Proposta laicista del PD: “Se copriamo le croci nei cimiteri, dov’è il problema?”

Infuria sul web la polemica per il video dell’intervento di Alessandra Moretti nel corso di una trasmissione televisiva. L’esponente renziana ha difeso l’iniziativa del sindaco Pd di Pieve di Cento, in provincia di Bologna, di coprire i simboli cristiani all’interno del cimitero (in foto). Un’iniziativa intrapresa per non “turbare” atei e  fedeli di altre religioni…

Perché la scelta di oscurare croci sulle tombe? Perché non si considerano le offese alla pietà dei defunti ed ai cittadini cristiani? Perchè invece non si valuta, al limite, “uno spazio aconfessionale” per chi lo desidera?

Interpellata da Paolo Del Debbio, nel corso della trasmissione Diritto e rovescio, la Moretti ha difeso la proposta choc dei suoi compagni di partito bolognese: «C’è la possibilità di coprire temporaneamente con delle tendini amovibili, che salgono e scendono, i simboli religiosi». Un’iniziativa che, secondo l’esponente dem, verrebbe fatta per non turbare i “laici”. Insomma, non si farebbe per i musulmani ma per non turbare gli atei che vanno in cimitero! Una toppa peggiore del buco. Non a caso il video (del 15 aprile 2019) sta imperversando sul web.

Scrive Don Aldo Buonaiuto, in merito alla controversa vicenda:

Nel “civilissimo” Occidente si verificano forme più silenziose e sofisticate di pregiudizio e opposizione verso i credenti e i simboli religiosi. Al cimitero di Pieve di Cento, in provincia di Bologna, si proporrebbe di oscurare le immagini sacre per permettere riti laici e di altre fedi, come se la croce fosse motivo di imbarazzo per una civiltà che proprio nel Cristianesimo affonda le proprie radici. A Milano, invece, la diocesi è rimasta sola a gridare la propria contrarietà nel deserto di valori di una società secolarizzata e disorientata che cavalca l’ultima “moda”:
conservare in casa le ceneri dei defunti. Nell’Occidente confuso, smemorato e impaurito dalla propria storia, a invocare un riscatto etico era stato dieci anni fa Benedetto XVI: “Il fondamentalismo religioso e il laicismo sono forme speculari ed estreme di rifiuto del legittimo pluralismo e del principio di laicità”. Un allarme rimasto inascoltato.

E così oggi la libertà religiosa è sempre più a rischio nel mondo e a minacciarla non è solo il fondamentalismo che terrorizza e schiavizza, ma anche, in maniera più subdola e velenosa, quel certo laicismo aggressivo e intollerante che mette in pericolo l’educazione dei giovani, l’obiezione di coscienza e l’identità culturale dei popoli. Al Consiglio per i diritti umani di Ginevra, la Santa Sede ha recentemente denunciato “un’ideologia secolarista-radicale che nega i sentimenti religiosi dei cittadini”.  ……Un popolo che assiste inerme alla distruzione della propria coscienza popolare sembra non meritarla. Nascondere le croci di un cimitero o tenere urne cinerarie in salotto (quasi una neo-pagana riedizione del culto dei Lari) non denotano una società capace di rispettare le convinzioni più profonde dei suoi membri. Il vero oscurantismo è ormai quello di chi nega la dimensione pubblica della fede e intende confinarla alla sfera privata, intima, nascosta, come fosse una debolezza, un cedimento irrazionale da assecondare, quasi vergognandosene, lontano dallo sguardo collettivo e personale di un’umanità affrancata dal bisogno di sacro.

Ma le cose non stanno così. Una civiltà che tutela la libertà di religione e di credo si dimostra più forte e non di certo più debole. Solo chi è sicuro e orgoglioso della propria identità ha la credibilità per poter dialogare con chiunque. Il prerequisito su cui costruire un’autentica cultura dei diritti umani è la salvaguardia del proprio patrimonio valoriale e religioso. Per essere davvero espressione della persona e dell’insieme delle sue dimensioni costitutive, una società deve vivere ed organizzarsi in modo da favorirne l’apertura alla trascendenza.

“Le leggi e le istituzioni di una società non possono essere configurate ignorando la dimensione religiosa dei cittadini”, ha ammonito la Santa Sede all’Onu. E invece questo “atteggiamento riduttivo” emana come un fumo tossico anche dalle agenzie internazionali. “In nome dei diritti umani si cerca di instaurare moderne forme di colonizzazione ideologica”, ha denunciato Papa Francesco di fronte ai diplomatici accreditati in Vaticano. All’opinione pubblica, anestetizzata da mass media plasmati dal “pensiero unico”, la fede viene sempre più spesso raffigurata come un retaggio antiquato di un’epoca tramontata. E, invece, la dimensione religiosa rischia di essere derubricata a sottocultura.

Nel silenzio del mainstream, si tende a deprivare la religione della sua funzione pubblica con il rischio di negare la libertà del credente. In realtà la religione rimane una dimensione essenziale della cultura.  I veri oscurantisti sono coloro che si affannano a cancellare i segni del sacro per confinare la fede nel dimenticatoio degli arnesi obsoleti. E’ una dimostrazione tangibile del vuoto valoriale di tanta parte, geografica ed esistenziale, della contemporaneità. Anche perché, come aveva genialmente intuito Honoré de Balzac, “una società di atei inventerebbe subito una religione”.

La reazione di Fratelli d’Italia

«Quanto accaduto al cimitero di Pieve di Cento con la velatura dei simboli cristiani per non “urtare” chi non è credente, è un gesto grave che offende tutti. È inaccettabile che l’amministrazione comunale di sinistra svenda i nostri valori per farsi un po’ di pubblicità. Ribadiamo come Fratelli d’Italia la tutela delle nostre radici e l’orgoglio della nostra identità cristiana», attacca il senatore Alessandro Balboni. Per Mauro Malaguti, coordinatore ferrarese di FdI «ll fanatismo di sinistra nel rispettare chiunque tranne le proprie tradizioni cristiane supera oramai quello di molti paesi islamici.. Questa è la “ricompensa” del Pd a tutti quei cattolici che ancora votano a sinistra».


ULTIMI AGGIORNAMENTI:  in data 30 aprile 2019, poi anche nei giorni successivi, l’On. Alessandra Moretti ha pubblicato sulla sua pagina Facebook un post dal titolo : “Mettiamo fine alla polemica delle tendine”, in cui afferma che, nella trasmissione televisiva di Del Debbio “Diritto e rovescio”, (come si vede nel video diffuso nel web), avrebbe solo riportato la proposta del sindaco di Pieve di Cento (Bologna) e che non sarebbe una sua idea, quella  “DI COPRIRE  temporaneamente CON TENDINE AMOVIBILI I SIMBOLI RELIGIOSI CRISTIANI per non turbare la sensibilità di laici durante le loro funzioni funebri “.

Prendiamo atto di questo pubblico chiarimento dell’On. Moretti, ma vorremmo rispettosamente precisare quanto segue:

1) IL TERMINE LAICO non significa “non credente” e quindi è usato impropriamente da molte persone. Come si evince dall’Enciclopedia Treccani, il termine laico indica: “Chi non appartiene allo stato clericale; sono quindi laici, nella Chiesa cattolica, i fedeli che non sono né chierici né religiosi, ossia tutte le persone battezzate che non hanno alcun grado nella gerarchia ecclesiastica”. 

STATO LAICO  è quello Stato come il nostro, “che riconosce l’eguaglianza di tutte le confessioni religiose, senza concedere particolari privilegi o riconoscimento ad alcuna di esse”. IL LAICISMO è invece ” l’atteggiamento di coloro che sostengono la necessità di escludere le dottrine religiose, e le istituzioni che se ne fanno interpreti, dal funzionamento della cosa pubblica in ogni sua articolazione”.

2) Prendiamo atto che oggi la sig. Moretti abbia ritrattato le sue dichiarazioni televisive, dicendo appunto che lei non ha intenzione di coprire i simboli religiosi cristiani: pero’ SAREBBE STATO OPPORTUNO CHE LO AVESSE DETTO IN TRASMISSIONE, dove invece le sue dichiarazioni risultavano a difesa del progetto del collega sindaco di Pieve di Cento. In merito al video diffuso in rete sulle dichiarazioni dell’On. Moretti, non pare ci sia stato alcun taglio o manomissione alle sue dichiarazioni, in quanto chi ha seguito la trasmissione per intero, ha ascoltato la descrizione minuziosa di QUESTO PROGETTO DI “TENDINE AMOVIBILI NEL CIMITERO PER COPRIRE I SIMBOLI RELIGIOSI”. Anche se queste “tendine amovibili” venissero apposte in una cappella sconsacrata, come spiegato dal Sindaco di Pieve di Cento, sarebbe comunque un oltraggio alle tombe dei CATTOLICI presenti in quella cappella. 

RIMANDIAMO ALLE DICHIARAZIONI DI DON ALDO BUONAIUTO NEL SITO IN TERRIS, CHE HANNO LA NOSTRA COMPLETA ADESIONE (e non credo proprio che anche Don Aldo Buonaiuto abbia capito male….):

https://www.interris.it/editoriale/sepolti-da-un-certo-laicismo

Oscurare le croci al cimitero? È polemica sul progetto del Comune di Pieve di Cento

Padre Verlinde: la scristianizzazione dell’Occidente attraverso le “mode ingannevoli” dell’esoterismo orientale

Nato in Belgio nel 1947 in una famiglia cattolica, Joseph-Marie Verlinde è diventato ricercatore, specializzato in chimica nucleare, presso il Fondo Nazionale della Ricerca Scientifica (FNRS).

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Maharishi Mahesh Yogi

Nel 1968, dove tutto si metteva in discussione, si è allontanato dalla grande scienza e poi dalla fede cattolica approdando alla ‘meditazione trascendentale induista’, di cui è diventato così esperto da diventare segretario personale del fondatore del movimento, il Maharishi Mahesh Yogi, noto al grande pubblico come il Guru dei Beatles e il fondatore della Meditazione Trascendentale, una branca dell’induismo.  Con lui ha percorso tutto il mondo ed è vissuto anche negli hashram in Himalaya.

Un giorno, però, Verlinde ha scoperto che le fantomatiche ENERGIE SOTTILI dell’esoterismo indiano e della NEW AGE sono in realtà degli “spiriti” demoniaci che spostano la malattia e non la guariscono.

Come per san Francesco, anche per Verlinde decisivo è stato l’incontro, nel Nord dell’India, con alcuni lebbrosi. Uno spettacolo allucinante, di fronte al quale il suo maestro spirituale Maharishi reagì con disprezzo: “Allontanati, lasciali percorrere il cammino del loro karma.”  Fu allora che, nel cuore di Verlinde, iniziano a emergere le domande più profonde: “Ero pronto ad aderire fino in fondo a un sistema di pensiero e di pratiche che conducevano a un tale atteggiamento esistenziale davanti alla sofferenza e davanti all’altro?”. Ma sarà l’incontro con un medico francese, cristiano – che a bruciapelo gli chiede: “Ora Gesù Cristo chi è per lei?” – a fare riflettere Verlinde: “Mi feci delle domande profonde. Capii che in Gesù ci è rivelata la possibilità di una nuova alleanza. Gesù è la Parola di verità sull’uomo”. 

“Cristo è incompatibile con il misticismo orientale e con la New Age”

Nel 1976 fece ritorno alla fede cattolica e poi decise di  entrare nel seminario di Avignone.  Ma in quel periodo, mentre stava ritornando a Cristo, venne attirato da un GRUPPO ESOTERICO FALSAMENTE CRISTIANO. “Dopo tanti anni di pratiche orientali, avevo una forma di veggenza spontanea. Mi sono fidato di questo gruppo che si diceva “cristiano”, ma la verità è che hanno mescolato terapie energetiche e reincarnazione. Beh, non lo sapevo all’epoca, ma ero entrato in una scuola esoterica. Non basta pregare per rendere buona una pratica che in se stessa è malvagia e cattiva”: Verlinde si accorse che collaborava in realtà con un demonio o spirito Deva. 

Come Verlinde scoprì che “quei doni”  che aveva acquisito con le pratiche orientali, erano di origine sospetta:   Mentre Padre Verlinde celebrava la Santa Messa a Parigi al momento della elevazione dell’Ostia sentì il suo sedicente “angelo guaritore” [Deva] che bestemmiava il nome di Gesù. Al termine della Santa Messa rientrando in sacrestia trovò un sacerdote al quale spiegò quanto gli era successo; la risposta fu lapidaria: “Non mi stupisce perchè sono l’esorcista della Diocesi”. Conclude Padre Verlinde: “La semplice presenza dell’esorcista che ha ricevuto dalla Chiesa questo mandato ha obbligato lo spirito a rivelarsi per la prima volta. Allora ho lasciato tutti questi poteri [medianici o di caduta] e li ho depositati ai piedi della croce di Cristo. Quando mi sono alzato dalla preghiera di liberazione non avevo più alcun potere. Il fine non giustifica i mezzi e i mezzi che io usavo erano cattivi e non mi aiutavano a raggiungere un buon fine”.

Da quel giorno, Padre Verlinde ha frequentato Padre Matthieu, un grande sacerdote esorcista, famoso in Francia. Si è rivolto a lui per essere aiutato, liberato ed inserirsi in una piena comunione con Cristo. Cosa ci dice Padre Verlinde? Che dietro l’esoterismo e in particolare dietro alle “tecniche olistiche” della New Age che parlano di “ki”, “kundalini”, “prana”, “energia orgonica”, ecc., vi sono i “Deva” o demoni – falsi “angeli di guarigione” – che superbamente vogliono far credere l’uomo un dio in autosviluppo luciferino, facendogli progressivamente rifiutare la grazia di Cristo e della Chiesa, l’unica che salva, libera e guarisce.Risultati immagini per SPIRITI DEVA DEMONI Dopo aver approfondito gli studi alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, nel 1983 Verlinde è stato ordinato sacerdote per la diocesi di Montpellier.

Nel 1987 è diventato dottore in Filosofia all’Università Cattolica di Lovanio, ed ha iniziato a insegnare Filosofia della Natura all’Università Cattolica di Lione. Successivamente è entrato nella ‘Famiglia di San Giuseppe’, un’esperienza del Rinnovamento nello Spirito, che comprende una branca laica e una monastica.

Da quel momento è diventato un apologeta, ha pubblicato diversi volumi sulle spiritualità orientali e sui pericoli di confusione legati a queste pratiche. 

Nel 2002 il Card. Lustiger gli ha chiesto di predicare la Quaresima a Notre Dame a Parigi.Copertina di 'Attacco al cristianesimo. 100 domande sulle nuove forme di spiritualità' Questo è stato un grosso successo. Notre Dame è stata piena, come mai era stata.  Il testo di queste conferenze e di una trasmissione radiofonica, è diventato un best seller nelle librerie francesi e si intitola “ATTACCO AL CRISTIANESIMO”.   

Alla domanda di un radioascoltatore sulla sua esperienza nell’occultismo e sulla sua relazione con Dio, Padre Verlinde ha risposto: “Lei ha ben capito che non si esce indenne da un percorso come il mio, che va dagli ‘ashram’ dell’Himalaya all’occultismo! Mi ci è voluto molto tempo per integrarlo sullo sfondo del mio incontro con Cristo”.

“Ho avuto per fortuna la grazia di poter usufruire di quasi dieci anni di studi filosofici e teologici che mi hanno consentito di trovare la mia unità interiore in Cristo”, ha raccontato padre Verlinde.

“Il lavoro di approfondimento della mia fede – ha aggiunto –, l’ascolto della Parola, la preghiera di lode, l’adorazione eucaristica, insomma: la speculazione e la contemplazione, tutto questo ha contribuito alla guarigione interiore della mia intelligenza, della mia memoria e della mia affettività, estremamente segnate dalle mie esperienze passate”.Risultati immagini per padre joseph marie verlinde


Padre Joseph Marie Verlinde: “Sono uno che ha vissuto nella sua carne, e spesso dolorosamente, l’avventura della New Age, al suo inizio. Il tema che mi è stato affidato riguarda le nuove religiosità e in che misura esse toccano il ministero dell’esorcista.  Sono passato dall’India, e poi per un gruppo esoterico di tipo cristico, cioè un gruppo che recuperava il Vangelo, ma l’interpretava in modo esoterico”.
NON PUO’ ESISTERE UNO “YOGA CRISTIANO” e non e’ una “tecnica per rilassarsi”
« In seguito a un viaggio in Germania, dissi al mio guru Maharishi che gli europei stavano facendo yoga per rilassarsi, e il guru scoppiò a ridere; poi pensò per un momento, e disse: ‘Tuttavia, questo non impedirà allo yoga di avere il suo effetto’, cioè il “contatto con spiriti Deva”.  Non esiste uno “yoga cristiano”, così come non esiste una preghiera d’orazione indù. Esiste uno “yoga” indù praticato da uomini e donne che credono in Cristo e nel Vangelo e che pensano di poter trarre profitto da queste tecniche per il loro sviluppo fisico, psichico e spirituale. Ma il rischio di confusione è enorme. La serenità naturale ottenuta attraverso il lento processo di dissoluzione della coscienza personale non ha niente a che vedere con la pace soprannaturale dello Spirito del Cristo Resuscitato, e non prepara ad accoglierla: è piuttosto il contrario».

Di seguito, riportiamo brani di una conferenza di Padre Verlinde. 

I NUOVI “MOVIMENTI RELIGIOSI” E PRATICHE ALIENANTI

PRIMA PARTE

Parlerò prima di tutto dell’orizzonte teologico ed antropologico delle nuove religiosità (ne posso parlare in generale perché, in loro, tutto si sviluppa in un orizzonte comune) e vi parlerò delle pratiche alienanti che esistono all’interno di queste nuove religiosità.  Il Cardinale Arinze, nel famoso Concistoro in cui si parlò della sfida dei nuovi movimenti religiosi affermò che sono chiamati nuovi non solo perché apparsi solo dopo la 2ª guerra mondiale, ma perché rappresentano un’alternativa alle religioni tradizionali e ciò lascia supporre che si costituiscano come un nuovo paradigma, una nuova proposta di senso che dovrebbe supplire i valori cristiani.  La New Age è nata nel 1971 con la fondazione di due comunità importanti: Esalen, in California, e Findhorm in Scozia.

LA NEW AGE

La New Age non è un movimento ma una mentalità, è una “rete di reti”, un NETWORK (come si dice in inglese), una rete che raccoglie un insieme di pensieri nuovi, una rete che li unifica, offrendo un orizzonte comune, un orizzonte teologico ed antropologico comune. In questo comune orizzonte ci sono grandi differenze e contraddizioni flagranti, ma l’unità si trova sempre in questo comune orizzonte di cui vi darò alcuni elementi.

I QUATTRO PILASTRI FONDAMENTALI DELLA NEW AGE  Risultati immagini per new age

Essa è fondata su quattro principi, che sono i quattro pilastri della New Age:
1) Una concezione olistica ( greco OLOS = IL TUTTO ) dell’universo-uno, all’interno della quale tutte le differenze, anche quelle che non vediamo, sono illusorie. Concezione monistica: un solo essere. Nega la differenza tra Creatore e creatura. Non c’è un Creatore e una creatura, c’è un unico, solo essere. Si tratta di un dio immanente, un dio che s’identifica col mondo. Tutto ciò che esiste partecipa all’unica e sola esistenza che, per definizione, è divina. Quindi tutto è divino. Noi siamo divini, siamo “dio” per natura. Gesù è un Avatar, cioè solo una delle tante incarnazioni del divino. Ce ne sono state prime di lui e ce ne saranno dopo di lui.

2) Un relativismo etico e religioso. E’ buono ciò che mi sembra buono. Non c’è nessun valore assoluto. Il bene, il bello e il vero (i nostri valori trascendentali) non hanno valore assoluto. Hanno valore solo per “me”. Io sono il “creatore” dei valori. Relativismo religioso. Non esistono religioni vere o false. Non esistono religioni rivelate e altre no. Non c’è una religione migliore o più vera di un’altra. Non ci sono verità assolute, ecc.

3) Reincarnazione. La legge fondamentale è quella della reincarnazione e del karma. La concezione della vita è vista alla luce della reincarnazione. Essa è un paradigma, qualcosa di cui non si discute più, è certa (= è un dogma!).

4) Un millenarismo ottimista. Si aspetta un “mondo nuovo” la nuova Era dove viene imposta un unico culto mondialista.

Questi sono i punti, dei paradigmi. Paradigmi che significano una visione del mondo che s’impone come definitiva, universale, evidente, che non si discute. Ecco la difficoltà del dialogo. La nostra concezione del mondo si appoggia su altri paradigmi. Noi non ci riconosciamo in nessuno di questi principi fondamentali della nuova religiosità della New Age. Il mondo oggi si costruisce su questi quattro pilastri, che non sono più i nostri pilastri. Prenderò in esame solo due di questi punti, nella parte teorica della mia conferenza: 1) il dio-tutto; 2) l’antropologia che ne discende.

