Praticava reiki ed evocazioni di ‘entità angeliche’: salvata dal suicidio grazie alla devozione a Gesù Bambino

Il grande scrittore cattolico G. K. Chesterton affermava che “quando una persona smette di credere in Dio, crede immediatamente a qualsiasi cosa” e questo è esattamente ciò che ha vissuto la leader di un’azienda boliviana Liliana Almanza Álvarez (IN FOTO). La sua caduta negli inganni della New Age cominciò con un lento e progressivo adeguarsi alle mode new age imperanti, vivendo una fede “fai da te”,  continuando ad andare in Chiesa e ricevere la Santa Comunione in grave stato di peccato.  Le conseguenze di questa fede tiepida e “mescolata”, sono state devastanti per la sua vita: “Anche se ero cattolica… dall’adolescenza ho iniziato ad allontanarmi dalla fede leggendo false dottrine, rivolgendomi all’occulto”, confessa oggi Liliana in una intervista.4079_liliana_.jpg
“Cominciai con la meditazione orientale, poi il reiki e la magia; perché nella New Age non importa se sei cattolico o protestante, tutto può essere mescolato. Questa è la New Age che, confondendoci, cerca di allontanarci dalla fede e dall’amore di Dio”.

Su suggerimento di un’ amica,  Liliana ha iniziato la sua devozione agli angeli- apparentemente benefica – ovvero la pratica di ‘entrare in contatto con gli angeli’; nella versione concettuale della New Age, gli angeli non sono i veri Angeli di Dio!  La New Age insegna a rivolgersi agli “angeli” tramite pratiche rituali di spiritismo detto channeling, un inganno diabolico, perchè sappiamo dalla Parola di Dio che i veri Angeli di Dio non vogliono essere adorati come divinità nè tantomeno essere “evocati” tramite medium e pratiche dell’occulto…L’ amica di Liliana era stata indottrinata a queste “pratiche di spiritismo” da sua nonna che era affiliata alla setta massonica gnostica esoterica dei “Rosacroce”…

Come ulteriore spinta nell’inganno, Liliana ha incorporato i concetti di metafisica alle suggestioni dei libri di una nota seguace della New Age: Conny Méndez. Ci sono migliaia di persone che sono sedotte dal marketing New Age di questa donna che pubblica libri con titoli come: “La felicità in 10 punti secondo la metafisica di Conny Méndez”. Liliana Almanza era una di queste.

Gli artigli del Nemico: il superbo desiderio di “avere potere”atadura.jpg

Unendo la sua devozione per quelle entità che chiamava “angeli” attraverso gli insegnamenti dell’amica indottrinata dalla nonna rosacrociana, al bombardamento concettuale esoterico dei libri New Age della Méndez, Liliana Almanza credeva di poter vivere un risveglio della sua esistenza; si volse quindi a consumare l’inesauribile mercato delle offerte falsamente spirituali della New Age.

Liliana è rimasta intrappolata, con l’acceleratore al massimo, in questi vagabondaggi New Age. Cioè fino alla nascita del suo primo figlio, che ha iniziato a presentare varie malattie che mettevano a rischio la sua vita. Fu allora che per la prima volta le credenze della New Age su cui Liliana aveva basato la sua esistenza mostrarono la loro inconsistenza e inadeguatezza nel sostenerla o nel dare risposte al dolore che stava affrontando, e lei crollò in una spirale di terribile depressione, in preda alla sua fragilità spirituale. Arrivò un periodo in cui il suo superbo desiderio di controllare tutto sembrava cedere…. Ma i legami medianici la tenevano ancora nell’oscurità, e non si rivolse a DIO, ma andò ancora più a fondo nell’abisso:Ho raggiunto il terzo livello di reiki e avevo solo bisogno di un altro livello per diventare un insegnante di reiki.”

Di tanto in tanto frequentava ancora la Messa, ma mai una Messa completa: “Arrivavo sempre in ritardo alla Messa, al momento della Consacrazione, e non mi confessavo mai, mi ritenevo nel giusto”, confida Liliana e aggiunge che tutto ciò accadeva – oggi lo sa – a causa “dei legami che aveva con entità diaboliche“.

“Non avevo mai confessato ad un sacerdote le mie pratiche magiche New Age, facevo comunioni sacrileghe perchè avevo commesso peccati mortali, perché ero molto ignorante sulla fede cattolica, mi credevo nel giusto senza informarmi veramente”, ha detto. Ha continuato così per anni, oscillando tra la New Age, una fede tiepida senza essere consapevole di offendere Dio, dedicando gran parte del suo tempo al lavoro aziendale ed alle pratiche New Age.  La sua maestra e confidente era sempre e solo la sua amica che la indottrinava, la donna che la aiutava anche a prendersi cura del figlio maggiore e poi anche di sua figlia.

Quando alla sua amica venne diagnosticato un cancro, Liliana crollò emotivamente. “Senza essere in grado di piangere”, afferma, in preda alle sue paure, andò prima a confessarsi da un sacerdote, che cercò di toccare le corde della sua anima, invitandola a pregare davanti al Santissimo Sacramento e poi le propose di pregare una Novena a Gesù Bambino. Ma il giorno dopo, dopo aver ricevuto una telefonata dalla sua insegnante di Reiki, Liliana si lasciò di nuovo trascinare in un rituale guidato da personaggi a lei sconosciuti – le dissero che erano “guaritori appena arrivati dal Brasile” – alla fine scoprì che era una seduta spiritica.  Fuggì da quel luogo e andò a pregare in una cappella della Parrocchia di San Pedro a Cochabamba (Bolivia). Era l’inizio della sua vera conversione …

La liberazione e la salvezza

Appena entrata, Liliana si fermò davanti al Santissimo Sacramento: “Mi inginocchiai e dissi:” Non so, Signore, che cosa sto facendo di sbagliato…. Non capisco cosa sta succedendo, non so dove posso cercare e trovare aiuto”.

Tutte le sue difese crollarono e, in silenzio, si abbandonò e in quell’immobilità Dio le fece venire in mente il ricordo di una chiesa, la Parrocchia dell’Arcangelo San Michele e il sacerdote del luogo, padre Walter Rocha, che aveva conosciuto anni prima. Liliana afferma che, dopo essere stata in quella cappella, sebbene le persone legate al circolo New Age e la sua maestra di reiki “insistevano che doveva riprendere le sessioni di reiki” (spiritismo), lei decise di non andarci mai più. Invece, Liliana andò a cercare Padre Rocha, gli raccontò la sua esperienza con la New Age, la sua vita e Padre Rocha la mise in contatto con un altro sacerdote.

Mi hanno fatto una preghiera di liberazione e in seguito mi sono confessata con il sacerdote che mi aveva dato la Novena a Gesù Bambino e le medagliette del Divino Bambino, padre Hugo Saravia, nella Parrocchia del Divin Maestro (Cochabamba) ”.

Da allora fino ad oggi Liliana Almanza a 43 anni, vedova, madre di due figli, responsabile di marketing aziendale, sta vincendo la battaglia spirituale con le armi della fede all’interno della Chiesa. Negli ultimi mesi è molto attiva nel cosiddetto Consiglio dei Laici, legato alla Chiesa cattolica della Bolivia, in cui si è chiamati a diffondere la preghiera del Rosario e la devozione al Santissimo Sacramento, per consolidare la pace e il benessere nel suo Paese.mary_and_the_eucharist

Fonti

 

Il Pesce simbolo di identità tra i cristiani perseguitati- NON le “Sardine”

IL SIMBOLO DEL PESCE ERA UNA PROCLAMAZIONE DI FEDE PER I SEGUACI DI CRISTO contro il potere del mondo che aveva crocifisso il Salvatore Nostro Signore Gesù (IN FOTO: simbolo del pesce nelle catacombe di San Sebastiano)

Ichthys il pesce (in greco antico) era usato come simbolo di identità tra i primi cristiani,  perseguitati dall’Impero Romano per ben tre secoli:  San Pietro era un pescatore ed i cristiani avevano adottato il simbolo del pesce come ‘codice segreto’ per riconoscersi tra di loro e per sfuggire ai controlli delle guardie romane, per indicare i luoghi clandestini di incontro delle comunità, le catacombe, che divennero poi luoghi di sepoltura dei cristiani.

PESCE in greco ICHTHYS: disponendo in verticale le lettere che compongono questa parola si dà origine ad un acrostico: Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore I: IESOUS -(Gesù), CH: CHRISTOS -(Cristo), TH: THEOU -(di Dio), Y: UIOS -(Figlio), S: SOTER -(Salvatore).

In questo modo, il PESCE diventò il primo simbolo di riconoscimento tra i primi cristiani clandestini: il pesce era simbolo pacifico di opposizione al potere degli imperatori romani, che volevano essere adorati come divinità, che abolivano i simboli cristiani come il Crocifisso (come sta accadendo oggi) e le festività cristiane come il Natale, con una dittatura pagana che legittimava ogni vizio dei potenti ed ogni tortura disumana sul popolo…

SARDINE: Non “contro” ma “per” il potereVENDOLA SARDINE

Oggi il più ANTICO SIMBOLO DI IDENTITA’ CRISTIANA IL PESCE è stato usurpato e stravolto nel suo significato originario:  viene esibito in piazza come ‘simbolo di aggregazione’ da un movimento che si autodefinisce “nato spontaneamente per contrastare il linguaggio di odio”, ma appaiono molto organizzati nelle loro manovre con costosi automezzi e palchi, e ancora più organizzati nei loro sostenitori e – si suppone- finanziatori, anche se  IL MOVIMENTO DELLE SARDINE si dichiara ‘apolitico’– IN FOTO sopra: Un famoso esponente della sinistra italiana sfila tra le Sardine, Niki Vendola, sostenitore dei movimenti LGBT, che vanta di AVERE UN FIGLIO NATO CON LA DISUMANA PRATICA DELL’UTERO IN AFFITTO ovvero TRATTA DI ESSERI UMANI…

Il paradosso della piazza che contesta l’opposizione, non il potere

Sul Messaggero in merito al movimento delle Sardine, è apparso un interessante articolo di critica che si intitola: “Il paradosso della piazza che contesta l’opposizione”, scritto dal sociologo di sinistra Luca Ricolfi, quindi il suo giudizio non è ‘di parte’ :

” È la prima volta, in Italia, che un movimento di protesta non si rivolge contro il potere ma ne è il beniamino. Vezzeggiati dai giornali e dalle televisioni, coccolati dall’establishment, vengono lodati e ringraziati dagli esponenti del governo in carica. E si capisce perché: agli esponenti di governo non par vero che le piazze si riempiano non già per criticare il governo, bensì per demonizzare o ridicolizzare l’opposizione”.   Le sardine non sono di destra né di sinistra, ma votano a sinistra. Sono una piazza apartitica, ma l’unico partito che votano è il Pd. Non vogliono diventare un partito, ma puntano al 25 per cento dei consensi. “Non solo sfidano il ridicolo paragonandosi ai partigiani, come se fossimo in presenza di una dittatura, e gli oppositori dovessero rifugiarsi sui monti per combatterla, ma non paiono rendersi conto della unicità e paradossalità della loro protesta”. 

Le piazze delle Sardine e lo spauracchio del “ritorno di Hitler e del fascismo”

Scrive Ricolfi: “L ’Italia si sta disgregando giorno dopo giorno, il governo in carica, per ammissione della stessa stampa progressista, è fra i più grigi, confusi e litigiosi di sempre, e che cosa accade nelle piazze delle Sardine? La protesta non si dirige verso l’esecutivo, esigendo che affronti i problemi reali del Paese, ma verso i leader dell’opposizione, dipinti come fascisti, razzisti, antisemiti, pronti a instaurare un regime autoritario, novelli Mussolini e Hitler, mostri grondanti odio».

LILIANA SEGRE SMENTISCE LE SARDINE: “MAI INVIATO UN MESSAGGIO ALLE SARDINE E MAI ADERITO A MANIFESTAZIONI DEL GENERE”intervista-liliana-segre

Le Sardine strumentalizzano pure la senatrice Liliana Segre, che ha smentito l’adesione ai loro ‘eventi’, che invece i loro leader avevano proclamato come una sorta di ‘autosantificazione’, pur di autolegittimarsi…Massimo rispetto e onore per Liliana Segre, sopravvissuta all’Olocausto e testimone degli orrori provocati dalle leggi razziali dei totalitarismi assassini del XX secolo, che non devono mai più ripetersi: ma non dobbiamo dimenticare che gli stessi orrori ed anche molto peggio li perpetrarono (e continuano ancora oggi) I REGIMI COMUNISTI- COMUNISMO ideologia anti cristiana e portatrice di morte e terrore, i cui leader hanno massacrato nei gulag milioni di martiri cristiani, ma degli orrori del Comunismo non è ‘politicamente corretto’ parlare e fare memoria?  È il solito errore della sinistra, quello di sentirsi depositari di una superiorità morale autoproclamata.  Ricolfi  lo vede benissimo e continua :

«Eppure il nodo, a mio parere, è proprio qui. Se dipingi l’avversario politico come un nemico, se arrivi a considerarlo una bestia o un non-uomo, diventi parte attiva di quel clima d’odio che dici di voler combattere; contribuisci tu stesso a imbarbarire il confronto politico; e, in qualche misura, finisci per proiettare sull’altro la profonda ostilità che senti in te. Soprattutto, non riesci a farti la domanda delle domande: perché le piazze delle sardine attirano i ceti medio-alti, e quelle della destra i ceti medio-bassi? Come è possibile che la gente beneducata, colta, civile, preoccupata delle sorti dei deboli, scenda in piazza per squalificare i leader di quei medesimi deboli?».

IL PRESEPE VIVENTE DEI BAMBINI INTERROTTO DAL GRIDO “STOP  AI FASCISTI!”tolosa-1170x385.jpg

Tra i più deboli ci sono proprio i bambini, che a Tolosa stavano innocentemente e con grande gioia facendo il presepe vivente in piazza, sabato pomeriggio 14 dicembre 2019…

Il movimento di manifestanti simil-Sardine di cui sopra, raccontano le cronache dalla Franciahanno cominciato a inveire contro il presepe vivente, gridando «fascisti»…

Le urla hanno spaventato i piccoli figuranti, che piangendo hanno dovuto abbandonare il loro presepe vivente, senza capire perchè la gioiosa rappresentazione del Natale possa dare fastidio a qualcuno…Così la festa dei bambini è stata interrotta e i suddetti ‘agitatori di piazza’ hanno ottenuto il loro scopo: distruggere una tradizione culturale cristiana che non è assolutamente “razzista fascista”, ma è un messaggio universale di pace tra tutti i popoli. 

Se a furia di vedere fascisti ovunque i risultati sono questibisognerebbe che tutti gli autoproclamati difensori della democrazia e della libertà si orientassero verso una sana e robusta autocritica. Perché può capitare, come in questo istruttivo caso francese, che si faccia la fine del bue che dà del cornuto all’asino, tanto per restare in tema con il presepe.

Giustamente l’arcivescovo di Tolosa, monsignor Robert Le Gall, ha diramato un comunicato in cui «deplora» che una manifestazione come quella del presepe «non sia più rispettata nel nostro paese e susciti anche degli atti di violenza verbale e fisica da parte di quelli che si erigono come difensori della libertà».

BAMBINI DI SATANA: “Eliminare i partiti che sostengono le radici cristiane d’ Europa ed approvano simboli religiosi in luoghi pubblici”

Le Sardine forse non saranno contente di sapere- o forse sì- che anche il satanista Marco Dimitri leader della setta Bambini di satana sta dalla loro parte (anche se non lo ha proclamato platealmente),  poichè ha scritto: “Divorzio, aborto, eutanasia, educazione sessuale, parità di genere…sono tutti diritti civili contro cui la Chiesa si è sempre battuta e continua a farlo tuttora con mezzi espliciti o subdoli, come l’obiezione di coscienza dei ginecologi. I partiti che vogliono difendere le radici cristiane E I SIMBOLI RELIGIOSI nei luoghi pubblici, come il Crocifisso sono NEMICI della laicità di Stato”, insomma Dimitri sostiene quello che fecero i peggiori dittatori della storia, Hitler e Stalin,  atei ed anticristiani.

DATO CHE LE SARDINE SI DEFINISCONO UN ‘MOVIMENTO CONTRO IL LINGUAGGIO DI ODIO’, PERCHE’ NON MANIFESTANO CONTRO L’ODIO ANTI CRISTIANO?

NON E’ POLITICAMENTE CORRETTO PARLARE DEL GENOCIDIO DEI CRISTIANI IN ATTO, e se lo facciamo noi cristiani, “siamo razzisti e fascisti”: la cristianofobia è sempre più  diffusa anche in questa Europa laicista che ha dimenticato le sue gloriose radici e sta permettendo la propria autodistruzionecancellando la propria cultura identitaria, con leggi disumane contro la famiglia,  l’aborto, il suicidio assistito, l’utero in affitto, la manipolazione mentale sui bambini indottrinati pure a scuola dall’ ideologia transgender: campi di “rieducazione” per bambini gender fluid  …  Le Sardine hanno usurpato un antico simbolo cristiano il Pesce -simbolo di Cristo, simbolo di un popolo perseguitato ancora oggi più che in passato- stanno togliendo a questo simbolo il Suo vero valore sacro, difeso dai martiri con il loro stesso Sangue.iconografia-cristiana-3-638

Fonti

https://www.catacombe.org/simboli.html

Le sardine beniamine del potere

Tolosa, presepe vivente interrotto al grido «Stop ai fascisti»

https://www.fanpage.it/politica/liliana-segre-smentisce-le-sardine-mai-aderito-alla-manifestazione-di-torino/

https://www.bambinidisatana.com/mamma-li-papisti-piu-papisti-del-papa/

Terese P. un recente caso di possessione e liberazione miracolosa documentato da sacerdoti e psicologi

TERESE PICCOLA, moglie e madre di quattro figli, descrive l’esperienza straziante della possessione, la liberazione attraverso il rito solenne dell’esorcismo, la sua rinascita: la sua storia è di ammonimento per tutti e si conclude con una grande Speranza.

IN FOTO: Terese Piccola presso il Santuario di Nostra Signora di Guadalupe a Città del Messico, dove è andata in pellegrinaggio poco prima della sua liberazione. Dail-PICCOLA1.jpg

In una intervista esclusiva rilasciata al  NC Register  Terese Piccola ha raccontato i dettagli della sua vita, cresciuta in una famiglia italo-americana nella periferia di New York, il suo matrimonio, la sua maternità e il suo attivismo nel movimento pro-vita e nella sua parrocchia – il tutto mentre sopportava in silenzio anni di torture spirituali ed emotive e disturbi fisici inspiegabili. “All’esterno, ero la madre perfetta, la moglie perfetta”, ha detto. “All’interno, tuttavia, ero devastata – e, peggio ancora, pensavo di meritarlo.”

Il suo mondo è stato capovolto quando fenomeni diabolici straordinari hanno iniziato a manifestarsi come attacchi non direttamente su di lei, ma inizialmente sui suoi figli. La sua condizione terribile è finita solo dopo un anno di sofferenze ed una battaglia interiore,  superata attraverso la guida di uno psicologo cattolico- esperto in casi di possessione – e attraverso il solenne rito dell’esorcismo.

