I media contro Trump non dicono il vero: sull’immigrazione, Trump sta facendo rispettare leggi già esistenti, che Obama e l’Europa hanno snobbato…

C’era da aspettarselo che un leader politico che taglia i fondi federali  proaborto e appoggia la Marcia per la Vita, venisse avversato in tutti i modi, come sta accadendo in questi giorni…trump-march-for-life-320x181I media internazionali, politicamente ideologizzati, non dicono la verità su ciò che realmente l’amministrazione Trump sta facendo: i leader europei, invece di criticare il neoeletto presidente americano ad ogni passo che sta facendo, dovrebbero farsi un bel MEA CULPA E RICORDARE che l’attentatore del mercatino di Natale di Berlino ha potuto circolare liberamente per l’Europa senza essere mai riconsegnato alla Tunisia, e uno degli attentatori di Parigi è rimasto tranquillo per quattro mesi a Molenbeek, dopo le stragi compiute…

IN EUROPA L’IMMIGRAZIONE E’ UN PROBLEMA, perchè E’ INCONTROLLATA, le leggi sono deboli, perciò il pulpito, dal quale i media ed i leader europei pronunciano la predica contro Trump, non è affatto credibile…

PER NOI IL SALVATORE E’ SOLO GESU’ CRISTO, non un leader politico, ma vogliamo chiarire i fatti in modo obiettivo, al di là del clamore mediatico contro Trump che, pur essendo un uomo con tutte le sue contraddizioni,  si è dimostrato finora un leader anti “dittatura del pensiero unico”.   Ricordiamo le parole di Papa Francesco sui limiti dell’ immigrazione (non solo sui “ponti”), che i media ideologizzati purtroppo anche cattolici non riportano mai (v.Catechismo della Chiesa Cattolica n. 2241 ): Non siamo in grado di aprire le porte in modo irrazionaleL’accoglienza è dovere cristiano, a patto che sia regolamentata razionale e proporzionata”:

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/05/19/accoglienzadovere-cristianoa-patto-che-sia-proporzionata-regolamentata-e-razionale/

I VERI FATTI CHE I MEDIA PIU’ NOTI NON CI DICONO: Nelle stesse ore in cui firmava un ordine esecutivo finalizzato a limitare l’immigrazione in USA dei rifugiati provenienti da alcuni Paesi a maggioranza musulmana, il neo-Presidemte statunitense Donald Trump ha riconosciuto come una “priorità” la concessione dello status legale di rifugiato alla categoria dei “cristiani perseguitati”, facendo esplicito riferimento alla situazione siriana, e sostenendo che fino ad ora essi i cristiani in fuga dal conflitto siriano sono stati discriminati dalla politica di accoglienza praticata da Washington nei confronti dei profughi richiedenti asilo: 

http://www.news.va/it/news/asiamedio-oriente-trump-limita-lingresso-in-usa-di

Il presidente americano Trump ha fissato a 50 mila il limite dei rifugiati da ammettere negli States nel 2017; è un tetto, esattamente come quello fissato – e non rispettato – dall’Europa!  Ha sospeso gli ingressi da sette paesi a maggioranza musulmana, in attesa di ridefinire il sistema dei controlli; il blocco europeo dell’ingresso dei profughi dal “Paese sicuro” Turchia è invece a tempo indeterminato e riguarda tutte le nazionalità….Trump ha rilanciato la costruzione del muro al confine col Messico: in realtà  è un completamento, poiché un terzo dei 3.200 chilometri programmati è già realizzato, per iniziativa dei predecessori di Trump, (che nessuno ha mai criticato, come invece fanno oggi contro Trump), mentre ampie zone del confine sono così inaccessibili che non ne hanno bisogno. Trump intende rendere più efficienti i controlli biometrici negli aeroporti: quelli che la Commissione europea aveva deciso oltre dieci anni fa, e che il Parlamento europeo aveva poi fermato in nome della privacy…

Ci sono molte differenze fondamentali tra il nuovo presidente della Casa Bianca e il vecchio presidente Obama, anche quando si tratta di immigrazione, che in America è un problema percepito come pericolo incombente. Barack Obama ha ordinato alla sua amministrazione di non far rispettare una serie di leggi in materia di immigrazione, per il guadagno dei liberal progressisti; Donald Trump ha ordinato alla sua amministrazione di farle rispettare.sad-obama

Ciò che urta il comune sentire non è tanto l’immigrazione in sé e per sé, quanto piuttosto la sua illegalità. Un Governo che non sappia tutelare la legalità ha ben poche speranze di rielezione, almeno in un paese in cui si possa ancora andare a votare. Ed infatti Mrs Hillary Clinton ha subito la sua débâcle elettorale anche su questo argomento (oltre che sulla sua politica abortista infanticida)! 

Questo è il cuore della strategia di Trump in tema immigrazione“Non abbiamo bisogno di nuove leggi”, ha detto il presidente del Dipartimento per la Sicurezza della Patria (Department of Homeland Security ): “Lavoreremo all’interno del sistema e del quadro esistente, al fine di impiegare tutti i mezzi leciti per far rispettare le leggi sull’immigrazione degli Stati Uniti.”:14550162_583062978560963_6393584287869829120_n

Trump ha rilanciato la costruzione del muro al confine col Messico: in realtà sta facendo un completamento, perchè il muro era già stato cominciato dai predecessori di Trump che nessuno aveva criticato! E sappiamo che il Messico ha molti problemi con la legalità…

Negli anni di Obama, migliaia di persone, per lo più dall’America centrale, hanno attraversato il confine con il Messico illegalmente – e non hanno fatto alcuno sforzo per rispettare le leggi vigenti, cercando di ottenere un “permesso regolare” per rimanere – le autorità di frontiera li trattenevano brevemente, fissavano  una data per farli presentare in tribunale, e poi li lasciavano andare. La pratica era conosciuta come “catch and release”, cioè “prendi e rilascia”….e così entravano illegalmente gang di criminali e spacciatori di droga.

Non ci voleva un genio per prevedere che la maggior parte di quegli immigrati illegali, ora al sicuro all’interno degli Stati Uniti, non si sarebbe mai presentata in tribunale.  Le statistiche giudiziarie sull’ immigrazione,  raccolte dal Centro per gli Studi di immigrazione, rivelano che l’84 per cento di essi non si presenta in tribunale.

Con la nuova direttiva di Trump, il Department of Homeland Security farà ora detenere subito quegli immigrati illegali e farà gestire i loro casi sul posto: “Il Segretario [di DHS] adotta immediatamente tutte le azioni appropriate per assicurare la detenzione di stranieri fermati per le violazioni della legge di immigrazione, ” l’ordine sui controlli alle frontiere, dice, “in attesa dell’esito della rimozione del loro procedimento  o la loro espulsione dal paese, nella  misura consentita dalla legge “.

“Saranno allestite strutture di detenzione e  ufficiali di asilo e giudici di immigrazione a portata di mano per affrontare subito questi casi, invece di lasciare che scompaiano nel paese e rivendichino un permesso di lavoro”, osserva il portavoce del Centro di Studi sull’ Immigrazione Jessica Vaughan.

2) Fare pressione sulle “città santuario” che violano le leggi:

Per città santuario si intendono municipalità che non applicano od eludono le leggi federali, con la tolleranza del potere centrale. La stessa categoria è applicabile alle università americane, molte delle quali sono anche esse diventate ‘santuariSono diventati stati negli stati. Dovrebbe essere anche in questo caso evidente come uno stato che voglia assumere una posizione anche larvatamente legale non possa più continuare a patrocinare e tollerare zone di criminalità organizzata.

Trump ha parlato spesso durante la campagna elettorale delle città e contee che sfidano apertamente la legge federale di immigrazione:  ha citato spesso il caso di Kate Steinle, la giovane donna assassinata a San Francisco nel 2015 da un immigrato clandestino criminale che era stato condannato per molteplici reati e deportato più volte, ma era ancora protetto da parte dei funzionari locali del “santuario di San Francisco” .

L’ordine di Trump dice: “Le Giurisdizioni delle ‘città santuario’  attraverso gli Stati Uniti che volontariamente violano il diritto federale, nel tentativo di proteggere gli stranieri dalla rimozione dagli Stati Uniti, non sono idonee a ricevere sovvenzioni federali”  – un notevole cambiamento dagli anni confusionari del governo Obama!

3) Accelerare espulsione di clandestini che hanno commesso gravi crimini.

Sia l’amministrazione Obama e ora Trump hanno detto di voler rimuovere i clandestini che hanno commesso gravi crimini. Ma Obama ha aspettato tempi ed iter burocratici lunghissimi, anche su immigrati condannati per crimini, prima di iniziare quello che potrebbe essere un processo di espulsione. L’ordine di esecuzione di Trump permette l’espulsione veloce,  sul presupposto ragionevole che una persona che si trova negli Stati Uniti illegalmente e poi viene accusata di almeno un crimine addizionale, non ha il diritto di rimanere nel paese a tempo indeterminato.

4) Seguire la legge di espulsione di immigrati illegali “rimovibili”.

“Non possiamo eseguire fedelmente le leggi di immigrazione degli Stati Uniti, se esentiamo categorie di stranieri rimovibili dall’ applicazione potenziale”, afferma l’ordine sull’applicazione degli interni,  riferendosi agli immigrati clandestini che sono stati condannati per reati, e in alcuni casi espulsi molte volte, solo per ritornare a commettere  crimini più gravi e mettendo in pericolo le comunità locali. “Abbiamo agenzie presenti direttamente per impiegare tutti i mezzi leciti per assicurare la fedele esecuzione delle leggi sull’immigrazione degli Stati Uniti nei confronti di tutti gli stranieri rimovibili.”

“Penso che sia molto importante quello che stanno dicendo gli ufficiali del DHS (Dipartimento per la Sicurezza della Patria)  in tutte e tre le agenzie di applicazione che hanno la facoltà di far rispettare la legge come è scritta,” afferma il portavoce del Centro di Studi sull’ Immigrazione Jessica Vaughan, “affinchè non sia più limitata dalle arbitrarie priorità politiche che sono state così disastrose per la sicurezza pubblica e che hanno incoraggiato atti sempre più gravi di immigrazione illegale. “

Fonti

http://www.washingtonexaminer.com/article/2613124#!

http://www.tempi.it/migranti-europa-fa-laccogliente-con-i-muri-degli-altri#.WJA0ZdThCt9

“Al diavolo non crede più quasi nessuno”, dicono, ma le sette sataniche sono in aumento (don Aldo Buonaiuto esorcista)

Al diavolo non crede più quasi nessuno nonostante il contraddittorio interesse sul tema, a volta anche morboso, e spesso questa miscredenza c’è anche nelle persone dell’ambiente ecclesiastico; è ormai stato ridotto, principalmente dalla psicologia e dalla sociologia, a “pulsioni subconscie” o a “male sociale”. Dell’antico tentatore, puro spirito creato libero e buono da Dio, ma poi pervertitosi e dannato eternamente, non rimane quasi più traccia. La nostra società, oberata da consumi e materialismo, sembrerebbe averlo dimenticato.

Eppure, indagini approfondite denunciano il proliferare di gruppi occultisti, pratiche spiritiste, sette sataniche e il ricorso a maghi e stregoni da parte di una moltitudine di italiani ogni anno. Potrebbe sembrare un controsenso, ma il ritorno dell’occulto è solo il risultato del tentativo, dall’illuminismo in poi, di sdoganare la religione sostituendola con la pura razionalità. La scienza, come ha dimostrato anche la storia recente, non solo non porta sempre frutti positivi, ma è anche limitata e incapace di spiegare molti fenomeni.

Da qui il ricorso, da parte di molti, al paranormale, alla gnosi, alle arti occulte e a quanto di più irrazionale si possa trovare in circolazione dato che, citando le parole del noto scrittore britannico G. K. Chesterton, “chi non crede in Dio non è vero che non crede in niente perché comincia a credere a tutto”.

Eppure i diavoli e le loro azioni malefiche esistono da sempre in tutte le culture del mondo, anche in quelle pre-cristiane. Tutti i popoli hanno infatti avvertito l’esistenza di entità malvagie dalle quali difendersi attraverso riti e preghiere, secondo gli usi e le credenze locali. Israele considerava il demonio la fonte di tutti i mali, anche quelli prettamente fisici e psichici, oppure di lutti inaspettati o disgrazie come il perdere le proprietà.

Il Messia amplia e sviluppa la dottrina precedente. I Vangeli illustrano chiaramente la continua lotta tra Cristo e il demonio, a partire dall’episodio delle tentazioni nel deserto passando per i frequenti casi di guarigione dalle possessioni diaboliche, fino alla morte in croce e resurrezione, apice della sua vittoria contro il maligno. Egli stesso parla di satana in diverse occasioni, dando precise indicazioni su come combatterlo e sconfiggerlo.

Il Figlio di Dio è venuto infatti “per distruggere il regno del demonio e instaurare il regno di Dio” (Lc 11, 20). Il suo potere messianico è riconosciuto dai diavoli stessi che, più di una volta, si rivolgono direttamente a lui per paura, “Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: ‘Che c’entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio’” (Mc 1, 23-25), o per supplicarlo di risparmiarli, “Gesù domandò all’indemoniato: ‘Qual è il tuo nome?’. Rispose: ‘Legione’, perché molti demòni erano entrati in lui. E lo supplicavano che non ordinasse loro di andarsene nell’abisso. Vi era là un numeroso branco di porci che pascolavano sul monte. Lo pregarono che concedesse loro di entrare nei porci; ed egli lo permise” (Lc 8, 30-32).

L’intervento demoniaco è esemplificato anche in diverse parabole, come in quella della zizzania in cui il seme buono cresce insieme a quello cattivo seminato nottetempo dal maligno, o quella dell’uomo forte a cui nessuno potrà saccheggiare la casa. Costui è proprio il Redentore che, come afferma l’ignoto autore della lettera agli Ebrei “ha la missione di ridurre all’impotenza mediante la morte colui che la morte ha in potere, cioè il diavolo”; il Salvatore è il vero uomo, il forte, colui che incatena il maligno e le potenze del male e custodisce la casa, la sua Chiesa.

Nei giorni scorsi a Ferrara hanno rubato in una Chiesa una pisside con molte Ostie Consacrate: 

https://noalsatanismo.wordpress.com/2017/01/24/gravissimo-furto-di-s-ostie-consacrate-in-chiesa-a-ferrara-lombra-delle-sette-sataniche/

Inquietante che proprio in un luogo dove c’è una particolare attenzione a custodire e vigilare su questi fenomeni sia accaduto un crimine così deprecabile. Per chi non crede alle forze del male la spiegazione è già evidente mentre coloro che conoscono la potenza dei Sacramenti dovrebbero rifletterci maggiormente e ben poco banalizzare.

Dietro questo genere di atti sacrileghi, spesso attribuiti a qualche “bravata” giovanile, si celano invece troppo spesso interessi esoterici se non l’ombra tenebrosa delle sette sataniche. Stregoni, cartomanti e operatori dell’occulto pensano di poter rendere più efficace la loro magia se sfruttano i presunti “poteri” del Pane Celeste per creare filtri e pozioni che poi venderanno ad altissimo prezzo. Sembra un’assurdità, ma il Corpo di Cristo è divenuto un oggetto di mercato e può valere fino a diverse migliaia di euro, tanto che – dinanzi all’aumento esponenziale di furti di particole dalla chiese siciliane – l’arcivescovo di Monreale chiese a tutti i parroci della sua diocesi di conservare le Ostie in una cassaforte, e non più nel tabernacolo.

Messe nere

Peggio ancora quando il “Santissimo” cade nelle mani dei satanisti che lo usano (e abusano) nei loro blasfemi e indicibili riti, per evocare il diavolo insultando e calpestando Dio durante le messe nere. Si tratta di parodie, al contrario, delle celebrazioni cristiane, ma nelle quali si adora il maligno e non il Signore, il tutto associato a bestemmie, orge, gesti di autolesionismo, necrofagia e sacrifici…non necessariamente solo di gatti neri.

Ostie dissacrate

In tali ambienti l’Ostia consacrata, unita alle sostanze stupefacenti, è considerata la “comunione di Satana” ed impiegata all’interno di precisi rituali. Il Nemico, il Menzognero, illude gli adepti con false promesse di potere, successo, ricchezza e soddisfazione sessuale. Ma in tal modo gli individui vengono indotti a fare e farsi del male entrando in circuiti estremamente pericolosi per la salute del corpo, della mente e dello spirito.

Furti in aumento

Non esistono statistiche specifiche per il furto di particole, ma – scorrendo le cronache – sono decine i casi che avvengono nelle chiese o nei conventi ogni anno. Ancona, Castellammare, Montesilvano, Vigonza, Nerviano, Foggia, Cosenza, Messina (considerata la terza città “satanica” d’Italia, dopo Torino e Bologna), Perugia, Rapallo, Reggio Emilia, Formia e Campobasso… sono alcune delle chiese profanate (e a volte anche vandalizzate) nel 2016.

In una realtà sociale dove tutto è opinabile, questi crimini sono un segno dei tempi: si attenua nel popolo il senso religioso, diminuisce il sano rispetto per le cose sacre ed aumentano gli atti sacrileghi che, purtroppo, rivelano un “sottobosco” sociale composto da sette occulte e congreghe misteriche dedite ad autentiche nefandezze.

Tratto dal blog di don Aldo Buonaiuto esorcista, Servizio Antisette, Comunità Papa Giovanni XXIII 

http://www.donaldobuonaiuto.it/?p=872

San Giovanni Bosco e gli Angeli custodi: preghiere per ottenere grazie

Preghiera a S. Giovanni Bosco per ottenere Grazie

O glorioso Santo,

voi vedete da quanti mali noi siamo afflitti ed oppressi;
è incerto l’oggi, più incerto il domani,
e il dolore è divenuto il compagno indivisibile
della nostra esistenza.
Deh, o San Giovanni Bosco, muovetevi a pietà della nostra
misera condizione!
Anche voi soffriste il disagio, la miseria, l’abbandono,
la calunnia, la persecuzione;
e fu l’esperienza del dolore che vi rese il conforto,
l’aiuto di quanti ricorsero a voi.
Ora che siete in Cielo, presso la Sorgente Eterna della carità,
voi sentite certamente più viva compassione per le nostre sventure,
ed io a voi fiducioso ricorro per ottenere la grazia di…. (esprimere…).
O glorioso Santo,
a voi nulla nega il Signore,
perchè tanto lavoraste in terra per la sua gloria e per il suo onore;
intercedete per me,
impetratemi la grazia implorata se essa torna utile all’anima mia,
ed ottenetemi la conformità al divino volere e la perseveranza nel bene,
onde anch’io possa venire un giorno a lodare e ringraziare insieme con voi il Signore in Paradiso.
Così sia.

Quando satana insinua la mente dei giovani… – San Giovanni BoscoALLEGRIA DON BOSCO

 Il primo inganno che il demonio suole usare per ingannare le anime dei giovani è lo Scoraggiamento.

«Come è possibile – insinua il maligno – che tu possa per cinquanta, sessant’anni o più vivere nella virtù e lontano dai piaceri?».
Quando il demonio ti suggerisce questo, tu rispondigli così: «Chi mi assicura che io giungerò fino a quell’età? La mia vita è nelle mani di Dio e può anche darsi che oggi sia l’ultimo giorno della mia vita. Quanti ragazzi della mia età ieri erano allegri e pieni di salute ed oggi sono già nella tomba! E non potrebbe accadere altrettanto anche a me? E se anche dovessi faticare alcuni anni per il Signore, non ne sarò ricompensato in modo sovrabbondante da una eternità di gloria e di gioia in Paradiso?».
Il secondo inganno del demonio è di farti credere che la vita santa ti farà cadere nella tristezza.
«Tu sei giovane – insinua il demonio – e se ti metti a pensare all’eternità e all’Inferno diventerai melanconico e potresti anche impazzire».
A queste insinuazioni tu risponderai così: «È vero che il pensiero di un’eternità infelice e di un supplizio che non finirà è un pensiero tetro e spaventoso, ma se può farmi impazzire al solo pensarvi, che cosa sarà mai l’andarvi? È meglio pensarci adesso e non caderci in avvenire, che allontanarne ora il pensiero e poi cadervi per l’eternità!».
D’altra parte, o caro giovane, se il pensiero dell’Inferno ci riempie di terrore, il pensiero del Paradiso ci riempie di gioia.
I santi infatti, pur pensando all’eternità delle pene non erano tristi, ma allegri, perché avevano fiducia di evitarle vivendo sempre in pace con Dio.

Fatti dunque coraggio! il demonio ha paura della gente allegra!

Prova a servire il Signore e vedrai quanto è dolce e soave amarLo con tutto il cuore.

S. Giovanni Bosco e gli Angeli3eabb2dd56

Giovanni Bosco nacque il 16 agosto 1815 a Castelnuovo d’Asti. Figlio di poveri contadini a vent’anni decise di entrare, come esterno, in seminario. Dovendo pagare la pensione mensile, Giovanni dovette lavorare molto pur di racimolare qualche soldo per coprire le spese di vitto e di alloggio. Nelle domeniche e nei giorni festivi egli si dedicava ai giovani. Per loro fondò la “Società dell’allegria”, preludio della fondazione dell’Oratorio, stabilendo le basi di uno dei cardini del suo sistema educativo. Ordinato sacerdote il 5 giugno 1841 il giorno dopo celebra la sua prima messa all’altare dell’Angelo custode nella chiesa di san Francesco d’Assisi a Torino. Don Bosco intuì la propria vocazione all’apostolato della gioventù visitando un gruppo di giovani detenuti in carcere. Da quel giorno impegnò ogni sua energia per evitare che tanti giovani si perdessero su strade sbagliate. Fondò l’istituto religioso dei Salesiani e quello femminile delle figlie di Maria Ausiliatrice, ai quali infuse il suo spirito di amore e di dedizione per l’educazione cristiana della gioventù.

Incontrò numerosi contrasti e incomprensioni, ma non si scoraggiò. Molti furono coloro che lo avversarono, dalla polizia ai benpensanti; decisivo fu il sostengo dell’Arcivescovo di Torino che approvò il suo Oratorio definendolo, “la parrocchia della gioventù senza parrocchia”.

L’Oratorio nacque dalla compassione di Giovanni Bosco per un intera generazione di giovani che cresceva degradata abbrutita, illusa, svuotata e cinica, che cresceva senza conoscere Cristo. A chi gli chiedeva le coordinate del suo metodo educativo, rispondeva con tre parole: Ragione, Religione e Amorevolezza. Grande educatore , istituì scuole, laboratori artigianali, collegi e in tutto impegnò la Congregazione religiosa da lui fondata che perpetuerà nel tempo la sua opera. E’ l’iniziatore delle prima scuole professionali, dalle quali, dovevano uscire non tanto uomini colti, ma operai onesti e capaci. Il prete ha giocato anche un ruolo politico sorprendente nell’Italia del suo tempo.

Lo stesso pontefice, Pio IX, gli aveva affidato addirittura il ruolo di suo rappresentante segreto nei confronti del nuovo Stato invasore e laicista che in quegli anni aveva incarcerato sacerdoti, vescovi e cardinali, aggredito la Chiesa in ogni modo, soppresso gli ordini religiosi e incamerato i loro beni. Tutto avvenne per opera delle società segrete, storicamente conosciute sotto il nome di Carbonari, Franchi, Muratori, Giacobini e Illuminati, nomi diversi di gruppi appartenenti allo stesso movimento che mirava a sovvertire l’ordine sociale puntando a schiantare la Chiesa. Egli non si limitò a denunciare la prepotenza del potere laicista, ma si adoperò per strappare palmo a palmo allo Stato spazi di libertà per la Chiesa e per le sue opere.

Per volere di Papa Pio IX inaugurò a Roma, nel 1887, la Basilica del Sacro Cuore, nelle vicinanze della Stazione ferroviaria di Termini. Quando don Bosco vide che anche quel suo sogno si era avverato pianse di gioia. Colui che amava definirsi il “prete nella casa del povero come nel palazzo del re”, si spense.  S. Giovanni Bosco morì  il 31 gennaio 1888 ed è attualmente sepolto nel Santuario di Maria Ausiliatrice a Torino. Venne beatificato da Pio XI il 2 giugno 1929 che successivamente, il 1 aprile del 1934, lo dichiarò santo.10_2_guardian3

Nel corso della sua complessa e ricchissima esperienza mistica, Don Bosco dimostrò spesso molta attenzione per gli angeli custodi, cercando di inculcarne la devozione tra i tanti giovani che gli vivevano accanto ogni giorno. “Ravvivate la fede nell’angelo custode – diceva spesso – che è con voi ovunque siate. Santa Francesca Romana se lo vedeva sempre davanti con le mani incrociate sul petto e gli occhi rivolti al Cielo; ma per ogni sua anche più piccola mancanza, l’angelo si copriva come per vergogna il volto e talora le voltava le spalle”.

Il 31 agosto 1844, la moglie dell’ambasciatore del Portogallo fu avvertita da Don Bosco di fare molta attenzione ad un imminente pericolo: “Lei signora, oggi ha da viaggiare – disse alla donna – si raccomandi molto al suo angelo custode perché l’assista e non abbia a spaventarsi del fatto che le accadrà”. La signora fu un po’ impaurita, ma non diede molta importanza all’avvenimento. Partì in carrozza con la figlia e la domestica, ma durante il viaggio i cavalli si imbizzarrirono senza che il cocchiere fosse in grado di fermarli: la carrozza rischiava così di ribaltarsi con danni forse irreparabili per le persone. Benché spaventata la donna ricordò quanto le aveva detto Don Bosco e invocò il proprio angelo custode perché l’aiutasse: immediatamente i cavalli si ammansirono e il viaggio riprese senza interruzioni concludendosi serenamente.2-camerette-23b

Uno tra gli episodi più singolari che costituiscono il notevole corpo di fatti miracolosi che hanno accompagnato Don Bosco riguarda la vicenda del cane nero che appariva quando il santo era in pericolo e allontanava i malintenzionati con il suo aspetto certamente poco rassicurante. Infatti, Don Bosco fu oggetto di attentati orditi da chi voleva fermare la sua grande opera. Ogni qualvolta qualcuno lo aggrediva o cercava di ucciderlo, il cane appariva dal nulla e allontanava gli aggressori. Don Bosco chiamò quel cane Grigio e sostenne che sotto le spoglie dell’animale si celava il suo angelo custode. Per oltre trent’anni gli fu accanto, salvandolo dai pericoli o mettendolo in guardia quando si approssimava qualche rischio. L’angelo custode ebbe senza dubbio un modo insolito per manifestarsi, ma le celesti creature sanno comunicare con gli uomini attraverso strade spesso “strane”, anche misteriose, ma sempre in grado di cogliere nel segno.

Consapevole dell’importanza degli angeli custodi, Don Bosco si soffermò in più occasioni su questi esseri di puro spirito, cercando di diffonderne la devozione. Durante un’omelia parlò dell’angelo custode ai suoi giovani, esortandoli a invocare l’aiuto del loro compagno celeste ogni volta che si fossero trovati in difficoltà. Uno di questi giovani, pochi giorni dopo, mentre lavorava in un cantiere, fu coinvolto in grave incidente: l’impalcatura sulla quale si trovava crollò rovinosamente al suolo. Tutti i muratori che erano sopra morirono; solo il giovane fedele rimase illeso dopo aver esclamato: “Angelo mio, aiutami!”. Il suo angelo custode gli aveva salvato la vita.

Tra i tanti opuscoli che don Bosco compose e stampò c’è anche “Il devoto dell’Angelo Custode” dove il santo piemontese scrive: “Bontà grande ed incomprensibile ci dimostra il nostro celeste Padre nel darci un Angelo per custode.
Questa bontà divina è quella che ci vuol figliuoli, e degni figliuoli di sì gran Padre.
A tal fine c’ impresse nel crearci la sua immagine e le sue fattezze, e ci designò eredi di tutti i beni paterni lassù in cielo.

Un argomento che mostra l’eccellenza dell’uomo è certamente il fatto che egli ha un Angelo per custode. Creato che ebbe Iddio il cielo, la terra e tutte le cose che nel cielo e nella terra si contengono, lasciò che esse seguissero per loro conto il corso delle leggi naturali secondo l’ordine della quotidiana provvidenza che le conserva. Dell’uomo non fu così. Oltre ad averlo arricchito di nobili facoltà sia spirituali che corporali, costituito a provvedere a tutte le altre creature, volle che un celeste spirito se ne prendesse cura. Così, fin dal primo istante che l’uomo compare al mondo, egli l’assiste notte e giorno. Lo accompagna nel viaggio lungo le strade; lo difende dai pericoli sia dell’anima che del corpo, l’avvisa di ciò che è bene perché lo segua. Grande dignità dell’uomo, grande bontà di Dio, incalzante dovere per noi di corrispondervi!”.

Estratto dall’opera “Il Divoto dell’Angelo Custode” di Don Giovanni Bosco (1815 – 1888).
L’intero libretto è disponibile in formato PDF al seguente link: Il Divoto dell’Angelo Custode

 (Tratto da articolo di Don Marcello Stanzione)

Intervista all’esorcista del santuario di San Vicinio a Sarsina

Intervista all’esorcista di Sarsina: ecco chi è il diavolo, dove si annida e chi lo manda
Sono oltre 70mila i fedeli che, ogni anno, arrivano alla basilica di San Vicinio a Sarsina, Diocesi di Cesena, per avere la benedizione dell’imposizione della catena, il collare di ferro utilizzato dal santo per fare penitenza e ritenuto in grado di cacciare il demonio dai posseduti. San Vicinio è stato Vescovo di Sarsina, famoso esorcista proveniente dalla Liguria nel periodo a cavallo fra il terzo ed il quarto secolo, nell’imminenza della persecuzione di Diocleziano e Massimiano, databile dal 303 al 313.Risultati immagini per san vicinio sarsina

Le folle di pellegrini che accorrono alla basilica di San Vicinio per una benedizione o per una preghiera di liberazione, per ritornare in stato di grazia sacramentale in seguito ad una confessione trascurata da troppo tempo e ad una vita moralmente disastrata, o che si avvicinano al sacerdote in servizio al santuario per un consiglio o per riprendere la strada della conversione, sono il miracolo quotidiano che ancor oggi avviene per i meriti di San Vicinio e della Chiesa, senza tralasciare le situazioni di liberazione dal Maligno per mezzo dell’esorcismo. 

La “catena” di San Vicinio
La catena è composta da due bracci di materiale ferroso uniti fra loro da un duplice snodo e terminanti con due anelli combacianti. La sua fabbricazione è sicuramente anteriore all’ottavo secolo d.C., cosi affermano studi fatti sul materiale e sulla lavorazione dello stesso. Durante la preghiera, Vicinio la metteva al collo appendendovi una grossa pietra, costringendosi così in una posizione alquanto scomoda, come segno di penitenza. E’ considerata e venerata come reliquia del santo ed usata per la preghiera di liberazione e di benedizione degli infermi o per la preghiera di esorcismo. Normalmente è offerta alla venerazione dei pellegrini apponendola per qualche istante al loro collo accompagnando il gesto con un’invocazione al Santo. 

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San Vicinio 

L’onore che il devoto di San Vicinio attribuisce alla catena non significa riporre la propria speranza in un idolo con poteri magici, ma significa venerazione al santo la cui vita ci rimanda direttamente a Cristo e per Cristo a Dio, unico operatore di miracoli.

“Purtroppo – tiene subito a precisare don Fiorenzo Castorri, allievo di Padre Amorth, che da 7 anni ricopre il ruolo di esorcista – molti si accostano a questo rito con superstizione e, noi sacerdoti, cerchiamo di fargli capire che se vengono qui è perché hanno bisogno di Dio e non solo di una benedizione”. Delle tante persone che arrivano nell’entroterra cesenate, circa 200 ogni mese chiedono di poter parlare con un sacerdote asserendo di essere possedute dal diavolo ma è a questo punto che inizia la “scrematura” dell’esorcista per individuare quelli che, veramente, hanno nel loro corpo un’entità malvagia.

“Molti – spiega don Fiorenzo, allievo di padre Amorth – sono dei mitomani ed è abbastanza facile smascherare chi ha problemi psichici e non di natura religiosa. Quelli che affermano chiaramente di essere vittima di fatture o malefici, spesso indicando anche gli autori, molto difficilmente sono prede del diavolo. In sette anni che ricopro questo incarico, attualmente sono solo cinque quelli che sono chiaramente posseduti e che, settimanalmente, ricevo per scacciare il demonio dal loro corpo”. Per dichiarare una persona preda del diavolo, infatti, servono cinque indizi rivelatori: non accettano la mano del sacerdote nè la benedizione e l’imposizione delle mani, non vogliono assolutamente sentire parlare della Madonna, rifiutano di toccare la stola e, men che meno, di tenere al collo la catena di San Vicinio.“

“La catena – prosegue don Fiorenzo – è il mio ‘satana detector’. È uno strumento molto potente e, insieme ad altri, è in grado di rivelarci la possessione del maligno. Il rito della Chiesa Cattolica, quando ci sono evidenti segnali della presenza del diavolo, prevede che il demonio possegga una persona in quattro modi. C’è la possessione, quando chi ne è colpito va in trance durante l’esorcismo; la vessazione, nel caso in cui il maligno affligga varie parti del corpo; l’ossessione, quando il cervello è guidato dall’entità, e l’infestazione che non ha nulla a che vedere coi fantasmi. In tanti hanno, come riferimento, il film ‘L’esorcista’ ma io, che dialogo con il diavolo cinque giorni a settimana, posso dire che non ha nulla a che fare con la realtà”.

Chi sono gli indemoniati?
“Sono persone che si sono lasciate contagiare dal diavolo, allontanandosi dalla legge di Dio e avvicinandosi al demonio. Il mondo è dalla parte di nostro Signore ma, purtroppo, l’uomo segue quella del maligno. Quelli che sto seguendo sono persone sole, fragili e deboli. Sono i poveri dell’occidente che hanno perso il senso della speranza e affamati di potere, benessere e consenso. Uno degli aspetti più preoccupanti è che, durante gli esorcismi, è il diavolo stesso a dirmi che entra nel corpo della gente anche attraverso la televisione.”

Ci può dire qualcosa sulle persone che, tutte le settimane, vengono a Sarsina per gli esorcismi?
“L’esorcismo, per la Chiesa, è un evento privato per tutelare la privacy di chi si sottopone al rito. Le cinque persone che seguo sono tutte donne, tra i 40 e i 60 anni, e il male che le possiede si sposta lungo i loro corpi. Nessun medico sarebbe in grado di stabilire da cosa sono afflitte e le analisi approfondite, sarebbero negative ma, di fatto, è il diavolo che si sposta dentro di loro. Per liberarle dalle loro pene sono necessari esorcismi almeno una volta a settimana e che andranno avanti anche per 7 o 8 anni.“

Com’è il diavolo?

“Ognuna delle persone che seguo ha un diavolo diverso. Alcuni sono molto loquaci mentre, altri, non vogliono parlare. Quelli che parlano, spesso, usano anche delle altre lingue che, la posseduta, non sapeva di conoscere. Durante gli esorcismi, i posseduti dimostrano una forza disumana tanto che servono almeno cinque persone per tenerli fermi. Nel nostro museo conserviamo una sedia di contenimento, per bloccarli, ma io non l’ho mai usata“

È riuscito a scoprire come, queste signore, sono state possedute?

“Dei cinque casi che seguo, tre malefici sono stati fatti dalle suocere di queste donne che non volevano che i loro figli le sposassero. In un caso, invece, è stata la madre della vittima mentre, nell’ultimo, siamo ancora agli inizi e la situazione è ancora in corso di valutazione. Il maleficio avviene facendo mangiare alla vittima del materiale maleficato preparato da un sacerdote del diavolo. Si tratta di personaggi molto scaltri e, in ogni caso, che non si fanno pubblicità. Spesso sorrido quando una persona viene da me sostenendo di essere stata maledetta facendo nome e cognome di presunti maghi o fattucchiere. Chi, realmente, prepara queste cose rimane avvolto dall’oscurità.”

Come avviene la liberazione dal demonio?
“In sette anni da esorcista, solo in un caso sono arrivato alla liberazione dal maligno. Possiamo dire che una persona è liberata dal demonio solo quando, questa, non va più in trance durante l’esorcismo e non accusa più malesseri. In realtà, per gli esorcisti la vera liberazione dal diavolo avviene lontano dai loro occhi. È solo la Madonna che può liberare completamente l’indemoniato, uccidendo materialmente l’entità maligna tagliandole la testa, e questo avviene dopo anni di esorcismo in un santuario mariano.“

Fonti http://www.cesenatoday.it/cronaca/esorcista-sarsina-storia-attivita-informazioni-diavolo-maligno.html
Sito Basilica di San Vicinio 
http://www.basilicadisanvicinio.it/san-vicinio/
 

Il Papa: basta violenze contro i cristiani; necessaria l’unione di tutti i cristiani di fronte alle persecuzioni

San Paolo indica la strada: “l’amore di Cristo ci invita alla riconciliazione”(2 Corinzi 5: 14). I Cristiani possono essere sempre strumenti di pace!

I cristiani sono chiamati a testimoniare l’amore di Cristo anche di fronte alle violenze e persecuzioni. E’ quanto affermato da Papa Francesco nell’udienza ai membri della Commissione mista Internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa Cattolica e le Chiese Ortodosse Orientali (27 gennaio 2017). Il sangue dei martiri, ha detto il Pontefice, è ancora oggi seme di nuovi cristiani e strumento di pace e comunione.

Testimoniare Gesù anche quando si è perseguitati, quando si è vittime di atti terribili e persecuzioni. Papa Francesco ha colto l’occasione dell’incontro con la Commissione di dialogo tra cattolici e ortodossi orientali per mostrare la sua vicinanza ai tanti cristiani che oggi soffrono a causa dei fondamentalismi.

Di fronte a violenze e persecuzioni, cristiani siano uniti

“Molti di voi – ha rilevato – appartengono a Chiese che assistono quotidianamente all’imperversare della violenza e ad atti terribili, perpetrati dall’estremismo fondamentalista”:

“Siamo consapevoli che situazioni di così tragica sofferenza si radicano più facilmente in contesti di povertà, ingiustizia ed esclusione sociale, dovute anche all’instabilità generata da interessi di parte, spesso esterni, e da conflitti precedenti, che hanno prodotto condizioni di vita miserevoli, deserti culturali e spirituali nei quali è facile manipolare e istigare all’odio. Ogni giorno le vostre Chiese sono vicine alla sofferenza, chiamate a seminare concordia e a ricostruire pazientemente la speranza, confortando con la pace che viene dal Signore, una pace che insieme siamo tenuti a offrire a un mondo ferito e lacerato”.

Vicino a popolazioni provate da guerre e persecuzioni
Ancora, riecheggiando San Paolo, il Papa ha evidenziato che “se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme”. Si è quindi unito nella preghiera alle Chiese che soffrono, “invocando la fine dei conflitti e la vicinanza di Dio per le popolazioni provate, specialmente per i bambini, i malati e gli anziani”:

“In modo particolare ho a cuore i vescovi, i sacerdoti, i consacrati e i fedeli, vittime di rapimenti crudeli, e tutti coloro che sono stati presi in ostaggio o ridotti in schiavitù”.

Rispondere con il Vangelo alla logica della violenza
Il Papa ha così rivolto il pensiero ai tanti martiri “che hanno dato coraggiosa testimonianza a Cristo”. Essi, ha ammonito, “ci rivelano il cuore della nostra fede, che non consiste in un generico messaggio di pace e di riconciliazione, ma in Gesù stesso, crocifisso e risorto: Egli è la nostra pace e la nostra riconciliazione”:

“Come discepoli suoi, siamo chiamati a testimoniare ovunque, con fortezza cristiana, il suo amore umile che riconcilia l’uomo di ogni tempo. Laddove violenza chiama violenza e violenza semina morte, la nostra risposta è il puro fermento del Vangelo, che, senza prestarsi alle logiche della forza, fa sorgere frutti di vita anche dalla terra arida e albe di speranza dopo le notti del terrore”.

Il sangue dei martiri seme di nuovi cristiani e di pace
“Il centro della vita cristiana, il mistero di Gesù morto e risorto per amore – ha soggiunto – è il punto di riferimento anche per il nostro cammino verso la piena unità”. Ed ha affermato che la vita di martiri richiama “alla comunione, a camminare più speditamente sulla strada verso la piena unità”. “E noi – ha aggiunto a braccio – cosa aspettiamo?”:

“Come nella Chiesa primitiva il sangue dei martiri fu seme di nuovi cristiani, così oggi il sangue di tanti martiri sia seme di unità fra i credenti, segno e strumento di un avvenire in comunione e in pace”.

(Da Radio Vaticana)  

Invocazioni per l’unità dei cristiani

 O Dio, per la tua maggior gloria, raduna i cristiani dispersi.

Perchè il mondo creda in te, raduna i cristiani dispersi.

Perchè trionfi il bene e la verità, raduna i cristiani dispersi.

 Perchè vi sia un solo gregge sotto la guida di un solo pastore, raduna i cristiani dispersi.

 Perchè sia confuso l’orgoglio di satana, raduna i cristiani dispersi.

 Perchè regni infine la pace nel mondo, raduna i cristiani dispersi.

 PREGHIAMO

Padre santo, che per mezzo del Figlio tuo hai voluto riunire

tutti i popoli nell’unità di una sola famiglia,

concedi che tutti coloro che si gloriano del nome cristiano

sappiano superare ogni divisione e divengano una cosa sola

nella verità e nella carità.

Fa’ che tutti gli uomini siano presto illuminati dalla luce

della vera fede e si incontrino in comunione fraterna nell’unica Chiesa.

Per Cristo nostro Signore. Amen.

Nicholas, un giovane cristiano, che salvò 669 bambini dalla deportazione nei lager nazisti

Nicholas Winton, un uomo comune che un giorno decise di fare tutto quello che poteva per salvare vite umane: un eroe silenzioso e senza pretese,  Nicholas ha mantenuto nel segreto per 50 anni i dettagli della sua missione per salvare i bambini (soprattutto ebrei, ma non solo) dalla deportazione nei lager nazisti – nemmeno sua moglie e i suoi figli erano a conoscenza della sua straordinaria opera di soccorso, per la quale rischiò la propria vita. Ma lui evitò sempre la notorietà,  anche dopo il 1988, quando si scoprirono i documenti della sua missione, Nicholas in un’ intervista disse: “Non sono un eroe, ho fatto solo quello che andava fatto”.

Winton nacque in una famiglia benestante da genitori ebrei tedeschi convertiti al Cristianesimo. Era un giovane agente di borsa britannico quando, nel dicembre 1938, annullò una vacanza per andare a sciare in Svizzera, e decise di fare visita ad un caro amico a Praga che stava aiutando profughi in fuga dai nazisti. Quella visita ha cambiato la sua vita – e la vita di molti altri.  

L’opera di Nicholas durante la II guerra mondiale è stata oggetto di un documentario della BBC Radio Berkshire: Nicholas aveva creato in Cecoslovacchia la Kinderstransport, una serie di organizzazioni di soccorso istituita per salvare i bambini dalle zone occupate dai nazisti. Ha organizzato ben otto treni per trasportare i bambini da Praga a Londra, così come altre forme di trasporto da Vienna, e in ultima analisi, ha salvato 669 bambini, procurando documenti falsi, occupandosi personalmente di farli adottare da famiglie inglesi.

Uno dei bambini salvati da Winton è John Fieldsend, nato con il nome Hans Heini Feige in Cecoslovacchia nel 1931. Quando era bambino, la sua famiglia si trasferì nella città natale del padre a Dresda, in Germania. Poi, nel 1933, Adolf Hitler andò al potere in Germania. “Quando la situazione diventò troppo pericolosa per noi a Dresda, come famiglia ebrea, siamo fuggiti a casa dei genitori di mia madre in Cecoslovacchia,” ha detto Fieldsend in un’intervista a NPR  nella sua casa nell’Oxfordshire, a circa 40 miglia ad ovest di Londra.

Poi, nel 1938, la Germania invase le regioni di confine settentrionali e occidentali della Cecoslovacchia, conosciuti come i Sudeti – dove i Feiges alloggiavano.

I genitori di Fieldsend decisero di mandare i loro due figli, Hans (in seguito ribattezzato John), 7 anni, e Gert (in seguito ribattezzato Arthur), 10 anni, sulla Kindertransport – treni organizzati da Nicholas Winton, che trasportavano i bambini per la loro sicurezza in Inghilterra.

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I genitori di John Fieldsend

“Mio padre ci disse: ‘Sedetevi, ragazzi. State partendo per un lungo viaggio. Non possiamo venire con voi'”, ricorda Fieldsend. “Mentre il treno stava partendo, mia madre ha preso il suo orologio da polso e me lo diede attraverso il finestrino del treno, e semplicemente disse, ‘Questo è per te come nostro ricordo, perchè tu sappia che noi abbiamo fatto tutto quello che potevamo per salvarvi'”. 

Fieldsend e suo fratello sono stati inviati a vivere con le famiglie affidatarie in Inghilterra – con i quali sono rimasti durante  la seconda guerra mondiale e fino all’età adulta. Dopo la guerra, hanno ricevuto un pacchetto dalla Croce Rossa Internazionale, con le foto di famiglia ed una lettera di addio dei loro genitori, prima che venissero catturati e inviati nel lager di Auschwitz , in cui vennero deportati il 26 febbraio 1943:

” Stiamo andando verso l’ignoto; non una nostra parola è stata ascoltata da quelli che ci hanno già imprigionati.  Avete preso un pezzo dei nostri poveri cuori di genitori, quando abbiamo deciso di farvi partire. Date il nostro ringraziamento e gratitudine a tutti coloro che vi fanno del bene. Andremo con coraggio verso l’ignoto, con la speranza che ci vedremo di nuovo quando Dio vorrà. Non dimenticatevi di noi, e siate persone buone.” 

  “Un paio di settimane dopo aver scritto questo, sono morti nelle camere a gas”, ha detto Fieldsend, ” Genitori meravigliosi”….Fieldsend in Gran Bretagna si è convertito al Cristianesimo.

Winton con alcuni dei bambini salvati nella Kindertransport

Utilizzando un albergo come base di manovra, Winton organizzò una serie di  viaggi dalla Cecoslovacchia al Regno unito per ben 669 bambini divisi in 8 grandi gruppi. Era prevista la partenza di un ulteriore nono gruppo il 1 settembre 1939, ma l’inizio della seconda guerra mondiale (1 settembre 1939, invasione della Polonia) e la chiusura delle frontiere tedesche mandarono a monte il progetto e purtroppo i 250 bambini che sarebbero stati su quel treno sono morti nei campi di concentramento. “Se il treno fosse partito un giorno prima, quei bambini ce l’avrebbero fatta a fuggire”, ha detto Winton. “Non uno solo di quei bambini è rimasto vivo,  è una sensazione terribile.”

Alcuni dei ” bambini di Winton”

L’azione di Winton rimase sconosciuta fino al 1988, quando sua moglie Greta scoprì in soffitta un album contenente tutti i dati che documentavano i viaggi del marito dal 1939, con le liste di bambini e lettere dai loro genitori, e lo consegnò ad Elisabeth Maxwell, una ricercatrice dell’Olocausto e moglie del proprietario di un noto giornale, Robert Maxwell, che fece pubblicare un articolo apparso sul Sunday People:  in esso vi erano le foto, i nomi e le registrazioni di centinaia di bambini europei, per i quali Winton aveva pagato le tariffe ferroviarie, documenti di viaggio falsi e disposizioni per essere adottati da famiglie affidatarie in Inghilterra.

Winton non ne aveva mai parlato pubblicamente. Nel 1988 sua moglie Greta,  decise così di organizzargli una sorpresa: Winton venne invitato in una trasmissione televisiva “Così è la vita” per incontrare una donna che lui salvò in una di quelle operazioni segrete, ma quando la presentatrice domandò se ci fosse tra il pubblico qualcun’ altro salvato dalla missione di Winton, accadde qualcosa di meraviglioso: molti di quelli che lui aveva salvato 50 anni prima, si erano dati appuntamento per ringraziarlo pubblicamente ed erano tutti seduti attorno a lui!  Oggi sono fieri di chiamarsi “i bambini di Winton”.

Questo è il video di quel straordinario momento storico:

Sir Winton è stato nominato cavaliere dalla regina d’Inghilterra nel marzo 2003.

Nell’ottobre del 2015, Sir Nicholas è stato insignito dell’Ordine del Leone Bianco, la più alta onorificenza della Repubblica Ceca, dal presidente Milos Zeman durante una cerimonia al Castello di Praga. Sir Nicholas si è detto lieto e commosso di riceverlo ed ha ringraziato quelle famiglie inglesi che si prodigarono ad adottare tutti quei bambini, permettendo di portare a compimento la missione. 

Winton ha ricevuto una medaglia come eroe della Shoah nel 2010. Il Rabbino Capo della comunità ebraica nel Regno Unito, Ephraim Mirvis gli ha reso omaggio, quando ha appreso della sua morte nel 2015: “Sir Nicholas Winton è stata una delle più grandi persone che abbia mai incontrato – la sua perdita sarà molto sentita in tutto il mondo ebraico.”

Nicholas Winton, conosciuto anche come lo Schindler britannico, è venuto a mancare il 1 luglio del 2015, all’età di 106 anni: è ritornato alla Casa del Padre addormentandosi pacificamente nell’ospedale di Wexham Park  a Slough.  La sua memoria rimarrà viva per sempre nel cuore di coloro che ha salvato e dei loro discendenti.

Il figlio Nick ha detto della memoria di suo padre: “L’esempio di mio padre vuole incoraggiare le persone a fare la differenza e non a rimanere a guardare, di fronte al male, inerti ed  indifferenti per le sciagure altrui, aspettando che sia qualcun’altro ad intervenire per salvare il prossimo.” 

Pio XII e l’esorcismo di Hitler. La fallita operazione nazista del rapimento del Papa.

Pio XII, il Pontefice che un’odierna leggenda nera vorrebbe dipingere come filonazista se non addirittura amico di Adolf Hitler (lo ha fatto il giornalista inglese John Cornwell con un libro inequivocabile fin dal titolo: Il Papa di Hitler), era così poco “amico” del dittatore di Berlino da tentare di esorcizzarlo a distanza perché convinto che fosse posseduto dal demonio. La circostanza è confermata da diverse testimonianze agli atti del processo di beatificazione.
Quale fosse l’opinione di Eugenio Pacelli sul Führer era noto da tempo. Suor Pascalina Lehnert, la religiosa che lo accudiva, ha raccontato – sotto giuramento, in tempi non sospetti, quando le polemiche su Pio XII non erano ancora scoppiate – che già nel 1929, lasciando Berlino per Roma dove sarebbe stato creato cardinale e nominato segretario di Stato, monsignor Pacelli si dimostrava angosciato per il futuro dei tedeschi:
«Un pensiero angoscioso turbava il nunzio alla sua partenza dalla Germania: il continuo progredire del nazionalsocialismo. Come era stato perspicace già allora nel giudicare Hitler e quante volte aveva messo in guardia il popolo tedesco dal tremendo pericolo che lo minacciava! Non gli volevano credere. Personalità di ogni ceto e di ogni classe gli fecero capire al momento del suo congedo ciò che essi attendevano da Hitler: l’ascesa e la grandezza della Germania. Una volta io chiesi al nunzio se non pensava che quest’uomo potesse avere in sé qualcosa di buono e… potesse, forse, aiutare il popolo tedesco. Il nunzio scosse il capo e disse: “Dovrei sbagliarmi di grosso pensando che tutto questo possa andare a finire bene. Quest’uomo è completamente invasato; tutto ciò che non gli serve, lo distrugge; tutto ciò che dice e scrive, porta il marchio del suo egocentrismo; quest’uomo è capace di calpestare i cadaveri e di eliminare tutto ciò che gli è d’ostacolo. Non riesco a comprendere come tanti in Germania, anche tra le persone migliori, non lo capiscano e non sappiano trarre insegnamento da ciò che scrive e che dice”».Risultati immagini per pio xii
Negli anni successivi, dopo l’elezione avvenuta nel marzo 1939, Pacelli aggravò questo giudizio arrivando a ritenere Hitler un vero indemoniato. Lo conferma, nelle deposizioni, anche un nipote del Pontefice. Così, nei momenti più bui della guerra, Pio XII tentò più volte di “liberare” l’anima del Führer dal diavolo, con tutte le invocazioni previste nel rito dell’esorcismo: «Nel nome di Gesù, satana, vattene… Tu che sei stato sconfitto nel mar Rosso da Mosè, tu che venivi scacciato da Saul grazie ai salmi cantati da Davide, tu che sei stato dannato nella persona di Giuda…».

