Preghiere di adorazione e di liberazione, in riparazione dei sacrilegi

Invocazioni alla Santissima Trinità:

“Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo. A Dio solo onore e gloria.
Benediciamo il Padre e il Figlio con lo Spirito Santo, lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli.
Noi ti invochiamo, ti lodiamo, ti adoriamo, Santa Trinità. Tu sei la nostra speranza, la nostra salvezza, il nostro onore, o beata Trinità.
Liberaci, salvaci, rinnova la nostra vita, o beata Trinità. Santo, Santo, Santo il Signore Dio onnipotente, che era, che è e che verrà.
A te onore e potere, o beata Trinità, a te gloria e potenza nei secoli.
A te lode, gloria, azione di grazie nei secoli dei secoli, beata Trinità.
Dio santo, Dio forte, Dio immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero”
(dal Rito degli esorcismi e preghiere per circostanze particolari)

Preghiera a tutti i Santi

O spiriti celesti e voi tutti Santi del Paradiso, volgete pietosi lo sguardo sopra di noi, ancora peregrinanti in questa valle di dolore e di miserie.

Voi godete ora la gloria che vi siete meritata seminando nelle lacrime in questa terra di esilio. Dio è adesso il premio delle vostre fatiche, il principio, l’oggetto e il fine dei vostri godimenti. O anime beate, intercedete per noi!

Ottenete a noi tutti di seguire fedelmente le vostre orme, di seguire i vostri esempi di zelo e di amore ardente a Gesù e alle anime, di ricopiare in noi le virtù vostre, affinché diveniamo un giorno partecipi della gloria immortale.
Amen.

Preghiera in riparazione dei sacrilegi

“ Mio Dio, io credo adoro e spero e Ti amo.
Ti chiedo perdono per coloro che non credono,
che non adorano , non sperano e non Ti amano. Santissima Trinità, Padre, Figlio, Spirito Santo, vi adoro profondamente e vi offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di nostro Signore Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli del mondo, in riparazione degli oltraggi, sacrilegi e indifferenze con cui Egli stesso è offeso e per i meriti infiniti del suo Santissimo Cuore e del Cuore Immacolato di Maria, vi domando conversione dei poveri peccatori.”

(Preghiera dell’Angelo a Fatima, dalle Memorie di suor Lucia)

Gesu’ mio misericordia

In riparazione delle bestemmie, Sempre sia lodato, benedetto, amato, adorato, glorificato, il Santissimo, il Sacratissimo, l’adoratissimo eppure incomprensibile – Nome di Dio in cielo, in terra e negli inferi, da tutte le creature uscite dalle mani di Dio. Per il Sacro Cuore di nostro Signore Gesu’ Cristo nel Santissimo Sacramento dell’altare. Amen

  • Preghiera di adorazione e riparazione

    Lodato e adorato sia in eterno il SS. Sacramento dell’Altare
    Mio Dio e mio Salvatore Gesù, vero Dio e vero Uomo,
    degna vittima all’Altissimo, Pane vivo e sorgente di vita eterna,
    ti adoro con tutto il cuore nel divin Sacramento dell’Altare
    col desiderio di riparare l’indifferenza, le irriverenze
    e le profanazioni che ricevi in questo ineffabile Mistero.
    Mi prostro davanti alla santissima tua Maestà
    per adorarti a nome di tutti quelli
    che non ti hanno mai adorato
    e che saranno forse tanto infelici da non lodarti mai.
    Vorrei poter raccogliere nella mia fede, nel mio amore
    e nell’offerta del mio essere
    tutto l’amore che essi potrebbero offrire a onore e gloria tua
    per la distesa dei secoli.
    E per santificare questa adorazione
    e rendertela più gradita la unisco, mio Salvatore,
    alle lodi e alle adorazioni della tua Chiesa universale.
    Guarda alle mie intenzioni, più che alle mie parole.
    Desidero dirti
    tutto quello che il tuo Spirito ispira alla tua Santissima Madre e ai tuoi Santi
    e tutto ciò che tu stesso dici al Padre in questo Sacramento
    dove sei suo perpetuo olocausto
    e nel beato seno che ti genera dall’eternità
    nel quale, per l’essenza divina,
    sei con Lui e con il Santo Spirito
    una cosa sola.
    AMEN

Preghiere di liberazione a Gesù e Maria:

“O Gesù Salvatore, Signore mio e Dio mio, mio Dio e mio tutto, che con il sacrificio della Croce ci hai redenti e hai sconfitto il potere di Satana, ti prego di liberarmi da ogni presenza malefica e da ogni influenza del Maligno.
Te lo chiedo nel tuo Santo Nome, te lo chiedo per le tue Sante Piaghe, te lo chiedo per la tua Croce, te lo chiedo per l’intercessione di Maria, Immacolata e Addolorata.
Il sangue e l’acqua che scaturirono dal tuo costato scendano su di me per purificarmi, liberarmi e guarirmi. Amen.”

“O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a te che hai ricevuto da Dio la missione di schiacciare la testa di Satana, noi chiediamo umilmente di mandarci legioni celesti, perché al tuo cospetto inseguano i demoni, li combattano, reprimano la loro audacia e li respingano nell’abisso. Amen.”

Sigillo e consacrazione al Sangue di Gesù:

“Nel nome di Gesù io sigillo me stesso, la mia famiglia, questa casa e tutte le fonti di sostentamento col prezioso Sangue di Gesù Cristo.”

“Io consacro me stesso nel Sangue preziosissimo di Gesù Cristo († segno di croce sulla fronte) sotto il manto di Maria († segno di croce sulla fronte) e sotto la protezione di San Michele Arcangelo († segno di croce sulla fronte).”

“Signore Gesù, il tuo Sangue prezioso mi avvolga e mi circondi come scudo potente contro tutti gli assalti delle forze del male in modo che io possa vivere pienamente in ogni istante nella libertà dei Figli di Dio e possa sentire la tua pace, rimanendo saldamente unito a Te, a lode e gloria del tuo Santo Nome. Amen.”

Consacrazione a San Michele Arcangelo:

“O glorioso San Michele Arcangelo, principe della milizia celeste, fedele e sottomesso agli ordini di Dio, vincitore dell’orgoglio di Lucifero, che hai respinto gli angeli ribelli nell’Inferno, a te mi consacro, prendimi sotto la tua protezione. A te consacro la mia famiglia, i miei beni, i miei amici e la mia casa. Difendimi e proteggimi nei pericoli della vita, assistimi come avvocato nell’ora della mia morte e conducimi nella gloria eterna accompagnato dagli Angeli e dai Santi. Amen.”

Preghiera di liberazione a Maria Santissima:

“O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, a te che hai ricevuto da Dio il potere e la missione di schiacciare la testa di Satana, noi chiediamo umilmente di mandarci le legioni celesti, perché al tuo comando inseguano i demoni, li combattano ovunque, reprimano la loro audacia e li respingano nell’abisso dell’Inferno. Amen.”

Preghiera di difesa a San Michele Arcangelo:

“San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia; contro le malvagità e le insidie del Diavolo sii nostro aiuto. Ti preghiamo supplichevoli: che il Signore lo comandi! E tu, principe delle milizie celesti, con la potenza che ti viene da Dio, ricaccia nell’Inferno Satana e gli altri spiriti maligni che si aggirano per il mondo a perdizione delle anime. Amen!”

Preghiere di protezione di un luogo:

“Signore Gesù ti prego di formare col tuo santissimo Sangue una fortezza intorno a questo luogo contro ogni assalto delle forze infernali. Amen.”

“Visita o Padre la nostra casa (ufficio, negozio…) e tieni lontano le insidie del nemico; vengano i Santi Angeli a custodirci nella pace e la tua benedizione rimanga sempre con noi. Per Cristo, Nostro Signore. Amen!”

Preghiera di liberazione a Dio Padre a tutti gli Angeli e i Santi

“O Signore tu sei grande, tu sei Dio, tu sei Padre, noi ti preghiamo per l’intercessione e con l’aiuto degli arcangeli Michele, Gabriele, Raffaele, affinché i nostri fratelli e sorelle siano liberati dal Maligno che li ha resi schiavi. O Santi tutti venite in nostro aiuto.
Dall’angoscia, dalla tristezza, dalle ossessioni, noi ti preghiamo: liberaci o Signore.
Dall’odio, dalla fornicazione, dall’invidia, noi ti preghiamo: liberaci o Signore.
Dai pensieri di gelosia, di rabbia, di morte, noi ti preghiamo: liberaci o Signore.
Da ogni pensiero di suicidio e aborto, noi ti preghiamo: liberaci o Signore.
Da ogni forma di sessualità cattiva, noi ti preghiamo: liberaci o Signore.
Dalla divisione di famiglia, da ogni amicizia cattiva, noi ti preghiamo: liberaci o Signore.
Da ogni forma di malefizio, di fattura, di stregoneria e da qualsiasi male occulto, noi ti preghiamo: liberaci o Signore.
O Signore che hai detto: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace”, per l’intercessione della Vergine Maria, concedici di essere liberati da ogni maledizione e di godere sempre della tua pace. Per Cristo nostro Signore. Amen.”

Preghiera contro il maleficio:

“Kyrie eleison. Signore Dio nostro, o Sovrano dei secoli, onnipotente e onnipossente, tu che hai fatto tutto e che tutto trasformi con la tua sola volontà; tu che a Babilonia hai trasformato in rugiada la fiamma della fornace sette volte più ardente e che hai protetto e salvato i tuoi santi tre fanciulli; tu che sei dottore e medico delle nostre anime; tu che sei la salvezza di coloro che a te si rivolgono. Ti chiediamo e ti invochiamo: Vanifica, scaccia e metti in fuga ogni potenza diabolica, ogni presenza e macchinazione satanica, ogni influenza maligna e ogni maleficio o malocchio di persone malefiche e malvagie operati sul tuo servo (nome). Fa che in cambio dell’invidia e del maleficio ne consegua abbondanza di beni, forza, successo e carità; tu, Signore che ami gli uomini, stendi le tue mani possenti e le tue braccia altissime e potenti e vieni a soccorrere e visita questa immagine tua, mandando su di essa l’angelo della pace, forte e protettore dell’anima e del corpo, che terrà lontano e scaccerà qualunque forza malvagia, ogni veneficio e malia di persone corruttrici e invidiose; così che sotto di te il tuo supplice protetto con gratitudine ti canti: “Il Signore è il mio soccorritore e non avrò timore di ciò che potrà farmi l’uomo”. “Non avrò timore del male perché tu sei con me, tu sei il mio Dio, la mia forza, il mio Signore potente, Signore della pace, padre dei secoli futuri”. Sì, Signore Dio nostro, abbi compassione della tua immagine e salva il tuo servo (nome) da ogni danno o minaccia proveniente da maleficio, e proteggilo ponendolo al di sopra di ogni male; per l’intercessione della più che benedetta, gloriosa Signora, la Madre di Dio e sempre vergine Maria, dei risplendenti arcangeli e di tutti i tuoi Santi. Amen.”
(dal Rituale Greco).

Preghiera contro ogni male:

“Spirito del Signore, Spirito di Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, SS.Trinità, Vergine Immacolata, Angeli, Arcangeli e Santi del Paradiso, scendete su di me: Fondimi, Signore, plasmami, riempimi di te, usami. Caccia via da me le forze del male, annientale, distruggile, perché io possa stare bene e operare il bene. Caccia via da me i malefici, le stregonerie, la magia nera, le messe nere, le fatture, le legature, le maledizioni, il malocchio; l’infestazione diabolica, la possessione diabolica, l’ossessione diabolica; tutto ciò che è male, peccato, invidia, gelosia, perfidia; la malattia fisica, psichica, spirituale, diabolica. Brucia tutti questi mali nell’Inferno, perché non abbiano mai più a toccare me e nessun’altra creatura al mondo. Ordino e comando con la forza di Dio onnipotente, nel nome di Gesù Cristo Salvatore, per intercessione della Vergine Immacolata, a tutti gli spiriti immondi, a tutte le presenze che mi molestano, di lasciarmi immediatamente, di lasciarmi definitivamente, e di andare nell’Inferno eterno, incatenati da S.Michele arcangelo, da S.Gabriele, da S.Raffaele, dai nostri angeli custodi, schiacciati sotto il calcagno della Vergine Santissima. Amen.”
(autore: Don Gabriele Amorth)

Preghiera di rinuncia a Satana:

(Rinuncia generale:)
“Nel nome di Gesù Cristo rinuncio a Satana e ad ogni legame occulto, alla sua opera sul mio spirito, alla sua opera sul mio corpo, alla sua opera sulla mia mente e a tutti i legami con ogni suo seguace. Amen.”

(Rinuncia particolare:)
“In nome di Gesù Cristo rinuncio allo spirito di: Odio, Rancore, Risentimento, Maledizione, Invidia, Gelosia, Divisione, Anticristo, Maleficio, Asmodeo, Vendetta, Violenza, Superbia, Potere, Orgoglio, Ribellione, Vanagloria, Avarizia, Lussuria, Impudicizia, Adulterio, Stregoneria, Negromanzia, Cartomanzia, False religioni, Menzogna, Paura, False spiritualità, New age, Divinazione, Astrologia, Medianità, Occultismo, Magia, Inganno religioso, Ateismo, Morte, Disperazione, Angoscia, Confusione, Accidia, Alienazione, Malattia, Alcolismo, Droga, Scoraggiamento, Turpiloquio, Gola, Orgoglio, Agitazione, Ozio.”

Litanie al Preziosissimo Sangue di Gesù:

“Scenda o Signore il tuo Sangue divino sull’anima di (nome) per fortificarla e liberarla, e sopra il Demonio per abbatterlo. (x 50 volte con la corona del Rosario)
Signore, pietà.
Cristo, pietà.
Signore, pietà.
Cristo, ascoltaci.
Cristo, esaudiscici.
Padre celeste Dio, abbi pietà di noi.
Figlio redentore dei mondo Dio, abbi pietà di noi.
Spirito Santo Dio, abbi pietà di noi.
Santa Trinità unico Dio, abbi pietà di noi.
Sangue di Cristo, Unigenito dell’eterno Padre, salvaci.
Sangue di Cristo, Verbo di Dio incarnato, salvaci.
Sangue di Cristo, della nuova ed eterna alleanza, salvaci.
Sangue di Cristo, scorrente a terra nell’agonia, salvaci.
Sangue di Cristo, profuso nella flagellazione, salvaci.
Sangue di Cristo, stillante nella coronazione di spine, salvaci.
Sangue di Cristo, effuso sulla croce, salvaci.
Sangue di Cristo, prezzo della nostra salvezza, salvaci.
Sangue di Cristo, senza il quale non vi è perdono, salvaci.
Sangue di Cristo, nell’Eucaristia bevanda e lavacro delle anime, salvaci.
Sangue di Cristo, fiume di misericordia, salvaci.
Sangue di Cristo, vincitore dei demoni, salvaci.
Sangue di Cristo, fortezza dei martiri, salvaci.
Sangue di Cristo, vigore dei confessori, salvaci.
Sangue di Cristo, che fai germogliare i vergini, salvaci.
Sangue di Cristo, sostegno dei vacillanti, salvaci.
Sangue di Cristo, sollievo dei sofferenti, salvaci.
Sangue di Cristo, consolazione nel pianto, salvaci.
Sangue di Cristo, speranza dei penitenti, salvaci.
Sangue di Cristo, conforto dei morenti, salvaci.
Sangue di Cristo, pace e dolcezza dei cuori, salvaci.
Sangue di Cristo, pegno della vita eterna, salvaci.
Sangue di Cristo, che liberi le Anime dei Purgatorio, salvaci.
Sangue di Cristo, degnissimo di ogni gloria ed onore, salvaci.
Agnello di Dio, che togli i peccati dei mondo, perdonaci o Signore.
Agnello di Dio, che togli i peccati dei mondo, esaudiscici o Signore.
Agnello di Dio, che togli i peccati dei mondo, abbi pietà di noi.
Ci hai redenti, o Signore, con il tuo Sangue. E ci hai fatti regno per il nostro Dio.
(Preghiamo) O Padre, che nel Sangue prezioso del tuo unico Figlio hai redento tutti gli uomini, custodisci in noi l’opera della tua misericordia, perché celebrando questi santi misteri otteniamo i frutti della nostra redenzione. Per Cristo nostro Signore. Amen.”angeli-eucaristia

Norcia, colpo al cuore dell’Europa cristiana. Basilica distrutta dal sisma, la preghiera dei benedettini: “Noi risorgeremo, è la promessa di Nostro Signore”.

 Un terremoto che ha terrorizzato ancora una volta molti paesi dell’Italia Centrale ma che ha del miracoloso, visto che, fortunatamente, nonostante le scosse e la paura non si registrano vittime. I fedeli hanno interpretato tutto come un miracolo e sono stati in molti che a Norcia si sono raccolti in preghiera in piazza, di fronte alla Chiesa crollata, ennesimo tragico simbolo del sisma che negli ultimi 2 mesi sta mettendo alla prova tutta la popolazione. A Norcia, in piazza dedicata a San Benedetto, patrono d’Europa, si sono radunate tante persone inginocchiate a terra per pregare davanti alla basilica della città, di cui è rimasta in piedi soltanto la facciata. I monaci di Norcia hanno accolto i fedeli in preghiera ed esteso la cosa anche sul web grazie al loro account Twitter.++ Terremoto: crollata basilica San Benedetto a Norcia ++“Dio non ha creato la morte e non gode per la rovina dei viventi” (Sap 1,13).

La terra trema ancora. Questa mattina, 30 ottobre 2016,  alle 7.40 una nuova fortissima scossa di magnitudo 6.5 è stata avvertita in Umbria, con epicentro tra Norcia, Preci e Castel Sant’Angelo sul Nera. Il terremoto è stato a 10 chilometri di profondità. Secondo quanto ha riferito l’Ansa nei primissimi minuti seguenti il terremoto la scossa è stata avvertita fortissima in tutto il centro Italia ma anche lungo tutto lo stivale, da Bolzano alla Puglia. Al momento ci sono diversi feriti, ma non abbiamo notizie di vittime, ha detto il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio.  I feriti sarebbero una decina, di lieve entità, tranne una persona che viene segnalata di qualche gravità. Inoltre, tre persone sono state estratte vive dalle macerie a Tolentino, dove si sono avuti diversi crolli a seguito dell’ultima scossa. Ma il simbolo di questa nuova scossa è la Basilica di San Benedetto a Norcia, che è stata completamente rasa al suolo, è rimasta in piedi soltanto la facciata. I Padri Benedettini sono stati soccorsi, alcuni  di loro riportano ferite di lieve entità. Subito dopo il sisma si sono messi in preghiera davanti alla Basilica distrutta, simbolo dell’Europa cristiana dato che Norcia è il centro della spiritualità di San Benedetto, patrono d’Europa. 

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SIGNIFICATIVA la riflessione che Padre Cassian Folsom, superiore del convento, fece proprio per il giornale  La Nuova Bussola Quotidiana, in occasione del terremoto del 24 agosto scorso che danneggiò la chiesa costringendo i padri a chiuderla. Una riflessione di dolore e di speranza che ci sembra quanto mai attuale oggi, in un tempo in cui il Creato ci ricorda verità profonde ed ineluttabili della nostra esistenza. 

 Abbiamo altre esperienze di terremoti nei sedici anni passati qua a Norcia, ma mai niente di simile. Fa una gran paura sentire la terra ruggire e vedere l’edificio dondolare di qua e di là quasi fosse ubriaco. Istintivamente siamo tutti usciti e ci siamo assembrati fuori, nella piazza davanti al monastero. Ci siamo stretti l’uno all’altro per via del freddo, mentre nuove scosse facevano scricchiolare la terra sotto i nostri piedi. I monaci e i cittadini si sono tutti ritrovati spontaneamente sotto la statua di San Benedetto che si trova al centro della piazza. I monaci hanno iniziato a pregare il Rosario e molti cittadini si sono uniti a loro. Quindi abbiamo ringraziato Dio con tutto il cuore per averci risparmiato la vita.

Dall’altro lato della montagna, ad Amatrice e ad Accumoli, il terremoto ha livellato le città, lasciandosi appresso morte e distruzione. Ci sentiamo in lutto per la tragica morte di queste persone e siamo addolorati per i parenti e gli amici. Infatti, come dicono le Scritture: “Dio non ha creato la morte e non gode per la rovina dei viventi” (Sap 1,13). La morte improvvisa è particolarmente dolorosa, perché non ti dà il tempo di prepararti. Ecco perché San Benedetto prescrive ai suoi monaci di “prospettarsi sempre la possibilità della morte”, in modo che siano sempre pronti, anche di fronte ad una morte violenta e improvvisa che arriva inaspettata nel mezzo della notte.

L’entità dei danni a Norcia è grave. Non si tratta di un solo terremoto, ma di molti terremoti, con scosse continue, perfino ora che scrivo (48 ore dopo). Nel monastero abbiamo avuto molti danni superficiali, abbastanza facili da riparare, ma sono presenti anche danni strutturali molto più gravi. L’ufficiale della Protezione Civile venuto a fare un’ispezione nel pomeriggio del primo giorno, ci ha esortati a lasciare l’edificio, in quanto alcune parti di esso non erano sicure. Le scosse successive hanno aggiunto danni ai danni. La basilica di San Benedetto è stata gravemente colpita. Il muro dietro l’altare di San Benedetto si è crepato e gli stucchi sono crollati. Se un monaco si fosse trovato a celebrare la messa davanti a quell’altare (come spesso capita la mattina presto) sarebbe morto. La facciata si è separata dal corpo della chiesa. Non sappiamo ancora in che condizione siano i nostri lavori di restauro, sui quali abbiamo investito tanto lavoro e tante risorse! La chiesa è chiusa e ci vorranno mesi, forse un anno, per ripararla. Naturalmente la realtà dei fatti è che viviamo in una zona sismica. Alcune persone subiscono uragani, altre cicloni o tifoni; noi abbiamo terremoti.

Ci sono due tipi di comportamenti rispetto a fatti di questo tipo. Uno, è una specie di rassegnazione. L’altro, è affidare tutto alla provvidenza divina. I monaci fanno un voto di stabilità. Uno dei frutti di questo voto è quello che chiamiamo “amore del luogo”. Noi amiamo questo luogo. E lo ricostruiremo.

C’è un’interpretazione spirituale che possiamo dare al terremotoMi viene in mente un’antifona pasquale: “Ecce terraemotus factus est magnus…”(Ed ecco avvenne un grande terremoto…). L’antifona fa riferimento alla reazione della creazione di fronte alla Resurrezione di Cristo. Anche noi risorgeremo di nuovo alla fine dei giorni, quando il Signore verrà a giudicare i vivi e i morti. Un tempo era normale meditare sui Novissimi (morte, giudizio, paradiso, inferno). Sarebbe bello riprendere questa consuetudine.

Ci sono due simboli che possiamo trarre da questa storia e che ci invitano a fare riflessioni importanti. Innanzitutto, la Basilica di San Benedetto e l’altare del santo sono gravemente danneggiati. La cultura cattolica della civiltà occidentale sta crollando. Ce l’abbiamo davanti agli occhi. Il secondo simbolo è l’assembramento di persone attorno alla statua di San Benedetto in piazza, unite nella preghiera. Questo è l’unico modo di ricostruire.

Padre Cassian Folsom, Priore del monastero di Norcianorcia1PREGHIERA a SAN BENEDETTO, PATRONO D’EUROPA

A te oggi rivolgiamo la nostra supplica ardente, glorioso san Benedetto, 

messaggero di pace, realizzatore di unione, maestro di civiltà, araldo
della religione di Cristo“, ed imploriamo la tua protezione sulle singole anime,
sui monasteri che seguono la tua santa Regola, sull’Europa, sul mondo intero.

Insegnaci ancora il primato del culto divino, donaci di comprendere quanto sia grande e fecondo il dono della pace, aiuta tutti coloro che si sforzano di ricomporre l’unità spirituale dei vari popoli, spezzata da tanti eventi dolorosi,
così che per la tua protezione ritorniamo tutti quanti ad essere fratelli in Cristo.
Amen.

 

EVVIVA I SANTI nostri veri amici! Holywins non “Halloween”: la santità vince!

Vogliamo opporci veramente al bullismo alla violenza ed al nichilismo dilagante tra i giovani? Allora ISPIRIAMOCI AI NOSTRI VERI AMICI, I SANTI ED INVITIAMO I BAMBINI A VESTIRSI DA SANTI, a conoscere le vite dei Santi, nostri compagni di vita, che ci danno veri esempi di valore, di vite veramente vissute e spese per costruire un mondo migliore! 

SI MOLTIPLICANO IN ITALIA LE INIZIATIVE NELLE PARROCCHIE CON LE FAMIGLIE, PER RISCOPRIRE IL VERO SIGNIFICATO DI HALLOWEEN (VIGILIA DI TUTTI I SANTI,  31 ottobre, Festa di Tutti i Santi 1 novembre, Memoria di tutti i nostri cari defunti 2 novembre), PER AIUTARE I BAMBINI (ed anche gli adulti!) A RISCOPRIRE LE VITE DEI SANTI, specialmente di quelli di cui portiamo il nome, in forma gioiosa creativa istruttiva e coinvolgente! 

EUROPA/SPAGNA –

Diverse diocesi spagnole hanno incoraggiato i fedeli a celebrare, il prossimo 31 ottobre, la festa di “Holywins” con immagini e costumi di Santi, vergini e religiosi, in risposta alla festa più popolare di Halloween. Le diocesi di Cádiz, Cartagena, Alcalá e Ciudad Rodrigo sono tra quelle che, attraverso parrocchie, scuole o associazioni cristiane, hanno esortato i credenti a celebrare la festività di Tutti i Santi con costumi attinenti alla fede cattolica.
“Con Holywins, che significa ‘la santità vince’, si vogliono evitare i festeggiamenti di Halloween, riscattando il senso della festa cattolica del giorno di Tutti i Santi” si legge in un comunicato della diocesi di Cartagena (Murcia), pervenuto a Fides, che organizza per il secondo anno consecutivo questa festa. Dal canto suo, la diocesi di Alcalá de Henares sottolinea che, “nonostante Halloween significhi vigilia di Tutti i Santi, attualmente la festa non ha alcuna relazione con la fede cristiana”. Inoltre questa diocesi, che è stata la prima in Spagna a celebrare Holywins nel 2008, assicura che non pretende di andare contro Halloween, ma neanche intende “condividere il culto per la morte e l’esaltazione del mostruoso o del cattivo che porta con sè, dato che è proprio dei cristiani celebrare il trionfo della vita e promuovere la bellezza e il bene”.
Anche la diocesi di Cádiz si è unita all’iniziativa dopo aver costatato “come ogni anno prenda sempre più forza la festa di Halloween e i bambini cristiani vengano assorbiti in questo ambiente contrario alla speranza nella resurrezione”. “La festa proposta è rivolta a tutti i bambini che frequentano la catechesi, agli alunni delle nostre scuole, ai movimenti laici, alle associazioni apostoliche, ai giovani e alle loro famiglie perché la santità è la festa di tutti” afferma la nota.
(AP) (26/10/2016 Agenzia Fides)

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A Frontiera (Rieti) QUELLI VESTITI COME I SANTI! Bambini e genitori insieme in Parrocchia e per le vie della città, la sera del 31 ottobre

Padre Maurizio Botta: «Presentare in modo convincente la santità alla quale tutti siamo chiamati». Don Aldo Buonaiuto ai genitori: «Comprate la storia dei santi»

Vetrine addobbate con scheletri, ragnatele e zucche; dolcetti a forma di teschi o pipistrelli in bella mostra nelle pasticcerie; abiti da fantasmi e streghe in vendita in molti negozi: tutto pronto per Halloween, ricorrenza pagana originaria dei popoli celti. Da molti è ritenuta solo una carnevalata per piccoli e grandi, festeggiata tanto nelle scuole quanto nei locali pubblici. Pochi sanno che in realtà nasconde ben altro: business e occultismo vanno a braccetto. Se da un lato in questo periodo le industrie di caramelle e dolciumi, maschere, abiti carnevaleschi e zucche subiscono una impennata nelle vendite e i locali registrano il tutto esaurito, dall’altro i satanisti celebrano, proprio il 31 ottobre, il loro capodanno satanico, momento propizio per adescare e iniziare nuovi adepti all’occultismo. Basti pensare che al numero verde nazionale anti sette della Comunità Papa Giovanni XXIII (800228866) nel mese di ottobre e nei primi giorni di novembre arrivano decine di telefonate al giorno da parte di genitori preoccupati, e a volte disperati, per come vedono rincasare i figli dopo alcune “feste”. Un fenomeno che in Italia non ha nessuna radice né tradizione, eppure negli ultimi anni i bambini aspettano questo giorno per divertirsi dimenticando che la tradizione cristiana celebra la festa di Tutti i Santi.

«Halloween non trasmette nessun messaggio positivo, eppure, stranamente, e in modo inquietante le prime pagine dei libri scolastici per bambini sono dedicate a questo fenomeno – afferma don Aldo Buonaiuto, responsabile del servizio anti–sette della Comunità Papa Giovanni XXIII e autore del libro “Halloween. Lo scherzetto del diavolo” -. Abbiamo dimenticato la festa di Ognissanti, perché in quei libri di scuola non c’è la storia di persone realmente vissute la cui vita dovrebbe essere nota non solo ai cristiani ma a tutta la società civile? Halloween non è più una festicciola relegata ai bambini, sono giorni in cui vengono esaltati i mostri e non so quanto la nostra società abbia bisogno di questa esaltazione della violenza, del sangue, di tutto ciò che è mostruoso. Le nuove generazioni sono bombardate da questa sottocultura del macabro».

Per padre Maurizio Botta, della Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri e vicario parrocchiale a Santa Maria in Vallicella, «c’è la necessità di presentare in modo forte e convincente la santità alla quale tutti siamo chiamati facendo capire già ai bambini che Dio può fare santi anche noi, nella nostra piccolezza, trasformandoci in grandi uomini e donne come quelli che celebriamo. È questo che rende debole la festa: si parla sempre di grandi santi del passato ma Cristo può rendere santi anche noi oggi. Se non si prende coscienza di questo, Tutti i Santi sarà sempre una festa vissuta in modo triste». Di qui l’appello di don Aldo, che invita insegnanti cattolici, catechisti, educatori, gruppi, associazioni e movimenti, sacerdoti ad impegnarsi «a rafforzare questa solennità cristiana per far comprendere l’inutilità del fenomeno Halloween. Bisogna avere il coraggio di offrire la festa luminosa dei santi e ai genitori chiedo di comprare ai figli la storia dei santi».

Fonte http://www.romasette.it/halloweencultura-del-macabro-valorizzare-la-festa-dei-santi/

Delitto a Londra: un party a base di rituali satanici sadomaso e droghe

Delitto a Londra, racconto choc in tribunale: “Satana mi ha ordinato di uccidere…Avevo promesso a Satana che avrei ucciso alla prima occasione”.

ad_211332750Stefano Brizzi, (in foto) 50 anni pistoiese, è stato arrestato a Londra nell’aprile 2016 per l’omicidio di un agente della Metropolitan police di Londra, di origine scozzese, Gordon Semple, 59 anni; i resti del corpo smembrato della vittima sono stati trovati nell’appartamento di Stefano Brizzi, alcune parti sciolte nell’acido, altre bollite nelle pentole in cucina ed un piede, in una busta nel Tamigi. Sul luogo del delitto, venne ritrovata una “bibbia satanica” di Anton LaVey e diversi scritti, in cui Brizzi evocava satana. L’omicidio è avvenuto il 1 aprile 2016.

Stefano Brizzi e l’agente Gordon Semple si erano conosciuti poco prima, in una chat di incontri gay, Grindr, che entrambi frequentavano. I due si erano dati appuntamento per un’orgia-party a base di sesso sadomaso e droga, a cui erano stati invitati anche altri uomini, nell’appartamento di Brizzi, che evidentemente era noto nell’ambiente per questo tipo di ritrovi.

Una settimana dopo circa, i vicini di casa di Brizzi avevano chiamato la polizia perchè da diversi giorni si udivano rumori in piena notte e da quell’appartamento provenivano odori nauseabondi.  «Chiamo la polizia», gli aveva urlato Martin Harris, il vicino di casa, in Peabody Estate, nel quartiere di Soutwark. Poco dopo, Scotland Yard fece la terribile scoperta e Stefano Brizzi venne arrestato.

Il processo è cominciato il 18 ottobre 2016 e si dovrebbe concludere a fine mese. “Preparatevi, perché questo è un processo per stomaci forti”. Così il procuratore, rivolto ai giurati, ha aperto il processo davanti alla Old Baily di Londra (la corte criminale centrale), in cui sono stati ricostruiti i fatti di quel primo aprile, in base alle prove ed alle testimonianze.
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Gordon Semple, mentre si reca al “party”, ripreso da una telecamera

Gordon Semple, l’ agente di polizia, era solito intrattenersi nelle chat gay di sesso estremo, tenendo all’oscuro di tutto ciò il suo compagno, Gary Meeks, il quale, allarmato per non avere più avuto sue notizie, la sera del 7 aprile 2016 aveva chiamato la Polizia ed aveva sporto denuncia di scomparsa.

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Gordon Semple a destra, con il suo partner Gary Meeks ad una festa in maschera

Quel pomeriggio del 1 aprile 2016, nell’appartamento di Brizzi, dove Gordon Semple era arrivato per primo, un altro uomo, che nella chat gay aveva risposto all’invito per l’orgia organizzata da Brizzi, sarebbe stato mandato via. L’uomo ha raccontato agli inquirenti di aver suonato al citofono e che qualcuno, forse lo stesso Stefano, gli avrebbe risposto dicendogli che una persona si era sentita male, nell’appartamento, e che la “festa” era stata annullata: era arrivato al momento sbagliato, proprio mentre nell’appartamento il poliziotto veniva ucciso per strangolamento.

Il procuratore in aula ha riportato quanto l’imputato avrebbe riferito al poliziotto al momento dell’arresto: “In chat cercavo qualcuno con cui parlare di Satana. Avevo conosciuto Semple su Grindr (chat per incontri gay) e l’ho ucciso: me l’ha ordinato Satana…uccidi uccidi uccidi mi diceva nella testa”.

Inizialmente Brizzi ha ammesso di aver compiuto l’omicidio, dicendo agli inquirenti “ho promesso a Satana che avrei ucciso alla prima occasione”, ma poi ha affermato che Semple è morto accidentalmente, durante un gioco sessuale finito male. Brizzi ha ammesso di aver fatto a pezzi il corpo, con l’intenzione di disfarsene. Ed ha aggiunto: “Semple non mi piaceva, era grasso e brutto”…

Dalla ricostruzione fatta in aula, Brizzi ha affermato più volte di essere affascinato dai riti satanici: ” Mi piace fare sesso estremo su di un pentacolo satanista in un rituale”. Lo affermò anche durante le serate ai “narcotics anonymous” (gruppi di aiuto per liberarsi dalla dipendenza da droghe) ed i membri del gruppo hanno confermato che Brizzi aveva dichiarato di credere in Satana e di praticare rituali satanici di sesso estremo di “dominio e dolore” («Una volta ho trattato un uomo come un cane, l’ho fatto abbaiare», avrebbe detto),  quindi si presume che con qualcuno, da qualche parte,  li avesse da tempo segretamente praticati.  

Il pubblico ministero Crispin Aylett ha affermato durante la requisitoria che, dalle indagini, risulterebbe che Brizzi abbia compiuto atti di cannibalismo sui poveri resti di Semple.5zdzz3nje64vd4f_kh6wugcz-83uaor-largeAylett ha mostrato in aula un video di due minuti e mezzo scaricato da una telecamera interna in un market vicino a Southwark: Brizzi è alla cassa, prende tra le mani una grossa bacinella di plastica rosa e l’annusa. Ha il viso tirato, uno zaino sulle spalle. Era il 5 aprile 2016, quattro giorni dopo la scomparsa di Semple: quella bacinella è servita per sciogliere nell’acido alcuni resti del corpo della vittima. Altre immagini, catturate da una telecamera a circuito chiuso all’interno dello Shard, uno dei nuovi grattacieli di Londra, mostrano Gordon Semple il 1° aprile: cammina osservando il cellulare. Poco prima, aveva preso appuntamento con Stefano Brizzi e quindi la foto è stata scattata mentre si recava al party a base di droga e sesso estremo.

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L’ultima immagine di Gordon Semple

Brizzi era un fan di una serie poliziesca americana, “Breaking bad”, dove il protagonista, Walter Wight, un insegnante di chimica tossicodipendente, dopo aver avvelenato un rivale, lo scioglie nell’acido:  Brizzi si è identificato nel modus operandi del protagonista, per molti motivi, tra cui la sua dipendenza dalla droga (crystal meth, metanfetamine, che Brizzi chiamava Nutella su Facebook, dipendenza che notoriamente condivideva con i suoi invitati ai “party gay”), per la quale nel 2013 aveva perso il suo posto di lavoro nella Morgan Stanley, un colosso della finanza,  e da due anni si era “riciclato” come assistente sociale, pur non essendo iscritto all’albo degli assistenti sociali…

Stefano Brizzi, originario di Quarrata, si era trasferito a Londra nel 2011. Pensano a lui con un senso di rabbia e impotenza gli amici dell’adolescenza e quelli di Firenze, che non lo riconoscono più come il bravo informatico in carriera, pur essendo sempre stato un tipo hippie, interessato a misticismo in salsa new age… È un’ombra che invade le giornate della famiglia, che tramite un legale ha chiesto di non essere contattata. La sentenza è attesa entro una settimana, ma la condanna è scontata.  

Brizzi ha rigettato la linea difensiva basata sull’infermità mentale, dichiarandosi responsabile non di omicidio ma di profanazione di cadavere e intralcio al lavoro del medico legale. Ma fin dal principio Brizzi aveva ammesso che l’omicidio lo aveva compiuto lui e lo aveva premeditato, come dimostrano le sue prime affermazioni e le prove schiaccianti…

C’è da chiedersi: CHI lo ha istigato ed “iniziato” da anni a praticare tutto ciò? Probabilmente qualche “amicizia altolocata”, membri di qualche setta che, come spesso accade, rimarrà protetta nel silenzio.  E come da copione, si farà passare il tutto come “colpa di un folle drogato”…Certo è che di follie e di drogati, coinvolti in questa disumana vicenda, ce ne sono troppi.

Fonti

http://www.dailymail.co.uk/news/article-3859222/Stefano-Brizzi-eaten-parts-murdered-PC-Gordon-Semple.html

http://www.mirror.co.uk/news/uk-news/pc-gordon-semple-murder-live-9085685

Preghiere a MARIA, AIUTO DEI CRISTIANI, “la Madonna dei tempi e delle situazioni difficili”(S. Giovanni Bosco)

PREGHIERA A MARIA AUSILIATRICE di San Giovanni Bosco

O Maria Ausiliatrice, Madre benedetta del Salvatore, validissimo è il tuo aiuto in favore dei cristiani.
Per te le eresie furono sconfitte
e la Chiesa uscì vittoriosa da ogni insidia.
Per te le famiglie e i singoli furono liberati
ed anche preservati dalle più gravi disgrazie.
Fa’, o Maria, che sia sempre viva la mia fiducia in te,
affinché in ogni difficoltà possa anch’io sperimentare che tu sei veramente il soccorso dei poveri, la difesa dei perseguitati, la salute degli infermi,
la consolazione degli afflitti, il rifugio dei peccatori
e la perseveranza dei giusti.

PREGHIERA A MARIA AUSILIATRICE, composta da San Giovanni Boscomaria-aiuto-dei-cristiani2

O Maria, Vergine potente,
Tu grande illustre presidio della Chiesa;
Tu aiuto meraviglioso dei Cristiani;
Tu terribile come esercito schierato a battaglia;
Tu sola hai distrutto ogni eresia in tutto il mondo;
Tu nelle angustie, nelle lotte, nelle strettezze
difendici dal nemico e nell’ora della morte
accogli l’anima nostra in Paradiso!
Amen

AFFIDAMENTO A MARIA AUSILIATRICE 

Santissima Vergine Maria, da Dio costituita Ausiliatrice dei cristiani, noi ti eleggiamo Signora e Padrona di questa casa. 

Degnati, Ti supplichiamo, di mostrare in essa il Tuo potente aiuto.

Preservala dai terremoti, dai ladri, dai cattivi, dalle incursioni, dalla guerra, e da tutte le altre calamità che Tu sai.

Benedici, proteggi, difendi, custodisci come cosa tua le persone che vivono e vivranno in essa: preservale da tutte le disgrazie e gli infortuni, ma soprattutto concedi loro l’importantissima grazia di evitare il peccato.

Maria, Aiuto dei Cristiani, prega per quanti abitano in questa casa che a Te si è consacrata per sempre. Così sia.

PREGHIERA DI CONSACRAZIONE A MARIA AUSILIATRICE

 O Santissima ed Immacolata Vergine Maria, Madre nostra tenerissima, e potente Aiuto dei Cristiani, noi ci consacriamo interamente al vostro dolce amore e al vostro santo servizio. Vi consacriamo la mente con i suoi pensieri, il cuore con i suoi affetti, il corpo con i suoi sentimenti e con tutte le sue forze, e promettiamo di voler sempre operare alla maggior gloria, di Dio ed alla salute delle anime.
Voi intanto, o Vergine incomparabile, che siete sempre stata l’Ausiliatrice del popolo cristiano, deh! continuate a mostrarvi tale specialmente in questi giorni.

Umiliate i nemici di nostra santa Religione, e rendetene vani i malvagi intenti. Illuminate e fortificate i Vescovi e i Sacerdoti, e teneteli sempre uniti ed obbedienti al Papa, Maestro infallibile; preservate dall’irreligione e dal vizio l’incauta gioventù; promuovete le sante vocazioni ed accrescete il numero dei sacri Ministri, affinché per mezzo loro il regno di Gesù Cristo si conservi tra noi e si estenda fino agli ultimi confini della terra.

Vi preghiamo ancora, o dolcissima Madre, che teniate sempre rivolti i vostri sguardi pietosi sopra l’incauta gioventù esposta a tanti pericoli, e sopra i poveri peccatori e moribondi; siate per tutti, o Maria, dolce speranza, Madre di misericordia e porta del Cielo.
Ma anche per noi vi supplichiamo, o gran Madre di Dio. Insegnateci a ricopiare in noi le vostre virtù, in particolar modo l’angelica modestia, l’umiltà profonda e l’ardente carità; affinché per quanto è possibile, col nostro contegno, colle nostre parole, col nostro esempio rappresentiamo al vivo in mezzo al mondo Gesù Benedetto vostro Figliuolo, e facciamo conoscere ed amare Voi, e con questo mezzo possiamo riuscire a salvare molte anime.
Fate altresì, o Maria Ausiliatrice, che noi siamo tutti raccolti sotto il vostro manto di Madre; fate che nelle tentazioni noi v’invochiamo tosto con fiducia; fate insomma che il ‘pensiero di Voi sì buona, sì amabile, sì cara, il ricordo dell’amore che portate ai vostri devoti, ci sia di tale conforto da renderci vittoriosi contro i nemici dell’ anima nostra in vita ed in morte, affinché possiamo venire a farvi corona nel Paradiso. Così sia.

 ATTO CON CUI SI PRENDE PER MADRE LA BEATA VERGINE MARIA

Formula di affidamento suggerita da San Giovanni Bosco, Maggio 1869

Signore mio Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, io ti riconosco e ti adoro come mio principio ed ultimo fine.
Ti supplico di rinnovare in mio favore quel misterioso amorevole testamento da te fatto sulla Croce, quando hai dato al prediletto apostolo Giovanni la qualità e il titolo di figlio della tua Madre Maria. 

Ripeti a lei, anche per me, quelle parole: DONNA, ECCO TUO FIGLIO.
Concedimi la grazia di poter appartenere a lei come figlio, e di averla per madre in tutto il tempo della mia vita.

Beatissima Vergine Maria, mia Avvocata e Mediatrice, io…(nome).. mi affido completamente alla tua bontà e misericordia, e animato dal vivo desiderio di imitare le tue belle virtù, ti eleggo quest’oggi per mia Madre, supplicandoti di ricevermi nel numero fortunato dei tuoi cari figli.

Ti faccio una donazione intera e irrevocabile di tutto me stesso. Accogli, ti prego, questo mio impegno e gradisci la confidenza con cui mi affido totalmente a te. Concedimi la tua materna protezione per tutto il corso della via vita e particolarmente nell’ora della morte, affinché l’anima mia, sciolta dai lacci del corpo, passi da questa valle di pianto a godere con te l’eterna gioia nel Regno dei cieli. Amengrande-quadro-di-maria-ausiliatrice-dipinto-del-1868-ad-opera-di-tommaso-lorenzone-su-commissione-di-san-giovanni-bosco-per-la-nuova-basilica-di-maria-ausiliatrice-a-torino

PAROLE di don Bosco sull’AUSILIATRICE

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Chi confida in Maria non sarà mai deluso.

In Maria ho riposto tutta la mia fiducia.

La Madonna non lascia mai le cose a metà.

Io vi raccomando di invocare sempre il nome di Maria,

specialmente con questa giaculatoria:

Maria Ausiliatrice dei Cristiani, prega per noi.

É una preghiera non tanto lunga, ma che si esperimentò molto efficace.

La nostra confidenza é nell’aiuto di Maria Ausiliatrice.

Il Signore e la sua divina Madre non permetteranno che si ripeta invano:

Maria aiuto dei Cristiani, prega per noi! 

Quando vogliate ottenere qualche grazia 

prendete come abitudine di recitare questa giaculatoria: 

Maria Auxilium Cristianorum, ora pro nobis… 

Moltissimi invocandola con questa giaculatoria, ottennero grazie speciali.

Maria Ausiliatrice è la taumaturga, è l’operatrice delle grazie e dei miracoli

per l’alto potere che ha ricevuto dal Suo Divin Figlio.

Da tutte le parti si vedono effetti straordinari prodotti

da questa confidenza in Maria Ausiliatrice

Ella gusta tanto di portarci aiuto!

Oh! Maria Ausiliatrice è un terribile patrocinio:

terribile per quelli che vogliono opporsi all’opera sua,

ma onnipotente per coloro che si tengono sotto il suo manto

http://www.preghiereperlafamiglia.it/maria-aiuto-dei-cristiani.htmimmagine009

“Seguire la fede eroica di Maria, che colpisce il diavolo sul naso.” Preghiere a Santa Maria del Soccorso.

I cattolici dovrebbero guardare a Maria Santissima come il faro di una religione che si batte per la Verità, piuttosto che adeguarsi alla cultura popolare, ha detto l’Arcivescovo Charles Chaput di Filadelfia.

“Se vogliamo recuperare ciò che siamo come Chiesa, dobbiamo cominciare, in noi stessi e nelle nostre parrocchie locali, a distaccare il cuore dall’ ipotesi di adeguarci alla cultura popolare, che non è più realmente ‘nostra’ “, ha detto l’Arcivescovo Chaput.

“Questo è il motivo per cui Maria – la giovane Vergine ebrea, la Madre amorevole e al contempo la Donna che colpisce il diavolo sul naso – è stata, è, e sempre sarà la nostra grande difesa e la grande Protettrice della Chiesa”, ha aggiunto.

L’Arcivescovo Chaput ha parlato alla Conferenza episcopale del 2016 presso l’Università di Notre Dame a Filadelfia, mercoledì scorso ed ha sottolineato che dobbiamo“ricordare chi siamo e la storia a cui apparteniamo”. Il suo discorso fa riferimento ad un esempio, raffigurato da un dipinto del XIII secolo, della Beata Vergine Maria che prende il diavolo a pugni sul naso. “Lei non lo rimprovera. Lei non entra in un dialogo con lui. Lei colpisce il diavolo sul naso “, ha detto.

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MADONNA DEL SOCCORSO (Montefalco)

L’illustrazione di questa icona  è perfettamente attinente alla nostra fede perché, secondo l’autore cristiano CS Lewis, “il cristianesimo è una ‘religione di combattimento’ – non nel senso di odio o violenza contro altre persone, ma piuttosto nella lotta spirituale contro il male, in noi stessi e nel mondo che ci circonda, in cui le nostre armi sono l’amore, la giustizia, il coraggio e il dono di sé. “

Il problema è che molti cattolici degli Stati Uniti hanno abbandonato questa “lotta spirituale” e si sono adeguati troppo alla cultura popolare “che annulla le forti convinzioni religiose nel nome della ‘tolleranza liberale’ e offusca il nostro anelito a Dio travolgendolo con un fiume di ateismo pratico sotto forma di beni di consumo”.

I politici cattolici hanno seguito le proprie “ambizioni e appetiti” piuttosto che essere fedeli alla Chiesa, ha osservato. Laici e membri del clero hanno fatto questo attraverso una “apostasia silenziosa” nel non levarsi in piedi per difendere la verità quando è necessario farlo….“per essere vigliacchi quando Gesù chiede loro di avere coraggio; si è vigliacchi quando non si sta dalla parte della verità nel momento in cui c’è bisogno di lavorare per essa e lottare per essa.”

Mons Chaput ha anche messo in guardia da una visione del mondo tecnocratica che vede tutte le soluzioni ai problemi come soluzioni pratiche e tecniche.

Un cattolico può essere facilmente ingannato a credere che la preghiera debba essere accantonata per trovare soluzioni pratiche ai problemi, ha osservato: “La tecnologia ottiene risultati pratici. La preghiera non li ottiene in modo immediato e così la nostra immaginazione gradualmente si piega verso l’orizzontale, e non tiene lo sguardo rivolto in alto, al Volto salvifico di Cristo.”

Così, quello che si sviluppa è una cultura in cui tutto è RELATIVO: “anche quando la nostra fede parla chiaramente di Paradiso ed Inferno” oggi sembra tutto irrilevante, si guarda solo ai propri egoismi.

“La Chiesa del nostro Battesimo è salvifica. La Chiesa, in cui molti americani ancora credono e adorano Cristo Dio, la Chiesa che noi consideriamo la nostra cultura, è veramente terapeutica “, non le ideologie del mondo.

L’ Arcivescovo Chaput ha esortato i suoi colleghi vescovi ad invitare i fedeli alla virtù eroica e a non accontentarsi di mediocrità – come Papa Francesco così ha esortato i cattolici nell’ Incontro Mondiale delle Famiglie a Filadelfia, nel 2015.

“Per recuperare la Chiesa nel sentimento cattolico, dovremmo iniziare rinnovando nella nostra gente la visione che l’eternità è reale, che insieme abbiamo una missione nel mondo, e che le nostre vite hanno conseguenze che trascendono il tempo”, ha insistito Mons Chaput. Mentre sono impegnati nella cultura odierna, i cattolici devono mantenere una distanza sana da essa, per non cadere nella tentazione di lasciarsi assimilare da essa. I leader non devono aver paura di predicare la verità nella carità, non importa le conseguenze.

“Ovviamente abbiamo bisogno di fare tutto il possibile per portare i cattolici tiepidi alla vita attiva nella Chiesa”, ha detto. “Ma non dovremmo mai avere paura di una chiesa più piccola,  se i suoi membri sono anche più fedeli, più zelanti, più missionari e più impegnati alla santità.” E, ha aggiunto, se difendere la verità dà fastidio a certi cattolici “fai da te” che non vivono la loro fede veramente, “sarebbe meglio che fossero onesti e non si dichiarassero cattolici”.

E’ questo, L’ONESTA’,  che è necessaria, per predicare la verità con amore “carità nella Verità”. Esempi di una mancanza di onestà oggi includono i casi in cui le parole vengono male interpretate – Come il termine “accompagnamento”,  ha sottolineato Mons Chaput.

