Santa Teresa di Lisieux e gli Angeli di Dio: le sue poesie e preghiere

Santa Teresa di Lisieux aveva una particolare devozione per i Santi Angeli. Come si adatta bene questa sua devozione alla sua ‘Via Piccola’ [come lei amava chiamare quella via che la portava alla santificazione dell’anima]! Infatti, il Signore ha associato l’umiltà alla presenza e alla protezione dei santi Angeli: “Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro Angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli. (Mt 18,10)”. Se andiamo a vedere ciò che la santa Teresa dice degli Angeli, non dobbiamo aspettarci un trattato complicato ma, piuttosto, una collana di melodie che scaturisce dal suo cuore. I Santi Angeli facevano parte della sua esperienza spirituale sin dalla sua tenera età.

FOTO: S. Teresina da piccola e da grande, Suor Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo.

Già all’età di 9 anni, prima della sua Prima Comunione, santa Teresa si consacrò ai Santi Angeli quale membro dell”Associazione dei Santi Angeli’ con le seguenti parole: “Mi consacro solennemente al vostro servizio. Io prometto, davanti al volto di DIO, alla beata Vergine Maria e alle mie compagne di esservi fedele e di cercare di imitare le vostre virtù, in particolare il vostro zelo, la vostra umiltà, la vostra ubbidienza e la vostra purezza.” Già da aspirante aveva promesso di “onorare con una devozione speciale i santi Angeli e Maria, la loro augusta Regina. … Voglio adoperarmi con tutte le mie forze per correggere i miei difetti, per acquisire delle virtù e per adempiere a tutti i miei doveri quale scolara e cristiana.”

I membri di questa associazione praticavano anche una particolare devozione all’Angelo Custode recitando la seguente preghiera: “Angelo di DIO, principe del cielo, guardiano vigile, guida fedele, pastore amorevole, gioisco che DIO ti abbia creato con così tante perfezioni, che ti abbia santificato per mezzo della Sua grazia e che ti abbia incoronato di gloria per aver perseverato nel Suo servizio. DIO sia lodato in eterno per tutti i beni che ti ha concesso. Che tu sia anche lodato per tutto il bene che fai per me e per le mie compagne. Ti consacro il mio corpo, la mia anima, la mia memoria, il mio intelletto, la mia fantasia e la mia volontà. Governami, illuminami, purificami e disponi di me a tuo piacimento. (Manuale dell’Associazione dei Santi Angeli, Tournai).

Il solo fatto che Teresa di Lisieux, futuro dottore della Chiesa, abbia fatto questa consacrazione e recitato queste preghiere – come di solito una bambina non fa, naturalmente, – fa sì che questo poi faccia parte della sua dottrina spirituale matura.  Ciò testimonia l’importanza che attribuisce a questo legame con i santi Angeli. Nella “Storia di un’anima” scrive: “Quasi subito dopo il mio ingresso nella scuola conventuale sono stata accolta nell’Associazione dei Santi Angeli; amavo le pie pratiche prescritte, poiché mi sentivo particolarmente attratta ad invocare gli spiriti beati del cielo, soprattutto colui che DIO mi aveva dato come compagno del mio esilio” (Scritti autobiografici, Storia di un’anima, IV Cap).  A livello personale, Teresina, per non cadere in peccato, invocava il suo Angelo Custode e chiedeva sempre la sua protezione:

Al mio Angelo Custode

Glorioso guardiano della mia anima, che splendi nel bel cielo del Signore come una fiamma dolce e pura vicino al trono dell’Eterno!

Tu scendi sulla terra per me e mi illumini con il tuo splendore.

Angelo bello, tu sarai mio fratello, mio amico, mio consolatore!

Conoscendo la mia debolezza mi conduci con la tua mano, e vedo che rimuovi con tenerezza ogni pietra dal mio cammino.

La tua voce dolce sempre mi invita a non rivolgere lo sguardo che al cielo.

Quanto più umile e piccola mi vedi tanto più raggiante sarà il tuo volto.

Oh tu, che attraversi lo spazio come un lampo ti supplico: vola sul luogo della mia dimora, accanto a loro che mi sono cari.

