Quando Socci difendeva lo spettacolo satanico in cui il Volto di Cristo viene oltraggiato da lanci di escrementi…

Molti di coloro che oggi seguono, come un guru o profeta di turno, il giornalista Antonio Socci (oggi militante quotidiano contro Papa Francesco,  ieri apologeta cattolico, l’altro ieri ateo e comunista, tanti tempi e facce opposte tra di loro) dimenticano che proprio pochi anni fa, nel 2012, Socci difendeva lo spettacolo blasfemo del regista luciferiano Romeo Castellucci, spettacolo teatrale in cui viene oltraggiato il Volto di Cristo, Salvator Mundi, dipinto di Antonello da Messina(IN FOTO), preso di mira con lanci di sterco e liquame vario, da parte di bambini reclutati per l’occasione e dall’attore che impersonifica un padre anziano affetto da dissenteria…E sul Volto di Gesù, infine, viene proiettata la frase: “You are not my shepherd, Tu non sei il mio pastore”

Tutti i cattolici protestarono contro lo spettacolo blasfemo anticristiano, che venne denunciato anche dal Vaticano (“uno spettacolo che offende Cristo e tutti i cristiani, lecito manifestare il dissenso”http://www.lastampa.it/2012/01/20/cultura/il-vaticano-contro-la-piecedi-castellucci-LdcCjts114ajl7bUEHymGP/pagina.html), infatti basta dare un’occhiata alle “opere teatrali del regista Castellucci”, per capire che fanno dichiaratamente propaganda allo gnosticismo luciferiano. Romeo Castellucci: “Lucifero è una figura molto ambigua, che non incarna solo il male, perché il male è anche Dio, che è bene e male, tant’è che in alcune tradizioni è Lucifero il primo martire”. da: “Nuova scena italiana: il teatro dell’ultima generazione”, di Stefania Chinzari,Paolo Ruffini, p.105

Socci invece si oppose al giudizio della Chiesa: nel 2012 sul suo blog ed in alcune interviste difese lo spettacolo blasfemo di Castellucci e criticò i cattolici “fondamentalisti indignati” (così li definì! e guarda caso, molti di quei cattolici che lui criticò come “fondamentalisti” sono quelli che oggi osannano proprio lui…): Socci ribadì che quegli oltraggi contro Cristo, nello spettacolo di Castellucci, sono un atto mistico di ‘preghiera’ e sarebbero l’emblema della sofferenza e dell’umiliazione umana, con un richiamo (totalmente distorto) ai lamenti di Giobbe

AD OGGI, NON E’ ARRIVATA  UNA SMENTITA DI SOCCI, che scrisse nel suo noto blog che “lo spettacolo di Castellucci non è blasfemo”:

http://www.antoniosocci.com/ma-quale-blasfemia-qualla-di-castellucci-davanti-a-gesu-e-preghiera/

A quanto dimostrano le immagini nel video, si capisce al volo che lo spettacolo è volutamente anticristiano, non c’è bisogno di tanto studio… Castellucci poi lo ha ribadito nell’intervista che abbiamo mostrato nel video ed ha dichiarato più volte i suoi interessi per il luciferismo: “L’angelo dell’arte è Lucifero”(intervista a Castellucci 2002). E’ evidente che nel suo “spettacolo” c’è il chiaro intento non solo di mostrare odio e disprezzo verso Cristo (prova ne è la scritta che appare sullo sfondo dell’immagine di Gesù sul palco “Tu non sei il mio pastore”), ma di incitare anche a questo odio, di giustificare l’odio anticristiano come  espressione del “sè”=satanismo.

Questo spettacolo blasfemo continua ancora ad essere diffuso. Nel 2016, Claudio Cia, consigliere provinciale, ha interpellato, attraverso una interrogazione scritta, il presidente della Provincia di Trento, protestando sulla “sponsorizzazione” di uno spettacolo definito “osceno” e “lesivo della sensibilità degli spettatori”: “Con spettacoli come questo non promuoviamo la cultura ma umiliamo la nostra storia e sono sicuro che se al posto di Cristo ci fosse stata l’immagine di Maometto, uno spettacolo del genere non avrebbe avuto il patrocinio del comune”.

http://www.lavocedeltrentino.it/2016/03/31/gettare-merda-sul-volto-di-dio-a-rovereto-in-scena-lo-spettacolo-di-castellucci/

La dimensione gnostica e satanica dell'”opera” di Romeo Castellucci:

Castellucci e il filosofo dell’Anticristo

La seguente intervista è stata rilasciata da Romeo Castellucci alla rivista australiana Real Time Arts (n. 52, dicembre-gennaio 2002), in occasione della presentazione della sua opera Genesis al Festival di Melbourne (cfr.:http://realtimearts.net/article/52/7027). Per capire i commenti di Castellucci, è necessario prima conoscere quest’opera. Ecco come la presenta Real Time Arts:

    “La storia di Dio che crea amorevolmente l’universo, dopodiché l’uomo che commette il peccato originale e viene perciò espulso dal Giardino dell’Eden, è ben nota. Meno nota, invece, è la versione mistica giudaico-cristiana che troviamo nello Gnosticismo, nella Cabala e nella filosofia massonica Rosacroce. È questa la versione che Castellucci ci presenta, per mezzo di suoni, di performance fisiche e di spettacolari effetti visuali. Castellucci attinge alle stesse tradizioni gnostiche che hanno ispirato artisti e filosofi come Baudelaire, Antonin Artaud, Friedrich Nietzsche…

   “In questa versione più tenebrosa della Genesi, l’atto creativo non è frutto dell’amore, ma di un terribile errore. La Cabala, per esempio, parla di come l’universo sia stato creato quando i vasi sacri che portavano la Parola di Dio sono caduti e si sono frantumati in milioni di pezzi imperfetti. L’atto della creazione è stato dunque una trasgressione violenta contro le leggi dell’universo. In questa ottica, tutta la Creazione contiene in sé il caos agitato di un proto-universo precedente all’atto creativo. Non è l’Amore che regna nell’universo, ma la Crudeltà. Non è l’uomo ad aver peccato, ma Dio. Tutta l’arte e il teatro di Castellucci costituiscono una storia che racconta questo atto iniziale di violenza primordiale”.

