Lo strano caso di don Minutella e la sindrome da guru

La fabbrica dei guru va sempre a gonfie vele in tempi di recessione (non solo economica), e l’antipapa don Alessandro Minutella è uno dei modelli più venduti…(IN FOTO: Minutella con una finta pancia si prende gioco del Cardinale Mons. Paolo Romeo, scelto nel 2006 da Benedetto XVI a guida dell’arcidiocesi di Palermo, che gli aveva ordinato di interrompere le riunioni dei suoi seguaci a Carini, diocesi di Monreale, in cui il Minutella faceva propaganda alla “sua acqua miracolosa”…ma è proprio il sedicente profeta Minutella che si è creato un business settario “riempiendosi la pancia”! vi sembra questo un uomo di Dio?!)

Il GRIS ha ricevuto da anni segnalazioni di genitori disperati per casi di manipolazione mentale da parte di questo personaggio, don Minutella,  che dal 2014 ha violato non si sa quante norme canoniche, ha costituito un ordine religioso senza permesso degli ordinari e, dopo aver ricevuto il diniego da parte di due vescovi, ha fatto emettere i voti religiosi nelle sue mani! Costituire un ordine religioso e consacrare suore senza permesso è  molto grave secondo il Diritto canonico. Soprattutto, chi come il Minutella, ha promesso obbedienza ai suoi superiori davanti a Dio e non la mantiene, incorre nel peccato di orgoglio, il più grave, che è quello che ha portato l’umanità ad allontanarsi da Dio per seguire le lusinghe del demonio. 

Oggi coi suoi prediconi show contro Papa Francesco in internet sulla pagina Fb Radio Domina Nostra, e con la sua ultima “apparizione” alla trasmissione Le Iene, fa parlare di sè esaltandosi come il “martire della fede” e istiga all’odio contro il Papa che a suo dire sarebbe “il falso profeta massone satanista e precursore dell’anticristo”, (VI RICORDATE CHI FU IL PRIMO CHE MISE IN CIRCOLAZIONE QUESTA CALUNNIA DIABOLICA CONTRO PAPA FRANCESCO? LA MEDIUM NEW AGE, MDM, OVVERO LA SEDICENTE Maria Divina Misericordia, fu lei a diffondere sui media questa bufala satanica nel 2013, appena Papa Francesco venne eletto: è una guerra di copia/ incolla e di false profezie new age!),  soffiando sulle braci del fanatismo di tanti  che si sono improvvisamente fregiati del titolo di “novelli paladini della vera fede”, giornalisti e persone di vario genere e specie che si dedicano “molto cristianamente” alla quotidiana calunnia contro il Papa, molti maledicendolo come fanno i satanisti, personcine che oggi riempiono le loro pagine di citazioni a sproposito di Santi che conoscono a malapena! IN REALTA’, dietro don Minutella, c’è purtroppo un vero e proprio business da guru e la sua ira contro il Papa e contro la Chiesa cattolica nasce dal fatto che LA CHIESA NON HA MAI APPROVATO LE SUE MILLANTATE FACOLTA’ SOPRANNATURALI DI GUARITORE E GLI ORDINI che afferma di ricevere dalla Madonna e dai Santi più quotati….

18 messaggi ricevuti dalla Madonna dal 7 luglio al 2 settembre 2015, di cui 10 consecutivi dal 22 agosto al 31; migliaia di seguaci imploranti e pronti a tutto; straordinarie prospettive di crescita nel proprio segmento di mercato. Ecco chi è, in pochi numeri e parole, don Alessandro Minutella, il sacerdote palermitano che fino a poco tempo fa teneva il piede in due scarpe: la chiesa di San Giovanni Bosco a Palermo, di cui era parroco, e il “Giardino di Maria Piccola Nazareth”, amena location nel comune di Carini dove a suo dire “sgorga acqua miracolosa e la Madonna è di casa”.

HABEMUS MINISTRUM“Sono io che vi parlo – avrebbe detto la Beata Vergine nel suo primo messaggio inviato a Minutella: il condizionale è d’obbligo considerando l’italiano poco ultra e molto terrenoattraverso questo mio ministro che ho scelto. Sto facendo molta violenza su di lui per parlare”...(LA VERA MADRE DI CRISTO, LA CREATURA PIU’ SANTA ED UMILE, NON DIREBBE MAI DI “ESERCITARE VIOLENZA SU QUALCUNO”, non è certo Suo questo inappropriato linguaggio, di ben altro umile e amorevole tenore nelle Sue vere apparizioni riconosciute dalla Chiesa, ndr).  

” Vi parlerò ancora e voi dovrete registrare i miei messaggi… Il fatto che questo mio eletto (“eletto”? La vera Madre di Cristo non esalta MAI i veggenti a cui si rivolge, semmai li invita sempre all’umiltà all’obbedienza ed alla penitenza! ndr.) sia perseguitato, calunniato, ha dato tante volte la vita per me, l’onore, questo sia per voi conferma che l’opera è mia… Grazie a quelli che tra voi avete detto ‘Non lo abbandonerò mai‘… La mano è stata messa nella maniglia che è già stata abbassata. La porta è stata aperta da dentro“…

VADE RETRO MINUTELLA – Insomma, la premiata ditta dei visionari ha sfornato un nuovo modello di successo, diciamolo, ma questa volta il livello è così basso (per non dire infimo, malgrado i larghi consensi) che persino la Chiesa si è sentita in dovere di prendere le dovute distanze. Le “divine locuzioni” di Padre Minutella sono “ingannevoli e strumentali. È quanto meno strumentale – scriveva l’Arcivescovo di Monreale Michele Pennisi (nominato nel 2013 da Benedetto XVI) in un comunicato ufficiale della diocesil’invenzione dell’acqua miracolosa, che avrebbe poteri soprannaturali e terapeutici, perché gioca con la sacra sensibilità dei semplici che vivono seri momenti di prova. Corre l’obbligo di avvertire tutti i fedeli che tali pratiche oltre ad essere contrarie al volere della Chiesa, sono fortemente sospette di manipolazione delle coscienze. Per questo, chiunque assiste a tali illecite ‘funzioni’ di don Minutella, al quale era già stato vietato formalmente di celebrare l’Eucaristia o altra azione liturgica presso il cosiddetto centro ‘Piccola Nazareth’ di Carini, corre gravi pericoli per la propria fede”.  L’arcivescovo di Monreale, Michele Pennisi aveva dichiarato «totalmente illecite le attività religiose compiute da don Alessandro Minutella», decretando «la sicura falsità delle sue affermazioni quando si dichiara “profeta” di messaggi soprannaturali, la cui diffusione mette seriamente a rischio la genuina devozione popolare verso la Madonna, gli Angeli e i Santi» e condannando come «illegittima la costruzione della “Cappella” su un terreno di proprietà privata denominato “Piccola Nazareth”, perché priva della necessaria licenza ecclesiastica».  

IL COMPLOTTO DEI SEDICENTI SANTONI CONTRO IL PAPA– Capite? La maniglia è stata già abbassata…anche troppo!

Ma non è finita qui. Se andate sul sito del guru troverete altre preziose illuminazioni: “Il 25 luglio 2015 – si legge sotto il testo del primo messaggio – data in cui ricorre il 6° anniversario dell’arrivo della statua della Regina della Pace a Piccola Nazareth, la Madonna, attraverso una locuzione interiore ricevuta dal Sac. don Alessandro Minutella durante la celebrazione della S. Messa, ha chiesto che si iniziasse a scavare in un punto preciso del terreno di Piccola Nazareth (tra la chiesa e il capannone, vicino all’albero di ulivi) UNO SCAVO DI 47 METRI per fare emergere una sorgente d’acqua che servirà a guarire le malattie spirituali...”Il 17 agosto 2015 alle ore 15.55 – ecco il lieto annuncio che giganteggia sulla Home – è sgorgata l’acqua dalla sorgente di Piccola Nazareth!”…. AVANTI TUTTA…con il business della setta del nuovo guru! 

Risultato:  il Giornale di Sicilia ha riportato la notizia che i seguaci di don Minutella hanno circondato l’auto dell’Arcivescovo di Monreale Mons Pennisi per urlargli in faccia tutta la loro “cristiana contrarietà”. L’episodio si è verificato a Palermo, dove monsignor Pennisi si trovava per partecipare alla Conferenza episcopale: solo il pronto intervento di alcuni impiegati dell’Arcivescovado e del vicario monsignor Antonino Dolce ha evitato che la tensione potesse degenerare in atti violenti.

MA L’ENNESIMO ATTACCO si stava preparando, un’altra miccia è stata accesa nel mese di marzo 2017: il 20 marzo  un altro sedicente veggente dal Brasile, Pedro Regis, molto gettonato e difeso dal Minutella, doveva recarsi nella Parrocchia di Villabate in Sicilia per far assistere i parrocchiani  alle SUE SEDUTE DI SCRITTURA AUTOMATICA...perchè di questo si tratta: l’autoproclamatosi veggente Pedro Regis, depositario dei cosiddetti “MESSAGGI DELLA MADONNA DI ANGUERA” scrive a velocità rapidissima i messaggi che gli verrebbero dettati in automatico dalla ” Madonna”…. messaggi spesso di oltre 100 fogli scritti in pochi istanti, scarabocchi difficilmente leggibili, il che richiama le pratiche spiritiste di medium e stregoni. La Commissione Vaticana che sta ancora esaminando il caso non ha emesso alcuna approvazione. Risultati immagini per PEDRO REGIS SCRITTURA AUTOMATICA

E proprio a questi “Messaggi di Anguera” fa riferimento il Minutella, quando fa le sue prediche show  “sulle due chiese e i due papi”( anche questo è un messaggio copia/incolla di quello della falsa veggente MDM: se di complotto si vuol parlare, si dovrebbe definire un COMPLOTTO DI FALSI VEGGENTI CONTRO PAPA FRANCESCO): 

https://noalsatanismo.wordpress.com/2017/02/18/la-sedicente-regina-della-pace-e-le-due-chiese-che-ogni-due-per-tre-tira-in-ballo/ 

L’arrivo del sedicente veggente brasiliano Pedro Regis in Sicilia, ospite della parrocchia di Villabate, ha spinto l’ Arcivescovo Mons Lorefice  a mettere le cose in chiaro una volta per tutte, proprio per evitare i precedenti episodi del “profeta Minutella” . L’arcivescovo Corrado Lorefice ha emesso un decreto che mette in guardia tutta la comunità religiosa sui sedicenti veggenti e sui depositari di poteri soprannaturali e di rivelazioni: «Considerato il moltiplicarsi di incontri di preghiera o di testimonianza — scrive Lorefice — tenuti da persone, appositamente invitate, appartenenti a nuove realtà ecclesiali non approvate, né riconosciute o verificate dall’autorità ecclesiastica, dispongo che le iniziative e gli inviti vengano previamente sottoposti al discernimento e all’approvazione del vescovo, del vicario generale e dei vicari episcopali ».

Tutti i parroci hanno recepito l’invito dell’arcivescovo che nel suo decreto cita anche alcuni articoli del codice di diritto canonico che rafforzano la sua presa di posizione. «Per quanto riguarda la predicazione e la catechesi —scrive Lorefice — invito tutti ad osservare fedelmente quanto stabilito e soprattutto i presbiteri ad astenersi dal partecipare alle eventuali iniziative non autorizzate sopra indicate e a dissuadere anche i fedeli a prendervi parte».

Il decreto di Lorefice ha impedito che il sedicente veggente Regis fosse ospite delle parrocchie della diocesi. 

LA SINDROME DEL GURU: don Minutella si è reinventato profeta del web, cadendo nella vanità e scoprendo la facile celebrità su Facebook.

POCHI GIORNI DOPO, don Minutella ha attaccato di nuovo la Chiesa cattolica ed il Papa attraverso il suo sito Radio Domina Nostra, ritirando fuori i cosiddetti “messaggi della madonna di Anguera”  sulle due chiese e i due papi e sul “falso profeta seduto sul trono di Cristo” (che a suo dire sarebbe Papa Francesco…lo ha anche scritto in un suo libro). 