Per quanto riguarda “l’accompagnamento, Papa Francesco giustamente ci insegna la necessità di incontrare le persone là dove sono, per camminare con loro con pazienza, fare amicizia con loro sulla strada della vita. Tuttavia, molti hanno interpretato questo a torto, come un tacito ‘adeguarsi’. Ma accompagnare significa guidare alla strada della Vita, è questo che fa la differenza, specialmente quando dobbiamo accompagnare qualcuno che sta in bilico su un burrone!” .

I tempi attuali possono essere difficili per i cristiani, l’arcivescovo ha ammesso: “Questo è il momento per il coraggio e per il candore della Verità, ma non è certo la prima volta nella storia del mondo che questo tempo accade”.

Preghiere a S. Maria del Soccorsomediatrixofallgraces 1. Davanti alla tua santa immagine, o Maria Santissima del Soccorso, devotamente ti saluto Regina, Signora e Protettrice mia. Pieno d’imperfezioni e di peccati io non posso sperare di ottenere da Dio perdono e misericordia se non ponendomi sotto le ali della tua potente protezione. Prega per me il tuo divino Figlio Gesù, e ottienimi da Lui la grazia di poter sfuggire alle insidie del mondo e vincere tutte le tentazioni del nemico infernale.

Oh, Madre Santa del Soccorso, io so che il tuo dominio è potente nel Cielo, sulla terra e nell’inferno: nel Cielo, perché vi risiedi adorata Regina insieme al tuo caro Gesù; sulla Terra, perché sei Madre del nostro Redentore e quindi Madre nostra carissima; nell’inferno, perché col tuo piede purissimo schiacci il capo del nemico serpente. Ti prego dunque, per quella ardentissima carità che hai sempre dimostrata verso i miseri peccatori, di accogliere anche me sotto la protezione del tuo Cuore dolcissimo!

Madre Santa del Soccorso, ogni mia fiducia, ogni mia speranza è posta in Te! vieni in mio aiuto! soccorrimi nei miei bisogni spirituali e materiali, in tutti i pericoli e le lotte di questa esistenza. Assistimi specialmente nell’ora della morte, affinché col tuo santo aiuto possa godere della gloria beata del Paradiso e benedire insieme a Te, in eterno, il dolcissimo Figlio tuo Gesù. A Lui ti prego di presentare il mio cuore, la mia anima, tutto me stesso, col pentimento sincero delle innumerevoli colpe della mia vita passata, e col fermo proposito di non peccare mai più! E così sia. Madre Santa del Soccorso, a Te mi affido e credo; in Te confido e spero.

2. O Madonna del Soccorso e Madre mia Maria! lo t’innalzo con tutta la fermezza della fede e con tutto l’entusiasmo del cuore la mia umile preghiera. Rinnova con me oggi quei soavi prodigi con cui la tua miracolosa manifestazione dette pegno di prediligere questa terra.

E come nelle passate età più volte le genti ottennero di essere, col tuo aiuto, preservate dalla grandine, dalla siccità, dalle inondazioni, dai morbi pestilenziali, e conseguirono ogni sorta di favori spirituali e temporali, concedi anche a me la grazia che imploro, affinché io possa promulgare la tua bontà annunziando a tutti che il Santuario del Soccorso è veramente il trono delle tue misericordie, il luogo da te prescelto per dispensare grazie ed elargire benedizioni. Amen

3. Ave, o Maria, pace e gioia del genere umano.

Ave, giardino di delizie.

Ave, canto dei Cherubini e lode degli Angeli.

Ave, tempio santissimo.

Ave, baluardo dei fedeli, e porto dei naufraghi.

Ave, rifugio degli afflitti.

Ave, fonte della grazia e dell’immortalità.

Ave, trono del Signore.

Ave, o Casta, che hai schiacciato la testa del drago antico.

Ave, soccorso dei miseri.

Ave, o Madre di Cristo, Figlio del Dio vivente:

a lui gloria, onore, adorazione e lode nei secoli. Amen.

FONTE

http://www.catholicnewsagency.com/news/archbishop-chaput-be-like-mary-punch-the-devil-in-the-nose-32890/

http://www.parrocchie.it/prato/mariadelsoccorso/pregsms.html

Giovani donne cristiane, attaccate dai militanti di Isis, salvate dalla Vergine Maria a Kirkuk

Sette studentesse universitarie di Kirkuk (Iraq) ritengono che sia merito della Vergine Maria se si sono salvate dopo otto ore terribili nascoste sotto i propri letti mentre i combattenti dello Stato Islamico usavano la loro stanza come nascondiglio durante un assalto alla città avvenuto venerdì 21 ottobre 2016.

“La Vergine Maria era con loro”, ha riferito padre Roni Momika alla Catholic National Agency il 23 ottobre 2016.new-iraqui-priestIl sacerdote, che svolge il suo ministero nei campi di rifugiati di Ankawa ad Erbil, nel nord dell’Iraq, era in contatto via telefono cellulare con due delle ragazze mentre si nascondevano sotto i letti. Le due giovani gli hanno riferito minuziosamente ciò che stava accadendo.

“Gli uomini dell’ISIS sono entrati a casa delle nostre studentesse”, ha dichiarato il sacerdote. Quando le giovani hanno sentito giungere i militanti, si sono nascoste rapidamente sotto quattro letti in una delle stanze, dove sono rimaste mentre i combattenti usavano la camera per mangiare, pregare, nascondersi dalle Forze Armate irachene e curare due dei loro uomini rimasti feriti.

Padre Momika ha detto alle ragazze di non dimenticare la loro fede e di “pregare la Vergine Maria, che arriverà in vostro aiuto”.

In quello che sia il sacerdote che le ragazze considerano un miracolo, “i combattenti dell’ISIS non le hanno viste”. Una delle giovani ha detto in seguito: “Quando i militanti dell’ISIS sono entrati nella nostra stanza, non ci hanno viste e abbiamo sentito che la Vergine Maria chiudeva i loro occhi impedendo loro di individuarci”.

L’attacco a Kirkuk ha avuto luogo nel contesto di un’offensiva più ampia da parte degli eserciti curdo e iracheno per riconquistare la città di Mosul, di cui lo Stato Islamico si è impadronito nel 2014 e che ha dichiarato un califfato.

Padre Momika ha spiegato che le sette ragazze sono tra gli oltre 100 rifugiati che assistono alle lezioni universitarie a Kirkuk dopo essere stati cacciati dalle loro città dall’ISIS nel 2014.

Molte delle ragazze sono di Mosul e di città vicine come Bartella, Alqosh e Telskuf, e tutte prima dell’invasione studiavano all’università di Mosul.

Le loro famiglie vivono nei campi di rifugiati di Erbil, ma visto che non potevano continuare a studiare lì si sono iscritte all’università di Kirkuk. Dato che viaggiare avanti e indietro ogni giorno era pericoloso, vivono nelle case che la Chiesa affitta in città, tornando a Erbil nei fine settimana.

Due confratelli di padre Momika, padre George Jahola e padre Petros, ordinato con lui il 5 agosto 2016, sono andati sabato a Kirkuk per prendere le ragazze e riportarle a Erbil.

Padre Momika ha anche parlato della liberazione della sua città natale, Qaraqosh. La città è stata precedentemente considerata come la capitale cristiana dell’Iraq prima dell’invasione nel 2014 che ha costretto 120.000 persone ad evacuare le loro case in una sola notte. La maggior parte dei suoi abitanti vivono ora in campi profughi a Erbil.

Sabato scorso, forze irachene e curde sono entrate a Qaraqosh, che si trova a circa 20 miglia da Mosul. Anche se si dice che la città sia in gran parte vuota, militanti dello Stato islamico hanno distrutto gran parte della città. Hanno lasciato le mine disseminate lungo la strada per Mosul.

Padre Momika ha detto che i soldati iracheni hanno sollevato la bandiera irachena a Qaraqosh, in sostituzione di quella dello Stato Islamico.

“Qaraqosh è stata liberata”, ha detto. Egli ha avvertito che ci sono ancora pericoli, come i combattenti del gruppo Stato islamico che si nascondono ancora in tutta la città.

Padre Momika ha detto che i combattenti dello Stato islamico “hanno fatto un grande, buco profondo” nel terreno, si sono calati in esso e si sono fatti saltare in aria, quando hanno visto che gli eserciti iracheni e curdi stavano avanzando.

Il sacerdote, che era ancora un seminarista quando fu costretto a fuggire dalla città, ha detto che trova difficile parlare di quello che è successo a Qaraqosh, “perché abbiamo visto alcune foto, e ci hanno molto rattristato”.

“Ci sono un sacco di posti distrutti e le nostre chiese bruciate da ISIS, hanno spezzato tutte le nostre croci che erano al di sopra delle chiese”, ha detto. Una chiesa molto importante nella regione è stata distrutta. “E ‘difficile per noi, perché è la nostra storia. Si tratta di una grande chiesa in Medio Oriente, a Qaraqosh, “ha detto, spiegando che la situazione è simile per la vicina città di Bartella. Quel villaggio cristiano è stato recentemente liberato dall’esercito iracheno.

Egli ha espresso la speranza che non ci sia più alcun attacco dei militanti dello Stato islamico in Qaraqosh, dato che la città è ora al sicuro nei prossimi giorni. La sua richiesta:”Pregate per noi”.

varie-milano-574344-610x43129 OTTOBRE 2016 EVENTO DI ACS ITALIA: Sul Grattacielo Pirelli, sede del Consiglio regionale della Lombardia, in occasione dell’evento internazionale di sabato 29 ottobre comparirà una scritta luminosa, visibile anche da grande distanza: HELP CHRISTIANS. L’iniziativa, unica nel suo genere, intende attirare l’attenzione nazionale e internazionale sul dramma della persecuzione anticristiana.

“Nonostante la costante diffusione di informazioni, in Europa e altrove manca un fermo sostegno a favore delle minoranze perseguitate e discriminate” afferma in un colloquio con ACS-Italia Mons. Rabban Al-Qas, Vescovo di Zakho e Amadya dei Caldei (Kurdistan iracheno). Per questo motivo “apprezzo le iniziative della Fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre. In aprile, a Roma, Fontana di Trevi è stata illuminata di rosso per ricordare il sangue dei Cristiani perseguitati. In novembre anche la Cattedrale di Westminster, a Londra, si vestirà di luce rossa con lo stesso scopo. E grande conforto traggo dall’iniziativa di sabato prossimo: ho saputo infatti che sul Grattacielo Pirelli di Milano comparirà la scritta “Help Christians”. Una grande scritta luminosa su di un grattacielo in una grande città europea: nessuno potrà ignorarla! I Cristiani iracheni sono contenti di questo!” commenta Mons. Al-Qas. La scritta luminosa sul “Pirellone” di Milano denuncerà la persecuzione anticristiana durante i lavori di un convegno internazionale organizzato da ACS-Italia, Regione Lombardia e redazione de “Gli Occhi della Guerra”. “Siamo grati a tutti gli organizzatori: l’impegno delle Istituzioni e dei media è fondamentale. Per vincere il network del terrore e della persecuzione è necessario un network composto da realtà internazionali come ACS, Istituzioni e media” aggiunge il Vescovo di di Zakho e Amadya.

Fonti

http://acs-italia.org/acs-notizie-dal-mondo/evento-di-acs-italia-regione-lombardia-e-gli-occhi-della-guerra-help-christians-sul-pirellone-per-ricordare-la-persecuzione-anticristiana-nel-mondo/

http://www.catholicnewsagency.com/news/christian-girls-who-barely-escaped-isis-credit-mary-for-their-safety-33101/

Padre disperato:”Mio figlio irretito dai satanisti sul web. Così l’ho salvato.Noi genitori troppo distratti.”

Bologna, Resto del Carlino, 25 ottobre 2016. Intervista al padre di un adolescente finito nel circuito delle sette online: “Riti, formule in alfabeto runico, pratiche di concentrazione ed evocazione degli spiriti, mio figlio è stato irretito dai compagni di classe e dai siti internet a seguire il satanismo, io e mia moglie disperati: così ci siamo rivolti al GRIS”. Qui, al centro del GRIS, arrivano genitori e familiari spaventati, il telefono squilla senza sosta, telefonano e scrivono famiglie disperate. Il marito, la moglie, la sorella, il figlio adolescente sono finiti nel labirinto di sètte occultiste sataniste e psicosette. Circoli chiusi anzi prigioni. Centinaia di richieste d’aiuto all’anno. Il GRIS garantisce informazione sugli inganni delle sètte, ma anche assistenza e consulenza. Il segretario nazionale, il dott. Giuseppe Ferrari, parla di 50mila adepti tra sette e movimenti religiosi alternativi solo in Emilia Romagna.  

Il padre è un professionista bolognese che si è rivolto al GRIS. Accetta di incontrarci dopo molte telefonate e qualche riserva. Lo fa per «poter essere utile agli altri. All’inizio avevo pensato a una curiosità. Poi mi sono allarmato. E ho indossato le vesti del detective».

Suo figlio, chierichetto e catechista, a 17 anni ha cominciato a dialogare in rete con i satanisti.

«In famiglia ce ne siamo accorti per caso, lui forse per ingenuità ha lasciato molte tracce in giro. Chiedeva come si diventa satanisti. L’interlocutore spiegava, non si diventa, si è».

Cos’ha scoperto?

«Ad esempio che mio figlio condivideva questo interesse con i suoi compagni di classe, al liceo».

Adolescenti e minorenni.

«La cosa più preoccupante è che entravano in contatto con altre persone che non sono riuscito a individuare. Lui e un amico chiedevano: come si fanno queste esperienze, come si apre un cerchio? Parlavano di magia. Ho trovato appunti scritti in alfabeto runico».

L’obiettivo?

«Banalmente, anche come conquistare una ragazza. Facevano pratiche di concentrazione. Si davano consigli a vicenda su come migliorare. Recitavano formule di pseudo preghiere. Questa è la cosa che mi ha toccato di più. A un certo punto ho trovato proprio un’invocazione a Satana».

Per ottenere cosa?

«Non lo so. Era un’invocazione…Un amico riferiva di aver avuto un’esperienza di contatto con uno spirito, una presenza satanica, così scriveva spaventato. Gli rispondeva una terza persona: sì perché sei andato a evocare quello spirito. Stai chiuso lì e non ti muovere. Lui raccontava di lampadine che si accendevano e spegnevano».

Allucinazioni?

«Evocazioni, quella era la pratica che loro cercavano di imparare».

Dove porta questa strada?

«Non lo so davvero. Entrando in contatto con questo mondo mi sono reso conto che siamo abituati a pensare al satanismo come a qualcosa di estremo, che difficilmente viene a contatto con il nostro quotidiano. Invece il satanico è molto più presente. Penso ad Halloween. Tante cose se analizzate con profondità portano a un’unica fonte».

Come ha affrontato l’argomento con suo figlio?

«Con mia moglie all’inizio abbiamo provato a farci vedere incuriositi. Lui ci spiegava che ci sono diverse forme di satanismo. Quello associato ai riti e alle messe nere, alle cose più spinte. Poi un filone più spirituale. Mio figlio è molto chiuso. Ha cercato di negare, all’inizio. Poi si è lasciato andare. Un giorno ci ha detto, io sono un satanista. Oggi ha confessato: “sono stato uno stupido”».

Bugia o verità?

«Spero sia vero. Lo vedo più sereno. Impegnato in parrocchia».

Tutto risolto?

«Non lo so. Mi resta qualche dubbio. Com’è possibile, gli ho chiesto, che tu da un giorno all’altro dici di non essere più satanista e i tuoi amici che lo sono non ti chiedano niente?».

Con chi ne avete parlato?

«Prima con il nostro parroco che ci ha messo in contatto con don Aldo Buonaiuto della Comunità papa Giovanni XXIII, quello del numero anti sette. Lui ci ha indirizzato al GRIS».

Il gruppo nazionale di ricerca e informazione socio religiosa aperto dalla Curia bolognese.

«Questa vicenda ci ha aperto un mondo sconosciuto che ci ha molto spaventato. Non sapevamo bene cosa fare, con mia moglie abbiamo pregato molto».

La fede.

«Ci ha aiutato tanto. Ci siamo detti, il bene c’è, il bene vince. Ma ci sentivamo impreparati su un punto, come interloquire con nostro figlio facendogli capire questo. La sua ricerca non è banale. Evidenzia una sete di spirituale».

Buona domanda, cattive risposte, la premessa dei Vescovi emiliani alla mappa sulle sette, era il 2013:

http://www.grisrimini.org/documenti/magistero/Religiosita_alternativa_2013.pdf

Ricerca anche più rischiosa, a 17 anni.

«Mi sto facendo l’idea che i ragazzi dell’età di mio figlio siano mondi completamente sconosciuti e difficilmente conoscibili. Davvero hanno tutti gli strumenti per rendersi introvabili. Possono buttarsi in questo tipo di pratiche o in altre. Ma non c’è assolutamente un desiderio di incontro e dialogo. E da parte nostra c’è troppa distrazione».

SQUADRA POLIZIA ANTISETTE (SAS), parla la dirigente Maria Carla Bocchino:780b5-dir-mariacarlabocchino-1c2b0dirigentepoliziadistato
L’ARMA DELLA DENUNCIA.
L’esistenza della Squadra Antisette della Polizia di Stato dimostra che per il Ministero il problema delle sètte è grave ed è in crescita. Con la Polizia, collaborano tutte le associazioni di volontariato, il loro contributo è fondamentale. Noi perseguiamo i reati. Ci arrivano segnalazioni, da enti e cittadini, di casi di settarismo e violazione della legge. Sempre più gravi le TRUFFE messe in atto da psicosette, da ciarlatani a organizzazioni più strutturate. La finalità fondamentale è estorcere denaro. Promettono che si migliora il potenziale umano e si guarisce da malattie incurabili. Così convincono le persone a tralasciare le cure tradizionali. Gli fanno credere che, acquistando quella certa erba o quell’olio, guariranno senza intossicarsi. Il problema è che non c’è prevenzione su questi inganni nè vera informazione: ci vuole la volontà della vittima che deve denunciare. Ma spesso queste vittime non si vedono così, capiscono di essere stati ingannati solo anni dopo, quando è troppo tardi e spesso perdono la vita, oltre ai propri risparmi.
TANTI GIOVANISSIMI SI INGUAIANO CON LE SETTE SUL WEB: si deve fare prevenzione, educazione nelle scuole per un uso consapevole della rete. Questo monitoraggio non si può affidare solo alle forze di  Polizia. I ragazzini credono a quei messaggi diffusi dalle sette sul web. L’affabulazione sul web è preoccupantissima! Allora direi ai genitori: vegliate sui vostri figli e denunciate! 
Fonte

Daniel e Manuela Ruda, i killer vampiri, reclutati dai siti satanisti in internet

“Vampiro nero come la pece cerca principessa delle tenebre che disprezza tutto e tutti e ha detto addio alla vita”.

Queste erano le parole di un annuncio per cuori solitari in una popolare rivista di heavy-metal, nell’agosto del 2000: l’annuncio con cui il giovane tedesco Daniel Ruda, 26 anni, riuscì ad incontrare la sua futura moglie, con cui pianificò una serie di “sacrifici umani rituali”, dopo i quali volevano suicidarsi per raggiungere il loro “oscuro signore” e diventare immortali.

A quell’annuncio, tra le tante, rispose Manuela e Daniel la scelse, perchè lei diceva che a 14 anni aveva sentito la “chiamata” di Satana. A 17 anni Manuela aveva abbandonato gli studi in Germania per fare nuove esperienze in Inghilterra, dove incontrò alcuni satanisti in un club gotico londinese, a Islington dove lavorava, un club che apre da mezzanotte all’alba: fu lì che venne iniziata all’autolesionismo, al vampirismo e venne consacrata a Satana nella notte di Halloween.  Fu proprio in questa setta che Manuela trovò i suoi primi “donatori” che si offrivano a lei per le pratiche di vampirismo, come parte del rituale. Manuela si fece togliere due denti per sostituirli con due zanne affilate da vampiro. Le venne insegnato a prendere il sangue dal collo dei donatori, senza ledere l’arteria, imparò a dormire nelle bare nei cimiteri senza avere paura..insomma era la complice ideale per il satanista vampiro Daniel Ruda, perchè aveva fatto “pratica”.

Dopo aver vissuto per un periodo con “l’uomo leopardo” Tom Leppard, in Scozia, considerato “l’uomo più tatuato del mondo” che viveva in una grotta sul lago di Skye,  Manuela tornò in Germania nel 1998 e cercò collegamenti con i satanisti vampiri tedeschi in internet. E quando lesse l’annuncio di Daniel Ruda, nel 2000, anche lei capì di aver trovato “il partner perfetto”.

Queste sono le dichiarazioni che Manuela rilasciò alla Polizia in Germania, nel 2002: le indagini e le documentazioni sulle sue frequentazioni sataniste inglesi e tedesche hanno confermato che era tutto vero, purtroppo…Prima della sua fuga a Londra, Manuela era un’ adolescente insoddisfatta come tante oggi, in cerca della propria identità, facilmente manipolabile dalle mode del momento e da loschi figuri.

FOTO: Manuela come era “prima” e “dopo” la sua iniziazione al satanismo in Inghilterra

Sia Daniel che Manuela avevano la stessa ossessione per il rock satanico e per il satanismo, vivevano in un “party horror di Halloween” quotidiano, quindi erano in simbiosi perfetta nella chat satanista in cui presero i primi contatti.

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Daniel Ruda e Manuela

Daniel Ruda aveva trovato il suo percorso nella scena heavy metal attraverso il movimento neo nazista tedesco, Daniel promuoveva gruppi metallari legati agli skinheads. Poi passò al genere  black metal e cominciò a frequentare un gruppo satanista dedito al vampirismo, chiamato i “mostri succhiasangue”: questo resoconto sul reclutamento al satanismo di Daniel Ruda è ciò che Frank Lewa, un vecchio amico di Daniel, ha riferito come testimone al processo. Frank Lewa dichiarò che Daniel era molto cambiato e che un giorno gli mostrò una foto, in cui era stato sottoposto ad un rito feticista, facendosi appendere a dei ganci, per dimostrare di sopportare il dolore…Daniel considerava Frank Lewa  “un traditore” perchè non partecipava ai rituali di iniziazione del suo gruppo satanista…per questo motivo ebbero un’accesa discussione che li divise.

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Daniel e Manuela Ruda, novelli sposi

Daniel e Manuela si sposarono il 6 ° giorno del 6 ° mese dell’anno (giugno) del 2001, per onorare il numero della bestia, 666. Ed è stato un mese dopo il loro matrimonio, il 6 luglio 2001, che la coppia ha cominciato ad uccidere per “ordine di Satana”, così hanno dichiarato agli inquirenti. La vittima che la coppia Ruda aveva selezionato era un collega di lavoro di Daniel, Frank Hackert, 33 anni. Daniel Ruda lavorava come venditore di automobili. Frank era un uomo mite e simpatico, la vittima ideale… La coppia dirà più tardi che lo avevano scelto come vittima sacrificale perché ‘amava i Beatles ed era così divertente che sarebbe stato il giullare perfetto per Satana’.

Il metodo del loro omicidio, pianificato nei dettagli,  sembra essere stato modellato sulla copertina del disco di una band metal satanista chiamata Cannibal Corpse. L’album si chiama Hammer-Smashed e presenta un volto pesantemente mutilato e schiacciato dal martello. Nel loro appartamento a Witten, in Germania, Daniel e Manuela Ruda hanno colpito alla testa Frank Hackert ripetutamente con un martello. Poi Manuela lo ha pugnalato al cuore, accoltellandolo per 66 volte. Manuela Ruda ha detto alla corte: “Allora il mio coltello ha iniziato a brillare e ho sentito il comando di pugnalarlo nel cuore, poi abbiamo recitato litanie sataniche”. La coppia ha inciso un pentacolo satanista sul petto della vittima e ha bevuto il suo sangue, poi si sono ritirati nella bara che avevano in casa…Il giorno dopo, sono fuggiti.

Il corpo massacrato di Frank Hackert è stato trovato in casa della coppia, sotto una scritta tracciata con il suo stesso sangue, sulla parete: “Quando Satana vive”. Dentro la casa della coppia, la polizia ha scoperto teschi umani, statue di satana Baphomet, testi di occultismo e satanismo ed una bara trafugata nei cimiteri. C’era anche un elenco di 16 vittime potenziali, che i due avevano programmato di sacrificare, se la Polizia una settimana dopo non li avesse arrestati…

Tre giorni prima del delitto, Manuela Ruda aveva inviato una lettera alla madre, in cui affermava: “Io non sono di questo mondo. Devo liberare la mia anima dalla carne mortale”. La madre di Manuela cominciò a sospettare che sua figlia stava per fare qualcosa di terribile…ma la madre avrebbe dovuto preoccuparsi molti anni prima, vedendo le frequentazioni ed i comportamenti della figlia. Allertata dalla improvvisa scomparsa di Manuela e di Daniel, la donna aveva chiamato la polizia affinchè facessero indagini nella loro casa. Troppo tardi! In seguito alle indagini nella casa, la polizia emise un mandato di cattura per la coppia in tutto il paese. I giovani furono arrestati una settimana dopo, in una stazione di benzina in un villaggio ad est di Jena, in Germania.

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Daniel e Manuela Ruda in tribunale

Sotto processo in Germania nel 2002, Daniel e Manuela Ruda hanno ammesso di aver ucciso Frank Hackert, ma entrambi hanno negato che si trattasse di “omicidio”. Manuela ha detto, “Non è stato omicidio. Satana ci ha ordinato di farlo. Dovevamo obbedire. Doveva semplicemente essere fatto. Se investo una persona con la mia auto e metà della sua testa resta sul paraurti, non è l’auto che va in galera. E’ il pilota che è il Male. Non ho niente di cui pentirmi”. Anche Daniel ha detto alla corte che aveva agito come strumento di Satana: “E’ un atto preciso di ciò in cui crediamo, era necessario. Non è omicidio, è stata un’esecuzione”.  (vedi il libro autobiografico di un giovane ex satanista in Germania “LUKAS, quattro anni all’inferno“:

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/08/22/lukas-autobiografia-di-un-giovane-ex-satanista-in-germania/)

Durante tutto il processo, la coppia ha giocato spavaldamente davanti ai giornalisti, facendo smorfie e roteando gli occhi. Entrambi vestiti vistosamente con abiti militari neri e con simboli satanici tatuati sui loro corpi. Manuela mostrava il tatuaggio di una croce capovolta sulla sua testa rasata. Volevano l’attenzione dei media, hanno giocato a farsi credere folli e tutto questo dimostra consapevolezza di sè e capacità di intendere e di volere.

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Daniel e Manuela Ruda in tribunale

Quando il giudice ha annunciato il loro destino, nessuno dei due coniugi Ruda ha mostrato alcuna emozione. Erano sicuri di farla franca…La famiglia di Frank Hackert aveva chiesto che i due killer venissero condannati all’ergastolo. Ma il giudice ha detto, d’accordo con l’avvocato difensore dei due assassini,  che i due “non erano mostri, ma soffrivano di malessere psicologico” e sono stati mandati in ospedali psichiatrici, piuttosto che in prigione. Daniel Ruda è stato condannato a soli 15 anni, Manuela  13 anni. Eppure il carattere rituale del crimine era evidente.  Come è evidente che spesso le èlite politiche sono conniventi con le sètte…

Come mai non sono stati indagati i satanisti che la coppia aveva incontrato nelle chat e nei siti che fanno propaganda a satanismo e vampirismo, che si offrivano spontaneamente come donatori per la “coppia di  vampiri”? Erano anch’essi complici. Perchè quei forum di incontro per satanisti non sono stati indagati e chiusi?

http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/germany/1383474/Last-kiss-as-Satanist-killers-are-locked-up.html

 

Musicista satanista uccide la sua compagna e si toglie la vita: la “non cultura di morte” miete vittime

Raphael Greaves, 36 anni, si faceva chiamare “Dissacratore di tombe” nella band black metal satanista in cui suonava il basso, i Satanicon, una band nota in USA, specialmente nello stato di Ohio dove viveva; prima di suonare con i Satanicon, Raphael aveva suonato con gli Skeleton, i Lord Asmodeus e con i Blood Coven (“setta di sangue”): il satanismo era la sua ossessione, che prendeva molto sul serio.  Sulla sua  pagina di Facebook aveva un album fotografico intitolato “satanismo” e sul suo profilo mostra in copertina la tavola Ouija, crocifissi rovesciati e armamentari satanici: faceva propaganda di odio contro Cristo e si faceva fotografare mostrando le sue armi, pugnali, fucili e pistole, che definisce “i miei giocattoli calibro 44”. 

Un mortale presagio della sua ossessione finale, che lo ha portato a distruggere la sua vita e quella della sua compagna satanista, Angela Tierney, di 31 anni.

Il 25 febbraio 2016, tre giorni prima del duplice delitto (28 febbraio), Greaves aveva pubblicato una inquietante fotografia, l’ultima della sua pagina Facebook: secondo lui, era la presenza di uno spirito demoniaco, una nuvola di nebbia oscura, che era apparsa nel suo salotto, muovendosi dalla parete dove era appeso un poster con il pentacolo satanista. La sua compagna, seduta accanto a lui, conferma “l’apparizione”.

“Una foto di uno spirito nel nostro salotto in questo momento. Sono onorato dal Signore Oscuro”, aveva scritto Greaves nella didascalia della foto. E precisa in un post: “Questo è quello che succede quando evochi demoni per tutta la notte come faccio io”. 

“Dov’ è il diavolo?” ha commentato un amico di Fb. La ragazza di Greaves, Angela Tierney, ha risposto: “E’ seduto accanto a me.”

Una tragedia annunciata, che si è verificata tre giorni dopo, il 28 febbraio 2016, quando la Polizia della cittadina di Sandusky, nello stato di Ohio (USA), ha ritrovato i corpi senza vita di Raphael Greaves e di Angela Tierney, distesi sul pavimento della stessa casa: una pistola era vicino al corpo di Raphael che, secondo la Polizia, si è suicidato dopo aver ucciso la sua ragazza. Le indagini hanno confermato che non vi era nessun’altro in casa quella notte. Il tenente Scott Dahlgren ha affermato che quella domenica del 28 febbraio, poco prima dell’alba, Angela aveva chiamato la Polizia per chiedere aiuto, perchè il suo compagno Raphael l’aveva picchiata senza alcun motivo e la stava minacciando di morte. Angela riuscì a fornire l’indirizzo della loro casa, poi la telefonata si interruppe con un grido di terrore…La Polizia arrivò troppo tardi.

Angela non aveva mai chiamato la Polizia prima di allora e mai, prima di allora, Raphael aveva minacciato di ucciderla, anche se tutti sapevano che Raphael beveva parecchio (come tutti i membri della sua band, del resto), che teneva molte armi in casa, non era una novità per nessuno. Gli amici della sua band (tutti satanisti) continuano a sminuire le cause reali dei delitti, nelle interviste affermano che lui era un bravo ragazzo, che “è stato solo colpa dell’alcool…”.  Strano, tutti i musicisti della band bevono forte e indulgono in dipendenze anche peggiori. 

“Mi sto facendo un paio di birre con il Diavolo oggi”, ha scritto su Facebook Raphael Greaves, accanto ad una foto che mostra una piramide di lattine di birra Ice Keystone accatastate davanti ad una figura di Lucifero. E tutti i suoi amici satanisti di Fb hanno cliccato “mi piace” sotto la foto…

Raphael Greaves era satanista teista, il che significa che egli considerava Satana come una divinità soprannaturale. Questo è in contrasto con i satanisti “atei razionalisti”, che hanno cercato di prendere le distanze dagli “adoratori del diavolo”, pur praticando gli stessi rituali di evocazioni di demoni…quindi il confine tra i due tipi di satanismo è spesso solo formale. Lo stesso Anton LaVey, che si dichiarava “satanista razionalista”, ma è stato fondatore della Chiesa di Satana in California, ha reso perfettamente chiaro il concetto che la ” scelta di un sacrificio umano ” (titolo di uno dei capitoli della Bibbia satanica di LaVey) è per il satanista un fatto perfettamente accettabile “nei casi in cui al mago è necessaria l’energia per il rituale”…

Raphael Greaves mostrava con orgoglio i suoi certificati di affiliazione alla Chiesa di Satana. Sulla sua pagina Facebook,  mostrava foto di se stesso travestito da diavolo rosso, come un “costume di Halloween”, pubblicava maledizioni contro Cristo, foto dei suoi tatuaggi con simboli satanici ed il simbolo del Necronomicon, un libro di magia nera descritto nelle opere dello scrittore horror HP Lovecraft. 

In un altro post, Greaves maledice i suoi vicini di casa: ” I miei vicini non sanno che ho un altare per i rituali satanici qui nella mia stanza, ahahaha! “.

Perché  tutte le azioni negative perpetrate dai satanisti vengono sempre sminuite e respinte come casi di “panico satanico”?  Perché i satanisti non dovrebbero fare azioni in base alle loro visioni del mondo ed all’odio che propagano? Ricordiamo che i testi della band Satanicon, di cui Greaves era bassista, istigano ad uccidere, fare sacrifici rituali per Satana, bruciare chiese e distruggere, specialmente i cristiani: uno dei titoli dei loro brani è “Massacrare i Santi”.  I leader dell’industria discografica e dello spettacolo, che permettono questi testi e scenografie violente di odio anticristiano, si assumano le loro responsabilità, quando accadono queste disgrazie. 

cristorisortoQuesti inspiegabili delitti erano prevedibili e potevano essere evitati: il satanismo è un culto fortemente distruttivo che ha guidato la mano di Raphael Greaves all’annientamento di se stesso e della persona che lo amava. Raphael Greaves soffriva di attacchi di rabbia molto violenti e di grave depressione, da molti anni, da quando aveva fatto il suo ingresso nel satanismo, ma nessuno se n’era preoccupato.

Seguiva un’ideologia anticristiana di odio e di morte che alla fine si è ritorta contro di lui e contro Angela, che lo aveva conosciuto quando suonava con la band satanista ed era stata una sua fan…

Purtroppo, finchè si continuerà a sottovalutare la pericolosità del satanismo che E’ un culto distruttivo ed antisociale, questi fatti terribili accadranno sempre più tra i giovani. Ricordiamo tra i tanti, l’uccisione di Suor  Maria Laura Mainetti,  vittima sacrificale di due fans del cantante satanista Marilyn Manson;  Suor Maria Laura, Martire vittoriosa sul satanismo.suor-maria-laura-preghiera FONTI 

http://www.gris-imola.it/esoterismo/suor_Laura_Mainetti.php

http://www.fox8live.com/story/31341495/accused-shooter-in-apparent-murder-suicide-called-the-grave-desecrator

 

La psico-setta italiana”Onde Delta”: manipolazione mentale e sfruttamento dei seguaci per oltre 400mila euro

I “movimenti del potenziale umano” (definiti “psico-sette” da un rapporto del Ministero dell’Interno) sono indicati come le più pericolose forme di “sette”, in quanto capaci di de-strutturare il modo di pensare degli adepti e di condurli anche alla pazzia e alla rovina economica. La psico-setta Onde Delta si nascondeva dietro il titolo di CORSO DI TRAINING, “percorso di evoluzione fra scienza e spiritualità”,  la “dottrina” veniva “rivelata” poco per volta in “livelli” successivi: parole di moda ed accattivanti, dietro le quali invece veniva praticata manipolazione mentale e sfruttamento di persone fragili e malate. IL GURU DELLA SETTA, l’architetto orgolese (Nuoro) Lucia Dettori, affermava che, a un certo punto della propria vita – raccontava nel proprio sito web oggi oscurato dalla Polizia – aveva scoperto che l’Universo le parlava, istruendola su queste dottrine “evolutive” di cui solo lei era la detentrice privilegiata, in stile GURU NEW AGE, presentandosi come GUARITRICE…Lucia DettoriFinalmente nel 2016 è partito il processo a carico degli otto imputati appartenenti alla psico-setta “Onde Delta”, accusati di associazione a delinquere finalizzata all’esercizio abusivo della professione medica. Infatti la setta si presentava come “corso di psicoterapia a pagamento”: la setta proponeva ai suoi adepti di raggiungere il benessere riattivando l’uso di particolari onde del cervello (le onde Delta, appunto), facendo sesso di gruppo (istigando alla prostituzione) e mettendo mani al portafogli dei seguaci.  

Lucia Dettori sconsigliava di assumere farmaci anche in presenza di patologie gravi e suggeriva invece l’uso di ibogaina, efedrina e metadone, sostanze pericolose, alcune con effetti allucinogeni. Le vittime erano centinaia, tanto che l’associazione consumatori ha dovuto attivare uno sportello dedicato. Nella rete, insieme a professionisti, insegnanti e casalinghe sono finiti anche personaggi del mondo dello spettacolo. Le cifre pagate per ogni giornata di “terapia” variavano da 250 a 300 euro. Il giro d’affari emerso dai controlli sui conti degli imputati supera i 400 mila euro.

L’indagine è iniziata nel gennaio 2013 grazie alle testimonianze di alcune vittime e di alcuni seguaci che sono riusciti ad allontanarsi dal gruppo. A gennaio 2015 sono scattate le denunce da parte della procura, in seguito a un’indagine durata due anni e condotta dalla polizia di Nuoro (con agenti infiltrati) in collaborazione con la guardia di finanza.

IL RUOLO DELLA FONDATRICE – L’inchiesta ruota attorno alla figura di Lucia Dettori che nel 2013 ha deciso di abbandonare la sua professione di architetto per dedicarsi a una nuova attività. Organizzava così “corsi di training, sedute di psicoterapia di gruppi a pagamento, presentazioni di libri e altre attività legate alle onde cerebrali che caratterizzano gli stadi di sonno profondo”. Erano stati aperti anche dei siti internet (oscurati poi dalla polizia) per diffondere la dottrina e invogliare a seguire i corsi che si svolgevano in tutta Italia, in alberghi o appartamenti privati: non solo in Sardegna, ma anche a Milano, Roma e Treviso. E persino in due città del Brasile. Gli adepti (dai 30 ai 70 per seduta di gruppo) sborsavano tra i 250 e i 300 euro a persona al giorno. E ci sono stati testimoni che hanno raccontato di trasferte durate anche 20 giorni.

TRA DEBITI E FAMIGLIE SFASCIATE – Molte le famiglie che si sono indebitate per seguire i corsi o quelle in cui moglie e marito si sono separati. Perché se si cercava di far ragionare un parente caduto nella rete o un’amica metteva bocca nel rapporto tra adepti e gruppo, si passava al contrattacco facendo in modo di isolare le vittime. C’è chi ha abbandonato il proprio lavoro o ha interrotto l’assunzione di farmaci nonostante fosse affetto da gravi malattie. Ad alcuni adepti sono stati diagnosticati blocchi sessuali. La ricetta in questi casi? Rapporti extraconiugali e sesso di gruppo imposto come “terapia”…Taluni definiscono “trasgressione creativa” questa pratica: se il partner di un adepto non vuole entrare nel movimento o se non è gradito all’organizzazione, una delle possibilità è dare ordine all’adepto di compiere il tradimento in presenza del partner, facendoglielo sapere in uno dei modi più dolorosi. Le dispense delta, d’altronde, parlano chiaro: queste persone sono “parassiti di energia” e l’ordine della “guru” è perentorio: “Abbandonarli”…

Centinaia le storie diverse raccontate agli inquirenti da vittime in lacrime, famiglie sfasciate ed in banca rotta, persone a loro vicine che hanno trovato il coraggio di denunciare. Nonostante ciò, anche quando si è saputo che si stava indagando, i corsi sono andati avanti. E c’è chi ha appreso la ‘dottrina’ per guadagnarci a sua volta. Tant’è che nel maggio 2015, 4 mesi dopo le denunce, le telecamere di Striscia la Notizia sono entrate nello studio di una fisioterapista di Pesaro. Anche lei ‘curava’ con le Onde Delta e, filmata di nascosto, ha placidamente ammesso di aver partecipato ai corsi finiti al centro dell’inchiesta.

«Ero un burattino nelle mani di Lucia Dettori. Mi teneva sotto scacco. Mi diceva che se non avessi continuato a seguire i suoi corsi mio padre sarebbe morto». Maria (il nome è di fantasia) ieri è stata la prima a testimoniare, davanti al tribunale in seduta collegiale (presidente, Giorgio Cannas), al processo a carico della psico-setta denominata “Onde Delta” Alla sbarra l’architetto orgolese Lucia Dettori, 50 anni, riverita da tutti come la guru della setta, che ieri si è presentata puntuale in aula: tubino, spolverino color carta da zucchero, stiletto fucsia e borsa Louis Vuitton al braccio. È accusata di aver costituito un’associazione a delinquere finalizzata all’esercizio della professione di psicologo e psicoterapeuta. Con lei sul banco degli imputati, per le medesime accuse, le sorelle Pasqualina e Michela, il suo ex fidanzato Luigi Franceschini, di Pesaro, Cristan Cesaroni, di Urbino, Angela Golosio, di Mamoiada, Stefania Seddone, di Nuoro, e Marta Pasqualin, fisioterapista di Treviso.

«Stavo attraversando un periodo difficile della mia vita: avevo perso mia mamma, ero appena stata operata di un tumore alla tiroide e il mio fidanzato mi tradiva – ha raccontato Maria – Un’amica mi consigliò di rivolgermi alla Dettori spiegandomi che era una psicoteraupeta che organizzava corsi di training a pagamento a Sassari».

Da quel momento, per lei, comincia l’incubo. «Ho incontrato una prima volta la Dettori a casa sua, a Nuoro, poi ho seguito i suoi corsi a Sassari dove prometteva alle persone di raggiungere il benessere riattivando l’uso di particolare onde del cervello, le onde delta appunto. Anche con me ha fatto lo stesso. Mi ha convinto a interrompere la terapia farmacologica che seguivo dopo l’intervento alla tiroide proponendomi di curarmi con le onde delta. Purtroppo ho seguito il suo consiglio e ho cominciato a stare male. Ma lei mi diceva che era colpa dei miei conflitti interiori se la malattia peggiorava. Un’altra soluzione per superare la malattia era fare sesso a volontà, con il primo arrivato, anche a pagamento. All’inizio ero come imbambolata. Mi ha addirittura convinta a dimettermi dalla cooperativa dove lavoravo, perché mi diceva che non era il lavoro adatto a me. Poi, quando è arrivata a minacciarmi dicendomi che se non avessi più seguito i suoi corsi mio padre sarebbe morto, ho capito che ero arrivata a un punto di non ritorno e ho mollato tutto».

Per il suo lavoro la Dettori e i colleghi si facevano pagare bene. «Ho seguito un corso a Milano un fine settimana e ho pagato 420 euro», ha confessato una signora di Milano che, però, non si è fatta convincere dall’architetto orgolese. «Ci hanno portato in una sala oscura per introiettare le onde delta», ha ricordato sorridendo. La Dettori si improvvisava anche consulente matrimoniale. «Ero in crisi con mio marito e ci siamo rivolti a lei per risolvere i nostri problemi di coppia. Ci ha ricevuto singolarmente, per diversi mesi, una volta la settimana. La parcella? 100 euro la settimana, 50 per me e 50 per mio marito. Poi alla fine non avevamo più soldi e ci ha liquidato». Lucia Dettori, assistita dagli avvocati Angelo Magliocchetti, Mario Lai e Giorgio Piazzese, non ha alzato neanche un sopracciglio di fronte alle accuse che le venivano rivolte dalle sue ex pazienti. Il prossimo round il 9 novembre.

FONTI 

http://www.genteveneta.it/public/articolo.php?id=8073

http://lanuovasardegna.gelocal.it/nuoro/cronaca/2016/10/13/news/nuoro-processo-alla-guru-i-testi-cosi-ci-curavano-con-le-onde-delta-1.14244027

 

IN PIAZZA LA PREGHIERA DEL ROSARIO IN COMUNIONE CON I CRISTIANI PERSEGUITATI

Come reagire alla notizia di nuovi bombardamenti ad Aleppo che hanno massacrato altri innocenti (fra cui bambini)? In cosa sperare quando si legge di giovani mamme sole, i cui mariti sono morti trucidati dalla persecuzione dei cristiani in Medio Oriente? Dove cercare aiuto quando le potenze internazionali non hanno alcun interesse a porre davvero fine ai conflitti? Cosa fare di fronte a un esodo che ormai da anni sta portando alla scomparsa della Chiesa in Iraq e alla sua erosione in Siria?barracatolicactv_12a

Dall’agosto del 2014 di fronte all’escalation della barbarie, ogni 20 del mese, un gruppo di laici dando vita al Comitato Nazarat ha cominciato a riunirsi la sera in piazza Tre Martiri a Rimini per recitare il Rosario e invitare a parlare coloro che vivono il dramma delle persecuzioni in prima persona. Da allora l’iniziativa del comitato si è allargata in altre città e il 20 di ottobre 2016 partirà anche a Milano (ore 19 in piazza della Scala).

http://www.newsrimini.it/2016/10/2642069/

La supplica, infatti, si fa sempre più urgente in un momento in cui, oltre all’esodo drammatico che sta portando alla scomparsa del cristianesimo in Iraq e in Siria, continuano i bombardamenti che domenica scorsa hanno fatto domandare ancora una volta al sacerdote di Aleppo Padre Ibrahim Alsabagh così:ibrahim “Carissimi, vi chiedo una preghiera per noi ad Aleppo. Questa notte, tutta la città non ha potuto dormire e fino ad adesso continuano i bombardamenti su tutte le nostre zone. Abbiamo cancellato il catechismo dei bambini, conservando solo la S. Messa loro alle 11,00. Abbiamo passato momenti molto difficili negli ultimi giorni ma oggi la situazione è ancora più difficile. Lasciamoci aiutare a prendere maggiore coscienza del valore della preghiera, con questa frase presa dall’omelia di questa mattina di Papa Francesco durante la canonizzazione di sette nuovi santi: ‘Questi sette testimoni canonizzati hanno combattuto la buona battaglia della fede e dell’amore con la preghiera: per questo sono rimasti saldi nella fede, con il cuore generoso e fedele. Per il loro esempio e la loro intercessione, Dio conceda anche a noi di essere uomini e donne di preghiera; di gridare giorno e notte a Dio, senza stancarci; di lasciare che lo Spirito Santo preghi in noi, e di pregare sostenendoci a vicenda per rimanere con le braccia alzate, finché vinca la Divina Misericordia’. Mi permetto quindi di invitare ciascuno di noi a continuare la preghiera incessante per la Pace ad Aleppo e per tutta l’amata Siria affinché vinca la Divina Misericordia. Unione di preghiera”. 

Padre Ibrahim Alsabagh è un francescano che opera nella parrocchia di rito latino di Aleppo, praticamente situata sulla linea del fronte; circa due mesi fa, la sua chiesa è stata colpita da una bomba e anche recentemente l’area del convento è stata bersagliata da bombe. Nonostante questo, lui e i suoi confratelli restano li, per rispondere ai bisogni spirituali e materiali dei fedeli cristiani ma anche di tante famiglie musulmane. Una presenza umanamente quasi impossibile in mezzo alle difficoltà e alle privazioni provocate dalla guerra, ma sorretta da una fede semplice e incrollabile.

Dall’urto del messaggio inviato dal sacerdote in Italia si capisce bene che il Rosario recitato in piazza non serve semplicemente a chiedere il miracolo della speranza per i nostri fratelli perseguitati, ma a svegliare dal sonno della fede l’Occidente gridando appunto “giorno e notte a Dio, senza stancarci” e quindi chiedendo“di pregare sostenendoci a vicenda”.sotto2bla2btua2bprotezione Insieme al comitato pregheranno, come ogni mese, anche decine di monasteri, parrocchie e gruppi di preghiera. Persino ad Erbil un gruppo di cristiani si ritrova lo stesso giorno a recitare il Rosario in comunione con gli italiani. In ogni piazza, poi, si ergeranno le voci delle vittime, di sacerdoti o reporter per rendere consapevoli i cittadini anche di quello che la stampa tace. Basti pensare a quanto scritto ad ACS (Aiuto alla Chiesa che Soffre) sabato scorso dalle carmelitane di Aleppo: “I bombardamenti sulla parte est di Aleppo sono numerosi, ma la situazione nella parte occidentale della città non è migliore, nonostante i media non ne parlino. Questa parzialità dell’informazione ci fa soffrire, perché siamo quotidianamente testimoni delle sofferenze vissute nei numerosi quartieri occidentali della città: morti e feriti si contano anche lì a decine ogni giorno. Un sacerdote – affermano le Carmelitane –  è arrivato da noi in lacrime: abita a Midan, un quartiere popolare da tre anni incessantemente bersaglio di attentati. Da una settimana non fa altro che dare sepoltura alle vittime civili (…) domandiamo la fine dei combattimenti in ogni parte della città, oltre ad un’informazione un po’ più obiettiva”. 

http://acs-italia.org/acs-notizie-dal-mondo/grido-di-dolore-delle-carmelitane-di-aleppo-non-possiamo-piu-accettarlo/

Ad Aleppo i Cristiani sono passati da 160.000 presenze prima della guerra a 40.000 nello scorso aprile. Le stime più aggiornate (settembre) parlano di 35.000 cristiani. Aiuto alla Chiesa che Soffre, solo nelle ultime settimane, ha garantito alla diocesi di Aleppo progetti per 110.000 euro, e altri, per un totale di 250.000 euro, sono in fase di finanziamento.

Le testimonianze di questi due anni hanno poi fatto emergere ciò che ha ricordato recentemente a La Nuova BQ l’archimandrita melchita Mtanios Haddad: “Sia i cristiani che i musulmani devono, prima di tutto, poter tornare in Siria. Quando apriamo tutte le porte, senza controllare chi entra, non facciamo altro che permettere ai terroristi di infiltrarsi fra gli emigranti (…) Se volete aiutarci realmente, aiutateci a vivere in pace a casa nostra, con la nostra dignità di cristiani siriani”. Motivo per cui “questa gente, cacciata dalle loro case, derubata dei proprio beni, minacciata affinché rinnegasse il proprio credo non ci ha chiesto di imbracciare la armi, di ospitarli, di dare loro cibo, soldi o vestiti.

Ci ha solo chiesto di continuare a pregare”, si legge sul sito del comitato (www.nazarat.org):  “Una preghiera che li aiuti a resistere, senza scappare” e una testimonianza che tocchi i cuori induriti nell’indifferenza.

Halloween: Come una festa cristiana è stata scippata dalla Massoneria dal 1717 ad oggi, altro che “festa celtica”!

Si avvicina il 31 ottobre e le maestre nelle scuole elementari fanno a gara a proporre ai bambini spettri, maghi, vampiri, demoni e mostri. Ma diciamo le cose come stanno e insegniamo la verità ai nostri bambini: HALLOWEEN letteralmente SIGNIFICA VIGILIA DI TUTTI I SANTI “All Hallows Eve”! E’ UNA FESTA CRISTIANA, che è stata scippata dalla Massoneria occultista, fondata nel 1717 a Londra, fino ad oggi, per essere usata come PROPAGANDA DELLE SETTE SATANISTE E NEOPAGANE, CHE LA NOTTE DEL 31 OTTOBRE ‘FESTEGGIANO IL CAPODANNO DI SATANA’ E IL GRANDE SABBA DELLA STREGONERIA WICCA.

