L’ombra di sette sataniche dietro la strana morte del giovane Marco Cestaro

Che cosa è successo a Marco Cestaro? Lo studente è stato trovato agonizzante lungo la ferrovia, per la madre è stato picchiato e abbandonato. Emergono dettagli inquietanti dal passato, la famiglia era stata minacciata da una setta satanica: “Mio figlio non si è ucciso. Era terrorizzato da qualcuno. Le ferite non sono compatibili con un gesto volontario”.

Marco Cestaro era uno studente di 17 anni. È stato trovato agonizzante sui binari a pochi metri dalla stazione di Lancenigo, in provincia di Treviso, il 13 gennaio 2017. Immediatamente soccorso e poi portato in ospedale è deceduto dopo tre giorni di agonia. Le cure al ragazzo sono state prestate in ritardo e per questo la procura ha indagato un macchinista e due dipendenti Trenitalia per omissione di soccorso. Non ci sono indagati per omicidio anche se potrebbe essere vicina la svolta.

A parlarne è la trasmissione “Chi l’ha visto?” e il settimanale Giallo che ha intervistato la madre della vittima, Anna Cattarin, raccontando che qualche mese prima Marco Cestaro aveva denunciato uno straniero che gli aveva rubato il cellulare. Ma non finisce qui, c’è anche l’ombra dei satanisti.

Qualche anno fa la famiglia Cestaro è stata minacciata da una setta satanica. Marco Cestaro potrebbe essere stato preso di mira dai seguaci di una setta satanica perché molto religioso, nel 2005 infatti ignoti avevano scritto sul muro della loro casa: «666 sporchi cristiani brucerete all’inferno»…

“La nostra è una famiglia di cattolici praticanti. Anche Marco lo era: dormiva perfino abbracciato a un crocifisso esorcizzato. Marco aveva una ferita sulla nuca, come se qualcuno lo avesse colpito, e una profonda ferita alla gola e un taglio sopra la gamba sinistra. Come si fa a parlare di suicidio? Se davvero mio figlio si è tolto la vita, dimostratemelo!”.servizio-chi-l-ha-visto-2

Marco aveva perso il padre. L’uomo, un agente di commercio di 50 anni, si era ucciso lanciandosi sotto un treno. Il suo corpo era irriconoscibile, ecco perché Anna, la madre di Marco Cestaro, è convinta che sia stato picchiato e abbandonato sui binari in un luogo poco distante da quello dove fu trovato il padre Gianluca. Su “Chi l’ha visto?” il giallo della morte di Marco Cestaro, la madre lancia un appello:
“Non credo al suicidio perché Marco attraversava un periodo sereno, era anche contento di quello che stava facendo, e poi lui non voleva farmi soffrire, faceva di tutto per non darmi dispiaceri. E se decideva di non andare a scuola ce lo diceva, non ci nascondeva mai le cose. Inoltre, non mi è chiara la dinamica di ciò che è successo” ha ribadito la mamma Anna.

“Quella mattina Marco è uscito da casa alle 7.40, in anticipo rispetto al solito, dicendo che andava a trovarsi con degli amici: pensavo a dei compagni di scuola” ha raccontato la mamma. Ma chi siano questi amici non si sa. E a scuola il giovane non ci arriverà mai. Alle 9 ha un breve scambio di Sms con la madre, alla quale scrive: “entrerò in classe alle 10”. E avvisa del ritardo anche la sua professoressa. Alle 9.38, però, il suo telefonino si spegne e non solo non verrà più riacceso, ma non sarà neanche più ritrovato, un altro dei misteri di questa storia. Per un’intera giornata di lui non si saprà più nulla, dove sia stato, con chi, se in compagnia di amici. E’ come scomparso, nonostante indossi un piumino sgargiante che non passa inosservato.

Il suo corpo, com’è noto, verrà ritrovato in fin di vita nel tardo pomeriggio lungo i binari della tratta Treviso-Udine, non lontano dalla stazione di Lancenigo. Il macchinista del treno che passa alle 18.05 sente un colpo, ma non ferma il convoglio per accertarsi se ha investito qualcuno. “Avvisa il personale del treno che segue di rallentare e di guardare per vedere se c’è qualcosa – ha spiegato lo zio Damiano – E in effetti dal secondo treno, partito venti minuti dopo, vedono il corpo, ma neanche loro si fermano. Danno l’allarme agli uomini della Polfer, che arrivano sul posto alle 18.30 circa, si accorgono che Marco respira ancora e chiamano il Suem e i soccorsi, dopodiché finalmente mio nipote viene portato in ospedale”. Ma le ferite sono troppo gravi, il ragazzo morirà dopo tre giorni di agonia. “Possibile – si chiede Endimioni – che nessun macchinista passato lungo quella trafficata tratta si sia accorto prima del corpo o del giubbotto di Marco? O è stato portato lungo i binari soltanto in un secondo momento? E da chi, per coprire cosa?”.

GLI AMICI CONFERMANO: “Marco era agitato, aveva subìto minacce”. Sono molti gli amici di Marco Cestaro che pensano che il 17enne sia stato ucciso da qualcuno che poi avrebbe inscenato il suicidio sui binari solo per riuscire a farla franca. E questo pensiero è tanto radicato che alcuni di loro lo dicono apertamente anche attraverso Facebook. C’è chi, ricordando il giovane, si augura che i responsabili della sua morte vengano trovati al più presto. E chi bolla come un comportamento infame quello di coprire un presunto omicidio facendolo passare come un suicidio…

Fonti

http://www.trevisotoday.it/cronaca/marco-cestaro-chi-l-ha-visto-villorba-7-febbraio-2017.html

http://www.ilgazzettino.it/nordest/treviso/suicidio_treno_marco_cestaro-2205252.html

http://www.leggo.it/news/italia/marco_cestaro_ucciso_satanisti-2261377.html

‘Suicidio assistito’ Dj Fabo: è una grande sconfitta per tutti; la legge eutanasia è aberrante ‘cultura dello scarto’

Monsignor  Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita:  ” L’accostamento tra questo fatto e il dibattito legislativo svela delle strumentalizzazioni ed è vergognoso che questo accada”.  «Fabo è morto alle 11.40». L’annuncio viene dato il 27 febbraio 2017 su Twitterdal radicale Marco Cappato. Dj Fabo, al secolo Fabiano Antoniani, è morto in una clinica svizzera specializzata nell’eutanasia. L’annuncio di Cappato, dirigente dell’associazione Luca Coscioni che lo ha accompagnato, giunge a un giorno dal ricovero.

“SCONFITTA AMARA, LEGGE EUTANASIA E’ ABERRAZIONE”. Suscita dolorosi interrogativi la morte di Fabiano Antoniani, noto come dj Fabo. Era cieco e tetraplegico da tre anni a seguito di un incidente stradale nel 2014. Ha scelto di porre fine alla sua vita in Svizzera attraverso il suicidio assistito all’età di 40 anni. Nelle sue ultime volontà, Fabo ha parlato di esistenza senza speranza e di sofferenza. Su questa vicenda, che ha innescato in Italia un dibattito sulla mancanza di una legge idonea, è intervenuto mons. Vincenzo Paglia:

«Tutto questo mi rattrista molto. Deve rattristarci tutti, e anche interrogarci…Ogni volta che si pone termine a una vita, o ci si propone di farlo, è sempre una sconfitta», ha dichiarato monsignor Paglia in un’intervista al Corriere della Sera (27 febbraio), «una sconfitta amara: sia per chi dice ‘non ce la faccio più’ sia per una società che si rassegna all’impotenza».

Per Mons Paglia «la legge non può per sua natura» regolamentare «situazioni così drammatiche» e «il rischio è di creare ‘la cultura dello scarto’ di cui parla il Papa...Quanti suicidi abbiamo nella nostra società, persino di ragazzi! E purtroppo, di fronte a questi esiti, non sappiamo trovare quelle ragioni che devono rendere capaci di cambiare la società, la sua cultura e il suo atteggiamento tra di noi. La solitudine porta al fatto che ciascuno sia lasciato solo con se stesso, non ci si sente corresponsabili, non ci si sente importanti gli uni per gli altri, non c’è un legame che scardina quell’indifferenza o quell’abbandono che porta – appunto – a  ritenere insopportabili determinate situazioni, che possono essere sia di dolore fisico che psicologico. In questo senso c’è bisogno di una rivoluzione culturale, di una rivoluzione del noi. L’”io” è un virus che ci sta distruggendo nella convivenza quotidiana e anche nei momenti difficili come quello della morte. Ed è oggi allora che avviene l’estensione dell’eutanasia anche a persone non malate, sane, ma che ritengono che sia chiuso il ciclo della loro possibile esistenza. Questa è un’aberrazione».

L’APPELLO (INASCOLTATO) DI MATTEO A DJ FABO

Avvenire (26 febbraio) aveva raccolto l’appello di Matteo Nassigh, ragazzo di 19 anni che non parla, non cammina, non fa nulla da solo a causa di un’asfissia alla nascita. Ma a dj Fabo che chiede l’eutanasia dice (sfiorando una tastiera): «Noi possiamo pensare e il pensiero cambia il mondo». «Voglio rispondergli perché io conosco bene la fatica di vivere in un corpo che non ti obbedisce in niente. Voglio dirgli che noi persone cosiddette disabili siamo portatori di messaggi molto importanti per gli altri, noi portiamo una luce. Anch’io a volte ho creduto di voler morire, perché spesso gli altri non ci trattano da persone pensanti ma da esseri inutili».

“NON SONO UN VEGETALE”

«Dopo vari tentativi, quando avevo 6 anni siamo arrivati alla lettoscrittura – riprende Matteo – e io ho imparato in fretta a leggere e scrivere perché avevo molto da dire ed ero stufo di non potermi esprimere ». Bisogna provare a restare chiusi nel proprio corpo per anni e dover sentire che gli altri ti credono un vegetale: «Appena ho potuto comunicare, la prima cosa che ho detto a mia mamma è stato di piantarla di vestirmi in quel modo. Ero sempre in grigio e io volevo il giallo, l’arancione».

“NOI SIAMO LIBERTA’”

Il problema di dj Fabo e dei tanti che la pensano come lui, asserisce, è che «vedono la disabilità come un’assenza di qualcosa, invece è una diversa presenza». Insomma, i disabili non sono persone che devono diventare il più possibile uguali agli altri, «cambiate lo sguardo e lasciateci la libertà di restare noi stessi, allora noi saremo liberi quanto voi…». Non è questione di leggi in Parlamento, ma proprio di sguardo: «Se le persone vengono misurate per ciò che fanno, è ovvio che uno come me o dj Fabo vuole solo morire. Ma se venissero capite per quello che sono, tutto cambierebbe. Ci vedete come mancanza di libertà, ma noi siamo libertà, se ci viene permesso di essere diversi».

ACCANIMENTO ED EUTANASIA

Il teologo Luigi Lorenzetti, su Famiglia Cristiana (27 febbraio) precisa: « «L’accanimento terapeutico indica trattamenti sanitari che, nella situazione concreta e in base all’attuale scienza medica, risultano inutili per la guarigione o per il miglioramento del malato; sono anche sproporzionati tra quello che si può fare tecnicamente e il risultato che si prevede di ottenere»

L’eutanasia, invece, «indica il procurare la morte, su richiesta del soggetto allo scopo di porre termine a un’esistenza che è (o si ritiene) irreversibilmente se­gnata dalla sofferenza. Si pratica con un’azione (ad esempio, iniezione letale) o con l’omissione delle cure ordinarie; o anche con l’aumentare appositamente le dosi antidolorifiche allo scopo di affrettare la morte».

IL CONFINE “OSCURO”

Accanimento terapeutico ed eutanasia «sono distinti e il confine che li separa è chiaro. Il confine si oscura quando si tende a far passare per accanimento quelle che sono cura e assistenza ordinarie. Può verificarsi che, nella situazione concreta, ci siano dubbi sull’utilità e proporzionalità di certi interventi medici e chirurgici (ad esempio, un trattamento di chemioterapia). L’alleanza medico-paziente è l’ideale per una decisione più giusta a favore del paziente».

Al contrario, «non ci sono dubbi su quali sono i trattamenti ordinari (proporzionati), così che non intraprenderli o sospenderli significa procurare la morte, vale a dire entrare nell’area dell’eutanasia».

TRATTAMENTI ORDINARI

La questione nuova riguarda l’idratazione e l’alimentazione artificiali: sono trattamenti ordinari e, quindi, in linea di principio obbligatori o, viceversa, straordinari e, quindi, da rifiutare?

«Ci so­no seri argomenti – ragiona il teologo – per concludere che sono trattamenti ordinari (utili e proporzionati). Non richiedono, infatti, l’impiego di sofisticati strumenti tecnologici; sono accessibili a strutture ospedaliere povere; sono praticabili anche a livello familiare. Anzi, non sono nemmeno atti medici («il nutrire si differenzia dal curare»), ma trattamenti di sostegno vitale e, in quanto tali, costituiscono il minimo che si possa prestare a chi non è in grado di nutrirsi autonomamente».

“NIENTE STRUMENTALIZZAZIONI”

«Rispettoso silenzio», ma no a «strumentalizzazioni ideologiche». Questo l’atteggiamento di Alberto Gambino, giurista e presidente dell’associazione “Scienza & Vita”, di fronte alla notizia della morte in Svizzera di dj Fabio. «Compassione e rispetto assoluti per una vicenda dolorosissima», ribadisce Gambino, ma anche un fermo no alla «strumentalizzazione ideologica del caso fatta dai radicali per tentare di accelerare l’approvazione del ddl sul fine vita pendente alla Camera» (Agensir, 27 febbraio).

“SOSPENSIONE NON ACCETTABILE”

Pur non aprendo in alcun modo al suicidio assistito, l’attuale testo presenta tuttavia diversi profili problematici, prosegue Gambino. Tra questi la possibilità di interrompere l’alimentazione e l’idratazione artificiali che, chiarisce, «non costituiscono atti terapeutici, bensì presidi vitali. Se una persona non può sostenersi autonomamente, la loro sospensione non è accettabile e si configura a tutti gli effetti come una forma di eutanasia passiva, anche se – ribadisce – non sarebbe stato questo il caso di dj Fabio».

Fonti

http://it.radiovaticana.va/news/2017/02/28/caso_dj_fabo_il_commento_di_mons_paglia_grande_sconfitta/1295545

“Noi siamo libertà”. La campagna di Matteo contro l’eutanasia

San Gabriele dell’Addolorata, il santo della gioia cristiana

Il santo dei giovani, il santo dei miracoli, il santo del sorriso: con questi tre appellativi è conosciuto San Gabriele dell’Addolorata.

Il santo della gioia cristiana. La scelta della vita religiosa per lui fu radicale fin dall’inizio. Aveva trovato finalmente la sua felicità. Scriveva ai familiari: “La mia vita è una continua gioia. Non cambierei un quarto d’ora di questa vita“. (Scritti, p. 185, 192, 206, 322)

La sua fu una vita semplice, senza grandi gesta, contrassegnata dall’eroicità del quotidiano, che viveva da innamorato del Crocifisso e della Madonna. San Gabriele è il santo dei miracoli, invocato in ogni parte del mondo come potente intercessore presso Dio. Sulla sua tomba continuano ad accadere numerosi prodigi e sono tanti coloro che raccontano grazie e guarigioni da lui ottenute. Si contano a migliaia gli ex voto portati dai devoti al santuario in segno di riconoscenza.

San Gabriele è il santo del sorriso. Il papa Giovanni Paolo II durante la sua visita al santuario nel 1985 confermò che “la gioia cristiana è la nota caratteristica di san Gabriele“. Seppe vivere sempre con gioia ed entusiasmo la sua esistenza. Né le varie sofferenze della sua vita, né la morte in giovane età riuscirono a spegnere il suo sorriso.

PREGHIERA A S. GABRIELE DELL’ ADDOLORATA (Festa 27 febbraio)Risultati immagini per SAINT GABRIEL OF OUR LADY OF SORROW

Amabile giovane Gabriele, santo del sorriso, con il tuo ardente amore a Gesù Crocifisso e la tenera devozione a Maria Addolorata ti rendesti in terra esemplare di ogni virtù. A te ricorriamo pieni di fiducia invocando il tuo soccorso e la tua protezione. Guarda i mali che ci affliggono, i pericoli e le insidie, che da ogni parte ci assediano. Tu che passasti fra le seduzioni del mondo senza mai compromettere la tua onestà, aiutaci a vivere con generosità di cuore, gli impegni del nostro battesimo. Rendici testimoni della fede in mezzo alla società in cui viviamo. Proteggi la nostra famiglia, guida tutti sulla via della verità e della pace. Le grazie concesse ai tuoi devoti  sono tante che noi non possiamo né vogliamo dubitare dell’efficacia della tua intercessione. Ti preghiamo di ottenerci le grazie particolari che con piena fiducia ti domandiamo, per la gloria di Dio e la salvezza della nostra anima. Fa’ che affrontiamo con gioia e coraggio le vicende della vita presente per essere un giorno felici con te nella patria celeste. Amen

– San Gabriele, Santo del sorriso, porta nel mio cuore, il sorriso di Dio! (3 v.) – 3 Gloria al Padre… – San Gabriele dell’Addolorata, prega per noi.

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PENSIERI DI SAN GABRIELE

Se sei nei pericoli Essa accorre a liberartiRisultati immagini per SAn gabriele dell'addolorata prega per noi

«Se tu sei nei pericoli, Essa tosto accorre a liberarti.
Se sei afflitto ti consola.
Se infermo ti solleva.
Se bisognoso ti soccorre.
Né guarda già quello che uno sia stato, solo che essa veda un cuore che desidera di amarlo che tosto accorre e gli apre il seno della sua misericordia, lo abbraccia e lo difende, lo tiene consolato e perfino lo serve, l’accompagna in questo poco tempo che viaggia per l’eternità, e poi (o fratello mio, per questo è quello che più consola!) in quel punto in cui per coloro che hanno amato le creature, con amarezza indicibile tutto finisce… quelli che amano veramente Maria si consolano, e invitano a morte».
(Così scriveva al fratello Michele due mesi prima di morire)


A chi riteneva la sua devozione quasi eccessiva, e invadente, distinta da Dio, egli rispondeva: “Il Signore ha fatto grande la Madonna perché vuole che sia onorata. L’ha onorata tanto Lui, perché non onorarla noi? Con ciò diamo grande onore a Dio. Siamo dunque larghi con la Madonna, e la Madonna sarà larga con noi”.

La miracolosa guarigione di S. Gemma Galgani per intercessione di San GabrieleSan Gabriele e Santa Gemma Galgani

San Gabriele dell’Addolorata, ebbe un ruolo molto importante nella vita di Santa Gemma. Per lui la santa di Lucca aveva una devozione straordinaria ( al tempo di Gemma San Gabriele era Venerabile, non ancora Santo), al punto da considerarlo suo patrono e protettore. Gabriele apparse a Gemma molte volte, dandole consigli e parole d’incoraggiamento dal Cielo.

Per intercessione di San Gabriele, Gemma guarì da una grave malattia che l’affliggeva, ed in una delle sue apparizioni, egli pose la stemma passionista sul fianco della Santa di Lucca dicendole profeticamente: “Tu sarai passionista.”

Gemma cominciò ad ammalarsi di una curvatura alla spina dorsale. Inoltre contrasse la meningite, che la lasciò temporaneamente sorda. Dei grossi ascessi le si formarono in testa, le caddero i capelli, e infine le membra divennero paralizzate. Il medico curante tentò molti rimedi nessuno dei quali ebbe successo. Gemma peggiorava.

Gemma cominciò una devozione al Venerabile Gabriele Possenti dell’Addolorata (ora San Gabriele). Sul suo letto di malata lesse la storia della sua vita. Più tardi scrisse del Venerabile Gabriele:

“Da quel giorno che il mio nuovo protettore Venerabile Gabriele mi aveva salvata l’anima, cominciai ad averne divozione particolare: la sera non trovavo il sonno, se non avevo l’immagine Sua sotto al guanciale, e cominciai fino d’allora a vedermelo vicino (qui non so spiegarmi: sentivo la sua presenza). In ogni atto, in ogni azione cattiva che avessi fatta, mi tornava alla mente Confratel Gabriele, e mi astenevo” (Autobiografia, p.245).

Gemma, che ora aveva vent’anni, sembrava in punto di morte. Fu suggerita una novena come l’unica via di salvezza. A mezzanotte del 23 febbraio 1899, Gemma udì il rumore di un rosario e si accorse che il Venerabile Gabriele le stava davanti. Le parlò così:

“Vuoi guarire? . . . prega con fede il Cuore di Gesù; ogni sera, fino che non sarà terminata la Novena, io verrò qui da te, e pregheremo insieme il Cuor di Gesù” (Autobiografia, p.248).

Il primo giorno di marzo la novena finì. La grazia fu accordata: Gemma era guarita. Quando si alzò, coloro che le stavano intorno piangevano di gioia. Sì, era stato compiuto un miracolo!

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VITA E STORIA DI SAN GABRIELE DELL’ADDOLORATA

stgabril-13190145-e1422925416745San Gabriele nasce da famiglia aristocratica ad Assisi (Perugia) il 1° marzo 1838, da Sante Possenti, governatore della città, e Agnese Frisciotti. Lo battezzano lo stesso giorno con il nome dell’illustre concittadino, Francesco. Nel 1841 Sante è nominato assessore al tribunale di Spoleto (Perugia), dove si trasferisce con tutta la famiglia.

A tredici anni Francesco affronta gli studi liceali nel collegio dei gesuiti. E’ intelligente, esuberante, vivace, gli piace studiare, riesce ottimamente soprattutto nelle materie letterarie. Compone poesie in latino, le recite scolastiche lo vedono sempre protagonista. Vince numerosi premi scolastici. Elegante, vivace, spigliato, diventa un punto di attrazione per la sua allegria. Gli piace seguire la moda, veste sempre a puntino. Vuole primeggiare in tutto, “la bella vita non gli dispiace”.

Organizza partite di caccia, partecipa a passeggiate e scampagnate, va volentieri a teatro col padre e le sorelle, va a ballare (in città è anche conosciuto come “il ballerino”), anima le serate nei salotti di Spoleto, legge i romanzi e lo attirano gli autori del tempo, il Manzoni, il Grossi, il Tommaseo. Ma è anche di animo buono, generoso, sensibile alle sofferenze dei poveri, ama la preghiera. Sprizza vita da tutti i pori. Niente di strano se qualche ragazza fa sogni su di lui. Lui si presenta sempre più ricercato nei vestiti e sempre più raffinato nelle sale da ballo e nei salotti.

E’ un bel ragazzo e ne è consapevole. Alto (circa m.1,70), snello, moro, viso rotondo fragile, occhi neri vividi, labbra ondulate con finezza sempre in sorriso, capelli castano scuri dal ciuffo ribelle.  Egli “aveva sortito da natura un carattere molto vivace, soave, gioviale, insinuante, insieme risoluto e generoso, ed aveva un cuore sensibile e pieno d’affetto…  di parola pronta, propria, arguta, facile e piena di grazia, che colpiva e metteva in attenzione”.

I ripetuti lutti familiari e alcune brutte malattie in cui è incappato gli hanno fatto apparire le gioie umane brevi ed inconsistenti; come l’ultimo dramma, la morte dell’amatissima sorella Maria Luisa, il 17 giugno 1855. Segue un anno tribolato senza riuscire a fare una scelta. Le cose non sono più quelle di prima, l’idea del convento torna con più insistenza. Il 22 agosto 1856, durante la processione, quando  l’immagine della Madonna del duomo passa davanti a lui, gli risuonano nel cuore chiare parole: “Francesco, cosa stai a fare nel mondo? Segui la tua vocazione!”.

Questa volta non riesce a resistere. Il 6 settembre parte da Spoleto e va a Morrovalle (Macerata) per iniziare il noviziato. Lui, il ballerino elegante, il brillante animatore dei salotti di Spoleto, ha scelto di entrare nell’istituto austero dei passionisti, fondato nel 1720 da San Paolo della Croce con lo scopo di annunciare, attraverso la vita contemplativa e l’apostolato, l’amore di Dio rivelato nella Passione di Cristo.

A 18 anni dunque Francesco volta pagina, affronta una nuova vita e cambia anche nome: d’ora in poi si chiamerà Gabriele dell’Addolorata, perché sia chiaro che il passato non esiste più. La scelta della vita religiosa è radicale fin dall’inizio: si butta anima e corpo, da innamorato, per sempre. Ha trovato finalmente la pace del cuore e la felicità.

Non gli fanno certo paura le lunghe ore di preghiera, le penitenze e i digiuni, perché ha trovato quello che cercava: Dio che gli riempie il cuore di gioia. Lo scrive subito al papà: “La mia vita è una continua gioia…La contentezza che io provo è quasi indicibile… Non cambierei un quarto d’ora di questa vita”. Il 22 settembre 1857 emette la professione religiosa.

Il 10 luglio 1859 arriva nel conventino dei passionisti a Isola del Gran Sasso (Teramo) per prepararsi al sacerdozio con lo studio della teologia. A fine 1861 si ammala di tubercolosi; ogni cura risulta vana. Non riesce a diventare sacerdote anche perché difficoltà politiche impediscono nuove ordinazioni. Gabriele si rende conto che non c’è niente da fare. Il viaggio è già finito. Ma non si sconvolge. E’ proprio quello che aveva chiesto qualche anno prima. Quel che conta è solo la volontà di Dio. “Così vuole Dio, così voglio anch’io”, scrive. La mattina del 27 febbraio 1862 “al sorgere del sole” Gabriele saluta tutti, promette di ricordare in paradiso, chiede perdono e preghiere. Poi muore confortato dalla visione della Madonna che invoca per l’ultima volta: “Maria, mamma mia, fa’ presto”.Risultati immagini per saint gabriel of lady of sorrow

La sua è ritenuta da tutti la morte di un santo. Tutti ricordano i suoi brevi giorni, all’apparenza comuni. Il quotidiano è stato il suo pane, la semplicità il suo eroismo. Le piccole fragili cose di ogni giorno che diventavano grandi per lo spirito con cui le compiva. Lo ripeteva spesso: “Dio non guarda il quanto ma il come; la nostra perfezione non consiste nel fare le cose straordinarie ma nel fare bene le ordinarie”. Tutti ricordano la sua vita trascorsa all’ombra del Crocifisso e di Maria Addolorata, che è stata la ragione della sua vita. Il suo direttore, padre Norberto Cassinelli, rivela a tutti il segreto della sua santità: “Gabriele ha lavorato con il cuore”. Nel 1866 la comunità passionista di Isola è costretta ad abbandonare il conventino ai piedi del Gran Sasso, in forza del decreto di soppressione dei religiosi. La tomba di Gabriele sembra abbandonata per sempre, ma non è così. Qui si chiude solo la prima fase della storia del giovane passionista.

La seconda fase inizia nel 1892, a trent’anni dalla morte di Gabriele, quando sulla sua tomba accadono i primi strepitosi prodigi. Il 17 e 18 ottobre 1892 si procede alla riesumazione sotto stretta sorveglianza della gente che non vuole sentire parlare di trasferimento delle ossa. Sono presenti dalle quattro alle settemila persone. In quella stessa giornata si parla di “almeno sette prodigi di rilievo”. Così Gabriele resta definitivamente in Abruzzo e da allora ha inizio una catena ininterrotta di prodigi, grazie e miracoli operati per sua intercessione. Gabriele viene dichiarato beato da san Pio X il 31 maggio 1908 e in suo onore viene innalzata la prima basilica. Il 13 maggio 1920 Benedetto XV lo proclama santo e nel 1926 diventa compatrono della gioventù cattolica italiana. Nel 1959 Papa Giovanni XXIII lo proclama patrono principale d’Abruzzo. Risultati immagini per san gabriel de la dolorosa

Fonte

http://www.sangabriele.org/san-gabriele-delladdolorata/la-storia-del-santo/

Streghe femministe wicca si riuniscono per “maledire” il presidente Trump

Streghe wiccane incoraggiate dalla cantante Lana Del Rey si sono riunite venerdì 24 febbraio 2017 a mezzanotte,  sotto la luna crescente, per maledire il presidente americano Donald Trump davanti alla Trump Tower a New York … E c’è anche chi (come si vede IN FOTO dell’articolo) si è portata dietro il proprio gatto nero nell’apposito trasportino! Ma streghe e stregoni Wicca non sono riusciti a radunare una gran folla, come avevano pubblicizzato nei giorni precedenti,  erano come si suol dire “in quattro gatti” e si sono resi totalmente ridicoli oltre che contraddittori: la Wicca non dovrebbe essere “magia bianca” come loro affermano, tentando di far passare la Wicca alla stregua di una religione qualunque? Ecco che così si rivela il vero volto della stregoneria (la “magia bianca” non esiste, è solo ipocrisia dire che “la magia è per il bene”, la magia è sempre MALE di qualsiasi colore sia) e di tutto l’entourage che ci sta dietro: LE LOBBY ABORTISTE E LGBT.Per tutti i dettagli: Del Rey ha condiviso un link dove le istruzioni per l'incantesimo è stato trovato sul suo account Twitter (sopra)


Streghe e maghi di tutto il mondo hanno fatto gran clamore mediatico nell’intento di lanciare un ‘incantesimo contro Trump’ (augurandogli la morte, sotto sotto, ma neanche tanto…) e per farlo cacciare dal suo legittimo posto di presidente; riti simili contro Trump sono stati programmati dai Wiccani di tutto il mondo per il 26 marzo, il 24 aprile e il 23 maggio…

  • La cantante Lana Del Ray in precedenza aveva twittato una foto di se stessa dicendo: “Allo scoccare della mezzanotte del 24 febbraio faremo rito contro il presidente Trump… gli ingredienti potranno essere trovati on-line utilizzando  hashtag #bindtrump e # feb24 “
  • Twitter è stato inondato con le foto di streghe pronte per preparare il “rito” con armamentario vario, Tarocchi in prima linea…un gruppo su Facebook intitolato Bind Trump  è stato istituito e progettato per rispondere alle domande della gente. 

    Tra gli oggetti necessari per completare l’incantesimo c’era una foto poco lusinghiera di Trump (rappresentato come il “diavolo” da distruggere: paragone paradossale per le streghe, abituate ad adorare il “dio cornuto”!), una piccola candela arancione, la carta dei Tarocchi della Torre (carta che “pronostica” morte e distruzione) e ciotole di acqua e sale.Raccogliendo le merci: Tra gli oggetti necessari per completare questo incantesimo sono una foto poco lusinghiera di Trump, una piccola candela arancione (disegni su post volantino sulla pagina ufficiale della manifestazione)

    E’ stato anche richiesto un perno, utilizzato per intagliare il nome di Trump sulla candela da bruciare…

    Le istruzioni dichiarano che gli elementi devono essere disposti attorno a chi “esegue il rito”, in una posizione ordinata, con una piuma, una candela bianca e un posacenere o un piatto pieno di sabbia.  In un ritornello, le streghe devono cantare: ‘Vi esorto / Per scacciare / Donald J. Trump/ Legatelo in modo che egli venga estromesso dal nostro sistema politico / che non possa usurpare la nostra libertà / o riempire le nostre menti di odio,  confusione, paura, o disperazione. 

    DI QUALE LIBERTA’ VANNO BLATERANDO LE STREGHE WICCA? Ovvio, la falsa libertà di cui è portabandiera il governo Obama & Hillary Clinton: abortire senza alcun limite ovvero uccidere bambini, la falsa libertà di promuovere la manipolazione mentale nelle scuole con indottrinamento all’ideologia gender, la falsa libertà di equiparare il matrimonio gay alla VERA FAMIGLIA cioè il vero matrimonio sacro uomo /donna, di far credere che stregoneria e satanismo siano “religioni”… 

Un fatto è certo: chi semina odio e confusione sono proprio streghe & colleghi satanisti e le Lobby che li sostengono; come abbiamo già visto attraverso il recente video di Marilyn Manson, in cui il reverendo della Chiesa di satana ” auspica” la morte violenta per decapitazione di D. Trump:   

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/11/09/il-cantante-satanista-marilyn-manson-decapita-donald-trump-nel-suo-nuovo-truculento-video-chissa-perchenon-decapita-la-clinton/

Come abbiamo già visto,  satanisti e femministe wicca e lobby gay  sono furiosi contro Trump, che sta minacciando  i loro comodi intrighi col potere: i satanisti della setta Tempio satanico, per raccogliere fondi per la loro causa (cioè promuovere l’aborto e sostenere matrimoni e adozioni  gay, ideologia Gender e “doposcuola satanici” nelle scuole americane) hanno partecipato a Washington alla recente “Marcia delle donne” contro Trump ed organizzato l’evento pubblico ‘messa nera’ più grande che si sia mai visto finora:

https://noalsatanismo.wordpress.com/2017/01/23/satanisti-marciano-contro-trump-a-washington-e-organizzano-il-piu-squallido-evento-messa-nera-a-los-angeles/

ALTRO FATTO ESECRABILE DA SOTTOLINEARE: la strumentalizzazione di PAPA FRANCESCO, fatta proprio da queste Lobby, che manipolano le parole del Papa per tentare di far passare le loro false ideologie: come mai però non vengono mai riportate le forti denunce del Papa CONTRO MAGHI E CARTOMANTI, CONTRO LE LOBBY E CONTRO ABORTO E IDEOLOGIA GENDER? 

Il Papa: non ci salvano i maghi, né i tarocchi o noi stessi, solo nel Nome di Gesù c’è la salvezza

papa-francy-no-maghi-tarocchiAnche per quanto riguarda l’ immigrazione, dobbiamo ancora sottolineare ciò che il Papa ha ribadito (e che i titoloni dei giornali mai riportano): Papa Francesco non ha mai invitato ad un’immigrazione selvaggia, senza regole e indiscriminata (come invece continua a scrivere Francesco Borgonovo, disinformatore seriale diLibero), ma  ritiene che «non siamo in grado di aprire le porte in modo irrazionale». Francesco ribadisce in ogni occasione la “prudenza”, come ha fatto nel dicembre 2016: «Un approccio prudente da parte delle autorità pubbliche implica valutare con saggezza e lungimiranza fino a che punto il proprio Paese è in grado, senza ledere il bene comune dei cittadini, di offrire una vita decorosa ai migranti, specialmente a coloro che hanno effettivo bisogno di protezione». Citando Giovanni XIII, ha ricordato il diritto di immigrazione di ogni essere umano, aggiungendo che «nello stesso tempo» occorre garantire che i popoli che li accolgono «non sentano minacciata la propria sicurezza, la propria identità culturale e i propri equilibri politico-sociali. D’altra parte, gli stessi migranti non devono dimenticare che hanno il dovere di rispettare le leggi, la cultura e le tradizioni dei Paesi in cui sono accolti».

Fonti
http://www.dailymail.co.uk/news/article-4258740/Witches-gather-midnight-cast-spell-Donald-Trump.html#ixzz4ZhMIbjui

http://www.uccronline.it/2017/01/29/migranti-papa-bergoglio-come-wojtyla-accoglienza-prudente/

http://it.radiovaticana.va/storico/2013/04/05/papa_francesco_non_ci_salvano_i_maghi%2C_n%C3%A9_i_tarocchi_o_noi_stessi/it1-679905

Preghiere al Volto Santo di Gesù

La festa del S. Volto di Gesù si celebra il martedì che precede il giorno delle Ceneri, inizio della Quaresima. Il Santo Volto è il Redentore Gesù che si imprime e si rivela nella Santa Sindone.

Host Sacro visto attraverso il Volto Santo Velo di Manoppello Foto Paul Badde
VOLTO SANTO DI MANOPPELLO

Proprio quel Gesù che è stato, è e sarà moltiplicato in ogni S. Eucarestia dei tempi, e che Unico mi guarda adesso dal Cielo e mi ama, desiderando di vedere, nel nostro volto, la Sua Immagine. Fu Papa S. Giovanni Paolo II ad usare per la prima volta l’espressione “il Volto eucaristico di Cristo”.

“Nascondimi, o Gesù che ami immensamente, al riparo del Tuo Volto [Sal 30,21], da tutti coloro che mi tendono insidie e la mia anima non resti confusa quando tratterà alla porta con i suoi nemici [Sal126,5]; colmala invece di gioia con il Tuo dolcissimo Volto [Sal 15,11]”. (Preghiera di S. Gertrude la grande).

 “Lui è sempre alla ricerca di te; come puoi non rivolgere gli occhi della tua anima a contemplarLo ? “- S. Teresa d’Avila

PREGHIERA QUOTIDIANA DI OFFERTA AL VOLTO SANTO DI GESÙ
Volto santo del mio dolce Gesù, espressione viva ed eterna dell’amore e del martirio divino, sofferto per l’umana Redenzione, Ti adoro e ti amo. Ti consacro oggi e sempre tutto il mio essere.
Ti offro per le mani purissime della Regina Immacolata le preghiere, le azioni, le sofferenze di questo giorno, per espiare e riparare i peccati delle povere creature.
Fa di me un tuo vero apostolo, che il tuo sguardo soave mi sia sempre presente;
e si illumini di misericordia nell’ora della mia morte. Amen

PREGHIERA AL VOLTO SANTO DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO (si può pregare anche come Novena per nove giorni consecutivi)

O Gesù, che nella Tua crudele Passione divenisti “l’obbrobrio degli uomini e l’uomo dei dolori”, io venero il Tuo Volto Divino, sul quale splendevano la bellezza e la dolcezza della divinità e che è divenuto per me come il volto di un lebbroso…
Ma io riconosco sotto quei tratti sfigurati il Tuo infinito amore, e mi consumo dal desiderio di amarTi e di farTi amare da tutti gli uomini.
Le lacrime che sgorgano con tanta abbondanza dagli occhi Tuoi sono come perle preziose che mi è caro raccogliere per riscattare con il loro infinito valore le anime dei poveri peccatori.
O Gesù, il tuo Volto adorabile rapisce il mio cuore.
Ti supplico di imprimere in me la Tua somiglianza divina e di infiammarmi del Tuo amore affinché possa giungere a contemplare il Tuo Volto glorioso.
Nella mia presente necessità accetta l’ardente desiderio del mio cuore accordandomi la grazia che Ti chiedo. Così sia.
«Signore, nell’ora della nostra morte guardaci con lo sguardo pietoso con il quale guardasti il ladro pentito».

TRIDUO AL VOLTO SANTO DI GESÙ (pregare per tre giorni consecutivi in preparazione della festa del Volto Santo di Gesù)
1) Volto Santo di Gesù, unico mio bene, a Te ricorro con fiducia ed imploro questa grazia…. Per le tue sante lacrime consolami, o Gesù, ed esaudiscimi per l’intercessione di Maria Santissima e di S. Giuseppe.
Pater – Ave – Gloria.
2) Volto Santo di Gesù, mio amore e mio tutto, a Te ricorro con viva fede, non sarò delusa. La soavità dei Tuoi occhi divini mi attira e di Te m’innamora, guardami, o Gesù e concedimi questa grazia….
Pater – Ave – Gloria.
3) Volto Santo di Gesù, mia gioia e mio tesoro, a Te ricorro piena di fiducia nelle Tue infinite misericordie. Sono indegna è vero di essere esaudita, eppure spero, o Gesù dalla Tua bontà questa grazia che umilmente Ti chiedo…
Pater – Ave – Gloria.
Signore, mostraci il Tuo Volto e saremo salvi !

CONSACRAZIONE AL S. VOLTO DI GESU’
Dolcissimo Signore Gesù, Tu conosci il nostro presente e conosci, Signore, il nostro futuro. Noi, o Signore, niente sappiamo del nostro futuro, ma noi, Gesù, prostrati dinanzi a Te consacriamo e raccomandiamo a Te, o Signore, il nostro futuro. Sia impresso nel nostro cuore, o Signore, il Tuo Volto Benedetto impresso nel nostro cuore e impresso nel nostro pensiero. Impresso, Signore, con tanta potenza come è restato impresso nella S. Sindone; e, conforme, o Gesù, nella S. Sindone nessuna potenza Lo potè cancellare, così, Gesù, nessuna avversità della vita, nessun nemico, o Signore, nessun avvenimento sia capace, o Signore, cancellare dal nostro cuore il SS. Tuo Volto, togliere dal nostro pensiero il Santissimo Volto Tuo, o Gesù, portarLo sempre nel cuore e nel pensiero, e, finalmente, o Signore, per tutta quanta l’eternità lodarLo, benedirLo nella pace degli eletti, e dire a Te tutta la profonda riconoscenza nostra, insieme alle Pie Donne, insieme ai SS. Martiri, insieme ai SS. Confessori, insieme alle SS. Vergini, o Signore Gesù, che Ti vollero sempre bene, Ti vollero sempre amare e tutto vollero affrontare per Te, tutto soffrire per Te. E finalmente, ecco: nel trionfo finale, Signore, godono! O Gesù, concedi anche a noi di lodarTi con queste creature da Te benedette, da Te santificate. Eternamente! Gloria al Padre…

II Servo di Dio Don Ildebrando Gregori OSBCS

CANTICO AL VOLTO SANTO, di S. Teresa di Lisieux
O GESÙ! la Tua ineffabile immagine é la Stella che guida i miei passi. Il Tuo dolce Volto, lo sai bene, e per me è cielo quà giù. Il mio amore scopre il fascino dei tuoi occhi abbelliti dal pianto. Attraverso le mie lacrime sorrido quando contemplo i tuoi dolori. Oh! si, per consolarti voglio vivere ignorata e solitaria. La bellezza, che Tu sai velare, mi fa scoprire tutto il suo mistero e vorrei volare verso di Te! La mia sola patria é il tuo Volto, il mio Regno d’amore, il mio ridente prato, il dolce Sole di ogni giorno, il giglio della valle il cui olezzo misterioso consola la mia anima esiliata, facendole gustare la pace dei cieli. È il mio riposo, la mia dolcezza, la mia cetra melodiosa. II Tuo Volto, o mio dolce Salvatore, il mazzetto di mirra che voglio custodire sul mio cuore. II Tuo Volto é la mia sola ricchezza, il mio solo Tesoro, non domando altro. Nascondendomi continuamente in Esso, ti rassomiglierò. O Gesù! Lascia in me la divina impronta dei tuoi lineamenti pieni di dolcezza e presto diventerò santa attirando a Te i cuori! Perché possa recarti una gran messe dorata, degnati d’incendiarmi del tuo fuoco, dandomi presto l’Etemo bacio della Tua bocca adorata.

S. Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo.
 LA DEVOZIONE AL VOLTO SANTOveudeveronica2Antichissima tradizione, fissata nella sesta stazione della Via Crucis, della pia donna di nome Veronica che, vedendo Gesù salire faticosamente verso il Calvario oppresso dalla pesante Croce, e, osservando il Suo Volto livido, sfigurato dai colpi, tutto coperto di polvere, di sputi, di sudore, di ferite e di sangue, si commuove, ne sente viva pietà e subito vuole recare un po’ di conforto al Suo Divin Maestro. Con intrepido coraggio sfidando il furore dei soldati, si avvicina a Gesù, gli si prostra innanzi e poi, con gesto delicato, asciuga il Volto della Vittima Divina.  Gesù gradisce quel gesto. La ringrazia con dolce sguardo e la premia imprimendo le meste Sue sembianze in quel candido lino.
Gesù stesso ci invita a fermare il nostro sguardo compassionevole sul Suo Santo Volto,
così villanamente e crudelmente oltraggiato nella Sua Passione.
Egli, che non volle aver sollievo in nessuna parte del Suo Corpo, dispose che una donna Gli tergesse il Volto; la generosità di quest’anima riparatrice ci insegna quanto Gesù desideri che sia Adorato e Onorato il Suo Divin Volto.Risultati immagini per "SIGNORE, MOSTRACI IL TUO VOLTO E NOI SAREMO SALVI" (salmo 79) Questa devozione si è diffusa in modo particolare grazie ad un’anima privilegiata Madre Maria Pierini De Micheli, suora delle Figlie dell’Immacolata Concezione di Buenos Aires,  morta in odore di santità. Nel mese di Giugno 1938 mentre pregava davanti al Santissimo Sacramento, nella cappella del suo Istituto a Milano in via Elba 18, in un globo di luce si presentò la Santissima Vergine Maria, con un piccolo scapolare in mano ( lo scapolare fu poi sostituito dalla medaglia per ragioni di comodità, con l’approvazione ecclesiastica): esso era formato di due flanelline bianche, unite da un cordoncino: in una flanellina era impressa l’immagine del Santo Volto di Gesù, con questa dicitura intorno: “Illumina, Domine, vultum tuum super nos”  (Signore, guardaci con misericordia) nell’altra era impressa un’Ostia, circondata da raggi, con questa scritta intorno: “Mane nobiscum, Domine”  (resta con noi, o Signore).

La Santissima Vergine si accostò alla Suora  e le disse:Risultati immagini per "SIGNORE, MOSTRACI IL TUO VOLTO E NOI SAREMO SALVI" (salmo 79)“Questo scapolare, o la medaglia che lo sostituisce, è un pegno d’amore e di misericordia, che Gesù vuole dare al mondo, in questi tempi di sensualità e di odio contro Dio e la Chiesa. …Si tendono reti diaboliche per strappare la fede dai cuori. …E’ necessario un rimedio divino. E questo rimedio è il Santo Volto di Gesù. Tutti coloro che indosseranno uno scapolare come questo, o una medaglia simile, e faranno, potendo, ogni martedì una visita al SS.Sacramento, in riparazione degli oltraggi, che ricevette il Santo Volto del mio Figlio Gesù, durante la sua passione e che riceve ogni giorno nel Sacramento Eucaristico:

1 – Saranno fortificati nella fede.
2 – Saranno pronti a difenderla.
3 – Avranno le grazie per superare le difficoltà spirituali interne ed esterne.
4 – Saranno aiutati nei pericoli dell’anima e del corpo.
5 – Avranno una morte serena sotto lo sguardo del mio Divin Figlio.

Il culto della medaglia del S.Volto ebbe l’approvazione ecclesiastica il 9 agosto 1940 con la benedizione del Beato Card.Ildefonso Schuster, monaco benedettino, devotissimo del S.Volto di Gesù, allora Arcivescovo di Milano. Superate molteplici difficoltà, la medaglia fu coniata ed iniziò il suo cammino. Grande apostolo della medaglia del S.Volto di Gesù fu il servo di Dio, Abate Ildebrando Gregori, monaco benedettino silvestrino, dal 1940 padre spirituale della serva di Dio Madre Pierina De Micheli. Egli fece conoscere la medaglia, con la parola e con le opere in Italia, in America, in Asia e in Australia. Essa è ora diffusa in ogni parte della terra e nel 1968, con la benedizione del Santo Padre, Paolo VI, fu deposta sulla luna dagli astronauti americani.

E’ mirabile constatare che la medaglia benedetta viene accolta con riverenza e devozione da cattolici, ortodossi, protestanti e persino dai non cristiani. Tutti coloro che hanno avuto la grazia di ricevere e portare con fede la sacra icona, persone in pericolo, ammalati, carcerati, perseguitati, prigionieri di guerra, anime tormentate dallo spirito del male, individui e famiglia angustiate da ogni genere di difficoltà, hanno sperimentato sopra di sé una particolare protezione divina, hanno ritrovato la serenità, la fiducia in se stessi e la fede in Cristo Redentore. Dinanzi a tali prodigi quotidianamente operati e testimoniati, sentiamo tutta la verità della Parola di Dio, e spontaneo sgorga dal cuore il grido del salmista:

“SIGNORE, MOSTRACI IL TUO VOLTO E NOI SAREMO SALVI” (salmo 79)

http://www.missionariavoltosantomadrepierina.it/devozione_volto_santo_madre_pierina_de_micheli.html

http://www.preghiereperlafamiglia.it/il-volto-santo-di-gesu.htm

IL PRIMATO DEL PAPA, spiegato da Sant’ Agostino

    S. Agostino, Vescovo e dottore della Chiesa (354 –430 dopo Cristo)

“DISCORSO 76  SUL VANGELO DI MT 14, 24-33: SUL SIGNORE CHE CAMMINAVA SULLE ACQUE DEL MARE E SUL TIMORE DI PIETRO”

1. Il brano del Vangelo letto or ora ci racconta come Cristo Signore camminò sulle acque del mare e come l’apostolo Pietro camminando sull’acqua ebbe paura e tentennò e, poiché non aveva fede, stava affondando ma poi, riconoscendo la propria debolezza, venne di nuovo a galla; questo brano ci suggerisce che il mare è la vita presente e che l’apostolo Pietro invece è la figura dell’unica Chiesa. Lo stesso Pietro infatti, ch’è il primo nella serie degli Apostoli e assai ardente nell’amore per il Cristo, è spesso lui il solo che risponde per tutti gli altri.
Infine quando il Signore Gesù Cristo domandò ai discepoli chi la gente pensasse che egli fosse e i discepoli avevano riferito le diverse opinioni della gente, avendo il Signore chiesto di nuovo e avendo detto: Ma voi chi dite che sono io? fu proprio Pietro che rispose: Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente. Diede la risposta uno solo per molti, l’unità che tiene uniti molti.

Allora il Signore gli disse: Beato te, Simone, figlio di Giona, poiché questa verità non te l’ha rivelata né la carne né il sangue, ma il Padre mio celeste. Poi soggiunse: E io ti dico. Come se avesse voluto dire: «Poiché tu mi hai detto: Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente, anch’io ti dico; Tu sei Pietro». Prima infatti si chiamava Simone. Questo nome di Pietro gli fu posto dal Signore e questo nome aveva un significato simbolico, quello cioè di rappresentare la Chiesa. La pietra infatti era Cristo, Pietro era il popolo cristiano. Poiché «pietra» è il nome primitivo; Pietro quindi deriva da «pietra», non pietra da «Pietro», come il nome di Cristo non deriva da «Cristiano», ma è il nome di «Cristiano» che deriva da Cristo. Tu, dice dunque, sei Pietro e su questa pietra che tu hai riconosciuta pubblicamente, su questa pietra che tu hai riconosciuta come vera, dicendo: ‘Tu sei Cristo, il Figlio del Dio vivente’, io edificherò la mia Chiesa, cioè sopra Me stesso, Figlio del Dio vivente, io edificherò la mia Chiesa- Edificherò te su di Me, non Me sopra di te.

2. In verità alcuni, i quali volevano che la Chiesa fosse edificata sugli uomini, andavano dicendo: Io sono di Paolo; io invece sono di Apollo; io al contrario sono di Cefa, cioè di Pietro. Altri però, che non volevano che la Chiesa fosse edificata su Pietro, ma sulla pietra, affermavano: Io invece sono di Cristo. L’apostolo Paolo quindi, quando venne a sapere ch’era preferito lui e Cristo veniva disprezzato: Può forse – disse – essere diviso Cristo? E’ stato forse crocifisso per voi Paolo? Siete forse stati battezzati nel nome di Paolo? Come nessuno era battezzato nel nome di Paolo, cosi neppure nel nome di Pietro, ma tutti nel nome di Cristo; in tal modo Pietro veniva edificato sulla pietra, non già la pietra su Pietro.

3. Il medesimo Pietro dunque, cosi chiamato dalla « pietra », proclamato beato, lui ch’era figura della Chiesa, che aveva il primato sugli Apostoli, immediatamente dopo aver sentito ch’era beato, ch’era Pietro, che doveva essere edificato sulla pietra, avendo sentito che il Signore avrebbe sofferto la passione, poiché aveva preannunciato ai suoi discepoli che sarebbe sopravvenuta presto, ne provò dispiacere. Ebbe paura di perdere il Cristo che andava incontro alla morte, ch’egli aveva dichiarato sorgente della vita. Rimase sconvolto e disse: « Dio non voglia, Signore. No, questo non avverrà mai. Abbi misericordia di te stesso, o Dio; non voglio che tu muoia ». Pietro diceva a Cristo: « Non voglio che tu muoia », ma meglio diceva Cristo: «Io voglio morire per te»“.

PERTANTO, DOBBIAMO CONSIDERARE FALSI ED ERETICI QUEI “PRESUNTI MESSAGGI E APPARIZIONI”, proclamati da sedicenti veggenti:  certi messaggi, di cui si dice che vengono dal Cielo e che raccomandano cose belle come la devozione al Rosario e alla pratica della Confessione e nello stesso tempo mettono sfiducia nel Papa perché lo presentano “come il falso profeta”, come “colui che prepara la strada all’anti-Cristo”, dobbiamo dire che si tratta di un’astuzia diabolica, poichè NEGANO IL PRIMATO DEL PAPA e parlano di “due chiese, due papi, del falso papa, Giuda sul trono di Pietro” (vedi i ‘messaggi’ del FALSO ‘FENOMENO ANGUERA’, LA FALSA VEGGENTE ‘MARIA DIVINA MISERICORDIA’, la setta “NUOVA GERUSALEMME DI GALLINARO”, LA FALSA VEGGENTE ‘Luz de maria’, e similari, come le false ‘profezie’ attribuite a Malachia e altri Santi).
Il diavolo in genere non si presenta come tale perché metterebbe spavento. “Si maschera – invece -da angelo di luce” (2 Cor 11,14) “perché è menzognero e padre della menzogna” (Gv 8,44). 

Come potranno certe rivelazioni private essere autenticate dalla Chiesa o dal papa quando di lui dicono che è un falso profeta e prepara la strada all’anti-Cristo?
Predicono uno scisma nella Chiesa…Ma non si accorgono che con le loro ‘rivelazioni’ e i loro ‘contenuti’ lo scisma lo stanno già attuando loro.
Anche questa è astuzia diabolica.

Pietro il Papa è la pietra alla quale dobbiamo far riferimento per volontà di Gesù Cristo. San Paolo ricorda che in quanto cristiani siamo “edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù” (Ef 2,20). E questo per volontà del Signore. spirito-santo-papa-francesco

“E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa” (Mt 16,18).
San Tommaso commenta: “Ti combatteranno, ma non ti vinceranno.
Chi sono le porte degli inferi? Gli eretici: perché come si entra in casa attraverso la porta, così per mezzo di essi si va all’inferno. Ugualmente queste porte sono i tiranni: i demoni, i peccati.
E sebbene le altre chiese possano essere sopraffatte dagli eretici, la chiesa di Roma non fu mai depravata dagli eretici perché era fondata su questa pietra. Perciò a Costantinopoli vi furono eretici, e la fatica degli apostoli fu resa vana, mentre la sola Chiesa di Pietro rimase inviolata” (Commento al Vangelo di Matteo 16,18).

Inoltre il Signore ha detto: “Simone, Simone, ecco: Satana vi ha cercati per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, perché la tua fede non venga meno. E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli” (Lc 22,31-32). 

Commenta San Tommaso: “E questo non solo si riferisce alla Chiesa di Pietro, ma alla fede di Pietro, e perciò a tutta la Chiesa occidentale. Perciò credo che gli Occidentali devono avere maggiore riverenza per Pietro che per gli altri apostoli” (Commento al Vangelo di Matteo 16,18).

Pertanto per la nostra fede poggiata in Cristo dobbiamo ritenere che la fede di Pietro (e cioè del Papa) non verrà mai meno.
Ce lo ha assicurato Cristo stesso.

Padre Angelo Bellon 

http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=

Famosa scrittrice di saghe fantasy neopagane, abusava i suoi figli con il marito: i retroscena del “pansessualismo”

Marion Zimmer Bradley (IN FOTO insieme al marito Walter Breen), ha scritto decine di romanzi popolari fantasy neopagani (stregoneria moderna Wicca), con milioni di fans che la acclamano in tutto il mondo: la sua saga bestseller “LE NEBBIE DI AVALON” ha ispirato la realizzazione nel 2001 di una serie televisiva dal titolo omonimo, basandosi sui suoi romanzi…Ma pochi sanno che Marion ha scritto, insieme al marito, un manuale sulla pedofilia: entrambi sostenevano il pansessualismo, sdoganavano la pedofilia, hanno abusato i loro figli, li hanno terrorizzati e volevano costringere la figlia ad essere una lesbica. 9dd6d660ba464652c435b931eee5e397
Articolo tratto da ReligionenLibertad, 16 febbraio 2017
Nel mese di giugno 2014, l’arpista ed insegnante di musica Moira Greyland, figlia della famosa scrittrice fantasy Marion Zimmer Bradley, ha confermato quello che era trapelato da uno scandalo: non solo il padre era un molestatore di bambini, ma anche sua madre abusò di lei e di altre persone ed è stata “un mostro violento e freddo” che voleva costringerla al lesbismo. 
La scrittrice è morta nel 1999. I suoi fan, soprattutto femministe, neopagani Wicca e omosessuali, hanno cercato di respingere le accuse contro un’autrice che aveva diffuso le sue idee progressiste attraverso le sue saghe fantasy, con milioni di lettori. Ma presto divenne chiaro che Zimmer Bradley era indifendibile. Mark Greyland, fratello di Moira, ha confermato le accuse ( qui in inglesedi abusi sui minori e le violenze subìte.
I SUOI ROMANZI FANTASY: PROPAGANDA AL PANSESSUALISMO ED AL NEOPAGANESIMO (WICCA).bradley_marionzimmer-jul1985
Nei numerosi romanzi ambientati sul pianeta Darkover, Marion ha evidenziato una sorta di società al femminile, in cui le eroine protagoniste si impegnano a non sposarsi, a non sottomettersi a nessun uomo, avendo figli solo “per soddisfare il proprio piacere o desiderio” e a praticare il lesbismo. Molte femministe scrissero che l’autrice annunciava una fratellanza al femminile creata con quei giuramenti.
 
In “Le nebbie di Avalon” (portato in una miniserie TV), la protagonista è Morgana, la sorellastra di Re Artù, e la “religione della dea (WICCA)”, mostrata come ‘più saggia, aperta e tollerante del cristianesimo patriarcale’.

In entrambe le serie, le scene di sesso abbondano in circostanze scabrose: rapporti a tre, incesto, sesso rituale. Molti lettori hanno interpretato questi aspetti come alcuni dettagli di atmosfere culturali “esotiche” dei romanzi fantasy. Ma ora che Moira, la figlia della scrittrice, ha spiegato che sua madre praticava l’ideologia rappresentata nei suoi romanzi, tutto assume un senso ancora più oscuro.  Il trio sessuale nella serie tv”Le nebbie di Avalon”: la puritana Ginevra, Lancillotto e Re Artù dormono assieme, il fattore omosessuale in loro è evidente… seguendo la dottrina predicata dalla Zimmer Bradley e da suo marito, cioè che “tutto il mondo è omosessuale”…


“Quello in cui mio padre e mia madre hanno creduto era questa teoria:  tutti siamo naturalmente gay, la società eterosessuale ha limitato la nostra autoconsapevolezza”.  Pertanto, essi promuovono il pansessualismo libero: il sesso di tutti con tutti (anche con i bambini), ma il sesso omosessuale è migliore.
Rapporti a tre per “sperimentare l’omosessualità” e “magia sessuale rituale”
Questo spiega, ad esempio, la scena nel romanzo di Darkover “In due per conquistare”, in cui due fratelli gemelli / clonati condividono rapporti sessuali con una ragazza promiscua in un trio che diventa un’orgia in cui si scambiano poteri telepatici.
O quando Morgana raggiunge Lancillotto, Artù e  Ginevra per avere un figlio “concepito nel letto con il re”. In entrambi i casi, i rapporti a tre sono un pretesto per dimostrare che i principali personaggi maschili sono omosessuali. Per non parlare delle molte scene di lesbismo, più o meno nascoste.
Quando le regine pagane, madri adottive di Morgana, la rimproverano perchè non ha rapporti con il fratellastro Artù,  o quando la stessa Morgana deride lo “sciocco puritanesimo cristiano” della regina Ginevra, non è difficile riconoscere in questo il pensiero della stessa Zimmer Bradley che cercava di costringere -infuriandosi fino a picchiarla- sua figlia Moira ad accettare le relazioni lesbiche (che sua madre voleva avere con la figlia). Tutti i discorsi in questi romanzi, in cui le madri presentano alle loro figlie una “saggezza ancestrale liberatoria”, hanno un altro terrificante e reale significato…

I personaggi di “Le nebbie di Avalon” nella miniserie del 2001: i tre cristiani (Ginevra, Artù, Lancillotto), e in basso le tre ‘sacerdotesse pagane della dea’, con Morgana nel mezzo; a sinistra, lo stendardo con il Dragone pagano; a destra, lo stendardo con il Chi-Rho cristiano (lettere greche iniziali del Nome di Cristo).


Il risentimento del femminismo neopagano..
Mark, il figlio della scrittrice, oltre a soffrire per essere stato abusato da sua madre, si rese conto che sua madre era fiera di essere acclamata come UNA GURU DEL FEMMINISMO. “Mia madre cominciò a radunare intorno a sè donne molto infelici, che la adulavano dicendo ‘mi hai salvato la vita ed ora non devo più suicidarmi’ ed esaltazioni del genere…FACEVANO RITUALI in casa nostra, ma io mi tenevo distante da tutto ciò…Alcune di queste donne erano così arrabbiate con me, che mi hanno trattato come un criminale, solo per il fatto che sono maschio e che avevo osato allontanarmi…Il femminismo mi è apparso come un mucchio di donne  infelici che si radunavano per raccontarsi l’un l’altra le loro ferite… “
Ma dietro il paravento della famosa scrittrice fantasy e guru del femminismo, c’era in realtà una catena di abusi sessuali. Marion Zimmer Bradley è stata una lesbica (o bisessuale, o pansessuale) perché suo padre ha abusato di lei, lo ha rivelato sua figlia Moira. E poi lei era disposta ad abusare i propri figli e altre persone, “per migliorare il mondo con il potere del sesso” .
Questo è il testo dettagliato della testimonianza di Moira Greyland, figlia della scrittrice Marion Zimmer Bradley, in cui spiega come è cresciuta in una casa di omosessuali, è stata vittima di abusi e di un’ideologia pansessualista che voleva trasformare il mondo, sdoganando la pedofilia , il tutto sotto gli applausi del mondo della letteratura.Risultati immagini per marion zimmer bradley
Moira Greyland, figlia di Zimmer Bradley, in una
foto promozionale da giovane, come arpista di musica celtica

La storia di Moira Greyland (Pubblicata nel mese di luglio 2015)

Sono nata in una famiglia di famosi scrittori pagani e omosessuali della fine degli anni Sessanta. Mia madre era Marion Zimmer Bradley e mio padre Walter Breen. Tra i due hanno scritto oltre un centinaio di libri: mia madre ha scritto libri di fantascienza e fantasy (Le nebbie di Avalon) e mio padre libri di numismatica: era un esperto in monete.
Quello che hanno fatto per me è ormai questione di dominio pubblico: è sufficiente dire che mi avevano imposto di diventare lesbica ed erano inorriditi dalla mia femminilità.  Mia madre cominciò ad abusare di me quando avevo 3 anni, e continuò a farlo fino a quando ne avevo 12. Mio padre mi ha violentata quando avevo 5 anni. Non mi piace pensarci. Se volete sapere qualcosa sulle sue scappatelle con ragazzini/e minorenni e avete uno stomaco forte, cercate in Google “Breendoggle”: da qui è partito lo scandalo che ha coinvolto i miei genitori, che sono stati quasi espulsi dallo scenario dei fans della letteratura fantasy…wes6704

Walter Breen e Marion Zimmer Bradley, sposati, promiscui, omosessuali, e sotto pseudónimo-  autori di un manuale sulla pedofilia..che praticavano sui loro figli


Quello che disgustava profondamente i miei genitori di me era il mio genere, essere eterosessuale e femminile:  nonostante avessero rapporti sessuali con molte vittime femminili. Mi veniva detto chiaramente che nessun uomo mi avrebbe mai amata, perchè in fondo tutti gli uomini sono gay, perchè non hanno accettato la loro “naturale omosessualità”...MI AVEVANO IMPOSTO DI COMPORTARMI E VESTIRMI IN MODO MASCHILE…di rinunciare alla mia femminilità…dovevo ogni giorno fare una recita, ma dentro di me non tolleravo l’idea di dover essere “un ragazzo nel corpo di una ragazza”, io non lo sono! 
Sono una ragazza ferita da abusi e che ha cercato di essere il “ragazzo” che i miei genitori volevano che fossi….
Scopre che il padre fa sesso con bambini ed adolescenti
È sufficiente dire che non ero la sua unica vittima di entrambi i sessi. Sono cresciuta guardando mio padre che aveva “storie” (immaginavo che fossero questo) con adolescenti, una fonte di frustrazione, perché quelli chiedevano sempre denaro come pagamento per il sesso a cui lui li aveva costretti, quindi era evidente che non lo amavano affatto (è ovvio!).
Ho cercato di scappare di casa per la prima volta quando aveva 10 anni, dopo aver fallito nel mio primo tentativo di suicidio; pensai che mi avrebbero lasciata andare, quando a 13 anni, confessai a mia madre e alla sua “compagna”, che mio padre stava abusando di me, cioè di quel ‘ragazzo’ che dovevo fingere di essere, per compiacerlo…Invece di chiamare la polizia, come avrebbe fatto qualsiasi persona sana di mente,  mia madre con la sua “compagna” si trasferirono lì nella casa di famiglia, mentre mio padre ritornò ad abitare nel suo appartamento, che io avevo chiamato eufemisticamente “nido d’amore”…
Questo peggiorò le cose. Per un pò  ho dormito sui divani nella hall dei miei direttori del Renaissance Faire, ma non mi potevano accogliere lì per sempre. Come potete immaginare, mio padre nel suo appartamento faceva sesso con adolescenti, uso di droghe, e non c’era molto cibo, ma per fortuna i libri di mia madre cominciarono ad avere successo e non soffrii più la fame. Durante la mia adolescenza ho vissuto in tutti i tipi di luoghi, ma sono tornata a casa di mio padre, quando ho iniziato l’università.
Moira ha denunciato suo padre che è morto in carcere …
Un giorno mio padre portò nell’appartamento un bambino di undici anni, con il permesso della madre, che è stato con noi per una settimana. Ero terrorizzata  e ho fatto in modo che il ragazzo avesse una camera per sè e biancheria pulita. Quando ho visto che mio padre lo costringeva a fare sesso con lui, ho visto i giornali di pornografia, ho chiamato il mio consulente, con il quale avevo preso accordi di avvisare la polizia, nel caso avessi visto qualcosa che non andava, e mio padre venne arrestato. E ‘stato condannato a tre anni di libertà vigilata per questo reato.
Tuttavia, la notizia si diffuse e un uomo, il cui figlio era stato ospite di mio padre a Los Angeles, alla stessa età di quel bambino, sporse denuncia… Il risultato è stato che mio padre è stato condannato per 13 imposizioni a norma del codice penale della California, i punti A, B, C e D. (Basti dire che ci sono diversi tipi di abuso sessuale, quello sui bambini è il più grave!).
E’ morto in prigione nel 1993, dopo che io lo denunciai nel 1989. Va notato che già aveva una fedina penale sporca, che risale ad un arresto nel 1948, quando aveva 18 anni.
Moira non viene creduta… fino a quando arriva la sentenza
Come potete immaginare, mia madre sapeva quello che mio padre aveva fatto, e lo sapeva anche la mia”matrigna”, ma nessuno mi credeva,  fino a quando mio padre non è stato condannato, quindi fino ad allora mi avevano bollato come “isterica”. 
Questo sta anche negli atti pubblici: la fredda indifferenza di mia madre e la totale mancanza di responsabilità della mia matrigna (la sua compagna) sono nauseanti. Le sue parole dovrebbero essere sufficienti. Sapeva quello che voleva fare.
In pochissimo tempo ho cercato giustizia per me, perché secondo le mie convinzioni morali devo proteggere gli altri e anche bene da mio padre. Pertanto, anche se ho pensato che avrei potuto perdonare mio padre per quello che ha fatto a me, in nessun modo potevo perdonarlo per quello che ha fatto agli altri … e la sua ultima vittima non era una prostituta, ma un bambino innocente a cui ha causato danni terribili.

Zimmer Bradley ha pubblicato decine di romanzi del ciclo Darkover, applaudito come “fiction femminista”, pieno di uomini che violentano donne con disprezzo, e le donne che si sono organizzate per vendicarsi (o a volte solo ‘educarli’)


Adottare l’amante adolescente come un figlio
 In ogni caso, la mia famiglia serrò i ranghi intorno a mio padre per proteggere la sua reputazione, come hanno fatto con un nostro parente (maschio) accusato di aver abusato dei figli del suo ex amante maschio, che considerava suoi “nipoti” perché aveva “adottato” il suo amante come suo “figlio”. Sì, lo so, tutto questo fa stare molto male solo a leggerlo, e mi dispiace davvero.
Ancora una volta mi hanno emarginata, mi hanno accusato di essere “pazza” e “isterica”, perché, dopo tutto, perché qualcuno con una lunga storia di abusi, poteva permettere che si continuasse a farlo? Perciò, come ho fatto quando ho consegnato mio padre alla polizia, anche stavolta ho presentato una denuncia alla polizia e così hanno fatto i miei studenti, inorriditi da quello che aveva detto sui suoi “nipoti”.
L’abusato eccitato …questa è la scusa dell’aggressore 
Tuttavia, è importante notare che coloro che vogliono fare sesso con minorenni, non considerano che ciò che stanno facendo è un “abuso”. Per loro è sesso, credono che il bambino acconsenta e si inventano la scusa di dare loro piacere…Ed è la  vergogna di tutto questo che fa calare le vittime nel silenzio: le vittime così giovani non denunciano l’abuso, vengono convinte a credere che “devono” essere gay, (anche se poi si sposano con donne con cui fanno figli.)
A quanto pare, 33 denunce di pedofilia non sono state sufficienti a condannare il mio parente. Non è un problema mio. Ho fatto quello che ho potuto e non avrò problemi a testimoniare anche in futuro. Perdonate il mio fatalismo, ma gli autori di abusi sessuali non si fermano ed è molto probabile che ci saranno più vittime. O qualcuno si offre di testimoniare o l’abusatore riprenderà di nuovo ad abusare; o, forse, se è già vecchio, muore prima di subire le conseguenze delle sue azioni.
Nello stesso periodo in cui ho denunciato mio padre e gli altri miei parenti, mi sono laureata in musica e mi sono costruita una carriera come arpista e cantante ai matrimoni. Mi sono sposata e ho avuto dei figli. Ho ottenuto un Master in Musica e nel 2007 ho iniziato a insegnare canto e arpa e dirigere opere con due compagnie d’opera fondata da me: una nel sud della California e l’altra nel Nord. Ho anche registrato un album di musica celtica. Tuttavia, non sono mai stata del tutto soddisfatta della mia carriera. Gli artisti hanno la loro storia da raccontare. E la mia è orribile.
Sì, stupidamente sono ritornata nel nord della California. L’amata moglie di mio cugino stava morendo di cancro e ho voluto essere parte della famiglia, sperando che con la morte di mio padre se ne fosse andata anche la loro malvagità. Mi sbagliavo.
Scoprire l’orrore nascosto 
Il giugno scorso (2014), un blogger di nome Deirdre Saoirse Moen mi ha chiesto cosa ci fosse di vero sulle voci che circolavano sui miei genitori e ho detto sì, sia io che mio fratello siamo stati abusati, così come una folla di bambini. Ho mandato due poesie che avevo scritto su tutto quel che ho sofferto; mai prima d’ora avevo detto nulla pubblicamente.
Ha pubblicato le mie email e poesie sul suo blog, che vennero rapidamente diffuse – e con grande stupore da parte mia in 92 paesi. Ho ricevuto una miriade di lettere da persone che erano sopravvissute ad abusi sessuali. Ho provato a rispondere a loro tutti rapidamente con simpatia e calore, ma mi ha lasciata esausta emotivamente in un modo che difficilmente riesco a descrivere! Chiunque volesse inviare denaro gli ho chiesto di mandarlo a RAINN ( www . Rainn . Org  Rete Nazionale contro stupro, abusi e incesto) e lo hanno fatto anche autori di antologie legati a mia madre: hanno dato fino all’ultimo centesimo dei loro diritti d’autore a questa organizzazione [probabilmente si riferisce a Janni Lee Simner, che ha continuato a scrivere libri della saga Darkover  dopo la morte di Bradley; nel giugno 2014 ha dichiarato che consegnerà l’anticipo per i due libri della serie e del suo diritto d’autore a questa organizzazione, N T].
Altri hanno bruciato i libri di mia madre, perché non potevano sopportare di rivenderli e fare soldi con la malvagità che quei libri diffondono. E altri hanno rimosso i libri di mia madre dai loro Kindle e iPad.
Coloro che hanno cercato di nascondere lo scandalo 
E ‘ovvio che ci fosse molto dibattito su mia madre e su mio padre. Ogni volta qualcuno ha provato a mettere in discussione la mia storia, centinaia di persone. Alcuni hanno messo in discussione l’età del consenso e sono stati fischiati. Con mia grande sorpresa, ho pensato.
Quando lei è stata accusata di aver abusato di me, aveva testimoniato, con eufemismo, che “i bambini non hanno zone erogene”. Lei non si è preoccupata nemmeno di negare che mi aveva legato a una sedia e mi aveva attaccato con un paio di pinze, dicendo che stava per strapparmi tutti i denti. Con il suo freddo riconoscimento, nessuno dubitava che aveva fatto le cose di cui veniva accusata.
Con uno pseudonimo, hanno scritto una apologia della pedofilia
In ogni caso, dal momento che la verità è venuta alla luce, la questione della pedofilia è stata molto evidente nei suoi libri per le persone che in precedenza avevano attribuito alle sue storie ‘fantasy’ la licenza di narrativa dell’autore. Mio padre aveva scritto, con l’aiuto di mia madre, con lo pseudonimo di “JZ Eglinton”, un libro in difesa dei rapporti sessuali tra adulti e bambini dal titolo GREEK LOVE (l’amore nell’antica Grecia ovvero lo sdoganamento della pedofilia come “normale orientamento sessuale”). Improvvisamente, nessuno ha avuto più dubbi su ciò che, per me, era così evidente fin dall’inizio.
Cosa era cambiato da quel giugno? Dal momento che io (e altri) denunciammo il mio parente per abusi sessuali nel precedente mese di novembre e avevamo deciso di non contattare più la mia famiglia, vista la loro risposta, ha cominciato ad emergere in me l’idea che forse essere gay era il problema.
Non solo l’abuso: l’ideologia pansessualista
Chiaramente mi era stato insegnato ad essere completamente tollerante. Anni prima avevo letto Satinover [Jeffrey Satinover è uno psichiatra e psicoanalista americano noto per i suoi libri su questioni controverse nel campo della fisica e neuroscienze, ma soprattutto per i suoi scritti sulla omosessualità, il matrimonio tra persone dello stesso sesso e il movimento di ex gay, N NT], che crede che i gay sono in genere “pansessualisti”, cioè, che preferiscono il sesso con chiunque, di qualsiasi età e di qualsiasi genere, piuttosto che essere limitati ad una sola persona; lo ritiene, plausibilmente, etico e morale, piuttosto che un problema di “orientamento” sessuale.
Non posso dirvi quante lesbiche conosco che diventano tali perchè semplicemente odiano gli uomini, perchè sono state violentate e non riescono a pensare al sesso con gli uomini a causa della loro esperienza.
“Mi hanno sempre presentato l’omosessualità come naturale”
Per quanto mi riguarda, la mia ricerca sull’omosessualità era quasi un segreto colpevole: io, a pensare l’impensabile. Dopo tutto, mi avevano sempre presentato l’omosessualità come uno stato naturale: io ero un “auto-consapevole” e “una complessata”, perché, nonostante l’appello di mia madre a “provare ” e “come potevo sapere che ero eterosessuale? ” io non potevo accettare di essere gay.
Ciò che mio padre e mia madre credevano era quanto segue: “tutto il mondo è naturalmente omosessuale”; è la società eterosessuale che ha creato dei complessi, di conseguenza, è una società limitata. Il sesso spinge le persone a fare sesso con tutti,  rende possibile l’utopia, eliminando l’omofobia e aiuta le persone a diventare “ciò che sono veramente”.
La libertà sessuale distrugge anche la famiglia con il suo odiato patriarcato, il suo sessismo e la sua discriminazione per l’età (sì: per i pedofili, il problema esiste) e tutti gli altri “ismi”. Se un numero significativo di bambini sono sessualizzati abbastanza presto, allora l’omosessualità è “normale” improvvisamente e accettata da tutti, e le vecchie nozioni circa la fedeltà scompariranno.
Essendo il sesso integrato come una parte naturale di ogni singolo rapporto sessuale, le barriere tra le persone scompariranno e l’utopia si realizzerà. La cultura “eterosessuale” farà lo stesso percorso di estinzione che ha fatto la scomparsa dei dinosauri.
Come mia madre diceva: “Ai bambini viene fatto il lavaggio del cervello perchè credano che non vogliono il sesso.”
Lo so, lo so. La stupidità di questa tesi è evidente e il risultato attuale di queste ideologie è che ci sono molti adulti di quarant’anni in terapia per abusi sessuali, molti, molti suicidi e vite distrutte per quasi tutti. Ma qualcuno ha il coraggio di denunciare. Qualcuno ascolterà?
Le vittime del pan-sessualismo: suicidi e traumi
C’erano sei persone senza nome vittime di mio padre, che non hanno trovato il coraggio di testimoniare, e due vittime che lo hanno fatto. Mi tengo in contatto con uno di loro. Alcuni fan di mia madre sono stati minacciati di tacere su quello che sanno, in modo così feroce che sono già passati anni ed ancora non parlano….
Non so quale sia stato il destino di tutti questi anonimi, ma so che uno è morto per una quarantina di disturbi di comportamento alimentare, non era in grado di parlare di quello che gli era successo, e so che almeno uno dei 22 nomi che ho dato alla polizia come potenziali vittime di abusi si sono suicidati nel 2013.
So che anche un certo numero di vittime di mio padre non ha testimoniato perché lo amavano. Su una nota personale, ho capito perché: di tutti i miei parenti, era certamente di gran lunga il più amichevole. Dopo tutto, era solo uno stupratore seriale.  Mia madre era un mostro violento e freddo la cui voce mi dava i crampi allo stomaco.
L’ amante lesbica, la “figlia gay” che mia madre voleva avere 
Una breve nota sulla mia “matrigna”: ora nega di essere lesbica, dopo essere stata 22 anni con mia madre, e ha sposato un uomo. Pertanto, quando “è nata”, che cosa era? È nata gay e ora vive per “negare” la sua”vera natura”, come dicono i gay, o venne plagiata da bambina con mia madre, che ha fatto ciò che le celebrità fanno, approfittare della sua innocenza ed emotività infantile?
Aveva 26 anni quando ha iniziato il rapporto con mia madre. Più tardi mi ha detto che mia madre aveva “abusato” di lei. Non posso usare questa parola: aveva 26 anni. Ma lei sì, chiamava mia madre “mamma”. E molto del loro rapporto si basava nel dimostrare che lei era la “figlia migliore” di me: un concorso che, a mio parere, era finito prima ancora di cominciare. Sono la figlia di mia madre. È una realtà biologica. Provocare orgasmi a mia madre non ha reso la mia matrigna una “figlia migliore”; semplicemente si è ingannata. E come si può vedere ora, DEVE essere la “figlia migliore”, perché l’ho denunciata. Non parlo con lei.
Nel marzo 2015 ho contattato on-line Katy Faust, uno dei sei figli di gay che hanno presentato testimonianza alla Corte Suprema per opporsi al matrimonio omosessuale. Abbiamo scritto e ho lasciato la California. Sto ancora cercando di riprendermi dagli ultimi sussulti della negazione della mia richiesta.
Condannare gli abusi? Va bene. Criticare l’ideologia LGBT? Non è ammesso!
L’omosessualità E’ il problema. Il problema è la convinzione che tutti i tipi di sessualità siano leciti e che guariscano i problemi invece di crearli.
Ho cominciato a parlare contro il matrimonio gay e, così facendo, ho perso anche i miei sostenitori più fedeli. Dopo tutto, hanno bisogno di vedere i miei genitori come autori di reati sessuali folli, non come gli omosessuali che hanno fortemente difeso le proprie posizioni etiche cercando di creare un’utopia, basandosi su una stupida ideologia.
Essi non sono disposti ad accettare la possibilità che l’omosessualità possa effettivamente distruggere i bambini ed anche gli adulti, che insistono nel rimanere in questa schiavitù.
Ora, persone ben intenzionate che pensano che io sto estendendo la mia esperienza ad una più ampia comunità gay, vorrei spiegare perché penso che sia così. Essi condividono l’idea che “tutti siamo gay” che non siamo usciti dall’armadio e ritengono che difendere il rapporto omosessuale impedirà ai bambini di rimanere in questo armadio. E questo renderà tutti felici.
Se avete dei dubbi su quello che dico, cercate “età del consenso”, “ragazzi” [termine che descrive gay adolescenti  che hanno appena superato o non hanno ancora superato la maggiore età. Di solito sono persone che hanno l’aspetto di adolescenti o di giovani adulti, con corpo sottile, ectomorfo, di solito senza peli o bassa quantità di peli sul corpo o di peli sul viso, N T], “discriminazione sull’età ” e gli scritti di molti autori di sinistra che credono che il sesso precoce è “utile” per i bambini in qualche modo.
A causa della mia lunga esperienza con la comunità BDSM [Bondage e Disciplina, Dominazione e Sottomissione, Sadismo e Masochismo], è mia convinzione che l’omosessualità è una questione di IMPRONTA, come lo sono le fantasie BSDM. Per coloro che praticano BDSM, la pratica continua della propria fantasia è sessualmente eccitante. Per la persona gay è ovviamente la stessa cosa. Tuttavia, da quello che ho visto, nessuna delle due cose è sana.
La catena dell’abuso genera disturbo
Ci sono così poche persone che sono solo gay, sono quasi inesistenti; la maggior parte hanno rapporti con persone di entrambi i sessi, come è avvenuto per i miei genitori e altri parenti.
Ciò che separa la cultura gay dalla cultura eterosessuale è la convinzione che il sesso precoce è buono e utile e la certezza (non pensate neanche per un momento che NON lo sappiano) che l’unico modo per produrre un altro omosessuale è quello di procurare ad un bambino delle esperienze omosessuali PRIMA che si “rovini” con l’attrazione per una ragazza.
Se siete d’accordo con questo, e potete non esserlo, vale la pena prenderlo in considerazione. Se pensate che mi sbaglio, è vostro diritto, ma attenzione al GRAN NUMERO di storie di abusi sessuali e transessuali derivanti da questi “matrimoni” omosessuali.
Infatti, le statistiche per quanto riguarda l’abuso sessuale dei figli di gay indicano che il numero è astronomicamente più alto se confrontato con i figli di eterosessuali.
Ovviamente, il mio punto di vista è molto scomodo per le persone progressiste con cui sono cresciuta: è stato “permesso” che io fossi vittima di abusi da parte dei miei genitori e hanno “permesso” che io fossi vittima di una violenza terribile. Ma, e questo è l’incredibile, NON MI E’ PERMESSO DI DARE LA COLPA ALL’OMOSESSUALITA’ DI ENTRAMBI I MIEI GENITORI,  alla loro volontà assoluta di accettare tutti i tipi di sesso, per tutto il tempo, tra tutte le persone.
Ma questo non mi impedisce di continuare a parlarne. Sono stata in silenzio per un lungo periodo di tempo.  Il “matrimonio” omosessuale non è altro che un modo per rimodellare i bambini sull’immagine dei loro “genitori”.
In dieci o trenta anni i sopravvissuti hanno parlato. Nel frattempo, io lo faccio qui.
Moira Greyland  

È morta Jane Roe: il suo caso fece legalizzare l’aborto in USA. Si pentì e si convertì alla fede cattolica, lottò sempre contro l’aborto

La conoscono tutti come Jane Roe, un nome che in realtà serviva a nascondere la sua identità. Ma Norma McCorvey, morta a 69 anni lo scorso 18 febbraio 2017, non era solamente un nome fittizio in una delle due sentenze che aprirono la strada all’aborto negli Stati Uniti. Era una donna che poi si era convertita, è stata battezzata nella Chiesa Cattolica, con la guida di Padre Frank Pavone, direttore di Sacerdoti per la Vita. Ha dedicato tutti gli ultimi 27 anni della sua vita a cercare di sovvertire la sentenza che ha aperto alla possibilità di aborto negli Stati Uniti. Come giustamente è stato scritto, è lei la prima vittima dell’aborto.

