S. Angela da Foligno Maestra dei teologi

 Pensieri e visioni mistiche di Santa Angela


La Santa Eucaristia:  Durante la Messa, nell’elevazione, la voce dell’Angelo le dice: “Qui è tutta la gioia degli angeli, qui è la letizia dei santi, qui è tutta la tua felicità” (IX, 228-33). “In questo momento il Figlio di Dio, nella Sua umanità e divinità, si trova sull’altare ed è in compagnia di una immensa moltitudine di angeli” (VII, 214-239).

“Non c’è nessuno che possa portare scuse perché chiunque può amare Dio, ed Egli non chiede all’anima se non che gli voglia bene, perché Egli l’ama ed è il Suo amore”.

“Nessun uomo si salva senza la luce divina, la quale fa sì che uno inizi, progredisca e raggiunga l’apice della perfezione. Perciò, se vuoi cominciare il cammino e desideri questa luce divina, prega. Se vuoi la fede, prega; se vuoi la speranza, prega; se vuoi la carità, prega;  se vuoi l’obbedienza, la castità, l’umiltà, la mansuetudine, la fortezza, prega. Qualunque virtù tu desideri, prega. E prega leggendo nel libro della vita, cioè nella vita del Dio-Uomo Gesù, che fu povertà, dolore, disprezzo e vera obbedienza. Quando sarai entrato nella via del progresso spirituale, molte tribolazioni e tentazioni dei demoni, del mondo e della carne in vario modo ti molesteranno e ti affliggeranno orribilmente. Ebbene, se vuoi vincere, prega. Quando l’anima vuole pregare di più, è necessario che vada a farlo con purezza spirituale e fisica e con rettitudine. Bisogna che cambi il male in bene e non faccia, come molti malvagi, il contrario…”.

 “Quanto più pregherai, tanto maggiormente sarai illuminato; quanto più sarai illuminato, tanto più profondamente e intensamente vedrai il Sommo Bene, l’Essere sommamente buono; quanto più profondamente e intensamente lo vedrai, tanto più lo amerai; quanto più lo amerai, tanto più ti diletterà; e quanto più ti diletterà, tanto maggiormente lo comprenderai e diventerai capace di capirlo. Successivamente arriverai alla pienezza della luce, perché capirai di non poter comprendere” ( p. 184).
Dal Liber di S. Angela da Foligno.angelafoligno

La mistica del Medioevo Angela da Foligno è Santa. Papa Francesco ha stabilito la sua iscrizione nel catalogo dei Santi il 9 ottobre 2013, senza bisogno del riconoscimento di un miracolo e del processo di canonizzazione, estendendo il culto liturgico alla Chiesa universale, dopo avere accolto la relazione del cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi. Il “Martirologio Romano”, il libro liturgico che determina Feste, Santi e Beati, la descrive così: “A Foligno in Umbria, Angela, che, morti il marito e i figli, seguendo le orme di san Francesco, si diede completamente a Dio e affidò alla propria autobiografia le sue profonde esperienze di vita mistica”.