La risposta di Mons Lorefice è stata chiara ma sempre  misericordiosa verso questo sacerdote esaltato, che più volte era stato ammonito. Mons  Lorefice gli ha scritto pregandolo di convertirsi e di lasciare la sua parrocchia:  ” E’ peraltro di pubblico dominio che tu sia con le tue parole che con gli atteggiamenti non hai esitato fino a oggi ad assumere una posizione di forte dissenso e di netto contrasto nei confronti della gerarchia cattolica con a capo l’attuale romano pontefice e anche nei confronti del tuo vescovo al quale sei tenuto per un obbligo speciale a prestare rispetto e obbedienza (canone 273)  promessa da te fatta nel momento dell’ordinazione presbiteriale e che hai confermato nell’assumere l’ufficio di parroco” .

Dopo varie omelie altisonanti sul web, in cui don Minutella diceva “addio alla falsa Chiesa di Roma” lanciando invettive contro Mons Lorefice e contro il Papa, alla fine il sedicente ‘profeta Minutella’ ha incontrato il vescovo mons. Lorefice, accettando di lasciare la parrocchia seppur non intenzionato a rimangiarsi gli insulti. Ha anche annullato  l’incontro del 22 aprile 2017 a Verona, da lui definito “incontro della resistenza cattolica”, organizzato dalla casa editrice Fede&Cultura, in quanto era alto il sospetto di un atto volutamente scismatico.

Ma pochi giorni fa la SINDROME DA GURU ha di nuovo avuto la meglio su don Minutella, che intervistato dalla trasmissione Le Iene, ha di nuovo ripreso le solite “false profezie” dei soliti falsi veggenti, per accusare il Papa regnante…Minutella si lamenta di “prenderle da tutte le parti” (ma è lui che in realtà le dà a Papa Francesco istigando la gente ad odiarlo e manipolando i suoi veri discorsi) e si dichiara “martire” a causa di un raduno organizzato da mons. Lorefice, quando in realtà si è trattata di un’iniziativa dei sacerdoti e dei cattolici di Palermo autoconvocatisi in Cattedrale, il 4 aprile 2017, per un’adorazione eucaristica presieduta dal vescovo, a cui è stata invitata tutta la diocesi. Una chiesa gremita fino all’inverosimile, una bella espressione di popolo. Contro nessuno, ma a favore dell’unità della Chiesa che, come Cristo ha promesso, non sarà mai distrutta dal Maligno.

Perchè la Chiesa di Roma è la Sposa di Cristo per sempre. Risultati immagini per MARIA MADRE DELLA CHIESA PAPA FRANCESCO

Ma a quanto pare oggi il Maligno tenta molti con la devastante SINDROME DA GURU: basta vedere i profili di certi sedicenti cattolici che,offuscati da orgoglio satanico, istigati dalla disinformazione messa in atto da abili manipolatori, autoproclamatisi “santoni profeti e teologi” sul web, arrivano persino ad augurare la morte di Papa Francesco, il Vicario di Cristo in terra. 

DIO ABBIA MISERICORDIA DELLE LORO ANIME E LI CONVERTA VERAMENTE!

Fonti

http://www.sportcafe24.com/190662/altri-mondi/alessandro-minutella-madonna-messaggi-madonna-minutella.html

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2017/03/18/news/palermo_il_diktat_del_vescovo_niente_chiesa_per_il_veggente_in_arrivo_dal_brasile-160844900/

http://www.lastampa.it/2017/04/02/vaticaninsider/ita/news/rimosso-dalla-parrocchia-don-minutella-che-contrappone-la-sua-vera-chiesa-a-quella-di-roma-z7cQUhnOam6drflQqo5JyN/pagina.html

http://www.uccronline.it/2017/04/25/don-minutella-senza-freni-bergoglio-non-e-papa-ma-massone-satanista/

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Meditazione orientale e yoga? Il “No ” di Claudia Koll, salvata dalla Divina Misericordia di Gesù

Meditazione orientale e yoga: queste pratiche sono altresì invocazioni ad idoli, i mantra ( vedi il noto “om”) con la meditazione trascendentale, ne sa qualcosa Claudia Koll, la quale, alla disperazione e paura per quello che le è successo, deve la sua conversione a Cristo che l’ha liberata e guarita attraverso i Sacramenti ed il ritorno alla Chiesa cattolica. Claudia ha parlato in modo aperto della sua vita e della sua conversione per Radio “Mir” Medjugorje. E’ stato come ascoltare la storia non scritta di Maria Maddalena ai nostri giorni. Ha raccontato le difficoltà della sua crescita senza la madre – che è morta mentre lei nasceva. La vita con la nonna, la scuola, le crisi di identità e poi il perdersi nel mondo dei film. Claudia nell’anno giubilare 2000 attraversa la Porta Santa della Basilica di San Pietro a Roma e da quel momento sente che la sua vita è cambiata radicalmente.

Il fascino che lo yoga e la meditazione trascendentale ha sull’occidente è indiscutibile. Lo yoga è dappertutto, dai corsi nelle palestre agli esercizi pre- parto (vedi Balaskas), sembra che sia la soluzione allo stress del mondo moderno. Ma lo yoga davvero lo conosciamo? Che cos’e’ lo yoga veramente? Invece, lo yoga si muove “su diversi livelli” come dice Ratzinger (papa emerito Benedetto XVI) nell’intervista del 1999 ad Ignazio Artizzu, “30 domande al Cardinal Ratzinger” e ti porta all’esoterismo, all’evocazione delle “potenze” per asservirle allo scopo magico e luciferino di diventare il “dio” di se stessi.

Video testimonianza Claudia Koll http://www.youtube.com/watch?v=oDwNi0u5AKM

Il Signore non ci lascia soli con la croce, ma la trasforma in amore, dobbiamo dunque abbracciare qualsiasi croce che ci viene incontro, sapendo che la lotta contro il male , è la lotta più dura ed è qui che dobbiamo essere consapevoli che senza l’aiuto di Gesù non possiamo vincerlo, ed è per questo che il Signore ci dice:
“IO SONO LA LUCE DEL MONDO, CHI SEGUE ME NON CAMMINA NELLE TENEBRE”. ”

” Sono qui per dirvi che il Signore è vivo ed è grande con la Sua Misericordia, con il Suo perdono ed è con il Suo amore che mi ha perdonata e rinnovata.
Mi trovavo in una situazione difficile, in cui nè il denaro ne il potere nè nessuno mi poteva aiutare in alcun modo.
Ero impotente di fronte al maligno, che si è manifestato attraverso la pratica di meditazione orientale, che mi avevano insegnato a fare nell’ambiente dello spettacolo.
In quel momento terribile, mi sono ricordata di quand’ero bambina, di mia nonna cieca e della sua devozione cristiana.
Lei nonostante i suoi limiti, ha dovuto crescermi e non è stato facile per lei, ma la sua devozione e la sua fede l’hanno spinta oltre i suoi limiti.

Un altro fatto importante è stato il dono del Crocifisso di S.Damiano (regalatomi proprio il giorno prima da un amico) ove vi è raffigurato un Gesù con gli occhi aperti, ero in una stanza con questo crocifisso e giravo su e giù in totale agitazione (lo spirito maligno, che si era manifestato durante la meditazione orientale, mi diceva che voleva la mia morte e colpiva il mio corpo con paralisi agli arti e soffocamento) e pregavo il Padre Nostro, a un certo punto ho sentito scendere su di me una grande pace che non proveniva da me, a un certo punto la mia attenzione è andata alla finestra e ho visto dei raggi che illuminavano il crocifisso, è stato il mio primo  incontro con il Signore.  

Quando tutto il mio essere era rivolto a Dio ero stretta alla croce, ho sentito una liberazione. Mi sono sentita immersa in una pace profonda. E mi sono riposata in quella pace. Non sentivo più né preoccupazione, né paura, c’era solo silenzio, era un silenzio profondo che prima non conoscevo. Quel silenzio mi parlava di Dio. Non ho visto il Signore, ma ho sentito la sua presenza. Gli ho chiesto: “Perché hai fatto questo, perché mi hai consolato, io non lo merito?!”. Allora ho detto: “Tu sei mio Padre, io ti ho pregato col Padre Nostro e ho detto: desidero conoscerti”. E questa è stata la mia preghiera! Il Signore non ha eliminato la mia sofferenza, ma ha camminato con me e mi ha aiutato a risolverla pian piano.
Gesù con il tempo mi ha riconciliata con il Padre e sono tornata in Chiesa.  Il Signore cominciò a guarirmi attraverso i Sacramenti ed è proprio lì che durante una celebrazione particolare in cui si andava dal celebrante a ricevere il segno della benedizione, il sacerdote mi chiese “cosa vuoi dal Signore?” ed io gli dissi: “io sono una peccatrice” e mentre il sacerdote mi segnava mi si sono piegate le ginocchia e ho sentito l’amore del Signore scendere su di me, quell’amore che ho tanto cercato altrove ma che solo Lui ha saputo donarmi nella sua pienezza, e la conversione è questo:
è sentire l’amore del Padre che ti accoglie fra le sue braccia e fa festa perchè il figlio è tornato a Lui.

Così il Signore ha fasciato le mie ferite causate dai peccati , dai miei sbagli, mi ha curata e mi ha rimesso in cammino e attraverso la sua Parola continuava a guarirmi le ferite del cuore e mi insegnava ciò che è bene e ciò che è male agli occhi di Dio.

Piano piano come solo Lui sa fare, mi ha ricostruito con l’Eucarestia, così, per essere rinnovata ho cominciata ad andare a Messa quotidianamente, ed in quell’appuntamento quotidiano con il Signore che mi ha insegnato a fare ordine nella mia vita e a dire di NO a cio’ che mi allontanava da Lui.

In questo cammino mi accompagna la Madonna, la mia Mamma, la nostra Mamma ed è da allora che ho cominciato a dire no a certi lavori in cui avrei dovuto impersonare personaggi che ormai erano lontani e contrari dalla mia nuova vita.
Per esempio poco tempo fa, mi son trovata in una situazione in cui mi rimaneva difficile poter andare a Messa tutti i giorni e per me è la cosa più importante perchè è l’incontro più intimo con Dio, chiesi allora aiuto alla Madonna e mi ritrovai che queste persone con cui dovevo parlare di lavoro e con cui avevo appuntamento tutti i giorni all’ora della Messa , per venirmi incontro cercarono e trovarono una chiesetta in cui potevo andare senza perdere nessun appuntamento.

Voglio comunicare la grandezza di Dio nell’amore, perchè è questo che mi ha dato la forza per cambiare la mia vita, e voglio comunicare quanto è importante avere fiducia in Lui perchè è Gesù stesso che ci dice: ” ora va, la tua fede ti ha salvato”. E ci chiede anche di essere noi stessi misericordiosi verso gli altri, 
ed è proprio la recita quotidiana della Coroncina della Divina Misericordia, in cui chiedevo perdono al Padre , che ha lavorato in me e mi ha salvato.

“Ho capito che il Signore mi diceva: ‘Claudia, se sei caduta è stato perché contavi troppo su te stessa, credi in Me!’. Per me ‘Gesù confido in Te!’ significa questo. Comprendere che percorrerò il cammino di conversione con Gesù e che dovevo credere al Signore. Penso che è la fede vera, la fede di Abramo che sperava contro ogni speranza” – dice Claudia.

Claudia ha parlato anche della sua relazione e devozione verso la Beata Vergine Maria: “La Madonna è sempre stata presente nella mia vita, dal momento della mia nascita. Quando avevo otto o dieci anni, non mi ricordo bene, ho visto un film sulla Madonna di Fatima. Allora ho detto: La Madonna non è una statua, è una donna. E mi colpiva molto il fatto che la Madonna avesse dato un compito così importante ai veggenti. Attraverso quel film ho sentito che la Madonna mi parlava della bellezza, della pace, della serenità. Quando sono tornata a casa dopo aver visto quel film, ho fatto una preghiera – allora ero una ragazzina -, ho detto in quella preghiera: `Desidero vivere con te e venire da te, portami con te, come hai fatto con Giacinta`. Quindi ho chiesto di morire. Il Signore non ha ascoltato quella preghiera, ma penso che oggi mi chiami a testimoniare per Lui e tutta l’esperienza che ho vissuto mi ha aiutato a comprendere la grandezza della Divina Misericordia”.

