Primo anniversario del martirio di Padre Jacques Hamel, sacerdote ucciso dai jihadisti in Europa

85 anni, assassinato mentre celebrava la Messa: mercoledì 26 luglio 2017 il mondo ricorda padre Jacques Hamel il primo sacerdote ucciso dalla mano di jihadisti in questo secolo in Europa, a Rouen, in alta Normandia, il 26 luglio del 2016: 

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/07/26/padre-jacques-hamel-sacerdote-martire-ucciso-da-isis-in-francia-mentre-celebrava-la-santa-messa/

Papa Francesco ha concesso la dispensa per aprire, il 13 aprile 2017, la fase diocesana del processo di Beatificazione di Padre Jacques Hamel. Intanto nell’arcidiocesi di Rouen è già iniziato il processo di beatificazione per il sacerdote, senza attendere i cinque anni canonici necessari all’avvio di una causa. Un’accelerazione approvata da Papa Francesco che, ricevendo una delegazione della diocesi francese il 14 settembre 2016, aveva detto al vescovo Lebrun: «Esponi la sua foto perché lui è già beato. È un martire, e i martiri sono già beati!». 

La chiesa di Padre Hamel era quella di Saint-Etienne-du-Rouvray, S. Stefano, il primo martire cristiano. Un caso, ma anche un incredibile richiamo a rileggere la vita del sacerdote francese alla luce di quella del protomartire e dei tanti che Papa Francesco, anche nella Messa di suffragio per il sacerdote, ha chiamato “fratelli perseguitati perché fedeli testimoni del Vangelo”:

“Oggi ci sono cristiani assassinati, torturati, carcerati, sgozzati perché non rinnegano Gesù Cristo. In questa storia, arriviamo al nostro père Jacques: lui fa parte di questa catena di martiri. I cristiani che oggi soffrono – sia nel carcere, con la morte o con le torture – per non rinnegare Gesù Cristo, fanno vedere proprio la crudeltà di questa persecuzione. E questa crudeltà che chiede l’apostasia, diciamo la parola: è satanica”.

E’ Satana l’autore delle persecuzioni, come testimoniano anche le ultime parole di padre Jacques innanzi ai suoi assassini: “Vattene Satana!”. Ma Gesù è quello che i martiri seguono, è Lui, il “primo martire”, il “loro unico pane”, dice Francesco, “non hanno bisogno di altro”:

“Il martire può essere pensato come un eroe, ma il fondamentale del martire è che è stato un graziato: è la grazia di Dio, non il coraggio, quello che ci fa martiri”.

A Roma, padre Jacques è già celebrato come un martire. Il suo breviario è attualmente in mostra per i pellegrini della basilica di San Bartolomeo sull’Isola Tiberina, nella cappella chiamata “Nuovi martiri in Europa”. La chiesa, sotto la cura della Comunità di Sant’Egidio, che Papa Francesco ha visitato lo scorso 22 aprile, è rinomata per accogliere e onorare reliquie, oggetti personali, ricordi di tutti coloro che sono stati uccisi per la loro fede. Il libro di preghiera di Hamel è aperto a lunedì 25 luglio 2016, vigilia del suo assassinio, accanto ad esso si trovano le reliquie dei sacerdoti spagnoli uccisi durante la Guerra civile e la stola e la croce di don Pino Puglisi, il prete palermitano freddato nel 1993 dai sicari di Cosa Nostra. Questa cappella è diventata presto la più visitata di tutta la Chiesa. 

