Papa in Georgia: “c’è una guerra mondiale per distruggere il matrimonio e l’ideologia gender è il grande nemico”

«Oggi c’è una guerra mondiale per distruggere il matrimonio». E’ questa la frase che rimbomba dalla giornata di ieri 1 ottobre 2016 del viaggio papale in Georgia e Azerbajan. L’ha pronunciata Papa Francesco rispondendo alle sollecitazioni proposte da Irina, una giovane mamma intervenuta durante l’incontro con religiosi, religiose e seminaristi nella chiesa dell’Assunta di Tiblisi. L’ultima giornata georgiana di Papa Francesco, iniziata con la S.Messa presso lo Stadio M. Meskhi, era proseguita con l’incontro nella chiesa dell’Annunziata, quindi quello con gli assistiti e con gli operatori nel Centro di Assistenza dei Camilliani, infine si è conclusa con la visita alla Cattedrale Patriarcale di Svetitskhoveli di Mtskheta.

IL GENDER E’ UNA COLONIZZAZIONE IDEOLOGICA

«Assieme alle famiglie ortodosse – ha indicato la giovane mamma nel suo intervento a Tiblisi – incominciamo ad essere travolti dai problemi mondiali, quali la globalizzazione che non tiene conto dei valori locali, le nuove visioni della sessualità come la teoria del gender, (secondo la quale l’identità sessuale sarebbe di ordine culturale e non un dato naturale) e l’emarginazione della visione cristiana della vita, in particolare della nostra scelta di educare come cattolici i nostri figli». Inoltre, la giovane Irina ha ricordato l’importanza per le famiglie di «riscoprire la propria realtà sacramentale».

Rispondendo a questo intervento Papa Francesco ha fatto deflagrare un giudizio chiaro: ««Tu Irina hai menzionato un grande nemico del matrimonio, la teoria del gender.  Oggi c’è una guerra mondiale per distruggere il matrimonio, non si distrugge con le armi, ma con le idee. Ci sono colonizzazioni ideologiche che lo distruggono».

In effetti si tratta di un concetto che il pontefice ha già espresso in altre occasioni, e che troppe volte è stato stranamente silenziato da media, invece, particolarmente solleciti nel riportare altri gesti e altre parole di papa Bergoglio. Questa volta il messaggio è arrivato forte e chiaro e nessuno potrà far finta di non averlo sentito, dentro e fuori i Sacri Palazzi. 

LA PIAGA DEL DIVORZIO

Nella risposta alla giovane Irina il Papa ha indicato che «il matrimonio è la cosa più bella che Dio ha creato. La Bibbia ci dice che Dio ha creato l’uomo e la donna, li ha creati a Sua immagine (cfr Gen 1,27). Cioè, l’uomo e la donna che diventano una sola carne sono immagine di Dio.»

«Irina, tu sai chi paga le spese del divorzio?», ha proseguito il Papa rivolgendosi direttamente alla giovane donna. «Due persone, pagano. Chi paga? [Irina risponde: tutti e due] Tutti e due? Di più! Paga Dio, perché quando si divide “una sola carne”, si sporca l’immagine di Dio. E pagano i bambini, i figli. Voi non sapete, cari fratelli e sorelle, voi non sapete quanto soffrono i bambini, i figli piccoli, quando vedono le liti e la separazione dei genitori! Si deve fare di tutto per salvare il matrimonio.

Ma è normale che nel matrimonio si litighi: sì, è normale. E’ normale. Succede. Alle volte volano i piatti. Ma se è vero amore, lì, si fa la pace subito. Io consiglio alle coppie: litigate tutto quello che volete; litigate tutto quello che volete. Ma non finire la giornata senza fare la pace. Sapete perché? Perché la guerra fredda del giorno dopo è pericolosissima”.

“Quanti matrimoni – ha proseguito – si salvano se hanno il coraggio, alla fine della giornata, non di fare un discorso, ma una carezza, ed è fatta la pace. Ma è vero, ci sono situazioni più complesse, quando il diavolo si immischia e mette una donna davanti all’uomo che gli sembra più bella della sua o quando mette un uomo davanti ad una donna che sembra più bravo del suo. Chiedete aiuto subito. Quando viene questa tentazione, chiedete aiuto subito”.

“E come si aiutano le coppie? Si aiutano con l’accoglienza, la vicinanza, l’accompagnamento, il discernimento e l’integrazione nel corpo della Chiesa. Accogliere. Accompagnare. Discernere. Integrare. Nella comunità cattolica si deve aiutare a salvare i matrimoni”.

Quindi ribadisce le “tre parole d’oro nella vita del matrimonio”: permesso, scusa, grazie. “Quando c’è qualcosa che uno fa per l’altro, sapete dire grazie? E se uno dei due fa una diavoleria, sapete chiedere scusa? E se voi volete portare avanti un progetto, fare una giornata in campagna … sapete chiedere l’opinione dell’altro? Tre parole: Posso? Grazie! Scusa! Se nei matrimoni si usano queste parole – “Ma scusami, sono stato male”; “Ma posso fare questo?” o “Grazie di quel bel pasto che mi hai fatto” – “Posso?” “grazie”, “scusa”, se si utilizzano queste tre parole il matrimonio andrà bene, avanti”.

Il Papa ha poi parlato dei momenti bui della vita. Anche noi consacrati – ha detto – “abbiamo momenti bui. Quando sembra che la cosa non va avanti, quando ci sono difficoltà di convivenza nella comunità, nella diocesi … In quei momenti quello che si deve fare è fermarsi. Fare memoria. Memoria del momento in cui io sono stato toccato o toccata dallo Spirito Santo”. “La perseveranza nella vocazione è radicata nella memoria di quella carezza che il Signore ci ha fatto e ci ha detto: ‘Vieni. Vieni con me’. E questo è quello che io consiglio a tutti voi consacrati: non tornare indietro, quando ci sono le difficoltà. E se volete guardare indietro: la memoria di quel momento. L’unico. E così la fede rimane salda, la vocazione rimane salda … Ma con le nostre debolezze, con i nostri peccati … che tutti siamo peccatori e tutti abbiamo bisogno di confessarci … Ma la misericordia e l’amore di Gesù sono più grandi dei nostri peccati”.

Alla S.Messa celebrata nello stadio Meskhi, tra le delegazioni delle altre confessioni cristiane mancava quella della maggioritaria Chiesa ortodossa georgiana, nonostante lunedì scorso ne fosse stata annunciata la presenza. Una rinuncia provocata dalle polemiche interne sollevate dai gruppi oltranzisti che considerano «non benvenuto» il Papa e che avevano bollato la visita del Vescovo di Roma come un atto di «proselitismo». Ma il clima degli incontri tra Francesco e il Patriarca georgiano Ilia II è stato fraterno e si notano passi in avanti rispetto alla freddezza che qui, nel 1999, accolse Papa Wojtyla. Nell’incontro con i religiosi, Francesco è stato netto: «C’è un grosso peccato contro l’ecumenismo, il proselitismo! Mai si deve fare proselitismo con gli ortodossi. Sono fratelli e sorelle nostre, discepoli di Gesù Cristo». Dunque bisogna mostrare «amicizia e camminare insieme, pregare gli uni per gli altri, e fare opere di carità insieme quando si può».

Fonte http://www.asianews.it/notizie-it/Papa-in-Georgia:-c%E2%80%99%C3%A8-una-guerra-mondiale-contro-il-matrimonio-e-%E2%80%9Cgender%E2%80%9D-%C3%A8-%E2%80%9Cil-grande-nemico%E2%80%9D-38738.html

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