Era il 1969 quando Norma, incinta per la terza volta, stava lavorando con un avvocato per dare il bambino in adozione. Ma entrarono all’improvviso nella sua vita Sarah Weddington e Linda Coffey, due giovani avvocati che difendevano il diritto all’aborto. In qualche modo, si approfittarono di lei. Era praticamente senza tetto, povera, conviveva con un’altra donna, aveva problemi di tossicodipendenza. I due avvocati la portarono a pranzo e la convinsero a firmare quei documenti che avrebbero consentito loro di portare la causa pro-aborto in tribunale. Documenti in cui si sosteneva tra l’altro che lei era vittima di stupro.

Non volle mettere il suo nome sulla causa, e allora divenne Jane Roe. Non pensava minimamente all’impatto che avrebbe avuto la sentenza, approvata a grande maggioranza dei giudici.

La sentenza della Roe vs Wade aprì le porte dell’aborto negli USA. E lei fu attivista abortista, arrivò a lavorare in Planned Parenthood, fino a quando arrivò la conversione. Improvvisa e incredibile, raccontata nel suo libro “Won by love” (Vinta dall’amore) del 1988.Risultati immagini per won by love norma mccorvey

Nella biografia racconta che notò un poster con uno sviluppo fetale mentre era seduta in un ufficio, e lì, guardando lo sviluppo, guardando “quel piccolo embrione di 10 settimane” non poté dire “non dire: questo è un bambino. È come se un paraocchi mi fosse caduto dagli occhi”. Era il 1988. Ed era l’inizio di un percorso. Si convertì alla causa pro-life nel 1990, dopo aver conosciuto molti leader del gruppo pro-life Operation Rescue, la cui sede era stata trasferita accanto alla clinica abortista in cui lavorava. Si convertì al Cristianesimo e nel 1995 ricevette il Battesimo nella Chiesa cattolica.

In questi ultimi anni, ha cercato di sovvertire la sentenza che la riguarda in tutti i modi. La sua petizione è stata sempre respinta. Testimoniando davanti al Senato nel 1998, ha detto: “Dedicherò il resto della mia vita a far annullare la legge che porta il mio nome. Sono stata persuasa da avvocati femministi a mentire – ha dichiarato – a dire che ero stata stuprata, e che avevo bisogno di un aborto. Ma era tutta una bugia. E da allora oltre 50 milioni di bambini sono stati uccisi. Mi porterò questo peso nella tomba”.

Ha anche fatto spot televisivi contro Obama nel 2012, dicendo: “Egli uccide i bambini”.

Non è la sola donna la cui storia fu usata per consentire l’aborto. In Paesi come gli Stati Uniti, dove vige la common law, le sentenze fanno giurisprudenza. E così, fu necessaria un’altra sentenza per consentire l’aborto in ogni momento della gestazione senza paletti. Questa sentenza fu quella del processo Doe vs Bolton.

La signora Doe è Sandra Cano, è la sua storia è molto simile a quella di Norma McCorvey. L’iter processuale di Sandra Cano cominciò nel 1970:

aveva 22 anni, e aspettava il suo quarto figlio, dopo aver perso la custodia di due dei suoi bambini e aver adottato il terzo. Viveva in Georgia, e lì l’aborto poteva essere praticato solo in condizioni estreme, ma gli avvocati ritennero che a Sandra Cano dovesse essere concesso il diritto di abortire. La Corte Suprema fu d’accordo, e con quella sentenza estese il diritto di abortire a tutti i nove mesi di gravidanza.

Peccato che da sempre Sandra Cano ha messo sotto accusa il fondamento stesso dell’iter processuale. Perché – ha detto – lei non aveva mai davvero voluto né richiesto un aborto e che era stata portata con l’imbroglio a firmare un affidavit sull’aborto al processo che aveva intentato solamente per definire il divorzio da suo marito e cercare di ottenere nuovamente la custodia degli altri bambini. E nel 2003, a 30 anni della sentenza, ha lanciato un procedimento legale per sovvertire la famosa sentenza che la riguarda. Nemmeno lei ha avuto successo. Anche lei, oggi, è una attivista pro-life.

Così, la morte di Norma McCorvey ci priva di una testimone diretta di come l’industria dell’aborto abbia propagato le sue bugie. Ma anche di una donna che visse una profonda conversione. Jane Roe era solo un nome, un timbro su una sentenza. Ma Norma McCorvey era sangue e carne. E come sangue e carne conobbe la fede.

FONTI

http://www.acistampa.com/story/e-morta-jane-roe-il-suo-caso-fece-legalizzare-laborto-ma-poi-si-converti-5462

https://www.theguardian.com/us-news/2017/feb/19/norma-mccorvey-obituary

Rivelazioni ex massone convertito a Lourdes: legame tra culto satanico e Massoneria, lotta contro il Papa e la Chiesa

Serge Abad-Gallardo è stato un membro della Massoneria per più di 25 anni, è stato Maestro di Loggia al 14° grado. Dopo un pellegrinaggio a Lourdes tutto è cambiato e si è convertito alla Chiesa cattolica, lo ha scritto nel suo libro “PERCHE’ HO SMESSO DI ESSERE UN MASSONE”. La “particolare e inaspettata grazia” è giunta a Lourdes; dove attraverso “un’esperienza molto personale” che descrive nel libro egli capisce “che Cristo mi ha cercato più di quanto abbia fatto io con Lui”.

In un’intervista a CNA, Serge spiega anche il legame tra il culto satanico e la Massoneria.

Per Serge Abad-Gallardo la Massoneria è un CULTO con un’iniziazione, delle cerimonie, dei riti esoterici, dei dogmi, un ideale comune e dei legami tra i membri. Essa non è solamente un mezzo per avvicinarsi a Dio, ma per diventare uguali a Dio (satanismo). Tutto parte dall’uomo e a lui deve tornare. Per tutte queste ragioni, fin dal 1738, Papa Clemente XII (1652-1740) ha condannato questa sètta comminando la scomunica a chi vi aderisce. LA SCOMUNICA CON DIVIETO DI RICEVERE I SACRAMENTI A CHI E’ ISCRITTO ALLA MASSONERIA E’ TUTTORA CONFERMATA:
 
por_que_deje_de_ser_mason“Ho lasciato la Massoneria e ho pensato di dover prima scrivere la mia esperienza per comprenderla meglio io stesso e poi parlarne alla gente. Ognuno è libero di fare ciò che vuole, ma la Massoneria non parla con franchezza. Con il mio libro, dimostro perchè la Massoneria lotta contro la Chiesa cattolica “, dice l’autore di “Perché ho smesso di essere un massone”.
Serge Abad-Gallardo è un architetto nato in Marocco che si trasferisce a Marsiglia, in Francia nel 1961; a 33 anni è entrato nella loggia massonica attraverso un amico, cercando di trovare in essa le risposte alle domande più profonde dell’uomo: «Ero curioso di scoprire i supposti segreti della Massoneria. Ho incontrato alcuni gravi problemi nella mia vita e mi sono chiesto che risposta avrebbe potuto darmi la massoneria, ma non ne ho trovata nessuna. Sulla strada con Cristo sì, ho trovato le risposte che cercavo“.
Abad-Gallard afferma che lasciare la Massoneria è stato difficile: ” Ero convinto di aver trovato la fede…All’inizio, in certe parole del rituale massonico (Rito Scozzese Antico e Accettato) si ritrovano frasi come «cercate e troverete» o «bussate e vi verrà aperto», passi estratti dai Vangeli. Ma poco a poco, grazie all’incontro nel 2002 con un frate francescano ad Aix-en-Provence, mi sono reso conto che il senso attribuito a queste parole non era lo stesso. Quando la massoneria parla di “Luce”, parla di una “Conoscenza”, un sapere esoterico, ermetico e occulto, mentre il frate francescano mi parlava di “Luce” come dell’amore di Dio per noi. La “luce” della Massoneria è una “luce artificiale”.Risultati immagini per vitriol maçonariaQuando la massoneria dice “Cerca e troverai”, si tratta di cercare se stessi e di trovare se stessi, è la parola ermetica massonica “V.I.T.R.I.O.L.” (Visita Interiorem Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidem: Visita l’interno della terra e rettificando troverai la pietra nascosta), ma le parole del Vangelo non significano nulla di tutto ciò: significano che Dio ci cerca ancor prima che noi proviamo a cercarLo. È Dio che dà l’Amore all’uomo, più che il contrario.
Ho sentito anche molte espressioni anticlericali e antipapiste. La cosa non mi è piaciuta, ma mi sono adattato perché mi ero allontanato dalla fede, e soprattutto dalla Chiesa. Inoltre, in Massoneria si parlava molto di Fratellanza, ma col tempo mi sono accorto che dietro questa apparente Fratellanza c’erano degli accordi e delle lotte per il potere nel seno stesso della Massoneria. Infine, quando nel 2002 sono ritornato alla fede, ho compreso che il cattolicesimo e la Massoneria sono incompatibili. Volevo parlare ai miei confratelli della Verità del Vangelo, che stavo riscoprendo grazie all’incontro con un sacerdote cattolico, ma compresi che era inutile parlare se non c’era in loro la volontà di ascoltare”.

Di fronte ai ripetuti commenti anticlericali di parecchi gradi alti della loggia, Serge non poteva rimanere in silenzio e ha difeso la Chiesa. Le critiche contro la Chiesa e contro il Papa erano frequenti, ma oltre a questo Serge scoprì che attraverso i rituali massonici veniva data “gloria a Lucifero”: lo avvertì nel rituale massonico all’inizio dell’anno. “Non dicono apertamente che è il diavolo, ma prendono l’etimologia della parola Lucifero e affermano che lui è ‘portatore di luce'”, ha detto Serge al CNA.

Qualcosa di simile è accaduto quando ha visto che, tra gli alti gradi della Massoneria, veniva lodato il serpente di cui parla il Libro della Genesi (Sacra Bibbia), a causa del quale Adamo ed Eva caddero nel peccato originale. “Dicono che il serpente (Lucifero) ha portato la luce e la conoscenza all’uomo, che Dio gli ha voluto negare. Si tratta di una perversione molto grave”.

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TEMPIO MASSONICO
Tra la Massoneria e il diavolo “vi è un legame, ma non è così chiaro apparentemente. La maggior parte dei massoni non si rende conto dell’influenza del diavolo nei rituali massonici. Pensano, con tutte le possibili buone intenzioni, che stanno lavorando per la ‘felicità del genere umano’ o per il ‘progresso del genere umano.‘ Non c’è un culto satanico apertamente dichiarato, ma è decorato con belle parole”, insiste.
L’ ex massone ritiene che “ci possono essere alcuni massoni che sono consapevoli e consenzienti a questo legame con il diavolo e praticano questi riti ben sapendo quello che stanno facendo. Ma apparentemente non è evidente. Non dobbiamo dimenticare che il diavolo è il ‘padre della menzogna’ “.
E spiega che questo rapporto indiretto con il demonio si manifesta in molti modi, ma tutti convergono nell’allontanare la persona che entra in Massoneria dalla Chiesa cattolica. “La Massoneria cerca di convincere le persone che la fede cristiana e la Chiesa cattolica  sono superstizione e oscurantismo”, dice Serge.
In questo senso Serge Abad-Gallardo spiega anche che “il rituale massonico influenza la mente, nel subconscio e nell’anima delle persone. La verità è che l’iniziato viene indottrinato da colui che è già un massone ad addentrarsi nell’ uso di simboli e rituali massonici esoterici. La Massoneria non ha riti satanici diretti, ma quei rituali costituiscono un portale di ingresso al culto satanico.
Una delle parole segrete e sacre dei  Maestri massoni, dice Serge, è “Tubal Caino”, che si traduce come “discendente diretto di Caino”“Tutti sanno quello che ha fatto Caino, ha ucciso il fratello per gelosia ed è stato  ispirato dal demonio. Questo è il modello per i docenti Massoni”.

“I rituali non sono cambiati, hanno avuto solo lievi modifiche. Infatti nei gradi più alti della Massoneria sono stati riconfermati i riferimenti più esoterici e occulti del 1800, circa 70 anni dopo la nascita della Massoneria nel 1717”.

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Anton LaVey, massone autore della Bibbia satanica

Serge afferma che uno dei pilastri della letteratura massonica, vale a dire, un lavoro scritto e presentato da un massone, che la Massoneria ha in suo possesso, è “colui che ha fondato il moderno satanismo, l’americano Anton Szantor LaVey, un fratello Massone di 33° grado, che ha fondato nel 1966 la Chiesa di Satana in California ed è ora il principale riferimento al satanismo per l’organizzazione massonica”.

“La Massoneria allontana dal vero Gesù: il Cristo di cui i massoni parlano negli alti gradi massonici, non ha nulla a che fare con il Gesù della Chiesa cattolica in quanto si riferisce a un qualsiasi saggio o un filosofo, nella migliore delle ipotesi un iniziato” afferma Serge.
Inoltre Serge afferma che “ci sono massoni che si spingono ancora più oltre in questa blasfemia per rimuovere la divinità di Cristo: affermano che Gesù è stato solo un uomo e che sarebbe stato il primo massone. Essi si basano sul fatto che Giuseppe e Gesù erano carpentieri. E che la parola ‘falegname’ è l’etimologia di ‘architetto’ e quindi il simbolo di tutti i massoni, che soprattutto negli alti gradi si chiama Grande Architetto “.
 “La Massoneria crede nel ‘Grande Architetto dell’Universo’, una ‘divinità’ che vogliono far passare attraverso il Dio cattolico, ma è tutto il contrario. A volte  riescono ad ingannare alcuni cattolici, dicendo che essere un massone ed essere cattolico è compatibile, ma fanno riferimento ad un Cristo totalmente opposto al vero Signore Gesù dei Vangeli”.
Serge ha lasciato la Massoneria definitivamente, ma afferma che il controllo della Massoneria in Francia è in crescita: “Nel mio primo lavoro, il sindaco non lo ha detto ma era un Massone, come anche il direttore del suo gabinetto, responsabile per la pianificazione e pure io lo ero, così come altri architetti del municipio dove ho lavorato”, ricorda Serge. hqdefault“Nel 2012 ho sperimentato quello che potremmo definire il Male. Mi sono trovato di fronte all’aspetto più oscuro dell’animo umano e alla presenza del diavolo nella nostra vita con sortilegi e magia. Può sembrare incredibile, ma non ho altra possibilità che raccontare le cose per come sono avvenute. Il mondo si è chiuso per me. Nell’arco di pochi mesi ho perso il mio lavoro, il mio buono stipendio, la casa in cui vivevamo, la mia barca di dodici metri, la mia macchina sportiva, i miei amici… Mi sentivo del tutto perduto e non trovavo risposte nella massoneria, che non poteva rispondere alla domanda sul perché esista il male nel mondo. Ho pensato di trascorrere qualche giorno in ritiro nell’abbazia di Lagrasse, e lì, davanti a Cristo sulla croce, mi sono messo a piangere e mi sono reso conto che quel Cristo piangeva con me. Quell’amore è stato come una luce. Ho trascorso una settimana con i monaci, e il mio cuore si è aperto ormai totalmente all’Amore di Cristo”. Oggi Serge è una persona felice, come lo sono tutti coloro che sanno di essere “realmente amati”. Amati da Dio. Che non è quel principio astratto evocato dalla massoneria, ma un Dio personale; “al quale posso rivolgermi, che ascolta le mie preghiere, che io amo; e che ci ama fino al punto di esser sceso sulla terra e di essersi fatto uccidere su una croce per la nostra redenzione”.
” In Francia dal 2012 molti ministri sono massoni, e i grandi maestri del Grande Oriente, di Diritto o della Grande Loggia Femminile vogliono cambiare la società. Leggi come quelle sull’aborto, sull’eutanasia o sul matrimonio omosessuale vengono da idee massoniche. Un gran maestro della Grande Loggia di Francia, Pierre Simon, ha confessato che tutte queste leggi erano già state preparate nelle logge prima di essere votate dai deputati.”massoneria_leggi_inique
“Ora che il governo cerca di far passare l’ultima legge sull’eutanasia, c’è un paragrafo che si riferisce alla ‘sedazione profonda’: è la stessa espressione che appare in un decreto massonico del 2004, dove l’argomento viene trattato. Vale a dire che le leggi vigenti in Francia sono realizzate in logge massoniche, che le hanno votate dieci o quindici anni prima”, ha detto Serge al CNA.
A questo proposito ha dichiarato che “in Massoneria non esiste vera fraternità o amicizia, perché sono reti. Tutti vogliono il potere politico, sociale ed economico. La massoneria crede nell’ utopia, ovvero che tutto ciò che risulta possibile per un essere umano deve e può essere permesso. Non c’è limite in una legge naturale che viene da Dio, la morale proviene solo dal patto sociale. Non c’è quindi un altro modo di vivere se non l’edonismo: il piacere e la felicità nella vita sono l’unico obiettivo, non c’è salvezza eterna, bisogna godersi la vita. La massoneria cospira contro ogni forma di pensare che sia diversa dalla sua“.
FONTI

7 invocazioni che santificano alla Madonna di Fatima

1 – O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, per dare al travagliato nostro secolo ancora un segno delle vostre tenerezze e premure materne, vi sceglieste tre innocenti pastorelli dell’ignorato villaggio di Fatima in Portogallo, perché vi compiaceste scegliere le cose deboli del mondo per confondere le forti, e li faceste disporre da angeliche apparizioni alla eletta missione. O Madre buona, fateci comprendere e gustare la parola di Gesù: «Se non divenite come bambini, non potrete entrare nel regno dei cieli»; sicché con cuore puro ed umile, ed animo docile e semplice, meritiamo di accogliere il vostro materno Messaggio d’amore.

Mater amabilis, ora pro nobis.
Ave Maria

2 – O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, spinta dall’amor che ci portate, vi degnaste scendere dal Cielo, dove siete gloriosa col vostro Divin Figlio, come Figlia dell’Eterno Padre e Immacolata Sposa dello Spirito Santo; e servendovi dei tre innocenti pastorelli della Cova d’Iria, veniste ad esortarci a far penitenza dei nostri peccati, a cambiar vita ed a mirare ai godimenti eterni del Cielo per cui Dio ci ha creati e che è vera patria nostra. O Madre buona, Vi ringraziamo di tanta materna condiscendenza e Vi preghiamo a tenerci stretti sotto il Vostro Manto, per non farci sedurre dalla tentazione, ed otteneteci la santa perseveranza finale, che ci assicura il Cielo.

Janua coeli, ora pro nobis.
Ave Maria

3 – O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, nella seconda apparizione assicuraste la salvezza eterna ai piccoli vostri confidenti, tranquillizzaste Lucia con la solenne promessa che non l’avreste mai abbandonata durante il terreno pellegrinaggio, perché il vostro Cuore Immacolato sarebbe stato il suo rifugio e la via che l’avrebbe condotta a Dio; e mostraste loro questo Cuore circondato di spine. O Madre buona, concedete anche a noi, vostri indegni figli, la medesima assicurazione, sicché rifugiati quaggiù nel vostro Cuore Immacolato, lo possiamo consolare col nostro amore e la nostra fedeltà avvenire, distruggendo le acute spine che Gli abbiamo procurato con tante nostre mancanze.

Dolce cuore di Maria, siate la salvezza mia.
Ave Maria

4 – O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, nella terza apparizione veniste a ricordarci che nei tristi frangenti dei Divini castighi, come la guerra e le sue tristi conseguenze, siete Voi sola che potete venire in nostro aiuto; ma ci avete insieme mostrato che i castighi temporali son ben poca cosa di fronte al tremendo castigo della perdizione eterna, nell’inferno. O Madre buona, riempiteci del santo timor filiale dei castighi di Dio, fateci concepire un odio sommo al peccato, che li provoca, così da farci accettare con cuore umiliato e compunto i castighi temporali ed evitare le pene eterne dell’inferno; mentre ripetiamo la preghiera insegnata da voi:

«O Gesù, perdonate le nostre colpe, preservateci dal fuoco dell’inferno, portate in Cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della vostra misericordia».
Ave Maria

5 – O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, la persecuzione spietata contro i vostri piccoli prediletti e la loro prigionia faceste servire a confondere l’orgoglio dei perversi, a perfezionare la immolazione dei tre innocenti ed affinare la loro virtù, ed a rendere più vasta ed efficace la risonanza della vostra materna esortazione alla preghiera e al sacrificio per la conversione dei peccatori. Noi accogliamo, o Madre, nel nostro così misero e freddo, l’eco ineffabile del vostro Cuore ardente, per la conversione dei nostri fratelli erranti; ed offriamo i nostri piccoli sacrifici e croci quotidiane in spirito di riparazione. Che tutti si convertano, o Madre, e trionfi di tutte le resistenze alla grazia il vostro Cuore Immacolato, mentre ripetiamo l’invocazione insegnata da Voi:

«O Gesù, è per vostro amore e per la conversione dei peccatori e in riparazione delle offese che si fanno contro l’Immacolato Cuore di Maria».
Ave Maria

6 – O Vergine SS.ma del Rosario di Fatima, nella quinta apparizione non vi contentaste di ripetere ai vostri prediletti fanciulli la esortazione alla recita del Santo Rosario e la promessa del prodigio del prossimo tredici ottobre; ma voleste dare anche alle folle, che sempre più numerose partecipavano alla scena della celeste conversazione, un segno della vostra presenza più impressionante del solito. Sotto la forma d’un globo luminoso tutti vi videro discendere dal Cielo, e dopo il materno colloquio con i tre bimbi, risalire per le vie del sole, mentre dal cielo piovevano candidi aerei fiori evanescenti. Così Vi compiacete di incoraggiare la nostra debole fede! O Madre buona, Vi ringraziamo del dono ineffabile della S. Fede, oggi da tanti errori e da tante seduzioni insidiato. Fate che sempre conserviamo sottomessa la nostra mente alle verità da Dio rivelate e che la Chiesa ci propone a credere, senza bisogno d’attendere prodigi; così da meritar l’elogio di Gesù: «Beati quelli che crederanno senza bisogno di vedere». E per questo ripetiamo la preghiera dell’Angelo della Pace:Risultati immagini per angelo di fatima

«Mio Dio, io credo, adoro, spero, Vi amo, Vi domando perdono per quelli che non credono, non adorano, non sperano, non Vi amano. Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, io Vi adoro profondamente e Vi offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli del mondo, in riparazione degli oltraggi, dei sacrilegi, delle indifferenze da cui Egli medesimo è offeso. Per i meriti infiniti del suo Sacro Cuore e del Cuore Immacolato di Maria io Vi domando la conversione dei poveri peccatori».

Ave Maria

 

7 – O dolce Madre nostra Maria, Voi apparendo per l’ultima volta alla Cova da Iria ai tre fortunati bambini di Fatima, voleste rivelarvi sotto il titolo di Madonna del Rosario.
In questo titolo, Voi avete voluto racchiudere tutto il segreto di nostra salvezza, e tutte le risorse di nostra forza nelle prove terribili che si sarebbero abbattute sul nostro capo. Siate, dunque la nostra guida, la nostra luce, la nostra speranza. Noi, o Madonna del Rosario di Fatima, invocandovi con questo bel nome troviamo dolcezza per il nostro cuore, nel tempo di amarezza; forza per la nostra debolezza nei momenti pericolosi e difficili; speranza di salute e di salvezza nel turbinio periglioso della vita; conforto durante l’abbattimento e il terrore; luce nei dubbi e nelle perplessità; trionfo nelle lotte contro la carne, il Mondo, Satana. Noi, o Madonna del Rosario di Fatima, non ci stancheremo di chiamarvi con questo bel Nome. Esso sarà sempre sulle nostre labbra in cima ai nostri pensieri qual pernio della nostra vita. Il Santo Rosario, tanto da Voi raccomandato, sarà la nostra preghiera quotidiana e sovrana. Noi o Maria, col Vostro Rosario in mano, stretti a Voi d’intorno, non ci allontaneremo un solo istante da Voi.

Ripetendovi con sempre crescente affetto Madonna del Rosario di Fatima, pregate per noi! Ave Mariacuoreimmacolatodimaria

ATTO DI CONSACRAZIONE E RIPARAZIONE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

Vergine santissima e Madre nostra, nel mostrare il tuo Cuore circondato di spine, simbolo delle bestemmie ed ingratitudini con cui gli uomini ripagano le finezze del tuo amore, hai chiesto di consolarti e ripararti. Come figli ti vogliamo amare e consolare sempre, ma specialmente dopo i tuoi materni lamenti, vogliamo riparare il tuo Cuore Addolorato e Immacolato che la cattiveria degli uomini ferisce con le pungenti spine dei loro peccati.

In modo particolare vogliamo riparare le bestemmie proferite contro la tua Immacolata Concezione e la tua Santa Verginità. Molti, purtroppo, negano che tu sei Madre di Dio e non ti vogliono accettare come tenera Madre degli uomini.

Altri, non potendoti oltraggiare direttamente, scaricando la loro collera satanica profanando le tue Sacre Immagini e non mancano coloro che cercano di infondere nei cuori, soprattutto dei bambini innocenti che ti sono tanto cari, l’indifferenza, il disprezzo ed anche l’odio contro di Te.

Vergine santissima, prostrati ai tuoi piedi, esprimiamo la nostra pena e promettiamo di riparare, con i nostri sacrifici, comunioni e preghiere, tanti peccati ed offese di questi tuoi figli ingrati.

Riconoscendo che anche noi non sempre corrispondiamo alle tue predilezioni, né ti amiamo ed onoriamo sufficientemente come Madre nostra, supplichiamo il perdono misericordioso per le nostre colpe e freddezze.

Madre santa, vogliamo ancora chiederti compassione, protezione e benedizioni per gli attivisti atei e i nemici della Chiesa. Riconducili tutti alla vera Chiesa, ovile di salvezza, come hai promesso nelle tue apparizioni a Fatima.

Per quanti sono tuoi figli, per tutte le famiglie e per noi in particolare che ci consacriamo interamente al tuo Cuore Immacolato sii rifugio nelle angustie e tentazioni della Vita; sii cammino per giungere a Dio, unica fonte di pace e di gioia. Amen.

Recitare il Salve Regina 

PREGHIERA ALLA MADONNA DI FATIMA

Maria, Madre di Gesù e della Chiesa, noi abbiamo bisogno di Te. Desideriamo la luce che si irradia dalla tua bontà, il conforto che ci proviene dal tuo Cuore Immacolato, la carità e la pace di cui Tu sei Regina.

Ti affidiamo con fiducia le nostre necessità perché Tu le soccorra, i nostri dolori perché Tu li lenisca, i nostri mali perché Tu li guarisca, i nostri corpi perché Tu li renda puri, i nostri cuori perché siano colmi di amore e di contrizione, e le nostre anime perché con il tuo aiuto si salvino.

Ricorda, Madre di bontà, che alle tue preghiere Gesù nulla rifiuta.

Concedi sollievo alle anime dei defunti, guarigione agli ammalati, purezza ai giovani, fede e concordia alle famiglie, pace all’umanità. Richiama gli erranti sul retto sentiero, donaci molte vocazioni e santi Sacerdoti, proteggi il Papa, i Vescovi e la santa Chiesa di Dio.

Maria, ascoltaci e abbi pietà di noi. Volgi a noi i tuoi occhi misericordiosi. Dopo questo esilio mostra a noi Gesù, frutto benedetto del tuo grembo, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. AmenRisultati immagini per cuore immacolato di maria fatima images

Santi Giacinta e Francesco Marto, piccoli veggenti di Fatima

Il 13 maggio 2017 Francesco Marto e Giacinta Marto, con una messa solenne che Papa Francesco ha presieduto nel santuario mariano di Fatima, sono stati proclamati Santi. Proprio nel decreto sulle virtù eroiche dei due giovani pastorelli di Fatima, la Chiesa afferma che anche i bambini possono percorrere in pienezza la via della santità. Di Lucia, la terza pastorella, morta nel 2010, è in corso il processo di beatificazione.  

Nati ad Aljustrel, in Portogallo, a meno di due anni di intervallo l’uno dall’altro, muoiono poco tempo dopo le apparizioni, così come Nostra Signora aveva annunciato: ‘Giacinta e Francesco li porto fra poco ma tu (Lucia) resti qui ancora per qualche tempo’ (13 giugno 1917). Vite brevi ma sufficientemente valide perché la Chiesa Cattolica riconoscesse, per la prima volta nella sua storia di 2000 anni, l'”eroicità delle virtù e la maturità della fede di bambini non martiri“, per decreto di Giovanni Paolo II, il 13 maggio del 1989, che ha aperto un precedente al riconoscimento di santità dei due pastorelli. Papa Giovanni Paolo II promulgò il decreto sul miracolo della cura di Emilia Santos, ottenuto per intercessione dei due pastorelli di Fatima.

La loro causa di beatificazione, infatti, era rimasta bloccata per vari decenni perché, secondo la dottrina tradizionale, si richiedeva che l’esercizio eroico delle virtù cristiane (quelle teologali di fede, speranza e carità e quelle cardinali di prudenza, giustizia, fortezza e temperanza) dovesse avvenire «per un periodo duraturo», il che escludeva dal prendere in considerazione dei fanciulli.

Nel 1981 il Dicastero per le cause dei santi dedicò un’assemblea allo studio di tale possibilità e la risposta da parte di teologi, giuristi, pedagoghi e psicologi fu affermativa. L’abolizione di quella restrizione, suffragata dai più moderni studi di psicologia infantile, ha così aperto la strada della santità canonica per i due fanciulli di Fatima e per altri che verranno dopo di loro.

La santità di Giacinta e Francesco è stata nell’aver aderito pienamente al messaggio di Fatima. Quel messaggio era il Vangelo di Gesù predicato dalla Madonna. La piccola Marto, dunque, viene proposta come modello di santità non perché ha vissuto col fratellino Francesco l’esperienza di veggente della più importante apparizione mariana del ’900, ma, come ha efficacemente ribadito il postulatore della causa, il gesuita Paolo Molinari, «per come dei bambini hanno saputo sviluppare il loro spirito di fede nel Signore e mettere in pratica quello che la Madonna aveva loro detto: pregare il Rosario e sacrificarsi per i peccatori».

Immagine correlataPREGHIERA AI SANTI FRANCESCO E GIACINTA MARTO

Nostra Signora di Fatima, Tu che hai scelto Francesco e Giacinta,
due poveri e semplici pastorelli, per annunciare al mondo
i desideri del tuo Cuore Immacolato, aiutaci ad accogliere il tuo messaggio
di conversione, perché liberati dal peccato possiamo vivere una vita nuova.
Santi Francesco e Giacinta,
voi che foste capaci di una preghiera intensa,
fate che il momento della preghiera quotidiana
diventi per noi il cuore di ogni nostra giornata.
Voi che, seppur bambini, foste capaci di offrire grandi sacrifici in dono
alla Vergine Maria per la salvezza dei peccatori,
aiutateci a non sprecare le piccole croci quotidiane,
ma a renderle offerta preziosa e gradita a Dio per la salvezza del mondo.
Nostra Signora di Fatima, per intercessione dei Santi Pastorelli
Francesco e Giacinta, veglia su tutti i bambini del mondo,
soprattutto quelli più poveri e abbandonati.
Fa’ che anche loro possano trovare,
nel tuo Cuore Immacolato e materno, rifugio e protezione.

Santi Francesco e Giacinta,
Pastorelli di Fatima, pregate per noi!

LA STORIA DELLE APPARIZIONI di MARIA SANTISSIMA AI TRE PASTORELLI DI FATIMA, descritta da Don Marcello Stanzione Risultati immagini per nossa senhora de fatima 13 maggio 1917

La famosa “Grande Guerra”, quella del 1914-1918, faceva strage in tutta Europa ed ogni giorno portava il suo contingente di disgrazie e di desolazione. Era l’epoca gloriosa e dolorosa delle trincee…Ma laggiù, all’altro capo dell’Europa, sulla Serra de Ayre, in Portogallo, nel piccolo villaggio di Fatima, regnava una pace molto relativa. Tre fanciulli custodivano le loro pecore su questo altopiano arido e secco, piantato di querce verdi, nella Cova di Iria, che vuol dire “Vallone della pace”. Sono Francesco, nove anni, sua sorella Giacinta, sette anni, i due ultimi figli di Manuel Pedro Marto e la loro cugina, dell’età di dieci anni, Lucia, figlia di Antonio Dos Santos. Ora, quella domenica 13 maggio 1917, essi erano tutti e tre alla Cova de Iria, era quasi mezzogiorno, avevano preso insieme il loro pasto frugale e, come d’abitudine, avevano recitato la loro corona del Rosario. Così come avevano raccomandato loro i genitori …Essi lo avevano recitato “alla bella e meglio”, confesseranno più tardi, poi si erano messi a giocare ed avevano alzato un muretto di pietre secche. Francesco e Giacinta all’improvviso, furono accecati da un lampo che aveva attraversato il cielo sereno. Pensando ad un acquazzone, avevano riunito le loro bestie e cominciavano a rientrare a casa. Ma ecco che, scendendo dal costone in cui erano, quello stesso in cui si eleva ora la Basilica di Nostra Signora del Rosario, essi sono fermati da qualcosa che rassomigliava ad un sole e che si sarebbe fermato su di un piccolo arbusto. Una ragazza, meravigliosamente bella, è là che li guarda e che sembra essere come scolpita nella Luce. Ella è in piedi su di una leggera nuvola che sfiora appena i rami del piccolo albero, vestita di una veste che cade fino ai piedi, stretta al collo da un cordoncino di fili d’oro, un manto sulla testa, dei riflessi d’aurora nelle pieghe dell’abito. Ella ha le mani giunte con una corona che pende dal pungo destro, ha, sulle labbra, un sorriso tendente alla tristezza: “Non abbiate paura, figli miei, non vi farò alcun male!”.

I fanciulli, allora, ardiscono e Lucia chiede a questa bella Signora da dove venisse.
“Io sono del Cielo … “.
“ed io, chiese Lucia, andrò in Cielo?”. La Signora glielo promette, e lo promette anche per Giacinta e Francesco. Ma Francesco non vede nulla …
La Signora dice allora a Lucia: “Che dica la Corona ed anch’egli mi vedrà!”.
Ed il ragazzino potette, con tutti i suoi occhi, contemplare a sua volta la Meravigliosa bellezza dell’Apparizione …
“Vengo a chiedervi di trovarvi qui sei volte di seguito, a questa stessa ora, il 13 di ogni mese. In ottobre, vi dirò chi sono e quello che voglio … “.
Ella chiese loro se acconsentivano ad accettare tutti i sacrifici che il Signore invierà loro in riparazione delle bestemmie e delle offese fatte contro la Maestà Divina ed il Cuore Immacolato di Maria.
“Sì, Signora, essi risposero, noi lo vogliamo!”.
La Signora, allora, aprì le mani ed un fascio di luce sgorgò dalle sue palme, penetrò i fanciulli che si videro come piombati in Dio.
Dopo avere loro raccomandato di recitare la corona del Rosario per la fine della guerra, la visione si allontanò verso Oriente, come qualcuno che scivolasse attraverso lo spazio e sparì nella luce del sole …Risultati immagini per Artur de Oliveira Santos“Un segno grandioso apparve nel Cielo: è una Donna, il sole la circonda … “ (Apocalisse 12,1).
“Chi è costei … splendente come il sole, temibile come dei battaglioni? …  (Cantico dei Cantici 6,10).
Di ritorno a casa, e malgrado la promessa di custodire il silenzio su questi eventi, Giacinta non potette impedirsi di dire a sua madre che quel giorno, essi avevano visto, tutti e tre, la Santa Vergine nella Cova da Iria. I fanciulli non avevano mai mentito … e la Mamma restò molto perplessa … Ella andò a trovare sua cognata, la madre di Lucia, per raccontarle tutto l’affare. Questa entrò in una violente collera e riprese molto severamente sua figlia, poiché ella temeva di essere lo zimbello di tutto il villaggio … Le prove annunciate dalla Bella Signora non facevano che cominciare …
Il 13 giugno, a mezzogiorno, i tre fanciulli sono all’appuntamento vicino alla quercia verde … Alcune decine di curiosi le hanno accompagnate. Dopo la recita della loro corona, essi videro il lampo annunciatore dell’arrivo di Nostra Signora. Ella chiese, quel giorno, a Lucia di imparare a leggere ed annunciò che sarebbe tornata presto per prendere Giacinta e Francesco ma che, lei, Lucia, doveva ancora restare sulla terra per compiere la sua missione. Quelli che sono venuti là possono constatare, sull’arbusto, come un globo di luce più viva, mentre che il sole perdeva il suo chiarore. I rami della quercia si piegavano leggermente sotto il peso di un carico invisibile.
Il 13 luglio, più di cinquemila persone aspettano i tre fanciulli verso mezzogiorno. E pertanto, essi avevano ben fallito di non venire, tanto i rimproveri ed i castighi inflitti dai loro genitori erano stati penosi, senza contare tutte le rimostranze e le reprimende del Curato della parrocchia che, ben evidentemente, non credeva una parola di tutta questa storia. Aveva anche detto ai fanciulli che non si trattava di nient’altro che di una manifestazione diabolica … Ma la Chiamata interiore della Vergine era più forte ed a mezzogiorno, essi sono al celeste appuntamento.
La Signora dichiara: “In ottobre, vi dirò chi sono. E farò un grande miracolo, affinché tutto il mondo possa credervi … “.
Ella chiese ancora, e con insistenza, che si recitasse la corona … In quel momento si vide la piccola Lucia molto afflitta, cacciante dei gemiti … Un grande segreto viene dall’esserle rivelato.

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In seguito, col permesso del Cielo, Lucia ne svelerà una parte, poi una seconda parte … il resto rimane ancora nascosto. La Vergine aveva voluto, quel giorno, ricordare al mondo che l’inferno esiste e che numerosi sono quelli che vi precipitano e Lucia aveva avuto quella visione. Poi, la Signora dice anche che la guerra va verso la sua fine, ma che se si continuava ad offendere Dio, ne comincerebbe un’altra, peggiore, sotto il Pontificato del futuro Papa Pio XI … che non era, in quell’epoca, che l’Abate Achille Ratti, Bibliotecario all’Ambrosiana di Milano … Ella parlò infine della Russia: “Se si ascoltano le mie richieste, la Russia si convertirà e si avrà la pace. Altrimenti, essa diffonderà i suoi errori attraverso il mondo, provocando delle guerre e delle persecuzioni contro la Chiesa. I buoni, in grande numero, saranno martirizzati, il Papa avrà molto da soffrire, e parecchie nazioni saranno annientate … “.
Ma vi è un rimedio: è la Consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria. Poiché Maria, la Tutta Bella, la Tutta Pura, è anche la Tutta Potente sul Cuore di Dio. Se ci si affida alla sua materna protezione, Ella non potrà che proteggerci ed allontanare da noi la Collera di Dio …

In quell’epoca, il Portogallo attraversava la più grande crisi della sua storia. La Massoneria era al potere, e dappertutto, era la rivoluzione sanguinante, l’anarchia e l’empietà. Le folle che erano andate, quel 13 luglio, alla Cova da Iria, non avevano potuto non attrarre l’attenzione delle autorità anticlericali. L’Amministratore di Vilanova de Ourem, il massone Artur de Oliveira Santos, più noto col soprannome “il botolo di ferro” seguiva con una rabbia appena contenuta gli eventi di Fatima. Egli era accanitamente anti-religioso e non respirava che odio contro la Chiesa. Gli articoli apparsi nei giornali su quello che accadeva su quell’altipiano roccioso non facevano che attizzare il suo accanimento.

