso. Per Koontz, cattolico, la convinzione che la vita prosegua dopo la morte, con la resurrezione,  è un principio saldo che traspare senza eccezioni in tutte le opere. I suoi libri sono stati pubblicati in 38 lingue e hanno venduto oltre 400 milioni di copie in tutto il mondo.  Ben quattordici dei suoi romanzi, accompagnati da entusiastiche recensioni, hanno raggiunto più volte la prima posizione nella speciale classifica dei libri più venduti stilata dal New York Times.

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DEAN KOONTZ E IL SUO CANE TRIXIE

Nella sua intervista a Catholic Exchange, Dean Koontz nel 2009  afferma:

” Sono sempre stato attratto dal rigore intellettuale insito nella fede cattolica. Molte persone probabilmente rideranno di questo, ma se studiamo gli scritti di San Tommaso D’Aquino e alcuni degli altri famosi scrittori della Chiesa – o laici che hanno scritto brillantemente da una prospettiva cattolica come GK Chesterton – allora si capisce di cosa sto parlando. C’è una profonda base intellettuale nella fede autentica cattolica, è questo che mi ha sempre attratto.

La scienza è nata grazie alla Chiesa cattolica. La gente dice sempre: “No, no, Galileo”. Non conoscono davvero la storia; conoscono solo i punti di discussione. La Chiesa cattolica ha fondato ed incoraggiato varie scienze. Non c’è distanza tra fede e scienza, se non per ciò che la gente cerca di fare per motivi politici. Sono interessato a diverse scienze. Ho approfondito studi di meccanica quantistica e mi interesso anche di biologia molecolare. Non sono incompatibili con la fede ma soprattutto la meccanica quantistica. La meccanica quantistica ci sta descrivendo sempre di più un universo che è incredibilmente simile ad alcuni dogmi in cui la fede cattolica crede“.

Dean Koontz sostiene con continuità il CCI, Canine Companion for Independence, un’organizzazione non profit che fornisce cani per l’assistenza ai portatori di handicap; l’autore entra in contatto con questa realtà in occasione delle ricerche per il suo libro Midnight (1989), in cui compare proprio un cane addestrato dal CCI. In segno di riconoscenza per le generose donazioni ricevute, l’organizzazione gli regala Trixie, un golden retriever che da quel momento ispira molti dei ‘personaggi’ canini dei suoi racconti.


Fonti

Best-selling Author Dean Koontz Explores Catholic Values in Novels

https://www.lescienze.it/news/2017/02/25/news/laboratorio_cinese_patogeni_pericolosi-3435336/

https://www.scmp.com/lifestyle/arts-culture/article/3050481/virus-called-wuhan-400-makes-people-terribly-ill-dean-koontz

https://www.scmp.com/lifestyle/arts-culture/article/3051619/china-wasnt-original-villain-book-predicting-coronavirus

Coronavirus, non solo Li Wenliang: altri cinque medici arrestati in Cina

Una psicologa racconta il suo cammino di liberazione grazie all’incontro con Cristo

La psicologa colombiana Kelly Buitrago ha raccontato la sua testimonianza del suo cammino di liberazione.  Non è stato facile per lei ammettere tutto ciò, dato che proveniva da studi scientifici che escludono a priori il soprannaturale, archiviandolo sempre come “delirio religioso”… Eppure sei anni fa, quasi ogni notte, “vedevo orribili immagini di esseri in forma umana, ma non erano esseri umani.  In un’occasione mi svegliai di soprassalto poco prima dell’alba e vidi una mano orribile che mi prendeva il piede e mi trascinò fuori dal letto”, ha dichiarato la psicologa Kelly Buitrago.

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La psicologa Kelly Buitrago oggi

A causa della sua formazione professionale come psicologa e della sua condotta di vita di “credente non praticante” (il solito inganno della fede ‘fai-da-te’ : “credo in Dio ma pratico come mi pare”), la psicologa Kelly Buitrago inizialmente cercò di diagnosticare i suoi ripetuti incubi e paure notturne come suggestioni e sintomi di qualche disturbo psichico…ma in questo caso, la scienza che aveva studiato per anni  non la aiutò affatto a guarire. Anzi.

Le manifestazioni di presenze terrificanti ed i tormenti interiori divennero sempre più frequenti  e non riuscì con la scienza e con la medicina a trovare una soluzione.

“Avevo aperto molte porte al Maligno, ma non volevo ammetterlo”…

Pur essendo stata battezzata cattolica, la psicologa Kelly Buitrago afferma che sia lei sia i membri della sua famiglia non sono mai stati praticanti, ma piuttosto oggi ammette che lei e la sua famiglia avevano sempre coltivato un interesse particolare per l’ occultismo: cartomanzia, spiritismo, magia. Oltre a tutto ciò, la psicologa conviveva da anni con il suo compagno, senza mai sposarsi…

“Provengo da una famiglia che coltivava ‘una fede fai da te’, che confondeva la fede con la superstizione. Penso di aver aperto molte porte al diavolo, lo capii solo in seguito a tutto il male che mi ha assalito. I membri della mia famiglia erano sempre in cerca di persone che leggessero loro le foglie di tabacco, i Tarocchi e quando un caro amico morì, abbiamo pagato una medium per scoprire come era morto, perché non era una morte naturale ma un suicidio. Quindi, ovviamente, abbiamo aperto molte porte al Maligno, abbiamo seguito maghe e cartomanti in televisione, oroscopi, molte cose che non venivano da Dio ”, ha affermato la psicologa.

Oggi, a 35 anni, ricorda che la sua guarigione non è avvenuta grazie alla psichiatria o alla psicologia, ma grazie ad un cammino di liberazione in seguito ad un intervento di DIO, a cui lei arrivò inaspettatamente. Un pomeriggio come gli altri, passando da un canale all’altro della televisione, fu attratta dalla voce di un SACERDOTE che veniva intervistato su un canale cattolico e rimase lì ad ascoltarlo: quello che diceva era proprio per il suo caso.3479_gerardo_

Si trattava di Padre Gerardo Piñeros, (in foto qui sopra e nella foto principale dell’articolo, mentre celebra Adorazione Eucaristica), che invitava coloro che volevano a chiedere aiuto spirituale presso chiesa di Santa María del Camino a Medellín, in Colombia. Sebbene Padre Gerardo non sia l’esorcista della diocesi, nei suoi 16 anni di ministero sacerdotale – sottolinea in un’intervista con Portaluz – ha assistito ad alcuni fenomeni che lo portano a confermare la Dottrina della Chiesa sull’esistenza e l’azione del diavolo:   “Sono un sacerdote e per il potere del mio ministero prego per i malati, per le persone che vengono in parrocchia con qualche disturbo e che provengono da molte parti. Bene, in questi 16 anni di ministero sono stato in grado di vedere cose sorprendenti che a volte violano le leggi della fisica,  persone che vomitano oggetti strani, le persone che nel momento della preghiera cadono in trance ed hanno forza sovrumana. Vedere una bambina di 10 anni che parlava un latino perfetto e cose del genere che, come una volta disse un medico: se non avessi mai vissuto queste cose, penserei che non esistano”.

Il potere del Sangue di Cristothepreciousbloodofjesuschrist

Kelly andò sul posto e aprì il suo cuore al sacerdote,  che “pregò su di me e disse che dovevo stare serena e ricominciare a pregare e fidarmi di Nostro Signore Gesù”. Ma le manifestazioni notturne continuavano, oltre a problemi economici e conflitti emotivi con il suo convivente, il padre dei suoi figli.

