Giovani donne cristiane, attaccate dai militanti di Isis, salvate dalla Vergine Maria a Kirkuk

Sette studentesse universitarie di Kirkuk (Iraq) ritengono che sia merito della Vergine Maria se si sono salvate dopo otto ore terribili nascoste sotto i propri letti mentre i combattenti dello Stato Islamico usavano la loro stanza come nascondiglio durante un assalto alla città avvenuto venerdì 21 ottobre 2016.

“La Vergine Maria era con loro”, ha riferito padre Roni Momika alla Catholic National Agency il 23 ottobre 2016.new-iraqui-priestIl sacerdote, che svolge il suo ministero nei campi di rifugiati di Ankawa ad Erbil, nel nord dell’Iraq, era in contatto via telefono cellulare con due delle ragazze mentre si nascondevano sotto i letti. Le due giovani gli hanno riferito minuziosamente ciò che stava accadendo.

“Gli uomini dell’ISIS sono entrati a casa delle nostre studentesse”, ha dichiarato il sacerdote. Quando le giovani hanno sentito giungere i militanti, si sono nascoste rapidamente sotto quattro letti in una delle stanze, dove sono rimaste mentre i combattenti usavano la camera per mangiare, pregare, nascondersi dalle Forze Armate irachene e curare due dei loro uomini rimasti feriti.

Padre Momika ha detto alle ragazze di non dimenticare la loro fede e di “pregare la Vergine Maria, che arriverà in vostro aiuto”.

In quello che sia il sacerdote che le ragazze considerano un miracolo, “i combattenti dell’ISIS non le hanno viste”. Una delle giovani ha detto in seguito: “Quando i militanti dell’ISIS sono entrati nella nostra stanza, non ci hanno viste e abbiamo sentito che la Vergine Maria chiudeva i loro occhi impedendo loro di individuarci”.

L’attacco a Kirkuk ha avuto luogo nel contesto di un’offensiva più ampia da parte degli eserciti curdo e iracheno per riconquistare la città di Mosul, di cui lo Stato Islamico si è impadronito nel 2014 e che ha dichiarato un califfato.

Padre Momika ha spiegato che le sette ragazze sono tra gli oltre 100 rifugiati che assistono alle lezioni universitarie a Kirkuk dopo essere stati cacciati dalle loro città dall’ISIS nel 2014.

Molte delle ragazze sono di Mosul e di città vicine come Bartella, Alqosh e Telskuf, e tutte prima dell’invasione studiavano all’università di Mosul.

Le loro famiglie vivono nei campi di rifugiati di Erbil, ma visto che non potevano continuare a studiare lì si sono iscritte all’università di Kirkuk. Dato che viaggiare avanti e indietro ogni giorno era pericoloso, vivono nelle case che la Chiesa affitta in città, tornando a Erbil nei fine settimana.

Due confratelli di padre Momika, padre George Jahola e padre Petros, ordinato con lui il 5 agosto 2016, sono andati sabato a Kirkuk per prendere le ragazze e riportarle a Erbil.

Padre Momika ha anche parlato della liberazione della sua città natale, Qaraqosh. La città è stata precedentemente considerata come la capitale cristiana dell’Iraq prima dell’invasione nel 2014 che ha costretto 120.000 persone ad evacuare le loro case in una sola notte. La maggior parte dei suoi abitanti vivono ora in campi profughi a Erbil.

Sabato scorso, forze irachene e curde sono entrate a Qaraqosh, che si trova a circa 20 miglia da Mosul. Anche se si dice che la città sia in gran parte vuota, militanti dello Stato islamico hanno distrutto gran parte della città. Hanno lasciato le mine disseminate lungo la strada per Mosul.

Padre Momika ha detto che i soldati iracheni hanno sollevato la bandiera irachena a Qaraqosh, in sostituzione di quella dello Stato Islamico.

“Qaraqosh è stata liberata”, ha detto. Egli ha avvertito che ci sono ancora pericoli, come i combattenti del gruppo Stato islamico che si nascondono ancora in tutta la città.

Padre Momika ha detto che i combattenti dello Stato islamico “hanno fatto un grande, buco profondo” nel terreno, si sono calati in esso e si sono fatti saltare in aria, quando hanno visto che gli eserciti iracheni e curdi stavano avanzando.

Il sacerdote, che era ancora un seminarista quando fu costretto a fuggire dalla città, ha detto che trova difficile parlare di quello che è successo a Qaraqosh, “perché abbiamo visto alcune foto, e ci hanno molto rattristato”.

“Ci sono un sacco di posti distrutti e le nostre chiese bruciate da ISIS, hanno spezzato tutte le nostre croci che erano al di sopra delle chiese”, ha detto. Una chiesa molto importante nella regione è stata distrutta. “E ‘difficile per noi, perché è la nostra storia. Si tratta di una grande chiesa in Medio Oriente, a Qaraqosh, “ha detto, spiegando che la situazione è simile per la vicina città di Bartella. Quel villaggio cristiano è stato recentemente liberato dall’esercito iracheno.

Egli ha espresso la speranza che non ci sia più alcun attacco dei militanti dello Stato islamico in Qaraqosh, dato che la città è ora al sicuro nei prossimi giorni. La sua richiesta:”Pregate per noi”.

varie-milano-574344-610x43129 OTTOBRE 2016 EVENTO DI ACS ITALIA: Sul Grattacielo Pirelli, sede del Consiglio regionale della Lombardia, in occasione dell’evento internazionale di sabato 29 ottobre comparirà una scritta luminosa, visibile anche da grande distanza: HELP CHRISTIANS. L’iniziativa, unica nel suo genere, intende attirare l’attenzione nazionale e internazionale sul dramma della persecuzione anticristiana.

“Nonostante la costante diffusione di informazioni, in Europa e altrove manca un fermo sostegno a favore delle minoranze perseguitate e discriminate” afferma in un colloquio con ACS-Italia Mons. Rabban Al-Qas, Vescovo di Zakho e Amadya dei Caldei (Kurdistan iracheno). Per questo motivo “apprezzo le iniziative della Fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre. In aprile, a Roma, Fontana di Trevi è stata illuminata di rosso per ricordare il sangue dei Cristiani perseguitati. In novembre anche la Cattedrale di Westminster, a Londra, si vestirà di luce rossa con lo stesso scopo. E grande conforto traggo dall’iniziativa di sabato prossimo: ho saputo infatti che sul Grattacielo Pirelli di Milano comparirà la scritta “Help Christians”. Una grande scritta luminosa su di un grattacielo in una grande città europea: nessuno potrà ignorarla! I Cristiani iracheni sono contenti di questo!” commenta Mons. Al-Qas. La scritta luminosa sul “Pirellone” di Milano denuncerà la persecuzione anticristiana durante i lavori di un convegno internazionale organizzato da ACS-Italia, Regione Lombardia e redazione de “Gli Occhi della Guerra”. “Siamo grati a tutti gli organizzatori: l’impegno delle Istituzioni e dei media è fondamentale. Per vincere il network del terrore e della persecuzione è necessario un network composto da realtà internazionali come ACS, Istituzioni e media” aggiunge il Vescovo di di Zakho e Amadya.

Fonti

http://acs-italia.org/acs-notizie-dal-mondo/evento-di-acs-italia-regione-lombardia-e-gli-occhi-della-guerra-help-christians-sul-pirellone-per-ricordare-la-persecuzione-anticristiana-nel-mondo/

http://www.catholicnewsagency.com/news/christian-girls-who-barely-escaped-isis-credit-mary-for-their-safety-33101/

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