Una fotografia che ritrae la piccola Giacinta Marto
La piccola Giacinta Marto portata via da una guardia

Vi erano quasi ventimila persone, il 13 agosto, alla Cova da Iria. Ma il “botolo di ferro” era andato a cercare nella sua carriola i piccoli veggenti, a casa loro, e li condusse, dapprima presso il Parroco per un nuovo interrogatorio in regola, poi, col pretesto dell’ora tardi, offre loro di portarli nella sua auto al luogo del celeste appuntamento. Giunto sulla grande strada, egli gira nella direzione opposta e li porta in prigione a Vilanova … Vuole intimidire questi fanciulli, li chiude con dei galeotti per far loro paura, li minaccia di “farli friggere nell’olio bollente” … Pena persa. Aspettandosi il martirio ed avendolo già accettato nel loro cuore, i piccoli confidenti di Nostra Signora si preparano all’incontro con Maria … in Cielo.
Il 19 agosto, egli li rilascerà, ma gli uomini ed i giovani di Fatima, sospettando un po’ la complicità del loro Parroco, investono il presbiterio con bastoni e forche ed il Sacerdote avrà ben del male a spiegare il suo atteggiamento la domenica seguente, nel sermone …
La Signora era comunque venuta … I testimoni avevano potuto notare, come d’abitudine, quella specie di sfera brillante e quello sciame che si sarebbe detto di api, sull’arbusto … o piuttosto su quello che ne restava!
“poi un secondo Segno apparve nel Cielo: un enorme dragone rosso fuoco, la sua coda spazza il terzo delle stelle e le precipita sulla terra … “(Apocalisse 12,4).
Ed è ben il Dragone che agisce contro la Signora e contro i fanciulli che Lei ha scelto … Come è lui che, ben presto, in alcune settimane, va ad alzarsi, laggiù, dall’altro capo dell’Europa, per andarsene a fare la guerra ai figli di Dio e ridurre il mondo alla rovina … il Marxismo, l’Internazionale, sono tutti prossimi a vedere la luce … E Maria è venuta ad annunciare la lotta contro il suo Nemico, ma Lei vincerà.
La domenica che segue, i fanciulli avevano portato i loro greggi molto vicino alla frazione di Aljustrel, nel luogo detto “Valinhos” … E la Signora che non li aveva incontrati alla Cova da Iria, venne a trovarli in quel posto, era il 17 agosto …
“Pregate, ma pregate, disse loro, tante anime vanno all’inferno, perché non si trova nessuno che prega per loro … “.
Ora, dei pellegrini avevano depositato delle monete ai piedi della quercia della Cova da Iria … Che bisognava farne? Come impiegare quel denaro. E la Signora chiese che si facesse costruire due barelle per portare la sua statua … Poca cosa, certo, ma che annunciava fin dall’inizio quella straordinaria peregrinazione della statua di Fatima attraverso tutti i paesi del mondo. Gli uomini non andavano a Cristo, allora Maria andrà verso di essi e li chiamerà … E lo si vide, sul passaggio della Sua statua: innumerevoli conversioni e ritorni a Dio … Perché Maria conduce sempre a Gesù …
E per questo, Ella vuole che si dica la corona, perché è ben questa l’arma più umile che ci sia, ma nello stesso tempo, la più efficace. Perché tutte queste “Ave” costituiscono come delle frecce che noi disponiamo tra le mani di Colei a cui fu promesso, che un giorno, Ella vincerà Satana …
Il 13 settembre, Ella ritornò … E fu il miracolo dei fiocchi di neve che cadevano dal cielo e svanivano prima di giungere al suolo. Bisognava sentire i testimoni di questo singolare miracolo! Il Canonico Galamba de Oliveira, che abbiamo ben conosciuto, era di questi …
Giunse il giorno tanto atteso, del 13 ottobre … Più di settantamila persone sono là, che aspettano, sotto una pioggia torrenziale, che si produca il miracolo annunciato. Mezzogiorno … il lampo! La Signora è là …
“Io sono Nostra Signora del Rosario, dice Lei … Desidero in questo luogo una cappella in mio onore … “. Raccomanda ancora la corona, promette alcuni favori, ma “Occorre che gli uomini si correggano, che chiedano perdono dei loro peccati e non offendano più Nostro Signore che è già troppo offeso … “. 

IL MIRACOLO DEL SOLE A FATIMA 13 OTTOBRE 1917

“Guardate il sole!” grida improvvisamente Lucia. Erano circa due ore, la pioggia si era fermata dal cadere. A meraviglia di tutti, gli abiti, prima completamente bagnati, erano ora completamente secchi. Il sole brillava. Improvvisamente, esso divenne come un disco d’argento che ognuno poteva fissare senza averne gli occhi bruciati, e si mise a girare su se stesso come una ruota di fuoco, facendo spuntare, in tutte le direzioni, delle gerbe di luce multicolore … Passando dal blu al rosso, dal viola al giallo, gli assistenti sorridevano nel guardarsi gli uni gli altri. Questa “danza del sole” si rinnovò tre volte. Poi, in un cielo divenuto rosso sangue, il sole sembrò cadere sulla terra, come distaccato, avanzava a salti in successione, in un movimento a spirale, nel mentre che la temperatura si elevava in modo inquietante … La folla, che urlava al miracolo, implorava ora pietà e perdono e dappertutto salivano gli Atti di Contrizione … Infine, il sole, come obbedendo ad un ordine superiore, riprese saggiamente il suo posto in mezzo al cielo oramai sereno. La folla si rialzò, confortata, ed intonò il più vibrante “Credo” che abbia mai cantato, nella sua gioia e nella sua riconoscenza. Gli increduli, venuti là per assistere alla sconfitta della religione ed alla confusione dei pretesi visionari, se ne tornarono totalmente sconvolti. A parecchie decine di chilometri da Fatima, delle persone avevano potuto assistere a quella strana danza del sole ed il Redattore capo del quotidiano di Lisbona, O Secolo, pertanto anticlericale, non potette fare altrimenti che di riportare i fatti con la massima obiettività. Si possono vedere, oggi, a Fatima, gli esemplari di quella edizione del 15 ottobre 1917, con foto di appoggio …Risultati immagini per il miracolo del sole a fatima

“Al di fuori di qualsiasi logica scientifica”. Così la stampa laica definì il fenomeno che avvenne nei pressi di Fatima il 13 ottobre 1917.  Risultati immagini per ARTUR DE OLIVERIA SANTOS FATIMA

Lo stupore di un anti-clericale

Sono celebri le parole con cui descrisse quanto vide Avelino de Almeida, redattore capo di O Século, un quotidiano di Lisbona considerato anti-clericale: “Agli occhi sbalorditi di quella folla, il cui atteggiamento ci riporta ai tempi biblici e che, pallida di sorpresa, con la testa scoperta, fissa l’azzurro (cielo), il sole tremò ed ebbe mai visti movimenti bruschi fuori da tutte le leggi cosmiche, il sole ‘ballò’, secondo la tipica espressione dei contadini”.

A seguito del clamore che la sua testimonianza suscitò, de Almeida decise di tornare sulla questione qualche giorno dopo sulle pagine di Ilustração Portuguesa, scrivendo: “Miracolo, come la gente gridò? Fenomeno naturale, come gli esperti dicono? Per il momento, questo non mi riguarda. Io dico solo ciò che vidi. Il resto è materia di scienza e Chiesa”.Risultati immagini per il miracolo del sole a fatima

Il 13 ottobre 1930, il primo vescovo di Leiria dichiarava che si poteva credere alle manifestazioni di Nostra Signora alla Cova da Iria, a Fatima del Portogallo …
Francesco e Giacinta furono portati via, come aveva loro predetto Nostra Signora, dalla febbre spagnola. Giacinta soprattutto soffrì molto e morì a Lisbona, lontana da quelli che amava. Quanto a Lucia, che doveva restare sulla terra per stabilirvi la devozione al Cuore Immacolato di Maria, fu per alcuni anni, Religiosa Dorotea, poi entrò nel Carmelo di Coimbra … Ritornò a Fatima nel 1967, per incontrarvi il Papa Paolo VI, venuto da pellegrino della Pace.

Lucia attribuì alla Vergine la disposizione di rendere noto il Terzo Segreto di Fatima nel 1960. Le motivazioni di questa data vennero illustrate personalmente dalla veggente nella lettera del 6 giugno 1958 a Pio XII:

«Vostra Santità già sa dell’esistenza del cosiddetto segreto di Fatima, racchiuso in una busta sigillata che potrà essere aperta dopo l’inizio degli anni Sessanta. Sebbene io non possa rivelarne il contenuto, dato che il tempo si avvicina, devo dire che, negli anni Sessanta, il comunismo raggiungerà l’apice, poi comincerà a scemare sia in intensità che in durata, e a questo succederà il trionfo del Cuore Immacolato di Maria e il Regno di Cristo».

Lucia ritornò a Fatima il 13 maggio 1982, per vedervi Papa Giovanni Paolo II, venuto in pellegrinaggio di ringraziamento per la protezione che Maria gli aveva accordata l’anno precedente, al momento del terribile attentato che fallì e che stava per costargli la vita … “Il Papa avrà molto da soffrire … “ aveva detto la Signora a Lucia.  Giovanni Paolo II, da parte sua, aveva richiesto la busta contenente la terza parte del « segreto » dopo l’attentato del 13 maggio 1981…Come è noto Papa Giovanni Paolo II pensò subito alla consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria e compose egli stesso una preghiera, che definì « Atto di affidamento » che lesse solennemente nel 1981 e poi  il 13 maggio 1982 a Fatima. Suor Lucia confermò personalmente che tale atto solenne e universale di consacrazione corrispondeva a quanto voleva Nostra Signora ( « Sì, è stata fatta, così come Nostra Signora l’aveva chiesto»: Lettera di Suor Lucia dell’8 novembre 1989). Risultati immagini per incontro tra san giovanni Paolo II e suor Lucia 1982Nel 2000, il futuro Papa Benedetto XVI, allora cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede, incaricato di chiarire i segni e i simboli delle apparizioni della Madonna, ha scritto un lungo commento teologico e l’interpretazione del famoso “terzo segreto”.

Ratzinger credeva fermamente che queste visioni sottolineassero la libertà dell’individuo, incoraggiandoci a pentirci e a credere al Vangelo. Non siamo legati a un destino di distruzione, ma invitati a volgerci a Dio con tutto il cuore.

Come indica Ratzinger parlando del terzo segreto, “chi aveva atteso eccitanti rivelazioni apocalittiche sulla fine del mondo o sul futuro corso della storia, deve rimanere deluso”.

Gesù ci ricorda che non conosceremo mai il momento esatto della fine del mondo e che dobbiamo mantenere uno spirito di vigilanza, aspettando pazientemente il ritorno di Cristo: “Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora” (Matteo 25, 13).FÃ_TIMA

Allo stesso modo, Nostra Signora di Fatima non ci offre un futuro ineluttabile, ma ci invita a pentirci, perché raccoglieremo i frutti del nostro peccato o della nostra santità.

Fonti

Don Marcello Stanzione,  Milizia di San Michele Arcangelo

https://www.interris.it/misteri/fatima–il-miracolo-del-sole-tra-scienza-e-fede

https://www.fatima.pt/it/pages/cronologia

http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20000626_message-fatima_it.html

Il grande miracolo della Santa Messa

S.Faustina Kowalska (1905-1938) conosciuta come Santa Faustina di Gesù Misericordioso ebbe numerose visioni degli angeli. Nei suoi diari narra una particolare visione di un cherubino che ebbe durante la celebrazione della S. Messa: “Un giorno, mentre ero in adorazione, non riuscii a trattenere le lacrime; allora vidi uno spirito di incredibile bellezza che mi disse: ‘il Signore ti ordina di non piangere – domandai chi fosse e lui rispose – sono uno dei sette spiriti che stanno notte e giorno davanti al trono di Dio e lo lodano costantemente’. L’indomani, durante la Messa cominciò a cantare: ‘Kadoosch, Kadoosch, Kadoosch'(Santo, Santo, Santo) e il suo inno, impossibile a descriverlo, risuonava come le voci di migliaia di persone. Una leggera nuvola bianca lo avvolgeva; il cherubino aveva le mani giunte e il suo sguardo era simile a un lampo”.

La grande mistica Santa Brigida di Svezia nelle sue rivelazioni così scrive: “Un giorno, mentre assistevo al santo sacrificio, vidi un immenso numero di Angeli scendere e raccogliersi intorno all’altare, con lo sguardo fisso sul sacerdote. Essi cantavano cantici celestiali che, rapivano in estasi il mio cuore; il cielo stesso sembrava in contemplazione del grande sacrificio. E noi povere creature cieche e misere assistiamo alla Messa con così scarso amore con così poca passione e rispetto! O, se Dio aprisse i nostri occhi quante meraviglie potremmo vedere!”.66945a5f11fba2decedf1fdc6e159439

 S. Giovanni Paolo II nelle sue celebri catechesi del mercoledì sugli Angeli rileva:

“La Chiesa ogni giorno e ogni ora, nel mondo intero, prima di dare inizio alla Preghiera Eucaristica nel cuore della Santa Messa, si richiama agli Angeli e agli Arcangeli per cantare la gloria di Dio tre volte Santo, unendosi così a quei primi adoratori di Dio”.

San Domenico Savio diceva:”Quando passo vicino a Lui (Gesù nell’Eucaristia ) non solo mi getterei nel fango per onorarlo, mi getterei in una fornace, perché così sarei fatto partecipe di quel fuoco di carità infinita che Lo spinse a istituire questo gran Sacramento”.

San Giovanni Bosco diceva: “La Messa, (sacrificio dell’altare) è la gloria, la vita del cristianesimo, la grande colonna che tiene su il mondo morale e materiale”
Ripeteva spesso ai suoi giovani che: ”nell’assistere alla Santa Messa: é come se voi vedeste il Divin Salvatore uscir di Gerusalemme e portare la croce sul monte Calvario dove giunto viene crocifisso spargendo fino all’ultima goccia il suo sangue. La Messa dunque non è solamente una semplice rappresentazione del sacrificio della Croce; non ha solamente il valore di un semplice ricordo; ma è un vero sacrificio come quello del Calvario, che essa riproduce, continua e di cui applica i frutti. I frutti della Messa sono inesauribili, poiché sono i frutti stessi del Sacrificio della croce. La Messa trattiene la Giustizia Divina; regge la chiesa; salva il mondo.” S. Padre Pio diceva così:”Sarebbe più facile, che la terra si reggesse senza sole, anziché senza la Santa Messa.”

E’ fondamentale comprendere che il cammino della Chiesa conduce dalla Gerusalemme terrestre a quella celeste che è dimora degli Angeli e dei santi. La Chiesa peregrinante svolge la sua esistenza tra la città terrestre e la città celeste e ambedue sono collegate fra di loro dai Sacramenti, cioè dal culto liturgico. Nella lettera agli Ebrei ci viene detto che noi cristiani tramite il battesimo siamo diventati figli della città celeste, anzi suoi cittadini e tale Gerusalemme celeste è un’adunanza festiva cui partecipano le miriadi dì Angeli, i cittadini della celeste città e le anime dei giusti arrivati alla perfezione.mass-holy-card-with-angel_very-nice-2Questa Gerusalemme celeste non è soltanto città e neppure solo un regno indistruttibile (Eb. 12, 28), ma anche tempio e santuario nel quale Cristo è entrato come sommo sacerdote (Eb. 9, 24). Il culto liturgico che la Chiesa celebra sulla terra è quindi partecipazione al culto che nella città celeste è celebrato dagli Angeli. L’Institutio generalis missalis romani sottolinea esplicitamente che durante la Santa Messa “Tutta l’Assemblea, unendosi alle creature celesti, canta o recita il `Sanctus’. Questa acclamazione, che fa parte della preghiera eucaristica, è detta da tutto il popolo con il sacerdote” QGMR. 55b). La lode del “Sanctus” ci riporta alla visione di Isaia che afferma: “Nell’anno in cui morì il re Ozia, io vidi il signore seduto su un trono alto ed elevato; i lembi del suo manto riempivano il tempio. Attorno a lui stavano dei serafini, ognuno aveva sei ali; con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi e con due volava. Proclamavano l’uno all’altro: “Santo, santo, santo è il Signore degli eserciti. Tutta la terra è piena della sua Gloria” (Is. 6, 1-3).

CATALINA RIVAS E GLI ANGELI NELLA SANTA MESSAeucharistic-angel

Catalina Rivas vive a Cochabamba in Bolivia. Le sue visioni sono state raccolte in otto libri che il 2 aprile 1998 hanno ricevuto l’imprimatur di mons. Renè Fernàndez Apaza arcivescovo di quella città che l’anno dopo andò in pensione per raggiunti limiti d’età. Nella presentazione l’arcivescovo emerito scisse: “ Abbiamo letto i libri di Catalina e siamo sicuri che il loro unico obbiettivo è quello di condurci tutti attraverso la strada dell’autentica spiritualità, la cui fonte è il vangelo di Cristo. Per questo, autorizzo la loro stampa e diffusione, raccomandandoli come testi di meditazione e orientamento spirituale, al fine di ottenere molti frutti per il Signore che ci chiama a salvare anime, mostrando loro che Egli è un Dio vivo, pieno di amore e misericordia”.

In un libretto intitolato “La Santa Messa” la veggente boliviana riguardo agli spiriti celesti presenti durante il santo Sacrificio Eucaristico scrive: “ All’improvviso, cominciarono ad alzarsi in piedi delle persone che non avevo visto prima. Era come se dal fianco di ogni persona che si trovava nella Cattedrale, uscisse, vestite con tuniche bianchissime. Si diressero fino al corridoi centrale procedendo poi verso l’altare. Disse nostra Madre: “Osserva, sono gli Angeli Custodi di ognuna delle persone che si trovano qui. E’ il momento nel quale il vostro Angelo Custode porta le vostre offerte e preghiere all’Altare del Signore”. (…).
Alcuni di loro portavano un vassoio d’oro con qualcosa che risplendeva di una luce bianco-dorata. Disse la Vergine: “ Sono gli Angeli Custodi che stanno offrendo questa Santa Messa per molte varie intenzioni, di quelle persone che sono coscienti di ciò che significa questa celebrazione, di quelle persone che sono coscienti di ciò che significa questa celebrazione, di quelle che hanno qualcosa da offrire al Signore… In questo momento…, offrite le vostre pene, i vostri dolori, le vostre speranze, le vostre gioie e tristezze, le vostre richieste. Ricordatevi che la Messa ha un valore infinito, quindi siate generosi nell’offrire e nel chiedere”. Dietro ai primi Angeli, ne venivano altri che non avevano niente nelle mani, le avevano vuote.
Disse la Vergine: “ Sono gli Angeli delle persone che pur essendo qui, non offrono mai niente, che non sono interessate a vivere ogni momento liturgico della Messa e non hanno offerte da portare all’altare del Signore”. Per ultimi, vi erano degli altri Angeli che erano piuttosto tristi, con le mani giunte in preghiera, ma con gli occhi bassi:” Sono gli Angeli Custodi delle persone che pur essendo qui, è come se non ci fossero, vale a dire delle persone che sono venute per forza, che non sono venute perché si sentono obbligate, ma senza nessun desiderio di partecipare alla Santa Messa, e così gli Angeli vanno tristemente perché non hanno niente da portare all’Altare, salvo le proprie preghiere. Non intristite il vostro Angelo Custode…
Pregate molto, pregate per la conversione dei peccatori, pregate per la pace nel mondo, per i vostri famigliari, per il vostro prossimo e per quelli che si raccomandano alle vostre preghiere. Pregate, pregate molto, non solo per voi, ma anche per gli altri. Ricordatevi che l’offerta più gradita al Signore la fate quando offrite voi stessi come olocausto, affinché Gesù, nello scendere, vi trasformi con i Suoi propri meriti. Cosa avete da offrire al Padre che sia solo vostro? Il nulla ed il peccato, ma se vi offrite in unione ai meriti di Gesù, quell’offerta è gradita al Padre”.

IL GRANDE MIRACOLO DELLA SANTA MESSA (video sulla testimonianza di Catalina Rivas)

 

“IO, EX ALLIEVA DI VERONESI, OGGI DICO NO ALL’EUTANASIA”

Ci sono esperienze nella vita che cambiano radicalmente la nostra prospettiva. Quelle che prima consideravamo granitiche certezze, possono sciogliersi come neve dinanzi all’insorgere di una malattia. È ciò che è successo a Sylvie Menard, classe ’47, ricercatrice oncologica francese trapiantata in Italia. Da tre anni è in pensione, dopo aver lavorato all’Istituto dei tumori di Milano ed esser stata direttrice del Dipartimento di oncologia sperimentale.

Allieva del prof. Umberto Veronesi, era favorevole all’eutanasia, poiché era convinta che la vita, in determinate condizioni debilitanti, non fosse degna di essere vissuta. “Poi improvvisamente ho incontrato la morte, ci siamo guardate negli occhi e solo allora ho capito quanto prezioso fosse ogni singolo istante della vita”, rivela a In Terris.

La storia

“Era la fine degli anni ’70, io ero una trentenne, consideravo il prof. Veronesi un maestro dal punto di vista scientifico e filosofico – racconta – e quando lui suggerì l’introduzione in ambito legislativo del testamento biologico e dell’eutanasia, lo seguii in modo convinto”.
Il “caso Englaro” e le proposte di legge concrete sul fine vita erano lungi dall’arrivare. All’epoca in Italia il dibattito su questi temi era ad esclusivo appannaggio di alcuni settori del mondo scientifico contagiati dall’individualismo esistenziale del ‘68. “Ero del parere che in caso di menomazioni, non valesse la pena vivere, dunque ero favorevole all’eutanasia”, racconta. Del resto – prosegue – “ero giovane, non avevo ancora riflettuto su cosa fosse realmente la morte”. “Credevo – taglia corto – non dovesse mai riguardare me”.

Cambio di prospettiva

Poi avvenne il classico fatto che non t’aspetti. Nel 2004, a seguito di un malore, le venne diagnosticato un tumore inguaribile. “L’esperienza di malattia – spiega – d’un colpo riporta il paziente sulla terra, la morte non è più virtuale ma una realtà che può subentrare da un momento all’altro. Ecco allora che cambia tutto”. È in quel momento che la dott.ssa Menard comprende che “la vita non è una risorsa illimitata, che si può anche sprecare, ma è un bene prezioso”. Dopo tante sofferenze dovute alla malattia, le sue convinzioni si sono capovolte.“La vita è un dono meraviglioso nonostante gli atroci dolori, i trapianti”, afferma. E ringrazia le terapie che anni prima, da sana, avrebbe rifiutato a priori, perché “mi hanno concesso di essere qui oggi, di continuare a vivere e di conoscere i miei nipoti”. “Dal testamento biologico – spiega la ricercatrice – vorrei che venisse tolta la parola dignità perché non esiste alcuna malattia indegna da vivere. Il testamento biologico fatto da sano non ha senso perché nessuno può prevedere come si reagisce ad una malattia e io ne sono l’esperienza vivente: mai avrei creduto di essere pronta a vivere il dolore e a sottopormi a certe cure eppure è vita anche questa e anche la vita da malato terminale è un’esperienza”.

Il dibattito

La dott.ssa Menard è stata ieri mattina alla Camera dei Deputati, come relatrice ad una conferenza stampa organizzata dall’Associazione ProVita sulla legge sul testamento biologico, all’esame del Parlamento in queste settimane. Il tema sta suscitando un vibrante dibattito, con molte critiche: ProVita sta raccogliendo firme per tentare di frenare l’approvazione del testo.

“Direi anzitutto – osserva la Menard – che è una legge completamente inutile”. L’oncologa rileva infatti che “una persona sana, che non ha mai visto negli occhi la morte, non può sapere come reagirà in caso di malattia”. A suo avviso “nessun malato, prima di esserlo, avrebbe auspicato per se stesso di ritrovarsi su una sedia a rotelle o con il cervello annebbiato”. Eppure – prosegue – “molti malati hanno una straordinaria voglia di vivere, nella situazione in cui si trovano”.

“Io stessa, oggi, apprezzo la vita molto più di prima – afferma -. La apprezzo in ogni sua piccola sfumatura, in ogni dettaglio, in ogni momento vissuto in più, perché so che da un momento all’altro potrebbe arrivare la morte”. Pertanto non ha senso “firmare da sani un testamento biologico con le disposizioni per i medici laddove ci si trovasse menomati”.

Dignità

Secondo lei, “da questo testo di legge bisognerebbe togliere la parola ‘dignità’ e sostituirla con ‘orgoglio’”. E affida ad una domanda retorica la spiegazione di questo concetto: “Cos’hanno di più dignitoso le persone sane rispetto ai malati?”. “Non esiste – risponde – nessuna malattia che porta una persona ad essere indegna”. Anzi, è proprio nella malattia, talvolta, che la dignità umana e l’amore per il prossimo conoscono la loro massima espressione. Lo testimoniano tutti quei malati gravi e le loro famiglie che portano avanti con perseveranza la battaglia per la vita, animati dalla convinzione che la cura successiva sia quella giusta. La dott.ssa Menard conferma che “sono loro i primi a far richiesta di non sospendere le terapie”, a tener viva la speranza. Perché “nessuno accetta di sentirsi dire che non c’è più nulla da fare”. L’eutanasia – conclude – “la vogliono i sani, di certo non i malati e i loro familiari”.

Fonti:  InTerris

https://ofcs.report/testamento-biologico-sopravvissuti-non-esiste-alcuna-malattia-indegna-vivere/

LA SEDICENTE ‘REGINA DELLA PACE’ E LE ‘DUE CHIESE’ CHE OGNI DUE PER TRE TIRA IN BALLO

SAREBBE ORA CHE QUESTA SEDICENTE “REGINA DELLA PACE” DI ANGUERA CI INDICASSE QUALI SONO LE “DUE CHIESE” CHE OGNI DUE PER TRE TIRA IN BALLO.

Non si capisce come mai una “madonna” che dice di essere “regina della pace” continui a pronosticare divisioni, distruzione e calamità. LA MADONNA E’ MADRE DI MISERICORDIA:  diffidate di chi semina terrore di catastrofi, attribuendolo a false apparizioni !

Un messaggio ricco di esortazioni alla santità, senonché c’è un neo, la solita pillola di veleno ad alto potere letale, nascosta in mezzo al miele, ecco che si paventa ancora la lotta tra le due Chiese, quella vera e quella falsa , allo scopo di screditare il Papa…

Ecco in breve il ‘messaggio’ di Anguera in questione:

4.411 – Messaggio di Nostra Signora di Anguera, Regina della Pace trasmesso il 3/1/2017

“Cari figli,  Vivete nel tempo della grande confusione spirituale, però il peggio deve ancora venire. Ci sarà grande discordia nella casa di Dio. La guerra tra la vera Chiesa del mio Gesù e la falsa Chiesa, separerà i miei poveri figli. Soffro per quello che verrà per voi. Come vi avevo già avvertito in passato, restate con la verità. Non incrociate le braccia.”

Non si fa fatica a capire leggendo in altri siti paralleli che l’autore del messaggio di Anguera fa riferimento alla Chiesa di oggi, mettendola a confronto con quella prima di papa Francesco, chiara allusione a due Papi e a due Chiese…LO SCOPO: CREARE DIVISIONE NELLA CHIESA E CONFUSIONE TRA I FEDELI! ALTRO CHE “REGINA DELLA PACE”: questa ‘voce’ è molto più simile allo spirito di divisione, il ‘padre della menzogna’. (Gv 8, 44).

Durante le sue ‘presunte apparizioni  di Anguera’, Pedro Regis non cade in estasi ma, armatosi di penna e taccuino, (COME SI VEDE NELLA FOTO), dopo una giravolta introduttiva, da buon ragioniere, stenografa tutto quanto gli viene dettato  durante l’apparizione: un atto totalmente MECCANICO, come si vede NEL VIDEO AL MINUTO 31:47 , in cui Pedro Regis perde la penna e non si abbassa neppure a raccoglierla, ma continua a scrivere a velocità innaturale, con un’altra penna (di cui si è premunito nel taschino, da “buon segretario”):

Guarda caso, lo stesso tenore dei messaggi di Anguera, ricalca quello del contenuto dei falsi “messaggi di Gesù all’umanità: l’Avvertimento” di MDM (falsa veggente Maria Divina Misericordia, alias la commerciante irlandese Mary Carberry, che riceve i messaggi tramite SCRITTURA AUTOMATICA come da lei stessa dichiarato in una intervista radiofonica), che parla di “due chiese, due papi” e di Papa Francesco come “antipapa falso profeta”:

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/04/25/i-falsi-messaggi-di-gesu-allumanita-di-mdmuna-setta-apocalittica-new-age/

Risultati immagini per PADRE DERMINE SCRITTURA AUTOMATICA
PADRE FRANCOIS DERMINE

PADRE FRANCOIS DERMINE, Presidente del GRIS, sacerdote esorcista e teologo:”LA SCRITTURA AUTOMATICA NON E’ MAI ESISTITA NELLE VITE DEI SANTI.  E’ una modalità di trasmissione dei messaggi che corrisponde proprio alla definizione di scrittura automatica offerta da un esponente del New Age: scrittura che si realizza «senza controllo cosciente, la cui fonte apparentemente non è la persona che scrive» (J.KLIMO, CHANNELING – Investigations on Receiving Information from Paranormal Sources, 1987). Bisogna precisare che sarebbe proprio contraddittorio da parte di Dio lo scavalcare la ragione di un essere umano proprio nel momento in cui Egli sta comunicando con lui. Nel caso che ci interessa, la protagonista non è la ‘segretaria di Dio’, come si autodefinisce, in quanto non si trova a trascrivere un dettato colto dalla mente; tutt’al più, è la sua macchina da scrivere o telescrivente attivata dal di fuori. Non e’ un atto spontaneo, ma coercitivo e MECCANICO”: LEGGI DOCUMENTO SCRITTURA AUTOMATICA, scomunica alla falsa veggente Vassula Ryden PAG. 14, 15, 16, 17 seguenti 

http://www.cafarus.ch/dermine.it.pdf

Il terrore corre sul filo; Anguera predice a tutti calamità, morte e distruzione. Pettegolezzi e insinuazioni sul potere del Vaticano.Tutto minuto per minuto la cronaca su due chiese e due papi. E anche la “regina ” di Anguera dà un GRANDE AVVERTIMENTO IN ESCLUSIVA, PROPRIO COME MDM:

Anguera Msg. 3328
QUELLO CHE VI TRASMETTO QUI NON SARÀ MAI RIVELATO IN NESSUN ALTRO LUOGO DEL MONDO
Fonte: https://nostrasignoradianguera.blogspot.it/…/grande-avverti…

Da dove nascono queste illazioni sui “due papi”, lo abbiamo già descritto bene in un articolo in cui abbiamo fatto riferimento alla beata Caterina Emmerick sulla cosiddetta “profezia dei due papi”, spiegando come le stesse visioni della beata non si riferissero ai nostri tempi, bensì si riferissero proprio ai tempi in cui ella viveva, il 19° secolo. Anche se alcuni articolisti hanno estrapolato le visioni della beata per documentare i propri articoli e far “cassetta”, ciò non certifica certi spropositi.

LA EMMERICK DETTO’ I SUOI SCRITTI AD UN’ALTRA PERSONA. Dal 1819 fino al giorno del suo trapasso, nel 1824, le visioni della Emmerick furono dettate da lei stessa al poeta romanticista Clemens Brentano, che sedette al capezzale della Emmerick  per trascrivere quanto lei diceva, confermato dal Card José Saraiva Martins, prefetto della Congregazione delle cause dei Santi: non autentici gli scritti attribuiti alla Emmerick:

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/04/30/la-falsa-profezia-di-malachia-altre-sui-due-papi/
___________________anguera-falso

Le premonizioni di sventura sono tipiche dei messaggi di Anguera, con precisate modalità e luoghi. Il fatto poi, che ripeta continuamente “la chiesa del Mio Gesù” non è teologicamente corretto: GESU’ NON E’ PROPRIETA’ di Maria Santissima e soprattutto la vera Maria Santissima non ha mai parlato di “chiesa del Mio GESU'” nelle Sue vere apparizioni, approvate dalla Chiesa, non ha mai parlato di “due chiese”: sembra che ci stia parlando di una chiesa “New Age” e di un falso Gesù…
Al posto dei segreti proposti dalle apparizioni classiche, in questi messaggi vengono presentate figure simboliche e criptiche che si prestano a più interpretazioni. Come quella del famoso “xino” che tradotto in italiano è “cinese” ma che capovolto è “onix” che per il suo colore si adatterebbe alla provenienza gesuitica di papa Francesco.
Infine vi è la chiusura con la consueta certificazione da parte della ‘santa Trinità’…
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MEDJUGORJE E ANGUERA A CONFRONTO:
Le due apparizioni sono talmente diverse e diametralmente opposte che non possono essere entrambi la Madonna: o è l’una o è l’altra. Non tutte e due. Nei messaggi della Regina della Pace di Medjugorje,  vi è l’invito alla conversione, alla preghiera, alla penitenza, a saper vedere la bellezza della spiritualità, all’affidamento allo Spirito santo e infine all’annuncio del Vangelo.

In questi messaggi non mancano i segreti di eventi che si verificheranno a suo tempo per la salvezza dell’umanità. Questi segreti però, non sono stati ancora affidati alle autorità ecclesiastiche. Alla fine vi è il doveroso ringraziamento della Gospa per l’ascolto prestatole.
I messaggi vengono accolti dai veggenti in ginocchio, in estatica preghiera, e poi trascritti a memoria ad apparizione terminata.madonnamedjugorje-1
LA CHIESA SI PRONUNCIA, CARDINALE RUINI: VERE LE PRIMISSIME APPARIZIONI DI MEDJUGORJE. Per quanto riguarda il fenomeno e la sua origine, la commissione Ruini aveva concluso suggerendo un pronunciamento favorevole al riconoscere la natura soprannaturale delle primissime apparizioni mariane, sospendendo invece il giudizio su tutto ciò che è venuto dopo. Con la nomina di un inviato pontificio a Medjugorje, si conferma oggi l’atteggiamento di Papa Francesco nei confronti di questi fenomeni. Nonostante abbia più volte messo in guardia dalla morbosa attenzione verso i «messaggi» e i «segreti» attribuiti alla Madonna, che in alcuni casi finisce per distogliere alcuni fedeli dal cuore del messaggio evangelico, Papa Francesco mostra grande rispetto per ciò che avviene in questi luoghi. E nel caso di Medjugorje, milioni di persone vi sono transitate e vi ritornano, partecipando a intense esperienze spirituali e in molti casi scoprendo la fede o ritrovando la fede perduta: 

Il Papa nomina un inviato speciale a Medjugorje per le esigenze dei fedeli

Se le azioni che raccomanda Medjugorje sono la preghiera, la conversione e la penitenza, le azioni che raccomanda Anguera sono la diffusione in tutto il mondo di messaggi contenenti fatti di sangue e tragici appelli…
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I MESSAGGI DI ANGUERA,
Funesti presagi di distruzione in parecchie parti del Mondo e soprattutto profezie sulla Chiesa e sugli ultimi papi.
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IL TRONO DI PIETRO CADRA’
Msg.Anguera 2.622 – 31.12.2005 “Gli uomini saranno sorpresi da dolorosi avvenimenti. Due passi, esplosioni e morti. Il Giappone berrà il calice amaro della sofferenza. Roma perderà la sua gloria e la sua fama e la sofferenza sarà grande per i miei poveri figli. Il trono di Pietro cadrà. La morte arriverà agli ecclesiastici, che soffriranno dolori fisici.”
Quasi fosse buttata lì a caso in mezzo a mille tragedie e orrori annunziati ecco la notizia del trono di Pietro vacante.
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LA CHIESA CADRA’ NELL’ APOSTASIA
Msg.Anguera 115 -l 17.12.1988 “Molti vescovi, sacerdoti e religiosi sono solo ed esclusivamente preoccupati per i problemi sociali. Essi stanno dimenticando che Gesù è morto sulla croce e che è risuscitato per ottenere per noi il grande dono della redenzione e per salvare anime. Così la teologia della liberazione si sta diffondendo sempre più, portando innumerevoli figli sulla via della perdizione. La teologia della liberazione, con le sue tattiche ingannevoli, lavora apertamente per distruggere il Vangelo di mio Figlio.”

Da questo messaggio ed altri di medesimo contenuto si evincono le motivazioni del fenomeno Anguera, cioè il rifiuto della teologia della liberazione, della Chiesa dei poveri, come annunciata dal Vangelo di Gesù Cristo.
Con ciò Anguera si dichiara contraria ai papi che si sono succeduti col Concilio Vaticano II, da Giovanni XXIII in poi.
Giovanni XXIII e Paolo VI non ostacolarono la “Teologia della Liberazione” ma la approvarono, liberandola dal pensiero marxista,  con la Costituzione pastorale Gaudium et spes (1965), contenente una nuova definizione dei rapporti tra la Chiesa e il mondo, e con l’enciclica Populorum Progressio di papa Paolo VI (1967) che recita testualmente:
« Lo sviluppo dei popoli, in modo particolare di quelli che lottano per liberarsi dal giogo della fame, della miseria, delle malattie endemiche, dell’ignoranza; che cercano una partecipazione più larga ai frutti della civiltà, una più attiva valorizzazione delle loro qualità umane; che si muovono con decisione verso la meta di un loro pieno rigoglio, è oggetto di attenta osservazione da parte della Chiesa ».
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Nel 1981 papa Giovanni Paolo II sollecitò dalla Congregazione per la dottrina della fede, presieduta dal neo prefetto cardinale Joseph Ratzinger, due studi sulla teologia della liberazione: Libertatis Nuntius (1984) e Libertatis Conscientia (1986). In entrambi si valutava la vicinanza della Chiesa cattolica ai poveri.
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Nel 2014, il papa emerito Benedetto XVI ricorderà: “La povertà e i poveri erano senza dubbio posti a tema nella Teologia della liberazione e tuttavia in una prospettiva molto specifica. Le forme di aiuto immediato ai poveri e le riforme che ne miglioravano la condizione venivano condannate come riformismo che ha l’effetto di consolidare il sistema: attutivano, si affermava, la rabbia e l’indignazione che invece erano necessarie per la trasformazione rivoluzionaria del sistema. Non era la questione di aiuti e di riforme, si diceva, ma del grande rivolgimento dal quale doveva scaturire un mondo nuovo (..) risvegliando negli uomini, attraverso la fede, le forze dell’autentica liberazione.”
Infine Papa Francesco ha deciso di dare subito un segnale di quella che sarebbe stata la linea distintiva del suo pontificato, adottando il nome che fu di san Francesco d’Assisi. Il cardinal Bergoglio ha altresì reso evidente in più occasioni e pubblicamente il suo desiderio di essere uomo di Chiesa vicino ai poveri
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CI SARANNO DUE PAPI UNO PERO’ SARA’ FALSO
Msg.Anguera 3.098 – 23/12/2008
“Arriverà il giorno in cui ci saranno due troni, ma solo su di uno siederà il vero successore di Pietro. Sarà questo il tempo della grande confusione spirituale per la Chiesa. Restate con la verità.”
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Questo messaggio, come altri di Anguera dello stesso tenore, insinua l’idea di due Papi di cui uno falso, nel 2008 non si poteva immaginare che Benedetto XVI rinunciasse al pontificato, ma caso ha voluto che succedesse e questo ha dato notevole credito ai messaggi di Anguera che, per scelta di stile, emulano chiaramente i messaggi apocalittici, tipo le profezie di san Malachia (falsamente attribuite a questo santo che non scrisse mai profezie, tanto che quelle che si presumono tali risalgono ad un periodo posteriore la sua morte) e i messaggi di MDM (falsa veggente New Age Maria Divina Misericordia, alias Mary Carberry).
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NASCERA’ UNA CHIESA FALSA
Msg.Anguera 3.794 – 23 marzo 2013
Cari figli, il futuro sarà segnato da un grave conflitto tra la vera e la falsa chiesa. La Chiesa del mio Gesù porterà una croce pesante, una sofferenza mai sperimentata prima.
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Questo messaggio dimostra una sorta di SEDEVACANTISMO, secondo cui l’ultimo legittimo Vicario di Cristo sarebbe papa Benedetto XVI (Papa Francesco è stato eletto pochi giorni prima di questo messaggio, il 13 marzo 2013 ! ), è più che evidente il subdolo riferimento, per inculcare dubbi su Papa Francesco neoeletto e divisione tra i fedeli…
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Tutto ciò non fa che allontanare dalla preghiera fiduciosa verso la bontà e la provvidenza del Padre al quale appartiene il futuro. Il nostro atteggiamento deve essere solo di fiducia nel Suo infinito amore e di fedeltà alla Sua Chiesa contro la quale Egli ha promesso che le porte degli inferi non prevarranno (cfr. Mt 16,18). Dobbiamo perciò stare alla larga da coloro che dicono che la Chiesa verrà corrotta e sconfitta e diventerà la sinagoga di Satana, in quanto ciò non appartiene assolutamente alla rivelazione biblica. Anche questa è una tattica del Demonio per allontanare dalla retta via e scivolare verso l’eresia.
Purtroppo esistono molti libri di questi presunti veggenti che, parlando in nome di Dio, ci attestano il contrario, spesso in forma velata ed ingannevole per non destare dubbi sulla bontà del presunto messaggio divino. Occorre quindi una duplice attenzione, anche nei confronti di questi testi viscidi che tendono a sostituirsi alla guida della Chiesa ed all’insegnamento del Vangelo.

Fonti

“Come leone ruggente” Vol.2, Tarcisio Mezzetti, Elledici

http://diosalva.net/falsi-profeti-apocalittici

Articoli di Massimo Castelli, co-fondatore con Tarcisio Mezzetti di “Una Voce grida” e suo discepolo.

https://www.facebook.com/veggenti/?fref=nf

Il fenomeno Anguera e il demone della falsa profezia: il parere di sacerdoti esorcisti

“Badate che nessuno vi inganni! Molti infatti verranno nel mio nome, dicendo: “Io sono il Cristo”, e trarranno molti in inganno” (Mt 24,4-5).

