Preghiere alla Santa Famiglia

ATTO DI CONSACRAZIONE DELLA FAMIGLIA ALLA SANTA FAMIGLIA composta da Papa Leone XIII

O Gesù, Redentore nostro amabilissimo,

che venuto ad illuminare il mondo

con la dottrina e con l’esempio

volesti passare la maggior parte della tua vita terrena

umile e soggetto a Maria e a Giuseppe

nella povera Casa di Nazareth,

santificando quella Famiglia

che doveva essere l’esempio di tutte le famiglie cristiane,

accogli benigno la nostra famiglia,

che ora a Te si affida e si consacra!

Difendila, custodiscila, stabilisci in essa il tuo santo timore,

la pace e la concordia della carità cristiana affinché,

uniformandoci al divino Modello della tua Famiglia,

possiamo conseguire insieme,

nessuno escluso, la beatitudine eterna.

O Maria, Madre amorosa di Gesù e Madre nostra,

con la tua pietosa intercessione,

rendi accetta a Gesù questa umile offerta

ed ottienici le sue grazie e benedizioni!

O Giuseppe, Custode santissimo di Gesù e di Maria,

aiutaci con le tue preghiere

in ogni necessità spirituale e materiale

affinché possiamo, con Maria e con Te,

benedire eternamente il nostro Redentore Gesù!

Amen.

PREGHIERA ALLA SANTA FAMIGLIA, SUBLIME MODELLO DELLE FAMIGLIE CRISTIANE composta da Pio XIIhome1O Sacra Famiglia, Trinità della terra, o Gesù, Maria e Giuseppe,
sublimi Modelli delle famiglie cristiane,
a Voi ricorriamo,
non solo per confortarci con la soave contemplazione
dei vostri amabili esempi,
ma anche per implorare la vostra protezione
e promettervi costante fedeltà nel sentiero che ci indicate.
Aiutaci Tu, o Giuseppe, 
specchio della più ammirabile paternità
nella cura assidua 
che sapesti prestare al Salvatore e alla Vergine,
seguendo fedelmente le ispirazioni divine;
vieni in nostro soccorso, o Maria,
la più pura di tutte le spose e di tutte le madri;
assistici Tu, o Gesù, che volesti farti il più sottomesso dei figli!
Siate tutti e tre sempre a noi vicini,
nelle ore liete e nelle tristi,
nei nostri lavori e nel nostro riposo,
nelle nostre ansie e nelle nostre speranze!
E otteneteci che tutti i focolari, 
santi a imitazione del vostro,
siano per tutti i loro membri scuole di virtù, 
asili di santità,
cammino sicuro verso quella eterna beatitudine,
che per vostra intercessione fiduciosamente speriamo!
Così sia.

Preghiera alla Santa Famiglia di San Giovanni Paolo II:g78
«O Santa Famiglia di Nazareth, comunità d’amore di Gesù, Maria e Giuseppe, modello e ideale di ogni famiglia cristiana, a te affidiamo le nostre famiglie.

Apri il cuore di ogni focolare domestico alla fede, all’accoglienza della Parola di Dio, alla testimonianza cristiana, perché diventi sorgente di nuove e sante vocazioni.

Disponi le menti dei genitori, affinché con carità sollecita, cura sapiente e pietà amorevole, siano per i figli guide sicure verso i beni spirituali ed eterni.

Suscita nell’animo dei giovani una coscienza retta ed una volontà libera, perché crescendo in sapienza, età e grazia, accolgano generosamente il dono della vocazione divina.

Santa Famiglia di Nazareth, fa’ che tutti, contemplando ed imitando la preghiera assidua, l’obbedienza generosa, la povertà dignitosa e la purezza verginale vissuta in te, ci disponiamo a compiere la volontà di Dio e ad accompagnare con previdente delicatezza quanti tra noi sono chiamati a seguire più da vicino il Signore Gesù, che per noi ha dato sé stesso. Amen».

LA PREGHIERA DI PAPA FRANCESCO ALLA SANTA FAMIGLIAImmagine correlata

 Gesù, Maria e Giuseppe
a voi, Santa Famiglia di Nazareth,
oggi, volgiamo lo sguardo
con ammirazione e confidenza;
in voi contempliamo
la bellezza della comunione nell’amore vero;
a voi raccomandiamo tutte le nostre famiglie,
perché si rinnovino in esse le meraviglie della grazia.

 Santa Famiglia di Nazareth,
scuola attraente del santo Vangelo:
insegnaci a imitare le tue virtù
con una saggia disciplina spirituale,
donaci lo sguardo limpido
che sa riconoscere l’opera della Provvidenza
nelle realtà quotidiane della vita.

 Santa Famiglia di Nazareth,
custode fedele del mistero della salvezza:
fa’ rinascere in noi la stima del silenzio,
rendi le nostre famiglie cenacoli di preghiera
e trasformale in piccole Chiese domestiche,
rinnova il desiderio della santità,
sostieni la nobile fatica del lavoro, dell’educazione,
dell’ascolto, della reciproca comprensione e del perdono.

 Santa Famiglia di Nazareth,
ridesta nella nostra società la consapevolezza
del carattere sacro e inviolabile della famiglia,
bene inestimabile e insostituibile.
Ogni famiglia sia dimora accogliente di bontà e di pace
per i bambini e per gli anziani,
per chi è malato e solo,
per chi è povero e bisognoso.

 Gesù, Maria e Giuseppe
voi con fiducia preghiamo, a voi con gioia ci affidiamo.

 (Preghiera recitata davanti all’icona della Santa Famiglia in occasione della Giornata della Famiglia, 27 ottobre 2013)

 Corona alla Santa Famiglia per la salvezza delle nostre famiglie7f0048b1030b4c70b70e28fd9dff3e05

 Preghiera iniziale:

 Mia Sacra Famiglia del Cielo, 

guidaci per il retto cammino, coprici con il Tuo Sacro Manto, 

e proteggi le nostre famiglie da ogni male 

durante la nostra vita qui sulla terra e per sempre. 

Amen. 

 Padre nostro; Ave o Maria; Gloria al Padre

«Sacra Famiglia e mio Angelo custode, pregate per noi».

 Sui grani grossi: 

Dolce Cuore di Gesù, sii il nostro amore. 

Dolce Cuore di Maria, sii la nostra salvezza. 

Dolce Cuore di S. Giuseppe, sii il custode della nostra famiglia. 

 Sui grani piccoli: 

Gesù, Maria, Giuseppe, Vi amo, salvate la nostra famiglia.

 Alla fine: 

 Sacri Cuori di Gesù, Giuseppe e Maria 

tenete la nostra famiglia unita in santa armonia. 

L’inganno diabolico della Wicca, testimonianze di ex neopagani: solo Cristo è la Luce della nostra vita

WICCA -INGANNO DIABOLICO e MANIPOLAZIONE SUI GIOVANI. TESTIMONIANZE
Fonte: https://www.catholicculture.org/culture/library/view.cfm?recnum=1289
John Gibson ha cominciato a ‘giocare con l’occulto’ quando era all’università. Ha iniziato a praticare divinazione con i Tarocchi, poi ha cominciato ad esplorare la Wicca (stregoneria moderna) e altri culti pagani in siti internet. Dopo aver trascorso cinque anni a sviluppare un forum Wicca su Internet, dopo essere anche diventato un leader della Conferenza Pagana….ha subìto una pesante ossessione diabolica. Si è liberato solo grazie ad una potente esperienza di conversione a Cristo, che lo ha allontanato da tutti questi inganni e lo ha portato alla conversione nella Chiesa cattolica.
Ha imparato a conoscere ed amare la Sacra Bibbia.
Il libro dei Salmi promette che solo la Parola di Dio, (non la Wicca), E’ la vera Luce della nostra vita:
“Lampada per i miei passi è la Tua Parola, Luce sul mio cammino..”
(Sal 118,105)

Oggi Gibson afferma che guarda indietro ai suoi errori passati con angoscia. Ha capito di essere stato intrappolato dai tentacoli dell’occultismo e che la ‘magia buona’ non esiste…Ma ha capito molto di più, dopo questa sua esperienza devastante:
C’E’ UNA VERA E PROPRIA MACCHINAZIONE DIABOLICA, ATTRAVERSO I MEDIA, CHE VOGLIONO INCULCARE AI GIOVANI LA MENZOGNA CHE NELLA STREGONERIA NON VI SIA NULLA DI MALE….Lasciamo che a rispondere a questa obiezione sia un uomo non di parte, un addetto ai lavori: Anton LaVey, fondatore della chiesa di Satana californiana. Secondo LaVey: «(la magia è) il cambiamento di situazioni o eventi in accordo al volere dell’individuo, che sarebbero, usando metodi normalmente accettati, impossibili da cambiare […]. Non c’è differenza fra magia “bianca” e “nera” tranne nella presuntuosa ipocrisia, presunta legittimità e autoinganno del praticante di magia “bianca”»(Cfr.A.S.LaVey, The Satanic Bible,Avon Books, NewYork 1969, pag. 110). Ovviamente c’è una differenza di “gravità” per noi cristiani ma non una differenza nella “fonte” che per noi è sempre satanica. E ancora “Michela”, ex satanista, nel libro autobiografico “Fuggita da Satana“, ed PIEMME, 2007, p.101, afferma: “Talvolta si sente dire : ‘Non c’è alcun rischio. Si tratta di magia bianca. Basta guardare nel suo studio, dove c’è in bella vista la statua della Madonna o di Gesù misericordioso’. In realtà la magia bianca non esiste: è sempre un prodotto del demonio che non per niente è noto anche come ‘angelo di luce’“. 

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Cerchio magico, cerimonia Wicca

John Gibson, insieme ad altri ex wiccani, a tanti laici e sacerdoti cattolici, è attualmente impegnato nell’evangelizzazione dei più giovani nelle Parrocchie, per aiutarli a non cadere nell’inganno diabolico della Wicca.

Per John Gibson, sono state molte delle false affermazioni storiche dei Wicca ‘circa la loro religione’ che in ultima analisi, gli sono servite a distaccarsi completamente dal paganesimo.
Per questo motivo, egli raccomanda che i genitori sottolineino la verità degli eventi biblici, con i loro figli, oltre all’insegnamento della fede cristiana: “Stiamo lottando per i nostri ragazzi ora. Nella nostra società, noi non diamo più molto valore alle nostre radici cristiane! Siamo diventati così tolleranti verso culti spesso distruttivi, che diciamo: ‘Va bene, È la tua vita ‘, senza tenere conto che, se non proclamiamo la Verità, se non mettiamo in guardia i giovani dalle pratiche dell’occultismo, condanniamo i nostri giovani a menzogne che possono rovinarli, come è accaduto a me “…

Il richiamo delle religioni neo-pagane, specialmente la Wicca, sta attirando molti, in particolare i ragazzi, nei tentacoli dell’occultismo. L’interesse per la Wicca, culto ormai popolare che esalta l’individualismo, diffuso a tappeto dai media e trasmesso come ‘culto innocente e buono’, basato sulla divinizzazione della natura, falsamente ispirato da presunte antiche credenze, (INFATTI GLI STORICI AFFERMANO CHE NON ESISTONO TESTI ANTICHI DELLA STREGONERIA, che in realtà è nata nell’Ottocento nelle logge occultiste massoniche inglesi dell’Ordo Templi Orientis: il fondatore della Wicca, Gerald Gardner, ne faceva parte e scrisse i testi della Wicca insieme ad Aleister Crowley, considerato il padre del satanismo moderno) sta crescendo tra i giovani delle scuole superiori e all’università, soprattutto tra le ragazze. 

La Wicca si presenta in modo accattivante e simpatico ma è idolatria che può essere possibile veicolo al luciferismo. Perchè?witches

Perchè il luciferismo è il satanismo di derivazione manichea o gnostica in cui Lucifero e satana sono oggetto di venerazione all’interno di cosmogonie che ne fanno un aspetto “buono” e comunque necessario al sacro. Infatti per lo studioso Padre Joseph Maria Verlinde “la setta luciferina più importante è la Wicca, la cui sede è in California … [però] il satanismo è ancora più temibile” (Padre Joseph Marie Verlinde, “Attacco al cristianesimo”, ed Carismatici Francescani, 2002, p.172).

Anche se le credenze Wicca variano da gruppo a gruppo, quando gli adolescenti cercano la ‘spiritualità Wicca’, probabilmente scoprono le seguenti nozioni comuni:

1)La maggior parte dei wiccani adorano una duplice divinità, il Dio Cornuto e la Signora. Molti credono che tutti gli dei e le dee sono aspetti di queste due divinità.
2)I wiccani di solito credono che lo scopo della vita umana è quello di vivere in armonia con la natura, che tutta la realtà è divina, che il mondo spirituale e materiale sono un’unica realtà, che non esiste una legge fissa, che c’è una pluralità entro l’unicità divina, e che la pratica rituale è il percorso della strega .
I praticanti vivono secondo il dogma “rede”, che dice: “Fino a quando non danneggia nessuno, fa ciò che vuoi.”
MA CHI STABILISCE IL LIMITE DI CIO’ CHE VUOLE IL PROPRIO EGO? COSA STABILISCE IL DANNO, SE NON C’E’ ALCUNA LEGGE, SE NON L’INDIVIDUO? alla fine il rede wiccano è ingannevole, è la copia del dogma satanista, coniato da Aleister Crowley “Fa ciò che vuoi, sia la tua unica legge”….
Formalmente la Wicca, moderno culto neo-pagano di stregoneria, si distingue dal satanismo. Ma praticamente la stregoneria è nata insieme al satanismo, dallo stesso albero dell’occultismo. Stranamente, anche la Chiesa di satana predica le stesse cose della Wicca e le ‘festività’ neopagane e sataniste coincidono…

WICCA, UN ENORME BUSINESS COMMERCIALE

Le statistiche delle case editrici mostrano un crescente interesse per la Wicca. Alla fine del 1980, le vendite di testi Wicca, come il Libro delle Ombre, hanno raggiunto in media circa dalle 2.000 a 4.000 copie l’anno, secondo Carol Publishing Group. Ma, negli ultimi anni, le vendite sono aumentate notevolmente, fino a 25.000 copie vendute, secondo l’editore Steven Schragis.
I grandi editori stanno incassando grazie alla mania della stregoneria. La casa editrice Little Brown & Co. ha rilasciato The Good Spell Book (il Libro degli Incantesimi) rivolti a ragazzi.
Llewellyn internazionale, un editore di lunga data di libri di astrologia, ha di recentemente pubblicato Teenager Witch: la Strega teenager, ovvero la stregoneria per le nuove generazioni…un vero lavaggio del cervello sui giovani.
I libri non sono l’unico mezzo attraverso il quale la Wicca viene diffusa tra i giovani. Ci sono molte serie tv, films, che inducono i giovani a credere che la magia sia buona…
Diverse università offrono corsi sulla stregoneria, secondo un sondaggio compilato da Fondazione Young America. E un importante motore di ricerca al computer rivela migliaia di siti web che si occupano di Wicca per gli adolescenti.
“Si può andare in un centro commerciale o negozio di libri e …si potrà constatare come i libri sulla stregoneria siano facilmente disponibili e addirittura fatti passare come materiale di studio!”, dice CAROLYN MAY, moglie, madre, ex infermiera, che da 25 anni sta tenendo conferenze in tutte le scuole per educare i genitori a difendere i figli dai pericoli dell’occultismo.

EMOZIONI E RICERCA DI FALSI POTERI: LA NON -CULTURA DEL DISIMPEGNO INCULCATA AI RAGAZZI
Perché la Wicca risulta così affascinante per i ragazzi?

Una rassegna di pagine web per Wiccan adolescenti suggerisce che la sua attrattiva risiede principalmente nella sua enfasi sui sentimenti, sulla potenza e libertà individuale…
Ma è una menzogna, perchè alla fine ogni azione della persona è vincolata a rituali e previsioni e manipolazione della realtà e delle persone a proprio favore, una forma di schiavitù psicologica che diventa dipendenza compulsiva dalla magia.

PADRE PAUL DESMARAIS, parroco della Chiesa del Sacro Cuore a Pawtucket, Rhode Island (USA), che sta tenendo da dieci anni corsi e conferenze per spiegare agli adolescenti ed ai loro genitori gli inganni dell’ occultismo, riconosce che gli adolescenti sono attratti dalla Wicca perchè sono alla ricerca di significato spirituale nella loro vita.  https://stmjparish.org/stafflvvfl
“Il nostro mondo è diventato così orientato al consumismo, al materialismo che i bambini, i giovani provano un vero senso di impotenza nella loro vita,” afferma. “Penso che gli adolescenti che cercano di imparare a fare incantesimi per ottenere l’ amore, lo fanno perché sentono questa fame spirituale per qualcosa….ma la Wicca non è libertà, è schiavitù e dipendenza dai propri capricci, dai rituali di evocazione spiritica (molto pericolosi) e non può dare quelle autentiche risposte spirituali che i giovani chiedono, perchè la Wicca crea legami devastanti, a lungo andare …Non è un gioco. E’ altamente diseducativa, perchè invita al disimpegno nel miglioramento e crescita personale, spinge alla ricerca esasperata delle proprie soddisfazioni immediate…E’ una grave forma di business consumistico”.

WICCANI E POSSESSIONI DIABOLICHE

Molti annunci on-line rivelano messaggi inquietanti.
Un ragazzo che si identifica come Britt dice: “Stavo parlando con il mio amico Dave. Ho appena scoperto che ha praticato la Wicca per molto tempo.. si era radicato così profondamente in essa, che era quasi posseduto dal demonio…Ora si è convertito alla Chiesa cattolica “.
Sebbene la Wicca e il satanismo non sembrino essere la stessa cosa, la maggior parte dei ragazzi non conoscono la differenza, e questa confusione li può portare alla dipendenza da pratiche occulte sempre più orientate al satanismo, da cui anche la Wicca trae le sue ‘feste’, i suoi rituali, che però appaiono in veste buonista…Infatti per la Wicca bene e male sono la stessa cosa, domina il relativismo assoluto.

Padre Desmarais afferma : “Una delle cose di cui i genitori non si rendono conto è che il mondo degli spiriti è reale, e qualsiasi tipo di ‘gioco’ nel mondo magico apre una porta all’occultismo.
I giovani corrono il rischio di avere in realtà manifestazioni di spiriti maligni, essere molestati o disturbati dagli spiriti maligni. Quando dicevo queste cose,all’inizio molti genitori non mi credevano… finchè i loro figli non si sono ritrovati intrappolati nella magia, con casi di ossessione e possessione sempre più frequenti.”

John Gibson ex wiccano aggiunge : “Il pericolo intrinseco nella magia è la dipendenza : più ti addentri nei rituali, più ne sei ubriaco”, dice. “Si inizia raccogliendo sempre più potere per se stessi, ma poi quei poteri prendono il sopravvento sulla tua vita.”

In effetti, il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma: “Tutte le pratiche di magia e di stregoneria con le quali si tenta di sottomettere le potenze occulte, in modo da porle al proprio servizio ed ottenere un potere soprannaturale sul prossimo – anche se questa fosse per il presunto bene di ripristinare la loro salute – sono gravemente contrarie alla virtù della religione “(n 2117).

John Gibson, insieme a Carolyn May e ad altri laici cattolici ex wiccani che lavorano per aiutare gli adolescenti, conoscono in prima persona i pericoli delle pratiche occulte.
“Il pericolo più grande che vedo è la perdita della nostra anima eterna”, dice Carolyn May.
Lei cita Deuteronomio 18: 10-12, che afferma: “Non si trovi in mezzo a te chi fa passare suo figlio o sua figlia per il fuoco, né chi esercita la divinazione, né astrologo, né chi predice il futuro, né mago, né incantatore, né chi consulta gli spiriti, né chi dice la fortuna, né negromante, perché il SIGNORE TUO DIO detesta chiunque fa queste cose; a motivo di queste pratiche abominevoli, il SIGNORE, tuo Dio, sta per scacciare quelle nazioni dinanzi a te.”

“Questo passaggio del Vecchio Testamento era di molto antecedente al Cristianesimo e Dio già ci metteva in guardia dalle pratiche magiche dicendo: “‘Non farlo,'”, spiega Carolyn May “Non perché vuole Dio essere in controllo, ma per donarci la Sua Saggezza. Dio ci sta dicendo : ‘Se vuoi essere felice e avere una buona vita, queste sono le linee guida che ti aiuteranno.’ “

Praticare la Wicca è una violazione del primo comandamento – “Non avrai altri dèi al di fuori di Me ” – ma dilettarsi con l’occulto può anche portare a danni fisici, oltre che danni spirituali, afferma Carolyn May. Gli adolescenti coinvolti nell’occultismo cadono in depressione e vi sono tentativi di suicidio.

GIOVANI A RISCHIO

Carolyn May e altri che lavorano con i giovani credono che i ragazzi cattolici, soprattutto quelli la cui fede è debole o superficiale, sono particolarmente a rischio di sviluppare un’attrazione per il neo-pagananesimo.
“I ragazzi sono particolarmente vulnerabili alla Wicca, perché insegniamo loro un sacco di teoria sulla fede cristiana, ma dobbiamo soprattutto dare loro l’opportunità di sperimentare un incontro vivo con Cristo,” dice Carolyn. “La maggior parte dei ragazzi cattolici sono molto innocenti e interessati alla vita spirituale…Così quando qualsiasi forma di occultismo compresi i riti della Wicca vengono loro proposti subdolamente come innocui, sono disposti a prendere questa strada, e non sanno abbastanza per riconoscere la verità dalla menzogna”.

Come possono i genitori sapere se i loro ragazzi stanno sviluppando un interesse per la Wicca? E se lo sono, che cosa possono fare i genitori?

I genitori possono scoprire che i loro ragazzi stanno comprando candele, incensi e libri di stregoneria. Altri segni sono la pratica della fitoterapia e il possesso di Tarocchi, spade, una tovaglia nera intarsiata con un pentagramma (stella all’interno di un cerchio) e gioielli con simboli di una tolleranza di bene e del male.
I giovani che seguono la Wicca hanno nei loro scaffali questi testi come il Libro delle Ombre  o i libri di Scott Cunningham, “Wicca: Una guida per il praticante solitario”.
Una pletora di libri sulla mitologia, soprattutto la mitologia celtica.
I genitori dovrebbero essere preoccupati se i loro ragazzi spariscono nelle sere di nuove lune e nelle sere di luna piena o nelle otto principali festività Wicca o nei weekend più vicini ad esse. Le festività Wiccane sono Yule, 21 dicembre; Imbolc, 2 febbraio; Ostra, 21 marzo; Beltane, 1 ° maggio; Litha, 21 giugno; Lammas, 1 agosto: Mabbon, 22 settembre; e Samhain, 31 ott.

Carolyn May afferma: “I giovani hanno bisogno di conoscere l’importanza di conferma spirituale nella loro vita e di come lo Spirito Santo può essere con loro e aiutarli tutti i giorni della loro vita. Dobbiamo aiutare i bambini e le persone a capire che l’Eucaristia è la vera concreta Presenza di Dio in mezzo a noi. Abbiamo bisogno di capire, amare e apprezzare la Presenza di Gesù Cristo “.
Padre Desmarais incoraggia i genitori a condividere le loro esperienze di fede con i loro figli:”Parlare di come e perché si sente l’importanza di Nostro Signore Gesù Cristo come incontro personale nella propria vita”.

Aiuto Psicologico

Infine, Carolyn May raccomanda di ottenere aiuto psicologico se un ragazzo coinvolto nell’occulto diventa depresso o con istinto suicida.
Questi aiuti potrebbero includere un sacerdote preparato su questi temi, un buon consulente cristiano, o adolescenti o adulti coinvolti con il messaggio del Vangelo che possono parlare con i ragazzi in un modo non giudicante, non accusatorio, ma indurli alla riflessione, poi al più presto al Sacramento della Confessione, che può liberarli.
I ragazzi devono imparare a conoscere ed amare la Sacra Bibbia.
Il libro dei Salmi promette che solo la Parola di Dio,(non la Wicca), E’ la vera Luce della nostra vita:
“Lampada per i miei passi è la Tua Parola, Luce sul mio cammino”.
(Sal 118,105) Risultati immagini per lampada ai miei passi è la tua parola

Fonti

http://www.gris-imola.it/esoterismo/Wicca_neo-stregoneria.php

La magia

Un seguace della Wicca si batte per avere le corna nella foto della propria patente di guida…

DELLA SERIE: “quando le leggi umane sono contrarie alle leggi naturali, al comune buon senso ed alla vera libertà religiosa”…Le regole sulle foto delle patenti di guida sono di solito molto severe. Tuttavia, per un residente del Maine (USA), il governo americano ha fatto una particolare eccezione. Moonsong Phelan, che identifica se stesso come un sacerdote pagano seguace della WICCA (stregoneria moderna), è riuscito a rilasciare una foto sulla sua patente, in cui utilizza le corna trapiantate sulla sua fronte che, a suo dire, porta “per motivi religiosi” …

Come annunciato nel The Daily Mail , Moonsong ha cambiato il suo nome nel giugno 2016 e non ha ottenuto l’identificazione con questo suo “nuovo aggiornamento”. Questa sua nuova identità gli rendeva difficile i servizi di viaggio o l’accesso a servizi bancari…

Così Moonsong è andato al Bureau of Motor Vehicles, nella città di Bangor (BMV) per risolvere il dilemma, ma al momento di prendere le sue foto con le corna trapiantate in fronte, l’agenzia ha spiegato che non le potevano accettare,  fino a che non avesse presentato una prova in dettaglio dell’uso di questo “accessorio cornuto” per motivi religiosi.  In assenza di tale prova, Moonsong ha scritto una lettera al BMV sull’importanza delle sue corna per la sua vita spirituale nella congrega Wicca cui appartiene. Nella lettera, il sedicente sacerdote neopagano afferma che non vi sarebbe alcun tipo di differenza tra le sue corna e l’abito di una suora o il turbante di un sikh, che sono autorizzati dalla legge di quello stato…

Tuttavia, come spiegato dal portale The Wild Hunt , la sua domanda è stata respinta.

Questo fatto non ha scoraggiato l’uomo, che ha continuato ad insistere sul suo diritto di utilizzare le corna. Così ha cercato aiuto dalla ACLU del Maine. Anche se ha dovuto visitare un altro centro per il rilascio della sua patente di guida, questa volta a Portland, Moonsong ne è uscito vittorioso e ha ottenuto la sua patente di guida con le corna incluse (vedi sotto).

La dittatura del relativismo in atto. A questo punto, tutto è lecito, purchè sia “politicamente corretto” e le derive di ciò che si spaccia per ‘religioso’ ed invece è culto settario distruttivo sono ben note purtroppo…Sulle patenti di guida, accetteranno anche le foto dei fanatici islamisti che brandiscono il machete “per motivi religiosi”? o le foto di persone che si sentono cani o gatti e si travestono da tali cambiando anche nome? Speriamo che con l’ amministrazione Trump cambi qualcosa, perchè ormai gli USA stanno diventando sempre più il ridicolo ed inquietante emblema della dittatura del pensiero unico, altro che “libertà religiosa”…

Fonte InfoRies

http://infocatolica.com/blog/infories.php/1612170855-un-sacerdote-pagano-estadouni#more32357

 

Mary Wagner, cattolica, in carcere perchè lotta contro l’aborto in USA

Mary Wagner, 42 anni, è stata di nuovo arrestata il 12 dicembre 2016 presso la clinica abortista Bloor West in Canada, solo perchè pregava davanti alla clinica, donava rose bianche e la Medaglia miracolosa della Madonna alle donne, cercando di dissuaderle dall’ uccisione del proprio bimbo in grembo, dalla violenza dell’aborto…L’ipocrita accusa che Mary subisce dal governo americano, da dieci anni a questa parte, sarebbe quella di infrangere  il divieto di manifestare entro un certo raggio di metri dall’ingresso dagli ospedali del paese. Il diritto alla vita dei bambini non nati e l’obiezione di coscienza non hanno alcun valore per la legge. 

Suor Immolatia della Fraternità dei Poveri di Gesù Cristo, una fraternità cattolica fondata quindici anni fa in Portogallo per aiutare tutti i poveri, i senzatetto e i carcerati, ha visto l’arresto di Mary Wagner ed in un’intervista a Lifesite news ci parla di lei: 

“Mary è prigioniera per amore e per testimoniare la santità della vita attraverso il rifiuto di obbedire a leggi ingiuste; indirizzando la sua libertà verso Dio e per conto di chi non ha voce, bambini non ancora nati indifesi e le loro madri. Mary anche se dietro le sbarre, è più libera di tutti noi “, ha dichiarato Suor Immolatia, ” Non c’è vera libertà se non al servizio di ciò che è buono e giusto”.

Mary Wagner capì che questa era la sua missione durante la giornata mondiale della gioventù di Denver nel 1993, quando ad appena 19 anni si convertì sentendo san Giovanni Paolo II tuonare contro l’aborto e l’eutanasia, chiedendo ai giovani di “uscire per le strade e nei luoghi pubblici come i primi apostoli”. Avvertendo una grande chiamata la giovane non si sottrasse, anche se all’inizio pensò di doversi sacrificare per riparare all’aborto tramite una vita contemplativa. Ma la preghiera la condusse a comprendere che la sua missione per dare voce ai senza voce più poveri, i bambini in grembo, doveva essere pubblica. 

“Dobbiamo fare tutto per Cristo”. Questa l’unica ragione valida per muoversi, scrisse tempo fa in una lettera pasquale dal carcere: “Cristo nascosto nelle dolorose sembianze dei poveri, così poveri che non riusciamo nemmeno a vederli o sentirli”.

Il vescovo di Bombay, Oswald Gracias, fra i cardinali chiamati da Papa Francesco per la riforma della curia, andò a trovarla in carcere nell’agosto del 2013. Uscito non ebbe più dubbi: “Mi si è chiarito che Mary ha una missione” e che il suo non “è un futile esercizio per combattere i mulini a vento e anche se avesse salvato una sola vita ne sarebbe valsa la pena”, perché “Dio la chiama a fare questo, a testimoniare il dono e la santità della vita umana”. Allora parlò anche il cappellano del carcere, Paul Hrynczyszyn: “Penso che sia una santa”, disse. Anche perché “aiuta molte donne a tornare alla fede”.wagnerDopo quest’ultimo arresto, per cui Mary ha passato un altro Natale in prigione, il commento più bello è stato quello della sua amica e sostenitrice, suor Immolatia:

“La mia risposta alle espressioni di disagio legate all’arresto è che l’amore radicale e sovversivo che Mary sta vivendo, il sacrificio personale e gli stenti sono necessari”.  Mary, anche questa volta è entrata nella clinica per pregare le madri di non uccidere i bambini in grembo, offrendo loro un mazzo di rose rosse e bianche, con una medaglia della Madonna miracolosa e un bigliettino con le informazioni per trovare aiuto nell’affronto della gravidanza. Siccome poi è girato il video dell’arresto, in cui Mary Wagner ha il volto molto provato, suor Immolatia ha continuato: “Le persone me lo hanno descritto come afflitto e triste”. E “in effetti il suo volto è espressione del suo cuore agonizzante, ma bisogna che comprendiamo quale sia la fonte del suo dolore: era davanti a tante donne che avevano programmato la morte dei loro figli. Lei era lì testimone di questa scena orribile e il fatto che ha trovato cuori così duri e chiusi al Vangelo della vita è stato come una spada per l’anima di Mary”.

Ma a chi si è limitato allo sdegno di fronte all’arresto di Wagner, Suor Immolatia si è rivolta così: “L’unica risposta adeguata è quello che credo Gesù, come Mary, direbbe: “Non piangete per me, non lamentatevi per il mio arresto e detenzione, piangete piuttosto per questi, i più piccoli dei nostri fratelli e sorelle, i Santi Innocenti, che sono massacrati, fatti a pezzi, le cui grida fragili non vengono sentite, i cui corpi smembrati e insanguinati vengono gettati nella pattumiera o trattati come materiali da ricerca”. Soprattutto, “non considerate il suo sacrificio personale come il fatto di essere rinchiusi in una prigione provinciale. Perché Mary sebbene sia dietro a delle sbarre di ferro è più libera di tutti noi, diventando una prigioniera di amore e una testimone della santità della vita con il suo rifiuto di obbedire alle leggi ingiuste, con l’indirizzare la sua libertà verso Dio, a fianco dei senza voce e degli indifesi non nati e delle loro madri. Mary è libera nel vero senso della parola”.

La sua pace è tale che tante carcerate grazie a lei e con lei si riconciliano con Dio e ricominciano a pregare, soprattutto per i bambini uccisi e per le loro madri.

La prossima comparizione in tribunale di Mary Wagner è in programma per il 29 dicembre, alle Room 111, tribunale Old City Hall tribunale , alle ore 9:00

Per coloro che vogliono scrivere a Mary e sostenerla, il suo indirizzo è: Mary Wagner, c/o Centro Vanier  carcere femminile, PO Box 1040, 655 Martin St., Milton, ON, L9T 5E6.

Fonte

https://www.lifesitenews.com/news/pro-life-prisoner-mary-wagner-will-remain-in-jail-for-christmas

 

“La Chiesa insieme a Papa Francesco sta lavorando su diversi fronti per la liberazione di Padre Tom”: Mons Hinder

Dopo mesi di silenzio, il 27 dicembre 2016 è emerso un video di p. Tom Uzhunnalil, il salesiano indiano sequestrato da un commando estremista riconducibile allo Stato islamico (ISIS) ai primi di marzo nel sud dello Yemen. Nel filmato caricato su Facebook e YouTube (clicca qui per vederlo), il sacerdote declina le proprie generalità e si rivolge al governo indiano e alla comunità cattolica, fra cui Papa Francesco, chiedendo aiuto. 

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PADRE TOM NEL VIDEO

P. Tom nel video racconta che “sono trascorsi diversi mesi” dal giorno del sequestro e “i miei rapitori hanno contattato a più riprese il governo indiano”, nel tentativo di raggiungere un accordo “per il mio rilascio”. Commentando il video, il ministero indiano degli Esteri (Mea) ha parlato di contatti regolari con le autorità locali in Yemen per giungere alla liberazione del sacerdote.  

Dal 4 marzo 2016 p. Tom Uzhunnalil è nelle mani del gruppo jihadista, con tutta probabilità legato allo Stato Islamico ISIS, che ha assaltato una casa di riposo per malati e anziani delle missionarie della Carità ad Aden, nel sud dello Yemen. Nell’attacco sono state massacrate quattro suore di Madre Teresa e altre 12 persone, presenti all’interno della struttura.

A Pasqua erano circolate voci – senza fondamento – di un piano elaborato dai rapitori che prevedeva la tortura, l’uccisione e la crocifissione del sacerdote il 25 marzo 2016, in concomitanza con il Venerdì Santo. Voci smentite a più riprese dai salesiani e dal Vicariato d’Arabia, ma che hanno alimentato i timori sulla sorte del sacerdote indiano. In risposta, la Famiglia salesiana aveva chiesto di pregare in occasione del Giovedì Santo e nelle principali celebrazioni della festa.

“L’elemento positivo” del video diffuso ieri dai sequestratori di p. Tom è “il fatto che il sacerdote è, o sembra essere, ancora vivo”; di contro, vi è anche un “aspetto negativo, sembra infatti che egli parli sotto pressione e secondo le indicazioni dei rapitori”. È quanto afferma ad AsiaNews mons. Paul Hinder, vicario apostolico dell’Arabia meridionale (Emirati Arabi Uniti, Oman e Yemen), commentando il filmato in cui il salesiano indiano si rivolge al governo di New Delhi, alla comunità cattolica e a papa Francesco chiedendo aiuto per la sua liberazione. “È evidente – prosegue il prelato – che p. Tom è stato informato male, perché non è vero che non è stato fatto nulla sinora. Non posso fornire dettagli, ma si sta lavorando su diversi fronti per cercare di ottenere il rilascio”.  

Dal primo giorno del suo sequestro la Chiesa ha rilanciato numerosi appelli “fino ai più alti livelli” per assicurarne la liberazione e sono in atto “sforzi concreti” in collaborazione con canali diplomatici internazionali e locali. E lo stesso papa Francesco, ricorda il vicariato d’Arabia, ha ricordato in passato il sacerdote indiano chiedendo la sua liberazione e quella di tutte le persone imprigionate nelle aree teatro di conflitti armati.

E lo stesso mons. Hinder nel contesto delle recenti celebrazioni natalizie ha rinnovato l’appello alla preghiera per il rilascio di p. Tom. In particolare, durante la messa del 25 dicembre, in cui ha pregato assieme alle decine di migliaia di fedeli riuniti nella chiesa parrocchiale di san Giuseppe ad Abu Dhabi per la salute del sacerdote indiano. Preghiere e vicinanza sono state espresse anche dalle varie comunità salesiane sparse per il mondo e dalla Conferenza episcopale indiana.