Asciuga le loro lacrime con le tue ali. Decanta la bontà di GESU’!

Racconta con il tuo canto che le sofferenze possono essere grazia e sussurra il mio nome! … Durante la mia vita breve voglio salvare i miei fratelli peccatori.

Oh, angelo bello della mia patria, regalami il tuo santo fervore!

Non ho altro che i miei sacrifici e la mia austera povertà.

Offrili, con le tue delizie celestiali, alla santissima Trinità!

A te il regno della gloria, a te le ricchezze dei Re dei re!

A me l’umile ostia del ciborio, a me della croce il tesoro!

Con la croce, con l’Ostia e con il tuo aiuto celestiale attendo in pace dell’altra vita le gioie che dureranno per l’eternità.

(Poesie della Santa Teresa di Lisieux, pubblicate da Maximilian Breig, poesia 46, pag. 145/146)

“Custode, coprimi con le tue ali, / illumina il mio cammino con il tuo splendore! /Vieni a condurre i miei passi, … aiutami, ti supplico!” (Poesia 5, verso 12). “Mio santo Angelo Custode, coprimi sempre con le tue ali, affinché non mi accada mai la disgrazia di offendere GESU'” (Preghiera 5, verso 7).

Confidando nell’amicizia intima con il suo angelo, Teresa non esitava a chiedergli particolari favori. Per esempio scrisse a suo zio in lutto per la morte di un suo amico: “Mi affido al mio buon angelo. Io credo che un messaggero celeste assolverà bene questa mia richiesta. Lo invierò al mio caro zio con l’incarico di versare nel suo cuore tanta consolazione quanta la nostra anima è capace di accoglierne in questa valle di esilio…” (Lettera 59, 22 agosto 1888). In questo modo poteva anche mandare il suo angelo a partecipare alla celebrazione della santa Eucaristia che il suo fratello spirituale, P. Roulland, un missionario in Cina, aveva offerto per lei: “Il 25 di dicembre non mancherò di inviare il mio Angelo Custode affinché egli ponga le mie intenzioni accanto all’Ostia che Lei consacrerà” (Lettera 201, 1 nov. 1896).

Uniti agli Angeli nella Santa Eucaristia

Teresa, che non cercò mai né visioni né consolazioni diceva: “Vi ricorderete che con la mia ‘Via Piccola’ non bisogna desiderare di vedere qualcosa. Sapete bene che ho detto spesso a DIO, agli Angeli e ai santi che non ho alcun desiderio di vederli qui in terra.”  (Il quaderno giallo di Madre Agnese, 4 Giugno 1897). “Non ho mai voluto avere delle visioni. Noi non possiamo vedere qui in terra, il cielo, gli Angeli etc. Preferisco aspettare fino a dopo la mia morte” (ibidem, 5 agosto 1897).

Teresa, invece, cercava l’aiuto efficace degli Angeli per la sua santificazione. Nella sua parabola il ‘Piccolo Uccello’ gridava a CRISTO: “Oh GESU’, quanto felice è il tuo uccellino di essere piccolo e debole, … non si dispera, il suo cuore è in pace e riprende sempre la sua missione d’amore. Si rivolge agli Angeli e ai santi che si alzano in volo come aquile per portarsi innanzi al fuoco divino e dato che questa meta è l’oggetto del suo desiderio, le aquile hanno pietà del loro piccolo fratello, lo proteggono e lo difendono scacciando i rapaci che cercano di divorarlo” (Scritti autobiografici, pag. 206).

Come si preparava all’incontro con il nostro Signore nella Santa Eucaristia? Lei continua: “Immagino la mia anima come una grande piazza vuota e chiedo alla beatissima Vergine di sgomberarla ulteriormente da qualsiasi altro detrito rimasto che potrebbe impedire che fosse davvero vuota; poi le chiedo di montare una tenda enorme che sia degna del cielo e di abbellirla con i suoi gioielli, infine invito tutti i santi e gli Angeli a venire ad eseguire in questa tenda un magnifico concerto. Mi sembra che, quando GESU’ discende nel mio cuore, Egli è contento di essere ricevuto così bene e di conseguenza lo sono anche io…” (ibidem).