Tanti i martiri di oggi, più numerosi dei primi tempi, come ci ricorda Francesco, anche se i media non ne parlano. In effetti “tuttora non si ha piena coscienza di quanto grande sia stato il sacrificio in nome della fede negli ultimi due secoli”, afferma don Angelo Romano, rettore della Basilica di San Bartolomeo, Memoriale romano dei “Nuovi Martiri” del XX e XXI secolo:

“Martìri di massa che hanno interessato intere comunità ecclesiali”, ricorda don Angelo, al fianco delle quali ci sono i cosiddetti “martiri nascosti”,ovvero uomini e donne impegnati a fare fratellanza, a trovare nuove strade per vivere il Vangelo, “cristiani che amano in modo gratuito in un mondo materialista e individualista”. “E’ questo che attrae, essere simili a Gesù”, aggiunge don Angelo, “proprio come è successo con padre Jacques, la cui morte in Francia ha portato una vera scossa”. In questo senso, conclude il sacerdote, si comprende quando il Papa dice che “il sangue dei martiri è seme di cristiani”: “non c’è dubbio che il Signore ha vinto il male e noi dobbiamo essere all’altezza del compito che ci ha assegnato, ossia l’annuncio del Vangelo ad un mondo che ne ha tanto bisogno”.

L’arcivescovo di Rouen Mons Lebrun a maggio ha istituito il processo formale durante il quale saranno ascoltati i testimoni dell’assassinio di Padre Jacques Hamel, alcuni membri della famiglia e degli amici musulmani del sacerdote. 

Tutti questi saranno presenti alla Messa di mercoledì 26 luglio 2017 alle ore 9, nella chiesa di Sant’Etienne-du-Rouvray, presieduta dall’arcivescovo di Rouen, Dominique Lebrun. 

La celebrazione sarà ripresa in diretta da un canale televisivo locale e dal network cattolico KTO, al termine verrà inaugurato ufficialmente dalle autorità un monumento dedicato al sacerdote martire. Un modo per sottolineare che la morte di padre Hamel non è stato solo un attacco contro un sacerdote, ma anche dei valori che sostengono la società e la civiltà europea.  La celebrazione  vedrà dei momenti fortemente simbolici. Ad esempio, durante la liturgia saranno posti in vari lati della Chiesa quattro composizioni floreali, una con i fiori provenienti dal giardino di padre Hamel, un’altra sarà poggiata davanti alla statua di Maria dissacrata durante l’attacco.

La preghiera di Roselyne Hamel (sorella di padre Jacques), “possa il sacrificio di mio fratello aiutare gli uomini a vivere insieme in pace”:

“Jacques aveva 85 anni, quando due giovani, radicalizzati da un discorso di odio, hanno pensato di compiere un atto eroico passando alla violenza omicida. Alla sua età Jacques era fragile, ma era anche forte. Forte della sua fede in Cristo, forte del suo amore per il Vangelo e per la gente, chiunque fosse e — ne sono certa –anche per i suoi assassini”. La morte di padre Hamel, per la sorella, “è in linea con la sua vita di sacerdote, che era una vita donata: una vita offerta al Signore, quando ha detto ‘sì’ nel momento della sua ordinazione, una vita al servizio del Vangelo, una vita donata per la Chiesa e per la gente, soprattutto per i più poveri, che ha servito sempre nelle periferie di Rouen”. Secondo Roselyne, “c’è un paradosso: lui che non ha mai voluto essere al centro, ha consegnato una testimonianza per il mondo intero, la cui larghezza non possiamo ancora misurare….è di grande conforto vedere quanti nuovi incontri, quanta solidarietà e quanto amore sono stati generati dalla testimonianza di Jacques”.

Fonti

http://it.radiovaticana.va/news/2017/07/25/martiri_come_padre_hamel_seguono_ges%C3%B9_e_attraggono_fedeli_/1326969

http://www.lastampa.it/2017/07/21/vaticaninsider/ita/news/padre-jaques-hamel-chiesa-e-stato-insieme-per-celebrare-il-primo-anniversario-della-morte-B0k5rRulfpuBueMyW3qNOM/pagina.html

https://agensir.it/quotidiano/2017/4/22/preghiera-per-i-nuovi-martiri-roselyne-hamel-sorella-di-padre-jacques-possa-il-sacrificio-di-mio-fratello-aiutare-gli-uomini-a-vivere-insieme-in-pace/

