Sant’Antonio abate, vittorioso sugli inganni del maligno

“I demoni invidiano noi cristiani ed escogitano di tutto per ostacolare la nostra strada verso il Cielo per non farci arrivare Lì da dove sono caduti loro… Pertanto è necessario pregare molto e praticare l’ascesi in modo da ricevere dallo Spirito Santo il dono di discernere gli spiriti. L’arma potente contro di loro è una vita onesta e l’ incrollabile fiducia in Dio. Se, dunque, vogliamo disprezzare il nemico, ricordiamo le grazie del Signore, e la nostra anima sia sempre lieta nella speranza ( Rm 12,12)”. SANT’ANTONIO ABATE.sant_antonio_abate_animaliPREGHIERE A SANT’ANTONIO ABATE
Gloriosissimo S. Antonio,
esempio luminoso di penitenza e di fortezza cristiana,
ardente di zelo per la salvezza delle anime
e di carità per il bene del prossimo,
Voi che otteneste da Dio la speciale virtù di liberare l’aria,
la terra, il fuoco e gli animali da ogni morbo e da ogni malefica influenza,
fate che con una santa vita imitiamo le vostre eroiche virtù
e che anche quaggiù in terra sperimentiamo
il vostro valevole patrocinio, ricevendo copiosissime
le vostre benedizioni su tutto ciò che serve
per la nostra alimentazione e pei nostri lavori,
sui corpi e sulle anime nostre.
Così sia.
Gloria, Pater.

O glorioso Sant’Antonio, abate, che per seguire fedelmente Gesù
rinunciasti a tutte le ricchezze umane e abbracciasti volontariamente la povertà evangelica, insegnaci a distaccare il nostro cuore dai beni terreni per non divenirne schiavi.
Tu che vivesti nell’ardente amore di Dio e del prossimo,
superando ogni egoismo, ottienici di praticare la vera carità e di avere il cuore aperto a tutte le necessità dei nostri fratelli.
Ottienici dal Signore la grazia di essere sempre vittoriosi nel duro scontro con il potere delle tenebre e la forza contro le insidie del maligno.
Fa’ che, liberi da ogni compromesso con il male, diventiamo ricchi di Dio.
Amen
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SANT’ANTONIO ABATE vittorioso sugli inganni del maligno

E’ conosciuto come il Santo con il porcellino forse perché il maiale aveva notevole importanza nell’economia dei monasteri e il roseo e grasso maialetto diventava il simbolo della salute e della prosperità. Un tempo la sua immagine infatti veniva collocata dai contadini in tutte le stalle e nelle case contadine raffigurato come un vegliardo, dalla fluente barba bianca, che indossava il saio e che poggiava su un bastone la Croce Egiziana. La sua mano in atto benedicente, sovrasta uno stuolo di animali domestici che allora popolavano le aie dei casali contadini: i buoi, asini, cavalli, pecore e capre, e pennuti. C’è chi afferma che il motivo per cui Antonio è rappresentato con ai piedi il roseo porcellino è legato al diavolo, con il quale il Santo aveva ingaggiato lotte tremende con forti tentazioni di ogni genere, e che potrebbe aver assunto anche le sembianze del porcellino.

Nella sua grotta scavata nella sabbia, visse in dimestichezza e amicizia con tutti gli animali, persino con i leoni e altre fiere che, ammansite, andavano a trovarlo. Nel deserto patì le note “Tentazioni di Sant’Antonio”, più volte raffigurate nella pittura. Il diavolo gli appariva sotto le sembianze angeliche, umane e bestiali nel tentativo di trarlo in inganno; era infastidito dalla sua ascetica e dalla preghiera.

Si racconta che un giorno un abate domandò ad Antonio che cosa era importante fare. Antonio disse: “Non fidarti della tua giustizia; sii contenuto nel ventre e nella lingua e non rimpiangere il passato”.

I demoni, che riconobbero in lui un potenziale avversario di grande pericolosità, lo infastidirono in ogni modo pensabile.
All’inizio cercarono di importunarlo con i rimorsi per aver regalato la sua ricchezza (“la cupidigia è l’origine di ogni male”). Poi lo inquietarono con la preoccupazione per sua sorella e con i desideri di fama e comodità. Quando questi pensieri non riuscivano a far abbandonare al giovane la retta via, cercavano di stancarlo con visioni sulla durezza di una vita virtuosa piena di sacrifici e gli facevano notare la caducità del corpo nel corso di una lunga vita (cfr. St. Athanasius, Vita di Sant’Antonio, cap. 5).
Il nemico, costretto alla fuga dalla rettitudine del santo, si servì di armi più potenti tentandolo giorno e notte con visioni sensuali. Trovandosi nella stessa situazione Padre Pio dichiarò : “Il Maligno insinua nella mente e nel cuore pensieri impuri e disperazione” (Lettere I,33). “Il demone non desiste e, cosa ancor più dolorosa, insinua costantemente pensieri scoraggianti” (Lettere I,87). Pregando, digiunando e meditando sulla passione di Cristo e sulle sofferenze dell’inferno, Antonio respinse gli attacchi del diavolo: Per grazia di Dio però sono quello che sono! (1 Cor 15,10). Dopo queste tentazioni il Maligno cercava di adularlo facendogli nascere il desiderio della fama.

