Halloween: ex satanista (convertita e ora consacrata a Cristo) descrive i dettagli dei riti della notte delle streghe

ANGELA Calcagno è l’autrice del libro autobiografico “MICHELA FUGGITA DA SATANA. La mia lotta per scappare dall’inferno. Una storia vera”, Editrice Piemme. Nel libro usò uno pseudonimo (Michela, in onore di San Michele Arcangelo) per sfuggire alle minacce di morte della potente setta satanica italiana da cui era scappata. Da un’infanzia vissuta in un ambiente pieno di violenza, alla morte del fidanzato a pochi giorni dalle nozze, dall’abisso in cui si era lasciata cadere seguendo pratiche New Age come il Reiki, nei tanti gruppi dei seguaci del santone Osho, fino ad arrivare a frequentare una ricchissima psichiatra che, dopo averla sottoposta ad ipnosi, la coinvolse in una potente setta satanica, all’incontro “casuale” con Chiara Amirante fondatrice della Comunità “Nuovi Orizzonti”, che avrebbe dovuto uccidere per ordine della setta, ma che, invece, le tende la mano e le fa toccare il perdono di Dio e la liberazione. Fu proprio l’incontro con Chiara, quel giorno in cui Angela con il coltello in tasca bussò alla sua porta, che le ha ridonato la vita. E oggi Angela è una consacrata laica.

FOTO: Angela in una conferenza a Medjugorje; Chiara Amirante.

Questa è la straordinaria testimonianza di ANGELA che, dopo un lungo tortuoso percorso che finalmente l’ha riportata a Casa da Gesù e Maria e nella Comunità Nuovi Orizzonti, oggi non si nasconde più e dedica tutta la sua vita alla preghiera ed all’evangelizzazione, portando la sua testimonianza di conversione e liberazione davanti a tantissimi giovani.

dpiclg“Cercavo l’Amore ed ho incontrato GESU’! L’Amore di Gesù è infinito, siamo noi che mettiamo dei limiti! ”, ha detto tante volte, in numerose conferenze, in cui ha sottolineato il valore incommensurabile di GESU’ EUCARISTIA, potente Sacramento d’Amore di Dio per noi, tanto che le sette sataniste commissionano continuamente furti delle Santissime Ostie consacrate per dissacrarle nei loro riti. Anche a lei, quando era schiava della setta, venne commissionato il furto delle S.Ostie consacrate nelle chiese, come atto di odio contro Cristo e di sottomissione a satana, SPECIALMENTE NEL PERIODO DI HALLOWEEN.

Ecco cosa ha scritto Angela nel suo libro riguardo ai rituali dei satanisti che si accaniscono soprattutto nel periodo di Halloween (31 ottobre, che per noi cristiani è la Vigilia della Solennità di Tutti i Santi) e durante le maggiori solennità cattoliche: 

Tra fine ottobre e inizio novembre, ossia nelle notti precedenti Halloween (31 ottobre) e la memoria dei Defunti (2 novembre), c’era poi l’unico appuntamento in un cimitero, dove profanavamo delle tombe e ne ru­bavamo le ossa, facendo uno specifico rituale che alla fi­ne le distruggeva.

Qualche volta mi è anche capitato di partecipare a un rito in una struttura che sembrava una piccola chiesa sconsacrata. Recentemente ne ho avuto una spiegazione, leggendo la denuncia dell’esperto sacerdote esorcista padre Francesco Bamonte: «Nel corso delle vendite di varie cappelle non più utilizzate per il culto, è accaduto che qualcuna di esse sia stata acquistata proprio da individui che, nascondendo la loro appartenenza a gruppi di satanisti, le hanno poi utilizzate (e utilizzano tutt’ora!) per i loro riti nefandi».

