Beata Vergine Maria di Guadalupe

Preghiera alla Madonna di Guadalupeb0449047ff3a7ef00d958873a9950ca8

Vergine Immacolata di Guadalupe, Madre di Gesù e Madre nostra, vincitrice del peccato e nemica del Demonio, Tu ti manifestasti sul colle Tepeyac in Messico all’umile e generoso contadino Juan Diego. Sul suo mantello imprimesti la Tua dolce Immagine come segno della Tua presenza in mezzo al popolo e come garanzia che avresti ascoltato le sue preghiere e addolcito le sue sofferenze. Maria, Madre amabilissima, noi oggi ci offriamo a te e consacriamo per sempre al tuo Cuore Immacolato tutto quanto ci resta di questa vita, il nostro corpo con le sue miserie, la nostra anima con le sue debolezze, il nostro cuore con i suoi affanni e desidèri, le preghiere, le sofferenze, l’agonia. O Madre dolcissima, ricòrdati sempre dei tuoi figli.

Se noi, vinti dallo sconforto e dalla tristezza, dal turbamento e dall’angoscia, dovessimo qualche volta dimenticarci di te, allora, Madre pietosa, per l’amore che porti a Gesù, ti chiediamo di proteggerci come figli tuoi e di non abbandonarci fino a quando non saremo giunti al porto sicuro, per gioire con Te, con tutti i Santi, nella visione beatifica del Padre. Amen. Salve Regina 

PREGHIERA PER LE VITTIME DELL’ABORTO A NOSTRA SIGNORA DI GUADALUPE Protettrice dei bimbi non nativirgenguadalupe

Santa Maria, Madre di Dio e della Chiesa, Nostra Signora di Guadalupe, tu fosti scelta dal Padre per il Figlio per mezzo dello Spirito Santo.

Tu sei la Donna vestita di sole sul punto di dare alla luce Cristo mentre satana, il Dragone Rosso, spera di divorare voracemente tuo Figlio.

La stessa cosa fece Erode cercando distruggere tuo Figlio, Nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, massacrando molti bambini innocenti nel suo intento. La stessa cosa fa oggi l’aborto, ammazzando milioni di bambini innocenti e sfruttando le sue madri nel suo attacco contro la vita e contro la Chiesa, il Corpo di Cristo.

Madre degli Innocenti, lodiamo Dio in te per i Suoi doni a te, per la tua Immacolata Concezione, libera dal peccato, piena di grazia; la tua maternità di Dio e della Chiesa, la tua Perpetua Verginità e la tua Ascensione al Cielo in corpo e spirito.

O Ausilio dei Cristiani, ti preghiamo, proteggi tutte le madri dei non nati ed i bimbi nel loro grembo. Supplichiamo il tuo aiuto affinché termini l’olocausto dell’aborto.

Santa Madre, preghiamo il tuo Immacolato Cuore per tutte le madri e tutti i bambini ancora non nati affinché essi possano avere la vita sulla terra e per il Preziosissimo Sangue versato da tuo Figlio possano avere vita eterna con Lui nei cieli.

Preghiamo il tuo Immacolato Cuore anche per tutti quelli che praticano aborti e quelli che li appoggiano, affinché si convertano ed accettino tuo Figlio, Gesù Cristo, come Signore e Salvatore. Difendi tutti i tuoi figli nella battaglia contro satana e tutti gli spiriti malvagi in questi tempi di oscurità.

Desideriamo che gli innocenti bambini ancora non nati e che muoiono senza il Battesimo possano essere battezzati e salvati. Ti chiediamo di concedere questa grazia per loro ed il pentimento, la riconciliazione ed il perdono di Dio per i loro genitori ed i loro assassini.

Che sia rivelato una volta in più nel mondo il potere dell’Amore. Che egli metta fine al male. Che trasformi le coscienze. Che il tuo Immacolato Cuore riveli per tutti la luce della speranza. Che Cristo Re regni su tutti noi, le nostre famiglie, città, stati, paesi e l’umanità intera.

O clemente, O piena di amore, O dolce Vergine Maria, ascolta le nostre preghiere ed accetta l’esultanza dei nostri cuori!

Nostra Signora di Guadalupe, Protettrice dei non nati, Prega per noi!

LA MADONNA DI GUADALUPE E LA TILMA MIRACOLOSA

Immagine correlataLa grandissima devozione del popolo messicano per la Santa Vergine Maria di Guadalupe ci invita  considerare tale avvenimento nel suo autentico significato, più volte richiamato da Papa Giovanni Paolo II: quello dell’’inizio dell’’evangelizzazione dei popoli indigeni del continente americano, i cosiddetti indios o “indiani”.

