L’Annunciazione del Signore e il sublime valore dell’ AVE MARIA

PREGHIERA A MARIA SANTISSIMA

O Vergine santa, che l’arcangelo Gabriele salutò “piena di grazia” e “benedetta tra tutte le donne”, noi adoriamo il mistero ineffabile dell’Incarnazione che Dio ha compiuto in te.

L’amore ineffabile che porti al frutto benedetto del tuo seno, 

ci è garanzia dell’affetto che nutri per noi, per i quali un giorno

 il Figlio tuo sarà vittima sulla Croce. 

La tua annunciazione è l’aurora della redenzione 

e della salvezza nostra.

Aiutaci ad aprire il cuore al Sole che sorge e allora il nostro tramonto terreno si  muterà in alba immortale. Amen.
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 PREGHIERA IN ONORE DELL’ANNUNCIAZIONE

 I. Sia benedetto, o Maria, quel saluto celeste, che vi diede nell’annunziarvi l’Angelo di Dio. Ave, Maria..
II. Sia benedetto, o Maria, quella grazia sublime di cui piena vi predicò l’Angelo di Dio. Ave, Maria..
III. Sia benedetto, o Maria, quell’annunzio felice, che dal cielo vi recò l’Angelo di Dio. Ave, Maria..
IV. Sia benedetta, o Maria, quella profonda umiltà, con cui vi dichiaraste Ancella di Dio. 
Ave, Maria..
V. Sia benedetta, o Maria, quella perfetta rassegnazione, con cui v’assoggettaste al volere di Dio. Ave, Maria..
VI. Sia benedetta, o Maria, quell’Angelica purità, con cui riceveste nel vostro seno il Verbo di Dio. Ave, Maria..

VII. Sia benedetto, o Maria, quel beato momento, in cui della vostra carne vestiste il Figliuolo di Dio. Ave, Maria..
VIII. Sia benedetto, o Maria, quel fortunato momento in cui diveniste madre del Figliuolo di Dio . Ave, Maria..
IX. Sia benedetto, o Maria, quel sospirato momento, in cui cominciò l’umana salute con l’Incarnazione del Figliuolo di Dio. Ave, Maria..

Il saluto e l’annuncio dell’arcangelo Gabriele “ave gratia plena Dominus tecum benedicta tu in mulieribus” hanno dato origine alla preghiera dell’Ave Maria. La sua ricorrenza è convenzionalmente fissata al 25 marzo, nove mesi esatti prima del Natale, in quanto la dottrina cristiana fa coincidere l’Annunciazione con il momento del concepimento miracoloso di Gesù. 

“Dio, che ci ha creati senza di noi, non ha voluto salvarci senza di noi”, ha scritto Sant’Agostino in uno dei suoi sermoni, e l’Annunciazione lo dimostra.

L’Annunciazione del Signore è una delle principali feste mariane che la Chiesa ha inserito nel calendario Liturgico. L’episodio è descritto nel Vangelo di Luca (1, 26-38) : l’arcangelo Gabriele annuncia a Maria, vergine, sposa di Giuseppe, il concepimento del Figlio dell’Altissimo.

Come l’intenzione di Dio – la sua Parola d’assenso – era necessaria per la creazione e per l’espansione dell’universo, così il “Sì” (il Fiat) di Maria era necessario alla salvezza dell’universo stesso.

Dio ha detto “Sia…”(Fiat) , e da lì è derivata la luce. All’Annunciazione è stata la creatura creata a pronunciare la Parola. “Sì”, ha detto Maria, “Sia…”, e da lì è derivata la luce del mondo.

” Ecco l’ancella del Signore. Sia fatto di me secondo la tua parola”.

Nel giorno in cui ricordiamo l’Annunciazione in modo speciale, la Chiesa ci mette costantemente davanti questa grande verità e questo mistero sempre istruttivo raccomandando la recita quotidiana dell’Angelus, le cui parole ci riportano continuamente all’inizio, a quella prima lezione, per istruirci in modo permanente – il promemoria del fatto che ogni “Sì” ci mantiene su una via di cui Dio è la guida. E poi questo fa qualcos’altro. Ci immerge in un mistero imponderabile ma in cui è sempre bello affondare:

E il Verbo si fece carne. E venne ad abitare in mezzo a noi.

