Novena all’Immacolata

È una devozione più che millenaria quella in onore di Maria Immacolata, la cui solennità si celebra l’8 dicembre. Nell’Annunciazione descritta nei Vangeli, l’Arcangelo Gabriele saluta Maria con l’appellativo “Piena di Grazia”. Tali parole fanno chiaramente capire che non si tratta semplicemente di un saluto rivolto a chi è nello stato di Grazia, ma a chi è totalmente pieno della Vita di Dio, totalmente pieno di questa Vita perché costitutivamente immacolato.

Il dogma di Maria concepita senza la macchia del «peccato originale» è stato proclamato da papa Pio IX l’8 dicembre 1854 con la bolla Ineffabilis Deus, che sancisce come la Vergine Maria sia stata preservata immune dal peccato originale : ciò significa che la Vergine Maria, pur essendo stata concepita dai suoi genitori (sant’Anna e san Gioacchino) così come vengono concepite tutte le creature umane, non è mai stata toccata dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento. 

pio ixPapa Pio IX, durante il suo esilio in Gaeta (1849-1851) – dovuto alla Rivoluzione mazziniana che nel 1848-1849 aveva portato alla costituzione della Seconda Repubblica Romana, per sua natura massonica e anticristiana – aveva fatto voto in una cappella dedicata all’Immacolata che, qualora avesse ricevuto la grazia del ritorno a Roma e del ripristino dell’ordine cristiano nell’Europa allora sconvolta dalla Rivoluzione, avrebbe appunto impegnato tutto se stesso nell’attuazione della proclamazione del gran dogma mariano. Come Pio IX ebbe poi a dire, sentì tale esigenza come una chiamata interiore, che ricevette mentre era assorto in preghiera dinanzi all’immagine dell’Immacolata.  Nella devozione cattolica, la celebrazione dell’ Immacolata è collegata alle precedenti apparizioni di Maria Santissima a S. Caterina Labourè a Rue du Bac a Parigi (1830) e alle successive apparizioni mariane a Santa Bernadette a Lourdes (1858): in queste rivelazioni, Maria Santissima presenta Se stessa come “Immacolata Concezione”. immacolata-concezione.jpg

Già celebrata dal secolo XI, la solennità dell’Immacolata Concezione della Vergine Maria si inserisce nel contesto dell’Avvento e del Natale, congiungendo l’attesa messianica e il ritorno glorioso di Cristo con la memoria della Madre. In tal senso questo periodo liturgico deve essere considerato un tempo particolarmente adatto per il culto della Madre del Signore. Maria è la tutta santa, immune da ogni macchia di peccato, dallo Spirito Santo plasmata e resa nuova creatura.

Già profeticamente adombrata nella promessa fatta ai progenitori della vittoria sul serpente- Genesi 3,15- Maria Immacolata è la Donna che schiaccia la testa del serpente : è Gesù, ossia «la progenie della donna», che schiaccia la testa a Satana. Il Redentore non si è scelto Maria solo per madre; l’ha voluta associare a Sé anche nell’opera della salvezza. La raffigurazione della Vergine che schiaccia il capo al serpente indica due verità: che Maria ha partecipato alla redenzione e che Maria è il primo e più stupendo frutto della redenzione stessa.

NOVENA ALL’IMMACOLATAimmacolata_2017_ita.jpg

Antico è  il testo della Novena che secondo la tradizione è stata insegnata da Maria Santissima a Santa Gertrude la Grande: per nove giorni di seguito-dal 29 novembre al 7 dicembre- si pregano quotidianamente 30 Ave Maria, in memoria dei 270 giorni che Maria Santissima trascorse nel grembo di Sua madre Sant’Anna ed in cui Dio la preparò a divenire la purissima Madre dell’Emmanuele. Per ogni decina, si recita una lode all’Immacolata.

Preghiera Iniziale :

rosa-gloriosissima Vergine e clementissima Madre di Dio, Maria, eccomi prostrato ai tuoi santissimi piedi, come servo umile e tuo indegno devoto. Ti prego dal più profondo del mio cuore di degnarti di ricevere queste mie piccole lodi e benedizioni che ti offro con questa santa Novena; sono preghiere che cercano di unirsi a quelle numerose e fervorose che gli Angeli e i Santi innalzano a te ogni giorno. In cambio ti supplico di concedermi che, come tu sei nata al mondo per essere Madre di Dio, rinasca anch’io alla Grazia per essere tuo figlio, in modo che amando te dopo Dio sopra ogni altra cosa creata e servendoti fedelmente sulla terra, possa un giorno venire a lodarti e benedirti per sempre in Cielo.

1-Recitare dieci Ave Maria aggiungendo la seguente invocazione :

“Sia benedetto, o Maria, quel felicissimo istante in cui sei stata concepita senza macchia originale.”CUyUCRG

2-Recitare dieci Ave Maria aggiungendo la seguente invocazione :

“Sia benedetto, o Maria, quel beatissimo tempo in cui sei rimasta nel seno di tua madre Sant’Anna.”CUyUCRG

3-Recitare dieci Ave Maria aggiungendo la seguente invocazione :

“Sia benedetto, o Maria, quel fortunatissimo momento in cui sei nata al mondo per essere Madre di Dio.”CUyUCRG

4-Si recita infine : 

Salve Regina

Salve, Regina, Madre di Misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A Te ricorriamo, noi esuli figli di Eva; a Te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi quegli occhi Tuoi misericordiosi, e mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del Tuo Seno. O Clemente, o Pia, o dolce Vergine Maria.immacolata-picmix

PREGHIERA ALL’IMMACOLATA, COMPOSTA DA PAPA SAN PIO X

Vergine Santissima che piaceste al Signore e diveniste sua Madre, immacolata nel corpo e nello spirito, nella fede e nell’amore, concepita senza peccato, guardate benigna ai miseri che implorano il vostro potente patrocinio! Il maligno serpente contro cui fu scagliata la prima maledizione continua, purtroppo, a combattere e ad insidiare i miseri figli di Eva. Voi, o benedetta Madre nostra, nostra Regina e Avvocata, che fin dal primo istante del vostro concepimento schiacciaste il capo del nemico, accogliete le preghiere — che uniti con Voi in un cuor solo — Vi scongiuriamo di presentare al trono di Dio, perché non cediamo giammai alle insidie che ci vengono tese, così che tutti arriviamo al porto della salute, e fra tanti pericoli, la Chiesa e la società cristiana cantino ancora una volta l’inno della liberazione, della vittoria e della pace. Così sia

”O Maria, concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a Voi ” ( per tre volte)

Tota pulchra es, Maria. Et macula originalis non est in Te. Tu gloria Ierusalem. Tu laetitia Israel. Tu honorificentia populi nostri. Tu advocata peccatorum. O Maria, O Maria. Virgo prudentissima.

Mater clementissima.

Ora pro nobis.

Intercede pro nobis.

Ad Dominum Iesum Christum.

Consacrazione al Cuore immacolato di Maria
di Suor Lucia di Fatima

O Vergine Madre di Dio e Madre mia,
al tuo Cuore immacolato interamente mi consacro
con tutto quello che sono e possiedo.
Prendimi sotto la tua materna protezione,
difendimi dai pericoli,
aiutami a vincere le tentazioni,
che mi sollecitano verso il male,
e a conservare la purezza del mio corpo e della mia anima.
Sia il tuo Cuore immacolato il mio rifugio
e il cammino che mi conduce a Dio.
Concedimi la grazia di pregare
e di sacrificarmi per amore di Gesù,
per la conversione dei peccatori
e per riparare i peccati commessi
contro il tuo Cuore immacolato.
Per mezzo di te e in unione al Cuore del tuo Figlio divino
voglio vivere per la gloria della Santissima Trinità,
nella quale credo e spero,
la quale adoro e amo. Amen.tiepolo

S. Massimiliano Kolbe: “La Medaglia miracolosa è la pallottola dell’Immacolata” per fare breccia nei cuori induriti e riversare Grazie dal Cielo

” La Medaglia miracolosa è il proiettile con cui un fedele Cavaliere dell’Immacolata colpisce il nemico, cioè il male, salvando in tal modo coloro che sono caduti nel male.  Il Santo Rosario possa diventare la spada di ogni Cavaliere e Dama dell’Immacolata Et praesertim Numisma Miraculosum ” [“E soprattutto la medaglia miracolosa”]. ”- San Massimiliano Kolbe ( Manoscritto autografo MI. 18 settembre 1919, pp. 28)- MARIA MEDAGLIA.jpg

CONSACRAZIONE A NOSTRA SIGNORA DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA

Nostra Signora della Medaglia Miracolosa
e gloriosa Regina dell’universo,
quale riconoscimento della tua regalità
e per assecondare il tuo materno desiderio
oggi consacriamo totalmente e perpetuamente
noi stessi e le nostre famiglie
al tuo Cuore Addolorato ed Immacolato.
Degnati, o buona Madre,
secondo la tua promessa,
di prenderci sotto la tua specialissima protezione e di far piovere più abbondantemente su di noi
i raggi delle tue grazie.
Difendi i nostri corpi,
guarisci i nostri ammalati,
fa’ prosperare i nostri interessi,
ma specialmente santifica le nostre anime
conservando in noi la fede,
aumentando in noi la fiducia in Dio,
dandoci la forza di osservare la sua santa Legge,
facendo regnare nella nostra casa quella santità di vita e quella concordia di cuori
che regnava nella tua Sacra Famiglia di Nazaret,
affinché, in virtù della tua Medaglia,
possiamo un giorno essere tutti partecipi
di quella felicità eterna
da Te assicurata ai tuoi devoti. Amen.

SUPPLICA E ATTO di CONSACRAZIONE ALL’IMMACOLATA di San Massimiliano Kolbe

Concedimi di lodarti, o Vergine Immacolata!
Ti adoro, o Padre nostro celeste, poiché hai deposto nel grembo purissimo di Lei il Tuo Figlio unigenito.
Ti adoro, o Figlio di Dio, poiché Ti sei degnato di entrare nel grembo di Lei e sei diventato vero, reale Figlio suo.
Ti adoro, o Spirito Santo, perché Ti sei degnato di formare nel grembo immacolato di Lei il corpo del Figlio di Dio.
Ti adoro, o Trinità santissima, o Dio uno nella Santa Trinità, per aver nobilitato l’Immacolata in un modo così divino.
E io non cesserò mai, ogni giorno, appena svegliato dal sonno, di adorarti umilissimamente, o Trinità divina, con la faccia a terra, ripetendo tre volte: ”Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio e ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen”.
Concedimi di lodarti, o Vergine santissima.
Concedimi di lodarti con il mio impegno e sacrificio personale.
Concedimi di vivere, lavorare, soffrire, consumarmi e morire per Te, solamente per Te.
Concedimi di condurre a Te il mondo intero.
Concedimi di contribuire ad una sempre maggiore esaltazione di Te, alla più grande esaltazione possibile di Te.
Concedimi di renderti una tale gloria quale nessuno mai ti ha tributato finora.
Concedi ad altri di superarmi nello zelo per la tua esaltazione, e a me di superare loro, così che in una nobile emulazione la tua gloria si accresca sempre più profondamente, sempre più rapidamente, sempre più intensamente, come desidera Colui che Ti ha innalzata in modo così ineffabile al di sopra di tutti gli esseri.
In te sola Dio è stato adorato senza paragone più che in tutti i suoi santi.
Per Te Dio ha creato il mondo. Per Te Dio ha chiamato pure me all’esistenza. Per quale motivo ho meritato questa fortuna?
Deh, concedimi di lodarti, o Vergine santissima!

Atto di Consacrazione alla B.V.M. Immacolata
O Immacolata, regina del cielo e della terra, rifugio dei peccatori e madre nostra amorosissima, cui Dio volle affidare l’intera economia della misericordia, io (nome…), indegno peccatore, mi prostro ai tuoi piedi supplicandoti umilmente di volermi accettare tutto e completamente come cosa e proprietà tua, e di fare ciò che ti piace di me e di tutte le facoltà della mia anima e del mio corpo, di tutta la mia vita, morte ed eternità.
Disponi pure, se vuoi, di tutto me stesso senza alcuna riserva, per compiere ciò che è stato detto di Te: “Ella ti schiaccerà il capo”( Gn 3, 15 ), come pure: “Tu sola hai vinto tutte le eresie del mondo intero” (Dall’Uff. della B.V. Maria ), affinché nelle tue mani immacolate e misericordiosissime io divenga uno strumento utile per innestare e incrementare il più fortemente possibile la tua gloria in tante anime smarrite e indifferenti e per estendere, in tal modo, quanto più è possibile il benedetto regno del Sacratissimo Cuore di Gesù, dove Tu entri, infatti, ottieni la grazia della conversione e della santificazione, poiché tutte le grazie scorrono, attraverso le tue mani, dal Cuore dolcissimo di Gesù fino a noi.
V). Concedimi di lodarti, o Vergine santa.
R). Dammi forza contro i tuoi nemici.gif medaglia

La Milizia dell’Immacolata e la Medaglia Miracolosa: S. Massimiliano e la lotta contro la Massoneria

Nel 1917 la Massoneria celebra il secondo centenario della sua fondazione a Roma. Bandiere e stendardi che rappresentano San Michele sconfitto e abbattuto da Lucifero sono visti ovunque…Turbato dalle intemperanze di quei tempi contro la Chiesa e il Papa, San Massimiliano Kolbe fonda a Roma il 16 ottobre 1917 la M.I., un movimento francescano mariano missionario, aperto a tutti i cristiani. “San Francesco – scrive P.Kolbe – è il modello del missionario e il suo esempio spinge all’apostolato diretto alla salvezza e alla santificazione delle anime”. (cf. SK. 299)

“La Vergine senza imperfezioni, vincitrice di tutte le eresie, non lascerà il posto al suo nemico minaccioso se trova servitori fedeli e docili al suo mandato. Otterrà nuove vittorie, più grandi di quanto possiamo immaginare …”

Sempre nel 1917 viene celebrato un altro anniversario a Roma, data della vittoria dell’Immacolata: la brillante conversione dell’ebreo Alfonso Ratisbonne, grazie all’efficacia della Medaglia Miracolosa. 