Sul fatto si è venuto elevando nel corso dei secoli un cumulo di calunnie, — la celebre leggenda nera — che tanti storici anticattolici — spesso anglo-americani, e quindi connazionali dei responsabili del genocidio degli “indiani” del Nordamerica, — hanno gettato su tale evangelizzazione, ingigantendo gli inevitabili errori che i primi missionari spagnoli, — possono aver commesso nell’’ annunciare Gesù Cristo a popoli totalmente pagani e dediti ai sacrifici umani di massa: uccisioni rituali di uomini, donne e bambini in sacrifici umani offerti alle diverse “dèi pagani e ‘dee”…Woodrow Borah, forse la principale autorità sulla demografia del Messico al momento della conquista, ha rivisto la stima del numero di persone sacrificate nei templi aztechi:  nel Messico centrale nel XV secolo venivano sacrificate brutalmente 250.000 persone all’anno. Gesù Cristo stesso, attraverso la sua Santissima Madre, volle rivelarsi agli indigeni del Nuovo Mondo per liberarli dalla schiavitù del Maligno, con l’’apparizione della Madonna all’’indio Juan Diego Cuauhtlatóhuac nel dicembre del 1531, — dieci anni dopo la conquista spagnola, sulla collina di Tepeyac, presso Città di Messico, dove oggi sorge il Santuario di Nostra Signora di Guadalupe.  cd01646a45f1a9125bd5d71efb518455

L’apparizione, nel XVI secolo, della “Virgen Morena” all’indio Juan Diego e’ un evento che ha lasciato un solco profondo nella religiosità e nella cultura messicana. La basilica ove attualmente si conserva l’immagine miracolosa e’ stata inaugurata nel 1976. Tre anni dopo e’ stata visitata dalpapa Giovanni Paolo II, che dal balcone della facciata su cui sono scritte in caratteri d’oro le parole della Madonna a Juan Diego: “Il tuo cuore non sia turbato.  Non sono io qui che sono tua Madre? No estoy yo aqui que soy tu Madre? “, ha salutato le molte migliaia di messicani confluiti al Tepeyac; nello stesso luogo, nel 1990, ha proclamato beato il veggente Juan Diego, che e’ stato infine dichiarato santo nel 2002.

 La mattina del 9 dicembre 1531, mentre sta attraversando la collina del Tepeyac per raggiungere la città, l’indio è attratto da canti angelici e dalla visione dolcissima di una Signora che lo chiama per nome con tenerezza, una Donna di una bellezza perfetta:
“I suoi abiti sembravano raggi di sole, e la roccia e le pietre su cui stava, ricevendo queste frecce luminose, sembravano preziosi smeraldi, scintillavano come gioielli, la terra brillava con lo splendore dell’arcobaleno, i rami, le foglie e persino le spine risplendevano di luce dorata”.   La Signora gli dice di essere “la Perfetta Sempre Vergine Maria, la Madre del verissimo e unico Dio” e gli ordina di recarsi dal vescovo a riferirgli che desidera le si eriga un tempio ai piedi del colle. Juan Diego corre subito dal Vescovo che rimane perplesso e non crede al suo racconto.

Tornando a casa la sera, Juan Diego incontra nuovamente sul Tepeyac la Vergine Maria, a cui riferisce il suo insuccesso e chiede di essere esonerato dal compito affidatogli, dichiarandosene indegno. La Vergine gli ordina di tornare il giorno seguente dal vescovo, che, dopo avergli rivolto molte domande sul luogo e sulle circostanze dell’apparizione, gli chiede un segno.c24La Vergine promette di darglielo l’indomani. Ma il giorno seguente Juan Diego non può tornare: un suo zio, Juan Bernardino, è gravemente ammalato e lui è inviato di buon mattino a Tlatelolco a cercare un sacerdote che confessi il moribondo; giunto in vista del Tepeyac decide perciò di cambiare strada per evitare l’incontro con la Signora.

Ma la Signora è là, davanti a lui, e gli domanda il perché di tanta fretta. Juan Diego si prostra ai suoi piedi e le chiede perdono per non poter compiere l’incarico affidatogli presso il vescovo, a causa della malattia mortale dello zio. La Signora lo rassicura, suo zio è già guarito, e lo invita a salire sulla sommità del colle per cogliervi i fiori. Juan Diego sale e con grande meraviglia trova sulla cima del colle dei bellissimi “fiori di Castiglia“: è il 12 dicembre, il solstizio d’inverno secondo il calendario giuliano allora vigente, e né la stagione né il luogo, una desolata pietraia, sono adatti alla crescita di fiori del genere. Juan Diego ne raccoglie un mazzo che porta alla Vergine, la quale però gli ordina di presentarli al vescovo come prova della verità delle apparizioni.