Mi soffermo su queste cose per mostrarvi l’impatto e le implicazioni spirituali che veicolano e per dimostrarvi che vi sono dei luoghi d’alienazione, anche se sono solo delle visioni teoriche. Io ho la profonda convinzione che il Nemico( il Diavolo) ci tiene già nella sua rete con l’adesione a queste teorie che ci sono proposte.

A) IL PARADIGMA OLISTICO-MONISTICO

Per far capire in modo semplice comincerò con la preposizione del bulgaro Omraam Mikhael Aivanhov (1900-1986), il fondatore della Fraternità Bianca Universale. Egli adotta il “modello del ragno”. “Osservate un ragno che tesse la tela. Avete l’impressione che ci sia, da un lato, il ragno e dall’altro lato, ci sia la tela. Ma a guardare bene il ragno produce la tela a partire dalla sua stessa sostanza. La tela ed il ragno, in effetti, sono una cosa sola. Non sono due realtà differenti, ma una cosa sola. La tela fa parte del ragno, anche quando sembra essere separata. Allo stesso modo, Dio e il mondo sono uno e l’apparente differenza tra Creatore e creatura è solo un’illusione. Sarebbe come dire che il ragno è il creatore e la tela è la creatura. Colui che è più avanzato (secondo questo gruppo esoterico) sa invece che Dio e il mondo sono una cosa sola”. Altro esempio: la lumaca, quando la si guarda c’è l’impressione che la chiocciola sia differente dalla materia molle del corpo della lumaca e, infatti, si può togliere la chiocciola e la lumaca continua a vivere. Il biologo sa che la lumaca produce la chiocciola a partire dal proprio corpo. In effetti, è una parte del suo corpo che s’indurisce. Aivanhov dice (e con lui anche gli esoteristi e gli occultisti d’oggi) che la materia dura è come la cristallizzazione dello spirito e ciò che crediamo essere due ambiti differenti, sono in realtà la stessa cosa. James Findlay, uno dei più grandi profeti (sic!) della New Age, su questo punto afferma: “Lo spirito è lo stato più alto di vibrazione che noi conosciamo”. Capite “lo spirito è vibrazione”, quindi siamo solo nell’ordine della fisica, non c’è niente di soprannaturale. Il soprannaturale, in questa prospettiva, non esiste proprio! Ciò che noi chiamiamo soprannaturale sarebbe solo un aspetto della natura.

B) LO SPIRITO E DIO SONO SOLO VIBRAZIONI

“Lo spirito è una parte dell’universo – continua – allo stesso titolo della materia fisica. E lo spirito è questo qualcosa che misura la materia; è la ‘forza’ o il ‘movimento’ che domina l’universo. E’ una sostanza che vibra nell’ultravioletto (sic!). Ma esiste uno stato vibratorio ancora più elevato dello spirituale e questo è il ‘divino’. Il divino è contiguo allo spirituale, come lo spirituale è contiguo al materiale”. Come vedete da questa descrizione (la materia vibra; la vibrazione più sottile è lo spirito; più sottile ancora è il divino) non c’è differenza, né discontinuità, fra il divino, lo spirito e la materia. Quindi la materia, come lo spirito, sono “divini”! E aggiunge: “Tutto nell’universo è vibrazione. Al principio era il Verbo, e il Verbo è vibrazione pura (sic!)”. Ecco come avviene il recupero e la manipolazione del Vangelo! Il Verbo-Dio non sarebbe altro che vibrazione pura originale. La cristallizzazione di questa vibrazione, genererebbe il mondo. Il Verbo sarebbe solo ciò che vibra alla più alta frequenza…..

UN’ENERGIA SENZA VOLTO E NOME

Tutto sarebbe vibrazione, tutto sarebbe solo energia pulsante. Un’energia divina che non ha nome, né volto. Un’energia che non ha carattere personale, perché la persona costituirebbe una maggiore differenziazione all’interno dell’energia e quindi è … un’illusione (maya). Per la New Age questa sarebbe una terribile, temibile, illusione; un’illusione che ci fa pensare che ci sono distinzioni all’interno del divino. La persona, addirittura, sarebbe l’illusione (maya) più temibile nel cammino di reintegrazione nel divino.

C) NEGAZIONE DEL CRISTIANESIMO

In altre parole le nuove religiosità negano rigorosamente il Dio Padre, rivelato da Gesù Cristo, perché la religione giudeo-cristiana propone un Dio-alterità, con il quale siamo invitati ad avere una relazione d’amore, una relazione di due libertà che s’incontrano, si scelgono e si donano l’una all’altra. Per la New Age, come pure per l’induismo e il buddismo, l’amore sarebbe solo una tappa nel cammino della realizzazione; una tappa che si deve superare (sic!). Buddha diceva che l’amore è da eliminare come l’odio, perché l’amore, come l’odio, sono illusioni (maya) dell’alterità. Quando amo qualcuno, in un certo senso, mantengo all’esistenza quella persona, mantengo la sua alterità con la mia passione. Allo stesso modo quando odio una persona mantengo la sua alterità con la mia passione. Quindi bisognerebbe “superare” questi “stadi” per arrivare ad una presunta unità indifferenziata. Tutti i cammini di mistica naturale pongono l’unità nel raggiungimento di uno stadio indifferenziato. Questa è una delle differenze fondamentali con la mistica orientale, in cui il punto d’arrivo del cammino è l’amore, non la sua eliminazione! L’amore, per noi, è l’unico fine. L’amore non è, e non può essere, solo un mezzo!

Quest’incompatibilità, questa differenza fondamentale di finalità, di scopo, è la prova dell’incompatibilità di questi due differenti cammini.

D) LA NEW AGE RIFIUTO DEL CRISTIANESIMO PER METTERE AL CENTRO UNA “RELIGIOSITA’ MONDIALE”: UN FALSO CRISTO ESOTERICO….Père-Verlinde-600x338

Le nuove religiosità rifiutano fermamente il cristianesimo come una religione dell’illusione. Una religione da superare per giungere alla religione universale, quella che per loro è la vera religione, la nuova religione mondiale che sarà quella dell’Età dell’Acquario (nel 3° millennio). Un altro profeta della New Age, Alice Bailey, afferma che è Cristo stesso, non certo – dice lei – il Gesù dei Vangeli, ma quel Cristo che secondo lei la Chiesa avrebbe rifiutato di annunciare (per lasciare le folle nell’ignoranza), sarebbe questo Cristo esoterico (sic!) che inaugurerebbe questa presunta nuova religione mondiale.

PRIMA SOTTOLINEATURA

Perché vi ho detto tutto questo? Ritroviamo questa visione di natura erroneamente divinizzata, in tutte le nuove religiosità. L’hanno ricevuta e trasmessa dall’esoterismo e dall’occultismo, ma l’origine è nei misticismi naturalistici dell’Oriente. Si rimane colpiti dal fatto che, nello spiritismo, gli spiriti affermano nient’altro che questa stessa dottrina a proposito della natura di Dio. Ignorano volontariamente tutta la tradizione giudeo-cristiana. Ma io ho fatto esperienza sulla mia pelle che, quando sono davanti a Gesù Cristo presente nell’Eucaristia, questi stessi spiriti che nel parlare ignorano tutto della rivelazione giudeo-cristiana, essi stessi poi bestemmiano Gesù Cristo, lo chiamano col suo nome: dunque mentono quando fanno finta di ignorare Cristo.

DOTTRINE DIABOLICHE (1 Tm 4,1; Ap 2,14)

Volontariamente, deliberatamente danno una dottrina che sanno essere sbagliata, per poterci attirare nella loro rete. Il libro della Sapienza (Sap 13,1-9) che S. Paolo riprende nella lettera ai Romani (Rom 1,20-22) condanna la deriva naturalistica e aggiunge che è inescusabile colui che non rende a Dio la gloria dovuta e invece confonde il Creatore con la creatura. S. Paolo dice che sono senza scuse. La loro è un’ignoranza colpevole, perché con le nostre facoltà naturali, usate rettamente, possiamo fare questo discernimento ed evitare questo errore: “Dalla creazione del mondo in poi, le perfezioni invisibili di Dio possono essere contemplate con l’intelletto nelle opere da Lui compiute” (Rom 1,20). Se S. Paolo parla di questo nella lettera ai Romani, vuol dire che siamo all’interno di un combattimento spirituale, e quando si dice combattimento spirituale si dice anche confronto con il nemico.

SEDUZIONE DELL’INTELLIGENZA
OSCURAMENTO DELLA RAGIONE

Discernimento tra il linguaggio menzognero del nemico e il linguaggio di Dio che illumina la nostra ragione naturale e ci dà tutti i mezzi per riconoscere la sua presenza di Creatore, in tutte le sue creature. Non per niente S. Tommaso d’Aquino definisce, come S. Agostino, il peccato come “Aversio a Deo et conversio ad creaturas” (scelta interiore contro Dio e volgersi disordinato, verso la creatura) (cfr. S. Th. III, q.86, a4 ad 1; II-II, q.118, a.5; I-II, q.71, a.6). Se S. Agostino e S. Tommaso definiscono così il peccato, vuol dire che c’è una libertà, che c’è una scelta che io avrei potuto, volendo, evitare, se fossi stato più attento alla voce dello Spirito che illumina la mia ragione naturale. E quindi è il nemico che tenta di sedurmi a quel livello. (N.d.R. = Nella XV domenica del tempo ordinario, anno A, la liturgia della Parola insegna che la Parola di Dio è sempre efficace, non porta però sempre frutti perché ci sono terreni diversi, che portano frutti diversi. La colpa è anche della zizzania seminata dal Diavolo, cioè si riconosce nel diavolo un altro fattore che opera contro l’accoglienza della Parola di Dio nell’uomo. Ho visto che la resistenza che gli uomini e le donne del nostro tempo mostrano verso la concezione di Dio della tradizione giudeo-cristiana va oltre la semplice preferenza per dottrine naturaliste e panteiste. C’è proprio un accecamento, un’impotenza a venire via da dottrine naturaliste. E quindi io credo che ci sia un’azione del demonio sull’immaginazione, una seduzione dell’intelligenza, un oscuramento della ragione. Su questo legame intellettuale bisogna intervenire affinché le persone scelgano una dottrina teologica e una visione di Dio coerente con la rivelazione giudeo-cristiana.

SECONDA SOTTOLINEATURA

La celebra attrice Shirley Mac Laine, promotrice della New Age, diceva: “Noi siamo dei” e in queste tre parole racchiudeva tutto. Un altro testimone, Baird Spalding, affermava una cosa molto importante: “E’ impossibile studiare la natura di Dio, senza prendere in considerazione l’uomo e viceversa. L’uomo è Dio. Dio è l’uomo (sic!). L’uno presuppone l’altro, sono inseparabili. Senza l’uno non esiste l’altro (sic!). L’uomo è divino perché fa parte del tutto. Egli è il tutto, nella sua manifestazione. L’uomo rappresenta l’incarnazione visibile di Dio. Così come lo si vede, s’incarna in forma umana”. Credo non ci sia bisogno di commenti.  L’uomo sarebbe l’essere in cui Dio prende coscienza di se stesso (sic!). L’uomo sarebbe Dio e Dio sarebbe l’uomo!!! L’uomo sarebbe la manifestazione suprema del divino. Sarebbe il luogo in cui Dio, arrivato al termine della sua evoluzione (sic!), potrebbe incominciare un’involuzione, cioè ritornare verso lo stato primitivo costituito da un’energia indifferenziata. Capite che in questo contesto l’individualità umana, la personalità è puramente illusoria (maya). Mentre ciò che fa la gloria della cultura occidentale e francese è segnato dalla famosa frase della filosofia di Cartesio “penso, quindi sono”, un indù direbbe: “Pensi? Quindi tu ancora non sei!”. E’ sconcertante vedere come l’esagono, cioè la Francia, sia talmente sedotta dalla New Age, che è contraddittoria con tutta la sua eredità culturale.

ACCECAMENTO SPIRITUALE

C’è un vero e proprio accecamento spirituale che arriva fino all’oscuramento della ragione e ciò impedisce di vedere la contraddittorietà di queste posizioni non soltanto con la nostra cultura, ma anche con le nostre convinzioni più profonde. Tutta la cultura europea è fondata sulla dignità della persona umana, che il Cristianesimo ha valorizzato. Tutta la filosofia si è costruita progressivamente attorno al concetto di persona, ed ecco che, in pochi decenni, viene spazzata via come qualcosa di vecchio, di appartenente al passato e adottiamo dottrine che non hanno niente più a che vedere con la nostra cultura. Insisto: c’è un’ azione collettiva operata dallo spirito di menzogna.

IL SÉ E L’ENERGIA IMPERSONALE

Aivanhov – insisto – affermava: “Siamo riflessi fuggitivi e parziali del vero Sé, impersonale”. Attenzione a questo “Sé”: per lui non esiste una moltitudine di esseri distinti e separati, esiste un solo essere unico. Questo Sé sarebbe lo spirito onnipotente, illimitato, onnisciente. “Sappiate che voi tutti siete divinità, e l’Io superiore è una parte di questo Sé. E ha un’esistenza propria”. L’unica individualità è il Sé, l’energia divina. Senza dire “chi sia” questo Sé, identificato a quest’energia divina. Quest’energia impersonale presentata come se fosse il vero “dio” è chiaramente un idolo a cui questa New Age vuole che ci sottomettiamo: non esistono abbastanza fatti per affermare che dietro l’idolo da adorare, veniamo chiamati ad adorare, in effetti, il “principe di Questo mondo”? Egli cerca, in tutti i modi. di farsi adorare e di farsi rendere un culto idolatrico, un culto d’adorazione che invece noi siamo tenuti a rendere solo all’unico Dio trascendente e a Lui solo (cfr. Mt 4,8-10). “Aversio a Deo et conversio ad creaturas”. Allontanarsi da Dio, non è solo con lo sguardo. Consiste nel dare alla creatura l’adorazione dovuta a Dio solo.  Papa Giovanni Paolo II nella Tertio millennio adveniente ha detto: “L’uomo si è lasciato deviare dal Nemico. Satana lo ha ingannato e lo ha persuaso di essere lui stesso un dio”. E’ per questo che ho osato avere un linguaggio così forte.

ADERIRE A QUESTE DOTTRINE È CADERE NELLA RETE

Aderire a queste dottrine in cui l’uomo finisce per pensare di essere Dio, non significa solo rimanere sul piano filosofico, ma significa anche entrare in una gravissima scelta spirituale. Non si tratta solo di una dottrina filosofica, si tratta di idolatria. Satana è il promotore e il diffusore di tutte queste dottrine che portano all’idolatria. Che dire allora di tutte le tradizioni di misticismo orientale, che esistono da prima delle nuove religiosità, e da cui la New Age ha preso la dottrina? Dobbiamo forse pensare che gli indù sono tutti dei posseduti? Che l’induismo, forse, viene da Satana? Certo non voglio dire questo!

LUCI ED OMBRE NELLE RELIGIONI PRE-CRISTIANE

L’induismo e altre tradizioni simili sono religioni pre-cristiane. Se Dio ha deciso nella pienezza dei tempi di rivelare tutto nel Figlio è per mille ragioni positive, ma anche per correggere le dottrine pre-cristiane che gli uomini avevano creato, a partire dal loro pensiero, dalle loro tradizioni e anche dallo stato di facoltà ferite (cfr. C.C.C., nn. 396-406), d’ignoranza delle cose di Dio, che è una conseguenza del peccato originale. Dio è venuto in nostro soccorso offrendoci la luce piena della Verità e della Vita (Gv 14,6), in Cristo Gesù. Se fosse stato possibile arrivare a Dio senza Gesù Cristo, allora non era necessario che Gesù venisse e morisse in Croce! Nelle religioni pre-cristiane ci sono delle luci, i “semina Verbi” (cfr. L.G., 16; N.A., 2; A.G., 9) (cfr. C.C.C., nn. 842-843), ma bisogna anche dire che contengono una parte di oscurità (cfr. C.C.C., n. 844) (cfr.Dominus Iesus, nn. 5-8; nn. 20-22), e forse anche di compromesso con lo spirito del mondo, e da tutto questo devono essere purificate (cfr. Fides et Ratio, n. 72).

LA FEDE DEVE DIVENTARE BUONA

Se un indù si converte a Cristo, sappiamo bene che tra i vari passaggi nella preparazione al Battesimo, sono previsti degli esorcismi battesimali. Certo era sincero, ma sincerità non è verità! Essere in buona fede, è bene, ma la fede deve diventare buona, appoggiandosi sull’unico buono, rivelatore di Gesù Cristo. Non è un giudizio sulle persone, ma bisogna insegnare loro ad andare verso l’altra riva, la riva del Cristo risuscitato, quella riva a cui Egli chiama ad andare tutti verso di Lui, tutti noi che eravamo dispersi dopo il peccato.

LE RELIGIONI PRE-CRISTIANE HANNO BISOGNO DI PURIFICAZIONE

Credo che le religioni pre-cristiane abbiamo bisogno di una purificazione e che le persone che sinceramente aderiscono a queste religioni, non sono affatto possedute, ma hanno bisogno di una purificazione che permetterà loro di aderire alla pienezza della Luce. La situazione dei cristiani è diversa. Chi si stacca da Cristo per aderire alle religiosità naturali New Age compie un atto di apostasia da Cristo. Il Card. Arinze diceva che non dobbiamo escludere tra le spiegazioni cercate per la nascita e il diffondersi di queste nuove religiosità, anche l’azione del Maligno, anche se essa non va assolutamente vista come esclusiva.

VOI DIVENTERETE COME DIO

Come nella parabola della zizzania si dice che essa viene mescolata al grano buono, mentre i servi dormono, così possiamo ipotizzare che il diavolo semini la sua zizzania con queste nuove religiosità, anche se le persone interessate, non riconoscono la sua azione. Là dove persone di tradizione cristiana sono sedotte da queste posizioni menzognere, si ritorna alla tentazione iniziale, descritta nella Genesi:

“Voi diventerete come Dio” (Gen 3,5). Nel terzo millennio, attraverso queste false dottrine, il serpente torna ancora a insinuare all’uomo di essere “come Dio”, negando la differenza ontologica tra il Creatore e la creatura. Con il pretesto di un cammino spirituale, il Nemico lusinga in noi, l’antico desiderio di diventare uguale a Dio: “conoscerete il bene e il male”. Da qui nasce il relativismo etico e religioso. E’ la tentazione dell’orgoglio, la peggiore. L’orgoglio è il peggiore dei nostri nemici. L’esperienza personale mi ha fatto capire che l’accecamento di questi adepti, la loro ostinazione a mantenere posizioni insostenibili (per esempio: “io sono dio”), quest’ostinazione tradisce, a mio avviso, un legame che oscura l’intelligenza e paralizza la volontà. Lo Spirito Santo propone la promessa fatta da Dio. La persona l’accoglie tramite l’intelligenza, ma la volontà ostinata può spingere invece la persona ad aderire a queste pseudo-verità e così essa aderisce ad un falso bene che è in effetti un male, nascosto sotto vesti di luce.

Dopo aver detto che siccome queste dottrine esoteriche oscurano l’intelligenza e paralizzano la volontà, e che queste dottrine esoteriche sono dunque alienanti; passiamo ora a considerazioni a livello fisico.

Vediamo la parola INIZIAZIONE. Iniziare vuol dire inserire, cominciare un cammino, mettere una persona in cammino. Mettere su una via di realizzazione. Iniziazione dice anche un termine. Per noi cristiani “l’iniziazione” è una partecipazione alla vita divina; comincia una trasformazione ontologica che sarà pienamente compiuta in Maria SS. Il cammino dell’iniziazione è segnato da una serie di riti che completeranno sempre più pienamente ciò che è iniziato. L’iniziazione è destinata a realizzare il passaggio dallo stato inferiore verso uno stato superiore, concepito come uno stato definitivo. L’iniziazione – nella New Age – è invece il risultato di una serie di interventi ritenuti vitali, attraverso i quali l’individuo potrebbe prendere coscienza di stati di coscienza ignorati, di potenzialità latenti, di possibilità di percezioni medianiche e poteri occulti. L’iniziazione apre a questi poteri medianici ed occulti. Il rituale ha una forte valenza simbolica e, attraverso esso, pretendono di impadronirsi dei doni preternaturali. In verità il vero rituale iniziatico ha la pretesa di provocare la partecipazione ad una specie di presunta “filiazione divina” che in realtà è invece una filiazione satanica, diabolica. Il Rito ha uno scopo operativo: veicolerebbe energie contenute nell’universo. L’individuo subisce incoscientemente una vera mutazione. Il Rito non si esaurisce in una serie empirica di fatti.

Non si può dire che il Rito apra alla collaborazione con gli spiriti in generale, ma apre esplicitamente alla collaborazione con i demoni che conferirebbero poteri preter-naturali (cioè poteri che la natura non possiede e non può dare). Potrei continuare a dire che l’iniziazione conferisce un carattere veramente incancellabile. Vedete che Satana scimmiotta, riprende e pretende di proporre quest’iniziazione come se fosse un sacramento! Si tratta di un sigillo diabolico.