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Santa Cristina e il miracolo eucaristico di Bolsena

Preghiera a Santa Cristina

Signore mio, Gesù Cristo,Icona da Marcello Moscini
sorgente di perenne giovinezza,
noi ti rendiamo grazie
per i doni della carità e della fortezza
che hai profuso 
nella vita di santa Cristina martire,
splendido giglio 
e chicco fecondo della città di Bolsena.
L’incanto puro dell’adolescenza
e l’ardore intenso del suo giovane cuore
sono perle preziose che affascinano tutti
e diventano impegno 
per chi vuol vivere, amare, sperare.
Piccola, grande santa Cristina,
lungo la scia profumata 
della tua esemplare testimonianza
vogliamo camminare anche noi:
prendici per mano 
e accompagna i nostri passi
per un itinerario coerente
di fede, di solidarietà, di pace.
Amen

Storia

Santa Cristina e Bolsena: un binomio inscindibile che perdura da diciassette secoli, da quell’assolato 24 luglio di un anno imprecisato, agli inizi del IV secolo, quando l’undicenne fanciulla di Bolsena, posta nell’alternativa fra Cristo e la sottomissione a dei pagani, scelse senza esitazione il suo Sposo celeste, Cristo al quale, come desiderava, si unì per sempre mediante il martirio, causato dalle persecuzioni anticristiane dell’imperatore Diocleziano.
Giovanfrancesco D'Avanzarano. Santa Cristina (1506)La memoria del sacrificio di Cristina, al 24 luglio, è già riportata nei più antichi martirologi della chiesa: il Geronimiano e il Romano, e le gesta della sua passione ebbero una precocissima diffusione. Il più antico racconto pervenuto fino a noi è contenuto nel papiro di Oxirhynchos, risalente agli inizi del V secolo.      Successivamente, della martire di Bolsena scrissero i più celebri autori del cristianesimo medievale, come Beda il Venerabile (VII sec.), Aldhelmo di Malmesbury (†709), Adone di Vienne (†875), Ràbano Mauro, Giuseppe l’Innografo (IX sec.), Alfano di Salerno (†1085), Jacopo da Varaggine (XII sec.). Dal IX secolo la narrazione della passione di Cristina si moltiplicò in centinaia di redazioni, sia in lingua greca che latina, ed ebbe una grande fortuna letteraria, tanto da influenzare altre celebri passioni, come quelle di Barbara, Caterina, Palazia, Laurenzia e della “moderna” Filomena.

Alcune redazioni della passione di Cristina, il cui nome latino significa “consacrata a Cristo”, riportano che fosse nata a Tiro in Fenicia, ma si tratta di un errore dovuto al fatto che la prima ‘passione di Cristina’ fu redatta in Egitto e che per indicare la terra degli Etruschi chiamati Tirreni dai Greci, si usava l’abbreviazione ‘Tyr’ interpretata erroneamente come Tiro.
Le reliquie ebbero anche loro un destino avventuroso, furono ritrovate nel 1880 nel sarcofago dentro le catacombe poste sotto la basilica dei Santi Giorgio e Cristina, chiesa risalente all’XI secolo e consacrata da papa Gregorio VII nel 1077.
Le reliquie del corpo, anzi di parte di esso sono conservate in una teca, parte furono trafugate nel 1098 da due pellegrini diretti in Terrasanta, ma essi giunti a Sepino, cittadina molisana in provincia di Campobasso, non riuscirono più a lasciare la città con il loro prezioso carico, per cui le donarono agli abitanti.
Questo l’inizio del culto della santa molto vivo a Sepino, le reliquie costituite oggi solo da un braccio, sono conservate nella chiesa a lei dedicata; le altre reliquie furono traslate tra il 1154 e 1166 a Palermo, che proclamò la martire sua patrona celeste, festeggiandola il 24 luglio e il 7 maggio; la devozione durò almeno fino a quando non furono “scoperte” nel secolo XVII le reliquie di santa Rosalia, diventata poi patrona principale. A Sepino, s. Cristina viene ricordata dai fedeli ben quattro giorni durante l’anno
A Bolsena, s. Cristina viene festeggiata con una grande manifestazione religiosa, la vigilia della festa il 23 luglio sera, nella oscurata piazza antistante la basilica, viene portato in processione il simulacro della santa posto su una ‘macchina’ a forma di tempietto, contemporaneamente sulla destra del sagrato si apre il sipario di un palchetto illuminato, dove un quadro vivente rappresenta in silenzio una scena del martirio e ciò si ripete in ogni piazza e su altrettanti piccoli palchi dove giunge la processione; la manifestazione è chiamata “I Misteri di s. Cristina”.
La processione cui partecipa una folla di fedeli, si svolge per strade e piazze di Bolsena, finché arriva in cima al paese nella Chiesa del Santissimo Salvatore, lì la statua si ferma tutta la notte e la mattina del 24, giorno della festa liturgica di s. Cristina, si riprende la processione di ritorno con le stesse modalità e giungendo infine di nuovo nella Basilica a lei dedicata.
I “Misteri” sono una manifestazione religiosa che sin dal Medioevo, onora alcuni santi patroni in varie città d’Italia specie del Centro.