Quindi la psicologa Kelly tornò ad una Messa celebrata da padre Gerardo, che pregò di nuovo Dio per lei, con preghiere di liberazione: “Era la prima volta che cominciavo a sentire la liberazione… Ho provato un’esperienza extrasensoriale perché è come se una parte di me fosse venuta fuori. Come se fossi cosciente ma allo stesso tempo no. Ho sentito il mio corpo che si muoveva contro la mia volontà, voci dentro di me, un dolore orribile che usciva dalla mia gola e ho iniziato a vedere tutte quelle cose che mi assalivano di notte.

Il padre mi disse: “Ripeti : GESU’ CONFIDO IN TE”.  Non riuscivo a dirlo verbalmente, ma lo dissi mentalmente. Il padre cominciò quindi a pregare la Beata Vergine Maria e invocò anche San Michele Arcangelo e San Charbel. Quando la preghiera di liberazione terminò, mi ripresi, mi sentii libera e molto sbalordita. Il padre mi disse che dovevo cominciare a pregare il Rosario in casa mia ogni giorno e completarlo con la

Preghiera o Sigillo del Sangue di Cristo :sangue di GESU'

Nel Nome di Gesù io consacro me stesso nel Sangue preziosissimo di Gesù Cristo († segno di croce sulla fronte) sotto il manto di Maria († segno di croce sulla fronte) e sotto la protezione di San Michele Arcangelo († segno di croce sulla fronte). Signore Gesù, in Tuo nome, e con il potere del Tuo Preziosissimo Sangue, sigilliamo ogni persona, ogni azione e ogni evento attraverso i quali il nemico voglia farci del male.

Con il potere del Sangue di Gesù, sigilliamo ogni potestà distruttrice in aria, sulla terra, in acqua, nel fuoco, sotto terra, le forze sataniche della natura, negli abissi dell’inferno e nel mondo in cui viviamo oggi.

Con il potere del Sangue di Gesù spezziamo ogni interferenza e azione del maligno.

Ti chiediamo, Gesù, di inviare nelle nostre case e nei nostri luoghi di lavoro la Santissima Vergine accompagnata da San Michele, San Gabriele, San Raffaele e tutta la loro corte di Angeli Santi.

Con il potere del Sangue di Gesù sigilliamo la nostra casa, tutti coloro che vi abitano (nominare ciascuno di loro), le persone che il Signore vi invierà e i cibi e i beni che generosamente ci ha offerto per il nostro sostentamento.

Con il potere del Sangue di Gesù, sigilliamo terra, porte, finestre, oggetti, pareti e pavimenti, l’aria che respiriamo, e collochiamo con fede un cerchio del suo Sangue intorno a tutta la nostra famiglia.

Con il potere del Sangue di Gesù, sigilliamo i luoghi in cui staremo in questa giornata, e le persone, le imprese o le istituzioni con le quali tratteremo (nominare ciascuna di loro).

Con il potere del Sangue di Gesù, sigilliamo il nostro lavoro materiale e spirituale, gli affari di tutta la nostra famiglia e i veicoli, le vie e qualsiasi mezzo di trasporto che dovremo utilizzare.

Con il Tuo Sangue prezioso, sigilliamo gli atti, le menti e i cuori di tutti gli abitanti e i dirigenti della nostra Patria, perché regnino la Tua pace e il Tuo Cuore.

Ti ringraziamo, Signore, per il Tuo Sangue e per la Tua Vita. Rendiamo loro grazie per essere stati salvati e preservati da ogni male. Amen.

Il dono della TEMPERANZA (PERSEVERANZA)buitrago
Questa esperienza è stata solo l’inizio di un cammino di conversione che avrebbe trasformato in meglio la vita di Kelly e dei suoi figli. Ha ricevuto nuove preghiere, accompagnamento spirituale da questo e da altri sacerdoti esorcisti e finalmente ha messo in pratica gli insegnamenti della Chiesa cattolica nella sua vita.
Kelly ha chiuso il rapporto di convivenza o libera unione che aveva, e che era diventato sempre di più un ostacolo per la sua liberazione: ricevette i SACRAMENTI, si confessò e ricevette la Santa Eucaristia e, a poco a poco, la pace e la salute sono ritornate nella sua anima e nel suo corpo.

“Dobbiamo chiedere a Dio il dono della temperanza …” ci dice Kelly e ci spiega un po’ di più come è riuscita a vivere questo dono: “Con i miei figli ci consacriamo al Sacro Cuore di Gesù e al Cuore Immacolato di Maria ogni giorno e oggi non vivo più la mia vita senza Dio. Frequentiamo la Chiesa, partecipiamo all’adorazione del Santissimo Sacramento, all’Eucaristia domenicale e alle feste di precetto, ci confessiamo regolarmente, preghiamo il Rosario in famiglia, a volte con mia madre e le zie. Ma nulla nella vita è facile, dobbiamo avere perseveranza continua”.

Padre Gerardo Piñeros spiega che NON SI PUO’ SCENDERE A COMPROMESSI COL MALIGNO

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Padre Gerardo Piñeros

Ciò che la Parola di Dio nella Sacra Bibbia definisce “peccato” è ciò che distrugge la salute fisica e spirituale dell’ uomo, e può distruggere l’anima per sempre, perchè vi sono peccati mortali, cioè che incatenano l’anima all’inferno.  Su questo, non si può scendere a compromessi, negoziare col diavolo, perché un peccato mortale non sarà mai buono; non possiamo giustificarlo, non possiamo ingannare noi stessi, ma invece dobbiamo denunciare gli inganni del diavolo. Come, ad esempio, fece San Paolo in 1Corinzi 6, 10-11, elencando i peccati degli ingiusti che non erediteranno il Regno dei Cieli, poichè praticano queste cose e non si pentono.
 
Che tipo di travestimento usa di solito il diavolo oggi per ingannare l’uomo?
Risponde Padre Gerardo: ” Il Vangelo spiega che il Diavolo si maschera da angelo di luce, vale a dire si nasconde dietro pratiche apparentemente spirituali ma che contengono in sé un veleno, cioè tutte le pratiche magiche. Potremmo dire che negli ultimi tempi tutte le pratiche della New Age sono apparentemente spirituali,  apparentemente nobilitano l’uomo, dicendo che lo elevano, invece sono un grandissimo veleno. In realtà, lo separano da Dio Creatore e finiscono per confondere la creatura con il Creatore. Con molte di queste pratiche, viene rubato un dono dello Spirito Santo, che è il dono della PIETA’,  cioè la disposizione di filiale obbedienza, sentita dal cristiano come una esigenza interiore, unita al bisogno di dover sottomettere la nostra volontà a quella di Dio non per paura o timore ma solamente per amore. Da questo desumiamo che il dono della Pietà qualifica, appunto, il rapporto con Dio ed essenzialmente il rapporto di figliolanza con Lui.  Una persona che comincia a seguire le mode imperanti, magia, cartomanzia, certe pratiche orientali o new age, finisce semplicemente per abbandonare la Chiesa, la Confessione, il Rosario, pensando che quello che sta facendo è più “utile” per ottenere ciò che si vuole…LA PRESUNZIONE E LA SUPERBIA DELL’UOMO CHE CREDE DI FARSI “DIO DI SE STESSO” E’ GIA’ UNA PORTA DELL’INFERNO SU QUESTA TERRA”.

Fonti

https://www.portaluz.org/una-psicologa-cuenta-su-personal-experiencia-con-el-demonio-y-agradece-3653.htm

https://www.portaluz.org/las-trampas-de-satanas-3101.htm

Come le sette diffondono l’epidemia della paura della fine del mondo

Che dice veramente la Bibbia sulla fine del mondo?

I cristiani non sanno quando avverrà la fine del mondo e dell’umanità, né il modo in cui si trasformerà l’universo.

