Kirill: “Uniti ai cattolici, per difendere famiglia e cristiani perseguitati”

Kirill of Moscow - “Christmas service at Cathedral of Christ the Savior” 6 January 2011Il patriarca russo-ortodosso Kirill era ieri a Parigi, dove ha consacrato la nuova cattedrale russo-ortodossa. In occasione della sua presenza in Francia, l’esponente ortodosso ha rilasciato un’intervista al quotidiano Le Figaro in cui ha parlato di ecumenismo, terrorismo, rinascita della fede in Russia,

“Conserviamo l’integrità delle nostre tradizioni, mentre lavoriamo insieme – ha detto a tal proposito -. Il nostro obiettivo non è di trasformarci gli uni gli altri dentro questo dialogo ma, insieme, di trasformare il mondo attorno a noi, pieno di sofferenze e ingiustizie che minacciano la dignità dell’uomo che viene da Dio”. Entrando più nel dettaglio delle relazioni con la Chiesa cattolica, Kirill le ha definite “dinamiche”.

Famiglia, secolarismo e cristiani perseguitati sono i pilastri intorno ai quali ruota questa collaborazione. “Siamo pronti — ha aggiunto — a far fronte insieme agli attacchi portati al concetto tradizionale di famiglia, ai tentativi di imporre un secolarismo militante che minaccia l’identità cristiana”. Inoltre “mai la Chiesa ortodossa e la Chiesa cattolica resteranno indifferenti alla sorte dei cristiani, di qualunque confessione siano, perseguitati non importa in quale parte del mondo”. Il Patriarca ammette che esistono importanti “divergenze dottrinali”, che non inficiano però la collaborazione, e ritiene che chi, nel mondo ortodosso, critica l’avvicinamento con Roma non è informato sulla natura di queste relazioni.

Il suo sguardo si sposta poi in Russia, dove – ha detto – “il livello di libertà di cui godiamo attualmente è senza precedenti non solo rispetto all’epoca sovietica ma anche al periodo sinodale nell’impero russo, durante il quale la Chiesa era ridotta al livello di ministero degli affari spirituali”. Ecco allora che l’aumento di fedeli che vanno a Messa, le nuove vocazioni e la costruzione di nuove chiese in Russia sono “un vero miracolo sopraggiunto dopo le tenebre del regime ateo”. Ottimismo anche riguardo i rapporti con le altre Chiese ortodosse: dopo Creta, al di là delle incomprensioni, “il processo preconciliare proseguirà, non si è interrotto”.

Venendo alla questione dell’estremismo islamico, Kirill sottolinea l’importanza di mantenere la religione nell’ambito pubblico. Egli ritiene che “il sostegno alle comunità religiose tradizionali è la migliore protezione contro l’estremismo, il miglior vaccino contro l’ideologia atea che si espande come un virus”.

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