San Gabriele dell’Addolorata, il santo della gioia cristiana

Il santo dei giovani, il santo dei miracoli, il santo del sorriso: con questi tre appellativi è conosciuto San Gabriele dell’Addolorata.

Il santo della gioia cristiana. La scelta della vita religiosa per lui fu radicale fin dall’inizio. Aveva trovato finalmente la sua felicità. Scriveva ai familiari: “La mia vita è una continua gioia. Non cambierei un quarto d’ora di questa vita“. (Scritti, p. 185, 192, 206, 322)

La sua fu una vita semplice, senza grandi gesta, contrassegnata dall’eroicità del quotidiano, che viveva da innamorato del Crocifisso e della Madonna. San Gabriele è il santo dei miracoli, invocato in ogni parte del mondo come potente intercessore presso Dio. Sulla sua tomba continuano ad accadere numerosi prodigi e sono tanti coloro che raccontano grazie e guarigioni da lui ottenute. Si contano a migliaia gli ex voto portati dai devoti al santuario in segno di riconoscenza.

San Gabriele è il santo del sorriso. Il papa Giovanni Paolo II durante la sua visita al santuario nel 1985 confermò che “la gioia cristiana è la nota caratteristica di san Gabriele“. Seppe vivere sempre con gioia ed entusiasmo la sua esistenza. Né le varie sofferenze della sua vita, né la morte in giovane età riuscirono a spegnere il suo sorriso.

PREGHIERA A S. GABRIELE DELL’ ADDOLORATA (Festa 27 febbraio)Risultati immagini per SAINT GABRIEL OF OUR LADY OF SORROW

Amabile giovane Gabriele, santo del sorriso, con il tuo ardente amore a Gesù Crocifisso e la tenera devozione a Maria Addolorata ti rendesti in terra esemplare di ogni virtù. A te ricorriamo pieni di fiducia invocando il tuo soccorso e la tua protezione. Guarda i mali che ci affliggono, i pericoli e le insidie, che da ogni parte ci assediano. Tu che passasti fra le seduzioni del mondo senza mai compromettere la tua onestà, aiutaci a vivere con generosità di cuore, gli impegni del nostro battesimo. Rendici testimoni della fede in mezzo alla società in cui viviamo. Proteggi la nostra famiglia, guida tutti sulla via della verità e della pace. Le grazie concesse ai tuoi devoti  sono tante che noi non possiamo né vogliamo dubitare dell’efficacia della tua intercessione. Ti preghiamo di ottenerci le grazie particolari che con piena fiducia ti domandiamo, per la gloria di Dio e la salvezza della nostra anima. Fa’ che affrontiamo con gioia e coraggio le vicende della vita presente per essere un giorno felici con te nella patria celeste. Amen

– San Gabriele, Santo del sorriso, porta nel mio cuore, il sorriso di Dio! (3 v.) – 3 Gloria al Padre… – San Gabriele dell’Addolorata, prega per noi.

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PENSIERI DI SAN GABRIELE

Se sei nei pericoli Essa accorre a liberartiRisultati immagini per SAn gabriele dell'addolorata prega per noi

«Se tu sei nei pericoli, Essa tosto accorre a liberarti.
Se sei afflitto ti consola.
Se infermo ti solleva.
Se bisognoso ti soccorre.
Né guarda già quello che uno sia stato, solo che essa veda un cuore che desidera di amarlo che tosto accorre e gli apre il seno della sua misericordia, lo abbraccia e lo difende, lo tiene consolato e perfino lo serve, l’accompagna in questo poco tempo che viaggia per l’eternità, e poi (o fratello mio, per questo è quello che più consola!) in quel punto in cui per coloro che hanno amato le creature, con amarezza indicibile tutto finisce… quelli che amano veramente Maria si consolano, e invitano a morte».
(Così scriveva al fratello Michele due mesi prima di morire)


A chi riteneva la sua devozione quasi eccessiva, e invadente, distinta da Dio, egli rispondeva: “Il Signore ha fatto grande la Madonna perché vuole che sia onorata. L’ha onorata tanto Lui, perché non onorarla noi? Con ciò diamo grande onore a Dio. Siamo dunque larghi con la Madonna, e la Madonna sarà larga con noi”.

La miracolosa guarigione di S. Gemma Galgani per intercessione di San GabrieleSan Gabriele e Santa Gemma Galgani

San Gabriele dell’Addolorata, ebbe un ruolo molto importante nella vita di Santa Gemma. Per lui la santa di Lucca aveva una devozione straordinaria ( al tempo di Gemma San Gabriele era Venerabile, non ancora Santo), al punto da considerarlo suo patrono e protettore. Gabriele apparse a Gemma molte volte, dandole consigli e parole d’incoraggiamento dal Cielo.

