Adozioni gay. Cardinale Bagnasco (Cei): “I figli non sono necessariamente un diritto. Il bene dei bambini richiede il papà e la mamma”

Qualunque desiderio, pur legittimo, che ognuno può avere, non deve mai diventare necessariamente un diritto”. Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, interviene sulla sentenza della Corte d’Appello di Trento che ha riconosciuto una coppia di uomini come padri di due gemelli nati in Canada con la maturità surrogata.

“Il bene dei bambini, secondo il buon senso universale – aggiunge –, richiede il papà e la mamma, quindi una famiglia nella quale il papà e la mamma si integrano con armonia ed efficacia per il bene e per l’amore dei propri bambini”. 

Dopo che  i giudici di Trento hanno legittimato l’utero in affitto riconoscendo con sentenza l’assurda doppia paternità a due gemelli, oggi il Tribunale dei minori di Firenze ha riconosciuto l’adozione di due bambini da parte di una coppia di gay. 

I due fratellini erano stati adottati in Inghilterra da due cittadini italiani. I giudici di Firenze hanno riconosciuto loro lo status di “figli di due padri” e la cittadinanza italiana. Chi fosse interessato può vedere sulle agenzie di stampa e sui giornali (per esempio La Stampa) le capriole giuridiche che hanno fatto i giudici di Firenze per addivenire a tale conclusione. Sappiamo bene come lavorano gliAzzeccagarbugli «perchè, vedete, a saper ben maneggiare le gride, nessuno è reo, e nessuno è innocente» (Manzoni,I Promessi Sposi, cap. 3).

Anche l’Osservatore Romano titola nell’edizione di oggi: “A Trento una sentenza discutibile”. E nell’articolo riporta le parole della storica Lucetta Scaraffia al Corriere: “I figli nascono da un uomo e da una donna. Questi due gemelli della sentenza, invece, adesso risultano figli di due donne, per via della maternità”, e i bambini nati in questo modo “pagano un prezzo altissimo:non conosceranno mai la loro madre”.

Lo stesso Papa Francesco, rivolgendosi alla Rota Romana, avvertiva l’anno scorso chenon può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione”. In San Pietro, aprendo il convegno ecclesiale della sua diocesi, aveva spiegato che è proprio la “reciprocità e complementarietà nella differenza”  tra uomo e donna, padre e madre, a “far crescere” e “maturare” i figli. Più volte il Papa ha parlato delle “colonizzazioni ideologiche del gender” che sono una grave minaccia per la famiglia perchè negano “la prima e più fondamentale differenza, costitutiva dell’essere umano” e così “avvelenano l’anima” e “distruggono una società, un Paese, una famiglia”.

Nel pieno del dibattito parlamentare sulla Cirinnà, il cardinale Gualtiero Bassetti aveva spiegato al Corriere che le unioni civili andavano “riconosciute in quanto tali, omosessuali compresi”, ma senza equiparazioni col matrimonio e figli, “per le adozioni ci vogliono un uomo e una donna”. Lo stesso cardinale Bagnasco aveva detto l’anno scorso che “i figli non sono mai un diritto, poiché non sono cose da produrre e i bambini hanno diritto di crescere con un papà e una mamma perché la famiglia è un fatto antropologico, non ideologico”.

Ma ormai da tempo qui da noi i giudici fanno quello che vogliono. Impuniti – sostanzialmente – quando sbagliano,intoccabili nei loro privilegi di casta, hanno dimenticato di essere “soggetti alla legge”, in base all’art. 101, secondo comma, Cost.

Quelli di loro che incarnano la cultura della morte radical chic a colpi di sentenza fanno e disfano le leggi del Parlamento: alla faccia della sovranità popolare e della democrazia di cui hanno sempre la bocca piena. E la maggioranza del Parlamento in carica, oggi, si adegua.

Senza contare che con  l’adozione da parte di single o di coppie formate da persone dello stesso sesso si«mina un diritto fondamentale dei bambini, ossia quello di avere un padre e una madre. Sono tantissime le coppie eterosessuali che in Italia aspettano di poter adottare bambini, ma sono ostacolate da burocrazia e lungaggini. Il diritto di un bambino è quello di avere un padre e una madre, con il provvedimento del Tribunale di Firenze si privilegia invece l’egoismo da parte degli adulti», come dice il comunicato stampa che ci ha inviato l’on. Fontana, europarlamentare della Lega.

Ma dei diritti dei bambini, ovviamente, i giudici non si curano. Loro si sentono onnipotenti. Non credono (non sanno?) che c’è un Giudice dei giudici (nella foto) cui prima o poi dovranno rendere conto.

Fonti

https://www.notizieprovita.it/economia-e-vita/giudici-e-adozione-gay-la-dittatura-della-magistratura/

http://www.aibi.it/ita/adozioni-gay-cardinale-bagnasco-cei-i-figli-non-sono-necessariamente-un-diritto-il-bene-dei-bambini-richiede-il-papa-e-la-mamma/

Annunci

One thought on “Adozioni gay. Cardinale Bagnasco (Cei): “I figli non sono necessariamente un diritto. Il bene dei bambini richiede il papà e la mamma”

I commenti sono chiusi.