Dovrebbero essere “messaggi della Regina della Pace”, dovrebbero quindi infondere speranza fiducia incoraggiamento, invece appaiono come inquietanti e continue proiezioni di films horror, perchè incutono terrore e fanatismo apocalittico, sfiducia nella Divina Provvidenza e nelle promesse di fedeltà che Cristo ha fatto per la Sua Chiesa. La Vergine Maria non appare affatto come a Fatima, Madre Amorevole che esorta e protegge e ispira i propri figli a procedere fiduciosi nel cammino ecclesiale, ma diventa una sorta di “jettatrice”, che pronostica continue ineluttabili catastrofi, che distraggono dalla vera preghiera, dalla vera Pace interiore e dal vero misticismo. Questo è il parere del noto sacerdote esorcista spagnolo Padre Josè Antonio Fortea, considerato tra i massimi esperti di demonologia, (disponibile in lingua italiana il suo trattato più noto, la Summa daemoniaca) che così  ha scritto su questi “messaggi” di sedicenti veggenti molto gettonati sul web oggi, (evidente il riferimento al fenomeno di Anguera e ad altri che esaltano il fanatismo apocalittico, come le false veggenti ‘Maria Divina Misericordia’ e ‘Luz de maria’):

Padre José Antonio Fortea Cucurull
PADRE FORTEA, teologo ed esorcista di fama mondiale

“Vi è una differenza essenziale tra amore per la Tradizione e tradizionalismo,  tra il credere nel mistico e credere nel visionario…ovvero il fanatismo apocalittico.

Nella Chiesa oggi ci sono una serie di persone apocalittiche professionalmente impegnate a tenere conferenze che non stanno facendo nulla di buono. A volte la differenza tra il fervore e il fanatismo può sembrare piccola, ma sono cose radicalmente diverse.

Naturalmente, l’ultima cosa di cui la Chiesa ha bisogno oggi è un fiorire di visionari che ci raccontano murature interne alla Chiesa e altre fantasie catastrofiche. Tutto ciò trascina soltanto ad aprire crepe nell’obbedienza e nel rispetto dovuti ai soli legittimi Pastori. Personalmente non seguo e non credo a nessuna di queste nuove presunte apparizioni di sedicenti veggenti. Nella Chiesa ci sono artefici di unità e altri che sono seminatori di teorie fantastiche. Che nel nostro mondo c’è il peccato e il peccato porta conseguenze, è verità dottrinale e biblica. Ma entrare in visioni fantaromanzate è un’altra storia”.

SCHEDA DEL SEDICENTE VEGGENTE

Nome: Pedro Alves Régis      Nazione: Brasile  Città: Anguera, Bahia

Stato civile: (?) Sposato   bambini: almeno una figlia

Professione: Radiologo

Tipo di fenomeno , “apparizioni” + “messaggi”.  Le apparizioni si verificano di solito il martedì e il sabato

Chi visita il veggente: “La Regina della Pace”

Inizio dei fenomeni: 10/10/1987, Fine dei fenomeni: Ancora in atto nel 2017                                  

Stato del processo canonico: E’stato approvato dal vescovo. Ma NON DALLA COMMISSIONE VATICANA.

La Commissione diocesana in Anguera è stata istituita dal Vescovo di Feira de Santana, Dom Itamar Vian, su richiesta del Vaticano. Questo comitato è presieduto da monsignor Francisco Daltro. Padre John Peter Conrad e lo psichiatra Dr. Carlos Kruschevsky  integrano questa commissione. Questa commissione NON HA MAI RILASCIATO UNA NOTA DI POSIZIONE FAVOREVOLE  ALLE APPARIZIONI DI ANGUERA. 

Il sito di Anguera è: http://www.apelosurgentes.com.br/  e in esso vi sono informazioni sul corso dell’analisi della Commissione: si deduce quindi che, fino al momento attuale, non è favorevole.

Il sedicente veggente Pedro Regis non ha un direttore spirituale nominato dal suo vescovo, che in ogni cosa lo deve rappresentare. In queste situazioni è necessario!

La valutazione complessiva di queste “apparizioni” 

1 – Le sedicenti “apparizioni mariane ” e “messaggi” di Anguera dati a Pedro Régis, fino al 2005 (Prima fase), sono molto simili a Medjugorje, sia per la forma o per il suo contenuto. Si potrebbe anche dire che sono una copia, con una sequenza diversa e con una o l’altra differenza, per dare l’aspetto di un po’di individualità. Dal 2005 (Seconda fase), i messaggi entrano in una nuova ondata di profezie incontrollate e senza un filo conduttore, deviando completamente dal profilo precedente, con l’inclusione di previsioni sistematiche dei disastri in tutte le parti della terra. Sembrano messaggi di una mitragliatrice incontrollata con il grilletto inceppato che spara disastri, poi si ferma e poi riprende a raffica su tutto ciò che riguarda il futuro (ovviamente terrificante e paralizzante)!

I messaggi vengono scritti dal veggente durante la “apparizione” con un carattere e una velocità rapidissima,  su fogli sparsi di quaderno, procedura che fa immediatamente pensare alla SCRITTURA AUTOMATICA STRUMENTO DIABOLICO (scrivere in un foglio frasi guidate da una forza invisibile è medianità, condannata dalla Sacra Scrittura): 

http://diosalva.net/tipi-gerarchia-demoni-poteri-diabolici-medianita

2 – Il semplice fatto che da un certo punto in avanti, intorno al 2005, i “messaggi” hanno iniziato ad essere profezie di eventi catastrofici in quasi tutte le parti del mondo, senza specificare il periodo cronologico, fa dubitare: perché la Madonna profetizzerebbe molti eventi catastrofici e spaventosi, se non esistono all’interno del nostro tempo naturale di attesa? E  perchè queste catastrofi “si verificano” solo quando le loro profezie sono state dimenticate e vengono ripescate ad hoc? Tutto ciò  causa affaticamento e ansia di ricercare collegamenti casuali e sporadici con date e luoghi ed eventi.

3 – L’uso di un linguaggio criptico e codificato assomiglia misteriosamente al mago Nostradamus, si presta a interpretazioni errate, aprendo la gamma di possibilità di concordanze per più di un avvenimento. Questo tipo di linguaggio non è mai stato usato dalla Vergine Maria nelle Sue vere Apparizioni, riconosciute dalla Chiesa.

4 – La Madonna nelle Sue vere Apparizioni riconosciute, mai benedice le persone con la formula sacerdotale “in nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”. In Anguera, lo fa per tutti i messaggi provenienti SOLO da dopo il 1988! Questo è già un allarme per coloro che sono attenti.

Analisi della fase 1 di Anguera 

Nella Fase 1, troviamo buoni consigli per la vita dei credenti, buoni contenuti cristiani che vanno bene per tutti e che tutti i falsi veggenti usano nei loro messaggi. È il richiamo per attrarre seguaci nella spirale, dando loro la sensazione di essere in un ambiente sacro ed ecclesiale. Non dimenticate che è una falsa apparenza, Satana cerca di imitare Dio con la perfezione del male. Che appare in incognito, è il padre della menzogna, l’imitatore di Dio, un truffatore. Bisogna usare moltissima prudenza, prima di dare credito all’attendibilità di fenomeni soprannaturali che la Chiesa non ha ancora  approvato e su cui sta ancora indagando.

La prima “apparizione” è stata il 10 ottobre 1987 e la “Madonna” HA DETTATO a Pedro il primo messaggio pubblico (SCRITTURA AUTOMATICA):  il veggente riceve il messaggio e scrive con un carattere e una velocità molto elevata, come si vede in questo impressionante video al MINUTO 1:47:43, il veggente entra in trance, occhi fissi e SCRIVE SOTTO DETTATURA di un essere invisibile, ricordando immediatamente il fenomeno occultista della scrittura automatica di medium e spiritisti. ANCHE QUESTO DOVREBBE FAR RIFLETTERE: LA MADONNA NON HA MAI INVIATO MESSAGGI CON LA TECNICA DELLA “SCRITTURA AUTOMATICA”! 

ESAMINIAMO IL Primo Messaggio 10 ottobre 1987

“Sono la Regina della Pace e desidero che tutti i miei figli stiano al mio fianco per vincere insieme un grande male che può abbattersi sul mondo. Per far sì che tale male non accada, però, dovete pregare e avere fede. Figli miei, desidero la conversione di tutti il più velocemente possibile. Il mondo corre grandi pericoli, e per liberarvi da questi pericoli dovete pregare, convertirvi e credere nella Parola del Creatore, perché pregando troverete la pace per il mondo. Figli miei, molti di voi vanno in chiesa, ma non vanno con il cuore limpido, vanno senza fede. Molti vanno solamente per mostrarsi cattolici e sono in grave errore. Dovete seguire un solo cammino: quello della VERITÀ. Ci sono figli che non hanno imparato a perdonare, ma dovete perdonare il vostro prossimo. L’inimicizia è opera di satana, che si sente felice quando riesce a separare un fratello dall’altro. Per questo vi prego con tutto il mio cuore, che arde in fiamme: convertitevi, pregate e imparate a perdonare il vostro prossimo.”

Commento – In questo primo messaggio possiamo vedere alcune peculiarità:

1 – inizia immediatamente inculcando paura, perché “Il mondo è in grande pericolo”, al contrario di Fatima, dove la prima cosa che la Madonna ha detto ai pastori è stata: “Non abbiate paura. 

2 – La prima cosa che dice, invece di dire che ci ama, è che “un grande male può abbattersi sul mondo”.

3 – Il fatto che dice pregando troverete la pace per il mondo è sbagliato semanticamente, perchè avrebbe dovuto dire – “pregando vi salverete e salverete anime”, non ‘troverete la pace per il mondo’: la vera Pace solo Cristo la può dare e la si trova solo in virtù dei meriti di Cristo nei Sacramenti che Lui ci ha donato e dove Lui è Presente! 

4 – Dopo l’avvio del messaggio, la “Madonna” comincia a criticare, a giudicare e condannare coloro che sono destinatari del messaggio, perché parla e dice “molti di voi” ed elenca una serie di errori che hanno praticato. Dice di seguire la VERITA’, ma NON NOMINA AFFATTO GESU’ CRISTO, ma solo un vago “Creatore”! Come primo messaggio come “regina della pace” dimostra di essere tutto il contrario: dà una prima immagine di sè molto contraffatta…

5 – La “Madonna” non dà la sua benedizione alla fine del messaggio, come fa invece da un dato periodo in poi…Sembra che sta brancolando perchè non ha ancora trovato la formula giusta o il modo migliore per essere convincente: come mai dà la sua benedizione solo dal 1988?

Solo a partire dal 19 marzo 1988, infatti,  “la Madonna” comincia a dare la benedizione sacerdotale! Fino al 1988, alcuni messaggi diventano più lunghi e nel novembre del 1991 arriva uno di loro che raggiunge il numero di  132 pagine dettate e manoscritte: anche Aleister Crowley, il mago nero, ricevette i messaggi dal demone Aiwass nello stesso modo….

Secondo Messaggio 24 Ottobre 1987

Figli miei, molti di voi mi chiamano spirito cattivo e addirittura dicono che non esisto. Io non sono ciò che pensate. Io sono la Madre del Salvatore e anche Madre vostra. Non ferite il mio cuore, esso è già ferito a sufficienza. Io non vengo per salvare, ma per prepararvi alla salvezza. Solo Uno può salvare: Gesù. Figli miei, convertitevi, convertitevi, convertitevi. Rimanete nella pace.

Commento – In questo secondo messaggio possiamo vedere alcune peculiarità:

1 – Invece di parlare in modo amorevole, comincia subito mettendo le mani avanti, con il bisogno di difendersi dagli attacchi che vengono fatti contro la veridicità delle ‘apparizioni’. Questo dimostra una enorme debolezza nella personalità e non è mai successo in nessun’altra Apparizione vera della Madonna. Anche a Fatima, dove i pastorelli vennero persino arrestati, la Madonna non si è MAI difesa. LA VERITA’ NON SI IMPONE MAI, la vera Madonna purissima ed umilissima non avrebbe MAI arrogato la propria difesa e preteso di essere creduta, incolpando chi non crede alle ‘apparizioni di Anguera’ di farla soffrire!

2 – Ripetere 3 volte “Convertitevi, Convertitevi, convertitevi” è un errore patetico nel tentativo di riprodurre quello che la Madonna ripete in altre apparizioni vere, come Penitenza, Penitenza, Penitenza, o Pregate, pregate, pregate, queste sono le formule giuste, perché è possibile ripetere all’infinito Penitenza e Preghiera, ma non la conversione, che avviene  una volta (se è sincera)! … sono errori impensabili commessi dalla Madonna.

Terzo Messaggio 31 ottobre 1987

Figli miei, molti di voi dicono “È morto, è finita”. Ma no! Io vi dico con tutto il cuore: morendo andrete incontro a una vita felice, se porterete a compimento la vostra conversione. Figli miei, la mia venuta qui è per preparare tutti quanti il più presto possibile. Un giorno mio Figlio ritornerà per raccogliere i frutti buoni. Per questo vi voglio pronti, completamente convertiti, per essere accolti come frutti buoni nella casa del Padre vostro. Pregate il rosario in famiglia per essere liberi dalle tentazioni. Rimanete nella pace.

Commento – In questo terzo messaggio si può vedere tra le altre peculiarità:

1 – dice “la mia venuta qui è per preparare tutti quanti il più presto possibile. Un giorno mio Figlio ritornerà per raccogliere i frutti buoni”. Chiaramente il che implica che Gesù tornerà molto presto (fine del mondo) e che la conversione è urgente, quindi usa la parola ‘il più presto possibile’. Ora sono passati  30 anni da quel messaggio e niente è accaduto per giustificare l’urgenza: Gesù nel Vangelo ci ha detto di vigilare ed essere pronti ogni giorno e QUESTO BASTA (Mt 25,13).

2 – Un altro madornale errore è quello di dire che “saremo accolti come frutti buoni nella casa del Padre“. Non siamo frutti agli occhi del Padre, ma siamo le Sue creature, create poco meno degli angeli, noi non siamo “frutti”! Le nostre opere sono i frutti! Questo è un errore teologico, che mai la Madonna avrebbe commesso!

Questi primi tre messaggi, pieni di errori, sono sufficienti a dimostrare che non provengono dalla Vergine Maria. Sono così mal progettati e falsi, che danno l’idea di essere stati inventati da un isterico, convinto di avere doni soprannaturali. 

Si noti inoltre che nel primo anno, i messaggi sono stati dati con una frequenza molto bassa. Nel corso degli anni, questa frequenza è aumentata drammaticamente. Sembra che doveva essere così per l’azienda che si stava espandendo in proporzione!

Si noti inoltre con gli anni, i messaggi aumentano la loro raffinatezza, diminuiscono gli errori teologici, ma la vera Madonna non dovrebbe mai cambiare il proprio linguaggio e modo di presentarsi! Come abbiamo già fatto notare, solo a partire dal 19 marzo 1988 “la Madonna” comincia a dare la benedizione sacerdotale…  

ANALISI FASE 2 La grande truffa Anguera: creare una divisione all’interno del gregge di Gesù Cristo. falso-messaggio-angueraQuesta immagine, con relativo messaggio scritto da Pedro Regis, è stata tratta da un PDF con i messaggi di Anguera, raccolti nell’archivio di una parrocchia da un noto sacerdote italiano, che si è fatto per anni portavoce del sedicente veggente Pedro Regis, accreditandolo e diffondendo i suddetti messaggi: nel PDF viene mostrata la foto di Benedetto XVI, alludendo che il suo successore “sarebbe il Giuda sul trono di Pietro” menzionato dalle false apparizioni di Anguera…Dobbiamo stare alla larga da coloro che dicono che la Chiesa verrà corrotta e sconfitta e diventerà la sinagoga di Satana, in quanto ciò non appartiene assolutamente alla rivelazione biblica. Anche questa è una tattica del Demonio per allontanare dalla retta via e scivolare verso l’eresia. 

Il nostro atteggiamento deve essere solo di fiducia nell’ infinito amore di Cristo e di fedeltà alla Sua Chiesa contro la quale Egli ha promesso che le porte degli inferi non prevarranno (cfr. Mt 16,18).

1) IN TUTTI QUESTI ANNI, MOLTI MESSAGGI SONO STATI RIMOSSI DAL SITO UFFICIALE DI ANGUERA, COME MAI?

Abbiamo calcolato che 49 MESSAGGI DEL 2005 sono stati rimossi dal sito di Anguera. Questo ritiro dei messaggi terrificanti dal sito di Pedro Régis è stato fatto nei primi mesi del 2016, quando il sedicente veggente è stato avvisato del pericolo dell’inaffidabilità delle sue false apparizioni e “pronostici” sul futuro! 

Certamente altri elementi compromettenti esistono: 

2) Ha molto messaggi lunghi con colloqui su argomenti di notizie di oggi

(Il Cielo non è il servizio commentatore come il telegiornale)

– I messaggi sono di solito brevi e accattivantI e chiedono la conversione. Ma vi è anche piuttosto esteso il messaggio del 2 novembre, 1991 (numero 458) che ha 132 pagine scritte a mano.

3) spaventa le persone con profezie catastrofiche costanti

(Il Cielo non vuole spaventare la gente, ma convertirle per amore)

4) Indovina date per fatti che dovrebbero accadere, ma poi non si verificano

(Il Cielo non ha mai messo le date precise)

5) inventa tante nuove preghiere, devozioni e anche  nuovi dogmi

(Ha lo scopo di distogliere l’attenzione da vere preghiere potenti e creare una divisione all’interno del gregge di Gesù Cristo).

– Ha inventato una nuova preghiera nel messaggio del 7 settembre del 2000.

6) Il veggente non è mai esaltato pubblicamente e non minaccia coloro che non credono nei messaggi

(Dio non vuole che il veggente diventi presuntuoso) 

7) Un altro evento pericoloso in questi siti che diffondono false apparizioni, è la notevole visibilità della azione malevola del Maligno.

Il parallelismo che possiamo ottenere in questo caso è quello delle persone esposte a un numero eccessivo di raggi X: se non ci si protegge, i raggi X distruggono.

Così accade con i siti che diffondono false apparizioni e “messaggi profetici”: l’ondata di raggi malevoli che diffondono può distruggere spiritualmente. E’ come stare a contatto ogni giorno con maledizioni. Senza rendersene conto, quelli che affollano quei siti vengono investiti di influenze nocive perchè non hanno seguito i consigli di prudenza della Chiesa.

Pedro Regis è un radiologo. Sarà un caso o un segnale di avvertimento che Dio ci ha dato?

PADRE FORTEA, ESORCISTA E TEOLOGO, tra i massimi esponenti mondiali di demonologia: “Sono convinto che lo Spirito Santo ci stia mostrando un nuovo cammino attraverso questo Papa, il Papa Francesco. La gente non deve avere paura: mentre siamo con Pietro, non c’è nulla da temere. Sarà un nuovo cammino dentro la dottrina, dentro non fuori. La gente non deve temere, lo Spirito Santo si libra sopra la Chiesa. Credo nell’esistenza del demonio, però anche in quella dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo è nella Chiesa”.

FONTI

http://blogdelpadrefortea.blogspot.it/2013/06/fanatismo-apocaliptico.html

http://www.caffestoria.it/non-fuori-intervista-esclusiva-padre-fortea-teologo-ed-esorcista/

http://www.amen-etm.org/FichadoPedroRegis.htm

http://diosalva.net/falsi-profeti-apocalittici

Papa: “Cirillo e Metodio, i Santi che hanno fatto più forte l’Europa”

Cirillo e Metodio, fratelli nel sangue e nella fede, nati a Tessalonica (attuale Salonicco, Grecia) all’inizio del sec. IX, evangelizzarono i popoli della Pannonia e della Moravia. Crearono l’alfabeto slavo e tradussero in questa lingua la Scrittura e anche i testi della liturgia latina, per aprire ai nuovi popoli i tesori della parola di Dio e dei Sacramenti. Per questa missione apostolica sostennero prove e sofferenze di ogni genere. Papa Adriano II accreditò la loro opera, confermando la lingua slava per il servizio liturgico. Cirillo morì a Roma il 14 febbraio 869. Giovanni Paolo II con la lettera apostolica “Egregiae virtutis” del 31 dicembre 1980 li ha proclamati, insieme a San Benedetto abate, patroni d’Europa. (Mess. Rom.)

Coraggio, preghiera e umiltà: questi sono i tratti che contraddistinguono i grandi “araldi” che hanno aiutato a crescere la Chiesa nel mondo, che hanno contribuito alla sua missionarietà. Papa Francesco ne ha parlato oggi nella Messa mattutina a Casa Santa Marta ispirandosi alla Liturgia e al modello dei Santi Cirillo e Metodio patroni d’Europa che la Chiesa festeggia il 14 febbraio.

Cirillo e Metodio hanno fatto più forte l’Europa
C’è bisogno di “seminatori di Parola”, di “missionari, di veri araldi” per formare il popolo di Dio, come lo sono stati Cirillo e Metodio, “bravi araldi”, fratelli intrepidi e testimoni di Dio, che hanno “fatto più forte l’Europa”, di cui sono Patroni. Ne parla la Prima Lettura di oggi, con le figure di Paolo e Barnaba, e il Vangelo di Luca, con i “settentadue discepoli inviati dal Signore due a due”.

La Parola di Dio non è una proposta, serve coraggio per farla penetrare
Il primo tratto dell’”inviato” che Francesco mette in luce è la “franchezza”, che include “forza e coraggio”:

“La Parola di Dio non si può portare come una proposta – “ma, se ti piace …” – o come un’idea filosofica o morale, buona – “ma, tu puoi vivere così …” … No. E’ un’altra cosa. Ha bisogno di essere proposta con questa franchezza, con quella forza, perché la Parola penetri, come dice lo stesso Paolo, fino alle ossa. La Parola di Dio deve essere annunciata con questa franchezza, con questa forza … con coraggio. La persona che non ha coraggio – coraggio spirituale, coraggio nel cuore, che non è innamorata di Gesù, e da lì viene il coraggio! – no, dirà, sì, qualcosa di interessante, qualcosa di morale, qualcosa che farà bene, un bene filantropico, ma non c’è la Parola di Dio. E questa è incapace, questa parola, di formare il popolo di Dio. Solo la Parola di Dio proclamata con questa franchezza, con questo coraggio, è capace di formare il popolo di Dio”.

Senza preghiera la Parola di Dio diventa una conferenza
Dal Vangelo di Luca, capitolo 10, sono tratti gli altri due caratteri propri di un “araldo” della Parola di Dio. Un Vangelo “un po’ strano” afferma il Papa,  perché ricco di elementi circa l’annuncio. “La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai. Pregate dunque il Signore della messe perché mandi operai nella sua messe” ripete Francesco, ed è così dunque, dopo il coraggio ai missionari serve la “preghiera”:

“La Parola di Dio va proclamata con preghiera, pure. Sempre. Senza preghiera, tu potrai fare una bella conferenza, una bella istruzione: buona, buona! Ma non è la Parola di Dio. Soltanto da un cuore in preghiera può uscire la Parola di Dio. La preghiera, perché il Signore accompagni questo seminare la Parola, perché il Signore annaffi il seme perché germogli, la Parola. La Parola di Dio va proclamata con preghiera: la preghiera di quello che annuncia la Parola di Dio”.

Il vero predicatore è umile, altrimenti finisce male
Nel Vangelo è scritto anche “un terzo tratto interessante”. Il Signore invia i discepoli “come agnelli in mezzo ai lupi”:

“Il vero predicatore è quello che si sa debole, che sa che non può difendersi da se stesso. ‘Tu vai come un agnello in mezzo ai lupi’ – ‘Ma, Signore, perché mi mangino?’ – ‘Tu, vai! Questo è il cammino’. E credo che sia Crisostomo che fa una riflessione molto profonda, quando dice: ‘Ma se tu non vai come agnello, ma vai come lupo tra i lupi, il Signore non ti protegge: difenditi da solo’. Quando il predicatore si crede troppo intelligente o quando quello che ha la responsabilità di portare avanti la Parola di Dio vuol farsi furbo, ‘Ah, io me la cavo con questa gente!’, così, finirà male. O negozierà la Parola di Dio: ai potenti, ai superbi “

E per sottolineare l’umiltà dei grandi araldi, Francesco cita un episodio a lui raccontato di uno che “si vantava di predicare bene la Parola di Dio e si sentiva lupo”. E dopo una bella predica, racconta il Papa, “è andato in confessionale ed è caduto lì un pesce grosso, un grande peccatore, e piangeva, …voleva chiedere perdono”. E “questo confessore”, prosegue Francesco, ”incominciò a gonfiarsi di vanità” e la “curiosità” gli fece chiedere quale Parola pronunciata lo avesse toccato “a tal punto da spingerlo a pentirsi”. “E’ stato quando lei ha detto”, conclude il Papa, ”passiamo a un altro argomento”. “ Non so se sia vero”  chiarisce Francesco, ma di certo è vero che “si finisce male” se si porta la Parola di Dio, “sentendosi sicuri di sé e non come un agnello” che sarà il Signore a difendere.

Coraggiosi, in preghiera e umili come i Santi Cirillo e Metodio 
Dunque questa è la missionarietà della Chiesa e i grandi araldi, ribadisce in conclusione Francesco, “che hanno seminato e hanno aiutato a crescere le Chiese nel mondo, sono stati uomini coraggiosi, di preghiera e umili”. Ci aiutino i Santi Cirillo e Metodio, è la preghiera del Papa, “a proclamare la Parola di Dio” secondo questi criteri come hanno fatto loro.

PREGHIERA AI SANTI CIRILLO E METODIOst_cyril_methodiusO Santi Cirillo e Metodio, che con ammirevole dedizione avete portato ai popoli assetati di verità e di luce la fede: fate che la Chiesa tutta proclami sempre il Cristo crocifisso e risorto, Redentore dell’ uomo!

O Santi Cirillo e Metodio, che nel vostro difficile e duro apostolato missionario siete rimasti sempre profondamente legati alla Chiesa di Costantinopoli e alla Sede Romana di Pietro: fate che le due Chiese sorelle, la Chiesa Cattolica e quella Ortodossa, superati nella carità e nella verità gli elementi di divisione, possano raggiungere la piena unione auspicata!

O Santi Cirillo e Metodio che, con sincero spirito di fraternità avete avvicinato i popoli diversi per portare a tutti il messaggio di amore universale predicato da Cristo: fate che i popoli del Continente Europeo, consapevoli del loro comune patrimonio cristiano, vivano nel reciproco rispetto dei giusti diritti e della solidarietà e siano operatori di pace tra tutte le nazioni del mondo!

(Dalla preghiera di Papa S. Giovanni Paolo II, 14 febbraio 1981)

INNO (dalla Liturgia delle Ore)

Risuoni nella Chiesa
da oriente ad occidente
l’ecumenica lode
di Cirillo e Metodio.

Maestri di Sapienza
e padri nella fede
splendono come fiaccole
sul cammino dei popoli.

Con la potenza inerme
della croce di Cristo
raccolsero le genti
nella luce del Regno.

Nella preghiera unanime
delle lingue diverse
si rinnovò il prodigio
della Chiesa nascente.

O Dio trino e unico,
a te l’incenso e il canto,
l’onore e la vittoria,
a te l’eterna gloria. Amen.

ORAZIONE

O Dio, ricco di misericordia,
che nella missione apostolica dei santi fratelli Cirillo e Metodio
hai donato ai popoli slavi la luce del Vangelo,
per la loro comune intercessione fa’ che tutti gli uomini accolgano la tua parola
e formino il tuo popolo santo concorde nel testimoniare la vera fede.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Fonti

https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1981/documents/hf_jp-ii_hom_19810214_basilica-sanclemente.html

http://www.santiebeati.it/dettaglio/22825

http://it.radiovaticana.va/news/2017/02/14/papa_essere_missionari_coraggiosi,_in_preghiera_e_umili_/1292376

La vera storia di San Valentino, la sua lotta per difendere la sacralità del matrimonio dalla poligamia dei pagani

-14 febbraio Fiori, caramelle, cuori rossi e romanticismo. Questo è ciò che è diventata la festa commerciale del giorno di San Valentino.
Ma la vera origine di questa festa cristiana, che riguarda la vera espressione dell’Amore, fino alla donazione totale di sè, è molto più profonda.
Padre Frank O’Gara di Whitefriars Street Church a Dublino, in Irlanda, spiega la vera storia di un uomo coraggioso che lottò fino al martirio per difendere la fede cristiana e la sacralità del Matrimonio, di un Santo, oltre la vetrina della festa commerciale: “San Valentino è conosciuto come il santo patrono degli innamorati, ma prima di tutto lui è il Santo che ha difeso l’unione sacra del Matrimonio” –

La più antica notizia di S.Valentino è in un documento ufficiale della Chiesa dei secc.V-VI dove compare il suo anniversario di morte: il 14 febbraio 273. Il suo corpo fu trasportato a Terni dal LXIII miglio della Via Flaminia. Fu tra i primi vescovi di Terni, consacrato da S.Feliciano vescovo di Foligno nel 197. Preceduto da S.Pellegrino e S.Antimo, fratello dei SS.Cosma e Damiano. S.Valentino fu sepolto in un’area cimiteriale nei pressi dell’attuale Basilica di Terni. Ancora oggi nella Festa della Promessa, il giorno del Santo, i fidanzati giunti a Terni da mezzo mondo si scambiano un voto d’amore, poi gli sposi che hanno raggiunto il venticinquesimo o il cinquantesimo anno di matrimonio possono rinnovare l’impegno del loro legame.

L’EDITTO DELL’IMPERATORE CLAUDIO CHE IMPEDIVA I MATRIMONI.400-556
“San Valentino soldato romano convertito al cristianesimo, fu  martirizzato in Roma per non aver voluto abiurare la sua fede. Diventò un vescovo della Chiesa cattolica, nel momento in cui ci fu un imperatore romano, Claudio, che perseguitava la Chiesa in quel particolare momento,” spiega Padre O’Gara, “L’imperatore Claudio aveva emanato un editto, che proibiva il matrimonio dei giovani. Questa legge era basata sulla convinzione che i soldati non sposati combattevano molto meglio dei soldati sposati, perché i soldati sposati pensavano troppo a proteggere le loro mogli e i loro figli, quindi non erano pronti a sottomettersi all’Imperatore e a morire in guerra.”

Penso che dobbiamo tenere a mente che la società in cui viveva San Valentino era un regime totalitario pagano e dissoluto, l’Impero romano “, afferma Padre O’Gara. “La poligamia era propagandata, per rendere l’uomo schiavo dello Stato, in modo che non si creassero legami affettivi profondi verso un’unica donna e verso la propria famiglia. Eppure, proprio in quel periodo, la fede cristiana si stava diffondendo, nonostante le persecuzioni violentissime, molti romani si stavano convertendo a Cristo, perchè il Suo Vangelo donava la vera libertà. La Chiesa, al contrario del mondo pagano, continuava a difendere e incoraggiare il Sacramento del Matrimonio come vincolo sacro tra un uomo e una donna per la vita intera. 
Valentino dava molto fastidio all’Impero romano, perchè andava contro l’Editto di Claudio e segretamente incoraggiava le coppie a sposarsi in Chiesa e a credere nel sacro vincolo di fedeltà e amore eterno tra un uomo ed una donna, uniti nell’Amore di Cristo:  celebrò il matrimonio fra il legionario romano Sabino ed una giovane cristiana Serapia“.
Valentino alla fine venne catturato, imprigionato e torturato, accusato di aver eseguito cerimonie di matrimonio contro il comando dell’imperatore Claudio.

Ci sono molte narrazioni di miracoli che circondano la figura di San Valentino in carcere: “Uno degli uomini addetti a giudicare in linea con il diritto romano, al momento era un uomo chiamato Asterio, la cui figlia era cieca. Valentino pregò tanto per la guarigione della ragazza, con tale effetto sorprendente, che la ragazza riacquistò la vista ed entrambi, padre e figlia, si convertirono a Cristo. “
Nell’anno 269 dC, Valentino venne condannato ad una esecuzione capitale, svoltasi in tre parti: pestaggio, lapidazione, e infine, la decapitazione, tutto a causa del suo prodigarsi per il matrimonio cristiano. La storia racconta che le ultime parole che ha scritto erano di incoraggiamento alla fede in Cristo, in una lettera alla figlia di Asterio, la ragazza che aveva riacquistato la vista miracolosamente, questa lettera ha ispirato le missive romantiche di oggi , che vengono ancora firmate così, “dal tuo Valentino”.Immagine correlata“La vera storia di San Valentino ha un grande significato per me come sacerdote,” spiega Padre O’Gara, “è che c’è un momento in cui si deve porre la nostra vita in linea con quello in cui si crede. E con la potenza dello Spirito Santo possiamo farlo anche in punto di morte”.

Il martirio di San Valentino non è passato inosservato al grande pubblico. In realtà, Whitefriars Street Church è una delle tre chiese in Irlanda che ospitano alcune reliquie di San Valentino. Oggi, molte persone fanno il pellegrinaggio alla chiesa per onorare il coraggio e la memoria di questo santo cristiano.

“Il Matrimonio cristiano è benedetto dalla potenza dello Spirito Santo, che effonde il vero Amore nell’uomo e nella donna, nella famiglia che dalla loro unione nascerà , in cui il sacrificio e la donazione verso l’altro vengono rafforzati dalla presenza dell’Amore di Cristo, non solo dall’amore romantico. 
Il Matrimonio cristiano è una grande benedizione per tutta l’umanità e va difeso, in particolare nel mondo moderno; ancora oggi nonostante il dilagare del relativismo molte persone incontrano Dio attraverso suo Figlio, Gesù Cristo, e la loro vita riacquista il vero valore e la dignità perduta.”

“Se Valentino fosse qui oggi, avrebbe detto alle coppie sposate che arriva un momento in cui l’amore diventa anche sacrificio.
Non sarà facile mantenere il vostro impegno e le vostre promesse di matrimonio. Non stupitevi se l’ ‘amore romantico’ che avete per qualcuno cambia, non è più trascinante come all’inizio: l’amore è costanza, è impegno, fino alla donazione di sè e così, con l’aiuto di Cristo, diventa vero Amore, molto più maturo e completo.
L’amore – l’amore umano è meraviglioso e benedetto da Dio. Ma diventa vero Amore quando si è disposti anche a portare la croce insieme. Questo è ciò che San Valentino significa per me.”

PREGHIERA A SAN VALENTINO VESCOVO E MARTIRE, PROTETTORE DEGLI INNAMORATI

Reliquie del Santo nella Basilica di Terni

Glorioso San Valentino, dagli splendori della gloria dove state beato in Dio, rivolgete pietoso lo sguardo sui vostri devoti, che fidenti nella potenza di intercessione che godete in Cielo per le sante opere vostre, invocano il vostro amoroso patrocinio.
Benedite le nostre famiglie, i terreni e le industrie nostre, tenendo lontani da noi i castighi, che purtroppo abbiamo meritato coi nostri peccati.
Ma soprattuto sostenete e avvalorate in noi quella Fede, senza la quale è impossibile salvarsi e della quale voi foste apostolo e martire invitto.
Proteggete, o gran Santo, la Chiesa di Gesù nelle lotte funeste, che tanto la travagliano in questi tempi infelicissimi, e fate che sempre più cresca lo stuolo dei santi e valorosi lieviti, che, informati dal vostro spirito, camminino sulle vostre orme luminose, a gloria di Dio, a onore della Chiesa, a salute delle anime nostre.

Nel mio cuore, Signore, si è acceso l’amore per una creatura che tu conosci e ami.

Fa che non sciupi questa ricchezza che mi hai messo nel cuore.

Insegnami che l’amore è un dono e non può mescolarsi con nessun egoismo,

che l’amore è puro e non può stare con nessuna bassezza,

che l’amore è fecondo

e deve, fin da oggi, produrre un nuovo modo di vivere in me e in chi mi ha scelto.

Ti prego, Signore, per chi mi aspetta e mi pensa,

per chi ha messo in me tutta la sua fiducia,

per chi mi cammina accanto, rendici degni l’uno dell’altra.

E per intercessione di San Valentino fa che fin da ora

le nostre anime posseggano i nostri corpi e regnino nell’amore. 

Così sia. Pater, Ave, Gloria.

Fonte http://www.cbn.com/spirituallife/ChurchandMinistry/churchhistory/st_valentine_the_real_story.aspx

http://www.santiebeati.it/dettaglio/40850

 

Riti satanici e narcos: uccisa un’ altra adolescente. La lotta dei sacerdoti esorcisti in Messico.

10 febbraio 2017 Nel cortile di una casa in Messico è stato ritrovato il corpo di Jessica Valeria Ramirez, 15 anni, morta dissanguata con un paletto nel suo occhio destro.
I presunti responsabili dell’ omicidio, secondo quanto riporta il portale del Millennio, sarebbero altri tre adolescenti che non hanno ancora raggiunto la maggiore età, per cui le autorità non hanno rivelato la loro identità.
Il cadavere della giovane è stato trovato seminudo e con evidenti brutali segni di violenza, l’autopsia governativa ha confermato che non si è verificato abuso sessuale. L’indagine è stata condotta da un procuratore Specializzato negli Adolescenti, informazioni:
La casa della vittima era vicina al luogo dove la giovane è stata trovata morta. Con il progredire delle indagini,  alcuni segni sul corpo hanno dimostrato che si tratta di un rito satanico. 
Non è un gioco da ragazzi : “si pensa che molte più persone siano coinvolte in pratiche sataniche, oltre ai tre detenuti, anche se le altre persone non hanno partecipato direttamente all’omicidio di Jessica Valeria”.
Non è la prima volta che si presenta una situazione aberrante del genere. Nel mese di marzo 2016, nello stato di Chihuahua un giovane di 24 anni è stato ucciso durante un rito satanico in cui voleva diventare “vampiro” ed essere”immortale”.” Questo crimine si è verificato durante un rito di iniziazione in cui la vittima credeva di poter diventare un vampiro, nella setta satanica chiamata Figli di Baphomet 1 “, ha detto a suo tempo il direttore della polizia ministeriale dello stato di Chihuahua, Pablo Rocha. Il giovane ucciso è stato trovato con i segni di strangolamento e tagli sul collo.
IL SACERDOTE ESORCISTA Padre José Antonio Fortea, esperto in demonologia, ha avvertito che “il vampirismo è una moda che è molto vicino al satanismo.” Questa tendenza, ha detto, “non è solo un gusto per il buio, ma il gusto per il male, unito ad un intero modo estetico di vedere la vita. Il vampirismo si basa interamente sull’ adorazione del diavolo “.

Chihuahua è uno degli stati più colpiti dalla violenza della droga in Messico. La sua città più popolosa, Ciudad Juarez, è stato fino al 2011 considerata la città più violenta del mondo dalla ONG Cittadina del Consiglio messicano per la sicurezza pubblica e la giustizia penale.

In quell’anno, la violenza guidata dal Cartello di Juárez ha causato più di 3.000 morti. 

Padre Fortea ha detto che vi è rapporto tra una società intrisa di violenza e la crescita del satanismo:  Quando una nazione è cristiana e segue i comandamenti e le vie di Dio, i casi di satanismo diminuiscono”.

Il sacerdote spagnolo ha anche spiegato che il satanismo non è raggiunto spontaneamente, ma attraverso un processo di “degrado morale”.

Padre Fortea, che ha coordinato il Grande Esorcismo che si è tenuto nell’Arcidiocesi di San Luis Potosi (Messico) nel maggio del 2015 contro la violenza dei narcos e dell’aborto, ha detto che “l’esecuzione di esorcismi su intere nazioni, secondo la modalità del Grande Esorcismo, mette barriere all’azione del demonio. Ma, purtroppo, l’esorcismo non serve per evitare ciò che è già degradato moralmente e può arrivare ad avvicinarsi al Male per chiedere favori”. I trafficanti di droga chiedono favori per evitare l’arresto, in cambio offrono sacrifici umani. Questo ha aumentato la violenza nel paese.

Culto satanico di Santa Muerte, un grande ingannoRisultati immagini per homicidios satanicos mexico santa muerte

Uno studio pubblicato dalla University of Londes, a Città del Messico, osserva che il culto della Santa Muerte “è apparso in Hidalgo nel 1965” e “si è diffuso”, soprattutto negli stati Guerrero, Veracruz, Campeche, Morelos, Città del Messico, Nuevo Leon, Chihuahua e Tamaulipas.  Già lo scorso anno è stato stimato che il culto della Santa Muerte ha avuto più di 12 milioni di seguaci e l’80% di loro erano messicani. La devozione crescente ha alimentato un vasto sincretismo religioso messicano intriso di radici pagane pre-ispaniche (sacrifici umani nei templi Maya e Aztechi) e di riti magici della Santeria, un culto satanico che vuole sostituire quello cattolico della Santa Vergine di Guadalupe confondendo alcune immagini cattoliche con il culto pagano. In Messico molti santuari della Madonna di Guadalupe vengono spesso colpiti dai vandalismi. 

“Non si può negare che questo culto di Santa muerte è soprattutto seguito dai cartelli della droga messicani, che ritengono che il demone detto Santa Muerte  sia il loro ‘patrono’ e che dia loro la protezione”, ha detto l’anno scorso il ricercatore presso l’Università della Virginia, Andrew Chesnut, al giornale Tabasco Hoy.
La convinzione è che, attraverso i sacrifici umani e animali, queste divinità pagane offrano favori ai criminali. Dal 2005 il Ministero degli Interni  ha annullato l’iscrizione del culto di Santa Muerte come associazione religiosa.