Troviamo i riferimenti a questa ‘festa satanista e pagana’ nei testi: la Bibbia di satana di Anton LaVey, 1966, fondatore della Chiesa di satana in California, il quale esplicitamente scrive che la notte del 31 ottobre è il “capodanno satanico, la notte della grande evocazione di demoni “; nei testi Wicca ‘Strega Teenager-Teen witch ‘ di Silver Ravenwolf, e in molti altri testi di stregoneria moderna, Halloween è considerata la “notte del grande sabba delle streghe”…dunque, NON E’ UNA FESTA DI CARNEVALE, E’ UN RITUALE OCCULTISTA DI MASSA, perchè dobbiamo sottometterci (e far sottomettere i nostri bambini) a questa farsa che non ci appartiene e che è una menzogna ?! oltre ad un business commerciale horror, totalmente antieducativo?
NON ESISTE TRACCIA, IN NESSUN TESTO CELTICO AUTOCTONO, DI UN FESTEGGIAMENTO DEL GENERE così come lo vediamo oggi, con bambini e adulti mascherati da demoni, streghe, maghi, vampiri e serial killer e, l’ultima moda, anche da terroristi dell’ Isis muniti di asce per la decapitazione…rendiamoci conto….

QUALI SONO LE VERE FONTI STORICHE SULLA VERA HALLOWEEN E SUI CELTI –
Samuin è il nome gaelico di un mese che corrisponde più o meno a novembre: il giorno di Samhain segnava dunque l’inizio invernale della metà dell’anno, e fu chiamato per questo “il giorno in mezzo agli anni”. La festa è citata come Vigilia di Tutti i Santi, per la prima volta, in un TESTO IRLANDESE detto prosaicamente “La mucca grigia” del 1100. Altro che preistoria! Ognissanti è una festa cristiana, portata negli Stati Uniti dagli irlandesi e dagli scozzesi- SAN PATRIZIO, IL PATRONO DI IRLANDA, ERA DI ORIGINE CELTICA e molte notizie sui druidi le abbiamo proprio dal suo libro autobiografico Confessio del 450: la conversione al Cristianesimo dei Celti/irlandesi avvenne in modo pacifico e fu accolta con grande gioia, perchè San Patrizio liberò la popolazione dalle paure dei sacrifici umani dei druidi e dal timore dei demoni.patrick_stained-glass
Gli irlandesi ricordavano nella notte di Halloween i martiri cristiani, in una celebrazione che anticipava la festa dei Santi del 1 novembre e la festa del 2 novembre, quando ogni famiglia ricordava i propri defunti. Il Cristianesimo ha rivoluzionato il rapporto coi defunti: mentre i pagani seppellivano i morti lontano dalla città, in quanto ne avevano timore e li sentivano contaminanti, i primi cristiani hanno venerato i corpi dei Santi, costruendo su di essi gli altari e poi le chiese e i villaggi. Il ricordo dei defunti è stato posto dai Padri della Chiesa nel periodo autunnale, quando anche la natura sembra appesantita da un sonno mortale e i giorni si accorciano fino al solstizio d’inverno.

Sappiamo che, già nel periodo dell’opera missionaria di evangelizzazione di San Patrizio, 440 d. C., l’Irlanda si era liberata dagli antichi culti sacrificali dei Celti.

I CELTI NON CI HANNO LASCIATO NESSUNA TESTIMONIANZA SCRITTA AUTOCTONA, perchè la scrittura era vietata dai druidi (la casta sacerdotale dei Celti). Afferma Mircea Eliade il maggior antropologo culturale del ‘900: “A causa della proibizione rituale della scrittura, non disponiamo di nessun testo sulle religioni dei Celti continentali che sia redatto da un autoctono. Le nostre uniche fonti sono costituite da alcune descrizioni di scrittori greco-latini e da un gran numero di monumenti figurativi, in gran parte di epoca gallo-romana” (Mircea Eliade, Storia delle credenze e delle idee religiose, vol II, ed BUR, 2006, p.144). I druidi sono scomparsi definitivamente nel VII sec. d.C., integrandosi con la cultura e il popolo romano.
E’ evidente che non è possibile nessuna sopravvivenza di una tradizione celtica, senza la costante ed ininterrotta trasmissione da parte della sua gerarchia sacerdotale del suo apparato cultuale e sacrificale, oltrechè del deposito spirituale da cui nasce.
Per il prof. Adolfo Morganti “Halloween, come tutte le mode culturali unisce – non di rado – la superficialità, la artificiosità e la ambiguità, in cui l’interesse storico e filologico viene facilmente sacrificato sull’altare del libero mercato e della invenzione pura”.

L’ESOTERISMO MASSONICO HA RE-INVENTATO LA MITOLOGIA DEI CELTI E DEI DRUIDI, PER TENTARE DI ELIMINARE IL CRISTIANESIMO.

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Gruppi esoterici neoceltici a Stonehenge, nel Wiltshire, Inghilterra

I movimenti neo-celtici sono ri-nati basandosi su una falsa mitologia fatta di leggende e “false pretese settarie”, normalmente anticristiane, nel ‘ 700 con lo sviluppo di concezioni esoteriche ( sapere misterioso e nascosto che è fonte di potere solo per pochi). Nel 1717, anno della fondazione della Massoneria, nella stessa taverna, l’Apple Tree Pub, in cui si fondò la Grande Loggia Madre, apparve il “primo ordine dei druidi”. L’esistenza “reale” di questi gruppi inizia nei primi decenni del ‘900 (cfr. Cecilia Gatto Trocchi, “Sette sataniche e occultismo”, Newton & Compton Editori, 2005, Roma, pp.27.28). “La neo-stregoneria … si mescola al revival celtico e druidico, al neopaganesimo, alla magia cerimoniale che in Inghilterra si espresse nell’Ordine Ermetico della Golden Dawn o Alba Dorata che vide al suo interno intellettuali ed artisti e scrittori … ma anche Aleister Crowley il più importante mago del Novecento” (Cecilia Gatto Trocchi, Le sette in Italia, p.82) e considerato padre del satanismo moderno.

LE VERE NOTIZIE STORICHE SUI CELTI E SUI DRUIDI: SACRIFICI UMANI AI LORO DEI SANGUINARI
Anticamente, sui Celti, “lo storico STRABONE (nato 63 a.C.circa) riferisce che in Irlanda le pratiche cultuali erano presiedute da incantatori druidi e le cerimonie religiose erano simili ad orge” (Enrico Malizia, “Ricettario delle Streghe”, ed Mediterranee, 2003, p.37). “Sacerdotesse celtiche risiedevano in un isolotto alla foce della Loira e narra Strabone che una volta all’anno celebravano una festa sanguinaria nella quale erano al tempo sacrificatrici e vittime … I Greci alle orge di Samatracia paragonavano altre orge druidiche celebrate in un isola vicina alla Britannia” (Decio Cinti, Storia delle religioni, vol.I, Società Editrice Libraria, 1961, p.424).

Stonehenge è considerata dai neopagani (streghe e maghi moderni, come si vede in foto recenti), il “centro della ritualità celtica, un tempio primitivo solare e lunare, etc…” , ma le scoperte archeologiche hanno rivelato che si tratta di un tempio per i sacrifici umani © Wessex Archaeology. Questo è solo un esempio dei tanti ritrovamenti similari nell’area di Stonehenge:

“Una tomba con scheletri umani accatastati l’uno sopra l’altro, tutti sepolti insieme nei pressi del famoso cerchio di pietre antiche: erano quattro adulti e due bambini. Sono stati sacrificati in un rituale, dato che tra le vertebre sono state ritrovate punte di frecce ed i crani presentano profondi tagli provocati da lame, quindi morti violente. Insieme agli scheletri umani, sono state sepolte carcasse di animali, facenti parte dei sacrifici agli dèi della fertilità”.    

http://www.dailymail.co.uk/news/article-3225816/Did-ancient-Brits-build-Stonehenge-II-temple-human-sacrifice-Discoveries-ancient-people-died-violent-deaths-nearby-sites.html
Per distinguere tra mito e realtà storica occorre ricordare che la fonte più autorevole sui Galli o Celti che dir si voglia resta, per gli studiosi seri, il DE BELLO GALLICO (“La guerra gallica”) di GAIO CESARE AUGUSTO(I sec. a.C.). Riferisce l’imperatore romano Gaio Giulio Cesare che i Celti facevano sacrifici umani ai loro dèi sanguinari. Avevano enormi manichini di vimini che riempivano di uomini vivi, anche innocenti, a cui davano fuoco per propiziarsi gli dèi: “Tutta la popolazione dei Galli/Celti è molto dedita alle pratiche cultuali e per quella ragione, coloro che sono colpiti da malattie troppo gravi e che si trovano in guerra e in pericolo, o sacrificano uomini al posto delle vittime o fanno voto che sacrificheranno se stessi e si servono dei druidi come esecutori per quei sacrifici; poichè pensavano che la volontà degli dei immortali non potesse essere placata se non si paghi la vita di un uomo al posto della vita di un uomo, e hanno stabilito a spese pubbliche sacrifici di quel genere. Altre stirpi galliche hanno simulacri di straordinaria grandezza, le membra dei quali intrecciate con i vimini riempiono di uomini vivi; ed essendo stati incendiati questi, gli uomini avvolti dalla fiamma spirano. Credono che siano più graditi agli dei immortali i sacrifici di coloro che sono stati sorpresi in un furto o in un assassinio o in qualche altro delitto; ma quando manca la disponibilità di questa categoria ricorrono anche al sacrificio degli innocenti” (Gaio Cesare Augusto, De bello gallico, Libro V, n°16, ).

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Calderone celtico di Gunderstrup: scena di sacrificio umano

“Quanto ai popoli Celti abbiamo basso rilievi del calderone di Gundestrup, del I secolo a.C., in cui sono raffigurate scene di sacrifici umani, e la celebre testimonianza di Cesare nel De Bello Gallico: ‘i druidi immolano uomini come vittime e promettono che immoleranno loro stessi’. E prosegue: ‘Altri hanno simulacri di smisurata grandezza le cui membra con teste di vimini riempono di uomini vivi; poi danno loro fuoco’. Pratiche rituali analoghe vengono raccontate anche da PLINIO e da TACITO nelle Annales (XIV, 30) ed esistevano, contemporaneamente, anche presso Britanni e abitanti dell’Irlanda” (Francesco Agnoli, Indagine sul cristianesimo, PIEMME, 2010, p.128).

ALTRA USANZA CELTICA: ESPORRE LE TESTE MOZZATE DEI SACRIFICATI SULLE PORTE DELLE CASE E DEI TEMPLI –
LA DECAPITAZIONE RITUALE: DA QUESTA USANZA E’ NATA LA ZUCCA DI HALLOWEEN
Nella mitologia Celtica -gallica le teste mozzate rivestivano una notevole importanza e avevano delle proprietà magiche. La religione celtica si fondava sul culto di numerosi dei, il principale Teutanes, ai quali erano dedicati sacrifici umani ed animali, come si vede nel famoso Calderone di Gundestrup (I sec. a. C.)magini-celti-004Lo storico greco Diodoro Siculo (I sec.a. C.) raccontava, con raccapriccio, che i guerrieri gallici, quando uccidevano un nemico, gli tagliavano la testa e l’appendevano al collo del cavallo, poi, tornati ai loro villaggi, esponevano il cranio sulla soglia di casa come un trofeo, oppure lo offrivano agli Dei nei santuari, mettendo candele all’interno del cranio. Tutto ciò fu confermato anche da Strabone e Tito Livio. Gli antropologi hanno osservato che la simbologia del cranio si riferisce all’offerta agli dei pagani del sangue e dell’anima dei nemici sacrificati per ottenere ‘favori’.
RITROVAMENTI ARCHEOLOGICI: Presso Marsiglia, un gruppo di santuari dei Celti attesta la pratica della decapitazione rituale. Il più importante è quello di Roquepertuse (VI-II sec. a. C.) il cui portico è formato da nicchie contenenti crani inchiodati appartenuti a vittime sacrificali. santuario-di-roquepertuseIn Britannia, nel forte di Bredon Hill, Worcestershire, le teste mozzate venivano poste su pali all’ingresso, a protezione della roccaforte (Nelle Americhe, un’altra popolazione pagana, gli Aztechi, avevano la consuetudine di decapitare le vittime di sacrifici, per poi porre il cranio in una sorta di cavalletto, chiamato tzompantli accumulandone grande quantità, tanto da formare intere pareti).  ZUCCA DI ‘HALLOWEEN’: Da qui, è nata la leggenda irlandese di Jack O’lantern, una reminiscenza dell’usanza celtica di fare offerte di sacrifici umani alle divinità pagane: quindi la zucca che diamo ai bambini è in realtà una testa umana decapitata in onore ai demoni…..
LA ZUCCA E LA DEA ROMANA POMONA? anche questo è un altro mito da sfatare: Halloween non c’entra nulla con Pomona, dea pagana mitologica, era una ninfa, dea di tutti i frutti (non delle zucche!) viene raffigurata nuda e con in mano spighe ,uva e altri frutti, quindi affermare che è a questo mito che si deve collegare la zucca di Halloween è un controsenso storico. Pomona era una dea della fertilità (ce ne parla il poeta latino OVIDIO nelle Metamorfosi cap XIV, che ci descrive i travestimenti del dio Vertumno per tentare di sedurre e possedere Pomona! che alla fine, dopo varie peripezie, si concede a Vertumno…quindi l’origine di questo mito ha connotazioni orgiastiche e con la commemorazione dei defunti non ha proprio nulla a che fare). Quello che sappiamo per certo è che a Roma si celebravano i VERTUMNALIA, ma non ci sono date precise, forse il 13 agosto, sembra nei cambi di stagione,per propiziare i raccolti e si facevano sacrifici di animali per il dio Vertumno e per la dea Pomona, con orge e con stupri di giovani vergini …(come erano soliti fare tutti gli dèi pagani, in particolare Zeus, come ci racconta la vasta mitologia antica greca e romana ). http://www.antika.it/003260_vertumno.html

BOICOTTIAMO HALLOWEENhalloween-contro1-480x372Torniamo a ricordare con devozione i nostri cari defunti, i nostri Santi, che pregano con noi e per noi da qui all’eternità, nella Pace eterna, non nel terrore demoniaco. Va ricordato che il neo-protestantesimo americano nega il culto dei Santi, lo combatte e lo demonizza. Nell’Ottocento, dimenticato il rapporto coi Santi e la memoria dei nostri defunti (che MAI vanno ‘evocati’, come ci insegna la Bibbia, ma si prega per loro e con loro) , resta un pasticcio neo-stregonesco, un’evocazione ambigua di forze maligne, una moda horror, sulla spinta del decadentismo.
A tutto questo da almeno 10 anni si è sovrapposto il revival della magia paganeggiante, della stregoneria New Age, dell’occultismo e del satanismo. E’ quindi accaduto che una festa cristiana sia diventata pagana e non viceversa. Non a caso i fondatori della neo-stregoneria inglese ed americana hanno “scippato” alla cristianità la festa di Ognissanti per farne una ricorrenza del Sabbah. Non a caso i satanisti celebrano i loro riti ad Halloween (TIPICO DEI SATANISTI: IL ROVESCIAMENTO DEL CREDO CRISTIANO). La festa così concepita si configura inconsapevolmente come un sortilegio , una sorta di rituale di necromanzia mercantile molto kitsch. Un folklore da fast food: che ne sarà della salute mentale e spirituale dei nostri bambini ?

“CRISTO GESU’ HA VINTO LA MORTE e ha fatto risplendere la vita e l’immortalità per mezzo del Vangelo”, San Paolo, Timoteo 2 -..
“Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei Santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, e avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù. ” san Paolo, Efesini 2
“….i sacrifici dei pagani sono fatti a demòni e non a Dio. Ora, io non voglio che voi entriate in comunione con i demòni; non potete bere il calice del Signore e il calice dei demòni; non potete partecipare alla mensa del Signore e alla mensa dei demòni. ”
I Corinzi,cap 10,21tutti-i-santi-small

Dalla Wicca al satanismo, alla conversione nella Chiesa cattolica: il miracoloso cammino di liberazione di Fred Wolff

wicca2Nel 2011, in una semplice chiesa parrocchiale dello Stato di New York, durante la Veglia Pasquale in cui ogni anno riviviamo la gioia dell’amore di Cristo che con la Sua Resurrezione ha vinto per sempre la morte e ci rende partecipi della Sua Vittoria sul Maligno, in quella celebrazione molte anime entrarono a far parte della Chiesa cattolica, pronunciando le promesse battesimali, accettando le Verità di fede e rinunciando a satana, a tutte le sue opere e alle sue seduzioni.

Per una di quelle persone, quelle rinunce a satana ebbero un significato ancora più forte rispetto agli altri presenti in chiesa. In precedenza, quell’uomo era stato il leader di una congrega Wicca (stregoneria), poi era stato introdotto al satanismo. Per molti anni, aveva praticato riti blasfemi,  aveva visto “cose” che potevano venire solo dall’ inferno, da dove lui stesso le aveva evocate, senza conoscere il reale pericolo di ciò che nelle congreghe lo avevano indotto a praticare.

Questa è la testimonianza di conversione di FRED WOLFF, una storia vera, descritta con le sue stesse parole e con la conferma dei sacerdoti che lo hanno aiutato.jesus-christ-salvation

Fred Wolff è nato, nel 1956, in una famiglia ebrea di New York. La sua famiglia non era molto praticante e Fred crebbe senza una profonda identità di fede. Così Fred a 16 anni, come tanti giovani oggi che seguono le mode del momento, venne attratto dalla magia e dall’occulto, in particolare attraverso suo cugino, che possedeva una libreria di occultismo a New York. Lì, il giovane Fred incontrò molti seguaci della Wicca (stregoneria moderna, dal termine witch che significa strega); Fred diventò un seguace della Wicca, quel movimento neopagano che finge di praticare  “la magia che non danneggia nessuno”. Ripercorrendo il suo cammino passato, oggi Fred Wolff ammette che entrare a far parte della Wicca significò per lui aprire un pericoloso canale che lo ha gradualmente portato ad un più profondo e diretto incontro con il male. 

Da un lato, la vita di Wolff sembrava scorrere normalmente. Nel 1977, entrò a far parte della Air Force dove fece carriera come aviatore e lavorò in diverse parti degli Stati Uniti. Dall’altro lato, la sua vita cominciò ad essere tutt’altro che normale. In queste diverse postazioni con i militari, Fred si trovò collegato a gruppi occulti che erano presenti ovunque nell’esercito americano. Fred Wolff afferma che queste congreghe di stregoneria sono molto diffuse in ogni ambiente, ancora di più oggi.

Un incontro però determinò quel passo ulteriore che, in ultima analisi, gli mostrò dove il percorso nella stregoneria lo stava conducendo. Mentre Fred Wolff lavorava in una base militare dell’aeronautica in California, incontrò  un uomo che portava una custodia in pelle con il disegno di un pentacolo. L’uomo gli disse che quel simbolo di adorazione del diavolo aveva dimostrato di essere portentoso, gli spiegò che era un satanista e lo invitò alla sua prima Messa Nera.

Il rito satanico si svolse a San Francisco e l’aviatore Fred Wolff ne rimase traumatizzato. In quel rito satanista, la Santa Messa cattolica veniva pervertita in un sacrilegio contro Cristo ed in atti sacrificali molto violenti.  Wolff ricorda chiaramente che, pur essendo atterrito da ciò che stava accadendo davanti ai suoi occhi, si sentiva paralizzato da un potere, sia pure invisibile, che lo teneva lì, impedendogli di fuggire.071d2210182d8e1e80142486c289a401

Dopo le sue dimissioni dall’ Air Force, nel 1981, Wolff ritornò alla vita civile e riprese la frequentazione delle congreghe di stregoneria Wicca.  Presto diventò il leader della sua congrega locale a Long Island. E proprio lì, nel suo gruppo di stregoneria, un amico del suo passato lo tornò a trovare nell’inverno del 1982. Era uno di quei giovani che aveva incontrato presso la libreria di occultismo di suo cugino, quando Fred era ancora un adolescente.

Proprio quel vecchio amico, che gli era stato “maestro di stregoneria”, gli si ripresentò con una curiosa richiesta: l’ uomo era convinto di aver trovato il rituale per evocare un demone e per ottenere poteri, e chiese a Fred di partecipare al rito. Più per curiosità che per altro, Wolff accettò; tuttavia, ciò che stava per accadere cambiò in modo radicale la vita di entrambi.

Il suo amico disegnò un cosiddetto ‘cerchio di protezione’ e gli disse che, fintanto che fossero rimasti all’interno dei confini del cerchio, sarebbero stati ‘al sicuro’…. Il canto dei lunghi incantesimi era iniziato. Entrambi si credevano forti nella stregoneria, tanto da poter fronteggiare i demoni ed usare il loro “potere” a loro favore. Ma presto Fred scoprì che Satana e i suoi demoni hanno un unico obiettivo: quello di distruggere tutti coloro con cui entrano in contatto, che siano abili maghi oppure no. inferno_signorelli

Da un angolo della stanza buia, una figura cominciò ad apparire. Wolff ricorda che era una donna molto attraente. Lei gli fece cenno di lasciare il cerchio. In qualche modo, motivato dalla paura più che altro, Fred non riuscì a muoversi. In pochi secondi la bellissima figura si trasformò in un essere deforme: Fred afferma che fu la cosa più orribile su cui avesse mai posato gli occhi. Ma il ‘vero spettacolo’ era appena iniziato.

Le mura intorno ai due uomini cominciarono a sciogliersi ed un odore soffocante – un odore di zolfo, cominciò ad attanagliare la sua gola. Wolff afferma che quello fu il suo “primo assaggio dell’inferno”.  Ancora oggi Fred afferma che, quando sente persone che lo deridono e che ripetono che l’inferno non esiste, lui risponde che ha provato sulla sua pelle cosa significa l’inferno. E ne ha sentito anche il fetore.

Il demone che avevano evocato si presentò in quel miasma pestilenziale e la reazione di paura divenne sempre più paralizzante. Il demone guardò i due uomini e poi rise di loro, chiedendo se davvero avevano creduto che il cerchio li avrebbe tenuti al sicuro!  Prima che potessero pronunciare una risposta, il compagno di Wolff fu sollevato da terra e gettato contro un muro adiacente a circa 15 piedi di distanza. A quel punto, Wolff fuggì inorridito per tutta la casa, chiudendosi in una stanza. Quanto tempo rimase nascosto lì, non lo ricorda. Ciò che Fred ricorda bene, in retrospettiva, è che se la Mano dell’Onnipotente non lo avesse protetto quella sera, lui ora sarebbe morto. Di questo, Fred è convinto.c381ngel_de_la_guarda

Il suo compagno non se la cavò così bene, purtroppo. Quando Wolff  trovò il coraggio di ritornare nella stanza dove il rito aveva avuto luogo, lo trovò disteso sul pavimento, con la bava alla bocca. Fred chiamò la polizia e l’ambulanza. La polizia non credette alla storia di Fred Wolff, che provò a spiegare l’evento soprannaturale cui aveva assistito; dato che non vi era alcuna prova evidente di violenza o di uso di droghe, la polizia lo lasciò andare. Alla fine, il suo amico venne portato in un istituto psichiatrico a Long Island. Morì “suicida” alcuni anni dopo, a causa delle ferite che si era auto-inflitte.

Fred Wolff aveva ormai visto troppo. Aveva sofferto troppo. Alla fine, intuì l’inganno in cui si era cacciato, seguendo la stregoneria… Il giorno dopo l’accaduto, disse agli altri membri della sua congrega Wicca che desiderava lasciare per sempre ogni pratica di stregoneria. Cominciarono  a minacciarlo, lui era il leader, non poteva andarsene in giro a rivelare cosa fanno nelle congreghe; in qualche modo, Fred riuscì a fuggire e corse verso la sua auto parcheggiata fuori. Ma per quanto si sforzasse, la macchina non partiva. E mentre era seduto lì, spingendo sull’accensione, improvvisamente, vide due streghe della congrega nello specchietto retrovisore, che sembravano lanciare un incantesimo contro di lui e contro la sua auto. Un attimo dopo, Wolff si sentì mancare e cadde come stordito: tutto quello che ricorda oggi è che, d’improvviso, i finestrini dell’auto erano esplosi in migliaia di frantumi; pochi secondi dopo, miracolosamente l’auto era ripartita da sola e Fred si ritrovò a spingere sull’acceleratore nella notte …

Il giorno dopo, ancora sotto choc, Fred portò la sua auto dal meccanico per far riparare i finestrini e per farla ripulire dalle innumerevoli schegge di vetro all’interno; stranamente, quando arrivò all’officina, gli operai lo lodarono per aver fatto un ‘buon lavoro’. Fred non capiva cosa volessero dire. Così gli spiegarono che nella sua auto non c’era nemmeno una scheggia di vetro, così avevano pensato che Fred avesse ripulito l’interno dell’ auto dai frantumi….Ma in realtà Fred sapeva di non aver toccato nulla…Ancora oggi, Fred Wolff è sicuro che Qualcuno, forse il suo Angelo custode, lo abbia protetto dalla forza dell’esplosione, in modo che le schegge dei vetri rotti non lo poterono colpire. In effetti, Dio aveva messo in atto un progetto per salvare Fred Wolff dall’inganno dell’occultismo in cui si era cacciato fin da giovane.10_2_guardian3 Nel suo nuovo posto di lavoro, c’era un cristiano che aveva tentato  da tempo di parlare con Fred della sua fede cristiana, ma Fred Wolff, così coinvolto nella stregoneria, non era mai stato interessato e lo aveva tenuto a distanza. Ma dopo quel terribile accaduto, Fred, quando rivide il suo collega cristiano, lo pregò di portarlo in chiesa. Alcuni giorni dopo, in una chiesa battista, assistito dal suo collega di lavoro, sorpreso dalla sua improvvisa decisione, Wolff accettò il Signore GESU’ come suo Salvatore. Fred racconta nella sua testimonianza, che, dopo la notte di quel rito infernale,  lui aveva preso coscienza di aver bisogno di Gesù Cristo;  perchè sapeva che quella notte era stato veramente salvato dall’inferno.

marytreadsdowntheserpentMa il suo cammino di liberazione non fu facile ed immediato. Fred si sposò, ma il matrimonio si rovinò; Fred rimase solo e cominciò sempre più a soffrire di depressione. La sua presenza nella chiesa battista divenne sporadica. Non aveva trovato una vera attrattiva nei vari gruppi protestanti a cui aveva partecipato. C’era un tema costante che attraversava quei gruppi: l’avversione verso la Chiesa cattolica e verso la devozione alla Madre di Cristo, Maria Santissima. 

Paradossalmente, quelle continue polemiche anticattoliche ebbero l’effetto opposto su Fred Wolff, che desiderava approfondire di persona la sua fede riscoperta e cominciò a documentarsi, leggendo i libri di molti apologeti cattolici e le storie delle vite dei Santi. Fred scoprì quell’anello mancante nel suo cammino di liberazione: l’incontro con la Madre di Cristo, Madre della Chiesa, che poteva veramente guidarlo a Gesù. L’orrore e la depressione incontrati negli anni addietro avevano lasciato il posto all’incontro con la vera Bellezza, la Sposa di Cristo, la Sua Chiesa.Risultati immagini per MADONNA SCHIACCIA IL SERPENTEblsacr-christ

Ora, finalmente, in quella Veglia Pasquale del 2011, nella chiesa cattolica di New York dedicata proprio a Maria Santissima, che schiaccia la testa del serpente, Fred Wolff partecipò ad una Santa Messa e, dopo aver confessato ad un sacerdote cattolico il suo passato coinvolgimento con l’occulto, venne completamente liberato e ricevette il suo Salvatore nella Santa Comunione, e, con essa, la pace e la gioia eterne che scacciano ogni paura.

Fonte: La testimonianza di FRED WOLFF http://catholicexchange.com/one-souls-escape-satanism-catholicism

 

NO Halloween: la città di S.Maria Goretti, trasformata nella fiera del macabro e dell’occultismo

Corinaldo, in provincia di Ancona, il paese natale di Santa Maria Goretti, la Santa bambina simbolo di eroismo cristiano, è diventata la capitale italiana della falsa festa di Halloween, propaganda commerciale dell’horror e dell’occultismo. Siamo di fronte ad una gigantesca strategia diseducativa ed anticristiana su scala nazionale. Da diciannove anni il paese di Marietta, martire per la purezza, diventa per 6 giorni fino al 31 ottobre, la fiera del macabro e del cattivo gusto, con un “party a cielo aperto” che coinvolge migliaia di presenze (60mila secondo gli organizzatori dell’ultima edizione). Locali in tema horror e violento, con fattucchiere maghi e medium pronti ad attirare nuove prede nell’inganno della superstizione e nelle sètte; bambine spinte dai genitori a partecipare all’elezione di “Miss Strega”, poi il “Tunnel della Paura” con scenografie di squartamenti e serial killer; lo spettacolo rituale del “corpo di ballo dei Dark Angels”, cioè Angeli Oscuri, in riferimento ai demoni… VIDEO TESTIMONIANZA EX SATANISTA ALLA TRASMISSIONE VADE RETRO: “Nella setta mi consacrarono a satana nella notte di Halloween”.

I satanisti e i neopagani (Wicca) considerano Halloween una delle loro maggiori festività, infatti Anton S. Lavey (1930–1997), il fondatore della Chiesa di Satana, ha scritto nella sua “bibbia satanica”: ‘Le due maggiori festività Sataniche sono Walpurgisnacht (1 maggio) ed Halloween (31 ottobre)”.

L’identità fortemente cristiana della città di Corinaldo verrà messa alla prova ancora di più quest’anno 2016, quando nelle immediate adiacenze della Porta Santa del Santuario di Corinaldo – scelta dal Vescovo di Senigallia (AN) per il Giubileo della Misericordia – nella notte del 31 ottobre si celebrerà il dio della morte celtico Samhain (al quale alcuni corinaldesi hanno ben pensato di dedicare una taverna per questa edizione di Halloween). UN VERO E PROPRIO ATTACCO ALLA FEDE CATTOLICA, uno scempio commerciale e diseducativo che deturpa la città e vuole oscurare la festa dei Santi e la memoria di Santa Maria Goretti.

Occorre ricordare che nel Santuario di Corinaldo sono sepolti i corpi della Santa, quello della madre Assunta Goretti e quello di Alessandro Serenelli: quest’ultimo è noto alle cronache per aver tentato di violentare la dodicenne Maria Goretti, fervente cattolica, che sempre gli si oppose fermamente, appellandosi a Dio e perdonandolo anche nel momento in cui il 18enne Alessandro la accoltellò in un raptus diabolico; la piccola morì in ospedale il 5 luglio 1902; ma Alessandro è noto anche per la sua incredibile conversione, avvenuta in carcere dove scontava la sua pena, allorquando Marietta gli apparve in sogno come un angelo, di nuovo perdonandolo e sorridendogli dal Paradiso mentre gli porgeva dei gigli purissimi: un’esortazione a ritornare a Dio di vero cuore; da quel giorno, il giovane, inorridito per il male compiuto contro la Santa bambina che gli aveva voluto bene come ad un fratello,  scrisse alla madre di Maria, implorando il suo perdono ed esortando i giovani ” a tenersi lontani dagli spettacoli immorali, dai pericoli, dalle occasioni che possono portare al peccato”;  si convertì e decise di dedicare tutta la sua vita a Dio, per riscattare la propria anima, come Marietta gli aveva fatto capire nel sogno. Finì i suoi giorni nel maggio del 1970, nella pace ritrovata nel Convento dei Frati Cappuccini di Ascoli Piceno. UN LUMINOSO ESEMPIO DI COME IL PERDONO CRISTIANO PUO’ GUARIRE LE ANIME E PORTARLE A DIO: QUESTO E’ IL GRANDE MIRACOLO OPERATO DAL CIELO DALLA PICCOLA SANTA MARIA GORETTI. 

Fonte Santuario S.Maria Goretti  http://www.santamariagoretti.it/wp/it/alessandro-serenelli/

Ma il ghigno diabolico di Halloween da troppo tempo ha invaso la città di questa meravigliosa Santa ed è ora che i fedeli riportino la Luce dei Santi nella città, CON PROCESSIONI E VEGLIE DI PREGHIERA NELLA NOTTE DEL 31 OTTOBRE, per risvegliare le coscienze e smontare lo scempio orchestrato da tanti ciarlatani, sette occultiste e commercianti che fanno soldi sull’ignoranza  dei genitori che portano i loro bimbi a partecipare alle opere delle tenebre.  Molti abitanti di Corinaldo, ignari delle gravissime conseguenze spirituali degli atti – anche involontari – di adorazione a Satana, credono ancora alla menzogna che Halloween sia “un innocente carnevale autunnale”.

amorth1“HALLOWEEN FA SCHIFO! Halloween è una trappola del demonio, che le prova tutte”: lo ha detto il compianto Padre Gabriele Amorth, decano degli esorcisti nel mondo. “Si tratta di una roba pagana, anticristiana ed anticattolica, proveniente da terre nordiche ed esplosa negli Usa. Questa robaccia, pretende, e talvolta ci riesce anche, di mettere in secondo piano ed offuscare la Solennità di Tutti i Santi che celebriamo con gioia il primo novembre. E siccome, appunto, il suo scopo é quello di mettere intralcio alla santità, é una ideazione del demonio che intende scompaginare i piani di Dio. Una dimostrazione della scaltrezza del Nemico: il diavolo cerca di mettere zizzania tra Dio e l’uomo, non tanto per ostilità verso l’uomo, quanto per voler offendere Dio, che é il suo bersaglio preferito, e talvolta, riesce in questo scopo, anche se verrà sconfitto per sempre. I giovani seguono le correnti e questo avviene con maggior intensità in culture ed epoche scristianizzate come questa. Lo ripeto: il demonio sa come operare ed i genitori non sanno più educare i figli, perchè hanno abdicato alla loro responsabilità di educatori e lasciano fare tutto”.

Dobbiamo precisare che solo nel 2013, in Italia, sono state più di quaranta le persone individuate e denunciate per maltrattamento di animali nei riti satanici interrotti nella notte di Halloween. Si intensificano anche i furti di S. Ostie consacrate in prossimità della data del 31 ottobre, e si intensificano delitti, furti e vandalismi nei cimiteri e nelle chiese, morti tragiche nelle discoteche “a tema”, come documentato dalla cronaca nera dei giorni dopo il ciclone Halloween in Usa ed anche in Europa negli ultimi anni.

HALLOWEEN, INACCETTABILE PER I CRISTIANI. La Conferenza episcopale dell’Emilia Romagna ha diffuso un documento per i fedeli di tutte le diocesi in Italia, definendo Halloween come una festa importante per i satanisti, vigilia dell’anno nuovo secondo il “calendario delle streghe” ed anticamera verso l’indottrinamento all’occultismo ed al reclutamento nelle sètte. (50mila persone, solo in Emilia Romagna, aderiscono a sette o culti distruttivi come il satanismo). Una robusta spallata viene anche dal Cardinal Bassetti, vicepresidente della CEI che, intervenuto ai microfoni di TV2000, ammonisce con durezza: “Halloween è la festa delle zucche vuote e stiamo attenti a non diventare noi delle zucche vuote”.

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/10/05/29830/

Sarebbe cosa buona che cominciasse proprio a Corinaldo una grande iniziativa di preghiera in tutte le chiese nella notte del 31 ottobre in preparazione della Festa di Tutti i Santi e che i sacerdoti della diocesi di Senigallia (AN) istruissero un popolo che – per usare le parole del profeta Osea – “perisce per mancanza di conoscenza”. Oggi come ieri non si possono servire due padroni.

Fonti: Vade Retro – La capitale di halloween tra macabro, streghe e inferno 

 

Riti satanici con animali nella notte di Halloween

http://www.articolotre.com/2013/11/halloween-41-persone-accusate-di-riti-satanici-con-gli-animali/

Furto ostie consacrate nelle Marche

http://www.youtube.com/watch?v=YeWNBqhucC

 

I consigli di Santa Teresa d’Avila per il combattimento spirituale e le sue visioni degli Angeli di Dio

Santa Teresa d’Avila (S.Teresa di Gesù), Carmelitana, nacque in Spagna nel 1515 e morì la notte del 15 ottobre 1582 ad Alba de Tormes, ripetendo umilmente due espressioni: “Alla fine, muoio da figlia della Chiesa” e “E’ ormai ora, mio Sposo, che ci vediamo”. Un’esistenza consumata all’interno della Spagna, ma spesa per la Chiesa intera. Riforma l’Ordine carmelitano con l’intenzione di meglio servire e meglio difendere la “Santa Chiesa Cattolica Romana”, ed è disposta a dare la vita per essa (cfr Vita 33, 5). Beatificata dal Papa Paolo V nel 1614 e canonizzata nel 1622 da Gregorio XV, è proclamata “Dottore della Chiesa” dal Servo di Dio Paolo VI nel 1970.

 Santa Teresa ebbe una potenza spirituale da intimidire cardinali e principi regnanti, da imporsi con la sua saggezza e il suo coraggio; con i suoi scritti e con i suoi straordinari carismi ed esperienze. E’ evidente che questi doni mistici non sono fini a se stessi, ma sono dati da Dio per distaccare l’anima dalle caducità dei beni terreni e farla progredire nel cammino delle virtù spirituali, a beneficio di tante anime.

Consideriamo ora come si inseriscono gli Angeli eletti e quelli decaduti nelle vicende umane di Santa Teresa, nel suo cammino interiore, nelle sue esperienze mistiche. Le fonti, che ci offrono notizie a riguardo, sono gli scritti della Santa, soprattutto l’autobiografia in cui ella descrive le sue visioni soprannaturali di Angeli e di demoni.

Abbiamo la visione di una lotta tra Angeli e demoni, la santa scrive:

“Il giorno della SS.ma Trinità, mentre ero in estasi… vidi una gran lotta tra Angeli e demoni e non riuscivo a capire il significato di quella visione…mi vedevo intorno una gran turba di essi (demoni) e mi sembrava di essere circonfusa di una luce chiarissima che non permetteva loro di avvicinarsi. Capivo allora che Dio vegliava su di me perché non si accostassero in modo da farmi recare offesa a Dio”. E’ una visione che simboleggia la missione degli Angeli quali custodi, inviati da Dio a proteggere i fedeli nel momento di grave pericolo, sventando le insidie e le tentazioni del diavolo.

Riguardo agli Angeli di Dio vi è la famosa visione del Trono divino. Essa avvenne assai probabilmente durante la permanenza di Santa Teresa a Toledo nel 1562. Ascoltiamo il racconto di questo episodio, come narra la Santa nell’autobiografia:

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Visione di Santa Teresa: Maria Santissima e Gesù circondati da miriadi di Angeli Santi

Mi sembra di vedere aprirsi il cielo… mi fu mostrato il Trono… mi sembrava che fosse sorretto da certi animali… pensai che essi fossero il simbolo degli evangelisti (Ap 4,6-8). Non vidi né come fosse il Trono, né chi sedesse sopra, ma solo una moltitudine di Angeli che mi parvero di una bellezza senza confronto, superiore a quella degli angeli fino allora visti in cielo. Pensai che fossero serafini o cherubini, perché la loro gloria è assai diversa da quella degli altri, e mi apparivano infiammanti d’amore di Dio. La differenza, come ho detto, è grande e così grande anche il gaudio che allora sentivo in me, da non potersi descrivere né dire, né poter essere immaginato da chi non ne abbia fatto esperienza”. 

Vi è pure la visione della Madonna accompagnata dagli Angeli:  “ La vigilia di S. Sebastiano – ricorda S. Teresa – il primo anno del mio priorato all’Incarnazione, nel momento in cui cominciammo la Salve Regina, vidi la Madre di Dio, accompagnata da una grande moltitudine di angeli, scendere verso il seggio della priora, dov’è la statua di nostra Signora e collocarsi lì. Mi sembrava di vedere Angeli sopra la cornice dei gessi e sopra gli appoggiatoi degli stalli; non però in forma corporea, perché la visione era intellettuale”. Questa visione evidenzia bene l’unione della liturgia terrestre con quella celeste; la partecipazione degli Angeli, i liturghi del Cielo, alla preghiera corale che si eleva a Dio dai monasteri. Il loro attorniare la Madre di Dio come cortigiani regali dimostra il servizio a cui Dio ha deputato gli Angeli, quali mediatori presso la Regina del cielo, obbedienti agli ordini della loro Sovrana, che se ne serve in favore dei suoi devoti.

Famosa è la trasverberazione del cuore di S.Teresa d’Avila ad opera di un Serafino, essa infatti ha ispirato diverse opere d’arte, in particolare quella immortalata nel marmo del Bernini che ci ha offerto (nel 1646) un intramontabile capolavoro.

bernini-teresaL’opera si trova nella chiesa di S.Maria della Vittoria in Roma. La grazia straordinaria della trasverberazione del cuore di S.Teresa è commemorata, nell’Ordine Carmelitano, il 26 agosto. Il cuore trasverberato della Santa, conservato in un prezioso reliquiario, è esposto alla venerazione dei fedeli nella chiesa del Monastero di Alba de Tormes ed appare ferito in più punti.coraz25c325b3n2bde2bsanta2bteresa

Ecco come S.Teresa narra l’eccezionale dono divino, ripetutosi più volte nella sua vita:In questa visione piacque al Signore che lo (l’Angelo) vedessi così: non era grande, ma piccolo e molto bello, con il volto così acceso da sembrare uno degli Angeli molto elevati in gerarchia che pare brucino tutti in ardore divino: credo che siano quelli chiamati cherubini (Serafini). Gli vedevo nelle mani un lungo dardo d’oro, che sulla punta di ferro mi sembrava avesse un po’ di fuoco. Pareva che me lo configgesse a più riprese nel cuore, così profondamente che mi giungeva fino alle viscere, e quando lo estraeva sembrava portarselo via, lasciandomi tutta infiammata di grande amore di Dio. Il dolore della ferita era così vivo che mi faceva emettere gemiti, ma era così grande la dolcezza che mi infondeva questo enorme dolore, che non c’era da desiderare la fine, né l’anima poteva appagarsi d’altro che di Dio. Non è un dolore fisico, ma spirituale, anche se il corpo non tralascia di parteciparvi un po’, anzi molto. E’ un idillio così soave quello che si svolge tra l’anima e Dio, che supplico la divina bontà di farlo provare a chi pensasse che mento”.

Anche S.Giovanni della Croce, il Dottore mistico del Carmelo nella “Fiamma via d’amore” parla in termini simili di questa altissima esperienza divina, precisando che Dio si serve dell’opera dei Serafini (=Coloro che ardono e riscaldano), gli Spiriti più vicini a Lui, che hanno con Lui la più eccelsa somiglianza d’amore, per produrre un’esperienza d’amore divino così forte che si manifesta come fuoco che brucia e penetra profondamente il cuore umano.

CONSIGLI PER IL COMBATTIMENTO SPIRITUALEsanta teresa d'avilaNella “Vita” S.Teresa ricorda che, in un periodo di dubbi interiori nel timore di non essere nella volontà di Dio, di non camminare nella verità “prendevo per protettori alcuni Santi, perché mi liberassero dal demonio; facevo novene, mi raccomandavo a S.Ilarione (un eremita leggendario del Monte Carmelo, sec. IV) e a San Michele Arcangelo, che invocavo con rinnovata devozione…”. In Spagna, S.Michele, il debellatore di Satana, il protettore della cristianità, era venerato da molto tempo:  nel sec. XII l’Arcangelo guerriero era apparso durante l’assedio di Saragozza da parte di Alfonso d’Aragona, ritenuto il liberatore della città dagli Arabi. Con questa peculiare caratteristica di vincitore nelle battaglie della fede contro il demonio, lo prega S.Teresa. 

Nella sua vita sono numerose  le apparizioni demoniache, a cui ella si oppone facendo segni di croce e aspergendo il luogo dintorno con l’acqua santa, che porta sempre con sé anche nei suoi viaggi spostandosi da un punto all’altro della Spagna per fondare i monasteri della Riforma. Per favorire la sua orazione apostolica ed accrescere il suo desiderio di cooperare alla salvezza delle anime, il Signore concede alla Santa visioni mistiche che hanno per oggetto ora l’inferno, “il luogo che i demoni mi avevano preparato e che io avevo meritato per i miei peccati” (se non si fosse convertita); ora lo scempio che i demoni fanno sui peccatori in vita.

Santa Teresa nel “Cammino di perfezione” mette in guardia contro le tentazioni e i tranelli del demonio, specificandoli e dando opportuni consigli pratici nella guerra accanita che gli Spiriti maligni fanno alle anime di vita interiore.82f38ac24464eeb5f8e1188f911e8dd8

E’ un insegnamento prezioso, perennemente valido per chi vuole battere il cammino della santità. Questi deve anzitutto tenere presente che “l’avversario cerca di nuocerci con tutti i mezzi dovunque può – scrive S.Teresa – E siccome egli non disarma mai, non dobbiamo disarmare neanche noi”. Al principio della vita di perfezione, il demonio cerca di allontanare l’anima dall’intimo colloquio con Dio, col pretesto della sua indegnità; oppure le fa desiderare gusti e consolazioni, procurandoglieli egli stesso, perché cada nella vanità. Bisogna opporsi con l’umiltà, seguire la via della croce e non desiderare altro.  

La Santa sottolinea poi quanto è essenziale la preghiera; pregare, dice, “significa frequentare con amicizia, poiché frequentiamo a tu per tu Colui che sappiamo che ci ama”:_DSC7280.jpg

Dalle «Opere» di santa Teresa di Gesù
(Opusc. «Il libro della vita», cap. 22, 6-7, 14)

” Chi ha come amico Cristo Gesù e segue un capitano così magnanimo come Lui, può certo sopportare ogni cosa; Gesù infatti aiuta e dà forza, non viene mai meno ed ama sinceramente. Infatti ha sempre riconosciuto e tuttora vedo chiaramente che non possiamo piacere a Dio e da Lui ricevere grandi grazie, se non per le mani della sacratissima umanità di Cristo, nella quale Egli ha detto di compiacersi.
Ne ho fatto molte volte l’esperienza, e me l’ha detto il Signore stesso. Ho visto nettamente che dobbiamo passare per questa porta, se desideriamo che la somma Maestà ci mostri i suoi grandi segreti. Non bisogna cercare altra strada, anche se si è raggiunto il vertice della contemplazione, perché per questa via si è sicuri. E’ da Lui, Signore nostro, che ci vengono tutti i beni. Egli ci istruirà.
Meditando la Sua vita, non si troverà modello più perfetto. Che cosa possiamo desiderare di più, quando abbiamo al fianco un così buon amico che non ci abbandona mai nelle tribolazioni e nelle sventure, come fanno gli amici del mondo? Beato colui che Lo ama per davvero e Lo ha sempre con sé! Guardiamo il glorioso apostolo Paolo che non poteva fare a meno di avere sempre sulla bocca il Nome di Gesù, perché l’aveva ben fisso nel cuore. Conosciuta questa verità, ho considerato e ho appreso che alcuni santi molto contemplativi, come Francesco, Antonio da Padova, Bernardo, Caterina da Siena, non hanno seguito altro cammino. Bisogna percorrere questa strada con grande libertà, abbandonandoci nelle mani di Dio. Se Egli desidera innalzarci fra i principi della sua corte, accettiamo volentieri tale grazia.
Ogni volta poi, che pensiamo a Cristo, ricordiamoci dell’amore che lo ha spinto a concederci tante grazie e dell’accesa carità che Dio ci ha mostrato dandoci in Lui un pegno della tenerezza con cui ci segue: amore infatti domanda amore. Perciò sforziamoci di considerare questa verità e di eccitarci ad amare. Se il Signore ci facesse la grazia, una volta, di imprimerci nel cuore questo amore, tutto ci diverrebbe facile e faremmo molto, in breve e senza fatica”. 

1015LLa preghiera è vita e si sviluppa gradualmente di pari passo con la crescita della vita cristiana: comincia con la preghiera vocale, passa per l’interiorizzazione attraverso la meditazione e il raccoglimento, fino a giungere all’unione d’amore con Cristo e con la Santissima Trinità. 

Quando viene una grande brama di vedere Dio, se è promossa dal Signore, comporta luce, discrezione ed equilibrio; un desiderio sfrenato, invece, è favorito dal demonio. La pace è generalmente un segno della presenza dello Spirito buono; ma vi è anche una falsa pace, quella di chi, pur essendo invischiato in peccati gravi, vive molto tranquillo, senza che gli rimorda la coscienza. Questa pace, sentenzia S. Teresa, “è indizio che egli e il demonio sono amici”. La Santa mette infine in guardia contro le doti e le parole di adulazione. Se vi dicono che siete santa opponetevi con una guerra interiore: “guadagnerete in umiltà e il demonio che vi sta spiando resterà umiliato”.

Riguardo alla paura che possono incutere gli angeli delle tenebre, Santa Teresa scrive:

“Se il Signore è così potente, come io vedo e so, se i demoni sono i suoi schiavi – e di ciò non si può dubitare, perché è verità di fede – essendo i servi di questo Re e Signore, che male possono essi farmi? Perché io non debbo aver forza di combattere contro tutto l’inferno?… Ho ora un tale dominio su di essi, dono certamente del Signore, da non dar loro ormai più importanza che se fossero mosche. Mi sembra che siano così codardi che, vedendosi disprezzati, restano senza forza… Piacesse a Dio che può venirci maggior danno da un peccato veniale che da tutto l’inferno messo insieme, perché è proprio così”.

Chi cammina nel timore e nell’ amore del Signore non può temere nulla dai demoni. E conclude: “Non capisco la paura di chi grida: Demonio ! demonio ! mentre potremmo dire: Dio ! Dio ! e far tremare tutti gli spiriti maligni. Si, perché sappiamo ormai che non possono muoversi se il Signore non lo permette”.

Fonti: Don Marcello Stanzione; Catechesi di Benedetto XVI su Santa Teresa d’Avila   

Preghiera di Santa Teresa D’Avila allo Spirito Santoteresa d'avila 2.jpg

O Spirito Santo,
sei tu che unisci la mia anima a Dio:
muovila con ardenti desideri
e accendila con il fuoco
del tuo amore.
Quanto sei buono con me,
o Spirito Santo di Dio:
sii per sempre lodato e Benedetto
per il grande amore che effondi su di me!

Dio mio e mio Creatore
è mai possibile che vi sia
qualcuno che non ti ami?
Per tanto tempo non ti ho amato!
Perdonami, Signore.

O Spirito Santo,
concedi all’anima mia
di essere tutta di Dio e di servirlo
senza alcun interesse personale,
ma solo perchè è Padre mio e mi ama.

Mio Dio e mio tutto,
c’è forse qualche altra cosa
che io possa desiderare?
Tu solo mi basti. AMEN.

Preghiera a Santa Teresa d’Avila per ottenere una grazia

Amorosissimo Signore nostro Gesù Cristo, vi ringraziamo del gran dono dell’amor di Dio concesso alla vostra diletta S. Teresa e per il singolare privilegio che le avete concesso della ferita del cuore; e per i meriti vostri e di questa vostra santa sposa Teresa vi preghiamo di donarci una simile ferita d’amore, ed esaudirci, dandoci quelle grazie che per sua intercessione vi chiediamo.
Pater, Ave, Gloria
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Josè Sanchez Del Rio, il piccolo grande Santo dei Cristeros messicani, ucciso in odio alla fede cattolica dal governo massonico

Nel suo viaggio apostolico in Messico, nel febbraio 2016, Papa Francesco ha reso omaggio nella Cattedrale di Morelia alla statua lignea che ritrae il piccolo martire per la fede Josè Sanchez Del Rio, il piccolo Santo dei Cristeros (cattolici messicani perseguitati dal governo ateo-massonico nel 1926-1929, cristiani attivamente impegnati nella difesa della libertà religiosa e della Chiesa)  mentre rotola sotto i colpi dei suoi assassini; il Papa ha pregato sulla sua tomba, dove giace il suo corpo miracolosamente incorrotto. Nella Cattedrale, il Papa ha salutato anche la bambina che ha ricevuto il miracolo grazie al quale il 14enne che è stato riconosciuto martire per la fede il 22 giugno 2004 da San Giovanni Paolo II e beatificato da Benedetto XVI nel 2005, salirà sugli altari domenica 16 ottobre 2016 con la proclamazione della sua santità. 

