Apertura della tomba di Cristo: team di studiosi sorpresi da “Dolce aroma e perturbazioni elettromagnetiche”

Dal 26 al 28 ottobre 2016, a Gerusalemme nella Chiesa del Santo Sepolcro, uno dei santuari più antichi e più importanti del Cristianesimo, la lastra di marmo che copre la tomba di Cristo è stata rimossa, nel tentativo di raggiungere ciò che si ritiene sia la superficie della roccia originale dove il Corpo di Gesù è stato deposto. La lapide di marmo, che copre la grotta, risale circa al 1555 se non prima. Il lavoro fa parte di un progetto storico di ristrutturazione per rafforzare e preservare l’Edicola, cioè la camera che ospita la grotta dove Gesù è stato sepolto ed è risorto, secondo i Vangeli e secondo i documenti storici. È stata la prima volta in quasi due millenni che gli scienziati sono riusciti a entrare a contatto con la pietra originale sulla quale venne deposto il Santissimo Corpo di Gesù Cristo avvolto nei panni mortuari, il più famoso dei quali è la Sacra Sindone. 

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Edicola del Santo Sepolcro all’interno del Santuario 

Molti storici hanno creduto a lungo che la grotta originaria, identificata un paio di secoli dopo la morte di Gesù come la sua tomba, sia stata cancellata secoli fa.

Ma l’archeologo del National Geographic Fredrik Hiebert, che accompagna la squadra di restauro, ha detto che il test del Ground Penetrating Radar ha stabilito che le pareti della grotta sono di fatto in piedi, dietro i pannelli in marmo della camera al centro della Chiesa di Gerusalemme del Santo Sepolcro. Sotto il marmo vi era uno strato di detriti. Dopo che i lavoratori avevano finito di rimuovere i detriti, hanno rivelato qualcosa di inaspettato: un’altra lastra di marmo.

Hiebert ha detto che la seconda lastra, che è grigia e presenta una piccola incisione di una croce, risale al 12 ° secolo. Si è rotta a metà, e sotto di essa vi è uno strato biancastro…la pietra su cui il Corpo di Gesù è stato deposto è lì sotto.

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Fedeli davanti alla tomba di Cristo, poco prima dei lavori di restauro

Non appena il gruppo di scienziati e religiosi ha avuto accesso al luogo, una gioia incontenibile ha pervaso gli animi: subito i presenti sono riusciti a percepire un “dolce aroma” che emanava dalla tomba, che ricordava le manifestazioni olfattive associate a certi santi. In secondo luogo, certi strumenti di misurazione impiegati dagli scienziati sono stati alterati dalle perturbazioni elettromagnetiche. Quando venivano collocati in verticale sulla pietra sulla quale ha riposato il Corpo di Cristo, gli apparecchi smettevano di funzionare o funzionavano male.

La direttrice dei lavori, la prof Antonia Moropoulou, architetto presso l’Università Tecnica Nazionale di Atene, ha affermato che è difficile immaginare che qualcuno abbia messo a rischio la propria reputazione per un “trucco pubblicitario”. 

“Le tecniche che stiamo usando per analizzare questo monumento unico al mondo permetteranno al mondo intero di seguire le nostre scoperte come se ciascuno di noi fosse lì, davanti alla tomba di Cristo”. 

Quello che abbiamo riscontrato è sorprendente”, ha spiegato all’agenzia di notizie Associated Press l’archeologo Fredrik Hiebert, della National Geographic Society. “Ho trascorso del tempo nella tomba del faraone egiziano Tutankhamon, ma questa scoperta è molto più importante”.

“Serviranno molte e lunghe analisi scientifiche [degli abbondanti dati raccolti], ma alla fine siamo riusciti a poter vedere la superficie originale della roccia sulla quale venne deposto il corpo di Cristo”, ha aggiunto.  Finora non esistevano immagini di questo letto di roccia calcarea, mai fotografato a fortiori. Esistevano solo riproduzioni artistiche, più o meno felici.

Il Santo Sepolcro è stato aperto dagli scienziati per 60 ore, e poi è stato nuovamente sigillato. Gli esperti hanno lasciato aperta una finestra rettangolare su una delle pareti rivestite di marmo dell’edicola, da dove i pellegrini potranno intravedere per la prima volta la parete di calcare della tomba di Gesù.

David Grenier, segretario di un gruppo che sovrintende la proprietà della Chiesa cattolica in Terra Santa, in piedi con pochi altri frati francescani, si è fermato a guardare la scoperta della squadra di restauro con trepidazione.“Quello che è successo qui 2.000 anni fa ha completamente cambiato la storia del mondo,” ha detto.” La scoperta di oggi è evento storico”.