Porte aperte al male

Terese Piccola riferisce che l’abuso sessuale è stata la porta principale di ingresso del Maligno, insieme alla pratiche di spiritismo e occultismo, ed infine all’aborto: queste sono state le porte in seguito alle quali si è manifestata in lei la possessione demoniaca.

“Quando avevo 6 o 7 anni sono stata abusata in due diverse occasioni”, ha detto. “Mi vergognavo così tanto e avevo paura di mettermi nei guai, quindi non l’ho mai detto ai miei genitori. Quando avevo 13 anni, sono stata violentata ripetutamente. In seguito, si scoprì che il pedofilo che mi aveva violentata aveva molestato altri bambini come me. ”

Come molte vittime di abusi, Piccola ha cercato un modo per sfuggire alla realtà del suo abuso, invece di affrontare il dolore e superarlo con la fede in Cristo. Incoraggiata dagli amici, cominciò a distrarsi addentrandosi nell’occulto.no_ouijaHo partecipato a sedute di spiritismo con gli amici, ho evocato spiriti con la tavola Ouija quando avevo 18 anni”, ha detto. “Io e le mie sorelle l’abbiamo usata a tarda notte in casa e ‘qualcosa’ si era messo in contatto con noi, muovendo il quadrante senza che noi lo toccassimo…. Dopo l’uso della tavola Ouija,  si sono verificati molti eventi straordinari in casa: rubinetti che si aprivano facendo scorrere acqua improvvisamente, poi smettevano, senza che nessuno li avesse toccati; rumori forti di passi sulle scale, mobili che si spostavano quando in casa non c’era nessuno… “

“La mia curiosità per l’occulto divenne ossessiva, proseguii con la lettura degli oroscopi, la frequentazione di cartomanti per farmi leggere le carte dei tarocchi “, ha detto Piccola. “Anche quando sono tornata in Chiesa prima di sposarmi, non ho mai confessato questi gravissimi peccati che legano al Maligno, certamente non pensavo che fossero portali del male. ”

L’aborto è stata un’altra “porta aperta al male” per Terese Piccola. adolescente.jpg

“Ho avuto un aborto quando avevo 17 anni”, ha detto al Registro. “Ero al liceo e non l’ho mai detto ai miei genitori. Dopo aver portato così tanta vergogna con me fin dall’infanzia, non potevo sopportare di dire che ero sessualmente attiva e incinta. Dopo il mio aborto, sono diventata bulimica, sessualmente promiscua, depressa e sempre più ossessionata dall’occulto. “

Anni dopo, dopo essersi sposata e aver dato alla luce i suoi quattro figli, Piccola disse che spesso si sentiva ancora depressa e isolata. Cercando di “espiare” il suo aborto, si offrì volontaria nell’attivismo pro-vita e nella sua parrocchia.

Le cose iniziarono a peggiorare, tuttavia, quando il figlio minore iniziò ad avere incubi violenti e inspiegabili. Piccola e suo marito hanno chiesto al loro parroco di benedire la loro casa. Gli incubi si placarono per un po’, ma hanno di nuovo assediato suo figlio – tanto che il loro sacerdote consigliò loro di rivolgersi all’esorcista diocesano. Fu attraverso questo sacerdote esorcista, durante una Messa di guarigione, che Piccola scoprì di essere il canale delle oppressioni demoniache nella sua famiglia.

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“Prima di tutto, posso solo parlare della mia esperienza”, ha detto Piccola, “ma Hollywood ama rappresentare una persona posseduta dando molto risalto all’ horror e alla paura. Penso che questo non sia positivo poiché il Maligno ama essere sotto i riflettori e dare spettacolo… Diamo troppa attenzione a lui. Posso assicurarti che i miei occhi non hanno mai sanguinato, la mia testa non si è mai girata su se stessa e non mi sembrava di essere in uno stato di psicosi. “

“Francamente, al di fuori dell’estrema stanchezza – che ha fatto sembrare il mio volto raggrinzito – nessuno avrebbe capito che ero in una schiavitù così terribile”, ha detto.

“Gran parte di quello che è successo per me è stata una lotta interiore. Ero sempre in uno stato di agitazione e solitudine. A volte le manifestazioni avvenivano durante la Messa quando il mio corpo veniva scosso e tremava terribilmente, ma non nella misura in cui potesse essere notato. ”

Piccola ha ricevuto il solenne rito dell’esorcismo una volta alla settimana per più di 18 mesi, in sessioni della durata massima di tre ore. In quei giorni, lei e il team di liberazione (che comprendeva lo psicologo clinico e un gruppo di laici che erano lì per pregare e sostenere – a volte, fisicamente – il sacerdote esorcista nella sua missione) cominciavano sempre dopo aver partecipato alla Santa Messa. Dopo la Messa, pregavano la Coroncina della Divina Misericordia. Piccola disse che non era in grado di pregare questa preghiera e il Maligno era contento di impedirle quella preghiera – il demone cercava di portarla alla disperazione ancora prima che iniziasse il rito dell’esorcismo.divinamisericordia1

Dopo ulteriori preghiere di protezione per il gruppo, l’esorcista li guidava a pregare le Litanie dei Santi. Fu qui, disse Terese, che i demoni che la possedevano hanno cominciato a manifestarsi. In seguito, Terese avrebbe imparato che più le manifestazioni diaboliche si rivelavano, più le avrebbero indicato quale Santo sarebbe intervenuto ad assisterla durante il rito.

“Quando sono iniziate le sessioni, entravo ed uscivo dallo stato di incoscienza”, ha continuato Piccola. “È difficile da spiegare, ma in realtà io non ero mai totalmente incosciente. Penso che la cosa più vicina a cui paragonare il mio stato sia quando prendi un farmaco prima di una operazione chirurgica ed entri in uno stato crepuscolare di veglia.”

“Durante le sessioni, quando i demoni si manifestavano, ho mostrato forza oltre le mie capacità, i miei occhi si sono rovesciati indietro, la mia voce è cambiata – queste sono tutte rappresentazioni che si vedono anche nei film”, ha detto. “Spesso sentivo accadere queste cose nel mio corpo, ma i demoni avevano il controllo sul mio corpo e non riuscivo ad impedire che le manifestazioni accadessero.”

“Mi sentivo intrappolata dentro di me, ed è stato terrificante”, ha detto Piccola.

“All’inizio ne ero spaventata, ma poi mi sono resa conto che non stava accadendo nulla che Dio non permettesse, quindi questo mi ha dato la pace. Ho imparato a distaccarmi dai pensieri ossessivi, così da poter pregare Gesù, Maria e i Santi durante le sessioni di esorcismo”.

Piccola ha detto che Dio le ha permesso di partecipare alla battaglia spirituale, anche se in modo limitato.

“Ricordo solo frammenti delle prime sessioni”, ha detto. “Poi andando avanti ho notato che avevo molta più consapevolezza di ciò che mi stava accadendo. Una volta che le preghiere sono iniziate, non ho avuto la possibilità di muovermi o rispondere tranne quando il sacerdote esorcista si rivolgeva a me direttamente, ma ho potuto ascoltare e vedere le cose. Man mano che la mia relazione con il Signore GESU’ cresceva e mi arrendevo più intenzionalmente a Lui, avevo un maggiore controllo sui miei movimenti e parole, anche esponendo cose che potevo percepire a causa dei demoni. ”

Piccola ha descritto, di nuovo, quanto si sentisse impotente a volte, quando il suo corpo non era più sotto il suo controllo.

“I demoni hanno afferrato il mio corpo e la mia voce per manifestarsi”, ha detto. “Non importava quanto mi fossi sforzata di riguadagnare il controllo, le mie forze erano esaurite. La mia voce cambiava quando si manifestavano alcuni demoni e lo potevo percepire nella modifica delle mie corde vocali. ”

“A volte è stato così doloroso, quando la forza dei suoni che uscivano da me era prepotente e violenta”, ha detto.

“Sapevo spesso quando stavano per accadere alcuni grandi movimenti. Potevo in qualche modo percepirlo e mi sforzavo tanto di combatterli, ma poi improvvisamente venivo spinta in alto o la mia testa veniva scossa avanti e indietro in modo aggressivo. Ci sono stati momenti in cui pensavo che il mio corpo si sarebbe semplicemente spezzato. ”

Piccola ha dichiarato di non essere mai stata ferita fisicamente durante le sessioni spesso violente.

“Dio è così buono e non ha mai permesso nulla che non potessi gestire”, ha detto. “Per Sua grazia, non sono mai stata gravemente ferita. Una volta superato lo shock di ciò che stava accadendo, ho cercato di concentrarmi nel contemplare il Crocifisso e, se i miei occhi erano chiusi, lo immaginavo nella mia mente. Mentre le cose stavano accadendo all’esterno del mio corpo, io pregavo e mi concentravo il più possibile all’interno ”.

Liberazione- L’ intercessione dei SantiDail-PICCOLA2.jpg

Piccola ha affermato che a causa delle ferite spirituali, mentali e fisiche che aveva sperimentato nella sua vita, aveva totalmente perso il controllo sulla sua vita e sopravvivenza.  C’era dentro di lei un controllo spietato che voleva opporsi alla sua liberazione. Si rese conto che doveva annullarsi, rinunciare a quel controllo e affidare tutta la sua vita a Dio. 

“Alla fine”, ha detto, “ho dovuto accettare che questa non era la mia lotta. Ho dovuto collaborare con Gesù, lasciando che Lui prendesse il controllo. È stato molto difficile. È un impegno quotidiano, a volte di ogni ora, non arrendersi mai, fidarsi di Dio”.

“La vera sfida che dovevo attuare, nel mio stato di possessione, era quella di rifiutare tutte le cose che mi avevano separata da Dio”, ha detto Piccola. “La liberazione avviene quando e se c’è la volontà di cambiare. La persona deve avere l’intenzione di essere liberata. I film che descrivono le possessioni diaboliche negano questa che è la parte fondamentale: la vera INTENZIONE DEL POSSEDUTO DI VOLERE LA PROPRIA LIBERAZIONE E DI COLLABORARE CON DIO. L’esorcismo non è un trucco magico in cui un sacerdote arriva drammaticamente e spaventa i demoni. Ci vuole il pieno rifiuto del male e il desiderio del Bene. Dio vuole la nostra volontà di essere liberati e completamente restaurati . “

Piccola ha affermato di essere stata aiutata da Santi e Angeli durante la sua guerra spirituale – rivelando la piena comprensione dell’insegnamento della Chiesa sull’intercessione dei Santi per i fedeli sulla terra.

Piccola ha vissuto questo in prima persona.

“Ho visto con i miei occhi solo un Santo – San Michele Arcangelo – e solo una volta”, ha detto. “È apparso come una altissima luce rossa e bianca. Venne in quasi tutte le sessioni di esorcismo, potevo solo sentire la Sua presenza, basata sulla reazione dei demoni, che manifestavano una paura terribile di San Michele, quando lui era lì per me. Penso che Maria Santissima  sia stata la prima Santa che mi sia apparsa, comunque. Normalmente quando appariva un Santo, lo sentivo per la prima volta nel mio cuore e poi in qualche modo la percezione della sua presenza si traduceva in un’immagine, quindi la rivelazione del Santo. Altre volte i demoni nominavano il Santo prima ancora che lo sapessi. Lo hanno fatto con San Padre Pio. Lo temevano e lo disprezzavano. “

“In due diverse occasioni, è apparso San Giovanni Paolo II– una volta da giovane papa, e un’altra volta da anziano, nell’ultimo periodo prima di morire”, ha detto Piccola. “Quando è apparso la seconda volta, indossava la sua mitra e mi stringeva la mano mentre il sacerdote esorcista pregava su di me. “

“Anche Santa Gemma Galgani era presente. Non avevo mai sentito parlare di lei prima di queste sessioni, ma lei ha insistito nello starmi vicina ”, ha detto Piccola. “I demoni la odiavano e sputavano sulle sue foto, così come su quelle di San Gabriele dell’Addolorata. È diventata una sorella spirituale per me, rimanendo con me fino alla fine, incoraggiandomi sempre in tanti piccoli modi ”.

“Il beato Jerzy Popieluszko era un altro visitatore frequente”, ha detto. “Non avevo mai sentito parlare di lui prima delle mie sessioni. Altri vennero brevemente. Maria Santissima è stata presente più volte dopo la prima visita. Una volta, mentre il demone mi tormentava, la sentii avvolgermi nelle Sue braccia, attirando il mio cuore nel Suo abbraccio. ” 

Un messaggio di misericordia

Terese Piccola è stata completamente liberata dalla possessione diabolica nel 2018, con una richiesta di Dio per lei, Dio le ha affidato una missione speciale: pregare per i sacerdoti. Quando le è stato chiesto quale messaggio avesse per i cattolici, ha risposto: “Gesù stesso ci dice che alcuni demoni possono essere scacciati solo attraverso la preghiera e il digiuno (Marco 9:29). L’ho provato ogni giorno. Man mano che la mia relazione con Dio cresceva, appresi che avevo un ruolo da svolgere in questo: Dio si aspettava che collaborassi, facessi la mia parte e combattessi ”.

“Questo vale lo stesso, per tutta la Chiesa. L’umiltà è la chiave ”, ha detto Piccola. “Quando siamo devastati – come sono stata io, ferita e devastata- dobbiamo imparare a perdonare e non solo gli altri, ma noi stessi. Allo stesso modo dobbiamo guardare alla Chiesa come al Corpo ferito di Cristo. Abbiamo il potere di pregare e attraverso quella preghiera, di guarire e riparare. Nel fare ciò, tuttavia, ci deve essere un’accettazione della nostra responsabilità, specialmente quando si è verificato uno scandalo. Nessuno è escluso dalla Misericordia di Dio. Ognuno di noi ha una missione unica. Tuttavia noi leghiamo le Mani di Dio, se rifiutiamo la Sua Misericordia”.

Fonti

http://www.ncregister.com/blog/breedail/piccola

https://www.portaluz.org/la-dramatica-experiencia-de-abuso-sexual-aborto-posesion-y-liberacion-de-3583.htm

La commedia blasfema di gruppo LGBT su NETFLIX “Gesù gay” è vilipendio alla religione non è satira

(IN FOTO: i festaioli del ‘gay pride’ reggono una bandiera arcobaleno a San Paolo in Brasile il 3 giugno 2018 (Credit: Nelson Antoine / AP.)

L’ultimo episodio del ‘gruppo satirico brasiliano LGBT’ Porta dos Fundos su Netflix ha fatto indignare migliaia di cattolici brasiliani ed anche esponenti di diverse religioni. Lo speciale natalizio del gruppo, “A Primeira Tentacao de Cristo” (“La prima tentazione di Cristo”) è una satira su un ‘Gesù gay’ che porta il suo compagno a casa per incontrare Maria e Giuseppe: Maria appare come una prostituta… netflix.jpg

La reazione allo spettacolo di 40 minuti è stata rapida. I brasiliani attraverso i social media e internet si sono mobilitati per chiedere la cancellazione della parodia offensiva contro Cristo e la fede cristiana.

La Conferenza Episcopale Brasiliana ha criticato il cortometraggio e ha affermato che esiste un limite alla libertà di espressione. 

La Conferenza Episcopale “ripudia i fatti recenti che, in nome della libertà di espressione e della creatività artistica, attaccano profondamente la fede cristiana. Ridicolizzare la convinzione di un gruppo, qualunque esso sia, oltre a costituire un reato ai sensi del diritto penale, significa mancare di rispetto a tutte le persone, danneggiare la ricerca di una società efficacemente democratica che valorizzi tutti i suoi cittadini “, afferma la dichiarazione, rilasciata il 12 dicembre 2019.

Il vescovo di Palmares, in Brasile, Mons. Soares Da Costa, in un comunicato , ha chiesto ai suoi fedeli di cancellare il proprio abbonamento a Netflix “come un regalo per Nostro Signore”.

Il Prelato ha poi dichiarato su Facebook: “Netflix, indubbiamente istigato dalla forza demoniaca che ha ispirato così tanti cuori e menti in questi tempi di neopaganesimo, sta prendendo a schiaffi tutti noi cristiani; sta sputando sui nostri volti, sbeffeggiando la nostra fede”. Il vescovo, anche lui abbonato alla piattaforma di film e serie tv in streaming, ha deciso di disiscriversi. “Dovevo farlo! Era il minimo che potessi fare! Mi sono cancellato dall’abbonamento e sono felice, contento, come se avessi reso omaggio a qualcuno a cui voglio molto bene!”, ha detto.  Mons. Soares ha invitato a riflettere anche coloro che “non credono che Gesù sia il Figlio di Dio. “Dove va una società che non rispetta la religione e la sensibilità delle persone? Come costruiremo uno spazio di tolleranza e rispetto in questo modo?”

Il vescovo Carlos Alves ha invitato i 6.000 follower della sua pagina Instagram a boicottare la pellicola definendola “Spazzatura che manca di rispetto non solo ai fedeli ma anche a Dio”. 

Julio Cesar Ribeiro, un rappresentante del governo, ha annunciato che avrebbe annullato il suo abbonamento Netflix a causa dell’episodio. Ha detto che mostrava Gesù come un gay e “mostra i discepoli tutti ubriachi. Inammissibile! È una beffa della fede dei cristiani, della fede dei cattolici. Dobbiamo fermarlo; Presenterò anche una dichiarazione di denuncia, perché questa satira è un atto vile ed è punibile secondo l’articolo 208 del codice penale “, ha affermato Ribeiro, che fa parte della base evangelica del Congresso brasiliano.

Altri brasiliani, compresi i religiosi cattolici, hanno dichiarato che avrebbero annullato la loro iscrizione al servizio di streaming Netflix. 

L’Associazione Nazionale dei Giuristi Islamici del Brasile ha espresso solidarietà, dicendo: “siamo contrari a qualsiasi mancanza di rispetto e solidarietà verso i nostri fratelli cristiani”.

Sono state istituite petizioni su  Change.org e su CitizenGO  contro il film blasfemo. A partire dal 13 dicembre, oltre 33.000 persone hanno firmato la petizione chiedendo che il film fosse ritirato dal servizio di streaming.

Queste tipologie di produzione “sono sempre state blasfeme e utilizzano la libertà di espressione come una tattica per attaccare, criticare e de-sensibilizzare il pubblico sulla blasfemia e sul burlarsi della fede (ovviamente, non si sono mai azzardati a fare lo stesso con l’islam e con i musulmani)”, si legge nella descrizione della campagna lanciata da CitizenGO.

La piattaforma ha inoltre dichiarato che questa produzione è “assolutamente inaccettabile”, perché “nessuno può avere il diritto a offendere e attaccare la fede di miliardi di persone in tutto il mondo”.

“Questa tipologia di produzione ‘artistica’ porta ad una ovvia conseguenza: la desensibiliazzazione delle persone e a facilitare l’ascesa di una persecuzione ancora più contundente contro i cristiani”, si legge alla fine.   

La società di streaming Netflix ha detto al New York Daily News che “sta esaminando il problema”…

Lo speciale di Porta dos Fundos dell’anno scorso, intitolato “Gli ultimi postumi di una sbornia”,  una parodia dell’ Ultima Cena di Gesù, quest’anno ha vinto un Emmy internazionale per la migliore commedia…La solita ipocrita dittatura dei “paladini dei diritti contro il linguaggio di odio” sempre pronti però a diffondere odio e a calpestare i diritti degli altri. 