Padre Alfonso Maria Ratisbonne, l’ebreo convertito da Mariaratisbonne-foto-LMB.jpg

La conversione dell’ebreo ateo Alfonso Ratisbonne, il 20 gennaio 1842, a Roma, nella chiesa di S. Andrea delle Fratte, suscitò 75 anni dopo nel giovane Massimiliano Kolbe una delle più forti spinte a fondare la Milizia dell’Immacolata (M.I.)- IN FOTO il busto marmoreo nel Santuario di S.Andrea delle Fratte che attesta l’avvenimento della conversione miracolosa di Ratisbonne-

Ratisbonne, di famiglia ebrea, ateo, scettico, cinico e fortemente anticlericale, trascorse la vita nell’ozio e nei piaceri ma in pochissimi istanti e attraverso esperienze apparentemente casuali abbandonò tutta la sua vita passata per dedicarsi a ciò che per tutta la vita aveva odiato: Dio e la Chiesa. Quasi per scommessa… Due uomini discutono serenamente tra loro, in una villa di Roma. L’uno è il barone De Bussières. L’altro è il giovane Alfonso Ratisbonne, ebreo. Siamo nel 1842.
Stanno dicendo:
– Vediamo di che si tratta? -risponde il giovane.
– Semplicemente di questo; accettare di portare indosso questa medaglia. Secondo il vostro modo di vedere, la cosa dovrebbe essere del tutto indifferente, mentre a me recherebbe un grande piacere.
– Se è così, per dimostrarvi che gli ebrei non sono poi tanto ostinati e testardi come si crede, accetto di portare la vostra medaglia.

Chi è Alfonso Ratisbonne?
Si era lasciato mettere al collo la Medaglia e ci aveva scherzato sopra, ma già non ci pensava più…

La notte di quello stesso giorno, svegliatosi di soprassalto, Alfonso vide alta dinanzi a sé l’immagine di una grande Croce, di forma particolare, senza Gesù Crocifisso, che egli inutilmente tentò di scacciare.

Il giorno seguente, stranamente, Alfonso si sentì spinto ad accompagnare lo stesso amico De Bussières alla Chiesa di S. Andrea delle Fratte, dove il barone aveva da sbrigare una commissione di lavoro.
La carrozza si fermò sulla piazzetta della Chiesa. Scesero tutti e due. Il barone entrò in Chiesa e si recò subito in sacrestia per incontrarsi con le persone interessate alla commissione. Alfonso, invece, dapprima esitante, entrò poi anche lui nella Chiesa. E si trovò solo, distratto e vuoto. Essendo buio, il nostro uomo non può vedere i capolavori del Bernini o del Borromini, ma viene attratto da una luce particolare proveniente da una cappella laterale. E in un singolo istante tutto cambiò: d’un tratto si trovò in ginocchio a contemplare la bellezza di una donna stupenda in piedi davanti a lui. La sua immagine era molto simile a quella della medaglia che aveva al collo. Lo stesso Alfonso racconta questa visione: “Ho alzato gli occhi verso la luce e vidi, in piedi presso l’altare, grande, maestosa, bella e graziosa la Beata Vergine Maria…”.  La Madonna non parla, ma Alphonse percepisce dal solo sguardo della Vergine un forza tremenda. “Improvvisamente ho capito l’orrore dello stato in cui mi trovavo, la deformità del peccato” scriverà successivamente. Capisce tutto da solo, senza che la Beata Vergine dica nulla, i suoi occhi bastano a fargli vedere l’abisso del male. Dopo solo undici giorni dall’evento miracoloso, Alfonso decise di farsi battezzare ed adottare come nome quello di Marie. Tutti i suoi amici, la sua famiglia e anche la sua futura moglie lo abbandonarono, ma questo non gli tolse in nulla la grazia trovata. 
Proprio la Vergine della Medaglia Miracolosa era dunque apparsa ad Alfonso Ratisbonne quel giovedì 20 gennaio 1842: Ratisbonne è diventato sacerdote e missionario in Terra Santa, dove è ora sepolto nel villaggio di Ein Karem, il tradizionale sito della Visitazione di Maria Santissima a sua cugina Elisabetta. 

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Altare del miracolo dell’apparizione di Maria SS ad Alfonso Ratisbonne, Chiesa S.Andrea delle Fratte-Roma

75 anni più tardi, il 20 gennaio 1917, a Roma, nella Cappella del Collegio Internazionale dei Frati Minori Conventuali, il Padre Rettore sta raccontando ai giovani frati l’episodio della prodigiosa conversione dell’ebreo ateo Alfonso Ratisbonne.  Tra questi c’è un giovane straordinario è fra Massimiliano Maria Kolbe, l’ardente innamorato dell’Immacolata, colui che darà vita al Movimento mariano più vasto dell’epoca moderna, la ‘Milizia dell’Immacolata’, un esercito di cavalieri schierati in campo sotto la guida dell’Immacolata, la Celeste Condottiera e Invincibile guerriera che “schiaccerà il capo” al nemico (Gn 3,15).
Con estremo interesse fra Massimiliano ascolta il racconto della conversione di Alfonso Ratisbonne. Ne rimane visibilmente commosso. si rende conto del valore della Medaglia Miracolosa, di cui l’Immacolata si serve per operare fatti di grazia anche portentosi.
Da quel 20 gennaio, inoltre, fra Massimiliano amò di un amore speciale la Chiesa di S. Andrea delle Fratte; la visitava frequentemente e vi sostava in devota orazione. Quando divenne Sacerdote, infine, volle celebrare la sua prima S. Messa il 29 aprile 1918, all’altare dove la Madonna era apparsa all’ebreo Alfonso Ratisbonne. Un busto marmoreo ricorda l’avvenimento: ratisbonne-4.jpg

Ecco una  testimonianza di conversione, raccontata da San Massimiliano ai lettori del Rycerz  Niepokalanej.gif medaglia«Quello ormai non si converte più», si lamentava la moribonda. La confortavo come potevo, dicendole che la Madre Ss. ma è capace di salvare anche i peccatori ostinati, perciò anche suo marito aveva ancora la possibilità di convertirsi.  Poco dopo egli venne a trovare la moglie. In qualità di cappellano dell’ospedale ritenni in certo modo mio dovere occuparmi anche di quella anima. Nei momenti liberi, dunque conversavo volentieri con lui su problemi riguardanti la fede. Tuttavia, il suo argomento conclusivo era: «Io ho bisogno di prove più chiare». Allorché gli parlai con maggiore risolutezza, egli dichiarò apertamente: «Padre, io sono eretico».
Vedevo che non voleva istruirsi e disprezzava le buone letture. A questo punto, che fare? Raccomandai l’intera faccenda all’Immacolata. per l’intercessione  della vergine di Lucca Gemma Galgani, morta pochi anni fa in concetto di santità e già conosciuta in tutto il mondo. Poco dopo venni a sapere che il giorno seguente egli sarebbe partito; a brevissima distanza una seconda notizia mi informava che la partenza sarebbe avvenuta propria durante la notte seguente. Per complicare le cose, era giunto un suo parente che soggiornava insieme con lui. Per trovarlo solo, gli feci sapere che più tardi sarei stato occupato, perciò se desiderava incontrarsi con me lo avrebbe dovuto fare subito. E, infatti, venne.
Partendo da lontano, indirizzai la conversazione sulla confessione, ma l’argomento procedeva con difficoltà; improvvisamente si aprì la porta e si presentò proprio quel parente, che gli disse di fare in fretta, perché era già ora di andare al treno. E uscirono dopo un breve saluto. Rimasi solo… «Come andrà a finire questa faccenda?», dissi tra me e me. Mi inginocchiai e supplicai con poche parole, ma fervorosamente, l’Immacolata per intercessione di Gemma. Tutt’a un tratto mi viene un’ispirazione: esco in corridoio. Vi trovo quel parente. «Mi scusi – gli dico rivolgendomi a lui – devo sbrigare ancora una faccenda con questo signore». «Ma certamente, prego», risponde. Il mio «eretico» stava già uscendo dalla stanza con la valigia in mano. Lo invito, allora, nella mia stanza. Appena chiusi la porta, presi una «medaglia miracolosa» e gliela diedi come ricordo. L’accettò per cortesia. Allora gli proposi nuovamente di confessarsi.
«Non sono preparato. No! Assolutamente no!» ebbi per tutta risposta. Ma nello stesso momento cadde in ginocchio, come se una forza superiore lo avesse costretto a farlo. La confessione incominciò.  E pianse come un bambino… L’Immacolata aveva vinto anche senza prove «prove più chiare». Gloria a Lei in eterno! (SK1047)

Origini della Medaglia Miracolosa-dagli scritti di San Massimilianosan massimiliano medal

La medaglia ebbe la propria origine nell’anno 1830; fu coniata nell’anno 1832. L’Immacolata stessa la volle mostrare a Caterina LABOURE’, novizia delle Suore della Misericordia, a Parigi. La gran quantità di grazie ottenute conferma l’autenticità di tale apparizione. (SK 1226) – Ascoltiamo il racconto di S.Caterina Labourè: “il 27 novembre, sabato precedente la prima domenica di avvento, vidi la SS. Vergine accanto al quadro di s. Giuseppe. Aveva la faccia abbastanza scoperta e sotto i suoi piedi vi era il globo terrestre. Le sue mani reggevano delicatamente un altro globo terrestre. Mentre, affascinata dalla vista della SS Vergine Maria, stavo mirando la maestà di Lei, la SS Vergine volse il benevolo sguardo su di me, mentre una voce interiore mi diceva: “il globo terrestre che tu vedi rappresenta il mondo intero e ogni singola persona “. I raggi che tu vedi emanare dalle palme delle mie mani sono il simbolo delle grazie che spando su coloro che me le domandano. (SK 1011)

La medaglia miracolosa E’ il segno esterno della totale donazione interiore all’Immacolata (la seconda condizione per appartenere alla M.I.  MILIZIA DELL’ IMMACOLATA, fondata da San Massimiliano Kolbe), che ha scritto:
” Questa medaglietta è chiamata comunemente “miracolosa”, poiché, in effetti, essa ha operato innumerevoli conversioni. L’Immacolata si compiace di far scendere incessantemente numerosissime e svariate grazie su coloro che la portano al petto con devozione….Anche se una persona è il peggior tipo, se solo accetta di indossare la medaglia, consegnala a lui … e poi prega per lui, e al momento opportuno cerca di avvicinarla alla sua Madre Immacolata, in modo che faccia ricorso a Lei in ogni difficoltà e tentazione. – San Massimiliano Kolbe(SK 1226)

Il dogma dell’Immacolata Concezione

La verità di fede espressa dalle parole incise sulla Medaglia Miracolosa anticipava la solenne definizione della Chiesa fatta da Pio IX l’8 dicembre 1854, confermata poi dalla Madonna a Lourdes nel 1858 con le parole dette a Bernardette: «Io sono l’Immacolata Concezione». In questa verità si evidenziano almeno tre dei privilegi di cui è ricca la Madonna: l’Immacolatezza della Sua Concezione, la Sua Mediazione universale, la Sua regalità. Così Maria è a pieno diritto nel “Mistero di Cristo e della Chiesa”.

Come è fatta la Medaglia Miracolosa

Poi la SS Vergine fu circondata come da una cornice ovale, sulla quale apparve la seguente scritta a caratteri d’oro: O MARIA CONCEPITA SENZA PECCATO, PREGA PER NOI, CHE RICORRIAMO A TE. Poi sentìi una voce che mi diceva: “Fa coniare una medaglia secondo questo modello; tutti coloro che la porteranno riceveranno grandi grazie, particolarmente se la porteranno al collo. Elargirò numerose grazie a coloro che confideranno in me”. A questo punto mi sembrò che il quadro si voltasse. E sull’altro lato vidi la lettera “M”, dal centro della quale si ergeva una croce, mentre al di sotto del monogramma della SS Vergine vi erano: il Cuore di GESU’ circondato da una corona di spine e il Cuore di MARIA trafitto da una spada.” (SK 1011)

Maria stessa ha consegnato all’umanità la Medaglia Miracolosa

In diversi tempi la SS Vergine Maria è venuta in aiuto dei propri figli ed ha offerto svariati modi per raggiungere più facilmente la salvezza e la liberazione degli altri dal giogo di satana. Adesso, nell’era dell’Immacolata Concezione, la SS Vergine ha consegnato all’umanità la medaglia miracolosa, la quale, per mezzo di innumerevoli miracoli di guarigioni e soprattutto di conversioni, conferma la propria provenienza celeste. Manifestandola, l’Immacolata stessa promise moltissime grazie a tutti coloro che l’avrebbero portata; e poiché la conversione e la santificazione sono grazie divine, la medaglia miracolosa è il mezzo migliore per raggiungere il nostro scopo. Essa, perciò, costituisce l’arma migliore della Milizia”. (SK 1248)gif medaglia

La pallottola dell’Immacolata

Distribuire la Medaglia Miracolosa, ovunque è possibile…Anche a coloro che non entrano mai in chiesa, che hanno paura di accostarsi  alla confessione, che si fanno beffe delle pratiche religiose, che ridono delle verità di fede, che sono immerse nel fango dell’immoralità oppure vivono nell’eresia  fuori della Chiesa: a costoro è indispensabile offrire  la medaglietta dell’Immacolata e sollecitarli a volerla portare e, nello stesso tempo, supplicare con fervore l’Immacolata per la loro conversione. Molti riescono a raggiungere il loro scopo persino, quando qualcuno non vuole accettare nel modo più assoluto la medaglietta. Ebbene, la cuciono di nascoste nelle vesti e pregano, mentre l’Immacolata, presto o tardi, dimostra quel che è capace di fare. La medaglia miracolosa, quindi, è la pallottola della Milizia dell’Immacolata.  (SK 1122)

Testimonianza scritta da S. Massimiliano Kolbe: la conversione di un moribondo, grazie alla Medaglia di Maria- La partita è vinta

In questi giorni è venuta da me una signora per chiedermi di recarmi da un ammalato che…non voleva confessarsi. Era già stato a trovarlo il sacerdote Don H., il quale aveva appunto mandato da me quella signora, perché i suoi tentativi erano falliti.
«L’ammalato prega la Madonna recitando almeno un’Ave Maria al giorno?», le chiesi.
«Gliel’ho proposto, ma egli mi ha risposto che non crede nella Madonna».
«La prego di portargli questa medaglietta – dissi io porgendole una medaglia miracolosa –  Chissà che non accetti per riguardo verso di Lei e se la lasci mettere al collo! »
«L’accetterà per fare un piacere a me».
«Bene, gliela porti e preghi per lui; per parte mia io cercherò di fargli una visitina» E se ne andò…
Nel frattempo mi sono incontrato con don H., il quale mi ha raccontato: « Sono stato dall’ammalato e mi sono incontrato con lui come se si fosse trattato di una persona di mia conoscenza, tuttavia non sono riuscito a combinare alcunché. La prego: ci vada anche lei. Debbo aggiungere che l’ammalato è una persona colta; ha appena terminato gli studi universitari di selvicoltura».
Non molto tempo dopo quella signora è ritornata per dirmi che l’ammalato stava peggiorando e che i suoi genitori, presenti accanto a lui, non si sbrigavano affatto a chiamare un sacerdote, perché temevano di impressionarlo.  Pensavo tra me: « L’ammalato non desidera il sacerdote e neppure i suoi genitori: a che scopo andarci, dunque? »; nonostante tutto, però, ci sono andato, benché nel profondo dell’animo fossi tormentato dal dubbio sull’esito positivo della visita. L’unica speranza era la medaglietta che l’ammalato teneva con sé. Strada facendo recitai il Rosario. Dopo un penoso cammino suonai alla porta dell’ospedale. Subito dopo fui accompagnato nel reparto delle malattie infettive, dove appunto era ricoverato l’ammalato. Mi sedetti accanto al suo letto e avviai la conversazione. Mi informai sul suo stato di salute, ma in breve la conversazione si spostò su argomenti religiosi. L’ammalato mi manifestava i suoi dubbi e io cercavo di chiarirglieli. Durante la conversazione notai al suo collo un cordoncino azzurro, proprio quello a cui era infilata la medaglietta. «Ha la medaglietta – pensai – perciò la partita è vinta». 
Improvvisamente l’ammalato si rivolge a me e dice : «Padre, si potrebbe venire al dunque?»…
«Allora lei vuole confessarsi? », chiedo io. Per tutta risposta un pianto dirotto sconvolse il suo petto dimagrito….Il singhiozzo durò per un buon minuto, quando l’ammalato si fu calmato, ebbe inizio la confessione.
Dopo aver ricevuto il viatico e l’estrema unzione, l’ammalato volle manifestarmi la propria riconoscenza, abbracciandomi e baciandomi. Nonostante il pericolo di infezione della malattia, gli diedi volentieri il bacio della pace. (SK1066)banner_animado_200x200.gif

I frutti della consacrazione all’Immacolata- San M. Kolbe

Se noi siamo dell’Immacolata, allora anche tutto ciò che è nostro appartiene a Lei e Gesù accetta tutto ciò che viene da noi come se provenisse da Lei, come appartenente a Lei.