IL MIRACOLO EUCARISTICO DI BOLSENA

Reliquiario contenente uno dei marmi con i segni del Miracolo
Reliquiario contenente uno dei marmi con i segni del Miracolo eucaristico di Bolsena

Bisogna ricordare che la Basilica di S. Cristina nella cattedrale di Orvieto, provincia di Viterbo, possiede l’altare che è formato dalla pietra del supplizio della martire e che proprio su quest’altare nel 1263 un sacerdote boemo, che nutriva dubbi sulla verità della presenza reale del Corpo e Sangue di Gesù nell’Eucaristia, mentre celebrava la Messa, vide delle gocce di sangue sgorgare dall’Ostia consacrata, che si posarono sul corporale e sul pavimento, l’evento fu riferito al papa Urbano IV, che si trovava ad Orvieto, il quale istituì l’anno dopo la festa del Corpus Domini.

In un giorno imprecisato dell’anno 1263 (o 1264), forse nella tarda estate, giunse al santuario un sacerdote teutonico, al quale più tardi la tradizione attribuì un nome, Pietro, e una città d’origine, Praga. Sempre secondo la tradizione, Pietro aveva intrapreso il lungo e disagevole pellegrinaggio per sentirsi fortificato nelle verità di fede che in quel momento mettevano in crisi la sua identità di sacerdote, fra tutte la presenza reale di Cristo nell’Eucaristia. Nell’animo di Pietro il ricordo della martire Cristina, la cui fortezza non aveva vacillato di fronte al martirio, aprì uno spiraglio.

Dopo aver venerato devotamente la tomba di Santa Cristina, in quel luogo celebrò l’Eucaristia. Di nuovo i suoi dubbi cominciarono a turbargli la mente e il cuore; pregò intensamente Santa Cristina, perché intercedesse presso Dio di donargli quella forza, quella certezza nella fede che l’avevano distinta nella prova estrema. Al momento della consacrazione, mentre teneva l’ostia sopra il calice, pronunciate le parole rituali, questa apparve visibilmente arrossata di sangue che copiosamente stillava, bagnando il corporale.

Al sacerdote mancò la forza di continuare il rito; pieno di confusione e di gioia, avvolse le specie eucaristiche nel corporale e si portò in sagrestia. Durante il percorso alcune gocce di sangue caddero anche sui marmi del pavimento e dei gradini dell’altare.