BOICOTTARE NETFLIX!  petizioni su  Change.org e su CitizenGO


AGGIORNAMENTI : Provita&Famiglia ha creato una PETIZIONE in Italia contro il film blasfemo di Netflix

https://www.provitaefamiglia.it/petizione/firma-contro-il-film-blasfemo-su-gesu-omosessuale-di-netflix


Fonti

Netflix satire about gay Jesus infuriates thousands of Brazilians

https://www.aciprensa.com/noticias/cerca-de-la-navidad-netflix-ofende-a-cristianos-con-pelicula-sobre-jesus-gay-16407

https://www.dailymail.co.uk/news/article-7790547/More-one-million-people-sign-petition-protest-Netflix-Christmas-film-depicting-gay-Jesus.html

Jim Caviezel la sua conversione e il nuovo film “Resurrezione di Cristo”, nei cinema nella Settimana santa 2020

Jim Caviezel è un attore tutt’altro che “banale” e già solo il fatto che Mel Gibson lo abbia scelto per le sue iniziali “J.C.”, per la sua fervente fede cattolica e per gli anni che aveva quando ha interpretato il Figlio di Dio nel film La Passione di Cristo- (aveva curiosamente 33 anni), è un fatto per nulla “casuale”. In una sua intervista, Jim ha detto: «Una coincidenza? Non credo. La nostra vita non è una coincidenza, è una possibilità! Il ruolo di Gesù è stato il più difficile che abbia mai intrapreso. Non c’è niente di più glorioso e allo stesso tempo più umiliante di questo ruolo. Interpretando Gesù, ho dovuto affrontare molte critiche e spesso derisione: niente mi avrebbe potuto insegnare meglio il valore dell’umiltà. Mi rendo conto che solo l’amore può salvare il mondo. L’amore di Cristo. Pertanto, voglio lavorare di nuovo con Mel Gibson. Questa volta sarà un film sulla Resurrezione. “La Passione di Cristo” ha ispirato così tante persone a fare del bene, a convertirsi a Cristo, dunque sento che c’è di nuovo uno scopo nella mia vita. Lo faccio per amore. È la mia missione cristiana». 

Caviezel ha affermato di ritenere che il sequel La Resurrezione di Cristo sarà “il più grande  film della storia” e ha espresso la sua opinione sugli errori di Hollywood quando si tratta di affrontare argomenti biblici: “La nostra industria cinematografica, spesso quando produce un film su personaggi biblici, stravolge la verità…Quando ti prendi le libertà in quel modo, il film perde il suo valore.”

Nonostante sia stato assicurato che una anteprima sarà visibile per la fine del 2019, (titolo completo sarà  “La Passione di Cristo 2: Resurrezione”)  il nuovo film di Mel Gibson, seguito de la “Passione di Cristo” uscirà nei cinema solo per la Settimana Santa del 2020. Anche il precedente film era stato presentato durante la Settimana Santa, per scelta precisa del regista. Confermato il cast principale de La Passione, Jim Caviezel nel ruolo di Gesù.

Il film, girato in Marocco ed in Europa, copre un arco di tempo molto breve (3 giorni) e poco sfruttato in altri film su Gesù. In una intervista rilasciata al blog specializzato “Gesù Cristo nel cinema”, Caviezel ha detto che il film comincia là dove era finito il primo, con la sepoltura di Cristo e quindi momento per momento i primi tre giorni, raccontando i momenti di angoscia dei discepoli, gli intrighi nel palazzo di Erode, il potere, l’avidità e l’ambizione di alcuni dei personaggi coinvolti nella crocifissione come Ponzio Pilato, Erode, Caifa e Giuda; il film termina con gli eventi che si sono svolti a Gerusalemme nella Domenica della Resurrezione.resurrection-the-passion-of-the-christ.jpg

Jim Caviezel:«Fare Gesù nella “Passione” di Mel Gibson mi ha distrutto la carriera a Hollywood, ma la mia fede mi ha aiutato a fare le scelte giuste nella vita»

Jim Caviezel era una star del cinema, almeno fino a quando non ha rappresentato la Passione di Gesù sul grande schermo. Caviezel – che prima del 2004 era vezzeggiato dallo star system di Hollywood come una delle maggiori promesse -, dopo la “Passione” si ritrova con tutte le porte sbattute in faccia. Avrebbe potuto interpretare Superman, ma il regista Bryan Singer lo ha respinto perché credeva che la gente avrebbe finito per identificarlo con il suo famoso personaggio di Cristo. Il supereroe è stato interpretato da Brandon Routh.  Caviezel oggi ha 51 anni, cattolico, è dichiaratamente prolife, ha rifiutato di fare scene d’amore con Jennifer Lopez nuda nel film Angel Eyes.   «Sempre più persone a Hollywood mi hanno chiuso le porte. Così, piano piano, mi sono ritrovato ai margini del cinema. Ero consapevole del fatto che questo sarebbe potuto accadere e non mi pento della scelta che ho fatto. Come cattolico e come attore…Gibson mi aveva avvertito che sarebbe stata dura… Già durante le riprese sono stato colpito da un fulmine: stavo facendo il Discorso della Montagna… Si era alzato un vento forte. Quello che videro i cameramen fu il fuoco che usciva dalla parte destra e sinistra della mia testa. Illuminazione intorno a tutto il mio corpo. Quello che accadde fu che Mel aveva detto: “Azione” e mentre le telecamere mi facevano una panoramica, un lampo mi ha colpito. Quando le telecamere mi hanno ripreso, ho sentito Mel urlare: “Che diamine è successo ai suoi capelli?”. Ero terrorizzato, ma allo stesso tempo sentivo la pace in me…Potevo davvero morire: tutto ciò che sentii fu questo enorme tremendo schiaffo sulle mie orecchie, vedevo tutto rosso, mi sono salvato per miracolo; poi durante le scene della flagellazione, sono stato colpito per errore, ho ricevuto ferite profonde; mi sono slogato una spalla in una scena della crocifissione, quello che è successo a Gesù veramente: il dolore che ho provato non è niente a confronto, ma lo ricordo bene…ed è tutto rimasto nelle scene del film. Abbiamo dovuto provare la scena della crocifissione per settimane…Faceva così freddo che sembrava che i coltelli mi attraversassero. Ho avuto l’ipotermia…La mia bocca tremava in modo incontrollabile. Le braccia e le gambe sono diventate insensibili. Stavo soffocando su quella croce…Sopportai tutto pregando di più.paixao-de-cristo.jpg

Le persone distolgono lo sguardo quando vedono le scene strazianti  della flagellazione e della crocifissione, perchè quello che vedono è il loro stesso peccato. Non è facile affrontare se stessi. È difficile da guardare. Ma questo film ti costringe a guardarti, non nel modo in cui vuoi vederti, ma nel modo in cui Dio ti vede. Non ci sono osservatori passivi…

Ci fu uno dei ragazzi che lavoravano con me nel film, era un musulmano. Era una delle guardie che nel film doveva flagellarmi e …si convertì sul set…Ha avuto una grande esperienza di conversione durante il film.

Questo è quello che volevo più di ogni altra cosa, che le persone avessero quell’effetto viscerale di prendere la decisione di seguire Gesù. Non voglio che la gente veda me. Voglio solo che vedano Gesù. pasion1

Quando stavamo girando la scena de L’Ultima Cena, avevo una tasca interna nei miei vestiti in cui ho collocato diverse reliquie di santi e una reliquia della Croce di Cristo. Avevo un forte desiderio che Gesù fosse davvero presente, quindi ho chiesto al sacerdote di esporre il Santissimo Sacramento. All’inizio non voleva farlo, ma ho insistito a chiederglielo perché ero sicuro che la gente avrebbe riconosciuto Cristo se Lo stavo guardando io stesso. Il sacerdote teneva il Santissimo Sacramento in mano vicino alla telecamera e si avvicinò rivolto a me. Quando le persone guardano il film e vedono un bagliore nei miei occhi, non si rendono conto che in quel momento stanno davvero vedendo Gesù, un riflesso dell’Ostia consacrata, nei miei occhi. È successa la stessa cosa nella  scena della Crocifissione: il sacerdote era lì, teneva il Santissimo Sacramento davanti a me ed io Lo fissavo e si è riflesso nei miei occhi ».passionofthechrist460Il suo cammino come attore si è intrecciato ad un certo punto, quando era ancora giovane, con la conversione al cristianesimo: «Sono arrivato alla conversione  attraverso la Madonna, a Medjugorje. Durante la preparazione del film sulla Passione,  ho utilizzato tutto quello che il mio incontro con Maria Santissima mi ha insegnato», raccontava Caviezel in un’intervista anni fa ad AltervistaMedjugorje. «Il regista, Mel Gibson, ed io andavamo insieme alla Messa ogni mattina. Spesso facevamo Adorazione Eucaristica. Nei giorni in cui non potevo andarci, ricevevo almeno la Comunione. Avevo sentito dire che il Papa si confessava tutti i giorni e pensai che anch’io dovevo confessarmi più spesso. Non volevo che Lucifero potesse esercitare un controllo su quello che facevo. Per questo ho anche digiunato…».

La seguente intervista a Jim Caviezel è stata realizzata dal giornalista e critico cinematografico polacco Lukasz Adamski :

Hai incontrato Giovanni Paolo II durante un’udienza dopo aver interpretato Gesù in “La Passione di Cristo”. Dopo aver visto il film, il Papa ha elogiato il film e ha detto: “Il film descrive la Passione così com’era realmente”. Come hai accolto gli elogi del Papa?

Giovanni Paolo II ha sempre esortato i giovani a distaccarsi dalla società contaminata e priva di valori. “Siate santi”, ha detto. Impossibile? No, è possibile. È un messaggio che rivela che tutti nel mondo siamo ugualmente importanti e siamo chiamati a riconoscere che Gesù è il Signore, come è successo a me. Ricordo che il Papa disse agli americani: “Potete essere tutti santi!”. Mi rattrista che così tante persone nel mio paese non cerchino la santità. Con le droghe e l’ edonismo, cercano di riempire il vuoto emotivo.

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L’incontro di Jim Caviezel con S.Giovanni Paolo II

È ancora più visibile in Europa. La rivoluzione francese iniziò con l’uccisione dei sacerdoti e il rifiuto di Gesù. Ma torniamo a Hollywood e ai tuoi lavori. Mel Gibson ti ha avvertito, quando hai interpretato il ruolo nel suo film, “Non lavorerai più qui (a Hollywood)”. In che misura aveva ragione?

All’improvviso ho smesso di essere uno dei cinque attori più popolari negli studios e non avevo fatto nulla di male. Allo stesso tempo, non ho mai dimenticato che il Nome di Gesù è al di sopra di tutto. È anche il Nome più controverso di tutti i tempi. L’amore è controverso ed è l’Amore incarnato. Gesù stava parlando dell’Amore di Dio ai Romani e lo hanno ucciso per questo. “Chi è quell’uomo per dirmi che tipo di persona dovrei essere?”, domandarono con arroganza. Fu tradito dalla sua stessa gente e abbandonato da tutti. Il mio dovere non era solo quello di mostrare tutto questo sullo schermo. Il mio vero dovere è vivere ogni giorno in conformità con il Vangelo e dare testimonianza della verità. E tutto riporta a Giovanni Paolo II : “Totus Tuus” – “Tutto tuo”. Se vuoi sapere come mi ispira San Giovanni Paolo II, questo è tutto: la mia devozione a Maria Santissima. Questa è l’essenza della mia fede. La mia relazione con Gesù è grazie a Lei, che ci ha portato Gesù. Un mio amico evangelico mi ha chiesto una volta perché non mi rivolgo direttamente solo a Gesù … Penso che sia una domanda preziosa. All’epoca non sapevo come rispondergli. Tuttavia, guardando Giovanni Paolo II, ho trovato la risposta. Ecco perché la Polonia come nessun altro paese è strettamente legata a Gesù. Il diavolo Lo odia, anche se ha già perso. Gesù e Maria lo hanno già schiacciato. Un solo uomo polacco ha schiacciato il comunismo. In che modo Giovanni Paolo II ottenne questo risultato? Con l’ amore di Gesù e di Maria.5053083162573_1_1

In occasione della promozione del suo film su San Paolo, l’attore Jim Caviezel si è presentato al Vertice di Leadership Studentesca 2018 – SLS18 a Chicago e ha emozionato le migliaia di giovani studenti presenti con un discorso sulla fede e la sua testimonianza di vita. “Viviamo in una cultura in declino”, ha denunciato Jim Caviezel, ricordando che San Massimiliano Kolbe disse che l’indifferenza era il peccato più grave del XX secolo e indicando che lo è anche del XXI secolo. “Dobbiamo scrollarci di dosso questa indifferenza, questa tolleranza devastante del male. Solo la fede nella saggezza di Cristo può salvarci, ma richiede guerrieri pronti a mettere in discussione la loro reputazione, il loro nome, perfino la loro stessa vita per sostenere la verità”.

“Distinguetevi da questa generazione corrotta. Siate santi. Non siete stati creati per conformarvi. Siete nati per distinguervi ed emergere”.

“Quando stavo interpretando Gesù sulla croce, mi sono reso conto che la nostra redenzione è nella sofferenza… e ciascuno deve prendersi la propria croce. Se non abbracciamo la nostra croce, il suo peso potrebbe schiacciarci. La nostra fede, la nostra libertà ha un prezzo”, ha confessato.

“Prima della Resurrezione ci sono stati molta sofferenza e molto dolore, e il vostro cammino non sarà diverso, quindi abbracciate la vostra croce e correte verso la vostra meta”.

L’attore ha quindi esortato i giovani ad avere il coraggio di esprimere la propria fede in pubblico. “Voglio che abbiate il coraggio di entrare in questo mondo pagano esprimendo senza complessi la vostra fede in pubblico. Il mondo ha bisogno di guerrieri come San Paolo e San Luca, che hanno rischiato il proprio nome, la propria reputazione per portare la fede, il proprio amore per Gesù al mondo”.

“Dio sta chiamando ciascuno di noi, ciascuno di voi a fare grandi cose. Ma quante volte non rispondiamo?”, ha proseguito. “È ora che la nostra generazione accetti questa chiamata, la chiamata di Dio che esorta tutti noi a donarci completamente a Lui, a vedere quella mano gentile che guida il nostro cammino, a ricominciare daccapo, a digiunare, a meditare sulla Sacra Scrittura e a prendere sul serio i Santi Sacramenti”.

Caviezel ha quindi augurato agli studenti la libertà “non di fare ciò che vi piace, ma di fare ciò che è giusto”.Questa è la libertà che io auspico per voi. La libertà dal peccato, dalle debolezze, da questa schiavitù cui il peccato ci costringe. Questa è libertà per cui vale la pena morire”.

“Seguendo la volontà di Dio, dobbiamo vivere avendo lo Spirito Santo come scudo e Cristo come spada. Che possiate unirvi a San Michele e a tutti gli angeli per rimandare Lucifero e i suoi accoliti all’inferno, là dove devono restare!».

Fonti

https://www.catholicnewsagency.com/news/jim-caviezel-takes-on-wide-slate-of-topics-in-fascinating-new-interview-16142

https://caminocatolico.com/jim-caviezel-el-actor-que-interpreto-a-cristo-en-la-pasion-hace-15-anos-no-quiero-que-me-vean-a-mi-sino-a-jesus/

https://caminocatolico.com/1525-2/

Associazione Internazionale Esorcisti (A.I.E.) Note relative al testo: “A Children’s Book of Demons”, recentemente divulgato negli Stati Uniti.

Roma, 11 dicembre 2019

“Kαὶ ἔθυσαν τοὺς υἱοὺς αὐτῶν καὶ τὰς θυγατέρας αὐτῶν τοῖς δαιμονίοις (Sacrificarono i propri figli e le proprie figlie ai demoni).” Sal 105,37

Al tempo odierno è palesemente in atto il tentativo di proporre alle nuove generazioni il satanismo come una normale alternativa agli altri culti, agli svariati percorsi iniziatici, alle diverse filosofie di vita. Si giunge persino ad affermare che se il culto al demonio si limita alla semplice celebrazione del demonio e chi lo pratica non commette dei reati, non c’è nulla di male. Questa affermazione denota mancanza di discernimento tra bene e male, perché il satanismo ha dei principi che affermano la sopraffazione della persona nella sua dignità e autonomia e quindi chi rende culto al demonio, prima o poi sarà certamente soggetto a un coinvolgimento interno che originerà un comportamento secondo principi lesivi e distruttivi della dignità umana.

Un ulteriore apporto dato al nefasto progetto di normalizzare il contatto con i demoni e presentare la pratica del satanismo come cosa buona e positiva, è la notizia giunta in questi giorni della pubblicazione, negli Stati Uniti, di un volume dal titolo “A Children’s Book of Demons”. Quel che, però, è ancor più tragico è che l’autore, Aaron Leighton, si rivolge apertamente a bambini di età compresa tra i 5 e i 10 anni, quindi a un pubblico particolarmente indifeso e condizionabile.

Nel volume “A Children’s Book of Demons” l’autore, interpellando i fanciulli, afferma: “Evocare i demoni non è mai stato così divertente.”. Questo è il riassunto che egli ne dà: “Non vuoi portare fuori la spazzatura stasera? Forse stai nuotando nei compiti? Forse quel grosso prepotente è un vero fastidio? Bene, prendi le tue matite colorate, e usando le abilità contenute nel disegno dei sigilli chiama alcuni demoni! Ma fai attenzione, anche se questi spiriti sono più sciocchi che spaventosi, sono sempre demoni”.

L’autore, senza alcun ritegno, presenta ai bambini l’evocazione dei demoni come qualche cosa di ordinario e di raccomandabile, invitandoli ad allearsi con loro, per trarne qualche vantaggio. In che modo insegna a evocare i demoni? Disegnando i sigilli demoniaci, cioè i simboli che li rappresentano. Vengono così riproposti ai bambini simboli molto simili a quelli riprodotti nei grimori, che nel mondo della magia sono dei manuali, nei quali vengono insegnate, con minuziosi dettagli, le procedure necessarie per contattare spiriti buoni o presunti tali e spiriti cattivi. Anche i satanisti si servono dei grimori, ovviamente rivolgendosi solo agli spiriti cattivi. Nel volume: “A Children’s Book of Demons”, l’autore, semplificando al massimo un grimorio, lo adatta ai bambini, lo trasforma cioè in un gioco divertente: i sigilli demoniaci fungono infatti da “numero di telefono”, per contattare gli spiriti del male.

Ma con i demoni non si scherza. Chi invita un bambino a evocare i demoni è come una persona che mettesse tra le mani di un fanciullo una bomba a mano, per giocare. Prima o poi il bambino tirerà via la spoletta e la bomba gli esploderà tra le mani.

Chi invita un bambino a evocare i demoni è come se gli dicesse che è possibile farsi aiutare da un criminale, per ottenere qualcosa.

Chi invita un bambino a evocare i demoni lo sta inducendo a perdere la sua identità, la sua personalità e ad essere distrutto moralmente, psicologicamente e spiritualmente.

Chi invita un bambino a evocare i demoni è già lui stesso un “alleato” dei demoni.