In tal caso Ella non può lasciare imperfette quelle azioni, ma le rende degne di sé, cioè immacolate, senza la minima macchia.
Poiché Ella proprietà di Gesù in modo perfettissimo, mentre Gesù è Dio e proprietà dell’Eterno Padre, ogni nostra offerta, anche se indirizzata direttamente all’Eterno Padre, per natura di cose, si purifica nell’Immacolata, si eleva ad una perfezione infinita in Gesù e diviene oggetto di compiacimento della S.S. Trinità.
Perciò a satana preme assai che le anime vengano distolte dall’unione con l’Immacolata, la Madre Celeste, perché sa che un’anima che esclude la mediazione dell’Immacolata, offre a Gesù doni talmente pieni d’imperfezioni, che sono degni più di castigo che di ricompensa. E la cosa peggiore è che tali doni sono inquinati di orgoglio, poiché crediamo di non aver bisogno della Madonna.
Sforzandoci di donarci alla Vergine Santa nella vita quotidiana, dalla mattina alla sera, faremo moltissimo, il nostro lavoro sarà proficuo, otterremo il centuplo, giacché l’Immacolata è il nostro “Comandante Supremo” la nostra Sovrana. Doniamole la chiave della rocca della nostra volontà, affinché Essa la conquisti quanto prima per Sé e in seguito conquisterà gli altri attraverso noi.
Sarà un’irradiazione missionaria sugli altri, senza che noi ce ne avvertiamo, perché è l’Immacolata che agisce in noi. La Madonna opererà così validamente e potentemente che piegherà i cuori più induriti, portandoli al Cuore Divino di Gesù. La prodigiosità che accompagnerà questa sua azione missionaria a nostro mezzo, susciterà la sorpresa e la meraviglia nostra e degli altri.o maria concepita senza peccato.jpg

Fonti

https://infovaticana.com/2017/05/27/la-milicia-la-inmaculada-san-maximiliano-kolbe-la-masoneria/

http://www.kolbemission.org/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/645

L’istantanea conversione dell’ateo Alphonse Marie Ratisbonne

http://www.kolbemission.org/medal

 

Javier bambino malato riceve con fede Gesù Eucaristia e guarisce: “i medici dicevano che non c’era speranza, ma Dio mi ha aiutato”

Javier, dieci anni,  si è salvato -contro ogni aspettativa scientifica- da una malattia che stava devastando tutto il suo corpo… Ogni volta che gli portavano la Santa Comunione, Javier confidava in GESU’ e sentiva la Sua Presenza: “Ho sentito un grande miglioramento e un grande conforto … Sono molto calmo e felice perché so che Dio mi ha aiutato e sto meglio, non sono mai stato solo”.  javier_.jpg

Sonia Tomás Márquez, nativa di Valencia (Spagna), è la madre di Javier e ci racconta come da piccola le piaceva rimanere un po’ più a lungo in Chiesa per parlare con Dio, anche se i suoi genitori non erano molto religiosi: “Ho sempre avuto una grande sensibilità e volevo rimanere più a lungo in chiesa, anche se i miei genitori non mi accompagnavano, perché non potevano, hanno lavorato sodo ”.

Sebbene le pratiche religiose non fossero state instillate nella sua famiglia, dopo aver ricevuto la Cresima Sonia decise di frequentare regolarmente la parrocchia, fino a quando divenne catechista. Dopo essere entrata in una comunità neocatecumenale, ha incontrato il suo futuro marito all’età di 18 anni: “Il mio unico ragazzo”, dice. A 26 anni e dopo essersi consacrati alla Vergine, nonostante alcuni impedimenti familiari, si sposarono: “La nostra famiglia pensava che non fosse necessario sposarsi così presto”.

I bambini una benedizione

Un anno dopo essersi sposati, Dio ha benedetto il loro matrimonio, Sonia ci racconta, con l’arrivo di Juan, un primo figlio e poi con altri due, Javier e Carlos. Javier, che ha superato le difficoltà della nascita prematura, a 32 settimane di gestazione, ha affrontato nuovi problemi alla fine del 2018, essendo già un adolescente. Aveva muco e mal di testa eccessivi senza che i medici fossero in grado di stabilire una diagnosi o alleviare i suoi sintomi.

Un giorno, quando andò a cercarlo a scuola, Sonia rimase sbalordita nel vederlo perché “i suoi occhi si sono improvvisamente allontanati, ha detto di aver visto doppio. Mi sono detta: che cos’è e l’ho portato dall’oculista ”, dice “Dopo esserci spostati da un professionista all’altro, abbiamo finalmente ottenuto una diagnosi precisa: il problema di Javier era una massa tumorale che comprimeva l’area nasale del viso…”

Una lunga notte in preghiera

A Valencia, i medici hanno deciso di eseguire una biopsia per confermare bene la diagnosi: “Quella notte me la ricordo fu molto lunga, come la lettura di Mosè, dovevo tenere le braccia aperte…”. La diagnosi è stata seria. Era un linfoma di Burkitt nello stato 4; che in questo caso significava che il tumore si era diffuso alla mascella, agli zigomi del viso e anche alla presenza di tumori nella tibia e nel fegato.

Ha iniziato il trattamento con piccole dosi di chemioterapia. Nel frattempo, Sonia e Rubén hanno pregato incessantemente chiedendo preghiere da parenti e amici. “Ci hanno portato un guanto di padre Pio e la reliquia della beata Elena Guerra; L’abbiamo avuta con noi mentre abbiamo pregato Dio ”.

Il quarto giorno di trattamento e preghiera incessante il test ha dato un risultato più che favorevole: “I medici sono rimasti sorpresi perché il tumore era stato ridotto di oltre il 20%”. 

La preghiera sposta le montagne
 
Dal quarto ciclo il miglioramento era evidente … con sorpresa dei dottori: “Dopo il quarto ciclo avrebbero fatto il test per vedere com’era, per sapere quanto il tumore era stato ridotto: la sorpresa fu che si era completamente ridotto, era come se il suo corpo non avesse mai avuto un tumore. “

Da parte sua Rubén Esparta, il padre del bambino, ringrazia Dio per il potere della sua grazia che ha ascoltato la preghiera: “Ora dopo la malattia di Javier mio fratello e mio cognato che non sono credenti hanno pregato entrambi per Javier, proprio come i miei genitori e suoceri che pregano ogni giorno anche per Javier, che non hanno pregato per anni, da quando erano piccoli ”, dice.

Testimone di Dio Padre

Nonostante la paura che quella malattia può causare la morte di molti, Javier non ha mai smesso di confidare in Dio e in quei giorni non provava rabbia né recriminava Dio. “È mio Padre”, dice il giovane Javier con integrità, affermando che ha sempre sentito la Sua presenza: 

“Pensavo che sarei morto, ma alla fine i medici hanno detto di no. All’inizio mi sentivo triste ma poi mi sono sentito felice, perché ho sempre confidato in Dio e sapevo che Dio mi avrebbe aiutato”. GESU' EUCARISTIA1.jpg
Qual è la chiave in questa storia? Il bambino stesso ci dice: ogni volta che gli portavano la Comunione, Javier confidava in GESU’ e sentiva la Sua Presenza: “Ho sentito un grande miglioramento e un grande conforto … Sono molto calmo e felice perché so che Dio mi ha aiutato e sto meglio, non sono mai stato solo”. 

Parli con i tuoi compagni di Dio? Gli chiediamo. E lui risponde: “Sì, poiché la maggior parte dei miei amici non crede in Dio, e specialmente il mio migliore amico che ho, gli parlo.” 
 
Per i bambini che potrebbero soffrire di una malattia Javier, che oggi ha dieci anni, dà una parola di incoraggiamento: “Non temere perché Dio è con te e può guarirti”.

Fonte

https://www.portaluz.org/yo-creia-que-me-iba-a-morir-pero-dios-me-ayudaba-3519.htm

La Madonna della Medaglia miracolosa salvò il Dr Milan Beres, vittima del regime comunista in Cecoslovacchia

Il dottor Milan Beres aveva quindici anni quando gli regalarono per la prima volta una medaglia della Madonna, nota popolarmente come Medaglia Miracolosa. Era l’inizio degli anni Cinquanta del Novecento, e conosceva molto bene i rischi che rappresentava regalare o usare oggetti di quel tipo in Cecoslovacchia, allora governata dal Partito Comunista.

“Sradicare la religione era un obiettivo del Governo, che ha iniziato sopprimendo qualsiasi espressione pubblica di attività religiosa. Gli insegnanti e gli impiegati con le posizioni più elevate dovevano cancellare formalmente ogni vincolo con le parrocchie, sotto la minaccia di perdere il lavoro. Il Governo ha imprigionato molti vescovi e sacerdoti con false accuse di spionaggio, accumulo di armi e cose simili senza alcun fondamento. In quelle circostanze, seminaristi e sacerdoti sono passati alla clandestinità”, ha testimoniato Beres.

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PRAGA, Cecoslovacchia : MEMORIALE DELLE VITTIME DEL COMUNISMO

Una targa ed una striscia sul pavimento di questo monumento in memoria delle vittime del Comunismo,  ricordano i numeri delle oppressioni e i morti del comunismo in Cecoslovacchia.vittime-comunismo-praga

“Oběti komunismu 1948–1989: 205.486 odsouzeno – 248 popraveno – 4.500 zemřelo ve věznicích – 327 zahynulo na hranicích – 170.938 občanů emigrovalo” così recitano le incisioni.

Dal 1948 al 1989: 205486 condannati, 248 pene capitali, 4500 morti nelle carceri, 327 morti ai confini, 170938 cittadini emigrati.

Al suo gruppo di amici, ha ricordato, si unì a un certo punto un ragazzo un po’ più grande che ogni volta che andavano a fare una gita – al riparo da occhi e orecchi indiscreti – parlava loro di morale e temi religiosi. Dopo qualche tempo regalò a ciascuno la medaglia che riporta l’immagine della Madonna della Medaglia Miracolosa, la cui festa è il 27 novembre.

“Ci ha raccontato la storia che c’era dietro e ha chiesto che pregassimo gli uni per gli altri, tutti i giorni, a mezzogiorno: Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre… e la breve preghiera: ‘O Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te’”, ha aggiunto Beres, segnalando che dopo molti anni scoprirono che quell’amico era uno dei seminaristi – poi sarebbe diventato sacerdote – che si erano visti costretti a vivere in clandestinità.gif medaglia.gif

Senza paura di esprimere la propria fede

L’estate successiva a quella in cui ricevette la Medaglia, Beres, insieme ad altre migliaia di giovani – com’era abituale sotto il regime –, doveva partecipare a un campo di lavoro comunista. Il suo compito era aiutare nella costruzione di edifici che avrebbero ospitato degli appartamenti. Ricorda bene che allora non esistevano gru né tecnologia avanzata, e per portare i materiali ai piani superiori usavano una piattaforma rudimentale sostenuta da pulegge costruita accanto a un’impalcatura. Il motore per spingere la “gabbia”, ha ricordato Beres, era alla base con tutti i grandi ingranaggi, le ruote e le pulegge in movimento, completamente esposti.

Maria era con me

Un paio di giorni dopo, mentre passava molto vicino al motore che muoveva l’ascensore rudimentale di materiali, il rumore improvviso di una mescolatrice di cemento lo distrasse. “Inciampai e caddi in quella serie di ingranaggi e pulegge in movimento”.

I compagni di lavoro che erano più vicini a lui corsero a soccorrerlo. Fermarono il motore e lo tirarono fuori, e temendo per la sua vita lo deposero “dolcemente” a terra, ha ricordato Milan. Per la sorpresa di tutti, però, il giovane si alzò in piedi, e la prima cosa che fece fu portarsi la mano al collo cercando la Medaglia Miracolosa. “Trovai la catenina spezzata incastrata nella maglietta, con la Medaglia ancora unita. Ero un po’ scosso, ma non provavo dolore. Al di là di un piccolo livido sulla spalla sinistra non c’erano segni di lesione”.

milan.jpgIl dottor Milan Beres (a sinistra) vive oggi con la moglie e due figli nel Connecticut (Stati Uniti), dov’è emigrato nel 1968 fuggendo dal regime comunista.

Resta fedele alla sua devozione mariana, ringraziando per la mediazione esplicita della Santissima Vergine Maria nella sua vita.

“Credo che Maria fosse con me quel giorno, e mi rallegro di aver portato la mia Medaglia. La conservo ancora, anche se ho perso i contatti con il sacerdote che me l’ha data”.

La sua testimonianza appare tra quelle contenute nella pagina web ufficiale del Santuario di Nostra Signora della Medaglia Miracolosa (140 rue du Bac 75340 Paris Cedex 07), a cui si può accedere online per inviare le proprie intenzioni cliccando qui.

 

Breve storia della Medaglia Miracolosa_medaglia inmaculada_

Tra le medaglie della devozione mariana, una delle più valorizzate dai fedeli è quella dell’Immacolata, nota in tutto il mondo con il nome di Medaglia Miracolosa.