Anche in questa occasione Sant’Antonio si umiliò: “Il Signore è con me, è in mio aiuto; sfiderò i miei nemici” (Sal 118,7). Persino dopo queste vittorie Antonio non cessava la sua vigilanza in preghiera e disciplina e s’impose ancora più duri digiuni e penitenze. Non temeva di debilitare il suo corpo perché sapeva “quando sono debole, è allora che sono forte” (2 Cor 12,10).
“A questo punto il diavolo non ce la faceva più perché temeva che Antonio volesse riempire il deserto con la sua ascesi, e così, di notte lo avvicinò con una schiera di demoni colpendolo così violentemente che Antonio rimase a terra senza parole per il dolore” (Athanasius, Vita di Sant’Antonio, Cap. 8). Su intervento divino arrivarono amici che portarono il malcapitato in città e lo curarono. Antonio, a mezzanotte della prima notte, si svegliò e insistette con gli amici per essere riportato nella sua cella nel deserto. Quando fu di nuovo da solo, egli pregò e, sebbene non riuscisse a reggersi in piedi, gridò ai demoni: “Sono Antonio, eccomi di nuovo; non temo i vostri colpi; anche se mi torturate ancora di più, nulla mi separerà dall’amore di Cristo (cfr. Rm 8,25).10442516_372387009608122_8285258944499845708_nPoi intonò il salmo “Se contro di me si accampa un esercito, il mio cuore non teme” (26,3) (ibidem Cap. 9).
 Antonio ripose sempre la sua fiducia nel Signore e uscì vincitore dalla lotta. Infine Dio lo irradiò di luce; i demoni fuggirono da lui.

S.Antonio rimproverò il suo Angelo custode:
“Dov’ eri? Perché non sei venuto all’inizio a porre fine alle mie sofferenze? E una Voce gli disse: “Antonio, io ero sempre qui, ma aspettavo per vedere la tua resistenza. Dato che hai affrontato la prova senza soccombere, io verrò sempre in tuo aiuto e ti farò conoscere in tutto il mondo” (ibidem Cap 10).

Dopo quasi quattro generazioni di esperienza nella preghiera e nella lotta spirituale Antonio era diventato un maestro del discernimento. Alla fine della sua vita poteva dire: “I demoni invidiano noi cristiani ed escogitano di tutto per ostacolare la nostra strada verso il cielo per non farci arrivare lì da dove sono caduti loro… Pertanto è necessario pregare molto e praticare l’ascesi in modo da ricevere dallo Spirito Santo il dono di discernere gli spiriti (ibidem Cap. 22). “l’arma potente contro loro è una vita onesta e la fede incrollabile (fiducia) in Dio” (ibidem Cap. 30). “L’assalto e l’apparizione del maligno sono però turbolenti, strepitosi, avvengono con baccano e grida assordanti come da gioventù violenta o ladri. Per questo, nascono subito nell’anima terrore, smarrimento, disordine nei pensieri, odio di familiari, timore della morte; e poi il desiderio del male, trascuratezza nelle virtù e sconvolgimento del carattere” (ibidem Cap. 36). La loro presenza causa un tipo di oscurità confusa, mentre balenano false luci stimolanti e false sensazioni di sicurezza e vanità.

I santi Angeli, invece, ispirano sempre tranquillità e una profonda pace interiore, ci conducono alla mitezza di Cristo, che loro stessi manifestano nella loro missione a noi poveri peccatori:
“la loro apparizione avviene con calma e con discrezione da suscitare immediatamente gioia…e coraggio. Poiché il Signore, che è la nostra gioia e la nostra forza è con loro…nasce nell’anima il desiderio del divino e del futuro e il desiderio di unirsi a loro (agli Angeli)…” (ibidem Cap. 35).
“La luce che gli Angeli comunicano esalta sempre Dio. L’anima anela intensamente a Dio e vive un meraviglioso distacco dalle cose di questo mondo. E’ vero – osserva Antonio – l’iniziale presenza dell’Angelo ispira timore, che però si trasforma presto in reverenza e fiducia amorevole in Dio.

Egli consiglia: “Una visione vi può procurare spavento, ma se questo spavento lascia subito lo spazio ad una gioia indicibile e provate benessere, coraggio, forza e ordine nei pensieri… e amore per Dio, allora rallegratevi e pregate, poiché la gioia e la tranquillità dell’anima sono indice della santità di tale apparizione. Così gioiva Abramo quando vide il Signore (cfr. Gv 8,56) e Giovanni esultava di gioia nel grembo di sua madre quando sentì la voce della Madre di Dio” (ibidem Cap. 36). trad_sand_andunie4Sant’ Antonio abate, per la lotta spirituale, ci dà questo consiglio :

“Coraggio e rallegriamoci perché saremo salvi. Non dobbiamo mai dimenticare che il Signore Gesù, Colui che ha scacciato e sconfitto i demoni, è con noi.
Dobbiamo considerare e ricordarci sempre che i nemici non ci toccheranno perché il Signore è con noi. Quando (i demoni) vengono, si comportano a seconda di come ci trovano e conformano i loro inganni al nostro stato d’animo. Se ci trovano scoraggiati e disorientati, accorrono subito come dei ladri che trovano un posto incustodito, gonfiando ulteriormente questo nostro stato d’animo. Se ci vedono timorosi e vigliacchi allora incrementano il nostro timore con apparizioni e minacce…

Se invece, ci trovano gioiosi nel Signore, meditando i Suoi doni e i Suoi futuri e se confidiamo che tutto è nelle mani di Dio, sapendo che un demone non può nulla contro un cristiano, come pure non ha alcun potere su di nessun altro: se vedono l’anima salvaguardata grazie a tali pensieri, se ne vanno vergognati…
Se, dunque, vogliamo disprezzare il nemico, ricordiamo le grazie del Signore, e l’anima sia sempre lieta nella speranza (cfr Rm 12,12)” (ibidem Cap 42).

Don Marcello Stanzione, M.S.M.A.

Sant’ Antonio Abate http://www.santiebeati.it/dettaglio/22300

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