La nota del vicariato ricorda che le informazioni ufficiali e affidabili sulla sorte di p. Tom si possono trovare sul sito stesso del vicariato (http://www.avosa.org) o sul portale del salesiani (http://www.infoans.org). “Chiediamo ai fedeli – conclude il messaggio – di non farsi immischiare in un ciclo di disturbo e di diffusione di notizie non confermate sui social media, ma di continuare a pregare per p. Tom e per i canali aperti nel tentativo di giungere alla sua liberazione”. (DS)

Papa Francesco proprio il 26 dicembre, festa del protomartire Santo Stefano, ha pregato all’Angelus per tutti i martiri cristiani di oggi, affermando che il martirio “continua ad essere presente nella storia della Chiesa, da Stefano fino ai nostri giorni”. “Il mondo odia i cristiani per la stessa ragione per cui ha odiato Gesù, perché Lui ha portato la luce di Dio e il mondo preferisce le tenebre per nascondere le sue opere malvage. Per questo c’è opposizione tra la mentalità del Vangelo e quella mondana. Seguire Gesù vuol dire seguire la Sua Luce, che si è accesa nella notte di Betlemme, e abbandonare le tenebre del mondo”. E a braccio ha aggiunto: “Ricordiamo che Gesù stesso pregò il Padre per proteggerci dal cattivo spirito mondano… Siamo vicini anche con il nostro pianto a quanti subiscono oggi il martirio. I martiri di oggi sono in numero maggiore rispetto a quelli dei primi secoli e uccisi con la stessa crudeltà”.

Fonte

http://www.asianews.it/notizie-it/Mons.-Hinder:-elementi-%E2%80%9Cpositivi-e-negativi%E2%80%9D-dal-video-di-p.-Tom,-lavoriamo-per-la-liberazione–39506.html

http://www.asianews.it/notizie-it/Papa:-S.-Stefano,-anche-oggi-la-Chiesa-sperimenta-dure-persecuzioni-fino-alla-suprema-prova-del-martirio-39498.html

 

Il Papa: “Contempliamo il presepe: in Gesù, nostra unica speranza, noi siamo salvati”

UN NATALE DI SPERANZA Udienza 21.12.2016  

Abbiamo da poco iniziato un cammino di catechesi sul tema della speranza, quanto mai adatto al tempo di Avvento. A guidarci è stato finora il profeta Isaia. Oggi, a pochi giorni dal Natale, vorrei riflettere in modo più specifico sul momento in cui, per così dire, la speranza è entrata nel mondo, con l’incarnazione del Figlio di Dio.

Lo stesso Isaia aveva preannunciato la nascita del Messia in alcuni passi: «Ecco la Vergine concepirà e darà alla luce un figlio, a lui sarà dato il nome di Emmanuele» (7,14); e anche «Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici» (11,1). In questi brani traspare il senso del Natale: Dio adempie la promessa facendosi uomo; non abbandona il suo popolo, si avvicina fino a spogliarsi della sua divinità. In tal modo Dio dimostra la sua fedeltà e inaugura un Regno nuovo, che dona una nuova speranza all’umanità. E qual è questa speranza? La vita eterna.

2e1021fc3eab0e163f1afc24bfa55c89Quando si parla di speranza, spesso ci si riferisce a ciò che non è in potere dell’uomo e che non è visibile. In effetti, ciò che speriamo va oltre le nostre forze e il nostro sguardo. Ma il Natale di Cristo, inaugurando la redenzione, ci parla di una speranza diversa, una speranza affidabile, visibile e comprensibile, perché fondata in Dio. Egli entra nel mondo e ci dona la forza di camminare con Lui: Dio cammina con noi in Gesù e camminare con Lui verso la pienezza della vita ci dà la forza di stare in maniera nuova nel presente, benché faticoso. Sperare allora per il cristiano significa la certezza di essere in cammino con Cristo verso il Padre che ci attende. La speranza mai è ferma, la speranza sempre è in cammino e ci fa camminare. Questa speranza, che il Bambino di Betlemme ci dona, offre una meta, un destino buono al presente, la salvezza all’umanità, la beatitudine a chi si affida a Dio misericordioso.

San Paolo riassume tutto questo con l’espressione: «Nella speranza siamo stati salvati» (Rm 8,24). Cioè, camminando in questo mondo, con speranza, siamo salvi. E qui possiamo farci la domanda, ognuno di noi: io cammino con speranza o la mia vita interiore è ferma, chiusa? Il mio cuore è un cassetto chiuso o è un cassetto aperto alla speranza che mi fa camminare non da solo, con Gesù?

Nelle case dei cristiani, durante il tempo di Avvento, viene preparato il presepe, secondo la tradizione che risale a san Francesco d’Assisi. Nella sua semplicità, il presepe trasmette speranza; ognuno dei personaggi è immerso in questa atmosfera di speranza.

Prima di tutto notiamo il luogo in cui nacque Gesù: Betlemme. Piccolo borgo della Giudea dove mille anni prima era nato Davide, il pastorello eletto da Dio come re d’Israele. Betlemme non è una capitale, e per questo è preferita dalla provvidenza divina, che ama agire attraverso i piccoli e gli umili. In quel luogo nasce il “figlio di Davide” tanto atteso, Gesù, nel quale la speranza di Dio e la speranza dell’uomo si incontrano.

Poi guardiamo Maria, Madre della speranza. Con il suo “sì” ha aperto a Dio la porta del nostro mondo: il suo cuore di ragazza era pieno di speranza, tutta animata dalla fede; e così Dio l’ha prescelta e lei ha creduto alla sua parola. Colei che per nove mesi è stata l’arca della nuova ed eterna Alleanza, nella grotta contempla il Bambino e vede in Lui l’amore di Dio, che viene a salvare il suo popolo e l’intera umanità. Accanto a Maria c’è Giuseppe, discendente di Iesse e di Davide; anche lui ha creduto alle parole dell’angelo, e guardando Gesù nella mangiatoia, medita che quel Bambino viene dallo Spirito Santo, e che Dio stesso gli ha ordinato di chiamarlo così, “Gesù”. In quel nome c’è la speranza per ogni uomo, perché mediante quel Figlio di donna, Dio salverà l’umanità dalla morte e dal peccato. Per questo è importante guardare il presepe!97797c46d4979f1f588963466ea5ea82E nel presepe ci sono anche i pastori, che rappresentano gli umili e i poveri che aspettavano il Messia, il «conforto di Israele» (Lc 2,25) e la «redenzione di Gerusalemme» (Lc 2,38). In quel Bambino vedono la realizzazione delle promesse e sperano che la salvezza di Dio giunga finalmente per ognuno di loro. Chi confida nelle proprie sicurezze, soprattutto materiali, non attende la salvezza da Dio. Mettiamoci questo in testa: le nostre sicurezze non ci salveranno; l’unica sicurezza che ci salva è quella della speranza in Dio. Ci salva perché è forte e ci fa camminare nella vita con gioia, con la voglia di fare il bene, con la voglia di diventare felici per l’eternità. I piccoli, i pastori, invece confidano in Dio, sperano in Lui e gioiscono quando riconoscono in quel Bambino il segno indicato dagli angeli (cfr Lc 2,12).

E proprio il coro degli angeli annuncia dall’alto il grande disegno che quel Bambino realizza: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che Egli ama» (Lc 2,14). La speranza cristiana si esprime nella lode e nel ringraziamento a Dio, che ha inaugurato il suo Regno di amore, di giustizia e di pace.

Cari fratelli e sorelle, in questi giorni, contemplando il presepe, ci prepariamo al Natale del Signore. Sarà veramente una festa se accoglieremo Gesù, seme di speranza che Dio depone nei solchi della nostra storia personale e comunitaria. Ogni “sì” a Gesù che viene è un germoglio di speranza. Abbiamo fiducia in questo germoglio di speranza, in questo sì: “Sì, Gesù, tu puoi salvarmi, tu puoi salvarmi”.

Buon Natale di speranza a tutti!

Papa Francesco

http://it.radiovaticana.va/news/2016/12/21/udienza_generale_un_natale_di_speranza_/128058175edd7a61f73603dabd895e8c5ac874c

Il Card. Burke furioso minaccia il Papa sui giornali…Stai sereno Burke, nella sètta di Gallinaro c’è posto anche per te!

Il Cardinal Leo Raymond Burke (IN FOTO) si è dato da fare affinchè proprio ieri, 20 dicembre 2016, i media divulgassero nel mondo l’intervista che ha rilasciato due giorni fa ad una nota rivista prolife americana (vedi qui), in cui Burke ha dato un “ultimatum” a Papa Francesco… Udite udite! se il Papa non risponde ai “dubbi” su Amoris Laetitia, passate le feste, Burke procederà alla “correzione formale” del Papa…

Si vede che a Burke piacciono tanto le scenografie hollywoodiane. Ci manca solo la colonna sonora del film western “SFIDA ALL’ OK CORRAL” e siamo a posto…the-west-logo640

1) PREMESSA. Ci domandiamo, oltre ad essere perplessi di fronte a queste boutade, che non si confanno ad un Cardinale: Come mai Burke lancia “ultimatum bellicosi” al Papa tramite i media di tutto il mondo ed invece nel 2014 non ha mandato nessun ultimatum al governo americano, che stava permettendo  un atto gravissimo: la profanazione pubblica della Santa Eucaristia, messa in atto dai satanisti in uno show in un teatro pubblico ad Oklahoma City? Un Cardinale potente e riverito come lui negli USA, avrebbe potuto almeno scrivere un pubblico appello al presidente Obama: ma questo lo ha fatto l’Arcivescovo di Oklahoma City, Mons Paul Coakley e nel 2014  Radio Vaticana ne ha parlato. Burke, invece, gli ultimatum li manda al Papa…i conti non tornano

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Satanista della setta “Chiesa di Ahriman” di Adam Daniels, Oklahoma City

Come abbiamo documentato nei nostri precedenti articoli, chi si è veramente impegnato ad affrontare il governo americano, per fermare le profanazioni eucaristiche pubbliche dei satanisti della sètta Chiesa di Ahriman, è stato l’Arcivescovo di Oklahoma City, Paul Coakley, che nel 2014, non avendo ottenuto risposte positive dall’amministrazione Obama, ha deciso di intentare una causa legale  contro la setta satanista di Adam Daniels ed ha ottenuto che almeno la S.Ostia consacrata, che la setta satanista aveva rubato e voleva profanare nello spettacolo in teatro, venisse restituita alla Chiesa cattolica…Tardivamente, solo quest’estate Burke ha rilasciato un appello sui giornali, affinchè si pregasse in riparazione di un altro “show” blasfemo, programmato nello stesso teatro dai satanisti, per il giorno dell’Assunta.

Burke parla quando farebbe meglio a tacere… Mons Coakley infatti aveva già provveduto ad avvertire i fedeli, affinchè l’evento messa nera non suscitasse clamore mediatico ed i satanisti non vendessero neanche un biglietto. E così  l’evento satanista è stato un vero flop. Deo Gratias e grazie a Mons Paul Coakley! 

ARCHBISHOP COAKLEY ELEVATES CHALICE DURING MASS AT BASILICA OF ST. PAUL OUTSIDE THE WALLS IN ROME
Arcivescovo Paul Coakley

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/08/17/satanisti-furiosi-leventomessa-nera-del-15-agosto-e-stato-un-completo-flop-migliaia-di-cristiani-hanno-partecipato-alle-processioni-ed-eventi-di-preghiera-ad-oklahoma-city/ 

2)VENIAMO AL DUNQUE,  l’assurdo “ULTIMATUM A PAPA FRANCESCO”.

PIERLUIGI CONSORTI, stimato Professore di Diritto Canonico dell’Università di Pisa, aveva già affrontato  la questione (vedi qui e qui ): nel Diritto Canonico NON SONO CONTEMPLATI  “atti formali di correzione” del romano Pontefice, ossia pronunce tese a condannare un errore in fide del Papa! 

Burke era già caduto in un altro grave errore, quando ha pretestuosamente affermato, nelle interviste rilasciate ai giornali che, secondo lui, “Amoris Laetitia non sarebbe Magistero”…L’Esortazione Apostolica Amoris Laetitia, come abbiamo già chiarito, è frutto del Sinodo della Famiglia a cui hanno partecipato tutti i Vescovi dei 5 continenti, unanimemente concordi, quindi è Magistero Universale.

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/12/13/il-papa-in-amoris-laetitia-no-gender-nozze-gay-utero-in-affitto-aborto-divorzio-eutanasia-ma-i-grandi-media-occultano-gli-argomenti-scomodi/

Gli “atti formali di correzione” verso il Papa non solo non sono contemplati dalla legge canonica, che anzi precisa esplicitamente che nessuna autorità è superiore a quella del romano Pontefice, il quale, in forza del suo ufficio, gode di potestà suprema, piena, immediata e universale (can. 331) e i vescovi sono suoi assistenti e collaboratori (can. 334), non certo suoi controllori. 

Il card. Burke, per rimarcare la bontà delle sue intenzioni, afferma che nei secoli passati sia stata praticata  la “correzione formale” di pontefici romani regnanti. Non lui, ma altri a tal proposito citano papa Giovanni XXII, un papa avignonese (1316-1334) che venne inquisito dal re di Francia Filippo VI che gli contestava un’errata interpretazione sullo stato dei beati, accesa nel bel mezzo di altre polemiche che complicavano le relazioni civili ed ecclesiali dell’epoca (vedi qui).  Risultati immagini per APOSTOLO SAN PIETRO PASTOR AETERNUSAltri a questo proposito citano san Roberto Bellarmino, che in effetti si pose la questione ipotetica del papa eretico, che oggi viene maliziosamente interpretata da alcuni pensatori come un’ipotesi teologicamente plausibile. Precisiamo: Nella storia bimillenaria della Chiesa  non si può negare che il tema sia stato affrontato, ma è stato anche risolto con una costante e progressiva affermazione della sua IMPOSSIBILITA’! La posizione del dogma ottocentesco dell’infallibilità pontificia e l’attuale disciplina canonica sono a tal proposito molto chiare. Non lasciano ALCUN MARGINE AI DUBBI: 

Costituzione dogmatica Pastor Aeternus

https://w2.vatican.va/content/pius-ix/it/documents/constitutio-dogmatica-pastor-aeternus-18-iulii-1870.html

Vescovi e cardinali, studiosi e studenti che volessero tornare a studiare il Decretum di Graziano o Giovanni XXII e lo scisma avignonese, incontrerebbero le tesi conciliariste che, davanti ad una Chiesa divisa dalla fedeltà a due (e perfino tre) papi – ciascuno dei quali poteva contare su un gruppo di vescovi e cardinali più o meno fedeli all’uno o all’altro – proponevano la superiorità del concilio al vescovo di Roma. Tesi – almeno giuridicamente – superate dalla storia successiva.

In conclusione, quando il cardinale Burke, o chi per lui, paventa un “atto formale di correzione” del romano Pontefice, sa bene di agitare un vessillo inesistente. Dà solo voce alla sua ambizione di ergersi a giudice del vescovo di Roma, quasi fosse egli l’interprete autentico del magistero cattolico.

Immagine correlataIl Card Burke si agita per nulla: non si può invocare contro il papa l’infallibilità del collegio episcopale, perché non c’è collegio episcopale se non con la presenza di Pietro e sotto Pietro (cum Petro et sub Petro).

“In che modo e da parte di chi il Papa potrebbe essere deposto perché “a fide devius” (deviato dalla fede)?
Da nessuno all’infuori che da Gesù Cristo.

Burke sarà allegramente ben accolto nella sètta militante anti Papa Francesco a Gallinaro(Frosinone) Italia:  è stata già scomunicata ed è anche indagata per truffa aggravata e riciclaggio, ma cosa vuoi che sia, un dettaglio da niente: là il leader vive nel lusso, i soldi circolano, non importa da chi e da dove provengano…

chiesa cattolica sant'agostinoSANTA CATERINA DA SIENA, DOTTORE DELLA CHIESA e Patrona d’Italia: “MEGLIO CI E’ DI STARE APPOGGIATI ALLA COLONNA FERMA – la quale, se è percossa con molte persecuzioni, non è però rotta – PIUTTOSTO CHE ALLA PAGLIA CHE, SIAMO CERTI, ELLA VIEN MENO E OGNI PICCOLO VENTO LA CACCIA A TERRA”, scriveva SANTA CATERINA DA SIENA in merito al Papa di Roma che è sempre la colonna ferma della Chiesa cattolica fondata da Cristo, anche in quel tempo di massima confusione ecclesiale che fu il grande scisma d’Occidente.

Tratto dagli articoli seguenti: 

http://people.unipi.it/pierluigi_consorti/errare-humanum-est-perseverare-autem-diabolicum/

http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=2825

SETTA DI GALLINARO DOCUMENTO DI SCOMUNICA 

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/06/05/documento-di-scomunica-delitto-di-scismaper-la-chiesa-di-gallinaro/

 

“Lourdes. La presenza di Cristo, la forza di Maria”di R.H. Benson, ex anglicano, diventato cattolico, autore del best seller “Il Padrone del mondo”, uno degli scrittori preferiti da Papa Francesco

Lourdes è il luogo dove Cielo e terra si incontrano, scrive Robert Hugh Benson nel suo libro “Lourdes.La presenza di Cristo, la forza di Maria” edito da Fede & Cultura:

http://www.fedecultura.com/p/vetrina_30.html#!/Lourdes/p/74043679/category=18198140

«Dove, se non nella Chiesa Cattolica, avvengono cose come quelle che ho avuto il privilegio di vedere? Provate a immaginare dei miracoli a Manchester! Sicuramente accadrebbero anche lì se ci fossero abbastanza cattolici riuniti nel Suo Nome. Invece, al posto di Manchester, mettiamo l’Exeter Hall o la St. Paul’s Cathedral! Il solo pensiero è del tutto assurdo. No, la cristianità di Gesù Cristo vive unicamente nella Chiesa Cattolica».

Figlio dell’arcivescovo di Canterbury, ordinato sacerdote nella Chiesa anglicana, Robert Hugh Benson si convertì al cattolicesimo nel 1903 e nel 1904 si recò a Lourdes e qui, dopo un’esperienza forte della presenza di Dio,  prese la decisione di diventare sacerdote cattolico.  Partito con l’intenzione di verificare sul campo l’origine soprannaturale dei miracoli grazie all’osservazione diretta e all’uso della ragione, Robert Hugh Benson racconta il suo pellegrinaggio a Lourdes, passando in rassegna i vari casi di guarigione e i momenti di preghiera e devozione; l’Autore descrive l’evoluzione delle sue reazioni, dai pregiudizi iniziali all’entusiasmo finale: per lui Lourdes è il luogo materiale in cui Cristo è vivo e dove la Vergine Maria è sempre pronta a intercedere presso suo Figlio per concedere grazie a chi la invoca.

Hugh Benson afferma di Lourdes con un’inossidabile certezza: «Dio ha scelto questo luogo, solo Lui sa il motivo e solo Lui sceglie chi lasciare soffrire e chi invece guarire… Sarebbe questo un sogno pieno di soggettività e romanticismo? Ebbene, è qui che avvengono i miracoli!». 

Hugh Benson è l’autore del Padrone del mondo,  il testo più citato da Papa Francesco in numerosi discorsi, anche di ritorno dal  viaggio nelle Filippine, nel 2015, parlando di ‘dittatura del pensiero unico’, di ‘colonizzazione ideologica’, che vuole distruggere la famiglia, in riferimento all’imposizione dell’ideologia gender.il-padrone-del-mondoNell’omelia a Santa Marta, il 18 novembre 2013, Papa Francesco prendendo spunto dal Libro dei Maccabei, ha detto:
“Negoziare la propria fedeltà a Dio è come negoziare la propria identità.” E a questo proposito il Pontefice ha ricordato il libro Il Padrone del mondo di Robert Hugh Benson, nel quale l’autore parla dello spirito del mondo e «quasi come fosse una profezia, immagina cosa accadrà. Quest’uomo, si chiamava Benson, si convertì poi al cattolicesimo e ha fatto tanto bene. Ha visto proprio quello spirito della mondanità che ci porta all’apostasia».  

Il Padrone del mondo descrive l’instaurazione, nel 2000, di una dittatura di stampo umanitarista, che predica la tolleranza universale per tutti, tranne che per la Chiesa, che viene perseguitata; è un testo che fu capace di profetizzare l’avvento di un mondo globalizzato e tecnologico che ha negato Dio e la trascendenza in nome di umanitarismo, massoneria, filantropia ed eutanasia, che sono il preludio dell’inferno sulla terra.
Papa Francesco ha paragonato questi sistemi ideologici ai regimi dittatoriali del XX secolo, nazismo e comunismo, che hanno portato molta sofferenza, ed ha esortato a leggere questo libro: “leggendo il Padrone del mondo di Benson,  capirete bene quello che voglio dire con “colonizzazione ideologica”.

Benson intendeva parlare agli uomini del suo tempo, e metterli in guardia da un pericolo grave: L’ IMPOSIZIONE DI UNA CULTURA ANTI-CRISTIANA.350542_0_0La prima edizione de “Il Padrone del mondo” vide la luce dopo la prima guerra mondiale, nel 1920, quando pareva che il mondo dovesse trovare la sua pace proprio nell’umanitarismo …Invece scoppiò la seconda guerra mondiale e il totalitarismo nazionalsocialista prima e il totalitarismo comunista poi….
La seconda edizione apparve proprio nel corso della seconda guerra mondiale… S’invocava la pace, ma Benson ammoniva che la vera e duratura pace riposa soltanto sulla Verità insegnata dalla Chiesa cattolica di Roma.barracatolicactv_12a
LEGGERE OGGI IL PADRONE DEL MONDO FA VENIRE I BRIVIDI PER LA SUA ATTUALITA’: una società tecnologicamente ‘perfetta’, comunicazioni istantanee in tutto il mondo, autostrade a quattro corsie, trasporti aerei e sotterranei, luce solare artificiale, eutanasia legalizzata e assistita, un Parlamento europeo, attentati a catena con kamikaze, il crollo del colosso russo, la minaccia (sventata) di una guerra mondiale con scontri tra America, Russia e Cina, un papa di nome Giovanni dopo cinque secoli, la crisi delle religioni, sotto l’avanzare di una NUOVA RELIGIONE UNIVERSALE , in stile NEW AGE, preti che lasciano il ministero, laici consacrati che agiscono nel mondo senza divise o distintivi… Tutto questo è descritto nel romanzo.

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Robert Hugh Benson, sacerdote cattolico, ex anglicano, questa è una delle copertina del suo libro “Il Padrone del mondo” 

Ambientato nel futuro, narra la presa del potere da parte di Julian Felsenburgh, sotto la cui figura si cela l’ANTICRISTO, che in nome dell’UMANITARISMO ATEO E DEL COMUNISMO, tenta di abbattere la Chiesa cattolica e conquistare il mondo: un personaggio affascinante, misterioso e onnipotente, Felsenburgh, 33 anni, abilissimo nell’arte della diplomazia, salva l’umanità, scivolata nel baratro della guerra imminente tra Oriente e Occidente. Non ci saranno più lotte, violenze, dolore, promette Felsenburgh che, per acclamazione, VIENE ELETTO PRESIDENTE D’EUROPA….
È il nuovo messia, agli occhi del mondo, come lo era stato venti secoli prima Gesù di Nazareth. Il falso ‘Salvatore del mondo’ parla di una «grande fratellanza universale» che necessita dell’istituzione di un nuovo culto: lo «spirito del mondo»: una profezia terribile per la specificità del mondo in cui viviamo e del cammino che ha portato a questo mondo. Da un lato questo enorme apparato che omologa le persone, i gruppi sociali, le nazioni, i popoli …Quindi una società dove non esistono più differenze, qualsiasi tipo di differenza: quella religiosa, quella sociale, quella culturale viene sentita come negativa e il tentativo è quello di operare una omologazione dell’intero pianeta.babelLA NUOVA RELIGIONE: IL CULTO DEL BENESSERE. La nuova religione della modernità è la religione del benessere. Un anestetico capace di rassicurare e non di guarire. Dio ormai è ridotto ad un contenuto della coscienza umana.
Prolificano le SETTE OCCULTISTE ED ESOTERICHE.
Infatti, per costruirsi questa società, occorre divinizzare il tentativo che si sta facendo, DIVINIZZARE L’UOMO (Satanismo), come ai tempi della costruzione della Torre di Babele; si deve assolutizzare il progetto e si devono divinizzare coloro che realizzano questo progetto , si deve assolutizzare ‘colui’ che di fatto sta guidando questa grande operazione.
Ecco l’immagine di Julian Felsenburgh che è sostanzialmente l’anticristo, l’anticristo ‘soft’ apparentemente, ma l’anticristo di una società che vuole fare a meno di Dio e quindi vuole fare a meno di Cristo.

Umanesimo ateistico e violente persecuzioni contro il Cristianesimo, ma LA CHIESA RESISTE, mantiene forte il SENSO DELL’UNITA’ ATTORNO A PIETRO E AL SUO SUCCESSORE.
E comunque, per quanto gravissimamente condizionata, non muore e anche con proporzioni numericamente ridotte è ancora una realtà che esiste, coagulata attorno a quella grande idea di un unico ordine religioso del Crocifisso, che è stata la grande intuizione del protagonista del romanzo, che poi finirà per essere il Papa estremo.
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Ciò che fa molto riflettere, in questo romanzo profetico (pensiamo al richiamo alla dittatura dei regimi atei comunisti-pagani e il loro crollo) è questo VIGOROSO RICHIAMO ALLA VERITA’ DELLA COMUNIONE ECCLESIALE , alla FORZA DELLA TESTIMONIANZA, alla necessità di andare in missione confrontandosi con tutti i tentativi di violenza, anche quella che scoppia all’interno del Sacro Collegio, ridotto a poche unità e che riproduce, in maniera drammatica il tradimento di Giuda.
Alla fine, mentre si tenta di arrivare a distruggere il rifugio dell’ultimo Papa e dei pochi Cardinali e fedeli che si sono radunati con lui, quando la vittoria sembra già a portata di mano e anzi è quasi realizzata, scoppia qualche cosa di assolutamente escatologico, in cui appare CRISTO GLORIOSO E TRIONFANTE.8b138-117637815
La pienezza dello’spirito del mondo’ coincide con la sua morte. Il padrone del mondo non trionferà mai, perché in Benson c’è una visione affidata alla Onnipotenza di Dio, che non lascerà mai solo l’uomo: lo aiuterà.  Unico, mentre il mondo passa, il superstite Vicario di Cristo, con la Chiesa militante, entra nella gloria e nella vita immortale.

«Questo libro – ha scritto il Benson in una prefazione del romanzo – produrrà senza dubbio delle impressioni di sconforto, e sarà per questo, come per altri motivi, soggetto ad ogni sorta di critiche. Se non che, il miglior mezzo per esprimere i princìpi che mi stanno a cuore e che credo infallibilmente veri, mi è sembrato quello di tradurli in fatti che possano profondamente commuovere».

Fonti http://www.fedecultura.com/p/vetrina_30.html#!/Lourdes/p/74043679/category=18198140
http://www.fedecultura.com/libro/il-padrone-del-mondo-/

http://it.radiovaticana.va/news/2015/01/20/colonizzazione_ideologica_papa_indica_lord_of_the_world/1119094

http://www.tempi.it/papa-francesco-il-gender-e-colonizzazione-ideologica-pensate-ai-balilla-pensate-alla-gioventu-hitleriana#.WFjrPtThCt8

 

Il Papa e l’esorcismo di Angel, l’uomo che offre le sue sofferenze in riparazione dei delitti dell’aborto

LA VERA STORIA DI ANGEL, che dal 1999 soffre di vessazione e possessione diabolica, e CHE OFFRE LE SUE SOFFERENZE IN RIPARAZIONE DEI DELITTI DELL’ABORTO: FINALMENTE LA VERITA’ SUL CASO, NELL’ INTERESSANTE TRASMISSIONE CATTOLICA MESSICANA “El pulso de la fé”.

Ricordate l’episodio in cui Papa Francesco dopo la Messa di Pentecoste del 19 maggio 2013, si avvicinò, in piazza San Pietro, ad un malato in carrozzella e recitò su di lui una preghiera esorcistica o preghiera di liberazione [essendo il Papa, non vi è grande differenza: è più che normale che il Papa, Vicario di Cristo, pratichi un esorcismo, anche senza usare il Rituale scritto, come fece anche Giovanni Paolo II. E’ giusto che se ne parli, perchè l’opera redentrice di Cristo è viva e presente oggi come 2000 anni fa: “I Papi hanno un’autorità diretta che proviene da Cristo, per cui non hanno bisogno di eseguire un rituale particolare, già la loro parola è efficace come era efficace quella di Cristo che poteva operare a distanza e liberare gli ossessi.” (don Gianni Sini, esorcista)]. 

La vera storia di Angel e i suoi retroscena, ce la racconta una trasmissione cattolica messicana “El pulso de la fé”.
http://www.youtube.com/watch?v=g-CpUj9XaKo
Per cominciare, diciamo anzitutto che il primo protagonista della vicenda, la persona sulla sedia a rotelle a cui si rivolge il Papa, si chiama Angel ed è messicano, ha 43 anni, sposato con figli; l’altro protagonista è il sacerdote, anch’esso messicano, che accompagna Angel dal Papa e che vediamo in foto: si tratta di padre Juan Rivas.

Angel, dopo la preghiera del Papa, confermò che si sentì molto meglio e molto più forte nella consolazione dell’Amore di Dio. Video originale dell’ esorcismo di Papa Francesco
http://en.gloria.tv/?media=449223esorcismo-bergoglio

Facciamo un passo indietro nel ricostruire i fatti. Padre Juan Rivas, pur vivendo la sua missione a Los Angeles, aveva notato che da qualche anno in Messico vi era stata una crescita inspiegabile e massiccia di episodi di violenza, i quali risultavano inauditi sia per la “qualità” (ossia: crudeltà), sia per la quantità (essendo il loro numero significativamente più alto rispetto a quelli rilevati negli anni precedenti). Il sacerdote, intuì che vi fosse una correlazione tra l’aumento degli episodi criminali e l’approvazione, nel 2007, delle legge che consentiva l’aborto procurato in alcune province del Messico: pensò, quindi, ad un influsso diabolico sugli autori di tanta violenza.
Il sacerdote trovò successivamente riscontro nei numeri, che risultarono compatibili con la sua intuizione: le cifre degli aborti procurati corrispondevano, infatti, a quelle degli aumentati episodi di criminalità violenta.

Nel 2011, padre Juan Rivas rilascia un’intervista al programma “Novo millennio” 

https://www.youtube.com/watch?v=NVnWpqsy8iw
(e riportata nel 2012 dal canale Maria Vision), nella quale racconta di aver incontrato un giovane “indemoniato”, di cui non fa il nome ma che poi capiremo essere lo stesso Angel,  la cui possessione diabolica è legata alla legalizzazione dell’aborto volontario in Messico.
guadalupeAngel rivela che la Vergine è molto triste perché la Sua venuta in Messico, nel 1531, quando apparve a San Juan Diego come nostra Signora di Guadalupe (e Cuatlaxupeh significa in lingua nahuatl: “Colei che schiaccia la testa al serpente”, così come si dice in Genesi 3,15) era servita per far cessare i sacrifici umani (che in quel paese erano praticati “legalmente” e riconosciuti come “diritto degli Dei” dagli Aztechi, e che furono proibiti solo con l’evangelizzazione del Messico), mentre ora, con la legalizzazione dell’aborto volontario, ecco che in quel Paese veniva compiuto nuovamente quell’abominio!

Angel conferma che anche la supposizione di padre Juan, che l’aumento della violenza sia correlato alla pratica dell’aborto, è esatta.
Angel vive il problema della possessione da parecchio tempo ma, nonostante gli esorcismi, effettuati in Messico, non si riesce a liberarlo dall’azione del maligno. Fu così che Padre Juan decise di portare Angel a Roma in udienza dal Papa.

Angel, messicano di Michoacan, ha due figli. Una famiglia normale, la sua. Solo che, come racconta , ogni tanto cade preda dei demoni che albergano in lui. Sono quattro, per la precisione, e lo tormentano dal 1999. In un’intervista, Angel ha detto:

«È stato nel 1999: ero su un autobus, di ritorno da Città del Messico. Ho sentito come una forza entrare nell’autoveicolo. Non la vedevo, ma la percepivo. Si è avvicinata e si è fermata di fronte a me. A un tratto ho avvertito come una pugnalata al petto, mi sentivo come se mi dovessero aprire le costole».

Inizialmente Angel credeva si trattasse di un attacco cardiaco, ma il cuore non c’entrava. Pian piano la sua salute è iniziata a peggiorare: cadeva improvvisamente in stato di trance e sentiva la pelle come bucata da mille aghi: «Mi dicevano che parlavo in altre lingue. Nessun medico riusciva a spiegarmi cosa mi succedeva. Ho fatto test, radiografie, analisi… Ma nessuno è mai riuscito a darmi una spiegazione».

«Ho avuto tantissima paura – osserva -. Mi sono anche sentito sporco al pensiero che dentro di me ci fosse qualcosa di malefico». E i familiari, come hanno reagito? «Loro – ha risposto Angel – inizialmente si sono mostrati increduli: ancora oggi qualcuno dei miei fratelli ritiene che tutta la vicenda sia frutto di uno squilibrio psicologico. So che in tutti i paesi del mondo c’è tanta gente nella mia stessa situazione. Persone che si sentono incomprese dalla propria famiglia, dai propri amici e persino dalla propria Chiesa». amorth1Secondo padre Gabriele Amorth, sacerdote ed esorcista, recentemente ritornato alla Casa del Padre, Papa Francesco ha praticato «un vero esorcismo»; due giorni dopo l’incontro di Papa Francesco con Angel in Piazza San Pietro,  Padre Amorth  ha praticato un esorcismo sullo stesso uomo; Padre Amorth ha affermato: «Possiamo dire che Papa Francesco ha fatto un vero esorcismo, perché un esorcismo è anche quello che uno fa mettendo le mani sul capo della persona e pregando, senza ricorrere agli esorcismi scritti». Mons. Attilio Cavalli, esorcista della diocesi di Roma, ha spiegato: «Ciò che importa sottolineare in tutto questo è l’importanza della preghiera. La preghiera in generale è un atto di lode e una richiesta di aiuto, ma – in alcuni casi – anche una sorta di esorcismo: tutti pensano a chissà cosa, eppure anche il semplice “Padre Nostro” contiene le parole “liberaci dal male”». Oggi, poi, sono sempre di più gli esorcisti che utilizzano come strumento di indagine (in merito alla possibilità di una possessione o meno) il rito esorcistico stesso, magari con l’esorcismo breve di Leone XIII.

Durante l’esorcismo praticato da Padre Amorth , si manifestarono 4 demoni che parlando italiano e latino, ammisero che il motivo della loro presenza in Angel è dovuta alla legge che permette l’aborto volontario in Messico. L’esorcismo non è, però, riuscito: padre Amorth spiegò che si tratta di un caso particolare in cui la vittima della possessione si offre volontariamente come monito per un peccato grave e collettivo come quello dell’aborto volontario praticato massivamente (anche e soprattutto perché “legalizzato”): Padre Amorth disse che Angel è senza dubbio posseduto, e che si tratta di una possessione con un messaggio: “Non solo egli è posseduto, ma il diavolo che vive in lui si ritrova obbligato da Dio a trasmettere un messaggio,” ha detto. “Angelo è un uomo buono. E’ stato scelto dal Signore per dare un messaggio al clero messicano e raccontare ai vescovi che devono fare un atto di riparazione per la legge sull’aborto che è stata approvata a Città del Messico nel 2007, che era un insulto alla Vergine. Fino a quando non vi sarà un atto di riparazione a Maria per i delitti dell’aborto e un atto di consacrazione al Cuore Immacolato di Maria di tutta la nazione, Angel non sarà liberato”.

Angel è stato visitato da medici e psichiatri che non hanno constatato nulla di anomalo in lui. Le sue sofferenze fisiche e morali sono di natura soprannaturale, quindi. Si tratta, come abbiamo detto, di un caso particolare permesso da Dio come monito per l’umanità (casi simili sono avvenuti nelle vite di molti Santi ed anche in un grave caso di possessione, quello della giovane Anneliese Michel, considerata da molti una santa, che offrì le sue sofferenze in riparazione del laicismo dilagante in Germania, e non solo).

Perché l’esorcismo, poi, possa essere efficace e realmente di aiuto al posseduto, c’è bisogno che questi abbia la volontà di essere liberato: Dio, nella sua infinita misericordia, è dispensatore di infinite Grazie, ma non può imporci la Grazia. Solo la volontà di conversione e la costanza nella preghiera e nella frequenza ai Sacramenti consente l’efficacia dell’esorcismo.
Un esorcista può essere “aiutato” da laici o gruppi di preghiera (come ad esempio i gruppi di “preghiera e liberazione” di cui il vescovo esorcista Andrea Gemma è stato più volte promotore), ma resta chiaro il fatto che per poter effettuare un esorcismo ci vuole il sacerdote esorcista, solo lui può compiere il rito esorcistico e nessun altro.

L’esorcista, inoltre, ha il dovere di “usare circospezione e prudenza; non deve credere vessato dal diavolo chi invece soffre di una qualche malattia psichica”. Mons. Antonio Mattiazzo, vescovo di Padova, ha spiegato infatti: «Spesso sono gli stessi psichiatri a inviare i pazienti dai sacerdoti, quando capiscono, dopo molti tentativi, che la persona non reagisce minimamente alle terapie farmacologiche e psichiatriche». L’Ateneo pontificio Regina Apostolorum dal 2005 tiene ogni anno dei corsi formativi interdisciplinari sugli esorcismi, guidati da sacerdoti, psicologi, divulgatori scientifici, magistrati e dirigenti della Polizia di Stato, rivolti a medici e psicologi e anche a religiosi perché, spiegano, «crediamo che ogni bravo esorcista non possa non avere buone conoscenze di medicina e psichiatria».

