Papa: “Ogni vita è sacra: occorre portare avanti la cultura della vita, nel solco di S. Teresa di Calcutta”

Come “risposta alla logica dello scarto e al calo demografico”, occorre portare avanti la “cultura della vita nel solco di santa Teresa di Calcutta”. Lo ha detto papa Francesco alle decine di migliaia di pellegrini e agli aderenti al Movimento per la Vita radunati in piazza san Pietro per la recita dell’Angelus , domenica 5 febbraio 2017, ripetendo almeno tre volte la frase “Ogni vita è sacra!”.

Il pontefice ha espresso unità “ai Vescovi italiani nell’auspicare una coraggiosa azione educativa in favore della vita umana”, proprio in occasione della Giornata della Vita che si celebrata oggi in Italia, che quest’anno ha come tema “Donne e uomini per la vita nel solco di Santa Teresa di Calcutta”.

“Ogni vita è sacra. Portiamo avanti la cultura della vita come risposta alla logica dello scarto e al calo demografico; stiamo vicini e insieme preghiamo per i bambini che sono in pericolo per l’interruzione della gravidanza, come pure per le persone alla fine della vita. Ogni vita è sacra, perché nessuno sia lasciato solo e l’amore difenda il senso della vita. Ricordiamo le parole di Madre Teresa: «La vita è bellezza, ammirala; la vita è vita, difendila!». Sia col bambino che sta per nascere sia con la persona che sta per morire. Ogni vita è sacra!”.

Francesco ha poi salutato “tutti quelli che lavorano per la vita, i docenti delle Università romane e quanti collaborano per la formazione delle nuove generazioni, affinché siano capaci di costruire una società accogliente e degna per ogni persona”.

In precedenza il pontefice ha commentato il vangelo della S. Messa (5° per anno A, Matteo 5,13-16) in cui Gesù parla della “missione dei suoi discepoli” utilizzando le metafore del “sale della terra” e della “luce del mondo”.

“Le sue parole – ha spiegato – sono dirette ai discepoli di ogni tempo, quindi anche a noi.  Gesù ci invita ad essere un riflesso della sua luce, attraverso la testimonianza delle opere buone”.

“Abbiamo quindi un compito e una responsabilità per il dono ricevuto: la luce della fede, che è in noi per mezzo di Cristo e dell’azione dello Spirito Santo, non dobbiamo trattenerla come se fosse nostra proprietà. Siamo invece chiamati a farla risplendere nel mondo, a donarla agli altri mediante le opere buone. E quanto ha bisogno il mondo della luce del Vangelo che trasforma, guarisce e garantisce la salvezza a chi lo accoglie!”.

Ricordando poi che il sale nell’antichità era usato per preservare “il cibo dall’alterazione e dalla corruzione – al tempo di Gesù non c’erano frigoriferi!”, ha aggiunto: “La missione dei cristiani nella società è quella di dare ‘sapore’ alla vita con la fede e l’amore che Cristo ci ha donato, e nello stesso tempo di tenere lontani i germi inquinanti dell’egoismo, dell’invidia, della maldicenza, e così via. Questi germi rovinano il tessuto delle nostre comunità, che devono invece risplendere come luoghi di accoglienza, di solidarietà e di riconciliazione. Per adempiere a questa missione, bisogna che noi stessi per primi siamo liberati dalla degenerazione corruttrice degli influssi mondani, contrari a Cristo e al Vangelo; e questa purificazione non finisce mai, va fatta continuamente”.

“Ognuno di noi – ha concluso – è chiamato ad essere luce e sale nel proprio ambiente di vita quotidiana, perseverando nel compito di rigenerare la realtà umana nello spirito del Vangelo e nella prospettiva del regno di Dio. Ci sia sempre di aiuto la protezione di Maria Santissima, prima discepola di Gesù e modello dei credenti che vivono ogni giorno nella storia la loro vocazione e missione. La nostra Madre ci aiuti a lasciarci sempre purificare e illuminare dal Signore, per diventare a nostra volta ‘sale della terra’ e ‘luce del mondo’”.

Fonte

http://w2.vatican.va/content/francesco/it/angelus/2017/documents/papa-francesco_angelus_20170205.html

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