Certo, l’esorcismo “a distanza” non ottiene quasi mai effetto. Lo ha spiegato bene padre Gabriele Amorth: «Raramente la preghiera a distanza ha un effetto liberatorio. Di per sé è possibile tentare preghiere a distanza, ma che attecchiscano è un altro discorso. Uno dei requisiti per fare gli esorcismi è infatti che la persona sia presente, e che sia consenziente. Fare esorcismi su qualcuno che non è né presente né consenziente né cattolico presenta delle difficoltà». «Non ho dubbi però» aggiunge padre Amorth «sul fatto che Hitler fosse satanista. Da questo punto di vista non mi stupisco che Pio XII possa aver tentato un esorcismo a distanza».
Secondo Padre Amorth, la possessione del Führer emerge dalla sua «perfidia umanamente inspiegabile: non si spiega una malvagità simile senza una forza superiore e al di fuori della natura umana».
La notizia degli esorcismi “a distanza” di papa Pacelli è stata confermata dal gesuita tedesco Peter Gumpel, che segue la causa di beatificazione, durante un recente dibattito sulla figura di Pio XII: «Queste testimonianze agli atti del processo canonico sono coperte dal segreto» spiega Gumpel «Ce ne sono diverse che parlano dell’episodio e riferiscono che il Pontefice tentò più volte questi esorcismi. Non è un fatto da enfatizzare in sé, è soltanto un particolare. Ma è utile per comprendere che cosa davvero Pio XII pensasse di Hitler e quanto false siano quelle ricostruzioni pseudostoriche che oggi vorrebbero presentarcelo come un Papa filonazista, addirittura amico del Führer».
Era invece un Papa così poco filonazista e così poco “amico” di Hitler da appoggiare direttamente il tentativo di rovesciarlo messo in atto da alcuni ufficiali tedeschi alla fine del 1939. Un vero e proprio complotto, per il quale il Papa si espose moltissimo facendo personalmente da tramite fra i congiurati e il governo inglese. Ha scritto lo storico Owen Chadwick: «Il Papa mise a rischio il destino della Chiesa in Germania, Austria e Polonia, e forse rischiò anche di più. Probabilmente rischiò la distruzione dei gesuiti tedeschi… Si fece carico di questo grosso rischio unicamente perché la sua esperienza politica vide che, per quanto questo piano andasse incontro a un verosimile fallimento, era probabilmente la sola possibilità superstite per fermare l’imminente invasione dell’Olanda, della Francia e del Belgio, per impedire infiniti spargimenti di sangue, e per riportare la pace in Europa».
Del resto questi sentimenti di avversione erano ampiamente ricambiati da parte dell’invasato “padrone” del Terzo Reich. In un rapporto datato 30 settembre 1941, il nunzio apostolico in Francia, Valerio Valeri, descrive ai suoi superiori della Segreteria di Stato il contenuto di un colloquio intercorso tra Hitler e il dittatore spagnolo Francisco Franco: «Il cancelliere del Reich aveva asserito che il Santo Padre era un suo nemico personale».

«La distruzione del cristianesimo è esplicitamente riconosciuta come un obiettivo del nostro movimento, anche se non può essere enunciata ufficialmente.» (1934-von Schirach-leader della Gioventù Hitleriana).

HITLER E IL PROGETTO DI RAPIRE PIO XII: “L’OPERAZIONE RABAT”, (nota in tedesco anche come Aktion Papst) MESSA A PUNTO NEL 1944 DAL NAZISTA BELGA LÉON DEGRELLE

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Leon Degrelle incontra Hitler

Questa è la storia di un rapimento mancato e di un documentario mai girato. Questa è la storia dell’Operazione Rabat, cioè del progetto di Hitler di rapire papa Pio XII e di deportarlo in Germania. Questa è una storia che riaffiora da documenti e testimonianze, segnalazioni concordanti e credibili sulle minacce dei nazisti contro papa Pacelli e che il Vaticano conferma. Nel corso del tempo, soprattutto grazie alla testimonianza del generale tedesco delle SS Karl Wolff, se ne sono delineate le linee generali. Durante il processo di Norimberga disse che Hitler stava già pensando di rapire il papa nel settembre del ’43.

La voleva raccontare Frédéric Rossif, il regista franco-montenegrino di Morire a Madrid, che era stato tra i protagonisti della liberazione di Roma e che, a metà degli anni ’80, intendeva girare un documentario per svelare molte cose rimaste segrete sulla liberazione di Roma e sul progetto di Hitler di portare il Papa in Germania. Purtroppo Rossif morì nel 1990, prima di poter completare il suo documentario sul tentato rapimento di Papa Pio XII.

Il primo personaggio di questa storia intorno alla quale stava lavorando Frédéric Rossif è Léon Degrelle, il capo dei nazisti belgi che, rivolgendosi a Hitler con un tono che neppure i suoi fedelissimi osavano ostentare, ai primi di gennaio del 1943 se ne uscì con un perentorio: «Dobbiamo convincere Pio XII. Con le buone o con le cattive».

Papa Pio XII nel 1945, un anno dopo il tentativo di rapimento.
Papa Pio XII nel 1945, un anno dopo il tentativo di rapimento
(foto AP
/La Presse)

A Dachau pur di non tradire

 Adolf Hitler approvò l’Operazione Rabat. Degrelle aveva fondato il Movimento rexista (il nome derivava dalla scritta Christus Rex che spiccava sulle sue insegne), un partito conservatore, ferocemente antisemita, che ispirandosi al nazionalsocialismo cercava confusamente di adattarlo a princìpi tradizionalisti cattolici. Un paio d’anni prima aveva tentato di strappare all’episcopato del Belgio una lettera pastorale a sostegno dell’antisemitismo, ma il piano era miseramente naufragato per la coraggiosa opposizione di monsignor Jean Bernard, un sacerdote lussemburghese (in seguito sarebbe diventato presidente dell’Office catholique international du cinéma) che, anziché piegarsi a tale criminoso disegno, aveva preferito la detenzione nel campo di concentramento di Dachau. A questo episodio, Volker Schloendorff ha dedicato il film Der neunte Tag (“Il nono giorno”), mai arrivato in Italia.

Nei primi mesi del 1944, Léon Degrelle era tornato alla carica. Forte del fascino che esercitava su Hitler («Se avessi avuto un figlio avrei voluto che fosse come voi», gli aveva detto un giorno il Führer), aveva messo a punto un nuovo progetto che prevedeva di rapire Pio XII, portarlo in Germania e costringerlo a firmare un’enciclica che, condannando il giudaismo, approvasse l’ideologia nazionalsocialista. Nel Belgio occupato dai nazisti, Degrelle aveva costituito una divisione di Waffen SS che si stava battendo con valore sul fronte russo e tanto era bastato perché Hitler esaudisse ogni suo desiderio. Adolf Hitler passa in rassegna le truppe a Berlino nel 1937.Il piano che Degrelle presentò al Führer non tralasciava alcun dettaglio. Travestiti da agenti sionisti in combutta con partigiani comunisti italiani, militi delle SS si sarebbero introdotti nella Città del Vaticano e, armi alla mano, avrebbero sequestrato Pio XII. A questo punto, però, doveva entrare in scena la Wehrmacht, cioè l’esercito nazista, che prima avrebbe finto di sventare il rapimento e salvare il Papa, e poi, per proteggerlo da ulteriori pericoli, lo portava al sicuro in Germania. Qui, nelle mani della Gestapo, sottoposto a vessazioni, condizionamenti e continui controlli, non avrebbe resistito a lungo e non sarebbe stato difficile estorcergli una firma su un documento preparato ad arte.

Il generale che fece la spia

Hitler è entusiasta del piano, della cui esecuzione incarica sia Karl Wolff, generale delle Waffen SS, sia il generale Wilhelm Burgdorf. Perché, non fidandosi di nessuno, vuole aprire più porte al calcolo delle probabilità. E Hitler ha ragione, perché Wolff (personaggio infido, che coabitava con l’intrigo e il tradimento, come risulterà dalla pace separata stipulata in Italia a insaputa dei repubblichini nell’aprile 1945), in un colloquio avvenuto la notte del 10 maggio 1944, informa di persona Pio XII.

Come tanti altri, il Papa è a conoscenza dei fatti. Non fosse altro perché ai primi di ottobre 1943 Radio Monaco, l’emittente repubblichina di base in Baviera, aveva annunciato che in Germania si stavano allestendo gli appartamenti pontifici per ricevere l’illustre ospite. 

L’Osservatore Romano ha pubblicato uno scritto inedito che consente di fare luce sulla vicenda e lascia capire che certamente il Vaticano fosse al corrente del piano. Convinto della sua pericolosità, prese le sue contromisure. Il testo è stato recuperato tra le carte di Antonio Nogara (1918-2014) unico figlio di Bartolomeo, che fu direttore dei Musei vaticani dal 1920 sino alla morte, nel 1954. Nogara racconta che in una fredda notte tra il gennaio e il febbraio del 1944 suo padre ricevette una visita notturna di monsignor Montini. Subito dopo i due uscirono frettolosamente. Perché? Nogara lo apprese il pomeriggio seguente. «Mio padre ci svelò che l’ambasciatore del Regno Unito Sir Francis d’Arcy Osborne e l’Incaricato d’affari degli Stati Uniti Harold Tittmann avevano congiuntamente avvertito monsignor Montini di aver avuto notizia, da parte dei rispettivi servizi militari d’informazione, di un avanzato piano tedesco per la cattura e la deportazione del Santo Padre con il pretesto di porlo in sicurezza sotto l’alta protezione del Führer». I due diplomatici assicurarono la disponibilità degli alleati a intervenire in soccorso del Pontefice, se necessario anche con un aviolancio di truppe. Fu così che Montini e Nogara Senior si affrettarono a cercare un luogo adatto per nascondere Sua santità. Dopo affannose ricerche, dalla Galleria lapidaria alla Biblioteca vaticana, localizzarono il luogo adatto: la Torre dei Venti. Le sue molte stanzette erano perfette.Giorni dopo il pericolo sembrava rientrato. Nogara confidò al figlio che: «Il piano di Hitler era già da tempo noto a conoscenza del Vaticano, che era stato allertato da riservate indiscrezioni tedesche di persone ostili al piano in questione».  L’avanzata degli alleati, ormai inarrestabile, liberò la città tra il 4 e il 5 giugno del 1944. La lunga testimonianza di prima mano di Nogara, però, conferma in maniera definitiva che il piano tedesco per rapire il Papa esisteva. In ogni caso, conclude, Nogara, Pio XII, “per l’alto senso di dignità, per il carattere forte dimostrato in varie circostanze, per l’alto senso di onore che sempre accompagnò il suo magistero, mai avrebbe ammesso compromessi barattando la propria incolumità con soluzioni incompatibili, pur in minima parte, col decoro e il prestigio del Pontefice e della Chiesa”.

Fonti      Andrea Tornielli , Pio XII, un uomo sul trono di Pietro(Mondadori-Le “Scie”).
http://agensir.it/quotidiano/2016/7/6/pio-xii-losservatore-romano-testimonianza-inedita-su-piano-nazista-per-il-suo-sequestro/

Giornata della Memoria: ricordiamo anche i 45 milioni di cristiani uccisi per la loro fede, nel XX secolo, il secolo dei totalitarismi assassini

Nella giornata della memoria, 27 gennaio si fa memoria dell’olocausto degli ebrei, perpetrato dai fautori del Nazionalsocialismo. Ma l’olocausto degli ebrei non è stato l’unico sterminio di cui si è macchiata l’umanità “civile” nel secolo scorso.
Ricordiamo anche i 45 milioni di cristiani, uccisi per la loro fede. E’ stato un genocidio religioso, attuato fondamentalmente dai due totalitarismi del secolo XX: il Nazismo e il Comunismo. Del tremendo olocausto ebraico, che ha causato 6 milioni di vittime, non dobbiamo mai dimenticarci, affinchè non accada mai più. Di quello cristiano, che nel secolo scorso ha causato un numero di vittime superiore di nove volte, e che oggi è ancora in atto, pochi si ricordano.

Richard Rubenstein, un rabbino ebreo, di fronte allo scandalo dei campi di concentramento, scrisse che Dio è morto ad Auschwitz: è la “teologia della morte di Dio”, divulgata negli anni ’60. Invece, i discepoli di Cristo, che ha vinto la morte ed è Signore dei risorti, approfittano delle giornate della memoria per elevare lo sguardo della loro intelligenza al disegno salvifico unico e universale di Dio, disegno che si compie nella storia e ha come sola causa Dio stesso, Amore oblativo.

Giustamente si deplora il folle piano di annientamento che i nazisti hanno attuato nei confronti del popolo ebreo, ma anche i cristiani sono state vittime del regime nazionalsocialista, soltanto nella Polonia gli ecclesiastici uccisi dai nazisti furono 6.400.

La repressione hitleriana contro i cattolici risulta essere stata particolarmente feroce soprattutto e anzitutto in quella Polonia rivendicata e poi invasa dal Reich. La Polonia dei lager, primo fra tutti quello di Auschwitz-Birkenau a Oswiecim, luogo del supremo martirio di cristiani e di ebrei a cominciare dal frate minore conventuale san Massimiliano Kolbe (1894-1941) e dalla suora carmelitana scalza santa Teresa Benedetta della Croce, al secolo Edith Stein, ebrea convertita (1891-1942).

Alla fine della Seconda guerra mondiale, le vittime cattoliche polacche mietute dai tedeschi contano 4 vescovi, 1996 sacerdoti, 113 chierici e 238 religiose. I deportati nei campi di prigionia e di sterminio sono stati in totale 3642 sacerdoti, 389 chierici, 341 conversi e 1117 suore.

A migliaia furono i cristiani annientati nella Russia Sovietica, tra il 1917 e 1925, scomparvero nel nulla 200 mila cattolici.
Come è potuto e può ancor oggi accadere che dell’esistenza di questo fiume di sangue la nostra cultura abbia così scarse memoria e consapevolezza? 
Infatti l’Occidente è stato finora cieco e muto, si è rifiutato di vedere e di parlare, c’è stata una sottile ipocrisia della nostra cultura (dai massmedia all’Università, alle varie associazioni politiche).

Per il 27 gennaio la Legge 211 del 20 luglio del 2000 ha istituito in Italia, come in molti altri Paesi del mondo, il «Giorno della memoria» per trasmettere alle giovani generazioni la consapevolezza della Shoah, per rendere omaggio alle vittime e a chi si oppose al progetto di sterminio nazista, sacrificando la propria libertà e la propria vita. Come data è stato scelto il 27 gennaio perché proprio questo giorno nel 1945 venivano aperti i cancelli del campo di sterminio nazista di Auschwitz. 

A pochi giorni di distanza, il 10 febbraio si celebra il «Giorno del ricordo» istituito con la Legge 92 del 30 marzo 2004, per rinnovare la memoria della tragedia degli Italiani e di tutte le VITTIME DELLE FOIBE , dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.
Almeno diecimila persone, negli anni drammatici a cavallo del 1945, sono state torturate e uccise a Trieste e nell’Istria controllata dai partigiani comunisti jugoslavi di Tito.
La prima giornata ha lo scopo di educare i giovani al rispetto reciproco, al rifiuto di qualsiasi manifestazione di razzismo e di antisemitismo, e ai valori fondanti di una moderna società civile.
La seconda giornata ha anche lo scopo di valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell’Istria, di Fiume e delle coste dalmate.

Dobbiamo avere memoria dell’esempio, coraggio, amore e testimonianza autenticamente evangelica di quei cristiani che, nelle barbarie perpetrate dal Nazismo e dal Comunismo, misero a repentaglio la loro vita – e in alcuni casi la persero – per cercare di salvare le vittime innocenti della persecuzione.
Quei “giusti” che è importante ricordare, perché solo guardando alla luce di quelle perle spesso nascoste di bene possiamo stare di fronte all’abisso del male, a quella tragedia avvenuta nel cuore dell’Europa solo settant’anni fa.

S. Giovanni Paolo II “I cristiani d’Europa e del mondo, chini in preghiera sul limitare dei campi di concentramento e delle prigioni, devono essere riconoscenti per quella loro luce: era la luce di Cristo, che essi hanno fatto risplendere nelle tenebre” (Lettera apostolica per il quarto centenario dell’unione di Brest, 12 novembre 1995, N.4).

LUOGHI COMUNI SU CHIESA E NAZISMO
La simpatia della Chiesa verso il nazismo è una delle più deboli leggende nere, ma anche una tra le più diffuse e persistenti. Su questo argomento sono sorti tanti luoghi comuni divenuti spesso cavalli di battaglia per gli anticlericali che sogliono paragonare il cattolicesimo al partito nazionalsocialista. Si sostiene, per esempio, che il Vaticano avrebbe mandato al potere i nazisti, persuadendo il Partito del Centro a votare per Hitler in cambio della promessa di un Concordato, per poi abbandonare il partito una volta che questo fu stipulato. Nella realtà, la prospettiva di un concordato non ebbe alcuna parte nei negoziati tra il Centro e Hitler in vista della votazione del decreto dei pieni poteri e il partito cattolico non si sciolse per via delle pressioni vaticane (lo stesso Pacelli apprenderà dell’autoscioglimento dai giornali), ma per via delle minacce che già avevano colpito tutte le forze politiche.

Inoltre, il Concordato venne stipulato non per ricavare vantaggi, nonostante molti continuino a ripeterlo, ma per difendersi dai nazisti. La gerarchia ecclesiastica era ben consapevole della loro inaffidabilità tanto che il cardinale Faulhaber affermò: “con il Concordato siamo impiccati, senza il Concordato saremmo impiccati, torturati e squartati” (M. Burleigh, In nome di Dio Bergamo 2007 pp. 203-207).

Un’altra bufala riguarda il fatto che Hitler fosse cattolico. Se è vero, infatti, che nei discorsi pubblici ci teneva a presentarsi come il difensore della cristianità contro il bolscevismo, è pur vero che privatamente fu assai critico verso il cristianesimo che considerava una religione ebraica (come documentato nelle “Conversazioni a tavola”) e che tali affermazioni pubbliche erano contraddette dalla sua politica ecclesiastica. Infatti, durante tutto il periodo del Terzo Reich entrambe le Chiese furono perseguitate e, come rileva lo storico Sergio Romano, “se avesse vinto la guerra, Hitler avrebbe trattato le Chiese cristiane come stati sconfitti”. Gli abitanti della Germania erano per la maggior parte cristiani (formalmente), ma molti alti gerarchi nazisti (tra cui Hitler stesso) erano fieri avversari del cristianesimo come Martin Bormann, Heinrich Himmler, Alfred Rosenberg, Baldur von Schirach e si proponevano d’eliminarlo. Il moto dell’esercito tedesco “Gott mis uns” (“Dio è con noi”), era già presente fin dai tempi degli imperatori tedeschi e il regime nazista scelse di tenerlo per non accentuare i dubbi già presenti della classe degli ufficiali tedeschi verso il regime.

Non vi fu, inoltre, alcuna alleanza tra i papi e il nazismo per un fronte comune contro il comunismo, anzi durante la guerra la Santa Sede si rifiutò di benedire l’attacco tedesco alla Russia, sia per via del suo atteggiamento improntato alla neutralità, sia perché entrambe le dittature erano anticristiane come spiegò monsignor Domenico Tardini (allora segretario di Stato vaticano) in un colloquio con l’ambasciatore italiano Bernardo Attolico: «[Il comunismo] È il peggiore nemico della Chiesa. Ma non è l’unico. Il nazismo ha fatto, e sta facendo, una vera e propria guerra alla Chiesa» (A. Tornielli. Pio XII. Un uomo sul trono di Pietro, Milano 2007 pp. 359-360).

Per contrastare l’idea di questa supposta alleanza basterebbe far presente la lettera circolare di Herman Goring intitolata “Decreto sul cattolicesimo politico” nella quale ordinava a tutte le autorità politiche e giudiziarie di procedere contro ogni tentativo dei cattolici d’immischiarsi negli affari dello stato o l’idea accarezzata da Hitler di far prigioniero il papa documentata da una nota del diario di Goebbels del luglio del ’43 (M. Phayer, Il papa e il diavolo, Roma 2008 p. 121).

Una “prova” che i critici del papato portano a sostegno del filonazismo di Pio XII è il presunto aiuto del Vaticano alla fuga di alcuni nazisti (spesso negando o minimizzando l’apporto dato dal papa alla fuga o al nascondiglio di ebrei e partigiani durante la guerra). È noto infatti, che il vescovo Alois Hudal aiutò a far fuggire molti gerarchi:  un indizio che agisse per sua iniziativa sta nel fatto che il vescovo austriaco era malvisto negli ambienti vaticani tanto che nelle sue memorie Hudal si lamentò dell‘ostilità subita da Pio XII e da Montini e attaccò il rifiuto delle gerarchie ecclesiastiche a formare un’alleanza con la Germania per fermare il “comunismo ateo”. All’epoca poi, il papa autorizzò il gesuita americano Edmund Walsh a presentare un dossier al Tribunale dei Crimini di guerra a Norimberga in cui si documentavano i crimini e le atrocità dei nazisti (David G. Dalin, “La storia come calunnia. Daniel Goldhagen diffama la Chiesa Cattolica”).

Il fatto che Pio XII non avesse denunciato pubblicamente durante la guerra le atrocità naziste non implica in alcun modo una qualche simpatia per il regime tedesco perché il papa durante la guerra non denunciò pubblicamente neppure le atrocità di Stalin, preferendo agire di nascosto per aiutare le vittime dei totalitarismi e scegliendo di scomunicare i comunisti solo quattro anni dopo la fine del conflitto ossia quando i nazisti non potevano più sfruttare la sua condanna anticomunista a scopo di propaganda. Al contrario, l’antipatia di Achille Ratti e di Pacelli nei confronti del regime tedesco e della sua ideologia è ben nota e documentata, ma poco importa ai calunniatori della Chiesa che alla storia preferiscono la propaganda.

REPRESSIONE HITLERIANA CONTRO I CATTOLICI
Hitler, nemico giurato della Chiesa

Nel 1933, la Santa Sede firma il Concordato con la Germania nazionalsocialista. Il 14 marzo 1937, Papa Pio XI promulga l’enclica Mit Brennender Sorge: è la scomunica del “cristianesimo tedesco” e della “superiorità della razza” teorizzate dal Terzo Reich. Pochi giorni dopo, il 19 marzo, con l’enciclica Divini Redemptoris il pontefice scomunica anche il comunismo ateo regnante in Unione Sovietica.

A tal proposito Brigitte Hamann ha curato una ricerca unica nel suo genere, andando a ripercorrere la giovinezza di Hitler, a ripescare i giornali avidamente letti da Hitler all’epoca del suo “apprendistato” giovanile, e a ricordare i pensatori cui Hitler dovette molte delle idee che poi, una volta al potere, avrebbe portato avanti con fredda determinazione.  Anzitutto, nota la Hamman, il padre di Hitler, Alois, è un “anticlericale”, avverso alle scuole religiose, cresciuto nel mito di Bismarck, l’autore della grandezza prussiana, ma anche di una forte persecuzione della Chiesa.

Anche il giovane Adolf viene allevato sin da piccolo agli ideali del padre, in particolare al nazionalismo pangermanista. Tra i pensatori che Hitler ha modo di apprezzare negli anni della sua formazione vi sono una serie di personalità bizzare, dedite a studi esoterici e alla politica. Il primo di questi è il viennese Guido von List, che si attribuisce il predicato nobiliare “von” perché appartenente, a suo dire, alla “razza dei dominatori ariani”.

Il von List è un personaggio barbuto, con l’aria profetica, fondatore di associazioni segrete e autore di romanzi e di scritti teorici, in cui addita soprattutto i nemici della razza ariana: “la Chiesa cattolica, gli ebrei, i massoni”. Tutti in un unico minestrone. “Il clero romano”, sostiene, mira ad “annientare e soffocare costumi e abitudini tedeschi, mentalità tedesca e diritto tedesco”.

LE CONVERSAZIONI A TAVOLA DI HITLER

“Conversazioni a tavola di Hitler”, da poco ristampato in Italia, dopo 50 anni, dalla Libreria editrice Goriziana (2010).

Si tratta dei discorsi tenuti da Hitler “all’apice del suo successo, durante il primo anno della sua guerra d’aggressione contro la Russia. Con la prospettiva di una vittoria totale, Hitler guarda fiduciosamente alla realizzazione di tutti i piani ambiziosi già adombrati sedici anni prima nel Mein Kampf” ( dall’introduzione di Hugh R. Trevor Roper).

Questi discorsi, confidenziali, con gli invitati che di volta in volta accedono a lui, vengono trascritti a partire dal 5 luglio 1941 per ordine di Martin Bormann, capo della cancelleria del partito e segretario del Fuhrer.
Bormann, per capire brevemente l’uomo, è considerato l’ “uomo ombra” di Hitler ed è un violentissimo nemico del cristianesimo, oltre che degli ebrei. “La religione cristiana, scrive, è un veleno, di cui poi è molto difficile liberarsi e che infetta i bambini”.

Spinto proprio da questa convinzione egli si occupa “con particolare tenacia di prosciugare le fonti economiche delle Chiese. Durante tutta la guerra ordinò la requisizione di patrimoni di istituzioni ecclesiastiche, pretese da loro contributi finanziari sempre maggiori” e fa tutto quello che è in suo potere, per rendere difficile la vita dei credenti e per assoggettare i religiosi che “si rifiutano di fungere da strumenti” del regime.

Anzitutto Hitler ritiene che il Cristianesimo sia una delle manifestazioni della perfidia ebraica: parla quindi esplicitamente di “cristianesimo ebraico”. “Il cristianesimo, afferma la notte del 20 febbraio 1942, costituisce il peggiore del regressi che l’umanità abbia mai potuto subire, ed è stato l’Ebreo, grazie a questa invenzione diabolica, a ricacciarla quindici secoli indietro”.  Il cristianesimo infatti si è posto alla testa dei più miserabili, degli schiavi, dei malriusciti, con le sue teorie “egualitarie” nate per “conquistare un’enorme massa di gente priva di radici”.

 Soprattutto è interessante  che Hitler condivida coi comunisti-bolscevichi, verso cui dichiara il suo odio, e con cui si alleerà per scatenare il secondo conflitto mondiale, due idee:

La prima: che il cristianesimo sia contro la scienza e la ragione (oltre che dello Stato laico).

La seconda: che sia condannato a sparire col tempo, automaticamente, soffocato dall’affermarsi del nazismo trionfante e liberatore.

Anche Marx aveva creduto lo stesso; anche i bolscevichi spiegavano, in quegli stessi anni, che la Chiesa non avrebbe retto il confronto con la scienza, la modernità ed il progresso, e sarebbe sparita da sola, una volta instaurata la società giusta, perfetta, egualitaria, in una parola, comunista. Senza bisogno di persecuzioni (che invece, poi, ci furono eccome).

Hitler, anche qui in perfetta sintonia col pensiero marxista – che sarebbe giunto a condannare la teoria del Big Bang come evidentemente creazionista-, non crede all’idea biblica, ma si schiera per una evoluzione auto-guidata da una forza creatrice e divina immanente.

In più occasioni egli ribadisce che la visione scientifica della realtà non vede uno “iato tra il mondo organico e il mondo inorganico”, checché ne dica la Chiesa. Non vi è infatti, in una visione panteista, una vera differenza ontologica tra uomini e animali (di qui anche la sua passione per il vegetarianesimo e i suoi continui richiami al suo amore per gli animali).

Inoltre, nella visione evoluzionista di Hitler, l’uomo come individuo singolo, coerentemente, non esiste. Ciò che conta è solo la razza, la specie: “ho imparato che la vita è una lotta crudele, il cui unico fine è la conservazione della specie. L’individuo può scomparire, purché ci siano altri uomini a sostituirlo”.

Proprio in nome di questa visione arriva a giustificare le guerre in cui milioni di singoli uomini periscono, per il bene della razza ariana. Hitler giunge persino ad accenti violentemente ecologisti: “l’uomo è indubbiamente il microbo più pericoloso che si possa immaginare. Sfrutta il suolo che ha sotto i piedi”, causando le “catastrofi che si verificano periodicamente sulla faccia della terra”. Non crede dunque ad un Dio personale, che crea ed ama ogni sua singola creatura.

Rimane una domanda: come valutava Hitler l’azione della Chiesa rispetto al nazismo?

Lui, personalmente, non aveva dubbi: “Ho conquistato lo Stato a dispetto della maledizione gettata su di noi dalle due confessioni”, quella cattolica e quella protestante (13 dicembre 1941); “Un male che ci rode sono i nostri preti delle due confessioni. Attualmente non posso dar loro risposta che si meritano, ma essi non perderanno nulla ad aspettare. Ogni cosa è trascritta nel mio registro. Verrà il momento in cui regolerò i miei conti con loro e non prenderò vie traverse” (8 febbraio 1942); “Ora la principale attività dei preti consiste nel minare la politica nazionalsocialista” (7 aprile 1942); i preti oggi ci insultano e ci combattono, “si pensi per esempio alla collusione tra la Chiesa e gli assassini di Heydrich… Mi è facile immaginare che il vescovo von Galen sappia perfettamente che a guerra finita regolerò fino al centesimo i miei conti con lui…” (4 luglio 1942); “Il clero è un rettile…il vescovo Preysing è un rettile… La Chiesa cattolica non ha che un desiderio: la nostra rovina” (11 agosto 1942)…

(Fonti: Francesco Agnoli “Novecento: il secolo senza croce”- SugarCo 2011- articoli di UCCR)

 

Papa Francesco su Trump:”Bisogna dargli la possibilità di dimostrare il suo valore, non giudicarlo frettolosamente”

In un’intervista rilasciata il 22 gennaio 2017 a El Pais, giornale di punta della sinistra in Spagna, Papa Francesco ha messo in guardia dai giudizi temerari sul presidente Donald Trump, facendo notare che merita che gli sia data la possibilità di dimostrare il suo valore.

L’intervistatore del quotidiano spagnolo El País ha detto al Papa che “tutto il mondo è teso” sull’elezione del presidente Trump, lo “xenofobo che attira l’odio per gli stranieri.”

Il Papa ha detto che il nuovo presidente merita di essere giudicato dalle sue azioni, non dalle “profezie” di ciò che può o non può fare.

“Penso che dobbiamo aspettare e vedere”, ha detto Papa Francesco. “Non mi piace andare oltre me stesso, né giudicare le persone prematuramente. Vedremo come si comporta, quello che fa, e poi si potrà dare un parere. Sarebbe un errore voler prevedere, come fanno certi sedicenti profeti che prevedono calamità  inattese che non hanno luogo. Vedremo. Preferisco aspettare e vedere.”

L’intervistatore, Antonio Cano, ha fatto pressione sul  Papa ulteriormente, chiedendo se egli non era “preoccupato per le cose che avete sentito fino ad ora”:  “Sto aspettando. Dio ha aspettato me per tanto tempo, con tutti i miei peccati … “, ha  risposto Francesco.

In una recente intervista  all’arcivescovo di Vienna, il cardinale Christoph Schönborn, anche lui ha sconsigliato di correre a giudizi negativi su Trump, paragonandolo a Ronald Reagan, che si è rivelato un grande presidente.

Alla domanda sulle sue impressioni circa l’elezione di Donald Trump, il Cardinale Schönborn ha osservato che, quando Ronald Reagan fu eletto nel 1980 “molti scossero la testa” e poi si è scoperto che si sbagliavano. “Buon Dio, un attore dalla California!”, dicevano.”E Reagan è stato sicuramente uno dei migliori presidenti che gli Stati Uniti abbiano mai avuto. Quindi non bisogna avere fretta nel  giudicare “, ha consigliato.

Nella lunga intervista con El País , a Papa Francesco è stato chiesto anche se era preoccupato per la diffusione di un populismo che capitalizza “le paure della gente”, la predicazione di “un messaggio di odio.”

Francesco distingue tra un populismo di base buono, in cui  il popolo è il vero “protagonista”, e un culto della personalità, in cui una figura carismatica come Hitler sale al potere in momenti di crisi ed è accolto come una figura di ‘salvatore dell’identità di un popolo’ ma finisce col seminare odio verso altri popoli: quest’ultimo populismo può essere molto pericoloso (è lo stesso sistema di tutti i totalitarismi).

Parole molto sagge, che ci ricordano che L’UNICO VERO SALVATORE E’ SOLO GESU’ CRISTO, non un leader politico, questo ha voluto sottolineare Papa Francesco nell’intervista, in cui non ha assolutamente paragonato Trump a Hitler, come invece certi giornalisti (che si spacciano per teologi e vaticanisti ) lo hanno falsamente accusato; ma invece ha solo invitato alla prudenza e a non dare  giudizi affrettati o prematuri.

Purtroppo sia da parte dei modernisti sia da parte dei tradizionalisti sedevacantisti vari,  aggiungendo alle file di questi ultimi anche i seguaci della setta della falsa veggente Maria Divina Misericordia (MDM i falsi “Messaggi di Gesù all’umanità”) e quelli della setta “Chiesa della Nuova Gerusalemme” di Gallinaro & co., vi è in atto una precisa strategia mediatica, attraverso la quale manipolare le parole del Papa per farlo apparire come loro lo vorrebbero oppure per screditarlo, per creare divisioni e confusione tra i cattolici.

Ricordiamo anche che Papa Francesco non ha mai criticato personalmente Trump: quando gli venne chiesto di giudicare l’intenzione di creare “muri”, rispose: «cosa consiglierei, votare o non votare? Non mi immischio. Soltanto dico: se dice queste cose, quest’uomo non è cristiano. Bisogna vedere se lui ha detto queste cose. E per questo do il beneficio del dubbio».

«Tra i cattolici americani, l’affezione a Francesco è salita ancora più in alto», si legge su un popolare sito web cattolico americano. «Questo non è così sorprendente, se non fosse per il fatto che egli ha alcuni rumorosi critici proprio tra il suo gregge». Ma questi polemisti, ha spiegato l’intellettuale cattolico statunitense Tom Hoopes, ex editore del National Catholic Register, non andrebbero presi molto sul serio poiché vorrebbero convincere «il mondo che sono alcuni giornalisti cattolici, non i vescovi in comunione con il papa, il punto di riferimento a cui guardare per conoscere la verità cattolica».

Secondo un recente studio del Pew Research Center, più di otto su dieci cattolici americani (l’87%) vedono in modo favorevole la figura di Papa Francesco. Inoltre, secondo il prestigioso ente di ricerca, la sua popolarità non è mai scesa sotto al 79%, superando la preferenza ottenuta da Benedetto XVI, ma ottenendo un sostegno inferiore a quello riservato a Giovanni Paolo II. 

Quindi lo studio del Pew Research Center ha dimostrato che non è assolutamente vero quanto affermato dai vari opinionisti da show, e cioè che i cattolici americani avrebbero votato Trump “per opporsi a Papa Francesco”: questa ormai è la loro unica fissazione (e probabilmente la loro unica fonte di reddito: trovare ogni giorno un cavillo contro il Papa, su cui far discutere e vendere libri e riviste ed ossessionare la gente per vendere sempre di più).

Allo stesso tempo si è scoperto che, sempre la maggioranza dei cattolici americani -il 52%-, ha votato per Donald Trump nelle elezioni presidenziali. Tuttavia, secondo il principale vaticanista statunitense, John L. Allen, è stato «un voto di frustrazione, contro un governo e una burocrazia che fino a oggi non hanno per nulla soddisfatto». Non per vera convinzione in lui, quindi, almeno per quanto riguarda la maggioranza.

Forse la convinzione dei cattolici in Donald Trump sta nascendo ora, che il neoeletto presidente ha fatto i primi passi contro le leggi  liberticide di Obama, leggi che Papa Francesco ha da sempre condannato apertamente (aborto, gender, matrimoni gay), invitando sempre i cattolici alla coraggiosa obiezione di coscienza e ad andare controcorrente rispetto alla “dittatura del pensiero unico”, come il Papa definisce il relativismo imperante. 

Infatti proprio il 23 gennaio 2017, l’arcivescovo di New York, Timothy Dolan (cardinale creato da Benedetto XVI e grande ammiratore di Papa Francesco), ha fatto i complimenti a Trump a nome di tutti i Vescovi americani, per aver finalmente ripristinato il provvedimento “Mexico City Policy”, che vieta il versamento di fondi federali all’International Planned Parenthood Federation, la multinazionale degli infanticidi.    

Fonti

http://www.breitbart.com/big-government/2017/01/22/pope-francis-warns-judging-trump-hastily/

http://www.uccronline.it/2017/01/24/l87-dei-cattolici-usa-sostiene-francesco-e-il-52-vota-trump/

https://noalsatanismo.wordpress.com/2017/01/25/vescovi-cattolici-ringraziano-trump-per-divieto-sovvenzioni-a-planned-parenthood-che-sostiene-la-politica-cinese-dell-aborto-forzato/

Conversione di San Paolo Apostolo: preghiere e riflessioni dei Santi

25 gennaio, Conversione di San Paolo Apostolo http://www.santiebeati.it/dettaglio/2070

O Dio, che hai illuminato tutte le genti con la parola dell’apostolo Paolo, concedi anche a noi, che oggi ricordiamo la sua conversione, di essere testimoni della tua verità e di camminare sempre nella via del Vangelo, Per Cristo Nostro Signore.

“Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, dei quali io sono il primo. Ma appunto per questo ho ottenuto misericordia, perché Gesù Cristo ha voluto dimostrare in me, per primo, tutta la sua magnanimità, a esempio di quanti avrebbero creduto in Lui per avere la vita eterna. Al Re dei secoli incorruttibile, invisibile e unico Dio, onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen”. (San Paolo, 1 Lettera a Timoteo, cap 1, 15).

Questa festa, istituita in Galilea nel secolo VIII in occasione della traslazione di alcune reliquie dell’apostolo, entrò nel calendario romano solo sul finire del secolo X. La «conversione» di san Paolo, fermato da Cristo sulla via di Damasco, sta alla base di molti e importanti elementi della sua dottrina, in particolare del tema della potenza della grazia divina, capace di trasformare il feroce Saulo persecutore della Chiesa nell’«Apostolo» per eccellenza. Questa conversione è certamente uno dei più importanti avvenimenti della storia della Chiesa, che è debitrice a Paolo dello slancio dell’ evangelizzazione tra i pagani, e della prima riflessione teologica sul messaggio cristiano.

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Statua di SAN PAOLO, in S. Giovanni in Laterano, Roma

Sant’Agostino (354-430), vescovo d’Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa
Discorso 279

Il persecutore trasformato in predicatore

Dall’alto dei cieli la voce di Cristo ha travolto Saulo: egli ha ricevuto l’ordine di non continuare le persecuzioni, è caduto faccia a terra. Bisognava che fosse prima atterrato e poi rialzato; prima colpito, poi guarito. Poiché Cristo non sarebbe mai vissuto  con lui, se Saulo non fosse morto alla sua precedente vita di peccato. Caduto a terra, cosa sente? “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? Duro è per te ricalcitrare contro il pungolo” (At 26,14). E lui risponde: “Chi sei, o Signore?” Allora la voce dall’alto continua: “Io sono Gesù, che tu perseguiti”. Le membra sono ancora sulla terra, il capo grida dall’alto dei cieli; non dice: “Perché perseguiti i miei servi?”, ma “Perché mi perseguiti?”

      E Paolo, che aveva messo tutto il suo zelo nel perseguitare, si dispone a obbedire: “Cosa vuoi che io faccia?” Già  il persecutore è trasformato in predicatore, il lupo si trasforma in pecora, il nemico in difensore. Paolo comprende ciò che deve fare: se è diventato cieco, se la luce del mondo gli è stata tolta per un periodo, è per far brillare nel suo cuore la luce interiore. La luce è tolta al persecutore per essere ridata al predicatore; nel momento stesso in cui non vedeva più nulla di questo mondo, ha visto Gesù. E’ un simbolo per i credenti: chi crede in Cristo deve fissare su di Lui lo sguardo dell’anima, senza tener conto delle cose esteriori…

SANTA TERESA DI LISIEUX trova la sua vocazione, leggendo le LETTERE DI SAN PAOLO APOSTOLO

Therese de Lisieux

“Siccome le mie immense aspirazioni erano per me un martirio, mi rivolsi alle lettere di san Paolo, per trovarvi finalmente una risposta. Aprii le lettere di San Paolo per cercare qualche risposta. Mi caddero sotto gli occhi i capitoli 12 e 13 della prima lettera ai Corinzi.
Nel primo lessi che non tutti possono essere apostoli, profeti, dottori ecc… che la Chiesa è composta da diverse membra e che l’occhio non potrebbe essere al tempo stesso la mano. La risposta era chiara ma non appagava i miei desideri, non mi dava pace. Come la Maddalena chinandosi continuamente sul sepolcro vuoto finì per trovare quello che cercava, così, abbassandomi fino alle profondità del mio nulla, mi elevai tanto in alto che riuscii a raggiungere il mio scopo…
Therese de LisieuxSenza scoraggiarmi continuai la lettura e questa frase mi rincuorò: «Cercate con ardore i doni più perfetti; ma io vi mostrerò una via ancora più eccellente».
E l’Apostolo spiega come tutti i doni più perfetti non sono niente senza l’Amore… che la Carità è la via eccellente che conduce sicuramente a Dio. Finalmente avevo trovato il riposo!… considerando il corpo mistico della
Chiesa, non mi ero riconosciuta in nessuno dei membri descritti da San Paolo: o meglio, volevo riconoscermi in tutti!

La Carità mi diede la chiave della mia vocazione.
Capii che se la Chiesa aveva un corpo, composto da diverse membra, il più necessario, il più nobile di tutti non le mancava: capii che la Chiesa aveva un cuore e che questo cuore era acceso d’Amore.
Capii che solo l’Amore faceva agire le membra della Chiesa: che se l’Amore si dovesse spegnere, gli Apostoli non annuncerebbero più il Vangelo, i Martiri rifiuterebbero di versare il loro sangue… capii che l’Amore racchiudeva tutte le Vocazioni, che l’Amore era tutto, che abbracciava tutti i tempi e tutti i luoghi!… Insomma che è Eterno!… allora, nell’eccesso della mia gioia delirante ho esclamato: O Gesù mio Amore… la mia vocazione l’ho trovata finalmente! La mia vocazione è l’Amore!… si, ho trovato il mio posto nella Chiesa e questo posto, o mio Dio, sei Tu che me l’hai dato: nel Cuore della Chiesa, mia Madre, sarò l’Amore!”

Preghiera per la conversione

GESÙ, SULLA VIA DI DAMASCO SEI APPARSO A SAN PAOLO
IN UNA LUCE SFOLGORANTE E HAI FATTO SENTIRE LA TUA VOCE
PORTANDO ALLA CONVERSIONE CHI PRIMA TI PERSEGUITAVA.

COME SAN PAOLO, MI AFFIDO OGGI ALLA POTENZA DEL TUO PERDONO,
LASCIANDOMI PRENDERE PER MANO DA TE,
AFFINCHÈ IO POSSA USCIRE DALLE SABBIE MOBILI
DELL’ORGOGLIO E DEL PECCATO,
DELLA MENZOGNA E DELLA TRISTEZZA,
DELL’EGOISMO E DI OGNI FALSA SICUREZZA,
PER CONOSCERE E VIVERE LA RICCHEZZA DEL TUO AMORE.

MARIA MADRE DELLA CHIESA,
MI OTTENGA IL DONO DELLA VERA CONVERSIONE
PERCHÈ QUANTO PRIMA SI REALIZZI L’ANELITO DI CRISTO
“UT UNUM SINT” (AFFINCHÈ SIANO UNA COSA SOLA)

SAN PAOLO, INTERCEDI PER NOI.

Paolo sopportò ogni cosa per amore di Cristo

Dalle «Omelie» di san Giovanni Crisostomo, vescovo20400e
Che cosa sia l’uomo e quanta la nobiltà della nostra natura, di quanta forza sia capace questo essere pensante, lo mostra in un modo del tutto particolare Paolo. Ogni giorno saliva più in alto, ogni giorno sorgeva più ardente e combatteva con sempre maggior coraggio contro le difficoltà che incontrava. Alludendo a questo diceva: Dimentico il passato e sono proteso verso il futuro (cfr. Fil 3, 13). Vedendo che la morte era ormai imminente, invita tutti alla comunione di quella sua gioia dicendo: «
Gioite e rallegratevi con me» (Fil 2, 18). Esulta ugualmente anche di fronte ai pericoli incombenti, alle offese e a qualsiasi ingiuria e, scrivendo ai Corinzi, dice: Sono contento delle mie infermità, degli affronti e delle persecuzioni (cfr. 2 Cor 12, 10). Aggiunge che queste sono le armi della giustizia e mostra come proprio di qui gli venga il maggior frutto, e sia vittorioso dei nemici. Battuto ovunque con verghe, colpito da ingiurie e insulti, si comporta come se celebrasse trionfi gloriosi o elevasse in alto trofei. Si vanta e ringrazia Dio, dicendo: Siano rese grazie a Dio che trionfa sempre in noi (cfr. 2 Cor 2, 14). Per questo, animato dal suo zelo di apostolo, gradiva di più l’altrui freddezza e le ingiurie che l’onore, di cui invece noi siamo così avidi. Preferiva la morte alla vita, la povertà alla ricchezza e desiderava assai di più la fatica che non il riposo. Una cosa detestava e rigettava: l’offesa a Dio, al quale per parte sua voleva piacere in ogni cosa.
Godere dell’amore di Cristo era il culmine delle sue aspirazioni e, godendo di questo suo tesoro, si sentiva più felice di tutti. Senza di esso al contrario nulla per lui significava l’amicizia dei potenti e dei principi. Preferiva essere l’ultimo di tutti, anzi un condannato, però con l’amore di Cristo, piuttosto che trovarsi fra i più grandi e i più potenti del mondo, ma privo di quel tesoro. Il più grande ed unico tormento per lui sarebbe stato perdere questo amore.

 

S.Francesco di Sales:”Non bisogna lasciarsi scoraggiare dalle chiacchere della gente”

San Francesco di Sales, Dottore della Chiesa, Filotea, Parte IV, Capitolo I

NON BISOGNA LASCIARSI SCORAGGIARE DALLE CHIACCHIERE DELLA GENTE

Appena la gente si accorgerà che hai deciso di seguire la vita devota, scoccherà contro di te mille frecciatine di compatimento e altrettanti dardi di pesante maldicenza: i più arrabbiati daranno al tuo cambiamento il nome di ipocrisia, di bigotteria, di tradimento; diranno che il mondo ti ha voltato le spalle ed allora ti sei consolata volgendoti a Dio; i tuoi amici poi, da parte loro, si affretteranno a sommergerti di rimproveri, tanto prudenti e pieni di carità, a loro avviso. Sanno già che diventerai triste, perderai credito di fronte alla gente, sarai insopportabile, invecchierai prima del tempo, le cose di casa tua andranno a rotoli; ti ricorderanno che bisogna vivere nel mondo stando alle sue regole, che l’anima si può salvare anche senza tante storie; e simili sciocchezze.

Filotea, credimi, sono tutte chiacchiere stupide e inutili; a quella brava gente non importa proprio niente né della tua salute, né dei tuoi affari.

Se voi foste del mondo, dice il Salvatore, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma siccome voi non siete del mondo, vi odia.

Ho visto gentiluomini e dame passare intere notti di seguito a giocare agli scacchi e alle carte. Esiste forse un’occupazione più vuota, più triste e più massacrante di quella? Eppure la brava gente non mette parola: gli amici non se ne sono minimamente preoccupati; se invece noi facciamo un’ora di meditazione, oppure ci vedono alzarci al mattino un po’ più presto per prepararci alla santa Comunione, tutti si precipitano dal medico per farci curare dallo stato ansioso e dall’itterizia. Passa trenta notti a ballare e nessuno troverà da ridire; per la sola veglia della notte di Natale, il giorno dopo, chi ha la tosse e chi il mal di pancia.

Chi non si accorge subito che il mondo è un giudice ingiusto? Gentile ed accomodante con i suoi figli, ma duro e senza pietà per i figli di Dio.

Per andare a genio al mondo dobbiamo andare a braccetto con lui. E poi non riesci ad accontentarlo nemmeno lo stesso perché è matto: è venuto Giovanni, dice il Salvatore, che non mangia e non beve e voi dite che ha il diavolo; è venuto il Figlio dell’uomo che mangia e beve e voi dite che è un samaritano.

E’ proprio vero, Filotea, se per far piacere agli altri, ci lasciamo andare a ridere, a giocare, a ballare con la gente di mondo, il mondo ne sarà scandalizzato; se non lo facciamo ci accuserà  di essere ipocriti e tristi; se ci vestiamo bene, penserà che abbiamo un motivo nascosto; se andiamo alla buona, ci farà passare per gente senza educazione; la nostra allegria sarà per lui dissolutezza, la mortificazione, tristezza; ci guarda tanto di traverso che per quanto ci sforziamo, non gli andremo mai a genio.

Le nostre imperfezioni le ingigantisce e le classifica peccati, i nostri peccati veniali li fa mortali; i nostri peccati di debolezza li trasforma in peccati di malizia. Dovrebbe invece sapere, come dice S. Paolo, la carità è benigna, il mondo, al contrario, è cattivo; dovrebbe sapere anche che la carità non pensa male; al contrario, il mondo pensa sempre male, e se proprio non gli riesce di accusare le nostre azioni, accusa le nostre intenzioni. I montoni possono avere le corna o non averle, essere bianchi o essere neri, il lupo, appena gli riuscirà, li sbranerà.

E’ un po’ la stessa cosa per noi fare quello che vogliamo, il mondo ci farà sempre guerra; se ci fermiamo un po’ davanti al confessore, si chiederà che cosa gli stiamo raccontando; se invece ci sbrighiamo, dirà che abbiamo taciuto metà! Sorveglierà tutti i nostri movimenti e per un piccolo scatto di collera dirà che siamo insopportabili; la cura dei nostri affari la chiamerà avarizia, la nostra dolcezza, stupidità; quanto ai figli del mondo, la loro collera è sincerità, la loro avarizia abilità amministrativa; le libertà che si prendono, franchezza: i ragni rovinano sempre l’opera delle api!

Filotea, lasciamo perdere questo cieco: lascialo urlare finché non si stancherà, come fa il barbagianni per spaventare gli uccelli del giorno. Restiamo fermi nei nostri propositi, sarà la perseveranza a dimostrare che è sul serio e con sincerità che ci siamo votati a Dio e incamminati nella vita devota.

Le comete e i pianeti hanno apparentemente la stessa luminosità; solo che le comete scompaiono in poco tempo, perché hanno soltanto una luminosità transitoria, mentre i pianeti godono di una luce continua; lo stesso si può dire dell’ipocrisia e della virtù; esternamente si assomigliano molto, ma volendo, si possono distinguere con sicurezza l’una dall’altra: l’ipocrisia non dura nel tempo e si scioglie come nebbia al sole, mentre la virtù autentica rimane stabile e costante.

Non è un vantaggio da poco, per ben cominciare il cammino della devozione, ricevere calunnie e improperi: evitiamo, in tal modo, il pericolo della vanità e dell’orgoglio, che sono come le levatrici d’Egitto, cui l’infernale Faraone aveva dato l’ordine di uccidere i nati maschi di Israele il giorno stesso della nascita.