Ripresosi Pietro dallo sbigottimento, accompagnato dai canonici di Santa Cristina e dai testimoni del prodigio, si recò nella vicina Orvieto dove temporaneamente soggiornava con la sua corte papa Urbano IV, al quale confessò il suo dubbio chiedendo il perdono e l’assoluzione. Il sommo pontefice inviò subito a Bolsena, Giacomo, vescovo di Orvieto, accompagnato dai teologi Tommaso d’Aquino e Bonaventura da Bagnoregio, per verificare il fatto e portare fino a lui le reliquie. Al ponte di Rio Chiaro, oggi ponte del Sole, avvenne l’incontro tra il vescovo, che tornava da Bolsena con le reliquie del miracolo, e il papa che, con il clero orvietano, i dignitari della sua corte e una grande folla agitante rami di ulivo, gli si era processionalmente recato incontro. Genuflesso, Urbano IV ricevette l’ostia e i lini intrisi di sangue, e li recò, tra la commozione e l’esultanza di tutti, nella cattedrale orvietana di Santa Maria, e dopo averli mostrati al popolo, li pose nel sacrario. Del prete teutonico non si seppe più nulla.

Nello stesso tempo, durante la permanenza di Urbano IV a Orvieto, venne istituita dal pontefice la solennità del Corpus Domini con la bolla Transiturus de Hoc Mundo, l’11 agosto 1264 per il patriarcato di Gerusalemme e l’8 settembre per la chiesa universale, e fu affidato a Tommaso d’Aquino il compito di stendere officiatura e messa per la nuova festività, stabilendo che questa venisse celebrata il giovedì dopo l’ottava di Pentecoste.

È lo stesso Urbano IV a dirci che in Orvieto con tutti gli arcivescovi e vescovi e gli altri prelati delle chiese dimoranti nella sede apostolica, abbiamo solennizzato la detta festa, per offrire un salutare esempio ai presenti e ai lontani che avrebbero sentito parlare della celebrità di questo grande giorno.

Durante la celebrazione del Corpus Domini il 17 giugno 1990, san Giovanni Paolo II spiegò in proposito che “anche se la sua costruzione [del Duomo di Orvieto] non è collegata direttamente alla solennità del Corpus Domini, né al miracolo avvenuto a Bolsena […], è però indubbio che il mistero eucaristico è qui potentemente evocato dal corporale di Bolsena, per il qual venne appositamente fabbricata la cappella, che ora lo custodisce gelosamente”.

Cappella Nuova del Miracolo (XVII sec.)
Cappella del miracolo eucaristico, cattedrale di Orvieto

Così il racconto del miracolo attraverso il ricordo popolare sostenuto da una ricca documentazione letteraria e iconografica fin dagli inizi del XIV secolo. La più antica è una cronaca orvietana in cui il prodigio è già identificato come Miraculo del Corpus Domini. Contemporanea (prima metà del XIV secolo) è una famosissima sacra rappresentazione avente per soggetto l’evento di Bolsena, che ogni anno veniva allestita nella città di Orvieto. Seguono poi due lesti lapidei, scolpiti da Ippolito Scalza nel 1573-74 per Bolsena e nel 1601 per Orvieto, il cui testo venne desunto da una più antica pergamena attribuibile alla metà del XIV secolo. Dello stesso periodo sono altre due narrazioni ecclesiastiche: il Cathalogus di Pietro de’ Natali (1369-1372) e la bolla Quamvis Cum del 1377. Da questi testi antichissimi risulta la notorietà del miracolo fuori di Bolsena e di Orvieto e il suo stretto legame con l’istituzione della solennità del Corpus Domini. Di fondamentale importanza per la storicità delle reliquie custodite in Orvieto rimangono le pergamene che fin dall’origine le accompagnano (secoli XIII-XIV).

Fonte

http://www.basilicasantacristina.it/index.php/it/santa-cristina

Rosari o medagliette con simboli satanici e massonici? Ecco cosa fare: il consiglio di sacerdoti esorcisti

Il consiglio di due sacerdoti esorcisti: non creiamo un clima di terrore

Rosari satanici e massonici, immaginette dalle presunte virtù guaritrici che riproducono allusioni al Diavolo. E soprattutto versioni taroccate con strani simboli della medaglia Miracolosa, in cui la celebre medaglina presenta “anomalie” come la stella a 6 punte (e non 5), i simboli della Massoneria (spada e compasso) ben camuffati, forme strane della Croce e della Spada del Cuore di Maria.