Papa Francesco durante la sua visita in Messico ha respinto le immagini di Santa Muerte e ha collegato questo culto al traffico di droga:

“Sono particolarmente preoccupato che molti, sedotti dal potere vuoto del mondo, esaltano i suoi macabri simboli per commerciare la morte in cambio di danaro “.

Padre Josè de Jesus Aguilar, portavoce dell’Arcidiocesi del Messico respinge il culto di Santa Muerte che ha milioni di seguaci: “Questo culto è una impostura, come sono impostori coloro che lo adorano: hanno inventato un idolo che permette l’omicidio, permette di rubare, di proteggere il colpevole: nessun Santo ha mai permesso di fare il male e mai ha protetto i criminali, hanno inventato un idolo scheletro, che dovrebbe permettere loro di dare la morte agli altri e di proteggerli dalla morte”.

Questo culto viene utilizzato spesso per il sacrificio umano, come è successo in Nacozari, Sonora, nel 2012.

Andrew Chesnut ha detto che “una famiglia molto povera ha sacrificato tre vicini alla Santa Muerte, credendo che la santa morte avrebbe dato loro l’oro e la prosperità, in cambio del sangue del sacrificio dei loro tre vicini di casa.”

I membri della famiglia Meraz sono stati accusati di aver ucciso due adulti e un bambino tra il 2009 e il 2012. Jose Larrinaga Talamante, portavoce per l’ufficio del procuratore dello stato di Sonora, ha detto in data 11 Aprile 2012 che “è riuscito a stabilire la responsabilità nell’uccisione del bambino, che è stato sacrificato in un rito satanico della santa muerte”.

Nel 2006 il dispiegamento di militari è iniziato nelle zone controllate dai trafficanti di droga  e si è scoperto che operano rituali  in molti templi della criminalità organizzata dedicati alla Santa Muerte: questo legame tra membri della setta satanica e cartelli della droga è stato successivamente documentato dal Procuratore Generale della Repubblica.

Padre Ernesto Caro vive a Monterrey, una ricca città industriale vicino al confine con gli Stati Uniti che è stata teatro di alcuni dei peggiori crimini dei narcotrafficanti. Si trova anche vicino allo stato di Tamaulipas, considerato da molti un luogo completamente sotto il controllo dei narcos.

Questo sacerdote lotta con la preghiera degli esorcismi  contro la criminalità organizzata. C’è un caso recente, che Padre Caro è andato a visitare in carcere, nella speranza di convertirlo, era un membro dei cartelli della droga ed un seguace di Santa Muerte. Padre Caro afferma che quest’ uomo era posseduto dal demone di Santa Muerte, a cui era stato consacrato. “L’adorazione è il primo passo verso il satanismo e quindi il reclutamento nei narcos. È per questo che quell’ uomo è stato scelto “, ha spiegato Padre Caro. 

Data la vicinanza del Padre, l’uomo ha cominciato a manifestare tutti i tipi di espressioni di odio e rifiuto di Gesù Cristo, e durante l’esorcismo ha confessato tutti i tipi di torture che infliggeva alle sue vittime, mentre erano ancora in vita, e che provava piacere nel farlo.

Padre Eduardo Hayen Cuarón, parroco della cattedrale di Ciudad Juarez, considerata la città più violenta del mondo, spiega che i casi di possessione legati a pratiche di stregoneria o di Satanismo sono ormai di tutti i giorni. Per quanto riguarda coloro che fanno un patto con  Santa Muerte, il padre Hayen è chiaro: ” Coloro che fanno un patto con Santa muerte non sono protetti. Santa morte è un demone, è diventato molto popolare per ignoranza religiosa,  soprattutto perchè quando non si ha il vero Dio presente, si è aperti a qualsiasi tipo di credenze, anche questa demoniaca, che è molto pericolosa “.
Come uno che fa un patto con la mafia in attesa di una certa protezione, molti di coloro che si dedicano a rituali satanici o patti con la Santa Muerte finiscono per scoprire che il prezzo è alto. I demoni non possono espellere i demoni. Questi spiriti, sotto questo mondo oscuro cominciano ad emergere rendendo le persone mentalmente malate, squilibrate, manifestazioni diaboliche nelle case, chiavi che aprono da sole,  ossessioni di ombre, tutto quel genere di fenomeni che si verificano in seguito a pratiche esoteriche di stregoneria”, afferma Hayen.

Il sacerdote afferma che la legalizzazione dell’aborto nel 2007 a Città del Messico ha contribuito alla diffusione di  spiriti maligni in tutto il paese: “Entrambi sono strettamente correlati, narcos e aborto. Vi è una infestazione di demoni oggi in Messico, perché abbiamo aperto la porta alla morte”.  

Molti sacerdoti cattolici oggi vengono rapiti e brutalmente uccisi  in America latina, specialmente in Messico, perchè combattono contro la droga e contro l’aborto, per difendere la cultura della vita.

Fonti

Dopo la cacciata di Isis, la cattedrale di Mosul ritorna ai cristiani

5 febbraio 2017: Nel video, il momento in cui  l’arcivescovo Nicodemo M. Sharaf Daoud, il Metropolita Siro Ortodosso di Mosul, insieme con l’arcivescovo Mor Timothius Shamani di Mar Mousa A. Mattai e alcuni monaci e laici scendono in piazza per rimuovere la grande bandiera dipinta da ISIS, dalla facciata di una chiesa a Mosul.
La chiesa siro-ortodossa di Mosul dedicata a Sant Efrem, un tempo utilizzata dai jihadisti dell’auto-proclamato Stato islamico (Daesh) come sede del Consiglio di stato dei Mujahidin, situata in un’area della città già riconquistata dall’esercito iracheno, è stata visitata da Mar Nicodemus Daoud Matti Sharaf, vescovo siro ortodosso di Mosul. Alcune foto pubblicate dal sito ankawa.com mostrano la chiesa gravemente danneggiata ma non distrutta, dopo più di due anni e mezzo di occupazione jihadista e dopo l’offensiva militare compiuta dall’esercito iracheno e dai raid della coalizione internazionale a guida Usa per riconquistare Mosul.
Il vescovo che ha sconvolto il mondo nel 2014, quando piangeva sconsolato per l’invasione dello Stato Islamico di Mosul, è ora tornato per recuperare la cattedrale come chiesa cristiana e demolire i resti del gruppo islamico.
Domenica 5 febbraio 2017 è già contrassegnato come un giorno speciale nella storia dei cristiani d’Oriente, in particolare quelli della città irachena di Mosul, che è stata oppressa dal sedicente Stato Islamico.
Quel giorno, l’esiliato arcivescovo Nicodemo M. Sharaf Daoud, della diocesi siro ortodossa di Mosul, è ritornato nella cattedrale distrutta e devastata di Sant’ Ephrem nella parte orientale della città.
Durante l’occupazione decennale della città, lo Stato Islamico ha usato questa chiesa come una moschea, mentre ha installato il suo quartier generale presso la sede degli arcivescovi.
“Due anni e mezzo dopo essere stato costretto a fuggire per salvarmi la vita, ho potuto vedere alcune immagini dell’ Arcivescovo nella sua cattedrale, che è la più grande chiesa a Mosul, circondato da macerie, nascondendosi il viso tra le mani, mentre piangeva “, spiega Eduard Pröls, direttore delle campagne CitizenGO in Germania.
Pröls , che negli ultimi anni ha viaggiato diverse volte in Iraq per sostenere i cristiani perseguitati, spiega queste immagini : “Sono stato profondamente toccato nel cuore, perché io ho incontrato più volte il vescovo Nicodemo negli ultimi mesi”.
L’ultima volta che aveva avuto l’opportunità  di incontrare l’arcivescovo era stata nel monastero di Mar Mattai, uno dei più antichi del Cristianesimo, che si trova su una montagna a 35 km da Mosul: “Solo cinque mesi fa, nel settembre 2016, quando nessuno credeva veramente che Mosul sarebbe stata liberata”.
“Questo monastero è stato molto vicino alla linea del fronte che divide il territorio conquistato da parte dello Stato Islamico dal mondo libero. Quando il cielo è limpido, si può vedere Mosul da lì “, ricorda Pröls.
Questo incontro ha avuto luogo solo cinque mesi fa, nel settembre 2016, quando nessuno credeva veramente che Mosul sarebbe stata liberata. Il mese successivo, la liberazione parziale della città è stata raggiunta, mentre la parte occidentale della città, attraverso il fiume Tigri, è sotto il controllo dei terroristi.
Dopo due anni e mezzo, prima di tutto nella cattedrale di Sant’ Efrem a Mosul ritorna la preghiera.
L’ Arcivescovo pochi mesi prima piangeva sconsolatamente, perché dopo diversi secoli i cristiani non potevano più andare a pregare a Mosul, ora è tornato Domenica scorsa e, insieme con l’arcivescovo Mor Timothius Mousa A. Shamani di Mar Mattai e alcuni monaci e laici, ha pregato nella chiesa devastata, per la prima volta dopo la liberazione.
Pröls spiega sul sito della piattaforma MasLibres.org: “il momento più emozionante è stato quando, aiutati da un rampone, i vescovi, monaci e tutto il gruppo sono scesi in strada e insieme hanno incrinato la grande bandiera dello Stato islamico dipinta sulle pareti della chiesa “, come mostrato nel video.
, Osservatorio Antisette

Rivelazioni choc di un testimone nella setta del Forteto“Fui costretto a mentire a favore degli imputati”: una nuova inchiesta, e la politica che fa?

FORTETO, LA COOP SETTA ‘NEW AGE’ DEGLI ABUSI, nuovo teste dichiara:” fui vittima di soprusi e umiliazioni, fui costretto a mentire”. Allora aveva 11 anni. Oggi a 31 anni ritratta, a costo di essere messo sotto accusa per falsa testimonianza.

Forteto, una storia senza fine. E la politica che fa? 

In aula al processo di primo grado nei confronti delle persone sotto accusa per gli abusi descrisse il Forteto come un ambiente sereno. Oggi confessa di essere stato costretto a mentire dai suoi stessi genitori affidatari e degli altri imputati. Dopo le dure sentenze – due, di primo e secondo grado – nei confronti di coloro che furono i leader della comunità, sembrano non essersi concluse le rivelazioni su ciò che fu la comunità-cooperativa di Vicchio. La procura di Firenze ha aperto così un nuovo fascicolo, ipotizzando il reato di subornazione di testimone.

Il nuovo filone è scaturito dalla denuncia di un 11enne che arrivò al Forteto e riportata dal Corriere Fiorentino: “Minacciarono di farmi passare per pazzo e di allontanarmi per sempre da mia figlia”, “così ho ceduto alle pressioni degli imputati e ho nascosto ai giudici l’inferno vissuto per 20 anni“, ha detto. Al processo, secondo quanto appreso, il teste non avrebbe voluto deporre…

Emanuele (oggi 31enne) è entrato in comunità Forteto a 11 anni a causa di un padre violento. Con lui, i fratelli Jonathan, Christopher e Luna. «Da allora ho subito umiliazioni e soprusi – dice – anche se non gli abusi denunciati da altri miei compagni». Ancora: «Sono stato costretto ad accusare mia madre (naturale, ndr) di violenze che in realtà non ha mai compiuto». Di più: «Dove avrei dovuto riacquistare serenità non ho mai fatto una vita normale: a 12 anni era già a lavorare nella cooperativa del Forteto, in officina o come stalliere. Anche di domenica». Non basta: «I rapporti col mondo esterno erano molto limitati. L’estraneo era considerato una minaccia. Guai a frequentare i compagni di scuola: volavano pugni, schiaffi e calci. Poi mi ripetevano di essere un inetto. E ho finito quasi per crederci».

Emanuele oggi ha una nuova vita. A Faenza: dopo un matrimonio fallito, con una figlia, e una nuova compagna. A rialzarsi lo hanno aiutato la Regione Toscana e l’associazione Artemisia (con il progetto Oltre). Ma ricorda con amarezza quei momenti: «Non volevo deporre – continua nell’articolo del Corriere Fiorentino – ma ho subito un’angosciosa pressione dai miei genitori affidatari e dagli imputati (…) Ho ceduto a quelle intimidazioni descrivendo ai giudici una realtà edulcorata della comunità». I genitori affidatari erano Mauro Vannucchi ed Elena Tempistini: condannati in Appello, rispettivamente, a 3 anni e 2 mesi e 3 anni. E mentre il Forteto è approdato a Roma, un altro tassello oscuro si aggiunge alla storia. Che di chiaro non ha mai avuto molto.

Riprenderà a marzo il processo bis sugli abusi commessi al Forteto, che vede coinvolto ancora una volta il “profeta” Rodolfo Fiesoli, con l’accusa di aver costretto un ragazzino a subire atti sessuali dall’età di 11 anni. I fatti risalgono al 2003-2007. In questo secondo processo la cooperativa Il Forteto, non più guidata dai soci fondatori, si è costituita parte civile. Si attende inoltre che il pm Ornella Galeotti chieda, come annunciato al recente processo d’appello, il rinvio a giudizio per altre 13 persone accusate di falsa testimonianza, accusate di aver mentito al processo di primo grado. Testi che per lo più hanno testimoniato a favore della difesa, tirate in ballo dalle stesse motivazioni della sentenza di primo grado. Fra di essi ci sarebbero anche due assistenti sociali.

E il pentolone bolle anche sul fronte politico. E’ stata bocciata dall’aula del Senato la richiesta di calendarizzazione della discussione sulla commissione d’inchiesta parlamentare richiesta dalla senatrice del Movimento 5 Stelle Laura Bottici. Durante la votazione ha suscitato stupore e indignazione l’errore del presidente Pietro Grasso, che al momento della votazione non ha saputo pronunciare correttamente la parola “Forteto“. Eppure poche settimane prima aveva incontrato i componenti della commissione regionale d’inchiesta che avevano sottolineato di averlo trovato “preparato” sulla vicenda e pronto a garantire “il suo impegno ad agire”.

FONTI: per saperne di più sulla setta del Forteto e il guru Rodolfo Fiesoli

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/06/24/la-setta-del-forteto-che-mirava-a-distruggere-la-famiglia-relazione-finale-richiesto-lo-scioglimento-della-setta-ed-il-commissariamento-della-cooperativa/

http://www.firenzetoday.it/cronaca/forteto-inchiesta-abusi-maltrattamenti-testimoni.html

http://www.okmugello.it/featured/forteto-la-testimonianza-nascosto-ai-giudici-linferno-vissuto-20-anni

http://www.affaritaliani.it/politica/forteto-ho-mentito-al-processo-sotto-minaccia-462848.html

 

11 febbraio Preghiere alla Madonna di Lourdes

Preghiera a Nostra Signora di Lourdes

Maria, tu sei apparsa a Bernardetta nella fenditura di questa roccia.
Nel freddo e nel buio dell’inverno,
hai fatto sentire il calore di una presenza,bdb91315a81aac1b5aabda9e170d83f4
la luce e la bellezza.
Nelle ferite e nell’oscurità delle nostre vite,
nelle divisioni del mondo dove il male è potente,
porta speranza
e ridona fiducia!

Tu che sei l’Immacolata Concezione,
vieni in aiuto a noi peccatori.
Donaci l’umiltà della conversione,
il coraggio della penitenza.
Insegnaci a pregare per tutti gli uomini.

Guidaci alle sorgenti della vera Vita.
Fa’ di noi dei pellegrini in cammino dentro la tua Chiesa.
Sazia in noi la fame dell’Eucaristia,
il pane del cammino, il pane della Vita.

In te, o Maria, lo Spirito Santo ha fatto grandi cose:
nella sua potenza, ti ha portato presso il Padre,
nella gloria del tuo Figlio, vivente in eterno.
Guarda con amore di madre
le miserie del nostro corpo e del nostro cuore.
Splendi come stella luminosa per tutti
nel momento della morte.

Con Bernardetta, noi ti preghiamo, o Maria,
con la semplicità dei bambini.
Metti nel nostro animo lo spirito delle Beatitudini.
Allora potremo, fin da quaggiù, conoscere la gioia del Regno
e cantare con te:
Magnificat!

Gloria a te, o Vergine Maria,
beata serva del Signore,
Madre di Dio,
Tempio dello Spirito Santo!

Preghiera a Nostra Signora di Lourdes per chiedere una grazia

madonna-di-lourdes1O Vergine Immacolata, Madre di Misericordia, salute degli infermi, rifugio dei peccatori, consolatrice degli afflitti, Tu conosci i miei bisogni, le mie sofferenze; degnati di volgere su di me uno sguardo propizio a mio sollievo e conforto.
Con l’apparire nella grotta di Lourdes, hai voluto ch’essa divenisse un luogo privilegiato, da dove diffondere le tue grazie, e già molti infelici vi hanno trovato il rimedio alle loro infermità spirituali e corporali.
Anch’io vengo pieno di fiducia ad implorare i tuoi materni favori; esaudisci, o tenera Madre, la mia umile preghiera, e colmato dei tuoi benefici, mi sforzerò d’imitare le tue virtù, per partecipare un giorno alla tua gloria in Paradiso. Amen.

3 Ave Maria
Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.
Sia benedetta la Santa ed Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria, Madre di Dio.

Maria, Nostra Signora di Lourdes,

Che la tua bellezza e il tuo sorriso rinfranchi il nostro cuore!
Che il tuo appello alla penitenza ci trovi disponibili e generosi!
Che le nostre comunità camminino con decisione nella sequela di Cristo, e si appoggino senza dubbi sulla fede di Pietro!
Che la manifestazione del tuo nome, « l’Immacolata Concezione », ci faccia sperare nell’innocenza ritrovata e desiderare la santità!
Che la luce della Pasqua, accesa al termine della prossima Quaresima, ravvivi in noi la fiamma della carità!
O Maria, Regina della pace, volgi il tuo sguardo sui popoli vittime della guerra!
O Maria, salus infirmorum, concedi ai malati la forza e la speranza!
O Maria, che hai vissuto la povertà, aiuta, per mezzo nostro, i più diseredati!
O Maria, Madre della Chiesa, ti preghiamo affinchè, come te, ognuno sappia dire « sì » agli appelli di Dio!
O Maria, Madre di Dio, portaci a cantare il Magnificat perchè il Regno di Dio ci è aperto!   Invocazioni a  Nostra Signora di Lourdes e a S.  Bernardetta :

Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.
Nostra Signora di Lourdes, prega per noi
Nostra Signora di Lourdes, prega per noi
Santa Bernardetta, prega per noi.

Fare lentamente il segno della croce ringraziando Dio
per il suo grande Amore manifestato attraverso il  Figlio nell’ora della croce:

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.bdb91315a81aac1b5aabda9e170d83f4

Nostra Signora di Lourdes (o Nostra Signora del Rosario o, più semplicemente, Madonna di Lourdes) è l’appellativo con cui la Chiesa cattolica venera Maria, madre di Gesù in rapporto ad una delle più venerate apparizioni mariane.Il nome della località si riferisce al comune francese di Lourdes nel cui territorio – tra l’11 febbraio e il 16 luglio 1858 – la giovane Bernadette Soubirous, contadina quattordicenne del luogo, riferì di aver assistito a diciotto apparizioni di una “bella Signora” in una grotta poco distante dal piccolo sobborgo di Massabielle. A proposito della prima, la giovane affermò:

“Io scorsi una signora vestita di bianco. Indossava un abito bianco, un velo bianco, una cintura blu ed una rosa gialla sui piedi.” Questa immagine della Vergine, vestita di bianco e con una cintura azzurra che le cingeva la vita, è poi entrata nell’iconografia classica.

Nel luogo indicato da Bernadette come teatro delle apparizioni fu posta nel 1864 una statua della Madonna. Intorno alla grotta delle apparizioni è andato nel tempo sviluppandosi poi un imponente santuario.

Per lasciare una richiesta di preghiera direttamente sul sito di Lourdes:

Clicca qui: la tua intenzione sarà messa ai piedi della Grotta

Fonte

http://it.lourdes-france.org/approfondire/le-apparizioni

Le Foibe -Giorno del Ricordo – per non Dimenticare-…imparerà mai l’uomo dai suoi errori….

10 FEBBRAIO Le Foibe -Giorno del Ricordo

Le «foibe», cioè le fosse, le numerose profonde cavità naturali carsiche di cui è disseminata la regione dell’estremo nord-est italiano. Con questo stesso termine intendiamo indicare una tragedia grande e ignorata nella quale piombarono le popolazioni italiane del confine orientale vittime del terrore comunista.

http://www.youtube.com/watch?v=h_n_afXJOkU&feature=player_embedded

La catena dell’intolleranza e delle persecuzioni
può essere spezzata solo con l’amore e il perdono,
come ci ha insegnato Gesù dalla Croce,
ma a condizione di
NON DIMENTICARE.
Perchè l’uomo fatica ad imparare dai propri errori,
e la storia, fatta di corsi e ricorsi,
troppe volte ci ripropone eventi ai quali non dovremmo più assistere:
come la pulizia etnica nella ex Jugoslavia
o il martirio dei cristiani nel mondo.
Per questo è importante il ricordo,
per evitare il ripetersi di queste atrocità.

PREGHIERA PER I MARTIRI DELLE FOIBE
O Dio, Signore della vita e della morte,
della luce e delle tenebre,
dalla profondità di questa terra e di questo nostro dolore noi gridiamo a Te.
Ascolta, o Signore, la nostra voce.
Noi siamo venuti qui per innalzare le nostre povere preghiere e deporre i nostri fiori,
ma anche per apprendere l’insegnamento che sale dal sacrificio di questi Morti.
E ci rivolgiamo a Te, perché Tu hai raccolto l’ultimo loro grido, l’ultimo loro respiro.
Questo calvario, col vertice sprofondato nelle viscere della terra,
costituisce una grande cattedra, che indica nella giustizia e nell’amore le vie della pace.
Ebbene, Signore, Principe della Pace, concedi a noi la Tua pace.
Dona conforto alle spose, alle madri, alle sorelle, ai figli
di coloro che si trovano in tutte le foibe di questa nostra triste terra,
e a tutti noi che siamo vivi e sentiamo pesare ogni giorno sul cuore
la pena per questi Morti, profonda come le voragini che li accolgono.
Tu sei il Vivente, o Signore, e in Te essi vivono.
Che se ancora la loro purificazione non è perfetta,
noi Ti offriamo, o Dio Santo e Giusto, la nostra preghiera,
la nostra angoscia, i nostri sacrifici,
perché giungano presto a gioire dello splendore del Tuo Volto.
E a noi dona rassegnazione e fortezza, saggezza e bontà.
Tu ci hai detto: “Beati i misericordiosi perché saranno chiamati figli di Dio,
beati coloro che piangono perché saranno consolati”,
ma anche beati quelli che hanno fame e sete di giustizia
perché saranno saziati in Te, o Signore,
perché è sempre apparente e transeunte il trionfo dell’iniquità.
+ Mons. Antonio Santin Vescovo di Trieste (1959)Risultati immagini per una candela per i martiri delle foibeIl “Giorno del Ricordo” è stato istituito dal Parlamento italiano con la legge 30 marzo 2004, n. 92, e viene celebrato il 10 febbraio con l’obiettivo di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli Italiani e di tutte le vittime delle foibe
e dell’esodo dalle loro terre degli Istriani, Fiumani e Dalmati nel secondo dopoguerra.
Alla fine della Seconda guerra mondiale, mentre tutta l’Italia, veniva liberata dall’esercito Anglo-Americano, a Trieste e nell’Istria (sino ad allora territorio italiano) si viveva l’inizio di una tragedia:
350.000 italiani abitanti dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia dovettero scappare ed abbandonare la loro terra, le case, il lavoro, gli amici e gli affetti incalzati dalle bande armate jugoslave, miliziani della dittatura comunista di Tito;
molti furono uccisi nelle Foibe o nei campi di concentramento.
Tra l’ottobre del 1943 e il maggio del 1945 almeno cinquemila persone (ma forse molte di più) tra istriani e triestini, militari, finanzieri, marinai, maestri elementari, impiegati comunali, minatori, italiani ma anche slavi, antifascisti e fascisti,
furono torturati e uccisi dai miliziani di Tito.
Catturati nei luoghi di lavoro e nelle abitazioni, vennero imprigionati e poi gettati, molti ancora vivi, dentro le “foibe”: voragini rocciose, a forma di imbuto rovesciato,
create dall’erosione dell’acqua sull’altipiano del Carso, e profonde fino a 200 metri.

Una pagina triste della nostra storia
un silenzio doloso.

IL MARTIRIO DEI SACERDOTI CATTOLICI UCCISI DAI PARTIGIANI COMUNISTI
La storia delle foibe è legata al trattato di pace firmato a Parigi il 10 Febbraio 1947, che impose all’Italia la cessione alla Jugoslavia di Zara – in Dalmazia –, dell’Istria con Fiume e di gran parte della Venezia Giulia, con Trieste costituita territorio libero tornato poi all’Italia alla fine del 1954.

Dal 1947 al 1954 le truppe jugoslave di Tito, in collaborazione con i comunisti italiani, commisero un’opera di vera e propria pulizia etnica mettendo in atto gesti di inaudita ferocia.

Sono 350.000 gli Italiani che abbandonarono l’Istria, Fiume e la Dalmazia, e più di 20.000 le persone che, prima di essere gettate nelle foibe (cavità carsiche profonde fino a 200 metri), subirono ogni sorta di tortura. Intere famiglie italiane vennero massacrate, molti venivano legati con filo spinato a cadaveri e gettati nelle voragini vivi, decine e decine di sacerdoti furono torturati e uccisi. Nella sola foiba di Basovizza sono stati ritrovati quattrocento metri cubi di cadaveri.

Per decenni questa barbarie è stata nascosta, tanto che l’agenzia di stampa “Astro 9 colonne”, nel fare un conteggio dei lanci di agenzia pubblicati dal dopoguerra ad oggi sul tema delle foibe, ha scoperto che fino al 1990 erano stati poco più di 30.

Negli anni Novanta l’attenzione per il tema è aumentata: oltre 100 fino al 1995, l’anno successivo i lanci sono stati ben 155. Negli anni recenti ogni anno ce ne sono stati addirittura più di 200.
Calcolare esattamente il numero delle vittime è difficile, ma sono stati almeno 50 i sacerdoti uccisi dalle truppe comuniste di Tito.

Interpellato da ZENIT, Piero Tarticchio, che all’epoca dei fatti aveva sette anni, ha ricordato la tanta gente che partecipò al funerale del suo parente don Angelo Tarticchio, parroco di Villa di Rovino e attivo nell’opera caritativa di assistenza ai poveri, ucciso il 19 settembre del 1943 e sepolto il 4 novembre.

Il sacerdote venne preso di notte dai partigiani jugoslavi, insultato e incarcerato nel castello dei Montecuccoli a Pisino d’Istria. Dopo averlo torturato, lo trascinarono presso Baksoti (Lindaro), dove assieme a 43 prigionieri legati con filo spinato venne ucciso con una raffica di mitragliatrice e gettato in una cava di bauxite.

Tarticchio ha raccontato che il 31 ottobre, quando venne riesumato il cadavere, si vide che in segno di scherno gli assassini avevano messo una corona di filo spinato in testa a don Angelo. Don Tarticchio viene oggi ricordato come il primo martire delle foibe.

Un’altra delle vittime fu don Francesco Bonifacio, un sacerdote istriano che per la sua bontà e generosità veniva chiamato in seminario “el santin”. Cappellano a Volla Gardossi, presso Buie, don Bonifacio era noto per la sua opera di carità e zelo evangelico. La persecuzione contro la fede delle truppe comuniste era tale che non poté sfuggire al martirio.

La sera dell’11 settembre 1946 venne preso da alcune “guardie popolari”, che lo portarono nel bosco. Da allora di Don Bonifacio non si è saputo più nulla; neanche i resti del suo cadavere sono mai stati trovati.

Il fratello, che lo cercò immediatamente, venne incarcerato con l’accusa di raccontare storie false. Per anni la vicenda è rimasta sconosciuta, finché un regista teatrale è riuscito a contattare una delle “guardie popolari” che avevano preso don Bonifacio.

Questi raccontò che il sacerdote era stato caricato su un’auto, picchiato, spogliato, colpito con un sasso sul viso e finito con due coltellate prima di essere gettato in una foiba. Per don Francesco Bonifacio il 26 maggio 1997 è stata introdotta la causa di beatificazione, per essere stato ucciso “in odium fidei”.

In “odium fidei” fu ucciso il 24 agosto del 1947 anche don Miroslav Buselic, parroco di Mompaderno e vicedirettore del seminario di Pisino.

A causa della guerra in molte parrocchie della sua zona non era stato possibile amministrare la cresima, così don Miroslav accompagnò monsignor Jacob Ukmar per amministrare le cresime in 24 chiese diverse. I comunisti, però, avevano proibito l’amministrazione.

Alla chiesa parrocchiale di Antignana i comunisti impedirono l’ingresso a monsignor Ukmae e don Miroslav. Nella chiesa parrocchiale di Pinguente una massa di facinorosi impedì la cresima per 250 ragazzi, lanciando uova marce e pomodori, tra insulti e bestemmie.

Il 24 agosto nella chiesa di Lanischie, che i comunisti chiamavano “il Vaticano” per la fedeltà alla chiesa dei parrocchiani, monsignor Ukmar e don Milo riuscirono a cresimare 237 ragazzi.

Alla fine della liturgia i due sacerdoti si chiusero in canonica insieme al parroco, ma i comunisti fecero irruzione, sgozzarono don Miroslav e picchiarono credendolo morto monsignor Ukmar, mentre don Stjepan Cek, il parroco, riuscì a nascondersi.

Alcuni testimoni hanno raccontato che prima di essere sgozzato don Miloslav avrebbe detto “Perdona loro perché non sanno quello che fanno”.

Al funerale i comunisti non permisero ai treni pieni di gente di fermarsi, nemmeno nelle stazioni vicine. Al processo i giudici accusarono monsignor Ukmar e il parroco di aver provocato gli incidenti, così il monsignore, dopo aver trascorso un mese in ospedale per le percosse ricevute, venne condannato ad un mese di prigione. Il parroco fu invece condannato a sei anni di lavori forzati.

Su don Milo, il tribunale del popolo sostenne che non era provato che “fosse stato veramente ucciso”. Poteva essersi “suicidato a scopo intimidatorio”. Le prove erano però così evidenti che l’assassino venne condannato a cinque mesi di prigione per “troppo zelo nella contestazione”.

Nel 1956, in pieno regime comunista la diocesi avviò segretamente il processo di beatificazione di don Miloslav Buselic, ed è diffusa ancora oggi la fama di santità di don Miro tra i cattolici d’Istria.
(12 Febbraio 2006) © Innovative Media Inc.

Il martirio dei preti italiani negli anni 1944-1947
tratto da: Agenzia Zenit, 22 gennaio 2006.

Come in Spagna, emerge il martirio dei preti italiani negli anni 1944-1947. Si parla di un totale accertato di 129 sacerdoti

Roma – Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, quando sembrava che le violenze e le barbarie fossero finite insieme al regime nazista, si scatenò la violenza delle bande armate comuniste che fecero migliaia di morti. Tra questi più di 129 sacerdoti e migliaia di cattolici. Per ricordare quelle vittime e cercare di capire come e perché furono uccise tante persone, Marco Pirina insieme ad alcuni amici ha fondato il Centro Studi Storici “Silentes Loquimir” (Silenziosamente parliamo) e dopo aver recuperato nel 1992 i resti di 68 persone gettati in una Foiba, ha condotto una serrata ricerca di documenti, testimonianze, rapporti delle forze dell’ordine, ritagli di giornali dell’epoca per “ridare dignità alla memoria di infoibati e scomparsi”. Dalle ricerche del Centro Studi Storici “Silentes Loquimir” sono nati due volumi di circa 500 pagine ciascuno, con il titolo “1945-1947 Guerra Civile” e “1945-1947, la Rivoluzione Rossa”. Per questo lavoro di ricerca nel 2003 con legge regionale 2/2003 “Silentes Loquimir” è stato riconosciuto come Istituto di Ricerche Storiche di notevole interesse regionale. Dato il notevole interesse suscitato dalla storia di quel periodo, “Zenit” ha voluto intervistare Marco Pirina.

Nel corso delle sue ricerche lei ha documentato la strage perpetrata nei confronti di quanti si opponevano o potevano essere di ostacolo alla diffusione dell’ideologia comunista nel periodo fra il 1944 e il 1947. Può fornirci alcuni dati, quante furono le vittime, quanti gli “scomparsi”?
Pirina: Partiamo da un dato scientifico, che sono le denunce presentate alle autorità giudiziarie, carabinieri, ecc nel territorio italiano. Escludendo le zone dell’Istria e della Dalmazia, che non erano più sotto il controllo dell’autorità italiana, e dove comunque fu compiuta una strage da parte delle truppe di Tito, abbiamo un totale degli scomparsi che è di 50.380, di cui oltre 12.000 gli scomparsi senza un fiore, cioè delle persone di cui non si è mai trovato il corpo. Di queste vittime solo una piccola parte era coinvolta con il passato regime fascista.

Quanti di questi erano sacerdoti o seminaristi e quanti esponenti e militanti di associazioni cattoliche?
Pirina: I dati certi documentano la responsabilità provata di militanti comunisti nell’assassinio di 110 sacerdoti. Analizzando gli scomparsi provincia per provincia siamo arrivati a contare un totale di 129 sacerdoti uccisi. Di 19 non si conoscono gli assassini, anche se sembra un dato certo che a guerra finita, con i nazifascisti sconfitti, soprattutto i partigiani socialcomunisti nutrivano un odio sistematico contro la religione cattolica ed erano anche in grado di organizzare ed eseguire omicidi. Per quanto riguarda i dirigenti cattolici, basti dire che solo a Bologna sono scomparsi circa 160 coltivatori cattolici, che non volevano far parte delle cooperative rosse e non erano d’accordo a essere sottomessi alle organizzazioni comuniste. I militanti comunisti non hanno avuto pietà neanche dei partigiani cattolici che combattevano i nazifascisti.

Tra l’8 e il 12 febbraio 1945 a Porzûs in Friuli un gruppo di partigiani cattolici appartenenti alla brigata Osoppo venne massacrata da una brigata comunista guidata da Mario Toffanin. Tra le vittime Ermes, nome di battaglia di Guido, fratello dello scrittore Pierpaolo Pasolini. I comunisti uccisero i partigiani cristiani perché si opponevano alla politica di alleanza con le truppe di Tito che voleva l’annessione di territori italiani alla Slovenia.

Per la causa di beatificazione e canonizzazione del seminarista Rolando Rivi, la Chiesa cattolica parla di martirio cioè di un crimine commesso in odio alla fede. Quante e quali altre storie di martirio lei conosce?
Pirina: Le storie di martirio sono molte e diverse, ne ricordo alcune. Don Francesco Bonifacio, un sacerdote docile e pio, dedicato a opere di carità e zelo, l’11 agosto del 1946 venne prelevato a casa dalle cosiddette guardie popolari, venne ucciso e gettato in una foiba. Di lui non si saprà più nulla. Nel 1998, dopo che è stata pubblicata una sua biografia è stata introdotta la causa di beatificazione. Don Giovanni Dorbolò infoibato il primo maggio 1945; don Nicola Fantela affogato a Ragusa con la pietra al collo il 25 ottobre 1944; don Ugo Bardotti, ucciso a Cevoli (Pi) il 4 febbraio 1951, sulla cui lapide è scritto: Ucciso in odio alla fede. L’aspetto più agghiacciante di queste storie è l’odio esercitato contro la fede cattolica e contro i sacerdoti che ne erano espressione. Gli assassini non si sono accontentati di ucciderli. Si tratta di sacerdoti che non avevano fatto male a nessuno, anzi erano esempi di carità e aiuto per tutti. Don Giuseppe Lendini fu ucciso a Crocetta di Pavullo in provincia di Modena, il 21 luglio 1945. I suoi assassini lo hanno picchiato e torturato per costringerlo a bestemmiare. Quando venne ritrovato il corpo, varie ossa erano state spezzate, crivellato di proiettili con il cranio fracassato e privo degli occhi. Don Giuseppe Tarozzi, di Riolo di Castefranco, è stato tagliato a pezzi e messo in un forno. Don Carlo Terenziani è stato cosparso di vino prima di finirlo con colpi di mitraglia. Don Giuseppe Jemmi fu picchiato a sangue insultato e sbeffeggiato dai partigiani comunisti prima di essere falciato da una raffica di mitra. Sul suo cappello fu appiccicata una stella rossa. Nel 2004 l’Osservatore Romano ha chiesto che si iniziasse il processo di beatificazione per don Jemmi.

Storie molto simili ai martiri di Spagna?
Pirina: Molti dei commissari politici delle formazioni partigiane e garibaldine avevano combattuto in Spagna negli anni 1935-1936, quando si sparava sui crocifissi, sulle chiese, sulle statue e le immagini di Maria, quando vennero trucidati suore, sacerdoti, attivisti di associazioni cattoliche. Così si é ripetuto in Italia parte di quello che avevano già fatto in Spagna. Al funerale di don Ugo Bardotti, il Vescovo di San Miniato non esitò ad accomunare l’assassinio del sacerdote della sua diocesi, al “clero martire della guerra di Spagna e alla Chiesa perseguitata nel blocco sovietico dell’Est Europa”.

La falsa veggente Luz de Maria: un’altra setta New Age, che si spaccia per “cattolica”, contro Papa Francesco

Il semplice fatto che “Luz de Maria” abbia fatto conferenze insieme con lo pseudo-mistico e falso stigmatizzato Giorgio Bongiovanni, leader della psico setta ufologica “Non siamo soli”, scomunicato dalla Chiesa cattolica nel 2000, toglie ogni credibilità ai presunti “messaggi”. 
Ma la cosa più importante – e più grave di tutte – è che in questi  supposti “messaggi”,  vi sono elementi della New Age, che rendono completamente FALSA  questa presunta “apparizione mariana”. Una forte evidenza di cambiamento radicale rispetto alla dottrina della Chiesa cattolica, la si nota in una delle sue conferenze, rilasciata insieme a Giorgio Bongiovanni nel 2012:
In quella conferenza, al minuto 4:12, “Luz de Maria” afferma: ” … perché Cristo ha bisogno di un popolo FEDELE…. Non un popolo attaccato ad una particolare chiesa o confessione religiosa, ma una umanità fatta nel suo amore, amore cristico… “  

Questo è in flagrante contraddizione con il VANGELO, perchè Luz de Maria sta negando la reale presenza di Cristo nella S. Eucaristia, nei Sacramenti istituiti da Cristo stesso; contraddice anche ciò che ci insegna il Magistero della Chiesa: “al di fuori della Chiesa cattolica non vi è alcuna salvezza”, cioè  è necessario appartenere all’unica Chiesa fondata da Cristo e sulla quale Egli ha effuso lo Spirito Santo e questa è la Chiesa cattolica,  il cui capo visibile sulla terra è il Papa, il Vicario di Cristo; quindi le dichiarazioni di Luz de Maria contengono falsità e bugie, segno della presenza del maligno, chiamato da Nostro Signore Gesù Cristo «padre della menzogna» (Gv 8, 44).


Articolo tradotto e tratto da Osservatorio Antisette, di Padre Alvaro Sanchez Rueda, sacerdote cattolico argentino, che collabora con il Prof Miguel Pastorino (che scrive per Aleteia.org), membro di Rete iberoamericana di studio delle sette -RIES-(in collaborazione con il GRIS associazione cattolica italiana di studio sulle  sètte approvata dalla CEI), Fonti

Giorgio Bongiovanni y Luz de María: Un mar de confusión religiosa

http://observatorioantisectas.blogspot.it/2015/08/luz-de-maria-quien-es.html

Luz de Maria è nata in Costa Rica, ma risiede in Argentina. Si autoproclama  veggente e dichiara di ricevere messaggi dalla Vergine Maria e da Gesù, in cui mescola elementi tipici delle  rivelazioni private riconosciute dalla Chiesa, come ad esempio la chiamata alla conversione a Gesù Cristo e una vita di più intensa preghiera, con elementi presi in prestito dalla nuova religione pagana, che fa un mix di tutto, la New Age.

La “veggente” imita lo stesso mix velenoso diffuso dal falso stigmatizzato Giorgio Bongiovanni, che mescola devozione a Fatima con gli alieni, reincarnazione, terrorismo apocalittico e gnosticismo New Age.giorgio bongiovanni

Giorgio Bongiovanni, nato in Italia nel 1963, sostiene di essere la reincarnazione di uno dei figli dei veggenti di Fatima, e, a sua volta, il profeta Elia. Si noti che in un pellegrinaggio che ha fatto a Fatima nel 1989, sostiene di aver ricevuto una visione della Vergine Maria, che gli ha rivelato la sua identità di ‘reincarnato’ e gli ha affidato una missione: “Diffondere il terzo segreto di Fatima nascosto dalla Chiesa, e rivelare  la verità sugli alieni”… In più Bongiovanni ci ha inserito “estasi” e false stigmate di Cristo sulle sue mani (2/09/1989), come segno della ‘sua missione’.

Egli accusa la Chiesa cattolica e in particolare i Papi, di aver nascosto il terzo messaggio rivelato dalla Vergine a Lucia. La verità è che la Chiesa lo ha già rivelato e spiegato nel 2000, ma Bongiovanni ha una versione che aggiunge extraterrestri, punizione divina e reincarnazioni…Ha annunciato grandi catastrofi e la fine del mondo varie volte, anche nel 2012, ma nè la fine nè gli UFO sono mai arrivati… Solo la polizia è arrivata per salvare i ragazzi che avevano cercato rifugio con Bongiovanni in attesa della fine imminente.  Fonderà la setta “Non siamo soli“, riprendendo gli scritti e le testimonianze del contattista Eugenio Siragusa, suo padre spirituale.