Il teologo Alberto Villasana spiega come ci siano tre casi di possessione satanica: quelli in cui la persona non è in stato di grazia e quindi è più vulnerabile agli attacchi del demonio. Il secondo caso è quello dei santi, a cui Dio permette di essere vessati da manifestazioni demoniache: questo permette a persone già avanzate spiritualmente di superare una prova per il loro ulteriore progresso.
Il terzo caso è quello di Angel in cui una persona orientata al bene e sofferente per un grave peccato commesso da altri (la pratica degli aborti volontari, nel caso di Angel: che appartiene alla categoria di quelli che gridano vendetta davanti a Dio), offre le proprie sofferenze in riparazione del grave peccato che altri commettono. Il Signore permette la prova per trarre un bene maggiore sia per la persona vessata, sia per il suo Paese.

ABORTO SACRIFICIO UMANORisultati immagini per no aborto si' alla vita

Durante l’esorcismo di Angel, i demoni hanno confermato che esiste un rapporto uno ad uno tra gli aborti volontari e gli episodi criminali dell’anomala ondata di violenza che ha investito il Messico dal 2007 ad oggi.
I demoni hanno detto anche che erano stati costretti ad andarsene in massa dal Messico con l’apparizione della Vergine a Guadalupe ma che, con la “legalizzazione” dell’aborto volontario , sono state aperte loro le porte per tornare in gran numero nel Paese confermando anche che l’aborto volontario è un vero e proprio sacrificio umano in cui viene versato sangue innocente.sacrifici_umani
(IN FOTO: scena di sacrifici umani, tratta da antico manoscritto Azteco)

Chi ritenesse azzardata e “troppo forte” l’equiparazione tra gli aborti volontari “legalizzzati” e i sacrifici umani che si compivano sulla sommità delle piramidi messicane, è bene far notare alcune cose.
Ad esempio, che i “sacerdoti” aztechi non erano “assassini” che agivano contro le leggi e le consuetudini del loro tempo, ma uomini pienamente convinti di star adempiendo al soddisfacimento di un diritto (quello assoluto dei loro “Dei” sulla vita umana dei sacrificati) o, al limite, di star commettendo un male minore per evitare un male maggiore (e quindi togliere la vita ad alcuni per evitare che gli “Dei” si adirassero o permanessero adirati: provocando così un numero di morti ben maggiore); e che molti dei sacrificandi non erano obbligati a farlo (così come del resto accadeva in tanti altri sacrifici rituali dei tempi antichi) ma erano bensì vittime più o meno volontarie, cadute nella tragica illusione dell’esistenza di un “diritto” superiore rispetto a quello a preservare la loro vita.
Qual’è, quindi, la differenza tra un “sacerdote” azteco (mosso dalle due suddette ragioni ad estirpare il cuore battente dal petto delle sue vittime) e un “medico” abortista (mosso dalle due medesime ragioni ad estirpare il concepito dall’utero materno, facendolo letteralmente a pezzi)? Il fatto che il bambino non è “vittima volontaria”, ma creatura innocente a cui viene brutalmente negato il diritto alla vita.
 La donna, vittima volontaria dell’aborto procurato, è vittima inconsapevole (poiché nessuno le spiega che di quell’atto porterà per tutta la vita terrena le tracce indelebili, sia nel corpo che nell’Anima) per un (presunto) diritto “proprio”.
Se poi si aggiunge che gli aztechi non erano mai stati evangelizzati, a differenza degli abitanti del Messico e degli altri paesi europei e genericamente “occidentali” dove è avvenuto l’abominio della legalizzazione dell’aborto volontario: si capisce che in realtà i sacrifici umani compiuti dagli aztechi (e vividamente e realisticamente rappresentati in “Apocalypto” di Mel Gibson) sono un abominio di gran lunga più “innocente” rispetto a quello compiuto ai danni dei milioni di bambini nell’utero delle loro madri (e della maggioranza di quelle stesse madri: quasi sempre “seconde” vittime dell’aborto volontario).

Come stupirsi quindi, che a fronte ad un male perpetrato in maniera così sistematicamente abominevole ed esplicitamente luciferina, vi siano delle conseguenze “ambientali” che ricadono a raggiera su tutti coloro che vivono alle pendici di quelle piramidi insanguinate o attorno a quegli ospedali dove alcuni bambini non sono aiutati a nascere ma sono fatti a pezzi prima di raggiungere l’età per nascere?

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Anneliese Michel

Ecco perché la storia di Angel (che richiama quella di Anneliese Michel, da cui è stato tratto il film “L’esorcismo di Emily Rose”) serve a farci riflettere ed a sensibilizzarci su quanto sia necessario che coloro che si vogliono ancora dire cristiani e cattolici prendano posizione netta e definita a favore della vita, dal momento del concepimento al suo termine naturale.
Essendo un qualsiasi altro atteggiamento un acconsentire, di fatto, all’iniquità.

 

Padre Amorth spiega il caso di Anneliese Michel:

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/07/09/lesorcismo-di-emily-rose-il-docufilm-che-dice-la-verita-sulla-vera-storia-di-anneliese-michel/

Il Papa: “NO a cartomanti maghi e presunti veggenti: solo seguendo GESU’ non si sbaglia strada nella vita”.

Solo seguendo Gesù non si sbaglia strada nella vita. Lo assicura papa Francesco, che sottolinea che il «Buon Pastore» è l’unica porta che può dare accesso all’esistenza eterna. Dunque, avverte il Pontefice, non bisogna fidarsi di presunti veggenti, di maghi cartomanti, perché conducono su un cammino ingannevole ed errato. 

Papa Francesco, come riferisce Radio Vaticana, basa la sua predicazione sul Vangelo  e si concentra su tre realtà fondamentali per la vita del cristiano. Eccole.

Innanzitutto, Cristo avverte che «chi non entra nel recinto delle pecore per la porta» ma da un’altra parte «è un ladro e un brigante». La porta è una sola, Lui, «non ce n’è un’altra».  ogodofchildhood252cjesus252cgoodshepherdgiveinnocencewhichmakeshappinesstcopyIl Figlio di Dio, «sempre parlava alla gente con immagini semplici: tutta quella gente conosceva com’era la vita di un pastore, perché la vedeva tutti i giorni»; così, le persone comprendono che «soltanto si entra per la porta del recinto delle pecore». Coloro che puntano a entrare da un’altra parte, invece, sono delinquenti: «Così chiaro parla il Signore. Non si può entrare nella vita eterna da un’altra parte che non sia la porta, cioè che non sia Gesù. È la porta della nostra vita e non solo della vita eterna, ma anche della nostra vita quotidiana. Questa decisione, per esempio, io la prendo in nome di Gesù, per la porta di Gesù, o la prendo un po’ – diciamolo in un linguaggio semplice – la prendo di contrabbando? Soltanto si entra nel recinto dalla porta, che è Gesù!». 

Il cammino è «seguire Gesù» nella «vita di tutti i giorni».9781943638192_1Bisogna non commettere errori: «Lui va davanti e ci indica il cammino. Chi segue Gesù non sbaglia!», garantisce il Papa, che poi osserva: «“Eh, Padre, sì, ma le cose sono difficili… Tante volte io non vedo chiaro cosa fare… Mi hanno detto che là c’era una veggente e sono andato là o sono andata là; sono andato dal tarotista [cartomante], che mi ha girato le carte…” – “Se fai questo, tu non segui Gesù! Segui un altro che ti dà un’altra strada, diversa. Lui davanti indica il cammino. Non c’è un altro che possa indicare il cammino”. Gesù ci ha avvisato: “Verranno altri che diranno: il cammino del Messia è questo, questo… Non ascoltate! Non sentire loro. Il cammino sono Io!”. Gesù è porta e anche cammino. Se seguiamo Lui non sbaglieremo».  

Papa Francesco pone poi l’accento sulla voce del Buon Pastore: «Le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce». Ma, si domanda Francesco, come si può conoscere la voce di Gesù, e anche difendersi «dalla voce di quelli che non sono Gesù, che entrano dalla finestra, che sono briganti, che distruggono, che ingannano?».

Ecco come: «”Io ti dirò la ricetta, semplice. Tu troverai la voce di Gesù nelle Beatitudini. Qualcuno che ti insegni una strada contraria alle Beatitudini, è uno che è entrato dalla finestra: non è Gesù!”. Secondo: “Tu conosci la voce di Gesù? Tu puoi conoscerla quando ci parla delle opere di misericordia. Per esempio nel capitolo 25 di San Matteo: ‘Se qualcuno ti dice quello che Gesù dice lì, è la voce di Gesù’”. E terzo: “Tu puoi conoscere la voce di Gesù quando ti insegna a dire ‘Padre’, cioè quando ti insegna a pregare il Padre Nostro”».

Per Papa Francesco è «così facile la vita cristiana», e Cristo ne «è la Porta; Lui ci guida nel cammino e noi conosciamo la sua voce nelle Beatitudini, nelle opere di misericordia e quando ci insegna a dire “Padre”».  

In conclusione esorta a ricordare i tre concetti chiave: «La porta, il cammino e la voce. Che il Signore ci faccia capire questa immagine di GESU’, questa icona: il Pastore, che è Porta, indica il cammino e insegna a noi ad ascoltare la sua voce».  

Come i pagani tentarono di cancellare la festa del Natale, che i cristiani festeggiavano il 25 dicembre fin dal I sec d.C.

COME I PAGANI TENTARONO DA SEMPRE DI CANCELLARE IL NATALE CRISTIANO:
La celebrazione del culto pagano del dio del sole Sol invictus  FU STABILITA DALL’IMPERATORE ROMANO AURELIANO nel 274 d.C., per celebrare le sue guerre vittoriose in Oriente e  PER TENTARE DI CANCELLARE IL NATALE CRISTIANO, CHE GIA’ ESISTEVA COME FESTIVITA’ NEL I SECOLO d.C.
Quindi furono i pagani – che per almeno IV secoli perseguitarono e uccisero i cristiani – a sovrapporre la festa pagana del “solstizio di inverno” alla festa del Natale cristiano già ampiamente consolidata.

L’imperatore Aureliano e il culto del dio sole

Dobbiamo ripeterlo, per i fondamentalisti atei, per  neopagani &c, che continuano ancora oggi a voler cancellare la tradizione del Natale cristiano, a sminuirne il vero valore e la grande portata di questo evento per la storia dell’umanità! Del resto, sappiamo bene che l’ateismo militante, di origine massonica illuminista,  è un culto ed anche molto distruttivo, a cui si è legato il satanismo: pensiamo ai genocidi che l’ateismo ha perpetrato nella recente storia, le ideologie totalitarie e assassine del XX secolo.

LE VERE FONTI STORICHE
I cristiani fin dal I secolo festeggiavano liturgicamente le date storiche della nascita di San Giovanni Battista (24 giugno), l’Annunciazione (25 marzo) e il Natale (25 dicembre).
Le fonti storiche dimostrano che furono i pagani a sovrapporre nel IV secolo la loro festa del “dies natalis solis invicti” che celebravano il 19 dicembre o anche nel periodo compreso tra il 19 e il 22 ottobre, al Natale cristiano che da subito veniva festeggiato il 25 dicembre.
Quali sono queste fonti?
IPPOLITO DI ROMA nel 204 – nel suo “Commento al libro di Daniele” – riferisce che esisteva la tradizione consolidata a Roma della festa cristiana del Natale il 25 dicembre. Nel IV secolo in occidente si pervenne ad una concordanza su questa data. Dall’altra, le prime notizie storiche accertate della invenzione della celebrazione pagana del Sol invictus o “culto del dio sole” in modo ufficiale è tardiva – del 274 d.C. – ad opera dell’imperatore Aureliano.
Quindi 70 anni dopo l’autorevole testimonianza di Ippolito da Roma. Addirittura solo nel 354 d.C. – ben 150 anni dopo la fonte storica di Ippolito di Roma – con il calendario romano “Chronographus” si attesta che la festa pagana del “dies solis invicti” è il 25 dicembre. 
QUINDI LA REPRESSIONE DEL NATALE CRISTIANO FACEVA PARTE DI UNA PRECISA STRATEGIA DEGLI IMPERATORI ROMANI, PER ELIMINARE IL CRISTIANESIMO ed imporre il culto divino dell’imperatore, assimilato appunto al dio sole. 
Come testimoniano gli scritti degli storici antichi Plinio, Svetonio e Dione Cassio, i pagani inventavano false accuse e utilizzavano tutti i mezzi possibili per uccidere i cristiani.
Scrive lo storico pagano Tacito della feroce persecuzione contro i cristiani perpetrata da Nerone del 64: “Nerone per farla cessare [la voce che lo vedeva colpevole dell’incendio di Roma] inventò i colpevoli e sottopose a raffinatissime pene quelli che il popolo chiamava Cristiani … così una moltitudine fu messa a morte … e a questi si aggiunse lo scherno, sicchè, rivestiti di pelli ferine, perivano sbranati da cani, o appesi alle croci e dati alle fiamme venivano bruciati vivi, al calar del sole, come torce di notte”.
Quindi i pagani “inventano” il modo di distruggere la festa del Natale il 25 dicembre ma non ci riescono. Tanto che nel IV secolo d.C. – dice Rodney Stark il più eminente sociologo delle religioni americano – “la conversione di Costantino fu la risposta alla massiccia crescita esponenziale del cristianesimo, non la sua causa”.natale-2
Clemente Alessandrino del II sec. d.C. scrive: “Il Signore è disceso per portare la pace del cielo a quelli che sono sulla Terra … per questo è sorto l’astro straniero e nuovo che distrugge la vecchia disposizione degli astri e risplenda di luce nuova, non di quella del mondo e traccia vie nuove e salutari … per trasferire quanti credono in Cristo dalla fatalità alla provvidenza” (Excerpta ex Theodoto). Infatti sia prima del 300 d.C. che dopo il 350 d.C. la percentuale di crescita del Cristianesimo si attesta sempre sul 56,5% della popolazione dell’Impero romano. 
Cristo che si presenta come “luce del mondo” e “sole che sorge”(il riferimento lo troviamo nella Bibbia sia nell’ Antico sia nel Nuovo Testamento, quindi secoli prima del culto solare imposto dall’imperatore Aureliano), ispira al martire San Giustino all’inizio del II sec. d.C. di impostare la teologia della Chiesa sul simbolo del sole. Egli afferma nella sua “Apologia prima”: “Una stella lucente si levò, e un fiore germogliò dalla radice di Jesse, questi è il Cristo … E nel giorno ‘detto del sole’ (25 dicembre ndr), riunendoci tutti in sol luogo dalla città e dalla campagna, si fa un’assemblea e si leggono le memorie degli apostoli e gli scritti dei profeti fino a quando vi è tempo… Tutti quanti insieme ci riuniamo nel giorno del sole, poiché è il primo giorno nel quale Dio creò il mondo avendo trasformato la tenebra e la materia, e Gesù Cristo, nostro salvatore, risuscitò nello stesso giorno dai morti”. Nelle catacombe del II-III sec. d.C. della necropoli vaticana – ad esempio – Cristo è presentato sul carro trainato da cavalli bianchi come si usava rappresentare il sole che sorge, Cristo che vince la morte (IN FOTO). Nelle catacombe di Priscilla, troviamo la prima immagine di Maria Santissima con in braccio Gesù Bambino, con dinanzi un profeta, forse Isaia, che indica la stella, in riferimento al Natale di Cristo.mariaandchildQuindi il Cristianesimo non ha adottato una festa pagana, ma ha sostituito l’interpretazione di alcuni simboli universali assumendoli, purificandoli ed elevandoli perché lo stesso Cristo li aveva già applicati a Sé.

Le fonti storiche di Porfirio di Tiro (233-305) riferiscono che nell’anno 35 d.C. l’imperatore Tiberio porta presso il Senato romano la proposta di riconoscere Gesù di Nazaret come un “dio” ed introdurlo con gli altri “dei” nel Pantheon pagano. Questo significa che: 1)Gesù fin dall’inizio è stato riconosciuto come divino e non vi è stata una divinizzazione successiva; 2)Gesù da subito era adorato come Dio dai cristiani contemporanei. Il Senato romano bocciò “provvidenzialmente” la proposta; infatti i cristiani non possono tollerare che Gesù sia considerato un “dio” tra altri “dèi”. Tanto che poco tempo dopo i falsi “dei” pagani furono sfrattati dal Pantheon (lett. “tempio di tutti gli dei”) romano fatto costruire dall’imperatore Agrippa nel 27-25 a.C. e quindi ricostruito poi diventò una chiesa nel 609 d.C., la sola dimora di Cristo-Re.

Lo stesso Tertulliano (II sec. d.C.) nella “Apologia” che riprende quella stessa notizia invita i detrattori della divinità di Gesù dicendo “consultate i vostri annali” (quelli del Senato) per vedere che l’imperatore Tiberio – precedente a Nerone – aveva comunque mantenuto la protezione dei cristiani mentre “Nerone fu il primo a infierire contro questo gruppo religioso che allora fioriva grandemente a Roma”.
Anche gli ebrei perseguitano i cristiani e come dice Giustino nel “Dialogo con Trifone”, “maledicono nelle sinagoghe coloro che credono in Cristo … con accuse amare, tenebrose e ingiuste contro l’unica luce perfetta e giusta inviata da Dio agli uomini”.

Alcuni si chiedono, come è possibile che gli Angeli abbiano incontrato in pieno inverno i pastori in campagna e di notte?
Per gli ebrei – secondo la legge della purità – c’erano tre tipi di gregge: 1)di “lana bianca” considerate pure che possono accedere negli ovili dei centri abitati; 2)di “lana in parte bianca e in parte nera” che possono essere ospitate negli ovili solo fuori dei centri abitate e solo entrando di sera; 3)di “lana nera” considerate impure che non possono entrare nelle città, non possono essere ospitate negli ovili anche fuori dalle città e che devono stare sempre all’aperto – giorno e notte, estate ed inverno – con i loro pastori. I pastori di Betlemme – città ubicata 800 metri sul livello del mare – che incontrano l’angelo che preannuncia sempre la volontà di Dio di porsi fortemente in relazione agli uomini che gli “annuncia una grande gioia”, il Natale di Gesù, sono pastori di pecore nere, impure! 
Gesù sceglie Betlemme che significa sia “casa del pane” e sia “casa della carne” per farsi Eucarestia di salvezza. È la città natale del re Davide dove svolgeva il mestiere di pastore – di re a Gerusalemme – ad indicare che Gesù sarà un re ma dai tratti preponderanti del Buon Pastore.Gesù si fa adorare prima dai “piccoli”, i pastori, che secondo il Talmud a quel tempo era la condizione più disprezzata e non potendo accedere alla sinagoga o al Tempio per purificarsi erano l’emblema del peccatore impuro senza possibilità di salvezza. Gesù come Buon Pastore viene per salvare come primizia coloro che vorrebbero ma non si ritengono degni di salvezza: i pastori.
“La gloria del Signore li avvolse di luce” – avvolse loro che sono peccatori – senza castigarli. Il timore avvolge i pastori per la paura del castigo di Dio, ma l’angelo di Dio ribadisce dolcemente “non temete”. Perché? Perché il “Vangelo” o letteralmente “Buona Notizia” è che nella città di Betlemme non è nato un giustiziere ma il Salvatore. Chi è questo Salvatore? Dice l’angelo ai pastori: “Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia». Gesù la “pienezza della divinità” e Dio manifestato nella sua gloria tra gli uomini. Infatti apparve una moltitudine di angeli che lodavano Dio: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini che Egli ama».
La gioia del Natale è che Gesù ci dice che non c’è nessuno che è escluso dall’amore di Dio.nativita-card-6
Il racconto storico della nascita di Gesù riportato dall’evangelista San Luca dice che “un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse un censimento su tutta la terra … quando era governatore della Siria, Quirinio”.
Ebbene lo storico Giuseppe Flavio ne “La guerra giudaica” (75 d.C.) ci parla di questo censimento e di come “molti giudei” si sottraessero al censimento “quando Quirinio era stato mandato nella Giudea come censore … viene mandato da Cesare nel territorio della Siria, Quirinio, ex console per censire sia i beni della Siria sia per dare in appalto la riscossione delle proprietà di Archelao”. Anche lo storico Eusebio di Cesarea del III secolo nella “Storia Ecclesiastica” parla del Natale avvenuto “nell’anno quarantaduesimo del regno di Augusto, ventotto anni dopo l’assoggettamento dell’Egitto e la morte di Antonio e Cleopatra, durante la quale si concluse la dominazione dei Tolomei sull’Egitto al tempo del primo censimento e mentre Quirinio era governatore della Siria, nacque a Betlemme di Giudea, conformemente alle profezie su di lui, il nostro Salvatore e Signore Gesù Cristo”.

Gli storici sono propensi a considerare la nascita di Gesù tra il 7 a.C. – data del censimento – e il 4 d.C., data della morte di Erode. Nel Natale la “notte del mondo senza Dio” viene vinta dalla “luce di Dio, Gesù”: “La divina Scrittura è solita chiamare notte il tempo prima della venuta di Cristo, nel quale ancora satana esercitava la sua tirannide e l’oscurità dell’ignoranza teneva soggetta la terra; mentre chiama giorno il tempo della venuta del Salvatore, perché ci illumina e noi riceviamo i raggi della retta conoscenza di Dio e con gli occhi del cuore contempliamo il sole di giustizia” (San Cirillo d’Alessandria IV-V sec. d.C., De adoratione in spiritu et veritate).christmas-1
FONTE: Dossier GRIS vere fonti storiche sul NATALE DI GESUhttp://www.gris-imola.it/ultime_notizie/IlNatalediGesu.php

Le catacombe cristiane

 

Aleppo, Siria: “noi che conviviamo con la morte, vediamo che Dio c’è sempre”

Tratto da Acs «Il crocifisso è crivellato di colpi e mutilato, e tuttavia è restato sulla croce cinque anni, solidale con le nostre sofferenze e il nostro isolamento. È là, sfigurato come la nostra città, e ci mostra il dolore di Dio di fronte alla brutalità degli uomini». Sono parole dei Padri Gesuiti della Comunità di san Vartan di Aleppo (Siria), raccolte da Aiuto alla Chiesa che Soffre.

Sabato scorso, 10 dicembre, alle 17.45, quattro granate da obici hanno colpito la loro residenza. La messa quotidiana prevista per quell’ora – hanno affermato i religiosi – era stata provvidenzialmente celebrata in altro luogo di culto, e solo per questo è stata evitata una strage. I danni all’edificio sono stati tuttavia consistenti.

I Gesuiti tuttavia non perdono la speranza: «Di fronte ad una catastrofe la gente pensa che Dio non avrebbe dovuto permetterla. Ma noi che conviviamo con la morte, evitabile se si lasciasse la città, vediamo che Dio c’è sempre. La sua Provvidenza allevia il male, nella misura permessa dalla libertà dell’uomo».

A due ore di auto da Aleppo ci sono i villaggi di Michrefeh, Rable e Ain Hlaquim, appartenenti alla diocesi di Laocidea. Ad un’altitudine di 700 metri vivono alcune migliaia di famiglie, e per assicurare a 600 di esse il riscaldamento, Aiuto alla Chiesa che Soffre – Italia sta raccogliendo fondi con un’apposita campagna natalizia. E sempre a Laodicea la Fondazione sta finanziando un altro progetto per garantire latte e pannolini a 650 bambini, d’intesa con Mons. Antoine Chbeir, vescovo maronita del nord della Siria. Due progetti per dimostrare la libera solidarietà della comunità italiana, e per collaborare con la Provvidenza che, come ci hanno detto i Gesuiti di san Vartan, allevia il male della martoriata nazione siriana.

PROGETTI PER AIUTARE I CRISTIANI IN SIRIA

http://acs-italia.org/acs-notizie-dal-mondo/monteduro-tre-progetti-aiutare-cristiani-perseguitati-iraq-siria/

 

Santa Lucia, la luce della fede

Riempi di gioia e di luce il tuo popolo, o Signore, per l’intercessione gloriosa della santa vergine e martire Lucia, perchè noi, che festeggiamo la sua nascita al cielo, possiamo contemplare con i nostri occhi la tua gloria. Amen. 

Santa Lucia proprio per il suo nome è invocata come protettrice della vista (Lucia = luce). Dante, il sommo poeta italiano, ne era molto devoto. Anzi vedeva in lei il simbolo della grazia illuminante e la associava a S. Maria di Nazaret e a Beatrice: queste erano le tre donne, grazie alle quali egli si era potuto salvare dalle tenebre della “selva oscura” ritrovando la “diritta via” che aveva smarrito. divisore_candela_1O gloriosa Santa Lucia, vergine e martire, che morendo hai preannunciato il trionfo della Chiesa Cattolica, ottienile da Dio pace e unità. A noi che fiduciosi ti invochiamo, ottienici un aumento di fede, di speranza e di carità verso Dio e verso il prossimo. Soccorri la nostra patria, le nostre famiglie, la nostra società, bisognosa soprattutto della luce del Vangelo. Fà che la pace di Cristo regni sempre nei nostri cuori. O Santa della luce, protettrice della vista, donaci occhi sani e limpidi e purezza di costumi. Sostienici nella lotta contro il male e conservaci sempre la vista del corpo e quella dell’anima, cioè la fede. Amen.

– 3 Gloria al Padre…
– Santa Lucia, prega per noi 

Vita, martirio e culto di Santa Luciasantalucia_ctv1

Gli atti del martirio di Lucia di Siracusa sono stati rinvenuti in due antiche e diverse redazioni: l’una in lingua greca il cui testo più antico risale al sec. V (allo stato attuale delle ricerche); l’altra, in quella latina, riconducibile alla fine del sec. V o agli inizi del sec. V. Proprio nelle catacombe di Siracusa, le più estese al mondo dopo quelle di Roma, è stata ritrovata un’epigrafe marmorea del IV secolo che è la testimonianza più antica del culto di Santa Lucia. ll culto di Lucia diventa, nel corso dei secoli e nei vari luoghi una promessa di luce, sia materiale che spirituale. E proprio a tale fine l’iconografia, già a partire dal sec. XIV, si fa interprete e divulgatrice di questa leggenda, raffigurando la santa con simboli specifici e al tempo stesso connotativi: gli occhi, che Lucia tiene in mano (o su un piatto o su un vassoio), che si accompagnano sovente alla palma, alla lampada (che è anche uno dei simboli evangelici più diffuso e più bello, forse derivato dall’arte sepolcrale) e, meno frequenti, anche ad altri elementi del suo martirio, come ad es. il libro, il calice, la spada, il pugnale e le fiamme.divisore_candela_1

La vergine e martire Lucia nacque in Siracusa, sul finire del terzo secolo, da ricca e nobile famiglia. Ancor bambina, perdette il padre, rimanendo sotto la custodia della madre Eutichia. Eutichia soffriva da molti anni un flusso di sangue, così ostinato, che aveva fatto ingenti spese per consultare medici, senza ricavarne nessun giovamento. L’amorosa figliuola le stava sempre al fianco, prestandole i servigi più delicati e le cure più affettuose.

Nel febbraio dell’anno 304 madre e figlia si recano a Catania, per pregare sulla tomba di S.Agata. Il 5 febbraio, giorno sacro a sant’Agata, arrivano a Catania. Recatesi al sepolcro di sant’Agata, udirono leggere il Vangelo dell’emorroissa, la donna che toccando il lembo della veste di Gesù ebbe la guarigione. Lucia, disse alla madre: << Madre, se credi a quello che ora si è letto, crederai pure che Agata, la quale ha patito per Cristo, può chiedere per te a Gesù la guarigione: se vuoi, dunque, tocca con fede il suo sepolcro e sarai guarita .>>
Lucia ed Eutichia, avvicinatesi al sepolcro, s’inginocchiarono, pregando la martire tra le lacrime. Mentre stavano in preghiera, Lucia fu presa da una visione e vide, in mezzo a schiere di angeli, sant’Agata che rivolta a lei, le diceva: << Lucia sorella mia, vergine di Dio, perché domandi a me quello che tu stessa puoi concedere ? La tua fede ha giovato a tua madre, ed ecco che è divenuta sana. Tu ti sei consacrata a Dio nella verginità e perciò come per me la città di Catania viene ricolma di grazie del cielo, così per te lo sarà la città di Siracusa.>>

Ritornata a Siracusa, Lucia per ringraziare il Signore per la guarigione della madre, decide di dare tutta la sua dote ai poveri e di consacrarsi a Dio, così come era nel suo cuore a Dio.
E avendo cominciato a vendere le sue sostanze ed a fare la distribuzione ai poveri, ne pervenne la notizia alle orecchie di un giovane, che desiderava la mano di Lucia: il quale, vedendosi deluso nelle sue speranze, per vile vendetta la denunziò come cristiana, al prefetto di Siracusa, Pascasio.
Era l’anno 304: i feroci imperatori, Diocleziano e Massimiano avevano emanato un editto di sterminio contro i cristiani; e, in tutto l’impero, i seguaci di Cristo morivano, tra i più feroci tormenti.1414
Lucia, già matura per il cielo, vide avvicinarsi anche per lei l’ora del combattimento desiderato. Presa dai soldati e condotta dinnanzi al tribunale di Pascasio, si mostrò serena e lieta in volto. Il prefetto, sapendo che essa apparteneva a nobile famiglia e vedendo che era giovanissima e di una rara bellezza, la trattò dapprima con buone maniere, consigliandola a lasciare la superstizione cristiana e ad offrire incenso agli idoli pagani . La rimproverò pure perché sciupava la dote che poteva servire allo sposo .

Lucia disse : << Io sono cristiana e non adoro false divinità; ma il vero Dio, che sta nei cieli, creatore del mondo, e Gesù Cristo, che ci ha redenti. In quanto poi alla mia dote, io sola ne posso disporre e perciò con tutto il cuore l’ho distribuita alle vedove, agli orfani , ai poveri e ai ministri di Dio>>.

Pascasio rispose: << Tu hai dissipato le tue sostanze con uomini dissoluti . >>
Ma Lucia piena di Spirito Santo disse:<< Io ho posto al sicuro il mio patrimonio e il mio corpo non conosce l’impurità. Voi invece siete schiavi della corruzione del corpo e allontanate le anime degli uomini dal Dio vivente per farle servire al diavolo e agli angeli suoi. Preferite le ricchezze passeggere ai beni eterni . >>
Pascasio, cieco dalla rabbia, le disse : << Queste belle parole cesseranno, quando verremo ai tormenti . >>
<< Le parole di Dio non cesseranno mai >> rispose Lucia .
<< Tu dunque sei Dio ? >> riprese quegli.
E Lucia :<< Io sono la serva del Dio eterno, il quale ha detto: Quando sarete condotti dinanzi ai re e ai principi non vi date pensiero del come di ciò che dovete dire , perché non siete voi che parla ma lo Spirito Santo che parla in voi . >>lucylucy
Pascasio disse : <<Dentro di te c’è dunque lo Spirito Santo ? >>
Lucia rispose : << L’apostolo dice : Coloro che vivono castamente e pienamente sono tempio di Dio e lo Spirito Santo abita in essi . >>
E Pascasio in tono minaccioso: << Ti farò condurre in un luogo infame ,dove sarai, costretta a vivere nel disonore ; e così lo Spirito Santo fuggirà da te. >> La vergine, nella sua calma imperturbabile , rispose ancora: << Non viene deturpato il corpo , se non dal consenso della volontà. Se tu comandi che io subisca una violenza ,contro la mia volontà, la mia castità avrà il merito di una doppia corona . >>

Pascasio confuso e adirato, ordinò che trascinasse la Santa Vergine in un luogo infame(il lupanare o luogo di prostituzione), radunando, per maggior vergogna, tutto il popolo .
Ma avvenne un grande prodigio! Lo Spirito Santo diede a Lucia tale immobilità, da non poterla quelli rimuovere. Vi provarono i più robusti soldati, ma Lucia resta ferma, mentre quei forti cadono spossati. La legano ai piedi e alle mani, con delle corde, e incominciarono a tirare tutti insieme; ma quella rimane incrollabile come un monte .
Pascasio, furibondo, dà ordine di far venire molte paia di buoi. Sforzi inutili! Quegli animali, non riescono a smuovere la vergine di Cristo, che lo Spirito Santo mantiene immobile. 

Pascasio, sempre più cieco dalla rabbia, le grida: << Quali sono le tue arti magiche ? >>
La Santa rispose : << Queste non sono arti magiche, ma è la potenza di Dio, il quale ha detto: << Cadranno mille alla tua sinistra e diecimila alla tua destra, ma nessuno arriverà ad avvicinarsi a te. Misero Pascasio, a che ti affliggi? Perché impallidisci? Perché ti struggi di furore? Hai avuto già la prova che io sono tempio di Dio: credi ormai . >>
Ma quegli diventa maggiormente furibondo e ordina che sia acceso un gran fuoco attorno a lei , che vi si getti pece, resina olio, affinché la vergine sia consumata al più presto. Vano tentativo anche questo! Le fiamme ardono ma non toccano la santa martire, la quale , sorridente alla letizia degli angeli , canta inni al Signore .
Gli amici di Pascasio la tolgono di là, per finirla col pugnale. Mentre il carnefice si accinge a vibrare il colpo fatale , Lucia , piegate le ginocchia, prega e dice agli astanti: << Fra breve sarà data pace alla Chiesa di Dio. Diocleziano e Massimiano cadranno dall’impero e finiranno miseramente. Come la città di Catania ha in venerazione sant’Agata, così anche voi onorerete me, per grazia del Signor nostro Gesù Cristo, osservando di cuore i comandamenti di Dio . >>
Dette queste parole, cadde trafitta e l’anima generosa volò verso Gesù il suo Sposo divino. 
Era il 13 dicembre 304, giorno che fu assegnato, a caratteri d’oro, nella storia di Siracusa e della Chiesa cattolica.Il culto a Santa Lucia

Per editto imperiale del 290, era concesso ai cristiani di assistere alla morte dei fratelli di fede e di seppellirli.
Onde Eutichia e altre devote matrone siracusane seppellirono il corpo glorioso della santa Martire in una tomba , all’ ingresso delle catacombe di Acradina.
Sul sarcofago scolpirono la colomba, spiccata dall’arca di Noè per annunziare al mondo la pace.
E la pace difatti , giusta la profezia di S. Lucia, fu data poco dopo alla chiesa da Costantino il Grande; mentre Pascasio, Diocleziano e Massimiano perivano miseramente.
Presso il sito , dove la Santa rese lo spirito a Dio, i siracusani edificarono, nell’ anno 310 , un bel tempio, sotto il papa S . Gregorio Magno, che propagò il culto di S. Lucia e ne inserì il nome nel Canone della Messa, vi fu annesso un monastero di benedettini.
Il culto della Santa si diffuse rapidamente,subito dopo la sua morte, in tutta la cristianità. 
Nell’ anno 384 , il siracusano S . Urso , vescovo di Ravenna , le dedicò un tempio in quella città.

Nel secolo VII , sant’ Adelmo in Inghilterra e S . Giovanni Damasceno in Oriente la celebrarono nei loro scritti.
Dante Alighieri e Cristoforo Colombo ne furono devotissimi: l ‘ uno, che attribuì alla sua intercessione la guarigione da una grave infermità agli occhi, ne fece uno dei principali personaggi della Divina Commedia,‘ l’altro ne pose il nome a un isola delle Piccole Antille , scoperta il 13 dicembre. 
Caduta Siracusa , nell’ anno 878 , nelle mani dei Saraceni , il corpo di S. Lucia fu tenuto dai siracusani gelosamente nascosto nelle catacombe. Il generale greco Giorgio Maniace , impadronitosi della città nel 1040, lo chiese e lo trasportò a Costantinopoli, facendone un dono all’imperatrice Teodora.
I Crociati veneziani , dopo la conquista del 1204 , lo portarono a Venezia , dove oggi si venera nella chiesa parrocchiale di S . Geremia, su di un altare laterale dentro un’urna di marmo cipollino.
Nel 1904 ,il Cardinale Patriarca di Venezia ne fece la giuridica ricognizione e ne constatò la meravigliosa conservazione.
Il corpo della Santa è mummificato e conserva la pelle, molle al tatto. I piedi appaiono intatti; vi si scorge un’ unghia nel piede destro. Manca buona parte del braccio sinistro , che in vari tempi fu concesso , come reliquia , a papi e sovrani . 

Si vede pure ( cosa rarissima nei corpi dei martiri ) la traccia del suo martirio: un profondo buco vicino al petto, sul lato destr
o. 

Una delle più antiche tradizioni veronesi racconta che le spoglie della santa siracusana passarono da Verona durante il loro viaggio verso la Germania intorno al sec. X, fatto che spiegherebbe anche la diffusione del culto della santa anche nel nord Europa.

