Arcidiocesi di Bologna critica duramente la Procura per archiviazione del caso di foto offensive del circolo Lgbt contro la fede cattolica

“E se in quelle foto si fossero rappresentati dei giudici, in toga e tocco, o simboli della religione ebraica o islamica, sarebbe stata analoga la reazione della Procura?”Risultati immagini per cassero bologna

L’Arcidiocesi di Bologna, guidata da mons.Matteo Zuppi, critica duramente la Procura della Repubblica che ha chiesto l’archiviazione del fascicolo, a carico di ignoti, per le foto blasfeme ed oscene contro la fede cattolica, pubblicate due anni fa sulla pagina Facebook del Cassero (Il Cassero LGBT center è sede del comitato provinciale Arcigay), relativo alle immagini della festa «Venerdì credici» organizzata nel marzo 2015 al circolo Arcigay il Cassero: blasfemìa contro Cristo nel momento in cui la Diocesi celebra la Quaresima e la Passione di Cristo. Un editoriale pubblicato il 5 marzo 2017 sul settimanale della diocesi Avvenire – Bologna Sette critica duramente la richiesta dei pm di chiudere il fascicolo, escludendo così l’offesa alla religione cattolica. È la motivazione della Procura che risulta inaccettabile alla Curia di Bologna: l’idea cioè che le immagini pubblicate sulla pagina Facebook del Cassero, tra cui una che ritraeva tre uomini travestiti da Gesù e da ladroni mimare pratiche sessuali, non fossero «rivolte a manifestare spregio e vilipendio del credo cristiano-cattolico».

«Lascia perplessi — si legge nell’editoriale del settimanale diocesano — che la Procura arrivi a sostenere che l’offesa gratuita e vilipendiosa arrecata ai simboli della religione cristiana, nella quale si riconoscono milioni di cittadini (non solo cattolici), perché di questo si tratta al di là di ogni dubbio, possa costituire l’oggetto del tutto lecito di un’associazione, per di più sostenuta con denaro pubblico». Per l’Arcidiocesi «viene da chiedersi cosa distingua una simile rappresentazione da un’azione denigratoria: se al posto di Gesù e dei ladroni si fossero rappresentati dei giudici, in toga e tocco, o simboli della religione ebraica o islamica, sarebbe stata analoga la reazione della Procura? In realtà anche la satira, così utile quando stimola con intelligenza la riflessione, incontra dei limiti, che derivano dalla salvaguardia di un clima di pacifica convivenza fondata sul rispetto reciproco e sul buon gusto”.

A due anni di distanza, insomma, la polemica sulle controverse foto del Cassero non si è ancora spenta. All’epoca sul tema era intervenuto l’allora arcivescovo Carlo Caffarra, che aveva definito le immagini «un insulto di inarrivata bassezza e di diabolica perfidia a Cristo in Croce». Da più parti era arrivata la richiesta al Comune di interrompere i rapporti con il circolo. Palazzo d’Accursio, dal canto suo, aveva invitato il Cassero ad assumersi «la responsabilità di una grave offesa». Anche prima della richiesta di archiviazione della Procura, a cui si opporranno gli autori della denuncia da cui è stato aperto il fascicolo (l’ex consigliera comunale di Ncd Valentina Castaldini e i consiglieri di Forza Italia Marco Lisei e Galeazzo Bignami), le polemiche sul Cassero non si sono mai sopite. Nei mesi scorso il centrodestra bolognese si era opposto all’assegnazione diretta dell’ex Salara ad Arcigay. 

L’OFFESA E L’INSULTO  CONTRO IL SENTIMENTO RELIGIOSO NON SONO MAI LIBERTA’ DI ESPRESSIONE, checcè ne dica il circolo Lgbt Cassero, che ha replicato con un comunicato, in cui protesta contro l’ Arcidiocesi di Bologna, guidata dal vescovo Zuppi, per la veemenza del suo pubblico intervento di pochi giorni fa contro il circolo e contro la Procura; in questo comunicato, il circolo Arcigay afferma “quelle foto sono state rimosse dai canali dell’associazione e non volevano essere offensive”… Strano: è noto infatti che il circolo Arcigay Cassero fa da tempo propaganda allo ‘sbattezzo’ dalla Chiesa cattolica, (analogamente al circolo satanista bolognese dei Bambini di satana), quindi dire che quelle foto non “volevano essere offensive” è davvero un’ipocrisia… E poi, continua affermando che quelle foto blasfeme erano una protesta in difesa della libertà di espressione, analoga alle vignette del giornale satirico Charlie Ebdo, che proprio nel 2015 venne colpito dalla strage islamista….Sappiamo bene che Charlie Ebdo con le sue vignette (spesso blasfeme contro la fede cattolica) non ha risparmiato denigrazione nemmeno per la disgrazia ed il dolore dei terremotati italiani! I vignettisti Charlie Ebdo sono stati denunciati dal comune di Amatrice per il vilipendio delle vittime del sisma e per diffamazione aggravata.

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/lazio/terremoto-il-comune-di-amatrice-querela-charlie-hebdo-per-la-vignetta-sul-sisma-diffamazione-aggravata-_3030683-201602a.shtml

C’è da chiedersi quanta ignoranza alberghi nella mente di certe persone che volutamente “ignorano” che Isis perseguita soprattutto i cristiani, proprio come fanno loro, che  per “difendere i loro millantati diritti” calpestano quelli degli altri  e vilipendono il sentimento religioso di milioni di persone; c’è da chiedersi  quali poteri occulti proteggano certe “associazioni” che per affermare se stessi hanno bisogno (come i satanisti) di denigrare LA CROCE E LA PASSIONE DI CRISTO, massimo simbolo di pace e sacrificio di sè per amore del prossimo e di difesa del valore di ogni essere umano. 

 

Fonte

http://www.bolognatoday.it/cronaca/zuppi-critica-procura-archiviazione-foto-blasfeme-cassero.html

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2017/03/04/news/bologna_foto_blasfeme_in_circolo_arcigay_la_chiesa_contro_i_pm_che_archiviano_l_inchiesta-159776295/

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