Claudia ha ricordato come tutto il cammino della sua conversione sia stato anche vicino alla Madonna. Sperimenta in modo particolarmente forte Medjugorje e le apparizioni della Madonna ai veggenti. Testimonia che in quei momenti sente una forte presenza della Madonna.

Descrivendo una esperienza del genere ha detto: “E’ davvero una bella esperienza accogliere la Madonna col cuore. Non mi è assolutamente passato per la testa di cercare segni, di guardare il cielo. Penso che quello sia un incontro che avviene nell’interiorità. Nel momento dell’apparizione non mi interessa troppo guardare la veggente, ma pregare davvero”. Claudia ha sottolineato particolarmente l’amore che sente ora attraverso la Madonna. L’amore in un modo nuovo. Il cammino verso una tale conoscenza ha avuto molte tappe, eccone una: “Quando è iniziato il mio cammino di conversione, le prime persone che Dio ha messo sulla mia strada sono state i malati di AIDS. E proprio attraverso un giovane che era malato di AIDS, attraverso la sua sofferenza, ho riconosciuto Cristo. Ho cominciato a riflettere su Gesù che nel Getsemani aveva sudato sangue ed aveva paura della morte. Quel giovane era a letto e stava molto male, ma non poteva parlare perché la malattia aveva colpito il centro della parola. Ma aveva degli occhi che mi parlavano delle sue paure. E quando l’ho preso per mano ho sentito nel cuore un grande amore. Un amore che non avevo mai sentito, un amore forte e tenero. E quell’amore mi ha convertito. Quando guardo al mio passato, adesso rifletto su quante volte Gesù sarà entrato in posti del genere, ma i miei occhi erano ciechi e non potevo riconoscerlo. Ho conosciuto questo solo quando è iniziato il mio cammino di conversione. In coloro che soffrono è presente Cristo”.

Claudia Koll oggi guida un’associazione che si chiama “Opera del Padre” ed è dedicata all’opera missionaria in Africa. Là sta anche costruendo una casa di accoglienza per persone che non si possono muovere da sole che si chiama “Piccola Lourdes”. Nel mondo dell’arte, è direttrice di un’Accademia fondata sui principi contenuti nella Lettera agli Artisti scritta da Giovanni Paolo II. Attraverso questa Accademia desidera aiutare i giovani ad entrare nel mondo dello spettacolo in un modo sano.

Fonti

http://www.gris-imola.it/ultime_notizie/MeditazioneOrientaleIlNo-graziediClaudiaKoll.php

Claudia Koll: ero nella disperazione più totale, la Divina Misericordia di Gesù mi ha liberata

 

La falsa terapia Ho’oponopono, che è pratica occultista new age

I media di tendenza ci dicono in modo altisonante che Ho’ponopono è un MANTRA (i mantra sono nomi di ‘entità spirituali’, divinità pagane!) da ripetere, perchè ha la funzione di ‘correggere un errore’, di ‘auto- liberarsi ‘ da uno sbaglio fatto, senza tanta fatica e senza impegno: sarebbe ” un antico metodo hawaiano di guarigione elaborato ed adattato per il mondo di oggi dall’ultima sciamana kahuna Morrnah Nalamaku Simeona e dal dr. Ihaleakala Hew Len”…..”roba” magica sciamanica, spacciata per medicina, così esotica e lussureggiante, dalle Hawaii ….  “La guarigione attraverso il perdono”. Suona bene, naturalmente.  MA NON HA NULLA A CHE FARE CON IL VERO PERDONO CHE SOLO CRISTO CI HA INSEGNATO. E SOLO LUI PUO’ DONARCI, ATTRAVERSO I SACRAMENTI ED IL NOSTRO IMPEGNO DI VITA CRISTIANA.

Nei blog che diffondono questa ennesima truffa spacciata per terapia di guarigione dell’Ho’ponopono, leggiamo chiaramente che si tratta di SPIRITISMO /CONTATTISMO detto Channeling nella moda New Age: ” Per praticare correttamente questa tecnica è necessario CONNETTERSI con il nostro Bambino/a Interiore e chiedergli di CONTATTARE la Divinità…..In questo modo stai chiedendo al Divino di cancellare le vecchie memorie negative in te, affinchè esse siano cancellate anche nelle altre persone che le condividono. In pratica stai chiedendo di guarire il tuo Bambino/a Interiore (il tuo Subconscio) per guarire te stesso e per poter guarire gli altri.” QUESTO E’ SPIRITISMO, non è affatto una preghiera cristiana, ma e’ una EVOCAZIONE SPIRITICA di una entità detta Ho’ponopono…

Dalla cultura hawaiana all’uso personale

Ho’oponopono è un termine hawaiano che i suoi sostenitori traducono come “rettificare un errore”, “armonizzare” o “mettere ordine”. Dà un senso di esotico, lontano ed estraneo alla tradizione giudaico-cristiana, come con tutto ciò che viene dalla cultura orientale. In questo caso, tuttavia, l’attenzione è posta sulle isole Hawaii nell’Oceano Pacifico.

Si basa su una tradizione antica degli abitanti dell’arcipelago. Quando si presentavano dei conflitti nelle relazioni interpersonali dentro le comunità, le persone si riunivano per un atto di riconciliazione e di perdono, in presenza di un sacerdote o uno sciamano.

Che cosa ha fatto sì che questo elemento tradizionale di una particolare cultura si sia occidentalizzato e reso popolare con tinte di auto-aiuto e spiritualità? Il processo tipico della Nuova Era (New Age), interpretato questa volta dallo sciamano e guaritore Morrnah Nalamaku Simeona negli anni ’70.

La chiave sta nella “privatizzazione” del processo spirituale che coinvolge l’Ho’oponopono, che ora può essere praticato da una persona sola, che si perdona, garantendosi la pace del cuore. “Non c’è bisogno di essere in presenza di altri, nemmeno uno sciamano; per il perdono è essenziale, soprattutto, perdonare te stesso”, si spiega in un libro.

Ma… in che cosa consiste esattamente?

La sintesi è molto concreta: “Mi dispiace, perdonami, grazie, ti amo”. Queste quattro espressioni, ripetute fino alla nausea e diffuse dai social network sono alla base di questa pratica. Consiste nel ripetere esattamente questa “formula” quando una persona si trova ad affrontare un conflitto, un problema o una situazione negativa. Può essere esternata (forte o sussurrata) o meno (dicendosela dentro di sé).

È molto interessante quello che si legge in un manuale quando ci si chiede a chi sia rivolta questa formula magica: “A voi stessi, alla vostra divinità interiore, ai vostri protettori, all’universo, a Dio”. Un chiaro riflesso dei diffusi relativismo e panteismo (tutto è Dio, tutto è divino) della New Age.

In effetti, l’obiettivo finale di questa tecnica è semplicemente quello di liberarci dalla memoria personale “per sbarazzarsi del velo che ci impedisce di scoprire la ‘divinità’ che vive in noi. Così, possiamo scoprire chi siamo realmente, ciò che è essenziale”. Anche in questo caso, riconoscere la propria divinità è il fine di ogni esercizio psicologico o spirituale della New Age. Con una tinta completamente gnostica, la salvezza e la pienezza della persona arrivano attraverso la conoscenza.

Una proposta occultista esotica “fai da te” e apparentemente semplice…

Uno sguardo ai libri che spiegano l’Ho’oponopono è sufficiente per rendersi conto che va al di là di una semplice proposta di auto-aiuto contemporaneo. Si tratta di una vera e propria visione del mondo che cambia il modo di vedere la vita. In un libro si legge che “Ho’oponopono è una filosofia, uno stato d’animo, e aderire a questo processo richiede l’integrazione di certe idee, certe nozioni diverse rispetto a quelle alle quali la nostra tradizione giudaico-cristiana ci ha abituato”.

Pertanto, si precisa, “ognuno deve fare un cambiamento interiore a livello di credenze e valori”. Ciò comporta una conversione, l’assunzione di una nuova religione. Una visione del mondo dai tratti magici, in cui si ritiene che la semplice applicazione di questi principi comporti la soluzione automatica dei problemi.

E porta a respingere le idee tradizionali su Dio. In alcuni libri possiamo trovare un invito a respingere l’idea di un Dio che punisce, ma anche di un Dio amorevole, dal momento che “è richiesta solo come una compensazione in un mondo di dolore e miseria”. E con le sue proposte di teologia sincretista, i sostenitori dello Ho’oponopono pongono un’etica ben precisa. Tutto questo, insieme con i rituali, dà vita a una nuova religione, nel senso ampio del termine.

Sullo sfondo, la magia

In un libro introduttivo a questa pseudo-terapia si legge che “entrare nel processo di Ho’oponopono è molto semplice. Se c’è qualcosa che si sta deteriorando da dentro o se si dispone di un fastidio giornaliero, così come se si tratta di un evento serio o di qualcosa non particolarmente rilevante, basterà semplicemente ripetere le quattro piccole frasi che sono, in realtà, parole. La formula è ‘Mi dispiace, perdonami, grazie, ti amo’. A partire da queste quattro frasi più volte ripetute in un determinato lasso di tempo, passare a qualcos’altro è come un miracolo”.

E solo su questa magia può essere basata la falsa promessa di guarigione sollevata dal Ho’oponopono. Perché quando ci si libera dalla memoria personale, come abbiamo visto, “si viene trasformati in energia pura attraverso la ‘divinità’. È una specie di autentico processo alchemico, una trasmutazione dei nostri ricordi e delle nostre paure in puro amore”.

Il lato “medico” del problema

Qualcosa di molto delicato su questo tema, come in molte correnti della New Age, è il suo lato terapeutico. Soprattutto quando si esalta uno dei personaggi principali attorno a questa tecnica, il “dottore” Ihaleakala Hew Len. Dicono che quando arrivò come psicologo clinico in un istituto detentivo psichiatrico delle Hawaii, fosse riuscito a migliorare le relazioni all’interno semplicemente applicando lo Ho’oponopono, chiuso nel suo ufficio a ripetere la formula magica mentre leggeva le note sui pazienti.

Nei libri che diffondono questa pseudo-terapia si spiega che il dottor Len “avesse guarito la parte di loro che aveva creato problemi”. E che “tutto nella vita, tutto ciò che ci accade, sia nostra responsabilità”, e che quindi per combattere la negatività si debba “curare i ricordi che hanno causato questa situazione”. Nei trattati incontriamo una miscela di elementi come la Programmazione neurolinguistica (PNL), le energie, l’epigenetica, lo sciamanesimo… e persino la fisica quantistica.

Sullo sfondo c’è qualcosa di comune o simile ad altre proposte, come Un corso di miracoli, la Nuova Medicina Germanica o la Bioneuroemozione: “Ciò che è nel tuo esteriore non è altro che una proiezione di qualcosa che viene da te, che potremmo chiamare fede, pensieri o ricordi”. Qualcosa che viene, innanzitutto, dalla “pressione della tradizione giudaico-cristiana”, naturalmente.

Quindi, la soluzione ai problemi è molto semplice: così come noi siamo i creatori della nostra realtà, tutto è a causa di noi stessi e “i pensieri sbagliati creeranno una falsa realtà”. Al contrario, “se ho un pensiero giusto, allora io creo una realtà armoniosa e pacifica. E, a questo punto, è necessario rendersi conto che tutto ciò è dentro di noi. Nulla è fuori”.

Pertanto, il fisico non esiste, né il corpo… perché sono creazioni del nostro pensiero. E così è con la malattia. Se si riesce a liberarsi delle sue memorie o le ripulisce, tutto è risolto. Per fare questo “la richiesta va rivolta al sé superiore o anima, che, a sua volta, passa il testimone alla Divinità, il cui ruolo è quello di pulire e purificare la causa o le cause del problema. Possiamo anche andare direttamente alla Divinità”.