Le reliquie della Santa sono state, in ogni tempo, strumenti delle meraviglie del Signore, per le infermità agli occhi. divisore_candela_1

Fonti: 

http://www.santiebeati.it/dettaglio/25550

http://www.chiesamadrecarlentini.it/chiesa_madre_carlentini_Festa_santa_lucia_vita_martirio.htm

Grave attentato contro i cristiani copti in Egitto. “Uniti nel sangue dei nostri martiri”, le parole del Papa al Patriarca della chiesa copto-ortodossa

L’ 11 dicembre 2016 in Egitto si è consumato uno degli attentati più gravi contro la comunità cristiana copta. L’ordigno è esploso nella piccola cappella di san Pietro e Paolo, adiacente alla cattedrale copta di san Marco, nella capitale del Cairo. Almeno 25 morti e 35 feriti gravi.  Una bomba con 12 kg di tritolo era stata posizionata all’interno del settore femminile della chiesa.

Durante la S. Messa i fedeli hanno udito l’esplosione e visto volare brandelli di corpi e sangue provenienti dal lato delle donne, che in genere trovano posto nella zona di destra della chiesa. Hanna Kamel un testimone, afferma che almeno 10 donne sono morte sul colpo. “Stavamo per pregare quando è avvenuta l’esplosione. Io e i miei amici eravamo fuori perchè la chiesa era piena di fedeli. C’era sangue dappertutto”.

“Uniti nel sangue dei nostri martiri”. Così Papa Francesco nella telefonata a Sua Santità Tawadros II, Patriarca della Chiesa copto-ortodossa d’Alessandria d’Egitto, per esprimere le proprie condoglianze riguardo all’attacco alla cattedrale copta di San Marco in Abassiya, al Cairo.  Il Pontefice ha espresso la propria vicinanza al Patriarca e alla comunità copta “così duramente colpita”, specialmente alle donne e ai bambini che rappresentano il numero più alto fra le vittime. Tawadros II ha ricordato l’espressione di Papa Francesco, pronunciata durante il loro incontro in Vaticano, ossia l’“ecumenismo del sangue”.egypt-christians-brotherhood-clashes

L’Egitto subisce da tempo attentati terroristi. Due giorni fa a Giza sei poliziotti sono stati uccisi a un posto di blocco da un gruppo vicino ai Fratelli Musulmani, gruppo islamista chiamato Hasm. Nel Sinai si susseguono uccisioni contro le forze dell’ordine, ma anche contro civili e fedeli cristiani, ad opera di gruppi legati allo Stato islamico. La comunità cristiana (il 10% della popolazione in Egitto) subisce da decenni discriminazioni e violenze, accresciutesi dopo la cacciata del presidente Mohamed Morsi dal potere ad opera dell’ex generale Abdel Fattah Al Sissi. Morsi è un alto esponente dei Fratelli musulmani.

La condanna dell’Islam sunnita
Da parte sua, l’università di Al Azhar, la più autorevole istanza dell’islam sunnita, ha condannato l’atto terrorista ed annullato la celebrazione della festa per la nascita del profeta Maometto, per partecipare al lutto nazionale per le vittime dell’attentato contro i cristiani.

Il presidente egiziano, Abdel Fattah al Sis ha annunciato i primi risultati delle indagini sull’ attentato alla chiesa copta, per il quale non esistono ancora rivendicazioni ufficiali. Lo ha detto nel corso della cerimonia funebre al Cairo, in commemorazione delle vittime, che si è svolta il 12 dicembre: l’attacco alla Chiesa è stato messo a segno da un ventiduenne, un kamikaze che risponderebbe al nome di Shafik Mahmoud Mohamed Mostafa, proveniente dalla città di Fayyum, un’oasi sul Nilo a un centinaio di chilometri a sud del Cairo, considerata una roccaforte dei Fratelli musulmani. Il terrorista indossava un giubbotto esplosivo. Le forze di sicurezza hanno inoltre arrestato tre uomini e una donna all’interno delle indagini per l’attentato e sono alla ricerca di altri due latitanti.

Destabilizzare il Paese.Lo scopo di questi attacchi è la destabilizzazione del Paese e della sua sicurezza – commenta  monsignor Antonios Aziz Mina, vescovo copto cattolico di Guizeh –

i cristiani sono le vittime ma anche il pretesto per dimostrare che l’Egitto non è sicuro. Colpendo la componente cristiana si vuole colpire anche l’economia, il turismo, seminare il terrore in ogni strato della popolazione. È un momento di grande dolore, abbiamo il cuore spaccato ma questo è il prezzo da pagare per la democrazia”.

I sospetti per questo ennesimo attentato ricadono sui gruppi salafiti jihadisti, attivi soprattutto nel Sinai, (alcuni sostenitori dello Stato islamico hanno esultato, festeggiando sui social network), ma con cellule anche nella capitale e contro i quali il presidente Abdel Fatah al-Sisi, salito al potere nel 2013 dopo aver esautorato il presidente Mohammed Morsi, sta conducendo una dura campagna di repressione. Per mons. Aziz Mina l’attacco alla chiesa cristiano copta si inserisce nel novero di quelli contro la polizia avvenuti a Giza nella zone delle Piramidi, due giorni fa:  “Anche lì abbiamo avuto dei morti. Nella zona del Sinai da tempo è in atto una serie di attentati contro esercito e polizia. Lo scopo – ripete – è destabilizzare l’Egitto. E se cade l’Egitto ci saranno ripercussioni molto gravi per tutta la regione mediorientale”.

La risposta deve essere concertata e non può fermarsi alla sola repressione.“Oggi più che mai serve il coinvolgimento del movimento democratico e civile. Per i terroristi qualsiasi governo che dovesse succedersi è un nemico da combattere. Ma – ricorda il vescovo copto cattolico – milioni di egiziani hanno detto ‘no’ al fondamentalismo e all’integralismo.

Ogni goccia di sangue versata dai martiri per l’Egitto è un mattone per la sua ricostruzione democratica.

Passo fondamentale – conclude mons. Aziz Mina – sarà seguire la nuova Costituzione. Fino ad ora il cammino è stato piuttosto timido anche perché i fondamentalisti, presenti nei vari strati della società, tendono a frenare questo passaggio verso la democrazia che vuole libertà di coscienza e di pensiero. La nuova carta costituzionale è la salvezza del Paese.

Noi sentiamo sempre la vicinanza di Sua Santità Papa Francesco – non soltanto per la nostra Chiesa ma per tutti i cristiani del Medio Oriente. Lui è sensibile e segue la nostra situazione. I cristiani in Medio Oriente sono rimasti pochissimi dopo tutto quello che sta succedendo in Iraq e in Siria.

Chiediamo alla comunità internazionale di fare qualcosa contro il terrorismo.

FONTI http://it.radiovaticana.va/news/2016/12/12/papa_a_tawadros_ii_uniti_nel_sangue_dei_martiri/1278433

http://agensir.it/mondo/2016/12/12/bombe-in-chiesa-tra-i-fedeli-in-fila-per-la-comunione-il-difficile-cammino-dellegitto-verso-la-democrazia/

http://www.tempi.it/vogliono-farci-paura-sono-malati-di-violenza#.WE-ThtThCt8

FALSI ESORCISTI: il santone Mauro Cioni e il Mago Malleus, due casi di sètte abusanti, i cui leader si spacciavano per ‘esorcisti’

MAI RIVOLGERSI A SANTONI E MAGHI CHE SI SPACCIANO PER ESORCISTI. Gli unici veri esorcisti sono i sacerdoti che hanno ricevuto il mandato dal Vescovo della Diocesi 

Si è concluso il 12 dicembre 2016 il processo contro il santone Mauro Cioni,  condannato a 15 anni di reclusione per i reati di riduzione in schiavitù e violenze sessuali. Cioni è stato riconosciuto colpevole di violenze su un gruppo di donne appartenenti alla setta che aveva lui stesso fondato a Montecchio, in provincia di Cortona (Arezzo), da circa vent’anni.  Cioni, ex sacerdote oggi ultrasettantenne, sosteneva di allontanare il demonio con pratiche “sui generis”, pur non avendo MAI avuto alcun incarico dal Vescovo;  Cioni infatti si era distaccato dalla Chiesa cattolica nel 1985 e si era sposato nel 1987, si spacciava per “guaritore”ed attirava intorno a lui persone che volevano vivere il ‘cristianesimo fai da te’ che lui offriva.. Aveva creato una sorta di “comune”, in cui le persone lavoravano per lui e sotto i suoi comandi…

Secondo i racconti fatti da chi lo ha denunciato, ogni adepto doveva abbandonare ogni legame familiare, sentimentale e lavorativo, e conferire i propri risparmi alla comunità. 

Cioni si proponeva come guru e faceva credere agli adepti che, “per conseguire la salvezza eterna e per liberarli dalle presenze maligne” dovevano assecondarlo in ogni sua decisione. Se si fossero rifiutati, “avrebbero sofferto tutta la vita e sarebbero stati dannati per l’eternita’”…

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il santone Mauro Cioni e la sua “comunità”

Dalle indagini è emerso che Cioni diceva a ogni donna vittima di abusi che era ‘l’eletta destinataria’ delle sue speciali attenzioni. Il santone chiedeva rapporti sessuali violenti, in un contesto nel quale le adepte erano psicologicamente soggiogate in una “condizione di schiavitù”, escluse dai rapporti con i familiari e con le persone care, con chiunque volesse dissuaderle dalla sua”guida spirituale”. 

Negli ultimi tempi, otto famiglie in Toscana si erano coalizzate contro il santone, per riuscire a vedere almeno i propri nipotini, chiusi nella comunità di Cioni…<<l’abolizione del reato di plagio – spiega Elena Zazzeri De Santis, legale dei familiari – ha creato una carenza nell’ordinamento. Non esiste la possibilità di tutelare un soggetto entrato a far parte di questi gruppi a forte compressione psicologica>>.

L’indagine della speciale Squadra Antisette della squadra Mobile di Firenze, è partita dalla segnalazione di una ex seguace fuggitiva, che era riuscita a liberarsi dalla soggezione del ‘santone’ Cioni e raccontare la cosa alla polizia. Da quel momento, altri seguaci hanno trovato il coraggio di denunciare.  Al centro racconti spesso drammatici dei protagonisti. Ed episodi tragici, come il suicidio di un giovane, a fine 2000, con un colpo di fucile…Cioni dovrà anche pagare 30 mila euro di provvisionale come risarcimento alle cinque parti civili costituitesi in giudizio.

Questa terribile vicenda non è molto diversa dalle tante a cui purtroppo assistiamo quasi quotidianamente anche in Italia, dove la superstizione ed il ricorso a santoni e maghi è sempre più dilagante: riportiamo il caso del MAGO MALLEUS di Bergamo, per fare riflettere. Anche lui si spacciava per esorcista…

Bergamo, satanista in manette per violenza sessuale e truffaL’uomo, operava in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna A denunciarlo una donna finita sulla sedia a rotelle
BERGAMOSi faceva chiamare Mago Malleus e raccoglieva adepti comparendo in tv, nelle trasmissioni di magia, presentandosi come chiromante. Negli incontri privati poi si spacciava per esorcista e prometteva ai suoi clienti, a quanto pare soprattutto donne, di metterli in contatto con un demone che avrebbe risolto ogni loro problema. E per farlo organizzava riti di magia nera in alberghi e abitazioni private durante i quali le donne, costrette a pagare sino a 6 milioni di lire a seduta, venivano percosse e violentate. Una di queste, rimasta invalida in seguito alle lesioni riportate durante una seduta, lo ha denunciato. L’uomo è finito in carcere con le accuse di violenze sessuali, lesioni gravissime e truffa aggravata.

Giovanni Cottino, commerciante di piante grasse di 55 anni, residente in provincia di Savona operava nella provincia bergamasca e nel bresciano e più raramente svolgeva la sua attività anche in Emilia Romagna e nel Veneto. Ora è detenuto a Brescia. Secondo la polizia le sedute che organizzava, probabilmente insieme a dei complici di cui però non si hanno ancora notizie, erano a base di insulti, maltrattamenti e orge. Umiliazione, Dolore, Sesso perverso, erano i nomi dati alle fasi rituali indispensabili perché il demone entrasse nel corpo delle donne. Ai riti, durante i quali venivano sacrificati animali di piccola taglia come conigli e galline, avrebbero partecipato anche minorenni, ipotesi questa ancora al vaglio degli inquirenti.

 A denunciare Giovanni Cottino è stata una delle malcapitate clienti, una cittadina straniera residente nel bergamasco, finita su una sedia a rotelle per le gravi lesioni alla spina dorsale riportate durante un rito. Grazie a lei è stato possibile arrestare il Mago Malleus….

 Fonti La Repubblica, 2 aprile 2002

http://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2016/12/12/condannato-santone-montecchio-anni-per-sesso-schiavitu_3cTtFlccYSUBvCIifiDutI.html

Il Papa in Amoris Laetitia: “No gender, nozze gay, utero in affitto, aborto, divorzio, eutanasia”, ma i grandi media occultano gli argomenti scomodi…

Ci teniamo a far conoscere I FONDAMENTALI ARGOMENTI DI AMORIS LAETITIA in difesa della sacralità del matrimonio e della famiglia,  che i grandi media non riportano perchè danno fastidio e non sono ‘politicamente corretti’.

Aldilà dei gossip mediatici che i militanti antiPapa Francesco hanno voluto scatenare, è necessario ribadire che AMORIS LAETITIA E’ MAGISTERO UNIVERSALE E ORDINARIO, come dice il Concilio Vaticano I: il magistero universale e ordinario viene esercitato dalla totalità dell’episcopato unito al Papa (Amoris Laetitia è Esortazione Apostolica postsinodale, quindi è FRUTTO maturo del lavoro e della concordanza di tutti i vescovi e cardinali di tutto il mondo, che hanno partecipato al Sinodo sulla famiglia) e, in quanto tale, costituisce un organo del magistero INFALLIBILE. L’infallibilità del magistero universale e ordinario è stata definita dal Concilio Vat I: “Perciò per fede divina e cattolica si devono credere tutte quelle cose, che sono contenute nella parola di Dio scritta o tramandata, e che vengono proposte a credere nella Chiesa o con solenne definizione o con ordinario e universale magistero come verità rivelate da Dio”.

I gruppi militanti antiPapa Francesco, (di vario genere, ma la loro comune strategia è sempre la disinformazione  ed il falso ‘zelo,’ sia da parte degli ultraprogressisti sia da parte degli ultratradizionalisti) forti del rumore mediatico che vogliono scatenare, con ogni mezzo, anche con l’insulto contro il Papa e contro chi segue il Papa con rispetto filiale, (come insegna la sana Dottrina cattolica di sempre!), diffondono solo le ‘opinioni’ dei vari “guru di turno” e si soffermano solo su un argomento che serve da gossip mediatico: il tema dei “divorziati risposati”, che è trattato solo marginalmente nell’Esortazione, in cui il Papa invita tutti i Pastori a non abbandonare queste persone a se stesse, guidandole se vogliono ad un graduale e pieno ritorno alla vita della Chiesa(conversione e Sacramento della Confessione), con un accurato discernimento CASO PER CASO, (come avviene per ognuno di noi, ognuno è peccatore ed è un caso a sè, non si nasce Santi purtroppo, quindi non si possono catalogare le persone ed escluderle), e come avevano già sottolineato  le precedenti Esortazioni apostoliche di S. Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI. Ne riparleremo in seguito.

Ecco i veri ed importanti argomenti “scomodi”, di cui i media più popolari non parlano, trattati da Papa Francesco e dai Pastori sinodali  in Amoris Laetitia (abbreviamo in AL):

NO a Gender “dittatura del pensiero unico”
AL 56. Un forte attacco contro la famiglia emerge da varie forme di un’ideologia, genericamente chiamata “gender”, che “nega la differenza e la reciprocità naturale di uomo e donna. Essa prospetta una società senza differenze di sesso, e svuota la base antropologica della famiglia. Questa ideologia induce progetti educativi e orientamenti legislativi che promuovono un’identità personale e un’intimità affettiva radicalmente svincolate dalla diversità biologica fra maschio e femmina. L’identità umana viene consegnata ad un’opzione individualistica, anche mutevole nel tempo. È inquietante che alcune ideologie di questo tipo, che pretendono di rispondere a certe aspirazioni a volte comprensibili, cerchino di imporsi come un pensiero unico che determini anche l’educazione dei bambini. D’altra parte, « la rivoluzione biotecnologica nel campo della procreazione umana ha introdotto la possibilità di manipolare l’atto generativo, rendendolo indipendente dalla relazione sessuale tra uomo e donna. In questo modo, la vita umana e la genitorialità sono divenute realtà componibili e scomponibili, soggette prevalentemente ai desideri di singoli o di coppie ». Una cosa è comprendere la fragilità umana o la complessità della vita, altra cosa è accettare ideologie che pretendono di dividere in due gli aspetti inseparabili della realtà. Non cadiamo nel peccato di pretendere di sostituirci al Creatore. Siamo creature, non siamo onnipotenti. Il creato ci precede e dev’essere ricevuto come dono. Al tempo stesso, siamo chiamati a custodire la nostra umanità, e ciò significa anzitutto accettarla e rispettarla come è stata creata.

NO Nozze gay, NO alle lobby gay
AL251. Nel corso del dibattito sulla dignità e la missione della famiglia, i Padri sinodali hanno osservato che “circa i progetti di equiparazione al matrimonio delle unioni tra persone omosessuali, non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia”; ed è inaccettabile “che le Chiese locali subiscano delle pressioni in questa materia e che gli organismi internazionali condizionino gli aiuti finanziari ai Paesi poveri all’introduzione di leggi che istituiscano il ‘matrimonio’ fra persone dello stesso sesso”.

NO ABORTO E UTERO IN AFFITTO, Diritto alla vita: obbligo morale dell’obiezione di coscienza.
AL 54 e 83. In questo contesto, non posso non affermare che, se la famiglia è il santuario della vita, il luogo dove la vita è generata e curata, costituisce una lacerante contraddizione il fatto che diventi il luogo dove la vita viene negata e distrutta. È così grande il valore di una vita umana, ed è così inalienabile il diritto alla vita del bambino innocente che cresce nel seno di sua madre, che in nessun modo è possibile presentare come un diritto sul proprio corpo la possibilità di prendere decisioni nei confronti di tale vita, che è un fine in sé stessa e che non può mai essere oggetto di dominio da parte di un altro essere umano. La famiglia protegge la vita in ogni sua fase e anche al suo tramonto. Perciò a coloro che operano nelle strutture sanitarie si rammenta l’obbligo morale dell’obiezione di coscienza. La violenza verbale, fisica e sessuale che si esercita contro le donne in alcune coppie di sposi contraddice la natura stessa dell’unione coniugale. Penso alla grave mutilazione genitale della donna in alcune culture… ma ricordiamo anche la pratica dell’“utero in affitto” o la “strumentalizzazione e mercificazione del corpo femminile nell’attuale cultura mediatica”.

NO divorzio “il divorzio è un male”, “aiutare a sanare le ferite”: AL CAP 6

“Il divorzio è un male, ed è molto preoccupante la crescita del numero dei divorzi”. “Il nostro compito pastorale più importante riguardo alle famiglie, è rafforzare l’amore e aiutare a sanare le ferite, in modo che possiamo prevenire l’estendersi di questo dramma della nostra epoca”.

Prepararsi al matrimonio

Molta insistenza è posta sull’esigenza di preparare meglio i fidanzati al matrimonio, con «un maggiore coinvolgimento dell’intera comunità». Viene lasciato a ogni Chiesa locale scegliere come farlo. «Si tratta di una sorta di “iniziazione” al sacramento del matrimonio». Il percorso di preparazione deve anche dare la possibilità «di riconoscere incompatibilità e rischi» e dunque di non proseguire nel rapporto. 

No eutanasia e suicidio assistito, Sì all’«Humanae vitae»

Francesco chiede di riscoprire l’enciclica di Paolo VI e la «Familiaris consortio» di Papa Wojtyla, «al fine di ridestare la disponibilità a procreare in contrasto con una mentalità spesso ostile alla vita». Tra le «gravi minacce» per le famiglie in tutto il mondo si citano l’eutanasia e il suicidio assistito. Ci si sofferma poi sulla situazione «delle famiglie schiacciate dalla miseria, penalizzate in tanti modi, dove i limiti della vita si vivono in maniera lacerante». Si parla della «piaga» della tossicodipendenza «che fa soffrire molte famiglie, e non di rado finisce per distruggerle. Qualcosa di simile succede con l’alcolismo, il gioco e altre dipendenze».

Discernimento situazioni «irregolari» (divorziati risposati, convivenze, paragrafi 296-312 dell’ottavo capitolo di AL)

Non viene mai nominata l’ammissione all’Eucaristia nel testo, ma IL PAPA FA RIFERIMENTO ALLA NECESSITA’ DEL SACRAMENTO DELLA CONFESSIONE come discernimento.  Si spiega che non sono possibili regole canoniche generali, valide per tutti: la via da seguire è quella del discernimento caso per caso.

Esame di coscienza per i divorziati risposati

Il Papa suggerisce un esame di coscienza attraverso momenti «di riflessione e di pentimento». I divorziati risposati «dovrebbero chiedersi come si sono comportati verso i loro figli quando l’unione è entrata in crisi; se ci sono stati tentativi di riconciliazione; come è la situazione del partner abbandonato; quali conseguenze ha la nuova relazione sul resto della famiglia e la comunità dei fedeli». 

«Deve essere chiaro – osserva Francesco – che questo non è l’ideale che il Vangelo propone». Ma i singoli casi vanno esaminati e seguiti pastoralmente, se le persone desiderano convertirsi e rientrare in piena comunione con la Chiesa.

No a una doppia morale  

Il colloquio col sacerdote aiuta a un «giudizio corretto su ciò che ostacola la possibilità di una più piena partecipazione alla vita della Chiesa». Francesco chiarisce che questo discernimento non potrà mai prescindere dalle esigenze di verità del Vangelo. Dunque «vanno garantite le necessarie condizioni di umiltà, riservatezza, amore alla Chiesa e al suo insegnamento». Atteggiamenti «fondamentali» per evitare il «grave rischio di messaggi sbagliati, come l’idea che qualche sacerdote possa concedere rapidamente “eccezioni”, o che esistano persone che possano ottenere privilegi sacramentali in cambio di favori».  

«Nessuno può essere condannato per sempre – scrive il Papa – perché questa non è la logica del Vangelo!». «Ovviamente – aggiunge Francesco – se qualcuno ostenta un peccato oggettivo come se facesse parte dell’ideale cristiano, o vuole imporre qualcosa di diverso da quello che insegna la Chiesa, non può pretendere di fare catechesi o di predicare, e in questo senso c’è qualcosa che lo separa dalla comunità». Non si tratta, insomma, di rivendicare diritti, né di auto-giustificazioni pubbliche.

C’è  il caso di quanti hanno fatto «grandi sforzi» per salvare il primo matrimonio e hanno subito un abbandono ingiusto, o il caso di chi si è sposato nuovamente «in vista dell’educazione dei figli» e magari in coscienza è certo che il precedente matrimonio, «irreparabilmente distrutto, non era mai stato valido». Un caso completamente diverso, invece, è una nuova unione che viene da un recente divorzio, con tutte le conseguenze di sofferenza e confusione che colpiscono i figli e le famiglie intere, o la situazione di chi ha ripetutamente «mancato ai suoi impegni familiari».

 Il Papa riprende le conclusioni dei Padri sinodali, afferma che il discernimento va fatto sempre «distinguendo adeguatamente» le situazioni, dato che non esistono «semplici ricette».

Fonti

http://www.clerus.org/clerus/dati/2000-02/26-2/CHIESA.html

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/05/17/amoris-laetitiasenza-le-caricature-dei-giornalistinessuna-rottura-con-il-magistero/

 

Madonna di Guadalupe, Protettrice del nascituro contro la “cultura della morte”

PREGHIERA PER LE VITTIME DELL’ABORTO A NOSTRA SIGNORA DI GUADALUPE- PROTETTRICE DEI BIMBI NON NATIvirgenguadalupe

Santa Maria, Madre di Dio e della Chiesa, Nostra Signora di Guadalupe, tu fosti scelta dal Padre per il Figlio per mezzo dello Spirito Santo.

Tu sei la Donna vestita di sole sul punto di dare alla luce Cristo mentre satana, il Dragone Rosso, spera di divorare voracemente tuo Figlio.

La stessa cosa fece Erode cercando di distruggere tuo Figlio, Nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, massacrando molti bambini innocenti nel suo intento. La stessa cosa fa oggi l’aborto, ammazzando milioni di bambini innocenti e sfruttando le sue madri nel suo attacco contro la vita e contro la Chiesa, il Corpo di Cristo.

Madre degli Innocenti, lodiamo Dio in te per i Suoi doni a te, per la tua Immacolata Concezione, libera dal peccato, piena di grazia; la tua maternità di Dio e della Chiesa, la tua Perpetua Verginità e la tua Ascensione al Cielo in corpo e spirito.

O Ausilio dei Cristiani, ti preghiamo, proteggi tutte le madri dei non nati ed i bimbi nel loro grembo. Supplichiamo il tuo aiuto affinché termini l’olocausto dell’aborto.

Santa Madre, preghiamo il tuo Immacolato Cuore per tutte le madri e tutti i bambini ancora non nati affinché essi possano avere la vita sulla terra e per il Preziosissimo Sangue versato da tuo Figlio possano avere vita eterna con Lui nei cieli.

Preghiamo il tuo Immacolato Cuore anche per tutti quelli che praticano aborti e quelli che li appoggiano, affinché si convertano ed accettino tuo Figlio, Gesù Cristo, come Signore e Salvatore. Difendi tutti i tuoi figli nella battaglia contro satana e tutti gli spiriti malvagi in questi tempi di oscurità.

Desideriamo che gli innocenti bambini ancora non nati e che muoiono senza il Battesimo possano essere battezzati e salvati. Ti chiediamo di concedere questa grazia per loro ed il pentimento, la riconciliazione ed il perdono di Dio per i loro genitori ed i loro assassini.

Che sia rivelato una volta in più nel mondo il potere dell’Amore. Che egli metta fine al male. Che trasformi le coscienze. Che il tuo Immacolato Cuore riveli per tutti la luce della speranza. Che Cristo Re regni su tutti noi, le nostre famiglie, città, stati, paesi e l’umanità intera.

O clemente, O piena di amore, O dolce Vergine Maria, ascolta le nostre preghiere ed accetta l’esultanza dei nostri cuori!

Nostra Signora di Guadalupe, Protettrice dei non nati, Prega per noi!

Una donna incinta di tre mesimc24a

Misure ginecologiche hanno stabilito che la Vergine di Guadalupe dell’Immagine miracolosa, ha le dimensioni fisiche di una donna incinta di tre mesi. Sotto la cintura che trattiene la veste, al posto stesso dell’embrione, spicca un fiore con quattro petali: il Fiore solare, il più familiare dei geroglifici degli Aztechi che simboleggia per loro la divinità, il centro del mondo, del cielo, del tempo e dello spazio. Dal collo della Vergine pende una spilla il cui centro è adorno di una piccola croce, che ricorda la morte di Cristo sulla Croce per la salvezza di tutti gli uomini. Vari altri particolari dell’Immagine di Maria fanno di essa uno straordinario documento per la nostra epoca, che si può constatare grazie alle tecniche moderne.

Così la scienza, che ha spesso servito quale pretesto per l’incredulità, oggi ci aiuta a mettere in evidenza segni che erano rimasti sconosciuti per secoli e secoli e che non può spiegare.
L’immagine di Nostra Signora di Guadalupe porta un messaggio di evangelizzazione: la Basilica di Città del Messico è un centro «dal quale scorre un fiume di luce del Vangelo di Cristo, che si diffonde su tutta la terra attraverso l’Immagine misericordiosa di Maria» (Giovanni Paolo II, 12 dicembre 1981).
Inoltre, con il suo intervento in favore del popolo azteco, la Vergine ha contribuito alla salvezza di innumerevoli vite umane, e la sua gravidanza può esser interpretata come un appello speciale in favore dei nascituri e della difesa della vita umana; tale appello è di grande attualità ai giorni nostri, in cui si moltiplicano e si aggravano le minacce contro la vita delle persone e dei popoli, soprattutto quando si tratta di una vita debole ed inerme.

Protettrice del nascituro
Nostra Signora di Guadalupe contro la cultura della morte
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 Il Concilio Vaticano II ha deplorato con forza i crimini contro la vita umana: “Tutto ciò che è contro la vita stessa, come ogni specie di omicidio, il genocidio, l’aborto, l’eutanasia e lo stesso suicidio volontario, TUTTO CIÒ CHE VIOLA L’INTEGRITÀ’ DELLA PERSONA UMANA… (…); tutte queste cose, e altre simili, sono certamente VERGOGNOSE. Mentre GUASTANO LA CIVILTÀ UMANA, disonorano coloro che così si comportano più ancora che quelli che le subiscono e ledono grandemente l’onore del Creatore” (“Gaudium et Spes”, n.27).
Di fronte a tali flagelli, che si sviluppano grazie ai progressi scientifici e tecnici, e che beneficiano di un ampio consenso sociale e di riconoscimenti legali, invochiamo Maria con fiducia. Essa è un «modello incomparabile di accoglienza della vita e di sollecitudine per la vita… Mostrandoci suo Figlio, ci assicura che in Lui le forze della morte sono già state vinte» (Giovanni Paolo II, Evangelium vitæ, 25 marzo 1995, nn. 102, 105).
«In gigantesco duello si sono battute la morte e la vita. Il Signore della vita, già morto, ora vive e regna» (Sequenza di Pasqua).
Domandiamo a San Juan Diego, canonizzato da Papa Giovanni Paolo II il 31 luglio 2002, di ispirarci una vera devozione per la nostra Madre Celeste, poiché «la compassione di Maria si estende a tutti coloro che la chiedono, non fosse che con un semplice saluto: “Ave, Maria…”» (Sant’Alfonso de Liguori). Lei, che è Madre di Misericordia, ci otterrà la Misericordia di Dio, specialmente se saremo caduti in peccati gravi.mc08b

LA MADONNA DI GUADALUPE E LA TILMA MIRACOLOSA

La grandissima devozione del popolo messicano per la Santa Vergine Maria di Guadalupe ci invita  considerare tale avvenimento nel suo autentico significato, più volte richiamato da Papa Giovanni Paolo II: quello dell’’inizio dell’’evangelizzazione dei popoli indigeni del continente americano, i cosiddetti indios o “indiani”.

Sul fatto si è venuto elevando nel corso dei secoli un cumulo di calunnie, — la celebre leggenda nera — che tanti storici anticattolici — spesso anglo-americani, e quindi connazionali dei responsabili del genocidio degli “indiani” del Nordamerica, — hanno gettato su tale evangelizzazione, ingigantendo gli inevitabili errori che i primi missionari spagnoli, possono aver commesso nell’ annunciare Gesù Cristo a popoli totalmente pagani e dediti ai sacrifici umani di massa: uccisioni rituali di uomini, donne e bambini in sacrifici umani offerti alle diverse divinità pagane…Woodrow Borah, forse la principale autorità sulla demografia del Messico al momento della conquista, ha rivisto la stima del numero di persone sacrificate nei templi aztechi:  nel Messico centrale nel XV secolo venivano sacrificate brutalmente 250.000 persone all’anno. Gesù Cristo stesso, attraverso la sua Santissima Madre, volle rivelarsi agli indigeni del Nuovo Mondo per liberarli dalla schiavitù del Maligno, con l’apparizione della Madonna all’ indio Juan Diego Cuauhtlatóhuac nel dicembre del 1531, — dieci anni dopo la conquista spagnola, sulla collina di Tepeyac, presso Città di Messico, dove oggi sorge il Santuario di Nostra Signora di Guadalupe.  cd01646a45f1a9125bd5d71efb518455

L’apparizione, nel XVI secolo, della “Virgen Morena” all’indio Juan Diego e’ un evento che ha lasciato un solco profondo nella religiosità e nella cultura messicana. La basilica ove attualmente si conserva l’immagine miracolosa e’ stata inaugurata nel 1976. Tre anni dopo e’ stata visitata da Papa Giovanni Paolo II, che dal balcone della facciata su cui sono scritte in caratteri d’oro le parole della Madonna a Juan Diego: “Il tuo cuore non sia turbato.  Non sono io qui che sono tua Madre? No estoy yo aqui que soy tu Madre? “, ha salutato le molte migliaia di messicani confluiti al Tepeyac; nello stesso luogo, nel 1990, ha proclamato beato il veggente Juan Diego, che e’ stato infine dichiarato santo nel 2002.

 La mattina del 9 dicembre 1531, mentre sta attraversando la collina del Tepeyac per raggiungere la città, l’indio è attratto da canti angelici e dalla visione dolcissima di una Signora che lo chiama per nome con tenerezza, una Donna di una bellezza perfetta:
“I suoi abiti sembravano raggi di sole, e la roccia e le pietre su cui stava, ricevendo queste frecce luminose, sembravano preziosi smeraldi, scintillavano come gioielli, la terra brillava con lo splendore dell’arcobaleno, i rami, le foglie e persino le spine risplendevano di luce dorata”.   La Signora gli dice di essere “la Perfetta Sempre Vergine Maria, la Madre del verissimo e unico Dio” e gli ordina di recarsi dal vescovo a riferirgli che desidera le si eriga un tempio ai piedi del colle. Juan Diego corre subito dal Vescovo che rimane perplesso e non crede al suo racconto.

Tornando a casa la sera, Juan Diego incontra nuovamente sul Tepeyac la Vergine Maria, a cui riferisce il suo insuccesso e chiede di essere esonerato dal compito affidatogli, dichiarandosene indegno. La Vergine gli ordina di tornare il giorno seguente dal vescovo, che, dopo avergli rivolto molte domande sul luogo e sulle circostanze dell’apparizione, gli chiede un segno.c24La Vergine promette di darglielo l’indomani. Ma il giorno seguente Juan Diego non può tornare: un suo zio, Juan Bernardino, è gravemente ammalato e lui è inviato di buon mattino a Tlatelolco a cercare un sacerdote che confessi il moribondo; giunto in vista del Tepeyac decide perciò di cambiare strada per evitare l’incontro con la Signora.

Ma la Signora è là, davanti a lui, e gli domanda il perché di tanta fretta. Juan Diego si prostra ai suoi piedi e le chiede perdono per non poter compiere l’incarico affidatogli presso il vescovo, a causa della malattia mortale dello zio. La Signora lo rassicura, suo zio è già guarito, e lo invita a salire sulla sommità del colle per cogliervi i fiori. Juan Diego sale e con grande meraviglia trova sulla cima del colle dei bellissimi “fiori di Castiglia“: è il 12 dicembre, il solstizio d’inverno secondo il calendario giuliano allora vigente, e né la stagione né il luogo, una desolata pietraia, sono adatti alla crescita di fiori del genere. Juan Diego ne raccoglie un mazzo che porta alla Vergine, la quale però gli ordina di presentarli al vescovo come prova della verità delle apparizioni.

Juan Diego ubbidisce e giunto al cospetto del presule, apre il suo mantello e all’istante sulla tilma s’imprime e rende manifesta alla vista di tutti l’immagine della S. Vergine. Di fronte a tale prodigio, il vescovo cade in ginocchio, e con lui tutti i presenti. La mattina dopo Juan Diego accompagna il presule al Tepeyac per indicargli il luogo in cui la Madonna ha chiesto le sia innalzato un tempio. Nel frattempo l’immagine, collocata nella cattedrale, diventa presto oggetto di una devozione popolare che si è conservata ininterrotta fino ai nostri giorni.

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LA TILMA MIRACOLOSA
La Dolce Signora che si manifestò sul Tepeyac non vi apparve come una straniera. Ella, infatti, si presenta come una meticcia o morenita,indossa una tunica con dei fiocchi neri all’altezza del ventre, che nella cultura india denotavano le donne incinte.
E’ una Madonna dal volto nobile, di colore bruno, mani giunte, vestito roseo, bordato di fiori. Un manto azzurro mare, trapuntato di stelle dorate, copre il suo capo e le scende fino ai piedi, che poggiano sulla luna. Alle sue spalle il sole risplende sul fondo con i suoi cento raggi.
L’attenzione si concentra tutta sulla straordinaria e bellissima icona guadalupana, rimasta inspiegabilmente intatta nonostante il trascorrere dei secoli: questa immagine, che non è una pittura, né un disegno, né è fatta da mani umane, suscita la devozione dei fedeli di ogni parte del mondo e pone non pochi interrogativi alla scienza, un po’ come succede ormai da anni col mistero della Sacra Sindone.

La scoperta più sconvolgente al riguardo è quella fatta, con l’ausilio di sofisticate apparecchiature elettroniche, da una commissione di scienziati, che ha evidenziato la presenza di un gruppo di 13 persone riflesse nelle pupille della S. Vergine: sarebbero lo stesso Juan Diego, con il vescovo e altri ignoti personaggi, presenti quel giorno al prodigioso evento in casa del presule. Un vero rompicapo per gli studiosi, un fenomeno scientificamente inspiegabile, che rivela l’origine miracolosa dell’immagine e comunica al mondo intero un grande messaggio di speranza. Nostra Signora di Guadalupe, che appare a Juan Diego in piedi, vestita di sole, non solo gli annuncia che è nostra Madre spirituale, ma lo invita – come invita ciascuno di noi – ad aprire il proprio cuore all’opera di Cristo che ci ama e ci salva. Meditare oggi sull’evento guadalupano, un caso di “inculturazione” miracolosa, significa porsi alla scuola di Maria, maestra di umanità e di fede, annunciatrice e serva della Parola, che deve risplendere in tutto il suo fulgore, come l’immagine misteriosa sulla tilma del veggente messicano San Juan Diego. 