La Bibbia non parla mai di “fine del mondo”, ma di “fine dei tempi”, lasciando intendere che il mondo non cesserà di esistere totalmente, ma che sarà trasformato in un “nuovo cielo e una nuova terra” in Gesù Cristo.

La cosa certa è che tutti quelli che dicono di basarsi sulla Bibbia per “profetizzare la fine del mondo” dimenticano che le stesse Scritture, attraverso le Parole di Cristo, avvisano che “Quanto a quel giorno e a quell’ora, però, nessuno lo sa, neanche gli angeli del cielo e neppure il Figlio, ma solo il Padre”(Matteo 24:36).

Gesù non ha dato un’ora o una data da segnare in agenda. “Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta” (Atti 1:7).

La pandemia di coronavirus, che ora preoccupa tutti,  viene sfruttata  dai guaritori e dai guru delle pseudo-terapie New Age , che si presentano con la loro pseudo soluzione “alternativa” o “naturale” al virus....Il terrorismo apocalittico è un mezzo che le sette (anche gruppi pseudocristiani, LE SETTE MILLENARISTE) adottano sempre per fare proselitismosfruttando la irrazionalità della paura, perché la situazione globale contribuisce alla visione dualistica della realtà in cui i leader indottrinano i loro seguaci: il male del mondo esterno e la bontà del gruppo ristretto di “eletti” (setta), gli unici che, secondo il guru o santone di turno, si salveranno…il Covid-19 viene presentato come un segno che stiamo vivendo la fine dei tempi. coronavirus_

I membri del corpo direttivo dei Testimoni di Geova, ad esempio, – che non sono cristiani e non hanno la vera Bibbia ma la “traduzione del nuovo mondo”, ovvero un testo scritto dal loro fondatore americano e noto massone Charles Taze Russell nel 1870- sono sempre stati molto attenti ad incoraggiare i seguaci a predicare e contribuire, anche con la vendita delle proprie case, a donare i loro averi ai capi dirigenti, perchè ” è doveroso prepararsi alla fine imminente del mondo”, in cui si salva solo chi appartiene alla loro setta, poichè adesso la fine del mondo o Armagheddon secondo loro sarebbe più che mai alle porte, mentre i capi continuavano e continuano  tutt’ ora ad arricchirsi comprare e ad espandersi…

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LA TOMBA DEL FONDATORE DEI TESTIMONI DI GEOVA, CHARLES TAZE RUSSELL, MASSONE DEL GRANDE CENTRO MASSONICO DI PITTSBURGH-

La Shincheonji Church of Jesus la setta religiosa che è stata individuata come l’epicentro del contagio del Covid 19 in Corea del Sud – è uno spaccato del fenomeno molto più ampio delle sette millenariste. Accomunati dalla presenza di un fondatore carismatico, che si autoproclama “messia”, stretto controllo tra i membri, partecipazione e proselitismo accentuati

La cronaca di questi giorni indica con chiarezza che oltre la metà delle vittime sudcoreane del contagio da coronavirus appartengono o sono connesse a un culto millenaristico, lo Shincheonji Church of Jesus, che significa «i nuovi Paradiso e Terra» : i seguaci, 240 mila in 29 paesi, tra cui anche gli USA, erano chiamati a diffondere il contagio per facilitare la fine del mondo. La Corea del Sud era pronta ad affrontare il coronavirus, ma il leader della setta Shincheonji ha chiamato al boicottaggio. Per loro, questo virus era un peccato che non va curato… Il fondatore, l’88enne Lee Man-hee, giura d’essere il Cristo risorto che porterà «una nuova Israele spirituale alla fine dei giorni». L’epidemia, tuonava dal palco, «è un male causato da chi è geloso della nostra crescita». È un peccato, che non deve interrompere “le loro riunioni”, attraverso le quali solo loro potranno salvarsi…

Così è iniziata la ricerca ai seguaci per testarli. Ma le liste sono rimaste segrete fino a poco tempo fa. Per volontà del leader. Si è scoperto, poi, che ai primi di febbraio molti erano riuniti al funerale del fratello del fondatore, il quale aveva visitato alcune delle 19 chiese in Cina. I seguaci si sono infettati gli uni con gli altri, contagiando familiari e amici ignari e minacciati di tenere tutto nella segretezza.

Una circostanza negata solo parzialmente dal leader e fondatore del culto, Lee Man-hee (nella foto sopra) durante l’apparizione pubblica del 2 marzo 2020, in cui ha chiesto scusa per le sue responsabilità nell’inarrestabile diffusione del contagio in Corea del Sud.

Profezie non realizzateBASE-DOC33

In diverse situazioni di crisi socioculturale, e soprattutto nel passaggio tra due secoli o millenni, appaiono profezie di ogni tipo che segnalano l’imminente fine del mondo. È quanto avvenuto recentemente nel 2012 con una ridicola interpretazione del calendario Maya o con dei calcoli fantasiosi dei numeri biblici, come nel caso di H. Camping.

Attorno all’anno 2000 si sono sviluppati ogni genere di profezie, e ancora oggi molti movimenti fondamentalisti predicono una fine imminente, portando i propri seguaci ad essere ulteriormente fedeli agli obiettivi del gruppo.

Già nel XIX sec. gli Avventisti avevano previsto la fine per il 1843, e poi per il 1844; seguirono i Testimoni di Geova predicendo la fine del mondo per il 1874, poi per il 1914, 1915, 1925, 1975 e via discorrendo.

Nel XX sec. i Bambini di Dio la prevedettero per il 1993; la Misión Rama per il 1975  e poi per il 2000; la Chiesa Universale di Dio per il 1936, 1947, 1972 e poi 1975; l’Ordine del Tempio solare per il 1993 e per il 1994; Heavens Gate per il 1997 e una lista infinita di altre sette per il 2000 e per il 2012.

Alcuni gruppi di ispirazione cattolica, nati in seguito ad apparizioni mariane e altre rivelazioni private non approvate dalla Chiesa, hanno previsto la fine – e terrorizzato i propri seguaci con la narrazione di orrori che la Madonna avrebbe annunciato – per un tempo non molto distante. IN PARTICOLARE, ci riferiamo alla FALSA PROFEZIA ATTRIBUITA A MALACHIA e le interpretazioni false degli scritti della beata Caterina Emmerick, APPROFONDIRE QUI

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/04/30/la-falsa-profezia-di-malachia-altre-sui-due-papi/

Anche molti gruppi contattisti che ritengono di aver avuto dei “contatti” con gli extraterrestri e rivelazioni da altre galassie – come la Misión Rama o lo “stigmatizzato” Giorgio Bongiovanni – hanno tenuto incontri sull’imminente fine, indicando delle date specifiche.

Il gruppo nordamericano Uranius predisse che nel 2001 sarebbero arrivati gli extraterrestri, ma l’anno successivo rettificarono dicendo che, siccome l’umanità non era ancora pronta, gli alieni avrebbero preferito aspettare qualche anno in più.

Persino il sedicente “Stato Islamico” porta avanti un discorso simile, basato sulla propria interpretazione della dottrina islamica. Sostiene infatti di combattere le ultime battaglie prima della fine del mondo…

Alcuni gruppi di tipo orientalista e New Age – come il MISA, un movimento Yoga esoterico fondato dal rumeno Gregorian Bivolaru – sostengono che maggiore sarà il numero di persone che praticherà meditazione, e più sarà possibile rallentare “l’apocalisse” che si avvicina.

Anche i movimenti gnostici hanno fissato delle date per la fine del mondo, ma le profezie variano a seconda che siano di stampo ottimistico (un passaggio all’Età dell’Oro) o pessimistico (la totale distruzione della materia).