Noi siamo crocifissi per il mondo e il mondo è crocifisso per noi; il mondo ci considera pazzi? e noi consideriamolo matto!39689be69f9b79df50e53fcbd6c75b64

San Francesco di Sales: la virtù della Gioia cristiana sconfigge tristezza e agitazione

COME VINCERE LA  TRISTEZZA – San Francesco di Sales – Filotea, Parte IV
Capitolo XII

Dice S. Paolo che la tristezza secondo Dio opera la penitenza per la salvezza; la tristezza del mondo, invece, opera la morte. La tristezza può essere quindi buona o cattiva: dipende dagli effetti che produce in noi. E’ certo che ne fa più di cattivi che di buoni, perché di fatto i buoni effetti sono soltanto due: la misericordia e la penitenza; quelli cattivi invece sono sei: l’angoscia, la pigrizia, lo sdegno, la gelosia, l’invidia, l’impazienza. Il che ha fatto dire al Saggio: La tristezza ne uccide molti e non giova a nulla; infatti contro due soli rigagnoli buoni che zampillano dalla sorgente della tristezza, ce ne sono sei di cattivi!

Il nemico si serve della tristezza per portare le sue tentazioni contro i buoni; da un lato cerca di rendere allegri i peccatori nei loro peccati, e dall’altro cerca di rendere tristi i buoni nelle loro opere buone; e come non gli riuscirebbe di attrarre al male se non presentandolo in modo piacevole, così non potrebbe distogliere dal bene se non facendolo trovare sgradevole.

Il maligno gode nella tristezza e nella malinconia, perché lui è, e lo sarà per l’eternità, triste e malinconico; per cui vorrebbe che tutti fossero così!  

La cattiva tristezza turba l’anima, la mette in agitazione, le dà paure immotivate, genera disgusto per l’orazione, assopisce e opprime il cervello, priva l’anima di consiglio, di proposito, di senno, di coraggio e fiacca le forze. In conclusione, è come un duro inverno che cancella tutta la bellezza della terra e manda in letargo gli animali; infatti la tristezza toglie ogni bellezza all’anima e la rende quasi paralizzata e impotente in tutte le sue facoltà.
Filotea, se mai dovesse capitarti di essere afflitta da questa cattiva tristezza, metti in atto i seguenti rimedi. Dice S. Giacomo: Se qualcuno è triste, preghi: la preghiera è il rimedio più efficace perché innalza lo spirito a Dio, nostra unica gioia e consolazione; nella preghiera poi, serviti di affetti e parole interiori ed esteriori, che portano alla fiducia e all’amore di Dio, come: 0 Dio di misericordia, mio buon Signore, Salvatore mio misericordioso, Dio del mio cuore, mia gioia, mia speranza, mio caro Sposo, Amore dell’anima mia, e simili.
Combatti con forza la tendenza alla tristezza; e anche se hai l’impressione che tutto quello che stai facendo in quel frangente rimanga distante e freddo, triste e fiacco, non rinunciare a farlo; il nemico che vuole per mezzo della tristezza far morire le nostre buone opere, vedendo che non sospendiamo di farle, e che compiute con sforzo valgono di più, cesserà di tormentarci.
Canta dei canti spirituali; spesso il maligno abbandona il campo di fronte a quest’arma. Un esempio ci viene dallo spirito maligno che assediava e possedeva Saul, la cui violenza era dominata soltanto dalla salmodia.
E’ cosa buona occuparsi in atti esteriori e variarli più che possiamo, per distrarre l’anima dall’oggetto della tristezza, purificare e riscaldare gli spiriti; questo perché la tristezza è una passione fredda e arida.
Compi atti esteriori di fervore, anche se non ci trovi alcuna attrattiva: abbraccia il Crocifisso stringendolo al cuore, baciagli i piedi e le mani, alza gli occhi e le mani al cielo, indirizza la tua Voce a Dio con parole di amore e di fiducia simili a queste: Il mio Amore è mio e io sono sua. Il mio Amore è come un mazzetto di mirra che riposa sul mio seno. I miei occhi si posano su di te, o mio Dio, e dicono: Quando mi consolerai? 0 Gesù, sii Gesù per me; Viva Gesù, e anche la mia anima vivrà. Chi mi separerà dall’amore del mio Dio? E simili.
La disciplina moderata è buona contro la tristezza, perché questa mortificazione esteriore volontaria, chiama la consolazione interiore e l’anima, provando dolori dal di fuori, si distrae da quelli che l’affliggono di dentro.
La frequenza alla Santa Comunione è ottimo rimedio; perché questo pane celeste dà forza al cuore e gioia allo spirito.
Manifesta tutti i tuoi sentimenti, gli affetti, i pensieri alla tua guida e confessore, con umiltà e sincerità; cerca la conversazione di persone spirituali e frequentale più che puoi in tali circostanze.
In conclusione, rimettiti tra le mani di Dio, e preparati a sopportare con pazienza questa fastidiosa tristezza, come giusta punizione per le tue stupide gioie; e sii certa che Dio, dopo averti messa alla prova, ti libererà da questo male.4374877_53c46
L’AGITAZIONE – S. Francesco di Sales: La Filotea: Parte IV – Dal Cap. XI
L’agitazione non è una semplice tentazione, ma una fonte dalla quale e a causa della quale ci vengono molte tentazioni: per questo te ne parlo un po’.
La tristezza è la sofferenza di spirito che noi proviamo per il male che si trova in noi contro la nostra volontà, sia che si tratti di un male esteriore, come povertà, malattia, disprezzo, oppure anche interiore, come ignoranza, aridità, ripugnanza, tentazione.
Quando l’anima avverte in sé un male, prova contrarietà: questa è la tristezza; subito desidera liberarsene e cerca il mezzo per disfarsene; fin qui ha ragione, perché ciascuno, per natura, tende al bene e fugge ciò che reputa male.
Se l’anima cerca i mezzi per liberarsi dal suo male per amore di Dio, li cercherà con pazienza, dolcezza, umiltà e serenità, aspettando la propria liberazione più dalla bontà e dalla Provvidenza di Dio che dai propri sforzi, dalle proprie capacità e dalla propria diligenza. Se invece cerca la propria liberazione per amor proprio, si agiterà e si altererà nella ricerca dei mezzi, come se dipendesse più da lei che da Dio: non dico che lo pensi, ma si comporta come se lo pensasse.
Se non trova subito quello che sta cercando, entra in uno stato di grande agitazione ed impazienza, che non le tolgono il male, ma anzi lo peggiorano; l’anima entra in uno stato di angoscia e smarrimento senza confini, con un tale cedimento del coraggio e della forza, che le sembra che il suo male sia senza rimedio. A questo punto la tristezza, che in partenza era giusta, genera l’agitazione; e l’agitazione in seguito aumenta la tristezza, il che è molto pericoloso.
L’agitazione è uno dei mali peggiori che possa colpire l’anima, eccettuato il peccato. Allo stesso modo che le sedizioni e i turbamenti interni di uno Stato lo rovinano completamente e lo rendono incapace di opporre resistenza agli aggressori esterni, così il nostro cuore, quando è turbato e agitato dentro di sé, perde la forza di conservare le virtù che aveva acquistato e, nello stesso tempo, perde anche la capacità di resistere alle tentazioni del nemico, il quale, come dice il proverbio, in tal caso, si impegna a fondo per pescare in acque torbide.
L’agitazione viene da un desiderio smodato di liberarci dal male che ci opprime o di acquistare il bene che speriamo; tuttavia nulla peggiora il male e allontana il bene quanto l’agitazione e la precipitazione. Gli uccelli rimangono presi nelle reti e nei lacci, soprattutto perché quando vi si impigliano, si dibattono e si agitano disperatamente per venirne fuori, e così si inviluppano sempre più.
Quando dunque sentirai il desiderio di essere liberata da qualche male e di pervenire a qualche bene, prima di tutto mettiti calma e serena, fa calmare il tuo intelletto e la tua volontà, e poi, con moderazione e dolcezza, insegui pure il sogno del tuo desiderio, prendendo con ordine i mezzi idonei; quando dico con moderazione, non intendo dire con negligenza, ma senza precipitazione, senza turbamento e agitazione; diversamente, invece di raggiungere l’oggetto del tuo desiderio, rovinerai tutto e ti troverai peggio di prima.
La mia anima è sempre nelle mie mani, Signore, e non ho dimenticato la Tua legge, diceva Davide.
Rifletti più di una volta al giorno, ma almeno sera e mattina, se è vero che hai il dominio della tua anima; esaminati per renderti conto se non te l’abbia sottratta qualche passione o l’agitazione. Mantieni il cuore ai tuoi ordini, oppure ti è sfuggito di mano per impegolarsi in qualche passione sregolata di amore, di odio, di invidia, di ingordigia, di paura, di noia, di gioia? Se per caso si fosse smarrito, prima di tutto, trovalo!
Riportalo con garbo alla presenza di Dio, e sottoponi di nuovo i tuoi affetti e i tuoi desideri all’obbedienza e alla guida della sua divina volontà. Dobbiamo comportarci come coloro che temono di perdere qualche cosa che sta loro molto a cuore e la tengono molto stretta. Seguendo il grande Re Davide, diremo: Mio Dio, la mia anima è in pericolo, ecco perché la tengo sempre stretta nella mia mano; e così non ho dimenticato la tua legge.
Per piccoli che siano e di poca importanza, non permettere ai tuoi desideri di provocare agitazione in te; e sai perché? ai piccoli seguiranno quelli più grandi e quelli più impegnativi e troveranno il tuo cuore già aperto al turbamento e al disordine.
Quando ti accorgerai che stai per cadere nell’agitazione, raccomandati a Dio e decidi di non fare assolutamente nulla di quanto pretende da te il desiderio, finché l’agitazione non sia completamente sopita, a meno che non si tratti di cosa che non può essere differita; nel qual caso, con un impegno dolce e sereno, devi contenere la spinta del tuo desiderio, controllandolo e moderandolo nella misura del possibile, e realizza quello che devi realizzare non seguendo il tuo desiderio, ma seguendo la ragione.
Se puoi manifestare la tua agitazione -a chi ha la guida della tua anima, o almeno a qualche amico nel quale hai fiducia, ma che sia devoto, fallo senza esitazione: presto ritroverai la calma perché la comunicazione delle sofferenze del cuore fa all’anima lo stesso effetto che il salasso al corpo di chi ha una febbre insistente: è il rimedio dei rimedi.
S. Luigi di Francia diceva al figlio: ” Se hai nel cuore un malessere, dillo subito al tuo confessore o ad una brava persona, e così il tuo male diverrà leggero per il conforto che ne hai avuto “.
Fonte

Vescovi cattolici ringraziano Trump per divieto sovvenzioni a Planned Parenthood, che sostiene la politica cinese dell’ aborto forzato

Nella mattinata di 23 gennaio 2017, Giornata di preghiera per la protezione giuridica dei bambini non nati, il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump ha ripristinato la “Mexico City Policy”, ovvero un provvedimento volto ad impedire che fondi federali americani contribuiscano al finanziamento di organizzazioni internazionali che forniscono o promuovono l’aborto. Annunciato a Città del Messico nel 1984 dalla presidenza Reagan durante una conferenza delle Nazioni Unite, è stato revocato dal presidente Clinton, reintegrato dal secondo presidente Bush, e infine di nuovo annullato dal presidente Obama. La delibera di Trump comporta il ritiro, tra le altre, delle sovvenzioni alla International Planned Parenthood Federation (Federazione Internazionale Genitorialità Pianificata), organismo che opera in favore delle legislazioni abortiste e di politiche per il controllo demografico coercitivo.upload560c0fd12e2ab

Questa storica decisione, annunciata il giorno seguente il 44esimo anniversario di una contestata sentenza con cui la Corte Suprema degli Stati Uniti sanciva il “diritto” all’aborto delle donne americane anche in assenza di motivazioni di salute, è stata accolta con profonda gioia da chi si batte per la Vita e per i veri diritti delle donne.

Reggie Littlejohn, attivista pro-vita e presidente della Women’s Rights Without Frontiers. Da anni è impegnata a denunciare e combattere l’aborto in Cina e soprattutto l’aborto selettivo dei feti femminili. Davanti alla decisione di Trump ha dichiarato: “Siamo felicissimi che i dollari dei contribuenti statunitensi cesseranno di andare all’ International Planned Parenthood, che lavora mano nella mano con il Partito comunista cinese nel suo brutale programma di controllo coercitivo della popolazione in Cina, che include l’aborto forzato e la sterilizzazione delle donne.

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Cina: Donna costretta ad abortire al 7 mese, guarda il proprio bambino ucciso

 La Cina è stato il secondo paese a diventare ufficialmente riconosciuto come membro qualificato della International Planned Parenthood Federation (IPPF).  Abbiamo pubblicato una lettera aperta all’allora presidente eletto Trump, chiedendogli di indagare e, in definitiva, di definanziare l’ International Planned Parenthood per via della sua connivenza con queste atrocità verso i diritti delle donne. Questa è una vittoria enorme per tutti coloro che hanno lavorato così duramente per porre fine agli abusi perpetuati dalla IPPF e per alleviare le sofferenze delle donne e dei bambini in Cina”. 

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Partito comunista cinese: Donna arrestata e costretta ad abortire

La lettera aperta è una pesante denuncia delle attività dell’organizzazione, che sin dai primi anni Ottanta, ha sostenuto  la politica coercitiva cinese del figlio unico. Questa politica (che oggi  è divenuta politica dei due figli) è responsabile per 23 milioni di aborti ogni anno, sterilizzazioni ed innumerevoli altre sofferenze. Incalzando il Presidente a condurre un’indagine ad ampio raggio sulla IPPF e sui suoi rapporti con la China Family Planning Association, Reggie Littlejohn descrive gli orrori commessi nei confronti delle donne cinesi e coglie le amare contraddizioni di tali fondazioni che si offrono al pubblico come paladine della “libera scelta”, quando in realtà l’aborto forzato è tutt’altro che una decisione delle donne che lo subiscono. “Se l’International Planned Parenthood si batte per una ‘scelta’, perché lavorano fianco a fianco con la macchina del controllo coercitivo della popolazione operato dal Partito comunista cinese?” chiede l’attivista.

I vescovi degli Stati Uniti hanno applaudito l’atto esecutivo di Trump, con il cardinale Timothy Dolan, presidente del Comitato per le Attività Pro-Vita della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, che ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Ci complimentiamo per la decisione del presidente Trump di oggi, di ripristinare la Mexico City Policy, che proibisce l’uso  dei fondi dei contribuenti da parte di organizzazioni non governative straniere che promuovono o eseguono aborti all’estero (spesso in violazione delle stesse leggi del paese ospitante); si tratta di un passo positivo verso il ripristino e il rafforzamento di importanti politiche federali che rispettino il diritto umano più fondamentale, quello alla vita, così come il persistente, bipartisan consenso contro la costrizione degli americani a prender parte al violento atto dell’aborto”.

Fonti:

Lettera aperta a Trump di Reggie Littlejohn, attivista pro-vita e presidente della Women’s Rights Without Frontiers

http://www.womensrightswithoutfrontiers.org/blog/open-letter-to-pres-elect-trump-investigate-international-planned-parenthood/

http://www.asianews.it/notizie-it/Trump,-proibiti-i-finanziamenti-federali-alle-Ong-internazionali-pro-aborto-39750.html

http://www.notizieprovita.it/notizie-dal-mondo/planned-parenthood-touche-da-un-ordine-esecutivo-di-trump/

Gravissimo furto di S.Ostie consacrate in chiesa a Ferrara, l’ombra delle sette sataniche

Ferrara, 23 gennaio 2017 – Un gravissimo furto sacrilego nella chiesa di Santa Chiara in Corso Giovecca a Ferrara. Ne ha dato notizia ieri pomeriggio l’arcivescovo Luigi Negri al termine della messa celebrata in onore dei santi di Casa d’Este. Prima della benedizione finale il capo della diocesi è infatti tornato al microfono per annunciare, indignato e triste, che «da una chiesa della nostra Diocesi è stata sottratta una pisside contenente molte ostie consacrate». Terribile gesto” che “offende gravemente Dio e lacera in profondità il cuore della nostra comunità”, perché “non c’è nulla di più prezioso, nella Chiesa di Dio, della Santa Eucarestia”.

Le ipotesi che egli stesso fa del loro utilizzo «sono le peggiori». «E’ un dolore, ha aggiunto, che colpisce e addolora il cuore. In queste ore ho perduto la pace». Rivolgendosi poi a chi ha compiuto l’atto blasfemo, ha commentato: «Riprendendo ciò che affermò Gesù, anch’io dico ‘meglio per lui che non fosse mai nato’». Il vescovo Luigi Negri ha fatto pubblicare sul bollettino ecclesiastico  il decreto numero 6 del 2017 per far sapere come intende riparare alla profanazione di un furto di una pisside con ostie consacrate avvenuto nella chiesa di Santa Chiara in corso Giovecca.

“Con animo tribolato e ferito dai sentimenti più gravi – si legge nel decreto episcopale -, abbiamo appreso del furto sacrilego della pisside contenente le sacre particole consacrate che ha interessato la chiesa di Santa Chiara in corso Giovecca”, che custodisce le spoglie di suor Veronica del SS. Sacramento. “Questa coscienza – prosegue mons. Negri – sia l’occasione per recuperare, in tutte le nostre comunità, con rinnovato slancio, l’amore e la vera devozione della Santa Eucarestia che l’ultimo Concilio ha ribadito essere fonte e culmine di tutta la vita cristiana”.

Nel decreto si dispone che in tutte le parrocchie e case religiose e, dove possibile, nelle associazioni e nei movimenti ecclesiali, sia celebrata questa settimana, “favorendo il più possibile la partecipazione del popolo di Dio, almeno una messa penitenziale di riparazione” e si stabilisce che “sia celebrata con tutte le comunità che utilizzano stabilmente quegli ambienti la messa penitenziale di riparazione” nella chiesa di Santa Chiara sabato 28 gennaio alle 18, messa che presiederà lo stesso vescovo.

Al temine della messa ci sarà una processione eucaristica che terminerà nella Chiesa di Santa Maria in Vado, “il santuario del Prodigioso Sangue”.

In questa settimana inoltre “siano favorite catechesi ed adorazioni eucaristiche e tutti quegli incontri che approfondiscano la fede cattolica nella Sacra Eucarestia” di cui la diocesi si farà promotrice.

Mons. Negri, molto scosso per l’incredibile accaduto, ha poi invitato i fedeli a pregare la Madonna delle Grazie «perché ci restituisca il Signore» e i santi estensi ai quali, come si accennava, era dedicata la messa, molto partecipata. Essa non è stata certamente celebrata – ha soggiunto – per una sorta di esaltazione della casata («la storia ha individuato su essa fasci di luce e fasci di tenebre») quanto per testimoniare l’esperienza di fede dei santi estensi che hanno avuto «un’ammirabile varietà di carismi»: San Contardo e i beati Beatrice I monaca benedettina, Beatrice II (fondò il monastero di Sant’Antonio in Polesine, è oggetto di notevole culto), Beatrice III (già regina di Ungheria) e Carlo I d’Asburgo.preghiera-angelo-a-fatima

Fonti

http://www.ilrestodelcarlino.it/ferrara/cronaca/furto-ostie-consacrate-1.2836212

http://www.estense.com/?p=594323

Satanisti marciano contro Trump a Washington e organizzano il più squallido “evento messa nera” a Los Angeles

Il 22 gennaio 2017, alla “Marcia nazionale delle donne” contro il nuovo presidente Donald Trump a Washington, in USA, hanno partecipato anche seguaci della ormai tristemente nota setta americana Tempio satanico, che si definiscono “satanisti atei razionalisti”… Nel video, potete vedere la satanista mascherata che risponde alla giornalista che la intervista: ” Mi chiedi perchè sono contro Trump? Trump vuole negare i nostri diritti, vuole negare anche i tuoi..”

Il riferimento ovviamente è alle promesse del neoeletto Presidente Trump di fare leggi contro l’aborto e togliere fondi governativi al colosso delle cliniche abortiste Planned Parenthoood: aborto e matrimoni gay per i satanisti sono  “riti sacri”, come affermato più volte da Doug Mesner, leader fondatore della setta Tempio Satanico, ecco spiegato l’odio dei satanisti razionalisti contro Trump. Il fatto che a poche ore dall’insediamento il presidente Donald Trump abbia già dato mandato alle agenzie governative di congelare l’ OBAMACARE -la riforma sanitaria che, tra le altre cose, vieta l’obiezione di coscienza e impone anche alle istituzioni religiose di finanziare aborto e contraccettivi ai dipendenti-, è un segnale significativo. Così come la sparizione della sezione Lgbt dal sito web della Casa Bianca. La Conferenza episcopale americana è intervenuta proprio il 20 gennaio 2017 e Trump ne ha parlato spesso in campagna elettorale: «Abrogheremo e sostituiremo la disastrosa Obamacare che dà il controllo statale sulla vita dei cittadini. E’ un disastro e tutti lo sanno». La notizia  è che Trump si è già attivato contro di essa. Legata a questa promessa, Trump si è anche impegnato a rendere legge permanente l’emendamento Hyde per proteggere i contribuenti dal dover pagare le tasse per le interruzioni di gravidanza.

Satanisti &c. se ne dovranno fare una ragione, le cose in USA stanno cambiando e speriamo che Donald Trump, non di certo un santo ma deciso a voltare le spalle al fallimentare governo Obama, continui a mantenere le promesse di tutelare i diritti dei cristiani ed i valori fondamentali della vera democrazia:  il rispetto per la vita nascente e per la vera famiglia, diritti inviolabili che con Obama sono stati sempre calpestati.

Satanisti e femministe e lobby gay  sono furiosi contro Trump, che sta minacciando  i loro comodi intrighi col potere: i satanisti della setta  Tempio satanico, per raccogliere fondi per la loro causa (cioè promuovere l’aborto e sostenere matrimoni e adozioni  gay, ideologia Gender e “doposcuola satanici” nelle scuole americane) hanno organizzato l’evento messa nera pubblico più grande che si sia mai visto finora, a Los  Angeles la notte di sabato 14 gennaio 2017, con biglietti speciali di entrata per Vip; la serata è iniziata con una commedia intavolata dal politico satanista Steve Hill del Partito Democratico, che si è candidato al Senato nel 21 ° distretto della California nel 2016.satanist2batheist2bsteve2bhill2bis2brunning2bfor2bcalifornia25e225802599s2bstate2bsenate

‘Sono un satanista per quanto riguarda il tentativo di convincere la gente a capire che non credo in Dio come non credo nel diavolo’ ha detto il politico Steve Hill  a Time Magazine, ‘Tutto questo è stupido. Ma se devo dire alla gente che sono il diavolo per farmi ascoltare, OK, io sono il diavolo! ‘.  Insomma,  il politico satanista Steve Hill  ha voluto dire che “Il fine giustifica i mezzi”: vecchio muffo sistema diabolico, che non fa per niente ridere, ma che ricorda da vicino l’ideologia delle dittature assassine del XX secolo. satana-baphomet-los-angelesIl grande “evento messa nera” di Los Angeles  ha comportato la partecipazione di tutti i presenti a tre rituali – un rito di distruzione, un rituale di invocazione a satana, (raffigurato da un enorme simulacro di Satana caprone Baphomet tutto verde, con seni femminili e organi maschili: simbolo dell’ideologia Gender) e un rituale sacrificale di salasso  (vampirismo)- il tutto condito da musica satanica dal vivo, sesso & droga & rock’n’roll (molta più droga, per sopportare lo scempio di cotali ‘riti’…).

Gli ospiti al party satanico sono stati intrattenuti per 45 minuti di lezione su gatti demoniaci dallo scrittore, fotografo e esperto di occulto dottor Paul Koudounaris, che ha anche illustrato i suoi studi in merito agli incontri sessuali tra i vivi e i morti. Sicuramente ad ascoltarlo, di morti nello spirito ce n’erano già parecchi…

Una cosa è certa: i satanisti del Tempio satanico hanno brandito sul palco i simboli massonici del regime comunista, falce martello ed anche piede di porco che, trattandosi di satana, non poteva mancare nell’habitat  dei  fanatici anticristiani. Portate i vostri propri strumenti: Alcuni degli artisti di massa neri sono stati visti brandendo un martello, un martello e un piede di porco

Dall’altro lato, assistiamo ad inquietanti estremismi opposti in USA: simpatizzanti neonazisti che inneggiano a Donald Trump, e sappiamo che gli estremismi sono sempre sbagliati. Infatti come vi sono i satanisti della sinistra politica (la setta Tempio satanico è l’esempio più evidente), vi sono anche i satanisti di estrema destra neonazisti (setta Satanismo spirituale, nata proprio in Usa da uno dei leader del Partito neonazista americano, Cliff Herrington insieme alla moglie ‘sacerdotessa di satana’ Andrea Herrington alias Maxine Dietrich, fondatori della ‘Joy of satan organization’, fortemente razzista, antisemita ed anticristiana). 

Papa Francesco ha augurato a Trump di farsi guidare dai veri “valori etici e spirituali”, non dal ‘populismo’ e speriamo sia davvero così: sia in campo bioetico che in tutte le altre azioni di governo.  Il giuramento del neo eletto Donald Trump su due Bibbie (quella di Abramo Lincoln e quella donatagli da sua madre Mary Anne, quando lui aveva solo nove anni) è avvenuto con la preghiera di diversi leader religiosi, tra cui l’arcivescovo di New York, il cardinale Timothy Dolan. Con la sua scelta di capi religiosi per le preghiere e benedizioni, Trump ha annunciato che vede l’America come un luogo di accoglienza per altre fedi, ma che, nel suo cuore, l’America deve essere un paese cristiano. È vero, ha invitato un rabbino a far parte della benedizione – e il Sabato 21 gennaio ha partecipato ad un servizio di preghiera alla National Cathedral di Washington, DC, che comprendeva i leader di 26 diversi gruppi di fede. Ma nel momento in cui Trump ha tracciato la sua visione per il paese, il Nome di Gesù Cristo è stato invocato più volte! Presidente della Corte Suprema John Roberts amministra il giuramento al presidente degli Stati Uniti Donald Trump come sua moglie Melania Trump tiene la Bibbia e il figlio Barron Trump guarda, sul fronte ovest del Campidoglio il 20 gennaio a Washington.

Fonti

http://www.dailymail.co.uk/news/article-4130702/Los-Angeles-Satanic-Temple-hosts-Black-Mass.html#ixzz4WYT7xXOu

http://www.ncregister.com/blog/mbunson/president-trump-at-inauguration-i-will-never-ever-let-you-down

http://it.radiovaticana.va/news/2017/01/21/papa_a_trump_sue_decisioni_guidate_da_valori_spirituali/1287231

 

“Dallo sciamano alla cartomante: la giustizia irrompe nella giungla dei veggenti”: le truffe del business dell’occultismo

“Dallo sciamano Anastasio alla cartomante Pepita: la giustizia irrompe nella giungla dei veggenti”. E ‘ il titolo della relazione pubblicata in Spagna dal giornale digitale El Confidencial , firmato da Rafael Mendez, dopo l’arresto del veggente Anastacio a Barcellona e della cartomante Pepita Vilallonga, articolo realizzato per InfoRIES (Rete Iberoamericana per lo Studio delle Sette) che si intitola “Le frodi del business multimilionario dell’occulto”.

Anastasio: 4.500 euro per uccidere un coniglio

Anastasio, Anas per gli amici, è un tipo con dell’iniziativa. Nel 2009 aveva intuito che i tarocchi potevano essere un buon affare, e così ha aperto la linea telefonica Tarocchi di Saray. Un business che ha spinto la madre e la moglie a seguirlo nella sua villa alla periferia di Cardenete (520 abitanti, Cuenca).

Gli affari andavano molto bene. I vicini hanno ascoltato la registrazione delle sue chiamate, mentre incauto se ne stava sdraiato su un’amaca vicino alla sua piscina, mentre il suo stile di vita stava crescendo. Ora comprava una roulotte, un altro giorno una Mercedes, viaggi a Disneyland, poi l’acquisto di un appartamento sulla costa di Almeria …Molto sorprendente, per una regione abituata allo spopolamento ed al letargo economico… Dalla sua villa, Anastasio inviava i suoi strumenti pieni di poteri magici in tutta la Spagna.

Una donna lo ha pagato 4.500 euro per l’uccisione di un coniglio di fronte a lei,  è stato per un incantesimo , ha rivelato un vicino di Cardenete.

L’ intera città sa di Ferrero Anastasio Gil e delle sue imprese. Anche se la lastra sulla porta della villetta porta la scritta “casa Canalejas”,  nel villaggio tutti la chiamano “LA CASA DEI PASTICCI”. I vicini si sono abituati a vedere l’esattore o il torero che escono da lì cupi in volto e svuotati nel portafoglio…Si dice che lui e sua moglie siano stati molto amici del sergente della Guardia Civile del popolo.

Si  propone come prete per matrimoni falsi

Tra questi pasticci, il più ricordato è la simulazione di matrimoni. Anastasio ha spesso richiesto la chiave per avere accesso alla cappella di San Antonio da Padova, a tre chilometri dalla città. “Ha detto che doveva andarci per fare un’offerta, o che doveva pregare una particolare novena e poi andare via subito” , ricorda un vicino, che ha chiesto di rimanere anonimo. Gli intervistati raccontano tra qualche risata le assurde vicende di Anastasio, ma hanno timore di rilasciare il proprio nome.

Un giorno un vicino di casa, entrato nella cappella, vide che era stata riempita di composizioni floreali per matrimoni. Il mistero venne svelato poco dopo. “Una notte di pioggia scrosciante, due pakistani chiamarono il parroco del paese per mostrargli una foto in cui Anastasio, vestito  con una tunica bianca, si era messo a  celebrare un matrimonio nella stessa cappella di S. Antonio”.

Anastasio dunque celebrava matrimoni “magici”, illecitamente spacciandosi per “sacerdote cattolico”,  ma in cambio di un importo di circa 6.000 euro, il che allarmò i cittadini pakistani. Non tutti i matrimoni celebrati da Anastasio, infatti,  venivano regolarmente registrati e i pakistani erano sulle tracce di Anastasio. Ma il caso venne chiuso senza responsabilità penale: Anastasio godeva di facoltose coperture…

Auto, moto … ed anche un appartamento, estorto con la frode ad una cliente

Nel 2010, più o meno quando emerse il pasticcio dei falsi matrimoni, E.A. Maria, una donna anziana di Tenerife, chiamò il numero dei Tarocchi di Saray, perché pubblicizzato sul televideo e seguito da quasi tutta la Spagna. La madre di Anastasio faceva la sua parte al telefono 806 con una fatturazione galoppante e ai telespettatori raccomandava suo figlio come un grande guaritore…. Anastasio andava da Maria a Tenerife, Maria si recava nella villa di Anastasio a Cardenete: così andò avanti il loro rapporto “sciamanico” per circa un anno e mezzo, perchè l’anziana Maria doveva sottoporsi ai suoi “trattamenti”. ” Diceva che Anastasio la ungeva tutta con il miele” , ha affermato uno dei vicini.

Maria ha creduto nei Tarocchi di Anastasio e nelle cose che lui le diceva ed ha iniziato ad aprire il proprio portafogli…Anastasio le chiedeva sempre di più perchè gli servivano soldi per ” acquistare merci varie che gli venivano inviate da vari guaritori dall’estero” , così  diceva nelle intercettazioni telefoniche. Le “merci” in realtà erano beni che Anastasio si comprava coi soldi di Maria: una Volkswagen Touareg, una Mercedes ed una moto Suzuki.

Il 10 novembre 2010, “Anastasio convinse Maria che il suo avvocato lo autorizzava a vendere la sua casa”, perchè i soldi di Maria non bastavano più a coprire le spese della “sua opera di guaritore” . Con la vendita dell’appartamento di Maria, Anastasio ottenne un assegno di 51.878 euro. In totale, la giustizia ha stimato che alla povera malcapitata Maria, Anastasio ha estorto ben 109,527 euro…

La condanna per frode

Maria secondo il tribunale risulta affetta da delirio causato da “un insieme di credenze profondamente radicate (occulto, stregoneria)” , di cui si è approfittato lo sciamano Anastasio, che l’ha istigata ancora di più a crederci.  Anastasio è stato condannato per frode a due anni di prigione nel dicembre 2015. A quel tempo aveva abbandonato il business dei Tarocchi ed aveva lanciato nuove imprese, una fabbrica di legna ed un canile -intestato a sua figlia.  Ma in appello l’accusa contro di lui è stata più dura  e lo scorso novembre 2016 la Corte Suprema lo ha condannato a tre anni di carcere, considerando che si trattava di una truffa aggravata dalla quantità di denaro estorto all’anziana signora Maria.

La Corte Suprema ha delimitato il confine tra la frode e la convinzione nei poteri dello sciamano. La sentenza rileva che le prime consegne di denaro “non provengono dall’inganno generato dagli imputati, ma sono determinate dalle credenze precedenti della vittima”.

Tuttavia Anastasio era “consapevole della fragilità psicologica della signora e delle sue credenze false e radicate, quindi ne ha approfittato per andare oltre e ottenere un profitto supplementare, inventando trucchi specifici: dire alla cliente che aveva bisogno di ricorrere ad altri guaritori e, con quella scusa, ha acquistato veicoli per uso personale”.  Che, secondo la Corte Suprema, è “una truffa nel suo senso più totale”.

La moglie di Anastasio ha risposto ai giornalisti ed alle forze dell’ordine al telefono, cercando di negare tutto: ” Io non so di cosa state parlando. Mio marito è un camionista. Io non capisco quello che volete dire”. Il suo avvocato le aveva comunicato che la detenzione di suo marito era imminente. La moglie sembra essere sparita in viaggio per l’ Europa su un camion…

L’arresto della cartomante Pepita Vilallonga

Il caso dello sciamano Anastasio è simile a quello della veggente Pepita Vilallonga, una famosa cartomante televisiva, in uno di quei programmi che rappresentano un business redditizio per gli occultisti. È stata arrestata dalla Polizia Nazionale pochi giorni fa ,dopo che una donna di 77 anni ha denunciato una truffa di 300.000 euro.

Come nel caso di Anastasio, anche Pepita ha chiesto somme notevoli, con la scusa che, per fare un rituale, si rendeva necessario l’acquisto in Brasile di una bambolina che non poteva essere toccata e che è stata poi sepolta nella terra santa di Israele. Il viaggio non si è mai verificato. Il precedente caso di Anastasio, probabilmente il primo Veggente / truffatore in carcere, dimostra che Pepita non si trova ad affrontare un problema minore.

La trama del “Professor Kunate”

Altri hanno seguito un destino simile, come il ‘professor Kunate’, un nigeriano condannato in un tribunale di Salamanca un anno fa, dopo aver trascorso cinque anni da latitante. Kunate aveva diffuso volantini e manifesti affissi a mano nelle cabine telefoniche, pubblicizzando se stesso  come “un vero veggente africano” : “Ho lo spirito magico per risolvere qualsiasi problema”.

La sua è una storia che ha avuto inizio modestamente. Inizialmente chiedeva 30 o 40 euro per ogni visita , ma poi ha cominciato a chiedere 6.000 euro per sacrificare un coccodrillo del  Nilo per un particolare incantesimo. I Coccodrilli del Nilo, di certo, non hanno mai visto Kunate. Cinque persone hanno denunciato che, per questo rito, Kunate ha estorto con l’inganno 121.000 euro. Kunate è stato espulso dal territorio europeo, in base alla sentenza del tribunale ed è stato condannato a restituire il denaro estorto, ma del denaro non si è  più visto nulla….

Elia Carcedo l’avvocato di Kunate,  spiega la differenza tra la frode e la credenza nella superstizione : “La questione è appurare  il grado di preparazione del presunto defraudato, per capire se è suscettibile ad essere ingannato o meno”. Carcedo afferma che non in tutti i casi si può denunciare: “Se richiedi  un rituale per far ritornare la tua ragazza e lei non ritorna, non è una truffa. Un’altra cosa è richiedere i soldi per sacrifici animali che non vengono eseguiti “ .

E’ chiaro che la giustizia non può entrare in merito alle credenze di ciascuno, ma le truffe nell’ambito di maghi occultisti e veggenti sono all’ ordine del giorno anche in Spagna ed è ormai evidente che la giustizia sta cominciando a irrompere nella giungla del business dell’occultismo ed ha molto da lavorare. 

Il Papa:”Gesù è venuto per distruggere Satana e il suo influsso sui nostri cuori”.

La vita cristiana è una lotta contro le tentazioni.

Il cuore di ogni cristiano è teatro di una «lotta». Ogni volta che il Padre «ci attira» verso Gesù, c’è «qualcun altro che ci fa la guerra». Lo ha sottolineato Papa Francesco nell’omelia della messa celebrata a Santa Marta giovedì 19 gennaio 2017, durante la quale, commentando il vangelo del giorno (Marco, 3, 7-12) si è soffermato sulle ragioni che spingono l’uomo a seguire Gesù. E ad analizzare come questa sequela non sia mai priva di difficoltà, anzi se non si combattesse ogni giorno con una serie di «tentazioni», si rischierebbe una religiosità formale e ideologica.

La gente è attirata da Gesù, tanto che «Gesù ha dovuto chiedere una barca e andare un po’ lontano dalla riva, perché questa gente non lo schiacciasse». Nel vangelo si legge che «Gesù era commosso, perché vedeva questa gente come pecore senza pastore».

Quindi, ha spiegato il Pontefice, «il Padre, tramite lo Spirito Santo, attira la gente a Gesù».

E’ “curioso” che in questo passo del Vangelo di Marco in cui “si parla di Gesù, si parla della folla, dell’entusiasmo” e dell’amore del Signore, finisca con gli spiriti impuri che quando lo vedevano, gridavano: “Tu sei il Figlio di Dio!”:

“Questa è la verità; questa è la realtà che ognuno di noi sente quando si avvicina Gesù. Gli spiriti impuri cercano di impedirlo, ci fanno la guerra. Qualcuno potrebbe obbiettare: «Ma, padre, io sono molto cattolico; io vado sempre a messa… Ma mai, mai ho queste tentazioni. Grazie a Dio!». E invece no. La risposta è: «No! Prega, perché sei su una strada sbagliata!» poiché «una vita cristiana senza tentazioni non è cristiana: è ideologica, è gnostica, ma non è cristiana».

“Quando il Padre attira la gente a Gesù, c’è un altro che attira in modo contrario e ti fa la guerra dentro! E per questo Paolo parla della vita cristiana come di una lotta: una lotta di tutti i giorni. Una lotta, per vincere, per distruggere l’impero di satana, l’impero del male”. E per questo, ha detto, “è venuto Gesù, per distruggere satana! Per distruggere il suo influsso sui nostri cuori”. Il Padre, ha ripreso, “attira la gente a Gesù”, mentre lo spirito del male “cerca di distruggere, sempre!”.papa-francesco-gli-spiriti-impuri-ci-fanno-la-guerra

Interrogare il nostro cuore: stiamo lottando contro il male?
La vita cristiana, ha detto ancora, “è una lotta così: o tu ti lasci attirare da Gesù per mezzo del Padre o puoi dire ‘Io rimango tranquillo, in pace’, ma nelle mani di questa gente, di questi spiriti impuri». Però «se tu vuoi andare avanti devi lottare! Sentire il cuore che lotta, perché Gesù vinca»:

“Pensiamo com’è il nostro cuore: io sento questa lotta nel mio cuore? Fra la comodità o il servizio agli altri, fra divertirmi un po’ o fare preghiera e adorare il Padre, fra una cosa e l’altra, sento la lotta? la voglia di fare il bene o qualcosa che mi ferma, mi torna ascetico? Io credo che la mia vita commuova il cuore di Gesù? Se io non credo questo, devo pregare tanto per crederlo, perché mi sia data questa grazia. Ognuno di noi cerchi nel suo cuore come va la situazione lì. E chiediamo al Signore di essere cristiani che sappiano discernere cosa succede nel proprio cuore e scegliere bene la strada sulla quale il Padre ci attira a Gesù”.sacramenti_00

Fonte

http://w2.vatican.va/content/francesco/it/cotidie/2017/documents/papa-francesco-cotidie_20170119_lotta-quotidiana.html

http://it.radiovaticana.va/news/2017/01/19/papa_vita_cristiana_%C3%A8_lotta_quotidiana_contro_le_tentazioni/1286734

Supplica alla Madonna del miracolo- 175°anniversario apparizione della S.Vergine ad A. Ratisbonne, basilica di S. Andrea delle Fratte (Roma)

Il  20 gennaio 2017, ricorre il 175°anniversario dell’apparizione della Vergine presso la basilica di S. Andrea delle Fratte (Roma) ad Alfonso Ratisbonne (1812-1884) evento che a quel tempo anticipava il dogma dell’Immacolata Concezione. Esattamente 175 anni fa, il 20 gennaio del 1842, nella Basilica romana di Sant’Andrea delle Fratte, tempio officiato dai Minimi di San Francesco di Paola ed ubicato a pochi passi dalla celebre Piazza di Spagna, l’Immacolata della Medaglia Miracolosa apparve all’ebreo ed ateo Alphonse Ratisbonne, che si convertì istantaneamente al Cattolicesimo (http://www.acistampa.com, 19 gennaio).

Supplica alla Madonna del Miracolo:Risultati immagini per MADONNA DEL MIRACOLO

O Vergine Santissima del Miracolo, Madre e Regina di misericordia, prostrati dinanzi alla tua immagine, noi ci affidiamo totalmente alla tua amorosa e potente tutela. Conserva viva e pura in noi quella luce che il tuo Figlio divino fece risplendere sopra la terra; quella luce che è la sorgente della vita morale, la luce della fede. Tu, che ti degnasti miracolosamente apparire, per illuminare con questa luce di fede lo spirito dell’ebreo Ratisbonne, rinnova questo prodigio per tanti infelici nostri fratelli che vivono nella miscredenza o nell’indifferenza. Illuminaci, o Maria, coi tuoi splendori; che ci rendano credibili i giudizi divini e ci facciano vivere costantemente da figli della luce. Ave Maria

O Santa Madre di Dio, le tue mani benedette, che versarono tanta copia di grazie nell’animo fortunato dell’ebreo, sono pure il tramite prezioso per il quale si diffonde su di noi la grazia, che ridesta nei nostri cuori, inariditi dalla colpa, la speranza della visione divina. A te, dunque, noi ricorriamo in tutte le necessità: da te ci aspettiamo di ottenere dal Signore il perdono di tutte le nostre colpe, l ‘aiuto necessario a sorreggere le nostre debolezze, per non ritornare più sulle vie del peccato. Per tua intercessione, o Madre divina, si mutò il cuore indurito del Ratisbonne; rinnova anche il nostro, e fà che non abbia altri palpiti, che per la virtù, altre aspirazioni che per il cielo! Ave Maria

O Madre di amore e Regina amabilissima, fosti tu che ottenesti i raggi della grazia alla mente del Ratisbonne, ed accendesti nel suo animo smarrito nella colpa, la fiamma di quell’amore celeste, che tanto lo elevò e lo nobilitò: tu pure purifica e infiamma di amore celeste i nostri cuori. Sì, o Maria, l’amore tuo e del tuo Figlio splenda sempre nei nostri costumi, suoni sulle nostre labbra, e ci renda degni del tuo sguardo e del tuo sorriso materno. Questo amore, o Benedetta, ci affratelli tutti in Gesù Cristo, unifichi le nostre menti e i nostri cuori, ci renda tutti fecondamente operosi per l’eterna salvezza, ci conduca a godere con te le gioie del Paradiso. Ave Maria

Preghiera di S.Bernardo: Ricordati, o pietosissima Vergine Maria, che non si è mai inteso al mondo, che alcuno ricorrendo alla tua protezione, implorando il tuo aiuto e chiedendo il tuo patrocinio, sia rimasto abbandonato. Animato da una tale confidenza, a te ricorro, o Madre, Vergine delle vergini, a te vengo e con le lacrime agli occhi, reo di mille peccati, mi prostro ai tuoi piedi a domandare pietà. Non volere, o Madre del Verbo, disprezzare le mie voci, ma benigna ascoltami ed esaudiscimi. Amen.

a3t2rzgGrazie alla conversione immediata di Alfonso, in pochi anni il luogo sacro è divenuto tra i più celebri Santuari mariani conosciuto nel mondo, visitato da molti pellegrini, come dimostrano i numerosi ex voto dei fedeli. Il 25 aprile 2017, inoltre, si festeggerà il 75° anno del titolo di “Basilica Minore” consegnato a questa chiesa romana.

Ma chi era Alfonso Ratisbonne?ratisbonne

Alfonso Ratisbonne, ventisettenne ebreo di Alsazia era giunto in Italia durante un viaggio verso l’oriente nel gennaio del 1842. Non avrebbe dovuto soggiornare a Roma ma qualcosa lo spinse qui ed entrò in contatto con alcuni amici e connazionali; tra questi, il barone Teodoro de Bussière che cercò di coinvolgerlo in conversazioni sulla religione e la fede cattolica, ottenendo però dal Ratisbonne un netto rifiuto. Aveva solo accettato, dietro a insistenze e con divertito interesse verso quello che a lui sembrava un oggetto di superstizione, la Medaglia Miracolosa. Il 20 gennaio, sul mezzogiorno, accompagnato dal de Bussière passò dalla chiesa di S. Andrea delle Fratte; entrò solo per curiosità artistica, ma mentre osservava i preparativi per un funerale, si sentì spinto da una forza sovrumana verso questa cappella e vide sull’altare apparirgli l’Immacolata nell’atto di invitarlo a inginocchiarsi, con un’espressione piena di misericordia. “Una luce indescrivibile – scriverà nella sua testimonianza -. Lei di una bellezza disarmante”. L’ebreo s’inginocchiò all’istante tentando invano di guardarla, ma era troppo grande il senso di riverenza e, per tanto, riuscì ad ammirare solo le mani. 

Convertitosi all’istante, chiese e ottenne il battesimo che gli fu amministrato il 31 dello stesso mese dal cardinale Vicario Costantino Patrizi, lo stesso che a meno di tre mesi dall’avvenimento, dopo un accurato processo, decretò (3 giugno 1842) la verità del miracolo.

È un’apparizione silenziosa questa, l’Immacolata non lascia nessun messaggio, ma compie un gesto eloquente: Alfonso vede il dito indice della Madonna che gli indica di inginocchiarsi. La sconvolgente testimonianza di Ratisbonne termina con una frase che, per tutta la vita, amò ripetere: “Elle ne m’a rien dit, mais j’ai tout compris” (“Lei non mi ha detto nulla, ma ho capito tutto”).

In seguito all’apparizione, si fece sacerdote nell’ordine dei Gesuiti e poi si unì al fratello Thèdore (convertitosi al Cristianesimo e ordinato sacerdote nel 1830, lo stesso anno delle apparizioni a Santa Caterina Labourè) che aveva fondato la congregazione di Notre Dame de Sion, ancora esistente, per la conversione degli ebrei al Vangelo.

Nel 1852 venne fondato l’ordine maschile dei Padri di Nostra Signora di Sion, e Alfonso ebbe la possibilità di vivere a pieno la sua vocazione: essere missionario in Terra Santa. Col permesso di Pio IX, Alfonso lasciò la Compagnia di Gesù nel dicembre del 1852, ma con i Padri Gesuiti restarono sempre rapporti di profonda stima e gratitudine. Entrato nella nuova Famiglia religiosa, pensò subito di realizzare il sogno che custodiva nel cuore: portare a Gerusalemme le Suore di Nostra Signora di Sion, cosa che avvenne nel 1855.  La prima opera che ha realizzato Ratisbonne è stato il Santuario dell’”Ecce Homo”, consegnato in custodia alle Suore di Sion. Tra i carismi dl santuario anche quello dell’accoglienza delle bambine orfane, tanto che questo centro si è rivelato una fonte ispiratrice per altre opere di carità, come un collegio gratuito per un centinaio di ragazze e una pensione nella quale si ospitavano numerose giovani ebree e musulmane. Morirà in Terra Santa, ad Ain Karin, sul luogo che la tradizione indica come quello della Visitazione di Maria a Elisabetta.  

Settantacinque anni più tardi, a Roma, nella Cappella del Collegio Internazionale dei Frati Minori Conventuali, il Padre Rettore raccontava ai giovani frati l’episodio della prodigiosa conversione di Ratisbonne, morto in concetto di santità e divenuto poi Servo di Dio. Tra questi c’è fra’ Massimiliano Maria Kolbe, l’ardente innamorato dell’Immacolata, il quale, commosso dal racconto, scoprì il grande valore della Medaglia Miracolosa. Divenuto sacerdote, celebrò la sua prima Messa nello stesso Santuario di Sant’Andrea delle Fratte il 29 aprile del 1918.

Benedetto XV chiamò questo santuario la «Lourdes romana» e il tempio fu insignito del titolo di basilica da Pio XII (1939 – 1958) il quale lo arricchì dell’indulgenza plenaria da lucrarsi nella festa del 20 gennaio. San Giovanni XXIII (1958 – 1963) la elevò a titolo cardinalizio con bolla del 12 marzo 1960. Il 17 gennaio 1892 avvenne la solenne incoronazione dell’immagine fatta dal Capitolo Vaticano. Tra i santi che venerarono la Madonna del Miracolo possiamo ricordare S. Giovanni Bosco, S. Teresa del Bambino Gesù, S. Luigi Guanella,Don Orione e San Massimiliano Kolbe.a3t2rzgLe storie delle conversioni, antiche o nuove che siano, hanno un comune denominatore: un incontro. Per i cristiani, infatti, il cuore della religione cattolica è Cristo stesso, presente nell’Eucarestia, ma anche nel quotidiano, ovvero nel volto del prossimo senza esclusione. La conversione di Ratisbonne è prodigiosa per l’intervento celeste; in molti vorrebbero questa stessa chiamata, per così dire, diretta, ma non bisogna restare sordi alla voce della coscienza che ogni giorno invita ad aprire il cuore al Signore. Quando si comprende che tutti siamo bisognosi di amore e del perdono, allora sarà più facile accogliere e capire l’altro invece che giudicarlo severamente per i suoi errori. Per dirlo con le parole di Papa Francesco: “La conversione e la crescita spirituale partono sempre dal cuore: lì dove si gioca la partita delle scelte quotidiane tra bene e male, tra mondanità e Vangelo, tra indifferenza e condivisione. L’umanità ha bisogno di giustizia, di pace, di amore e potrà averle solo ritornando con tutto il cuore a Dio, che è la fonte di tutto questo”.

http://www.santandreadellefratte.it/candeline_virtuali/web/a3t2rzg

 

FONTE

http://www.tv2000.it/blog/2016/01/18/santandrea-delle-fratte-e-la-madonna-del-miracolo/

Aumento di derive settarie in corsi per benessere fisico o sviluppo mentale; sette pseudoreligiose (Rapporto Miviludes)

Así lucha Francia contra las sectas

Traduzione dell’articolo di Jose Luis Vázquez Borau, Professore di Filosofia e Teologia, membro di RIES, Rete Iberoamericana di Studio delle Sette

In Francia, la Missione interministeriale di vigilanza e lotta contro le derive settarie (MIVILUDES) si occupa di studiare e monitorare l’evoluzione del panorama religioso che si è prodotta dal 1970 ad oggi e si avvale della consulenza di sociologi della religione e dei “nuovi movimenti religiosi”, per stabilire una serie di caratteri in base a forme di spiritualità, credenze, filosofie o forme di religiosità. Il suo scopo è quello di monitorare e valutare i rischi per i più vulnerabili, in particolare i bambini, i malati e gli anziani.

Nel settembre 2016, MIVILUDES ha pubblicato il suo ultimo rapporto, in cui si legge che negli ultimi anni le derive  settarie sono percepite di meno in quanto vengono abilmente nascoste:  vi è una raffica di offerte non solo religiose o filosofiche, ma in molte altre aree di interesse, come la salute, il benessere, il lavoro, economia, ambiente, ecc.

Le derive settarie si osservano anche nei gruppi il cui scopo può essere umanitario, gruppi per la formazione, lo sviluppo personale, l’istruzione e la salute. Piccoli gruppi di individui isolati che sfruttano la debolezza di alcune persone, disoccupati, malati o giovani. E tutto questo è favorito da una struttura che viene proposta attraverso le nuove tecnologie Internet e le reti sociali.