E’ giusto portare con sé questi simboli “deviati”? Andrebbero tenuti? Gettati via? O benedetti e utilizzati regolarmente?

L’esorcista padre Francoise Dermine, presidente nazionale del Gruppo di Ricerca e Informazione Religiosa (GRIS), premette: «Ho sentito spesso parlare di questi rosari massonici. Quando una persona me lo dice, io rispondo semplicemente: “vuoi recitare il rosario? Fallo anche con questo”». Il valore della preghiera vola oltre ogni allusione diabolica.

DIFFICILE VERIFICA

«Allo stesso modo – prosegue l’esorcista – sento di medaglie miracolose non conformi alle originali e che presenterebbero simboli deviati di ispirazione satanica. Io dico prima di tutto che ci sono sempre diversi orientamenti nello stabilire se le modifiche rispetto all’originale siano realmente corrispondenti a simbologie anti-cristiane. Personalmente non condivido chi invita a gettare via questi simboli».

“NON SPAVENTARE LA GENTE”

Secondo padre Dermine «si possono benedire e utilizzare a prescindere se c’è una stella in più o in meno. Non bisogna creare un clima di terrore. Ecco, questo tengo a sottolinearlo: non è che spaventando la gente rendiamo un servizio giusto. Non c’è nulla di grave nel dare la benedizione ad un simbolo che poi viene custodito. Non ci sono implicazioni diaboliche che possano condizionare il possessore».

DUE CASI

Anche l’esorcista padre Gianni Sini concorda sul non creare «allarmismi inutili». «Bisogna premettere però – aggiunge – che è diverso essere in possesso di un rosario o di una copia della Medaglia miracolosa non conforme all’originale, se ricevuti in maniera diretta o indiretta. Quando c’è una responsabilità diretta, cioè è stata ricevuta attraverso adesione a massoneria, sette, gruppi satanici, allora viene meno il primo comandamento: “Non avrai altro Dio al di fuori di me”».

LA RICONCILIAZIONE

In quel caso, prosegue l’esorcista, «si è cercato un surrogato della fede al Dio vero. A quel punto occorre che la persona riceva il sacramento della riconciliazione e al contempo che la medaglia o il rosario vengano benedetti. Dopo di che si potranno tenere con sé e pregare regolarmente attraverso di essi. Poco importa se le punte della stella siano cinque o sei, o se la “m” di Maria è spostata più a destra o a sinistra».

LA BENEDIZIONE

Quando invece la responsabilità è indiretta, cioè ci si è ritrovati in possesso involontariamente di uno di questi simboli, ad esempio sono stati regalati, «allora è sufficiente che essi siano benedetti dal sacerdote perché in questo modo li sottraiamo al loro uso improprio. Non c’è bisogno, come detto da alcuni, di gettarli via nell’acqua o di eliminarli. Al dubbio sulla loro autenticità si risponde semplicemente con una benedizione».

RICONSACRATE A DIO

Padre Sini spiega: «Quando ci chiedono di benedire un negozio, un’auto, attrezzature sportive, vuol dire che esse vengono sottratte all’uso profano e vengono consacrate a Dio. Lo stesso avviene con rosari, immagini e medagliette. Quindi niente allarmismi, niente paure, e rivolgetevi al sacerdote senza alcun timore».