A causa di tutte queste eresie nel 2000 viene giustamente scomunicato dalla Chiesa Cattolica, contro la quale egli porterà avanti una campagna diffamatoria negli anni a venire. Così come il suo padre spirituale, anch’egli è in ‘continuo contatto’ con questo “essere stellare” chiamato Ashtar(Ashtar o Ashtoret è il nome d’origine di Astaroth, uno dei demoni più vicini a Satana). manipulation-014

In una recente conferenza che i due falsi veggenti hanno condiviso, Luz de Maria ha detto che la Vergine ha sofferto molto quando ci fu la distruzione di Sodoma e Gomorra, intendendo affermare che Maria è esistita fin dall’inizio del genere umano. Che tipo di esistenza è stata? Una sorta di divinizzazione della Vergine che rende la vita esistente sulla terra? anche questo è totalmente contrario alla Parola di Dio.

Nella stessa conferenza Luz de Maria ha anche parlato del male e ha detto che “il diavolo non ha bisogno di tentare l’uomo, in quanto è fuori dalla terra in silenzio, perché l’uomo ha superato il demone del male”: anche questo contraddice totalmente la Parola di Dio, che afferma che “l’uomo è stato creato ad immagine e somiglianza di Dio Padre”,  l’uomo cade nel male proprio perchè oggi, molto più che in passato, si fa tentare dal maligno!Risultati immagini per sectas apocalipticas

“L’AVVERTIMENTO: IL FALSO PAPA e LA FINE DEL MONDO” (queste le avevamo già sentite da altri falsi veggenti…)

L’elenco di tali dichiarazioni, contrarie al Vangelo, nei suoi scritti e conferenze sono infinite, ma tutte sono decorate da linguaggio cattolico, come ad esempio “Cari figli del mio Cuore Immacolato, amo mio figlio …”, ma “quel figlio”  non ha nulla a che fare con il Gesù del Vangelo e della fede cattolica.
Al di là della confusione dottrinale che abbonda nei suo messaggi, il suo discorso cade clamorosamente anche nei soliti cliché di molti pseudoveggenti e falsi movimenti legati a presunte apparizioni, cose ovvie come le calamità naturali, guerre, attacchi terroristici, infedeltà all’interno delle istituzioni religiose, la crisi della famiglia, l’ingiustizia economica, persecuzione dei cristiani e l’inquinamento ambientale. Per annunciare queste cose, non c’è bisogno di essere chiaroveggenti.
 
Come molti gruppi paranoici (vedi falsi messaggi di Anguera, ricevuti tramite scrittura automatica ossia spiritismo,  vedi la falsa veggente new age Maria Divina Misericordia MDM, vedi Conchiglia e le false “croci di Dozulè”, vedi la setta di Gallinaro, etc), anche Luz de Maria ripete che la “grande perdizione sta per venire” e che l’Anticristo sarà il capo della Chiesa. “L’Anticristo verrà a prendere con il suo alleato, il Trono di Pietro sulla terra” (Messaggio di “Maria” 06/05/2013, GUARDA CASO, poco dopo che Papa Francesco è stato eletto il 13/03/ 2013, il riferimento a lui è evidente!): tutto ciò è menzogna antibiblica e contraddice la Parola di Dio e rinnega le Promesse eterne di Cristo per la Chiesa.

” La Chiesa è apostolica: è costruita su basamenti duraturi: i dodici Apostoli dell’Agnello; è indistruttibile; è infallibilmente conservata nella verità; Cristo la governa per mezzo di Pietro e degli altri Apostoli, presenti nei loro successori, nel Sommo Pontefice e nel Collegio dei Vescovi.” 869 Catechismo della Chiesa cattolica

http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p123a9p3_it.htm

E per coprire eventuali critiche, Luz de Maria ammonisce quelli che non le credono, dicendo che Gesù l’aveva avvertita  che sarebbe stata perseguitata o criticata e quindi anche questo sarebbe un “segno” che ‘lei è nella verità’: TIPICA TECNICA usata da tutti i tipi di pseudo-profeti per mettere in guardia i loro fedeli, per crearsi un alibi contro eventuali critiche ed esami. La verità di un veggente si vede solo nella umiltà e obbedienza al Vangelo ed alla Chiesa cattolica: queste sono le due uniche VIRTU’ che il diavolo non riesce ad imitare.
Il 18 giugno 2015, in un’intervista radiofonica in Argentina, Luz de Maria ha detto che l’uomo “sta cambiando il DNA divino” in una concezione emanazionista della creazione, dove l’inquinamento ambientale potrebbe influenzare la natura del divino.
Sul suo sito web ha un luogo appositamente dedicato al tema alieno, nella stessa linea di Bongiovanni: i suoi messaggi infiniti sono stati tradotti  in diverse lingue e ripetono costantemente gli stessi temi in tono apocalittico.
Sicuramente Luz de Maria si trovava all’inizio all’interno della fede cattolica, ma si è convertita alla New Age e usa lo stesso vocabolario di Giorgio Bongiovanni e fa parte degli stessi gruppi di Bongiovanni,  come “Arcas” e come quello degli “stigmatizzati” (gruppi che praticano spiritismo detto anche “channeling”).

Chiesa e rivelazioni private

chiesa cattolica sant'agostino

Al di là dei casi discussi in questo articolo, che sono lontani dalla fede cattolica e confondono molti fedeli, è vero che ci sono molti cristiani desiderosi di questo tipo di letteratura e che, a furia di correre  dietro a uno o all’altro veggente, finiscono per seguire i falsi veggenti falsamente ‘cattolici’ come quelli menzionati sopra. Ci sono ancora molti credenti che leggono con più entusiasmo rivelazioni private riconosciute dalla Chiesa, che il Vangelo stesso. Anche nel caso di presunte apparizioni che rimangono nella fede cattolica, dobbiamo ricordare che essi non sono mai un dettato dal Cielo, anche quelli approvati dalla Chiesa, come Lourdes o Fatima. È necessario ricordare sempre la dottrina della Chiesa in materia di rivelazioni private.
Lo stesso maestro spirituale San Giovanni della Croce ci ha avvertito: “Dal momento in cui ci ha donato il Figlio suo, che è la sua unica e definitiva Parola, ci ha detto tutto in una sola volta in questa sola Parola e non ha più nulla da dire … Infatti quello che un giorno diceva parzialmente ai profeti, l’ha detto tutto nel suo Figlio, donandoci questo tutto che è il suo Figlio. Perciò chi volesse ancora interrogare il Signore e chiedergli visioni o rivelazioni, non solo commetterebbe una stoltezza, ma offenderebbe Dio, perché non fissa il suo sguardo unicamente in Cristo e va cercando cose diverse e novità” (Salita al Monte Carmelo, II, 22)».
Il Catechismo della Chiesa Cattolica ci illumina al riguardo: “Nel corso dei secoli ci sono state rivelazioni dette private, alcune delle quali sono state riconosciute dall’autorità della Chiesa. Tuttavia, esse non appartengono al deposito della fede. Guidati dal Magistero della Chiesa, i fedeli devono discernere e accogliere in queste rivelazioni ciò che costituisce un richiamo autentico di Cristo o dei suoi santi alla Chiesa “(n ° 67).

 Benedetto XVI rileva:

«Il Sinodo ha raccomandato di “aiutare i fedeli a distinguere bene la Parola di Dio dalle rivelazioni private” (Propositio 47), il cui ruolo “non è quello… di ‘completare’ la Rivelazione definitiva di Cristo, ma di aiutare a viverla più pienamente in una determinata epoca storica” (Catechismo della Chiesa Cattolica, 67).

In ogni catechesi sul tema, si deve sottolineare che, anche nel caso di devozioni e “rivelazioni private” approvate dalla Chiesa, esse non dovrebbero mai essere considerate come un dettato divino, tanto meno quando propongono una novità che aggiunge qualcosa a quanto è già stato rivelato in Cristo una volta e per sempre. Perché se una cosa è chiara nel Cristianesimo è che Gesù Cristo è l’Ultima Parola di Dio agli uomini e in Lui la pienezza della rivelazione di Dio si manifesta a tutta l’umanità (DV 5).
Fonte

La Chiesa beatifica il martire giapponese Takamaya Ukon, samurai di Cristo

7 febbraio 2017  Oggi è stato beatificato il martire giapponese Justus Takayama Ukon (1552 – 5 Febbraio 1615), signore feudale e samurai, vissuto nel XVI secolo. Sposato e padre di 5 figli, scelse la via dell’esilio piuttosto che abiurare la fede cristiana. La Messa di Beatificazione ad Osaka, in Giappone, è stata presieduta dal card. Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Oggi una SUA STATUA domina la Plaza Dilao a Manila nelle Filippine, dove Ukon è morto in esilio: il nuovo beato (IN FOTO) è vestito con il costume tipico dei samurai, ma la katana (la spada tradizionale dei guerrieri giapponesi) è rivolta verso il basso. Su di essa campeggia un’immagine di Gesù crocifisso.

I cattolici giapponesi sono una piccola realtà che viene dalla persecuzione più crudele, ma il Cielo premia chi è fedele.
Il popolo dei kakure kirishitan (i cattolici clandestini giapponesi) ha sempre considerato Ukon un “martire bianco” e oggi la Chiesa Cattolica dà ragione al popolo.

Un guerriero con la katana, la spada dei guerrieri Giapponesi, rivolta verso il basso, sormontata da una croce. La statua di Ukon, il samurai di Cristo, rappresenta la parabola della sua vita: da daimyo, grande signore feudale, potente in battaglia, un povero ed esiliato fino alla morte. Nato nel 1552, viene battezzato a 12 anni quando suo padre abbraccia la fede cristiana attraverso la predicazione del gesuita san Francesco Saverio. Signori feudali, i Takayama arrivano a dominare la regione di Takatsuki e Ukon si impegna per la diffusione del cristianesimo con la fondazione di Seminari e la formazione di missionari e catechisti: nei suoi territori da una popolazione di 30mila persone, circa 25 mila abbracciarono la fede cattolica.

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Statue di San Francesco Saverio, al centro, con i suoi discepoli giapponesi Anjiro (sinistra) e Bernardo, a Xavier Park, (Kagoshima, Giappone)

 Il cardinale Angelo Amato :

Ukon aveva colto IL MESSAGGIO centrale di Gesù, che è la legge della carità. Per l’ epoca, lui era  un signore feudale molto misericordioso con i suoi sudditi, aiutava i poveri, dava il sostentamento ai samurai bisognosi. Fondò la Confraternita della Misericordia. Visitava gli ammalati, era generoso nell’elemosina, portava assieme al padre Dario la bara dei defunti, per coloro non avevano famiglia, e provvedeva a seppellirli. Tutto ciò provocava stupore e desiderio di imitazione “.

Le persecuzioni iniziarono nel 1587 quando lo shogun Hideyoschi ordina l’espulsione dei missionari. Ukon e suo padre rinunciano agli onori, scegliendo la povertà. Vennero poi le crocifissioni, infine nel 1614, quando lo Shogun Tokugawa bandì definitivamente il cristianesimo, Ukon per non abiurare va in esilio nelle Filippine assieme a 300 Cristiani. Morirà circa 40 giorni dopo il suo arrivo.Risultati immagini per Dom Justo Takayama

Ancora il cardinale Amato:

“Educato all’onore e alla lealtà, fu un autentico guerriero di Cristo, non con le armi di cui era esperto, ma con la Parola e l’Esempio. La fedeltà al Signore Gesù era così fortemente radicata nel suo cuore, da confortarlo nella persecuzione, nell’esilio, nell’abbandono. La perdita della sua posizione di privilegio e la riduzione ad una vita povera e di nascondimento non lo rattristarono, ma lo resero sereno e perfino gioioso perché si manteneva fedele alle promesse del Battesimo “.

” ‘Via della Spada, Via della Croce … Tante domande mi risuonavano in testa giorno e notte …’. Sono parole del film-documentario ‘Ukon il samurai – La via della spada, la via della Croce’ descrive proprio questo cammino di spoliazione. Ma come avviene il processo di conversione per Ukon?

La regista del film, Lia Beltrami :

Antica immagine di Ukon in preghiera, nel periodo di esilio

“La vita di Ukon percorre, possiamo dire, tre fasi di conversione: il Battesimo, quando era ancora piccolo, assieme al padre, il momento in cui si trova in mezzo ad un combattimento, in cui capisce che non è quella la sua via e quando si trova a dover scegliere tra due grandi signori feudali. La scelta di uno avrebbe provocato una persecuzione contro la Chiesa nascente, mentre la scelta dell’altro l’avrebbe portato a perdere i suoi familiari che erano stati sequestrati. Lui sceglie di non entrare nella logica del mondo, ma di rinunciare a tutto, di rinunciare allo stato di signore, di rinunciare al castello per seguire la via della Croce “.

Ukon non abbandona la cultura giapponese, che anzi valorizzerà sempre. Ancora Lia Beltrami:  “Ukon vive pienamente e fino in fondo il suo essere giapponese e non pone mai in conflitto la nuova religione, il cristianesimo. Takayama Ukon è conosciuto in tutto il Giappone, anche non cristiano, come “Gran Maestro della Cerimonia del Thè”: là dentro, nella stanza spogliata di tutto, dove ci si trova di fronte al proprio interlocutore, quella è la via per annunciare il Vangelo, quella è la via della missione negli ultimi anni della sua vita”.

Affascinato dal messaggio di Gesù che dona la sua vita per amore, Ukon capì che quello era il vero sacrificio e il vero onore.

Il film SILENCE

Il popolo dimenticato dei kirishitan  torna anche per merito del cinema. Martin Scorsese nel film Silence, interpretato da Andrew Garfield, Adam Driver, Liam Neeson, Tadanobu Asano e Ciarán Hinds. Dal punto di vista pastorale, la Commissione nazionale valutazione film della Cei (www.cnvf.it) lo ha riconosciuto come complesso, problematico e adatto per dibattiti, per recuperare la storia dei missionari in Oriente, ma anche riflettere sulle persecuzioni dei cristiani oggi.

La storia è quella dell’omonimo romanzo firmato nel 1966 dal controverso scrittore cattolico giapponese Shusaku Endo (1923-1996), tradotto in italiano a Milano come Silenzio da Rusconi nel 1982 e riedito con il medesimo titolo da Corbaccio nel 2013.
Nella Nagasaki del 1633, il padre gesuita portoghese Cristóvão Ferreira (1580?-1650), già coraggioso missionario nel pieno della persecuzione, cede alla violenza e rinuncia alla fede. Quando la notizia giunge a Roma, due giovani confratelli, Sebastian Rodrigues e Francisco Garpe, increduli, si mettono sulle sue tracce. In Giappone si scontrano però con la dura realtà della cristianofobia e del tradimento. Finirà tutto in silenzio, il silenzio sperimentato da Gesù sulla Croce: «Eloì, Eloì, lemà sabactàni?».

Il dramma dei kirishitan, costretti per secoli a nascondersi come topi in una patria ostile chiusasi ermeticamente a guscio, e la sfida dell’apostasia sono stati i motivi di una continua conversione a Cristo durata tutta l’esistenza terrena del romanziere Endo. Su influsso di Endo, un altro scrittore giapponese, Otohiko Kaga, nato nel 1929, vivente, già docente universitario di Psicologia, si è convertito al cattolicesimo a 58 anni. Memorabile è il suo romanzo storico sulla Seconda guerra mondiale, Ikari no nai fune, del 1982, tradotto in inglese negli Stati Uniti come Riding the East Wind, ma importantissimo è il suo Takayama Ukon, del 1999, tradotto in tedesco e in russo, il romanzo della vita appunto del nuovo Beato. 

Fonti:

http://it.radiovaticana.va/news/2017/02/07/domani_la_beatificazione_di_ukon/1290711

http://agensir.it/italia/2017/01/12/silence-di-martin-scorsese-nelle-pieghe-del-silenzio/

Papa: “Ogni vita è sacra: occorre portare avanti la cultura della vita, nel solco di S. Teresa di Calcutta”

Come “risposta alla logica dello scarto e al calo demografico”, occorre portare avanti la “cultura della vita nel solco di santa Teresa di Calcutta”. Lo ha detto papa Francesco alle decine di migliaia di pellegrini e agli aderenti al Movimento per la Vita radunati in piazza san Pietro per la recita dell’Angelus , domenica 5 febbraio 2017, ripetendo almeno tre volte la frase “Ogni vita è sacra!”.

Il pontefice ha espresso unità “ai Vescovi italiani nell’auspicare una coraggiosa azione educativa in favore della vita umana”, proprio in occasione della Giornata della Vita che si celebrata oggi in Italia, che quest’anno ha come tema “Donne e uomini per la vita nel solco di Santa Teresa di Calcutta”.

“Ogni vita è sacra. Portiamo avanti la cultura della vita come risposta alla logica dello scarto e al calo demografico; stiamo vicini e insieme preghiamo per i bambini che sono in pericolo per l’interruzione della gravidanza, come pure per le persone alla fine della vita. Ogni vita è sacra, perché nessuno sia lasciato solo e l’amore difenda il senso della vita. Ricordiamo le parole di Madre Teresa: «La vita è bellezza, ammirala; la vita è vita, difendila!». Sia col bambino che sta per nascere sia con la persona che sta per morire. Ogni vita è sacra!”.

Francesco ha poi salutato “tutti quelli che lavorano per la vita, i docenti delle Università romane e quanti collaborano per la formazione delle nuove generazioni, affinché siano capaci di costruire una società accogliente e degna per ogni persona”.

In precedenza il pontefice ha commentato il vangelo della S. Messa (5° per anno A, Matteo 5,13-16) in cui Gesù parla della “missione dei suoi discepoli” utilizzando le metafore del “sale della terra” e della “luce del mondo”.

“Le sue parole – ha spiegato – sono dirette ai discepoli di ogni tempo, quindi anche a noi.  Gesù ci invita ad essere un riflesso della sua luce, attraverso la testimonianza delle opere buone”.

“Abbiamo quindi un compito e una responsabilità per il dono ricevuto: la luce della fede, che è in noi per mezzo di Cristo e dell’azione dello Spirito Santo, non dobbiamo trattenerla come se fosse nostra proprietà. Siamo invece chiamati a farla risplendere nel mondo, a donarla agli altri mediante le opere buone. E quanto ha bisogno il mondo della luce del Vangelo che trasforma, guarisce e garantisce la salvezza a chi lo accoglie!”.

Ricordando poi che il sale nell’antichità era usato per preservare “il cibo dall’alterazione e dalla corruzione – al tempo di Gesù non c’erano frigoriferi!”, ha aggiunto: “La missione dei cristiani nella società è quella di dare ‘sapore’ alla vita con la fede e l’amore che Cristo ci ha donato, e nello stesso tempo di tenere lontani i germi inquinanti dell’egoismo, dell’invidia, della maldicenza, e così via. Questi germi rovinano il tessuto delle nostre comunità, che devono invece risplendere come luoghi di accoglienza, di solidarietà e di riconciliazione. Per adempiere a questa missione, bisogna che noi stessi per primi siamo liberati dalla degenerazione corruttrice degli influssi mondani, contrari a Cristo e al Vangelo; e questa purificazione non finisce mai, va fatta continuamente”.

“Ognuno di noi – ha concluso – è chiamato ad essere luce e sale nel proprio ambiente di vita quotidiana, perseverando nel compito di rigenerare la realtà umana nello spirito del Vangelo e nella prospettiva del regno di Dio. Ci sia sempre di aiuto la protezione di Maria Santissima, prima discepola di Gesù e modello dei credenti che vivono ogni giorno nella storia la loro vocazione e missione. La nostra Madre ci aiuti a lasciarci sempre purificare e illuminare dal Signore, per diventare a nostra volta ‘sale della terra’ e ‘luce del mondo’”.

Fonte

http://w2.vatican.va/content/francesco/it/angelus/2017/documents/papa-francesco_angelus_20170205.html

“I metodi dei manifesti anonimi sono opera del diavolo che vuole dividerci”, Cardinale Marc Ouellet

LA CEI CON IL PAPA: Comunicato Vescovi Italiani

La Chiesa italiana appoggia “l’impegno con il quale” Papa Francesco “sta sostenendo il cammino di riforma” della Chiesa universale “per renderla – secondo le sue stesse parole – sempre più conforme al Vangelo e ai segni del nostro tempo”. È quanto si legge in una nota della Presidenza della Conferenza episcopale italiana diffusa il 6 febbraio 2017. “A fronte di chi nello scorso fine settimana ha affisso in varie zone di Roma manifesti anonimi di contestazione a Papa Francesco e al suo operato, la risposta migliore sarebbe probabilmente il silenzio. Nel contempo – prosegue il documento -, è difficile anche non reagire alla denigrazione del Successore di Pietro, colpito in maniera volgare nella forma come nei contenuti”. Per questo, come Presidenza della Cei “non soltanto rinnoviamo al Santo Padre la comunione e l’affetto delle nostre Chiese, ma affermiamo con forza la stima e la gratitudine per il servizio che sta assicurando alla Chiesa universale”. Fonte:

http://agensir.it/quotidiano/2017/2/6/papa-francesco-presidenza-cei-appoggiamo-limpegno-con-il-quale-sta-sostenendo-il-cammino-di-riforma-della-chiesa/

Prima la copertura con il cartello “Affissione abusiva”, poi la rimozione, completata il 5 febbraio 2017, dei circa 200 manifesti che avevano tappezzato gran parte del centro di Roma, da Trastevere a Prati. Ma non si fermano le indagini della Digos per cercare di capire chi ci sia dietro i manifesti anonimi affissi sabato mattina per screditare Papa Francesco. Sbagliato definire quei manifesti una “goliardata”. No, questa è una vile operazione criminale (lo è anche per la legge italiana), che non è costata poco e che dimostra una precisa organizzazione alle spalle, ma che si sta anche rivelando un enorme autogol per gli autori.  Una foto con il volto rabbuiato del Pontefice e la scritta “A France’, hai commissariato Congregazioni, rimosso sacerdoti, decapitato l’Ordine di Malta e i Francescani dell’Immacolata, ignorato Cardinali… ma n’do sta la tua misericordia?”. Una scritta piena di odio e falsità, che ricorda molto le esternazioni su Facebook degli esaltati lettori dei vari giornalisti “teologi” anti Papa Francesco, ovvero Socci, Tosatti, Blondet &co, ma ricorda anche i post degli ossessivi seguaci della falsa veggente e massona Maria Divina Misericordia, i fanatici della setta di Gallinaro &co, tutti aggregati spesso e volentieri nelle pagine degli ultratradizionalisti, che della vera Tradizione non hanno nulla.

“Questi metodi dei manifesti anonimi sono opera del diavolo che vuole dividerci. Non sono i metodi che si devono usare nella vita della Chiesa”. Lo ha detto alla trasmissione “Stanze Vaticane” di TgCom24,  il cardinale Marc Ouellet, prefetto della Congregazione per i vescovi, in merito ai manifesti contro Papa Francesco. “Questi metodi anonimi  sono piuttosto del diavolo che vuole dividere. Sulle materie – ha proseguito il cardinale – non entro nel merito perché questi nomi che sono stati messi lì, sono stati messi di certo non per aiutare queste comunità o l’Ordine di Malta, ma per nuocere anche a loro. Il Papa – ha concluso Ouellet – governa la Chiesa, deve intervenire quando c’è un problema, prendere i mezzi necessari quando c’è tensione o crisi. E’ un uomo di governo che prende le sue decisioni nella preghiera profonda e che vive in pace”.  

Il direttore di Civiltà Cattolica, padre Antonio Spadaro, sul suo profilo Facebook ha scritto: “A Roma sono apparsi manifesti anonimi finto-popolari e ben pagati contro #PapaFrancesco. Segno che sta agendo bene e sta dando MOLTO fastidio. Quei manifesti sono minacce e intimidazioni. In finto romanesco per tentare di far credere che siano popolari. Macché! La gente VERA non discetta sull’ordine di Malta, o su canonistici “dubia” cardinalizi! Ma per carità! Dietro c’è gente corrotta e ci sono poteri forti (leggi: Massoneria, ndr), che montano strategie per staccare il Papa dal cuore della gente, che è la sua grande forza. E il risultato è l’effetto opposto!”.

L’operazione dei manifesti contro Papa Francesco non è certamente costata poco e dunque si tratta di qualcuno che ha disponibilità economica. I manifesti sono stati affissi proprio il giorno stesso in cui tutti i media parlavano della questione dell’Ordine di Malta ed i “soliti” hanno accusato falsamente Papa Francesco di un “gomblotto” contro il Cardinale Burke, quando invece è avvenuto tutto il contrario: Burke ha fomentato una improbabile rivolta nell’Ordine di Malta, del quale è patrono, carica che formalmente gli resta, anche se ora c’è un delegato pontificio che ha poteri di indirizzo in campo spirituale. E che aiuterà questa antica e nobile istituzione a recuperare la sua credibilità messa a rischio dall’ingordigia di alcuni…

Immagine correlata
Card Burke molto pittoresco

Per approfondire:

https://noalsatanismo.wordpress.com/2017/02/03/il-papa-aveva-chiesto-al-card-burke-di-ripulire-lordine-di-malta-da-infiltrazioni-massoniche-ordine-disatteso-ma-oggi-lordine-ringrazia-il-papa-per-il-suo-aiuto/

E’ evidente che quei manifesti contro il Papa provengono dall’area dei sedevacantisti e dall’ area ultra tradizionalista del collegio cardinalizio, di cui Burke è lo status symbol attuale. L’episodio dei manifesti anti Papa non è un gioco, ma un atto molto grave: conviene informarsi su chi siano le due “vittime” che quel manifesto offensivo e criminale  vorrebbe difendere dalla severità di Papa Francesco. Poca misericordia si è detto. Li vedete in questa foto: Burke è insieme al suo protetto padre Manelli, fondatore dei Francescani dell’Immacolata,  esautorato dalla Santa Sede in seguito a denunce per comportamenti molto gravi a suo carico: abusi efferati, approprio illecito di ingenti somme e beni (che deve restituire al Vaticano per il valore di 30 milioni di Euro), sospetti omicidi; Padre Manelli si vorrebbe far passare per “un martire della messa in latino” (che in effetti voleva imporre come rito esclusivo per i Francescani dell’Immacolata, che in maggioranza si sono ribellati). 

Per padre Manelli, è bene saperlo, Papa Francesco ha ordinato un regime di clausura più stretto. Nei giorni scorsi padre Manelli ha ricevuto un documento, concordato in udienza dai responsabili della Congregazione dei religiosi con il Pontefice, e che ha il suo assenso. Per maggiori dettagli, leggere la fonte:
 
 

Scrive don Aldo Buonaiuto, Comunità Papa Giovanni XXIII: “Ciò che per un cattolico dovrebbe essere scontato, ovvero considerare il Papa come la figura più alta da stimare, amare e seguire fedelmente, vederlo come “il dolce Cristo in terra” per usare una felice espressione di Santa Caterina da Siena, oggi sembra diventato qualcosa di cui vergognarsi, quasi “politicamente scorretto”. Si è perso il senso della filiazione al Santo Padre. Il Santo Padre è assediato sia dentro la Chiesa da tanti, troppi sedicenti cattolici, sia dagli avvoltoi esterni che godono nel vedere l’odio e l’inimicizia di coloro che al Pontefice dovrebbero obbedire e seguirne gli insegnamenti.

Papa Francesco mi ricorda don Benzi che era un martire della Misericordia di Dio.

Quante volte anche don Oreste veniva attaccato ingiustamente! Ciò nonostante lo vedevo incassare i colpi, sospirare, soffrire in silenzio e poi rispondere: “tutto è grazia”. Sì, ne sono convinto, tutto rientra nella volontà di Dio e quindi anche subire malignità può diventare un dono. In fondo noi seguiamo un Dio crocifisso… ma non appeso a un muro”. 

Fonti:

http://www.interris.it/2017/02/06/112445/editoriale/dalla-parte-del-papa.html

http://www.farodiroma.it/2017/02/05/ouellet-manifesti-papa-opera-del-diavolo/

Il Papa aveva chiesto al Card Burke di ripulire l’Ordine di Malta da infiltrazioni massoniche: ordine disatteso…Ma oggi l’Ordine di Malta ringrazia il Papa per il suo aiuto

Il Sovrano Militare Ordine di Malta — “Ordine cavalleresco religioso laicale”,  è stato fondato nel 1099, originariamente per fornire protezione e cure mediche ai pellegrini in Terra Santa: il Vaticano sostiene ed incoraggia ancora oggi l’encomiabile lavoro che membri e volontari realizzano in varie parti del mondo, in compimento delle finalità dell’Ordine: la “tuitio fidei” (la difesa della fede) e l’”Obsequium pauperum” (il servizio ai poveri, ai malati e alle persone più vulnerabili)”.  

Recentemente, il Papa si è occupato personalmente di risolvere una controversia sorta all’interno dell’Ordine per abuso di potere.

Papa Francesco e il Card Burke

Questo in breve è il contenuto di una lettera inviata lo scorso 1 dicembre 2016 da Papa Francesco al cardinale Raymond Burke, (il pittoresco porporato, leader dei “dubia” contro il Papa), patrono dell’Ordine di Malta: il Papa invita Burke alla vigilanza sugli interessi spirituali dei membri e spiega che «si dovrà evitare che nell’Ordine si introducano manifestazioni di spirito mondano, come pure appartenenze ad associazioni, movimenti e organizzazioni contrari alla fede cattolica o di stampo relativista».  Il riferimento è all’infiltrazione della Massoneria.

«Qualora ciò dovesse verificarsi», ha proseguito il Papa, «si inviteranno i Cavalieri che eventualmente fossero membri di tali associazioni, movimenti ed organizzazioni a ritirare la loro adesione, essendo essa incompatibile con la fede cattolica e l’appartenenza all’Ordine»

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Card Burke in tenuta ‘pittoresca’

Questa lettera del Papa, pubblicata il 2 febbraio 2017 da La Nuova Bussola Quotidiana, ma già nota ai media cattolici ETWN, contraddice quanto era stato diffuso fino a poche settimane fa dai media e vari blog gestiti dai giornalisti pseudoteologi detrattori del Papa, i quali affermavano che il commissariamento dell’Ordine di Malta da parte del Vaticano fosse “un complotto contro Burke”.

In realtà  il giornalista del Vaticano per il National Catholic Register, Edward Pentin, ha rivelato i dettagli delle preoccupazioni di Papa Francesco circa l’influenza dei massoni sui Cavalieri di Malta: il 10 novembre 2016, il cardinale Burke è stato ricevuto in udienza privata da Papa Francesco. Nel corso di tale incontro,  il Papa ha chiesto al cardinale Burke, in qualità di patrono dell’ordine di Malta, di vigilare e di riferirgli in merito ad eventuali membri affiliati alla Massoneria. Il compito del Cardinale Burke è quello di promuovere le relazioni tra la Santa Sede e i Cavalieri e di mantenere il Santo Padre informato circa gli aspetti spirituali e religiosi dell’ordine. Non avendo ricevuto notizie dal Card Burke, il Papa ha inviato al cardinale Burke la lettera del 1 dicembre 2016, in cui il National Catholic Register ha appreso che il Santo Padre ha di nuovo sottolineato il dovere costituzionale da parte del Cardinale Burke di promuovere gli interessi spirituali dell’Ordine e di tenerlo informato.

Dunque, il Papa non ha mai chiesto a Burke di ordinare le dimissioni di qualcuno, ma di fare indagini su eventuali infiltrazioni massoniche e di riferire personalmente al Papa: ordine che è stato disatteso dal Cardinale Burke, che in realtà si è reso complice di abusi di potere all’interno dell’Ordine di Malta….

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Stemma massonico, simboli  squadra compasso e la G che sta per G.A.D.U.(Grande Architetto dell’Universo)

Papa Francesco aveva già criticato l’influenza distruttiva della Massoneria e la sua ostilità verso la Chiesa. Durante il suo discorso ai giovani durante la sua visita apostolica a Torino nel 2015, il Santo Padre ha parlato di “lobby massoniche, anticlericali e sataniste”:

“Alla fine del 19 ° secolo vi erano le condizioni peggiori per lo sviluppo dei giovani: la massoneria era in pieno svolgimento, nemmeno la Chiesa ha potuto far nulla, c’erano molti nemici della Chiesa, tra cui ci sono stati anche i satanisti …. E ‘stato uno dei peggiori momenti e uno dei peggiori periodi  della storia d’Italia. Tuttavia, se si desidera fare un bel compito per casa, andate a scoprire come molti uomini e donne santi sono nati in quel periodo. Perché? Perché hanno capito che dovevano andare contro corrente rispetto alla cultura, di quello stile di vita. ”

Durante la sua  intervista alla stampa nel luglio 2013, di ritorno dal viaggio in Brasile per la GMG, Papa Francesco parlò per la prima volta contro le lobby e dichiarò le sue preoccupazioni per l’influenza della massoneria sulla Chiesa:

“Il problema non sono i gay (che, come ha ribadito il Papa, citando il Catechismo della Chiesa cattolica, non vanno discriminati, “SE hanno buona volontà e cercano Dio”, cioè se vogliono davvero accettare Cristo, convertirsi e vivere in castità, ndr). Il problema è che ci sono lobby che stanno  facendo pressione per questo orientamento omosessuale, o lobby di avidità, lobby politiche, le lobby massoniche, tante lobby. Questo è il problema più grave per me “.

Il Papa commissaria l’Ordine di Malta

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Burke con coda rossa imperiale

Il giornalista del Vaticano Edward Pentin riferisce che, nell’incontro privato del 10 novembre 2016 con il Card Burke, Papa Francesco è stato “profondamente turbato” da ciò che il cardinale gli ha detto circa la distribuzione di contraccettivi da parte del Malteser International nel 2014 in Africa ed Estremo Oriente (il Malteser International è l’organizzazione patrocinata dall’Ordine di Malta per l’ assistenza ospedaliera ai paesi poveri). Papa Francesco non chiese a Burke di imporre l’epurazione di qualcuno dall’Ordine, ma aveva incaricato Burke di esaminare se l’Ordine avesse provveduto a fermare quella immorale distribuzione, contraria alla fede cattolica, e di riferire a lui in merito alle prove. 

Tuttavia sono emerse lotte per il potere all’ interno dell’Ordine stesso, fomentate da Burke, e questo ha reso necessario il Commissariamento da parte del Vaticano. Il settimanale cattolico britannico The Tablet ha svelato che il Gran Maestro dell’Ordine di Malta, Fra’ Matthew Festing, aveva ordinato le dimissioni  del Gran Cancelliere Albrecht Freiherr von Boeselager, menzionando che nella decisione era coinvolto il cardinale statunitense Raymond Leo Burke, noto critico di Papa Francesco: un evidente abuso di potere da parte di Burke.  Boeselager si era opposto a questa decisione di “epurarlo dall’ordine”, definendola incostituzionale e dimostrando che le accuse mosse contro di lui, (aver diffuso profilattici in Africa e di essersi opposto alla morale cattolica), fossero totalmente infondate. Boeselager ha spiegato che i preservativi sono stati distribuiti dai tre progetti in Myanmar a insaputa dell’Ordine. “Quando questo è stato scoperto nel corso della procedura di revisione del progetto, due di questi progetti sono stati immediatamente chiusi,” ha scritto Boeselager. “Una chiusura immediata del terzo progetto avrebbe comportato la fine improvvisa di tutti i servizi sanitari di base in una poverissima regione del Myanmar, così questo dilemma è stato sottoposto a un comitato etico dell’ordineSuccessivamente il progetto è stato chiuso, a seguito di una dichiarazione della Congregazione per la dottrina della fede “.

Dopo il suo forzato licenziamento,  Boeselager si è rivolto al Cardinale Parolin, portando prove della sua innocenza e dicendogli che gli era stato riferito dal cardinale Burke che il Papa gli aveva ordinato di dimettersi…Burke non ha detto la verità. Il Cardinale Parolin ha scritto nella lettera all’Ordine di Malta: “In particolare, per quanto riguarda l’uso e la diffusione di metodi e mezzi in contrasto con la legge morale, Sua Santità ha chiesto che il dialogo  sia l’approccio utilizzato per affrontare e risolvere i potenziali problemi. Il Papa NON ha mai menzionato, al contrario, di espellere qualcuno”.   L’Ordine di Malta (il cui patrono è il Card Burke) si rifiutò immediatamente di collaborare con la Commissione vaticana istituita dal Card Parolin, degradandola a “Gruppo” afflitto da “irrilevanza giuridica”…Ma il lavoro del Cardinale Burke, in qualità di patrono dell’Ordine, era di garantire la volontà del Papa e di dare comunicazione al Vaticano in merito a qualsiasi indagine, non di imporre epurazioni dall’Ordine senza prima consultarsi. 

Il cardinale Burke si è  rifiutato di rispondere a una serie di domande della Commissione Pontificia circa il licenziamento di Boeselager (a cui lui era presente e che è stato determinato da una sua pretestuosa decisione), Burke ha detto al National Catholic Register che “non era tenuto a rispondere”…

Il settimanale cattolico britannico The Tablet sottolinea che ora il cardinale Burke ha i seguenti “dubia” a cui rispondere: su quali basi ha fatto rivendicare l’autorità della Santa Sede, respingendo Boeselager?  Perchè non ha consultato Papa Francesco o il cardinale Parolin, come era suo dovere fare? 

http://www.thetablet.co.uk/news/6545/0/the-dubia-facing-cardinal-burke-over-order-of-malta-saga

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Papa Francesco e Boeselager, Gran Cancelliere dell’Ordine di Malta 

Alla fine anche il Gran Maestro Festing ha ammesso che la questione su Boeselager era già stata risolta tre anni prima e che l’accusa, mossa contro Boeselager dal Card Burke, cioè che il Gran Cancelliere Boeselager fosse contrario all’insegnamento della Chiesa, è “falsa e ingiusta”. Il Gran Maestro Festing ha ammesso il suo errore ed ha presentato le sue dimissioni, in pieno accordo con il Commissariamento: nella sua lettera al Cardinale Parolin, Festing sottolinea che i Cavalieri di Malta sono un “Ordine religioso laico” che comprende il “servizio alla fede e al Santo Padre” e, pertanto, la Santa Sede ha l’autorità di agire in questo caso.

Beato Clemens August Von Galen, parente di Boeselager, Gran Cancelliere di Malta

Boeselager, discendente da una nobile e antica famiglia tedesca di solida tradizione cattolica, gode di ottima reputazione nell’Ordine. La sua famiglia ha giocato un ruolo nella storia della Germania: il padre Philipp e lo zio George, maggiori di cavalleria, presero parte al fallito attentato a Hitler del 20 luglio 1944 noto come “operazione Valchiria”. Tra i suoi parenti, inoltre, c’è anche il cardinale Clemens August von Galen, beato e anti nazista che si oppose al programma di eutanasia del Reich. 

L’ Ordine di Malta ringrazia il Papa

Fonti

https://www.ewtn.co.uk/news/europe/pope-ordered-card-burke-to-clean-out-freemasons-from-the-knights-of-malta

http://www.thetablet.co.uk/news/6571/0/exclusive-cardinal-burke-and-grand-master-festing-defied-wishes-of-pope-by-sacking-grand-chancellor-

http://www.uccronline.it/2017/02/02/ordine-di-malta-si-scopre-che-francesco-voleva-tutelarlo-dalla-massoneria

http://www.farodiroma.it/2017/02/02/ordine-malta-boeselager-non-lotta-papa/

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Papa-Francesco-commissaria-Ordine-di-Malta-dopo-epurazione-gran-cancelliere-voluta-da-Burke-Guerra-sulla-distribuzione-dei-profilattici-e360f470-d69e-4dc9-86b2-659851615716.html

Preghiere per la Festa della Presentazione del Signore Gesù al Tempio

LA CANDELORA Festa delle luci (cfr Lc 2,30-32), ebbe origine in Oriente con il nome di ‘Ipapante’, cioè ‘Incontro con il Signore Gesù’. Nel sec. VI si estese all’Occidente con la solenne benedizione e processione delle candele, simbolo di GESU’, LUCE PER ILLUMINARE LE GENTI E GLORIA DEL SUO POPOLO ISRAELE . La presentazione del Signore chiude le celebrazioni natalizie e con l’offerta della Vergine Madre e la profezia di Simeone apre il cammino verso la Pasqua. (Mess. Rom.)
Secondo la legge giudaica, tutti i primogeniti appartenevano al Signore e i loro genitori dovevano riscattarli con un agnello o due colombe, che venivano offerti in sacrificio al posto dei loro figli. Maria si sottomette a questa legge; ma sapeva benissimo che, presentando Gesù al Tempio, anziché sottrarre il suo primogenito al sacrificio, faceva proprio l’offerta di quel sacrifico che Egli avrebbe un giorno consumato sul Calvario per la nostra Redenzione. La festa di oggi, detta anche spesso della “Candelora”, è una festa sia del Signore che della Madonna, che si offre alla Volontà di Dio per prepararsi a seguire la missione di Gesù e partecipare anche alle Sue sofferenze per la nostra salvezza. Le parole di Simeone che annunziano in Gesù “la luce che illumina tutte le genti” sono per la Chiesa un’occasione per celebrare una vera festa di luce.  La festa è anche detta della Purificazione di Maria, perché, secondo l’usanza ebraica, una donna era considerata impura per un periodo di quaranta giorni dopo il parto di un maschio: da Natale ad oggi sono trascorsi infatti 40 giorni; ma Maria è già la Donna tutta Pura, la tutta Santa, quindi il suo umile gesto è in realtà simbolico della offerta di Se stessa alla missione redentrice di Gesù.