La preoccupazione del proselitismo: Testimoni di Geova e Scientology

Nel 2015 MIVILUDES, come ente governativo, ha ricevuto 54 richieste e rapporti focalizzati sul proselitismo nello spazio pubblico dei Testimoni di Geova e della Chiesa di Scientology. Questa istituzione ha ricordato che proselitismo e distribuzione di opuscoli non sono vietati, anche se, nel caso degli opuscoli, si deve sempre specificare bene l’ente o associazione che li produce. L‘attenzione del pubblico dovrebbe monitorare i messaggi ambigui in cui non viene specificata l’appartenenza ad un particolare movimento. Questo è il caso della Chiesa di Scientology, che sviluppa campagne pubblicitarie, brochure sui farmaci o psichiatria senza esplicitare in modo chiaro la loro appartenenza a questo movimento.

Le denunce provengono da luoghi in cui il proselitismo può avere più presa  sui giovani: stazioni ferroviarie, stadi, nei pressi delle scuole o palestre o luoghi specializzati come ospedali. Le limitazioni a questo proselitismo possono essere applicate solo quando vi è un evidente rischio di disturbo dell’ordine pubblico.

Culti in spazi pubblici

L’uso di spazi pubblici (alberghi o istituzioni pubbliche) per il noleggio o l’affitto a movimenti o associazioni di vario genere ha destato preoccupazione in 36 casi di consultazioni nel 2015. Il MIVILUDES non può che incoraggiare attenzione alla sorveglianza, perchè l’obiettivo perseguito da certi movimenti è quello di ottenere una sala di riunioni pubbliche che ha una certa reputazione, per ispirare fiducia e riconoscimento nei nuovi seguaci, al di là dell’ interesse ad ottenere il locale con una spesa non eccessiva. 

I funzionari pubblici devono pretendere che venga garantita la giustificazione della richiesta del locale, il titolo della conferenza e la qualità. Il rifiuto di dare in affitto il locale può basarsi sulla natura della manifestazione organizzata e sui rischi per l’ordine pubblico, se la richiesta proviene da un gruppo di deriva settaria.

Movimenti che offrono la ‘meditazione’

Oltre alle attività di svago o di offerte culturali, si osserva la moltiplicazione delle proposte relative alla meditazione, esaltata di tutte le virtù per tutte le età, ma soprattutto per i bambini. MIVILUDES  interpella un sorvegliato speciale sulle proposte per la pratica della meditazione per i più giovani.

Gravi disturbi sono stati denunciati da persone che hanno praticato corsi intensivi di meditazione per adulti, tenuti da movimenti settari. La difficoltà in questo settore è che non ci sono riferimenti per convalidare o respingere le pratiche dei rischi per lo sviluppo del bambino.

Deviazioni settarie in gruppi protestanti evangelici

Sono stati ricevuti e monitorati rapporti e richieste  sulle deviazioni osservate nei movimenti pseudoreligiosi, gruppi o predicatori. MIVILUDES ha come missione quella di denunciare le deviazioni di un movimento religioso, ma solo osservando in pratica i comportamenti di certi predicatori.

MIVILUDES tiene conto del forte aumento delle richieste, 130 nel 2015, che hanno rivelato alcuni comportamenti di disturbo da parte di pastori “evangelici” o dei loro seguaci che, secondo le loro famiglie, usano tutto il loro tempo per il gruppo e hanno bloccato i loro risparmi nel movimento. La Federazione protestante unita e il Consiglio Nazionale degli Evangelici (CNE), che rappresenta il 70% delle chiese protestanti, non controllano gli altri gruppi, che non sono registrati, per sfuggire al rischio che venga smascherato il leader, che spesso non ha la conoscenza e la legittimità morale per guidare i fedeli.

Questi sedicenti pastori  non trascurano l’uso di tecniche promozionali con spettacoli spettacolari presentati in numerosi video e siti web, in cui le richieste di donazioni a volte sono più visibili del messaggio religioso, con i sistemi di pagamento on-line di servizi.

Questi sedicenti pastori non lesinano sulle promesse più inaspettate, tra cui le guarigioni miracolose, che sono condotte soprattutto attraverso atti di devozione secondo i propri doni finanziari a beneficio del pastore-guru. Tra i rapporti, ci sono situazioni a volte gravi, con i leader carismatici che impongono regole che vanno oltre le donazioni, come ad esempio l’abbandono delle cure mediche; fare affidamento soprattutto sulla parola ispirata del “pastore”; anche favori sessuali e abusi sessuali.

Derive settarie in movimenti pseudocristiani o sedicenti cattolici¿Cuándo podemos decir que hay derivas sectarias en los grupos católicos y evangélicos?

Anche se non sono sette in quanto tali, vi sono atteggiamenti settari che si possono verificare in alcuni gruppi cristiani o di derivazione apparentemente cattolica, gruppi che le autorità ecclesiastiche hanno il dovere di monitorare e modificare o eliminare.

Nel suo ultimo rapporto del settembre 2016, presentato al primo ministro di Francia, la Missione interministeriale di vigilanza contro le derive settarie (MIVILUDES), afferma che vi  può essere un fattore di rischio anche tra i gruppi cristiani in cui si deve imparare a discernere gli elementi di derive settarie, analizzando i comportamenti di parenti o amici coinvolti in questi gruppi, che possono essere indicativi di tale rischio. Il rapporto di Miviludes si riferisce a entrambi i gruppi di estrazione cattolica come ai gruppi protestanti evangelici.

Movimenti sedicenti cattolici: funzionamento del gruppo

Gli elementi sottoposti ad analisi sono, in primo luogo, quelli relativi al movimento stesso ed ai suoi meccanismi interni. Di seguito vediamo i dettagli:

a) Verificare che questo movimento sia riconosciuto dalla gerarchia cattolica locale.

b) Verificare se il leader si presenta come un “ispirato profeta”, che sviluppa una forte presa sugli altri membri. Questa persona ha spesso una sorta di potere “taumaturgico”, o presunto “potere di guarigione di origine divina”, che permette la realizzazione di eventi soprannaturali come miracoli presentati come guarigioni spontanee, ecc

c) La presenza nel movimento di una dottrina messianica e apocalittica che permette di manipolare le persone.

d) una dottrina esclusiva ed escludente, con una visione dualistica e manichea della società.

e) Minaccia di “maledizione divina” in caso di violazione delle norme interne del gruppo.

f) Utilizzare l’umiliazione e la colpa sia su adulti e bambini membri del gruppo, per esempio con la punizione in pubblico.

g) L’attività missionaria intensa guidata direttamente ed esclusivamente dal leader.

h) Una servitù assoluta e un’instancabile dedizione dei membri del gruppo al capo, cui è dovuta cieca obbedienza.

i) Abuso di potere, l’autoritarismo esacerbato dalla “fede cieca” per il fondatore del gruppo, che è considerato onnipotente e onnisciente.

j) Bambini sottoposti a indottrinamento, a continui incontri, ritiri di meditazione o pellegrinaggi, facendoli sentire in colpa se si mostrano stanchi, minacciandoli col terrorismo di tormenti infernali…

k) Costringere al reclutamento nel gruppo religioso, spesso illegalmente, senza rispettare le diverse vocazioni e senza prima informare i genitori.

l) Tentativi di infiltrazione strategica nelle aree di crescita della persona, quali l’istruzione, la formazione professionale, l’aiuto umanitario, l’ambiente, la salute e il benessere psico-spirituale.

Movimenti pseudocattolici: atteggiamenti dei membri

Vi sono alcuni elementi da evidenziare e prendere  in considerazione per valutare se queste persone sono sottoposte a derive settarie

a) Un improvviso cambiamento nel comportamento, tristezza, perdita di peso, l’aggressività.

b) deterioramento della salute.

c) pressioni psicologiche quotidiane in riferimento alla propria sfera personale, causando depressione e disturbi psicologici gravi.

d) Le violazioni (molestie sessuali, abuso sessuale, maltrattamento fisico), spesso causate dallo stesso leader, valutate come elementi importanti nella dottrina del movimento interno.

e) La perdita di volontà, autonomia di decisione nell’esercizio della propria mente.

f) L’indottrinamento nella sfera della famiglia dell’individuo. Possibili rapporti del movimento con i familiari con l’intento di proselitismo, nel tentativo di integrare la famiglia e i bambini nel movimento.

g) Sollecitazioni finanziarie molto comuni per portare risorse al movimento, con la possibilità anche di approfittarsi della buona fede e di truffe sulla proprietà privata

h) Sfruttamento del lavoro dell’individuo, un falso volontariato. Atti di lavoro illegale o lavoro nero senza copertura di protezione sociale,  quindi illegale.

Questo può comportare, spiega MIVILUDES, il “dovere di salvare queste persone che vivono in pessime condizioni igienico-sanitarie” con problemi specifici della malnutrizione, il digiuno e l’ascetismo estremo, senza un’adeguata assistenza medica e, di conseguenza, rischio di pessima dieta, complicazioni con grave rischio di delirio  e vertigini, che può portare a ricovero in ospedale psichiatrico per pochi giorni o alcuni mesi dopo la fuoriuscita dal gruppo, con particolare attenzione a questa persona, a medio e lungo termine.

Movimenti evangelici: funzionamento del gruppo

In relazione alle comunità evangeliche o protestanti, si possono discernere i seguenti elementi settari distruttivi, se si osserva il loro funzionamento interno:

a) pastore con personalità autoritaria, che  può ottenere che i membri del gruppo svolgano atti gravemente dannosi contro se stessi

b) Un pastore che ha tutti i diritti e può decidere per tutti.

c) Il proselitismo all’interno della famiglia, sul posto di lavoro, ecc, che rappresenta un investimento di tempo da parte della persona devota alla causa ed al gruppo.

d) i requisiti finanziari, contributi obbligatori per l’Adepto.

e) I bambini cresciuti con discorsi antisociali o nuovi punti esterni al riferimento della società attuale (lavoro nero).

f) Pratica di falsi matrimoni per ottenere i documenti, casi illegali di regolarizzazione di immigrazione

g) Discorso esclusivo ed escludente: ogni critica interna viene rifiutata, bandendo la riflessione e il pensiero indipendente.

h) Ricatti e minacce per coloro che desiderano lasciare il movimento religioso o “chiesa”. È vietato entrare in relazione con quelli che lasciano il gruppo, anche con le persone vicine alla propria famiglia.

i) Gruppo elitario: discorsi molto virulenti contro quelli al di fuori della comunità

j) L’utilizzo della preghiera con lo scopo di spettacolari cure “miracolose”.

k) Rifiuto di andare dal medico e vietare la medicina tradizionale, anche se la situazione è grave o critica.

l) Discorso Apocalittico anche paranoico rispetto alla richiesta di lealtà, sottomissione e obbedienza al leader assoluto del gruppo.

m) L’abuso fisico di minori o seguaci da parte dei più anziani.

n) Esorcismi eseguiti con degradanti atti contro l’integrità fisica e psicologica del contesto individuale.

o) Stato di manipolazione mentale e indottrinamento.

Movimenti evangelici: i comportamenti dei membri

E nel caso di comunità evangeliche a rischio di aberrazioni settarie, questi sono i dati da considerare nell’osservazione dei seguaci:

a) possibilità di lasciare l’ambiente familiare e / o professionale.

b) progressivo cambiamento che non può essere spiegato con problemi personali o familiari.

c) L’emergere di un nuovo gruppo di amici spesso escludendo parenti conosciuti e familiari.

d) cambiamento improvviso nel comportamento e nel linguaggio della persona dopo la sua integrazione nel movimento.

e) Cambiare le abitudini , abbigliamento, orientamento di vita.

f) I disturbi mentali di alcuni membri della “chiesa”: i casi di scompenso psicologico, “crisi mistica” che invece si rivela uno stato di trance.

Fonti

Así lucha Francia contra las sectas

¿Cuándo podemos decir que hay derivas sectarias en los grupos católicos y evangélicos?

CONTRO “MEDICINE ALTERNATIVE E PSEUDOCURE”: IL MANIFESTO DELLE ASSOCIAZIONI ITALIANE DI TUTELA DELLE VITTIME DELLE SETTE

MANIFESTO CONTRO LE CIARLATANERIE

CESAP e FAVIS associazioni italiane di informazione e tutela delle vittime di gruppi settari, affiliate alla Federazione Europea dei Centri di Ricerca e Informazione sul settarismo, (FECRIS) hanno lanciato un manifesto contro le pseudoscienze e le medicine alternative.

Il Manifesto, creato al fine di contrastare la montante ondata del pensiero antiscientifico  sta raccogliendo adesioni dal mondo della cultura e della divulgazione scientifica. A oggi hanno già firmato, tra altri, Carlo Rovelli, fisico di fama internazionale e filosofo della scienza, Silvano Fuso, chimico e divulgatore scientifico, Salvo di Grazia, medico e divulgatore scientifico ed altri. Chiunque fosse interessato ad aderire all’iniziativa, divulgata anche in ambito europeo (http://fecris.org/…/italy-cesap-and-favis-italian-member-a…/) può contattare entrambe le associazioni promotrici.

 CONTRO I MODERNI CIARLATANI DELLA SALUTE

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Negli ultimi anni si assiste, soprattutto grazie alla rete telematica, ad un considerevole aumento della diffusione di teorie pseudoscientifiche, quindi destituite di qualunque fondamento. Ciò avviene soprattutto nell’ambito della salute, nella forma di “terapie alternative”, di “medicina dolce” e “tecniche olistiche”. Si tratta delle cosiddette medicine complementari. Tra queste il Reiki, la riflessologia, la pranoterapia, l’Ayurveda, la medicina antroposofica, la naturopatia, l’ omotossicologia e molte pratiche olistiche che vedono le emozioni e i traumi come origine di qualunque patologia. Tra queste, la più tristemente nota per le morti che le sono attribuite è la Nuova Medicina Germanica.

Non mancano, però, pratiche che godono di un certo “sdoganamento” culturale, come l’omeopatia, la medicina tradizionale cinese e l’osteopatia. Queste dottrine vengono coltivate in ambiti culturali ostili al pensiero scientifico occidentale con la conseguenza che chi le segue rischia di abbandonare l’uso di terapie scientificamente validate per assumere sostanze inefficaci o pericolose, sottoponendosi magari a riti o diete miracolose per curare malattie gravi come il cancro o l’ AIDS. La cronaca degli ultimi anni evidenzia un preoccupante aumento di morti indotte dal rifiuto delle terapie tradizionali.

Queste teorie e pratiche hanno molto più in comune con la magia che non con la medicina. La loro proliferazione, oltre a drenarne le risorse economiche, sta mettendo a serio rischio la salute degli strati più vulnerabili della popolazione. Tra questi sicuramente i minori, spesso vittime delle scelte scellerate e disinformate dei loro genitori che stanno portando ad un inaspettato aumento dei casi di bambini e adolescenti deceduti perché “curati” con sistemi non convenzionali.

Nell’ultima decade si è poi registrato un incremento di strutture e gruppi organizzati che dietro l’obiettivo del raggiungimento del benessere psicofisico celano progetti di soggezione degli adepti manifestandosi quali veri e proprie “culti abusanti”, cioè associazioni a delinquere in grado di annientare psicologicamente ed economicamente i seguaci. Le vittime vengono attirate attraverso volantini, pubblicità di corsi di yoga, di discipline di meditazione orientali o tecniche “energetiche” in cui si fa leva soprattutto sullo “sviluppo del potenziale umano” più che sulla salute fisica in sé. Sono le cosiddette “psicosette”.

Desta quindi apprensione l’attenzione che queste pratiche ottengono sui rotocalchi di ampia diffusione, dove le terapie alternative trovano posto addirittura nelle rubriche che trattano di salute; per non parlare della rete web, dove si vanno coagulando gruppi refrattari alla cultura scientifica che alimentano in modo autoreferenziale idee complottiste che includono anche la medicina ufficiale quale agente di una cospirazione per nascondere le vere cure per le malattie (quando non di un progetto di sterminio per diminuire la popolazione mondiale)! E’ da questo ambito culturale che parte anche la pericolosa campagna di rifiuto delle vaccinazioni di cui, ancora una volta, sono vittime i minori. Si rileva, inoltre, la mancanza di reazione delle agenzie di regolamentazione e degli albi professionali per combattere questo flagello che mette seriamente in pericolo la salute e la vita di migliaia di pazienti nel nostro paese. Ancor di più si è preoccupati per l’intrusione e perfino la promozione di questo tipo di pseudoterapie da parte di enti pubblici come università, istituti ed Enti Locali che spesso danno voce e amplificano i messaggi pseudoscientifici, organizzando conferenze e corsi su queste pratiche.

Per queste ragioni, il gruppo di specialisti, ricercatori e cultori della scienza sottoelencati vuole denunciare la promozione delle terapie alternative, delle psicosette e della pseudoscienza e chiede:

Ai media: un trattamento adeguato e serio di notizie riguardanti problemi di salute, che denunci esplicitamente le pseudoscienze e che non le ponga in comparazione con la scienza e la medicina sviluppata dopo secoli di ricerca come si trattasse di opzioni dotate della stessa dignità.

Alle agenzie di regolamentazione e agli albi professionali: di perseguire attivamente la promozione e l’uso di terapie magiche e pseudoscientifiche che mettono in pericolo la salute della popolazione e adottare le misure adeguate presenti nei loro codici di condotta nei casi di ingerenza nella loro attività professionale e abuso della professione portandoli all’attenzione della autorità.

Alle agenzie formative e agli Enti Locali: di non dare voce e non incoraggiare la promozione di terapie magiche organizzando o sostenendo attività didattiche o utilizzando i mezzi e le infrastrutture a loro disposizione per la promozione di queste pratiche.

NOTA: Vedi anche il testo del Manifesto qui:

http://www.cesap.net/chi-siamo/attivita-cesap/20-comunicati-stampa/3483-manifesto-sulle-ciarlatanerie

DOSSIER GRIS: cosa sono le “medicine alternative”

http://www.gris-imola.it/new_age/medicine_alternative.php

Preghiere a Maria Santissima Madre della misericordia, in tempi di calamità

Supplica a Maria Santissima Madre della Misericordia

O Maria, Madre nostra dolcissima, tra i tanti cari nomi coi quali invochiamo la vostra materna pietà, il nome di Madre della Misericordia è per noi, poveri figli vostri, il più caro, il più consolante di tutti.
Perchè questo nome ci ricorda che se è vero che noi siamo miseri, deboli, fiacchi e pieni di colpe, è certo pure che Dio ha pietà di noi e ci ha dato una Madre il cui cuore è pieno di compassione infinita per le nostre miserie.
E questa Madre compassionevole, amorosissima, siete Voi, o Maria, Voi Signora e Regina nostra carissima.
La Vostra misericordia materna noi l’abbiamo sempre sperimentata in tutti i nostri bisogni, in tutti i nostri dolori.
Ma ora v’invochiamo nel trasporto più ardente della nostra filiale confidenza e ci consacriamo all’Amore vostro e all’Amore di Gesù.

Noi v’invochiamo sempre o Madre, ma Voi non mancate di ascoltarci benigna.
Noi vi ameremo sempre e il vostro Nome risuonerà alle nostre orecchie più armonioso che il suono dell’arpa, alle labbra più dolce che un favo di miele, al cuore più soave che la gioia più pura; ma Voi mostrate di esserci Madre, Monstra Te esse Matrem.
Voi lo vedete, O Arca di Salute, a quali prove oggi, più che mai, è messa la nostra fede; non permettete però che essa vacilli o s’indebolisca.
Rinnovate gli antichi  trionfi della vostra Misericordia, e da Voi protetti, fate che un giorno possiamo trovarci tutti uniti a cantare le vostre beneficenze nel Paradiso.
Così sia.

(3 Ave Maria)

Preghiera alla Madonna del terremotomad-terremotoQuesta immagine sacra nel quadro si trova nella chiesa della Madonna del Terremoto in piazza Canossa a Mantova, che fu edificata nel 1754 a ricordo della protezione data dalla Madonna in occasione del terremoto del 1693.

O beatissima Regina del cielo e della terra,

che mentre stavi sotto la croce di Gesù, tuo Figlio,

e la spada del dolore ti trapassava l’anima

per diventare la Madre di tutti i viventi,

hai sentito sotto i tuoi piedi tremare la terra,

soccorri i tuoi figli che gemono spaventati dal terremoto.

La terra rimbomba di un sordo boato,

attorno a noi crollano il presente e il passato

e le nostre anime smarrite si chiedono:

che cos’è l’uomo, perchè Tu, o Signore, te ne ricordi?

Fatto a immagine e somiglianza di Dio e circondato di gloria,

eppure ha divorato come un figlio dissoluto i doni del Padre,

ha tradito l’Amore di Gesù, ha spento lo Spirito Santo,

fino a meritare il castigo di Dio.

O Madre Santissima, piena di Grazia e di Misericordia,

intercedi per noi presso tuo Figlio:

prendi le nostre mani e guidaci a Lui,

perchè converta i nostri cuori e perdoni i nostri peccati.

Liberi dall’inquetitudine e dalla disperazione,

seguiremo la via della salvezza e canteremo

in eterno con te le meraviglie di Dio- AmenRisultati immagini per candela gesu' maria

In tempo di pubbliche calamità 

O Gesù, Dio di pace, gettate uno sguardo di misericordia 

su questa terra infelice;

mirate quante lacrime si versano 

nelle famiglie anche più innocenti.

Se avete scritto nei vostri decreti questo dolore,

ricordatevi che siamo figli, che per questo vi fermaste in mezzo a noi sull’altare.

Pronunciate, o Signore, un’altra volta quella parola potente

che nel furore della tempesta fece tacere i venti,

ricompose le onde agitate, rese tranquillo e sereno il cielo.

Allora vedremo rifiorire questa terra e, mossi da viva gratitudine,

verremo al vostro altare per ringraziarvi con fede più viva,

più sicura speranza ed amore più riconoscente.Risultati immagini per candela gesu' maria

O Dio creatore,

noi crediamo che tu sei nostro Padre

e che ci vuoi bene

anche se la terra trema

e le nostre famiglie sono state sconvolte 

dall’angoscia

Non lasciarci soli nel momento della sventura.

Apri il cuore di molti nostri fratelli

alla generosità e all’aiuto.

A noi dona la forza e il coraggio

necessari per la ricostruzione

e l’amore per non abbandonare

chi è rimasto senza nessuno.

Così, liberati dal pericolo

e iniziata una vita nuova,

canteremo la tua lode. 

Diocesi di Aversa: scomunica per i “fedeli del bambinello di Gallinaro” legati alla veggente Giuseppina Norcia

SCOMUNICA DAL VATICANO PER I FEDELI DEL BAMBINELLO DI GALLINARO (in foto: la cappellina sconsacrata, dedicata dalla falsa veggente Giuseppina Norcia e famiglia al “bambinello” e mèta di pellegrinaggi, nonostante la scomunica e i ripetuti ammonimenti della Chiesa).

Il documento ufficiale della diocesi di Cassino-Pontecorvo- Aquino- Sora è stato letto Domenica 05  Giugno 2016 in tutte le chiese locali. Il gruppo legato alla «veggente» Giuseppina Norcia adesso è fuori della Chiesa. Le persone che ancora si recano in pellegrinaggio a Gallinaro a venerare la defunta «veggente» Giuseppina Norcia e aderiscono alla  associazione Chiesa universale della Nuova Gerusalemme incorrono nella scomunica “lataesententiae” per il delitto di scisma(canone 1364).

L’annuncio ufficiale è arrivato dalla Santa Sede:  scomunicati per il delitto canonico di scisma. Papa Francesco ha deciso e la Congregazione  Dottrina della Fede (ex Sant’Uffizio) ha messo fuori  dalla Chiesa i fedeli del gruppo «Bambinello di Gesù di Gallinaro», in Ciociaria, provincia di Frosinone, legati alla «veggente» Giuseppina Norcia. La notizia  è stata diffusa con un documento della diocesi di Cassino-Pontecorvo-Aquino-Sora, che porta la firma  di monsignor Antonio Lecce e monsignor Fortunato Tamburini, vicari generali: è stato letto in tutte le chiese. Il gruppo “bambino Gesù di Gallinaro o Nuova Gerusalemme” è impegnato da anni a diffondere in diverse località DOTTRINE FALSAMENTE RELIGIOSE E INSEGNAMENTI BIBLICI DISTORTI ED ESTRANEI ALLA VERITA’ DEI TESTI SACRI: Il Vaticano ha ritenuto contraria alla fede cattolica la posizione di tutto il gruppo di Gallinaro, oggi denominato «Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme», che era sotto osservazione da anni, a partire dalle false visioni di Giuseppina Norcia. 

N.B. Questo articolo è stato pubblicato sul giornale parrocchiale della diocesi di Aversa, per mettere in guardia coloro  i quali ancora oggi organizzano pellegrinaggi privati a Gallinaro e non approvati  dai Parroci locali. Si chiede a questi signori di fare più attenzione per evitare di essere  esclusi dalla comunione di Santa Romana Chiesa e  di essere privati dei diritti di ricevere i Sacramenti.

FONTE: DIOCESI DI AVERSA pagina 12

http://www.diocesiaversa.it/wp-content/uploads/2016/06/2016-07-Giornale-Santa-Barbara.pdf

Nel 2001 si consuma la rottura ufficiale del gruppo del “bambinello di Gallinaro” con la Chiesa. A capire che c’è qualcosa fuori posto è papa Giovanni Paolo II durante la sua visita a Frosinone su invito dell’amico vescovo Salvatore Boccaccio. Tra la moltitudine di persone e striscioni, il futuro Santo ne nota uno che inneggia alla “Nuova Gerusalemme di Gallinaro”. Nel giro di pochi giorni arriva una risposta tanto inaspettata quanto ufficiale ed energica: viene recapitata una Notificazione, cioè un atto ufficiale con cui il Vaticano, per il tramite del suo Ordinario del Luogo monsignor vescovo Luca Brandolini porta a conoscenza dei fedeli che nessun avvenimento soprannaturale è mai avvenuto a Gallinaro. Il Papa mette in chiaro che il bambinello visto solo da Giuseppina, non ha nulla a che spartire con il Bambin Gesù. Il vescovo vieta la celebrazione di Sante Messe nella Cappellina e per nome della Chiesa di Roma disconosce i ‘messaggi’ lì raccolti e che si ritenevano trasmessi dal Signore a Giuseppina. In ultimo vengono sconfessati tutti i gruppi di preghiera nel frattempo costituiti. SORA. Notificazione della Curia: «In quella cappellina nessun evento soprannaturale. Preghiere contrarie alle norme canoniche». Gallinaro, vietate le celebrazioni liturgiche. Il vescovo Brandolini: inaccettabile il nome «nuova Gerusalemme»,
perché in contrasto con i dati della Rivelazione, e pastoralmente inquietante per il suo contenuto millenaristico»     

http://www.telefree.it/news.php?op=view&id=119792

Già nel 1992 una nota della Diocesi metteva  in guardia i fedeli da «fatti che tendono a presentarsi  come “straordinari” o “soprannaturali”, mentre non risultano tali né per origine, né per natura, né per contenuto. Ciò vale anche per affermate guarigioni  che si dicono colà avvenute, in quanto non provate scientificamente e mai presentate e sottoposte ad esame degli organi competenti.  

COSTITUZIONE DOGMATICA SULLA CHIESA Lumen Gentium 12: il giudizio sulla genuinità dei carismi e doni dello Spirito Santo appartiene a coloro che detengono l’autorità nella Chiesa: 
 « A ciascuno la manifestazione dello Spirito è data perché torni a comune vantaggio » (1 Cor 12,7).

E questi carismi, dai più straordinari a quelli più semplici e più largamente diffusi, siccome sono soprattutto adatti alle necessità della Chiesa e destinati a rispondervi, vanno accolti con gratitudine e consolazione. Non bisogna però chiedere imprudentemente i doni straordinari, né sperare da essi con presunzione i frutti del lavoro apostolico. Il giudizio sulla loro genuinità e sul loro uso ordinato appartiene a coloro che detengono l’autorità nella Chiesa.

DOCUMENTO ORIGINALE DELLA SCOMUNICA DEL CULTO DEL BAMBINELLO DI GALLINARO (dalle origini, con la fondatrice  Giuseppina Norcia al “successore” il genero Samuele Morcia): «La posizione dottrinale di tale gruppo è chiaramente contraria alla fede cattolica, in quanto obbliga i fedeli a non frequentare i sacramenti, a disapprovare gli insegnamenti e la stessa autorità del Papa, a non avere relazioni con i sacerdoti e le rispettive comunità parrocchiali, a trasgredire la disciplina ecclesiastica». La sua costituzione in un nuovo ente, «scismatica», ha come conseguenza che «le iniziative della sedicente organizzazione pseudo-religiosa denominata “Chiesa cristiana universale della nuova Gerusalemme” sono in assoluta opposizione alla dottrina cattolica, e pertanto nulla hanno a che fare con la grazia della fede e della salvezza affidate da Gesù Cristo alla Chiesa fondata sulla salda roccia dell’apostolo Pietro».

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/06/05/documento-di-scomunica-delitto-di-scismaper-la-chiesa-di-gallinaro/

Padre Dermine:”il caso di Giuseppina Norcia: eresia, fanatismo e una sete, assai pericolosa, di miracolismo”

PADRE FRANCOIS DERMINE, Presidente del GRIS, sacerdote esorcista e docente di teologia morale, ha dichiarato che la setta “Chiesa della Nuova Gerusalemme” di Gallinaro fin dagli inizi, con la falsa veggente Giuseppina Norcia, si è presentata come un gruppo eretico e scismatico. 

VIDEO CONGRESSO DI PADRE DERMINE:
“Rivelazioni private e fenomeni straordinari tra senso ecclesiale e superstizione”
“Il caso: Gesù Bambino di Gallinaro di Giuseppina Norcia: ERESIA , fanatismo , esagerato devozionismo e una sete, assai pericolosa, di miracolismo”. DAL MINUTO 22.05 della conferenza

Alcuni passaggi importanti del discorso tenuto da Padre Dermine: COME SI DISTINGUE UN VERO VEGGENTE DA UNO FALSO.

Un vero veggente è umile ed obbediente all’autorità della Chiesa e del proprio Vescovo e non afferma mai cose che sono in contraddizione con il Vangelo e con la Tradizione dei Padri della Chiesa.  

1.Giuseppina non è mai stata obbediente, anche se diceva a tutti “Il vescovo mi conosce ed io sono in obbedienza”…Il Vescovo di Sora le aveva chiesto di togliere la lapide, apposta alla parete della cappellina della “culla del bambin Gesù”, (lapide in cui Giuseppina viene esaltata come “veggente”), ma lei non l’ha mai tolta. Il Vescovo le aveva chiesto di non far diffondere il libretto “Una culla per Gesù bambino” ma lei imperterrita ha continuato a diffonderlo e a farsi pubblicità, adducendo la scusa “la Madonna me lo ha detto”…I veri Santi non agivano mai in disobbedienza alla Chiesa. Lei non è mai stata seguita spiritualmente da nessun sacerdote, come asseriva; la cappellina non è mai stata benedetta dal Vescovo; sulla lapide compare UNA ERESIA: si fa riferimento alla NUOVA ERA DELLO SPIRITO SANTO che Gesù dovrebbe portare regnando a Gallinaro, la “nuova Gerusalemme, il regno di Gesù in terra”. L’era dello Spirito Santo è cominciata con la PENTECOSTE, questa è Verità evangelica, non quella di Giuseppina a Gallinaro, che è un’ eresia con richiami alla New Age (la Nuova Era)” dove sarà annientato il male”: è eresia millenarista (il Paradiso in terra, come affermano anche i Testimoni di geova).

2. Il demonio può fingere le malattie e ad un certo momento interrompere la sua influenza malefica per far credere ad un miracolo (Tertulliano, Padre della Chiesa), è stato appurato da sacerdoti esorcisti: i miracoli presunti di Giuseppina Norcia non sono mai stati presentati alla Chiesa per essere esaminati dalle autorità ecclesiastiche, ma sempre manipolati da pubblicità popolare ed autoconvincimento…Giuseppina diceva di non chiedere mai offerte, ma le otteneva in vari modi: chiedeva di organizzare pellegrinaggi con pullmann al santuario, perchè “Gesù lo vuole”, ma il Vescovo non l’aveva autorizzata a farlo e la Diocesi si dissociò da questi pellegrinaggi e dalla Onlus che Giuseppina con il suo “staff” ha creato per raccogliere offerte per costruire una casa per accogliere i pellegrini. Ma una Onlus se è riconosciuta, deve fornire i nomi dei membri…L’ Onlus è totalmente gestita dalla famiglia di Giuseppina. Soprattutto l’erede designato da Giuseppina è il genero Samuele: lo si sapeva dal principio….Il fatto poi che Giuseppina avrebbe trasmesso i suoi “poteri di veggenza ” al genero la dice lunga sulla serietà di queste persone: i veri doni di Dio non si “passano”ai parenti, il tutto orchestrato dalla madre di Giuseppina…

3. Nel suo libretto, Giuseppina afferma di aver ricevuto 5 segreti da Gesù in un messaggio ricevuto nel 1975: “la mia figlia sarà autorizzata a rivelare questi segreti al tempo opportuno”, ma Giuseppina è morta prematuramente ed i segreti non sono mai stati rivelati…


 1) Sul caso Gallinaro, Benedetto XVI, quando era Prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede, sulla base di indagini di vari vescovi, già si era espresso negativamente, dichiarando Giuseppina falsa veggente ed eretica la denominazione stessa della setta di ‘nuova Gerusalemme’ e approvando il documento ufficiale prodotto dalla Curia Vescovile di Sora nel 2001. «Gallinaro – scrivono i vicari don Bruno Antonellis e don Luigi Casatelli nell’atto ufficiale –non ha mai avuto esplicita approvazione dall’Autorità ecclesiastica a fatti che tendono a presentarsi come “straordinari” o “soprannaturali” mentre non risultano tali né per origine, né per natura, né per contenuto.»: Nel documento Vita diocesana pag 20-22 vi trovate la notificazione della Curia Vescovile di Sora Aquino Pontecorvo che risale al 2001 quindi quando ancora Giuseppina Norcia era in vita

https://www.ilfattoquotidiano.it/2016/06/06/papa-francesco-scomunica-i-fedeli-di-giuseppina-norcia-la-setta-e-colpevole-di-scisma/2799006/

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/04/22/sono-la-reincarnazione-di-cristola-setta-di-gallinaro-contro-papa-francesco/

2) La setta di Gallinaro,  dagli inizi con la falsa veggente Giuseppina Norcia fino al proseguimento attuale con il “successore” Samuele Morcia, genero della falsa veggente Giuseppina Norcia, (che fece costruire una chiesa tutt’ ora sconsacrata dove i fedeli si radunano…) è stata scomunicata il 29 maggio 2016.
Samuele Morcia si è creato un ulteriore business con le offerte dei seguaci del cosiddetto fenomeno delle presunte apparizioni del ” bambino Gesù di Gallinaro”, cominciato con Giuseppina Norcia, che si sta espandendo in varie regioni italiane.

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/06/05/documento-di-scomunica-delitto-di-scismaper-la-chiesa-di-gallinaro/

3) Una setta apocalittica analoga, con lo stesso nome di ‘Chiesa della nuova Gerusalemme’ è sorta in Messico negli anni 70: anche questa setta si oppone al Papa e si è autoproclamata chiesa tradizionalista scismatica con un proprio ‘pontefice’ ed una ‘veggente’ che dava previsioni sulla fine del mondo, rivelatesi puntualmente false. Famiglie distrutte e sfruttate in forme di schiavitù.

UNA SETTA CHE PRESENTA MOLTE ANALOGIE CON QUELLA DI GALLINARO

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/04/25/chiesa-della-nuova-gerusalemmein-messico-unaltra-setta-apocalittica-contro-il-papa/

 

Sant’Antonio abate, vittorioso sugli inganni del maligno

“I demoni invidiano noi cristiani ed escogitano di tutto per ostacolare la nostra strada verso il Cielo per non farci arrivare Lì da dove sono caduti loro… Pertanto è necessario pregare molto e praticare l’ascesi in modo da ricevere dallo Spirito Santo il dono di discernere gli spiriti. L’arma potente contro di loro è una vita onesta e l’ incrollabile fiducia in Dio. Se, dunque, vogliamo disprezzare il nemico, ricordiamo le grazie del Signore, e la nostra anima sia sempre lieta nella speranza ( Rm 12,12)”. SANT’ANTONIO ABATE.sant_antonio_abate_animaliPREGHIERE A SANT’ANTONIO ABATE
Gloriosissimo S. Antonio,
esempio luminoso di penitenza e di fortezza cristiana,
ardente di zelo per la salvezza delle anime
e di carità per il bene del prossimo,
Voi che otteneste da Dio la speciale virtù di liberare l’aria,
la terra, il fuoco e gli animali da ogni morbo e da ogni malefica influenza,
fate che con una santa vita imitiamo le vostre eroiche virtù
e che anche quaggiù in terra sperimentiamo
il vostro valevole patrocinio, ricevendo copiosissime
le vostre benedizioni su tutto ciò che serve
per la nostra alimentazione e pei nostri lavori,
sui corpi e sulle anime nostre.
Così sia.
Gloria, Pater.

O glorioso Sant’Antonio, abate, che per seguire fedelmente Gesù
rinunciasti a tutte le ricchezze umane e abbracciasti volontariamente la povertà evangelica, insegnaci a distaccare il nostro cuore dai beni terreni per non divenirne schiavi.
Tu che vivesti nell’ardente amore di Dio e del prossimo,
superando ogni egoismo, ottienici di praticare la vera carità e di avere il cuore aperto a tutte le necessità dei nostri fratelli.
Ottienici dal Signore la grazia di essere sempre vittoriosi nel duro scontro con il potere delle tenebre e la forza contro le insidie del maligno.
Fa’ che, liberi da ogni compromesso con il male, diventiamo ricchi di Dio.
Amen
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SANT’ANTONIO ABATE vittorioso sugli inganni del maligno

E’ conosciuto come il Santo con il porcellino forse perché il maiale aveva notevole importanza nell’economia dei monasteri e il roseo e grasso maialetto diventava il simbolo della salute e della prosperità. Un tempo la sua immagine infatti veniva collocata dai contadini in tutte le stalle e nelle case contadine raffigurato come un vegliardo, dalla fluente barba bianca, che indossava il saio e che poggiava su un bastone la Croce Egiziana. La sua mano in atto benedicente, sovrasta uno stuolo di animali domestici che allora popolavano le aie dei casali contadini: i buoi, asini, cavalli, pecore e capre, e pennuti. C’è chi afferma che il motivo per cui Antonio è rappresentato con ai piedi il roseo porcellino è legato al diavolo, con il quale il Santo aveva ingaggiato lotte tremende con forti tentazioni di ogni genere, e che potrebbe aver assunto anche le sembianze del porcellino.

Nella sua grotta scavata nella sabbia, visse in dimestichezza e amicizia con tutti gli animali, persino con i leoni e altre fiere che, ammansite, andavano a trovarlo. Nel deserto patì le note “Tentazioni di Sant’Antonio”, più volte raffigurate nella pittura. Il diavolo gli appariva sotto le sembianze angeliche, umane e bestiali nel tentativo di trarlo in inganno; era infastidito dalla sua ascetica e dalla preghiera.

Si racconta che un giorno un abate domandò ad Antonio che cosa era importante fare. Antonio disse: “Non fidarti della tua giustizia; sii contenuto nel ventre e nella lingua e non rimpiangere il passato”.

I demoni, che riconobbero in lui un potenziale avversario di grande pericolosità, lo infastidirono in ogni modo pensabile.
All’inizio cercarono di importunarlo con i rimorsi per aver regalato la sua ricchezza (“la cupidigia è l’origine di ogni male”). Poi lo inquietarono con la preoccupazione per sua sorella e con i desideri di fama e comodità. Quando questi pensieri non riuscivano a far abbandonare al giovane la retta via, cercavano di stancarlo con visioni sulla durezza di una vita virtuosa piena di sacrifici e gli facevano notare la caducità del corpo nel corso di una lunga vita (cfr. St. Athanasius, Vita di Sant’Antonio, cap. 5).
Il nemico, costretto alla fuga dalla rettitudine del santo, si servì di armi più potenti tentandolo giorno e notte con visioni sensuali. Trovandosi nella stessa situazione Padre Pio dichiarò : “Il Maligno insinua nella mente e nel cuore pensieri impuri e disperazione” (Lettere I,33). “Il demone non desiste e, cosa ancor più dolorosa, insinua costantemente pensieri scoraggianti” (Lettere I,87). Pregando, digiunando e meditando sulla passione di Cristo e sulle sofferenze dell’inferno, Antonio respinse gli attacchi del diavolo: Per grazia di Dio però sono quello che sono! (1 Cor 15,10). Dopo queste tentazioni il Maligno cercava di adularlo facendogli nascere il desiderio della fama.

Anche in questa occasione Sant’Antonio si umiliò: “Il Signore è con me, è in mio aiuto; sfiderò i miei nemici” (Sal 118,7). Persino dopo queste vittorie Antonio non cessava la sua vigilanza in preghiera e disciplina e s’impose ancora più duri digiuni e penitenze. Non temeva di debilitare il suo corpo perché sapeva “quando sono debole, è allora che sono forte” (2 Cor 12,10).
“A questo punto il diavolo non ce la faceva più perché temeva che Antonio volesse riempire il deserto con la sua ascesi, e così, di notte lo avvicinò con una schiera di demoni colpendolo così violentemente che Antonio rimase a terra senza parole per il dolore” (Athanasius, Vita di Sant’Antonio, Cap. 8). Su intervento divino arrivarono amici che portarono il malcapitato in città e lo curarono. Antonio, a mezzanotte della prima notte, si svegliò e insistette con gli amici per essere riportato nella sua cella nel deserto. Quando fu di nuovo da solo, egli pregò e, sebbene non riuscisse a reggersi in piedi, gridò ai demoni: “Sono Antonio, eccomi di nuovo; non temo i vostri colpi; anche se mi torturate ancora di più, nulla mi separerà dall’amore di Cristo (cfr. Rm 8,25).10442516_372387009608122_8285258944499845708_nPoi intonò il salmo “Se contro di me si accampa un esercito, il mio cuore non teme” (26,3) (ibidem Cap. 9).
 Antonio ripose sempre la sua fiducia nel Signore e uscì vincitore dalla lotta. Infine Dio lo irradiò di luce; i demoni fuggirono da lui.

S.Antonio rimproverò il suo Angelo custode:
“Dov’ eri? Perché non sei venuto all’inizio a porre fine alle mie sofferenze? E una Voce gli disse: “Antonio, io ero sempre qui, ma aspettavo per vedere la tua resistenza. Dato che hai affrontato la prova senza soccombere, io verrò sempre in tuo aiuto e ti farò conoscere in tutto il mondo” (ibidem Cap 10).

Dopo quasi quattro generazioni di esperienza nella preghiera e nella lotta spirituale Antonio era diventato un maestro del discernimento. Alla fine della sua vita poteva dire: “I demoni invidiano noi cristiani ed escogitano di tutto per ostacolare la nostra strada verso il cielo per non farci arrivare lì da dove sono caduti loro… Pertanto è necessario pregare molto e praticare l’ascesi in modo da ricevere dallo Spirito Santo il dono di discernere gli spiriti (ibidem Cap. 22). “l’arma potente contro loro è una vita onesta e la fede incrollabile (fiducia) in Dio” (ibidem Cap. 30). “L’assalto e l’apparizione del maligno sono però turbolenti, strepitosi, avvengono con baccano e grida assordanti come da gioventù violenta o ladri. Per questo, nascono subito nell’anima terrore, smarrimento, disordine nei pensieri, odio di familiari, timore della morte; e poi il desiderio del male, trascuratezza nelle virtù e sconvolgimento del carattere” (ibidem Cap. 36). La loro presenza causa un tipo di oscurità confusa, mentre balenano false luci stimolanti e false sensazioni di sicurezza e vanità.

I santi Angeli, invece, ispirano sempre tranquillità e una profonda pace interiore, ci conducono alla mitezza di Cristo, che loro stessi manifestano nella loro missione a noi poveri peccatori:
“la loro apparizione avviene con calma e con discrezione da suscitare immediatamente gioia…e coraggio. Poiché il Signore, che è la nostra gioia e la nostra forza è con loro…nasce nell’anima il desiderio del divino e del futuro e il desiderio di unirsi a loro (agli Angeli)…” (ibidem Cap. 35).
“La luce che gli Angeli comunicano esalta sempre Dio. L’anima anela intensamente a Dio e vive un meraviglioso distacco dalle cose di questo mondo. E’ vero – osserva Antonio – l’iniziale presenza dell’Angelo ispira timore, che però si trasforma presto in reverenza e fiducia amorevole in Dio.

Egli consiglia: “Una visione vi può procurare spavento, ma se questo spavento lascia subito lo spazio ad una gioia indicibile e provate benessere, coraggio, forza e ordine nei pensieri… e amore per Dio, allora rallegratevi e pregate, poiché la gioia e la tranquillità dell’anima sono indice della santità di tale apparizione. Così gioiva Abramo quando vide il Signore (cfr. Gv 8,56) e Giovanni esultava di gioia nel grembo di sua madre quando sentì la voce della Madre di Dio” (ibidem Cap. 36). trad_sand_andunie4Sant’ Antonio abate, per la lotta spirituale, ci dà questo consiglio :

“Coraggio e rallegriamoci perché saremo salvi. Non dobbiamo mai dimenticare che il Signore Gesù, Colui che ha scacciato e sconfitto i demoni, è con noi.
Dobbiamo considerare e ricordarci sempre che i nemici non ci toccheranno perché il Signore è con noi. Quando (i demoni) vengono, si comportano a seconda di come ci trovano e conformano i loro inganni al nostro stato d’animo. Se ci trovano scoraggiati e disorientati, accorrono subito come dei ladri che trovano un posto incustodito, gonfiando ulteriormente questo nostro stato d’animo. Se ci vedono timorosi e vigliacchi allora incrementano il nostro timore con apparizioni e minacce…

Se invece, ci trovano gioiosi nel Signore, meditando i Suoi doni e i Suoi futuri e se confidiamo che tutto è nelle mani di Dio, sapendo che un demone non può nulla contro un cristiano, come pure non ha alcun potere su di nessun altro: se vedono l’anima salvaguardata grazie a tali pensieri, se ne vanno vergognati…
Se, dunque, vogliamo disprezzare il nemico, ricordiamo le grazie del Signore, e l’anima sia sempre lieta nella speranza (cfr Rm 12,12)” (ibidem Cap 42).

Don Marcello Stanzione, M.S.M.A.

Sant’ Antonio Abate http://www.santiebeati.it/dettaglio/22300

“No a letture del Corano a Messa: è un gesto sconsiderato, non è vero ecumenismo”

Le letture del Corano in chiesa nel nome di un falso dialogo interreligioso. La protesta del vescovo anglicano di origine pakistana Mons Nazir-Ali: «Le autorità della Chiesa episcopale scozzese dovrebbero ripudiare questo gesto sconsiderato».

E’ da giorni che su alcuni siti circola la notizia che in una cattedrale a Glasgow, in Scozia, una musulmana avrebbe letto il Corano nel giorno dell’Epifania 6 gennaio 2017, declamando il versetto “Gesù non è figlio di Dio”: la notizia è stata molto manipolata da siti sedicenti “cattolici”, che hanno come obiettivo quello di creare scismi modernisti e tradizionalisti, creando confusione e gonfiando i fatti per screditare la Chiesa cattolica, quindi noi siamo andati a verificare la notizia sulle fonti originali e la riportiamo in modo dettagliato e chiarificatore. 

1) Innanzitutto, NON SI TRATTA DI UNA CHIESA CATTOLICA, ma E’ UNA CHIESA EPISCOPALE, QUINDI ANGLICANA, la cattedrale di St Mary a Glasgow. Si vede anche dalla foto, dove ci sono “donne prete”…Il video della funzione, rimasto attivo su Twitter, mostra una giovane musulmana che legge il Corano nella chiesa anglicana e canta in arabo, quindi non si capisce nulla e non può essere considerata “una prova del misfatto”, almeno per gente comune che non conosce l’arabo. La BBC ha chiarito cosa è veramente accaduto, in base alle notizie riportate dal Vescovo Mons Nazir-Ali:

2) Durante la funzione la giovane musulmana Madinah Javed, 19 anni, ha letto alcune parti del Corano, il capitolo di Maryam, in cui si parla molto bene della  Vergine Maria, che i musulmani rispettano, ed in cui si riporta l’Annunciazione dell’arcangelo Gabriele a Maria; il versetto incriminato è il 35 che direbbe questo: “Non si addice ad Allah che Egli dovrebbe prendere a sé chiunque come figlio, Santo è Lui.”….Quindi non viene nominato GESU’ in modo diretto, ma “chiunque”…

3) In ogni caso, sappiamo che i musulmani, pur condividendo con i cristiani il rispetto per la Vergine Maria Madre di Cristo e per gli Angeli come custodi dell’uomo e messaggeri di Dio, non credono nella Verità evangelica più importante: la divinità di Cristo Figlio di Dio incarnato. I sacerdoti anglicani di quella chiesa, hanno chiarito che la musulmana avrebbe letto un passo del Corano che non era stato concordato prima con i sacerdoti…
Ma molti fedeli hanno giustamente protestato contro questo gesto di debolezza, cioè permettere di leggere il Corano a Messa: ciò  è contrario al vero dialogo  interreligioso, che richiede l’integrità del proprio credo (quindi mai permettere il relativismo “in nome del dialogo”) e la competenza nel rispettarsi a vicenda, per consolidare la pace tra i popoli,  mantenendo intatta la propria identità religiosa e culturale. 

In particolare, l’ex vescovo di Rochester, Michael Nazir-Ali, ha dichiarato: «I cristiani dovrebbero conoscere ciò in cui credono i loro concittadini e di conseguenza possono leggere il Corano da soli, in arabo o in traduzione. Ma non è la stessa cosa leggere in chiesa il Corano durante una funzione pubblica di adorazione. Le autorità della Chiesa episcopale scozzese dovrebbero immediatamente ripudiare questo gesto sconsiderato».
Ma il prevosto della Cattedrale anglicana, Kelvin Holdsworth, ha difeso la decisione: «Eventi come questo hanno aiutato ad approfondire i rapporti di amicizia locali, capire ciò che abbiamo in comune con i musulmani e dialogare su ciò che ci differenzia». In realtà, la lettura del Corano in chiesa è un grave cedimento della propria identità religiosa: la chiesa anglicana si è distinta anche per aver abbracciato l’agenda gay, i matrimoni gay, il sacerdozio femminile,  etc: tutti episodi che confermano le  difficoltà della Chiesa anglicana che in Inghilterra, secondo l’ex arcivescovo di Canterbury Lord Carey, «sarà estinta tra una generazione se non facciamo niente». 

IL CODICE DI DIRITTO CANONICO DELLA CHIESA CATTOLICA DICE NO A LETTURE DEL CORANO A MESSARisultati immagini per SANTA MESSA SACERDOTECostituzione sulla sacra liturgia, Sacrosanctum Concilium: “Di conseguenza assolutamente nessun altro, anche se sacerdote, osi, di sua iniziativa, aggiungere, togliere o mutare alcunché in materia liturgica” (SC 22), perchè “ogni celebrazione liturgica, in quanto opera di Cristo sacerdote e del suo corpo, che è la Chiesa, è azione sacra per eccellenza, e nessun’altra azione della Chiesa ne uguaglia l’efficacia allo stesso titolo e allo stesso grado (SC 7)”.  

Il vigente Codice di Diritto Canonico conferisce forma giuridica alla dottrina conciliare e stabilisce le condizioni essenziali per il compimento e il riconoscimento di un atto liturgico valido e legittimo:

Can. 834 – §1. La Chiesa adempie la funzione di santificare in modo peculiare mediante la sacra liturgia, che è ritenuta come l’esercizio della funzione sacerdotale di Gesù Cristo; in essa per mezzo di segni sensibili viene significata e realizzata, in modo proprio a ciascuno, la santificazione degli uomini e viene esercitato dal Corpo mistico di Gesù Cristo, cioè dal Capo e dalle membra, il culto di Dio pubblico integrale.

