Mons Gallagher: convegno a Milano in difesa della libertà religiosa dei cristiani sempre più discriminati in Europa

Ormai “anche in Europa si nota una crescita inquietante di forme di intolleranza e di episodi di discriminazione nei confronti dei cristiani”. A ricordarlo è stato monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati, che ha aperto alla Università Cattolica di Milano un convengo  sul tema: “Dalla Cristiada alle sfide dell’attualità. Il cammino della libertà religiosa” organizzato dall’Ateneo e dall’Universidad Panamericana.

Mons. Paul Richard Gallagher ha tenuto oggi all’Università Cattolica di Milano una relazione sul tema “La Santa Sede e la difesa del diritto alla libertà religiosa da Pio XI a Francesco”. 

Libertà religiosa sempre più compromessa nel mondo
Il presule ha osservato come “nell’ultimo periodo, su scala mondiale, senza eccezione per il continente europeo”, si sia testimoni “di come il rispetto per la libertà religiosa viene sovente compromesso, con un preoccupante peggioramento delle condizioni di tale libertà fondamentale, che in diversi casi ha raggiunto il grado di una persecuzione aperta, in cui sempre più spesso i cristiani sono le prime vittime, benché non le sole. Fattori determinanti di queste situazioni allarmanti sono certamente riconducibili al permanere di Stati autoritari e non democratici. A ciò si aggiunga la constatazione che anche in molti Paesi di antica tradizione democratica la dimensione religiosa tende ad essere vista con un certo sospetto, sia a causa delle problematiche inerenti al contesto multiculturale sia per l’affermarsi ideologico di una visione secolarista, secondo cui le religioni rappresenterebbero una forma di ‘sotto-cultura’, portatrici di un passato da superare”.

Merito del Cristianesimo separazione tra ciò che è di Cesare e ciò che è di Dio
E’ quanto mai necessario ricordare oggi – ha proseguito – che “è un merito storico e sofferto del Cristianesimo avere contribuito a creare, nella separazione tra ciò che è di Cesare e ciò che è di Dio, la possibilità di sviluppo di uno Stato laico, inteso non come uno Stato totalmente avulso dalla religione, o peggio ancora come uno Stato agnostico, ma come uno Stato che, consapevole del valore del riferimento religioso per i suoi cittadini, garantisce a ciascuno il diritto di vivere secondo la propria coscienza la dimensione religiosa”.

Anche in Europa cristiani discriminati
“Purtroppo, anche in Europa – ha rilevato mons. Gallagher – si nota una crescita inquietante di forme di intolleranza e di episodi di discriminazione nei confronti dei cristiani. A titolo informativo, solo nel biennio 2014-2015, l’Osservatorio per l’intolleranza e la discriminazione contro i cristiani in Europa ha ricevuto circa 1.700 segnalazioni di casi di intolleranza e di discriminazione contro i cristiani nel vecchio continente.  Si tratta di un fenomeno che sta attirando un’attenzione crescente anche in ambito internazionale”.

Si chiede libertà per tutti, ma si nega la libertà religiosa 
In proposito, ricorda che, già nel gennaio 2015, l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa ha approvato una Risoluzione, dal titolo “Combattere l’intolleranza e la discriminazione in Europa, in particolare verso i Cristiani”, nella quale, tra le altre cose, “si invitano gli Stati membri a prendere adeguate misure per assicurare che ad ogni persona in Europa sia accordata la protezione effettiva della libertà di religione. Nell’attuale contesto, appare perciò intrinsecamente contraddittorio chiedere la libertà per tutti e, in nome di quella stessa libertà, negarla ad alcuni gruppi, specialmente a quelli religiosi. Deve, dunque, essere un dovere delle istituzioni contrastare ogni forma di discriminazione basata sull’orientamento religioso e, in prospettiva positiva, promuovere e proteggere la libertà religiosa allo stesso modo e con tutti gli strumenti impiegati per la difesa di ogni altro diritto fondamentale”.  

Ma la questione che resta aperta è comunque cosa si intenda effettivamente per libertà religiosa in una società, che non va confusa con “libertà di culto”.

Risulta così evidente che il concetto cattolico di libertà non collima affatto con quello liberale. Infatti, non a caso nel primo Concistoro di Leone XIII viene creato Cardinale il teologo e filosofo John Henry Newman, che si oppose già da anglicano alla società liberale: lotta al liberalismo quale principio antidogmatico. Si tratta di impostazione filosofica e teologica, in cui l’errore non è ammissibile, dove non è concepibile una equiparazione tra verità ed errore”.