Un “anno liturgico” al contrario

“Dopo la conversione mi ha colpito quanto i satanisti conoscessero tutte le feste della Chiesa e come fossero riusciti a elaborare dei riti che si ponevano in diretta ed evidente opposizione alla liturgia cattolica. Il primo esempio è ovviamente la messa nera, che veniva celebrata in tutti gli appuntamenti e che si concludeva sempre con il sacrilegio dell’ostia consacrata. In contrapposizione alla sacralità dell’altare ecclesiastico, noi “consacravamo” il luogo della cerimonia disegnando, dinanzi all’altare, il «pentacolo»: la stella a cinque punte contornata dal cerchio. Il simbolo veniva realizzato spargendo per terra una polvere di colore nero o rosso. I riti si svolgevano ogni sabato, per dissacrare la domenica, ma anche nelle vigilie di numerose feste cattoliche. Così poteva accadere che ci vedessimo pure per tre notti di seguito. Nel 1995, per esempio, Natale venne di lunedì e così celebrammo il sabato, la domenica e anche il lunedì notte, vigilia di Santo Stefano. L’appuntamento per l’inizio era intorno a mezzanotte, ma il cuore della cerimonia era sempre verso le tre del mattino, in contrapposizione alle tre del pomeriggio della morte di Cristo. Poteva essere l’offerta di una ragazza, oppure il rapporto del Sacerdote con l’iniziata: quando sono stata consacrata io, il momento clou delle tre è stato l’inserimento dell’ostia nella vagina.

Sono rimasta molto colpita quando, in tempi più recenti, ho letto il Diario di santa Faustina Kowalska, l’apostola della Divina Misericordia, e ho compreso ancor meglio il significato di quell’ora benedetta nella quale il Salvatore spirò sulla croce. Scriveva la religiosa, riportando le parole che le aveva rivolto Gesù in persona: «Alle tre del pomeriggio implora la mia misericordia, specialmente per i peccatori, e sia pure per un breve momento immergiti nella mia passione, particolarmente nel mio abbandono al momento della morte. È un’ora di grande misericordia per il mondo intero. In quell’ora non rifiuterò nulla all’anima che mi prega per la mia passione». A suor Faustina Gesù aveva anche ispirato una preghiera, assicurandole: «Quando reciterai questa preghiera con cuore pentito e con fede per qualche peccatore, gli concederò la grazia della conversione». Penso che valga la pena proporre qui quel testo, che la religiosa recitava più volte al giorno: «O Sangue e Acqua, che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi, confido in te».

Numerose feste di santi erano momenti fortissimi della nostra anti-liturgia, come accadeva per esempio nella vigilia dei santi Pietro e Paolo e in quelle degli altri apostoli. Particolare accanimento c’era nelle vigilie di quelli che in vita erano stati più attivi nella lotta contro il demonio. Gemma Galgani si trovava in primissima posizione, e insieme con lei veniva attaccata anche la Congregazione passionista. Lo stesso accadeva con Francesco d’Assisi e la Famiglia francescana e con Benedetto da Norcia e la Famiglia benedettina. Quest’ultimo santo era odiato specificamente a motivo della nota medaglia-croce a lui intitolata, che porta incise alcune sigle esorcistiche: N.D.S.M.D. {Non draco sit mihi dux – Non sia il demonio il mio capo); V.R.S.N.S.M. V. (Vade retro, Satana; numquam suade mihi vana – Allontanati, Satana; non mi indurre in cose vane); S.M.Q.L.I.V.B. (Sunt mala quae libas; ipse venena bibas – Sono cattive le tue bevande; bevi tu stesso i tuoi veleni). Secondo la tradizione devozionale, tramandata nei testi benedettini, la medaglia-croce «scaccia dai corpi umani ogni malefìcio, legatura e qualunque opera diabolica; in qualsivoglia luogo dove è collocata non vi si può accostare persona malefica; rende sicuri gli uomini vessati dall’astuzia e malizia del demonio; è un’arma potentissima contro ogni tentazione, principalmente per conservarsi la purezza del cuore e della mente». I santi venivano osteggiati in quanto erano persone che avevano suscitato avversione in Satana. Insieme con loro si attaccavano anche i devoti. Un esempio è padre Pio, che alla metà degli anni Novanta non era ancora beato (lo sarà nel 1999, e santo nel 2002). Contro di lui si diceva di tutto: si potrebbe affermare che i satanisti lo avevano canonizzato prima dei cattolici, o comunque erano convinti in anticipo della sua santità, ben prima che venisse proclamata ufficialmente dalla Chiesa. C’era inoltre una precisa ritualità contro i suoi «figli spirituali» e contro tutti i suoi devoti, associati ai Gruppi di preghiera: venivano proprio fatte delle maledizioni su di loro e queste espressioni di maledizione potevano durare n’oretta, all’interno della messa nera.