Chi invita un bambino a evocare i demoni lo sta ingannando e lo sta preparando ad essere un infelice, perché non li presenta quali essi sono realmente: angeli buoni, ma diventati volontariamente malvagi, nemici di Dio e dell’umanità; esseri pieni di odio verso ogni uomo, intenzionati a suggerirci ogni male e ogni perversità, con il solo fine di metterci l’uno contro l’altro e infine di separarci definitivamente da Dio e di condurci alla perdizione eterna, in una sofferenza senza fine. Sono presentati, invece, come esseri da poter facilmente evocare, con i quali è possibile allearsi, per ottenere qualche vantaggio.demons children

“A Children’s Book of Demons” rappresenta, dunque, una ulteriore tappa di quell’oscuro progetto che, iniziato negli anni ‘70, si propone, partendo da un primo approccio generico all’esoterismo delle nuove generazioni, di scendere -gradino dopo gradino- sino alla esplicita proposta di rendere culto al demonio. Tale tenebrosa pratica viene presentata, alle nuove generazioni, come un atteggiamento buono e conveniente, sovvertendo totalmente il discernimento tra ciò che è bene e ciò che è male.

Si rifletta su ciò che Gesù afferma nel Vangelo riguardo agli scandali, e in particolare alle parole: «Chi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono in me, meglio per lui sarebbe che gli fosse appesa al collo una macina da mulino e fosse gettato in fondo al mare» (Mt 18,6).

Il Presidente dell’Associazione Internazionale Esorcisti

Padre Francesco Bamonte, icms

Fonte  https://aiepressoffice.com/it/2019/12/12/associazione-internazionale-esorcisti-a-i-e-note-relative-al-testo-a-childrens-book-of-demons-recentemente-divulgato-negli-stati-uniti/

Per approfondimento sull’autore del testo A Children’s Book of Demons, vedi nostro articolo https://noalsatanismo.wordpress.com/2019/12/12/cristianofobia-in-occidente-frutti-di-una-societa-malata-senza-cultura-la-violenza-contro-la-fede-cristiana-si-ritorce-sempre-contro-lumanita/

Cristianofobia in Occidente: frutti di una società malata senza cultura- la violenza contro la fede cristiana si ritorce sempre contro l’umanità-

Nel periodo di Avvento, boom di offese alla fede cristiana: dal videogame sul Vangelo ai dogmi profanati in feste blasfeme al libro di satanismo e magia nera per indottrinare i bambini a fare il male, venduto su Amazon come ‘strenna natalizia’. Escalation di profanazioni dei simboli cristiani. STOP CRISTIANOFOBIA WhatsApp-Image-2019-05-03-at-09.12.47-570x300.jpeg

Se, parafrasando Sant’Agostino, chi canta (bene) prega due volte, allora chi canta male, bestemmia due volte. Per le imminenti festività natalizie costituirebbe un opportuno gesto di ravvedimento ritirare la canzone “Tu e D’io” in cui una coppia di cantanti intona in modo blasfemo un “Ave Maria, piena di ansia” che prende il sole “crocefissa sulla spiaggia”, cammina sull’acqua, poi si scoccia di “una vita sbagliata che fa bestemmiare” e ha voglia di scappare. Poi, in spregio della fede, il brano prosegue idolatrando la tecnologia (“è il nuovo Dio”), sbeffeggiando la Santissima Trinità (“Nel nome dell’iPad, iPhone e lo spirito Samsung”), la Crocifissione (“Io non sono il messia, non è sangue è sangria”), la santità (“Sono un santo con l’aureola di CBT”), le radici della fede (“Gesù ha iniziato con 12 follower e un hater”), la Parola di Dio (“Chi è senza peccato scagli il primo mojito”, “faccio l’assegno della croce”, “Tu porta l’acqua che al vino ci penso io”, “La chiesa è un call center, io parlo col presidente”), la devozione mariana (“Non me frega niente”,  “Madonna che fa i miracoli”, “Lacrime di vino, sto otto le tue guance con due calici”, “Quanto mi piaci, ti faccio piangere dal ridere, beviamo gratis e sto da Dio”). Dalla prima all’ultima riga un’offesa inaccettabile al sentimento religioso. Sembra un’impresa impossibile ottenere il ritiro di una canzone blasfema. Eppure nelle stesse ore è stata scongiurata un’identica ferita alla fede.

Sui social come all’osteria

Su Facebook esistono molte pagine che offendono la religione, alcune addirittura dedicate alle bestemmie. Chi ha provato a segnalarle al social più frequentato del mondo ha spesso ricevuto questa risposta: “La pagina rispetta gli standard della comunità”. Cioè: per Facebook va tutto bene. “Com’è possibile che accada questo e come si può fare per bloccare simili pagine?”, si chiede Avvenire. I motivi alla base dell’assurda scelta di Facebook sono soprattutto tre. “Il primo: l’anarchia, il dibattito e persino la lite tra utenti del social sono tempo e azioni che vengono spese all’interno del colosso digitale- evidenzia il quotidiano della Cei-. Siccome più tempo la gente passa su Facebook e più il social ci guadagna, la società di Zuckerberg ha tutto l’interesse a passare per paladina della libertà di espressione così da non scontentare nessuno ma anzi creando “dibattito”. Quando il social ha bloccato alcune pagine o alcuni post è accaduto perché il sistema automatico ha ritenuto pornografiche alcune immagini (arrivando al clamoroso errore di censurare la foto storica della bambina vietnamita che corre nuda dopo un attacco al napalm) oppure la “censura” è scattata a causa di un elevato numero di proteste”. Secondo motivo. “Facebook si dice proprietario ma non responsabile dei contenuti che vengono pubblicati sul social, pensando così di potersi smarcare da qualunque responsabilità”. Terzo motivo. “La legge degli Stati Uniti, dove il colosso web risiede, non considera la bestemmia un reato. E questo fa sentire la società legalmente a posto”.

La bestemmia in Italia

E in Italia? “Dal 1999 la bestemmia non è più un reato: è stata depenalizzata a illecito amministrativo. Gli autori sono punibili con una sanzione amministrativa che va da euro 51 a euro 309. Perché accada la bestemmia deve essere stata espressa pubblicamente- sottolinea Avvenire-. Un post pubblico o una pagina pubblica di Facebook ricadono in questo ambito, visto che la giurisprudenza consolidata considera i social network “luoghi pubblici”. Nel caso invece un post o una pagina Facebook (ne esistono diverse anche di questo tipo) induca o istighi altri all’atto di bestemmiare si potrebbe profilare il ben più grave reato di “istigazione a disobbedire alle leggi”, sanzionato dall’art. 415 del Codice Penale e che prevede la reclusione da sei mesi a cinque anni”. Per provare a far chiudere una pagina blasfema, ci vogliono tanto tempo e tante energie. Innanzitutto bisogna inviare (con l’aiuto di amici, reali o di social) centinaia e centinaia di segnalazioni al centro abusi di Facebook e in seguito fare una denuncia alla Polizia postale o alla Procura della Repubblica. “Le eventuali indagini hanno però spesso tempi lunghi e non è detto che arrivino a conclusione, anche perché molti utenti sono iscritti a Facebook con profili fake, cioè con dati falsi- precisa il giornale diretto da Marco Tarquinio-.
Non per questo bisogna demordere. Anzi, occorre insistere con il centro abusi di Facebook perché chiuda le pagine blasfeme. Ciò che invece tutti gli esperti sconsigliano è di attaccare i post o le pagine blasfeme con commenti o altri post sulle loro pagine. Per l’algoritmo di Facebook ogni commento, anche negativo, è un punto di “valore” che accresce il peso della pagina o di un post, aumentandone la circolazione e rendendola al contempo più difficile da estirpare”.

Lo Studium tradito

Una mobilitazione trasversale e spontanea di coscienze e sensibilità ha impedito all’ultimo istante uno sputo in faccia ai credenti proprio all’università, cioè nel luogo consacrato sulla carta all’elevazione morale e culturale della gioventù. Fin dalle sue lontane origini, l’insegnamento istituzionalizzato ha come pilastro la salvaguardia della civiltà attraverso un patto tra generazioni che si passano il testimone della cultura. Solo in extremis il peggio è stato evitato: tra le mura dell’Alma Mater Studiorum, la più antica università d’Occidente, quella di Bologna,  stava per andare in scena una rozza bestemmia mascherata da festa studentesca. Parodiando grossolanamente la festività dell’Immacolata Concezione, i profanatori sacrileghi dei dogmi erano pronti a scambiare la goliardia per empia arretratezza. Raffigurare la Madre di Cristo in una nuvola di preservativi non è spiritoso, è aberrante. Non serve essere ferventi cattolici per sentirsene offesi, basta essere persone “ragionanti” e civili.  La cristianofobia dilaga in una società sempre più secolarizzata. Nulla importa, quindi, se ciò significa insultare e denigrare centinaia di milioni di credenti.  Possibile che all’Università di Bologna, nessun educatore si fosse accorto di niente? Senza la protesta dei credenti, nessun cattedratico si sarebbe sentito in diritto e dovere di obiettare? E Il rettore avrebbe ugualmente proibito che venisse compiuto lo stupro di una civiltà? La colpa non è dei ragazzi ma di quanti favoriscono, legittimano e coprono il loro sbandamento.

VEDI ARTICOLO https://noalsatanismo.wordpress.com/2019/12/06/odio-anticristiano-a-bologna-manifestato-proprio-da-quelli-che-si-qualificano-come-paladini-contro-lodio/

Sei mesi fa don Aldo Buonaiuto, sacerdote esorcista e coordinatore della comunità Papa Giovanni XXIII e del Servizio Antisette, aveva deplorato uno spot pubblicitario altrettanto blasfemo e volgare che sbeffeggiava impunemente l’atto costitutivo della fede cristiana: l’Annunciazione dell’angelo Gabriele alla Vergine Maria. In quella insulsa pubblicità e con estrema naturalezza, per pubblicizzare un contraccettivo venivano vilipesi i fondamentali della religione. E non mancano altri casi analoghi.

Gesù ridotto a videogame

“Sono Cristo”: la vita di Gesù ridotta a un videogame. Pioggia di critiche e reazioni per il videogioco choc che trasforma il racconto dei Vangeli in sfida interattiva con simulazioni di miracoli e ambientazioni da film. E’ l’ultima, poco edificante frontiera di un uso spesso disinvolto delle tematiche di fede che in questo caso si spinge addirittura a trasformare in un videogioco la vita di Gesù. “E’ veramente dissacrante, ma ormai si è perso tutto il senso del sacro” è il commento di padre Antonino Mascali, giovane parroco carmelitano della Chiesa Nostra Signora del Carmine di Cagliari, alla notizia del videogioco che simula la vita di Cristo. “Si sta passando dal togliere le croci da scuole e uffici pubblici al trasformare Gesù in un videogioco che addirittura simula i miracoli. E intanto perdiamo la bellezza della domenica come giorno in cui, come cristiani, siamo chiamati a celebrare Dio. I primi a non aver rispetto del nostro essere cristiani – afferma padre Mascali – siamo noi stessi. Non lamentiamoci se poi gli altri non ci rispettano” https://www.interris.it/religioni/sono-cristo–la-vita-di-ges-diventa-un-videogame

L’Immacolata sfregiata

Pro Vita & Famiglia è una associazione Onlus che opera in favore dei bambini, delle madri e dei padri, difende il diritto alla vita dal concepimento alla morte naturale, promuove la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, e sostiene la libertà e priorità educativa dei genitori. “Al peggio non c’è mai fine! Perché dopo l’evento organizzato dal collettivo di estrema sinistra, Link, di Bologna, denominato ‘Immacolata contraccezione’, fortunatamente soppresso, dopo le molte polemiche levatesi contro un’iniziativa così apertamente blasfema, da parte pure di chi si dice ‘discriminato’, ora ci riprovano- riferisce Pro Vita & Famiglia-. Stavolta parliamo dell’Arci Dallò di Castiglione delle Stiviere in provincia di Mantova, l’evento in questione è ‘Immacolata sovversione’, così tanto per operare una ‘variazione sul tema’. La foto che lo rappresenta lascia davvero poco spazio alla fantasia ed è talmente scabrosa da non poter essere descritta. Ovvio che iniziative come queste, in cui si parla di sesso e pratiche estreme, in cui si affrontano discorsi che forse non si sentirebbero nemmeno nei club ‘a tema’ più spinti, non è affatto un caso che vengano fatti cadere il giorno di una festività mariana così importante e in cui, guarda caso si celebra un dogma che fa riferimento alla purezza della Madre di Dio, in quanto preservata e immune dal peccato originale. Infatti, se si scorre il pruriginoso programma dell’evento in questione, si noterà l’ostinata insistenza con cui vengono affrontati certi argomenti. Mentre nella descrizione dell’evento si percepisce una rabbia di fondo, una ribellione contro chissà chi: ‘Il femminismo ha esplorato il piacere della donna. Ci siamo esplorate, ci siamo descritte, ci siamo piaciute, ci siamo eccitate. Il transfemminismo ci apre oggi nuovi mondi, nuove esplorazioni, per un piacere che vuole liberarsi dal genere, dalle costrizioni, dal bigottismo, dalle auto-censure, dalla stretta necessità delle relazioni sentimentali, insomma, dal patriarcato che è anche dentro di noi. E liberarsi una volta per tutte!’…  Per essere liberi occorre liberarsi dalle relazioni sentimentali, come si legge nell’evento. Non a caso uno dei workshop verte sul sadomaso e tutta l’iniziativa, è volta a trasmettere un’idea delle relazioni sessuali completamente slegata dalla natura, all’insegna dell’assenza totale del bene e dei sentimenti, insomma come genitalità tout court- osserva Pro Vita & Famiglia-

https://www.provitaefamiglia.it/blog/ci-risiamo-l-ennesimo-evento-blasfemo-nel-giorno-dellimmacolata

Dunque una violenza che si manifesta inizialmente contro il sacro, ma che poi si ritorce inevitabilmente contro l’uomo. Perché, per quanto si gridi al “love is love”, propinando, poi, ogni genere di nefandezze, fino a non risparmiare né i fanti né i santi, non si comprende quella che è una realtà da cui non si sfugge: che l’uomo è un essere in relazione, che senza quel Tu, non può dire nemmeno “io”.calpestare2

Libro di demoni per bambini

Come strenna natalizia un manuale di satanismo per bambini dai 5 ai 10 anni…Si intitola “A Children’s Book of Demons” ed è facilmente reperibile online su Amazon, nella catena di negozi Walmart e in alcuni dei più grandi negozi di libri degli Stati Uniti….

Il libro associa 72 demoni ad altrettanti sigilli e, in tono apparentemente giocoso, invita i bambini a evocarli, secondo lo stile della magia nera. La notizia esce proprio prima di Natale. “Qualcuno ha creato un libro per abituare i bambini alla familiarità con i demoni. Proprio così: “A Children’s Book of Demons”- riferisce il quotidiano online Vigilant Citizen in un articolo uscito all’inizio del mese di dicembre, che segnala questo manuale come dannoso e potenzialmente devastante per le menti dei bambini: non è affatto un gioco  https://vigilantcitizen.com/latestnews/a-childrens-book-of-demons-teaches-children-how-to-summon-demons/

L’autore del libro, Aaron Leighton, SICURAMENTE UN SATANISTA, ne dà questo riassunto: “Non vuoi portare fuori la spazzatura stasera? Forse stai nuotando nei compiti? Forse quel grosso prepotente è un vero fastidio? Bene, prendi le tue matite colorate, e usando le abilità contenute nel disegno dei sigilli chiama alcuni demoni in tuo aiuto! Ma fai attenzione, anche se questi spiriti sono più sciocchi che spaventosi, sono sempre demoni“. SI ISTIGA I BAMBINI A CREDERE CHE I DEMONI siano ‘simpatici’ e che possano aiutare, per colpire chi ci sta ‘antipatico’ e per deresponsabilizzarsi…

L’ immagine del demone qui sotto -raffigurato nel libro- rispecchia totalmente la simbologia del BAPHOMET simbolo del satanismo, testa di caprone e fattezze umane, una mano indica il basso ed una l’alto “come sopra così sotto”- l’illusorio potere del ‘mago’…demons children

Il nome del demone pubblicato nel libro è CORYDON e non è casuale. È il nome di un personaggio nelle Bucoliche del poeta Virgilio : un pastore innamorato di un adolescente di nome Alexis.

L’associazione del nome Corydon con “boy love” è stata cementata dall’autore francese André Gide che ha intitolato il suo libro Corydon, in cui difende la pederastia (una relazione sessuale tra un uomo adulto e un ragazzo pubescente o adolescente). E’ EVIDENTE CHE L’AUTORE DI QUESTO “LIBRO DI DEMONI PER BAMBINI”  SIA LUI STESSO PEDOFILO oltre che satanista…

Per evocare questi demoni, i bambini sono incoraggiati a riprodurre i loro sigilli, che sono molto simili ai veri sigilli della Goetia, il testo classico di magia nera con sigilli demoniaci, risalente al periodo tra il primo e il quinto secolo d.C., erroneamente attribuito a Salomone: in realtà è stato scritto in greco più di mille anni dopo la sua morte, da occultisti sconosciuti.

"Il libro dei demoni per bambini" insegna ai bambini come evocare i demoni

Testo per bambini con sigilli di demoni
"Il libro dei demoni per bambini" insegna ai bambini come evocare i demoni

Goetia testo originale per evocazione demoni

AL SERVIZIO DEL DRAGO

Quando la coscienza collettiva è ferita, è l’intera società a riportare danni irreversibili. Disseminare di incivili blasfemie la società è un servizio reso a satana nella sua opera distruttiva. Belzebù, Asmodeo, Behemoth, Lucifero, Mefistofele, Satana: il principe del male ha molti nomi ed è descritto con fattezze differenti. A metà Ottocento, il poeta francese Charles Baudelaire sosteneva che «la più grande astuzia del diavolo è farci credere che non esiste”. Nel 1953, lo scrittore cattolico Giovanni Papini argomentò che “l’ultima astuzia del diavolo fu quella di spargere la voce della sua morte”. Una convinzione condivisa dal collega agnostico André Gide: “Non credo nel diavolo. Ma è proprio quello che il diavolo spera, che non si creda in lui”. A futura memoria dei sacrileghi organizzatori di feste blasfeme, ricordiamo che quella Madonna che loro disprezzano ha schiacciato PER SEMPRE la testa del serpente che loro più o meno consapevolmente  adorano.MARIA SCHIACCIA.jpg

Il cartellone della blasfemia

E’ di pochi mesi fa la campagna choc per promuovere la prostituzione insultando la fede. Davanti ai luoghi più simbolici della cristianità in Italia, un sito di escort ha provocatoriamente lanciato una campagna pubblicitaria che mercifica in modo blasfemo le Sacre Scritture. “Stranamente nessuno di quelli che si stracciavano le vesti per il pericolo di strumentalizzare i simboli religiosi e il depositum fidei, hanno fiatato in nome forse di una male interpretata idea di laicità- osserva don Aldo Buonaiuto-. E così in piazza Duomo a Milano e in quel Colosseo emblema insanguinato del martirio cristiano (proprio la location delle Via Crucis papali), un portale che già dal nome scambia gli esseri umani per oggetti da acquistare, allo stesso modo di quanto fatto in altre città italiane, campeggia la foto di una ragazza intenta ad addentare uno sfilatino, sovrastata dalla citazione sacrilega dell’insegnamento di Gesù: “Non di solo pane vive l’uomo”. A pochi giorni dal premio conferito in una scuola romana ad uno spot che inserisce scandalosamente un contraccettivo nell’Annunciazione aggiunge don Buonaiuto, il dio denaro ha fatto scempio anche della parola divina. “Un magnate del petrolio diceva che l’economia siede a capotavola rispetto alla politica e alla morale. Insomma per denaro si può far tutto, pure ridicolizzare e far mercimonio del Vangelo, basta invece un atto di devozione per far calare la scure sulla politica- sottolinea don Buonaiuto-. Eppure anche la Corte Costituzionale ha  stabilito che, come diceva profeticamente don Oreste Benzinessuna forma di prostituzione è veramente libera, perché dietro ci sono sempre gravi condizionamenti e situazioni di necessità. “Chiedo perciò che le istituzioni preposte al pubblico decoro, soprattutto in un momento di forte istanza paritaria uomo-donna, provvedano tempestivamente a porre fine a questo scempio che offende la sensibilità religiosa e civile dell’intera popolazione che in quei simboli e in quelle sacre parole si riconosce”.

