Fra Benigno Palilla: “Il diavolo esiste, è l’ ‘omicida’ sconfitto da Gesù, che ha dato alla Chiesa potere e potestà di scacciarlo”

Alcuni giorni fa in una intervista il Generale dei Gesuiti, padre Arturo Sosa, rispondendo ad una domanda, ha affermato che ‘Il diavolo esiste come realtà simbolica, non come realtà personale’. Questa affermazione ha indotto l’Associazione Internazionale degli Esorcisti a diramare un PRECISO COMUNICATO STAMPA per ribadire la Verità di fede sulla reale esistenza del Maligno https://aiepressoffice.com/it/2019/08/22/comunicato-alla-stampa-della-i-e-sulla-dichiarazione-di-padre-arturo-sosa-abascal-al-meeting-di-rimini/

Fra’ Benigno Palilla, sacerdote esorcista dei Frati minori rinnovati, ha rilasciato questa ampia intervista sull’argomento. Fra’ Benigno è alla guida del Centro regionale ‘Giovanni Paolo II’, istituito dalla Conferenza episcopale siciliana, per la formazione degli esorcisti di Sicilia. A lui si rivolgono tantissime persone per superare delicati e gravi momenti di difficoltà.

Fra’ Benigno, esiste davvero il diavolo?
Alla luce del dato biblico e del magistero della Chiesa c’è da dire che l’esistenza del diavolo e dei demoni rientra nella Rivelazione, che Dio ha fatto agli uomini: dunque, è una verità di fede, perché rivelata da Dio stesso. Ne segue che il credere o non credere all’esistenza di questa entità personale non è qualcosa di facoltativo. È, invece, un dovere, pena l’incorrere in un peccato di eresia. Negare questa realtà non comporta solo il venir meno alla fede in una verità rivelata. La cosa più grave è che una tale negazione implica anche la riduzione del valore della redenzione di Cristo, se è vero, come è vero, che il Figlio di Dio – come ci ricorda S. Giovanni in una delle sue lettere – è apparso per distruggere le opere del diavolo (cfr. 1Gv 3,8) ed è venuto anche – come ci ricorda questa volta l’autore della Lettera agli Ebrei – per ridurre all’impotenza il diavolo (cfr. Eb 2,14).

Ha anche una equipe medica che collabora?
All’interno del gruppo di volontari che mi collaborano ci sono anche dei medici: uno psicopatologo e criminologo forense, una psicoterapeuta, uno psicoterapeuta, due medici di famiglia, una psichiatra. Una volta al mese affrontiamo insieme i casi più complicati: la persona espone tutti i suoi disturbi, poi ciascuno pone domande all’interessata a partire dalle proprie competenze. Alla fine io faccio un “esorcismo diagnostico” per dare la possibilità all’equipe di vedere con i propri occhi ciò che dovesse emergere durante l’esorcismo. Poi la persona lascia la stanza e noi della equipe discutiamo il caso. Possono presentarsi tre soluzioni: la persona non ha alcun problema di natura diabolica; oppure la persona ha bisogno di essere seguita da qualche medico specialista perché ha una patologia in corso; oppure ancora le due cose si presentano insieme: c’è la presenza di una patologia ma anche di un disturbo spirituale di natura diabolica. In questo caso l’intervento dovrà essere duplice: quello del medico con una terapia psicologica o farmacologica e quello dell’esorcista con una terapia esorcistica.

Ma dunque voi vi muovete in un campo quasi parallelo a quello medico?
A questo punto si apre una questione che sto affrontando da tempo, di cui, tuttavia, non riesco a venirne a capo: il dialogo con la medicina. Vorrei che i medici comprendessero che ci sono casi di guarigione che sono frutto della terapia esorcistica. So bene che non posso chiedere a questi medici di ammettere l’esistenza del diavolo e men che meno dell’esorcismo, ma almeno che riconoscano nella loro onestà intellettuale che ci sono casi in cui persone, per loro ammalate, guariscono attraverso specifiche preghiere che i cattolici chiamano esorcismo, anche se essi non sanno come ciò avvenga e perché ciò avvenga. Noi invece lo sappiamo, e ciò perché abbiamo accolto la parola di Dio che non può sbagliarsi né imbrogliare: Gesù ha dato alla Chiesa potere e potestà su tutti i demoni e il potere e il comando di scacciarli. La liberazione del maligno è un vero e proprio miracolo: un intervento di Dio, che opera il miracolo della liberazione attraverso un suo ministro che è l’esorcista, nominato dal Vescovo con peculiare ed espressa licenza. fra-benigno1