SECONDA PARTE – ASPETTI SPECIFICIImmagine correlata

Passiamo ora ad applicazioni concrete che vengono dalla mia esperienza personale, particolarmente dall’iniziazione della Meditazione Trascendentale (M.T.) di Maharishi Mahesh Yogi. Le sue iniziazioni sono particolarmente potenti. Dopo essere uscito dalla Meditazione Trascendentale sono entrato in un movimento esoterico a sfondo cristiano. Non me la sentivo ancora di rivolgermi ad un sacerdote cattolico. Mi sentivo ridicolo nel raccontargli tutta la mia vita. Sono caduto in questo gruppo esoterico: ce ne sono tanti in Europa. Essi si rifanno al Vangelo ma per interpretarlo in modo occultistico. Essi sapevano che venivo dall’Oriente e che avevo dei poteri occulti ottenuti attraverso queste tecniche orientali.

Ero capace di gestire questi poteri, ma non conoscendo la verità, per un anno mi sono ritrovato intrappolato in un cammino occulto.

L’INIZIAZIONE DELLA MEDITAZIONE TRASCENDENTALE

La Puja, nel culto indù, in generale, è l’atto con cui si offre adorazione ad un “dio” o alle funzioni divine. Nella M.T. è una cerimonia in cui l’iniziatore offre a nome dell’adepto un insieme di oggetti simbolici che rappresentano la persona iniziata: 1) un fazzoletto bianco; 2) del legno di sandalo; 3) della canfora; 4) dell’incenso; 5) della frutta; 6) del riso; 7) dell’acqua. Sette elementi che rappresentano la persona nella sua integrità. Anch’io ho iniziato (ahimè!) molte persone, dopo aver preso contatto col guru. E questo per quattro anni.

Il rituale del Puja è un ‘invocazione ai maestri della tradizione indù, alle divinità indù. Viene offerta la persona che viene iniziata al Pantheon delle divinità indù. La preghiera è fatta a nome della persona da iniziare. L’iniziatore si prostra ed adora. Alzandosi dall’adorazione comunica, all’iniziato, un mantra, cioè il nome di una divinità indiana. La persona, ripetendo questo mantra, invoca quella divinità.

UN’INIZIAZIONE FINITA MALE

Un giorno una persona facoltosa, il pezzo grosso di una società, in una situazione particolare, si fa iniziare alla M.T. Si tratta di un caso particolare, ma ne ho viste a decine d’iniziazioni. In alcuni casi è accaduto che quando la persona ha ricevuto il mantra, è stata soggetta a dei movimenti del corpo che non riusciva a controllare. Comincia ad avere dei movimenti ritmici che si amplificano sempre di più. Tutte le membra del corpo vibrano ed emette anche dei suoni strani. Cade a terra e comincia a strisciare, cominciando a grugnire e questo sempre più forte. Tutti vedono la scena e cercano di capire cosa sta succedendo per aiutarlo. Questa persona, che aveva un importante posto nella società, si calmerà solo dopo tre quarti d’ora e sarà la vergogna della sua esistenza. Questa persona ha confessato che al momento del ricevimento del mantra, ha visto con i suoi occhi. una forma oscura uscire dall’immagine del Guru-Dev e piantarsi in volto, nel chakra, in un luogo conosciuto bene dagli indù, il chakra al centro degli occhi, piantarsi lì, come per entrare dentro di lui. E al momento in cui era dentro di lui, ha cominciato quei movimenti. Questa è un’iniziazione finita male. Normalmente non si vede fino a questo punto, ma è lo stesso fenomeno che avviene anche nelle altre iniziazioni, solo che la persona se ne rende conto molto più tardi. Le spiegazioni che i responsabili davano di queste cose, erano sempre le stesse: “Sono le tensioni che vengono fuori. Sta succedendo, dunque, qualcosa di buono”. Ho visto questo decine e centinaia di volte, con movimenti incontrollati, fino a farsi male, senza potersi fermare. La sola risposta che i responsabili continuavano a dare era: “E’ qualcosa di buono!!!”. Vedete come c’è una perdita di ogni discernimento. Un vero e proprio oscuramento dell’intelligenza che impedisce di accorgersi che c’è qualcosa di diabolico. Per questo insisto molto sull’atto di liberazione dell’intelligenza e della volontà.

DEVA entità famose nell’induismo.

Chiaramente si tratta di demoni. Non c’è bisogno di spiegare che per un cristiano, un’iniziazione di qualsiasi tipo (M.T., o loggia massonica), passo dopo passo, sono solo tutte tappe di iniziazione diabolica. Non voglio sembrare ridicolo, ma il mio scopo è DISOCCULTIZZARE L’OCCULTO. Dobbiamo sapere ciò che succede, per poter dire ai nostri fratelli cristiani: “Ma che stai chiedendo al momento in cui chiedi l’iniziazione?”. Quando il “maestro” ti chiederà: “Che cosa vuoi?”. E tu rispondi: “Chiedo l’illuminazione”. Tu cristiano, illuminato da Cristo, quale illuminazione vai cercando? E’ il problema di tutti i riti di iniziazione che presumono di aggiungere o dare altra luce, oltre Cristo o senza Cristo. Se sono nella luce, non ne chiedo un’altra. Se ne chiedo un’altra, sono un apostata. Ogni iniziazione di questo tipo (dove sono implicati atti e tappe idolatriche) è UN’APOSTASIA dalla fede in Cristo, per aderire ad un’altra cosa. Sono incompatibili nella forma e nei contenuti. Non insisto più, ma queste informazioni sono attinte a documenti.

LIBERAZIONE PER PERSONE CHE HANNO SEGUITO PRATICHE ORIENTALI M.T.Risultati immagini per tuhan yesus dan bunda maria

1) ACQUA DEL GANGE ED ACQUA BENEDETTA

Ho partecipato a preghiere di liberazione per persone che hanno frequentato questi ambienti ambigui. Stavamo lavorando per una persona che veniva dalla M.T. Era una lotta dura. Nella nostra preghiera, invochiamo la grazia di Dio sui fratelli e usiamo l’acqua benedetta. La preghiera si svolgeva nella casa della persona interessata, la quale oltre a delle immagini orientali, aveva conservato anche un flacone di acqua del Gange, il fiume “sacro” indiano. Al colmo dell’ironia, questo flacone aveva la stessa forma del nostro flacone di acqua benedetta. L’aspersione con l’acqua benedetta faceva gridare la vittima del demonio. Mentre continuavamo a pregare, colui che dirigeva la preghiera, senza accorgersene, prende per sbaglio l’acqua del Gange e l’aspersione successiva si fa sulla persona con l’acqua del Gange. Il “paziente” che intanto stava strisciando per terra, supplicando che smettessimo di pregare, con nostro stupore, quando riceve l’acqua del Gange, si rimette in piedi con aria trionfante e, con una risata incredibile, comincia a minacciarci.

Noi che non sapevamo nulla, ci chiedevamo: “Ma cosa succede?”. E più gettavamo (per sbaglio) l’acqua del Gange e più il “soggetto” diventava minaccioso. Allora, quasi d’istinto, guardo la bottiglia, capisco ed esclamo: “Ci siamo sbagliati”. Riprendo l’acqua benedetta, si asperge e, con un grido fortissimo, il nostro “paziente”, ricade in terra. Tutto questo la dice lunga sulla famosa e misteriosa “acqua del Gange”. In India, nei giorni della piena, ho visto le vacche morte che marcivano nell’acqua del Gange. Ora, in quei posti, la sola acqua che si può bere e che non provoca malattie è l’acqua del Gange. Attenzione, però, a quali siano le reali virtù misteriose di quest’acqua. Ricordando l’episodio dell’acqua di Lourdes e dell’acqua del Gange, lascio a voi di tirare le conclusioni.

2) STRANI FENOMENI DURANTE LA M.T.

Dopo la mia conversione, ho lasciato il guru orientale, ma lui mi ha cercato proprio perché aveva saputo che ero ripassato al cristianesimo. Sono tornato da lui e quando stavo con lui avevo una forma di veggenza spontanea (che gli esoteristi cristiani hanno sfruttato). Dissi al guru Maharishi che quando i suoi adepti meditano, io vedevo che, durante la meditazione, essi attirano una specie di piccole entità oscure che si raggruppano intorno al chakra. “Tu – mi disse – non puoi certo aver inventato quanto mi dici, perché il modo in cui lo descrivi è esattamente il modo in cui è scritto nei Veda. Quindi descrivimi bene ciò che vedi”. Quando l’ho fatto, egli mi disse: “Ebbene, quelle entità sono i Deva, degli spiriti poco raccomandabili, che vengono attirati”. Ma rifiutava di ammettere che fosse la meditazione che li attirava. Questo mi lasciava perplesso perché ogni volta che i suoi adepti ripetevano il mantra ed entravano nella meditazione, questi spiriti-Deva, arrivavano. Partii, ma lui mi richiamò di nuovo e mi disse: “Io non posso credere che questo venga dalla meditazione. Hai un mezzo per liberare, coloro che meditano, da questi Deva?”.

Io avevo fatto già esperienza della potenza del Nome di Gesù, che mi aveva liberato. In altra occasione vi parlerò di questi esorcismi fatti su di me dal grande Padre Matthieu. Ero pieno di gioia per la potenza del Nome di Gesù e allora gli ho detto: “Sì, credo che sia il Nome di Gesù che può liberare”. E il guru: “Perché non provi su qualcuno dei miei discepoli?”. Ed io, candidamente, non sapendo che cosa stavo facendo, risposi: “Si, certo. Perché no!”. Erano una decina, ed era proprio lo staff ristretto del guru. La discussione è durata tutta la notte, fino alle ore 3.00. La finestra era aperta. Ed io semplicemente ho detto: “Gesù, Signore, mostra la tua potenza. Nel tuo Nome, nel Nome di Gesù, ti ordino, chiunque tu sia, di lasciare quest’uomo e di andare via da questa stanza”. Non ero esorcista, certo. Mi sembrava, a quel tempo, solo una reazione di buon senso. Mentre nessuno credeva, in quella stanza, la persona a cui avevo rivolto il forte “ordine”, tutto d’un colpo, è stata presa da una fortissima “vibrazione” in tutto il corpo ed ha gridato fortissimo. C’è stato un soffio freddissimo che è passato nell’assemblea. Poi quella stessa persona, che si trovava tra un “meditante” e la finestra, è stata spinta fortissimamente al suolo e poi, più niente. In quel silenzio di tomba, tutti si guardavano negli occhi e capivano che “qualcosa” era successo. Maharishi riconobbe che era avvenuta una liberazione da un Deva. Ma quando ho visto che, nonostante questo, non accettavano che questi spiriti cattivi venivano dalla meditazione stessa e che rifiutavano di aderire alla liberazione data dal Cristo, in quella stessa alba li ho lasciati e non sono mai più tornato da loro. Avevo avuto la prova che avevano rifiutato la verità che si era manifestata loro, per pura grazia di Dio. La mia, in quell’occasione fu, certo, una presunzione, ma Dio ha permesso tutto quello che accadde, solo per manifestare dove fosse la verità. In tutti quegli avvenimenti Gesù ha mostrato il vero cammino della vita.

«Il Signore da principio creò l’uomo e lo lasciò in balia del suo proprio volere. Perciò se tu vuoi osserverai i Comandamenti e dipende dalla tua volontà rimanere ad essi fedele. Il Signore ti ha posto davanti il bene ed il male; là dove vuoi stenderai la tua mano. Davanti agli uomini c’è la vita e la morte, ognuno avrà quello che sceglie» (Siracide 15, 14-17).

Fonti
Blog di Padre Verlinde  (http://www.final-age.net/)

Alcuni dei sacerdoti cattolici premiati nel 2019 per il loro altruismo eroico, ignorati dai media

I loro sforzi esemplari al servizio del prossimo per amore di Dio sono stati divulgati molto timidamente da pochi mezzi informativi

Tra gli sforzi di gran parte dei media per sfruttare al massimo e in modo parziale gli scandali degli abusi sessuali perpetrati da seminaristi o sacerdoti, passano sotto silenzio i tanti casi esemplari di religiosi e sacerdoti fedeli che si dedicano quotidianamente alla missione di servire il prossimo per amore nei confronti di Dio.

Ricordiamo solo tre dei più recenti, tutti di quest’anno e diffusi molto timidamente da ben pochi mezzi informativi.

Un francescano eletto miglior professore del mondo

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Youtube – Khaleej Times

Il francescano Peter Tabichi, del Kenya, è stato eletto miglior professore del mondo ricevendo il Global Teacher Prize 2019. Il premio viene offerto dalla Fondazione Varkey, un’entità che si dedica al miglioramento dell’istruzione per giovani indigenti. La cerimonia di premiazione si svolge a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. Oltre al trofeo, il religioso francescano, che ha partecipato con altri 10.000 concorrenti di 179 Paesi, ha ricevuto un milione di euro, denaro da usare per attività educative.

“Ogni giorno in Africa giriamo pagina e iniziamo un nuovo capitolo. Oggi è un altro giorno. Questo premio è un riconoscimento non nei miei confronti, ma in quelli dei giovani di questo grande continente. Sono qui solo per quello che hanno raggiunto i miei allievi. Questo premio dà loro un’opportunità, dice al mondo che tutto è possibile. L’Africa produrrà scienziati, ingegneri e imprenditori il cui nome sarà un giorno conosciuto in ogni angolo del mondo”.

Le classi, che dovrebbero avere tra i 35 e i 40 allievi, arrivano ad avere il doppio degli studenti. Oltre a questo, insegnando in una scuola in cui c’è solo un computer e la connessione a Internet è precaria fra’ Peter Tabichi è costretto ad andare in un bar per scaricare i materiali necessari alle sue lezioni.

Secondo dati ufficiali, il lavoro del professor Tabichi ha fatto raddoppiare in tre anni il numero degli iscritti al primo anno, mentre i casi di mancanza di disciplina sono scesi da 30 a settimana ad appena 3. Nel 2017, solo 16 degli 59 allievi sono entrati all’università, mentre nel 2018 sono stati 26.

Alla cerimonia di premiazione, presentata dalla star del cinema australiano Hugh Jackman alla presenza del Primo Ministro degli Emirati arabi, il religioso ha voluto usare l’abito dell’ordine francescano, con il cordone a tre nodi, a simboleggiare povertà, castità e obbedienza.

Con informazioni di Gaudium Press

Sacerdote-pompiere tra gli eroi dell’incendio della cattedrale di Notre-Dame

In un’intervista al canale KTOTV, padre Jean-Marc Fournier, cappellano principale dei pompieri di Parigi, ha raccontato che era di turno il 15 aprile scorso, quando la cattedrale di Notre-Dame è andata a fuoco. È stato lui a riuscire a entrare nella cattedrale e a salvare uno dei più grandi tesori del cristianesimo che vi era custodito. I dettagli del suo atto coraggioso sono stati dibattuti da padre Paulo Ricardo sulle reti sociali. Il sacerdote brasiliano ha tradotto l’intervista al presbitero francese:

“Sono padre Fournier, cappellano principale della Brigata dei Pompieri di Parigi. Ero il cappellano di turno il 15 aprile, quando è scoppiato un enorme incendio nella cattedrale di Notre-Dame di Parigi. Sono stato convocato immediatamente, e fin dal mio arrivo mi è sembrato che si dovessero fare due cose principali. La prima era salvare il tesoro inestimabile della corona di spine, e poi, ovviamente, Gesù presente nel Santissimo Sacramento.

Quando sono entrato nella cattedrale era un po’ avvolta dal fumo. Non c’era ancora calore. Davanti a noi avevamo una specie di visione di quello che poteva essere l’inferno, ovvero una cascata di fuoco che cadeva dalle aperture provocate sia dal crollo della [torre] ‘freccia’ che da varie aperture nel coro dei monaci.

Ero accompagnato da un ufficiale superiore, e abbiamo avuto difficoltà a trovare la persona in possesso del codice che permetteva di aprire la cassaforte in cui era custodita la reliquia sacra. Ci è voluto un po’ di tempo, e durante la ricerca, quella specie di caccia al codice, un’équipe di pompieri stava già lavorando per preservare le reliquie. Hanno dovuto colpire lo scrigno delle reliquie, che purtroppo è stato rovinato. Quando abbiamo trovato le chiavi siamo arrivati alle sante reliquie, in modo più o meno simultaneo. Sono state tolte e custodite nel luogo stesso delle operazioni, ma sotto la protezione delle forze dell’ordine, ovvero di funzionari del dipartimento di polizia. Abbiamo allora saputo che la Santa Corona è una reliquia del tutto unica e straordinaria, e che il Santissimo Sacramento è Nostro Signore realmente presente nel suo corpo, nella sua anima, nella sua divinità e nella sua umanità.

(…) Quando l’incendio ha iniziato a raggiungere la torre nord e abbiamo avuto paura di perderla, in quel preciso momento ho preso il Santissimo. Non ho voluto solo prendere Gesù, ho anche approfittato per dare una benedizione del Santissimo. Ero solo nella cattedrale, con tutto in fiamme, fuoco e cose incandescenti che cadevano dal tetto, e con quella benedizione ho provocato Gesù e gli ho chiesto di aiutarci a preservare la sua casa. Dobbiamo pensare che ci abbia ascoltato! E la manovra del generale è stata brillante! Probabilmente entrambe le cose. Non solo il fuoco è stato bloccato, ma la torre settentrionale è stata salvata, e con essa si è salvata anche la torre meridionale”.

Premio “Miglior cittadino dell’India” a un sacerdote cattolico

L’International Publishing House, casa editrice specializzata in testi biografici, ha conferito il 16 aprile il premio “Miglior cittadino dell’India” a padre Vineeth George, sacerdote cattolico claretiano di 38 anni, in segno di riconoscimento per il suo lavoro pastorale accanto alla popolazione emarginata del nord del Paese, a maggioranza induista.

Nato a Hyderabad, il sacerdote, ordinato nel gennaio 2014, si è formato presso la Loyola Academy, diretta dai Gesuiti, ma in un’intervista ad AsiaNews ha raccontato che la sua vocazione “è un dono nato nell’infanzia. Ho sempre pensato di usare i talenti che Dio mi ha dato a beneficio della Chiesa”.

Laureato presso l’Università Jain Deemed e con un post-lauream presso il Matrusri Institute, il giovane Vineeth ha lavorato presso la Dell Computer Corporation e la General Electric, oltre ad essere stato vice-direttore del quotidiano Deccan Chronicle e funzionario del Ministero dell’Energia indiano.

Nonostante l’ottima carriera che aveva davanti non era soddisfatto. Ha quindi lasciato tutto per entrare in seminario.

Il suo impegno pastorale non poteva che essere uno: cioè mettere le sue competenze al servizio degli ultimi del Paese, in particolare nei distretti rurali degli Stati settentrionali. “ Durante il seminario – racconta – mi sono occupato d’istruzione: prestavo servizio in un centro di formazione professionale in un un’area remota del distretto di Rewari, in Haryana, che fa parte dell’arcidiocesi di Delhi. La scuola si trova in un’area abitata solo da indù, dove non esiste la presenza dei cristiani. Il centro accoglie 30 ragazzi e ragazze che hanno abbandonato gli studi; le giovani seguono corsi di cucito ed estetica; i maschi quelli per diventare elettricisti e idraulici”.

Dopo l’ordinazione sacerdotale, continua, “il mio primo incarico è stato nel distretto di Garhwa, nello Stato del Jharkhand. Sono stato l’assistente parroco della chiesa di St. Peter, nella diocesi di Daltonganj. Lì ero anche impegnato nell’insegnamento dell’inglese ai bambini tribali che frequentano la scuola adiacente la parrocchia”. Ora, insieme agli impegni del dottorato, è coinvolto in alcune attività pastorali nell’ arcidiocesi di Hyderabad e nella diocesi di Shamshabad.

Ora, insieme agli impegni del dottorato, è coinvolto in alcune attività pastorali nell’ arcidiocesi di Hyderabad e nella diocesi di Shamshabad.

(Foto dal profilo Facebook di p. Vineeth George)

Con informazioni delle agenzie AsiaNews e ACI Digital.

Festa della Divina Misericordia: una festa voluta da GESU’

La Prima Domenica dopo Pasqua è la Festa della Divina Misericordia. Una festa voluta da Gesù, ottenuta per il tramite di Santa Suor Faustina Kowalska e stabilita da San Giovanni Paolo II.
Gesù ci ha detto: “Desidero concedere la remissione totale delle colpe e delle pene alle anime che si accostano alla Confessione e alla Santa Comunione nel giorno della Festa della Mia Misericordia”.

” Una volta in cui chiesi a Gesù come potesse tollerare, senza punirli, lo sterminato numero di peccati e i crimini che vengono commessi sulla terra, mi rispose: «Per punirli ho l’eternità; adesso prolungo il tempo della mia misericordia. Desidero colmare di grazie tutte le anime; sono esse, semmai, che non le vogliono ricevere. Trovano tempo per tutto, solamente non ne trovano per Me. Infelici quelle che non vorranno riconoscere che questo è il tempo in cui vengo loro incontro”(Diario di Suor Faustina).
Gesù parlò per la prima volta del desiderio di istituire questa festa a suor Faustina a Plock nel 1931, quando le trasmetteva la Sua volontà per quanto riguardava il quadro con la Sua Santa Immagine: “Io desidero che vi sia una festa della Misericordia. Voglio che l’immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia” (Q. I, p. 27).