Le “litanie” delle maledizioni

Il periodo più intenso era comunque quello della Settimana Santa. Si trattava davvero di un’ “odissea” perché i riti si susseguivano ogni notte, con modalità diverse, e noi ne uscivamo a pezzi. Cinque giorni di seguito, dal mercoledì alla domenica, nei quali vivevo in un clima di follia umana, continuamente in preda alla droga – la cocaina e le gocce della Dottoressa – che assumevo anche durante le cerimonie. In quella settimana non c’erano rapporti con l’esterno, non lavoravo. Il rito andava avanti fino alle sette-otto del mattino, poi rientravo a casa della Dottoressa e restavo con lei in questa atmosfera diabolica fino alla sera, quando tornavamo nella cripta. Era un periodo particolarmente dedicato ai rapporti sessuali con gli animali. In queste cerimonie, come in quelle dei santi, c’era una particolarità: mentre normalmente veniva raccolto e messo nel calice soltanto il sangue dell’animale sacrificato (uccello, cane, caprone…), qui veniva strappato dal petto il cuore dell’animale e lo si metteva nel calice, per bruciarlo poi a cerimonia ultimata. Il culmine si raggiungeva nelle notti fra il Venerdì e il Sabato Santo e fra il Sabato Santo e la Domenica di Pasqua: per noi in quei momenti Cristo era morto e Satana era il vincitore.”

” […] Al centro di questa particolare attenzione c’erano diversi esorcisti, di cui il Sacerdote di Satana ha l’elenco e le fotografie: l’allora arcivescovo Emmanuel Milingo, il vescovo Andrea Gemma, il defunto padre Candido Amantini, don Gabriele Amorth, padre Matteo La Grua. Ce n’erano altri ancora, dei quali non ricordo più i nomi. Era come una litania dei santi al contrario. Si proclamavano i loro nomi e si lanciavano maledizioni: «Che tu non possa più esercitare», «Che ti colga una malattia mortale»… Insomma “gliele tiravamo”, come si dice a Roma! Per ciascuno di loro il Sacerdote prendeva la foto, la mostrava al semicerchio di  adepti e la bruciava nel braciere, guardandola con attenzione.

Allo stesso modo venivano trattati i fuoriusciti, quelli che avevano abbandonato la setta. I loro nomi venivano maledetti e io stessa oggi posso testimoniare che qualche effetto si manifesta. La costanza e la fedeltà che gli adepti hanno nella persecuzione degli “ex” sono inesauribili. Ci sono due-tre momenti l’anno un po’ più intensi in cui passo delle nottate “animate”. Per esempio ho la sensazione che gli ossicini del corpo mi si rompano a uno a uno, come se qualcuno me li spezzasse. Oppure c’è qualche mobile che si sposta da una parte all’altra. E allora mi dico che a me piace ogni tanto modificare la disposizione dell’arredamento e dunque l’Eterno Padre permette che ciò accada, così da evitare che lo faccia io col rischio di beccarmi il mal di schiena…

Non venivano risparmiate nemmeno le vittime delle cosiddette “stragi del sabato sera”. A un certo punto della messa nera c’era un confratello che passava al Sacerdote una lista con i nomi delle persone che erano morte in tutta Italia a causa di incidenti stradali nel sabato precedente. Lui le leggeva e a ogni nome c’era un boato da parte nostra. Sembrerà assurdo, ma noi sentivamo un moto d’orgoglio, perché consideravamo quei giovani – dei quali la maggior parte era morta sotto l’effetto di droga come dannati, in quanto ci sembrava difficile che la loro anima fosse andata in paradiso. Per i satanisti sono infatti seguaci impliciti del demonio anche tutti quelli che decidono volontariamente di distruggersi mediante la droga, oppure quelli che mercificano il proprio corpo attraverso i rapporti sessuali. Ogni sabato notte consacravamo in modo indiretto tutti costoro e in particolare offrivamo a Satana i giovani che sarebbero morti durante quelle ore. Era insomma come un rituale in due tempi. Nella prima parte venivano proclamati i nomi di quelli morti il sabato sera precedente. Si sentivano cognomi di regioni diverse, mediamente da tre-quattro fino a una decina, e non c’è mai stata una circostanza nella quale non ci fosse almeno un nome. Nella seconda parte venivano invece consacrate tutte le persone che sarebbero morte quella notte dopo la discoteca, sotto l’effetto di droga e alcol. Non si trattava di una maledizione generica, ma di una vera e propria sequenza specifica. A ripensarci oggi, mi risulta sconvolgente che – come i cattolici affidano le anime dei morenti a Dio – così noi affidavamo quelle anime a Satana.” 

