Santa Lucia, la luce della fede

Riempi di gioia e di luce il tuo popolo, o Signore, per l’intercessione gloriosa della santa vergine e martire Lucia, perchè noi, che festeggiamo la sua nascita al cielo, possiamo contemplare con i nostri occhi la tua gloria. Amen. 

Santa Lucia proprio per il suo nome è invocata come protettrice della vista (Lucia = luce). Dante, il sommo poeta italiano, ne era molto devoto. Anzi vedeva in lei il simbolo della grazia illuminante e la associava a S. Maria di Nazaret e a Beatrice: queste erano le tre donne, grazie alle quali egli si era potuto salvare dalle tenebre della “selva oscura” ritrovando la “diritta via” che aveva smarrito. divisore_candela_1O gloriosa Santa Lucia, vergine e martire, che morendo hai preannunciato il trionfo della Chiesa Cattolica, ottienile da Dio pace e unità. A noi che fiduciosi ti invochiamo, ottienici un aumento di fede, di speranza e di carità verso Dio e verso il prossimo. Soccorri la nostra patria, le nostre famiglie, la nostra società, bisognosa soprattutto della luce del Vangelo. Fà che la pace di Cristo regni sempre nei nostri cuori. O Santa della luce, protettrice della vista, donaci occhi sani e limpidi e purezza di costumi. Sostienici nella lotta contro il male e conservaci sempre la vista del corpo e quella dell’anima, cioè la fede. Amen.

– 3 Gloria al Padre…
– Santa Lucia, prega per noi 

Vita, martirio e culto di Santa Luciasantalucia_ctv1

Gli atti del martirio di Lucia di Siracusa sono stati rinvenuti in due antiche e diverse redazioni: l’una in lingua greca il cui testo più antico risale al sec. V (allo stato attuale delle ricerche); l’altra, in quella latina, riconducibile alla fine del sec. V o agli inizi del sec. V. Proprio nelle catacombe di Siracusa, le più estese al mondo dopo quelle di Roma, è stata ritrovata un’epigrafe marmorea del IV secolo che è la testimonianza più antica del culto di Santa Lucia. ll culto di Lucia diventa, nel corso dei secoli e nei vari luoghi una promessa di luce, sia materiale che spirituale. E proprio a tale fine l’iconografia, già a partire dal sec. XIV, si fa interprete e divulgatrice di questa leggenda, raffigurando la santa con simboli specifici e al tempo stesso connotativi: gli occhi, che Lucia tiene in mano (o su un piatto o su un vassoio), che si accompagnano sovente alla palma, alla lampada (che è anche uno dei simboli evangelici più diffuso e più bello, forse derivato dall’arte sepolcrale) e, meno frequenti, anche ad altri elementi del suo martirio, come ad es. il libro, il calice, la spada, il pugnale e le fiamme.divisore_candela_1

La vergine e martire Lucia nacque in Siracusa, sul finire del terzo secolo, da ricca e nobile famiglia. Ancor bambina, perdette il padre, rimanendo sotto la custodia della madre Eutichia. Eutichia soffriva da molti anni un flusso di sangue, così ostinato, che aveva fatto ingenti spese per consultare medici, senza ricavarne nessun giovamento. L’amorosa figliuola le stava sempre al fianco, prestandole i servigi più delicati e le cure più affettuose.

Nel febbraio dell’anno 304 madre e figlia si recano a Catania, per pregare sulla tomba di S.Agata. Il 5 febbraio, giorno sacro a sant’Agata, arrivano a Catania. Recatesi al sepolcro di sant’Agata, udirono leggere il Vangelo dell’emorroissa, la donna che toccando il lembo della veste di Gesù ebbe la guarigione. Lucia, disse alla madre: << Madre, se credi a quello che ora si è letto, crederai pure che Agata, la quale ha patito per Cristo, può chiedere per te a Gesù la guarigione: se vuoi, dunque, tocca con fede il suo sepolcro e sarai guarita .>>
Lucia ed Eutichia, avvicinatesi al sepolcro, s’inginocchiarono, pregando la martire tra le lacrime. Mentre stavano in preghiera, Lucia fu presa da una visione e vide, in mezzo a schiere di angeli, sant’Agata che rivolta a lei, le diceva: << Lucia sorella mia, vergine di Dio, perché domandi a me quello che tu stessa puoi concedere ? La tua fede ha giovato a tua madre, ed ecco che è divenuta sana. Tu ti sei consacrata a Dio nella verginità e perciò come per me la città di Catania viene ricolma di grazie del cielo, così per te lo sarà la città di Siracusa.>>