§2. Tale culto allora si realizza quando viene offerto in nome della Chiesa da persone legittimamente incaricate e mediante atti approvati dall’autorità della Chiesa.

IL LUOGO SACRO

Alla liturgia e al culto in genere, «non appartengono soltanto i vari riti, considerati unicamente nel tempo in cui si svolge la loro celebrazione, ma anche tutte le loro pertinenze intrinseche: gli arredi sacri (calice, patena, croce, messale, ecc.); gli abiti liturgici; i luoghi celebrativi (altare, tabernacolo, ambone, sede, ecc.); l’edificio della chiesa nel suo complesso». E’ di immediata comprensione «come ogni celebrazione, composta di gesti e preghiere (per ritus et preces – SC48), necessiti di luoghi e strumenti idonei, che non sono esteriori al rito, ma interiori ed intrecciati con esso».

Fonti:

http://www.theblaze.com/news/2017/01/12/muslim-in-cathedral-reportedly-recites-quran-verse-that-christ-isnt-gods-son-and-folks-are-upset/

E’ giusto leggere il Corano dopo la santa messa?

http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=19

Ricerca scientifica: l’inganno e i pericoli della Meditazione trascendentale e “tecniche di consapevolezza”

Una RICERCA SCIENTIFICA, di recente pubblicazione in Usa e Regno Unito, dimostra che la meditazione trascendentale e le cosiddette “tecniche di consapevolezza Mindfulness”(riesumate da tradizioni occultiste orientali: Yoga, Reiki, tecniche diffuse da guru e maestri vari…) non portano a quel “senso di pace e rilassamento” che tanto viene pubblicizzato, ma invece innescano MANIE DEPRESSIVE, ALLUCINAZIONI E PSICOSI IN PIU’ DEL 60% DEI CASI. MA I MEDIA NASCONDONO LA POTENZIALE NEGATIVITA’ DI QUESTE ‘TECNICHE’ molto diffuse e propagandate oggi dal business multimilionario della New Age. IL LIBRO DEI DUE RICERCATORI, il dott. Farias e la Dott. Wikholm, si intitola “La pillola di Buddha: la meditazione può cambiarti?” UN LIBRO VERAMENTE CONTROCORRENTE che finalmente dice la verità

https://www.amazon.com/Buddha-Pill-Can-Meditation-Change/dp/1780287186  thr-buddha-pillDr Miguel Farias e Dr Catherine Wikholm sono entrambi due autorevoli medici PSICHIATRI, sono anche psicologi clinici nel servizio sanitario nazionale ed hanno pubblicato la loro tesi nelle università inglesi e su riviste scientifiche internazionali. Il dott. Miguel Farias, è leader del gruppo di ricerca sulle funzioni cerebrali, credenze e comportamenti presso la Coventry University; la dott. Catherine Wikholm, è ricercatore in psicologia clinica presso la University of Surrey: hanno pubblicato la loro tesi SUGLI EFFETTI NEGATIVI DELLA MT nell’ultimo numero del British Journal of Psychiatry. Fonti:  

http://pb.rcpsych.org/…/early/2016/09/23/pb.bp.116.053686 

https://health.spectator.co.uk/what-mindfulness-gurus-dont-tell-you-meditation-has-a-dark-side/

Dunque la vera ricerca scientifica conferma ciò che da sempre la Sacra Bibbia e le testimonianze di sacerdoti esorcisti affermano sulla pericolosità a livello psicofisico di queste ‘pseudo tecniche di rilassamento’ che in realtà non sono altro che spiritismo e possono portare a ossessioni maligne e a vere possessioni, vedasi per esempio gli studi e la testimonianza di Padre Joseph Maria Verlinde nel libro autobiografico “DA CRISTO AL GURU: ANDATA E RITORNO “: Verlinde, prima della sua conversione a Cristo, ha praticato per oltre dieci anni Yoga e Meditazione trascendentale in India; liberatosi da ogni legame con queste pratiche occulte, oggi è sacerdote cattolico  e nei suoi libri spiega la pericolosità di queste tecniche orientali attraverso le quali si aprono le porte a spiriti DEVA , detti eufemisticamente ‘energie sottili’…Fonte: http://www.gris-imola.it/ultime_notizie/PadreJosephVerlindeDaCristoalGuruandataeritorno.php Nessun testo alternativo automatico disponibile.La carenza di rigorosi studi statistici sulle ripercussioni negative della meditazione trascendentale e delle tecniche di consapevolezza (Mindfulness) costituisce un vero e proprio scandalo, secondo il DOTT. MIGUEL FARIAS: 

“Le affermazioni dei praticanti di MT [meditazione trascendentale] e dei ‘ricercatori di consapevolezza’ sono sempre favorevoli a queste tecniche orientali, considerate antistress e pubblicizzate dalle mode dei Vip e star dello spettacolo-afferma il dott. Farias-Queste affermazioni sono molto superficiali: infatti come può una tecnica che permette di estraniarsi da sè e cambiare la percezione o realtà di se stessi, non avere potenziali effetti negativi?”.
Lo studio britannico ha esaminato l’ effetto di yoga e meditazione trascendentale sui detenuti in sette prigioni nelle Midlands: essi hanno ricevuto lezioni di 90 minuti una volta alla settimana e hanno completato i test per misurare le loro funzioni cognitive in dieci settimane attraverso un processo di controllo randomizzato.
In un primo tempo, lo stato d’animo dei detenuti sembrava migliorato, e la loro angoscia e stress psicologico ridotti – ma subito dopo hanno avuto atteggiamenti molto più aggressivi. ancora prima di cominciare le ‘tecniche di consapevolezza’…che nella maggioranza dei casi hanno peggiorato ulteriormente il loro stato…

La dott. Wikholm ha detto al Times: “E’ difficile avere una visione equilibrata quando i media pubblicizzano continuamente i benefici della meditazione MT e delle tecniche di consapevolezza.
Dobbiamo renderci conto che i rapporti sui benefici di queste prestazioni sono spesso gonfiati … considerando che gli studi che non scoprono benefici significativi raramente raccolgono l’interesse dei media, e non si parla mai invece degli enormi effetti negativi di queste pratiche.”

TESTIMONIANZA DEL DOTT FARIAS: IL CASO DI AARON ALEXIS-744946-aaron-alexis-photo-fournie-ancien34 anni, BUDDISTA, veterano di Marina, DECORATO CON LA MEDAGLIA ANTITERRORISMO, praticava meditazione trascendentale da molti anni: nel 2013 UCCIDE 12 PERSONE,  UNA STRAGE SENZA MOTIVOSecondo i conoscenti Alexis era una persona pacifica, molto gentile, ma negli ultimi tempi diceva di “avere allucinazioni , sentiva delle voci intorno a lui e dentro di lui, sentiva di essere minacciato da persone invisibili, che gli facevano vibrare tutto il corpo e da tempo non riusciva a dormire.”

Aaron Alexis non aveva mai avuto problemi mentali; aveva iniziato a frequentare regolarmente un tempio buddista a Washington; sperava che lo avrebbe portato ad un perenne stato di rilassamento.”Voglio essere un monaco buddista”, ha detto una volta ad un maestro del tempio. Il suo maestro gli consigliò di continuare a studiare e Alexis ha continuato a praticare meditazione trascendentale con impegno, ma le cose sono andate molto diversamente da come Aaron Alexis pensava…
Il 16 settembre del 2013, Alexis è entrato con calma e impassibilità in Washington Navy Yard. Erano le 08:00. Aveva lavorato lì non molto tempo prima, e la sicurezza lo fece entrare. Pochi minuti dopo, le telecamere di sicurezza lo ripresero in possesso di un fucile da caccia: alle ore 9, furono uccise 12 persone. Alexis ha ucciso persone a caso, con grande freddezza, come in stato di trance:  finite le munizioni, ha usato la pistola appartenente ad una guardia che aveva appena ucciso. Alexis morì dopo uno scontro a fuoco con la polizia.Immagine correlata
Aaron Alexis praticava regolarmente Meditazione trascendentale, era una persona pacifica, che aveva aiutato anche i superstiti dell’attentato alle Torri Gemelle a New York l’11 settembre….Sembra proprio che la Meditazione, invece di aiutarlo a superare traumi passati, lo abbia reso più aggressivo fino a diventare un potenziale assassino…

La Meditazione trascendentale porta la persona a sprofondare nei recessi della mente più di quanto si possa immaginare.
Molti Buddisti occidentali affermano che questo processo fa parte della ‘meditazione’: attraversare uno stato di disperazione e pensieri ossessivi sulla morte, nausea, attacchi di panico, allucinazioni, istinti aggressivi incontrollabili, specialmente verso persone care, sarebbero solo ‘stadi’ , livelli di ‘consapevolezza’, traumi del passato che riemergono e che poi con il tempo vengono superati…..
ma è spesso capitato che molti quello ‘stadio ‘ non lo hanno superato mai, anzi ne sono rimasti intrappolati!

IL LATO OSCURO DEL DHARMA…
Willoughby Britton, neuroscienziato e psichiatra presso la Brown University, sta ora cercando di definire quello che lei chiama “il lato oscuro del Dharma”, uno studio che nasce dalla testimonianza di due persone che vengono ricoverate in ospedale dopo un’ intensa pratica di meditazione trascendentale, insieme con la sua esperienza di un seminario di ‘tecnica di consapevolezza’ in cui lei stessa ha provato un terrore inimmaginabile.
Attraverso la letteratura buddhista classica, lei stessa si rese conto che tali esperienze terribili sono spesso citate come ‘fasi comuni di meditazione’…Ma sono molto pericolose e i media questo non lo dicono, parlano solo di ‘effetti speciali rilassanti ‘ della meditazione…
In realtà i ‘processi di meditazione’ portano le persone a percepire il mondo in modo diverso: l’udito si affina; il tempo si muove più lentamente. Ma il cambiamento più radicale che può verificarsi sta in ciò che Britton chiama “la narrazione del sé”, cioè il concentrarsi sul momento presente, nient’altro che il momento presente…
possono passare attimi, come anche ore e giorni in questo estraniamento e la coscienza rimane come bloccata, con un piede nel passato e l’altro nel futuro e a quel punto la percezione di sè crolla e ci si trova in balìa del caos…

Dopo aver personalmente curato molti casi di persone che hanno praticato MT per anni e che sono state ricoverate in ospedale e in terapia psichiatrica, ho voluto parlare con qualcuno che aveva abbracciato la meditazione orientale e ne conosceva i lati oscuri e fosse disposta a parlarne: ho trovato quella persona in Swami Ambikananda, una donna sudafricana che vive in Inghilterra, che ha preso i voti religiosi indù e ora insegna meditazione e yoga a Reading.
Le sue parole hanno confermato ciò che sospettavo …
Ci siamo seduti nel suo salotto e, quando le ho detto che stavo cercando il potenziale lato oscuro della meditazione, mi ha chiesto se avevo sentito parlare del caso terribile di Aaron Alexis. E ha detto:
“C’è un nuovo dogma sulla meditazione: Quando non riesce, i suoi limiti non sono mai messi in discussione. Ci è stato detto che era colpa delle persone che non la stavano facendo bene… 
Ma la verità è che la percezione del mio io viene sciolta quando si entra in meditazione trascendentale…. Aaron Alexis non aveva problemi di salute mentale, non lo metto in dubbio: la meditazione ci costringe a guardare NELL’ABISSO DEL SE’ e sempre vi sono rischi gravi,  vi hanno mentito quando vi dicono che serve per essere più rilassati potenti e più felici.”

Fonti: http://www.independent.co.uk/life-style/health-and-families/features/meditation-is-touted-as-a-cure-for-mental-instability-but-can-it-actually-be-bad-for-you-10268291.html

https://www.washingtonpost.com/local/before-navy-yard-shooting-alleged-gunman-heard-voices-and-sought-help/2013/09/17/874970d8-1fd2-11e3-94a2-6c66b668ea55_story.html?utm_term=.9375ebc8e0d6

https://www.washingtonpost.com/local/shooters-interest-in-buddhism-prompts-debate-about-stereotype-of-peaceful-faith/2013/09/18/f0ecd938-1fcf-11e3-94a2-6c66b668ea55_story.html?utm_term=.4a896a6859c4

 

Intervista a Padre Ildebrando Di Fulvio, l’esorcista dell’Abbazia di Casamari

Monaco cistercense presso l’Abbazia di Casamari, alle porte di Roma, l’esorcista Padre Ildebrando Di Fulvio racconta, ad una giornalista del quotidiano La Provincia(in data 12 gennaio 2017), la sua eroica e paziente missione, in aiuto di tante persone sofferenti spiritualmente, che lo cercano, a cui lui sempre precisa: ” Il sacerdote esorcista non è un mago: io sono un servo di Dio, che ha ricevuto il mandato dal vescovo per esercitare il ministero esorcistico con l’autorità che Gesù Cristo ha conferito alla Chiesa”.

12 MILIONI DI ITALIANI SCHIAVI DI SETTE OCCULTISTE E DI OLTRE 150MILA MAGHI

I casi sono sempre più numerosi, il fenomeno sta assumendo proporzioni preoccupanti. Almeno a quanto sostengono i sacerdoti esorcisti impegnati nella lotta al maligno.
Crisi economica e disperazione spingono alla ricerca di una falsa speranza. Oggi, a innescare il ricorso alla magia ci pensano la crisi economica, la mancanza di lavoro, la difficoltà di migliaia di famiglie a mantenere un livello di vita dato per scontato fino a qualche anno fa. Così si ripresentano gli odiosi fenomeni delle sette sataniche e delle messe nere.

E’ accaduto e sta accadendo in Ciociaria con una frequenza preoccupante. Pochi giorni fa una donna ha trovato nel secchio della spazzatura del cimitero di Sora una gallina sventrata, gettata lì tra i fiori secchi. L’animale era intero ma completamente ricoperto di sangue. Disgustata la donna e sorpresi gli operai del Comune che hanno rimosso la carcassa. E’ il luogo a destare sospetto e inquietudine. Un camposanto, teatro di numerosi episodi di riti che di solito si concludono col sotterramento dell’animale o con la collocazione dell’animale morto in una tomba profanata per l’occasione. Un rito che in questo caso, forse, è stato interrotto dall’arrivo di un guardiano. L’immagine è finita su facebook, suscitando diversi commenti e accrescendo l’agitazione nelle persone spaventate dai ‘riti satanici’ e dalle pratiche dell’occulto.
E’ soprattutto nel Cassinate, all’ombra dell’Abbazia, cuore ciociaro della cristianità, che si registra una maggiore frequenza di casi legati alla magia nera che, il più delle volte, lasciano poco spazio all’immaginazione. Poche settimane fa il ritrovamento di un galletto sgozzato su Lungofiume Madonna di Loreto a Cassino. Vicino alla carcassa diverse candele posizionate in una particolare sequenza, alcune monetine e altri strani orpelli utilizzati, come da letteratura, nelle messe nere, in particolare nei riti di ‘pacificazione con l’Avversario’. Il che non è un fatto positivo come potrebbe sembrare, infatti l’Avversario è il demonio.
A Piumarola, una frazione del comune di Villa Santa lucia, non molto tempo fa, è stato rinvenuto un altarino con una testa di gatto. Era ai margini di una stradina chiusa, insieme a una testa di pollo inserita all’interno di un pentacolo, la stella a cinque punte usata nel satanismo come strumento rituale. Nella parte alta di Castrocielo, pochi tempo dopo, una testa di caprone fu fatta ritrovare sotto una quercia. Sulla corteccia dell’albero, scritto a pennellate di sangue, appariva un 666, numero che nell’Apocalisse di Giovanni è riferito a una bestia che sale dal mare e devasta la Terra. Quella bestia è Satana.

Spesso la speranza si cerca nei luoghi e nei modi sbagliati. Si cade nel tranello dei riti, nelle parole di cartomanti o presunti veggenti. L’11 gennaio 2017, nell’udienza settimanale, è intervenuto persino il Pontefice per mettere in guardia da maghi, fattucchieri e stregoni. Li ha defininiti «delinquenti e contrabbandieri di verità». In Italia il giro d’ affari annuo di guaritori, stregoni e fattucchiere è di 4,5 miliardi di euro. Una cifra da capogiro. Secondo l’Osservatorio anti-plagio, 12 milioni di italiani si rivolgono a oltre 150mila maghi. Una minaccia segnalata da Papa Francesco subito dopo la sua elezione. «Solo Gesù ci può salvare e nessun altro, tanto meno i maghi con le improbabili profezie dei tarocchi che ammaliano e illudono l’uomo moderno». Ammonite tutte le pratiche di magia e stregoneria «con le quali si pretende di sottomettere le potenze occulte per porle al proprio servizio ed ottenere un potere soprannaturale sul prossimo».

Intervista a Padre Ildebrando Di Fulvio esorcista, pubblicata il 12 gennaio 2017

Quando ha cominciato a praticare esorcismi? Ricorda il primo?

Pratico esorcismi solo dal 2002 – racconta Ildebrando – dopo tanta preparazione, una preparazione ‘inconscia’ perché guidata solo dalla preghiera. Tanta preghiera. Ho praticato il primo vero esorcismo nel 2005, un caso capitato qui, nel frosinate. Un caso serio e difficile. Ho cercato di delegare un altro esorcista, lo ammetto, ma poi mi son chiesto cosa avrei raccontato al buon Dio, quella gente aveva bisogno di me. Mi sono fatto forza. Immediatamente ho capito, la forza non era la mia, ma di Dio, che agisce in prima persona. E’ Lui l’autore di ogni liberazione. Lui avrebbe, come ha fatto, protetto sempre anche me. Da quella prima volta».

Dove li pratica? Solo in Ciociaria?

«Prevalentemente in diocesi. Mi sposto di poco. Ma qui arrivano da tutte le parti di Italia. Trentino, Sicilia, Basilicata, Puglia. Arrivano da Ravenna, Grosseto, Caserta, Cesena. Da tutte le parti di Italia. Su appuntamento ma tante volte imbrogliando – dice sorridendo – si mettono in coda e io, anche se non si dovrebbe, faccio quel che posso per aiutare tutti.»

Ricorda il caso più impegnativo?

«Una decina di casi sono stati davvero seri. E in quei casi bisogna premunirsi di tanta fede attorno, tante persone in sostegno, spirituale ma anche fisico perché il demonio attacca anche fisicamente e con una violenza inaudita».

Esiste un ‘soggetto a rischio’ ? Qual è l’identikit dei ‘prescelti’ dal demonio?

«Eh! Siamo tutti a rischio. Certo chi ha perso i valori, il bisogno dei valori, la scelta dei valori e allontana il sacramento, lo è di più. Tante volte si sente dire:’ Sono cattolico non praticante’. Quelli che la pensano così sono i più attaccabili dal demonio. Fides sine operibus mortua est. Una ‘fede morta’ è una fede che non esiste. Papa Francesco dice che :” Se vivi e non servi, non servi per vivere”».

Come si manifesta il demonio?

«Non è così facile. Esistono molteplici forme. Da quella apparentemente innocua, ordinaria, meno sospetta, a quella più aggressiva. Cambia il contatto. Se il posseduto sa di esserlo alla vista dell’esorcista comincia a tremare, diventa nervoso, la preghiera lo rende inquieto, talmente da perdere i sensi, cadere in trans, straziati dal tormento, una sorta di spersonificazione. I posseduti appaiono deformati, hanno una forza fisica sovraumana, riescono a parlare lingue sconosciute, sono impressionanti. Ma le formule del rito funzionano».

Esistono periodi dell’anno in cui c’è maggiore frequenza di casi?

«I riti satanici vengono celebrati in particolar modo nei periodi forti della Chiesa. Quasi a controbattere i momenti ‘caldi’ dell’anno liturgico. Una risposta malefica alle maggiori celebrazioni sacre. Plausibile pensare che in questi periodi ci sia un aumento della frequenza dei casi che ne conseguono»

Come si cade nel tranello di satana?

«Satana è furbo e utilizza tutti i modi possibili. Maghi. Stregoni e fattucchieri, anche quelli che pensano di fare del bene, possono ‘trasmettere’ il messaggio del maligno, attraverso magie e riti. Oltre i satanisti veri e propri, sono loro a fare da tramite. Da non sottovalutare neppure le sedute spiritiche, altro strumento del maligno. Il diavolo cerca di attaccare tutti. Anche gli uomini di Chiesa e di buon cuore. Io stesso venni attaccato una volta. Si può restare vittime di maleficio. Un ‘colpo’ mandato a dovere può provocare pene e sofferenze senza pari. Esiste il ‘patto col diavolo’ ed è pericolosissimo. Forti del fatto che Satana dà tutto quello che gli viene chiesto, disseta il vizio, si dimentica che anche lui chiederà in cambio. E pure quando si decide di volersi liberare del maligno e si supera la paura del distacco, non è così semplice. Il demonio è vendicativo. Il demonio non si arrende facilmente».

Quanti casi sono stati registrati in Ciociaria?

«Nella nostra provincia si contano tantissimi casi. Non li conto più. La superstizione, purtroppo, soprattutto in aree di confine o in piccoli centri, allontana le anime dai valori buoni della fede e avvicina a credenze e azioni cattive che spingono inevitabilmente nelle mani del demonio. Se si è fortunati si resta solo buggerati economicamente da qualche mago truffatore, ma spesso invece si resta vittime di vere e proprie dannazioni ed è necessario l’intervento dell’esorcista che attraverso la preghiera deve riuscire a scacciare il maligno e ripulire l’anima del dannato. Il demonio è vigliacco, può volerci tempo ma Dio vince sempre. L’esorcista grazie a Dio riesce a capire se un individuo è davvero posseduto. In qualche caso c’è persino chi finge di essere vittima del maligno, per motivi che non si capiscono con facilità».

I bambini? Quanti casi hanno interessato bambini e di che età? Anche in Ciociaria?

«Sì. Anche i bambini possono essere vittime di maleficio. Mi sono capitati dei casi, anche in Ciociaria. Vedono ombre, hanno paura, altri gridano in maniera forsennata e innaturale. In un caso che ho seguito un bambino di soli tre anni parlava, sparlava, mostrava un atteggiamento totalmente estraneo ai suoi coetanei, fortunatamente con la preghiera e il tempo, che non è nostro ma del Signore, è guarito».

Abbiamo ricevuto segnalazione di galli sgozzati o comunque di strani ritrovamenti che fanno pensare a un rituale magico se non satanico, che cosa ci sa dire?

«Anche in Ciociaria si praticano messe nere e riti satanici. Per fare un esempio, Halloween, festa satanica, si è diffusa anche da noi. La festa si conclude con un sacrificio. Il demonio chiede un sacrificio umano, quando non si riesce si sacrifica un animale, un pollo, una gallina. ‘Non posso ucciderti e quindi ti maledico attraverso un rito, porgendo in dono un animale al demonio’. Quell’animale rappresenta il nemico. Le conseguenze dei riti sono malefici che colpiscono case, famiglie, attività commerciali. I riti sono potentissimi e chi li pratica, sotto la guida del maligno, vuole infliggere le peggiori sofferenze possibili, e ci riesce».

Si sentono i rintocchi della campana. Sono le 13. L’ora della preghiera. Dobbiamo salutarci. Mi alzo e ringrazio il monaco, meno imbarazzata e più sorridente. Ottimismo, speranza, perdono. Mi sento più libera e consapevole. Una esperienza che mi ha dato tanto. Il bene vince sempre sul male.  Joe Carobolo.

http://www.laprovinciaquotidiano.com/2017/01/12/speciale-messe-nere-intervista-padre-ildebrando-fulvio-lesorcista/

Intervista a Padre Ildebrando Di Fulvio, per la trasmissione Vade Retro, nel 2013

Occultismo in Italia. Un grande giro d’affari intorno alle “false speranze”

La chiaroveggenza. Il tema è stato richiamato  da Papa Francesco nel corso dell’Udienza generale 11 gennaio 2017. Con la sua consueta spigliatezza comunicativa, Bergoglio ha ricordato che quando era Arcivescovo di Buenos Aires, notava che in un parco della capitale argentina erano soliti raccogliersi diversi “veggenti”, con una discreta “coda” di persone davanti a loro, per farsi leggere il futuro con le carte.

” E questo ti dà sicurezza? E’ la sicurezza di una – permettetemi la parola – di una stupidaggine. Andare dal veggente o dalla veggente che leggono le carte: questo è un idolo! Questo è l’idolo, e quando noi vi siamo tanto attaccati: compriamo false speranze. Mentre di quella che è la speranza della gratuità, che ci ha portato Gesù Cristo, gratuitamente dando la vita per noi, di quella a volte non ci fidiamo tanto.”

L’immagine evocata dal Pontefice è in parte analoga a quella che si presenta in tante città del mondo, Roma compresa. Basta fare due passi nel centro storico dell’Urbe, nei pressi di Piazza Navona, di Piazza di Spagna, di Campo de’ Fiori, per imbattersi in qualche cartomante, solitamente raccolto intorno al suo studio ambulante composto da sedia e tavolino pieghevole su cui sono poggiati i tarocchi.

Più uniche che rare le occasioni in cui si crei addirittura una “coda” di persone in attesa di ricevere una “consulenza” da questi “veggenti”. Anzi, è piuttosto insolito che costoro siano impegnati a parlare con un cliente. Il più delle volte li si nota da soli, in attesa che arrivi qualcuno a cui vendere quella che il Papa ha chiamato una “falsa speranza”.

La desolazione di questi banchetti ambulanti sparsi nel centro di Roma non deve però trarre in inganno. L’occultismo è una realtà assai diffusa in Italia, che miete ogni anno nuovi succubi.

Lo testimonia l’immenso giro d’affari generato da stregoni, maghi, fattucchieri e cartomanti. Secondo l’Osservatorio Antiplagio, nel Belpaese oscilla intorno ai 4,5 miliardi di euro all’anno. E negli ultimi anni, complice forse la crisi economica, il fenomeno sta conoscendo un pericoloso incremento.

Sono arrivati a circa 12 milioni gli italiani che almeno una volta all’anno si rivolgono a questi personaggi. Il canale privilegiato attraverso il quale vengono a contatto con tali realtà è la tv. Specie le emittenti private forniscono ampio spazio agli annunci di sensitivi e simili. Ma ad alimentare questo business contribuisce anche internet, soprattutto i social network.

La causa di questo ingente ricorso all’occulto va attribuito anche alla secolarizzazione; “ad un affievolimento della fede, ma anche ad una certa superficialità nel rapportarsi agli eventi”, per dirla come Valter Cascioli, psichiatra e portavoce ufficiale dell’Associazione internazionale esorcisti (Aie). Il quale rincara: “La nostra società, poi, lascia adito alle pratiche occultistiche” in modo “surrettizio”.

Una questione su cui lanciano l’allarme da tempo gli esorcisti. Padre Francesco Bamonte, presidente dell’Aie, avvertiva oltre un anno fa, in una conferenza su Halloween all’Università Europea di Roma, che esistono poteri forti impegnati affinché nella società “la magia diventi l’alternativa al cristianesimo”. Il sacerdote sottolineava che “l’occultismo viene insegnato” ai più giovani “attraverso figurine, fumetti, cartoni animati, musica, videogiochi, internet, film, telefilm e romanzi…”.

Il propagarsi dell’occultismo – rammentano gli esorcisti – determina una crescente domanda di liberazione da possessioni diaboliche. In Italia sono attualmente 240 i sacerdoti esorcisti e 62 i loro ausiliari. Una schiera esigua, se confrontata alle tante richieste che giungono da ogni zona del Paese.

Per affrontare alla radice il problema del plagio e dell’occultismo, il servizio Antisette della Comunità Papa Giovanni XXIII ha messo a disposizione un numero verde (800 22.88.66) a cui rivolgersi se si è in balia di un’organizzazione di tal risma. Si tratta di un antidoto ai pericolosi “idoli” della chiaroveggenza, sempre più in agguato, cui ha posto attenzione oggi il Papa.

Fonti:

Papa Francesco Udienza generale

http://w2.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2017/documents/papa-francesco_20170111_udienza-generale.html

Articolo tratto da Zenit –  di Federico Cenci  

http://www.ancoraonline.it/2017/01/12/occultismo-in-italia-un-grande-giro-daffari-intorno-alle-false-speranze/

 

Il guru yoga più famoso, condannato per abusi sessuali in USA, scappa in India

Un altro Osho, un altro Sai Baba,  un altro Bivolaru, un altro guru yoga fondatore di una sètta abusante ancora più potente. Condannato per abusi sessuali, è fuggito in India, ma ha perso tutto il suo impero e i suoi averi. E il processo dell’ ex guru Bikram Choudhury (70 anni, IN FOTO), il fondatore del Bikram Yoga o “yoga caldo”, non è ancora finito. Lui afferma che non pensa di ritornare di nuovo negli Stati Uniti, dove aveva fondato il suo impero e che, se un giudice vuole metterlo in discussione, lo dovrà fare tramite Skype…

L’ex direttore legale della società, l’inglese Minakshi Jafa-Bodden (47 anni), ha citato in giudizio l’ex guru e ha vinto il caso, così dovrebbe ricevere tutta la fortuna dell’ex guru Choudhury (del valore di 70,5 milioni di euro)…In un certo senso, ha seguito le ‘strategie’ di successo imparate in tanti anni dal suo ex guru… 

L’insegnante di yoga più famoso

Il padre del Bikram Yoga, guru spirituale famoso in tutto il mondo, ha lasciato orfani i suoi seguaci. In Spagna i fedeli sono decine e tra cui alcuni sostenitori come Nacho Cano, che ha aperto un centro Bikram yoga a Miami. Molti altri in Italia e nel mondo…

In ambito internazionale, i suoi fan  vanno da Madonna, Sting, Robie Williams, Lady Gaga e Beyoncé. Nomi che Choudhury non ha mai esitato ad usare per farsi pubblicità. La sua ambizione è così alta che ha fatto registrare alcune posture yoga come proprie e ha chiesto i danni a chi le praticava senza la sua autorizzazione. Ma un tribunale di New York, ha stabilito che le asana (posture yoga) non sono possesso di nessuno…9080_yoga-guru

Le dinamiche settarie e gli abusi sessuali

Il 2012 è stato l’anno in cui ha avuto inizio la prova giudiziaria per Bikram Choudhury, il padre del Bikram Yoga e che oggi è stato privato di tutto il suo impero in USA. Secondo le decine di cause intentate dai suoi ex studenti, Choudhury ha sessualmente abusato di loro, in aggiunta ad usarli come schiavi in ogni modo. La dinamica del Bikram Yoga era quella di una setta, in cui Bikram era il guru ed i suoi studenti erano i suoi possedimenti, indotti a compiacerlo e venerarlo come un dio, in cambio dei suoi favori.

Il nuovo leader del gruppo, arricchito dalla causa contro il suo ex guru

Uno dei principali attivisti del team legale del guru dello yoga caldo (praticato a 40 gradi in un ambiente molto umido) è Minakshi Jafa-Bodden, che ha vinto diverse cause legali contro il suo ex capo e che ora dovrebbe prendere le redini degli affari, come ha detto a The mail. Jafa-Bodden è entrato a far parte dell’impero di Bikram  nel 2011. Formato a Oxford, questo avvocato ha lavorato nella City di Londra in una multinazionale, fino a che non ha firmato il contratto con Choudhury: gli scandali del suo ex guru segnano oggi la sua ascesa e fortuna.  Il suo licenziamento dall’impero del guru ha avuto luogo nel 2013, alcuni mesi dopo che alcuni studenti presentarono le denunce di abuso sessuale, alcune delle quali sono ancora in corso di condanna.

La Corte Suprema di Los Angeles ha dichiarato Choudhury colpevole di aver abusato della sua ex dipendente e di aver tentato di forzare il suo team a coprire decine di altri casi di abuso. Dopo il suo rifiuto, anche Jafa-Bodden è stato licenziato, ma diciamo pure che gli frutta molto bene: la Corte ha ritenuto che Jafa-Bodden dovrebbe ricevere 7,6 milioni di euro, oltre a 700 centri di Bikram Yoga sparsi per il mondo, e 43 automobili di lusso (13 Rolls-Royce otto Bentley e tre Ferrari).

A seguito della sentenza, Jafa-Bodden è stato chiaro: “Bikram non è più il capo di Bikram yoga. Ora sono solo io. La giuria ha parlato. Bikram ha cercato di nascondere le prove e ha lasciato l’America, ma giustizia sarà fatta “. Sembra già il discorso di un nuovo guru! 

Intanto l’ex guru Choudhury non molla e si è alleato con la stampa indiana. Dal suo rapporto in patria, dove risiede a Lonavala, una zona turistica del paese, viene reso noto che ha già cominciato a insegnare yoga di nuovo. Ci sono corsi di 63 giorni, afferma il quotidiano Mid-Day, in uno spazio  che può ospitare 500 persone e ha già in programma di stabilirsi a Bombay . ” Io non credo che tornerà negli Stati Uniti” , ha detto il suo attuale avvocato.Bikram non è fuggito dagli Usa, è andato via da un luogo che non è buono, perchè in America vogliono solo arricchire se stessi …Beh, l’ex guru Bikram negli USA si era creato uno strapotere multimilionario…ma ora deve fare la parte della “vittima”…

All’intero viaggio attraverso i tribunali si deve aggiungere anche la causa di divorzio che la ex moglie Rajashree Chaudhury (31 anni ) ha presentato contro il marito ex guru Bikram nel 2015 e si è conclusa nel maggio 2016: l’ex moglie ora è proprietaria delle ville a Beverly Hills e Los Angeles, oltre ad alcune auto di lusso dell’ ex guru.

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BIKRAM CON EX CONSORTE

Nel frattempo, i centri Bikram Yoga si stanno riempiendo di nuovi adepti che mirano ad ottenere risultati rapidi di “estetica e benessere” sui loro corpi, come macchine indottrinate a questa pratica, (tutte le sessioni sono di 90 minuti  –  a 40 ° con il 150% di umidità), ma forse nessuno di loro sa chi è veramente il fondatore del Bikram Yoga ed il “sistema ideologico settario”, che si cela sempre dietro le mirabolanti pratiche ed indottrinamenti di ogni GURU…

http://infocatolica.com/blog/infories.php/1701050719-el-guru-del-bikram-yoga-conde

Maga arrestata: sequestro di bambini per sacrifici rituali in sètta satanista. Ucciso un bimbo di 4 anni(Argentina)

I sequestri di bambini, spesso destinati a sètte occultiste collegate alle varie reti di criminalità internazionale, vengono da tempo scoperti e segnalati in Argentina ed in varie parti del mondo dalle indagini della Polizia, grazie anche all’aiuto dell’Associazione Infanzia  Rubata coordinata da Suor Martha Pelloni, che da oltre 23 anni combatte per la difesa dei bambini in Argentina: ”… vengono rapiti per essere abusati e poi uccisi in sacrifici rituali nelle sètte sataniste legate al narcotraffico, pedopornografia, al commercio di organi. Il governo protegge queste sètte, legate alla criminalità organizzata, per interessi economici e politici. Nonostante le nostre battaglie per difendere questi bambini e per fare approfondire le indagini dalla polizia, ci siamo trovati di fronte ad un muro di omertà del potere”. Grazie a Suor Martha, nel 2006 le indagini avevano portato all’arresto di molti adepti di una sètta, incriminati dell’omicidio rituale di Ramoncito (12 anni) e di altri bambini rapiti. Ma i veri leader della sètta, protetti da politici influenti, spesso riescono a farla franca.

Purtroppo oggi ci troviamo di fronte ad un altro caso simile.

IL  CASO: Un bambino di 4 anni vittima di sacrificio rituale

Accusata di aver rapito bambini per sacrifici umani in una sètta satanista, il 28 dicembre 2016 una donna che agisce come “maga umbanda detta Mae” Rosana Toledo è stata arrestata davanti alla porta della casa in cui si è verificato il reato, nel quartiere di Las Avenidas (Mar del Plata, Buenos Aires). Rosana Toledo è accusata di essere la mandante di omicidi rituali, dopo la scoperta del corpo abusato torturato e brutalmente ucciso di un bambino di 4 anni, Uriel Federico Cisneros; la figlia della maga, Ivana Toledo, era già stata arrestata insieme al suo compagno nel 2015, dal personale del Dipartimento di Indagine (DDI) accusati entrambi di omicidio.

ARRESTO DI IVANA TOLEDO E FERNANDO GROLINO nel 2015

Il bambino Cisneros di 4 anni era stato affidato dalla madre biologica,(anche lei seguace della sètta della maga Rosana), alle cure di Ivana Toledo (18 anni, figlia di Rosana) e Fernando Grolino (suo compagno, 23 anni), che nel settembre 2015 avevano chiamato un’ambulanza e avevano riferito che il bambino non stava bene…In realtà il quadro che si presentò alla Polizia (chiamata in seguito dai medici dell’ospedale) fu devastante, il bambino era in condizioni terribili ed era morto. Dopo la prima inchiesta, la coppia, a cui il bimbo era stato affidato, venne arrestata e, in seguito all’autopsia sul bambino, la coppia confessò la propria responsabilità nel delitto.  Come riportato opportunamente dalle forze dell’ordine 0223, i risultati dell’autopsia hanno mostrato i tormenti subiti dalla creatura prima che venisse ucciso per asfissia. Il bambino è stato abusato e il suo corpo mostrava “lesioni multiple in tutto il corpo, ecchimosi interne, abuso per impalamento o penetrazione”.

Secondo la ricerca, la maggior parte di queste lesioni si è verificata durante l’esecuzione di alcuni riti satanici, una serie di abusi perpetrati per lungo periodo ed in varie occasioni sul corpo del povero bambino. Il giudice Rosa Frende ha ordinato la detenzione di Ivana Toledo e di Fernando Grolino considerati colpevoli di quadruplice omicidio aggravato, compiuto su commissione dietro ordine di due o più persone, un omicidio premeditato, con premeditazione della causa criminis.

Nella stessa indagine è stato accusato un fratello di Ivana Toledo, mentre la madre biologica del bambino è stata accusata di abbandono aggravato di persona.

I segreti e la paura

Al di là dell’arresto della coppia accusata di aver ucciso il bambino, fin dall’inizio gli investigatori hanno sospettato che molte altre persone fossero coinvolte nel quadro di un rituale satanista che prevede molti tormenti, prima che il bambino venisse ucciso per impiccagione, come risulta dall’autopsia.

Fonti vicine alle indagini hanno confermato agli investigatori della Polizia che il reato si è verificato secondo i rituali satanisti Umbanda (di origine africana), ma le persone che sanno sono molto reticenti a parlare, per paura delle vendette e ripercussioni della sètta: “Nonostante la gente fosse molto spaventata, per timore della persona che presiedeva ai rituali, cioè la maga medium detta Mae(Rosana Toledo), lentamente sono emerse alcune prove che puntano alla responsabilità delle due donne detenute”, hanno detto gli investigatori. “I dati presentati da alcuni dei partecipanti ai rituali hanno portato finalmente alla luce i colpevoli”Le dichiarazioni ottenute con le informazioni raccolte, hanno portato il personale della ricerca dipartimentale ad indicare Rosana Toledo come la persona che ha dato le direttive in ciascuna delle riunioni della sètta.

Al di là della grande paura per le punizioni che la maga “Mae” minacciava di provocare, se qualcuno avesse rivelato i particolari dei riti, un paio di testimoni ha  affermato che la donna Rosana ha ordinato di sacrificare il bambino e Fernando Grolino era -nella maggior parte dei casi- il braccio esecutivo. Questi dati hanno permesso al procuratore Juan Pablo LODOLA di ottenere l’arresto di Rosa Toledo come istigatrice e mandante dei delitti.

“offrire il sangue agli spiriti”

In La capitale di Mar del Plata si legge che la polizia conferma che Rosa Toledo, con la figlia Ivana, ha praticato in diverse occasioni molti rituali satanici (simili a quelli sul povero bambino ucciso) nei templi situati a Irala: esecuzione di sacrifici di polli e altri animali, offrendo il loro sangue agli spiriti venerati dai partecipanti, il più famoso di essi è lo spirito detto “santa muerte”: venivano offerti anche resti umani, come ad esempio ossa o capelli, trafugati nei cimiteri.

Il bambino, a soli 4 anni, era stato portato a queste celebrazioni  e le due donne lo avevano fatto partecipare attivamente ai rituali. Nelle ultime cerimonie il bambino aveva subito ogni tipo di umiliazione, torture con coltelli e bruciature con sigarette e sigari, alla fine anche abusi sessuali nella forma di sacrificio.

L’omicidio del piccolo Uriel Federico Cisneros è avvenuto l’11 settembre 2015. Il corpo del bambino è stato esaminato dai medici, prima che Fernando Grolino, Ivana Toledo e suo fratello Diego Toledo venissero arrestati.  Insieme a Rosana Toledo, ora ci sono quattro persone arrestate per questo fatto aberrante. Ma sicuramente le indagini non devono fermarsi qui: perchè, come avvenne nel caso del piccolo Ramoncito e di altri casi similari, vi sono sempre molti altri seguaci coinvolti, spesso membri di cupole politiche, legate alla criminalità organizzata, che richiedono rapimenti di bambini per vari scopi e raramente i loro nomi saltano fuori.

Fonti:

1) Infocatolica RIES http://infocatolica.com/blog/infories.php/1612300911-argentina-detienen-a-una-mae

2) Dipartimento Indagini http://www.0223.com.ar/nota/2016-12-29-detienen-a-mae-umbanda-como-instigadora-del-abuso-y-asesinato-de-un-nene-de-4-anos

3) Suor Martha Pelloni, il caso di Ramoncito:

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/07/15/la-suora-che-combatte-le-sette-sataniste-collegate-ai-narcos-ed-al-rapimento-di-bambini-in-argentina/

Papa Francesco: No alla “cremazione fai da te”, a vasetti in casa e gioielli fatti con le ceneri dei defunti

Basta con i ciondoli confezionati con le ceneri dei defunti, basta a vasi e vasetti in casa con le ceneri dei parenti cremati. Regole precise  a cui i cattolici dovranno attenersi sono state emanate oggi dal dicastero Vaticano per la Dottrina della fede dopo l’approvazione di Francesco sul che fare o non fare quando anziché la sepoltura tradizionale per i defunti si sceglie la cremazione. Papa Francesco ribadisce che la Chiesa raccomanda sempre l’inumazione e la sepoltura nel cimitero, perchè è innanzitutto la forma più idonea per esprimere la fede e la speranza nella risurrezione corporale. Testo Istruzione della Congregazione per la Dottrina della Fede “Ad resurgendum cum Christo” circa la sepoltura dei defunti e la conservazione delle ceneri in caso di cremazione:

http://it.radiovaticana.va/news/2016/10/25/testo_istruzione_%E2%80%9Cad_resurgendum_cum_christo%E2%80%9D_su_sepoltura/1267594

Ora che il ricorso alla cremazione si va diffondendo sempre di più, il Vaticano vuole impedire l’anarchia dei sentimenti che può diventare una mancanza del rispetto dovuto al corpo dei defunti che mantiene comunque la sua dignità in attesa della risurrezione promessa da Gesù. Pertanto si può ritenere che il documento presentato alla stampa internazionale il 28 ottobre 2016, mette fine a una gestione individualista e perfino capricciosa delle ceneri dei caro estinto che vanno trattate, invece, con grande rispetto e venerazione.

La cremazione verso la quale la fede cristiana non ha alcuna contrarietà, sebbene si preferisca la sepoltura tradizionale, può essere scelta liberamente  a condizione che non venga eseguita  come “negazione dei dogmi cristiani, o con animo settario, o per odio contro la religione cattolica e la Chiesa”. 

Infatti nel nuovo documento vaticano si afferma che “la Chiesa non può permettere atteggiamenti e riti che coinvolgono concezioni errate della morte, ritenuta sia come l’annullamento definitivo della persona, sia come il momento della sua fusione con la “Madre natura o con l’universo, sia come una tappa nel processo della reincarnazione, sia come liberazione definitiva della ‘prigione’ del corpo”.

“Mediante la sepoltura dei corpi nei cimiteri, nelle chiese e nelle aree ad esse adibite, la tradizione cristiana ha custodito la comunione tra i vivi e i defunti e si è opposta alla tendenza a occultare o privatizzare l’evento della morte e il significato che esso ha per i cristiani”.

In assenza di motivazioni contrarie alla dottrina cristiana, la Chiesa accompagna sepoltura e cremazione  con indicazioni liturgiche e pastorali  “avendo particolare cura di evitare ogni forma di scandalo o di indifferentismo religioso”.

Pertanto se si sceglie la cremazione del cadavere “le ceneri del defunto devono essere conservate di regola in un luogo sacro, cioè nel cimitero o, se è il caso, in una chiesa o in un’area appositamente  dedicata a tale scopo dalla competente autorità ecclesiastica”. La conservazione delle ceneri in un luogo sacro  può ridurre il rischio “di sottrarre i defunti alla preghiera e al ricordo dei parenti e della comunità cristiana” e si evita la possibilità di mancanza di rispetto, pratiche sconvenienti e superstiziose.

In base a queste considerazioni “la conservazione delle ceneri nell’abitazione domestica non è consentita” tranne casi di circostanze gravi ed eccezionali dipendenti da condizioni culturali e locali e sempre in accordo con il vescovo. Le ceneri tuttavia “non possono essere divise tra i vari nuclei familiari e vanno sempre assicurati il rispetto e le adeguate condizioni di conservazione”.

Ma il documento vaticano, forse proprio allarmato da un uso giudicato distorto ma sempre più diffuso,  elenca  una serie di cose che si fanno ma che non potranno più essere fatte. “Per evitare  ogni tipo di equivoco panteista, naturalista o nichilista – conclude il testo vaticano – non sia permessa la dispersione delle ceneri nell’aria, in terra o in acqua o in altro modo oppure la conversione delle ceneri cremate in ricordi commemorativi, in pezzi di gioielleria o in altri oggetti, tenendo presente che per tali modi di procedere non possono essere addotte ragioni igieniche , sociali o economiche che possono motivare la scelta della cremazione”.

Nel testo dell’Istruzione della Congregazione per la Dottrina della Fede “Ad resurgendum cum Christo”, viene sottolineato che:

“Grazie a Cristo, la morte cristiana ha un significato positivo. La liturgia della Chiesa prega: «Ai tuoi fedeli, Signore, la vita non è tolta, ma trasformata; e mentre si distrugge la dimora di questo esilio terreno, viene preparata un’abitazione eterna nel cielo».  Con la morte, l’anima viene separata dal corpo, ma nella risurrezione Dio tornerà a dare la vita incorruttibile al nostro corpo trasformato, riunendolo alla nostra anima. Anche ai nostri giorni la Chiesa è chiamata ad annunciare la fede nella risurrezione: «La risurrezione dei morti è la fede dei cristiani: credendo in essa siamo tali».

Seguendo l’antichissima tradizione cristiana, la Chiesa raccomanda insistentemente che i corpi dei defunti vengano seppelliti nel cimitero o in altro luogo sacro.

Nel ricordo della morte, sepoltura e risurrezione del Signore, mistero alla luce del quale si manifesta il senso cristiano della morte,  l’inumazione è innanzitutto la forma più idonea per esprimere la fede e la speranza nella risurrezione corporale.

La Chiesa, che come Madre ha accompagnato il cristiano durante il suo pellegrinaggio terreno, offre al Padre, in Cristo, il figlio della sua grazia e ne consegna alla terra le spoglie mortali nella speranza che risusciterà nella gloria.

Seppellendo i corpi dei fedeli defunti, la Chiesa conferma la fede nella risurrezione della carne,  e intende mettere in rilievo l’alta dignità del corpo umano come parte integrante della persona della quale il corpo condivide la storia.” 

Il lato oscuro di Paulo Coelho, guru della New Age, tra satanismo e massoneria

Alcune sue opere parlano di temi cristiani, ma in realtà Paolo Coelho è uno dei maggiori diffusori contemporanei della New Age. Anche se lui non ama essere catalogato nella New Age: è lo stesso scrittore brasiliano Coelho, autore de ”L’Alchimista”, a rivelare di essere da molto tempo un ”iniziato” alla libera muratoria con un’intervista a ”Massoneria oggi”, rivista del Grande Oriente d’Italia, diretta dal gran maestro Virgilio Gaito. Di fronte all’osservazione degli intervistatori, Cinzia Lilliu e Roberto Rojas Gomez, che vedono nell”’Alchimista” un romanzo che ”raccoglie lo spirito della massoneria universale”, Coelho precisa: ” Questa simbologia che la Massoneria custodisce e utilizza molto bene tramandandola di generazione in generazione, e’ universale”. Coelho sostiene di essere un mago e afferma che la salvezza è solo nell’individuo, in se stesso: l’uomo, che scopre la sua divinità e non ha bisogno né della Chiesa, né di  alcun Salvatore… Pertanto, il suo messaggio è molto vicino al satanismo, è molto ingannevole e pericoloso. COELHO NON HA MAI RINNEGATO DI APPARTENERE ALLA MASSONERIA e ne difende i contenuti, quindi è nemico del vero Cristianesimo e della Chiesa cattolica:

http://www.grandeoriente.it/resapubblica-paulo-coelho-ho-appartenuto-alla-massoneria-e-i-suoi-simboli-sono-universali/

“La storia di Paulo Coelho è davvero molto forte”, ha detto nell’estate 2013 Daniel Augusto, regista del film Não Pare na Pista: A Melhor História de Paulo Coelho, che in Spagna è uscito nelle sale cinematografiche lo scorso 23 dicembre 2016, proprio in concomitanza con il periodo delle vacanze natalizie. Se la pellicola è stata fallimentare quando è stata proiettata in Brasile, suo paese natale, e altrove, non è andata diversamente in Spagna. Le recensioni sono state molto dure, verso un prodotto considerato di bassa qualità.

Da parte sua Jordi Costa, critico di El Pais, ha detto che “il film lascia aperta la questione su quanto l’autore sia a conoscenza dei forti sospetti circa la sua integrità creativa”.

Lo scrittore brasiliano Paulo Coelho è, senza dubbio, uno degli autori più letti in questo momento, con milioni di copie vendute in 60 lingue.

Ogni volta che lancia un nuovo prodotto nel mercato editoriale rimane nelle prime posizioni delle classifiche internazionali delle vendite per molto tempo. La sua narrativa rende l’autore molto influente, come dimostrano gli oltre 11 milioni di follower su Twitter. Hector Abad, noto scrittore colombiano, ha detto di lui: “Se Coelho da solo vende più libri di tutti gli altri scrittori brasiliani è proprio perché i suoi libri sono stupidi ed elementari. Se i suoi libri fossero profondi, complessi letteralmente, con idee serie e ben sviluppate, il pubblico non li comprerebbe, perché le masse tendono ad essere ignoranti e hanno molto cattivo gusto.”

Uno scrittore famoso come Paulo Coelho non poteva non avere delle sue biografie, già pubblicate durante nel corso della sua vita. Le principali sono, in ordine cronologico, Le confessioni del pellegrino, un libro-intervista del giornalista spagnolo Juan Arias, corrispondente in Brasile per il quotidiano madrileno El Pais, e l’ampio lavoro El Mago, del giornalista brasiliano Fernando Morais, che è ancora più interessante perché si basa sui diari del protagonista.

Tra marxismo e movimento hippy

Partiamo da questi due libri, prima di tutto, per fare una panoramica biografica di Coelho, necessariamente sintetica, e concentrarci maggiormente sui suoi aspetti più oscuri, come lui stesso li ha definiti.

Paulo Coelho è nato nel 1947 a Rio de Janeiro e ha studiato presso il Collegio della Compagnia di Gesù a San Ignacio. La sua adolescenza è stata caratterizzata dalla ribellione, che si è riflessa non solo nel distacco della fede cattolica della sua famiglia, ma anche dalla ricerca di ideologie di sinistra, quindi per un breve periodo di tempo dalla lettura di opere considerate prevalentemente marxiste e atee. Il passo successivo è stato la sua incursione nel movimento hippy, durante la sua frequentazione del mondo del teatro.

