Come i pagani tentarono di cancellare la festa del Natale, che i cristiani festeggiavano il 25 dicembre fin dal I sec d.C.

COME I PAGANI TENTARONO DA SEMPRE DI CANCELLARE IL NATALE CRISTIANO:
La celebrazione del culto pagano del dio del sole Sol invictus  FU STABILITA DALL’IMPERATORE ROMANO AURELIANO nel 274 d.C., per celebrare le sue guerre vittoriose in Oriente e  PER TENTARE DI CANCELLARE IL NATALE CRISTIANO, CHE GIA’ ESISTEVA COME FESTIVITA’ NEL I SECOLO d.C.
Quindi furono i pagani – che per almeno IV secoli perseguitarono e uccisero i cristiani – a sovrapporre la festa pagana del “solstizio di inverno” alla festa del Natale cristiano già ampiamente consolidata.

L’imperatore Aureliano e il culto del dio sole

Dobbiamo ripeterlo, per i fondamentalisti atei, per  neopagani &c, che continuano ancora oggi a voler cancellare la tradizione del Natale cristiano, a sminuirne il vero valore e la grande portata di questo evento per la storia dell’umanità! Del resto, sappiamo bene che l’ateismo militante, di origine massonica illuminista,  è un culto ed anche molto distruttivo, a cui si è legato il satanismo: pensiamo ai genocidi che l’ateismo ha perpetrato nella recente storia, le ideologie totalitarie e assassine del XX secolo.

LE VERE FONTI STORICHE
I cristiani fin dal I secolo festeggiavano liturgicamente le date storiche della nascita di San Giovanni Battista (24 giugno), l’Annunciazione (25 marzo) e il Natale (25 dicembre).
Le fonti storiche dimostrano che furono i pagani a sovrapporre nel IV secolo la loro festa del “dies natalis solis invicti” che celebravano il 19 dicembre o anche nel periodo compreso tra il 19 e il 22 ottobre, al Natale cristiano che da subito veniva festeggiato il 25 dicembre.
Quali sono queste fonti?
IPPOLITO DI ROMA nel 204 – nel suo “Commento al libro di Daniele” – riferisce che esisteva la tradizione consolidata a Roma della festa cristiana del Natale il 25 dicembre. Nel IV secolo in occidente si pervenne ad una concordanza su questa data. Dall’altra, le prime notizie storiche accertate della invenzione della celebrazione pagana del Sol invictus o “culto del dio sole” in modo ufficiale è tardiva – del 274 d.C. – ad opera dell’imperatore Aureliano.
Quindi 70 anni dopo l’autorevole testimonianza di Ippolito da Roma. Addirittura solo nel 354 d.C. – ben 150 anni dopo la fonte storica di Ippolito di Roma – con il calendario romano “Chronographus” si attesta che la festa pagana del “dies solis invicti” è il 25 dicembre. 
QUINDI LA REPRESSIONE DEL NATALE CRISTIANO FACEVA PARTE DI UNA PRECISA STRATEGIA DEGLI IMPERATORI ROMANI, PER ELIMINARE IL CRISTIANESIMO ed imporre il culto divino dell’imperatore, assimilato appunto al dio sole. 
Come testimoniano gli scritti degli storici antichi Plinio, Svetonio e Dione Cassio, i pagani inventavano false accuse e utilizzavano tutti i mezzi possibili per uccidere i cristiani.
Scrive lo storico pagano Tacito della feroce persecuzione contro i cristiani perpetrata da Nerone del 64: “Nerone per farla cessare [la voce che lo vedeva colpevole dell’incendio di Roma] inventò i colpevoli e sottopose a raffinatissime pene quelli che il popolo chiamava Cristiani … così una moltitudine fu messa a morte … e a questi si aggiunse lo scherno, sicchè, rivestiti di pelli ferine, perivano sbranati da cani, o appesi alle croci e dati alle fiamme venivano bruciati vivi, al calar del sole, come torce di notte”.
Quindi i pagani “inventano” il modo di distruggere la festa del Natale il 25 dicembre ma non ci riescono. Tanto che nel IV secolo d.C. – dice Rodney Stark il più eminente sociologo delle religioni americano – “la conversione di Costantino fu la risposta alla massiccia crescita esponenziale del cristianesimo, non la sua causa”.natale-2
Clemente Alessandrino del II sec. d.C. scrive: “Il Signore è disceso per portare la pace del cielo a quelli che sono sulla Terra … per questo è sorto l’astro straniero e nuovo che distrugge la vecchia disposizione degli astri e risplenda di luce nuova, non di quella del mondo e traccia vie nuove e salutari … per trasferire quanti credono in Cristo dalla fatalità alla provvidenza” (Excerpta ex Theodoto). Infatti sia prima del 300 d.C. che dopo il 350 d.C. la percentuale di crescita del Cristianesimo si attesta sempre sul 56,5% della popolazione dell’Impero romano. 
Cristo che si presenta come “luce del mondo” e “sole che sorge”(il riferimento lo troviamo nella Bibbia sia nell’ Antico sia nel Nuovo Testamento, quindi secoli prima del culto solare imposto dall’imperatore Aureliano), ispira al martire San Giustino all’inizio del II sec. d.C. di impostare la teologia della Chiesa sul simbolo del sole. Egli afferma nella sua “Apologia prima”: “Una stella lucente si levò, e un fiore germogliò dalla radice di Jesse, questi è il Cristo … E nel giorno ‘detto del sole’ (25 dicembre ndr), riunendoci tutti in sol luogo dalla città e dalla campagna, si fa un’assemblea e si leggono le memorie degli apostoli e gli scritti dei profeti fino a quando vi è tempo… Tutti quanti insieme ci riuniamo nel giorno del sole, poiché è il primo giorno nel quale Dio creò il mondo avendo trasformato la tenebra e la materia, e Gesù Cristo, nostro salvatore, risuscitò nello stesso giorno dai morti”. Nelle catacombe del II-III sec. d.C. della necropoli vaticana – ad esempio – Cristo è presentato sul carro trainato da cavalli bianchi come si usava rappresentare il sole che sorge, Cristo che vince la morte (IN FOTO). Nelle catacombe di Priscilla, troviamo la prima immagine di Maria Santissima con in braccio Gesù Bambino, con dinanzi un profeta, forse Isaia, che indica la stella, in riferimento al Natale di Cristo.mariaandchildQuindi il Cristianesimo non ha adottato una festa pagana, ma ha sostituito l’interpretazione di alcuni simboli universali assumendoli, purificandoli ed elevandoli perché lo stesso Cristo li aveva già applicati a Sé.