La scelta della prima domenica dopo Pasqua ha un suo profondo senso teologico: indica lo stretto legame tra il mistero pasquale della Redenzione e la festa della Misericordia, cosa che ha notato anche suor Faustina: “Ora vedo che l’opera della Redenzione è collegata con l’opera della Misericordia richiesta dal Signore” (Q. I, p. 46). Gesù ha spiegato la ragione per cui ha chiesto l’istituzione della festa: “Le anime periscono, nonostante la Mia dolorosa Passione (…). Se non adoreranno la Mia misericordia, periranno per sempre” (Diario di Suor Faustina). Risultati immagini per GIOVANNI PAOLO II DIVINA MISERICORDIACOME OTTENERE IL PERDONO TOTALE DELLE NOSTRE COLPE ? 

Si concede l’Indulgenza plenaria alle consuete condizioni (Confessione sacramentale, Comunione eucaristica e preghiera secondo l’intenzione del Sommo Pontefice) al fedele che nella Prima Domenica dopo Pasqua, ovvero della “Divina Misericordia”, in qualunque chiesa o oratorio, con l’animo totalmente distaccato dall’affetto verso qualunque peccato, anche veniale, partecipi a pratiche di pietà svolte in onore della Divina Misericordia, o almeno reciti, alla presenza del SS.mo Sacramento dell’Eucaristia, pubblicamente esposto o custodito nel tabernacolo, il Padre Nostro e il Credo, con l’aggiunta di una pia invocazione al Signore Gesù Misericordioso (p.e. «Gesù Misericordioso, confido in Te»).
La confessione deve verificarsi in uno qualsiasi degli 8 giorni prima della festa o degli 8 giorni successivi.

CONSACRAZIONE DEL MONDO ALLA DIVINA MISERICORDIA S.GIOVANNI PAOLO IIRisultati immagini per divine mercy POPE JOHN PAUL II

Dio, Padre Misericordioso, che hai rivelato il Tuo amore nel Figlio Tuo Gesù Cristo, e l’hai riversato su di noi nello Spirito Santo Consolatore, 
Ti affidiamo oggi i destini del mondo e di ogni uomo.
Chinati su di noi peccatori, risana la nostra debolezza,
sconfiggi ogni male,
fa’ che tutti gli abitanti della terra sperimentino la Tua Misericordia, affinché in Te, Dio Uno e Trino, trovino sempre la fonte della speranza.
Eterno Padre, per la dolorosa Passione e la Risurrezione del Tuo Figlio, abbi misericordia di noi e del mondo intero. Amen.

O Sangue e Acqua, che scaturisci dal Cuore di Gesù come sorgente di Misericordia per noi, confido in Te.

“Quanto bisogno della Misericordia di Dio ha il mondo di oggi! In tutti i continenti, dal profondo della sofferenza umana, sembra alzarsi l’invocazione alla Misericordia.” Queste parole sono state pronunciate da San Giovanni Paolo II, che aggiunse: “Non esiste per l’uomo altra fonte di speranza al di fuori della Misericordia di Dio” (San Giovanni Paolo II, Dedicazione del Santuario della Divina Misericordia di Kraków-Lagiewniki 17 agosto 2002).


Il culto della Divina Misericordia, nato alle soglie della Seconda Guerra Mondiale, uno dei periodi più bui della storia dell’uomo, si ripropone oggi più che mai come tavola di salvezza.Risultati immagini per nonostante la rabbia di satana, la divina misericordia trionfera' sul mondo intero

” Oggi ho visto la gloria di Dio che si propaga da questa immagine. Molte anime ricevono grazie, benché non ne parlino ad alta voce. Sebbene le sue vicissitudini siano di vario genere, Iddio ottiene gloria per suo mezzo e gli sforzi di Satana e degli uomini malvagi si infrangeranno e verranno annientati. Nonostante la rabbia di Satana, la Divina Misericordia trionferà sul mondo intero ed avrà il culto di tutte le anime (Q. VI, p. 588).   

UN “SECONDO NOME” DELL’AMORE 
Così San Giovanni Paolo II definì la Misericordia di Dio nella sua Enciclica “Dives in Misericordia” del 1980: “Credere nel Figlio crocifisso significa «vedere il Padre», significa credere che l’amore è presente nel mondo e che questo amore è più potente di ogni genere di male in cui l’uomo, l’umanità, il mondo sono coinvolti. Credere in tale amore significa credere nella misericordia. Questa infatti è la dimensione indispensabile dell’amore, è come il suo secondo nome e, al tempo stesso, è il modo specifico della sua rivelazione ed attuazione nei confronti della realtà del male che è nel mondo, che tocca e assedia l’uomo, che si insinua anche nel suo cuore e può farlo «perire nella Geenna»”.


LE DUE SACRE IMMAGINI DI GESU’ MISERICORDIOSO “GESU’ CONFIDO IN TE” (JEZU, UFAM TOBIE)

L’immagine dipinta in presenza di Santa Faustina, 1934. La prima immagine di Gesù Misericordioso dipinta da Eugenio Kazimirowski con la partecipazione di suor Faustina a Vilnius, finita la II Guerra Mondiale (1939-1945), si ritrovò sul territorio dell’U.R.S.S., dove centinaia di migliaia di persone per decenni furono costrette a nascondere la propria fede in Dio.  Il 4 aprile 1937, col permesso del metropolita di Vilnius, l’arcivescovo Romuald Jalbrzykowski, l’immagine del Salvatore Misericordiosissimo venne benedetta e collocata nella chiesa di San Michele a Vilnius, presso l’altare principale. Risultati immagini per divina misericordiaIl Gesù del famoso quadro della Divina Misericordia e l’uomo della Sindone sono sovrapponibili. Occhi, naso, bocca e volto del Gesù della Divina Misericordia sono sovrapponibili in modo sorprendente con l’Immagine impressa sul sacro Lino. Come se fossero il positivo e il negativo di una stessa fotografia. E ciò accade unicamente se l’esperimento grafico si fa con il Dipinto conservato a Vilnius. Oltre al dipinto originale della Divina Misericordia, la Sindone è stata già sovrapposta con successo ad altre due reliquie che richiamerebbero l’esistenza di Gesù: il sudario di Oviedo e il volto santo Manoppello.La seconda Immagine dipinta dopo la morte di Santa Faustina (Adolf Hyla, Cracovia 1994). Nel 1943 – dieci anni dopo la realizzazione della prima immagine di Gesù Misericordioso a Vilnius e cinque anni dopo la morte di suor Faustina a Cracovia (Polonia) – l’artista pittore Adolf Hyla si rivolse alla Congregazione della Beata Vergine Maria della Misericordia. Desiderava dipingere un quadro e farne un dono per la cappella della congregazione, come ex-voto di ringraziamento a nome di tutta la sua famiglia salvata dalla guerra. Le Suore gli proposero di dipingere un’immagine di Gesù Misericordioso. Come modello presentarono all’artista una riproduzione della prima immagine dipinta da Eugenio Kazimirowski con la partecipazione di suor Faustina. Allegarono anche la descrizione dell’immagine contenuta nel Diario di suor Faustina. Questa seconda immagine fu benedetta nel 1944 dal P. J. Andrasz SJ e fu collocata nella cappella della Congregazione a Cracovia, dove è venerata tutt’oggi.


LA MISSIONE DI S. FAUSTINA KOWALSKA: DIFFONDERE NEL MONDO IL CULTO DELLA DIVINA MISERICORDIA Immagine correlataDi seguito alcuni brani tratti dal Diario di Santa Faustina Kowalska sulla Domenica della Divina Misericordia

«Dipingi un’immagine sul modello di come tu mi vedi. Scrivici sotto: Gesù, confido in te! Desidero che questo quadro venga venerato dapprima nella vostra cappella, e poi nel mondo intero. Prometto che l’anima, la quale venererà quest’immagine, non perirà. Le prometto la vittoria sui nemici fin da questa terra, ma specialmente nell’ora della morte. Io la difenderò come mia gloria».

«Figlia Mia, guarda l’abisso della Mia Misericordia e rendi onore e gloria a questa Mia Misericordia e fallo in questo modo: riunisci tutti i peccatori del mondo intero ed immergili nell’abisso della Mia Misericordia. Desidero le anime, figlia Mia.
Nel giorno della Mia festa, nella festa della Misericordia, attraverserai il mondo intero e condurrai le anime avvilite alla sorgente della Mia Misericordia.
Io le guarirò e le fortificherò» (Q I, pag. 104)
– * – * – * –
Una volta che il confessore mi ordinò di chiedere a Gesù che cosa significano i due raggi che sono in quest’immagine, risposi: «Va bene, lo domanderò al Signore». Mentre pregavo udii interiormente queste parole: ” I due raggi rappresentano il Sangue e l’Acqua. Il raggio pallido rappresenta l’Acqua che giustifica le anime; il raggio rosso rappresenta il Sangue che è la vita delle anime…
Entrambi i raggi uscirono dall’intimo della Mia Misericordia, quando sulla croce il Mio Cuore, già in agonia, venne squarciato con la lancia. Tali raggi riparano le anime dallo sdegno del Padre Mio. Beato colui che vivrà alla loro ombra, poiché non lo colpirà la giusta mano di Dio. Desidero che la prima domenica dopo la Pasqua sia la Festa della Misericordia.
Chiedi al Mio servo fedele -A TUTTI I SACERDOTI- che in quel giorno parli al mondo intero di questa Mia grande Misericordia: in quel giorno, chi si accosterà alla sorgente della vita questi conseguirà la remissione totale delle colpe e delle pene.” (Q I, pag. 132)
– * – * – * –
«Nessun’anima troverà giustificazione finché non si rivolgerà con fiducia alla Mia Misericordia e perciò la prima domenica dopo Pasqua deve essere la festa della Misericordia ed i sacerdoti in quel giorno debbono parlare alle anime della Mia grande ed insondabile Misericordia .. Attraverso questa immagine concederò molte grazie alle anime, perciò ogni anima deve poter accedere ad essa.» (Q II, pag. 227)
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«Desidero che la festa della Misericordia sia di riparo e rifugio per tutte le anime e specialmente per i poveri peccatori. In quel giorno sono aperte le viscere della Mia Misericordia, riverserò tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicineranno alla sorgente della Mia Misericordia. L’anima che si accosta alla Confessione ed alla santa Comunione, riceve il perdono totale delle colpe e delle pene. In quel giorno sono aperti tutti i canali attraverso i quali scorrono le grazie divine. Nessun’anima abbia paura di accostarsi a Me, anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto. La Mia Misericordia è talmente grande che nessuna mente né angelica né umana, riuscirà a sviscerarla pur impegnandovisi per tutta l’eternità. Tutto quello che esiste, è uscito delle viscere della Mia Misericordia. Ogni anima nel miei confronti rifletterà per tutta l’eternità sul Mio amore e sulla Mia Misericordia. La festa della Misericordia è uscita delle Mie viscere; desidero che venga celebrata solennemente la prima domenica dopo Pasqua. L’umanità non troverà pace finché non si rivolgerà alla sorgente della Mia Misericordia.» (Q II, pag. 267)._

Gesù mi disse: «Lo sguardo che vi rivolgo dall’immagine è quello stesso con cui io vi guardavo dalla croce. Con quest’immagine, offro all’umanità il recipiente mediante il quale possa attingere grazie alla sorgente della mia misericordia. Il recipiente è esattamente questo quadro con la sua scritta: Gesù, confido in te!».

L’immagine del Gesù Misericordioso spesso viene identificata come quella della Divina Misericordia e giustamente poiché‚ nella passione, morte e risurrezione di Cristo la misericordia di Dio verso l’uomo si è rivelata con totale pienezza. L’immagine occupa una posizione chiave in tutta la devozione alla Divina Misericordia, poiché‚ costituisce una visibile sintesi degli elementi essenziali di questa devozione: esso ricorda l’essenza del culto, l’infinita fiducia nel buon Dio e il dovere della carità misericordiosa verso il prossimo. Della fiducia parla chiaramente l’atto che si trova nella parte bassa del quadro: “Gesù, confido in Te”. L’immagine che rappresenta la misericordia di Dio deve essere per chiara volontà di Gesù un segno che ricordi l’essenziale dovere cristiano, cioè l’attiva carità verso il prossimo. “Essa deve ricordare le esigenze della Mia misericordia, poiché‚ anche la fede più forte non serve a nulla senza le opere” (Q. II, p. 278). La venerazione del quadro dunque consiste nell’unione di una orazione fiduciosa con la pratica di atti di misericordia.

Speriamo che le persone coinvolte in questa opera di diffusione del culto della Divina Misericordia siano sempre più numerose, poiché‚ il mondo ha bisogno di vivi testimoni di Dio e di mani unite nella preghiera per impetrare la Misericordia, perché‚ – come ha detto Gesù a suor Faustina – “l’umanità non troverà pace, finché‚ non si rivolgerà con fiducia alla Mia misericordia” (Q. I, p. 132).Risultati immagini per GIOVANNI PAOLO II DIVINA MISERICORDIAFONTI

Il volto di Gesù nel quadro della Divina Misericordia è sovrapponibile all’uomo della Sindone

http://www.faustina-messaggio.com/immagine-gesu-misericordioso.htm

http://www.santorosario.net/santafaustina.htm

Beata Vergine Maria Madre del Buon Consiglio

Nel 1903, Papa Leone XIII aggiunse l’invocazione “Madre del Buon Consiglio” alle litanie lauretane. Il culto rivolto alla Madonna con il titolo di “Madre del Buon Consiglio” si è diffuso nel mondo dal paese di Genazzano (Roma) dove a Lei è dedicato il celebre santuario. Il 25 aprile 1467, apparve miracolosamente, su una parete della chiesa agostiniana di Genazzano, l’affresco con la Vergine e il Bambino che abbraccia teneramente sua Madre. Da quello stesso anno, il luogo divenne meta di pellegrinaggi e la devozione alla Madre del Buon Consiglio si diffuse in ogni luogo.

In onore di Nostra Signora del Buon Consiglio, Papa Pio XII compose una splendida PREGHIERA, che ricorda la sua intercessione per chi si trova di fronte a decisioni difficili:Immagine correlata

Santa Vergine, mossi dalla dolorosa incertezza che sperimentiamo nel cercare e acquisire ciò che è vero e buono, ci gettiamo ai tuoi piedi e ti invochiamo con il dolce titolo di Madre del Buon Consiglio. Ti supplichiamo: vieni in nostro aiuto in questo momento del nostro soggiorno terreno in cui la doppia oscurità dell’errore e del male trama la nostra rovina sviando menti e cuori.

Sede della Saggezza e Stella del Mare, illumina le vittime del dubbio e dell’errore perché possano non essere sedotte dal male mascherato da bene; rafforzale contro le forze ostili e corruttrici della passione e del peccato.

Madre del Buon Consiglio, soddisfa questa nostra urgente necessità (menzionare la propria richiesta) e ottienici dal tuo Figlio Divino l’amore della virtù e la forza per scegliere, nelle situazioni dubbie e difficili, la strada idonea alla nostra salvezza.

Sostenuti dalla tua mano, cammineremo così senza danno lungo le vie insegnateci dalla parola e dall’esempio di Gesù nostro Salvatore, seguendo il Sole di Verità e di Giustizia in libertà e sicurezza nel campo di battaglia della vita sotto la guida della tua Stella materna, fino ad arrivare al porto di salvezza per godere con te una pace pura ed eterna. Amen.

PREGHIERA ALLA MADONNA DEL BUON CONSIGLIO DI LEONE XIII

Gloriosissima Vergine eletta dall’Eterno Consiglio per Madre dell’Eterno Verbo incarnato, Tesoriera delle divine grazie, ed Avvocata dei peccatori, io indegnissimo vostro servo a Voi ricorro, acciò vogliate essermi guida e consigliera in questa valle di lacrime. Impetratemi per il preziosissimo Sangue del vostro divin Figlio il perdono dei miei peccati, la salvazione dell’anima mia, ed i mezzi necessari per conseguirla. Ottenete alla Santa Chiesa il trionfo su i suoi nemici, e la propagazione del regno di Gesù Cristo su tutta la terra. 
Così sia. Our Lady of Good Counsel of GenazzanoLe ragioni per cui a Maria si addice il titolo di “Madre del Buon Consiglio” sono esposte nel decreto Ex quo Beatissima Vergine del 22 aprile 1903 a firma del cardinale Serafino Cretoni, prefetto della congregazione dei Riti, mediante il quale papa Leone XIII fece aggiungere l’invocazione “Mater Boni Consilii, ora pro nobis” alle litanie lauretane: “Dall’istante in cui la Beata Vergine Maria […] accettò […] l’eterno disegno di Dio e il mistero del Verbo Incarnato […] meritò di essere chiamata anche Madre del Buon Consiglio. Inoltre, ammaestrata dalla viva voce della Sapienza divina, quelle parole di Vita ricevute dal Figlio e conservate nel cuore, le riversava generosamente sul prossimo.” 

STORIA DELLA DEVOZIONE E DEL SANTUARIOImmagine correlata

Nelle remote terre dell’Albania, oltre il Mare Adriatico, si trova la piccola città di Scutari. Edificata su una collina scoscesa e con ai suoi piedi i fiumi Crina e Bojana, già nel XIII secolo la cittadina conteneva nei suoi domini un tesoro prezioso: la bell’immagine di “Santa Maria di Scutari”. Il Santuario che la custodiva si era trasformato nel centro di pellegrinaggio più frequentato del paese ed era per gli albanesi un importante punto di riferimento in materia di grazie e conforto spirituale.

Si tratta di un dipinto su di un sottile strato di intonaco, che misura 31 cm di larghezza e 42,5 cm di altezza. Questo affresco sacro è avvolto nella penombra del mistero e del miracolo: si ignora quando e da chi fu dipinto.

Intimità e unione dell’anima 

L’affresco rappresenta la Santissima Vergine, dall’incomparabile affetto materno, che tiene tra le braccia Gesù Bambino, entrambi incoronati da un semplice arcobaleno. Il Bambino Gesù trasmette il candore di un bambino e la saggezza di chi analizza tutta l’opera della creazione ed è il Signore del passato, del presente e del futuro. Con indicibile tenerezza, il Divino Infante preme leggermente il suo viso contro quello della Madre. Vi è tra di loro un’attraente intimità e l’unione di anime è chiaramente vista riflessa nello scambio di sguardi.

Scanderbeg, uomo Provvidenziale

Nella metà del XIV secolo, l’Albania viveva un periodo costellato da diversi problemi. Dopo essere stata disputata dai popoli vicini, fu invasa dal potente impero turco. In quest’emergenza apparve un uomo di Dio, di nobile lignaggio e devotissimo di Nostra Signora, deciso a lottare in favore della Patrona e della libertà del suo paese. Il suo nome è Giorgio Castriota, chiamato in albanese Scanderbeg.

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Giorgio Castriota, Scanderbeg. Statua che si trova nella “Piazza Scanderbeg” a Roma

A costo di immensi sforzi bellici, egli riuscì a mantenere l’unità e la fede del suo popolo. Le cronache dell’epoca esaltano le sue gesta e quelle dei valorosi albanesi che, spinti dal suo ardore, lottavano al suo fianco.

Negli intervalli tra i combattimenti, essi si inginocchiavano supplicanti ai piedi di “Santa Maria di Scutari”, e da li uscivano rafforzati; grazie a ciò ottenevano portentose e decisive vittorie contro il nemico della Fede. Già allora splendeva una caratteristica di Colei che futuramente sarebbe stata conosciuta in tutto il mondo come la Madre del Buon Consiglio: quella di fortificare tutti coloro che nel combattere in un buon combattimento, Le si avvicinano alla ricerca di animo e coraggio. Tuttavia…dopo 23 anni di lotte, Scanderbeg lasciò la vita terrena. La mancanza di questo pietoso leader fu irreparabile. Tutti nutrivano il presentimento di una prossima sconfitta. Il popolo si trovava nella tragica alternativa di abbandonare la patria oppure di sottomettersi alla schiavitù dei turchi.

Avvolta in luminosa nuvola

In questa situazione dubbiosa, la Vergine dell’affresco compare in sogno a due dei valorosi soldati di Scanderbeg, chiamati Georgis e De Sclavis, ordinando loro di seguirLa in un lungo viaggio. Una certa mattina, mentre erano entrambi in fervorosa preghiera, videro il più grande miracolo della loro vita. Il meraviglioso affresco si stacca dal muro e, condotto da angeli, avvolto in una candida e luminosa nuvola, si ritira soavemente dalla stanza. Attoniti, i due soldati accompagnano Nostra Signora che avanza per i cieli di Scutari. Quando si rendono conto, sono ai margini del Mare Adriatico. Avevano percorso trenta chilometri senza stancarsi!   Georgis e De Sclavis non vogliono lasciarla per nessun motivo. Verificano, allora, che sotto i loro piedi le acque si trasformano in solidi diamanti, tornando allo stato liquido dopo il loro passaggio. Come San Pietro sul lago di Gennesaret, questi due uomini camminano sul Mare Adriatico, guidati dalla propria “Stella del Mare”.