Anche gli angeli gioiscono del banchetto Eucaristico, che ci unisce come ‘fratelli’. Teresa, in una delle sue poesie, fa dire a santa Cecilia le seguenti parole al suo sposo convertito Valerian: “Tu devi andare a sederti al banchetto della vita a ricevere GESU’, il pane del cielo. / Allora il Serafino ti chiamerà fratello; / e se egli vede nel tuo cuore il trono del suo DIO, / lui ti farà abbandonare le sponde di questa terra / per vedere la dimora di questo spirito di fuoco” (Poesia 3, Alla santa Cecilia).

Per Teresa non bastava il mero aiuto degli angeli. Lei aspirava alla loro amicizia e ad una parte di quell’intenso ed intimo amore che avevano per DIO. Infatti, desiderava persino che gli Angeli la adottassero come figlia, come esprimeva con la sua audace preghiera: “Oh GESU’, io so che l’amore viene pagato solo con l’amore, così cercavo e ho trovato il mezzo per tranquillizzare il mio cuore, dandoti amore per amore… Ricordandomi della preghiera che Eliseo osò rivolgere a suo padre Elia chiedendogli il suo duplice amore, mi sono presentata davanti agli Angeli e ai santi e dissi loro: “Sono la più piccola delle creature, conosco la mia miseria e la mia debolezza, ma so anche che i cuori nobili e generosi amano fare il bene. Per tanto vi supplico, oh beati abitanti del cielo, di adottarmi come vostra figlia. Di voi solo sarà la gloria che meriterò col vostro aiuto, ma degnatevi di accogliere benevolmente la mia preghiera, so che è audace, però oso chiedervi di ottenere il vostro duplice amore” (Scritti autobiografici, pag. 201/202).

LA ‘SANTA INVIDIA’ DEGLI ANGELI per l’umanità, salvata dall’Incarnazione di Cristo.

Teresa si rendeva benissimo conto della grande differenza tra gli Angeli e gli uomini. Si sarebbe potuto pensare che lei invidiasse gli Angeli, ma era proprio il contrario, poiché comprendeva benissimo l’importanza dell’Incarnazione: “Quando vedo l’Eterno avvolto in fasce e sento il debole pianto della Parola Divina, / Oh mia carissima Madre io non invidio più gli Angeli, / perché il loro potente Signore è il mio amato Fratello! … (Poesia 54, 10: Perché ti amo Maria, pag. 169). Anche gli Angeli hanno una profonda comprensione dell’Incarnazione e vorrebbero – qualora fosse possibile – invidiare noi povere creature di carne e sangue. In una sua rappresentazione natalizia, in cui Teresa elenca gli Angeli secondo i loro compiti riguardo a GESU’ (p.es.: l’angelo del Bambin GESU’, l’angelo del Volto santissimo, l’angelo dell’Eucaristia) lei fa cantare l’angelo del giudizio finale: “Davanti a Te, dolce bambino, s’inchina il Cherubino. / Egli ammira deliziato il Tuo amore indicibile. / Egli vorrebbe come Te poter morire un giorno sul colle oscuro!” Poi tutti gli Angeli cantano il ritornello: “Quanto è grande la felicità della creatura umile. / I Serafini vorrebbero volentieri, nel loro entusiasmo, oh GESU’, spogliarsi della loro natura angelica per diventare bambini!” (Gli Angeli alla mangiatoia, scena finale).

Qui incontriamo il tema che sta a cuore alla santa Teresa, cioè la ‘santa invidia’ degli Angeli per l’umanità per la quale il FIGLIO di DIO divenne carne e morì. Lei dovette questo convincimento in parte al suo caro, sofferente padre, al quale dedicò le parole di Raffaele rivolte a Tobia: “Poiché hai trovato grazia agli occhi di DIO, sei stato provato dalla sofferenza” (Scritti vari, Concordanza pasquale 1894). Su questo tema lei cita una delle lettere del padre: “Oh, il mio alleluia è bagnato dalle lacrime… Dobbiamo compiangerLa [ndr.: come era usanza a quei tempi, il padre dava il Lei alla figlia] così tanto qui in terra mentre nel cielo gli Angeli si congratulano con Lei e i santi La invidiano. E’ la Sua corona di spine che Le invidiano. Ami, dunque, queste punture di spine quale segni d’amore del Suo sposo divino” (Lettera 120, 13, sett. 1890, pag. 156).