È pericoloso

Secondo un gruppo di ricerca della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università Pompeu Fabra di Barcellona, lo Ho’oponopono, che viene elencata tra le pseudo-scienze nella famiglia delle terapeutiche e nella sottofamiglia delle guarigioni, ha un alto grado di pericolo.

Come al solito in questo campo di pseudo-terapie spirituali, i suoi praticanti e sostenitori giocano con l’ambiguità di un linguaggio in cui, da un lato, parlano di miracoli e guarigione, come abbiamo visto prima, ma dall’altro sostengono che la pratica di Ho’oponopono “porta alla quiete… serve principalmente per la pace interiore”.

Con queste parole si difendono dalle accuse di essere una terapia alternativa, garantendo di non avere mai detto a un paziente di abbandonare il proprio trattamento medico, né che i propri problemi possono essere risolti come per magia.

Ma in realtà si nutrono di una coscienza magica le cui conseguenze nella vita delle persone, specialmente in coloro che vivono un momento di debolezza o vulnerabilità, possono essere imprevedibili e mortali. Perché alla fine la soluzione dei conflitti o la cura delle malattie possono essere realizzate “perdonando, ringraziando e inviando amore”.

Senza dimenticare che si tratta di una proposta teorica e pratica in un terreno fertile per la manipolazione settaria in gruppi o attività di formazione i cui leader, insegnanti o “facilitatori” possano far vivere alla persona un’alternativa fantasiosa della realtà che mira a farla vittima di abusi psicologico.

Concetti come “vuoto”, distacco o disimpegno e lasciare le cose, che sono ampiamente utilizzati nell’Ho’oponopono, sono strumenti ideali per generare dipendenza da un leader e processi di manipolazione.

Fonti

Tratto da articolo di Padre Luis Santamaria del Rio membro di RIES, Rete Iberoamericana di Studio delle Sette:

Che cos’è lo Ho’oponopono? Può curare?

BUONA PASQUA! GESU’ E’ VERAMENTE RISORTO!

« Perché cercate tra i morti colui che è vivo ? » (Lc 24,5)

 Beato Guerrico d’Igny nel dodicesimo secolo

Per me, fratelli, « il vivere è Cristo e il morire un guadagno » (Fil 1, 21). Parto dunque per la Galilea, per il monte che Gesù ci ha indicato (Mt 28, 10.16). Lo vedrò e lo adorerò affinché io non muoia più, perché chiunque vede il Figlio dell’Uomo e crede in lui ha la vita eterna ; « anche se muore, vivrà » (Gv 11, 25).

Oggi, fratelli, quale testimonianza sull’amore di Cristo, vi rende la gioia del vostro cuore ? Se vi è successo un solo giorno, di amare Gesù, sia vivo, sia morto, sia tornato alla vita, oggi in cui i messaggeri proclamano la sua risurrezione nella Chiesa, il vostro cuore esulta e esclama: « Mi hanno portato questa novella: Gesù, mio Dio, è vivo! Sentite queste parole, il mio cuore che si era assopito dalla tristezza, che languiva nella tiepidezza e lo scoraggiamento, ha ritrovato la vita. » Oggi, la dolce musica di questo lieto annuncio rianima i peccatori che giacevano nella morte. Altrimenti, non si potrebbe far altro che disperare e seppellire nell’oblio coloro che Gesù, tornando dagli inferi, avrebbe lasciati nell’abisso.

A questo riconoscerai che il tuo spirito ha ritrovato pienamente la vita in Cristo – se dice: « Se Gesù è vivo, questo mi basta! Se lui vive, io vivo, poiché la mia vita dipende da Lui. Egli è la mia vita, è il mio tutto. Cosa dunque potrebbe mancarmi, se Gesù è vivo ? Ancora meglio: Che tutto il resto mi manchi, non mi importa, purché Gesù sia vivo ! »

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Via Crucis con Papa Francesco. Veglia per asciugare le lacrime: sul Golgota è questione di Vita, unico antidoto alla banalità del male

Le lacrime e il sangue di santa Caterina da Siena. Il cielo intravisto dal recinto di un lager di Etty Hillesum. La kenosi come linguaggio di Dio di Christos Yannaras. Il valore redentivo della sofferenza di Dietrich Bonheffer. Sono le figure evocate nelle meditazioni della Via Crucis di quest’anno, scritte su incarico di Papa Francesco dalla biblista francese Anne-Marie Pelletier, già vincitrice del Premio Ratzinger nel 2014.

È una prima assoluta per una donna. Non a caso, la parola chiave dell’intero testo, che rifugge da ogni tipo di retorica, è nascita: come compimento della missione di misericordia di Dio, della sua intera esistenza che prima del Golgota era una vita in sospeso. Ed è di vita che grondano le riflessioni: senza mai mettere tra parentesi, ma al contrario mostrando fino alle estreme conseguenze il peso specifico del dolore della Croce. Vita come antidoto alla “banalità del male”: quella di Hannah Arendt, evocata – pur senza mai essere citata – nell’espressione che dà il titolo ad uno dei suoi libri più famosi. La banalità del male, oggi, ha uno spettro sempre più ampio. L’elenco di Pelletier è lungo, concreto e dettagliato, perché deve aiutare a scandagliare e misurare l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità dell’amore di Cristo. A fare come le donne che piangono Gesù: il pianto è segno di forza, non di debolezza, e va molto al di là degli stereotipi in cui ancora si cerca d’ingabbiare il mondo femminile. Ce lo insegna Francesco, con la rivoluzione della tenerezza che fin dall’inizio ha timbrato il suo pontificato e che è ancora viva nella memoria di uno dei momenti più intensi e originali del Giubileo della misericordia: la

Veglia per asciugare le lacrime

Tutto comincia sul Golgota, perché lì è una nascita che si compie.Contro tutte le apparenze, sul Golgota è questione di vita:

“Si tratta del nostro mondo, con tutte le sue cadute e i suoi dolori, i suoi appelli e le sue rivolte, tutto ciò che grida verso Dio, oggi, dalle terre di miseria o di guerra, nelle famiglie lacerate, nelle prigioni, sulle imbarcazioni sovraccariche di migranti. Tante lacrime, tanta miseria che non vanno perdute nell’oceano del tempo, ma sono raccolte da Lui, per essere trasfigurate nel mistero di un amore in cui il male è inghiottito”.

Quando Pietro incrocia lo sguardo di Gesù, dopo averlo tradito a tre riprese, “le sue lacrime scendono, amare eppure dolci, come acqua che lava una sporcizia”. E così che Pietro impara il perdono senza misura di colui che, prendendo la croce, “scende nel profondo della nostra notte”, raggiungendo “la terra spesso ingrata, a volte devastata, delle nostre vite”.maxresdefault

Le lacrime sono necessarie. “Il pianto delle donne non manca mai in questo mondo”, scende sulle loro guance, ma anche nel loro cuore, come le lacrime di sangue di cui parla Caterina da Siena, la prima donna proclamata dottore della Chiesa. Viviamo in un mondo in cui c’è molto da piangere:

“Pianto dei bambini terrorizzati, dei feriti nei campi di battaglia che invocano una madre, pianto solitario dei malati e dei morenti sulla soglia dell’ignoto. Pianto di smarrimento, che scorre sulla faccia di questo mondo che è stato creato, nel primo giorno, per lacrime di gioia, nella comune esultanza dell’uomo e della donna”.

Le lacrime sono necessarie. Come le lacrime di Etty Hillesum, donna forte d’Israele rimasta in piedi nella tempesta della persecuzione nazista. Nell’infermo che sommerge il mondo, lei osa pregare Dio: “Cercherò di aiutarti”, gli dice con audacia tutta femminile.

A volte, “il male ci lascia senza aiuto”. Per decifrarlo, bisogna apprendere la lingua di Dio, che si abbassa per raggiungerci là dove siamo, come insegna il teologo ortodosso Christos Yannaras. “Era necessario che la dolcezza di Dio visitasse il nostro inferno, era l’unico modo per liberarci dal male”: Dio è là dove non dovrebbe esserci e dove noi abbiamo bisogno che sia, tra i tanti esseri umani sfigurati che incrociano le nostre strade. Contro i violenti, la preghiera è quella dei monaci di Thibirine: “Disarmali! Disarmaci!”.

“Soltanto il Dio sofferente può salvare”. Sta in queste parole di Dietrich Bonhoeffer la “verità semplice e vertiginosa” della fede cristiana. Sul Golgota, anche Maria è arrivata al termine del cammino.

“In piedi, lei non diserta. Nel buio, ma con certezza, sa che Dio mantiene le promesse. Nel buio, ma con certezza, sa che Gesù è la promessa e il suo compimento”.

Acqua e sangue, vita e nascita sgorgano dal fianco del Crocifisso.Ricevendo tra le braccia il corpo nato dalla sua carne e reso immenso dal dolore, la Madre compie gesti che sono “carezza di rispetto”.

Grazie alla Madre, entrano in scena la tenerezza e la compassione: ora la missione di misericordia di Gesù è compiuta, “la violenza degli uomini omicidi è rifluita molto lontano. La dolcezza è ritornata nel luogo del supplizio”. Ogni lacrima sarà asciugata. Quando le donne preparano i profumi e gli aromi con cui renderanno l’ultimo omaggio al loro Signore, non sanno ancora che, il mattino dopo, troveranno una tomba vuota.

Fonte

http://agensir.it/chiesa/2017/04/14/via-crucis-anne-marie-pelletier-sul-golgota-si-compie-una-nascita/

 

IL TRIBUNALE RICONOSCE POSSESSIONE DEMONIACA, sentenza storica

L’intervista a don Aldo Buonaiuto durante il TG5 di venerdì 7 aprile 2017

http://www.tgcom24.mediaset.it/2017/video/la-separazione-colpa-di-satana-_3018417.shtml

«La moglie è posseduta»: per i giudici la colpa del divorzio è del demonio

Sentenza a Milano in una causa di separazione: «Eventi inspiegabili anche per i medici e gli esorcisti». E il Tribunale scrive «La signora non agisce consapevolmente, è agìta», cioè mossa da una forza esterna.

Il Tribunale civile di Milano ha emesso una singola sentenza in un caso di separazione di cui era stato chiesto l’addebito per colpa della moglie. Il Diavolo esiste davvero. Parola del Tribunale civile di Milano. Come racconta Il Corriere della Sera, pur riconoscendo la ragione del marito nel ritenere insostenibile un matrimonio sconvolto da inspiegabili comportamenti ossessivi della moglie, descritti come possessione demoniaca, in sentenza non ha addebitato la colpa alla moglie. In particolare i giudici hanno ritenuto che la donna, a detta dei medici priva di patologie che possano giustificare quei fenomeni, «non agisce consapevolmente» ma «altrettanto chiaramente è “agita”». Posseduta insomma da qualcosa di demoniaco.

Fenomeni inspiegabili

Le motivazioni della sentenza depositata dai giudici della IX sezione civile ripercorrono i fatti. Il tutto sarebbe iniziato con l’«ossessione religiosa» scatenatale dal 2007 da «devastanti comportamenti compulsivi» ascrivibili «a possessione demoniaca». E l’istruttoria parla di prove che in effetti «hanno sostanzialmente confermato la veridicità materiale» dei «fenomeni inspiegabili» narrati dal marito (anch’egli «fervente fedele» in chiesa) e confermati da molti fedeli, ma anche dal parroco e da un frate cappuccino.

Intervenuto pure l’esorcista

Alla signora accade infatti di essere vittima di improvvisi irrigidimenti o convulsioni corporee «che richiedono l’intervento di terze persone in funzione contenitiva», striscia e si scuote sul pavimento della chiesa, pur essendo di esile corporatura solleva con una sola mano una pesante panca e la scaglia contro l’altare, appare sollevarsi in aria per poi ricadere con «proiezioni paraboliche» a notevole distanza. Gli eventi sono anche stati sottoposti a «un monsignore esorcista della Diocesi di Milano». Anche la sorella «conferma che dal 2007» la donna «aveva cominciato a stare male, un male che provocava “fenomeni esterni e non dipendenti dalla sua volontà”, di cui» nessuno «sapeva dire la natura». E un frate cappuccino afferma di essere «impressionato dai fenomeni “poltergeist”» che «si verificavano sotto i suoi occhi» nella signora, «seguita per diversi anni da sacerdoti investiti ufficialmente della funzione di esorcista».