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Georgis e De Sclavis camminano sul Mare Adriatico, guidati dalla propria
“Stella del Mare”

Petruccia, una donna di Fede

 In questa stessa epoca, nella piccola città di Genazzano, non lontano da Roma, viveva una pietosa vedova chiamata Petruccia di Nocera, già ottantenne. Degna terziaria dell’ordine agostiniano, la sua eredità le bastava appena per vivere modestamente. Petruccia era molto devota della Madre del Buon Consiglio, venerata in una vecchia chiesa di Genazzano. Questa pietosa signora ricevette dallo Spirito Santo la seguente rivelazione: “Maria Santissima, nella sua immagine di Scutari, desidera uscire dall’Albania”. Molto sorpresa da questa comunicazione soprannaturale, Petruccia si spaventò ancor più nel ricevere dalla stessa Vergine Santissima l’ordine espresso di edificare il tempio che avrebbe dovuto accogliere il suo affresco, così come la promessa di essere soccorsa in tempo opportuno.

Petruccia iniziò allora la ricostruzione della piccola chiesa. Impiegò tutte le sue risorse…le quali finirono quando le pareti avevano soltanto un metro di altezza. Ed ella diventò oggetto di scherno e di sarcasmi da parte degli scettici abitanti della piccola città. Affrontò fiduciosa questa difficoltà, così come Noè, di cui tutti si burlarono mentre costui costruiva l’arca.

“Un miracolo! Un miracolo!”

Era il 25 aprile 1467, festa di San Marco, patrono di Genazzano.

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Beata Petruccia di Nocera

Alle due del pomeriggio, Petruccia si incammina verso la chiesa, passando per il movimentato mercato. In mezzo a questo tumulto, il popolo ascolta una melodia di rara bellezza, proveniente dal cielo. Si fa silenzio e tutti notano che quella musica proveniva da una nuvoletta bianca, così luminosa che offuscava i raggi dello stesso sole. Essa scende gradualmente e si dirige verso la parete incompiuta di una cappella laterale. La folla vi accorre stupefatta, riempie la piccola stanza e vede la nuvola disfarsi.

Sospeso in aria, senza nessun supporto visibile apparve il sacro affresco, la Signora del Buon Consiglio! “Un miracolo! Un miracolo! – gridano tutti. Che gioia per Petruccia, quanto conforto per Georgis e De Sclavis quando poterono arrivarvi!… Era così confermato il superiore disegno della costruzione iniziata. Ebbe inizio, quindi, a Genazzano, un lungo e ininterrotto susseguirsi di miracoli e di grazie che Nostra Signora concedette in quel luogo.

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L’affresco della Madonna del Buon Consiglio è portato dagli angeli

Il Papa Paolo II, appena seppe di ciò che era accaduto, vi inviò due prelati di fiducia per verificare cosa fosse avvenuto. Essi constatarono la veridicità di ciò che si diceva e testimoniarono, quotidianamente, innumerevoli guarigioni, conversioni e prodigi realizzati dalla Madre del Buon Consiglio. Nei primi 110 giorni dopo l’arrivo di Nostra Signora furono registrati 161 miracoli.

Tra i suoi grandi devoti spiccarono i Papi San Pio V, Leone XIII – che incluse l’invocazione Madre del Buon Consiglio nella Litania Lauretana – San Pio X, Paolo VI e Giovanni Paolo II e numerosi santi come San Paolo della Croce, San Giovanni Bosco, Sant’Alfonso de Liguori, Beato Orione. Nello stesso Santuario di Genazzano, si può venerare il corpo incorrotto del Beato Stefano Bellesini, uno dei suoi parroci, grande propagatore della devozione alla Madre del Buon Consiglio.

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Beato Stefano Bellesini, venerato nello stesso Santuario di Genazzano

 IL MIRACOLOSO AFFRESCO
07.jpgCosì descrive questi avvenimenti soprannaturali uno dei più grandi esperti in materia:

“Portata da mani angeliche, si trovò (l’immagine”) sospesa lì nella rustica parete della nuova chiesa, e con tre nuovi singolarissimi prodigi allora avvenuti. (…) Il celeste dipinto era sospeso per virtù divina a un dito dal muro, sospeso senza fissarsi su di esso; e questo è un miracolo, tanto più stupendo se consideriamo che la riferita immagine è dipinta con colori vivi su di uno strato sottile di intonaco -con il quale si è staccato dalla chiesa di Scutari, in Albania- così come per il fatto, comprovato tramite l’esperienza e le osservazioni fatte, che nel toccare la Santa Immagine, essa cede” (Fra Angelo Maria De Orgio, Istoriche de Maria Santissima del Buon Consiglio, nela Chiesa de’Padri Agostoniani di Genazzano, 1748, Roma, p. 20).

Davanti al santo affresco, una scena si ripete costantemente: Ella esaudisce in qualche modo tutte le richieste che Le sono rivolte. Nei dubbi, nelle perplessità o persino nelle provazioni, dopo un certo tempo di preghiera – maggiore o minore, dipendendo da ciascun caso – Maria Santissima fa sentire nel fondo dell’anima in difficoltà, il suo sapiente e materno consiglio, accompagnato da cambiamenti di fisionomia e di colorazione del dipinto. È indescrivibile, questo specialissimo fenomeno.

Fonti

Rivista Araldi del Vangelo, Aprile/2002, n. 4, p. 24-25 e Aprile/2004, n. 28, p. 16 a 18)

https://it.aleteia.org/2017/04/26/preghiera-prendere-decisione-maria/

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A Porta a Porta, si parla della persecuzione dei cristiani e non degli “adoratori della Pasqua”

Bisogna fare un applauso a Bruno Vespa e ai suoi ospiti. Ieri sera, in mezzo a un oceano di retorica mediatica e politicamente corretto, hanno avuto il merito di guardare la strage di Pasqua per quello che è: un eclatante atto di persecuzione verso i cristiani. Porta a Porta ha dedicato la prima parte della trasmissione di ieri sera su Rai 1 agli attentati in Sri Lanka con un titolo emblematico: “Perché ammazzano i cristiani?”.

LA “MODA” DI COLPIRE I CRISTIANI A PASQUA

Gli ospiti (Padre Bernardo Cervellera direttore di Asianews, Marco Tarquinio, Maurizio Molinari e Gabriele Iacovino) hanno provato a rispondere alla domanda. Il direttore di AsiaNews, in particolare, ha spiegato:

«Per la comunità dello Sri Lanka è uno shock, perché è una comunità che ha ottimi rapporti con tutti, musulmani e buddisti. La rivendicazione dell’Isis rende ancora più turpe il fatto. Il disegno è quello di colpire una comunità per fare sì che tutto il mondo ne parli, perché ormai è diventato quasi un cliché: colpire i cristiani a Pasqua è il modo migliore per far parlare tutto il mondo. Dire che si tratta di una rivendicazione per gli attacchi di Christchurch poi è assurdo e ingiusto: intanto il suprematista non era dello Sri Lanka e poi i cristiani di Nuova Zelanda e del mondo intero, soprattutto dell’Asia, quelli più vicini ai musulmani, hanno espresso tutto il loro dolore per quegli attentati».

Durante la trasmissione, Vespa ha ricordato i numeri incredibili della persecuzione dei cristiani nel mondo: 245 milioni di cristiani, uno su nove, sono perseguitati e nel 2018 ne sono stati uccisi 4.305, un aumento di quasi il 50 per cento rispetto ai 3.066 del 2017. Il conduttore di Porta a Porta ha anche riproposto un’intervista a Rebecca Bitrus, rapita da Boko Haram in Nigeria, che ha raccontato come si sia rifiutata più volte di abiurare la fede e convertirsi all’islam, nonostante le minacce da parte dei jihadisti. Allo stesso modo, sono stati ricordati i casi eroici di testimonianza della fede di Meriam Ibrahim Asia Bibi.

A Vespa va dunque il merito di aver riportato all’attenzione di tutti questi numeri e queste storie. Soprattutto, titolando la trasmissione “Perché ammazzano i cristiani?”, Rai 1 dimostra di non avere alcuna intenzione di lasciarsi sviare dall’ondata di politicamente corretto made in Barack Obama e Hillary Clinton, che hanno trasformato i cristiani in generici «Easter worshippers», “adoratori della Pasqua”…..220419tweets

I NOSTRI POLITICALLY CORRECT WORSHIPPERS

I progressisti di casa nostra, Oxford Dictionary alla mano, da giorni accusano i «sovranisti» di non conoscere l’inglese. Hanno cercato in ogni modo di spiegare come quelle parole non siano frutto del terrore di pronunciare la parola “cristiano”, ma una locuzione verbale comunemente utilizzata negli Stati Uniti. Wired e Open di Enrico Mentana su tutti ci hanno dato dentro con il “Fact Checking”, rispolverando vecchi tweet di Fox News e Breitbart.

Ma il loro è stato un buco nell’acqua, come spiegato egregiamente da Dagospia, che ieri scriveva:

«A Dagospia non frega nulla della polemica sulla locuzione Easter worshippers. Il problema è che la locuzione fa parte di quel portafoglio lessicale costruito in punta di piedi per evitare di offendere chicchessia. Il problema non sta nei sovranisti italiani che non sanno l’inglese, perché le critiche nascono in America. Hillary Clinton e Barack Obama quando twittarono a proposito della strage di Christchurch in Nuova Zelanda parlarono di muslim community. Applicando lo stesso codice precisino, avrebbero dovuto scrivere mosque-goers, coloro che si recano alla moschea. È un dato di fatto: dire ”cristiani” è pericoloso, sono terrorizzati che qualcuno usi le loro parole per fomentare uno scontro di civiltà, e per lo stesso motivo nessuno (dei politicamente correttissimi) dice più ”radicalismo islamico” o ”terrorismo islamico”. Tra i musulmani incazzati il problema non si pone, i cristiani li chiamano direttamente ”crociati” e fanno prima».

Bravo dunque Vespa e bravi i suoi ospiti che hanno avuto il coraggio di pronunciare la parola “cristiani” e  di ricordare che sono «il gruppo religioso più perseguitato al mondo». Se la Bbc, quella che ormai non parla più di «terroristi islamici» ma solo di generici «bombers» e «attackers», avesse osato fare una trasmissione simile avrebbe chiuso i battenti per sempre. Una volta tanto la Rai si è dimostrata all’altezza, alla faccia dei politically correct worshippers di casa nostra.

Del resto, cosa ci potevamo aspettare da Obama e Hillary Clinton, entrambi adoratori degli scritti del luciferiano Alinsky, “profeta sessantottino” ateo militante e simpatizzante del satanismo? la Clinton fece pure la tesi di laurea su Alinsky, satana worshipper….

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/07/19/il-luciferiano-alinsky-il-mentore-di-obama-e-di-hillary-clinton/

Fonte Tempi.it @LeoneGrotti

Maria Santissima Liberatrice dai flagelli

E’ nel ‘600 che ad opera dei padri gesuiti si diffuse il culto alla Madonna Liberatrice dai Flagelli che a Boscoreale (Napoli)  ha un santuario sorto tra la I e la II guerra mondiale.

La festa solenne della Madonna Liberatrice dai Flagelli, si celebra il 27 maggio, giorno del ritrovamento della miracolosa immagine.

PREGHIERA

O Madonna liberatrice dai flagelli, noi ci gettiamo ai tuoi piedi col cuore pieno di amarezza e di fiducia. Siamo peccatori, sì, ma figli tuoi.
Lasciata la casa del Padre, siamo stati condotti dalla superba illusione di costruire un mondo felice senza Dio e contro Dio. II Maligno ha ispirato all’uomo questo empio proposito e l’uomo l’ha portato avanti con blasfema costanza.
Ma ora, questo mondo, lontano da Dio e pieno di peccati, ci cade addosso e ci schiaccia. Non abbiamo il coraggio di ripresentarci a Dio che, da ingrati abbiamo abbandonato, il cui amore abbiamo calpestato, la cui misericordia abbiamo rifiutato. Perciò ricorriamo a Te, nostra Madre tenerissima, Avvocata Nostra, con la coscienza di aver peccato contro il cielo e la terra, e col fermo proposito di allontanarci dal male, per ritrovare nella preghiera e nella penitenza, la via della conversione che conduce a Dio.
Liberaci, perciò, o sicura speranza dei Cristiani, liberaci da ogni flagello, allontana la collera divina dalle nostre case, dalla nostra Patria, dal mondo intero. Noi per tutti i nostri bisogni ci affidiamo al tuo Cuore Immacolato, in cui cercheremo rifugio nelle dure ore dell’espiazione, forza nell’ora della tremenda purificazione, certezza nel trionfo del tuo Figlio divino, la cui croce sarà l’arma della nostra lotta e della nostra vittoria e la corona della nostra felicità.
Amen.
1 Padre Nostro, 1 Ave Maria, 1 Gloria. Amen
LITANIE A SANTA MARIA DELLA LIBERAZIONEd640e-chiesadisant
Signore pietà
Cristo pietà
Signore pietà
Cristo ascoltaci
Cristo esaudiscici
Padre del Cielo che sei Dio
abbi pietà di noi
Figlio redentore del mondo, che sei Dio
abbi pietà di noi
Spirito Santo, che sei Dio
abbi pietà di noi
Santa Trinità, unico Dio
abbi pietà di noi
Santa Maria della Liberazione
Prega per noi
Santa Maria della Vittoria,
Prega per noi
Santa Maria, su cui si è posata la Potenza dell’Altissimo
Prega per noi
Santa Maria, più valente di Ester e Giuditta
Prega per noi
Santa Maria, il cui Figlio ha schiacciato la testa a satana
Prega per noi
Donna vestita di sole, invulnerabile agli attacchi di satana
Prega per noi
Santa Maria, che ci proteggi contro il dragone furioso
Prega per noi
Santa Maria, rifugio dei peccatori
Prega per noi
Santa Maria, liberatrice e salute degli infermi
Prega per noi
Santa Maria, speranza dei disperati
Prega per noi
Santa Maria, che hai fatto esultare san Giovanni Battista nel seno materno
Prega per noi
Santa Maria, protettrice delle donne incinte e delle partorienti
Prega per noi
Dal potere e dalle tentazioni di satana
Vergine Maria, liberaci
Dalla seduzione degli idoli e dalle false dottrine
Vergine Maria, liberaci
Dalle possessioni diaboliche
Vergine Maria, liberaci
Dalle illusioni pericolose e dallo spirito del male
Vergine Maria, liberaci
Dagli operatori dell’occulto
Vergine Maria, liberaci
Dai patti satanici che rendono schiavi di satana
Vergine Maria, liberaci
Dall’idolatria, dallo spiritismo e dal satanismo
Vergine Maria, liberaci
Dalle sette, dall’occultismo e dalle società segrete
Vergine Maria, liberaci
Dagli inganni della divinazione e dalle false predizioni
Vergine Maria, liberaci
Dalle visioni fasulle e dai sogni ingannatori
Vergine Maria, liberaci
Da ogni maledizione
Vergine Maria, liberaci
Dai malefici e da ogni pratica occulta
Vergine Maria, liberaci
Da ogni spirito di morte, di suicidio e di omicidio
Vergine Maria, liberaci
Dalle malattie di origine malefica
Vergine Maria, liberaci
Dai flagelli devastanti
Vergine Maria, liberaci
Dalla fame, dalla violenza e dalla guerra
Vergine Maria, liberaci
Dagli incidenti mortali
Vergine Maria, liberaci
Dalle malattie contagiose
Vergine Maria, liberaci
Dalla sterilità
Vergine Maria, liberaci
Da ogni minaccia contro i bambini nel grembo materno
Vergine Maria, liberaci
Dai parti difficili e da ogni trauma infantile
Vergine Maria, liberaci
Dalle perversioni che minacciano i bambini
Vergine Maria, liberaci
Dalle angosce dell’anima e dai mali fisici
Vergine Maria, liberaci
Dai mali ereditari
Vergine Maria, liberaci
Dalla scomparsa misteriosa di persone care
Vergine Maria, liberaci
Dai blocchi mentali ed affettivi
Vergine Maria, liberaci
Dall’empietà
Vergine Maria, liberaci
Dall’ateismo e dalla cultura di morte
Vergine Maria, liberaci
Dalle tentazioni contro la fede
Vergine Maria, liberaci
Dalle comunioni sacrileghe
Vergine Maria, liberaci
Dalla disperazione e dallo scoraggiamento
Vergine Maria, liberaci
Dallo spirito di paura
Vergine Maria, liberaci
Dalla tiepidezza nel servizio di Dio
Vergine Maria, liberaci
Dallo spirito di orgoglio e di dominazione
Vergine Maria, liberaci
Dall’ostinazione nel peccato
Vergine Maria, liberaci
Dal peccato contro lo Spirito Santo
Vergine Maria, liberaci
Dal rifiuto di perdonare i nemici
Vergine Maria, liberaci
Dai pensiero di odio e dai pensieri impuri
Vergine Maria, liberaci
Dagli inganni del diavolo nell’ora della morte
Vergine Maria, liberaci
Dalle sofferenze del Purgatorio
Vergine Maria, liberaci
Dalla dannazione eterna
Vergine Maria, liberaci

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo
Perdonaci, Signore
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo
Esaudiscici, Signore
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo
Abbi pietà di noi, Signore
Cristo vincitore della morte
Ascoltaci
Cristo vincitore di satana
Esaudiscici
Spirito Santo liberatore
Ascoltaci
Spirito Santo consolatore
Esaudiscici
Dio Padre Onnipotente
Ascoltaci
Dio Padre Onnipotente
Liberaci dal Maligno
O Maria concepita senza peccato
Prega per noi che ricorriamo a te
Prega per noi Santa Maria della Liberazione
Affinché siamo liberati da tutte le tribolazioni

Preghiamo : Ti lodiamo o Padre, per il tuo amore, la tua misericordia, la tua potenza, e per la vittoria del sangue dell’Agnello, tuo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo. Ti lodiamo per nostra madre, l’Immacolata Vergine Maria. Accorda a tutti noi che ricorriamo alla sua materna protezione, la liberazione dai mali che ci affliggono. Liberaci dalla potenza delle tenebre affinché viviamo nella libertà dei figli di Dio e nella gloria di Cristo Risorto. Amen.AdJesum-perMariam-900x600_c

 

Don Aldo Buonaiuto, strage Sri Lanka:”Siamo di fronte ad una vera persecuzione dei cristiani e ad un clima di intolleranza verso chi crede in Cristo”

La Pasqua 2019 è stata segnata, ancora una volta, da terribili uccisioni di cristiani“. Con queste parole, Don Aldo Buonaiuto intervistato da Eleonora Daniele ha commentato alla trasmissione di Rai uno “Storie italiane” l’attacco terroristico di matrice islamista, avvenuto nello Sri Lanka il giorno di Pasqua, 21 aprile 2019: diversi kamikaze, del movimento islamista locale National Thowheed Jamath, NTJ, collegato alla rete internazionale jihadista, si sono fatti esplodere per colpire i fedeli cattolici che celebravano la Santa Messa di Pasqua in tre chiese, alle 8,45 circa del mattino; altri kamikaze hanno colpito alcuni hotel di lusso, vittime molti turisti stranieri.  Il peggiore attacco contro i cristiani avvenuto negli ultimi anni:  325 vittime, più di 500 feriti. Secondo l’Unicef sono 45 i minorenni morti negli attacchi a chiese e hotel. Più altre due innocenti: i figli di uno dei kamikaze, che la madre ha fatto esplodere con sé durante una perquisizione.

Attentato rivendicato oggi da Isis:

(ANSA) – COLOMBO, 23 APR – La Pasqua è “la festa degli infedeli”. Lo scrive l’Isis nel comunicato di rivendicazione della strage in Sri Lanka con cui ha diffuso la foto del ‘capo’ con i sette attentatori suicidi davanti a una bandiera dell’Isis.

“SIAMO DI FRONTE AD UNA VERA E PROPRIA PERSECUZIONE DEI CRISTIANI che Papa Francesco ha definito ‘ecumenismo del sangue’ “, perchè i fondamentalisti islamici non fanno distinzione tra i cristiani, che siano cattolici o di altre confessioni cristiane.  Questa è stata l’ennesima testimonianza del fatto che i cristiani sono ancora perseguitati, come nell’antichità ed ancora di più che nei primi tempi dei martiri cristiani, come Papa Francesco denuncia da tempo.

“I martiri di oggi sono maggiori nel numero rispetto ai martiri dei primi secoli. E’ un esempio di fedeltà al Vangelo: essi testimoniano con coraggio la loro fedeltà a Cristo.” (Papa Francesco, Angelus,  26 dicembre 2016)

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Il 7 luglio 2018, a Bari, Papa Francesco aveva convocato un incontro di preghiera e riflessione con i capi delle Chiese d’Oriente. Oggetto: le persecuzioni contro i cristiani, tema ricorrente di questi anni di pontificato.
 “Quanti fratelli oggi subiscono persecuzioni per il nome di Gesù! Quando il loro sangue viene versato, anche se appartengono a Confessioni diverse, diventano insieme testimoni della fede, martiri, uniti nel vincolo della grazia battesimale.” 