Juan Diego ubbidisce e giunto al cospetto del presule, apre il suo mantello e all’istante sulla tilma s’imprime e rende manifesta alla vista di tutti l’immagine della S. Vergine. Di fronte a tale prodigio, il vescovo cade in ginocchio, e con lui tutti i presenti. La mattina dopo Juan Diego accompagna il presule al Tepeyac per indicargli il luogo in cui la Madonna ha chiesto le sia innalzato un tempio. Nel frattempo l’immagine, collocata nella cattedrale, diventa presto oggetto di una devozione popolare che si è conservata ininterrotta fino ai nostri giorni.

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LA TILMA MIRACOLOSA
La Dolce Signora che si manifestò sul Tepeyac non vi apparve come una straniera. Ella, infatti, si presenta come una meticcia o morenita,indossa una tunica con dei fiocchi neri all’altezza del ventre, che nella cultura india denotavano le donne incinte.
E’ una Madonna dal volto nobile, di colore bruno, mani giunte, vestito roseo, bordato di fiori. Un manto azzurro mare, trapuntato di stelle dorate, copre il suo capo e le scende fino ai piedi, che poggiano sulla luna. Alle sue spalle il sole risplende sul fondo con i suoi cento raggi.
L’attenzione si concentra tutta sulla straordinaria e bellissima icona guadalupana, rimasta inspiegabilmente intatta nonostante il trascorrere dei secoli: questa immagine, che non è una pittura, né un disegno, né è fatta da mani umane, suscita la devozione dei fedeli di ogni parte del mondo e pone non pochi interrogativi alla scienza, un po’ come succede ormai da anni col mistero della Sacra Sindone.

La scoperta più sconvolgente al riguardo è quella fatta, con l’ausilio di sofisticate apparecchiature elettroniche, da una commissione di scienziati, che ha evidenziato la presenza di un gruppo di 13 persone riflesse nelle pupille della S. Vergine: sarebbero lo stesso Juan Diego, con il vescovo e altri ignoti personaggi, presenti quel giorno al prodigioso evento in casa del presule. Un vero rompicapo per gli studiosi, un fenomeno scientificamente inspiegabile, che rivela l’origine miracolosa dell’immagine e comunica al mondo intero un grande messaggio di speranza. Nostra Signora di Guadalupe, che appare a Juan Diego in piedi, vestita di sole, non solo gli annuncia che è nostra Madre spirituale, ma lo invita – come invita ciascuno di noi – ad aprire il proprio cuore all’opera di Cristo che ci ama e ci salva. Meditare oggi sull’evento guadalupano, un caso di “inculturazione” miracolosa, significa porsi alla scuola di Maria, maestra di umanità e di fede, annunciatrice e serva della Parola, che deve risplendere in tutto il suo fulgore, come l’immagine misteriosa sulla tilma del veggente messicano San Juan Diego. 

GLI STUDI SCIENTIFICIguadalupe Nel 1936, uno studio realizzato su due fibre della tilma, una rossa ed una gialla, giunse a conclusioni stupefacenti.

Le fibre non contengono nessun colorante noto. L’oftalmologia e l’ottica confermano la natura inspiegabile dell’immagine: essa assomiglia ad una diapositiva proiettata sul tessuto. Un esame approfondito mostra che non vi è nessuna traccia di disegno o di schizzo sotto il colore, anche se ritocchi perfettamente riconoscibili sono stati realizzati sull’originale, ritocchi che, del resto, si degradano con l’andar del tempo; inoltre, il supporto non ha ricevuto nessun appretto, il che sembrerebbe inspiegabile se si trattasse veramente di una pittura, poiché, anche su una tela più fine, si mette sempre un rivestimento, non fosse che per evitare che la tela assorba la pittura e che i fili affiorino alla superficie. Non si distingue nessuna pennellata. A seguito di un esame a raggi infrarossi, effettuato il 7 maggio 1979, un professore della NASA scrive:

«Non c’è nessun modo di spiegare la qualità dei pigmenti utilizzati per la veste rosa, il velo azzurro, il volto e le mani, né la persistenza dei colori, né la freschezza dei pigmenti in capo a parecchi secoli durante i quali avrebbero dovuto normalmente degradarsi… L’esame dell’Immagine è stata l’esperienza più sconvolgente della mia vita».
Certi astronomi hanno constatato che tutte le costellazioni presenti nel cielo nel momento in cui Juan Diego apre la tilma davanti al vescovo Zumárraga, il 12 dicembre 1531, si trovano al loro posto sul mantello di Maria. Si è anche scoperto che, applicando una carta topografica del Messico centrale sulla veste della Vergine, le montagne, i fiumi ed i laghi principali coincidono con l’ornamentazione della veste medesima. 
Esami oftalmologici giungono alla conclusione che l’occhio di Maria è un occhio umano che sembra vivo, ivi inclusa la retina in cui si riflette l’immagine di un uomo con le mani aperte: Juan Diego. L’immagine nell’occhio ubbidisce alle leggi note dell’ottica, in particolare a quella che afferma che un oggetto in piena luce può riflettersi tre volte nell’occhio (legge di Purkinje-Samson). Uno studio posteriore ha permesso di scoprire nell’occhio, oltre al veggente, Monsignor Zumárraga e parecchi altri personaggi, presenti quando l’immagine di Nostra Signora è apparsa sulla tilma. Infine, la rete venosa normale microscopica sulle palpebre e la cornea degli occhi della Vergine è perfettamente riconoscibile. Nessun pittore umano avrebbe potuto riprodurre simili particolari.

Una donna incinta di tre mesimc24a

Misure ginecologiche hanno stabilito che la Vergine dell’Immagine ha le dimensioni fisiche di una donna incinta di tre mesi. Sotto la cintura che trattiene la veste, al posto stesso dell’embrione, spicca un fiore con quattro petali: il Fiore solare, il più familiare dei geroglifici degli Aztechi che simboleggia per loro la divinità, il centro del mondo, del cielo, del tempo e dello spazio. Dal collo della Vergine pende una spilla il cui centro è adorno di una piccola croce, che ricorda la morte di Cristo sulla Croce per la salvezza di tutti gli uomini. Vari altri particolari dell’Immagine di Maria fanno di essa uno straordinario documento per la nostra epoca, che li può constatare grazie alle tecniche moderne.

Così la scienza, che ha spesso servito quale pretesto per l’incredulità, oggi ci aiuta a mettere in evidenza segni che erano rimasti sconosciuti per secoli e secoli e che non può spiegare.
L’immagine di Nostra Signora di Guadalupe porta un messaggio di evangelizzazionela Basilica di Città del Messico è un centro «dal quale scorre un fiume di luce del Vangelo di Cristo, che si diffonde su tutta la terra attraverso l’Immagine misericordiosa di Maria» (Giovanni Paolo II, 12 dicembre 1981).
Inoltre, con il suo intervento in favore del popolo azteco, la Vergine ha contribuito alla salvezza di innumerevoli vite umane, e la sua gravidanza può esser interpretata come un appello speciale in favore dei nascituri e della difesa della vita umana; tale appello è di grande attualità ai giorni nostri, in cui si moltiplicano e si aggravano le minacce contro la vita delle persone e dei popoli, soprattutto quando si tratta di una vita debole ed inerme.

Protettrice del nascituro
Nostra Signora di Guadalupe contro la cultura della morte
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 Il Concilio Vaticano II ha deplorato con forza i crimini contro la vita umana:  “Tutto ciò che è contro la vita stessa, come ogni specie di omicidio, il genocidio, l’aborto, l’eutanasia e lo stesso suicidio volontario, TUTTO CIÒ CHE VIOLA L’INTEGRITÀ’ DELLA PERSONA UMANA… (…); tutte queste cose, e altre simili, sono certamente VERGOGNOSE. Mentre GUASTANO LA CIVILTÀ UMANA, disonorano coloro che così si comportano più ancora che quelli che le subiscono e ledono grandemente l’onore del Creatore” (“Gaudium et Spes”, n.27).
Di fronte a tali flagelli, che si sviluppano grazie ai progressi scientifici e tecnici, e che beneficiano di un ampio consenso sociale e di riconoscimenti legali, invochiamo Maria con fiducia. Essa è un «modello incomparabile di accoglienza della vita e di sollecitudine per la vita… Mostrandoci suo Figlio, ci assicura che in Lui le forze della morte sono già state vinte» (Giovanni Paolo II, Evangelium vitæ, 25 marzo 1995, nn. 102, 105).
«In gigantesco duello si sono battute la morte e la vita. Il Signore della vita, già morto, ora vive e regna» (Sequenza di Pasqua).
Domandiamo a San Juan Diego, canonizzato da Papa Giovanni Paolo II il 31 luglio 2002, di ispirarci una vera devozione per la nostra Madre Celeste, poiché «la compassione di Maria si estende a tutti coloro che la chiedono, non fosse che con un semplice saluto: “Ave, Maria…”» (Sant’Alfonso de Liguori). Lei, che è Madre di Misericordia, ci otterrà la Misericordia di Dio, specialmente se saremo caduti in peccati gravi.mc08b
Fonti: Il primo grande dizionario dei santi di Alban Butler/ sito ufficiale Santuario Madonna di Guadalupe, Messico
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