APOCALISSE E “ARMAGHEDDON”

Il termine “apocalisse” NON SIGNIFICA CATASTROFE, FINE DEL MONDO: è una parola di origine greca che significa “svelamento”, “rimozione del velo”, “RIVELAZIONE”, cioè conoscenza di qualcosa che era prima sconosciuta.

Ma è, nello stesso tempo, un genere letterario proprio del giudaismo, la cui finalità è dare un’interpretazione religiosa ad avvenimenti storici sconcertanti o inspiegabili, soprattutto quando avvengono grandi ingiustizie, come nel caso delle persecuzioni dei romani contro i cristiani.

Per interpretare in modo corretto questi testi è necessario contestualizzare ogni simbolo, anche alla luce della teologia dell’autore.

Il genere escatologico è carico di simboli a noi estranei: convulsioni cosmiche, entità soprannaturali, sogni e visioni, numeri dal significato particolare, ecc. Ma tutti questi simboli sono al servizio di una lettura della storia concreta alla luce della fede.

I fatti non vengono narrati nei dettagli pratici, ma si cerca invece di esprimere una logica superiore, un piano, una finalità che dia senso a tutta la Storia, della quale Dio è il Signore. La costante dialettica tra bene e male non va intesa in senso manicheo, come se fossero forze della stessa potenza, perché Dio continua ad essere sempre il padrone assoluto della Storia.

L’Armageddon (che andrebbe scritto Harmageddon, con l’H), significa letteralmente Monte Megiddo, cioè la piana di Esdraelon, dove ebbero luogo molte battaglie importanti narrate nell’Antico Testamento. Ma il termine è stato utilizzato  in modo sbagliato da diverse sette (TESTIMONI DI GEOVA in primis) e gruppi pseudoreligiosi, come se fosse il luogo della battaglia finale tra Cristo e l’Anticristo, o tra Cristo e satana.

Dunque l’Armageddon non è un evento distruttivo, ma un luogo in cui Israele ha combattuto delle grandi battaglie. Ma i Testimoni di Geova, gli Avventisti, i Mormoni, la Chiesa Universale di Dio e gli stessi Rosacroce lo hanno definito – segnalando diverse date – come sinonimo di Battaglia Finale.

L’ ESEMPIO DI UN GURU YOGA in Spagna, Emilio Fiel detto Miyo “Coronavirus: ci stiamo preparando alla fine del mondo”…

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Un guru settario che ha reso pubbliche le sue riflessioni sul coronavirus è lo spagnolo Emilio Fiel (vedi immagine allegata), leader di una setta degli anni ’80 chiamata “Rainbow Community” (Comunità dell’Arcobaleno), successivamente convertita nella scuola di Chrisgaia e che è passata dall’orientalismo all’orientamento sincretistico del New Age con elementi sciamanici. Lo stesso guru ora si definisce Miyo e ha una parola “profetica” su qualsiasi aspetto della vita, qualcosa a cui i suoi seguaci prestano molta attenzione.

 

Soluzione al Coronavirus? Non la medicina ufficiale, ma il Pranayama Yogico 

pranayamaLa sua interpretazione paranoica va oltre il “complottismo”, sottolineando affermazioni di natura spirituale ed esoterica: “IL CORONA VIRUS È un’azione guidata dall’oscurità per evitare il processo di ascensione individuale e planetaria in cui siamo immersi”. E non solo: propone anche la sua soluzione personale per il coronavirus: “Cosa possiamo fare come difesa? Esegui il pranayama yogico ogni giorno (respirazione con il fuoco, bastrika o soffietto, ma ancora meglio kundya yoga kriya nel canale centrale) ”, oltre ad altre raccomandazioni più comuni come la camminata e il rilassamento….ma i suoi seguaci non sono affatto “rilassati” ma TERRORIZZATI! e totalmente manipolati. 

Come è naturale in una visione della NEW AGE , che COME IL SATANISMO presuppone CHE OGNUNO DI NOI è “DIO DI SE STESSO”, Emilio Fiel chiama ad “attivare quotidianamente ‘IL PROPRIO CHAKRA LUMINOSO’ e ad emanare decreti dall’Io Presenza per mantenere la perfezione del nostro corpo e la difesa contro tutte le forze negative o predatorie “, e raccomanda” mantenere alta la frequenza cardiaca “.

Il guru, che firma questi messaggi come Miyoji, si riferisce al fatto che stiamo partecipando a una “prova generale dell’Apocalisse”, parla di “purificazione del fuoco” e assicura che con le sue proposte di guarigione – tra gli altri, gli esercizi respirazione, “fuoco viola”, meditazione, decreti – “abbiamo evitato molti tipi di influenza … per diversi decenni con grande successo”, in quanto sono “pratiche che difendono in modo impeccabile la nostra integrità biologica meglio di qualsiasi medicina” .

“Bisogna Inviare amore e consapevolezza al virus”: dal catastrofismo alla follia

Poiché l’approccio alternativo di questo leader settario è chiaro: “il mondo non è governato dalla chimica ragionata ma dalla Coscienza”, e quindi “al virus deve essere inviato amore e coscienza per aumentare la sua frequenza, è anche disorientato e non capisce la situazione … Solo in questo modo diminuirà i suoi effetti mortali e alla fine verrà sradicato dalle nostre vite. ”

Detto in altre parole: “qualcuno a contatto con la natura, felice e innamorato, non può essere infettato”, un discorso simile a quello di altri guru e pseudo-terapisti.

“Qualcosa di più terribile accadrà nel 2020”

È allora che arriva la profezia che infonde paura nei seguaci del guru: “anche se il Coronavirus si calmerà presto, il tempo di calma apparente non durerà nemmeno un paio di mesi perché un evento globale riporterà la vita umana sottosopra, una grande tempesta sta arrivando sul pianeta (molto più potente di questa distrazione [coronavirus] con cui abbiamo a che fare) verso la fine della primavera o in piena estate”.

Come sempre, l’annuncio di qualcosa di negativo – che può produrre una paura logica – è completato da una ‘lettura positiva’ … fintanto che è vissuta secondo il modo dettato dal guru, il quale assicura: “avverranno i grandi cambiamenti promessi per il 2020, trasformando definitivamente le nostre vite”…

E annuncia: “molto attento alle date che vanno da oggi [10 marzo] a quattro mesi da oggi, nella data in cui viene celebrata la giornata del signor Santiago”, riferendosi così al 25 luglio, festa di SAN GIACOMO grande apostolo di Cristo, che occupa un posto importante nelle dottrine della setta, anche se privato totalmente del suo valore cristiano.

PROFEZIE CATASTROFICHE, PER RAFFORZARE LA MANIPOLAZIONE SETTARIA

(“WATCH TOWER” E’ LA RIVISTA TORRE DI GUARDIA DEI TESTIMONI DI GEOVA CREATA DAL FONDATORE RUSSELL)

In tempi di insicurezza personale e sociale, molte persone hanno bisogno di  qualcosa a cui aggrapparsi … Sperano in una soluzione semplice e diretta: una soluzione magica, basata su una conoscenza speciale della realtà.

I leader settari pensano di essere ESSERI SUPERIORI con qualità speciali, e quindi lo instillano nei loro seguaci. Sono molto abili nel “dimostrare” di essere gli unici benefattori sinceri e altruisti dell’umanità.

Spesso l’obiettivo finale non è finanziario, come si dice a volte. I guru vogliono condividere e diffondere la propria illusione di superiorità, e lo fanno sottoponendo i loro seguaci al loro capriccio. Non bisogna dimenticare che le sette sono un fenomeno di potere sugli individui.