Nessun addebito per la donna: non è colpa sua

Il Tribunale, raccolte «tutte testimonianze che convergono nel confermare comportamenti parossistici della signora», «eventi singolari», «fenomeni inspiegabili» anche «da un clinico medico» che ha valutato la donna dopo «una accurata valutazione psichiatrica», sottoponendola ai vari test scientifici per poi concludere che «la signora non risulta affetta da alcuna conclamata patologia tale da poter spiegare i fenomeni», non sa come uscirne.

Non è pazza

Ma alla fine i giudici sentenziano che «la separazione non può essere addebitata alla moglie perché difetta il requisito della imputabilità soggettiva di questi comportamenti» nei quali non esprime una volontà, ma nemmeno simula, e neppure è pazza: «Non agisce consapevolmente», ma «altrettanto chiaramente ella è “agìta”», nel senso di mossa da una forza esterna: «i tormenti» e gli «inspiegabili fenomeni subìti dalla signora sono la causa e non la conseguenza del suo atteggiamento di esasperata spiritualizzazione», attraverso il quale «fa quello che può per guarire». La separazione viene quindi dichiarata dai giudici in via ordinaria, senza «addebito»: al marito andrà la casa, alla moglie un assegno di mantenimento.

Fonte Corriere della sera Milano

http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_aprile_07/matrimonio-finito-6f1dae1e-1af8-11e7-953e-ab8f663f73c7.shtml

Novena della Divina Misericordia, ispirata da GESU’ a S. Faustina Kowalska

Novena della Divina Misericordia (Inizio: il Venerdì Santo  – Festa Divina Misericordia: I Domenica dopo Pasqua)

“Novena alla Divina Misericordia che Gesù mi ha ordinato di scrivere e di fare prima della festa della Misericordia. Ha inizio il Venerdì Santo.

Desidero che durante questi nove giorni tu conduca le anime alla fonte della Mia Misericordia, affinché attingano forza, refrigerio ed ogni grazia, di cui hanno bisogno per le difficoltà della vita e specialmente nell’ora della morte. Ogni giorno condurrai al Mio Cuore un diverso gruppo di anime e le immergerai nel mare della Mia Misericordia. E Io tutte queste anime le introdurrò nella casa del Padre Mio. Lo farai in questa vita e nella vita futura. E non rifiuteró nulla a nessun’anima che condurrai alla fonte della Mia Misericordia. Ogni giorno chiederai al Padre Mio le grazie per queste anime per la Mia dolorosa Passione.
(Il DIARIO di Santa suor Faustina, 1209-1229).

La Domenica dopo Pasqua è la Festa della Divina Misericordia.

Lo ha stabilito la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti emette il Decreto per la Domenica della Divina Misericordia. 

Ad approvare la festa fu Papa Giovanni Paolo II nel 1992 che la fissò una settimana dopo la Pasqua, la cosiddetta “Domenica in albis”. A volerla, secondo le visioni avute da suor Faustina Kowalska, la religiosa polacca canonizzata da Wojtyla nel 2000, fu Gesù stesso: «In quel giorno sono aperte le viscere della Mia misericordia, riverserò tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia misericordia. Nessun’anima abbia paura di accostarsi a Me, anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto». (Diario, 699).
Santa Faustina Kowalska

Primo Giorno della Novena

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Oggi conducimi l’umanità intera e specialmente tutti i peccatori e immergili nell’oceano della mia Misericordia: con ciò mi consolerai dell’amara tristezza, in cui mi getta la perdita delle anime.

Gesù misericordiosissimo, la cui prerogativa è d’aver compassione di noi e di perdonarci, non guardare i nostri peccati, ma la fiducia che nutriamo nell’infinita tua bontà. Accoglici nella dimora del pietosissimo tuo Cuore, e non permettere che ne abbiamo ad uscire mai più. Te lo chiediamo per l’amore che ti unisce al Padre e allo Spirito Santo. Misericordia dell’Onnipotente che puoi salvare l’uomo peccatore, poiché Tu sei l’oceano dell’amore, soccorri chi t’invoca umilmente.

Eterno Padre, volgi il tuo sguardo di misericordia sopra l’intera umanità e specialmente sopra i peccatori, che sono rinchiusi nel Cuore infinitamente compassionevole di Gesù e, per la sua Passione dolorosa, mostraci la tua Misericordia, affinché cantiamo assieme, eternamente, la gloria dell’onnipotente tua bontà. Amen.

Pregare la Coroncina della Divina Misericordia

Secondo Giorno della Novenauntitled-4

Oggi conduci a me le anime dei sacerdoti e dei religiosi e immergile nella mia imperscrutabile Misericordia. Esse mi diedero la forza di reggere fino alla fine l’amarezza della mia Passione: per mezzo loro, come attraverso dei canali, la mia Misericordia scorre sull’umanità.

Gesù misericordiosissimo, dal quale proviene tutto ciò che è buono, moltiplica sulle vergini consacrate la grazia, affinché compiano le dovute opere di misericordia, e tutti coloro che le vedono glorifichino il Padre della Misericordia che è nei Cieli. Nei cuori puri alberga la sorgente che scorre al mare dell’amor divino, chiara quale rugiada del mattino, più che le stelle in Cielo risplendente.

 Eterno Padre, mira con occhio di misericordia la schiera di coloro che scegliesti a lavorare nella tua vigna, le anime dei sacerdoti e dei religiosi: dona loro la potenza della tua benedizione e, per i sentimenti del Cuore di tuo Figlio in cui essi si trovano racchiusi, accorda loro il potere della tua luce, affinché sappiano guidare gli altri sulle vie della salvezza, fino a cantare insieme per l’eternità le lodi della tua imperscrutabile Misericordia. Amen.

Pregare la Coroncina della Divina Misericordia

Terzo Giorno della Novenauntitled-4

Oggi conducimi tutte le anime devote e fedeli e immergile nell’oceano della mia Misericordia; esse mi confortarono lungo la Via Crucis: furono quella goccia che mi consolò nell’oceano dell’amarezza.

Misericordiosissimo Gesù, che dal tesoro della tua Misericordia elargisci sovrabbondantemente le tue grazie, accoglici dentro al tuo Cuore, che verso tutti è d’una bontà infinita, e non permettere che ne usciamo mai più. Te lo chiediamo per l’imperscrutabile amore di cui ardi verso il Padre Celeste. Non può l’uomo scrutare i tuoi portenti, nascondi al santo come al peccatore, Misericordia eterna del Signore che al cuore stringi giusti e penitenti.

Eterno Padre, guarda con misericordia le anime fedeli che sono l’eredità del tuo Figliolo, e per la dolorosa sua Passione, concedi ad esse la tua benedizione e proteggile continuamente, affinché non abbiano a perdere l’amore e il tesoro della santa fede, ma con tutta la schiera degli angeli e dei santi cantino gloria per l’eternità all’infinita tua Misericordia. Amen.

Pregare la Coroncina della Divina Misericordia

Quarto Giorno della Novenauntitled-4

Conducimi oggi quelli che non mi conoscono ancora. Anche ad essi ho pensato nell’amara mia Passione e il futuro loro zelo portò consolazione al mio Cuore. Immergili nell’oceano della mia Misericordia.

O Gesù pietosissimo, che sei la luce di tutto l’universo, accogli nella dimora del compassionevole tuo Cuore le anime di coloro che non t’hanno ancora conosciuto; li illuminino i raggi della tua grazia, affinché anch’essi glorifichino con noi i prodigi della tua Misericordia, e non permettere che s’allontanino mai più dal tuo Cuore infinitamente misericordioso. La tua Misericordia onnipotente splenda su questa errante umanità, così che, vinta ormai l’oscurità, glorifichi il tuo amor concordemente.

 Eterno Padre, guarda con misericordia le anime di quelli che ancora non ti conoscono, perché Gesù tiene rinchiusi anch’essi nel suo Cuore. Attira verso la luce del Vangelo queste anime che ignorano la grande felicità di amarti e fa’ che glorifichino tutte eternamente la generosità della tua Misericordia. Amen.

Pregare la Coroncina della Divina Misericordia

Quinto Giorno della Novenauntitled-4

Portami oggi le anime dei fratelli separati, immergendole nell’oceano della mia Misericordia; nell’amara mia Passione, essi mi laceravano il Corpo e il Cuore, cioè la mia Chiesa. Allorché faranno ritorno alla sua unità, si rimargineranno le mie ferite e avrò sollievo nella mia Passione.

Misericordiosissimo Gesù, che sei la bontà stessa e non rifiuti mai la tua luce a chi la chiede, accogli nella dimora del pietosissimo tuo Cuore le anime dei nostri fratelli separati, attirandoli con il tuo splendore all’unità della Chiesa, e non permettere che ne escano mai più, e adorino anch’essi la generosità della tua Misericordia. La tua Misericordia, che riveste di autorità la Chiesa col suo raggio, salvi coloro che ti fanno oltraggio strappando l’inconsutile tua veste.

 Eterno Padre, guarda con l’occhio della tua Misericordia le anime dei nostri fratelli separati, soprattutto di coloro che hanno dissipato i tuoi beni e abusato della tua grazia, mantenendosi nei propri errori. Sono racchiusi anch’essi nel Cuore misericordiosissimo di Gesù: non badare ai loro errori, ma piuttosto all’amore di tuo Figlio e ai dolori della sua Passione che Egli accettò per loro e fa’ che anch’essi cantino le lodi dell’infinita tua Misericordia. Amen.

Pregare la Coroncina della Divina Misericordia

Sesto Giorno della Novenauntitled-4

Conduci oggi a me le anime miti e umili, come pure quelle dei bambini, e immergile nella mia Misericordia. Sono queste che maggiormente assomigliano al mio Cuore e mi confortarono nell’amaro tormento della mia agonia: vidi che in futuro avrebbero vegliato accanto ai miei altari come degli angeli terrestri. Su tali anime Io verso a torrenti le mie grazie. Solo esse sono capaci di riceverle e quindi posso donare ad esse tutta la mia confidenza.

Gesù misericordiosissimo, che dicesti “Imparate da me che sono mite ed umile di cuore”, accogli nella dimora di questo tuo pietosissimo Cuore le anime umili e miti, unitamente a quelle dei bambini, che incantano l’intero paradiso, costituiscono la particolare compiacenza del Padre Celeste e lo deliziano spandendo davanti al suo trono il loro profumo come un mazzo di fiori, levando un perenne inno all’Amore e alla Misericordia. L’anima mite e umile di cuore respira già qui in terra il paradiso: profuma l’universo, e il dolce viso rallegra del divino suo Signore.

Padre Eterno, china lo sguardo della tua Misericordia sulle anime umili e miti, come pure su quelle dei bambini, che Gesù tiene racchiuse dentro al pietosissimo suo Cuore. Nessun’altra anima rassomiglia quanto esse al tuo Figliolo e il loro profumo si leva da terra per giungere al tuo trono. Padre di Misericordia e di ogni bontà, ti supplichiamo, per l’amore che Tu porti a tali anime e per la gioia che provi nel mirarle, benedici il mondo intero, affinché quanti siamo ora sulla terra, veniamo a cantare eternamente le lodi della tua Misericordia. Amen.

Pregare la Coroncina della Divina Misericordia

Settimo Giorno della Novenauntitled-4

Portami oggi le anime che danno culto e gloria alla mia Misericordia e immergile in Essa. Sono anime che più d’ogni altra soffrono per la mia Passione e penetrano più profondamente nel mio spirito, trasformandosi in copie viventi del mio Cuore misericordioso. Esse splenderanno, nella vita futura, di un particolare fulgore; nessuna cadrà nel fuoco dell’Inferno: Io stesso le difenderò nell’ora della morte ad una ad una.

