Norcia, colpo al cuore dell’Europa cristiana. Basilica distrutta dal sisma, la preghiera dei benedettini: “Noi risorgeremo, è la promessa di Nostro Signore”.

 Un terremoto che ha terrorizzato ancora una volta molti paesi dell’Italia Centrale ma che ha del miracoloso, visto che, fortunatamente, nonostante le scosse e la paura non si registrano vittime. I fedeli hanno interpretato tutto come un miracolo e sono stati in molti che a Norcia si sono raccolti in preghiera in piazza, di fronte alla Chiesa crollata, ennesimo tragico simbolo del sisma che negli ultimi 2 mesi sta mettendo alla prova tutta la popolazione. A Norcia, in piazza dedicata a San Benedetto, patrono d’Europa, si sono radunate tante persone inginocchiate a terra per pregare davanti alla basilica della città, di cui è rimasta in piedi soltanto la facciata. I monaci di Norcia hanno accolto i fedeli in preghiera ed esteso la cosa anche sul web grazie al loro account Twitter.++ Terremoto: crollata basilica San Benedetto a Norcia ++“Dio non ha creato la morte e non gode per la rovina dei viventi” (Sap 1,13).

La terra trema ancora. Questa mattina, 30 ottobre 2016,  alle 7.40 una nuova fortissima scossa di magnitudo 6.5 è stata avvertita in Umbria, con epicentro tra Norcia, Preci e Castel Sant’Angelo sul Nera. Il terremoto è stato a 10 chilometri di profondità. Secondo quanto ha riferito l’Ansa nei primissimi minuti seguenti il terremoto la scossa è stata avvertita fortissima in tutto il centro Italia ma anche lungo tutto lo stivale, da Bolzano alla Puglia. Al momento ci sono diversi feriti, ma non abbiamo notizie di vittime, ha detto il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio.  I feriti sarebbero una decina, di lieve entità, tranne una persona che viene segnalata di qualche gravità. Inoltre, tre persone sono state estratte vive dalle macerie a Tolentino, dove si sono avuti diversi crolli a seguito dell’ultima scossa. Ma il simbolo di questa nuova scossa è la Basilica di San Benedetto a Norcia, che è stata completamente rasa al suolo, è rimasta in piedi soltanto la facciata. I Padri Benedettini sono stati soccorsi, alcuni  di loro riportano ferite di lieve entità. Subito dopo il sisma si sono messi in preghiera davanti alla Basilica distrutta, simbolo dell’Europa cristiana dato che Norcia è il centro della spiritualità di San Benedetto, patrono d’Europa. 

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SIGNIFICATIVA la riflessione che Padre Cassian Folsom, superiore del convento, fece proprio per il giornale  La Nuova Bussola Quotidiana, in occasione del terremoto del 24 agosto scorso che danneggiò la chiesa costringendo i padri a chiuderla. Una riflessione di dolore e di speranza che ci sembra quanto mai attuale oggi, in un tempo in cui il Creato ci ricorda verità profonde ed ineluttabili della nostra esistenza. 

 Abbiamo altre esperienze di terremoti nei sedici anni passati qua a Norcia, ma mai niente di simile. Fa una gran paura sentire la terra ruggire e vedere l’edificio dondolare di qua e di là quasi fosse ubriaco. Istintivamente siamo tutti usciti e ci siamo assembrati fuori, nella piazza davanti al monastero. Ci siamo stretti l’uno all’altro per via del freddo, mentre nuove scosse facevano scricchiolare la terra sotto i nostri piedi. I monaci e i cittadini si sono tutti ritrovati spontaneamente sotto la statua di San Benedetto che si trova al centro della piazza. I monaci hanno iniziato a pregare il Rosario e molti cittadini si sono uniti a loro. Quindi abbiamo ringraziato Dio con tutto il cuore per averci risparmiato la vita.