Teresa comunica questi pensieri a sua sorella Céline e le spiega perché DIO non l’ha creata quale angelo: “Se GESU’ non ti ha creato quale angelo nel cielo, è perché ha voluto che tu diventassi un angelo sulla terra. Sì, GESU’ vuole avere la sua corte celeste sia in cielo che qui in terra! Egli vuole Angeli martiri, Egli vuole Angeli apostoli, e, a questo scopo, Egli creò un piccolo fiore sconosciuto con il nome Céline. Egli vuole che questo piccolo fiore salvi delle anime per Lui. Perciò desidera una sola cosa: che il suo fiore si rivolga a Lui mentre soffre il suo martirio… E questo sguardo scambiato misteriosamente tra GESU’ e il Suo piccolo fiore farà miracoli e Gli regalerà un gran numero di altri fiori…” (Lettera 127, 26 aprile 1891). In un’altra occasione le assicura che gli Angeli, “come api vigili, raccolgono il miele dai molteplici calici misteriosi che rappresentano le anime o piuttosto i figli del piccolo fiore virgineo …” (Lettera 132, 20 ott. 1891), cioè il frutto di un amore purificatore.

La sua missione in Cielo e nel mondo: Santa Teresa, Patrona delle Missionisteresa1

Quando Teresa  si avvicinava alla sua morte confessò: “Sento che sto per entrare nel riposo… Ma sento che la mia missione sta per incominciare, la missione di far amare il Buon Dio come io lo amo, di dare la mia piccola via alle anime. Se il Buon Dio esaudisce i miei desideri, il mio Cielo trascorrerà sulla terra sino alla fine del mondo… Non posso riposarmi finché ci saranno anime da salvare… Passerò il mio Cielo a fare del bene sulla terra… farò scendere una pioggia di roseCiò non è impossibile, poiché anche gli Angeli, pur nella visione beatifica di DIO, riescono ad occuparsi di noi” (Il quaderno giallo, 17. VII. 1897). Così noi vediamo come Santa Teresina aveva compreso la sua missione celeste alla luce del servizio degli Angeli.

PREGHIERA A SANTA TERESA DI LISIEUX

Cara piccola Teresa del Bambino Gesù, grande Santa del puro amor di Dio, vengo oggi a confidarti il mio ardente desiderio. Sì, molto umile vengo a sollecitare la tua potente intercessione per la grazia seguente…
(esprimerla).

Poco tempo prima di morire, hai chiesto a Dio di poter trascorrere il tuo Cielo facendo del bene sulla terra. Hai anche promesso di spandere su di noi, i piccoli, una pioggia di rose. Il Signore ha esaudito la tua preghiera: migliaia di pellegrini lo testimoniano a Lisieux e nel mondo intero. Forte di questa certezza che tu non rigetti i piccoli e gli afflitti, vengo con fiducia a sollecitare il tuo aiuto. Intercedi per me presso il tuo Sposo Crocifisso e glorioso. Digli il mio desiderio. Egli ti ascolterà, perché tu non gli hai mai rifiutato nulla sulla terra.

 Piccola Teresa, vittima d’amore per il Signore, patrona delle missioni, modello delle anime semplici e confidenti, mi rivolgo a te come una grande sorella molto potente e amorevolissima. Ottienimi la grazia che ti chiedo, se questa è la volontà di Dio. Sii benedetta, piccola Teresa, per tutto il bene che ci hai fatto e ti auguri di prodigarci ancora fino alla fine dei mondo.
Sì, sii mille volte benedetta e ringraziata di farci così toccare in qualche modo la bontà e la misericordia dei nostro Dio! Amen.card-petali