Fonti InTerris, Don Aldo Buonaiuto, Vigilant Citizen

Bimba di due anni salvata dalla morte grazie all’intercessione della Madonna di Guadalupe

” Vostra figlia sta molto male,  è in fin di vita“. Queste sono le parole che il medico disse ai genitori Paco e Maga presso la clinica della Croce Verde, a Guadalajara, Messico, dove arrivarono con la loro piccola Alejandra, di due anni e dieci mesi. Un’ora prima la piccola aveva subito un gravissimo incidente alla testa.  (IN FOTO sopra: la mamma con la piccola Alejandra in braccio, insieme a suo fratello e alle sorelle in pellegrinaggio al Santuario della Madonna di Guadalupe, in Messico). 52 G.jpg

Quel 12 dicembre 2018 (festa della Madonna di Guadalupe) era stata una giornata tranquilla nella casa della famiglia Junco Díaz. Paco il papà lavorava sul suo computer e Maga la mamma stava preparando il pranzo. Più tardi – come ogni anno – sarebbero andati tutti a Messa per celebrare la Santissima Vergine di Guadalupe, a cui la famiglia da sempre era molto devota.298_img01.jpg

Alejandra giocava a fare la cantante con sua sorella Angela. Seduta ai piedi del letto, mentre cantava, Ale ha perso l’equilibrio e la sua fronte ha colpito il pavimento. Un rumore di un colpo secco ha attraversato la casa.

“Si è sentito molto forte, come se una brocca di argilla si fosse rotta”, ricorda Paco, in un’intervista a Since Faith.

Pochi secondi dopo si udì il pianto della bambina. I genitori corsero nella stanza e abbracciarono la piccola Alejandra. Resisi conto dell’ incidente, cominciarono a porle alcune domande per controllare il suo stato, per vedere se era cosciente. Ale in un primo momento reagì e rispose alle domande. Non c’era sangue o infiammazioni considerevoli; apparentemente, sembrava un falso allarme. Ma pochi minuti dopo, la bambina cadde priva di sensi e i genitori decisero di portarla nella vicina clinica. “Nella zona in cui viviamo, i taxi non si trovano mai. Uscimmo in strada e quel giorno incredibilmente apparve un taxi proprio all’angolo.  L’autista ha capito la situazione ed è stato molto gentile. La vita di mia figlia era appesa ad un filo, aveva lo sguardo perso nel vuoto”, ricorda Paco. 

Maga la mamma di Alejandra, cercava di tenerla sveglia: “Le stavo parlando, le dicevo ‘aspetta, figlia mia, puoi farcela. Eccoci con te, tutto andrà bene. ‘ Ma nel tragitto verso la clinica, la piccola ha vomitato ”.  

Quando arrivarono alla clinica, la bambina ebbe convulsioni forti, i medici l’hanno subito sedata e intubata. Fu allora che i genitori sentirono quelle parole: “Vostra figlia può morire”. 

Paco ricevette la chiamata da José Pablo, uno dei suoi figli. “Mi ha detto:’ Papà, promettimi che mia sorella starà bene.’ Non potevo prometterglielo, era difficile per me trattenere le lacrime. Ma ho promesso che, quando l’avrei vista, le avrei dato un bacio da parte sua”, ricorda Paco.

Unione nella preghiera del Santo Rosario

“Porto sempre un rosario con me nella borsa”, afferma la madre Maga, “l’ho preso e ho cominciato a pregare. Per quanto tempo ho pregato? Non lo so, non so se tre o 20 rosari. Ho solo chiesto alla Madonna di Guadalupe: ‘prenditi cura di lei, prenditi cura di lei, prenditi cura di lei’ ”.

Paco pregava con sua moglie, ma faceva fatica a recitare il Padre nostro: ” Ho avuto difficoltà a dire ‘sia fatta la tua volontà’ , per paura che quello che Dio voleva non fosse quello che volevo io…”

Chiamarono tutti i più cari amici e familiari per chiedere loro di unirsi in preghiera per la piccola Alejandra, che misero nelle mani della Morenita, la Madonna di Guadalupe. Gli amici a loro volta hanno contattato altre persone che hanno aderito alla catena di preghiera.

“Ci sono state molte preghiere e suppliche rivolte alla Madonna di Guadalupe: a Guadalajara, Città del Messico, Veracruz, Monterrey, persino negli Stati Uniti. La catena di preghiera per Alejandra ha raggiunto molti luoghi” , afferma Paco. 

Dopo aver stabilizzato le sue condizioni, i medici hanno inviato Alejandra in ambulanza in un ospedale vicino per una TAC. Dopo aver esaminato il risultato, il medico ha spiegato che tutto indicava un ictus e ha fatto ricoverare la bambina all’Ospedale Civile di Guadalajara, un ospedale con Livello 3 in Pediatria, dove la bambina sarebbe stata curata adeguatamente.

Ale era sempre in condizioni critiche, ma i suoi genitori adesso erano più calmi. “Era sempre priva di sensi, ma sentimmo la pace nei nostri cuori. Non so come spiegare quello stato di pace, perché eravamo ancora nella stessa situazione angosciante”.

Puoi andare a vederla

Maga tornò a casa per mangiare qualcosa, fare un bagno e vedere gli altri suoi figli: Ángela, José Pablo, María Ana e Juan Pedro, per spiegare loro la situazione. Nel frattempo, nella sala d’attesa risuonò una voce: “I parenti della bambina Junco”.

“Vediamo, dimmi cosa è successo?”, chiese la dottoressa. Paco le raccontò tutto ciò che accadde, dal colpo alla testa  fino a quel momento. La dottoressa ascoltava in silenzio, molto sorpresa.

“La dottoressa mi ha detto: ‘ tua figlia non ha niente, letteralmente. Puoi andare a vederla’. Mi aspettavo di trovarla sdraiata, ma era già seduta. Mi ha visto e mi ha abbracciato, mi ha chiesto di tutti i suoi fratelli. ” 

FOTO per gentile concessione della famiglia Junco: Ale seduta sulla barella dopo il suo sorprendente recupero.

Ale seduta sulla barella dopo il suo sorprendente recupero.  Foto: per gentile concessione della famiglia Junco

Così Paco potè mantenere la promessa che aveva fatto al figlio José Pablo, dare un bacio alla sua sorellina. Nella famiglia Junco Díaz, nessuno ha dubbi sul fatto che la Madonna di Guadalupe abbia ascoltato le loro preghiere e abbia donato loro il miracolo della Sua intercessione. “Ale non ha subito conseguenze da quel terribile incidente, è una bambina del tutto normale e sempre sorridente e felice”.

Alejandra, una pequeña de dos años, es salvada de la muerte por mediación de "la Morenita"
Alejandra con il padre Paco al Santuario della Madonna di Guadalupe

Fonti

Una cadena de oración a la Virgen de Guadalupe salvó a la pequeña Ale

https://www.portaluz.org/alejandra-una-pequena-de-dos-anos-es-salvada-de-la-muerte-3573.htm

I Vescovi del Cile consacrano la nazione all’ Immacolata

La Vergine del Carmelo è la Santa Patrona del Cile (IN FOTO). Da più di un mese il Cile subisce molteplici espressioni di violenza, ripetuti attacchi alla vita e alla dignità di molti. Nelle scorse settimane sono stati molti anche gli attacchi contro edifici e luoghi cristiani, con vari atti di profanazione e veri e propri sacrilegi.  I Vescovi del Cile alla fine della loro recente Assemblea Plenaria,  che si è tenuta dall’ 11 al 15 del mese di novembre 2019, hanno chiesto a tutti i fedeli di aderire a quattro “espressioni della nostra fede” – sottolineano – come parte della ” nostra risposta alla situazione nel Paese “.

Gli amministratori apostolici e i vescovi delle diocesi del paese sudamericano fanno la seguente chiamata:

“Vi invitiamo a vivere in tutto il paese e in ciascuna diocesi un grande giorno di preghiera per il Cile l’ 8 dicembre, il giorno dell’Immacolata Concezione, in cui consacreremo il Paese alla protezione materna della Vergine Maria in tutte le nostre celebrazioni eucaristiche, pregando la Preghiera per il Cile. Prepariamo il nostro spirito durante questo mese di Maria aumentando la nostra preghiera per il nostro popolo e facendo penitenza per i nostri peccati personali e sociali che hanno contribuito alle ingiustizie e alla violenza “.

La Conferenza episcopale del Cile (CECh) ha diffuso un sussidio liturgico e alcune riflessioni su questa consacrazione nazionale a Maria.

“Cosa significa consacrare il Paese alla Vergine Maria?  È corretto parlare di una protezione mariana per un gruppo di persone? Quali sono i suoi scopi e perché lo facciamo? ”, Affermano i testi. Il documento spiega che “a seconda delle circostanze,  la consacrazione del popolo alla protezione materna della Vergine Maria può essere fatta all’interno della Messa o in una celebrazione liturgica della Parola di Dio”.

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Assemblea Plenaria Vescovi del Cile
 A questa domanda ha risposto monsignor Francisco Javier Stegmeier, vescovo della diocesi cilena di Villarricaattraverso un comunicato stampa. Consacrarsi a Maria, secondo questo vescovo, significa “confidare in un modo speciale e più intenso nella sua intercessione materna davanti al Figlio Gesù. La Vergine, come Madre di Dio, è così unita al mistero di Cristo che è inseparabile dalla sua Persona e dalla sua opera redentrice”. Per monsignor Stegmeier la consacrazione personale e sociale al Cuore Immacolato di Maria “ci unisce più intimamente a Lei per imparare dal suo esempio”.

Secondo la Chiesa Cattolica l’atto di consacrarsi a Maria riconosce il posto privilegiato che la Beata Vergine Maria ha nel piano di salvezza e, quindi, la connessione della Chiesa e dei battezzati con la Madre di Dio. In Cile i cattolici sono il 70% della popolazione (anche se dall’ultimo censimento generale la percentuale è sicuramente scesa a causa della forte crescita sia dell’agnosticismo che dell’ateismo).

I fedeli sono incoraggiati a  visitare un santuario mariano, “momento di incontro personale in cui si apre il cuore e sorge la fiducia”.

Incoraggia anche “la fiducia in ciò che siamo e ciò che abbiamo:  è tempo di esprimere i nostri dolori, in particolare i dolori del nostro paese,  le ingiustizie che molti vivono, le difficoltà economiche, le ansie per la salute, la paura della vecchiaia per pensioni insufficienti, sfiducia nei confronti dei nostri leader, paura della violenza, ecc. ”

Incoraggia anche la consacrazione e l’  impegno “decisi dal Signore che al momento implica optare per la giustizia e la pace “.

Il CEC propone di realizzare la Consacrazione del Cile all’ Immacolata Patrona del Cile, la Vergine del Carmelo  Preghiera per il Cile

PREGHIERA PER IL CILE ALLA VERGINE DEL CARMELO

Vergine del Carmelo, Beata Maria,
Dio ti ha scelto come Madre di suo Figlio,
del Signore Gesù che ci porta amore e pace.

Madre del Cile, sei stata onorata dai Padri della Patria
e dai più coraggiosi della storia;
Ci hai dato una benedizione fin dall’inizio.

Oggi ti affidiamo ciò che siamo e abbiamo;
le nostre case, scuole e uffici;
le nostre fabbriche, stadi e percorsi;
la campagna, le pampas, le miniere e il mare.

Proteggici dai terremoti e dalle guerre,
salvaci dalla discordia;
assisti i nostri governanti;
concedi la tua protezione ai nostri uomini d’armi;
insegnaci a conquistare il vero progresso,

che è quello di costruire una grande nazione di fratelli
dove ognuno ha pane, rispetto e gioia.

Vergine del Carmelo, Stella del Cile,
custodisci i nostri giorni sotto il tuo manto
e nelle notti tempestose 
saggiamente illuminaci la strada.

Madre della Chiesa,
ci ricevi e ci consegni a Cristo;
Con te ci offriamo a Lui,
così che in Cile estenda le braccia salvatrici della Sua Croce
e la speranza della Sua risurrezione.

AMEN.

 

Fonti

https://www.portaluz.org/obispos-de-chile-acuerdan-consagrar-el-pais-a-la-proteccion-maternal-3540.htm

https://www.religionenlibertad.com/america_latina/430293202/Los-obispos-de-Chile-consagraran-el-pais-a-la-Virgen-del-Carmen-el-domingo-usan-esta-oracion.html

La veridicita’ storica della miracolosa traslazione della Santa Casa di Nazareth a Loreto

Il Santuario della Santa Casa di Loreto è autentica reliquia della Santa Casa di Maria Santissima a Nazareth. La festa liturgica della Madonna di Loreto ricorre il 10 dicembre, in ricordo della data dell’arrivo della Santa Casa di Nazareth a Loreto. L’antichissima Festa della Venuta rievoca da sette secoli i fuochi che nella notte tra il 9 e il 10 dicembre del 1294 furono accesi per illuminare la via alla “Santa Casa” in arrivo a Loreto. E’ stata la fede incrollabile in questa miracolosa traslazione angelica, da Nazareth a Loreto, a spingere Papa Benedetto XV a proclamare la Beata Vergine Maria di Loreto “Patrona di tutti gli aeronautici”.

Presentiamo un’ Intervista ad uno dei più autorevoli esperti sul tema, ossia l’anconitano professor Giorgio Nicolini. Professore di religione nei licei e direttore della web-tv “Tele Maria”,  ha speso e continua a spendere la propria vita per custodire e ricordare la veridicità storica della miracolosa traslazione da parte dei santi Angeli di Dio della Santa Casa di Nazareth a Loreto.  Giova qui rammentare ai cattolici le solenni parole di Papa Leone XIII: “Comprendano tutti, e in primo luogo gli Italiani, quale particolare dono sia quello concesso da Dio che, con tanta provvidenza, ha sottratto (prodigiosamente) la Casa ad un indegno potere e con significativo atto d’amore l’ha offerta ad essi. Infatti in quella beatissima dimora venne sancito l’inizio della salvezza umana, con il grande e prodigioso mistero di Dio fatto uomo, che riconcilia l’umanità perduta con il Padre e rinnova tutte le cose” (Lettera Enc. “Felix Lauretana Cives” del 23 gennaio 1894).santacasa_01_2009304

Professore, lei sta dedicando molta parte della sua vita alla difesa della veridicità storica del miracolo delle traslazioni della Santa Casa di Loreto, pubblicando molti studi e trasmettendo conferenze attraverso la Sua WebTV “Tele Maria”. Perché si tratta di un miracolo vivente, in grado di provocare domande e curiosità, ed anche può suscitare la Fede?

Sono nativo di Ancona, a pochi chilometri da Loreto, e sin da bambino ne ho conosciuto la storia, poiché mia madre mi conduceva in certe feste solenni a pregare nella Santa Casa, quando ancora vi si insegnava il miracolo delle traslazioni della Santa Casa di Nazareth, di cui poi negli anni ebbi modo di studiarne e di approfondirne vaste ed importanti documentazioni storiche, reperite in diverse biblioteche ed in testi assai antichi.

In seguito, quando dal 1984 – in contrasto con la tradizione e con gli insegnamenti secolari del magistero pontificio – si incominciò ad insegnare ed a propagare assurdamente e dissacratoriamente proprio dalla Basilica Lauretana una ipotesi di un trasporto umano di “sante pietre”, negando sia la tradizione delle miracolose traslazioni che l’autenticità della stessa reliquia nella sua integralità, mi trovai a dover contraddire e contestare la nuova interpretazione razionalista, che negava pregiudizialmente il soprannaturale.

Tale nuova ipotesi, infatti, arrecò “grave scandalo” nelle anime semplici dei fedeli, per cui mi sentii obbligato “in coscienza” a dover “difendere” la verità storica del miracolo della Santa Casa, così come era stato sempre insegnato dal magistero della Chiesa, al fine di difendere la Fede stessa.

La Fede, infatti, di chi accede al Santuario di Loreto, anche solo per la “curiosità” di “vedere” e “capire” questo “misterioso miracolo” della traslazione angelica che viene “proclamato”, può essere più facilmente “accesa” e “illuminata” e così produrre “le meraviglie di conversione e di grazia” che Dio vuole vengano concesse anche proprio “in virtù” di questo “segno miracoloso” della “traslazione angelica” da Lui compiuto, finalizzato proprio a suscitare maggiormente la Fede, così come insegna il Vangelo riguardo ai miracoli di Gesù” (cfr. Gv.2,11).

Non è scritto proprio nel Vangelo che a Nazareth Gesù “non fece molti miracoli a causa della loro incredulità”? (Mt.13,58). Non sta avvenendo la stessa cosa nella nuova Nazareth marchigiana” (come definì Papa Leone XIII “la cittadina di Loreto”), a causa dell’incredulità del “segno” che Dio aveva voluto “donare” e che viene ora da tanti e troppi anni “sconfessato”?…

A tale riguardo spesso vengo contattato da gruppi di pellegrini per essere accompagnati e guidati da me sui luoghi storici delle “traslazioni”, e posso attestare come il riproporre e il dimostrare “la verità storica” delle “miracolose traslazioni” della Santa Casa apra davvero “i cuori” alla Fede dei pellegrini e dei fedeli, venendo essi come “riscaldati” dalla gioia di sapere che a Loreto “si mostra” e “si dimostra” che Dio ha compiuto “meraviglie” ed è veramente quel Padre buono e provvidente che segue incessantemente il cammino di ciascun uomo per aiutarlo a portare a compimento la Salvezza Eterna di ciascuno.

Così anche evidenziava San Giovanni Paolo II: “Il ricordo della vita nascosta di Nazaret evoca questioni quanto mai concrete e vicine all’esperienza di ogni uomo e di ogni donna. Esso ridesta il senso della santità della famiglia, prospettando di colpo tutto un mondo di valori, oggi così minacciati, quali la fedeltà, il rispetto della vita, l’educazione dei figli, la preghiera, che le famiglie cristiane possono riscoprire dentro le pareti della Santa Casa, prima ed esemplare “chiesa domestica” della storia” (Lettera del 15 agosto 1993, per il VII Centenario).image-8a65986b6fd798ba479af7597714c19f

Come si può dimostrare che le tre pareti della Santa Casa di Loreto sono proprio quelle della Casa della Sacra Famiglia, nella quale “l’angelo del Signore portò l’annuncio a Maria, ed ella concepì per opera dello Spirito Santo”? Come sono venute da Nazareth in Italia?