In onore della canonizzazione del piccolo grande Santo dei Cristeros cattolici messicani, domenica sera 16 ottobre alle ore 21,00 su Tv 2000 potremo vedere, in prima visione televisiva, IL FILM KOLOSSAL “CRISTIADA”, che per anni è stato “censurato” sia nei cinema sia nelle tv, pur essendo uno stupendo Kolossal storico, con un grande cast di attori come Andy Garcia.

Cristiada narra una pagina storica cruda, ma emozionante nella storia dell’America Latina (1926-1929): l’unione del popolo cattolico Messicano contro il governo massonico del sanguinario presidente Plutarco Elìas Calles. E’ un film molto scomodo per l’ideologia del ‘politicamente corretto’,  perchè mette in luce la storia vera e volutamente nascosta ai più da decenni: la persecuzione anticristiana dei regimi totalitari atei massonici, come fu quello del presidente massone Calles, soprannominato Nerone per la efferatezza dei crimini perpetrati contro i cristiani messicani , “in nome dello stato laico” (la menzogna dietro la quale ancora oggi si perseguita la libertà religiosa dei cristiani, come il diritto all’obiezione di coscienza…)

FACCIAMO MEMORIA del piccolo grande martire  Josè Sanchez Del Rio, che  era la mascotte dei “Cristeros” che lo chiamarono “Tarcisius” come il giovane romano, ucciso per aver difeso l’Ostia consacrata.beatojosesanchezdelrio_facebookbeatojosesanchezdelrio_dominiopublico_140616

Correva l’anno 1926 e, se non fosse stato per la crescente ostilità del governo massonico di Plutarco Elías Calles contro la Chiesa, si sarebbe detto, che nello Stato di Michoacán, in Messico, il tempo si fosse fermato. Questa zona agricola, situata tra grandi montagne e laghi, è stata segnata dalla infaticabile opera di evangelizzazione dei missionari francescani, agostiniani e di altri ordini religiosi cosa che, alleata col temperamento rude dei suoi abitanti, avvezzi all’inclemenza del clima, e alla relativa lontananza dalle grandi città, aveva dato vita a una delle regioni più cattoliche del Messico e forse dell’America.

Il Bajío – cioè l’insieme formato dagli Stati di Jalisco, Aguas Calientes, Guanajuato, Querétaroy e Michoacán – è la zona che più martiri ha dato alla Chiesa Cattolica nell’America del secolo XX e rimane ancor oggi un vivaio di vocazioni religiose.

Il bambino che voleva guadagnarsi il Cielo

Il coraggio non è da tutti, ma chi non ce l’ha può anche chiederlo, come grazia particolare, a chi di coraggio ne ha avuto da vendere. Coraggioso, nonostante sia poco più che un bambino, José Luis Sanchez Del Rio lo è sempre stato, ma a 14 anni, visitando la tomba di Anacleto Gonzalez Flores, ucciso per la sua ferma professione di fede ed ora proclamato beato, gli chiede il suo stesso coraggio per testimoniare Gesù anche fino alla morte. L’occasione non gli manca di certo, perché quelli sono gli anni della “GUERRA CRISTERA”, combattuta dai cattolici messicani come reazione alle leggi antireligiose instaurate dal governo massonico del dittatore Calles, che dapprima umiliano e poi perseguitano apertamente la Chiesa. Josè, nato il 28 marzo 1913, a poco più di dieci anni già svolge un apostolato in mezzo ai suoi compagni, insegnando loro a pregare e accompagnandoli in chiesa per adorare l’Eucaristia. Allo scoppio della “guerra cristera” nel 1926 i suoi due fratelli maggiori si arruolano in quella sorta di esercito popolare che cerca di ridonare al Messico la sua libertà religiosa: lui no, perché è poco più di un bambino. In effetti, nell’agosto del 1926 giunse nel piccolo villaggio la notizia che era proibito il culto cattolico pubblico. La famiglia Sanchez Del Rio si riunì costernata e, mentre i figli più piccoli si stavano preparando ad andare ad aiutare il loro papà nei lavori agricoli, Miguel, il più vecchio, decise di prendere le armi, con dei suoi amici, i fratelli Gálvez, per difendere Cristo e la sua Chiesa.

Vedendo questo, José chiese il permesso ai suoi genitori di arruolarsi anche lui nell’Esercito in difesa della fede cristiana, che si era formato al comando del generale Prudêncio Mendoza. Sua madre, tuttavia, si oppose. – Figlio mio, un ragazzo della tua età va più ad intralciare che ad aiutare l’esercito. – Ma, mamma, non è mai stato tanto facile guadagnarsi il Cielo come in questo momento! Non voglio perdere quest’occasione.

Udendo questa risposta, sua madre gli diede il permesso, ma pose come condizione che egli stesso scrivesse al generale Prudenzio Mendoza, chiedendo se lo accettava. La risposta di costui fu negativa. Senza perdersi di coraggio, José scrisse una nuova lettera, chiedendo al generale di essere ricevuto, se non come combattente, almeno come soldato ausiliare della truppa: lui avrebbe potuto prendersi cura dei cavalli, cucinare e prestare altri servizi ai soldati. Vedendo la grandezza d’animo e l’entusiasmo di quest’adolescente, il generale gli rispose che lo avrebbe accettato. Così, con la benedizione della sua mamma cattolica, egli partì per l’accampamento dei Cristeros, molto contento di poter lottare per Cristo Re e Santa Maria di Guadalupe.

Combattente eroicojose-sanchez-sahuayoNell’accampamento, in poco tempo, l’ultimogenito della famiglia Sanchez del Río conquistò l’affetto e la fiducia dei “Cristeros”. La sua allegria contagiava tutti, e fin dall’inizio egli ebbe l’incarico di guidare la truppa nella preghiera del Rosario, alla fine di ogni giornata. Grazie al suo valore e buon comportamento, il generale Luis Guizar Morfin gli affidò l’incarico di attaccante del distaccamento. Poco dopo, con la promozione a porta-bandiera, José Sánchez del Rio vedeva realizzarsi il suo più ardente desiderio: essere nel campo di battaglia, come soldato di Cristo.

Proprio al generale Luis Guizar Morfin, nel corso della cruenta battaglia del 6 febbraio 1928 durante la quale il cavallo del graduato viene ucciso, il piccolo Josè cede la propria cavalcatura per consentirgli di mettersi in salvo, perché, dice, “la vostra vita è più utile della mia”. Non solo: con il suo fucile copre le spalle al generale fino a che gli restano colpi in canna. Scontato che, poco dopo, sul quel ragazzino, disarmato e appiedato, le truppe federali riescano facilmente a mettere le mani. Fu fatto prigioniero e condotto dal generale nemico, che lo rimproverò per il fatto di lottare contro il governo. – Generale, sappia che io sono caduto prigioniero, non perché mi sia arreso, ma perché sono terminate le mie pallottole, perció, se ne avessi avute di più , avrei continuato a lottare.

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Vedendo tanta decisione e ardore, il generale lo invitò ad unirsi alle truppe del governo, dicendogli: – Sei un ragazzino valoroso, vieni con noi e starai molto meglio che con i “cristiani”. – Mai, mai! Preferisco morire! Mai mi unirò ai nemici di Cristo Re! Mi faccia fucilare! -Il generale lo fece rinchiudere nel carcere di Cotija.
Per colmo dello scherno lo rinchiudono nel battistero della sua chiesa, ormai ridotta a stalla ed a carcere dei “Cristeros”. La sacrestia era occupata dai galli da combattimento del deputato anticattolico Rafael Picazo, che lì realizzava frequentemente orge con i suoi amici.

Nel vedere la sua nuova prigione, José rimase indignato. Era la stessa chiesa che, poco tempo prima, egli frequentava con la sua famiglia per pregare l’Angelus e il Rosario. Era quella la medesima sacrestia dove lui era solito andare, dopo la messa, per chiedere ritagli di ostia al vecchio parroco. L’avevano trasformata in un antro di banditi! Quando si vide solo nella penombra, il giovane soldato del Cristo Re riuscì a sciogliere la corda che lo legava, si diresse alle gabbie dove stavano i galli da combattimento del deputato e gli tagliò il collo. Poi dormì serenamente.

Il giorno dopo, non appena venne a conoscenza dell’accaduto, il deputato Picazo corse alla sacrestia-prigione, dove, pieno di indignazione, interrogò il giovane prigioniero. “La casa di Dio è un luogo per pregare, non per far da deposito di animali”, gli rispose costui. Pieno di collera, Picazo, lo minacciò di morte ma ricevette questa serena risposta: “Da quando ho preso le armi, sono disposto a tutto. Mi faccia fucilare!”
Dall’esterno lo sentono cantare e pregare ad alta voce, anche quando lo percuotono, lo seviziano e lo insultano. Non gli fanno alcun processo, perché sarebbe imbarazzante per i suoi carcerieri processare un ragazzo; tentano piuttosto di fargli rinnegare la fede promettendogli, oltre alla libertà, denaro a profusione, una brillante carriera militare, addirittura l’espatrio negli Stati Uniti: tutte offerte respinte con sdegno al grido di “Viva Cristo Re, viva la Madonna di Guadalupe”.

Una croce tracciata col proprio sanguejose-sanchez-del-rio_2
Il venerdì, giorno 10, verso le sei del pomeriggio, una scorta lo portò, di nuovo, alla caserma. Dopo che il piccolo Josè è riuscito a convincere i genitori a non pagare il riscatto chiesto loro dal governo, lì, saputa la sua condanna a morte, scrisse ad una delle sue zie, la quale era riuscita a portargli la Comunione di nascosto, l’ultima lettera della sua vita:

Sahuayo, 10 febbraio Cara zia, Sono condannato a morte, alle otto e mezza di questa sera arriverà il momento che ho tanto desiderato. Ti ringrazio per tutto quanto tu e Maddalena mi avete fatto.
Non sono in condizione di scrivere alla mamma. (…) Porta i miei saluti a tutti e ricevi, come sempre e per l’ultima volta, il cuore di questo nipote che ti vuole molto bene e desidera vederti. Cristo vive, Cristo regna, Cristo impera! Viva Cristo Re! Viva Santa Maria di Guadalupe! – José Sánchez del Rio, che è morto in difesa della fede. Non fare a meno di venire.
Addio.

Alle undici della sera giunse il momento tanto atteso. L’odio dei nemici della Chiesa era tale che, con un coltello affilatissimo, gli strapparono la pelle della pianta dei piedi e lo obbligarono a camminare dalla caserma fino al cimitero, calpestando pietre e terra. Nessun lamento uscì dalle labbra in mezzo a tanta tortura. Arrivò al cimitero cantando inni religiosi.

Portato fin sull’orlo di una fossa che in breve sarebbe stata la sua, alcuni soldati gli diedero alcune pugnalate non mortali, per vedere se egli rinnegava la sua fede con questo supplizio. In tono di scherno e con l’intenzione di distruggere psicologicamente l’eroe della fede, il capitano comandante della scorta gli chiese se aveva un messaggio per i suoi genitori. Egli rispose: “Sì, dica loro che ci rivedremo in Cielo”. In seguito, chiese al capitano di essere fucilato con le braccia in croce. Come unica risposta, costui estrasse la pistola e gli sparò un colpo alla tempia.

Sentendosi ferito a morte, José raccolse con la sua mano destra un po’ di sangue che gli scorreva abbondantemente sul collo, tracciò con questo una croce sulla terra e vi si prostrò sopra, in segno di adorazione. Così, nell’ultima ora della notte del 10 febbraio 1928, la sua anima salì al Cielo e fu ricevuta con giubilo dal suo amato Cristo Re e dalla sua amatissima Madre, la Vergine di Guadalupe.

Un’ altra delle testimonianze del martirio è la lettera che José inviò a sua madre il 6 febbraio, quattro giorni prima di morire. In mezzo a poca luce, cattivo odore, e attorniato da delinquenti, riuscì a scrivere una lettera:

Cotija, 6 febbraio 1928 “Mia cara mamma, Sono caduto prigioniero durante il combattimento di oggi. Credo che sarò fucilato, ma non importa, mamma.
Ti devi rassegnare alla volontà di Dio. Muoio molto contento perché muoio al fianco di Nostro Signore. Non preoccuparti della mia morte, che è ciò che mi lascia inquieto; al contrario, di’ ai miei due fratelli che seguano l’esempio dato dal loro fratello più piccolo. Tu devi fare la volontà di Dio, abbi forza e mandami la tua benedizione, insieme a quella di mio padre. Salutami tutti, per l’ultima volta. Ricevi il cuore di questo figlio che ti vuole tanto bene e che desiderava vederti prima di morire. Ti prometto che in Paradiso preparerò un buon posto per tutti voi. Firmato: Il tuo Josè, che muore in difesa della fede cattolica per amore di Cristo Re e della Madonna di Guadalupe”.- José Sánchez del Río.

(Rivista Araldi del Vangelo, Gennaio/2006, n. 25, p. 23 – 25)

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Il corpo incorrotto del piccolo San Josè

P. Carlin, esorcista: Vangelo, preghiera e Sacramenti vincono il diavolo

Papa Francesco parla spesso nelle sue omelie del diavolo: una volta ha detto che “hanno fatto credere che il diavolo fosse un mito, una figura, un’idea, l’idea del male. Ma il diavolo esiste – ha affermato con forza – e noi dobbiamo lottare contro di lui”. Purtroppo ancora oggi ci sono tante persone che soffrono per la sua azione. Ne abbiamo parlato con il padre cappuccino Paolo Carlin, esorcista nelle Diocesi di Ravenna e Faenza e portavoce dell’Associazione internazionale degli esorcisti.

Padre Carlin– Sono persone che soffrono e devono soffrire purtroppo nel nascondimento perché non trovano nella cultura di oggi accoglienza, ascolto perlomeno, comprensione, se non nell’essere considerati malati di mente. Però la realtà è una realtà che esiste. Ci sono tante persone che soffrono proprio perché c’è anche la componente, l’azione del nemico. Queste possono ricevere solamente aiuto quando vengono considerate e ascoltate anche sotto questo aspetto.

D. – Il diavolo, roba medievale, dicono alcuni: lei nella sua esperienza di esorcista che dice?

Padre Carlin–  Satana ha interesse a far credere che non esiste se non nella misura in cui l’uomo si illude che sia servito da Satana stesso. Ma Satana non è un amico è il primo e unico grande nemico dell’uomo proprio perché è invidioso e geloso della natura umana. Io l’ho visto Satana agire, l’ho visto chiaramente. Da quando faccio questo servizio vi posso dire che non ho più nessun dubbio di fede! E se prima mi facevo delle domande, adesso è fin troppo chiaro: adesso l’unica lotta che devo fare è con la mia fragilità umana perché il nemico insidia tutti e c’è una lotta dura che dobbiamo fare in questo mondo se vogliamo rimanere fedeli al Signore. Altrimenti cadiamo nelle trappole del nemico e lui sa come ingannarci perché è un astuto tentatore, subdolo, sottile.

D. – Come difendersi dal maligno?

Padre CarlinNoi abbiamo strumenti che Gesù già ci ha dato. Gli strumenti che ci ha dato sono tre: l’ascolto, il dialogo, l’incontro. L’ascolto è attraverso il Vangelo. Il Vangelo è  necessario ed è fondamento della fede perché cancella quei pensieri ossessivi di disperazione, di confusione, di disordine, di paura, di ansia, di angoscia che incominciano a partire dalla testa perché il nemico comincia ad attaccarci dalla testa. Perché? Perché la testa è la sede del libero arbitrio e della volontà dell’uomo. Allora se la testa è piena della Parola di Dio, non può entrare il nemico. Perché? Come ha cacciato Gesù Satana nelle tentazioni? L’ha cacciato citando la Scrittura. Con quella che è luce di verità ha smascherato la menzogna e la tentazione. Se la testa non ha la Parola di Dio noi facilmente rimaniamo soggiogati e confusi.

L’altro strumento che Gesù ci ha dato per avere questa relazione con lui è il dialogo. E il dialogo avviene attraverso la preghiera. La preghiera non è sciorinare parole, bla, bla, bla, bla … ma è fare proprie quelle parole o addirittura dirne di proprie in quel momento. Ma dopo aver ascoltato Lui, però, perché solo se ascolto prima Lui dopo saprò anche come rispondere, come invocarlo, come ascoltarlo, come affidarmi a Lui, come avere la pace, la forza. Allora, pregare significa dialogare con Lui, non tanto fare delle pratiche. Come ascoltarlo non è leggere o studiare il Vangelo. Quindi bisogna entrare in questa logica di relazione personale.

Terzo strumento è il Sacramento. Che cos’è il Sacramento? E’ il luogo dove incontro personalmente Gesù, Dio stesso nella persona di Gesù Sacramento. Sacramenti che scaturiscono dal sacrificio di Cristo sulla Croce e dalla sua Risurrezione. Gesù ha vinto il male, la sofferenza. Il cristiano non si spaventerà mai, non sarà mai depresso perché sa che ha già vinto nella fede in Gesù contro il male e la sofferenza. Ma, allora, io se soffro come faccio a vivere? Vivrai la tua sofferenza non con disperazione ma mettendola nelle mani di Dio. Quindi è importante che io usi i Sacramenti e li viva non tanto come cose da fare, precetti domenicali o pratiche religiose ma proprio come un incontro vero, concreto, con il Signore Gesù Risorto. Perché nel Sacramento della Riconciliazione sperimento il perdono di Dio, quindi se io vivo il Sacramento in questo modo, veramente per quello che è, ecco che allora l’azione di Dio nella mia vita si fa potente. E il nemico “va fuori dai piedi”… Mi piace sottolineare quello che tutti gli esorcisti testimoniano – perché hanno visto il maligno agire come l’ho visto io, l’ho visto proprio come trasforma il corpo della gente – e cioè che il Sacramento della Riconciliazione è potentissimo, è più potente addirittura di un esorcismo.

L’altro Sacramento importante che ci accompagna è il Sacramento dell’Eucaristia. E’ il Pane di vita per l’anima: senza questo Pane l’anima è un sacco vuoto. Come se uno pretendesse di andare avanti senza mangiare.

I Sacramenti dell’Eucaristia e della Riconciliazione ci mantengono figli di Dio, figli della luce, non delle tenebre. Allora a questo punto siamo forti contro ogni male. Paradossalmente pure essendo esseri inferiori a Satana, che è un angelo puro, siamo più forti di lui. Non per niente, quando invochiamo la Madonna, lui va su tutte le furie, neanche la nomina, dice: “Quella là”. Sapete perché? Perché la Madonna è un essere umano, ma a differenza sua che è stato disobbediente e lo sarà per l’eternità, perché ormai non può tornare indietro in quanto è un angelo, la Madonna invece è tutta pura, tutta immacolata, tutta in comunione con Dio proprio perché ha detto sì a Dio e no a lui. E questo per lui diventa motivo di più grande sconfitta: essere sconfitto da un essere inferiore (in quanto essere umano). Ecco perché la teme. La teme proprio perché Lei è l’unica tra gli esseri umani che non può toccare e di tutti quelli che sono consacrati a Maria lui dice sempre: “Io non posso fare più niente perché ‘Quella là lo protegge”.

http://it.radiovaticana.va/news/2016/10/12/intervista_con_padre_paolo_carlin,_esorcista/1264631

Halloween: in siti internet per bambini, si trovano link a siti di satanismo e magia nera. Padre F. Bamonte

Padre Francesco Bamonte, Presidente dell’ Associazione Internazionale Esorcisti:

“Arriva Halloween, ma ciò che c’è dietro è tutt’altro che uno scherzo. In alcuni siti internet di personaggi come pokemon e gormiti si possono trovare link dai quali si accede direttamente a siti di occultismo, di satanismo e magia nera…I pianificatori sociali del male sanno che, se si abituano i bambini, sin dai primi anni di vita, alla familiarità con le immagini e con il linguaggio occultista, in età adulta questi saranno indotti all’occultismo vero e proprio”video-shockero-posseduta-la-mado

In quanto esorcista riporto alcuni esempi palesi, che dimostrano gli effetti di questo scellerato progetto in corso per indurre bambini, adolescenti e giovani alla pratica dell’occultismo in tutte le sue forme e di cui questa festa neopagana e anticristiana di halloween è una delle modalità di diffusione.

Nell’aprile del 2015 – ad esempio – improvvisamente e in maniera molto rapida si è diffusa in un’ampia fascia di bambini, ragazzi e giovani – in Italia e in tutto il mondo occidentale – la pratica di una nuova forma di “seduta spiritica”, imparata guardando dei video su youtube. Su un foglio bianco vengono tracciate una linea orizzontale e una verticale e nei quattro quadranti ottenuti sono scritte due volte le parole: sì e no. Sul foglio vengono poste due matite, a forma di croce. A questo punto si chiede di confermare la propria presenza a un ragazzo defunto di nome Charlie che, in alcuni video, però, è apertamente definito “demone”. Se una matita si muove verso la risposta affermativa, cioè verso il “sì”, si può iniziare a fargli delle domande. E, di volta in volta, secondo le domande fatte, la matita risponderà, muovendosi verso il “sì” o verso il “no”. Un numero considerevole di genitori allarmati ha interpellato molti parroci, chiedendo che cosa dovevano pensare di questo fatto: dalle testimonianze raccolte, infatti, risulta che alcuni ragazzi, che hanno partecipato a questo gioco, hanno vomitato, qualcuno è svenuto; altri hanno cominciato ad accusare disturbi nel sonno; altri hanno cominciato a provare ansia e paure. Il 31 maggio 2015, un quotidiano riportava la notizia di quattro ragazze Colombiane le quali, dopo aver fatto il gioco in cui si evocava Charlie sono state ricoverate, perché mostravano tutte un forte disorientamento. La diagnosi fatta in ospedale è stata di “isteria collettiva con sintomi psicotici”.

Ma non è questo l’unico esempio. Un parroco romano ha fatto una sconcertante scoperta il 29 settembre scorso: uscendo dal recinto della chiesa ha visto un giovane che alternava continuamente sguardi alla facciata e al telefonino che aveva in mano. Il parroco si è incuriosito, si è accostato e, con molta semplicità gli ha chiesto che cosa stesse facendo. Il giovane gli ha detto che stava praticando un gioco on-line, chiamato “Ingress”, il quale presenta un mondo diviso in due. Attraverso alcuni “portali”, devono acquisire la “potenza esoterica” per vincere sugli altri. Questi sono costituiti da luoghi reali, sparsi per la città di Roma, e individuati attraverso quella che nell’esoterismo viene chiamata “mappa astrale”. Il portale in oggetto nel gioco era, senza che il parroco ne sapesse nulla, la chiesa affidata alla sua cura pastorale. C’era la foto della parrocchia scattata di notte e un raggio che partiva da una statua, situata sul tetto della canonica, e una figura oscura, disegnata sul muro della chiesa (che in seguito il parroco ha provveduto a far cancellare).

Ancora un ultimo esempio. Entrando un mattino in una chiesa, in quel momento deserta, vidi un gruppo di giovani, vestiti in un certo modo, la cui età media era di 25 anni, mentre stavano scendendo dal presbiterio. Il loro comportamento mi insospettì fortemente. Osservando in seguito le registrazioni, acquisite grazie alla telecamere poste in chiesa e le indagini fatte su un membro del gruppo che lo guidava, fu accertata l’esecuzione di un rituale satanico, operato nel giro di due soli minuti. Inoltre le forze dell’Ordine perquisendo la sua casa trovarono materiale utilizzato dalle sette sataniche.

Cosa deduciamo da questi esempi? I pianificatori sociali del male sanno che, se si abituano i bambini, sin dai primi anni di vita, alla familiarità con le immagini e con il linguaggio occultista, in età adulta questi saranno indotti all’occultismo vero e proprio affinchè diventi, per le nuove generazioni, l’alternativa al cristianesimo.

L’occultismo è oggi insegnato attraverso figurine, fumetti, cartoni animati, un certo tipo di musica, videogiochi, internet, film, telefilm e romanzi.

In alcuni siti internet di personaggi per bambini si possono trovare link dai quali si accede direttamente a siti di satanismo e di magia nera. L’aberrante esaltazione e celebrazione dell’orrido e dell’occultismo – in tutte le sue forme proposto ogni anno da Halloween – ha, come fine, quello di illudere le nuove generazioni, facendo loro credere che giocare con l’occultismo sia una pratica del tutto innocente, per la quale non si corre alcun rischio. L’occultismo, in realtà espone a pericoli morali, psicologici e spirituali. I danni che può produrre vanno da disturbi fisici, che richiedono intervento del medico a disturbi psicologici o psichici, che richiedono l’intervento dello psicologo e in alcuni casi dello psichiatra a disturbi malefici, che richiedono l’intervento del sacerdote esorcista.

Mi compiaccio con don Aldo Buonaiuto, per il suo impegno e per l’attività che svolge in favore delle vittime dell’occultismo. Il testo che ha prodotto “Halloween: lo scherzetto del diavolo”, risponde a una sentita esigenza, da parte degli operatori pastorali, dei cattolici impegnati nel mondo dell’educazione e dei genitori, preoccupati di avere un efficace mezzo divulgativo, per trasferire alle nuove generazioni il vero senso della vita, davanti alla cultura della morte proposta dai mass media e persino imposta in molte scuole e asili da Halloween. Mi associo, quindi, pienamente al “messaggio di vita” che don Aldo lancia attraverso questo testo e, nel contempo, mi unisco all’invito – rivolto da più parti a tutti i parroci e sacerdoti – perché moltiplichino, nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre, le veglie di preghiera nelle chiese; le processioni dei santi o le rappresentazioni teatrali della vita dei santi nelle sale parrocchiali; feste cristiane alternative, con intrattenimenti per i ragazzi e per le loro famiglie negli oratori; concerti nelle piazze, con la partecipazione di gruppi, cantanti o cantautori della musica cristiana contemporanea.

Padre Francesco Bamonte
*Presidente Associazione Internazionale Esorcisti

Planned Parenthood investe 30 milioni di dollari per eleggere Hillary Clinton,’il più forte presidente proaborto che abbiamo mai visto’

WASHINGTON, DC, 10 ottobre 2016 ( LifeSiteNews ) – Mentre era ospite del talk show The View, il 3 aprile 2016, la Clinton ha ammesso che crede che un bambino non nato   non ha diritti costituzionali e, pertanto, può essere ucciso. Il colosso multimilionario delle cliniche abortiste PLANNED PARENTHOOD sta investendo 30 milioni di dollari per assicurarsi che la più famosa attivista proaborto della nazione prenda il sopravvento alla Casa Bianca.352563f200000578-0-image-a-64_1465623879201

Il comitato di azione politica Planned Parenthood Action Fund ha assunto 800 procacciatori professionali e l’organizzazione di 3.500 volontari per propagandare la campagna politica di Hillary Clinton in Nevada, New Hampshire, North Carolina, Ohio, Pennsylvania, Wisconsin, e in altri stati chiave.

“La più grande macchina abortista della nazione, Planned Parenthood, è anche uno dei maggiori contribuenti ai candidati pro-aborto”, ha detto Susan B. Anthony List Direttore delle Comunicazioni.

“Il cuore e l’anima del nostro programma è un lavoro di propaganda politica porta a porta a favore della Clinton e dell’aborto”, ha detto Deirdre Schifeling, direttore dell’Action Fund  di Planned Parenthood. Alba Laguens, vice presidente del braccio politico del gigante dell’aborto, ha detto ai sostenitori dell’aborto, all’inizio di quest’anno, che questa elezione è critica, e la Clinton sarà un “campione” per l’aborto come “il più forte presidente pro-aborto che abbiamo mai visto.”

Infatti, la Clinton si è dimostrata attivista dell’ aborto in tutto il mondo, in cui Planned Parenthood “vanta” oltre un miliardo di aborti  effettuati.

La Clinton ha promesso di combattere per aumentare i finanziamenti per l’aborto negli Stati Uniti e in tutto il mondo. La Clinton ha detto al suo pubblico che lei nominerà giudici pro-aborto , che favorisce i “bagni transgender”, che spingerà per l’istruzione “globale” del sesso, e che supporta il finanziamento statale della contraccezione nelle scuole.

In un discorso nel 2009 al Galà della Federazione Planned Parenthood in America, in cui ha ricevuto il “Premio Margaret Sanger”, Hillary Clinton ha detto che lei ammira enormemente la visione della fondatrice di Planned Parenthoood, Margaret Sanger: ricordiamo che Margaret Sanger era fortemente razzista e sostenitrice dell’eugenetica e del gender. Ogni anno, Planned Parenthood fondata da Margaret Sanger uccide circa 300.000 bambini e bambine nelle loro cliniche abortiste sparse in tutti gli Stati Uniti.

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“I popoli di colore sono come erbacce e vanno sterminati”. Parole di Margaret Sanger, abortista e sostenitrice dell’eugenetica, fondatrice di Planned Parenthood, ad un raduno del Ku Klux Klan nel 1926. Hillary Clinton, 2009:  “Sono una grande ammiratrice di Margaret Sanger e della sua coraggiosa visione”. 

clintonpraysIPOCRISIA TOTALE DELLA CLINTON. E pensare che, poco prima di accettare di presenziare al Galà di Planned Parenthood, dove ha ricevuto il Premio Margaret Sanger, la Clinton si era recata al Santuario della Madonna di Guadalupe per farsi fotografare in preghiera…La Madonna di Guadalupe è la Patrona dei Movimenti contro l’aborto in difesa della vita nascente!!! 

MARGARET SANGER femminista, ha aperto la prima clinica abortista americana, da cui nacque la catena multimilionaria delle cliniche dell’ infanticidio PLANNED PARENTHOOD. La Sanger COLLABORO’ CON IL KKK, perfezionò le sue idee su razzismo e gender e parlò spesso a pubblici entusiasti di attiviste dell’organizzazione razzista massonica del Ku Klux Klan, incappucciate e plaudenti….

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/06/18/i-veri-razzisti-i-primi-fondatori-della-teoria-gender/

Il candidato presidenziale repubblicano Donald Trump, d’altra parte, ha promesso di togliere i finanziamenti statali  a Planned Parenthood, e di nominare giudici che rispettano la sacralità della vita umana innocente.

I 30 milioni di dollari sborsati da Planned Parenthood servono  non solo per promuovere la Clinton, ma anche i senatori pro-aborto negli stati dove l’aborto è altamente contestato. “Stanno lavorando al passo di blocco con Hillary Clinton per capovolgere il Senato”, ha detto l’attivista prolife Quigley a LifeSiteNews. “Non possiamo permettere che questo accada.”

SE TRUMP PERDE, HILLARY NON VINCE. ECCO IL PIANO B DEI REPUBBLICANI

“Susan B. Anthony List e il nostro comitato di azione politica, ‘Donne fatevi sentire’, ha già bussato a più di 735.000 porte quest’anno al Senato del North Carolina, Ohio e Florida”, ha detto l’attivista per la vita Quigley. “E ‘fondamentale che manteniamo le nostre maggioranze pro-vita in entrambe le camere.”

Il presidente della Camera Paul Ryan segna un cambio di strategia. Ryan non ha tecnicamente ricusato Trump: ha però invitato elettori e promoter a snobbare la corsa alla Casa Bianca per concentrarsi sul Congresso. L’8 novembre, infatti, gli americani sceglieranno sì il presidente e il vicepresidente federali, ma pure tutti i 435 deputati elettivi della Camera e 34 dei 100 membri del Senato. Oggi il Grand Old Party (GOP, l’altro nome dei Repubblicani) ha la maggioranza sia alla Camera sia al Senato ed è a questo vantaggio impagabile che Ryan non intende rinunciare nel tentativo di scrivere diritto pure sulle righe storte. Se infatti la Clinton diventasse presidente ma il Partito Democratico perdesse ancora le Camere, si profilerebbe un quadriennio di lotta in cCapitol Hillui Hillary Clinton dovrebbe brandire di continuo il veto presidenziale per fermare le leggi del Congresso.

Dato che però il veto si supera con il voto dei due terzi del Congresso, una maggioranza Repubblicana vigorosa neutralizzerebbe la Casa Bianca. Forte del programma più di destra che il GOP abbia mai redatto , Ryan mira insomma a presidiare le Camere con uomini ben diversi da Trump. Ryan e Trump non si sono mai presi. Il presidente della Camera ha sempre fatto il minimo indispensabile per il magnate newyorkese. Lo stesso è accaduto per gran parte del GOP. Adesso però i nodi vengono al pettine e per molti il “fuori onda”, l’oramai famoso video grossier diffuso venerdì daThe Washington Post in cui il tycoon si lascia letteralmente andare, arriva come una liberazione. Ora infatti nessun conservatore potrà essere accusato di tradimento se abbandonerà Trump.

Nei pressi del GOP gira nondimeno un piano B: Sperare che Trump recuperi, vinca e poi pregare che si dimetta (aiutando la preghiera con un forte pressing) promuovendo automaticamente alla presidenza il vice di Donald Trump, Mike Pence. Ne parla The Wall Street Journal di ieri con la penna di Scott Gant, avvocato costituzionalista, e di Bruce Peabody, professore di Scienze politiche alla Fairleigh Dickinson University nel New Jersey.

Come dire che, comunque vada, Trump o no, il Partito Repubblicano può ancora fermare il ciclone infanticida Clinton.

Fonti

da un articolo di Marco Respinti https://labiancatorrediechtelion.wordpress.com/

https://www.lifesitenews.com/news/secretary-clinton-in-awe-of-racist-eugenicist-margaret-sanger%20

https://www.lifesitenews.com/news/planned-parenthood-invests-30-million-to-elect-hillary-as-most-pro-abortion

La favola della”brava Hillary Clinton”, la più grande sostenitrice di quelle guerre che hanno favorito l’avanzata di Isis

Hillary Clinton incarna la cultura della morte nel senso più ampio possibile. E, limitandoci solo alle questioni che ci stanno a cuore, la candidata democratica alla Casa Biancarappresenta il male. Senza ombra di dubbio. La Clinton è convintamente abortista, favorevole alla manipolazione degli embrioni, imbevuta di ideologia omosessualista, anti-cattolica,… Potremmo continuare a lungo, ma è già molto chiaro anche così.

Donald Trump è il suo antagonista del Partito repubblicano, uomo dalle tante contraddizioni, che non aveva mai preso a cuore temi etici prima di oggi, ma dobbiamo prendere atto che ha fatto un passo fondamentale per l’America:  su UsaToday leggiamo con piacere che ha lanciato una Pro-Life Coalition. In una lettera inviata a tutti i leader pro-life degli Stati Uniti, chiedendo il loro sostegno, ha promesso che, qualora venisse eletto presidente, combatterà radicalmente l’aborto. Il candidato del Partito Repubblicano si impegna a nominare giudici anti-abortisti alla Corte Suprema e a difendere il diritto all’obiezione di coscienza sui temi etici e morali.

DALL’ARTICOLO dello storico Prof. Francesco Agnoli: IL RISCHIO HILLARY CLINTON

Fonte http://www.lavocedeltrentino.it/2016/07/10/la-guerra-iraq-rischio-h-clinton/

Ero ancora al liceo quando scoppiò, nel 1991, la prima guerra del Golfo, proprio contro l‘Iraq, e ricordo che quello fu un fatto che segnò il mio modo di leggere giornali e notizie: mi era chiaro, già allora, grazie certamente alle spiegazioni di mio padre, ma anche ad un po’ di semplice buon senso, che ci stavano ingannando.

Ci raccontarono, allora, che un piccolo popolo di circa 15 milioni di abitanti, era una minaccia per il mondo intero, e che possedeva un esercito immenso e pericolosissimo. Saddam veniva continuamente paragonato ad un nuovo Adolf Hitler, per rendere quella guerra mediaticamente accettabile.

Il nostro governo di allora si mosse con prudenza, incapace di avere una propria politica estera autonoma. Allora, contro la guerra, ci fu soprattutto UNA VOCE: QUELLA PROFETICA DI S. GIOVANNI PAOLO II.

https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1991/february/documents/hf_jp-ii_spe_19910202_preghiera-pace.htmlf0yczo

Non una voce generica contro la guerra, ma una denuncia contro quella specifica guerra, che non aveva motivazioni plausibili, che andava ad incendiare una zona molto delicata del mondo, e che avrebbe segnato la fine di una delle più grandi comunità cristiane del Medio Oriente.

Ma Giovanni Paolo II, che era appena stato, in quanto polacco, uno dei protagonisti della caduta del comunismo, non fu ascoltato da nessuno. Sembrava che al mondo bipolare dovesse succedere il mondo con un’unica superpotenza: gli Usa.

Fu così che proprio dopo alcune manifestazioni pubbliche di vescovi cattolici americani contro la guerra, la lotta contro la pedofilia del clero cattolico divampò con una violenza mediatica senza precedenti. Certamente erano stati compiuti dei reati, ma fu proprio la posizione della Chiesa cattolica sulla guerra a far sì che se ne facesse un uso strumentale massiccio e pianificato. Analogamente a quanto avevano fatto i regimi nazisti e comunisti negli anni Trenta, quando avevano spesso cercato di distruggere la credibilità della Chiesa che si opponeva a loro, con campagne mediatiche anticlericali, quasi sempre esagerate o false, per nascondere i veri scandali ed i massacri perpetrati dai regimi, vedi: http://www.storiaechiesa.it/nazisti-accusano-preti-cattolici-pedofili/;http://www.storiaechiesa.it/cosa-pensava-adolf-hitler-della-chiesa-cattolica/)

Del resto la Chiesa cattolica, nel mondo WASP americano (wasp= sigla che sta per bianco, anglosassone, protestante), era ed è vista spesso come una società con complicità straniera (il Vaticano), e con legami troppo forti con il pontefice di Roma, che nell’immaginario protestante è pur sempre, dai tempi di Lutero ed Enrico VIII, un Anticristo, nemico degli interessi interni dei paesi non cattolici.

Quella guerra, la I contro l’Iraq, si risolse in un fiasco: innumerevoli morti, bombardamenti a tappeto su Bagdad, l’antica Babilonia, e Saddam lasciato lì, forse perchè Bush sr aveva capito che sarebbe stato difficile gestire il dopo.

In tv, in quei giorni, tutti ascoltammo una sola voce, quella di Peter Arnett, della CNN. Fu allora che alcuni capi di stato europei capirono che senza tv con diffusione globale, il monopolio dell’informazione rimane americano. Solo gli americani, infatti, hanno un sistema mediatico capillare e utilizzano una lingua, l’inglese, che è la più parlata del mondo. Gestire le informazioni è dunque, per loro, assai facile (almeno tanto quanto è difficile, per i russi, oggi, comunicare con il mondo extrarusso).

Dopo la guerra del 1991, ecco quella del 2003: anche allora si parlò di armi di distruzione di massa, e Tony Blair, idolo della sinistra italiana ed europea, raccontò che Saddam, quello che oltre dieci anni prima non era riuscito a lanciare i suoi missili a pochi kilometri di distanza, avrebbe potuto attaccare nientemeno che Londra.

Chi credette a quelle bugie? Nessuno dei politici inglesi, credo. Neppure quelli che oggi, nella commissione, denunciano a costo zero l’operato di Blair. Blair era forte, stava con gli Usa, allora unica superpotenza del mondo: bisognava appoggiarlo, qualsiasi balla dicesse (tanto che poi, finito il suo mandato, fu spedito a fare il paciere, proprio lui, in Medio Oriente, con un incarico pagato profumatamente, ma, come era evidente, inutile; il titolo con cui fu coperto ancora una volta di soldi e onori fu quello di “inviato speciale per il Quartetto per il Medio Oriente”).

Vorrei far notare una cosa: quella guerra, presentata come “umanitaria”, fu condotta da un governo repubblicano, negli Usa, e da un governo di sinistra, in Inghilterra. Tanto perchè sia chiaro quanto la contrapposizione destra-sinistra sia, spesso, una falsificazione.

Anche la seconda guerra in Iraq fu un disastro: inutili, ancora una volta, le denunce della Chiesa irakena, inascoltata in Occidente, ed analoghe alle denunce della Chiesa siriana, che da anni va dicendo che attaccare Assad significa rafforzare l’Isis (come i fatti hanno dimostrato).

E oggi, mentre discutiamo di ciò che è accaduto 13 anni fa? Oggi, credo, dovremmo ricordare che con la guerra in Libia del 2011 è successo lo stesso: tutti sapevamo che era una guerra folle, senza prospettive. Gheddafi lo aveva detto: “destabilizzate la Libia, e avrete il terrorismo, l’immigrazione di massa, la disperazione alle porte“.

Ma il governo Cameron, questa volta la destra inglese, la Francia di Sarkozy, e Hillary Clinton, negli Usa, vollero la guerra, con il beneplacito di Obama.

I risultati li abbiamo visti. Tra un po’ di anni una inutilissima commissione ci dirà quello che tutti sapevamo, e che i giornali ci hanno nascosto. Perchè, ricordiamolo, durante la guerra in Libia i giornaloni si schierarono per il conflitto, e il presidente Napolitano, approfittando della sua forza, costrinse Berlusconi e la Lega, recalcitranti, ad accettare la distruzione della Libiama anche la morte della nostra politica estera.

Balziamo qualche anno più avanti: gli Usa di Obama e Clinton vogliono un’altra guerra folle, quella in Siria. A fermarla, in extremis, l’azione congiunta di papa Francesco e di Vladimir Putin (settembre 2013):dgepdfg PAPA FRANCESCO SCRIVE UNA LETTERA A PUTIN, pregandolo di aiutarlo a fermare la guerra. Putin costringe Obama, mediaticamente debole anche in patria, a sostituire l’azione militare con la distruzione delle armi chimiche di Assad (armi chimiche, per la verità, anche questa volta molto raccontate e favoleggiate, ma mai viste).

http://www.tempi.it/siria-papa-francesco-putin-inutile-massacro#.V_wXu9SLSt9

Così l’uomo che in Occidente viene sempre presentato come l’incarnazione del male, aveva visto giusto sia in Libia (se Putin fosse stato presidente della Russia nel 2011, forse quella guerra non si sarebbe fatta), e in Siria. Ed oggi è il vero nemico dell’Isis.

Ma da noi, in un’Italia che con Renzi non ha politica estera, che si muove tra proclami altisonanti e nessun fatto, tutti raccontano la favola della brava Hillary Clinton, esattamente come si raccontava la favola del mitico e buon Blair pochi anni orsono. Eppure la Clinton ha votato e sostenuto le guerre in Iraq, la guerra in Libia, e ha fortemente voluto, senza successo, la guerra in Siria. Mentre oggi è appoggiata da coloro che vogliono lo scontro con Iran e Russia, per paura che gli Usa perdano definitivamente parte del loro prestigio mondiale.

Per intenderci, la Clinton è stata la più grande sostenitrice della «disastrosa» guerra in Libia del 2011, le cui conseguenze paghiamo ancora oggi, e non è stata in grado di evitare (eufemismo) nel 2012 l’assassinio da parte dei jihadisti dell’ambasciatore americano a Bengasi John Christopher Stevens. Lei era anche quella che voleva intervenire in modo più energico in Siria a favore dei “ribelli”, per quanto alleati dei jihadisti, pur di abbattere il governo di Bashar al Assad….

LA BUFALA MEDIATICA DELLO SCONTRO PAPA FRANCESCO/ DONALD TRUMP

Intervistato da Radio vaticana, padre Federico Lombardi ha specificato che la risposta del pontefice durante il volo di ritorno dal Messico nel febbraio 2016 (”Chi pensa soltanto a fare i muri e non i ponti, non è cristiano”) non può essere intesa come una sorta di scomunica nei confronti del candidato repubblicano alla corsa alla Casa Bianca, Donald Trump, antagonista della Clinton.

“Il Papa – ha osservato Lombardi – ha detto quello che ben sappiamo, quando seguiamo il suo magistero e le sue posizioni: che non bisogna costruire muri, ma ponti. E’ un suo atteggiamento generale, molto coerente con quello che è un seguire con coraggio le indicazioni del Vangelo di accoglienza e di solidarietà. Naturalmente, questo poi è stato molto rilanciato, ma non è che volesse essere, in nessun modo, un attacco personale né un indicazione di voto.” IL PAPA NON LO HA DETTO SOLO IN RIFERIMENTO AI MIGRANTI, su cui il Papa ha specificato ciò che afferma il Magistero della Chiesa cattolica, e cioè che l’accoglienza dei migranti può essere fatta solo in modo razionale e controllato per non ledere il benessere del popolo del Paese ospitante. E che il problema delle migrazioni va sanato nei paesi d’origine!  Ma queste parole di Papa Francesco non vengono riportate dai media di regime : « LA CORRUZIONE E’ ALL’ORIGINE DELLA MIGRAZIONE. Oggi perché c’è tanta migrazione? (…) perchè quelle terre e quei popoli vengono sfruttati! Parlo di quelli che vengono da noi: fuggono dalle guerre…Il problema è là. C’è la guerra delle tribù, alcune guerre ideologiche o alcune guerre artificiali, preparate dai trafficanti di armi che vivono di questo: danno le armi a te che sei contro quelli, e a quelli che sono contro di te. E così vivono loro! Davvero la corruzione è all’origine della migrazione». QUELLA CORRUZIONE A CUI HILLARY CLINTON HA DATO E STA DANDO IL SUO NOTEVOLE CONTRIBUTO.

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/08/04/i-discorsi-del-papa-in-poloniadimenticati-dalla-stampa-contro-il-gender-contro-quelle-ideologie-corrotte-dallidolatria-del-denaro-che-provocano-guerra-immigrazione-e-scristianizzazione/

Chi sostiene la vittoria della Clinton alla elezioni presidenziali in USA: l’Arabia Saudita, visto che gli sceicchi hanno finanziato circa il 25 per cento della campagna elettorale di Hillary Clinton, come dichiarato dal figlio di re Salman in persona..prince-salman

Spiega Mattia Ferraresi, corrispondente da New York per il Foglio. «La Clinton è come Obama, ha le stesse idee e porterebbe avanti la stessa politica, che si fonda sulla convinzione di essere “dalla parte giusta della storia”. Solo è più aggressiva, muscolare e decisa». Se sul fronte interno continuerebbe a essere propagandato tutto ciò che il verbo del progresso arcobaleno e del loveislove prevede (non è un caso che gran parte della sua campagna sia stata finanziata anche dal colosso abortivo Planned Parenthood), su quello internazionale dobbiamo aspettarci «un’America più spavalda rispetto ad Obama». Tutte “cosucce” che i media ufficiali nascondono sulla “politicamente corretta” Clinton, che predica infanticidio/aborto imposto e vuole negare il diritto all’obiezione di coscienza.

HILLARY CLINTON ANTICATTOLICA E ABORTISTA

http://www.notizieprovita.it/notizie-dal-mondo/aborto-senza-credo-religioso-sarebbe-piu-praticabile-dice-la-clinton/

http://www.notizieprovita.it/notizie-dal-mondo/aborto-nel-mondo-per-hillary-clinton-e-una-priorita/

DONALD TRUMP  SI SCHIERA PER IL DIRITTO ALLA VITA E PER LA DIFESA DEL DIRITTO ALL’OBIEZIONE DI COSCIENZA SU TEMI ETICI E MORALI

http://www.notizieprovita.it/notizie-dal-mondo/aborto-donald-trump-si-schiera-per-il-diritto-alla-vita/

Ex satanista (convertita e consacrata a Cristo nella Comunità Nuovi Orizzonti) descrive orrori delle sette sataniche e riti della notte delle streghe

Mariangela Calcagno è l’autrice del libro autobiografico  “Fuggita da Satana”, edito nel 2007 da Piemme e ormai da tempo esaurito- in quel libro lei usò uno pseudonimo (Michela, in onore di San Michele Arcangelo) per sfuggire alle minacce di morte della potente setta satanica italiana da cui era scappata.  Oggi, a distanza di più di dieci anni da quella pubblicazione, Mariangela Calcagno si sente rinata e può liberamente raccontare la sua esperienza: lo fa con un nuovo libro in cui – esclusi i dettagli più scabrosi della sua esperienza nella setta – narra il suo cammino di rinascita nella Comunità Nuovi Orizzonti di Chiara Amirante e il suo lungo percorso vocazionale (Mariangela Calcagno, Sono rinata. Testimonianza di salvezza, Shalom). 

“Dio, se tu esisti, io ti distruggo! Ma se tu non esisti, passerò la mia vita a dire al mondo che tu non esisti.” Queste sono state le parole pronunciate da Mariangela Calcagno, una sera mentre passeggiava sulla spiaggia in balia della solitudine e della disperazione. Aveva appena perso il fidanzato solo quattro giorni prima di quello che sarebbe stato il loro matrimonio. Da quel momento è cominciata la sua lotta contro Dio.

“MI AVEVANO ORDINATO: Devi uccidere Chiara e distruggere Nuovi Orizzonti”

Da un’infanzia vissuta nell’abbandono di entrambi i genitori, cresciuta in un ambiente pieno di violenza, alla morte del fidanzato a pochi giorni dalle nozze, dall’abisso in cui si era lasciata cadere seguendo pratiche New Age come il Reiki, nei tanti gruppi dei seguaci del santone Osho, fino ad arrivare a frequentare una ricchissima psichiatra che, dopo averla sottoposta ad ipnosi, la coinvolse in una potente setta satanica, all’incontro “casuale” con Chiara Amirante fondatrice della Comunità “Nuovi Orizzonti”, che avrebbe dovuto uccidere per ordine della setta, ma che, invece, le tende la mano e le fa toccare il perdono di Dio e la liberazione. Fu proprio l’incontro con Chiara, nel 1996, quel giorno in cui Mariangela con il coltello in tasca bussò alla sua porta, che le ha ridonato la vita. Mariangela si consacra a Cristo nella Comunità Nuovi Orizzonti ed ha raccontato la sua testimonianza ad una conferenza a Medjugorje nel 2006. 

IL 21 marzo 2019 MARIANGELA HA PARLATO DELLA PROPRIA CONVERSIONE A TV 2000 E DEL SUO NUOVO LIBRO “SONO RINATA, Testimonianza di salvezza”Editrice Shalom- 

Oggi ha proseguito il suo cammino di guarigione delle ferite del cuore PRESSO LE MONACHE AGOSTINIANE DI SANTA RITA A CASCIA, dove un posto tutto speciale era stato preparato per lei: collabora alla Casa del pellegrino del monastero di Santa Rita a Cascia e si occupa di evangelizzazione.
Oggi Mariangela è una battezzata in Cristo, che vive per dire al mondo che Dio esiste e per rendergli Lode e Gloria. È una donna libera, che ha stima di sé e che si vuole bene. Ma soprattutto Mariangela è una donna che ha scoperto di essere amata da Dio Padre e dalla vera Mamma, Maria Santissima, che la guarda come la Sua figlia prediletta, da sempre e per sempre.