“Al termine della MESSA NERA mi fu assegnato il mio primo incarico: TRAFUGARE LE OSTIE CONSACRATE PER I PROSSIMI RITI ” (p.85 ,Michela, “Fuggita da satana. La mia lotta per scappare dall’inferno”, PIEMME, 2007). 

Nello scimmiottamento della Santa Messa – essendo Lucifero l’angelo decaduto, che ha voluto superbamente farsi “uguale a Dio” ed è precipitato nel delirio di onnipotenza di credersi autocreato e senza bisogno della Redenzione dell’unico vero Dio-Trinità in Gesù Cristo – ebbene, nella messa nera i satanisti si legano ritualmente a satana nella sua “schiavitù diabolica” profanando la Santa Eucarestia, con atti disumani di odio verso Cristo, verso il prossimo ed anche autolesionisti …Credono in questo modo di ottenere “poteri satanici”..in realtà, col tempo avviene che
OGNI ATTO SACRILEGO, COMPIUTO CONTRO LA SANTA EUCARISTIA , AVVELENA E DISTRUGGE CHI LO COMPIE, SIA NEL CORPO SIA NELL’ANIMA.
PERCHE’ NELLA SANTA EUCARISTIA C’E’ IL PIU’ GRANDE DI TUTTI I MIRACOLI:
“DIO E’ CON NOI! Gesù, pur essendosene andato, è rimasto con noi nell’Eucaristia. E se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? “(San Giovanni Paolo II)
Nell’ultima Cena, dopo aver celebrato la Pasqua con i suoi discepoli, mentre passava da questo mondo a Suo Padre, Cristo istituì questo Sacramento come memoria perpetua della Sua Passione …
SANTISSIMA EUCARISTIA, IL PIU’ GRANDE DI TUTTI I MIRACOLI: “a coloro che la Sua assenza avrebbe riempito di tristezza, lasciò questo Sacramento come incomparabile conforto”. (San Tommaso d’Aquino).

ACCOGLIERE GESU’ DEGNAMENTE, GUARISCE DA OGNI MALEdbvwtfeshmo
Conosco una persona che aveva spesso dolori atroci: ma, quando si accostava alla Comunione, le pareva che per incanto le sparisse ogni male e rimaneva guarita. Questo le accadeva molto frequentemente. E si trattava di malattie così evidenti da escludere completamente la possibilità di simulazioni. Del resto, se Gesù, quando era nel mondo, guariva gli infermi con il semplice tocco delle Sue vesti, come dubitare che non faccia ancora miracoli, quando viene in noi con il Suo Corpo? Sì: trovandosi in casa nostra, accoglierà ogni nostra domanda. Non è infatti sua abitudine pagar male l’alloggio che Gli si dà, se viene accolto bene nella nostra casa…. (Santa Teresa d’Avila).

SE LA GENTE CONOSCESSE IL VALORE DELLA SANTA EUCARISTIA, L’ACCESSO ALLE CHIESE DOVREBBE ESSERE REGOLATO DALLA FORZA PUBBLICA (S. Teresa di Gesù Bambino).

VIDEO TESTIMONIANZA di ANGELA, agosto 2006: è un po’ lunga, ma vi consigliamo di ascoltarla tutta attentamente, merita tantissimo e vi terrà incollati allo schermo

FONTE: LIBRO “MICHELA FUGGITA DA SATANA. UNA STORIA VERA.” I diritti d’autore di questo libro sono interamente destinati ai progetti di evangelizzazione e di solidarietà che la comunità Nuovi Orizzonti, fondata da Chiara Amirante, sta attuando in diverse parti d’Italia e del mondo. I motivi si intuiranno leggendo queste pagine e rendendosi conto del significato che l’incontro con Chiara ha avuto per la protagonista di questa storia.
QUI alcuni capitoli in formato pdf

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