La testimonianza di un sopravvissuto

Di fronte a questa situazione, abbiamo parlato con una persona – di cui proteggiamo l’anonimato- che è stata seguace per molti anni di una setta apocalittica new age in Spagna. Spiega che in questi casi, all’interno delle sette è comune che “se la predizione di qualche epidemia annunciata dal guru si è verificata (presumibilmente) in passato, ciò genererà una straordinaria fiducia nei confronti del guru”.

Dopo aver lasciato la setta, questo sopravvissuto alla luce di tutto ciò che ha vissuto, contemplando l’attuale crisi del coronavirus, avverte del “pericolo che tutti questi guru ora si sentano affermati e rafforzati e che questa situazione possa servire ad attirare nuovi seguaci nella rete delle sette ”.

E non solo: secondo l’ex adepto spagnolo, “la fiducia è la base su cui il santone comincia un processo di manipolazione sui seguaci che può portare, ad esempio, ad abusi sessuali ‘a scopo magico di salvezza e di unione con l’essere superiore’…

Quindi … è vero che questo o quel guru era corretto nella sua previsione? No, certo che no. Questi “profeti delle calamità” (usando l’espressione di Papa San Giovanni XXIII) tendono ad annunciare ripetutamente catastrofi, disgrazie e successive epidemie nel mondo. Questo è accaduto e sta accadendo nei Testimoni di Geova, per esempio, e in molte altre sette, che hanno dato le loro date “speciali”. Da così tanti eventi previsionali, può capitare che qualcosa accada veramente qualche volta. MA CIO’ NON SIGNIFICA CHE “CI ABBIANO AZZECCATO”, ma più che altro, come dice l’ex adepto intervistato: “alla fine, A FURIA DI PROFETIZZARE SCIAGURE, i seguaci dei vari guru apocalittici vengono manipolati a fare congetture su qualsiasi evento”…

La psicosi della fine del mondo purtroppo è una epidemia spirituale con cui i leader delle sette manipolano tante persone.


FONTI 
RIES Rete Iberoamericana di Studio delle Sette
Articoli del Prof. Miguel Pastorino e del sacerdote Luis Santa Maria del Rio

https://www.lastampa.it/esteri/2020/03/04/news/la-setta-coreana-che-ha-contagiato-un-paese-curarsi-e-un-peccato-1.38548974

Testimonianza ex dirigente dei TdG

https://www.quovadisaps.it/coronavirus—testimoni-di-geova—aggiornamento-circolare-4-3-.html

S. Caterina da Bologna, protettrice dei sacerdoti esorcisti

Santa Caterina da Bologna o Caterina de’ Vigri, clarissa e abbadessa del monastero Corpus Domini di Bologna, nasce l’8 settembre 1413 da Benvenuta Mammolini e da Giovanni de’ Vigri, patrizio ferrarese, dottore in legge e pubblico Lettore a Padova, al servizio del marchese Niccolò III d’Este, signore di Ferrara. La data della nascita è collocata convenzionalmente, al 1413, dato che dal libro Specchio di illuminazione di Beata Suor Illuminata Bembo, amica e consorella della Santa, si deduce che ella morì nel 1463 all’età di cinquant’anni. Nel calendario odierno viene commemorata il 9 marzo, giorno della sua morte: il suo corpo cominciò ad emanare profumo ed è stato riesumato totalmente incorrotto. La sua erudizione ed il suo bagaglio dottrinale si possono desumere da tre opere: la prima è il Trattato “Le sette armi spirituali”, poi “Laudi, trattati e lettere” e “Specchio di illuminazione”, di Beata Suor Illuminata Bembo, contemporanea della Santa: questo ultimo testo, oltre ad essere la biografia della Santa è anche espressione della vivacità culturale del Monastero del Corpus Domini bolognese.

LA PREGHIERA DI ESORCISMO INSEGNATA DA SANTA CATERINAs.-caterina-da-bologna-8-263x300

Santa Caterina da Bologna viene considerata protettrice dei sacerdoti esorcisti, perchè combattè e vinse moltissime tentazioni ed inganni del Maligno, che descrisse nella sua opera Le sette armi spirituali; vale la pena ricordare la cosiddetta «devozione di San Bernardino » contro le tentazioni, perché la Santa ne fa cenno nel suo Trattato. Consigliava alle sue giovani consorelle, quando fossero afflitte da qualche tentazione, di ritirarsi in se stesse dicendo: «Se il mio Signore vorrà permettere che questa tentazione duri fino alla fine della mia vita, me ne contento, e mi studierò di star forte con la divina grazia, confidandomi che con tale aiuto mai non consentirò alla diabolica suggestione ».

E dopo aver pronunziato queste parole consiglia di recitare con maggior affetto e
fervore possibile la seguente orazione:

«Signor mio Gesù Cristo dolcissimo, per quell’infinita e inenarrabile carità che vi fece star ligato al crudel tormento della Colonna e sostenere le aspre battiture dei vostri persecutori per la mia salute, pregovi mi diate fortezza a che, mediante la grazia vostra, io possa aver vittoria dei miei nemici, e con pazienza sostenere questa ed ogni altra battaglia ch’essi mi potranno dare».
E poi deve inginocchiarsi cento volte in onore del SS. Nome di Gesù, (recitare le Litanie al Santissimo Nome di Gesù) invocandolo ogni volta con devoto affetto e confidando d’ottenere la grazia. E la Santa aggiunge:
«Sia certissima qualunque persona farà tal orazione con buon cuore che subito
riceverà rimedio e conforto».

PREGHIERE A SANTA CATERINA DA BOLOGNA

O incomparabile S. Caterina, che infiammata di amore per Gesù Crocifisso ne meritaste in vita i più eletti favori, e dopo morte continuate a risplendere di tante meraviglie, che il vostro corpo medesimo, da oltre cinque secoli incorrotto, è un segno non dubbio del potere glorioso che godete in Cielo; deh! Voi difendetemi sempre da ogni pericolo dell’anima e del corpo e soprattutto vi supplico a ottenermi dal Signore la grazia…

Sia per me frutto della vostra protezione la fortezza nella Fede, l’esatto adempimento dei cristiani doveri, lo spirito costante di sacrificio, e soprattutto quella purezza di cuore a cui è riserbato l’eterno gaudio nella beata visione di Dio. Amen.

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SANTA CATERINA DA BOLOGNA E L’INFALLIBILE ESORCISMO

«Dobbiamo sopportare la cattiva sorte con grande coraggio, per l’amore di Gesù Cristo. Preferite le sofferenze ai piaceri, accettatele con gioia, desideratele sempre di più così da divenire conformi a Lui. Questo è il comportamento corretto per un animo veramente cristiano, indegno di essere definito tale se rifiuta di portare la croce»

Sintesi di “Le sette armi spirituali

Pubblicato per la prima volta nel 1475, fu ristampato molte volte dopo la sua morte e tradotto in altre lingue. All’inizio del trattato la Santa presenta due condizioni indispensabili per rendere utile la lettura del libro: l’intenzione di non commettere mai una colpa grave e la ferma risoluzione nel seguire la via della croce. Gli strumenti necessari erano la diligenza e la perseveranza. La mancanza di fiducia in se stessi deve essere bilanciata dalla totale fiducia nell’amore di Dio per le sue creature:

  1. avere cura e sollecitudine nell’operare sempre il bene;
  2. credere che da soli non potremo mai fare qualcosa di veramente buono;
  3. confidare in Dio e, per amore Suo, non temere mai la battaglia contro il male, sia nel mondo, sia in noi stessi;
  4. meditare spesso gli eventi e le parole della vita di Gesù, soprattutto la sua passione e morte;
  5. ricordarsi che dobbiamo morire;
  6. avere fissa nella mente la memoria dei beni del Paradiso;
  7. avere familiarità con la Santa Scrittura, portandola sempre nel cuore perché orienti tutti i pensieri e tutte le azioni.