Ha avuto le sue origini nelle apparizioni della Santissima Vergine Maria nel 1830 a una novizia delle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli, Santa Caterina Labouré, in una cappella situata al n° 140 di rue du Bac a Parigi (Francia).

“Fa’ coniare una medaglia su questo modello; tutte le persone che la porteranno riceveranno grandi grazie; specialmente portandola al collo. Le grazie saranno abbondanti per le persone che la porteranno con fiducia”, disse la Santissima Vergine Maria il 27 novembre 1830 a Caterina.

Nel suo esplicito simbolismo, la Medaglia Miracolosa riporta i misteri della fede cristiana, evocando l’incarnazione e la redenzione di Gesù, i progetti dell’amore salvifico di Dio manifestati nell’Immacolata Concezione, l’amore del Cuore di Cristo e di quello di sua Madre per tutti gli uomini, la maternità universale della Vergine, il mistero redentore affidato alla Chiesa e le relazioni tra cielo e terra.

Sono migliaia le persone che affermano di aver ricevuto grazie da Dio portando questa medaglia – fedeli di tutto il mondo, uomini e donne, vescovi e perfino Papi. Per sapere di più sulla Medaglia Miracolosa,  accedete online ai contenuti messi a disposizione dal Santuario cliccando qui.

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Fonti

https://www.portaluz.org/nuestra-senora-de-la-medalla-milagrosa-protegio-a-milan-en-un-2424.htm

Praga: Memoriale Vittime Comunismo

La vera storia del film Miracoli dal Cielo: “Dentro quell’albero, deve esserci stato Gesù in Persona insieme alla bimba, dato che oggi è inspiegabilmente guarita” ha detto il pediatra-

Annabelle Beam da quando aveva cinque anni soffriva di una rara e complessa malattia– ostruzione intestinale pseudo cronica – che, oltre ad essere molto dolorosa, le rendeva difficile mangiare e digerire il cibo. I medici non erano in grado di determinare il motivo per cui l’intestino e lo stomaco di Annabelle non funzionassero come avrebbero dovuto. Nonostante le fossero state prescritte ben dieci medicine diverse, Annabelle non poteva mangiare né bere normalmente e fu costretta ad usare un tubo per la alimentazione. A questa sua malattia umiliante, che era già una pesante sfida per lei e per la sua famiglia, si aggiunse un drammatico incidente che ha messo duramente alla prova la fede di tutti i suoi cari, devoti cristiani.

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La piccola Annabelle in clinica

Nell’aprile 2015, Christy Beam madre di Annabelle ha condiviso nella sezione podcast del quotidiano The Church Boys of The Blaze,  la straordinaria esperienza di guarigione miracolosa di sua figlia Annabelle, che aveva già descritto nel libro best seller intitolato The Miracles of Heaven, Miracoli dal Cielo, che ora è diventato un film. Molte vite si sono radicalmente trasformate dopo l’incidente di Annabelle, perché, dopo essersi ripresa dallo stato di incoscienza, in seguito alla caduta terribile nel tronco cavo di un albero alto nove metri, da cui si è salvata ed oggi è in perfetta salute, la ragazza ha affermato di aver incontrato Gesù e di aver visitato il Paradiso. 

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Annabelle Beam è la bimba con gli occhiali, insieme a tutta la sua famiglia oggi

“Dentro quell’albero deve esserci stato Gesù in Persona insieme alla bimba, perché ora non c’è niente in lei che non va!”, ha commentato il pediatra Dr Nurko, che ha avuto la bambina in cura nella sua clinica di Boston.

Per il medico di Anna, il dott. Samuel Nurko, direttore del Centro per i disturbi gastrointestinali all’ospedale pediatrico di Boston, la brusca scomparsa dei disturbi intestinali di Anna è un esempio estremo di un certo tipo di evento, per il quale non esiste una spiegazione scientifica: “Il film Miracoli dal Cielo parla della consapevolezza che i miracoli quotidiani accadono intorno a noi… Il film parla della speranza. “

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Annabelle oggi con il pediatra che la ha sempre seguita, Dr Samuel Nurko

Nel famoso programma mattutino statunitense Good Morning Texas, la star Jennifer Garner, che nel film ha interpretato il ruolo della madre di Annabelle Beam, ha rivelato che girare il film, Miracles from Heaven, le avrebbe fatto ritrovare la fede. L’attrice, che ha conosciuto personalmente sia la bambina sia la madre, per poter interpretare meglio il suo ruolo nel film, è rimasta molto commossa dalla sua testimonianza e dalla sua fede, e questo l’ha portata ad andare più spesso in chiesa, portando con sé i propri figli.  https://www.ajc.com/blog/buzz/jennifer-garner-says-miracles-from-heaven-led-her-back-church/Sn9CaT606GYcKchgA300mI/

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Al centro della foto, Annabelle Beam oggi- a sinistra sua mamma Christy Beam- a destra l’ attrice Jennifer Garner

Alla ricerca di una diagnosi

In seguito al declino continuo della figlia, temendo che Annabelle potesse morire, la mamma Christy Beam  rifiutò di accettare la diagnosi ricevuta dalle strutture sanitarie vicino casa loro, in Texas. I dottori del luogo ritennero che tutto fosse dovuto a una forte intolleranza al lattosio; ma Christy era sicura che il problema di sua figlia fosse qualcosa di più serio. Infine la famiglia Beam decise di consultare il Dr. Samuel Nurko, un pediatra gastroenterologo di fama nazionale nonché ricercatore presso l’Ospedale Pediatrico di Boston sui disturbi della motilità gastrointestinale.

Dopo mesi di chiamate telefoniche e lettere inviate, Christy non riuscì comunque a ottenere un appuntamento. Decise quindi di tentare il tutto per tutto, prendendo il primo volo per Boston insieme ad Annabelle e portando personalmente il caso davanti al medico. La sua insistenza venne ripagata, e il Dr. Nurko fu in grado di dare una diagnosi accurata della condizione di Annabelle. Non uno solo, ma ben due dolorosissimi, incurabili e potenzialmente mortali disturbi digestivi: una pseudo ostruzione cronica intestinale, un raro disturbo che simula i sintomi dell’ostruzione dell’intestino; e un’ipomotilità antrale, in cui delle deboli contrazioni dell’antro dello stomaco causano uno svuotamento gastrico rallentato.

Dr. Nurko introdusse Annabelle in uno studio che prometteva bene; ma siccome le furono prescritte medicine sperimentali con effetti collaterali potenzialmente gravi, doveva essere costantemente monitorata ogni sei settimane. Nonostante le ristrette possibilità economiche della famiglia Beam, madre e figlia iniziarono a viaggiare spesso, permettendo al Dr. Nurko di controllare a dovere la sua giovane paziente…che riusciva a resistere al dolore terribile e al tormento di continui ricoveri ospedalieri solo pregando GESU’ E AFFIDANDOSI A LUI.

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Annabelle Beam oggi guarita con sua madre Christy, di fronte all’albero che si spezzò in seguito alla caduta

Verso il Cielo dalla cavità di un albero

All’età di otto anni, di ritorno da uno dei ricoveri dolorosi in clinica a Boston, Annabelle e le sue sorelle riunite nella loro fattoria in Texas, decisero un giorno di ripetere un gioco che la piccola aveva sempre fatto, cioè arrampicarsi su un imponente pioppo nel cortile del terreno di famiglia (IN FOTO). Annabelle si sedette su un ramo, come aveva sempre fatto in passato, ma QUEL GIORNO il ramo cominciò a cedere”, spiega la madre.

Quando cercò di mettersi al sicuro, Annabelle finì per cadere a capofitto nella cavità del tronco dello stesso albero: una caduta di nove metri, che avrebbe dovuto esserle fatale. A quel tempo la famiglia non sapeva della cavità nel tronco dell’ albero e quando le altre sue figlie sconvolte arrivarono a casa spiegando cosa era accaduto, Christy pensò che Annabelle “quando si arrampicò si era bloccata e aveva solo bisogno di aiuto per scendere dall’albero”. Ma la gravità dei fatti sarebbe diventata evidente quando i pompieri arrivarono con squadre di soccorso che impiegarono ore per raggiungere ed estrarre il corpo di Annabelle, letteralmente incuneata nel contorto tronco. Era priva di sensi, appesa a testa in giù. Restò in quella trappola per ben cinque ore e mezzo, prima che le squadre di soccorso riuscirono ad agganciarla con una cintura di salvataggio e a trarla in salvo.Annabel Beam (9)

In quello stato di disperazione, Christy non poté fare a meno di supplicare Dio: ” Ti prego Signore salvala!”. Ricordando ciò che la figlia le aveva confidato pochi giorni prima e cioè che “voleva morire e andare in Paradiso e vivere con Gesù, dove non c’è più dolore, perché il dolore che stava provando da anni a causa dei suoi disturbi (di salute) era così intenso che era stanca di vivere quella vita. “

Dopo il salvataggio, la ragazza è stata portata in un ospedale locale dove hanno scoperto con gioia e sorpresa che la piccola non aveva nessuna ferita grave, nessuna frattura..INCREDIBILE PER UNA CADUTA DI NOVE METRI,  i medici l’hanno tenuta in osservazione per tutta la notte. “Il giorno dopo, dopo che Annabelle venne dimessa dall’ospedale – ricorda Christy – stavo guidando la mia auto, quando improvvisamente la piccola si è girata verso di me e ha iniziato a dirmi: ‘Mammina, sono andata in Paradiso quando ero dentro quell’albero…’-  All’udire queste parole, “la prima cosa che ho pensato, dice Christy, è che mia figlia probabilmente aveva sognato tutto, a causa del grave trauma della caduta…”

Ma sua figlia ha continuato a raccontare l’esperienza in dettaglio e a menzionare non solo il suo incontro con Gesù, ma anche con  la sua bisnonna – che ha detto che sembrava molto più giovane in Paradiso; questo fece sì che Christy prestasse tutta la sua attenzione … “Dice che si è seduta sulle ginocchia di Gesù e hanno parlato; che Gesù le ha detto che i pompieri l’avrebbero portata fuori dal tronco dell’albero…e che uscita da lì, sarebbe completamente guarita”. Quindi la ragazza, ricorda Christy, menzionò altre parole che Gesù le rivolse con affetto in quel momento …Gesù disse:” Ho intenzione di inviare un angelo custode per illuminare l’albero e stare con te “. In seguito Annabelle disse a sua madre che in quel momento chiese a Gesù se poteva rimanere in Paradiso, perché lì non provava dolore … “Ma Gesù le disse:« Anna, so che vuoi restare qui, ma non è ancora il tuo momento, guarirai e la tua vita continuerà”.

Non passò molto tempo dopo quelle parole – continuò a raccontare Annabelle a sua madre- quando improvvisamente si rese conto di essere di nuovo dentro l’albero e vide che c’era una fonte di luce che credeva provenisse da un angelo. Quella luce all’interno della profonda e oscura cavità dell’albero – disse a sua madre – la aveva risollevata dallo stato di incoscienza e aiutata ad afferrare le corde che i pompieri stavano calando all’interno dell’albero per salvarla. 

Annabelle ha confidato alla mamma: “Ho sempre pensato che stare in Cielo significasse stare seduti su una nuvoletta; ma in realtà è stato come essere sospesi sopra l’universo. Ho sempre pensato che Dio avesse un cuore grande, e in effetti è così. Il Suo cuore è talmente grande che si illumina. I Suoi occhi brillano come dell’oro che riflette la luce del sole”.jesus1

Parlando della precisa descrizione che sua figlia diede del Cielo, Christy fu meravigliata del fatto che una bambina così piccola potesse dire certe cose. “Non l’abbiamo mai sentita parlare in quel modo”, rifletté Christy. “Siamo sempre andati in chiesa, ma se una bambina di nove anni usa certi termini… beh, mi dà la certezza che qualcosa di potente è avvenuto”.

Annabelle ha detto di aver incontrato la sua sorellina in Paradiso: Annabelle non poteva sapere che sua madre aveva subìto aborto spontaneo di una bimba, molti anni prima!

Christy cominciò a credere che sua figlia stesse dicendo la verità quando Annabelle disse che in Cielo aveva visto una bambina e che Dio le aveva detto che era sua sorella … “Avevo avuto due aborti involontari, e in uno di essi si stava già sviluppando la vita umana “, afferma Christy, sottolineando che in una delle gravidanze l’ovulo fecondato non si era sviluppato, come hanno sottolineato i medici. 

Christy Beam sapeva che era impossibile per Annabelle conoscere i dettagli dei suoi due aborti spontanei, poi afferma che, se la piccola si fosse inventata una bugia, Annabelle avrebbe detto di aver visto due bambine in cielo e non solo una. “In quel momento ho capito che era tutto reale, che il miracolo è accaduto davvero” … e non poteva, aggiunge, dire nulla a sua figlia in quel momento.

Dopo l’incidente, Christy Beam avrebbe constatato come i sintomi del disturbo gastrointestinale di sua figlia erano totalmente scomparsi al punto che non aveva più bisogno dei farmaci, che era costretta ad assumere ogni giorno: “La sua vita è diversa e tutti la vedono”, conferma Christy. Questo è ciò che la stessa ragazza testimonia di aver sentito dire da Gesù: «Quando uscirai da qui, non ci sarà nulla di malato in te».

“Siamo così pieni di gioia”, ha commentato Christy, “così entusiasti perché la nostra storia può avere un impatto nel mondo, può fare la differenza. Ma ad essere sinceri non è la nostra storia, è la storia di Dio. E il fatto che Dio usi noi per condividere la Sua storia è davvero meraviglioso!”

Riflettendo sui cambiamenti che lei e la sua famiglia hanno avuto grazie agli eventi appena descritti, Christy Beam ha detto: “Non viviamo in modo diverso, perché non abbiamo mai perso la nostra fede. Eppure sì, è stata molto dura e a volte è stata una sfida davvero grande. Ho anche chiesto a Dio: ‘Va bene, hai un piano? Qual è?’, ma abbiamo sempre sentito che Dio era al controllo nelle nostre vite, anche per quanto riguarda la malattia di Annabelle. Ora che lei sta bene, possiamo essere saldi e dire con forza ciò in cui crediamo”.Annabel Beam (12) (1).jpg

Fonti

https://www.portaluz.org/la-inexplicable-sanacion-y-vision-de-jesus-que-testimonia-la-nina-1647.htm

https://www.religionenlibertad.com/cultura/48946/jesus-debia-estar-con-esa-pequena-en-aquel-arbol-dice-el.html

https://www.bostonglobe.com/lifestyle/2016/03/27/where-medicine-and-miracles-meet/sZLv1OBdBukE8DCtin5GDN/story.html

Suor Gloria rapita dai jihadisti: ha offerto la sua vita in cambio di quella di una sorella più giovane

Il 7 febbraio 2017, uno dei gruppi terroristici jihadisti di al-Qaeda – autoproclamatosi Jamā’at Nuṣrat al-Islām wa-l-Muslimīn (JNIM)-,  ha rapito la missionaria colombiana Gloria Cecilia Narváez Argoty  in Mali, vicino al confine con il Burkina Faso.

