Vescovi cattolici ringraziano Trump per divieto sovvenzioni a Planned Parenthood, che sostiene la politica cinese dell’ aborto forzato

Nella mattinata di 23 gennaio 2017, Giornata di preghiera per la protezione giuridica dei bambini non nati, il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump ha ripristinato la “Mexico City Policy”, ovvero un provvedimento volto ad impedire che fondi federali americani contribuiscano al finanziamento di organizzazioni internazionali che forniscono o promuovono l’aborto. Annunciato a Città del Messico nel 1984 dalla presidenza Reagan durante una conferenza delle Nazioni Unite, è stato revocato dal presidente Clinton, reintegrato dal secondo presidente Bush, e infine di nuovo annullato dal presidente Obama. La delibera di Trump comporta il ritiro, tra le altre, delle sovvenzioni alla International Planned Parenthood Federation (Federazione Internazionale Genitorialità Pianificata), organismo che opera in favore delle legislazioni abortiste e di politiche per il controllo demografico coercitivo.upload560c0fd12e2ab

Questa storica decisione, annunciata il giorno seguente il 44esimo anniversario di una contestata sentenza con cui la Corte Suprema degli Stati Uniti sanciva il “diritto” all’aborto delle donne americane anche in assenza di motivazioni di salute, è stata accolta con profonda gioia da chi si batte per la Vita e per i veri diritti delle donne.

Reggie Littlejohn, attivista pro-vita e presidente della Women’s Rights Without Frontiers. Da anni è impegnata a denunciare e combattere l’aborto in Cina e soprattutto l’aborto selettivo dei feti femminili. Davanti alla decisione di Trump ha dichiarato: “Siamo felicissimi che i dollari dei contribuenti statunitensi cesseranno di andare all’ International Planned Parenthood, che lavora mano nella mano con il Partito comunista cinese nel suo brutale programma di controllo coercitivo della popolazione in Cina, che include l’aborto forzato e la sterilizzazione delle donne.

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Cina: Donna costretta ad abortire al 7 mese, guarda il proprio bambino ucciso

 La Cina è stato il secondo paese a diventare ufficialmente riconosciuto come membro qualificato della International Planned Parenthood Federation (IPPF).  Abbiamo pubblicato una lettera aperta all’allora presidente eletto Trump, chiedendogli di indagare e, in definitiva, di definanziare l’ International Planned Parenthood per via della sua connivenza con queste atrocità verso i diritti delle donne. Questa è una vittoria enorme per tutti coloro che hanno lavorato così duramente per porre fine agli abusi perpetuati dalla IPPF e per alleviare le sofferenze delle donne e dei bambini in Cina”. 

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Partito comunista cinese: Donna arrestata e costretta ad abortire

La lettera aperta è una pesante denuncia delle attività dell’organizzazione, che sin dai primi anni Ottanta, ha sostenuto  la politica coercitiva cinese del figlio unico. Questa politica (che oggi  è divenuta politica dei due figli) è responsabile per 23 milioni di aborti ogni anno, sterilizzazioni ed innumerevoli altre sofferenze. Incalzando il Presidente a condurre un’indagine ad ampio raggio sulla IPPF e sui suoi rapporti con la China Family Planning Association, Reggie Littlejohn descrive gli orrori commessi nei confronti delle donne cinesi e coglie le amare contraddizioni di tali fondazioni che si offrono al pubblico come paladine della “libera scelta”, quando in realtà l’aborto forzato è tutt’altro che una decisione delle donne che lo subiscono. “Se l’International Planned Parenthood si batte per una ‘scelta’, perché lavorano fianco a fianco con la macchina del controllo coercitivo della popolazione operato dal Partito comunista cinese?” chiede l’attivista.

I vescovi degli Stati Uniti hanno applaudito l’atto esecutivo di Trump, con il cardinale Timothy Dolan, presidente del Comitato per le Attività Pro-Vita della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, che ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Ci complimentiamo per la decisione del presidente Trump di oggi, di ripristinare la Mexico City Policy, che proibisce l’uso  dei fondi dei contribuenti da parte di organizzazioni non governative straniere che promuovono o eseguono aborti all’estero (spesso in violazione delle stesse leggi del paese ospitante); si tratta di un passo positivo verso il ripristino e il rafforzamento di importanti politiche federali che rispettino il diritto umano più fondamentale, quello alla vita, così come il persistente, bipartisan consenso contro la costrizione degli americani a prender parte al violento atto dell’aborto”.

Fonti:

Lettera aperta a Trump di Reggie Littlejohn, attivista pro-vita e presidente della Women’s Rights Without Frontiers

http://www.womensrightswithoutfrontiers.org/blog/open-letter-to-pres-elect-trump-investigate-international-planned-parenthood/

http://www.asianews.it/notizie-it/Trump,-proibiti-i-finanziamenti-federali-alle-Ong-internazionali-pro-aborto-39750.html

http://www.notizieprovita.it/notizie-dal-mondo/planned-parenthood-touche-da-un-ordine-esecutivo-di-trump/

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