GLI STUDI SCIENTIFICIguadalupe Nel 1936, uno studio realizzato su due fibre della tilma, una rossa ed una gialla, giunse a conclusioni stupefacenti.

Le fibre non contengono nessun colorante noto. L’oftalmologia e l’ottica confermano la natura inspiegabile dell’immagine: essa assomiglia ad una diapositiva proiettata sul tessuto. Un esame approfondito mostra che non vi è nessuna traccia di disegno o di schizzo sotto il colore, anche se ritocchi perfettamente riconoscibili sono stati realizzati sull’originale, ritocchi che, del resto, si degradano con l’andar del tempo; inoltre, il supporto non ha ricevuto nessun appretto, il che sembrerebbe inspiegabile se si trattasse veramente di una pittura, poiché, anche su una tela più fine, si mette sempre un rivestimento, non fosse che per evitare che la tela assorba la pittura e che i fili affiorino alla superficie. Non si distingue nessuna pennellata. A seguito di un esame a raggi infrarossi, effettuato il 7 maggio 1979, un professore della NASA scrive:

«Non c’è nessun modo di spiegare la qualità dei pigmenti utilizzati per la veste rosa, il velo azzurro, il volto e le mani, né la persistenza dei colori, né la freschezza dei pigmenti in capo a parecchi secoli durante i quali avrebbero dovuto normalmente degradarsi… L’esame dell’Immagine è stata l’esperienza più sconvolgente della mia vita».
Certi astronomi hanno constatato che tutte le costellazioni presenti nel cielo nel momento in cui Juan Diego apre la tilma davanti al vescovo Zumárraga, il 12 dicembre 1531, si trovano al loro posto sul mantello di Maria. Si è anche scoperto che, applicando una carta topografica del Messico centrale sulla veste della Vergine, le montagne, i fiumi ed i laghi principali coincidono con l’ornamentazione della veste medesima. 
Esami oftalmologici giungono alla conclusione che l’occhio di Maria è un occhio umano che sembra vivo, ivi inclusa la retina in cui si riflette l’immagine di un uomo con le mani aperte: Juan Diego. L’immagine nell’occhio ubbidisce alle leggi note dell’ottica, in particolare a quella che afferma che un oggetto in piena luce può riflettersi tre volte nell’occhio (legge di Purkinje-Samson). Uno studio posteriore ha permesso di scoprire nell’occhio, oltre al veggente, Monsignor Zumárraga e parecchi altri personaggi, presenti quando l’immagine di Nostra Signora è apparsa sulla tilma. Infine, la rete venosa normale microscopica sulle palpebre e la cornea degli occhi della Vergine è perfettamente riconoscibile. Nessun pittore umano avrebbe potuto riprodurre simili particolari.

Preghiera alla Madonna di Guadalupeb0449047ff3a7ef00d958873a9950ca8

Vergine Immacolata di Guadalupe, Madre di Gesù e Madre nostra, vincitrice del peccato e nemica del Demonio, Tu ti manifestasti sul colle Tepeyac in Messico all’umile e generoso contadino Juan Diego. Sul suo mantello imprimesti la Tua dolce Immagine come segno della Tua presenza in mezzo al popolo e come garanzia che avresti ascoltato le sue preghiere e addolcito le sue sofferenze. Maria, Madre amabilissima, noi oggi ci offriamo a te e consacriamo per sempre al tuo Cuore Immacolato tutto quanto ci resta di questa vita, il nostro corpo con le sue miserie, la nostra anima con le sue debolezze, il nostro cuore con i suoi affanni e desidèri, le preghiere, le sofferenze, l’agonia. O Madre dolcissima, ricòrdati sempre dei tuoi figli.

Se noi, vinti dallo sconforto e dalla tristezza, dal turbamento e dall’angoscia, dovessimo qualche volta dimenticarci di te, allora, Madre pietosa, per l’amore che porti a Gesù, ti chiediamo di proteggerci come figli tuoi e di non abbandonarci fino a quando non saremo giunti al porto sicuro, per gioire con Te, con tutti i Santi, nella visione beatifica del Padre. Amen. Salve Regina

Fonti: Il primo grande dizionario dei santi di Alban Butler/ sito ufficiale Santuario Madonna di Guadalupe, Messico

Novena e preghiere a Gesù Bambino

5006960fee712f5daede2092aac8c0e1La devozione al S. Gesù Bambino di Praga è una forma o espressione particolare della devozione a Gesù Bambino e ai misteri della Sua santa Infanzia: devozione, questa, che fa parte della spiritualità cristiana che è molto sentita nel Carmelo Teresiano sin dalle origini ed ha costituito un oggetto particolarmente amato della sua vita di preghiera contemplativa e di apostolato e che è frutto di molti miracoli e grazie.  L’esperienza di tante anime – basti pensare a S. Teresa di Gesù Bambino con la sua « piccola via dell’infanzia spirituale» – è una testimonianza convincente che la devozione alla santa Infanzia di Gesù, vivificata dalla meditazione amorosa dei Suoi misteri e dall’impegno nell’imitare le Sue virtù, è uno stimolo potente per il progresso nel fervore della vita cristiana:  

“Se mettiamo le nostre mani nelle mani del Bambino divino e rispondiamo con un “Sì ” al suo “Seguimi”, allora siamo suoi, e libera è la via perché la sua vita divina possa riversarsi in noi. Questo è l’ inizio della vita divina in noi. Essa non è ancora la contemplazione beata di Dio nella luce della gloria; è ancora l’ oscurità della fede, però non è più di questo mondo ed è già un’ esistenza nel regno di Dio. II regno di Dio cominciò sulla terra quando la Vergine santissima pronunciò il suo “fìat”, ed ella ne fu la prima serva. E quanti prima e dopo la nascita del Bambino professarono la loro fede in lui con le parole e le azioni – san Giuseppe, santa Elisabetta, suo figlio e tutti coloro che circondavano la mangiatoia – entrarono similmente in esso” (Santa Teresa Benedetta della Croce, carmelitana).

La statua miracolosa di GESU’ BAMBINO si presenta con la corona ed in abito regale, perchè Gesù Bambino vuole essere il Re dei nostri cuori e vuole dimorare in noi. All’infanzia, alla gioventù smarrita e a tutte le famiglie, la devozione a Gesù Bambino offre un rimedio salvifico ed efficace che redime e salva. La promessa di Gesù Bambino nella miracolosa apparizione nel Santuario di Praga: “Più voi mi onorerete, più io vi favorirò”. 

NOVENA A GESU’ BAMBINO DI PRAGAmenino-jesus-de-praga1 ° giorno:

O Bambino Gesù, eccomi ai tuoi piedi. Mi rivolgo a Te che sei tutto. Ho tanto bisogno del tuo aiuto! Donami, o Gesù, uno sguardo di pietà e, poiché sei onnipotente, soccorrimi nella mia necessità..

1 Pater, 1 Ave, 1 Gloria

Per la tua divina Infanzia, o Gesù, concedimi la grazia che insistentemente ti chiedo (si esprime) se è conforme al tuo beneplacito ed al mio vero bene. Non guardare alla mia indegnità, ma alla mia fede ed alla tua misericordia infinita.

Inno: (da ripetere per i nove giorni assieme alla preghiera)

Gesù, dolce ricordo, che dà le gioie del cuore; ma più che il miele e tutte le cose e dolce la Sua presenza. Niente si canta di più soave, niente si ode di più lieto, niente si pensa di più dolce di Gesù, Figlio di Dio.

Gesù, speranza per quelli che si pentono, quanto pietoso sei per quelli che ti pregano, quanto buono per quelli che ti cercano, ma che cosa sei per quelli che ti trovano?
Nè la lingua basta a dirlo nè lo scritto ad esprimere: chi ha provato può credere che cosa sia amare Gesù.. Sii, Gesù, nostra gioia tu che sei il premio futuro. La nostra gloria sia in Te sempre per tutti i secoli. Amen.

Preghiamo:
Dio, che costituisti l’Unigenito tuo Figlio Salvatore del genere umano e ordinasti che si chiamasse Gesù, concedi propizio che di Colui il cui Santo Nome veneriamo in terra possiamo godere in cielo anche la vista. Per lo stesso Cristo nostro Signore. Amen.litany20b-cc22 ° giorno:

O splendore dei Padre celeste, nel cui volto rifulge il raggio della divinità, io t’adoro profondamente, mentre ti confesso vero Figlio di Dio vivo. T’offro, o Signore, l’umile omaggio di tutto il mio essere. Deh! ch’io non abbia mai a separarmi da Te, mio sommo Bene.

1 Padre nostro, 1 Ave Maria, 1 Gloria

Per la tua divina Infanzia, o Gesù, concedimi la grazia che insistentemente ti chiedo (si esprime) se è conforme al tuo beneplacito ed al mio vero bene. Non guardare alla mia indegnità, ma alla mia fede ed alla tua misericordia infinita.

Inno: (da ripetere per i nove giorni assieme alla preghiera)

Gesù, dolce ricordo, che dà le gioie del cuore; ma più che il miele e tutte le cose e dolce la Sua presenza. Niente si canta di più soave, niente si ode di più lieto, niente si pensa di più dolce di Gesù, Figlio di Dio.

Gesù, speranza per quelli che si pentono, quanto pietoso sei per quelli che ti pregano, quanto buono per quelli che ti cercano, ma che cosa sei per quelli che ti trovano?
Nè la lingua basta a dirlo nè lo scritto ad esprimere: chi ha provato può credere che cosa sia amare Gesù.. Sii, Gesù, nostra gioia tu che sei il premio futuro. La nostra gloria sia in Te sempre per tutti i secoli. Amen.

Preghiamo:
Dio, che costituisti l’Unigenito tuo Figlio Salvatore del genere umano e ordinasti che si chiamasse Gesù, concedi propizio che di Colui il cui Santo Nome veneriamo in terra possiamo godere in cielo anche la vista. Per lo stesso Cristo nostro Signore. Amen.cropped-iop12-12-20153 ° giorno:

O Santo Bambino Gesù, nel contemplare il tuo volto da cui traspare il più dolce sorriso, mi sento animato da viva fiducia. Sì, tutto spero dalla Tua bontà. Irradia, o Gesù, su di me e su quanti mi sono cari i tuoi sorrisi di grazia, ed io esalterò la tua infinita misericordia.

1 Padre nostro, 1 Ave Maria, 1 Gloria

Per la tua divina Infanzia, o Gesù, concedimi la grazia che insistentemente ti chiedo (si esprime) se è conforme al tuo beneplacito ed al mio vero bene. Non guardare alla mia indegnità, ma alla mia fede ed alla tua misericordia infinita.

Inno: (da ripetere per i nove giorni assieme alla preghiera)

Gesù, dolce ricordo, che dà le gioie del cuore; ma più che il miele e tutte le cose e dolce la Sua presenza. Niente si canta di più soave, niente si ode di più lieto, niente si pensa di più dolce di Gesù, Figlio di Dio.

Gesù, speranza per quelli che si pentono, quanto pietoso sei per quelli che ti pregano, quanto buono per quelli che ti cercano, ma che cosa sei per quelli che ti trovano?
Nè la lingua basta a dirlo nè lo scritto ad esprimere: chi ha provato può credere che cosa sia amare Gesù.. Sii, Gesù, nostra gioia tu che sei il premio futuro. La nostra gloria sia in Te sempre per tutti i secoli. Amen.

Preghiamo:
Dio, che costituisti l’Unigenito tuo Figlio Salvatore del genere umano e ordinasti che si chiamasse Gesù, concedi propizio che di Colui il cui Santo Nome veneriamo in terra possiamo godere in cielo anche la vista. Per lo stesso Cristo nostro Signore. Amen.

Immagine correlata4 ° giorno:

O Bambino Gesù, la cui fronte è recinta di corona, io ti riconosco per mio assoluto sovrano. Non voglio più servire al demonio, alle mie passioni, al peccato. Regna, o Gesù, su questo povero cuore, e rendilo tutto tuo per sempre.

1 Pater, 1 Ave, 1 Gloria

Per la tua divina Infanzia, o Gesù, concedimi la grazia che insistentemente ti chiedo (si esprime) se è conforme al tuo beneplacito ed al mio vero bene. Non guardare alla mia indegnità, ma alla mia fede ed alla tua misericordia infinita.

Inno: (da ripetere per i nove giorni assieme alla preghiera)

Gesù, dolce ricordo, che dà le gioie del cuore; ma più che il miele e tutte le cose e dolce la Sua presenza. Niente si canta di più soave, niente si ode di più lieto, niente si pensa di più dolce di Gesù, Figlio di Dio.

Gesù, speranza per quelli che si pentono, quanto pietoso sei per quelli che ti pregano, quanto buono per quelli che ti cercano, ma che cosa sei per quelli che ti trovano?
Nè la lingua basta a dirlo nè lo scritto ad esprimere: chi ha provato può credere che cosa sia amare Gesù.. Sii, Gesù, nostra gioia tu che sei il premio futuro. La nostra gloria sia in Te sempre per tutti i secoli. Amen.

Preghiamo:
Dio, che costituisti l’Unigenito tuo Figlio Salvatore del genere umano e ordinasti che si chiamasse Gesù, concedi propizio che di Colui il cui Santo Nome veneriamo in terra possiamo godere in cielo anche la vista. Per lo stesso Cristo nostro Signore. Amen.container_bg5 ° giorno:

Io ti contemplo, o Redentore dolcissimo, rivestito d’un manto di porpora. E la Tua divisa regale. Come essa mi parla di sangue! Quel Sangue che hai sparso tutto per me. Fa’, o Gesù Bambino, che io corrisponda a tanto tuo sacrificio, e non ricusi, quando m’offrirai qualche pena, di soffrire con Te e per Te.

1 Padre nostro, 1 Ave Maria, 1 Gloria

Per la tua divina Infanzia, o Gesù, concedimi la grazia che insistentemente ti chiedo (si esprime) se è conforme al tuo beneplacito ed al mio vero bene. Non guardare alla mia indegnità, ma alla mia fede ed alla tua misericordia infinita.

Inno: (da ripetere per i nove giorni assieme alla preghiera)

Gesù, dolce ricordo, che dà le gioie del cuore; ma più che il miele e tutte le cose e dolce la Sua presenza. Niente si canta di più soave, niente si ode di più lieto, niente si pensa di più dolce di Gesù, Figlio di Dio.

Gesù, speranza per quelli che si pentono, quanto pietoso sei per quelli che ti pregano, quanto buono per quelli che ti cercano, ma che cosa sei per quelli che ti trovano?
Nè la lingua basta a dirlo nè lo scritto ad esprimere: chi ha provato può credere che cosa sia amare Gesù.. Sii, Gesù, nostra gioia tu che sei il premio futuro. La nostra gloria sia in Te sempre per tutti i secoli. Amen.

Preghiamo:
Dio, che costituisti l’Unigenito tuo Figlio Salvatore del genere umano e ordinasti che si chiamasse Gesù, concedi propizio che di Colui il cui Santo Nome veneriamo in terra possiamo godere in cielo anche la vista. Per lo stesso Cristo nostro Signore. Amen.Immagine correlata6 ° giorno:

O amabilissimo Bambino, nel mirarti sorreggere il mondo, il mio cuore si riempie di gaudio. Fra gli innumerevoli esseri che sostieni, vi sono anch’io. Tu mi vedi, mi sorreggi ad ogni istante, mi custodisci come cosa tua. Veglia, o Gesù, su quest’umile essere e sovvieni alle molte sue necessità.

1 Padre nostro, 1 Ave Maria, 1 Gloria

Per la tua divina Infanzia, o Gesù, concedimi la grazia che insistentemente ti chiedo (si esprime) se è conforme al tuo beneplacito ed al mio vero bene. Non guardare alla mia indegnità, ma alla mia fede ed alla tua misericordia infinita.

Inno: (da ripetere per i nove giorni assieme alla preghiera)

Gesù, dolce ricordo, che dà le gioie del cuore; ma più che il miele e tutte le cose e dolce la Sua presenza. Niente si canta di più soave, niente si ode di più lieto, niente si pensa di più dolce di Gesù, Figlio di Dio.

Gesù, speranza per quelli che si pentono, quanto pietoso sei per quelli che ti pregano, quanto buono per quelli che ti cercano, ma che cosa sei per quelli che ti trovano?
Nè la lingua basta a dirlo nè lo scritto ad esprimere: chi ha provato può credere che cosa sia amare Gesù.. Sii, Gesù, nostra gioia tu che sei il premio futuro. La nostra gloria sia in Te sempre per tutti i secoli. Amen.

Preghiamo:
Dio, che costituisti l’Unigenito tuo Figlio Salvatore del genere umano e ordinasti che si chiamasse Gesù, concedi propizio che di Colui il cui Santo Nome veneriamo in terra possiamo godere in cielo anche la vista. Per lo stesso Cristo nostro Signore. Amen.Risultati immagini per novena infant jesus7 ° giorno:

Sul tuo petto, o Bambino Gesù, sfavilla una croce. E il vessillo della nostra Redenzione. Anch’io, o divin Salvatore, ho la mia croce, che, sebbene leggera, troppo spesso mi opprime. Aiutami Tu a sostenerla, perché la porti sempre con frutto. Ben sai quanto sono debole e vile!

1 Padre nostro, 1 Ave Maria, 1 Gloria

Per la tua divina Infanzia, o Gesù, concedimi la grazia che insistentemente ti chiedo (si esprime) se è conforme al tuo beneplacito ed al mio vero bene. Non guardare alla mia indegnità, ma alla mia fede ed alla tua misericordia infinita.

Inno: (da ripetere per i nove giorni assieme alla preghiera)

Gesù, dolce ricordo, che dà le gioie del cuore; ma più che il miele e tutte le cose e dolce la Sua presenza. Niente si canta di più soave, niente si ode di più lieto, niente si pensa di più dolce di Gesù, Figlio di Dio.

Gesù, speranza per quelli che si pentono, quanto pietoso sei per quelli che ti pregano, quanto buono per quelli che ti cercano, ma che cosa sei per quelli che ti trovano?
Nè la lingua basta a dirlo nè lo scritto ad esprimere: chi ha provato può credere che cosa sia amare Gesù.. Sii, Gesù, nostra gioia tu che sei il premio futuro. La nostra gloria sia in Te sempre per tutti i secoli. Amen.

Preghiamo:
Dio, che costituisti l’Unigenito tuo Figlio Salvatore del genere umano e ordinasti che si chiamasse Gesù, concedi propizio che di Colui il cui Santo Nome veneriamo in terra possiamo godere in cielo anche la vista. Per lo stesso Cristo nostro Signore. Amen.feb068 ° giorno:

Insieme con la Croce, sul tuo petto io scorgo, o Bambino Gesù, un aureo cuoricino. E l’immagine del Cuor tuo, veramente d’oro per infinita tenerezza. Tu sei l’Amico vero, che generosamente si prodiga, anzi s’immola per la persona amata. Riversa ancora su di me, o Gesù, l’ardore della tua carità, e insegnami a corrispondere una volta a tanto tuo amore.

1 Pater, 1 Ave, 1 Gloria

Per la tua divina Infanzia, o Gesù, concedimi la grazia che insistentemente ti chiedo (si esprime) se è conforme al tuo beneplacito ed al mio vero bene. Non guardare alla mia indegnità, ma alla mia fede ed alla tua misericordia infinita.

Inno: (da ripetere per i nove giorni assieme alla preghiera)

Gesù, dolce ricordo, che dà le gioie del cuore; ma più che il miele e tutte le cose e dolce la Sua presenza. Niente si canta di più soave, niente si ode di più lieto, niente si pensa di più dolce di Gesù, Figlio di Dio.

Gesù, speranza per quelli che si pentono, quanto pietoso sei per quelli che ti pregano, quanto buono per quelli che ti cercano, ma che cosa sei per quelli che ti trovano?
Nè la lingua basta a dirlo nè lo scritto ad esprimere: chi ha provato può credere che cosa sia amare Gesù.. Sii, Gesù, nostra gioia tu che sei il premio futuro. La nostra gloria sia in Te sempre per tutti i secoli. Amen.

Preghiamo:
Dio, che costituisti l’Unigenito tuo Figlio Salvatore del genere umano e ordinasti che si chiamasse Gesù, concedi propizio che di Colui il cui Santo Nome veneriamo in terra possiamo godere in cielo anche la vista. Per lo stesso Cristo nostro Signore. Amen.9 ° giorno:

La tua destra onnipotente, o Grande Piccino, quante benedizioni ha mai versato su quelli che ti onorano e t’invocano! Benedici anche a me, o Bambino Gesù; all’anima mia, al mio corpo, ai miei interessi. Benedici alle mie necessità per soccorrerle, ai miei desideri per compierli. Ascolta pietoso i miei voti, ed io benedirò ogni giorno il Nome tuo Santo.

1 Padre nostro, 1 Ave Maria, 1 Gloria

Per la tua divina Infanzia, o Gesù, concedimi la grazia che insistentemente ti chiedo (si esprime) se è conforme al tuo beneplacito ed al mio vero bene. Non guardare alla mia indegnità, ma alla mia fede ed alla tua misericordia infinita.

Inno: (da ripetere per i nove giorni assieme alla preghiera)

Gesù, dolce ricordo, che dà le gioie del cuore; ma più che il miele e tutte le cose e dolce la Sua presenza. Niente si canta di più soave, niente si ode di più lieto, niente si pensa di più dolce di Gesù, Figlio di Dio.

Gesù, speranza per quelli che si pentono, quanto pietoso sei per quelli che ti pregano, quanto buono per quelli che ti cercano, ma che cosa sei per quelli che ti trovano?
Nè la lingua basta a dirlo nè lo scritto ad esprimere: chi ha provato può credere che cosa sia amare Gesù.. Sii, Gesù, nostra gioia tu che sei il premio futuro. La nostra gloria sia in Te sempre per tutti i secoli. Amen.

Preghiamo:
Dio, che costituisti l’Unigenito tuo Figlio Salvatore del genere umano e ordinasti che si chiamasse Gesù, concedi propizio che di Colui il cui Santo Nome veneriamo in terra possiamo godere in cielo anche la vista. Per lo stesso Cristo nostro Signore. Amen.

 PREGHIERA AL SANTO BAMBINO GESU’ 512px-child_jesus_of_prague_original_statue

O Gesù, che hai voluto farti bambino, mi avvicino a Te con fiducia.

Credo che il tuo amore premuroso prevenga ogni mia necessità, e anche per l’intercessione della tua santa Madre, Tu possa veramente venire incontro a ogni mia necessità, spirituale e materiale, se ti prego secondo la tua Volontà.

Ti amo con tutto il cuore e con tutte le forze del mio animo.

Ti chiedo perdono se la mia debolezza mi induce al peccato.

Ripeto con il tuo Vangelo Signore, se Tu vuoi puoi guarirmi.

A Te lascio decidere il come e il quando.

Sono disposto anche ad accettare la sofferenza, se questa è la tua Volontà, ma aiutami a non indurirmi in essa, rendendola infruttuosa.

Aiutami a essere servitore fedele, e ad amare, per amor tuo, divino Bambino, il mio prossimo come me stesso.

Bambino onnipotente, ti prego con insistenza di assistermi in questo momento nella mia attuale circostanza (qui si può esprimere). Donami la grazia di rimanere in Te, di essere posseduto e possederti interamente, con i tuoi genitori, Maria e Giuseppe, nella lode eterna dei tuoi celesti servitori. Amen.

Venerabile Padre Cirillo, carmelitano, propagatore della devozione al Santo Bambino di Praga (sec. XVII).

Atto di consacrazione personale a GESU’ BAMBINOfree-shipping-classic-religion-figure-mary-font-b-baby-b-font-font-b-jesus-b-font

Dolcissimo Bambino Gesù, per le mani di Maria tua Madre, che alla tua nascita ti ha stretto teneramente al suo Cuore Immacolato, io oggi mi consacro a te.

Gesù, mio divino salvatore, vengo a te, piccolo e povero con il mio carico di miseria, ma con tanta fiducia nel cuore, credendo alla potenza salvante del tuo Amore misericordioso.

Gesù, mio piccolo re, ti offro il mio cuore, perché sia per te una piccola dimora di pace. Ti offro il mio corpo, con tutti i doni di natura e di grazia che tu mi hai donato. Usami, fa di me quello che vuoi, perché il tuo Regno si estenda fino ai confini della terra.

Ti offro le gioie, le sofferenze, il lavoro, tutti i miei pensieri, le mie preoccupazioni, tutti i miei desideri di bene, ogni parola che esce dalla mia bocca, ogni respiro. Gesù, mi abbandono a te, tutto di me ti appartiene, tutto è tuo. Nelle tue mani è la mia vita.

Amen.

Fonti

STORIA E SPIRITUALITA’ DEL SANTO BAMBINO DI PRAGA

http://www.karmel.at/prag-jesu/italiano/ita/jezuit.htm

Santuario Arenzano  http://www.gesubambino.org/

La vera origine dell’Albero di Natale, ideato da San Bonifacio vescovo

L’albero di Natale, con le sue luci e i suoi addobbi colorati, riesce ad immergere la gente nell’atmosfera gioiosa del Natale, mentre il presepe viene spesso snobbato per il suo essere “troppo cristiano”.
E se invece si scoprisse che l’“inventore” dell’albero di Natale fu proprio un cattolico? E che proprio l’albero di Natale, l’Abete, è parte importante della simbologia cristiana, contrariamente alla comune credenza che vuole l’albero di Natale “simbolo pagano”?

San Bonifacio l’Apostolo del popolo germanico

Il primo albero di Natale, un abete sempre verde addobbato di candele accese (in onore della nascita di Cristo, vera Luce del mondo e Vita che non muore, ma dona nuova Vita),  fu allestito presso le popolazioni germaniche nel 724 da San Bonifacio,(680-754), vescovo e martire, inglese di nascita, noto nella storia della Chiesa come l’Apostolo della Germania.  Bonifacio è considerato “probabilmente il più grande missionario dopo San Paolo”, per i suoi numerosi viaggi e per il successo della sua grande opera di evangelizzazione dei popoli pagani in Germania, opera per cui donò tutta la sua vita. Nel 722 il Papa Gregorio II (r. 715-731) consacrò S. Bonifacio arcivescovo di tutta la Germania. Bonifacio sapeva che l’ impresa più grande era sradicare le superstizioni pagane che impedivano l’accettazione del Vangelo e la conversione dei popoli: avrebbe continuato a predicare il Vangelo fino al martirio avvenuto nel 754, anno in cui Bonifacio fu ucciso insieme ai suoi 50 missionari, in un feroce attacco di un gruppo pagano. 

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SAN BONIFACIO FERMA UN SACRIFICIO UMANO ABBATTENDO LA QUERCIA DEDICATA AL DIO THOR

Tra le molte disavventure del Santo, descritte nella sua biografia, viene spiegato che proprio nel periodo di Avvento dell’anno 724, San Bonifacio ebbe modo di fermare un sacrificio umano, consuetudine adottata dalle popolazioni pagane dell’epoca per propiziarsi gli dei. Bonifacio affrontò i pagani riuniti presso la “Sacra Quercia del Tuono di Geismar”.
Tradizione voleva che i sacrifici avvenissero sotto una gigantesca quercia, che la popolazione venerava in quanto credeva possedesse lo spirito della loro divinità, il dio Thor. Mentre si stava per compiere un rito sacrificale di alcuni bambini, San Bonifacio gridò: «Questa è la vostra Quercia del Tuono e questa è la croce di Cristo che spezzerà il martello del falso dio Thor». Presa una scure, cominciò a colpire la quercia. Un forte vento si levò all’improvviso, l’albero cadde e si spezzò in quattro parti.
Dietro l’imponente quercia stava un giovane abete verde.

San Bonifacio si rivolse nuovamente ai pagani: «Questo piccolo albero, un giovane figlio della foresta, sarà il vostro sacro albero questa notte. È il legno della pace, poiché le vostre case sono costruite di abete. È il segno di una vita senza fine, poiché le sue foglie sono sempre verdi. Osservate come punta diritto verso il cielo. Che questo sia chiamato l’albero di Cristo Bambino; riunitevi intorno ad esso, non nella selva, ma nelle vostre case; là non si compiranno riti di sangue, ma doni d’amore e riti di bontà»

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STATUA DI SAN BONIFACIO, GERMANIA

Dopodiché catechizzò la popolazione riassumendo la vita e le opere di Gesù di Nazareth, dalla nascita alla resurrezione, e annunciando la venuta di Cristo. Dietro la grande quercia abbattuta c’era un Abete e San Bonifacio, finita la sua catechesi, fece disporre sui rami dello stesso, durante tutto il periodo di Natale, delle candele accese a simboleggiare la discesa dello Spirito Santo sulla terra con la venuta del “Bambin Gesù”.  Nel 724 , sul luogo in cui il santo abbattè con la scure la quercia di Geismer,(simbolo della divinità pagana Thor, o Donar, sotto la quale si stava per celebrare un sacrificio umano), S.Bonifacio fece costruire una cappella in onore di S.Pietro. E molti pagani chiesero di essere battezzati in quella chiesa, dopo aver assistito ai miracoli del Santo.Nei secoli che seguirono, la tradizione cattolica di usare un albero sempreverde per celebrare la nascita di Gesù si diffuse in tutta la Germania, e immigrati tedeschi nel XVIII secolo portarono questa usanza in America, fino a che  diventò una consuetudine natalizia globale; con il tempo però è andato perdendosi il vero significato di tale “gesto”. Non è un caso, infatti, che l’albero sia proprio un abete. L’abete, infatti, è un albero sempreverde. Quando le altre piante nel periodo invernale muoiono, perdono le foglie, si seccano i rami, l’abete rimane vivo, forte e bello. Il sempreverde nella simbologia cristiana rappresenta l’albero della vita, l’albero della salvezza. L’albero che dà riparo, protezione e speranza, ovvero, Cristo.
Con il tempo, poi, ai piedi dell’albero cominciò ad instaurarsi la tradizione di posare alcuni doni, che inizialmente erano dolci fatti con latte e miele (un richiamo alla terra promessa).

Le prime testimonianze storiche sull’albero di Natale risalgono al XVI secolo e, d’altro canto, non vi è prova storica della derivazione di quest’usanza natalizia dagli antichi culti germanici. La testimonianza più antica è costituita da una targa scritta in otto lingue, presente nella piazza della città di Riga, capitale della Lettonia, secondo cui il “primo albero di capodanno” fu addobbato nella città nel 1510. Inoltre, l’etnologo Ingeborg Weber-Keller, ha identificato una cronaca di Brema del 1570, che racconta di un albero decorato con mele, noci, datteri e fiori di carta. L’usanza di avere un albero decorato durante il periodo natalizio si diffuse poi nel corso del XVII-XVIII secolo in tutte le principali città della Renania.

Scopriamo il significato di questa usanza nell’ambito della stessa religione cristiana e della tradizione biblica sottostante, in cui si trova sviluppata una ricchissima simbologia dell’albero. Risultati immagini per JESUS TREE OF LIFEGià nel secondo capitolo della Genesi troviamo, infatti, il riferimento a due alberi: l’albero della conoscenza del bene e del male (simbolo della tentazione dell’uomo di tutti i tempi di sostituirsi a Dio, ricercando in sé stesso, invece che nella legge di Dio, il fondamento di ciò che è bene e di ciò che è male) e l’albero della vita (simbolo della possibilità di vita immortale che Dio offre all’uomo disposto a compiere la Sua volontà), cui l’albero di Natale più verosimilmente si richiama. In numerosi passi dell’Antico Testamento, inoltre, l’albero è il simbolo del giusto, più volte identificato con il robusto cedro del Libano (per Prov 11, 30: “Il frutto del giusto è un albero di vita”), o della sapienza di Dio che sorregge il giusto (v. ad es. Prov 3,18: “E’ un albero di vita per chi ad essa [cioè alla sapienza] si attiene”). Nelle visioni degli antichi profeti biblici, l’albero indica, a seconda dei casi, il Messia nascente, che verrà a liberare il popolo di Israele (cfr. Isaia 11,1): “Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici” – passo che la tradizione cristiana e la stessa liturgia della Chiesa applicano a Gesù Cristo-, o lo stesso Israele riscattato da Dio (cfr. Os 14,6: “Israele fiorirà come un giglio e metterà radici come un albero del Libano”). In Osea 14, 9 l’albero è addirittura indicato come l’emblema di Dio: “… io [il soggetto sottinteso è Dio] sono come un cipresso sempre verde; grazie a me tu porti frutto”.

La simbologia dell’albero è altresì presente nel Nuovo Testamento con riferimento innanzitutto a Cristo e alla sua Croce. San Giovanni, nel libro dell’Apocalisse, con sottile allusione al costato trafitto di Cristo, da cui sgorgò “sangue e acqua” (Gv 19, 34), riporta in visione: “In mezzo alla piazza della città [santa] e da una parte e dall’altra del fiume si trova un albero di vita che dà dodici raccolti e produce frutti ogni mese; le foglie dell’albero servono a guarire le nazioni” (Ap 22, 2). L’albero della vita qui è allegoria della Croce e le sue foglie simbolo della universalità della salvezza, recata da Cristo a tutti i popoli. Infine, nei Vangeli, l’albero è spesso presentato come il simbolo del regno dei cieli (così nella parabola del granello di senapa in Mt 13, 31-32: “Il regno dei cieli si può paragonare ad un granellino di senape, che un uomo prende e semina nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi, ma una volta cresciuto diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo si annidano tra i suoi rami”) nonché della stessa Chiesa, popolo eletto della nuova alleanza (cfr., ad es., la parabola dei vignaiuoli omicidi in Mt 33, 45 ss.).

article-2242798-16594f15000005dc-991_634x927A buon diritto l’albero può considerarsi un simbolo cristiano e la sua forza evocativa vale a spiegare la genesi della tradizione dell’albero di Natale, senza necessità di ricorrere a spiegazioni “paganeggianti” (peraltro mai suffragate storicamente). Un cristiano può dunque festeggiare il Natale anche facendo l’albero, senza timore alcuno di ripetere riti o di riprendere tradizioni pagane.

Non a caso San Giovanni Paolo II a partire dal 1982 volle che in occasione delle festività natalizie in piazza San Pietro, accanto al presepe, fosse collocato un alto e robusto abete, finemente decorato con palline color oro e argento e con luci bianche e gialle. “L’abete sempre verde – ricordava Giovanni Paolo II – esalta il valore della vita, perché nella stagione invernale diviene segno della vita che non muore”. Facilmente l’albero natalizio si presta ad essere associato a Gesù Cristo, fonte, per noi cristiani, della vita che non muore. Le luci e le palline colorate, a loro volta, richiamano Cristo, luce del mondo, venuto a diradare le tenebre del peccato e della morte in cui è avvinta l’umanità. L’albero ben si presta allora ad una lettura “cristiana” e così viene da sempre inteso nei Paesi in cui questa tradizione è nata.

Perché allora da parte di qualcuno si sostiene che l’albero di Natale sia una tradizione pagana, assimilata nei secoli dal Cristianesimo, o che l’albero sia in sé un simbolo pagano la cui presenza nel Vaticano, cuore del cattolicesimo mondiale, è a dir poco inopportuna?

In realtà, quanti pervengono a sì frettolose e categoriche conclusioni sembrano cadere in un equivoco di fondo, confondendo la tradizione, tipicamente cristiana, dell’Albero di Natale con il simbolo dell’albero, che in sé e per sé considerato è presente in tutte le culture, anche precristiane, pur con significati profondamente differenti; e per di più ignorano che l’albero, come simbolo, non è appannaggio esclusivo delle culture “pagane”, trovando molteplicità di riscontri anche all’interno della Bibbia, tanto nel Nuovo quanto nell’Antico Testamento. 11568767314_c8f6da753a_bFonti

John Vidmar, OP, la Chiesa cattolica attraverso i secoli (New York / Mahwah, NJ: Paulist Press, 2005), 83.

Benedetto XVI catechesi sul tema “San Bonifacio, l’apostolo dei tedeschi”,  11 marzo 2009

Padre William P. Saunders “L’albero di Natale”, risposte dirette articolo del’ Arlington Catholic Herald http://www.holyspiritinteractive.net/columns/williamsaunders/straightanswers/68.asp .

Satanisti minacciano i sostenitori della legge che richiede degna sepoltura per i bambini abortiti

hailsatan2La setta satanista americana Il Tempio satanico (presente anche in Italia, ve ne abbiamo parlato spesso in questo blog 

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/08/06/i-doposcuola-di-satana-per-bambini-delle-scuole-elementari-un-nuovo-attacco-anticristiano-in-usa/), ora si inventa un’altra pagliacciata delle sue: i satanisti si scagliano contro una nuova legge del Texas che richiede che i corpi di bambini abortiti vengano cremati o sepolti in un cimitero, non venduti o gettati nelle discariche, come sta avvenendo in cliniche della catena abortista multimilionaria Planned Parenthood.  Il gruppo satanista, che ha sfidato i regolamenti che limitano l’aborto in un certo numero di stati americani, sostiene che questa nuova legge violi “le credenze religiose dei suoi membri” (il solito paradosso: i satanisti si dichiarano “associazione atea”!) , e dichiarano che non seguiranno la legge, secondo il Houston Chronicle.