Ma così chiede ai medici di avere la fede?
No, assolutamente. Infatti come non chiedo ai medici atei di riconoscere un miracolo, ma chiedo solamente che riconoscano una guarigione misteriosa come avviene per esempio in tanti casi di guarigioni misteriose scientificamente riconosciute tali a Lourdes, così non chiedo loro di ammettere che esista il diavolo, le possessioni diaboliche e le liberazioni, perché questa ammissione equivarrebbe a riconoscere Dio; chiedo loro solamente che ammettano l’esistenza di guarigioni, che avvengono senza trattamento psicologico o farmacologico, ma solo con la terapia esorcistica. Dunque guarigioni che non si possono spiegare da un punto di vista scientifico. Neppure si può pensare all’effetto placebo, giacché le guarigioni avvengono con l’ultimo di una serie di esorcismi, distribuiti nell’arco di più anni. Un eventuale effetto placebo dovrebbe verificarsi al primo incontro con l’esorcista, non all’ultimo. Mi spiace dover constatare che nella formazione dei medici all’università questa problematica non viene nemmeno sfiorata. Ma per dirla tutta, purtroppo anche nelle facoltà teologiche questo tema non è oggetto di studio. Ricordo un fatto particolarmente significativo.

Prego
Fui chiamato perché c’era una persona che improvvisamente aveva iniziato a parlare in lingue che non conosceva. Chiesi al medico che stava scrivendo il suo referto come spiegava un tale fenomeno. Mi rispose che al momento la medicina non era in grado di dare una spiegazione scientifica, ma che in futuro si augurava che sarebbe accaduto. Allora lo invitai a partecipare ad una seduta di esorcismo. “Lei si faccia il suo lavoro – mi rispose -, che io mi faccio il mio”.

Ma veniamo all’esorcismo. Come si fa e cosa accade?
Durante l’esorcismo ho bisogno di collaboratori perché la persona posseduta durante le crisi diventa violenta, può fare del male e può farsi del male. Io uso piccoli accorgimenti: un materasso a terra, le mura coperte di gommapiuma per evitare le conseguenze degli urti, e poi alcune persone che in caso di necessità intervengano con la forza, perché spesso tentano, come dicevo, di farsi del male o di fare del male. La violenza c’è quasi sempre. In genere il diavolo, non sopportando la preghiera dell’esorcismo, sospende nel paziente, qualora si tratta di una possessione totale, l’esercizio della sua volontà, dell’intelligenza e della memoria, facendolo così entrare in trance. In questo caso egli usa e gestisce direttamente il corpo della persona. Conseguentemente parla attraverso la sua bocca esprime i suoi sentimenti di odio, rabbia, ecc. attraverso questa persona, la quale alla fine non ricorda nulla di quanto accaduto.

Ma quali sono i poteri e i mezzi dell’esorcista?
Nessun potere. L’esorcismo è un sacramentale, cioè è una preghiera della Chiesa. L’esorcista in quel momento rappresenta la Chiesa. Di conseguenza è la Chiesa che libera, e ciò per quel potere che ha ricevuto dal suo Signore. Essa, pertanto, dovrà ricorrere ai mezzi proposti da Gesù perché si abbia la liberazione. Gesù ha detto che certa specie di demoni non si può scacciare in nessuna altra maniera se non con la preghiera e il digiuno (cfr Mc 9, 29; Mt 17, 21). Ne viene di conseguenza che se dietro l’esorcista c’è una Chiesa che prega e digiuna, la liberazione avviene più facilmente. Vorrei a questo proposito raccontare l’esperienza di un esorcista africano.

Prego
Al primo convegno internazionale degli esorcisti un esorcista africano era meravigliato che in Europa per una liberazione di una persona, vittima dell’azione straordinaria del diavolo, fosse necessario pregare l’esorcismo, con una frequenza settimanale, per due o tre anni. Mentre lui lo faceva una sola volta e non aveva bisogno di ripeterlo. Padre Amorth rimase meravigliato perché disse che lui nella migliore delle ipotesi aveva bisogno di un paio d’anni. Abbiamo appreso poi che questo esorcista aveva una parrocchia vasta quanto una diocesi e aveva coinvolto tutti i fedeli in una catena di preghiera notte e giorno. Cioè i fedeli avevano fatto dei turni di preghiera per pregare notte e giorno. Capimmo il perché a lui bastasse un solo esorcismo per la liberazione di una persona.