Testimoni riferiscono che i terroristi volevano prendere una giovane ragazza religiosa, ma la sorella Gloria Cecilia è riuscita a convincerli a prendere lei, al posto della sorella missionaria. Questa drammatica storia di amore per il prossimo ed esempio di fedeltà a Cristo è raccontata da suor Nilka Judith Cerezo Rodríguez, superiora generale delle suore francescane di Maria Immacolata, Congregazione missionaria con presenza in 17 paesi. 

In questa intervista a Portaluz, suor Nilka sottolinea che suor Gloria continua ad essere schiava nelle mani dei terroristi e fa una richiesta urgente :
 
“ A tutti coloro che possono leggerci, Vi chiedo di unirci ogni giorno nella preghiera del Santo Rosario per la liberazione di sorella Gloria Cecilia ; Sento che la preghiera è ciò che ci darà la garanzia che la sorella possa tornare sana e salva alla famiglia, a noi, alla comunità”.

“L’hanno trascinata in macchina e non l’abbiamo mai più vista”

Sorella Nilka, stai vivendo un’esperienza dolorosa da quando una sorella della tua comunità è stata rapita, puoi dirci che cosa è successo esattamente?
Abbiamo una sorella rapita, colombiana, di Nariño, è stata rapita il 7 febbraio 2017 e in quel momento stava adempiendo la sua missione a Karangasso, in Mali, in Africa, svolgendo compiti in una clinica che serviva i poveri in questa città, al confine con Burkina Faso, vicino al deserto del Sahara. Abbiamo anche un orfanotrofio lì per proteggere i bambini che, secondo la cultura di quei luoghi, non hanno diritto alla vita. La sorella ha anche svolto un lavoro sociale di alfabetizzazione e promozione del lavoro per le donne. Quella notte arrivò un gruppo che si autoproclamò jihadista, irruppe nella casa delle sorelle e andò a cercare una sorella di nome Clara, colombiana di Medellín, ma la sorella Gloria Cecilia Narváez Argoty (IN FOTO sopra), ha detto: “No, lei è giovane, prendi me.” Ciò che ha fatto è stato offrire la sua vita in cambio della vita di suor Clara, che quest’anno ha emesso i voti perpetui. Sorella Cecilia è stata trascinata in macchina e non l’abbiamo mai più vista. 

La comunità ha ottenuto qualche trattativa?
No, non abbiamo ricevuto alcuna richiesta dai terroristi, né denaro, né altro, ma abbiamo il sostegno del governo, che ha un gruppo che collabora con noi e sappiamo che la sorella è viva.

Abbiamo la prova della sua sopravvivenza da ciò che i media hanno appreso, nelle notizie di Caracol, in Colombia, anche della CNN:

i jihadisti portano fuori i prigionieri per pochi minuti per fare un video.  Nell’ultimo video si vede la suora che chiede al governo alla famiglia ed al Santo Padre di aiutarla a ottenere la libertà. “Abbiamo visto il video come tutti e siamo felici di saperla in vita – ha commentato all’agenzia Fides monsignor Jean-Baptiste Tiama, vescovo di Sikasso –. Questo ci spinge a continuare le preghiere e gli sforzi per la sua liberazione”.Dalla notizia del suo rapimento, “il ministero degli Esteri colombiano ha lavorato per ottenere il suo rilascio in Mali”, afferma una dichiarazione del ministero degli Affari esteri del luglio dello scorso anno. Inoltre, la polizia nazionale, attraverso il gruppo anti-rapimento e anti-estorsione, Gaula, chiede il rilascio dei religiosi che collaborano con le autorità del Mali, secondo il ministero degli Esteri. Ma l’incertezza per la sua famiglia è ancora più grave, perché non solo è stata rapita, ma si trova in un paese molto lontano “e con un gruppo terroristico, il più pericoloso al mondo, per questi motivi è molto difficile la sua liberazione”.

Devota alla missione

Quanti anni ha e quali sono le caratteristiche che la definiscono?
Ha circa 56 anni, si è sempre comportata come una sorella semplice, umile, allegra, molto devota alla missione. Quando è arrivata a quest’opera di Karangasso, la prima cosa che ha fatto è stato insegnare alle donne a cucire, leggere e scrivere, perché sappiamo che le donne in Africa non hanno alcun valore, e questa sua missione le è costata la privazione della sua libertà. È sempre stata una sorella molto dedita alla missione, non ha mai risparmiato tempo o sacrifici per stare con i bambini, con i giovani e con tutte le persone che ne hanno avuto bisogno. 

Il rapimento di questa sorella così devota è stato per noi anche un momento di redenzione, di purificazione, di riparazione, perché, nonostante i suoi aguzzini la abbiano privata della libertà, noi continuiamo a pregare per la loro conversione. La nostra congregazione si è unita ancora di più nello slancio della missione evangelizzatrice che facciamo nei diversi paesi in cui ci troviamo.sor-gloria-y-bebe-world-watch-monitor.jpg

Preghiamo il Rosario chiedendo la sua liberazione

In questo momento mettendoci nella sua situazione, in quello che ha vissuto dando la propria vita per la sua compagna, quale messaggio a livello personale ci può dare?
Per me è l’atto più nobile dell’amore di Dio in lei, perché è in grado di donare la propria vita per il prossimo. Solo una persona che ha solidità nella fede, nella misericordia, nella carità, è in grado di dire “Prendi me”. Per noi significa una generosa resa incondizionata dell’amore che ha ricevuto da Dio e che è in grado di donarlo ad altre persone.

Chiedo a tutti coloro che possono leggerci di unirci al Santo Rosario ogni giorno per il rilascio di Suor Gloria Cecilia; Sento che la preghiera è ciò che ci darà la garanzia che la sorella possa tornare sana e salva alla famiglia, a noi, alla comunità, e in un modo speciale chiedo di unirci nella preghiera a San Giuseppe che è patrono di Vita interiore. suor gloria.jpg

Fonti

Maki guarita miracolosamente a Lourdes: pregava sempre la Madonna con tutta la sua famiglia

Il 14 febbraio 2012, quando aveva solo tre anni, Maki una bimba spagnola, iniziò a soffrire di terribili convulsioni. Erano i primi sintomi dell’encefalite di Rasmussen, una malattia molto grave che stava distruggendo l’emisfero cerebrale destro. La malattia si è evidenziata in attacchi epilettici che peggioravano e diventavano più frequenti.

Fin dai primi giorni della diagnosi, la famiglia di Maki ha pregato incessantemente di fronte al Tabernacolo, supplicando Dio e Maria Santissima con il Santo Rosario ogni giorno. La bambina, nel frattempo, ha affrontato vari test medici, senza mai perdere il suo sorriso… Come quando 6 elettrodi sono stati inseriti nel suo piccolo cervello e si è svegliata dall’anestesia sorridendo e rispondendo in modo coerente alle domande poste. Durante tutta la sua degenza, ha affrontato sei operazioni al cervello e in una delle più difficili, i medici hanno deciso di rimuovere quasi l’intero lobo frontale cerebrale, cercando di eliminare l’area danneggiata.3-apenas-se-despierta-nos-regala-sus-primeras-sonrisas1.jpg
Al risveglio, la piccola Maki aveva l’intera parte sinistra paralizzata, non riusciva a stare in piedi e non era in grado di camminare. I dottori dissero che avrebbe trascorso molti anni su una sedia a rotelle prima di poter camminare da sola…

Ma la preghiera di tutta la famiglia davanti alla Grotta di Lourdes, tre mesi dopo l’operazione, fece due miracoli:  Maki tornò a casa a piedi sulle sue gambe e  Carmina, sua mamma, provò per la prima volta l’amore della Madre Celeste Santissima Vergine Maria.

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LA TESTIMONIANZA DELLA MAMMA attraverso il libro ” Maki, il sorriso di un angelo “, scritto da sua madre Carmina Coloma Miró, e anche attraverso un account Twitter (https://twitter.com/pormacarena )-  Questo account Twitter è un alimento spirituale che fa pregare molte persone. Il libro può essere acquistato qui : i soldi vanno interamente all’ospedale La Paz per acquisire mezzi audiovisivi per bambini malati.maki-la-sonrisa-de-un-angel-600.jpg

Carmina Coloma, la mamma di Maki, stava pregando davanti al Tabernacolo. All’improvviso si è aperta la porta e un’amica ha gridato: “Carmina! Tua figlia! Corri!”

Maki, la sua figlioletta di tre anni, era rigida, con lo sguardo fisso, come se fosse morta. Poi le sono venute le convulsioni e compiva movimenti ritmici con il lato sinistro del corpo. È stata la prima volta in cui la sua famiglia si è trovata faccia a faccia con la crudele malattia di cui soffriva la piccola.

Maki ha iniziato ad avere costanti crisi epilettiche, che i genitori affrontavano aggrappandosi alla preghiera. “Al mattino, quando rifacevamo il letto apparivano vari rosari tra le lenzuola, quelli che cadevano a me e a mio marito, mentre pregavamo per nostra figlia incessantemente”, ha ricordato la mamma.

Dopo quattro operazioni al cervello è arrivata un’altra diagnosi atroce. Si trattava della sindrome di Rasmussen, un’encefalite cronica degenerativa di origine autoimmune che distrugge un intero emisfero. Se non viene estirpato in tempo passa all’altro emisfero e non resta altro che assistere alla morte del malato per convulsioni.

Se la più piccola dei sette figli di Carmina Coloma e Richi Márquez era già stata origine di un’enorme catena di preghiera riflessa su Facebook e Twitter (@pormacarena), quel momento ha significato il culmine di centinaia di sguardi rivolti al Cielo per pregare per lei. Un motto univa tutti: “Pray for Maki”.

“Le reti sociali hanno organizzato catene di preghiera. Con questo grandissimo aiuto, sono arrivata anche ad accettare con una certa pace l’idea che mia figlia potesse morire. Vedevo così chiaramente che Maki era un angioletto che in più di un’occasione ho pensato: ‘Forse quello che succede è che gli angeli devono tornare al luogo da cui provengono, il Cielo’”.

Ma questo non era il progetto di Dio, come ha ricordato Carmina: “Che Maki superasse l’intervento, viste le sue condizioni, era già un miracolo, ma che le togliessero i tubi dopo 24 ore e parlasse coerentemente dopo 48 era un altro”.

Molti si sono uniti a una lunga catena di preghiera, incluso papa Francesco. Il 13 novembre 2014, il pontefice ha messo la mano sulla foto della copertina di un libro in cui Carmina racconta tutto ciò che hanno passato (“Maki, la sonrisa de un ángel”). Ha pregato in raccoglimento, e poi lo ha portato con sé.

La Madonna non delude mai. Carmina ha spiegato che fin dall’inizio “per Maki era chiaro: era la Madonna che l’avrebbe curata”. La famiglia ha organizzato un viaggio al santuario di Nostra Signora di Lourdes.  La mamma Carmina descrive con trepidazione il momento in cui la bimba venne immersa nelle acque benedette del Santuario di Lourdes: ” Volevo ringraziare la Madonna per aver salvato mia figlia dalla morte e da quelle operazioni brutali al cervello, per me questo era già un miracolo!”.

Ma la Madonna guarì Maki anche dalla paralisi: “Nel viaggio di ritorno da Lourdes, ci siamo fermati a un distributore di benzina, e sorprendentemente Maki ha fatto tre passi da sola!”. Quanto hanno vissuto nel santuario è rimasto inciso nel loro cuore. “Sentivo un amore di Madre incredibile, come se la Madonna mi dicesse ‘Vieni da me, so cos’hai passato, so cosa stai soffrendo’ ”.

Il 15 maggio 2015, il neurologo della bambina ha ricevuto un video di Maki che correva, e ha potuto solo dire: “Il recupero di Maki è un miracolo!”lourdes_big

Come dice Carmina, “Dio non ti toglie la sofferenza, ma ti aiuta a sopportarla”. Accompagnare una figlia nel suo deterioramento fisico, affrontare stoicamente 6 operazioni in cui le è stato estirpato mezzo cervello e vivere periodi in cui Maki poteva avere anche 20 crisi al giorno non può essere possibile solo con forze non umane.

E se ci si stupisce di fronte alla grande fede della famiglia, quella di Maki è ancora più da sottolineare. I genitori ricordano come Maki pregasse solo con la mano destra davanti alla Madonna perché non riusciva a muovere la sinistra. Solo questo fatto mostra la speranza e la fede della piccola.

Carmina ha raccontato che la piccola non ha mai smesso di regalare a tutti un sorriso, in ogni momento e in qualsiasi circostanza. “Non capivamo come si potesse essere felici in mezzo a quel calvario, ma lei ne era capace”, ha spiegato la famiglia.

Come dice Carmina, è “la storia di un angelo. Il suo nome è Macarena, che significa ‘Speranza’, quello che Dio ci ha chiesto in tutti questi anni”.

La madre scrive: “un giorno alla messa e quando arrivò la consacrazione, Maki seguì qualcosa con uno sguardo fisso da un posto all’altro, come se vedesse qualcosa sull’altare, e cominciò a dire: ‘Ti amo! Ti amo! Ti amo! Quando la vidi le chiesi: -“Cosa vedi, tesoro?” E Maki rispose abbastanza normalmente: ” Gesù, mamma!”

In questo video della serie “Witnesses of Hope” (Testimonianze di speranza)  di HM Television, Carmina Coloma la mamma e la figlia Macarena, ovvero Maki, oggi 11 anni, raccontano il loro incontro con Dio sotto la protezione amorevole della Beata Vergine Maria.

“Non smettere mai di amare Dio!”, dice oggi la piccola Maki, “Appoggiati alla Vergine Maria, perchè Lei può capirti davvero, Lei sa cosa significa soffrire per Suo Figlio Gesù, per questo Lei è la nostra Mamma, è la migliore!”

 

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Fonti

https://www.portaluz.org/video-testimonio-de-una-nina-que-volvio-a-caminar-orando-en-3542.htm

https://www.religionenlibertad.com/personajes/41980/la-emocionante-historia-en-video-de-maki-una-nina-que-combate.html

Maki, la piccola che sorrideva quando affrontava – e vinceva – la morte

La Novena della Medaglia miracolosa di Maria Santissima

“Tutte le persone che porteranno questa Medaglia riceveranno grandi grazie, specialmente portandola al collo”

Queste sono state le straordinarie parole pronunciate dalla Madonna in occasione delle sue manifestazioni a Santa Caterina Labouré, nel 1830.