La nuova legge , introdotta a luglio 2016 dalla Commissione per la Salute e Servizi Umani del Texas, richiede che le strutture abortive, ospedali e altri centri medici offrano la possibilità di seppellire i resti di bambini abortiti: i Funzionari dello Stato del Texas hanno detto che la norma non si applica ad aborti spontanei o aborti che avvengono in casa. La Commissione ha ultimato la legge alla fine di novembre ed entrerà in vigore il 19 dicembre 2016.

Gli attivisti proaborto, d’accordo con i satanisti, hanno protestato contro la legge, facendo macabre parate di morte e minacciando gli aderenti alle Marce Provita, sostenendo che questa legge creerà ulteriori spese e altri oneri per servizi di aborto. Essi affermano inoltre che questa legge non è altro che il tentativo dei legislatori pro-vita  di far credere che i feti siano “persone” e per scoraggiare gli aborti…

Le obiezioni del Tempio satanico sarebbero che questa legge “inibirebbe  l’aderenza alle nostre pratiche religiose” e quindi vogliono intraprendere azioni legali…ma i satanisti non avevano detto di essere “un’associazione atea”???

Nel corso di un’audizione della Commissione nel mese di agosto 2016, i sostenitori di questa legge hanno detto che la legge è necessaria perché le strutture abortiste trattano i corpi dei bambini non ancora nati come spazzatura e qualche volta li scaricano nelle fognature, Fox 7 ha riportatoMark Keough deputato Repubblicano dello Stato del Texas ha citato un caso raccapricciante nel 2005, quando una donna, che lavorava vicino ad una clinica per aborti a Houston, ha visto piccoli arti di bambini abortiti e altre parti del corpo in un parcheggio, provocando la rottura di una rete fognaria…

Altri stati americani si stanno muovendo per richiedere sepolture dignitose per i corpi di bambini abortiti,  dopo che i video sotto copertura hanno rivelato la prova che Planned Parenthood e altre strutture abortiste sfruttano la vendita di parti del corpo di bambini abortiti.  Il Centro Medical Progress  ha indotto un certo numero di stati e della Camera ad aprire indagini sulla questione.

In Ohio, il governo ha fatto indagini che hanno rilevato che il colosso abortista delle cliniche Planned Parenthood  metteva a “cottura a vapore”  i corpi dei neonati abortiti prima di gettarli nelle discariche . Un’indagine nello stato di Carolina del Sud ha anche scoperto che nelle “strutture di pianificazione familiare” di Planned Parenthood  i corpi di bambini abortiti venivano gettati nelle discariche pubbliche , e Planned Parenthood è stata severamente multata per questo.

I corpi di bambini abortiti ‘non devono essere “trattati come rifiuti  e smaltiti in discarica,” ha detto il governatore del Texas Greg Abbott” È assolutamente necessario stabilire standard più elevati che riflettono il nostro rispetto per la sacralità della vita.”

Fonte

http://www.lifenews.com/2016/12/05/satanic-temple-complains-about-new-texas-law-requiring-proper-burial-for-aborted-babies/

Il Papa: “No a sacerdoti che sostengono la cosiddetta cultura gay”..e poi non dite che il Papa non parla chiaro

La formazione dei sacerdoti deve essere “rilanciata, rinnovata e rimessa al centro”, ha detto Papa Francesco. Non c’è solo la conferma del “no” all’ammissione nei seminari di chi ha tendenze omosessuali  nel nuovo documento, voluto e firmato da Papa Francesco, promulgato nella solennità dell’Immacolata Concezione dalla Congregazione per il clero dal titolo “Il dono della vocazione presbiterale”: Ratio fundamentalis institutionis sacerdotalis

http://www.clerus.va/content/dam/clerus/Ratio%20Fundamentalis/Il%20Dono%20della%20vocazione%20presbiterale.pdf

documento che aggiorna le regole indicate nel 1985 dalla Santa Sede sulla formazione dei presbiteri e riprende le linee guida dell’esortazione apostolica del 1992 Pastores dabo vobis di San Giovanni Paolo II. Un documento – ha sottolineato  il cardinale prefetto Beniamino Stella – che vuole essere uno strumento efficace per la «formazione integrale» del sacerdote. 

Uno schiaffo ai detrattori del Papa ed a “sacerdoti e teologi relativisti”

In particolare, il documento approvato da Papa Francesco riporta quanto indicato da una precedente istruzione che risale al 2005 e che specifica chiaramente come «la Chiesa, pur rispettando profondamente le persone in questione, non può ammettere al Seminario e agli Ordini sacri coloro che praticano l’omosessualità, presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta cultura gay». «La mancanza di una personalità ben strutturata ed equilibrata rappresenta un serio e oggettivo impedimento per il prosieguo della formazione».

La Ratio pubblicata nei giorni scorsi indica che le persone omosessuali «si trovano, infatti, in una situazione che ostacola gravemente un corretto relazionarsi con uomini e donne». Inoltre, rileva che occorre tenere conto delle «conseguenze negative che possono derivare dall’Ordinazione di persone con tendenze omosessuali profondamente radicate». Infine,  c’è il riferimento chiaro all’incompatibilità con il sacerdozio per coloro che “sostengono” la cosiddetta “cultura gay”, elemento che contrasta fortemente con una certa corrente di pensiero, diffusa da una parte di sacerdoti e teologi, che scadono nell’eresia del ‘modernismo’.

Cosa si intende per “cultura gay”? 

Negli ultimi anni si sono diffuse opinioni errate o ambigue secondo le quali l’omosessualità sarebbe una tendenza naturale, iscritta nella natura umana accanto alla tendenza eterosessuale. La diffusione di queste idee ha già provocato ripetuti interventi della Congregazione per la dottrina della fede. Si tratta infatti di opinioni che non trovano alcuna giustificazione nella dottrina della Chiesa: sono contrarie alla legge naturale, sono contrarie all’insegnamento della Sacra Scrittura e alla costante Tradizione della Chiesa.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica  al paragrafo 2357 dice chiaramente che gli atti omosessuali contrastano con la legge naturale e sono «oggettivamente disordinati». Come spiegava Benedetto XVI nel libro intervista Luce del mondo, «sarebbe un grande pericolo se il celibato divenisse motivo per avviare al sacerdozio persone che in ogni caso non desiderano sposarsi, perché in fin dei conti anche il loro atteggiamento nei confronti dell’uomo e della donna è in qualche modo alterato, disorientato, ed in ogni caso non è in quell’ordine della creazione del quale abbiamo parlato».

L’ammissione al sacerdozio infatti richiede una grande solidità psicologica e affettiva, che è per sua natura incompatibile con tendenze omosessuali «profondamente radicate», come indica il Catechismo. D’altronde, come si legge nelle regole appena rinnovate, «compete alla Chiesa – nella sua responsabilità di definire i requisiti necessari per la ricezione dei Sacramenti istituiti da Cristo – discernere l’idoneità di colui che desidera entrare nel Seminario». 

Diventare un sacerdote è un “cammino di discepolato”, che inizia con il battesimo, il documento spiega. Il sacerdozio è un dono di Dio alla Chiesa e al mondo.

I sacerdoti devono essere “discepoli missionari”. Essi devono essere “fedeli alla castità” e devono coltivare “la devozione autentica e filiale alla Vergine Maria”.

La “possibilità di un candidato con tendenze omosessuali” deve essere esaminata prima di essere ammesso in seminario. Il documento dice che alcune tendenze omosessuali, come quelle del periodo adolescenziale, potrebbero essere transitorie. Ma queste devono essere esaminate e superate per “almeno tre anni” prima di essere ordinato diacono.

Un uomo che pratica l’omosessualità o presenta tendenze omosessuali deve essere dissuaso dal suo confessore. Il documento dice che sarebbe “gravemente disonesto” per un uomo omosessuale, far finta di non essere gay al fine di procedere all’ordinazione.

Fonti

http://www.farodiroma.it/2016/12/10/documento-sui-seminari-ribadita-lesclusione-delle-persone-con-tendenze-omosessuali/

http://it.radiovaticana.va/news/2016/12/08/documento_formazione_clero_al_centro_maturazione_umana/1277609

http://www.30giorni.it/articoli_id_9736_l1.htm

Supplica alla Beata Vergine Maria di Loreto

Supplica alla Madonna di Loreto

O Maria Loretana, Vergine gloriosa, noi ci accostiamo fiduciosi a Te, accogli oggi la nostra umile preghiera.

L’ umanità è sconvolta da gravi mali dai quali vorrebbe liberarsi da sola. Essa ha bisogno di pace, di giustizia, di verità, di amore e si illude di poter trovare queste divine realtà lontano da tuo Figlio.

O Madre! Tu portasti il Salvatore divino nel tuo seno purissimo e vivesti con Lui nella santa Casa che noi veneriamo su questo colle loretano, ottienici la grazia di cercare Lui e di imitare i suoi esempi che conducono alla salvezza.

Con fede e amore filiale, ci portiamo spiritualmente alla tua Casa benedetta. Per la presenza della tua Famiglia essa è la Casa Santa per eccellenza, alla quale vogliamo si ispirino tutte le famiglie cristiane, da Gesù ogni figlio impari l’ ubbidienza e il lavoro, da Te, o Maria, ogni donna apprenda l’ umiltà e lo spirito di sacrificio, da Giuseppe, che visse con Te e per Gesù, ogni uomo impari a credere in Dio e a vivere in famiglia e nella società con fedele rettitudine.

Molte famiglie, o Maria, non sono un santuario dove si ama e si serve Dio, per questo Ti preghiamo affinchè Tu ci ottenga che ognuna imiti la tua, riconoscendo ogni giorno e amando sopra gni cosa il tuo Figlio divino.

Come un giorno, dopo anni di preghiera e di lavoro, Egli uscì da questa Casa santa per far sentire la sua Parola che è Luce e Vita, così ancora, dalle Sante mura che ci parlano di fede e di carità, giunga agli uomini l’ eco della sua Parola onnipotente che illumina e converte.

Ti preghiamo, o Maria, per il Papa, per la Chiesa universale, per l’ Italia e per tutti i popoli della terra, per le istituzioni ecclesiali e civili e per i sofferenti e i peccatori, affinchè tutti divengano discepoli di Dio. O Maria, in questo giorno di grazia uniti ai devoti spiritualmente presenti a venerare la Santa Casa ove fosti adombrata dallo Spirito Santo, con viva fede Ti ripetiamo le parole dell’ Arcangelo Gabriele:
Ave, o piena di grazia, il Signore è con Te!
Noi Ti invochiamo ancora:
Ave, o Maria, Madre di Gesù e Madre della Chiesa, Rifugio dei peccatori, Consolatrice degli afflitti, Aiuto dei Cristiani.

Tra le difficoltà e nelle frequenti tentazioni noi siamo in pericolo di perderci, ma guardiamo a Te e Ti ripetiamo:
Ave, Porta del Cielo, Ave, Stella del Mare!

Salga a Te la nostra supplica, o Maria. Essa Ti dica i nostri desideri, il nostro amore a Gesù e la nostra speranza in Te, o Madre nostra.

Ridiscenda la nostra preghiera sulla terra con abbondanza di grazie celesti. Amen.

Salve, o Regina.

loreto-image1Consacrazione a Maria rinnovando le promesse battesimali

O Maria Immacolata,
rinnovo nelle tue mani,
le promesse del mio Battesimo.
Rinunzio per sempre a Satana,
padre di menzogna,
accusatore dei figli di Dio,
nemico della nostra gioia.
Rinunzio ai suoi inganni,
alle sue seduzioni e alle sue opere
e mi consegno interamente a Gesù,
segno vivo dell’amore di Dio per me.
E per essere più fedele a Lui
io oggi scelgo Te, o Maria Immacolata,
per mia Madre e Signora.
A Te, come un figlio,
io abbandono e consacro la mia vita,
la mia famiglia, la mia parrocchia.
O Maria, disponi sempre di me
secondo il Tuo Cuore
e nell’ultimo giorno
accoglimi tra le tue braccia.
Presentami a Gesù, dicendo di me:
“Questo è mio figlio!”.
Allora esulterà l’anima mia
inizierà il mio Paradiso
e sarà un magnificat a Dio con Te,
o Maria, Madre mia Immacolata.
Amen.

vg_santacasa_01La celebrazione liturgica nella Chiesa Cattolica è al 10 dicembre, in ricordo della data dell’arrivo della Santa Casa a Loreto.  

A partire da papa Clemente V che con una bolla del 18 luglio 1310 confermò indirettamente l’autenticità della Santa Casa, i papi nei secoli successivi confermarono nuovamente la loro devozione alla Vergine Lauretana, specie in drammatiche circostanze.
Ma le origini dell’antica e devota tradizione della traslazione della Casa dalla Palestina a Loreto, risalgono al 1296, quando in una visione, ne era stata indicata l’esistenza e l’autenticità ad un eremita, fra’ Paolo della Selva e da lui riferita alle Autorità.
Ciò ci è narrato da una cronaca del 1465, redatta da Pier Giorgio di Tolomei, detto il Teramano, che a sua volta l’aveva desunta da una vecchia ‘tabula’ consumata, risalente al 1300. Si riportano alcuni passi più significativi, che poi sono stati tramandati nelle narrazioni, più o meno arricchite nei secoli successivi; “L’alma chiesa di santa Maria di Loreto fu camera della casa della gloriosissima Madre del nostro Signore Gesù Cristo… La quale casa fu in una città della Galilea, chiamata Nazaret. E in detta casa nacque la Vergine Maria, qui fu allevata e poi dall’Angelo Gabriele salutata; e finalmente nella stessa camera nutrì Gesù Cristo suo figliuolo… Quindi gli apostoli e discepoli consacrarono quella camera in chiesa, ivi celebrando i divini misteri…
Ma dopo che quel popolo di Galilea e di Nazaret abbandonò la fede in Cristo e accettò la fede di Maometto, allora gli Angeli levarono dal suo posto la predetta chiesa e la trasportarono nella Schiavonia, posandola presso un castello chiamato Fiume (1291).
Ma lì non fu affatto onorata come si conveniva alla Vergine… Perciò da quel luogo la tolsero nuovamente gli Angeli e la portarono attraverso il mare, nel territorio di Recanati (1294) e la posero in una selva di cui era padrona una gentildonna chiamata Loreta; da qui prese il nome la chiesa: ‘Santa Maria di Loreta…”.
Per il gran numero di gente, purtroppo succedevano anche ladrocini e violenze, per cui continua il racconto, gli Angeli la spostarono altre due volte, sempre per gli stessi motivi, depositandola alla fine sul colle, nella notte del 9-10 dicembre 1294, dove si trova attualmente.
“Allora accorse tutto il popolo di Recanati a vedere la detta chiesa, che stava sopra la terra senza alcun fondamento. Per la qual cosa, il popolo considerando così gran miracolo e temendo che detta chiesa non venisse a rovina, la fecero circondare da un altro ben grosso muro e di buonissimo fondamento, come ancor oggi chiaramente si vede”.

Fonti

http://www.santiebeati.it/dettaglio/80900

http://www.santuarioloreto.it/internal_standard.asp?body=sa02&sezione=sa

 

San Francesco d’Assisi, il “regista” del primo Presepe

IL PRESEPE: FEDE, STORIA E TRADIZIONE
La nostra società, detta “società dei consumi” perché, a nostro parere, si sta rapidamente consumando, ha fatto di tutto per insegnarci che il Natale è un orrendo guazzabuglio che serve principalmente ad incrementare il commercio nei più diversi settori e ad elevare il tasso di colesterolo. E che non è il caso di fare il presepe per non turbare la pace sociale, sconvolgendo atei o islamici…Ma non dimentichiamo che l’Italia è la patria del presepe e il paese in cui questa tradizione si è di più radicata, per ricordarci che il Natale è la festa della nascita di Gesù, è l’annuncio di quel paradosso che vede il Salvatore del mondo adagiato in una mangiatoia, e dei miseri pastori scelti come primi testimoni dell’evento che ha riscritto la storia degli uomini.

Il termine latino “praesepium” (da “prae”: innanzi e “saepes”: recinto) vorrebbe propriamente indicare la stalla e anche la mangiatoia che di solito si pone nella stalla, e ancor più particolarmente la greppia nella grotta di Betlemme dove, secondo la tradizione evangelica, fu adagiato Gesù Bambino. Con il tempo, il significato della parola italiana “presepio” si è esteso anche all’apparato che si dispone nelle chiese e nelle case per ricordare simbolicamente la nascita del Redentore.

Tale raffigurazione plastica costituisce la nota più gentile e più cara del rito cristiano e specialmente cattolico. A San Francesco d’Assisi è attribuita la pia consuetudine di costruire a Natale la scena dell’evento mistico.Il grande santo italiano ebbe sempre una devozione particolare per Gesù Bambino.
A Greccio, in Umbria, San Francesco per la prima volta arricchì la Messa di Natale con la presenza di un presepio vivente, episodio poi magistralmente dipinto da Giotto nell’affresco della Basilica Superiore di Assisi.
GRECCIO, LA BETLEMME FRANCESCANA

Come narra Tommaso da Celano, il frate che raccontò la vita del santo, Francesco, nel Natale del 1222 si trovava a Betlemme dove assisté alle funzioni liturgiche della nascita di Gesù. Ne rimase talmente colpito che, tornato in Italia, chiese a Papa Onorio III di poterle ripetere per il Natale successivo, 1223. Ma il Papa, essendo vietati dalla chiesa i drammi sacri, gli permise solo di celebrare la messa in una grotta naturale invece che in chiesa. Ottenuto questo permesso dal Papa, S.Francesco, rattristato perché gli pareva che il popolo intendesse il Natale solo come occasione di feste e banchetti e non come ricorrenza religiosa, volle “rappresentare” col maggior verismo possibile l’avvenimento del Natale, ricordando anche l’origine umilissima di nostro Signore.

5b1a17d0156e98098206c2c76480c2cfQuando giunse la notte santa, accorsero dai dintorni contadini di Greccio e alcuni Frati che illuminarono la notte con le fiaccole. Ora, proprio nelle campagne di Greccio vi era una grotta usata da alcuni contadini come ricovero temporaneo per le bestie, e Francesco chiese di poterla utilizzare “A Gloria di Nostro Signore, per rappresentarvi la Sua nascita e la Sua Santa Famiglia”. Egli stesso intagliò nel legno la figura di un bimbo che pose in una mangiatoia; portati poi nella grotta un asino e un bue veri, chiese ad alcuni popolani di voler interpretare i personaggi di Maria, di Giuseppe e dei Pastori che per primi videro il Salvatore.
Ardente di fede, innalzò un’orazione chiedendo a Dio la grazia che potesse scendere dal Cielo il Divino fanciullo. La sua preghiera fu esaudita: nel medesimo istante, Gesù Cristo, sotto l’aspetto di un grazioso bambino, comparve a riposare su quelle paglie, che divennero subito portentose per il risanamento di ogni male su cui venivano applicate.20683_565737610109402_1204131994_n

Diffusasi la notizia del gran prodigio, si universalizzò allora il costume di rappresentare con il presepio la nascita del Redentore. Quella che doveva essere una “sacra rappresentazione” limitata alla Notte di Natale si ripeté invece per giorni e giorni, perché la voce di quanto aveva realizzato San Francesco si era sparsa con eccezionale rapidità, e dai paesi vicini si mosse una moltitudine di persone che voleva vedere il “presepe”. E questo fu l’inizio di una tradizione italiana portata poi per il mondo dai frati.

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SANTUARIO DI GRECCIO: sotto la mensa dell’altare, LA ROCCIA VIVA SULLA QUALE S.FRANCESCO COLLOCO’ IL SIMULACRO DI GESU’ BAMBINO

Quando San Francesco ideò il primo presepe era già in fama di grande santità: sarebbe morto tre anni dopo, e dopo soli due anni dalla morte (caso unico nella storia della Chiesa) proclamato Santo. Ogni suo gesto, ogni sua parola erano tenuti in grandissimo conto da tutta la cristianità e la rappresentazione della nascita di Cristo fu subito imitata. Naturalmente il presepe vivente, di grande suggestione, non era però sempre di facile realizzabilità e soprattutto era vivo il desiderio di portare il presepe in ogni casa.

La tradizione vuole che San Francesco, gravemente sofferente di malattie agli occhi, affidò l’anno successivo (siamo dunque nel 1224) ad un suo zelante frate il compito di scolpire alcune statuine in legno di Gesù Bambino, per portarle nei numerosi paesi che le chiedevano, volendo realizzare delle “sacre rappresentazioni” con una statuina proveniente dal convento di colui che per il popolo era già un Santo. Le statuine di Gesù Bambino furono così ben realizzate da indurre San Francesco a invitare il frate, che si era rivelato un così abile intagliatore, a scolpire anche gli altri personaggi, affinché il presepe potesse anche entrare nelle case a confortare ogni famiglia.

LA NATIVITA’: CRISTIANESIMO E STORICITA’ presepeSono gli evangelisti Luca e Matteo i primi a descrivere la Natività.
Nei loro brani c’è già tutta la sacra rappresentazione che a partire dal medioevo prenderà il nome latino di praesepium ovvero recinto chiuso, mangiatoia. Si narra infatti della umile nascita di Gesù, come riporta Luca, “in una mangiatoia perché non c’era per essi posto nell’albergo” dell’annunzio dato ai pastori; dei magi venuti da oriente seguendo la stella per adorare il Bambino che i prodigi del cielo annunciano già re. Questo avvenimento così familiare e umano se da un lato colpisce la fantasia dei paleocristiani rendendo loro meno oscuro il mistero di un Dio che si fa uomo, dall’altro li sollecita a rimarcare gli aspetti trascendenti quali la divinità dell’infante e la verginità di Maria. Così si spiegano le effigi parietali del III secolo nel cimitero di S. Agnese e nelle catacombe di Pietro e Marcellino e di Domitilla in Roma che ci mostrano una Natività e l’adorazione dei Magi, ai quali il vangelo apocrifo armeno assegna i nomi di Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, ma soprattutto si caricano di significati allegorici i personaggi dei quali si va arricchendo l’originale iconografia.
RITROVAMENTO ARCHEOLOGICO, una delle prime immagini del PRESEPE: su un sarcofago del IV secolo, in Sicilia, appaiono i Re Magi che portano i doni a Gesù Bambino in braccio a Maria Santissima
http://rarika-radice.blogspot.it/2008/12/su-un-sarcofago-del-iv-secolo-in.html

Il bue e l’asino, aggiunti da Origene, interprete delle profezie di Abacuc e Isaia, divengono simboli del popolo ebreo e dei pagani; i Magi il cui numero di tre, fissato da S. Leone Magno, ne permette una duplice interpretazione, quali rappresentanti delle tre età dell’uomo: gioventù, maturità e vecchiaia e delle tre razze in cui si divide l’umanità: la semita, la giapetica e la camita secondo il racconto biblico; gli angeli, esempi di creature superiori; i pastori come l’umanità da redimere e infine Maria e Giuseppe rappresentati, a partire dal XIII secolo, in atteggiamento di adorazione proprio per sottolineare la regalità dell’infante.
Anche i doni dei Magi sono interpretati con riferimento alla duplice natura di Gesù e alla sua regalità: l’incenso, per la sua Divinità, la mirra, per il suo essere uomo, l’oro perché dono riservato ai re.

A partire dal IV secolo la Natività diviene uno dei temi dominanti dell’arte religiosa.

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Natività, Giotto

In questa produzione spiccano per valore artistico: la Natività e l’adorazione dei Magi del dittico a cinque parti in avorio e pietre preziose del V secolo che si ammira nel Duomo di Milano e i mosaici della Cappella Palatina a Palermo, del Battistero di S. Maria a Venezia, e a Roma quelli delle Basiliche di S. Maria in Trastevere e della Basilica di Santa Maria Maggiore. Dal secolo XIV la Natività è affidata all’estro figurativo degli artisti più famosi che si cimentano in affreschi, pitture, sculture, ceramiche, argenti, avori e vetrate che impreziosiscono le chiese e le dimore della nobiltà o di facoltosi committenti dell’intera Europa, valgano per tutti i nomi di Giotto, Filippo Lippi, Piero della Francesca, il Perugino, Dürer, Rembrandt, Poussin, Zurbaran, Murillo, Correggio, Rubens e tanti altri.

I PRIMI PRESEPI
Il primo presepe con personaggi a tutto tondo risalirebbe al 1283, e fu opera di Arnolfo di Cambio che scolpì otto statue rappresentanti i personaggi della Natività ed i Magi. Tale presepe si trova ancora nella basilica romana di S. Maria Maggiore.

Si tratta della prima rappresentazione scultorea della Natività della storia.  Fu commissionata da Papa Niccolò IV (tra il 1290 e il 1291 circa), il primo frate francescano ad essere divenuto papa che, oltre a essere affezionato al presepe di fatto “inventato” da Francesco d’Assisi,  con la sacra rappresentazione della Natività di Gesù desiderava rendere onore alle reliquie ospitate appunto nella Basilica di Santa Maria Maggiore, nella cui cripta sotto l’altare principale sono tuttora conservate: si tratta di assi di legno che la tradizione ha perpetrato come resti della mangiatoia in cui Gesù Bambino fu deposto la notte della sua nascita. Per questo la basilica posta sulla sommità del colle Esquilino è conosciuta anche come “Sancta Maria ad Praesepem”. E molti cristiani si recavano a visitarla con la stessa devozione con la quale i pellegrini confluivano a Betlemme, in Giudea, alla grotta considerata luogo di nascita di Gesù e dove per desiderio di sant’Elena (madre dell’imperatore Costantino) sorse, nel 326, la Basilica della Natività.

Da allora e fino alla metà del 1400 gli artisti modellano statue di legno o terracotta che sistemano davanti a un fondale pitturato riproducente un paesaggio che fa da sfondo alla scena della Natività; il presepe è esposto all’interno delle chiese nel periodo natalizio. Culla di tale attività artistica fu la Toscana ma ben presto il presepe si diffuse nel regno di Napoli ad opera di Carlo III di Borbone e nel resto degli Stati italiani.
Nel ’600 e ’700 gli artisti napoletani danno alla sacra rappresentazione un’impronta naturalistica inserendo la Natività nel paesaggio campano ricostruito in scorci di vita che vedono personaggi della nobiltà, della borghesia e del popolo rappresentati nelle loro occupazioni giornaliere o nei momenti di svago: nelle taverne a banchettare o impegnati in balli e serenate. Risultati immagini per presepe napoletano 700Ulteriore novità è la trasformazione delle statue in manichini di legno con arti in fil di ferro, per dare l’impressione del movimento, abbigliati con indumenti propri dell’epoca e muniti degli strumenti di svago o di lavoro tipici dei mestieri esercitati e tutti riprodotti con esattezza anche nei minimi particolari. Questo per dare verosimiglianza alla scena delimitata da costruzioni riproducenti luoghi tipici del paesaggio cittadino o campestre: mercati, taverne, abitazioni, casali, rovine di antichi templi pagani. 

La diffusione a livello popolare si realizza pienamente nel ’800 quando ogni famiglia in occasione del Natale costruisce un presepe in casa riproducendo la Natività secondo i canoni tradizionali con materiali – statuine in gesso o terracotta, carta pesta e altro – forniti da un fiorente artigianato. In questo secolo si caratterizza l’arte presepiale della Puglia, specialmente a Lecce, per l’uso innovativo della cartapesta, policroma o trattata a fuoco, drappeggiata su uno scheletro di fil di ferro e stoppa.
A Roma le famiglie importanti per censo e ricchezza gareggiavano tra loro nel farsi costruire i presepi più imponenti, ambientati nella stessa città o nella campagna romana, che permettevano di visitare ai concittadini e ai turisti. Famosi quello della famiglia Forti posto sulla sommità della Torre degli Anguillara, o della famiglia Buttarelli in via De’ Genovesi riproducente Greccio e il presepe di S. Francesco o quello di Padre Bonelli nel Portico della Chiesa dei Santi XII Apostoli, parzialmente meccanico con la ricostruzione del lago di Tiberiade solcato dalle barche e delle città di Gerusalemme e Betlemme.

PRESEPIO MECCANICO DI STEYR, AUSTRIA

E volendo dare un’occhiata fuori dai nostri confini, non possiamo non citare la città austriaca di Steyr, in cui la tradizione del presepe viene fatta risalire al 1695 quando un giovane di nome Ferdinand Sertl, epilettico, si affidò a Nostro Signore per guarire dalla malattia che lo affliggeva. Pose all’interno di un albero cavo una statuina in cera di Gesù Bambino e vi pregò dinanzi quotidianamente per lungo tempo, finché non ottenne la grazia della guarigione. Attorno alla statuina miracolosa venne costruita in un primo tempo una cappella e poi, nel 1708, l’attuale santuario, affollatissimo durante la messa natalizia di mezzanotte. A Steyr il periodo dell’Avvento vede fiorire moltissime iniziative, tutte incentrate sul presepe, e in particolare sui presepi meccanici. Proprio a pochi passi dal Santuario che abbiamo citato si può ammirare il presepe permanente denominato “Karl Klauda”, in cui ogni figura è in movimento, con un complesso sistema di trasmissioni a catene ed ingranaggi, realizzato in ben quaranta anni di lavoro. Steyr vanta anche il primato del presepe più grande del mondo, il “Pottmesser”, che viene montato ogni anno su un’area di 60 metri quadrati, ed è formato da 778 statue di legno di 20 – 30 centimetri di altezza.Oggi dopo l’affievolirsi della tradizione negli anni ’60 e ’70, causata anche dall’introduzione dell’albero di Natale, il presepe è tornato a fiorire grazie all’impegno di religiosi e privati che con associazioni come quelle degli Amici del Presepe, Musei tipo il Brembo di Dalmine di Bergamo, mostre, tipica quella dei 100 Presepi nelle Sale del Bramante di Roma; dell’Arena di Verona, rappresentazioni dal vivo come quelle della rievocazione del primo presepio di S. Francesco a Greccio e i presepi viventi di Rivisondoli in Abruzzo o Revine nel Veneto e soprattutto la produzione di artigiani presepisti, napoletani e siciliani in special modo, eredi delle scuole presepiali del passato, hanno ricondotto nelle case e nelle piazze d’Italia la Natività e tutti i personaggi della simbologia cristiana del presepe.

http://www.visitgreccio.com/attrazione/il-santuario-di-greccio

Cardinale Bagnasco: “il sangue dei martiri incoraggia la nostra fede”

I cristiani sappiano “annunciare la verità di Cristo”, anche se questa può “apparire divisiva”. Ad affermarlo il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, nell’omelia che ha pronunciato questa mattina nella basilica di N.S.Immacolata in occasione della solennità di Maria Immacolata. “Il Vangelo unisce e divide. Non possiamo scegliere dal Vangelo alcune pagine e dimenticarne altre”, ha osservato il porporato. “Il Vangelo assume e anche separa”, ha proseguito chiedendosi quale sarebbe lo specifico del cristiano “se tutto è omologato, se dobbiamo dire solo ciò che tutti condividono?”.

“La cultura moderna – ha detto ancora nell’omelia – vuole farci credere che la santità è cosa di altri tempi e ne sorride con aria di sufficienza. Vuole farci credere che ciò che conta sono solo le cose materiali, il successo, il prestigio, il potere, l’apparire, l’essere noti, l’essere ammirati sulla scena effimera del tempo del mondo”.

“La Madonna è venuta per purificare la nostra fede. Viene e verrà ancora per ricordarci che la fede non è cervellotica, non è opinione individuale” e che “la fede della Chiesa non è una opinione sofisticata”, ma “un dono ed è per questo dono che migliaia di cristiani, bambini, giovani e adulti, anche oggi e anche molto vicino a noi, sono perseguitati”.

 “Il sangue dei martiri, di ieri e di oggi – ha proseguito il cardinale Bagnasco – bagna i nostri piedi e lambisce i nostri vestiti, vuole incoraggiare la nostra fede. I martiri fanno sul serio e questo stanco Occidente, languido e sofisticato, va verso la sua conclusione se non si risveglia. Tutti noi ci dobbiamo risvegliare dai nostri languori religiosi” e “la Madonna viene a ricordarci che il proprio della fede sono i Santi e i Martiri che non fanno distinzioni sottili, che hanno compreso il Vangelo, vivendolo fino al sacrificio della vita, non con le discussioni, ma con l’esperienza della vita”. E anche noi, “quanto più cerchiamo di vivere giorno per giorno il vangelo del Signore, soprattutto nelle cose più difficile, impegnative ed ardue, e più la verità del Vangelo risplende in noi”.

http://agensir.it/quotidiano/2016/12/8/cardinale-bagnasco-il-sangue-dei-martiri-incoraggia-la-nostra-fede/

La preghiera del Papa ai piedi dell’Immacolata

ATTO DI VENERAZIONE Risultati immagini per PAPA FRANCESCO AI PIEDI DELL'IMMACOLATA 8 DICEMBRE 2016

O Maria, Madre nostra Immacolata,
nel giorno della tua festa vengo a Te, e non vengo solo:
porto con me tutti coloro che il tuo Figlio mi ha affidato, in questa Città di Roma e nel mondo intero, perché Tu li benedica e li salvi dai pericoli.

Ti porto, Madre, i bambini,
specialmente quelli soli, abbandonati,
e che per questo vengono ingannati e sfruttati.
Ti porto, Madre, le famiglie,
che mandano avanti la vita e la società
con il loro impegno quotidiano e nascosto;
in modo particolare le famiglie che fanno più fatica per tanti problemi interni ed esterni.

Ti porto, Madre, tutti i lavoratori, uomini e donne, e ti affido soprattutto chi, per necessità,
si sforza di svolgere un lavoro indegno
e chi il lavoro l’ha perso o non riesce a trovarlo.

Abbiamo bisogno del tuo sguardo immacolato,
per ritrovare la capacità di guardare le persone e le cose
con rispetto e riconoscenza,
senza interessi egoistici o ipocrisie.
Abbiamo bisogno del tuo cuore immacolato,
per amare in maniera gratuita,
senza secondi fini ma cercando il bene dell’altro,
con semplicità e sincerità, rinunciando a maschere e trucchi. Abbiamo bisogno delle tue mani immacolate,
per accarezzare con tenerezza,
per toccare la carne di Gesù
nei fratelli poveri, malati, disprezzati,
per rialzare chi è caduto e sostenere chi vacilla.
Abbiamo bisogno dei tuoi piedi immacolati,
per andare incontro a chi non sa fare il primo passo,
per camminare sui sentieri di chi è smarrito,
per andare a trovare le persone sole.

Ti ringraziamo, o Madre, perché mostrandoti a noi libera da ogni macchia di peccato,
Tu ci ricordi che prima di tutto c’è la grazia di Dio, c’è l’amore di Gesù Cristo che ha dato la vita per noi, c’è la forza dello Spirito Santo che tutto rinnova.

Fa’ che non cediamo allo scoraggiamento,
ma, confidando nel tuo costante aiuto,
ci impegniamo a fondo per rinnovare noi stessi, questa Città e il mondo intero.


Prega per noi, Santa Madre di Dio!

https://it.zenit.org/articles/il-papa-ai-piedi-dellimmacolata-ti-porto-disoccupati-e-bambini-sfruttati/

Kirill: “Uniti ai cattolici, per difendere famiglia e cristiani perseguitati”

Kirill of Moscow - “Christmas service at Cathedral of Christ the Savior” 6 January 2011Il patriarca russo-ortodosso Kirill era ieri a Parigi, dove ha consacrato la nuova cattedrale russo-ortodossa. In occasione della sua presenza in Francia, l’esponente ortodosso ha rilasciato un’intervista al quotidiano Le Figaro in cui ha parlato di ecumenismo, terrorismo, rinascita della fede in Russia,

“Conserviamo l’integrità delle nostre tradizioni, mentre lavoriamo insieme – ha detto a tal proposito -. Il nostro obiettivo non è di trasformarci gli uni gli altri dentro questo dialogo ma, insieme, di trasformare il mondo attorno a noi, pieno di sofferenze e ingiustizie che minacciano la dignità dell’uomo che viene da Dio”. Entrando più nel dettaglio delle relazioni con la Chiesa cattolica, Kirill le ha definite “dinamiche”.

Famiglia, secolarismo e cristiani perseguitati sono i pilastri intorno ai quali ruota questa collaborazione. “Siamo pronti — ha aggiunto — a far fronte insieme agli attacchi portati al concetto tradizionale di famiglia, ai tentativi di imporre un secolarismo militante che minaccia l’identità cristiana”. Inoltre “mai la Chiesa ortodossa e la Chiesa cattolica resteranno indifferenti alla sorte dei cristiani, di qualunque confessione siano, perseguitati non importa in quale parte del mondo”. Il Patriarca ammette che esistono importanti “divergenze dottrinali”, che non inficiano però la collaborazione, e ritiene che chi, nel mondo ortodosso, critica l’avvicinamento con Roma non è informato sulla natura di queste relazioni.

Il suo sguardo si sposta poi in Russia, dove – ha detto – “il livello di libertà di cui godiamo attualmente è senza precedenti non solo rispetto all’epoca sovietica ma anche al periodo sinodale nell’impero russo, durante il quale la Chiesa era ridotta al livello di ministero degli affari spirituali”. Ecco allora che l’aumento di fedeli che vanno a Messa, le nuove vocazioni e la costruzione di nuove chiese in Russia sono “un vero miracolo sopraggiunto dopo le tenebre del regime ateo”. Ottimismo anche riguardo i rapporti con le altre Chiese ortodosse: dopo Creta, al di là delle incomprensioni, “il processo preconciliare proseguirà, non si è interrotto”.