FOTO: Mariangela in una conferenza a Medjugorje nel 2006;  Chiara Amirante

Questa è la straordinaria testimonianza di MARIANGELA che, dopo un lungo tortuoso percorso che finalmente l’ha riportata a Casa da Gesù e Maria, oggi non si nasconde più e dedica tutta la sua vita alla preghiera ed all’evangelizzazione, portando la sua testimonianza di conversione e liberazione davanti a tantissimi giovani. salvezza

dpiclg“Cercavo l’Amore ed ho incontrato GESU’! L’Amore di Gesù è infinito, siamo noi che mettiamo dei limiti! ”, ha detto tante volte Angela, in numerose conferenze, in cui ha sottolineato il valore incommensurabile di GESU’ EUCARISTIA, potente Sacramento d’Amore di Dio per noi, tanto che le sette sataniste commissionano continuamente furti delle Santissime Ostie consacrate per dissacrarle nei loro riti. Anche a lei, quando era schiava della setta, venne commissionato il furto delle S.Ostie consacrate nelle chiese, come atto di odio contro Cristo e di sottomissione a satana, SPECIALMENTE NEL PERIODO DI HALLOWEEN.

Ecco cosa ha scritto Mariangela nel suo libro “Fuggita da satana”, in merito ai rituali dei satanisti che si accaniscono soprattutto nel periodo di Halloween (31 ottobre, che per noi cristiani è la Vigilia della Solennità di Tutti i Santi) e durante le maggiori solennità cattoliche: 

Tra fine ottobre e inizio novembre, ossia nelle notti precedenti Halloween (31 ottobre) e la memoria dei Defunti (2 novembre), c’era poi l’unico appuntamento in un cimitero, dove profanavamo delle tombe e ne ru­bavamo le ossa, facendo uno specifico rituale che alla fi­ne le distruggeva.

Qualche volta mi è anche capitato di partecipare a un rito in una struttura che sembrava una piccola chiesa sconsacrata. Recentemente ne ho avuto una spiegazione, leggendo la denuncia dell’esperto sacerdote esorcista padre Francesco Bamonte: «Nel corso delle vendite di varie cappelle non più utilizzate per il culto, è accaduto che qualcuna di esse sia stata acquistata proprio da individui che, nascondendo la loro appartenenza a gruppi di satanisti, le hanno poi utilizzate (e utilizzano tutt’ora!) per i loro riti nefandi».

Un “anno liturgico” al contrario

“Dopo la conversione mi ha colpito quanto i satanisti conoscessero tutte le feste della Chiesa e come fossero riusciti a elaborare dei riti che si ponevano in diretta ed evidente opposizione alla liturgia cattolica. Il primo esempio è ovviamente la messa nera, che veniva celebrata in tutti gli appuntamenti e che si concludeva sempre con il sacrilegio dell’ostia consacrata. In contrapposizione alla sacralità dell’altare ecclesiastico, noi “consacravamo” il luogo della cerimonia disegnando, dinanzi all’altare, il «pentacolo»: la stella a cinque punte contornata dal cerchio. Il simbolo veniva realizzato spargendo per terra una polvere di colore nero o rosso. I riti si svolgevano ogni sabato, per dissacrare la domenica, ma anche nelle vigilie di numerose feste cattoliche. Così poteva accadere che ci vedessimo pure per tre notti di seguito. Nel 1995, per esempio, Natale venne di lunedì e così celebrammo il sabato, la domenica e anche il lunedì notte, vigilia di Santo Stefano. L’appuntamento per l’inizio era intorno a mezzanotte, ma il cuore della cerimonia era sempre verso le tre del mattino, in contrapposizione alle tre del pomeriggio della morte di Cristo. Poteva essere l’offerta di una ragazza, oppure il rapporto del Sacerdote con l’iniziata: quando sono stata consacrata io, il momento clou delle tre è stato l’inserimento dell’ostia nella vagina.

Sono rimasta molto colpita quando, in tempi più recenti, ho letto il Diario di Santa Faustina Kowalska, l’apostola della Divina Misericordia, e ho compreso ancor meglio il significato di quell’ora benedetta nella quale il Salvatore spirò sulla croce. Scriveva la religiosa, riportando le parole che le aveva rivolto Gesù in persona: «Alle tre del pomeriggio implora la mia misericordia, specialmente per i peccatori, e sia pure per un breve momento immergiti nella mia passione, particolarmente nel mio abbandono al momento della morte. È un’ora di grande misericordia per il mondo intero. In quell’ora non rifiuterò nulla all’anima che mi prega per la mia passione». A suor Faustina Gesù aveva anche ispirato una preghiera, assicurandole: «Quando reciterai questa preghiera con cuore pentito e con fede per qualche peccatore, gli concederò la grazia della conversione». Penso che valga la pena proporre qui quel testo, che la religiosa recitava più volte al giorno: «O Sangue e Acqua, che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi, confido in Te».18c O sangue e acqua

Numerose feste di santi erano momenti fortissimi della nostra anti-liturgia, come accadeva per esempio nella vigilia dei santi Pietro e Paolo e in quelle degli altri apostoli. Particolare accanimento c’era nelle vigilie di quelli che in vita erano stati più attivi nella lotta contro il demonio. Gemma Galgani si trovava in primissima posizione, e insieme con lei veniva attaccata anche la Congregazione passionista. Lo stesso accadeva con Francesco d’Assisi e la Famiglia francescana e con Benedetto da Norcia e la Famiglia benedettina. st-benedict-medal11Quest’ultimo santo era odiato specificamente a motivo della nota medaglia-croce a lui intitolata, che porta incise alcune sigle esorcistiche: N.D.S.M.D. {Non draco sit mihi dux – Non sia il demonio il mio capo); V.R.S.N.S.M. V. (Vade retro, Satana; numquam suade mihi vana – Allontanati, Satana; non mi indurre in cose vane); S.M.Q.L.I.V.B. (Sunt mala quae libas; ipse venena bibas – Sono cattive le tue bevande; bevi tu stesso i tuoi veleni). Secondo la tradizione devozionale, tramandata nei testi benedettini, la medaglia-croce «scaccia dai corpi umani ogni malefìcio, legatura e qualunque opera diabolica; in qualsivoglia luogo dove è collocata non vi si può accostare persona malefica; rende sicuri gli uomini vessati dall’astuzia e malizia del demonio; è un’arma potentissima contro ogni tentazione, principalmente per conservarsi la purezza del cuore e della mente».

I santi venivano osteggiati in quanto erano persone che avevano suscitato avversione in Satana. Insieme con loro si attaccavano anche i devoti. Un esempio è Padre Pio, che alla metà degli anni Novanta non era ancora beato (lo sarà nel 1999, e santo nel 2002). Contro di lui si diceva di tutto: si potrebbe affermare che i satanisti lo avevano canonizzato prima dei cattolici, o comunque erano convinti in anticipo della sua santità, ben prima che venisse proclamata ufficialmente dalla Chiesa. C’era inoltre una precisa ritualità contro i suoi «figli spirituali» e contro tutti i suoi devoti, associati ai Gruppi di preghiera: venivano proprio fatte delle maledizioni su di loro e queste espressioni di maledizione potevano durare n’oretta, all’interno della messa nera.

I RITUALI SUI BAMBINI  (pag. 116, dal libro Fuggita da satana)

STRAGE INNOCENTI
Santi martiri Innocenti (28 dicembre)

QUESTI SONO I RICORDI CHE FANNO PIU’ MALE….non posso però evitare di raccontarli qui, perchè sono convinta che sia necessario rendere tutti consapevoli di quello che veramente sono e fanno le sette sataniche. Il peggio succedeva quando era la vigilia delle feste dedicate agli angeli e ai bambini: i tre Arcangeli Michele, Gabriele, Raffaele (29 settembre), Angeli custodi (2 ottobre), il Natale (25 dicembre), i Santi Innocenti (28 dicembre), l’Epifania (6 gennaio), la presentazione del neonato Gesù al tempio (2 febbraio, festa della Candelora):  alla vigilia di queste festività cattoliche, durante la messa nera i bambini venivano torturati (chiusi in un sarcofago, costretti a bere pozioni avvelenate) e abusati; i neonati, figli di donne appartenenti alla setta, venivano partoriti clandestinamente con l’assistenza di medici compiacenti, e non risultavano registrati all’anagrafe, erano considerati doni per satana. Nella notte del 27 dicembre, in spregio di quei bambini che furono uccisi da Erode e che la Chiesa venera come martiri innocenti, veniva offerto a satana il sacrificio di un bambino.  Per quello che ho compreso, alcuni dei bambini sacrificati nella setta (insieme anche a ragazze vergini) erano stati presi per strada, tra quei piccolini che chiedono elemosina ai semafori…..Altri bambini arrivavano invece DAL GIRO DELLA PEDOFILIA, CHE NON DI RADO E’ UNA COPERTURA PER LE ATTIVITA’ SATANICHE.

Pag. 125 Dopo la mia fuga dalla setta e dopo l’accoglienza e il mio cammino di liberazione nella Comunità Nuovi Orizzonti, uno degli specialisti della Polizia mi disse che nel mio appartamento trovarono una complessa attrezzatura informatica (io non ne ero a conoscenza) e mi disse che neanche loro avevano strumenti così sofisticati:  ripensandoci, mi sono resa conto che rientrava nel piano della setta usarmi per coinvolgermi nel mondo della pedofilia via Internet. Proprio in quei mesi era al centro dell’attenzione il Belgio, con le tristi vicende di bambine rapite e uccise, e io ricordo che i membri della setta mi avevano accennato a dei contatti che avrei dovuto avere con questa nazione e con l’Olanda…..

Quando nei primi tempi della conversione mi confidavo con Chiara, le ripetevo che -anche se la Misericordia di Dio mi avesse perdonata- io non sarei mai riuscita a perdonarmi per aver assistito a tali riti così orribili. Io non riuscii mai a compiere nessun tipo di violenza su quei bambini, anche se la Dottoressa mi sollecitava a farlo, ero attanagliata da un BLOCCO EMOTIVO, e al blocco si era aggiunta la PAURA che anch’io avrei potuto, prima o poi,  fare la stessa fine….

Le “litanie” delle maledizioni

Il periodo più intenso era comunque quello della Settimana Santa. Si trattava davvero di un’ “odissea” perché i riti si susseguivano ogni notte, con modalità diverse, e noi ne uscivamo a pezzi. Cinque giorni di seguito, dal mercoledì alla domenica, nei quali vivevo in un clima di follia umana, continuamente in preda alla droga – la cocaina e le gocce della Dottoressa – che assumevo anche durante le cerimonie. In quella settimana non c’erano rapporti con l’esterno, non lavoravo. Il rito andava avanti fino alle sette-otto del mattino, poi rientravo a casa della Dottoressa e restavo con lei in questa atmosfera diabolica fino alla sera, quando tornavamo nella cripta. Era un periodo particolarmente dedicato ai rapporti sessuali con gli animali. In queste cerimonie, come in quelle dei santi, c’era una particolarità: mentre normalmente veniva raccolto e messo nel calice soltanto il sangue dell’animale sacrificato (uccello, cane, caprone…), qui veniva strappato dal petto il cuore dell’animale e lo si metteva nel calice, per bruciarlo poi a cerimonia ultimata. Il culmine si raggiungeva nelle notti fra il Venerdì e il Sabato Santo e fra il Sabato Santo e la Domenica di Pasqua: per noi in quei momenti Cristo era morto e Satana era il vincitore.”

” […] Al centro di questa particolare attenzione c’erano diversi esorcisti, di cui il Sacerdote di Satana ha l’elenco e le fotografie: l’allora arcivescovo Emmanuel Milingo, il vescovo Andrea Gemma, il defunto padre Candido Amantini, don Gabriele Amorth, padre Matteo La Grua. Ce n’erano altri ancora, dei quali non ricordo più i nomi. Era come una litania dei santi al contrario. Si proclamavano i loro nomi e si lanciavano maledizioni: «Che tu non possa più esercitare», «Che ti colga una malattia mortale»… Insomma “gliele tiravamo”, come si dice a Roma! Per ciascuno di loro il Sacerdote prendeva la foto, la mostrava al semicerchio di  adepti e la bruciava nel braciere, guardandola con attenzione.

Allo stesso modo venivano trattati i fuoriusciti, quelli che avevano abbandonato la setta. I loro nomi venivano maledetti e io stessa oggi posso testimoniare che qualche effetto si manifesta. La costanza e la fedeltà che gli adepti hanno nella persecuzione degli “ex” sono inesauribili. Ci sono due-tre momenti l’anno un po’ più intensi in cui passo delle nottate “animate”. Per esempio ho la sensazione che gli ossicini del corpo mi si rompano a uno a uno, come se qualcuno me li spezzasse. Oppure c’è qualche mobile che si sposta da una parte all’altra. E allora mi dico che a me piace ogni tanto modificare la disposizione dell’arredamento e dunque l’Eterno Padre permette che ciò accada, così da evitare che lo faccia io col rischio di beccarmi il mal di schiena…

Non venivano risparmiate nemmeno le vittime delle cosiddette “stragi del sabato sera”. A un certo punto della messa nera c’era un confratello che passava al Sacerdote una lista con i nomi delle persone che erano morte in tutta Italia a causa di incidenti stradali nel sabato precedente. Lui le leggeva e a ogni nome c’era un boato da parte nostra. Sembrerà assurdo, ma noi sentivamo un moto d’orgoglio, perché consideravamo quei giovani – dei quali la maggior parte era morta sotto l’effetto di droga come dannati, in quanto ci sembrava difficile che la loro anima fosse andata in paradiso. Per i satanisti sono infatti seguaci impliciti del demonio anche tutti quelli che decidono volontariamente di distruggersi mediante la droga, oppure quelli che mercificano il proprio corpo attraverso i rapporti sessuali. Ogni sabato notte consacravamo in modo indiretto tutti costoro e in particolare offrivamo a Satana i giovani che sarebbero morti durante quelle ore. Era insomma come un rituale in due tempi. Nella prima parte venivano proclamati i nomi di quelli morti il sabato sera precedente. Si sentivano cognomi di regioni diverse, mediamente da tre-quattro fino a una decina, e non c’è mai stata una circostanza nella quale non ci fosse almeno un nome. Nella seconda parte venivano invece consacrate tutte le persone che sarebbero morte quella notte dopo la discoteca, sotto l’effetto di droga e alcol. Non si trattava di una maledizione generica, ma di una vera e propria sequenza specifica. A ripensarci oggi, mi risulta sconvolgente che – come i cattolici affidano le anime dei morenti a Dio – così noi affidavamo quelle anime a Satana.” unnamed

“Al termine della MESSA NERA mi fu assegnato il mio primo incarico: TRAFUGARE LE OSTIE CONSACRATE PER I PROSSIMI RITI ” (p.85 ,Michela, “Fuggita da satana. La mia lotta per scappare dall’inferno”, PIEMME, 2007). 

Nello scimmiottamento della Santa Messa – essendo Lucifero l’angelo decaduto, che ha voluto superbamente farsi “uguale a Dio” ed è precipitato nel delirio di onnipotenza di credersi autocreato e senza bisogno della Redenzione dell’unico vero Dio-Trinità in Gesù Cristo – ebbene, nella messa nera i satanisti si legano ritualmente a satana nella sua “schiavitù diabolica” profanando la Santa Eucarestia, con atti disumani di odio verso Cristo, verso il prossimo ed anche autolesionisti …Credono in questo modo di ottenere “poteri satanici”..in realtà, col tempo avviene che
OGNI ATTO SACRILEGO, COMPIUTO CONTRO LA SANTA EUCARISTIA, AVVELENA E DISTRUGGE CHI LO COMPIE, SIA NEL CORPO SIA NELL’ANIMA.
PERCHE’ NELLA SANTA EUCARISTIA C’E’ IL PIU’ GRANDE DI TUTTI I MIRACOLI:
“DIO E’ CON NOI! Gesù, pur essendosene andato, è rimasto con noi nell’Eucaristia. E se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? “(San Giovanni Paolo II).


VIDEO TESTIMONIANZA di ANGELA, Medjugorje, agosto 2006:  consigliamo di ascoltarla tutta attentamente


IL NUOVO LIBRO DI MARIANGELA CALCAGNO “SONO RINATA”– il card. Angelo Comastri, vicario generale del Papa per la Città del Vaticano, ha scritto un invito alla lettura del libro: “La storia di Mariangela racconta un miracolo: Dio abita anche nel dolore… e con Lui il dolore non è più dolore, perché la carezza dell’amore di Dio lo trasforma e lo vince”

Fuggita da Satana, salvata dall’abbraccio di Gesù

PERCHE’ TI AMO MARIA! POESIA DI SANTA TERESA DI GESU’ BAMBINO

Questa bellissima poesia, che Santa Teresa di Gesù Bambino scrisse  poco prima di lasciare questa vita, nel maggio 1897, ci insegna a contemplare i Misteri della Vita di Gesù attraverso il Cuore di Maria nel Santo Rosario. steresa1che-cosa-la-preghiera-618x402

1-Vorrei cantare, Madre, perchè t’amo; e perchè il dolce tuo nome mi fa trasalire il cuore. E perchè il pensiero della tua suprema grandezza non saprebbe ispirarmi spavento nell’anima. Se ti contemplassi nella sublime tua gloria che di tanto sorpassa la luce degli eletti, ah non potrei credere che sono la tua bambina, Maria, e davanti a te abbasserei gli occhi.

2- Perchè una creatura possa darsi tutta alla mamma bisogna che questa pianga con lei, divida i suoi dolori. Regina del mio cuore, quanto piangesti quaggiù per attirarmi a te! Ben meditando la tua vita nel Vangelo, io oso guardarti e avvicinarmi a te: non m’è difficile credermi tua creatura, perchè ti vedo mortale e sofferente come me.

3-All’angelico annunzio del mistero divino, che ti fa Madre di un Dio regnante per tutta l’eternità, l’altro stupendo mistero, eleggesti, del tesoro ineffabile della tua verginità. E comprendo che la tua anima, Vergine Immacolata, sia più cara al Signore del Suo bel Paradiso: comprendo che essa, umile valle dolcissima, contiene il mio Gesù, l’Oceano dell’Amore.

4-Io t’amo, chiamandoti la piccola serva del Dio che rapisci con la tua umiltà. Questa grande virtù ti rende onnipotente e invoglia del tuo cuore la Santissima Trinità. E’ allora che, coprendoti con la Sua ombra lo Spirito d’Amore, il Figlio eguale al Padre s’è incarnato in te. E tanti saranno i suoi fratelli peccatori, tanti che Egli dovrà essere chiamato: Gesù, il tuo primogenito.

5-Piccola come sono, Maria, lo sai bene, anch’io, come te, accolgo in me l’Onnipotente. Nè la mia debolezza me ne spaventa, se i tesori della madre appartengono anche alla creatura. Chè io sono la tua bambina, Madre amatissima! Le tue virtù, il tuo Amore, non sono forse i miei? Così, quando la Santa Particola mi scende nel cuore, il dolce tuo Agnello, Gesù, crede di riposare in te.

6-O Regina degli eletti, tu mi fai sentire che, passo passo, non è impossibile seguirti per lo stretto sentiero del Cielo: tu l’hai reso visibile con la pratica fitta delle più umili virtù. Dietro di te, Maria, voglio restar piccola come sono; vedo anche troppo la vanità delle terrestri grandezze. E imparo ad esercitare l’ardente carità da santa Elisabetta, che ricevette la tua visita.

7-Là presso inginocchiata, dolce Regina degli Angeli, io ascolto il cantico sacro che sgorgò dal tuo cuore; tu m’insegni a cantare le lodi divine, a gioire in Gesù mio Salvatore. Balsamo ai secoli futuri è la mistica rosa delle tue parole d’amore. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente. Mediterò su di questo, per benedirlo.

8-Quando il buon Giuseppe ignora ancora il miracolo che nella tua umiltà vorresti nascondere, tu lo lasci al suo pianto, vicino al tabernacolo che vela la divina beltà del Salvatore. Quanto m’è sempre più caro il tuo eloquente silenzio! Esso è per me un dolce, melodico concerto, che mi dice la grandezza e onnipotenza d’un’anima che non attende altro aiuto che quello dei Cieli…

9-Poi a Betlemme, o Giuseppe e Maria, io vi vedo respinti da tutti; non c’è chi voglia ospitare nella sua locanda dei poveri forestieri …c’è posto solo per i grandi; e la Regina del Cielo deve partorire un Dio in una stalla; Madre del Salvatore, quanto sei cara! e come ti vedo grande nella povertà di quel luogo!

10-Quando vedo l’Eterno avvolto nelle fasce, e quando sento il debole grido del Verbo divino…Maria, credi che invidi gli Angeli? Il loro adorabil Signore è mio fratello dilettissimo. Come ti benedico, tu che su queste rive hai fatto sbocciare un tal fiore divino! E come t’amo, mentre ascolti i pastori e i Re Magi, e custodisci in cuor tuo tutte queste cose.

11-E t’amo quando vai tra le donne che volgono i loro passi al Tempio; t’amo quando presenti il Salvatore delle nostre anime all’avventurato vegliardo che se lo stringe fra le braccia: prima ascolto sorridendo il tuo inno, ma presto esso è tale che mi desta il pianto. E Simeone fissando un sguardo profetico nel futuro, t’ annunzia una spada di dolore!

12-Regina dei martiri, è la spada che trapasserà il tuo cuore finchè avrai vita. Ma già devi lasciare la tua terra per sfuggire al geloso furore di un re. Gesù dorme in pace tra i lini del tuo seno, ed ecco Giuseppe avvertirti che bisogna partire senza indugio. Si rivela la tua obbedienza, tu ti avvii in tutta fretta, senza un motto.

13-Anche in terra d’Egitto, e nella povertà, sembra a me o Maria che il tuo cuore resti pieno di letizia: Gesù è con te, e quale patria più bella di Lui?  Che ti importa l’esilio?  Possiedi i Cieli …ma a Gerusalemme un oceano d’amara tristezza inonda il tuo cuore …; Gesù, per tre giorni, si cela alla tua tenerezza; oh, allora sì che conosci tutti i rigori dell’esilio!

14-Con gran trasporto d’amore, alla fine lo rivedi: e dici al bel Fanciullo che confonde i Dottori: Figlio,perchè hai fatto questo? Vedi, tuo padre ed io, addolorati, andavamo in cerca di te! E il divino Fanciullo, alla Madre che gli tende le braccia risponde (che profondo mistero!): Perchè mi cercavate? non sapete che io mi devo occupare di quanto riguarda il Padre mio?

15-Il Vangelo mi insegna che crescendo in saggezza, Gesù restò sottomesso a Maria, a Giuseppe. Ed il mio cuore dice con che tenerezza Egli sempre obbedì ai genitori amatissimi. Ma ora capisco il mistero del Tempio, la risposta del dolce mio Re, ed il suo tono. Maria, questo caro Fanciullo vuole che tu sia l’esempio dell’anima che Lo cerca nella notte della fede….

16-Se il Re dei Cieli volle che anche Sua Madre subisse la notte, l’angoscia del cuore, è dunque allora un bene soffrire qui in terra?  Sì…Patire amando è la più pura delle gioie. Gesù può riprendersi tutto quel che mi ha dato, digli pure di non ricordarsi di me. Può ben nascondermisi; io sono pronta ad attenderlo fino al giorno senza tramonto quando la mia fede si spegnerà.

17-Vergine piena di grazia, io so bene che a Nazareth vivesti poveramente, senza chiedere nulla di più: nè estasi, nè miracoli, nè rapimenti, abbellirono la tua vita, o Regina degli eletti. I poveri, gli umili, son tanti su questa terra; essi possono, senza timore, alzare gli occhi a te. Tu sei l’incomparabile Madre che va con loro per la strada comune, per guidarli al Cielo.

18-Voglio vivere con te, Madre diletta, in questo crudo esilio, e seguirti ogni giorno. Mi tuffo rapita nella tua contemplazione, e scopro gli abissi d’amore del tuo Cuore! Tutti i miei timori svaniscono nel tuo sguardo materno, che m’insegna a piangere e a gioire. Tu non disprezzi i giorni delle sante feste, li dividi con noi, li benedici.

19-Scopristi la pena nascosta degli sposi di Cana, cui scarso era il vino, e nella tua sollecitudine e speranza del Suo potere divino, la rivelasti al Salvatore. Gesù parve dapprima respingere la tua preghiera. Ti rispose: Che importa ,donna, questo, a te come a me ? (Gv 2,4) . Ma nel fondo del cuore ti chiama Sua Madre ,e fa per te il Suo primo miracolo.

20-Un dì che i peccatori ascoltano la dottrina di Colui che è venuto per condurli al Cielo, io ti trovo con loro, Madre, in attesa. C’è chi avverte Gesù che tu vorresti vederlo ed allora, davanti alla gran folla, ecco il tuo divin Figlio esprime l’immensità del Suo amore per noi, dicendo: Chi mi è fratello, e sorella, e madre, se non colui che fa la mia volontà?

21-Vergine Immacolata, tenerissima Madre! Tu che ascoltando Gesù non t’attristi, ma ti rallegri che Egli ci faccia capire che la nostra anima è la Sua famiglia quaggiù. Sì, ti rallegri che ci dia la Sua vita, e gli infiniti tesori della Sua divinità. Come non amarti,e non benedirti, Maria, per questa tua grande generosità verso di noi?

22-Tu davvero ci ami come ci ama Gesù, e per noi consenti ad allontanarti da Lui. Amare è dare tutto, anche se stesso, e tu volesti provarlo restando il nostro sostegno. Il Salvatore sapeva i segreti del tuo Cuore materno, l’immensa tua tenerezza…..Gesù ci lascia a te, Refugium peccatorum, quando lascia la croce per attenderci in Cielo.

23-Tu m’apparisci, Maria, in vetta al Calvario, dritta presso la croce come un sacerdote all’altare; offrendo, per saziare la giustizia del Padre, il dolce Emmanuele, il tuo diletto Gesù. Madre desolata, di te disse un profeta: Non c’è altro dolore simile al tuo dolore (Lam. 1,12). O Regina dei martiri, restando abbandonata, tu prodighi per noi tutto il sangue del cuore!

24-La casa di San Giuseppe diventa il tuo asilo, il figlio di Zebedeo rimpiazza Gesù; son l’ultime vicende che leggo sul Vangelo, che poi non parla più della Vergine Maria…ma il suo profondo silenzio, dilettissima Madre, non forse rivela che l’Eterno Verbo vuol Lui stesso cantare i segreti della tua vita per allietarne i Suoi figli, gli eletti del Cielo?

25-E presto ascolterò quella dolce armonia, tra poco verrò a vederti in Cielo!  Tu che mi sorridesti nel mattino della vita, vieni a sorridermi ancora…Madre, si fa sera ! Ma io non temo più lo splendore della tua gloria suprema; ho sofferto con te ..e voglio, oramai, cantare sulle tue ginocchia, Vergine, perchè ti amo….e ripeter per sempre che sono la tua creatura!

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IL ROSARIO, DONO DI MARIA, E’ ARMA POTENTE DEL CIELO CONTRO OGNI MALE. Storia del Santo Rosario

Il Santo Rosario, essendo sostanzialmente composto della preghiera di Cristo Gesù e della salutazione angelica – il Pater e l’Ave – e della meditazione dei misteri di Gesù e di Maria, è senza dubbio la prima e la principale devozione in uso presso i fedeli, dal tempo degli Apostoli e dei primi discepoli, dì secolo in secolo giunta fino a noi.

http://www.preghiereperlafamiglia.it/come-si-recita-il-rosario.htm

Tuttavia, nella forma e nel metodo in cui è recitato attualmente, fu ispirato alla Chiesa e suggerito dalla Vergine a san Domenico di Guzman, fondatore dell’Ordine Domenicano, per convertire gli Albigesi e i peccatori, soltanto nel 1214 così come lo riferisce il beato Alano della Rupe nel suo celebre libro De Dignitate psalterii.297e9e13864fc1828ffd2152602071adSan Domenico, constatando che i peccati degli uomini erano di ostacolo alla conversione degli Albigesi, si ritirò in una foresta presso Tolosa e vi restò tre giorni e tre notti in continua preghiera e penitenza. E tali furono i suoi gemiti e i suoi pianti, le sue penitenze a colpi di disciplina per placare la collera di Dio che cadde svenuto. La Vergine santa, allora gli apparve e gli disse: “Sai tu, caro Domenico, di quale arma si servì la SS. Trinità per riformare il mondo?” – “Signora mia – le rispose – voi lo sapete meglio di me: dopo il figliolo vostro Gesù voi foste lo strumento principale della nostra salvezza”. Ella soggiunse: “Sappi che l’arma più efficace è stato il Salterio angelico, che è il fondamento della Nuova Alleanza; perciò se tu vuoi conquistare a Dio quei cuori induriti, predica il mio salterio”.101
Il Santo si ritrovò consolato e ardente di zelo per la salvezza di quelle popolazioni, andò nella cattedrale di Tolosa. Immediatamente le campane, mosse dagli angeli, suonarono a distesa per radunare gli abitanti. All’inizio della sua predica si scatenò un furioso temporale; il suolo sussultò, il sole si oscurò, tuoni e lampi continui fecero impallidire e tremare tutto l’uditorio. Il loro spavento crebbe quando videro una effige della Vergine, esposta in luogo ben visibile, alzare per tre volte le braccia al cielo e chiedere la vendetta di Dio su di loro qualora non si convertissero e non ricorressero alla protezione della santa Madre di Dio. Questo prodigio del cielo infuse la più alta stima per la nuova devozione del Rosario e ne estese la conoscenza. Da quando san Domenico istituì questa devozione e sino al 1460, anno in cui il beato Alano della Rupe la rinnovò per ordine del cielo essa è detta Salterio di Gesù e di Maria, sia perché contiene tante salutazioni angeliche quanti salmi ha il salterio di Davide, sia perché i semplici e gli ignoranti che non possono recitare il Salterio di Davide, ricavano dalla recita del Rosario lo stesso frutto che si ottiene con la recita dei salmi.

Da quando il beato Alano della Rupe rinnovò questa devozione, la voce del popolo, che è voce di Dio, la chiamò “Rosario”, cioè corona di rose; e ciò per significare che ogni qual volta si recita devotamente il Rosario si pone in capo a Gesù e a Maria una corona di 153 rose bianche e di 16 rosse del paradiso, che non perderanno mai la loro bellezza e il loro splendore.
La Vergine approvò e confermò questo nome di Rosario rivelando a parecchi che con le Ave Maria recitate in suo onore, le si fa dono di altrettante gradite rose; e di tante corone di rose quanti sono i Rosari recitati.

Il Rosario è dunque una grande corona di rose; una parte del Rosario é come un piccolo serto di piccoli fiori o piccola corona di rose celesti che si mette in capo a Gesù e a Maria. Come la rosa è la regina dei fiori, così il Rosario è la prima fra le devozioni.

Promesse fatte dalla Madonna a San Domenico di Guzman e al Beato Alano De La Roche.

«A tutti coloro che reciteranno il mio Rosario Prometto la mia specialissima protezione. Il Rosario sarà un’arma potentissima contro l’in­ferno, distruggerà i vizi, dissiperà il peccato ed abbat­terà le eresie. Chi si raccomanderà col Rosario non perirà. Chiunque reciterà devotamente il Rosario, con la meditazione dei Misteri, si convertirà se peccatore, crescerà in grazia se giusto, e sarà fatto degno della vi­ta eterna. Io libero ogni giorno dal purgatorio le anime de­vote del mio Rosario. I veri figlioli del mio Rosario godranno di una grande gioia in Cielo. Ciò che chiederai con il Rosario, l’otterrai. Coloro che pregano il mio Rosario, saranno da me soccorsi in ogni loro necessità. La devozione del Santo Rosario è un grande se­gno di predestinazione».

Il Rosario, suggerito dalla Madonna a S. Domenico, è una devozione cristocentrica o cristologica. E’ Cristo, difatti, che viene sempre meditato e contemplato, anche se con gli occhi e il cuore di Ma­ria; di Colei, cioè, di cui il Verbo stesso si è servito per arrivare fino a noi, per cui Maria è, dopo Cristo, il vero pontefice tra la divinità e l’umanità. Se qualche mistero riguarda esclusivamente Ma­ria, è per presentarla come primo e garante frutto del­la redenzione operata da Cristo. Se non fosse stato così, la Madonna non avrebbe tanto caldamente raccomandata la recita del Rosario a Lourdes come a Fatima e altrove; Leone XIII non avrebbe scritto ben undici Lettere Encicliche tutte sul Rosario; molti altri Papi non l’avrebbero continuamen­te inculcato, come Pio XII che scriveva: Il Santo Ro­sario non solo sarà la preghiera particolare che ogni giorno sale al cielo in odore di soavità, ma costituirà altresì una scuola efficacissima di vita cristiana (Enciclica Ingruentium malorum, 15 sett. 1951); mentre San Giovanni Paolo II lo definisce: La mia preghiera prediletta. Preghiera meravigliosa; meravigliosa nella sua semplicità e nella sua profondità.  

“Giovani, non vergognatevi di recitare il Rosario mentre andate a scuola, all’università o al lavoro” San Giovanni Paolo II 14Cari giovani, lo sapete: il Cristianesimo non è un’opinione e non consiste in parole vane. Il cristianesimo è Cristo! E’ una Persona, è il Vivente! Incontrare Gesù, amarlo e farlo amare: ecco la vocazione cristiana. Maria vi viene donata per aiutarvi ad entrare in un rapporto più vero, più personale con Gesù. Con il suo esempio, Maria vi insegna a posare uno sguardo d’amore su di Lui, che ci ha amati per primo. Con la sua intercessione, Ella plasma in voi un cuore di discepoli capaci di mettersi in ascolto del Figlio, che rivela il volto autentico del Padre e la vera dignità dell’uomo.

Il 16 ottobre 2002 ho proclamato l’Anno del Rosario ed ho invitato tutti i figli della Chiesa a fare di questa antica preghiera mariana un esercizio semplice e profondo di contemplazione del volto di Cristo. Recitare il Rosario significa infatti imparare a guardare Gesù con gli occhi di sua Madre, amare Gesù con il cuore di sua Madre. Consegno oggi idealmente anche a voi, cari giovani, la corona del Rosario. Attraverso la preghiera e la meditazione dei misteri, Maria vi guida con sicurezza verso il suo Figlio! Non vergognatevi di recitare il Rosario da soli, mentre andate a scuola, all’università o al lavoro, per strada e sui mezzi di trasporto pubblico; abituatevi a recitarlo tra voi, nei vostri gruppi, movimenti e associazioni; non esitate a proporne la recita in casa, ai vostri genitori e ai vostri fratelli, poiché esso ravviva e rinsalda i legami tra i membri della famiglia. Questa preghiera vi aiuterà ad essere forti nella fede, costanti nella carità, gioiosi e perseveranti nella speranza.

Con Maria, ancella del Signore, scoprirete la gioia e la fecondità della vita nascosta. Con Lei, discepola del Maestro, seguirete Gesù lungo le strade di Palestina, divenendo testimoni della sua predicazione e dei suoi miracoli. Con Lei, Madre dolorosa, accompagnerete Gesù nella passione e nella morte. Con Lei, Vergine della speranza, accoglierete l’annuncio gioioso della Pasqua e il dono inestimabile dello Spirito Santo.

Tratto dal messaggio di S.Giovanni Paolo II per la XVIII Giornata Mondiale della Gioventù (13 aprile 2003)

Diceva S.Padre Pio da Pietrelcina: «Il Rosario è un dono meraviglioso della Madonna all’umanità. Questa preghiera è la sintesi della nostra fede; il sostegno del­la nostra speranza; l’esplosione della nostra carità. La corona è un’arma potentissima per mettere in fuga il demonio (Padre Pio la chiamava la mia arma), per su­perare le tentazioni, per vincere il cuore di Dio, per ottenere grazie dalla Madonna. Amate e fate amare la Madonna. Pregate e fate pregare il Rosario. Questo è il mio testamento spírituale».

Il Santo Curato d’Ars: «Una sola “Ave Maria” ben detta fa tremare l’inferno».

San Luigi Maria De Montfort: «L’Ave Maria ben detta (con attenzione, devozione e modestia), secondo i Santi è il nemico che mette in fuga il diavolo, è il martello che lo schiaccia, la santificazione e fecondità dell’anima, la gioia degli Angeli, la melodia dei prede­stinati, il cantico del Nuovo Testamento, la gloria del­la SS. Trinità, il piacere di Maria, un bacio casto e amoroso che le si dà…». San Giovanni Bosco: «Il Rosario è una continua­zione di Ave Maria, con le quali si possono battere, vincere, distruggere tutti i demoni dell’inferno».
Suor Lucia di Fatima: «Per il potere che il Padre ha dato, in questi ultimi tempi, al Rosario non c’è proble­ma personale, né familiare, né nazionale, né interna­zionale, che non si possa risolvere con il Rosario».

MARIA SANTISSIMA A FATIMA: “Pregate il Rosario tutti i giorni per ottenere la pace per il mondo” Fatima, 13 maggio 1917mama-mary-catholic-gallery-10 

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La Beata Vergine Maria del Santo Rosario e la vittoria di Lepanto

LA BEATA VERGINE MARIA DEL SANTO ROSARIO E LA BATTAGLIA DI LEPANTO
Così recita un inno cristiano: “Anche a Lepanto se hanno vinto fu il Rosario di San Pio V”.

Il 7 Ottobre è la festa della Madonna del Rosario, festa della Madonna della Vittoria, festa istituita per ricordare la vittoria da parte delle milizie cristiane contro i turchi della Battaglia di Lepanto, occorsa il 7 Ottobre 1571, una delle varie battaglie che impedì all’Europa di essere dominata dall’invasione islamica.

La memoria di quest’evento va tenuta viva: ci sono tante ricostruzioni della battaglia, e tutte dimostrano che la vittoria fu opera della Madonna. Difatti San Pio V, il papa regnante in quel periodo, fece recitare il Rosario in tutta la Cristianità per il buon esito della battaglia, e mise l’emblema della Madonna di Loreto sulle armi delle milizie pontificie, comandate da Marcantonio Colonna.
A vittoria ottenuta, il Papa seppe del buon esito in una visione e fece suonare le campane a distesa in tutta Roma.

San Pio V e la battaglia di Lepanto

Marcantonio Colonna, di ritorno da Lepanto, sbarcò con la sua flotta ad Ancona e si recò con gli ex schiavi cristiani liberati dalle galere turche durante la battaglia in pellegrinaggio a piedi al Santuario della Santa Casa di Loreto, dove portarono le loro catene come ex voto per la loro liberazione. Le catene oggi sono ancora lì, e sono visibili perché sono state fuse per ottenere i cancelletti delle tre porte della Santa Casa, i cancelli in ferro battuto di alcuni altari laterali, alcune parti della fontana presente nella piazza della Santa Casa.
Lasciò anche una bandiera, che fu usata dal generale De La Moriciere, comandante pontificio, durante la Battaglia di Castelfidardo.

L’evento fu così vivo nel cuore del buon popolo cristiano che ancor oggi ci sono dei ricordi legati a questa battaglia, ne citiamo un paio a titolo di esempio:
– a Salò (BS) si ricorda che dalla porta laterale del suo bel Duomo uscirono i soldati volontari che si imbarcarono sul Lago di Garda per raggiungere la sponda sud e unirsi alle milizie veneziane;
– a Spelonga, piccola frazione tra le montagne di Arquata del Tronto (AP), si ripete ogni tre anni la Festa Bella: in agosto gli spelongani, vestiti con fazzoletti recanti i colori delle bandiere turche, vanno nei boschi circostanti, recidono l’albero più alto e lo portano a spinta sino al paese, nella cui piazza, a forma dello scafo di una nave, issano l’albero con una bandiera riproduzione della bandiera turca predata dai prodi spelongani durante la battaglia e riportata a casa intatta per ricordo, oggi conservata nella chiesetta locale.

Che cosa accadde?

Era una giornata autunnale del 1571, la domenica 7 ottobre, quando due giganti militari si fronteggiarono. Da una parte l’intera flotta turca, la grande “superpotenza” dell’epoca, disposta a forma di mezzaluna, al centro della quale si trovava la nave “sultana”, agli ordini del temibile ammiraglio Alì Pascia, adornata da uno stendardo tutto verde, venuto dalla Mecca e su cui era stato ricamato in oro per 28.900 volte il nome di Allah; dall’altra, allineate come una croce, stavano più di duecento navi, chiamate galee, dotate di cannoni e su cui erano ospitati più di 80 mila persone: tutti cattolici, ciurma ed ufficiali, avevano recitato il Rosario e molti di loro si erano confessati e comunicati dai cappellani che li accompagnavano, pronti a seguire gli ordini del loro comandante supremo, il fratello dell’imperatore Filippo II di Spagna, un giovane di 24 anni, generoso e coraggioso, Giovanni d’Austria.

Era un fervente cristiano: non permise che a bordo salissero donne, con cui i marinai potessero commettere azioni immorali. Per quei tempi era una novità assoluta.
Tutti gli scontri militari, purtroppo, producono distruzione e vittime. Anche quella sera, dopo cinque ore di battaglia, quando si contarono morti e feriti, le perdite furono ingenti, da una parte e dall’altra. Eppure, i cristiani esultarono perché la flotta turca, nonostante la superiorità numerica e la fama di invincibilità, era stata sbaragliata: sulla nave ammiraglia dei turchi era stata ammainata la mezzaluna ed issato il vessillo cristiano, un enorme stendardo blu con la raffigurazione di Cristo in Croce. La vittoria militare che annientò l’armata navale turca fu ottenuta anche grazie all’eroismo dei soldati cristiani, come Sebastiano Venier che combatté a capo scoperto e in pantofole.

A chi gli domandava il motivo, rispondeva: “Perché le pantofole fanno migliore presa sulla coperta” ed intanto, nonostante i suoi 75 anni, continuava ad imbracciare e a caricare la balestra. Agostino Barbarigo, veneziano, per meglio dirigere le operazioni si scoprì il capo, fino a quando una freccia nemica non gli si inflisse nell’occhio sinistro, provocandone, il giorno dopo, la morte. Tra gli spagnoli, un soldato riportò serie ferite ma sopravvisse. Ricordò quel giorno come “il più glorioso di tutto il secolo”. Divenne uno scrittore famoso: Cervantes, autore del celeberrimo Don Quijote (Don Chisciotte).

La “Lega Santa”

Le navi cristiane appartenevano a diversi stati dell’Europa del tempo: la Spagna, la Repubblica di Venezia, lo Stato Pontificio ed altri piccoli principati italiani. La coalizione si chiamava “Lega Santa” ed era stata promossa e benedetta da Pio V. Mentre gli Stati europei sembravano superficialmente insensibili al pericolo che li minacciava e continuavano a litigare tra loro, Pio V fu lungimirante: senza la “Lega Santa”, l’Europa sarebbe caduta sotto il giogo dei Turchi che, da più di un secolo, ottenevano vittorie su vittorie a scapito degli stati cristiani ed imponevano la dura legge dell’Islam. Dopo aver conquistato Costantinopoli nel 1453, erano avanzati nell’Europa orientale, giungendo fino alle porte di Vienna nel 1529. Dall’una e dall’altra parte del Mediterraneo, insidiavano con le loro navi e con i pirati loro alleati: ovunque arrivavano, erano razzie, saccheggi, catture di schiavi, massacri, come quello perpetuato ad Otranto in Puglia, 90 anni prima di Lepanto, e dove ancora oggi si conservano le ossa di 800 martiri a cui fu tagliata la testa. Di che cosa fossero capaci i Turchi, desiderosi di sottomettere tutto il mondo cristiano, lo avevano fatto capire, pochi mesi prima di Lepanto, a Farmagosta, una cittadina dell’isola di Cipro: al comandante veneziano che difendeva la fortezza, furono tagliati naso ed orecchie, poi fu scorticato vivo, la sua pelle divenne l’involucro di un fantoccio, esibito poi come un trofeo. Dopo Lepanto, però, iniziò inesorabilmente il declino dell’Impero ottomano, che alla fine della prima guerra mondiale scomparve dalla carta geopolitica del mondo.

Maria Auxilium Christianorum

A quei tempi le comunicazioni non erano rapidissime come oggi. La notizia della vittoria della flotta cristiana fu annunciata al Papa due settimane dopo. Il corriere veneziano arrivò di notte: il Papa fu svegliato e disse: Nunc dimitte servum tuum in pace. Si trattò di una conferma di quanto il santo Papa era già venuto a conoscenza, in modo soprannaturale. Infatti, nel pomeriggio del 7 ottobre, era in riunione con alcuni prelati. D’improvviso si alzò, si avvicinò alla finestra, fissò lo sguardo in estasi, vide la Madonna e poi, tornando al suo posto, disse: “Non occupiamoci più di questi affari, andiamo a ringraziare Dio. La flotta cristiana ha ottenuto la vittoria”.

Non ebbe dubbi: l’esito felice di quell’evento che permise la salvezza dell’Europa cristiana era stato ottenuto grazie all’intercessione della Vergine. Aveva mobilitato monasteri maschili e femminili, indetto speciali preghiere e processioni, soprattutto aveva ordinato la recita del Rosario per ottenere questa grazia: puntualmente arrivò.

Volle pertanto che nelle Litanie lauretane si aggiungesse il titolo “Maria Auxilium Christianorum” ed istituì la festa della “Madonna delle Vittorie”, che, poi, per decisione dei suoi successori, è diventata la memoria liturgica della “Beata Vergine del Rosario” celebrata la prima domenica di ottobre.

Sì, a Lepanto, in modo a noi misteriosamente ignoto, intervenne realmente ed efficacemente la Madonna. Ne erano convinti anche i senatori della Serenissima, la Repubblica di Venezia, che sul quadro affisso nella sala delle loro adunanze, fecero scrivere queste parole: Non virtus, non arma, non duces, sed Virgo Rosarii victores nos fecit.

L’anno successivo, nel 1572, il 7 ottobre venne celebrato il primo anniversario della vittoria di Lepanto con l’istituzione della Festa di Santa Maria della Vittoria, successivamente trasformata nella Festa del SS. Rosario.

PREGHIERE A MARIA REGINA DEL S. ROSARIOour_lady_of_the_rosary_animatedO Maria, Regina del Santo Rosario, che risplendi nella gloria di Dio come Madre di Cristo e Madre nostra, estendi a noi, Tuoi figli, la Tua materna protezione.

Ti contempliamo nel silenzio della Tua vita nascosta, in attento e docile ascolto alla chiamata del Messaggero divino.
Ci avvolge di sublime tenerezza il mistero della Tua carità interiore, che genera vita e dona gioia a coloro che in Tè confidano. Ci intenerisce il Tuo cuore di Madre, pronto a seguire ovunque il Figlio Gesù fin sul Calvario, dove, tra i dolori della passione, stai ai piedi della croce con eroica volontà di redenzione. 

 Nel trionfo della Risurrezione, la Tua presenza infonde gioioso coraggio a tutti i credenti, chiamati ad essere testimonianza di comunione, un cuor solo e un’anima sola.
Ora, nella beatitudine di Dio, quale sposa dello Spirito, Madre e Regina della Chiesa, colmi di gioia il cuore dei santi e, attraverso i secoli, sei conforto e difesa nei pericoli.

 O Maria, Regina del Santo Rosario,
guidaci nella contemplazione dei misteri del Tuo Figlio Gesù, perché anche noi, seguendo insieme con Tè il cammino di Cristo, diventiamo capaci di vivere con piena disponibilità gli eventi della nostra salvezza. Benedici le famiglie; dona ad esse la gioia di un amore indefettibile, aperto al dono della vita; proteggi i giovani.

Da’ serena speranza a chi vive nella vecchiaia o soccombe nel dolore. Aiutaci ad aprirci alla luce divina e con Tè leggere i segni della sua presenza, per conformarci sempre più al Figlio Tuo, Gesù, e contemplare in eterno, ormai trasfigurati, il Suo volto nel Regno di pace infinita. Amen

 † Alberto Maria Careggio, Vescovo

Per quella pietà veramente divina, che Voi mostraste per tutta la Cristianità, allorquando per liberarla dai disordini più scandalosi e le eresia le più fatali, nonché dai castighi imminenti per parte della Divina giustizia, disarmaste il braccio già alzato del vostro Divin Figliuolo, e comparendo al vostro buon servo Patriarca Domenico, gli faceste il dono del vostro Santo Rosario perchè ne inculcasse la recita a tutto il mondo, predicandolo come mezzo più efficace per estirpar le eresie, a correggere i vizi, a meritare la Divina Misericordia, intercedete a noi tutti, cara Madre Maria, di praticare costantemente con vero spirito di fervore una devozione così santa e potente.

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O Vergine Immacolata, Regina del Rosario,
che spargi i tesori della Celeste Misericordia,
difendici dal male, dall’orgoglio,
e purifica i nostri affetti. 

Col tuo materno aiuto e sotto la tua protezione,
vogliamo vivere, o dolce Madre di misericordia,
Regina del Santo Rosario. 
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AUMENTA L’OCCULTISMO NELLA SOCIETÀ. IL RISCHIO POKEMON: intervista ai sacerdoti esorcisti don A. Buonaiuto e Padre F.Bamonte

Pubblichiamo l’articolo riportato su it.radiovaticana.va con l’intervista a don Aldo Buonaiuto e a padre Francesco Bamonte.

“La dittatura perfetta avrà sembianze di democrazia, una prigione senza muri…un sistema di schiavitù dove, grazie al consumo ed al divertimento, gli schiavi ameranno la loro schiavitù” (Aldous Huxley, il Mondo Nuovo, 1932: questa schiavitù mentale della nostra società post moderna è ben visibile oggi nelle masse inebetite dalla menzogna del “pensiero unico” mediatico, da sette occultiste e psicosette…un vero lavaggio del cervello globale).

Crisi spirituale
“Viviamo una crisi spirituale profonda e questa mancanza di spiritualità provoca un avanzamento, a partire dai giovani, di adesioni alle sette, all’occulto”. “Sette, spiega don Aldo Buonaiuto, sacerdote esorcista, coordinatore del servizio Antisette della Comunità Papa Giovanni XXIII, alternative alle grandi religioni, al sacro, anche perchè promettono, falsamente, la risoluzione immediata di qualsiasi problema”. “Le persone che cadono nel mondo delle sette, cercano la soluzione ai propri problemi, con al primo posto la salute. Ma il ‘guru’ dell’occultismo è nella maggior parte dei casi un truffatore, un criminale, che spesso devia il percorso delle cure mediche per affidarsi a realtà nefaste”.intervista-donaldo-esorcismi640x250

L’Associazione Internazionale degli esorcisti
“La portata del fenomeno, ai nostri tempi, è tale che non si può più pensare che l’esorcista resti isolato rispetto agli altri esorcisti”. “La sfida lanciata alla Chiesa dalle sette dedite a culti satanici e da gruppi dediti a varie forme di occultismo, afferma padre Francesco Bamonte, presidente dell’Associazione Internazionale Esorcisti ed esorcista della Diocesi di Roma, comporta inevitabilmente una battaglia che si può affrontare solo se si è uniti. Gli stessi esorcisti sentono l’esigenza di una sempre più stretta unione tra di loro”. “E siamo molto grati al compianto padre Gabriele Amorth, che ha concluso il suo cammino terreno sabato scorso (16 settembre, ndr), per averci lasciato in eredità l’Associazione Internazionale degli esorcisti che è stata fondata da lui nel 1984 e approvata poi ufficialmente dalla Santa Sede nel 2014 con gli statuti”. “L’associazione aiuta una formazione di base, una formazione permanente degli esorcisti, anche a livello universitario, formazione pensata proprio da padre Amorth, inserendo questo ministero, tra l’altro, nella pastorale ordinaria della Chiesa locale”.