 Ed è proprio questa crudeltà fondamentale, attribuibile all’errore di Dio, che dà il nome alla scuola fondata da Antonin Artaud, mentore di Romeo Castellucci: Teatro della crudeltà.

Intervista a Romeo Castellucci a cura di Jonathan Marshall

Marshall: Su questa linea, Lei è d’accordo che ogni atto creativo sia un atto di violenza?  Ho in mente qui la sua dichiarazione che Lucifero, l’angelo caduto, sarebbe il primo artista con cui l’umanità si debba identificare.

Castellucci:  “L’arte diventa necessaria quando non si è più in Paradiso. In questo senso, l’unica persona che potrebbe reggere l’atto di ripetere le parole di Dio, e ancor più nella loro lingua originale ebraica, è Lucifero…

L’Angelo dell’Arte è Lucifero. È Lui il primo ad aver sdoppiato il linguaggio, salvo poi tradurlo. È Lui il primo, e l’unico, ad aver dominato l’arte della trasformazione. Egli proviene dalla zona del non-essere. L’unica possibilità per lui di tornare alla zona dell’Essere è farlo con la voce, il corpo, il nome di un altro. A questo serve il teatro. Questa zona del non-essere è la zona genitale di ogni atto creativo. Questo permette la distruzione, che è condizione per scongiurare ogni eventuale superstizione.”

Castellucci nella superstizione ci vive, dato che ha palesato i suoi interessi per lo gnosticismo, cabala & massoneria.  

Castellucci ha citato la Genesi, vedendo l’atto creativo di Dio come un atto di violenza: in realtà  è l’invidia che crea violenza e ce lo dice la Bibbia :”La morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo » (Sap 1,13; 2,24 ). Dio ha creato con un atto di Amore e ha creato dal nulla tutte le cose, dando all’uomo la Sua stessa immagine e dignità.

Lucifero fece un atto di arroganza, ribellandosi a Dio.

Quell’angelo che era considerato il più bello del Cielo, cadde nella superbia, nell’ambizione e si ribellò a Dio che, giustamente, lo cacciò, con l’intervento potente di San Michele Arcangelo, capo di tutti gli Angeli fedeli a Dio ed al Suo progetto di Amore per l’umanità e per tutto il creato, progetto che Lucifero invidia ed odia.

«Come mai sei caduto dal cielo, Lucifero, figlio dell’aurora?

Come mai sei stato steso a terra, signore di popoli»?

Dal Libro del Profeta Isaia (Isaia 14, 12)

I massoni la pensano esattamente come Castellucci :

«Lucifero, il Portatore di Luce! Nome strano e misterioso attribuito allo Spirito dell’Oscurità!

Lucifero, il Figlio del mattino! é lui che porta la Luce, non c’è alcun dubbio»!

Così Albert Pike, 33º Grado della Massoneria nella sua opera Morals and Dogma of the Ancient and Accepted Scottish Rite of Freemasonry (1871, pag. 321).

Helena Petrovna Blavatsky (1831-1891), la medium massona e fondatrice della Società Teosofica, la «madre» del movimento New Age e dell’occultismo moderno, insegna nella sua opera The Secret Doctrine («La dottrina segreta»; 1888) che  «Lucifero è luce divina e terrestre, allo stesso tempo lo “Spirito Santo” e “Satana”».  «E ora è stato provato che Satana, o il Dragone Rosso Infuocato, il “Dio del Fosforo” e Lucifero, o “Portatore di Luce” è in noi: è la nostra Mente, il nostro tentatore e Redentore, il nostro liberatore intelligente e Salvatore dall’animalismo più puro».

Lucifero in realtà perse la vera Luce di Dio, precipitando nella rovina di sé stesso e degli altri che lo seguono, perché si mise contro la Pace e l’Armonia stabilita da Chi era (ed è e sempre sarà) più alto di lui, Dio Creatore.

Castellucci nel suo spettacolo ha mostrato un’arroganza satanica, altro che ‘misticismo’:  Lucifero si traveste da “angelo di luce” (2 Corinzi 11,14-15) ed anche i suoi seguaci fanno altrettanto, travestendosi da ministri di falsa giustizia e di falsa “arte”.  

Per certi giornalisti, sarebbe “mistico” anche il crocifisso immerso nella pipì  dell’altro artista blasfemo in cerca di notorietà  Andres Serrano?  Ormai al giorno d’oggi per diventare ricchi e famosi basta parlare male del Papa, insultare Cristo e dare una visione storicamente falsata del Cristianesimo e della Chiesa. La colpa di chi è?  Forse è proprio di quei giornalisti opportunisti, che stanno dietro le loro comode scrivanie a criticare ed a sfruttare le vendite dei loro libri, ma non costruiscono nulla di buono, mentre in ogni parte del mondo milioni di cristiani vengono perseguitati, proprio per difendere la sacralità del Volto di Cristo, in cui credono fino a dare la loro stessa vita, pur di non rinnegarLo.

Annunci

One thought on “Quando Socci difendeva lo spettacolo satanico in cui il Volto di Cristo viene oltraggiato da lanci di escrementi…

I commenti sono chiusi.