Innanzitutto è opportuno precisare che a Loreto ci sono solo le tre Pareti che costituivano in realtà “la Camera” di Maria, comunemente denominata come “la Santa Casa”, ove avvenne l’Annunciazione, e che sorgeva a Nazareth dinanzi ad una grotta e faceva un sol corpo con essa. Attualmente a Nazareth sono rimaste “la grotta” e “le fondamenta” della Casa “in muratura”, mentre a Loreto è venerata l’autentica Casa “in muratura”, “senza fondamenta”, che stava a Nazareth davanti alla grotta. Detto più semplicemente: a Nazareth ci sono “le fondamenta” senza la Casa, mentre a Loreto c’è “la Casa” senza le fondamenta. La ricollocazione ideale delle tre pareti presenti a Loreto sopra le fondamenta rimaste a Nazareth dimostra il perfetto allineamento delle tre pareti con le tre fondamenta che stanno davanti alla grotta a Nazareth, da cui vennero letteralmente “sradicate” in un modo umanamente impossibile.

Nel libro che ho scritto –  “La veridicità storica della Miracolosa Traslazione della Santa Casa di Nazareth a Loreto” (cfr. www.lavocecattolica.it/santacasa.htm) –dimostro che dal punto di vista storico ed archeologico sono accertate, in modo indiscutibile, “almeno” cinque “traslazioni miracolose”, avvenute tra il 1291 e il 1296: a Tersatto nel 1291 (nell’ex-Jugoslavia, attuale Croazia), ad Ancona (località Posatora) nel 1295, nella selva della signora Loreta di Recanati nella pianura sottostante l’attuale cittadina di “Loreto” (il cui nome deriva proprio da quella signora di nome “Loreta”); poi nel 1296 sul campo di due fratelli – di cognome Antici – sul colle lauretano (o Monte Prodo) e infine – alla fine del 1296 – sulla pubblica strada, ove ancor oggi si trova, sotto la cupola dell’attuale Basilica.

Cosa affermano al riguardo la tradizione storica ed i pronunciamenti ufficiali Chiesa Cattolica, soprattutto nei pronunciamenti dei Sommi Pontefici?

I fatti soprannaturali delle Traslazioni Miracolose della Santa Casa furono tramandati da “testimoni oculari”, nei vari luoghi ove si compirono, e furono rigorosamente controllati dai Vescovi locali dell’epoca, i quali emisero dei pronunciamenti “canonici” di “veridicità”, come attestano degli scritti e soprattutto delle chiese dell’epoca consacrate a tali “eventi miracolosi” dai Vescovi di Fiume, di Ancona, di Recanati, di Macerata, di Napoli e di altri luoghi.

Così pure tanti Sommi Pontefici, impegnando la loro suprema Autorità Apostolica, hanno “approvato” ininterrottamente, sin dalle origini, la “veridicità storica” delle “miracolose traslazioni” della Santa Casa: da Nicolò IV (1292) e Bonifacio VIII (1294) sino a Giovanni Paolo II (2005) e Benedetto XVI (2013); al punto da istituirne da parte della Chiesa la memoria liturgica del “miracolo” della traslazione (il 10 dicembre) e di avere proclamato la Madonna di Loreto “Patrona dell’Aviazione” (da Benedetto XV nel 1920), riconoscendo la verità del “volo miracoloso”.Vincenzo_pagani,_traslazione_della_santa_casa_di_loreto,_1520-50_ca._02.jpg

In particolare, tra gli innumerevoli documenti pontifici scritti nei vari secoli, il Beato Pio IX, nella Bolla “Inter Omnia” del 26 agosto 1852 così riassumeva il pensiero della Chiesa e solennemente dichiarava: «Fra tutti i Santuari consacrati alla Madre di Dio, l’Immacolata Vergine, uno si trova al primo posto e brilla di incomparabile fulgore: la veneranda ed augustissima Casa di Loreto. Consacrata dai divini misteri, illustrata dai miracoli senza numero, onorata dal concorso e dall’affluenza dei popoli, stende ampiamente per la Chiesa Universale la gloria del suo nome, e forma ben giustamente l’oggetto di culto per tutte le nazioni e per tutte le razze umane. (…) A Loreto, infatti, si venera quella Casa di Nazareth, cara al Cuore di Dio, e che, fabbricata nella Galilea, fu più tardi divelta dalle fondamenta e, per la potenza divina, fu trasportata molto lontano, al di là dei mari, prima in Dalmazia e poi in Italia. Proprio in quella Casa la Santissima Vergine, per eterna divina disposizione rimasta perfettamente esente dalla colpa originale, è stata concepita, è nata, è cresciuta, e il celeste messaggero l’ha salutata piena di grazia e benedetta fra le donne. Proprio in quella Casa Ella, ripiena di Dio e sotto l’opera feconda dello Spirito Santo, senza nulla perdere della sua inviolabile verginità, è diventata la Madre del Figlio Unigenito di Dio, splendore della gloria del Padre, e figura della sua sostanza, che non ha sdegnato di nascere da questa Vergine purissima, rendendosi simile agli uomini per salvare e riscattare il genere umano, precipitato per colpa dei nostri progenitori sotto la schiavitù del demonio”.

Lei recentemente ha potuto acquisire dei documenti molto importanti riguardanti la prima traslazione miracolosa di Tersatto. In cosa consistono?

Ho potuto avere dal Santuario di Tersatto una rarissima copia di un manoscritto del 1646 della “Historia Tersattana” di padre Francesco Glavinich, riportante le storie documentate del XIII-XIV secolo come furono lette e riportate dal Glavinich, tratte dalle antiche “memorie” che si trovavano nel convento francescano di Tersatto prima del grande incendio che nella notte del 5 marzo 1629, in tre ore, distrusse il convento francescano, la biblioteca e l’importantissimo archivio, ove era custodita anche la relazione di quattro incaricati che – per volontà del principe Nicolò Frangipane – andarono a Nazareth nel 1291 per appurare l’autenticità della reliquia, apparsa improvvisamente nel bosco di Tersatto nella notte del 9-10 maggio 1291. Tale manoscritto straordinario del 1646 sconfessa inequivocabilmente tutte le ipotesi nonché le falsificazioni storiche propagate nell’ultimo trentennio di un mai avvenuto trasporto umano delle “pietre” della Santa Casa da parte di crociati o dei principi Angeli dell’Epiro, come oggi certuni diffondono nei loro scritti, che sono delle vere dissacrazioni.

Nonostante quanto ha appena detto sia comprovato dalla storia e dal magistero della Chiesa, negli ultimi anni si sono diffusi nel popolo cattolico non pochi dubbi. Per quale motivo le ipotesi nelle quali si sostengono traslazioni più umane (a opera di crociati o della nobile famiglia dell’Epiro chiamata “Angeli”) sono congetture insostenibili?

Queste ipotesi sono in realtà prive di ogni documentazione al riguardo, e sono “insostenibili” ed “impossibili”, sia per le ragioni storiche sopraddette, nonché per ragioni archeologiche, architettoniche e scientifiche.

Al riguardo è da chiarire subito che l’utilizzazione di un documento (il “Chartularium Culisanense”, n.181), dal quale si è voluta ricavare una ipotesi di un trasferimento umano di sole “sante pietre” della Santa Casa da parte di una famiglia nobile dell’Epiro di cognome “Angeli”, ho già dimostrato nel mio libro trattarsi di un “falso storico”, e quindi di nessuna consistenza probativa. Ciò è stato confermato da altri studi incontestabili, come quello del Prof. Andrea Nicolotti, del Dipartimento degli Studi Storici di Torino (www.lavocecattolica.it/falseorigini.cartularium.pdf).

Inoltre, tali ipotesi dissacratorie riguardo ad un trasporto umano mediante la scomposizione dei muri della Santa Casa in singoli blocchi di pietra effettuata a Nazareth e ricomposta prima in Croazia e poi per altre quattro volte sulla costa adriatica, dopo oltre tremila chilometri di peregrinazione per terra e per mare, sono del tutto impossibili anche dal punto di vista “temporale”. Ciò lo attesta la simultaneità delle date di partenza da Nazareth (il 9 maggio 1291) e di arrivo a Tersatto (il 10 maggio 1291), come riportato da una lapide dell’epoca.

Così pure risulterebbe impossibile una simile operazione di “smontaggio” e “rimontaggio”, eseguita per di più in cinque luoghi diversi, in Croazia e in Italia. L’analisi chimica della malta, infatti, nei punti dove attualmente tiene unite le pietre, presenta caratteristiche chimiche particolari, proprie della zona di Nazareth, con una omogeneità della tessitura muraria, che esclude ogni possibilità di un tale ipotetico “smontaggio” e “rimontaggio” delle pietre. Infatti la malta che tiene unite le pietre è uniforme in tutti i punti e risulta costituita da solfato di calcio idrato (gesso) impastato con polvere di carbone di legna secondo una tecnica dell’epoca, nota in Palestina 2000 anni fa, ma mai impiegata in Italia. Quindi, la Santa Casa non fu mai “scomposta” in blocchi, ma è giunta a Loreto – dopo altre precedenti “traslazioni miracolose” – con le pietre “murate” con la stessa malta usata oltre 2000 anni fa a Nazareth, così come oggi ancora si presenta.

La collocazione finale poi su una pubblica strada, a Loreto, ove ancor oggi si trova, è ugualmente umanamente impossibile, come hanno attestato tutti gli archeologi ed architetti che hanno esaminato nei secoli il sottosuolo della Santa Casa e la strada pubblica su cui “si è posata”.

L’architetto Giuseppe Sacconi (1854-1905), ad esempio, dichiarò di aver constatato che “la Santa Casa sta, parte appoggiata sopra l’estremità di un’antica strada e parte sospesa sopra il fosso attiguo”. Disse inoltre che, senza entrare in questioni storiche o religiose, bisognava ammettere che la Santa Casa non poteva essere stata fabbricata, come è, nel posto ove si trova (“Annali Santa Casa”, 1925, n.1). Un dato da rilevare, in proposito, a dimostrazione che le tre Sante Pareti “si posarono” sulla strada, e non che vi furono ricostruite, è la singolarità di un cespuglio spinoso che si trovava sul bordo della strada al momento dell’impatto e che vi è rimasto imprigionato.

Un altro insigne architetto, Federico Mannucci (1848-1935), incaricato dal Sommo Pontefice Benedetto XV di esaminare le fondamenta della Santa Casa, in occasione del rinnovo del pavimento, dopo l’incendio scoppiatovi nel 1921, scrive e asserisce perentoriamente, nella sua “Relazione” del 1923, che “è assurdo solo pensare” che il sacello possa essere stato trasportato “con mezzi meccanici” (“Annali Santa Casa”, 1923, 9-11), e rivelò che “è sorprendente e straordinario il fatto che l’edificio della Santa Casa, pur non avendo alcun fondamento, situato sopra un terreno di nessuna consistenza e disciolto e sovraccaricato, seppure parzialmente, del peso della volta costruitavi in luogo del tetto, si conservi inalterato, senza il minimo cedimento e senza una benché minima lesione sui muri” (“Annali Santa Casa”, 1932, 290). L’architetto Mannucci trasse, in sintesi, queste conclusioni: 1) i muri della Santa Casa di Loreto sono formati con pietre della Palestina, cementati con malta ivi usata; 2) è assurdo solo il pensare ad un trasporto meccanico; 3) la costruzione della Santa Casa nel luogo ove si trova si oppone a tutte le norme costruttive ed alle stesse leggi fisiche. Quindi, se l’intera Santa Casa di Nazareth non possono averla “trasportata” gli uomini, non può essere stata trasportata altrimenti che “miracolosamente”, per opera della Onnipotenza Divina, mediante “il ministero angelico”, come sempre testimoniato e tramandato dalla “tradizione” e approvato come “veridico” da tutti i Sommi Pontefici, per sette secoli, dalle origini sino ad oggi.

Ecco anche “la ragione” della Volontà Divina di aver voluto “miracolosamente”, ad opera degli Angeli, “trasportare” in tanti luoghi diversi e poi a Loreto la Santa Casa di Nazareth, ove proprio si è compiuto “il concepimento miracoloso della Vergine”! E’ stato così per costituire per i secoli futuri “UN SEGNO IN PIU’” di Dio per “confermare” e “avallare” da parte Sua la “verità” dell’altro “evento” assai più importante e straordinario, e determinante per la salvezza dell’intera umanità: l’Incarnazione del Figlio di Dio in Maria Vergine!

Agli uomini passati, attuali e futuri, che ricercano la verità circa l’esistenza di Dio e sono alla ricerca della “vera religione” da scoprire e da seguire, così come anche per i credenti che già sono incorporati alla Chiesa mediante il Santo Battesimo, “il segno visibile” della “traslazione miracolosa” della Santa Casa – “visto” e “testimoniato” dai “contemporanei all’evento” e oggi e sempre “dimostrata”, “riconosciuta”, “proclamata” e liturgicamente “celebrata” dalla Santa Chiesa – diventa “SEGNO VISIBILE” e “SICURA CONFERMA DIVINA” dell’altro “segno salvifico”: una Vergine ha “davvero” concepito un Figlio; e questo suo Figlio è “davvero” il Figlio di Dio Incarnato, Gesù Cristo, nato, morto e risorto per la salvezza degli uomini e al quale bisogna credere e aderire, perché “in nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti altro Nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati» (At.4,12).

Fonti

Libro: La veridicita’ storica della miracolosa traslazione della Santa Casa di Nazareth a Loreto

LE TRASLAZIONI DELLA SANTA CASA DI NAZARETH SINO A LORETO

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INTERVISTA A PADRE BEPPINO CO’ SUL MINISTERO DELLA LIBERAZIONE- di don Marcello Stanzione

INTERVISTA A DON BEPPINO CO’ SUL MINISTERO DELLA LIBERAZIONEAlla fine di giugno 2018 presso il santuario di Pietralba,  in provincia di Bolzano,  retto dai servi di Maria,  don Beppino Co’ tenne una settimana di esercizi spirituali, in cui parlò degli angeli cattivi e don Marcello Stanzione parlò di quelli buoni…. Alla fine del Convegno don Stanzione chiese a don Beppino di poterlo intervistare perché desiderava che la saggezza che egli aveva acquisita in tanti anni di ministero nella preghiera di liberazione non andasse perduta.

È nato così il volumetto “Intervista a Don Beppino Cò – contro l’armata di Satana”, edito da Ancilla Editrice.zContro-larmata-di-Satana-copertina.jpg

Don Beppino è bresciano. Ordinato sacerdote nel 1971, parte come missionario al Laos in Indocina. In quel paese, dopo aver studiato la lingua, ha cercato di far conoscere Gesù a tre villaggi appartenenti a tre etnie diverse.  Nel 1975 viene espulso dal nuovo governo comunista insieme agli altri missionari. Sceglie di ripartire come missionario in Senegal dove lavora per circa 23 anni. …

Nel 1985 durante le vacanze in Italia conosce il Rinnovamento Carismatico Cattolico che l’ha rinnovato spiritualmente. Da vari anni celebra in varie parrocchie e anima alcuni ritiri, portando la buona novella di Gesù il Signore. Si affida al Signore e si fida di Lui. Don Beppino è uno scrittore fecondo e alcuni suoi libri sono diventati degli autentici best seller, come “Signore apri le mie labbra” e “L’armata di satana, l’armata di Cristo”.  E’ stato qualche volta collaboratore con padre Emiliano Tardif anche quando è stato invitato in Senegal. Lo considera il suo maestro. Don Beppino si considera anche lui semplicemente l’asinello di Gesù: tutti gli applausi non  sono per l’asinello ma per Gesù. Con questa intervista sull’esorcismo e le preghiere di liberazione,  rilasciata a don Marcello Stanzione, don Beppino vuole aprirci gli occhi sulla realtà tenebrosa del maligno che c’è e fa molto rumore. Ecco l’intervista:

D. IN CHE COSA CONSISTE IL MINISTERO DELL’ESORCISTA?

R. Quello dell’esorcista deve essere anzitutto un ministero  di accoglienza, di grande ascolto, di immensa misericordia verso le persone che soffrono spesso da molti anni, talvolta per  semplici motivi umani o psicologici e altre volte invece soffrono a causa  dell’oppressione e della possessione causata da satana.

D. ESISTE VERAMENTE IL DEMONIO?

R. Esiste e quando si manifesta fa molto rumore. Nel Catechismo della Chiesa Cattolica si accenna 40 volte al demonio. Non dobbiamo però assolutamente credere al demonio. Dobbiamo credere soltanto in Gesù Cristo che è vincitore del demonio. Se Dio permette a Satana che influisca su di noi e anche che ci opprima in maniera grave, tuttavia lui non può penetrare nell’intimo del nostro cuore se noi non gli apriamo la porta.

Il nostro cuore è il santuario più intimo di noi stessi ed è accessibile soltanto a Dio.

Non si deve aver paura del diavolo; si deve piuttosto prendere sul serio questa realtà tenebrosa.

Anche se il diavolo può causare dei disastri seri, se noi esercitiamo veramente la nostra fede in Cristo Gesù, il demonio lascerà  la presa.

D.ALLORA IL DEMONIO PUO’ INFLUIRE  SOLO SUPERFICIALMENTE?

R. Può influire sulla sfera della sensibilità, sulle emozioni e sui sentimenti. Agisce sulla nostra immaginazione perché lui è un illusionista e talvolta anche un artista. E’ il padre della menzogna, esperto nel mischiare il vero con il falso.

Può disturbare le nostre facoltà spirituali, la nostra intelligenza ed anche la nostra volontà, ma non può possederci se non facciamo un patto con lui.

Il potere di Satana non è illimitato.

D.QUALI SONO GENERALMENTE I SEGNI DI UNA POSSESSIONE DEMONIACA?

R.I segni sono spesso diversi: dolori fisici strani che nessuno rimedio riesce a diminuire, pensieri ossessivi di morte, confusione mentale…Questo si manifesta anche con delle voce interiori che si fanno sentire, con delle difficoltà gravi per entrare in relazione con gli altri, con l’impossibilità di dormire tranquillamente.

Talvolta la persona diventa aggressiva a tutto ciò che è sacro.

Altre volte ha l’impressione di essere osservata da qualcuno quando è sola e sperimenta  dei fenomeni strani e inspiegabili in casa: rumori  sul tetto, colpi sui muri, oggetti che si spostano, macchie, odori sgradevoli, insetti e vermi, fiamme di fuoco, televisori o luci che si accendono e si spengono da soli, voci che escono dalla spina telefonica anche quando l’apparecchio è staccato…

Di fronte a fenomeni come questi e altri, è bene che l’esorcista consulti anche uno psicologo o uno psichiatra. Gli specialisti talvolta possono dare degli ottimi consigli anche all’esorcista.

D.COME SI PUO’ SAPERE SE SI TRATTA DI SEGNI DIABOLICI OPPURE DI  FENOMENI CHE APPARTENGONO ALLA PSICHIATRIA?

R.E’ bene anzitutto cercare quelle che io chiamo le “porte di ingresso”, cioè le cause che hanno permesso allo spirito del male di entrare nella vita di quella persona. Se è la persona stessa  che si è implicata, si parla di “porte di ingresso attive”: queste porte sono state aperte da pratiche devianti come l’occultismo, la magia, la droga, il sesso sfrenato…

Se invece si tratta della famiglia o di conoscenti che si sono implicati, allora si parla di “porte di ingresso passive”.

