PERCHE’ TI AMO MARIA! POESIA DI SANTA TERESA DI GESU’ BAMBINO

Questa bellissima poesia, che Santa Teresa di Gesù Bambino scrisse  poco prima di lasciare questa vita, nel maggio 1897, ci insegna a contemplare i Misteri della Vita di Gesù attraverso il Cuore di Maria nel Santo Rosario. steresa1che-cosa-la-preghiera-618x402

1-Vorrei cantare, Madre, perchè t’amo; e perchè il dolce tuo nome mi fa trasalire il cuore. E perchè il pensiero della tua suprema grandezza non saprebbe ispirarmi spavento nell’anima. Se ti contemplassi nella sublime tua gloria che di tanto sorpassa la luce degli eletti, ah non potrei credere che sono la tua bambina, Maria, e davanti a te abbasserei gli occhi.

2- Perchè una creatura possa darsi tutta alla mamma bisogna che questa pianga con lei, divida i suoi dolori. Regina del mio cuore, quanto piangesti quaggiù per attirarmi a te! Ben meditando la tua vita nel Vangelo, io oso guardarti e avvicinarmi a te: non m’è difficile credermi tua creatura, perchè ti vedo mortale e sofferente come me.

3-All’angelico annunzio del mistero divino, che ti fa Madre di un Dio regnante per tutta l’eternità, l’altro stupendo mistero, eleggesti, del tesoro ineffabile della tua verginità. E comprendo che la tua anima, Vergine Immacolata, sia più cara al Signore del Suo bel Paradiso: comprendo che essa, umile valle dolcissima, contiene il mio Gesù, l’Oceano dell’Amore.

4-Io t’amo, chiamandoti la piccola serva del Dio che rapisci con la tua umiltà. Questa grande virtù ti rende onnipotente e invoglia del tuo cuore la Santissima Trinità. E’ allora che, coprendoti con la Sua ombra lo Spirito d’Amore, il Figlio eguale al Padre s’è incarnato in te. E tanti saranno i suoi fratelli peccatori, tanti che Egli dovrà essere chiamato: Gesù, il tuo primogenito.

5-Piccola come sono, Maria, lo sai bene, anch’io, come te, accolgo in me l’Onnipotente. Nè la mia debolezza me ne spaventa, se i tesori della madre appartengono anche alla creatura. Chè io sono la tua bambina, Madre amatissima! Le tue virtù, il tuo Amore, non sono forse i miei? Così, quando la Santa Particola mi scende nel cuore, il dolce tuo Agnello, Gesù, crede di riposare in te.

6-O Regina degli eletti, tu mi fai sentire che, passo passo, non è impossibile seguirti per lo stretto sentiero del Cielo: tu l’hai reso visibile con la pratica fitta delle più umili virtù. Dietro di te, Maria, voglio restar piccola come sono; vedo anche troppo la vanità delle terrestri grandezze. E imparo ad esercitare l’ardente carità da santa Elisabetta, che ricevette la tua visita.

7-Là presso inginocchiata, dolce Regina degli Angeli, io ascolto il cantico sacro che sgorgò dal tuo cuore; tu m’insegni a cantare le lodi divine, a gioire in Gesù mio Salvatore. Balsamo ai secoli futuri è la mistica rosa delle tue parole d’amore. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente. Mediterò su di questo, per benedirlo.

8-Quando il buon Giuseppe ignora ancora il miracolo che nella tua umiltà vorresti nascondere, tu lo lasci al suo pianto, vicino al tabernacolo che vela la divina beltà del Salvatore. Quanto m’è sempre più caro il tuo eloquente silenzio! Esso è per me un dolce, melodico concerto, che mi dice la grandezza e onnipotenza d’un’anima che non attende altro aiuto che quello dei Cieli…

9-Poi a Betlemme, o Giuseppe e Maria, io vi vedo respinti da tutti; non c’è chi voglia ospitare nella sua locanda dei poveri forestieri …c’è posto solo per i grandi; e la Regina del Cielo deve partorire un Dio in una stalla; Madre del Salvatore, quanto sei cara! e come ti vedo grande nella povertà di quel luogo!

10-Quando vedo l’Eterno avvolto nelle fasce, e quando sento il debole grido del Verbo divino…Maria, credi che invidi gli Angeli? Il loro adorabil Signore è mio fratello dilettissimo. Come ti benedico, tu che su queste rive hai fatto sbocciare un tal fiore divino! E come t’amo, mentre ascolti i pastori e i Re Magi, e custodisci in cuor tuo tutte queste cose.

11-E t’amo quando vai tra le donne che volgono i loro passi al Tempio; t’amo quando presenti il Salvatore delle nostre anime all’avventurato vegliardo che se lo stringe fra le braccia: prima ascolto sorridendo il tuo inno, ma presto esso è tale che mi desta il pianto. E Simeone fissando un sguardo profetico nel futuro, t’ annunzia una spada di dolore!

12-Regina dei martiri, è la spada che trapasserà il tuo cuore finchè avrai vita. Ma già devi lasciare la tua terra per sfuggire al geloso furore di un re. Gesù dorme in pace tra i lini del tuo seno, ed ecco Giuseppe avvertirti che bisogna partire senza indugio. Si rivela la tua obbedienza, tu ti avvii in tutta fretta, senza un motto.

