Vescovi pronti a lavorare con Trump per tutelare la vita, i diritti dei cristiani e la libertà della Chiesa

Oggi è un grande giorno per l’America e per la Chiesa, e un debito di gratitudine è dovuto a tutti coloro che con coraggio hanno parlato, hanno lavorato, e hanno votato per i candidati pro-vita, a cominciare dal nostro nuovo presidente eletto Donald Trump”, ha detto Padre Frank Pavone, direttore nazionale di Sacerdoti per la vita (Priests for life).

“La nostra nazione ora può intraprendere un percorso per eliminare l’aborto e promuovere la libertà della Chiesa. Saremo in grado di avanzare un tale ordine del giorno a causa delle maggioranze pro-vita che ora esistono sia nella Camera dei Rappresentanti sia al Senato.”  

Ricordiamo che l’Associazione Sacerdoti per la Vita lavora senza sosta per porre fine all’aborto e ripristinare la protezione per i bambini nel grembo materno. Per questo, i Sacerdoti per la Vita hanno affrontato molta opposizione e ostilità da parte dell’amministrazione Obama. La conferenza episcopale americana si batte furiosamente ormai da anni contro una legge che va nella direzione della discriminazione dei cristiani e della marginalizzazione dell’esperienza religiosa dalla vita pubblica.

Trump anche oggi ha ribadito che uno dei suoi obiettivi è abolire l’Obamacare, la riforma sanitaria che doveva essere ” il massimo della civiltà”, invece è stata un vero disastro, con aumento di tasse da capogiro e attentati alla libertà religiosa dei cristiani…(Obamacare: Nei piani assicurativi, che è obbligatorio per legge acquistare, Obama ha stabilito che tutti i datori di lavoro devono pagare farmaci abortivi ai loro dipendenti; chi si oppone per obiezione di coscienza, è obbligato a pagare una multa così salata da far chiudere qualunque attività…)

L’Arcivescovo Joseph E. Kurtz di Louisville, Kentucky, presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, ha delineato un programma ambizioso in una dichiarazione post-elettorale del 9 novembre, in cui si è congratulato con Trump, subito dopo che il Segretario di Stato del Vaticano, il cardinale Pietro Parolin, ha offerto congratulazioni e preghiere per il nuovo presidente eletto Donald Trump. 

“La Conferenza episcopale auspica di lavorare con il Presidente eletto Trump per proteggere la vita umana dal suo inizio più vulnerabile sino alla sua fine naturale. Noi sosteniamo le politiche che offrono opportunità a tutte le persone, di tutte le fedi, in tutti i ceti sociali, “ha detto l’arcivescovo Kurtz.

“Noi siamo fermi nella nostra determinazione che i nostri fratelli e sorelle che sono i migranti e i rifugiati possono essere umanamente accolti,  fermo restando la massima attenzione per la sicurezza della Nazione. Noi desideriamo richiamare l’attenzione sulla persecuzione violenta che minaccia i nostri fratelli cristiani e persone di altre fedi in tutto il mondo, in particolare nel Medio Oriente  e chiediamo l’impegno della nuova amministrazione alla libertà religiosa nazionale, garantendo alle persone di fede cristiana la libertà di annunciare e modellare la nostra vita intorno alla verità dell’uomo e della donna  ed al loro legame unico di matrimonio che possono formare “.

L’Arcivescovo Kurtz ha aggiunto: “Ora è il momento di muoversi verso la responsabilità di governare per il bene comune di tutti i cittadini. Credo che Dio ci darà la forza di guarire e di unire”, ha detto, riferendosi ad una necessità di colmare le divisioni create nel paese da un tale elezione controversa.

Il cardinale Sean P. O’Malley di Boston ha twittato, “Congratulazioni al presidente eletto Donald Trump. Che Dio conceda una buona salute, saggezza e coraggio durante la sua Presidenza.

“Ora è il momento di ricordare che la forza della nostra Repubblica sta nella nostra unità come cittadini e membri della Sacra Famiglia di Dio”, ha detto il vescovo Michael F. Burbidge di Raleigh, North Carolina, in una dichiarazione del 9 novembre. “Tali relazioni sono il fondamento della nostra società ed è nostro sacro dovere promuoverle in modo che nulla ci divida. Quando viviamo in tale armonia, ci sarà un vero dialogo e lo scambio di idee si verificherà in maniera civile e rispettosa. ”

Vescovo David A. Zubik di Pittsburgh ha rilasciato una breve dichiarazione il 9 novembre: “Come americano e come vescovo cattolico, voglio assicurare al Presidente eletto Donald Trump le mie preghiere e quelle di tutti i cattolici fedeli nella diocesi di Pittsburgh, ora che lui si prepara a guidare il nostro paese, per proteggere e difendere la vita umana, la dignità, la giustizia, la pace, la libertà religiosa e il bene comune “.

“Siamo lieti che i risultati delle elezioni di questa sera riflettono il consenso dell’America pro-life alla Camera, al Senato e alla Presidenza. Plaudiamo i candidati che hanno preso una posizione sulla questione più critica dei diritti umani di oggi, l’aborto”, ha dichiarato Jeanne Mancini, presidente della Marcia per la vita.

“Ci congratuliamo con il Presidente eletto Trump per la sua vittoria molto combattuta, come pure il vice presidente eletto Pence, nei nostri amici al Congresso,” ha aggiunto Mancini. “Non vediamo l’ora di lavorare insieme al presidente eletto Trump, che promette di garantire Giudici pro-vita alla Corte Suprema,  politiche pro-vita,  togliendo i fondi alla catena di cliniche abortiste negli Stati Uniti, Planned Parenthood.”

Philippe Nassif, direttore esecutivo di “In difesa dei cristiani”, ha esortato Trump a “dare priorità alla protezione delle antiche comunità di minoranze etniche e religiose del Medio Oriente, e di una regione in cui queste comunità possano coesistere e prosperare pacificamente nelle loro terre d’origine” ha detto in una dichiarazione del 9 novembre. “I valori cristiani della tolleranza e della convivenza, e le innovazioni che queste comunità hanno portato nella loro società per tanti secoli, sono essenziali per uno stabile e sicuro Medio Oriente, che è nell’interesse della sicurezza nazionale degli Stati Uniti e del mondo.”

“Donald Trump ha fatto molte promesse agli enti  pro-life nel corso della sua campagna, e la generazione pro-life farà in modo che egli mantenga queste promesse come presidente”, ha detto in un comunicato del  9 novembre Kristan Hawkins, presidente di Studenti per la Vita d’America. “L’aborto importava molto in questa elezione. La linea di fondo è questa: i risultati delle elezioni di oggi ci danno lo slancio per realizzare la nostra missione di abolire l’aborto nel corso della nostra vita.”

Per ricordare al presidente eletto Trump la sua agenda antiaborto, è già in corso una petizione, per gentile concessione di LifeSiteNews.com,  in cui si sottolinea l’urgenza di firmare l’Atto di Protezione del Bambino Non Nato e di ri-emanare il Mexico City Policy che vieta il finanziamento dell’aborto all’estero da parte degli USA.

Esperti politici in tutta l’America scuotono la testa, lanciano invettive e si chiedono che cosa sia successo oggi; i fedeli cristiani possono solo piegare la testa in profondo ringraziamento e gratitudine a Dio che è intervenuto con forza in loro aiuto.

L’Onnipotente ha fatto grandi cose per noi e Santo è il suo nome!

Fonti

http://www.womenofgrace.com/blog/?p=54975

http://www.catholicregister.org/home/international/item/23551-bishops-ready-to-work-with-trump

 

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