L’occultismo
“L’occultismo si sta proponendo sempre di più in forma accattivante, prosegue don Aldo Buonaiuto, sacerdore esorcista, perchè possa diventare una sorta di spiritualità. I ragazzi assimilano, poi, attraverso certi giochi, romanzi, certi film, una visione del mondo che è proprio dell’esoterismo, della magia, fino agli estremi del satanismo e diventare estremamente pericoloso”. “L’esoterismo è la semplice conoscenza del mondo della magia, quindi la stregoneria, le varie forme di spiritismo. Dopo la teoria, si passa alla pratica con l’occultismo, con il quale si vuole acquisire dei poteri che la persona non ha. Una strada per la quale si vuole addirittura passare a sperimentare i poteri del demonio fino al satanismo”.

Il servizio antisette
“Come uscirne? Il numero antisette 800 22.88.66 è stato creato per dare forza, coraggio, voce a quelle persone che sono terrorizzate, spaventate, che hanno paura di denunciare e di esporsi”. “Non dimentichiamo, prosegue don Buonaiuto, che le vittime, quindi persone deboli, sofferenti, sono state ingannate. Ma quando vogliono scappare dal gruppo, dalla setta, iniziano le ritorsioni, il pressing psicologico, le minacce. E da tutto ciò non è facile liberarsi”. “Sono persone che hanno sperimentato tante ferite e umiliazioni. Per loro ricominciare a fidarsi di qualcuno e vincere la paura per iniziare una nuova vita è veramente difficile. Allora il numero verde è una prima spiaggia dove la persona, chiamando, trova accoglienza e ascolto per poterla accompagnare a scappare, ad uscire, a volte accogliendola anche praticamente, perchè le persone, per entrare nella setta, hanno abbandonato tutto, famiglia, figli, moglie, convinte, nel plagio che subiscono, di fare la scelta giusta”. “Ma quando si scopre il grande inganno, ecco la vergogna che queste persone provano. La vergogna anche di ammettere di aver commesso un grandissimo errore”.

I Pokemon occulti
“I videogiochi dei Pokemon. Non c’è dubbio che andando a decifrare i Pokemon, spiega padre Francesco Bamonte, ed il loro significato, la visione del mondo proposto da questo gioco elettronico, dove al centro ci sono questi mostri, è decisamente quella della proposta dell’esoterismo e dell’occultismo”. “I Pokemon sono mostri che gli uomini possono catturare, allenare, far combattere contro Pokemon di proprietà altrui per divertimento. Per fare questo c’è bisogno di persone che escano di casa, vadano per la strada a scovare il mostro con un telefonino dove è scaricato il gioco, con grave rischio di incidenti come infatti abbiamo visto, mortali”… “Ma la cosa piuttosto grave è che questi Pokemon sono dotati di un potere, potere che viene assunto da chi cattura questi esseri mostruosi. Quindi si induce la mentalità del potere. Io ho potere e posso dominare gli altri”. “E’ una proposta violenta. C’è una battaglia con poteri tipici proposti solitamente dal mondo dell’occultismo, come opprimere i nemici con un sonno invincibile, pokemon che hanno occhi che luccicano e cantano una misteriosa melodia che fa addormentare i propri avversari, onde ‘alfa’ che provocano emicrania a chi si trova nelle vicinanze. Troviamo tanti principi, tante cose che sono simili al mondo della magia”.

(v. nostro articolo “Pokemon Go: indottrinamento all’occultismo”:

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/07/20/pokemon-go-indottrinamento-alloccultismo-e-al-satanismo-altro-che-gioco/ )

La fede ridicolizzata
“Questi giochi non fanno altro che proporre un’iniziazione al mondo dell’occultismo e dell’esoterismo”, prosegue don Buonaiuto. “C’è poi una scelta commerciale che aiuta a raggiungere questi obiettivi. Contemporaneamente vediamo come questo mondo banalizza, ridicolizza la spiritualità, la fede e tutto quello che appartiene al sacro e alla vita della Chiesa, compresi gli esorcisti, gli esorcismi e le persone possedute che soffrono veramente”. Da una parte c’è l’esaltazione di questo mondo invisibile, dove la persona può prendere energie e poteri. Dall’altra parte c’è una continua, sistematica banalizzazione, fino al ridicolo, anche attraverso tante modalità che nel mondo mediatico operano per ridicolizzare il mondo della nostra fede”.

Il demonio
“Non è una persona. E’ uno spirito. Il demonio ha un’azione ordinaria e una straordinaria. Quella ordinaria, spiega padre Bamonte, è il peccato che tocca tutti. Cerca di suscitare negli uomini delle spinte contrarie a quella che è l’azione di Dio, l’amore di Dio”. “Poi c’è un’azione straordinaria per cui la personalità della persona interessata è sempre più disturbata e, alla fine, può essere sostituita da uno spirito demoniaco”. “La persone non è più coscente dei suoi atti e questa persona viene sostituita, dà segni che noi esorcisti riconosciamo come parlare lingue sconosciute, avere una forza che non è quella propria della persona, sapere cose sconosciute e provare una violentissima avversione al sacro che non fa parte del modo di esserte di quella persona. Questi sono i segni principali”. “Del maligno ne parlano di più i laici che gli ecclesistici”, sottolinea don Buonaiuto. “Sono gli adoratori dell’occulto che per diversi motivi parlano del diavolo, delle tenebre. Ma proprio noi cattolici e consacrati dovremmo parlarne di più, in modo serio e approfondito. Spesso tra il popolo, tra la gente semplice, si sente dire se i preti credono ancora nel diavolo, se i vescovi credono nel diavolo, perchè non lo nominano mai”. “E’ quindi al nostro interno che dovremmo, nelle scuole, nelle università, approfondire questa materia di cui noi parliamo solo per l’effetto ultimo e straordinario di chi ha bisogno della preghiera dell’esorcismo. Ma parlare del diavolo a 360 gradi è un fatto da conoscere e bene”.

La preghiera dell’esorcismo
L’esorcismo è una preghiera, non uno spettacolo. E’ una preghiera della Chiesa che esiste da secoli, spiega padre Bamonte, che parte dalla prassi dell’esorcismo che vediamo nei Vangeli da Gesù. La Chiesa non avrebbe istituito una prassi di esorcismi se Gesù non avesse, lui per primo, cacciato i demòni e dato il mandato alla Chiesa di cacciare i demòni”. “Una realtà molta attuale e lo sarà fino alla fine dei tempi. Il demonio che insidia l’uomo e dal quale il Signore ci vuole liberare con la Chiesa che ci offre questo mezzo per rispondere gli spiriti del male”. “L’associazione internazionale degli esorcisti è nata perchè ci si possa radunare, riflettere insieme, scambiarci testimonianze e svolgere il ministero della preghiera dell’esorcismo, sempre più difficile per il diffondersi nel mondo delle pratiche occulte. E’ quindi uno strumento per promuovere la retta conoscenza di questo ministero tra i sacerdoti, nel popolo di Dio, e per prevenire i fenomeni che possono poi aprire la strada alla necessità dell’esorcismo”. “Gli esorcisti che sono sacerdoti, non medici, non psichiatri, devono assolutamente discernere anche con l’ausilio di questi specialisti, anche perchè si possa fare una diagnosi che sia la più giusta e poi, nel caso, procedere con la preghiera dell’esorcismo”.

Le soggezioni diaboliche
“Sono in aumento le soggezioni diaboliche, prosegue don Buonaiuto, presenza che disturba spesso in modo grave e inspiegabile la persona, disturbi causati spesso dalle esperienze fatte all’interno di gruppi legati all’occultismo. Al numero antisette riceviamo telefonate da persone fortemente disturbate, persone che non hanno più l’autonomia per vivere serenamente a seguito di patti e giuramenti fatti, pensando che votando la propria anima o quella dei propri cari per raggiungere certi obiettivi, diventasse un qualcosa di risolutivo per i loro problemi. Invece diventa poi la tragedia che inizia, ed ecco che la preghiera dell’esorcismo diventa per loro un percorso importante di liberazione”.

http://www.donaldobuonaiuto.it/?p=712

Documento CEI su Halloween, New Age, salutismo e consumismo esoterico: anticamere per il reclutamento nelle sètte occultiste e nelle psicosette.

religioni20e20setteALLARME GIOVANI, VITTIME DELLE SETTE E DI UN’AMBIGUA SPIRITUALITA’: documento della Conferenza episcopale dell’Emilia Romagna :“Religiosità alternativa, sette, spiritualismo. Sfida culturale, educativa, religiosa” edito dalla Libreria Editrice Vaticana, 2013. I risultati dello studio sono preoccupanti: 50mila persone, solo in Emilia Romagna, aderiscono a sette o culti distruttivi; in un anno gli affiliati sono aumentati del 20% con un numero sempre maggiore di persone sempre più facili da circuire. Satanismo, esoterismo, spesso nascosti dietro il baluardo del salutismo (yoga, reiki, pratiche New Age del “benessere olistico”), la falsa festa di Halloween che è il capodanno dei satanisti, sono l’anticamera per il reclutamento nelle sètte occultiste e nelle psicosette.

QUI IN FORMATO PDF il documento della CEI nato per aiutare le parrocchie, educatori e catechisti, ma tutti dovrebbero leggerlo attentamente. A PAG 38 del documento I VESCOVI SCRIVONO “HALLOWEEN FESTA ANTICRISTIANA” che un cristiano non può accettare e tantomeno vi deve partecipare in alcun modo.

http://www.grisrimini.org/documenti/magistero/Religiosita_alternativa_2013.pdf

Il vescovo di Ferrara, Mons Luigi Negri, entra in campo, nella Conferenza episcopale dell’Emilia Romagna, contro le ‘sette’ e i movimenti culturali alternativi. I vescovi dell’Emilia-Romagna, compresi l’arcivescovo di Modena monsignor Antonio Lanfranchi e il vescovo di Carpi monsignor Francesco Cavina, hanno presentato questo documento insieme al GRIS per aiutare i tanti adescati nelle sètte, che oggi si travestono da “gruppi spirituali o culturali” o da salutismo e da “autocoscienza del sè”. «Sono queste le periferie della maggioranza del mondo giovanile», afferma monsignor Negri, rilanciando il concetto di «periferie dell’anima» ripetuto da Papa Francesco.

CONTRO IL “FAI DA TE”
Mons Negri è stato tra i principali promotori del documento della Cei emiliano-romagnola presentato alla stampa. I vescovi dell’Emilia-Romagna (insieme a Negri erano presenti anche Francesco Lambiasi, vescovo di Rimini, e Giovanni Ambrosio, vescovo di Piacenza-Bobbio) parlano di «devianze religiose» e di «derive spiritualistiche. In questo momento la società pullula di religioni fai da te- afferma Negri- è un fenomeno molto complesso, che ha anche motivi economici, e che investe giovani e giovanissimi: le grandi discoteche sono i primi luoghi di reclutamento e iniziazione». Il documento è un libretto di un centinaio di pagine, che ha avuto «una gestazione molto seria e approfondimenti scientifici», per mettere in guardia soprattutto le parrocchie. All’indice vengono messe concezioni come gnosticismo, millenarismo, panteismo, relativismo, sincretismo e il credo nella reincarnazione. Ma anche divinazione e cartomanzia, Halloween, New Age, salutismo, yoga, reiki, ufologismo, magia, occultismo e stregoneria.  

La tipologia più diffusa è quella di aggregazioni che si dichiarano apportatrici di “rinnovamento dell’anima” utilizzando pratiche di auto-coscienza-del-sé o di meditazione orientale e che fanno ricorso a spiritismo, “comunicazione astrale”, sciamanesimo (e chi più ne ha più ne metta…), in un sincretismo sfrenato figlio dell’epoca post-moderna. I disparati guru si propongono sotto la falsa veste di santoni e guaritori illudendo poveri sprovveduti che, prostrati da un profondo stato di malessere, sono disposti a credere a tutto nella speranza di guarire. Il risultato finale, notoriamente, è quello di sperperare migliaia di euro e di compromettere ulteriormente la salute fisica e psicologica.

Ancora più pericolose sono le cosiddette “psico-sette” le quali assoggettano menti fragili per mezzo di tecniche di manipolazione mentale, come il love-bombing, una pratica che consiste nel bombardare di attenzioni il possibile nuovo adepto tanto da farlo sentire importante, accolto e amato, creando però una dipendenza affettiva difficilissima da sradicare. Il carattere dell’individuo viene man mano annullato e non c’è più spazio, all’interno della setta, per le opinioni personali. Chi non vuole assoggettarsi alle regole è punito con l’esclusione dal gruppo e l’allontanamento fisico ed affettivo dai propri cari rimasti dentro, compresi coniugi, genitori e figli. Tra tutte, le sette sataniche sono certamente le più devastanti e pericolose perché provano a «corrompere l’annuncio cristiano nel senso diabolico». La principale responsabile del dilagare dei nuovi credo “fai da te” è, a detta di monsignor Gianni Ambrosio, vescovo di Piacenza-Bobbio, «la globalizzazione che sta tentando di ridisegnare le abitudini spirituali della gente inducendola a scegliere la religione come se si trovassero di fronte a una specie di menù “à la carte”».

CONTRO L’EGOCENTRISMO DELLA NEW AGE
Nel documento della Cei emiliano-romagnola si mette al bando la New Age perchè «riduce l’incontro con Dio a una specie di viaggio dentro il proprio io», oltre al fatto che non contempla «la concezione di peccato nè il bisogno di redenzione». Si mette poi in guardia da «santoni e guaritori» e dal salutismo, che «finisce per dissolvere Cristo nell’animismo pagano». Ma non solo. «È bene non sottacere la pericolosità per la salute delle persone- scrivono i vescovi- causata dalla frequentazione di corsi che prevedono l’uso di tecniche mutuate dalla psicoterapia, dallo yoga, dal training autogeno, applicate in modo spurio e disordinato da persone incompetenti, senza adeguati controlli. L’elemento egocentrico-narcisistico, introdotto dall’uso improprio di certe tecniche, può incidere sull’equilibrio psico-affettivo e provocare particolari patologie e disturbi».

HALLOWEEN ANTICAMERA DEL SATANISMO
Fra i fenomeni che spaventano di più, c’è la diffusione della festa di Halloween, considerata «una festa importante per i satanisti», che «il cristiano non può accettare perchè legata strettamente ad atteggiamenti superstiziosi ed è contraria all’autentica vocazione cristiana». Per il teologo don Lorenzo Lasagni «da festa religiosa, Halloween è diventata un prodotto commerciale basato sull’horror banalizzando argomenti sacrali come la vita, la morte e il rapporto con l’aldilà».

Una serie di realtà da cui sono attratti soprattutto i giovani e a cui neppure le parrocchie, come risulta dal documento, in alcuni casi sembrano prestare la necessaria diffidenza e attenzione.

Durissima la nota dei vescovi emiliano romagnoli su Halloween festa nordica importata da noi per ragioni fondamentalmente di consumismo edonistico: una festa basata su superstizioni che possono introdurre a percorsi esoterici pericolosissimi, fino al satanismo , dato che Halloween è il capodanno per occultisti e satanisti, denuncia don Lorenzo Lasagni, parroco a Cervia e consigliere del Gris (Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa), inaccettabile, dunque per un cristiano.  Impossibile «bollare Halloween come innocente carnevale autunnale o come festa del “dolcetto e scherzetto” o del bonario travestimento, ha concluso don Lasagni. Halloween è un settore fondamentale di reclutamento del satanismo e dell’occultismo».

Ecco cosa afferma il Catechismo della Chiesa Cattolica su fenomeni e pratiche divinatorie e magiche (2116): “Tutte le forme di divinazione sono da respingere: ricorso a Satana o ai demoni, evocazione dei morti o altre pratiche che a torto si ritiene che «svelino» l’avvenire (cf. Dt 18,10; Ger 29,8). La consultazione degli oroscopi, l’astrologia, la chiromanzia, l’interpretazione dei presagi e delle sorti, i fenomeni di veggenza, il ricorso ai medium manifestano una volontà di dominio sul tempo, sulla storia ed infine sugli uomini ed insieme un desiderio di rendersi propizie le potenze nasco- 35 ste. Sono in contraddizione con l’onore e il rispetto, congiunto a timore amante, che dobbiamo a Dio solo. Anche portare amuleti è biasimevole. Lo spiritismo spesso implica pratiche divinatorie o magiche. Pure da esso la Chiesa mette in guardia i fedeli.”

In mezzo a questo consumismo esoterico, spiccano i tentacoli delle superstizioni, la piovra dei cartomanti, della magia e di tutte le forme di divinazione e anticipazione del futuro, cui molti si abbandonano, spesso in modo miracolistico, al punto di diventare vittime di imbrogli e raggiri, nonchè di dipendenze psicologiche e malesseri fisici. A tutto ciò si collega la propaganda fatta attraverso films, serie televisive, giochi per bambini e videogiochi che spingono i giovani ad avvinarsi a magia e spiritismo e satanismo. La Chiesa non accetta tutto ciò e neppure il tentativo di entrare in contatto con l’aldilà, in particolare con persone defunte, “spiriti guida” o altre entità, attraverso tecniche particolari (” metafonia”, “scrittura automatica”, “sedute spiritiche”, “channeling’ e altre).Un fenomeno da non sottovalutare, come sottolinea mons. Negri, coordinatore del documento, che apre scenari inquietanti anche in Italia, dove il fenomeno settario si presenta a macchia di leopardo, con intrecci ambigui con i rituali massonici, che sono sempre legati a magia ed occultismo.

MASSONERIA

Senza dubbio la Massoneria costituisce la più potente e pluriforme “agenzia” di esoterismo. Sia i primi tre Gradi fondamentali (Apprendista, Compagno e Maestro) che i vari Riti di Alti Gradi, sono essenzialmente caratterizzati dall’esoterismo, in cui riscontriamo l’intreccio indissolubile di “‘conoscenza e rito” ovvero “gnosi e magia iniziatica e rituale”. Pur essendo tante le Massonerie (Grandi Logge, Grandi Orienti, Riti…), tuttavia possiamo parlare di Massoneria, al singolare, considerando la loro sostanziale convergenza ed unità su almeno tre elementi: umanesimo sovra-dogmatico e gnosticismo, esoterismo, ritualità.

Rimane pertanto immutato il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle associazioni massoniche, poiché i loro principi sono stati sempre considerati inconciliabili con la dottrina della Chiesa e perciò l’iscrizione a esse rimane proibita. I fedeli che appartengono alle associazioni massoniche sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla Santa Comunione. (San Giovanni Paolo II, Card Ratzinger, 1983).

http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_19831126_declaration-masonic_it.html

I RIMEDI
Che fare? Innanzitutto «riprendere un coraggioso annuncio», è il primo punto del decalogo proposto dal vescovo di Rimini, monsignor Francesco Lambiasi, convinto che «le sette sono penetrate per un deficit del primo annuncio».
Poi «testimoniare la vita di fede», «conoscere la Bibbia», «riproporre i fondamenti della fede cristiana», «proporre catechesi permanenti» poiché questo «è il pane di cui i cristiani non possono fare a meno», «vivere la liturgia come esperienza d’incontro con il Cristo vivente», «educare alla lectio divina», «formare comunità cristiane vive e fraterne», «valorizzare la parrocchia».

La Chiesa ha il dovere di ascoltare e raccogliere il grido di aiuto delle tante vittime, ma anche di mettersi in dialogo con quella fetta di popolazione alla ricerca di spiritualità e di risposte profonde. Infatti, recita il testo, «dietro alla diffusione di ogni spiritualismo contemporaneo abbiamo la compresenza di una buona domanda e di cattive risposte». La “buona domanda” è quella di trovare un senso alla vita, nella sua complessità e interezza: il dolore, l’amore, la malattia, la morte. Tutti coloro che sono in ricerca, qualora non dovessero trovare nei sacerdoti dei validi interlocutori, non mancherebbero di rivolgersi ad altri offerenti, con il rischio concreto di cadere nelle loro reti diaboliche.

Le proposte emanate dai vescovi emiliani potrebbero sollecitare anche le altre diocesi italiane qualora giunga la consapevolezza di una sfida culturale e religiosa che dovrebbe interessare tutta la Chiesa: «Informare i presbiteri iniziando dal percorso formativo in seminario, per assicurargli poi un adeguato aggiornamento teologico; i presbiteri non dovranno trascurare nelle omelie e nelle catechesi gli accenni a un confronto dottrinale con altre attività religiose e al contempo dovranno evidenziare una vita e un atteggiamento quotidiano che li faccia riconoscere come autentici uomini di Dio e testimoni di Cristo; curare la formazione di catechisti e insegnanti di religione; aprire una finestra mediatica negli strumenti diocesani di comunicazione sociale; riprendendo quanto richiesto dalla Congregazione per la Dottrina della fede, invitiamo a “preparare, con l’aiuto di teologi e autori competenti, sussidi divulgativi dal carattere apologetico. Ogni fedele potrà così meglio rispondere alle domande che si pongono nei diversi ambiti culturali, in rapporto ora alle sfide delle sette, ora ai problemi connessi con il secolarismo e il relativismo”». Ancora, vengono suggerite altre iniziative da portare avanti col GRIS: «Organizzazione di conferenze, convegni, corsi, seminari, ricerche» da parte di alcune realtà ecclesiali; «apertura di un centro di ascolto con la consulenza di sacerdoti, medici, psicologi, legali e studiosi del fenomeno»; realizzazione di «incontri e momenti di aggregazione» per i familiari delle vittime con «scambio di esperienze e informazioni sul comportamento da tenere con i propri congiunti»; creazione di una «struttura che si occupi di accoglienza, di solidarietà, di recupero e di formazione per gli ex aderenti a gruppi o movimenti particolari».9936864

Fonti

La religiosità alternativa, tra sette e spiritualismo

http://www.dehoniane.it:9080/komodo/trunk/webapp/web/files/riviste/archivio/05/20131010.pdf

EX SATANISTA AVVERTE DEL PERICOLO DI HALLOWEEN- BUSINESS DI SETTE SATANISTE E OCCULTISMO.

“NON CONFORMATEVI alla mentalità di questo mondo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a Lui gradito e perfetto.” (Lettera ai Romani, 2,2 )
Il business di Halloween si maschera come divertimento infantile e scherzo, nelle mode popolari,oggi importate ingannevolmente anche nelle scuole, nelle feste per bambini… ma in realtà è un business molto serio nel mondo occulto. I satanisti svolgono i loro rituali più orribili e potenti nella notte di Halloween, considerata dai satanisti il “capodanno satanico”. L’ex occultista Johanna Michaelsen rivela:  “Halloween è una stagione di reclutamento privilegiato per occultisti e satanisti. ” (Michaelsen, Johanna. Like lambs to the Slaughter, p. 192).

Anton LaVey: “HALLOWEEN E’ LA PIU’ IMPORTANTE FESTA SATANICA, E’ IL CAPODANNO SATANICO e del sabba delle streghe…
Sono contento che i genitori cristiani lascino che i loro bambini festeggino questa festa: così i genitori inconsapevolmente permettono ai loro bambini di partecipare all’ adorazione a satana, almeno per una notte all’anno…”lavey-halloweenAnton LaVey, fondatore della ‘chiesa di satana’ nel 1966 in California, ha detto queste precise parole nel suo libro ‘bibbia satanica’ ed anche in un’intervista su cosa rappresenta Halloween: questo dovrebbero ricordarlo bene certe persone, catechisti,  insegnanti,  genitori che continuano a far adeguare i loro figli a questa falsa festa,
che altro non è se non la copertura per un grande rituale occultista di massa.

EX SATANISTA AVVERTE DEL PERICOLO DI HALLOWEEN
Un quotidiano nazionale ha pubblicato la testimonianza di una donna che confessa di aver aderito ad una setta satanica e mette in guardia dai pericoli di celebrare Halloween o notte delle streghe.
Il quotidiano cileno “El Norte”, riporta le dichiarazioni di Cristina Kneer Vidal, ex occultista, ex satanista e spiritista di origine americana che vive a Hermosillo, Sonora, che si dice molto preoccupata del fatto che ogni 31 ottobre decine di giovani e bambini vengono rapiti ed uccisi in tutto il Messico dalle sette sataniche.
Cristina Kneer Vidal ha chiesto alle famiglie di prendersi cura dei loro figli, nel paese vi sarebbero circa 1.500 “adoratori di Satana”, che sono distribuiti principalmente in città come Guadalajara, Monterrey, Messico. Dice Cristina: “Non voglio spaventare nessuno, ognuno è libero di credere a quello che vuole, ma le mie parole devono essere prese in considerazione, almeno vi chiedo di ascoltarmi, ragionare e decidere “.
Secondo la Kneer, “migliaia di persone hanno inconsapevolmente adottato una pratica satanica [Halloween] e quindi stanno propiziando la crescita del satanismo in Messico, soprattutto nelle grandi città come Guadalajara e Monterrey.”

Il quotidiano “El Norte” dice che Cristina Kneer ha trascorso molto tempo coinvolta in una setta satanista, ha incontrato il male e la cattiveria di molti satanisti con i quali viveva e dice: “Questi sono argomenti poco conosciuti, ho praticato patti satanici e ancora adesso me ne pento, sono arrivata a detestare Dio”.
Secondo la Kneer il satanismo esiste in tutto il mondo e la sua pratica è antica quanto il culto a Dio. “Gli ambiziosi”, ella nota, “hanno firmato un patto con il diavolo in cambio di ricchezza e di potere ed hanno offerto in cambio la loro anima. Essi pagano un prezzo terribile; non arriveranno mai ad avere la pace e inoltre sono puniti brutalmente anche dopo la loro morte” e avverte che “riconoscere un satanista è molto difficile perché sono politici, artisti, funzionari pubblici o commercianti che godono di prestigio”. La Kneer sostiene, inoltre, che in date come quella di Halloween [31 ottobre], i satanisti fanno la “messa nera” e spiega che consiste “nell’officiare una totale inversione della S.Messa cattolica, in edifici chiusi fortemente protetti e iniziare con l’evocazione di Satana che spesso non si presenta perché, a differenza di Dio, non può essere ovunque “. A metà della “messa”, ella dice, sono macellati animali come gatti, cani, e quando la “messa” è molto importante, come Halloween, sono fatti sacrifici umani. Per la Kneer “preferibilmente vengono scelti i bambini perchè non hanno peccato e sono i preferiti da Dio; prima della macellazione sono violati a privati della loro purezza “. Secondo la Kneer, oltraggiare o ferire un bambino dà il potere di Satana al satanista ed è un modo per prendersi gioco di Dio. Per la Kneer le celebrazioni sataniche vengono effettuate in otto date diverse, anche se la più importante è la festa di Samhain o Halloween il 31 ottobre che celebra il nuovo anno satanico, spiega, “E’ come il compleanno del Diavolo”. “Le vittime”, dice la Kneer, “sono state sacrificate, togliendo loro il cuore che viene consumato dai presenti, poi il corpo viene cremato e gettato in mare”. Dice la Kneer, “Per i satanisti è molto facile sbarazzarsi dei corpi perché coloro che fanno la ‘messa’ nera sono personaggi molto importanti”.
Si avverte che nella notte di Halloween molti satanisti nascondono nei dolci e nella frutta che regalano ai bambini: coltelli, droghe, veleno o chiodi.

Attualmente, la Kneer e le altre donne che hanno partecipato a culti satanici hanno costituito un gruppo denominato SAL che mira ad aiutare gli ex satanisti, per chi vuole uscire dalla setta e ha paura di ritorsioni, a inviare un messaggio di speranza e la richiesta ai satanisti di non fare più danni a se stessi e agli altri.
Dice la Kneer: “Ogni satanista che legge queste informazioni e desidera rifiutare o abbandonare il satanismo può farlo con l’aiuto potente di Dio in Gesù Cristo, come abbiamo fatto noi’.

FONTI: DIOCESI DI SAN BERNANDO DEL CILE http://www.obispadodesanbernardo.cl/component/content/article/155-temas-especiales/mes-del-sagrado-corazon-de-jesus/1438-ex-satanista-advierte-a-sobre-peligros-de-noche-de-brujas.html

GRIS http://www.gris-imola.it/ultime_notizie/ExsatanistaavvertedelpericolodiHalloween.php

ECCO COSA SCRIVONO WICCANI E SATANISTI SU HALLOWEEN:
Samhain, Sabba 31 ottobre : . Questa è la NOTTE del “Capodanno della Strega” e il Sabba più importante da cui tutti gli altri derivano (Ravenwolf, Strega Teenager , pag 42.)

‘Halloween è uno dei quattro principali Sabba celebrati dalla strega moderna, ed è di gran lunga il più popolare e importante delle otto ‘feste o sabba ‘ che vengono osservati. . . Le streghe considerano Halloween come il loro Capodanno, celebrando con rituali sacri. . .’ (Dunwich, Gerina. Il Libro Pagano di Halloween, p. 120)

Halloween, la notte del 31 ottobre, è il rituale più importante per il satanismo. Anton LaVey, fondatore della Chiesa di Satana e autore di The Satanic Bible scrive:

“Le due principali feste sataniche sono Walpurgisnacht (1 ° maggio) e Halloween il 31 ottobre”(LaVey, Anton Szandor. The Satanic Bible , pag. 96)

L’Alta sacerdotessa satanista Blanche Barton, nel sito web La Chiesa di Satana , loda Halloween:
“E [Halloween] dà anche alle persone più banali e IGNARE la possibilità di degustare la malvagità per una notte. Essi hanno la possibilità di ballare con il diavolo. . . Vedo satanisti in tutto il mondo riuniti in piccoli gruppi, questa notte e da 500 anni , sollevare i calici in onore delle Maestà infernali …”

I decreti satanici segnalano nel loro calendario per Halloween:
“Uno dei due più importanti rituali dell’anno ,la notte in cui viene sparso Sangue, riti sessuali e accoppiamento con i demoni…. sacrificio animale e umano -maschio o femmina.”. (http://www.angelfire.com/alt2/satcalendar/1.html)
Non tutte le sette praticano gli stessi rituali, ma sul web abbiamo trovato molti siti satanisti, alcuni nascosti nel deep web, ma altri siti evidenti, in Germania e in USA, di sette sataniste attualmente esistenti, in cui viene descritto come praticare SACRIFICI DI SANGUE su persone e animali …

Anche se le streghe wicca protestano di non avere nulla a che fare con l’adorazione del diavolo, nel loro manuale più popolare di addestramento della strega, intitolato Witchcraft: Teoria e Pratica, si afferma chiaramente che il dio delle streghe è:

Il dio di una strega. . . Egli è. . . Signore degli Inferi [Inferno] . . . Egli è chiamato. . . Baphomet. . . Lucifero. . . Baal. . .(Angeles, Ly de. Witchcraft: Theory and Practice, p. 60)

LA ZUCCA DI HALLOWEEN= simbolo della TESTA MOZZATA DAI DRUIDI NEI SACRIFICI UMANI
JACK-O’-Lantern: Lo studio sulle origini della leggenda di  jack-o’-lantern e della famosa zucca, simbolo di Halloween, lascia la maggior parte degli storici sconcertati. Un racconto popolare irlandese, importato in America e nel mondo, narra di Jack che ingannò il diavolo in un affare in cui Jack cercò di ingannare il diavolo, vendendogli l’anima per ottenere potere e poi tentando di riprendersi la sua anima. Ma l’origine del jack-o’-lantern è molto più sinistra. Arriva dalla tradizione orribile del druido di usare una testa umana mozzata per ingraziarsi il favore dei demoni, un sacrificio umano! I Celti decoravano con orgoglio le loro case e templi con teste mozzate sanguinanti di vittime sacrificali.
I Druidi credevano che la testa ospitava l’anima del defunto, quindi simboleggiata dalla luce o candela posta nel cranio. L’originale jack-o’-lantern non era una zucca o rapa, ma una testa umana mozzata!

Trofeo o ornamento, la testa umana figurava in primo piano nella vita dei Celti. I guerrieri celti appendevano sulle loro case le teste di uomini decapitati, come una dimostrazione di prodezza, e i Druidi, credendo che la testa ospitasse l’anima, collocavano teschi nei santuari per ingraziarsi il favore dei demoni. (dal National Geographic, maggio 1977, p. 603).

DAGLI STORICI ANTICHI GRECO ROMANI

“. . . I Celti appendono le teste dei loro nemici dal collo dei loro cavalli e, quando le hanno portate a casa, le inchiodano per mostrarle agli ingressi delle loro case”(dall’ opera Geografia dello storico greco antico Strabone).

Il De bello Gallico (“La guerra gallica”) di Gaio Cesare Augusto (I sec. a.C.). Riferisce l’imperatore romano Gaio Giulio Cesare che i Celti facevano sacrifici umani ai loro dèi sanguinari. Avevano enormi manichini di vimini che riempivano di uomini vivi, anche innocenti, a cui davano fuoco per propiziarsi gli dèi: Tutta la popolazione dei Galli…poichè pensavano che la volontà degli dei immortali non potesse essere placata se non si paghi la vita di un uomo al posto della vita di un uomo, hanno stabilito a spese pubbliche SACRIFICI UMANI di quel genere. Altre stirpi galliche hanno simulacri di straordinaria grandezza, le membra dei quali intrecciate con i vimini riempiono di uomini vivi; ed essendo stati incendiati questi, gli uomini avvolti dalla fiamma spirano. Credono che siano più graditi agli dei immortali i sacrifici di coloro che sono stati sorpresi in un furto o in un assassinio o in qualche altro delitto; ma quando manca la disponibilità di questa categoria ricorrono anche al sacrificio degli innocenti (Gaio Cesare Augusto, De bello gallico, Libro V, n°16, ). Per il prof Agnoli “quanto ai popoli Celti abbiamo basso rilievi del calderone di Gundestrup, del I secolo a.C., in cui sono raffigurate scene di sacrifici umani, e la celebre testimonianza di Cesare nel De Bello Gallico: ‘i druidi immolano uomini come vittime e promettono che immoleranno loro stessi’. E prosegue: ‘Altri hanno simulacri di smisurata grandezza le cui membra conteste di vimini riempono di uomini vivi; poi danno loro fuoco’. Pratiche rituali analoghe vengono raccontate anche da Plinio e da Tacito nelle Annales (XIV, 30) ed esistevano, contemporaneamente, anche presso Britanni e abitanti dell’Irlanda (Francesco Agnoli, Indagine sul cristianesimo, PIEMME, 2010, p.128).

Si ritiene che la tradizione abbia dato alla zucca di jack-o’-lantern l’aspetto di una testa, poichè i Celti credevano che la testa fosse la parte più sacra del corpo umano, che ospitava l’anima immortale di una persona, per questo decapitavano le loro vittime e offrivano le teste agli dèi (Dunwich, Gerina. Il Libro Pagano di Halloween, p. 32)

CRANIO: “… Un simbolo della magia e dell’occultismo, il cranio è sempre presente nella stregoneria e nel culto satanico come una celebrazione della morte e dei rituali di iniziazione. ” (Burns, Cathy. simboli massonici e simboli occulti illustrati, p. 388)

“Ogni anno il giorno di Halloween, molti bambini in tutto il mondo si vestono in costume e vanno porta a porta in un rituale noto come dolcetto o scherzetto. . . inconsapevoli che la loro mascherata innocente è in realtà una pratica cultuale druidica di epoca più antica, una maledizione, la richiesta di un sacrificio…” (Dunwich, Gerina. Il Libro Pagano di Halloween, p. 11).

http://www.gris-imola.it/esoterismo/gruppi_celtici.php

HALLOWEEN.jpg

Preghiamo con Santa Faustina, Apostola della Divina Misericordia

santa-faustina-1038x400-b-1038x400Gesù mio, Tu sai che fin dai miei primissimi anni ho desiderato diventare una grande santa, cioè ho desiderato amarTi con un amore tanto grande, quale finora nessun’anima ha avuto verso di Te. All’inizio era un mio desiderio segreto noto soltanto a Gesù. Oggi non riesco a contenerlo nel mio cuore e vorrei gridare al mondo intero: Amate Dio, poiché Egli è buono e grande è la Sua Misericordia (Diario, 1372).

Memoria liturgica di Santa Faustina Kowalska, 5 ottobre

http://www.santiebeati.it/dettaglio/73200

Preghiera per ottenere le grazie
per intercessione di Santa Suor Faustina

Oh Gesù, che hai reso Santa Faustina una grande devota della Tua immensa misericordia, concedimi, per sua intercessione, e secondo la Tua santissima volontà, la grazia di…, per la quale Ti prego.

Essendo peccatore non sono degno della Tua misericordia. Ti chiedo perciò, per lo spirito di dedizione e di sacrificio di Suor Faustina e per la sua intercessione, esaudisci le preghiere che fiduciosamente Ti presento.

Padre Nostro…,  Ave Maria…,   Gloria…
Santa Suor Faustina – prega per noi.

Imprimatur
Franciszek cardinale Macharski
Metropolita di Cracovia
Cracovia, il 20 gennaio 2000
san-giovanni-paolo-ii-s-faustinaE tu, Faustina, dono di Dio al nostro tempo, dono della terra di Polonia a tutta la Chiesa, ottienici di percepire la profondità della divina misericordia, aiutaci a farne esperienza viva e a testimoniarla ai fratelli. Il tuo messaggio di luce e di speranza si diffonda in tutto il mondo, spinga alla conversione i peccatori, sopisca le rivalità e gli odi, apra gli uomini e le nazioni alla pratica della fraternità. Noi oggi, fissando lo sguardo con te sul volto di Cristo risorto, facciamo nostra la tua preghiera di fiducioso abbandono e diciamo con ferma speranza: Gesù, confido in Te!

Santo Padre Giovanni Paolo II

L’ORA DELLA MISERICORDIA. st_faustina_3L’ora della morte del Signore Gesù, le tre del pomeriggio, è un’ora privilegiata nel culto alla Divina Misericordia. A quell’ora con lo spirito siamo sotto la Croce di Cristo, ad impetrare la misericordia per noi stessi e per il mondo per meriti della Sua dolorosa passione. Alle tre del pomeriggio – disse il Signore Gesù a Suor Faustina – implora la Mia Misericordia specialmente per i peccatori e sia pure per un breve momento immergiti nella Mia Passione, particolarmente nel Mio abbandono al momento della morte. E’ un’ora di grande Misericordia per il mondo intero(D. 1320). « In quell’ora – proseguiva il Salvatore – otterrai tutto per te stessa e per gli altri (1572). In quell’ora non rifiuterò nulla all’anima che mi prega per la Mia Passione ».

Il Signore Gesù a S.Faustina non lasciò la formula esatta della preghiera delle 1500, ma disse che si poteva fare la Via Crucis, visitare il Santissimo e, qualora il tempo non lo permettesse, nel luogo dove ci troviamo alle ore tre, allora, almeno per un breve momento, bisognerebbe unirsi a Lui, agonizzante sulla croce. Oggetto di questa preghiera è il mistero della Passione del Signore. La Coroncina alla Divina Misericordia la si può recitare sempre, a qualsiasi ora,  per la salvezza delle anime e del mondo intero. Dipende da noi se alle tre del pomeriggio vogliamo praticare la preghiera nell’Ora della Misericordia oppure recitare la Coroncina alla Divina Misericordia. Nella trasmissione del culto alla Divina Misericordia bisogna specificare ciò in maniera chiara e non confondere la Coroncina con L’Ora della Misericordia.

Preghiera delle  tre pomeridiane, Ora della Misericordia

 O Gesù, tu sei appena morto e già una sorgente di Vita è sgorgata per le anime.
      O sorgente di vita,
      incomprensibile misericordia di Dio,
     avvolgi il mondo intero
      e riversati su di noi.

      O Sangue e Acqua ,
      che scaturisci dal cuore di Gesù
      come sorgente di misericordia per noi,
                                               confido in te!

https://www.faustyna.pl/zmbm/it/ora-della-misericordia/

Consacrazione del mondo alla Divina Misericordia.
Dio, Padre Misericordioso, che hai rivelato il Tuo amore nel Figlio Tuo Gesù Cristo, e l’hai riversato su di noi nello Spirito Santo Consolatore, Ti affidiamo oggi i destini del mondo e di ogni uomo. Chinati su di noi peccatori, risana la nostra debolezza, sconfiggi ogni male,fa’ che tutti gli abitanti della terra sperimentino la Tua Misericordia, affinché in Te , Dio Uno e Trino,trovino sempre la fonte della speranza. Eterno Padre, per la dolorosa Passione e la Risurrezione del Tuo Figlio, abbi misericordia di noi e del mondo intero. Amen.
(San Giovanni Paolo II)

CORONCINA ALLA DIVINA MISERICORDIA

(da recitare sulla comune corona del Santo Rosario)

All’inizio

Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi gli rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

Io Credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente: di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei Santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

Sui grani grandi (1 volta)

Eterno Padre
, Ti offro il Corpo e il Sangue, l’anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio e Signore nostro Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.

Sui grani piccoli (10 volte)

Per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero.

Al termine (3 volte)

Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale abbi pietà di noi e del mondo intero.

Litanie alla Divina Misericordia

Signore, pietà Signore, pietà
Cristo, pietà Cristo, pietà
Signore, pietà Signore, pietà
Cristo, ascoltaci Cristo, ascoltaci
Cristo, esaudiscici Cristo esaudiscici
Padre del cielo, Dio abbi pietà di noi
Figlio Redentore del mondo che sei Dio abbi pietà di noi
Spirito Santo, Dio abbi pietà di noi
Santa Trinità unico Dio abbi pietà di noi
Misericordia di Dio, che scaturisci dal seno del Padre, confido/confidiamo in Te
Misericordia di Dio, massimo attributo della Divinità, confido/confidiamo in Te
Misericordia di Dio, mistero incomprensibile, confido/confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, sorgente che emani dal mistero della Trinità, cotifido/confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, che nessuna mente né angelica né umana può scrutare, confido/confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, da cui proviene ogni vita e felicità, confidolconfidiamo in Te.
Misericordia di Dio, sublime più dei cieli, cotifido/confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, sorgente di stupende meraviglie, confido/confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, che abbracci tutto l’universo, confido/confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, che scendi al mondo nella persona del Verbo Incarnato, confido/confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, che scorresti dalla ferita aperta del Cuore di Gesù, confido/confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, racchiusa nel cuore di Gesù per noi e soprattutto per i peccatori, confido/confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, imperscrutabile nell’istituzione dell’Eucaristia, confido/confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, che fondasti la santa Chiesa, confido/confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, che istituisti il Sacramento del Battesimo, confido/confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, che ci giustifichi attraverso Gesù Cristo, confido/cofJfidiamo in Te.
Misericordia di Dio, che per tutta la vita ci accompagni, confido/confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, che ci abbracci specialmente nell’ora della morte, confido/confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, che ci doni la vita immortalè, confido/confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, che ci segui in ogni istante della nostra esistenza, confido/confidia’moin Te.
Misericordia di Dio, che converti i peccatori induriti, confido/confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, che ci proteggi dal fuoco dell’inferno, confido/confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, meraviglia per gli Angeli, incomprensibile ai Santi, confido/confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, presente in tutti i divini Misteri, confido/confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, che ci sollevi da ogni miseria, confido/confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, sorgente di ogni nostra gioia. confido/confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, che dal nulla ci chiamasti all’esistenza, confido/confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, che abbracci tutte le opere nelle Tue mani, confido/confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, che coroni tutto ciò che esiste ed Esisterà, confido/confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, in cui tutti siamo immersi, confido/confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, amabile conforto dei cuori disperati, confido/confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, in cui i cuori riposano e gli spauriti trovano pace, confido/confidiamo in Te.
Misericordia di Dio, che ispiri speranza contro ogni speranza, confido/confidiamo in Te.
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, perdonaci, o Signore.
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,
ascoltaci o Signore.
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi.

PREGHIAMO:

Dio eterno, la cui Misericordia è infinita e in cui il tesoro della compassione è inesauribile, rivolgi a noi uno sguardo di bontà e moltiplica in noi la Tua Misericordia, affinché, nei momenti difficili, non ci perdiamo d’animo e non smarriamo la speranza, ma, con la massima fiducia, ci sottomettiamo alla Tua Santa volontà, la quale è Amore e Misericordia. Amen.

ONLINE DAL SANTUARIO DI CRACOVIA

https://www.faustyna.pl/zmbm/it/la-trasmissione-on-line/

Kaplica z cudwonym obrazem JMIl Santuario della Divina Misericordia a Cracovia-Łagiewniki, è un luogo scelto da Dio stesso, affinché gli uomini possano sperimentare qui la Sua presenza e la Sua grazia – diceva San Giovanni Paolo II.

Sono i milioni di fedeli provenienti da ogni parte del mondo, che giungono qui. La Congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia ha preparato una trasmissione on-line, con la veduta sull’altare con l’Immagine Miracolosa di Gesù Misericordioso e l’urna di santa Suor Faustina, per coloro che non possono recarsi qui fisicamente, ma hanno un desiderio di essere spiritualmente presenti in questo luogo santo.

 

Papa Francesco:”una cosa è accogliere gli omosessuali per avvicinarli a Dio, altra l’indottrinamento gender, che è la cattiveria che si fa oggi”. La visita a sorpresa del Papa ai terremotati

Papa Francesco ha spiegato così, parlando con i giornalisti durante il volo di ritorno dall’Azerbaijan, l’affermazione fatta in Georgia sulla teoria gender(“è una guerra per distruggere il matrimonio”) e sulle persone omosessuali:

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/10/02/papa-in-georgia-ce-una-guerra-mondiale-per-distruggere-il-matrimonio-e-lideologia-gender-e-il-grande-nemico/

“Li ho accompagnati e avvicinati al Signore, alcuni non possono… Ma le persone si devono accompagnare come le accompagna Gesù. Quando una persona che ha questa condizione arriva davanti a Gesù, lui sicuramente non dirà: ‘Vattene via che sei omosessuale!’. Quello di cui ho parlato è quella cattiveria che oggi si fa con l’indottrinamento della teoria del gender. Mi raccontava un papà francese che a tavola stava parlando con i figli, e ha domandato al ragazzo di dieci anni: ‘Tu che cosa voi fare da grande?’. ‘La ragazza!’. E il papà si è accorto che nei libri di scuola si insegnava la teoria del gender, e questo è contro le cose naturali. Una cosa è che una persona abbia questa tendenza o questa opzione, o anche chi cambia il sesso. Un’altra cosa è fare l’insegnamento nelle scuole su questa linea, per cambiare la mentalità. Queste io le chiamo colonizzazioni ideologiche. L’anno scorso ho ricevuto una lettera di uno spagnolo che mi raccontava la sua storia. Si sentiva ragazzo ma era fisicamente una ragazza. Lo aveva raccontato alla mamma dicendo di voler fare l’intervento chirurgico. La mamma le ha chiesto di non farlo mentre lei era viva. Era anziana, è morta presto. Ha fatto l’intervento, ora è un impiegato di un ministero in Spagna. È andato dal vescovo e il vescovo lo ha accompagnato tanto. Un bravo vescovo questo, ‘perdeva’ tempo per accompagnare quest’uomo. Poi si è sposato, ha cambiato questa identità civile e lui – che in precedenza era lei – mi ha scritto che sarebbe stato di consolazione venire da me. L’ho ricevuto. Mi ha raccontato che nel quartiere dove abitava c’era un vecchio sacerdote, il vecchio parroco, e c’era il nuovo. Quando questo lo vedeva, lo sgridava dal marciapiede: ‘Andrai all’inferno!’. Il vecchio sacerdote ottantenne, invece, gli diceva: ‘Da quanto tempo non ti confessi? Vieni, vieni…’. La vita è la vita, e le cose si devono prendere come vengono. Il peccato è il peccato. Le tendenze o gli squilibri ormonali danno tanti problemi e dobbiamo essere attenti a dire che tutto è lo stesso: ogni caso bisogna accoglierlo, accompagnarlo, studiarlo, discernere e integrarlo. Questo è quello che farebbe Gesù oggi. Per favore però adesso non dite: il Papa santificherà i trans! Già mi vedo le prime pagine dei giornali… È un problema umano, di morale. E si deve risolvere come si può, sempre con la misericordia di Dio, con la verità, ma sempre col cuore aperto”.

E’ un atteggiamento che Francesco propone anche sul tema del divorzio, delle famiglie ferite e dell’attacco alla famiglia. “L’immagine di Dio non è l’uomo: è l’uomo con la donna. Insieme. Che sono una sola carne quando si uniscono in matrimonio. Questa è la verità. È vero che in questa cultura i conflitti e tanti problemi non ben gestiti e anche filosofie di oggi, faccio questo, quando mi stanco ne faccio un altro, poi ne faccio un terzo, poi ne faccio un quarto, è questa guerra mondiale che lei dice contro il matrimonio. Dobbiamo essere attenti a non lasciare entrare in noi queste idee”. Centrale è la misericordia. “Amoris laetitia parla di come trattare questi casi, le famiglie ferite, e c’entra la misericordia. Le debolezze umane esistono, i peccati esistono, l’ultima parola non ce l’ha la debolezza, non ce l’ha il peccato, ma la misericordia! Nel matrimonio ci sono i problemi, e come si risolvono? Con quattro criteri: accogliere le famiglie ferite, accompagnare, discernere ogni caso e integrare, rifare. Questo significa collaborare in questa ricreazione meravigliosa che ha fatto il Signore con la redenzione. L’Amoris Laetitia si deve leggere tutta, dall’inizio alla fine. C’è il peccato, la rottura, ma anche la cura, la misericordia, la redenzione”.

Altro tema è stato l’ecumenismo, che è pregare gli uni per gli altri, lavorare insieme per il bene comune, NON SINCRETISMO RELIGIOSO.  Francesco è stato toccato dal Patriarca Ilia II, “un uomo di Dio”  che lo ha “commosso”. La via dell’ecumenismo è “pregare gli uni per gli altri. Questo è importantissimo: la preghiera. E secondo, fare cose insieme: ci sono i poveri, lavoriamo insieme con i poveri; c’è questo e questo problema, possiamo farlo insieme? Lo facciamo insieme; ci sono i migranti? Facciamo insieme cose… Facciamo le cose del bene per gli altri. Insieme. Questo possiamo farlo. E questo è il cammino dell’ecumenismo”.

4 ottobre 2016 Papa Francesco ha festeggiato il suo onomastico andando a trovare i terremotati dell’Italia centrale. Visita non annunciata per tenerla riservata e per depistare i giornalisti. Il suo contributo non è solo spirituale: Papa Francesco è stato il primo ad inviare ingenti donazioni, che non ha voluto pubblicizzare.

Il Papa è arrivato ad Amatrice, città simbolo del terremoto e centro maggiormente colpito alle 9.10, a bordo di una Golf con i vetri oscurati. Accompagnato dal vescovo di Rieti, mons. Domenico Pompili, è andato nel container dipinto di rosso che ospita la scuola provvisoria. I bambini delle elementari lo hanno accolto con il canto dell’amicizia e a lui hanno regalato i disegni dei loro ricordi del terremoto. Poi all’esterno, circondato dalla gente, Francesco ha voluto esprimere vicinanza e incoraggiamento alle persone. “Ho pensato bene – ha detto – nei primi giorni di questi tanti dolori che la mia visita, forse, era più un ingombro che un aiuto, che un saluto, e non volevo dare fastidio e per questo ho lasciato passare un pochettino di tempo affinché si sistemassero alcune cose, come la scuola. Ma dal primo momento ho sentito che dovevo venire da voi! Semplicemente per dire che vi sono vicino, che vi sono vicino, niente di più, e che prego, prego per voi! Vicinanza e preghiera, questa è la mia offerta a voi. Che il Signore benedica tutti voi, che la Madonna vi custodisca in questo momento di tristezza e dolore e di prova”.