13-Anche in terra d’Egitto, e nella povertà, sembra a me o Maria che il tuo cuore resti pieno di letizia: Gesù è con te, e quale patria più bella di Lui?  Che ti importa l’esilio?  Possiedi i Cieli …ma a Gerusalemme un oceano d’amara tristezza inonda il tuo cuore …; Gesù, per tre giorni, si cela alla tua tenerezza; oh, allora sì che conosci tutti i rigori dell’esilio!

14-Con gran trasporto d’amore, alla fine lo rivedi: e dici al bel Fanciullo che confonde i Dottori: Figlio,perchè hai fatto questo? Vedi, tuo padre ed io, addolorati, andavamo in cerca di te! E il divino Fanciullo, alla Madre che gli tende le braccia risponde (che profondo mistero!): Perchè mi cercavate? non sapete che io mi devo occupare di quanto riguarda il Padre mio?

15-Il Vangelo mi insegna che crescendo in saggezza, Gesù restò sottomesso a Maria, a Giuseppe. Ed il mio cuore dice con che tenerezza Egli sempre obbedì ai genitori amatissimi. Ma ora capisco il mistero del Tempio, la risposta del dolce mio Re, ed il suo tono. Maria, questo caro Fanciullo vuole che tu sia l’esempio dell’anima che Lo cerca nella notte della fede….

16-Se il Re dei Cieli volle che anche Sua Madre subisse la notte, l’angoscia del cuore, è dunque allora un bene soffrire qui in terra?  Sì…Patire amando è la più pura delle gioie. Gesù può riprendersi tutto quel che mi ha dato, digli pure di non ricordarsi di me. Può ben nascondermisi; io sono pronta ad attenderlo fino al giorno senza tramonto quando la mia fede si spegnerà.

17-Vergine piena di grazia, io so bene che a Nazareth vivesti poveramente, senza chiedere nulla di più: nè estasi, nè miracoli, nè rapimenti, abbellirono la tua vita, o Regina degli eletti. I poveri, gli umili, son tanti su questa terra; essi possono, senza timore, alzare gli occhi a te. Tu sei l’incomparabile Madre che va con loro per la strada comune, per guidarli al Cielo.

18-Voglio vivere con te, Madre diletta, in questo crudo esilio, e seguirti ogni giorno. Mi tuffo rapita nella tua contemplazione, e scopro gli abissi d’amore del tuo Cuore! Tutti i miei timori svaniscono nel tuo sguardo materno, che m’insegna a piangere e a gioire. Tu non disprezzi i giorni delle sante feste, li dividi con noi, li benedici.

19-Scopristi la pena nascosta degli sposi di Cana, cui scarso era il vino, e nella tua sollecitudine e speranza del Suo potere divino, la rivelasti al Salvatore. Gesù parve dapprima respingere la tua preghiera. Ti rispose: Che importa ,donna, questo, a te come a me ? (Gv 2,4) . Ma nel fondo del cuore ti chiama Sua Madre ,e fa per te il Suo primo miracolo.

20-Un dì che i peccatori ascoltano la dottrina di Colui che è venuto per condurli al Cielo, io ti trovo con loro, Madre ,in attesa. C’è chi avverte Gesù che tu vorresti vederlo ed allora, davanti alla gran folla, ecco il tuo divin Figlio esprime l’immensità del Suo amore per noi, dicendo: Chi mi è fratello, e sorella, e madre, se non colui che fa la mia volontà?

21-Vergine Immacolata, tenerissima Madre! Tu che ascoltando Gesù non t’attristi, ma ti rallegri che Egli ci faccia capire che la nostra anima è la Sua famiglia quaggiù. Sì, ti rallegri che ci dia la Sua vita, e gli infiniti tesori della Sua divinità. Come non amarti,e non benedirti, Maria, per questa tua grande generosità verso di noi?

22-Tu davvero ci ami come ci ama Gesù, e per noi consenti ad allontanarti da Lui. Amare è dare tutto, anche se stesso, e tu volesti provarlo restando il nostro sostegno. Il Salvatore sapeva i segreti del tuo Cuore materno, l’immensa tua tenerezza…..Gesù ci lascia a te, Refugium peccatorum, quando lascia la croce per attenderci in Cielo.

23-Tu m’apparisci, Maria, in vetta al Calvario, dritta presso la croce come un sacerdote all’altare; offrendo, per saziare la giustizia del Padre, il dolce Emmanuele, il tuo diletto Gesù. Madre desolata, di te disse un profeta: Non c’è altro dolore simile al tuo dolore (Lam. 1,12). O Regina dei martiri, restando abbandonata, tu prodighi per noi tutto il sangue del cuore!

24-La casa di San Giuseppe diventa il tuo asilo, il figlio di Zebedeo rimpiazza Gesù; son l’ultime vicende che leggo sul Vangelo, che poi non parla più della Vergine Maria…ma il suo profondo silenzio, dilettissima Madre, non forse rivela che l’Eterno Verbo vuol Lui stesso cantare i segreti della tua vita per allietarne i Suoi figli, gli eletti del Cielo?

25-E presto ascolterò quella dolce armonia, tra poco verrò a vederti in Cielo!  Tu che mi sorridesti nel mattino della vita, vieni a sorridermi ancora…Madre, si fa sera ! Ma io non temo più lo splendore della tua gloria suprema; ho sofferto con te ..e voglio, oramai, cantare sulle tue ginocchia, Vergine, perchè ti amo….e ripeter per sempre che sono la tua creatura!

http://www.therese-de-lisieux.catholique.fr/Perche-t-amo-Maria.htmlsacra-famiglia

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