Il cammino nell’occultismo 

“Ho cominciato a sperimentare tutte le altre religioni e sette, in particolare quelle di origine orientale”. Ma al di là di questi movimenti, Coelho cercava qualcuno che lo iniziasse, e voleva, oltre ad essere diverso dagli altri, poter sedurre e stupire le donne con la sua conoscenza criptica, e così “è arrivato un momento in cui il mio carattere estremista mi ha portato a guardare fortemente ciò che era a sinistra della sinistra nella ricerca spirituale […], la società segreta considerata la pecora nera, la più difficile”. Nei suoi diari rifletteva sul come avere potere sugli elementi della natura.

Fu allora che si avvicinò alla setta Ordo Templi Orientis(OTO), e in particolare alla figura dell’occultista e satanista britannico Aleister Crowley. Fu attratto soprattutto dalla totale libertà di pensiero e di comportamento sessuale, oltre che dalla potenza che avrebbe potuto esercitare sugli altri. Nonostante la resistenza interna dovuta al suo passato religioso, eseguiva questi rituali.

Coelho sperimenta la reale esistenza del diavolo

Così è finito per vendere la sua anima al diavolo attraverso un patto firmato. Tuttavia, dopo due anni nella setta, nel 1974, pochi giorni dopo il suo ingresso formale con il nome magico di Staars o Eterna Luce, visse un evento che ha cambiato il corso della sua vita.Trovandosi solo nella sua casa, vide una macchia nera intorno a lui, come un fumo scuro e rumoroso, e sentì di andare incontro alla morte.

Aveva capito che in quel momento lì era presente il male che aveva così spesso invocato per ottenere potere, e fu in grado di contrastare questa esperienza attraverso un’altra persona che stava vivendo la stessa esperienza. Quello che fece fu aprire la Bibbia a caso e dal brano evangelico trovato (Mc 9, 24), decise di porre fine alla sua partecipazione a quel gruppo occulto, senza però mai smettere di essere attratto dall’esoterismo.

Si deve sottolineare che dopo una carriera decisamente non positiva come drammaturgo, attore e giornalista, ha ottenuto un notevole successo professionale ed economico grazie alla collaborazione con il musicista e cantautore ribelle Raul Seixas.

Con lui ha cercato di creare una setta occulta di magia nera chiamata Sociedad Alternativa, affermando che “l’individuo non cesserà mai di godere di Satana, che è davvero affascinante“(IN FOTO: Raul Seixas e Paulo Coelho).

Ma in fin dei conti il grande obiettivo di tutta la sua vita è sempre stato quello di diventare uno scrittore di fama mondiale. La biografia di Coelho tratta dai suoi diari ci mostra tutti i tipi di eccessi e stravaganze che l’hanno portato anche a essere ricoverato più volte in un manicomio, su richiesta dei genitori, preoccupati per la deriva che la vita del figlio stava prendendo.

Troviamo successivamente episodi di consumo di droga (che ha deciso di abbandonare progressivamente, dalla cocaina alla marijuana passando per l’LSD), di promiscuità sessuale (compresi rapporti con diverse amiche in una sola volta o “sperimentazioni” omosessuali), di diffusione di pratiche esoteriche nel sistema educativo brasiliano con il pretesto dei laboratori teatrali per le scolaresche, l’iniziazione allo sciamanesimo di Carlos Castaneda, e altro.

Un ritorno al cristianesimo? No, il suo è sempre e solo esoterismo

Dopo la sua esperienza satanica del 1974, il suo percorso biografico prevede una sorta di conversione al cristianesimo, che l’ha portato a introdurre gradualmente nella sua vita i vari elementi cattolici, anche se sempre accompagnati a tendenze esoteriche, come la consultazione dell’I Ching (l’oracolo cinese millennio delle “mutazioni” ) prima di ogni decisione importante, l’approfondimento del mondo del vampirismo e l’interesse per presagi e segni.

Nel 1980 ha sposato la sua attuale moglie, Christina Oiticica, che ha anche influenzato il suo profilo spirituale, visto che prima di conoscerlo lei era una specialista dei tarocchi, aveva consultato l’I Ching e in seguito alle letture spiritiste di Coelho, aveva fatto con lui un paio di pratiche da medium.

Nel dicembre 1981 ha intrapreso un lungo viaggio attraverso l’Europa, in cui una serie di eventi, letti come soprannaturali dal suo protagonista, hanno cambiato il corso della sua vita e determinato quello che è oggi.

Il momento più importante è stato la visita al campo di concentramento nazista di Dachau, nel 1982. Pochi giorni prima a Praga aveva avuto un’esperienza molto spiacevole durante la visita di un sotterraneo medievale, che “aveva suscitato ricordi che minacciavano di spingerlo a una crisi depressiva di proporzioni allarmanti”.

E questo è si è ripetuto con maggiore intensità nell’entrare nella camera a gas di Dachau. Rabbrividì, terrorizzato e costretto a lasciare il forno crematorio nel momento in cui le campane della cappella cattolica segnarono il mezzogiorno. Vi entrò in cerca di pace, ma si rese conto che le barbarie disumane erano continuate nel tempo in altri modi e, secondo il suo diario, “in quel momento ho capito il segnale: ho sentito che il rintocco delle campane della cappella erano per me. Poi ho avuto l’apparizione“.

L’apparizione era costituita da una figura umana, che parlava senza parole, anima ad anima, sotto un fascio di luce, e che gli disse che due mesi dopo sarebbe riapparsa di nuovo.

L’ammissione a un ordine esoterico falsamente “cattolico”Immagine correlataPassato questo periodo, incontrò un uomo che ha identificato con l’apparizione. Questo gli rivelò che lui era maestro di un ordine segreto chiamato RAM, un acronimo che corrisponde a due significati, come spiega Coelho: da un lato, Regnum, Agnum, Mundi; dall’altro, rigore, amore e misericordia. Più volte Coelho ha sottolineato la natura cattolica di questa società segreta, ma la vera fede cattolica non ha mai legami con l’occultismo, quindi è evidente che si tratta di Massoneria occultista: di questa sètta , al di fuori del lavoro dell’autore, non si sa nulla.

Così Paulo Coelho ha ripreso il suo percorso di vita magico, ammantandolo di una sorta di “cristianesimo ” relativista; Coelho è sempre legato al mondo dell’occultismo, a tutto ciò che in passato aveva abiurato solo a parole.

Al suo ritorno in Brasile, per essere iniziato alla RAM ha dovuto rispondere a diverse sfide, riti e prove implementate dal suo Maestro, che ha sempre chiamato J. o Jean.

Nel 1986, il Maestro della RAM che ha guidato l’itinerario iniziatico di Paulo Coelho lo ha convocato per prendere parte alla cerimonia segreta in cui avrebbe ricevuto la spada, momento ritualistico dopo il quale sarebbe stato considerato Mago o Maestro dell’Ordine, e che avrebbe avuto luogo in una montagna brasiliana.

Il Cammino di Santiago

In presenza di pochissimi testimoni, ha preso la sua vecchia spada, che fino ad allora aveva usato nei suoi esercizi privati esoterici. Così arrivò il momento in cui Jean pronunciò le parole magiche: “Davanti al Santo Volto di RAM possa tu toccare con le mani la Parola di vita, e ricevere così tanta forza da diventare testimone fino agli estremi confini della terra!”

Dopo questo, ha poggiato la sua vecchia spada e quando lui stava per prendere da terra la nuova, quella del suo ordinamento rituale, il suo Maestro gli ha calpestato la mano dicendo che non era degno: “Se tu fossi più umile avresti respinto la spada. Se l’avessi resa, allora il tuo cuore sarebbe stato puro. Ma come temevo, nel momento sublime sei scivolato e caduto. A causa della tua avidità dovrai camminare alla ricerca della tua spada ancora una volta. E a causa del tuo orgoglio e della tua passione per i miracoli, dovrai lottare duramente per ottenere indietro ciò che così generosamente ti era stato donato”.

Per ottenere la sua tanto attesa arma magica, Coelho l’avrebbe dovuta cercare e infine trovare alla fine di un processo di conversione interiore. Il luogo di questo processo non è altro che il Cammino di Santiago, che lo scrittore avrebbe dovuto percorrere. Che, d’altra parte, avrebbe portato al suo primo libro, il suo primo successo, che si sviluppa proprio attorno al percorso di pellegrinaggio di San Giacomo. MA IL TUTTO E’ RIVISITATO SOTTO FORMA DI CAMMINO INIZIATICO OCCULTISTA, NON CRISTIANO. Durante il suo pellegrinaggio, Paolo viene istruito su come contattare il demone personale (che ha chiamato Messenger) e su come combattere la “buona battaglia”, per trovare l’agape. Come si può vedere, Coelho utilizza un linguaggio di tipo cristiano, che viene reinterpretato simbolicamente nel quadro dell’ esoterismo, dal momento che sono costantemente ripetute allusioni alla”Grande Opera” e alla “tradizione” (termini alchemici riferiti alla iniziazione massonica).

Un guru New AgePaolo Coelho non è cristiano, in realtà è  uno dei più grandi divulgatori contemporanei della New Age, grazie alle sue evidenti radici nell’occulto e nel satanismo. La sua vita e le sue opere rivelano (o meglio velano) una strategia di ridefinizione della fede cristiana. E ripeto ciò che è stato detto prima: non siamo solo davanti a un abile scrittore che ha approfittato della sete spirituale di molte persone per commercializzare i suoi libri. Le sue radici occulte e le linee principali delle sue opere sono collocabili direttamente nella scia della New Age, Massoneria e satanismo.

Tratto da articoli di Luis Santamaría del Río, Sacerdote cattolico, membro della Rete Iberoamericana di Studio delle Sette (RIES)

http://www.religionenlibertad.com/paulo-coelho-vender-alma-diablo-ser–54174.htm

Gennaio, mese della devozione a Gesù Bambino

Tutto il mese di gennaio è dedicato a Gesù Bambino. E tra i tanti santi che hanno avuto la grazia di contemplarlo o meglio ancora tenerlo fra le braccia, vi è la straordinaria storia del Ven. P. Cirillo, grazie al quale trae origine la devozione al Gesù Bambino di Praga.

Diversi sono gli apostoli della devozione a Gesù Bambino, tra questi ricordiamo: San Francesco d’Assisi, ideatore del presepio, Sant’Antonio da Padova, San Nicola da Tolentino, San Giovanni della Croce, San Cristoforo, Sant’Ignazio, San Stanislao, Santa Veronica Giuliani, Santa Teresa di Gesù Bambino ecc.. che ebbero la fortuna di contemplare il piccolo Gesù sensibilmente o di stringerlo fra le braccia. Grande impulso venne dalla Ven. Suor Margherita del Santissimo Sacramento (sec. XVII) e dal Ven. p.Cirillo, carmelitano, con il celebre Bambino di Praga (sec. XVII)

La devozione a Gesù Bambino di Praga ebbe origine nel convento dei Carmelitani Scalzi in Praga (Cecoslovacchia) l’anno 1628.bambino20di20praga35k9346

“Un giorno, la principessa Polissena di Lobkowitz, una grande benefattrice dei frati, regalò loro una statua di Gesù Bambino. Si tratta di una statua in cera, poco meno di mezzo metro, abbigliata con abiti regali, alla foggia spagnola del secolo XVI. Nel consegnarla – come racconta la Cronaca – essa disse al Priore: Padre mio, vi consegno ciò che ho di più caro. Onorate questo Gesù Bambino, e non mancherete mai di nulla. Era l’anno 1628.

Antiche fonti e una veneranda tradizione familiare di casa Lobkowitz affermano che la madre di Polissena, Maria Manriquez de Lara, nata principessa Pignatelli, aveva portato quella statua dalla Spagna, passandola poi come regalo di nozze a sua figlia.

P. Gianluigi preparò a Gesù Bambino una solenne accoglienza. Pensava alla Madre Teresa di Gesù che aveva scritto nel Cammino di perfizione: (26,9): “Buon mezzo per mantenervi alla presenza di Dio è di procurarvi una immagine o pittura che vi faccia devozione… per servirsene a intrattenervi spesso con lui: ed egli vi suggerirà quello che dovete dire“.

Tra i religiosi c’era un novizio già sacerdote, P. Cirillo della Madre di Dio. Stava attraversando prove interiori d’ogni genere. Nei giorni del Natale del 1629 improvvisamente si senti invaso da una grande pace. Ritrovò se stesso e scoprì chiarezza di fede e di dedizione a Dio. Profondamente convinto che tutto gli fosse venuto da Gesù Bambino, si dedicò a diffonderne la devozione. Diviene il grande apostolo di Gesù Bambino di Praga.

Purtroppo a causa dei continui torbidi militari, i Superiori si videro costretti a sfollare i novizi (fra cui Padre Cirillo) a Monaco di Baviera. La situazione politica era diventata nuovamente più drammatica che mai. La guerra continuava. Lo svedese Gustavo Adolfo era entrato in Germania. Questa sembrava ormai irrimediabilmente perduta per la Chiesa cattolica, perché Gustavo Adolfo era intenzionato a fondare un impero di pretta marca protestante. Mentre egli espugnava le regioni occidentali, piombò in Boemia il principe elettore di Sassonia con la sua armata, e il 15 novembre 1634 pose l’assedio a Praga. Espugnata, chiese e monasteri vennero profanati. La medesima sorte toccò a Santa Maria della Vittoria. Tutti i carmelitani erano fuggiti, tranne il Sottopriore e un suo fratello laico. Gli eretici saccheggiano la chiesa e il convento, incarcerando anche i due coraggiosi carmelitani.

La statua di Gesù Bambino dopo avere avuto le mani mozzate, fu gettata nei rifiuti, tra le rovine. Così rimaneva per sette anni.

Nell’anno 1637 – dopo sette anni di assenza – per ordine dei Superiori tornò a Praga il P. Cirillo della Madre di Dio, che da novizio era stato tanto devoto di Gesù Bambino ed aveva avuto modo di sperimentare spesso il suo benefico aiuto. Ma era appena entrato nella capitale boema quando irruppero nuovamente gli Svedesi e assediarono la città. Villaggi e castelli in fiamme, che segnavano la via da essi battuta, non lasciavano dubbi sulla sorte che attendeva la popolazione. In questo frangente così pericoloso per tutti, il Priore del convento esortò alla preghiera e alla penitenza per stornare l’incombente tragedia.

Tale situazione rappresentò per Padre Cirillo la migliore occasione per riportare in onore il suo prediletto Gesù Bambino che, dopo lunghe ricerche, era stato ritrovato dietro un altare, carico di polvere e di sudiciume. Chiese al P. Priore di potere collocare il Piccolo Gesù al suo posto nell’oratorio: il che gli venne subito concesso volentieri. Pieno di santa fiducia, egli raccomandò a Gesù i confratelli, il bene del convento, della città, e l’intero paese. La sua preghiera fu esaudita: Praga rimase immune dall’invasione nemica, in convento tornò la benedizione di Dio, e con essa la tranquillità e la pace.

Padre Cirillo sentiva in cuore una profonda gratitudine. Si proponeva di onorare sempre più il caro Gesù Bambino e di farsi suo apostolo. Un giorno, in uno degli intensi momenti di preghiera dinanzi alla statua, gli sembrò di udire le seguenti parole cariche di rimprovero: Abbiate pietà di me, ed io avrò pietà di voi! Ridatemi le manine mozzate dagli eretici. E la famosa frase:. Quanto più voi mi onorerete, tanto più io vi favorirò!.

Si recò immediatamente dal suo Priore e gli mostrò il Bambino mutilato. Gli chiese il permesso di fare ricostruire le manine a Gesù Bambino, ma ne ricevette un secco rifiuto: la cassa del convento era vuota, e si doveva pensare a faccende più urgenti. Profondamente afflitto, P. Cirillo si volse a chiedere aiuto a Dio, e questo non si fece attendere a lungo. In quei giorni era giunto a Praga un certo Signore Mauskonig di Aussig, iscritto alla confraternita dello Scapolare. Chiese di confessarsi proprio dal Padre Cirillo. Al termine della confessione disse:

“Reverendo Padre, sono convinto che il buon Dio mi abbia condotto a Praga perché io mi prepari alla morte qui, e faccia a loro un po’ di bene. Chiedo pertanto a vostra Reverenza di raccomandarmi a Dio, e se dovessi morire qui, i Padri abbiano la bontà di seppellire il mio cadavere nella loro cripta“. Detto questo, egli consegnò al Padre Cirillo cento fiorini: un dono considerevole per quei tempi.

Raggiante di gioia, Padre Cirillo portò l’elemosina ricevuta al suo Superiore. Certo, almeno ora egli non avrebbe respinto la sua richiesta di fare restaurare Gesù Bambino, perché sarebbe bastato appena un fiorino o poco più per saldare le spese di riparazione. Ma contro ogni sua attesa, il buon Padre ricevette nuovamente una risposta negativa. Anzi, avvenne che persino la statua venisse tolta dall’oratorio. La Cronaca narra che il religioso, cui era affidata la cura dell’oratorio, andò per le spicce: rimosse dall’altare la statua di Gesù Bambino e la portò al suo vecchio posto, in mezzo al ciarpame di scarto. Credeva con questo di interpretare le intenzioni del Superiore, la cui poca stima nei confronti di Gesù Bambino gli era fin troppo nota.

Padre Cirillo andò a prendere la statua di Gesù Bambino e se lo portò in cella, dove passava lunghe ore prostrato ai suoi piedi, chiedendo perdono e indulgenza per l’incomprensione dei suoi confratelli. Nel frattempo, proponeva di fare tutto ciò che era in suo potere, pur di rimettere al suo posto d’onore Gesù Bambino.gesu-bambino-di-praga5

Apparizione miracolosa a Conyers

Si narra che un giorno, poco prima della recita del mattutino di mezzanotte della festa dedicata all’Immacolata Concezione, mentre P. Cirillo pregava insistentemente la Madonna che si prendesse a cuore una degna sistemazione della statua del suo santissimo Figlio, un repentino impulso interiore lo spinse alla finestra della sua cella, che guardava verso la chiesa. Là vide, nel tenue chiarore lunare, come una nuvoletta che scendeva lentamente sopra il coro. Questa andò man mano assumendo sempre più chiaramente la figura di una Madonna, circondata da una ghirlanda di stelle. La Vergine allargò le braccia sul coro quasi ad indicare il luogo in cui la statua del suo Divino Figlio avrebbe dovuto da allora in poi essere venerata.

Apparizione della Madonna a Conyers

L’apparizione durò circa un quarto d’ora, fino che suonò la campana che chiamava i religiosi al mattutino di mezzanotte. Il giorno seguente, P. Cirillo volle verificare esattamente quale posto avesse fissato la beatissima Vergine, e individuò proprio sopra il coro, un locale che già in precedenza si era pensato di adattare ad oratorio.

Sotto il governo del nuovo Priore della casa, Padre Domenico, il vento sembrò voltarsi a favore di Gesù Bambino. E così, poco dopo che questi ebbe preso possesso, P. Cirillo ripetè il tentativo, chiedendogli il permesso di fare restaurare il simulacro mutilato di Gesù Bambino. Il Superiore non si dimostrò del tutto contrario, ma accennò pure lui all’indigenza in cui versava il convento. Alla fine, gli disse per consolarlo: Se Gesù Bambino ci darà per primo la sua benedizione, io farò riparare la sua statua.

Poco dopo il colloquio P. Cirillo fu improvvisamente chiamato in chiesa: all’altare della Madonna lo attendeva una Dama, la quale gli consegnò una offerta e sparì senza pronunziare parola. Chi era quella sconosciuta? Tutti i tentativi per sapere qualcosa si dimostravano infruttuosi, così che il buon Padre si convinse fermamente che la sua generosa benefattrice fosse la Madonna in persona.

Raggiante di contentezza, egli portò l’elemosina avuta al suo Priore, ricordandogli la promessa. Stavolta ricevette il sospirato permesso, a patto però che le spese non superassero il mezzo fiorino. Un fratello laico venne incaricato di portare il simulacro da un esperto maestro artigiano. Ma tornò indietro senza avere combinato nulla: mezzo fiorino era troppo poco; il maestro, per il lavoro da farsi, voleva un fiorino intero.

Ancora una volta P. Cirillo si rifugiò in preghiera. Mentre era immerso in orazione, udì una voce sommessa che pareva sussurrargli: Mettimi nell’entrata della sagrestia; verrà ben qualcuno che s’impietosirà di me. Non se lo fece ripetere due volte. Era trascorsa sì e no un’ora, allorché entrò un signore. Vide la statua mutilata e si offrì a farla riparare a sue spese.

Lo sconosciuto signore si chiamava Daniel Wolf. Un tempo era stato commissario generale dell’amministrazione imperiale, ed era vissuto agiatamente. Ma ora si trovava in cattive acque, tanto che i suoi creditori non si contavano più. Quasi non bastasse, da un po’ di tempo da questa parte era in perpetua lite con la moglie, al punto di pensare già ad una separazione. Ora, proprio quando si ebbe portato a casa la statua di Gesù Bambino, trovò uno scritto della Camera Imperiale che gli assegnava ben 3.000 fiorini per i suoi servizi prestati in precedenza. Più d’una volta aveva sollecitato questa liquidazione, senza mai ricevere nemmeno un cenno di risposta. Intanto finirono anche i suoi dissapori con la moglie, sicché da allora in poi i due coniugi vissero sempre in ottima armonia.

Allorché i restauri al piccolo Gesù furono terminati, egli pieno di gratitudine lo riportò al convento. Lo consegnò al sacrestano perché lo sistemasse in un posto onorifico. Ma poco dopo, per la disattenzione, il buon fratello lo lasciò cadere. Nello stesso istante irruppe in sacrestia un pazzoide, che si scagliò furibondo sul povero sacrista tentando di strozzarlo. E ci sarebbe anche riuscito se per puro caso non fosse capitato li P. Cirillo, e non lo avesse liberato dalle mani di quell’energumeno.

Padre Cirillo guardò profondamente abbattuto la statua nuovamente mutilata. Fortuna volle che alla stessa ora giunse in sacrestia ancora Daniel Wolf, il quale, non appena ebbe visto l’accaduto, si offerse generosamente a fare riparare la statua un’altra volta.

Se la portò quindi a casa. Appena giunto nella abitazione trovò ad aspettarlo un funzionario venuto a pagargli i 3.000 fiorini promessi. Il mattino seguente, Daniel Wolf, portò il simulacro di Gesù Bambino da un esperto falegname, intenditore artista, che abitava nelle vicinanze. Ordinò al contempo una preziosa vetrinetta dalle pareti di cristallo, affinché la statua fosse meglio protetta per il futuro, comprando anche candelieri e alcuni vasi di fiori. Per tutti questi lavori avrebbe dovuto pagare ben 25 fiorini: il che rappresentava una richiesta assai esagerata da parte del falegname. Si capisce: costui era protestante, e s’era messo d’accordo con il fabbro che l’aiutava, luterano pure lui, per imbrogliare ben bene il gonzo papista.

Daniel Wolf pagò la somma richiesta senza una parola di rimostranza. Ma i due bestemmiatori furono entrambi portati via in tre giorni dalla peste che allora infuriava a Praga.

Poco dopo Daniel Wolf avrebbe sperimentato ancora una volta la speciale protezione del celeste Bambino. Aveva deposto i 3.000 fiorini ricevuti, assieme ad alcuni altri oggetti di valore, in una cassetta ermeticamente chiusa. Una notte i ladri si introdussero in casa sua, trovarono la cassetta e se la svignarono. Ma non avevano ancora lasciato la casa che furono spaventati da un improvviso e terribile fracasso, tanto da piantare li tutto e da darsi a precipitosa fuga. Così Gesù Bambino ricompensò la magnanimità dell’uomo che aveva sentito pietà della sua statua.

LA CAPPELLA DEDICATA A GESU’ BAMBINO
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Nel frattempo la fama del taumaturgico Gesù Bambino si era diffusa in città e nei dintorni. La baronessa Kolowrat, malata sul punto di morire, era tornata in vita quando le avevano portato e fatto baciare Gesù Bambino.

Padre Cirillo propose pertanto alla comunità di rendere accessibile al pubblico la statua, esponendola in chiesa alla venerazione di tutti. La sua proposta incontrò l’approvazione dei Padri, sicché durante l’Avvento del 1639 si poté venerare per la prima volta il Piccolo Re esposto sull’altare della Beata Vergine.

Tra i molti devoti che avevano affidato le loro preoccupazioni e le loro richieste a Gesù Bambino, c’era anche una ricca Dama, il cui nome viene con molto tatto sottaciuto dalla Cronaca, perché era stata in un primo tempo una grande benefattrice del convento. Costei si era pazzamente innamorata di quel Gesù Bambino, al punto di volerlo ad ogni costo presso di sè in permanenza. Così un bel giorno proprio verso il mezzodì, quando in chiesa non c’era nessuno, comandò alle sue due cameriere di salire sull’altare e portare via alla chetichella il simulacro del Piccolo Gesù.

Quando poco dopo P. Cirillo ne notò la scomparsa, si sentì di nuovo invaso da un cocente dolore. Ogni ricerca ed ogni indagine risultò vana. Il suo diletto Gesù Bambino era sparito. Dove avrebbe potuto scoprire qualche traccia?… Ora ecco che improvvisamente udì una voce consolatrice che gli sussurrò: Sta tranquillo! Tra breve Gesù Bambino verrà ritrovato, e il sacrilegio verrà esemplarmente punito. E così avvenne davvero.

La peste nera s’era ancora una volta scatenata come un flagello su Praga e le due cameriere complici del furto furono tra le sue prime vittime. Padre Cirillo venne chiamato presso le malate per ascoltare l’ultima confessione. La prima delle due serve confesso piena di pentimento il misfatto commesso, e tornò ben presto in salute. L’altra invece rifiutò persino i sacramenti e morì tra atroci sofferenze. La Dama s’ammalò di gotta convulsiva e perse ogni suo avere.

Padre Cirillo riportò in convento il suo Gesù Bambino e prese tutte le precauzioni affinché da allora in poi fosse sempre ben vigilato.

Le tante preghiere esaudite e i prodigiosi fatti avvenuti avevano portati i Padri alla convinzione che a Gesù Bambino si dovesse edificare una cappella propria. Un benefattore aveva lasciato in eredità al convento 3.000 fiorini con la preghiera di fare costruire in chiesa un altare dedicato alla SS. Trinità. Perciò si stabili di ricavare sopra tale altare una nicchia in parete, dove si potesse esporre alla pubblica venerazione la statua di Gesù Bambino.

Con ciò, si era fatto un bel passo avanti; mancava però sempre una cappella dedicata esclusivamente a Gesù Bambino. Ma ecco che la divina provvidenza venne ancora in aiuto. Uno giorno, si era nel 1642, Padre Cirillo fu chiamato dal barone Lobkowitz, che aveva fatto tanto bene alla comunità. Durante quella visita, il barone gli chiese se avesse qualche desiderio a proposito del suo Gesù Bambino, e soggiunse subito: Farei tanto volentieri qualcosa per Gesù Bambino. Padre Cirillo capì che era giunto il momento di chiedere una cappella per il suo Beniamino. Il barone si entusiasmò all’idea.

Nello stesso anno si iniziarono i lavori nel posto indicato dalla Madonna e il 4 gennaio 1644, nella festa del SS. Nome di Gesù, il Priore celebrò la prima Santa Messa nel cosiddetto Fremitorium Dulcis Pueri Jesu, come fu chiamata la nuova cappella. Il 3 maggio 1648 essa fu solennemente consacrata dal Cardinale Arcivescovo di Praga. In quella occasione, il Pastore della Diocesi accordò anche la facoltà di celebrare l’Eucaristia nel Santo romitorio di Gesù Bambino.

Personaggi distinti dell’aristocrazia, quali il conte Filippo di Mausfeldt, maresciallo dell’Impero, e lo stesso Imperatore Ferdinando III visitarono la cappella. Non solo i dignitari, ma anche l’umile gente di Praga accorreva dal suo Piccolo Gesù portando ai suoi piedi ogni sorta di preoccupazioni e di bisogni: egli non lasciava mai ritornare a casa nessuno senza consolarlo.

Ciò che Padre Cirillo aveva bramato e sognato per tanti anni s’era finalmente trasformato in realtà. Padre Cirillo, però, non aveva ancora terminato la sua missione terrena. Nel nome del suo Gesù Bambino, avrebbe dovuto convertire gli infedeli, scacciare i demoni e persino ridonare la salute ai morenti. La Cronaca in questo campo sovrabbonda di episodi di avvenimenti di ogni genere, che contribuirono a diffondere la fama del piccolo Gesù Bambino. P. Cirillo morì il 4 febbraio 1675. Circondato dai confratelli e munito dei santi sacramenti, egli attese tranquillo la venuta del suo Piccolo Gesù. Aveva 8 anni.

Gesù Bambino di Arenzano – Italia

Anche in Italia c’è un Gesù Bambino di Praga molto conosciuto. Il santuario ad Arenzano, frutto dell’opera del padre Leopoldo Beccaro, fu il primo in Italia dedicato al Bambino Gesù. La chiesa dei Carmelitani Scalzi, che porta il titolo di basilica minore, fu inaugurata nel 1908, consacrata nel 1928 ed ampliata nel 1966. Il santuario è uno dei più importanti santuari Liguri.

Informazioni e orari S. Messe su http://www.pragjesu.info/it/

Fonte: http://www.santissimo.it/natale/Gesu.Bamb.di.Praga.html

Preghiera speciale al Sacro Cuore di Gesù contro ogni paura

Signore Gesù, io credo alle Tue parole: “Non abbiate paura, sono Io!…Ricevete lo Spirito Santo”. sacre_coeur_jesus_fsspx_1_0.jpg

Sacro Cuore di Gesù, corro e vengo da Te,
perché sei il mio unico rifugio, la mia unica consolazione,
la mia unica certezza, la mia unica e salda speranza.

Sei il rimedio infallibile e sicuro per tutti i miei mali,
la speranza per le mie miserie, il riparo dei miei errori,
la luce nei miei dubbi e nelle mie agonie, la consolazione quando mi sento abbandonato.

Tu colmi le mie lacune e sei la certezza nelle mie richieste.
Sei l’infallibile e infinita Fonte di luce e forza, di benedizione e pace.

Sono certo che non ti stancherai mai, mai, di me,
che non mi abbandonerai mai, che non smetterai mai di amarmi,
aiutandomi e proteggendomi sempre,
perché l’amore del tuo Cuore per me è infinito e assoluto.

Abbi pietà di me, Signore, per la tua grande misericordia,
e fai con me, di me e per me tutto ciò che vuoi,
tenendomi sempre e per sempre nel tuo Cuore amorevole.

Mi abbandono a te, Cuore del mio Amore,
con la fiducia totale che non mi abbandonerai mai,
che non sarò mai solo.
Amen.

Ti ringrazio perché lo so che non mi hai dato uno spirito di paura, ma uno Spirito di pace e di gioia, uno Spirito d’ amore e di unità. Grazie perché Tu ripeti al mio cuore: “Io dico che se tu credi, vedrai la gloria di Dio!”. È il Tuo Volto, Signore, che io cerco; mostrami il Tuo Volto. Io credo che niente è impossibile a Dio ed ogni potere è stato dato a Suo Figlio, Gesù. Io credo, Signore, ma aumenta la mia fede e perché questa mia fede sia rafforzata, dammi i segni che hai promesso a coloro che crederanno in Te. Con Te, Signore, non ho più paura di alcun male e mi sento sicuro  (pregare Salmo 90):  cf0eb92545610cb090d59f1ac29bf40b

“Tu che abiti al riparo dell’Altissimo e dimori all’ombra dell’Onnipotente, dì al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza, mio Dio, in cui confido».

Egli ti libererà dal laccio del cacciatore, dalla peste che distrugge. Ti coprirà con le sue penne, sotto le sue ali troverai rifugio. La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza; non temerai i terrori della notte né la freccia che vola di giorno, la peste che vaga nelle tenebre, lo sterminio che devasta a mezzogiorno.

Mille cadranno al tuo fianco e diecimila alla tua destra; ma nulla ti potrà colpire. Solo che tu guardi, con i tuoi occhi vedrai il castigo degli empi. Poiché tuo rifugio è il Signore e hai fatto dell’Altissimo la tua dimora, non ti potrà colpire la sventura, nessun colpo cadrà sulla tua tenda. Egli darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi. Sulle loro mani ti porteranno perché non inciampi nella pietra il tuo piede. Camminerai su aspidi e vipere, schiaccerai leoni e draghi.

Lo salverò, perché a me si è affidato; lo esalterò, perché ha conosciuto il mio Nome. Mi invocherà e gli darò risposta; presso di lui sarò nella sventura, lo salverò e lo renderò glorioso. Lo sazierò di lunghi giorni e gli mostrerò la mia salvezza.”ea642e0389878976a28525193b65e7c1

Mi metto sotto la protezione del Sangue di Gesù e non ho più paura dei trabocchetti dei malvagi, degli spiriti del male, di qualunque maledizione o infestazione. Nel Nome di Gesù, aggrappato alla Sua santa Croce, niente mi può turbare. Se Gesù stesso è con me, chi sarà contro di me?

Con Lui nulla mi fa paura: la malattia, la morte, la povertà, l’ abbandono, non possono nulla contro di me. In Nome di Gesù Cristo, per la forza del suo Sangue, per la potenza dello Spirito Santo, scaccia dal mio cuore, dalla mia mente e dal mio corpo ogni spirito di paura e di turbamento.

Prendo autorità su tutto questo. Sono sicuro che con Gesù, Signore della mia vita, vivrò nella fiducia, lodandolo senza fine. Mia luce e mia salvezza è il Signore. Alleluia. (Pregare il Salmo 114):

“Amo il Signore perché ascolta il grido della mia preghiera. Verso di me ha teso l’orecchio nel giorno in cui lo invocavo.

Mi stringevano funi di morte, ero preso nei lacci degli inferi. Mi opprimevano tristezza e angoscia e ho invocato il nome del Signore: «Ti prego, Signore, salvami». Buono e giusto è il Signore, il nostro Dio è misericordioso. Il Signore protegge gli umili: ero misero ed egli mi ha salvato.

Ritorna, anima mia, alla tua pace, poiché il Signore ti ha beneficato; Egli mi ha sottratto dalla morte, ha liberato i miei occhi dalle lacrime, ha preservato i miei piedi dalla caduta. Camminerò alla presenza del Signore sulla terra dei viventi.”

1 Padre Nostro, 1 Ave Maria, 1 Gloria. Amen.

RINNOVARE LE PROMESSE DEL BATTESIMO COME RINUNCIA A SATANA

Per mezzo del Battesimo siamo diventati partecipi del mistero pasquale di Cristo, siamo stati sepolti insieme con Lui nella morte, per risorgere con Lui a vita nuova.1835056-bigthumbnail

D. Rinunciate al peccato, per vivere la libertà dei figli di Dio?

R. Rinuncio.

D. Rinunciate alle seduzioni del male, per non lasciarvi dominare dal peccato?

R. Rinuncio.

D. Rinunciate a Satana, origine e causa di ogni peccato?

R. Rinuncio.

D. Rinunciate a ogni forma di magia, di spiritismo, di cartomanzia e di superstizione in genere?

R. Rinuncio.

D. Credete in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra?

R. Credo.

D. Credete in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, che nacque da Maria Vergine, morì e fu sepolto, è risuscitato dai morti e siede alla destra del Padre?

R. Credo.

D. Credete nello Spirito Santo, la santa Chiesa Cattolica, la comunione dei Santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne e la vita eterna?

R. Credo.

D. Credete che solo in Gesù Cristo possiamo trovare la salvezza dai mali che ci affliggono e che solo a Lui dobbiamo affidarci?

R. Credo.

PREGHIAMO. Dio onnipotente, Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha liberati dal peccato e ci ha fatti rinascere dall’acqua e dallo Spirito Santo, ci custodisca con la sua grazia in Cristo Gesù nostro Signore, per la vita eterna. Amen.

Fonti: Milizia di San Michele Arcangelo  e Associação Apostolado do Sagrado Coração de Jesus 

Epifania di Gesù: la vera storia di una grande festa cristiana

L’ EPIFANIA DI GESU’ è la “manifestazione” di Gesù, Verbo di Dio incarnato, a tutti i popoli.
Si ha notizia della celebrazione della Epifania, 6 gennaio, fin dal 215 d.C.
LA FESTA DELL’EPIFANIA NON HA ORIGINI PAGANE: in tutto l’Antico Testamento, infatti, che risale a secoli prima dell’era cristiana, i profeti già descrivevano la nascita di Cristo, Verbo di Dio fatto Uomo, la Sua manifestazione (Epifania, festa della Luce)
e la conversione a Cristo dei popoli pagani, rappresentati dai Re Magi.

«Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il Bambino. Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria Sua madre, e prostratisi Lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra» (Vangelo di Matteo 2, 9-11).

Leggiamo da sant’Agostino:(354 –430 d.C.) 
«Da pochissimi giorni abbiamo celebrato il Natale del Signore, in questi giorni celebriamo con non minore solennità la Sua manifestazione, con la quale cominciò a farsi conoscere dai pagani… Era nato Colui che è la pietra angolare, la pace fra provenienti dalla circoncisione e dalla incirconcisione, perché si unissero in Lui che è la nostra pace e che ha fatto dei due un popolo solo. Tutto questo è stato prefigurato per i Giudei nei pastori, per i pagani nei Magi… I pastori giudei sono stati condotti a lui dall’annuncio di un angelo, i Magi pagani dall’apparizione di una stella» (Sermone 201,1; PL 38 1031).

Gesù è il punto centrale di uno slancio di attesa di 18-20 secoli, confermato da almeno 300 profezie e di uno slancio di adorazione che Lo segue; uno sviluppo di 40 secoli – unico! – contrario alle leggi che reggono i fenomeni storici. Così nei Magi si compie l’attesa dei popoli: “Tutti i confini della terra hanno veduto la salvezza del nostro Dio” (Salmo 93), “Tutti i popoli che hai creato verranno e si prostreranno davanti a Te, o Signore, per dare gloria al Tuo Nome” (Salmo 85) e “Tutti i confini della terra si prostreranno davanti a Lui tutte le famiglie dei popoli” (Salmo 21). I “Re Magi” rappresentano i “Re Gentili” – cioè i Re dei popoli pagani di tutta la Terra – che vanno ad adorare il Bambino Gesù.

CHI ERANO I MAGId624a9c90255f303cad73f8548aa06ddErano ex esoteristi, che sfidano il relativismo pagano; dalla Persia viaggiano fino alla Giudea per adorare Cristo, in cui riconoscono Dio, IL RE MESSIA delle antiche profezie.
Lo storico Tertulliano (155 ca., 222 d. C. ), è il primo a dire che i Magi erano “Re”. Perché lo dice? Perché è detto in un Salmo: “Il re di Tarsis e delle isole porteranno offerte, i re degli Arabi e di Saba offriranno tributi” (Salmo 71).
“I Magi non cercano i ‘doni di Dio’ ma il ‘Dio dei doni’ donando a Lui quanto hanno di più prezioso e rifiutando di consegnare Gesù al re Erode, di apostatare la fede in Cristo. Così dimostrano che sono Figli di Dio, figli della Luce non delle tenebre! Nell’Epifania (lett. “manifestazione” o “svelamento”) del Verbo incarnato al mondo – festa della Luce – i Magi, uomini in ricerca, puri di cuore, e vigilanti – sfidando la derisione del relativismo pagano vanno in cerca della Verità e hanno “l’umiltà di chinarsi davanti a quel Dio che si è reso così concreto e così semplice da contraddire il nostro stolto orgoglio, che non vuole vedere Dio così vicino e così piccolo” (papa Benedetto XVI, Epifania, 6 gennaio 2012).

“La nuova versione della Sacra Scrittura ha tradotto il termine “magoi”, “magi” con “astrologi”, ma quegli uomini non erano sicuramente né maghi intenzionati ad impossessarsi di Dio e del mondo, né astronomi nel significato che oggi la scienza dà a questo termine, né astrologi desiderosi di sondare i misteri del futuro e di vendere la conoscenza che ne avrebbero potuto trarre. Erano persone convinte che la firma di Dio è riportata nella creazione e che noi dobbiamo (e possiamo) tentare di decifrarla. Che a noi è dato di trovare le tracce di Dio e farci guidare da esse per arrivare alla vera vita.Erano persone che andavano alla ricerca di Dio e quindi andavano alla ricerca di se stesse … cercavano l’autentica saggezza che insegnasse loro come si deve vivere, come si fa ad essere uomini” (Joseph Ratzinger, Sul Natale, 2005, LINDAU, pp.87-88).Risultati immagini per santa epifaniaGli studiosi sono pressoché concordi nell’identificare questi personaggi come appartenenti ad una casta sacerdotale persiana, studiosi di astronomia e astrologia, ed intimi discepoli e custodi della dottrina di Zoroastro. C’è una buona concordia anche nell’attribuire la loro provenienza dalla Mesopotamia, Persia e Caldea.  Per ORIGENE, grande teologo-biblista del II secolo, nella sua opera “Contro Celso”, i Magi sono degli esoteristi convertiti che «quando vollero compiere le loro pratiche abituali non ci riuscirono, quelle pratiche che essi prima operavano con formule e sortilegi, ne cercarono la causa, ritenendo che dovesse essere straordinaria, e scorgendo quel segno divino nel cielo , vollero indagarne il significato. Ed a me pare che essi, avendo le stesse profezie di Balaàm, esperto pure lui nell’arte dei maghi, trovarono lì la profezia della stella (Nm.24,17): “io mostrerò a lui, ma non ora; io lo chiamo beato, ma egli non si accosterà. Una stella spunta da Giacobbe e uno scettro sorge da Israele”; quindi congetturarono che quest’Uomo ( Gesù), la cui nascita era stata predetta dall’apparizione della stella, doveva essere venuto nel mondo, e ritenendolo più potente di tutti i demoni, e degli esseri che di solito apparivano a loro ed avevano un certo potere magico, essi vollero adorarlo … Appar dunque naturale che alla nascita di Gesù, quando uno “stuolo della milizia celeste”, come scrisse Luca (Lc.2,13) , lodò e disse: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà” (Lc.2,14), la conseguenza di questo fu che i demoni perdettero il loro potere e la loro forza, dacchè il loro incantesimo fu rotto e distrutta la loro potenza».

Per San Giustino (100-165 d.C.) i Magi sono ex esoteristi: “Una stella lucente si levò, e un fiore germogliò dalla radice di Jesse, questi è il Cristo” (Apologia prima). “Che Egli poi dovesse sorgere come stella attraverso la stirpe di Abramo, Mosè l’ha rivelato con queste parole: ‘Sorgerà una stella da Giacobbe, un capo da Israele’. E in un altro passo la Scrittura dice: ‘Ecco un uomo, Oriente è il suo nome’. E’ scritto infatti nelle memorie dei suoi apostoli che alla sua nascita si levò nel cielo una stella: da questo lo riconobbero i magi giunti dall’Arabia e vennero ad adorarlo … Coloro che tramandano i misteri di Mitra sono spinti dal diavolo a dire che loro compiono i riti di iniziazione in un luogo che chiamano grotta … I magi che erano preda di tutte le cattive azioni messe in opera da quel demonio, una volta venuti ad adorare Cristo, mostrarono di essere liberati di quella potenza che li infestava … I magi giunti dall’Arabia lo adorarono passando prima da Erode” (Dialogo con Trifone).
Sicuramente i Magi che appartengono alla grande tradizione astronomica mesopotamica non hanno un approccio magico – ripiegarsi su di sé nel proprio delirio di onnipotenza per strumentalizzare con una tecnica la divinità – ma un approccio di fede, fare l’esodo dalla Persia in Giudea, per adorare con la “proskynesis” il gesto di massimo onore possibile con cui si riconosce la sovranità assoluta nel Bambino Gesù, presentandogli i doni regali, sacerdotali e nuziali – oro, incenso e mirra – e accettando di ritorno di “cambiare strada”, di convertirsi, rifiutando di passare da Erode.Immagine correlataI Magi hanno un cuore inquieto – come direbbe sant’Agostino – perché non si accontentano di niente che sia meno di Dio. Ma anche Dio ha un cuore inquieto “e per questo si è incamminato verso di noi, verso Betlemme, verso il Calvario, da Gerusalemme alla Galilea e fino ai confini del mondo” (papa Benedetto XVI, Epifania, 6 gennaio 2012). I Magi annunciano ad Erode che “è nato il re dei Giudei” (Mt.2,2) perché “abbiamo visto sorgere la sua stella e siamo venuti ad adorarlo”. L’attesa del popolo ebraico del “dominatore del mondo” era febbrile, basta leggere la profezia biblica del profeta Michea: “E tu, Betlemme di Efrata così piccola per essere fra i capoluoghi di Giuda, da te mi uscirà colui che deve essere il dominatore in Israele; le sue origini sono dall’antichità, dai giorni più remoti” (Mi.5,1). Infatti “sappiamo dell’esistenza, nel I sec. d.C., di una credenza (sorta in Oriente, e poi diffusasi altrove) secondo la quale uomini provenienti dalla Giudea avrebbero dominato il mondo: ce ne parlano Giuseppe Flavio, Tacito e Svetonio, ed una eco di queste voci è forse riscontrabile anche nella predizione, fatta da alcuni astrologi a Nerone, di una futura signoria di quest’ultimo sull’Oriente oppure proprio sul regno di Gerusalemme” (Svetonio, Nerone, 40.2). Pensiamo, ancora, alla IV egloga virgiliana e alla tradizione conservata da Zaratustra secondo cui “il principe del bene trionferebbe sul male grazie ad un alleato, verità incarnata, che doveva nascere da una vergine che nessun uomo aveva avvicinato” (Giuseppe Firpo, Il problema cronologico della nascita di Gesù, p.90).
Tutte le grandi profezie della Bibbia di Isaia, Michea, Geremia, Ezechiele e Daniele affermano di Gesù:
“Tutti i popoli, nazioni e lingue lo serviranno; il suo potere è un potere eterno, che non tramonta mai, e il suo regno è tale che non sarà mai distrutto” (Dn.7,14).

Lo storico romano Tacito (55-120 d.C.) scrive a proposito della “guerra giudaica” del 66-74 d.C.: “Nella maggioranza (degli ebrei) vi era la convinzione che negli antichi libri dei loro sacerdoti fosse contenuta la profezia che l’Oriente sarebbe diventato molto potente e dei condottieri provenienti dalla giudea erano destinati a conquistare il mondo” (Tacito, Historiae V, 13). Dice anche lo storico Svetonio (75-130 d.C.): “Cresceva per tutto l’Oriente l’antica e perdurante opinione secondo cui era destino che in quel tempo dalla Giudea dovessero arrivare i dominatori del mondo” (Svetonio, Vite dei dodici Cesari (Vespasiano IV, 5)).
Afferma la IV Egloga di Virgilio – che coglie molto bene l’attesa del tempo e si ispira agli “Oracoli Sibillini” – scritta pochi anni prima della nascita di Gesù: “Ormai torna anche la Vergine, tornano i segni di Saturno e col fanciullo ora nasce … cesserà la razza del ferro e sorgerà in tutto il mondo quella dell’oro … Egli riceverà la vita divina e reggerà il mondo pacificato … inizierà questa splendida età”. Un attesa febbrile del Messia – tra il 10 a.C. e il 2 a.C. – confermata dagli “oroscopi messianici” di Qumran negli studi di Wacholder e Beckwith.

Erode lo sapeva! Inoltre Erode conosceva la profezia della Genesi che dice: “Non sarà tolto lo scettro da Giuda né il bastone del comando tra i suoi piedi, finché verrà colui al quale esso appartiene e a cui è dovuta l’obbedienza dei popoli” (Gn.49,10). Ebbene Erode – re di Giuda dal 40 a.C. grazie alla cittadinanza romana – era straniero, idumeo figlio di Antipatro e non giudeo, che volendo accreditarsi come figlio di Davide distrusse gli archivi e tentò di falsificare il suo albero genealogico nel vano tentativo che questa profezia di Giacobbe non lo riguardasse. Pensava che la venuta del Messia nel riprendere il regno di Giuda dalle mani di uno straniero, sarebbe stata vanificata se fosse riuscito a dissimulare la sua origine idumea. Da qui la strage degli innocenti, l’uccisione dei bambini venuti alla luce a Betlemme negli ultimi due anni. Non ha alcun scrupolo neanche ad uccidere i suoi figli. Quindi Gesù, dopo la nascita a Betlemme subirà l’esilio forzato in Egitto per scampare alla strage dei “martiri innocenti” ordinata del re Erode il “Grande” malvagio re di Giuda dal 34 al 4 a.C. , detto il “Grande” per aver costruito molti palazzi in Gerusalemme compreso un nuovo Tempio.
Ebbene, Gesù andrà a vivere a Nazaret – dopo l’esilio egiziano – nella città del “germoglio” di Iesse, del clan della discendenza del re Davide(dal libro del profeta Isaia).

PERCHE’ I RE MAGI ADORANO GESU’: Risultati immagini per santa epifaniaEra la stessa cultura di quei popoli, dei sapienti persiani che attendeva quello che chiamavano un “soccorritore divino”, il “salvatore”. Per il teologo Giuseppe Ricciotti – nella sua “Vita di Gesù Cristo” del 1941 – i Magi non erano astrologi e fattucchieri, “pur studiando il corso degli astri, come tutte le persone colte a quei tempi”, perché nell’Avesta il libro sacro dei fedeli di Zarathushtra sono condannate le dottrine mantiche ed astrologiche dei Caldei e viene presentata la figura del “saushyant” o “soccorritore” che farà vincere il Bene (Ahura-Madzah o “Saggio Signore) sul Male (Angra-Mainyu o “spirito del male”). Al tempo, c’era la tendenza ad intrecciare concetti della Bibbia con idee persiane ed è pertanto del tutto verosimile che la conoscenza dell’aspettativa di un Re-Messia fosse identificata con l’aspettativa del “saushyant” o “soccorritore”.
Secondo Erodoto (V sec. a.C.) i “Magi” erano la casta sacerdotale dei Medi. Ovviamente San Matteo evangelista non conosceva nulla dell’Avesta e presenta i Magi come personaggi pagani di stirpe regale. Non ne conosciamo il numero.
Origene teologo di lingua greca della Scuola di Alessandria (185-253), ne fissa il numero in tre perché sono tre i doni portati: “oro, incenso e mirra”. Infine nel VI secolo d. C. Cesario di Arles parla di Re Magi chiamati Gaspare (lett. “Stimabile maestro”) che diede a Gesù l’incenso, Melchiorre (lett. “Il mio re è Luce”) che diede a Gesù la Mirra e Baldassarre (lett. “Dio protegge la sua vita”) l’Oro, nomi presenti anche nell’apocrifo molto tardivo che si chiama “Vangelo armeno dell’infanzia” che inoltre amplia molto la varietà dei doni portati dai Magi.

MARCO POLO E LA TOMBA DEI RE MAGI
Marco Polo afferma di aver visitato le tombe dei Magi nella città di Saba, a sud di Teheran, intorno al 1270: «In Persia è la città ch’è chiamata Saba, da la quale si partiro li tre re ch’andaro adorare Dio quando nacque. In quella città son soppeliti gli tre Magi in una bella sepoltura, e sonvi ancora tutti interi con barba e co’ capegli: l’uno ebbe nome Beltasar, l’altro Gaspar, lo terzo Melquior. Messer Marco dimandò più volte in quella cittade di quegli III re: niuno gliene seppe dire nulla, se non che erano III re soppelliti anticamente» (Il Milione, cap. 30).
Il beato Odorico da Pordenone, recatosi nel 1320 proprio in quella regione, confermerebbe quanto narrato da Marco Polo. Dopo la Natività i tre ricompaiono solamente “da morti”. Le testimonianze riferiscono che i corpi furono recuperati in India da Sant’Elena e portati a Costantinopoli, arrivati poi a Milano, nel periodo delle Crociate, vi rimasero fino al 1164, anno in cui furono trasferiti da Federico Barbarossa a Colonia in Germania e qui riposti all’interno della Cattedrale dove vengono tutt’ora custoditi e adorati da numerosi pellegrini. Milano cercò ripetutamente di riavere le reliquie: il 3 gennaio del 1904, l’Arcivescovo Ferrari fece collocare in Sant’Eustorgio alcuni frammenti ossei in un’urna di bronzo con la scritta «Sepulcrum Trium Magorum».