Ritornata a Siracusa, Lucia per ringraziare il Signore per la guarigione della madre, decide di dare tutta la sua dote ai poveri e di consacrarsi a Dio, così come era nel suo cuore a Dio.
E avendo cominciato a vendere le sue sostanze ed a fare la distribuzione ai poveri, ne pervenne la notizia alle orecchie di un giovane, che desiderava la mano di Lucia: il quale, vedendosi deluso nelle sue speranze, per vile vendetta la denunziò come cristiana, al prefetto di Siracusa, Pascasio.
Era l’anno 304: i feroci imperatori, Diocleziano e Massimiano avevano emanato un editto di sterminio contro i cristiani; e, in tutto l’impero, i seguaci di Cristo morivano, tra i più feroci tormenti.1414
Lucia, già matura per il cielo, vide avvicinarsi anche per lei l’ora del combattimento desiderato. Presa dai soldati e condotta dinnanzi al tribunale di Pascasio, si mostrò serena e lieta in volto. Il prefetto, sapendo che essa apparteneva a nobile famiglia e vedendo che era giovanissima e di una rara bellezza, la trattò dapprima con buone maniere, consigliandola a lasciare la superstizione cristiana e ad offrire incenso agli idoli pagani . La rimproverò pure perché sciupava la dote che poteva servire allo sposo .

Lucia disse : << Io sono cristiana e non adoro false divinità; ma il vero Dio, che sta nei cieli, creatore del mondo, e Gesù Cristo, che ci ha redenti. In quanto poi alla mia dote, io sola ne posso disporre e perciò con tutto il cuore l’ho distribuita alle vedove, agli orfani , ai poveri e ai ministri di Dio>>.

Pascasio rispose: << Tu hai dissipato le tue sostanze con uomini dissoluti . >>
Ma Lucia piena di Spirito Santo disse:<< Io ho posto al sicuro il mio patrimonio e il mio corpo non conosce l’impurità. Voi invece siete schiavi della corruzione del corpo e allontanate le anime degli uomini dal Dio vivente per farle servire al diavolo e agli angeli suoi. Preferite le ricchezze passeggere ai beni eterni . >>
Pascasio, cieco dalla rabbia, le disse : << Queste belle parole cesseranno, quando verremo ai tormenti . >>
<< Le parole di Dio non cesseranno mai >> rispose Lucia .
<< Tu dunque sei Dio ? >> riprese quegli.
E Lucia :<< Io sono la serva del Dio eterno, il quale ha detto: Quando sarete condotti dinanzi ai re e ai principi non vi date pensiero del come di ciò che dovete dire , perché non siete voi che parla ma lo Spirito Santo che parla in voi . >>lucylucy
Pascasio disse : <<Dentro di te c’è dunque lo Spirito Santo ? >>
Lucia rispose : << L’apostolo dice : Coloro che vivono castamente e pienamente sono tempio di Dio e lo Spirito Santo abita in essi . >>
E Pascasio in tono minaccioso: << Ti farò condurre in un luogo infame ,dove sarai, costretta a vivere nel disonore ; e così lo Spirito Santo fuggirà da te. >> La vergine, nella sua calma imperturbabile , rispose ancora: << Non viene deturpato il corpo , se non dal consenso della volontà. Se tu comandi che io subisca una violenza ,contro la mia volontà, la mia castità avrà il merito di una doppia corona . >>

Pascasio confuso e adirato, ordinò che trascinasse la Santa Vergine in un luogo infame(il lupanare o luogo di prostituzione), radunando, per maggior vergogna, tutto il popolo .
Ma avvenne un grande prodigio! Lo Spirito Santo diede a Lucia tale immobilità, da non poterla quelli rimuovere. Vi provarono i più robusti soldati, ma Lucia resta ferma, mentre quei forti cadono spossati. La legano ai piedi e alle mani, con delle corde, e incominciarono a tirare tutti insieme; ma quella rimane incrollabile come un monte .
Pascasio, furibondo, dà ordine di far venire molte paia di buoi. Sforzi inutili! Quegli animali, non riescono a smuovere la vergine di Cristo, che lo Spirito Santo mantiene immobile. 