La novena comincia il 18 novembre ed è da recitarsi per nove giorni consecutivi, in preparazione alla Festa del 27 Novembre, festa della Madonna della Medaglia Miracolosa. O in ogni momento di particolare necessità. LA MEDAGLIA MIRACOLOSA E’ L’ESPRESSIONE DELL’AMORE DI MARIA PER NOI,  E’ STATA VOLUTA DALLA STESSA MAMMA CELESTE. Essendo un vero dono di Maria nostra Madre Santissima, farne un oggetto di superstizione o un portafortuna, SAREBBE COSA INDEGNA DI UN CRISTIANO.

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Primo giorno:
PRIMA APPARIZIONE DELLA MADONNA

La notte tra il 18 e il 19 luglio 1830, la Madonna apparve per la prima volta a santa Caterina Labouré. Guidata dall’Angelo custode fino alla cappella del suo convento, sentì come un fruscio di vesti di seta provenire dalla parte della tribuna, e vide la Santissima Vergine che si posava sui gradini dell’altare dal lato del Vangelo. «Ecco la Beatissima Vergine!», le disse l’Angelo. Allora, la suora fece un salto verso la Madonna e, inginocchiandosi, appoggiò le sue mani sulle ginocchia di Maria. Fu quello il momento più dolce della sua vita.
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RGVSr1A Beatissima Vergine, mia Madre, guardate misericordiosamente la mia anima, ottenetemi uno spirito di preghiera che mi faccia sempre ricorrere a Voi. Ottenetemi le grazie che vi domando e soprattutto ispiratemi a chiedervi quelle grazie che più volete donarmi.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi.

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Secondo giorno: Protezione di Maria nei tempi di sventura

«I tempi sono malvagi. Sciagure si abbatteranno sulla Francia, il trono verrà rovesciato, il mondo intero verrà sconvolto da sventure di ogni genere (nel dir questo, la Beatissima Vergine aveva una espressione molto addolorata). Ma venite ai piedi di questo altare; qui verranno diffuse grazie su tutti coloro, grandi e piccoli, che le chiederanno con fiducia e fervore. Verrà il momento in cui il pericolo sarà talmente grave, da far credere che tutto sia perduto. Ma proprio allora io sarò con voi!»
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RGVSr1A Beatissima Vergine, mia Madre, nelle attuali desolazioni del mondo e della Chiesa, ottenetemi le grazie che vi domando e soprattutto ispiratemi a chiedervi quelle grazie che più volete donarmi.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi.

 

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Terzo giorno:
«La Croce verrà disprezzata…»

«Figlia mia, la Croce verrà disprezzata, la getteranno per terra, e allora scorrerà il sangue per le strade. Verrà nuovamente aperta la ferita nel costato di Nostro Signore. Ci saranno morti, il clero di Parigi avrà vittime, monsignore l’arcivescovo morirà (a questo punto la Beatissima Vergine quasi non riusciva più a parlare, il suo volto manifestava dolore). Tutto il mondo sarà nella tristezza. Ma abbiate fiducia!».

iW6INQwRGVSr1A Beatissima Vergine, mia Madre, ottenetemi la grazia di vivere in unione con Voi, col vostro divin Figlio e con la Chiesa, in quest’epoca cruciale della storia in cui l’intera umanità si sta schierando per Cristo o contro di Lui, in questo momento tragico come quello della Passione. Ottenetemi le grazie che vi domando e soprattutto ispiratemi a chiedervi quelle grazie che più volete donarmi.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi.

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Quarto giorno:
Maria schiaccia la testa del Serpente

Il 27 novembre 1830, verso le ore 18, santa Caterina pregava nella cappella, quando le apparve la Beatissima Vergine per la seconda volta. Ella aveva gli occhi rivolti al cielo e il volto splendente. Dal capo le scendeva un velo bianco fino ai piedi. Il viso era abbastanza scoperto. I piedi poggiavano sopra un mezzo globo. Col suo tallone, Ella schiacciava la testa del Serpente.Immagine correlataRGVSr1A Beatissima Vergine, mia Madre, siate la mia protezione dagli attacchi del nemico infernale, ottenetemi le grazie che vi domando e soprattutto ispiratemi a chiedervi quelle che più volete donarmi.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi.

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Quinto giorno: La Madonna col globo  

La Santissima Vergine apparve tenendo nelle mani un globo, che rappresentava tutto il mondo e ogni singola persona, che Ella offre a Dio implorandogli misericordia. Le sue dita si ricoprirono di anelli, ornati di pietre preziose, le une più belle delle altre, le quali gettavano verso il basso raggi luminosi di varia intensità, che simboleggiavano le grazie diffuse dalla Madonna su coloro che le chiedono.

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RGVSr1ABeatissima Vergine, mia Madre, ottenetemi le grazie che vi domando e soprattutto ispiratemi a chiedervi quelle che più volete donarmi.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi.

 

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Sesto giorno: l’invocazione della Medaglia

Durante la sesta apparizione, la Beatissima Vergine fece comprendere a santa Caterina «quanto è dolce pregare la Santissima Vergine e quanto Ella è generosa con le persone che La pregano; quante grazie Ella accorda alle persone che gliele chiedono e quale gioia Ella prova nel concederle». Poi si formò attorno alla Madonna come una cornice ovale, sovrastata da una scritta in caratteri dorati che diceva: «O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi».j4caBQVRGVSr1A Beatissima Vergine, mia Madre, ottenetemi le grazie che vi domando e soprattutto ispiratemi a chiedervi quelle che più volete donarmi.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi.

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Settimo giorno:
manifestazione della Medaglia

Allora udii una voce che diceva: «Fai coniare una medaglia su questo modello. Tutti coloro che la porteranno riceveranno grandi grazie, specialmente tenendola al collo; le grazie saranno abbondanti per le persone che la porteranno con fiducia».

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RGVSr1A Beatissima Vergine, mia Madre, ottenetemi le grazie che vi domando e soprattutto ispiratemi a chiedervi quelle che più volete donarmi.

Padre nostro,  Ave Maria, Gloria al Padre

O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi

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Ottavo giorno:
i Sacri Cuori di Gesù e di Maria

Improvvisamente parve che l’immagine si voltasse ed apparve il rovescio della Medaglia. Vi era la lettera «M», iniziale del nome di Maria, sormontata da una Croce senza crocifisso, con sotto raffigurati il Sacro Cuore di Gesù, fiammeggiante e incoronato di spine, e quello di Maria, trapassato da una spada. L’insieme era circondato da una corona di dodici stelle, che ricordavano il passo dell’Apocalisse: «Una Donna vestita di sole, con la luna sotto i piedi e una corona di dodici stelle sul capo».

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RGVSr1A Cuore Immacolato di Maria, rendete il mio cuore simile al vostro; ottenetemi le grazie che vi domando e soprattutto ispiratemi a chiedervi quelle che più volete donarmi.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi.

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Nono giorno:
Maria Regina del mondo

Santa Caterina, confermando le profezie di san Luigi Maria Grignion de Montfort, affermò che la Beatissima Vergine verrà proclamata Regina del mondo: «Oh, come sarà bello sentirsi dire: “Maria è la Regina del mondo e di ognuno in particolare”! Sarà un tempo di pace, di gioia e di felicità che durerà a lungo; Ella verrà portata in trionfo da tutto il mondo!»c4waj2KRGVSr1A Cuore Immacolato di Maria, rendete il mio cuore simile al vostro; ottenetemi le grazie che vi domando e soprattutto ispiratemi a chiedervi quelle che più volete donarmi.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi

RGVSr1ABeatissima Vergine Maria, mia Madre, chiedete in mio nome al vostro divin Figlio tutto ciò di cui la mia anima ha bisogno, per instaurare sulla terra il vostro Regno. Quello che io vi domando soprattutto è il vostro trionfo in me e in tutte le anime, e l’instaurazione del vostro Regno nel mondo. Così sia.

CUyUCRG

Novena (secondo schema)

RGVSr1A Vergine Immacolata, che mossa a pietà delle nostre miserie ti sei manifestata al mondo con il segno della Medaglia miracolosa, per mostrarci ancora una volta il tuo amore e la tua misericordia, abbi pietà delle nostre afflizioni, consola le nostre pene e concedici la grazia che ardentemente ti chiediamo.

Ave Maria piena di grazia il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio prega per noi peccatori adesso e nell’ora della nostra morte,amen.

O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi.
RGVSr1A Vergine Immacolata, che attraverso la Medaglia miracolosa ci hai dato un segno della tua celeste missione di Madre, Mediatrice e Regina, difendici sempre dal peccato, conservaci nella grazia di Dio, converti i peccatori, donaci la salute del corpo e non negarci quell’aiuto di cui abbiamo tanto bisogno.

Ave Maria piena di grazia il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio prega per noi peccatori adesso e nell’ora della nostra morte,amen.

O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi.
RGVSr1A Vergine Immacolata, che hai assicurato la tua speciale assistenza a chi porta con fede la Medaglia miracolosa, intercedi per noi che a Te ricorriamo, e per quanti a Te non ricorrono, in modo speciale per i nemici della santa Chiesa, per i seminatori di errori, per tutti gli infermi e per quelli che ti sono raccomandati.

Ave Maria piena di grazia il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio prega per noi peccatori adesso e nell’ora della nostra morte,amen.

O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi.


Preghiera finale:

Ricordati, o Vergine Maria, che non si è mai udito al mondo che qualcuno sia ricorso alla Tua clemenza, abbia implorato il Tuo aiuto, chiesto la Tua protezione e sia stato da Te abbandonato.
Animato anche io da tale confidenza, a Te ricorro, Vergine delle Vergini, e con le lacrime, benchè peccatore, mi prostro ai Tuoi piedi a domandare pietà.
Ti prego, o Madre di Gesù, di accogliere benigna la mia supplica e di esaudirmi.

Salve Regina, Madre di misericordia,
vita, dolcezza e speranza nostra, salve.
A te ricorriamo esuli figli di Eva,
a Te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime.
Orsù dunque, avvocata nostra,
rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi.
E mostraci, dopo questo esilio, Gesù,
il frutto benedetto del tuo seno.
O clemente, o pia,
o dolce Vergine Maria.
Amen

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Cit: Luci sull’Est, Via Savoia, 80- 00198 Roma-

www.lucisullest.it diffonde gratuitamente questa novena e la Medaglia Miracolosa, grazie ai donatori dell’Associazione “Luci sull’Est”. Per ottenerne varie copie contribuendone alla diffusione, si può telefonare o scrivere all’indirizzo riportato.

La Madonna ci dona immense benedizioni e Grazie per mezzo di questa Medaglia !
Portala sempre addosso, per vivere in grazia di Dio e godere della protezione della Vergine Immacolata.
Diffondila ovunque, donala ai sofferenti, ai malati, a chi non ha più fede.
Falla conoscere ai bambini ed ai giovani.
La Medaglia sia la nostra medicina più efficace, il nostro regalo preferito,
il nostro ricordo e il nostro grazie più sincero, per tutti.
Preghiamo con fede l’invocazione della Medaglia con l’aggiunta suggerita da San Padre Massimiliano Kolbe, l’Apostolo della Medaglia Miracolosa:
“O Maria, concepita senza peccato, prega per noi che a Te ricorriamo
e per quanti a Te non ricorrono, in particolare per i nemici della santa Chiesa
e per quelli che Ti sono raccomandati”
.
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Conversione di due giovani musulmane alla Chiesa cattolica: “Ora non vivo più nella paura, mi sento amata da Cristo Dio che è l’ Amore”

Le testimonianze di due conversioni recentissime, quelle di Celya e Myriam, due giovani musulmane, rivelano che sono tante le conversioni alla Chiesa cattolica, spesso tenute sotto basso profilo, anche dall’Islam, ed alcune persone attraverso l’amore di Cristo hanno trovato il coraggio di testimoniare la loro conversione pure in televisione, come nel caso di Celya e di Myriam...Entrambe hanno rivolto un appello ai loro nuovi fratelli e sorelle cattolici: ” Vivete come figli di Dio. Testimoniatelo, siete il sale della terra. Così il mondo sentirà il desiderio di ritrovare l’innocenza e incontrerà Cristo”. 

Celya (IN FOTO) è nata in una famiglia musulmana di Kabyle (nord-est dell’Algeria), “molto devota alla sua fede”, afferma nel video della sua testimonianza, che ha registrato per la Tv cattolica francese KTO. Era fedele osservante musulmana, praticava la sua fede, rispettava il Ramadan, non mangiava carne di maiale, ma halal e così via; ma nel suo cuore sentiva che “non c’era nulla dietro, non aveva senso”.

Sapeva qualcosa del cristianesimo: “Mia madre mi aveva insegnato che Gesù era un uomo buono, che rifletteva l’amore, che era morto sulla croce, ma non era resuscitato, non era Dio, anche se era stato una figura importante”.

Alla ricerca della migliore istruzione per Celya, sua madre decise – contro la volontà della ragazza – che avrebbe studiato in un Istituto Cattolico. Lì, ricorda la giovane donna, la formazione prevedeva accenni all’umanesimo cristiano. “Gli animatori pastorali ci hanno parlato di Gesù e hanno detto che ha accettato di morire sulla croce per amore dell’umanità. Ho pensato allora: se Dio può fare una cosa del genere per gli uomini, è pazzo, ma è troppo bello. ”

Così è iniziato un processo di conversione spontanea nella giovane donna musulmana e una mattina alla fine del 2014 si è svegliata con una certezza: voleva anche lei essere come quel Gesù dei Vangeli. “Se questo significa essere cristiano, voglio essere un cristiano, voglio essere felice e piena dell’amore di Dio …”, ha riflettuto e ha confidato che un Dio Amore “non lo ha trovato nella religione dell’Islam”.