Per approfondimenti: Le sette armi spirituali 

Il monastero del Corpus Domini delle suore clarisse, in cui Santa Caterina divenne abbadessa, divenne famoso per la santità e abbondanza di miracoli e guarigioni. Per invidia della santità delle suore, il Maligno colpì una di esse Suor Samaritana con varie afflizioni dell’ anima e del corpo. Santa Caterina venne chiamata ad intervenire per salvare la consorella posseduta che era ormai in punto di morte:

“O maligna bestia, nemica del genere umano, ben sapevo che appena mi fossi
partita tu avresti fatto questo che ora fai. Ma confido nel mio Signore che non avrai
tanta forza da perturbare le anime di queste creature, sicché rimangano
scandalizzate per la travagliata morte di questa serva di Dio. La quale son certa che
sarà salva, a tuo dispetto e vergogna, perché è stata sempre sposa fedele di Gesù
Cristo”.
Dicendo queste parole Santa Caterina prese l’aspersorio e spruzzò con l’acqua benedetta prima l’inferma e poi tutta la stanza, confortando le presenti a non temere perché presto il Signore mostrerebbe loro il Suo potere invincibile. Continuassero a pregare con
fervore, giacché fra pochi momenti le loro preghiere comuni sarebbero state
esaudite. E, avvicinatasi all’inferma, ch’era ricaduta come morta sul guanciale,
cominciò a confortarla con dolci ed amorevoli parole. Quindi postasi in orazione,
malgrado che le sue stremate forze non glielo permettessero, sorretta da alcune fra
le presenti, cento volte s’inginocchiò e per altrettante volte invocò, chinando il capo, il Santissimo Nome di Gesù: la preghiera di S. Bernardino, che le fu sempre
familiare e di cui esperimentò l’efficacia in molte gravi ed urgenti necessità.
Finalmente, dopo aver cento volte ripetuta genuflessa quel Nome davanti al quale
s’inchinano gli Angeli, tremano gli abissi e si spiega ogni volontà nel cielo e sulla
terra, tornando presso il letto disse con voce alta e vibrante (e alle monache parve
improvvisamente che quella piccola donna, rattrappita dagli acciacchi, crescesse di
statura e maestà):
– Ora in nome di Dio ti comando, maligno spirito, di partirti immediatamente,
giacché non hai più potestà alcuna su questo luogo né sull’anima di questa creatura.
A questo irresistibile esorcismo, come lo scoppio d’un fulmine che echeggiò per
tutto il monastero, la bestia infernale lasciò subito la preda; e la povera suor
Samaritana si acquetò e rassettò nelle membra e nel viso, che riassunse il suo
aspetto naturale. Solo che questo, mentre prima di quelle diaboliche crisi, appariva
cereo e diafano per le sofferenze della malattia, acquistò all’improvviso un colorito
roseo, rischiarato da qualche cosa d’ingenuo e radioso: pareva che una giovanetta
sorridesse sotto le rughe della religiosa consumata dagli anni e dai patimenti. «Bello
come quello d’una fanciulla di 15 anni» apparve alla Beata Suor Illuminata Bembo. Allora la Santa Madre, rivolgendosi a lei, le disse con infinita tenerezza:
“Orsù, figliuola mia benedetta, per grazia di Dio hai vinto il gran dragone e ottenuta
la vittoria. Ecco il tuo Sposo che t’aspetta e vuole che tu vada a possedere il regno
della vita eterna. Che sia infinitamente benedetto, figlia mia! Ed ora va allegramente
e raccomanda tutte noi al tuo e nostro Gesù, Signore e Sposo diletto!”

La moribonda, con gli occhi rivolti a lei, chinò riverentemente il capo in segno
di sottomissione; poi mirò le sorelle che l’attorniavano come se volesse accomiatarsi
da loro, e infine con volto lieto e sereno se ne andò alla volta del Cielo, compiendo il
suo estremo atto d’obbedienza.
Tutte s’inginocchiarono piangendo; e Santa Caterina, affondando il capo su quel
letto, che fino a pochi momenti prima era stato un campo di battaglia, vide per
divina illuminazione quell’anima benedetta, circonfusa di luce e attorniata da una
schiera di Angeli, volarsene alla gloria celeste.


LA LOTTA CONTRO IL MALIGNO NELLA VITA DELLA SANTA

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Il corpo incorrotto della Santa, visto da una grata nel Monastero del Corpus Domini, Bologna

Santa Caterina descrisse il tormento  della «notte oscura dell’anima», come la chiama S. Giovanni della Croce, quando Dio tace, sembra assente e pare aver abbandonato la sua creatura indifesa alla mercé del Nemico. Ma ben diverso è il fine del Signore, e ce ne dà un’immagine esatta il profeta Ezechiele (XXIV: 11): «Poni la caldaia vuota sulla brace affinché si riscaldi al fuoco vivo, il bronzo si fonda, le sue impurità si stacchino e la ruggine si consumi». Un bel giorno, quando Satana si stancò di tormentarla- tentava invano di confonderla con false visioni e scrupoli, per farle perdere L’ OBBEDIENZA A DIO E LA FIDUCIA IN DIO- la prova si concluse con un «nulla di fatto» per il Maligno e con un immenso vantaggio spirituale per Caterina. La quale confessa, è vero, che questa prova le fu tanto penosa. Ma subito dopo aggiunge: «Però in questo si dimostra quando piace a Dio la persona che per il Suo amore porta e sostiene pazientemente la tentazione che lui gli permette, che beato, e più che beato, quel Religioso o Religiosa che sempre è tentato e mai non consente, siccome disse Dio nell’Apocalisse: «Colui che vincerà sarà considerato come una colonna del mio tempio”. Ed ancora dice il suo glorioso Apostolo San Giacomo: “Beato l’uomo che resiste alla tentazione, giacché essendo stato provato, riceverà la corona della vita”.E perciò sono ingannati (si sbagliano) quelli che vanno al servizio di Dio, credendosi servire a lui con dolcezza e soavità di spirito e pace mentale, imperocché questo non è quello che richiede Iddio dai suoi fedeli servi, anzi gli invita a battaglia».

IL MIRACOLO DEL “PANE DELL’OBBEDIENZA”AA10_1

Un giorno Caterina aveva appena finito d’introdurre il pane nel forno quando udì
suonare la campana che chiamava le monache in chiesa. Quella chiamata a un’ora
insolita sorprese la Santa. Ch’era successo? Era arrivato un Padre dell’Osservanza, a
nome Padre Alberto, che pare fosse un rinomato predicatore, e lo avevano invitato a
tenere un sermone a guisa di esercizio spirituale. Un bel pasticcio, per Caterina; ma
la «chiamata» della campana era un ordine; e Caterina, dibattuta tra il dovere e
l’obbedienza, ritenne che questa dovesse avere la precedenza, e senza starci tanto a
pensar su, guardò il pane ancora bianco nel forno, gli diede una benedizione e disse:
«Ti raccomando a Cristo mio!»; e, sfilatosi il grembiule, si affrettò verso la chiesa.
La predica e i relativi esercizi si protrassero per alcune ore. Ogni tanto alcune
Sorelle, che sapevano del pane che stava in cottura, guardavano Caterina che,
tutt’assorta nell’ascoltare la parola di Dio, sembrava essersi dimenticata d’ogni altra
cosa. Per cui, quando finalmente la funzione ebbe termine, e la povera panettiera
poté finalmente accorrere al forno, molte la seguirono fiutando l’aria perché si
aspettavano sentir puzzo di bruciato. Povero pane!, pensavano forse con una punta
di egoismo. Stasera ci toccherà farne a meno, giacché tutto il pane messo a cuocere
si sarà certamente carbonizzato.
E invece accadde l’imprevedibile; ai loro occhi sorpresi apparvero le soffici e bionde forme del pane, che Caterina veniva ritirando dal forno con la pala e disponeva nelle ceste, ed emanavano il buon odore appetitoso del pane caldo e croccante. La voce si sparse subito nel chiostro, e fece accorrere tutte le sorelle e la stessa Abbadessa, che giustamente considerarono miracoloso l’evento, benedicendo la bontà del Signore, che aveva così voluto premiare la pronta obbedienza della pia fornarina la quale, ricordando le Sue parole, s’era preoccupata dell’unica cosa necessaria. Il miracoloso avvenimento fu conosciuto anche fuori del monastero, e molti nobili benefattori vollero avere dei piccoli campioni di quel pane, che fu battezzato «Pane dell’obbedienza» e conservato con molta devozione come una reliquia.