Don Aldo Buonaiuto: “Sono veri martiri, la nostra libertà religiosa viene calpestata ogni giorno”.img800-sangue-in-sri-lanka--l-ultima-strage-di-cristiani-144119

Ha detto Don Aldo, analizzando dove questi fenomeni di sangue avvengono con più frequenza: “Nell’epoca della globalizzazione ai terroristi conviene colpire nelle periferie del mondo”. Perché sono meno preparate e più indifese. “Oggi”, ha aggiunto, “siamo tutti vicini a loro. Dobbiamo sentire che anche il nostro cuore sanguina nel dolore”.
 
Il cardinale Malcolm Ranjith arcivescovo di Colombo, in Sri Lanka, protesta con il governo e chiede maggiori indagini e maggiore protezione per le comunità cristiane:  questa strage si poteva evitare, il governo era stato avvisato dai servizi investigativi locali di “messaggi di preparazione di attacchi jihadisti”. Nella Settimana Santa nel Paese si è assistito ad alcuni episodi d’intolleranza nei confronti della comunità cristiana, che faceva temere il peggio per la festa di Pasqua. Il più eclatante è stato il sequestro di un vescovo anglicano tenuto in ostaggio in una chiesa metodista insieme ai fedeli, come ricorda Asia News.

I numeri dei cristiani perseguitati nel mondo58441495_2551534538250500_3389177694208917504_n

Le ultime rilevazioni dicono che un cristiano su 7 vive in Paesi dove sono presenti sentimenti e atti persecutori nei suoi confronti. Gli oppressi nel globo, statistiche alla mano, sono quasi 300 milioni. Dati che vengono confermati dallo sterminato elenco di stragi degli ultimi anni. Violenze che nella maggior parte dei casi vengono perpetrate durante le principali festività cattoliche, come la Pasqua o il Natale. Quindi in periodi ben precisi, perché i terroristi mirano sempre ad uccidere il maggior numero possibile di persone per dare più eco al loro gesto. Secondo il rapporto di World Watch List, la Corea del Nord è lo Stato che si accanisce nel modo più duro ed estremo: tra 50 e 70mila cristiani sono detenuti nei “campi di lavoro” gulag  dal regime ateo comunista. Seguono l’Afghanistan, la Somalia e la Libia. Lo Sri Lanka è in 46esima posizione. Ma la strage in Sri Lanka di oggi, una delle più sanguinose degli ultimi anni, cambierà senza dubbio questa amara “classifica”.

Vittime quotidiane della tratta di esseri umanicq5dam.thumbnail.cropped.750.422

Durante l’intervista a Storie italiane, sono andate in onda le immagini della Via Crucis del Venerdì Santo al Colosseo. Don Aldo Buonaiuto:E’ stata una grande gioia, vedere che il Santo Padre abbia messo al centro del discorso della Via Crucis, le vittime della tratta di esseri umani”. Denunciata dal Papa come crimine contro l’umanità. Non è un mistero che “molte donne nel mondo vengono considerate come oggetti”. E ancora: “Mercificate e messe a disposizione di uomini senza scrupoli”. Per Don Buonaiuto:  “Drammi che sono costruiti ad arte da uomini malvagi, anzi disumani. La tratta degli esseri umani è una realtà presente anche nel mondo occidentale”:  forme di tratta come matrimonio coatto, schiavismo lavorativo, traffico di organi, (MAFIA NIGERIANA).

Ne ha parlato il Papa nella recente Conferenza internazionale SULLE VITTIME DELLA TRATTA: Al centro dei lavori, le azioni concrete e sinergiche della Chiesa universale per combattere il fenomeno, tra cui anche lo sfruttamento dell’immigrazione irregolare :  un contesto drammatico, ha detto la ragazza nigeriana oggi mediatrice culturale in un istituto religioso in Sicilia, in cui si inserisce anche una delle forme di magia più pericolose, quella dei riti voodoo

Don Aldo: “A coloro che sostengono che la prostituzione sia il mestiere più antico del mondo, noi diciamo che è una grande falsità”. Perché: “Come spiegava don Benzi, nessuna donna nasce prostituta, ma c’è qualcuno che la fa diventare tale. Quindi siamo di fronte alla più antica ingiustizia del mondo”.

L’attività dell’Associazione Papa Giovanni XXIII

In seguito nella trasmissione Storie italiane è stata mostrata l’intervista drammatica di una giovane donna torturata dai suoi aguzzini e costretta a prostituirsi. Così la Daniele ha sottolineato l’importante opera della Comunità Giovanni XXIII e don Aldo ha precisato: “E’ una grande famiglia che accoglie tutte le vittime della tratta. Innanzitutto voglio fare un grande ringraziamento a Giovanni Paolo Ramonda, presidente della comunità Giovanni XXIII”. Una realtà presente in  circa 47 Paesi e portata avanti da tante persone: tra cui la maggior parte sono laici e molti giovani. “I nostri volontari, alle donne in strada fanno una domanda diversa: quanto soffri? E non quanto costi”.  Un invito alla riflessione per gli uomini che cadono in questa tentazione.  “Esorto loro a pensare un po’ di più quando hanno questa perversa istintività. Hanno di fronte persone, e non cose. Sono donne che sono state obbligate a vendersi”.  “Don Oreste Benzi l’aveva capito 40 anni fa quando veniva deriso. Oggi, invece, tutti sanno che sulle strade ci stanno le schiave. E chi fa finta di non capirlo ne è complice”.  Una delle piaghe del mondo moderno: “ Se non ci fosse la domanda, la tratta non esisterebbe”. 

Pasqua, eterno simbolo di rinascita

Eppure la speranza e il riscatto non abbandonano mai uomini e donne che hanno fede. “Nella Veglia di Pasqua, in cui tradizionalmente si rinnovano le nostre promesse battesimali, ho battezzato la figlia di una di quelle ragazze liberate“. Come ci ha insegnato Sant’Agostino: “Questa notte santa è la madre di tutte le veglie”. In cui il Signore passa per liberare il suo popolo oppresso dalla schiavitù. Dalle acque del Battesimo emerge un persona nuova, simbolo di resurrezione.

ACS Aiuto alla Chiesa che Soffre: Risultati immagini per acs aiuto alla chiesa che soffre” Sosteniamo una fattiva battaglia culturale e politica affinché il diritto alla libertà religiosa dei cristiani torni ad essere diritto di serie A”.  Aiuto alla Chiesa che Soffre è una fondazione di diritto pontificio nata nel 1947 per sostenere la Chiesa in tutto il mondo, con particolare attenzione laddove è perseguitata. In pochi anni il sostegno di ACS ha raggiunto rapidamente America Latina, Asia e Africa, ed oggi la fondazione pontificia realizza oltre 5.300 progetti umanitari e pastorali l’anno in 148 paesi nel mondo. immagine_1556011636

ATTACCHI IN SRI LANKA. IL VESCOVO DI CHILAW AD ACS: «PREGATE PER NOI E PER TUTTI I CRISTIANI CHE SOFFRONO A CAUSA DELLA FEDE»: «Quello commesso domenica è un crimine contro l’umanità – afferma monsignor Mendis – La nostra Pasqua si è trasformata da un giorno di festa ad uno di lutto. Ma sono certo che i nostri fedeli sapranno far fronte a tanto dolore con coraggio e fede».

Fonti:

Resurrexit sicut dixit Cristo è veramente risorto, Alleluja!

REGINA DEL CIELO rallegrati
(Questa preghiera viene rivolta a Maria SS.ma, Madre del Risorto e, dal 1742,  viene tradizionalmente cantata o recitata nel tempo pasquale, cioè dalla domenica di Pasqua fino al giorno di Pentecoste in sostituzione dell’Angelus. La sua composizione risale al X secolo, ma l’autore è sconosciuto. La tradizione vuole che Papa Gregorio Magno (540-604), una mattina di Pasqua in Roma, udì degli angeli cantare le prime tre righe del Regina Cœli, alla quale aggiunse la quarta)

Regina dei cieli, rallegrati, alleluia:images
Cristo, che hai portato nel grembo, alleluia,
è risorto, come aveva promesso, alleluia.
Prega il Signore per noi, alleluia.

V.) Rallegrati, Vergine Maria, alleluia.
R). Perchè il Signore è veramente risorto, alleluia!

Preghiamo – O Dio, che nella gloriosa risurrezione del tuo
Figlio hai ridonato la gioia al mondo intero, per intercessione
di Maria Vergine concedi a noi di godere la gioia senza fine
della vita eterna.
Per Cristo nostro Signore.

Gloria al Padre…
L’eterno riposo…

IN LATINO:Jan 1-Gospels

Regina coeli, laetare, alleluia:
Quia quem meruisti portare, alleluia.
Resurrexit sicut dixit, alleluia.
Ora pro nobis Deum, alleluia.

V. Gaude et laetare, Virgo Maria, Alleluia,
R. Quia surrexit Dominus vere, alleluia.

Oremus: Deus qui per resurrectionem Filii tui, Domini nostri Iesu Christi, mundum laetificare dignatus es: praesta, quaesumus, ut per eius Genetricem Virginem Mariam, perpetuae capiamus gaudia vitae. Per eundem Christum Dominum nostrum.
R. Amen.

« Perché cercate tra i morti Colui che è vivo ? » (Lc 24,5)f864130049689fc92dc55f6680d52346

 Beato Guerrico d’Igny nel dodicesimo secolo

Per me, fratelli, « il vivere è Cristo e il morire un guadagno » (Fil 1, 21). Parto dunque per la Galilea, per il monte che Gesù ci ha indicato (Mt 28, 10.16). Lo vedrò e lo adorerò affinché io non muoia più, perché chiunque vede il Figlio dell’Uomo e crede in lui ha la vita eterna ; « anche se muore, vivrà » (Gv 11, 25).

Oggi, fratelli, quale testimonianza sull’amore di Cristo, vi rende la gioia del vostro cuore ? Se vi è successo un solo giorno, di amare Gesù, sia vivo, sia morto, sia tornato alla vita, oggi in cui i messaggeri proclamano la sua risurrezione nella Chiesa, il vostro cuore esulta e esclama: « Mi hanno portato questa novella: Gesù, mio Dio, è vivo! Sentite queste parole, il mio cuore che si era assopito dalla tristezza, che languiva nella tiepidezza e lo scoraggiamento, ha ritrovato la vita. » Oggi, la dolce musica di questo lieto annuncio rianima i peccatori che giacevano nella morte. Altrimenti, non si potrebbe far altro che disperare e seppellire nell’oblio coloro che Gesù, tornando dagli inferi, avrebbe lasciati nell’abisso.

A questo riconoscerai che il tuo spirito ha ritrovato pienamente la vita in Cristo – se dice: « Se Gesù è vivo, questo mi basta! Se lui vive, io vivo, poiché la mia vita dipende da Lui. Egli è la mia vita, è il mio tutto. Cosa dunque potrebbe mancarmi, se Gesù è vivo ? Ancora meglio: Che tutto il resto mi manchi, non mi importa, purché Gesù sia vivo ! ».Gesu-e-la-discesa-agli-inferi-per-salvare-le-anime-prigioniere_articleimage

CRISTO E’ RISORTO! Il Figlio di Dio ha assunto carne e sangue come noi, « per ridurre all’impotenza mediante la morte colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo, e liberare così quelli che per timore della morte erano soggetti a schiavitù per tutta la vita » ( Ebrei 2,14s ).

Nella notte o alle prime luci dell’alba di quel Primo Giorno dopo il sabato poche persone furono le sole spettatrici dell’evento più significativo della storia umana e subito, impaurite e tremanti, corsero a dare notizia  ai capi del popolo di Israele. Questi prezzolarono le guardie, imponendo loro di divulgare una falsa verità.religiosi_010-gesù-risorto

  Nello stesso tempo alcune donne, che avevano seguito Gesù dalla Galilea, in quella stessa mattina si recavano al sepolcro per completare l’opera della sepoltura, quando videro il masso, che ostruiva il sepolcro, rotolato via e la tomba priva del corpo di Gesù. Stupite e incerte, furono le prime a ricevere il lieto annunzio:

 “Gesù è risorto ! Perché cercate tra i morti Colui che è vivo?”

  Da allora questo annunzio risuona sempre ed è portato a conoscenza fino agli estremi confini della terra dalla predicazione apostolica di generazione in generazione e fino alla fine dei tempi.

La Risurrezione di  Gesù irrompe nella storia di questa nostra umanità e ne inverte il cammino, dando all’uomo, in ricerca del significato del suo vivere e del suo morire, la consapevolezza del suo essere nella conoscenza della Verità e della meta finale del suo camminare nel tempo.

« E’ stabilito che gli uomini muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio » ( Lettera Ebrei 9,27 ).

Una sola volta!  La dottrina della reincarnazione è incompatibile con la fede cristiana.

Come viene proposta a noi in Occidente essa è frutto, tra l’altro, di un madornale errore.

All’origine, e in tutte le religioni in cui essa è professata come parte del proprio credo, la reincarnazione non significa un supplemento di vita, ma di sofferenza; non è motivo di consolazione, ma di spavento. Con essa si viene a dire all’uomo: « Bada, che sei fai il male, dovrai rinascere per espiarlo! ».

È una minaccia e un castigo. È come dire a un carcerato, alla fine della sua detenzione, che la sua pena è stata raddoppiata e tutto deve ricominciare da capo.

Noi abbiamo addomesticato tutto, adattandolo alla nostra mentalità occidentale materialistica e secolarizzata.

Abbiamo fatto della dottrina della reincarnazione, inventata quando non si conosceva ancora la Resurrezione di Cristo, un alibi per sfuggire alla serietà della vita e della morte.

Il rimedio vero è quello che la Chiesa ricorda in questo giorno dell’anno: « Uno è morto per tutti! ». 2Cor 5,14

« Cristo ha sperimentato la morte a vantaggio di tutti! ». (Ebrei 2,9)

Per premunirsi contro la morte, non dobbiamo fare altro ormai che stringerci a Lui.  Ancorarci a Cristo, mediante la fede, come si àncora una barca al fondo marino, perché possa resistere nella tempesta che sta per sopraggiungere.

La Resurrezione di Gesù vince il terrore della morte, annientando questa con la vittoria della Vita; distrugge il peccato, spalanca all’uomo la porta dell’immortalità e della sua partecipazione alla Vita stessa di Dio;  restituisce all’uomo ciò che il peccato aveva tolto: la  dignità di figlio di Dio, la vita immortale, la  sovranità sugli stessi angeli.

 Questo evento così straordinario e meraviglioso è avvenuto nel silenzio della notte.

Dio opera nel silenzio, perché l’uomo non venga sopraffatto dalla grandezza del Suo agire,  ma possa liberamente decidersi a seguirlo nella fede e riconoscere dalle Sue opere l’amore infinito per la Sua creatura.

 La Pasqua di Gesù è la vera gioia per l’uomo, perché ridona vita, libera dall’incertezza, infonde vigore, ravviva la speranza, addita agli smarriti la meta sicura, sconfigge il male, dona all’uomo il Bene assoluto: Dio Trinità Padre,  Figlio,  Spirito Santo.

   “Alla vittima pasquale s’innalzi oggi il sacrificio di lode. L’agnello ha redento il suo gregge, l’Innocente ha riconciliato noi peccatori col Padre. Morte e Vita si sono affrontate in un prodigioso duello. Il Signore della vita era morto: ma ora, vivo, trionfa”.

“La morte è stata ingoiata per la vittoria.
Dov’è, o morte, la tua vittoria?
Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?

 Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la legge. Siano rese grazie a Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo!  Perciò, fratelli miei carissimi, rimanete saldi e irremovibili, prodigandovi sempre nell’opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore”. 1Corinzi 15,54-58

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GIOVEDI’ SANTO, preghiere DAL DIARIO DI SANTA FAUSTINA KOWALSKA

Giovedì Santo è un giorno di ringraziamento al Dio misericordioso per il dono del sacerdozio e per l’Eucaristia. 
“Gesù mi permise di entrare nel Cenacolo e fui presente a quello che avvenne là. Ciò che mi colpi più profondamente, fu il momento in cui Gesù prima della Consacrazione innalzò gli occhi al cielo ed entrò in un misterioso colloquio col Padre Suo.
Questo momento lo conosceremo adeguatamente solo nell’eternità. I Suoi occhi erano come due fiamme, il volto raggiante, bianco come la neve, tutto l’aspetto maestoso, la Sua anima piena di nostalgia. Nel momento della Consacrazione, l’Amore appagato riposò, il sacrificio era stato compiuto completamente. Ora avverrà solo la cerimonia esteriore della morte, la distruzione esteriore, ma l’essenza avviene nel Cenacolo (Diario, 684).Wielki-Czwartek-560x333
La Cena del Signore è imbandita, Gesù siede a tavola con gli Apostoli, Tutto il Suo Essere si trasforma in amore, Poiché tale è il consiglio della SS.ma Trinità. «Ho desiderato ardentemente cenare con voi, Prima dì soffrire fino alla morte. Mentre me ne vado, l’amore mi trattiene con voi». Dà il Sangue, dà la Vita, perché ama immensamente. L’Amore si cela sotto l’apparenza del pane, Per rimanere con noi, mentre se ne va. 
Non occorreva un tale annientamento, Ma l’amore ardente Lo nasconde sotto queste Specie. Sul pane e sul vino disse queste parole: «Questo è il Mio Sangue, questo è il Mio Corpo». 
Benché misteriose, sono parole d’Amore, E passò il Calice fra i Suoi discepoli. Fremette Gesù in se stesso E disse: «Uno dì voi tradirà il suo Maestro ». Tacquero, un silenzio dì tomba.
E Giovanni piegò il capo sul petto di Lui. La Cena è terminata, Andiamo al Getsemani. L’amore è appagato, Ma là già attende il traditore.

O Volontà di Dio, Tu sei il mio cibo, Tu la mia delizia. Affretta, Signore, la festa della Misericordia affinché le anime conoscano la sorgente della Tua bontà.

Oggi ho sentito nel mio corpo per un tempo abbastanza lungo la Passione del Signore Gesù; e una grande sofferenza, ma tutto per le anime immortali.

Oggi il Signore mi ha fatto visita e mi ha stretta al Suo Cuore ed ha detto: «Riposati, bambina Mia. lo sono sempre con te».
Ti ringrazio, mio Signore e Maestro, D’avermi trasformata tutta in Te, E perché m’accompagni attraverso le avversità della vita. Quando sei nel mio cuore, non temo nulla.”

(III° Quaderno – Parte 1,diario di S.Faustina Kowalska)

Preghiamo come suor Faustina per essere uniti a Gesù12717609_1154930481192902_6596989188771429455_n

“Il mio cuore è attratto là dove il mio Dio è nascosto, dove giorno e notte rimane con noi; velato dietro un’Ostia bianca, dirige il mondo intero, comunica con le anime. Il mio cuore è attratto dove si nasconde il mio Signore, dove il Suo amore è annientato, ma il mio cuore sente che lì c’è l’acqua viva, il mio Signore vivo, benché celato dietro un velo” (p. 527).

Oggi durante la funzione della Passione ho visto Gesù martoriato, coronato di spine e con in mano un pezzo di canna. Gesù taceva, mentre la soldataglia faceva a gara a torturarlo. Gesù non diceva nulla; guardò solo verso di me e in quello sguardo sentii la sua tortura così tremenda, che non abbiamo nemmeno un’idea di quello che ha sofferto Gesù per noi prima della crocifissione. La mia anima è colma di sofferenza e di nostalgia. Sento nell’anima una grande avversione per il peccato e la più piccola infedeltà da parte mia mi sembra un’alta montagna e la riparo con la mortificazione e le penitenze. Quando vedo Gesù martoriato, il cuore mi si fa a pezzi. Penso a quello che sarà dei peccatori, se non approfittano della Passione di Gesù. Nella Sua Passione vedo tutto un mare di Misericordia” (p. 339).

“O Dio incomprensibile, il mio cuore si strugge dalla gioia, poiché m’hai permesso di penetrare i misteri della Tua Misericordia. Tutto ha inizio dalla Tua Misericordia, e tutta termina nella Tua Misericordia…Ogni grazia deriva dalla Misericordia e l’ultima ora è piena di Misericordia per noi. Nessuno dubiti della bontà di Dio, anche se i suoi peccati fossero neri come la notte, la Misericordia di Dio è più forte della nostra miseria. Una sola cosa è necessaria, che il peccatore apra almeno un po’ le porte del suo cuore ai raggi della divina Misericordia: Dio farà il resto. Ma infelice quell’anima che perfino nell’ultima ora ha tenuto chiusa la porta alla Misericordia di Dio! Sono state quest’anime che hanno immerso Gesù nell’Orto degli Ulivi in una tristezza mortale. Ciò nonostante dal Suo Cuore compassionevolissimo scaturì la divina Misericordia” (p. 501).

