“La Chiesa insieme a Papa Francesco sta lavorando su diversi fronti per la liberazione di Padre Tom”: Mons Hinder

Dopo mesi di silenzio, il 27 dicembre 2016 è emerso un video di p. Tom Uzhunnalil, il salesiano indiano sequestrato da un commando estremista riconducibile allo Stato islamico (ISIS) ai primi di marzo nel sud dello Yemen. Nel filmato caricato su Facebook e YouTube (clicca qui per vederlo), il sacerdote declina le proprie generalità e si rivolge al governo indiano e alla comunità cattolica, fra cui Papa Francesco, chiedendo aiuto. 

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PADRE TOM NEL VIDEO

P. Tom nel video racconta che “sono trascorsi diversi mesi” dal giorno del sequestro e “i miei rapitori hanno contattato a più riprese il governo indiano”, nel tentativo di raggiungere un accordo “per il mio rilascio”. Commentando il video, il ministero indiano degli Esteri (Mea) ha parlato di contatti regolari con le autorità locali in Yemen per giungere alla liberazione del sacerdote.  

Dal 4 marzo 2016 p. Tom Uzhunnalil è nelle mani del gruppo jihadista, con tutta probabilità legato allo Stato Islamico ISIS, che ha assaltato una casa di riposo per malati e anziani delle missionarie della Carità ad Aden, nel sud dello Yemen. Nell’attacco sono state massacrate quattro suore di Madre Teresa e altre 12 persone, presenti all’interno della struttura.

A Pasqua erano circolate voci – senza fondamento – di un piano elaborato dai rapitori che prevedeva la tortura, l’uccisione e la crocifissione del sacerdote il 25 marzo 2016, in concomitanza con il Venerdì Santo. Voci smentite a più riprese dai salesiani e dal Vicariato d’Arabia, ma che hanno alimentato i timori sulla sorte del sacerdote indiano. In risposta, la Famiglia salesiana aveva chiesto di pregare in occasione del Giovedì Santo e nelle principali celebrazioni della festa.

“L’elemento positivo” del video diffuso ieri dai sequestratori di p. Tom è “il fatto che il sacerdote è, o sembra essere, ancora vivo”; di contro, vi è anche un “aspetto negativo, sembra infatti che egli parli sotto pressione e secondo le indicazioni dei rapitori”. È quanto afferma ad AsiaNews mons. Paul Hinder, vicario apostolico dell’Arabia meridionale (Emirati Arabi Uniti, Oman e Yemen), commentando il filmato in cui il salesiano indiano si rivolge al governo di New Delhi, alla comunità cattolica e a papa Francesco chiedendo aiuto per la sua liberazione. “È evidente – prosegue il prelato – che p. Tom è stato informato male, perché non è vero che non è stato fatto nulla sinora. Non posso fornire dettagli, ma si sta lavorando su diversi fronti per cercare di ottenere il rilascio”.  

Dal primo giorno del suo sequestro la Chiesa ha rilanciato numerosi appelli “fino ai più alti livelli” per assicurarne la liberazione e sono in atto “sforzi concreti” in collaborazione con canali diplomatici internazionali e locali. E lo stesso papa Francesco, ricorda il vicariato d’Arabia, ha ricordato in passato il sacerdote indiano chiedendo la sua liberazione e quella di tutte le persone imprigionate nelle aree teatro di conflitti armati.

E lo stesso mons. Hinder nel contesto delle recenti celebrazioni natalizie ha rinnovato l’appello alla preghiera per il rilascio di p. Tom. In particolare, durante la messa del 25 dicembre, in cui ha pregato assieme alle decine di migliaia di fedeli riuniti nella chiesa parrocchiale di san Giuseppe ad Abu Dhabi per la salute del sacerdote indiano. Preghiere e vicinanza sono state espresse anche dalle varie comunità salesiane sparse per il mondo e dalla Conferenza episcopale indiana.

La nota del vicariato ricorda che le informazioni ufficiali e affidabili sulla sorte di p. Tom si possono trovare sul sito stesso del vicariato (http://www.avosa.org) o sul portale del salesiani (http://www.infoans.org). “Chiediamo ai fedeli – conclude il messaggio – di non farsi immischiare in un ciclo di disturbo e di diffusione di notizie non confermate sui social media, ma di continuare a pregare per p. Tom e per i canali aperti nel tentativo di giungere alla sua liberazione”. (DS)

Papa Francesco proprio il 26 dicembre, festa del protomartire Santo Stefano, ha pregato all’Angelus per tutti i martiri cristiani di oggi, affermando che il martirio “continua ad essere presente nella storia della Chiesa, da Stefano fino ai nostri giorni”. “Il mondo odia i cristiani per la stessa ragione per cui ha odiato Gesù, perché Lui ha portato la luce di Dio e il mondo preferisce le tenebre per nascondere le sue opere malvage. Per questo c’è opposizione tra la mentalità del Vangelo e quella mondana. Seguire Gesù vuol dire seguire la Sua Luce, che si è accesa nella notte di Betlemme, e abbandonare le tenebre del mondo”. E a braccio ha aggiunto: “Ricordiamo che Gesù stesso pregò il Padre per proteggerci dal cattivo spirito mondano… Siamo vicini anche con il nostro pianto a quanti subiscono oggi il martirio. I martiri di oggi sono in numero maggiore rispetto a quelli dei primi secoli e uccisi con la stessa crudeltà”.

Fonte

http://www.asianews.it/notizie-it/Mons.-Hinder:-elementi-%E2%80%9Cpositivi-e-negativi%E2%80%9D-dal-video-di-p.-Tom,-lavoriamo-per-la-liberazione–39506.html

http://www.asianews.it/notizie-it/Papa:-S.-Stefano,-anche-oggi-la-Chiesa-sperimenta-dure-persecuzioni-fino-alla-suprema-prova-del-martirio-39498.html

 

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