Per intercessione di San Gabriele, Gemma guarì da una grave malattia che l’affliggeva, ed in una delle sue apparizioni, egli pose la stemma passionista sul fianco della Santa di Lucca dicendole profeticamente: “Tu sarai passionista.”

Gemma cominciò ad ammalarsi di una curvatura alla spina dorsale. Inoltre contrasse la meningite, che la lasciò temporaneamente sorda. Dei grossi ascessi le si formarono in testa, le caddero i capelli, e infine le membra divennero paralizzate. Il medico curante tentò molti rimedi nessuno dei quali ebbe successo. Gemma peggiorava.

Gemma cominciò una devozione al Venerabile Gabriele Possenti dell’Addolorata (ora San Gabriele). Sul suo letto di malata lesse la storia della sua vita. Più tardi scrisse del Venerabile Gabriele:

“Da quel giorno che il mio nuovo protettore Venerabile Gabriele mi aveva salvata l’anima, cominciai ad averne divozione particolare: la sera non trovavo il sonno, se non avevo l’immagine Sua sotto al guanciale, e cominciai fino d’allora a vedermelo vicino (qui non so spiegarmi: sentivo la sua presenza). In ogni atto, in ogni azione cattiva che avessi fatta, mi tornava alla mente Confratel Gabriele, e mi astenevo” (Autobiografia, p.245).

Gemma, che ora aveva vent’anni, sembrava in punto di morte. Fu suggerita una novena come l’unica via di salvezza. A mezzanotte del 23 febbraio 1899, Gemma udì il rumore di un rosario e si accorse che il Venerabile Gabriele le stava davanti. Le parlò così:

“Vuoi guarire? . . . prega con fede il Cuore di Gesù; ogni sera, fino che non sarà terminata la Novena, io verrò qui da te, e pregheremo insieme il Cuor di Gesù” (Autobiografia, p.248).

Il primo giorno di marzo la novena finì. La grazia fu accordata: Gemma era guarita. Quando si alzò, coloro che le stavano intorno piangevano di gioia. Sì, era stato compiuto un miracolo!

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VITA E STORIA DI SAN GABRIELE DELL’ADDOLORATA

stgabril-13190145-e1422925416745San Gabriele nasce da famiglia aristocratica ad Assisi (Perugia) il 1° marzo 1838, da Sante Possenti, governatore della città, e Agnese Frisciotti. Lo battezzano lo stesso giorno con il nome dell’illustre concittadino, Francesco. Nel 1841 Sante è nominato assessore al tribunale di Spoleto (Perugia), dove si trasferisce con tutta la famiglia.

A tredici anni Francesco affronta gli studi liceali nel collegio dei gesuiti. E’ intelligente, esuberante, vivace, gli piace studiare, riesce ottimamente soprattutto nelle materie letterarie. Compone poesie in latino, le recite scolastiche lo vedono sempre protagonista. Vince numerosi premi scolastici. Elegante, vivace, spigliato, diventa un punto di attrazione per la sua allegria. Gli piace seguire la moda, veste sempre a puntino. Vuole primeggiare in tutto, “la bella vita non gli dispiace”.

Organizza partite di caccia, partecipa a passeggiate e scampagnate, va volentieri a teatro col padre e le sorelle, va a ballare (in città è anche conosciuto come “il ballerino”), anima le serate nei salotti di Spoleto, legge i romanzi e lo attirano gli autori del tempo, il Manzoni, il Grossi, il Tommaseo. Ma è anche di animo buono, generoso, sensibile alle sofferenze dei poveri, ama la preghiera. Sprizza vita da tutti i pori. Niente di strano se qualche ragazza fa sogni su di lui. Lui si presenta sempre più ricercato nei vestiti e sempre più raffinato nelle sale da ballo e nei salotti.

E’ un bel ragazzo e ne è consapevole. Alto (circa m.1,70), snello, moro, viso rotondo fragile, occhi neri vividi, labbra ondulate con finezza sempre in sorriso, capelli castano scuri dal ciuffo ribelle.  Egli “aveva sortito da natura un carattere molto vivace, soave, gioviale, insinuante, insieme risoluto e generoso, ed aveva un cuore sensibile e pieno d’affetto…  di parola pronta, propria, arguta, facile e piena di grazia, che colpiva e metteva in attenzione”.