LA STELLARisultati immagini per EPIPHANY OF JESUS NATIVITYNei Vangeli la “stella” (Mt.2,2) diventa col tempo la “stella cometa”; potrebbe essere sia il fenomeno astrofisico della congiunzione di Giove e Saturno nei Pesci, rarissima, che nel 7 a.C. avvenne tre volte (29 maggio, 1 ottobre e 5 dicembre) e registrato nel “calendario stellare di Sipar” una antichissima tavoletta di terracotta contenente una scrittura cuneiforme e proveniente dall’area dell’Eufrate e confermato dalla “tavola planetaria” un antico papiro egiziano pubblicato nel 1902 che conferma il calcolo di Keplero del fenomeno celeste al 7 a.C. del vistosissimo fenomeno oppure anche un fenomeno soprannaturale. Nel primo caso spiegherebbe lo strano comportamento della “stella” dei Magi che nel Vangelo di Matteo, appare, scompare e poi riappare. Inoltre nell’Ottocento lo studioso danese Munter trova un commentario ebraico alla profezia delle “Settanta Settimane” di Daniele che certi altri dotti ebrei consideravano essere la congiunzione di Giove e Saturno nei Pesci come uno dei segni della nascita del Messia. Inoltre per gli astrologi babilonesi, Giove era “il pianeta dei dominatori del mondo”, Saturno “il pianeta protettore di Israele” e la costellazione dei Pesci era considerata il “segno della Fine dei Tempi o inizio dell’Era Messianica”. Per questo i Magi si chiedono: “Dove è nato il re dei giudei?”.

In quel momento con la Sacra Famiglia, i pastori e i Re Magi nasce la Chiesa Cattolica, cioè universale! Per alcuni i “Re Gentili” indicherebbero le tre razze umane, discendenti dai tre figli di Noè, ossia, Sem, Cam e Iafef. Il prof Cardini dice che i Magi sono il simbolo delle età dell’uomo e delle dimensioni del tempo cosmico, espressioni dunque del presente, passato e futuro rotanti attorno al Cristo Kosmokrator.

Dio disse ad Abramo “Ti benedirò con ogni benedizione e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo” (Gn.22,17) paragonando la Sua discendenza nella fede – non nella carne – alla “moltitudine delle stelle del cielo” per significarne il padre di tutte le genti si attendesse non una stirpe terrena ma celeste. Cristo è la “super nova” cioè una di quelle stelle inizialmente molto deboli – Bambino Gesù – in cui una esplosione interna sprigiona la Luce della cometa e il calore, “la luce dell’amore di Dio” e “alla fine i Re Magi stessi, così come generalmente i Santi “sono diventati a poco a poco loro stessi costellazioni di Dio, che ci indicano la strada” (Benedetto XVI, Epifania, 6 gennaio 2012).

Dice San Paolo: “[Gesù] ci ha messo in grado di partecipare alla sorte dei Santi nella luce. È lui che ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del suo Figlio diletto” (Col.1,12-13). Ai Magi rappresentanti de “il popolo che camminava nelle tenebre videro una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse” (Isaia.9,1); dal paganesimo ordinariamente violento e idolatra a Cristo l’unica Luce del mondo e alla Sua unica Chiesa il lucerniere.
Come i Magi dobbiamo lasciare le nostre false sicurezze e metterci in discussione seguendo la “stella” – accogliendo le grazie – per giungere ad adorare Gesù Eucarestia in Chiesa per adorarLo per sempre in cielo.
I pastori e i Magi sono figura degli ebrei e dei pagani che Gesù, fin dalla Sua nascita, unisce universalmente alla Sua adorazione. Nessuno viene escluso dall’Amore di Dio, nè i pastori più poveri e reietti né i Magi pagani e idolatri considerati maledetti. Occorre però rispondere “ECCOMI” alla chiamata del nostro Salvatore! Egli infatti dice: “Ho altre pecore che non sono di questo ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore” (Gv.10,16). Infatti solo Gesù è “il Nome sopra ogni altro Nome” e “nel Nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sottoterra” (Fil.2,9-10).Risultati immagini per EPIPHANY OF JESUS NATIVITYCOSA RAPPRESENTANO I DONI CHE I MAGI PORGONO A GESU’ Dice Sant’Ireneo (130-202 d.C.): “Balaam profetizzò anche la sua stella in questi termini: ‘Spunterà una stella da Giacobbe e sorgerà un capo in Israele’ (Nm.24,17). Ora afferma che i Magi, provenienti dall’Oriente, dissero: ‘Abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti ad adorarlo’ (Mt.2,2) e che dalla stella furono condotti alla casa di Giacobbe (Lc.1,33), dall’Emmanuele e mostrarono, con i doni che gli offrirono (Mt.2,11), chi era Colui che adoravano: la mirra mostrava che Egli era Colui che per il genere umano, che è mortale, sarebbe morto e sarebbe stato sepolto; l’oro, che era il Re, ‘il cui regno non ha fine’ (Lc.1,33); l’incenso, che era Dio, il quale ‘si fece conoscere in Giudea’ (Sal.75,2) e si manifestò a coloro che non lo cercano (Is.65,1; Rm.10,20)” (Adversus Haereses). L’oro è il simbolo del potere regale – Gesù è il Re “per sempre” – l’incenso è il simbolo del potere sacerdotale – Gesù è il “Sommo sacerdote”, la vittima e il Tempio – e la mirra è il profumo della sposa, Gesù è lo Sposo, l’unico sacrificio profumato di santità agli occhi del Padre che riunisce la sua sposa ; non più solo gli ebrei ma anche i pagani. Allora il significato di questa festa dell’Epifania: la manifestazione dell’amore universale di Dio. Non c’è nessuno al mondo che possa sentirsi escluso dall’amore del Signore. Questa è la buona notizia che l’evangelista qui anticipa.

Tre le possibili risposte all’Amore di Dio:Risultati immagini per epiphany holy cardsErode: “l’amore di sé fino al disprezzo di Dio” (S.Agostino). Tra la volontà di Dio e la sua egli ha scelto la sua. CHIUSURA.
I sacerdoti: sanno che Gesù nascerà a Betlemme, sono in grado di indicarlo anche agli altri, ma essi non si muovono per adorarlo. APERTURA A PAROLE.
Magi: lasciano le loro sicurezze e “senza indugio” seguono la “stella” e vanno ad adorare Gesù “provando una grandissima gioia” per riconoscerne la sovranità assoluta. Non sono mossi da curiosità ma da autentica pietà. Non cercano di aumentare la loro gnosi ma di esprimere la loro devozione e sottomissione a Dio. Decidono di tornare nel loro paese – “avvertiti in sogno” – per un’altra strada, perché dopo aver incontrato Cristo non si può tornare indietro per la stessa strada. Siamo Magi anche noi se veniamo ad adorare Gesù nell’Eucarestia, di tutto cuore. APERTURA A FATTI.
Imitiamo i saggi Re Magi venuti dall’Oriente e con semplicità adoriamo Gesù Bambino con l’oro dei nostri sacrifici, l’incenso delle nostre preghiere, la mirra del nostro pentimento.

Dossier GRIS: L’Epifania di Gesù
http://www.gris-imola.it/ultime_notizie/LEpifaniadiGesu.php…

Il Parlamento polacco riconosce la Madonna di Czestochowa come Regina di Polonia. Nel 2017 celebrazioni nazionali

Il parlamento polacco – riferisce l’agenzia Sir – in sedute separate di entrambe le Camere ha approvato la risoluzione relativa alle celebrazioni del 300.mo anniversario dell’incoronazione della Vergine di Czestochowa come Regina di Polonia. La Camera bassa (Sejm), ricordando quella prima incoronazione di una effige della Vergine al di fuori di Roma avvenuta l’8 settembre del 1717, sottolinea quanto la celebrazione “unì tutti i ceti sociali e divenne una manifestazione di fede nazionale” e rileva la convinzione dei parlamentari riguardo alla “particolare importanza del culto mariano per l’intero Paese”.  Il significato di quelle “radici cristiane dell’Europa” è fortemente qui evidente; un atto concreto, un volere riconoscere, senza tanti orpelli e con semplicità, qualcosa di popolarmente evidente: una nazione è anche la sua fede.

L’evento una lezione del patrimonio storico nazionale e un sostegno educativo per le nuove generazioni
Il priore del santuario di Jasna Gora, padre Marian Waligora, dove da 600 anni è custodita l’immagine della Madonna Nera, si dice convinto che “il ricordo dell’evento storico del 1717 porterà un contributo significativo alla propagazioni delle tradizioni patriottiche e religiose polacche, costituendo una lezione del patrimonio storico nazionale e un importante sostegno educativo per le nuove generazioni”. 

Il 70% di polacchi considera la fede cattolica un importante criterio di appartenenza nazionale
Secondo le analisi del Pew Research Center, la Polonia è il Paese più omogeneo etnicamente e religiosamente tra gli Stati Ue e oltre il 70% di polacchi considera la fede cattolica un importante criterio di appartenenza nazionale. Gli studiosi di tematiche sociali sottolineano inoltre che rispetto ad altri Paesi Ue, in Polonia la Chiesa cattolica gode di una grande fiducia (del 70% circa dei cittadini) e la società nel suo complesso è assai più religiosa che altrove.

4 milioni di e mezzo di pellegrini hanno visitato nel 2016 il santuario di Jasna Gora, a Częstochowa, uno dei luoghi di culto mariani più importanti in Polonia e nel mondo. Lo riferisce l’ufficio stampa del santuario. 

Sui dolci pendii di Jasna Gòra, la “montagna luminosa”,che circonda la città di Czestochowa, il santuario è adagiato su una collina di bianche rocce, nella parte occidentale della città. I polacchi sono abituati a legare a questo Santuario le numerose vicende della loro vita: i momenti lieti come quelli tristi, le decisioni solenni, come la scelta del proprio indirizzo di vita, la vocazione religiosa oppure il matrimonio, la nascita dei figli, gli esami di maturità… Essi si sono abituati a venire con i loro problemi a Jasna Gòra per confidarli alla Madre Celeste, davanti alla sua Immagine Miracolosa. Questa Immagine si può dire che è il cuore del santuario di Jasna Gòra ed è anche quella forza, misteriosa e profonda, che attira ogni anno folle sterminate di pellegrini, dalla Polonia e da ogni altro luogo del mondo.

Il dipinto della Madonna ha una storia complessa.madonna-getty-jasna-gora

L’immagine della Madonna Nera di Jasna Góra proviene da Costantinopoli, da dove, attraversando la Russia, giunse in Polonia. 

La tradizione dice infatti che sia stato realizzato da San Luca su di un legno che formava il tavolo adoperato per la preghiera e per il cibo dalla Sacra Famiglia. L’evangelista avrebbe composto a Gerusalemme due quadri allo scopo di tramandare l’incomparabile bellezza di Maria. Uno di essi, arrivato in Italia, è tuttora oggetto di culto a Bologna; l’altro, fu dapprima portato a Costantinopoli e deposto in un tempio dall’imperatore Costantino. Successivamente fu donato al principe russo Leone, che prestava servizio nell’esercito romano, il quale trasferì l’inestimabile reliquia in Russia dove, per numerosi miracoli, fu intensamente venerata. Nel corso della guerra intrapresa da Casimiro il Grande, il quadro fu nascosto nel castello di Beltz e finalmente affidato al principe di Opole. Questi, alla vigilia di una dura battaglia contro le truppe tartare e lituane che assediavano Beltz, aveva invocato la sacra immagine e, dopo la sospirata vittoria, indicò Maria come Madre e Regina. Si racconta anche che, durante l’assedio, un tartaro ferisse con una freccia il bellissimo volto della Vergine dalla parte destra e che, dopo la sacrilega profanazione, una fittissima nebbia, sorta d’improvviso, mettesse in difficoltà gli assedianti. Il principe Opole, allora, approfittando del momento favorevole, si gettò con le truppe contro il nemico e lo sconfisse.

Altri documenti assicurano che, terminata l’amministrazione del principe Ladislao nella Russia, il quadro fu caricato su di un carro con l’intenzione di portarlo nella Slesia ma, tra lo stupore di tutti, i cavalli, pur ripetutamente sferzati, non si muovevano. Il principe ordinò allora di attaccarne di nuovi, senza però ottenere alcun risultato. Sconvolto, si inginocchiò a terra e promise di trasferire la venerata effigie sul colle di Czestochowa, nella piccola chiesa di legno. In seguito egli avrebbe innalzato una basilica nel medesimo luogo ad onore di Dio onnipotente, della Vergine Maria e di tutti i Santi e, contemporaneamente realizzato un convento per i frati eremiti dell’Ordine di San Paolo. Ma le vicissitudini della Madonna Nera non erano ancora finite. Nel 1430 alcuni seguaci dell’eretico Giovanni Hus, provenienti dai confini della Boemia e Moravia, sotto la guida dell’ucraino Federico Ostrogki, attaccarono e predarono il convento. Il quadro fu strappato dall’altare e portato fuori dinanzi alla cappella, tagliato con la sciabola in più parti e la sacra icona trapassata da una spada. Gravemente danneggiato, fu perciò trasferito nella sede municipale di Cracovia e affidato alla custodia del Consiglio della città; dopo un accurato esame, il dipinto venne sottoposto ad un intervento del tutto eccezionale per quei tempi, in cui l’arte del restauro era ancora agli inizi. Ecco allora come si spiega che ancora oggi siano visibili nel quadro della Madonna Nera gli sfregi arrecati al volto della Santa Vergine.

Secondo i critici d’arte il Quadro di Jasna Gòra sarebbe stato in origine un’icona bizantina, del genere “Odigitria” (“Colei che indica e guida lungo la strada”), databile tra il VI e il IX secolo. Dipinta su una tavola di legno, raffigura il busto della Vergine con Gesù in braccio. Il volto di Maria domina tutto il quadro, con l’effetto che chi lo guarda si trova immerso nello sguardo di Maria: egli guarda Maria che, a sua volta, lo guarda.

Anche il volto del Bambino è rivolto al pellegrino, ma non il suo sguardo, che risulta in qualche modo fisso altrove. I due volti hanno un’espressione seria, pensierosa, che dà anche il tono emotivo a tutto il quadro. La guancia destra della Madonna è segnata da due sfregi paralleli e da un terzo che li attraversa; il collo presenta altre sei scalfitture, due delle quali visibili, quattro appena percettibili. Gesù, vestito di una tunica scarlatta, riposa sul braccio sinistro della Madre. La mano sinistra tiene il libro, la destra è sollevata in gesto di sovranità e benedizione. La mano destra della Madonna sembra indicare il Bambino. Sulla fronte di Maria è raffigurata una stella a sei punte. Attorno ai volti della Madonna e di Gesù risaltano le aureole, la cui luminosità contrasta con l’incarnato dei loro visi. Dopo la profanazione e il restauro, la fama del santuario crebbe enormemente e aumentarono i pellegrinaggi, a tal punto che la chiesa originaria si rivelò insufficiente a contenere il numero dei fedeli. Per questo motivo, già nella seconda metà del secolo XV, accanto alla Cappella della Madonna, fu dato avvio alla costruzione di una chiesa gotica a tre ampie navate. Nel 1717 il quadro miracoloso della Madonna di Jasna Góra fu incoronato col diadema papale e, a cominciare dal secolo scorso, numerose chiese a lei dedicate furono erette in tutto il mondo: attualmente se ne contano circa 350, di cui 300 soltanto nella Polonia.

La fama sempre crescente dell’immagine miracolosa della Madre di Dio fece sì che l’antico monastero diventasse nel corso degli anni mèta costante di devoti pellegrinaggi. Il culto della Madonna Nera di Czestochowa si è esteso così fino al continente americano, in Australia, in Africa e anche in Asia. Una devozione che non ha confini, che ha toccato il cuore di molti, e che è stata particolarmente cara – come ogni polacco che si rispetti – al nostro venerato Santo Padre, Giovanni Paolo II, che di Maria è sempre stato il devoto più fedele.

Profanata l’immagine della Madonna-. Il sacrilegio ha avuto luogo a Jasna Gora, il 9 dicembre 2012, e ha suscitato profondo dolore nel cuore dei credenti. Un uomo di 58 anni, evidentemente affetto da disturbi psicologici, ha gettato della vernice nera contro l’immagine di Maria a Jasna Góra, nota come la “Madonna Nera” del santuario mariano nei pressi di Częstochowa. I padri paolini, custodi del santuario, diffusero subito un comunicato nel quale chiedevano a tutti i devoti della Madonna Nera delle preghiere per l’espiazione del folle gesto. Anche l’arcivescovo Wacław Depo, Metropolita di Częstochowa, esortò i fedeli alla preghiera. “Chiedo a tutti gli abitanti di Częstochowa di venire con i loro pastori in questi giorni a Jasna Góra per pregare per l’espiazione di tutti i reati contro Dio, sua Madre e la Santa Chiesa”, si leggeva nel comunicato dell’arcivescovo.

Il servo di Dio, cardinale Stefan Wyszyński, scelse il santuario di Jasna Góra come altare e confessionale della Polonia. Fecero visita al Santuario come pellegrini i papi: Giovanni Paolo II (1979, 1983, 1987, 1991, 1997, 1999) e Benedetto XVI (2006) e Papa Francesco (2016).

 Fin dal medioevo da tutta la Polonia si svolge il Pellegrinaggio a piedi verso il Santuario di Częstochowa che si snoda da Giugno a Settembre, ma normalmente il periodo scelto è quello attorno a ferragosto. Il Pellegrinaggio a piedi dura diversi giorni ed i pellegrini percorrono anche centinaia di chilometri lungo oltre 50 percorsi da tutta la Polonia, il più lungo dei quali è di 600 km. Questo pellegrinaggio è stato fatto anche da Karol Wojtyła (Giovanni Paolo II) nel 1936 partendo da Cracovia.

FONTI

http://it.radiovaticana.va/news/2017/01/04/polonia_celebrazioni_300%C2%B0_incoronazione_madonna_czestochowa/1283445

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91095

Vescovo di Modena descrive un esorcismo:” il male è un’entità precisa e reale, ma il Signore Gesù vince sempre”

Un obispo reconoce que recientemente presenció por primera vez un exorcismo y esto es lo que vivió
Papa Francesco incontra Erio Castellucci, Arcivescovo di Modena 

Non capita spesso che un vescovo parli della sua partecipazione ad un esorcismo, come invece ha fatto recentemente l’Arcivescovo di Modena Erio Castellucci, che dal 3 giugno 2015 è pastore e teologo della Diocesi di Modena-Nonantola, da tutti conosciuto come ‘Don Erio’ per la sua profonda umanità e bontà: in un’intervista su Il Resto del Carlino ha parlato apertamente di un esorcismo da lui presenziato e della necessità che oggi i Vescovi si adoperino ad approfondire ed incentivare questo fondamentale Ministero nelle Diocesi, per andare incontro ai bisogni spirituali di tanti fedeli. 

Tuttavia, la realtà è che per decenni nella Chiesa non è stata presa sul serio la lotta contro Satana e, come ripeteva sempre Padre Gabriele Amorth, esorcista per decenni a Roma, “molti vescovi non credono nel diavolo e a volte dicono anche in pubblico che l’inferno e il diavolo non esistono “. amorth1Così, per decenni tanti sacerdoti non hanno avuto familiarità con questo ministero. Ma la dinamica sta cambiando, grazie al riconoscimento giuridico che Papa Francesco ha dato all’Associazione Internazionale Esorcisti, fondata da Padre Amorth,  e ci sono già molti vescovi che sono di nomina esorcisti nelle loro diocesi e ce ne saranno sempre più, a causa del gran numero di possibili casi esistenti. “Gli esorcisti nel  particolare  ministero esercitato, in comunione  con  i  propri  vescovi, manifestino  l’amore e l’accoglienza della Chiesa verso quanti soffrono a causa dell’opera del maligno”: lo scrisse Papa Francesco in un messaggio inviato a padre Francesco Bamonte, attuale presidente dell’Associazione Internazionale Esorcisti (Aie), nel 2014.

L’intervista del Vescovo di Modena in cui parla apertamente di Satana e descrive la sua partecipazione ad esorcismi, è di grande aiuto per la Chiesa e può servire da esempio a tutti i Vescovi a seguire questa linea di coinvolgimento in un ministero fondamentale che deve essere curato e migliorato.  

Questa è l’intervista rilasciata dall’arcivescovo di Modena Mons Erio Castellucci:

Eccellenza, la sua prima esperienza è stata traumatica?

«Prima di diventare prete, ho visto posseduti e indemoniati, ma non avevo mai fatto esorcismi. Sono stato chiamato da uno dei due esorcisti della Diocesi per un caso difficile e, vista la reazione, lo è davvero».

L’esorcista ufficiale ha chiesto rinforzi, e lei non si è tirato indietro. E’ così?

«Mi ha invitato a presenziare. Vieni – mi ha detto –, perché quest’uomo è posseduto da diverso tempo, viene da me una volta a settimana, e la tua presenza, in quanto Vescovo, potrebbe influire. Così mi sono recato nella parrocchia modenese dove avvengono gli esorcismi».

Cos’è successo?

«Appena mi ha visto l’uomo ha cominciato a urlare, mi diceva di andarmene, poi è caduto in trance; d’un tratto si è come risvegliato e in un baleno ha conficcato le sue unghie nel dorso delle mie mani. Lo sguardo era diabolico, e le offese irripetibili quanto le maledizioni».

E’ vero che le ha fatto pronostici di morte?

«Sì sì, mi ha detto che morirò in un incidente stradale, e mentre lo diceva era soddisfatto».

Lei ci crede, è preoccupato?

«La mia vita è nelle mani del Signore Gesù e non certo in quelle del diavolo. Non sono per nulla preoccupato. La parola di Dio insegna che le maledizioni sono inefficaci. Il diavolo continua a maledire, lo fa di mestiere».

Farà l’esorcista in futuro oltre che il Vescovo?

«Non escludo altri esorcismi su altre persone. Gli stessi esorcisti italiani lamentano di essere in pochi. Nel Vangelo di Marco è scritto: ‘Nel mio nome caccerete i demoni…’. E’ importante, per un cristiano, avere discernimento, perché molti casi sono di competenza dello psichiatra più che dell’esorcista. Molto rilevanti poi sono le preghiere di liberazione».

Servono per liberare una persona dal demonio?

«Per stabilire, attraverso il discernimento, se la persona è solo disturbata o posseduta. C’è differenza, infatti: se posseduta si ricorre all’esorcista, se solo disturbata le preghiere di liberazione e di implorazione raggiungono presto la guarigione».

Molti pensano che il diavolo sia una pura invenzione medievale. Cosa risponde?

«Si sbagliano. E’ sufficiente vedere qualche esorcismo per capire che il male è un’entità precisa oltre che una realtà».

Modena ha dato i natali a padre Gabriele Amorth, esorcista di fama internazionale, mancato lo scorso settembre a 91 anni. E’ bene continuare sul suo solco?

«Senza dubbio, tenendo sempre ben presente che il Signore Gesù è tanto più forte e potente e alla fine vince sempre».

Fonti

http://www.religionenlibertad.com/obispo-reconoce-que-recientemente-presencio-por-primera-vez-exorcismo-54023.htm

http://it.radiovaticana.va/news/2014/10/27/messaggio_del_papa_allassociazione_internazionale_esorcisti/1109518

Donald Calloway, ex ateo e tossicodipendente, salvato dall’amore di Maria, oggi è sacerdote testimone della Divina Misericordia

Donald Calloway ha trascorso la sua adolescenza soccombendo alla dipendenza da pornografia e droghe,  a crimini contro la legge con migliaia di dollari di furto in merce rubata, in party  con gli amici che facevano uso di droghe durante l’ascolto di musica heavy-metal. Calloway diventò un seguace del gruppo rock dei Grateful Dead, che segnò il suo ingresso nella ‘cultura psichedelica’: si fece tatuare il simbolo dei Grateful Dead sul braccio e questo era l’emblema della sua trasgressione. Ma oggi Donald si è liberato da quel passato che lo stava distruggendo.  La sua testimonianza di guarigione e conversione è un esempio di grazia e di misericordia divina in movimento, per intercessione della Beata Vergine Maria. Padre Donald Calloway è sacerdote da 13 anni e attualmente è Direttore delle Vocazioni e Vicario Provinciale della Congregazione Mariana dell’Immacolata Concezione di Steubenville, Ohio (Stati Uniti). È autore di 8 libri e guida pellegrinaggi in tutto il mondo. Il suo sito web è www.fathercalloway.com.  Risultati immagini per father donald callowayIl suo libro autobiografico No Turning Back costituisce una testimonianza potente e toccante sul viaggio di un uomo, liberato da un tunnel di oscurità e disperazione nello splendore della speranza e della fede in qualcosa di più puro, più vero rispetto agli inganni della cultura contemporanea – ciò che l’anima umana anela, la sublimità spirituale e il vero significato della propria esistenza.


Durante la sua giovinezza, Calloway è stato un tale ragazzo ribelle che egli stesso si autodefinisce “animale” nel suo libro autobiografico in cui descrive se stesso e la mentalità da cui era stato plagiato.

“Mi chiamo Donald Calloway e sono nato nella Virginia Occidentale (USA). A quei tempi i miei genitori vivevano nella più completa ignoranza. Poiché della fede cristiana non si interessavano, non mi fecero neanche battezzare. Dopo poco tempo i miei genitori si separarono. Non imparai nulla, né sui valori morali, nè sulla differenza tra il bene e il male. Non avevo nessun principio.

Mia madre poi frequentò un uomo che era un ufficiale di marina. Non mi piaceva. Tuttavia lei lo amava e i due si sposarono. Così qualcosa di nuovo entrò nella mia vita. Quest’uomo era cristiano e apparteneva alla Chiesa Episcopale. Questo fatto mi era indifferente e non me ne interessai. Mi adottò e i suoi genitori pensavano che adesso avrei potuto essere battezzato. Per questo motivo ricevetti il Battesimo. Quando avevo dieci anni, mi nacque un fratellastro e anch’egli fu battezzato. Tuttavia per me il Battesimo non significava nulla. Ogni notte dormivo con una ragazza diversa e vivevo ogni specie di esperienza di vita trasgressiva, mi credevo libero ma non lo ero.  Trasferitici in una base militare in Giappone, scappai di casa e, insieme ad un amico, commisi gravi atti criminali. Rubammo motociclette, automobili e ingenti somme di denaro, prendendo d’assalto le banche; restai coinvolto nella mafia giapponese.
Nel periodo in cui ero scomparso, mia madre ebbe un esaurimento nervoso. Disperata, si rivolse ad un prete, che ‘per caso’ era un cappellano militare cattolico. ‘Dove è Donny? E’ morto? Che cosa gli sarà successo? ‘. Quel sacerdote riuscì a consolarla ed in lei cominciò a manifestarsi il desiderio di diventare cattolica. Lo seppi solo dopo anni, perché all’epoca non mi interessavo che di me stesso…MIA MADRE da allora cominciò a PREGARE PER LA MIA CONVERSIONE…”

Il giovane Donald Calloway venne arrestato e deportato dal Giappone insieme alla sua famiglia. Come qualsiasi adolescente ribelle, Calloway aveva sviluppato un forte odio per i suoi genitori, nonostante i loro sforzi per aiutare il figlio.  Dopo il ritorno dal Giappone e il controllo in una clinica di riabilitazione in Pennsylvania, le cose per Donald non migliorarono. Seguirono altri furti ed arresti.

Quindi, cosa mai avrebbe potuto trasformare questo giovane disadattato, questo tossicodipendente in perenne difficoltà, questo “animale” (come poi si è descritto), in un sacerdote cattolico devoto, un autore oggi molto riconosciuto di ottimi libri di teologia e mariologia?

Tutto cominciò una notte di marzo del 1992, quando, con sorpresa dei suoi amici, Donald decise di non andare fuori a festeggiare, come era la solita routine, ma di rimanere a casa. Si sentiva immensamente depresso e con la voglia di farla finita: “Mi sono trovato seduto lì da solo nella mia stanza con niente da fare e nessuno a cui rivolgermi. La mia esistenza era ridicola. La mia vita era uno spreco, e speravo che sarebbe in qualche modo giunta alla fine … Odiavo la mia vita. Ero inquieto annoiato e ansioso in tutto”.

Alla ricerca di un modo per far passare il tempo, Donald cominciò a curiosare nella libreria dei genitori, soffermandosi a sfogliare le immagini delle riviste del National Geographic. Ma alla fine la sua mano si soffermò su qualcos’ altro, un libro su un argomento così estraneo e misterioso per lui. Il libro si intitolava “La Regina della Pace appare a Medjugorje”. padre_donald_colloway-642x300Questo libro mi ha mostrato un aspetto della vita che non avevo mai sperimentato prima, ma certamente fui attratto dalla radicalità del messaggio Mi resi conto che questo libro mi stava presentando la proposta di cambiare la mia vita affidandola a qualcosa di più grande di me – di credere in Dio. E ‘stata una rivelazione che ha richiesto una rivoluzione nel mio pensiero. Mi chiesi se poteva essere questa la via d’uscita che cercavo”.

Donald trascorse tutta la notte a leggere il libro, fino alle prime ore del mattino. Più lo leggeva, più l’essenza interiore della sua anima si trasformò dall’ ansia e irrequietezza, che avevano sempre contaminato la sua vita, in una profonda serenità e pace che ora pervadevano il suo spirito. Quello che la Madonna diceva in quel libro, gli toccò il cuore ad un livello più alto: il ritorno alla preghiera del Rosario, ai Sacramenti, il digiuno, la riconciliazione con Dio e la necessità di conversione. Per la prima volta, qualcosa gli stava offrendo la speranza della liberazione dal suo passato autolesionista, dalla sua vita di disperazione.

“La Vergine Maria stava dicendo cose che erano così chiare e convincenti che mi sono trovato destabilizzato e letteralmente travolto dall’emozione in modo profondo. Questo è stato un tipo di emozione che non avevo sperimentato fin da quando ero un ragazzino, il desiderio di amare mia madre e renderla felice. Eppure la Vergine Maria stava dicendo che Lei è mia Madre, che è la Madre di coloro che erano andati fuori strada e ci chiamava a ritornare a Dio, a Gesù. Lei diceva chiaramente di non essere Dio, ma Lei stava indicando suo Figlio, dicendo che è il Messia, il Salvatore del mondo. Mi sono trovato completamente innamorato di questa Madre. Anche senza conoscerla, mi sentivo attratto da Lei! Mai avevo incontrato una donna così meravigliosa, così pura e perfetta! Quella donna aveva conquistato il mio cuore.
Senza sapere cosa stessi dicendo, mi donai a Lei senza condizioni.”

L’Attimo che cambiò la mia vita

Donald sperimentò l’incontro con una Bellezza che non aveva mai sentito nella sua vita, la Vergine Maria,  una dolcezza immacolata che gli offriva un raggio di speranza e che emanava una luce radiosa nel mondo oscurato di Donald. Spirituale e sublime, questa attrazione ha portato Donald a una piccola preghiera del cuore, in cui ha rivelato il suo desiderio di sentire questa misteriosa presenza di fronte a lui: “Mentre continuavo a leggere, dissi nel mio cuore, ‘voglio credere. Davvero. Si sta perforando la  bolla del  mondo in cui sono prigioniero. Ho bisogno di questo.'”

Questa esigenza interiore, questo desiderio spirituale, era stato soddisfatto. Mentre continuava la lettura, la rinascita dalla morte alla vita nuova si era verificata. “Anche se ero sull’orlo del suicidio, come ho letto il libro, mi sono sentito come se qualcuno avesse sciolto il mio cuore. Ho sentito che ogni parola che leggevo era indirizzata direttamente a me.”

Poi un nuovo giorno è nato: “La mattina presto, quando ho chiuso il libro, mi sono detto, ‘Il messaggio in questo libro è che la mia vita può e deve cambiare. Non ho mai mai sentito niente di così sorprendente e così necessario nella mia vita. Si potrebbe dire che questa è stata la mia prima preghiera. Chiunque fosse questa Vergine Maria, che io ancora non conoscevo, ho creduto a cosa mi stava dicendo – che Lei è mia Madre e che è venuta dal cielo per me “.

Immediatamente, dopo aver raccontato a sua madre questa esperienza, Donald, anche se non era ancora cattolico, decise di andare a Messa per la prima volta nella sua vita, parlando ad un sacerdote e confessando tutto il suo passato. Tornato a casa, Donald ha iniziato a buttare via tutti i suoi legami sporchi con la  vita passata, da accessori correlati alle riviste pornografiche, collezioni di Playboy e Penthouse,  i suoi dischi di heavy metal etc… Sei borse pesantissime da gettare nella spazzatura.

Ma non fu facile liberarsi del vecchio sè stesso. Il suo passato era ancora molto importante nella sua mente e il rimorso che sentiva dentro di sè era schiacciante – la necessità del perdono avvolgeva tutto il suo essere: “In effetti, ho cominciato a piangere così forte che non riuscivo a respirare. Il mio pianto era incontrollabile, torrenti di lacrime che in poco tempo, hanno bagnato i vestiti che indossavo.”

Ore di tale straziante pianto hanno portato a lacrime inspiegabili di gioia e, all’improvviso, Donald ha sentito un’ immensa pace nel suo cuore, una tranquillità che supera la comprensione umana. “Ho cominciato a sentirmi  improvvisamente animato da una vita nuova, come l’abbraccio tenero di un padre che avvolge il suo bambino. Ero così avvolto dall’ amore misericordioso di Gesù che mi sono reso conto di quanto sono stato amato.”1454625137

Questa pace purificante lo ha portato a qualcosa di inspiegabile, una soprannaturale esperienza mistica. Come migliaia di pazienti hanno riferito di esperienze pre-morte, accadde qualcosa di simile a Donald: ” Ho letteralmente sentito come se avessi lasciato il mio corpo. La mia forma fisica era rimasta sul divano, ma la mia anima o spirito lo avevano lasciato. Dopo aver superato lo shock dell’impatto, una sensazione di pace mi ha travolto, una pace che era tangibile. Poi ho sentito una voce, la voce femminile più pura che abbia mai sentito. Era come amore puro materno  versato su di me.  Mi ha detto, ‘Donnie, sono così felice.’ Questo è tutto quello che ho sentito, ma sapevo chi era. Nessuno mi aveva mai chiamato Donnie in vita mia, solo mia madre. Sapevo che quella era la voce di Maria, la Vergine Maria. Ero così in pace che mi sono sentito come un bambino rannicchiato vicino al seno della madre. Ero così in pace, così amato che sono entrato in un sonno profondo. Non avevo dormito così bene da quando ero un ragazzino “.

Il fenomeno che Donald aveva sperimentato è chiamato locuzione interiore (locuzione cordis), la grazia mistica di sentire una presenza spirituale – in questo caso, la Madonna – in un modo interiore attraverso le profondità dell’anima.Risultati immagini per donald calloway divine mercy

Dopo queste profonde esperienze spirituali, seguì per Donald una conversione ufficiale alla Chiesa cattolica. E subito dopo, il desiderio di diventare sacerdote, ma non un sacerdote qualunque. Donald voleva diventare un sacerdote Mariano, sia per amore della Vergine Maria sia perchè  i sacerdoti mariani dell’Immacolata Concezione sono i promotori ufficiali della devozione alla Divina Misericordia di Santa Faustina Kowalska, la suora e mistica polacca che ha avuto visioni di Cristo nel 1930. Donald si vedeva, attraverso il suo passato, come il figlio salvato dalla Divina Misericordia. Infatti, attraverso la grazia di Dio, ha ricevuto la più grande misericordia, una vita nuova e splendente, dopo una vita di peccato. 

Diventare sacerdote significava tornare a scuola. Per lui che aveva abbandonato la scuola da giovanissimo in prima media, tutto ciò sembrava un’impresa impossibile. Nonostante ciò, attraverso la sua successiva formazione e gli sforzi di volontà, Donald è stato in grado di studiare ed incontrare alcuni degli intellettuali cattolici più eminenti e teologi mariani di tutto il mondo.   La tesi di laurea di Donald è tutta concentrata sulla mariologia nei diari di Santa Faustina Kowalska, che unisce  il suo amore per la Madonna con il suo amore per la devozione alla Divina Misericordia. La tesi era lunga più di 200 pagine, conteneva oltre 700 note – in latino, francese, polacco, italiano e spagnolo – e, anni dopo, è stata pubblicata in un libro intitolato, “Più pura di tutti i Gigli: La Vergine Maria nella spiritualità di santa Faustina”.

L’ex tossicodipendente, criminale condannato, che aveva abbandonato la scuola, si è laureato con il massimo dei voti, studiando con alcuni tra i teologi più rinomati al mondo. Oggi, Padre Calloway predica la sua testimonianza di conversione in tutto il mondo, raggiungendo innumerevoli cuori.

Fonti

http://www.fathercalloway.com/

http://convertiti.altervista.org/d_calloway.html

Gabriella Mereu, la santona blasfema radiata dall’Albo dei Medici, propone “terapie” di origine occultista

Se pensavate di aver sentito o letto tutto sulle questioni terapeutiche alternative, non potete ignorare il trattamento della “Santona della Sardegna”. 

Il giornale di Buenos Aires DIARO VELOZ ha dedicato un lungo articolo a Gabriella Mereu -radiata dall’Albo dei medici-  e alle sue deliranti teorie (medagliette della Madonna nella vagina per vaginiti e cistiti , parolacce e insulti per la cura dei tumori, cure verbali per le disfunzioni erettili etc,etc). Ne traduciamo alcuni brani molto interessanti.

di Enrique Marquez @ ladislaomarquez

Non appena le autorità hanno cominciato ad indagare sull’attività di Gabriella Mereu, è risultato evidente il suo legame alle teorie di Mary Baker Eddy (1821-1910), fondatrice del culto religioso “Christian Science” la quale sosteneva che non esistono malattie poiché sono  un’illusione o una rappresentazione mentale erronea che si guariscono riconoscendo la loro natura illusoria. Ha accumulato una fortuna con la sua predicazione e ha lasciato in piedi un culto con migliaia di adepti.

N.B. Christian Science è un’associazione massonica occultista, che si spaccia per “cristiana”, a cui è legata un’altra falsissima sedicente veggente MARIA DIVINA MISERICORDIA (alias la commerciante irlandese Mary Carberry) che da anni diffonde sul web ed attraverso medagliette e libri( “IL LIBRO DELLA VERITA'”), i cosiddetti “MESSAGGI DI GESU’ ALL’UMANITA'” messaggi apocalittici contro Papa Francesco, ricevuti da un falso “Gesù” new age, evocato tramite scrittura automatica (spiritismo). vedi nostro dossier:

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/04/25/i-falsi-messaggi-di-gesu-allumanita-di-mdmuna-setta-apocalittica-new-age/

Gabriella Mereu, nota anche come “la Santona della Sardegna” è un guru italiano controverso che propugna il suo particolare metodo di trattamento chiamato “terapia verbale” per curare tutti i tipi di malattie e, -tra le altre cose-, con l’insulto verbale alla patologia da affrontare [La Stampa, 26 e 28/10/2016].

Come indicato sul suo sito web, si è laureata in medicina  nel 1983 e poi si è diplomata in medicina olistica. Ha ottenuto anche un diploma in Grafologia, ha seguito un corso di medicina omeopatica e usa i fiori di Bach. Anche se non menzionato nel suo curriculum promozionale, usa anche il pendolo per la diagnosi e la cura via telefono, e-mail e Facebook.  In modo che, se ci fosse un corso o un dottorato in Pseudoterapie, lei avrebbe già diversi soggetti approvati. Ma non contenta di ciò, ha deciso di “inventare” la sua terapia alternativa: quella verbale. Una sorta di psicoanalisi circense estrema, la cui chiave sta nella interpretazione o decodifica della Mereu di ogni tipo di patologia.

Secondo la Mereu: “La malattia è un’espressione che rivela metaforicamente un’esperienza emotiva che ha portato alla malattia stessa“, e “imparando a decodificare le metafore, si può rintracciare l’origine dei blocchi mentali e, infine, raggiungere la guarigione“. E dal momento che il “problema emotivo crea un brodo malato“, lo scopo della terapia è quello di “rilevare da linguaggio che il paziente esprime attraverso i suoi  sintomi per contestualizzare la storia che gli appartiene  e che lo ha reso malato“.

Né risparmia bastonate per i medici (non alternativi) quando sostiene che le persone “spesso si ammalano a causa del terrore causato dalla diagnosi“.

Dietro lo slogan “le nostre parole spiegano le nostre malattie“, la taumaturga viaggia attraverso il paese con grande forza attrattiva e, con buoni introiti,  va proponendo il suo ” Seminar esperienziale ” dove espone il suo metodo interagendo con il pubblico.

Parole, parole …

Mi sono fermato in una delle sue mostre, che dal suo titolo, avevo previsto cosa avrei trovato, “Gabriella Mereu a Mystic Cabaret”. Vale la pena ricordare che “Mystic Cabaret” è un’allusione al titolo di un libro esoterico di Alejandro Jorodowsky, un guru cileno con deliri terapeutici simili a quelli della Mereu, è uno dei suoi molti riferimenti (Supernatural Cafe, # 34 dicembre 2015).

Dopo una breve introduzione, che ha utilizzato per sottolineare che “Pasteur è stato un grande impostore” e che la medicina ufficiale terrorizza i pazienti, è passata alle dimostrazioni della sua terapia verbale.

Per oltre 50 minuti la Mereu ha dato libero sfogo alle sue divagazioni per analizzare e interpretare la metafora dei sintomi che le sono stati presentati  da 14 consultanti (10 donne e 4 uomini). Della vasta gamma di presunti disturbi annunciati (acufeni, tumore al seno, lipoma, problemi circolatori e respiratori, ossa, dolori articolari e dello stomaco, vene varicose, ecc), ne ha attribuito l’origine a traumi nascosti e irrisolti coi genitori. Secondo la sua “mappa medica”: se appare il sintomo sul lato sinistro il problema è con la madre, se sul lato destro è con il padre.

Le situazioni di abbandono,  nostalgia, proiezione della  rabbia e sensi di colpa e rancore, sono responsabili delle sofferenze e possono  essere ben risolte con la consapevolezza, l’omeopatia, i fiori di Bach e, in alcuni casi, col “lavaggio epatico” complementare. L’unica cosa è che non vi è alcun dubbio che la sua presentazione ha fatto onore al titolo dell’incontro…

Tutto quello mostrato in questo video è insignificante confrontato a molte altri idiozie per le quali è diventata  nota la  Mereu. Tra le sue affermazioni più oltraggiose figurano il fatto che l’AIDS non esiste, gli epilettici sono esibizionisti e che con la sua terapia verbale può curare dal cancro alla paralisi. Ma più eterodossa era la sua raccomandazione alle donne per l’auto-cura di vaginiti e cistiti: mettere una medaglia della Madonna nella vagina e poi andare a Messa  [Il Giornale di Vicenza, 16-02-2012 e 01-05- 2013].

La redazione del programma televisivo Le Iene (versione italiana di CQC Argentino) si mise al lavoro e, con  l’ironia che lo caratterizza, aveva deciso di smascherare la famosa Dr. Mereu.

Tre trasmissioni memorabili [ “IMiracoli della D.ssa Mereu” (23-04-2015), “Il ritorno della dottoressa Miracolosa” (07-05-2015) e “Il ritorno della dottoressa miracolosa ” (21-04- 2016)], tra le quali una imperdibile guarigione miracolosa di un falso paralitico nella prima, sono state una sorprendente rivelazione sul modus operandi della dottoressa e ben presto hanno prodotto i loro effetti.

Il 24 aprile 2016, tre giorni dopo l’ultimo servizio de Le Iene e che ha visto Nadia Toffa aggredita dai seguaci della Mereu, la ciarlataneria della santona è stata esposta in un’inchiesta giornalistica di Paola Leoni e Fabio Pellegrinelli per lo show televisivo svizzero “Patti Chiari”, proprio uno spazio di comunicazione specializzata nella tutela dei consumatori.

Sotto il titolo suggestivo “Mereu – Alzati e cammina“, i giornalisti hanno ripreso con telecamere nascoste la Mereu e le testimonianze di persone affette da gravi malattie.

La rilevanza giornalistica di tante affermazioni ridicole della Mereu, ha cominciato a preoccupare e sono state assunte alcune misure, ma non ancora abbastanza per evitare che la dottoressa prosegua le sue decodifiche pubbliche. E’ stata sospesa dall’Ordine dei Medici di Cagliari e attualmente il Collegio Medico di Torino indaga sulle accuse di “abuso della credulità popolare e diffusione di notizie false, esagerate e tendenziose, creando allarme tra i cittadini” [La Nuova Sardegna, L’Unione Sarda e RSI, 25/10/2016].

Restare vigili perché la Mereu con le sue “terapie fraudolente”, come tanti altri santoni sedicenti  guaritori , continua a operare liberamente, è approdata pure in Argentina e tanta gente disperata e disinformata purtroppo continua a farsi ingannare ed usare.

FONTE: DIARIO VELOZ                                                                        http://www.diarioveloz.com/notas/168017-video-guru-italiana-y-su-terapia-fraudulenta-que-causa-furor-cura-enfermedades-insultando

S. Angela da Foligno Maestra dei teologi

 Pensieri e visioni mistiche di Santa Angela


La Santa Eucaristia:  Durante la Messa, nell’elevazione, la voce dell’Angelo le dice: “Qui è tutta la gioia degli angeli, qui è la letizia dei santi, qui è tutta la tua felicità” (IX, 228-33). “In questo momento il Figlio di Dio, nella Sua umanità e divinità, si trova sull’altare ed è in compagnia di una immensa moltitudine di angeli” (VII, 214-239).

“Non c’è nessuno che possa portare scuse perché chiunque può amare Dio, ed Egli non chiede all’anima se non che gli voglia bene, perché Egli l’ama ed è il Suo amore”.

“Nessun uomo si salva senza la luce divina, la quale fa sì che uno inizi, progredisca e raggiunga l’apice della perfezione. Perciò, se vuoi cominciare il cammino e desideri questa luce divina, prega. Se vuoi la fede, prega; se vuoi la speranza, prega; se vuoi la carità, prega;  se vuoi l’obbedienza, la castità, l’umiltà, la mansuetudine, la fortezza, prega. Qualunque virtù tu desideri, prega. E prega leggendo nel libro della vita, cioè nella vita del Dio-Uomo Gesù, che fu povertà, dolore, disprezzo e vera obbedienza. Quando sarai entrato nella via del progresso spirituale, molte tribolazioni e tentazioni dei demoni, del mondo e della carne in vario modo ti molesteranno e ti affliggeranno orribilmente. Ebbene, se vuoi vincere, prega. Quando l’anima vuole pregare di più, è necessario che vada a farlo con purezza spirituale e fisica e con rettitudine. Bisogna che cambi il male in bene e non faccia, come molti malvagi, il contrario…”.

 “Quanto più pregherai, tanto maggiormente sarai illuminato; quanto più sarai illuminato, tanto più profondamente e intensamente vedrai il Sommo Bene, l’Essere sommamente buono; quanto più profondamente e intensamente lo vedrai, tanto più lo amerai; quanto più lo amerai, tanto più ti diletterà; e quanto più ti diletterà, tanto maggiormente lo comprenderai e diventerai capace di capirlo. Successivamente arriverai alla pienezza della luce, perché capirai di non poter comprendere” ( p. 184).
Dal Liber di S. Angela da Foligno.angelafoligno

La mistica del Medioevo Angela da Foligno è Santa. Papa Francesco ha stabilito la sua iscrizione nel catalogo dei Santi il 9 ottobre 2013, senza bisogno del riconoscimento di un miracolo e del processo di canonizzazione, estendendo il culto liturgico alla Chiesa universale, dopo avere accolto la relazione del cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi. Il “Martirologio Romano”, il libro liturgico che determina Feste, Santi e Beati, la descrive così: “A Foligno in Umbria, Angela, che, morti il marito e i figli, seguendo le orme di san Francesco, si diede completamente a Dio e affidò alla propria autobiografia le sue profonde esperienze di vita mistica”.

Muore a Foligno il 4 gennaio 1309. Angela da Foligno (1248-1309) è considerata una delle principali mistiche italiane del Medioevo e per questo ha ricevuto i titoli di “Maestra dei teologi” e di “Mistica per antonomasia” tanto che può essere paragonata a Santa Caterina da Genova e anche a Santa Caterina da Siena e anche a Santa Teresa d’Avila. La sua conversione era avvenuta intorno ai 37 anni d’età, facendo una confessione generale a frate Arnaldo, suo parente che in seguito diventerà suo segretario nella redazione delle sue visioni. All’inizio Angela fu donna di mondo e moglie non proprio esemplare ma  provata dal dolore per la perdita improvvisa della madre,  del marito e dei figli cadde in uno stato di profonda disperazione. Si chiuse in solitudine ed imparò che le vie di Dio erano diverse dalle sue. Dio la lasciò a lungo piangere finchè contemplando la croce, ebbe le prime visioni del Cristo Crocifisso che donò un senso nuovo a tutta la sua vita. Le apparve in sogno san Francesco d’Assisi che la incoraggiò a percorrere la via della perfezione.  Dopo aver venduto e dato ai poveri tutte le sue ricchezze, entrò nel 1291 nel Terzo Ordine francescano. Intraprese un pellegrinaggio ad Assisi dove sperimentò la prima di una lunga serie di sconvolgenti esperienze mistiche che la portarono al centro dell’attenzione dei maggiori dotti del suo tempo. Da allora Angela concentrò tutta la meditazione e l’ascesi sulla figura di Cristo sofferente sulla croce e sulla Santissima Trinità. La sua guida spirituale, fra Arnaldo da Foligno, raccolse le sue visioni in un “Memoriale”, che ancora oggi costituisce una delle opere più insigni della spiritualità cattolica.  

GESU’ AD ANGELA:– “Non ti ho amata per scherzo, ma con perfettissimo e tenero amore” (meditando la Passione).
– “Io non ti ho servita per finta. Io non ti ho trattata con distanza”.
– “Angela, sia che tu mangi, sia che beva sempre mi piacerà, se tu mi ami”.
– “Io per te fui crocifisso, ebbi fame e sete e per te sparsi il mio sangue, tanto ti ho amata”.
– “A chiunque mi voglia sentire nell’anima, io non mi sottraggo. A chiunque mi voglia vedere, con massimo piacere mi mostro. Con grandissimo diletto parlo a chiunque voglia rivolgermi la parola”.
– “Domanda qualunque grazia per te, per i tuoi compagni e per chiunque altro e preparati a riceverla, perché sono molto più pronto io a dare che tu a ricevere”.

Angela divenne l’amica e l’assistente più assidua degli ammalati e dei lebbrosi. E’ comunemente conosciuta per il gesto da lei compiuto, con profonda umiltà, di bere l’acqua in cui aveva poco prima lavato le piaghe di un appestato. Gradualmente attorno a lei si raccolse a Foligno un gruppo sempre più numeroso di figli e figlie spirituali attratti dalla sua santità.