Quando nel 2015 si è verificata un’ondata di attacchi terroristici islamisti  in Francia, la crisi con la sua fede musulmana si è accentuata. Come poteva parlare di una fede che non la identificava?
Fu allora che Celya decise di prendere le distanze, riflettere e cercare di trovare un nuovo significato per la sua vita. Cominciò a leggere la Bibbia e questo le donò un senso di benessere spirituale che sentiva essere l’amore personale di Dio per lei. Così venne il giorno in cui per la prima volta pregò Dio e rivolgendosi a Gesù disse: “Se sei veramente Dio, puoi mandarmi dei cristiani, per darmi testimonianza della loro fede e del loro incontro con Te?”fa514-cristogesu

Due mesi dopo, quando lasciò il liceo, vide alcuni missionari cattolici nella piazza di fronte alla chiesa e sentì che era la risposta alla sua preghiera, queste certezze interiori la spingevano a voler sperimentare di più questa fede … “Era come se ci fosse una porta tra Dio e me; solo io avevo la chiave per aprirla, ho aperto quella porta e Dio era lì. ”

Celya ha ricevuto il sacramento del Battesimo nel giorno di Pasqua 2019 e quello della Cresima nel giugno di quest’anno. Non appena è stata battezzata, c’è stato un cambiamento radicale nella sua anima, che testimonia:

“Ho vissuto stressata, avevo paura del passato, del futuro, del presente, è stato un handicap per la mia vita. Dal giorno del mio Battesimo, la pace si è stabilita nella mia vita, migliorando soprattutto le mie relazioni con gli altri. Oggi mi sento avvolta dall’amore di Dio, infatti, non ho più paura di Dio, ma mi fido di Lui. Non ho più paura e non penso più a quelle regole che hanno consumato la mia vita, perché Dio mi sta dando il Suo Amore, è la Roccia della mia vita “.


La conversione di Myriam- Cresciuta ed educata nella religione islamica nella sua versione più estrema, passa repentinamente e definitivamente alla fede cattolica, attraverso sogni in cui le appaiono Maria e Gesù Cristo crocifisso.myriam.jpg

Era una giovane donna di fede islamica, la cui pratica religiosa coltivava con assiduità e dedizione, anche dietro inviti decisamente poco negoziabili di genitori e comunità. L’Islam francese, quindici anni fa, è andato radicalizzandosi, racconta lei stessa.  Ha potuto conoscere il volto più estremo della religione musulmana. La sua storia, come altre testimonianze di conversioni dall’Islam, è contenuta nel libro Ils ont choisi le Christ. Ces convertis de l’Islam dont on parle pas.Jean-François Chemain, Artège, 2019.

Il Ramadan si fa seriamente, “vieni qua, fammi annusare il fiato, sa di fragola!”. E la preghiera in ginocchio o la fai o in un modo o nell’altro te la farò pagare; così riferisce lei stessa nel video testimonianza su Famille Chretienne.

Tra i doveri compiuti con meticoloso zelo, la preghiera per il profeta e per tutti i profeti. E per tutti coloro che sono citati con insistenza nel Corano. Per questo, nell’eseguire il suo dovere di buona musulmana, prega anche per Gesù, in ossequio al suo dovere di buona musulmana.

Myriam si è convertita, ha impresso una nuova direzione alla propria esistenza, lasciando che su di essa agisse la formidabile azione del Dio incarnato, solo ed esclusivamente perché ha fatto un incontro.

Ha, letteralmente, sebbene misteriosamente, incontrato Gesù. E proprio nello status più indigesto agli islamici: crocifisso. No, Dio, non muore, è un sacrilegio. Chiudevo i miei occhi interiori, riferisce mentre racconta. Era inaccettabile…

Eppure era lì da vedere, davanti ai suoi occhi interiori, ma soprattutto era Lui a guardarla con tale amore che je ne sais pas dire. Il primo incontro del quale Myriam riferisce è proprio con Maria Santissima. Nel primo sogno, ecco “il luogo” degli incontri decisivi, vedrà Maria, in un raggiante sguardo d’amore. E poi Gesù.

E quando la cosa si ripete Myriam riferisce con ironia che sì, li trovava simpatici ma che aveva tanti altri profeti per cui pregare, non soltanto loro.

Nel terzo sogno si trova sottoterra, in un pozzo. Risalendo verso la superficie vede angeli e luci, sente canti di lode e altro che non sa meglio classificare e descrivere. Sa solo che c’est magnifique. Ma quando vede Gesù e Gesù crocifisso rimane bloccata; il suo spirito è chiuso, è un sacrilegio, Gesù non è stato crocifisso! No!

Ma vederLo soffrire ed essere fulminati da quel Cuore che ama, che ama, che ama è tutt’uno. Il suo risveglio non è tanto e solo fisico; è quello di un’anima che rinasce.

Sono Sua figlia, sono Sua creatura. Riconosco il mio Dio, Colui che mi ha fatta, che mi ama. L’incontro con il Signore diventa un dialogo d’amore: sì, sono Io, sono proprio Io e sono sempre stato vicino a te; vuoi seguirmi? Le chiede.

Sì! Sarà la sua risposta obbligata dall’amore che prova, che vede, del quale non dubita.

Conversione: dall’Islam a Cristo

Ecco, Myriam decide di passare dall’Islam a Cristo; la differenza è abissale. Non si sposta da una religione ad un’altra, ma da una religione ad una Persona, innanzitutto. Myriam mostra di comprendere in modo immediato, perché immediato è stato l’imbattersi in Cristo, che ciò che lascia non è un complesso di norme e riti per altri riti e altre norme; supera la vecchia visione della vita che ora vede con chiarezza non essere vera, non essere all’altezza del suo cuore di figlia, e va incontro ad una Presenza viva.

Apre il Vangelo per la prima volta, si inoltra nella sua nuova vita. Dopo l’atto di fede, chiedere il Battesimo ed entrare nella tradizione viva della Chiesa è diretta e naturale conseguenza. Ti testimonierò davanti a tutti, mio Signore, sì.

Il fuoco che Cristo aveva fretta di accendere continua a propagarsi e ad accendere altri cuori; persino qua, nella vecchia Europa fradicia di nichilismo e dittatura del pensiero unico.

Fonti

https://www.portaluz.org/una-joven-musulmana-se-enamora-de-jesus-al-comprender-que-siendo-3535.htm

https://www.ktotv.com/video/00292373/decouvrir-dieu-temoignages-saison-2019-2020-8

Dall’Islam alla fede cattolica: Myriam incontra in sogno Maria SS e Gesù crocifisso (VIDEO)

“GIOVANNI PAOLO II CI DIEDE SPERANZA E IL COMUNISMO CROLLO’ “: l’ambasciatore della Polonia presso la Santa Sede racconta la caduta del Muro di Berlino.

30° ANNIVERSARIO DELLA CADUTA DEL MURO- Il 9 novembre 1989 è crollato il Muro di Berlino, segnando la fine dell’impero sovietico.  L’ambasciatore della Polonia presso la Santa Sede, Piotr Nowina Konopka,  ha raccontato come ha vissuto quel periodo e come Giovanni Paolo II sia stato il personaggio chiave nell’alimentare la speranza del popolo polacco.
“Già dopo la Seconda Guerra mondiale la Chiesa cattolica era riconosciuta dal popolo come un’ alta autorità morale: difendeva le libertà dell’uomo e la libertà religiosa. Wojtyla era molto attivo, alimentava e proteggeva i tanti piccoli gruppi dell’opposizione. Agivano in semiclandestinità perché il regime comunista tentava di controllarli e li minacciava. Con il conclave in cui Wojtyla venne eletto Papa, tutto cambiò. L’elezione di Giovanni Paolo II ci riempì di speranza. Nel 1979 Giovanni Paolo II venne in Polonia.I comunisti erano furiosi, per loro fu quasi impossibile impedire ai polacchi di incontrare il Papa. Hanno fatto l’impossibile per contrastare la visita del Papa. Hanno attivato la censura, hanno aumentato i controlli, hanno provato ogni artificio, ma non sono riusciti a fermare il popolo. Più di un milione di persone sono venute a piedi a Varsavia per assistere alla Messa con il Papa. Lì c’è stato il suo famoso discorso: (IN FOTO Papa Wojtyla a Varsavia, 2 giugno 1979)

” E grido, io, figlio di terra polacca e insieme io, Giovanni Paolo II Papa, grido da tutto il profondo di questo millennio, grido alla vigilia di Pentecoste: Scenda il tuo Spirito!

Scenda il tuo Spirito!

E rinnovi la faccia della terra.

Di questa Terra!”

http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1979/documents/hf_jp-ii_hom_19790602_polonia-varsavia.html

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QUEL DISCORSO NON ERA RETORICA. QUELL’OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II CAMBIO’ LA STORIA: le persone se ne sono accorte, hanno preso coscienza che avrebbero potuto farcela. Hanno visto che con loro c’erano migliaia di altri oppositori del regime. La strategia del regime comunista si basava nell’atomizzazione degli oppositori, ma il popolo dei credenti della Polonia ha sostenuto e alimentato la speranza che le cose sarebbero cambiate.”

 ” Da noi dopo il viaggio papale nel 1979 si era strutturata una opposizione democratica contro il regime, poi c’è stato lo sciopero dei cantieri navali di Danzica. Il regime comunista ha reagito con la repressione imponendo la legge marziale, ma il popolo premeva, così hanno dovuto accettare di dialogare e dopo aver organizzato la Tavola rotonda ci hanno autorizzato a partecipare alle elezioni. Il successo è stato incredibile. Potevamo avere solo il 36 per cento dei posti disponibili, i nostri candidati sono stati eletti nei loro collegi con il 99 per cento di voti favorevoli al Senato e all’Assemblea”.
IL PAPA CHE VISSE SULLA SUA PELLE I TOTALITARISMI ASSASSINI DEL XX SECOLO: NAZISMO E COMUNISMOGIOV P II.jpeg
Karol Wojtyla non aveva neppure vent’anni all’inizio della Seconda guerra mondiale e si era trovato a vivere sulla propria pelle lo “scellerato patto” Ribbentrop-Molotov: fuggito da Cracovia con il padre per scappare dai nazisti dovette tornare indietro perché da Est avanzavano le truppe sovietiche. Aveva lavorato in una cava di marmo, era scampato alla deportazione in un campo di concentramento, aveva deciso di prendere i voti. E, da ministro di Dio, aveva conosciuto da dentro i due spietati totalitarismi: il nazismo prima, con i lager, la Shoah, la scomparsa di tanti amici ebrei, e poi il comunismo, con l’ateismo di Stato, il regime di terrore, l’oppressione. Lui stesso, dopo l’elezione al Soglio di Pietro, avrebbe così spiegato il peso dell’esperienza novecentesca nella propria educazione sentimentale. “È facile capire la mia sensibilità per la dignità di ogni persona umana e per il rispetto dei suoi diritti, a partire dal diritto alla vita”.
Pur partendo da una dimensione spirituale ed evangelica, Giovanni Paolo II denunciò, spesso con parole terribili e invocazioni all’intervento divino, la condizione disumana in cui vivevano interi popoli. Lui solo, di fronte al silenzio pavido dei Grandi della terra, a testimoniare la speranza in un futuro potenzialmente diverso. “Tutto può cambiare”, diceva spesso, convinto che l’uomo potesse mutare il corso degli eventi.
Sarebbe perciò storicamente falso restringere l’opera di cambiamento che Wojtyla riuscì a realizzare alla caduta del Muro di Berlino. In realtà fu la sua prima visita in Polonia da Papa a segnare il passo del secolo scorso. Era il 1979 e ad attenderlo in piazza della Vittoria, a Varsavia, c’erano un milione di persone mute sotto una gigantesca croce eretta per l’occasione: nessun Paese comunista aveva mai assistito a nulla di simile. E lì davvero il Pontefice ebbe un’influenza determinante nell’incoraggiare la nuova santa alleanza tra operai e intellettuali intorno al sindacato Solidarnosc.
La distanza tra il partito comunista, convinto del suo ruolo guida, e la società polacca stava ormai per palesarsi in tutta la sua drammatica e scioccante evidenza. I giornali del tempo racconteranno che almeno dieci milioni di polacchi di ogni estrazione sociale (operai, minatori, studenti, intellettuali, contadini, religiosi) accorreranno ad ascoltare, anche a costo di una intera notte di cammino a piedi, le parole del pontefice a Varsavia, poi a Gniezno, a Czestochowa, a Nowy Targ, a Wadowice, ad Auschwitz e a Cracovia.
Il pomeriggio del 2 giugno, a Varsavia, sulla Piazza della Vittoria e davanti a una sterminata folla, Giovanni Paolo II ricorderà a tutti che il cristianesimo è portatore della più profonda verità sull’uomo di ogni tempo e di ogni luogo e perciò anche delle generazioni di uomini che sono vissute e vivono in Polonia. Ogni tentativo di negare o di rendere privo di conseguenze questo fatto prima o dopo sarà destinato al fallimento e ancor prima ad essere dannoso per la storia stessa della Polonia.
«La Chiesa – dirà – ha portato alla Polonia Cristo, cioè la chiave per la comprensione di quella grande e fondamentale realtà che è l’uomo. Non si può infatti comprendere l’uomo fino in fondo senza il Cristo. O piuttosto l’uomo non è capace di comprendere se stesso fino in fondo senza il Cristo. Non può capire né chi è, né qual è la sua vera dignità, né quale sia la sua vocazione, né il destino finale. Non può capire tutto ciò senza il Cristo. E perciò non si può escludere Cristo dalla storia dell’uomo in qualsiasi parte del globo, e su qualsiasi longitudine e latitudine geografica. L’esclusione di Cristo dalla storia dell’uomo è un atto contro l’uomo. Senza di lui non è possibile capire la storia della Polonia, e soprattutto la storia degli uomini che sono passati e passano per questa terra. Storia degli uomini. La storia della Nazione è soprattutto storia degli uomini. E la storia di ogni uomo si svolge in Gesù Cristo. In lui diventa storia della salvezza».

Giovanni Paolo II ricordava insomma che la vera storia della Polonia non era affatto quella che dal 1945 veniva raccontata nei manuali del regime comunista, in uso nelle scuole e nelle università, ma quella cristiana e che da secoli la coscienza civile e religiosa di intere generazioni aveva saputo custodire, arricchire e trasmettere.


Non è difficile immaginare la gamma di pensieri che devono aver agitato le autorità all’udire le parole sopra ricordate, certamente neppure lontanamente quelle che avrebbero voluto sentirsi dire. Non è nemmeno difficile supporre che cosa deve aver pensato il milione di persone che in un palpabile silenzio ascoltarono quelle parole affilate come una lama. Quello che deve aver pensato lo stesso pontefice lo si può forse evincere da alcune parole pronunciate di fronte a tutte le autorità prima di salire sull’aereo per tornare a Roma: «La visita del Papa in Polonia è certamente un evento senza precedenti, non soltanto per questo secolo, ma anche per l’intero millennio di vita cristiana polacca, tanto più che si tratta della visita di un Papa polacco, il quale ha il sacrosanto diritto di condividere i sentimenti della propria Nazione. Una tale partecipazione, infatti, è parte integrante del suo ministero di Successore di Pietro nei riguardi di tutta la Chiesa. Questo evento senza precedenti è indubbiamente un atto di coraggio da ambedue le parti».
Quel viaggio di Papa Wojtyla segnerà l’inizio, quattordici mesi dopo, del tramonto di un dispotico sistema di potere: quattordici mesi dopo, nell’agosto 1980, a Danzica nascerà Solidarnosc, il primo sindacato libero in un paese del blocco sovietico, messo temporaneamente fuorilegge il 13 dicembre 1981. Papa Wojtyla era molto favorevole a Solidarnosc ma era contrario a trasformarlo in un partito, voleva che rimanesse espressione della società civile, perché la sua trasformazione sarebbe stata intollerabile per il regime e avrebbe portato a una guerra civile o alla repressione. La prima rivoluzione avrebbe dovuto avvenire nelle coscienze. I polacchi erano rassegnati. La prima cosa era alimentare la speranza, che non vuol dire prendere le armi. L’azione fondamentale di Giovanni Paolo II è stata questa.

