Il Papa: “No a sacerdoti che sostengono la cosiddetta cultura gay”..e poi non dite che il Papa non parla chiaro

La formazione dei sacerdoti deve essere “rilanciata, rinnovata e rimessa al centro”, ha detto Papa Francesco. Non c’è solo la conferma del “no” all’ammissione nei seminari di chi ha tendenze omosessuali  nel nuovo documento, voluto e firmato da Papa Francesco, promulgato nella solennità dell’Immacolata Concezione dalla Congregazione per il clero dal titolo “Il dono della vocazione presbiterale”: Ratio fundamentalis institutionis sacerdotalis

http://www.clerus.va/content/dam/clerus/Ratio%20Fundamentalis/Il%20Dono%20della%20vocazione%20presbiterale.pdf

documento che aggiorna le regole indicate nel 1985 dalla Santa Sede sulla formazione dei presbiteri e riprende le linee guida dell’esortazione apostolica del 1992 Pastores dabo vobis di San Giovanni Paolo II. Un documento – ha sottolineato  il cardinale prefetto Beniamino Stella – che vuole essere uno strumento efficace per la «formazione integrale» del sacerdote. 

Uno schiaffo ai detrattori del Papa ed a “sacerdoti e teologi relativisti”

In particolare, il documento approvato da Papa Francesco riporta quanto indicato da una precedente istruzione che risale al 2005 e che specifica chiaramente come «la Chiesa, pur rispettando profondamente le persone in questione, non può ammettere al Seminario e agli Ordini sacri coloro che praticano l’omosessualità, presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta cultura gay». «La mancanza di una personalità ben strutturata ed equilibrata rappresenta un serio e oggettivo impedimento per il prosieguo della formazione».

La Ratio pubblicata nei giorni scorsi indica che le persone omosessuali «si trovano, infatti, in una situazione che ostacola gravemente un corretto relazionarsi con uomini e donne». Inoltre, rileva che occorre tenere conto delle «conseguenze negative che possono derivare dall’Ordinazione di persone con tendenze omosessuali profondamente radicate». Infine,  c’è il riferimento chiaro all’incompatibilità con il sacerdozio per coloro che “sostengono” la cosiddetta “cultura gay”, elemento che contrasta fortemente con una certa corrente di pensiero, diffusa da una parte di sacerdoti e teologi, che scadono nell’eresia del ‘modernismo’.

Cosa si intende per “cultura gay”? 

Negli ultimi anni si sono diffuse opinioni errate o ambigue secondo le quali l’omosessualità sarebbe una tendenza naturale, iscritta nella natura umana accanto alla tendenza eterosessuale. La diffusione di queste idee ha già provocato ripetuti interventi della Congregazione per la dottrina della fede. Si tratta infatti di opinioni che non trovano alcuna giustificazione nella dottrina della Chiesa: sono contrarie alla legge naturale, sono contrarie all’insegnamento della Sacra Scrittura e alla costante Tradizione della Chiesa.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica  al paragrafo 2357 dice chiaramente che gli atti omosessuali contrastano con la legge naturale e sono «oggettivamente disordinati». Come spiegava Benedetto XVI nel libro intervista Luce del mondo, «sarebbe un grande pericolo se il celibato divenisse motivo per avviare al sacerdozio persone che in ogni caso non desiderano sposarsi, perché in fin dei conti anche il loro atteggiamento nei confronti dell’uomo e della donna è in qualche modo alterato, disorientato, ed in ogni caso non è in quell’ordine della creazione del quale abbiamo parlato».

L’ammissione al sacerdozio infatti richiede una grande solidità psicologica e affettiva, che è per sua natura incompatibile con tendenze omosessuali «profondamente radicate», come indica il Catechismo. D’altronde, come si legge nelle regole appena rinnovate, «compete alla Chiesa – nella sua responsabilità di definire i requisiti necessari per la ricezione dei Sacramenti istituiti da Cristo – discernere l’idoneità di colui che desidera entrare nel Seminario». 

Diventare un sacerdote è un “cammino di discepolato”, che inizia con il battesimo, il documento spiega. Il sacerdozio è un dono di Dio alla Chiesa e al mondo.

I sacerdoti devono essere “discepoli missionari”. Essi devono essere “fedeli alla castità” e devono coltivare “la devozione autentica e filiale alla Vergine Maria”.

La “possibilità di un candidato con tendenze omosessuali” deve essere esaminata prima di essere ammesso in seminario. Il documento dice che alcune tendenze omosessuali, come quelle del periodo adolescenziale, potrebbero essere transitorie. Ma queste devono essere esaminate e superate per “almeno tre anni” prima di essere ordinato diacono.

Un uomo che pratica l’omosessualità o presenta tendenze omosessuali deve essere dissuaso dal suo confessore. Il documento dice che sarebbe “gravemente disonesto” per un uomo omosessuale, far finta di non essere gay al fine di procedere all’ordinazione.

Fonti

http://www.farodiroma.it/2016/12/10/documento-sui-seminari-ribadita-lesclusione-delle-persone-con-tendenze-omosessuali/

http://it.radiovaticana.va/news/2016/12/08/documento_formazione_clero_al_centro_maturazione_umana/1277609

http://www.30giorni.it/articoli_id_9736_l1.htm

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