Angela così scrisse riguardo agli Spiriti Celesti: “Nella festa degli angeli di settembre, mentre ero nella chiesa dei frati minori di Foligno con l’intenzione di comunicarmi, quando si avvicinò il momento della comunione, io allora, e anche prima, avevo così pregato gli angeli:” O ministri del Dio che sta qui, che avete il compito di servirlo e mostrarlo agli altri, presentatemelo tale e quale il Padre lo consegnò agli uomini, presentatemelo dapprima vivo, povero, addolorato, bastonato, sanguinante e dipoi morto sulla croce”: E allora gli angeli dissero con un’unzione d’indicibile cortesia: “ O tutta piacevole e amabile a Dio, eccoti servita: ce l’hai presente. Anzi ti è concesso che tu possa mostrarlo e farlo conoscere agli altri”. Difatti lo vedevo presente come avevo chiesto ai santi angeli. Lo vedevo chiaramente con gli occhi della mente, prima vivo, poi addolorato, sanguinante e crocifisso, infine morto sulla croce. Sentivo un dolore acutissimo, mi sembrava che il cuore si screpolasse per una visione così dolorosa. Provavo d’altra parte una tale gioia per la presenza degli angeli e i loro discorsi mi riempirono di così tanta felicità che non avrei mai creduto che i santissimi angeli fossero così gentili e capaci di donare alle anime tali delizie. Avevo pregato gli Angeli, in modo particolare i Serafini e i Santissimi Custodi mi dissero: Ora ricevi quello che i Serafini possiedono e potrai così partecipare alla loro gioia”. Un’altra volta  Angela da Foligno così scrisse: “Scorsi nella mia anima due gioie perfettamente distinte: una proveniva da Dio, l’altra dagli Angeli e non si assomigliavano. Ammiravo la magnificenza di cui il Signore era circondato e chiesi come si chiamava ciò che stavo osservando. Sono i Troni disse la voce, e la moltitudine era abbagliante e infinita tanto che, se il numero e la misura non fossero leggi della Creazione, avrei creduto che la folla sublime davanti ai miei occhi fosse innumerevole e smisurata. Non scorgevo né l’inizio né la fine di quella folla il cui numero trascende le nostre cifre”. L’importanza degli spiriti celesti nella mistica di Angela da Foligno è documentata anche dall’iconografia che ritrae la Santa mentre riceve l’Eucarestia direttamente da un angelo, questo ricorrente tema pittorico della comunione angelica si rifà ad un episodio del 29 settembre 1308, festa di san Michele Arcangelo,quando Angela desidererebbe confessarsi per ricevere la comunione ma, non trovandosi un sacerdote libero da altri impegni, incomincia a pensare alla lode che gli angeli rendono a Dio e, subito rapita in estasi, ha la visione di una grande moltitudine di spiriti celesti che la conducono a un altare e le parlano: “Le dissero: “Questo è l’altare degli angeli”. Su di esso gli stessi angeli le mostrarono la loro lode, Colui che è ogni lode, e le dissero:

” In Colui che è sull’altare c’è la perfezione e il compimento del Sacrificio che tu desideri”. Poi aggiunsero: “Preparati a ricevere Colui che ti ha sposata con l’anello del suo amore. L’unione è già stata fatta, ma Egli vuole rinnovarla”. Questa unione sponsale con Cristo, già misticamente contratta nel 1291 nella sua abitazione al ritorno dal pellegrinaggio di Assisi, si compie ora di nuovo e l’evento procura ad Angela un senso di serenità e beatitudine che l’accompagnerà per diversi giorni.

Nel settembre del 1308 Angela è costretta a letto colpita da grave malattia. I suoi discepoli che formano il “cenacolo”, allertati, incominciano ad accorrere da ogni parte per assisterla con amore filiale, raccoglierne gli ultimi insegnamenti e riceverne la benedizione. Benché soffra molto, riesce a comunicare ai discepoli anche altre esperienze mistiche che sta vivendo negli ultimissimi giorni di vita e che hanno come interlocutore Gesù Cristo, che si rivolge a lei con queste dolcissime parole: “ Vieni, o sposa mia diletta, mia bella, da me amata con predilezione. Vieni perché tutti i santi t’aspettano con grande letizia. Non incaricherò né gli angeli né gli altri santi di condurti a me. Verrò io personalmente e ti prenderò con me”. Il 3 gennaio 1309 cessano tutti i dolori e Angela rimane in totale tranquillità fisica e spirituale fino alla sera del giorno seguente quando, dopo compieta, circondata da molti frati e figli spirituali, entra nell’eternità con il suo sposo. E’ il 4 gennaio del 1309 e Angela ha 61 anni.

Don Marcello Stanzione

PREGHIERA A SANTA ANGELA DA FOLIGNO

Angela, con meraviglia nuova sentiamo l’eco del tuo nome nelle litanie dei Santi; nella tua vita riconosciamo l’iniziativa mirabile dell’amore di Dio, “origine e fonte di ogni santità”, e con entusiasmo sincero invochiamo la tua intercessione.
Tu hai sperimentato che “niente è più infido del cuore”, abisso insondabile; aiutaci a credere che “Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa”. Tu hai avvertito la tristezza del peccato e la ricchezza della divina misericordia; ottienici di portare frutti di vera conversazione: “l’umiltà, la pazienza, la mansuetudine”.
Tu hai scoperto all’ombra della Croce che il dolore è il sigillo dell’amore; donaci di essere “lieti nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera”.
Tu hai percorso il sentiero d’alta quota della mistica trovando riparo a la mensa pasquale dello “stupore eucaristico”; rendi il nostro cuore “semplice, umile e libero”.
Tu hai temprato “la tenerezza femminile con un coraggio “virile”; dacci la forza di seguire il Signore e di servire la Chiesa, sua Sposa, nella fedeltà di una dedizione totale.
Tu hai meritato il titolo di “maestra dei teologi” ricercando “l’armonia tra la sapienza umana e la verità rivelata”, concedici di “raffinare al fuoco il cuore e la mente”.
Tu hai seguito i passi di San Francesco d’Assisi, “uomo cattolico e tutto apostolico”; ravviva in noi lo slancio missionario degli inizi della predicazione del Vangelo.
Angela, nel firmamento dei Santi brilla la tua luce che ci protegge, ci istruisce e ci guida; nella tua testimonianza di fede il Signore “ci offre un esempio, nell’intercessione un aiuto, nella comunione di grazia un vincolo di amore fraterno”.

Amen.
+ Gualtiero Sigismondi
Vescovo di Foligno http://santaangeladafoligno.com/

DISTINGUERE TRA VERI E FALSI MISTICI

Ci sono due tipi di mistica. La prima è quella a cui ci si riferisce spesso nelle riviste (esplicitamente non religiose) e qui fa capolino la New Age di cui apparentemente oggi si parla di meno ma solo perché molti suoi concetti sono già stati assimilati e sono parte della cultura dominante.
Ebbene in queste forme di neomisticismo l’io è considerato l’autorità finale, sia rispetto alla pratica religiosa sia rispetto ad un credo già strutturato, come nel Cristianesimo. Siamo di fronte alla religione «fai-da-te», ad una religiosità senza Dio, creata su misura del proprio «io» e dei propri bisogni. Tanto che si potrebbe cambiare il primo dei Comandamenti in «Non avrai altro dio che il tuo io». È una mistica insomma senza un riferimento al Totalmente Altro, che è Dio (come nel Cristianesimo), senza un Tu Trascendentale con cui confrontarsi, seguendo il quale ri-programmarsi e a cui finalmente affidarsi.
Ben diverso il secondo concetto di mistica, quello cristiano.
Così scrive il Catechismo della Chiesa Cattolica (2014):
«Il progresso spirituale tende all’unione sempre più intima con Cristo. Questa unione si chiama “mistica”, perché partecipa al mistero di Cristo mediante i Sacramenti – “i santi misteri” – e, in lui, al mistero della SS. Trinità. Dio ci chiama tutti a questa unione intima con lui, anche se soltanto ad alcuni sono concesse grazie speciali o segni straordinari di questa vita mistica, allo scopo di rendere manifesto il dono gratuito fatto a tutti».
Come dire tutti chiamati alla vita mistica, ma pochi (purtroppo?) gli eletti. Tutti i credenti infatti possono avere il sentimento e la convinzione della presenza immediata e trasformante di Dio nel loro cuore (specialmente dopo certe esperienze spirituali forti), poi magari tutto si indebolisce o svanisce divorato dalla fretta e dalle preoccupazioni quotidiane. Invece l’unione spirituale o mistica di quelli che chiamiamo… i mistici (santi e sante) non è passeggera, non è contingente o parziale ma abituale, è inoltre costante o per lo meno ritrovata con facilità lungo la giornata.
I mistici pur immersi nella normale quotidianità sembrano sempre animati e guidati da una luce intima trascendente, che ridona le giuste proporzioni a tutto il resto che è e rimane per loro terreno, parziale, contingente e transeunte. E di questo processo Dio ha l’iniziativa. È Lui che dilata l’anima e la guida, è sempre Lui che la orienta, la rinforza e la sostiene. Lui solo ne è l’alimento costante e la gioia totale e totalizzante.

http://www.donbosco-torino.it/ita/Kairos/Santo_del_mese/01-Gennaio/Beata_Angela_da_Foligno.html

ACS Aiuto alla Chiesa che soffre: aiutare i cristiani perseguitati per sconfiggere il virus dell’estremismo islamista

L’ISIS ha firmato la rivendicazione dell’attentato compiuto il 31 dicembre 2016 nella discoteca Reina di Istanbul (39 morti e 69 feriti), e lo ha fatto precisando che l’attacco è stato portato contro uno dei nightclub “dove i Cristiani celebrano la loro festa apostatica”. Il messaggio politico è diretto alla “protettrice della croce”, cioè la Turchia http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/istanbul-capodanno-strage-discoteca-reina-club-killer-fuga-f1a9c3bb-1fb9-4628-9dfe-f731132a474c.html

La discoteca si trova a Ortakoy, la parte più europea di Istanbul. “L’ISIS conferma la propria strategia politica, dimostrando di avere le idee perversamente chiare. Dobbiamo domandarci se in Europa siamo in grado di contrapporre una strategia altrettanto chiara ed efficace.”. Il Direttore di ACS-Italia (Aiuto alla Chiesa che soffre,  fondazione di diritto pontificio nata nel 1947 per sostenere la Chiesa in tutto il mondo, con particolare attenzione laddove è perseguitata), Alessandro Monteduro, commenta così la rivendicazione del sedicente Stato Islamico.

“Dobbiamo essere consapevoli che l’ideologia dell’estremismo politico-religioso di matrice islamica è viva, e si diffonde sotto diverse sigle. La nostra Fondazione non entra nel merito delle valutazioni politiche, ma di certo dobbiamo dire che il sostegno ai Cristiani e alle altre minoranze perseguitate non è un semplice atto di carità”.

“Ogni contributo a favore dei perseguitati in Medio Oriente, e nelle altre aree di crisi, prosegue Monteduro, “è estremamente prezioso per loro, ma garantisce anche altri effetti positivi, di cui beneficiano tutti: rafforza il loro tessuto sociale, generando anticorpi contro il virus dell’estremismo, e permette a singoli e gruppi la permanenza in patria, scongiurando il fenomeno dei flussi migratori non volontari. Favorisce anche il depotenziamento del terrorismo diffuso in Occidente, e la riduzione della pressione migratoria, che genera conflitti sociali.”.

La minaccia terroristica purtroppo non è distante da noi, perché, “come spiega il comunicato dell’ISIS, per loro noi siamo parte del grande nemico occidentale. Dobbiamo essere consapevoli che la solidarietà nei confronti dei nostri fratelli perseguitati, ovunque essi siano, ci consolida come comunità e ci rende capaci di respingere gli attacchi, attacchi che possono provenire dall’esterno, ma anche dall’interno, da giovani che trovano un senso esistenziale solo all’ombra delle bandiere nere. Sono persone che si formano e si informano in Europa, ma la cui matrice culturale resta l’estremismo islamico.”. Per tutti questi motivi, conclude il Direttore di ACS-Italia “quando un italiano sostiene i progetti a favore dei Cristiani perseguitati aiuta concretamente i suoi fratelli, ma indirettamente aiuta anche i propri figli a vivere in una società libera dal terrore.”.

http://acs-italia.org/acs-notizie-dal-mondo/monteduro-acs-italia-aiutare-i-cristiani-perseguitati-per-sconfiggere-il-virus-dellestremismo/

La Chiesa con ACS in onore di Asia Bibi: nel 2017 importanti interventi in aiuto alle donne cristiane perseguitate in Pakistan

Rapimenti, matrimoni forzati, espropri di case e terreni, attentati contro chiese e luoghi di ritrovo, e l’ingiusta legge anti-blasfemia brandita come una spada per silenziare le minoranze religiose. Il Pakistan rientra sicuramente in quel novero di Paesi in cui i soprusi contro la comunità cristiana assumono i contorni di una sistematica persecuzione avallata da molti settori delle società e degli apparati dello Stato.

Per questo motivo la sezione italiana della fondazione pontificia Aiuto alla chiesa che soffre (Acs- Italia) ha deciso di iniziare il 2017 finanziando due progetti tesi ad aiutare le donne cristiane pakistane:Formiano giovani ostetriche e Aiutiamo le donne povere. Il primo programma è condotto dalla Women Shelter Organization, un’organizzazione fondata nel 1987 per prendersi cura delle donne che, specie nelle aree rurali, hanno subito violenze domestiche e abusi sessuali, e di quante sono costrette ai matrimoni forzati. L’iniziativa per la formazione di ostetriche riguarderà 75 professioniste in 15 aree del distretto di Faisalabad, che saranno preparate a prestare assistenza sanitaria alle donne in procinto di partorire nelle aree rurali.

Il secondo progetto, Aiutiamo le donne povere, ha l’obiettivo di sostenere l’attività del “Crisis Intervention Center” di Lahore. Il Centro è stato fondato dalle Suore del Buon Pastore per aiutare ragazze e donne povere, e in situazione di difficoltà psicologica. In particolare sono seguite le ragazze madri che per questa loro condizione di solito vengono emarginate dalla società. Negli ultimi quattro anni le Suore del Buon Pastore hanno salvato 62 donne, soprattutto grazie anche alla cura dell’aspetto spirituale delle ragazze che si rivolgono a questa struttura. Ovviamente le ospiti vengono aiutate anche dai punti di vista sanitario e legale, e le analfabete imparano a leggere e scrivere. ” L’aiuto che abbiamo promesso attraverso il progetto Aiutiamo le donne povere servirà a coprire i costi operativi del Centro per i prossimi 5 anni”, afferma Alessandro Monteduro, direttore di Acs-Italia, che riferisce quanto Suor Maqsood Kala RGS ha comunicato alla fondazione: «Il vostro aiuto ci consente di aiutare le donne, affinché vivano una vita dignitosa. Grazie da tutte noi!».

Risultati immagini per aisai bibi con le figlie
ASIA BIBI con due dei suoi 5 figli, prima dell’arresto per “blasfemia” nel 2010

Entrambi i progetti sono dedicati ad ASIA BIBI, spiega Alessandro Monteduro. La donna cattolica, madre di cinque figli, ha appena passato l’ottavo Natale in carcere, mentre resta in attesa della decisione della Corte suprema, riguardo alla sospensione della condanna a morte subita per un’infondata accusa di blasfemia. Nel suo povero Natale, celebrato in carcere in un incontro di soli trenta minuti con il marito e le due figlie, Asia Bibi lancia un solo messaggio al mondo che segue col fiato sospeso la sua vicenda: «Vorrei solo dire che non odio nessuno. Non odio quanti mi hanno fatto soffrire in tutti questi anni. Perdono tutti e prego per quanti mi hanno fatto del male».  

Dopo le parole di perdono e di benedizione, «Asia ha voluto ringraziare nuovamente Papa Francesco e quanti continuano a pregare per lei», riferisce Nadeem, tutore della famiglia di Asia Bibi«E ha espresso la convinzione che, grazie alla volontà di Dio, sarà presto libera». 

Benedire una vita sfregiata da un’ingiusta condanna a morte e benedire i propri persecutori non è opera umana e non può essere che dono inestimabile della grazia di Dio

“Il ruolo e la figura di Asia Bibi resta centrale ed esemplificativo della condizione delle donne cristiane e della battaglia per la libertà religiosa in Pakistan”, sottolinea Monteduro. Nel Paese asiatico, nato nel 1947 dalla separazione dall’India, l’Islam è religione di Stato e la conoscenza del Corano è di fatto obbligatoria se si vuole migliorare il proprio stato sociale, esiste inoltre un gruppo di avvocati, il Khatm-e-Nubuwwat Lawyers’ Forum, che ha lo scopo dichiarato di far applicare rigorosamente la legge anti-blasfemia. Succede così che siano almeno 17 i condannati per blasfemia rinchiusi nei bracci della morte. Ed è in questo contesto che molti cristiani vivono un calvario quotidiano rispetto al quale – denuncia il Direttore di Acs – la comunità internazionale non mostra la benché minima intenzione di intervenire. 

Nessuna voce si alza nemmeno dalle platee del femminismo internazionale se si tratta di condannare la piaga dei matrimoni forzati ai danni delle donne non musulmane. Secondo alcune stime riportate da Acs, ogni anno almeno mille giovani cristiane e indù vengono sposate e convertite contro il loro volere. Conversione all’Islam che viene usata come scappatoia legale, per evitare conseguenze penali, da parte di coloro che compiono stupri e rapimenti. Emblematico il recente caso di Nabila Bibi, rapita davanti alla sua famiglia da quattro scagnozzi per conto di un ricco signore musulmano, il quale  ha potuto fare affidamento anche sulle reticenze della polizia nel raccogliere la denuncia del padre della ragazza.

La connivenza delle forze di sicurezza e delle autorità politiche locali è anche alla base del fenomeno del land-grabbing, ovvero l’appropriazione indebita di terreni di cui sono vittime i contadini cristiani più poveri. Proprio ieri l’agenzia Fides ha dato notizia dell’ultimo episodio, registrato nel distretto di Hyderabad, a Sukkur, dove apparti mafiosi in combutta con la polizia hanno pianificato un’aggressione contro gli abitanti cristiani, cercando di scacciarli dalle loro proprietà. Il cristiano Munawar Gill, residente nell’area, ed ex funzionario della diocesi anglicana di Hyderabad, ha spiegato che nelle scorse settimane alcuni uomini di sono presentati nell’area dell’insediamento cristiano di Sukkur, mostrando una documentazione falsa e rivendicando il diritto di proprietà.

Chi si oppone a questo stato delle cose rischia la vita, come il governatore del Punjab ucciso nel gennaio del 2011 dalla sua guardia del corpo per aver criticato la legge sulla blasfemia; solo due mesi più tardi la stessa sorte è toccata al ministro Shahbaz Bhatti, colpito dagli estremisti il 2 marzo del 2011 per aver tentato di modificare questa norma. E nel 2014 non è andata meglio all’avvocato per i diritti umani, Rashid Rehman, uno dei pochi legali che hanno avuto il coraggio di difendere in tribunale persone accusate di blasfemia.

E poi ci sono gli attentati; l’ultimo, la scorsa Pasqua, ha colpito le famiglie cristiane riunite in un parco di Lahore, 78 le vittime totali, tra cui anche 31 bambini. In un quadro che resta negativo, l’iniziativa di Acs assume quindi la forza di un gesto che rompe il muro di silenzio e di intolleranza che pesa sulla coscienza di tutta la comunità internazionale.

Fonti

http://acs-italia.org/acs-notizie-dal-mondo/due-progetti-per-iniziare-il-2017-aiutiamo-le-donne-cristiane-in-pakistan-a-vivere-con-dignita/

http://it.radiovaticana.va/news/2016/12/23/nuovo_natale_in_carcere_per_asia_bibi/1281280

Devozione al Santissimo Nome di Gesù

 J H S Trigramma del S.Nome di Gesù creato dal francescano San Bernardino da Siena(1380-1444): il culto al S. Nome di Gesù ha origine dai primi apostoli, S. Pietro e San Paolo, si è poi sviluppato nel Medioevo.

L’apostolo della devozione al Santissimo Nome di Gesù fu San Bernardino da Siena:

Predicatore instancabile in giro per l’Italia, propagò la devozione al Santo Nome di Gesù facendo incidere il monogramma «YHS» su tavolette di legno,  colorate in oro e azzurro sulle quali era dipinto o inciso il trigramma IHS sormontato da una croce e inscritto in un sole, che dava a baciare al pubblico al termine delle prediche.

 

Il simbolo consiste in un sole raggiante in campo azzurro, sopra vi sono le lettere IHS che sono le prime tre del nome Gesù in greco ΙΗΣΟΥΣ (Iesûs), ma si sono date anche altre spiegazioni, come l’abbreviazione di “In Hoc Signo (vinces)” il motto costantiniano, oppure di “Iesus Hominum Salvator”.
Ad ogni elemento del simbolo, San Bernardino applicò un significato, il sole centrale è chiara allusione a Cristo che dà la vita come fa il sole, e suggerisce l’idea dell’irradiarsi della Carità. (http://www.santiebeati.it/dettaglio/25625)

S. Giovanni Crisostomo: «Il Nome di Gesù e la Potenza della Croce tengono per noi cristiani il luogo d’incantesimi spirituali.
Questo incanto, non solamente caccia il dragone dalla sua caverna e lo precipita nel fuoco, ma rimedia ancora alle ferite da esso fatte all’anima nostra. Il Nome di Gesù suona terribile ai demoni i quali appena uditolo menzionare si dileguano; riesce salutare a guarirci delle nostre infermità e agitazioni. Divenga esso dunque il nostro ornamento e sia per noi un muro di difesa». (Homil. VIII ad pop.)

Mottetto del 1603 a 8 voci, composto da Pierre Bonhomme (1555-1617) per la festa del Santissimo Nome di Gesù (3 GENNAIO) 

In nomine Jesu omne genu flectatur,
coelestium, terrestrium, et infernorum,
et omnis lingua confiteatur
quia Dominus noster Jesus Christus
in gloria est Dei Patris.

Nel Nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e negli inferi
e ogni lingua proclami
che il Signore nostro Gesù Cristo
è nella gloria di Dio Padre
(Cf. San Paolo Lettera ai Filippesi 2,10-11)

S. Pietro: Non da altri abbiamo salute se non da Gesù di Nazareth; perché non vi è sotto il cielo altro nome nel quale dobbiamo essere salvati (Act. IV, 12); ma per questo nome augusto tutti possono avere salvezza… Due soli nomi vi sono nel mondo, portatori di pace, di ordine, di armonia, di virtù e di felicità e sono i dolci, potenti nomi di Gesù e di Maria.

Il Santissimo Nome di Gesù, 1° seda le tempeste e calma gli uragani di qualunque passione; 2° sparge la grazia e la misericordia; 3° nutre l’anima e l’infiamma di amore celeste; 4° porta conforti ineffabili e divini; 5° procura una buona fama; 6° bandisce la tristezza e rallegra il cuore; 7° dà vigore ai martiri e a tutti i fedeli che combattono per la fede; fa che trionfino generosamente di tutti gli ostacoli, di tutti i patimenti, di tutte le prove, di tutte le persecuzioni e della morte stessa; questo sacro Nome corona i vincitori; 8° medica tutte le piaghe, cura tutte le infermità dell’anima e del corpo; 9° incatena il demonio, il mondo e la concupiscenza della carne.holy_name_picTutti i Padri della Chiesa ci dicono che il demonio nessuna cosa teme tanto, quanto l’invocazione del Nome di Gesù. «I demoni, dice S. Giustino, impauriscono di questo nome che li fa tremare; e anche ora ci obbediscono, se nel nome di Gesù Cristo crocefisso li scongiuriamo… In qualunque luogo suoni il nome del Signore, quivi tutte le cose riescono a bene (Hom. VIII)». «Basta la sola invocazione del Nome di Gesù, soggiunge Teodoreto, per far sì che l’avversario nostro ci rispetti e ci tema grandemente (Epist. ad Philemon)». Scrive Tyreus, che “è severamente proibito ai fattucchieri e a quanti si consacrano di proposito al demonio, d’invocare o ricordare in qualunque modo nei loro notturni convegni, il Nome di Gesù, ancorché avessero rinnegato il divin Salvatore. Noi sappiamo che il diavolo e tutta la sua corte scompaiono immediatamente, quando alcuno della setta pronunzia, anche senza averne intenzione, il Nome di Gesù” (TYREUS, de Daemon. c. XLII, n. 22).

S. Bernardino da Siena scrisse: «Abbi sempre Gesù nel cuore, e l’immagine del Crocefisso non si allontani mai dalla tua mente. Sia Gesù tuo cibo e tua bevanda, tua dolcezza e tua consolazione, tuo miele e tuo desiderio, tua lettura e tua meditazione, tua preghiera e tua contemplazione, vita, morte e risurrezione tua. Gesù è miele alla bocca, melodia all’orecchio, letizia al cuore (Serm. XV in Cantic.)».

LA DEVOZIONE al SANTO NOME di GESU’

Gesù rivelò alla Serva di Dio Suor Saint-Pierre, carmelitana di Tour (1843), l’Apostola della Riparazione:

“Il mio nome è da tutti bestemmiato:
gli stessi fanciulli bestemmiano e l’orribile peccato ferisce apertamente il mio Cuore.
Il peccatore con la bestemmia maledice Dio,
lo sfida apertamente, annienta la Redenzione, pronuncia da sé la propria condanna.
La bestemmia è una freccia avvelenata che mi penetra nel Cuore.
Io ti darò una freccia d’oro per cicatrizzarmi la ferita dei peccatori ed è questa:

Sempre sia lodato, benedetto, amato, adorato, glorificato
il Santissimo, il Sacratissimo, l’adoratissimo – eppure incomprensibile – Nome di Dio
in cielo, in terra o negli inferi, da tutte le creature uscite dalle mani di Dio.
Per il Sacro Cuore di nostro Signore Gesù Cristo nel Santissimo Sacramento dell’altare. Amen

Ogni volta che ripeterai questa formula ferirai il mio Cuore d’amore.
Tu non puoi comprendere la malizia e l’orrore della bestemmia.
Se la mia Giustizia non fosse trattenuta dalla misericordia, schiaccerebbe
il colpevole verso il quale le stesse creature inanimate si vendicherebbero,
ma io ho l’eternità per punirlo.
Oh, se sapessi quale grado di gloria ti darà il Cielo dicendo una sola volta:
O ammirabile Nome di Dio!
in spirito di riparazione per le bestemmie”

CORONCINA RIPARATRICE al SANTISSIMO NOME di GESU’jesus-host-paintingSui grani grossi della Corona del Santo Rosario:
si recita il Gloria e la seguente efficacissima preghiera suggerita da Gesù stesso:

Sempre sia lodato, benedetto, amato, adorato, glorificato
il Santissimo, il Sacratissimo, l’adoratissimo – eppure incomprensibile – Nome di Dio in cielo, in terra o negli inferi, da tutte le creature uscite dalle mani di Dio.
Per il Sacro Cuore di nostro Signore Gesù Cristo nel Santissimo Sacramento dell’altare. Amen

Sui grani piccoli si dice 10 volte:
Cuore Divino di Gesù, converti i peccatori, salva i moribondi, libera le Anime sante del Purgatorio

Si conclude con:
Gloria al Padre, Salve o Regina e l’Etemo riposo…

LITANIE al SS. NOME di GESU’10897947_1011808042182198_829669947507762232_n

Signore, pietà
Signore, pietà –

Cristo, ascoltaci
Cristo, ascoltaci

Cristo, esaudiscici
Cristo, esaudiscici

Padre del cielo che sei Dio,
abbi pietà di noi
Figlio, redentore del mondo, che sei
Dio, abbi pietà di noi

Spirito Santo, che sei Dio,
abbi pietà di noi
Santissima Trinità, che sei Dio,
abbi pietà di noi
Gesù, Figlio del Dio vivo,
abbi pietà di noi
Gesù, splendore del Padre,
abbi pietà di noi
Gesù, vera luce eterna,
abbi pietà di noi
Gesù, Re di gloria,
abbi pietà di noi

Gesù, sole di giustizia,
abbi pietà di noi
Gesù, Figlio della Vergine Maria,
abbi pietà di noi
Gesù, amabile,
abbi pietà di noi
Gesù, ammirabile,
abbi pietà di noi
Gesù, Dio forte,
abbi pietà di noi
Gesù, padre per sempre,
abbi pietà di noi
Gesù, angelo del gran consiglio,
abbi pietà di noi
Gesù, potentissimo,
abbi pietà di noi
Gesù, pazientissimo,
abbi pietà di noi
Gesù, obbedientissimo,
abbi pietà di noi
Gesù, mite ed umile di cuore,
abbi pietà di noi
Gesù, amante della castità,
abbi pietà di noi
Gesù, che tanto ci ami,
abbi pietà di noi
Gesù, Dio della pace,
abbi pietà di noi
Gesù, autore della vita,
abbi pietà di noi
Gesù, modello di ogni virtù,
abbi pietà di noi
Gesù, pieno di zelo per le anime,
abbi pietà di noi
Gesù, che vuoi la nostra salvezza,
abbi pietà di noi
Gesù, nostro Dio,
abbi pietà di noi
Gesù, nostro rifugio,
abbi pietà di noi
Gesù, padre dei poveri,
abbi pietà di noi
Gesù, tesoro di ogni credente,
abbi pietà di noi
Gesù, buon pastore,
abbi pietà di noi
Gesù, vera luce,
abbi pietà di noi
Gesù, eterna sapienza,
abbi pietà di noi
Gesù, infinita bontà,
abbi pietà di noi
Gesù, nostra via e nostra vita,
abbi pietà di noi
Gesù, gioia degli angeli,
abbi pietà di noi
Gesù, re dei patriarchi,
abbi pietà di noi
Gesù, maestro degli apostoli,
abbi pietà di noi
Gesù, luce degli evangelisti,
abbi pietà di noi
Gesù, Parola di vita,
abbi pietà di noi
Gesù, forza dei martiri,
abbi pietà di noi
Gesù, sostegno dei confessori,
abbi pietà di noi
Gesù, purezza delle vergini,
abbi pietà di noi
Gesù, corona di tutti i santi,
abbi pietà di noi

Sii indulgente,
perdonaci, Gesù
Sii indulgente,
ascoltaci, Gesù

Da ogni male,
liberaci, Gesù
Da ogni peccato,
liberaci, Gesù
Dalla tua ira
liberaci, Gesù
Dalle insidie del diavolo,
liberaci, Gesù
Dallo spirito impuro,
liberaci, Gesù
Dalla morte eterna
liberaci, Gesù
Dalla resistenza alle tue ispirazioni,
liberaci, Gesù
Da tutti i nostri peccati,
liberaci, Gesù
Per il mistero della tua santa incarnazione, liberaci, Gesù
Per la tua nascita
liberaci, Gesù
Per la tua infanzia,
liberaci, Gesù
Per la tua vita divina,
liberaci, Gesù
Per il tuo lavoro,
liberaci, Gesù
Per le tue fatiche,
liberaci, Gesù
Per la tua agonia e per la tua passione, liberaci, Gesù
Per la tua croce e il tuo abbandono,
liberaci, Gesù
Per le tue sofferenze,
liberaci, Gesù
Per la tua morte e sepoltura,
liberaci, Gesù
Per la tua resurrezione,
liberaci, Gesù
Per la tua ascensione
liberaci, Gesù
Per averci dato la SS. Eucaristia,
liberaci, Gesù
Per le tue gioie,
liberaci, Gesù
Per la tua gloria,
liberaci, Gesù

Agnello di Dio,che togli i peccati del mondo,
perdonaci o Signore
Agnello di Dio, che togli i peccati dei mondo,
esaudiscici o Signore
Agnello di Dio, che togli i peccati dei mondo,
abbi pietà di noi

Preghiamo:

Dio onnipotente ed eterno che ci hai voluto salvare nel Nome del Tuo Figlio Gesù,
poiché in questo Nome è riposta la nostra salvezza,
fa’ che in ogni circostanza sia per noi segno di vittoria.

Per Gesù Cristo, nostro Signore. Amen.

Nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

Quando Socci difendeva lo spettacolo satanico in cui il Volto di Cristo viene oltraggiato da lanci di escrementi…

Molti di coloro che oggi seguono, come un guru o profeta di turno, il giornalista Antonio Socci (oggi militante quotidiano contro Papa Francesco,  ieri apologeta cattolico, l’altro ieri ateo e comunista, tanti tempi e facce opposte tra di loro) dimenticano che proprio pochi anni fa, nel 2012, Socci difendeva lo spettacolo blasfemo del regista luciferiano Romeo Castellucci, spettacolo teatrale in cui viene oltraggiato il Volto di Cristo, Salvator Mundi, dipinto di Antonello da Messina(IN FOTO), preso di mira con lanci di sterco e liquame vario, da parte di bambini reclutati per l’occasione e dall’attore che impersonifica un padre anziano affetto da dissenteria…E sul Volto di Gesù, infine, viene proiettata la frase: “You are not my shepherd, Tu non sei il mio pastore”

Tutti i cattolici protestarono contro lo spettacolo blasfemo anticristiano, che venne denunciato anche dal Vaticano (“uno spettacolo che offende Cristo e tutti i cristiani, lecito manifestare il dissenso”http://www.lastampa.it/2012/01/20/cultura/il-vaticano-contro-la-piecedi-castellucci-LdcCjts114ajl7bUEHymGP/pagina.html), infatti basta dare un’occhiata alle “opere teatrali del regista Castellucci”, per capire che fanno dichiaratamente propaganda allo gnosticismo luciferiano. Romeo Castellucci: “Lucifero è una figura molto ambigua, che non incarna solo il male, perché il male è anche Dio, che è bene e male, tant’è che in alcune tradizioni è Lucifero il primo martire”. da: “Nuova scena italiana: il teatro dell’ultima generazione”, di Stefania Chinzari,Paolo Ruffini, p.105

Socci invece si oppose al giudizio della Chiesa: nel 2012 sul suo blog ed in alcune interviste difese lo spettacolo blasfemo di Castellucci e criticò i cattolici “fondamentalisti indignati” (così li definì! e guarda caso, molti di quei cattolici che lui criticò come “fondamentalisti” sono quelli che oggi osannano proprio lui…): Socci ribadì che quegli oltraggi contro Cristo, nello spettacolo di Castellucci, sono un atto mistico di ‘preghiera’ e sarebbero l’emblema della sofferenza e dell’umiliazione umana, con un richiamo (totalmente distorto) ai lamenti di Giobbe

AD OGGI, NON E’ ARRIVATA  UNA SMENTITA DI SOCCI, che scrisse nel suo noto blog che “lo spettacolo di Castellucci non è blasfemo”:

http://www.antoniosocci.com/ma-quale-blasfemia-qualla-di-castellucci-davanti-a-gesu-e-preghiera/

A quanto dimostrano le immagini nel video, si capisce al volo che lo spettacolo è volutamente anticristiano, non c’è bisogno di tanto studio… Castellucci poi lo ha ribadito nell’intervista che abbiamo mostrato nel video ed ha dichiarato più volte i suoi interessi per il luciferismo: “L’angelo dell’arte è Lucifero”(intervista a Castellucci 2002). E’ evidente che nel suo “spettacolo” c’è il chiaro intento non solo di mostrare odio e disprezzo verso Cristo (prova ne è la scritta che appare sullo sfondo dell’immagine di Gesù sul palco “Tu non sei il mio pastore”), ma di incitare anche a questo odio, di giustificare l’odio anticristiano come  espressione del “sè”=satanismo.

Questo spettacolo blasfemo continua ancora ad essere diffuso. Nel 2016, Claudio Cia, consigliere provinciale, ha interpellato, attraverso una interrogazione scritta, il presidente della Provincia di Trento, protestando sulla “sponsorizzazione” di uno spettacolo definito “osceno” e “lesivo della sensibilità degli spettatori”: “Con spettacoli come questo non promuoviamo la cultura ma umiliamo la nostra storia e sono sicuro che se al posto di Cristo ci fosse stata l’immagine di Maometto, uno spettacolo del genere non avrebbe avuto il patrocinio del comune”.

http://www.lavocedeltrentino.it/2016/03/31/gettare-merda-sul-volto-di-dio-a-rovereto-in-scena-lo-spettacolo-di-castellucci/

La dimensione gnostica e satanica dell'”opera” di Romeo Castellucci:

Castellucci e il filosofo dell’Anticristo

La seguente intervista è stata rilasciata da Romeo Castellucci alla rivista australiana Real Time Arts (n. 52, dicembre-gennaio 2002), in occasione della presentazione della sua opera Genesis al Festival di Melbourne (cfr.:http://realtimearts.net/article/52/7027). Per capire i commenti di Castellucci, è necessario prima conoscere quest’opera. Ecco come la presenta Real Time Arts:

    “La storia di Dio che crea amorevolmente l’universo, dopodiché l’uomo che commette il peccato originale e viene perciò espulso dal Giardino dell’Eden, è ben nota. Meno nota, invece, è la versione mistica giudaico-cristiana che troviamo nello Gnosticismo, nella Cabala e nella filosofia massonica Rosacroce. È questa la versione che Castellucci ci presenta, per mezzo di suoni, di performance fisiche e di spettacolari effetti visuali. Castellucci attinge alle stesse tradizioni gnostiche che hanno ispirato artisti e filosofi come Baudelaire, Antonin Artaud, Friedrich Nietzsche…

   “In questa versione più tenebrosa della Genesi, l’atto creativo non è frutto dell’amore, ma di un terribile errore. La Cabala, per esempio, parla di come l’universo sia stato creato quando i vasi sacri che portavano la Parola di Dio sono caduti e si sono frantumati in milioni di pezzi imperfetti. L’atto della creazione è stato dunque una trasgressione violenta contro le leggi dell’universo. In questa ottica, tutta la Creazione contiene in sé il caos agitato di un proto-universo precedente all’atto creativo. Non è l’Amore che regna nell’universo, ma la Crudeltà. Non è l’uomo ad aver peccato, ma Dio. Tutta l’arte e il teatro di Castellucci costituiscono una storia che racconta questo atto iniziale di violenza primordiale”.

 Ed è proprio questa crudeltà fondamentale, attribuibile all’errore di Dio, che dà il nome alla scuola fondata da Antonin Artaud, mentore di Romeo Castellucci: Teatro della crudeltà.

Intervista a Romeo Castellucci a cura di Jonathan Marshall

Marshall: Su questa linea, Lei è d’accordo che ogni atto creativo sia un atto di violenza?  Ho in mente qui la sua dichiarazione che Lucifero, l’angelo caduto, sarebbe il primo artista con cui l’umanità si debba identificare.

Castellucci:  “L’arte diventa necessaria quando non si è più in Paradiso. In questo senso, l’unica persona che potrebbe reggere l’atto di ripetere le parole di Dio, e ancor più nella loro lingua originale ebraica, è Lucifero…

L’Angelo dell’Arte è Lucifero. È Lui il primo ad aver sdoppiato il linguaggio, salvo poi tradurlo. È Lui il primo, e l’unico, ad aver dominato l’arte della trasformazione. Egli proviene dalla zona del non-essere. L’unica possibilità per lui di tornare alla zona dell’Essere è farlo con la voce, il corpo, il nome di un altro. A questo serve il teatro. Questa zona del non-essere è la zona genitale di ogni atto creativo. Questo permette la distruzione, che è condizione per scongiurare ogni eventuale superstizione.”

Castellucci nella superstizione ci vive, dato che ha palesato i suoi interessi per lo gnosticismo, cabala & massoneria.  

Castellucci ha citato la Genesi, vedendo l’atto creativo di Dio come un atto di violenza: in realtà  è l’invidia che crea violenza e ce lo dice la Bibbia :”La morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo » (Sap 1,13; 2,24 ). Dio ha creato con un atto di Amore e ha creato dal nulla tutte le cose, dando all’uomo la Sua stessa immagine e dignità.

Lucifero fece un atto di arroganza, ribellandosi a Dio.

Quell’angelo che era considerato il più bello del Cielo, cadde nella superbia, nell’ambizione e si ribellò a Dio che, giustamente, lo cacciò, con l’intervento potente di San Michele Arcangelo, capo di tutti gli Angeli fedeli a Dio ed al Suo progetto di Amore per l’umanità e per tutto il creato, progetto che Lucifero invidia ed odia.

«Come mai sei caduto dal cielo, Lucifero, figlio dell’aurora?

Come mai sei stato steso a terra, signore di popoli»?

Dal Libro del Profeta Isaia (Isaia 14, 12)

I massoni la pensano esattamente come Castellucci :

«Lucifero, il Portatore di Luce! Nome strano e misterioso attribuito allo Spirito dell’Oscurità!

Lucifero, il Figlio del mattino! é lui che porta la Luce, non c’è alcun dubbio»!

Così Albert Pike, 33º Grado della Massoneria nella sua opera Morals and Dogma of the Ancient and Accepted Scottish Rite of Freemasonry (1871, pag. 321).

Helena Petrovna Blavatsky (1831-1891), la medium massona e fondatrice della Società Teosofica, la «madre» del movimento New Age e dell’occultismo moderno, insegna nella sua opera The Secret Doctrine («La dottrina segreta»; 1888) che  «Lucifero è luce divina e terrestre, allo stesso tempo lo “Spirito Santo” e “Satana”».  «E ora è stato provato che Satana, o il Dragone Rosso Infuocato, il “Dio del Fosforo” e Lucifero, o “Portatore di Luce” è in noi: è la nostra Mente, il nostro tentatore e Redentore, il nostro liberatore intelligente e Salvatore dall’animalismo più puro».

Lucifero in realtà perse la vera Luce di Dio, precipitando nella rovina di sé stesso e degli altri che lo seguono, perché si mise contro la Pace e l’Armonia stabilita da Chi era (ed è e sempre sarà) più alto di lui, Dio Creatore.

Castellucci nel suo spettacolo ha mostrato un’arroganza satanica, altro che ‘misticismo’:  Lucifero si traveste da “angelo di luce” (2 Corinzi 11,14-15) ed anche i suoi seguaci fanno altrettanto, travestendosi da ministri di falsa giustizia e di falsa “arte”.  

Per certi giornalisti, sarebbe “mistico” anche il crocifisso immerso nella pipì  dell’altro artista blasfemo in cerca di notorietà  Andres Serrano?  Ormai al giorno d’oggi per diventare ricchi e famosi basta parlare male del Papa, insultare Cristo e dare una visione storicamente falsata del Cristianesimo e della Chiesa. La colpa di chi è?  Forse è proprio di quei giornalisti opportunisti, che stanno dietro le loro comode scrivanie a criticare ed a sfruttare le vendite dei loro libri, ma non costruiscono nulla di buono, mentre in ogni parte del mondo milioni di cristiani vengono perseguitati, proprio per difendere la sacralità del Volto di Cristo, in cui credono fino a dare la loro stessa vita, pur di non rinnegarLo.

1 GENNAIO MARIA SS. MADRE DI DIO

Preghiere alla Santissima Madre di Dio 

Sant’ Efrem il Siro (diacono e Dottore della Chiesa, 306 -373)

Vergine, Signora, Madre di Dio, comune salvezza di tutti i Cristiani, poiché sei Madre, incessantemente ti curi di noi. Pietosa come sei, ci offri continuamente i tuoi benefici, salvandoci, proteggendoci, liberandoci dai pericoli, difendendoci dalle tentazioni, liberandoci dai peccati. Ti ringraziamo per tutto ciò e, senza nascondere i tuoi benefici, celebriamo le tue opere miracolose, glorifichiamo la tua compassione nei nostri confronti, magnifichiamo la tua comprensione, celebriamo la tua intercessione e, memori dei pericoli dai quali ci hai liberato con la tua intercessione, ti offriamo un canto di ringraziamento, anche se non è all’altezza dei tuoi grandi benefici. Infatti che cosa può paragonarsi ad essi?

Preghiera alla Santissima Madre di Dio

O Santissima Signora, Vergine Madre di Dio, Regina del Cielo e della terra, so bene, Madre di Dio, che tu sei la speranza anche per coloro che non sperano in te. So pure che gli afflitti trovano in te un conforto; so pure che porti aiuto a quanti sono affaticati. So che visiti e curi i malati e così pure liberi i prigionieri dalla schiavitù. So che sei rifugio e sostegno indistruttibile per coloro che sono nelle difficoltà. So, Signora Madre di Dio, che quanti sono in preda al peccato nella vita, al momento della morte ed al tribunale del Figlio tuo e Dio salvi con le tue ardenti preghiere e con la tua potente difesa, li difendi e li conduci a Dio, purché ti invochino dal profondo del cuore, ti preghino e si pongano sotto la tua protezione. Ed anch’io inutile tuo servo, che sono finito in molte reti del peccato e perciò non oso neppure levare gli occhi al Cielo, come mi libererò da loro? Ma, confidando nella misericordia della tua bontà, Vergine e Madre Santissima, tu che hai amore per l’umanità, oso ricorrere a te e, pregando con le lacrime agli occhi, mi getto ai tuoi piedi affinché anche a me peccatore indegno mostri la grandezza della tua misericordia, poiché sei la fonte inesauribile di tutti i beni. Giacché desidero ottenere ciò da te come ricordo della gioia che provasti sulla terra e che ora provi in Cielo, innalzo a te canti pieni di gioia: Rallegrati, tu che sei l’inizio della nostra salvezza, poiché per opera del Santo Spirito hai concepito nel tuo grembo il Figlio di Dio che non ha principio ed è eterno! Rallegrati, terra santa che hai generato colui per opera della cui nascita dalla morte siamo nati alla vita! Rallegrati, arca che portasti in te la manna della vita! Rallegrati, tu che sei la mediatrice della gioia, poiché alla nascita del Figlio hai ricevuto la gioia dai Magi! Rallegrati, tempio spirituale, che dopo tre giorni trovasti Gesù Maestro tra i dottori del tempio! Rallegrati, gioia degli afflitti, poiché rallegrasti il genere umano con la resurrezione e l’ascensione del Signore Gesù Cristo! Rallegrati, nube leggera, che con il corpo salisti al Cielo! Rallegrati, Vergine, che per la purezza e l’onore superi gli Angeli, gli Arcangeli, i Cherubini ed i Serafini e tutte le schiere dei Santi! Rallegrati, serenità che stabilisti la pace tra Dio e gli uomini! Rallegrati, Signora poiché tutte le schiere celesti sono sottomesse a te! Rallegrati, Padrona, poiché sei potente e puoi ottenerci tutto dal Figlio tuo! Rallegrati, Regina, che siedi su un trono vicino alla Santissima Trinità! Rallegrati, poiché fai del bene a quanti ripongono in te la speranza! Rallegrati, Maria, poiché la tua gioia durerà in eterno!

Ora che tu hai benignamente ascoltato; Santissima Madre di Dio, queste parole di gioia, anche se provengono dalle mie labbra impure, ti prego, sospiro piangendo, mi inginocchio davanti a te supplicandoti: Accoglimi e non mi dimenticare, tu che sei il mio aiuto, la mia difesa e la mia speranza, Santissima Madre di Dio, ma come hai promesso di intercedere per coloro che ti ricordano, anche a me vieni in difesa ed in aiuto, ora, al momento della mia morte ed al tribunale del Figlio tuo e mio Dio, disperdendo le schiere dei demoni, poiché a tutti sei causa di gioia, vieni, affinché anch’io, salvo grazie alla tua intercessione, ti celebri, glorifichi e magnifichi in tutti i secoli, poiché intervieni presso Dio per la mia salvezza.

O Santissima Signora, Purissima Vergine Madre di Dio, accogli la mia indegna preghiera e salvami dalla morte improvvisa e concedimi conversione e penitenza prima della mia fine. Amen.free-shipping-classic-religion-figure-mary-font-b-baby-b-font-font-b-jesus-b-font

Fonte http://oodegr.co/italiano/tradizione_index/testilit/madrediogrntefrem.htm

Madre di Dio – Madre dell’uomo
Il significato etimologico del nome Gesù, «Dio salva», ci introduce in pieno nel mistero di Cristo: dall’incarnazione alla nascita, dalla circoncisione al compimento pasquale della morte-risurrezione, Gesù è in tutto il suo essere la perfetta benedizione di Dio, è dono di salvezza e di pace per tutti gli uomini; nel Suo Nome siamo salvati (cf At 2,21; Rm 10,13). Ora questa offerta di salvezza viene da Maria ed essa la partecipa al popolo di Dio come un tempo ai pastori. Maria che ha dato la vita al Figlio di Dio, continua a partecipare agli uomini la vita divina. Per questo viene considerata madre di ogni uomo che nasce alla vita di Dio, e insieme proclamata e invocata come «Madre della Chiesa» (cf LG 53.60-65; Paolo VI, 21.11-1964; orazione dopo la comunione).Madre di Dio (in greco Θεοτόκος; in latino Deipara o Dei genetrix)
Con gli Orientali, anche noi onoriamo «Maria sempre Vergine, solennemente proclamata santissima Madre di Dio dal Concilio di Efeso, perché Cristo… fosse riconosciuto, in senso vero e proprio, Figlio di Dio e Figlio dell’Uomo» (UR 15).«Opere e giorni nella Sua Pace»
E nel nome di Maria, madre di Dio e madre degli uomini, che dal 1967 si celebra in tutto il mondo la «giornata della pace». La pace, in senso biblico, è il dono messianico per eccellenza, è la salvezza portata da Gesù, è la nostra riconciliazione e pacificazione con Dio. La pace è anche un valore umano da realizzare sul piano sociale e politico, ma affonda le sue radici nel mistero di Cristo (cf GS, cap. V).
La fede in Cristo, «autore della salvezza e principio di unità e di pace» (LG 9), appare evidente nella parte che il cristiano prende agli sforzi della umanità per la pace del mondo. La pace di Cristo non è diversa dalla pace dell’uomo: c’è semplicemente «la pace», e vale la pena spendere la vita per la sua continua ricerca. Il Magistero della Chiesa non ha cessato di attirare l‘attenzione sulla pressante necessità di fare della pace una dimensione effettiva della umana convivenza. Esso continua a rinnovare l’annuncio di quella pace che è poggiata sulla verità, la giustizia, l’amore e la libertà, «i quattro pilastri della casa della pace» aperta a tutti (Giovanni XXIII, 11-4-1963).
Il Verbo ha assunto da Maria la natura umana

Dalle «Lettere» di sant’Atanasio, vescovo (Ad Epitetto 5-9; PG 26,1058. 1062-1066)
Il Verbo di Dio, come dice l’Apostolo, «della stirpe di Abramo si prende cura. Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli» (Eb 2, 16. 17) e prendere un corpo simile al nostro. Per questo Maria ebbe la sua esistenza nel mondo, perché da lei Cristo prendesse questo corpo e lo offrisse, in quanto suo, per noi.
Perciò la Scrittura quando parla della nascita del Cristo dice: «Lo avvolse in fasce» (Lc 2, 7). Per questo fu detto beato il seno da cui prese il latte. Quando la madre diede alla luce il Salvatore, egli fu offerto in sacrificio.
Gabriele aveva dato l’annunzio a Maria con cautela e delicatezza. Però non le disse semplicemente colui che nascerà in te, perché non si pensasse a un corpo estraneo a lei, ma; da te (cfr. Lc 1, 35), perché si sapesse che Colui che ella dava al mondo aveva origine proprio da lei.
Il Verbo, assunto in sé ciò che era nostro, lo offrì in sacrificio e lo distrusse con la morte. Poi rivestì noi della sua condizione, secondo quanto dice l’Apostolo: Bisogna che questo corpo corruttibile si vesta di incorruttibilità e che questo corpo mortale si vesta di immortalità (cfr. 1 Cor 15, 53).
Tuttavia ciò non è certo un mito, come alcuni vanno dicendo. Lungi da noi un tale pensiero. Il nostro Salvatore fu veramente uomo e da ciò venne la salvezza di tutta l’umanità. In nessuna maniera la nostra salvezza si può dire fittizia. Egli salvò tutto l’uomo, corpo e anima. La salvezza si è realizzata nello stesso Verbo.
Veramente umana era la natura che nacque da Maria, secondo le Scritture, e reale, cioè umano, era il corpo del Signore; vero, perché del tutto identico al nostro;

infatti Maria è nostra sorella poiché tutti abbiamo origine in Adamo.
Ciò che leggiamo in Giovanni «il Verbo si fece carne» (Gv 1, 14), ha dunque questo significato, poiché si interpreta come altre parole simili.
Sta scritto infatti in Paolo: Cristo per noi divenne lui stesso maledizione (cfr. Gal 3, 13). L’uomo in questa intima unione del Verbo ricevette una ricchezza enorme: dalla condizione di mortalità divenne immortale; mentre era legato alla vita fisica, divenne partecipe dello Spirito; anche se fatto di terra, è entrato nel regno del cielo.
Benché il Verbo abbia preso un corpo mortale da Maria, la Trinità è rimasta in se stessa qual era, senza sorta di aggiunte o sottrazioni. E’ rimasta
assoluta perfezione: Trinità e unica divinità. E così nella Chiesa si proclama un solo Dio nel Padre e nel Verbo.