Santa Teresa di Lisieux rivela come vincere le tentazioni con atti di umiltà obbedienza e semplicità

Nelle vite di tutti i Santi, ci sono stati periodi di lotta spirituale e di aridità. Padre Ángel Rossi, nel suo libro Teresa de Lisieux: la mimada, la misionada, la doctora, spiega il combattimento spirituale di Santa Teresina, che ci mostra come si possono superare le tempeste del cuore, quando il diavolo cerca di intrappolarci e confonderci con sentimenti e pensieri di angoscia che ci opprimono. Santa Teresa di Lisieux stava per pronunciare i voti per entrare al Carmelo e, proprio il giorno prima di quel momento che tanto aveva desiderato, non sentì più la Presenza di Gesù nella sua decisione,  non provava più gioia, come agli inizi della sua scelta vocazionale, ma solo aridità ed inadeguatezza:

  Non c’è bisogno di tante spiegazioni per capire che questa lotta sta nel demolire la presenza maligna. E’ utile  vedere come saggiamente Teresina risolve questo ostacolo. Fa due cose che sono essenziali per discernere, che possono aiutarci a superare le nostre tempeste interiori.

Il primo è applicare un criterio d’oro di Sant’ Ignazio di Loyola, che esprime una delle sue regole di discernimento: ” in tempo di desolazione e di crisi, non dobbiamo cambiare i nostri propositi “. Teresina non cambia la sua decisione di prendere i voti, anche se d’ improvviso si trova in aridità spirituale. “Quando si è in mezzo alla tempesta, non bisogna toccare gli obiettivi che ci eravamo prefissati, quando eravamo bendisposti prima che cominciasse la prova:  lo Spirito del Male, infatti, sta cercando di farci desistere o, almeno, di togliere il fervore del cuore, dell’anima”. Teresina ricorda che lei era felice di prendere i voti e che, quando aveva deciso, le sembrava di volare dalla gioia; non c’erano nuvole di tempesta o dubbi nella sua decisione. E improvvisamente ora, nel momento più importante, irrompe inaspettatamente questo inferno dell’indecisione e dell’aridità. Pertanto, la prima cosa molto saggia da fare, spiega Padre Rossi, è:  ” nessun cambiamento nel tempo della desolazione “.

Il secondo punto importante è che lei non si isola, ma denuncia ciò che sta accadendo e apre il suo cuore condividendo la sua crisi con il suo direttore spirituale. Racconta quanto segue:

“Ah! Come descrivere l’angoscia della mia anima? Mi era sembrato che, se avessi comunicato le mie paure al mio superiore, avrebbe potuto impedirmi di pronunciare i miei voti. Tuttavia, avrei preferito fare la volontà di Dio e tornare nel mondo, piuttosto che rimanere nel Carmelo e disobbedire al mio superiore. Ho quindi lasciato la voce al mio maestro e gli ho confessato la confusione del mio stato d’animo. Per fortuna, lui ha visto più chiaramente di me e mi ha rassicurato del tutto. Inoltre, l’atto di umiltà che avevo fatto, ha messo in fuga il demonio, che pensava che forse non avrei avuto il coraggio di confessare la mia tentazione “.

Sant’ Ignazio di Loyola è chiaro, come nella Regola 14, parla di come si dovrebbe agire quando si è tentati dal diavolo, “dobbiamo denunciare la tentazione e non dobbiamo fare ciò che lo spirito ci indica, tacendo ed isolandoci”.  Sant’ Ignazio dice che il diavolo è come un vano amante, che non vuole che la donna confessi al marito  la  sua presenza molesta che la sta provocando; il silenzio infiamma la tentazione, ma se la moglie la confessa, il vano amante sarà scoperto e punito. Sant’ Ignazio invitava a confessare, a dichiarare la tentazione ed in questo modo ne saremo liberati. Santa Teresina afferma, dopo aver confessato la sua tentazione al proprio padre spirituale: “In questo atto di semplicità, in questo atto di umiltà, ho messo in fuga le tentazioni del male”.

E’ nel territorio della semplicità e dell’ umiltà che lo spirito del Male, al momento della scoperta, viene sconfitto ed è costretto a fuggire.

Padre Angel Rossi indica le tre tattiche che Santa Teresina usava  per vincere la tentazione:theresepainting

1) Affrontare direttamente il Male con la verità o “ucciderlo con l’indifferenza”, dando le spalle alla tentazione

2) Andare direttamente da Gesù e dirgli quello che si sta passando, attraverso il proprio direttore spirituale o nel Sacramento della Confessione, ricorrendo a qualcuno che abbia più esperienza spirituale di noi per raccontare ciò che proviamo, ma soprattutto rendere la tentazione un oggetto di preghiera.

3) Offrire quello che si sta vivendo con dolore come preghiera di riparazione unendosi alla Comunione dei Santi.

Su questa terza tattica, quella dell’offerta, padre Rossi dice:

Ci fa bene sapere che mentre soffriamo forse vicino a noi o molto lontano ci sono altre persone che stanno soffrendo lo stesso, o ancor di più. Sapere che il nostro dolore di ora può essere fecondo in un ambito che neanche immaginiamo, per via della Comunione dei Santi.

La mia preghiera di oggi, la mia sofferenza di oggi, dice Van der Meer, è come un seme che prendo e ho il coraggio di gettare in aria, confidando nel fatto che i venti dello Spirito lo porteranno dove Egli ritiene sia più conveniente, e lì germinerà e darà frutto, un frutto che forse non vedremo mai durante la nostra vita terrena, ma vedremo in cielo, dove parte della gioia sarà quando il Signore ci presenterà quelle persone delle quali ci siamo presi misteriosamente cura con la nostra preghiera o la nostra offerta, e soprattutto quando ci presenterà quelle a cui dobbiamo il miracolo di credere. Il Signore, oltre all’abbraccio che speriamo di ricevere da Lui, ci chiamerà e ci dirà:

“Sei in Cielo per quella vecchietta che ha offerto il suo dolore, per quel bambino che recitava ogni sera un Padre Nostro”

“Ah, ma io non li conosco”

“E questo cosa c’entra?”, ci dirà il Signore.

E così ci presenterà persone che non abbiamo mai visto, o forse al contrario incontreremo gente che era così vicina a noi che non ci siamo nemmeno resi conto di quanto si prendeva cura di noi “invisibilmente”, con il suo amore o il suo dolore offerto.

Fonti

http://radiomaria.org.ar/programacion/santa-teresita-la-confianza-medio-la-prueba/

http://radiomaria.org.ar/programacion/comunion-de-los-santos/

 

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