Venendo alla questione dell’estremismo islamico, Kirill sottolinea l’importanza di mantenere la religione nell’ambito pubblico. Egli ritiene che “il sostegno alle comunità religiose tradizionali è la migliore protezione contro l’estremismo, il miglior vaccino contro l’ideologia atea che si espande come un virus”.

https://it.zenit.org/articles/kirill-uniti-ai-cattolici-per-difendere-famiglia-e-cristiani-perseguitati/

I cyber-attacchi contro Papa Francesco, spiegati da Padre Antonio Spadaro: come difendersi dalla disinformazione e dalla ‘macchina del fango’

Recentemente, Padre Antonio Spadaro,  Direttore della rivista La Civiltà Cattolica, consultore del Pontificio consiglio della Cultura, è stato ingiustamente accusato da noti blog ultratradizionalisti di “aver insultato i 4 cardinali “, (quasi tutti in pensione) guidati dal Card Burke,  che hanno diffuso sui giornali le loro critiche all’esortazione pastorale Amoris Laetitia, (frutto maturo di ben due Sinodi sulla famiglia), insieme ad altre interviste rilasciate dai media in cui il Papa è stato accusato da Burke di “eresia”…

In un’intervista esclusiva alla rivista cattolica Crux, qui Padre Antonio Spadaro rivela che invece è stato lui ad essere preso di mira da un cyber attacco di insulti, per aver difeso il Papa! Padre Spadaro mostra, prove alla mano, la MACCHINA DEL FANGO attraverso la quale I DETRATTORI DEL PONTEFICE diffondono queste menzogne in modo virale sul web e sui media, per confondere e disinformare i fedeli.

INTRODUZIONE — Date un’occhiata a questo tweet. Leggetelo perché adesso c’è bisogno di raccontare una storia nei dettagli.

Questa è la descrizione di una vicenda illuminante e che fa capire come funziona in rete la strategia dell’opposizione anti-papale che, pur se piccola è molto rumorosa. Ne hanno dato conto in maniera ampia Andrea Tornielli e Giacomo Galeazzi qui. Questa mia invece è solo la modesta descrizione di un caso concreto di attacco indiretto (di cui sono stato oggetto) ma interessante per capire le dinamiche concrete di un trolling che nasce in ambiti che si definiscono cattolici.

Dunque: date un’occhiata a questo tweet:4oeohtzw

CAPITOLO UNO —Perché la prima regola del manuale anti-Francesco è quella di creare una narrativa, una storia. Ma prima di narrare la storia bisogna raccontare un antefatto costituito da questo tweet. Un antefatto sempre omesso dalla storia dei detrattori del Pontefice, ma fondamentale per capire il vero senso della storia.

L’antefatto è quel tweet appena citato. Che cosa dice? Eccolo in traduzione: “Chi ha bisogno di Gesù quando uno ha Tony Spadaro e @Pontifex? È come Grima Lingua di Verme e Saruman”.

Perché è stato scritto? E che c’entro io? È stato scritto perché ero intervenuto su Twitter alcune volte per dire che Amoris Laetitia è un documento magisteriale di grande importanza.

Ovviamente quello è un tweet irrispettoso e offensivo, come ben sanno gli estimatori del Signore degli Anelli, soprattutto verso il Santo Padre identificato come il “cattivo”. E ovviamente contro il sottoscritto definito “Lingua di Verme”. Ecco l’immagine a cui  quel tweet fa riferimento…

Dunque: chi è il verme? Occorre tenerlo bene in mente per capire la storia: secondo il tweet del “Professor Pownd” sono io!

Per risponde a quell’offesa nei miei confronti in maniera leggera e ironica ho semplicemente postato dal mio account Twitter un fotogramma proprio di Lord of the rings che ritrae una scena che riguarda Wormtongue (Lingua di Verme) e senza alcun commento. Quindi in realtà l’accusa di essere un verme era rivolta a me e la mia risposta ironica era rivolta al “Professor Pownd”. Punto. Fine della storia vera. Ma adesso comincia quella più interessante, quella finta.img_1729

CAPITOLO DUE — A questo punto qualcosa è accaduto. Qui comincia la narrativa degli oppositori di Francesco. Per questo ricostruisco la vicenda: è da manuale e può servire per capire meglio come funziona l’informazione “post-veritativa” dell’opposizione anti-papale.

Dicevo: a questo punto qualcosa è accaduto. Qualcuno si è inventato (cioè l’ha immaginato, l’ha pensato, gli è venuto in mente…) che quel tweet si riferisse a uno dei 4 cardinali che hanno espresso i lorodubia. La storia finta comincia qui. Perché lo ha fatto? Chiedetelo a chi ha pensato questa irriverente comparazione, che non sono certo io. Addirittura si comincia a dire che io avrei scritto contro un cardinale specifico. Se ne fa persino il nome! Ovviamente nulla di tutto questo si trova nel mio tweet. Ma così deve essere per far cominciare la storia finta.

Nell’ambito di certe cerchie anti-Francesco che sono in rete funziona una tecnica da manuale: uno scrive una cosa e poi altri account seguono ripetendola alla lettera in continuazione cercando di farla diventare “virale”. A volte funziona, a volte no. Siamo a quello che qualcuno ha chiamato la “post-verità che si basa sullo spargimento di odio e diffamazione: bugie e mezze verità costruite ad arte e diffuse da un esercito di simpatizzanti. È la tecnica deltrolling organizzato che assalta l’avversario fino a intasarne gli spazi di discussione e soprattutto la pazienza.

In questo incappano però anche brave persone, che restano turbate dalla “propaganda” e, almeno nel mio caso, mi scrivono tweet e mail accorate pregando per il mio ravvedimento. Sono persone che “cadono nella rete”, diciamo così, in buona coscienza. Ma in realtà è impossibile giudicare la coscienza in questo caso in termini generali. Alcuni trolls possono sentirsi in buona coscienza a combattere la loro crociata contro quello che gli viene additato come il “nemico”. La strategia consiste nell’identificare un target, un obiettivo preciso: il nemico.

Quando mi sono accorto della manipolazione ho cancellato quel tweet per evitare che altri continuassero a dare libero corso ai commenti bassi e volgari. Ed erano tutte persone che si presentavano come difensori dell’ortodossia cattolica, purtroppo. Ma non è stato sufficiente cancellare quel tweet. Anzi.

CAPITOLO TRE — La notizia falsa è arrivata saltando da un post all’altro, da un tweet all’altro, a uno dei più critici di Francesco negli Stati Uniti, Ross Douthat, che scrive editoriali per il New York Times.Queste voci sono approdate a una grande testata, dunque. Io con un semplice tweet ho fatto presente a Douthat che aveva scritto una cosa falsa inviando il tweet che rivela che la “lingua di verne” ero io. A Douthat è bastato il mio tweet: per quanto critico, anche nei miei confronti, ha capito l’errore oggettivo. Si è scusato e ha corretto il suo post on line. Bisogna sempre verificare le fonti!img_1736

Si può sbagliare ma poi ci si corregge. Douthat l’ha fatto. I blog del sottobosco ultraconservatore no. Chiaro che parliamo di standard differenti. Ma colpisce come una testata quale First Things non abbia avuto il coraggio di ammettere che era stata tratta in inganno. Ciascuno è responsabile degli standards di qualità che offre.

Ma la cosa non finisce qui. La CNN mi chiede una opinione su quel che sta accadendo. E io la concedo tranquillamente. Questo manda in delirio l’esercito del trolls. E quindi si passa a una seconda fase più virulenta.

CAPITOLO QUATTRO — Qualcuno nota che io ho re-twittato il tweet di un account @hablafrancisco che desta curiosità. Il tweet diceva che l’espressione “4 Cardinali” suona come il titolo di una banda di rock & roll degli anni ’60. Parte la curiosità per questa cosa e qualcuno tenta di violare l’account. L’account era semplicemente uno dei miei 3, anche se sottoutilizzato e lasciato parcheggiare. Parte nuovamente la macchina del fango per dire che sotto c’ero io che volevo mimetizzarmi sotto un account fasullo e anonimo. Da qui parte un’altra macchina del fango e altri simpatici epiteti esornativi. E si ripete la stessa tattica passo dopo passo. Si genera un’altra storia: quella dell’account fasullo e anonimo. Mentre era semplicemente il… mio!

Se avessi voluto davvero “nascondermi” non l’avrei re-twittato. Ovvio. E poi “nascondermi” per cosa? Quella citata era una battuta di una mia amica americana: non capisco bene la mancanza di rispetto. Commentava non l’agire dei cardinali ma l’espressione “4 Cardinali” così come veniva riportata da tanti blogs come una specie di tic. Certo se paragonata all’offesa al Santo Padre  del primo tweet (e di tanti altri del sottobosco antipapale) può essere considerata una battuta simpatica (e tale era, voleva essere…). E invece no: ecco lo scandalo a scopo strumentale. Curioso che uno degli scandalizzati, il noto Raymond Arroyo, abbia postato subito dopo una foto del cardinal Dolan mentre balla con alcune subrette in un palcoscenico, ma questo già che provocare costernazione tra il suo pubblico ha provocato esultanza. 

Non c’è forse qualcosa di strano? 

CAPITOLO CINQUE — La cosa passa in Italia a scoppio ritardato e di riciclo, come spesso in questi casi. E questa volta avviene grazie a Marco Tosatti, che si fa collettore di questo genere di storie. Tosatti semplicemente ricopia (citandolo) uno dei vari blog americani aggiungendo qualche nota ironica personale. Poi cerca di spargere la voce inviando ossessivamente lo stesso tweet per ben 15 volte di seguito dal suo account. Interessante notare pure a chi lo invia: da militanti antipapali ai responsabili più ufficiali della stampa vaticana. Faccio presente (gentilmente) al dott. Tosatti che è caduto nell’errore di Douthat e gli cito il primo tweet. Resto perplesso anche davanti a una cosa: lui, signore settantenne, dà a me, signore cinquantenne, del “giovanile”. Questa cosa dice molto della nostra Italia e di un errore generazionale. Ma questa è un’altra storia…

Lui mi risponde subito. E mi dice questo:fullsizerender_1

“A me è ignoto…”. Senza alcun problema Tosatti ammette che non sa nulla della vicenda e non capisce la mia obiezione! Aveva solamente dato retta e prestato voce italiana a uno dei blog americani antipapali che hanno fatto da “eco” alla notizia falsa. Ciascuno è responsabile dei propri standard qualitativi. Poi a Tosatti fa eco un’altra fonte di pensiero ostile al Pontefice in maniera più o meno celata (La Nuova Bussola Quotidiana) e dopo altri ancora che non hanno verificato le fonti ma che si sono prestati a fare da cassa di risonanza ricopiando tali e quali le stesse informazioni nella galassia troll nostrana.

CAPITOLO SEI — Un’altra cosa interessante riguarda la notizia che il Papa sarebbe fuori di sé  per i “dubbi” dei 4 cardinali su Amoris Laetitia. Edward Pentin ha scritto che Francesco lo è, secondo le sue fonti. Lo stesso giornalista mi invia una serie di domande alle quali mi intima di rispondere “per evitare che la mia non risposta sia riportata come non risposta”. Le domande contengono accuse dirette, eco di quelle sparse dal sistema organizzato dei “trolls”. Ovviamente non rispondo. Ma rifletto sul fatto che mi vien da sorridere quando sento che il Papa è “fuori di sé” dalla rabbia quando accadono queste cose. Davvero sorrido quando leggo questi commenti. Per fare arrabbiare Bergoglio ci vuole ben altro. E non sono certamente queste le cose che lo turbano! Le sue vere preoccupazioni sono pastorali. Lo turba la povertà, l’ingiustizia, il martirio dei cristiani, la violenza, ma non certo queste critiche… E poi ha dovuto affrontare ben altro nella vita per essere turbato da queste cose…

CAPITOLO SETTE — Qual è la morale della storia? Qualcuno ha provato a strumentalizzare la questione dei dubbi dei quattro cardinali per alzare la tensione e creare divisone nella Chiesa. La strategia mediatica è partita subito dopo che i dubia dei Cardinali sono stati resi pubblici e consegnati alla stampa. Non c’era stata grande reazione se non in alcuni circoli. Quindi qualcuno ha pensato bene di creare più rumore possibile per richiamare l’attenzione.

Che cosa ci fa capire questa strategia? Proprio il ricorso alla diffamazione e alla strumentalizzazione, a mio avviso, fa capire tre cose.

— La prima è che l’azione di Francesco è efficace e tocca le corde giuste che reagiscono vivacemente. Mette il dito nella piaga.

— La seconda cosa è che “gli spiriti si esprimono”, come direbbe Bergoglio. Il clima di odio e di provocazione è sempre segno del cattivo spirito che nulla ha a che fare con il Vangelo. Cosi si può fare discernimento con facilità! Se tutto fosse apparentemente tranquillo sarebbe peggio.

— La terza è che quelli ostili a Francesco sono gruppi autoreferenziali che non reggono il dibattito aperto e sereno ma cercano un nemico e vi si abbattono contro, facendosi eco l’un l’altro. Alcuni siti sono un copia incolla acritico. Per non parlare di alcuni account Twitter. Ma queste sono cose note… 

CAPITOLO OTTO — Come uscire da questa impasse? Con la pazienza. Ci vuole tanta pazienza. E confidare nel processo in corso.Gli attacchi fanno parte del processo e sono inevitabili.

CAPITOLO NOVE — Ma le posizioni critiche verso Francesco sono tutte così? Cominciamo a dire che tutti i Papi hanno avuto opposizioni e critiche anche feroci. Basta fare anche adesso un giro in rete per vedere quante volte e con quale aggressività san Giovanni Paolo II ha dovuto subire critiche volgari e pesanti da chi lo riteneva un eretico aperturista. Ho visto un sito che raccoglieva oltre 100 affermazioni ritenute eretiche del Pontefice santo. Quindi niente di nuovo sotto il sole. Ma no, non tutte le posizioni critiche verso Francesco sono così. Alcune sono quelle amate dal Pontefice, cioè sono critiche non polemiche o strumentali, ma che aprono a un dialogo vero e pacato, non provocatorio. Quelle che servono.amoris-laetitia_cover

Nell’intervista a Crux, Padre Spadaro risponde ai quattro cardinali che hanno pubblicamente criticato Amoris Laetitia: ” Francesco ama il Dialogo quando è leale e sincero e motivato dal bene della Chiesa. Le domande dei quattro cardinali erano in realtà già state poste durante il Sinodo, in cui il dialogo è stato ampio, profondo e soprattutto franco. L’approvazione di tutti i punti della relazione finale nel Sinodo è testimonianza dell’alto grado di convergenza che è stato raggiunto: Amoris Laetitia E’ IL FRUTTO maturo del sinodo. Tutti i cardinali possono CHIEDERE al Santo Padre ciò che vogliono e se hanno dei dubbi possono parlare a tu per tu con lui. Un Dialogo ben fondato e discreto, senza esposizione mediatica. E’ Piuttosto Diverso QUANDO VIENE utilizzato in modo calcolato per provocare divisioni…

QUANDO le circostanze in una coppia divorziata e risposata rendono fattibile un percorso di fede, le persone possono essere invitate a prendere la sfida di vivere in continenza. Amoris Laetitia non ignora la difficoltà di questa opzione, e lascia aperta la possibilità di ammissione al sacramento della Riconciliazione.

In altre circostanze, più complesse, in cui non è stato possibile ottenere una Dichiarazione di nullità del precedente matrimonio, questa  opzione potrebbe non essere fattibile. Ma può ancora essere possibile intraprendere un percorso di discernimento sotto la guida di un Pastore, il che si traduce in un riconoscimento che, in un caso particolare, ci sono delle limitazioni che attenuano responsabilità e colpa – in particolare QUANDO una persona crede che potrebbero cadere in un errore peggiore, e danneggiare i figli della nuova unione.

In QUESTI casi Amoris Laetitia apre la possibilità di accesso ai Sacramenti della Riconciliazione e della S.Eucaristia, che a sua volta dispone una persona a continuare a maturare e crescere nella conversione, fortificandosi nella grazia: porta ad una Comprensione della posizione dei divorziati risposati attraverso il discernimento delle diverse situazioni che non sono oggettivamente identiche, grazie al foro interno.

Francesco ha compiuto un passo importante obbligandoci a chiarire ciò che era RIMASTO implícito nella Familiaris consortio,(S. Giovanni Paolo II), vale a dire il collegamento tra una situazione oggettiva del peccato e la vita della Grazia di fronte a Dio e alla SUA Chiesa. Il cardinale Ratzinger [futuro Papa Benedetto XVI] lo AVEVA già spiegato nel 1990:  Non PUÒ esistere una norma generale che sia in grado  di coprire tutti i casi particolari in modo oggettivo.

Fonte Blog di Padre Antonio Spadaro

http://www.cyberteologia.it/2016/12/manuale-di-cyber-attacco-contro-papa-francesco/

http://it.radiovaticana.va/news/2016/04/09/padre_spadaro_commenta_lesortazione_amoris_laetitia/1221566

http://www.europaquotidiano.it/2014/05/11/padre-antonio-spadaro-con-papa-francesco-non-ce-piu-distinzione-tra-conservatori-e-progressisti/

Consacrazione a Maria Immacolata

Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria

O Maria, Madre mia amabilissima,
io figlia/o  tua mi offro oggi a Te,
e consacro per sempre al Tuo Cuore Immacolato
tutto quanto mi resta di vita,
il mio corpo con tutte le sue miserie,
la mia anima con tutte le sue debolezze,
il mio cuore con tutti i suoi affetti e desideri,
tutte le preghiere, fatiche, amori, sofferenze e lotte,
in special modo la mia morte
con tutto ciò che la accompagnerà,
i miei estremi dolori e la mia ultima agonia.
Tutto questo, Madre mia,
lo unisco per sempre e irrevocabilmente al Tuo amore,
alle tue lacrime, alle Tue sofferenze!
Madre mia dolcissima,
ricordati di questa Tua figlia
e della consacrazione che fa di se stesso al Tuo Cuore Immacolato,
e se io, vinta dallo sconforto e dalla tristezza,
dal turbamento o dall’angoscia,
arrivassi qualche volta a dimenticarmi di Te,
allora, Madre mia, Ti chiedo e Ti supplico,
per l’amore che porti a Gesù,
per le Sue Piaghe e per il Suo Sangue,
di proteggermi come figlia Tua
e di non abbandonarmi fino a quando io non sia con Te nella gloria.
Amen.

ATTO DI CONSACRAZIONE E RIPARAZIONE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIApregatemolto

Vergine santissima e Madre nostra, nel mostrare il tuo Cuore circondato di spine, simbolo delle bestemmie ed ingratitudini con cui gli uomini ripagano le finezze del tuo amore, hai chiesto di consolarti e ripararti.
Come figli Ti vogliamo amare e consolare sempre, ma, specialmente dopo i tuoi materni lamenti, vogliamo riparare il tuo Cuore Addolorato e Immacolato che la cattiveria degli uomini ferisce con le pungenti spine dei loro peccati.
In modo particolare vogliamo riparare le bestemmie proferite contro la tua Immacolata Concezione e la tua santa Verginità. Molti, purtroppo, negano che Tu sei Madre di Dio e non ti vogliono accettare come tenera Madre degli uomini.
Altri, non potendoti oltraggiare direttamente, scaricano la loro collera satanica profanando le tue sacre immagini. E non mancano coloro che cercano di infondere nei cuori, soprattutto dei bambini innocenti che ti sono tanto cari, l’indifferenza, il disprezzo ed anche l’odio contro di Te.
Vergine santissima, prostrati ai tuoi piedi, esprimiamo la nostra pena e promettiamo di riparare, con i nostri sacrifici, comunioni e preghiere, tanti peccati ed offese di questi tuoi figli ingrati.
Riconoscendo che anche noi non sempre corrispondiamo alle tue predilezioni, né Ti amiamo ed onoriamo sufficientemente come Madre nostra, supplichiamo il perdono misericordioso per le nostre colpe e freddezze.
Madre santa, vogliamo ancora chiederti compassione, protezione e benedizioni, riconduci tutti alla vera Chiesa, ovile di salvezza, come hai promesso nelle tue apparizioni a Fatima.
Per quanti sono tuoi figli e per noi in particolare che ci consacriamo interamente al tuo Cuore immacolato, sii rifugio nelle angustie e tentazioni della vita; sii cammino per giungere a Dio, unica fonte di pace e di gioia. Amen.

LA GRANDE PROMESSA DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

I PRIMI CINQUE SABATIrosary-decal-211x300
La Madonna apparendo a Fatima il 13 giugno 1917, tra l’altro, disse a Lucia:
“Gesu’ vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare. Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato”.

Un confessore di Lucia le chiese il perché del numero cinque. Lei lo chiese a Gesù, il quale le rispose: “Si tratta di riparare le cinque offese dirette al Cuore Immacolato di Maria.

1. le bestemmie contro l’Immacolata Concezione;
2. le bestemmie contro la sua Verginità;
3. le bestemmie contro la Maternità divina, rifiutando, allo stesso tempo, di riconoscerla come vera Madre degli uomini;
4. gli scandali di quanti cercano pubblicamente di infondere nel cuore dei bambini l’indifferenza, il disprezzo e perfino l’odio contro questa loro Madre Immacolata;
5. quanti la oltraggiano «direttamente» nelle sacre immagini.

Le condizioni necessarie per la grande promessa sono:
– per cinque mesi ricevere la santa Comunione il primo sabato;
– recitare la corona del Rosario;
– tenere compagnia alla Madonna per quindici minuti meditando sui misteri del Rosario;
– fare una confessione con la stessa intenzione; quest’ultima potrà essere fatta anche in altro giorno, purchè nel ricevere la santa Comunione si sia in grazia di Dio.

CONSACRAZIONE A MARIA VERGINE IMMACOLATAm

di S. Massimiliano Kolbe

O Immacolata, Regina del cielo e della terra, rifugio dei peccatori e Madre nostra amorosissima, cui Dio volle affidare l’intera economia della Misericordia, io, indegno peccatore, mi prostro ai tuoi piedi supplicandoti umilmente di volermi accettare tutto e completamente come cosa e proprietà tua, e di fare ciò che ti piace di me e del mio corpo, di tutta la mia vita, morte ed eternità.

Disponi pure, se vuoi, di tutto me stesso senza alcuna riserva, per compiere ciò che è stato detto di Te: “Ella ti schiaccerà il capo” (Gen 3,15), come pure: “Tu sola hai distrutto tutte le eresie sul mondo intero” (Ufficio della B. V. Maria), affinché nelle tue mani immacolate e misericordiosissime io divenga uno strumento utile per innestare e incrementare il più possibile la tua gloria in tante anime smarrite e indifferenti, e per estendere in tal modo quanto più possibile il benedetto Regno del Sacratissimo Cuore di Gesù. Dove tu entri, infatti, ottieni la grazia della conversione e della santificazione, poiché ogni grazia scorre, attraverso le tue mani, dal Cuore dolcissimo di Gesù fino a noi. Amen

O Maria concepita senza peccato prega per noi che a Te ricorriamo e per quanti a Te non ricorrono, in particolare per i nemici della Santa Chiesa e per quelli che ti sono raccomandati

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Preghiere a Maria Immacolata, Solennità 8 dicembre

8 DICEMBRE
IMMACOLATA CONCEZIONE 

DELLA B.V. MARIA 
Solennitàimmacolata-picmix

In Inghilterra e in Normandia già nel secolo XI si celebrava una festa della concezione di Maria; si commemorava l’avvenimento in se stesso, soffermandosi soprattutto sulle sue condizioni miracolose (sterilità di S.Anna, sua madre, etc). Oltre questo aspetto aneddotico, sant’Anselmo Vescovo mise in luce la vera grandezza del mistero che si attua nella concezione di Maria: la sua preservazione dal peccato: “O Vergine benedetta! Dio è padre della fondazione del mondo, Maria la madre della sua riparazione, poiché Dio ha generato Colui per mezzo del quale tutto è stato fatto, e Maria ha partorito Colui per opera del quale tutte le cose sono state salvate. E mentre Dio aveva potuto creare tutte le cose dal nulla, dopo la loro rovina non volle restaurarle senza Maria.” (Disc. 52; PL 158, 955-956)
Nel 1439 il concilio di Basilea considerò questo mistero come una verità di fede, e Pio IX ne proclamò il dogma nel 1854.
Dio ha voluto Maria per la salvezza dell’umanità, perché ha voluto che il Salvatore fosse «figlio dell’uomo»; per questo viene applicata a Maria, con pienezza di significato, la parola di Dio contro il tentatore: «Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa» (Gn 3,15). E Maria viene riconosciuta come la «nuova Eva, madre di tutti i viventi». Accanto al  nuovo Adamo fu creata la nuova Eva: Maria fa parte del mistero di Cristo. Dove era abbondato il peccato, è sovrabbondata la grazia. L’Immacolata è il «segno» che con la risurrezione di Cristo il male è già sconfitto «in partenza» se una creatura ha potuto essere ripiena di grazia dal primo istante della sua esistenza. Maria Santissima, sottratta al peccato«originale», è la garanzia che nel mondo il bene è più forte e più contagioso del male. Con Lei, la prima redenta, ha inizio una storia di grazia «contagiosa».divisore_candela_1
PREGHIERA a MARIA IMMACOLATA (di S. Giovanni Paolo II)felice_festa_dell_immacolata

Regina della pace, prega per noi!

Nella festa della tua Immacolata Concezione
torno a venerarti, o Maria,
ai piedi di quest’effigie, che da Piazza di Spagna consente
al tuo sguardo materno di spaziare su questa antica,
e a me tanto cara, città di Roma.

Sono venuto qui, stasera, a renderti l’omaggio
della mia devozione sincera. E’ un gesto nel quale
si uniscono a me, in questa Piazza, innumerevoli romani,
il cui affetto mi ha sempre accompagnato
in tutti gli anni del mio servizio alla Sede di Pietro.

Sono qui con loro per iniziare il cammino
verso il cento cinquantesimo anniversario del dogma
che oggi celebriamo con gioia filiale.

Regina della pace, prega per noi!

A Te si volge il nostro sguardo con più forte trepidazione,
a Te ricorriamo con più insistente fiducia
in questi tempi segnati da non poche incertezze e timori
per le sorti presenti e future del nostro Pianeta.

A Te, primizia dell’umanità redenta da Cristo,
finalmente liberata dalla schiavitù del male e del peccato,
eleviamo insieme una supplica accorata e fidente:
Ascolta il grido di dolore delle vittime
delle guerre e di tante forme di violenza,
che insanguinano la Terra.

Dirada le tenebre della tristezza e della solitudine,
dell’odio e della vendetta.
Apri la mente e il cuore di tutti alla fiducia e al perdono!

Regina della pace, prega per noi!

Madre di misericordia e di speranza,
ottieni per gli uomini e le donne del terzo millennio
il dono prezioso della pace:
pace nei cuori e nelle famiglie, nelle comunità e fra i popoli;
pace soprattutto per quelle nazioni
dove si continua ogni giorno a combattere e a morire.

Fa’ che ogni essere umano, di tutte le razze e culture,
incontri ed accolga Gesù,
venuto sulla Terra nel mistero del Natale
per donarci la “sua” pace.
Maria, Regina della pace,
donaci Cristo, pace vera del mondo!

(S. Giovanni Paolo II , 8 Dicembre 2003)divisore_candela_1

PREGHIERA DI PIO XII ALLA VERGINE IMMACOLATA

Alla Beata Vergine Maria,
concepita senza il peccato originale.8_dicembre_immacolata_concezione_0
Rapiti dal fulgore della vostra celeste bellezza e sospinti dalle angosce del secolo,
ci gettiamo tra le vostre braccia,
o Immacolata Madre di Gesù e Madre nostra, Maria,
fiduciosi di trovare nel vostro Cuore amantissimo
l’appagamento delle nostre fervide aspirazioni e
il porto sicuro fra le tempeste che da ogni parte ci stringono.

Benché avviliti dalle colpe e sopraffatti da infinite miserie,
ammiriamo e cantiamo l’impareggiabile ricchezza di eccelsi doni,
di cui Iddio vi ha ricolmata al di sopra di ogni altra pura creatura,
dal primo istante del vostro concepimento fino al giorno,
in cui, Assunta in cielo,
vi ha incoronata Regina dell’universo.

O Fonte limpida di fede,
irrorate con le eterne verità le nostre menti!
O Giglio fragrante di ogni santità,
avvincete i nostri cuori col vostro celestiale profumo!
O Trionfatrice del male e della morte,
ispirateci profondo orrore al peccato,
che rende l’anima detestabile a Dio e schiava dell’inferno!

Ascoltate, o prediletta di Dio,
l’ardente grido che da ogni cuore fedele s’innalza in quest’Anno a voi dedicato.
Chinatevi sulle doloranti nostre piaghe.
Mutate le menti ai malvagi,
asciugate le lagrime degli afflitti e degli oppressi,
confortate i poveri e gli umili, spegnete gli odi,
addolcite gli aspri costumi,
custodite il fiore della purezza nei giovani,
proteggete la Chiesa santa,
fate che gli uomini tutti sentano il fascino della cristiana bontà.
Nel vostro nome, che risuona nei cieli armonia,
essi si ravvisino fratelli,
e le nazioni membri di una sola famiglia,
su cui risplenda il sole di una universale e sincera pace.

Accogliete, o Madre dolcissima,
le umili nostre suppliche e otteneteci
soprattutto che possiamo un giorno ripetere dinanzi al vostro trono,
beati con voi,
l’inno che si leva oggi sulla terra intorno ai vostri altari:

Tutta bella sei, o Maria!
Tu gloria,
Tu letizia,
Tu onore del nostro popolo!
Così sia.

PIUS PP. XII
(Discorsi e Radiomessaggi di Sua Santità Pio XII)DBWO0HZ

Preghiera di Papa Francesco nella visita alla statua dell’Immacolata in Piazza di Spagna a RomaRisultati immagini per statua madonna immacolata romaO Maria, Madre nostra,
oggi il popolo di Dio in festa
ti venera Immacolata,
preservata da sempre dal contagio del peccato. Accogli l’omaggio che ti offro
a nome della Chiesa che è in Roma
e nel mondo intero.

Sapere che Tu, che sei nostra Madre, sei totalmente libera dal peccato
ci dà grande conforto.

Sapere che su di te il male non ha potere,
ci riempie di speranza e di fortezza
nella lotta quotidiana che noi dobbiamo compiere contro le minacce del maligno.

Ma in questa lotta non siamo soli, non siamo orfani,
perché Gesù, prima di morire sulla croce,
ci ha dato Te come Madre.

Noi dunque, pur essendo peccatori, siamo tuoi figli, figli dell’Immacolata,
chiamati a quella santità che in Te risplende
per grazia di Dio fin dall’inizio.

Animati da questa speranza,
noi oggi invochiamo la tua materna protezione per noi, per le nostre famiglie,
per questa Città, per il mondo intero.

La potenza dell’amore di Dio,
che ti ha preservata dal peccato originale,
per tua intercessione liberi l’umanità da ogni schiavitù spirituale e materiale,
e faccia vincere, nei cuori e negli avvenimenti, i1 disegno di salvezza di Dio.

Fa’ che anche in noi, tuoi figli, la grazia prevalga sull’orgoglio
e possiamo diventare misericordiosi
come è misericordioso il nostro Padre celeste.
In questo tempo che ci conduce
alla festa del Natale di Gesù,
insegnaci ad andare controcorrente:
a spogliarci, ad abbassarci, a donarci, ad ascoltare, a fare silenzio,
a decentrarci da noi stessi,
per lasciare spazio alla bellezza di Dio, fonte della vera gioia.

O Madre nostra Immacolata, prega per noi!

Papa Francesco

( 8 Dicembre 2014)DBWO0HZ

 O Vergine, per la tua benedizione è benedetta ogni creatura

 Dai «Discorsi» di sant’Anselmo, vescovo
(Disc. 52; PL 158, 955-956)

Cielo, stelle, terra, fiumi, giorno, notte e tutte le creature che sono sottoposte al potere dell’uomo o disposte per la sua utilità si rallegrano, o Signora, di essere stati per mezzo tuo in certo modo risuscitati allo splendore che avevano perduto, e di avere ricevuto una grazia nuova inesprimibile. Erano tutte come morte le cose, poiché avevano perduto la dignità originale alla quale erano state destinate. Loro fine era di servire al dominio o alle necessità delle creature cui spetta di elevare la lode a Dio.Erano schiacciate dall’oppressione e avevano perso vivezza per l’abuso di coloro che s’erano fatti servi degli idoli. Ma agli idoli non erano destinate. Ora invece, quasi risuscitate, si rallegrano di essere rette dal dominio e abbellire dall’uso degli uomini che lodano Dio. Hanno esultato come di una nuova e inestimabile grazia sentendo che Dio stesso, lo stesso loro Creatore non solo invisibilmente le regge dall’alto, ma anche, presente visibilmente tra di loro, le santifica servendosi di esse. Questi beni così grandi sono venuti frutto benedetto del grembo benedetto di Maria benedetta.
Per la pienezza della tua grazia anche le creature che erano negl’inferi si rallegrano nella gioia di essere liberate, e quelle che sono sulla terra gioiscono di essere rinnovate. Invero per il medesimo glorioso figlio della tua gloriosa verginità, esultano, liberati dalla loro prigionia, tutti i giusti che sono morti prima della sua morte vivificatrice, e gli angeli si rallegrano perché è rifatta nuova la loro città diroccata.
O donna piena e sovrabbondante di grazia, ogni creatura rinverdisce, inondata dal traboccare della tua pienezza. O Vergine benedetta e più che benedetta, per la cui benedizione ogni creatura è benedetta dal suo Creatore, e il Creatore è benedetto da ogni creatura.
A Maria Dio diede il Figlio suo unico che aveva generato dal suo seno uguale a se stesso e che amava come se stesso, e da Maria plasmò il Figlio, non un altro, ma il medesimo, in modo che secondo la natura fosse l’unico e medesimo figlio comune di Dio e di Maria. Dio creò ogni creatura, e Maria generò Dio: Dio, che aveva creato ogni cosa, si fece Lui stesso creatura di Maria, e ha ricreato così tutto quello che aveva creato. E mentre aveva potuto creare tutte le cose dal nulla, dopo la loro rovina non volle restaurarle senza Maria.
Dio dunque è il Padre delle cose create, Maria la Madre delle cose ricreate. Dio è padre della fondazione del mondo, Maria la madre della sua riparazione, poiché Dio ha generato Colui per mezzo del quale tutto è stato fatto, e Maria ha partorito Colui per opera del quale tutte le cose sono state salvate. Dio ha generato Colui senza del quale niente assolutamente è, e Maria ha partorito Colui senza del quale niente è bene.
Davvero con Te è il Signore che volle che tutte le creature, e Lui stesso insieme, dovessero tanto a Te. 
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Il Papa: “La vera storia non è quella fatta dai potenti, ma quella fatta da Dio con i suoi piccoli. La speranza non delude mai!”

“Io spero perché Dio è accanto a me e questo possiamo dirlo tutti perché Dio cammina accanto a noi, Dio non ci lascia soli”. E’ il fondamento della speranza cristiana, alla quale da oggi papa Francesco ha annunciato un ciclo di catechesi. Speranza che non delude mai, a differenza dall’ottimismo, col quale a volte viene confusa.

Della speranza il Papa aveva parlato alle seimila persone presenti nell’aula Paolo VI dicendo che “ne abbiamo tanto bisogno, in questi tempi che appaiono oscuri, in cui a volte ci sentiamo smarriti davanti al male e alla violenza che ci circondano, davanti al dolore di tanti nostri fratelli. Ci sentiamo smarriti e anche un po’ scoraggiati, perché ci troviamo impotenti e ci sembra che questo buio non debba mai finire. Ma non bisogna lasciare che la speranza ci abbandoni, perché Dio con il suo amore cammina con noi, non ci lascia soli, io spero perché Dio è accanto a me e questo possiamo dirlo tutti perché Dio cammina accanto a noi, Dio non ci lascia soli e il Signore Gesù ha vinto il male e ci ha aperto la strada della vita”.

E allora, in particolare in questo tempo di Avvento, che è il tempo dell’attesa, in cui ci prepariamo ad accogliere ancora una volta il mistero consolante dell’Incarnazione e la luce del Natale, è importante riflettere sulla speranza. Lasciamoci insegnare dal Signore cosa vuol dire sperare. Ascoltiamo quindi le parole della Sacra Scrittura, iniziando con il profeta Isaia, il grande profeta dell’Avvento, il grande messaggero della speranza.