Dall’altro lato della montagna, ad Amatrice e ad Accumoli, il terremoto ha livellato le città, lasciandosi appresso morte e distruzione. Ci sentiamo in lutto per la tragica morte di queste persone e siamo addolorati per i parenti e gli amici. Infatti, come dicono le Scritture: “Dio non ha creato la morte e non gode per la rovina dei viventi” (Sap 1,13). La morte improvvisa è particolarmente dolorosa, perché non ti dà il tempo di prepararti. Ecco perché San Benedetto prescrive ai suoi monaci di “prospettarsi sempre la possibilità della morte”, in modo che siano sempre pronti, anche di fronte ad una morte violenta e improvvisa che arriva inaspettata nel mezzo della notte.

L’entità dei danni a Norcia è grave. Non si tratta di un solo terremoto, ma di molti terremoti, con scosse continue, perfino ora che scrivo (48 ore dopo). Nel monastero abbiamo avuto molti danni superficiali, abbastanza facili da riparare, ma sono presenti anche danni strutturali molto più gravi. L’ufficiale della Protezione Civile venuto a fare un’ispezione nel pomeriggio del primo giorno, ci ha esortati a lasciare l’edificio, in quanto alcune parti di esso non erano sicure. Le scosse successive hanno aggiunto danni ai danni. La basilica di San Benedetto è stata gravemente colpita. Il muro dietro l’altare di San Benedetto si è crepato e gli stucchi sono crollati. Se un monaco si fosse trovato a celebrare la messa davanti a quell’altare (come spesso capita la mattina presto) sarebbe morto. La facciata si è separata dal corpo della chiesa. Non sappiamo ancora in che condizione siano i nostri lavori di restauro, sui quali abbiamo investito tanto lavoro e tante risorse! La chiesa è chiusa e ci vorranno mesi, forse un anno, per ripararla. Naturalmente la realtà dei fatti è che viviamo in una zona sismica. Alcune persone subiscono uragani, altre cicloni o tifoni; noi abbiamo terremoti.

Ci sono due tipi di comportamenti rispetto a fatti di questo tipo. Uno, è una specie di rassegnazione. L’altro, è affidare tutto alla provvidenza divina. I monaci fanno un voto di stabilità. Uno dei frutti di questo voto è quello che chiamiamo “amore del luogo”. Noi amiamo questo luogo. E lo ricostruiremo.

C’è un’interpretazione spirituale che possiamo dare al terremotoMi viene in mente un’antifona pasquale: “Ecce terraemotus factus est magnus…”(Ed ecco avvenne un grande terremoto…). L’antifona fa riferimento alla reazione della creazione di fronte alla Resurrezione di Cristo. Anche noi risorgeremo di nuovo alla fine dei giorni, quando il Signore verrà a giudicare i vivi e i morti. Un tempo era normale meditare sui Novissimi (morte, giudizio, paradiso, inferno). Sarebbe bello riprendere questa consuetudine.

Ci sono due simboli che possiamo trarre da questa storia e che ci invitano a fare riflessioni importanti. Innanzitutto, la Basilica di San Benedetto e l’altare del santo sono gravemente danneggiati. La cultura cattolica della civiltà occidentale sta crollando. Ce l’abbiamo davanti agli occhi. Il secondo simbolo è l’assembramento di persone attorno alla statua di San Benedetto in piazza, unite nella preghiera. Questo è l’unico modo di ricostruire.

Padre Cassian Folsom, Priore del monastero di Norcianorcia1PREGHIERA a SAN BENEDETTO, PATRONO D’EUROPA

A te oggi rivolgiamo la nostra supplica ardente, glorioso san Benedetto, 

messaggero di pace, realizzatore di unione, maestro di civiltà, araldo
della religione di Cristo“, ed imploriamo la tua protezione sulle singole anime,
sui monasteri che seguono la tua santa Regola, sull’Europa, sul mondo intero.

Insegnaci ancora il primato del culto divino, donaci di comprendere quanto sia grande e fecondo il dono della pace, aiuta tutti coloro che si sforzano di ricomporre l’unità spirituale dei vari popoli, spezzata da tanti eventi dolorosi,
così che per la tua protezione ritorniamo tutti quanti ad essere fratelli in Cristo.
Amen.

 

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