Grave attentato contro i cristiani copti in Egitto. “Uniti nel sangue dei nostri martiri”, le parole del Papa al Patriarca della chiesa copto-ortodossa

L’ 11 dicembre 2016 in Egitto si è consumato uno degli attentati più gravi contro la comunità cristiana copta. L’ordigno è esploso nella piccola cappella di san Pietro e Paolo, adiacente alla cattedrale copta di san Marco, nella capitale del Cairo. Almeno 25 morti e 35 feriti gravi.  Una bomba con 12 kg di tritolo era stata posizionata all’interno del settore femminile della chiesa.

Durante la S. Messa i fedeli hanno udito l’esplosione e visto volare brandelli di corpi e sangue provenienti dal lato delle donne, che in genere trovano posto nella zona di destra della chiesa. Hanna Kamel un testimone, afferma che almeno 10 donne sono morte sul colpo. “Stavamo per pregare quando è avvenuta l’esplosione. Io e i miei amici eravamo fuori perchè la chiesa era piena di fedeli. C’era sangue dappertutto”.

“Uniti nel sangue dei nostri martiri”. Così Papa Francesco nella telefonata a Sua Santità Tawadros II, Patriarca della Chiesa copto-ortodossa d’Alessandria d’Egitto, per esprimere le proprie condoglianze riguardo all’attacco alla cattedrale copta di San Marco in Abassiya, al Cairo.  Il Pontefice ha espresso la propria vicinanza al Patriarca e alla comunità copta “così duramente colpita”, specialmente alle donne e ai bambini che rappresentano il numero più alto fra le vittime. Tawadros II ha ricordato l’espressione di Papa Francesco, pronunciata durante il loro incontro in Vaticano, ossia l’“ecumenismo del sangue”.egypt-christians-brotherhood-clashes

L’Egitto subisce da tempo attentati terroristi. Due giorni fa a Giza sei poliziotti sono stati uccisi a un posto di blocco da un gruppo vicino ai Fratelli Musulmani, gruppo islamista chiamato Hasm. Nel Sinai si susseguono uccisioni contro le forze dell’ordine, ma anche contro civili e fedeli cristiani, ad opera di gruppi legati allo Stato islamico. La comunità cristiana (il 10% della popolazione in Egitto) subisce da decenni discriminazioni e violenze, accresciutesi dopo la cacciata del presidente Mohamed Morsi dal potere ad opera dell’ex generale Abdel Fattah Al Sissi. Morsi è un alto esponente dei Fratelli musulmani.

La condanna dell’Islam sunnita
Da parte sua, l’università di Al Azhar, la più autorevole istanza dell’islam sunnita, ha condannato l’atto terrorista ed annullato la celebrazione della festa per la nascita del profeta Maometto, per partecipare al lutto nazionale per le vittime dell’attentato contro i cristiani.

Il presidente egiziano, Abdel Fattah al Sis ha annunciato i primi risultati delle indagini sull’ attentato alla chiesa copta, per il quale non esistono ancora rivendicazioni ufficiali. Lo ha detto nel corso della cerimonia funebre al Cairo, in commemorazione delle vittime, che si è svolta il 12 dicembre: l’attacco alla Chiesa è stato messo a segno da un ventiduenne, un kamikaze che risponderebbe al nome di Shafik Mahmoud Mohamed Mostafa, proveniente dalla città di Fayyum, un’oasi sul Nilo a un centinaio di chilometri a sud del Cairo, considerata una roccaforte dei Fratelli musulmani. Il terrorista indossava un giubbotto esplosivo. Le forze di sicurezza hanno inoltre arrestato tre uomini e una donna all’interno delle indagini per l’attentato e sono alla ricerca di altri due latitanti.

Destabilizzare il Paese.Lo scopo di questi attacchi è la destabilizzazione del Paese e della sua sicurezza – commenta  monsignor Antonios Aziz Mina, vescovo copto cattolico di Guizeh –

i cristiani sono le vittime ma anche il pretesto per dimostrare che l’Egitto non è sicuro. Colpendo la componente cristiana si vuole colpire anche l’economia, il turismo, seminare il terrore in ogni strato della popolazione. È un momento di grande dolore, abbiamo il cuore spaccato ma questo è il prezzo da pagare per la democrazia”.

I sospetti per questo ennesimo attentato ricadono sui gruppi salafiti jihadisti, attivi soprattutto nel Sinai, (alcuni sostenitori dello Stato islamico hanno esultato, festeggiando sui social network), ma con cellule anche nella capitale e contro i quali il presidente Abdel Fatah al-Sisi, salito al potere nel 2013 dopo aver esautorato il presidente Mohammed Morsi, sta conducendo una dura campagna di repressione. Per mons. Aziz Mina l’attacco alla chiesa cristiano copta si inserisce nel novero di quelli contro la polizia avvenuti a Giza nella zone delle Piramidi, due giorni fa:  “Anche lì abbiamo avuto dei morti. Nella zona del Sinai da tempo è in atto una serie di attentati contro esercito e polizia. Lo scopo – ripete – è destabilizzare l’Egitto. E se cade l’Egitto ci saranno ripercussioni molto gravi per tutta la regione mediorientale”.

La risposta deve essere concertata e non può fermarsi alla sola repressione.“Oggi più che mai serve il coinvolgimento del movimento democratico e civile. Per i terroristi qualsiasi governo che dovesse succedersi è un nemico da combattere. Ma – ricorda il vescovo copto cattolico – milioni di egiziani hanno detto ‘no’ al fondamentalismo e all’integralismo.

Ogni goccia di sangue versata dai martiri per l’Egitto è un mattone per la sua ricostruzione democratica.

Passo fondamentale – conclude mons. Aziz Mina – sarà seguire la nuova Costituzione. Fino ad ora il cammino è stato piuttosto timido anche perché i fondamentalisti, presenti nei vari strati della società, tendono a frenare questo passaggio verso la democrazia che vuole libertà di coscienza e di pensiero. La nuova carta costituzionale è la salvezza del Paese.

Noi sentiamo sempre la vicinanza di Sua Santità Papa Francesco – non soltanto per la nostra Chiesa ma per tutti i cristiani del Medio Oriente. Lui è sensibile e segue la nostra situazione. I cristiani in Medio Oriente sono rimasti pochissimi dopo tutto quello che sta succedendo in Iraq e in Siria.

Chiediamo alla comunità internazionale di fare qualcosa contro il terrorismo.

FONTI http://it.radiovaticana.va/news/2016/12/12/papa_a_tawadros_ii_uniti_nel_sangue_dei_martiri/1278433

http://agensir.it/mondo/2016/12/12/bombe-in-chiesa-tra-i-fedeli-in-fila-per-la-comunione-il-difficile-cammino-dellegitto-verso-la-democrazia/

http://www.tempi.it/vogliono-farci-paura-sono-malati-di-violenza#.WE-ThtThCt8

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