Muore a Foligno il 4 gennaio 1309. Angela da Foligno (1248-1309) è considerata una delle principali mistiche italiane del Medioevo e per questo ha ricevuto i titoli di “Maestra dei teologi” e di “Mistica per antonomasia” tanto che può essere paragonata a Santa Caterina da Genova e anche a Santa Caterina da Siena e anche a Santa Teresa d’Avila. La sua conversione era avvenuta intorno ai 37 anni d’età, facendo una confessione generale a frate Arnaldo, suo parente che in seguito diventerà suo segretario nella redazione delle sue visioni. All’inizio Angela fu donna di mondo e moglie non proprio esemplare ma  provata dal dolore per la perdita improvvisa della madre,  del marito e dei figli cadde in uno stato di profonda disperazione. Si chiuse in solitudine ed imparò che le vie di Dio erano diverse dalle sue. Dio la lasciò a lungo piangere finchè contemplando la croce, ebbe le prime visioni del Cristo Crocifisso che donò un senso nuovo a tutta la sua vita. Le apparve in sogno san Francesco d’Assisi che la incoraggiò a percorrere la via della perfezione.  Dopo aver venduto e dato ai poveri tutte le sue ricchezze, entrò nel 1291 nel Terzo Ordine francescano. Intraprese un pellegrinaggio ad Assisi dove sperimentò la prima di una lunga serie di sconvolgenti esperienze mistiche che la portarono al centro dell’attenzione dei maggiori dotti del suo tempo. Da allora Angela concentrò tutta la meditazione e l’ascesi sulla figura di Cristo sofferente sulla croce e sulla Santissima Trinità. La sua guida spirituale, fra Arnaldo da Foligno, raccolse le sue visioni in un “Memoriale”, che ancora oggi costituisce una delle opere più insigni della spiritualità cattolica.  

GESU’ AD ANGELA:– “Non ti ho amata per scherzo, ma con perfettissimo e tenero amore” (meditando la Passione).
– “Io non ti ho servita per finta. Io non ti ho trattata con distanza”.
– “Angela, sia che tu mangi, sia che beva sempre mi piacerà, se tu mi ami”.
– “Io per te fui crocifisso, ebbi fame e sete e per te sparsi il mio sangue, tanto ti ho amata”.
– “A chiunque mi voglia sentire nell’anima, io non mi sottraggo. A chiunque mi voglia vedere, con massimo piacere mi mostro. Con grandissimo diletto parlo a chiunque voglia rivolgermi la parola”.
– “Domanda qualunque grazia per te, per i tuoi compagni e per chiunque altro e preparati a riceverla, perché sono molto più pronto io a dare che tu a ricevere”.

Angela divenne l’amica e l’assistente più assidua degli ammalati e dei lebbrosi. E’ comunemente conosciuta per il gesto da lei compiuto, con profonda umiltà, di bere l’acqua in cui aveva poco prima lavato le piaghe di un appestato. Gradualmente attorno a lei si raccolse a Foligno un gruppo sempre più numeroso di figli e figlie spirituali attratti dalla sua santità.

Angela così scrisse riguardo agli Spiriti Celesti: “Nella festa degli angeli di settembre, mentre ero nella chiesa dei frati minori di Foligno con l’intenzione di comunicarmi, quando si avvicinò il momento della comunione, io allora, e anche prima, avevo così pregato gli angeli:” O ministri del Dio che sta qui, che avete il compito di servirlo e mostrarlo agli altri, presentatemelo tale e quale il Padre lo consegnò agli uomini, presentatemelo dapprima vivo, povero, addolorato, bastonato, sanguinante e dipoi morto sulla croce”: E allora gli angeli dissero con un’unzione d’indicibile cortesia: “ O tutta piacevole e amabile a Dio, eccoti servita: ce l’hai presente. Anzi ti è concesso che tu possa mostrarlo e farlo conoscere agli altri”. Difatti lo vedevo presente come avevo chiesto ai santi angeli. Lo vedevo chiaramente con gli occhi della mente, prima vivo, poi addolorato, sanguinante e crocifisso, infine morto sulla croce. Sentivo un dolore acutissimo, mi sembrava che il cuore si screpolasse per una visione così dolorosa. Provavo d’altra parte una tale gioia per la presenza degli angeli e i loro discorsi mi riempirono di così tanta felicità che non avrei mai creduto che i santissimi angeli fossero così gentili e capaci di donare alle anime tali delizie. Avevo pregato gli Angeli, in modo particolare i Serafini e i Santissimi Custodi mi dissero: Ora ricevi quello che i Serafini possiedono e potrai così partecipare alla loro gioia”. Un’altra volta  Angela da Foligno così scrisse: “Scorsi nella mia anima due gioie perfettamente distinte: una proveniva da Dio, l’altra dagli Angeli e non si assomigliavano. Ammiravo la magnificenza di cui il Signore era circondato e chiesi come si chiamava ciò che stavo osservando. Sono i Troni disse la voce, e la moltitudine era abbagliante e infinita tanto che, se il numero e la misura non fossero leggi della Creazione, avrei creduto che la folla sublime davanti ai miei occhi fosse innumerevole e smisurata. Non scorgevo né l’inizio né la fine di quella folla il cui numero trascende le nostre cifre”. L’importanza degli spiriti celesti nella mistica di Angela da Foligno è documentata anche dall’iconografia che ritrae la Santa mentre riceve l’Eucarestia direttamente da un angelo, questo ricorrente tema pittorico della comunione angelica si rifà ad un episodio del 29 settembre 1308, festa di san Michele Arcangelo,quando Angela desidererebbe confessarsi per ricevere la comunione ma, non trovandosi un sacerdote libero da altri impegni, incomincia a pensare alla lode che gli angeli rendono a Dio e, subito rapita in estasi, ha la visione di una grande moltitudine di spiriti celesti che la conducono a un altare e le parlano: “Le dissero: “Questo è l’altare degli angeli”. Su di esso gli stessi angeli le mostrarono la loro lode, Colui che è ogni lode, e le dissero:

” In Colui che è sull’altare c’è la perfezione e il compimento del Sacrificio che tu desideri”. Poi aggiunsero: “Preparati a ricevere Colui che ti ha sposata con l’anello del suo amore. L’unione è già stata fatta, ma Egli vuole rinnovarla”. Questa unione sponsale con Cristo, già misticamente contratta nel 1291 nella sua abitazione al ritorno dal pellegrinaggio di Assisi, si compie ora di nuovo e l’evento procura ad Angela un senso di serenità e beatitudine che l’accompagnerà per diversi giorni.

Nel settembre del 1308 Angela è costretta a letto colpita da grave malattia. I suoi discepoli che formano il “cenacolo”, allertati, incominciano ad accorrere da ogni parte per assisterla con amore filiale, raccoglierne gli ultimi insegnamenti e riceverne la benedizione. Benché soffra molto, riesce a comunicare ai discepoli anche altre esperienze mistiche che sta vivendo negli ultimissimi giorni di vita e che hanno come interlocutore Gesù Cristo, che si rivolge a lei con queste dolcissime parole: “ Vieni, o sposa mia diletta, mia bella, da me amata con predilezione. Vieni perché tutti i santi t’aspettano con grande letizia. Non incaricherò né gli angeli né gli altri santi di condurti a me. Verrò io personalmente e ti prenderò con me”. Il 3 gennaio 1309 cessano tutti i dolori e Angela rimane in totale tranquillità fisica e spirituale fino alla sera del giorno seguente quando, dopo compieta, circondata da molti frati e figli spirituali, entra nell’eternità con il suo sposo. E’ il 4 gennaio del 1309 e Angela ha 61 anni.