E dopo la benedizione e la recita di un’Ave Maria, “Andiamo avanti – ha detto ancora – sempre c’è un futuro. Ci sono tanti cari che ci hanno lasciato, che sono caduti qui, sotto le macerie. Preghiamo la Madonna per loro, lo facciamo tutti insieme. Guardare sempre avanti. Avanti, coraggio, e aiutarsi gli uni gli altri. Si cammina meglio insieme, da soli non si va. Avanti! Grazie”.papa_amatrice_1_009-1000x600

Fonti

http://www.asianews.it/notizie-it/Papa:-una-cosa-%C3%A8-accogliere-gli-omosessuali,-altra-l%E2%80%99indottrinamento-gender-a-scuola-38749.html

http://www.asianews.it/notizie-it/Papa:-onomastico-tra-i-terremotati,-%E2%80%9Cvi-sono-vicino-e-prego-per-voi-38762.html

Preghiere di San Francesco d’Assisi Patrono d’Italia

Preghiera a San Francesco, Patrono d’Italia

Memoria liturgica 4 ottobre 

http://www.santiebeati.it/dettaglio/21750

O Serafico San Francesco, Patrono d’Italia,
tu che rinnovasti il mondo nello spirito di Gesù Cristo, ascoltaci!
L’avidità delle ricchezze, l’insidia dei piaceri,
la follia del disordine tornano ad offuscare le menti e ad agghiacciare i cuori.
Tu che fosti segnato dalle stimmate della Passione,
fa che il Sangue di Cristo infiammi tutti i popoli e ci comunichi la tua luce,
il tuo amore, il tuo spirito.
Tu conosci le anime, le opere,
le ansie e le speranze nostre: benedicile!
Proteggi la Chiesa,
proteggi l’Italia di cui sei Patrono,
proteggi il mondo intero,
suscita sul cammino di tutti gli uomini un desiderio fecondo di Pace e Bene,
nel quale soltanto è perfetta letizia.
Così sia.

PREGHIERE DI SAN FRANCESCO D’ASSISIbenedizione

Benedizione a Frate Leone
Il Signore ti benedica e ti custodisca. Mostri a te il suo volto e abbia misericordia di te. Volga a te il suo sguardo e ti dia pace. Il Signore ti benedica.
Frate Leone, colto sacerdote e abile calligrafo, fu uno dei compagni prediletti da Francesco (è sepolto accanto a Francesco). Questi lo volle come suo confessore e segretario inseparabile, tanto da essere protagonista di molti episodi della vita del Santo. Frate Leone era amato da San Francesco per due virtù particolari, la semplicità e la purezza di cuore, per le quali venne chiamato dal Santo “pecorella di Dio”. A lui San Francesco confidò la dimora della «vera e perfetta letizia», lo volle al suo fianco quando compose la Nuova Regola, e, dopo aver ricevuto le Santissime Stimmate sul Monte La Verna, elesse frate Leone, tra gli altri più semplice e più puro, lasciandogli vedere e toccare quelle sante piaghe. A sottolineare il profondo legame tra i due, rimane come testimonianza anche la nota formula manoscritta della Benedizione che San Francesco dedicò a frate Leone, e la lettera che il Santo scrisse a frate Leone in risposta a un momento di sconforto.
La “chartula” è certamente una delle reliquie più preziose conservate nella basilica di S. France­sco in Assisi. Si tratta infatti di un rarissimo autografo del Santo ( se ne trova solo un altro nel duomo di Spoleto), un foglietto scritto subito dopo la stigmatizzazione sul monte della Verna, nel settembre del 1224. Contiene, da un lato, il testo delle «Lodi di Dio Altissimo» e, dall’altro, la «Benedizione a frate Leone». Riporta anche ben visibile il “Tau”, simbolo della Croce di Cristo con il quale Francesco si firmava.


SAN FRANCESCO, ALTER CHRISTUS: uomo nuovo, perchè Redento da Cristo.

Preghiera davanti al Crocifissofrancesco-abbraccia-Cristo-1
O alto e glorioso Dio,
illumina le tenebre
del cuore mio.
Dammi una fede retta,
speranza certa,
carità perfetta
e umiltà profonda.
Dammi, Signore,
senno e discernimento
per compiere la tua vera
e santa volontà.
Amen.

In un romanzo di Niko Kazantzakis, «Il poverello di Assisi», pubblicato negli anni Settanta, si legge che un giorno, frate Leone, sempre attento a ciò che stava accadendo nella vita del padre e fratello Francesco, mentre si trovavano a La Verna, lo sentì piangere e, anche se con difficoltà, lo intese pronunciare questa frase: «L’amore non è amato, l’amore non è amato». Con grande rispetto, come si entra nel santuario della più profonda intimità di un uomo di Dio, Leone gli chiese: «Perché piangi fratello Francesco?» Francesco non rispose, semplicemente continuò: «L’amore non è amato, l’Amore non è amato».

Leone, forse per consolarlo, ma anche sinceramente convinto di quello che gli voleva dire, interruppe il pianto di Francesco e replicò: «Francesco, non credi di aver già fatto abbastanza per Gesù, lasciando tuo padre e tua madre, e indicando ai tuoi amici un futuro luminoso?» E Francesco rispose: «No, non basta».

«Ma Francesco – continuò Leone – non hai già fatto abbastanza spogliandoti dei tuoi bei vestiti e restando nudo davanti a tutti, andando a mendicare per le strade della tua città, abbracciando un lebbroso… fino al punto da essere preso per folle?» Francesco ancora rispose. «No, non abbastanza».

Per la terza volta, Leone insistette: «Francesco, non ti bastano le sofferenze nella carne che ti procurano le stimmate, la ribellione e la disobbedienza di alcuni dei nostri fratelli, la malattia degli occhi?». E Francesco di nuovo, e questa volta ad alta voce gridò: «No, non basta, non basta, non basta». E così concluse: «Scrivi e ricorda nel tuo cuore, frate Leone, Dio non è mai abbastanza».

«Dio non è mai abbastanza», questa è la risposta sconcertante di S. Francesco. Anche se per Dio e nel suo nome, egli in realtà aveva già fatto tante cose, tuttavia, questo ancora non bastava, ancora sentiva di dover gridare: «L’amore non è amato». Era il grido di un amante che sempre ha l’impressione di fare troppo poco per l’amato… S. Francesco ci insegna così la grandezza della vocazione, CHE E’ QUELLA DI OGNI BATTEZZATO- non solo dei religiosi-  in cui Dio non è «soddisfatto», non si accontenta di una parte della nostra vita, di un momento di preghiera, di una parte del nostro tempo… Dio vuole tutto il nostro essere, tutto il nostro cuore, chiede di essere amato con tutto noi stessi (mente, cuore, intelligenza, forze, volontà, passione):  in chi è disposto a spendersi per il Signore in tal modo, GESU’ RIVELA TUTTO IL SUO AMORE E LA SUA POTENZA, come è avvenuto in San Francesco, Alter Christus.  Francesco ha trovato nella relazione con il Crocifisso-Risorto il senso della sua vita, il motivo vero del canto e della lode. Sentirsi amati è il segreto della vera felicità. L’umano di Francesco è redento, ossia dialogico, capace di compatire, di vedere la vita, il mondo, le persone, gli altri, con gli occhi di Dio, con i sentimenti di Cristo, fino a nascondersi nel cuore stesso di quel Verbo della vita fattosi carne che sempre ha cercato, amato, contemplato. Il dono delle stigmate, infatti, fu per il Poverello la certezza che l’amore per sempre di Dio per le sue creature non viene mai meno. 


Saluto alla Beata Vergine Maria

[259] Ave, Signora, santa regina, santa Madre di Dio, Maria che sei vergine fatta Chiesa ed eletta dal santissimo Padre celeste, che ti ha consacrata insieme col santissimo suo Figlio diletto e con lo Spirito Santo Paraclito; tu in cui fu ed è ogni pienezza di grazia e ogni bene. Ave, suo palazzo, ave, suo tabernacolo, ave, sua casa. Ave, suo vestimento, ave, sua ancella, ave, sua Madre. [260] E saluto voi tutte, sante virtù, che per grazia e illuminazione dello Spirito Santo venite infuse nei cuori dei fedeli, perché da infedeli fedeli a Dio li rendiate.
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Le Fonti Francescane: DELLA VERA E PERFETTA LETIZIA. [278]

Lo stesso [fra Leonardo] riferì che un giorno il beato Francesco, presso Santa Maria [degli Angeli], chiamò frate Leone e gli disse: “Frate Leone, scrivi”. Questi rispose: “Eccomi, sono pronto”. “Scrivi – disse – quale è la vera letizia”. “Viene un messo e dice che tutti i maestri di Parigi sono entrati nell’Ordine, scrivi: non è vera letizia. Cosi pure che sono entrati nell’Ordine tutti i prelati d’Oltr’Alpe, arcivescovi e vescovi, non solo, ma perfino il Re di Francia e il Re d’lnghilterra; scrivi: non è vera letizia. E se ti giunge ancora notizia che i miei frati sono andati tra gli infedeli e li hanno convertiti tutti alla fede, oppure che io ho ricevuto da Dio tanta grazia da sanar gli infermi e da fare molti miracoli; ebbene io ti dico: in tutte queste cose non è la vera letizia”. “Ma quale è la vera letizia?”. “Ecco, io torno da Perugia e, a notte profonda, giungo qui, ed è un inverno fangoso e così rigido che, alI’estremità della tonaca, si formano dei ghiacciuoli d’acqua congelata, che mi percuotono continuamente le gambe fino a far uscire il sangue da siffatte ferite. E io tutto nel fango, nel freddo e nel ghiaccio, giungo alla porta e, dopo aver a lungo picchiato e chiamato, viene un frate e chiede: “Chi è?”. Io rispondo: “Frate Francesco”. E quegli dice: “Vattene, non è ora decente questa, di andare in giro, non entrerai”. E poiché io insisto ancora, I’altro risponde: “Vattene, tu sei un semplice ed un idiota, qui non ci puoi venire ormai; noi siamo tanti e tali che non abbiamo bisogno di te”. E io sempre resto davanti alla porta e dico: “Per amor di Dio, accoglietemi per questa notte”. E quegli risponde: “Non lo farò. Vattene al luogo dei Crociferi e chiedi là”. Ebbene, se io avrò avuto pazienza e non mi sarò conturbato, io ti dico che qui è la vera letizia e qui è la vera virtù e la salvezza dell’anima”.

 Esortazione alla Lode di Dio
(Lode di Dio nel luogo dell’Eremita)
Temete il Signore e rendetegli onore.
Il Signore è degno di ricevere la lode e l’onore.
Voi tutti che temete il Signore, lodatelo.
Ave, Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Lodatelo, cielo e terra. Lodate il Signore, o fiumi tutti.
Benedite il Signore, o figli di Dio.
Questo è il giorno fatto dal Signore,
esultiamo e rallegriamoci in esso.
Alleluia, alleluia, alleluia! Il Re di Israele.
Ogni vivente dia lode al Signore.
Lodate il Signore, perché è buono;
tutti voi che leggete queste parole,
benedite il Signore.
Benedite il Signore, o creature tutte.
Voi tutti, uccelli del cielo, lodate il Signore.
Servi tutti del Signore, lodate il Signore.
Giovani e fanciulle lodate il Signore.
Degno è l’Agnello che è stato immolato
di ricevere la lode, la gloria e l’onore.
Sia benedetta la santa Trinità e l’indivisa Unità.
San Michele arcangelo, difendici nel combattimento.

SALUTO ALLE VIRTU’ [Fonti Francescane]st-francis-stained-glass-window-880x550

256 Ave, regina sapienza, il Signore ti salvi con tua sorella, la santa e pura semplicità. Signora santa povertà, il Signore ti salvi con tua sorella, la santa umiltà. Signora santa carità, il Signore ti salvi con tua sorella, la santa obbedienza. Santissime virtù, voi tutte salvi il Signore dal quale venite e procedete. [257] Non c’è assolutamente uomo nel mondo intero, che possa avere una sola di voi, se prima non muore [a se stesso]. Chi ne ha una e le altre non offende, tutte le possiede, e chi anche una sola ne offende non ne possiede nessuna e le offende tutte. e ognuna confonde i vizi e i peccati.

[258] La santa sapienza confonde Satana e tutte le sue insidie. La pura santa semplicità confonde ogni sapienza di questo mondo e la sapienza della carne. La santa povertà confonde la cupidigia, I’avarizia e le preoccupazioni del secolo presente. La santa umiltà confonde la superbia e tutti gli uomini che sono nel mondo e similmente tutte le cose che sono nel mondo. La santa carità confonde tutte le diaboliche e carnali tentazioni e tutti i timori carnali. La santa obbedienza confonde tutte le volontà corporali e carnali e ogni volontà propria, e tiene il suo corpo mortificato per l’obbedienza allo spirito e per l’obbedienza al proprio fratello; e allora l’uomo è suddito e sottomesso a tutti gli uomini che sono nel mondo, e non soltanto ai soli uomini, ma anche a tutte le bestie e alle fiere, così che possano fare di lui quello che vogliono per quanto sarà loro concesso dall’alto del Signore.

LODI DI DIO ALTISSIMOsan-francesco-1

[261] Tu sei santo, Signore, solo Dio, che operi cose meravigliose. Tu sei forte, Tu sei grande, Tu sei altissimo, Tu sei re onnipotente, Tu, Padre santo, re del cielo e della terra. Tu sei trino ed uno, Signore Dio degli dèi, Tu sei il bene, ogni bene, il sommo bene, il Signore Dio vivo e vero. Tu sei amore e carità, Tu sei sapienza, Tu sei umiltà, Tu sei pazienza, Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine, Tu sei sicurezza, Tu sei quiete. Tu sei gaudio e letizia, Tu sei la nostra speranza, Tu sei giustizia, Tu sei temperanza, Tu sei tutta la nostra ricchezza a sufficienza. Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine. Tu sei protettore, Tu sei custode e nostro difensore, Tu sei fortezza, Tu sei refrigerio. Tu sei la nostra speranza, Tu sei la nostra fede, Tu sei la nostra carità. Tu sei tutta la nostra dolcezza, Tu sei la nostra vita eterna, grande e ammirabile Signore, Dio onnipotente, misericordioso Salvatore.

PREGHIERA “ABSORBEAT” [277] Rapisca, ti prego, o Signore, I’ardente e dolce forza del tuo amore la mente mia da tutte le cose che sono sotto il cielo, perché io muoia per amore dell’amor tuo, come tu ti sei degnato morire per amore dell’amor mio.3c19060805722fe5ccd5643e55c37b05

Le 7 preghiere scritte da San Francesco d’Assisi

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Per la sua umiltà e per il suo ardente amore San Francesco d’Assisi divenne degno di occupare il seggio perduto in Paradiso da Lucifero, ‘angelo di luce’, divenuto per la sua superbia un angelo decaduto e ribelle, scrive Don Marcello Stanzione in “San Francesco e gli angeli” (Editrice Segno).

San Bonaventura, nella sua “Leggenda maggiore“, racconta di una visione avuta da un compagno del Santo, frate Pacifico, confermata poi dall’umiltà del “poverello d’Assisi”, quando i due si ritrovarono ospiti presso il lebbrosario di Trevi (Perugia).

Francesco e Pacifico

«Francesco – riporta San Bonaventura – tanto in se stesso quanto negli altri, preferiva l’umiltà a tutti gli onori e perciò quel Dio che ama gli umili lo giudicava degno della gloria più eccelsa, come mostrò la visione avuta da un frate (Pacifico ndr), che era un uomo di singolare virtù e devozione. Questi, mentre era compagno di viaggio dell’uomo di Dio (Francesco ndr), pregando una volta con lui in una chiesa abbandonata, venne rapito in estasi».

La visione

Francesco e Pacifico si trovavano, precisamente, nella chiesa di San Pietro di Bovara a Trevi.

Durante l’estasi Pacifico «vide nel cielo molti seggi e, tra essi, uno più splendido e glorioso di tutti gli altri, costellato di pietre preziose. Ammirando lo splendore di quel trono così eminente, cominciò a chiedersi ansiosamente chi mai fosse destinato a occuparlo. In mezzo a questi pensieri, udì una voce che gli diceva: “Questo seggio apparteneva a uno degli angeli precipitati ed ora è riservato per l’umile Francesco”».

La domanda

Ritornato finalmente in sé, dopo quella preghiera estatica, il frate seguì alla solita maniera Francesco, che stava uscendo dalla chiesa. «Procedendo nel cammino, mentre si parlavano scambievolmente di Dio, quel frate, che aveva la visione ben impressa nella mente, colse abilmente l’occasione per chiedere a Francesco che opinione aveva di se stesso».

“Il vero umile…”

Il “poverello di Assisi” gli rispose: “Mi sembra di essere il più gran peccatore”. Il frate gli replicò che, in tutta coscienza, non poteva né pensare né dire una cosa simile. Ma Francesco gli spiegò: “Se Cristo avesse trattato il più scellerato degli uomini con la stessa misericordia e bontà con cui ha trattato me, sono sicuro che quello sarebbe molto più riconoscente di me a Dio”.

«Ascoltando queste umile parole – conclude Bonaventura – il frate ebbe la conferma che la sua visione era veritiera, ben sapendo che, secondo la testimonianza del santo Vangelo, il vero umile verrà innalzato a quella gloria eccelsa, da cui il superbo viene respinto» (FF 1111).centico_100_2.jpg

IL VERO SAN FRANCESCO, LIBERATO DALLE STRUMENTALIZZAZIONI

Altissimo e glorioso Dio, illumina le tenebre del cuore mio.
Dammi una fede retta, speranza certa, 
carità perfetta e umiltà profonda. Dammi, Signore, senno e discernimento per compiere la tua vera 
e santa volontà.
Amen. (Preghiera di San Francesco davanti al Crocifisso di San Damiano, Fonti Francescane 276)san2bfrancesco2bdavanti2bcrocifisso

San Francesco d’Assisi ha vissuto il Cristianesimo in tutta la sua totalità, grandezza e drammaticità: arrivando al dolore della crocifissione e alla compiutezza dell’obbedienza alla volontà del Padre nostro che sta nei cieli. Sono passati quasi otto secoli da quando papa  Gregorio IX iscrisse frate Francesco d’Assisi nel catalogo dei Santi. Il 18 giugno 1939, papa Pio XII lo proclamava, insieme a santa Caterina da Siena, patrono d’Italia. San Francesco dunque va conosciuto ed incontrato nella sua perfetta imitazione di Cristo: non è un “paravento” da utilizzare per “farsi belli e giusti”, anche se nel passato e nel presente non pochi hanno fatto e fanno questa operazione bassamente strumentale. Non è la prima volta che nella Storia i santi ma anche la stessa figura di Nostro Signore Gesù Cristo vengono spogliati della vera luce e gloria della santità. Vengono usati come pretesto  per insegnare un altro “Vangelo” e magari per favorire un progetto anticristiano. 

L’impegno comune dovrebbe essere di opporsi alle strumentalizzazioni nei confronti di san Francesco. 3c19060805722fe5ccd5643e55c37b05

Il caso più grave di falsificazione è senz’altro toccato a S. Francesco di Assisi, figlio di Pietro di Bernardone e di Pica di Bourlemont. Una falsificazione che ha una lunga storia, cominciarono gli umanisti, poi i protestanti, “libertini”, gli illuministi, fino al pastore calvinista-liberale Paul Sabatier, che seguendo le orme di Ernest Renan che aveva demitizzato la figura di Cristo ora si doveva “demitizzare” anche quella del suo più popolare discepolo. Un processo falsificatorio perseguito poi in campo cattolico, dai modernisti e infine oggi dai cosiddetti progressisti. Secondo questa tesi il “Francesco della Storia” fu un personaggio che tentò di creare una fraternità di  “spiriti liberi” che doveva  permettere alla comunità cristiana di liberarsi dalle istituzioni ecclesiastiche, bisognava tornare al primitivo comunismo e realizzare una fratellanza globale e cosmica. 

Ma basta informarsi andare alle fonti storiche francescane e tutte le falsità spudorate saranno smentite. Nel 1921 il Papa Benedetto XV già ammoniva:“Quel personaggio di Assisi, d’invenzione prettamente modernista, che recentemente alcuni ci presentano come poco rispettoso della Sede apostolica e come campione di un vago e vuoto ascetismo, non può essere identificato con Francesco né considerato come un santo”. E più avanti ammoniva: “Chi apprezza il valore del santo, deve apprezzarne anche l’ossequio e il culto dati a Dio; perciò o inizi ad imitare quello che loda, o smetta di lodare quello che non vuole imitare; chi ammira i meriti dei santi, deve anche segnalarsi per santità di vita”.

San Francesco non fu “buonista”. E’ la principale deformazione alla quale il santo è stato sottoposto. S. Francesco avrebbe inventato un nuovo modello di apostolato, quello di “mera ‘testimonianza’ propositiva, rifiutandosi di ricorrere non solo ad ogni tipo di polemica o condanna, ma anche d’imposizione o divieto…

Il santo rifuggiva ogni compromesso e denunciava il male in concreto, predicava il timore di Dio e minacciava castighi infernali. Era molto severo nei confronti dei suoi stessi frati, intransigente nella disciplina religiosa.SanFrancesco_PB060102e.jpg

San Francesco non fu pacifista arrendista. Per il mondo progressista cattolico, S. Francesco è il precursore del moderno pacifismo, promotore del disarmo unilaterale.  Ma la pace che auspicava e predicava il Serafico era quella spirituale assicurata dalla conversione della creatura al Creatore. La pace francescana non è la pace che l’uomo trova in sé stesso, ma la pace che l’uomo trova in Dio. Il santo amava presentarsi come un “soldato di Cristo” e un “araldo del gran Re”. La regola francescana intendeva proibire non la guerra come tale, ma solamente le guerre ingiuste. S. Francesco non può essere arruolato al vile ed opportunistico arrendismo tipico degli odierni pacifisti fanatici, anche sedicenti cattolici, che si proclamano ‘adoratori della pace’ e promuovono marce a senso unico inalberando una multicolore ‘bandiera della pace’.  Sfatiamo, infine, la cosiddetta Preghiera semplice di San Francesco”, una tra le più famose del mondo per la sua sdolcinatezza sessantottina (della serie “mettete i fiori nei vostri cannoni”): è quella che inizia con “Signore, fa’ di me uno strumento della tua pace. Dove è odio, fa’ che io porti l’amore…”. San Francesco non l’ha mai scritta, si tratta di un testo di inizio Novecento e non è stata neppure scritta da un frate francescano. In effetti, come hanno appurato gli studiosi, sarebbe difficile attribuire a Francesco una preghiera in cui Gesù Cristo non è neppure nominato o che non faccia riferimenti alla Bibbia o nella liturgia cattolica. L’equivoco è nato perché il testo, la cui data di composizione e l’autore sono incerti, fu fatto stampare sul retro di una immaginetta di San Francesco nel 1918 da padre Etienne Benoit perché gli sembrava che la “Preghiera semplice” richiamasse tutti i valori di cui Francesco era stato portatore in vita.

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San Francesco non fu contro le Crociate. Non essendo pacifista, il Serafico non fu nemmeno contrario alle Crociate. Risulta invece che Francesco provasse un sincero entusiasmo per le Crociate ed ammirazione per le cavalleresche imprese riferite dalla letteratura dell’epoca. S. Francesco partecipò alla quinta Crociata, quella proclamata nel 1213 da Papa Innocenzo III, per poter predicare ai musulmani ed assistere caritatevolmente i crociati nei pericoli fisici e soprattutto spirituali cui andavano incontro. Francesco la chiamava “la santa impresa”, considerandolapienamente lecita, valutandola come un intervento di legittima difesa militare di quei luoghi sacri e di quei popoli del vicino oriente un tempo cristianizzati dal sangue dei martiri e dal sudore dei confessori della fede”. Del resto Francesco-e-il-sultano-giotto.jpgFrancesco giustificò la Crociata proprio in faccia al sultano musulmano dell’Egitto. Ed è falsa quella tesi che sostengono alcuni che S. Francesco fece una scelta missionaria in opposizione a quella crociata. Era inconcepibile una contrapposizione tra Missione e Crociata. La vocazione del missionario e quella del crociato erano anzi considerate come apparentate, in quanto derivavano entrambe dalla comune prospettiva della cristiana testimonianza mediante il pellegrinaggio.  Sostenitore delle Crociate, è famoso il suo confronto durante una crociata nel 1219 con il Sultano Malik al-Kami durante il quale, semplicemente, tentò di convertirlo, come è evidente dal tenore del suo discorso: ” I cristiani agiscono secondo massima giustizia quando vi combattono, perché voi avete invaso delle terre cristiane e conquistato Gerusalemme, progettate di invadere l’Europa intera, oltraggiate il Santo Sepolcro, distruggete chiese, uccidete tutti i cristiani che vi capitano tra le mani, bestemmiate il nome di Cristo e vi adoperate ad allontanare dalla sua religione quanti uomini potete. Se invece voi voleste conoscere, confessare, adorare, o magari solo rispettare il Creatore e Redentore del mondo e lasciare in pace i cristiani, allora essi vi amerebbero come se stessi». Francesco, se si leggono i suoi scritti durante le Crociate, denuncia l’Islam come una religione falsa che porta alla dannazione.

San Francesco non fu ecumenista in senso relativista. Nel suo Testamento, egli esige che i frati sospettati di eresia o scisma vengano imprigionati e consegnati al cardinale protettore dell’Ordine per essere inquisiti. I Papi del XIII secolo, per promuovere la Santa Romana Inquisizione contro l’eresia, ricorsero non solo all’Ordine domenicano, ma talvolta anche a quello francescano. La frase consacrata dalla Tradizione: “Fuori della Chiesa non c’è salvezza”, era ben presente in Francesco. A questo proposito è attuale l’ammonizione di Pio XI: “ah quanto male fanno e quanto si allontanano dalla conoscenza dell’Assisiate coloro che, per accondiscendere alle proprie fantasie ed errori, s’immaginano e s’inventano – incredibile a dirsi! – un Francesco insofferente della disciplina della Chiesa, noncurante degli stessi dogmi della dottrina della fede, anzi precursore ed araldo di quella pluralistica e falsa libertà che si è cominciato ad esaltare agli albori dell’età moderna, e che tanto danno ha causato alla Chiesa ed alla società civile”.

San Francesco non fu filo-islamico (in senso relativista). Giacomo da Vitry, amico del Serafico e testimone dei fatti, ha scritto che Francesco di fronte al sultano d’Egitto ha avuto un atteggiamento di perfezione apostolica. La sua predica riassume e riunisce “i tre elementi- chiave necessari per il trionfo del cristianesimo: rinnovamento morale e spirituale attraverso una vita di ascesi, di semplicità e di umiltà; (…)la predicazione, la propagazione della parola efficace, parola che infiamma le folle e le porta alla conversione; (…) il confronto (militare) con i saraceni, mirante a soccorrere la Chiesa orientale desolata che cerca la sua liberazione”.

San Francesco non fu ecologista animalista. In pratica esagerando l’amore per le creature di S. Francesco, viene presentato come un profeta del moderno ecologismo come un vegetariano o animalista.

Alcuni addirittura  lo dipingono come una sorta di naturista, cioè uno che rinuncia ai beni materiali, alla civiltà, compresi i vestiti, fino ad arrivare a presentarlo come un contestatore hippy, in un promotore del tribalismo e magari anche del nudismo.

Il misticismo di S. Francesco non si può per nulla accostare alla perversa idolatria della natura tipica di chi venera Gea (o Gaia) al posto di Dio. Al contrario egli considerava la terra come una dimora provvisoria, per poi raggiungere la vera Patria celeste. Scrive il beato Tommaso da Celano, fin dalla sua conversione, “la bellezza dei campi e l’amenità dei vigneti, e tutte le altre cose che comunemente saziano gli occhi degli uomini, avevano perduto ogni attrattiva per lui. Non senza stupore egli si rese conto dell’improvviso cambiamento avvenuto in se stesso e cominciò a ritenere sommamente stolto chi si perde dietro simili cose”.006l14906_7kdb6_in_frame_corr

Anche nel celebre Cantico delle creature, poema tanto frainteso quanto celebrato,  la bellezza delle creature sono viste in corrispondenza della bellezza suprema cioè di Dio. Scrive don Divo Barsotti: “le creature sono poste al servizio dell’uomo;(…) se Dio è lodato con tutte le sue creature, è anche lodato per il dono di ogni creatura all’uomo(…). E’ il peccato dell’uomo che ha diviso e opposto Dio e la creazione”.

In pratica S. Francesco considerava gli animali, i vegetali e i minerali non come idoli, “ma semplicemente come creature che, con la loro bellezza e col loro simbolismo naturale e soprannaturale, possono facilmente avviarci alla conoscenza e all’amore di Dio in Cristo”.

Gli animalisti non possono rivendicare S. Francesco come loro patrono, quasi ch’egli fosse come gli indù che considerano gli animali sacri e intoccabili. Non considerò mai gli animali suoi pari, ma volle esercitare su di loro una vera e propria autorità. Non possiamo nemmeno arruolarlo tra i vegetariani, S. Francesco non ha mai condannato il consumo delle carni o la caccia o l’impiego degli animali per aiutare l’uomo.

San Francesco non fu un agitatore libertario, non fu un ribelle, un anarchico, un tribale, precursore di quell’irrazionale rifiuto della (vera) civiltà che si è recentemente espresso in fenomeni di patologia sociale sessantottina o post-sessantottina, come i ‘figli dei fiori’, gli hippy, i freak, i punk, gli ‘indiani metropolitani’ e i no-global. Certamente le fonti storiche rivelano che se i frati minori avevano rinunciato ai beni terreni, non avevano per niente rifiutato quelli spirituali, i valori morali e sociali, tantomeno le conquiste della Civiltà cristiana.

La “libertà e la letizia francescane sono il risultato – scrive Guido Vignelli  in “San Francesco antimoderno” – di chi ha messo ordine nella propria anima e nella propria vita, con una rigorosa ed aspra ascesi, con una lotta contro gl’istinti che ci seducono, disorientano e schiavizzano, con una disciplina interiore ed esteriore capace di dominare le idee, tendenze e passioni disordinate”.

San Francesco non fu rivoluzionario.

Sicuramente San Francesco non fu il precursore del pacifismo o il paladino della violenta rivolta degli “oppressi” contro il capitalismo.  Non è un pauperista rivoluzionario.

Certamente S. Francesco non istigò mai alla ribellione ecclesiale, “non volle mai contrapporre la propria confraternita alla gerarchia o al semplice clero, come se fosse una setta di puri ed eletti destinata ad animare una Ecclesia spiritualis destinata a sostituirsi alla Ecclesia carnalis”. Egli piuttosto volle inserirsi nella Chiesa istituzionale con un ruolo di servizio e di collaborazione e soprattutto di supplenza riformatrice: noi siamo mandati – diceva – in aiuto al clero, per la salvezza delle anime, in modo da supplire alle sue mancanze”.

Non può essere definito rivoluzionario chi inizia la sua missione obbedendo al celebre comando del Crocifisso: “Va’ e restaura la mia casa!”. Francesco non istigò mai i poveri alla rivolta. A differenza dei pauperisti eretici o eretizzanti come Valdo, egli non era ossessionato dal problema della povertà economica ma semmai da quello della povertà spirituale, tanto da ripetere spesso che bisogna preoccuparsi non della condizione terrena bensì del destino ultraterreno.

Egli non predicò nessun tipo di lotta di classe, anzi cercò sempre di garantire la concordia e l’armoniosa collaborazione fra signori e sudditi. S. Francesco non ha mai messo in discussione l’autorità dei governanti, li esortava a giudicare i sudditi con onestà, prudenza e soprattutto con misericordia. Mentre sulla povertà, “lo spirito francescano non pretendeva d’imporre la povertà come regola sociale a chi non può o non vuole accettarla, ma esortava a dare l’esempio di un assoluto distacco dalle ricchezze per ispirare in tutti, ricchi e poveri, un soprannaturale disprezzo delle vanità terrene”. Inoltre c’era in Francesco uno stretto legame tra elemosina e proprietà, non si può donare se non esiste la proprietà.

San Francesco voleva i paramenti sacri ed i calici più preziosi per celebrare la Santa Messa ed adorare la Santa Eucaristia:

SAN FRANCESCO D’ASSISI, PRIMA LETTERA AI CUSTODI: FF 241.

2 Vi prego, più che se riguardasse me stesso, che, quando vi sembrerà conveniente e utile, supplichiate umilmente i chierici che debbano venerare sopra ogni cosa il santissimo corpo e sangue del Signore nostro Gesù Cristo e i santi nomi e le parole di Lui scritte che consacrano il corpo. 3 I calici, i corporali, gli ornamenti dell’altare e tutto ciò che serve al sacrificio, debbano averli di materia preziosa. 

M TOMMASO DA CELANO,MEMORIALE (COMUNEMENTE DETTO VITA SECONDA), 201: FF 789. Un giorno volle mandare i frati per il mondo con pissidi preziose, perché riponessero nel luogo più degno possibile il prezzo della Redenzione, ovunque lo vedessero conservato con poco decoro.

Ricorda Pio XI: “non solo pontefici, cardinali e vescovi (hanno ricevuto) le insegne del Terz’ordine, ma anche re e principi, alcuni dei quali elevati alla gloria della santità, che dallo spirito francescano vennero nutriti di divina sapienza; ne derivò che le più elette virtù tornarono ad essere stimate e vissute nella società civile, insomma rinnovando la faccia della terra”.

Infine San Francesco non rifiutò la cultura. E’ un ultimo pregiudizio, “il quale Francesco sarebbe stato un tipo bizzarro che avrebbe voluto raccogliere nella sua fraternitas solo uomini sempliciotti e ignoranti, se non proprio idioti e sciocchi…”. E’ una falsità grossolana, perché anche qui basta considerare come l’Ordine, fin dal suo inizio, accolse o formò alcune fra le migliori menti dell’epoca, naturalmente non c’è lo spazio per fare un elenco dettagliato. Molti erano docenti universitari, che per gli studenti dell’epoca, scrive Vignelli, “(…)doveva essere uno spettacolo edificante vedere quei loro docenti insegnare dalle cattedre delle prestigiose università di Oxford o della Sorbona, vestiti con un misero saio e a piedi nudi, per poi andare a svolgere umili lavori o a mendicare per la città…”

L’Italia, la stessa Europa, deve molto a S. Francesco, dal suo Ordine e Terz’Ordine germogliarono la pace domestica e la tranquillità pubblica, l’integrità dei costumi e la mansuetudine, lo studio e la cultura, il retto uso e tutela della proprietà, fattori tutti di civiltà e di benessere.

Fonti

Il Francesco d’Assisi che avete in mente non è mai esistito

https://www.ibs.it/san-francesco-antimoderno-difesa-del-libro-guido-vignelli/e/9788864092010

Difesa del matrimonio dagli attacchi della polizia messicana del pensiero unico Lgbt e gender: un grande movimento di popolo in Messico.

E’ un piccolo miracolo. In pochi mesi il popolo messicano è riuscito a scendere in piazza ben due volte per protestare contro il matrimonio omosessuale e l’ideologia di genere nelle scuole. Merito di un vasto movimento di popolo che si è raggruppato attorno al Fronte Nazionale per la famiglia. I due Family day di settembre hanno mostrato al presidente Enrique Pena Nieto quanto sia grande e variegato il popolo che si batte per la famiglia naturale fondata sul matrimonio.

E il Frente adesso lancia una nuova sfida, forte del sostegno di piazza conquistato città dopo città: fermare la legge federale che introduce le nozze gay in tutto il Messico. Come fecero i Cristeros al grido di Que viva Cristo Rey, anche il Frente è caratterizzato da una forte motivazione cristiana, ma al suo interno trovano ospitalità molte confessioni, unite tra di loro dall’importanza della difesa della famiglia.

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/09/26/marcia-per-la-famiglia-in-messico-pieno-sostegno-del-papa-una-nuova-cristiada-contro-le-imposizioni-del-governo-che-vuole-distruggere-la-famiglia/

La Nuova BQ ha intervistato Fernando A. Guzman Pérez Pelaez. Avvocato, docente di Diritto, sposato e padre di famiglia, vive a Guadalajara. E’ stato professore universitario, articolista e autore di vari libri. Attualmente è vicepresidente nazionale del Frente Nacional por la Familia.

Signor Guzman quando è nata l’esperienza del Fronte?

Il Fronte nasce in risposta al pacchetto di iniziative contro il matrimonio e la famiglia naturale annunciato dal presidente Enrique Peña Nieto il 17 maggio 2016.

In che cosa consiste questo pacchetto di iniziative legislative?

Si tratta di leggi sul matrimonio fra persone dello stesso sesso, l’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali, divorzio veloce, cambio di sesso attraverso una semplice richiesta dell’interessato nell’atto di nascita o nel passaporto.

E di fronte a questa offensiva che cosa chiedete?

Fare in modo che venga riconosciuto il diritto dei padri di famiglia a educare i propri figli e uscire dalla pretesa dello Stato di sostituirsi a loro nell’educazione.

Quanto pesa l’ideologia di genere in tutto questo?

Molto. Lo Stato vuole introdurre l’indottrinamento di genere già dall’età di 4 anni. Il nostro obiettivo è impedire che il Messico resti nel gruppo di 19 Paesi che promuovono presso l’ONU la diversità sessuale attraverso l’ideologia di genere.

Come vi state muovendo dopo la marcha imponente del 24 settembre scorso che ha radunato oltre 500mila persone? 

Nel Frente rifiutiamo questo pacchetto di iniziative autoritarie e esigiamo che il presidente Enrique Peña Nieto le ritiri, anche perché come lui stesso ha detto le ha presentate sulla base delle sue convinzioni personali e senza consultare il popolo messicano.

Ma la battaglia si deve svolgere in Parlamento…

Infatti sosteniamo la prima iniziativa di riforma costituzionale nella storia del Messico presentata da ConFamiliaal Senato il 23 febbraio 2016 tre mesi prima di quella del presidente. Ha ricevuto il sostegno di più di 240mila firme in tutti e 32 gli stati federali.

Come vive la popolazione questa offensiva?

Il popolo messicano è stanco della situazione che si incontra nel Paese a causa dei problemi di corruzione, insicurezza, violenza, povertà, mancanza di educazione di qualità, difficoltà economiche e ha reagito di fronte all’attacco diretto contro la famiglia.

Che cosa chiedete alla politica?

Chiediamo ai legislatori di tutti i partiti di votare contro l’iniziativa presidenziale e approvare l’iniziativa di legge popolare che sosteniamo.

Che cosa prevede?

Proteggere il matrimonio naturale tra uomo e donna e la famiglia che nasce dallo stesso; riconoscere il diritto dei padri di famiglia di educare i propri figli conformemente ai loro valori e condizioni, riconoscere il diritto dei bambini in situazioni di abbandono o orfani a essere adottati da un papà e una mamma; promuovere politiche pubbliche per la protezione della famiglia naturale, base della società e scuola di buoni cittadini.

Quando avverrà lo scontro?

In questo mese di ottobre e il prossimo di novembre.

Come è strutturato il Frente?

Nel Frente partecipano associazioni di diversa estrazione, come ad esempio ConFamilia che raggruppa 95mila cittadini e che promuove l’iniziativa di legge popolare. E ancora: L’unione nazionale dei padri dei famiglia, che nel 2017 compirà 10 anni di vita, Red Familia, raggruppa più di 400 associazioni. In più movimenti e organizzazioni locali o nazionali.

Com’è la partecipazione dei vescovi cattolici messicani?

I vescovi cattolici non partecipano alla struttura del Frente, però hanno sostenuto pubblicamente le attività e la marcia, così come lo hanno fatto i gruppi e le associazioni di diverse confessioni.

Avete una struttura comunicativa molto incisiva.

La nostra comunicazione si realizza attraverso internet e le piattaforme delle oltre 1000 associazioni che partecipano alle attività del Frente. Attraverso queste associazioni avviene a che il finanziamento.

Molti pensano che a seguito del successo dei Family Day nazionali si debba costituire un partito politiche ad hoc. Che cosa pensate voi?

Non abbiamo intenzione di formare un nuovo partito politico, ma piuttosto che i politici di tutti i partiti ascoltino la voce della società e delle famiglie per sostenere e votare le iniziative e rafforzino presso le istituzioni, l’istituzione più importante che è la famiglia.

Quali ostacoli avete incontrato?

Abbiamo chiesto di essere ricevuti dal presidente e che cessino le azioni persecutorie del Conapred (National Council to Prevent Discrimination) che sta operando come una polizia che pretende di imporre un pensiero unico, l’ideologia di genere, violando l’articolo 3 della Costituzione che stabilisce che l’educazione debba essere su base scientifica non ideologica.

Fonte

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-cosi-sfidiamo-la-polizia-messicana-del-pensiero-unico-17582.htm

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Solidarietà al sindaco di Favria, a cui è stato dittatorialmente negato il diritto all’obiezione di coscienza. Il coraggio dei sindaci obiettori.

L’ obiezione di coscienza per motivi etici e religiosi è un diritto inalienabile dell’individuo. Sono più di  400 i sindaci italiani che si rifiutano di celebrare le unioni civili. Pronto un appello dei sindaci al Capo dello Stato perchè venga tutelato il diritto di obiezione di coscienza. La Cirinnà è una legge iniqua, dispendiosa e inutile: sono ferme in Italia le richieste per le unioni civili. A Roma solo nove richieste! Tra i capoluoghi di provincia – riferisce La Stampa – sono fermi a zero unioni civili Campobasso e L’Aquila. E meno male che questa legge sarebbe dovuto essere “un passo in avanti per l’Italia”…https://it.zenit.org/articles/unioni-civili-la-carica-dei-sindaci-obiettori/

Prove tecniche di regime dittatoriale: IL CASO DEL SINDACO DI FAVRIA. Il sindaco di Favria (Torino) Serafino Ferrino si è rifiutato, per motivi di coscienza etica e religiosa,  di celebrare un’unione civile tra due persone omosessuali che si erano rivolte a lui e finisce nel mirino dell’Arcigay che vuole denunciarlo. Il Comune potrebbe essere commissariato.

Il sindaco è già finito alla gogna mediatica: alla Rai Tv di regime di Stato, la multimilionaria “comica/conduttrice” e serva del regime Luciana Littizzetto, nella trasmissione con Fabio Fazio del 2 ottobre 2016, ha denigrato il sindaco di Favria, facendolo apparire come “un fuorilegge su cui pende una taglia” (siamo nel Far West all’italiana) e ha lanciato frecciate di sarcasmo (leggi: discriminazione) contro il pacifico movimento delle Sentinelle in Piedi a cui il sindaco appartiene e che difende la famiglia naturale e la sacralità del matrimonio…La Littizzetto è strapagata per fare la servetta del regime, con battute studiate a tavolino, per colpire la vittima designata…

Stranamente, però, la strapagata Luciana non ha citato Papa Francesco che proprio ieri ha dichiarato che “Oggi esiste una guerra mondiale per distruggere il matrimonio, la si fa con le leggi e la dittatura ideologica del gender è il grande nemico” : un bello schiaffo alle leggi del “cattolico Renzi” & compagni.

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/10/02/papa-in-georgia-ce-una-guerra-mondiale-per-distruggere-il-matrimonio-e-lideologia-gender-e-il-grande-nemico/

Molto dignitosamente il sindaco Ferrino ha replicato in un’intervista alla NBQ: “Non sto violando la legge, sto rispettando il mio credo. Sono pronto a tutto, sono cattolico praticante, questa sarà la mia testimonianza. Sono contrario alle unioni gay, ciò non ha nulla a che vedere con gli omosessuali, ma io credo che la famiglia sia fatta da un uomo e una donna per creare dei figli”.  

E ha continuato: “Chiedo che a livello parlamentare si approvi un emendamento per permettere a noi amministratori di essere obiettori di coscienza”. Ferrino ha parlato con gli organizzatori del Family Day: “Mi dicono che già più di 400 sindaci, dopo l’approvazione della legge Cirinnà, ha fatto opposizione”.

Intanto le Associazioni ProVita e Giuristi per la Vita hanno offerto «pieno sostegno anche a livello giuridico» ai sindaci obiettori. Quelli che hanno chiesto (invano) al Parlamento di prevedere l’obiezione di coscienza nella legge sul matrimonio gay. 

Questo caso riporta in primo piano il problema della mancata obiezione di coscienza a causa di una legge iniqua, la Cirinnà, imposta dittatorialmente e fatta in fretta e furia, senza un referendum (per paura di fare un flop) e senza tenere conto delle massicce manifestazioni di piazza delle famiglie italiane che difendono i diritti della famiglia naturale. Una legge che parla tanto di “diritti”, ma invece calpesta la Costituzione ed i diritti della maggioranza del popolo italiano. 

La Cirinnà investe anche, in ambito cattolico, gli esperti di morale. Secondo l’Avvocato Gianfranco Amato dei Giuristi per la Vita, che sta seguendo il caso del primo cittadino di Cascina Sabrina Ceccardi e che ora è stato avvicinato dal sindaco “disobbediente” di Favria tutto si risolve con la sentenza della Corte Costituzionale n. 467 del 1991 in cui la Consulta afferma una tutela della coscienza individuale quando sono in gioco valori morali importanti», come quelli interessati dalla legge Cirinnà «che ha un carattere sostanziale per la nostra società».

In queste ore il cellulare di Serafino Ferrino, sindaco di centrodestra eletto con una civica al suo quarto mandato da primo cittadino, è bollente. “Meno male che ci sono dei giornalisti che non mi massacrano”, sorride al telefono con la Nuova BQ che, come tanti giornali ieri lo ha chiamato per sapere se è impazzito o no.

“Ma quale matto! – prosegue – ho semplicemente obbedito alla mia coscienza. E adesso mi stanno facendo la guerra tutti, ma pazienza. Vorrà dire che daremo la nostra testimonianza in questo modo”.

La vicenda dell’obiezione di coscienza per i sindaci di fronte alla legge Cirinnà, che non la prevede e stando a quanto dichiarato dall’esponente Pd madrina delle unioni civili, non verrà mai concessa, è questione che sta facendo arrovellare giuristi e politici. E che non sarà risolta a breve perchè implica molte questioni morali di cui tenere conto, ma l’uscita per certi versi clamorosa di Ferrino, istigata da un preciso disegno di colpire i sindaci più esposti, è destinata a creare un vero e proprio caso esemplare.

La Nuova BQ lo ha intervistato scoprendo, tra l’altro, che la coppia che si è presentata nel suo ufficio, non ha neppure la residenza a Favria. Coincidenze?

Sindaco, adesso come si muoverà?

Francamente non lo so. Ho avuto un colloquio con l’avvocato Gianfranco Amato dei Giuristi per la vita che mi assisterà in questa vicenda. C’è una sentenza della Corte Costituzionale del ’91 che tutela chi ha scrupoli di coscienza per ragioni religiose e ideologiche, anche se la legge non lo prevede.

Perché l’ha fatto?

Per ragioni etiche e morali, perché sono cattolico praticante e perché come sindaco ho il dovere di oppormi ad una legge ingiusta.

I giornali stanno scrivendo che lei è un habitué delle Sentinelle in Piedi, come se fosse un marchio di appartenenza…

E’ vero, partecipo alle veglie di Ivrea. Sono un cattolico che cerca di fare il politico seguendo il Magistero della Chiesa. Nessuno può impedirmi di professarlo.

Adesso che cosa succederà?

Il responsabile dell’anagrafe procederà con la registrazione dell’atto senza passare dal mio consenso.

Quindi non concederà la delega?

No, questi signori sono venuti da me chiedendo l’unione civile. Io ho detto soltanto che la mia coscienza me lo impediva e che non l’avrei fatta. Così si sono rivolti all’ufficiale di stato civile che non sapeva come comportarsi.

Di chi si tratta?

Di una coppia omosessuale.

Di Favria?

No, si sono rivolti a noi perché a Favria c’è una villa del ‘700 che viene spesso utilizzata come luogo per i matrimoni.

Cioè: sta dicendo che l’unico motivo per cui vogliono sposarsi a Favria è per la location?

Così hanno detto, ma è chiaro che forse avevano altri obiettivi.

Quali?

Bè, io avevo già espresso la mia contrarietà…

Sostiene che ci può essere un disegno preordinato di andare a colpire i sindaci contrari?

Tutto può essere. Ma non mi curo di queste strategie.

La stanno massacrando mediaticamente…

Lo vedo…Arcigay ha già detto che mi denuncerà.

Lei solleva una questione spinosa: se concede una delega ad un altro, come per un matrimonio civile, non si tratta di una vera obiezione di coscienza, perché dal punto di vista morale sta cooperando ad un atto che la sua coscienza ritiene malvagio, se non la concede deve intervenire d’ufficio il Prefetto che incarica un altro. Ma si potrebbe configurare l’ipotesi di violazione di un obbligo di legge. Lo sa che provvedimenti potrebbe prendere gli Interni?

Sì. Sono consapevole che potrebbe arrivare anche lo scioglimento e il conseguente commissariamento.

Non la preoccupa?

Certo, ma se decideranno di farmi cadere per questo, vorrà dire che perderò la poltrona, ma avrò dato una testimonianza cristiana vera.

E lei ha delegato qualcuno?

No.

Il Prefetto è già intervenuto?

No, può darsi che mi chiamino. Lo dico col cuore in mano: non sto violando la legge, sto rispettando il mio credo.

Che cosa dicono in famiglia?

Mia moglie mi sostiene anche se è molto preoccupata dell’esposizione mediatica a cui sto andando incontro. In 37 anni di attività politica e amministrativa non era mai accaduto.

Lo sa che il leader del Family Day Massimo Gandolfini sta mappando i sindaci che vogliono chiedere l’obiezione di coscienza per proporre una modifica alla Cirinnà che contempli una forma di obiezione di coscienza?

Sono sicuro che siamo in tanti.renzi_ci_ricorderemo_1

Fonti

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-unioni-civiliil-primo-sindacodisobbediente-17517.htm

http://www.giuristiperlavita.org/

Papa in Georgia: “c’è una guerra mondiale per distruggere il matrimonio e l’ideologia gender è il grande nemico”

«Oggi c’è una guerra mondiale per distruggere il matrimonio». E’ questa la frase che rimbomba dalla giornata di ieri 1 ottobre 2016 del viaggio papale in Georgia e Azerbajan. L’ha pronunciata Papa Francesco rispondendo alle sollecitazioni proposte da Irina, una giovane mamma intervenuta durante l’incontro con religiosi, religiose e seminaristi nella chiesa dell’Assunta di Tiblisi. L’ultima giornata georgiana di Papa Francesco, iniziata con la S.Messa presso lo Stadio M. Meskhi, era proseguita con l’incontro nella chiesa dell’Annunziata, quindi quello con gli assistiti e con gli operatori nel Centro di Assistenza dei Camilliani, infine si è conclusa con la visita alla Cattedrale Patriarcale di Svetitskhoveli di Mtskheta.

IL GENDER E’ UNA COLONIZZAZIONE IDEOLOGICA

«Assieme alle famiglie ortodosse – ha indicato la giovane mamma nel suo intervento a Tiblisi – incominciamo ad essere travolti dai problemi mondiali, quali la globalizzazione che non tiene conto dei valori locali, le nuove visioni della sessualità come la teoria del gender, (secondo la quale l’identità sessuale sarebbe di ordine culturale e non un dato naturale) e l’emarginazione della visione cristiana della vita, in particolare della nostra scelta di educare come cattolici i nostri figli». Inoltre, la giovane Irina ha ricordato l’importanza per le famiglie di «riscoprire la propria realtà sacramentale».