Misericordiosissimo Gesù, il cui Cuore è lo stesso amore, accogli in Esso, infinitamente buono, le anime che danno particolare culto e gloria all’immensità della tua Misericordia e che, potenti in virtù della tua stessa forza, unite a Te avanzano, fiduciose nella tua Misericordia, in mezzo alle difficoltà e alle contraddizioni, sorreggendo sulle loro spalle l’intera umanità, per cui esse non saranno giudicate con rigore, ma, nell’ora della morte, le avvolgerà la tua Misericordia. Chi dona gloria alla Pietà suprema, da questa è amato particolarmente, e sempre presso alla vital sorgente, attinge l’acqua della grazia eterna.

 Eterno Padre, volgi uno sguardo di benevolenza sulle anime racchiuse nel pietosissimo tuo Cuore che adorano e glorificano il tuo massimo attributo, quello dell’infinita tua Misericordia. T’imploriamo per loro che vivono il Vangelo con le mani riboccanti d’opere di Misericordia e, piene d’esultanza, levano a Te, Altissimo, l’inno della tua bontà. Ti supplichiamo, o nostro Dio, di mostrar loro la tua Misericordia in conformità alle speranze e alla fiducia, ch’esse hanno riposto in Te. S’avveri per tutte la promessa di Gesù: “Proteggerò Io stesso nella vita le anime che danno culto alla mia infinita Misericordia e, specialmente nell’ora della morte, le difenderò come mia gloria. Amen.

Pregare la Coroncina della Divina Misericordia

Ottavo Giorno della Novenauntitled-4

Portami oggi le anime che si trovano nel carcere del Purgatorio e immergile nell’abisso della Misericordia, così che gli zampilli del mio Sangue le ristorino dalla loro arsura. Tutte queste anime sono da me immensamente amate. Esse soddisfano la mia giustizia. È in tuo potere portar loro sollievo: prendi dal tesoro della mia Chiesa tutte le indulgenze, e offrile per esse. Oh, se tu conoscessi il loro tormento, offriresti continuamente per loro l’elemosina dello spirito e pagheresti i debiti che esse hanno contratto con la mia giustizia!

Misericordiosissimo Gesù, che dicesti: “Voglio misericordia!…” ecco che io introduco nella dimora del tuo Cuore infinitamente pietoso, le anime del Purgatorio, le quali ti sono molto care e tuttavia devono soddisfare alla tua divina giustizia. Gli zampilli d’Acqua e Sangue, che scaturiscono dal tuo Cuore, spengano le vampe di quel fuoco, affinché anche lì sia glorificata la potenza della tua Misericordia. Del Purgatorio dal dolore atroce s’eleva un pianto e un supplice pregare: Gesù, lo puoi Tu solo consolare con l’Acqua e il Sangue che versasti in Croce.

Eterno Padre, volgi uno sguardo di Misericordia sulle anime che soffrono nel Purgatorio e che Gesù tiene rinchiuse nel pietosissimo suo Cuore. Per la dolorosa Passione di tuo Figlio Gesù e per tutta l’amarezza che inondò la sua anima santissima, ti supplichiamo di mostrarti misericordioso alle anime che si trovano sotto lo sguardo della tua giustizia e ti chiediamo di non mirarle se non attraverso le Piaghe di Gesù, tuo amatissimo Figlio, perché noi crediamo che la tua bontà e la tua Misericordia sono senza limiti. Amen.

Pregare la Coroncina della Divina Misericordia

Nono Giorno della Novenauntitled-4

Portami oggi le anime tiepide e immergile nella profondità della mia Misericordia. Sono esse che più dolorosamente feriscono il mio Cuore, e la mia provò verso di loro nel Getsemani un’invincibile ripugnanza. Fu per causa loro che uscii in quelle parole: “Padre, allontana da me questo calice, se questa è la tua volontà!”. Il ricorso alla mia Misericordia resta per loro l’ultima ancora di salvezza.

Gesù pietosissimo, che sei la stessa compassione, introduci le anime tiepide nella dimora del tuo Cuore misericordiosissimo. Fa’ che si riscaldino al fuoco del tuo puro amore queste anime che sono simili a cadaveri e ti ispirano tanto ribrezzo. O Gesù pietosissimo, usa l’onnipotenza della tua Misericordia e attirale nelle fiamme più ardenti del tuo amore, donando loro un sacro zelo, perché Tu puoi tutto. Il fuoco e il ghiaccio mai non stanno insieme: quello si spegne, oppure questo fonde; sol la pietà del Ciel rende feconde le sterili creature senza speme.

Eterno Padre, getta uno sguardo di commiserazione sulle anime tiepide, che sono racchiuse nel pietosissimo Cuore di Gesù. Padre della Misericordia, ti supplichiamo per l’amarissima Passione di tuo Figlio e per la sua agonia di tre ore sulla Croce, permetti che anch’esse giungano a glorificare le profondità della tua Misericordia. Amen.

Pregare la Coroncina della Divina Misericordia

CONSACRAZIONE A GESU’ MISERICORDIOSO

Misericordiosissimo Salvatore,
io mi consacro totalmente e per sempre a Te.
Trasfòrmami in un docile strumento della Tua Misericordia.
O Sangue ed Acqua,
che scaturisci dal Cuore di Gesù
come Sorgente di Misericordia per noi,
confido in Te!

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Fonti

http://www.reginamundi.info/Divina-Misericordia/Novena-Alla-Divina-Misericordia.asp

Papa a Carpi: ” mai intrappolati dalle macerie della vita! la speranza che vince la morte e il male ha un Nome: si chiama GESU'”

Non restare intrappolati nelle macerie della vita, ma stare dalla parte di Gesù e farlo avvicinare ai nostri sepolcri. Così il Papa nell’omelia della Messa celebrata stamani in Piazza Martiri, a Carpi, alla presenza di circa 70 mila persone. Dopo la recita dell’Angelus, la benedizione delle prime 4 pietre di altrettanti edifici della diocesi, colpita dal terremoto del 2012 in Emilia. Dopo la Messa e l’Angelus a Carpi, Francesco ha chiuso il suo viaggio nelle terre emiliane a Mirandola, nel Duomo dell’Assunta. E ha deposto un mazzo di fiori in ricordo delle vittime del sisma sull’altare ancora scheggiato: ” Avete dato un esempio di coraggio a tutta l’umanità”.  Francesco sottolinea “lo spirito evangelico” con cui la gente ha affrontato la situazione, “accettando negli eventi dolorosi la misteriosa presenza di un Padre che è sempre amorevole anche nelle prove più dure”.

Le ferite sono guarite, afferma, ma rimangono le cicatrici: “E rimarranno tutta la vita le cicatrici, e guardando queste cicatrici voi abbiate il coraggio di crescere e di far crescere i vostri figli in quella dignità, in quella fortezza, in quello spirito di speranza, in quel coraggio che voi avete avuto nel momento delle ferite”.

Risultati immagini per PAPA FRANCESCO A CARPI

SANTA MESSA

OMELIA DEL SANTO PADRE

Piazza Martiri (Carpi)
V Domenica di Quaresima, 2 aprile 2017

Le Letture di oggi ci parlano del Dio della vita, che vince la morte. Soffermiamoci, in particolare, sull’ultimo dei segni miracolosi che Gesù compie prima della sua Pasqua, al sepolcro del suo amico Lazzaro.

tutto sembra finito: la tomba è chiusa da una grande pietra; intorno, solo pianto e desolazione. Anche Gesù è scosso dal mistero drammatico della perdita di una persona cara: «Si commosse profondamente» e fu «molto turbato» (Gv 11,33). Poi «scoppiò in pianto» (v. 35) e si recò al sepolcro, dice il Vangelo, «ancora una volta commosso profondamente» (v. 38). È questo il cuore di Dio: lontano dal male ma vicino a chi soffre; non fa scomparire il male magicamente, ma con-patisce la sofferenza, la fa propria e la trasforma abitandola.

Notiamo però che, in mezzo alla desolazione generale per la morte di Lazzaro, Gesù non si lascia trasportare dallo sconforto. Pur soffrendo Egli stesso, chiede che si creda fermamente; non si rinchiude nel pianto, ma, commosso, si mette in cammino verso il sepolcro. Non si fa catturare dall’ambiente emotivo rassegnato che lo circonda, ma prega con fiducia e dice: «Padre, ti rendo grazie» (v. 41). Così, nel mistero della sofferenza, di fronte al quale il pensiero e il progresso si infrangono come mosche sul vetro, Gesù ci offre l’esempio di come comportarci: non fugge la sofferenza, che appartiene a questa vita, ma non si fa imprigionare dal pessimismo.

Attorno a quel sepolcro, avviene così un grande incontro-scontro. Da una parte c’è la grande delusione, la precarietà della nostra vita mortale che, attraversata dall’angoscia per la morte, sperimenta spesso la disfatta, un’oscurità interiore che pare insormontabile. La nostra anima, creata per la vita, soffre sentendo che la sua sete di eterno bene è oppressa da un male antico e oscuro. Da una parte c’è questa disfatta del sepolcro. Ma dall’altra parte c’è la speranza che vince la morte e il male e che ha un nome: la speranza si chiama Gesù. Egli non porta un po’ di benessere o qualche rimedio per allungare la vita, ma proclama: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà» (v. 25). Per questo decisamente dice: «Togliete la pietra!» (v. 39) e a Lazzaro grida a gran voce: «Vieni fuori!» (v. 43).

Cari fratelli e sorelle, anche noi siamo invitati a decidere da che parte stare. Si può stare dalla parte del sepolcro oppure dalla parte di Gesù. C’è chi si lascia chiudere nella tristezza e chi si apre alla speranza. C’è chi resta intrappolato nelle macerie della vita e chi, come voi, con l’aiuto di Dio solleva le macerie e ricostruisce con paziente speranza.

Di fronte ai grandi “perché” della vita abbiamo due vie: stare a guardare malinconicamente i sepolcri di ieri e di oggi, o far avvicinare Gesù ai nostri sepolcri. Sì, perché ciascuno di noi ha già un piccolo sepolcro, qualche zona un po’ morta dentro il cuore: una ferita, un torto subìto o fatto, un rancore che non dà tregua, un rimorso che torna e ritorna, un peccato che non si riesce a superare. Individuiamo oggi questi nostri piccoli sepolcri che abbiamo dentro e invitiamo Gesù. È strano, ma spesso preferiamo stare da soli nelle grotte oscure che abbiamo dentro, anziché invitarvi Gesù; siamo tentati di cercare sempre noi stessi, rimuginando e sprofondando nell’angoscia, leccandoci le piaghe, anziché andare da Lui, che dice: «Venite a me, voi che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro» (Mt 11,28). Non lasciamoci imprigionare dalla tentazione di rimanere soli e sfiduciati a piangerci addosso per quello che ci succede; non cediamo alla logica inutile e inconcludente della paura, al ripetere rassegnato che va tutto male e niente è più come una volta. Questa è l’atmosfera del sepolcro; il Signore desidera invece aprire la via della vita, quella dell’incontro con Lui, della fiducia in Lui, della risurrezione del cuore, la via dell’“Alzati! Alzati, vieni fuori!”. E’ questo che ci chiede il Signore, e Lui è accanto a noi per farlo.

Sentiamo allora rivolte a ciascuno di noi le parole di Gesù a Lazzaro: “Vieni fuori!”; vieni fuori dall’ingorgo della tristezza senza speranza; sciogli le bende della paura che ostacolano il cammino; ai lacci delle debolezze e delle inquietudini che ti bloccano, ripeti che Dio scioglie i nodi. Seguendo Gesù impariamo a non annodare le nostre vite attorno ai problemi che si aggrovigliano: sempre ci saranno problemi, sempre, e quando ne risolviamo uno, puntualmente ne arriva un altro. Possiamo però trovare una nuova stabilità, e questa stabilità è proprio Gesù, questa stabilità si chiama Gesù, che è la risurrezione e la vita: con lui la gioia abita il cuore, la speranza rinasce, il dolore si trasforma in pace, il timore in fiducia, la prova in offerta d’amore. E anche se i pesi non mancheranno, ci sarà sempre la sua mano che risolleva, la sua Parola che incoraggia e dice a tutti noi, a ognuno di noi: “Vieni fuori! Vieni a me!”. Dice a tutti noi: “Non abbiate paura”.

