“Maria Santissima è il prototipo della genuina femminilità…è l’archetipo della personale dignità della donna” (S. Giovanni Paolo II, S. Teresa Benedetta della Croce)

” Fallace è la grazia e vana è la bellezza,
ma la donna che teme Dio è da lodare. “
(Proverbi 31,30)

San Giovanni Paolo II, LETTERA ALLE DONNE:

” La Chiesa – scrivevo nella Lettera apostolica Mulieris dignitatem – « desidera ringraziare la santissima Trinità per il “mistero della donna”, e, per ogni donna, per ciò che costituisce l’eterna misura della sua dignità femminile, per le “grandi opere di Dio” che nella storia delle generazioni umane si sono compiute in lei e per mezzo di lei » (n. 31).

 Il grazie al Signore per il suo disegno sulla vocazione e la missione delle donna nel mondo, diventa anche un concreto e diretto grazie alle donne, a ciascuna donna, per ciò che essa rappresenta nella vita dell’umanità.

Grazie a te, donna-madre, che ti fai grembo dell’essere umano nella gioia e nel travaglio di un’esperienza unica, che ti rende sorriso di Dio per il bimbo che viene alla luce, ti fa guida dei suoi primi passi, sostegno della sua crescita, punto di riferimento nel successivo cammino della vita.

Grazie a te, donna-sposa, che unisci irrevocabilmente il tuo destino a quello di un uomo, in un rapporto di reciproco dono, a servizio della comunione e della vita.

Grazie a te, donna-figlia e donna-sorella, che porti nel nucleo familiare e poi nel complesso della vita sociale le ricchezze della tua sensibilità, della tua intuizione, della tua generosità e della tua costanza.

Grazie a te, donna-lavoratrice, impegnata in tutti gli ambiti della vita sociale, economica, culturale, artistica, politica, per l’indispensabile contributo che dai all’elaborazione di una cultura capace di coniugare ragione e sentimento, ad una concezione della vita sempre aperta al senso del « mistero », alla edificazione di strutture economiche e politiche più ricche di umanità.

Grazie a te, donna-consacrata, che sull’esempio della più grande delle donne, la Madre di Cristo, Verbo incarnato, ti apri con docilità e fedeltà all’amore di Dio, aiutando la Chiesa e l’intera umanità a vivere nei confronti di Dio una risposta « sponsale », che esprime meravigliosamente la comunione che Egli vuole stabilire con la sua creatura.

Grazie a te, donna, per il fatto stesso che sei donna! Con la percezione che è propria della tua femminilità tu arricchisci la comprensione del mondo e contribuisci alla piena verità dei rapporti umani”.

https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/letters/1995/documents/hf_jp-ii_let_29061995_women.html

MARIA SANTISSIMA, PROTOTIPO DELLA GENUINA FEMMINILITA’ E DELLA DONNA VERAMENTE REALIZZATA MARIA SANTISSIMA CON GESU' SCHIACCIANO SHa scritto una delle grandi donne di questo nostro secolo, Edith Stein (morta martire per la fede ad Auschwitz, nel 1944, e dichiarata santa l’11 ottobre del 1998, si era consacrata con il nome di Suor Teresa Benedetta della Croce): “Maria è il prototipo della genuina femminilità”. È questa un’affermazione importante, fatta non da una donna culturalmente sprovveduta, ma da una filosofa, assistente universitaria di E. Husserl, poi convertita. Lei stessa impegnata, con varie conferenze, sul versante del movimento femminista del tempo…Ma Edith Stein si distaccò da quel movimento quando ne comprese gli errori: la futura santa è arrivata a questa affermazione su Maria Santissima, analizzando l’intero vissuto di Maria di Nazaret. Nel suo essere vergine, madre, sposa, nel suo impegno a sostenere, pur tra sofferenze, la causa del suo Figlio fino all’Ora della croce, nel suo modo di credere a Dio e di accettare liberamente il suo progetto sulla sua vita, Maria ha posto le basi della grandezza della DIGNITA’ DELLA VERA DONNA e della sua fama che ha sfidato e superato l’usura di venti secoli di storia.

L’8 marzo è una festa civile, ma nello stesso mese, e precisamente il 25 se ne celebra un’altra, di natura religiosa, molto bella e molto importante. Che può essere un ottimo complemento alla prima. Parliamo della Festa dell’Annunciazione a Maria di Nazaret. In essa si celebra una donna come protagonista. Una figura centrale nel cuore stesso del Cristianesimo cioè nell’Incarnazione di Cristo. Per la fede cristiana Maria è la più importante donna della storia e la più grande di tutte. S. Giovanni Paolo II nell’Enciclica Mulieris Dignitatem ha scritto che “Maria è l’archetipo della personale dignità della donna” (n. 5). Maria cioè è il modello primo, lo stampo originale, il “tipo primo” su cui modellare o “stampare” la dignità della donna.  picmix.com_4506986Dio non ha strumentalizzato Maria nell’opera della Redenzione chiedendole tutto di se stessa solo perché Lui era Dio, ma l’ha sommamente rispettata, ascoltata e valorizzata. Maria ha poi detto il suo “fiat” libero, cosciente e indiviso. Lei credeva fermamente che quel Dio che le chiedeva tutto non opprimeva la sua libertà né minacciava la sua identità di donna libera; che Dio con il suo progetto su di lei non paralizzava la maturazione della propria femminilità e della sua personalità ma l’aiutava a essere se stessa in pienezza. Era convinta che se Dio le chiedeva il sacrificio di qualcosa lo faceva per aprirle orizzonti più grandi.