Rispondendo a questo intervento Papa Francesco ha fatto deflagrare un giudizio chiaro: ««Tu Irina hai menzionato un grande nemico del matrimonio, la teoria del gender.  Oggi c’è una guerra mondiale per distruggere il matrimonio, non si distrugge con le armi, ma con le idee. Ci sono colonizzazioni ideologiche che lo distruggono».

In effetti si tratta di un concetto che il pontefice ha già espresso in altre occasioni, e che troppe volte è stato stranamente silenziato da media, invece, particolarmente solleciti nel riportare altri gesti e altre parole di papa Bergoglio. Questa volta il messaggio è arrivato forte e chiaro e nessuno potrà far finta di non averlo sentito, dentro e fuori i Sacri Palazzi. 

LA PIAGA DEL DIVORZIO

Nella risposta alla giovane Irina il Papa ha indicato che «il matrimonio è la cosa più bella che Dio ha creato. La Bibbia ci dice che Dio ha creato l’uomo e la donna, li ha creati a Sua immagine (cfr Gen 1,27). Cioè, l’uomo e la donna che diventano una sola carne sono immagine di Dio.»

«Irina, tu sai chi paga le spese del divorzio?», ha proseguito il Papa rivolgendosi direttamente alla giovane donna. «Due persone, pagano. Chi paga? [Irina risponde: tutti e due] Tutti e due? Di più! Paga Dio, perché quando si divide “una sola carne”, si sporca l’immagine di Dio. E pagano i bambini, i figli. Voi non sapete, cari fratelli e sorelle, voi non sapete quanto soffrono i bambini, i figli piccoli, quando vedono le liti e la separazione dei genitori! Si deve fare di tutto per salvare il matrimonio.

Ma è normale che nel matrimonio si litighi: sì, è normale. E’ normale. Succede. Alle volte volano i piatti. Ma se è vero amore, lì, si fa la pace subito. Io consiglio alle coppie: litigate tutto quello che volete; litigate tutto quello che volete. Ma non finire la giornata senza fare la pace. Sapete perché? Perché la guerra fredda del giorno dopo è pericolosissima”.

“Quanti matrimoni – ha proseguito – si salvano se hanno il coraggio, alla fine della giornata, non di fare un discorso, ma una carezza, ed è fatta la pace. Ma è vero, ci sono situazioni più complesse, quando il diavolo si immischia e mette una donna davanti all’uomo che gli sembra più bella della sua o quando mette un uomo davanti ad una donna che sembra più bravo del suo. Chiedete aiuto subito. Quando viene questa tentazione, chiedete aiuto subito”.

“E come si aiutano le coppie? Si aiutano con l’accoglienza, la vicinanza, l’accompagnamento, il discernimento e l’integrazione nel corpo della Chiesa. Accogliere. Accompagnare. Discernere. Integrare. Nella comunità cattolica si deve aiutare a salvare i matrimoni”.

Quindi ribadisce le “tre parole d’oro nella vita del matrimonio”: permesso, scusa, grazie. “Quando c’è qualcosa che uno fa per l’altro, sapete dire grazie? E se uno dei due fa una diavoleria, sapete chiedere scusa? E se voi volete portare avanti un progetto, fare una giornata in campagna … sapete chiedere l’opinione dell’altro? Tre parole: Posso? Grazie! Scusa! Se nei matrimoni si usano queste parole – “Ma scusami, sono stato male”; “Ma posso fare questo?” o “Grazie di quel bel pasto che mi hai fatto” – “Posso?” “grazie”, “scusa”, se si utilizzano queste tre parole il matrimonio andrà bene, avanti”.

Il Papa ha poi parlato dei momenti bui della vita. Anche noi consacrati – ha detto – “abbiamo momenti bui. Quando sembra che la cosa non va avanti, quando ci sono difficoltà di convivenza nella comunità, nella diocesi … In quei momenti quello che si deve fare è fermarsi. Fare memoria. Memoria del momento in cui io sono stato toccato o toccata dallo Spirito Santo”. “La perseveranza nella vocazione è radicata nella memoria di quella carezza che il Signore ci ha fatto e ci ha detto: ‘Vieni. Vieni con me’. E questo è quello che io consiglio a tutti voi consacrati: non tornare indietro, quando ci sono le difficoltà. E se volete guardare indietro: la memoria di quel momento. L’unico. E così la fede rimane salda, la vocazione rimane salda … Ma con le nostre debolezze, con i nostri peccati … che tutti siamo peccatori e tutti abbiamo bisogno di confessarci … Ma la misericordia e l’amore di Gesù sono più grandi dei nostri peccati”.

Alla S.Messa celebrata nello stadio Meskhi, tra le delegazioni delle altre confessioni cristiane mancava quella della maggioritaria Chiesa ortodossa georgiana, nonostante lunedì scorso ne fosse stata annunciata la presenza. Una rinuncia provocata dalle polemiche interne sollevate dai gruppi oltranzisti che considerano «non benvenuto» il Papa e che avevano bollato la visita del Vescovo di Roma come un atto di «proselitismo». Ma il clima degli incontri tra Francesco e il Patriarca georgiano Ilia II è stato fraterno e si notano passi in avanti rispetto alla freddezza che qui, nel 1999, accolse Papa Wojtyla. Nell’incontro con i religiosi, Francesco è stato netto: «C’è un grosso peccato contro l’ecumenismo, il proselitismo! Mai si deve fare proselitismo con gli ortodossi. Sono fratelli e sorelle nostre, discepoli di Gesù Cristo». Dunque bisogna mostrare «amicizia e camminare insieme, pregare gli uni per gli altri, e fare opere di carità insieme quando si può».

Fonte http://www.asianews.it/notizie-it/Papa-in-Georgia:-c%E2%80%99%C3%A8-una-guerra-mondiale-contro-il-matrimonio-e-%E2%80%9Cgender%E2%80%9D-%C3%A8-%E2%80%9Cil-grande-nemico%E2%80%9D-38738.html

Preghiere e Consacrazione al Santo Angelo custode

Una Consacrazione al Santo Angelo Custode è essenzialmente un dono di sé (da ciò il termine devozione) radicato nella grazia del Battesimo. Poiché è nel Battesimo che è nata quella comunione a Cristo, fondamento di ogni devozione e Consacrazione ai Santi Angeli.

Consacrazione all’Angelo custode

Santo angelo custode,
sin dall’inizio della mia vita
mi sei stato dato come protettore e compagno.
Qui, al cospetto
del mio Signore e mio Dio,
della mia celeste Madre Maria9e8a6672d9cef202a858b0bc624b59cc
e di tutti gli angeli e i santi
io (nome) povero peccatore
mi voglio consacrare a te.

Prometto di essere sempre fedele
e ubbidiente a Dio e alla santa Madre Chiesa.
Prometto di essere sempre devoto a Maria,
mia Signora, Regina e Madre, e di prenderla
a modello della mia vita.

Prometto di essere devoto anche a te,
mio santo protettore e di propagare secondo le mie forze
la devozione agli angeli santi che ci viene concessa
in questi giorni quale presidio ed ausilio
nella lotta spirituale
per la conquista del Regno di Dio.

Ti prego, angelo santo, di concedermi
tutta la forza dell’amore divino affinché
ne venga infiammato, e tutta la forza della fede
affinché non cada mai più in errore.
Fa’ che la tua mano mi difenda dal nemico.

Ti chiedo la grazia dell’umiltà di Maria
affinché sfugga a tutti i pericoli e,
guidato da te, raggiunga in cielo
l’ingresso della Casa del Padre.
Amen.

ATTO DI CONSACRAZIONE AI SANTI ANGELIcorpus-christi-4-660x350
(dei membri dell’Opus Angelorum)

O Santi Angeli di Dio,
In presenza di Dio Uno e Trino e nell’amore di Gesù Cristo, mio Signore e Salvatore, io …., povero peccatore, voglio oggi concludere una alleanza con voi, suoi Servitori, per poter operare umilmente e coraggiosamente in comunione con voi per la gloria di Dio e la venuta del Suo Regno.
E’ per questo che vi supplico di assistermi, in particolare:
– nell’adorazione di Dio e del Santissimo Sacramento dell’Altare;
– nella contemplazione della Parola di Dio e della Sua Opera di Salvezza;
– nell’imitazione di Cristo e l’amore della Sua Croce in spirito di espiazione;
– nel compimento fedele della mia missione nella Chiesa, in umile servizio ad esempio di Maria, mia celeste Madre, vostra Regina.

E tu, mio buon Angelo Custode, che vedi costantemente il Volto del Padre nostro che è nei Cieli, a te Dio mi ha affidato fin dall’inizio della mia esistenza. Di tutto cuore io ti ringrazio della tua amante protezione. Io mi dono a te e ti prometto amore e fedeltà.
Te ne prego: proteggimi contro la mia propria debolezza e contro gli assalti degli spiriti maligni; illumina il mio spirito ed il mio cuore per conoscere e compiere sempre la volontà di Dio; e guidami all’unione con Dio, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Amen.

ATTO PRIVATO DI CONSACRAZIONE ALL’ANGELO CUSTODE

Glorioso Custode della mia anima,10_2_guardian3
Tu che brilli nel cielo blú
come una fiamma dolce e pura
vicino al trono dell’Eterno
Tu scendi per me sulla terra
e mi rischiari col Tuo splendore
bell’Angelo, Tu divieni mio fratello,
mio amico, mio consolatore!
Mio Santo angelo Custode,
ti saluto e ti ringrazio, ti chiedo di pregare per me,
e di pregare al mio posto
in tutti i momenti in cui
non posso dire le mie preghiere.
Degnati anche nella luce divina,
di poter incontrarmi con gli Angeli custodi
di quelli che amo di più,
di tutti quelli ai quali io mi interesso
spiritualmente, per rischiararli,
proteggerli, condurli.
Amen.

La Congregazione per la Dottrina della Fede ha approvato questa nuova Consacrazione il 31 maggio 2000, ed il suo uso è stato affidato all’Opus Angelorum che ne da la spiegazione.
Per approfondire: http://www.miliziadisanmichelearcangelo.org/content/view/1760/93/lang,it/

LITANIE AGLI ANGELI CUSTODIangel praying

Signore pietà, Signore pietà

Cristo pietà, Cristo pietà

Signore pietà, Signore Pietà

Cristo ascoltaci, Cristo ascoltaci

Cristo esaudiscici, Cristo esaudiscici

Padre dei cielo che sei Dio, abbi pietà di noi

Figlio Redentore del mondo che sei Dio, abbi pietà di noi

Spirito Santo che sei Dio, abbi pietà di noi

Santissima Trinità, unico Dio, abbi pietà di noi

Santa Maria, prega per noi

Santa Madre di Dio, prega per noi

Regina degli Angeli, prega per noi

San Michele, prega per noi

San Gabriele, prega per noi

San Raffaele, prega per noi

Voi tutti santi angeli ed arcangeli,

pregate per noi

Voi tutti santi angeli custodi,

pregate per noi

Voi santi angeli custodi che non vi allontanate mai dal nostro fianco,

pregate per noi

Voi santi angeli custodi che siete in celestiale amicizia con noi,

pregate per noi

Voi santi angeli custodi, nostri fedeli ammonitori,

pregate per noi

Voi santi angeli custodi, nostri saggi consiglieri,

pregate per noi

Voi santi angeli custodi che ci difendete da tanti mali del corpo e dell’anima,

pregate per noi

Voi santi angeli custodi, nostri potenti difensori contro gli assalti del Maligno,

pregate per noi

Voi santi angeli custodi, nostro rifugio nel tempo della tentazione,

pregate per noi

Voi santi angeli custodi, che ci confortate nelle miserie e nel dolore,

pregate per noi

Voi santi angeli custodi, che portate e avvalorate le nostre preghiere davanti al trono di Dio,

pregate per noi

Voi santi angeli custodi che con le vostre esortazioni ci aiutate a progredire nel bene,

pregate per noi

Voi santi angeli custodi che, nonostante le nostre mancanze, non vi allontanate da noi,

pregate per noi

Voi santi angeli custodi, che vi rallegrate quando diventiamo migliori,

pregate per noi

Voi santi angeli custodi che ci aiutate quando inciampiamo e cadiamo,

pregate per noi

Voi santi angeli custodi che vegliate e pregate mentre noi riposiamo,

pregate per noi

Voi santi angeli custodi che non ci abbandonate nell’ora dell’agonia,

pregate per noi

Voi santi angeli custodi che confortate le nostre anime nel Purgatorio,

pregate per noi

Voi santi angeli custodi che conduceste in Cielo i giusti,

pregate per noi

Voi santi angeli custodi, con i quali noi vedremo il volto di Dio e lo esalteremo in eterno,

pregate per noi

Voi gloriosi Principi dei Cielo,

pregate per noi

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, perdonaci, o Signore

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, ascoltaci, o Signore

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi

PREGHIAMO 

Dio onnipotente ed eterno, che nella tua immensa bontà,

hai messo vicino a ciascun uomo fin dal grembo materno uno speciale angelo

a difesa del corpo e dell’anima,

concedimi, di seguire fedelmente e di amare il mio santo angelo custode.

Fa che, con la Tua grazia e sotto la sua protezione,

giunga un giorno alla Patria Celeste e là,

insieme con lui e con tutti i santi angeli,

meriti di contemplare il tuo volto divino.

Per Cristo nostro Signore. Amen.

In unione con l’Angelo Custodeangel-de-la-obediencia

Ogni Angelo Custode è un dono speciale dell’amore di Dio, e se noi abbiamo la scelta di un compagno, non potremmo trovarne di meglio, poiché Dio lo ha scelto per noi nella Sua saggezza ed il Suo amore infinito. Dio solo conosce il segreto del nostro destino; Lui solo, Creatore e Salvatore, conosce le nostre forze e le nostre debolezze, la missione e le prove che ci aspettano, la nostra croce e la nostra gioia che ci è promessa. La Sua Provvidenza ci ha pensato l’uno per l’altro da ogni eternità; il Signore dice:
“Sto per inviare un angelo davanti a te, affinché egli vegli su di te nel corso del tuo viaggio, e ti faccia pervenire al luogo che ti ho preparato” (Es 23, 20).

L’Angelo Custode è alla nostra porta verso il mondo degli Angeli, un portinaio celeste. Queste parole del catechismo: “Gli Angeli concorrono a tutto quello che è buono per noi” (§ 350), gli sono del tutto specialmente assegnate. Scelto da Dio, egli è l’amico fedele, il solo, con Gesù e Maria, ad accompagnarci dalla nascita alla morte. Noi siamo il suo primo pensiero, l’oggetto privilegiato della sua intercessione, il talento che gli è affidato e che egli amerebbe rendere al centuplo al suo Signore. E’ per questo che egli resta giorno e notte ai nostri fianchi, per il nostro bene, la nostra salvezza e la nostra purificazione, per illuminarci e guidarci alla pienezza.

c381ngel_de_la_guardaContro le potenze del male, che ci tentano e ci stringono, l’Angelo Custode è il nostro giusto soccorso, per il fatto che ha lui stesso partecipato alla loro sconfitta sotto la guida dell’Arcangelo San Michele. Inoltre, una creatura spirituale riconosce meglio il tentatore, ed ha anche la meglio nel respingerlo con la forza della grazia. Egli è ai nostri fianchi quando Dio permette al nemico di metterci alla prova come Giobbe, Pietro o Paolo. Col suo aiuto, noi giungeremo a rimanere fedeli a Dio.
Quale debito abbiamo dunque nei riguardi dell’Angelo Custode e come ricompensarlo?  Un amore come quello che ci testimonia non si ricambia che in amore, fedeltà e fiducia. E’ per questo che ci rimettiamo nelle sue mani.

Noi siamo deboli, lui “che sta costantemente in presenza del Padre Mio, che è nei cieli” (Mt 18, 10) rimane riverberato al volto di Dio, cercando di trasmetterci quella solidità, aiutandoci, nella luce della grazia che lo abita, nel credere più fermamente in Dio, nel contare maggiormente sul Suo aiuto e nell’amare in maniera più disinteressata.
Rimaniamo uniti a lui per tutta l’eternità in un’amicizia senza falla, e regneremo insieme nei cieli. E’ in questo senso che San Tommaso ci dice:
“Ogni essere umano ha, lungo tutta la sua vita, un Angelo Custode; giunto al termine del suo percorso, non è più un Custode, ma un Angelo che regna con lui che è ai suoi lati” (ST 1.123,4c).choir-of-angels-cappella-dei-magi

L’appello del Papa: “Seguiamo la ‘piccola via’ di Santa Teresina”. La particolare devozione del Papa per la Santa

“Ricevere e portare la consolazione di Dio: questa missione della Chiesa è urgente”. L’appello urbi et orbi di Papa Francesco, che sintetizza la linea del suo pontificato, giunge dallo stadio “Mikheil Meskhi” di Tbilisi.

Nel corso dell’attesa Messa della sua visita in Georgia, dove è stata attesa invano una delegazione della Chiesa Ortodossa, il Pontefice pronuncia un’omelia in cui esalta la gioia semplice dei bambini, quella a cui il Signore ci chiede di aderire. Spiega che occorre “la piccolezza del cuore” per “accogliere l’amore di Dio”. E lo sottolinea proprio nel giorno in cui si fa memoria di Santa Teresa di Gesù Bambino, a cui il Papa è molto legato e la cui testimonianza di santità trabocca di tenerezza.

Il rapporto tra una madre e un figlio piccolo, del resto, è metafora del legame esistente tra l’uomo e Dio, il quale “ama farsi carico dei nostri peccati e delle nostre inquietudini” così come una madre “prende su di sé i pesi e le fatiche dei suoi figli”.

Francesco ricorda che l’impegno di Dio è “asciugare le nostre lacrime”, giacché “al di là del male di cui siamo capaci, siamo sempre i suoi figli” e “desidera prenderci in braccio, proteggerci, liberarci dai pericoli e dal male”.

L’invito del Papa è allora ad accogliere le parole della lettura odierna: “Come una madre, io vi consolerò”. Ad accoglierle facendo posto al Signore nella nostra vita. In che modo? Leggendo il Vangelo ogni giorno e portandolo sempre con noi, pregando in modo silenzioso ed adorante, accostandoci al sacramento della Confessione e dell’Eucarestia. “Attraverso queste porte il Signore entra e dà un sapore nuovo alle cose”, chiosa il Santo Padre.

Che rileva altresì che chiudere “queste porte” conduce al pessimismo, alla tristezza, all’angoscia. “Ma Dio – prosegue il Papa – non ci consola solo nel cuore; tramite il profeta Isaia infatti aggiunge: ‘a Gerusalemme sarete consolati’”.

Gerusalemme corrisponde alla comunità. Di qui l’appello del Papa a rimanere uniti alla Chiesa, perché è qui che “Dio desidera consolare”. Il Vescovo di Roma ricorda che “tanti soffrono, sperimentano prove e ingiustizie, vivono nell’inquietudine”. Per questo aggiunge: “Ricevere e portare la consolazione di Dio: questa missione della Chiesa è urgente”.

Il Papa argentino chiede allora ai fedeli di “non fossilizzarci in ciò che non va attorno a noi o a rattristarci per qualche disarmonia che vediamo tra di noi”. Questo atteggiamento crea “un microclima ecclesiale chiuso”, a cui dobbiamo contrapporre gli “orizzonti ampi e aperti di speranza, vivendo il coraggio umile di aprire le porte e uscire da noi stessi”.

La condizione necessaria per svolgere questa missione – rimarca il Santo Padre – è “diventare piccoli come bambini”. Perché “solo da piccoli si può essere tenuti in braccio dalla mamma”.

Per spiegare il concetto, Bergoglio fa un esempio molto concreto: “Dio non si conosce con pensieri alti e tanto studio, ma con la piccolezza di un cuore umile e fiducioso. Per essere grandi davanti all’Altissimo non bisogna accumulare onori e prestigio, beni e successi terreni, ma svuotarsi di sé”.

Considerando che il bambino “è fragile” e “dipende dal papà e dalla mamma”, “chi si fa piccolo come un bimbo diventa povero di sé, ma ricco di Dio”. Tale ricchezza i piccoli la esprimono insegnandoci che il Signore “compie grandi cose con chi non gli fa resistenza, con chi è semplice e sincero, privo di doppiezze”.

“Grandi cose” che si compiono nei confronti di chi “ama le sorprese”, consapevole di essere “non padrone della vita, ma figlio del Padre”. Sospira quindi il Papa: “Beate le comunità cristiane che vivono questa genuina semplicità evangelica! Povere di mezzi, sono ricche di Dio. Beati i Pastori che non cavalcano la logica del successo mondano, ma seguono la legge dell’amore: l’accoglienza, l’ascolto, il servizio. Beata la Chiesa che non si affida ai criteri del funzionalismo e dell’efficienza organizzativa e non bada al ritorno di immagine”.

Il pensiero del Pontefice, alla fine dell’omelia, torna allora a Santa Teresa di Gesù Bambino. E cita la sua “piccola via” verso Dio, che è “l’abbandono del piccolo bambino, che si addormenta senza timore tra le braccia di suo padre”, perché – come scrive la carmelitana di Lisieux nei suoi Scritti autobiografici – “Gesù non domanda grandi gesti, ma solo l’abbandono e la riconoscenza”.

Di qui la sua invocazione finale: “Chiediamo oggi, tutti insieme, la grazia di un cuore semplice, che crede e vive nella forza mite dell’amore; chiediamo di vivere con la serena e totale fiducia nella misericordia di Dio”.

PAPA FRANCESCO, SANTA TERESINA E LA ROSA BIANCA

C’è una bella storia – anzi, più storie – su papa Francesco e santa Teresa di Lisieux al confine fra naturale e soprannaturale, raccontate da Austen Ivereigh nel suo libro “Tempo di misericordia” e che hanno per protagonista sempre una rosa bianca.

Di questa santa papa Bergoglio è devoto (nella famosa borsa che portò in viaggio c’era oltre al breviario e al diario, un libro su Teresa); quando divenne arcivescovo a Buenos Aires pose sulla scrivania insieme a immagini di San Giuseppe e della Vergine, una della santa. Scrive Ivereigh: “Bergoglio aveva un’intensa devozione per la santa carmelitana Teresa, ed era intimo delle suore carmelitane di Buenos Aires, nel potere della cui preghiera aveva grande fiducia”.

Nei suoi viaggi a Roma l’arcivescovo si fermava spesso a pregare in una chiesetta francescana vicino al Vaticano, chiamata “la Nunziatina” davanti alla statua di santa Teresa. “Quando ho un problema – Ivereigh cita la biografia di Rubin e Ambrogetti – chiedo alla santa non di risolverlo, ma di prenderlo in mano e di aiutarmi ad accettarlo, e come segnale ricevo quasi sempre una rosa bianca”. Racconta Ivereigh che una volta sulla soglia della sacrestia una donna sconosciuta gli aveva consegnato tre rose bianche, dopo che aveva affidato un problema alla santa.

“I suoi collaboratori dicono che questo accadeva spesso. Bergoglio trovava sovente una rosa bianca sulla scrivania, che era stata lasciata sulla porta per lui da una persona sconosciuta, e diceva: Ah, vedo che santa Teresita è stata qui”. Un giorno, in cui doveva compiere qualche cosa di molto faticoso fisicamente, alla festa di San Cayetano, e non riusciva quasi a camminare, a un certo punto del percorso stava per cedere, quando apparve davanti a lui un uomo molto alto, che teneva la mano nell’impermeabile come Napoleone. Poi con mossa rapidissima estrasse la mano e offrì una rosa bianca a Bergoglio, che lo benedisse. “Stavo per accompagnare Bergoglio all’auto – racconta il suo collaboratore – quando mi disse: No, no, non capisci? Questo è il messaggio che aspettavo. Adesso andrà tutto bene. Mi diede la rosa e in quel momento alzai gli occhi a guardare l’omone, ma era sparito”. Il cardinale aggiunse: “E’ la presenza di santa Teresita. Di’ alla nostra macchina di aspettare al campo di calcio del Vélez. Ce la faremo”.

Una presenza che secondo Ivereigh è continuata a Santa Marta, il “residence” dei cardinali riuniti in Conclave. Il 12 marzo 2013, quando tutti gli elettori presero possesso nelle loro stanze, il cardinale Bergoglio entrò nella sua, la 207, e trovò sul letto una rosa bianca. Ivereigh afferma che “Francesco parlò della rosa a un amico argentino”.

La Stampa

Fonte https://it.zenit.org/articles/lappello-del-papa-seguiamo-la-piccola-via-di-santa-teresina/

In Italia mezzo milione di richieste di esorcismi ogni anno: intervista a don Aldo Buonaiuto, attenzione ai “falsi esorcisti”, a maghi e sedute spiritiche

Intervista  a don Aldo Buonaiuto e ad altri sacerdoti esorcisti( articolo tratto da http://www.lastampa.it 25 settembre 2016).

Luca ha 15 anni ed è magro come un chiodo, ma quando ascolta la preghiera di liberazione ribalta scrivanie di marmo e grida in greco con voce da film horror. Mattia ha 4 anni, ed è come impazzito da quando il padre si «diverte» a organizzare sedute spiritiche con gli amici. Sono solo alcuni dei cinquecentomila italiani che ogni anno chiedono un esorcismo. Nelle diocesi i vescovi incaricano un sacerdote esorcista, ma gli esorcisti sono pochi rispetto alle richieste. E dilagano i falsi esorcisti (maghi, medium) e gli “esorcisti fai da te”( non sacerdoti) che fanno ancora più danni.

La recente morte del decano dei sacerdoti esorcisti, padre Gabriele Amorth e il premio ricevuto alla mostra del cinema di Venezia dal documentario «Liberami» dell’antropologa e regista Federica Di Giacomo ha acceso i riflettori su un mondo poco conosciuto eppure fortemente radicato e in continua crescita.

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/09/13/a-venezia-premiato-liberami-docufilm-italiano-anti-horror-sullesperienza-di-un-sacerdote-esorcista/

Ricerca delle cause
«La prima virtù del diavolo è far credere di non esistere», spiega padre Ildebrando Di Fulvio, esorcista della diocesi di Frosinone. A Casamari salgono senza sosta persone che chiedono il suo aiuto per «contrastare il potere del demonio». Monaco da mezzo secolo, è stato testimone di «sofferenze atroci» tra le pietre millenarie dell’abbazia cistercense. Tanti temono di essere indemoniati, pochi lo sono davvero.  L’esorcista elenca i segni esteriori che distinguono un indemoniato da un malato psichiatrico: «Viso deformato, voce cavernosa, oggetti metallici o cibi mai ingeriti che escono dalla sua bocca, frasi pronunciate in lingue arcaiche a lui del tutto sconosciute in stato cosciente (ebraico, greco, latino, aramaico), una forza fisica smisurata e del tutto assente nel soggetto in condizioni normali, reazioni violente alle preghiere di liberazione e all’acqua santa».

Spesso la possessione si manifesta dopo la partecipazione a messe nere, sedute spiritiche, affiliazione a sette sataniche o gruppi di occultisti. «La prima volta che incontrai Mattia – racconta don Gianni Sini, esorcista a Olbia – eravamo qui in chiesa e prendeva a calci nelle tibie i genitori, non si fermava mai. Poi feci uscire lui e la mamma, mi fermai con il papà, un professionista affermato. Gli chiesi se avesse qualcosa da dire. Rispose che al sabato andava in campagna, con gli amici, e dopo il lavoro nell’orto facevano sedute spiritiche, così per gioco. È in questo modo che il piccolo Mattia ha conosciuto il Diavolo, perché il papà lo è andato a cercare, ne è stato il veicolo, e per questo ha una responsabilità morale». Eppure tra fede popolare e cultura arcaica, si grida troppo rapidamente alla presenza del maligno. «Solo in una decina di casi sulle centinaia di cui mi sono occupato, si trattava di una vera possessione diabolica», dice padre Di Fulvio. Da Milano a Napoli le descrizioni si assomigliano. Il «paziente» si innervosisce sempre più davanti all’esorcista.

La recita delle formule, l’acqua benedetta, il segno della croce scatenano insulti, tentativi di aggressione, bestemmie, frasi urlate in lingue antiche, forze inspiegabili in soggetti ridotti allo stremo da inguaribili dolori fisici. vi-it-art-40588-don_buonaiuto«Ad aprire le porte a Satana è spesso l’occultismo», afferma don Aldo Buonaiuto, esorcista della diocesi di Fabriano-Matelica e coordinatore del servizio anti-sette della comunità Giovanni XXIII. Almeno una volta nella vita, 10 milioni di italiani si sono rivolti a maghi, fattucchiere, cartomanti, sensitivi, astrologi. «La maggior parte sono ciarlatani che truffano sprovveduti o malati disperati, ma tra loro ci sono anche satanisti», aggiunge don Aldo. Messe nere, sedute spiritiche, patti con il demonio. Che, malgrado i numeri delle denunce siano in calo, non si arrestano. «Ne abbiamo ricevute anche nei mesi scorsi, da Calabria e da Sicilia», dice Maurizio Alessandrini, presidente di «Favis», un’associazione che si batte contro la diffusione delle sette.«Il primo esorcismo è il battesimo, il più potente la confessione» aggiunge don Buonaiuto. Ogni esorcista ha con sé crocifisso, acqua e olio benedetti. E la preghiera da recitare di fronte a persone che si gettano a terra, urlano con voci stravolte, cercano di fuggire.

Il Vaticano corre ai ripari
Come Maria, una signora sarda costretta sulla sedia a rotelle da una malattia neurodegenerativa. Ma che, di fronte a don Sini, nel mezzo di un esorcismo, trova la forza di alzarsi e scaraventare a terra due persone. «Lascia questa anima. Non l’hai torturata abbastanza?», è il mantra che ripetono i sacerdoti esorcisti, convinti di riuscire nel loro intento, durasse anni. «Lo sfido e non ho paura, tanto vinco io», ama dire don Sini, che ha iniziato esorcismi 30 anni fa, ha seguito centinaia di casi e pronunciato migliaia di esorcismi. Di questo fenomeno diffuso si sa davvero poco. Ma una cosa è certa: la richiesta di esorcisti aumenta di anno in anno e il Vaticano è dovuto correre ai ripari. Prima il monito di Benedetto XVI («un esorcista in ciascuna diocesi del mondo»), poi i continui riferimenti ai pericoli di Satana nella predicazione di Papa Francesco. Eppure non ci sono mai troppi sacerdoti: solo in Sardegna, ne operano sette per dieci diocesi, alcuni di loro hanno più di 80 anni. Discorso diverso a Milano, dove gli esorcisti sono raddoppiati e, come a Roma, è stato attivato un numero di telefono per avere informazioni e appuntamenti. Le ricerche dell’Associazione italiana degli psicologi e psichiatri cattolici e quelle dell’Associazione internazionale degli esorcisti (approvata dalla Santa Sede) attestano che anche la figura del mezzo milione di italiani che ogni anno si rivolgono a un esorcista è in fase di evoluzione. Una volta sembrava circoscritta ad ambienti poveri e rurali e ancora oggi, per il 65%, si tratta di donne di livello culturale medio-basso, provenienti dal centro-sud. Ma c’è quel 35% che preoccupa e che viene valutato oggi in modo differente, anche con meno vergogna da chi si rivolge a un sacerdote, dopo aver tentato inutilmente le strade della psichiatria. E c’è un altro dato che fa pensare: 20 su 100 delle persone convinte di essere possedute sono minorenni.

Patrimoni in fumo
Sono 5 le manifestazioni del demonio: infestazione, vessazione, possessione, ossessione, soggezione. «Mentre mi occupavo di sette ho ricevuto dal vescovo l’incarico di esorcista», racconta don Buonaiuto. «Il problema è trovare un esorcista libero, visto che la domanda supera l’offerta – osserva la regista Federica Di Giacomo-.Sempre più persone affermano di essere possedute dal demonio. Un malessere sommerso, trasversale a bambini e vecchi, donne e uomini, semplici e colti. Il Diavolo non guarda in faccia nessuno. Una volta che ti ha preso, difficile liberarsene». Padre Amorth, scomparso due settimane fa, aveva 50mila esorcismi all’attivo, con picchi di centinaia di richieste al giorno, ma ha documentato di essersi trovato poche volte di fronte a vere e proprie possessioni demoniache. Diceva: «Non bisogna mai credere che tutti coloro che dicono di essere posseduti lo siano davvero. La maggior parte delle persone ha soltanto gravi problemi psicologici». Cautela come prassi. «Gli esorcismi non si fanno a cuor leggero e vanno inseriti in un percorso spirituale – avverte don Buonaiuto -. Il primo passo è il discernimento attraverso anche colloqui coi familiari e consulenze di medici. È fondamentale distinguere le malattie psichiatriche dagli interventi del maligno. Nessuno può improvvisarsi esorcista». Non possono farlo «i guaritori che attraverso la pubblicità promettono la liberazione dal demonio», ma anche «il sacerdote che compie esorcismi senza il mandato del vescovo è fuori dalla comunione con la Chiesa». Don Aldo segue molti casi di soggezione diabolica, come quello di «un imprenditore che per raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi di carriera ha fatto promesse a Satana, sacrificando gli affetti familiari: ha deciso di uscirne davanti alle sofferenze dei figli». Aumentano, sottolinea don Aldo, le persone che si rivolgono a stregoni e occultisti per vendette e gelosie per ritrovarsi schiavi di sette acide che somministrano agli adepti Lsd e droghe e hanno alle spalle realtà più sofisticate: «Gestiscono le vite e si appropriano dei patrimoni di soggetti in stato di sudditanza». La molla è l’odio. «Il santo Benedetto da Chiaravalle insegna che più di tutto il diavolo teme chi si ama- dice don Buonaiuto-. Neppure uomini e donne di Chiesa sono esenti dall’azione di Satana che prende di mira anche sacerdoti, religiosi, suore».

L’ombra del maligno
È fra credenza e suggestione che si consumano casi umani. Il Male entra nelle vite di persone deboli, ma ignare. Per odio, gelosia o invidia. Come Paola, vittima di un maleficio parentale quando non era ancora nata. Come il piccolo Mattia, che paga a caro prezzo il «divertimento» del padre. O come una ragazza islamica, che quando è posseduta «striscia come un serpente» e che pur cerca conforto in don Sini, arrivato dall’Umbria, perché vittima di riti. Un Imam la segue, ma poi alza bandiera bianca e la indirizza a un prete cattolico. Storie differenti, manifestazioni diaboliche comuni: macchie sulla pelle, segni della croce che rimangono indelebili, come tatuaggi e, poi, durante l’incontro con simboli e immagini religiose, fosse solo il santino di Padre Pio, anziane che parlano lingue sconosciute, bambini che pronunciano parole blasfeme che dovrebbero essere a loro ignote, uomini e donne senza quasi più forze che invece si trasformano in aggressori e che, sulle mani e le braccia di don Sini, lasciano cicatrici.

Paola vent’anni quando bussa alla parrocchia di nostra Signora delle Salette, nel centro di Olbia. È vittima di un maleficio pronunciato da un’ava. Ma si scopre solo «interrogandola», come fa un esorcista con un posseduto. «Anni di visite psichiatriche e analisi mediche non erano state in grado di svelare che cosa avesse», ricorda il sacerdote. Era il Diavolo, che si era impossessato di lei . La maledizione di una parente «verso quel figlio che porterai in grembo». E che trova Paola quale vittima sacrificale. Proprio come Mattia, a quattro anni costretto a subire i malefici delle sedute spiritiche del padre imprenditore che trascorre i sabati con gli amici a «evocare gli spiriti di chi è morto», in sedute spiritiche nate per gioco. Non sempre il Male, però, si può riconoscere e sconfiggere in poco tempo. «Ci sono esorcismi che durano anni», ricorda don Sini. E possessioni che si ripresentano: «Senza un percorso di fede non si sconfigge Satana. Vince chi crede».

Santa Teresa di Lisieux e gli Angeli di Dio: le sue poesie e preghiere

Santa Teresa di Lisieux aveva una particolare devozione per i Santi Angeli. Come si adatta bene questa sua devozione alla sua ‘Via Piccola’ [come lei amava chiamare quella via che la portava alla santificazione dell’anima]! Infatti, il Signore ha associato l’umiltà alla presenza e alla protezione dei santi Angeli: “Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro Angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli. (Mt 18,10)”. Se andiamo a vedere ciò che la santa Teresa dice degli Angeli, non dobbiamo aspettarci un trattato complicato ma, piuttosto, una collana di melodie che scaturisce dal suo cuore. I Santi Angeli facevano parte della sua esperienza spirituale sin dalla sua tenera età.

FOTO: S. Teresina da piccola e da grande, Suor Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo.

Già all’età di 9 anni, prima della sua Prima Comunione, santa Teresa si consacrò ai Santi Angeli quale membro dell”Associazione dei Santi Angeli’ con le seguenti parole: “Mi consacro solennemente al vostro servizio. Io prometto, davanti al volto di DIO, alla beata Vergine Maria e alle mie compagne di esservi fedele e di cercare di imitare le vostre virtù, in particolare il vostro zelo, la vostra umiltà, la vostra ubbidienza e la vostra purezza.” Già da aspirante aveva promesso di “onorare con una devozione speciale i santi Angeli e Maria, la loro augusta Regina. … Voglio adoperarmi con tutte le mie forze per correggere i miei difetti, per acquisire delle virtù e per adempiere a tutti i miei doveri quale scolara e cristiana.”

I membri di questa associazione praticavano anche una particolare devozione all’Angelo Custode recitando la seguente preghiera: “Angelo di DIO, principe del cielo, guardiano vigile, guida fedele, pastore amorevole, gioisco che DIO ti abbia creato con così tante perfezioni, che ti abbia santificato per mezzo della Sua grazia e che ti abbia incoronato di gloria per aver perseverato nel Suo servizio. DIO sia lodato in eterno per tutti i beni che ti ha concesso. Che tu sia anche lodato per tutto il bene che fai per me e per le mie compagne. Ti consacro il mio corpo, la mia anima, la mia memoria, il mio intelletto, la mia fantasia e la mia volontà. Governami, illuminami, purificami e disponi di me a tuo piacimento. (Manuale dell’Associazione dei Santi Angeli, Tournai).

Il solo fatto che Teresa di Lisieux, futuro dottore della Chiesa, abbia fatto questa consacrazione e recitato queste preghiere – come di solito una bambina non fa, naturalmente, – fa sì che questo poi faccia parte della sua dottrina spirituale matura.  Ciò testimonia l’importanza che attribuisce a questo legame con i santi Angeli. Nella “Storia di un’anima” scrive: “Quasi subito dopo il mio ingresso nella scuola conventuale sono stata accolta nell’Associazione dei Santi Angeli; amavo le pie pratiche prescritte, poiché mi sentivo particolarmente attratta ad invocare gli spiriti beati del cielo, soprattutto colui che DIO mi aveva dato come compagno del mio esilio” (Scritti autobiografici, Storia di un’anima, IV Cap).  A livello personale, Teresina, per non cadere in peccato, invocava il suo Angelo Custode e chiedeva sempre la sua protezione:

Al mio Angelo Custode

Glorioso guardiano della mia anima, che splendi nel bel cielo del Signore come una fiamma dolce e pura vicino al trono dell’Eterno!

Tu scendi sulla terra per me e mi illumini con il tuo splendore.

Angelo bello, tu sarai mio fratello, mio amico, mio consolatore!

Conoscendo la mia debolezza mi conduci con la tua mano, e vedo che rimuovi con tenerezza ogni pietra dal mio cammino.

La tua voce dolce sempre mi invita a non rivolgere lo sguardo che al cielo.

Quanto più umile e piccola mi vedi tanto più raggiante sarà il tuo volto.

Oh tu, che attraversi lo spazio come un lampo ti supplico: vola sul luogo della mia dimora, accanto a loro che mi sono cari.

Asciuga le loro lacrime con le tue ali. Decanta la bontà di GESU’!

Racconta con il tuo canto che le sofferenze possono essere grazia e sussurra il mio nome! … Durante la mia vita breve voglio salvare i miei fratelli peccatori.

Oh, angelo bello della mia patria, regalami il tuo santo fervore!

Non ho altro che i miei sacrifici e la mia austera povertà.

Offrili, con le tue delizie celestiali, alla santissima Trinità!

A te il regno della gloria, a te le ricchezze dei Re dei re!

A me l’umile ostia del ciborio, a me della croce il tesoro!

Con la croce, con l’Ostia e con il tuo aiuto celestiale attendo in pace dell’altra vita le gioie che dureranno per l’eternità.

(Poesie della Santa Teresa di Lisieux, pubblicate da Maximilian Breig, poesia 46, pag. 145/146)

“Custode, coprimi con le tue ali, / illumina il mio cammino con il tuo splendore! /Vieni a condurre i miei passi, … aiutami, ti supplico!” (Poesia 5, verso 12). “Mio santo Angelo Custode, coprimi sempre con le tue ali, affinché non mi accada mai la disgrazia di offendere GESU'” (Preghiera 5, verso 7).

Confidando nell’amicizia intima con il suo angelo, Teresa non esitava a chiedergli particolari favori. Per esempio scrisse a suo zio in lutto per la morte di un suo amico: “Mi affido al mio buon angelo. Io credo che un messaggero celeste assolverà bene questa mia richiesta. Lo invierò al mio caro zio con l’incarico di versare nel suo cuore tanta consolazione quanta la nostra anima è capace di accoglierne in questa valle di esilio…” (Lettera 59, 22 agosto 1888). In questo modo poteva anche mandare il suo angelo a partecipare alla celebrazione della santa Eucaristia che il suo fratello spirituale, P. Roulland, un missionario in Cina, aveva offerto per lei: “Il 25 di dicembre non mancherò di inviare il mio Angelo Custode affinché egli ponga le mie intenzioni accanto all’Ostia che Lei consacrerà” (Lettera 201, 1 nov. 1896).

Uniti agli Angeli nella Santa Eucaristia

Teresa, che non cercò mai né visioni né consolazioni diceva: “Vi ricorderete che con la mia ‘Via Piccola’ non bisogna desiderare di vedere qualcosa. Sapete bene che ho detto spesso a DIO, agli Angeli e ai santi che non ho alcun desiderio di vederli qui in terra.”  (Il quaderno giallo di Madre Agnese, 4 Giugno 1897). “Non ho mai voluto avere delle visioni. Noi non possiamo vedere qui in terra, il cielo, gli Angeli etc. Preferisco aspettare fino a dopo la mia morte” (ibidem, 5 agosto 1897).

Teresa, invece, cercava l’aiuto efficace degli Angeli per la sua santificazione. Nella sua parabola il ‘Piccolo Uccello’ gridava a CRISTO: “Oh GESU’, quanto felice è il tuo uccellino di essere piccolo e debole, … non si dispera, il suo cuore è in pace e riprende sempre la sua missione d’amore. Si rivolge agli Angeli e ai santi che si alzano in volo come aquile per portarsi innanzi al fuoco divino e dato che questa meta è l’oggetto del suo desiderio, le aquile hanno pietà del loro piccolo fratello, lo proteggono e lo difendono scacciando i rapaci che cercano di divorarlo” (Scritti autobiografici, pag. 206).

Come si preparava all’incontro con il nostro Signore nella Santa Eucaristia? Lei continua: “Immagino la mia anima come una grande piazza vuota e chiedo alla beatissima Vergine di sgomberarla ulteriormente da qualsiasi altro detrito rimasto che potrebbe impedire che fosse davvero vuota; poi le chiedo di montare una tenda enorme che sia degna del cielo e di abbellirla con i suoi gioielli, infine invito tutti i santi e gli Angeli a venire ad eseguire in questa tenda un magnifico concerto. Mi sembra che, quando GESU’ discende nel mio cuore, Egli è contento di essere ricevuto così bene e di conseguenza lo sono anche io…” (ibidem).

Anche gli angeli gioiscono del banchetto Eucaristico, che ci unisce come ‘fratelli’. Teresa, in una delle sue poesie, fa dire a santa Cecilia le seguenti parole al suo sposo convertito Valerian: “Tu devi andare a sederti al banchetto della vita a ricevere GESU’, il pane del cielo. / Allora il Serafino ti chiamerà fratello; / e se egli vede nel tuo cuore il trono del suo DIO, / lui ti farà abbandonare le sponde di questa terra / per vedere la dimora di questo spirito di fuoco” (Poesia 3, Alla santa Cecilia).

Per Teresa non bastava il mero aiuto degli angeli. Lei aspirava alla loro amicizia e ad una parte di quell’intenso ed intimo amore che avevano per DIO. Infatti, desiderava persino che gli Angeli la adottassero come figlia, come esprimeva con la sua audace preghiera: “Oh GESU’, io so che l’amore viene pagato solo con l’amore, così cercavo e ho trovato il mezzo per tranquillizzare il mio cuore, dandoti amore per amore… Ricordandomi della preghiera che Eliseo osò rivolgere a suo padre Elia chiedendogli il suo duplice amore, mi sono presentata davanti agli Angeli e ai santi e dissi loro: “Sono la più piccola delle creature, conosco la mia miseria e la mia debolezza, ma so anche che i cuori nobili e generosi amano fare il bene. Per tanto vi supplico, oh beati abitanti del cielo, di adottarmi come vostra figlia. Di voi solo sarà la gloria che meriterò col vostro aiuto, ma degnatevi di accogliere benevolmente la mia preghiera, so che è audace, però oso chiedervi di ottenere il vostro duplice amore” (Scritti autobiografici, pag. 201/202).

LA ‘SANTA INVIDIA’ DEGLI ANGELI per l’umanità, salvata dall’Incarnazione di Cristo.

Teresa si rendeva benissimo conto della grande differenza tra gli Angeli e gli uomini. Si sarebbe potuto pensare che lei invidiasse gli Angeli, ma era proprio il contrario, poiché comprendeva benissimo l’importanza dell’Incarnazione: “Quando vedo l’Eterno avvolto in fasce e sento il debole pianto della Parola Divina, / Oh mia carissima Madre io non invidio più gli Angeli, / perché il loro potente Signore è il mio amato Fratello! … (Poesia 54, 10: Perché ti amo Maria, pag. 169). Anche gli Angeli hanno una profonda comprensione dell’Incarnazione e vorrebbero – qualora fosse possibile – invidiare noi povere creature di carne e sangue. In una sua rappresentazione natalizia, in cui Teresa elenca gli Angeli secondo i loro compiti riguardo a GESU’ (p.es.: l’angelo del Bambin GESU’, l’angelo del Volto santissimo, l’angelo dell’Eucaristia) lei fa cantare l’angelo del giudizio finale: “Davanti a Te, dolce bambino, s’inchina il Cherubino. / Egli ammira deliziato il Tuo amore indicibile. / Egli vorrebbe come Te poter morire un giorno sul colle oscuro!” Poi tutti gli Angeli cantano il ritornello: “Quanto è grande la felicità della creatura umile. / I Serafini vorrebbero volentieri, nel loro entusiasmo, oh GESU’, spogliarsi della loro natura angelica per diventare bambini!” (Gli Angeli alla mangiatoia, scena finale).

Qui incontriamo il tema che sta a cuore alla santa Teresa, cioè la ‘santa invidia’ degli Angeli per l’umanità per la quale il FIGLIO di DIO divenne carne e morì. Lei dovette questo convincimento in parte al suo caro, sofferente padre, al quale dedicò le parole di Raffaele rivolte a Tobia: “Poiché hai trovato grazia agli occhi di DIO, sei stato provato dalla sofferenza” (Scritti vari, Concordanza pasquale 1894). Su questo tema lei cita una delle lettere del padre: “Oh, il mio alleluia è bagnato dalle lacrime… Dobbiamo compiangerLa [ndr.: come era usanza a quei tempi, il padre dava il Lei alla figlia] così tanto qui in terra mentre nel cielo gli Angeli si congratulano con Lei e i santi La invidiano. E’ la Sua corona di spine che Le invidiano. Ami, dunque, queste punture di spine quale segni d’amore del Suo sposo divino” (Lettera 120, 13, sett. 1890, pag. 156).

Teresa comunica questi pensieri a sua sorella Céline e le spiega perché DIO non l’ha creata quale angelo: “Se GESU’ non ti ha creato quale angelo nel cielo, è perché ha voluto che tu diventassi un angelo sulla terra. Sì, GESU’ vuole avere la sua corte celeste sia in cielo che qui in terra! Egli vuole Angeli martiri, Egli vuole Angeli apostoli, e, a questo scopo, Egli creò un piccolo fiore sconosciuto con il nome Céline. Egli vuole che questo piccolo fiore salvi delle anime per Lui. Perciò desidera una sola cosa: che il suo fiore si rivolga a Lui mentre soffre il suo martirio… E questo sguardo scambiato misteriosamente tra GESU’ e il Suo piccolo fiore farà miracoli e Gli regalerà un gran numero di altri fiori…” (Lettera 127, 26 aprile 1891). In un’altra occasione le assicura che gli Angeli, “come api vigili, raccolgono il miele dai molteplici calici misteriosi che rappresentano le anime o piuttosto i figli del piccolo fiore virgineo …” (Lettera 132, 20 ott. 1891), cioè il frutto di un amore purificatore.

La sua missione in Cielo e nel mondo: Santa Teresa, Patrona delle Missionisteresa1

Quando Teresa  si avvicinava alla sua morte confessò: “Sento che sto per entrare nel riposo… Ma sento che la mia missione sta per incominciare, la missione di far amare il Buon Dio come io lo amo, di dare la mia piccola via alle anime. Se il Buon Dio esaudisce i miei desideri, il mio Cielo trascorrerà sulla terra sino alla fine del mondo… Non posso riposarmi finché ci saranno anime da salvare… Passerò il mio Cielo a fare del bene sulla terra… farò scendere una pioggia di roseCiò non è impossibile, poiché anche gli Angeli, pur nella visione beatifica di DIO, riescono ad occuparsi di noi” (Il quaderno giallo, 17. VII. 1897). Così noi vediamo come Santa Teresina aveva compreso la sua missione celeste alla luce del servizio degli Angeli.

PREGHIERA A SANTA TERESA DI LISIEUX

Cara piccola Teresa del Bambino Gesù, grande Santa del puro amor di Dio, vengo oggi a confidarti il mio ardente desiderio. Sì, molto umile vengo a sollecitare la tua potente intercessione per la grazia seguente…
(esprimerla).

Poco tempo prima di morire, hai chiesto a Dio di poter trascorrere il tuo Cielo facendo del bene sulla terra. Hai anche promesso di spandere su di noi, i piccoli, una pioggia di rose. Il Signore ha esaudito la tua preghiera: migliaia di pellegrini lo testimoniano a Lisieux e nel mondo intero. Forte di questa certezza che tu non rigetti i piccoli e gli afflitti, vengo con fiducia a sollecitare il tuo aiuto. Intercedi per me presso il tuo Sposo Crocifisso e glorioso. Digli il mio desiderio. Egli ti ascolterà, perché tu non gli hai mai rifiutato nulla sulla terra.

 Piccola Teresa, vittima d’amore per il Signore, patrona delle missioni, modello delle anime semplici e confidenti, mi rivolgo a te come una grande sorella molto potente e amorevolissima. Ottienimi la grazia che ti chiedo, se questa è la volontà di Dio. Sii benedetta, piccola Teresa, per tutto il bene che ci hai fatto e ti auguri di prodigarci ancora fino alla fine dei mondo.
Sì, sii mille volte benedetta e ringraziata di farci così toccare in qualche modo la bontà e la misericordia dei nostro Dio! Amen.card-petali

 

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