IL MIRACOLO DELLA SCODELLA DI SAN GIUSEPPE
Quando era monaca nel convento di Ferrara  le furono affidate le mansioni di portinaia. Mentr’era addetta a quest’ufficio, si presentò un giorno a chiedere l’elemosina alla porta del monastero (che a quell’epoca non era stato ancora sottoposto a clausura) un venerabile vecchio in veste di pellegrino, che disse di venire di Palestina. E‘ facile immaginare quante domande dovette rivolgere Caterina all’anziano visitatore sulla terra santificata dalla nascita, dall’insegnamento e dalla passione  e morte di Gesù Redentore; e con quanta avidità stesse ad ascoltarne le risposte, che denotavano una effettiva e profonda conoscenza dei Santi Luoghi.
Prima di accomiatarsi il vecchio pellegrino estrasse dalla bisaccia una scoldellina, che non era di porcellana nè di maiolica ma di un materiale trasparente sconosciuto tra noi, e gliela mostrò assicurandola ch’era quella in cui la Beata Vergine Maria dava a bere al suo Divino Figliuolo, quand’era pargoletto. E come Caterina osservava incantata quell’oggetto, con una curiosità mista di rispetto e venerazione, il buon vecchio disse che gliel’avrebbe lasciata in custodia per qualche giorno, e sarebbe tornato a ritirarla prima di proseguire il viaggio.
Immaginiamo la gioia di Caterina nel ricevere quel caro deposito, e come dovette ringraziare la Provvidenza che aveva fatto capitare nelle sulle mani una così preziosa reliquia. Fatto sta che il pellegrino non si presentò nè il giorno dopo né mai più a ritirare quella scodellina, ch’essa conservò sempre con venerazione, convinta ch’era un regalo che il suo Sposo Divino le aveva inviato a mezzo di San Giuseppe, in cui credette d’identificare il misterioso pellegrino.
Non sappiamo se ebbe qualche rivelazione in proposito; ma è certo che da quel momento manifestò una speciale devozione per il Santo Patriarca. Quando dovette lasciare Ferrara per andare ad assumere come Abbadessa il governo del nuovo monastero del Corpus Domini di Bologna, consegnò quella reliquia alle sue consorelle, a condizione che la restituisseso al pellegrino, nel caso che si fosse presentato per ritirarla; in caso contrario, fosse custodita con grande venerazione e l’esponessero al pubblico il 19 marzo, festa del Santo.
Le cronache affermano che molte guarigioni miracolose avvennero in Ferrara al semplice contatto di quella reliquia; e anzi aggiungono questo curioso particolare; che, quando l’infermo doveva guarire, la scodellina emanava un soave profumo; invece, se doveva morire, non rendeva nessun odore. Come di tutte le manifestazioni  miracolose, la Chiesa ci lascia liberi di prestarvi credito o meno, giacché non sono articoli di fede. E Sant’Agostino dice:  E‘ più importante meditare il significato di certi fatti che discuterne l’autenticità.


LA DEVOZIONE DELLE MILLE AVE MARIAsanta cat da bologna

Verso la fine del suo incarico di maestra delle novizie Santa Caterina ebbe una visione, spesso rappresentata in opere d’arte. Avendo ottenuto il permesso di trascorrere la notte di Natale in chiesa, il 25 dicembre 1445, «vi si recò il più presto possibile, con l’intenzione di recitare un centinaio di Ave Maria in onore della Madonna. Lo fece con la dovuta attenzione e fervore fino circa a mezzanotte, l’ora nella quale si ritiene che il Salvatore sia nato. Proprio in quell’ora le apparve la Vergine Maria con in braccio Gesù Bambino, avvolto in bende candide; Maria le si avvicinò e le consegnò suo figlio. Vi lascio immaginare la gioia di quella povera creatura nel tenere tra le braccia il Figlio dell’eterno Padre. Tremando di timore ma molto più sopraffatta dalla gioia, si prese la libertà di accarezzarlo, di stringerselo al petto e di portare il suo viso alle labbra».

A ricordo del prodigio, le figlie della Santa nel Monastero del Corpus Domini, ogni anno, nella notte santa, ripetono le mille Ave Maria, devozione entrata ben presto nella pietà dei fedeli.

A rendere più facile il pio esercizio, le mille Ave Maria vengono recitate quaranta ogni giorno nei 25 giorni che precedono il Santo Natale, dal 29 novembre al 23 dicembre.

http://www.preghiereagesuemaria.it/devozioni/devozione%20delle%20mille%20ave%20maria.htm


STORIA DELLA VITA DELLA SANTAcaterina de vigri

Fin da piccola viene educata a Bologna dalla madre, donna di grande fede, e da parenti, per via delle molte assenze del padre, il quale però vuole che impari anche il latino.

Nel 1424, all’età di 11 anni, Caterina entra alla corte Estense come damigella di compagnia di Margherita d’Este, figlia naturale di Niccolò III. Il marchese sta trasformando Ferrara in una splendida città, chiamando artisti e letterati di vari Paesi.Riceve l’educazione propria del tempo: studia la musica, la pittura, la danza, impara a poetare e diventa esperta nell’arte della miniatura e della copiatura.

Nel 1427 le muore il padre, la madre si risposa e lei lascia la corte e rientra a Bologna dove si unisce a un gruppo di giovani di famiglie gentilizie che facevano vita in comune, intenzionate inizialmente a seguire la spiritualità agostiniana. Ma presto il rifugio diventa luogo di sofferenza e travaglio, per una sua gravissima crisi interiore: una “notte dello spirito” che dura cinque anni.

Nel 1432 torna a Ferrara, ma non più a corte: nel monastero detto del Corpus Domini; professa con le compagne la regola di S. Chiara, approvata da Pp Innocenzo IV (Sinibaldo Fieschi, 1243-1254), e dà inizio alla vita claustrale francescana. Qui la damina si fa lavandaia, cucitrice, fornaia. Preghiera e lavoro, mai perdere tempo, dice la Regola delle Clarisse che qui si osserva. E a lei va bene: lava i piatti, dipinge, fa le pulizie, scrive versi in italiano e in latino, insegna preghiere nuove, canti nuovi.

Con lei il monastero è un mondo di preghiera e gioia, silenzio e gioia, fatica e gioia. Diventa famoso, tanto che ne vogliono uno così anche a Bologna, dove va a fondarlo appunto Caterina, come abbadessa. Porta con sé la madre, rimasta ancora vedova e 18 consorelle.

È il 22 luglio 1456: anche questo monastero s’intitola al Corpus Domini. Caterina compone testi di formazione e di devozione, e poi un racconto in latino della Passione (cinquemila versi), un breviario bilingue. Il tempo passa, si dice che la nuova madre badessa abbia apparizioni e rivelazioni; e intorno a lei, nel frattempo, comincia a formarsi un clima di continuo miracolo. Visita le malate e svolge innumerevoli servizi per loro, anche i più umili. La sua carità spirituale è infinita.