Don Marcello Stanzione

PREGHIERA A SANTA ANGELA DA FOLIGNO

Angela, con meraviglia nuova sentiamo l’eco del tuo nome nelle litanie dei Santi; nella tua vita riconosciamo l’iniziativa mirabile dell’amore di Dio, “origine e fonte di ogni santità”, e con entusiasmo sincero invochiamo la tua intercessione.
Tu hai sperimentato che “niente è più infido del cuore”, abisso insondabile; aiutaci a credere che “Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa”. Tu hai avvertito la tristezza del peccato e la ricchezza della divina misericordia; ottienici di portare frutti di vera conversazione: “l’umiltà, la pazienza, la mansuetudine”.
Tu hai scoperto all’ombra della Croce che il dolore è il sigillo dell’amore; donaci di essere “lieti nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera”.
Tu hai percorso il sentiero d’alta quota della mistica trovando riparo a la mensa pasquale dello “stupore eucaristico”; rendi il nostro cuore “semplice, umile e libero”.
Tu hai temprato “la tenerezza femminile con un coraggio “virile”; dacci la forza di seguire il Signore e di servire la Chiesa, sua Sposa, nella fedeltà di una dedizione totale.
Tu hai meritato il titolo di “maestra dei teologi” ricercando “l’armonia tra la sapienza umana e la verità rivelata”, concedici di “raffinare al fuoco il cuore e la mente”.
Tu hai seguito i passi di San Francesco d’Assisi, “uomo cattolico e tutto apostolico”; ravviva in noi lo slancio missionario degli inizi della predicazione del Vangelo.
Angela, nel firmamento dei Santi brilla la tua luce che ci protegge, ci istruisce e ci guida; nella tua testimonianza di fede il Signore “ci offre un esempio, nell’intercessione un aiuto, nella comunione di grazia un vincolo di amore fraterno”.

Amen.
+ Gualtiero Sigismondi
Vescovo di Foligno http://santaangeladafoligno.com/

DISTINGUERE TRA VERI E FALSI MISTICI

Ci sono due tipi di mistica. La prima è quella a cui ci si riferisce spesso nelle riviste (esplicitamente non religiose) e qui fa capolino la New Age di cui apparentemente oggi si parla di meno ma solo perché molti suoi concetti sono già stati assimilati e sono parte della cultura dominante.
Ebbene in queste forme di neomisticismo l’io è considerato l’autorità finale, sia rispetto alla pratica religiosa sia rispetto ad un credo già strutturato, come nel Cristianesimo. Siamo di fronte alla religione «fai-da-te», ad una religiosità senza Dio, creata su misura del proprio «io» e dei propri bisogni. Tanto che si potrebbe cambiare il primo dei Comandamenti in «Non avrai altro dio che il tuo io». È una mistica insomma senza un riferimento al Totalmente Altro, che è Dio (come nel Cristianesimo), senza un Tu Trascendentale con cui confrontarsi, seguendo il quale ri-programmarsi e a cui finalmente affidarsi.
Ben diverso il secondo concetto di mistica, quello cristiano.
Così scrive il Catechismo della Chiesa Cattolica (2014):
«Il progresso spirituale tende all’unione sempre più intima con Cristo. Questa unione si chiama “mistica”, perché partecipa al mistero di Cristo mediante i Sacramenti – “i santi misteri” – e, in lui, al mistero della SS. Trinità. Dio ci chiama tutti a questa unione intima con lui, anche se soltanto ad alcuni sono concesse grazie speciali o segni straordinari di questa vita mistica, allo scopo di rendere manifesto il dono gratuito fatto a tutti».
Come dire tutti chiamati alla vita mistica, ma pochi (purtroppo?) gli eletti. Tutti i credenti infatti possono avere il sentimento e la convinzione della presenza immediata e trasformante di Dio nel loro cuore (specialmente dopo certe esperienze spirituali forti), poi magari tutto si indebolisce o svanisce divorato dalla fretta e dalle preoccupazioni quotidiane. Invece l’unione spirituale o mistica di quelli che chiamiamo… i mistici (santi e sante) non è passeggera, non è contingente o parziale ma abituale, è inoltre costante o per lo meno ritrovata con facilità lungo la giornata.
I mistici pur immersi nella normale quotidianità sembrano sempre animati e guidati da una luce intima trascendente, che ridona le giuste proporzioni a tutto il resto che è e rimane per loro terreno, parziale, contingente e transeunte. E di questo processo Dio ha l’iniziativa. È Lui che dilata l’anima e la guida, è sempre Lui che la orienta, la rinforza e la sostiene. Lui solo ne è l’alimento costante e la gioia totale e totalizzante.

http://www.donbosco-torino.it/ita/Kairos/Santo_del_mese/01-Gennaio/Beata_Angela_da_Foligno.html

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