Ricordare ogni giorno l’incarnazione è anche ricordare la passione e la morte di Gesù Cristo, ogni giorno, il che è anche ricordare che non c’è nulla che soffriamo nella vita a cui Dio non abbia acconsentito di soffrire per puro amore nei nostri confronti, nel Suo folle amore della Croce. È infine ricordare che questo amore, questo consenso, questo “Sì”, ha conquistato tutti, il che vuol dire che siamo – con ogni resa, con ogni nostro “Sì” – resi continuamente liberi, in Cristo.

Quelle parole dell’Annunciazione vengono ricordate  nei misteri gaudiosi del Rosario e ci riportano continuamente a ciò che è reale, vero e salvifico; la nostra prospettiva è rivolta a Cristo, e al paradiso.

Un’antifona nell’officio delle letture ci esorta dicendo: “Arrenditi a Dio, ed Egli farà qualsiasi cosa per te”. 

Nel caso di Dio, è vero; più ci arrendiamo ai Suoi obiettivi, più rinunciamo alla nostra volontà, più assistiamo alla propulsione della Sua volontà nella nostra vita, il che vuol dire cooperare con i Suoi obiettivi per il mondo intero.

” Ecco l’ancella del Signore. Sia fatto di me secondo la tua parola… E il Verbo si fece carne. E venne ad abitare in mezzo a noi…”

La preghiera dell’Angelus Domini (L’Angelo del Signore) del mattino, del mezzogiorno e della sera, ha una storia molto bella.

Fu cara a sommi Pontefici, in particolare al Papa Paolo VI, e “carissima” a Papa Giovanni Paolo II che l’ha costituita momento d’incontro con i fedeli di tutto il mondo, in piazza san Pietro, per le sue esortazioni paterne, per le sue conversazioni amichevoli, confidenziali. Paolo VI l’ha inclusa nel suo documento meraviglioso sulla devozione alla Madonna e che porta il titolo di: “Marialis cultus ” (la devozione alla Madonna). «Maria è il più grande dono che Dio abbia fatto all’umanità. Capolavoro del Creatore. Riflesso evidente di Dio. Miracolo di natura e di grazia. È colei a cui è toccato il prodigio unico di essere immacolata, perfettissima, purissima»
(Paolo VI).

La prima notizia dell’Angelus Domini risale al 1269, al tempo in cui era Generale dell’Ordine francescano san Bonaventura da Bagnoregio, detto il “dottore serafico”. Fu un Capitolo Generale dei Frati Minori tenutosi a Pisa in quell’anno che prescrisse ai religiosi di salutare la Madonna ogni sera con il suono della campana e la recita di qualche Ave Maria, ricordando il mistero dell’Incarnazione del Signore.

Il noto letterato fra Bonvesin de la Riva, milanese, vissuto dal 1240/50 al 1313, appartenente all’Ordine degli Umiliati, fece sua la disposizione dei frati francescani ordinando alla città di Milano e dintorni di suonare ogni sera l’Ave Maria. Da Milano la pia usanza si estese un po’ dovunque. La notizia giunse agli orecchi di Papa Giovanni XXII (1245-1334) il quale la incoraggiò e ordinò al suo Vicario Generale di Roma di far suonare la campana ogni giorno, perché la gente “si ricordi” di recitare tre Ave Maria in onore dell’Annunciazione di Maria, detta comunemente “il saluto dell’Angelo “.

Il cammino continuò sempre più spedito. Dalla sera si passò anche al mattino, a partire dal 1400 in poi. Nel 1456 il papa Callisto III prescrisse il suono delle campane dell’Angelus anche a mezzogiorno con la recita di tre Ave Maria. Il re Luigi Xl ordinò, in Francia, il suono delle campane invitando i suoi sudditi a ricordarsi della Vergine Madre di Dio, e lui stesso all’annuncio scendeva da cavallo e s’inginocchiava sulla nuda terra.

IL SUBLIME VALORE DELL’ AVE MARIA di Don Marcello StanzioneRisultati immagini per ave maria testo italiano preghiera

La salvezza del mondo cominciò con l’Ave Maria: da essa dipende anche quella di ognuno in particolare. L’Ave Maria è una rugiada celeste che bagna la terra dell’anima, perché porti frutto a suo tempo. E’ indizio probabile di dannazione il recitarla con avversione, tiepidezza e negligenza (Monfort). Seminiamo perciò le Ave Maria, ovunque ed in ogni tempo. Beate le azioni chiuse fra due Ave Maria.

