Sant’Agostino: “Svegliati uomo, per te Dio si è fatto uomo”

Meditazioni per il cammino di Avvento

“Chiamiamo Natale del Signore il giorno in cui la sapienza di Dio si manifestò in un bambino e il Verbo di Dio, che si esprime senza parole, emise vagiti umani. La divinità nascosta in quel bambino fu tuttavia indicata ai Magi per mezzo di una stella e fu annunziata ai pastori dalla voce degli angeli. Con questa festa che ricorre ogni anno celebriamo dunque il giorno in cui si adempì la profezia:

La verità è sorta dalla terra e la giustizia si è affacciata dal cielo (Ps 84, 12).

La Verità che è nel seno del Padre è sorta dalla terra perché fosse anche nel seno di una madre. La Verità che regge il mondo intero è sorta dalla terra perché fosse sorretta da mani di donna. La Verità che alimenta incorruttibilmente la beatitudine degli angeli è sorta dalla terra perché venisse allattata da un seno di donna. La Verità che il cielo non è sufficiente a contenere è sorta dalla terra per essere adagiata in una mangiatoia. Con vantaggio di chi un Dio tanto sublime si è fatto tanto umile? Certamente con nessun vantaggio per sé, ma con grande vantaggio per noi, se crediamo.

Ridestati, uomo: per te Dio si è fatto uomo. Svegliati, o tu che dormi, destati dai morti e Cristo ti illuminerà (Ef 5,14). Per te, ripeto, Dio si è fatto uomo. Saresti morto per sempre se Lui non fosse nato nel tempo. Mai saresti stato liberato dalla carne del peccato, se Lui non avesse assunto una carne simile a quella del peccato. Ti saresti trovato sempre in uno stato di miseria, se Lui non ti avesse usato misericordia. Non saresti ritornato a vivere, se Lui non avesse condiviso la tua morte. Saresti venuto meno, se Lui non fosse venuto in tuo aiuto. Ti saresti perduto, se Lui non fosse arrivato.   

Sant’ Agostino, Sermone 185, 1

Sant’Atanasio «Dio si è fatto uomo perché noi uomini diventassimo dèi, cioè partecipi della vita divina» (De Incarnatione, 54). L’Avvento è tempo fecondo per crescere nella speranza, per imparare il vangelo dell’umiltà e dell’attesa. È il paradosso cristiano: il Bambino davanti a cui ci commuoviamo è il nostro Maestro. La debolezza della Sua umanità, la nostra forza. Afferma il grande mistico Meister Eckhart: «Il dono più grande è che siamo figli di Dio e che Egli generi in noi suo Figlio». Perché «il più nobile desiderio di Dio è generare. Egli non è soddisfatto prima di aver generato in noi suo Figlio. Nello stesso modo, l’anima non è mai soddisfatta, se in essa non nasce il Figlio di Dio. È allora che scaturisce la grazia».

Lasciamoci rigenerare da Gesù Bambino, che il nostro cuore sia la Sua culla e la Sua dimora, ogni singolo giorno, come pregava Santa Teresa di Gesù Bambino:

“T’amo, Gesù, tende a Te la mia anima… Sii Tu il mio dolce sostegno, regna nel mio cuore, dammi il tuo sorriso, per un giorno solo, per oggi, per oggi!   Vergine immacolata, dolce stella che irraggi Gesù e unisci a Lui, Madre, lascia ch’io mi nasconda sotto il tuo velo, e sia per oggi!”

Poesia “Il mio canto d’oggi” 1 giugno 1894, S. Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo

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