La Chiesa del Santo Sepolcro (conosciuta anche come la Chiesa della Resurrezione) è attualmente sotto la custodia di sei gruppi cristiani. Tre gruppi principali: la Chiesa greco-ortodossa, la Chiesa cattolica romana e la Chiesa ortodossa armena-mantengono il controllo primario nel sito, e le comunità copta, etiopica ortodossa e siriana hanno il diritto di custodia di queste che sono considerate le aree comuni di culto per i gruppi cristiani.

Thephilos III, patriarca greco di Gerusalemme, è rimasto a guardare lo svolgimento dei lavori di studio della tomba di Cristo con un sorriso sereno. “Sono contento che l’atmosfera è speciale, c’è una gioia nascosta”, ha detto il patriarca. “Qui abbiamo francescani, armeni, greci, guardie musulmane, e agenti di polizia ebraica. Speriamo e preghiamo che questo sarà un vero e proprio messaggio che l’impossibile può diventare possibile. Abbiamo tutti bisogno di pace e di rispetto reciproco”.

Qual è l’origine di questo tumulo?

Secondo i Vangeli, il corpo di Gesù venne deposto su un letto mortuario scavato nella pietra della collina vicina al luogo della crocifissione. In realtà la distanza dal luogo della crocifissione è minima, ed è per questo che i due siti si trovano sotto il tetto della stessa chiesa, separati solo da poche decine di metri.

Il tumulo esisteva già prima della Passione e apparteneva a San Giuseppe di Arimatea, che lo aveva fatto realizzare per sé ma lo cedette al Santissimo Redentore.

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S. Giuseppe di Arimatea trasporta il Corpo di Gesù nel sepolcro

Giuseppe di Arimatea era un uomo ricco, un grande commerciante padrone di una flotta di navi i cui interessi arrivavano fino all’attuale Gran Bretagna. Era anche senatore e membro del Sinedrio, il collegio dei più alti magistrati religiosi del popolo ebraico. Segretamente era discepolo di Gesù.

In segno di rappresaglia per questa generosità, il Sinedrio lo fece perseguitare e fece espropriare i suoi consistenti possedimenti. Giuseppe venne anche abbandonato da amici e familiari. Fu lui che ottenne da Pilato la liberazione del Corpo di Gesù e coprì le carissime spese della sua preparazione, offrendo anche il telo della Sacra Sindone.

Dopo aver trascorso 13 anni in carcere, San Giuseppe venne liberato dal nuovo governatore romano Tiberio Alessandro, ricostituì la sua grande fortuna e iniziò a usarla per la diffusione della fede. Morì nel pieno dell’attività missionaria.

La sua festa liturgica viene celebrata il 17 marzo in Occidente e il 31 luglio in Oriente. Contrariamente al “giovane ricco” del Vangelo che rifiutò la chiamata di Cristo per amore delle sue ricchezze, San Giuseppe d’Arimatea è l’esempio del ricco che usa i suoi capitali per servire meglio il Redentore e la sua opera.

San Marco scrisse di lui che era un “membro autorevole del sinedrio, che aspettava anche lui il regno di Dio” e “andò coraggiosamente da Pilato per chiedere il corpo di Gesù” (Mc 15, 43).

San Matteo sottolinea nella sua descrizione che era un uomo ricco discepolo di Gesù: “Venuta la sera giunse un uomo ricco di Arimatèa, chiamato Giuseppe, il quale era diventato anche lui discepolo di Gesù. Egli andò da Pilato e gli chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato ordinò che gli fosse consegnato. Giuseppe, preso il corpo di Gesù, lo avvolse in un candido lenzuolo e lo depose nella sua tomba nuova, che si era fatta scavare nella roccia; rotolata poi una gran pietra sulla porta del sepolcro, se ne andò” (Mt 27, 57-60)

A sua volta, San Giovanni registra nel suo Vangelo: “Vi andò anche Nicodèmo, quello che in precedenza era andato da lui di notte, e portò una mistura di mirra e di àloe di circa cento libbre. Essi presero allora il corpo di Gesù, e lo avvolsero in bende insieme con oli aromatici, com’è usanza seppellire per i Giudei. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto. Là dunque deposero Gesù, a motivo della Preparazione dei Giudei, poiché quel sepolcro era vicino” (Gv 19, 39-42).

L’incolumità miracolosa del Sepolcro

Le descrizioni degli evangelisti ci permettono di avere un’idea del tumulo nel quale avvenne la Resurrezione, e precisano il luogo in cui si trova. La storia successiva, tuttavia, ha esposto questo sacro tumulo al rischio di scomparire, visto che il Santo Sepolcro è stato al centro di burrasche storiche i cui effetti durano ancora oggi.

Si può anche ritenere che la sua preservazione sia un miracolo storico. È anche una figura del Corpo Mistico di Cristo che è la Santa Chiesa cattolica, che nei secoli ha attraversato terribili tempeste che non sono riuscite ad avere la meglio su di lei.