Queste le lodi dell’Ave Maria, cantate da San Luigi Maria Grignon de Monfort (Trattato 252): avemaria_gq2d3fi8

E’ la più bella delle preghiere, dopo il Pater.
E’ il complimento più perfetto che si possa fare a Maria Santissima, poiché è quello che Dio stesso Le fece fare dall’Arcangelo Gabriele per guadagnarsene il Cuore. Con esso ce le guadagneremo infallibilmente anche noi, se lo diremo come si deve, cioè con: Attenzione – Devozione – Modestia.
E’ il nemico del diavolo, che pone in fuga.
E’ il martello che lo schiaccia.
E’ la santificazione delle anime.
E’ l’allegrezza degli Angeli.
E’ la melodia dei predestinati.
E’ il cantico del Nuovo Testamento.
E’ il diletto di Maria.
E’ la gioia della Santissima Trinità.
E’ un bacio casto ed affettuoso a Maria.
E’ una rosa vermiglia che Le si presenta.
E’ una perla preziosa che Le si offre.
E’ una coppa di miele che Le si porge.
In conclusione: Siamo perciò pregati vivamente, per l’amore che portiamo in Gesù e Maria, DI RECITARLA FREQUENTEMENTE, SPECIALMENTE DICENDO IL Santo Rosario. Nel momento della morte benediremo il giorno e l’ora in cui ci avremo creduto, perché, dopo avere seminato nelle benedizioni di Gesù e di Maria, raccoglieremo benedizioni eterne in Cielo.

ATTI DI FEDE CONTENUTI NELL’AVE MARIA

Ave
Fede nell’esistenza degli Angeli, messaggeri celesti agli uomini. Devozione all’Arcangelo Gabriele, messaggero dell’Incarnazione ed al nostro Angelo Custode.

Maria
Fede nella grandezza e potenza di questo Nome. Devozione verso di Esso, invocandolo con rispetto, amore e fiducia.

Gratia plena
Fede nel mistero della pienezza della grazia in Maria, fin dall’istante della Sua Immacolata Concezione. Devozione nel conservare gelosamente o nel prontamente riacquistare con la Confessione o con l’Atto di Contrizione o di Dolore, la grazia, senza la quale nulla possiamo fare, ma con la quale tutto ci è possibile.

Dominus tecum
Fede nell’unione di Dio con l’anima di Maria e con ogni anima, con la grazia, che è Dio in noi. Devozione di fare sempre la Volontà di Dio, affinché Egli sia sempre con noi.

Benedicta tu in mulieribus
Fede nell’eccellenza di Colei che è Vergine singolare, primogenita e prediletta fra tutte le creature. Benedetta da Dio, procura che lo sia pure da noi e da tutte le generazioni con una vera Devozione e con l’Apostolato Mariano.

Benedictus fructus ventris tui Jesu
Fede nel mistero dell’Incarnazione. Devozione al Nome di Gesù, davanti a cui piegano il ginocchio gli abitanti del Cielo, della Terra e degli Abissi. Non vi è altro Nome per cui possiamo essere salvi e ricevere l’eterna benedizione del Padre celeste.

Sancta Maria
Fede nella santità di Maria. La devozione a Maria è la via più breve, facile e sicura per raggiungere anche noi la santità a cui tutti siamo chiamati.

Mater Dei
Fede nella divina Maternità di Maria e nella Sua perpetua Verginità. Devozione all’Angelus, che ci ricorda ogni giorno che Maria, diventando Madre del Cristo, è diventata pure Madre nostra.

Ora pro nobis
Fede nella Mediazione di Maria. Devozione al Santo Rosario, con cui mettiamo in esercizio la Mediazione di Maria.

Peccatoribus
Fede nella misericordia di Maria e nella gravità del peccato. Devozione nel pregare per i peccatori Colei che la Chiesa invoca quale Avvocata e Rifugio dei peccatori.

Nunc
Fede nell’assoluto nostro bisogno della grazia e nella continua, amorosa ed efficace protezione di Maria, che Lei esercita elargendoci le grazie attuali. Devozione al pensiero della presenza di Maria ed invocazione alla Virgo Fidelis, per ottenere la corrispondenza alla grazia, con cui possiamo diventare tutti santi.

Et in hora mortis nostrae
Fede nei Novissimi e nella vita futura e nell’aiuto speciale che Maria Santissima, Nostra Signora della Buona Morte, concede ai Suoi devoti in morte. Devozione all’esercizio mensile della buona morte e nel mettersi, ogni sera, nello stato in cui vorremmo trovarci in quel momento.

Amen
Fede e speranza nella gloria che ci attende. Devozione nel ripetere l’Amen della sottomissione alla Volontà di Dio e dell’unione al Suo beneplacito in tutte le circostanze della vita, dolorose o liete.mb3

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