Il Papa: “Aborto ed eutanasia false compassioni. I medici cattolici facciano obiezione”

Le parole di papa Francesco all’Associazione Medici Cattolici Italiani, nel discorso su aborto, eutanasia e obiezione di coscienza.  fonte: vatican.va

“Non c’è dubbio che, ai nostri giorni, a motivo dei progressi scientifici e tecnici, sono notevolmente aumentate le possibilità di guarigione fisica; e tuttavia, per alcuni aspetti sembra diminuire la capacità di “prendersi cura” della persona, soprattutto quando è sofferente, fragile e indifesa. Le conquiste della scienza e della medicina possono contribuire al miglioramento della vita umana nella misura in cui non si allontanano dalla radice etica di tali discipline.

Per questa ragione, voi medici cattolici vi impegnate a vivere la vostra professione come una missione umana e spirituale, come un vero e proprio apostolato laicale. 

Da molte parti, la qualità della vita è legata prevalentemente alle possibilità economiche, al “benessere”, alla bellezza e al godimento della vita fisica, dimenticando altre dimensioni più profonde – relazionali, spirituali e religiose – dell’esistenza. In realtà, alla luce della fede e della retta ragione, la vita umana è sempre sacra e sempre ‘di qualità’. Non esiste una vita umana più sacra di un’altra, come non c’è una vita umana qualitativamente più significativa di un’altra, solo in virtù di mezzi, diritti, opportunità economiche e sociali maggiori. (…)

Se il giuramento di Ippocrate vi impegna ad essere sempre servitori della vita, il Vangelo vi spinge oltre: ad amarla sempre e comunque, soprattutto quando necessita di particolari attenzioni e cure. Così hanno fatto i componenti della vostra Associazione nel corso di settant’anni di benemerita attività. Vi esorto a proseguire con umiltà e fiducia su questa strada, sforzandovi di perseguire le vostre finalità statutarie che recepiscono l’insegnamento del Magistero della Chiesa nel campo medico-morale.

Il pensiero dominante propone a volte una ‘falsa compassione’: quella che ritiene sia un aiuto alla donna favorire l’aborto, un atto di dignità procurare l’eutanasia, una conquista scientifica ‘produrre’ un figlio considerato come un diritto invece di accoglierlo come dono; o usare vite umane come cavie di laboratorio per salvarne presumibilmente altre.

La compassione evangelica invece è quella che accompagna nel momento del bisogno, cioè quella del Buon Samaritano, che “vede”, “ha compassione”, si avvicina e offre aiuto concreto (cfr Lc 10,33). La vostra missione di medici vi mette a quotidiano contatto con tante forme di sofferenza: vi incoraggio a farvene carico come “buoni samaritani”, avendo cura in modo particolare degli anziani, degli infermi e dei disabili.

La fedeltà al Vangelo della vita e al rispetto di essa come dono di Dio, a volte richiede scelte coraggiose e controcorrente che, in particolari circostanze, possono giungere all’obiezione di coscienza.

Vi auguro che i settant’anni di vita della vostra Associazione stimolino un ulteriore cammino di crescita e di maturazione. Possiate collaborare in modo costruttivo con tutte le persone e le istituzioni che con voi condividono l’amore alla vita e si adoperano per servirla nella sua dignità, sacralità e inviolabilità. San Camillo de Lellis, nel suggerire il metodo più efficace nella cura dell’ammalato, diceva semplicemente: «Mettete più cuore in quelle mani». È questo anche il mio auspicio. La Vergine Santa, Salus infirmorum, sostenga i propositi con i quali intendete proseguire la vostra azione.”

Le parole di Papa Francesco contro l’aborto nell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium «Aborto? Non è un argomento soggetto a presunte riforme o modernizzazioni»

Il Papa sottolinea che «frequentemente per ridicolizzare allegramente la difesa che la Chiesa fa delle vite dei nascituri, si fa in modo di presentare la sua posizione come qualcosa di ideologico, oscurantista e conservatore. Eppure questa difesa della vita nascente è intimamente legata alla difesa di qualsiasi diritto umano (…) Se cade questa convinzione, non rimangono solide e permanenti fondamenta per la difesa dei diritti umani, che sarebbero sempre soggetti alle convenienze contingenti dei potenti di turno».

«NESSUNA “MODERNIZZAZIONE”». Su questo punto nessuno deve aspettarsi “aperture”: «Proprio perché è una questione che ha a che fare con la coerenza interna del nostro messaggio sul valore della persona umana, non ci si deve attendere che la Chiesa cambi la sua posizione su questa questione. Voglio essere del tutto onesto al riguardo. Questo non è un argomento soggetto a presunte riforme o a “modernizzazioni”». Perché «non è progressista pretendere di risolvere i problemi eliminando una vita umana». Ecco perché chiede anche alla Chiesa di fare di più per «accompagnare le donne che si trovano in situazioni molto dure, dove l’aborto si presenta loro come una rapida soluzione alle loro profonde angustie».Papa Francesco, Evangelii gaudium: «Aborto? Nessuna riforma» | Tempi.it

Papa Francesco telefona ad Anna che ha rinunciato ad abortire: «Battezzerò tuo figlio»

«Papa Francesco battezzerà mio figlio». Lo racconta Anna Romano, una giovane 35enne di Roma, che aveva scritto al pontefice per raccontargli la sua triste vicenda. Rimasta incinta, era stata abbandonata dal padre del bambino. Padre che, poi, aveva scoperto avere già un’altra famiglia e un altro figlio. L’uomo, lasciandola, le aveva consigliato di abortire.
Anna ha scritto a papa Francesco, rivolgendosi a lui come un padre e raccontandogli la sua vicenda.  Papa Francesco le ha telefonato. «Ho visto un numero fisso di Roma – ha raccontato Anna al Corriere -, che non conoscevo, ho risposto e sono rimasta senza parole. All’inizio ho pensato a uno scherzo, ma poi lui ha fatto riferimento alla lettera. E che gli avevo scritto lo sapevano solo la mia migliore amica e i miei genitori. Mi ha detto di aver letto la mia lettera, che noi cristiani non ci dobbiamo far portare via la speranza. Quando gli ho detto che volevo battezzare mio figlio, ma che avevo paura che non fosse possibile perché sono una ragazza madre, già divorziata per altro, lui mi ha detto che se non avessi avuto un mio padre spirituale per il battesimo ci avrebbe pensato lui stesso ad impartire il Sacramento al mio piccolo».

UN ESEMPIO PER TUTTE LE DONNE. Anna ha detto che, se sarà maschio, chiamerà il figlio Francesco: «Mi ha fatto felice, mi ha dato forza. E racconto la mia storia perché vorrei che fosse di esempio a tante donne che si sentono lontane dalla Chiesa solo perché hanno trovato l’uomo sbagliato sono divorziate o perché hanno trovato uomini che non sono degni nemmeno di essere padri».Papa Francesco telefona a donna che non abortisce | Tempi.it

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