Le fonti storiche di Porfirio di Tiro (233-305) riferiscono che nell’anno 35 d.C. l’imperatore Tiberio porta presso il Senato romano la proposta di riconoscere Gesù di Nazaret come un “dio” ed introdurlo con gli altri “dei” nel Pantheon pagano. Questo significa che: 1)Gesù fin dall’inizio è stato riconosciuto come divino e non vi è stata una divinizzazione successiva; 2)Gesù da subito era adorato come Dio dai cristiani contemporanei. Il Senato romano bocciò “provvidenzialmente” la proposta; infatti i cristiani non possono tollerare che Gesù sia considerato un “dio” tra altri “dèi”. Tanto che poco tempo dopo i falsi “dei” pagani furono sfrattati dal Pantheon (lett. “tempio di tutti gli dei”) romano fatto costruire dall’imperatore Agrippa nel 27-25 a.C. e quindi ricostruito poi diventò una chiesa nel 609 d.C., la sola dimora di Cristo-Re.

Lo stesso Tertulliano (II sec. d.C.) nella “Apologia” che riprende quella stessa notizia invita i detrattori della divinità di Gesù dicendo “consultate i vostri annali” (quelli del Senato) per vedere che l’imperatore Tiberio – precedente a Nerone – aveva comunque mantenuto la protezione dei cristiani mentre “Nerone fu il primo a infierire contro questo gruppo religioso che allora fioriva grandemente a Roma”.
Anche gli ebrei perseguitano i cristiani e come dice Giustino nel “Dialogo con Trifone”, “maledicono nelle sinagoghe coloro che credono in Cristo … con accuse amare, tenebrose e ingiuste contro l’unica luce perfetta e giusta inviata da Dio agli uomini”.

