Messico, terzo sacerdote ucciso in una settimana. La lotta dei sacerdoti cattolici contro il narcosatanismo

Roma, 26 set 2016.- Il corpo crivellato di corpi di un sacerdote, che era scomparso in Messico occidentale, è stato rinvenuto. L’hanno riferito le autorità messicane.  Si tratta del terzo caso nel Paese solo nell’ultima settimana. Sempre lunedì scorso infatti i corpi di altri due sacerdoti rapiti erano stati trovati sul ciglio di una strada di Veracruz, sulla costa orientale del Paese. Ieri Domenica 25 settembre all’Angelus la preghiera del Papa per il “caro popolo messicano”, “perché – ha detto Francesco – cessi la violenza che in questi giorni ha colpito anche alcuni sacerdoti”.

Padre José Alfredo Lopez Guillen, che era scomparso lunedì dalla sua canonica a Janamuato, nello stato di Michoacan, è stato trovato sabato notte in un terreno. Aveva ferite da arma da fuoco ed era morto da 120 ore, ha precisato il procuratore dello stato. 

“E’ con profonda tristezza che diamo notizia del fatto che il corpo di Alfredo Lopez Guillen è stato trovato, preghiamo per la sua anima”, ha twittato l’arcidiocesi di Morelia, la capitale di Michoacan.

Secondo il Centro multimediale cattolico, che segnala le violenze contro i religiosi, 14 sacerdoti sono stati assassinati in Messico da dicembre 2012, quando il presidente Enrique Penha Nieto è arrivato al potere, lo stesso presidente che oggi in Messico ignora le richieste del popolo e discrimina tutti coloro (specialmente i cattolici) che si oppongono all’agenda globale che impone matrimoni gay e gender.

Gli altri due sacerdoti trovati morti, Alejo Nabor Jimenez Juarez e Jose Alfredo Suarez de la Cruz, sono stati rinvenuti lunedì, lo stesso giorno in cui è scomparso Guillen, nello stato orientale di Veracruz.  LA LOTTA DEI SACERDOTI CONTRO LE GANG DEI NARCOSATANISTI ed il culto a “santa muerte” in Messico

https://noalsatanismo.wordpress.com/2016/09/21/messico-due-sacerdoti-rapiti-ed-uccisi-la-lotta-dei-sacerdoti-cattolici-contro-le-gang-dei-narcosatanisti-ed-il-culto-a-santa-muerte/

Sulla situazione, Paolo Ondarza ha intervistato la collega messicana Mercedes De La Torre, collega spagnola della Radio Vaticana:

R. –Ha fatto molto piacere ricevere questo messaggio dal Papa, direttamente dall’Angelus, perché sono tanti i messicani che lo seguono in diretta dall’altra parte del mondo. E’ interessante ricordare che il Papa aveva inviato un telegramma recentemente, in cui esprimeva le vive condoglianze e diceva di voler condannare questi attentati alla vita e alla dignità delle persone e chiedeva al Clero e agli agenti pastorali della diocesi di continuare con energia la loro missione ecclesiale, nonostante le difficoltà e seguendo l’esempio di Gesù, il Buon Pastore.

D. – Come vive la Chiesa questi momenti così drammatici? Come i vivono i sacerdoti?

R. – Fa sempre piacere sentire che il Papa è vicino, perché noi messicani amiamo tanto il Pontefice: sia Giovanni Paolo II, che è venuto cinque volte, sia Benedetto XVI e sia adesso Francesco, che è anche latinoamericano. Come lo vive il Messico? Lo vive con tristezza, con paura. Tutti i messicani sono “guadalupani” e quasi tutti si dicono cattolici. Il clero, la Conferenza episcopale sta rispondendo con molta unità a questo messaggio di preghiera, di condanna alla criminalità e allo stesso tempo di fiducia e di speranza. Il cardinale Alberto Suárez Inda, che è proprio l’arcivescovo di Michoacan e che è stato il pastore di padre Lopez Guillen, poco tempo fa in un videomessaggio chiedeva ai rapitori di rispettare l’integrità di questa vita, perché così potesse tornare presto all’esercizio del suo ministero; lui chiedeva a Dio la pace, il rispetto della vita e la conversione di chi fa queste cose.

D. – Questi sacerdoti sono, dunque, degli esempi molto forti per i fedeli e la Chiesa messicana. Si può cercare di capire perché sono stati colpiti alcuni sacerdoti e cosa c’è dietro questi sequestri?

R. – E’ molto difficile fare una panoramica di questa situazione. So che c’è una situazione molto complicata in tanti Paesi dell’America Latina e nel caso del Messico, purtroppo, ci sono diversi cartelli sia del narcotraffico che di altri tipi di criminalità organizzata. Allo stesso tempo, però, il popolo vive anche con fiducia, con speranza.

Il popolo messicano è un popolo che non si arrende mai: prova anche a pregare, perché arrivi la pace dall’alto. Grazie a Dio, la Madonna di Guadalupe, che protegge il popolo messicano, dice che i messicani non sono mai da soli e che Lei, la Madonna, li proteggerà. 

http://it.radiovaticana.va/news/2016/09/26/messico_ucciso_il_terzo_sacerdote_sequestrato/1260766

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