E nella sua esperienza?
Anch’io ho potuto notare in questi venti anni di attività pastorale esorcistica che le liberazioni (e sono state tante, soprattutto in questi ultimi tre anni, circa una cinquantina) sono avvenute grazie alle preghiere di tante persone. Ecco perché quando vado nelle comunità ecclesiali per delle conferenze o testimonianze, poi chiedo ad ognuno una preghiera, per esempio la recita di un Rosario, e so che questo contribuisce in modo significativo alla mia azione di esorcista. Pertanto, è importante che dietro l’esorcista ci siano persone che pregano. Questo dà maggiore garanzia per una azione di liberazione.

Ma che differenza c’è tra il diavolo e Dio?
Deve essere chiaro che il diavolo non è assolutamente sullo stesso piano di Dio. Il diavolo è una semplice creatura, che una volta era buona e che poi si è ribellata a Dio divenendo cattiva. Quindi è una semplice creatura, però è più intelligente di noi, più potente di noi, con più potenzialità di noi. Tuttavia non può fare tutto quello che vuole. Può fare soltanto quel tanto che il Signore gli permette per il nostro bene.

Ma non tutti la pensano così, anzi…
C’è la diffusa mentalità che più demoni ci sono in una persona, più difficile sia la liberazione. Ma per Dio non è così. Non dipende dalla quantità. Perché chi libera alla fine è Dio attraverso la Chiesa e non l’esorcista, e per Dio, data la sua onnipotenza, liberare una persona posseduta da un demonio o liberarla da migliaia di legioni di demoni è la stessa cosa. Durante la terapia esorcista che può durare anni la persona acquista man mano dei vantaggi, pur non essendo del tutto guarita. La guarigione accade quando la persona non ha più i disturbi che accusava ed inoltre sperimenta una hilaritas cioè una gioia tutta particolare perché il frutto dello spirito porta pace, gioia, serenità. Se c’è questa gioia interiore e i disturbi cessano per sempre e nella preghiera che viene fatta non c’è più alcuna reazione, e tutto ciò protratto per mesi, allora c’è la liberazione definitiva e, conseguentemente, la guarigione.

Dunque se la liberazione dal demonio è definitiva, i disturbi non ci saranno più?
Potrebbero ritornare se la persona liberata dovesse aprire delle finestre. Ecco perché raccomandiamo a tutti di mantenersi vicini al Signore, di non dare spazio al peccato, perché in caso contrario il diavolo che conosce già la strada può tentare di rientrare nella persona che prima egli possedeva. Se si tengono chiuse porte e finestre, ciò non accade….

Ma quali sono queste porte e finestre?
Sono tante. Per esempio, non andare più a Messa, tralasciare la confessione e la comunione, tralasciare la preghiera personale. Peggio ancora: partecipare a un rito satanico, frequentare maghe e fattucchiere, partecipare a sedute spiritiche. Tutte queste cose agevolano il ritorno del diavolo. Chiariamo: la maggioranza dei maghi sono ciarlatani che lo fanno per soldi e non hanno poteri particolari. Tuttavia anche tra loro ci sono persone che hanno un rapporto tutto particolare con il demonio, cioè hanno poteri che derivano dal demonio. Un rito magico, dice san Tommaso, non ha efficacia in sé, ma può essere efficace perché il demonio lo rende tale. Quindi è il demonio che agisce attraverso i riti magici di queste persone. Rimane tuttavia il fatto che chi si rivolge a loro, siano essi veri maghi o pseudo-maghi, pecca gravemente contro il primo comandamento, perché nei fatti ammette che Dio non è più l’unico salvatore della sua vita. Ma anche chi continua a portare addosso amuleti dati da queste persone, nei fatti ammette che Dio non è l’unico salvatore della sua vita. Ecco, anche qui, il peccato contro il primo comandamento. E quando una persona, già liberata, da spazio al peccato, il demonio facilmente ritorna avendo trovato porte e finestre aperte.

Eppure molti sostengono di ricevere benefici da queste frequentazioni
Può anche accadere così come avviene anche a chi si rivolge ad un mafioso per ottenere un favore. Però così come si crea un legame di dipendenza col mafioso che presto o tardi chiederà un contraccambio, lo stesso è per chi si rivolge al demonio attraverso il mago: presto o tardi porterà il conto. Inoltre, la guarigione ottenuta è solo apparente, in quanto sono stati sospesi solamente i sintomi. La malattia, pertanto, rimane. Il presunto beneficio ricevuto, poi, deriva dal prezzo pagato. E il prezzo pagato è quello di essersi prostrati dinnanzi al demonio. A Gesù aveva promesso di dargli tutto, se prostrandosi, lo avesse adorato.diapositiva20

Fra’ Benigno nota la mia tensione e mi invita a visitare il convento. Insieme ad altri pochi confratelli vive da anni in due vagoni ferroviari, quelli di terza classe che più non esistono, trasformati in celle. Sono all’interno di un piccolissimo rigoglioso giardino di alberi da frutto che esprime subito pace e serenità. Mentre conversiamo quasi da vecchi amici, chiedo notizie della sua attività più pubblica.