Pascasio, sempre più cieco dalla rabbia, le grida: << Quali sono le tue arti magiche ? >>
La Santa rispose : << Queste non sono arti magiche, ma è la potenza di Dio, il quale ha detto: << Cadranno mille alla tua sinistra e diecimila alla tua destra, ma nessuno arriverà ad avvicinarsi a te. Misero Pascasio, a che ti affliggi? Perché impallidisci? Perché ti struggi di furore? Hai avuto già la prova che io sono tempio di Dio: credi ormai . >>
Ma quegli diventa maggiormente furibondo e ordina che sia acceso un gran fuoco attorno a lei , che vi si getti pece, resina olio, affinché la vergine sia consumata al più presto. Vano tentativo anche questo! Le fiamme ardono ma non toccano la santa martire, la quale , sorridente alla letizia degli angeli , canta inni al Signore .
Gli amici di Pascasio la tolgono di là, per finirla col pugnale. Mentre il carnefice si accinge a vibrare il colpo fatale , Lucia , piegate le ginocchia, prega e dice agli astanti: << Fra breve sarà data pace alla Chiesa di Dio. Diocleziano e Massimiano cadranno dall’impero e finiranno miseramente. Come la città di Catania ha in venerazione sant’Agata, così anche voi onorerete me, per grazia del Signor nostro Gesù Cristo, osservando di cuore i comandamenti di Dio . >>
Dette queste parole, cadde trafitta e l’anima generosa volò verso Gesù il suo Sposo divino. 
Era il 13 dicembre 304, giorno che fu assegnato, a caratteri d’oro, nella storia di Siracusa e della Chiesa cattolica.Il culto a Santa Lucia

Per editto imperiale del 290, era concesso ai cristiani di assistere alla morte dei fratelli di fede e di seppellirli.
Onde Eutichia e altre devote matrone siracusane seppellirono il corpo glorioso della santa Martire in una tomba , all’ ingresso delle catacombe di Acradina.
Sul sarcofago scolpirono la colomba, spiccata dall’arca di Noè per annunziare al mondo la pace.
E la pace difatti , giusta la profezia di S. Lucia, fu data poco dopo alla chiesa da Costantino il Grande; mentre Pascasio, Diocleziano e Massimiano perivano miseramente.
Presso il sito , dove la Santa rese lo spirito a Dio, i siracusani edificarono, nell’ anno 310 , un bel tempio, sotto il papa S . Gregorio Magno, che propagò il culto di S. Lucia e ne inserì il nome nel Canone della Messa, vi fu annesso un monastero di benedettini.
Il culto della Santa si diffuse rapidamente,subito dopo la sua morte, in tutta la cristianità. 
Nell’ anno 384 , il siracusano S . Urso , vescovo di Ravenna , le dedicò un tempio in quella città.

Nel secolo VII , sant’ Adelmo in Inghilterra e S . Giovanni Damasceno in Oriente la celebrarono nei loro scritti.
Dante Alighieri e Cristoforo Colombo ne furono devotissimi: l ‘ uno, che attribuì alla sua intercessione la guarigione da una grave infermità agli occhi, ne fece uno dei principali personaggi della Divina Commedia,‘ l’altro ne pose il nome a un isola delle Piccole Antille , scoperta il 13 dicembre. 
Caduta Siracusa , nell’ anno 878 , nelle mani dei Saraceni , il corpo di S. Lucia fu tenuto dai siracusani gelosamente nascosto nelle catacombe. Il generale greco Giorgio Maniace , impadronitosi della città nel 1040, lo chiese e lo trasportò a Costantinopoli, facendone un dono all’imperatrice Teodora.
I Crociati veneziani , dopo la conquista del 1204 , lo portarono a Venezia , dove oggi si venera nella chiesa parrocchiale di S . Geremia, su di un altare laterale dentro un’urna di marmo cipollino.
Nel 1904 ,il Cardinale Patriarca di Venezia ne fece la giuridica ricognizione e ne constatò la meravigliosa conservazione.
Il corpo della Santa è mummificato e conserva la pelle, molle al tatto. I piedi appaiono intatti; vi si scorge un’ unghia nel piede destro. Manca buona parte del braccio sinistro , che in vari tempi fu concesso , come reliquia , a papi e sovrani . 

Si vede pure ( cosa rarissima nei corpi dei martiri ) la traccia del suo martirio: un profondo buco vicino al petto, sul lato destr
o. 

Una delle più antiche tradizioni veronesi racconta che le spoglie della santa siracusana passarono da Verona durante il loro viaggio verso la Germania intorno al sec. X, fatto che spiegherebbe anche la diffusione del culto della santa anche nel nord Europa.

Le reliquie della Santa sono state, in ogni tempo, strumenti delle meraviglie del Signore, per le infermità agli occhi. divisore_candela_1

Fonti: 

http://www.santiebeati.it/dettaglio/25550

http://www.chiesamadrecarlentini.it/chiesa_madre_carlentini_Festa_santa_lucia_vita_martirio.htm

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