Preghiera per il Giovedì Santo a Gesù agonizzante nel Gethsemani

O Gesù, che nell’eccesso del tuo amore e per vincere la durezza dei nostri cuori, doni tante grazie a chi medita e propaga la devozione della tua SS. Passione del Gethsemani, Ti prego di vo­ler disporre il cuore e l’anima mia a pensare spes­so alla tua amarissima Agonia nell’Orto, per compatirti e unirmi a Te il più possibile. Gesù benedetto, che sopportasti in quella notte il peso di tutte le nostre colpe e che per esse hai pagato completamente, fammi il grandissimo dono di una perfetta contrizione per le mie numerose colpe che ti fecero sudare sangue.

Gesù benedetto, per la tua fortissima lotta del Gethsemani, dammi di poter riportare com­pleta e definitiva vittoria nelle tentazioni e spe­cialmente in quella cui vado maggiormente sog­getto. O Gesù appassionato, per le ansie, i timori e le sconosciute ma intensissime pene che hai sof­ferto nella notte in cui fosti tradito, dammi una grande luce per compiere la Tua volontà e fammi pensare e ripensare all’enorme sforzo e alla impressionante lotta che vittoriosamente sostenesti per fare non la Tua ma la volontà del Padre.

Sii benedetto, o Gesù, per l’agonia e le lacri­me che versasti in quella notte santissima. Sii be­nedetto, o Gesù, per il sudore di sangue che ave­sti e per le angoscie mortali che provasti nella più agghiacciante solitudine che mai uomo potrà concepire. Sii benedetto, o Gesù dolcissimo ma immensamente amareggiato, per la preghiera umanissima e divinissima che sgorgò dal Tuo Cuore agonizzante nella notte dell’ingratitudine e del tradimento.

Eterno Padre, Ti offro tutte le Sante Messe passate, presenti e future unito a Gesù agonizzante nell’Orto degli ulivi. Santissima Trinità, fa che si diffonda nel mondo la conoscenza e l’amore per la SS. Passio­ne del Gethsemani. Fà, o Gesù, che tutti coloro che Ti amano, vedendoTi crocifisso, ricordino anche le inaudite pene tue nell’Orto e, seguendo il Tuo esempio, imparino a ben pregare, combattere e vincere per poterTi poi glorificare eternamente in cielo. Cosi sia.

A Gesù Misericordioso11354923_1629759393977509_1115751811_n

Ti benediciamo, Padre Santo:  nel tuo immenso amore verso il genere umano, hai mandato nel mondo come Salvatore il tuo Figlio, fatto uomo nel grembo della Vergine purissima. In Cristo, mite ed umile di cuore tu ci hai dato l’immagine della tua infinita Misericordia. Contemplando il suo volto scorgiamo la tua bontà, ricevendo dalla sua bocca le parole di vita, ci riempiamo della tua sapienza; scoprendo le insondabili profondità del suo cuore impariamo benignità e mansuetudine; esultando per la sua resurrezione, pregustiamo la gioia della Pasqua eterna. Concedi o Padre che i tuoi fedeli, onorando questa sacra effigie abbiano gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, e diventino operatori di concordia e di pace. Il Figlio tuo o Padre, sia per tutti noi la verità che ci illumina, la vita che ci nutre e ci rinnova, la luce che rischiara il cammino, la via che ci fa salire a te per cantare in eterno la tua Misericordia. Egli è Dio e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

S. Giovanni Paolo II

Un jihadista marocchino pianifica di immolarsi a Siviglia durante la Settimana Santa, 48 ore dopo l’incendio di Notre Dame.

Il suo nome è Zouhair El Bouhdidi. Marocchino, 23 anni, studente all’Università di Siviglia, che ora è detenuto in Marocco in un’operazione congiunta della polizia spagnola e marocchina.

 La fondazione Al-Muntasir Media aveva lanciato un messaggio in cui faceva appello alle cellule dormienti e ai “lupi” solitari” che, secondo questi jihadisti legati a Daesh, si trovano in Spagna. L’obiettivo è attaccare le celebrazioni della Settimana Santa. Il messaggio è stato scoperto da fonti antiterroriste.

Il messaggio ha lo scopo di incitare i lupi solitari a commettere attacchi, per i quali fanno una domanda pubblica: “Dove sei adesso, mujahideen di Allah, quando sei necessario?”

L’uomo aveva pianificato un attacco suicida, con conseguente strage, durante le processioni della Settimana Santa a Siviglia. Questo doveva accadere 48 ore dopo l’incendio di Notre Dame:  tutto ciò trasforma la persecuzione contro i cattolici e la dilagante Cristianofobia  in qualcosa di innegabile, che i governi internazionali non possono più nascondere e fingere di non vedere e, fino ad oggi, la classe dirigente occidentale ha perso troppo tempo. 

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Cattolici in preghiera davanti a Notre Dame in fiamme, 15.04.2019

ALLA LUCE DI QUESTA NOTIZIA, continuano i  sospetti sull’incendio di Notre Dame : troppi attacchi precedenti contro le chiese cattoliche e molte domande senza risposta. Sebbene l’incendio di Notre Dame abbia portato il popolo francese a preghiere collettive, non organizzate, nella agnostica Parigi,( Il sangue dei martiri è il seme di nuovi cristiani), sebbene persino il sindaco di Parigi abbia definito la Cattedrale di Notre Dame “LUOGO DI CULTO CATTOLICO”, (non solo “attrazione turistica e artistica di Parigi”, come è stato scritto sui giornali in questi giorni), la verità è che abbiamo raggiunto un momento in cui  uno su nove cattolici nel mondo soffre la persecuzione sanguinosa, mentre  l’ Occidente continua ad ignorare nell’indifferenza dei media e nella disinformazione. La persecuzione innalza la fede, ma innesca anche la sensazione della fine di un ciclo.

Vatican box notre dame

Ad esempio, in questi giorni è stata molto diffusa in rete l’ immagine in cui il Vaticano e Notre Dame appaiono in fiamme (nell’immagine qui a fianco), come simbolo della rinnovata Passione di Cristo: l’incendio di Notre Dame ha toccato il cuore della Cristianità, ha rafforzato la fede di molti e ha provocato una reazione diversa da quella prevista dai presunti responsabili….(se mai verranno scoperti e se mai verrà diffusa la verità).  Ma ha anche reso evidente a tutti che la persecuzione dei cristiani ha raggiunto l’Occidente.  Apparentemente, l’Europa ha anche bisogno di “amore ferito” per reagire e uscire dalla sua tiepidezza. Solo se lasciamo che Dio entri nel cuore del mondo, il mondo può essere umano.

Fonti

https://www.hispanidad.com/confidencial/arrecia-la-persecucion-contra-los-cristianos-un-marroqui-pretendia-inmolarse-en-sevilla-durante-la-semana-santa_12009225_102.html

https://www.larazon.es/espana/detenido-en-marruecos-un-presunto-yihadista-que-pretendia-atentar-en-sevilla-EL22924011

Il sacerdote che nell’incendio di Notre Dame ha salvato la Corona di Spine di Cristo e il Santissimo Sacramento

IN FOTO: il sacerdote Jean Marc Fournier, cappellano dei Vigili del Fuoco di Parigi, durante l’incendio della cattedrale di Notre Dame, e la Sacra reliquia della Corona di Spine di Cristo.

Nel tardo pomeriggio, ore 18,50 circa del 15 aprile 2019, Lunedì della Settimana Santa, ha avuto inizio l’incendio della Cattedrale di Notre Dame a Parigi, -non solo un’opera grandiosa dell’arte gotica francese, ma un luogo sacro a Nostra Signora, Madre di Cristo, cuore del Cristianesimo che ha dato origine all’Europa–  500 Vigili del Fuoco hanno messo a rischio la loro vita per estinguere le fiamme di quello che, ad oggi, è stato confermato essere un “disastro colposo” su cui sono in corso indagini….Come sono ancora in corso indagini sull’incendio della splendida chiesa di Saint Sulpice, avvenuto il 17 marzo scorso a Parigi e a cui i media hanno dato scarsa rilevanza, sorvolando sulla gravità di cio’ che sta accadendo in Occidente…Infatti è evidente che da tempo nella laicista Francia e in quasi tutto l’Occidente, che ha dimenticato le sue nobili radici cristiane, sia in atto una tragica escalation di atti di vandalismo e discriminazione anticristiana che violano i diritti umani e la sicurezza delle nazioni europee.  Una circostanza non secondaria visto che la Francia negli ultimi anni è stata più volte colpita dai terroristi dell’Isis. E proprio nel 2016 jihadisti avevano minacciato di incendiare Notre Dame, cattedrale presa di mira molte volte anche da attacchi blasfemi delle femministe Femen e di esponenti dei movimenti LGBT.  Non sembra affatto casuale l’incendio divampato ieri a Notre Dame: è ancora più triste e drammatico, dato che siamo nel pieno delle celebrazioni della Settimana Santa che portano alla Pasqua. img800-inferno-a-notre-dame--in-fiamme-il-cuore-della-cristianit-143992

Tra quegli uomini che hanno sfidato l’incendio di Notre Dame, spicca l’eroismo del sacerdote Jean Marc Fournier, cappellano dei Vigili del fuoco di Parigi, che per primo entrò nella cattedrale mentre bruciava ed il tetto stava crollando. Dall’espressione del suo volto in foto, capiamo il suo sgomento e la premura nel voler salvare ciò che di più caro ai cristiani era custodito all’interno della Cattedrale: la reliquia della Corona di Spine di Cristo,(un cerchio intrecciato e tenuto assieme da un filo d’oro con 70 spine attaccate), portata in Francia da Gerusalemme nel XIII secolo da re Luigi IX, ed il Santissimo Sacramento. Il sacerdote aveva le chiavi ed i codici di accesso a Notre Dame, per cui è riuscito, attraversando le fiamme, ad aprire le teche delle sacre reliquie e del tabernacolo. “Ho consegnato la Corona di Spine di Cristo alla Polizia, ed ho portato in salvo le Ostie del Santissimo Sacramento”, ha detto il cappellano Jean Marc Fournier ai giornalisti della CNN.D4OUp6JWwAEMEeN

Padre Jean Marc Fournier per questa sua azione tempestiva, nell’inferno dell’incendio di Notre Dame, è stato elogiato come un eroe sui social media, anche su Twitter, dove il direttore della rete televisiva cattolica francese KTO, ha elogiato il cappellano.  Il coraggio del sacerdote era già conosciuto: il 13 novembre del 2015 padre Fournier si era precipitato all’interno del Bataclan a Parigi, per soccorrere le vittime dell’attentato dell’ Isis.  “Il cappellano pregava per i morti e confortava coloro che erano feriti o che avevano perso i propri cari. “

“Padre Fournier è un eroe assoluto”, ha detto a Sky News un membro dei servizi di emergenza . “Non ha mostrato alcuna paura mentre si dirigeva verso le reliquie all’interno della cattedrale, e si è assicurato che fossero salvate. Si occupa di vita e di morte ogni giorno, e non mostra alcuna paura. ”

Il sacerdote è entrato nella diocesi presso le Forze armate francesi nel 2004, viaggiando per sette anni in tutto il mondo al seguito dell’esercito come cappellano militare. In Afghanistan è sfuggito a un’imboscata a Uzbin nella quale sono morti dieci soldati francesi. «Durante il mio primo viaggio in Afghanistan ero terrorizzato: tutto ciò che vedevo rappresentava un pericolo potenziale», ha raccontato in un’intervista a Famille Chretienne. «Potevo vivere nel terrore durante le missioni, oppure affidarmi alla Provvidenza. Ho scelto la seconda: fa’ ciò che devi, avvenga quel che può».

Padre Jean-Marc Fournier ha 50 anni e nella sua impresa è stato aiutato da volontari che hanno formato una catena umana così da riuscire a entrare e assicurare la salvezza delle opere all’interno della cattedrale di Notre-Dame. Se avessero tardato anche solo un quarto d’ora o mezz’ora, nulla si sarebbe salvato: le fiamme stavano divampando più velocemente a causa del vento e delle strutture in legno crollate. Molte delle reliquie ed opere d’arte salvate sono state trasferite al municipio di Parigi o al museo del Louvre, tra di esse anche una sacra tunica indossata dal re francese San Luigi e un pezzo della Vera Croce su cui Cristo venne crocifisso.57114752_1315833551916193_7686869842015551488_n

Davanti alla Cattedrale di Notre Dame sfigurata, visitata annualmente da oltre 12 milioni di persone, l’emozione era ancora nell’aria mentre i passanti osservavano il terribile spettacolo fumante, alcuni posavano rose sulla piazza della cattedrale, in molti si sono riuniti per pregare il Rosario e innalzare canti a Nostra Madre, la Santa Vergine Maria. “A tutti i sacerdoti di Parigi: i vigili del fuoco continuano a lottare per salvare le torri di Notre-Dame. Se volete, potete suonare le campane delle vostre chiese per invitare alla preghiera“. Questo l’appello lanciato dall’arcivescovo di Parigi, monsignor Michel Aupetit, nel tardo pomeriggio. Un appello non rimasto inascoltato: in serata tutte le chiese di Parigi hanno fatto suonare, a lutto, le proprie campane.incendio-notre-dame-107020.660x368

Dall’inizio del 2019 in Francia si è assistito ad un’ondata di satanico vandalismo anticristiano che spazia dall’abbattimento e dalla distruzione di statue e tabernacoli, fino a veri e propri incendi,  come quello del 17 marzo scorso nella chiesa di Saint Sulpice a Parigi. A Nimes, nella cattedrale di Notre-Dame des Enfants è stata disegnata una croce con escrementi umani. Non è andata meglio a Dijon dove, nella chiesa di Notre-Dame, le Ostie consacrate sono state rimosse dal tabernacolo, sparse a terra e calpestate.

A Lavaur, invece, la parrocchia è stata recentemente assalita da giovani uomini in apparente stato di ubriachezza. Il braccio di una statua del Cristo crocifisso è stato “distorto” per fargli fare un gesto osceno. In totale sono state più di una dozzina le chiese francesi vandalizzate e profanate, solo dall’inizio del 2019.d6aff6eccbdbfdfd4621f7f956c75510

Tutti questi atti vandalici non sono stati oggetto di alcuna rivendicazione né risultano firmati con qualsivoglia sigla. Il solo trait d’union di tutte queste profanazioni, è stato notato, un feroce odio anticristiano,  agito con chiara finalità offensiva e dissacratoria.

Rispetto a tutto ciò, la Conferenza episcopale francese ha scelto il basso profilo, verosimilmente per non rischiare ulteriori atti vandalici di carattere ritorsivo. Quel che è certo, ad ogni modo, è che purtroppo l’anticattolicesimo non è soltanto qualcosa di francese, come dimostra l’agghiacciante notizia, giunta pochi giorni fa da Montreal, dove un prete canadese, rettore dell’oratorio di Saint Joseph, è stato addirittura accoltellato durante la Messa del mattino, prima d’essere ricoverato in ospedale fortunatamente senza risultare in pericolo di vita.

C’è anzitutto una regia, come si diceva poc’anzi, dei mass media, sempre pronti a generalizzare i pregiudizi contro la Chiesa ma totalmente assenti quando invece si tratta di denunciare le aggressioni anticristiane.

In secondo luogo, uno stratagemma per far letteralmente sparire l’odio anticristiano dalla cronaca è quello, dinnanzi ad un’aggressione che ha per vittima uno o più cristiani, di puntare il dito sulla poca chiarezza delle dinamiche (come è avvenuto anche stavolta per l’incendio di Notre Dame) e delle ragioni di simili atti di violenza.  Tutto viene minimizzato e ricondotto a caso isolato.

Un terzo modo per sostenere l’odio anticristiano, quando veicolato tramite un film, uno spettacolo teatrale, una scultura, un dipinto, una canzone o una vignetta – come spesso purtroppo capita – è quello di parlare se non apertamente di capolavoro, quanto meno di opera d’arte, facendo finta d’ignorare un’ostilità che poi, alla fine, può sfociare come in Francia, con chiese saccheggiate e profanate. Con l’omicidio di un sacerdote come è avvenuto a Padre Hamel, mentre celebrava Messa, il 13 aprile 2017. 

E ringraziamo Dio che stavolta a Notre Dame non ci sono state vittime… 

Mons. Éric de Moulins-Beaufort, vescovo di Reims e neo-eletto presidente dei vescovi francesi, ha espresso profondo sconcerto per il devastante incendio che ha divorato la cattedrale di Notre Dame: “La caduta della guglia ha una portata simbolica notevole. Rappresentava un dito teso verso Dio”. Quel contatto autentico con Dio, che il laicismo dilagante in Francia sta cercando da tempo di distruggere, ma non ci è riuscito. La struttura della Cattedrale di Notre Dame è stata salvata, così come nel cuore di tutti si è risvegliato, insieme allo sgomento, la consapevolezza del proprio bisogno di riscoprire e di salvaguardare la propria identita’ cristiana.57410746_2455346554484615_336361802600284160_n

Fonti

https://edition.cnn.com/2019/04/16/europe/notre-dame-chaplain-artifacts-intl/index.html

https://www.rt.com/news/454058-paris-st-sulpice-fire/

https://www.express.co.uk/news/world/1102958/christian-persecution-france-catholic-church-christianity-religion-edouard-phillipe-isis

https://www.lastampa.it/2019/04/10/vaticaninsider/padre-hamel-consegnato-in-vaticano-il-dossier-per-il-processo-di-beatificazione-qNukT2PocS2FgAwCNJc2CM/pagina.html?fbclid=IwAR3WSqFWfeZGVBMjeQQSC4Dtt83lGbMfL0vMb2-R0ND61zwLBJhkzfUJNxE

https://observatorioantisectas.blogspot.com/2019/04/odio-progre-marxista-en-el-incendio-de.html

SANTA BERNARDETTE, LA VEGGENTE DI LOURDES CHE SFIDÒ IL POTERE

Quando avvenne la prima apparizione, l’11 febbraio 1858, presso la rupe di Massabielle, a Lourdes, sui Pirenei francesi, aveva 14 anni. A lei, povera e analfabeta, appare più volte la «Signora» in quello che sarebbe diventato un centro di culto mariano fra i più importanti della storia. Subì numerosi interrogatori ufficiali perché sospettata di impostura e tenne testa a tutti con tenacia. Si rifugia a Saint-Gildard, casa madre della Congregazione delle Suore della Carità di Nevers, dove muore a 35 anni. Pio XI la proclama santa nel 1933.lourders-2

È patrona dei pastori, il nome deriva dal tedesco e significa “ardita come orso”. Quando, l’11 febbraio del 1858, la Vergine le apparve per la prima volta a presso la rupe di Massabielle, sui Pirenei francesi, Bernadette Soubirous aveva compiuto 14 anni da poco più di un mese. Era nata, infatti, il 7 gennaio 1844. A lei, povera e analfabeta, ma dedita con il cuore al Rosario, appare più volte la «Signora». Nell’apparizione del 25 marzo 1858, la Signora rivela il suo nome: «Io sono l’Immacolata Concezione». Quattro anni prima, Papa Pio IX aveva dichiarato l’Immacolata Concezione di Maria un dogma, ma questo Bernadette non poteva saperlo. La lettera pastorale firmata nel 1862 dal vescovo di Tarbes, dopo un’accurata inchiesta, consacrava per sempre Lourdes alla sua vocazione di santuario mariano internazionale. La sera del 7 Luglio 1866, Bernadette Soubirous decide di rifugiarsi dalla fama a Saint-Gildard, casa madre della Congregazione delle Suore della Carità di Nevers. Ci rimarrà 13 anni. Costretta a letto da asma, tubercolosi, tumore osseo al ginocchio, all’età di 35 anni, Bernadette si spegne il 16 aprile 1879, mercoledì di Pasqua. Beatificata nel 1925, papa Pio XI l’ha proclamata santa l’8 dicembre 1933.

GLI INTERROGATORI SERRATI

santa_bernardetta_soubirous_n_1734944Fin dall’inizio delle apparizioni ella si trova implicata in una situazione del tutto paradossale: lei, che non sa né leggere, né scrivere e comprende soltanto il patois, si fa portavoce di un avvenimento soprannaturale, che fa eco in tutto il mondo. Bernadette che, dall’11 febbraio al 16 luglio 1858, aveva assistito a 18 apparizioni dell’Immacolata Concezione nella grotta di Massabielle, riesce a sbaragliare tutti: subisce numerosi interrogatori ufficiali perché è sospettata di impostura. Vogliono farla crollare, affinché cessi quell’incontrollato flusso di persone alla grotta delle guarigioni… Ma sono tutti sconcertati dalla sua limpidezza. Le sue risposte alla santa Giovanna d’Arco schivano tutte le trappole: non si confonde mai e non si contraddice. Scriverà di lei Monsignor Bertrand-Sévère Laurence, Vescovo di Tarbes, nella Lettera pastorale del 18 gennaio 1862: «Chi non ammira, avvicinandola, la semplicità, il candore, la modestia (…)? Mentre tutti parlano delle meraviglie che le sono state rivelate, solo lei mantiene il silenzio; parla soltanto quando viene interrogata (…) alle numerose domande che le vengono poste, dà, senza esitare, risposte nette, precise, pertinenti e piene di convinzione. (…) Sempre coerente, nei vari interrogatori a cui è stata sottoposta, ha mantenuto tutte le volte la stessa versione, senza togliere o aggiungere nulla». È semplice e mite, ma risoluta nella sua posizione e non è disposta a patteggiare con nessuno, così come non rinuncia al suo Rosario da quattro soldi: rifiuta a Monsignor Thibault, Vescovo di Montpellier, di scambiarlo con uno in oro e benedetto dal Papa. Di fronte agli scettici irriducibili si limita a dire: «Non sono stata incaricata di farvi credere. Sono stata incaricata di riferire». Fin dai tempi delle apparizioni esprime la volontà di farsi suora, senza che questo riguardi i tre segreti che la Vergine le aveva confidato e che lei non ha mai rivelato. Dove avrebbe potuto, meglio che nella vita religiosa, mettere in pratica quelle consegne di «preghiera» e di «penitenza per la conversione dei peccatori» che aveva ricevuto? Diventa suora della Carità e dell’Istruzione cristiana di Nevers. Fin dai tempi del noviziato Bernadette è stata una presenza costante in infermeria, malata al punto da essere ammessa a fare la professione in Articulo mortis, il 25 ottobre 1866.