Anche a noi, oggi come allora, Gesù dice: “Togliete la pietra!”. Per quanto pesante sia il passato, grande il peccato, forte la vergogna, non sbarriamo mai l’ingresso al Signore. Togliamo davanti a Lui quella pietra che Gli impedisce di entrare: è questo il tempo favorevole per rimuovere il nostro peccato, il nostro attaccamento alle vanità mondane, l’orgoglio che ci blocca l’anima, tante inimicizie tra noi, nelle famiglie,… Questo è il momento favorevole per rimuovere tutte queste cose.

Visitati e liberati da Gesù, chiediamo la grazia di essere testimoni di vita in questo mondo che ne è assetato, testimoni che suscitano e risuscitano la speranza di Dio nei cuori affaticati e appesantiti dalla tristezza.

Il nostro annuncio è la gioia del Signore vivente, che ancora oggi dice, come a Ezechiele: «Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe, o popolo mio» (Ez 37,12). Risultati immagini per PAPA FRANCESCO A CARPI

Fonti

http://w2.vatican.va/content/francesco/it/homilies/2017/documents/papa-francesco_20170402_omelia-visitapastorale-carpi.html

http://it.radiovaticana.va/news/2017/04/02/papa_a_carpi_mai_intrappolati_da_macerie,_ges%C3%B9_risolleva/1302927

http://it.radiovaticana.va/news/2017/04/02/il_discorso_del_papa_alla_popolazione_di_mirandola/1302980

 

San Giovanni Paolo II: un esorcista di nome Karol Wojtyla

La Chiesa ricorda la memoria liturgica di San Giovanni Paolo II il 22 ottobre, nell’anniversario dell’inizio del suo pontificato. Il 22 ottobre 1978, papa Wojtyła fece storia con la sua celebre frase: “Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!”.

Anche il 2 aprile è proclamata come giornata di Papa Giovanni Paolo II

Il 2 aprile 2005 si spegneva all’età di 84 anni Papa Giovanni Paolo II. In Canada, tramite l’approvazione di un disegno di legge, il 2 aprile è stato proclamato “Giornata di Papa Giovanni Paolo II”, e così sarà per tutti gli anni a venire.

Le motivazioni elencate riguardano soprattutto lo spessore internazionale dell’indimenticato Papa Wojtyla: “ riconosciuto come una figura che ha segnato la storia della Chiesa cattolica romana e del mondo, giocando un ruolo cruciale nella promozione dell’armonia e della pace tra le nazioni”. Ma anche l’amore del Papa verso i giovani, il suo impegno fondamentale per la “Giornata della Gioventù”, che è servita a riportare nella Chiesa l’entusiasmo giovanile, e nei giovani gli insegnamenti di Cristo.

Papa Giovanni Paolo II fu il primo Papa che, dopo quattrocento anni, affrontò il demonio pubblicamente in un rito di esorcismo. 

Dalle affermazioni di diversi sacerdoti esorcisti emerge che l’invocazione a San Giovanni Paolo II ha un impatto devastante sul diavolo, durante le benedizioni esorcistiche.

Papa Giovanni Paolo II nelle sue catechesi ha sempre parlato di satana come entità personale pervertita e pervertitrice, non una “metafora”: a Ponta Delgada (Azzor­re) ha gridato: «Giovani, smascherate il Maligno!»; nell’udienza generale del 22-7-1990 ha dichiarato: «Il diavolo è tentatore, è padre di menzogna, si vanta di essere il padrone del mondo, lotta contro l’avvento del Regno di Dio tra gli uomini. Se Cristo fosse stato sconfitto il diavolo avrebbe la vittoria definitiva della storia. Quel momento della lotta nel deserto è, dun­que, decisivo. Ogni tentazione al male può essere re­spinta, sull’esempio di Cristo, con la preghiera ed il digiuno (principale esorcismo, insieme al sacramento della Confessione)». Il Papa ha con­cluso riaffermando la potenza di Cristo sul male e su satana nell’avvento del Regno di Dio tra gli uomini.

Nel suo celebre discorso contro la mafia -a cui seguì un attentato, in cui “qualcuno” fece esplodere un ordigno in Laterano, la sera stessa- Giovanni Paolo II affermò: «La mafia è frutto del diavolo!».
«Siate sempre ben consapevoli delle condizioni sociali e culturali che oggi attentano, talvolta in modo subdolo, all’integrità e purezza della vita cristiana. “Il serpente mi ha ingannata”, lamenta Eva nella pagina biblica. Come al­l’origine, anche ai nostri tempi il demonio insidia l’uma­nità, quell’umanità che Dio non si stanca di ricercare, che anzi chiama con insistenza. Troppo spesso l’esperien­za ci mostra come l’uomo, irretito dal maligno, si lasci indurre ad incamminarsi sulla strada dell’ingiustizia, della sopraffazione, dell’egoismo che spegne in sé e negli altri la gioia di esistere.
Dal peccato che allontana Dio scaturisce una logica coer­citiva severa ed intransigente. Dalla violazione del precet­to divino derivano inclinazioni perverse, che ottenebrano la coscienza ed alterano la concreta valutazione del bene e del male. Quando questa tremenda progressione dell’in­ganno si estende sino a diventare espressione di vita col­lettiva, si realizza quel peccato sociale che, impossessan­dosi degli organismi e delle strutture scatena terribili po­tenze oppressive. Si hanno allora quelle forme di crimina­lità organizzata che mortificano e spezzano le coscienze, togliendo a tutti la serenità ed umiliando la speranza. Di fronte a tali sfide ,deve rispondere con umile fortezza il no­stro impegno di fede. Sacerdoti, siate seminatori di spe­ranza, testimoniate che i gravi problemi della Sicilia pos­sono oggi essere risolti, se noi riusciamo a rendere presen­te Gesù Cristo tra la gente» (San Giovanni Paolo II).

Uno degli antibiotici più efficaci per combattere il maligno è il SANTO ROSARIO e San Giovanni Paolo II raccomandava fortemente questa preghiera, così come esortava la Santissima Vergine Maria a Fatima:Risultati immagini per SAN GIOVANNI PAOLO ii PREGA ROSARIO
«Recitiamo con costanza il Rosario nelle comunità ecclesiali e nelle nostre famiglie. Esso in seguito alle ripetute invocazioni unirà i cuori, ravviverà i legami, rafforzerà la nostra speranza e donerà a noi tutti la pace e la gioia di Cristo, che è nato, morto e risorto per noi.
Recitare il Rosario infatti significa mettersi alla scuola di Maria ed apprendere da Lei,  Madre e Disce­pola del Cristo, come vivere in profondità ed in pie­nezza le esigenze della fede cristiana. Ella fu la prima credente, e della vita ecclesiale, Ella nel Cenacolo fu centro di unità e di carità tra i primi discepoli di suo Figlio.
Nella recita del Santo Rosario non si tratta tanto di ripetere delle formule quanto piuttosto di entrare in colloquio confidenziale con Maria, di parlarLe, di ma­nifestarLe la propria disponibilità nell’accettare i dise­gni di Dio, di prometterLe fedeltà in ogni circostanza, soprattutto in quelle più difficili e dolorose, sicuri del­la sua protezione, e convinti che Ella ci otterrà dal suo Figlio tutte le grazie necessarie alla nostra sal­vezza.
Recitando il Santo Rosario, infatti, noi contem­pliamo il Cristo da una prospettiva privilegiata, cioè da quella stessa di Maria, sua Madre; meditiamo cioè i misteri della vita, della passione e della resurrezione del Signore con gli occhi e col cuore di Colei che fu più vicina a suo figlio.
Siamo assidui alla recita del Rosario sia nella co­munità ecclesiale sia nell’intimità delle nostre famiglie: esso, sulla scia delle ripetute invocazioní, unirà i cuori, riaccenderà il focolare domestico, fortificherà la nostra speranza e otterrà a tutti la pace e la gioia del Cristo nato, morto e risorto per noi»’ (S. Giovanni Paolo II, Osservatore Romano, 3-4, ottobre 1988 ).

Dalle affermazioni di diversi esorcisti emerge che l’invocazione a San Giovanni Paolo II ha un impatto devastante sul diavolo. Mons. Andrea Gemma nel suo libro “Confidenze di un esorcista” afferma che il maligno, durante gli esorcismi, reagisce violentemente all’invocazione del nome del Pontefice mariano, San Giovanni Paolo II, il cui pontificato – per sua stessa ammissione – lo ha molto disturbato.peccato4Durante un esorcismo, afferma Mons.Gemma, il diavolo avrebbe ammesso : “Il vecchiaccio (così chiama Giovanni Paolo II) ci ha fatto un enorme danno: ci ha strappato molti giovani….”
Fra Benigno, esorcista ufficiale della diocesi di Palermo, conferma nel suo libro “Il diavolo esiste” di avere ottenuto diverse liberazioni per intercessione di Giovanni Paolo II a partire dal giorno della sua morte.
Appoggiando sul capo dei posseduti una corona del Santo Rosario, appartenuta al Papa mariano, assiste sempre a violente reazioni da parte delle persone colpite da disturbi malefici importanti.

400 anni dopo, il papa “venuto da lontano” realizzò un rito di esorcismo all’interno della Città del Vaticano, come ha documentato il giornalista David Murgia in una trasmissione della televisione dei vescovi italiani, TV2000.

Quando era sacerdote – secondo le fonti di TV2000 –, il giovane Wojtyła aveva compiuto il rito dell’esorcismo su varie persone con mali inspiegabili e presuntamente possedute.

Jacques-Paul Martin, ex prefetto della Casa Pontificia durante il pontificato di Giovanni Paolo II, ha confermato in un libro postumo che nel 1982 il pontefice polacco ha affrontato il diavolo in Vaticano liberando una giovane donna vittima di possessione diabolica. Il parroco di Santa Assunta (Cesi-Terni), padre Baldini Ferroni, accompagnò Francesca e la sua famiglia in Vaticano e ha raccontato alcuni dettagli di quanto accadde. Era il 27 marzo 1982, e Francesca e la sua famiglia erano in Piazza San Pietro. I medici non riuscivano a risolvere l’enigma e la donna era affidata a un sacerdote esorcista e al suo parroco. 

Il rito di esorcismo avvenne il 4 aprile 1982, il quarto anno del pontificato. Racconta Padre Gabriele Amorth: “Lo ricordo perfettamente. Conosco Francesca, la giovane che era presente quella mattina all’udienza papale in Vaticano. In precedenza, il vescovo della diocesi a cui la ragazza apparteneva le chiese se fosse disposto a esorcizzarla, e il Papa diede il suo assenso, senza problema. E il Papa procedette subito dopo all’esorcismo, nella sua cappella privata in Vaticano. Francesca non faceva altro che sputare e strisciare contorcendosi al suolo. Le persone che attorniavano il Papa non credevano ai loro occhi: ‘Non abbiamo mai visto una scena come quelle che si descrivono nel Vangelo’, ammettevano, sbalorditi.

Il primo a essere impressionato fu il Papa stesso, secondo la testimonianza del cardinale francese Jacques Martin, secondo il quale Woytila confessò poi a Ottorino Alberti, vescovo di Spoleto: ‘Non mi è mai accaduto nulla di simile nella vita…’. Giovanni Paolo II in effetti diceva: ‘Tutto quello che accade nei Vangeli, accade anche oggi’. Però oltre a pensarlo, e a dirlo, Giovanni Paolo II finiva per sperimentarlo egli stesso. Anche se il suo esorcismo fu di una certa efficacia, per liberare Francesca completamente ci vollero cinque anni interi di benedizioni.

