Papa Francesco in continuità con don Oreste Benzi: “salvare ed accogliere le donne che sono pentite del gravissimo peccato di aborto”. Ma i giornalisti diffondono idiozie:”non c’entra nulla dire ‘abortite, tanto il Papa vi perdona’!” spiega mons. Fisichella.

“Abortite, tanto il Papa vi perdona?”, come ha titolato Il Tempo? “Idiozie dei giornali che rimangono tali sia nei titoli sia nei contenuti”, commenta, a Tv2000, mons. Rino Fisichella, responsabile vaticano per il Giubileo.

“L’allargamento a tutti i sacerdoti della possibilità di assolvere dal peccato di aborto, voluto da Papa Francesco, è una bella notizia soprattutto per le tante donne che incontriamo e che non sanno darsi pace per aver abortito. Con questo messaggio – afferma Giovanni Paolo Ramonda, sottolineando la continuità di Papa Francesco con Don Benzi, fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII- il Papa dice  a queste donne che Dio è sempre pronto ad abbracciarle e a riaccoglierle”. Giovanni Paolo Ramonda, responsabile generale della Comunità di don Oreste Benzi, così ha commentato  l’annuncio dato dal Papa in occasione della presentazione della lettera apostolica “Misericordia et misera”.
Ramonda, riferisce il Sir, è intervenuto durante la preghiera pubblica per la vita nascente che si tiene tutti i giovedì, dal 2000, alle 6.50 al Policlinico di Modena. Le preghiere per la vita nascente sono momenti che la Comunità Papa Giovanni XXIII promuove di fronte agli ospedali in cui si praticano gli aborti. Don Benzi lancio l’idea negli anni ’90 di fronte all’ospedale di Rimini, come forma di vicinanza ai bimbi che stavano per essere abortiti, e come occasione di sensibilizzazione per la società. A Modena nel Policlinico cittadino vengono abortiti 12 bimbi ogni settimana, 650 in un anno.

Ma “non c’entra nulla dire ‘abortite perché il Papa vi perdona’! “spiega mons. Fisichella.

Il Presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione prosegue: “Voglio dire una cosa nei confronti dei giornalisti, due giorni fa in Sala Stampa ne ho sentite di tutti i colori. C`è da parte di qualcuno la tentazione di leggere in fretta e quando si legge in fretta non si capisce. C`è la tentazione di trovare subito qualche cosa. E di tanti contenuti l`occhio è caduto solo sull`aborto. C`è poi la volontà di qualcuno di voler denigrare e trovare quello che non c`è”.

Il Papa, sottolinea Fisichella, “ha detto chiaramente e lo ha scritto: il peccato di aborto e uno dei peccati più gravi che esistano, perché si pone fine a una vita innocente. Questo peccato rimane tale e nel momento in cui si compie questo peccato, non solo da parte della donna, che porta il peso più grande di tutto questo, ma da parte di tutta una categoria che partecipa al peccato d`aborto, nel momento in cui si compie dunque, c`è la scomunica e si è fuori dalla comunione dalla Chiesa perché il peccato è gravissimo”. Il Papa, puntualizza Fisichella, “pur dicendo questo dice con altrettanta forza che non esiste un peccato che Dio non possa perdonare quando si ritrova con un cuore pentito. Il Papa dice che non deve esserci nessun ostacolo, nessun limite. Prima infatti solo il vescovo poteva assolvere il peccato di aborto. E` una  prassi che si è modificata – conclude Fisichella – la prassi con la quale ora il Papa dice: desidero che chi porta dentro di sé questo grande dolore ed è pentito, non abbia a trovare ostacoli ma qualsiasi sacerdote può accogliere, perdonare e aiutare a camminare per una vita nuova”.

“Proprio perché concedere il perdono significa un dialogo, una consapevolezza, una decisione di non ripetere più quello che si è fatto”, spiega, da parte sua, mons. Paglia ai microfoni di Radio vaticana. “In questo senso, allargare ai sacerdoti vuol dire dare maggiore possibilità a chi ha compiuto questo gesto terribile di comprendere la gravità di quello che ha fatto e quindi di poter cambiare vita e quindi di non farlo più. In questo senso, il Papa – consapevole della gravità – vuole offrire il modo migliore per impedire il ripetersi. Certamente, avere una maggiore possibilità di accedere a una medicina robusta aiuta chi è debole a cadere meno facilmente o comunque a non cadere. Quindi, proprio perché è un atto gravissimo è necessaria una straordinaria concessione della Misericordia“.

Oggi chi procura l`aborto incorre nella scomunica latae sententiae, cioè automatica. Cambia qualcosa, adesso?

“No. La scomunica latae sententiae resta così com`è nel Codice di Diritto Canonico. In questo senso, non c`è nessun cambiamento nella concezione della gravità del peccato, nessun attutimento: resta l`eliminazione colpevole di un innocente ed è gravissimo. Il senso del testo papale è appunto nella volontà di far comprendere che chi si pente, anche di questo gravissimo peccato, viene perdonato e abbracciato dal Signore. In questo senso, viene come dimenticata da Dio la scomunica che era comminata per questo atto drammatico. Certamente, poi, c`è in questo gesto del Papa una grande considerazione della debolezza o dei drammi di tante donne che, se lasciate a loro stesse, difficilmente riescono a uscirne e a trovare una strada non solo per non ripetere quanto hanno fatto, ma anche per sentirsi aiutate di fronte al dramma che sempre ogni aborto procura, anche nelle stesse donne”

 

Fonti

http://agensir.it/quotidiano/2016/11/24/aborto-ramonda-com-giovanni-xxiii-grazie-al-papa-a-nome-delle-donne-che-hanno-abortito/

http://it.radiovaticana.va/news/2016/11/23/mons_paglia_aborto_resta_peccato_gravissimo,_/1274216

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/vaticano-reagisce-su-aborto-resta-peccato-grave-idiozie-su-Papa-bdd95183-27eb-46c8-b67b-2c154381ff67.html

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