IL DONO DELL’ ACQUA MIRACOLOSA

Nonostante le sue sofferenze, il rumore assordante, intorno a lei, non cessa, anzi. Con frequenza incessante è chiamata in parlatorio per incontri e domande. A suo avviso i circa cinquanta vescovi che sono andati a trovarla avrebbero fatto meglio a «restare nelle loro diocesi». Impara a leggere e a scrivere. Ha una buona mano per cucire e ricamare e poi è bravissima ad animare i giochi dei bambini. Vivace, disapprova ogni ipocrisia, ogni menzogna, ogni ingiustizia. Ha il carattere fiero, serio, onesto della sua gente, per cui ogni promessa è sacra. Si è fatta religiosa per nascondersi in Dio e invece, per obbedienza, deve essere in prima linea perché è sulla bocca di tutti. Questo problema viene da lei risolto nell’ottobre del 1873 ed è una specie di patto che si rifà alle parole dell’Immacolata: «Mi recherò con gioia in parlatorio (…). Dirò a Dio: sì, ci vado, a condizione che un’anima esca dal purgatorio o che convertiate un peccatore». La Madonna a Lourdes lasciò il dono dell’acqua miracolosa. Non parlò, però, dei malati fisici, bensì dei malati nell’anima e per essi Bernadette diede la sua giovane vita. Il peccato è il principale nemico dell’uomo, quello che corrompe e allontana da Dio sia spiritualmente che fisicamente. La salma incorrotta della bellissima santa Bernadette Soubirous è ancora lì, nella cappella del convento di Saint-Gildard, a testimoniare che la guarigione dell’anima è più importante della guarigione del corpo.

In vita ha sofferto profondamente, ma la dolce espressione sul suo viso riflette la sua gioia eterna. we3-saint-ernadette-sarcophagus-raanus-flavus-cc1

Quando la tomba di Bernadette è stata aperta nel 1909, 30 anni dopo la sua morte, il suo corpo è stato trovato incorrotto. Lo stesso è accaduto nel 1919 e nel 1929.

Il rosario che teneva tra le mani era arrugginito e rovinato e il suo abito era a brandelli, ma il fegato, in genere uno dei primi organi a decomporsi, era intatto, come i denti e le unghie delle mani. Nei suoi resti sono stati trovati anche alcuni liquidi corporei.

Nel 1925 il corpo ha iniziato ad essere esposto pubblicamente, prima in uno dei giardini del convento, e in seguito nella cappella. Le mani e il volto erano coperti da un sottile strato di cera, che venne applicato per coprire la decolorazione.

L’aspetto della santa colpisce i visitatori per la dolcezza dell’espressione del volto. Una statua di Maria figura nella cappella accanto ai piedi di Bernadette, a ricordare che la sua anima ora conversa liberamente con la Madonna in Paradiso come ha fatto sulla Terra quelle 18 volte più di un secolo e mezzo fa.

IL TESTAMENTO SPIRITUALE DI SANTA BERNADETTE

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“Per l’indigenza di mamma e papà per la rovina del mulino, per il vino della stanchezza, per le pecore rognose : grazie, mio Dio! Bocca di troppo da sfamare che ero; per i bambini accuditi, per le pecore custodite, grazie! Grazie o mio Dio, per il Procuratore, per il Commissario, per i Gendarmi, per le dure parole di Peyremale. Per i giorni in cui siete venuta, Vergine Maria, per quelli in cui non siete venuta, non vi saprò rendere grazie altro che in Paradiso. Ma per lo schiaffo ricevuto, per le beffe, per gli oltraggi, per coloro che mi hanno presa per pazza, per coloro che mi hanno presa per bugiarda, per coloro che mi hanno presa per interessata. GRAZIE, MADONNA !

Per l’ortografia che non ho mai saputa, per la memoria che non ho mai avuta, per la mia ignoranza e per la mia stupidità, grazie! Grazie, grazie, perché se ci fosse stata sulla terra una bambina più stupida di me, avreste scelto quella! Per la mia madre morta lontano, per la pena che ebbi quando mio padre, invece di tendere le braccia alla sua piccola Bernadette, mi chiamò Suor Maria Bernarde: grazie, Gesù! Grazie per aver abbeverato di amarezza questo cuore troppo tenero che mi avete dato. Per Madre Giuseppina che mi ha proclamata: “Buona a nulla”. GRAZIE!

Per i sarcasmi della madre Maestra, la sua voce dura, le sue ingiustizie, le sue ironie, e per il pane della umiliazione, grazie! Grazie per essere stata quella cui la Madre Teresa Poteva dire :”Non me ne combinate mai abbastanza”. Grazie per essere stata quella privilegiata dai rimproveri, di cui le mie sorelle dicevano: “Che fortuna non essere come Bernadette”. Grazie di essere stata Bernadette, minacciata di prigione perché vi avevo vista, Vergine Santa ! Guardata dalla gente come bestia rara; quella Bernadette così meschina che a vederla si diceva: “Non è che questa?!”. Per questo corpo miserando che mi avete dato, per questa malattia di fuoco e di fumo, per le mie carni in putrefazione, per le mie ossa cariate, per i miei sudori, per la mia febbre, per i miei dolori sordi e acuti, GRAZIE MIO DIO!

Per quest’anima che mi avete data, per il deserto della aridità interiore, per la vostra notte e per i vostri baleni, per i vostri silenzi e i vostri fulmini; per tutto, per Voi assente e presente, grazie! Grazie o Gesù!.”

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PREGHIERA A SANTA BERNARDETTE

Cara Santa Bernadette, scelta da Dio Onnipotente

 come canale delle Sue grazie e benedizioni,

attraverso la tua umile obbedienza

alle richieste della Nostra Madre Celeste,

l’Immacolata Maria,

 hai guadagnato per noi le acque miracolose

della guarigione spirituale e fisica,

Ti imploriamo di ascoltare le nostre preghiere supplichevoli

 affinché possiamo essere guariti

dalle nostre imperfezioni spirituali e fisiche.

Metti le nostre suppliche

 nelle Mani della nostra Santissima Madre Maria,

 perché possa metterli ai Piedi del Suo Figlio diletto,

nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo,

affinché Egli possa guardare a noi

con misericordia e compassione: … … …
(esporre la grazia che si desidera).

Prega per noi Santa Bernadette,

affinché, come te,

possiamo essere sempre obbedienti alla Volontà

del Nostro Onnipotente Padre Celeste.
Così sia.

Pater, Ave e Gloria …


Fonti

Aleteia https://it.aleteia.org/2017/10/13/a-lourdes-visitate-il-corpo-incorrotto-di-santa-bernadette/

“I pericoli dello Yoga”: sacerdote esorcista e Prof. di antropologia teologica:” pericoloso annullare sè stessi per aprirsi alle energie delle potenze indu'”

Javier Luzón, sacerdote dal 1980, è un professore di Antropologia teologica di Madrid ed è stato per anni un esorcista della diocesi di Madrid. Ha partecipato al ministero della liberazione, dalla metà degli anni ’90, con migliaia di interventi. È anche l’autore del libro “Las Seis Puertas del Enemigo. Experiencias de un exorcista”.

Mentre leggiamo su “Religion et Libertad”, sul suo canale YouTube “Tiempo de Respeustas” dove si rammarica che nei luoghi cristiani – e altri che non lo sono – vengono offerte sessioni di yoga e consapevolezza, anche ai bambini, perché, nella sua esperienza di esorcista “Potrebbe esserci un beneficio iniziale, ma poi i problemi arriveranno” (link esterno a YouTube).

Padre Luzón dichiara che con lo yoga e il “mindfulness”, con le sue tecniche di “allontanamento dal sé”, si “autorizzi gli esseri spirituali, che chiamano energie, ma sono le persone angeliche cadute, i demoni, a farsi carico della tua personalità”. “Mindfulness significa consapevolezza, si sta concentrando sui tuoi sentimenti per distanziarti da loro. Certo, all’inizio, senti l’euforia, perché togli anche i sentimenti negativi. Ma poi, prendendo le distanze dal tuo “vero sé”, puoi essere coinvolto e tu sai da chi “, avverte.

“Ricordo una persona che mi è stata portata dal Regno Unito, (che aveva praticato yoga e mindfulness per anni), era uno zombi. Era una giovane donna ed era uno zombi. La prima cosa che doveva essere fatta era espellere il demone muto, non poteva parlare. Quando ha potuto parlare, ha spiegato che all’inizio aveva una grande euforia, ma poi il suo cuore si è seccato. “Ho smesso di provare qualcosa”. E poi la sua mente fu bloccata. Perché se ti allontani da te stesso stai autorizzando gli esseri spirituali, giusto? Li chiamano energie ma sono gli angeli caduti, i demoni, per prendere in carico la tua personalità e puoi avere un problema molto serio, come in effetti ho verificato“.

“In questo momento, in così tante scuole, ai bambini, in così tante istituzioni sanitarie, stanno offrendo Mindfulness, o yoga, o queste pratiche come tecniche di terapia, guarigione, senza rendersi conto che potrebbe esserci un beneficio iniziale, ma che poi i problemi arriveranno”, avverte.

Padre Luzón spiega anche la differenza tra la preghiera cristiana e le pratiche orientaliste. “Un cristiano è qualcuno che parla con Dio, perché Dio è un essere personale, non un’energia universale come pensano coloro che sono coinvolti in queste pratiche. Inoltre, la preghiera è il dialogo con qualcuno che ti parla, ascoltarti, ti riferisci a lui, è un dialogo interpersonale, qualcosa che non accade nella meditazione Zen, dove è vuoto di ogni pensiero, di ogni sentimento, di identificare, diluire, in una specie di nirvana, scomparire nell’energia universale”.

“Per un indù o buddista, la felicità, il modo migliore, è non avere sentimenti, l’annullamento del sé, perché se hai dei sentimenti sarai frustrato e la cosa migliore, dicono, è non avere sentimenti. E, naturalmente, è diabolico in sottofondo. Perché ciò che Dio vuole da noi è che noi apriamo il nostro cuore alla felicità, non che noi la annulliamo. Questo è il grande pericolo”, avverte padre Luzòn.

“Tutte queste pratiche di rilassamento, di esercizi di respirazione, di posture di divinità indù che vengono invocate, molte volte senza saperlo, sono due momenti di quel processo in 8 passi [l’ottuplice via dello Yoga] per l’annullamento della persona, per raggiungere il nirvana, che è quell’ataraxia, quell’annullamento di sentimenti in cui, si dice, si suppone che tu ti senta felice. Bene, questo è incompatibile con la fede“, insiste.

Padre Luzón raccomanda di leggere il documento “Orationis Formas: Lettera ai vescovi della Chiesa cattolica su alcuni aspetti della meditazione cristiana”, pubblicato nel 1989 dall’opera del cardinale Joseph Ratzinger con l’approvazione di Papa Giovanni Paolo II. Quella lettera include diverse riflessioni sull’uso del corpo nella preghiera.

Introduzione alla lettera “Orationis Formas”

Card. Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede (intervista del Card. Ratzinger alla presentazione della lettera “Orationis Formas”, nella rivista “Sette e Religioni”, N°2, 1991, pp.266-271).

Molti si chiederanno perchè la Congregazione per la Dottrina della Fede sia giunta alla determinazione di scrivere una Lettera sulla meditazione cristiana. La risposta è semplice. La meditazione è una forma di preghiera, sulla quale negli ultimi anni si è concentrato sempre più interesse, perchè essa sembra offrire un contrappeso di fronte all’agitazione dell’esistenza contemporanea, una medicina addirittura, che a partire dall’interno, dal cuore, promette di guarire l’uomo, di dargli la liberazione dallo stress quotidiano e la pace interiore. In tal modo una forma di preghiera è improvvisamente divenuta interessante per l’esistenza moderna, ben al di là del cerchio dei credenti, perchè sempre più insorgono dubbi nei confronti dei metodi terapeutici orientati in modo esclusivamente scientifico. Una nuova coscienza dell’unità della persona umana nella sua corporeità e nella sua spiritualità fa diventare urgente ovunque la ricerca di una terapia attenta alla globalità della persona. Questo ritorno alla dimensione spirituale dell’esistenza umana, che paradossalmente trova attenzione perfino in ambienti materialistici, non può essere salutato in se stesso se non con soddisfazione. Esso porta con se tuttavia anche il pericolo di nuove unilateralità e di un travisamento dell’essenza della religione. Infatti facilmente può prendere il sopravvento un atteggiamento egoistico, utilitaristico: Dio si dissolve in una indeterminata dimensione spirituale e questa a sua volta si pone semplicemente al servizio dei fini del proprio Io. Una preghiera di questo tipo non dischiude più l’essere umano; invece di guidarlo nell’esodo da se stesso, diviene pura attestazione di sè. Lo spirituale o l’infinito che ha ormai assunto una dimensione impersonale diviene semplicemente un bagno nel quale l’essere umano rafforza se stesso ovvero cerca di liberarsi dal peso dell’essere persona affondando beatamente nel gran fiume dell’essere. La religione diviene così strumentalizzazione del divino per i propri scopi; diventa fuga in piacevoli sensazioni ovvero mezzo terapeutico.

La tentazione talvolta non è poca anche per i credenti di rifugiarsi nella tecnica dell’immersione sfuggendo all’incontro personale con il Dio della fede, di sostituire l’impegno personale con la tecnica che non esige più alcun atto di fede, ma solo il padroneggiamento delle regole. In tal caso si resta ancora religiosi o lo si diviene anche più di prima; magari si continua a usare come simboli i contenuti cristiani, ma l’immagine di Dio e dell’essere umano si muta radicalmente, perchè scompare il confronto diretto con il Dio vivente. Dietro la facciata di una religiosità rinnovata si sgretola la fede, si dissolve ciò che è specificamente cristiano.

La rinnovata attenzione allo spirituale e al religioso, che si esprime nella richiesta di meditazione, porta dunque in se possibilità contraddittorie. Può divenire via a Dio, ma può anche smarrirsi in forme sbagliate. Per questi motivi è sembrata opportuna alla Congregazione una parola di chiarificazione, perchè la preghiera è fede in atto: la preghiera senza fede diviene cieca, la fede senza preghiera si disgrega. Nello stesso tempo stava a cuore alla Congregazione anche offrire un aiuto anche ai numerosi gruppi di preghiera, che ovunque nel .mondo si vanno formando; così come agli ordini contemplativi, a quelli attivi e in definitiva a tutti coloro che sono alla ricerca di una forma viva di preghiera.

Approfondendo la questione della corretta via della meditazione si chiarisce nello stesso tempo la struttura antropologica della fede cristiana. L’affermazione fondamentale del documento è molto semplice: la meditazione cristiana non è un affondare in un’impersonale atmosfera del divino, in un abisso senza volto e senza forma. Essa è per sua natura un incontro fra due libertà: la libertà di Dio si incontra con la mia libertà, da Lui creata e interpellata. La struttura della preghiera e della fede cristiana è profondamente personalistica: il mio Io incontra il Tu di Dio. Mentre le forme impersonali della meditazione sono per loro essenza naturalistiche, considerano la libertà come un peso, al quale mi sottraggono affondando nell’anonimo, la fede cristiana parte dal primato della libertà. Dio è libertà, e perciò non annulla la libertà, ma la suscita nell’incontro dell’amore. Questo significa però che la preghiera comporta sempre un esodo, un uscire da se stessi, senza del quale l’amore non può realizzarsi. Il documento si richiama qui alla dottrina di Sant’ Agostino sui gradi della conversione. Essa esige come primo passo il raccogliersi in se stessi, il guardare in se stessi. Ma la via della conversione non può arrestarsi nel raccoglimento in se stessi; deve poi diventare superamento dell’Io, non come dissolvimento di se stessi, ma come accesso all’alterità di Dio, che mi libera da me stesso (N°19). Questo tratto personalistico di fondo della dottrina cristiana su Dio e sull’uomo era una delle riscoperte entusiasmanti della filosofia e della teologia dell’epoca fra le due guerre. Oggi ci siamo un po’ stancati del personalismo, così come molti si sono stancati della libertà. Non si vuole la perenne attestazione dell’«alterità», ma il suo superamento, la liberazione dall’isolamento delle persone. Su questo problema il documento si diffonde ampiamente; ciò che vi è di giusto in questa esigenza viene chiaramente messo in luce. L ‘incontro fra Dio e l’uomo non è semplicemente uno stare di fronte del mio Io ad un Tu del suo stesso livello. Il Tu di Dio è trinitario, è esso stesso un circolo di amore, nel quale identità e alterità si fondono pienamente. Incontrare Dio quindi significa essere attirati all’interno del circolo trinitario. Al riguardo il testo afferma: «Il Figlio è dall’eternità “altro” rispetto al Padre… il fatto che ci sia un’alterità, non è un male, ma piuttosto il massimo dei beni. C’è alterità in Dio stesso, che è una sola natura in tre persone» (N°14). Un angusto personalismo tuttavia si rivela come insostenibile non solo a partire dall’immagine di Dio, che trasforma la nostra idea dell’Io e del Tu nella comunità trinitaria; esso si trova superato anche a partire dal versante umano della storia della fede. Infatti il Figlio è diventato uomo e dalla croce ci accoglie tutti nelle sue braccia. Questo significa: noi diventiamo «trinitari» per il fatto che insieme con il Figlio diventiamo un unico nuovo Io; io vivo, ma non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me ( cfr. Ga12, 20). La risposta cristiana al problema della liberazione dal carcere dell’io non vuole dire dunque: dissolvimento della persona; vuol dire piuttosto: amore, che nell’alterità crea la massima unità e fa diventare l’essere altro la ricchezza dell’unità.

Di qui discendono due importantissime conseguenze:

1)La prima è questa: il criterio di validità della preghiera cristiana sta in questo, che conduca all’amore, all’inscindibile amore di Dio e del prossimo. Mi viene in mente a questo proposito una bellissima frase dalle Omelie su Ezechiele di Gregorio Magno: «In tutta la Scrittura Dio ci parla solo per questo, per attirarci all’amore di sè e del prossimo» (Lib. 1, hom. 10, 14). Questo è anche il criterio per giudicare di ogni meditazione e di ogni esegesi della Scrittura. La meditazione cristiana non è un ripiegamento nell’intimo e nel privato; ma in quanto addestramento all’esodo del superamento di se stessi è via verso l’amore e ha pertanto una fondamentale dimensione sociale.

2) La seconda conseguenza è che la meditazione cristiana è strettamente legata con la storia della salvezza e con la sua presenza ecclesiale nei sacramenti. Infatti nessuno può riuscire, con la sola forza del suo proprio «slancio», a cominciare a «vibrare» al ritmo trinitario. I nostri tentativi non giungono fino a tanto. Ciò comporta l’umiltà di lasciarsi aiutare da Colui che solo ci può aiutare, perchè ha superato l’abisso: Gesù Cristo, che in quanto Figlio è il Mediatore. La meditazione presuppone quindi la comunione con Cristo attraverso il Battesimo e l’Eucaristia. Essa è allo stesso tempo l’entrare personale di questo dominio che già ci è stato donato, è sacramento nel suo adempiersi. La meditazione cristiana si colloca nella storia, è «storica» e pertanto mai semplicemente «trascendentale»; storicità tuttavia significa collocarsi nella comunità storica della Chiesa e dei suoi sacramenti. In ogni tempo è stata grande la tentazione di considerare la storia della fede e con essa la storia di Gesù Cristo ed i suoi sacramenti come un primo gradino per anime meno illuminate, che poi in uno stadio più alto di spiritualizzazione si lascia dietro di se, per immergersi finalmente in un di- vino anonimo al di là di ogni parola e di ogni concetto. La rinuncia a qualcuno che ci aiuti, del quale si ritiene di non avere più bisogno nel gradino superiore, è in realtà una caduta all’indietro: la persona affonda in se stessa, non va più al di là di se stessa.

Fonti

GRIS Gruppo di Ricerca e Informazione Socioreligiosa

Lettera Orationis Forma  su alcuni aspetti della meditazione cristiana

http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_19891015_meditazione-cristiana_it.html