Alcuni si chiedono, come è possibile che gli Angeli abbiano incontrato in pieno inverno i pastori in campagna e di notte?
Per gli ebrei – secondo la legge della purità – c’erano tre tipi di gregge: 1)di “lana bianca” considerate pure che possono accedere negli ovili dei centri abitati; 2)di “lana in parte bianca e in parte nera” che possono essere ospitate negli ovili solo fuori dei centri abitate e solo entrando di sera; 3)di “lana nera” considerate impure che non possono entrare nelle città, non possono essere ospitate negli ovili anche fuori dalle città e che devono stare sempre all’aperto – giorno e notte, estate ed inverno – con i loro pastori. I pastori di Betlemme – città ubicata 800 metri sul livello del mare – che incontrano l’angelo che preannuncia sempre la volontà di Dio di porsi fortemente in relazione agli uomini che gli “annuncia una grande gioia”, il Natale di Gesù, sono pastori di pecore nere, impure! 
Gesù sceglie Betlemme che significa sia “casa del pane” e sia “casa della carne” per farsi Eucarestia di salvezza. È la città natale del re Davide dove svolgeva il mestiere di pastore – di re a Gerusalemme – ad indicare che Gesù sarà un re ma dai tratti preponderanti del Buon Pastore.Gesù si fa adorare prima dai “piccoli”, i pastori, che secondo il Talmud a quel tempo era la condizione più disprezzata e non potendo accedere alla sinagoga o al Tempio per purificarsi erano l’emblema del peccatore impuro senza possibilità di salvezza. Gesù come Buon Pastore viene per salvare come primizia coloro che vorrebbero ma non si ritengono degni di salvezza: i pastori.
“La gloria del Signore li avvolse di luce” – avvolse loro che sono peccatori – senza castigarli. Il timore avvolge i pastori per la paura del castigo di Dio, ma l’angelo di Dio ribadisce dolcemente “non temete”. Perché? Perché il “Vangelo” o letteralmente “Buona Notizia” è che nella città di Betlemme non è nato un giustiziere ma il Salvatore. Chi è questo Salvatore? Dice l’angelo ai pastori: “Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia». Gesù la “pienezza della divinità” e Dio manifestato nella sua gloria tra gli uomini. Infatti apparve una moltitudine di angeli che lodavano Dio: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini che Egli ama».
La gioia del Natale è che Gesù ci dice che non c’è nessuno che è escluso dall’amore di Dio.nativita-card-6
Il racconto storico della nascita di Gesù riportato dall’evangelista San Luca dice che “un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse un censimento su tutta la terra … quando era governatore della Siria, Quirinio”.
Ebbene lo storico Giuseppe Flavio ne “La guerra giudaica” (75 d.C.) ci parla di questo censimento e di come “molti giudei” si sottraessero al censimento “quando Quirinio era stato mandato nella Giudea come censore … viene mandato da Cesare nel territorio della Siria, Quirinio, ex console per censire sia i beni della Siria sia per dare in appalto la riscossione delle proprietà di Archelao”. Anche lo storico Eusebio di Cesarea del III secolo nella “Storia Ecclesiastica” parla del Natale avvenuto “nell’anno quarantaduesimo del regno di Augusto, ventotto anni dopo l’assoggettamento dell’Egitto e la morte di Antonio e Cleopatra, durante la quale si concluse la dominazione dei Tolomei sull’Egitto al tempo del primo censimento e mentre Quirinio era governatore della Siria, nacque a Betlemme di Giudea, conformemente alle profezie su di lui, il nostro Salvatore e Signore Gesù Cristo”.

Gli storici sono propensi a considerare la nascita di Gesù tra il 7 a.C. – data del censimento – e il 4 d.C., data della morte di Erode. Nel Natale la “notte del mondo senza Dio” viene vinta dalla “luce di Dio, Gesù”: “La divina Scrittura è solita chiamare notte il tempo prima della venuta di Cristo, nel quale ancora satana esercitava la sua tirannide e l’oscurità dell’ignoranza teneva soggetta la terra; mentre chiama giorno il tempo della venuta del Salvatore, perché ci illumina e noi riceviamo i raggi della retta conoscenza di Dio e con gli occhi del cuore contempliamo il sole di giustizia” (San Cirillo d’Alessandria IV-V sec. d.C., De adoratione in spiritu et veritate).christmas-1
FONTE: Dossier GRIS vere fonti storiche sul NATALE DI GESUhttp://www.gris-imola.it/ultime_notizie/IlNatalediGesu.php

Le catacombe cristiane

 

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