Nella seconda parte del suo libro, Isaia si rivolge al popolo con un annuncio di consolazione: «Consolate, consolate il mio popolo/ – dice il vostro Dio. / Parlate al cuore di Gerusalemme / e gridatele che la sua tribolazione è compiuta, / la sua colpa è scontata […]»./ Una voce grida:/ «Nel deserto preparate la via al Signore,/spianate nella steppa la strada per il nostro Dio./ Ogni valle sia innalzata,ogni monte e ogni colle siano abbassati;/ il terreno accidentato si trasformi in piano / e quello scosceso in vallata./ Allora si rivelerà la gloria del Signore / e tutti gli uomini insieme la vedranno, / perché la bocca del Signore ha parlato» (40,1-2.3-5). Questo è quello che dice il profeta Isaia. Dio Padre consola suscitando consolatori, a cui chiede di rincuorare il popolo, i suoi figli, annunciando che è finita la tribolazione, è finito il dolore, e il peccato è stato perdonato. È questo che guarisce il cuore afflitto e spaventato. Perciò il profeta chiede di preparare la via al Signore, aprendosi ai suoi doni e alla sua salvezza”.

La consolazione, per il popolo, comincia con la possibilità di camminare sulla via di Dio, una via nuova, raddrizzata e percorribile, una via da approntare nel deserto, così da poterlo attraversare e ritornare in patria. Perché il popolo a cui il profeta si rivolge stava vivendo la tragedia dell’esilio a Babilonia, e adesso invece si sente dire che potrà tornare nella sua terra, attraverso una strada resa comoda e larga, senza valli e montagne che rendono faticoso il cammino, una strada spianata nel deserto. Preparare quella strada vuol dire dunque preparare un cammino di salvezza un cammino di liberazione da ogni ostacolo e inciampo. L’esilio era stato un momento drammatico nella storia di Israele, quando il popolo aveva perso tutto, la patria, la libertà, la dignità, e anche la fiducia in Dio. Si sentiva abbandonato e senza speranza. Invece, ecco l’appello del profeta che riapre il cuore alla fede. Il deserto è un luogo in cui è difficile vivere, ma proprio lì ora si potrà camminare per tornare non solo in patria, ma tornare a Dio, e tornare a sperare e sorridere. Quando siamo nel buio e nelle difficoltà non viene il sorriso ma c’è la speranza che ci insegna a sorridere in quella strada per trovare Dio. Una delle cose che capita a chi si stacca da Dio è l’assenza del sorriso, il sorriso della speranza di trovare Dio, magari sanno fare una grande risata, le battute, sì, ma hanno perso il sorriso che sa donare Dio”.

La vita è spesso un deserto, è difficile camminarci dentro, ma se ci affidiamo a Dio può diventare bella e larga come un’autostrada. Basta non perdere mai la speranza, basta continuare a credere, sempre, nonostante tutto. Quando ci troviamo davanti un bambino ci sorge spontaneo un sorriso perché un bambino è una speranza. Sorridiamo anche se è stata una giornata difficile, perché vediamo la speranza. Proprio queste parole di Isaia vengono poi usate da Giovanni il Battista nella sua predicazione che invitava alla conversione: «Voce di uno che grida nel deserto: preparate la via del Signore» (Mt 3,3). È una voce che grida dove sembra che nessuno possa ascoltare, e che grida nello smarrimento dovuto alla crisi di fede. Non possiamo negare che oggi il mondo è in crisi di fede. La religione è diventata solo una parola ‘io credo’ ma questa non è la vera via del cristianesimo, è la ricerca di Dio, preparare l’incontro con Gesù, questo bambino che ci ridarà il sorriso. Gli Israeliti, quando il Battista annuncia la venuta di Gesù, è come se fossero ancora in esilio, perché sono sotto la dominazione romana, che li rende stranieri nella loro stessa patria, governati da occupanti potenti che decidono delle loro vite.

Ma la vera storia non è quella fatta dai potenti, bensì quella fatta da Dio insieme con i suoi piccoli. Quella che resterà nell’eternità è quella che Dio farà con i suoi piccoli. Quei piccoli e semplici che troviamo intorno a Gesù che nasce: Zaccaria ed Elisabetta, anziani e segnati dalla sterilità, Maria, giovane ragazza vergine promessa sposa a Giuseppe, i pastori, che erano disprezzati e non contavano nulla. I grandi, i soddisfatti non conoscono la speranza; non sanno cosa sia. Sono i piccoli, resi grandi dalla loro fede, i piccoli che sanno continuare a sperare. Sono loro che trasformano il deserto dell’esilio, della solitudine disperata, della sofferenza, in una strada piana su cui camminare per andare incontro alla gloria del Signore. Lasciamoci dunque insegnare la speranza, attendiamo fiduciosi la venuta del Signore, e qualunque sia il deserto delle nostre vite, ognuno sa in quale deserto cammina diventerà un giardino fiorito. La speranza non delude! ”.

Fonti

http://www.asianews.it/notizie-it/Papa:-%E2%80%9Cio-spero-perch%C3%A9-Dio-%C3%A8-accanto-a-me%E2%80%9D,-cammina-accanto-a-me-39342.html

http://it.radiovaticana.va/news/2016/12/07/il_papa_dedica_ludienza_generale_al_tema_della_speranza/1277335

 

Il Papa: “No a laicismo, sistema politico che non rispetta l’essenza della persona umana, la trascendenza verso Dio”

L’impostazione che vuole separare la religione dalla vita pubblica “è un’impostazione antiquata”. Papa Francesco esordisce così nella sua intervista con il settimanale cattolico belga Tertio. Richiamandosi alla distinzione tra laicità e laicismo, osserva dunque che uno Stato laico “è migliore di uno Stato confessionale”. Tuttavia, aggiunge, non va bene il laicismo che “chiude le porte alla trascendenza verso Dio”. Questa, afferma, è una “eredità che ci ha lasciato l’Illuminismo, per cui ogni fatto religioso è una sottocultura”. L’apertura alla trascendenza, sottolinea, “fa parte dell’essenza umana”, fa “parte dell’uomo”. Quindi, quando un “sistema politico non rispetta questo, taglia la persona umana”. Per questo, “demandare alla sacrestia qualunque atto di trascendenza verso Dio è tagliare alla natura umana buona parte della vita”.

Nessuna guerra in nome della religione

Il Papa risponde dunque ad una domanda sulle guerre e il fondamentalismo religioso. Innanzitutto, ne è convinto, “nessuna religione come tale può fomentare la guerra”, perché in questo caso “starebbe proclamando un dio di distruzione, un dio di odio”. Francesco ribadisce che “non si può fare la guerra in nome di Dio”, “in nome di nessuna religione”. Per questo, “il terrorismo, la guerra non sono in relazione con la religione”. Quello che succede è che si “usano deformazioni religiose per giustificarle”. Il Papa riconosce che “tutte le religioni hanno gruppi fondamentalisti. Tutte. Anche noi”. Questi piccoli gruppi, soggiunge, “hanno ammalato la propria religione” e fanno “la divisione nella comunità, che è una forma di guerra”.

L’Europa ha bisogno di leader

Francesco rivolge dunque l’attenzione al Continente Europeo e rileva, con rammarico, che anche cento anni dopo la Prima Guerra Mondiale siamo sempre in uno stato di conflitto mondiale, ma “a pezzetti”. Diciamo con la bocca “Mai più la guerra”, è il suo monito, “ma intanto fabbrichiamo armi e le vendiamo” agli stessi “che si combattono” per gli interessi dei fabbricanti d’armi. Si rimettono in equilibrio i bilanci, aggiunge con tristezza, con le guerre e “il prezzo è molto alto: il sangue”. Francesco annota così che oggi mancano veri leader all’Europa come Schumann, De Gasperi e Adenauer che si impegnarono contro la guerra. “L’Europa – riprende – ha bisogno di leader, leader che vadano avanti”.

Giubileo della Misericordia, un’idea ispirata dal Signore

Quanto al Giubileo della Misericordia, Francesco dice di credere che indirlo sia stata  un’idea “venuta dall’alto”, “credo che l’ha ispirata il Signore”. Un evento che “evidentemente è andato molto bene”, “ha creato tanto movimento in tutto il mondo” e molta gente si è “sentita chiamata a riconciliarsi con Dio”. Francesco sottolinea che l’idea non è arrivata “di colpo”, ma prende le mosse da quanto fatto in particolare dal Beato Paolo VI e da San Giovanni Paolo II. Quindi ricorda come l’indizione di un Anno Santo straordinario sia nato nella conversazione con mons. Rino Fisichella, presidente del dicastero per la Nuova Evangelizzazione.  La misericordia, evidenzia il Papa riprendendo Bonhoeffer, “è a caro prezzo e a buon mercato”. E’ “a buon mercato” perché “non c’è da pagare niente”: “non si devono comprare indulgenze”. Ed è a “caro prezzo” perché “è il dono più prezioso”. E’ preziosa, ripete ancora una volta, “perché il nome di Dio è misericordia”.

Sinodalità: Chiesa nasce dalla comunità

Ancora, Papa Francesco si sofferma sulla sinodalità. La Chiesa, afferma, “nasce dalla comunità”, nasce “dalla base”. Quindi, riprende, “o c’è una Chiesa piramidale, dove quello che dice Pietro si fa, o c’è una Chiesa sinodale, in cui Pietro è Pietro, ma accompagna la Chiesa.  L’esperienza “più ricca di tutto questo sono stati gli ultimi due Sinodi” sulla famiglia nei quali “tutti i vescovi del mondo sono stati ascoltati”, “tutte le Chiese del mondo, le diocesi hanno lavorato” . “E’ interessante la ricchezza della varietà di sfumature, che è propria della Chiesa. E’ unità nella diversità. Questa è la sinodalità. C’ è una esortazione post-sinodale, che è Amoris Laetitia, che è il risultato di due sinodi, dove ha lavorato tutta la Chiesa e il Papa ha approvato.  C’è una formula latina che dice che le Chiese sono sempre cum Petro e sub Petro (con Pietro e sotto Pietro). Pietro è il garante dell’unità della Chiesa, il garante. Quindi … questo è il punto. E dobbiamo fare progressi nella sinodalità. Questa è una delle cose che hanno conservato gli ortodossi. E anche le chiese cattoliche orientali. È una loro ricchezza”e “bisogna progredire nella sinodalità”, una delle cose che “gli ortodossi hanno conservato”. E ai giovani, ricordando l’esperienza della GMG di Cracovia, chiede di non avere paura, di non avere “vergogna della fede”, di “cercare strade nuove” e di “non andare in pensione a 20 anni”.

Media: no a calunnia, diffamazione e disinformazione

Il Papa offre quindi la sua riflessione sui mezzi di comunicazione che, sottolinea, “hanno una responsabilità molto grande” e in particolare possono formare “una buona o una cattiva opinione”; “possono costruire”, fare un bene “immenso”. E ribadisce che “i mezzi di comunicazione sono costruttori di una società”, “per far pensare, per educare”. In se stessi, “sono positivi”, ma “possono diventare dannosi” dato che tutti siamo peccatori. Francesco si sofferma su alcune tentazioni dei mezzi di comunicazione: la tentazione della calunnia, essere usati “per calunniare, per sporcare la gente, questo soprattutto nel mondo della politica”. Ancora, parla della tentazione dei mass media di diventare “mezzi di diffamazione” e così si “annulla la persona”. Quindi, mette in guardia dalla “disinformazione”, una cosa che “può fare molto danno nei mezzi di informazione”. La disinformazione, tiene a sottolineare, è “probabilmente il danno più grande che può fare” un mezzo di comunicazione, “perché orienta l’opinione in una direzione, tralasciando l’altra parte della verità”. Ancora chiede ai media di essere “molto limpidi, molto trasparenti”, senza cadere nella “malattia della coprofilia, che è voler comunicare lo scandalo e così fare molto danno”.

Sacerdoti non abbiano vergogna della tenerezza
L’ultimo pensiero del Papa è per i sacerdoti, ai quali chiede di amare sempre la Vergine Maria, di non sentirsi mai orfani, di lasciarsi guardare da Gesù e di “cercare la carne sofferente di Gesù nei fratelli”. Da qui, afferma, “viene tutto”. “I sacerdoti – è l’incoraggiamento di Francesco – non abbiano vergogna di avere tenerezza”. “Oggi – conclude – c’è bisogno di una rivoluzione della tenerezza in questo mondo che patisce la cardiosclerosi”maria

Fonti

http://www.asianews.it/notizie-it/Papa:-lo-Stato-laico-%C3%A8-una-cosa-buona,-ma-il-laicismo-%C3%A8-antiquato-39345.html

http://it.radiovaticana.va/news/2016/12/07/settimanale_cattolico_belga_tertio_intervista_il_papa/1277307

Il Papa: “il Natale è Gesù che viene a crearci di nuovo, a guarire la nostra anima dalle ferite del peccato”.

Papa Francesco: “Dare” a Dio i nostri peccati, perché possa trasformarci, “ri-crearci”.

L’ha detto papa Francesco nell’omelia della messa celebrata stamattina a Casa santa Marta, nella quale ha incoraggiato ad andare al fondo dei nostri peccati e poi darli al Signore, perché Lui li cancelli e ci aiuti ad andare avanti con fede”. Il Signore “ci aiuti a prepararci al Natale con grande fede” perché “per la guarigione dell’anima, per la guarigione esistenziale la ri-creazione che porta Gesù ci vuole grande fede”.

Il deserto fiorirà, i ciechi vedranno, i sordi sentiranno. La Prima lettura, tratta dal Profeta Isaia “ci parla di rinnovamento”. Tutto verrà cambiato “dal brutto al bello, dal cattivo al buono”. “Un cambiamento in meglio”: questo era ciò che il Popolo di Israele si attendeva dal Messia. E Gesù, come mostra il Vangelo odierno, guariva, “faceva vedere una strada di cambiamento alla gente e per questo la gente lo seguiva”. Non lo seguiva, ha rilevato, “perché era di attualità: lo seguiva perché il messaggio di Gesù arrivava al cuore”. E poi “il popolo vedeva che Gesù guariva e lo seguiva” anche per questo. “Ma quello che faceva Gesù non era soltanto un cambiamento dal brutto al bello, dal cattivo al buono: Gesù ha fatto una trasformazione. Non è un problema di far bello, non è un problema di maquillage, di trucco: ha cambiato tutto da dentro! Ha cambiato con una ri-creazione: Dio aveva creato il mondo; l’uomo è caduto in peccato; viene Gesù a ri-creare il mondo. E questo è il messaggio, il messaggio del Vangelo, che si vede chiaro: prima di guarire quell’uomo, Gesù perdona i suoi peccati. Va lì, alla ri-creazione, ri-crea quell’uomo da peccatore in giusto: lo ri-crea come giusto. Lo fa nuovo, totalmente nuovo. E questo scandalizza: questo scandalizza!”

Per questo i dottori della Legge “incominciarono a discutere, a mormorare” perché non potevano accettare la sua autorità. Gesù “è capace di farci – noi peccatori – persone nuove”. E’ qualcosa che “intuì la Maddalena”, che era sana “ma aveva una piaga dentro: era una peccatrice”. Intuì dunque, che “quell’uomo poteva guarire non il corpo, ma la piaga dell’anima. Poteva ri-crearla! E per questo ci vuole tanta fede”.

Il Signore, ha detto ancora, “ci aiuti a prepararci al Natale con grande fede” perché “per la guarigione dell’anima, per la guarigione esistenziale la ri-creazione che porta Gesù ci vuole grande fede”. “Essere trasformati questa è la grazia della salute che porta Gesù”. E bisogna vincere la tentazione di dire “io non ce la faccio”, ma lasciarci invece “trasformare”, “ri-creare da Gesù”. “Coraggio” è la parola di Dio. “Tutti siamo peccatori, ma guarda la radice del tuo peccato e che il Signore vada laggiù e la ri-crei; e quella radice amara fiorirà, fiorirà con le opere di giustizia; e tu sarai un uomo nuovo, una donna nuova.

Ma se noi: ‘Sì, si, io ho dei peccati; vado, mi confesso… due paroline, e poi continuo così…’, non mi lascio ri-creare dal Signore. Soltanto due pennellate di vernice e crediamo che con questo sia finita la storia! No! I miei peccati, con nome e cognome: io ho fatto questo, questo, questo e mi vergogno dentro il cuore! E apro il cuore: ‘Signore, l’unico che ho. Ricreami! Ricreami!’ E così avremo il coraggio di andare con vera fede – come abbiamo chiesto – verso il Natale”. Sempre, ha aggiunto, “cerchiamo di nascondere la gravità dei nostri peccati”. Per esempio quando sminuiamo l’invidia. Questa, invece, ha detto Francesco “è una cosa bruttissima! E’ come il veleno del serpente” che cerca “di distruggere l’altro!”.

Il Papa incoraggia, dunque, ad “andare al fondo dei nostri peccati e poi darli al Signore, perché Lui li cancelli e ci aiuti ad andare avanti con fede”. E ha sottolineato questo passaggio, raccontando un aneddoto di un Santo, “studioso della Bibbia” che aveva un carattere troppo forte, con tanti moti di ira e che chiedeva perdono al Signore, facendo tante rinunce e penitenze. “Il Santo, parlando col Signore diceva: ‘Sei contento, Signore?’ – ‘No!’ – ‘Ma ti ho dato tutto!’ – ‘No, manca qualcosa…’. E questo povero uomo faceva un’altra penitenza, un’altra preghiera, un’altra veglia: ‘Ti ho dato questo, Signore? Va bene?’ – ‘No! Manca qualcosa…’ – ‘Ma cosa manca, Signore?’ – ‘Mancano i tuoi peccati! Dammi i tuoi peccati!’. Questo è quello che, oggi, il Signore ci chiede a noi: ‘Coraggio! Dammi i tuoi peccati e io ti farò un uomo nuovo e una donna nuova’. Che il Signore ci dia fede, per credere a questo”.papa-francesco-e-gesu-bambino

Fonte

http://www.asianews.it/notizie-it/Papa:-%E2%80%9CDare%E2%80%9D-a-Dio-i-nostri-peccati,-perch%C3%A9-possa-trasformarci,-%E2%80%9Cri-crearci%E2%80%9D-39321.html

SAN NICOLA, IL SANTO DEL DONO: LA VERA STORIA DI ‘BABBO NATALE’

San Nicola è uno dei santi più venerati ed amati al mondo. Egli è certamente una delle figure più grandi nel campo dell’agiografia. Tra il X e il XIII secolo non è facile trovare santi che possano reggere il confronto con lui quanto a universalità e vivacità di culto.
Ogni popolo lo ha fatto proprio, vedendolo sotto una luce diversa, pur conservandogli le caratteristiche fondamentali, prima fra tutte quella di difensore dei deboli e di coloro che subiscono ingiustizie. Egli è anche il protettore delle fanciulle che si avviano al matrimonio e dei marinai, mentre l’ancor più celebre suo patrocinio sui bambini è noto soprattutto in Occidente. La sua vita è nota soprattutto per alcuni miracoli che caratterizzano Nicola come una persona attenta alle necessità degli altri, tanto da essere identificato da molti come il SANTO DEL DONO. Gli scritti di S. Andrea di Creta e di S. Giovanni Damasceno ci confermano la vera storia del Vescovo Nicola. Nicola si occupò anche del bene dei suoi concittadini, dei più poveri, ottenne dei rifornimenti durante una carestia e ottenne la riduzione delle imposte dall’Imperatore.
San Nicola – proprio per la sua grande fama di taumaturgo, protettore dei bambini e delle fanciulle- è diventato il proverbiale Babbo Natale, che a dicembre continua a dispensare i suoi doni. turkish-st-nicholas-images

Nicola nacque a Pàtara di Licia, in Asia Minore (attuale Turchia), tra il 260 e il 280, da Epifanio e Giovanna che erano cristiani.
Fu cresciuto cristianamente, quindi, ma perse prematuramente i genitori a causa della peste,per aver curato degli ammalati: dai suoi genitori, Nicola ereditò grandi ricchezze ma soprattutto il dono della carità verso il prossimo. Nicola nacque in quell’epoca in cui il messaggio di Gesù cominciava a diffondersi, anche se i Cristiani erano ancora molto perseguitati per la loro fede dagli Imperatori Romani che dominavano persino in quelle regioni.
In seguito Nicola lasciò la sua città natale e si trasferì a Myra dove venne ordinato sacerdote. Alla morte del vescovo metropolita di Myra, venne acclamato dal popolo come nuovo vescovo.
Imprigionato ed esiliato nel 305 dall’imperatore Diocleziano, fu poi liberato da Costantino nel 313 e riprese l’attività apostolica.
Si tramanda che fu uno dei 318 partecipanti al Concilio di Nicea del 325, durante il quale avrebbe condannato duramente l’arianesimo, difendendo la verità cattolica. 

I MIRACOLI DI SAN NICOLA Ne raccogliamo alcuni, i più importanti:

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SAN NICOLA DI BARI VESCOVO DI MYRA

Nicola, già vescovo, resuscitò tre bambini che un macellaio malvagio aveva ucciso e messo sotto sale per venderne la carne. Anche per questo episodio S. Nicola è venerato come protettore dei bambini.
Il miracolo delle navi frumentarie
Durante una carestia che aveva colpito Mira, Nicola fece distribuire al popolo parte del grano contenuto nelle stive di una nave egiziana; ma quando il grano fu pesato si vide che non era affatto diminuito. Il grano ricevuto in dono bastò alla gente per due anni; anzi poiché ne era stata conservata una parte per la semina, la popolazione godette a lungo di quel dono ricevuto da Dio per mezzo del suo servo Nicola.

San Nicola salva i marinai durante una tempesta1206
Verso I’anno 300 d.C. una ciurma di marinai, abituati a ruberie e a violenze, navigava verso Mira, al largo del Mar Egeo. Ad un tratto, una tempesta li sorprese con tanta furia che i naviganti, in pericolo di morte, chiesero l’aiuto dei Signore invocando l’intercessione del Vescovo Nicola. E fu tanta la fede dei marinai nella loro preghiera che il Vescovo, proprio nel momento di maggior angoscia, apparve loro e li aiutò a governare l’imbarcazione. Appena i marinai raggiunsero il porto di Mira, non videro più Nicola, ma sentirono il desiderio di ringraziare Dio. Entrati nella chiesa dove Nicola era Vescovo non riconobbero il loro salvatore perchè sembrava un semplice sacerdote, ma appena lui si avvicinò lo riconobbero e lo ringraziarono, ricevendo da lui l’invito a vivere sulla via della virtù e del bene.

San Nicola salva tre ragazze da un infelice destinosao2bnicolau_003
Il numero tre ricorre spesso nella storia del santo e nell’iconografia tradizionale, non a caso, viene rappresentato, oltre che con la mitra e il bastone pastorale, con tre sacchetti di monete, o tre palle d’oro che, in sostanza, fanno riferimento alla vicenda del santo più nota, denominata praxis de tribus filiabus. Si racconta che un cittadino di Patara caduto in totale miseria non vide altra soluzione per le tre figlie che quella di farle prostituire, data l’impossibilità di offrire loro una dote e, dunque, di trovare marito. Nicola, venuto a sapere di questo, per tre sere di seguito fece trovare sopra il tavolo della cucina del suo coetaneo una borsa piena d’oro, facendola passare dalla finestra senza farsi vedere. In questo modo salvò l’onore delle tre fanciulle, che una dopo l’altra presero marito (una versione racconta che la terza sera il santo trovò la finestra della cucina chiusa, così si arrampicò sul tetto, gettando il terzo “sacco” giù dal camino).

Morì a Myra il 6 dicembre, presumibilmente nell’anno 343, forse nel monastero di Sion, e già allora si diceva compisse miracoli; tale convinzione si consolidò dopo la sua morte, con il gran numero di leggende che si diffusero ampiamente in Oriente, a Roma e nell’Italia meridionale. Le sue spoglie furono conservate con grande devozione di popolo, nella cattedrale di Myra fino al 1087.
Grande è la venerazione a lui tributata dai cristiani ortodossi. Quando Myra cadde in mano musulmana, Bari (al tempo dominio bizantino) e Venezia, che erano dirette rivali nei traffici marittimi con l’Oriente, entrarono in competizione per il trafugamento in Occidente delle reliquie del santo. Una spedizione barese di 62 marinai, tra i quali i sacerdoti Lupo e Grimoldo, partita con tre navi di proprietà degli armatori Dottula, raggiunse Myra e si impadronì delle spoglie di Nicola che giunsero a Bari il 9 maggio 1087: Nicola di Myra diventa, così, Nicola di Bari. Dopo la collocazione provvisoria in una chiesa cittadina, il 29 settembre 1089, le spoglie di Nicola trovano sistemazione definitiva nella cripta, già pronta, della basilica che si sta innalzando in suo onore. È il Papa in persona, Beato Urbano II (Ottone di Lagery, 1088-1099), a deporle sotto l’altare della cripta. Da allora S. Nicola divenne patrono di Bari e le date del 6 dicembre (giorno della morte del santo) e 9 maggio (giorno dell’arrivo delle reliquie) furono dichiarate festive per la città.image

Tra il 5 e il 6 dicembre in tutto il mondo si celebra la tradizionale festa di San Nicola, tra solenni processioni con la statua del santo vescovo di Myra e grandi falò in suo onore. Le tradizioni e i racconti relativi al santo, come i miracoli effettuati sia in vita che da morto, sono innumerevoli e variano da paese a paese. Dal camino, nella calza o nelle scarpe san Nicola, anche dopo la morte, ha continuato a portare doni ai bambini di tutto il mondo sino ai giorni nostri (solitamente si dice che lui si occupa di quelli buoni, prendendosi nota nel corso dell’anno di chi si è comportato bene, mentre il suo aiutante, che cambia nome e sembianze a seconda della zona geografica in cui ci si trova, lascia del carbone a chi è stato disobbediente).

In Olanda il 6 dicembre san Nicola assieme al fedele compagno Zwarte Piet, letteralmente “Piero il Nero” (si dice sia lui ad infilarsi nei camini delle case per portare i regali), gira per le strade di Amsterdam, di cui è il Santo Patrono, in sella ad un cavallo bianco distribuendo dolci e regali a tutti i bambini; in Austria sfila con dei personaggi chiamati Krampus, che minacciano di portare via i bambini disobbedienti; a Trieste, Gorizia e in Trentino Alto Adige si tramanda la leggenda secondo cui il santo regalò a tre bambini poveri tre mele rosse che si tramutarono in oro e per questo, il giorno della vigilia, i bambini scrivono una letterina al santo che lasceranno sul tavolo della cucina dove la mattina seguente troveranno una grossa cesta colma di frutta, cioccolato, mandorlato e giocattoli (questa tradizione è molto viva anche nella piccola isola di Murano, nota per la produzione del vetro, i cui abitanti scelsero san Nicola come patrono dei vetrai).

IL MODERNO BABBO NATALE

E’ noto a tutti, o quasi, che la figura di San Nicola Vescovo ha dato origine al personaggio di Santa Claus (le analogie tra i due sono più che evidenti). Il culto del Santo, infatti, fu portato a New York dai coloni olandesi con il nome di Sinterklaas, che divenne tra i coloni inglesi Santa Claus; furono poi gli scrittori americani a dare vita al personaggio folkloristico che conosciamo e a tracciarne la personalità, mescolando i numerosi racconti relativi il santo vescovo di Myra con elementi legati alla cultura anglosassone.

Clement Clarke Moore, professore di Esegesi Biblica e Letteratura greca e orientale presso il Seminario Teologico della Chiesa Protestante di New York, nel 1822 scrisse A Visit from St. Nicholas, un racconto per bambini dove Santa Claus viene descritto come “un vecchio elfo paffuto e grassottello”, dal viso simpatico e la testa sporca di fuliggine, dalla barba bianca come la neve e il vestito rosso, che in sella ad una slitta trainata da renne porta doni ai bambini facendoli passare dai camini delle case la sera della vigilia di Natale; nel 1863 il disegnatore statunitense di origine tedesca Thomas Nast ne riprodusse l’immagine, ma la consacrazione definitiva, però, avvenne nel 1931 ad opera di Haddon Hubbard Sundblom che, prendendo spunto dal racconto di Moore e dai disegni di Nast, ritrasse, per la campagna pubblicitaria della Coca Cola, l’immagine di Babbo Natale come oggi lo conosciamo.

PREGHIERE A SAN NICOLA VESCOVO DI MYRA E DI BARI santo7730big
Dio onnipotente ed eterno, che hai voluto donarci come protettore il glorioso San Nicola, da quella sede di luce in cui egli gode la tua divina presenza, rivolgi a noi i tuoi occhi misericordiosi. Concedici gli aiuti e le grazie opportune alle presenti nostre necessità sia spirituali che temporali. Ricordati della tua Chiesa, nel suo popolo e nei suoi Pastori, perché sia illuminata dalla tua verità e infiammata dalla tua carità. Converti, per intercessione del nostro Santo Patrono, a fermi propositi di bene coloro che vivono avvolti nelle tenebre dell’ignoranza e dell’errore. Consola gli afflitti, provvedi i bisognosi, conforta i pusillanimi, difendi gli oppressi, assisti gli infermi e fa’ che tutti possiamo sperimentare gli effetti del valevole patrocinio di San Nicola presso di Te, supremo datore di ogni bene. Per Cristo nostro Signore. Amen. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e conduca alla vita eterna. Amen. –

Preghiera per i cristiani perseguitati
O santo vescovo di Cristo, Nicola, che durante la tua vita terrena fosti vittima della persecuzione e fosti invocato da tre comandanti dell’esercito ingiustamente processati e condannati per sedizione, continua a dimostrare quanto valga la tua intercessione presso il Signore. Anche oggi sono numerosi coloro che sono ingiustamente condannati. Intercedi presso Dio affinché tutti coloro che esercitano il potere, in tutti i paesi del mondo, comprendano il valore sacro della vita e della libertà umana. Ti preghiamo in particolare, o glorioso Taumaturgo, per coloro che soffrono per aver testimoniato la loro fede, affinché abbiano la forza di perdonare i loro persecutori, sull’esempio di ciò che fece sulla croce Gesù Cristo, nostro Signore, che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Fonti: dalla Basilica di San Nicola di Bari  

http://www.basilicasannicola.it/page.php?id_cat=210&id_sottocat1=212&titolo=Preghiere+a+San+Nicola

6 dicembre San Nicola di Bari 
http://www.santiebeati.it/dettaglio/30300

Sant’Agostino: “Svegliati uomo, per te Dio si è fatto uomo”

Meditazioni per il cammino di Avvento

“Chiamiamo Natale del Signore il giorno in cui la sapienza di Dio si manifestò in un bambino e il Verbo di Dio, che si esprime senza parole, emise vagiti umani. La divinità nascosta in quel bambino fu tuttavia indicata ai Magi per mezzo di una stella e fu annunziata ai pastori dalla voce degli angeli. Con questa festa che ricorre ogni anno celebriamo dunque il giorno in cui si adempì la profezia:

La verità è sorta dalla terra e la giustizia si è affacciata dal cielo (Ps 84, 12).

La Verità che è nel seno del Padre è sorta dalla terra perché fosse anche nel seno di una madre. La Verità che regge il mondo intero è sorta dalla terra perché fosse sorretta da mani di donna. La Verità che alimenta incorruttibilmente la beatitudine degli angeli è sorta dalla terra perché venisse allattata da un seno di donna. La Verità che il cielo non è sufficiente a contenere è sorta dalla terra per essere adagiata in una mangiatoia. Con vantaggio di chi un Dio tanto sublime si è fatto tanto umile? Certamente con nessun vantaggio per sé, ma con grande vantaggio per noi, se crediamo.

Ridestati, uomo: per te Dio si è fatto uomo. Svegliati, o tu che dormi, destati dai morti e Cristo ti illuminerà (Ef 5,14). Per te, ripeto, Dio si è fatto uomo. Saresti morto per sempre se Lui non fosse nato nel tempo. Mai saresti stato liberato dalla carne del peccato, se Lui non avesse assunto una carne simile a quella del peccato. Ti saresti trovato sempre in uno stato di miseria, se Lui non ti avesse usato misericordia. Non saresti ritornato a vivere, se Lui non avesse condiviso la tua morte. Saresti venuto meno, se Lui non fosse venuto in tuo aiuto. Ti saresti perduto, se Lui non fosse arrivato.   

Sant’ Agostino, Sermone 185, 1

Sant’Atanasio «Dio si è fatto uomo perché noi uomini diventassimo dèi, cioè partecipi della vita divina» (De Incarnatione, 54). L’Avvento è tempo fecondo per crescere nella speranza, per imparare il vangelo dell’umiltà e dell’attesa. È il paradosso cristiano: il Bambino davanti a cui ci commuoviamo è il nostro Maestro. La debolezza della Sua umanità, la nostra forza. Afferma il grande mistico Meister Eckhart: «Il dono più grande è che siamo figli di Dio e che Egli generi in noi suo Figlio». Perché «il più nobile desiderio di Dio è generare. Egli non è soddisfatto prima di aver generato in noi suo Figlio. Nello stesso modo, l’anima non è mai soddisfatta, se in essa non nasce il Figlio di Dio. È allora che scaturisce la grazia».

Lasciamoci rigenerare da Gesù Bambino, che il nostro cuore sia la Sua culla e la Sua dimora, ogni singolo giorno, come pregava Santa Teresa di Gesù Bambino:

“T’amo, Gesù, tende a Te la mia anima… Sii Tu il mio dolce sostegno, regna nel mio cuore, dammi il tuo sorriso, per un giorno solo, per oggi, per oggi!   Vergine immacolata, dolce stella che irraggi Gesù e unisci a Lui, Madre, lascia ch’io mi nasconda sotto il tuo velo, e sia per oggi!”

Poesia “Il mio canto d’oggi” 1 giugno 1894, S. Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo

Papa Francesco dice NO al referendum sulla riforma costituzionale “frutto della corruzione”, ma i grandi media occultano le sue parole…

PAPA FRANCESCO CON IL DOTT.MASSIMO GANDOLFINI, PROMOTORE DEL FAMILY DAY, IN DIFESA DELLA FAMIGLIA NATURALE E DEI DIRITTI DELLE FAMIGLIE

Per Papa Francesco la politica, la “grande politica”, è un “lavoro artigianale per costruire l’unità dei popoli e l’unità di un popolo in tutte le diversità che ci sono all’interno”. Ma il Papa sottolinea: “ In generale, l’opinione che sento è che i politici sono caduti in basso… mancano quei grandi politici che erano capaci di mettersi sul serio in gioco per i loro ideali e non temevano né il dialogo né la lotta, ma andavano avanti con intelligenza e con il carisma proprio della politica. La politica è una delle forme più alte della carità. La grande politica. E su questo credo che le polarizzazioni non aiutino: invece ciò che aiuta, nella politica, è il dialogo.”.

RIFORMARE LA COSTITUZIONE? “frutto della corruzione di chi vuole rimanere al potere”: il Papa lamenta il fenomeno per cui “quando si esauriscono i periodi costituzionali di mandato, subito si cerca di riformare la Costituzione per restare ancora… È un frutto della corruzione: un Paese non può crescere se non vengono rispettati i fondamenti legali che quello stesso Paese si era dato per la propria governabilità futura.” (24 ottobre 2016, Fonti: La Civiltà Cattolica, dialogo di Papa Francesco, paragrafi 418 e 423

http://www.laciviltacattolica.it/articoli_download/extra/DIALOGOPAPA_ITA.pdf

http://agensir.it/quotidiano/2016/11/24/papa-francesco-civilta-cattolica-oggi-mancano-grandi-politici/)

Quando il popolo è separato da chi comanda, quando si fanno scelte in forza del potere e non della condivisione popolare, quando chi comanda è più importante del popolo e le decisioni sono prese da pochi, o sono anonime, o sono dettate sempre da emergenze vere o presunte, allora l’armonia sociale è messa in pericolo”. (VI FESTIVAL DELLA DOTTRINA SOCIALE, 24 nov 2016, Fonte:

http://agensir.it/quotidiano/2016/11/24/papa-francesco-quando-il-popolo-e-separato-da-chi-comanda-larmonia-sociale-e-in-pericolo/ )

Papa Francesco ringrazia il : “Andate avanti così! voi avete retta coscienza cristiana”, al contrario di “certi politici”:  stop   stop utero in affitto,  “stepchild adoption”! quindi è evidente a CHI  il Papa si riferisce quando dice che “oggi mancano i grandi politici con veri ideali per il bene comune!”: la legge Cirinnà su unioni civili “matrimoni e adozioni gay” è stata fatta approvare senza il consenso popolare, ma con una specie di “raggiro di stato”…

Il Papa  ha SEMPRE usato parole molto forti contro l’ideologia gender, affermando che è un grande nemico del matrimonio. “Oggi – ha detto – c’è una guerra mondiale delle idee contro il matrimonio, si tratta di colonizzazioni ideologiche da cui bisogna difendersi”

Gandolfini, fondatore del FAMILY DAY: “efficacissimo” intervento del Papa contro il gender.

Quindi, ANCHE IL PAPA DICE NO ALLA LEGGE CIRINNA’ E NO AL REFERENDUM!

 Il Card Bagnasco (Presidente CEI) ha detto che i cattolici devono essere impegnati anche in politica ed informarsi ADEGUATAMENTE secondo la Dottrina Sociale della Chiesa e quindi al referendum del 4 dicembre 2016 IO VOTO NO!

Fonti

http://agensir.it/quotidiano/2016/10/31/cardinale-bagnasco-cattolici-in-politica-devono-avere-buona-preparazione-sulla-dottrina-sociale-della-chiesa/

http://it.radiovaticana.va/news/2016/04/29/il_papa_al_promotore_del_family_day_andate_avanti_cos%C3%AC/1226422