D.ESISTONO I CASI DI VERA POSSESSIONE DEMONIACA?

R. Esistono anche se sono rari e ci vuole molto discernimento.

Su due-trecento persone che incontro e ascolto, la media della possessione è quella di quattro-cinque.

E’ un caso raro, ma non rarissimo come ci vogliono far bere quelli che non ci credono.

Alcune persone sono state offerte a Satana il giorno stesso della loro nascita e anche se la loro liberazione non è impossibile è comunque spesso lunga e difficile.

D.UNA PERSONA POSSEDUTA COME PUO’ RENDERSI CONTO CHE HA BISOGNO DI ESSERE LIBERATA?

R. La possessione non è un fenomeno continuo e permanente. La persona che soffre per il suo stato di possessione può avere dei momenti lucidi e dei tempi di libertà che gli permettono di cercare una soluzione alla sua sofferenza chiedendo aiuto a un medico o a un sacerdote(spesso purtroppo dopo aver consultato maghi e operatori dell’occulto che hanno aggravato la sua situazione!)

D.QUALI SONO I RIMEDI PER ESSERE LIBERATI DA UN LEGAME MALEFICO?

Quando esiste questo legame, bisogno anzitutto spiegare alla persona che deve camminare sulla via di un’autentica conversione a Cristo Gesù il che vuol dire riconoscersi peccatori e accettare il perdono e la riconciliazione(confessione regolare, Eucaristia, preghiera, digiuno…). Se la persona che vuole essere liberata da un legame malefico rifiuta di collaborare aspettando che faccia tutto il prete o la Chiesa si illude di ricevere la liberazione.

E’ indispensabile anche che la persona ripeta  ogni giorno qualche preghiera di liberazione con molta fede.

Una volta che è stata liberata quella persona deve seguire un cammino di guarigione interiore, continuare a pregare molto ed essere molto vigilante perché il demonio non molla facilmente la sua preda(Matteo 12, 43-45).

D.QUAL’E’ LA DIFFERENZA FRA LE PREGHIERE DI LIBERAZIONE E L’ESORCISMO?

R. Le preghiere di liberazione si possono chiamare preghiere di intercessione fatte con fede intensa: si prega Dio, attraverso l’intercessione di Maria e dei Santi perché la persona venga liberata. Tutti possono fare le preghiere di liberazione.

L’esorcismo è una preghiera ufficiale della Chiesa che comprende anche preghiere “imperative”(ordini chiari rivolti al maligno).

Con l’esorcismo il sacerdote, nel nome di Gesù, prende autorità su Satana e gli ordina di lasciare la persona vessata.

Ogni sacerdote o laico, con un po’ di prudenza, ma anche con coraggio, può fare preghiere di liberazione. Mi dispiace vedere tanti sacerdoti che non se ne intendono assolutamente o peggio hanno paura di fare delle preghiere di liberazione. Cosa pretendiamo poi dai laici cristiani?

L’esorcismo solenne può essere fatto soltanto dal sacerdote che ha ricevuto un mandato esplicito da parte del suo vescovo(Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1673).

D.L’ESORCISTA ESERCITA SEMPRE IL SUO MINISTERO DA SOLO? NON HA PAURA?

R: E’ consigliabile che per l’esorcismo solenne(esorcismo ufficiale della Chiesa) l’esorcista autorizzato si faccia aiutare da altri sacerdoti o da laici.

In quanto alle “vendette” da parte di Satana, Dio difende sempre i suoi ministri e li protegge anche se è richiesta prudenza e molta preghiera, spessa unita al digiuno.

Le “vendette” presentate da alcuni film, come l’Esorcista, fanno parte della fantasia dell’uomo e eccitano delle paure ingiustificate riguardo al ministero dell’esorcista.

D. L’ESORCISTA DEVE PREGARE MOLTO DI PIU’ DEGLI ALTRI SACERDOTI?

R. Matteo al capitolo 17, 20-21 dice chiaro che bisogna insistere con la preghiera e con il digiuno.

E’ consigliabile all’esorcista di farsi sostenere dalla preghiera delle comunità contemplative, inviando loro, ad esempio,un fax con le situazioni di sofferenza che deve affrontare nel suo ministero, senza entrare logicamente nei dettagli.

Questo vuol dire non esercitare da solo il ministero di esorcista. Questo ministero viene esercitato a nome di tutta la Chiesa.

D. IL BATTESIMO PUO’ PROTEGGERE DALL’INFLUSSO DI SATANA?

R. Diciamo che colui che non ha ricevuto il sacramento del Battesimo e non rivive la grazia battesimale è molto più esposto all’influsso di Satana di colui che è battezzato. Non è però una certezza assoluta perché esistono dei casi di battezzati che pregano e digiunano eppure sono sotto un influsso grave di Satana, quindi non ne sono direttamente responsabili. Fa parte del mistero della vita spirituale!

D.PERCHE’ LA CHIESA DEVE PARLARE DEL DEMONIO?

R. Che si parli o non si parli del demonio, la questione comunque impegna tutti alla riflessione sul problema del male.

La nostra fede dice chiaro che all’origine del male vi è l’atto libero di una creatura : il demonio, puro spirito che si è ribellato a Dio. E’ un angelo ribelle che continua a tentare l’uomo perché pecchi e rifiuti l’amore di Dio e il suo perdono.

Se al contrario si considera il male  come uno dei tanti elementi dell’universo legati alla materia, allora l’autore del male non è più una creatura che si è ribellata a Dio, ma semplicemente “qualche cosa” di anonimo e di indefinito che l’uomo subisce senza esserne responsabile.

In verità, dal modo di concepire il male dipende perfino il destino dell’uomo che è legato da atti liberi di amore o di odio verso il Creatore.

E’ quindi importante che la Chiesa parli del male e di colui che è all’origine del male, il demonio, mettendo in luce anche tutta la parte di responsabilità dell’uomo.

D.COME SI PUO’ SPIEGARE IL “PERMESSO” CHE DIO CONCEDE A SATANA DI AGIRE?

R. Questo fa parte di un grande mistero! Sant’Agostino che se ne intendeva perché riconosceva di avere peccato, risponde affermando che Dio non permetterebbe mai il male se non fosse per tirarne un bene maggiore.

Soltanto il bene avrà l’ultima parola, perché se il male fosse più forte, andrebbe in frantumi tutto il mistero della redenzione. Se non ci fosse il bene non ci sarebbe neppure il male che possiamo considerare come un tumore che vuol rodere il bene. Se ci fosse soltanto il male, non ci sarebbe nulla.

Quando si dice che Dio “permette” a Satana di agire, si afferma che soggettivamente, di per sé,  Dio non vuole e non tollera il male. Lo”permette” soltanto. Certi mali fisici  sono iscritti nella stessa natura umana. L’esempio più evidente è quello che una specie animale si nutre di un’altra specie animale, quindi in un certo qual senso fa “male” o fa “soffrire” un’altra specie.

Il male più profondo e più tragico è quello di usare male il dono della libertà. In questo caso la responsabilità è della creatura peccatrice e fragile.

Una delle tentazioni del nostro tempo è quella di negare la libertà (libero arbitrio) e di credere al determinismo: da una parte tutti rivendicano la libertà e dall’altra, quando si tratta di dare una spiegazione del male, allora si nega la responsabilità dell’uomo affermando che doveva andare così e quindi nessuno è responsabile.

D.MA SE L’UOMO E’ VERAMENTE LIBERO, COME PUO’ SATANA AVERE UN INFLUSSO SU DI LUI?

R. C’è da distinguere tra la semplice tentazione che ci spinge a commettere il male e l’oppressione, l’ossessione o la possessione che sono fenomeni di una dimensione diversa che “legano” la persona.

Comunque sia, Satana non può penetrare nel cuore della libertà della creatura. Solo Dio può farlo, perché ci ama e vuole il nostro bene e questo ci deve dare una grande sicurezza.

Anche chi è “posseduto” da Satana non è per forza di cose “satanico” nel senso che farebbe una scelta deliberata del male. Anche chi è “posseduto” potrebbe avere benissimo un cuore puro.

Vi è un grande pericolo ed è quello di fermarsi all’azione straordinaria di Satana, come è quella della possessione, dimenticando la cosa più importante, il peccato che è causa di male per chi lo commette ed anche per tutta le società.

Un’altra confusione che esiste è quella di prendere una malattia psichica per una possessione diabolica. La psichiatria ha fatto passi da gigante e qualche caso di supposta “possessione” si può spiegare con delle cause psichiche.

Il buon esorcista si consulta anche con medici, psicologici e psichiatri.

Parlare troppo di possessione si rischia di fare il gioco del “Mister”.

Una visone troppo pessimista che “diabolizza” tutto può ferire la fede delle persone semplici diminuire la loro speranza, vanificando la carità.

Satana esiste, ci presenta varie forme di tentazione. Gesù è stato tentato, anche se non ha peccato.

D. ALLORA, PARLARE DEL DEMONIO MA SENZA VEDERLO OVUNQUE?

R.Anche il demonio è una creatura, la più intelligente delle creature e va messo al suo posto e non in ogni salsa.

Nel piano iniziale di Dio era un angelo al suo servizio che è poi diventato Satana. Questo ci fa capire come il “Mister” abbia ancora un certo “potere”, solo che lo usa molto male. Praticamente Satana usa molto male la sua libertà. E meno male!

D.AL DI LA’ DELL’ESORCISMO, COME LOTTARE CONTRO IL DEMONIO?

R. La preghiera, il digiuno, la Parola di Dio ed i Sacramenti sono dei mezzi indispensabili.

Con la più bella preghiera che Gesù ci ha insegnato, il Padre Nostro, noi chiediamo di non essere sottomessi alla tentazione e di essere liberati dal male(sino al 4° secolo si aggiungeva anche “ dal maligno”).

Le tentazioni sono permesse da Dio per una grande purificazione e per crescere nella santità.

Nel deserto e anche nell’orto degli Ulivi, Gesù ci ha insegnato come si vince la tentazione: preghiera, digiuno, Parola di Dio.

Quando siamo tentati abbiamo bisogno di molta umiltà ed anche del sostegno della preghiera della Chiesa. Il sacramento della riconciliazione e l’Eucaristia ci danno una forza straordinaria per resistere alla tentazione e vincere.

Sono dei mezzi indispensabili per sacerdoti e laici cristiani.

D. CHE COSA PENSARE DELLE PRATICHE POPOLARI?

R. Vanno valorizzate e ben spiegate. Se fatto con fede e non per superstizione, tutto può essere utile in questo combattimento spirituale: i sacramentali, le medaglie benedette, le benedizioni appropriate…

D. E LE PREGHIERE DI LIBERAZIONE FATTE IN PUBBLICO IN CERTI GRUPPI?

R. Alcune preghiere di liberazione sono liturgiche perché si trovano nel Rituale Romano ed è bene usarle.

Altre preghiere sono dette “private”, cioè non sono integrate nella liturgia della Chiesa, ma questo non significa che sono delle preghiere personali, quindi, terminata la celebrazione della messa, si possono fare anche in pubblico se vi è necessità. Sono preghiere legittime se rispettano le norme della Chiesa

Le preghiere di liberazione hanno una grande forza se fatte con fede. E’ importante istruire il popolo di Dio e togliere l’idea che certe preghiere sono efficaci per se stesse, quasi fossero magiche o avessero un valore sacramentale.

D. SATANA NON AVRA’ L’ULTIMA PAROLA?

R. Certamente! Riflettere sul male e sul demonio dovrebbe far crescere in noi la virtù della speranza. Con la certezza che al di sopra di tutto vi è l’amore di Dio e la sua immensa misericordia.

Ogni cristiano, in forza del suo battesimo, è invitato a dare ragione della sua speranza.

Questo combattimento non è il nostro ma di Dio che combatte con noi. Quindi Satana non avrà mai l’ultima parola in questo combattimento.

D. MA COME SI ENTRA IN QUESTO COMBATTIMENTO SPIRITUALE?

R. In questo combattimento spirituale, di cui parla con abbondanza san Paolo e che tutti i santi hanno affrontato, si entra quando  abbiamo in noi il sentimento di non farcela da soli e si incomincia a pensare che forse Dio ci chiede qualche cosa superiore alle nostre forze.

In quel momento Satana arriva per piazzare nella nostra vita quella che io chiamo una “mina personalizzata” che è l’arma segreta chiamata scoraggiamento. Questa è una tentazione che ogni tanto si presenta e che fa cadere non pochi cristiani.

D. VI SONO ALTRE TATTICHE USATE DALL’AVVERSARIO?

R. Ne esistono delle altre.

Satana talvolta si presenta come un angelo di luce, narcotizza la coscienza e ci ripete delle frasi convincenti che alla fine rischiano di persuaderci a vivere in contraddizione con il Vangelo: “ Hai poco tempo per pregare; hai un sacco di lavoro da fare; arrabbiarti è normale perché questo dimostra che hai un carattere; cadi sempre negli stessi peccati e allora non preoccuparti di confessarti; fai come tutti gli altri…”.

Satana utilizza anche i nostri desideri malsani: l’orgoglio, la vanità, la gelosia, la pigrizia, la sensualità, la golosità, la collera…

Satana, chiamato il padre della menzogna da san Giovanni, è esperto nel diffondere la menzogna e le idee false per snaturare il Vangelo di Gesù.

Se non credo più che Dio è Padre misericordioso; se non credo che Gesù è venuto a salvarci; se non credo al valore redentivo anche delle mie sofferenze, non posso affrontare con serenità questo combattimento spirituale.

Se non credo all’esistenza degli angeli, del giudizio finale, dell’inferno, alla fine metterò in dubbio anche l’esistenza di Satana e la frittata è fatta, perché mi ritrovo nella situazione di un soldato che pensa che il nemico sia soltanto  immaginario e quindi si trova in grande pericolo.

D. QUALI SONO I SUGGERIMENTI PER VINCERE QUESTO COMBATTIMENTO SPIRITUALE?

R. E’ necessario usare tutte le armi che Dio ci mette a disposizione e che san Paolo elenca nella Lettera agli Efesini 6, 14-17.

Bisogna saper rispondere alle provocazioni di Satana con la provocazione delle parole della Bibbia. E’ la stessa tecnica usata da Gesù quando è stato tentato nel deserto.

Personalmente sono abituato a scrivere in un taccuino dei versetti biblici; li scrivo anche su dei foglietti che lascio in ufficio o sul comodino vicino al letto; li porto in tasca e nel portafoglio. Questi versetti, quando sono memorizzati sono come degli anti-missili pronti al lancio contro i missili con i quali Satana cerca di bombardarci.

Se Satana ad esempio mette nel tuo cuore dei dubbi con queste parole:  “Ma non vedi che sei solo come un cane e non puoi essere felice! Nessuno ti può consolare, neppure Dio!”, tu puoi rispondere subito con il missile di questa affermazione di Gesù:” Se uno mi ama, osserverà la mi parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”(Giovanni 14,23).

Oppure se sempre il “Mister” ti lancia un altro missile con queste parole: “Sei una frana e non riesci a combinare nulla! Neppure Dio ti ama!”, tu rispondi con questo missile: “Tutto concorre al bene di quelli che amano Dio”(Romani 8,28).

Abituarsi a fare ogni sera l’esame di coscienza prima di addormentarsi per chiedere perdono a Dio è molto utile per vincere il combattimento spirituale.

D. E SE UNO SI SCORAGGIA OPPURE E’ CONFRONTATO A UNA TENTAZIONE SENSUALE MOLTO FORTE CHE COSA DEVE FARE?

R. In quel momento bisogna rifugiarsi tra le braccia del Buon Pastore, come fa un bambino fra le braccia del padre.

S. Teresa di Gesù Bambino cantava in un suo poema: “Tra le sue braccia divine non ho paura di nessuna tempesta”. Qualche volta avremo l’impressione che Dio non calma la tempesta della tentazione, ma se mi rifugio tra le sue braccia non ho nulla da temere.

Anche san Giovanni della Croce che se ne intendeva dice che invece di mettersi a ragionare per cercare di persuadersi che non è bello cedere alla tentazione, è molto meglio rifugiarsi tra le braccia di Gesù, ripetendo: “Signore Gesù, Figlio del Dio vivente, abbi pietà di me peccatore!”.

D. ALTRI MEZZI PER COMBATTERE LA BUONA BATTAGLIA?

R. Il combattimento spirituale è un vero combattimento e ci ricorda che il cristiano, in forza del suo battesimo, non viaggia su una nave da crociera ma su una nave da guerra e quindi deve combattere con la mentalità di un vincitore.

Dobbiamo prendere sul serio la realtà del male e del Maligno, ma senza lasciarsi prendere dal panico, anche perché il Maligno non è la prima parola del Padre Nostro ma l’ultima! E quando ci capita di cadere nuovamente non dobbiamo scoraggiarci ma ricordarci semplicemente che perdere una battaglia non è perdere la guerra!

Un altro mezzo per combattere la buona battaglia è quello di conservare nel cuore e sulle labbra i canti di vittoria che ci tengono alto il morale. Nei salmi troviamo vari canti di vittoria. Un battaglione dinamico si porta sempre dietro anche la fanfara!

Da non dimenticare in questo combattimento la “copertura aerea” che è la protezione che dobbiamo cercare sotto il manto della Madonna.

D. FINIRA’ MAI QUESTO COMBATTIMENTO SPIRITUALE?

R. L’ultimo combattimento che noi dobbiamo affrontare è quello nel momento della nostra morte come preghiamo ogni volta con l’Ave Maria:” Prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte”.

In quel momento ci vedremo, purtroppo, tali e quali siamo senza più la possibilità di nasconderci come facevamo quando eravamo in vita: ci vedremo molto più orgogliosi, più sensuali, più cattivi ma nello stesso tempo potremo anche sperimentare l’infinita misericordia  di Dio mentre ripeteremo a Lui: “ Perdono, perdono, perdono!”.

Ogni atto d’amore compiuto durante il nostro pellegrinaggio sulla terra prepara questo atto di perdono finale che potrebbe aprirci le porte dell’eternità.

Qualcuno dovrà fare un “soggiorno” più o meno lungo in Purgatorio per sbarazzarsi definitivamente delle catene che non ha avuto il coraggio di spezzare durante la vita. Allora, coraggio, incominciamo subito a spezzare certe catene!

Fonti

http://www.padrebeppino.it/

http://www.miliziadisanmichelearcangelo.org/content/view/3767/99/lang,it/

Odio anticristiano a Bologna, manifestato proprio da quelli che si qualificano come “paladini contro l’odio”…

E’ apparsa in questi giorni per le vie di Bologna e sui social network (collettivi di associazioni di sinistra ed associazioni LGBT come anche appartenenti al cosiddetto ‘movimento delle SARDINE’ che si qualificano come ‘paladini contro i discorsi di odio’), questa locandina che pubblicizza una festa universitaria, che presenta una immagine di Maria Santissima contornata da preservativi e derisa con il titolo: “Immacolata con(trac)cezione”. 