La storia del Santo Sepolcro

Dopo la distruzione di Gerusalemme nel 70 d.C., l’imperatore romano Adriano ordinò di costruire sulle sue rovine una città pagana di nome Elia Capitolina, facendo immensi terrapieni.

La sepoltura di Gesù venne coperta dalla terra, e su di essa venne eretto un tempio dedicato a Venere, la dea dell’amore. Nel frattempo, i cristiani venivano perseguitati.

Sembrava che la Chiesa nascente potesse soccombere.

Nel 313 l’imperatore Costantino pose fine alle persecuzioni. Nel 326 sua madre Sant’Elena visitò Gerusalemme cercando le reliquie della Passione, e identificò il luogo della crocifissione (il Golgota) e la grotta chiamata Anastasis(resurrezione in greco).

L'imperatrice Sant'Elena fece costrfuire la prima chiesa del Santo Sepolcro. Basilica di Sant'Elena a Birkirkara, Malta.
L’imperatrice Sant’Elena fece costruire la prima chiesa del Santo Sepolcro. Basilica di Sant’Elena a Birkirkara, Malta.

L’imperatore cattolico approvò la costruzione di un santuario per sostituire il tempio di Venere dell’imperatore pagano Adriano. La nuova chiesa venne conosciuta da allora come Santo Sepolcro.

Eusebio (265-339), vescovo di Cesarea e padre della storia della Chiesa, ha lasciato una testimonianza di questi fatti nei suoi scritti.

Nel 614 la chiesa di Costantino venne gravemente danneggiata dai persiani sassanidi, pagani che conquistarono Gerusalemme e saccheggiarono i tesori della chiesa, lasciandone solo dei resti.

La basilica venne ricostruita quando Eraclio, imperatore di Costantinopoli, riconquistò Gerusalemme, ma la serie di invasioni, restauri, saccheggi e guerre era lungi dal terminare.

Stato attuale dell'esterno della chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme
Stato attuale dell’esterno della chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme

Nel 638, Gerusalemme e tutta la Palestina vennero invase dai musulmani. Nel 966 le porte e il tetto della chiesa andarono in fiamme.

Nel 1009 il califfo fatimide Al-Hakim ordinò di distruggere tutte le chiese di Gerusalemme, incluso il Santo Sepolcro. Solo i pilastri del tempio, che risalivano all’epoca di Costantino, sopravvissero alla distruzione, la cui notizia fu decisiva per ispirare il movimento delle Crociate.

Il successore di Al-Hakim, il califfo Ali az-Zahir, permise di ricostruire e ridecorare la chiesa. L’opera venne pagata dall’imperatore di Bisanzio Costantino IX Monomaco e da Niceforo, patriarca di Gerusalemme, e i lavori si conclusero nel 1048.

Fu quella chiesa che i crociati trovarono entrando nel 1099 a Gerusalemme. Il tempio restaurato dai crociati venne riconsacrato nel 1149, e nella sua essenza è quello che esiste attualmente.

Nel 1187 Saladino tornò a invadere la città, ma proibì la distruzione degli edifici religiosi cristiani.

Nel XIV secolo il luogo passò ad essere amministrato da monaci cattolici e monaci ortodossi greci. Nei secoli successivi vennero eseguiti diversi restauri. Importanti furono soprattutto quello del 1810 su iniziativa britannica dopo un grande incendio e quelli tra il 1863 e il 1868. Nel 1927 un terremoto provocò danni consistenti alla struttura della chiesa.

I lavori di restauro alla basilica del Santo Sepolcro si dovrebbero concludere entro la fine di marzo 2017, alla vigilia delle celebrazioni per la Pasqua. In ogni caso il luogo sacro resterà aperto ai visitatori e ai pellegrini per tutto il periodo, anche se parte dell’Edicola è coperta a causa delle impalcature. 

I restauri – resi possibili da un accordo fra le tre denominazioni cristiane – greco-ortodossi, latini e armeni – riguardano soprattutto la piccola struttura al centro della rotonda la cui stabilità era assicurata da rinforzi metallici che, secondo le ultime rilevazioni, non sarebbero più sufficienti. I lavori sono finanziati tanto da enti pubblici che da contribuenti privati.

Fonti

http://cienciaconfirmaigreja.blogspot.it/2016/11/o-santo-sepulcro-de-jesus-cristo-aberto.html

http://www.nationalgeographic.it/wallpaper/2016/10/27/foto/santo_sepolcro_gerusalemme_restauro-3287376/1/

http://bigstory.ap.org/article/d2e2977e8f0e4c3388fb4c0c7427811b/experts-uncover-hidden-layers-jesus-tomb-site

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