Perché fate anche convegni?
In questo campo avviene lo stesso di quello che accade per la medicina. È necessaria sia la formazione universitaria che l’aggiornamento, perché ci sono aspetti scientifici fondamentali sui quali è necessario un confronto continuo. Ecco perché i convegni nazionali e internazionali di esorcisti sono molto partecipati e i risultati cui giungiamo li trasmettiamo poi a coloro che non possono partecipare. Inizialmente sono necessari corsi di formazione di base per i novelli esorcisti, che stiamo facendo sempre in numero crescente. E poi corsi di aggiornamento che servono per perfezionare l’esercizio di questo ministero attraverso relazioni e confronto con altre esperienze.

Come siete organizzati sul territorio?
In diocesi di Palermo siamo 4 esorcisti per 1 milione circa di abitanti. In Sicilia siamo circa 35, un numero appena sufficiente per i bisogni delle persone e siamo giunti al 15° convegno regionale. In Italia siamo da 250 a 300 e siamo all’avanguardia grazie al lavoro di padre Amorth. La Chiesa ha adesso riconosciuto l’Associazione internazionale degli esorcisti, concedendo la personalità giuridica e con sede a Roma. Essa rimane una Associazione privata, riconosciuta però dalla Santa Sede e con approvazione dello Statuto.

E come funziona?
Oltre al Presidente e Vice presidente, esistono i coordinatori in base alle lingue (inglese, francese ecc.), che sono a servizio delle diverse zone del mondo. Alla Associazione si rivolgono i Vescovi di tutto il mondo per dei Convegni sulla pastorale dell’esorcismo ed è per questo che adesso ci muoviamo ovunque. Come Associazione abbiamo stilato un vademecum con le linee guida per l’esercizio degli esorcismi. È un volume di circa 250 pagine che dovrebbero leggere soprattutto tutti coloro che esercitano la pastorale degli esorcismi, per evitare errori che scaturiscono quando l’esorcismo è affidato al “fai da te”.

Per finire mi parli, delle persone che assiste. Che giudizio ne trae?
Le persone che mi sono affidate soffrono terribilmente e mi fanno tenerezza. La loro sofferenza coinvolge la famiglia e gli amici. Non parliamo poi quando ci sono figli piccoli. Pensate: quando una mamma che, entrando in trance per una possessione diabolica, mostra odio verso i figli e tenta di ucciderli, quali conseguenze subiranno essi nel vivere un tale disagio della mamma? Ecco perché queste sono le persone più povere, quelle che la Chiesa è chiamata ad amare di amore di predilezione. Queste persone vivono anche l’umiliazione dell’isolamento perché quanti sanno delle loro condizioni le evitano. Quindi se già portano una croce e poi non vengono accolte dalla comunità, la fatica diventa insostenibile. Dico sempre a tutti che queste persone non soffrono di una malattia contagiosa. Spesso questo non basta. Ecco perché è indispensabile una comunità cristiana che le accolga e le voglia bene prima di qualunque intervento.

Siamo già giunti oltre le ore 12. La conversazione potrebbe continuare, ma si avvertono in lontananza delle grida. Io non vi do importanza, ma Fra’ Benigno scatta sulla sedia e dice: “C’è bisogno di me” e va via. Rimango solo in un silenzio irreale. Ripercorro la strada per uscire. Comprendo che qualcosa è accaduto. Un parrocchiano mi dice: “C’è una ragazza che ha bisogno di Fra’ Benigno”. Comprendo allora che il diavolo non dà tregua neanche in un luogo e in un momento simile. Vado via. Poi chiederò scusa. Fra’ Benigno non ha bisogno delle mie scuse, ma delle mie preghiere.
Fonte  https://www.blogsicilia.it/palermo/io-esorcista-a-palermo-lotto-il-diavolo-ogni-giorno-non-solo-nei-pochissimi-casi-di-possessione-fra-benigno-palilla-racconta-la-battaglia-fra-bene-e-male-nella-sicilia-capitale-degli-eso/496357/?refresh_ce