Dopo aver compiuto il rito, Giovanni Paolo II chiese ai presenti di stare tranquilli e di continuare a pregare per Francesca, che oggi è sposata, ha quattro figli e conduce una vita normale. Non è rimasta in lei alcuna traccia della possessione, come ha confermato il suo parroco a David Murgia.

Al riguardo, padre Amorth commentava di aver realizzato il rito dell’esorcismo a varie persone che anche dopo vent’anni non erano state liberate completamente. Si verificavano sempre benefici, ma liberarle era “un’altra cosa”, diceva.

La lotta spirituale di Wojtyła contro il demonio

Karol Józef Wojtyła considerava la lotta spirituale contro il principe degli “spiriti impuri” e il grande tentatore equivalente a diffondere la Parola di Dio. Molti sono i suoi discorsi e le menzioni alle menzogne e alle seduzioni del peccato.

Il 9 marzo 2003, durante l’Angelus in Piazza San Pietro, l’anziano papa, già malato, avvertì il mondo del contesto internazionale di guerra e della necessità di convertire i cuori alla vera pace.

“Al riguardo, è quanto mai eloquente l’icona di Cristo che smaschera e vince le menzogne di Satana con la forza della verità, contenuta nella Parola di Dio”, disse.

Il futuro santo, molto noto ai suoi collaboratori per la sua spiritualità e la forte preghiera, assicurò che “nell’intimo di ogni persona risuonano la voce di Dio e quella insidiosa del maligno. Quest’ultima cerca di ingannare l’uomo seducendolo con la prospettiva di falsi beni, per distoglierlo dal vero bene, che consiste proprio nel compiere la volontà divina”.

In varie occasioni papa Wojtyła ha affermato che l’opera del demonio si manifesta attraverso il male della droga, della guerra, della decadenza morale, della persecuzione dei cristiani e delle ideologie del momento.

Giovanni Paolo II, ricordava a TV2000 padre Amorth in una delle ultime interviste concesse ai mezzi di comunicazione, ha fatto tanti discorsi su Satana a livello dottrinale, ma il più noto è stato quello davanti alla grotta di San Michele Arcangelo, vicino San Giovanni Rotondo.

Il 24 maggio 1987, durante la sua visita in Puglia, Giovanni Paolo II chiese aiuto all’arcangelo Michele per lottare contro il diavolo. “Il Demonio è tuttora vivo ed operante nel mondo”, affermò. “Il male che è in esso, il disordine che si riscontra nella società, l’incoerenza dell’uomo, la frattura interiore della quale è vittima non sono solo le conseguenze del peccato originale, ma anche effetto dell’azione infestatrice ed oscura del Satana, di questo insidiatore dell’equilibrio morale dell’uomo”.

“È vero che ‘le porte degli inferi non prevarranno’, secondo l’assicurazione del Signore, ma questo non significa che siamo esenti dalle prove e dalle battaglie contro le insidie del maligno”, sottolineò.

Il diavolo confessa perché teme Giovanni Paolo II

Padre Amorth dichiarò a TV2000 di aver scoperto che San Giovanni Paolo II era un potente intercessore per lottare contro il diavolo e liberare gli indemoniati.

Nel libro scritto a quattro mani con il giornalista Paolo Rodari, raccontò anche di aver chiesto al diavolo più di una volta perché temeva tanto Giovanni Paolo II.

In primo luogo, diceva, il demonio gli aveva risposto che il papa santo aveva sbaragliato i suoi piani sulla Terra. Amorth interpretò la risposta del demonio con la caduta del comunismo e del marxismo nell’ex Unione Sovietica.

In secondo luogo, l’esorcista morto quasi novantenne a settembre disse che il diavolo era furioso con Giovanni Paolo II perché gli aveva strappato dalle mani molti giovani, che si erano convertiti grazie a lui. Alcuni magari erano già cristiani ma non praticanti, ma poi con il papa polacco erano tornati a praticare la loro fede.

Padre Amorth sottolineò che Giovanni Paolo II e padre Pio erano alleati contro il demonio, ma che la loro azione non si poteva paragonare a quella della Vergine Maria, Madre di Gesù.

Una volta, Padre Amorth chiese a Satana perché si spaventasse di più quando invocava la Madonna che quando invocava Cristo, e il demonio rispose che per lui era peggio essere umiliato da una creatura umana che essere umiliato da Lui.

Va sottolineato che durante il pontificato di Giovanni Paolo II nella diocesi di Roma si è stabilito come priorità il fatto di rispolverare l’antico rito dell’esorcismo e di formare sacerdoti per questa missione spirituale di guarigione e liberazione.

Nel luglio 2014, infatti, la Congregazione per il Clero, con la benedizione di papa Francesco, ha riconosciuto giuridicamente l’Associazione Internazionale Esorcisti (Aie).

PREGHIERA PER OTTENERE LE GRAZIE PER INTERCESSIONE DI SAN GIOVANNI PAOLO II

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O Trinità Santa, ti ringraziamo per aver donato alla Chiesa san Giovanni Paolo II e per aver fatto risplendere in lui la tenerezza della Tua paternità, la gloria della Croce di Cristo e lo splendore dello Spirito d’amore.

Egli, confidando totalmente nella Tua infinita misericordia e nella materna intercessione di Maria, ci ha dato un’immagine viva di Gesù Buon Pastore e ci ha indicato la santità come misura alta della vita cristiana ordinaria quale strada per raggiungere la comunione eterna con Te. Concedici, per sua intercessione, secondo la Tua volontà, la grazia che imploriamo … Amen.

Pater Ave Gloria

San Giovanni Paolo II, prega per noi

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Santa Teresa di Lisieux rivela come vincere le tentazioni con atti di umiltà obbedienza e semplicità

Nelle vite di tutti i Santi, ci sono stati periodi di lotta spirituale e di aridità. Padre Ángel Rossi, nel suo libro Teresa de Lisieux: la mimada, la misionada, la doctora, spiega il combattimento spirituale di Santa Teresina, che ci mostra come si possono superare le tempeste del cuore, quando il diavolo cerca di intrappolarci e confonderci con sentimenti e pensieri di angoscia che ci opprimono. Santa Teresa di Lisieux stava per pronunciare i voti per entrare al Carmelo e, proprio il giorno prima di quel momento che tanto aveva desiderato, non sentì più la Presenza di Gesù nella sua decisione,  non provava più gioia, come agli inizi della sua scelta vocazionale, ma solo aridità ed inadeguatezza:

  Non c’è bisogno di tante spiegazioni per capire che questa lotta sta nel demolire la presenza maligna. E’ utile  vedere come saggiamente Teresina risolve questo ostacolo. Fa due cose che sono essenziali per discernere, che possono aiutarci a superare le nostre tempeste interiori.

Il primo è applicare un criterio d’oro di Sant’ Ignazio di Loyola, che esprime una delle sue regole di discernimento: ” in tempo di desolazione e di crisi, non dobbiamo cambiare i nostri propositi “. Teresina non cambia la sua decisione di prendere i voti, anche se d’ improvviso si trova in aridità spirituale. “Quando si è in mezzo alla tempesta, non bisogna toccare gli obiettivi che ci eravamo prefissati, quando eravamo bendisposti prima che cominciasse la prova:  lo Spirito del Male, infatti, sta cercando di farci desistere o, almeno, di togliere il fervore del cuore, dell’anima”. Teresina ricorda che lei era felice di prendere i voti e che, quando aveva deciso, le sembrava di volare dalla gioia; non c’erano nuvole di tempesta o dubbi nella sua decisione. E improvvisamente ora, nel momento più importante, irrompe inaspettatamente questo inferno dell’indecisione e dell’aridità. Pertanto, la prima cosa molto saggia da fare, spiega Padre Rossi, è:  ” nessun cambiamento nel tempo della desolazione “.

Il secondo punto importante è che lei non si isola, ma denuncia ciò che sta accadendo e apre il suo cuore condividendo la sua crisi con il suo direttore spirituale. Racconta quanto segue:

“Ah! Come descrivere l’angoscia della mia anima? Mi era sembrato che, se avessi comunicato le mie paure al mio superiore, avrebbe potuto impedirmi di pronunciare i miei voti. Tuttavia, avrei preferito fare la volontà di Dio e tornare nel mondo, piuttosto che rimanere nel Carmelo e disobbedire al mio superiore. Ho quindi lasciato la voce al mio maestro e gli ho confessato la confusione del mio stato d’animo. Per fortuna, lui ha visto più chiaramente di me e mi ha rassicurato del tutto. Inoltre, l’atto di umiltà che avevo fatto, ha messo in fuga il demonio, che pensava che forse non avrei avuto il coraggio di confessare la mia tentazione “.

Sant’ Ignazio di Loyola è chiaro, come nella Regola 14, parla di come si dovrebbe agire quando si è tentati dal diavolo, “dobbiamo denunciare la tentazione e non dobbiamo fare ciò che lo spirito ci indica, tacendo ed isolandoci”.  Sant’ Ignazio dice che il diavolo è come un vano amante, che non vuole che la donna confessi al marito  la  sua presenza molesta che la sta provocando; il silenzio infiamma la tentazione, ma se la moglie la confessa, il vano amante sarà scoperto e punito. Sant’ Ignazio invitava a confessare, a dichiarare la tentazione ed in questo modo ne saremo liberati. Santa Teresina afferma, dopo aver confessato la sua tentazione al proprio padre spirituale: “In questo atto di semplicità, in questo atto di umiltà, ho messo in fuga le tentazioni del male”.

E’ nel territorio della semplicità e dell’ umiltà che lo spirito del Male, al momento della scoperta, viene sconfitto ed è costretto a fuggire.

Padre Angel Rossi indica le tre tattiche che Santa Teresina usava  per vincere la tentazione:theresepainting

1) Affrontare direttamente il Male con la verità o “ucciderlo con l’indifferenza”, dando le spalle alla tentazione

2) Andare direttamente da Gesù e dirgli quello che si sta passando, attraverso il proprio direttore spirituale o nel Sacramento della Confessione, ricorrendo a qualcuno che abbia più esperienza spirituale di noi per raccontare ciò che proviamo, ma soprattutto rendere la tentazione un oggetto di preghiera.

3) Offrire quello che si sta vivendo con dolore come preghiera di riparazione unendosi alla Comunione dei Santi.

Su questa terza tattica, quella dell’offerta, padre Rossi dice:

Ci fa bene sapere che mentre soffriamo forse vicino a noi o molto lontano ci sono altre persone che stanno soffrendo lo stesso, o ancor di più. Sapere che il nostro dolore di ora può essere fecondo in un ambito che neanche immaginiamo, per via della Comunione dei Santi.

La mia preghiera di oggi, la mia sofferenza di oggi, dice Van der Meer, è come un seme che prendo e ho il coraggio di gettare in aria, confidando nel fatto che i venti dello Spirito lo porteranno dove Egli ritiene sia più conveniente, e lì germinerà e darà frutto, un frutto che forse non vedremo mai durante la nostra vita terrena, ma vedremo in cielo, dove parte della gioia sarà quando il Signore ci presenterà quelle persone delle quali ci siamo presi misteriosamente cura con la nostra preghiera o la nostra offerta, e soprattutto quando ci presenterà quelle a cui dobbiamo il miracolo di credere. Il Signore, oltre all’abbraccio che speriamo di ricevere da Lui, ci chiamerà e ci dirà:

“Sei in Cielo per quella vecchietta che ha offerto il suo dolore, per quel bambino che recitava ogni sera un Padre Nostro”

“Ah, ma io non li conosco”

“E questo cosa c’entra?”, ci dirà il Signore.

E così ci presenterà persone che non abbiamo mai visto, o forse al contrario incontreremo gente che era così vicina a noi che non ci siamo nemmeno resi conto di quanto si prendeva cura di noi “invisibilmente”, con il suo amore o il suo dolore offerto.

Fonti

http://radiomaria.org.ar/programacion/santa-teresita-la-confianza-medio-la-prueba/

http://radiomaria.org.ar/programacion/comunion-de-los-santos/

 

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