I ripetuti lutti familiari e alcune brutte malattie in cui è incappato gli hanno fatto apparire le gioie umane brevi ed inconsistenti; come l’ultimo dramma, la morte dell’amatissima sorella Maria Luisa, il 17 giugno 1855. Segue un anno tribolato senza riuscire a fare una scelta. Le cose non sono più quelle di prima, l’idea del convento torna con più insistenza. Il 22 agosto 1856, durante la processione, quando  l’immagine della Madonna del duomo passa davanti a lui, gli risuonano nel cuore chiare parole: “Francesco, cosa stai a fare nel mondo? Segui la tua vocazione!”.

Questa volta non riesce a resistere. Il 6 settembre parte da Spoleto e va a Morrovalle (Macerata) per iniziare il noviziato. Lui, il ballerino elegante, il brillante animatore dei salotti di Spoleto, ha scelto di entrare nell’istituto austero dei passionisti, fondato nel 1720 da San Paolo della Croce con lo scopo di annunciare, attraverso la vita contemplativa e l’apostolato, l’amore di Dio rivelato nella Passione di Cristo.

A 18 anni dunque Francesco volta pagina, affronta una nuova vita e cambia anche nome: d’ora in poi si chiamerà Gabriele dell’Addolorata, perché sia chiaro che il passato non esiste più. La scelta della vita religiosa è radicale fin dall’inizio: si butta anima e corpo, da innamorato, per sempre. Ha trovato finalmente la pace del cuore e la felicità.

Non gli fanno certo paura le lunghe ore di preghiera, le penitenze e i digiuni, perché ha trovato quello che cercava: Dio che gli riempie il cuore di gioia. Lo scrive subito al papà: “La mia vita è una continua gioia…La contentezza che io provo è quasi indicibile… Non cambierei un quarto d’ora di questa vita”. Il 22 settembre 1857 emette la professione religiosa.

Il 10 luglio 1859 arriva nel conventino dei passionisti a Isola del Gran Sasso (Teramo) per prepararsi al sacerdozio con lo studio della teologia. A fine 1861 si ammala di tubercolosi; ogni cura risulta vana. Non riesce a diventare sacerdote anche perché difficoltà politiche impediscono nuove ordinazioni. Gabriele si rende conto che non c’è niente da fare. Il viaggio è già finito. Ma non si sconvolge. E’ proprio quello che aveva chiesto qualche anno prima. Quel che conta è solo la volontà di Dio. “Così vuole Dio, così voglio anch’io”, scrive. La mattina del 27 febbraio 1862 “al sorgere del sole” Gabriele saluta tutti, promette di ricordare in paradiso, chiede perdono e preghiere. Poi muore confortato dalla visione della Madonna che invoca per l’ultima volta: “Maria, mamma mia, fa’ presto”.Risultati immagini per saint gabriel of lady of sorrow

La sua è ritenuta da tutti la morte di un santo. Tutti ricordano i suoi brevi giorni, all’apparenza comuni. Il quotidiano è stato il suo pane, la semplicità il suo eroismo. Le piccole fragili cose di ogni giorno che diventavano grandi per lo spirito con cui le compiva. Lo ripeteva spesso: “Dio non guarda il quanto ma il come; la nostra perfezione non consiste nel fare le cose straordinarie ma nel fare bene le ordinarie”. Tutti ricordano la sua vita trascorsa all’ombra del Crocifisso e di Maria Addolorata, che è stata la ragione della sua vita. Il suo direttore, padre Norberto Cassinelli, rivela a tutti il segreto della sua santità: “Gabriele ha lavorato con il cuore”. Nel 1866 la comunità passionista di Isola è costretta ad abbandonare il conventino ai piedi del Gran Sasso, in forza del decreto di soppressione dei religiosi. La tomba di Gabriele sembra abbandonata per sempre, ma non è così. Qui si chiude solo la prima fase della storia del giovane passionista.

La seconda fase inizia nel 1892, a trent’anni dalla morte di Gabriele, quando sulla sua tomba accadono i primi strepitosi prodigi. Il 17 e 18 ottobre 1892 si procede alla riesumazione sotto stretta sorveglianza della gente che non vuole sentire parlare di trasferimento delle ossa. Sono presenti dalle quattro alle settemila persone. In quella stessa giornata si parla di “almeno sette prodigi di rilievo”. Così Gabriele resta definitivamente in Abruzzo e da allora ha inizio una catena ininterrotta di prodigi, grazie e miracoli operati per sua intercessione. Gabriele viene dichiarato beato da san Pio X il 31 maggio 1908 e in suo onore viene innalzata la prima basilica. Il 13 maggio 1920 Benedetto XV lo proclama santo e nel 1926 diventa compatrono della gioventù cattolica italiana. Nel 1959 Papa Giovanni XXIII lo proclama patrono principale d’Abruzzo. Risultati immagini per san gabriel de la dolorosa

Fonte

http://www.sangabriele.org/san-gabriele-delladdolorata/la-storia-del-santo/

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