Grave crisi internazionale
“Il mondo – ha detto il presule – sta attraversando un momento di grave crisi internazionale, come non si era più visto dalla fine del secondo conflitto mondiale. Sfide epocali si affacciano all’orizzonte della nostra società, mentre i valori portanti dell’umanesimo cristiano sembrano affievoliti nella coscienza di molti. Il rischio più grave che corriamo di fronte a fenomeni di tale portata – ha concluso – è quello di chiuderci in noi stessi, di cedere a quella ‘globalizzazione dell’indifferenza’ tante volte denunciata da Papa Francesco”.

L’effettivo riconoscimento della libertà religiosa quale primo e più importante fra i diritti umani fondamentali è la chiave per affrontare la crisi in cui è precipitato oggi il mondo, segnato da nuove persecuzioni religiose che vedono i cristiani tra le prime vittime. Così mons. Ivan Jurkovič, Osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite a Ginevra, intervenuto il 7.03.2017 all’apertura di un incontro di alto livello sul tema “Rispetto reciproco e coesistenza pacifica condizione della pace interreligiosa e della stabilità: sostenere cristiani e altre comunità”

Difendere la dimensione pubblica della libertà religiosa
“Nonostante i numerosi sforzi per promuovere e rafforzare la libertà religiosa – ha detto l’arcivescovo – stiamo di fatto assistendo a un continuo peggioramento, se non a un vero e proprio attacco contro questo diritto inalienabile in diverse parti del mondo”. Una libertà – ha puntualizzato – che ha una rilevanza pubblica, perché la scelta di una fede incide “ad ogni livello della vita sociale e politica”, tanto più oggi che “la religione ha assunto una rinnovata importanza a causa dei complessi rapporti tra le scelte personali di fede di ciascuno e la loro espressione pubblica”.

Reagire alle violenze contro i cristiani e le altre comunità religiose
Proprio per queste implicazioni – ha rimarcato l’Osservatore permanente – tale scelta “deve essere libera da vincoli e costrizioni” e va tutelata dalle autorità pubbliche. In questo senso, la grande attenzione puntata oggi contro responsabili delle violazioni dei diritti umani fanno ben sperare che la comunità internazionale reagirà all’inaudita violenza contro i cristiani e le altre comunità religiose e che essa non sia caduta in quella “globalizzazione dell’indifferenza” tante volte denunciata da Papa Francesco.

Cristiani oggi perseguitati più che nei primi secoli del cristianesimo
Dopo essersi soffermato in particolare sulle persecuzioni dei cristiani in Medio Oriente, peggiori – ha detto – di quelle subite nei primi secoli del cristianesimo, mons. Jurkovič ha insistito sulla dimensione pubblica della libertà religiosa che non può essere ridotta a mero fatto individuale o al solo culto, perché per la sua stessa natura trascende “la sfera privata degli individui e delle famiglie”. Le varie tradizioni religiose, infatti,  “servono la società innanzitutto con il messaggio che proclamano”, con il loro invito alla conversione, alla riconciliazione, al sacrificio per il bene comune, alla compassione per i bisognosi.

Le religioni un alleato prezioso nella difesa della dignità umana
In un mondo “dove convinzioni deboli abbassano anche il livello etico” e sempre più soggetto alla “globalizzazione del paradigma tecnocratico”, che cerca di “eliminare tutte le differenze e le tradizioni in una ricerca superficiale di unità”, ha detto in conclusione il rappresentante della Santa Sede, le religioni “hanno il diritto e il dovere di dire apertamente che è possibile costruire una società in cui un sano pluralismo che rispetta le differenze e le valorizza come tali è un alleato prezioso nell’impegno a difendere la dignità umana e una via per la pace nel nostro mondo”. 

 

Fonti

http://it.radiovaticana.va/news/2017/03/30/mons_gallagher_cristiani_sempre_pi%C3%B9_discriminati_in_europa/1302280

http://www.acistampa.com/story/gallegher-la-liberta-religiosa-non-e-liberalismo-5739

http://it.radiovaticana.va/news/2017/03/08/intervento_di_mons_ivan_jurkovi%C4%8D_sulla_libert%C3%A0_religiosa/1297249

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