L’OFFERTA DI CRISTO E DI SE STESSI AL PADRE

Gesù è il grande dono di Dio all’umanità

ed è l’unica offerta degna che noi possiamo fare a Lui.

Tu, Maria, nella Presentazione offri Gesù ed inizi un cammino

che ti conduce alla croce; una spada trapasserà la tua anima.

La Chiesa ed ogni cristiano continua ad offrire Gesù Eucaristia

e ad offrirsi con Lui al Padre.

Ave Maria :

Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

O Signore, noi nella Messa ti offriamo come Maria

Cristo, tuo figlio.

Concedi a noi di saper offrire la nostra vita insieme alla sua.

Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera a Maria nella presentazione di Gesù al Tempio

O Maria, tu oggi sei salita umilmente al Tempio, 

portando il tuo divin Figlio e lo hai offerto al Padre 

per la salvezza di tutti gli uomini. 

Oggi lo Spirito Santo ha rivelato al mondo che Cristo 

è la gloria di Israele e la luce delle genti.

Ti preghiamo, o Vergine santa, presenta anche noi, 

che pure siamo tuoi figli,al Signore e fa’ che, rinnovati nello spirito, 

possiamo camminare nella luce di Cristo 

finché lo incontreremo glorioso nella vita eterna.

Preghiera di presentazione al Tempio

O Dio, fonte e principio di ogni luce,

che oggi hai rivelato al santo vecchio Simeone il Cristo,

vera luce di tutte le genti,

benedici questi ceri e ascolta le preghiere del tuo popolo,

che viene incontro a te con questi segni luminosi e con inni di lode;

guidalo sulla via del bene,

perché giunga alla luce che non ha fine.

Per Cristo nostro Signore.

La presentazione di Gesù al tempio di Gerusalemme è strettamente collegata col mistero dell’Epifania.

L’Epifania mette infatti in evidenza la presenza e l’azione dello Spirito Santo, che guida gli uomini ad incontrare e a riconoscere il Salvatore e a darne poi testimonianza. Lo Spirito Santo discenderà sugli Apostoli nel giorno della Pentecoste. Nel momento della presentazione la sua presenza anticipa e prepara quel giorno. Anticipa e prepara, 30 anni prima, l’epifania sulla riva del Giordano e tutta la missione messianica di Gesù di Nazaret. Al tempo stesso, la presentazione di Gesù al tempio esprime in maniera drammatica le modalità di tale missione salvifica. Rivolgendosi a Maria, la Madre di Gesù, Simeone dice:Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione, perché siano svelati i pensieri di molti cuori(Lc 2, 34-35). Illuminato dallo Spirito Santo, Simeone vede nel Bambino, presentato a Dio da Maria e Giuseppe, Colui che è venuto per prendersi cura dei figli di Abramo. “Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli, per diventare un sommo sacerdote misericordioso e fedele nelle cose che riguardano Dio, allo scopo di espiare i peccati del popolo” (Eb 2, 17).
(Dall’omelia di San Giovanni Paolo II, Basilica Vaticana – Martedì, 2 febbraio 1993)

PREGHIERA ALLA SACRA FAMIGLIA per tutte le famiglie cristiane
di Pio XII Risultati immagini per presentation of jesus temple
O sacra Famiglia, Trinità della terra, o Gesù, Maria e Giuseppe, sublimi modelli e tutori delle famiglie cristiane, a voi ricorriamo, non solo per confortarci con la soave contemplazione dei vostri amabili esempi, ma anche per implorare la vostra protezione e promettervi costante fedeltà nel sentiero che c’indicate.

La vostra pace, la vostra inalterabile serenità ristorano i nostri travagliati spiriti tra le angustie di una vita sempre più complicata e difficile, mostrandoci eloquentemente che soltanto in un focolare adorno e arricchito con le virtù domestiche che voi c’insegnaste, i nostri cuori potranno trovare il riposo e la felicità, cui tanto anelano.

Però, come potrà la tenera pianta della famiglia difendersi contro l’ardore delle passioni sfrenate, i moti insidiosi della ribellione, che quasi in ogni luogo serpeggiano, l’uragano della vita odierna, che si direbbe voglia tutto sconvolgere?
Come, se non facendo noi che le sue radici penetrino profondamente nella terra generosa della pietà cristiana; implorando per essa l’irrigamento abbondante della divina grazia, specialmente con la partecipazione comune ai santi Sacramenti; animandola con un vero spirito di fede, che c’induca a superare la concezione materialistica della vita; unendo tutti i suoi rami con lo stretto vincolo di un amore, che, se non fosse anche soprannaturale, passerebbe come tutte le cose di quaggiù; consolidandola nel suo proprio essere mediante il fermo proposito di adempire ognuno di noi i nostri doveri in tutto ciò che ci impone il giusto ordine familiare; sostenendola nelle asprezze di questo terreno esilio, in cui talvolta manca anche una onesta dimora e fa difetto un sufficiente sostentamento.

Nel disordine delle idee che spesso turba le menti, noi proclamiamo altamente la santità, l’unità e la missione divina della famiglia cristiana, cellula della società e della Chiesa, e ciascuno al suo posto — genitori e figli —, con modestia ma con fermezza, c’impegniamo di fare quanto è in nostro potere, affinché così santi ideali siano nel mondo una realtà.

Aiutaci tu, o Giuseppe, specchio della più ammirabile paternità nella cura assidua che sapesti prestare al Salvatore e alla Vergine, seguendo fedelmente le ispirazioni divine; vieni in nostro soccorso, o Maria, la più amante, la più fida e la più pura di tutte le spose e di tutte le madri; assistici tu, o Gesù, che per esserci in ogni cosa di fulgida norma volesti farti il più sottomesso dei figli. Siate tutti e tre sempre a noi vicini, nelle ore liete e nelle tristi, nei nostri lavori e nel nostro riposo, nelle nostre ansie e nelle nostre speranze, vicini a quelli che nascono e a quelli che muoiono.

E otteneteci che tutti i focolari, santi a imitazione del vostro, siano per tutti i loro membri scuole di virtù, asili di santità, cammino sicuro verso quella eterna beatitudine che per vostra intercessione fiduciosamente speriamo. Così sia.

Pio XII

 
Fonti

Un sacerdote, ispirato dalla Divina Misericordia, perdona il proprio assassino “dall’oltretomba”

“Non condannate a morte il colpevole del mio omicidio”. Lo ha scritto nel 1995, padre René Wayne Robert, sacerdote cattolico in Florida (USA): questo era il suo testamento spirituale ed anche una sorta di premonizione su come sarebbe morto. Padre Renè è stato ucciso nell’aprile 2016, in Georgia, negli Stati Uniti, da uno dei tanti ragazzi che lui aiutava, cercando di convertirli e di farli uscire dal tunnel della droga e di altri problemi. Ora quel ragazzo è condannato a morte.

Il sacerdote aveva trascorso gran parte della sua vita dedicandosi all’assistenza di detenuti, giovani criminali, tossicodipendenti e senzatetto. Padre Renè era un faro nella diocesi di S. Augustine in Florida, ma conosceva i rischi che correva, proprio a causa delle debolezze di quei giovani, per cui lui lottava e per cui pregava ogni giorno.  Di conseguenza, quando era ancora vivo, ha scritto e firmato una lettera intitolata “Dichiarazione di vita”, in cui dichiara : “Chiedo che la persona giudicata colpevole di omicidio per la mia uccisione non sia soggetto alla pena di morte in qualsiasi circostanza, non importa quanto efferato sia il crimine o quanto io possa aver subito.”

La dichiarazione, autenticata da un avvocato, è stata conservata in un file personale di Robert per la sua richiesta. Nato a New York, Robert è prima frate francescano, poi prete diocesano, senza mai rinunciare al voto di povertà: donò tutti i suoi averi ai giovani le cui esistenze lui cercava di riscattare e curare.

Nell’aprile dello scorso anno 2016, Steve Murray, un ventottenne con problemi psichici che lui aiutava, dopo avergli chiesto un passaggio lo uccide a colpi di pistola. Catturato in Georgia, confessò il delitto e indicò alla polizia il luogo dove avrebbero trovato il corpo del sacerdote ucciso. Dopo una prima udienza nel mese di aprile, Murray ha mostrato rimorso, dicendo : “Sono molto dispiaciuto, e se qualcuno ama davvero P. Rene, che mi perdonerà perché era un uomo di Dio, accetti il mio sincero pentimento e le mie scuse. Ho problemi mentali e ho perso il controllo di me stesso.”  Il procuratore di Augusta ha definito l’omicidio di padre Robert “orribile e inumano”. Ora Murray è condannato a morte.  

Ma la luce del sacerdote degli ultimi non si spegne.

Ieri tre vescovi, diversi sacerdoti e attivisti, insieme ad oltre 7.400 persone della diocesi di S. Augustine hanno firmato una petizione in cui chiedono al procuratore distrettuale che sia sospesa la pena capitale in rispetto al lascito, al perdono di padre Robert.  Un incontro definito “cordiale” anche se il magistrato non si è però sbilanciato sule future decisioni del tribunale.

Uno dei vescovi ha detto che Murray merita di essere punito, tuttavia “imporre una sentenza di morte come conseguenza di un omicidio perpetua il ciclo di violenza nella nostra comunità”. Negli ultimi dieci anni la Georgia ha eseguito 33 condanne a morte.

Deborah Bedard, sorella del sacerdote ucciso, che prima voleva la condanna a morte del giovane assassino di Padre Renè, ora ha cambiato idea, “Sento che quella richiesta scritta di mio fratello, cioè il perdono per colui lo avrebbe ucciso, è come un atto di Dio. Sto pregando per un miracolo, e Dio ce l’ha nelle sue mani.”Risultati immagini per father renè wayne robert 

L’esempio di padre Renè Robert continua la tradizione dei santi cattolici che estendevano la misericordia anche a coloro che non lo meritano.

San Vincenzo De Paoli ha predicato , “Diffondi la tua misericordia verso gli altri, in modo che non ci possa essere qualcuno nel bisogno, che non abbia ricevuto misericordia da te. Quale speranza ci può essere per noi, se Dio dovesse ritirare la Sua misericordia da noi?

San Giovanni Maria Vianney, patrono dei parroci, ha detto , “I santi non hanno alcun odio, amarezza. Perdonano tutto, e pensano di meritare molto di più per i loro peccati contro Dio”.

Nelle rivelazioni della Divina Misericordia, Gesù disse a Santa Faustina Kowalska:77b85f52fab922c5ee35c72e14cc0c71

“Esigo da te atti di Misericordia, che debbono derivare dall’amore verso di Me. Devi mostrare Misericordia sempre e ovunque verso il prossimo: non puoi esimerti da questo, né rifiutarti né giustificarti. Se un’anima non opera la misericordia in qualche modo verso il prossimo, non conseguirà la mia misericordia nel giorno del giudizio. Se le anime sapessero accumulare per sé questi tesori eterni, non verrebbero affatto giudicate: esse prevengono con la misericordia il mio giudizio. Scrivi per le molte anime che si affliggono di non possedere beni materiali, per cui sembrano impotenti nelle opere di misericordia, che la misericordia dello spirito ottiene meriti anche maggiori, ed è accessibile ad ogni anima.

Ti propongo tre modi per compiere la misericordia verso il prossimo: il primo è l’azione (opere), il secondo la parola(confortare e perdonare), il terzo la preghiera. In questi tre punti sta la pienezza della misericordia e costituiscono una prova irrefutabile dell’amore che mi si porta. E’ in questo modo che l’anima dà gloria e culto alla Mia misericordia.”

“O mio Gesù, aiutami Tu direttamente in tutto, poiché vedi quanto sono piccolina e per questo conto unicamente sulla Tua bontà, o Dio.”
( Dal diario di Santa Faustina Kowalska al n°742 )

Fonti

http://www.leoperedelpadre.it/?page_id=143

http://www.news.va/it/news/padre-rene-il-sacerdote-che-ha-perdonato-il-suo-as

https://article.wn.com/view/2016/04/21/Father_Rene_Robert_Confirmed_Dead_Through_Dental_Records_Ste/

Card Müller:”Non è Amoris Laetitia che provoca confusione, ma alcuni confusi interpreti di essa.”

Il Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede Gerhard Ludwig Müller torna a parlare dei temi contenuti nei “dubia” su Amoris Laetitia presentati da quattro porporati, senza mai citarli esplicitamente, e ripropone la sua lettura del documento papale rispondendo alle domande della rivista Il Timone, spesso critica verso il magistero dell’attuale Pontefice. Nell’intervista, peraltro, il Cardinale ribadisce concetti già espressi in sue precedenti interviste.

Per Müller, la «Amoris laetitia» va «chiaramente interpretata alla luce di tutta la dottrina della Chiesa. Non mi piace, non è corretto che tanti vescovi stiano interpretando “Amoris laetitia” secondo il loro proprio modo di intendere l’insegnamento del papa. Questo non va nella linea della dottrina cattolica. Il magistero del papa è interpretato solo da lui stesso o tramite la Congregazione per la dottrina della fede. Il papa interpreta i vescovi, non sono i vescovi a interpretare il papa, questo costituirebbe un rovesciamento della struttura della Chiesa cattolica. A tutti questi che parlano troppo, raccomando di studiare prima la dottrina [dei concili] sul papato e sull’episcopato. Il vescovo, quale maestro della Parola, deve lui per primo essere ben formato per non cadere nel rischio che un cieco conduca per mano altri ciechi».

Poi dichiara essere sempre valido l’impegno contenuto nell’esortazione apostolica di papa san Giovanni Paolo II «Familiaris consortio», la quale prevede che le coppie di divorziati risposati che non possono separarsi, per poter accedere ai sacramenti devono impegnarsi a vivere in continenza: «Non è superabile perché non è solo una legge positiva di Giovanni Paolo II, ma lui ha espresso ciò che è costitutivamente elemento della teologia morale cristiana e della teologia dei sacramenti. La confusione su questo punto riguarda anche la mancata accettazione dell’enciclica “Veritatis splendor” con la chiara dottrina dell’”intrinsece malum”. Per noi il matrimonio è l’espressione della partecipazione dell’unità tra Cristo sposo e la Chiesa sua sposa. Questa non è, come alcuni hanno detto durante il Sinodo, una semplice vaga analogia. No! Questa è la sostanza del sacramento, e nessun potere in cielo e in terra, né un angelo, né il papa, né un concilio, né una legge dei vescovi, ha la facoltà di modificarlo».

Il Prefetto invita tutti a «riflettere, studiando prima la dottrina della Chiesa, a partire dalla Parola di Dio nella Sacra Scrittura che sul matrimonio è molto chiara. Consiglierei anche di non entrare in alcuna casuistica che può facilmente generare malintesi, soprattutto quello per cui se muore l’amore, allora è morto il vincolo del matrimonio. Questi sono sofismi: la Parola di Dio è molto chiara e la Chiesa non accetta di secolarizzare il matrimonio. Il compito di sacerdoti e vescovi non è quello di creare confusione, ma quello di fare chiarezza. Non ci si può riferire soltanto a piccoli passaggi presenti in “Amoris laetitia”, ma occorre leggere tutto nell’insieme, con lo scopo di rendere più attrattivo per le persone il Vangelo del matrimonio e della famiglia. Non è “Amoris laetitia” che ha provocato una confusa interpretazione, ma alcuni confusi interpreti di essa. Tutti dobbiamo comprendere ed accettare la dottrina di Cristo e della sua Chiesa e allo stesso tempo essere pronti ad aiutare gli altri a comprenderla e a metterla in pratica anche in situazioni difficili». 

Nella bella intervista il prefetto aggiunge altro, spiega che «non dobbiamo pretendere di scegliere un Papa, un vescovo o un parroco da una specie di catalogo, come se vi fosse un desiderio personale da soddisfare. Dobbiamo vivere la concretezza della realtà così come ci è stata data e accettare la contingenza della esistenza umana».

Ha anche spiegato che l’intento originale di Lutero non era sbagliato: «è necessario sbarazzarsi della “mondanizzazione” della Chiesa: tutto questo possiamo accettarlo dalle istanze della riforma protestante». Aggiungendo però che «ci sono errori dommatici tra i riformatori che non possiamo accettare» poiché si è andati ad «incidere sul nucleo del concetto cattolico di Rivelazione». Ovvero la Riforma e i riformatori hanno perso di vista l’intento originale, la purificazione della Chiesa, andando ben oltre. Non sembra così distante dalla lettura -necessariamente più “diplomatica”-, di Francesco, per il quale «l’intento di Martin Lutero, cinquecento anni fa, era quello di rinnovare la Chiesa, non di dividerla». Ed è chiaro che anche il Papa stesso trovi incompatibili i frutti della Riforma con la visione cattolica, infatti spera di«giungere a ulteriori convergenze sui contenuti della dottrina e dell’insegnamento morale della Chiesa per avvicinarsi sempre più all’unità piena e visibile».

Nell’intervista televisiva a Stanze vaticane, il card. Müller disse che «l’“Amoris Laetitia” è molto chiara nella sua dottrina e possiamo interpretare tutta la dottrina di Gesù sul matrimonio, tutta la dottrina della Chiesa in 2000 anni di storia». Nell’intervista pubblicata oggi, conferma la sua posizione, smentendo per la seconda volta coloro che ritengono che l’esortazione apostolica non sia in linea con il magistero cattolico: «Non è Amoris Laetitia che ha provocato una confusa interpretazione, ma alcuni confusi interpreti di essa».

Già precedentemente a Radio Vaticana, il card. Müller aveva affermato che Papa Francesco vuole aiutare tutti coloro il cui matrimonio e le cui famiglie si trovano in crisi, “a trovare una via che sia in corrispondenza con la volontà sempre misericordiosa di Dio” ed aveva respinto le teorie su presunte lotte intestine in Vaticano tra quanti premono per una riforma e quanti invece frenano: stiamo parlando “della vittoria della verità, non del trionfo del potere”.

Fonti

http://www.lastampa.it/2017/02/01/vaticaninsider/ita/vaticano/mller-cos-io-leggo-amoris-laetitia-miM0PAAksu2SOdbCRiCexI/pagina.html

http://www.uccronline.it/2017/02/01/il-card-muller-a-il-timone-non-e-amoris-laetitia-ad-aver-creato-confusione/

http://it.radiovaticana.va/news/2016/12/02/intervista_al_card_m%C3%BCller_sulla_lettera_di_4_cardinali/1276440

Il Papa: “La Speranza, il nostro elmo di salvezza, è radicata nell’evento della Resurrezione di Cristo”

La Speranza cristiana – 9. L’elmo della speranza (1Ts 5,4-11)  

Catechesi Udienza generale di Papa Francesco 1 febbraio 2017

Nelle scorse catechesi abbiamo iniziato il nostro percorso sul tema della speranza rileggendo in questa prospettiva alcune pagine dell’Antico Testamento. Ora vogliamo passare a mettere in luce la portata straordinaria che questa virtù viene ad assumere nel Nuovo Testamento, quando incontra la novità rappresentata da Gesù Cristo e dall’evento pasquale: la speranza cristiana. Noi cristiani, siamo donne e uomini di speranza.

È quello che emerge in modo chiaro fin dal primo testo che è stato scritto, vale a dire la Prima Lettera di San Paolo ai Tessalonicesi. Nel passo che abbiamo ascoltato, si può percepire tutta la freschezza e la bellezza del primo annuncio cristiano. Quella di Tessalonica è una comunità giovane, fondata da poco; eppure, nonostante le difficoltà e le tante prove, è radicata nella fede e celebra con entusiasmo e con gioia la risurrezione del Signore Gesù. L’Apostolo allora si rallegra di cuore con tutti, in quanto coloro che rinascono nella Pasqua diventano davvero «figli della luce e figli del giorno» (5,5), in forza della piena comunione con Cristo.

Quando Paolo le scrive, la comunità di Tessalonica è appena stata fondata, e solo pochi anni la separano dalla Pasqua di Cristo. Per questo, l’Apostolo cerca di far comprendere tutti gli effetti e le conseguenze che questo evento unico e decisivo, cioè la risurrezione del Signore, comporta per la storia e per la vita di ciascuno. In particolare, la difficoltà della comunità non era tanto di riconoscere la risurrezione di Gesù, tutti ci credevano, ma di credere nella risurrezione dei morti. Sì, Gesù è risorto, ma la difficoltà era credere che i morti risorgono. In tal senso, questa lettera si rivela quanto mai attuale. Ogni volta che ci troviamo di fronte alla nostra morte, o a quella di una persona cara, sentiamo che la nostra fede viene messa alla prova. Emergono tutti i nostri dubbi, tutta la nostra fragilità, e ci chiediamo: «Ma davvero ci sarà la vita dopo la morte…? Potrò ancora vedere e riabbracciare le persone che ho amato…?». Questa domanda me l’ha fatta una signora pochi giorni fa in un’udienza, manifestando un dubbio: “Incontrerò i miei?”. Anche noi, nel contesto attuale, abbiamo bisogno di ritornare alla radice e alle fondamenta della nostra fede, così da prendere coscienza di quanto Dio ha operato per noi in Cristo Gesù e cosa significa la nostra morte. Tutti abbiamo un po’ di paura per questa incertezza della morte. Mi viene alla memoria un vecchietto, un anziano, bravo, che diceva: “Io non ho paura della morte. Ho un po’ di paura a vederla venire”. Aveva paura di questo.

Paolo, di fronte ai timori e alle perplessità della comunità, invita a tenere salda sul capo come un elmo, soprattutto nelle prove e nei momenti più difficili della nostra vita, «la speranza della salvezza». È un elmo. Ecco cos’è la speranza cristiana. Quando si parla di speranza, possiamo essere portati ad intenderla secondo l’accezione comune del termine, vale a dire in riferimento a qualcosa di bello che desideriamo, ma che può realizzarsi oppure no. Speriamo che succeda, è come un desiderio. Si dice per esempio: «Spero che domani faccia bel tempo!»; ma sappiamo che il giorno dopo può fare invece brutto tempo… La speranza cristiana non è così. La speranza cristiana è l’attesa di qualcosa che già è stato compiuto; c’è la porta lì, e io spero di arrivare alla porta. Che cosa devo fare? Camminare verso la porta! Sono sicuro che arriverò alla porta. Così è la speranza cristiana: avere la certezza che io sto in cammino verso qualcosa che è, non che io voglia che sia. Questa è la speranza cristiana. La speranza cristiana è l’attesa di una cosa che è già stata compiuta e che certamente si realizzerà per ciascuno di noi. Anche la nostra risurrezione e quella dei cari defunti, quindi, non è una cosa che potrà avvenire oppure no, ma è una realtà certa, in quanto radicata nell’evento della risurrezione di Cristo. Sperare quindi significa imparare a vivere nell’attesa. Imparare a vivere nell’attesa e trovare la vita. Quando una donna si accorge di essere incinta, ogni giorno impara a vivere nell’attesa di vedere lo sguardo di quel bambino che verrà. Così anche noi dobbiamo vivere e imparare da queste attese umane e vivere nell’attesa di guardare il Signore, di incontrare il Signore. Questo non è facile, ma si impara: vivere nell’attesa. Sperare significa e implica un cuore umile, un cuore povero. Solo un povero sa attendere. Chi è già pieno di sé e dei suoi averi, non sa riporre la propria fiducia in nessun altro se non in sé stesso.4374877_53c46

Scrive ancora san Paolo: «Egli [Gesù] è morto per noi perché, sia che vegliamo sia che dormiamo, viviamo insieme con lui» (1 Ts5,10). Queste parole sono sempre motivo di grande consolazione e di pace. Anche per le persone amate che ci hanno lasciato siamo dunque chiamati a pregare perché vivano in Cristo e siano in piena comunione con noi. Una cosa che a me tocca tanto il cuore è un’espressione di san Paolo, sempre rivolta ai Tessalonicesi. A me riempie della sicurezza della speranza. Dice così:

«E così per sempre saremo con il Signore» (1 Ts 4,17). Una cosa bella: tutto passa ma, dopo la morte, saremo per sempre con il Signore. È la certezza totale della speranza, la stessa che, molto tempo prima, faceva esclamare a Giobbe: «Io so che il mio redentore è vivo […]. Io lo vedrò, io stesso, i miei occhi lo contempleranno» (Gb 19,25.27). E così per sempre saremo con il Signore. Voi credete questo? Vi domando: credete questo? Per avere un po’ di forza vi invito a dirlo tre volte con me: “E così per sempre saremo con il Signore”. E là, con il Signore, ci incontreremo.

http://w2.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2017/documents/papa-francesco_20170201_udienza-generale.html

Applausi per Trump: nomina alla Corte Suprema il giudice antiabortista e pro libertà religiosa dei cristiani

Trump nomina Neil Gorsuch a giudice della Corte Suprema, è un’ottima notizia. Se il Senato approverà la candidatura, andrà a prendere il posto di Antonin Scalia, morto a febbraio dell’anno scorso, riequilibrando le posizioni conservatrici e progressiste nel centro di potere più importante di tutti gli Stati Uniti. PRO LIBERTÀ RELIGIOSA. Neil Gorsuch, giudice della Corte federale d’appello di Denver, è definito da tutti un convinto antiabortista, nei suoi libri si è espresso contro a ogni ipotesi di eutanasia o suicidio assistito e nelle sue sentenze ha sempre difeso la libertà religiosa e il diritto all’obiezione di coscienza. Cristiano protestante, allievo di John Finnis, il filosofo australiano convertito al cattolicesimo e membro della Commissione teologica internazionale del Vaticano, Gorsuch più volte si è pronunciato a favore di quelle imprese che, per motivi di coscienza, si sono rifiutate di fornire ai dipendenti polizze sanitarie che includono anche la fornitura di contraccettivi e abortivi, come previsto dall’Obamacare. Il suo mentore è stato il giudice conservatore Anthony Kennedy, che ora siede tra gli scranni della Corte Suprema.

NEIL GORSUCH, IN DIFESA DI HOBBY LOBBY E DELLE PICCOLE SORELLE DEI POVERI: DISCRIMINATI DAL GOVERNO OBAMA. Esulta per la nomina Hannah Smith, membro del Becket Fund for Religious Liberty, il gruppo che ha rappresentato le Piccole sorelle dei poveri e Hobby Lobby contro gli obblighi sul pagamento di contraccettivi e aborti ai dipendenti imposti da Obama: «Il giudice Gorsuch scrisse un giudizio davvero intelligente sul caso Hobby Lobby», ha dichiarato al National Catholic Register, e quando la Corte d’Appello sentenziò contro le suore, propose di rivedere interamente il caso.
Le credenziali di Gorsuch sono ineccepibili: Columbia University, Harvard, Oxford e un praticantato svolto proprio presso la Corte Suprema. Il giudice, inoltre, è molto giovane, 49 anni, e per questo, scrive il Corriere della Sera, «è destinato a partecipare per decenni alle decisioni della Corte Suprema».

LE SUORE CHE SFIDARONO OBAMA

Papa Francesco si interessò personalmente al caso delle Piccole Sorelle dei Poveri, discriminate dalle leggi di Obama,  e incoraggiò la loro battaglia, nel suo viaggio pastorale in USA nel settembre 2015: 

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/05/21/le-piccole-suore-vincono-in-difesa-dellobiezione-di-coscienza-contro-il-dittatore-obama/Risultati immagini per no al satanismo  papa francesco piccole sorelle dei poveriun fuori programma nel viaggio del Papa, che lo stesso padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana, ha definito “connesso” a quello che il Papa aveva detto nel suo incontro con i vescovi la mattina. Durante l’incontro, il Papa lodò i vescovi USA per i loro sforzi nel difendere la libertà religiosa “da qualunque cosa possa minacciarla o comprometterla.”

È quello che hanno fatto le Piccole Sorelle dei Poveri, che si sono appellate contro il cosiddetto “Affordable Care Act” (questo il nome della legge che ha introdotto l’Obama Care), che chiede ai datori di lavori di dare una assicurazione per la contraccezione.

LEONE DELLA LEGGE. Dopo aver ricevuto la candidatura ufficiale dal presidente Trump, Neil Gorsuch ha promesso di «fare tutto ciò che è nelle mie possibilità per essere un fedele servitore della Costituzione e delle leggi di questo grande paese». Davanti a un pubblico, che comprendeva anche la moglie del giudice Scalia, ha definito il suo predecessore un «leone della legge». Secondo Gerard Bradley, docente di Giurisprudenza all’Università di Notre Dame, «il presidente Trump ha scelto un degno successore di Scalia. Il candidato merita il sostegno di chiunque si definisca amico della vita umana, della religione e della famiglia. Come Scalia, il suo approccio alla legge non lascia spazio a interpretazioni che stravolgono il testo della Costituzione come quella che ha dato il via libera al matrimonio tra persone dello stesso sesso. È un giudice, inoltre, che rispetta profondamente l’importante ma limitato ruolo dei giudici nei casi costituzionali. Secondo Gorsuch, infatti, tocca al popolo e non ai giudici prendere decisioni a riguardo delle questioni morali fondamentali».

LA GRANDE DIFFERENZA. Trump ha sempre detto che avrebbe nominato un giudice «come Scalia» e Gorsuch condivide appunto l’approccio di Scalia alla legge, cioè applicare la Costituzione seguendone la ratio originaria, senza stravolgerla e senza avventurarsi in interpretazioni creative della giurisprudenza.
Durante un incontro presso la Case Western Reserve University School of Law sull’eredità lasciata da Scalia, Gorsuch ha dichiarato l’anno scorso: «Il grande merito di Scalia è di averci ricordato la differenza tra giudici e legislatori. Il legislatore può appellarsi alle sue convinzioni morali e può argomentare sull’utilità sociale di modificare la legge in base alle sue convinzioni. I giudici invece in una società democratica non dovrebbero fare niente di tutto ciò. I giudici devono attenersi al testo, alla struttura e alla storia della legge e non decidere in base alle proprie convinzioni o alle conseguenze politiche che ritengono possano servire meglio la società».

APPLAUSI PER TRUMP. Secondo il Corriere, «Trump potrebbe aver fatto la scelta di gran lunga più importante di tutto il suo mandato presidenziale». È così. Oltretutto, ha mantenuto rapidamente e fedelmente l’unica vera promessa elettorale che ha spinto milioni e milioni di cristiani, cattolici e non, a votare per lui. Un dettaglio che non guasta. Terzo, ha ricompattato il fronte repubblicano con una nomina che piace urbi et orbi. Chapeau.

Gorsuch alla Corte Suprema. Applausi per Trump | Tempi.it

«Se le società europee apriranno la porta all’estremismo islamico, richiuderla sarà difficilissimo» Intervista all’imam franco-algerino Hocine Drouiche

«Sono un imam e ho il dovere di lanciare un allarme: esiste un islam politico che rappresenta un pericolo prima di tutto per noi musulmani. Non possiamo più nasconderci e continuare a dire che il terrorismo non c’entra niente con la nostra religione. Se le società europee apriranno la porta all’estremismo, richiuderla sarà difficilissimo». È per affermazioni come questa che Hocine Drouiche è attaccato, insultato e addirittura minacciato da molti suoi correligionari. Il giovane imam nato in Algeria è la guida di una piccola comunità musulmana nella città francese meridionale di Nîmes, che si riunisce nel “Centro islamico della fraternità”.

Le sue prese di posizione contro il terrorismo, che non manca mai di definire «islamico», e a favore di una «riforma dell’islam» ne hanno fatto uno dei personaggi più controversi di Francia. Il suo nome è apparso su tutti i giornali, non solo d’Oltralpe, quando all’indomani della strage di Nizza ha annunciato le sue dimissioni da vicepresidente della Conferenza degli imam per «rifiuto di queste istituzioni [musulmane] incompetenti che non fanno nulla per la pace sociale e che non la smettono di ripetere che l’estremismo non esiste, che è prodotto dai mass media». Drouiche è poi tornato sui suoi passi a patto che la Conferenza tagliasse i ponti con il Consiglio francese del culto musulmano, consulta che rappresenta per legge i musulmani di Francia, accusato di non aver commemorato gli attentati di Nizza, salvo emettere un «comunicato striminzito».

Formatosi presso l’Université des Frères Mentouri a Costantina in Algeria, durante la guerra civile degli anni Novanta, poi in Siria e Arabia Saudita, Drouiche ha conseguito un dottorato a Marsiglia in teologia islamica e dialogo tra religioni e culture. Nonostante questo molte autorità musulmane in Francia lo accusano di essere un «impostore» e un «falso imam che non sa nulla di religione». Accuse alle quali ha più volte risposto mostrando attestati e diplomi, tra cui uno firmato dal Consiglio regionale del culto musulmano francese: «Il Crcm attesta che Hocine Drouiche esercita la funzione di imam in seno alla comunità musulmana e che è persona competente e positiva soprattutto nell’ambito del dialogo interreligioso», si legge. «Mi attaccano perché dico la verità, che tanti non vogliono vedere, e perché ho amici cristiani. Ma per me è un onore essere attaccato solo perché sono amico dei cristiani», dichiara Drouiche a Tempi.

Non sono tanti gli imam che in merito agli attentati dell’Isis in Europa osano parlare di terrorismo “islamico”.
Io sì, perché è la verità e perché sono un imam. Insegno religione e ho una grande responsabilità educativa: non posso nascondere come stanno davvero le cose. Anche perché tradirei la mia storia.

Cioè?
Vivevo ancora in Algeria durante la guerra civile degli anni Novanta. Ho visto con i miei occhi come l’estremismo trasforma giovani normali in terroristi che sgozzano e uccidono nel nome di Allah e dell’islam. Oggi gli attentati di Nizza, Bataclan, Hyper Cacher, Tolosa non sono una novità per me. Ecco perché continuo a lanciare un allarme.

Quale?
Se questi giovani che vengono plagiati vinceranno, non ci saranno più libertà né diritti umani in Europa. Anche la convivenza tra religioni sarà un miraggio. Un po’ come nel mondo arabo, dove si giustifica la persecuzione dei cristiani e l’uccisione degli ebrei.

Chi è che plagia i giovani?
L’islam politico, che è molto pericoloso per i paesi arabi, per i musulmani stessi e per il mondo intero. Questo islam non deve conquistare l’Europa, dove una religione che mortifica la libertà giustamente è inconcepibile. Perché la religione esalta la libertà dell’uomo e conferisce dignità a tutti. Non può essere il contrario.

La stragrande maggioranza degli attentati in Europa è stata compiuta da musulmani, veri o presunti tali. È una coincidenza?
Purtroppo no. In Francia gli imam amano ripetere che l’islam non c’entra niente. Ma non è vero. Queste cose bisogna dirle per costruire la pace e io sono lieto di prendermi qualche rischio per farlo.

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Perché crede che la sua religione offra un terreno fertile agli estremisti?
Il problema comincia dentro l’islam, nei suoi testi religiosi, quando essi vengono insegnati letteralmente e senza contestualizzazione storica. Ci sono testi e parole nel Corano, come quando si invita a combattere i miscredenti, che non vanno intesi in senso assoluto perché si riferiscono a un periodo storico in cui i musulmani erano in guerra e sotto attacco. Per questo il Corano chiedeva ai musulmani di difendersi: questo è logico e normale. Ma oggi…

Oggi?
Bisogna spiegare bene ai musulmani d’Europa, a Roma, Parigi, Londra, Bruxelles, che non si può più chiedere a qualcuno di combattere in base a queste parole del Corano, perché la situazione storica è cambiata. Ecco perché bisogna fornire un’educazione coranica più attinente alla cronologia della rivelazione islamica e alla storia dell’islam.

Questo discorso vale solo per il Corano?
No, anche per la sharia e gli hadith, che raccontano la vita, le opere e le parole del profeta Maometto. Alcuni messaggi violenti sono stati aggiunti dopo per scopi politici, altri sono stati annullati da hadith successivi e quindi non valgono più. Ci sono delle parole di odio che non possono appartenere ad Allah e al profeta Maometto, che era un uomo di tolleranza e pace, e non devono essere insegnate come autentiche.

L’islam ha bisogno di una riforma?
Sì, oggi bisogna insegnare il Corano nel suo vero contesto ma per farlo è necessario che, almeno in Europa, ci siano imam coraggiosi che dicano la verità. Non possiamo continuare a ripetere il discorso del razzismo e dell’islamofobia dell’Occidente, ai quali bisogna reagire con il jihad. Non è vero che il mondo è contro i musulmani. Questi discorsi vanno condannati, perché servono solo a traviare i giovani.

Perché questa riforma è così difficile e osteggiata?
C’è un problema storico, nell’islam ci sono sempre state lotte intestine, a partire dal tempo dei primi califfi. Nei secoli si è preferita una lettura molto rigida del Corano, che non lascia spazio alla ragione e al razionalismo. Ora è difficile cambiare rotta, ma se non lo faremo l’islam ne uscirà danneggiato e destabilizzato.

Perché ci sono stati così tanti attentati in Francia?
Qui abbiamo la più grande comunità musulmana d’Europa, che conta circa sei milioni di persone, attraversata da problemi storici, legati al colonialismo, e sociali. Tanti vivono ghettizzati nelle banlieue. L’islam politico approfitta di questo malessere sociale, aizzando i giovani e dicendo che l’Occidente è contro di loro.

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In dieci anni 40 mila ebrei hanno deciso di lasciare Parigi per Tel Aviv. È un fenomeno che la preoccupa?
Sì e anche qui in parte è colpa dell’islam politico, che disprezza gli ebrei e nega la Shoah. Io non so come sia possibile farlo, è inaccettabile.

Il percorso che propone come viene recepito in Francia?
Purtroppo abbiamo degli imam che chiedono ai musulmani di non augurare buon Natale e buon anno ai cristiani. È da questi comportamenti, che sembrano innocui, che nasce l’odio che poi sfocia nel terrorismo. Se auguri buon anno a questi imam ti guardano male, come se li avessi offesi. È un atteggiamento non solo anti-islamico, ma disumano. Come può una religione proibire di augurare la gioia a qualcuno? Ma l’islam non è questo e infatti la maggior parte degli imam si oppone a queste pratiche.

Eppure lei critica spesso i responsabili musulmani perché non fanno abbastanza per condannare il terrorismo.
Un anno dopo l’attentato al supermercato ebraico Hyper Cacher ero l’unico imam presente per commemorare le vittime. Questo immobilismo non aiuta a costruire un’opinione positiva dell’islam. La comunità deve reagire con forza e scendere in strada dopo gli attentati. C’è bisogno di una risposta vigorosa, altrimenti la nostra immagine ne esce danneggiata.

Un sondaggio di aprile realizzato da Ifop ha rivelato che i francesi sono molto sospettosi verso l’islam e ritengono che i musulmani non siano in grado di integrarsi. Come si può vincere questa diffidenza?
La gente ha paura perché dopo gli attentati non vede una risposta chiara e univoca dei musulmani. Teme che i musulmani vogliano conquistare l’Europa e imporre la sharia. Se ci sono alcuni imam che lo vogliono davvero, la maggioranza no. Ma deve dirlo pubblicamente. E questo ci porta al secondo problema.

Quale?
I francesi si accorgono che nel mondo musulmano c’è anarchia. Non ci sono portavoce, tutti possono parlare a nome dell’islam. Noi abbiamo bisogno di una struttura nazionale che riformi l’islam e se non lo faremo noi, prima o poi ci penserà lo Stato a farlo. E questo è un rischio per la nostra religione.

Come giudica il lavoro del governo in proposito?
In Francia non è facile, perché ci sono tante comunità diverse: algerini, marocchini, tunisini, turchi, africani. Ognuna di queste ha dietro uno Stato e il governo francese non può pensare di creare un islam di Francia parlando con persone pagate dai governi stranieri. Il Consiglio francese del culto musulmano strumentalizza l’islam e non è un partner affidabile.

Lei che cosa propone?
Noi non abbiamo bisogno di un islam in Francia, ma di un islam di Francia. Se non sarà così, sarà saudita o qatariota. Lo Stato non può intromettersi nei testi religiosi, ma deve aiutare i musulmani a trovare un islam locale, indipendente dall’estero e coerente con i valori europei. Basta con gli imam provenienti dall’estero, basta con le moschee costruite con finanziamenti stranieri.

Che cosa ne pensano i fedeli che la seguono?
Io cerco di educarli e di trasmettere il messaggio della convivenza possibile. Ci sono quelli che si arrabbiano, che si offendono ma anche quelli che sono d’accordo. E queste discussioni sono ben accette perché c’è bisogno di aprire un dibattito dentro la comunità.

Lo sa che cosa dicono di lei alcuni blog francesi?
Sì.

Dicono che è un impostore e un falso imam.
Lo so. È normale che questa cosa accada. Mi accusano perché sono amico di ebrei, cristiani e perfino di atei. Non vogliono sentire quello che dico. Ma per me è un onore essere calunniato per questo motivo. Io voglio diffondere una mentalità di pace e cambiamento.

Crede che ce la farà?
Ci sono tanti musulmani che mi seguono. Gli estremisti e i fanatici sono una piccola minoranza, ma parlano a nome di tutti. Abbiamo bisogno di responsabili che parlino davvero a nome di tutti i musulmani e ad alta voce.

Non teme le minacce?
Ho fede, dire queste cose è il mio dovere e credo sinceramente che l’incontro tra islam e valori europei possa essere fecondo. Penso che così svilupperebbe gli anticorpi per contrastare l’odio e la violenza che si vedono nel mondo arabo. E chissà, potrebbe anche cambiarlo