Fonte

Rosari o medagliette con simboli satanici e massonici? Ecco cosa fare

Annullato il permesso di erigere un monumento satanico su suolo pubblico in Minnesota, USA

(IN FOTO: 15 luglio 2017,  Belle Plaine, Minnesota: migliaia di cattolici in pacifica protesta pregano perchè non venga ammesso il “monumento satanico” su suolo pubblico). Il monumento satanico ‘in onore dei militi caduti’ (Satanic Veterans Memorial), nel Parco di Belle Plaine in Minnesotapromosso  dalla setta satanista atea/razionalista The Satanic Temple (il cui leader Lucien Greaves promuove l’aborto e i matrimoni gay come ‘riti sacri’ per i satanisti e tenta di diffondere la ‘rieducazione al satanismo’ nelle scuole pubbliche) è stato rigettato, dopo che la città di Belle Plaine,(pop. 6.900), dove era prevista l’installazione di suddetto monumento satanico nel parco memoriale dei Veterani di guerra, ha bruscamente annullato il permesso ai satanisti. La risoluzione è stata  approvata senza dibattito lunedì 17 luglio 2017.

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Lucien Greaves, leader della setta The Satanic Temple. Alle sue spalle, l’idolo caprino androgino del Baphomet, statua simbolo del satanismo/massoneria

Il rifiuto del monumento satanico da parte del consiglio  cittadino di Belle Plaine in Minnesota (che in un primo momento sembrava averlo accettato in nome della “libertà religiosa”), comprende le seguenti motivazioni legali: tale monumento satanico può “incoraggiare il vandalismo”, “ridurre la sicurezza, la serenità e il decoro del parco” e “avere un impatto negativo sulla salute, la sicurezza e il benessere del pubblico”.  Pochi giorni prima, il 15 luglio 2017, la cittadinanza di Belle Plaine e cattolici provenienti da vari stati americani, cristiani di varie denominazioni, si sono uniti in pacifica protesta contro il monumento satanico, in preghiera ed adorazione eucaristica.  

Nella sua testimonianza al consiglio comunale, Padre Brian Lynch parroco di Belle Plaine, ha spiegato che i satanisti atei (come quelli della setta Tempio satanico) usano gli “stessi pentagrammi rovesciati usati dai satanisti  teisti,  simbolo quasi esclusivamente associato all’opposizione a Dio e alla bontà”. 

I satanisti atei “usano Satana come simbolo del rifiuto delle autorità morali e dei vincoli sul comportamento umano che queste autorità insegnano e sostengono”.

Padre Lynch ha affermato che l’erezione di un monumento con simboli satanici avrebbe un effetto negativo sul pubblico e che violerebbe molte sezioni del codice della città di Belle Plaine, che vieta ogni minaccia o offesa “contro la decenza o la morale pubblica”.

Quell’area del Parco di Belle Plaine era stata progettata per un monumento in onore dei veterani di guerra, posizionato nel Parco nell’agosto 2016: dal titolo Joe , raffigura una silhouette di un soldato inginocchiato in preghiera su una tomba contrassegnata da una croce. E’ stato creato da Joseph Gregory, un veterano dell’esercito di 87 anni e residente a Belle Plaine.Risultati immagini per satanic memorial monument in minnesotaLa croce è un simbolo di pace e non discrimina nessuno e non viola nessun emendamento, dato che i Padri della Costituzione degli Stati Uniti hanno dichiarato  che la democrazia americana è fondata sulla profonda adesione ai valori cristiani di libertà ed uguaglianza. Ma il simbolo della croce in un parco pubblico ha scatenato l’ira della Fondazione di libertà dalla religione (associazione atea militante, affiliata alla setta satanista Tempio satanico),  che ha intrapreso una controversia legale contro il monumento commemorativo “Joe”, affermando che l’opera, che raffigura un soldato inginocchiato davanti alla croce su una tomba, violava il divieto del primo emendamento sul ‘favoritismo religioso’!?!