Da superiora è la prima nella preghiera e nel servizio; vive in profonda umiltà e povertà. Allo scadere del triennio di abbadessa è felice di essere sostituita, ma dopo un anno deve riprendere le sue funzioni, perché la nuova eletta è diventata cieca. Sebbene sofferente e con gravi infermità che la tormentano, svolge il suo servizio con generosità e dedizione.

All’inizio del 1463 le infermità si aggravano; verso la fine di febbraio è colta da forti sofferenze, che non la lasceranno più, ma è lei a confortare le consorelle nel dolore, assicurandole del suo aiuto anche dal Cielo.

Il 25 febbraio 1463 tenne un discorso di tre ore alla comunità, annunciando la sua morte e dando loro le sue ultime volontà. Come S. Giovani della Croce morente parlò della virtù della carità: “E’ impossibile piacere a Dio senza amore. Mie care sorelle, dovete portare ciascuna i pesi delle altre, perdonarvi l’un l’altra ogni colpa, sopportando con inesauribile pazienza tutto ciò che può essere provocato dalla differenza di carattere […]”. …
 La prima domenica di Quaresima fu colta da dolori fortissimi e dovette mettersi a letto, da dove non si rialzò più. Dopo aver ricevuto gli ultimi Sacramenti, consegna al confessore lo scritto “Le sette armi spirituali” ed entra in agonia; il suo viso si fa bello e luminoso; guarda ancora con amore quante la circondano e spira dolcemente, pronunciando tre volte il nome di Gesù: spirò il 9 marzo 1463. Alla sua morte cominciò subito a realizzarsi una profezia nella quale si era sentita dire dagli angeli : Et gloria eius in te videbitur.
La sua agonia fu così tranquilla che le suore presenti non si accorsero della morte fino a che non sentirono un profumo dolcissimo e non videro che il suo viso era ritornato giovane e fresco come quella di una quindicenne. Il suo corpo venne seppellito senza sudario e rimase in terra per diciotto giorni; quando fu dissotterrato, in seguito ai miracoli e al dolce profumo che saliva dalla tomba, fu trovato incorrotto…

Come narrano i registri dell’epoca, avvennero subito eventi miracolosi: guarigioni ottenute tramite semplici preghiere e una sorta di “misterioso splendore che si diffondeva dalla tomba”.
Le suore si pentirono di averla sepolta senza una cassa che ne preservasse le “delicate membra” e così dopo 18 giorni dalla sua morte chiesero il permesso al loro confessore di poterla riesumare e riseppellire con tutti i crismi.
Il 21 marzo iniziarono i lavori di sterro, ma scoppiò un violentissimo temporale che durò sino all’una di notte, quando le monache si riprecipitarono nell’orto “incuranti del buio e del fango e delle molte pozze stagnanti” e freneticamente, con badili e mani nude, si rimisero a scavare per tirar fuori la Badessa prima che venisse inghiottita dal fango.

Con stupore si accorsero che il corpo era sempre profumatomorbido nelle giunture e incorrotto nella carnea parte la faccia massacrata dagli zelanti badili.
La misero nella cassa pensando di riseppellirla il giorno dopo ma la mattina il viso era miracolosamente tornato “bianco bello e pastoso come vivo”.
La notizia si diffuse in città, così le monache decisero di esporre la salma nella loro chiesa del Corpus Domini (da allora detta Chiesa della Santa); vollero metterla a sedere su un seggio dorato, ma si irrigidì. La nuova Badessa allora le ordinò di sedersi, e la salma obbedì.

Così il suo corpo trovò una collocazione soddisfacente che ancor oggi conserva: si trova nella cappella del Monastero del Corpus Domini, a Bologna, senza alcuna maschera, seduta, visibile a tutti e non sigillata.

Caterina per le sue qualità di musicista e di pittrice è invocata come protettrice degli artisti e soprattutto dei sacerdoti esorcisti, per il suo potente Trattato sulle sette armi spirituali.  

Il papa Benedetto XVI il 29 dicembre 2010 così concluse la catechesi che tenne sulla santa clarissa bolognese: “ Cari amici, santa Caterina da Bologna, con le sue parole e con la sua vita, è un forte invito a lasciarci guidare sempre da Dio, a compiere quotidianamente la sua volontà, anche se spesso non corrisponde ai nostri progetti, a confidare nella sua Provvidenza che mai ci lascia soli. In questa prospettiva, santa Caterina parla con noi; dalla distanza di tanti secoli, è tuttavia, molto moderna e parla alla nostra vita. Come noi soffre la tentazione, soffre le tentazioni dell’incredulità, della sensualità, di un combattimento difficile, spirituale. Si sente abbandonata da Dio, si trova nel buio della fede. Ma in tutte queste situazioni tiene sempre la mano del Signore, non lo lascia, non lo abbandona. E camminando con la mano nella mano del Signore, va sulla via giusta e trova la via della luce. Così, dice anche a noi: coraggio, anche nella notte della fede, anche in tanti dubbi che ci possono essere, non lasciare la mano del Signore, cammina con la tua mano nella sua mano, credi nella bontà di Dio: così è andare sulla via giusta! E vorrei sottolineare un altro aspetto, quella della sua grande umiltà: è una persona che non vuole essere qualcuno o qualcosa; non vuole apparire; non vuole governare. Vuole servire, fare la volontà di Dio, essere al servizio degli altri. e proprio per questo Caterina era credibile nell’autorità, perché si poteva vedere che per lei l’autorità era esattamente servire gli altri.
Chiediamo a Dio, per l’intercessione della nostra Santa il dono di realizzare il progetto che Egli ha su di noi, con coraggio e generosità, perché solo Lui sia la salda roccia su cui edifica la nostra vita”.
Padre Gilberto Aquini scrive che la Santa, morta nella incorruzione plurisecolare della carne,  manifesta che la vita è altrove. E questo rende qualcosa di grande e solenne che invade la cappella e la rende anticamera del mistero celeste, mentre lo sguardo scorre sulle pareti alle quali sono appesi i suoi ricordi tra i quali è rimasta imprigionata, venerata e studiata. La vicenda della morte di Caterina che a noi giunge attraverso il racconto di una amica, madre Illuminata Bembo, che è tutto fuor che fantasiosa, si svolge come un “ resoconto fattuale”, consapevole di ciò che sta dicendo, pur nella unicità dell’evento incredibile. Tutte le realtà della città di Bologna si sono fermate per rendere omaggio alla grandissima meraviglia di questo corpo di fronte al quale ancor oggi significa trovarsi a tu per tu con il mistero, specialmente quando veniva mostrato dalla buchetta dove si fa la comunione, come una finestra aperta verso l’altro mondo, verso il cielo dicendosi pronta a condurci fino a Dio.

Ogni anno dall’8 al 16 marzo, al Monastero del Corpus Domini, che racchiude il Santuario, si celebra un Ottavario in onore di Santa Caterina, compatrona di Bologna. Santa Caterina da Bologna, come ha ricordato il Card. Caffarra durante l’omelia del 9 marzo 2012 presso il Santuario del Corpus Domini, «ci ottenga di entrare veramente attraverso la porta della fede nel mondo che non passa, di passare dalle ombre alla Realtà».

Per approfondimenti, leggere la Catechesi di Papa Benedetto XVI:
>>> Santa Caterina da Bologna 

Si legga il bel libro di don Marcello Stanzione, Caterina da Bologna, la mistica del Corpus Domini (Gribaudi, 2014).Caterina-bologna