Nove anni dopo, il 4 giugno 1989, si terranno le prime elezioni libere che assegneranno ai candidati di Solidarnosc il 90% dei voti e il 24 agosto successivo il cattolico Tadeusz Mazowiecki diventerà capo del governo polacco. Di lì a nemmeno tre mesi, il 9 novembre, la fotografia che ritrarrà la caduta del Muro di Berlino «scolpirà» per sempre nel tempo il crollo definitivo nell’Europa dell’Est (in Russia accadrà solo il 25 dicembre 1991) di quell’ideologia incapace di capire «la vera dignità», la «vocazione» e «il destino finale» dell’uomo. Per coloro che vollero e seppero sentire e vedere, i primi scricchiolii di quel crollo si udirono salire proprio dalle piazze polacche: a Berlino ci fu solo il tonfo finale.

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Caduta Muro di Berlino 9 novembre 1989
“In questi giorni di profondi cambiamenti nella vostra patria mi sento molto unito a voi e a tutta la popolazione del vostro Paese in cristiana solidarietà. Prego con voi Dio affinché, con l’intercessione della Madre del Signore, possano realizzarsi le speranze dell’umanità nella giustizia, nella libertà e nella pace interna ed esterna. Fate tutto il possibile, anche se siete un piccolo gregge, per rinnovare il volto della terra nel vostro Paese, con la potenza dello Spirito di Dio, insieme a tutti gli uomini di buona volontà, uniti soprattutto ai cristiani evangelici”. Sono le parole scritte da Giovanni Paolo II all’indomani della caduta del Muro di Berlino – 

Storicamente riconosciuto come uno dei principali artefici della caduta del Muro, Giovanni Paolo II incontrava il 14 novembre 1989 a Roma i vescovi diocesani della Repubblica Federale Tedesca. A loro – senza mai nominare il Muro – rivolgeva parole inequivocabilmente chiare.

“La situazione del mondo di oggi – osservava il Papa – può diventare una nuova occasione per la fede. Questo non solamente perché l’ideologia marxista oggi si è chiaramente esaurita. Anche le ideologie consumistiche dell’Occidente sono sempre di più scoperte dai giovani, i quali esigono promesse più profonde. Se la fede si presenta senza timore nella sua grandezza trasparente e pura, la si sperimenta nel modo migliore quale vera risposta alla sete di una generazione, che sta vivendo in un certo senso l’esperienza e la condizione del figliol prodigo”.

La preghiera di Giovanni Paolo II

Il Santo Pontefice inviò anche una preghiera ai Vescovi diocesani della Repubblica Federale Tedesca. In questo messaggio di vicinanza, Wojtyla chiese l’intercessione della Vergine Maria, scrivendo: “Prego con voi Dio affinché, con l’intercessione della Madre del Signore, possano realizzarsi le speranze dell’umanità nella giustizia, nella libertà e nella pace interna ed esterna. Fate tutto il possibile, anche se siete un piccolo gregge, per rinnovare il volto della terra nel vostro Paese”.

“Senza timore e con coraggio – concludeva Giovanni Paolo II – dobbiamo far apparire di nuovo la novità e la grandezza della fede! Così la fede sarà il fondamento della gioia e della liberazione dei credenti. Incoraggiate soprattutto i sacerdoti e i diaconi, tutti i collaboratori a tempo pieno, e quelli volontari, ad offrire una tale testimonianza”.karol_wojtyla_forum_5_0

Fonti

Il Rosario delle Lacrime della Madonna, devozione potente che annulla i malefici, protegge dagli inganni delle sette occultiste, libera anime del Purgatorio

Il Rosario delle Lacrime della Madonna  è una devozione molto potente per proteggere la propria anima, corpo e la propria famiglia dai malefici, per annullare gli inganni delle sette occultiste, per la conversione dei nostri nemici, per la liberazione delle anime del Purgatorio: si può recitare con una corona di colore bianco, con piccoli grani a forma di lacrima, nel numero di sette, ripetute per sette volte. Questa corona detta Rosario alle Lacrime di Maria si trova nei santuari mariani e nei negozi di articoli religiosi e si può acquistare anche online

https://www.editriceshalom.it/it/shop/corona-delle-lacrime-della-madonna.html

ORIGINE DELLA DEVOZIONEIrmã-Amália-e-Nossa-Senhora-das-lágrimas.jpg

Immediatamente dopo la prima Guerra mondiale, nel periodo della Grande Depressione in America, visse una suora molto pia il cui nome da religiosa era Amalia di Gesù Crocifisso. Il suo convento, l’Istituto dei Missionari di Gesù Crocifisso, si trovava nell’America Meridionale, in un piccolo paese di nome Campinas in Brasile. Monsignor Count Franciscus von Campos Barreto, Vescovo della Diocesi di Campinas, diede vita all’Istituto con l’aiuto di suor Amalia come co-fondatore. Suor Amalia fu una delle prime otto donne che decisero di dedicare, in quell’Istituto, la loro vita al servizio di Dio.

campinas-amaliaaguirre-ritaglioCome San Francesco, Padre Pio e Theresa Neumann, suor Amalia fu un’anima privilegiata nel sopportare le stigmate di Cristo. Soltanto questa prova avrebbe fatto comprendere quale destino si prospettava per lei che si offriva vittima per i bisognosi. Anima che era certamente di natura generosa e disposta al sacrificio.

Un giorno nell’autunno del 1929 un parente di suor Amalia si presentò al convento, aveva un grande bisogno perché sua moglie era seriamente malata ed era molto angosciato.

Raccontò che, secondo la diagnosi di molti dottori, la malattia della sua sposa era incurabile e lui non sapeva cosa fare e non sapeva quello che Dio si aspettava da lui. Perciò suor Amalia, era la sua ultima speranza. Pianse disperatamente domandandosi: “Cosa mai accadrà ai bambini?”.

Il cuore di suor Amalia si addolorò alla vista di tanta sofferenza. Le sue inclinazioni innate la condussero immediatamente a desiderare di aiutarlo in tutti i modi possibili, così mentre il suo parente raccontava questa storia di dolore, pregava internamente il nostro Redentore Divino in riflessione profonda, riflettendo altrettanto intensamente a quello che lei avrebbe potuto offrire o fare.

Ascoltando nello stesso momento sia il suo parente che la sua anima, suor Amalia sentì un impulso interno che l’esortava a visitare Gesù in chiesa. Quando il loro incontro ebbe termine, lei rispose fedelmente e rapidamente a questa voce del cuore.

Dopo essere entrata nella casa di Dio, suor Amalia si inginocchiò riverentemente, avvicinandosi all’altare. Qui si inginocchiò stendendo le braccia verso Gesù nel tabernacolo e, in tale  atteggiamento devoto ed umilmente sottomesso al nostro Re eucaristico, parlò così a Gesù: “Se non c’è speranza per la moglie di T., io sono pronta ad offrire la mia vita per quella madre di famiglia. Cosa vuoi che faccia?”.

Gesù rispose: “Se Lei vuole ricevere questi favori, li chieda a Me per intercessione delle lacrime di Mia Madre“. Suor Amalia chiese ulteriormente:”Come devo pregare?”. Gesù le spiegò: “Oh Gesù, ascolta le nostre suppliche e le nostre domande per le lacrime della Tua Santa Madre! Oh Gesù, ricordati delle lacrime di colei che ti ha amato più di tutti sulla terra.” Poi Gesù aggiunse: “Figlia Mia, tutte le persone che mi chiederanno grazie pregando le lacrime di Mia Madre, io gliele accorderò amorosamente. Mia Madre darà questo tesoro al nostro Istituto adorato per attirare la Mia Grazia.” (Questo accadde l’8 novembre 1929).

Gesù adempì, precisamente quattro mesi più tardi, alla promessa fatta a suor Amalia, nella primavera dell’anno seguente. All’appuntamento divino la Beata Vergine Maria diede questo tesoro del Cielo all’Istituto.

Il brano seguente è tratto dai ricordi della suora riguardo quello che accadde:

Era l’8 marzo 1930. Io ero nella cappella inginocchiata presso l’altare, all’improvviso mi sentii sospinta ad alzare lo sguardo. Poi vidi una Donna di una bellezza indicibile che si avvicinava,  le sue vesti erano color viola, un manto celeste scendeva dalle spalle ed un velo bianco le copriva il capo. Sorridendo, rimase sospesa nell’aria rivolta verso di me, mentre teneva nelle Sue mani un Rosario che chiamò “Corona”.

La Madonna, sorridendo amabilmente, mi consegnò la corona i cui grani, bianchi come la neve, brillavano come soli. La Vergine mi disse: “Ecco la corona delle mie lacrime. Il mio Figlio l’affida al tuo istituto come una porzione di eredità. Egli ti ha già rivelato le invocazioni. Egli vuole che mi si onori in modo speciale con questa preghiera ed Egli accorderà a tutti quelli che reciteranno questa corona e lo pregheranno in nome delle mie lacrime, grandi grazie.

Questa corona servirà ad ottenere la conversione di molti peccatori e in modo particolare quella dei seguaci dello spiritismo.

Al vostro Istituto sarà riserbato il grande onore di ricondurre in seno alla S. Chiesa e di convertire un gran numero di adepti di questa setta nefasta. Il demonio sarà vinto con questa Corona e il suo impegno infernale sarà distrutto“. Quando la Santa Vergine finì di parlare, scomparve.

L’8 aprile 1930,  Maria Santissima rivelò a Suor Amalia l’immagine di una medaglia della nostra cara Signora delle lacrime. Sul davanti, intorno a un’immagine di Maria che tiene il rosario, ci sono le parole: “O Vergine dolente, le tue lacrime abbattono l’impero infernale”. Sul retro c’è un’immagine di Gesù con la scritta: “Per tua divina dolcezza, o Gesù imprigionato, salva il mondo dall’errore che lo minaccia”.   

Nel 1934, il fondatore del suo Istituto, Francisco de Campos Barreto, vescovo di Campinas, diede un imprimatur al Rosario delle lacrime e raccomandò l’uso della medaglia, dicendo che aveva già fatto molti miracoli in Brasile e in Europa.


CORONA DELLE LACRIME DELLA MADONNAmaxresdefault (1).jpg

La Corona è composta di 49 grani divisi in gruppi di 7 e separati da 7 grani grossi. Termina con 3 grani piccoli.

Preghiera Iniziale:

O Gesù, nostro Divino Crocifisso, inginocchiati ai tuoi piedi noi ti offriamo le Lacrime di Colei, che ti ha accompagnato sulla via dolorosa del Calvario, con amore così ardente e compassionevole.

Esaudisci, o buon Maestro, le nostre suppliche e le nostre domande per l’amore delle Lacrime della tua Santissima Madre.

Accordaci la grazia di comprendere gli insegnamenti dolorosi che ci danno le Lacrime di questa buona Madre, affinché noi adempiamo sempre la tua santa Volontà sulla terra e siamo giudicati degni di lodarti e glorificarti eternamente in cielo. Amen.

Sui grani grossi (7):

O Gesù, ricordati delle Lacrime di Colei che ti ha amato più di tutti sulla terra. E ora ti ama nel modo più ardente in cielo.

Sui grani piccoli (7 x 7):

O Gesù esaudisci le nostre suppliche e le nostre domande. Per amore delle Lacrime della tua Santa Madre.

Alla fine si ripete 3 volte:

O Gesù ricordati delle Lacrime di Colei che ti ha amato più di tutti sulla terra.

Preghiera conclusiva:

O Maria, Madre dell’Amore, Madre di dolore e di Misericordia, noi ti domandiamo di unire le tue preghiere alle nostre, affinché il tuo divin Figlio, al quale noi ci rivolgiamo con confidenza, in virtù delle tue Lacrime, esaudisca le nostre suppliche e ci conceda, oltre le grazie che gli domandiamo, la corona della gloria nell’eternità. Amen.


Testimonianze

Nel 1934 – solo alcuni anni dopo le apparizioni – Sua Eccellenza Franciscus, il Vescovo di Campinas, si recò da Roma in Germania per visitare Theresa Neumann nel Konnersreuth. Tramite la documentazione assicurata da un ordine contemplativo in Germania registrata in un opuscolo intitolato “Nostra Cara Signora delle Lacrime”, noi ripetiamo tutti i dettagli ed annunci pubblici riguardo alle apparizioni in Campinas a suor Amalia – come da imprimatur vescovile.
Sua Eccellenza non solo si prodigò in Brasile, ma anche in tanti altri paesi dove portò la medaglia di Nostra Signora delle Lacrime la quale – rivelò a suora Amalia la Madonna in un’altra apparizione – si ebbero conversioni innumerevoli. Innumerevoli grazie sono state ricevute attraverso la preghiera del Rosario per onorare le lacrime della nostra cara Signora. La ragione di queste grazie ha origine dalla promessa del Redentore: “nessun favore sarà rifiutato, quando qualcuno mi chiederà una grazia in nome delle Lacrime della Mia Santa Madre“.
E’ un fatto risaputo che il Redentore ricompensa in un modo speciale la riverenza sincera per i dolori della Sua Santa Madre che sono la causa delle sue lacrime. Anche da Germania, Olanda e dal Belgio giunsero notizie di favori straordinari e di grazie ricevute. Tutti coloro che pregano il Rosario di Nostra Signora delle Lacrime per nove giorni e ricevono i Sacramenti si avvicinano alla Misericordia di Dio.
Da religiosi, noi lo comprendiamo, che pregare questo Rosario è un’abitudine molto cara che permette di ricevere delle grazie straordinarie. Per questa ragione, loro spesso lo pregano quotidianamente per chiedere le grazie a loro e ad altri, la conversione dei peccatori, degli eretici, degli atei, per ottenere le grazie per i preti ed i missionari, per aiutare le persone a morire in grazia di Dio e per liberare le anime dal Purgatorio.eee029dad32672de5ba3e11d8e862196.jpg

Fonti

Notizie tratte dal libro:”Apparizioni mariane”, di M.Gamba, ed.Segno

CORONA DE LAS LAGRIMAS DE NUESTRA SEÑORA

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