Maria, “nuova Eva” come amavano chiamarla i Padri della Chiesa, non è caduta nella trappola del sospetto in cui sono caduti la prima Eva (e Adamo) e di cui è vittima anche l’uomo moderno: vedere Dio come un concorrente e come rischio per la propria autonomia e maturazione. A Dio che le chiedeva tutto, Maria nella fede ha donato tutto, e proprio lei stessa canterà nel Magnificat “Tutte le generazioni mi diranno beata” cioè nella gioia piena, felice, perché realizzata pienamente come donna e come credente.

L’Annunciazione (25 marzo) è una grande festa di Maria di Nazaret (ed in lei della donna stessa in genere), che vince su tutti gli stereotipi culturali del tempo, per diventare in prima fila un soggetto di salvezza per l’uomo e per tutta l’umanità.
Dall’8 marzo Festa della Donna al 25 marzo Festa di Maria, la Donna che la chiesa prega ogni giorno come “benedetta tra le donne”.  Tutti i cristiani, ma non solo questi, dovrebbero ricordare queste due Feste con serietà riflessiva, cogliendone la reciproca ricchezza di comprensione. Maria è stata definita “il sorriso di Dio all’umanità”. Dio continua a sorridere all’umanità attraverso il ricordo e la preghiera alla Madre del Figlio suo, e anche attraverso la presenza di tante donne che, come Maria di Nazaret, nelle più svariate professioni lo rendono presente con santo coraggio, con enorme dedizione e con un sorriso di speranza.

La vera origine dell’8 marzo

L’incendio della fabbrica Triangle, avvenuto a New York il 25 marzo 1911,
causò la morte di 146 persone, per la maggior parte giovani operaie.
L’evento che ebbe una forte eco sociale e politica, a seguito della quale vennero varate nuove leggi sulla sicurezza sul lavoro, è uno degli eventi commemorati dalla Giornata internazionale della donna ma non è da questo, come erroneamente riportato da alcune fonti, che trae origine la Festa della donna.
In realtà, l’istituzione dell’8 marzo come Festa della donna risale alla III Internazionale comunista, svoltasi a Mosca nel 1921, dove fu lanciata da Lenin come ” Festa internazionale dell’ operaia “, in onore della prima manifestazione delle operaie di Pietroburgo…Le proteste continuarono per vari giorni fintanto che lo Zar fu costretto ad abdicare ed il governo dovette concedere il diritto al voto anche alle donne- Secondo il calendario giuliano vigente allora in Russia il 23 febbraio corrispondeva in Occidente all’ 8 marzo-, diritto più che giusto, ma attenzione: la donna non è una macchina da lavoro per lo Stato: a questo livello infatti sono ridotte le donne nei REGIMI COMUNISTI ATEI, come macchine e non hanno diritto ad avere più di un figlio se lo desiderano, perchè devono essere “strumenti dello  Stato”(vedi legge del figlio unico in Cina, aborti forzati….) 

La festa delle donne ha assunto nel corso degli anni una valenza ideologica sempre più forte, al punto da essere espressione di una cultura radicale che identifica la figura femminile come ribelle contro le caratteristiche naturali di madre e moglie.
Le donne devono stare in guardia dal rischio di favorire la creazione di una società
dove le condizioni dell’umanità, e quindi della donna stessa, possono essere molto peggiori di adesso: L’ABORTO NON E’ UN DIRITTO, E’ OMICIDIO, e l’utero in affitto è strumentalizzazione del corpo della donna, non è “vera libertà di scelta”, è mercificazione del corpo della donna e del bambino! Tutto ciò è una grave minaccia per la famiglia vera quella naturale, creata da Dio!

Dopo decenni in cui ha prevalso questa ideologia , sembra ora emergere una cultura nuova che fa riferimento all’insegnamento ed alla concezione antropologica cristiana. Dobbiamo tutti insieme lavorare e pregare perchè il ruolo delle donne sia più apprezzato e valorizzato in ogni nazione del mondo.


DONNA, VUOI VINCERE ?
preghiera di don Dolindo Ruotolo
http://www.dolindo.org/

Sii calma e mansueta, perché la pace vale più del mobile elegante di una casa sfarzosa.
Sono più belli i volti sorridenti nella pace che le pareti arabescate di fiori senza profumo.
La tua vittoria non sta nel prevalere, ma nel cedere rimanendo tranquilla.
L’essere padrona non sta nel comandare, ma nel condiscendere.
Il tuo giudizio non vale quando lo imponi, ma quando lo cedi per amore di pace.
Il tuo ordine non sta nel rimproverare, ma nell’ordine della carità.
Una cosa che ti sembra storta è nulla di fronte all’armonia dell’amore che tutto intona.
Uno squarcio d’azzurro. Un raggio di amorosa misericordia sia su di te e sulla tua famiglia.
Perché la tempesta si dilegui, figlia mia, occorre un vento forte che la dissipi.
Vento serenatore nelle tribolazioni è la preghiera fatta con fiducia.
La fiducia è come uno squarcio di azzurro in un cielo fosco di nubi,
è come un sostegno nelle vie ripide e scoscese.
Sta in pace! Un po’ di pazienza… La pazienza è la virtù che porta la pace.
Nella propria giornata c’è sempre da sopportare qualche contrarietà, ma la pazienza l’addolcisce.
Se si sopporta subendo ciò che non si può fare a meno di sopportare, l’amarezza si fa più profonda.
Se, invece, si sopporta con pazienza, per amor Mio,
allora l’amarezza prende la dolcezza di un dono fatto a Me….Arricchisci l’anima tua di questi doni di amore.Risultati immagini per maria santissima festa della donna

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