L’ iniziativa blasfema riguarda una festa in locali universitari di Bologna, prevista per stasera venerdì 6 dicembre 2019…Questi giovani bestemmiano il santo nome di Maria e lo fanno pubblicamente coperti da un falso substrato di cultura e libertà che altro non è che ignoranza e sopraffazione delle idee altrui. Sicuramente hanno trovato dalla loro parte insegnanti inetti che hanno rinunciato alla loro missione con qualche motivo buonista e ‘fazioso’, per giustificare la loro arroganza e le offese alla Donna che 1,2 miliardi di cattolici nel mondo venerano come la Madre di Dio.

INIZIATIVA BLASFEMA ANNULLATA-  Oggi è intervenuta l’Arcidiocesi di Bologna con un comunicato decisivo che condanna duramente l’evento blasfemo. La notizia del party ‘blasfemo’ è stata ripresa in modo critico già ieri dal senatore della Lega Simone Pillon che ha parlato di “schifezza” e chiedendo l’intervento del rettore Francesco Ubertini. Da Fratelli d’Italia, è arrivata una critica nei confronti del Partito democratico: “Il Pd vuole distruggere la famiglia – ha fatto sapere Federico Mollicone, responsabile della cultura -: non mancano occasione per dimostrare di essere passati dalla difesa del Terzo Stato a quella del terzo sesso. Prima, in Friuli cercano di sostituire in una legge il termine ‘famiglia’ con un più politicamente corretto ‘Rete formale e informale della persona’ e permette poi ad alcuni collettivi di estrema sinistra l’organizzazione di una festa con una palese blasfemia nei locali universitari a Bologna. Presenteremo un’interrogazione al ministro Fioramonti, che governa con il Pd, per chiedere il divieto immediato di organizzazione della festa”. blasfemia

L’ALTOLA’ DELLA CURIA DI BOLOGNA

Infatti il collettivo universitario La Mala educacion, uno degli organizzatori della festa, ha fatto sapere che sull’onda della polemica,  “l’Università ha trovato un cavillo burocratico per annullarci l’iniziativa”- Gli studenti MINACCIANO VIOLENTE RAPPRESAGLIE…e loro sarebbero i democratici.

Ma la precisazione della Curia di Bologna è molto chiara: 

“La provocazione diffusa in queste ore dalla promozione di un evento e di una immagine irriguardose nei confronti della Madonna – scrive la Chiesa di Bologna in una nota – è stata tale da determinare, a quanto pare, l’annullamento per l’offesa al sentimento comune. Infatti il buon senso vuole che vi siano libertà di pensiero, libera circolazione di idee e di pubblica manifestazione senza ledere e offendere la sensibilità popolare.
Questo è quanto garantito anche dall’ordinamento italiano che riconosce i diritti purché non offendano e ledano quelli altrui, compreso il vilipendio alla religione. La laicità dello Stato vuole anche dire che quando si organizzano momenti comuni di festa o riflessione ciò avvengano senza prevaricare e offendere.

La Chiesa – conclude – libera da qualunque strumentalizzazione politica, da sempre educa alla libertà e al rispetto e domenica 8 dicembre festeggerà, con la consueta partecipazione popolare, l’Immacolata Concezione senza offendere gli altri e le loro credenze”.

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BASILICA DI SAN DOMENICO A BOLOGNA, dove è custodita la Tomba del Santo fondatore dell’Ordine Domenicano

Probabilmente gli organizzatori del party blasfemo non sanno neppure che l’Università di Bologna Alma Mater Studiorum è stata fondata NEL MEDIOEVO, NEL 1088 col contributo della CHIESA CATTOLICA (il tanto vituperato Medioevo…) e frequentata da cattolici di grande cultura e statura morale, come Dante Alighieri ed i Santi SAN DOMENICO E SAN CARLO BORROMEO…Come mai, ci chiediamo,  i suddetti ‘paladini dei diritti’ non fanno cartelloni blasfemi su Maometto ma sempre e solo contro i simboli cristiani?  Come mai non manifestano contro l’ estremismo islamista che sta colpendo l’Europa con attacchi terroristici all’ordine del giorno, mentre milioni di cristiani vengono massacrati in ogni parte del mondo nel silenzio assordante delle potenze occidentali, che sono sempre pronte a fare ‘manifestazioni contro l’odio’ ma mai in difesa dei cristiani perseguitati? 

Questa falsa cultura della ‘libertà’ , manifestata in modo violento da questi studenti, in realtà è ipocrita libertinismo che ha come idolo il preservativo e la blasfemia: è questa la ‘non- cultura’ degli studenti odierni? 

Maria Santissima ha assistito alla Passione e morte di Cristo ma anche alla Sua Resurrezione: speriamo che gli autori del manifesto blasfemo risorgano dalle tenebre della loro tracotanza.  Speriamo soprattutto che ci sia qualche insegnante che faccia veramente il suo mestiere ed insegni a questi ‘paladini del nulla’ che le Università come i primi ospedali sono nati proprio nel Medioevo e grazie alla Chiesa cattolica: LA VERA CULTURA SI BASA SUL RISPETTO, che non è a senso unico e a compartimenti stagni, come pare sia invece nella mentalità dittatoriale e laicista di questi studenti e di ‘chi’ muove le loro fila. 

Tutto questo parte da ambienti in cui ci si vanta di portare avanti battaglie contro l’odio e le discriminazioni, ma poi si è mossi proprio da questi sentimenti nel pensare certe iniziative.

Roba da odiatori professionisti, che sui loro eventi scrivono pure:

“nessuno spazio a comportamenti fascisti, razzisti, omolesbotransbifobici, machisti, sessisti”-  il che suona davvero folle, incredibile e soprattutto ridicolmente contraddittorio.

Fonti

https://bologna.repubblica.it/cronaca/2019/12/06/news/bologna_party_blasfemo_la_curia_offeso_il_sentimento_comune_-242743619/?rss

https://www.interris.it/religioni/bologna–annullato-il-party-blasfemo

http://www.bolognatoday.it/cronaca/immacolata-contraccezione-party-balsfemo-cuniversita-bologna.html

https://www.provitaefamiglia.it/blog/bologna-il-party-blasfemo-ecco-i-democratici-che-odiano

http://www.bolognatoday.it/cronaca/festa-blasmefa-bologna-immacolata-contraccezione.html

Il cardinale Omella critica il “Black Friday, follia del consumismo”: Avvento, fare spazio a Dio nella nostra vita

Il cardinale arcivescovo di Barcellona, ​​Juan José Omella, ha criticato fortemente il fenomeno del “Black Friday” perché “incoraggia la follia del consumismo” mentre molte altre persone vivono “ogni giorno buio” in assoluta povertà.omella6802.jpg

Nella sua ultima lettera della domenica, intitolata “Il  Black Friday dei poveri,” Omella ricorda che “alcuni anni fa quasi nessuno conosceva questa tradizione americana che ora apre la stagione dello shopping natalizio”.

«Migliaia di persone scendono in strada con un unico obiettivo: trovare le migliori offerte. La follia di quel giorno è tale che ci sono persino persone che vanno in vacanza per fare shopping, dal momento che non possono resistere alle offerte allettanti. La gara inizia, una vera avventura ”, afferma Omella a proposito di questo fenomeno di vendite, importato dagli Stati Uniti.

«Ci ​​sono lunghe code di persone alla ricerca di prezzi irresistibili che riempiono strade e centri commerciali. Ci sono persino persone che si accampano fuori dai negozi per essere i primi… “, aggiunge.

Secondo il cardinale, “gli acquirenti stanno in fila per ore per il loro turno alla cassa, dove svuotano la carta di credito e riempiono i bagagli con più cose di quanto avevano previsto. Arrivano a casa esausti, ma soddisfatti, senza sospettare che alcuni negozi offrano prodotti di qualità inferiore a quelli delle stagioni precedenti. Il fine della “vendita a tutti i costi” giustifica i mezzi ».

L’arcivescovo sottolinea che “mentre alcuni vivono la follia del consumismo, altri escono alla ricerca di altri tipi di opportunità, la sopravvivenza ; ottenerla sarà anche una grande avventura ».

«Un giorno pieno di emozioni li attende, perché non sanno dove o come possono trovare ciò di cui hanno bisogno. Probabilmente non otterranno nulla. Questi avventurieri sono i poveri della nostra società. Per loro, ogni giorno è Black Friday, giorni bui, perché ogni giorno devono cercare di sopravvivere ”, afferma il prelato.

“Alcuni”, aggiunge, “che il clima sia freddo o caldo, stanno stoicamente in fila in lunghe code, sperando di ottenere un piatto in una mensa sociale “. Tutto per risparmiare qualche euro e, se sono fortunati, possono anche trovare occasioni commestibili: yogurt che stanno per scadere, frutti mezzi marci… Arrivano a casa, quelli che ce l’hanno, sfiniti, ma anche soddisfatti di aver trovato qualcosa. Il giorno dopo li aspetta un’altra avventura…».

Secondo il cardinale, “il Black Friday aiuta a normalizzare un consumo esagerato: consumare solo per dipendenza compulsiva dal consumismo, non per necessità, e questa è la tendenza generale”.

Omella ricorda che il Papa ha messo in discussione l’economia attuale, “un’economia senza volto e senza un obiettivo veramente umano, che promuove consumi estremi” e ha ripetutamente denunciato quella che chiama “la cultura dello scarto”, che considera “l’essere umano in sé come bene di consumo, che può essere usato e poi gettato via.”

Il cardinale di Barcellona chiede «di riflettere sul consumismo: non si tratta di rinunciare al giusto consumo, ma di acquistare ciò che è veramente necessario e per coloro che ne hanno bisogno», chiedendo «di considerare una vita più sostenibile, con un consumo più responsabile e solidale ».

IL DIGIUNO NEL CAMMINO DI AVVENTO- digiunare dal consumismo-

La Quaresima di Natale deve essere, innanzitutto, un’astinenza dalle cose che ci allontanano da Dio e dal prossimo. Il digiuno accompagnato dalla preghiera durante la quaresima, è un aiuto spirituale che disciplina sia il corpo che l’anima e permette all’uomo di farsi più vicino a Dio.

Per la maggior parte della storia cristiana, il periodo che precede il Natale è stato considerato un tempo di digiuno. Dall’VIII secolo i cristiani orientali, credendo fermamente nell’antica massima “digiuna prima di festeggiare”, seguivano l’esempio di Cristo, che digiunò per 40 giorni nel deserto prima di iniziare il suo ministero pubblico. Per prepararsi adeguatamente alla gloriosa celebrazione del Natale il 25 dicembre digiunavano per 40 giorni, cominciando il 15 novembre e terminando la viglia di Natale. A differenza di ciò che accade attualmente con la Quaresima in Occidente (in cui le domeniche sono esenti dal digiuno), il digiuno orientale include le domeniche. È chiamato anche “Digiuno di Filippo”, visto che inizia dopo la festa di San Filippo Apostolo nel calendario bizantino.

L’obiettivo del digiuno è creare un atteggiamento interiore di preghiera, unendosi a Dio e distaccandosi dalle cose materiali, DAL CONSUMISMO: per essere padroni di se stessi e autodisciplinarsi, anche in un contesto secolare. L’obiettivo di questo digiuno è fare più spazio a Dio nella vita personale.

Il digiuno prenatalizio dev’essere accompagnato dalla preghiera e da opere di carità, e non deve mai danneggiare il corpo.

Si tratta, quindi, di un modo per approcciare il Natale che sottolinea la preparazione del cuore a ricevere Gesù come Dono più grande di tutti.

CONDITOR ALME SIDERUM- INNO DEI VESPRI DELL’ AVVENTO- Avvento-Banner-2018-1.jpg

Vivificante creatore delle stelle,
eterna luce dei credenti,
Cristo, redentore di tutti,
esaudisci le preghiere di chi ti supplica.

Tu compatendo il mondo
che andava in rovina nella morte,
salvasti l’umanità ammalata,
donando una cura ai peccatori,

Mentre scendeva la sera del mondo,
come uno sposo dal talamo nuziale,
sei uscito dall’intemerato
ventre della Vergine madre.

Alla tua forte potenza
tutte le creature piegano il ginocchio;
quelle del cielo, quelle della terra
si mostrano sottomesse alla tua volontà.

Te, o Santo, con fede preghiamo,
te, che verrai come giudice del mondo:
conservaci nel tempo
dalla lancia del perfido nemico.

O Cristo, re piissimo,
a te e al Padre sia gloria
con lo Spirito Paraclito
per i secoli eterni. Amen

IN LATINO Cónditor alme síderum,
ætérna lux credéntium,
Christe, redémptor ómnium,
exáudi preces súpplicum.

Qui cóndolens intéritu
mortis períre sæculum,
salvásti mundum lánguidum,
donans reis remédium,

Vergénte mundi véspere,
uti sponsus de thálamo,
egréssus honestíssima
Vírginis matris cláusula.

Cuius forti poténtiæ
genu curvántur ómnia;
cæléstia, terréstria
nutu faténtur súbdita.

Te, Sancte, fide quæsumus,
ventúre iudex sæculi,
consérva nos in témpore
hostis a telo pérfidi.

Sit, Christe, rex piíssime,
tibi Patríque glória
cum Spíritu Paráclito,
in sempitérna sæcula. Amen

Fonti

http://www.infocatolica.com/?t=noticia&cod=36407&utm_medium=ic&utm_source=blog&utm_campaign=noticia

Il Natale si avvicina – è ora di iniziare a digiunare?

Le autorità comuniste profanano una chiesa cattolica in Cina e sostituiscono le immagini sacre con la foto di Xi Jinping

Le autorità comuniste hanno rimosso un dipinto della Vergine Maria con Gesù Bambino, mettendo in scena un ritratto del presidente Xi Jinping, circondato da slogan di propaganda comunista su entrambi i lati (IN FOTO).

Gaudium Press ) Una chiesa cattolica a Ji’an, nella provincia dello Jiangxi, in Cina, nel mese di settembre 2019 è diventata uno degli esempi più noti del tentativo di controllare i cattolici da parte delle autorità comuniste. Costruito di recente con il contributo volontario dei credenti, l’edificio è diventato un luogo di culto per i leader civili e le istituzioni politiche grazie all’intervento delle autorità.

Alla fine di settembre i funzionari locali hanno ordinato alla comunità di coprire l’insegna recante il nome della chiesa per sostituirla con la scritta «Segui il Partito, obbedisci al Partito e sii grato al Partito» e di issare poi la bandiera nazionale all’ingresso.

 «Ciò che ha maggiormente ferito le congregazioni cattoliche è stata la rimozione di un dipinto della Vergine Maria con Gesù Bambino, che è stato successivamente relegato  in un angolo buio della chiesa. In cambio, un ritratto del presidente Xi Jinping è stato appeso al centro di una delle mura, circondato da slogan di propaganda su entrambi i lati “, hanno riferito i media. L’affronto è culminato con il sequestro delle chiavi dell’edificio e la chiusura delle sue porte e finestre in modo che i parrocchiani non potessero farne uso.

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Il dipinto della Vergine Maria con Gesù Bambino e San Giuseppe- relegato in un angolo della chiesa-

Un caso simile è stato registrato a settembre in un luogo di incontro usato dai cattolici clandestini nella contea di Poyang della stessa provincia. Le autorità hanno costretto il ritiro di una croce, un’immagine della Beata Vergine e di striscioni religiosi e hanno invece installato fotografie di Xi Jinping e Mao Zedong. I membri della comunità cattolica hanno affermato che preferiscono adorare Dio nelle loro case, piuttosto che unirsi a una comunità di fedeli sotto il controllo delle autorità in cui si deve “adorare lo stato comunista cinese”.

Mons. Fang Xingyao: La patria prima della Chiesa; la legge cinese prima delle regole canoniche

Il vescovo di Linyi (Shandong) è membro del Comitato permanente del Cpcpc (Conferenza politica consultiva del popolo cinese), presidente dell’Associazione patriottica; vicepresidente del Consiglio dei vescovi cinesi. Il dispiacere di molti cattolici. Per la Santa Sede amore alla patria e amore alla Chiesa stanno sullo stesso piano. Ma la Chiesa chiede libertà religiosa e chiede di potersi “adoperare per la giustizia”.Cina-_Wang_Yang

“L’amore della patria deve essere superiore all’amore verso la Chiesa e la legge del Paese è superiore alle regole canoniche”: è quanto avrebbe affermato mons. Fang Xingyao alla Conferenza politica consultiva sulle religioni tenuta il 26 novembre scorso nella capitale. L’incontro, presieduto da Wang Yang (v. foto), presidente del Comitato nazionale della Conferenza politica consultiva del popolo cinese (Cpcpc) e membro del Comitato centrale del Partito comunista, si è tenuto nella Sala dorata della sede del Cpcpc ed ha visto la partecipazione di esperti, accademici, personalità religiose e consiglieri politici.

Il raduno mirava a sviluppare “un sistema ideologico religioso con caratteristiche cinesi in linea con le richieste dei tempi”, secondo la linea della “sinicizzazione” voluta dal presidente Xi Jinping, che fa rischiare una sottomissione delle religioni al dominio del Partito comunista anche dal punto di vista teologico.

Mons. Giovanni Fang Xingyao è vescovo di Linyi (Shandong) ed è membro del Comitato permanente del Comitato nazionale del Cpcpc. Egli è anche presidente dell’Associazione patriottica cattolica cinese e vicepresidente del Consiglio dei vescovi cinesi.  Entrambi questi due organismi non sono riconosciuti dalla Santa Sede.

Le parole di mons. Fang Xingyao, sulla maggiore importanza dell’amore alla patria e della legge nazionale, sono spiaciute a diversi cattolici cinesi come qualcosa che inquina il rapporto di unità con la Santa Sede. Da sempre la Santa Sede afferma che “un buon cattolico” è anche un “buon cittadino”, mettendo sullo stesso piano l’amore alla patria e l’amore alla Chiesa. Anche Benedetto XVI, nella sua Lettera ai cattolici cinesi (del 2007) sottolinea questa parità, chiedendo al governo spazi di libertà religiosa per la Chiesa e per il suo “adoperarsi per la giustizia” (n. 4).

Papa Francesco, in visita apostolica in Giappone, ha di nuovo lanciato un appello affinchè la libertà religiosa sia garantita a tutti e in ogni angolo del pianeta: 

martiri del Giappone come i martiri di oggiDopo la visita al memoriale della bomba di Nagasaki, Papa Francesco davanti al memoriale di San Paolo Miki e compagni, uccisi nel XVI secolo, li ha uniti idealmente ai martiri del XXI secolo e ha chiesto di alzare la voce perché “la libertà religiosa sia garantita a tutti e in ogni angolo del pianeta”, ma anche contro la manipolazione delle religioni.  Il Papa ricorda anche “i cristiani che in tante parti del mondo oggi soffrono e vivono il martirio a causa della fede. Martiri del secolo XXI, che ci interpellano con la loro testimonianza affinché prendiamo, con coraggio, la via delle Beatitudini”.

 

Fonti

http://www.infocatolica.com/?t=noticia&cod=36408&utm_medium=ic&utm_source=blog&utm_campaign=noticia

Ritratti di Xi Jinping esposti nelle chiese cattoliche

http://www.asianews.it/notizie-it/Mons.-Fan-Xinyao%3A-La-patria-prima-della-Chiesa%3B-la-legge-cinese-prima-delle-regole-canoniche-48702.html

https://www.acistampa.com/story/papa-francesco-omaggio-ai-martiri-del-giappone-preghiera-per-la-liberta-religiosa-12783