La richiesta della rimozione del monumento “Joe” ha scatenato opposizione da parte di tutti i residenti e, in risposta, la città di Belle Plaine ha proposto una soluzione legale che ha anche richiamato la Bill of Rights, designando un piccolo spazio nel parco come “area di forum pubblico” in cui artisti privati possano presentare un monumento in onore dei veterani di guerra. La setta Tempio satanico (che si dichiara atea razionalista, ostentatamente anticristiana) ne ha subito approfittato per presentare il proprio progetto di monumento satanico come memoriale per i Veterani. Fabbricato dall’ operaio metalmeccanico Adam Volpe, il pezzo, disegnato dal satanista Andres, noto attivista delle lobby gay, sarebbe stato “il primo monumento satanico ad essere eretto su proprietà pubblica”, secondo il Tempio satanico: è un lugubre cubo di acciaio nero, decorato su entrambi i lati con un pentagramma rovesciato dorato (simbolo del satanismo) e sovrastato da un casco da combattimento rivolto verso l’alto.  “È una sorta di luce luciferina”, ha commentato Andres, l’autore del cubo nero satanista, già noto per altre sue “opere” violentemente anticristiane come il “Gesù castrato”…

Monumento proposto tempio satanico
“Monumento ai veterani” proposto dalla setta americana Tempio satanico

Ora tale inquietante cubo nero dovrà cercare altre collocazioni ed altri usi…

Padre Lynch afferma che la decisione del consiglio comunale di non accettare il monumento satanico è positiva, ma la battaglia non è finita, perchè lo scopo dei satanisti e degli atei è quello di eliminare i simboli cristiani dal suolo pubblico. La statua commemorativa Joe non è più stata ricollocata nel Parco di Belle Plaine, per evitare ulteriori controversie legali.  “I satanisti e gli atei sono infantili: non hanno nessuna intenzione di onorare i veterani! Il loro unico scopo è quello di rimuovere ogni immagine cristiana dai luoghi pubblici.” 

La stessa analoga controversia si era avuta con la petizione, da parte della setta Tempio satanico, per installare una statua di bronzo della divinità caprina ed androgina Baphomet, affiancata da bambini, sulla base della Oklahoma State House vicino a un monumento dei Dieci Comandamenti – uno sforzo che è stato abbandonato, dopo che la Corte Suprema di Stato ha ordinato l’eliminazione del display religioso originale. Più recentemente, la setta Tempio satanico ha dichiarato la sua intenzione di installare il Baphomet all’Arkansas State House, dove un altro monumento dei Dieci comandamenti era stato eretto nel mese di giugno. (Il progetto del monumento satanista non è stato approvato, dopo che un uomo di Arkansas abbatté il monumento dei Dieci comandamenti con la sua auto, riducendolo in pezzi). Ad ulteriore riprova che l’intento dei satanisti è quello di eliminare i simboli cristiani, intento mascherato ipocritamente da “diritto alla libertà religiosa”, ma i loro sforzi hanno solo portato a vandalismi, disturbo della quiete pubblica ed atti di discriminazione anticristiana. Come se non bastassero gli atti violenti di vandalismo anticristiano che la setta islamista Isis sta diffondendo in molte parti del mondo.  Per quanto riguarda la libertà religiosa, il governo può avere una ragione “convincente” per fissare limiti quando una pratica viola il bene comune, ha affermato Jason Adkins, direttore esecutivo della Conferenza cattolica del Minnesota, portando l’esempio di due medici di Michigan, in tribunale per aver eseguito la mutilazione genitale femminile su due ragazze musulmane del Minnesota “per ragioni religiose”.

Ad ulteriore riprova che il satanismo, come analoghe ideologie nichiliste, sia soltanto propaganda di false ‘libertà a senso unico’ e falsi diritti. 

Fonti

http://www.swnewsmedia.com/shakopee_valley_news/news/belle-plaine-eliminates-free-speech-zone/article_683eda20-babf-5b14-8b36-87bab1f25e56.html

http://thecatholicspirit.com/news/local-news/belle-plaine-catholics-lead-resistance-satanic-temple-veterans-monument/

http://thecatholicspirit.com/featured/belle-plaine-council-nixes-religious-memorials-priest-says-decision-caves-satanic-temple/